USS Raziel NCC-79016
Ponte 3 - Ufficio del Capitano
19/12/2404 - ore 16:15
Una volta varcata la soglia, la porta scivolò silenziosa alle spalle del Primo Ufficiale, isolando l'ufficio dal brusio costante della Plancia. Nella mano destra, Moses stringeva un d-pad, le nocche tese come se volesse imprimere forza al messaggio che portava. Il suo volto, tradizionalmente burbero, tradiva però un lampo di soddisfazione.
"È fatta!" annunciò con voce ferma, posando il dispositivo sul tavolo con gesto deciso "Lo scienziato, quel Vorlag, sarà presto condannato. La pena è talmente pesante che difficilmente lo rivedremo ancora."
Hazyel si appoggiò lentamente allo schienale della sedia, intrecciando le mani davanti a sé.
Restò in silenzio per un istante, come se volesse assaporare la portata di quelle parole.
I riflessi delle luci disegnavano ombre nette sul suo volto, ma il tono era disteso.
"Questa brutta storia" iniziò Hazyel con tono basso e riflessivo mentre consultava il pad lasciatogli da Moses "sembra essersi finalmente chiusa.. i suoi complici sono stati arrestati, mentre molte famiglie del Sindacato di Orione sono state ridotte al silenzio... espropriate dei loro beni.."
Frank annuì, ma il suo volto si incupì.
"Eppure i Kolrek hanno giocato davvero male le loro carte. Perché avrebbero sacrificato mezzo quartiere a luci rosse? Era una delle loro fonti di reddito più sicure"
"Creando caos, volevano eliminare rivali minori ed imporre nuove regole. L'esplosione è stata una purga, non una perdita. E non dubito che, controllando gli apparati di sicurezza, alla fine avrebbero addebitato le colpe di tutto a Vala Urmel"
"Sarà .. ma hanno rischiato troppo e non si sono mossi nemmeno con troppa furbizia. L'idea di salvare Vorlag li ha esposti ed ora la Regina del Sindacato sa che erano coinvolti e li avrà privati del patrimonio, se non peggio."
"Esatto. È stato un errore di valutazione. Pensavano di poterlo usare ancora come strumento, non sappiamo bene in che modo, ma Vorlag non è un alleato: è un fanatico. E i fanatici non si controllano". Hazyel socchiuse gli occhi, riflettendo. "Vorlag non cercava potere, Frank. Le epidemie non erano un mezzo, erano il fine. La sua vendetta contro Urmel era solo la scintilla: ciò che voleva davvero era dimostrare la sua superiorità , distruggere il sistema che lo aveva respinto. I Kolrek hanno creduto di cavalcare quella follia, ma hanno solo seminato caos."
Moses serrò le labbra, posando lo sguardo sul d-pad.
"E Urmel? Rimane in circolazione. Non abbiamo fatto nulla per stroncarle la carriera."
"Non era la nostra priorità " ribatté Hazyel con calma. "La Federazione non ha giurisdizione su Orione. Il nostro compito era fermare Vorlag e contenere l'epidemia. Urmel è stato solo un depistaggio, una pedina che potrà tornare in gioco. Alcune minacce restano, e forse torneranno. "
Il Risiano si fermò per un lungo istante, lo sguardo perso per un attimo oltre le vetrate, come se cercasse qualcosa nelle stelle.
"O forse no.." aggiunse con un accenno di ironia "Ho fatto girare qualche velata allusione ad opera del buon Nihzorr Khael e i nostri sodali su Orione hanno fatto il resto.. magari Alera Urzai non avrà gradito, ma la mia copertura è rimasta intatta e le attività illecite a Cadel subiranno un calo drastico."
"Mmpf! È stato un successo che non possiamo permetterci di sottovalutare.. se sei d'accordo, proporrei Elaina e Alexander per una promozione.. magari ci vorrà del tempo, ma se la meritano" suggerì Moses
Hazyel inclinò leggermente il capo, annuendo compiaciuto.
"Al Comando di Flotta hanno completato l'analisi di quei maledetti virus. Per ciascuno è stata trovata una cura. Alcuni casi si sono rivelati più complessi, ma grazie alla Dottoressa Tarev e al Comandante Wood, ogni minaccia è stata neutralizzata. Non resta più alcun pericolo biologico a piede libero."
Il Capitano si lasciò andare ad un sorriso genuino, come se un grosso peso gli fosse stato tolto dal cuore.
"Finalmente possiamo mettere la parola fine a questa vicenda e tornare a occuparci della nostra missione primaria: catturare Jak'Al."
Una breve pausa, quasi un sospiro.
"Anche se, al momento, non sembra fattibile. È svanito nel nulla, come al solito."
Moses si irrigidì, lo sguardo acceso da una determinazione incrollabile.
"Non è sparito" ribatté con assoluta certezza. "È ancora là fuori. Lo sento. Prima o poi commetterà un passo falso. E quando accadrà , noi saremo pronti."
Il Risiano annuì, ma non rispose ed il silenzio che seguì fu denso, carico di promesse e di tensione.
Non era solo la caccia a Jak'Al a gravare nell'aria.
Moses fissò Hazyel con un'intensità diversa, più personale, come se avesse deciso che quello era il momento giusto per affrontare un'altra verità .
"Dimmi la verità .. Victoria è incinta, vero?"
Il Risiano non si sorprese della domanda. Lo sguardo rimase fermo, ma un sorriso appena accennato gli increspò le labbra. "Sì. Lo è. E non potrei esserne più felice."
Moses inspirò profondamente, chiudendo gli occhi per un istante. "Lo sospettavo da qualche tempo. I suoi silenzi, i viaggi su Risa, il modo in cui evitava Elaina... Non serviva essere un telepate per capire."
Frank aprì gli occhi e fissò il Risiano "Anni fa ti avrei preso a pugni, ora non più, ma sai bene cosa significa, vero? Non è solo una questione personale. Cambierà tutto."
Hazyel annuì lentamente.
"Più di quanto tu creda, Vecchio Orso"
"Mmpfh.. tu credi che..?"
"Sì.. non me lo ha ancora confessato, ma so che Victoria non vuole che la bambina cresca su K-4. Ha paura che la sua vita possa essere costantemente in pericolo. Sarebbe l'unica bambina, nemmeno Gabryel ed Isabella passano del tempo alla base.. avrebbe tantissimi zii, ma non sarebbe abbastanza"
Moses serrò la mascella, il volto segnato da un'ombra di malinconia. «E così ha deciso di lasciare la Base.»
Hazyel si appoggiò allo schienale, lo sguardo rivolto al vuoto oltre le vetrate.
"Sì. Non me l'ha detto direttamente, ma ho ricevuto conferme da canali che non lasciano dubbi. Il Comando di Flotta le ha offerto un incarico a Terra. Capo analista profiler, grado di Comandante. Dovrà sovrintendere al reclutamento e all'attivazione di nuovi progetti da parte della Intelligence"
Frank rimase in silenzio per qualche istante, poi scosse il capo.
"Non posso biasimarla. Certo avrei preferito non tenesse tanti segreti, ma è il passo logico: su SOL III avrà un ruolo che le permetterà di costruire progetti come il nostro e sarà un bene per la Flotta, ma per noi... sarà un vuoto. Non solo umano perché le vogliamo bene, ma anche professionale"
Hazyel lo guardò, con un sorriso triste ed al contempo sornione. "Lo so.. Victoria è stata una bussola silenziosa ed una presenza costante. Ora dovremo imparare a convivere senza quella voce che ci ricorda quando possiamo litigare e quando no"
Il Vecchio Orso posò una mano pesante sul tavolo, quasi a voler ancorare il più giovane Capitano alla realtà . "Lei non sparirà , ma certo tu ora avrai la responsabilità di dimostrare che Empireo può andare avanti anche senza di lei, magari con qualche cazzotto mio, ogni tanto, giusto per schiarirti le idee.."
Hazyel rise di gusto poi inspirò profondamente. "Allora dobbiamo prepararci. Quando rientriamo alla Base, il suo pancione sarà fin troppo evidente ed il suo annuncio cambierà gli equilibri. L'equipaggio dovrà capire che non è un abbandono, ma un nuovo inizio. Parli tu con Elaina? Da quanto mi ha detto Sarah, su Orione è servito.."
Moses annuì, lo sguardo duro, ma fiero "Va bene.. presto anche lei sarà in prima linea per sostenere Victoria.."
Base Stellare K-4 "Empireo"
Ponte 4 - Plancia
19/12/2404 - ore 20:56
"USS Raziel in avvicinamento" annunciò l'ufficiale alle comunicazioni.
Un mormorio percorse la sala di comando ed Idrissa Naidoo, il vice responsabile della sicurezza della stazione, si limitò a stringere le labbra in un sorriso appena accennato. Non era uomo da manifestazioni plateali, ma il suo sguardo tradiva un sollievo profondo.
Dopo qualche istante, i camminamenti verso l'hangar 1 sul ponte 12, si riempirono di personale, a partire dalle squadre mediche e di sicurezza. Sebbene fosse una consuetudine consolidata per il Capitano tornare dalle missioni senza perdite, Naidoo non voleva mai lasciare nulla al caso, a maggior ragione per la sorpresa che stava per ricevere l'equipaggio che stava sbarcando.
Quando il portellone si aprì, un silenzio quasi religioso calò sul corridoio.
Hazyel scese per primo, con passo sicuro e uniforme impeccabile. Il suo volto emanava una calma ferma, quella di chi aveva portato a casa tutti i suoi uomini.
Dietro di lui, Elaina Tarev, Alexander Wood e gli altri ufficiali superiori e via via tutti gli altri, tranne Moses ed il personale minimo in attesa del passaggio di consegne alle squadre di manutenzione e riparazione della stazione.
Victoria li attendeva. Da qualche tempo, aveva scelto di non nascondersi, di non celare più ciò che fino a quel momento era stato un segreto custodito con ostinazione. Ma nessuno, o quasi, di quelli partiti in missione, era a conoscenza della sua maternità . Quando avanzò verso di loro, il tempo sembrò fermarsi. Il suo ventre arrotondato era ormai evidente, e la sorpresa fu generale.
Gli sguardi si incrociarono, le voci si spensero. Alexander spalancò gli occhi, incredulo. "Victoria..." mormorò, incapace di trovare altre parole. Un paio di giovani ufficiali si scambiarono occhiate stupite, mentre altri abbassavano lo sguardo, rispettosi di un momento che non apparteneva a loro.
Elaina non disse nulla: sapeva già , aveva percepito il feto mesi prima. Il suo silenzio era carico di emozione, ma anche di sollievo: finalmente la verità era visibile, non più nascosta.
Hazyel sorrise, con un'espressione che mescolava orgoglio e serenità . Non c'era sorpresa nei suoi occhi, ma una quieta accettazione, come se quel momento fosse stato atteso e desiderato.
Moses aveva volontariamente scelto di rimanere in disparte, osservando la scena da una delle vetrate della Raziel con lo sguardo di chi aveva già compreso tutto prima della partenza. Sapeva che quello era il momento di Victoria e che la sua voce avrebbe avuto un peso solo più tardi.
La Consigliera di Empireo si fermò davanti a loro, con il cuore che le batteva forte. Sentiva il calore degli sguardi, la tensione che si scioglieva in un silenzio carico di significato. Inspirò profondamente, e con voce ferma ma emozionata disse: "Sta crescendo bene."
Base Stellare K-4 "Empireo"
Ponte 24 - Ufficio Medico Capo
20/12/2404 - ore 09:18
Dall'ampia vetrata del suo ufficio, la Dottoressa Tarev poteva scrutare la tranquillità dell'infermeria, immersa in una luce soffusa, quasi irreale, generata dai pannelli luminosi regolati su tonalità calde, per favorire la calma dei pazienti ed il silenzio era rotto solo dal lieve ronzio dei sistemi di monitoraggio.
Elaina era seduta accanto a un terminale spento, le mani intrecciate davanti a sé, lo sguardo fisso in un punto senza luogo e tempo. In quell'istante, non era la dottoressa sicura di sé che tutti conoscevano, ma una Betazoide ferita, in attesa di un confronto inevitabile.
Dopo qualche minuto, la porta scivolò silenziosa e Victoria entrò con passo esitante, ma deciso.
Indossava la sua uniforme, leggermente adattata per la gravidanza, e portava con sé un'aria di vulnerabilità che raramente mostrava. Quando i loro occhi si incontrarono, l'atmosfera si caricò di tensione.
"Avresti potuto dirmelo" iniziò Elaina, la voce bassa ma ferma. Non c'era rabbia, ma un dolore sincero, quasi un rimprovero velato. "Non come medico, ma come amica."
Victoria si sedette di fronte a lei, accarezzando il ventre con un gesto istintivo. "Non volevo che la mia gravidanza diventasse un caso clinico, non prima di decidere se ero realmente pronta a diventare madre, pur volendolo immensamente. Non volevo che fosse discussa nei corridoi, che diventasse un argomento di analisi o di curiosità . Avevo bisogno di autonomia, Elaina. Di decidere cosa volessi fare, e non solo della bambina. Sai bene che non ne ho fatto parola nemmeno con Hazyel o con Frank."
Elaina sollevò lo sguardo, gli occhi scuri pieni di emozione. "Ti ho sempre sostenuta. Non ne avrei fatto parola con nessuno, nemmeno con Alexander.."
Victoria annuì lentamente. "Sì lo so, non è mai stata sfiducia nei tuoi confronti, ma paura.. paura che questa gravidanza diventasse un punto debole. Paura che Hazyel si sentisse vincolato. Paura che tu, con la tua empatia, vedessi troppo e mi trovassi a spiegare prima che fossi pronta."
Elaina inspirò profondamente, come per contenere un'ondata di emozioni. "Sai cosa ho percepito, Victoria? Gioia. Gioia e paura, mescolate. Ma il tuo silenzio mi ha ferita. Mi sono sentita esclusa, come se la nostra amicizia non fosse abbastanza forte da reggere la verità ."
Victoria abbassò lo sguardo, poi le prese la mano. "Non volevo ferirti. Volevo proteggere me stessa, e lei. Non volevo che la mia vita privata diventasse un peso per te, o per l'equipaggio."
Elaina scosse il capo, con un sorriso amaro. "Non capisci.. per me non sarebbe mai stato un peso. Avrei voluto esserci, condividere con te questa gioia. Invece mi sono ritrovata a percepire frammenti di emozioni, senza poterle comprendere davvero. È stato come guardare un quadro attraverso un vetro opaco."
Victoria esitò, poi parlò con voce più bassa, quasi un sussurro: "Non è solo la gravidanza. Ho preso una decisione: una volta portata a termine la gravidanza, lascio Empireo. Il Comando di Flotta mi ha offerto un incarico a Terra, come capo analista profiler. Sarò Comandante ed avrò il compito di sovrintendere al reclutamento e all'attivazione di nuovi progetti dell'Intelligence»
Elaina spalancò gli occhi, sorpresa. "E me lo dici così?"
Victoria serrò le mani "Sei la prima a saperlo, dopo mia madre. Non lo sanno né Hazyel né Moses.. devo trovare il momento giusto per dirlo anche a loro. Non voglio che sembri un addio. Non lo è. È un passo avanti, un modo per proteggere mia figlia e allo stesso tempo servire la Flotta."
Elaina rimase in silenzio, combattuta tra l'orgoglio e la tristezza. Poi inspirò lentamente. "Sai cosa penso? Che stai facendo la scelta giusta. Ma, ti ripeto, che avrei voluto me lo dicessi da subito, per poter esserci ed accompagnarti in questo percorso di scelta. Non sono soltanto il tuo medico, ma una tua amica."
Victoria sentì un nodo sciogliersi dentro di sé. Per la prima volta da mesi, si concesse di respirare a fondo. "Grazie, Elaina. Avevo bisogno di sentirlo."
Le due donne rimasero ancora qualche istante in silenzio, ma non era più un silenzio pesante. Era un silenzio di pace, di riconciliazione.
Base Stellare K-4 "Empireo"
Ponte 4 - Ufficio del Primo Ufficiale
20/12/2404 - ore 11:40
L'ufficio di Frank era immerso in una luce calda, filtrata dalle lampade a parete. Le pareti rivestite di legno scuro e le mensole colme di dpad davano alla stanza un'aria austera, quasi solenne.
Moses era in piedi dietro la scrivania, la schiena dritta e le mani incrociate appoggiate sui glutei.
Quando Victoria entrò, il suo sguardo severo la colpì come una lama.
"Perché non me l'hai detto?" brontolò con voce roca, pesante come un macigno.
Victoria abbassò lo sguardo "Non volevo che ti sentissi obbligato a proteggermi ancora una volta. O che ti venisse in mente di lasciare tutto questo per la mia gravidanza. Non volevo che la mia scelta diventasse un peso per te."
Moses sospirò, poggiando le mani sulla scrivania. "Mmpf.. da quando non c'è più tuo padre, sei sempre stata mia figlia, quindi non pensarci nemmeno di escludere chi ti ama dalle tue decisioni. Non puoi affrontare da sola una gravidanza."
Victoria sollevò lo sguardo, gli occhi lucidi. "Ho passato la vita a dimostrare che potevo cavarmela da sola. Ho sempre voluto dimostrare di essere forte, indipendente, capace di affrontare qualsiasi cosa. Dici che questa volta ho esagerato?"
Moses si avvicinò a lei con passo pesante, ma deciso e le posò una mano sulla spalla. Il contatto era fermo, rassicurante. "Non devi affrontare tutto da sola. Non con me. Non con Hazyel. Non con questo bambino. La forza non sta nel portare ogni peso da sola, ma nel sapere quando condividerlo."
Victoria sentì le lacrime scendere, silenziose. "Avevo paura che la mia gravidanza potesse distrarre Hazyel, che potesse diventare un punto debole per lui. E avevo paura che tu, papà , ti sentissi costretto a proteggermi ancora una volta, come quando ero bambina."
Moses sorrise appena, un sorriso ruvido ma sincero. "Ti ho sempre protetta, e lo farò sempre. Ma non è un peso, è un privilegio. Non sei più una bambina, sei una donna, una madre. E io sono orgoglioso di te."
Victoria esitò, poi parlò con voce più bassa, quasi un sussurro: "Non c'è solo la gravidanza di cui ti voglio parlare.. ho preso una decisione che probabilmente non ti piacerà .."
Moses non si mosse, non si sorprese. La guardò con calma, come se avesse atteso quelle parole. "Già lo so" la interruppe "Ne ho parlato con Hazyel sulla Raziel mentre tornavamo da Orione. Sapevamo che prima o poi avresti trovato il coraggio di dirlo."
Victoria spalancò gli occhi, sorpresa "Lo sapevate? Ma come??"
"Sì, conosci Hazyel, è difficile nascondergli qualcosa" rispose Moses, con tono pacato. "Non è ancora al mio livello, ma sta imparando bene" aggiunse sogghignando "Ma sappi che nessuno dei due ti biasima, anzi.. riteniamo che sia la scelta giusta. Sulla Terra avrai un ruolo che ti permetterà di influenzare il futuro della Flotta, di formare nuove menti, di mettere in campo progetti come Empireo. È un passo avanti per la tua carriera, non un addio."
Victoria lo abbracciò con forza. Era un gesto che non facevano da anni, ma che in quel momento sembrava naturale, necessario. "Grazie" sussurrò. "Avevo bisogno di sentirlo."
Moses la strinse a sé, il volto segnato dalla commozione. "Non sei sola, non lo sei mai stata. E ora meno che mai. Ho già avvisato Margaret - che, guarda caso, sapeva già tutto da qualche ora - ed i RED. Sarai protetta ovunque sarai"
Risa
Istituto Medico - Padiglione Elyara
23/01/2405 - ore 18:09
La sala parto era immersa in una luce soffusa, filtrata dalle ampie vetrate che lasciavano intravedere il mare.
Le onde si infrangevano ritmicamente sulla costa ed il loro canto sembrava fondersi con il respiro affannato di Victoria, distesa sul lettino.
Il personale medico, guidato dalla Dottoressa Tarev, si muoveva con gesti rapidi e precisi, ma senza frenesia: ogni movimento era parte di una coreografia silenziosa, studiata per accompagnare quel momento fragile e sacro. L'aria era carica di tensione e di attesa, come se l'intera stanza trattenesse il fiato insieme a lei.
Hazyel le stava accanto. Non come amante, ma come compagno di viaggio, custode di un legame che andava oltre le definizioni. La sua mano forte stringeva quella di Victoria, e il suo sguardo era fisso su di lei, come se le volesse trasmettere tutta la calma accumulata in anni
"Respira" disse con voce ferma ma dolce, modulata come un comando e una carezza insieme "Ci sei quasi"
Il tempo sembrò dilatarsi. Ogni respiro, ogni contrazione era un passo verso un nuovo inizio, un varco che si apriva tra dolore e speranza. Le luci della sala medica pulsavano lievemente, come se seguissero il ritmo del cuore di Victoria, e persino il mare, oltre le vetrate, pareva rallentare la sua danza.
Poi, all'improvviso, il silenzio fu spezzato da un pianto sottile. Fragile, ma potente. Un suono che riempì lo spazio come un segnale di vita, come un annuncio che nulla sarebbe più stato lo stesso. Victoria, esausta ma colma di forza, strinse la bambina al petto. Le lacrime scivolarono sul suo volto, mescolandosi al sudore e alla luce dorata che filtrava dalle vetrate.
Hazyel la osservò, e per la prima volta la sua voce si incrinò, tradendo l'emozione che aveva sempre tenuto sotto controllo. «Thalyn sei bellissima,» sussurrò, quasi incapace di credere che quel miracolo fosse reale.
Victoria chiuse gli occhi per un istante, lasciando che il pianto della figlia imprimesse nella sua memoria, entrambe abbracciate dalla mole enorme del Risiano non sarebbero mai stati una coppia, ma sarebbero stati genitori insieme. E questo le bastava. Era un patto silenzioso, un legame che nessuna distanza, nessuna missione, nessun pericolo avrebbe mai potuto spezzare.