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USS WAYFARER - MISSIONE 10 RSS USS WAYFARER - Missione 10

10.10 " Voglio restare qui per sempre "

di Mehon Vaitor, Pubblicato il 03-09-2013

Alloggio D7, mercantile Rosa Nera
25/04/2388 ore 15.00 - D.S. 65315.92


William si sforzò di non pensare a nulla.
Ruotò leggermente la testa, si stiracchiò e rimase alcuni istanti a contemplare la cabina.
Era piccola ma accogliente e le luci soffuse smorzavano le forme dei mobili e dell'arredamento rendendo tutto più uniforme e omogeneo.
Lì, in quel posto, era tranquillo. Quella cabina era diventata il suo guscio, la sua fortezza contro la Galassia intera. Lì era in pace con sé stesso, sentiva la sua mente calmarsi e ammorbidirsi assumendo uno stato simile alla penombra della cabina.

Sarebbe rimasto in quel posto per sempre. Nulla, neppure la crudele realtà, lo avrebbe destato.

Eppure in cuor suo sapeva che questo viaggio stava giungendo al termine e che presto avrebbe perso il suo guscio.
Pochi minuti dopo sentì un leggero tonfo, poi il brusio dei motori della nave si attenuò fino a scomparire.

Una strana sensazione di ansia lo assalì rapidamente mentre la sua mente ritornava in funzione per ricordargli il motivo per cui si trovava sul cargo. Prontamente si illuse che il viaggio non fosse finito ma che continuasse fino all'infinito.

*Sì.* Pensò. *Questi rumori posso indicare qualunque cosa... non siamo ancora arrivati.*

Breve pausa.

*Sì! Io resterò qui per sempre.*

Altra breve pausa.

*Io voglio restare qui per sempre.*

Rapidamente ritornò nel suo stato di calma, isolamento e tranquillità. In quel guscio era al sicuro e quel viaggio lo avrebbe protetto dalla realtà.

Purtroppo la realtà che aveva cercato disperatamente e in tutti i modi di evitare gli arrivò addosso con la voce del comandante della nave.

=^= Buon pomeriggio a tutti, sono il capitano Restiln. Siamo appena attraccati a Deep Space 16, nel quadrante Gamma.=^=

Deep Space 16, Gamma, alloggio comandante Steve McCain.
Ore 19.32


Le porte dell'alloggio si aprirono e il capitano Spini entrò rapidamente nel locale.
Per un secondo le parve di riconoscere nell'uomo che stava al centro del locale il comandante Steve McCain. Sembrava che l'ufficiale fosse riuscito a tornare e a materializzarsi nel suo alloggio.

Ma ad un'occhiata più attenta notò che l'uomo assomigliava molto a Steve McCain, ma era molto più giovane e aveva i capelli più lunghi.

"Lei dev'essere William McCain." Esordì lei.

L'uomo si voltò, abbozzò un sorriso e rispose. "Si."

Il capitano annuì e toccò la spalla del dottore per invitarlo a sedere.
"Mi spiace per la sua perdita." Disse sedendosi.

William si voltò di colpo. I suoi occhi si riempirono di lacrime mentre sul suo viso si dipingeva una smorfia di dolore. "Ma mio fratello è disperso."

Spini inspirò e annuì con aria grave.

"Ho parlato con la Flotta. Suo fratello non sarà dimenticato." Il capitano accese il data padd che aveva con sé e mostrò a William le disposizioni della flotta. "Su Vertas V c'è un centro di ricerca della Federazione specializzato nelle anomalie spazio temporali, hanno ricevuto il compito di salvare suo fratello."

"Capisco." Rispose lui con un tono così asciutto e secco da sembrare vulcaniano.

Il capitano si alzò dalla poltrona e si diresse alla porta.

"Bene, iniziò a ritirare la roba di mio fratello e partirò per Vertas V." Disse William.

"Non c'è fretta." Rispose il capitano. "Potrà rimanere su questa stazione fino a quando la licenza glielo permetterà e vivere nell'alloggio di suo fratello."

"Grazie ma preferisco partire subito." Rispose lui.

"Come vuole." Spini attivò il comando della porta che si aprì subito. "Se ha bisogno di parlare con qualcuno c'è il consigliere della stazione, è molto brava... ."

"Grazie ma non sarà necessario." Rispose lui secco.

Laboratorio scientifico federale, Vertas V
1 Settembre 2388, Ore 9.00 - DS65667.7


William McCain si trovava su Vertas V da diversi giorni ormai. Stava dando fondo a tutti i giorni di licenza che gli spettavano, per stare sul pianeta dove gli scienziati della Federazione stavano cercando di recuperare suo fratello. Aveva chiesto anche un congedo temporaneo dalla Flotta, da utilizzare quando i giorni di licenza sarebbero finiti. Dopo un primo rifiuto iniziale da parte di alcuni ammiragli riuscì a trovare un accordo: lui avrebbe ricevuto il congedo temporaneo, ma avrebbe lavorato negli ospedali della colonia come medico.

Come ogni mattina entrò nel centro di ricerca. Passò davanti al posto di guardia dove diede le sue credenziali alla sicurezza e si diresse a grande velocità verso il centro del complesso. Camminava rapidamente senza degnare di uno sguardo le persone che incontrava: per lui esisteva solo più il dottor Edward Valentine. Passò davanti a colleghi, scienziati, ufficiali superiori, marinai e persino ad un ammiraglio ma mai rispose ai loro saluti, ai loro sguardi incuriositi e ai loro inviti.

In poco tempo raggiunse il suo obbiettivo, il laboratorio scientifico 47 specializzato nei disturbi spazio-temporali. Entrò rapidamente nel laboratorio e iniziò a guardarsi intorno finché trovò chi stava cercando.

"Dottor Valentine." Esordì William con un ampio sorriso.

Lo scienziato alzò la testa da un monitor e, vedendo McCain, lo raggiunse sorridendo.

"Buongiorno William come va oggi?" Chiese Valentine mentre i due si stringevano la mano.

"Bene dottore e... lei?" William non poté a far meno di notare che il suo interlocutore era molto giovane ma era una delle più grandi menti della Federazione riguardo le anomalie spazio temporali.

Valentine sorrise: "Bene, siamo quasi pronti." Poi, indicando una serie di macchinari accanto a loro, aggiunse: "Oggi è il grande giorno, ti riporteremo tuo fratello."

William sorrise a 32 denti. "Grazie... in bocca al lupo."

Laboratorio scientifico federale, sala d'attesa, Vertas V
01/09/2388, Ore 19.00 - D.S. 65667.7


L'attesa era letteralmente snervante. William era rimasto per 5 ore seduto nell'anticamera ad aspettare. Sentimenti come l'ansia, la trepidazione per l'attesa, la paura che tutto fallisse e l'amore verso il fratello si mescolavano insieme in un turbinio infinito. Negli ultimi minuti aveva iniziato a mordicchiarsi piccoli pezzetti di pelle del dorso e del palmo della mano. Lì, in quel luogo, era completamente impotente, non era lui a prendere le decisioni come accadeva durante un intervento chirurgico. Ora era soltanto uno spettatore. Per lui mordersi la mano in quel modo era un modo molto semplice per avere il controllo dell'unica emozione che poteva ancora controllare: il dolore fisico.

D'improvviso la porta si aprì.

William si alzò di scatto e in pochissimi istanti raggiunse la porta.

"Dottor Valentine, allora?" Il cuore di William si arrestò di colpo e tutte le sue emozioni rimasero in attesa come un predatore pronto a balzare sulla vittima.

Valentine distolse lo sguardo.

"Abbiamo fallito."

William accusò il colpo. Fece alcuni passi all'indietro e si accasciò sulla poltrona.

"Non temere, continuerò a tentare finché non ti riporterò tuo fratello." Aggiunse Valentine con l'aria decisa di chi non demorde. Ma William non sentì queste parole perché era appena precipitato nel dolore più intenso.

*Me l'hanno ammazzato ancora una volta.*

Isola equatoriale, Vertas V
01/11/2388, Ore 11.00 - D.S***. 65834.58


Vertas V era in bel pianeta. Oltre al centro ricerche della Federazione c'erano solo pochi insediamenti ma tutti scarsamente abitati e concentrati nella zona settentrionale del pianeta. Il resto dei contenimenti era per lo più costituito da piccole isole con foreste incontaminate. Non c'erano animali predatori o rischi legati a piante, insetti o simili rendendo così la colonia un vero paradiso incontaminato. Ma a William ciò importava poco. Si era fatto teletrasportare su una delle isole del continente centrale dove aveva costruito una casa e lì era rimasto solo coi suoi pensieri.
Si allontanava soltanto per prestare servizio all'ospedale della città principale.

Pensieri terribili e devastanti sulla sorte del fratello lo tormentavano di giorno mentre incubi spaventosi lo assediavano durante la notte. Spesso sognava di rimanere intrappolato in un buio assoluto che lo avvolgeva fino a fargli venire la claustrofobia. Altre volte sognava di finire in uno strano mondo alieno fatto da lava, paesaggi desolati e migliaia di mostri che lo attaccavano o lo divoravano.

Questo lento e interminabile logorio andava avanti ormai da mesi finché uno strano giorno non fece nessun incubo. Si era svegliato tranquillo e ben riposato. Si era lavato, rasato e aveva fatto colazione. Infine era andato nella spiaggia e si era messo a leggere un trattato si medicina. Quel giorno era diverso in quanto percepiva una strana calma nel suo essere che gli impediva di essere tormentato dalla sua mente. Quel giorno stava proprio bene.

Verso mezzogiorno degli strani rumori lo fecero trasalire. William chiuse il data padd e rimase ad ascoltare. Niente. Poi d'improvviso percepì una seconda serie di rumori e capì che non erano di origine naturali: alcuni erano metallici altri ricordavano lo sfrigolio dei campi energetici.

Incuriosito si inoltrò nella foresta. Non fece molta strada in quanto trovo subito l'origine dei rumori in una piccola radura quasi al centro dell'isola. In quello spazio vide alcuni strani macchinari posati qua e là mentre al centro c'era una bolla energetica con qualcosa dentro. Il campo energetico era opaco ma gli impediva di capire che cosa conteneva la bolla.

Un urlo umano lo fece trasalire. Il suo cuore gli ordinò prontamente di fuggire, ma la sua mente gli ricordò i suoi doveri di dottore. Prevalse il giuramento di ufficiale medico della Flotta Stellare e, in quel giorno di lucidità, William poté disporre di tutte le sue conoscenze mediche senza essere assediato da strani o brutti pensieri. Ora per lui c'era solo il paziente da salvare. Non pensò al motivo per cui c'erano delle strane apparecchiature sull'isola o perché c'era una persona intrappolata in un campo energetico, pensò solo che lui era un dottore e che doveva salvarla.

Rapidamente di avvicinò, poi, con calma analizzò la sfera di energia.
Non aveva mezzi per determinare se quel campo poteva fargli del male o no per cui decise di toccarlo. Avvicinò due dita alla superficie e, dopo alcuni istanti, il capo energetico di deformò finendo contro la sua mano. Gli sembrò di aver toccato la superficie di uno strano liquido. Ritenendo che non c'erano altri rischi decise di entrare nel campo. Uno strano brivido si impossessò di lui quando oltrepassò la barriera. Chiuse gli occhi e li riaprì soltanto quando fu dall'altra parte.

Quando li riaprì, qualcosa nella testa di William McCain si ruppe. Al centro della bolla sdraiato sulla sedia vide suo fratello che ansimava e si contorceva come se gli stessero facendo l'elettro shock.
Senza pensarci due volte William si avvicinò al morente per cercare di aiutarlo. Stava impazzendo ma le sue conoscenze mediche erano intatte e funzionanti al 100%.

"Steve." Gli disse con gioia infinita.

L'umano vide William avvicinarsi e sentì le mani del medico afferrarlo e sentirgli la fronte.

"Non sono tuo fratello." Una fitta di dolore lo fece ansimare, poi ricominciò a parlare.
"Sono il dottor Valentin... ."

"Steve che ti hanno fatto?" Chiese William mentre cercava di capire cosa stava uccidendo il fratello.

"Stavo conducendo un esperimento per ritrovare tuo fratello, ma qualcosa è andato storto e sono finito nel passato." L'umano capendo di non aver più tempo iniziò a spiegare tutto utilizzando le sue ultima energie. "Sto morendo e tu devi distruggere questa macchina per la Prima Direttiva Temp... ."

Non disse più nulla perché in quell'istante il corpo del dottor Valentine cedette e lui morì.

Poco dopo anche il campo energetico di dissolse.

William rimase lì a vegliare il corpo di suo fratello. Per ore intere non parlò, non disse nulla. Il dolore della perdita era così lacerante da paralizzarlo.

Verso sera uno strano pensiero si fece strada nella sua mente.

*Il capitano Spini ha intrappolato in questo campo energetico mio fratello per chissà quale scopo... aveva forse paura di perdere la sua poltrona di capitano. Steve era un ufficiale molto capace... . Sì dev'essere così! Qualcuno pagherà per questo!*