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USS WAYFARER - MISSIONE 17 RSS USS WAYFARER - Missione 17

17.00 "Vendetta!"

di Dorian Zsolt Ristea, Pubblicato il 14-04-2019


USS Wayfarer, Bar di Prora
02/09/2398, ore 12.40 - D.S. 75669.93


"Un raktajino, per favore."

Noll Carphrai alzò lo sguardo dal bicchiere che stava ripulendo.
Certo, c'erano quattro box di sterilizzazione proprio dietro di lui, ma a certe cose lui ci teneva ancora e vide Dorian Ristea sedersi a un angolo del bancone.

"Arriva subito, capo. Cosa la porta qui a quest'ora?"

Ristea sospirò.

"Quest'ora è la prima libera che ho da non mi ricordo più quando", disse massaggiandosi le tempie. "Ho passato gli ultimi eoni in un tubo di Jeffries cercando di riallineare una dannata
matrice e il resto del team - quel che ne resta, almeno - sta coccolando due iniettori in sala macchine in piena sindrome premestruale."

"L'idea di mandare parte del personale in licenza prima di questa missione non è stata una grande idea, vero?", sorrise Noll.

Ristea scrollò le spalle.
"Il capitano aveva le sue ragioni. Abbiamo passato le ultime tre missioni praticamente sempre in emergenza e non ci siamo mai riavvicinati a Utopia Planitia o alla Terra o a nessun altro centro StarFleet da...", fece uno sguardo concentrato, "...non ricordo neanche quello. E' logico cercare di tirare il fiato appena possibile."

La Wayfarer, infatti, aveva fatto una breve tappa in orbita presso la Terra e preso nuovi ordini.

"Questa missione dovrebbe essere relativamente semplice e di routine, non dovremmo avere problemi con un organico leggermente ridotto."

Noll sorrise, porgendo il raktajino e riprendendo a strofinare il bicchiere.

"Se lo dice lei, capo."

Ristea scrollò le spalle, prese la bevanda e diede un sorso.
Fece una smorfia. "Yuck. Perché ho ordinato questa roba? A me neanche piace, il raktajino!"

USS Wayfarer, Plancia, due giorni prima


"Sygma Draconis andata e ritorno? Cosa siamo, un dannato bus?" Gregory Cooper lanciò in aria il bastone e lo acchiappò al volo, imbronciato ma non troppo.

Rumar lo incenerì con lo sguardo.
"Ed ecco qua Mister Scontento. Cosa preferisce, comandante? Se non scende su un pianeta ostile a rischiare la vita, magari senza comunicazioni, non è contento?!"

Cooper sbuffò.
"Meglio di una dannata missione diplomatica! Un'altra scorta a un altro paio di vecchiacci... come se non ne avessimo abbastanza già qui sopra!"

Si girò furtivamente, sperando che l'Ammiraglio Squiretaker non fosse a portata di orecchio.

"L'ultima missione di scorta diplomatica che abbiamo fatto per poco non ci costava la pelle", disse Rumar. "Se ha tanta voglia di azione, la sala ologrammi è tutta per lei. Ora, se non ha altre osservazioni costruttive, può anche tornare in laboratorio."
"E lasciare tutto il divertimento a voi? No grazie, per ora resto qui", bofonchiò Cooper.

Sygma Draconis, Prigione X-24, nello stesso istante


"Per ora resta qui", disse la guardia al prigioniero.
Nella sua divisa arancione, l'uomo annuì. Aveva imparato che era meglio non parlare se non necessario.
La grande sala - spoglia salvo alcuni tavoli, le mura alte dipinte di un grigio smorto - ospitava decine di carcerati come lui, organizzati in gruppi di cinque. Una serie di navette, collegate da porte pneumatiche, erano pronte a caricare i vari gruppi e portarli sul sito di lavoro.
Il prigioniero lavorava in un cantiere, saldando componenti metallici per costruzioni. L'ennesimo cantiere, l'ennesimo giorno da quindici anni.
Ma tutto presto sarebbe cambiato.

L'uomo aspettò come gli era stato ordinato.
La guardia tornò dopo un paio di minuti. Con una manata sulla spalla, senza dire niente, lo congedò mandandolo verso il suo gruppo.
Il prigioniero, la testa bassa sotto il berretto d'ordinanza, sorrise.

USS Wayfarer, Plancia
04/09/2398, ore 18.30 - D.S. 75676.08


"Capitano, stiamo per entrare nell'orbita di Sygma Draconis."

Kiron, dalla sua poltrona, annuì.
"Grazie, guardiamarina. Tenente, analisi e piano."

Dietro di lui, Sheeval Wu consultò un pad dalla sua postazione.
"L'ambasciatore Kashyyyk è nei suoi alloggi. Secondo il piano di marcia, la discesa e presentazione sulla capitale Lantaris è pianificata per le otto di domani mattina. Il piano prevede una scorta di cinque elementi, già selezionati."
"Briefing?"
"Stasera alle 22."
"Molto bene, tenente."

Wu sorrise, anche se qualcosa in Kiron le sembrava non coerente con il suo solito modo di fare. Da giorni era più silenzioso, meno pronto al riso, come più... assorto.
Forse avrà litigato con il consigliere, pensò. Ad ogni modo, si disse che non erano affari suoi e si concentrò sul piano di scorta all'ambasciatore.

Sygma Draconis, navetta 7, nei pressi del cantiere Dagobah, due giorni prima


La navetta scorreva silenziosa attraverso il panorama desolato e arido.

Il prigioniero, seduto in fondo, passò con fare noncurante una mano sulla spalla.
Senza dare nell'occhio, aprì poi la mano. Un piccolo dispositivo elettronico - un dischetto metallico poco più grande di una capocchia di spillo - brillava nel suo palmo.
Sorrise di nuovo, impercettibilmente.
Presto, la vendetta sarebbe stata sua. Dolce vendetta, il cui pensiero l'aveva tenuto vivo per i passati quindici anni. Presto Kiron sarebbe morto.

Si riscosse. La navetta si era fermata e i suoi quattro compagni coatti erano scesi. Stupido!

"Hurlet, fuori", disse una guardia.
Jeremy Hurlet mormorò una scusa, la testa bassa, e scese nel suo inferno quotidiano.