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        <title>USS RAZIEL - Missione 15</title>
        <description>I diari di bordo della USS RAZIEL</description>
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            <title>USS RAZIEL</title>
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            <title>15-00 PRATICAMENTE INNOCUO</title>
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            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alexander Wood<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Sol III - Zhengzhou (Cina)<br />
Laboratorio di microbiologia applicata<br />
13/05/2404 - ore 17.13</b><br /><br />
Il professor Hou Jiashu aveva atteso molto quel momento ed ora sembrava fremere dall'eccitazione mentre la giovane Lexy sfogliava distrettamente i fogli che aveva di fronte. Benché lo scienziato sembrava sprizzare gioia da ogni poro, la nuova leader della Weyland-Yutani Corporation non era dello stesso avviso.<br />
"Perché non usare semplicemente un d-pad per immagazzinare tutti i dati delle sue ricerche?" Lexy mosse i fogli sotto il naso dello scienziato "Sarebbe certamente più pratico che dover girare questi pezzi di carta primitivi!" <br />
"Beh.. ma i dati da un dispositivo elettronico possono essere rubati, soprattutto quando tali congegni sono fra loro connessi in rete! Si tratta del lavoro della mia vita, non avrei mai potuto permettere a qualcuno di appropriarsene" <br />
"Tutto molto bello, se lei non avesse una pessima calligrafia!" Lexy tornò a fissare per un attimo le ricerche dell'uomo poi sospirò pesantemente "Va bene, riassumendo un po' quello che ho inteso di questo nuovo virus.."<br />
"No, non si tratta di un virus, ma di un microrganismo. Lasci che le spieghi.." lo scienziato prese una serie di carte indicando alcuni punti segnati in rosso <br />
"La differenza principale tra un virus e un microrganismo risiede nella loro natura e struttura. I microrganismi includono una vasta gamma di esseri viventi microscopici, come batteri, funghi, protozoi e alghe. Essi sono generalmente unicellulari e possono vivere e riprodursi autonomamente in vari ambienti. Viceversa, i virus sono molto più piccoli dei microrganismi e non sono considerati veri e propri esseri viventi. Non possono riprodursi da soli e necessitano di infettare una cellula ospite per replicarsi. In sintesi, mentre tutti i virus sono microrganismi, non tutti i microrganismi sono virus. I virus sono parassiti obbligati che dipendono da cellule ospiti per la loro replicazione, mentre i microrganismi possono vivere e riprodursi" <br />
"Quindi, avete trovato questo microrganismo in grado di riprodursi e.."<br />
"Non esattamente" il professor Hou Jiashu intervenne con voce conciliante, seppure trovasse quella donna molto irritante "In verità lo abbiamo creato in laboratorio, partendo da un microrganismo comunemente presente negli oceani di questo pianeta" <br />
Lexy osservò per un attimo lo scienziato con malcelata frustrazione prima di proseguire: "Avete creato questo microrganismo in grado di riprodursi, ma non mi sembra che questo rappresenti un passo avanti per la tecnologia!"<br />
Lo scienziato scosse il capo "Lei non capisce le implicazioni della nostra scoperta! Si tratta di un microrganismo in grado di nutrirsi dei metalli, con un alto grado di adattabilità ambientale ed una incredibile capacità di riproduzione" lo scienziato andò ad esporre la sua invenzione voltandosi a guardare una teca sigillata con all'interno una strana sostanza in sospensione magnetica "Questi esserini sono in grado di sopravvivere nel vuoto dello spazio e di entrare in stasi in caso di totale assenza di metalli con cui nutrirsi. Non lo spaventa nulla, nemmeno le radiazioni o i filtri del teletrasporto! Sfuggono addirittura alle scansioni!" <br />
Lexy si limitò ad annuire lentamente "Sì, ho capito che questo coso si mangia i metalli, ma non era la direzione che speravo avessero preso le sue ricerche di eugenetica. Come siamo passati a tentare di migliorare il genoma umano al creare qualcosa che può distruggere il metallo?" <br />
"Beh.. in verità è successo quasi per caso. Abbiamo ideato il primo prototipo di questo organismo per errore e, purtroppo, si dimostrò subito fin troppo facile da eliminare. Da lì è stato un duro lavoro di ricombinazione genetica che ci ha portato al microrganismo che vede qui dentro!" <br />
"Quindi lei che tipo di applicazioni potrebbe ritenere adatte alla sua invenzione?" <br />
Il professor Hou Jiashu si grattò pensieroso la testa "Beh, non saprei.. immagino che sia utilizzabile in ogni occasione in cui si voglia eliminare del metallo" <br />
Lexy si fece pensierosa, mentre rifletteva con un certo fastidio sulla scoperta di quello strambo scienziato "Possibilità di indirizzarlo contro uno specifico metallo, escludendo gli altri?" <br />
"Ah, no, lui colpisce ogni metallo in modo del tutto indiscriminato"<br />
"Quindi è da escludersi che lo si possa direzionale al fine di colpire solo alcune aree anziché altre.." Lexy scosse il capo "Non posso escludere che abbia delle notevoli potenzialità, ma mi occorrerà del tempo per decidere come possa essere sfruttato a pieno, magari sotto forma di arma. Ci Penserò sù, per ora non faccia parola a nessuno di quanto ha creato!" <br />
"Ma la mia invenzione può essere molto più di un arma!"<br />
"Sarò molto onesta con lei, dottore. Al momento non mi sembra granchè nemmeno come arma. Non mi fraintenda, le potenzialità sono illimitate, ma qualsiasi persona che acquista un'arma vorrebbe che questa uccidesse il suo avversario, non sé stesso.."<br />
Lexy scosse il capo <br />
"Se cercano, invece, di fare un attentato esistono senz'altro armi batteriologiche molto più rapide.. senza contare che, normalmente, per generare il caos si colpiscono le persone, non i loro velivoli.. ci penserò sù e le farò sapere ma, tanto per curiosità, avete creato un modo per distruggerlo? Una contromisura se dovesse sfuggirvi dal contenimento?"<br />
"No, come le ho detto nulla potrebbe fermarlo!" <br />
<br />
<br /><b>Sol III - Makassar (Indonesia)<br />
Kana Indonesian Restaurant<br />
24/05/2404 - ore 11.43</b><br /><br />
Hou Jiashu non era a suo agio ma, nonostante tutto, era più che determinato nell'andare fino in fondo. <br />
Erano passati troppi giorni da quando aveva parlato con quella ragazza e lei, nonostante sembrasse aver capito le peculiarità della sua creazione, non si era ancora degnata di farsi viva. <br />
Non solo non gli era stato versato nemmeno un credito federale come premio per la sua opera ma, cosa ancor peggiore, non aveva ricevuto la fama e l'importanza che si aspettava. <br />
A quel punto, se fossero stati corretti, lo avrebbero messo a capo di un laboratorio, avrebbero aumentato i suoi fondi e gli avrebbero dato carta bianca per le future ricerche. Peccato che non avesse ricevuto assolutamente nulla! <br />
Era per quel motivo che, infrangendo tutte le regole, aveva trafugato parte della sua creazione e l'aveva portata in quel ristorantino. Doveva dare una dimostrazione pratica a quella ragazzetta, in modo che finalmente capisse le potenzialità del suo microrganismo!<br />
Si sedette ad un tavolo appartato ed aspettò qualche minuto prima che un altro individuo gli si sedesse di fronte.<br />
"Ce l'hai?" <br />
Hou si limitò ad annuire allungando una valigetta "Sì, certo. Per chi mi hai preso?!" <br />
"Per un pazzo che gira con un'arma in una valigetta.." la risposta atona dell'interlocutore lasciò spiazzato lo scienziato "I crediti federali saranno versati nel suo conto su Threll V, sotto nominativo fittizio.. sperando che questa cosa ne valga davvero la pena" <br />
"Te l'ho detto, questa mia creazione è esattamente come l'ho descritta!" <br />
"Lo spero bene per te" l'interlocutore prese la valigetta dirigendosi all'uscita <br />
"Non mi hai detto come intendi usarlo!" <br />
"E non te lo dirò mai.. addio"<br />
<br />
<br /><b>Cargo Bajoriano Jaggulb<br />
Plancia	<br />
26/07/2404 - ore 18.34</b><br /><br />
Il Capitano Piyo Ezke non aveva più dubbi, quel viaggio era iniziato sotto cattive stelle e stava procedendo sempre peggio. <br />
Non solo i commerci non erano andati come si aspettava, ma era stato costretto a fare molte più soste del previsto.. aveva barattato, acquistato e venduto così tante cose da non essere più in grado di ricordare cosa gli aveva dato e chi, ma erano tutte merci di valore modico. <br />
A questo si aggiungeva che, nell'ultima settimana, aveva litigato con buona parte del suo equipaggio, si era visto sfuggire un ghiotto affare quando un dannato Boliano lo aveva preceduto e si era quasi fatto accoltellare da un Nausicano che non aveva gradito i relè che gli aveva appena venduto.. <br />
Quel giorno, ecco la ciliegina sulla torta! Il cargo, che sino a quel momento aveva sempre navigato senza alcun problema, improvvisamente stava segnalando una serie di strane anomalie. Sembrava che i condotti dell'impianto si stessero disfacendo ad un ritmo preoccupante a causa di un maledetto microrganismo alieno che, non si sa come, aveva deciso di mangiarsi la sua nave.<br />
Le aveva provate tutte!<br />
Lo aveva irradiato con diversi tipi di radiazioni, aveva mandato in depressurizzazione la stiva di carico interessata, aveva provato a variare le temperature, passando da un ambiente rovente al gelo spaziale, ma invano.. il microrganismo sembrava essere in grado di mettere in atto meccanismi per difendersi.<br />
Alla fine aveva tentato con un campo di forza livello dieci ma, in un modo o in un altro, quel coso riusciva a colpire un altro sistema e far collassare il campo! <br />
Sembrava di avere a che fare con qualcosa di simile alle nanosonde Borg, ma di totalmente biologico. Non importava quanto ci si impegnasse a liberarsene, si adattava sempre a tutto, come se fosse in grado di pensare! <br />
L'unico affascinato dalla strana scoperta era Yuki Zahar, il cuoco di bordo che si era  autonominato ufficiale scientifico e, sulla base della sua grande "conoscenza" sul campo, si era autoproclamato l'unico membro della nave che avrebbe potuto gestire l'emergenza. <br />
Peccato che l'esperienza del vecchio Yuki si basasse sulla lettura di alcuni libri di microbiologia ed il Capitano ne era pienamente consapevole.<br />
=^=Capitano, questo lo deve proprio vedere! Ha saltato di nuovo il campo di forza, ora sta colonizzando l'altare per le preghiere nell'alloggio di Jiyik!=^=<br />
"Per tutti i profeti, ma che diavolo devo farci io?!" Piyo Ezke attivò l'ennesimo campo di forza prima di rispondere all'interfono "Yuki, come fai a trovare tutta questa cosa divertente?! Quella roba potrebbe farci un buco nello scafo o finire per compromettere un sistema essenziale della nave, noi potremmo morire tutti quanti e la sola cosa che sai fare è essere felice? Sta proliferando da meno di un giorno e già mi sta facendo danni ovunque!" <br />
=^=Capitano, l'energia sta calando! Non possiamo continuare ad alzare campi di forza di livello 10! Oltretutto non sono di alcuna utilità!=^=<br />
"Lo so Saryis, siamo molto vicini ad una base stellare federale! Appena saremo lì chiederemo a loro il da farsi, porta ancora un po' di pazienza!" <br />
=^=Io porto tutta la pazienza di Bajor, ma non posso garantire che i motori faranno altrettanto!=^=<br />
Il Capitano si voltò verso il timone "Dimmi che siamo arrivati!"<br />
"Siamo molto vicini alla Starbase K7, potremmo attraccare tra.."<br />
"Attraccare?! Ma sei serio?! Vuoi rischiare un'accusa per aver danneggiato consapevolmente una base stellare della Federazione?!" Piyo Ezke scosse il capo per poi alzarsi e iniziare a digitare alla consolle "No, grazie! Vogliamo inimicarsi tutta la Flotta Stellare?" <br />
=^=Starbase K7 a nave cargo Cargo Jaggulb, come possiamo aiutarvi?=^=<br />
"Salve, qui Capitano Piyo Ezke. Abbiamo bisogno di aiuto, la nostra nave è stata attaccata da un microrganismo che sta distruggendo i sistemi del vascello, temiamo possa arrivare a colpire qualcosa di indispensabile come il riciclo dell'aria o il supporto vitale=^=<br />
=^=Capisco. Non possiamo farvi attraccare per il rischio che il microrganismo finisca per proliferare anche sulla base ma posso procedere al vostro teletrasporto sulla base e all'invio di una squadra di ingegneri=^=<br />
"Era quello che speravamo, lascio la mia nave nelle vostre mani capaci!"<br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K7<br />
Infermeria	<br />
03/08/2404 - ore 08.04</b><br /><br />
Il dottor Raknod si fermò per un attimo nell'osservare la sua infermeria presa d'assalto da un gruppetto di Bajoriani e si preparò all'ennesima lunga giornata di lavoro. <br />
Sul momento non si era preoccupato più di tanto, del resto con i cargo civili il problema era sempre lo stesso. Si trattava di persone che viaggiavano, spesso senza una meta fissa, per mesi e, non appena arrivavano su una base o un pianeta, si davano alla pazza gioia finendo per stare male il giorno dopo.<br />
"Buongiorno signori, già sbronzi di prima mattina?" <br />
"Dottore, non credo che sia questo il caso.." l'infermiera Mafred raggiunse il superiore con un'espressione perplessa sul volo "Non ho rilevato nemmeno una goccia di alcool nel loro sangue"  <br />
"E lo credo bene.." Piyo Ezke prese la parola, anche se gli costò una certa fatica "Eravamo tutti troppo stanchi ieri sera per alzarci dal letto" <br />
"Va bene, sdraiatevi tutti sui lettini e intanto ditemi i sintomi"<br />
Il gruppetto di Bajoriani portò lo sguardo sul Capitano, lasciando che fosse lui a parlare <br />
"Beh, in generale ci sentiamo estremamente stanchi e deboli, ci manca il fiato e abbiamo la sensazione che il cuore stia correndo una maratona! E poi è venuto il mal di testa e i capogiri, pensavamo avessimo bisogno di dormire di più, ma soffriamo pure di insonnia! Insomma, non ci stiamo capendo più nulla.. magari abbiamo mangiato qualcosa che non ci ha fatto bene"<br />
Il dottor Raknod si fece pensieroso. Quegli strani sintomi non gli facevano pensare affatto ad un'intossicazione alimentare, ma fu quando vide le scansioni del biolettino che per poco non fece un colpo "Siete anemici, tutti quanti.. ad un livello assolutamente preoccupante! E' come se tutto il metallo che sta alla base del vostro sangue fosse sparito!" <br />
Yuki Zahar tossì un paio di volte prima di chiedere "Che sia colpa del microrganismo che avevamo a bordo?" <br />
"Quale microrganismo?!" <br />
"Quello che ha attaccato la nostra nave, sembrava avere la capacità di nutrirsi di qualsiasi metallo" Yuki sembrò parecchio convinto delle sue parole "Evidentemente anche il metallo che è contenuto nel nostro sangue deve far gola a quell'essere" <br />
"Non è possibile" Piyo Ezke scosse il capo "Non abbiamo attraccato alla nave proprio per poter essere teletrasportati e passare attraverso i filtri del teletrasporto! Senza contare che avevamo dato alla base stellare tutte le specifiche di quel coso e, appena arrivati, ci hanno scansionati escludendo che ce l'avessimo addosso!" <br />
"Ma non puoi ignorare che vi sia una correlazione fra le due cose!" anche Saryis sembrò perdere la pazienza "Altrimenti come te lo spieghi che tutti noi, persone che hanno sempre avuto una salute perfetta, improvvisamente stiamo male? E per giunta con sintomi identici?" <br />
"In effetti, c'è qualcosa dentro di voi e si sta cibando del metallo del vostro sangue ma.. no, non è lo stesso microrganismo che era sulla vostra nave. Li ho appena messi a confronto e sono decisamente diversi, anche se non ha alcun senso.." il dottore fissò lo schermo con evidente preoccupazione <br />
"Chiami il Capitano, la base deve essere messa in quarantena immediatamente!" <br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 4 - Sala riunioni principale<br />
05/08/2404 - ore 16.15</b><br /><br />
Gli ufficiali superiori della USS Raziel si trovavano tutti nella sala tattica della Starbase ad ascoltare le parole dell'Ammiraglio Often.<br />
=^=Ricapitolando, dal momento in cui il Cargo Bajoriano Jaggulb ha raggiunto K7, la proliferazione di questo microrganismo ha colpito anche la la base stellare con effetti incontrollabili=^= <br />
"In verità non capisco" Alexander prese la parola "Abbiamo un cargo che viaggia per un periodo imprecisato sino a che non si accorgono di un microrganismo che sta tentando di nutrirsi di parte della loro nave. L'equipaggio raggiunge la la base stellare in splendida forma.. o almeno spero che siano stati scansionati prima di essere permesso loro di girovagare per la struttura"<br />
"Dai dati che ci sono stati mandati, i miei colleghi avevano svolto una prima visita nel momento stesso in cui avevano messo piede nella la base stellare" Elaina controllò i dati "Ad un primo controllo non me la sento di sollevare alcuna osservazione sul lavoro svolto dal personale medico" <br />
"Bene, sono stati visitati.. stanno bene e poi cosa? Si sono ammalati all'improvviso?" Alexander scosse il capo "Le tempistiche sono strane, non ti pare?"<br />
"Alex, non posso saperlo sino a che non analizzerò che cosa sta distruggendo il metallo nel loro organismo! Virus, parassiti, batteri, microrganismi patogeni.. sono tutti diversi fra loro ed il corpo reagisce in maniera totalmente diverso"<br />
=^=La K7 ha già condotto delle verifiche ed è arrivata a ricostruire in modo piuttosto puntuale le problematiche che hanno condotto alla proliferazione incontrollata di questi patogeni in tutta la base stellare. Il microrganismo che ha attaccato la Jaggulb era un nuovo tipo di mutageno=^=<br />
"Mi scusi Ammiraglio, ma questo non spiega il fatto che sia riuscito a sfuggire dal controllo dei nostri colleghi" Alexander portò lo sguardo sui due ufficiali superiori "Un microrganismo mutageno è un organismo microscopico, come un batterio o un virus, che ha la capacità di causare mutazioni nel DNA di altri organismi"<br />
=^=Normalmente sì, ma questa è una categoria di mutagene completamente nuova perché questo agente patogeno possiede la capacità di alterare il proprio materiale genetico. Questo può avvenire attraverso vari meccanismi, come la ricombinazione genetica naturale o l'acquisizione di DNA estraneo dall'ambiente circostante.. la questione è ancora al vaglio dell'equipe scientifica. Ciò che ci preme è che questi microrganismi possono adattarsi rapidamente a nuove condizioni ambientali o sviluppare resistenze a trattamenti antimicrobici, oltre che riuscire a superare i nostri scanner biometrici e tutti gli altri sistemi di difesa=^=<br />
"Questo potrebbe spiegare molte cose" Sarah alzò lo sguardo verso Hazyel "Se l'equipaggio della K7 aveva conoscenza della proliferazione di quel microrganismo avranno tarato tutti i sistemi, in primis i filtri del teletrasporto sul suo specifico genoma.. ma, se questo, nel mentre, ha variato il proprio DNA sarebbe riuscito ad eludere i controlli" <br />
=^=Esatto. Secondo la ricostruzione ipotetica eseguita dai vostri colleghi della K7, il microrganismo ha reagito all'ambiente iniziando a proliferare inizialmente in via aerea. Nella sua prima forma è riuscito a ingannare i filtri del sistema del riciclo dell'aria passando per una sostanza innocua. Al momento, non si sa ancora quale, ma, in effetti, la Jaggulb non ha rilevato nulla di estraneo nell'aria sino ad ora=^=<br />
Lucius prese la parola "Potrebbe essere un malfunzionamento dei sistemi?" <br />
=^=Vorrei che avesse ragione, ma purtroppo non è così, semplicemente i filtri non erano in grado di individuare quel microrganismo=^= <br />
Often riprese a parlare dopo un rapido controllo al d-pad dinanzi a lui<br />
=^=Quello che appare certo è che, una volta proliferato, ha iniziato ad attaccare i sistemi della nave, mutando il proprio genoma una volta posato sulle pareti, in modo da riuscire a compiere la sublimazione del metallo. Di fatto i microrganismi si sono andati a specializzare, quelli che sono stati effettivamente rilevati avevano il compito di convertire il metallo della nave in sostanza aeree di cui si sarebbe nutrito il resto della colonia, mentre gli altri.. ancora in sospensione nell'aria.. continuavano la riproduzione aumentando via via di numero=^=<br />
"Ed essendo in sospensione nell'aria sono facilmente entrati all'interno del sistema respiratorio dei presenti sulla nave" Elaina ascoltava con attenzione le spiegazioni dell'Ammiraglio "Questo ovviamente avrà permesso a quel microrganismo di entrare nel flusso sanguigno trovando un'altra fonte di cibo"<br />
=^=Questo ha portato il microrganismo a proliferare nei corpi ospiti e nell'essere portata senza grandi problemi, dove è probabilmente mutata nella sua forma aerea iniziando ad espandersi nella base stellare senza che nessuno se ne accorgesse=^= Often scosse il capo =^=Purtroppo le ricostruzioni non hanno ancora fornito precise spiegazioni su tutti i sistemi di difesa usati da questo organismo patogeno ma sappiamo che, una volta entrato nel corpo della persona ha assunto una forma talmente simile ai mitocondri presenti nell'individuo da essere impossibile per il computer distinguerli=^=<br />
Alexander emise un leggero fischio "Questo è un grosso guaio, non possiamo impostare i filtri se i microrganismi sono così simili ai mitocondri!" <br />
Moses si voltò verso lo scienziato "Si spieghi meglio, Comandante.."<br />
Fu, tuttavia, Elaina a prendere la parola <br />
"I mitocondri sono organelli presenti all'interno delle cellule viventi e sono noti come le centrali energetiche della cellula" la dottoressa fece una smorfia "Sono loro che permettono alle nostre cellule di funzionare perché forniscono loro l'energia di cui hanno bisogno. In loro assenza non ci sarebbe organo o altra parte dei nostri corpi in grado di funzionare.. non c'è molto da dire, senza non si sopravvive"<br />
=^=E' questo il meccanismo unico di questo microrganismo. Secondo le ricostruzioni, questo organismo muta in sostanze innocue, o peggio, in materiale essenziale alla nostra sopravvivenza, rendendo inutili i filtri del teletrasporto.. ma c'è dell'altro, sembrerebbe in grado di pensare e sviluppare nuove strategie di difesa. Potremmo dire che sotto certi punti ogni singolo microrganismo funzioni come un neurone e, la massa in complessiva, è una sorta di colonia senziente. Ora la la base stellare K7 è in quarantena.=^=<br />
"Potrebbe essere già tardi" T'Pak prese la parola "Se l'equipaggio della Jaggulb hanno portato con sé il microrganismo nelle zone comune, è probabile che abbiano contagiato gli equipaggi di altre navi stellari che, a loro volta potrebbero aver contagiato altri e così via.. l'epidemia di questo organismo potrebbe già essere fuori controllo" <br />
=^=Abbiamo un altro problema, questo microrganismo è certamente il risultato di una ricerca di laboratorio. Non è apparso per caso, qualcuno lo ha messo su quella nave sapendo quello che stava facendo e, per quanto ne sappiamo, potrebbe aver già fatto lo stesso con altre navi=^=<br />
"L'equipaggio della Jaggulb non ha fornito informazioni su dove potrebbero aver imbarcato questo patogeno?" <br />
=^=No Capitano, non hanno saputo dare alcuna informazione utile e dubito che potranno esserci d'aiuto. La loro perdita di metalli era più veloce di quanto l'equipe medica riuscisse ad inserire nell'organismo e, alla fine, non sono sopravvissuti alla gravissima anemia che li ha colpiti=^=<br />
"Qual'è l'attuale situazione della K7?" <br />
=^=Il microrganismo sta attaccando sia la base che i suoi occupanti, la pandemia sta peggiorando a vista d'occhio=^=<br />
Fox scosse il capo "Ma perché quelli della Jaggulb sono stati male solo sulla base? E perché ora la pandemia sembra molto più veloce nel colpire le persone" <br />
"E' possibile che ci sia voluto del tempo perché il microrganismo capisse come mutare per attaccare gli esseri viventi. E' possibile quindi che, all'interno dell'equipaggio si siano sviluppate molte forme di organismi prima di arrivare alla forma definitiva. A quel punto si devono essere trasmessi l'informazione e, i microrganismi dentro i vari corpi, hanno mutato a colpo sicuro.. anzi hanno potuto addirittura diventare sempre più infettivi! Più passerà il tempo e più sarà rapido ed efficiente nell'uccidere la gente e assimilare le strutture metalliche!" <br />
=^=E questo ci porta ad un ulteriore problema, è una colonia senziente.. con tutte le implicazioni etiche del caso=^= Often scosse il capo =^=Ma ad ora il problema che ci preme di più è come fermiamo un patogeno in grado di cambiare il suo DNA prima che tutta la Federazione Unita dei Pianeti sia colpita da questa pandemia? Per ora si trova rinchiuso in quel cargo e nella  base stellare K7, ma..=^=<br />
"No Ammiraglio, temo che il problema sia molto più grave" Wood osservò i dati "Per tentare di eliminare il problema la Jaggulb ha depressurizzato la stiva di carico, sparpagliando il patogeno nello spazio. Se, come penso, il microrganismo tollera le condizioni del vuoto spaziale, al momento c'è una colonia di quei cosi che se ne va in giro per la galassia!"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alexander Wood</author>
            <pubDate>Tue, 13 Aug 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-01 LAVORO DI INTELLIGENCE</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Francis &quot;Frank&quot; Moses<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Sala Riunioni Principale<br />
05/08/2404 - ore 17:00</b><br /><br />
"Ma veniamo al dunque Ammiraglio Often" il Capitano Hazyel guardò intensamente lo schermo e i suoi uomini si zittirono. "Non siamo specializzati in queste cose... con tutto il dovuto rispetto, cosa vuole da noi?"<br />
 =^=Si tranquillizzi Capitano, non è mia intenzione incaricare voi di risolvere questo specifico problema. La USS Mariposa e la USS T'Vora sono già in viaggio verso il confine Klingon, sono due delle nostre migliori navi in campo scientifico e sono specializzati in questo tipo di missioni...=^=<br />
 "Quindi a noi non rimane che andare a cercare il colpevole e fargli, o farle, pentire di essere nato." grugnì Moses<br />
 =^=Non mi sarei espresso in questi termini e non abbiamo idea di cosa ci sia dietro, o se c'è qualcuno dietro a questo organismo... ma è esattamente quello che voglio da voi. Potrebbe essere un evento straordinario o qualche microrganismo che non avevamo mai incontrato... ma, se si tratta di un attacco intenzionale alla Federazione o, semplicemente, un test di prova di una nuova arma, dovrete fermare chi sta facendo questo... e prima lo fate meglio è.=^=<br />
"Da dove partiamo? Abbiamo un minimo di indizio?" chiese Fox<br />
=^=Abbiamo scaricato tutti i dati della Jaggulb, una delle piste potrebbe essere quella di ripercorrere le orme della nave cargo.=^=<br />
 "Posso farlo..." commentò il Comandante Mendel "Ho già ricevuto i dati e i computer ne stanno facendo una prima scrematura."<br />
"Bene..." commentò Hazyel "Altre piste? Qualche rivendicazione anche se non credibile o furti in centri di ricerca?"<br />
 =^=Niente rivendicazioni e niente furti da strutture federali, per i privati beh... sapete come vanno queste cose, se anche fosse stato rubato qualcosa non lo direbbero.=^=<br />
 "Bene ammiraglio. Ci tenga informato su K7 e noi faremo altrettanto sulle nostre indagini. Hazyel chiudo."<br />
 Il Risiano parve riflettere per un po' poi alzò lo sguardo sui suoi uomini.<br />
"Wood, Tarev, voi tenetevi in contatto con la USS Mariposa e la USS T'Vora. Se l'organismo è stato creato forse verrà fuori qualcosa durante i tentativi di eliminarlo. Nel frattempo, se vi viene in mente qualche idea su come eliminarlo tanto meglio. Presentatevi come lo staff scientifico di K4, dopotutto abbiamo un minimo di credito come stazione scientifica grazie a voi due." La coppia fece un cenno affermativo.<br />
"Fox, studia un modo per impedire a quella cosa di entrare in altre stazioni... specialmente la nostra. Vorrei qualcosa che almeno ci avverte se siamo contaminati."<br />
"Signor sì"<br />
"Sarah, mentre i tuoi computer elaborano le informazioni prova a vedere se c'è qualcosa nel DarkNet... magari qualcuno sta cercando di vendere il microrganismo come arma e K7 era solo una dimostrazione."<br />
"Ok!" rispose la ragazza<br />
"Mmpf! Io farò la stessa cosa con i miei contatti... c'è gente che non usa il DarkNet" borbottò Moses e Hazyel trattenne una battuta sull'età di certi criminali.<br />
Gli uomini dell'Empireo si alzarono e si avviarono verso le loro rispettive postazioni tranne Moses che rimase seduto al suo posto pensieroso.<br />
"Pensi possa essere qualcosa collegato a Jak'Al?" chiese il Capitano<br />
"Non lo so. Ne sarebbe capace, ma a che prò? Un'azione del genere è una cosa da dilettanti." rispose il Primo Ufficiale<br />
"In che senso?"<br />
"Un professionista non avrebbe attirato l'attenzione in questo modo. Se vogliono vendere questa cosa come arma è una pessima scelta mettersi così in mostra... non ci sono solo basi federali, potevano attaccare i Ferengi e nessuno si sarebbe accorto di niente pur avendo lo stesso risultato di dimostrare l'efficacia del microrganismo... i casi sono due a mio parere: Uno, è un organismo naturale che per qualche motivo ha subito una o più mutazioni e quella è roba per Elaina e Alexander."<br />
"E due?"<br />
"Siamo di fronte a dei dilettanti che si sono messi troppo in mostra. Se è così avranno commesso altri errori." rispose Moses<br />
"Hai pensato alla possibilità che siano terroristi?"<br />
"Si, come ci hai pensato anche tu e non è credibile. K7 è scalcinata quanto la parte pubblica dell'Empireo, se non di più. Sono solo una stazione di controllo per il traffico da e per l'Impero Klingon. Sulla Terra nemmeno verrebbero a sapere cosa è successo e, se anche lo sapessero, se lo sarebbero dimenticati dopo una settimana."<br />
"Sei un cinico Vecchio Orso."<br />
"Mmmph.." grugnì Moses che non amava l'epiteto "realista direi... anche se.. c'è anche un'altra possibilità..."<br />
"Che K7 sia un diversivo..." sospirò Hazyel alzandosi per tornare alla sala controllo della stazione.<br />
"Esatto, ma è troppo vaga come possibilità... lo spazio è molto grande."<br />
"Beh investiga anche su questa strada, non si sa mai." ordinò il Risiano prima di uscire dalla stanza lasciando indietro un pensieroso Primo Ufficiale.<br />
 <br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 27 - Laboratori Scientifici<br />
03/08/2404 - ore 18:35</b><br /><br />
"Abbiamo ricevuto i primi dati sul patogeno e i computer stanno cercando di mappare rapidamente tutte le possibili mutazioni del microrganismo. - commentò Wood continuando a controllare i dati che scorrevano sullo schermo - Cerchiamo punti deboli nel suo DNA che potrebbero essere sfruttati per neutralizzarlo."<br />
"Questo potrebbe includere l'uso di tecnologie di editing genetico avanzate come il CRISPR, modificate per operare a livello microscopico" aggiunse Elaina che verificava gli stessi dati su un altro terminale.<br />
"Quindi potremmo avere una cura?" chiese la Tenente Elga Pavlov della sezione scientifica.<br />
"Speriamo, ma non stiamo cercando quella. Se questo è il modo per trovare la cura le due navi scientifiche sul posto sapranno trovarla bene quanto noi, noi stiamo cercando un possibile creatore..."<br />
 <br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 22 - Ufficio Capo OPS<br />
06/08/2404 - ore 20:28</b><br /><br />
"Abbiamo estrapolato, per quanto possibile, le informazioni sui traffici della Jaggulb..." il Comandante Mendel inviò su uno schermo le informazioni per farle leggere a Moses, mentre il computer le iniziava a elencare verbalmente.<br />
 =^=Agosto 2403 - Luogo di partenza Base Stellare 24 - Carico Iniziale: 100 unità di spezie rare bajoriane, 50 casse di vino di sangue klingon, 200 unità di ricambi per disgregatori a impulsi, 300 unità di tecnologie di purificazione dell'acqua, 150 unità di abbigliamento sintetico resistente, 50 unità di componenti per motori a curvatura, 100 barre di latinum pressato=^=<br />
=^=Agosto 2403 - Morska - Avamposto di monitoraggio subspaziale (Impero Klingon) - Vendita: 50 unità di ricambi per disgregatori a impulsi, Baratto: 10 unità di spezie rare bajoriane in cambio di una lama cerimoniale Klingon, Acquisto: 5 casse di vino di sangue Klingon aggiuntive=^=<br />
=^=Ottobre 2403 - Gamma Hromi II - Colonia New Sidney (Territori della Federazione) - Vendita: 100 unità di tecnologie di purificazione dell'acqua, Baratto: 10 casse di vino di sangue Klingon in cambio di pezzi di ricambio per il supporto vitale, Acquisto: 2 casse di derrate alimentari esotiche (frutta e spezie)=^=<br />
=^=Dicembre 2403 - Stazione Spaziale Xarantine (Spazio federale - Non affiliati) - Vendita: 150 unità di abbigliamento sintetico resistente - Baratto: 5 casse di vino di sangue klingon in cambio di chip di dati su tecnologie obsolete - Acquisto: 50 contenitori di medicinali generici=^=<br />
=^=Febbraio 2404 - Ajilon I - Colonia Wades (Spazio federale) - Vendita: 100 unità di componenti per motori a curvatura - Baratto: 50 unità di tecnologie di purificazione dell'acqua in cambio di una mappa stellare aggiornata - Acquisto: 20 casse di metalli rari=^=<br />
=^=Aprile 2404 - Aldebaran IV - Colonia Nasca (Spazio federale - colonia non affiliata) - Vendita: 20 casse di metalli rari - Baratto: 15 unità di ricambi per disgregatori a impulsi in cambio di una cassa di antichi artefatti nausicani=^=<br />
=^=Giugno 2404 - Zibal III - Centro orbitale per gli studi della battaglia di J'Gal (Stazione federale) - Vendita: 100 barre di latinum pressato - Baratto: 5 casse di vino di sangue klingon in cambio di attrezzature per la raccolta di dati sensoriali=^=<br />
=^=Luglio 2404 - Pianeta Sherman - Colonia Sherman (Spazio federale - colonia non affiliata) - Vendita: 25 unità di tecnologie di purificazione dell'acqua - Baratto: 5 casse di vino di sangue klingon in cambio di diritti di estrazione mineraria temporanea - Acquisto: 5 casse di antichi artefatti Klingon=^=<br />
=^=Report del Carico Rimanente al 26 Luglio 2404: 90 unità di spezie rare Bajoriane, 30 casse di vino di sangue Klingon, 135 unità di ricambi per disgregatori a impulsi, 125 unità di tecnologie di purificazione dell'acqua, 50 unità di componenti per motori a curvatura, 1 lama cerimoniale Klingon, 2 casse di derrate alimentari esotiche, pezzi di ricambio per il supporto vitale, Chip di dati su tecnologie obsolete, 50 contenitori di medicinali generici, Cassa di antichi artefatti Nausicaani, Mappa stellare aggiornata, Attrezzature per la raccolta di dati sensoriali, 5 casse di antichi artefatti Romulani=^=<br />
 "Interessante - commentò Moses - Se ipotizziamo che il microrganismo non fosse presente sulla nave fin dall'inizio, ma è frutto dei traffici della Jaggulb, forse possiamo riuscire ad individuare il vettore di trasporto. Computer, quali sono le merci non presenti nel carico iniziale, ma presenti nel carico rimanente?"<br />
 =^=Cassa di antichi artefatti Nausicaani, mappa stellare aggiornata, attrezzature per la raccolta di dati sensoriali, 5 casse di antichi artefatti Romulani=^=<br />
 "Mmmh tutti potenziali vettori..." commentò Sarah<br />
"Invia alla USS Mariposa una richiesta su un esame dettagliato dei nostri quattro sospettati." ordinò Moses<br />
"Ormai sarà tutto contaminato, non possiamo capire quale fra loro trasportasse il patogeno."<br />
"Ma noi non cerchiamo il patogeno, noi cerchiamo la bomba a tempo..." rispose l'uomo con un luccichio nello sguardo.<br />
"MA CERTO! Se troviamo tracce di qualcosa che poteva trattenere il patogeno su uno degli oggetti allora sapremo quando è stato introdotto a bordo!"<br />
Moses alzò il braccio e la piccola capo operazioni batté forte il palmo della sua mano contro quella del suo superiore.<br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 15 - Sezione Ingegneria<br />
07/08/2404 - ore 12:39</b><br /><br />
"Abbiamo un sacco di dati, ma nessun appiglio" commentò il vice capo ingegnere<br />
"Skyp non ti abbattere, la risposta è lì da qualche parte." borbottò Fox guardando intensamente i dati come se si aspettasse che uno di essi si illuminasse per magia.<br />
"A cosa giocate?" la voce di Malice fece sobbalzare i due.<br />
"Mi hai fatto prendere un colpo! Capo non possiamo metterle un collarino con un campanellino?" chiese il mezzo Bajoriano tenendo platealmente la mano sul cuore.<br />
Fox parve immaginare per un secondo la donna con un collarino con tanto di campanellino e si guadagnò uno scherzoso pugno sulla spalla dalla mezza Orioniana.<br />
"Stiamo cercando di capire come rilevare quel maledetto organismo, però sfugge ai sensori quindi non so proprio come fare..." ammise Fox<br />
"Credo che sia il momento di una pausa! Avete fatto caso che è ora di pranzo?" chiese Malice<br />
"Ma si, tanto per ora non abbiamo idee. Il Comandante Wood deve farmi avere altri dati... probabilmente inutili. Ho proprio voglia di mangiarmi dei funghi Worfian!" esclamò il vice di Fox acchiappando il suo superiore per il braccio e trascinandolo insieme alla Orioniana verso il turbo ascensore.<br />
"Per l'amor del cielo, quando me l'hai fatto provare un mese fa sono stata male per una settimana! La Dottoressa Tarev mi ha detto che il mio intestino era stato trasformato in una fornace! E..." Malice si voltò notando che i due ingegneri erano rimasti bloccati "Che c'è?"<br />
 "Non dobbiamo cercare il microrganismo..." farfugliò Fox<br />
"Cerchiamo la sua cac... le scorie risultanti dalla corrosione del metallo!" terminò Tyler per lui.<br />
"Se implementiamo una tecnologia di rilevamento di alterazione nella struttura del metallo..." riprese Lucius<br />
"Potremmo rilevare deformazioni, microcrepe e alterazioni nella densità metallica causate dall'attività del microrganismo" terminò di nuovo il suo vice per lui<br />
"E quel coso è come se fosse composto da tanti neuroni che comunicano tra loro, potremmo rilevare campi magnetici e segnali elettrici causati dalla sua attività..."<br />
"Qui non ti seguo - lo interruppe Skyp - dentro la stazione ci sono troppi campi magnetici e segnali elettrici per distinguere il microrganismo dal chip di un tostapane."<br />
"E difatti noi useremo questo rivelatore per trovare il microrganismo che galleggia nello spazio... sperando che ne galleggi abbastanza. Non ho idea di quanta di quella robaccia deve esserci per essere rilevata... non possiamo mica scandagliare l'intero spazio!"borbottò Fox<br />
"Ma noi abbiamo più o meno il tragitto della nave cargo. Non è necessario scandagliare tutto, ma solo le zone che hanno attraversato." lo corresse il vice.<br />
"Giusto!" rispose entusiasta Fox<br />
 I due tornarono alle loro postazioni parlottando fra loro elettrizzati.<br />
 "Ok, quindi in mensa ci devo andare da sola..." ma nessuno dei due fece caso a Malice che sorrise ed uscì lasciandoli lavorare.<br />
 <br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 4 - Ufficio del Capitano<br />
07/08/2404 - ore 14:30</b><br /><br />
"Novità?" chiese Hazyel alzando lo sguardo dai documenti dell'intelligence che stava visionando.<br />
"L'equipaggio di K7 è stato evacuato e messo in stasi perché ancora non hanno trovato una cura, questo impedirà al microrganismo di ucciderli, ma se non trovano qualcosa rimarranno così in eterno. La stazione invece è ancora in quarantena." rispose Moses<br />
"Speriamo per il meglio... e avete scoperto il modo in cui il patogeno è stato trasportato?"<br />
"Proprio un attimo fa. Dalla USS Mariposa ci hanno mandato le informazioni che ci mancavano. Gli antichi artefatti Nausicaani erano immersi in un biogel che è evaporato lentamente perché le scatole che li contenevano non erano a tenuta stagna." lo informò Moses<br />
"Potrebbe essere un caso, ma, a quanto pare, è l'unica traccia che abbiamo. Dove è stato imbarcato quel carico?"<br />
"Una colonia su Aldebaran IV... un postaccio per quanto ne so. Certo la traccia è fredda ormai, sono passati almeno tre mesi..." commentò il Primo Ufficiale sbuffando.<br />
"È comunque qualcosa. Fai preparare la Raziel, partiamo fra un'ora."<br />
=^=Signore, sono Wood... abbiamo trovato una sorta di firma genetica sul microrganismo. È sicuramente cresciuto in un laboratorio.=^=<br />
"Firma?" chiese Moses <br />
=^=Abbiamo sequenziato il DNA del microrganismo, una volta ottenuto il codice genetico abbiamo cercato sequenze specifiche che non appartengono naturalmente a quel tipo di organismo. Si chiamano sequenze di marcatura e qualsiasi genetista inserisce la sua particolare firma per essere sicuro che la sua 'opera' resti di sua proprietà.=^=<br />
"Volete dire che c'è uno scienziato talmente cretino da firmare un microrganismo usato per un attacco terroristico contro la Federazione?"<br />
"Immaginala come la firma di un dinamitardo. - intervenne il Risiano - Molto bene signor Wood, verificate gli archivi genetici della Federazione e controllate se risulta una firma uguale."<br />
=^=Già fatto, la firma genetica corrisponde a quella di un certo dottor Hou Jiashu. Secondo le nostre informazioni lavora per la Weyland-Yutani Corporation=^=<br />
"Ancora loro? Speravo che la morte della vecchia avesse calmato un po' le loro attività."<br />
"Secondo Victoria, Lexi Weyland, sta seguendo le orme della zia, stessa spregiudicatezza negli affari. Però testare un virus su una stazione spaziale federale... è troppo anche per loro."<br />
"Quindi lasciamo perdere Aldebaran e puntiamo a Sol III?" chiese Moses<br />
"Manda Cortez con alcuni uomini alla colonia, meglio non lasciare nulla di intentato. Hazyel a Fox!"<br />
=^=Sì Capitano?=^=<br />
"Avete trovato un modo per identificare il microrganismo?"<br />
=^=Sì, abbiamo inviato le specifiche alla USS Mariposa, il Capitano Williams ringrazia per l'assistenza.=^=<br />
"Mmpf! Chiederò in cambio una cassa di birra romulana, dopotutto la stazione K4 ha una brutta nomea da mantenere." grugnì Moses<br />
"Per mantenere la mia di nomea dovrei farmi mandare le sue figlie" scherzò il Risiano<br />
"Meglio se è la moglie..." ribatté sarcastico il Primo Ufficiale.<br />
 "Bene! Basta battute... si parte per SOL III" <br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Francis &amp;quot;Frank&amp;quot; Moses</author>
            <pubDate>Tue, 01 Oct 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-02 INASPETTATA</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Hazyel <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>FLASHBACK<br />
Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 5 - Alloggio del Capitano<br />
14 febbraio 2404 - ore 23:10</b><br /><br />
Victoria sorrise.<br />
Hazyel l'aveva lasciata semi addormentata poco meno di mezz'ora prima per rispondere ad una chiamata dall'Ammiraglio Darion.<br />
Poco importava.. era sicura che la promessa del Risiano sarebbe andata a buon fine; non sapeva spiegarlo razionalmente, ma ne era certa: avrebbe avuto un figlio con la persona a cui voleva più bene nell'universo.<br />
Sul suo viso comparve un sorriso a trentadue denti, di profonda felicità interiore, di gioia non urlata, ma vissuta con ogni fibra del proprio essere.<br />
Si distese mollemente su quell'enorme letto avvolgendo il corpo nudo con le lenzuola di seta appoggiandosi con i gomiti su un morbido cuscino. C'erano ancora tutti i segni della lotta sessuale che aveva combattuto con Hazyel quella sera: non era la prima volta che facevano l'amore e non sarebbe stata l'ultima. <br />
Quella zona notte era un santuario di comfort indescrivibile: insonorizzato, dotato di illuminazione regolabile per creare l'atmosfera desiderata, pareti dipinte con colori caldi e rilassanti ed una piccola vetrata panoramica con vista sulle stelle.<br />
Con la mente, Victoria tornò ai tempi della complessa opera di riprogettazione di tutta la struttura, quando si era ritenuto opportuno destinare l'intero ponte 5, uno dei meno ampi, all'alloggio del Capitano.<br />
Ancora non si sapeva chi sarebbe stato scelto dai Nove per guidare Empireo e niente faceva supporre che un Risiano potesse essere della partita. Motivo per cui il ponte 5 era rimasto a lungo un'incompiuta.<br />
Quando fu scelto Hazyel, Victoria si era adoperata con la Mendel per rielaborare totalmente la concezione di quello che sarebbe stato l'alloggio del Capitano sulla Base Stellare K4.<br />
L'ingresso, inizialmente ampio e accogliente, fu ridimensionato al minimo necessario, rendendolo, di fatto, poco più che un luogo ove riporre l'uniforme e, con essa, i pensieri lavorativi. <br />
Questo spazio, grazie a porte scorrevoli composte da pannelli di legno intarsiato, che richiamavano elementi tipici della cultura Risiana, era separato dalla sala principale: un'ampia area multifunzionale, a pianta ellittica esagonale, arredata con mobili eleganti e confortevoli. <br />
Al centro, circondato da poltrone e tavolini bassi, un grande divano circolare sembrava invitare alla conversazione.. anche se.. in verità.. quella sera lo avevano utilizzato per altri scopi, rifletté Victoria con occhi sognanti, mentre le labbra si incresparono in un ghigno malizioso.<br />
Le finestre panoramiche occupavano la parete opposta a quella dell'ingresso, mentre su due degli altri lati dell'esagono c'erano delle porte, abilmente mimetizzate con le pareti, che si aprivano sugli altri ambienti dell'alloggio.<br />
Victoria sapeva quanto Hazyel amasse girare girare scalzo sulla sabbia finissima, perennemente a torso nudo, con addosso poco più che qualcosa di simile ad un costume ed aveva, pertanto, fatto ricreare una sorta di piccola oasi sabbiosa: un giardino progettato secondo i principi Risiani di armonia e bellezza naturale, con piante esotiche, piccoli ruscelli autoalimentati e pietre decorative. <br />
Un sentiero di pietra serpeggiava attraverso il giardino sabbioso, conducendo a un padiglione, rivestito di pannelli insonorizzati per garantire la privacy e la concentrazione, dove era stata allestita una zona di lavoro funzionale e tecnologicamente avanzata grazie ad una grande scrivania in legno scuro equipaggiata con terminali di comunicazione criptata e schermi olografici. <br />
Diametralmente opposta all'area relax, vi era la zona notte collegata ad un bagno spazioso e dotato di vasca idromassaggio, con materiali in grado di emulare marmo e legno come nella cultura Risiana.<br />
Con una punta di rammarico, la mente di Victoria tornò proprio a quella che era una delle cause principali della difficoltà del suo legame con Hazyel: il fatto che lui era un Risiano.<br />
I Risiani erano universalmente noti per avere un atteggiamento franco ed aperto sulla sessualità, non imponevano monogamia ed i loro legami affettivi erano sinceri, ma mutevoli.<br />
Victoria si era sempre considerata empatica e intuitiva, con una profonda comprensione delle dinamiche interpersonali, eppure Hazyel rappresentava per lei qualcosa che non era in grado di spiegare.<br />
Per lui provava affetto, stima, amicizia sincera ed un tremendo trasporto sessuale ed emotivo. Una cosa assolutamente non consona: come analista doveva mantenere piena lucidità e non farsi trasportare dai sentimenti.<br />
Inoltre, lui era un agente operativo e, difficilmente, avrebbero potuto avere una relazione stabile. Anche per Hazyel affezionarsi troppo a qualcuno poteva rappresentare un enorme rischio ed una potenziale arma carica da offrire in mano ai propri nemici. <br />
Victoria aveva più volte provato ad intraprendere relazioni sentimentali con altre persone, ma erano tutte naufragate quando la sua mente iniziava a mettere inconsciamente a paragone il suo partner del momento al Risiano.<br />
Nessuno, nemmeno lontanamente, aveva retto al confronto.<br />
Victoria ed Hazyel lavoravano insieme da anni ed avevano sviluppato una forte amicizia e una complicità anche non verbale che andava ben oltre il semplice rapporto professionale. <br />
Per la verità, con grande preoccupazione di Moses, non erano mai stati solamente colleghi; nonostante la loro stretta amicizia, tra loro c'era sempre stata una forte tensione romantica e sessuale che periodicamente avevano modo di sfogare in gran segreto. <br />
I loro momenti di collaborazione, non di rado, si erano trasformati in conversazioni personali e intime, con sguardi e gesti che tradivano l'attrazione reciproca. <br />
Da quando era nato il progetto Empireo, la loro relazione era stata rafforzata da vari eventi significativi, come missioni complesse e situazioni di emergenza. <br />
In questi momenti, Hazyel aveva sempre dimostrato una leadership impeccabile, senza mai perdere nessuno sotto il suo comando e Victoria aveva sempre ammirato la sua capacità di mantenere la calma e prendere decisioni sagge anche sotto pressione.<br />
L'aveva fatto anche quella sera: sfruttando la festa terrestre di San Valentino, dopo anni di amicizia e complicità, Victoria, alle soglie dei quarantatré anni, aveva deciso di confessare i suoi sentimenti a Hazyel.<br />
Non gli aveva chiesto una relazione stabile, non voleva nemmeno l'esclusiva, ma, mentre osservavano le stelle, Victoria gli aveva egoisticamente rivelato il desiderio di avere un figlio con lui. <br />
Anche a costo di crescerlo da sola, ma voleva esclusivamente lui come padre.<br />
Hazyel, inizialmente preso di sorpresa, aveva riflettuto con lei sulla proposta e la loro conversazione, intensa e piena di preoccupazioni e speranze per il futuro, era sfociata in un lungo rapporto sessuale, decisamente intenso, per la prima volta senza alcuna precauzione.<br />
Victoria si trovò a fantasticare per diversi minuti ad occhi aperti sulla possibilità di aver già concepito quella prima sera.<br />
All'improvviso, il ripetuto bippare del suo comunicatore, la convinse, con una punta di rammarico, ad abbandonare la comodità del letto di Hazyel per andare a farsi una doccia sonica e riprendere servizio prima che qualcuno potesse fare la spia al Vecchio Orso circa la sua assenza di quella sera.<br />
<br />
<br /><b>FLASHBACK<br />
Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 24 - Ufficio del Consigliere<br />
28 maggio 2404 - ore 15:24</b><br /><br />
Victoria era in lacrime di fronte allo schermo olografico su cui campeggiava il viso preoccupato, ma comprensivo di Bernadette Bates.<br />
La figlia aveva terminato le sedute psicologiche sia con Alexander che con Elaina inerenti le loro emozioni nell'aver incontrato ed interagito con i loro figli, ormai cresciuti, provenienti dal futuro.<br />
Aveva lasciato Hazyel per ultimo, convinta che sarebbe stato più semplice che affrontare le occhiate curiose di Elaina inerenti la propria, ancora segreta, gravidanza.<br />
Victoria adorava la Tarev per competenze e bravura nel suo ambito lavorativo, ma, con l'aumento del potenziale delle sue capacità telepatiche, si trovava nella spiacevole situazione di dover mascherare i propri pensieri alla collega ed amica. <br />
Durante la seduta, Hazyel era apparso piacevolmente scosso dall'incontro con i suoi figli adulti. Nonostante la sorpresa iniziale, aveva provato una profonda gioia nel vederli cresciuti ed era orgoglioso di ciò che erano diventati, in grado di portare avanti valori ed insegnamenti che ciascuno di loro aveva impartito loro.<br />
L'improvvisa consapevolezza che sarebbe stato un ottimo padre, probabilmente pronto anche a rinunciare al lavoro che faceva nonostante il ruolo che ricopriva, era piombata come un macigno sulla coscienza di Victoria che non aveva potuto fare a meno di provare un senso di rimorso e tristezza.<br />
Motivo per cui aveva, abbastanza seccamente, interrotto quel colloquio, accampando una scusa il più possibile plausibile, ed aveva cercato con insistenza la madre.<br />
=^=Non glielo hai detto, quindi?=^=<br />
"Non ci sono riuscita.."<br />
=^=Viky prima o poi devi farlo.. non puoi tenerlo segreto ancora a lungo.. due mesi o tre al massimo poi la pancia sarà evidente a chiunque=^=<br />
"Lo so, mamma.. ma ho sbagliato! Se dovesse mollare Empireo per tenere a sicuro nostra figlia non me lo perdonerei mai.. sai meglio di me quanto sia prezioso per tutto questo"<br />
=^=Non ho capito perché ti sei incaponita su questo punto.. Gabryel ed Isabella stanno crescendo benissimo e non mi pare che nessuno dei tre loro genitori abbia abbandonato Empireo=^=<br />
"E' diverso!"<br />
=^=Non lo è affatto.. è il tuo istinto di madre che sta prendendo corpo.. stai proiettando su Hazyel le tue paure ed il desiderio di protezione verso la creatura che hai in grembo.. ed è una cosa buona, ma non ti devi far dominare da essa! Quante volte hai rimproverato Frank perché ti considera sempre la bimba che deve proteggere a tutti i costi?=^=<br />
"Uhm.. magari hai ragione te mamma.. ma non sono sicura di volerla far crescere su K4 o su Baku o su Risa. So che quello che noi facciamo la può mettere in pericolo. E non voglio nemmeno che, per salvare lei, Hazyel o altri dell'equipaggio mettano a rischio le proprie vite."<br />
=^=Ricordo male io o quattro anni fa Hazyel a Parigi è venuto a salvare te e Frank senza protezione? Seminudo con due pugnali Kabar? Devo andare a rileggere la tua valutazione nei suoi confronti di quel giorno? O prendo il rapporto stilato da quel brontolone che hai come padre adottivo? Quella volta fu munifico di complimenti nei confronti del vostro Capitano e sai bene che è cosa estremamente rara=^=<br />
"Appunto perché me lo ricordo.. io non voglio che nostra figlia possa essere causa di qualche sua imprudenza e.."<br />
Victoria vide Bernadette Bates sorridere<br />
"Non credi che debba essere io a decidere? Ti ho mai delusa?" esclamò Hazyel alle spalle della consigliera di Empireo<br />
"TU! Quando? Come sei entrato!!!!"<br />
"Privilegi del Capitano.. ti ricordi? Ho le abilitazioni per bypassare ogni sistema di sicurezza della stazione, ivi compreso l'inibitore al blocco porte che hai attivato quando mi hai buttato fuori con una scusa poco credibile"<br />
Victoria scoppiò a piangere a dirotto<br />
"Perché piangi? Dovresti essere felice come lo sono io.. avevo notato.. ehm.. mi perdoni Ammiraglio.. una maggiore rotondità del tuo seno, quindi sapevo che mi nascondevi qualcosa.. mi darai una figlia ed è una cosa stupenda! Sono sicuro che Gabryel ed Isabella faranno salti di gioia nel sapere che diventeranno fratelli maggiori e non credo ci sia nessuno dell'equipaggio che non sarebbe pronto a difendere lei come fanno con loro. Quindi perché ti preoccupi?"<br />
"Promettimi che non farai stupidaggini per lei.. o per me!"<br />
"Quello non posso farlo.. ma sono determinato a fare tutto il necessario per garantire che i miei figli abbiano tutti un futuro luminoso e sicuro, indipendentemente dalle sfide che potremo mai incontrare come Empireo! Ad aiutarci a mantenere la promessa c'è la mia famiglia su Risa e poi, sinceramente, dubito che nessuno in tutto l'universo vorrà mai mettersi contro la nipote di Frank Moses e Bernadette Bates.. nemmeno Jak'Al!"<br />
=^=Su questo potete stare sicuri e se il Vecchio Orso, che prima o poi dovrete informare di questa gravidanza, dovesse mai piazzare una taglia sulla tua testa, Hazyel, tranquillo che, ora che sei di famiglia, se la dovrà vedere prima con me.. e non ha modo di vincere!=^=<br />
"Mamma!" si trovò ad esclamare Victoria mentre si scioglieva commossa nell'abbraccio del Risiano.<br />
<br />
<br /><b>FLASHBACK<br />
Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 6 - Alloggio Wood<br />
28 maggio 2404 - ore 21:06</b><br /><br />
Alexander aveva lasciato Elaina alle prese con le sue meditazioni Betazoidi.<br />
Ultimamente era capitato sovente che la compagna, sdraiata accanto a lui, non fosse con la testa presente nel qui ed ora, ma che vagasse come alla ricerca di qualcosa o di un perché.<br />
La conosceva abbastanza bene da sapere che non avrebbe ricavato nulla nell'indagare su cosa stesse riversando le proprie riflessioni.<br />
Aveva, pertanto, deciso di andare sotto la doccia sonica prima di trascinarla fuori per andare assieme a cenare.<br />
Una decina di minuti più tardi, con indosso solo un asciugamano, Alexander uscì dal bagno e cacciò, involontariamente, un urlo di qualche ottava superiore al dovuto, a causa della sorpresa.<br />
Di fronte a lui, stazionava Hazyel ed il suo sguardo non presagiva nulla di buono.<br />
"Capitano, che ci fai qui?" esordì l'ufficiale scientifico cercando di tenersi in bilico tra il formale e l'informale.<br />
"Potrebbe essere colpa mia.." ammise Elaina con una nota di tristezza nella voce "Alex puoi cambiarti ed andare da solo a cenare? Credo mi sia passato l'appetito e non credo tornerà a breve.."<br />
"Sicura? Cioè siamo certi che vada tutto bene? Isabella e Gabryel stanno bene??"<br />
"Sì.. sono coi tuoi genitori Alexander.. ma devo affrontare un argomento con Elaina.. ed è meglio che io sia venuto nel tuo alloggio piuttosto che farla poi convocare nel mio ufficio. Mi spiace dell'intrusione, ma diciamo che le restituisco pan per focaccia" rispose il Risiano mostrando un pad.<br />
"Ecco.. ok.. mi cambio al volo e vi lascio soli"<br />
Un paio di minuti dopo l'uscita di Wood, con Hazyel ancora in silenzio, Elaina decise che era meglio interrompere quello che le sembrava essere un interminabile imbarazzato mutismo.<br />
"Mi dispiace, Hazyel, sinceramente.. so che non ami il fatto che io percepisca i tuoi stati d'animo, ma non posso farci niente, fa parte della mia natura! Sai che non posso spegnere o accendere la mia empatia a piacimento.. "<br />
"Non dirlo a me.." la canzonò il Capitano con un sorrisetto furbesco<br />
"Non volevo spingermi fino a questo punto, ma cerca di capirmi! Sono l'ufficiale medico di questa base e non ero stata informata della gravidanza... Tutti quei viaggi prolungati di Victoria su Risa, il cambiamento nel suo atteggiamento nei miei confronti, quasi come se non fossimo più amiche, il fatto che abbia evitato qualsiasi visita dal mio staff... sembrava quasi dovesse o volesse tenere nascosto qualcosa, e questo ha attirato la mia attenzione. Quando, per la prima volta, ho percepito debolmente l'aura del feto nel suo grembo, mi ha davvero colpita!"<br />
"L'hai detto a qualcuno?" chiese il Risiano di rimando<br />
"No... non sapevo nemmeno con chi parlarne! Alexander, quando si tratta di belle notizie, è un entusiasta e temevo che potesse lasciarsi sfuggire qualcosa. Quanto a Moses, non sapevo se fosse già al corrente o meno. In entrambi i casi, avrei rischiato di tradire la fiducia di Victoria. E con te... quando si tratta di lei, non so mai come comportarmi. Il vostro rapporto è splendido, ma così particolare che persino per una Betazoide è difficile da decifrare."<br />
"A questo stadio della gravidanza, c'è la possibilità che anche altri telepati a bordo possano percepire il feto, oltre a te?"<br />
"Se i miei calcoli sono corretti, è appena entrata nel quarto mese, quindi al momento credo di essere l'unica ad averlo percepito... Ma basterà qualche settimana e diventerà evidente per tutti: prima ai telepati, poi, con la crescita del pancione, anche agli altri. Prima o poi, Victoria dovrà parlarne."<br />
"Ne sono consapevole. Non mi aveva detto nulla, così come ha fatto con te. Diciamo che richiedere da parte tua la sua cartella medica al centro federale su Risa è stata una scelta un po' rischiosa... sai che in ogni caso sarei stato informato. Forse lei non voleva questo.."<br />
"Un attimo! Come medico della base, ho rilevato un ricovero che riguarda un membro del nostro equipaggio, e sai meglio di me che ho, per così dire, una certa discrezionalità in materia. Non devo necessariamente giustificarmi... Mi dispiace aver sondato lei e il feto, non era mia intenzione invadere, ma la sua chiusura mi ha lasciata perplessa."<br />
"Lo posso capire.. io ho indagato un po' di più e.. ti ricordi di Herbert Huber? Primario di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Militare Letterman?"<br />
"E come posso dimenticarlo? E' grazie a lui che non ci sono state complicazioni nel parto dei gemelli"<br />
"Bene.. quello che forse non sai, ma lo ignoravo pure io fino a qualche tempo fa, è che sta svolgendo un seminario di sei mesi presso uno degli Ospedali di Risa, al fine di condividere ed approfondire nuove tecniche inerenti le problematiche dei parti tra esemplari della mia razza e quelli delle altre, compresa quella Terrestre"<br />
"Beh.. posso capire il consulto, ma non posso comprendere perché non si sia fidata di me e del mio staff.. siamo perfettamente in grado di garantire le migliori cure a lei ad alla bambina!"<br />
"Non ne ho mai dubitato. Ma sai, è lei che sta portando una nuova vita nel grembo... ed è giusto che abbia la libertà di scegliere cosa ritiene meglio per entrambe."<br />
"Probabilmente hai ragione, Hazyel, ma questo distacco mi ha ferita. È stato per questo che ho iniziato a monitorare la sua empatia, e quella della bambina. Volevo capire se non si apriva per timore, per qualcosa di inaspettato che non riusciva a gestire... o per altro."<br />
"E cosa hai percepito?"<br />
"Forti sbalzi di umore: dalla gioia alla preoccupazione e via dicendo.. nulla che non mi aspettassi da una donna incinta.. ho quindi deciso di attenzionare le persone di sesso maschile che lei frequentava. Te compreso!"<br />
"Lo so bene, e sia io che lei ci siamo accorti dell'ampliamento della tua percezione telepatica. Mi fido completamente delle tue sensazioni, specie quando siamo in missione. Anche se, a volte, ti arrabbi quando cerco di metterti in condizione di lavorare in totale sicurezza."<br />
"Sì, ne sono consapevole... ma in questi mesi ho provato a chiederle se andasse tutto bene, e lei è sempre stata evasiva. Ero preoccupata... mi sono lasciata trasportare, è vero, ma fino a poche ore fa, quando ho percepito l'impennarsi della vostra gioia comune, non avevo idea che fosse incinta di te!"<br />
"Ed ora? Io le ho detto che l'ho scoperto, ma non le ho rivelato come.. deve essere Victoria a decidere se, quando e con chi condividere la notizia della sua gravidanza. Se non l'ho ha ancora fatto, avrà le sue ragioni che sono, anzi siamo, costretti ad accettare.. non trovi?"<br />
"Scusami... ci tengo a lei, ma tengo ancora di più a te, Hazyel. Sei il padre di uno dei miei figli, e so che ti devo la vita da quando mi hai salvata da Mister White... Non avrei dovuto agire così, ma la preoccupazione ha avuto la meglio. So quanto tieni a lei, e quanto è importante per tutti noi."<br />
"Va bene, d'accordo.. ora vai a recuperare il povero Alexander prima che si tormenti di qualcosa che non esiste." <br />
"Ok.. ma.. quindi.. tu e lei.. sì insomma.. state assieme??"<br />
"No.." rispose Hazyel con un sorriso ammaliatore prima di allontanarsi<br />
<br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 4 - Plancia<br />
07 agosto 2404 - ore 15:10</b><br /><br />
"Navetta Danube in uscita da curvatura.. avvisate il Capitano che il Contrammiraglio Bates sta arrivando"<br />
"Mmpf.. non credi che dovresti avvisare prima me di questa visita inaspettata? In fondo, sarebbe soltanto mia moglie!" grugnì Moses all'addetto comunicazioni, strappando un sorriso divertito a tutti i presenti<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Hazyel </author>
            <pubDate>Fri, 11 Oct 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-03 PRATICAMENTE INDISTRUTTIBILE?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Elaina Tarev<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 28 - Sala Ologrammi 2<br />
07/08/2404 - ore 16:35</b><br /><br />
Al Tenente Comandante Fox era capitato il lavoro più strano che gli fosse mai balenato in mente. Anni di servizio impeccabile solo per ritrovarsi lì a cercare la cacca di un microrganismo alieno potenzialmente letale che, di fatto, poteva trovarsi sparso un po' ovunque nel Quadrante Alfa.<br />
Accanto a lui, il Tenente Comandante Wood sembrava assorto da una serie di dati che scorrevano sul suo terminale. <br />
Al centro della sala vi era una riproduzione olografica di una piccola area del cargo Jaggulb sia prima, sia dopo l'attacco apportato dallo strano microrganismo. Le due ricostruzioni, poste l'una accanto all'altra, davano un'idea quasi allarmante della capacità distruttiva di quella piccola entità unicellulare. <br />
"Ha praticamente aperto un foro che collega le due stive.." Wood era sgomento nell'osservare i segni riscontrati dalle ultime scansioni sul cargo <br />
"Se non fossero tanto irregolari avrei pensato ad un buontempone armato di torcia al plasma!" Fox fece una smorfia prima di scuotere il capo "Vorrei evitare che anche la K4 faccia questa fine, dobbiamo capire come individuare questi cosi a prescindere dal fatto che i sensori possano o meno identificarli.. e, a proposito, non è il caso di dargli un nome? Mi sento stupido a chiamarli così.." <br />
"Un microrganismo in grado di nutrirsi di metalli potrebbe essere chiamato metallo trofio, che significa nutrizione. Un esempio di un microrganismo noto con queste capacità è il Cupriavidus metallidurans, noto per la sua capacità di trasformare composti metallici tossici in forme meno reattive" <br />
Wood era talmente sovrappensiero da non notare l'occhiataccia di Fox <br />
"Dato che il nostro microrganismo ha caratteristiche uniche, potremmo chiamarlo Metallovorus aerogenes, che significa mangiatore di metalli che genera gas"<br />
"A parte che cercavo un nome in grado di semplificarmi la vita, ma siamo certi che generi gas?" <br />
"Le analisi della USS Mariposa lo hanno confermato pochi minuti fa, anche se, di fatto, anche gli scienziati sulla K7 erano giunti alle medesime conclusioni" <br />
Wood digitò alla consolle ricreando una ricostruzione del microrganismo ingrandito sino alla dimensione di una pallina da ping-pong <br />
"Da quanto è stato potuto appurare, il microrganismo riesce ad assorbire i metalli attraverso proteine specializzate sulla sua membrana cellulare, simili a quelle utilizzate per il trasporto di nutrienti. All'interno della cellula, enzimi specifici catalizzano la trasformazione dei metalli in composti volatili. Questi composti volatili possono essere ulteriormente trasformati in gas attraverso reazioni biochimiche ed il microrganismo può poi espellere questi gas nell'ambiente circostante, attraverso canali specializzati nella membrana cellulare.. solo a quel punto i vari microrganismi sono in grado di assimilarli"<br />
"E, a quel punto, avranno delle scorie, giusto? E' per quello che siamo qui.." <br />
Wood portò tutta la sua attenzione su Fox <br />
"A dirla tutta, non vi sono molti dati a riguardo. La USS Mariposa e la USS T'Vora si stanno occupando di trovare una cura per gli infetti, senza peraltro essere giunti a grandi conclusioni.. le scorie dal processo digestivo del microrganismo non sembrano essere fra le loro priorità" <br />
"Vorrà dire che ce ne occuperemo noi! Hai qualche idea di che tipi di scorie potremmo trovare?" <br />
"Sono convinto che si tratti di qualche forma di chelato metallico" <br />
Wood riprese le sue scansioni prima di notare un'occhiata dubbiosa di Fox <br />
"I chelati sono composti chimici in cui un legante, chiamato chelante, si lega a un atomo metallico centrale tramite due o più atomi donatori di elettroni. Questo processo, noto come chelazione, forma un complesso molto stabile, simile a una pinza che avvolge l'atomo metallico.. mettiamola così, al microrganismo occorre sfruttare un chelante per assimilare il metallo!" <br />
"Quindi dovremmo conoscere bene le scorie che produce quel microrganismo?"<br />
"Non esattamente.." Alex scosse il capo "Un esempio di molecola chelante naturale è lo sideroforo, che ha un'alta affinità per il ferro. Questo complesso chelato potrebbe essere trasformato in una forma volatile di scoria come il ferrocene, ossia un composto organometallico di ferro. Ovviamente questa non è la risposta alla nostra ricerca perché, come sappiamo, il microrganismo non si nutre solo del ferro, ma di tutti i metalli.." <br />
"Quindi cosa stai cercando ora?" <br />
"Abbiamo tutte le scansioni effettuate sulla K7 e sulla Jaggulb, inoltre possiamo procedere a delle simulazioni. Al momento sto incrociando le strutture dei più comuni chelati per vedere se vi è qualcosa che possa, almeno in parte, avere una struttura similare e..." <br />
La consolle di Wood si mise a suonare e, proprio al centro della sala ologrammi apparve l'immagine di quella che sembrava una struttura chimica estremamente complessa. <br />
Fox si fermò a guardare l'immagine per un attimo senza collegarla a nulla di specifico prima di voltarsi verso Wood "Che cosa sto guardando?"<br />
"La più grande scoperta dell'ultimo secolo, per quanto ne sappia io.." Wood sembrava essere estremamente galvanizzato mentre analizzava quella strana struttura <br />
"Si tratti di un chelato che può legarsi a qualsiasi tipo di metallo e che rappresenta lo scarto di quel microrganismo. Non ho mai visto nulla in natura! Credo che lo chiamerò chelato polimetallico. Suona bene, no?"<br />
"Ehm.. sì, un nome meraviglioso, ma non ho capito perché dovrebbe essere così entusiasmante aver trovato questo coso!" <br />
"Questo chelante modifica la sua struttura spaziale per avvolgere e intrappolare qualsiasi ione metallico. Questo legame multiplo rende il complesso molto stabile e impedisce al metallo di reagire facilmente con altre sostanze!" <br />
Wood osservò per un po' Fox prima di aggiungere <br />
"Questi chelati possono trovare numerose applicazioni in vari campi! Possono essere utilizzati in medicina, in particolare nelle terapie per rimuovere metalli tossici dal corpo, nel caso di avvelenamento. Possono essere utilizzati per correggere carenze di metalli nelle piante e migliorare i procedimenti di terraformazione di pianeti inospitali.  In verità, le possibilità sono infinite, ma potrò essere più preciso dopo che lo avrò studiato!" <br />
"Bene, quindi sembrerebbe che tu abbia appena fatto la scoperta della vita" Fox ridacchiò osservando Wood "E per quanto ci riguarda, questo ci permetterà di individuare il microrganismo"<br />
Alex sollevò il volto dallo schermo osservando lo sguardo divertito di Fox "Perché ridi?! Mi sono perso qualcosa?!" <br />
"Glielo dici tu ad Elaina che la grande scoperta della tua vita, ciò che ti renderà tanto famoso da spingere Isabella a cambiare cognome, sta nel fatto che hai scoperto una rarissima e sconosciuta forma di cacca?!" <br />
Alex aprì la bocca riflettendo per un attimo sulle parole di Fox, poi scosse il capo sconsolato "Mi prenderà in giro per il resto della mia vita!" <br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 4 - Ufficio del Capitano Hazyel<br />
07/08/2404 - ore 18:47</b><br /><br />
Nonostante l'originaria decisione di partire per la Terra, con l'inaspettato arrivo del Contrammiraglio Bates, alla fine si era optato per aspettare qualche altro riscontro per adottare la migliore strategia d'azione: il viaggio per Sol III non sarebbe stato breve e, di fatto, la ricerca e l'interrogatorio di un dottore civile poteva essere svolto molto facilmente da uno qualsiasi degli ufficiali dell'Intelligence stanziato al Comando di Flotta.<br />
Stavano proprio attendendo quelle cruciali informazioni quando il Contrammiraglio Darion, in poche battute, finì per stroncare alla nascita le speranze di Hazyel e Moses. <br />
"Un buco nell'acqua?"<br />
La domanda di Frank diede voce a tutta la frustrazione che gli ufficiali in comando provavano per la mancanza di vere e proprie piste di indagini utili a spiegare l'insolito attacco subito dalla K7 <br />
"Vorrebbe dirmi che il professor Hou Jiashu non è crollato in interrogatorio?!" <br />
=^=Al contrario, è stato molto collaborativo!=^= <br />
Il Contrammiraglio Darion, in collegamento da Sol III, prese fra le mani il d-pad prima di fare una smorfia di fastidio <br />
=^=Ci ha letteralmente raccontato tutta la sua vita. E' nato in una famiglia di scienziati a Shanghai. Fin da giovane, ha mostrato un interesse straordinario per le scienze naturali, in particolare per la biologia e la chimica. Dopo aver completato gli studi superiori con il massimo dei voti, si è iscritto all'Università di Shanghai, dove ha conseguito una laurea in Biotecnologia. In seguito alla laurea, Hou ha proseguito gli studi con un dottorato in genetica molecolare presso il Massachusetts Institute of Technology. Durante il suo dottorato, ha lavorato su progetti innovativi riguardanti la manipolazione genetica prima di entrare nella Weyland-Yutani Corporation, dove il suo lavoro è proseguito fino alla creazione di quel dannato microrganismo. È sposato con una donna di nome Li Mei, una biochimica, e insieme hanno due figli. Nel tempo libero, Hou ama praticare il tai chi e gli olo-romanzi di fantascienza.. devo continuare?=^= <br />
"Preferirei andassimo al punto, ammiraglio" Hazyel incrociò le braccia al petto "Ha saputo dirci come fermare la sua creazione?"<br />
"No, lui non ne ha idea. Questo tizio non solo non si è preoccupato di trovare un sistema per debellare il microrganismo, ma ha fatto di tutto per renderlo indistruttibile! Si è convinto di aver creato qualcosa di inattaccabile.. il microrganismo definitivo per capirsi. Quindi non sa come eliminarlo e, se interrogato a riguardo, continua a dire che non è possibile farlo!"<br />
"Ma allora perché vendere il microrganismo?"<br />
=^=Ha asserito che, all'interno della compagnia in cui lavora, nessuno aveva preso davvero in considerazione le peculiarità della sua scoperta. Non aveva ricevuto nessun riconoscimento, non era ancora stato promosso capo laboratorio, non aveva ricevuto ulteriori fondi per continuare le sue ricerche.. non era cambiato nulla! La sua giustificazione per ciò che aveva fatto era dimostrare a tutti la validità della sua scoperta prima che fosse accantonata per dare spazio al lavoro di altri scienziati.. ovviamente l'altra spiegazione è che sia stato profumatamente pagato in latinum, ma il nostro caro professore ha preferito glissare sul punto=^= sullo schermo si vide Darion scuotere il capo <br />
"Ha venduto una creazione sostanzialmente mortale senza porsi alcun dubbio a riguardo? Non si è preoccupato che lo potessero rilasciare su Sol III?" <br />
=^=In via fondamentale sì, ha messo in circolazione qualcosa di estremamente pericoloso senza riflettere ma, se posso spezzare una lancia in sua difesa, non credo avesse considerato che il microrganismo sarebbe evoluto tanto da attaccare le cellule sanguigne degli esseri viventi.. si tratta di evoluzioni casuali sulle quali lo stesso creatore non ha nessun controllo, è probabile che tutto ciò lo abbia stupito.. anche se non lo ammetterà mai!=^= <br />
Darion fece uno sbuffo prima di aggiungere <br />
=^=E, prima che me lo chiediate, il professore Jiashu non conosce il nome del compratore=^=<br />
"Come è possibile che non sappia chi sia? Ha venduto la sua grande scoperta al primo che passava per la strada?" Moses fece una smorfia "In qualche modo deve essere entrato in contatto con il compratore.. si devono essere accordati sul costo e sul luogo della consegna!"<br />
=^=Ci ha dato un nickname da cui era stato contattato ed una breve descrizione della persona che è venuto a prendere il microrganismo. Purtroppo quel nominativo era collegato ad un umano di nome Ethan Carter, ma quest'ultimo è stato ritrovato morto il 29 maggio, ossia quattro giorni dopo lo scambio=^= <br />
Hazyel scosse il capo "Ethan Carter? Mai sentito nominare.." <br />
=^=Non è qualcuno che normalmente interesserebbe l'Intelligence=^= <br />
Darion digitò per qualche attimo sul d-pad prima di riprendere a parlare<br />
=^=Nato e cresciuto su Sol III, nei sobborghi di Chicago. La sua infanzia è stata segnata da un ambiente familiare instabile. Fin da giovane, Ethan ha mostrato una grande intelligenza e un'abilità innata per la tecnologia, ma la sua indole e il pessimo rapporto con il padre lo hanno portato a intraprendere una strada sbagliata. A vent'anni, Ethan ha iniziato a commettere piccoli crimini, principalmente truffe informatiche e furti di identità. La sua abilità nel manipolare sistemi informatici gli ha permesso di evitare la cattura per diversi anni. Tuttavia, la sua crescente audacia lo ha portato a commettere errori che hanno attirato l'attenzione delle forze dell'ordine; è stato arrestato per la prima volta a venticinque anni per una serie di truffe. Dopo aver scontato una breve pena detentiva, è tornato alla vita criminale, questa volta concentrandosi sulle rapine a piccoli cargo commerciali. La sua capacità di pianificare meticolosamente i colpi gli ha permesso di sfuggire alla cattura per un po', ma alla fine è stato arrestato nuovamente e condannato a una pena più lunga. Durante il suo tempo in prigione, Ethan ha continuato a studiare e a migliorare le sue abilità informatiche. Ha anche partecipato a programmi di riabilitazione, ma il suo desiderio di guadagnare rapidamente denaro lo ha sempre riportato sulla strada del crimine. Dopo essere stato rilasciato, ha cercato di mantenere un basso profilo, ma le tentazioni del mondo criminale erano troppo forti ed ha finito per attirare nuovamente l'attenzione delle forze di polizia locali. Negli ultimi anni, Ethan ha cercato di cambiare vita, lavorando come consulente informatico per piccole imprese. Tuttavia, le sue vecchie abitudini e i contatti nel mondo criminale lo hanno portato a essere coinvolto in nuove truffe e rapine.. non c'erano ancora abbastanza prove per arrestarlo, ma era questione di tempo=^= <br />
"E poi ha deciso di acquistare un microrganismo che si nutre di metalli?" <br />
=^=Lo so cosa vi state chiedendo..=^= Darion poggiò il d-pad sulla scrivania =^=Perché un piccolo criminale che non si è mai allontanato dalla Terra ha sentito la necessità di ottenere un microrganismo da far arrivare su K7? La verità è che non ne abbiamo la più pallida idea=^=<br />
"Quindi è anche inutile che partiamo per Sol III" Moses grugnì infastidito "Non sino a che non sapremo chi è il mandante e dove si trova" <br />
Hazyel annuì alle parole del suo Numero Uno "Evidentemente ha agito su commissione, dobbiamo riuscire a scoprire con chi avesse dei contatti.. potrebbe rappresentare la nostra pista di indagine più promettente" <br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 22 - Ufficio Capo OPS<br />
08/08/2404 - ore 08:40</b><br /><br />
Il Comandante Sarah Mendel stava esplorando il mondo del DarkNet da un numero imprecisato di ore. <br />
Si era concessa poche pause per dormire e mangiare ma, nonostante la stanchezza, non aveva intenzione di arrendersi. <br />
La soluzione più ovvia era che K7 fosse solo una sorta di test, ma per cosa? Perché non c'era alcuna traccia di quel microrganismo?<br />
Per la verità, aveva trovato qualcosa, ma nulla che fosse utile alle indagini. In poco tempo la sorte capitata alla Starbase federale aveva fatto il giro della Galassia e, come era immaginabile, in molti si erano fatti avanti per poter acquistare la nuova mirabolante arma di distruzione di massa. <br />
Tanti compratori pronti a sborsare tanto latinum da ricoprire un piccolo planetoide, ma nemmeno l'ombra di un possibile venditore. I pochi che si erano finti tali erano stati presto smascherati come impostori truffaldini in cerca di soldi facili. <br />
"Abbiamo qualcosa?" <br />
La voce di T'Pak fece voltare Sarah, ma il capo OPS si limitò a fare spallucce prima di tornare a fissare lo schermo <br />
"La cosa si sta facendo frustrante. Sono tutti in fermento per acquistare questo microrganismo, ma nessuno sembra averlo. Se non avessi piena fiducia nel lavoro di Alex ed Elaina penserei che si tratta di un microrganismo evolutosi spontaneamente" <br />
"Ma noi sappiamo che viene da un laboratorio.." <br />
"Precisamente!" la Mendel ruotò la poltroncina su cui era seduta prima di incrociare le braccia al petto "Ma del resto a cosa sarebbe servito tutto questo? Perché infettare una nave cargo come tutte le altre? Doveva essere un messaggio? C'è un motivo per aver scelto come vettore del contagio degli antichi artefatti Nausicaani?" <br />
"Forse l'obiettivo era semplicemente K7" T'Pak prese la parola ma con poca convinzione "Se è esistito un pazzo che rapiva e uccideva bambine innocenti dalle basi stellari perché non ne dovrebbe esistere un altro che si diverte a infettare e uccidere dei federali?" <br />
"L'avevo pensato anche io, ma poi l'ho escluso" <br />
Sarah digitò alla consolle per mostrare una serie di linee che si intersecavano senza una logica sulla mappa della Federazione <br />
"La Jaggulb non ha un vero e proprio percorso fisso. Lei andava un po' dove la portava il Capitano e lui preferiva navigare in zone dove pensava di poter fare maggiori guadagni. E' stato un puro caso che si trovasse vicino a K7! Se fosse stato un po' più in là avrebbe potuto chiedere aiuto a K4 per quello che ne sappiamo!" <br />
"Già, da quello che vedo il Capitano non si avvicinava mai ai pianeti più importanti della Federazione.. si teneva sempre verso i confini dello spazio federale" <br />
Sarah osservò la collega con espressione incuriosita "E questo dovrebbe aiutarci a capire perché abbiano scelto proprio loro?"<br />
"Ancora non lo so, ma è comunque una scelta insolita da parte di una nave cargo. Pianeti più grandi corrispondono a più persone, più richiesta di risorse e più commerci.. perché escludere tutti i posti più frequentati?"<br />
Cippy iniziò a trillare facendo annuire Sarah "Potresti avere ragione.." <br />
"Ma davvero capisci quello che dice?" <br />
Sarah scoppiò a ridere "Oh, non temere.. con il tempo inizierai a capirlo anche tu! Ma Cippy ha avuto una buona idea. Pianeti più grandi possono significare anche controlli più stringenti a chi vuole attraccare e commerciale la propria mercanzia e.."<br />
"Se qualcuno ha qualcosa da nascondere potrebbe preferire non attirare l'attenzione di nessuno" T'Pak annuì prontamente "Quindi quello che dobbiamo capire è se le nostre considerazioni sono esatte e, soprattutto, se l'eventuale passato criminoso dell'equipaggio di quel cargo possa aver influito sulla scelta di usarli come vettori dell'infestazione" <br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K4 - Empireo<br />
Ponte 28 - Sala Ologrammi 2<br />
09/08/2404 - ore 12:16</b><br /><br />
L'incarico di trovare una cura alla nuova malattia, portata da un microrganismo semisconosciuto, era stato assegnato ad altri due vascelli, la USS Mariposa e la USS T'Vora. <br />
In quanto membri dell'Empireo, Elaina ed Alexander avrebbero dovuto concentrare i loro sforzi nel trovare i responsabili dell'attacco, ma le indagini in corso non avevano ancora dato i loro frutti ed entrambi si stavano arrovellando nel cercare di dare risposta alla domanda: come si ferma un microrganismo indistruttibile?! <br />
Alexander aveva predisposto una accuratissima simulazione del microrganismo, opportunamente ingrandito per essere visibile ad occhio nudo, su cui tentare ogni strada per portarlo alla sua eliminazione. <br />
"Inizio a pensare che tu stia scaricando il tuo lato sadico su questa simulazione.." <br />
La voce squillante fece voltare Alexander per un'attimo dalla consolle, ma non fu sufficiente per risollevare il morale <br />
"Le sto provando tutte.. quel piccolo bastardello mutageno sembra divertirsi a mandare in fumo ogni mio tentativo di distruggerlo! Ho tentato di aumentare e diminuire la temperatura, ma non è servito a nulla.. piuttosto entra in una sorta di criptobiosi e rimane latente in attesa del miglioramento delle condizioni! Ho tentato di irradiarlo con ogni tipo di radiazione, che fosse o meno letale agli esseri viventi e non ne è stato minimamente colpito! Ho tentato di porlo in una zona priva di nutrimento ed lui è entrato nuovamente in criptobiosi, pronto a risvegliarsi tranquillamente alla ricomparsa di qualsiasi fonte di cibo!" <br />
"Immagino che sia del tutto inutile proporre di tentare con uno dei tanti antibiotici o agenti antimicrobici attualmente conosciuti.."<br />
"E immagini bene!" Alex sbuffò sonoramente "Li ho provati tutti, partendo dai più comuni sino a quelli meno noti! So che anche la USS T'Vora sta seguendo questa strada sperando di creare un nuovo antibiotico specifico ma, oltre al fatto che per il momento non sta funzionando, ci vorrebbe troppo tempo per giungere alla fase di produzione!<br />
Elaina rimase per un po' in silenzio prima di tornare a guardare la simulazione "Potresti cercare di distruggere la tua cacca all'interno del microrganismo.." <br />
"Elaina, quella non è la mia cacca!" <br />
Wood lanciò un'occhiataccia alla compagna prima di proseguire <br />
"Ma ammetto che avessi già pensato a trovare un inibitore di chelazione. Sviluppando delle molecole che inibiscono la capacità del microrganismo di chelare i metalli, lo si priverebbe della sua fonte di nutrimento. Questa è la strada che ha scelto la USS Mariposa, ma non ha ancora avuto nessun risultato degno di nota! Il fatto è che si tratta di ricerche che potrebbero richiedere anni, la gente su K7 non ha che giorni prima di morire!" <br />
"Siete giunti a qualche risultato?!" <br />
La voce di Moses fece voltare entrambi, ma lo sguardo scoraggiato dello scienziato fece presupporre al Primo Ufficiale che la risposta non sarebbe stata positiva. <br />
"Mmmph.. Siete i migliori nei vostri campi e ancora non siete giunti a nessuna soluzione?!" <br />
"Comandante, lei non capisce! Quelli sono come.. dei neuroni indistruttibili! Le ho provate tutte per distruggerli, ma ogni volta quei maledetti si sono adattati! Non posso escludere che con il tempo si avrà una cura, ma nulla nell'immediato futuro!" <br />
"Neuroni?!" Elaina osservò Alexander con espressione accigliata "Non sono affatto quel tipo di cellule!" <br />
"Era l'immagine più appropriata per poterli descrivere! Sono in grado di evolvere e adattarsi.. ma è anche vero che sono talmente interlacciati tra loro da comunicare agli altri ogni nuova informazione che riescano ad apprendere! Guardiamo in faccia la realtà, sono una sorta di colonia estremamente efficiente!" <br />
Elaina sbattè le ciglia per un paio di volte osservando il compagno <br />
"Alex, lascia che sia totalmente onesta con te. Non sono ancora riuscita a capire se sei il genio più stupido che abbia mai conosciuto o lo stupido più geniale che sia mai diventato un ufficiale della Flotta Stellare" <br />
La Betazoide non si perse in ulteriori spiegazioni, limitandosi ad allontanarsi per arrivare al terminale "Computer, modifichiamo i parametri della simulazione" <br />
Wood rimase per un attimo a fissare a bocca aperta la compagna per poi voltarsi verso il Primo Ufficiale "Lo devo prendere come un complimento?" <br />
"E lo chiedi a me? E' la tua compagna, mica la mia!" Moses lanciò uno sguardo a Wood prima di avvicinarsi ad Elaina <br />
"Che cosa ci siamo persi? Sembrerebbe che tu abbia trovato la soluzione.." <br />
"Ancora non lo so, ma sono convinta che abbiamo sbagliato l'approccio al problema" <br />
Elaina digitò al terminale andando ad aggiungere la simulazione di altri microrganismi <br />
"Sono una colonia e, come diceva Alex, sono costantemente interlacciati tra loro.. se si trovano in condizioni avverse trovano il modo di evolvere e mutare per poi comunicarlo a tutti gli altri esemplari.. i microrganismi riproduttori comunicano a quelli che si occupano della trasformazione del metallo e viceversa, questo permette la riproduzione costante degli esemplari sino a che le risorse non si esauriscono.. sono sempre interconnessi!" <br />
Alex si avvicinò a sua volta alla compagna con espressione dubbiosa "Questo dovrebbe dirci qualcosa, giusto?" <br />
"Certo, questa è la chiave di tutto!" <br />
Elaina si voltò verso Moses <br />
"Pensi per un attimo al cervello come una sorta di colonia formata da un certo numero di neuroni.. a che servirebbe se i neuroni non fossero più in grado di comunicare fra loro? Beh, molto semplice! L'intero sistema va incontro al collasso! Non dobbiamo agire sui microrganismi, ma sul modo in cui essi comunicano fra loro.. è certamente su quel fronte che sono più esposti!" <br />
Nella simulazione, i microrganismi tendevano a specializzarsi come avvenuto sul cargo e nella Base Stellare K7. Tutto avveniva con una sconcertante rapidità, mentre la colonia olografica sembrava proliferare del tutto incontrollata. <br />
Moses fissava la scena senza battere ciglio "Come fanno a comunicare?" <br />
Alex fece una smorfia "Inizialmente si pensava che la loro comunicazione si basasse su un tipo di  comunicazione elettromagnetica. I microrganismi avrebbero potuto emettere e rilevare segnali elettromagnetici per coordinare le loro attività. Questo tipo di comunicazione sarebbe particolarmente utile in ambienti ricchi di metalli.. ma ora questa tesi è stata scartata" <br />
"Il microrganismo è evoluto al punto da attaccare le cellule sanguigne, quindi si è trasferito nel flusso sanguigno di un vasto numero di individui" <br />
Elaina prese la parola mentre continuava a digitare alla consolle <br />
"La comunicazione elettromagnetica all'interno del flusso sanguigno umano è teoricamente possibile. Il corpo umano genera naturalmente campi elettromagnetici attraverso l'attività elettrica delle cellule, in particolare i neuroni e le cellule muscolari e questi campi potrebbero, in teoria, essere modulati per trasmettere informazioni. Ma la cosa si sarebbe rilevata nel momento in cui hanno scansionato tutti quei contagiati" <br />
"Se non comunicano con le onde elettromagnetiche, come ci riescono?" <br />
"Onde radio.." Wood si voltò ad osservare Moses "I microrganismi usano la comunicazione radio per coordinare le loro attività all'interno di una colonia, migliorando l'efficienza nella ricerca di nutrienti o nella difesa contro le aggressioni esterne. Sta da capire in che modo comunichino perché non è stata trovata l'esatta frequenza alla quale comunicano"<br />
"E se non vi fosse una frequenza esatta in cui comunicano?" <br />
Elaina e Alexander si fermarono a guardare Moses perplessi e lui riprese a parlare <br />
"Non saprò abbastanza di microgenetica, ma so come nascondere un messaggio da inviare alla propria squadra! Ci sono parecchi sistemi per camuffare un segnale ed il primo è quello di trasmettere su più frequenze radio!" <br />
Wood annuì prendendo il posto di Elaina "Potrebbe essere corretto! Se utilizzassero tecniche di spettro diffuso, per distribuire il messaggio su una vasta gamma di frequenze, questo renderebbe il segnale più difficile da rilevare e intercettare.." <br />
Alexander lavorò per alcuni minuti in silenzio, sotto lo sguardo curioso di Elaina e Frank, sino a che la consolle non lanciò un paio di segnali audio. Lo scienziato si voltò, infine, verso Moses, con un gran sorriso sul volto "Lei è un genio!" <br />
"Grazie, ha trovato la soluzione?"<br />
"Utilizza un sistema di comunicazione che passa sotto il nome di spettro diffuso a salto di frequenza. Si tratta di una tecnica di trasmissione radio che aumenta la larghezza di banda di un segnale variando la frequenza di trasmissione a intervalli regolari in maniera pseudocasuale" <br />
Wood riprese a digitare alla consolle <br />
"Per essere più chiari, il segnale trasmesso cambia rapidamente tra diverse frequenze all'interno di una banda larga. Questi cambiamenti sono controllati da un codice conosciuto sia dal trasmettitore che dal ricevitore. Poiché il segnale salta tra diverse frequenze, è meno suscettibile alle interferenze su una singola frequenza. Questo rende difficile per un eventuale disturbatore bloccare la comunicazione. La trasmissione è difficile da intercettare se il pattern di salto di frequenza non è conosciuto"<br />
Moses annuì per un attimo "E come lo fermiamo?" <br />
"Se riuscissimo a decodificare il pattern di salto di frequenza utilizzato dai microrganismi, potremmo generare segnali di interferenza su quelle stesse frequenze. Questo potrebbe interrompere la loro comunicazione e coordinazione, rendendoli vulnerabili.." <br />
Wood alzò lo sguardo ad osservare la riproduzione olografica dei microrganismi<br />
"Una volta decodificato il pattern di salto, potremmo addirittura immettere comandi falsi nei loro segnali di comunicazione. Questi comandi potrebbero indurre i microrganismi a comportarsi in modi che li danneggiano o li rendono inefficaci"<br />
"Ma richiede troppo tempo!" Elaina sbuffò sonoramente "Deve esserci un sistema più rapido!"<br />
Wood ci pensò per un attimo e poi batté una mano sulla consolle <br />
"Le pulsazioni elettromagnetiche!" <br />
Tornando alla consolle, lo scienziato riprese a spiegare <br />
"Utilizzando alla giusta forza e frequenza delle pulsazioni elettromagnetiche mirate potremmo danneggiare i componenti cellulari dei microrganismi che sono responsabili della generazione e della ricezione dei segnali FHSS!"<br />
Moses osservò Wood predisporre la nuova simulazione portando le mani dietro la schiena <br />
"In poche parole stiamo per rendere sordi e muti i nostri nuovi amici.."<br />
Lo scienziato si limitò ad annuire lanciando la simulazione, gli ci volle qualche tentativo per calibrare la giusta frequenza di impulsi, ma quello che avvenne superò le più rosee aspettative del terzetto. <br />
I microrganismi, danneggiati gravemente dalle pulsazioni elettromagnetiche generate, smisero di funzionare per poi restare inermi senza alcuna capacità di auto adattamento nei confronti di quella nuova arma. <br />
"Sono andati! Sono tutti distrutti!" Wood si voltò verso la compagna "Dici che possa essere usato sui malati?"<br />
"Le pulsazioni elettromagnetiche possono avere vari effetti sul corpo umano, a seconda dell'intensità e della frequenza delle onde elettromagnetiche coinvolte" <br />
Elaina analizzò le frequenze utilizzate nella simulazione per poi annuire <br />
"Ma in questo caso si tratta di una frequenza bassa. Le onde elettromagnetiche a bassa frequenza  influenzare organi sensoriali, nervi e muscoli, provocando vertigini, nausea e contrazioni muscolari involontari, ma nulla di letale"<br />
"Quindi abbiamo una cura" Moses sorrise soddisfatto "Comunicate le vostre scoperte alla USS Mariposa e alla USS T'Vora e andate a pranzo! Credo che vi siete meritati un po' di riposo!"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Elaina Tarev</author>
            <pubDate>Sat, 16 Nov 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-04 TRAFFICO DI INFORMAZIONI</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Lucius Fox<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>SOL III - Chicago (USA)<br />
Hotel "Stiletto" - 1961 W Pershing Ave.<br />
10/08/2024 - ore 11.00</b><br /><br />
George era un Benzite al servizio della Weyland Yutani Tower da una ventina d'anni; il suo vero nome era Kortek, ma a lui non importava: per tutti i dirigenti di medio livello lui era solamente George l'autista.<br />
Suo padre, concierge ed autista prima di lui alla Weyland Yutani Tower, gli ripeteva sempre:<br />
"Figliolo, siamo in una posizione di riguardo: noi siamo gli occhi e le orecchie dei potenti. Per essere qualcuno non bisogna necessariamente apparire sulle oloriviste patinate o nei canali in prima serata... quella è roba per gente vanitosa che ha bisogno di compensare qualche mancanza infantile. Le informazioni sono la vera valuta oggigiorno. Tieni la testa bassa, ma le orecchie ben tese!"<br />
Kortek, per una serie di scelte sbagliate nella sua vita, era arrivato a ricoprire lo stesso ruolo del padre, ma la maggior parte dei giorni riteneva che le parole del suo vecchio fossero solo un mucchio di scemenze. <br />
Le uniche cose che aveva potuto vagamente udire erano le chiacchiere frivole e meschine dei dirigenti della sua stessa azienda, che per vantarsi al comunicatore o con le ragazze dal dubbio mestiere che caricavano sulla limousine, raccontavano sguaiatamente senza curarsi della presenza del Benzite.<br />
Quel giorno aveva ricevuto l'ordine di recarsi al 1961 Ovest Pershing Road, verso il vecchio edificio del Centro Manifatturiero di Chicago, in un punto così fuori mano dal centro economico-finanziario della città, che Kortek non riusciva a spiegarsi come potesse essere stato riconvertito in un lussuoso hotel.<br />
Il Benzite ignorava che l'hotel era, in verità, una macchina per riciclare denaro sporco, sotto l'egemonia di una famiglia malavitosa alla cui guida si stava facendo strada il giovane John Lupino: ai più conosciuto per essere un organizzatore di eventi, un noto influencer dedito al benessere fisico ed un produttore musicale a tempo perso.<br />
Sotto lo sguardo di ghiaccio e l'aspetto muscoloso, vestito sempre alla moda, ma senza mai mancare di tagli classici, riusciva ad essere il perfetto padrone di casa e accogliere tutti nel grande casino' sotterraneo ove conduceva gli affari sporchi per conto della sua organizzazione. <br />
Era riuscito a costruirsi una solida reputazione in tutto il quartiere, infondendo denaro nelle varie attivita' e riqualificando lo squallore di quell'area: se all'inizio oltre ad edifici chiusi e in disuso vi erano solo un banco dei pegni gestito da un vecchio Ferengi ed un negozio di liquori esotici ed artigianali di un eccentrico Klingon, adesso la zona brulicava di attivita' medio-piccole e vi erano centri ricreativi e sportivi. <br />
Era stato così facile, non aveva neanche dovuto assoldare dei team di sicurezza - quelli che un tempo lontano venivano chiamati scagnozzi - alle sue dipendenze, gli era bastato elargire un po' di latinum per conquistarsi il cuore dei cittadini che vivevano alla periferia estrema della grande città e garantirsi di stare lontano dai riflettori ed avere mano libera nel sistemare alcuni suoi rivali in affari.<br />
Negli anni, numerosi nomi appartenenti alla micro criminalità erano misteriosamente scomparsi o erano stati presi da rimorsi per i reati commessi tanto da gettarsi nell'Hudson ed essere stati ritrovati poi molto tempo dopo dalla Homeland Security, senza che quest'ultima potesse avere prove sufficienti per incriminare Lupino.<br />
Quello era uno dei motivi per cui a Corinne, nel nuovo corpo di Lexy, non dispiaceva la compagnia di Lupino: da un lato, il suo fascino ammaliante e la mano ferma lo rendevano un trastullo sessuale di notevole interesse, dall'altra era accurata fonte di informazioni e buoni affari, con ampio margine di riservatezza e sicurezza.<br />
Kortek aveva appena parcheggiato la lucida Maybach S nera sul retro dell'hotel Stiletto quanto, dopo qualche secondo, sentì il rumore dei tacchi avvicinarsi al velivolo. <br />
Lexy, in impermeabile nero e occhiali scuri, sbloccò la portiera con l'impronta del pollice e salì<br />
"Dove la porto?" il Benzite non aveva idea che a salire sulla sua limousine era niente di meno che l'amministratrice delegata della Weyland.<br />
Lexy infastidita si tolse gli occhiali da sole e gelò l'autista con la sua lingua tagliente <br />
"Dove la porto, Signorina? " lo corresse gelida <br />
Kortek capì di aver tenuto la testa fin troppo bassa e gli occhi non sufficientemente aperti "Mi scusi Signorina, dove la porto?"<br />
"Alla sede centrale, più in fretta che puoi. Sono già in ritardo" <br />
Dopo qualche istante dalla partenza, Lexy si era già dimenticata dell'esistenza del suo autista quando la sua attenzione fu catturata da una comunicazione in entrata. Era Lupino.<br />
=^=Lexy, tesoro mio. Spero che il soggiorno nel mio umile hotel sia stato di tuo gradimento=^=<br />
"John lo sai che non vengo in questo quartiere dimenticato da Dio per il tuo hotel... devo però lasciare una recensione negativa in quanto avrei preferito svegliarmi in altro modo e non in un letto tutta sola soletta" rispose la donna in tono ammiccante.<br />
=^=Tesoro, lo sai che l'ultima cosa che voglio è lasciarti da sola senza potersi intrattenere.. ma purtroppo il dovere chiama e, come ben sai, ho molte responsabilita' per mandare avanti la complessa macchina dietro a tutti gli affari della mia famiglia. Spero che tornerai presto e in questo modo potrò darti il doppio dell'attenzione che questa volta non sono riuscito a dedicarti=^=<br />
"Ci conto.. anche perché immagino che tu ieri sera non mi abbia chiamato solo per avere una nuova recensione suoi tuoi servizietti in camera o per ottenere qualche bonus per il tuo hotel"<br />
=^=Diciamo che volevo darti una notizia: come sai, ho tante conoscenze ed amici sparsi per tutto il Quadrante e ho parlato di te ad un mio caro amico di famiglia il quale sta passando un periodo non proprio felice.. ultimamente sta soffrendo molto a causa di un suo concorrente e questa sofferenza non fa bene ai suoi affari e avrebbe bisogno di una mano per.. insomma.. tornare in sella tramite qualche nuova conoscenza che possa dargli quel qualcosa in piu' e riportarlo in vantaggio, non so se mi spiego..=^=<br />
"Non capisco come possa interessarmi.."<br />
=^=Questo caro amico è nel ramo delle costruzioni interplanetarie ed è un po' in svantaggio con certi cantieri lungo una cintura di asteroidi. Mi ha spiegato che sarebbe una vera disgrazia se un qualche incidente potesse capitare ai cantieri del suo concorrente facendogli perdere l'appalto. A livello di sicurezza sfigurerebbe non poco e non rientrerebbe piu' nel bando e sarebbe escluso automaticamente.=^=<br />
"E questo amico come potrebbe diventare mio amico?"<br />
=^=E' disposto a firmare un assegno in bianco con tutto il latinum che desideri. Ma soprattutto potrebbe essere un valido alleato per sponsorizzare i nuovi sistemi della Weyland Yutani in ambito di supercalcolo. Infatti, queste installazioni su cui sta lavorando serviranno per ospitare i nuovi super computer quantistici della Federazione. E se a fornire fosse casualmente la tua azienda, per la Weyland Yutani sarebbe un bel colpo non credi?=^=<br />
Lexy si prese un momento per pensare: l'offerta non era malvagia, avrebbero potuto mettere una zampa all'interno del centro di supercalcolo e in un qualche modo sfruttare l'occasione per carpire qualche dato. John aveva destato il suo interesse e, in un lampo, le venne in mente di quello strambo dottore che qualche mese prima aveva dovuto incontrare in Cina. <br />
Magari la soluzione l'aveva gia' in casa e quel virus poteva rivelarsi effettivamente utile.<br />
"Lasciami pensare qualche giorno e magari ripasso a riscuotere quell'attenzione che mi devi" rispose lei sorridendo.<br />
=^=Sei un angelo, fara' molto felice il mio caro amico=^=<br />
Lexy emise una risatina "Agli angeli non si fa quello che hai fatto tu a me ieri sera..."<br />
John le soffio' un bacio con la mano e chiuse la comunicazione.<br />
La donna si stiracchio' sul sedile e richiamo' l'interfaccia dell'intelligenza artificiale "Fissami un appuntamento con il dottor Hou Jianshu"<br />
=^=Impossibile eseguire, il soggetto non e' al momento disponibile=^=<br />
"Mostrami i dati sul lavoro del Dottor Hou Jianshu" ribatté lei infastidita.<br />
=^=Impossibile eseguire. Non risultano dati disponibili=^=<br />
"Ah, già.. il fanatico del cospirazionismo amante della carta! Allora mostrami tutti i risultati pertinenti alle ricerche del Dottor Hou Jianshu!"<br />
=^=Eseguo ricerca... Le attività del soggetto risalgono a giugno dell'anno corrente e da quel momento non sono stati effettuati altri commit di aggiornamento sul suo lavoro nei server interni. Ma ho trovato dei risultati pertinenti nelle notizie extra net. Desidera che vengano visualizzati?=^=<br />
Lexy si massaggiò le tempie: solitamente si trattava di documenti trafugati sottobanco provenienti da fascicoli non pubblicati della Federazione o altri concorrenti diretti della Wayland, ma non ancora secretati. "Mostrameli".<br />
A video comparvero diverse immagini e pagine tratte dai fascicoli della Flotta Stellare con evidenziate le parole chiave "patogeno", "metalli" e similari, in accordo con i rapporti di lavoro del Dott. Jiashu salvati nei server della Weyland. <br />
Si trattava di rapporti preliminari, ma si parlava del cargo Jaggulb e della Base Stellare K7.<br />
Il frullato di verdure ed erbe che Lexy aveva ordinato al replicatore della sua lussuosa auto le ando' di traverso: se quelle informazioni in qualche modo fossero state riconducibili alla Weyland Yutani sarebbe stato un danno d'immagine incalcolabile. <br />
Doveva capire quanto e come erano implicati in quella faccenda e soprattutto stava crescendo in lei la voglia di avere la testa di quel maledetto scienziato su un piatto d'argento.<br />
Compose furiosamente un numero interno della Wayland: "Sono io, ho bisogno di te subito. Mi serve un lavoro di pulizia IMMEDIATAMENTE".<br />
<br />
<br /><b>USS Raziel<br />
Ponte 28 - Sala Ologrammi 2<br />
12/08/2404 - ore 12:00</b><br /><br />
Date le recenti scoperte, tutto il team aveva tirato un sospiro di sollievo e, scongiurata la minaccia di una possibile pandemia dilagante incontrollata in tutto il Quadrante, tutta la squadra della K4 aveva potuto concentrarsi al meglio sui propri compiti.<br />
Fox e Wood stavano compiendo passi da gigante per creare un protocollo Search Isolate da diffondere tra le varie navi federali e le basi stellari, in modo da scongiurare altre disgrazie come quelle avvenute sulla K7.<br />
Moses, non lo avrebbe mai ammesso apertamente, ma era fiero di poter contare su una squadra d'elite come quella che aveva di fronte: tutti lavoravano come ingranaggi di un grande orologio e, come tale, erano precisi e brillanti nei loro compiti. <br />
Quando varcò le porte del ponte ologrammi a grandi falcate, Wood era intento a leggere dati di telemetria sul grande schermo centrale, mentre Fox, con indosso grossi e spessi occhiali neri, mentre, con un saldatore, stava armeggiando con i componenti di una piattaforma di teletrasporto.<br />
"Datemi delle novità, Signori" proruppe incrociando le braccia al petto.<br />
Wood fu il primo a prendere la parola "abbiamo compiuto migliorie al protocollo di individuazione del patogeno: purtroppo trattandosi di un organismo così piccolo, anche se famelico, una nave dalla distanza potrebbe non essere sufficientemente precisa con i suoi scanner. Serve una scansione circoscritta e mirata!"<br />
"Per questo" intervenne Fox "abbiamo pensato che, installando degli scanner ai portelli di attracco, tanto da scongiurare un primo contatto metallo su metallo tra una nave infetta e una ancora vergine, potesse fare una prima differenza"<br />
"Risolto il primo problema strettamente legato al metallo ci siamo posti il problema di identificare e debellare il patogeno sugli esseri biologici; in linea generale, non dovrebbero esserci problemi: per la maggior parte degli individui subire l'impulso delle frequenze radio potrebbe provocare mal di testa o nausea - come del resto capita anche agli infetti - tuttavia ciò potrebbe non valere per tutte le razze. Le analisi dimostrano che il tempo di incubazione varia a seconda del soggetto e dalla fisionomia del portatore: i sintomi e le conseguenze dell'infezione dipendono da basi sanguigne, stato di salute generale, quantita' di metalli presenti nel flusso sanguigno.. in pratica, dovremmo fare le analisi del sangue a tutti i passeggeri in entrata o in uscita dalle navi sospette e ciò, per quanto possiamo accelerare il triage, ci espone a rischi elevati oltre a tempi troppo lunghi di identificazione."<br />
"Per questo ho pensato di modificare la piattaforma di teletrasporto, inserendo un computer tra i biofiltri e i buffer di memoria, in modo da istruire la centralina di controllo del teletrasporto ad identificare il patogeno, a non registrarlo nel buffer, ma, semplicemente, annullare l'operazione di teletrasporto. In questo modo il viaggiatore in entrata non verrà trasportato e il patogeno non entrerà in contatto con nessun sistema critico"<br />
Moses sorrise soddisfatto: "Ottimo lavoro Signori, provvedete subito ad aggiornare la USS Mariposa e la USS T'Vora".<br />
Ad interrompere la discussione fu Sarah con una comunicazione in entrata sul badge del Primo Ufficiale =^=Comandante Moses: ho intercettato una serie di comunicazioni criptate in uscita da SOL III che riportano la firma dei server della Weyland =^=<br />
"Qui Moses, la raggiungo subito."<br />
<br />
<br /><b>USS Raziel<br />
Ponte 22 - Ufficio Capo OPS<br />
12/08/2404 - ore 12:18</b><br /><br />
All'arrivo di Frank, Sarah era, come al solito, intenta a manovrare le decine di finestre sul suo schermo principale.<br />
"Che notizie ci sono?" chiese il Primo Ufficiale.<br />
"Da quando abbiamo preso in custodia il Dottore, ho iniziato a monitorare le comunicazioni in entrata e in uscita dalla Weyland. La cosa strana è che, per tutto questo tempo, non si è trovata una sola allusione al patogeno. Niente di niente. Neanche un documento sul lavoro del Dottor Jianshu"<br />
"Beh.. non mi sembra una grande novità: la Weyland avrà usato una delle sue decine di società satellite in modo da essere il più estranea possibile alla faccenda ed apparire agli occhi dell'opinione pubblica come immacolata. E poi l'hai visto: quello scienziato da due soldi scrive tutto su carta!"<br />
"E' corretto, ma, secondo me, questa volta la Weyland poteva essere davvero estranea alla faccenda "<br />
"In che senso, poteva?"<br />
"Due giorni fa, qualcosa è cambiato: all'improvviso il nome Hou Jiashu è comparso come parola chiave all'interno dei server Weyland Yutani e sono state vagliate tutte le informazioni possibili su di lui e sulle ricerche che stava conducendo. Non ci sarà molto, visto il tipo.. probabilmente i pochi documenti registrati saranno stati redatti dai suoi assistenti e non credo siano inerenti i dati più pregnanti della sua ricerca sul microrganismo"<br />
"Riusciamo a sapere anche chi ha effettuato il download?"<br />
"No, il codice di autorizzazione è di alto livello, sicuramente qualcuno in alto nei ranghi aziendali. Ma la cosa si fa interessante adesso: dopo che e' stata effettuata questa ricerca, sul DarkNet è comparsa una taglia sulla testa del nostro buon Dottore. E parliamo di un sacco di latinum per il primo che lo farà fuori..."<br />
"Mmpf..  mi sa che Jiashu ha pestato i piedi a qualcuno molto in alto. Daro' disposizione di aumentare la sorveglianza. Altro sangue sparso non mi sembra la cosa migliore al momento, specie se a versarlo è il creatore dell'arma biologica stessa."<br />
"C'e' dell'altro: nel cercare di individuare possibili compratori o comunque figure interessate a comprare l'arma, ho attivato un honeypot quando abbiamo preso in custodia il Dottor Jiashu inserendo all'interno informazioni parziali e incomplete tratte dai rapporti che la Flotta Stellare ha redatto sul Cargo Bajoriano e sulla malattia che ha colpito l'equipaggio. E' una procedura di default e non ci speravo molto che qualcuno cascasse in una trappola così banale però circa un'ora fa i sistemi di monitoraggio dell'honeypot si sono attivati. Qualcuno ha fatto scraping di alcune parole chiave e mi hanno fatto alzare le orecchie.. "<br />
"Venga al dunque Comandante, abbiamo un nome? " <br />
"Purtroppo non abbiamo un nome, ma abbiamo un indirizzo ipv6 di un datacenter orbitante vicino Orione. Ovviamente l'indirizzo associato alla macchina è anonimo e quel datacenter non è decisamente in territorio federale. "<br />
"E quindi??"<br />
"Se riuscissi ad avere fisicamente accesso a quel server, potrei riuscire a risalire a chi ha effettuato quella ricerca e se siamo fortunati, al nome e alla posizione del mandante"<br />
Moses ci pensò su qualche istante "Mi sembra arrivato il momento di colmare una mia grande lacuna: dicono che i datacenter Orioniani siano bellissimi in questa stagione dell'anno."<br />
<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Lucius Fox</author>
            <pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-05 VIAGGIO AD ORIONE</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante T'Pak figlia di Sandor<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere del Mercato Vecchio<br />
Casa sicura <br />
23/08/2404 - ore 21.30</b><br /><br />
Da quando erano arrivati su Orione, ventiquattro ore prima, gli uomini della Raziel erano riusciti ad installare una base sicura nella zona che, una volta, era il mercato degli schiavi, e che era stata trasformata in un quartiere usato da affaristi senza scrupoli per svolgere le loro attività con un mantello di legalità. <br />
La Mendel ci aveva messo relativamente poco tempo a scoprire che i dati che stavano cercando erano stati trasferiti dal Datacenter orbitante in un palazzo protetto da sistemi di allarme praticamente invalicabili e, quindi, era impegnata nel trovare il modo per avere accesso a quei computer senza essere scoperta e mettere in allarme la loro preda. <br />
Nel frattempo, Moses con Wood e T'Pak con Fox erano in missione a cercare informazioni ed ispezionare fisicamente il palazzo per scoprire se ci fossero falle nella sorveglianza. <br />
La squadra a terra era completata da quattro uomini della Sicurezza che proteggevano il perimetro della casa in maniera discreta. <br />
Hazyel era rimasto sulla Raziel, a distanza, perchè una nave della Federazione dava troppo nell'occhio, ma abbastanza vicino da intervenire in caso che gli uomini sul pianeta potessero avere bisogno. <br />
Avevano deciso che sarebbe sbarcato Moses a condurre l'operazione a terra perché, nei suoi tanti anni di servizio, aveva instaurato rapporti, quasi sempre poco amichevoli, con svariati elementi dediti ad attività non troppo legali e uno di questi era sicuramente frequentatore delle attività che si svolgevano su Orione. <br />
Poteva essere un rischio, Moses poteva anche imbattersi in qualcuno dei suoi numerosi nemici, ma, d'altro canto, se la presenza del suo vecchio 'amico' fosse confermata, sapeva che costui sarebbe stato disposto a fornire qualsiasi tipo d'informazione di cui avessero avuto bisogno, ovviamente dietro ricompensa.<br />
Sarah stava facendo una pausa dalle sue ricerche, concedendosi una cena leggera, quando la porta si aprì facendo entrare due sconsolati T'Pak e Fox.<br />
"Dalle vostre facce direi che non avete avuto i risultati sperati"<br />
Fox si buttò sul divano con aria sconsolata, mentre T'Pak si sedette al tavolo di fronte al Capo Operazioni della Raziel, rubandole un pezzo della torta che Sarah si era tenuta per ultima.<br />
"Quell'edificio è assolutamente inviolabile, avevi ragione Sarah!" disse Lucius.<br />
"Io ve l'avevo detto, i miei dati erano certi, ma no, siete peggio di San Tommaso: non ci credete se non ci mettete il naso!"<br />
"Sarah, lo sai che a volte si possono trovare delle falle a guardare più da vicino, ma a quanto pare gli affari che gestisce il padrone di quel palazzo  richiedono un livello di sicurezza estrema. Mi piacerebbe davvero mettere le mani su qualcuno di quei file, chissà quali segreti devono contenere!" rispose T'Pak con gli occhi che brillavano al pensiero di poter venire a conoscenza degli affari di alcuni tra i più noti criminali del settore, magari dello stesso Jak'Al<br />
"Forse Moses sarà più fortunato..." continuò Fox.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Città di Cadel - Casinò Four King <br />
23/08/2404 - ore 22.30</b><br /><br />
Moses e Wood erano seduti al bar del locale da almeno tre quarti d'ora, ma l'uomo che stavano cercando non si era ancora fatto vedere.<br />
"Sei sicuro che verrà?"<br />
"Sarah ha seguito i movimenti di denaro di Leo e praticamente tutte le sere passa di qua e quasi sempre perde denaro in questo casinò, non è mai stato molto accorto col latinum: solitamente era seguendo le tracce delle sue spese che riuscivo a rintracciarlo, quando mi serviva" rispose Moses senza distogliere lo sguardo dalla porta del locale posta alle spalle di Wood.<br />
"Che ti dicevo? Non può resistere al richiamo del gioco, è il suo tallone d'Achille" esclamò Moses alzandosi "Aspetta qui" <br />
"Certo! Infatti non capisco cosa sono venuto a fare." rispose Wood secco <br />
"A tenermi il posto." disse senza nemmeno girarsi Frank.<br />
L'uomo, che il Vecchio Orso stava puntando, era un terrestre di bassa statura sulla sessantina, con una pancia prominente e capelli ossigenati con un bizzarro taglio a spazzola, con addosso un colorato completo due pezzi, formato da una giacca azzurro cielo e pantaloni rosso fuoco, con una specie di corta cravatta nello stesso colore dei pantaloni.<br />
L'aspetto non rassicurava molto Wood sul fatto che potesse essere d'aiuto in qualche modo, ma se lo diceva Moses, c'era da fidarsi.<br />
Alexander osservava l'incontro da lontano e vide il piccolo terrestre irrigidirsi, appena riconobbe la voce di Frank che lo chiamava e, notò uno sguardo di sincero terrore nei suoi occhi quando si voltò e vide che la voce corrispondeva esattamente alla persona che, forse, aveva sperato di non rivedere mai più. <br />
Li vide parlottare qualche secondo e poi avvicinarsi alla sua posizione, con Frank che teneva un braccio intorno alle spalle dell'uomo, che poteva sembrare quasi un abbraccio, ma in realtà era un modo semplice per non farlo scappare.<br />
"Alex, lascia che ti presenti un vecchio amico: Leo Getz! Quando hai bisogno di sapere qualcosa è a lui che ti devi rivolgere."<br />
"Okay, okay piacere mio, ma questo era vero una volta. Ora mi sono ritirato, diciamo che sono, per così dire, in pensione!"<br />
"Leo, Leo non ci credo neanche se lo giuri sulla tomba di tua madre, tu sei il numero uno in queste faccende" rispose Moses lusingando la controparte.<br />
"Frank mi ha detto grandi cose sul tuo conto!" continuò Wood reggendo il gioco del collega.<br />
"Davvero Frank? Credevo mi ritenessi solo un piccolo imbroglioncello."<br />
"Mmpf.. in parte è così, ma quanto ci siamo divertiti su Aldebaran? Per non parlare di quella volta a Nova Terrae.."<br />
"Certo, certo, ma non rivanghiamo i bei vecchi tempi, ti conosco vecchio caprone! Se sei qui, ti serve qualcosa: sputa il rospo!"<br />
"Non qui, però: hai un posto più riservato dove parlare?"<br />
Leo si guardò un'attimo intorno, poi fece cenno ad una cameriera chiedendole "E' libero il mio separè?"<br />
La ragazza le fece un cenno d'assenso e quindi Leo guidò i due uomini verso un tavolo appartato, separato dal resto del locale da una vetrata colorata.<br />
"Accomodatevi. Allora?" chiese Getz invitando Moses a parlare.<br />
"C'è un edificio in cui vorremmo entrare, ma è molto ben sorvegliato, diciamo decisamente più del normale per gli standard Orioniani. Nemmeno col teletrasporto ci si può accedere senza fare scattare un qualche tipo di allarme e mi chiedevo se potessi aiutarmi."<br />
"Da come parli, c'è solo un edifico con questo livello di sicurezza, e.. credimi.. il suo proprietario non è la persona migliore da inimicarsi. Sai.. sai, io vivo qui adesso e vorrei restarci ancora per un po'.. e, per restarci, intendo da vivo se rendo l'idea!"<br />
"Ma posso pagare profumatamente per il tuo aiuto e, inoltre, sarei in debito con te."<br />
"Tu saresti in debito con me? E potrei chiedere quello che voglio in cambio?" disse Getz solleticato più da questa possibilità che dal profumo del latinum.<br />
"Mmpf... sì quello che vuoi!" rispose Moses pentendosi un po' della promessa fatta.<br />
"Okay, okay: ci sto. Ci vediamo qui domani alla stessa ora, vedrò di trovare qualcosa per voi."<br />
"Grazie Signor Getz, domani allora" disse Wood alzandosi.<br />
"Aspettate a ringraziare, ancora non sapete cosa voglio da voi" rispose Leo sornione.<br />
"In realtà è lui che ti ha promesso qualunque cosa!" replicò Wood un po' preoccupato dalle parole di Getz.<br />
"Vieni, lasciamolo lavorare. A domani Leo e vedi di non deludermi!"<br />
"Io? e quando mai!"<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere del Mercato Vecchio<br />
Casa sicura <br />
24/08/2404 - ore 00.45</b><br /><br />
Quando Moses e Wood rientrarono nella casa affittata per la missione, c'era solo T'Pak sveglia: i due la ragguagliano sull'incontro avvenuto al Four Kings e sull'appuntamento per l'indomani.<br />
"Sicuro che troverà un modo per entrare là dentro?" chiese la mezza Klingon.<br />
"Se un modo c'è, Leo lo troverà: è un segugio per queste cose." rispose Moses "Adesso me ne vado a letto. A domani."<br />
"Notte Frank. Alexander il bicchiere della staffa?"<br />
"No grazie, ho bevuto anche troppo in quel locale aspettando quel tipo: spero che sia come dice il vecchio, perché dall'aspetto non gli darei un soldo bucato. Notte T'Pak." rispose Wood lasciandola sola col suo bicchiere di Bahgol caldo.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere del Mercato Vecchio<br />
Casa sicura <br />
24/08/2404 - ore 23.38</b><br /><br />
Circa ventiquattro ore dopo, Fox, Mendel e T'Pak stavano aspettando con trepidazione il ritorno di Moses e Wood: chissà se avevano avuto la soluzione al loro problema. Quando finalmente la porta si aprì si alzarono tutti insieme e quasi li circondarono.<br />
"Allora?" chiese Fox.<br />
"Signori c'è una falla nel sistema che possiamo sfruttare." rispose Wood "Non è piacevole però: bisogna passare dalle fognature e camminarci per circa un chilometro. Poi si entra nel palazzo da un tombino di scolo collegato ad uno dei bagni posti nello scantinato."<br />
"Sì, ma quando usciremo di lì, faremo scattare tutti gli allarmi!" disse T'Pak<br />
"Solo se usciamo dalla porta del bagno. Ma il buon Leo ci ha fornito gentilmente questo pass di una guardia dell'edificio, non so come l'ha ottenuta, ma non c'interessa, che serve a sbloccare le porte interne dell'edificio senza fare suonare l'allarme.  Dopo di che, abbiamo venticinque minuti tra una ronda e l'altra che le guardie fanno nelle stanze di tutto l'edificio, per arrivare al locale dei computer e trovare l'informazione che ci serve ed uscire dalla stessa parte."<br />
"Beh venticinque minuti non sono pochi." disse Fox.<br />
"La stanza che ci interessa è al ventesimo piano e dobbiamo usare le scale di servizio, perché se usiamo gli ascensori, le guardie se ne accorgeranno." disse Moses spiegando che la cosa non era così semplice.<br />
Sarah mostrò una chiavetta argentata "Una volta che li trovate, basta che inseriate questa in un computer, penserà lei a scaricare tutti dati: ci vorranno circa cinque minuti."<br />
"Quindi nuotiamo un po' nelle fogne, ci facciamo una quarantina di piani di scale tra salita e discesa, inseriamo una chiavetta e il gioco è fatto: mi sembra semplice." disse Fox.<br />
"Speriamo.." rispose T'Pak che dubitava sempre delle cose troppo semplici.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - città di Cadel - <br />
Palazzo Olympus <br />
Sede Nuova Cadel Organisation<br />
25/08/2404 - ore 06:30</b><br /><br />
Myrna era arrivata in anticipo come suo solito.<br />
Si era guadagnata il ruolo di segretaria personale di Vala Urmel grazie alla sua maniacale attenzione ai dettagli oltre all'efficienza nel punire chi tradiva l'organizzazione. <br />
La proprietaria del palazzo, infatti, era a capo di un'organizzazione criminale, ereditata dal padre, che aveva convertito e trasformato in una specie di società di servizi per attività illegali.<br />
Era compito di Myrna controllare che tutto fosse in ordine, prima di cominciare la giornata lavorativa, già perfettamente organizzata.<br />
La sua scrupolosità le aveva fatto installare un programma, nei computer dell'edificio, in grado di segnalare qualunque accesso non autorizzato ai file che la loro società custodiva e la cui garanzia di segretezza era necessaria affinché i loro clienti potessero fidarsi, specialmente in un mondo dove la fiducia era merce rara. <br />
Sul suo monitor campeggiava la scritta che la allertava che un file era stato violato. <br />
Digitò alcuni comandi e, in pochi secondi, scoprì che dati erano stati trafugati: ora non le restava da scoprire chi aveva tradito, perché senza un pass era impossibile entrare nelle loro stanze, senza far scattare gli allarmi e quindi avvertire il Capo.<br />
<br />
<br /><b>Periferia di Cadel - Villa Urmel<br />
25/08/2404 ore 06:50</b><br /><br />
Vala Urmel era una femmina Orioniana di una bellezza eclatante, anche all'alba dei sessant'anni, che avrebbe compiuto a breve. <br />
La mattina le piaceva alzarsi presto e fare una bella corsa nel parco che circondava la villa che aveva fatto costruire su sue precise indicazioni: amava il bello e il lusso e in quella casa aveva riversato tutte e due le cose.<br />
Era appena uscita dalla doccia quando la chiamata della sua assistente personale la mise in allarme<br />
=^=Signora, scusi se la disturbo a quest'ora.=^=<br />
"Tranquilla Myrna, immagino che sia importante. Dimmi tutto." rispose Vala sapendo che non avrebbe osato disturbarla per niente. <br />
In poche, ma precise parole venne informata che i dati di un loro cliente erano stati violati, non sapeva da chi, ma era certa dell'identità di chi aveva tradito e, infatti una squadra di sicurezza era già sulle tracce del colpevole, che prima o poi avrebbe parlato e rivelato l'identità di chi lo aveva pagato.<br />
"E di chi hanno rubato i dati da noi custoditi?" <br />
Chi chiedeva i servizi della sua azienda, non sapeva che poi lei custodiva ogni informazione nella sua speciale fortezza informatica.<br />
<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante T'Pak figlia di Sandor</author>
            <pubDate>Sat, 08 Feb 2025 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-06 SECONDO ROUND</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alexander Wood<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Pianeta di Orione - Periferia di Wìes<br />
Edificio in costruzione<br />
26/08/2404 - ore 01:05</b><br /><br />
Vala si aggiustò il trucco prima di scendere dal veicolo della compagnia. Nonostante stesse per compiere sessant'anni, manteneva curve sinuose e la pelle levigata tipica delle donne Orioniane. <br />
I suoi capelli, di un profondo nero che sfumava in riflessi bluastri sotto la luce, le incorniciavano un viso ovale, con zigomi alti e occhi a mandorla di un intenso verde smeraldo.<br />
La sua bellezza, però, non era solo fisica. <br />
Vala emanava un'aura di mistero e sensualità che la rendeva irresistibile. Il tempo le aveva conferito una profondità di sguardo e un'eleganza innata. Le rughe intorno agli occhi, sottili e delicate, raccontavano storie di una vita vissuta intensamente, ma non avevano scalfito la sua bellezza.<br />
Il suo abbigliamento, sempre sofisticato e sensuale, metteva in risalto le sue forme. Amava i tessuti fluidi e i colori vivaci, come il rosso rubino e il viola ametista, in grado di accentuare la sua carnagione olivastra. Ogni suo movimento era fluido e aggraziato, come una danza lenta e sensuale.<br />
Chi la conosceva bene sapeva che era una donna di grande intelligenza e saggezza. Aveva viaggiato per la galassia, affrontando avventure e pericoli, e le sue esperienze l'avevano resa forte e indipendente, ma anche crudele e priva di qualsivoglia moralità.<br />
Era una donna che non si faceva scrupoli a raggiungere i suoi obiettivi, e non importava quanti fossero i cadaveri che doveva lasciare dietro di sé.<br />
Quella sera, la donna si trovava in un edificio in costruzione, un luogo che aveva scelto appositamente per il suo prossimo lavoro. Era buio e silenzioso, e l'unica luce proveniva da una piccola stanzetta al secondo piano.<br />
Vala si avvicinò a una porta e la aprì lentamente. All'interno, trovò un uomo legato a una sedia, con un sacco di juta sulla testa. L'uomo stava imprecando e lottando per liberarsi le mani, ma la donna non ne fu minimamente turbata.<br />
"Silenzio!" disse con voce fredda "Non voglio che nessuno ci senta!"<br />
L'uomo smise di urlare e la donna gli tolse il sacco dalla testa. Era un uomo giovane, finito in una storia molto più grande di lui: avrebbe voluto sembrare forte, ma era sfinito, fisicamente e mentalmente.<br />
"Sai perché sei qui?" chiese la donna.<br />
L'uomo annuì, del resto non aveva altra scelta. Sapeva che la donna era una criminale e che non si sarebbe fatta scrupoli nell'uccidere.<br />
"Bene, Khelon" Vala sorrise con espressione glaciale "Allora dimmi la verità o ti lascerò qualche altra ora con i tuoi nuovi amici"<br />
Con un gesto rabbioso, l'uomo sputò a terra un grumo di sangue, poi sollevò il volto tumefatto verso la donna "Non ho rubato niente" sibilò con gli occhi che brillavano di rabbia "Non sono così idiota da credere di poterla fare franca!"<br />
"Eppure è il tuo tesserino ad essere stato usato per accedere nei locali con i server" <br />
Vala fece un paio di passi di lato, fingendo di riflettere <br />
"Le persone che sono entrate nell'edificio sono state molto brave ad evitare di essere riprese dal mio impianto di videosicurezza.. hanno sfruttato ogni piccolo punto cieco e, dove non ve ne erano, hanno voltato il capo per non essere riconosciuti. Non che poi servisse più di tanto, dato che indossavano una tuta integrale nera, ma evidentemente hanno deciso di essere molto pignoli" la donna si fermò di colpo ad osservare Khelon <br />
"Una simile precisione e arguzia è possibile solo se si sa esattamente come muoversi, questo presuppone una conoscenza dello stabilimento che solo qualcuno che vi lavori all'interno potrebbe avere. Sono tanti piccoli fatti che puntano direttamente contro di te" <br />
"Ma non centro nulla con tutto questo! Se fossi stato io, sarei già lontano da questo pianeta! Non avrei rischiato la sorte con la certezza di venire catturato nel giro di poche ore!" <br />
"Eppure il tesserino magnetico era in tuo possesso. Se lo avessi gettato avresti potuto usare come scusante il fatto di essere stato derubato!"<br />
"Appunto! Tutto questo non ha senso e, per quanto non sia mai stato un genio, non sono nemmeno un idiota! Qualcuno ha cercato di incastrarmi.." l'uomo tentò di riflettere sulla situazione "Qualcuno è riuscito, in qualche modo, a clonare il mio tesserino!"<br />
"Parole.. parole.. parole.." Vala sbuffò sonoramente prima di dirigersi all'uscita "Inizio a stancarmi. Probabilmente qualche altra ora con i tuoi colleghi ti renderà più collaborativo" <br />
"Un momento! Posso provare che quanto sto dicendo è vero!" l'uomo alzò il capo con volto speranzoso "Chiunque mi ha giocato questo tiro mancino non ha pensato a tutto!" <br />
Vala si fermò per un attimo prima di fare un cenno con il capo "Hai la mia attenzione, non la sprecare con qualche stupido giochetto" <br />
"Il sistema di sicurezza è progettato per registrare ogni passaggio di badge sia nel database centrale dell'edificio che nel chip del tesserino. Ma se la mia teoria è giusta, e ne ho quasi la certezza, il mio passaggio sarà registrato solo nel database, non nel mio badge. Questo proverebbe che esiste un altro tesserino con le mie credenziali!" l'uomo apparve pienamente certo delle sue parole "Non costa nulla fare un controllo, giusto?!"<br />
Vala stette un attimo a tergiversare mentre osservava l'uomo legato alla sedia. <br />
"Sono desideroso quanto lei di trovare la persona che mi ha messo in mezzo.. lei vuole trovare i suoi dati, io lo voglio semplicemente morto!" Khelon non si lasciò scoraggiare dall'apparente menefreghismo della donna "Se controllerà il mio badge vedrà che ho ragione, a quel punto potremmo lavorare insieme per prendere i responsabili di tutto questo!" <br />
"Molto bene, diamo un'occhiata.." Vala estrasse dalla tasca un piccolo dispositivo su cui fece appoggiare la tessera magnetica dell'uomo "Computer, quale è stato l'ultimo accesso effettuato da questo badge?" <br />
=^=Ultimo accesso segnato in data stellare 81632.22=^= la voce del dispositivo fu letteralmente musica alle orecchie di Khelon dato che, per sua fortuna, la sua teoria si era appena trasformata in realtà =^=Ultima uscita segnata in data stellare 81633.25=^= <br />
"Lo dicevo io, sono uscito nel tardo pomeriggio e non sono più rientrato nell'edificio!" <br />
"Se non sei stato tu, qualcuno ti voleva morto" Vala si appoggiò con la schiena alla parete, inclinando la testa di lato "Quindi la domanda è, chi potrebbe essere questa persona?" <br />
"Ne ho in mente una sola.." Khelon alzò lo sguardo con espressione rabbiosa "Mi dia qualche giorno e avrà tutte le risposte che desidera!" <br />
<br />
<br /><b>USS Raziel - a poca distanza dal pianeta di Orione<br />
Ponte 6 - Stanza ad accesso classificato "Trono di Odino"<br />
27/08/2404 - ore 15:06</b><br /><br />
La figura della Mendel era illuminata dalla luce di decine di terminali accesi, mentre stava rileggendo una serie di dati con una tale concentrazione da non accorgersi di quanto le accadeva attorno ed Elaina, giunta lì da più di mezz'ora, ne approfittò per restarsene lì ad osservarla. <br />
Cippy, dal canto suo, sembrava interessato dalla presenza della dottoressa Betazoide e, come un bambino in attesa di una caramella, continuava a volteggiare attorno a lei. <br />
Non che fosse così strano che Elaina girasse per la nave, semplicemente era un po' di tempo che non metteva piede nel regno della Mendel. <br />
"Cippy, a te non sembra incredibile?" finalmente Sarah alzò il capo dal monitor centrale e sorrise stupita ad Elaina "Doc, qual buon vento ti porta nella mia umile dimora?" <br />
La betazoide si guardò per un attimo in giro prima di sorridere "A me sembra nettamente più grande della stanza che era stata predisposta sulla Defiant!" <br />
"Tutto è più grande su questa nave, come gli alloggi e i laboratori. Mi sarei offesa molto se anche la mia nuova postazione non avesse avuto un restyling completo!"  la Mendel si mise più comoda sulla sua poltroncina per poi congiungere le braccia di fronte a sé "Non cambiare discorso, come mai sei venuta qui?" <br />
"In verità sono curiosa di sapere se vi sono degli aggiornamenti. Da quando abbiamo trovato il modo di debellare quel microrganismo la mia sezione non ha più molto lavoro da svolgere. In verità non ho una grande utilità in infermeria e speravo di potermi rendere utile da qualche altra parte" <br />
Elaina fece alcuni passi all'interno della stanza <br />
"So che devi analizzare i dati copiati dai server e ho pensato che un piccolo aiuto sarebbe potuto essere utile" <br />
"Grazie, ma in verità ho finito di analizzare i dati che potevano servire giusto alcuni istanti fa" <br />
Sarah sospirò per un attimo prima di voltarsi verso lo schermo <br />
"Anche se, a dirla tutta, non ne sono per nulla soddisfatta. Credevo di avere l'identità dell'acquirente a portata di mano, invece mi sono imbattuta in un fantasma! Non un dato anagrafico che sia vero: o sono tutti morti da decenni, o non sono mai esistiti!"<br />
"Persone decedute decenni fa?" la voce di T'Pak, entrata in quel momento, fece voltare entrambe le donne "Uno sviluppo interessante, inaspettato ma interessante.. hanno qualcosa in comune tra loro?" <br />
Per un attimo, la Mendel rimase in silenzio e poi scosse il capo "Non ne ho idea. Perché ti interessano quei dati?" <br />
"Perché si tratta di un'anomalia e la cosa mi porta a riflettere: che motivo aveva di inserire i dati di persone realmente esistite, ma morte quasi una decina di anni fa? Avrebbe fatto molto prima ad inventarsi tutti quei dati di sana pianta!" <br />
T'Pak scosse il capo <br />
"Inoltre, al momento non abbiamo ancora nessuna certezza sulle motivazioni di questo gesto. A che scopo acquistare un microrganismo simile per poi rilasciarlo sul primo cargo che gli è capitato a tiro? Ci mancano sicuramente dei tasselli, ma una cosa è certa.. nessuno si prende la briga di fare tutto questo se non ha un motivo" <br />
Sarah strinse le labbra per poi richiamare i vari nominativi riscontrati come deceduti, osservando le loro schede "Sono morti in luoghi diversi ed in date differenti, fra il 2392 ed il 2395. Non sono della stessa razza e non sembrano aver condiviso assolutamente nelle loro vite, anche se devo ammettere che le loro biografie sono piuttosto scarne" <br />
T'Pak si fece ancora più interessata: "Ci sono pochi dati su di loro?" <br />
"Già, davvero poche informazioni. Diciamo che sotto certi punti di vista sono vite molto ordinarie, quasi standardizzate.." <br />
"Non tutti possono vivere delle esistenze piene di avventure!" Elaina, a differenza delle altre due, non capì cosa vi fosse di interessante "Il fatto che fossero semplicemente persone ordinarie non dovrebbe essere una cosa così terribile!" <br />
"Non capisci.. Pensa alle identità sotto copertura che vi creo quando andate in missione" <br />
Sarah osservò la dottoressa sorridendo <br />
"Come sai, le identità che vi fornisco sono costruite su misura per la missione. Includono informazioni di base verosimili, ma evito di inventare troppi dettagli. Questo perché, in situazioni di stress, è più facile ricordare informazioni essenziali e coerenti, piuttosto che una storia complessa e piena di elementi inventati. Inoltre, meno dettagli ci sono, meno probabilità ci sono che emergono contraddizioni o incongruenze che possano compromettere la copertura" <br />
"E quindi pensate che quelle siano in verità tutte identità false?!" Elaina scosse il capo "Ma a che scopo indicarci una serie di persone morte di cui non sappiamo nulla?"<br />
"Questa è una bella domanda.." T'Pak si avvicinò ai monitor "Sarah, abbiamo un'immagine di queste persone?" <br />
Sullo schermo apparvero le schede di cinque persone, tre uomini e due donne, di razze differenti mentre il computer ne dava una breve descrizione. <br />
=^=Primo soggetto: Kenzo Ishii, umano originario di Sol III, Giappone, morto a 41 anni in data astrale 27 marzo 2392 nella colonia di  Volkov II=^=<br />
=^=Secondo soggetto: T'Peek, Vulcaniana originaria di Vulcano, morta a 28 anni in data astrale 15 gennaio 2393 sul cargo commerciale Tishiil=^=<br />
=^=Terzo soggetto: Th'ylek Shras, Andoriano originario di Andoria, morto a 37 anni in data astrale 26 dicembre 2393 nella colonia di Jhamel IV =^=<br />
=^=Quarto soggetto: Chalas Luson, Bajoriano originario di Bajor, morto a 49 anni in data astrale 13 aprile 2394 su Sol III=^=<br />
=^=Quinto soggetto: Taraji Ley, Betazoide originaria di Betazed, morta a 31 anni in data astrale 7 gennaio 2395 su Risa=^=<br />
Le tre donne si misero ad osservare quelle facce per un po' ma non avevano nessuna idea su cosa li potesse accomunare.<br />
"E quelli chi sono?" <br />
La voce di Moses fece sobbalzare Sarah, ma non stupì T'Pak ed Elaina: mentre la tattica si era accorta dell'arrivo dei due ufficiali in comando, la dottoressa li aveva percepiti molto prima.<br />
"Il mandante ha usato i dati anagrafici di quei soggetti deceduti, siamo convinti che tutti loro vivessero sotto falso nome" T'Pak sospirò "Forse è vero che stiamo perdendo tempo, ma il mio istinto mi dice che c'è qualche spiegazione che accomuna tutti loro con il mandante"<br />
"La chiave per capire cosa li accomuna risiede nella scoperta della loro vera identità" Hazyel si avvicinò allo schermo centrale "Avete lanciato una ricerca su questi soggetti?"<br />
"Il fatto è che si tratta di una ricerca piuttosto complessa" la Mendel sembrava un po' in difficoltà "Potrei usare le fotografie, ma è possibile che abbiano cambiato il proprio aspetto per non essere riconosciuti, mentre tutti gli altri dati sono quasi certamente falsi. Quante possibilità abbiamo di trovarli?"<br />
"Mmphf.. non tutti quei dati possono essere falsi" Moses indicò alcune righe presenti nelle varie schede "Risulta che gli abbiano fatto le autopsie pochi giorni dopo la morte, sono certo che il medico si sarebbe accorto di avere sottomano un cadavere di sesso o razza differenti!"<br />
"E anche le immagini non sono da buttare, possono darci molte più informazioni di quanto possiate pensare" Elaina alzò la mano per bloccare le recriminazioni di Sarah "Non escludo che possano aver subito modifiche estetiche, tuttavia, anche in quel caso, è verosimile che l'intervento abbia interessato i tessuti molli e, potenzialmente, la cartilagine, ma non l'osso"<br />
"Qual'è esattamente la tua idea?"<br />
"Capitano, ritengo che l'analisi comparativa dei crani possa fornire informazioni significative per l'identificazione dei cinque individui. Come è noto, la struttura ossea del cranio è unica per ogni individuo, risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali che ne influenzano le dimensioni e la morfologia durante lo sviluppo"<br />
Dopo aver ottenuto il consenso della Mendel, Tarev si portò al terminale facendo apparire una semplice immagine <br />
"Immaginate il cranio come un mosaico tridimensionale, dove ogni tessera rappresenta un osso o una sua parte. Le dimensioni di ogni tessera, la loro forma e il modo in cui si incastrano con le altre sono unici per ciascun individuo"<br />
"E tutto questo ci può aiutare a scoprire chi siano quei tizi?"<br />
"Sì, ne sono sicura" Elaina si voltò verso Moses <br />
"Sfruttando l'unicità delle caratteristiche craniche di ogni individuo, le dimensioni e la morfologia del cranio trovano applicazione nell'identificazione forense. La comparazione delle misurazioni e dei tratti specifici del cranio con le informazioni contenute in banche dati specializzate consente di risalire all'identità di un soggetto con un margine di probabilità significativo" <br />
La dottoressa fece una piccola smorfia <br />
"È fondamentale sottolineare che l'analisi del cranio non è un metodo di identificazione infallibile al 100%. Tuttavia, in sinergia con altre tecniche, come l'analisi del DNA o delle impronte digitali, può fornire un contributo significativo nelle indagini"<br />
Hazyel annuì alle parole della Betazoide "Quanto tempo ti occorre?"<br />
Elaina sbuffò leggermente "Non posso saperlo con certezza, devo cercare tutte le foto autoptiche del volto di quei soggetti, creare un modello 3D del loro cranio..."<br />
"Mmpf.. non vogliamo sapere come lo farai, ma in quanto tempo"<br />
"Si tratta di un'operazione complessa, ma potrei riuscire a finire tutto per domani pomeriggio"<br />
Moses annuì brevemente "Ti do fino a stasera..."<br />
"Ma.. sta scherzando? Non riuscirò mai a fare una simile mole di lavoro da sola!" <br />
"Non scherzo affatto, prendi tutti gli uomini che ti occorrono, ma voglio dei risultati entro le prossime otto ore" <br />
Hazyel sorrise divertito guardando lo sguardo di Tarev rabbuiarsi "Fatti aiutare anche da Alex e la sua sezione, sono certo che ce la farete"<br />
Elaina sospirò, arrendendosi alle richiesta dei suoi superiori e lasciando la stanza, mentre Moses procedeva voltandosi verso la Mendel "Oltre a questi tizi, abbiamo altre informazioni per le nostre indagini?" <br />
"Non esattamente. Siamo riusciti a decifrare i dati forniti dal mandante poiché la chiave di crittografia utilizzata era di base. Tuttavia, non posso affermare lo stesso per i dati di geolocalizzazione" Sarah alzò il capo "Quello di cui sono certa è che tutte queste informazioni noi non dovremmo averle" <br />
T'Pak scosse il capo "Mi sembra un po' tardi per farci venire dei dubbi etici sulla nostra missione" <br />
"Non è questo il punto. È fondamentale capire che questi dati non avrebbero dovuto essere conservati. L'analisi del protocollo di criptazione conferma che la loro eliminazione era prevista entro 24 ore dall'inserimento" <br />
Sarah incrociò le braccia al petto osservando i superiori <br />
"Il sistema in questione è stato progettato per dare l'illusione che i dati vengano eliminati automaticamente entro tot ore tramite una formattazione ciclica dei server. In realtà, i dati vengono preventivamente salvati in un database secondario. Se venisse fuori tutto questo.." <br />
Hazyel terminò la frase "Quella compagnia potrebbe chiudere i battenti" <br />
"E questo significa anche che, chi sta dietro a quella compagnia, farà di tutto per recuperare le informazioni in nostro possesso"<br />
<br />
<br /><b>USS Raziel - a poca distanza dal pianeta di Orione<br />
Ponte 1 - Sala tattica<br />
28/08/2404 ore 09:07</b><br /><br />
Dopo un atto eclatante come il rilascio di un microrganismo mortale su una base stellare, il silenzio era inspiegabile. Se fosse terrorismo, qualche gruppo estremista non avrebbe già rivendicato l'attacco?<br />
Gli ufficiali di grado superiore erano immersi in un fitto scambio di opinioni che si interruppe, immediatamente, all'arrivo di Hazyel e Moses. <br />
Il Capitano, con un elegante cenno del capo, invitò il Comandante Mendel a parlare. Tutti gli occhi si puntarono su di lei, consapevoli che la decisione finale sarebbe dipesa dalle sue analisi.<br />
"Ieri mi sono arrivati i dati craniometrici che la dottoressa Tarev e il Comandante Wood avevano preparato, insieme alle loro sezioni. Ho incrociato le morfometrie craniche dei cinque individui con i dati disponibili e ho lanciato una ricerca comparativa nei database federali. Il computer ha elaborato i dati per tutta la notte e, per fortuna, questo lavoro ha dato i suoi frutti"<br />
Hazyel annuì interessato "Si sa chi fossero quelle persone e perché vivevano sotto falsa identità?" <br />
"Sì, tutti loro hanno giocato un ruolo fondamentale in importanti processi. Per questo motivo, dopo la testimonianza, è stata fornita loro una nuova identità per garantire la loro incolumità" <br />
Sarah sollevò il capo <br />
"Il fatto è che, evidentemente, qualcosa non è andato nel verso giusto e tutti loro sono morti in circostanze piuttosto sospette. Non ci sono prove evidenti che siano stati uccisi ma, ammetto che le indagini svolte non siano state delle più approfondite"<br />
"Mmpf..." Moses fece un mezzo grugnito "Quindi mi stai dicendo che i vari servizi centrali di protezione testimoni hanno fallito?" <br />
"Sto dicendo che, per quanto non vi siano prove inappuntabili, è plausibile che la Flotta Stellare abbia fallito" <br />
Sarah digitò al d-padd sospirando brevemente <br />
"Erano processi interplanetari cruciali per gli equilibri tra i pianeti della Federazione Unita. La Flotta Stellare era responsabile della loro sicurezza, ma qualcosa è andato storto. Diversi testimoni sono morti in circostanze misteriose, generando forte preoccupazione nell'Intelligence. L'ipotesi di un infiltrato è stata presa in considerazione, ma le indagini interne non hanno dato risultati. Ho esaminato tutti i rapporti accessibili, ma le informazioni rilevanti sono state minime"<br />
Fox inclinò leggermente il capo mentre ascoltava il rapporto di Sarah "In che modo questo può aiutarci a identificare chi ha commesso il crimine?" <br />
"Sapere perché lo hanno fatto ci fornisce un indizio fondamentale. Considerando quelle morti, è evidente che la Flotta Stellare ha fallito nel suo compito cruciale: proteggere i testimoni. Tuttavia, a causa della natura riservata delle informazioni sul cambio di identità, questo fallimento è passato inosservato" <br />
T'Pak incrociò le braccia al petto osservando i colleghi <br />
"Riflettete un momento: queste persone, già costrette a tagliare i ponti con le proprie famiglie per motivi di sicurezza, sono morte in luoghi isolati, lontani dai loro pianeti natali. Nessuno è in grado di collegare i decessi alla loro testimonianza nei processi. E gli unici in possesso di tutte le informazioni necessarie per far luce sull'accaduto si sono limitati a un'indagine interna inconcludente, senza identificare alcun responsabile. Non sorprende, quindi, che qualcuno abbia reagito con rabbia di fronte a tale negligenza: a questo punto, chiunque vi sia dietro, deve aver voluto dimostrare l'incapacità della Flotta Stellare nel gestire le crisi"<br />
Elaina scosse il capo "Non capisco perché, per dimostrare la negligenza di una sezione dell'Intelligence di dieci anni fa, si debba colpire persone innocenti. E poi, se quella negligenza fosse rimasta interna all'Intelligence, chi avrebbe avuto la possibilità e l'interesse a farla saltar fuori ora?" <br />
"Queste sono le domande giuste, dottoressa. Chiunque sia il responsabile, ha voluto dimostrare l'incompetenza della Flotta Stellare nel risolvere una crisi da lui stesso causata e, prevedendo che l'Intelligence avrebbe indagato, ha disseminato indizi per collegare tutto questo ad una tacita denuncia dei misfatti perpetrati dall'Intelligence stessa quasi dieci anni fa" <br />
T'Pak fece un breve sorriso verso la dottoressa "Quando avremo le risposte alle sue domanda, dottoressa, avremo il mandante di questo attacco" <br />
Moses annuì brevemente prima di tornare a prestare tutta la sua attenzione su Sarah "E per quanto concerne i dati sulla localizzazione? Sappiamo da quale pianeta è stata inviata la comunicazione dell'acquirente per l'acquisto del microrganismo?" <br />
"Questo è l'aspetto che mi lascia più perplessa. Tutto indica che il soggetto ignoto abbia la sua base proprio su Orione, il che, a mio parere, è del tutto insensato. Di solito si usa un pianeta ponte per depistare le indagini e indirizzare le ricerche verso un sistema stellare lontano dalla propria posizione reale, evitando così di essere scoperti. Qual è il senso di usare come specchietto per le allodole proprio il pianeta in cui ci si nasconde?" <br />
"È insolito, ma ha una sua logica. Abbiamo subito identificato Orione come un pianeta ponte: chiunque fosse giunto alla nostra stessa conclusione avrebbe pensato che il mandante si trovasse ovunque tranne che qui" <br />
Hazyel continuò a soffermare la sua attenzione su Sarah <br />
"Quello che vorrei capire è perché ritieni che questo soggetto abbia una base su questo pianeta. Non potrebbe essere semplicemente transitato per questo settore e aver mandato la comunicazione da Orione?"<br />
"Se si fosse trattato di un'unica comunicazione, la sua ipotesi sarebbe stata la più plausibile. Tuttavia, l'acquisto del microrganismo dal professor Hou Jiashu è solo una delle diverse transazioni avvenute negli ultimi mesi" <br />
Sarah osservò i colleghi prima di tornare ad Hazyel <br />
"Veniamo ora al punto dolente. Non ha acquistato solamente quel microrganismo e, sebbene non possa sapere cosa abbia al momento a disposizione, il rischio di ulteriori attentati è piuttosto alto"<br />
Per alcuni istanti nella sala riunioni calò il silenzio, mentre i presenti elaboravano le ultime parole di Sarah. Fu il primo ufficiale, con la sua pragmatica concretezza, a rompere il silenzio, tornando a rivolgersi al Comandante Mendel: "Possiamo determinare dove si trovi la fantomatica base di questo soggetto?" <br />
"Non esattamente. Posso circoscrivere l'area da cui sono stati inviati i messaggi e individuare una serie di luoghi in cui il soggetto potrebbe essersi recato per inviarli, ma non possono essere più precisa di così" <br />
Sarah fece apparire sullo schermo una mappa di un'area cittadina, andando ad evidenziare quattro edifici <br />
"Tutti i dispositivi di comunicazione che si trovano in questi luoghi sono tra loro collegati da un NAT"<br />
Allo sguardo interrogativo di Moses, Wood prese la parola "Il NAT consente a più dispositivi di condividere un singolo indirizzo IP pubblico. Questo significa che l'indirizzo IP di un messaggio può identificare solo il router utilizzato, non il dispositivo specifico che lo ha inviato"<br />
Fox annuì alle parole dello scienziato "A tale scopo, possiamo predisporre un discreto sistema di allerta. Qualora il cliente dovesse nuovamente accedere a un terminale utilizzando le proprie credenziali, noi saremo immediatamente informati e potremo intervenire. Per garantire l'efficacia del sistema, sarà necessario occultare i dispositivi in prossimità delle aree di comunicazione, in modo che non siano facilmente individuabili"<br />
Hazyel annuì alle parole dei suoi ufficiali prima di focalizzare la sua attenzione sulla cartina "Di che luoghi si tratta? Dall'immagine non riesco a capirlo.." <br />
"Partendo dalla zona più orientale, troviamo una sorta di biblioteca digitale. Si tratta di un edificio dove è possibile noleggiare d-pad contenenti opere letterarie provenienti da numerosi mondi federali, per lo più di genere erotico" la Mendel iniziò a digitare alla consolle "Tuttavia, sono anche disponibili una decina di terminali per consentire ai visitatori di cercare le opere che desiderano noleggiare o inviare comunicazioni"<br />
Moses sembrò molto interessato alle immagini sul monitor "Si tratta indubbiamente di un luogo silenzioso e discreto. Forse varrebbe la pena di dare un'occhiata" <br />
"Sono d'accordo, andranno a darci un'occhiata la Mendel con T'Pak" Hazyel non battè ciglio prima di voltarsi verso Sarah "Il prossimo luogo?" <br />
"A un primo sguardo, il secondo edificio sembrerebbe un semplice pub, ma ho l'impressione che nasconda qualcosa di più" Sarah sospirò osservando lo schermo "Non vi nascondo che l'intero quartiere è rinomato per offrire quel tipo di piaceri che hanno reso Orione famoso. Questo edificio, per quanto possa sembrare innocuo, dubito che si discosti molto da quelli circostanti. Tutto ciò che so è che offrono spettacoli dal vivo, ma non sono riuscita a trovare ulteriori informazioni" <br />
"Se si tratta di un pub, allora è proprio quello che mi serve" <br />
"Molto bene Frank, ma porta con te Fox" Hazyel annuì al suo Primo Ufficiale per poi accennare con il capo verso la Mendel<br />
"Il terzo edificio, con l'aspetto di un ristorante di lusso, offre un'esperienza esclusiva: gustare il dessert nelle stanze superiori, dietro pagamento di una considerevole somma in latinum" la Mendel scosse il capo <br />
"Aggiungiamo un dettaglio non secondario: la maggior parte degli uomini è in dolce compagnia di schiave orioniane, maestre nell'arte di profumare l'ambiente coi feromoni. Le schiave in questione vengono scelte nell'ultimo edificio dell'elenco: una sorta di strip club in cui è possibile trovare avvenenti compagne per la serata" <br />
"Molto bene, Tarev e Wood andranno a cena ed io darò un'occhiata allo strip club" <br />
"Capitano, sconsiglio di andare con il nostro aspetto.." T'Pak fece una smorfia "Dato che abbiamo già attirato attenzioni indesiderate rubando quei dati, sarebbe meglio tenere un profilo basso da qui in avanti"<br />
"Ovviamente. Per questo, il Comandante Mendel organizzerà una copertura adeguata, mentre la dottoressa Tarev si occuperà di trasformarci in veri Orioniani, neutralizzando al contempo l'effetto dei loro feromoni" Hazyel sorrise "Sarà un po' come tornare alla nostra prima missione!"<br />
Il trillo di Cippy attraverso il comunicatore della Mendel fece voltare tutti nella sua direzione, mentre Sarah iniziò a digitare alla consolle "Signore, sembra che i notiziari del pianeta stiano parlando di qualcuno di nostra conoscenza" <br />
=^=Riapriamo l'edizione straordinaria di questo notiziario con una notizia scioccante. Macabra scoperta nei sobborghi della città di Wies, dove è stato rinvenuto il corpo semicarbonizzato di un uomo. La vittima, identificata come Leonard Getzberry, alias Leo Getz, un terrestre noto alle forze dell'ordine per piccoli traffici illeciti, presenta segni di torture. Il corpo di Getzberry, sebbene sia stato dato alle fiamme, mostra evidenti contusioni e mutilazioni, compatibili con pratiche di tortura. Gli inquirenti ipotizzano che l'uomo sia stato vittima di un regolamento di conti tra bande criminali. Le autorità stanno indagando per chiarire le dinamiche dell'omicidio e risalire all'identità dei responsabili=^=<br />
Tutti si ammutolirono sino a che Hazyel non riprese la parola "Signori, per noi la situazione sul pianeta è diventata critica. Vi esorto ad agire con la massima cautela" <br />
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<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse - Biblioteca digitale N'zoth<br />
28/08/2404 - ore 20.30</b><br /><br />
L'edificio si stagliava contro il cielo plumbeo, una costruzione moderna di vetro e acciaio che sembrava un'astronave pronta al decollo. Entrando, Sarah fu accolta da un silenzio ovattato e da una penombra soffusa, interrotta solo dal debole bagliore dei terminali. <br />
L'insolita biblioteca era, a differenza delle aspettative, uno spazio ampio e luminoso, con soffitti alti e grandi finestre che permettono alla luce naturale di entrare. Le pareti erano rivestite di pannelli interattivi che mostravano copertine di libri, riassunti e recensioni. Al centro della sala c'è un'area dedicata ai d-padd, dove i clienti potevano noleggiare o acquistare i loro dispositivi.<br />
I d-padd erano disponibili in diversi modelli, a seconda delle esigenze e delle preferenze del cliente. Alcuni modelli erano più adatti alla lettura di testi lunghi, altri erano più adatti alla visualizzazione di immagini e video. Tutti i modelli erano dotati di una vasta libreria di contenuti, tra cui romanzi, poesie, saggi e riviste di tutto il mondo.<br />
I clienti potevano cercare i contenuti che desideravano utilizzando la libreria virtuale, che era accessibile da qualsiasi dispositivo connesso alla rete. La libreria virtuale conteneva milioni di titoli, tutti di letteratura erotica.<br />
L'edificio offriva anche una varietà di servizi aggiuntivi, tra cui un'area di lettura dedicata, con poltrone comode e tavoli da lavoro, un caffè che serviva bevande e snack ed un negozio che vendeva strani oggetti del piacere su cui il Comandante Mendel optò volutamente di non indagare oltre.<br />
La scelta della coppia di ufficiali, debitamente camuffati per sembrare due amiche Orioniane in cerca di un passatempo, era stata piuttosto ovvia: per quanto fosse timida, Sarah avrebbe certamente attratto con più facilità l'attenzione di tutti i presenti. <br />
Era minuta e con un fisico forse un po' troppo fanciullesco ma, nonostante tutto, aveva una sua bellezza intrinseca, accentuata ulteriormente da una innocenza che la faceva arrossire molto più delle altre ufficiali donne della squadra. <br />
Nel suo ruolo di civetta, Sarah si avvicinò a uno dei pannelli interattivi, attirata da un titolo che prometteva straordinarie delizie aliene. Lo schermo si illuminò al suo tocco, rivelando l'immagine di una creatura tentacolare. <br />
La Mendel restò per un attimo di perplessa, chiedendosi chi diavolo potrebbe trovare sensuale l'immagine di un polpo che si strusciava su quello che sembrerebbe un..<br />
Un brivido percorse la schiena di Sarah. Non era abituata a quel tipo di contenuti, ma la curiosità era più forte della sua prudenza. Iniziò a sfogliare le pagine virtuali, provando un vago mix di perplessità e ribrezzo.<br />
Mentre era immersa nella lettura, Sarah udì un rumore alle sue spalle. Si voltò di scatto con il cuore in gola. Un uomo alto e robusto, con un targhetta al petto che lo identificava come il bibliotecario, la stava osservando con un sorriso malizioso. Sarah si sentì a disagio, ma cercò di non darlo a vedere.<br />
"Posso aiutarti?" chiese l'uomo con voce roca "Sei alla tua prima esperienza erotica, ragazza? Non preoccuparti, non c'è nulla di male se desideri esplorare la tua sessualità in un luogo assolutamente sicuro" <br />
Sarah scosse la testa, incapace di parlare. L'uomo si avvicinò, il suo sguardo indugiò sul d-pad che Sarah teneva in mano e  commentò con un sorriso "Interessante. Se ti piacciono le storie piccanti, devi assolutamente leggere l'odissea erotica di Xantu"<br />
Dal canto suo, T'Pak stava monitorando la situazione da lontano, studiando l'edificio senza farsi notare dal bibliotecario. <br />
Cercava di capire se l'acquirente avrebbe potuto inviare un messaggio da lì e quel posto sembrava effettivamente l'ideale. <br />
Notò diverse persone prendere a noleggio romanzi e, con una certa frequenza, anche dei "giochi erotici", per poi sparire nelle aree riservate, chiudendosi la porta alle spalle. <br />
Era ovvio che chiunque, desiderando masturbarsi, avrebbe preferito un luogo appartato, ma quella privacy poteva essere sfruttata per molti altri scopi: abbandonarsi all'autoerotismo, certo, ma anche intrattenere incontri con più persone o inviare comunicazioni riservate.<br />
Per T'Pak, la difficoltà maggiore fu trovare il modo e il posto giusto per nascondere il dispositivo. La scelta migliore cadde su una delle poltroncine dell'area riservata. Quindi, fingendosi una normale cliente, si appartò e, indisturbata, installò il congegno. Terminato il lavoro, si limitò a un paio di colpetti all'orecchio destro: era il segnale convenuto con la plancia della Raziel per avviare il test del sistema.<br />
=^=Comandante, il dispositivo è in funzione. Ha identificato tutti e trenta i terminali idonei ad inoltrare comunicazioni verso l'esterno. Potete rientrare=^=<br />
T'Pak tornò verso l'entrata, dove Sarah stava cercando di scrollarsi di dosso quello strano bibliotecario che sembrava intenzionato a farle assaporare l'intera sezione di romanzi hentai. L'ufficiale tattico valutò se fosse il caso di lasciare che la situazione degenerasse in un duello rusticano a colpi di d-pad, ma poi, con un sorriso, decise di salvare la collega e dileguarsi.<br />
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<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse - Crooked Brews Pub <br />
28/08/2404 - contemporaneamente </b><br /><br />
Il Crooked Brews Pub, noto ai più come "Nettare di Orione", era un locale leggendario, famoso per ospitare le ballerine più straordinarie di tutto il pianeta. <br />
Il nome evocava piaceri proibiti e tentazioni esotiche, un richiamo irresistibile per chiunque desiderasse abbandonarsi ai piaceri della carne.<br />
L'edificio, basso e discreto, si mimetizzava tra le ombre del quartiere a luci rosse. Un'insegna luminosa, raffigurante una silhouette femminile stilizzata, si accendeva e spegneva ritmicamente, richiamando l'attenzione dei passanti. Le finestre, oscurate da pesanti tende di velluto rosso, celavano l'interno agli sguardi indiscreti, alimentando la curiosità e il desiderio.<br />
All'ingresso, un buttafuori imponente, con indosso una divisa scura e un'aria minacciosa, selezionava i clienti con occhio esperto, allontanando i curiosi e garantendo la privacy degli ospiti. <br />
Solo chi poteva permettersi di spendere una fortuna in una notte di piaceri proibiti poteva accedere al Nettare di Orione, un luogo dove i sogni proibiti diventavano realtà.<br />
Frank e Lucius, per l'occasione, avevano abbandonato i classici abiti da contrabbandieri per indossare dei completi formali.<br />
Moses, per quanto si sforzasse di non darlo a vedere, si sentiva stranamente rigido, come se quei tessuti di alta qualità lo stessero soffocando. Il suo completo, un esempio di alta sartoria Orioniana, era un'armoniosa combinazione di un blu notte profondo ed inserti di un argento liquido. La giacca, monopetto con un taglio in grado di esaltavare le spalle larghe, si chiudeva con un singolo bottone di ossidiana nera. Sotto, una camicia di seta dello stesso blu profondo, con un colletto che si apriva leggermente, rivelava una sottile catena d'oro bianco. Un piccolo dispositivo di comunicazione, intarsiato in un fermacravatta di ametista, brillava discretamente. <br />
Fox, invece, era stata costretto ad indossare qualcosa di un po' più audace. Il suo abito, un pezzo unico creato da uno dei più rinomati stilisti di Orione, era un'esplosione di colori e texture. La base era un viola intenso, quasi elettrico, realizzato in un materiale sintetico che sembrava cambiare colore a seconda dell'angolazione della luce. Sovrapposto, un intricato mantello di piume iridescenti, proveniente da una rara creatura di Orione, aggiungeva un tocco di drammaticità. Il taglio era asimmetrico, con una manica lunga e l'altra scoperta, adornata da un bracciale di platino finemente lavorato. <br />
"Era proprio necessario un abito tanto ridicolo?" <br />
"A volte, per passare inosservati, è necessario distinguersi dalla massa" Moses osservò il collega per poi riservargli un mezzo sorriso "Uno di noi due doveva mettersi addosso quel capolavoro di piume cangianti e, di certo, non l'avrei mai fatto io" <br />
Nonostante la risposta dell'ufficiale superiore lo avesse lasciato perplesso, l'ingegnere capo dovette ricredersi: il buttafuori li riconobbe immediatamente come persone spudoratamente ricche e li fece passare avanti a tutti. <br />
L'interno del locale era avvolto in un'atmosfera sensuale e misteriosa. Luci soffuse, proiettate da lampade di cristallo, creavano giochi di ombre e riflessi sulle pareti rivestite di specchi. <br />
Moses, mentre con lo sguardo scrutava rapido la sala, fece cenno al collega di andare verso i divanetti, poi si aprì un varco tra la folla, puntando dritto al bancone del bar.<br />
Il bancone, in legno massiccio, era illuminato da una fila di candele profumate. Alle spalle del barista, una serie di nicchie esponevano bottiglie di liquori pregiati e calici di cristallo. <br />
Dietro al piano bar, l'imponente figura del bartender Orioniano dominava la scena. La sua pelle verde  brillava sottilmente sotto le luci del locale. Muscoli potenti guizzavano sotto la tunica di lino scuro, mentre le sue mani, grandi e agili, si muovevano con precisione tra bottiglie e bicchieri. Il suo volto, scolpito in tratti decisi, era incorniciato da una criniera di capelli corvini, mentre i suoi occhi vivaci osservavano i clienti con un'intelligenza acuta.<br />
Moses non ebbe dubbi. Se il messaggio era partito da lì, di sicuro non era opera del barista, troppo ligio al suo ruolo di guardiano. Piuttosto, l'anonimato dei divanetti, con la scusa delle ballerine, era il luogo ideale per agire nell'ombra. Questo ovviamente significava una cosa molto chiara, era compito suo creare una distrazione abbastanza credibile da permettere a Fox di agire indisturbato.<br />
L'obiettivo era semplice: creare un diversivo, ma il barista sembrava troppo sveglio per farsi ingannare da un trucco banale. Frank aveva bisogno di qualcosa di più, qualcosa di spettacolare, qualcosa in grado di catalizzare l'attenzione di tutti, barista compreso.<br />
Mentre fingeva di seguire una conversazione tra due avventori, Moses notò un dettaglio che gli diede un'idea. Due uomini, seduti a pochi metri di distanza, sembravano sul punto di venire alle mani. Era perfetto.<br />
Con un movimento rapido e discreto, Frank rovesciò un cocktail dall'insolito colore verde bluastro sul braccio di uno dei due contendenti. La reazione fu immediata: un'esplosione di rabbia, insulti, e il primo pugno che volò con una traiettoria precisa verso il volto del suo aggressore. <br />
Nel giro di pochi secondi, il parapiglia si scatenò. Urla, spinte, bicchieri rotti. Il barista, finalmente distratto dal suo ruolo di osservatore, si precipitò verso la rissa, cercando di riportare l'ordine. Frank, con un sorriso soddisfatto, si allontanò dal bancone. Il suo diversivo aveva funzionato alla perfezione. <br />
Per Fox, quello era il segnale. <br />
Senza esitare, l'ingegnere studiò la zona divani: separata dal resto del locale da paraventi di seta, arredata con divani in pelle e cuscini di velluto. Il palco al centro ospitava ballerine Orioniane, le cui movenze sinuose incantavano gli spettatori. Ma ora, la rissa aveva preso il sopravvento, con tanto di scommesse clandestine. <br />
Dopo qualche attimo di esitazione, optò per un divanetto posto lateralmente al palco e, con un rapido movimento del polso, nascose il dispositivo sotto la seduta dando un paio di colpetti all'orecchio. <br />
=^=Comandante, il dispositivo è attivo. Non ha rilevato alcun terminale fisso idoneo a stabilire comunicazioni con l'esterno. Tuttavia, abbiamo avviato una scansione della rete per identificare eventuali dispositivi mobili presenti all'interno del bar che, sfruttando la connessione alla rete del locale, possano inviare messaggi. Potete rientrare=^=<br />
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<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse - Nyx'ara Zorgon Nights<br />
28/08/2404 - contemporaneamente </b><br /><br />
Quello strip club non era un edificio che passasse inosservato. <br />
La sua struttura, imponente e futuristica, si ergeva al centro del quartiere a luci rosse di Orione, sfidando le leggi di gravità con le sue linee sinuose e i materiali scintillanti. La facciata principale era un tripudio di schermi olografici che proiettavano immagini caleidoscopiche di ballerine esotiche e simboli misteriosi, creando un atmosfera di seduzione e mistero. <br />
L'ingresso, un arco imponente di metallo lucido, era sorvegliato da due figure robotiche imponenti, i cui occhi rossi saltavano tra i passanti, scrutando ogni volto con fare inquisitorio. Sopra l'ingresso, una scritta al neon in caratteri alieni annunciava il nome del locale: Nyx'ara Zorgon Nights, un richiamo esotico e sensuale. <br />
Sotto, una fila di luci stroboscopiche illuminava la strada, creando un'atmosfera di festa e pericolo. L'edificio era sviluppato su più piani, con terrazze panoramiche che offrivano una vista mozzafiato sulla città di Cadel, un brulicante alveare di luci e ombre. Le finestre, oscurate da vetri polarizzati, nascondevano i segreti che si celavano all'interno, alimentando la curiosità e la fantasia dei visitatori.<br />
Con l'aspetto di un perfetto Orioniano, Hazyel si arrestò, scrutando l'edificio con circospezione. Aveva scelto di recarsi personalmente in quel luogo, in parte perché il resto della squadra era già impegnato in altri edifici della zona a luci rosse, ma soprattutto perché aveva un obiettivo preciso. <br />
Al Nyx'ara Zorgon Nights, santuario di voluttà e sogni proibiti, il confine tra realtà e fantasia si dissolveva, ma il Risiano, immune al fascino del luogo, era lì per tutt'altro: scovare una potenziale informatrice.<br />
Hazyel si avvicinò all'edificio con noncuranza, come se lo frequentasse da sempre. La sua figura, avvolta in un mantello di seta scura, si muoveva con agilità tra la folla variopinta che animava il quartiere a luci rosse. Giunto di fronte l'imponente portone di metallo, non esitò un istante. <br />
La struttura si aprì con un sibilo, invitandolo a varcare la soglia di un mondo a sé stante. Il Nyx'ara Zorgon Nights si rivelò un labirinto di penombre e luci soffuse, un santuario di peccato e desiderio. <br />
L'aria vibrava di musica esotica, un mix di ritmi sensuali e melodie aliene che avvolgevano i sensi. Un profumo inebriante di spezie esotiche e incensi aleggiava nell'aria, mescolandosi al profumo dolce e pungente dei feromoni alieni.<br />
Il bancone del bar, lungo e sinuoso, era un'opera d'arte in vetro e metallo, illuminato da luci soffuse in grado di creare riflessi caleidoscopici. <br />
Bottiglie di liquori alieni, dalle forme bizzarre e dai colori iridescenti, adornavano il retro, mentre barman agili e scattanti preparavano cocktail esotici con movimenti precisi. <br />
Il Capitano valutò per un istante l'idea di avvicinarsi ai barman, ma poi cambiò idea. Quella zona era troppo in vista. Sarebbe stato controproducente tentare di inviare messaggi in mezzo a quella bolgia di persone, con il rischio che qualcuno se ne accorgesse. <br />
Senza contare che le donne migliori non erano a disposizione di chiunque, ma solo dei clienti più selezionati. La scelta più logica era dirigersi senza fretta verso la zona più appartata del locale.<br />
Qui l'arredamento si trasformava, assumendo un'atmosfera più intima e sofisticata. Illuminati dalla luce tremolante di candele, tavoli, in velluto rosso, creavano accoglienti angoli di riservatezza, mentre morbidi divani, in pelle scura, sembravano invitare al relax ed a conversazioni sussurrate. <br />
Un palco rialzato, avvolto in una cortina di fumo e luci stroboscopiche, catturava l'attenzione con le esibizioni di ballerine esotiche. <br />
Le loro movenze sinuose e sensuali, ipnotiche e ammalianti, incantavano gli spettatori, trasportandoli in un mondo di desiderio e fantasia. <br />
Le pareti erano decorate con arazzi di seta, raffiguranti scene di piacere e lussuria, mentre specchi antichi riflettevano le luci e le ombre, creando un'atmosfera di mistero e seduzione. <br />
Guardie del corpo imponenti, con occhi di falco e muscoli d'acciaio, pattugliavano la zona con circospezione, assicurando che l'atmosfera rimanesse sempre piacevole e sicura. <br />
Era fin troppo chiaro che solo coloro che, a una rapida occhiata, erano in grado di dimostrare di possedere una quantità considerevole di latinum, erano i benvenuti e potevano permettersi la "mercanzia" più esclusiva offerta dal locale.<br />
Hazyel spostò lo sguardo verso la pista da ballo, dove le luci scintillanti invitavano gli ospiti a lasciarsi trasportare dal ritmo della musica. Figure sinuose e sensuali si muovevano con grazia e passione, creando un'atmosfera di eccitazione e desiderio. Sguardi languidi, sussurri maliziosi e risate cristalline riempivano l'aria. Il Capitano studiò attentamente la zona, cercando il punto ideale per nascondere il dispositivo. Dopo qualche istante, individuò il posto perfetto.<br />
Vi erano degli angoli nascosti, avvolti in tendaggi di velluto, che offrivano rifugio di intimità e discrezione, dove gli ospiti potevano appartarsi per conversazioni private o incontri fugaci. <br />
In meno di un minuto, il Capitano si appartò, attivò il dispositivo e ne fece verificare il funzionamento. Ma il suo compito non era ancora concluso.<br />
Di nuovo sulla pista, il suo sguardo si focalizzò tra le ballerine, individuando subito le più navigate. Tre Orioniane catturarono la sua attenzione: i loro corpi si muovevano in perfetta sincronia, in una danza ipnotica di sensualità, eleganza e potenza. Il pubblico, rapito da tale armonia, non riusciva a distogliere lo sguardo.<br />
La prima, la più giovane del trio, pur nella sua apparente impulsività, riusciva a sprigionare un'energia e una passione contagiose. I suoi movimenti, rapidi e imprevedibili, evocavano la danza di una fiamma. <br />
Hazyel, tuttavia, scosse il capo: era un'indubbia ballerina, capace di incantare molti, ma non possedeva l'acume di un'osservatrice. Troppo concentrata sulla propria performance, difficilmente avrebbe notato dettagli rilevanti.<br />
La seconda Orioniana, con ogni probabilità la più saggia e navigata del gruppo, si muoveva con lentezza e controllo e la sua danza era un'ode alla grazia e alla dignità. Era come se danzasse al ritmo del vento. <br />
Tuttavia, neanche lei convinse il Capitano. Pur riconoscendo che la donna potesse aver a lungo frequentato i bassifondi, accumulando informazioni potenzialmente pericolose, sembrava rivelare una chiusura mentale che la rendeva impermeabile a qualsiasi stimolo esterno. Dava l'impressione di essere una di quelle persone che, pur avendo occhi e orecchie, sceglievano di non vedere e non sentire, il che la rendeva un'informatrice inaffidabile.<br />
La terza Orioniana, la più misteriosa e affascinante delle tre, si muoveva con una sensualità ipnotica, come se danzasse nell'ombra della notte. <br />
Fu lei a catturare l'attenzione di Hazyel. Bastarono pochi istanti al Capitano per capire la giovane: abbastanza esperta da conoscere sia i bassifondi che i quartieri più esclusivi, ma soprattutto dotata di un'intelligenza acuta e di un'intraprendenza rara, capace di scovare segreti che nessuno avrebbe mai voluto rivelare. Era l'informatrice perfetta.<br />
Con un obiettivo preciso in mente, Hazyel si avvicinò alla donna che aveva scelto.<br />
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<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse - Rihkaf Maetam Restaurant<br />
28/08/2404 - contemporaneamente </b><br /><br />
La struttura, un'imponente torre di vetro e acciaio, si librava verso il cielo di Orione, con linee aerodinamiche che ricordavano le navi stellari della Flotta. L'esterno era un tripudio di luci cangianti, che proiettavano motivi nebulari sulle pareti, creando un'atmosfera magica e futuristica.<br />
Elaina scese dal velivolo che li aveva appena portati lì sorridendo in modo sbarazzino all'autista e reggendo elegantemente la borsetta tra le mani. <br />
Il suo abito da sera argentato, con un taglio asimmetrico che lasciava scoperta una spalla, valorizzava la sua attuale carnagione verdastra,  catturando immediatamente l'attenzione di tutti i passanti. Il tessuto, leggero e impalpabile, sembrava danzare attorno al suo corpo, mentre il suo sguardo, intenso e penetrante, saettava curioso tra la folla.<br />
Poco distante da lei, un uomo alto e distinto, con un'aura di potere e sicurezza che lo circondava, osservava la scena con un sorriso enigmatico. Il suo completo scuro, di un tessuto che sembrava cambiare colore a seconda della luce, fasciava il suo corpo in modo impeccabile.<br />
I due si avvicinarono lentamente, attratti l'uno dall'altra come magneti. Il suo accompagnatore le si avvicinò con un movimento fluido, offrendole galantemente il braccio. Elaina, ovviamente, accettò l'invito con un sorriso malizioso, e insieme si diressero verso l'entrata, pronti ad entrare in azione.<br />
Varcata la soglia, la coppia di ufficiali si trovò in un'ampia sala arredata con gusto squisito. Tavoli di cristallo finemente intarsiati riflettevano la luce soffusa di lampade a forma di costellazioni, mentre comode poltrone in pelle invitavano al relax. Una cascata di fibre ottiche colorate scendeva dal soffitto, creando un effetto pioggia di stelle.<br />
La cucina, a vista attraverso una parete di vetro, era un balletto di chef alieni che preparavano piatti interstellari con ingredienti provenienti da tutta la galassia. Il menù offriva una vasta gamma di prelibatezze, dai classici Vulcaniani alle specialità Andoriane, con un tocco di originalità Orioniana.<br />
Alex, con un gesto da perfetto gentleman, accompagnò la sua compagna al tavolo riservato e le scostò la sedia per agevolarla a sedere. <br />
Elaina, una volta accomodata, fu immediatamente sommersa da un'ondata di emozioni intense ma, nonostante tutto, tra loro similari. La sua empatia, senso che via via stava imparando a sfruttare al massimo, captava ogni vibrazione emotiva, creando un' cacofonia assordante nella sua mente. <br />
Per la Betazoide, le persone presenti nella sala, si distinguevano in due gruppi ben precisi, accomunate tra loro da un comune sentire. <br />
Sebbene tutti apparissero allegri e spensierati, i suoi poteri le davano una rappresentazione della realtà ben diversa: da un lato vi erano gli avventori, che sembravano radianti di una soddisfazione interiore, appagati e sereni, e dall'altro le loro accompagnatrici, che emanavano una rivalità palpabile, pronta a esplodere da un momento all'altro. <br />
La cosa non stupì affatto Elaina: secondo i dati in loro possesso, il Rihkaf Maetam Restaurant attirava una clientela eterogenea, dai diplomatici interstellari ai mercanti spaziali, dagli ufficiali della Flotta Stellare alle celebrità di Orione. <br />
Tutti, almeno ufficialmente, apprezzavano l'atmosfera unica, il servizio impeccabile e la cucina stellare. Ma la verità era che il vero motivo di tanta affluenza risiedeva nella possibilità di affittare quelle suite di lusso, perfette per consumare il "dolce" in tutta discrezione. <br />
Le loro empatie andavano di pari passo con i loro desideri.<br />
Gli uomini appagati e compiaciuti, erano soddisfatti di esibire la propria ricchezza, consapevoli che la loro accompagnatrice fosse solo un ulteriore simbolo del loro status sociale, un orpello per distinguersi dalla massa: la loro empatia rappresentava proprio quella consapevolezza di essere giunti ad un livello tale da poter ostentare la propria posizione, anche attraverso l'esibizione della propria schiava Orioniana. <br />
Tra le donne, l'atmosfera era elettrica, carica di una tensione palpabile. Sotto la superficie di sorrisi e convenevoli, covava una rivalità feroce, pronta a divampare in un istante. Se solo non fossero state costrette a mantenere quell'immagine di compagne compiacenti, si sarebbero azzuffate senza esitazione, in una lotta per la supremazia. <br />
Non che fossero psicopatiche, ma la competizione per accaparrarsi i clienti più facoltosi era spietata. <br />
Essere viste al fianco degli uomini più potenti era un'ambita scalata sociale, un modo per assicurarsi un seguito di spasimanti fedeli e pronti a tutto. <br />
Invidia, gelosia, possessività e rabbia serpeggiavano tra loro, e con una punta di soddisfazione, Elaina notò che quelle attenzioni negative erano concentrate soprattutto su di lei.<br />
In quel ristorante, dove l'arte della discrezione era elevata a sistema, anche il più piccolo gesto sarebbe stato notato. Inviare un messaggio? Impensabile. Tutti, troppo impegnati a spiare i vicini, avrebbero immediatamente individuato chiunque osasse distrarsi. Un uomo che non avesse mostrato la dovuta attenzione alla propria accompagnatrice sarebbe stato visto come una mosca bianca, un'anomalia in un contesto di rigida osservanza sociale.<br />
E, come se il destino avesse voluto dare una dimostrazione pratica, un uomo seduto a un tavolo vicino si avvicinò ad Alex, offrendo una palese valutazione del décolleté di Elaina, senza curarsi minimamente di eventuali occhi indiscreti "L'hai noleggiata per la serata? Sarei interessato a farci un giro anch'io con una bellezza del genere" <br />
"Noleggiarla? Hai idea della lista di attesa che c'è per uscire con una schiava come lei?" Alex scosse la testa allontanando con un gesto della mano le parole dell'altro Orioniano "Certe bellezze, se vuoi godertele, devi per forza acquistarle. Lei è mia, pronta a soddisfare ogni mio desiderio in qualsiasi momento della giornata!" <br />
"Gran bell'acquisto" lo sconosciuto gongolò all'ammiccamento di Elaina prima di aggiungere "Se a letto vale anche solo la metà di quanto è bella, una simile rarità non ha prezzo" <br />
"Puoi giurarci" Alex sorrise in modo complice con l'uomo "Ha delle qualità che vanno oltre l'immaginazione. Non per vantarmi, ma le sue mani sanno fare cose che manderebbero in tilt qualsiasi uomo." <br />
Elaina, nel suo ruolo di schiava Orioniana, si limitò a sorridere ascoltando la conversazione in corso. <br />
Fu allora che percepì un'energia diversa, una presenza che non si trovava all'interno del locale, ma all'esterno. Era un'aspettativa palpabile, carica di un'anticipazione quasi febbrile per qualcosa che sarebbe accaduto di lì a poco. <br />
Si trovavano in un quartiere a luci rosse, dove ogni uomo e donna presente, per ragioni diverse dal lavoro, condivideva una certa dose di aspettativa, spesso legata a doppio filo con un aumento della libido: l'attesa di un incontro, di un piacere, con o senza l'ausilio di una delle tante schiave orioniane disponibili. <br />
Quella empatia era diversa, più intensa, carica di un'intenzione specifica che non aveva nulla a che fare con il sesso.<br />
"Senti qualcosa di particolare?"<br />
Le parole di Alex, sussurrate a malapena, distolsero Elaina dalla sua esplorazione empatica, come un'onda che si infrangeva sulla riva. La traccia, un momento prima così vivida, si perse nella moltitudine di persone che affollavano il quartiere. Elaina, tuttavia, non mostrò alcuna delusione, limitandosi a un semplice sorriso.<br />
"Inizio a detestare quell'espressione, se hai sentito qualcosa devi dirmelo.."<br />
La dottoressa si limitò a chiudere la questione con una risposta netta, pronunciata a bassa voce e camuffata con un sorriso seducente "Non sono una pettegola" <br />
"E chi ti ha accusata.." <br />
Le parole di Wood si fermarono un attimo prima che il cameriere si avvicinasse per prendere le loro ordinazioni. Il discorso fu rapidamente accantonato da entrambi in modo da tornare alla loro missione. <br />
"Desiderate ordinare?" <br />
"Certamente, oggi proveremo la cucina di altri mondi" la voce di Alex era calma e misurata "Io prenderò un piatto di Hasperat e la mia splendida schiava prenderà una zuppa di Plomeek. Ovviamente intendo consumare il nostro dolce in un posto più appartato, prenotatemi una delle migliori stanze a vostra disposizione" <br />
Il cameriere fece un rapido inchino prima di allontanarsi e la coppia di ufficiali iniziò una conversazione frivola, in modo da non attirare l'attenzione, sino al termine della cena. <br />
"Signori, se volete seguirmi vi accompagno alla vostra suite"<br />
Alex, con un gesto galante, offrì il braccio a Elaina e la accompagnò su per le scale, seguendo il cameriere. Mentre saliva, i suoi occhi scrutavano l'ambiente circostante. <br />
I piani superiori ospitavano lussuose suite private, rifugi di intimità dove gli ospiti potevano tanto concludere affari importanti quanto abbandonarsi a piaceri proibiti. <br />
Le porte aperte delle stanze ancora libere rivelavano scorci di letti a gravità zero, schermi olografici capaci di proiettare realtà virtuali su misura per ogni desiderio, e bagni con idromassaggio sonico, un tripudio di comfort all'avanguardia.<br />
"La vostra stanza signori, gradite il servizio in camera?" <br />
"Forse più tardi. In questo momento il dolce che desidero è già a portata di mano" <br />
Lo sguardo lussurioso di Wood fece sogghignare il cameriere che, dopo aver indugiato con gli occhi sulle curve generose di Elaina, chiuse la porta alle loro spalle. <br />
Da quel momento, per i due ufficiali fu un gioco da ragazzi inscenare un teatrino di baci e languidi avvicinamenti sul letto, una messinscena che permise ad Alexander di posizionare ed attivare, con un gesto fulmineo, il dispositivo di sorveglianza occultato dietro la testiera. <br />
Un rapido check di conferma diede loro la certezza che la loro missione si era conclusa.<br />
Stavano ancora fingendo di darsi alla pazza gioia, quando il comunicatore nascosto nell'orecchio si attivò.<br />
=^=La situazione sta precipitando, il Comando di Flotta ha appena diramato un comunicato per l'insorgenza di una serie di epidemie sulla Terra, Vulcano, Andoria e Tellar. Si tratta dei quattro pianeti fondatori della Federazione e, dato che siamo a conoscenza che il soggetto ignoto non si è limitato ad acquistare solo il microrganismo di K7, abbiamo il presentimento che non si tratti di una semplice casualità. Sono in arrivo i dati medici relativi alle varie epidemie, verranno trasferiti ai laboratori medico e scientifico=^=<br />
I due si scambiarono un'occhiata, continuando la messinscena con naturalezza. Ma sotto la superficie di sorrisi e gesti affettuosi, entrambi percepivano l'imminente catastrofe. Le cose stavano precipitando rapidamente, e al momento non si vedeva via d'uscita da quella spirale di follia.<br />
Uno strillo agghiacciante ruppe il silenzio, preannunciando che il peggio doveva ancora arrivare. I due ufficiali, con un balzo, si alzarono dal letto e spalancarono la porta. Il corridoio si stava già popolando di curiosi, ma alla sua estremità, il cameriere e una coppia di clienti, immobili e terrorizzati, sembravano aver assistito a una scena raccapricciante.<br />
Nella stanza aperta, un corpo senza vita giaceva riverso sul pavimento. Anche Elaina, mantenendo il suo ruolo, lanciò uno strillo di terrore nascondendo il volto contro il petto di Alex, ma questo gli servì solo per lanciare uno dei segnali previamente concordato con il resto degli ufficiali. <br />
Tre colpetti all'orecchio, scanditi da brevi attese. Il segnale convenuto: 'prepararsi'. L'analisi della dottoressa era chiara: nessun pericolo immediato, nessun bisogno di aiuto. Ma qualcosa stava succedendo. Era meglio che tutti i membri della Raziel si tenessero pronti.<br />
Ancora sotto shock, il cameriere, incapace di pensare lucidamente, chiese genericamente ai presenti di non entrare e scappò via. Di soppiatto, tutti i curiosi fecero ritorno alle loro stanze: la paura di dover rispondere alle domande della polizia aveva spento ogni curiosità. La coppia priva di stanza se ne andò, non volendo essere coinvolta con eventuali indagini. <br />
Rimasti soli, Elaina e Wood si guardarono intorno rapidamente, senza toccare nulla. Analizzarono la scena con occhio critico, cercando prove. Ma la loro ricerca non diede i risultati sperati. <br />
La dottoressa si focalizzò sul corpo, cercando di cogliere ogni minimo dettaglio senza entrare nella stanza "A meno che non abbiano lasciato delle impronte digitali, dubito che sarà semplice scoprire chi ha portato qui il corpo" <br />
"Non potrebbero averlo ucciso qui?" <br />
"Direi proprio di no. A meno che la vittima non fosse un supereroe in grado di sopportare il dolore di una gamba rotta senza emettere un suono, direi che è impossibile che sia stata uccisa qui" Elaina fece una smorfia pensierosa "E le stanze, di certo, non offrono un buon isolamento acustico, se è vero che abbiamo sentito l'urlo di quella donna in modo nitido, persino con la porta chiusa"<br />
"Potrebbe essere una frattura post mortem.."<br />
"Non posso escluderlo a priori senza spogliare il corpo.." Elaina continuò a guardare in direzione del corpo mantenendo i suoi poteri in allerta per assicurarsi che nessuno si stesse avvicinando "..ma lo trovo poco credibile"<br />
"Certamente non possono essere passati dalla porta principale, trasportando un cadavere sulle spalle. Devono aver utilizzato l'entrata sul retro o le uscite di emergenza" Alex, a differenza della compagna, fece alla vecchia maniera e si guardò cautamente attorno "Causa della morte?" <br />
"La postura di quel corpo non lascia molti dubbi. C'è una frattura del collo che, con buone probabilità, è anche la causa della morte" la dottoressa sospirò per poi osservarsi attorno "Il problema è che questa zona non è coperta da sistemi di videosorveglianza, questo complicherà di molto le indagini"<br />
"Non credo che i loro clienti abituali desiderino essere ripresi in video mentre sono in compagnia delle loro accompagnatrici. Pur non avendo problemi a tradire le mogli, è possibile che queste ultime non gradiscano tale comportamento" Alex sorrise ad Elaina "E poi, ammettiamolo, nessuno desidera vedere immortalate le loro performance e le loro peggiori perversioni!" <br />
"Se dovessi azzardare un'ipotesi, direi che la paura più grande non è tanto quella di essere scoperti, quanto di non essere all'altezza... e di avere la prova video"  <br />
Alex spalancò la bocca sorpreso "Tu dici? Sparano a salve?" <br />
"Credo che non sparino affatto" Elaina fece spallucce "Obesità e sedentarietà, abuso di alcol e droghe, malattie cardiache o squilibri ormonali.. sono tutte possibili cause di disfunzione erettile"<br />
"Ok.. lasciamo stare" Alex scosse il capo prima di tornare al problema "Essendo nel quartiere a luci rosse, non troveranno testimoni disposti a parlare. L'unica possibilità è che la scientifica trovi qualche traccia, ma dubito, vista l'ordine impeccabile in cui si trova la stanza. Sono certo che sia il lavoro di professionisti" <br />
"Dobbiamo andarcene subito" Elaina fece cenno ad Alex di allontanarsi "I dipendenti del ristorante e la polizia arriveranno da un momento all'altro e non ho nessuna intenzione di dover dare spiegazioni. Prima di andare, però, rispondi a una domanda: hai osservato attentamente quel corpo? Un terrestre, cosa rara da queste parti. Alto, capelli biondo scuro, fisico muscoloso... non ti ricorda qualcuno?" <br />
Alex osservò il corpo dubbioso per poi guardare Elaina "Stai parlando di me?" <br />
"Credo che Leo Getz abbia fatto i vostri nomi e, in qualche modo, siano riusciti ad arrivare ad una delle vostre identità fittizie. Non so quanto ciò possa essere un ulteriore problema, ma dovremo parlarne con la squadra"<br />
Wood, con un moto di stizza, alzò gli occhi al cielo, borbottando tra sé "Ormai è impossibile che le cose vadano peggio"<br />
Neanche il tempo di finire la frase che un esplosione scosse l'edificio. Elaina, con un'espressione di puro stupore, afferrò il braccio del collega e insieme corsero verso l'esterno. <br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse - all'esterno del Rihkaf Maetam Restaurant<br />
28/08/2404 - ore 22.15</b><br /><br />
In mezzo al caos della fuga, le empatie si fecero strada prepotentemente, un'ondata di sensazioni che travolse la Betazoide come un'onda: lo stupore iniziale, la lotta per la sopravvivenza, il terrore che serrava la gola, il panico che annebbiava la mente. <br />
La folla si riversò sulla strada, spinta da un'unica, urgente necessità: fuggire il più lontano possibile dall'epicentro dell'esplosione. In un istante, tutti gli edifici del quartiere si svuotarono, dando vita a un'ondata umana in fuga. <br />
Alex ed Elaina si ritrovarono catapultati in un caos infernale. <br />
La folla, in preda al panico, si muoveva come un'onda impazzita, spingendo e travolgendo chiunque si trovasse sulla sua traiettoria. <br />
L'ufficiale scientifico cercava disperatamente di proteggere la compagna, stringendola a sé e facendosi scudo con il corpo. Ma la marea umana era troppo forte, e ogni tentativo di orientarsi o capire cosa fosse successo si rivelò vano.<br />
A ogni passo, rischiavano di essere travolti, spintonati da individui in preda al terrore che non badavano a chi avevano intorno. <br />
Elaina, con il cuore in gola, lottava con tutte le sue forze. Il panico della folla era un'onda tangibile, un'eco assordante che amplificava a dismisura le sue capacità empatiche. <br />
Ogni emozione, ogni pensiero, ogni sussulto di terrore la colpiva con la violenza di uno schiaffo, minacciando di sopraffarla.<br />
"Alex, non riesco a vedere niente!" urlò Elaina, la voce soffocata dalla confusione.<br />
"Tieni duro, Elaina! Dobbiamo uscire da qui!" rispose Alex, cercando di farsi largo tra la folla.<br />
Ed eccola di nuovo, l'unica voce che stonava in quel coro di panico. Elaina percepì un'empatia strana, calma e appagata in mezzo a tanta confusione. Soddisfazione, un'immensa soddisfazione... ma era difficile capire da dove venisse, con tutta quella gente e quelle emozioni così potenti. <br />
Un attimo di distrazione e tutto cambiò.<br />
Una spinta violenta separò Alex da Elaina, facendola cadere. Elaina tentò di chiamare il compagno, ma la folla era come una marea inarrestabile, che si muoveva impazzita andando a sbattere contro qualsiasi cosa si trovasse sul suo cammino: non aveva tempo per cercarlo, doveva salvarsi o sarebbe stata calpestata.<br />
Proprio quando Elaina stava per perdere le speranze, una mano forte la afferrò per il braccio e la tirò con violenza fuori da quella bolgia: Elaina alzò il capo preoccupata tirando un sospiro di sollievo di fronte allo sguardo di Moses.<br />
"Tutto bene?"<br />
La dottoressa, con un cenno del capo, rispose al Primo Ufficiale. Voltandosi, vide arrivare il resto dell'equipaggio, e tra loro c'era anche Alexander: il suo sguardo, carico di preoccupazione, si trasformò in un sospiro di sollievo nel vedere la compagna incolume.<br />
"Quando avete lanciato il segnale di stare all'erta, abbiamo tutti deciso di monitorare la zona con circospezione.." la voce di Fox risuonava ancora eccitata "Ma di certo non ci saremmo mai aspettati di trovarci così vicini ad una simile esplosione! Qualcuno si è fatto un'idea di quello che è successo?!"<br />
Alex scosse il capo "No, cercavo solo di uscire dalla folla con Elaina. Ogni volta che tentavo di guardarmi attorno venivo colpito da qualcuno!" <br />
"Hanno abbattuto un edificio.." la voce di Hazyel fece voltare tutti nella sua direzione "Non ho prove concrete, ma, a mio parere, qualcuno ha piazzato degli esplosivi alla base dei pilastri maestri. Una volta che questi hanno ceduto, l'intera palazzina è collassata su se stessa. Con alta probabilità era proprio lì che faceva base il soggetto ignoto"<br />
Sarah fece una piccola smorfia "Ma come ha fatto a capire che lo stavamo cercando qui?" <br />
"È plausibile che sia stato informato del furto dei suoi dati da una fonte interna alla compagnia di software. Da lì, il collegamento con questo quartiere sarebbe stato pressoché immediato" T'Pak incrociò le braccia al petto "Ma il punto è, perché infettare altri quattro pianeti?" <br />
"Se quello che voleva dimostrare era l'incompetenza della Flotta Stellare, ha palesemente fallito" <br />
Moses rifletté a voce alta osservando i colleghi <br />
"È vero, il microrganismo ha causato danni ingenti e purtroppo anche delle vittime. Tuttavia, la nostra risposta è stata tempestiva ed efficace. Siamo riusciti a isolare il patogeno in tempi record e abbiamo sviluppato terapie mirate, che si sono rivelate efficaci nella maggior parte dei casi, anche se con alcune limitazioni per specifiche varianti genetiche. Ciò dimostra la nostra capacità di affrontare e risolvere rapidamente questo tipo di emergenze"  <br />
"Ed è esattamente il contrario di quanto voleva il nostro soggetto ignoto" Wood sospirò pesantemente "Ed ecco il motivo delle nuove epidemie" <br />
"E quindi, cosa sarebbe questo?" Sarah strinse gli occhi furiosa "L'ennesimo tentativo di metterci tutti in difficoltà al costo di uccidere miliardi di persone?" <br />
"Sì.." Hazyel annuì pensieroso alle parole del capo OPS "Penso che sia appena iniziato il secondo round"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alexander Wood</author>
            <pubDate>Fri, 16 May 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-07 NIHZORR KHAEL</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Hazyel <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Centro di Controllo di Sicurezza<br />
28/08/2404 - ore 22.56</b><br /><br />
Il bagliore dell'esplosione squarciò la notte come un lampo, mentre il quartiere a luci rosse della città vibrava sotto l'onda d'urto. <br />
Le vetrate rinforzate dell'edificio tremarono, mentre una cascata di allarmi si accendeva in simultanea, avvolgendo la sala operativa in un manto di luce rossa intermittente.<br />
Alera sollevò lo sguardo dagli ologrammi di sorveglianza: le sue iridi color smeraldo, marchio distintivo della famiglia Urzai, una delle più influenti del Sindacato di Orione, scrutavano con freddezza l'evoluzione degli eventi. <br />
Gli Urzai avevano governato per generazioni su vasti segmenti del mercato clandestino, bilanciando il potere tra affari e rispetto delle leggi interne; un equilibrio che lei, in quel frangente, doveva mantenere con precisione chirurgica.<br />
Con un lieve movimento delle dita attivò la rete strategica di controllo ed un mare di dati prese forma davanti ai suoi occhi: rapporti in tempo reale, analisi biometriche della folla, variazioni nel traffico digitale. <br />
L'esplosione non era stata casuale. Un attacco mirato? Un colpo di mano di una fazione ostile all'attuale Regina del Sindacato? O forse una strategia di distrazione per velare operazioni più profonde?<br />
Raramente, anche nelle dispute tra le famiglie rivali più potenti, si era arrivati ad un attacco di tale portata.<br />
Far esplodere un palazzo, nel bel mezzo di un quartiere denso di attività commerciali a luci rosse sempre pieno di turisti di altri pianeti oltre che di avventori Orioniani, era stata una mossa stupida e controproducente.<br />
A maggior ragione da quando, per casi estremi tipo quello che stavano affrontando, la Regina del Sindacato aveva disposto un protocollo di allerta tale da concedere l'attivazione di una sofisticata rete di controllo, costruita su algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di rilevare e rielaborare informazioni dai più disparati apparati.<br />
"Attivare protocolli di sicurezza immediati. Inviate squadre di soccorso ed i Repressori. Voglio che venga analizzata ogni scheggia alla ricerca di informazioni" la sua voce risuonò nella sala, calma ma implacabile.<br />
Uno schermo olografico, a dir poco gigantesco per le dimensioni di quella sala, proiettava l'andamento del panico: il caos indotto si stava manifestando in onde di individui che fuggivano alla cieca. <br />
Il compito di Alera e del suo staff, in mezzo a quel frastuono emotivo, era di evidenziare e di far emergere dettagli che solo chi era addestrato alla lettura dei comportamenti poteva cogliere.<br />
"Individuazione delle anomalie di comportamento. Attivazione del protocollo Caccia Silenziosa."<br />
I droni di sicurezza V-9 SPECTER, leggeri e neri come il vuoto spaziale, si dispersero in stormi sopra i tetti delle strutture. <br />
I loro scanner termici, uniti a sensori di biofeedback ed a sistemi di riconoscimento facciale, erano in grado di rilevare i pattern emotivi e i ritmi cardiaci delle persone in fuga, isolando chiunque mostrasse una reazione innaturale. <br />
In un mare di terrore e caos, le matrici computazionali erano state programmate per evidenziare in modo spiccato quei soggetti il cui comportamento contrastava con lo stato collettivo.<br />
Sulle decine di schermi olografici del centro di controllo, iniziarono ad affluire dati in tempo reale creando una mappa digitale dell'evento, mentre le luci rosse del sistema lampeggiavano in segnale di anomalie potenzialmente pericolose.<br />
Poco per volta le prime incongruenze iniziarono ad emergere come cicatrici nella mappa termica: gruppi di individui o singole persone che non si muovevano coerentemente con l'evento in atto, nemmeno adottando oculate strategie di sopravvivenza in una calca presa dal panico.<br />
"Teletrasporto immediato dei primi sospetti nelle celle di detenzione. Recuperate ogni individuo con anomalie comportamentali entro il raggio d'azione."<br />
I sistemi di teletrasporto prelevavano gli individui segnalati e li trasportavano istantaneamente in strutture di detenzione, dando vita ad un'esecuzione pulita e precisa. <br />
Alera non guardò nemmeno la sequenza delle persone catturate: le celle di detenzione erano ultra-sicure, dotate di barriere energetiche e monitoraggio costante per ulteriori analisi ed indagini.<br />
La procedura era metodica: dall'attivazione iniziale dei sistemi, all'invio dei droni, fino al teletrasporto istantaneo degli individui, ogni fase era stata studiata per garantire l'efficacia dell'azione.<br />
Ogni individuo veniva trattato con lo stesso rigoroso protocollo di indagine, privo di eccezioni. Trattandosi di una procedura estremamente invasiva, occorreva fosse del tutto asettica da contaminazioni dovute a lotte intestine politiche o criminali tra le varie famiglie del Sindacato.<br />
Ogni informazione veniva incrociata con le banche dati Orioniane, permettendo di decifrare le coordinate precise di ogni comportamento sospetto. <br />
In tal modo, i catturati per errore venivano rilasciati con una certa celerità, mentre avrebbero avuto tempo e modo di interrogare i reali sospetti.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse<br />
28/08/2404 - contemporaneamente</b><br /><br />
Fumo denso si innalzava dalle rovine di ciò che un tempo era una strada commerciale affollata, ora disseminata di detriti. <br />
Mentre l'eco delle sirene di sicurezza risuonava nell'aria ed i droni volavano sopra il disastro, scrutando ogni angolo con il loro occhio elettronico, circa un centinaio di Orioniani guidati dal freddo e risoluto Comandante Zarek, piombarono in maniera concentrica sul luogo dell'esplosione, iniziando faticosamente a farsi largo in senso contrario rispetto alla fiumana di persone in fuga.<br />
Gli appartenenti alle forze di sicurezza Orioniane, spesso in disgrazia presso le rispettive famiglie, erano stati relegati al difficile ruolo di esecutori della legge per necessità, non per vocazione.<br />
Questi avevano poca fiducia nella sorveglianza digitale, erano abituati a risolvere le questioni con la brutalità, piuttosto che con la precisione impersonale della tecnologia.<br />
Una volta circondato il perimetro, i Repressori avevano formato gruppi di perlustrazione aggressiva, formati da due o tre Orioniani cadauno.<br />
Uno di questi, guidato da Velkos, un agente corpulento con una cicatrice che attraversava la guancia, aveva afferrato un Orioniano di mezz'età - dallo sguardo stravolto e chiaramente sotto shock - per il colletto e lo aveva spintonato contro una parete annerita dal fumo<br />
"Chi c'era con te? Perché stai qui mezzo imbambolato a fissare il vuoto e non corri via come tutti gli altri?"<br />
Il poveretto tremava, gli occhi pieni di paura, incapace di spiaccicare anche una sola sillaba. <br />
Anche se avesse parlato, però, Velkos non aspettava reali risposte: voleva solo sfogare la sua rabbia repressa e le dita si serrarono sulla gola dell'uomo fino ad ucciderlo.<br />
Sorev, uno dei suoi compagni dalla mandibola squadrata e il temperamento poco paziente, perquisiva e riempiva di pugni altri civili con la stessa crudeltà, sebbene con minor istinto omicida di Velkos.<br />
"Se volete che finisca questa pagliacciata digitale e che i miei uomini smettano di ridurre le vostre ossa in gelatina, è ora che chi sa qualcosa, parli! Subito!" urlò il Comandante Zarek avallando soprusi ed angherie, mentre si avvicinava alla bottega di un mercante di spezie che da anni trafficava prodotti per le alte sfere del Sindacato.<br />
La sua bottega, ancora intrisa del profumo di polveri aromatiche da varie parti dell'universo, aveva miracolosamente resistito all'onda d'urto, il che lo aveva immediatamente collocato tra i sospetti.<br />
"Troppo fortunato, Mazek. Troppo calmo." esclamò Jorves, uno dei Repressori, mentre sfiorava con le dita l'unico contenitore ancora intatto tra le rovine e lo rovesciava con gesto sprezzante.<br />
Il suo compare, Krell, più pragmatico, afferrò Mazek brutalmente per un braccio e lo spinse con violenza contro un muro.<br />
"Parla. Cosa sai dell'esplosione? Chi è coinvolto?"<br />
Mazek col volto tumefatto dall'impatto contro il muro, non disse nulla. Non sapeva nulla, ma la sua mente stava lavorando a un modo per salvarsi o sarebbe finito ammazzato.<br />
"Se non parli, scegliamo un modo per farti cambiare idea."<br />
L'agente lo spinse più forte, fino a fargli perdere l'equilibrio. Mazek si sforzò di sorridere esageratamente mentre il sangue iniziava ad uscire copioso dal naso spezzato.<br />
Un istante dopo, uno dei droni V-9 SPECTER segnalò un'alterazione nella zona, illuminando Mazek con un fascio laser sottile. <br />
In un battito di ciglia, Mazek sparì nel nulla, teletrasportato in una cella di detenzione orbitante per interrogatori più approfonditi.<br />
Jorves sputò sul terreno con disprezzo.<br />
"Che spreco. Era più divertente farlo parlare a modo nostro"<br />
In un altro punto del Quartiere, nel cuore del mercato sotterraneo, due contrabbandieri, Zennor e Karlek, stavano negoziando qualcosa di importante che non poteva attendere oltre.<br />
Zennor, un uomo dalla corporatura massiccia e dalla voce roca, stringeva un piccolo dispositivo di cifratura dati, di cui doveva liberarsi il più velocemente possibile.<br />
Karlek, più raffinato della sua controparte, una volta verificata la transazione in latinum, allungò una mano per prenderlo, ma l'attimo dopo fu interrotto da un colpo secco: erano stati trovati! Un drone li aveva marcati come sospetti.<br />
"Dannazione."<br />
Senza esitare, Karlek tentò di nascondere il dispositivo nel mantello, ma una scarica elettrica partì dal drone, paralizzandolo per qualche secondo. Era una tecnologia sofisticata, sviluppata per fermare individui prima che potessero eliminare prove.<br />
Le forze di sicurezza furono su di loro in un istante. <br />
Zennor riuscì a estrarre un piccolo blaster, ma non ebbe nemmeno il tempo di alzarlo. Con una violenza inaudita, uno degli agenti gli sferrò un pugno sotto la mascella, mandandolo al tappeto.<br />
"Troppi segreti in un momento come questo. Portateli dentro."<br />
In meno di due secondi, uno dei teletrasporti li inghiottì entrambi.<br />
Nel frattempo, un altro gruppo di tre agenti aveva circondato una giovane Orioniana dai capelli bianchi, con buona parte del vestito in mille brandelli abbrustoliti dal fuoco. Chiaramente esausta si era lasciata cadere appena fuori dalla zona di massimo pericolo. Eppure per i tre, aveva un qualcosa di sospetto.. o, più probabilmente, la bellezza tragica della ragazza aveva attirato la loro attenzione.<br />
"Non corri, non piangi. Hai visto chi ha piazzato l'esplosivo?"<br />
La donna rimase in silenzio, le mani strette attorno a un comunicatore portatile. Prima che potesse rispondere, uno degli agenti la scaraventò contro un banco rovesciato.<br />
"Ora parli, oppure ci divertiamo un po'.. oppure chissà faremo ugualmente entrambe le cose.."<br />
Non c'era protocollo, non c'era metodo. Solo il caos e l'istinto brutale di una classe di sicari caduta troppo in basso per preoccuparsi dell'etichetta. <br />
Mentre i droni inviavano rapporti precisi su anomalie biometriche e trasferivano sospetti nelle celle orbitali, loro seminavano terrore in modo diretto.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Quartiere a luci rosse<br />
28/08/2404 - qualche istante prima</b><br /><br />
Dopo il primo momento di aggiornamento che avevano avuto quando Moses aveva issato al sicuro Elaina, gli uomini della USS Raziel erano avanzati tra la calca ed il panico fino a quando Fox, con il suo occhio bionico, aveva rilevato un movimento nel cielo di Cadel.<br />
"Abbiamo compagnia, droni!" esclamò Lucius cercando di non mostrarsi eccessivamente allarmato<br />
Lo sguardo che si scambiarono Moses ed Hazyel fu abbastanza eloquente: occorreva diventare invisibili, muovendosi con movimenti studiati e controllati, e sfruttare ogni angolo buio per diminuire il rischio di essere individuati.<br />
Sarebbe stata questione di tempo, Frank lo sapeva bene, un qualsiasi scanner con rilevazione di temperatura li avrebbe individuati anche in un logo totalmente privo di luci.<br />
Trovarono rifugio in un vicolo stretto e soffocante, il pavimento umido per qualche perdita d'acqua dai tubi sopraelevati. La dottoressa Tarev, ancora scossa dall'impatto delle emozioni tumultuose della folla, si appoggiò alla parete, chiudendo gli occhi per schermare il sovraccarico mentale.<br />
"Abbiamo bisogno di metterci in contatto con la Raziel" bofonchiò Moses a bassa voce, riprendendo fiato e sfiorando il comunicatore.<br />
"Bloccato" esclamò frustrato Fox dopo alcuni tentativi<br />
"Stanno isolando le comunicazioni. Qualsiasi trasmissione che non provenga dai loro centri di comando viene interrotta" confermò la Mendel "e non posso fare nulla se non accedo alla rete. In una situazione simile, dubito di trovare un qualsiasi terminale in grado di violare il blocco dovuto all'allarme"<br />
Wood, dal canto suo, fece un rapido controllo per verificare se i sistemi di teletrasporto fossero ancora operativi. L'unico risultato fu un messaggio d'errore e un avviso automatico in lingua orioniana. "I teletrasporti sono fuori uso." esclamò laconico<br />
"Non tutti, direi che quelli della sicurezza Orioniana funzionano a pieno regime" affermò T'Pak mentre scrutava la situazione sulle strade attorno a loro<br />
Un silenzio pesante calò sul gruppo. <br />
Mendel, l'esperta informatica, fece scorrere le dita sul proprio dispositivo da polso. Il suo volto si irrigidì.<br />
"Hanno messo su un sistema di prim'ordine, qualsiasi cosa sia successa, credo vada ben oltre l'esplosione e le sue conseguenze. Se non raggiungiamo il punto di rendez-vous senza essere visti, siamo finiti."<br />
La realtà della situazione era semplice e brutale: dovevano diventare invisibili. <br />
Il problema era che, con la sorveglianza dei droni, l'unico modo per scomparire era deviare la loro attenzione su qualcosa di più grande. Qualcosa che facesse sembrare ogni altra anomalia insignificante.<br />
Hazyel si passò una mano sulla mascella, valutando le opzioni. Ogni secondo, trascorso in quella stradina, aumentava il rischio che fossero individuati. E non avevano molte alternative.<br />
"La caccia è già aperta," disse, senza esitazione. "Ci serve un esca. E sarò io."<br />
Moses lo guardò con una smorfia incredula.<br />
"Tu? Ti rendi conto di cosa stai dicendo?"<br />
"Sì Frank, lo so perfettamente.. ma sai pure te che tra tutti sono l'unico che può reggere un interrogatorio il più a lungo possibile"<br />
"Mmpf.. Stronzate! Io mi sono fermato, questi non si fermeranno mai"<br />
"Appunto per quello conto su di te per tirarmi fuori dai guai. Senza contare che uno con la tua fisionomia è già ricercato per il furto al database. Se dovessero catturare te, dopo quanto pensi che l'informazione verrà venduta a Vala Urmel? Alexander ed Elaina hanno constatato direttamente il lavoretto che fanno sui malcapitati che quella donna sospetta essere colpevoli del furto subito"<br />
"Mmpf.. quindi io e Wood siamo fuori gioco" <br />
"E' così, ma Alexander ed Elaina devono raggiungere il punto di estrazione. Le loro competenze sono preziose per capire come affrontare queste nuove epidemie. E quale migliore scorta di te, Numero Uno?"<br />
"Mmpf.. va avanti"<br />
"Fox, ho bisogno che vai a conoscere la famiglia di Malice.. non è il momento migliore per conoscere i tuoi.. ehm.. suoceri. Ma, per quanto la sua famiglia sia relativamente poco significativa all'interno del Sindacato, potrebbero essere fonte di informazioni privilegiate rispetto a quello di dominio pubblico."<br />
"Va bene, ma non sono propriamente riconoscibile conciato in questo modo"<br />
"Al contrario, Malice sa esattamente come sei vestito e saprà che sei te. Visto che non ha senso farti rischiare una fuga, dovrai assumere dalle due alle tre pastiglie che simulano una sbronza colossale. Per chiunque ti dovesse trovare, risulterai semplicemente un ubriaco che si è divertito troppo.. una volta finita la caccia all'uomo, potrai raggiungere Malice e da lì attendere istruzioni."<br />
"Sarah" continuò Hazyel rivolgendosi alla Mendel "quanto è sicura la mia copertura?"<br />
"Semplicemente perfetta come quelle che creo per tutti" ribatté Sarah con malcelato orgoglio "Nihzorr Khael è semplicemente perfetto: pirata raffinato non affiliato a nessuna famiglia, con vari incarichi da freelance, sebbene abbia lavorato molto per la famiglia Tendi.. esteticamente Orioniano, se ti dovessero fare delle verifiche, scoprirebbero che sei Risiano, ma esistono studi medici approfonditi sulle complessità di un'unione tra Risiani ed altre specie. Tra l'altro, sussiste quella che loro definiscono una patologia, sempre se vogliamo così definire il corredo genetico, che prevede che tu possa aver ereditato dalla madre la pigmentazione della pelle, mentre la struttura degli organi interni sia propria ai Risiani"<br />
"Inoltre" intervenne Elaina soffocando un groppo in gola "Questo ti permette di eludere in gran parte l'effetto dei feromoni. In circolo hai una particolare molecola autorigenerante che ti consente di ridurre al minimo l'effetto che subisci. E' stata creata in laboratorio, ma è quasi impossibile da rilevare. E l'essere Risiano con pelle da Orioniano dovrebbe confondere abbastanza le idee senza permettere loro di focalizzarsi su quella molecola."<br />
"Perfetto! Il resto della storia la conosco a menadito.. a maggior ragione se potrò contare sul nostro hacker preferito." aggiunse Hazyel con un sorriso prima di rivolgersi alla responsabile della sicurezza<br />
"T'Pak sarai l'ombra di Sarah.. non ho idea se le occorra andare sulla Raziel o tornare alla nostra vecchia casa sicura per poter violare i sistemi. Ma dove va lei, andrai te.. se tornate alla casa sicura, troverete il buon vecchio Tars ed i due incursori ai suoi ordini."<br />
Elaina scosse il capo, visibilmente scossa, anche a causa della marea di emozioni che continuava a recepire dal panico per le strade<br />
"Hazyel, se ti prendono - e ti prenderanno - non è detto che saremo in grado di tirarti fuori! Victoria non ce lo perdonerebbe mai.. anzi, a dirla tutta, non ti perdonerebbe mai"<br />
Il Risiano si avvicinò alla Betazoide abbracciando teneramente la donna nonostante uno risentito sbuffo di gelosia da Wood.<br />
"Conto su di te perché non le succeda niente.. né a lei, né alla creatura che porta in grembo.. tieni il segreto finché ti sarà possibile" le sussurrò all'orecchio prima di stamparle un bacio in fronte<br />
"Tranquilla" le disse alzando la voce di un'ottava e mettendo una mano tranquillizzante sulla spalla di Alexander "Lo faccio perché ho piena fiducia in tutti voi.. e poi sono certo che tornerete a prendermi, vero Numero Uno?"<br />
"Mmpf.." annuì Moses sarcastico<br />
"Le forze di sicurezza stanno diventando sempre più aggressive ed i droni affinano le scansioni ogni secondo che passa. E' solo questione di tempo prima che ci riescano ad individuare. Se mi faccio notare abbastanza, concentreranno le loro risorse su di me e voi avrete qualche istante per sparire tra la folla." <br />
T'Pak annuì lentamente: la certezza della voce del loro Capitano sembrava incrollabile e sapeva che discutere era inutile.<br />
"Basteranno pochi minuti di distrazione se riesci a far credere che sei un bersaglio prioritario."<br />
Hazyel si sistemò il mantello di seta scura sulle spalle, controllando che non intralciasse i movimenti. Il suo fisico massiccio e l'alterazione estetica lo rendevano indistinguibile dagli Orioniani, ma doveva sfruttare quell'aspetto per qualcosa di più sottile.<br />
Una frazione di secondo dopo, il Capitano fece un passo fuori dal vicolo.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel <br />
Centro di Controllo di Sicurezza<br />
28/08/2404 - ore 23.51</b><br /><br />
Alera era intenta ad osservare la folla attraverso la griglia olografica della sala di controllo, le mani intrecciate con calma metodica, mente con sguardo  allenato scrutava alla ricerca di dettagli che potessero sfuggire ai sensori: gesti impercettibili, tensioni nei muscoli, un controllo troppo affinato per essere casuale.<br />
All'improvviso, da una stradina laterale, sbucò un Orioniano, in apparenza indistinguibile dagli altri disperati in fuga, che, però, catturò l'attenzione di Alera.<br />
Qualcosa nella sua presenza lo separava dagli altri. Era alto, più della media: uno dei guerrieri di certo, o forse un leader di una fazione rimasta nell'ombra.<br />
I quasi due metri di pura muscolatura non erano insoliti tra le caste superiori della gerarchia Orioniana, ma la sua postura tradiva un addestramento raffinato. Aveva la compostezza di un soldato ed il passo di un predatore che non reagiva impulsivamente al caos.<br />
Non poteva essere uno delle squadre di sicurezza, spesso poco più che marmaglia messa a disposizione dalle varie famiglie del Sindacato per prestare soccorso e porre fine a risse o a minacce di scarsa importanza.<br />
Non era un incarico molto amato ed i fortunati erano scelti tra coloro che erano in qualche modo puniti dalle loro famiglie. Spesso, ed a maggior ragione quando li guidava quel folle di Zarek, il loro intervento aveva come primo risultato l'espandersi delle risse, prima che l'allargarsi della competizione non costringesse tutti a mettere la testa a posto.<br />
Alera decise di puntare su quella figura misteriosa l'attenzione di uno dei droni di sorveglianza.<br />
Nihzorr Khael - quello era il nome con cui era stato registrato allo strip club Nyx'ara Zorgon Nights - presentava tratti del viso marcati e possenti, con occhi color ambra intensa in grado quasi di riflettere le luci intermittenti della città, il tutto evidenziato dalla particolare tonalità della pelle, particolarmente gradita al lato libidinoso di Alera, tendente al verde scuro satinato.<br />
Il mantello di seta nera scorreva lungo le sue spalle con una fluidità naturale, segno distintivo di un individuo che conosceva il valore della discrezione. Non era un capo banale, ma un tessuto scelto con cura: leggero ma resistente, progettato per mimetizzarsi nelle ombre e nascondere movimenti rapidi senza attirare attenzione. <br />
Sotto di esso, l'abbigliamento aderente era ben calibrato—una tunica orioniana ricamata con finiture in filo metallico, i pantaloni in tessuto flessibile che garantivano libertà di movimento, stivali rinforzati sulle caviglie.<br />
Alera si trovò, suo malgrado, a combattere tra eccitazione e senso del dovere: Nihzorr Khael la ammaliava e la preoccupava allo stesso tempo. Sarebbe potuto restare nell'ombra e difficilmente i droni di sicurezza lo avrebbero individuato.<br />
Il battito era regolare, i movimenti misurati, ma consoni ad una situazione di pericolo; la registrazione olografica mostrava un uomo dai tratti scolpiti, immerso nel vortice del panico senza essere assorbito da esso. <br />
Aveva optato per farsi notare.<br />
Alera si appoggiò lentamente alla console, un sorriso impercettibile sulle labbra: era solo una questione di tempo prima che Nihzorr Khael fosse costretto a giocare la sua mano.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Hazyel </author>
            <pubDate>Fri, 16 May 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-08 RITIRATA STRATEGICA</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Francis &quot;Frank&quot; Moses<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere a luci rosse - Vicoli<br />
28/08/2404 - ore 23:55</b><br /><br />
Il vicolo sembrava inghiottito da una nebbia artificiale, mescolata a polveri tossiche e vapori di condensa. Ogni passo produceva un suono sordo, rimbombante sui muri stretti e scrostati. <br />
Elaina camminava accanto a Wood, con una mano sul fianco e l'altra pronta a muoversi, ogni muscolo in tensione. <br />
Non correvano. Correre avrebbe attirato attenzione. Ma il passo era troppo veloce per essere una camminata normale. <br />
Era fuga sotto controllo. E il controllo stava svanendo.<br />
Wood osservava il tricorder, serrando le labbra. "Stanno usando interferenze attive. Le scansioni a corto raggio sono disturbate. Non riesco a distinguere pattuglie da passanti."<br />
"Ogni secondo che perdiamo, ci allontana dagli altri" rispose Elaina, il tono basso ma carico "E ci avvicina a quelli che ci stanno cercando."<br />
"Oppure entrambi," mormorò lui.<br />
Svoltarono in un vicolo laterale, più angusto degli altri, poco più che un passaggio tecnico tra due edifici industriali. Pensavano di aver guadagnato un momento di tregua, ma si sbagliavano. <br />
Due figure comparvero all'improvviso dall'uscita opposta: uniformi cittadine, giubbotti tecnici, lo sguardo deciso di chi sa cosa cercare.<br />
I due agenti non estrassero armi. Non ce n'era bisogno. Bastava il tono della voce. "Fermi. Niente movimenti bruschi."<br />
Wood sollevò le mani, imitando Elaina. <br />
I loro volti erano nascosti da maschere leggere e abiti civili, ma gli occhi degli agenti tradivano sospetto. Forse avevano già ricevuto descrizioni. Forse li stavano solo testando. Uno dei due fece un passo avanti, sollevando un dispositivo da scansione palmare.<br />
"Credo sia il momento di... negoziare," sussurrò Wood, tendendo appena il braccio.<br />
Non ci fu tempo.<br />
Dal lato cieco del vicolo, alle spalle degli agenti, una figura emerse in silenzio. <br />
Moses non aveva la grazia di un infiltratore addestrato, ma ogni movimento era carico di efficienza e peso. Afferrò il primo con un braccio al collo e lo spinse contro il muro con forza calcolata, disarmandolo con un movimento fluido e silenzioso. <br />
Il secondo fece per voltarsi, ma fu colpito con una spinta secca al torace che lo fece barcollare. Moses lo bloccò al volo con un braccio dietro la schiena e lo spinse in ginocchio.<br />
"Due secondi in più, e vi avrebbero chiusi in un contenitore," disse, la voce roca e tagliente come una lametta.<br />
Elaina abbassò le mani, il cuore ancora in gola. "Sapevamo dove andare, ma non chi ci aspettava."<br />
Moses lasciò i due uomini storditi a terra, senza ferite serie. Li legò con fascette rapide che tirò fuori da una tasca interna, poi li sistemò dietro un cassone. "Nessun allarme, nessun rumore. Li troveranno tra mezz'ora. E per allora saremo molto lontani."<br />
Wood si avvicinò, recuperando il suo respiro. "Pensavamo di averti perso nella calca due vie fa, hai seguito le nostre tracce?"<br />
"Tracce? Mi hai preso per un cane da tartufi? Mmpf!" rispose Moses mentre li spingeva verso una nuova uscita. "Non vi ho mai persi di vista..."<br />
Non corsero, ma si mossero con decisione. Moses apriva la strada come un segugio veterano in territorio ostile. I vicoli cambiavano volto a ogni curva: container accatastati, porte di servizio, passaggi tecnici dimenticati. Nessuna via era sicura, ma Moses sembrava conoscerle tutte. Non chiese nulla, non si voltò. Solo avanzò, sempre avanti.<br />
Dopo qualche minuto, Wood ruppe il silenzio. "Dobbiamo smettere di pensare che questa città si comporti come le altre. Qui, anche il pavimento ti ascolta."<br />
"Lo so," rispose Moses. "E peggio ancora, ricorda."<br />
Elaina sentì una fitta sotto lo sterno. Non era solo stanchezza. Era la consapevolezza che tutto, in quella città, era diventato personale. La bomba, gli omicidi, l'inseguimento. Non erano più eventi. Erano messaggi. E qualcuno stava firmando ogni colpo.<br />
Quando imboccarono finalmente l'ultima svolta verso la casa sicura, Moses si fermò un istante, puntando lo sguardo oltre un cancello elettronico appena visibile tra due vecchie tubature.<br />
"Ultima curva," disse. "Poi ci chiudiamo dentro e iniziamo a fare domande serie."<br />
Elaina annuì. Non lo disse, ma era d'accordo: la fuga era finita. Ora cominciava la risposta.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere a luci rosse - Vicoli<br />
28/08/2404 - nello stesso momento</b><br /><br />
Le luci intermittenti delle insegne proiettavano ombre spezzate sulle pozzanghere d'olio, deformando i contorni dei vicoli come se la città stessa volesse inghiottire ogni cosa. <br />
Cadel non era più solo un nodo commerciale grigio e corrotto: era diventata una bestia ferita, nervosa, pronta a reagire con violenza cieca.<br />
T'Pak avanzava con passo preciso, gli occhi vigili che scandagliavano ogni angolo del percorso. La mezza Vulcaniana, sotto la pesante giacca civile, conservava la stessa compostezza inossidabile di sempre, ma Sarah Mendel — che la seguiva a passo rapido — conosceva abbastanza bene quella rigidità da capire che sotto c'era tensione.<br />
"Abbiamo superato il nodo di scansione a sud," disse Sarah, senza rallentare. "Per ora, non ci hanno individuate."<br />
"La possibilità che ci stiano monitorando passivamente resta alta. Le emissioni subspaziali sono troppo pulite per un blackout reale," rispose T'Pak con la solita neutralità. Aveva una strana capacità di far sembrare ogni valutazione una sentenza.<br />
Sarah annuì, poi si chinò brevemente sul dispositivo infilato nel guanto sinistro. "C'è un checkpoint mobile a due blocchi. Possiamo evitarlo se tagliamo tra i serbatoi idraulici, ma ci serve una disattivazione locale. E serve in fretta."<br />
"Non sarà necessario," intervenne una voce alle loro spalle.<br />
T'Pak si voltò di scatto, pronta a reagire, ma si fermò quando riconobbe la sagoma di Tars che emergeva dal buio con passo felpato. L'incursore aveva gli occhi lucidi e attenti, e sul viso la stessa calma imperturbabile del capo della sicurezza, ma senza la freddezza Vulcaniana.<br />
"Rilevato un cambio d'itinerario imprevisto. Siete finite troppo vicino a una delle zone calde. Josel è di copertura all'incrocio sud. Io ho pensato che avreste avuto bisogno di uno chaperon."<br />
"Osservazione corretta" disse T'Pak, inclinando appena il capo. "Casa sicura?"<br />
"Tredici minuti, se restiamo in movimento. Otto, se siamo fortunati."<br />
"Non mi affido alla fortuna" rispose lei.<br />
"Perfetto" replicò Tars "Allora seguitemi."<br />
Il primo tratto fu lineare: strade secondarie, silenziose, troppo vuote per essere rassicuranti. I pannelli luminosi delle torri a energia erano stati disattivati. Sarah camminava vicino a un vecchio tubo di scarico che vibrava ancora per le scosse dell'esplosione.<br />
Al secondo crocevia, un problema.<br />
Un operatore isolato della sicurezza urbana, armato solo di uno scanner portatile, si trovava proprio davanti al condotto che avrebbero dovuto attraversare. Quando l'occhio della sua visiera si soffermò un secondo di troppo nella direzione dei tre fuggiaschi il tempo parve trasformarsi in melassa.<br />
L'uomo si mosse. Non con violenza, ma con decisione. Estrasse un bastone stordente dal fianco.<br />
Poi Tars intervenne.<br />
Si mosse con precisione chirurgica. Nessuna corsa. Solo tre passi rapidi, una torsione del braccio, un colpo calibrato al centro della schiena per interrompere la trasmissione nervosa. L'uomo cadde senza un suono, respirando ancora. Vivo. Ma fuori gioco.<br />
"Stabile" disse come se stesse leggendo un bollettino meteorologico.<br />
T'Pak lo osservò per un attimo, poi annuì "Esecuzione efficiente."<br />
Sarah non disse nulla, ma lasciò sfuggire un sospiro lento. Tars non stava solo aiutando: stava diventando un punto di riferimento.<br />
Raggiunsero la casa sicura con un'ultima deviazione attraverso un impianto abbandonato di filtraggio atmosferico. Il silenzio era quasi assoluto, interrotto solo dai passi leggeri sulle griglie arrugginite. Davanti a loro, la botola d'ingresso si aprì con un suono profondo e controllato.<br />
All'interno, le luci basse rivelavano lo spazio ristretto e blindato. Non era accogliente. Ma era sicuro.<br />
Tars entrò per primo, controllando i sensori di prossimità. "Nessuna traccia di movimento ostile nei paraggi. Gli altri?"<br />
T'Pak abbassò lo zip della giacca, osservando la stanza con occhi attenti. L'incursore di guardia alla casa rispose prontamente: "Wood, Tarev e Moses in arrivo."<br />
Sarah si lasciò scivolare contro una parete, finalmente in grado di respirare senza contare i secondi tra un battito e l'altro.<br />
"Sai" disse, guardando Tars con un sorriso stanco, "non sei poi male, per uno che spunta dal nulla."<br />
Lui non rispose subito. Poi fece spallucce sorridendo. "Se vi succedeva qualcosa, avete idea di cosa mi avrebbero fatto Moses e Cortes?"<br />
"Immagino che sia un ottimo incentivo" sorrise Sarah di rimando<br />
T'Pak sorrise a sua volta dando una pacca sulla spalla all'incursore.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere a luci rosse - Vicoli<br />
28/08/2404 - nello stesso momento</b><br /><br />
Lucius Fox osservava il riflesso della sua pelle verde nella vetrina di un negozio chiuso. <br />
Le tre pastiglie che aveva ingerito per simulare una sbronza colossale cominciavano a fare effetto, lasciandogli una sensazione di torpore e un leggero disorientamento che, considerata la situazione, era forse un bene.<br />
La famiglia di Malice. Stava per incontrare la famiglia di Malice. Durante un'emergenza planetaria. Con la pelle colorata di verde e dei piercing che gli davano l'impressione di avere un alveare di api arrabbiate sul viso.<br />
"È una pessima idea" mormorò tra sé e sé, biascicando le parole come farebbe un ubriaco qualsiasi, mentre tentava di ricordare l'indirizzo esatto.<br />
Dopo essersi separato dal resto del gruppo, aveva vagato per quasi mezz'ora, lasciandosi trasportare dalla folla in fuga, spostandosi di tanto in tanto verso il quartiere orientale. Un paio di droni di sicurezza lo avevano sorvolato senza degnarlo di particolare attenzione: il suo barcollare era convincente e perfettamente in linea con uno dei tanti che avevano annegato la paura nell'alcol.<br />
Finalmente individuò l'edificio: una costruzione di tre piani dal design vagamente contorto, tipicamente Orioniano, con balconi decorati da piante dalle foglie larghe e violacee. Secondo le indicazioni che Malice gli aveva fornito tempo prima, la famiglia Grixar occupava l'intero secondo piano.<br />
Fox inspirò profondamente. Il cocktail chimico che gli scorreva nelle vene lo faceva sentire stranamente euforico, nonostante la situazione tutt'altro che allegra.<br />
Le scale furono una sfida maggiore del previsto. Arrivato al secondo piano, si ritrovò davanti a una porta massiccia di metallo lavorato a mano con simboli tribali incisi che, nella sua mente offuscata, sembravano muoversi e contorcersi come serpenti.<br />
Premette il pulsante del campanello e attese.<br />
Passarono circa tre secondi prima che la porta si spalancasse con violenza, rivelando un Orioniano alto quasi quanto lui, ma con una massa muscolare doppia, calvo, con occhi gialli e penetranti, e tatuaggi che gli correvano lungo tutto il collo fino a scomparire sotto una tunica di tessuto metallico.<br />
"Chi diamine sei tu?" ringhiò l'uomo con un accento Orioniano così marcato che Fox impiegò qualche istante a decifrare la frase.<br />
"I-io sono... uhm... Fox?" rispose con voce incerta, alzando le mani in segno di resa e ricordandosi all'ultimo momento di barcollare leggermente. "Amico di Malice. Lei... mi aspetta."<br />
L'Orioniano lo scrutò in silenzio, gli occhi che si stringevano in fessure sospettose. Fox sentì una goccia di sudore scivolare lungo la tempia verde. Il piercing sul sopracciglio pulsava dolorosamente.<br />
"VREXOR!" urlò improvvisamente l'uomo verso l'interno dell'appartamento. "C'È UN TIZIO CHE DICE DI ESSERE AMICO DI MALICE!"<br />
Fox sussultò, portandosi una mano all'orecchio. <br />
"FALLO ENTRARE, GARTH! NON RESTARE IMPALATO COME UN IDIOTA!" rispose una voce femminile, autoritaria e penetrante.<br />
Garth grugnì e si fece da parte, permettendo a Fox di entrare nell'appartamento. L'ingegnere si ritrovò in un ampio salotto straripante di oggetti che gridavano "contrabbando" a chiunque avesse un minimo di familiarità con le normative della Federazione. <br />
Tappeti esotici, statuette provenienti chiaramente da mondi non allineati, armi cerimoniali Klingon appese alle pareti, e persino quello che sembrava un piccolo replicatore di alcol Romulano modificato.<br />
"Scusate il... disturbo" biascicò Fox, mantenendo la sua copertura da ubriaco. "C'è un po' di panico là fuori."<br />
"Come se non lo sapessimo" ribatté una donna anziana, seduta a capotavola di un lungo tavolo da pranzo dove almeno una dozzina di Orioniani di varie età stavano consumando quella che sembrava una cena interrotta più volte a metà. <br />
Il fatto che fosse l'unica umana nella stanza la rendeva ancora più appariscente. "Tu sei quell'umano, vero? Quello che si scopa la nostra Malice?" <br />
Una dozzina di paia d'occhi lo squadrarono da capo a piedi.<br />
Fox sentì il sangue defluire dal viso, producendo probabilmente un interessante sfumatura di verde pallido.<br />
"Io... ehm... noi siamo..."<br />
"MADRE!" Una voce fin troppo familiare interruppe il suo balbettio. Malice apparve dalla cucina, indossando un grembiule macchiato sopra la sua solita tuta aderente, e con un mestolo in mano che brandiva come un'arma. "Ti avevo chiesto di comportarsi civilmente!"<br />
"E io ti ho risposto che sono civilissima, come qualsiasi Oroniana!" replicò la donna anziana, puntando una forchetta verso Fox. "Ho solo fatto una domanda diretta. È o non è quello che ti scopi?"<br />
"Non sei Oroniana!" ribatté Malice stizzita<br />
"A stare con gli zoppi s'impara a zoppicare..." rispose la donna con un ghigno sulle labbra.<br />
Fox sentì il pavimento ondeggiare sotto i suoi piedi, e questa volta non era colpa delle pastiglie.<br />
"Fox!" Malice lo raggiunse in tre rapidi passi, afferrandolo per un braccio per poi bisbigliare: "Stai bene? Sembri..."<br />
"Sbronzo," completò lui con un filo di voce ed un sorriso vacillante. "È... è la copertura. Hazyel ha pensato che..."<br />
"Non mi interessa cosa ha pensato lui" lo interruppe lei tirandogli una mezza gomitata di avvertimento e trascinandolo verso il tavolo. "Sei al sicuro qui. Siediti, devi mangiare qualcosa."<br />
Prima che potesse protestare, Fox fu spinto su una sedia libera, tra quello che presumeva fosse un fratello di Malice - data la somiglianza fisica - e una bambina Orioniana di circa otto anni che lo fissava con occhi spalancati.<br />
"Sei davvero umano?" chiese la piccola, chinandosi verso di lui come per studiarlo meglio "Perché sei verde?"<br />
"È... stato uno scherzo dei miei colleghi, mi volevano camuffare per evitare guai sul pianeta" balbettò Fox che si era dimenticato della scusa a cui aveva pensato per la sua trasformazione e cercava di ignorare il fatto che ora tutti gli occhi della tavola erano puntati su di lui.<br />
"Non è molto convincente," commentò la bambina con brutale onestà. "Sembri più un Andoriano malato."<br />
Qualcuno al tavolo scoppiò a ridere, e Fox si ritrovò a sorridere nervosamente.<br />
"Trixie, comportati bene," la rimproverò Malice, posizionando davanti a Fox un piatto colmo di qualcosa che assomigliava vagamente a uno stufato viola con tentacoli. "Mangia, Fox. Quel.. ehm.. medicinale che prendi è meglio ingerirlo a stomaco pieno."<br />
"Grazie" mormorò lui, afferrando posate che sembravano progettate per mani con sei dita anziché cinque.<br />
Un uomo di mezza età all'altro capo del tavolo, con la stessa tonalità di verde di Malice, ma con occhi di un blu elettrico insolito per un Orioniano, si schiarì la gola rumorosamente.<br />
"Quindi" disse con voce profonda e calma "tu saresti l'ingegnere di cui mia figlia continua a parlare."<br />
Fox quasi si strozzò con il primo boccone di stufato "Parla di me?"<br />
"Solo quando pensa che non la stiamo ascoltando" intervenne Garth con un ghigno "Poi si mette a dire cose tipo 'Fox è così brillante' e 'Fox ha risolto quel problema in tre secondi' e 'Fox ha delle mani così...'"<br />
"UN'ALTRA PAROLA E TI FICCO QUESTO MESTOLO IN GOLA!" tuonò Malice, e Fox notò con stupore che le sue guance avevano assunto una sfumatura verde più scura. Stava... arrossendo?<br />
"È sempre stata una ragazza passionale" commentò la madre con un sorriso che fece rabbrividire Fox. "Da piccola, quando si arrabbiava, tentava sempre di pugnalare i suoi fratelli con le posate."<br />
"Solo una volta" precisò Malice con una dignità glaciale. "E Garth se l'era meritato."<br />
"Avevo nascosto il suo orsacchiotto di peluche" spiegò Garth a Fox, come se stessero parlando del tempo. "Mi ha quasi trafitto la mano con un coltello da burro."<br />
Fox guardò Malice con occhi spalancati. Lei si limitò a scrollare le spalle.<br />
"Ero molto legata a quell'orsacchiotto" disse con nonchalance.<br />
Il padre di Malice si alzò improvvisamente, facendo sobbalzare Fox sulla sedia.<br />
"Vieni con me, ragazzo," disse, indicando una porta sul retro "Voglio mostrarti qualcosa."<br />
Fox lanciò uno sguardo disperato a Malice, che annuì impercettibilmente. Con un sospiro rassegnato, si alzò e seguì l'uomo, cercando di non inciampare nei propri piedi.<br />
Si ritrovarono in una sorta di studio, dove scaffali straripanti di oggetti di dubbia provenienza si alternavano a display olografici che mostravano ciò che sembravano essere rotte commerciali. L'uomo chiuse la porta alle loro spalle e si voltò verso Fox con espressione seria.<br />
"Il mio nome è Vrexor" disse, porgendogli la mano. "E tu sei l'umano che ha rubato il cuore di mia figlia"<br />
Fox strinse la mano dell'uomo, sentendo la presa ferrea che minacciava di stritolargli le falangi.<br />
"Non... non direi proprio che..."<br />
"Oh, sì invece," lo interruppe Vrexor "Malice è sempre stata una ragazza riservata. Ha preso dalla madre: dura come il tritanio all'esterno, morbida come la seta Vulcaniana all'interno. Ma solo con chi ama davvero." <br />
L'uomo si avvicinò di un passo, invadendo lo spazio personale di Fox. <br />
"E tu, a quanto pare, sei riuscito a farle abbassare la guardia come sua madre fece con me."<br />
Fox deglutì rumorosamente. "Signore, le assicuro che le mie intenzioni sono..."<br />
"Non mi interessa un accidente delle tue intenzioni," lo interruppe nuovamente Vrexor. <br />
"Mi interessa solo che tu sappia una cosa: quella ragazza ha rischiato la vita più volte di quante tu possa immaginare. Ha fatto cose che farebbero sembrare la guerra con il Dominio un picnic per bambini. Si è infiltrata in organizzazioni che farebbero rabbrividire un Jem'Hadar. E nonostante tutto il suo cuore è rimasto integro." <br />
L'uomo sorrise, ma era il sorriso di un predatore. <br />
"È il mio più grande orgoglio. E se le spezzi il cuore..." Lasciò la frase in sospeso, ma il messaggio era chiarissimo.<br />
"Non lo farei mai," rispose Fox con inaspettata fermezza, nonostante le pastiglie e la situazione surreale. "Lei è... è straordinaria."<br />
Vrexor lo studiò per alcuni istanti, poi annuì lentamente.<br />
"Bene," disse infine. "Ora torniamo di là prima che mia moglie inizi a raccontare della fase adolescenziale di Malice. Ci sono olografie che nemmeno io ho avuto il coraggio di guardare."<br />
Quando rientrarono nel salotto, la scena era cambiata: la famiglia si era spostata su divani e poltrone, e Malice era visibilmente in imbarazzo mentre sua madre mostrava qualcosa su un pad.<br />
"...e questa è Malice quando aveva sedici anni," stava dicendo la donna con evidente divertimento. "Era in una fase di ribellione. Si era tinta i capelli di rosa e aveva deciso che voleva fare la ballerina di Dabo su Ferenginar."<br />
"MADRE!" esclamò Malice, cercando di strappare il pad dalle mani della donna. "Avevamo un accordo! Niente immagini imbarazzanti!"<br />
"Oh, ma non sono imbarazzanti," ribatté la madre con un sorriso malizioso. "Sono adorabili. Guarda questa, Fox!" E prima che Malice potesse impedirglielo, girò il dpad verso l'ingegnere.<br />
Fox sgranò gli occhi. L'olografia mostrava una Malice adolescente con capelli rosa shocking, truccata in modo pesante, che cercava di assumere una posa seducente davanti a uno specchio, ma l'effetto era rovinato da un'espressione di concentrazione così intensa da risultare comica.<br />
"È... adorabile," convenne Fox, guadagnandosi un'occhiataccia da Malice.<br />
"Tu" sibilò lei, puntandogli contro un dito accusatorio, "sei un traditore."<br />
"Dai, sorellina," intervenne Garth, gettando un braccio attorno alle spalle di Fox. "Non prendertela. Ora Fox è di famiglia. Deve vedere tutti gli scheletri nell'armadio."<br />
"Di famiglia?" balbettò Fox, sentendo improvvisamente le pastiglie fare un effetto eccessivo.<br />
"Certo" confermò la madre di Malice con nonchalance. "Ci hai portato il tuo compagno durante un'emergenza planetaria. È più di quanto abbia fatto con gli ultimi tre."<br />
"Non c'erano ultimi tre e ora io lavoro in una stazione spaziale ricordate?!" protestò Malice.<br />
"Oh sì sì certo, 'la stazione'," rispose il padre agitando le dita come se volesse virgolettare la parola "e quel Cardassiano? Come si chiamava... Gul qualcosa?"<br />
"Era una missione sotto copertura! Ora non lavoro più con la sicurezza! Cioè sì lavoro ancora nella sicurezza, ma alla stazione" Malice s'impappinò definitivamente, il viso ormai di un verde così scuro che sembrava quasi nero.<br />
Fox si ritrovò a sorridere, sentendosi stranamente a suo agio in quel caos familiare, nonostante il pianeta fosse sotto attacco, nonostante fosse ricercato, nonostante tutto. C'era qualcosa di incredibilmente reale e genuino in quella famiglia di semi-criminali Orioniani.<br />
"Ad ogni modo," intervenne Vrexor, alzando una mano per zittire tutti "abbiamo cose più importanti di cui parlare. Come, ad esempio, l'invasione della sicurezza in corso e come far uscire il verde fidanzato di mia figlia dal pianeta senza che finisca in un centro di detenzione." <br />
Si rivolse direttamente a Fox: "Perché, credimi, ragazzo, non vuoi sapere cosa succede lì dentro."<br />
"In realtà" disse Fox, cercando di riordinare i pensieri annebbiati, "avrei bisogno di informazioni. Tutto quello che sapete sulla situazione attuale, su chi è coinvolto, e soprattutto..." esitò un istante "se c'è un modo per contattare la mia nave senza essere intercettati."<br />
Il fratello di Malice sorrise, mostrando una fila di denti perfettamente bianchi contro la pelle verde.<br />
"Oh, amico" disse con un entusiasmo inquietante "sei venuto nel posto giusto. Nessuno sa aggirare i sistemi di sicurezza orioniani meglio della famiglia Grixar."<br />
Trixie, la bambina che aveva definito Fox un Andoriano malato, saltò giù dal divano e gli si avvicinò con espressione seria.<br />
"Ti aiuterò io" dichiarò con la sicurezza che solo un bambino può avere. "Ma devi promettermi una cosa."<br />
Fox si chinò al suo livello, sorriso incerto sul volto. "Cosa?"<br />
"Quando sposerai mia zia, voglio fare la damigella. E voglio un vestito viola. Odio il rosa."<br />
Fox sentì distintamente Malice soffocare un gemito di imbarazzo alle sue spalle, mentre il resto della famiglia scoppiava in una fragorosa risata.<br />
"Credo" disse Fox con un sorriso vacillante "che dovremo sopravvivere a questa crisi prima di pensare ai matrimoni. Ma..." lanciò un'occhiata a Malice, che lo fissava con un'espressione a metà tra l'omicida e l'amorevolmente rassegnata "il viola ti starebbe benissimo."<br />
E mentre la famiglia Grixar iniziava a discutere animatamente su come infiltrarsi nei sistemi di sicurezza Orioniani e contattare la USS Raziel, Fox si ritrovò a pensare che forse, solo forse, non era stata una così pessima idea dopotutto.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere a luci rosse - Vicoli<br />
28/08/2404 - contemporaneamente</b><br /><br />
Hazyel si muoveva con precisione calcolata. <br />
Ogni passo, ogni gesto, ogni movimento studiato per attirare attenzione senza apparire disperato. Nihzorr Khael doveva sembrare un uomo che aveva ragioni per nascondersi, ma non abbastanza urgenza da rinunciare alla propria dignità.<br />
Il piano era chiaro: diventare un bersaglio troppo interessante per essere ignorato ed abbastanza pericoloso da richiedere risorse considerevoli per essere catturato.<br />
Le strade erano un caos di corpi in movimento. Orioniani spaventati si riversavano in ogni direzione possibile, creando un perfetto velo di confusione dietro cui i suoi compagni potevano dileguarsi. <br />
Hazyel si assicurò di passare sotto i principali nodi di sorveglianza, per poi sparire momentaneamente tra vicoli secondari, creando un pattern di movimento che sembrava deliberato.<br />
Fu in quel momento che notò un gruppo di guardie di sicurezza che avanzava metodicamente nella sua direzione. Al comando c'era una figura familiare: Zarek.<br />
Hazyel lo riconobbe immediatamente dalle informazioni raccolte nei giorni precedenti. Con quella cicatrice che gli attraversava metà del viso e gli occhi iniettati di sangue, era proprio il sadico ufficiale della sicurezza che gli era stato descritto. La sua reputazione lo precedeva: violento, spietato e con un forte risentimento verso chiunque mostrasse una qualsiasi forma di resistenza.<br />
Il Risiano si fermò a metà di un incrocio affollato, facendo scivolare lentamente una mano sotto il mantello, verso l'arma nascosta nella fondina laterale. Era il momento di mettere in scena il diversivo.<br />
Con un movimento fluido, raccolse dei calcinacci per terra e lanciò. Tre lanci precisi: non contro gli uomini, ma contro i sistemi di illuminazione sopra le loro teste. Una pioggia di scintille cadde sulla folla, intensificando il panico.<br />
"Spiacente, ma volevo attirare la loro attenzione," mormorò Hazyel a sé stesso, mentre si godeva l'espressione di pura rabbia che si formava sul volto di Zarek.<br />
"FERMATELO!" urlò il comandante delle guardie, puntando un dito accusatorio verso l'apparente Orioniano. "È lui! Quell'uomo è coinvolto nell'esplosione!"<br />
Zarek si lanciò all'inseguimento, seguito da sei guardie armate. Esattamente ciò che Hazyel voleva. Più uomini assegnati a lui volevano significare meno occhi elettronici puntati sui suoi compagni.<br />
Con un movimento aggraziato nonostante la sua mole, Hazyel si lanciò tra la folla, dirigendosi verso una zona commerciale. Saltò sopra un bancone abbandonato atterrando dall'altra parte e rovesciando scaffali carichi di mercanzie per rallentare i suoi inseguitori.<br />
Zarek, più agile di quanto la sua corporatura lasciasse intendere, evitò gli ostacoli e si lanciò in avanti, estraendo il proprio storditore.<br />
"Non un altro passo o faccio fuoco!" minacciò l'ufficiale puntando il bastone che all'occorrenza poteva lanciare un dardo elettrico.<br />
Hazyel si voltò lentamente, un sorriso provocatorio sulle labbra. "Non credo che il tuo superiore sarebbe felice di ricevere un cadavere anziché un prigioniero con informazioni."<br />
"Chi ha parlato di ucciderti?" ringhiò Zarek. "Questo è impostato su stordimento. Ti voglio cosciente per ciò che verrà dopo."<br />
"Impressionante," replicò Hazyel, la voce calma malgrado la situazione. "E hai bisogno di sei uomini per catturare un solo individuo? Non mi sorprende che la sicurezza su Orione sia considerata... inefficiente."<br />
Il volto di Zarek si contorse in una smorfia di rabbia. Era il tipo di uomo che non tollerava le provocazioni, esattamente come Hazyel aveva previsto.<br />
"Prendetelo!" ordinò Zarek ai suoi uomini che intanto avevano aggirato il fuggitivo.<br />
Due guardie si avvicinarono da entrambi i lati. Hazyel attese il momento perfetto, poi scattò con una velocità sorprendente. Il primo colpo, un gancio preciso sotto lo sterno, mandò il primo aggressore a terra senza fiato. Il secondo ricevette una combinazione di colpi che lo lasciò barcollante contro una colonna.<br />
Zarek osservò con crescente frustrazione, ma anche con una certa ammirazione professionale. Quest'uomo non era un comune criminale.<br />
"Chi diavolo sei?" domandò mentre le altre guardie formavano un semicerchio attorno all'obiettivo.<br />
"Nihzorr Khael, a tuo servizio," rispose Hazyel con un leggero inchino teatrale. "E avrei potuto essere il vostro migliore amico in altre circostanze."<br />
Mentre parlava, Hazyel calcolava le distanze, valutava le opzioni. Doveva resistere abbastanza a lungo da permettere ai compagni di raggiungere il punto di estrazione, ma non così a lungo da rischiare di essere ucciso sul posto.<br />
Con un movimento improvviso, si lanciò contro altre due guardie. Il primo ricevette un calcio al ginocchio che lo fece crollare urlando. Il secondo parò il colpo successivo, ma non si aspettava la testata che seguì immediatamente dopo.<br />
Zarek, vedendo metà della sua squadra a terra, caricò personalmente. Era più forte di quanto Hazel avesse calcolato. Il pugno che gli arrivò al fianco quasi gli spezzò una costola.<br />
"Non male per un burocrate" ansimò Hazyel, rispondendo con una serie di colpi rapidi che Zarek bloccò solo parzialmente.<br />
I due si studiarono per un istante, circondati dal caos della folla in fuga e dalle restanti guardie che osservavano, incerte se intervenire nella lotta tra il loro capo e questo strano avversario.<br />
"Sei addestrato" constatò Zarek, asciugandosi un rivolo di sangue dal labbro. "Militare? O forse sicurezza privata per qualche famiglia importante?"<br />
"Un uomo deve mantenere qualche segreto" rispose Hazyel. "Altrimenti che valore avrebbe durante un interrogatorio?"<br />
La provocazione colpì nel segno. Zarek caricò nuovamente, ma questa volta Hazyel era pronto. Con un movimento fluido, sfruttò lo slancio dell'avversario per proiettarlo contro una vetrina. Il fragore di vetri infranti risuonò nell'aria già carica di tensione.<br />
Ma la vittoria fu di breve durata. Un ronzio familiare attirò l'attenzione di Hazyel: i droni di sicurezza avevano finalmente localizzato la loro posizione. Ne contò almeno otto, che scendevano in formazione circolare, chiudendo ogni via di fuga.<br />
"Fine dei giochi, Nihzorr Khael" disse Zarek rialzandosi tra i vetri rotti, un sorriso sanguinolento sul volto tumefatto. "O chiunque tu sia veramente."<br />
Hazyel valutò rapidamente la situazione. I suoi compagni avevano avuto abbastanza tempo? Probabilmente sì. Era riuscito a creare una distrazione sufficientemente ampia e rumorosa da permettere loro di allontanarsi senza essere notati.<br />
I droni puntarono i loro fasci luminosi su di lui, mentre Zarek si avvicinava con lo storditore puntato.<br />
"Le mani dove posso vederle," ordinò l'ufficiale.<br />
Con lentezza studiata, Hazyel alzò le mani. "A quanto pare hai vinto questo round."<br />
"Non è un gioco," ribatté Zarek asciutto.<br />
"Oh, ti sorprenderesti di quanto la vita sia invece esattamente questo" replicò Hazyel con un sorriso enigmatico.<br />
Prima che potesse dire altro, uno dei droni emise un impulso di energia che lo avvolse in un campo di contenimento. La sensazione era simile a essere immersi in melassa: ogni movimento diventava faticoso e rallentato.<br />
"Campo di stasi temporanea" spiegò Zarek con malcelata soddisfazione. "Perfetto per i soggetti particolarmente combattivi."<br />
Hazyel mantenne un'espressione neutra mentre sentiva il suo corpo diventare sempre più pesante. Il campo di stasi non era letale, ma rendeva qualsiasi tentativo di fuga praticamente impossibile.<br />
"Teletrasporto pronto" comunicò una delle guardie rimaste in piedi.<br />
L'ultimo pensiero di Hazyel, prima che il raggio del teletrasporto lo disintegrasse momentaneamente per ricomporlo altrove, fu rivolto ai suoi compagni. Sperava che fossero riusciti a mettersi in salvo.<br />
Un istante dopo, il mondo attorno a lui scomparve in una cascata di particelle luminose.<br />
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<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Cella di contenimento 17-B<br />
29/08/2404 - 01:32</b><br /><br />
La cella era esattamente come se l'era immaginata: un cubo di tre metri per lato, pareti di duracciaio grigio opaco, una brandina ancorata a una parete e un impianto sanitario essenziale in un angolo. <br />
L'unica concessione al comfort era un sistema di ventilazione per mantenere l'aria respirabile.<br />
Hazyel era seduto sul bordo della brandina, osservando il proprio riflesso distorto sulla superficie lucidata della parete di fronte. <br />
Il labbro spaccato ed un ematoma sotto l'occhio destro erano i segni più evidenti dello scontro con Zarek, ma nulla che non sarebbe guarito in pochi giorni.<br />
L'interrogatorio preliminare era stato sorprendentemente breve.<br />
 Zarek sembrava quasi deluso quando gli avevano ordinato di limitarsi alle domande standard e di consegnare il prigioniero alle celle orbitali senza "trattamenti speciali".<br />
Qualcuno ai piani alti era interessato a lui.<br />
Il sibilo della porta automatica interruppe le sue riflessioni. Hazyel si alzò lentamente, preparandosi mentalmente all'interrogatorio vero e proprio. Ma non fu Zarek ad entrare.<br />
La figura che varcò la soglia emanava un'aura di autorità naturale. <br />
Alta, dalla pelle verde smeraldo caratteristica degli Orioniani, con lunghi capelli corvini raccolti in una complessa treccia che scendeva lungo la schiena. L'uniforme della sicurezza orbitale, di un grigio antracite con inserti color rame, ne esaltava le forme sinuose senza compromettere l'aspetto professionale.<br />
Hazyel riconobbe immediatamente quella che doveva essere la responsabile della sicurezza.<br />
"Nihzorr Khael" pronunciò lei, la voce melodiosa ma ferma "O almeno, è così che ti fai chiamare."<br />
Hazyel si inchinò leggermente, mantenendo gli occhi fissi nei suoi. "Il mio nome sembra essere l'unica certezza che ho in questo momento."<br />
Un lieve sorriso increspò le labbra di Alera.<br />
"Siediti" ordinò, indicando la brandina.<br />
Hazyel obbedì, osservando con attenzione i movimenti fluidi della donna mentre attivava un pannello a ologrammi nascosto nella parete. Una sedia emerse dal pavimento e lei si accomodò con grazia studiata, inclinando leggermente il capo.<br />
"Sei stato molto impegnato nelle ultime ore," commentò, scorrendo le immagini olografiche che mostravano la sua cattura "Sei riuscito a mandare tre uomini di Zarek in infermeria prima di essere immobilizzato. Impressionante."<br />
"Un semplice malinteso" rispose Hazyel con un'espressione innocente. "Loro volevano catturarmi, io preferivo restare libero."<br />
Alera lo studiò con uno sguardo penetrante "Di solito non mi occupo personalmente dei prigionieri, ma tu... tu sei un caso interessante."<br />
"Mi lusinga la tua attenzione" replicò Hazyel, studiando ogni minima reazione sul volto della Orioniana. "Ma devo chiedermi cosa renda un semplice fuggitivo così speciale ai tuoi occhi."<br />
"Semplice fuggitivo?" Alera scosse lentamente la testa. "I semplici fuggitivi non combattono come te. Non si muovono come te. E soprattutto, non attirano deliberatamente l'attenzione su di sé quando potrebbero nascondersi."<br />
Hazyel arcuò un sopracciglio. "Forse ero semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato."<br />
"No" rispose Alera con sicurezza "Tu volevi essere catturato."<br />
La stanza piombò in un silenzio carico di tensione. Hazyel mantenne un'espressione neutra, ma dentro di sé valutava rapidamente le implicazioni di quella affermazione. Alera era molto più perspicace di quanto avesse previsto.<br />
"Una teoria interessante" concesse infine "Ma perché qualcuno dovrebbe voler essere catturato?"<br />
Alera si alzò con un movimento fluido e si avvicinò, fermandosi a pochi centimetri da lui. L'aria nella cella sembrò improvvisamente carica di elettricità.<br />
"Questo è ciò che intendo scoprire" mormorò lei, chinandosi in avanti "E ho molti metodi a mia disposizione."<br />
Hazyel percepì immediatamente l'ondata di feromoni che l'Orioniana stava deliberatamente emanando. Le modifiche genetiche effettuate dalla dottoressa Tarev lo proteggevano in parte, ma non completamente. Sentì un calore diffondersi nel suo corpo, i sensi acuirsi, la mente lottare per mantenere la lucidità.<br />
"Non credo che questo faccia parte dei protocolli standard di interrogatorio," commentò con voce leggermente più roca.<br />
Un sorriso sensuale si disegnò sulle labbra di Alera "Chi ha parlato di protocolli standard? Sei un prigioniero speciale, meriti un trattamento... personalizzato."<br />
Si sedette accanto a lui sulla brandina, così vicina che Hazyel poteva sentire il calore emanare dal suo corpo. Gli occhi di Alera, di un verde intenso con sfumature dorate, lo studiavano con una combinazione di curiosità professionale e interesse personale.<br />
"Sei diverso" osservò lei, posando delicatamente una mano sul suo braccio. "C'è qualcosa in te... qualcosa che non riesco a definire."<br />
Hazyel sapeva che era arrivato il momento cruciale: doveva mantenere la sua copertura senza cedere completamente al gioco seduttivo della Orioniana.<br />
"Forse è perché non sono ciò che sembro" rispose con un tono basso e controllato.<br />
"E cosa sei esattamente?" chiese Alera, avvicinandosi ulteriormente.<br />
"Complicato" fu la risposta di Hazyel.<br />
Alera rise, un suono cristallino che riempì la cella. "Tutti gli uomini interessanti lo sono."<br />
"Hai una genetica peculiare" continuò, lasciando scorrere un dito lungo il suo avambraccio. "I nostri scanner hanno rilevato alcune... anomalie."<br />
"Nessuno è perfetto" commentò Hazyel con un lieve sorriso.<br />
"Al contrario" ribatté lei, studiandolo intensamente. "La tua struttura genetica suggerisce una miscela rara. Madre Orioniana, padre... Risiano, forse?"<br />
Era esattamente la conclusione a cui Sarah aveva previsto che sarebbero arrivati. Hazyel annuì lentamente.<br />
"Non tutti apprezzano i 'mezzi sangue' come me" disse con un'ombra di amarezza studiata nella voce. "Soprattutto nel Sindacato, dove la purezza genetica è così importante per alcune famiglie."<br />
"Eppure hai mantenuto la colorazione materna" osservò Alera, tracciando con un dito il profilo del suo viso "Affascinante."<br />
"La genetica è capricciosa" rispose Hazyel, permettendosi di rilassare leggermente la postura "E tu? Sei qui solo per studiare le mie peculiarità genetiche?"<br />
Alera sorrise, un sorriso che non raggiunse completamente i suoi occhi. "Sono qui perché sei un enigma. E io adoro gli enigmi."<br />
"Avrei pensato che una responsabile della sicurezza preferisse le certezze."<br />
"Oh, arriviamo sempre alle certezze" rispose lei con un tono che prometteva e minacciava allo stesso tempo. "Solo, a volte prendiamo strade più... tortuose per raggiungerle."<br />
Si alzò improvvisamente, creando una distanza tra loro che sembrava più psicologica che fisica.<br />
"Sai cosa mi ha davvero incuriosito di te, Nihzorr Khael?" chiese, tornando al pannello di controllo.<br />
"Illuminami" rispose Hazyel, osservando ogni suo movimento.<br />
"Il modo in cui ti sei mosso durante il panico generalizzato" spiegò Alera, facendo apparire le registrazioni olografiche della sua fuga. "Tutti correvano, spingevano, lottavano per la sopravvivenza. Tu invece sembravi danzare tra la folla. Ogni passo calcolato, ogni movimento finalizzato."<br />
Fece una pausa, studiando la sua reazione.<br />
"E poi, naturalmente, c'è il fatto che hai affrontato Zarek e i suoi uomini. Non per necessità, ma per scelta. Come se volessi guadagnare tempo."<br />
Hazyel mantenne un'espressione impassibile. "Forse volevo solo evitare di essere catturato."<br />
"No" rispose Alera con sicurezza. "Se avessi voluto fuggire, avresti potuto farlo. Sei abbastanza intelligente e abile per riuscirci. Hai scelto di combattere, di attirare attenzione. La domanda è: perché?"<br />
Si avvicinò nuovamente, questa volta fermandosi proprio davanti a lui. La sua presenza era magnetica, una combinazione di autorità naturale e sensualità innata tipica delle donne orioniane di alto rango.<br />
"Chi stavi proteggendo, Nihzorr?" chiese, la voce improvvisamente dolce e invitante.<br />
Hazyel sostenne il suo sguardo. "Cosa ti fa pensare che stessi proteggendo qualcuno?"<br />
"Esperienza" rispose semplicemente Alera "E il fatto che un uomo con le tue capacità non agisce mai senza uno scopo."<br />
Si chinò in avanti, le mani appoggiate sulle ginocchia di Hazyel, il viso a pochi centimetri dal suo. I feromoni Orioniani saturarono l'aria, creando una nebbia sensoriale difficile da ignorare anche con le protezioni di cui disponeva.<br />
"Dimmi chi sono i tuoi compagni" sussurrò Alera, le labbra così vicine che Hazyel poteva sentirne il calore "E forse potrò aiutarti."<br />
"I miei compagni?" ripeté Hazyel, permettendosi un sorriso ambiguo "Una donna come te dovrebbe sapere che un uomo nella mia posizione lavora sempre solo."<br />
Alera rise, un suono basso e sensuale. "Nessuno è veramente solo, Nihzorr. Specialmente non qualcuno con un passato complicato come il tuo."<br />
Si raddrizzò, creando nuovamente spazio tra loro, un gioco di avvicinamento e allontanamento che sembrava studiato per destabilizzare.<br />
"Sei bravo" concesse lei "Ma io sono paziente."<br />
"Dobbiamo avere qualcosa in comune, allora" replicò Hazyel.<br />
Alera lo studiò per alcuni istanti, poi attivò un comando sul pannello. La porta della cella si aprì.<br />
"Tornerò presto" promise. "Nel frattempo, rifletti su quanto sia vantaggioso avere me come alleata piuttosto che come nemica."<br />
Si fermò sulla soglia, voltandosi un'ultima volta. "Oh, e Nihzorr? Non tentare di manipolare le guardie. Sono state istruite a ignorare qualsiasi cosa tu possa dire o fare."<br />
"Non mi sognerei mai di manipolare nessuno" rispose Hazyel con un sorriso innocente.<br />
Alera alzò un sopracciglio scettico. "Certo. E io non sono Orioniana."<br />
Con queste parole uscì, la porta si richiuse con un sibilo e Hazyel rimase solo con i suoi pensieri.<br />
Si stese sulla brandina, fissando il soffitto. La prima fase del piano era completata: era stato catturato, aveva attirato l'attenzione su di sé, permettendo agli altri di fuggire. Ora iniziava la parte più delicata: sopravvivere abbastanza a lungo perché Moses e gli altri potessero organizzare una estrazione.<br />
E nel frattempo, c'era Alera da gestire. Una sfida interessante, considerando che raramente aveva incontrato qualcuno con un tale livello di percezione e astuzia.<br />
"Che il gioco abbia inizio" mormorò a se stesso, preparandosi mentalmente per ciò che sarebbe venuto.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Corridoio del settore di detenzione<br />
29/08/2404 - poco dopo</b><br /><br />
Alera percorreva il corridoio a passo deciso, il volto una maschera di professionalità che nascondeva il turbinio di pensieri e sensazioni. <br />
Nihzorr Khael era molto più di quanto sembrava, ne era certa.<br />
La cosa che più la disturbava era la sua resistenza ai feromoni Orioniani. Qualsiasi uomo, indipendentemente dalla specie, avrebbe dovuto mostrare segni più evidenti di influenza. Lui invece, pur reagendo, manteneva un controllo notevole.<br />
La sua natura mista poteva spiegare parte di questa resistenza, ma c'era qualcosa di più. Qualcosa di artificiale, forse? Un inibitore chimico?<br />
Raggiunse il suo ufficio e attivò il sistema di sicurezza per garantire la privacy. Sullo schermo principale apparvero i dati biometrici completi del prigioniero.<br />
"Computer, ripeti analisi comparativa delle letture genetiche del soggetto Nihzorr Khael con il database delle specie note."<br />
=^=Analisi in corso=^= rispose la voce sintetica del computer. =^=Corrispondenza trovata: 47% genetica orioniana, 53% genetica risiana. La pigmentazione epidermica mostra dominanza del tratto materno Orioniano, mentre la struttura interna degli organi segue prevalentemente il modello Risiano. Anomalia rilevata nella distribuzione dei tratti fenotipici=^=<br />
"Specificare anomalia" ordinò Alera<br />
=^=E' presente una molecola non catalogata nel flusso sanguigno, apparentemente di origine sintetica=^=<br />
Ecco la conferma dei suoi sospetti. "Natura e funzione della molecola?"<br />
=^=Analisi incompleta. La molecola mostra proprietà auto-rigeneranti e sembra interagire con i recettori neurochimici associati alla risposta ai feromoni Orioniani=^=<br />
Alera si appoggiò allo schienale della sedia, un sorriso lento le si formò sulle labbra. "Un inibitore su misura," mormorò. "Qualcuno ti ha preparato molto bene, Nihzorr."<br />
Le domande si stavano moltiplicando nella sua mente: chi era veramente quest'uomo? Per chi lavorava? E soprattutto, cosa cercava su Orione?<br />
Una cosa era certa: Nihzorr Khael rappresentava una sfida che Alera non vedeva l'ora di affrontare. E quando si trattava di giochi di seduzione e manipolazione, raramente perdeva.<br />
Si alzò, controllando il proprio riflesso in una superficie metallica lucida. Per il prossimo incontro avrebbe abbandonato la rigida uniforme da ufficiale. Era tempo di sfoderare armi più... tradizionali.<br />
"Computer, programma di interrogatorio personalizzato per il prigioniero nella cella 17-B."<br />
=^=Interrogatorio prolungato programmato nella sala interrogatori 3. Inizio previsto tra due ore.=^=<br />
"Ho un'idea migliore, fallo portare nei miei alloggi." Alera sorrise soddisfatta.<br />
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<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Alloggio 4-C<br />
29/08/2404 - 03:44</b><br /><br />
Quando le guardie lo scortarono nella stanza di interrogatorio, Hazyel si aspettava l'ambiente sterile e intimidatorio tipico di queste strutture. Invece, si trovò in uno spazio che ricordava più un lussuoso salotto privato che una camera di tortura.<br />
Le pareti, rivestite di pannelli che simulavano legno scuro, creavano un'atmosfera calda e avvolgente. Un divano dall'aria confortevole occupava un lato della stanza, di fronte a una poltrona singola. In un angolo, un mobile bar conteneva bottiglie di liquori pregiati che brillavano alla luce soffusa.<br />
"Benvenuto nei miei quartieri personali" disse una voce familiare alle sue spalle.<br />
Hazyel si voltò lentamente. Alera era appoggiata allo stipite della porta, le guardie già scomparse nel corridoio. <br />
Aveva abbandonato l'uniforme per un abito lungo color smeraldo che seguiva perfettamente le curve del suo corpo, con aperture strategiche che rivelavano lembi di pelle verde più scura. I capelli, ora sciolti, cadevano come una cascata d'ebano fino alla vita.<br />
"Non esattamente ciò che mi aspettavo per un interrogatorio" commentò Hazyel, mantenendo un tono neutro nonostante l'evidente cambiamento di strategia della donna.<br />
"Oh, questo non è un interrogatorio" rispose Alera, avanzando con grazia felina nella stanza. "Questo è un invito a una conversazione civile."<br />
Si diresse verso il mobile bar e versò due bicchieri di un liquido ambrato. "Brandy Sauriano. Una rarità anche su Orione."<br />
Porse uno dei bicchieri a Hazyel, che lo accettò, ma non bevve immediatamente.<br />
"Puoi rilassarti" disse lei con un sorriso "Se avessi voluto avvelenarti, avrei metodi molto più efficienti di un brandy d'annata."<br />
"Non è il veleno che mi preoccupa" rispose Hazyel "Ma apprezzo il pensiero."<br />
Alera si accomodò sulla poltrona, incrociando le gambe con studiata lentezza. "Siediti, per favore. Il divano è sorprendentemente comodo per essere mobilio standard della stazione."<br />
Hazyel obbedì, mantenendo una postura rilassata, ma vigile. Il gioco era cambiato, e doveva adattarsi rapidamente.<br />
"Quindi" iniziò Alera dopo aver assaporato un sorso di brandy "ho fatto alcune ricerche su di te, Nihzorr Khael. O dovrei dire, sulla tua assenza di esistenza prima di tre anni fa?"<br />
Hazyel sorrise "Tre anni sono un periodo piuttosto lungo."<br />
"Non per costruire una reputazione come pirata freelance con connessioni alla famiglia Tendi" replicò lei. "Specialmente non con credenziali così impeccabili da sembrare... fabbricate."<br />
"I migliori documenti lo sembrano sempre" concesse Hazyel, assaggiando finalmente il brandy. Era eccellente, proprio come promesso "Ma non significa che siano falsi."<br />
Alera lo osservò con crescente fascino. "Sai cosa trovo veramente interessante? La tua calma. La maggior parte degli uomini, quando si trovano in una situazione come la tua, mostrano segni di stress. Sudorazione, dilatazione delle pupille, micro-espressioni di ansia. Tu invece sembri... a tuo agio."<br />
"Forse è perché mi piace la compagnia" rispose Hazyel, sostenendo il suo sguardo.<br />
"O forse è perché sei abituato agli interrogatori" suggerì lei "Addestrato a resistere, persino."<br />
Hazyel inclinò leggermente il capo. "Se fossi stato così ben addestrato, non credi che avrei evitato di essere catturato in primo luogo?"<br />
"A meno che, come sospetto, la cattura non fosse esattamente ciò che volevi."<br />
La tensione nella stanza era palpabile, un equilibrio precario tra attrazione e sospetto, tra gioco e pericolo reale.<br />
"Facciamo un gioco, Nihzorr" propose improvvisamente Alera, posando il bicchiere "Una domanda per uno. Risposte oneste."<br />
"E come garantiamo questa onestà?" chiese Hazyel, incuriosito dalla proposta.<br />
Alera sorrise "Non possiamo. Questo è ciò che rende il gioco interessante" Si sporse leggermente in avanti "Io inizio: qual è il tuo vero nome?"<br />
Hazyel prese tempo con un altro sorso di brandy. "Nihzorr è il mio nome" rispose con un sorriso disarmante. "Almeno, è quello con cui sono stato cresciuto. Quanto al resto... i nomi sono solo etichette, no? È ciò che facciamo che ci definisce."<br />
"Una risposta evasiva" commentò Alera, ma nei suoi occhi brillava un lampo di divertimento "Il tuo turno."<br />
Hazyel studiò la donna per un momento, valutando quale domanda potesse rivelarsi più utile.<br />
"Perché ti occupi personalmente di me? Una responsabile della sicurezza di alto livello dovrebbe avere questioni più urgenti dopo un attentato"<br />
Alera sorrise, e questa volta il sorriso raggiunse i suoi occhi. "Perspicace. La risposta semplice è che sei una anomalia in un sistema che conosco alla perfezione" Fece una pausa, facendo roteare il liquido nel bicchiere. "La risposta complicata è che gli altri prigionieri sono prevedibili. Tu... tu sei un enigma. E gli enigmi sono rari nella mia posizione."<br />
Si accostò al bordo della poltrona, riducendo la distanza tra loro "La mia domanda: cosa cercavi realmente su Orione?"<br />
"Libertà" rispose Hazyel dopo un momento di riflessione. "Il Sindacato offre opportunità che altre... giurisdizioni considerano illegali."<br />
"Quali opportunità specifiche?" insistette Alera.<br />
Hazyel scosse la testa con un sorriso "Ah-ah. Una domanda per volta. Quelle erano le regole."<br />
Alera rise, un suono melodioso che illuminò momentaneamente la sua espressione solitamente calcolata "Hai ragione. Il tuo turno."<br />
"Chi comanda veramente la sicurezza su questa stazione?" chiese Hazyel, cambiando apparentemente argomento.<br />
Un'ombra passò fugacemente sul volto di Alera "Ufficialmente, il Consiglio di Sicurezza di Orione." Fece una pausa, valutando quanto rivelare. "Ufficiosamente, la famiglia Kolrek ha un'influenza predominante, soprattutto dopo gli ultimi... cambiamenti amministrativi."<br />
Hazyel annuì lentamente, memorizzando l'informazione. La famiglia Kolrek era nota per i suoi legami con il traffico di armi e informazioni, un dato che confermava alcune delle intelligence raccolte dalla Flotta Stellare.<br />
"La mia domanda" continuò Alera, alzandosi con movimento fluido per avvicinarsi al divano. "Cosa contiene l'impianto sottocutaneo sul tuo polso? E non dirmi che è un semplice dispositivo medico."<br />
Si sedette accanto a lui, la vicinanza ora intima e provocatoria allo stesso tempo. Il profumo esotico che emanava era quasi inebriante, un misto di spezie rare e qualcosa di più primitivo: feromoni potenziati, senza dubbio.<br />
"È un modulatore biochimico" rispose Hazyel, decidendo che una mezza verità sarebbe stata più credibile di una bugia completa. "Una necessità per chi come me ha... particolarità genetiche. Non tutti i sistemi corporei risiani e orioniani sono perfettamente compatibili."<br />
Alera sfiorò il punto esatto dove l'impianto era nascosto sotto la pelle verde. "Ingegnoso. E presumo aiuti anche contro certi... effetti naturali della mia specie?"<br />
"Il tuo turno è finito" ricordò Hazyel con un sorriso enigmatico "La mia domanda: cosa succederà a me dopo questo interrogatorio non convenzionale?"<br />
Alera mantenne la mano sul suo polso, il contatto leggero, ma deliberato. "Dipende interamente da te. Se collabori, posso garantirti una certa... libertà di movimento all'interno della stazione. Se resisti..." lasciò la frase in sospeso, la minaccia implicita più efficace di qualsiasi dettaglio esplicito.<br />
"E cosa significa esattamente 'collaborare'?" chiese Hazyel, infrangendo deliberatamente le regole del gioco.<br />
Alera sorrise, accettando la trasgressione. "Informazioni. Chi sei realmente. Per chi lavori. Cosa cercavi su Orione. E soprattutto, chi erano i tuoi compagni."<br />
Si avvicinò ulteriormente, il suo viso ora a pochi centimetri dal suo. "La mia domanda: cosa saresti disposto a fare per garantirti quella libertà di movimento?"<br />
La tensione tra loro era palpabile, carica di significati multipli. Hazyel sapeva che questo momento rappresentava un punto critico: come rispondeva avrebbe determinato il corso dell'interrogatorio e, potenzialmente, delle prossime ore o giorni.<br />
"Sarei disposto a negoziare" rispose con voce bassa e controllata "Ma ogni negoziazione ha i suoi limiti."<br />
"E quali sarebbero i tuoi limiti, Nihzorr?" sussurrò Alera, le labbra quasi sfioravano le sue.<br />
"Non tradisco chi mi ha aiutato" rispose semplicemente Hazyel.<br />
Alera si allontanò leggermente, studiandolo con rinnovato interesse. "Lealtà. Una qualità rara, specialmente tra i freelance."<br />
"Anche tra gli ufficiali della sicurezza, immagino" replicò Hazyel.<br />
"Touché," concesse lei con un sorriso che rivelava più di quanto intendesse  "Il tuo turno."<br />
Hazyel decise di azzardare "Cosa ci fai veramente qui, Alera? Una donna con il tuo talento e intelligenza potrebbe avere posizioni molto più prestigiose nel Sindacato."<br />
Per la prima volta, vide un'incrinatura nella sua facciata sicura. Un battito di ciglia troppo rapido, un impercettibile irrigidimento della mascella.<br />
"Le apparenze ingannano," rispose lei dopo un momento "Questa posizione mi offre... opportunità uniche."<br />
"Di che tipo?"<br />
Alera sorrise, riprendendo il controllo. "Una domanda alla volta, ricordi?"<br />
Si alzò improvvisamente, creando distanza tra loro. Camminò verso il mobile bar e si versò un altro bicchiere.<br />
"La mia domanda" disse, voltandosi a guardarlo "Cosa faresti se ti lasciassi andare? Dove andresti?"<br />
"Credi che ti direi la verità?" ribatté Hazyel con un sorriso sardonico.<br />
"No" rispose Alera con sorprendente sincerità "Ma la tua menzogna potrebbe essere altrettanto rivelatrice."<br />
Hazyel si alzò a sua volta, avvicinandosi lentamente a lei "Andrei dove sono necessario. Dove posso fare la differenza."<br />
"Una risposta nobile per un presunto criminale" commentò Alera.<br />
"Forse non sono ciò che sembro" suggerì Hazyel.<br />
"Su questo non ho alcun dubbio" mormorò lei.<br />
Si fissarono intensamente, il gioco delle domande momentaneamente dimenticato. L'aria sembrava elettrizzata, carica di una tensione che andava oltre il semplice interrogatorio.<br />
"Sai cosa penso, Nihzorr?" disse infine Alera, posando il bicchiere e avvicinandosi nuovamente a lui "Penso che tu sia qui per uno scopo molto specifico. Non sei un semplice pirata o mercenario. Sei addestrato, disciplinato... e hai un obiettivo preciso."<br />
"Tutti abbiamo i nostri obiettivi" rispose Hazyel, mantenendo il contatto visivo.<br />
Alera allungò una mano, posandola sul petto di Hazyel. Poteva sentire il battito cardiaco del Risiano, forte e costante.<br />
"Propongo un nuovo gioco" sussurrò lei. "Uno più... intimo."<br />
"Credevo che questo fosse un interrogatorio" replicò Hazyel, senza allontanarsi.<br />
"Ti ho già detto che non lo è" rispose Alera. "È una conversazione tra due persone che potrebbero trovare reciproci vantaggi nella collaborazione."<br />
"Che tipo di collaborazione hai in mente?"<br />
Il sorriso di Alera si allargò, predatorio e seducente allo stesso tempo "Il tipo che potrebbe soddisfare entrambi."<br />
Con un movimento fluido, eliminò la distanza residua tra loro. Le sue labbra sfiorarono quelle di Hazyel in un bacio leggero, quasi sperimentale.<br />
Hazyel sapeva che questo momento era cruciale. Respingerla avrebbe sollevato sospetti; cedere completamente avrebbe compromesso il suo controllo. Scelse una via di mezzo: rispose al bacio con misurata passione, sufficiente a sembrare genuina, ma non abbastanza da perdere lucidità.<br />
Quando si separarono, gli occhi di Alera brillavano di una luce nuova, un misto di desiderio e calcolo freddo.<br />
"Interessante" mormorò lei "Il tuo modulatore non blocca completamente i feromoni, vedo."<br />
"O forse non è solo questione di feromoni" suggerì Hazyel.<br />
Alera rise leggermente "Affascinante ipotesi." Si allontanò di un passo, studiandolo. "Sai, potrei farti trasferire in alloggi più... confortevoli. A patto che tu sia disposto a continuare questa conversazione su basi regolari."<br />
"E cosa otterresti in cambio?" chiese Hazyel, sempre vigile nonostante l'apparente rilassamento della situazione.<br />
"Informazioni, naturalmente" rispose lei con disarmante onestà. "Forse non quelle che vuoi darmi subito, ma col tempo... la fiducia si costruisce, non credi?"<br />
"La fiducia è un bene raro."<br />
"Proprio come le seconde possibilità" replicò Alera. Tornò alla console sulla parete e digitò alcuni comandi. "Ti sto assegnando al livello 4, sezione C. Tecnicamente sei ancora un prigioniero, ma avrai accesso limitato alle aree comuni e ai servizi di base della stazione."<br />
Hazyel inarcò un sopracciglio, sorpreso dalla rapidità della decisione "Così facilmente? Il tuo superiore potrebbe non approvare."<br />
Alera sorrise con sicurezza "Il mio superiore raramente mette in discussione i miei metodi. Specialmente quando producono risultati."<br />
"E sei certa che io produrrò risultati?"<br />
"Oh, ne sono convinta" rispose lei, avvicinandosi nuovamente "Sei troppo intelligente per non vedere i vantaggi di un'alleanza con me."<br />
Posò una mano sul suo viso, un gesto quasi tenero che contrastava con la natura calcolatrice del loro scambio "E ci sono molti vantaggi, Nihzorr. Più di quanti possa immaginare."<br />
Si separò da lui e premette un altro comando sulla console. La porta si aprì, rivelando due guardie in attesa.<br />
"Scortate il prigioniero Nihzorr Khael agli alloggi 11-C" ordinò con tono professionale, come se i momenti intimi di poco prima non fossero mai esistiti. "Privilegi limitati, monitoraggio standard."<br />
Le guardie annuirono senza fare domande.<br />
"Ci vedremo presto" disse rivolta a Hazyel, il suo tono nuovamente formale ma con una sfumatura promettente nelle parole "Prenditi del tempo per riflettere sulla tua... posizione."<br />
Hazyel inclinò leggermente il capo in un gesto di rispettoso ringraziamento. "Non vedo l'ora del nostro prossimo incontro, Comandante."<br />
Mentre seguiva le guardie fuori dalla stanza, Hazyel mantenne un'espressione neutra, ma dentro di sé stava già analizzando tutto ciò che aveva appreso. <br />
Alera era intelligente, astuta e pericolosa, esattamente il tipo di persona che poteva rivelarsi una preziosa alleata o una formidabile nemica.<br />
E al momento, non era ancora chiaro quale delle due sarebbe stata.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Alloggio 11-C<br />
29/08/2404 - 03:47</b><br /><br />
L'alloggio assegnato era sorprendentemente confortevole per quello che tecnicamente rimaneva uno stato di prigionia. <br />
Una stanza principale con un letto vero anziché una brandina, un'area soggiorno con divano e tavolino, persino un piccolo sintetizzatore di cibo programmato per un menu limitato.<br />
Hazyel ispezionò metodicamente l'ambiente, individuando rapidamente i dispositivi di sorveglianza: tre telecamere visibili e probabilmente altrettante nascoste, sensori di movimento sui punti di accesso, persino un sottile campo di forza sulla finestra che dava sullo spazio esterno.<br />
Sarebbe stato impressionato se non fosse stato esattamente ciò che si aspettava.<br />
Si sedette sul bordo del letto, togliendosi gli stivali con un sospiro. Il confronto con Alera era stato stimolante e pericoloso allo stesso tempo. La donna aveva un'intelligenza acuta e una capacità di leggere le persone che andava oltre il semplice addestramento professionale.<br />
"Computer" chiamò improvvisamente. "Orario locale?"<br />
=^=03:47, ora standard della stazione=^= rispose la voce sintetica.<br />
Hazyel annuì a se stesso. Se i suoi calcoli erano corretti, Moses e gli altri avrebbero dovuto raggiungere il punto di estrazione diverse ore prima. La domanda era: erano riusciti a stabilire un contatto con la Raziel?<br />
Si sdraiò sul letto, fissando il soffitto. Doveva essere paziente. Precipitare gli eventi sarebbe stato controproducente, specialmente considerando quanto Alera fosse già sospettosa.<br />
Il suo piano immediato era semplice: guadagnare gradualmente più libertà di movimento all'interno della stazione, raccogliere quante più informazioni possibili sulla sicurezza e sulle vie di fuga, e essere pronto quando il momento dell'estrazione fosse arrivato.<br />
Nel frattempo, doveva mantenere un delicato equilibrio con Alera: sufficientemente collaborativo da non destare ulteriori sospetti, ma non tanto da compromettere la missione o i suoi compagni.<br />
"Un gioco pericoloso," mormorò a se stesso.<br />
Ma era un gioco che sapeva giocare bene. In fondo, l'inganno e l'infiltrazione erano sempre stati tra le sue specialità.<br />
Chiuse gli occhi, permettendosi di riposare brevemente. Avrebbe avuto bisogno di tutte le sue energie per i giorni a venire.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Ufficio del comandante Alera<br />
29/08/2404 - contemporaneamente</b><br /><br />
Alera osservava il feed di sorveglianza che mostrava Nihzorr nel suo nuovo alloggio. Lo guardò ispezionare la stanza, trovare le telecamere - non tutte, notò con soddisfazione - e infine sdraiarsi con un'espressione pensierosa.<br />
"Computer, analisi comportamentale del soggetto," ordinò.<br />
=^=Analisi in corso=^= rispose il sistema. =^=Il soggetto mostra schemi di movimento coerenti con addestramento militare di alto livello. La scansione della stanza è stata sistematica ed efficiente. Postura e micro-espressioni indicano vigilanza continua nonostante l'apparente rilassamento.=^=<br />
Alera sorrise tra sé. Esattamente come sospettava.<br />
"Approfondimento sulla resistenza ai feromoni orioniani," continuò.<br />
=^=Il soggetto mostra una resistenza del 78% rispetto alla media delle specie umanoidi. L'analisi della molecola presente nel suo flusso sanguigno suggerisce un agente bloccante sintetico specificamente progettato per neutralizzare i recettori neurochimici dei feromoni di classe-O.=^=<br />
Alera tamburellò le dita sulla console, pensierosa. Tecnologia medica sofisticata, addestramento militare, una copertura elaborata... Chi aveva inviato Nihzorr? E perché?<br />
C'erano troppe possibilità: poteva essere un agente della Federazione, un operativo dei Romulani, persino un infiltrato di qualche fazione dissidente del Sindacato stesso.<br />
Una cosa era certa: Nihzorr Khael era un avversario degno della sua attenzione. E il gioco che stavano iniziando prometteva di essere affascinante.<br />
Si alzò, dirigendosi verso i suoi alloggi privati adiacenti all'ufficio. Avrebbe ripreso l'interrogatorio il giorno successivo, con un approccio diverso. Se la seduzione diretta aveva incontrato resistenza, forse un legame più sottile, costruito gradualmente, avrebbe dato migliori risultati.<br />
E nel frattempo, avrebbe fatto indagare su qualsiasi attività sospetta sul pianeta nelle ore precedenti l'esplosione. Se Nihzorr aveva davvero dei complici, avrebbero lasciato tracce.<br />
"Pazienza" si disse, mentre la porta dei suoi alloggi si chiudeva dietro di lei. "Il tempo è dalla mia parte."<br />
Ma una piccola voce nella sua mente le ricordava che anche i migliori cacciatori potevano diventare prede se sottovalutavano la loro selvaggina. E Nihzorr Khael non sembrava il tipo che si lasciava intrappolare facilmente.<br />
Nel silenzio della sua stanza, Alera si chiese se, per la prima volta dopo molto tempo, avesse trovato qualcuno in grado di competere con lei nel gioco dell'inganno e della seduzione.<br />
Era una prospettiva inquietante.<br />
E stranamente eccitante.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Francis &amp;quot;Frank&amp;quot; Moses</author>
            <pubDate>Mon, 14 Jul 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-09 OLTRE IL CAOS</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Elaina Tarev<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Casa Sicura - Rifugio Mendel<br />
29/08/2404 - 04:30</b><br /><br />
Il silenzio nella casa sicura non era di quiete, ma di una tensione palpabile, intrisa del fumo persistente dell'esplosione. <br />
Moses, T'Pak e Wood erano curvi sul terminale olografico rudimentale, i volti illuminati dalla luce azzurrina degli schermi. <br />
Sarah Mendel, con le dita che danzavano sui circuiti aperti, stringeva la mascella per la concentrazione. <br />
"Maledizione! La rete è un nodo di interferenze. Non riesco a bypassare il blocco di sicurezza di Orione per contattare la Raziel. E la connessione con Fox è ancora instabile, a malapena un sussurro di dati"<br />
"Non possiamo perdere altro tempo con la connessione diretta" mormorò Moses, il suo sguardo rivolto a T'Pak "La priorità è capire chi ha fatto tutto questo. L'esplosione, i virus, le morti... non sono eventi casuali. È una strategia"<br />
Elaina era seduta su uno sgabello metallico in un angolo, gli occhi chiusi, le mani strette sulle ginocchia. <br />
Il caos empatico di Cadel era una marea costante contro la sua mente, ma stava imparando a navigarlo, a cercare le correnti sotterranee. <br />
Sotto la paura e la rabbia diffuse, c'era qualcosa di più freddo, di più calcolato. Una firma emotiva che non era legata al terrore di chi fuggiva, ma all'orgoglio di chi aveva agito.<br />
"Non è un semplice atto di terrorismo" disse Elaina, la sua voce bassa, quasi un sussurro, come se quelle parole le fossero sfuggite dalle labbra più come risposta a se stessa che al resto della squadra. <br />
Il gruppo si voltò a guardarla, lei sentì la loro attesa ma la ignorò volutamente restando in silenzio.<br />
Moses, con la sua abilità innata di leggere le persone, percepì il muro che Elaina aveva eretto. Quella riluttanza a comunicare le sue percezioni, insolita per lei, gli fece scattare un campanello d'allarme. Prese un respiro profondo.<br />
"Sarah, continua a cercare di stabilizzare la connessione con la Raziel. T'Pak, Wood, voi due mettetevi alla ricerca in rete. Ogni pezzo di informazione su chi muove le fila di Orione è vitale. Cercate pattern, anomalie, qualsiasi cosa possa legare gli attentati a un mandante specifico" il primo ufficiale si mosse rapidamente attraverso la stanza "Dottoressa Tarev, vieni con me" senza attendere risposta, prese Elaina per un gomito. <br />
La sua presa era ferma, ma gentile, e la condusse verso una piccola stanza adiacente che fungeva da deposito.<br />
Alexander, non capendo le intenzioni del superiore, fece un passo avanti, la fronte corrugata per la sorpresa e la preoccupazione nel vedere Moses agire in modo così diretto e inusuale "Comandante, ha bisogno di una mano? C'è qualcosa che non va?"<br />
Frank lanciò un'occhiata severa, ma non ostile, allo scienziato "No, Alexander. Tu resta qui. Ho un altro tipo di riparazione da fare"<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Casa Sicura - Rifugio Mendel<br />
29/08/2404 - 04:35</b><br /><br />
Frank richiuse la porta alle sue spalle con un click deciso. La luce fioca dell'unica lampada al plasma gettava lunghe ombre sulla pila di casse e attrezzature di fortuna.<br />
"Allora, Dottoressa" iniziò Moses, incrociando le braccia "È da un po' che non sei del tutto te stessa. È da alcuni mesi che ti comporti in maniera incostante, per essere precisi. Ho capito che deve essere successo qualcosa quando eravamo su K-4, qualcosa che è andata a colpire il tuo orgoglio, ma non capisco cosa" <br />
Elaina distolse lo sguardo, le labbra serrate  "Non c'entra nulla.." mormorò, la voce appena udibile.<br />
"Ah, non c'entra nulla?" Moses inarcò un sopracciglio, il tono incredulo "Allora dimmi, perché hai smesso di parlare. Perché non stai condividendo quello che senti? Le tue percezioni sono una delle nostre migliori armi qui, e tu le stai tenendo nascoste come fossero un segreto di stato"<br />
"Sono affari miei" ribatté Elaina, la sua voce un po' più acuta, ma ancora bassa "Certe cose non devono essere condivise. Specialmente con chi non le apprezza"<br />
"Non mi interessa cosa sia successo.. Se Victoria abbia fatto qualcosa e sì, sono certo che il problema sia quello, o se tu sia troppo orgogliosa per mettere da parte l'offesa, è solo una questione fra voi. I vostri drammi personali e le vostre diatribe non hanno posto qui. La dinamica del vostro rapporto è irrilevante per questa missione" <br />
Moses fece un passo avanti, la sua statura imponente <br />
"Ma siamo qui. Su Orione. Abbiamo subito un attacco. Abbiamo già visto fin troppe uccisioni e lì fuori c'è un altro virus che potrebbe spazzare via intere popolazioni. E tu, in questo momento, sei l'unica risorsa che può darci risposte che nessun scanner o database può fornire"<br />
Frank si fermò, guardandola negli occhi. Elaina sostenne il suo sguardo per un istante, prima che il suo crollasse.<br />
"Tu senti le emozioni, Elaina. Senti le intenzioni. E sei la persona più onesta che conosca in questo campo. Ma ultimamente... filtri. Nascondi. Non comunichi più liberamente quello che percepisci con i tuoi poteri. E la cosa inizia ad infastidirmi. Non solo me. Infastidisci la missione"<br />
"Non sto nascondendo nulla di vitale" replicò Elaina, la voce stretta, quasi un sibilo. Le braccia si strinsero sul petto "Le mie percezioni sono... confuse. Non sono chiare come dovrebbero. Troppo rumore"<br />
Moses sospirò, il tono quasi paterno "Elaina, so che ci tieni a quello che pensa la gente, e so che le parole possono ferire. E so che in qualche modo ti è stato colpito un nervo scoperto" <br />
Elaina sussultò leggermente a quella constatazione inaspettata, ma Moses continuò senza darle tempo di replicare "Non possiamo permetterci questo lusso ora. Non qui. Non quando in gioco ci sono vite intere. Tu sei una betazoide, non puoi nascondere le tue percezioni perché qualcuno ha detto qualcosa che ti ha ferito"<br />
Il Primo Ufficiale posò una mano sulla sua spalla. Elaina, per un istante, si irrigidì sotto il tocco, poi si rilassò impercettibilmente. <br />
"Non ti chiedo di superare il tuo risentimento, quello passerà da sè. Ti chiedo di mettere da parte la tua rabbia personale, anche solo per il tempo che ci vuole a risolvere questa crisi. Il tuo dovere, in questo momento, è usare le tue abilità. Dimmi quello che senti. Tutto. Senza filtri. Senza paura di essere giudicata o fraintesa. Ci fidiamo di te, Elaina"<br />
Elaina sentì la sincerità nella voce di Moses, la preoccupazione e la fiducia incrollabile che lui riponeva in lei. Aveva ragione. Questa non era una questione personale. Era una missione. Prese un respiro profondo, le spalle che si rilassavano leggermente. <br />
"Hai ragione" disse, la voce incerta, ma con un barlume della sua antica risoluzione "Mi dispiace. Mi sono lasciata distrarre da questioni personali"<br />
"Che non succeda più" sentenziò Moses, un piccolo sorriso che gli increspò le labbra "Ora, torniamo là dentro e dimmi esattamente cosa hai sentito. Voglio tutti i dettagli. E non nascondere nulla"<br />
Si voltarono e uscirono dalla piccola stanza, il click della porta che si chiudeva alle loro spalle un suono quasi simbolico. Moses sapeva che aveva toccato la corda giusta. Elaina, seppur ferita, era tornata al suo posto all'interno del team. <br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Casa Sicura - Rifugio Mendel<br />
29/08/2404 - 04:45</b><br /><br />
Tornarono nel salotto improvvisato, e l'attenzione si concentrò immediatamente su Elaina. Sentiva gli sguardi di tutti, ma ora non la disturbavano. Erano sguardi di attesa, non di giudizio.<br />
"Non è un semplice terrorismo" disse Elaina, la sua voce ora più chiara e risonante, proiettandosi verso la squadra "Sento... una trama più grande. Una mente che ha pianificato tutto questo non per il caos in sé, ma per un obiettivo. Una sorta di... riordino forzato del potere. Come se qualcuno volesse ridisegnare la mappa del Sindacato attraverso il terrore"<br />
"Un riordino, Dottoressa?" chiese T'Pak, gli occhi fissi su di lei "Può elaborare?"<br />
"Sì" continuò Elaina, la sua fronte corrugata per lo sforzo della concentrazione "Sento la paura di molti, la rabbia di altri, ma al di sotto, una sensazione di controllo esercitato da pochi. E quella che si manifesta con più forza è un'emozione di... soddisfazione. Non per la distruzione, ma per le conseguenze. Come se qualcuno stesse cogliendo i frutti di un'azione ben pianificata. Un senso di... acquisizione" <br />
"Le conseguenze" ripeté Wood, la sua voce grave "Quindi qualcuno sta traendo vantaggio da tutto questo?"<br />
Elaina annuì lentamente "È una sensazione di conquista. Come se l'esplosione e il panico fossero solo strumenti per rimuovere ostacoli, per prendere il controllo di qualcosa. Sento una volontà che si estende, che si ramifica. Un'influenza che non è localizzata nel quartiere a luci rosse, ma si diffonde come un virus stesso, silenziosa e pervasiva, cercando di affermare un nuovo ordine"<br />
"Il virus" mormorò Sarah, che aveva intercettato le loro parole mentre lavorava febbrilmente "Questo è il punto di connessione. Qualcuno ha usato il caos dell'esplosione per mascherare il rilascio di agenti patogeni su altri pianeti. Non sono armi di distruzione casuale, ma strumenti di... influenza e ricatto"<br />
Improvvisamente, il terminale di Sarah si illuminò con un segnale flebile "Aspettate... c'è un'apertura. Un flusso di dati in ingresso! È Fox! E... sembra che abbia compagnia"<br />
L'ologramma si stabilizzò, mostrando il volto, stravolto ma determinato, dell'ingegnere capo, in un ambiente che sembrava un salotto caotico, affollato di Orioniani. <br />
Dietro di lui, un Orioniano massiccio, il padre di Malice, Vrexor. Accanto a lui, la piccola Trixie e altri membri della famiglia.<br />
"Fox! Sei riuscito a connetterti!" esclamò Sarah, sollevata.<br />
=^=Più o meno=^= rispose Fox con un sorriso tirato, il tono ancora leggermente impastato dalle pastiglie =^=Questa famiglia è oro. Avevamo ragione. Questo è il posto giusto per nascondersi... e per connettersi. La famiglia Grixar è specializzata nel traffico di informazioni e nel bypassare sistemi informatici=^=<br />
"Bene" disse Moses, senza preamboli "Abbiamo bisogno di ogni informazione che avete sulla rete di potere sommersa di Orione. Chi sta beneficiando del caos? Chi sta manipolando gli eventi? E soprattutto, chi è la fonte di quei virus?"<br />
Vrexor annuì con serietà =^=La nostra rete è... estesa. Se c'è una mano che muove i fili nell'ombra, noi ne troveremo le tracce. Mio figlio Kael, lui vi mostrerà quello che abbiamo=^=<br />
Fece un cenno a un giovane Orioniano robusto e silenzioso che si avvicinò con un tablet. Kael, con un'espressione concentrata e sorprendente competenza, iniziò a proiettare schemi complessi di transazioni illecite, reti di comunicazione criptate e mappe di influenza politica.<br />
Moses, T'Pak e Sarah si chinarono sugli schemi proiettati. <br />
La rete era un intrico di nodi e connessioni, ma Sarah, con la sua mente analitica, fu la prima a cogliere un pattern "Guardate qui" indicò, tracciando delle linee sulla proiezione "Queste transazioni massicce, i movimenti di capitale e risorse... non sono disordinati. Sembrano convergere, acquisire asset specifici, consolidare proprietà e influenza. E coincidono stranamente con le aree più colpite dagli attentati"<br />
"Un'eliminazione mirata.." mormorò T'Pak, il suo sguardo penetrante che seguiva le indicazioni di Sarah. "Non caos casuale, ma rimozione strategica di ostacoli. Le esplosioni e il panico come diversivo per una riorganizzazione del potere"<br />
"Esatto" confermò Sarah "C'è una mano che sta sfruttando il caos per prendere il controllo di qualcosa. Queste acquisizioni sono aggressive, quasi predatorie"<br />
"Quindi qualcuno sta traendo vantaggio da tutto questo" rifletté Wood, la sua voce grave "Consolidamento di potere.. ed eliminazione di rivali"<br />
Moses osservava il display, il suo volto si induriva "Abbiamo bisogno di un nome. Chi è la mente dietro questa riorganizzazione? Chi ha l'ambizione e le risorse per orchestrare il tutto su questa scala?"<br />
Sarah, digitando freneticamente sul terminale, incrociò i dati che Kael aveva fornito con le informazioni della Federazione sui cartelli Orioniani <br />
"Le acquisizioni sono troppo vaste per essere opera di una famiglia minore. Ci sono solo poche entità nel Sindacato di Orione con un tale potere economico e militare. E queste operazioni di 'riordino' sembrano beneficiare in modo sproporzionato un'unica fazione che è sempre stata... ambiziosa"<br />
T'Pak, con la sua logica vulcaniana, analizzò i dati "Se l'obiettivo è il consolidamento del potere attraverso la destabilizzazione, dobbiamo cercare la figura che ha il maggiore da guadagnare dalla caduta di altri" <br />
Fu Kael a mormorare un nome, quasi con reverenza timorosa =^=C'è chi sussurra che sia Vala Urmel. È sempre stata la più spietata, quella che desidera il controllo assoluto su tutto il contrabbando nel settore. Molti sono stati spazzati via, e la sua influenza è in crescita esponenziale in queste ultime settimane=^=<br />
Moses si voltò verso Fox, la cui immagine olografica era ancora stabile "Vala Urmel? La Federazione aveva sospettato che fosse la mandante del furto... ma credevamo fosse un'operazione per vendere i dati"<br />
Fox annuì =^=Sì, Comandante. È lei la figura più temuta nel mercato nero. E la Federazione ha sempre sottovalutato la sua ambizione. Non si accontenterebbe di rubare. Vala Urmel vuole il dominio. Il database era solo uno strumento, lo sospettavamo anche noi. È una vera regina criminale, non una semplice ladra di informazioni=^=<br />
Sarah annuì, elaborando le parole di Kael e Fox "Questo spiegherebbe tutto. Se Vala Urmel ha usato questa esplosione come diversivo per una sua operazione di consolidamento del potere, allora il furto del database potrebbe essere stato un'operazione sotto falsa bandiera, un modo per deviare l'attenzione o incastrare un nemico"<br />
"Quindi non stiamo inseguendo un ladro minore o un agente" riassunse Moses, il suo viso si induriva. "Stiamo inseguendo una regina criminale che sta usando armi biologiche come strumento di terrore per imporre il suo dominio sul Sindacato. E ha usato l'attentato per incastrare qualcuno e coprire le sue mosse"<br />
"Fox!" chiamò Sarah, parlando al terminale "Abbiamo bisogno di ogni informazione su Vala Urmel. I movimenti recenti, i contatti con le altre famiglie del Sindacato, qualsiasi cosa sui suoi affari di dominio o acquisizioni illecite. E soprattutto, le sue rotte di distribuzione dei virus. Se ne ha già distribuiti, ne ha altri pronti"<br />
Mentre Sarah parlava, Elaina si irrigidì. <br />
Era immobile, gli occhi sbarrati, il respiro bloccato. <br />
La discussione, il nome di Vala Urmel, l'energia della squadra che si focalizzava su un unico bersaglio... tutto questo aveva squarciato un velo nel rumore empatico che l'aveva disturbata fin dall'inizio. <br />
Ricordava, ora, la sensazione provata subito dopo l'esplosione, l'ondata di emozioni dal centro dell'attacco, un'emozione specifica che ora si stagliava con orribile chiarezza contro la convinzione della squadra.<br />
"No!" <br />
La voce di Elaina era un grido improvviso, secco, che risuonò nella stanza e bloccò tutti sul posto. Sarah smise di digitare, Moses si voltò di scatto, T'Pak e Wood rimasero immobili. Tutti gli occhi erano puntati su di lei.<br />
"Non è lei" continuò Elaina, la voce che tremava leggermente per la determinazione, ma anche per l'intensità della percezione <br />
"Non è Vala Urmel. L'attentatore, quello che ha innescato l'esplosione... era un uomo. Ho sentito la sua emozione in quel momento. Era un'ondata di fredda, spietata efficienza, ma era un'emozione maschile. Qualcuno sta cercando di incastrare Vala Urmel. Qualcuno vuole che crediamo sia lei la responsabile"<br />
Moses si avvicinò "Sei sicura? Estremamente sicura?"<br />
"Sì" disse Elaina, la sua voce ora ferma e risoluta "È un errore che non possiamo permetterci. Quella sensazione, l'onda d'urto emotiva dell'attentatore... era una psiche maschile. Molto concentrata, molto fredda, ma inequivocabilmente un uomo" si passò una mano sulla fronte, i ricordi empatici che le martellavano la mente "E questa persona, questo uomo, dev'essere stato lui a mettere in giro quelle voci su Vala Urmel e sul furto del database.. per depistare. Per farci credere il contrario ma, ne sono certa, il vero mandante è un uomo"<br />
Un gelo ancora più profondo del precedente calò nella stanza. L'indagine, che sembrava aver trovato una direzione, era di nuovo nel caos, ma con una nuova, terrificante chiarezza.<br />
Moses serrò la mascella "Capisco" mormorò, il suo sguardo che si induriva "Rischiamo di inseguire un fantasma. O meglio, il fantasma che qualcuno voleva che inseguissimo" si voltò verso Fox, il cui ologramma era ancora lì "Le voci su Vala Urmel e il suo coinvolgimento nel furto del database... da dove arrivavano esattamente? C'è qualcuno che ha spinto quella narrativa in modo particolarmente aggressivo?!"<br />
L'immagine olografica di Fox, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio, si schiarì la gola, visibilmente a disagio =^=Beh, erano... diffuse. Ma ora che ci penso, la maggior parte delle prove o dei sussurri che puntavano a Vala venivano da certe fonti che ora, alla luce di ciò che dice la Dottoressa Tarev, potrebbero essere sospette=^=<br />
"E il virus, Fox?" incalzò Moses, ignorando il resto per un momento "Vala è davvero collegata al mercato nero delle armi biologiche? Oppure questo è un altro depistaggio per incastrarla?"<br />
=^=Sì..=^= rispose Fox, la sua voce più insicura =^=Beh, ora che la Dottoressa Tarev parla di un soggetto maschile... c'è un'altra figura, un uomo, nel mercato nero delle armi biologiche che è sempre stato un rivale di Vala Urmel. Un ex scienziato della Federazione, espulso per esperimenti illeciti. Si chiama... Vorlag. E ha sempre avuto un'ossessione nei confronti delle donne con più potere di lui=^=<br />
Un gelo attraversò la stanza, diverso dal precedente. Questo era il freddo della scoperta di un nemico ancora più insidioso. L'indagine aveva appena preso una svolta ancora più sinistra e inaspettata.<br />
"Dobbiamo trovare la sua base operativa, i suoi laboratori" disse Elaina, la sua voce più ferma che mai "Se questo uomo ha creato questi virus o li ha acquistati e li sta detenendo da qualche parte, deve avere un centro di produzione e stoccaggio con i macchinari necessari"<br />
Moses osservò i presenti per poi osservare Fox "Dobbiamo trovare quel luogo, prima lo faremo e prima torneremo a riprenderci il Capitano" <br />
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<br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Alloggio 11-C<br />
29/08/2404 - 07:36</b><br /><br />
La porta degli alloggi 11-C si chiuse con un sibilo, sigillando Hazyel nel suo nuovo, seppur controllato, "comfort". <br />
Si passò una mano sul viso, sentendo ancora il leggero formicolio delle labbra di Alera. La donna era esattamente come se l'era immaginata: affascinante, letale e incredibilmente acuta. <br />
Aveva gestito bene la seduzione, trasformandola in un'arma a doppio taglio, un velo di intimità sotto cui si nascondeva un interrogatorio spietato. Ma era riuscito a non cedere, a non tradire Moses e gli altri.<br />
Si avvicinò alla finestra, osservando le stelle lontane. Non era il vero spazio aperto, ma un display ad alta definizione che simulava la vista esterna. Un tocco di lusso per un prigioniero "speciale". <br />
La sua mente era già al lavoro, elaborando le informazioni che aveva raccolto: la famiglia Kolrek, il traffico di armi, l'influenza sul Consiglio di Sicurezza. Dettagli che avrebbero avuto un valore inestimabile per la Federazione.<br />
Pochi istanti dopo, il pannello comunicazioni nell'angolo della stanza si illuminò, sorprendendolo. Non si aspettava un contatto così presto. Era una comunicazione criptata, un protocollo che riconosceva.<br />
=^=Nihzorr? Sei stabile?=^= La voce di Moses, leggermente distorta, ma inconfondibile, riempì la stanza.<br />
Hazyel si avvicinò al pannello, mantenendo la sua espressione neutra. <br />
"Affermativo. Come avete aggirato i controlli?"<br />
=^=Serve chiederlo? A Sarah è bastato meno di dieci minuti per attivare un canale sicuro con la tua cella. Piuttosto, ti pensavo conciato peggio a quest'ora.. non ci sono più gli interrogatori di una volta=^=<br />
"Alera Urzai è interessata ad altro.. se capisci cosa intendo"<br />
=^=Lo sospettavo=^= rispose Moses, la sua voce più grave =^=Abbiamo avuto sviluppi qui. Elaina ha avuto una percezione chiara sull'attentatore: non è Vala Urmel. È un uomo, un ex scienziato della Federazione di nome Vorlag. È la vera mente dietro i virus e sta manipolando la situazione per i suoi scopi=^=<br />
Hazyel sentì un brivido freddo. Vorlag. Un nome che non era nel loro briefing iniziale. "Capisco. Quindi la pista di Vala Urmel era un depistaggio."<br />
=^=Esatto=^= confermò Moses =^=Vorlag è pericoloso. Ha accesso a tecnologia biotecnologica avanzata e ha una rete nel mercato nero. Dobbiamo trovarlo. E tu, Nihzorr, sei ora in una posizione unica per aiutarci=^=<br />
"La mia posizione è quella di un prigioniero sotto stretto controllo di un Orioniana molto perspicace," replicò Hazyel con un filo di sarcasmo "Ma Alera è ambiziosa. Potrebbe essere un'alleata involontaria."<br />
=^=Spiegati=^=<br />
"È affascinata dall'enigma che rappresento" disse Hazyel "Mi ha offerto libertà di movimento limitata in cambio di 'collaborazione'. Sta giocando il suo gioco, e io giocherò il mio. Posso usarla per accedere a informazioni sulla rete di sicurezza della stazione e, con un po' di fortuna, sulla rete operativa di Vorlag se si estende qui"<br />
=^=Un rischio calcolato=^= mormorò Moses "=^=Ma potremmo non avere scelta. Cercheremo la base operativa di Vorlag dal pianeta, ma ogni informazione dalla stazione sarà cruciale.=^= <br />
Hazyel si limitò ad un sorriso divertito "D'accordo vecchio mio.. cominciate a cercare qualsiasi collegamento tra i Kolrek, che paiono molto influenti su questa stazione di prigionia, e Vorlag. Le famiglie di potere spesso si incrociano."<br />
=^=Mmf.. ricevuto=^=<br />
 "E la vostra estrazione? I tempi?"<br />
=^=Ancora in fase di pianificazione=^= ammise Moses =^=Ma con questa nuova pista, potremmo dover accelerare. Sii pronto. E fai attenzione ad Alera. Non è il tipo da cui si scappa facilmente.=^=<br />
"Non ne ho mai dubitato" disse Hazyel, mentre un sorriso stanco gli  increspò le labbra "Che il gioco continui, allora."<br />
La comunicazione si interruppe. Hazyel si lasciò cadere sul letto, fissando il soffitto. Il piano aveva appena subito una deviazione significativa. Da semplice diversivo, era diventato un'operazione di infiltrazione complessa, con un nemico più insidioso di quanto avessero previsto. <br />
E Alera... beh, Alera sarebbe stata una sfida interessante. Doveva bilanciare la sua seduzione con la necessità di estorcere informazioni, senza mai rivelare la sua vera missione.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Casa Sicura - Rifugio Mendel<br />
29/08/2404 - 10:15</b><br /><br />
Il salotto, ancora illuminato dagli ologrammi che fluttuavano tra mobili di fortuna, era ora un vortice di attività concentrata. La rivelazione di Elaina su Vorlag aveva galvanizzato la squadra, trasformando la confusione in determinazione affilata.<br />
"Elaina, puoi concentrarti su quella sensazione che avevi provato?" chiese Moses, puntando un dito sull'ologramma di Kael che mostrava le reti criminali "Qualsiasi sensazione, qualsiasi collegamento emotivo, anche il più debole. Se è la mente dietro questi virus, deve esserci un'ossessione che lo sta muovendo"<br />
Elaina chiuse gli occhi, respirando profondamente. <br />
Il silenzio calò mentre i suoi compagni la osservavano, fiduciosi nelle sue capacità. <br />
Il suo volto si corrugò, poi si distese. "C'è... una freddezza. Un distacco. Non è la rabbia impulsiva di un terrorista, ma la meticolosa precisione di uno scienziato che vede gli esseri viventi come variabili. E un'eco di... risentimento profondo, verso chiunque lo abbia sottovalutato o ostacolato."<br />
"L'ossessione che ha menzionato Fox" mormorò T'Pak "Verso le donne con più potere."<br />
Sarah digitò freneticamente sul suo terminale, incrociando i dati di Kael con i vecchi database della Federazione "Ho il suo profilo. Vorlag K'thar, ex scienziato capo del dipartimento di Microbiologia della Federazione, espulso dieci anni fa per esperimenti non etici su patogeni sintetici. La sua specializzazione era l'ingegneria genetica applicata ai virus. Ha cercato di vendere le sue ricerche a diverse fazioni del Sindacato, ma è stato sempre marginalizzato. Vala Urmel in particolare lo ha ridicolizzato più volte per la sua 'mancanza di visione strategica'."<br />
"Questo spiega il risentimento," disse Moses "Non vuole solo denaro o potere. Vuole dimostrare qualcosa. E la sua arma è il caos biologico."<br />
"Dobbiamo restringere il campo per la sua base operativa" intervenne Wood, la sua voce profonda e pratica "Un laboratorio di quella portata richiede energia massiccia, sistemi di contenimento, strutture di depurazione e probabilmente un buon livello di segretezza. Non può essere in un appartamento."<br />
Kael, con la sua consueta efficienza, ingrandì la mappa olografica di Orione =^=Il mercato nero non è tutto a Cadel, Comandante. Ci sono settori industriali abbandonati alla periferia, complessi minerari disattivati, persino asteroidi minerari vicini che sono stati svuotati. La famiglia Kolrek ha interessi in molti di quei luoghi=^=<br />
"Kolrek" Moses ripeté, ricordando l'informazione che aveva ricevuto da Hazyel "Un altro collegamento. Stanno tutti muovendosi nello stesso scacchiere."<br />
Sarah continuò a lavorare al terminale "Sto cercando anomalie nei consumi energetici, picchi di attività insoliti in aree a bassa densità, e flussi di traffico non registrati. Se ha dei laboratori, lascerà una traccia. E se Vala Urmel è il suo capro espiatorio, potrebbe aver tentato di collegare le sue attività a lei, ma non abbastanza da compromettersi."<br />
"Pensate a una cosa" disse Elaina, riaprendo gli occhi "L'emozione che ho percepito dall'attentatore era di fredda efficienza, quasi robotica. Non la frenesia di chi è sul punto di fuggire. Suggerisce una base operativa vicina, dove poteva innescare l'esplosione ed essere al sicuro, o da cui poteva monitorare gli effetti da una distanza sicura"<br />
"Vicino, ma nascosto" concluse Moses "Non un luogo ovvio, ma accessibile. E con la possibilità di mantenere un basso profilo"<br />
Sarah emise un suono di soddisfazione "Trovato qualcosa. Un complesso minerario abbandonato sul lato meno abitato della catena montuosa di Cygnus. I registri mostrano transazioni energetiche anomale negli ultimi sei mesi: basse e intermittenti, come test di sistemi, poi un picco significativo proprio nelle ultime ore, che ora è quasi spento. Troppo pulito per essere una casualità"<br />
T'Pak consultò il suo pad "Il complesso di Cygnus è isolato, difficile da raggiungere senza mezzi adeguati. Perfetto per esperimenti illeciti. I dati atmosferici mostrano anche leggere alterazioni nella composizione chimica sopra quell'area, compatibili con... la produzione di gas residuo"<br />
Un'immagine olografica dettagliata del complesso di Cygnus apparve nel salotto, mostrando un labirinto di tunnel e strutture sotterranee.<br />
"Questa è la nostra pista" disse Moses, i suoi occhi fissi sull'immagine "Vorlag è lì. E se i virus non sono tutti distribuiti, è lì che li troveremo"<br />
Si voltò verso Fox, che annuiva vigorosamente dallo schermo  =^=La famiglia Grixar ha vie d'accesso a quella zona, Comandante. Possono fornire supporto logistico, persino guide. Ma è un posto pericoloso. Nessuno si avventura volontariamente nelle miniere abbandonate=^=<br />
"Non andremo soli" rispose Moses, con un sorriso cupo. "Wood, T'Pak, preparatevi. Partiamo al più presto. Elaina, tu resterai qui con Sarah. Avremo bisogno del vostro supporto per monitorare la situazione e per ogni eventuale piano B"<br />
Elaina annuì, la sua espressione determinata. La caccia era iniziata. E il bersaglio era un uomo il cui risentimento e scienza perversa minacciavano di riscrivere il destino di Orione e non solo.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Casa Sicura - Rifugio Mendel<br />
29/08/2404 - 11:45</b><br /><br />
Elaina rimase immobile nel salotto improvvisato, le voci di Moses e T'Pak che si allontanavano le giunsero attutite come il ronzio distante di un alveare. <br />
Sarah era immersa nei suoi schermi, le dita che danzavano sulle tastiere con la frenesia silenziosa di chi è alle prese con dati vitali. <br />
Per Elaina, tuttavia, quel rumore di fondo era soltanto una distrazione effimera. La sua mente era un tumulto di sensazioni, un coro dissonante che le assordava i pensieri.<br />
L'assenza improvvisa di Moses, T'Pak e Wood aveva lasciato un vuoto nel rifugio, ma allo stesso tempo aveva dato modo ad Elaina di concentrarsi ulteriormente sulle sue percezioni. <br />
Nonostante la stanchezza le pesasse sulle spalle come un macigno, il riposo era un lusso che il suo corpo e la sua mente rifiutavano. <br />
Il nome di Vorlag risuonava nella sua testa: poteva ancora percepire la sua fredda efficienza, il risentimento bruciante, ma ora, qualcosa di più inquietante, come una sensazione di prossimità.<br />
Non era solo la rabbia calcolatrice di Vorlag a tormentarla. <br />
Ogni vittima dei virus, ogni scintilla di terrore che aveva percepito, ogni lamento silenzioso si trasformava in un colpo diretto al suo cuore. Non poteva semplicemente stare seduta e analizzare dati, non quando la fonte di tanta sofferenza era così... disperatamente palpabile, così intrusiva nella sua stessa psiche.<br />
E poi c'era ancora quella sensazione di prossimità.. il laboratorio si sarà anche trovato al complesso del Cygnus, ma lui era effettivamente lì o, come pensava lei, era molto più vicino per godersi la scena?<br />
Si alzò, stringendo i pugni con una forza tale da far sbiancare le nocche. L'aria nel rifugio le sembrò improvvisamente soffocante: la sua empatia, di solito uno strumento di profonda comprensione e connessione, si stava trasformando in un tormento insopportabile. <br />
Le immagini dei volti terrorizzati, le grida silenziose del panico, i sussurri di dolore e disperazione che aveva captato fin dall'esplosione... tutto proveniva da un'unica, orribile fonte, da quell'uomo. <br />
"Elaina, tutto bene?" La voce di Sarah la raggiunse, distogliendo per un istante quel vortice interiore. Il tono era intriso di una preoccupazione sincera.<br />
Elaina si voltò lentamente, i suoi occhi verdi che brillavano di un'intensità inusuale, un fuoco interiore che raramente mostrava. <br />
"Sento... sento che è vicino, Sarah. Troppo vicino. Non è affatto al complesso di Cygnus. C'è qualcosa di più, un altro luogo che lui deve ritenere sicuro" la sua voce era bassa, quasi un sussurro, ma era carica di una convinzione granitica che non ammetteva repliche o dubbi "Devo andare, so che posso trovarlo"<br />
Sarah aggrottò la fronte, la sua espressione un misto di allarme e frustrazione  <br />
"Elaina, non puoi. Moses ha dato ordini precisi: devi restare qui. È troppo pericoloso là fuori. La sicurezza della Federazione è quasi inesistente in questo settore, e le strade sono un nido di vipere, piene di mercenari del Sindacato e bande rivali."<br />
"Non capisci" rispose Elaina, la sua voce che si alzava leggermente, un'onda di disperazione e necessità che lottava per emergere "Non posso restare inattiva. È troppo vicino per arrendersi ora e, se i nostri uomini entreranno in quel complesso, ci sono buone probabilità che si dia alla fuga prima che lo troviamo!"<br />
Kael, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio, sollevò lo sguardo dal suo tablet, la sua espressione solitamente imperturbabile ora velata da una chiara preoccupazione <br />
=^=Dottoressa Tarev, le sue abilità sono preziose, ma solo restando al sicuro. Uscire allo scoperto è un rischio inutile e incalcolabile. Se la famiglia Kolrek o i mercenari di Vala Urmel la intercettassero, sarebbe una complicazione enorme per l'intera missione. Non possiamo permettere un tale azzardo=^=<br />
"Non sono così facile da trovare" replicò Elaina, un'ombra di determinazione quasi selvaggia che le attraversava il viso, o forse una delle sue tante scintille di ribellione "Soprattutto quando mi concentro. Devo tornare al punto dell'attentato e riprendere le ricerche da lì. È l'unico modo per avere risposte concrete."<br />
"Ammesso e non concesso che tu riesca a trovare qualcosa, cosa pensi di fare a quel punto?!" la Mendel scosse il capo freneticamente "Lo capisci che te che è pura follia?!" <br />
"Forse, ma vale la pena rischiare.." Elaina percorse il corridoio uscendo dalla casa "Mi terrò in contatto!" <br />
Sarah vide la collega fuggire via e sollevò gli occhi al cielo "E adesso come glielo dico a Frank?!"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Elaina Tarev</author>
            <pubDate>Thu, 14 Aug 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-10 IMBOSCATA </title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Lucius Fox<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Vicoli del quartiere a luci rosse<br />
29/08/2404 - 12:30</b><br /><br />
I V9-SPECTER avevano eseguito il loro compito con l'implacabile precisione di macchine nate per la guerra: in poche ore avevano ripulito la zona da chiunque non corrispondesse ai pattern biometrici codificati nei loro algoritmi. <br />
Ora, il quartiere a luci rosse giaceva come un deserto spettrale, illuminato a tratti dai bagliori intermittenti delle luci di emergenza. <br />
Solo squadre orioniane in tute hazmat si muovevano tra le rovine, chine ad analizzare la scena del crimine. Intorno a loro, droni di raccolta campioni ronzavano come insetti metallici, armati con un arsenale sorprendentemente pesante per semplici unità scientifiche. <br />
Elaina, nascosta nell'ombra di un vicolo, notò che alcuni erano modelli obsoleti, forse precedenti ai V9: ricondizionati con scanner di ultima generazione, ma ancora equipaggiati con cannoni al plasma che tradivano un passato militare.<br />
I Repressori, completato il rastrellamento iniziale, si erano ritirati verso il comando mobile, lasciando sentinelle isolate: una ogni due agenti in tuta di contenimento, le visiere opache che riflettevano i bagliori delle luci di emergenza. <br />
I corpi sparsi tra i detriti raccontavano una storia di devastazione: feriti agonizzanti e cadaveri mutilati dall'esplosione, la pelle verde degli Orioniani corrosa in chiazze nerastre e vesciche da ustioni chimiche. <br />
Accovacciata dietro un cassone ribaltato, Elaina osservava in silenzio. <br />
Le squadre scientifiche, armate di tricorder e sonde, si muovevano con la precisione di un rituale, cercando il punto d'origine della detonazione. Non era un ordigno comune: i danni chimici parlavano di qualcosa di più subdolo, forse un prototipo dei virus di Vorlag.<br />
Elaina si mosse come un'ombra, il cappuccio della giacca tirato sul viso per non essere tradita dai riflessi delle superfici vitree, che i droni potevano inquadrare mentre pattugliavano i vicoli come squali attirati da una scia di sangue. <br />
L'aria era densa di fumo, misto all'odore acre di metallo bruciato e al lezzo pungente del quartiere, un ricordo persistente dell'esplosione. Ogni passo scricchiolava sui detriti sparsi, frammenti di insegne al neon e lamiere contorte, rendendo impossibile un movimento del tutto silenzioso. <br />
Le sue percezioni empatiche, però, erano un tumulto ben più rumoroso: paura, rabbia, disperazione intrecciati come un coro dissonante, ma sotto, come una corrente sotterranea, c'era quella firma fredda e calcolatrice: Vorlag. <br />
Non era lì per compiacersi: stava studiando, imparando, perfezionando il suo piano. <br />
*Ti sento* pensò Elaina stringendo i pugni.<br />
Svoltò in un vicolo stretto, dove quella che una volta era un'insegna al neon lampeggiava debolmente, proiettando bagliori irregolari sulle pozzanghere oleose. Il dispositivo di scansione nella sua tasca vibrava leggermente, rilevando un segnale energetico anomalo. <br />
Ma la sua concentrazione fu spezzata da un movimento rapido alle sue spalle. Non erano i droni né i Repressori: figure furtive, sciacalli, si muovevano tra le rovine, razziando oggetti di valore dalle case sventrate e dai corpi abbandonati. <br />
Elaina si irrigidì, rendendosi conto troppo tardi che l'avevano notata. Due di loro, con volti coperti da maschere improvvisate, la fissavano con occhi avidi, stringendo lame al plasma. Non erano solo ladri: erano predatori, e lei era una preda isolata.<br />
Accelerò il passo, il cuore che martellava, mentre cercava di orientarsi nel dedalo di vicoli. <br />
Gli sciacalli la inseguivano, silenziosi e rapidi, sfruttando la loro conoscenza del quartiere. Elaina svoltò in un angolo, il respiro corto, ma prima che potesse estrarre il phaser, una mano forte le afferrò il polso e un'altra le coprì la bocca, trascinandola dentro un negozio semi-distrutto. Il panico la travolse per un istante, ma una voce familiare la riportò alla realtà.<br />
"Shh, sono io" sussurrò Lucius Fox, il suo volto stanco, ma deciso illuminato dalla luce fioca di una lampada al plasma rotta. "Stai calma, Elaina. Non credo ci abbiano visto, aspettiamo il via libera dal nostro angelo custode" disse lui allentando la presa e picchiettando l'orecchio.<br />
=^= Stanno passando di fronte a voi e... ok, non siete più nel loro campo visivo. Direi che li avete seminati. Cambio posizione, devo mettermi sottovento. Attendo i vostri movimenti. Malice chiude =^=<br />
"Adoro quella ragazza.." disse Lucius con un filo di voce. Elaina si rilassò, il respiro che tornava regolare mentre Fox la lasciava andare. "Come... come mi hai trovata?" chiese, la voce bassa per non attirare attenzione.<br />
Fox sollevò un piccolo dispositivo, un cardiorivelatore modificato. "Ho seguito il tuo battito cardiaco. La famiglia Grixar mi ha dato questo aggeggio: rileva firme biologiche anche attraverso le interferenze. Peccato che funzioni solo in un raggio ristretto.. Sapevo che saresti venuta qui, testarda come sei." <br />
Il suo tono era un misto di rimprovero e sollievo. <br />
"Quegli sciacalli là fuori non sono il tuo unico problema. I Repressori stanno intensificando i pattugliamenti, e i droni stanno scansionando ogni cosa che si muove. Sei fortunata che ti ho vista prima di loro."<br />
Elaina si passò una mano sul viso, cercando di riprendere il controllo. <br />
"Vorlag è qui, Fox. Non è a Cygnus. L'ho sentito. È vicino, sta osservando, studiando il caos che ha creato. Devo trovarlo."<br />
Fox la fissò, la fronte corrugata. "Elaina, sei fuori di testa. Moses ti ucciderebbe se sapesse che sei qui da sola. Ma..." sospirò, "hai ragione su una cosa: c'è qualcosa di strano. Ho intercettato un segnale criptato mentre venivo qui. Qualcuno sta trasmettendo dati da un punto vicino, forse un magazzino a nord. Potrebbe essere lui."<br />
Elaina annuì, gli occhi che brillavano di determinazione. "Allora andiamo. Non possiamo aspettare Moses o gli altri. Se Vorlag è qui, dobbiamo fermarlo ora, prima che rilasci altri virus."<br />
Fox esitò, poi estrasse un phaser e controllò il livello di carica. <br />
"D'accordo, ma restiamo insieme. Questo posto è un nido di vipere, e non solo per i Repressori o gli sciacalli. Se Vorlag è vicino, avrà delle difese. E non mi fido di quei droni là fuori."<br />
Si mossero con cautela, scivolando fuori dal negozio distrutto. <br />
Elaina guidava, seguendo la traccia empatica di Vorlag, mentre Fox la copriva e aggiornava Malice sui loro spostamenti osservando al contempo il cardiorivelatore che pulsava debolmente. <br />
I vicoli si stringevano, un labirinto di ombre e detriti, con gli sciacalli ancora in agguato da qualche parte. Sopra di loro, un drone V9-SPECTER passò ronzando, i suoi scanner che proiettavano raggi rossi sulla strada. <br />
Elaina si immobilizzò, trattenendo il respiro, mentre Fox la tirava dietro un mucchio di macerie.<br />
"Dobbiamo fare attenzione, stando alle specifiche che il fratello di Malice mi ha gentilmente fatto sbirciare è derivato dai droni da guerra cardassiani, roba di prima scelta e sono spaventosamente imprevedibili. Dobbiamo fare attenzione e muoverci in fretta per rimanere fuori dal loro raggio di scannerizzazione." mormorò Fox. "Non so te ma sembra che qualcuno li stia pilotando a distanza e sono abbastanza sicuro nel dire che i Razziatori non sono sufficientemente avvezzi alla tecnologia da manovrare così bene. Dobbiamo muoverci in fretta."<br />
Elaina annuì, la mente focalizzata sulla firma emotiva di Vorlag: un misto di compiacimento e fredda precisione, come se stesse perfezionando un esperimento. "È vicino," sussurrò. "Un magazzino, forse. Sento... controllo, soddisfazione. Sta monitorando tutto."<br />
Raggiunsero un edificio basso e fatiscente, con finestre oscurate e una porta rinforzata. Il cardiorivelatore di Fox emise un bip più forte, confermando un'attività biologica all'interno. Ma prima che potessero avvicinarsi, un gruppo di sciacalli emerse da un vicolo laterale, le lame al plasma che scintillavano. <br />
"Ma guarda un po'! Mammina non vi ha insegnato a fare attenzione a brutti incontri tra i vicoli?" ringhiò uno di loro, passando una lama sulla punta della lingua. "Questo è il nostro territorio ora. Consegnateci tutto e forse vi lasciamo vivere."<br />
Fox alzò il phaser, il volto duro. "Non oggi. Elaina, preparati a correre."<br />
La tensione esplose in un istante. Fox sparò un colpo stordente, abbattendo il primo sciacallo, mentre Elaina si lanciò verso la porta del magazzino, il cuore che batteva all'impazzata. Sentiva Vorlag, sempre più vicino, ma anche il pericolo crescente alle sue spalle. Dovevano entrare, trovare la prova della sua presenza, e fermarlo prima che il quartiere a luci rosse diventasse il ground zero di un nuovo disastro.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Complesso Minerario di Cygnus<br />
29/08/2404 - 14:00</b><br /><br />
Il velivolo a guida autonoma programmato dalla famiglia Grixar atterrò con un tonfo sordo sulla superficie irregolare del complesso di Cygnus, una vasta distesa di rocce frastagliate e strutture arrugginite che sembravano emergere dal suolo come scheletri di antichi giganti. L'aria era densa di polvere minerale, un velo grigio riduceva la visibilità e dava alla scena un'atmosfera opprimente. <br />
Moses fu il primo a scendere, phaser già in pugno, lo sguardo che scandagliava l'orizzonte desolato. Dietro di lui, T'Pak avanzava con la consueta compostezza vulcaniana, il tricorder acceso a captare anomalie energetiche. Wood chiudeva la formazione, armeggiando con il kit scientifico e borbottando tra sé sui rischi di contaminazione biologica.<br />
"Non mi piace" mormorò Moses, la voce roca per la polvere. "Troppo silenzio. Dove sono le guide promesse dai Grixar?"<br />
Come evocata dalle sue parole, una figura emerse da dietro un cumulo di detriti: un vecchio Orioniano, curvo e sdentato, la pelle verde raggrinzita come cuoio antico, gli occhi infossati che brillavano di malizia. Indossava una tuta logora, macchiata di olio e chissà cos'altro. Un ghigno storto gli increspava le labbra mentre si avvicinava zoppicando.<br />
"Benvenuti nelle viscere di Cygnus, forestieri" gracchiò, la voce ruvida come pietre in una macina. "Io sono Grak. I Grixar mi hanno mandato per guidarvi. Ma badate: queste miniere divorano gli sciocchi. Seguite me e forse ne uscirete interi".<br />
La sua risata rauca rimbalzò tra le rocce. Moses scambiò un'occhiata con T'Pak, che inarcò un sopracciglio in modo eloquente.<br />
"Non abbiamo tempo per chiacchiere, Grak. Portaci ai tunnel principali. Cerchiamo segni di attività recente".<br />
"Neanche un po' di preliminari? — ghignò l'Orioniano. — Come volete. Ma ricordate: le miniere hanno segreti che non amano essere disturbati".<br />
Indicò un ingresso buio, seminascosto da una frana parziale.<br />
Moses prima di entrare si rivolse verso i due incursori: "Voi due rimanete qui fuori e tenete gli occhi aperti, formate un perimetro di sorveglianza e avvisate se notate qualcosa di strano".<br />
Il dedalo di gallerie era un labirinto infernale: pareti umide incrostate di lerciume minerale, pozzanghere stagnanti che riflettevano la luce fioca delle torce, un odore acre di muffa e decomposizione che saturava l'aria. <br />
Grak avanzava con passo sicuro, borbottando indicazioni in un dialetto Orioniano misto a imprecazioni. Wood inciampava spesso sui detriti, il suo tricorder che emetteva beep intermittenti alla ricerca di tracce biologiche.<br />
"Questi tunnel sembrano abbandonati da decenni," osservò T'Pak, la sua voce echeggiante nelle pareti irregolari. "Ma i sensori indicano flussi energetici residui. Qualcuno ha usato energia qui di recente."<br />
"Già, e non per estrarre minerali," rispose Moses, calpestando una pozza viscida. "Occhi aperti. Se è una trappola..."<br />
Non finì la frase. Wood, distratto dal suo dispositivo, mise un piede in fallo su un bordo instabile. Il suolo cedette con un crack sinistro, e l'ufficiale scientifico scivolò giù in un pozzo buio, urlando mentre precipitava per diversi metri. Atterrò con un tonfo doloroso su un mucchio di detriti soffici, il fiato mozzato.<br />
"Wood!" gridò Moses, chinandosi sull'orlo del pozzo. "Stai bene?"<br />
Dal basso arrivò un gemito. "Credo... credo di sì. Solo qualche ammaccatura. Ma guardate qui sotto: c'è un tunnel laterale. Sembra... usato di recente. Pavimento pulito, tracce di attrezzature."<br />
T'Pak annuì logicamente. "Dobbiamo scendere. Grak, hai una corda?"<br />
Il vecchio sdentato ridacchiò di nuovo, tirando fuori una fune logora dalla sua sacca. "Le miniere danno e tolgono, eh?"<br />
Una volta calati nel pozzo, il gruppo seguì Wood nel tunnel secondario. <br />
Era diverso dal resto: pareti rinforzate con placche metalliche recenti, luci al plasma spente ma funzionanti, e un odore sterile che contrastava con il lerciume sopra. Alla fine del tunnel, una porta blindata semiaperta rivelò un laboratorio semi abbandonato: banchi di lavoro coperti di attrezzature scientifiche, centrifughe, incubatori e contenitori criogenici. Tutto sembrava lasciato in fretta, con cavi ancora collegati e luci di standby che pulsavano debolmente.<br />
"Jackpot," mormorò Moses, entrando con cautela. "Questo di certo non e' un centro ricerche minerario.. Wood, hai campo libero: fai la tua magia."<br />
Wood si avvicinò a un tavolo centrale, dove file di fiale erano allineate. <br />
Alcune erano sigillate con etichette criptate, altre aperte e vuote, con residui vischiosi. <br />
Su quelle aperte, nomi incisi: "Minshara Variant-A", "Extreme Hot Strain-B", "Cold Resistance: Protocol-C". "Le etichette non mi piacciono.." disse Wood, la voce tesa. "Questo modo di catalogare per ambiente non e' un buon presagio. Dovrei analizzarli tutti ma ho bisogno di un laboratorio di contenimento sterile, posso al massimo prelevare dei campioni."<br />
T'Pak si avvicinò a un terminale centrale, un computer polveroso, ma intatto. "Tentiamo di riavviarlo. Potrebbe contenere dati sulle ricerche che venivano condotte qui."<br />
Con un po' di lavoro, il sistema si attivò con un ronzio. Lo schermo sfarfallò, rivelando una serie infinita di registri e documenti, tra cui file audio e video. <br />
"Provate ad aprire il primo file video in ordine di registrazione" disse Moses. Il volto di Vorlag apparve: un uomo magro, con occhi infossati e un sorriso maniacale. Nei video, descriveva i suoi esperimenti con distacco clinico, ma via via la sua voce si faceva più febbrile. <br />
"Questi patogeni non sono distruzione... sono evoluzione," diceva in un vlog, le mani tremanti mentre maneggiava una provetta. <br />
"La Federazione mi ha espulso, le famiglie del Sindacato mi hanno deriso. Ma ora, con questi, ridisegnerò tutto. Vala Urmel cadrà per prima, incastrata dalle sue stesse ambizioni."<br />
Wood rabbrividì. "Se il tenore dei video successivi e' questo, altro che discesa nella follia. Da scienziato a... vendicatore divino."<br />
Improvvisamente, il video si interruppe. Lo schermo sfarfallò, e un messaggio pre-registrato apparve: il volto di Vorlag, stavolta calmo e beffardo. "Se state vedendo questo, significa che avete trovato il laboratorio e state armeggiando con qualcosa che è sicuramente oltre la vostra portata. Complimenti per la tenacia, purtroppo si sa.. la curiosita' uccise il gatto. Addio."<br />
Un conto alla rovescia in un qualche dialetto alieno apparve sullo schermo.<br />
"Fuori di qui!" urlò Moses, afferrando Wood per un braccio. T'Pak prese Grak, che imprecava in dialetto, e corsero verso l'uscita. Le pareti tremarono mentre cariche esplosive si attivavano. Saltarono nel pozzo, arrampicandosi con la fune mentre il tunnel collassava alle loro spalle.<br />
Emergendo all'aperto, un boato assordante fece tremare il suolo, e una nuvola di polvere si alzò dal complesso. Ansimanti, si guardarono: vivi, ma con la certezza che Vorlag ancora una volta era stato un passo avanti a loro.<br />
"Era una trappola fin dall'inizio," disse T'Pak, pulendosi la polvere dalla tunica.<br />
"Ma davvero T'Pak? Da cosa lo deduci?" chiese Wood con un tono sarcastico.<br />
"Ma abbiamo una conferma: è lui. E probabilmente ora sa che lo stiamo inseguendo."<br />
Moses attivò il comunicatore. "Sarah, Elaina, rispondete! Cygnus era un diversivo. Vorlag aveva minato il laboratorio. Dobbiamo trovare una nuova pista e alla svelta!"<br />
Wood, ancora scosso, annuì. "E speriamo che Hazyel stia avendo più fortuna lassù."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Lucius Fox</author>
            <pubDate>Sun, 14 Sep 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-11 PRATICAMENTE SCONFITTO</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alexander Wood<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Quartiere a luci rosse - Rifugio<br />
29/08/2404 - ore 14:30</b><br /><br />
Vorlag osservava compiaciuto il monitor olografico, immerso nell'analisi dei suoi esperimenti. <br />
I dati sugli attentati biologici scorrevano veloci, permettendogli di studiare i tempi di reazione degli scienziati federali. Un sorriso si stampò sul suo volto: stava imparando, perfezionando ogni dettaglio.<br />
Improvvisamente, le luci della stanza virarono in un rosso accecante, lampeggiando in modo stridente e rompendo la sua concentrazione. <br />
"Maledizione!" esclamò, balzando in piedi. Dopo un tocco fulmineo sul monitor, il volto di Vorlag si fece teso: il messaggio era inequivocabile.<br />
=^=Laboratorio complesso minerario Cygnus compromesso. Allarme intruso. Protocollo di protezione attivato=^=<br />
Un'espressione di rabbia pura gli segnò il volto. Camminò per la stanza, i pensieri che gli turbinavano nella mente. Era così vicino a sintetizzare il patogeno perfetto, il suo capolavoro finale. Non poteva abbandonare tutto, non ora, non così. <br />
Ma il rischio era troppo grande. Chiunque fosse stato abbastanza abile da trovare il suo rifugio, non si sarebbe fermato.<br />
"Devo lasciare il pianeta" sussurrò a se stesso, prendendo una decisione che aveva già in testa "Ci vorrà tempo per ricreare il laboratorio, ma qui rischio troppo. Se mi catturano, la Federazione non capirà mai la portata della mia opera."<br />
Con movimenti rapidi e precisi, trasferì tutti i suoi preziosi dati su alcuni chip isolineari, attivando subito dopo le routine di cancellazione della memoria dei computer. Recuperò le provette con i campioni più importanti e le mise in un contenitore isolato, assicurandosi che fossero al sicuro da ogni urto.<br />
Successivamente, attivò il sistema di autodistruzione. Un ghigno si dipinse sul suo volto al pensiero dell'esplosione. Il pavimento del laboratorio, infatti, celava una quantità di esplosivo sintetico sufficiente a radere al suolo mezzo isolato. Sarebbe stato il suo spettacolo più bello: il suo palcoscenico di caos e distruzione. <br />
Non avrebbe potuto assistervi, dato che l'intenzione era di far detonare l'edificio solo dopo aver raggiunto lo spazioporto, ma avrebbe avuto la soddisfazione di sapere che nulla sarebbe stato scoperto dei suoi esperimenti.<br />
Lanciò un'ultima occhiata al rifugio, il suo santuario, prima di dirigersi verso il turboascensore.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Complesso Minerario di Cygnus<br />
29/08/2404 - ore 14:40</b><br /><br />
I quattro si stavano avviando verso la navetta automatica quando una voce li raggiunse via comunicatore, distorta dall'interferenza ma inconfondibile.<br />
=^=Qui Mendel, riuscite a ricevermi ora?=^=<br />
Moses sfiorò il comunicatore "Forte e chiaro. Ci sono sviluppi?"<br />
=^=Direi decisamente di sì. Elaina ha percepito la presenza di Vorlag nel quartiere a luci rosse ed è andata a stanarlo.=^=<br />
Sia Moses che Wood alzarono gli occhi al cielo "E perché lo scopriamo solo ora?" ringhiò Wood.<br />
=^=Eravate in missione. Quando ho cercato di contattarvi il segnale non vi arrivava.=^=<br />
Wood strinse i denti, borbottando "Prima o poi le sparo..." osservò Moses "Lo so lo so non dovrei, ma l'istinto è quello" <br />
Moses scosse le spalle alzando gli occhi al cielo "Mettiti in coda " poi sfiorò il comunicatore "Quindi Elaina è da sola in missione" <br />
Dall'altra parte del canale, si sentì un sospiro di frustrazione =^=Ma per chi mi ha preso? Non sono riuscita a contattare voi, ma ho mandato Fox in supporto e ho sotto stretto controllo i suoi segni vitali. Vi mando le coordinate."<br />
Moses sospirò pesantemente "Ok, ma anche a partire ora non arriveremo che tra un'ora"<br />
"Questo non è del tutto vero" Grak osservò gli uomini con un mezzo sorriso "Se il quartiere a luci rosse è il vostro obiettivo vi trovate nel posto giusto. Seguitemi" <br />
Il vecchio Orioniano, seguito dal gruppo di federali, si avviò verso una delle gallerie. Superò quelli che un tempo erano i dormitori per poi entrare in un'area completamente vuota. Al centro di essa spiccava una piattaforma di teletrasporto. <br />
"Questa vi porterà direttamente al quartiere a luci rosse" <br />
Wood storse le labbra osservando la piattaforma "Certo è ovvio. Tanti uomini, lunghi mesi lontano da casa" Grak annuì ridacchiando "E gli uomini lavorano meglio se sono gratificati. Non so se mi spiego" <br />
Moses sollevò una mano per fermare il discorso "Ok ok non voglio sapere altro. Sei sicuro che questo coso funzioni ancora?" <br />
Grak scosse la testa "Assolutamente no" avvicinandosi ad un pannello dando energia al sistema "Però si accende"<br />
=^=Se riuscite a connettermi posso darvi una mano io=^= <br />
"E forse io ho qualcosa che può aiutarvi" Grak si avviò verso una galleria laterale mentre i tre ufficiali interfacciarono il sistema di comunicazione con la console del teletrasporto. <br />
Passarono solo pochi secondi, ma a tutti parvero ore intere. =^=Ho fatto il possibile. Avete solo una possibilità e posso portare solo tre persone=^= <br />
"Tanto meglio qualcuno dovrà portare indietro la navetta" Grak tornò consegnando ai federali quelli che sembravano dei fucili "Trivelle al plasma. Non sono precisi come i phaser, ma a tre metri di distanza tagliano la roccia come fosse burro." <br />
Moses prese la trivella "Ci saranno utili" osservò poi i colleghi "State pronti a tutto." mentre saliva sulla piattaforma "Dovessimo rivoltare da cima a fondo quel quartiere oggi finisce questa storia" <br />
I tre vennero avvolti dal teletrasporto <br />
"Buona fortuna" gracchiò Grak mentre i tre venivano teletrasportati via. Dopo alcuni secondi la console accanto a lui emise alcune scintille e un denso fumo nero invase la stanza "Ecco appunto" il vecchio Orioniano si incamminò lentamente verso l'esterno per raggiungere il veicolo a guida autonoma. <br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Alloggio comandante Alera<br />
29/08/2404 - Contemporaneamente</b><br /><br />
Il silenzio calò nella stanza, pesante e denso quanto il profumo del distillato. Alera, un sorriso inconscio sulle labbra, accarezzò il bicchiere di cristallo, le unghie che tintinnavano dolcemente contro il vetro. <br />
Attendeva Nihzorr per una cena, a suo dire, totalmente innocente, in cui aveva deciso di rischiare il tutto e per tutto. <br />
L'abito traslucido, di un profondo viola, aderiva perfettamente al suo corpo, creando un audace contrasto con la sua pelle. Si sistemò la scollatura che lasciava intravedere le sue forme generose e abbassò ancora di qualche centimetro la spallina destra, lasciando scoperta la spalla.<br />
La porta si aprì e due guardie del corpo scortarono il sospetto all'interno. <br />
Hazyel la osservò, sorridendo. "Comandante Alera, sono certo che perdonerà la mia scarsa eleganza. Come può immaginare, al momento il mio guardaroba non è particolarmente ricco"<br />
Alera si alzò, congedando le due guardie con un gesto della mano. Si avvicinò al minibar, le dita che passavano voluttuosamente sui colli delle bottiglie "Nihzorr" disse, la voce bassa e seducente "..sappiamo bene entrambi che il vestito non rappresenta quasi mai l'eleganza di una persona." <br />
Sollevò una bottiglia contro la luce, osservandone il colore ambrato, e ne versò due generose dosi, poi porse un bicchiere al suo ospite. <br />
"Orion Dulaq" mormorò. <br />
Quando lui allungò la mano per prenderlo, lei lo ritrasse, fissandolo negli occhi con un sorriso malizioso "Attento, dicono che può rovinarti la vita"<br />
Hazyel allungò nuovamente la mano, il suo sguardo non vacillò "Come hai potuto vedere, mi piace il rischio" fece tintinnare il bicchiere con il suo e assaporò il distillato.<br />
Alera lo invitò a sedersi sul divanetto. Con un gesto lento e voluttuoso, accavallò le gambe, lasciando intravedere ciò che si celava sotto lo stretto vestito "Credo che l'altra volta abbiamo iniziato con il piede sbagliato, Nihzorr" socchiuse gli occhi, allungando una mano per accarezzargli il braccio.<br />
Lui sorrise, il suo sguardo fisso su di lei "Mhh, forse" si avvicinò lentamente e le sussurrò all'orecchio "Ma non mi dispiace affatto dove siamo arrivati" <br />
I loro volti erano a pochi centimetri di distanza. Hazyel fece cadere il bicchiere, ormai quasi vuoto, e spinse indietro Alera fino a farla stendere sul divano.<br />
La donna si lasciò guidare, i suoi feromoni si diffusero nell'aria. Sapeva che lui ne era quasi immune, ma la sua natura le suggeriva di farlo. Hazyel accarezzò le gambe di Alera, spingendo le mani sempre più in alto, quando il suono stridente dell'allarme infranse l'atmosfera.<br />
"Che diavolo!" si lasciò sfuggire Alera, alzandosi per andare al comunicatore "Che sta succedendo?"<br />
=^=Un'esplosione alle cave minerarie=^= rispose una voce meccanica.<br />
Un'ondata di rabbia colse Alera "Siete degli inetti! Sarà stata qualche carica esplosa per sbaglio. Spegnete questo allarme. Ora!"<br />
=^=Comandante, è stata rilevata una navetta prima dell'esplosione. Le analisi indicano che è stato usato lo stesso esplosivo dell'attentato nel quartiere a luci rosse=^=<br />
Alera stava per rispondere quando una richiesta di comunicazione apparve sullo schermo. "Merda!" allungò un dito e accettò.<br />
Sullo schermo il volto di Diminik Kolrek fissava la donna =^=Comandante Alera, invii Velkos ed i suoi uomini nel quartiere a luci rosse. Devono recuperare una persona e portarla ovunque voglia=^=<br />
Alera lo osservò, la tensione che le induriva i lineamenti "C'è stata un'esplosione al complesso minerario"<br />
L'uomo sorrise =^=Lei di quello non si deve interessare, è stato solo un piccolo intervento di pulizia. Deve recuperare un nostro alleato e portarlo via. Comandante, appena recuperato, allontanatevi rapidamente.=^=<br />
Alera annuì "Ci sono ostili?"<br />
=^=I sensori hanno rilevato due elementi ostili, poca cosa per voi. Eliminateli e non preoccupatevi dei corpi, in quella casa c'è tanto esplosivo che non rimarrà nulla di loro. Diciamo che ci sono cose che non dovranno mai essere scoperte. Ora vada!=^= <br />
La comunicazione si chiuse e lo schermo rifletté il viso contratto dalla rabbia di Alera.<br />
"Non mi sembra che i tuoi capi ti tengono molto in considerazione" Nihzorr si era alzato e si stava versando una dose di un liquore ambrato.<br />
Alera spalancò gli occhi. Si era completamente dimenticata di lui. Ora la osservava, saccente ed enigmatico come sempre.<br />
Alera sfiorò il comunicatore "Velkos prendi tre uomini e andate nel quartiere a luci rosse. C'è da recuperare un pacco ed eliminare due infestazioni" poi aprì la porta osservando i due piantoni "Scortatelo nella sua cella" avviandosi poi verso il primo turbolift libero. <br />
Nihzorr sollevò una mano per fermare le guardie indicando poi il bicchiere "Ormai è stato versato sarebbe un peccato sprecarlo" l'uomo sorseggiò il suo liquore fino a finirlo per poi avviarsi con loro. Avevano appena messo il piede fuori dall'alloggio quando le luci della base sfarfallarono per qualche secondo per poi far partire tutti gli allarmi "Allarme generale! Evasione in corso" <br />
Nihzorr sorrise osservando i due piantoni "Credo che sia solo l'inizio dei vostri problemi" i due stavano per rispondere quando tutti e tre vennero avvolti dallo scintillio di un teletrasporto scomparendo alla vista. <br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Vicoli del quartiere a luci rosse<br />
29/08/2404 - ore 14.50</b><br /><br />
Fox si rannicchiò dietro a un mucchio di bidoni della spazzatura, il respiro affannoso. I colpi degli sciacalli che si abbattevano sulla sua copertura sembravano sempre più vicini. "Maledizione" mormorò, stringendo il suo phaser "Un po' d'aiuto non farebbe male"<br />
Il rumore cessò all'improvviso, lasciando spazio a un silenzio innaturale rotto solo da una risata sommessa "Avanti, esci da lì" disse una voce stridula "Siamo in cinque. Promettiamo che non faremo del male a te e al bocconcino con te... almeno non troppo"<br />
La risata si interruppe bruscamente quando due fasci di energia rossa, provenienti da un'area nella penombra, gli trapassarono il petto. L'uomo cadde a terra con un gemito. Altri colpi, precisi e letali, abbatterono i suoi compagni.<br />
T'Pak si rivolse a Moses e Wood che avevano colpito il capo degli sciacalli "Non dovevamo mirare agli arti?"<br />
I due si scambiarono un'occhiata, poi Moses rispose con disinvoltura "Mirino sfalsato"<br />
"Signori, tutto bene?" chiese il Primo Ufficiale, avvicinandosi a Fox.<br />
Lucius sbucò da dietro la sua copertura, un sorriso di sollievo sul volto "Ottima entrata in scena" disse, uscendo allo scoperto "Stavo proteggendo Elaina" quindi indicò con un cenno del capo un edificio poco distante.<br />
La Tarev, in piedi davanti al portone, annuì "Ho percepito la presenza di Vorlag. Dovevamo intervenire in fretta...."<br />
Moses annuì, congedando la discussione "Okay, ne parliamo dopo. Quanto sei sicura della sua presenza?"<br />
"Certa," rispose la donna con determinazione.<br />
"Bene, entriamo." esclamò Moses mentre sollevava la trivella al plasma<br />
Elaina si voltò, i suoi occhi spalancati per la concentrazione.<br />
"Lo sento" mormorò "Si sta avvicinando, rapidamente."<br />
"Ottimo" sorrise il primo ufficiale. Puntò la trivella al plasma verso la porta e fece fuoco.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Casa Sicura - Rifugio Mendel<br />
29/08/2404 - ore 14:45</b><br /><br />
Hazyel e i due piantoni avevano appena fatto in tempo a materializzarsi che due colpi di phaser settati su stordimento li fecero cadere a terra tramortiti. <br />
Rapidamente Sarah si avvicinò ai due scansionando entrambi. <br />
"Ecco come immaginavo" allungò una mano staccando i due comunicatori sul petto dei piantoni per poi infilarli in un contenitore schermato "Erano rintracciabili" spiegò al Capitano mentre tornava verso la sua postazione. <br />
Hazyel la seguì portandosi dietro di lei "Non abbiamo molto tempo. Appena si accorgeranno che l'evasione è fasulla e che sono fuggito manderanno altra gente" <br />
"Fasulla?" mendel guardò il superiore "Cosa le fa pensare che fosse fasulla?" scosse la testa "Ho aperto tutte le celle del blocco dieci. E poi credo che avranno altri problemi a cui pensare." tornò a manovrare sul monitor "Il loro sistema di comunicazione è distrutto e il loro sistema di manovra è spento. Se non lo attivano entro le prossime otto ore si schianteranno sul pianeta" si girò ad osservare il capitano facendo un lieve sorriso "Non si preoccupi non sono un'assassina. Tra due ore si riattiverà da solo. Volevo solo che ci lasciassero lavorare in pace"<br />
"Come diavolo ha fatto? Anzi no, mi aggiorni mentre raggiungo gli altri. Gli servirà copertura" recuperò un phaser e si avvolse in un lungo soprabito avviandosi fuori dalla casa protetta. <br />
Sarah apri la comunicazione con l'auricolare del Capitano "Dopo la comunicazione che abbiamo avuto ho inviato alcuni pacchetti sonda per testare i loro sistemi. Quando non hanno reagito ho inviato alcuni malware e gli ho riscritto le subroutine del sistema di manovra. L'idea era di prendere il controllo della base, ma la comunicazione che ha ricevuto Alera ha accorciato i tempi. Avevo già preso il controllo delle celle e ho aperto il settore dieci sono i prigionieri meno pericolosi. Per le comunicazioni ho dovuto improvvisare così le ho semplicemente sovraccaricate e i loro sistemi hanno ceduto"<br />
=^=Ottimo lavoro, ora mi connetta agli altri=^= <br />
La Mendel digito velocemente mettendo in comunicazione tutti i membri dell'Empireo per poi richiamare alcuni comandi mettendosi al lavoro "Capitano mi dia qualche minuto e avremo anche noi un po' di copertura"<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione - Città di Cadel<br />
Vicoli del quartiere a luci rosse<br />
29/08/2404 - ore 15.00</b><br /><br />
Quando la porta del suo nascondiglio esplose, Vorlag si ritrovò sbalzato a terra, con le luci dell'edificio che lampeggiavano di un sinistro rosso "Maledizione, che diavolo succede?" imprecò, controllando prima di tutto che i suoi campioni fossero intatti. Provò ad alzarsi, ma la vista dei phaser dei quattro ufficiali lo costrinse a desistere. Moses dal canto suo fissava la trivella sorridendo "Non male decisamente non male" <br />
Vorlag li fissò, non con rassegnazione o paura, ma con puro e semplice odio. "Maledetti idioti, sapete cosa avete fatto? Avete fermato un geni..."<br />
Wood fece fuoco, un fascio di energia rossa passò a pochi centimetri dalla sua testa. "Dillo! Prova solo a dire che sei un genio e ti apro una presa d'aria nel cervello grossa come una noce di cocco."<br />
Vorlag sorrise "Pensate davvero che non avessi un piano B?" mostrò la mano, in cui stringeva un telecomando a pressione. "Se lascio andare questo gioiellino, l'intero quartiere verrà raso al suolo. E l'intero pianeta sarà contaminato."<br />
"Ma moriresti anche tu" osservò Moses, tenendo il phaser puntato su di lui.<br />
"Se questo è il mio destino, che ben venga," lo sfidò l'uomo "Ma voi siete pronti a morire?"<br />
Una voce risuonò negli auricolari dei cinque =^=Fate come dice. Abbassate le armi e fatelo uscire.=^= <br />
Era la voce del loro Capitano, un ordine diretto e inequivocabile.<br />
"Cosa?" l'ufficiale scientifico guardò Moses, incredulo. <br />
Il Primo Ufficiale, di tutta risposta, portò una mano all'auricolare "C'è interferenza, ripetere la comunicazione."<br />
=^=Fatelo uscire da lì=^= la voce del Capitano era ferma.<br />
Vorlag sorrise guardandoli "Vi stanno ordinando di lasciarmi andare, vero?" il suo sguardo si fece schifato. "Voi della Flotta non vi smentite mai, siete solo dei porci. E ora, lasciatemi andare. Mi stanno aspettando."<br />
I cinque strinsero i denti e indietreggiarono lentamente, uscendo dall'edificio. All'esterno, i quattro si trovarono davanti quattro membri della sicurezza planetaria guidati da Velkos, sopra di essi volteggiava un drone.<br />
"Bene, bene, bene, cosa abbiamo qui?" Velkos rise "Avevan detto che eravate solo due, ma vedo che il divertimento sarà maggiore"<br />
Il drone si staccò dalla formazione, posizionandosi sopra Vorlag e scansionandolo con dei flash.<br />
"Maledizione!" imprecò Moses "Un teletrasporto ora non sarebbe male"<br />
"Uomo di poca fede non ce n'è assolutamente bisogno" Hazyel, con ancora le fattezze di Nihzorr, spuntò da uno dei vicoli laterali, sopra di lui volteggiavano quattro droni. <br />
Velkos fulminò l'uomo con iridi di fuoco "Tu? Qui? Come diavolo hai fatto" portò la mano al comunicatore "Alera cosa diavolo hai in mente? Perchè il tuo prigioniero è qui" il comunicatore si limitò a restituire un sonoro bip e nulla più. <br />
Nihzorr sorrise incamminandosi verso di loro "Credo che lassù abbiano problemi ben piu gravi del fatto che io sia scappato o meno" <br />
"Maledetto bastardo!!!" Nel momento in cui Velkos si scagliò su di lui i droni reagirono immediatamente colpendolo con i raggi stordenti lasciandolo a terra, sorte che toccò anche ai suoi colleghi storditi dai phaser dei federali. I droni volteggiarono ancora sopra gli uomini della sicurezza attivando i sistemi di teletrasporto trasportandoli via. <br />
"Maledetti inetti!" Vorlag osservò i membri della sicurezza che venivano teletrasportati. "Questa è la vostra fine!" lasciò andare il telecomando, che scattò. <br />
Il tempo sembrò fermarsi, ma non successe nulla. Vorlag spalancò gli occhi e provò a premere una seconda volta, ancora nulla. Sollevò lo sguardo trovandosi ad incrociare gli occhi con l'ufficiale scientifico, Wood, gli era arrivato a pochi centimetri e lo fissava con un sorriso ironico "Fatto cilecca, eh? Capita anche ai migliori. Un po' di riposo nelle nostre prigioni e tutto andrà bene" poi, gli stampò il calcio del fucile sul volto, stendendolo a terra.<br />
Moses scosse la testa e sfiorò il comunicatore "Non so cosa abbiate fatto, ma è andato tutto bene"<br />
=^=Mi sono infiltrata nei sistemi di controllo dei droni. I flash che avete visto erano onde elettromagnetiche=^= rispose la voce di Mendel =^=Ho distrutto tutti i circuiti del telecomando =^=<br />
"Ottimo lavoro, ora meglio levarci da qui non ci vorrà molto prima che arrivino altri della sicurezza" <br />
<br />
<br /><b>Pianeta Orione<br />
Stazione Orbitale Tau-7<br />
Sala controllo<br />
29/08/2404 - 18.00</b><br /><br />
La situazione si era ormai stabilizzata, i prigionieri erano stati tutti recuperati e i sistemi della base erano tornati operativi. <br />
"Stiamo tornando in posizione geosincrona. Stiamo riprendendo il controllo dei droni. Le comunicazioni sono tuttora fuori uso. I nodi ODN si sono letteralmente fusi e ci vorranno almeno dodici ore prima che tornino in funzione. Tutti i prigionieri del blocco dieci sono stati recuperati e riportati alle loro celle..." l'Orioniano si fermò un attimo mentre il comandante Alera si avviava ad osservare fuori dalle finestre "Abbiamo due dispersi e un evaso. Abbiamo provato a rintracciarli con il localizzatore, ma non riusciamo a rintracciarli." <br />
Alera osservò Orione dall'alto guardando tutte le navette che partivano e arrivavano dal pianeta non sapeva quale, ma era certa che su una di quelle c'era Nihzorr che lasciava il pianeta, un lieve sorriso le si dipinse in volto, la caccia sarebbe continuata. <br />
"Diramate una taglia sull'evaso" si girò osservando i suoi "Lo voglio vivo. Chiunque lo trovi lo dovrà consegnare a me!" poi si girò avviandosi fuori dalla sala. <br />
<br />
<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alexander Wood</author>
            <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>15-12 UNA DOPPIA SORPRESA</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/raziel/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=210&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Hazyel <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Raziel NCC-79016<br />
Ponte 3 - Ufficio del Capitano<br />
19/12/2404 - ore 16:15</b><br /><br />
Una volta varcata la soglia, la porta scivolò silenziosa alle spalle del Primo Ufficiale, isolando l'ufficio dal brusio costante della Plancia. Nella mano destra, Moses stringeva un d-pad, le nocche tese come se volesse imprimere forza al messaggio che portava. Il suo volto, tradizionalmente burbero, tradiva però un lampo di soddisfazione.<br />
"È fatta!" annunciò con voce ferma, posando il dispositivo sul tavolo con gesto deciso "Lo scienziato, quel Vorlag, sarà presto condannato. La pena è talmente pesante che difficilmente lo rivedremo ancora."<br />
Hazyel si appoggiò lentamente allo schienale della sedia, intrecciando le mani davanti a sé. <br />
Restò in silenzio per un istante, come se volesse assaporare la portata di quelle parole. <br />
I riflessi delle luci disegnavano ombre nette sul suo volto, ma il tono era disteso. <br />
"Questa brutta storia" iniziò Hazyel con tono basso e riflessivo mentre consultava il pad lasciatogli da Moses "sembra essersi finalmente chiusa.. i suoi complici sono stati arrestati, mentre molte famiglie del Sindacato di Orione sono state ridotte al silenzio... espropriate dei loro beni.." <br />
Frank annuì, ma il suo volto si incupì.  <br />
"Eppure i Kolrek hanno giocato davvero male le loro carte. Perché avrebbero sacrificato mezzo quartiere a luci rosse? Era una delle loro fonti di reddito più sicure"<br />
"Creando caos, volevano eliminare rivali minori ed imporre nuove regole. L'esplosione è stata una purga, non una perdita. E non dubito che, controllando gli apparati di sicurezza, alla fine avrebbero addebitato le colpe di tutto a Vala Urmel"<br />
"Sarà.. ma hanno rischiato troppo e non si sono mossi nemmeno con troppa furbizia. L'idea di salvare Vorlag li ha esposti ed ora la Regina del Sindacato sa che erano coinvolti e li avrà privati del patrimonio, se non peggio."<br />
"Esatto. È stato un errore di valutazione. Pensavano di poterlo usare ancora come strumento, non sappiamo bene in che modo, ma Vorlag non è un alleato: è un fanatico. E i fanatici non si controllano". Hazyel socchiuse gli occhi, riflettendo. "Vorlag non cercava potere, Frank. Le epidemie non erano un mezzo, erano il fine. La sua vendetta contro Urmel era solo la scintilla: ciò che voleva davvero era dimostrare la sua superiorità, distruggere il sistema che lo aveva respinto. I Kolrek hanno creduto di cavalcare quella follia, ma hanno solo seminato caos."<br />
Moses serrò le labbra, posando lo sguardo sul d-pad.  <br />
"E Urmel? Rimane in circolazione. Non abbiamo fatto nulla per stroncarle la carriera."<br />
"Non era la nostra priorità" ribatté Hazyel con calma. "La Federazione non ha giurisdizione su Orione. Il nostro compito era fermare Vorlag e contenere l'epidemia. Urmel è stato solo un depistaggio, una pedina che potrà tornare in gioco. Alcune minacce restano, e forse torneranno. "<br />
Il Risiano si fermò per un lungo istante, lo sguardo perso per un attimo oltre le vetrate, come se cercasse qualcosa nelle stelle.<br />
"O forse no.." aggiunse con un accenno di ironia "Ho fatto girare qualche velata allusione ad opera del buon Nihzorr Khael e i nostri sodali su Orione hanno fatto il resto.. magari Alera Urzai non avrà gradito, ma la mia copertura è rimasta intatta e le attività illecite a Cadel subiranno un calo drastico."<br />
"Mmpf! È stato un successo che non possiamo permetterci di sottovalutare.. se sei d'accordo, proporrei Elaina e Alexander per una promozione.. magari ci vorrà del tempo, ma se la meritano" suggerì Moses<br />
Hazyel inclinò leggermente il capo, annuendo compiaciuto. <br />
"Al Comando di Flotta hanno completato l'analisi di quei maledetti virus. Per ciascuno è stata trovata una cura. Alcuni casi si sono rivelati più complessi, ma grazie alla Dottoressa Tarev e al Comandante Wood, ogni minaccia è stata neutralizzata. Non resta più alcun pericolo biologico a piede libero."<br />
Il Capitano si lasciò andare ad un sorriso genuino, come se un grosso peso gli fosse stato tolto dal cuore. <br />
"Finalmente possiamo mettere la parola fine a questa vicenda e tornare a occuparci della nostra missione primaria: catturare Jak'Al." <br />
Una breve pausa, quasi un sospiro. <br />
"Anche se, al momento, non sembra fattibile. È svanito nel nulla, come al solito."<br />
Moses si irrigidì, lo sguardo acceso da una determinazione incrollabile. <br />
"Non è sparito" ribatté con assoluta certezza. "È ancora là fuori. Lo sento. Prima o poi commetterà un passo falso. E quando accadrà, noi saremo pronti."<br />
Il Risiano annuì, ma non rispose ed il silenzio che seguì fu denso, carico di promesse e di tensione. <br />
Non era solo la caccia a Jak'Al a gravare nell'aria. <br />
Moses fissò Hazyel con un'intensità diversa, più personale, come se avesse deciso che quello era il momento giusto per affrontare un'altra verità.<br />
"Dimmi la verità.. Victoria è incinta, vero?"<br />
Il Risiano non si sorprese della domanda. Lo sguardo rimase fermo, ma un sorriso appena accennato gli increspò le labbra. "Sì. Lo è. E non potrei esserne più felice."<br />
Moses inspirò profondamente, chiudendo gli occhi per un istante. "Lo sospettavo da qualche tempo. I suoi silenzi, i viaggi su Risa, il modo in cui evitava Elaina... Non serviva essere un telepate per capire." <br />
Frank aprì gli occhi e fissò il Risiano "Anni fa ti avrei preso a pugni, ora non più, ma sai bene cosa significa, vero? Non è solo una questione personale. Cambierà tutto."<br />
Hazyel annuì lentamente. <br />
"Più di quanto tu creda, Vecchio Orso"<br />
"Mmpfh.. tu credi che..?"<br />
"Sì.. non me lo ha ancora confessato, ma so che Victoria non vuole che la bambina cresca su K-4. Ha paura che la sua vita possa essere costantemente in pericolo. Sarebbe l'unica bambina, nemmeno Gabryel ed Isabella passano del tempo alla base.. avrebbe tantissimi zii, ma non sarebbe abbastanza"<br />
Moses serrò la mascella, il volto segnato da un'ombra di malinconia. «E così ha deciso di lasciare la Base.»<br />
Hazyel si appoggiò allo schienale, lo sguardo rivolto al vuoto oltre le vetrate. <br />
"Sì. Non me l'ha detto direttamente, ma ho ricevuto conferme da canali che non lasciano dubbi. Il Comando di Flotta le ha offerto un incarico a Terra. Capo analista profiler, grado di Comandante. Dovrà sovrintendere al reclutamento e all'attivazione di nuovi progetti da parte della Intelligence"<br />
Frank rimase in silenzio per qualche istante, poi scosse il capo. <br />
"Non posso biasimarla. Certo avrei preferito non tenesse tanti segreti, ma è il passo logico: su SOL III avrà un ruolo che le permetterà di costruire progetti come il nostro e sarà un bene per la Flotta, ma per noi... sarà un vuoto. Non solo umano perché le vogliamo bene, ma anche professionale"<br />
Hazyel lo guardò, con un sorriso triste ed al contempo sornione. "Lo so.. Victoria è stata una bussola silenziosa ed una presenza costante. Ora dovremo imparare a convivere senza quella voce che ci ricorda quando possiamo litigare e quando no"<br />
Il Vecchio Orso posò una mano pesante sul tavolo, quasi a voler ancorare il più giovane Capitano alla realtà. "Lei non sparirà, ma certo tu ora avrai la responsabilità di dimostrare che Empireo può andare avanti anche senza di lei, magari con qualche cazzotto mio, ogni tanto, giusto per schiarirti le idee.."<br />
Hazyel rise di gusto poi inspirò profondamente. "Allora dobbiamo prepararci. Quando rientriamo alla Base, il suo pancione sarà fin troppo evidente ed il suo annuncio cambierà gli equilibri. L'equipaggio dovrà capire che non è un abbandono, ma un nuovo inizio. Parli tu con Elaina? Da quanto mi ha detto Sarah, su Orione è servito.."<br />
Moses annuì, lo sguardo duro, ma fiero "Va bene.. presto anche lei sarà in prima linea per sostenere Victoria.."<br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K-4 "Empireo"<br />
Ponte 4 - Plancia<br />
19/12/2404 - ore 20:56</b><br /><br />
"USS Raziel in avvicinamento" annunciò l'ufficiale alle comunicazioni. <br />
Un mormorio percorse la sala di comando ed Idrissa Naidoo, il vice responsabile della sicurezza della stazione, si limitò a stringere le labbra in un sorriso appena accennato. Non era uomo da manifestazioni plateali, ma il suo sguardo tradiva un sollievo profondo.<br />
Dopo qualche istante, i camminamenti verso l'hangar 1 sul ponte 12, si riempirono di personale, a partire dalle squadre mediche e di sicurezza. Sebbene fosse una consuetudine consolidata per il Capitano tornare dalle missioni senza perdite, Naidoo non voleva mai lasciare nulla al caso, a maggior ragione per la sorpresa che stava per ricevere l'equipaggio che stava sbarcando. <br />
Quando il portellone si aprì, un silenzio quasi religioso calò sul corridoio. <br />
Hazyel scese per primo, con passo sicuro e uniforme impeccabile. Il suo volto emanava una calma ferma, quella di chi aveva portato a casa tutti i suoi uomini. <br />
Dietro di lui, Elaina Tarev, Alexander Wood e gli altri ufficiali superiori e via via tutti gli altri, tranne Moses ed il personale minimo in attesa del passaggio di consegne alle squadre di manutenzione e riparazione della stazione.<br />
Victoria li attendeva. Da qualche tempo, aveva scelto di non nascondersi, di non celare più ciò che fino a quel momento era stato un segreto custodito con ostinazione. Ma nessuno, o quasi, di quelli partiti in missione, era a conoscenza della sua maternità. Quando avanzò verso di loro, il tempo sembrò fermarsi. Il suo ventre arrotondato era ormai evidente, e la sorpresa fu generale.<br />
Gli sguardi si incrociarono, le voci si spensero. Alexander spalancò gli occhi, incredulo. "Victoria..." mormorò, incapace di trovare altre parole. Un paio di giovani ufficiali si scambiarono occhiate stupite, mentre altri abbassavano lo sguardo, rispettosi di un momento che non apparteneva a loro.<br />
Elaina non disse nulla: sapeva già, aveva percepito il feto mesi prima. Il suo silenzio era carico di emozione, ma anche di sollievo: finalmente la verità era visibile, non più nascosta.<br />
Hazyel sorrise, con un'espressione che mescolava orgoglio e serenità. Non c'era sorpresa nei suoi occhi, ma una quieta accettazione, come se quel momento fosse stato atteso e desiderato.<br />
Moses aveva volontariamente scelto di rimanere in disparte, osservando la scena da una delle vetrate della Raziel con lo sguardo di chi aveva già compreso tutto prima della partenza. Sapeva che quello era il momento di Victoria e che la sua voce avrebbe avuto un peso solo più tardi.<br />
La Consigliera di Empireo si fermò davanti a loro, con il cuore che le batteva forte. Sentiva il calore degli sguardi, la tensione che si scioglieva in un silenzio carico di significato. Inspirò profondamente, e con voce ferma ma emozionata disse: "Sta crescendo bene."<br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K-4 "Empireo"<br />
Ponte 24 - Ufficio Medico Capo<br />
20/12/2404 - ore 09:18</b><br /><br />
Dall'ampia vetrata del suo ufficio, la Dottoressa Tarev poteva scrutare la tranquillità dell'infermeria, immersa in una luce soffusa, quasi irreale, generata dai pannelli luminosi regolati su tonalità calde, per favorire la calma dei pazienti ed il silenzio era rotto solo dal lieve ronzio dei sistemi di monitoraggio. <br />
Elaina era seduta accanto a un terminale spento, le mani intrecciate davanti a sé, lo sguardo fisso in un punto senza luogo e tempo. In quell'istante, non era la dottoressa sicura di sé che tutti conoscevano, ma una Betazoide ferita, in attesa di un confronto inevitabile.<br />
Dopo qualche minuto, la porta scivolò silenziosa e Victoria entrò con passo esitante, ma deciso. <br />
Indossava la sua uniforme, leggermente adattata per la gravidanza, e portava con sé un'aria di vulnerabilità che raramente mostrava. Quando i loro occhi si incontrarono, l'atmosfera si caricò di tensione.<br />
"Avresti potuto dirmelo" iniziò Elaina, la voce bassa ma ferma. Non c'era rabbia, ma un dolore sincero, quasi un rimprovero velato. "Non come medico, ma come amica."<br />
Victoria si sedette di fronte a lei, accarezzando il ventre con un gesto istintivo. "Non volevo che la mia gravidanza diventasse un caso clinico, non prima di decidere se ero realmente pronta a diventare madre, pur volendolo immensamente.  Non volevo che fosse discussa nei corridoi, che diventasse un argomento di analisi o di curiosità. Avevo bisogno di autonomia, Elaina. Di decidere cosa volessi fare, e non solo della bambina. Sai bene che non ne ho fatto parola nemmeno con Hazyel o con Frank."<br />
Elaina sollevò lo sguardo, gli occhi scuri pieni di emozione. "Ti ho sempre sostenuta. Non ne avrei fatto parola con nessuno, nemmeno con Alexander.."<br />
Victoria annuì lentamente. "Sì lo so, non è mai stata sfiducia nei tuoi confronti, ma paura.. paura che questa gravidanza diventasse un punto debole. Paura che Hazyel si sentisse vincolato. Paura che tu, con la tua empatia, vedessi troppo e mi trovassi a spiegare prima che fossi pronta."<br />
Elaina inspirò profondamente, come per contenere un'ondata di emozioni. "Sai cosa ho percepito, Victoria? Gioia. Gioia e paura, mescolate. Ma il tuo silenzio mi ha ferita. Mi sono sentita esclusa, come se la nostra amicizia non fosse abbastanza forte da reggere la verità."<br />
Victoria abbassò lo sguardo, poi le prese la mano. "Non volevo ferirti. Volevo proteggere me stessa, e lei. Non volevo che la mia vita privata diventasse un peso per te, o per l'equipaggio."<br />
Elaina scosse il capo, con un sorriso amaro. "Non capisci.. per me non sarebbe mai stato un peso. Avrei voluto esserci, condividere con te questa gioia. Invece mi sono ritrovata a percepire frammenti di emozioni, senza poterle comprendere davvero. È stato come guardare un quadro attraverso un vetro opaco."<br />
Victoria esitò, poi parlò con voce più bassa, quasi un sussurro: "Non è solo la gravidanza. Ho preso una decisione: una volta portata a termine la gravidanza, lascio Empireo. Il Comando di Flotta mi ha offerto un incarico a Terra, come capo analista profiler. Sarò Comandante ed avrò il compito di sovrintendere al reclutamento e all'attivazione di nuovi progetti dell'Intelligence»<br />
Elaina spalancò gli occhi, sorpresa. "E me lo dici così?"<br />
Victoria serrò le mani "Sei la prima a saperlo, dopo mia madre. Non lo sanno né Hazyel né Moses.. devo trovare il momento giusto per dirlo anche a loro. Non voglio che sembri un addio. Non lo è. È un passo avanti, un modo per proteggere mia figlia e allo stesso tempo servire la Flotta."<br />
Elaina rimase in silenzio, combattuta tra l'orgoglio e la tristezza. Poi inspirò lentamente. "Sai cosa penso? Che stai facendo la scelta giusta. Ma, ti ripeto, che avrei voluto me lo dicessi da subito, per poter esserci ed accompagnarti in questo percorso di scelta. Non sono soltanto il tuo medico, ma una tua amica."<br />
Victoria sentì un nodo sciogliersi dentro di sé. Per la prima volta da mesi, si concesse di respirare a fondo. "Grazie, Elaina. Avevo bisogno di sentirlo."<br />
Le due donne rimasero ancora qualche istante in silenzio, ma non era più un silenzio pesante. Era un silenzio di pace, di riconciliazione. <br />
<br />
<br /><b>Base Stellare K-4 "Empireo"<br />
Ponte 4 - Ufficio del Primo Ufficiale<br />
20/12/2404 - ore 11:40</b><br /><br />
L'ufficio di Frank era immerso in una luce calda, filtrata dalle lampade a parete. Le pareti rivestite di legno scuro e le mensole colme di dpad davano alla stanza un'aria austera, quasi solenne. <br />
Moses era in piedi dietro la scrivania, la schiena dritta e le mani incrociate appoggiate sui glutei. <br />
Quando Victoria entrò, il suo sguardo severo la colpì come una lama.<br />
"Perché non me l'hai detto?" brontolò con voce roca, pesante come un macigno. <br />
Victoria abbassò lo sguardo "Non volevo che ti sentissi obbligato a proteggermi ancora una volta. O che ti venisse in mente di lasciare tutto questo per la mia gravidanza. Non volevo che la mia scelta diventasse un peso per te."<br />
Moses sospirò, poggiando le mani sulla scrivania. "Mmpf.. da quando non c'è più tuo padre, sei sempre stata mia figlia, quindi non pensarci nemmeno di escludere chi ti ama dalle tue decisioni. Non puoi affrontare da sola una gravidanza."<br />
Victoria sollevò lo sguardo, gli occhi lucidi. "Ho passato la vita a dimostrare che potevo cavarmela da sola. Ho sempre voluto dimostrare di essere forte, indipendente, capace di affrontare qualsiasi cosa. Dici che questa volta ho esagerato?"<br />
Moses si avvicinò a lei con passo pesante, ma deciso e le posò una mano sulla spalla. Il contatto era fermo, rassicurante. "Non devi affrontare tutto da sola. Non con me. Non con Hazyel. Non con questo bambino. La forza non sta nel portare ogni peso da sola, ma nel sapere quando condividerlo."<br />
Victoria sentì le lacrime scendere, silenziose. "Avevo paura che la mia gravidanza potesse distrarre Hazyel, che potesse diventare un punto debole per lui. E avevo paura che tu, papà, ti sentissi costretto a proteggermi ancora una volta, come quando ero bambina."<br />
Moses sorrise appena, un sorriso ruvido ma sincero. "Ti ho sempre protetta, e lo farò sempre. Ma non è un peso, è un privilegio. Non sei più una bambina, sei una donna, una madre. E io sono orgoglioso di te."<br />
Victoria esitò, poi parlò con voce più bassa, quasi un sussurro: "Non c'è solo la gravidanza di cui ti voglio parlare.. ho preso una decisione che probabilmente non ti piacerà.."<br />
Moses non si mosse, non si sorprese. La guardò con calma, come se avesse atteso quelle parole. "Già lo so" la interruppe "Ne ho parlato con Hazyel sulla Raziel mentre tornavamo da Orione. Sapevamo che prima o poi avresti trovato il coraggio di dirlo."<br />
Victoria spalancò gli occhi, sorpresa "Lo sapevate? Ma come??"<br />
"Sì, conosci Hazyel, è difficile nascondergli qualcosa" rispose Moses, con tono pacato. "Non è ancora al mio livello, ma sta imparando bene" aggiunse sogghignando "Ma sappi che nessuno dei due ti biasima, anzi.. riteniamo che sia la scelta giusta. Sulla Terra avrai un ruolo che ti permetterà di influenzare il futuro della Flotta, di formare nuove menti, di mettere in campo progetti come Empireo. È un passo avanti per la tua carriera, non un addio."<br />
Victoria lo abbracciò con forza. Era un gesto che non facevano da anni, ma che in quel momento sembrava naturale, necessario. "Grazie" sussurrò. "Avevo bisogno di sentirlo."<br />
Moses la strinse a sé, il volto segnato dalla commozione. "Non sei sola, non lo sei mai stata. E ora meno che mai. Ho già avvisato Margaret - che, guarda caso, sapeva già tutto da qualche ora - ed i RED. Sarai protetta ovunque sarai"<br />
<br />
Risa<br />
Istituto Medico - Padiglione Elyara<br />
23/01/2405 - ore 18:09<br />
La sala parto era immersa in una luce soffusa, filtrata dalle ampie vetrate che lasciavano intravedere il mare. <br />
Le onde si infrangevano ritmicamente sulla costa ed il loro canto sembrava fondersi con il respiro affannato di Victoria, distesa sul lettino. <br />
Il personale medico, guidato dalla Dottoressa Tarev, si muoveva con gesti rapidi e precisi, ma senza frenesia: ogni movimento era parte di una coreografia silenziosa, studiata per accompagnare quel momento fragile e sacro. L'aria era carica di tensione e di attesa, come se l'intera stanza trattenesse il fiato insieme a lei.<br />
Hazyel le stava accanto. Non come amante, ma come compagno di viaggio, custode di un legame che andava oltre le definizioni. La sua mano forte stringeva quella di Victoria, e il suo sguardo era fisso su di lei, come se le volesse trasmettere tutta la calma accumulata in anni <br />
"Respira" disse con voce ferma ma dolce, modulata come un comando e una carezza insieme "Ci sei quasi"<br />
Il tempo sembrò dilatarsi. Ogni respiro, ogni contrazione era un passo verso un nuovo inizio, un varco che si apriva tra dolore e speranza. Le luci della sala medica pulsavano lievemente, come se seguissero il ritmo del cuore di Victoria, e persino il mare, oltre le vetrate, pareva rallentare la sua danza.<br />
Poi, all'improvviso, il silenzio fu spezzato da un pianto sottile. Fragile, ma potente. Un suono che riempì lo spazio come un segnale di vita, come un annuncio che nulla sarebbe più stato lo stesso. Victoria, esausta ma colma di forza, strinse la bambina al petto. Le lacrime scivolarono sul suo volto, mescolandosi al sudore e alla luce dorata che filtrava dalle vetrate.<br />
Hazyel la osservò, e per la prima volta la sua voce si incrinò, tradendo l'emozione che aveva sempre tenuto sotto controllo. «Thalyn sei bellissima,» sussurrò, quasi incapace di credere che quel miracolo fosse reale.<br />
Victoria chiuse gli occhi per un istante, lasciando che il pianto della figlia imprimesse nella sua memoria, entrambe abbracciate dalla mole enorme del Risiano; non sarebbero mai stati una coppia, ma sarebbero stati genitori insieme. E questo le bastava. Era un patto silenzioso, un legame che nessuna distanza, nessuna missione, nessun pericolo avrebbe mai potuto spezzare.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Hazyel </author>
            <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
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