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USS WAYFARER - MISSIONE 17 RSS USS WAYFARER - Missione 17

17.11 "Kiron e Hurlet"

di Mehon Vaitor, Pubblicato il 30-08-2020


Sygma Draconis, Lantaris - Palazzo del Governo
05/09/2398, ore 17:43 - D.D. 35678.73


L'attesa era stata lunga. Dopo averlo prelevato dalla navetta, le due guardie avevano scortato il capitano Kiron per il palazzo del governo fino a raggiungere una specie di anticamera. Lì avevano atteso per diversi minuti guardando a vista l'ufficiale comandante della Wayfarer.

L'attesa stava diventando pesante e attendere faceva il gioco dei federali, ma il capitano non poteva fare a meno di temere che Hurlet stesse tramando qualcosa.

Poi d'improvviso arrivò l'ordine.

Le guardie prelevarono il capitano con la stessa delicatezza con cui si prende un sacco di patate e lo trascinarono nella stanza successiva. Kiron cercò inutilmente di mettersi in piedi, ma le guardie lo stavano trascinando con troppa forza. D'improvviso i carcerieri mollarono la presa e il capitano cadde rovinosamente sul pavimento.

L'umano attese un istante, poi alzò la testa cercando di rimettersi in piedi e fu allora che lo vide. Era a pochi passi da lui, in piedi al centro della stanza. Era vestito con abiti semplici. Alla cintura portava un grosso phaser che sembrava più una pistola da pirati che un'arma avanzata. Ogni fibra del suo corpo era animata da un profondo sentimento di vendetta che lo rendeva pronto a scattare per sfogare la furia che traboccava dal suo essere.
La mascella era chiusa serrata, ma pronta ad azzannare. Ma quello che più colpì Kiron di Hurlet erano gli occhi: in essi non c'era odio e rabbia, solo una profonda tristezza tipica di una persona a cui hanno brutalmente spezzato i sogni.

"Ben arrivato Lucius." Lo accolse Hurlet alzando le braccia quasi in segno di benvenuto.

Kiron si mise in piedi, guardò duro il suo interlocutore dicendo: "Bene sono qua, libera la mia nave e gli ostaggi."

L'ex carcerato sorrise e scoppiò in una sonora risata per poi semplicemente chiedere: "Perché?"

Il capitano della Wayfarer fece uno scatto in avanti rispondendo: "Mi avevi promesso che avresti liberato la Wayfarer e gli ostaggi."

Prontamente i due criminali che scortavano il capitano lo afferrano bloccandolo e impedendogli di aggredire Hurlet il quale rimase impassibile e, indicando la parete sinistra, aggiunse:"Io sono una persona di parola... non temere libererò gli ostaggi e permetterò persino alla tua nave di andarsene."

Kiron guardò nella direzione indicata da Hurlet e fu allora che notò gli ostaggi seduti contro la parete e guardati a vista da almeno tre guardie. Ebbe poco tempo, ma gli parve di riconoscere l'Ammiraglio Squiretaker guardare nella sua direzione.

"Allora fallo." Lo provocò Kiron.
"Non ora." Rispose semplicemente l'ex ufficiale della flotta stellare.
"Perché?"

Hurlet sorrise, si avvicinò a Kiron e, indicando una specie di poltrona accanto a loro, disse: "Devono assistere alla sorpresa che ho preparato per te... ."

Le guardie afferrarono il capitano e lo trascinarono verso la sedia.

USS Wayfarer - Plancia
05/09/2398, ore 18:16 - D.S. 35678.79


La vibrazione era appena impercettibile. Rumar sforzava l'orecchio nel vano tentativo di coglierla anche se sapeva benissimo che poteva sentirla più col tatto che con l'udito.
Ogni tanto puntava l'occhio sullo schermo installato sulla poltrona del capitano per vedere la situazione.

Tutto stava procedendo per il meglio ma molto lentamente. Le navette dei carcerati stavano spingendo la Wayfarer fuori dal gigante gassoso facendole prendere quota e applicando quella strana vibrazione. Mancava circa un'ora e la nave sarebbe stata libera.

Nel mentre l'equipaggio della Wayfarer non stava con le mani in mano: le squadre controllo danni correvano da una sezione all'altra nel disperato tentativo di rimettere in linea i sistemi primari della nave.

Dovevano correre contro il tempo, ma anche dover procedere lentamente.

Ed era questo passo lento che inquietava il primo ufficiale. Non poteva stare lì ad arrancare mentre il suo capitano era alla mercé di Hurlet.

Un forte scossone destò il primo ufficiale dai suoi pensieri.
Prontamente Rumar si guardò intorno dicendo:"Che succede?"

"I nostri carcerieri hanno preso fame." Fu la risposta di Cooper

Il primo ufficiale si voltò verso la postazione scientifica dicendo:"Cosa?"

Gregory scosse la testa e alzando le mani al cielo in segno di
esasperazione disse:" Le navette hanno aumentato la velocità...
raggiungeremo prima un'orbita stabile."

"Bene." Il primo ufficiale tornò a guardare lo schermo della poltrona
del capitano notando che gli accelerometri della nave confermano
quanto detto dall'ufficiale scientifico:"Tra quanto raggiungeremo una
orbita stabile?"

Gregory guardò il suo schermo e, dopo una breve analisi, disse:"Circa
25 minuti."

"Bene." Rumar era soddisfatto, poi, voltandosi nuovamente verso
l'ufficiale scientifico, aggiunse:" Avete ormai poco tempo... siete
pronti?"

"Siii... ." Fu la seccata risposta di Cooper.

Sygma Draconis, Lantaris - Palazzo del Governo - corridoio 36B
05/09/2398, ore 18:18 - D.S. 35678.8


La scoperta di quel corridoio era stata una vera fortuna.

Non compariva sulla mappa ufficiale che avevano ricevuto dall'ologramma e l'avevano trovato per caso muovendosi in una sotto sezione limitrofa. L'analisi del tricoder aveva evidenziato che il percorso conduceva direttamente alla sala centrale dove c'erano gli ostaggi, Hurlet e, speravano, il capitano.

"Forza manca poco." Disse Wu ai due membri della sicurezza dietro di lei.
"Certo." Rispose Luther per poi aggiungere:" Il sistema di mascheramento dei segnali vitali è attivo... non ci possono rilevare."
"Bene, procediamo." Rispose Wu.

Sygma Draconis, Lantaris - Palazzo del Governo
05/09/2398, ore 18:25 - D.S. 35678.81


"Adesso basta!" urlò l'Ammiraglio Squiretaker.

La donna si alzò ma venne rapidamente fermata da due ex carcerati. La scorta dell'ammiraglio iniziò ad agitarsi pronti a reagire ma un phaser puntato contro di loro soffocò rapidamente la rivolta. Senza curarsi della turbolenza che stava causando, l'ammiraglio continuò a parlare: "Torturare una persona è una cosa incivile ma farlo per una intera ora è da sadici."

Hurlet si voltò facendo un rapido cenno all'addetto di interrompere e rispose:"Come si permette? Con che coraggio mi dal sadico?"

"E' quello che sei." L'ammiraglio si spinse in avanti finendo però trattenuta dai ex carcerati che però non osarono applicare troppa forza.

"Io non ero così... ." Hurlet era furibondo, iniziò a gesticolare in preda ad una furia cieca e si avvicinò alla Squiretaker:"Mi hanno tradito, abbandonato e incarcerato e... e la colpa è tutta sua."

"E' colpa del capitano?" Da semplice domanda della graduata ebbe l'effetto di una bordata tremenda contro Hurlet che replicò:"Sì quel maledetto... ha scaricato tutte le colpe su di me... io che non gli ho fatto nulla."

"Sai benissimo che non è vero." Replicò la donna ma l'ex carcerato aggiunse:"io so quello che so... ho avuto tanto... troppo tempo per pensarci su. Ma se hai dei dubbi ti attacco alla sedia che sto usando sul buon Kiron e ne parliamo."

Legato alla sedia Kiron era allo stremo. Le scariche energetiche gli avevano provocato un dolore intenso fino a fargli perdere quasi conoscenza ma l'interruzione gli diede la forza di reagire: "Se un vigliacco Hurlet... prenditela con me ma lascia in pace l'ammiraglio."

Hulet si girò verso Kiron che lo guardava divertito dalla sedia di tortura dicendo: "Basta facciamo una pausa... comunque tornerò per riprendere il discorso con tutti e due."

Detto ciò l'umano si allontanò rapidamente uscendo dal locale.

Nella sala cadde un silenzio totale.

L'ammiraglio tornò a sedersi con gli ostaggi mentre Kiron ne approfittò per cercare di recuperare le forze.

I pochi ex carcerati rimasti nel locale si guardarono l'un l'altro con un certo imbarazzo: volevano scappare lontano per dimenticare quella misera vita e stare lì ad attendere e a torturare un ufficiale della Flotta Stellare era per loro una futile perdita di tempo.

Erano così occupati che non videro tre figure nere entrare rapidamente nel locale. Ma all'ammiraglio e al suo seguito non mancarono di notare che Wu e due dei suoi erano nella sala.



USS Wayfarer - Plancia
05/09/2398, ore 18:42 - D.S. 35678.84


Le navette completarono il lavoro molto prima del previsto.
Stabilizzarono la Wayfarer in una orbita alta e stabile e iniziarono a vorticare attorno alla nave come per sorvegliarla. D'improvviso i loro sensori rilevarono alcune pesanti vibrazioni sulla nave federale
mentre una serie di detriti e rocce iniziarono a staccarsi. Poi il macigno principale si staccò di colpo venendo scagliato nel vuoto. La pressione dell'aria pompata dietro di esso si scaricò rapidamente espandendosi nel nulla e creando una piccola nebbiolina.

Rumar si aggrappò alla poltrona con tutta la sua forza mentre osservava la sua nave liberarsi: "Rapporto."

"Siamo liberi." Annunciò Cooper.

Nello stesso istante le vibrazioni e gli scossoni residui si placarono. Il primo ufficiale fece per dare il secondo ordine ma Vaitor lo anticipò: la prima navetta esplose colpita da una scarica di phaser appena Gregory finì la frase e le altre pochi istanti dopo.

"Siamo finalmente liberi." Un sollievo totale avvolse il primo ufficiale.