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USS ERINLE - MISSIONE 04 RSS USS ERINLE - Missione 04

04.01 "Una birra con un vecchio amico"

di Shinead O'Lauglin, Pubblicato il 31-01-2019

U.S.S. Erinle - Ufficio del capitano - 03 novembre 2398, ore 10:00


"... e questo è tutto, capitano. So che la mia richiesta è inusuale, ma ci terrei a tornare su Artemis. Non vedo questa persona da molto tempo ed ha molto insistito per incontrarmi cosa che sarebbe normale in altre circostanze, ma il fatto che abbia chiesto segretezza mi ha insospettita. E comunque resteremo ancora su Deep Space 5 per almeno una settimana per finire le riparazioni, tempo più che sufficiente per me per andare e tornare."
Shinead attese. Le espressioni dei tre ufficiali davanti a lei, Drax, Toran e T'li, andavano dal dubbioso all'ostile. La prima a prendere la parola fu il contrammiraglio T'li.
"Ciò che chiede, tenente, è del tutto irregolare, spero che se ne renda conto."
"Perfettamente, signora, tuttavia non vedo come soddisfare la mia richiesta possa danneggiare la Federazione. Sarò di ritorno in tempo per la partenza, e comunque posso chiedere al tenente Sinclair di accompagnarmi ed intervenire immediatamente in caso d necessità o emergenza." si volse verso il capitano Drax. "Capitano, mi rendo conto, ma ci terrei particolarmente ad incontrare questo vecchio amico. "
"Va bene, va bene tenente, in fondo un po' di franchigia se la è meritata. Ma non me ne faccia pentire!" si affrettò a rispondere il capitano.
"Grazie!" le rispose sorridendo la donna, e schizzò via verso la sala teletrasporto.



Superficie di Artemis, 05 novembre 2398, ore 15:00


Il calore del pianeta la investì come la vampa di una fornace, e malgrado avesse scelto i suoi più leggeri abiti civili, dopo l'atmosfera controllata dell'Erinle lo sbalzo termico era notevole. Le sembrò che facesse ancora più caldo della volta prima ma, rifletté, forse era stata troppo presa dalla missione per accorgersi di quanto facesse veramente caldo. Attraversò il piazzale del mercato, adesso vuoto, e passò vicino alle rovine del covo di Gul Kerlak che ancora fumavano. Le indicazioni di Mor erano state precise e non faticò a trovare il luogo dell'appuntamento.
La locanda era vasta, con il soffitto basso e costituita da una serie di piccole caverne comunicanti. C'era una piacevole frescura che Shinead l'apprezzò dopo il calore insopportabile delle superficie. Si guardò intorno cercando il tellarita e lo vide seduto ad un tavolo vicino ad una parete, che si stava sbracciando nella sua direzione. Lo raggiunse sorridendo e destreggiandosi fra tavoli e cameriere affannate.
La donna cercò di calcolare da quanto tempo si conoscevano. Lei e Mor avevano frequentato l'accademia insieme, ed erano stati insieme anche nel loro primo imbarco, poi li avevano destinati a navi diverse. Si erano ritrovati nel carcere federale, in attesa di essere entrambi giudicati per insubordinazione. La cosa non l'aveva sorpresa poi molto, Mor aveva il tipico carattere impetuoso della sua razza, e non si contavano le risse dalle quali avevano dovuto tirarlo fuori. Le loro celle erano di fronte ed avevano ingannato la noia della detenzione giocando innumerevoli partite di scacchi vulcaniani 'a distanza'. Non ne aveva più saputo niente dopo il suo processo, e adesso lo ritrovava a fare il mercante in quello sperduto angolo di universo. Si erano rivisti al mercato, e lui aveva insistito perché andassero a bere qualcosa insieme, in memoria dei vecchi tempi. A lei faceva piacere e gli aveva detto di si.
"Shin! Ah, che piacere rivederti! Sono proprio contento!" le disse abbracciandola calorosamente. Lei ricambiò l'abbraccio lasciando che le sue setole le punzecchiassero la faccia.
Gli sorrise "Anche io sono contenta di vederti. Mi sono domandata spesso che fine avessi fatto. Ho anche provato a cercarti nel database della Flotta ma non ho trovato nulla".
Si sedettero, e lui fece cenno alla cameriera di portare altri due boccali di birra.
"Perché non sono più nella Flotta! Dopo il mio processo mi sono dimesso." Il volto gli si fece cupo "Ci sono andati piuttosto pesanti ed io non avevo nessuno a sostenermi. Ehi, mi fa piacere che tu te la sia cavata solo con la degradazione, naturalmente, ma a me non hanno dato scelta: la colonia penale o le dimissioni con disonore, ed io ho scelto queste ultime." Bevve una lunga sorsata dal suo boccale "Oh, bè, è acqua passata" disse scrollando le spalle. "Comunque, adesso ho una nave mia e commercio in questo quadrante di spazio, e me la cavo anche abbastanza bene, posso definirmi un agiato mercante!" rise, e bevve un'altra sorsata. " Ma adesso dimmi di te, cosa hai fatto in tutti questi anni, dopo il processo?" la guardò sornione "Scommetto che il circo che c'è stato là fuori è anche opera tua! Operazione sotto copertura, come ai vecchi tempi, eh?"

Molte ore, molte chiacchiere e molti boccali dopo.


"... e così li abbiamo catturati e neutralizzato l'attacco!"
Mor la guardò ammirato "Caspita, avete salvato la Federazione da una brutta situazione. Complimenti! Ma io l'ho sempre saputo che sei in gamba!"
Si fece improvvisamente serio e cominciò a fare dei cerchi sul tavolo con il fondo del boccale.
"Sai, mi ha fatto veramente piacere incontrarti, e non solo per parlare dei vecchi tempi." Sembrava imbarazzato. Shinead attese "Ecco, io viaggio molto, vedo molti luoghi e molte persone, e come puoi immaginare non parlo con nessuno del mio passato nella Flotta. Come dire, in certi ambienti mi rovinerebbe gli affari. " bevve un sorso di birra e si mise a guardare in fondo al boccale. "E così vengo a sapere molte cose. Ecco, mentre ero ad una fiera commerciale ho sentito delle chiacchiere su quel nuovo pianeta, Bentral".
Shinead capì che la fase dei convenevoli e del 'una birra con un vecchio amico' era finita.
"Bentral il pianeta del tantalio?"
Mor annuì "Proprio quello. Si dice che la Federazione stia facendo un grosso sforzo per sfruttarne le risorse."
"Bè non proprio" gli rispose la donna. Aveva visto gli studi di fattibilità e, anche, partecipato ad alcuni di essi. Il tantalio era un minerale raro in quasi tutta la galassia, e, dove era presente, difficile da estrarre e da lavorare e, soprattutto, tutte le lavorazioni erano estremamente inquinanti, per cui interi ecosistemi erano stati distrutti ai tempi dello sfruttamento selvaggio. Adesso le cose andavano meglio perché le lavorazioni avvenivano con maggior rispetto per l'ambiente, ma questo meglio era stato raggiunto non senza dolorose rivolte, e ciò ne aveva fatto un minerale estremamente costoso e quindi contrabbandato e venduto al mercato nero. Ma su Bentral, un oscuro pianeta agricolo e preindustriale, erano state scoperte delle vene di minerale quasi puro e superficiali, che permettevano un'estrazione facile ed una lavorazione minima, e quindi inquinamento zero. La Federazione ufficialmente stava ancora lavorando di diplomazia per evitare che si ripetessero gli errori del passato e che il governo del pianeta depauperasse le proprie risorse e sfruttasse i suoi abitanti. Lei sapeva che la diplomazia aveva vinto e un accordo con il governo di Bentral era stato raggiunto, ma le parole di Mor avevano un suono sinistro. "La federazione non è lì per quello."
"Quello che so io è che di soddisfatti su Bentral ed anche altrove ce ne sono pochi. Dopo le prime voci ho continuato ad indagare. La vecchia aristocrazia locale non gradisce che la Federazione si installi a casa loro, ma quelli che sono davvero furiosi sono i contrabbandieri. Voi avete scoperto le vene di tantalio da poco ma c'è chi le sfrutta, in silenzio, da molto tempo. E stanno sobillando, corrompendo, minacciando o ricattando la gente che conta su Bentral per sabotare l'accordo, anche causando incidenti nelle miniere e rivolte. E sono venuto a sapere che hanno rapito la bellissima moglie del primo ministro Arkady e minacciano di venderla ad un bordello Klingon se non asseconderà i loro piani. Sono decisi e pericolosi, perché la Federazione gli sta rubando la gallina dalle uova d'oro e loro non vogliono rinunciarci. E alcuni che si sono opposti e che non sono riusciti a piegare hanno avuto degli "incidenti" mortali. Molti sono spariti nel nulla"
La donna lo aveva ascoltato attentamente, senza fare domande. Ciò che le aveva riferito poteva costargli la vita. Si chiese perché lo facesse, Mor non faceva più parte della Federazione, ma la risposta, per lei, era chiara: come diceva il Vecchio Kraken: "Puoi togliere un uomo dalla Flotta, ma non puoi togliere la Flotta da un uomo": la fedeltà resta, sempre.
"Perché non hai cercato qualcuno a cui riferire queste informazioni?" gli chiese. "Sono dannatamente importanti."
"Perché siete la prima nave della Federazione che passa di qui da più di un anno, e queste non sono cose che si raccontano al primo che incontri!" Le rispose, piccato. "E non le riferirò a nessun altro, perciò scordati che venga sulla tua nave a parlare con qualche ammiraglio con la puzza sotto il naso!"
Shinead sospirò "Allora dovrei avere qualcosa di più che la tua parola, lo capisci, vero? Se non vuoi venire a conferire con l'ammiraglio devo avere qualcosa da mostrare."
Il tellarita si frugò in tasca, ne estrasse un chip dati e glielo porse, chinandosi verso di lei e nascondendo il gesto con il corpo.
"Qui ci sono le prove che ti servono. Falle avere all'Ammiragliato e digli che si sbrighino" C'era una nota di ansia nella sua voce.
Non smetti mai di far parte della Flotta...
Poi si raddrizzo e si appoggiò alla spalliera della sedia, con una fragorosa risata, come se avesse appena detto una battuta divertente. Rise anche lei, per coprire la manovra di Mor.
Continuarono a bere e a parlare ancora per un po', poi lui si alzò.
"Mi dispiace Shin, ma adesso devo proprio andare. Comunque, lasciatelo dire, se decidi di andartene dalla flotta fammelo sapere, persone con le tue capacità sono preziose, e possono guadagnare molti soldi. C'è tutto un mondo là fuori!"
Certo, è per questo che ti sei sentito in dovere di avvertirci, perché la Federazione non conta niente per te.
"Grazie, ma a me la Flotta piace e poi... ho un debito che deve essere pagato, per cui non me ne andrò mai."
Mor le sorrise "Come vuoi. Ti auguro cieli tersi e vento in poppa!" disse scrollando le spalle. Poi si alzò e, con un ultimo abbraccio, uscì dalla locanda.



U.S.S. Erinle - Ufficio del capitano - 07 novembre 2398, ore 12:00


"... e questo è tutto, signore. Ritengo che le informazioni siano attendibili e che vadano comunicate con urgenza all'Ammiragliato" Shinead finì la sua esposizione e attese. Il Capitano Drax, il comandante Toran e il contrammiraglio T'li l'avevano ascoltata con attenzione ed avevano guardato i file dati del chip che Mor le aveva dato.
La prima a prendere la parola fu, ancora un volta, il contrammiraglio.
"Sono informazioni interessanti, o meglio lo sarebbero se fossero vere ma, considerando la fonte, mi sembra logico supporre che non lo siano, e che sia una trappola organizzata sfruttando la sua amicizia con quel... tellarita ex ufficiale della Flotta radiato per insubordinazione" l'espressione dell'ammiraglio, fredda come tutti i vulcaniani, tradiva tuttavia qual era la sua opinione su Mor.
La donna strinse le mascelle, poi inspirò a fondo.
"Con tutto il dovuto rispetto, signora, Mor non aveva alcun modo di sapere che sarei stata su questo pianeta, adesso. Le ricordo che siamo reduci da una missione sotto copertura, abilmente organizzata, della quale solo noi e l'Ammiragliato eravamo al corrente. A meno che non ci sia qualcuno non affidabile su questa nave o all'Ammiragliato, non aveva modo di organizzare nessuna trappola." Si girò verso Drax. "Capitano, le suggerirei di far avere le informazioni all'Ammiragliato il più presto possibile, e lasciare che siano loro a decidere".
Ecco, hai dato dell'incompetente all'ammiraglia e detto cosa deve fare al tuo capitano. Non imparerai mai, vero?