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USS RAZIEL - MISSIONE 15 RSS USS RAZIEL - Missione 15

15.11 "PRATICAMENTE SCONFITTO"

di Alexander Wood, Pubblicato il 14-02-2026


Pianeta Orione - Città di Cadel
Quartiere a luci rosse - Rifugio
29/08/2404 - ore 14:30


Vorlag osservava compiaciuto il monitor olografico, immerso nell'analisi dei suoi esperimenti.
I dati sugli attentati biologici scorrevano veloci, permettendogli di studiare i tempi di reazione degli scienziati federali. Un sorriso si stampò sul suo volto: stava imparando, perfezionando ogni dettaglio.
Improvvisamente, le luci della stanza virarono in un rosso accecante, lampeggiando in modo stridente e rompendo la sua concentrazione.
"Maledizione!" esclamò, balzando in piedi. Dopo un tocco fulmineo sul monitor, il volto di Vorlag si fece teso: il messaggio era inequivocabile.
=^=Laboratorio complesso minerario Cygnus compromesso. Allarme intruso. Protocollo di protezione attivato=^=
Un'espressione di rabbia pura gli segnò il volto. Camminò per la stanza, i pensieri che gli turbinavano nella mente. Era così vicino a sintetizzare il patogeno perfetto, il suo capolavoro finale. Non poteva abbandonare tutto, non ora, non così.
Ma il rischio era troppo grande. Chiunque fosse stato abbastanza abile da trovare il suo rifugio, non si sarebbe fermato.
"Devo lasciare il pianeta" sussurrò a se stesso, prendendo una decisione che aveva già in testa "Ci vorrà tempo per ricreare il laboratorio, ma qui rischio troppo. Se mi catturano, la Federazione non capirà mai la portata della mia opera."
Con movimenti rapidi e precisi, trasferì tutti i suoi preziosi dati su alcuni chip isolineari, attivando subito dopo le routine di cancellazione della memoria dei computer. Recuperò le provette con i campioni più importanti e le mise in un contenitore isolato, assicurandosi che fossero al sicuro da ogni urto.
Successivamente, attivò il sistema di autodistruzione. Un ghigno si dipinse sul suo volto al pensiero dell'esplosione. Il pavimento del laboratorio, infatti, celava una quantità di esplosivo sintetico sufficiente a radere al suolo mezzo isolato. Sarebbe stato il suo spettacolo più bello: il suo palcoscenico di caos e distruzione.
Non avrebbe potuto assistervi, dato che l'intenzione era di far detonare l'edificio solo dopo aver raggiunto lo spazioporto, ma avrebbe avuto la soddisfazione di sapere che nulla sarebbe stato scoperto dei suoi esperimenti.
Lanciò un'ultima occhiata al rifugio, il suo santuario, prima di dirigersi verso il turboascensore.

Pianeta Orione
Complesso Minerario di Cygnus
29/08/2404 - ore 14:40


I quattro si stavano avviando verso la navetta automatica quando una voce li raggiunse via comunicatore, distorta dall'interferenza ma inconfondibile.
=^=Qui Mendel, riuscite a ricevermi ora?=^=
Moses sfiorò il comunicatore "Forte e chiaro. Ci sono sviluppi?"
=^=Direi decisamente di sì. Elaina ha percepito la presenza di Vorlag nel quartiere a luci rosse ed è andata a stanarlo.=^=
Sia Moses che Wood alzarono gli occhi al cielo "E perché lo scopriamo solo ora?" ringhiò Wood.
=^=Eravate in missione. Quando ho cercato di contattarvi il segnale non vi arrivava.=^=
Wood strinse i denti, borbottando "Prima o poi le sparo..." osservò Moses "Lo so lo so non dovrei, ma l'istinto è quello"
Moses scosse le spalle alzando gli occhi al cielo "Mettiti in coda " poi sfiorò il comunicatore "Quindi Elaina è da sola in missione"
Dall'altra parte del canale, si sentì un sospiro di frustrazione =^=Ma per chi mi ha preso? Non sono riuscita a contattare voi, ma ho mandato Fox in supporto e ho sotto stretto controllo i suoi segni vitali. Vi mando le coordinate."
Moses sospirò pesantemente "Ok, ma anche a partire ora non arriveremo che tra un'ora"
"Questo non è del tutto vero" Grak osservò gli uomini con un mezzo sorriso "Se il quartiere a luci rosse è il vostro obiettivo vi trovate nel posto giusto. Seguitemi"
Il vecchio Orioniano, seguito dal gruppo di federali, si avviò verso una delle gallerie. Superò quelli che un tempo erano i dormitori per poi entrare in un'area completamente vuota. Al centro di essa spiccava una piattaforma di teletrasporto.
"Questa vi porterà direttamente al quartiere a luci rosse"
Wood storse le labbra osservando la piattaforma "Certo è ovvio. Tanti uomini, lunghi mesi lontano da casa" Grak annuì ridacchiando "E gli uomini lavorano meglio se sono gratificati. Non so se mi spiego"
Moses sollevò una mano per fermare il discorso "Ok ok non voglio sapere altro. Sei sicuro che questo coso funzioni ancora?"
Grak scosse la testa "Assolutamente no" avvicinandosi ad un pannello dando energia al sistema "Però si accende"
=^=Se riuscite a connettermi posso darvi una mano io=^=
"E forse io ho qualcosa che può aiutarvi" Grak si avviò verso una galleria laterale mentre i tre ufficiali interfacciarono il sistema di comunicazione con la console del teletrasporto.
Passarono solo pochi secondi, ma a tutti parvero ore intere. =^=Ho fatto il possibile. Avete solo una possibilità e posso portare solo tre persone=^=
"Tanto meglio qualcuno dovrà portare indietro la navetta" Grak tornò consegnando ai federali quelli che sembravano dei fucili "Trivelle al plasma. Non sono precisi come i phaser, ma a tre metri di distanza tagliano la roccia come fosse burro."
Moses prese la trivella "Ci saranno utili" osservò poi i colleghi "State pronti a tutto." mentre saliva sulla piattaforma "Dovessimo rivoltare da cima a fondo quel quartiere oggi finisce questa storia"
I tre vennero avvolti dal teletrasporto
"Buona fortuna" gracchiò Grak mentre i tre venivano teletrasportati via. Dopo alcuni secondi la console accanto a lui emise alcune scintille e un denso fumo nero invase la stanza "Ecco appunto" il vecchio Orioniano si incamminò lentamente verso l'esterno per raggiungere il veicolo a guida autonoma.

Pianeta Orione
Stazione Orbitale Tau-7
Alloggio comandante Alera
29/08/2404 - Contemporaneamente


Il silenzio calò nella stanza, pesante e denso quanto il profumo del distillato. Alera, un sorriso inconscio sulle labbra, accarezzò il bicchiere di cristallo, le unghie che tintinnavano dolcemente contro il vetro.
Attendeva Nihzorr per una cena, a suo dire, totalmente innocente, in cui aveva deciso di rischiare il tutto e per tutto.
L'abito traslucido, di un profondo viola, aderiva perfettamente al suo corpo, creando un audace contrasto con la sua pelle. Si sistemò la scollatura che lasciava intravedere le sue forme generose e abbassò ancora di qualche centimetro la spallina destra, lasciando scoperta la spalla.
La porta si aprì e due guardie del corpo scortarono il sospetto all'interno.
Hazyel la osservò, sorridendo. "Comandante Alera, sono certo che perdonerà la mia scarsa eleganza. Come può immaginare, al momento il mio guardaroba non è particolarmente ricco"
Alera si alzò, congedando le due guardie con un gesto della mano. Si avvicinò al minibar, le dita che passavano voluttuosamente sui colli delle bottiglie "Nihzorr" disse, la voce bassa e seducente "..sappiamo bene entrambi che il vestito non rappresenta quasi mai l'eleganza di una persona."
Sollevò una bottiglia contro la luce, osservandone il colore ambrato, e ne versò due generose dosi, poi porse un bicchiere al suo ospite.
"Orion Dulaq" mormorò.
Quando lui allungò la mano per prenderlo, lei lo ritrasse, fissandolo negli occhi con un sorriso malizioso "Attento, dicono che può rovinarti la vita"
Hazyel allungò nuovamente la mano, il suo sguardo non vacillò "Come hai potuto vedere, mi piace il rischio" fece tintinnare il bicchiere con il suo e assaporò il distillato.
Alera lo invitò a sedersi sul divanetto. Con un gesto lento e voluttuoso, accavallò le gambe, lasciando intravedere ciò che si celava sotto lo stretto vestito "Credo che l'altra volta abbiamo iniziato con il piede sbagliato, Nihzorr" socchiuse gli occhi, allungando una mano per accarezzargli il braccio.
Lui sorrise, il suo sguardo fisso su di lei "Mhh, forse" si avvicinò lentamente e le sussurrò all'orecchio "Ma non mi dispiace affatto dove siamo arrivati"
I loro volti erano a pochi centimetri di distanza. Hazyel fece cadere il bicchiere, ormai quasi vuoto, e spinse indietro Alera fino a farla stendere sul divano.
La donna si lasciò guidare, i suoi feromoni si diffusero nell'aria. Sapeva che lui ne era quasi immune, ma la sua natura le suggeriva di farlo. Hazyel accarezzò le gambe di Alera, spingendo le mani sempre più in alto, quando il suono stridente dell'allarme infranse l'atmosfera.
"Che diavolo!" si lasciò sfuggire Alera, alzandosi per andare al comunicatore "Che sta succedendo?"
=^=Un'esplosione alle cave minerarie=^= rispose una voce meccanica.
Un'ondata di rabbia colse Alera "Siete degli inetti! Sarà stata qualche carica esplosa per sbaglio. Spegnete questo allarme. Ora!"
=^=Comandante, è stata rilevata una navetta prima dell'esplosione. Le analisi indicano che è stato usato lo stesso esplosivo dell'attentato nel quartiere a luci rosse=^=
Alera stava per rispondere quando una richiesta di comunicazione apparve sullo schermo. "Merda!" allungò un dito e accettò.
Sullo schermo il volto di Diminik Kolrek fissava la donna =^=Comandante Alera, invii Velkos ed i suoi uomini nel quartiere a luci rosse. Devono recuperare una persona e portarla ovunque voglia=^=
Alera lo osservò, la tensione che le induriva i lineamenti "C'è stata un'esplosione al complesso minerario"
L'uomo sorrise =^=Lei di quello non si deve interessare, è stato solo un piccolo intervento di pulizia. Deve recuperare un nostro alleato e portarlo via. Comandante, appena recuperato, allontanatevi rapidamente.=^=
Alera annuì "Ci sono ostili?"
=^=I sensori hanno rilevato due elementi ostili, poca cosa per voi. Eliminateli e non preoccupatevi dei corpi, in quella casa c'è tanto esplosivo che non rimarrà nulla di loro. Diciamo che ci sono cose che non dovranno mai essere scoperte. Ora vada!=^=
La comunicazione si chiuse e lo schermo rifletté il viso contratto dalla rabbia di Alera.
"Non mi sembra che i tuoi capi ti tengono molto in considerazione" Nihzorr si era alzato e si stava versando una dose di un liquore ambrato.
Alera spalancò gli occhi. Si era completamente dimenticata di lui. Ora la osservava, saccente ed enigmatico come sempre.
Alera sfiorò il comunicatore "Velkos prendi tre uomini e andate nel quartiere a luci rosse. C'è da recuperare un pacco ed eliminare due infestazioni" poi aprì la porta osservando i due piantoni "Scortatelo nella sua cella" avviandosi poi verso il primo turbolift libero.
Nihzorr sollevò una mano per fermare le guardie indicando poi il bicchiere "Ormai è stato versato sarebbe un peccato sprecarlo" l'uomo sorseggiò il suo liquore fino a finirlo per poi avviarsi con loro. Avevano appena messo il piede fuori dall'alloggio quando le luci della base sfarfallarono per qualche secondo per poi far partire tutti gli allarmi "Allarme generale! Evasione in corso"
Nihzorr sorrise osservando i due piantoni "Credo che sia solo l'inizio dei vostri problemi" i due stavano per rispondere quando tutti e tre vennero avvolti dallo scintillio di un teletrasporto scomparendo alla vista.

Pianeta Orione - Città di Cadel
Vicoli del quartiere a luci rosse
29/08/2404 - ore 14.50


Fox si rannicchiò dietro a un mucchio di bidoni della spazzatura, il respiro affannoso. I colpi degli sciacalli che si abbattevano sulla sua copertura sembravano sempre più vicini. "Maledizione" mormorò, stringendo il suo phaser "Un po' d'aiuto non farebbe male"
Il rumore cessò all'improvviso, lasciando spazio a un silenzio innaturale rotto solo da una risata sommessa "Avanti, esci da lì" disse una voce stridula "Siamo in cinque. Promettiamo che non faremo del male a te e al bocconcino con te... almeno non troppo"
La risata si interruppe bruscamente quando due fasci di energia rossa, provenienti da un'area nella penombra, gli trapassarono il petto. L'uomo cadde a terra con un gemito. Altri colpi, precisi e letali, abbatterono i suoi compagni.
T'Pak si rivolse a Moses e Wood che avevano colpito il capo degli sciacalli "Non dovevamo mirare agli arti?"
I due si scambiarono un'occhiata, poi Moses rispose con disinvoltura "Mirino sfalsato"
"Signori, tutto bene?" chiese il Primo Ufficiale, avvicinandosi a Fox.
Lucius sbucò da dietro la sua copertura, un sorriso di sollievo sul volto "Ottima entrata in scena" disse, uscendo allo scoperto "Stavo proteggendo Elaina" quindi indicò con un cenno del capo un edificio poco distante.
La Tarev, in piedi davanti al portone, annuì "Ho percepito la presenza di Vorlag. Dovevamo intervenire in fretta...."
Moses annuì, congedando la discussione "Okay, ne parliamo dopo. Quanto sei sicura della sua presenza?"
"Certa," rispose la donna con determinazione.
"Bene, entriamo." esclamò Moses mentre sollevava la trivella al plasma
Elaina si voltò, i suoi occhi spalancati per la concentrazione.
"Lo sento" mormorò "Si sta avvicinando, rapidamente."
"Ottimo" sorrise il primo ufficiale. Puntò la trivella al plasma verso la porta e fece fuoco.

Pianeta Orione - Città di Cadel
Casa Sicura - Rifugio Mendel
29/08/2404 - ore 14:45


Hazyel e i due piantoni avevano appena fatto in tempo a materializzarsi che due colpi di phaser settati su stordimento li fecero cadere a terra tramortiti.
Rapidamente Sarah si avvicinò ai due scansionando entrambi.
"Ecco come immaginavo" allungò una mano staccando i due comunicatori sul petto dei piantoni per poi infilarli in un contenitore schermato "Erano rintracciabili" spiegò al Capitano mentre tornava verso la sua postazione.
Hazyel la seguì portandosi dietro di lei "Non abbiamo molto tempo. Appena si accorgeranno che l'evasione è fasulla e che sono fuggito manderanno altra gente"
"Fasulla?" mendel guardò il superiore "Cosa le fa pensare che fosse fasulla?" scosse la testa "Ho aperto tutte le celle del blocco dieci. E poi credo che avranno altri problemi a cui pensare." tornò a manovrare sul monitor "Il loro sistema di comunicazione è distrutto e il loro sistema di manovra è spento. Se non lo attivano entro le prossime otto ore si schianteranno sul pianeta" si girò ad osservare il capitano facendo un lieve sorriso "Non si preoccupi non sono un'assassina. Tra due ore si riattiverà da solo. Volevo solo che ci lasciassero lavorare in pace"
"Come diavolo ha fatto? Anzi no, mi aggiorni mentre raggiungo gli altri. Gli servirà copertura" recuperò un phaser e si avvolse in un lungo soprabito avviandosi fuori dalla casa protetta.
Sarah apri la comunicazione con l'auricolare del Capitano "Dopo la comunicazione che abbiamo avuto ho inviato alcuni pacchetti sonda per testare i loro sistemi. Quando non hanno reagito ho inviato alcuni malware e gli ho riscritto le subroutine del sistema di manovra. L'idea era di prendere il controllo della base, ma la comunicazione che ha ricevuto Alera ha accorciato i tempi. Avevo già preso il controllo delle celle e ho aperto il settore dieci sono i prigionieri meno pericolosi. Per le comunicazioni ho dovuto improvvisare così le ho semplicemente sovraccaricate e i loro sistemi hanno ceduto"
=^=Ottimo lavoro, ora mi connetta agli altri=^=
La Mendel digito velocemente mettendo in comunicazione tutti i membri dell'Empireo per poi richiamare alcuni comandi mettendosi al lavoro "Capitano mi dia qualche minuto e avremo anche noi un po' di copertura"

Pianeta Orione - Città di Cadel
Vicoli del quartiere a luci rosse
29/08/2404 - ore 15.00


Quando la porta del suo nascondiglio esplose, Vorlag si ritrovò sbalzato a terra, con le luci dell'edificio che lampeggiavano di un sinistro rosso "Maledizione, che diavolo succede?" imprecò, controllando prima di tutto che i suoi campioni fossero intatti. Provò ad alzarsi, ma la vista dei phaser dei quattro ufficiali lo costrinse a desistere. Moses dal canto suo fissava la trivella sorridendo "Non male decisamente non male"
Vorlag li fissò, non con rassegnazione o paura, ma con puro e semplice odio. "Maledetti idioti, sapete cosa avete fatto? Avete fermato un geni..."
Wood fece fuoco, un fascio di energia rossa passò a pochi centimetri dalla sua testa. "Dillo! Prova solo a dire che sei un genio e ti apro una presa d'aria nel cervello grossa come una noce di cocco."
Vorlag sorrise "Pensate davvero che non avessi un piano B?" mostrò la mano, in cui stringeva un telecomando a pressione. "Se lascio andare questo gioiellino, l'intero quartiere verrà raso al suolo. E l'intero pianeta sarà contaminato."
"Ma moriresti anche tu" osservò Moses, tenendo il phaser puntato su di lui.
"Se questo è il mio destino, che ben venga," lo sfidò l'uomo "Ma voi siete pronti a morire?"
Una voce risuonò negli auricolari dei cinque =^=Fate come dice. Abbassate le armi e fatelo uscire.=^=
Era la voce del loro Capitano, un ordine diretto e inequivocabile.
"Cosa?" l'ufficiale scientifico guardò Moses, incredulo.
Il Primo Ufficiale, di tutta risposta, portò una mano all'auricolare "C'è interferenza, ripetere la comunicazione."
=^=Fatelo uscire da lì=^= la voce del Capitano era ferma.
Vorlag sorrise guardandoli "Vi stanno ordinando di lasciarmi andare, vero?" il suo sguardo si fece schifato. "Voi della Flotta non vi smentite mai, siete solo dei porci. E ora, lasciatemi andare. Mi stanno aspettando."
I cinque strinsero i denti e indietreggiarono lentamente, uscendo dall'edificio. All'esterno, i quattro si trovarono davanti quattro membri della sicurezza planetaria guidati da Velkos, sopra di essi volteggiava un drone.
"Bene, bene, bene, cosa abbiamo qui?" Velkos rise "Avevan detto che eravate solo due, ma vedo che il divertimento sarà maggiore"
Il drone si staccò dalla formazione, posizionandosi sopra Vorlag e scansionandolo con dei flash.
"Maledizione!" imprecò Moses "Un teletrasporto ora non sarebbe male"
"Uomo di poca fede non ce n'è assolutamente bisogno" Hazyel, con ancora le fattezze di Nihzorr, spuntò da uno dei vicoli laterali, sopra di lui volteggiavano quattro droni.
Velkos fulminò l'uomo con iridi di fuoco "Tu? Qui? Come diavolo hai fatto" portò la mano al comunicatore "Alera cosa diavolo hai in mente? Perchè il tuo prigioniero è qui" il comunicatore si limitò a restituire un sonoro bip e nulla più.
Nihzorr sorrise incamminandosi verso di loro "Credo che lassù abbiano problemi ben piu gravi del fatto che io sia scappato o meno"
"Maledetto bastardo!!!" Nel momento in cui Velkos si scagliò su di lui i droni reagirono immediatamente colpendolo con i raggi stordenti lasciandolo a terra, sorte che toccò anche ai suoi colleghi storditi dai phaser dei federali. I droni volteggiarono ancora sopra gli uomini della sicurezza attivando i sistemi di teletrasporto trasportandoli via.
"Maledetti inetti!" Vorlag osservò i membri della sicurezza che venivano teletrasportati. "Questa è la vostra fine!" lasciò andare il telecomando, che scattò.
Il tempo sembrò fermarsi, ma non successe nulla. Vorlag spalancò gli occhi e provò a premere una seconda volta, ancora nulla. Sollevò lo sguardo trovandosi ad incrociare gli occhi con l'ufficiale scientifico, Wood, gli era arrivato a pochi centimetri e lo fissava con un sorriso ironico "Fatto cilecca, eh? Capita anche ai migliori. Un po' di riposo nelle nostre prigioni e tutto andrà bene" poi, gli stampò il calcio del fucile sul volto, stendendolo a terra.
Moses scosse la testa e sfiorò il comunicatore "Non so cosa abbiate fatto, ma è andato tutto bene"
=^=Mi sono infiltrata nei sistemi di controllo dei droni. I flash che avete visto erano onde elettromagnetiche=^= rispose la voce di Mendel =^=Ho distrutto tutti i circuiti del telecomando =^=
"Ottimo lavoro, ora meglio levarci da qui non ci vorrà molto prima che arrivino altri della sicurezza"

Pianeta Orione
Stazione Orbitale Tau-7
Sala controllo
29/08/2404 - 18.00


La situazione si era ormai stabilizzata, i prigionieri erano stati tutti recuperati e i sistemi della base erano tornati operativi.
"Stiamo tornando in posizione geosincrona. Stiamo riprendendo il controllo dei droni. Le comunicazioni sono tuttora fuori uso. I nodi ODN si sono letteralmente fusi e ci vorranno almeno dodici ore prima che tornino in funzione. Tutti i prigionieri del blocco dieci sono stati recuperati e riportati alle loro celle..." l'Orioniano si fermò un attimo mentre il comandante Alera si avviava ad osservare fuori dalle finestre "Abbiamo due dispersi e un evaso. Abbiamo provato a rintracciarli con il localizzatore, ma non riusciamo a rintracciarli."
Alera osservò Orione dall'alto guardando tutte le navette che partivano e arrivavano dal pianeta non sapeva quale, ma era certa che su una di quelle c'era Nihzorr che lasciava il pianeta, un lieve sorriso le si dipinse in volto, la caccia sarebbe continuata.
"Diramate una taglia sull'evaso" si girò osservando i suoi "Lo voglio vivo. Chiunque lo trovi lo dovrà consegnare a me!" poi si girò avviandosi fuori dalla sala.