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DS16GAMMA - MISSIONE 21 RSS DS16GAMMA - Missione 21

21.08 " Se mi dovesse succedere qualcosa "

di Alessandro Riccardi, Pubblicato il 01-03-2019

Luogo sconosciuto e tempo sconosciuto


L'odore era insopportabile. Forte, deciso, acre. Gli arrivava contro con una tale forza da sembragli un pugno. Cerco di scuotere la testa per liberarsi dalla presenza di quel tanfo ma fu inutile: i muscoli del collo sembravano inerti e bloccati. La testa gli vorticava e una forte sensazione di nausea premeva sulle viscere.

Cercando di riprendere il controllo di sé stesso aprì gli occhi ma riuscì soltanto a vedere alcune luci intermittenti davanti a lui di color rosso e blu. Il resto era sfocato, annebbiato e buio.

Poi una figura gli si avvicinò.

La paura prese Jo e lo ridestò.

La mente riattivò rapidamente i sensi e il giovane romulano scattò pronto a difendersi ma scopri che delle funi lo tenevano bloccato.

"Calmati sono io." Disse una voce.

Jo riconobbe la figura accanto a lui. "Kimmar..." Disse il giovane con un filo di voce.

"Già sono io. Ci hai messo molto tempo per riprenderti... e dire che sei un atleta." Il Ferengi scoppio a ridere.

"Siamo stati attaccati dai Cardassiani e ora ci hanno portato qui." Quella fredda e lucida analisi sembrò uscire più dalla bocca di un Vulcaniano che da un Romulano.

"Esattamente." Confermò Kimmar.

"Dove siamo?" Chiese il giovane.

Il Ferengi scosse la testa:"Non lo so, ci troviamo forse in uno dei magazzini dei ponti inferiori della stazione a giudicare dall'odore siamo vicini ai condotti di raffreddamento del nucleo a fusione."

"E i Cardassiani? Dove sono?" Chiese Jo.

"Nell'altra stanza."

"Non ci hanno ucciso." Il romulano era confuso.

"Perché hanno trovato degli ottimi polli." Kimmar rise di gusto.

"Polli?"

"Sì." Il Ferengi smise di ridere e divenne serio: "Stanno preparando un attentato e vogliono addossare la colpa su di noi." Poi si corresse:"O meglio su di te... sull'Impero Romulano."

Jo accusò il colpo.

Una sensazione di tristezza lo avvolse colpendolo nel profondo. Sarebbe stato considerato da tutti un traditore della sua patria, il disonore avrebbe colpito la sua famiglia e sarebbe diventato la causa scatenante di una nuova guerra. Avrebbe perso Jul'eth per sempre e temeva che la ragazza l'avrebbe considerato un imbroglione tale da ingannarla e usarla per i suoi scopi.

Nella disperazione più totale Jo pianse.

Kimmar distolse lo sguardo.



DS16 Gamma
Ufficio della sicurezza
31 ottobre 2398 ore 22.10


Riccardi era di pessimo umore. Arrivò un ufficio dopo un giro per la passeggiata. Salutò con un cenno la guardia di piantone all'ingresso e si diresse verso la sua scrivania.

Mille domande affioravano nella sua mente: dov'era finito Kimmar? Che relazione c'era tra lui e l'esplosione del mercantile?

Si sedette sulla poltrona e notò che il terminale sulla sua scrivania lampeggiava segnalando l'arrivo di un messaggio.

Attivò il computer e aprì il messaggio.

Arrivava da Kimmar.

=^=Ciao sbirro, questo è un messaggio automatico che ti arriverà se mi dovesse succedere qualcosa.=^=

La prima frase raggelò il sangue a Alessandro.

Riccardi lesse tutto il messaggio di un fiato con una rapidità e una concentrazione tale che la sua mente avrebbe fatto levitare il terminale.

Scoprì di come quel generoso, altruista e onesto Ferengi avesse aiutato una giovane coppia, Jorhom e Jul'eth, a coronare la loro fuga d'amore. Appariva come un nobile e altruista ladro al pari, se non meglio, di un moderno Robin Hood. Se non avesse conosciuto quel Ferengi si sarebbe commosso.

La seconda parte del messaggio fu peggiore della prima. Kimmar aveva descritto come aveva scoperto il complotto dell'Ordine Ossidiano, della vera causa dell'esplosione del mercantile e di un possibile attentato contro la Federazione e il Dominio.

Fu come se l'intera stazione gli fosse caduta addosso.

Per un lunghissimo momento gli mancò pure il respiro.

La lettera era coronata di prove raccolte contro l'Ordine e di altre informazioni pronte a scagionare il Ferengi da ogni accusa.

Riccardi sapeva che Kimmar era disonesto, contrabbandiere e faccendiere ma non era un traditore o peggio. Non avrebbe mai fatto nulla contro la stazione e non aveva interessi a scatenare una nuova guerra.

Fu quella la parte peggiore: sapeva che Kimmar stava dicendo la verità. Certo una verità molto comoda per lui e romanzata a suo favore ma era pur sempre la verità.

Dalla furia avrebbe fatto a pezzi ogni oggetto nel suo ufficio ma ora era il tempo di agire.

Si alzò di scatto e raggiunse a grandi falcate la porta pronto a chiamare a raccolta i suoi uomini ma una chiamata lo bloccò all'istante: =^=Durani a Riccardi.=^=



DS16 Gamma
Alloggio di Durani
31 ottobre 2398 ore 22.10


Durani alla fine aveva ceduto: avrebbe aiutato la cugina a ritrovare Jo.

Gestire una adolescente i preda alle paranoie e a sofferenze amorose era una cosa difficile, ma gestire una Klingon in simili condizioni era troppo persino per Durani.

Dopo aver sbuffato sonoramente attivò la comunicazione:"Durani a Riccardi."

La risposta arrivò rapidamente =^=Dimmi pure.=^=

L'ufficiale tattico si avviò all'uscita del suo alloggio seguito dalla cugina: "Ho bisogno di un favore."

=^=E' un brutto momento... ma dimmi appena finisco qua cerco di aiutarti.=^=

A quelle parole Jul'eth sbuffò seccata ma venne subito folgorata da un occhiataccia di Durani.

"E' sparito un romulato di nome Jo." Nel mentre le due Klingon uscirono dall'alloggio e si incamminarono per il corridoio.

=^=Il nome completo è Jorhom?=^= Chiese Riccardi.

"Sì."

=^=Allora abbiamo lo stesso problema.=^= Dopo un breve silenzio il capo della sicurezza aggiunse: =^=Ed è un grosso problema... temo che quel giovane potrebbe essere già morto.=^=

Quelle parole paralizzarono la giovane Jul'eth buttandola nello sconforto. Durani si voltò verso la cugina senza sapere cosa fare e come aiutarla.

Durani inspirò fortemente, afferrò la mano di Jul'eth come per cercare di spronarla, e continuò a parlare: "Ci possiamo incontrare?"

=^=Certo vieni alla sotto sezione 32A vicino all'imbocco dei magazzini. Sto andando lì con le mi squadre di sicurezza.=^= Breve pausa. =^=Ho un phaser in più che ti posso dare.=^=

Riccardi chiuse la comunicazione.

Le due Klingon raggiunsero il turboscensore e vi entrarono.

Jul'eth non parlava era assorta nei suoi pensieri. Durani non sapeva cosa fare e decise di stare in silenzio.



DS16 Gamma
Infermeria
31 ottobre 2398 ore 22.15


"Cardassiani?" Shran rimase decisamente sorpreso.

"Sì signore." Confermò l'ufficiale scientifico.

Il capitano della base era tornato in infermeria per vedere se c'erano novità e non si sarebbe mai aspettato una rivelazione simile.

"Ho condotto delle analisi sul frammento di scafo recuperato dal dottore e ho rilevato tracce di esplosivo di origine cardassiana." Roberts alzò le mani in segno di difesa: "Tuttavia potrebbe essere stato acquistato al mercato nero."

Il dottor Damar si allontanò dal gruppo e coprì il corpo del Ferengi ucciso.

Il capitano rimase pensieroso: "Vero però è un indizio."

Roberts fece per parlare ma venne interrotto da una comunicazione urgente: =^=Riccardi a capitano. Abbiamo un grosso problema.=^=

Il capitano scosse le antenne e attivò a sua volta la comunicazione.

Nel mentre il dottor Nammo entrò in infermeria.



DS16 Gamma
Area allenamento Dominio
31 ottobre 2398 ore 22.15


Un Jem'Hadar si avvicinò a Conlan sussurrando: "I Federali si stanno muovendo."

La Vorta non rispose subito, anzi abbozzò un sorriso malvagio e rispose: "Bene, state pronti tra poco tocca a noi."



DS16 Gamma
Sala comando
31 ottobre 2398 ore 22.15


Claire si avvicinò alla consolle operazioni dicendo: "Abbiamo qualcosa."
La Klingon sbuffò pesantemente scuotendo la testa: "No purtroppo ci sono troppe interferenze e segnali. La radiazione è troppo debole."

Claire annuì gravemente aggiungendo: "Abbiamo una posizione approssimativa però."

"Sì." Fu la pronta risposta del capo operazioni.

"L'ha inviata alle squadre di sicurezza?"

La Klingon annuì e Claire rispose con un sorriso: "Bene, continua a monitorare la situazione e avvisami se ci sono novità, io intanto aggiorno il capitano."



DS16 Gamma
Magazzini inferiori
31 ottobre 2398 ore 22.17


Durani accompagnata dalla cugina riuscì a ricongiungersi con Riccardi e la sua squadra.

Alessandro si arrestò di colpo mentre la squadra di sicurezza di dispose ad anello protettivo. Erano tutti armati pesantemente di phaser tipo tre.

Riccardi guardò le due Klingon dicendo: "Ah Durani, eccoti"

"Avete trovato Jo?" Chiese ansiosa Jul'eth.

"Non ancora." Rispose Alessandro. Un marinaio passò un phaser a Durani la quale lo prese ringraziando il sottoposto con un cenno.

Riccardi spiegò brevemente la situazione: "Il Ferengi, Kimmar mi ha mandato un messaggio automatico nel caso in cui non fosse tornato da un incontro. Nel testo spiega come questi due Jul'eth e Jo." Il capo della sicurezza guardò con aria severa la giovane come per rimproverarla: "Avessero pianificato una fuga amorosa col suo aiuto. Tuttavia i loro piani sono stati sconvolti da l'azione di un gruppo di sabotatori che vogliono piazzare dell'esplosivo alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi."

Durani a quelle parole si fece dura in volto. Jul'eth rimase impassibile.

Riccardi riprese a parlare: "Kimmar l'ha scoperto a causa dell'esplosione sul suo cargo e ha incontrato i terroristi ma è stato rapito assieme a Jo. L'allarme phaser che abbiamo rilevato dev'essere relativo al loro rapimento."

Durani non poté fare a meno di notare una certa di aria di rispetto e soddisfazione nel volto di Riccardi quando parlò della mossa geniale del rivale: "Temendo il peggio, Kimmar ha ingoiato una piccola capsula contenente un composto radioattivo che può essere rilevato dai nostri sensori."

"Quindi potete andare a salvare Jo?" Chiese speranzosa Jul'eth.

Riccardi scosse amaramente la testa: "Purtroppo no. La radiazione è troppo debole e abbiamo molte altre fonti che disturbano il segnale. Abbiamo un idea approssimativa ma dobbiamo setacciare diversi magazzini ad occhio nudo."

"Bene. Mettiamoci al lavoro." Disse Durani. Riccardi rispose con un cenno del capo.

La squadra di sicurezza si preparò a rompere la formazione difensiva e a partire.

"Verrò anch'io." Disse Jul'eth.

"No è fuori questione." Fu la risposta secca di Riccardi.

"Ma..." Provò a dire Jul'eth ma Durani fu più veloce: "Basta! Questa è una cosa pericolosa c'è ne occuperemo io e Alessandro."

"Martin, Thomson e Jerill." Riccardi chiamò tre dei suoi uomini per poi guardare la giovane Jul'eth: "Proteggete questa ragazza ad ogni costo e impeditele di fare sciocchezze."

I tre marinai annuirono e raggiunsero la giovane.

Nel mentre da un turbo ascensore uscì il capitano Shran.

"Capitano." Lo salutarono contemporaneamente Durani e Riccardi.

L'andoriano si avvicinò alla squadra dicendo:"Bene andiamo."