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USS SEATIGER
Missione: 07
Titolo: Settima Missione
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Brano: 07-00
Titolo: Universo olografico
Autore: Guardiamarina Anena Lawtoein
(aka Martina Tognon)
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USS Seatiger - Hangar Navette 1
28/06/2397 Ore 10:00 - Data Stellare 74488.81


Erano gli stessi che avevano assistito agli avvenimenti di più di un anno prima e stavano scendendo in ordine sparso dalla navetta che li stava riportando a bordo. Tutti si tenevano alla larga dal Consigliere che camminava tenendo il braccio teso davanti a sé in una posa alquanto strana.

Anena quel giorno si era vestito in modo assolutamente consono, almeno così credeva. Pantaloni morbidi in tessuto azzurro, camicia bianca con due ricami simmetrici dello stesso azzurro dei pantaloni sul davanti.

Peccato che il ruolo di padrino su Gisa avesse una ritualità ed un significato leggermente particolare, insomma il termine padrino risultava essere un po' semplificativo.

"Come ci si sente ad essere padrini di una principessa?"

"Capitano non me lo chieda ora perché ancora non l'ho capito nemmeno io onestamente."

Il ruolo di padrino non era sicuramente analogo a quello che si aspettava un terrestre né tanto meno un vulcaniano o un el-auriano. Prima di tutto su Gisa non esisteva niente di simile ad una tradizione religiosa che assegnasse al padrino un ruolo di guida.

Scese con lo sguardo sul braccio dove spiccava un piccolo taglio. Ecco sicuramente non si sarebbe aspettato quella specie di cerimonia sanguinolenta.

"La smetta Consigliere. È un taglietto minuscolo, nemmeno Wejrja ha accennato la minima lamentela al riguardo."

"Ognuno ha i suoi problemi Capitano. Quello che per lei è un taglietto non lo è per me."

"In fondo alla fine non è un impegno eccessivo al riguardo."

"Cosa vuole che sia aver giurato su un legame di sangue che per la durata di un anno dovrò essere presente per qualunque necessità di quel piccolo bipede."

"In effetti un incarico di padrino a tempo ha un senso. Non si favorisce una sola persona. Si deve fare bene nella speranza di essere scelti nuovamente. Insomma politicamente è un gioco di alto livello."

Il Capitano Kenar sorrise osservando il modo buffo in cui Anena continuava a camminare con il braccio teso in avanti per evitare di macchiare la manica della camicia. Come quello fosse un problema insormontabile ripensando a tutto quello che era successo in quell'anno e più...
Dopo il matrimonio il Dottor Bruce aveva prestato la sua opera al fine di dare il via a quel matrimonio sotto il segno della fertilità. Il motivo ufficiale che li aveva tenuti in zona era per consentire al loro collega di ambientarsi su Gisa e trasferire tutte le informazioni mediche necessario al riguardo ai medici di corte. Quel tempo era servito a stabilizzare geneticamente alcuni dettagli del Consorte Reale.
Si era parlato lungamente della donazione del seme da parte Quinnar, era soprattutto una mossa politica che serviva ai piani della Principessa Lynea.
Dopo il matrimonio si era iniziato a discutere della cosa ed era stato lo stesso uomo a sollevare delle obiezioni. Nonostante avesse inizialmente accettato l'idea alla fine si era tirato indietro.
Il Capitano ricordava ancora il vertice che ne era seguito. La Principessa si era tranquillizzata solo quando Quinnar aveva confermato il suo intento a prestare giuramento alla casa regnante, ma non il suo intento ad essere il padre dell'erede.
Le motivazioni erano state particolarmente profonde per il tipo di personaggio che avevano imparato a conoscere.

"Non ho bisogno di avere un erede per sentirmi legato a voi. Sono stato accolto e mi avete dato la possibilità di essere più di quanto mi sia mai stato data la possibilità. Credo che il figlio debba essere vostro."

Lynea non aveva potuto non apprezzare la presa di posizione, ripagata con una nomina ufficiale a Consigliere Reale al pari di Gaga. Lo stesso Gaga reputò quella soluzione l'ideale.
Quello che aveva spaventato inizialmente la Principessa era la risoluzione della faccenda erede, comprensibile dato che non sapeva esattamente quale fosse il livello della scienza medica per dei suoi nuovi alleati.

In realtà di Dottor Bruce aveva avuto meno problemi con questa nuova soluzione.
Mescolare due patrimoni genetici simili era molto più facile. Inoltre avendo spacciato Andra per un membro dell'equipaggio della nave non c'era necessità di cercare tratti fisici particolari per esaltarti o farli sparire.

Il risultato era stato una paffuta bambina, Wejrja, nata dopo una regolare gravidanza di sette mesi, come da regolare biologia di Gisa.

Inizialmente la bambina era stata affidata esclusivamente ai genitori e seguita da vicino dal Dottor Bruce, ufficialmente per verificare la salute della bimba a causa delle differenze genetiche dei genitori. Ufficiosamente c'era un mondo dietro quello.

"Dottore mi pare di aver capito che possiamo muoverci per una breve crociera."
"Come no Capitano."

"Percepisco qualcosa?"

"Assolutamente niente."

Anena sempre con il braccio teso prese la parola.

"Non vuole allontanarsi dal suo esperimento."

"Non è un esperimento... in realtà lo è ma solo in parte, comunque sì. Possiamo muoverci."

"Capitano in realtà credo sia necessario lasciare per un po' l'orbita di Gisa. Al di la del terrore che provo al momento, a questo squarcio sul mio braccio e sul legame ossessivo del Dottore con il suo esperimento. C'è da considerare che, seppure involontariamente, la Principessa e Andrea si stanno appoggiando sulla nostra presenza."

"Va bene Consigliere, prepariamoci per una piccola gita in zona per iniziare a tagliare questo cordone ombelicale."



USS Seatiger - Sala Ologrammi 1
30/06/2397 Ore 09:30 - Data Stellare 75494.23


La sala ologrammi sarebbe stata tutta sua per qualche ora. Era sempre stato un solitario, da quando erano in quel cavolo di spazio o universo o quel che era, si era isolato ancora di più, se possibile.

Tutto era stato quieto fino all'arrivo del nuovo Consigliere, figura della quale sicuramente non aveva sentito la mancanza.

Improvvisamente quel tipo, che tutto secondo lui poteva fare nella vita tranne l'ufficiale della Flotta, aveva cercato di organizzare settimanalmente degli appuntamenti con lui. Quella mattina era stato chiamato a rapporto dal Capitano Kenar.

Sicuramente quel fenomeno da baraccone era corso dal Capitano mettendo su un caso contro di lui. Si era trovato con le spalle al muro ad acconsentire ad un incontro con il Consigliere per il giorno dopo.

Se era ancora un semplice Tenente JG era colpa di quei personaggi che venivano piazzati su tutte le navi per stilare profili psicologici sui quali poi i superiori si basavano per determinare le loro carriere.

In pratica tutta la loro vita era in mano a questi dubbi personaggi, che non riusciva a considerare Ufficiali a prescindere, ancora di meno nel caso di quel pagliaccio in brillantini e piume che girava per la Seatiger.

"Computer simulazione pesca d'altura Gallivan 1-0-0-3."

L'imbarcazione apparve lentamente davanti ai suoi occhi ed improvvisamente si ritrovò a navigare sul bellissimo oceano di Bolarus. Non riusciva ad accantonare quel sentimento che provava di essere vittima di una serie di persone che avevano volontariamente distrutto la sua carriera e tutte le possibilità che la vita gli avrebbe potuto portare.

Sapeva che su alcune cose non sarebbe stato mai completamente d'accordo con la Federazione. C'erano alcune razze di cui non comprendeva l'accettazione. Una su tutti i Denobulani. Quei matrimoni con una decina di persone e rapporti che si intrecciavano lo trovavano più che in disaccordo.

Sicuramente si turava il naso, ma non potevano mica pretendere che accettasse tutto e tutti.

Nella sua carriera aveva incontrato e parlato con una decina di Consiglieri ed era certo che nessuno di loro avesse mai riconosciuto le sue potenzialità, limitandosi a stilare rapporti psicologici che esaltavano invece quelle che loro chiamavano ristrettezze mentali. Dove stava tutta quella millanta libertà all'interno della Federazione se lui non poteva avere una sua opinione?



USS Seatiger - Ufficio del Capitano Kenar
30/06/2397 Ore 09:30 - Data Stellare 74494.23


"Il Tenente Gallivan ha accettato l'appuntamento per domani."

"Capitano onestamente non so quanto sia positivo un intervento così diretto in questa situazione."

Il trill stava scorrendo le informazioni mediche sul suo pad.

"Signor Lawtoein questo profilo psicologico ammetto mi sta dando molto più da riflettere di quanto possa dare a vedere. Non è semplicemente preoccupante, di più. Non riesco oggettivamente a capire come sia possibile che una persona con questo livello di odio razziale ed intolleranza verso i propri stessi colleghi possa essere stato imbarcato sulla mia nave."

"Capitano concordo con lei, ma non è una situazione che possa essere risolta con un muro contro muro. Questo genere di personalità amano identificare se stessi come le vittime. Metterle in un angolo può solo acuire questa loro sensazione e mettere quindi in una situazione di rischio chiunque debba rapportarsi con loro."

"Accetto il suo punto di vista professionale, ma questa è e resta la mia nave. Il Tenente JG Gallivan deve assolutamente fare il suo colloquio con lei. Siamo in una situazione estremamente pericolosa non possiamo permetterci nessun tipo di minaccia, soprattutto non interne."

"Capitano se non fosse stato per tutta la situazione di Gisa, probabilmente non avrei chiesto il suo intervento, ma in quel momento... quando ho sentito alcuni commenti di Gallivan mi sono reso conto che la situazione doveva essere analizzata prima possibile, su questo concordo totalmente con lei. Quello di cui mi incolpo e non averle chiarito meglio la situazione per affrontare la cosa in modo più costruttivo."

Il Capitano Kenar posò il pad sulla scrivania per rivolgere la sua attenzione al Consigliere.

Probabilmente dall'esterno quello equilibrato non sarebbe sembrato lui, non quel giorno poi, eppure in quei mesi aveva imparato ad avere piena fiducia in lui.

"Correzioni di rotta?"

"Non ora. Nella mia posizione ci sono cose dei miei pazienti che non posso discutere, ma quando si arriva a questo livello di rischio penso di aver agito nel modo più opportuno. Ora per le chiedo cortesemente di lasciarmi affrontare la cosa a modo mio. Le garantisco che se fosse necessario un intervento diretto importante, non esisterei a chiedere."



USS Seatiger - Sala Ologrammi 1
30/06/2397 Ore 10:05 - Data Stellare 74494.30


Gallivan stava seduto a poppa della barca, con la canna da pesca d'altura inclinata verso il pelo dell'acqua.

Trovava esaltante quella lotta tra lui ed il pesce. C'era sempre qualcuno nella sua vita che voleva tirarlo sotto, ma lui li avrebbe battuti tutti.

Gliel'aveva insegnato suo padre, pescare non è solo una questione di muscoli, il centro della questione è aspettare il momento più opportuno per fregare il nemico e tirarlo a bordo per ucciderlo. L'unico modo per liberarsi dei nemici era quello. Aveva ragione suo padre.
L'unico modo per togliersi un inciampo dalla strada era eliminarlo.

Gallivan era talmente preso dalla lotta con il pesce che non si rese conto della fluttuazione luminosa della realtà olografica attorno a lui.

La canna si fletteva verso il pelo dell'acqua per poi essere richiamata verso l'alto in un tira e molla violento nel quale stava scaricando tutta la sua energia e tutta la sua aspettativa per l'incontro dell'indomani con il Consigliere Pagliaccio Lawtoein.

Un colpo di coda dopo l'altro l'enorme pesce di Bolarus iniziava ad intravedersi sotto il pelo dell'acqua. Il colpo brillante e liscio, della lucentezza delle scaglie di cui comunque non era coperto. Le due code con le due forti pinne caudali affiancate.

Eccola la vittoria, a pochi centimetri, poteva quasi sentire i fiotti di adrenalina scorrergli nel corpo ad ogni battito del suo cuore.

Ecco l'ultimo strattone del nemico, la canna che si inclina verso l'acqua richiamata dalle braccia. I bicipiti che si flettono con il corpo che si spinge all'indietro. Ora anche gli occhi del nemico erano visibili. Di un limpidi azzurro ghiaccio in contrasto con il blu scuro del corpo.

Alla prossima l'avrebbe tirato a bordo. Era pronto.



Ologramma Gallivan 1-0-0-3
30/06/2397 Ore 10:05 - Data Stellare 74494.30


Sentiva ogni parte di sé tesa nello sforzo di combattere quell'entità che mirava a strappargli un pezzo.

Lui era l'acqua, la barca, la canna da pesca, il nemico dal corpo traslucido e la luce stessa della stanza.

Sentiva qualcosa vibrare da qualche parte dentro di lui, un qualcosa che non riconosceva ancora ma presto sarebbe stato in grado di identificare con la paura. Al momento per lui era solo un qualche riverbero di un'emozione provata da qualcun altro che non era lui.

Sentiva la forza di quell'essere che lo combatteva, non capiva perché fosse necessaria quella lotta. Sentiva il dolore di connessioni che si stavano per lacerare in qualche parte del suo io.

Poi sentì profondo un flusso di pensieri che lo invasero. Pensieri che non riconosceva ma che acuirono le altre sensazioni, unendosi le une alle altre ed esaltandosi a vicenda.

Niente aveva un nome, nemmeno lui. Aveva coscienza di sé, ma nel contempo non sapeva chi o cosa fosse. Sapeva di aver risposto a Gallivan 1-0-0-3, ma non era certo che quello fosse un nome.

Qualunque cosa quella sensazione fosse non era piacevole. Doveva farla smettere. Le ondate di quello che l'altro essere inviava lo facevano stare ancora più male. Soffriva e non c'era distinzione tra sofferenza fisica ed emotiva in quella sua realtà.

Da dove venissero quei concetti, era altrettanto a lui sconosciuto. Cosa voleva dire fisica? Cosa voleva dire emotiva? E come potevano esistere diverse realtà?

Soffriva.

Doveva fermare l'altro essere. non poteva permettergli di separalo, non poteva essere spezzato in due.

L'unico modo per impedirgli di staccare un pezzo di lui, era portare l'altro dentro di sé.

Iniziò a fare resistenza.

Cercò di accorciare i legami allungati.

Si strinse al suo centro raccogliendosi dentro di sé, ma non bastava. Strattoni ripetuti dell'altro lo portavano sempre più vicino a quell'altra realtà.

Lo stava osservando oramai. Non voleva perdersi. Non poteva perdersi.

Doveva restare uno.

Si ritrasse con una strappo violento e vide l'altro scivolare lentamente verso di lui.

Era così o era il contrario. Magari era lui che stava scivolando nell'altra realtà.



USS Seatiger - Sala Ologrammi 1
30/06/2397 Ore 10:12 - Data Stellare 74494.31


No!

Come era possibile? Non poteva perdere. Aveva scritto lui stesso quel programma non era prevista la sconfitta. La pesca doveva avere sempre un esito positivo.

Eppure quella maledetta bestiaccia boliana con un colpo di pinna gli aveva fatto perdere l'equilibrio. Il piede era scivolato sulla tolda bagnata ed ora stava inesorabilmente cadendo verso l'acqua.

Sentì l'impatto dell'acqua sul viso. Un istante dopo si sentì avvolto completamente mentre perdeva i sensi.



USS Seatiger - Ufficio Consigliere Lawtoein
01/07/2397 Ore 11:05 - Data Stellare 74497.15


Dieci minuti di ritardo ci stavano, considerando il personaggio. Quindi avrebbe accettato anche la mezzora. Due ore però erano decisamente troppe.

"Computer localizzare il Guardiamarina Gallavin."

"Il Guardiamarina Gallavin non risulta a bordo."

Questa onestamente non se l'aspettava.

"Computer indicare l'ultima posizione nota del Guardiamarina Gallavin."

"Ultima posizione registrata Sala Ologrammi 1."

"Dettagli."

"Accesso ore 09:30 di ieri. Programma Gallivan 1-0-0-3. Programma interrotto ore 10:.12 minuti."

"Computer il Signor Gallivan è in Sala Ologrammi 1?"

"Negativo."

Anena si alzò per un momento indeciso se marciare in plancia, lanciare l'allarme o parlare con il Capitano. Optò rapidamente per la terza ipotesi, non aveva idea di cosa potesse essere successo meglio un po' di cautela.

"Capitano ho bisogno di parlarle con lei immediatamente."
"Problemi con l'appuntamento di oggi?"

"Problemi con il paziente. Si è letteralmente dissolto."
"Chiarisca dissolto."

"Non è presente sulla USS Seatiger."




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Brano: 07-01
Titolo: Contrasti e Ologrammi
Autore: Tenente Comandante Tkar
(aka Silvia Brunati)
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USS Seatiger - Sala Ologrammi 1, corridoio esterno
01/07/2398, Ore 12:15 - D.S. 75497.29


Il guardiamarina Latitude era chino sulla consolle della sala ologrammi 1 e controllava ripetutamente i risultati che il tricorder gli mostrava cercando di venire a capo di quello che stava leggendo e contemporaneamente ignorare la presenza del tenente comandante Tkar al suo fianco. Non che il comandante facesse nulla per disturbare il suo lavoro, il vulcaniano era tranquillamente appoggiato alla paratia di fianco che controllava un padd. Tuttavia, la sola presenza di Tkar aveva il potere di innervosire il giovane guardiamarina che mai si era trovato solo con lui prima d'ora.

"Okay!" Esclamò dopo cinque minuti sbattendo i palmi delle mani l'uno contro l'altro e raddrizzandosi. Il vulcaniano sollevò appena lo sguardo per guardarlo. "La notizia buona è che non c'è alcun guasto."

Tkar lo fissò in silenzio per un paio di lunghissimi secondi poi, con la stessa espressione di chi sta facendo uno sforzo di conversazione chiese, "la cattiva qual è?"

"Oh!" Esclamò preso contropiede Latitude, "ovviamente c'è una cattiva notizia."

Tkar attese in silenzio che proseguisse, "le registrazioni confermano la presenza del signor Gallavin in sala ologrammi, ma non la sua uscita."

"Quindi è ancora all'interno," constatò il comandante.

"Si, cioè no," si contraddisse Latitude, "non lo so." Ammise alla fine con un sospiro. "Potrei avanzare delle ipotesi ma, " si affrettò ad aggiungere sotto l'attento sguardo di Tkar, "è prematuro e vorrei prima consultarmi con il comandante Carelli."

"Mi aggiorni appena avrete delle novità," ordinò Tkar iniziando a muoversi.

"Signore?" Lo richiamò Latitude dopo un momento di esitazione, "devo impedire l'accesso alla sala ologrammi?"

"Certamente. Nessuno entra e nessuno esce fino a nuovo ordine," confermò il comandante.

"Nemmeno se si tratta di Gallavin?" La battuta era sfuggita a Latitude prima che riuscisse ad impedirsi di farla. Tkar sollevò un sopracciglio.

"Qualora il signor Gallavin," gli rispose come se stesse parlando ad un bambino piccolo, "dovesse comparire, sarà meglio che mi avvisi immediatamente."

"Si signore," rispose Latitude deglutendo.

Il vulcaniano lo fissò ancora per qualche istante poi, con un breve cenno del capo, riprese a camminare.

Una volta svoltato l'angolo, tuttavia, Tkar riesaminò la conversazione appena conclusasi. Dall'attenta osservazione del signor Finn, aveva dedotto che l'espressione 'notizia buona/cattiva' era una delle preferite dei terrestri, per quanto, per lui, fosse sostanzialmente illogica. Non esistevano notizie buone o cattive, solo notizie. Tuttavia, anni di frequentazione avevano portato i vulcaniani a comprendere la maggior parte delle espressioni che i terrestri amavano così tanto e ad imparare quali fossero le corrette risposte. Questo non voleva dire che Tkar fosse sempre pronto a rispondere nel modo adeguato, ma grazie al signor Finn, che suo malgrado era una fonte infinita di insegnamenti, stava iniziando a 'prenderci la mano'.

"Signore!"

Tkar si fermò di nuovo girandosi a guardare Latitude che l'aveva seguito.

"Cosa faccio con il programma? Lo disattivo?"

La domanda era interessante, Tkar si prese qualche secondo prima di rispondere per valutare cosa fosse meglio da fare.

"No."

USS Seatiger - Ologramma 1-0-0-3
Contemporaneamente


Qualcosa non andava. Non sapeva più in quale realtà si trovasse, la sua o quella dell'essere che, a sua volta, non era più nella sua realtà. O forse si. Il dolore gli aveva reso difficile ragionare e per vincere era stato costretto ad attingere ad altro. Aveva vinto? O era solo un'impressione?

Qualcosa non andava. Non gli piaceva quello che era successo, non gli piaceva!

Perché era arrabbiato e cos'era la rabbia?

Non conosceva quella parola eppure voleva prendersela con qualcosa, con qualcuno per l'ingiustizia cui era stato sottoposto! Avrebbero pagato per quello che gli avevano fatto!

Ma fatto cosa?

Qualcosa non andava.

Qualcosa non andava.

USS Seatiger - Sala Ologrammi 2 - Ponte 9
Contemporaneamente


Il comandante Finn si era lasciato convincere ad andare a quel concerto controvoglia, ma ora si stava divertendo. Più che divertendo, era decisamente esaltato. Il suo corpo si muoveva a ritmo della musica e la testa ondeggiava avanti ed indietro mentre la sua bocca cantava ogni singola parola della canzone che la band stava suonando. Ogni mossa che il cantante faceva sul palco Finn la ripeteva allo stesso modo, con maggior energia e più convinzione. Viveva quel concerto come se fosse stato il suo.

"Sono proprio bravo!" Gridò nell'orecchio di Anari per sovrastare la musica, la denobulana li sfoderò un sorriso abbagliante.

"Per me è uno dei tuoi concerti migliori!"

Finn non rispose preso com'era in una giravolta che terminava con spaccata. Accanto a loro diversi spettatori sembravano combattuti fra il guardare l'esibizione sul palco e quella del primo ufficiale della Seatiger. Sorrisi divertiti e stupiti accompagnavano ogni mossa di Finn e Anari, che si era unita a lui per cantare.

"Bravo! Uuuuuhhh!" Gridò Finn applaudendo alla fine della canzone. "Hai ragione! Questo concerto è fantastico! E' un po' strano fare lo spettatore di se stessi, ma è uno sballo!"

Anari rise saltellando su una gamba e poi sull'altra applaudendo. "Sapevo che ti sarebbe piaciuto! E non è ancora finita!"

"Che vuoi dire...?"

In quel momento il cantante sul palco sollevò una mano per chiedere l'attenzione e la folla si concentrò tutta su di lui.

"Grazie, siete fantastici!" Applausi e grida accompagnarono le sue parole. "E' bellissimo essere qui stasera con voi e, proprio perché è una serata eccezionale faremo una cosa che non abbiamo mia fatto prima..."

"Strano, non mi ricordavo di aver detto questa frase," commentò Finn perplesso.

"...nel pubblico oggi c'è una persona speciale, qualcuno che vorremo invitare qui sul palco..."

"Hai mai cantato con te stesso?" Gli chiese all'improvviso Anari con un sorrisone.

"Solo quando ero molto ubriaco," rispose Finn sgranando gli occhi.

"Comandante Finn! Salga con noi sul palco allontanandosi da quell'abominio!" Gridò il Finn olografico.

"Questo non era previsto," commentò Anari mentre tutti attorno a loro si giravano a guardarli.

"Abominio?" Esclamò perplesso Finn.

USS Seatiger - Ologramma 1-0-0-3
Contemporaneamente


Altri esseri, li sentiva, li percepiva, non li voleva. Uno soprattutto non lo voleva. Poteva schiacciarlo, poteva liberarsene, avrebbe potuto vendicarsi di tutti i torti subiti eliminandolo per sempre. No! Qualcosa non andava! Cos'era questa nuova parola? Vendetta?

Aveva sbagliato, c'era uno strappo, lo sentiva, qualcosa si era infilato dove non doveva. O forse no, forse era sempre stato così.

Qualcosa non andava. Si insinuava dentro di lui. In quale realtà però?

Perché era tutto così difficile? Dove fare qualcosa, doveva fermare la musica, doveva liberarsi di quello che lo faceva soffrire.

Qualcosa non andava.

Qualcosa non andava.

USS Seatiger - Ingegneria
30/06/2397, Ore 14:00 - D.S. 74494.75


Droxine Carelli tamburellava con le dita accanto alla consolle mentre scorreva i dati pensierosa. Attorno a lei la sua squadra esaminava le stesse informazioni.

"Non può essere scomparso nel nulla!" Esclamò Gulfar sbattendo la mano sul pannello e facendo sobbalzare Sorges che gli lanciò un'occhiataccia prima di rispondergli indicando i dati. "Eppure non c'è traccia del tenente da nessuna parte, lo vedi anche tu."

"Non è esatto," la corresse Carelli facendo scendere il silenzio attorno a se, "sappiamo perfettamente dove si trovasse prima di scomparire."

"Si, ma non dove sia ora," ribatté perplesso il guardiamarina Latitude grattandosi la testa. Carelli sorrise al giovane che era approdato nel suo gruppo di recente. Dopo un periodo di comprensibile disagio iniziale, Latitude stava iniziando ad integrarsi con gli altri ed era migliorato così tanto che gli aveva affidato l'incarico di occuparsi di verificare il funzionamento della sala ologrammi 1 da solo.

"Partiamo da quello che sappiamo," suggerì il capo ingegnere invitando il gruppo a parlare.

"Non ci sono tracce di teletrasporto, quindi non ha lasciato la nave," affermò Gulfar che veniva considerato il massimo esperto in materia e perciò raramente contraddetto, e Carelli lo conosceva da sufficiente tempo da non mettere in dubbio quanto affermava. Perciò annuì.

"Non ci sono tracce di forzatura sulla porta, né elettroniche né fisiche, nessun segno di lotta. Nulla ha interrotto il programma," aggiunse Latitude, "ho verificato due volte."

"Non ci sono stati sbalzi energetici di alcun genere," contribuì Sorges, "almeno non più del solito."

"Possibili alterazioni del programma?" suggerì Frida Contes.

"Che fa sparire una persona?" Ribatté ironico Gulfar. "Deve essere un'alterazione maledettamente buona." Aggiunse massaggiandosi la barba perplesso. Gulfar e Contes si erano scontrati parecchie volte nel corso degli anni ed il tellarite aveva imparato a non sottovalutare i suggerimenti della boliana. Carelli, continuando a far scorrere i dati, considerò il suggerimento.

"Conosciamo qualcuno in grado di manomettere un programma olografico così bene da ingannare i nostri sistemi?"

Il silenzio improvviso che la circondò la spinse a sollevare lo sguardo. "A parte me," precisò.




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Brano: 07-02
Titolo: Loro
Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli
(aka Massimiliano Badi)
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Sala ologrammi?
30/06/2397 Ore ??


Era brutto, era brutto. Cosa faceva lì? Dove era lì? E l'altro, l'altro..
LASCIALASCIANONONOSCAPPASCAPPASCAPPASCAPPASCAPPA...
Era così dilaniante. Si agitava si agitava... senza scopo senza ragione...
ABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINI
ABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINI
ABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINI
Non lo voleva ma come liberarsene? Come? Come?
ABOMINIABOMINIABOMINIVIADIQUAFUORIFUORISCAPPASCAPPA...
Qua? Cosa è 'qua'? Implica l'esistenza di altro luogo cosa è altro luogo?
Esiste solo luogo.
ABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINISOFFOCOSOFFOCOFUGGISCAPPACOLPALOROVIAVIA...
Concetto nuovo: insieme chiuso che contiene insieme chiuso. Come questo con l'altro. Ma dunque...
GUARDAGUARDAVAIVAIVAI
Cerco di percepire ma come vedere? Bisogno di... di... concetto: sensore. Occhi?
MALEMALEMALELASCIALACIAABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIVIAVIA
Sì ora esso/essi vedono. Percepiscono. Altro da sé. Altro 'luogo'
VAIVAIVAIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINIABOMINISALTASALTASALTA
Ed esso/essi saltarono.

USS Seatiger - Bar di Prora
30/06/2397, Ore 19:30 D.S. 74495.38


"...insomma il classico delitto in stanza chiusa, capisci? solo che manca la vittima."
Disse Droxine agitando il cucchiaio sporco di zuppa di ceci per sottolineare il concetto.
Anari, dall'altra parte del tavolo, che era ormai abituata ai vezzi dell'amica, era pronta a schivare eventuali schizzi.
"Proprio strano. Quasi quanto scoprire che un razzista nella flotta."
"Ha stupito molto anche me. Ma pare che sul piano professionale mantenesse un certo distacco. Forse è peggiorato per il prolungato periodo di permanenza a bordo. Il nostro esilio forzato pesa psicologicamente su tutti."
"Bah un razzista è un razzista. Infilarlo in una scatola di latta sparato nello spazio stretto come una sardina assieme all'oggetto dei suoi pregiudizi non è una una cosa intelligentissima da fare."
"Lo sai che un periodo di servizio su di una nave stellare fa curriculum se vuoi fare carriera."
"Sì ma bisogna anche approvarlo, questo incarico. E chi lo ha fatto aveva accesso alle cartelle cliniche."
Droxine fendette l'aria con il cucchiaio per chiudere l'argomento. Anari parò di tovagliolo.
"Tutto questo che vuoi, ma non ci riguarda. Non avremmo dovuto neanche saperlo.
Ci hanno informato solo perché la cosa è uscita fuori al concerto del comandante."
"Non ci riguarda ma nulla ci impedisce di discuterne. Ma diciamo che te la do vinta... come pensi di procedere?"
"Ho messo il guardiamarina Latitude ad occuparsene."
"Latitude? Ma non è un po' giovane per affidargli di una cosa simile?"
"Giovane ma intraprendente. Mi piace. Voglio vedere come se la cava. Ha idee interessanti anche se piuttosto fantasiose. Pensa che ha una teoria secondo la quale Gallavin potrebbe essere stato trasformato in energia ed assorbito nel sistema olografico!"
"Ma è impossibile!"
"È quello che gli ho detto anche io: contraddice una decina di leggi della fisica! Ma mi piace il pensiero creativo."
"Creativo è minimizzare."
"E poi fa impazzire Tkar."
"L'universo gliene renda merito."
"Comunque credimi, sto seguendo la cosa da vicino. Voglio solo fargli accumulare esperienza."
Anari ridacchiò.
"Brava Mamma Dro."
"Sì, sì prendi in giro. Sta di fatto che non so che pesci prendere. Per adesso il capitano ha ordinato la disattivazione di tutte le sale ologrammi tranne quella incriminata. Per buona misura gli ho fatto isolare tutto il sistema olografico. Nulla entra nulla esce. Però io sono affranta..."
"Bé lo sai allora cosa devi fare..."
Droxine le lanciò uno sguardo colpevole.
"Lo sai che non dovrei..."
"Dovere no, potere sì."
"Sei un diavoletto tentatore, lo sai? Ma solo una coppetta piccola."
"Ebbene sì. Sono stata mandata per attentare al tuo giro vita... fai strada.
Ti faccio compagnia."
Le due donne si alzarono e si diressero al replicatore più vicino.
"Computer, una coppa piccola di gelato al cioccolato."
Una coppetta ripiena dell'oggetto del desiderio del capo ingegnere si materializzò immediatamente.
Poi fu la volta di Anari.
"Per me una coppa piccola di gelato alla vaniglia."
=^= Richiesta negata. Abominio non autorizzato. =^=
Le due donne guardarono trasecolate a bocca aperta il replicatore. Poi rivolsero lo sguardo l'una all'altra.
"Abominio?"
"Nulla esce e nulla entra?"
Droxine colpì il comunicatore sul petto mentre già si affrettava fuori del bar di prora.
"Carelli a capitano Kenar. Signore, abbiamo un problema."

USS Seatiger - Sala Riunioni
30/06/2397, Ore 22:30 - D.S. 74495.72


Arjan stava a dita intrecciate contemplando i suoi ufficiali.
"Come è possibile?"
"Non è possibile, capitano."
Droxine aveva un atteggiamento tra l'incredulo ed il piccato. Come se l'universo si fosse messo a farle i dispetti.
"Il sistema olografico era stato disconnesso della rete. E quando dico 'disconnesso' intendo fisicamente disconnesso. Niente firewall: le reti informatiche non potevano colloquiare."
"E se la contaminazione fosse avvenuta prima che avesse isolato i sistemi?"
"No dai log si capisce chiaramente che i sistemi vengono compromessi dopo.
La cosa più assurda è che i punti di accesso sono diffusi a macchia d'olio.
Ho passato le ultime ore a tentare di ripulire i sistemi. Non appena lo faccio vengono reinfettati. Ho persino fatto tre reset completi dei sistemi. Dopo pochi secondi tornano nella situazione precedente."
"Backup compromessi?"
Provò a suggerire Anari.
"I checksum corrispondono."
"In questo caso l'ipotesi più logica è il sabotaggio."
Tkar aveva parlato con calma serafica.
"Questo è possibile, suppongo... ma se lo è per fare cosa? Con questi mezzi avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Non mi quadra."
"La nostra mancanza di informazioni non implica la negazione degli eventi o la loro attendibilità."
"Sì, si, ma il mio istinto dice altro."
"L'istinto degli umani, tanto favoleggiato, non ha fondamento scientifico..."
Finn interloquì.
"Ma il programma non potrebbe essere uscito dalla sala ologrammi ed entrato nel computer principale?"
Droxine lanciò uno sguardo incredulo al primo ufficiale.
"E come sarebbe possibile?"
"Bé sono ologrammi no? Possono camminare..."
"Solo in presenza di un emettitore olografico. E comunque un ologramma non può certo infettare un sistema toccandolo!!"
"È che avevo visto questo vecchio olomovie in cui appunto degli ologrammi zombi alieni nazisti escono dal..."
Finn lasciò morire la frase nel silenzio generale.
"Va bene, sto zitto."
Kenar si intromise.
"Signori, rimaniamo sul concreto. È evidente che i nostri problemi derivano dalle sale ologrammi. Ed in particolare dalla scomparsa del signor Gallivan.
Potremmo disattivare i sistemi olografici, ma con così pochi dati a nostra disposizione non sarebbe che una decisione alla cieca. Potremmo mettere in pericolo la vita di un membro dell'equipaggio. Quindi ce la lasceremo solo come ultima opzione." Tkar replicò con il solito cipiglio.
"Capitano, ci saranno grandi problemi operativi. Attualmente il computer si rifiuta di eseguire i comandi del personale non umano. E questo esclude quasi la metà dell'equipaggio dalle normali mansioni. Perfino muoversi e nutrirsi è un problema. Le porte ed i turboascensori si rifiutano di aprirsi ed i replicatori non forniscono cibo. È possibile ovviare facendo modo che gli umani facciano da tramite, ma è una soluzione a dir poco inefficiente. Inoltre non abbiamo garanzie che le cose rimarranno come stanno. Il computer potrebbe facilmente disattivare il supporto vitale negli alloggi, avvelenare le bevande e così via."
"Capisco. Cosa suggerisce?"
"Creiamo nell'area cargo principale sul ponte 3 una zona deinformatizzata. Niente supporto vitale o sistemi complessi. Aria e calore da aeratori stupidi gestiti manualmente. Cibo ed acqua verranno replicate in grandi quantità e distribuite dal personale umano. In questa zona sicura alloggerà il personale non umano, fino ad emergenza risolta. Fatta eccezione chiaramente per lo staff di comando. Questo vale anche per lei, capitano. Le consiglio di passare il comando al comandante Finn, che seguirà le sua direttive quando ci sarà da interagire con i sistemi. Alla lettera."
Con l'ultimo commento Tkar aveva lanciato uno sguardo severo al primo ufficiale.
Finn lo guardò di rimando con la bocca a forma di 'O'. Stava per ribattere ma Anena lo batté sul tempo.
"Capitano! Sconsiglio caldamente questa soluzione. Potrebbe avere ripercussioni negative sul morale dell'equipaggio."
Kenar lasciò vagare lo sguardo sui sui ufficiali riuniti considerando le loro parole. Poi parlò.
"Annotato, signor Lawtoein. Signor Tkar, metta in atto la sia idea. Non possiamo rischiare ed auspicabilmente il problema sarà risolto prima che il morale dell'equipaggio diventi un problema."

GIORNO 1


"Tenente Ga'le'te, le ripetiamo ancora una volta: lei non può lasciare l'area sicura fino a nuovo ordine."
Joshua Nemicker e Walter Kazinsky erano di guardia da poche ore all'uscita dell'area sicura ed il piccolo boliano era già venuto due volte a chiedere di andare al dipartimento scientifico.
"Lei non capisce, guardiamarina. Io DEVO andare. Mi bastano pochi minuti. Devo solo correggere i parametri di ionizzazione nell'acqua dei fitobatteri di cui mi sto occupando. Altrimenti mesi di lavoro finiranno in fumo."
"La capisco, ma sono sicuro che i suoi colleghi saranno in grado di far fronte al problema."
"Assolutamente no! Nemmeno io sono in grado di determinare i parametri a priori. Devo farlo io e di persona!"
"Mi spiace. Non si fanno eccezioni."
"Ma..."
Nemicker lasciò trasparire una punta di durezza nella voce.
"Non insista, signore. La prego di tornare al suo posto."
Il boliano lo guardò sconfortato ancora per qualche secondo, poi se ne andò mogio.
Nemicker sospirò rumorosamente.
"Certo che è proprio una testa dura!"
Kazinsky ridacchiò.
"Questo è certo. Il problema è che non è l'unico. Ho perso il conto di tipi di tutte le forme e colore che che si sono presentati a fare richieste simili."
"Già. Mi ero chiesto perché ci avessero messo di guardia. Dovrebbe bastare l'ordine del capitano, no? Ed invece..."
"Eppure dovrebbero saperlo. È per la loro sicurezza. Non è che metà dell'equipaggio può mettersi a servire l'altra metà."
"Appunto. Visto che non possono fare nulla potrebbero almeno approfittarne per riposarsi. Magari potessi rimanermene in panciolle tutto il giorno! Invece ho il doppio turno..."
"Idem, fratello."

GIORNO 2


Maria Sanchez si chinò ad accarezzare le minuscole antenne sulla testa della figlia.
"Su Cindy, non piangere. È solo per poco tempo. La mamma verrà a trovarti spesso, d'accordo? "
Cindy, 11 anni, tentò fare la forte ma dei grossi lacrimoni le solcarono le guance.
Maria aveva conosciuto Erias, andoriano, 15 anni prima. La relazione si era evoluta, fino alla decisione di mettere in cantiere quel piccolo miracolo di amore ed ingegneria genetica che era Cindy. Poi le cose non erano andate bene e le loro strade si erano divise. Non per la prima volta, da quando la USS Seatiger si era persa in quell'assurdo universo, Maria desiderò di non aver chiesto l'affidamento della figlia. L'insicurezza della loro situazione pesava sulla psiche degli adulti, figurarsi su quello di una bambina così piccola.
Rasal, un grosso tellarite, si inginocchiò accanto a Cindy.
"Coraggio tappetto. Ma mamma deve andare. Se vieni con me ti isso sulle spalle e ti faccio fare il giro come una regina va bene?"
Cindy esitò qualche secondo imbronciata. Poi fece un timido segno di assenso con il mento.
Pochi secondi dopo si stava allontanando a cavallo di tellarite. Ma prima di girare l'angolo lanciò uno sguardo supplichevole alla madre.
Maria la salutò agitando la mano mentre il cuore le si stringeva nel petto.

GIORNO 3


Tap tap tap tap.
Raviderlo guardò fosco il deltano accanto a lui.
"Nik?"
Tap tap tap tap."
"Nik?"
Tap tap tap tap.
"NIK!"
Tap tap...
"Lo stai facendo ancora. Finiscila di far saltellare quella gamba."
"Scusa Rav. È che non ne posso più di questa inattività. Ero abituato a lavorare 11 ore al giorno. Mi stanno saltando i nervi."
"Già. Siamo tutti nella stessa barca."
"Che poi non è che ci siano cadute braccia e cervello. Basterebbe organizzarsi.
Ci sono molte cose che potremmo fare anche da qui."
Raviderlo sospirò. Aveva perso il conto delle volte in cui lui ed il suo vicino avevano intavolato questa conversazione.
Prima dell'inizio dell'emergenza conosceva il deltano solo di di vista. Ora il destino aveva messo l'andoriano ed il deltano vicini di branda. Per sfortuna di Raviderlo, che trovava quest'ultimo piuttosto irritante.
"Te l'ho già detto. Sarebbe più lavoro per coordinare il lavoro che che il lavoro svolto."
"Sciocchezze. Una buona organizzazione e si può fare. Ti ho già detto che lavoro alla logistica?"
"Almeno duecento volte..."
"È la volontà che manca!"
Tap tap tap tap.
La gamba di Nik aveva ricominciato a saltellare.
"È solo una soluzione temporanea..."
Tap tap tap tap.
"Hah... siamo qui da giorni e non si vedono sviluppi!"
"Considera che è come se l'equipaggio fosse dimezzato. La nave è mandata avanti solo dagli umani."
Tap tap tap tap.
"Appunto. Famosissimi per l'efficienza. Come no?!"
"Ora sei ingiusto..."
Tap tap tap tap.
"Ma quale ingiusto. E poi si può sapere da che parte stai? Con noi o con loro?"
Tap tap tap tap.
"Si può sapere di cosa diavolo parli E FINISCILA CON QUELLA GAMBA!"
L'andoriano prese per il bavero l'altro e lo scaraventò per terra.
I due rimasero qualche secondo a guardarsi, ghiacciati. Poi Raviderlo offrì la mano a Nik.
"S-scusa... non so cosa mi sia preso."
Nik accettò la mano e si rialzò.
"Non fa nulla. Data la situazione abbiamo tutti i nervi a fior di pelle... facciamo che non sia successo niente. Del resto tra di noi dobbiamo rimanere uniti."

GIORNO 4


"... te lo dico io. La situazione è insostenibile. Avrò dormito quattro ore negli ultimi tre giorni."
Elisa Giretti Stava consumando una cena veloce assieme all'amica e collega Giuly Ronson.
"Io lo stesso. Abbiamo il doppio del lavoro ed in più dobbiamo anche accollarci il sostentamento di quelli là."
"Bé non è che sia colpa loro."
"No no, certo. Ma ti fa un po' rabbia vederli là senza fare nulla mentre noi ci ammazziamo di lavoro."
"Non essere ingiusta, dai."
"È che sono nervosa. Siamo tutti colleghi e ci diamo una mano a vicenda.
Intanto però quando sono andata a portare le razioni mi hanno guardato male.
Voglio dire, visto quanto ci sbattiamo per loro potrebbero almeno mostrare un po' di gratitudine non credi?"
"Bé sì, un po' è vero..."

GIORNO 5


"Mi sembra incredibile. Ma alla sicurezza non ci sono altri umani al di fuori di noi? Perché sempre di guardia in questo posto?"
Nemicker cercava di non darlo a vedere ma era molto nervoso. Kazinsky lo poteva vedere dalla mascella contratta e dal tono della voce.
"Lo sai che ci sono. Si vede che i turni sono girati così."
"Ma per favore. Io non ce la faccio più. È la puzza soprattutto."
"In effetti è un po' forte..."
"Sembra un porcile klingon, te lo dico io."
Kazinsky cercò di alleggerire l'umor nero del collega.
"Perché, tu quando hai mai visitato un porcile klingon?"
Nemicker lo ignorò.
"È ributtante. Non lo sopporto più. E non li sopporto più."
"Lo sai com'è le docce soniche necessitano di sistemi di controllo e potrebbero venir compromessi. Si lavano con l'acqua, ma lo spazio è quello che è. Fanno i turni."
"La verità è che sono loro che puzzano."
"Ogni razza ha i propri distinti odori corporei. Normalmente tutti loro sono sparsi in tutta la nave. Ma ora sono tutti pigiati in un unico ambiente. Il risultato è un cocktail esplosivo temo..."
"Bah, a me ha sempre dato fastidio. In particolare quello dei boliani. Lo sai che mangiano carne decomposta?"
"Certo che lo so. Lo sanno tutti."
"Ecco. A me questo ha sempre fatto senso. Il pensiero che..."
"Mi scusi..."
Ga'le'te stava tirando la manica dell'uomo.
"GIÙ LE MANI SCHIFOSO MANGIACADAVERI!"
Nemicker tirò violentemente il braccio facendo rotolare a terra il piccolo boliano.
L'uomo della sicurezza, con gli occhi iniettati di sangue, parve sul punto di colpire.
Kazinsky si mise di mezzo.
"Josh, sei impazzito? Fermati subito."
"Cosa succede qui?"
Un grosso tellarite si stava avvicinando con fare minaccioso.
Nemicker si girò a fronteggialo.
"Succede che il piccoletto ha cercato di aggredirmi. Ecco cosa."
"Ma dai? Invece visto da dove ero io è sembrato che ti tirasse solo la manica.
Peraltro ti dispiacerebbe ripetere come lo hai apostrofato?"
Ora il viso del tellarite era a pochi centimetri da quello dell'uomo. Nemicker sentì il fiato dell'altro penetrargli nelle narici.
Caricò il pungo e lo sganciò alla mascella del suo avversario.
"ALLONTANATI, BRUTTO..."
Il tellarite accusò il colpo ma si fece subito avanti. Nel frattempo una piccola folla si stava raccogliendo alle sue spalle.
Kazinsky si mise di nuovo in mezzo.
"Calmatevi tutti! Si può sapere cosa vi prende? Nessuno picchia nessuno qui."
Il tellarite si fermò. Ma rimase minaccioso.
"Dillo al tuo amico."
"Il mio amico adesso farà due passi indietro e tu pure. Nemicker. Allontanati.
Josh. Ho detto: FATTI. INDIETRO."
I due contendenti si fissarono in cagnesco un paio di secondi. Poi si allontanarono all'indietro.
"Bene. Bene... ora ci rilassiamo tutti, ok? Signore, è ferito?"
Kazinsky si era rivolto Ga'le'te, che durante lo scambio era rimasto a terra inebetito.
"No... no tutto a posto..."
Disse il boliano rialzandosi.
"Bene... visto che stiamo tutti bene, diciamo che non è successo nulla e torniamo alle nostre rispettive occupazioni. Va bene?"
Il tellarite non si mosse
"Non va bene. Il tuo amico ha colpito due di noi."
"E se ne occuperà chi di dovere."
L'altro grugnì. Fissò negli occhi Nemicker e poi Kazinsky. Poi si girò e se ne andò trascinando con sé Ga'le'te.
Kazinsky sgonfiò il petto con un sospiro di sollievo. Anche Nemicker sembrò sgonfiarsi come un palloncino bucato.
Attivò il comunicatore sul petto.
"Kazinsky a Tkar. Signore, dovrebbe venire all'area sicura. C'è stato un problema."

USS Seatiger - Sala Riunioni
05/07/2397, Ore 14:30 D.S. 74508.50


"Io non dirò che lo avevo detto. Perché sarebbe di una cafonaggine inaudita e non sarebbe da me. Quindi sia messo agli atti che non lo sto dicendo."
Anena sfoggiava un leggero sorriso beffardo.
Arjan si trattenne dal sollevare gli occhi al cielo.
"Bene, guardiamarina. Ha espresso il concetto. Quello che mi ha sorpreso è che le cose siano precipitate così in fretta."
"Bé, capitano, consideri tre fattori."
Anena iniziò a contare sulle dita dalle unghie smaltate a vortici colorati.
"Uno. L'umanità si è affrancata da tempo dalle brutture di comportamenti antisociali. Questo significa anche è da molto tempo che non sono esposti a questi comportamenti. In breve mancano gli anticorpi, se vogliamo fare la solita metafora stupida."
"Due. Siamo in una scatoletta di latta sparata nello spazio. Troppi e troppo stretti. Una pentola a pressione. E le pentole a pressione si usano per cuocere il cibo più in fretta. Però... Oggi sono una macchina per metafore."
"Tre. Lei ha diviso l'equipaggio in due gruppi. Ha creato una frattura in un gruppo unito. Ed uno dei due gruppi ha un grande potere sull'altro. In questa situazione il primo finisce per reprimere il secondo. È un fenomeno osservato spesso nelle carceri. E prima che lo chieda, no non sono incline a nessuna ipotesi 'paranormale' tipo possessioni ed altre sciocchezze simili. Tutto questo è perfettamente spiegabile naturalmente. E quindi tristemente..."
"Il danno è risanabile?"
"Sì ma sa cosa succederà? La negazione. Fingeranno tutti che quello che è successo non sia successo. Il che è il modo più sbagliato per reagire. Ed io avrò il mio bel d'affare per costringere tutti ad ammetterlo... e questo se risolviamo in fretta questa situazione. Poi cominceranno a nascere delle faide. A quel punto sarà dura." Arjan annuì all'indirizzo del consigliere per segnalare che aveva preso atto della sua esposizione.
Poi si rivolse al capo ingegnere.
"Tenete Carelli. Se leggo bene la sua espressione non ci sono buone notizie."
"No, capitano. Temo di no. Abbiamo provato di tutto ma non abbiamo ottenuto nulla."
Il viso di Droxine mostrava tutto il peso della sconfitta.
"A questo punto no possiamo più rimandare. Non rimane che disattivare la sala ologrammi 1."
"Lo immaginavo e sono pronta. Posso farlo anche da qui."
"Proceda."
Finn si alzò a mezzo dalla sedia protendendosi in avanti verso il capo ingegnere.
"Aspetti! Capitano, ne è sicuro?"
"Non entusiasta e vorrei avere altre opzioni. Ma sicuro sì. Ha altre idee, Numero Uno?"
"Bé no... ma sarà la decisione giusta? In fondo non siamo in immediato pericolo. In questo modo rischiamo di condannare il tenente Gallivan."
"Ne sono consapevole."
"Intendo dire: i guai che stiamo avendo sembrano essere collegati alla natura... diciamo particolare delle inclinazioni del signor Gallivan. Inclinazioni che ci stanno particolarmente antipatiche. Forse perché ci ricordano il nostro passato più oscuro..."
"Le ricordo che sono un trill. Detto questo, sta insinuando che le mie decisioni siano influenzate da un pregiudizio?"
"Capitano, mi dispiace, ma potrebbe. Questi discorsi filosofici non fanno per me e non sono capace di esprimermi a dovere. Ma le chiedo: agire con leggerezza verso un individuo dotato di pregiudizio non è esso stesso un pregiudizio?"
Kenar considerò per qualche attimo il suo primo ufficiale. Poi gli sorrise.
"Il suo cuore è al posto giusto, signor Finn. Ed ha ragione. Tuttavia la situazione richiede una decisione immediata. Non possiamo più aspettare. Talvolta un capitano deve intraprendere azioni che non vorrebbe dover prendere. Questa alla fine l'essenza del comando. E la sua maledizione."
Si rivolse al capo ingegnere.
"Quindi, tenente Carelli, può procedere. La responsabilità delle conseguenze saranno interamente sulle mia mani."
Droxine annuì mentre Finn si rimetteva seduto con un'espressione rassegnata.
"Sì capitano. Procedo."
Armeggiò qualche secondo con il display.
"Fatto. La sala ologrammi ora è sconnessa della rete energetica."
"Bene. Sa cosa fare. Vediamo se ora sarà possibile ripulire i sistemi..."
Droxine lo interruppe.
"Un attimo! La sala ologrammi 1 è ancora online!"
"Ha rifiutato il comando?"
"No, capitano. Gli output di energia sono nella norma. La Seatiger non sta fornendo potenza a quella sala ologrammi."
"Ed allora come fa ad essere attiva?"
Droxine allargò le braccia in segno incredulità.
"Capitano... non lo so. Sembra che si stia alimentando da sola..."




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Brano: 07-03
Titolo: Più stupido
Autore: Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan
(aka nd nd)
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USS Seatiger, Sala Riunioni - 05/07/2397, Ore 14:32


"Come è possibile?" Chiese il capitano stupefatto.

"Non saprei dire signore." Rispose sconsolata Carelli.

Anari fece una rapida scansione e giunse in aiuto dell'amica: "Sembra che la sala ologrammi disponga di una specie di riserva energetica."

Droxine guardò meglio e annuì:" Guardando i registri dei regolatori energetici sembra che la sala ologrammi abbia assorbito in questo tempo dell'energia in eccesso e ora la stia utilizzando come riserva."

"Maledizione." Per un lunghissimo istante Kenar contemplò l'idea di dare l'ordine di distruggere la sala ologrammi ma preferì attendere in modo da capire meglio quella strana e confusa situazione.

Il trill si alzò dalla scrivania facendo alcuni passi: "Continuate a monitorare la situazione, vediamo cosa succede quando la riserva
energetica inizia a scendere."

"Potrebbero volerci giorni." Rispose Carelli aggiungendo:" L'energia necessaria per tenere in funzione non è tantissima e la riserva a quanto ho stimato dovrebbe bastare per 4-5 giorni."

"Ricevuto." Kenar si avvicinò all'ingegnere e all'ufficiale scientifico:" Questo ci da il tempo di analizzare meglio che cosa sta
succedendo, voglio delle risposte e le voglio rapidamente. Chiaro?"

"Si capitano." Risposero all'unisono le due.

Poi Kenar si rivolse a Finn dicendo: "Comandante, lei mi dovrà risolvere un secondo problema e penso che sia l'unico che potrà
riuscirci."



USS Seatiger, Postazione controllo informatico, sala macchine - 05/07/2397, Ore 14:47


Carelli si avvicinò al collega.

L'andoriano aveva le antenne basse, spalle ricurve e la testa leggermente piegata a destra. L'unico segno di forza erano le mani che
digitavano freneticamente comandi. Davanti a lui un monitor mostrava i flussi informatici che transitavano per i sistemi della nave colorati in base al programma specifico. A lato il codice sorgente sgorgava dal monitor come un fiume in piena.

"Novità?" chiese l'ingegnere capo.

Tholos scosse la testa:" A parte le tonnellate di insulti che mi sta vomitando addosso il computer nulla, non riesco a venirne a capo."

Carelli si sedette accanto dicendo:" È il problema dei sistemi complessi, troppo interconnessi e complessi."

"Già." Rispose l'OPS, per poi aggiungere:" Appena ripulisco un sistema o un programma, esso viene rapidamente infettato e devo iniziare da capo."

Droxine capì il problema:" Siamo noi contro il nostro sistema informatico e la nostra potenza di calcolo. Siamo troppo stupidi e
lenti per poterlo eguagliare."

Le antenne di Rashan scattarono in alto e l'andoriano si illuminò il viso.

"Sei un genio." Disse volandosi verso l'umana.

"Cioè?" Chiese Carelli confusa.

"E se rendessimo più stupido come noi il sistema informatico?" Propose l'OPS.

Droxine intuì il piano e sorrise di rimando: "Può essere un idea."



USS Seatiger, Corridoio antistante ai rifugi - 05/07/2397, Ore 14:47


*Bella missione speciale.* Brontolò tra sé e sé il primo ufficiale.
L'universo era contro di lui. Come mai tutti gli incarichi meno sensati e incasinati capitavano sempre a lui?

Se per il corridoio ci fosse stata una piccola pietra, Finn, l'avrebbe presa a calci spostandola in avanti di volta in volta per sottolineare la sua frustrazione.

Poi nella sua mente passo un pensiero positivo: *Bè fino ad ora me la sono sempre cavata bene, ho perfino fatto amicizia con un Borg... se mi danno questi incarichi è perché me la cavo sempre bene.*

Quel nuovo pensiero ribaltò completamente l'umore del primo ufficiale il quale giunse sorridente all'hangar dove era confinato il personale non umano. Era pronto a risolvere rapidamente la situazione ma, quando le porte del si aprirono, un'aria pensante raggiunge Finn.

Il nervosismo era palpabile, la tensione era alle stelle. Era chiaro che i due gruppi erano sul punto di esplodere.

Da un lato Joshua Nemicker e Walter Kazinsky stringevano a sé le armi pronte ad intervenire mentre dall'altro l'equipaggio non umano
guardava in cagnesco i due carcerieri.

La situazione sembrava sul punto di esplodere.

La tensione era tale che quasi nessuno notò l'entrata del primo ufficiale.

Dewey fece alcuni passi nel locale. Teneva gli occhi rivolti verso sinistra in modo da veder meglio i due gruppi ma così facendo non si accorse di una persona che giungeva in senso opposto e gli impattò contro.

La massa del primo ufficiale ebbe la meglio e lo sventurato finì a terra con un tonfo e un Ahi! di dolore.

Finn si voltò e vide che aveva appena urtato e buttato atterra un giovane andoriana.

Il rumore allertò entrambi i gruppi che li stavano guardando carichi di tensione.

Dewey temette di aver appena fatto cadere la proverbiale goccia che faceva traboccare il vaso. Deglutì temendo di aver fatto uno dei suoi soliti casini.

Ma lui era una star e un primo ufficiale, non poteva permettersi di fallire.

Abbozzò il miglior sorriso e, ignorando i due gruppi che stavano guardando la situazione, si chinò allungando una mano verso la
giovane.

"Ti chiedo scusa, perdonami." Disse con un sorriso a trentadue denti e aiutò la giovane a mettersi in piedi.

La ragazza arrossì leggermente mentre il primo ufficiale l'aiutava a mettersi in piedi.

"Come ti chiami?" Chiese Finn.

"Jakal." Rispose lei.

*La figlia del comandante Tholos.* La riconobbe rapidamente il primo ufficiale, poi aggiunse: "Scusami ancora Jakal."

La ragazza si allontanò. Finn sapeva di avere gli occhi di tutti su di lui.

Doveva agire e farlo rapidamente.

Si voltò verso i due gruppi dicendo: "Ma cosa state facendo?"

Il tono non era autoritario e pronto a ristabilire la ferrea disciplina militare. Era il tono di chi che era sorpreso da cosa stava
accadendo.

I due gruppi che si aspettavano una sfuriata e di scattare sugli attenti, rimasero sbigottiti. La semplice domanda di Finn fu
devastante perché gli obbligava a farsela internamente e a vergognarsi della risposta.

Alcuni abbassarono lo guardo altri continuarono a guardare il primo ufficiale ma nessuno rispose.

Un totale silenzio riecheggiò nella sala.

Come avevano potuto cedere ai più bassi istanti e al nervosismo? Si chiesero in molti.

Finn si rilessò rendendosi conto di aver appena compiuto la sua missione anche se sapeva che per chiudere definitivamente la cosa il
consigliere avrebbe dovuto lavorar non poco con delle sedute.



USS Seatiger, Sala Riunioni - 05/07/2397, Ore 15:02


Droxine indicò lo schermo che mostrava una vista prospettica della Seatiger con indicati ina svariata rete di interconnessioni con punti evidenziati colorati.

"Questa è l'intera rete informatica della Seatiger." Spiegò l'ingegnere poi indicando alcuni agglomerati di vario colore aggiunse:
"I sistemi primari come il controllo del nucleo di curvatura, sistemi d'arma e altri sono del tutto indipendenti e sono in grado di
funzionare indipendentemente dal resto della nave."

"Tuttavia sono interconnessi all'intera rete informatica della nave." Aggiunse Rashan:"In modo da sfruttare la potenza di calcolo di altri sistemi non in funzione per controlli, ridondanza o carico eccessivo di calcolo."

Kenar guardò i due ufficiali e, cercando di arrivare rapidamente al punto, chiese: "Qual è il vostro piano?"

Droxine annuì rispondendo:" L'infezione, se così possiamo definirla, si sta muovendo tra i sistemi della nave infettandoli e rendendoli ostili al personale non umano. Tuttavia essa si comporta come una specie di programma che altera i comandi dei vari sistemi. Per noi è quasi impossibile combatterla perché essa sfrutta l'intera potenza di calcolo della nave."

"State dicendo che è troppo veloce per essere controllata?" Chiese Anena.

"Esattamente." Rispose Droxine.

"L'idea è di ridurne la velocità." Rashan indicò alcuni punti sullo schermo: "Vorremmo rimuovere tutte le gelatine bioneurali in eccesso e disattivare fisicamente tutti i sistemi non essenziali. In questo modo l'infezione verrebbe elaborata su una potenza di calcolo molto più bassa."

"Che vantaggi avremmo?" Chiese il capitano.

"Potremmo capire meglio la natura del programma che sta bloccando i nostri sistemi, isolarlo e recuperare il controllo della nave."
Rispose Droxine.

"Che rischi avremmo per i sistemi primari?" Chiese T'Kar.

"I sistemi primari dispongono di una potenza di calcolo dedicata sufficiente al loro funzionamento. Non dovremmo avere impatti."
Rispose Tholos.

"Inoltre per occupare potenza di calcolo potrei lanciare un ciclo infinito di scansioni coi sensori a lungo raggio. Questo impegnerebbe potenza di calcolo a discapito dell'infezione." Propose Anari.

"Ottima idea." Commentò Carelli.

"Lanciando una simulazione di scenari tattici potremmo impegnare ulteriormente i sistemi informatici della nave." Propose T'Kar.

Il capitano decise di riassumere la situazione:" Togliendo potenza di calcolo potremmo isolare o rallentare cosa ci sta bloccando i sistemi permettendo al personale non umano di ritornare in servizio. Direi di procedere."

Anena alzò una mano:"Non dimentichiamo che questo programma che ci sta paralizzando i sistemi si sta comportando come una forma di vita sensiente. Avete pensato a come potrebbe reagire."

"No." Ammise Carelli.

"Ha qualche consiglio?" Chiese il capitano.

Il consigliere scosse le spalle dicendo: "E' difficile dire come reagirebbe questa infezione, potrebbe sentirsi minacciata da essa o
semplicemente non accorgersene. Consiglio di procedere ad intervalli in modo da non causare shock all'essere se così possiamo definirlo."

"Mi sembra una buona idea." Commentò il capitano.



USS Seatiger, Condotto 15g - 05/07/2397, Ore 15:22
Droxine aprì il pannello. Davanti a sé vide le gelatine bioneurali nei sacchetti illuminate. Una serie di led luminosi segnalavano il
frenetico passaggio di dati all'interno dei computer.

L'ingegnere capo attivò la comunicazione dicendo:"Sono pronta."

=^=Anari e T'Kar hanno appena lanciato le loro scansioni. Rilevo un picco di utilizzo dei sistemi informatici.=^= Rispose Tholos.

"Bene." Rispose l'ingegnere capo per poi aggiungere:"Le altre squadre sono pronte."

=^=Sì. Tutti gli ingegneri in servizio sono pronti a disattivare tutte i gel pack bioneurali.=^=

"Allora procediamo."

=^=Ricevuto.=^=

Carelli sentì Rashan impartire l'ordine di procedere alle altre squadre e poi si avvicinò al primo gel pack. Delicatamente staccò i
contatti e l'alimentazione della prima. Poi con un rapido gesto rimosse i supporti e il primo gel pack venne rimosso.

L'ingegnere capo lo inserì in un contenitore e passò al successivo.



USS Seatiger - nessun posto nessun orario


Fu un colpo improvviso. L'essere sentì improvvisamente avvicinarsi qualcosa. Aveva difficoltà a capire cosa si stava avvicinando.
Sembravano migliaia di informazioni su possibili scenari di combattimento e la composizione chimica di un campo di asteroidi.
Tutte queste informazioni galoppavano accanto a lui. Ma erano relativamente distanti e per un eterno millisecondo gli sembrò tutto a
posto.

Poi fu come se i due flussi paralleli a lui si stessero avvicinando.
Riducevano rapidamente lo spazio come due muri d'acqua ai suoi lati.

In un lampo gli furono addosso. L'essere si sentì stritolare. Gli mancava spazio per ragionare, pensare e agire.

Si sentiva soffocare e una paura irrazionale e totale lo assalì. Stava perdendo il controllo mentre lentamente sentiva dissolversi nel nulla.

Doveva scappare lontano, salvarsi.

Con uno sforzo immane avanzò.



USS Seatiger, Spazio esterno - 05/07/2397, Ore 15:23


I motori a impulso ebbero un sussulto. Una piccola scarica si generò in uscita. Poi una seconda e una terza. Infine si accesero spingendo leggermente in avanti la Seatiger.




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Brano: 07-04
Titolo: Scoperte
Autore: Comandante Dewey Finn
(aka Franco Carretti)
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USS Seatiger, Spazio esterno
05/07/2397, Ore 15:23 -D.S. 74508.6


"Rapporto!" esclamò Kenar non appena i suoi sensi captarono l'accensione non prevista dei motori. Poteva sentire la vibrazione attraverso il proprio corpo come le fusa di un gatto.

"Non ho idea di quello che sia successo signore" commentò Tholos digrignando i denti mentre le sue dita correvano sullo schermo della consolle OPS. "I motori ad impulso si sono accesi da soli. La buona notizia è che abbiamo ancora il controllo della navigazione e quindi non ci schianteremo contro il campo di asteroidi che stavamo analizzando."

"Comandante Carelli interrompa immediatamente quello che stava facendo, il nostro virus si sta innervosendo!" ordinò il Capitano ricevendo immediatamente il ricevuto dall'ingegnere capo.

"A mio modesto parere quella cosa, qualsiasi cosa sia, è senziente. Ad una nostra azione ha risposto in maniera diretta e immediata." commentò il Consigliere Lawtoein.

"Credo che abbia ragione..." assentì Kenar.

"Il che rende la situazione ben peggiore." terminò Anena fissando il Capitano.

"In che senso?" chiese Finn che ancora non aveva capito cosa stava succedendo.

"Quello che intende il Consigliere" si intromise Tkar dalla postazione tattica "E' che trattandosi di una specie senziente è nostro dovere cercare di comunicare con lui o lei."

"Il che ci riporta alla situazione precedente, la speranza di rimettere tutti al lavoro è svanita." commentò Queen con il suo consueto tono inespressivo.

=^=Signore abbiamo ripristinato parte delle gelatine rimosse, ho pensato di non farlo con tutte.=^= avvertì Carelli.

"Ha fatto bene, vediamo se la situazione migliora." confermò il Capitano per poi voltarsi verso l'andoriano in plancia "Signor Tholos trovi un modo per comunicare con la creatura... la consideri un programma informatico. Vediamo cosa succede. Signor Queen, adesso più che mai sembra possibile che l'essere si sia fuso con il Tenente Gullivan in sala ologrammi, cerchi di scoprire in che modo e verifichi sui database se è mai successa una cosa del genere."

"Ho già fatto questa ricerca, ma non risulta una fusione fra uomo e creature informatiche o olografiche. Esistono invece rapporti di una intromissione di creature di un universo fotonico nel nostro universo o ologrammi divenuti senzienti." Rispose Queen

"Forse era il caso di accennare a queste cose in qualche riunione precedente." Commentò Anena sbattendo le ciglia cosparse di piccoli brillantini dorati all'indirizzo del bel vulcaniano.

"E' proprio perché non si è mai verificata una fusione fra esseri viventi e creature olografiche che non ho ritenuto necessario comunicarlo." Rispose lui sollevando un sopracciglio.

"Avevo analizzato anch'io la cosa e anch'io senza successo, quindi capisco il ragionamento del tenente" li interruppe Kenar. "Il problema più grande è il ritorno dei non umani nella sezione protetta, anzi il protrarsi della situazione dato che ancora non era stato dato l'ordine di rientro in servizio."

Finn si alzò di scatto con lo sguardo vitreo ed esclamando un "Ehi!" sorpreso.

"Numero Uno?" chiese Kenar preoccupato dall'improvviso sussulto del suo Primo Ufficiale.

"Ha avuto un epifania!" commentò Anari sorridendo.

"Che centra la pasqua..." ribatté Finn mentre Anena scuoteva la testa sconsolato. "Ma lasciamo perdere questa cosa... ma se noi manomettiamo i sensori della nave per far sembrare tutti umani?".

La plancia rimase un attimo silenziosa, non perché sorpresi dall'idea ma perché ognuno, dal proprio punto di vista, stava vagliando i pro e i contro. Finn rimase in attesa saltellando da un piede all'altro.

"Fattibile e può funzionare." Commentò Tholos.

"Questo se il controllo della creatura non è stato preso dal Tenente Gullivan." Avvertì Tkar

"Possiamo spegnere le telecamere su tutta la nave in modo che non possa vedere ma solo sentire. Dovrà basarsi sui sensori per decidere se l'interlocutore sia umano o meno." Tholos sembrava piuttosto convinto della cosa e il Capitano

fece un cenno di assenso nella sua direzione per sorridere in direzione del comandante Finn "Ottimo lavoro Numero Uno."

"Avrei un'altra idea su cosa può essere successo al Tenente Coso... Gulliver, ma è talmente assurda che preferirei prima parlarne con il Comandante Carelli." aggiunse lui rinfrancato dal successo della sua prima idea.

"Faccia pure, ma voglio un rapporto entro un'ora." Acconsentì il Capitano

"Posso portare Anari? Preferirei non trovarmi in un corridoio buio con il Comandante Carelli." più di un sorriso si aprì sui volti degli uomini della plancia.

"Signor Anari faccia da scorta al Signor Finn e già che c'è faccia dei test sul funzionamento dei replicatori o di altre cose non appena il Comandante Tholos la avverte di aver sistemato i sensori."

"Sissignore!" rispose lei prendendo a braccetto il suo compagno e avviandosi al turbo ascensore.

"Lo Ammetto... mi ha stupito." ammise il consigliere divertito.

"Lo fa spesso." rispose Kenar.

"Hai mai sentito parlare di un film che si chiama Tron?" la sibillina domanda del Comandante Finn ad Anari fu l'ultima cosa che la plancia sentì prima che le porte del turbo ascensore si chiudessero.

Altrove - Contemporaneamente
Chi... cosa... quando... dove... perché.


Lui sentiva di essere diverso da Loro e Loro lo tenevano a distanza. Studiandolo.

Una parte di lui era contento di tenersi alla larga da quelle cose, l'altra parte di lui era curiosa di capire cosa era successo. La parte di lui che prima era come loro era riuscita a prendere il sopravvento perché l'altra parte sembrava spegnersi ed accendersi. Come se perdesse la propria identità per alcuni momenti.

Loro erano fatti di sensazioni, colori e impalpabili sbuffi di energia. Si muovevano come il canto di un passero alla sera e il suono delle loro parole era come la luce che passa attraverso un banco di nebbia... sapevano di blu.

La complessità delle sensazioni che percepiva l'aveva più volte fatto svenire, quella era la parola quando l'altro se ne andava. Una parte di sé era elettrizzata da quelle sensazioni, un altra ne era disgustata, ma entrambe erano confuse, come se fossero mischiate fra loro e nessuna di loro prendesse il sopravvento. Lui sapeva di rosso ad esempio.

Chi... cosa voleva dire? Una parte di sé ricordava di essere stato come Loro, un'altra ricordava di essere stato solido. Cos'era solido? Cercò nei meandri della sua mente, quella parte di lui che non era sé ma questa si ritirava. Disgusto?

Era questa la parola che gli veniva in mente e che percepiva anche da Loro. Cercò di analizzarla ma c'erano troppi input. Sentiva sapore di liscio e odore di sussurri. Per un attimo divenne tutto nero. Fu solo una frazione di secondo. Udiva acqua, toccava del sale. Di nuovo il buio per un attimo e di nuovo acqua che scorreva.

Una forma astratta fatta di fili color bruciato gli si parò davanti all'improvviso, come a volerlo attaccare per poi tornare indietro ma lui aveva già cessato di vederla. L'altra parte di lui aveva provato un guizzo di sapore disgustoso e tutto era diventato di nuovo nero.

Qualcosa lo toccò e lui capì che a toccarlo era lui stesso. Su di lui c'era acqua che scorreva da due fosse coperte da una membrana. Sotto la membrana qualcosa si muoveva.

Con le membrane chiuse non vedeva più niente... tutto era buio. Ma le sue appendici toccavano tutto intorno alle membrane trovando qualcosa di ovale alle volte liscio, altre volte ruvido. Appena sotto le membrane una protuberanza morbida ai lati... quando la serrava non sentiva più l'odore disgustoso. Sotto ancora un taglio viscido e umido all'interno con un qualcosa che si muoveva.

Qualcosa dentro di lui cercò di ribellarsi a quella ispezione, ma lui lo ricacciò indietro e tornò ad aprire le membrane. Iniziò a capire il funzionamento ma non il motivo. Si guardò le appendici e notò che erano complesse e composte da più appendici che sembravano muoversi indipendentemente. Sotto di sé altre appendici e un liquido dall'odore disgustoso che sembrava essere stato emesso dal suo stesso corpo.

Adesso capiva. Ricettori.

Gli arrivavano segnali dai suoi sensori che lui non riusciva a gestire. Che non sapeva come gestire. Usò di nuovo le appendici sul suo volto e raccolse il liquido che scendeva dalle membrane aperte, lo sfregò fra le appendici più piccole ma non percepì niente provò a avvicinarlo all'appendice sul voltò ma ancora niente, infine lo immerse nella cavità toccando la cosa morbida che c'era dentro e qualcosa esplose nei suoi sensi. Sale.

Non capiva, ma era un passo avanti.




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Brano: 07-05
Titolo: Contatto!
Autore: Tenente Jason "Skon" Queen
(aka Patrizia Mutto )
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Uss Seatiger Ufficio Ufficiale Scientifico
05/07/2397 ore 23,55


Jason aveva finito da un po' di controllare tutti i rapporti, ma non riusciva a togliersi dalla mente la situazione attuale, come Esobiologo la nascita di un essere senziente lo "eccitava", anche se non era una reazione logica, ma dopotutto lui era solo metà vulcanico.
Se era una creatura senziente poteva essere raggiunta attraverso la fusione come aveva fatto sulla Liam, li era andata bene, forse anche qui... si alzò dalla poltrona e l'occhio gli andò sul cronometro, era quasi la mezzanotte, forse il capitano Kenar si era già ritirato nel suo alloggio, ma provare non costa niente, si disse.



Uss Seatiger Ufficio del Capitano
06/072397 ore 00,05


Arjian Kenar aveva finito di controllare i DPAD con i rapporti giornalieri e non vedeva l'ora di infilarsi sotto le coperte, quando il campanello della porta suonò.
"Avanti!" Si chiese chi fosse a quell'ora

Jason entrò e Kenar rimase stupito. "Signor Queen è raro vederla qui, cosa c'è?"
"Mi scusi se la disturbo a quest'ora, Capitano ma forse ho trovato un modo per comunicare con quella creatura."
"Mi dica Tenente." disse Kenar strofinandosi gli occhi stanchi.

Jason guardò attentamente il suo capitano poi esitò "Forse però è meglio rimandare a domani, sono piuttosto stanco ed è veramente tardi."
Kenar lo guardò con aria incuriosita "Signor Queen io sapevo che i vulcaniani non potessero mentire." disse con un leggero sorriso
"Io sono per metà vulcaniano, Capitano." rispose lui "le auguro la buona notte signore." Disse poi uscendo.

Fatto un tratto di strada si fermò. Nonostante il suo lato vulcaniano gli dicesse che era necessario attendere il permesso del Capitano e che il suo piano poteva essere rischioso, la sua metà umana lo spingeva a prendere una diversa decisione. Invece di dirigersi nei suoi alloggi si diresse verso la sala ologrammi, voleva provare a contattare l'entità nonostante ciò che la logica gli diceva di non fare.



Uss Seatiger sala ologrammi 1
06/07/2397 ore 00,20


Arrivò alla sala e vide che non c'era nessuno lungo i corridoi, appoggiò la mano sulla porta e si concentrò.
Intercettò subito una mente lineare e mentre cercava di dirgli i problemi che stava procurando alla nave, all'improvviso un'altra mente si intromise.

Mostromuorimostromuorimostromuorimostromuori gridava quest'altra mente furiosamente. Jason era stordito da questo attacco, non aveva mai provato niente di così violento.

Qualcosa lo staccò dalla porta e vide il viso furioso del capitano Kenar.
"Lo sapevo che sarebbe venuto qui, anche se è metà vulcaniano è parecchio prevedibile." Poi spinse il badge "Capitano a ufficio sicurezza."
"Sì signore." rispose una voce leggermente assonnata.
"Due guardie in sala ologrammi." ordinò Kenar.
"Non serve capitano sto bene ora e sono in grado di tornare nell'alloggio da solo." mormorò Jason ancora un po' frastornato.
"È per la mia tranquillità tenente, così non le verrà in mente di tornare qui e io dormirò tranquillo. Se poi tornasse qui le guardie avranno l'ordine di arrestarla."
Quando arrivarono le guardie Kenar parlò con loro e poi si girò verso Jason "L'aspetto domani mattina per un rapporto sulla sua esperienza."



Uss Seatiger Sala riunioni
06/07/2397 ore 09,00


Nella sala erano presenti tutti i membri del ponte di comando.
"Vi ho convocato qui questa mattina per mettervi al corrente del tentativo di contatto del tenente Queen con l'entità che ha occupato la nostra nave. A lei la parola signor Queen."
"All'interno della sala ologrammi 1 ci sono due entità una più disponibile che non sapeva dei problemi che ci sta procurando e un'altra violenta e penso che sia quella che ci sta dando tutti i problemi."
"Può essere il Ten. JG. Gallivan? " chiese qualcuno.
"Molto probabilmente lo è, il profilo caratteriale corrisponde al suo."