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USS ERINLE - MISSIONE 07 RSS USS ERINLE - Missione 07

07.11 "C'è qualcosa nell'aria..."

di Sidzi Drax Ajen, Pubblicato il 26-03-2024

Pianeta sconosciuto - Mercato cittadino - 28/09/2403 17:20


Il capitano Sidzi Drax ne aveva viste di cose in vita sua, sia quando era solo Sidzi Ajen che dopo l'unione con Drax, quando le passate vite del simbionte erano diventate anche le sue. A nessuno dei due però era mai capitato di trovarsi di fronte ad un ufficiale medico e al suo gemello sconosciuto, su un pianeta senza nome, in un sistema che invece lo aveva, ma sembrava fosse stato estratto dal 'cilindro dei nomi da dare ai posti quando hai finito le idee'. Per questo motivo si concesse qualche secondo di silenzio attonito spostando lo sguardo dall'uno all'altro, fino a quando il guardiamarina Ellis, alle spalle di Madrigali Primo (per ora l'avrebbe chiamato così), le fece un impercettibile cenno d'assenso mostrandole, il tricorder nascosto sotto la giacca che indossava puntato su Madrigali Secondo, mentre l'altro ufficiale della sicurezza, Trevor, faceva sentire la sua presenza al suo fianco. Rassicurata dal fatto che ci fosse almeno qualcuno con i piedi ben piantati a terra, il capitano sollevò un dito per interrompere i suoi due ufficiali medici e guardò in direzione dell'unica persona che avrebbe potuto aiutarli e che sembrava sul punto di andarsene a gambe levate. Ripetendosi più volte 'prima direttiva' nella testa, si avvicinò alla donna con un sorriso imbarazzato.
"Perdoni il comportamento del mio amico Ezra e di suo fratello," disse pregando che nessuno dei due aprisse la bocca per smentirla, "fanno sempre questo gioco sciocco in cui fingono di non conoscersi anche quando non dovrebbero," lanciò ad entrambi un'occhiata di avvertimento, "il mio nome è Sidzi ed ho la sfortuna di viaggiare con loro per accompagnarli da una comune amica", si presentò usando la copertura che avevano concordato prima di sbarcare.
"Io sono Arundhati," rispose la donna portandosi la mano alla bocca dopo un piccolo colpo di tosse, era molto pallida e, ora che la vedeva da vicino, Drax notò che la pelle del viso era lucida e gli occhi le luccicavano come se fosse avesse la febbre, "il curatore Ezra afferma di potermi aiutare," lanciò un'occhiata esitante a Erza Secondo, "anche se non so come sia possibile dato che nessuno ha mai trovato una cura alle polveri."
Non avendo la più pallida idea di che cosa si stesse parlando, Drax annuì un paio di volte per poi girarsi verso quello che presumibilmente era il suo ufficiale medico capo e sollevò un sopracciglio, "ah si?".



Pianeta sconosciuto - Nei pressi di una recinzione vicino ad un sito di lancio - 28/09/2403 17:54


"Questa non me l'aspettavo," commentò Shinead O'Lauglin esaminando il gazebo con il tricorder, "sembra sia un'entrata."
"E va parecchio in profondità," concordò Naholo, "scommetto che da qualche parte qui sotto si trova la base da dove partono i missili. Dovremmo andare a vedere," concluse avvicinandosi alla pietra.
"Ho solo una domanda," gli rispose Shinead abbassando il tricorder per poi guardarsi attorno, "quante probabilità ci sono che collegato a quello," indicò i resti del bidone, "ci fosse qualche sorta di allarme?"
L'ufficiale tattico sfoderò un sorriso, "molte, per questo faremo meglio a sbrigarci."



U.S.S. Erinle - Cartografia Stellare - 28/09/2403 contemporaneamente


"Come mai non andiamo mai nel tuo ufficio?" domandò Alexis Draen fissando Trevix.
"Qui vediamo meglio la mappa stellare," rispose il denobulano senza alzare lo sguardo dalla console sulla quale stava digitando.
"Betazoide," commentò semplicemente Draen indicandosi.
"Cosa? Oh," a Trevix sfuggì una risatina nervosa, poi si schiarì la gola, "non c'è abbastanza spazio," biascicò.
"Prego?" chiese Draen studiandolo.
"Non c'è abbastanza spazio," ripeté Trevix finalmente sollevando lo sguardo.
"Gli uffici sono tutti uguali, Trevix," ribatté Draen perplessa. Dal denubolano provenne un picco di imbarazzo misto a nervosismo.
"Si beh, non sono abbastanza grandi per me," borbottò Trevix, per poi sospirare e cercare di spiegarsi, "ho un mio schema per fare nel modo migliore il mio lavoro. Ogni informazione, ogni dettaglio, ogni dato ha una sua precisa posizione in modo che mi sia più facile trovare quello che mi serve quando mi serve."
Draen poi si piegò in avanti appoggiando il mento sul palmo della mano. "Vai avanti," lo invitò a continuare con gli occhi pieni di curiosità.
"Ogni singola cosa che entra nel mio ufficio ha un suo posto e uno schema di assegnazione della priorità. Gli ordini dei rifornimenti, ad esempio, sono divisi per sezione e ogni sezione in base all'urgenza," le spiegò il denobulano con entusiasmo, "che può cambiare in base alla situazione ovviamente, per questo ho un ulteriore gruppo che contiene gli ordini da fare subito, indipendentemente dal grado o dall'urgenza inizialmente assegnata. In questo modo, so sempre cosa va fatto prima e cosa dopo."
"E quindi non vuoi nessuno nel tuo ufficio perché...?"
"Sarebbero tentati di spostare qualcosa e non troverei più nulla!" Esclamò Trevix. "Lo so che sembrò assurdo, ma in questo modo ho il controllo assoluto sul mio lavoro."
"Non è assurdo," commentò Draen, "è affascinante, sei sempre stato così o è la flotta ad averti camb..."
Il bip della console interruppe la sua domanda. I due ufficiali guardarono quello che la mappa stellare mostrava loro.
"Quella macchia...?" Chiese Trevix indicando una zona più scura nell'area dove i missili spediti dal pianeta esplodevano
"Abbiamo trovato la nave dispersa," confermò Draen.

Toran entrò a passo deciso fissando prima i due ufficiali, poi la mappa olografica alle loro spalle. "Cosa sappiamo?" chiese subito dopo.
"La U.S.S. Stargate era in missione in questo sistema da circa un mese con il compito di studiare la civiltà del pianeta senza interferire, il solito insomma," rispose subito il capo operazioni, "a quello che sappiamo sono arrivati rapporti regolari per un certo periodo di tempo, poi all'improvviso più nulla."
"E ora è al centro dell'area di esplosione dei missili," commentò Toran.
"Si signore, più precisamente sembra sia il nucleo dove si raccolgono la maggior parte delle particelle," confermò la betazoide.
"Le vostre ipotesi?" Chiese il primo ufficiale studiando la mappa.
"Beh, abbiamo dimostrato che la polvere reagisce con i condotti della curvatura, quindi è probabile che quello che stava per succedere a noi sia successo anche a loro," spiegò Trevix, "con la differenza che noi non eravamo il diretto bersaglio dei missili."
"Come mai non l'abbiamo notata con le scansioni?" Toran riportò lo sguardo sul capo operazioni.
"A causa della natura delle particelle i nostri sensori avevano difficoltà a penetrare la nube che le esplosioni hanno creato, per cui li abbiamo riprogrammati in modo da compensare le minime fluttuazioni temporali e cercare non solo tracce della polvere, ma anche dei cristalli che si erano formati. È bastato modificare il software in modo che le routine di calcolo non si basassero solo sulla rad..."
"Ottimo lavoro, signor Trevix," lo interruppe Toran, "ora però come tiriamo fuori di lì quella nave? E, soprattutto, cosa ne è stato dell'equipaggio?"
"Riguardo alla nave ho già un'idea," gli rispose Draen dopo un lungo silenzio, "riguardo all'equipaggio invece, signore, non so risponderle."