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USS WAYFARER
Missione: 17
Titolo: Missione 17
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Brano: 17-00
Titolo: Vendetta!
Autore: Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea
(aka Gianluca Nacci)
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USS Wayfarer, Bar di Prora
02/09/2398, ore 12.40 - D.S. 75669.93


"Un raktajino, per favore."

Noll Carphrai alzò lo sguardo dal bicchiere che stava ripulendo.
Certo, c'erano quattro box di sterilizzazione proprio dietro di lui, ma a certe cose lui ci teneva ancora e vide Dorian Ristea sedersi a un angolo del bancone.

"Arriva subito, capo. Cosa la porta qui a quest'ora?"

Ristea sospirò.

"Quest'ora è la prima libera che ho da non mi ricordo più quando", disse massaggiandosi le tempie. "Ho passato gli ultimi eoni in un tubo di Jeffries cercando di riallineare una dannata
matrice e il resto del team - quel che ne resta, almeno - sta coccolando due iniettori in sala macchine in piena sindrome premestruale."

"L'idea di mandare parte del personale in licenza prima di questa missione non è stata una grande idea, vero?", sorrise Noll.

Ristea scrollò le spalle.
"Il capitano aveva le sue ragioni. Abbiamo passato le ultime tre missioni praticamente sempre in emergenza e non ci siamo mai riavvicinati a Utopia Planitia o alla Terra o a nessun altro centro StarFleet da...", fece uno sguardo concentrato, "...non ricordo neanche quello. E' logico cercare di tirare il fiato appena possibile."

La Wayfarer, infatti, aveva fatto una breve tappa in orbita presso la Terra e preso nuovi ordini.

"Questa missione dovrebbe essere relativamente semplice e di routine, non dovremmo avere problemi con un organico leggermente ridotto."

Noll sorrise, porgendo il raktajino e riprendendo a strofinare il bicchiere.

"Se lo dice lei, capo."

Ristea scrollò le spalle, prese la bevanda e diede un sorso.
Fece una smorfia. "Yuck. Perché ho ordinato questa roba? A me neanche piace, il raktajino!"

USS Wayfarer, Plancia, due giorni prima


"Sygma Draconis andata e ritorno? Cosa siamo, un dannato bus?" Gregory Cooper lanciò in aria il bastone e lo acchiappò al volo, imbronciato ma non troppo.

Rumar lo incenerì con lo sguardo.
"Ed ecco qua Mister Scontento. Cosa preferisce, comandante? Se non scende su un pianeta ostile a rischiare la vita, magari senza comunicazioni, non è contento?!"

Cooper sbuffò.
"Meglio di una dannata missione diplomatica! Un'altra scorta a un altro paio di vecchiacci... come se non ne avessimo abbastanza già qui sopra!"

Si girò furtivamente, sperando che l'Ammiraglio Squiretaker non fosse a portata di orecchio.

"L'ultima missione di scorta diplomatica che abbiamo fatto per poco non ci costava la pelle", disse Rumar. "Se ha tanta voglia di azione, la sala ologrammi è tutta per lei. Ora, se non ha altre osservazioni costruttive, può anche tornare in laboratorio."
"E lasciare tutto il divertimento a voi? No grazie, per ora resto qui", bofonchiò Cooper.

Sygma Draconis, Prigione X-24, nello stesso istante


"Per ora resta qui", disse la guardia al prigioniero.
Nella sua divisa arancione, l'uomo annuì. Aveva imparato che era meglio non parlare se non necessario.
La grande sala - spoglia salvo alcuni tavoli, le mura alte dipinte di un grigio smorto - ospitava decine di carcerati come lui, organizzati in gruppi di cinque. Una serie di navette, collegate da porte pneumatiche, erano pronte a caricare i vari gruppi e portarli sul sito di lavoro.
Il prigioniero lavorava in un cantiere, saldando componenti metallici per costruzioni. L'ennesimo cantiere, l'ennesimo giorno da quindici anni.
Ma tutto presto sarebbe cambiato.

L'uomo aspettò come gli era stato ordinato.
La guardia tornò dopo un paio di minuti. Con una manata sulla spalla, senza dire niente, lo congedò mandandolo verso il suo gruppo.
Il prigioniero, la testa bassa sotto il berretto d'ordinanza, sorrise.

USS Wayfarer, Plancia
04/09/2398, ore 18.30 - D.S. 75676.08


"Capitano, stiamo per entrare nell'orbita di Sygma Draconis."

Kiron, dalla sua poltrona, annuì.
"Grazie, guardiamarina. Tenente, analisi e piano."

Dietro di lui, Sheeval Wu consultò un pad dalla sua postazione.
"L'ambasciatore Kashyyyk è nei suoi alloggi. Secondo il piano di marcia, la discesa e presentazione sulla capitale Lantaris è pianificata per le otto di domani mattina. Il piano prevede una scorta di cinque elementi, già selezionati."
"Briefing?"
"Stasera alle 22."
"Molto bene, tenente."

Wu sorrise, anche se qualcosa in Kiron le sembrava non coerente con il suo solito modo di fare. Da giorni era più silenzioso, meno pronto al riso, come più... assorto.
Forse avrà litigato con il consigliere, pensò. Ad ogni modo, si disse che non erano affari suoi e si concentrò sul piano di scorta all'ambasciatore.

Sygma Draconis, navetta 7, nei pressi del cantiere Dagobah, due giorni prima


La navetta scorreva silenziosa attraverso il panorama desolato e arido.

Il prigioniero, seduto in fondo, passò con fare noncurante una mano sulla spalla.
Senza dare nell'occhio, aprì poi la mano. Un piccolo dispositivo elettronico - un dischetto metallico poco più grande di una capocchia di spillo - brillava nel suo palmo.
Sorrise di nuovo, impercettibilmente.
Presto, la vendetta sarebbe stata sua. Dolce vendetta, il cui pensiero l'aveva tenuto vivo per i passati quindici anni. Presto Kiron sarebbe morto.

Si riscosse. La navetta si era fermata e i suoi quattro compagni coatti erano scesi. Stupido!

"Hurlet, fuori", disse una guardia.
Jeremy Hurlet mormorò una scusa, la testa bassa, e scese nel suo inferno quotidiano.




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Brano: 17-01
Titolo: Imprevisti
Autore: Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker
(aka Vanessa nd)
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USS Wayfarer, Ufficio del Capitano
04/09/2398 - ore 21:46


"Kiron, mi ha fatta chiamare?"
"Si accomodi Ammiraglio. il Consigliere Kublik ed io volevamo raccontarle una storia..."
"Se è quella alla base del suo umore pessimo, credo già di conoscerla..." ammiccò l'anziana donna
"Cosa intende dire, signora?"
"Suvvia, miei cari ragazzi... sono vecchia, ma non del tutto rincitrullita... sono perfettamente a conoscenza dei fatti che, prima, la portarono ad essere nominato Primo Ufficiale della USS Wayfarer e, poi, a divenirne Capitano.. per quanto l'Ammiraglio Santiago pensi di essere stato scaltro e furbo con la sua Commissione d'Inchiesta e relativa Corte Marziale, ci sono cose che, alla mia età, non si dimenticano."
"Non credo di comprendere."
"Domattina saremo a Lantaris, in visita diplomatica, ma, con una piccola deviazione, potremmo passare vicino alla colonia penale situata sul satellite del quarto pianeta gassoso del sistema... prigione in cui, tuttora, è detenuto un ex ufficiale della USS Wayfarer: l'unico condannato per alto tradimento a vent'anni di galera."
"Jeremy Hurlet è il suo nome, Ammiraglio" esordì la Kublik che fino ad allora era rimasta silente.
"Il nome non è importante... lui, come altri, aveva disobbedito ad ordini diretti e vi era venuto a salvare...aveva seguito un brav'uomo come il Dottor Keller, a sua volta figlio del compianto Ammiraglio Keller, in una missione senza senso, dettata più dall'impulsività del momento che dal concreto raziocinio."
"Erano tutti in preda alla sindrome Yellow Submarine... le onde Verteron cui erano stati sottoposti ne avevano fortemente limitato le capacità di resistenza mentale, lasciando libero sfogo alle pulsioni più profonde di ciascuno..."
"Sì Erjn, la ringrazio ragazza mia, ma ho studiato la cosa. Keller fu mosso da un profondo senso di giustizia e dal desiderio di non voler affrontare la sua malattia per mesi, ma di lasciare traccia di sé, in onore al padre. Era un bravo medico, ma il suo male, culminato in un aneurisma, non gli lasciava molte possibilità di rimanere in servizio attivo e lui lo sapeva bene".
"D'accordo Ammiraglio... Hurlet, però, fu preso da un entusiasmo aggressivo, tendente alla violenza ed all'intolleranza, ben oltre il termine dell'esposizione alle onde Verteron, arrivando a minacciare i tre giudici della Corte Marziale."
"E questo offrì su un piatto d'argento il perfetto capro espiatorio all'Ammiraglio Santiago..."
"Non crede che abbia agito bene con la sua condanna?"
"Affatto. Santiago è un volpone che ama barcamenarsi nella burocrazia, sfruttandone pregi e difetti... c'erano molti altri condannabili, anche a pene più lievi, e, invece, tutti furono perfettamente riabilitati. Bastò affermare di essere in preda alla Sindrome, o di essersi dichiarati ammutinati per il bene della nave... in pochi mantennero la versione dell'ammutinamento per salvare i propri compagni d'arme... e, anche in quel caso, la loro carriera non subì alcuna ripercussione."
"Quindi ritiene che Hurlet sia stato condannato ingiustamente?"
"A quel tempo vi era la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica che riteneva lui e gli altri degli eroi... il Comando di Flotta pretendeva, invece, di avere dei colpevoli: nessuno può nemmeno lontanamente arrivare a pensare di prendere il controllo di una nave della Federazione, ammutinandosi o peggio."
"Non ha risposto alla domanda Ammiraglio"
"Alla mia età, Capitano, posso esimermi dal rispondere... allo stesso tempo, posso permettermi di dire ciò che più mi aggrada. Hurlet avrà tutti i motivi per volersi vendicare... non tanto per l'imprigionamento, ma per l'assoluto isolamento che ha avuto.. non credo che nessuno dei due si sia mai messo in contatto con lui... e, come voi, nessun altro ufficiale superiore a quell'epoca in servizio sulla USS Wayfarer.. certo Hurlet era solo un Guardiamarina, con impulsi, ben celati, di aggressività e competitività entusiastica... però è stato lasciato solo... un po' come Mahret del suo privato programma in sala ologrammi, Capitano."
"Con tutto il dovuto rispetto, si tratta di una simulazione personale con precisi codici di protezione, come ne è venuta lei in possesso?"
"Non mi guardi con quella faccia, Kiron. E' stato un caso fortuito: quando sono rimasta imprigionata nella sala ologrammi, in prossimità della nebulosa Mutara e di Genesis, si sono avviati alcuni protocolli, fra cui il suo... quel povero ragazzo non ha la più pallida idea di non essere reale... e la sua programmazione non credo risalga a tecnologia federale.."
"Ha ragione, ma Micheal... ehm il Capitano ed io teniamo molto a quella simulazione.. quel ragazzo, per quanto ologramma, ci aiutò molto ai tempi di Sinis... lo portammo con noi perché glielo avevamo promesso..."
"E perché Kiron è laureato in xeno antropologia, quindi conoscere i dettagli su una civiltà del tutto similare all'Antico Egitto è sicuramente fonte di forte interesse. lo comprendo benissimo, tuttavia credo non mi abbiate chiamata per conversare di geroglifici o delle procedure di mummificazione dei Faraoni, no?"
"Ehm... ok, ottimo... viene quindi più facile porgerle questa richiesta da parte nostra: vorremmo che fosse lei a seguire l'Ambasciatore su Lantaris. Il Comandante Wu le metterà a disposizione alcuni uomini come scorta armata, oltre ai suoi attendenti ed al cane ovviamente, se vorrà... mentre sua nipote fornirà un paio di membri dello staff medico per qualsiasi evenienza."
"Pensate che intenda tirare le cuoia su Sygma Draconis? Con rispetto parlando ragazzi miei, non siate sciocchi."
"Non era nostra intenzione, ma la squadra di sbarco deve essere pronta ad ogni evenienza, lo sa meglio di me, perciò le verranno affidati anche un paio di uomini delle operazioni"
"Mi sono persa qualcosa? Non era una missione diplomatica? Portare l'ambasciatore e ritorno?"
"Ehm... sì, ma diciamo che Lantaris, col passare degli anni, è peggiorata... molti ex detenuti si sono trasferiti nella capitale cercando di riprendere in mano le proprie vite... alcuni riuscendoci, altri no, ma sono i primi ad essere quasi più pericolosi dei secondi. L'attuale numero due dell'esecutivo è fondamentalmente un ex ladro, il capo delle cosiddette forze di sicurezza è un ex tagliagole e potremmo continuare... la nostra missione vuole ripristinare con forza il concetto che la Federazione non tollera al proprio interno comportamenti non consoni ai propri principi fondanti"
"Ed è per quello che mandate quell'armadio peloso?"
"Come avrà capito, non è esattamente il diplomatico più sopraffino che potevamo avere, ma è determinato e pragmatico..."
"Iroso, scontroso, irascibile, ma caparbio sì lo so, ci ho parlato più volte..."
"Confidiamo nella sua diplomazia, Ammiraglio."
"Non mi lisci il pelo, Erjn, per favore... non è per le mie doti che mandate me - per quanto mi piaccia pensare che un Vice Ammiraglio sia come un marine dei tempi andati ossia che non è mai veramente in pensione - ufficialmente io sono a riposo.."
"Con una serie di deroghe concesse da... com'è che l'ha chiamato? Il volpone dell'Ammiraglio Santiago?"
"Ero già nella Flotta quando lui era un Guardiamarina sbarbatello, è il minimo che possa fare. Comunque, qual è il problema che vi porta a cambiare piani? Lo posso sapere?"
"Ha ragione, signore... èpresto detto: sono più di ventiquattrore che si sono interrotte le comunicazioni con la prigione X-24. Permangono trasmissioni solo audio, tuttavia non sembra esservi nessuna rivolta in atto ... o almeno così ci è stato garantito dal Governo di Lantaris... però...."
"Però tra la faccenda mai chiusa di Hurlet e questa anomalia, avete deciso di investigare e volete che carico io a bordo della mia navetta l'Ambasciatore ed il suo seguito oltre al gruppetto che mi avete assegnato.."
"Esattamente. Non serve ricordarle, signora, che sarà in semplice veste di spettatrice. Il Capo Delegazione è l'Ambasciatore a cui, eccezion fatta per lei ed i suoi due attendenti, tutti dovranno obbedire."
"In parole povere, serve che qualcuna con addosso un'uniforme della Flotta di grado abbastanza alto sia presente a questo incontro per dar maggior forza all'azione diplomatica.. .uhm.. comprendo e mi adeguo... vado ad organizzare i preparativi... non vorrei lasciare qualcuno per strada. Ah, un'ultima cosa: l'Ambasciatore ha il comando, ma la navetta è la mia.. quindi, a meno che non vogliate fornirci di un paio degli shuttle di bordo, sulla mia 'bagnarola', l'ultima parola è la mia... chiaro no? Mia.."

La Reis Squiretaker uscì facendo l'occhiolino al Capitano ed alla Consigliera di bordo: il primo alzò lo sguardo al cielo, la seconda scoppiò a ridere. Quell'anziana donna era una vera forza della natura.

Sygma Draconis, Quarto Pianeta del Sistema
05/09/2398 - ore 07.58


La USS Wayfarer stava procedendo ad impulso per posizionarsi in orbita geostazionaria attorno al satellite del gigante gassoso riconvertito a prigione federale.
La facilità della manovra e la totale assenza di possibili ostacoli furono la causa principale del caos che seguì l'improvviso urto con qualcosa di non identificato.
L'allarme collisione e l'allarme rosso risuonarono su tutti i ponti.
Qualunque apparecchiatura elettrica stava generando problematiche di vario genere. Da qualche parte si era disattivata la gravità artificiale, in altri erano saltati giunti eps, altrove si era fermata la circolazione dell'aria così come attività automatiche quali replicatori o disgregatori.
Molti schermi erano collassati, altri emanavano scintille.
In sala macchine, la Berger abbaiava ordini ai suoi... con Ristea avevano appena finito di metterla a posto ed ora la Wayfarer era di nuovo un enorme cantiere in movimento. Be'.. sì insomma... qualcosa di simile. La curvatura era andata: stava cercando di convogliare energia per raffreddare il nucleo o avrebbe dovuto espellerlo. I motori ad impulso erano pressoché inutilizzabili se non si riparavano i giunti eps... e le celle di emergenza sarebbero durate pochissimo in condizioni di energia zero.
Senza contare che il gigante gassoso aveva una certa potenza gravitazionale attrattiva. Se la Wayfarer avesse perso troppa quota e fosse entrata nell'orbita di quest'ultimo, nulla avrebbe evitato all'equipaggio di diventare una marmellata stellare.
Dal canto suo, Julia Reis Squiretaker in infermeria stava coordinando gli interventi delle sue squadre costrette a muoversi limitando al massimo l'utilizzo dei turbo ascensori e dei teletrasporti di emergenza.
Non si contavano ferite gravi, ma innumerevoli contusioni, traumi, commozioni e qualunque cosa avesse a che fare con l'ortopedia.
La plancia risultava isolata: Kiron, Rumar, Kublik e Cooper erano pressoché impossibilitati a comunicare con il resto della nave.. la Ichigawa, dopo aver messo in seria difficoltà la pazienza degli altri ufficiali superiori con una breve raffica di battute di dubbia riuscita, si era praticamente infilata dentro una delle paratie dell'apparato comunicazioni borbottando fra sé qualcosa di difficile comprensione.
Né Vaitor né la Wu si trovavano in plancia e ciò aveva consentito ad entrambi di coordinare fisicamente i propri uomini dirottandoli, alcuni in supporto ai colleghi delle altre sezioni, altri, cercando di mantenere un perimetro di sicurezza al fine di comprendere cosa avesse impattato contro la nave in maniera tale da renderla quasi in balia allo spazio.

Sygma Draconis, Lantaris
05/09/2398 - ore 08.05


"Ambasciatore, Viceammiraglio.. ho il piacere darvi il benvenuto su Lantaris, spero che il vostro soggiorno possa essere accogliente come lo è stato il mio presso di voi"
Ad un cenno di quello che sembrava essere il Primo Ministro di Sygma Draconis, una quarantina di guardie armate uscirono allo scoperto.
"Vi dichiaro in arresto!"
"Per ordine di chi?"
"Mio!" una voce stanca, ma traspirante energia ed aggressività fece la sua comparsa in cima alle scale dell'hangar ove era atterrata la navetta della Reis Squiretaker.
"Ho il piacere di presentarvi, il Generalissimo Jeremy Hurlet, conquistatore di Sygma Draconis, leader indiscusso dei ragazzi della X-24 e, d'ora in avanti, vostro signore assoluto, con potere di decidere cosa farne delle vostre vite, così come voi avete ingiustamente deciso delle nostre"
"Io sono l'Ambasciatore della Federazione Unita dei Pianeti, in orbita vi è una nave della Flotta Stellare pronta a debellare questa sciagurata rivolta, arrendetevi e metterò una buona parola per voi!"
"Taci vecchio! Riponi quella lingua malefica dentro la tua pelliccia... nessuno ha mai mosso un dito per noi. Doveva essere una prigione di minima sicurezza, con occhi di riguardo nei confronti dei propri prigionieri... siamo rimasti anni vittime di un aguzzino regolarmente pagato dalla Federazione... Ora lui e le sue canaglie stanno patendo la giusta punizione: abusati, seviziati, torturati.. quando non avranno più voce per implorare i loro dei, allora inizieranno a lavorare nei cantieri, come è successo a noi..."
"Il Capitano Kiron non lo permetterà mai! Che abbia fine questo scempio!"
"La Wayfarer presto sarà distrutta, il suo equipaggio ci implorerà di essere salvato... se le loro suppliche saranno accorate e strazianti, potremmo anche concedere loro la grazia di essere sottoposti a Corte Marziale per tradimento. Vedremo chi sarà integerrimo e chi cederà e si unirà alla nostra causa... li faremo diventare burattini nelle nostre mani!"




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Brano: 17-02
Titolo: Benvenuto Capitano Kiron
Autore: Tenente Comandante Gregory Cooper
(aka Franco Carretti)
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USS Wayfarer, Plancia
05/09/2398, Ore 08.10 - D.S. 75677.68


"Qualcuno mi dica qualcosa! Chiunque!" Kiron sapeva che se alla sua richiesta di rapporto nessuno aveva risposto era solo perché nessuno aveva ancora idea di quello che era successo. Però la cosa stava andando avanti da troppo tempo e aveva bisogno di risposte sulle quali lavorare.

"Capitano! Abbiamo urtato qualcosa, ma giuro su dio che non ho idea di cosa sia. I sensori sono danneggiati e se non l'abbiamo visto prima, mentre entravamo in orbita, adesso sarà ancora più difficile." esclamò il Capo Operazioni cercando di sovrastare il suono degli allarmi.

"Signor Holtznagel, faccia il possibile per riattivare lo schermo principale, se non lo possiamo 'vedere' con i sensori almeno lo vedremo con gli occhi!" ordinò il Capitano

"Maledetto ferrovecchio!" sbraitò Cooper dalla sua postazione cercando di schivare le scintille provenienti dalla console "Qualsiasi cosa abbiamo colpito non sarà necessario usare il monitor, basterà scendere di due ponti... quella cosa ha aperto la parete di duranio del ponte come un coltello caldo col burro!"

"Lo faccia Signor Cooper!" ordinò Rumar mentre aiutava i tecnici a riattivare gli apparati più importanti.

"Bah!" bofonchio l'ufficiale scientifico, ma prese la via del turboascensore senza altri commenti.

"Tenente, com'è la situazione delle comunicazioni?" chiese Kiron avvicinandosi alla console alla quale lavorava la giapponese.

"Sta una meraviglia, solo che non vuole funzionare... mi scusi signore, senza le comunicazioni in funzione mi sento sorda e muta. Ci sono quasi! Ecco!" esclamò Asuna richiudendo il pannello.

Voci da tutti i ponti iniziarono ad invadere la plancia. Richieste di ordini, di soccorso, gemiti di feriti... sembrava l'inferno. L'addetta alle comunicazioni si mise l'auricolare e di nuovo in plancia scese la pace.

"Lei sente sempre tutto questo?" chiese la consigliera stupita, non si era mai resa conto della difficoltà del lavoro di un addetto alle comunicazioni.

"Solo nei momenti più concitati. Bene, ho riattivato i protocolli, le linee di comunicazione sono libere. Può parlare signore."

"Plancia a sala macchine rapporto!" ordinò Kiron

=^=Qui Ristea, abbiamo perso i motori e una delle gondole. Qualcuno mi sa dire cos'è successo?=^=

"Non lo sappiamo ancora... abbiamo urtato qualcosa a quanto pare." rispose Vaitor che continuava i suoi tentativi per riavviare gli scanner.

"Qualcuno deve aver parcheggiato in seconda fila..." borbottò Ichigawa guadagnandosi un'occhiataccia dal Primo Ufficiale

=^=Cooper a Plancia! Siamo in grossi guai!=^= la voce dello scienziato sembrava spaventata e in affanno. Raggiungere il luogo dell'impatto non doveva essere stato facile.

"Cos'ha trovato? Ha visto cosa ci ha colpiti?" chiese Rumar smettendo di fare altro per concentrarsi sulla risposta.

=^=Difficile non vederlo, è grande quanto un cargo e si è piantato in profondità nei ponti dal 4 al 6. Ci ha aperto come un sacchetto di patatine... e c'è di peggio. Gli scudi stanno reggendo quindi per il momento siamo al sicuro, ma dallo squarcio si vede chiaramente il gigante gassoso sotto di noi, se non ci tiriamo via alla svelta da qui faremo un tuffo in un mare di idrogeno, elio, ammoniaca e metano. Quindi in primis suggerirei di accendere i motori e muovere il culo.=^=

"Averli i motori..." sospirò Vaitor dalla console tattica.

=^=Ma non mi dite... che fortunelli che siamo!^=^=

"Basta chiacchiere Signor Coooper, riesce a capire cos'è?" ordinò Rumar

=^=Non posso esserne totalmente sicuro, ma credo sia ferrite, una soluzione solida interstiziale costituita da carbonio solubilizzato in un reticolo cubico a corpo centrato di ferro e chissà cos'altro.=^=

"Da come lo dice non sembra una cosa naturale." commentò il Capitano lanciando un'occhiata agli altri uomini in plancia, ma tutti sembravano essersi persi dopo il termine ferrite.

=^=Non lo è infatti. Qualcuno si è messo a costruire un grosso sasso quasi invisibile ai sensori. Le sue proprietà le cosentono di assorbire le energie che la colpiscono, per quello gli scanner non l'hanno rivelata fino al momento dell'impatto. Anche il deflettore al minimo durante l'entrata in orbita geostazionaria non ha potuto fare granché. Indubbiamente è stato messo lì apposta per noi. Hanno calcolato esattamente il nostro punto di arrivo e l'hanno parcheggiato in orbita.=^=

"Come può dire che si tratta di un atto deliberato ai nostri danni?" chiese il Capitano stringendo gli occhi.

=^=Semplice, attaccata a questo coso c'è una grossa targa di metallo con su scritto: Benvenuto Capitano Kiron... e non sto scherzando. Chi ha fatto incazzare Capitano?=^=

"Comandante Cooper! Sta superando il limite..." si infuriò Rumar, ma Kiron lo bloccò.

"Comandante, c'è modo di staccarlo? L'oggetto ci sta trascinando con sé verso il gigante gassoso."

=^=Staccarlo? Forse trainandolo con una classe Galaxy! Si è infilato parecchio in profondità.=^=

"Trovi un altro modo che non coinvolga navi appoggio, non ce ne sono. Kiron chiudo!=^= la risposta poco adatta ad un ufficiale della Flotta Stellare di Cooper fu troncata di netto, con somma soddisfazione del Primo Ufficiale.

Sygma Draconis, Lantaris
05/09/2398 - contemporaneamente


"Siiii!" urlò Hurlet sollevando un pugno con soddisfazione. Ordinò che il video dell'incidente della Wayfarer fosse mandato il loop prima e al rallenty poi per godersi ogni singolo momento.
L'Ammiraglio in pensione Squiretaker rabbrividì osservando l'impatto insieme agli altri. Nella sala un coro di urla di esultanza fecero da sottofondo all'entusiasmo del Generalissimo e al panico degli uomini della Federazione.

"Signore, la Wayfarer ha subito molti danni ai ponti dal 4 al 6, una delle gondole si è spezzata per l'improvvisa decelerazione. Hanno i motori in avaria e la curvatura completamente assente. Dai dati che registro il nucleo è in sovraccarico, ma il loro ingegnere capo sembra conoscere il fatto suo. Riuscirà a diminuire l'energia del nucleo, forse non dovrà espellerlo."

"Meglio così, non voglio che la fine avvenga all'improvviso." rispose l'ex ufficiale della Wayfarer con un sorriso.

"Cosa ha intenzione di fare?" chiese l'ex ammiraglio stringendo i pugni mentre guardava con sgomento la scena

"Niente di complicato, solo un processo ai danni del Capitano Kiron e, quando verrà considerato colpevole, e lo sarà sicuramente, vedrà cosa vuol dire essere abbandonato da tutti su un pianeta prigione... date il via alla fase due, il divertimento non è finito!"

USS Wayfarer, Plancia
05/09/2398, Ore 08.30 - D.S. 75677.68


=^=Capitano non abbiamo nessuna possibilità di far ripartire i motori, non prima che la nave venga attratta dalla gigante gassosa...=^= il tono di Ristea era categorico, quel tono che i capitani sapevano riconoscere e che chiudeva ogni possibilità di replica.

=^=Qui Cooper, c'è un solo modo per rimuovere questa cosa, tagliarla via con i phaser, almeno rimuoverne una parte... Signor Vaitor mi dica che almeno quelli funzionano!=^=

"Niente da fare, i phaser ventrali dovrebbero essere vicino a lei da qualche parte ridotti in pezzi. Posso far uscire un workbee per tagliare."

=^=Niente da fare, ci vorrebbe troppo tempo e non ne abbiamo! Capitano...=^= la voce dello scienziato non conteneva alcun tono di scherno, fu questo a far decidere Kiron.

"Lo so... prepararsi ad abbandonare la nave. Signor Rumar dia il via all'evaquazione!" ordinò il Capitano della Wayfarer sentendo una fitta di dolore al cuore.

=^=Non così in fretta Michael!=^= il volto sorridente di uno sconosciuto apparve sul grande monitor, lo sfarfallio dell'immagine indicava che le riparazioni del sistema di comunicazione erano a stento funzionanti.
Non fu facile per Kiron riconoscere Hurlet. Il suo volto era scavato, sofferente. Le privazioni di una vita in galera l'avevano cambiato... i suoi occhi esprimevano odio e follia in egual misura, un'odio indirizzato verso il Capitano della Wayfarer.

"Sapevo che c'eri tu dietro tutto questo..." rispose semplicemente lui cercando di rimanere impassibile.

=^=È tanto che non ci vediamo. Dal processo... poi più niente. Mi sono sentito offeso per la tua mancanza di interesse nei miei confronti. E pensare che mi ero unito a Keller per venirvi a salvare, speravo almeno di ricevere un messaggio di vicinanza ed invece... mi avete abbandonato tutti lì!=^=

"Non è stato il Capitano Kiron a condannarti." esclamò il consigliere avvicinandosi al Capitano "È stata la corte marziale a decretare la tua pena!"

=^=Erjn non mi prendere in giro, lo sai bene anche tu che io fui il capro espiatorio per tutto. Avrebbero potuto accusare Keller, sebbene deceduto, ma non gli bastava. L'Ammiraglio Raistlin voleva un colpevole che potesse pagare e Santiago gliel'ha dato. L'unico disponibile, quello con meno agganci... cazzo persino il Tenente Berger è stata scagionata, si sono inventati anche una finta registrazione. Non crederà mica che fosse vera? Quella era tutta un'idea di Jeladez!=^=

"È un'accusa grave..." commentò Kiron, ma anche lui a quei tempi aveva pensato la stessa cosa "Comunque lei ha minacciato gli ufficiali della Corte Marziale e ha tentato di assalirli."

=^=Avrei agito alla stessa maniera anche se non fossi stato soggetto a quella sindrome del Yellow Submarine... diavolo mi stavano riversando le colpe di tutti, lei non avrebbe perso il controllo? Forse lei no... lei è il perfetto Capitano... però vedremo quanto perfetto.=^=

"Cosa vuole fare Hurlet?" chiese il Capitano della Wayfarer temendo il peggio.

=^=Due navi appoggio della X-24 stanno in questo momento attivando i loro raggi traenti per tenervi bloccati in quella posizione, qualsiasi scialuppa di salvataggio rimarrà imprigionata dal raggio, quindi è inutile tentare la fuga." la nave ebbe uno scossone quando i raggi traenti la raggiunsero, poi un colpo ben più forte scosse l'equipaggio.

=^=Quelli erano i nostri phaser che colpivano i vostri emettitori di scudi, a breve altri disabiliteranno le vostre armi... non male per un ex galeotto! Adesso state buoni e godetevi la vista, la corte marziale inizierà domani.=^=

"Non riconosciamo la sua autorità!" commentò Rumar disgustato

=^=Forse così sarà più chiaro...=^= Hurlet sollevò un phaser è sparò all'ambasciatore Kashyyyk che si accasciò a terra con uno sguardo sorpreso sul volto porcino. Un foro circolare si era aperto all'altezza del suo cuore. Poi la comunicazione fu interrotta.

"Quell'uomo è completamente folle." commentò Rumar

"Concordo, ma francamente non riesco a dargliene tutte le colpe." rispose Kiron con una nota di rammarico

"Che facciamo?" chiese Vaitor con voce sommessa

"Ripariamo quanto ci è possibile e attendiamo." rispose lui senza scomporsi.




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Brano: 17-03
Titolo: La responsabilità del comando
Autore: Capitano Michael Lucius Kiron
(aka Michele Congia)
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USS Wayfarer, Plancia
05/09/2398 - ore 08.45 - D.S. 75677.71


Sebbene riconoscesse il torto che era stato fatto a Hurlet e sebbene in un certo qual modo ne empatizzasse anche il risentimento e il desiderio di vendetta nei confronti della Federazione, Kiron non poteva e non voleva assolutamente permettere che il suo equipaggio pagasse per questo. Se Jeremy Hurlet voleva un capro espiatorio che pagasse per quel processo iniquo che aveva subito, quello sarebbe stato certamente lui e nessun altro.

"Numero Uno, Consigliere ..." Esordì Kiron nel bel mezzo della Plancia, mentre gli uomini di Ristea lavoravano alacremente sulle console per ripristinare i sistemi "con me nel mio ufficio."

"Sì, Capitano" risposero i due ufficiali quasi all'unisono.

Non appena le porte si chiusero dietro di loro, Kiron si voltò verso di loro.

Rimase un attimo in solenne silenzio rivolgendo uno sguardo veloce a ciascuno dei due che, con crescente apprensione, attendevano di scoprire il motivo per cui erano stati convocati in disparte.

"Noi non ci arrenderemo a questo psicopatico." Esordì secco Kiron.

I due notarono che lo sguardo del loro ufficiale di comando si era fatto estremamente gelido e risoluto.

"Certamente, Capitano ..." Esordì Rumar, un po' come a volerlo rassicurare che qualsiasi cosa avesse deciso lui era pronto a seguirlo, e un po' come se volesse invitarlo a proseguire senza indugi nell'illustrazione del piano che aveva elaborato.

"Numero Uno, voglio che si tenga a stretto contatto con il Comandante Wu e che insieme organizziate la resistenza a bordo . In attesa di ricevere assistenza dalla Flotta, faccia quanto in suo potere per difendere l'equipaggio ..."

"Michael! Non puoi considerarti responsabile per quanto successo ad Hurlet..." Lo interruppe il Consigliere Kublik avendo intuito che Kiron stava lasciando la responsabilità della Wayfarer e dell'organizzazione della resistenza a Rumar o perché stava meditando di consegnarsi ad Hurlet, o comunque perché stava elaborando un qualche piano suicida per permettere loro di prendere tempo e di salvarsi.

"Erjn, non mi sento responsabile per quanto accaduto a Jeremy" Le rispose con voce rassicurante Kiron "ma della vita del mio equipaggio sì ... devo fare tutto il possibile per tirarci fuori da quest'impasse..."

"Con tutto il rispetto, qualunque cosa ti sia balenato per la mente non lo farai da solo..." Intervenne anche Rumar.

Il suo tono passò da tranquillizzante a perentorio.

"Numero Uno, non vi sto chiedendo un'opinione" ribatté duramente Kiron fissando il Trill dritto negli occhi "State certi del fatto che non ho intenzione di consegnarmi a Hurlet, non se posso evitarlo. Questo è il mio lavoro ... e voi avete il vostro! Krell, Erjn ... avete la responsabilità di mantenere incolume l'equipaggio ... è un ordine!"

"Cosa intende fare?!"

"Ve lo spiego subito." E sfiorando il suo comunicatore "Kiron a Ristea."

=^=Qui Ristea. Capitano, capisco che lei voglia al più presto buone notizie, ma non ho aggiornamenti rispetto al rapporto che le ho rappresentato qualche minuto fa... =^=

"Comandante, non la chiamavo per questo..."

=^= Mi, mi ... mi scusi allora. Dica pure."

"So che le sembrerà una richiesta bizzarra," sorrise Kiron anche se Ristea non poteva vederlo "ma avrei voglia di fare un giro con il mio yacht... ritiene sia praticabile?"

Ristea inizialmente rimase in silenzio, un po' perché in quei momenti così concitati la richiesta estemporanea del suo capitano gli parve effettivamente alquanto bizzarra, poi, credendo di aver intuito cosa stesse frullando per la testa a Kiron, si precipitò su una delle consolle per cercare delle conferme e quindi rispose.

=^= Da qui non riesco ad accedere ai sistemi del suo yacht, ma non mi risultano danni sul ponte quattordici quindi le direi che dovrebbe poter essere pienamente operativa. Se sta pensando però di provare a strapparci alla gravità di quel mostro gassoso, penso che non sia fattibile ... come le dicevo, a malapena basterebbe una galaxy a tirarci fuori da qui ... e purtroppo non possiamo neanche chiedere aiuti ... =^=

"Dalla Wayfarer no, ma sullo yacht i sistemi di comunicazione subspaziali dovrebbero essere funzionanti, come anche i sistemi di armamento che ultimamente ha implementato ... potrei inviare una richiesta di soccorso e quindi provare a disintegrare quel manufatto per liberare la Wayfarer."

=^= La disintegrazione del manufatto richiederebbe un intervento di tipo chirurgico, spero che lei abbia una mano ferma, Capitano ..."

"Lo spero anche io, Ristea."

"Intanto provvedo ad isolare i ponti interessati e a far rinforzare i campi di forza ... E' un'operazione molto rischiosa, ma si potrebbe tentare ... =^=

"Bene! Mi faccia sapere quando siamo pronti. Intanto mi dirigo verso l'hangar di lancio dello yacht."

=^= Ok, Capitano. Ristea, chiudo."

"Per quanto ne sappiamo, là fuori potrebbero esserci altri manufatti che non riusciamo a captare pronti a speronarti ..."

"E' vero Consigliere, ma quale altra alternativa abbiamo?"

"Capitano, non sappiamo neanche di quale forza disponga Hurlet ... cerchi di non fare sciocchezze ... "

"Starò attento, Numero Uno. Voi preparatevi nel caso in cui qualcosa vada storto ... io cercherò comunque di mettere in atto un diversivo per darvi un po' di tempo in più per organizzarvi e mettervi in salvo."

Rumar annuì abbastanza preoccupato, così come Kublik.

"Io intanto salgo a bordo dello yacht e cerco di inviare una richiesta di soccorso alla Flotta Stellare ... se siamo fortunati, qualche nave potrebbe essere nei paraggi e darci assistenza. Venderemo cara la pelle!"

"Capitano, lasci che le mandi due uomini a supporto... potrebbero esserle utili per la riuscita del piano ..."

"No Numero Uno, non voglio rischiare altre vite inutilmente. E poi non pensavo che avesse così poca fiducia nelle abilità del suo Capitano ..." Ironizzò per sdrammatizzare.

"Là fuori c'è qualcuno che la sta aspettando ... se permette, la cosa mi preoccupa al quanto!"

"Ha ragione Krell ... Michael, fatti accompagnare. Da solo non puoi farcela ..."




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Brano: 17-04
Titolo: Tallone d'Achille
Autore: Tenente Comandante Erjn Martia Kublik
(aka Ivana Minati)
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USS Wayfarer, Ponte 1
05/09/2398 - ore 09.00 - D.S. 75677.71


"Non insistete andrò da solo, ho deciso mi aspetto piena collaborazione senza ulteriori perdite di tempo, Krell si faccia trasferire le modifiche apportate allo yacht da Rumar, appena le avrà ricevute venga all'hangar me le illustrerà prima che parta, io intanto vado, ci vediamo lì."
Kiron aveva tagliato fuori ogni tipo di altra obiezione, ma Erjn provò
ugualmente:

"Capitano chiedo il permesso di accompagnarla all'hangar"

Aveva sperato in un veloce congedo vista la criticità della situazione e, la quasi inesistente possibilità di scampare il pericolo... Non aveva avuto fortuna ...
"Andiamo allora Consigliere"

Nel breve percorso che li portò verso il turbo ascensore, Erjn non perse tempo nello spiegare quali vantaggi avrebbe apportato la sua presenza. Era sicuramente un piano bene ordito quello di Hurlet per arrivare ad una resa dei conti con chi riteneva responsabile dei suoi patimenti. Il riscatto sociale per certi soggetti avviene solo tramite inflizione di torture al fine di ottenere la sudditanza fisica e psicologica di cui probabilmente si sarebbe stato il destinatario...

Le sue competenze avrebbero permesso un più rapido esame di sfumature comportamentali preziose nell'individuare eventuali punti deboli ...l'intero repertorio insomma che uno psicologo professionista, potesse sciorinare per farsi ascoltare ma, inutilmente...

Le porte dell'hangar si aprirono.

"Erjn, no! Andrò da solo" disse Kiron prendendogli istintivamente le mani, "spetta a me risolvere questo problema ... mi basta sapere che il mio equipaggio rimane compatto su questa nave... ho già dato disposizione perché la sicurezza si organizzi per dover fare resistenza, se dovrà essere necessario. Il miglior modo per aiutarmi sarà agire qui e non distrarre risorse: una buona difesa rimane efficace solo se il territorio da difendere è circoscritto voglio che più persone possibili rimangano all'interno di questo territorio: una nave che tutti conoscete bene."

Il consigliere decise di non controbattere, la decisione era presa ma quale avrebbe dovuto essere il suo contributo in un momento simile? A cosa poteva essere utile?

Sembrava che Kiron avesse letto nella sua mente visto che subito dopo aggiunse:
"Ho bisogno che tu rimanga in assistenza alla sezione scientifica."

"Cosa??" Pensò tra sé il Consigliere "Perché vuole prendersi gioco di me... e perché ora?!"

"Non credo proprio di poter essere d'aiuto," obiettò prontamente "sai benissimo che Cooper non ama ingerenze di nessun tipo, al di fuori della sua sfera, e posso dire fin da ora dire che certo non sopporterà una mia intromissione..."

Kiron sulle prime non poté darle torto, del resto era innegabile che Cooper avesse un'irritante personalità autoreferenziale.

"Rispetta le tue opinioni e le tue capacità più di quanto sembri e lo sai, le sue attitudini sono esasperanti, me ne rendo conto, proprio per questo ti chiedo di aiutare lui e chiunque ne abbia bisogno a bordo a tenere i nervi ben saldi. Fidati Erjn, non saprei a chi altri assegnare un compito così importante, sei tu la più qualificata a farlo..."

Probabilmente parole che avevano lo scopo di dissuaderla dal suo originale intento, ma che non di meno avevano senso: quello era il suo lavoro, come sempre accadeva in circostanze concitate come quelle che si trovavano ad affrontare, certamente un compito arduo e spesso ingrato ... e di sicuro tenere testa ad un Cooper a cui tra l'altro la misoginia non faceva difetto lo sarebbe stato maggiormente.
Decise ad ogni modo di non aggiungere altre rimostranze in merito rassegnandosi a vedere Kiron lasciare l'hangar da solo non riusciva però a mascherare la frustrazione e la preoccupazione di non vederlo più tornare che era sicuramente la stessa sensazione che stava provando lui mentre tenendogli ancora le mani, si raccomandava per la tenuta mentale dei presenti a bordo.

L'ufficiale scientifico era di fatto indirettamente la causa di spiacevoli problematiche che poche settimane prima lo stesso Consigliere aveva lamentato proprio con il capitano, forse sarebbe stata l'occasione giusta per poter valutare personalmente quanto credito dare alle continue richieste di colloqui che venivano dai cadetti assegnati alla sua sezione: lavorare e farsi istruire dall'uomo poteva definirsi un'impresa titanica, malgrado fosse un indiscusso professionista, la sua assoluta mancanza di garbo rendeva l'ambiente lavorativo spiacevole e poco collaborativo...

"... Ha intuito ad occhio nudo affacciandosi da un ponte la materia di cui è composto il manufatto, e sono sicuro che abbia già in mente che tipo di azioni intraprendere se non altro per evitare il peggio alla struttura della nave, fa in modo che chi lo assiste non si senta insultato in alcun modo, il suo lavoro è prezioso e il disagio di chi lo assiste è un lusso che oggi non possiamo permetterci di mettere in discussione." disse Kiron cercando di non tradire la sua stessa preoccupazione.

Un attimo dopo le porte dell'hangar si aprirono per lasciar entrare Krell, che come d'accordo portava con sé le specifiche di modifica agli armamenti dello yacht.

"Capitano, sono arrivato non appena ricevute le specifiche", disse quasi giustificandosi, avendo avuto l'impressione di essere stato inopportuno...

"Certo Numero Uno, grazie"... il capitano scorse velocemente le specifiche riscontrando tutto sommato che fossero pochi gli adeguamenti da dover ricordare.

"Kiron a Rumar, sono pronto a lasciare l'hangar."

=/\= Ricevuto Capitano, autorizzazione in cinque minuti=/\=

Le porte si aprirono ancora, lasciando inaspettatamente entrare il 'Lupus in Fabula': un affaticato Cooper... questa partenza stava confermandosi più affollata e meno veloce di ogni previsione...

"Oh Capitano... non si meravigli, mi è giunta all'orecchio la voce che sta lasciando la nave per fare da esca."

Irritante ed irreverente come al solito...

"Non se potrò evitarlo Cooper, se è venuto per salutare lo faccia in fretta."

Non era di certo lì per una ragione tanto ridicola...

"Quell'affare lì fuori dovrebbe rendere impossibile le comunicazioni in entrata ed in uscita visto il materiale di cui è composto, malgrado questo, riusciamo a ricevere quindi sono quasi certo che ci sia una "falla" da qualche parte. Se riesco ad individuarla,
la mia speranza è di poter iniziare la rimozione anche di piccole parti ... Ci consentirebbe comunque di alleggerire la massa e di conseguenza l'effetto di trascinamento..."

Kiron lanciò una veloce occhiata soddisfatta alla Kublik. Al netto del suo fastidioso atteggiamento, l'ufficiale sembrava avere sempre un asso nella manica, e non aveva perso neanche un secondo...

"Bene Cooper, è senz'altro una specie di buona notizia date le circostanze. Una volta là fuori potrei riuscire a contribuire con alla rimozione con i phaser dello yacht..."

L' idea era quella lo stato delle strumentazioni di bordo adatte allo scopo sfortunatamente erano "monche", ma in caso di successo l'aiuto esterno avrebbe fatto la differenza c'era solo da sperare che riuscisse a non farsi abbordare.

"Ovviamente, se la mia tesi dovesse rivelarsi esatta dovremo essere molto veloci e precisi, quindi cerchi di non farsi prendere subito Capitano, anche perché ... non c'è nessun piano B." concluse l'ufficiale.

"Nessun piano B??" Commentò tra se Kiron "In verità non c'era neanche un piano A, tutto era accaduto troppo in fretta..."

"Signori non ho da aggiungere altro, sapete meglio di me cosa va fatto, e mi riferisco soprattutto alla sicurezza dell'equipaggio e della nave. Krell, confido che abbia già disposto i protocolli necessari con Vaitor se doveste ritrovarvi quella gente di fronte..."

L'ufficiale fece un gesto di assenso distaccato ma rassicurante: praticamente ogni squadra era allertata, armata ed operativa nella maggior parte delle sezioni della nave già da quell'istante... Non si erano lesinate risorse.

La partenza fu autorizzata e Kiron entrò velocemente nella navetta lanciando alla Kublik uno sguardo di congedo e di intesa un attimo dopo tutti i presenti uscirono dall'hangar, il portellone si aprì lasciando finalmente uscire lo yatch.

Cooper si diresse velocemente per come poteva verso l'ascensore, raggiunto prontamente dal Consigliere...

"Mi dia uno strappo comandante, andiamo comunque nella stessa direzione perché i miei ordini sono di garantire un ambiente di lavoro meno ostile nella sua squadra"...

L'ufficiale scientifico la guardò come se avesse avuto tre teste.

"Non mi faccia ridere perché non è certo il momento adatto, la mia squadra deve poter lavorare sotto pressione, e anche se non sono sicuro delle ragioni dietro la sua assegnazione... le chiedo se le sembra il momento per questo tipo di test..."

Erjn decise di non rispondere, di non aggiungere neanche una sillaba.

Il turbo ascensore si aprì e lei continuò in silenzio a seguirlo: la donna non avrebbe mollato il proverbiale "osso" ma, lo avrebbe fatto con grazia e senza invadenza...

Cooper capì e si rassegnò... a modo suo, almeno...

"Aaaah, che peccato! Un attendente tutta per me e forse sto per morire... Che sfortunato che sono..."





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Brano: 17-05
Titolo: Teamwork
Autore: Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa
(aka Silvia nd)
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Sygma Draconis, Lantaris
05/09/2398, ore 9.15 - D.S. 75677.77


"Generale, i sensori rilevano una navetta che ha lasciato la Wayfarer." commentò un ragazzo biondo con una voglia sulla guancia sinistra.

"Chi c'è a bordo della navetta? L'ape regina ha lasciato l'alveare e sta venendo qui?" domandò Hurlet ridendo come un pazzo e avvicinandosi al ragazzo per dare anche lui un'occhiata al computer.

"Esatto, signore.", confermò il ragazzo "Solo il Capitano Kiron a bordo. Ma la cosa strana è che..considerando la traiettoria non sembra sia diretto verso di noi, ma si sta allontanando...Fugge!", concluse ridendo a sua volta di gusto.

"Fugge e lascia da solo il proprio equipaggio? Ancora più vile di quanto pensassi! Ma dovevo immaginarlo. Mi ha abbandonato come solo un vigliacco poteva fare. Visto ammiraglio? E lui è un Capitano della Flotta Stellare mentre io sono stato rinchiuso e seviziato per anni in questo schifo di manicomio. Ma la pagherà. La pagheranno tutti quanti dal primo all'ultimo. Fosse l'ultima cosa che faccio!"

La vecchia Squiretaker non rispose, perché non poteva farlo essendo stata legata e imbavagliata, ma era certa che dietro all'azione apparentemente ingiustificata di Michael ci fosse senz'altro un piano. Al suo fianco erano stati imbavagliati gli uomini della sicurezza e delle operazioni che erano stati imbarcati con lei e l'ambasciatore sulla navetta.

Ci provò comunque a parlare, ma ciò che ne uscì furono solo mugugni e una delle persone incaricate di tenerla d'occhio la schiaffeggiò. "Zitta vecchiaccia!", commentò.

"Vacci piano che le casca la dentiera!", esclamò il ragazzo biondo scatenando l'ilarità di tutti i presenti esclusi i prigionieri.

"Al prossimo verso farà la fine dell'ambasciatore, Ammiraglio.", la ammonì Hurlet.

"Lasciatelo proseguire fino al margine di controllo e poi immobilizzate la navetta e lasciate che assista alla fine del suo equipaggio da lì. Deve soffrire. Deve illudersi di potercela fare per poi non riuscirci ed essere fermato da qualcosa che non può controllare. Osserverà tutto. Assisterà alla distruzione, al dolore del suo equipaggio impotente. Il dolore lo deve distruggere dentro. Deve pregarmi di essere ucciso, supplicarmi di liberarlo dal dolore del senso di colpa che lo divorerà dall'interno. E anche così, avrà provato solo una minima parte di quello che ho subito io."

USS Wayfarer - Sala macchine
05/09/2398, ore 10.30 - D.S. 75677.91


"Priorità al ripristino degli scudi", gridò Rumar a un Ristea multitasking che alternava risposte alle domande dei colleghi meno esperti a indicazioni e suggerimenti quando notava indecisioni o imperfezioni nelle attività altrui a calcoli sulla consolle che aveva davanti.
"Dobbiamo resistere il più possibile agli attacchi che potrebbero arrivare dall'esterno", continuò l'altro.

"Sì, signore. Stavo pensando che sarebbe di grande aiuto radunare tutto il personale di bordo solo nei ponti indispensabili in modo da poter togliere energia a quelli non necessari e poterla deviare sugli emettitori di scudi non appena i tecnici li avranno riparati", disse consegnando un D-padd con alcune operazioni da svolgere ad un Guardiamarina.

"Ottima idea, quanto vi manca per terminare le riparazioni degli emettitori?"
"Ci serviranno almeno altre due ore", rispose monitorando l'andamento delle riparazioni inviato in tempo reale al computer di bordo alla sua consolle.
"Lo faccia in un'ora e mezza!"

"Vedremo cosa riesco a fare", commentò Ristea. Era abituato a questo approccio e scrollò le spalle e con un sospiro tornò a monitorare la situazione delle riparazioni.

"Ristea a squadra riparazioni Gamma: lasciate perdere i sensori a lungo raggio e supportate la squadra Alfa nella riparazione degli emettitori degli scudi. Il tempo scorre!"

"Molto bene" commento Rumar uscendo dalla sala macchine diretto in plancia e sfiorandosi il comunicatore sulla giacca della divisa:"Rumar a Wu e Vaitor: avviate le procedure di evacuazione dei ponti secondari. Toglieremo il supporto vitale tra un'ora e mezza."

USS Wayfarer - Ponte 4
05/09/2398, ore 11.15 - D.S. 75677.99


"Via di qui! Evacuare il ponte!", gridava Wu. "Signori seguite tutti le indicazioni degli addetti alla sicurezza!"

"Dove corre? Nessuno le ha spiegato che non bisogna farsi prendere dal panico in queste situazioni?" gridò Vaitor ad una recluta dall'aria spaventatissima.
"Stia calmo. Faccia un respiro profondo e segua le indicazioni dei colleghi." aggiunse.
"Calmo? Calmo?! Con quel sasso gigante conficcato nella nave?!" gridò il ragazzo tenendosi la testa tra le mani.

Vaitor chiamò a sè l'addetto alla sicurezza più vicino e gli sussurrò sottovoce "Lo porti in infermeria e gli faccia dare un sedativo. Dobbiamo evitare che scateni il panico".

Quello annuì e si rivolse alla recluta con un deciso "Mi segua".

E mentre tutti si avviavano, chi più e chi meno calmo, alle scale diretti ad uno dei ponti "sicuri", Wu con Vaitor stava controllando che nessuno fosse rimasto nelle varie stanze presenti analizzando ciascuno una delle diverse ali del corridoio.

Camminando e guardando all'interno di una stanza dopo l'altra, Vaitor udì dei colpi contro una delle porte. "C'è nessunooo? Eiy!! Si è bloccata la porta, dannazione!!"

"Comandante, qui c'è qualcuno!" gridò Vaitor a Wu dopo aver sentito la voce passando davanti alla porta. "Chi c'è?", chiese mentre la donna correva verso di loro.
"Sono il Dott. Keth. Con me ci sono la dottoressa Squiretaker e il signor Carpharai. Quest'ultimo è privo di coscienza. La dottoressa sta cercando di rianimarlo", rispose la voce oltre la porta.

Vaitor provò ad aprire la porta senza successo spingendola con le braccia in attesa dell'arrivo della collega "Forse ci serve un ingegnere. E' bloccata.", le disse al suo arrivo.
"Lasci gli ingegneri alle riparazioni" rispose Wu inspirando profondamente e poi tirando un calcio ben piazzato ad un pannello accanto alla porta, facendo scattare il meccanismo di apertura che si era incastrato.
"Basta saper agire nei punti giusti", fu la risposta allo sguardo stupito di Mahon.

La stanza era quasi buia essendo accese solo le luci di emergenza e ci misero un po' a mettere a fuoco la situazione.

Keth era in piedi davanti alla porta aperta e si spostò di lato per farli entrare.
Julia era seduta in ginocchio accanto a Noll sdraiato sul pavimento accanto a uno sgabello che cercava di rianimarlo dopo aver posato il tricorder con cui lo aveva analizzato per terra.

"Ho bisogno che venga portato in infermeria immediatamente. Ha tutti i sintomi di un infarto", commentò Julia. "Dobbiamo intervenire il prima possibile"

"Mi dia una mano a portarlo" ordinò Vaitor a Keth.
Quest'ultimo non fece a tempo a muoversi che venne interrotto da Wu: "La aiuto io. Il dottore deve andare a curare i feriti sul ponte 6. Ce ne sono ancora diversi che devono essere medicati."
La donna prese Carpharai dalle ascelle mentre Vaitor lo sollevava dalle caviglie.

"Di qua!", esclamò Julia per guidarli alla strada per l'infermeria alternativa al turboascensore dopo aver racolto il tricorder ed essersi alzata in piedi.

"Perchè non avete richiesto un teletrasporto di emergenza?"chiese Wu.
"Perchè il mio comunicatore deve avere qualche problema, mentre il dottor Keth ha dimenticato il suo sul comodino stamattina"
"Pessimo tempismo dottore", commentò la donna continuando a tenere saldamente le caviglie del barista.
Keth diventò bordeau.

"Sbrighiamoci!"

Yacht del Capitano
05/09/2398, ore 12.00 - D.S. 75678.08


Durante il suo viaggio sulla navetta, Kiron si sarebbe aspettato di essere braccato subito dal suo rivale psicopatico e che lo avrebbe sottoposto alle peggiori torture, ma evidentemente i suoi piani erano diversi. Probabilmente voleva fargli assistere alle peggiori torture al suo equipaggio, sadico com'era diventato. E non riusciva a togliersi dalla testa che la situazione in cui si trovavano ora era, seppur non al cento per cento, dipeso da lui.

Decise di approfittare del tempo per riflettere più lucidamente lontano dalla frenesia delle emergenze sulla Wayfarer, lontano dalle emozioni che lo attanagliavano e lo stavano angosciando, lontano da tutto e da tutti.

Cercò di analizzare la situazione in maniera oggettiva, come fosse un problema non suo. Come se fosse stato un altro capitano di un'altra nave nella stessa situazione a chiedergli consiglio. Cosa gli avrebbe consigliato di fare?

Innanzitutto era chiaro l'obiettivo: proteggere il suo equipaggio.
Purtroppo l'ambasciatore era andato e non c'era più nulla da fare per salvarlo.
Come salvarlo? Questo non era chiaro. Confidava nell'intuizione di Cooper, il suo ufficiale scientifico tanto eccentrico quanto geniale e confidava in realtà nel suo intero equipaggio, ogni singolo membro lo aveva stupito positivamente in più di un'occasione. Erano una bella squadra e nonostante le divergenze professionali e caratteriali ne avevano superate tante: avrebbero superato senz'altro anche questa!

Però era consapevole che in questo momento erano con le mani legate e non era sufficiente in questo caso contare solo su loro stessi, ma necessitavano un aiuto esterno.
Quindi era chiaro..doveva cercare di comunicare con l'esterno.

"Giusto! Come ho potuto non pensarci prima?" si domandò tra sè e sè.
"Sicuramente non mi lasceranno uscire dalla zona in cui bloccano le comunicazioni uscenti, ma posso avvicinarmi il più possibile al confine e lanciare una sonda programmata con installato un trasmettitore per inviare un messaggio di soccorso al Comando della Flotta Stellare o a chiunque sia di passaggio. Non dovrebbero riuscire a rilevarla date le dimensioni. Dovrebbe riuscire a sfuggire ai sensori. E se anche la dovessero rilevare, dovrebbero abbatterla prima che invii il messaggio per evitare che venga ricevuto."

Detto questo attivò il pilota automatico e andrò sul retro della navetta per installare il trasmettitore sulla sonda e registrare il messaggio.

USS Wayfarer - Laboratorio scientifico
05/09/2398, ore 14.00 - D.S. 75678.31


"Ora!" esclamò Cooper.
"Sì!", rispose rapida Ichigawa armeggiando con la consolle modificando nuovamente la frequenza d'onda e l'intensità del segnale di comunicazione.
Nella stanza aleggiò un silenzio di tomba per alcuni secondi.
"Niente..", commentò la ragazza abbassando lo sguardo scoraggiata.

"Altre idee?" chiese Cooper ai suoi sottoposti. Nessuno rispose.
Il Marinaio Rossi si lasciò scappare uno sbadiglio.
"Ehy riccioli d'oro, cosa pensi che stiamo facendo qui? Un pigiama party?" gridò irritato lo scienziato.
"No signore, mi scusi", rispose lei imbarazzata dalle grida.

"Sa cosa mi pulisco con le sue scuse? Stiamo lavorando. Stiamo cercando la soluzione a questo sadico gioco a cui siamo costretti a giocare nostro malgrado. E ho bisogno che tutti collaboriamo. E se non volete farlo portate il vostro culo fuori di qui. Chiaro?" sempre continuando a gridare.

Calò un silenzio gelido e nessuno ebbe il coraggio di lasciarsi andare. Tranne un marinaio che si alzò silenziosamente in piedi e si avviò alla porta con molta calma.
"Ecco bravo!" commentò Cooper. "Chi non è in grado di dare una mano segua il Marinaio Torres! Che l'ultima volta ha pure sbagliato una banale calcolo d'integrale n-dimensionale"
"Veramente io...sto solo andando al bagno..." commentò il giovane.

Erjn aveva osservato tutto da una sedia all'angolo della stanza, la zona che le era stata concessa per restare come osservatrice e non disturbare il brainstorming ed i test che stava facendo il gruppo.
Il Marinaio Rossi era già andata nel suo studio per un colloquio un paio di volte per lamentarsi dei comportamenti poco cortesi del suo superiore, ma a quanto stava vedendo, le doleva ammetterlo a se stessa, forse lui non aveva tutti i torti.

La situazione comunque rischiava di degenerare perchè Cooper stava decisamente perdendo il controllo e il focus della situazione. Per cui decise di alzarsi in piedi e si portarsi accanto a Cooper che le lanciò una delle sue peggiori occhiatacce aspettandosi un inopportuno rimprovero per i suoi modi davanti a tutti i suoi sottoposti.

"Signori, il Comandante Cooper ha perfettamente ragione. La situazione in cui ci troviamo è critica e ho bisogno che ne siate tutti consapevoli o sarà difficile gestirla. Abbiamo bisogno che tutti voi siate concentrati al massimo e diate il meglio che potete per trovare una soluzione e superarla."
Fece una pausa e poi proseguì, "Siete tutte persone qualificate e siete state addestrate per gestire la tensione e lo stress che si presentano di continuo facendo il lavoro che fate per cui non è accettabile che prendiate sotto gamba il vostro compito. Il contributo di chiunque è di fondamentale importanza. E ora al lavoro...e lei vada al bagno Torres!"

Finì il suo discorso e tornò a sedersi in un angolo. Cooper la fissò per un attimo stupito, seppur intuiva che sarebbe toccato un bel discorsetto anche a lui prossimamente, se ne fosse uscito vivo da quella situazione, in quel momento provò una sorta di senso di riconoscenza, o la cosa più simile che lui era in grado di provare, verso quella donna.

"Scusate se mi intrometto", intervenne Ichigawa un po' imbarazzata rompendo il silenzio che si era creato, "ma..Comandante, sto rianalizzando tutti i tentativi che abbiamo fatto di comunicare con l'esterno alla ricerca di un qualche pattern comune...", iniziò scorrendo una serie di segnali sulla consolle.

"Vada avanti.."

"Ora: i sensori sono quasi tutti fuori uso e non vorrei che fosse solo dovuto a qualche lettura errata, ma...pare che ogni volta che abbiamo cercaro di inviare un segnale di comunicazione, qualcosa abbia reagito nel corpo ferroso che si è conficcato nella nave ed abbia lui stesso prodotto un segnale come in risposta. Ora non so di preciso se possa trattarsi di un qualche tipo di fenomeno ferromagnetico che crea un disturbo di qualche tipo se la sorgente del segnale è vicina o cose del genere..."
"Non vada oltre. Come dice lei, non lo può sapere." fece una pausa per poi proseguire: "Lei no, ma noi possiamo scoprirlo. Ottimo spunto. Al lavoro ragazzi!", rivolto verso la sua squadra sfregandosi le mani.