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USS SEATIGER - MISSIONE 07 RSS USS SEATIGER - Missione 07

07.08 "Serve un simbionte"

di Anena Lawtoein, Pubblicato il 22-04-2020


USS Seatiger, Infermeria
06/07/2397, ore 11.25 - D.S. 74510.89


"Questa cosa non mi piace per niente. Cosa accidenti sta succedendo?"
L'esplosione verbale non era tipica del Capitano, ma cominciava ad averne sinceramente abbastanza.
La figura comparsa in infermeria con il Dottore sicuramente non era il MOE e di certo era molto poco comprensibile cosa fosse.
"Symon mi sai dire cosa sta succedendo?"
Il passaggio a toni più informali portava alla luce un livello di stress non di poco conto. Persino Finn se ne rese conto, al punto che diede di gomito ad Anari per attirare la sua attenzione.
"Non sarebbe il caso di chiamare lo strizzacervelli?"
"Chi?"
"Dai che hai capito... lui/lei/essi..."
"Non è molto gentile da parte tua riferirti in quel modo al Consigliere."
"Forse, ma non sai mai come ti comparirà davanti."
"In realtà non hai torto. Anche perché quel coso per ora sta fermo, ma non sembra nemmeno in grado di comunicare con noi. Forse Lowtoein avrà qualche idea migliore delle nostre."
"Le mie idee sono meravigliose."
"Assolutamente sì, meravigliosamente distruttive. Nella maggior parte dei casi almeno."
Anari attirò l'attenzione dei presenti.
"Suggerirei di allargare la riunione al Consigliere. Le sue percezioni potrebbero essere utili in questo caso, più di quanto fino a ora abbiamo supposto."
La mano di Kenar sbatte violentemente sul comunicatore.
"Consigliere Lawtoein, in infermeria. Ora!"
=^= Ora? =^=
"Ora!"
Considerando di non utilizzare il teletrasporto, per ovvi motivi di sicurezza, quel comando si sarebbe tradotto in una decina di minuti almeno. I conti furono fatti più o meno da tutti simultaneamente.
Nessuno aveva nemmeno considerato il fatto che Anena potesse rispondere a un comando rapidamente, di solito era alquanto refrattario agli ordini diretti e spesso se ne fregava parecchio della scala gerarchica. Anche se stava sforzandosi di migliorare.
In realtà quella fu una delle volte in cui era pronto a stupire il suo pubblico, il che significava di fatto i suoi colleghi di lavoro. Ufficiale Comandante in testa.
Passarono nemmeno cinque minuti e le porte dell'infermeria si spalancarono per lasciar entrare un trafelato Consigliere con i pantaloni dell'uniforme, la giacca aperta sul petto e gli stivaletti regolamentari penzolanti uno per mano.
I capelli erano chiaramente umidi, dato che il suo appartamento era dotato di doccia sonica tutti sperarono fosse il sudore della corsa, anche se l'abbigliamento faceva pensare a ben altro.
Mollando gli stivaletti a terra iniziò a infilarci i piedi dentro mentre, con le mani libere, cercava contemporaneamente di allacciare la giacca dell'uniforme e arruffarsi i capelli in modo artistico.
"Eccomi, Capitano."
"Che cosa... no. Non me lo dica non lo voglio sapere."
"Niente di scandaloso Capitano, tutto perfettamente regolare e totalmente consensuale le garantisco."
"Non mi costringa a tapparmi le orecchie."
Anena sorrise birichino come non mai. Nonostante la situazione di allarme, per lui il tempo sembrava scorrere in un modo particolare. La serenità del volto faceva quasi credere che avesse già analizzato il futuro e sapesse come doveva andare a finire.
"Capitano, non penserà che parlerei così apertamente di cose private. Stavo solamente facendo un po' di ginnastica nel mio alloggio. Sono un po' sovrappeso, tutti quei pranzi ufficiali, non so se mi spiego. Devo mantenere questa bella linea."
"Guardi, con lei mi aspetto di tutto da quando l'abbiamo incontrata. Il problema è quello. Non è che lei magari sente... percepisce qualche cosa. Non potrebbe fare una qualche magia delle sue?"
L'attenzione di Anena finalmente si posò sul loro ospite.
"Stupefacente. Mai vista una simile commistione di tratti somatici multirazziali."
"Sì, questo lo avevamo già notato noi. Si fidi..."
"Orecchie vulcaniane, creste klingon, colorito azzurro carico di un boliano in ottima salute, antenne meravigliosamente arcuate da andoriano. Chi sei ragazza mia?"
Il silenzio fu l'unica risposta che ottenne.
"Okay. Qualcuno sa darmi qualcosa di altro su cui lavorare? Cortesemente."
Iniziarono a parlare in tre. La voce stentorea di Finn che cercava di raccontare tutto partendo dal big bang copriva quella di Bruce e di Anari.
Anena agitò un dito in aria in piccoli cerchi concentrici, come se stesse per fare una magia, puntandolo poi sul medico.
"Dottor Bruce. Lei. Mi pare di aver colto dal racconto del Primo Ufficiale che si sia fatto un viaggetto. Che mi può dire?"
Il racconto fu rapido, condito di particolari che agli occhi dei presenti sembrarono abbastanza macabri della commistione tra Gallivan e qualunque altra cosa fosse quella che stava creando i problemi alla nave.
"Bene. A mente fredda direi che la ragazza qui presente è la controparte di qualunque cosa stia prendendo il controllo dei sistemi della Seatiger."
"Da cosa lo deduce, Consigliere!?"
Il tono di voce falsamente calmo del Capitano preoccupò i presenti. Quando Kenar era di quell'umore di solito la situazione era più grave di quanto apparisse.
"La guardi Capitano. Ci siamo lamentati fino a ora che, qualunque cosa sia il nostro problema, se la stava prendendo con 'gli alieni' di bordo. Il signor Gallivan è la persona più razzista che io abbia avuto modo di conoscere nella mia vita. Quindi è facile risalire a una correlazione tra queste due cose. Chi ci sta attaccando, sempre che stia facendo questo, ce l'ha con i non terrestri perché è così che ragiona Gallivan. Fin qui tutto chiaro?"
"Fino qui la seguo, chiaramente."
"Perfetto. Ora guardate questa creatura. Cosa ha di terrestre secondo voi? A parte essere umanoide, ma questo è un tratto caratteristico a tutti noi... beh, quasi tutti. È una commistione affascinante impossibile da realizzare naturalmente. Quindi la domanda successiva è: perché?"
Tkar lo osservava completamente assorbito dalla logica del ragionamento. Stupito che una persona come quella di fronte a lui, che ricordava con orrore per alcuni outfit molto poco consoni alla Federazione, potesse sfoderare un tale livello di intelligenza razionale.
Kenar sollecitò il guardiamarina.
"Suppongo che lei abbia la risposta."
"No ho più di una, probabilmente un paio le ha anche il Tenente Comandante Tkar, ne sono certo. La principale è che, non essendo in grado di comunicare verbalmente con noi, abbia optato per una comunicazione visiva."
Tkar, chiamato in causa, intervenne.
"Dal mio punto di vista è chiaro anche che ci stia suggerendo come comunicare."
Kenar a volte provava un sincero stato di esasperazione quando i suoi ufficiali si perdevano in ragionamenti di cui non riusciva a seguire il filo.
"La prego, Comandante, mi illumini."
"Lo guardi capitano. È un miscuglio di tutte le razze possibili. Non vede cosa le manca?"
La domanda fu sufficiente. Finalmente capiva cosa il Consigliere e Tkar avevano notato per primi, tra tutti i presenti. Dannati vulcaniani e accidenti agli El-Auriani.
"Le macchie trill. Questa creatura ha bisogno di me."
Bruce prese la parola.
"Forse, più che di lei Capitano, credo abbia bisogno proprio di Kenar."