Ufficio della Sicurezza
21/12/2405 - Ore 11:47
Anche attraverso lo schermo era evidente che Grul era a disagio mentre si muoveva nei corridoi della manutenzione. Sapeva di essere sotto controllo, pensò Whitmore, e che qualunque cosa fosse successa, loro sarebbero stati da lui immediatamente, ma questa consapevolezza sembrava renderlo ancora più nervoso di quando era stato sotto interrogatorio. Lo vide passare una mano al lobo sinistro, lì dove la dottoressa Bly gli aveva impiantato il minuscolo trasmettitore che - nei loro piani - avrebbe dovuto permettere loro di ascoltare la conversazione con il contatto, chiunque egli fosse. A meno che il contatto non lo avesse scansionato con cura, sarebbe stato difficile da trovare.
"Certo che non è facile da trovare quel trasmettitore - interloquì il capitano Aymane, seduto a braccia conserte dietro la scrivania del capo Sicurezza - Ma se Grul continua a comportarsi a quel modo, il contatto si insospettirà... Soprattutto se si è accorto che il Ferengi è stato assente dal suo alloggio per parecchie ore, ossia tutte quelle che ha passato sotto interrogatorio. Se in qualunque modo è venuto a sapere che l'uomo che gli sta portando il chip è stato arrestato, non ci metterà molto a capire che è una trappola, se se lo vede arrivare davanti libero e giocondo. O libero e tutt'altro che giocondo, come lo si vede in quegli schermi"
"Non mi ero accorto di aver parlato ad alta voce" - disse Whitmore.
Sullo schermo, Grul stava passando dall'angolo di una olocamera ad un'altra.
"Non lo ha fatto, ma era fin troppo evidente quello che stava pensando, tenente" - ribattè il capitano. "Come è fin troppo chiaro che Grul è il punto più debole del nostro piano. E credo che lui stesso lo abbia capito"
"Abbiamo fatto tutto il possibile per tenere l'arresto di Grul sotto silenzio" - disse il capo della sicurezza.
"E speriamo che sia andata così... O che il contatto sia talmente interessato ad avere in mano quel chip da non vedere niente altro. Nemmeno un Ferengi palesemente troppo nervoso".
Seduto in un angolo, Brut giocava ancora con la sua pallina colorata. Se non altro, pensava Whitmore, non dava nessun fastidio. Chissà se l'ambasciatore Klingon avrebbe aiutato il capitano con quel suo bambino troppo cresciuto come faceva con Isaryel. Forse doveva suggerire l'apertura di un asilo nido presso l'ambasciata...
Whitmore tornò a concentrarsi sugli schermi. Grul stava salendo una scala a pioli, lungo un condotto di manutenzione che attraversava i piani alle spalle dei magazzini, in direzione di uno dei piloni di attracco.
"Confesso che sono curioso di vederlo, questo contatto - disse - L'uomo che ha reclutato il Ferengi su Diomedas III ha dato un nome che non è presente negli elenchi del personale della Base o negli archivi degli arrivi che sono tenuti qui alla Sicurezza. Quindi, o il contatto ha dato un nome falso o si presenterà all'incontro una persona totalmente diversa."
"Sono tutte e due possibili - convenne il capitano Aymane - Anche io sono curioso di fare la conoscenza con il contatto su questa Base... Per un altro motivo. Mi chiedo perché lo scambio ha dovuto avvenire su questa Base"
Whitmore strinse le spalle:
"Se è per questo, tutti gli spostamenti di questo chip hanno poco senso - sottolineò il tenente - Il chip è partito dalla Terra, è stato inviato in questa remota Base Stellare, che poi deve inviarlo alla Bayes, che poi deve inviare i suoi dati... A qualcuno, di nuovo sulla Terra? Perché questo interstellare giro vizioso? Ogni nuovo passaggio rappresenta un rischio di essere scoperti... Come in effetti è successo. Sono stati scoperti in primo luogo dall'Ammiragliato, e poi anche da noi, in maniera indipendente."
"Tutte buone domande - disse Aymane - Sono ansioso di incontrare la persona che potrà rispondere... Per inciso, credo che ci siamo... O almeno, che Grul sia arrivato al punto d'incontro. O sbaglio?"
L'olocamera adesso inquadrava una sezione del pilone d'attracco, con vari materiali accatastati senza alcun ordine apparente. Grul scavalcò una botola da cui spuntavano fasci di fibre ottiche scoperte, per avvicinarsi a un terminale che - secondo ogni logica - avrebbe dovuto essere spento.
"Abbiamo riattivato le olocamere in zona, nonostante i lavori di ristrutturazione del pilone d'attracco siano ancora in corso... Con molta discrezione - spiegò il capo della sicurezza - Non dovremmo avere problemi a seguire l'intero scambio"
Grul intanto stava trafficando con il terminale. Unì i cavi di alimentazione a un piccolo apparecchio che aveva tirato fuori da una tasca e dopo qualche istante il terminale si accese. Sul monitor tuttavia non apparve nessuna immagine, ma solo una nebbiolina che in breve si trasformò in una sinusoide regolare.
=^= Qui Grul =^= - Il capitano Aymane si alzò dalla scrivania e si accostò al tenente, con le orecchie tese a seguire lo scambio.
=^= Sei in ritardo! - una voce alterata scaturì dall'altoparlante - Che cosa è successo, per tutto lo Spazio? =^=
=^= Prima di tutto, ho bisogno di aiuto - l'olocamera inquadrò il Ferengi che si passava la lingua sulle labbra prima di proseguire - Il vulcaniano è stato arrestato. Non ha parlato, per fortuna, ma io ho dovuto abbandonare in fretta il mio alloggio e nascondermi tra i magazzini. Devo abbandonare la Base, e in fretta prima che la Sicurezza riesca ad acchiapparmi =^=
L'altoparlante risuonò di una robusta interiezione. Whitmore e il capitano Aymane si scambiarono un'occhiata.
"Ma è lingua Trill! - mormorò il capo della Sicurezza - È un Trill?"
"Non è detto che lo sia davvero... I mercanti che navigano sulle rotte commerciali spesso imparano parole o frasi intere nelle lingue locali dei pianeti che frequentano" - borbottò Aymane di rimando, e gli fece cenno di continuare ad ascoltare.
=^= Mi stai dicendo che hai fallito? =^= - stava dicendo il contatto.
Grul scosse la testa:
=^= Questo no - trasse un oggetto dalla tasca e lo mostrò al terminale - Sono riuscito a recuperare il chip. Ma se lo vuoi, dovrai trovare il modo di tirarmi fuori da questo impiccio. Oltre a darmi tutto il latinum che mi hai promesso! Scappare su un pianeta fuori dalla portata della Flotta Stellare costa parecchio! =^=
=^= Non puoi ricattarmi, Grul. Avrai il tuo latinum, ma devi consegnarmi il chip! =^=
Grul rigirò il chip fra le sue dita:
=^= Ma che cosa ci sarà dentro di così importante... - la voce del Ferengi risuonò di una nota più bassa e insinuante - Dentro una cosa così piccola e fragile... =^= Strinse l'oggetto tra le dita.
=^= Fermo! =^=
La mano di Grul si riaprì. Il piccolo chip venne illuminato dalla luce del monitor:
=^= Allora? =^=
=^= Non mi sono mai veramente fidato di te, e avevo ragione. Vuoi andare via dalla Base? D'accordo... Ti accontento subito! =^=
Sullo schermo, Grul si irrigidì, come paralizzato dalla paura. Fece in tempo a girarsi e a tentare di allontanarsi dal terminale, ma una familiare luminescenza lo avvolse, e svanì in un turbinio di particelle.
Aymane premette il comunicatore:
"Capitano a tenente comandante Keane - chiamò - Tara, hai seguito tutta la conversazione?"
=^= Qui Keane. Sì, abbiamo visto tutto dalla postazione operativa. Del resto, ci aspettavamo qualcosa del genere, no? Stiamo già cercando di localizzare il luogo di partenza del teletrasporto =^=
"E per quanto riguarda il terminale usato?"
=^= Ci stiamo ancora lavorando. Il sospettato ha effettuato un inoltro a cipolla... In pratica, il suo collegamento ha effettuato una serie di rimbalzi casuali attraverso nodi situati in tutta la Base Stellare. Niente che non possiamo ricostruire, ma ci vorrà del tempo... =^=
"Mi faccia sapere appena arriva a qualcosa - disse Steje Aymane, chiudendo la comunicazione. Continuò, a bassa voce, come a sé stesso: "Il contatto doveva sapere, o almeno sospettare, di essere tracciato... Ha corso il rischio di parlare con Grul per mettere le mani su quel benedetto o maledetto chip, ma ha preso ogni possibile precauzione per non essere trovato"
Il tenente Whitmore nel frattempo era corso alla consolle di sicurezza, premendo freneticamente i tasti:
"Signore... - chiamò - Non è solo la fonte del collegamento a essere stata oscurata."
Il capitano si girò verso di lui:
"Che vuol dire, tenente?"
"A quanto pare, è riuscito anche a schermare la traccia del nostro trasmettitore. In pratica, non trovo più il nostro amico Ferengi"
Whitmore puntò il dito sul suo terminale. Sullo schermo appariva la Base in trasparenza. Sopra di essa, il brulicare delle comunicazioni interne ed esterne appariva evidenziata come una fitta rete luminescente. Alcune tracce in rosso, in blu, in verde mostravano le comunicazioni che andavano e venivano dalle delegazioni diplomatiche - criptate, ma comunque esternamente visibili.
"Sto cercando tracce di schermatura in tutta la Base. Nei tracciati della Sicurezza la schermatura bloccherebbe ogni possibile emissione, anche termica o elettrica... E a me dovrebbe apparire come una macchia bianca in mezzo al tracciato."
Aymane rifletté un istante:
"E se la trasmittente non fosse stata schermata? Intendo... Il Ferengi non potrebbe essere stato teletrasportato oltre la portata della trasmittente?"
"Quel chip era piccolo, ma molto potente. La potenza di trasmissione avrebbe coperto tutta la Base Stellare"
Aymane si incupì:
"Tutta... La Base - mormorò - Ma non funzionerebbe se..."
Whitmore capì:
"...Se Grul fosse stato trasportato fuori dalla Base. Ma non su una nave... Fuori. Nello spazio!"
USS Bayes - Sala mensa
21/12/2405 - Ore 11.49
Le ghirlande stavano cominciando a illuminare corridoi e sala mensa, sotto le mani della squadra di uomini mascherati da manutenzione che la comandante Durani stava coordinando. Rerin, in piedi a braccia conserte in un angolo della sala, poteva avvertire una ridda di emozioni differenti tra il personale e gli scienziati che lavoravano sulla Bayes. Curiosità, nella maggior parte dei casi, cosa comprensibile considerando che la percentuale di umani sulla Bayes era piuttosto bassa. Insieme alla curiosità, c'era anche una certa eccitazione, una nota di piacere per il diversivo dalla noia della routine quotidiana nella profondità dello spazio. Quasi nessuno si era lamentato per la distrazione dal lavoro. Il "quasi" era rappresentato in quel momento dal capitano della Bayes, che stava guardando la sala mensa con una espressione di disapprovazione dipinta in volto. Stava evidentemente riconsiderando la decisione di dare loro l'autorizzazione a salire a bordo.
La sta attribuendo a un momento di debolezza... Un misto di nostalgia della Terra, della sua infanzia e dei suoi figli - pensò. Ma se lei avesse deciso di mettersi in mezzo e non dare ai suoi uomini la libertà di accesso alle sezioni della nave, il loro piano sarebbe stato molto più complicato da portare a termine.
Si mosse nella sua direzione. Accanto alla donna comparve una giovane con i capelli biondi tirati in uno chignon.
Lensky.
Bene, pensò Rerin. Noi siamo in posizione. La trappola sta per scattare.