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USS TOKUGAWA - MISSIONE 08 RSS USS TOKUGAWA - Missione 08

08.02 " Un nuovo, pessimo, inizio "

di Asami Hana, Pubblicato il 26-11-2017

Flashback - Betazed - Casa della Famiglia Hana - 18/09/2397 Ore 22:46


Asami se ne rimaneva immobile e con gli occhi chiusi, seduta a terra nel giardino posteriore dell'abitazione familiare l'aria frizzantina delle belle mattinata di Betazed erano sempre state un toccasana per lei, eppure quella mattina faticava a raggiungere una concentrazione sufficiente per riuscire per meditare. Aprì gli occhi e si osservò attorno per svariati istanti, dovendo ammettere a sè stessa che la sua inquietudine era ufficialmente tornata: dopo la pessima avventura con quel gruppo di orioniani si era autoconvinta che mai avrebbe risentito il desiderio di lasciare Betazed, il proprio porto sicuro, eppure a svariati mesi di distanza dovette ammettere che si era sbagliata di grosso. Era giunto il momento di richiamare la Flotta? Era davvero pronta a riprendere in mano la propria carriera con il rischio di finire di nuovo nei guai?

"Veramente una splendida giornata..."
La voce della madre la fece voltare ma non la sorprese "Si, è una giornata piacevolmente fresca considerando il periodo estivo... una giornata ideale per meditare"
"Non mi sembra che la meditazione ti stesse riuscendo" la apostrofò la madre
Asami sorrise divertita "Non sempre le cose riescono al primo tentativo, ma non per questo smettiamo di tentare"
Meera sorrise osservando la figlia, pensò per qualche attimo a cosa dire per poi mettersi ad osservare il cielo "Ieri ho potuto osservare uno splendido documentario su di un pesce che vive su Sol III... il salmone, credo che dovresti guardarlo anche tu"
Asami si voltò sorpresa "Un pesce... di Sol III... interessante?" scosse il capo "Da quando in qua tutto questo interesse al mondo ittico?"
Meera mosse appena una mano come a scacciare le domande della figlia "Se lo avessi visto non me lo chiederesti... nasce nel fiume, passa tutta la sua vita nel mare e, quando arriva il momento di riprodursi, risale la corrente sino a tornare nel medesimo torrente in cui era nato, si riproduce ed infine muore..."
"Alla faccia dello splendido documentario, deve essere affascinante vedere un animale lottare per poter andare a morire... se sapessero di partenza che quella è la fine che faranno probabilmente lo eviterebbero"
"No, ti sbagli..." Meera osservò la figlia sorridendo "Compirebbero comunque quel viaggio e accetterebbero di buon grado la sua fine"
"E secondo te perchè lo farebbero?"
"Perchè è nella loro natura..." Meera si sedette accanto alla figlia "E' insito in loro, non possono non partire... anche sapendo a cosa andranno incontro"
"Non stiamo parlando di pesci adesso" Asami incrociò le braccia al petto "Ma infondo credo che non tu non avessi mai intenzione di parlare d'altro se non di me"
"E' nella natura delle cose, ci sono persone che amano le comodità che possono avere sul loro pianeta e chi è nato allo scopo di viaggiare... sanno a cosa possono andare incontro lasciando le proprie certezze, ma nonostante tutto non possono far altro che continuare con il loro continuo peregrinare in giro per la galassia..."
Asami tirò un lungo respiro prima di tornare ad osservare il cielo "Un anno... sono rimasta in balia dei pirati orioniani per un anno..." irrigidì la mascella mentre il suo umore peggiorò via via mentre la sua mente le faceva rivedere vari flash di quell'orribile periodo "Non sono cose che nessuno vorrebbe vivere"
"Non mi hai mai voluto parlare di quel periodo..."
"E intendo continuare a tenere per me quell'anno, lo sai"
"Si, e non ho mai insistito con te" Meera osservò la figlia "Ma lascia che ti faccia una domanda che ti facevo sempre quando eri piccola... lo sai perchè cadiamo?"
Asami ridacchiò divertita, ripensando a quante volte nella sua vita si fosse sentita fare sempre la medesima domanda "Per imparare a rimetterci in piedi"
Meera si alzò in piedi ed osservò la figlia "Sta solo a te decidere se è arrivato il momento di rialzarti in piedi e riprendere in mano la tua vita e la tua carriera nella Flotta Stellare ma, a prescindere da ciò che ritieni razionalmente più sicuro, il tuo istinto sarà sempre quello di viaggiare... è la tua natura e dovrai farne i conti, prima o poi" sorrise alla figlia ma non attese una risposta, preferendo andarsene e lasciare Asami a riflettere sul da farsi.

Flashback - USS Tokugawa - Sala Tattica - 02/11/2397 Ore 07:28


Hana percorse i corridoi della sua nuova casa osservandosi attorno con una certa curiosità, lo sguardo vagava attorno mentre si faceva un'idea via via sempre più dettagliata sul clima dell'equipaggio. Raggiunse senza eccessiva fretta l'ufficio del Capitano, del resto era consapevole di essere in anticipo di qualche minuto, ma le piaceva prendersela con comodo: attese che il Capitano aprisse le porte ed accedette nell'ufficio, salutando formalmente il superiore.

"Comandante Hana a rapporto, Signore"

Il suo sguardo si posò dapprima sul Capitano, studiandone inizialmente l'aspetto, forse un po' particolare, tenendo conto del suo ruolo a bordo. Per un momento ebbe l'impressione di trovarsi di fronte ad un batterista di musica rock piuttosto che ad un provetto ufficiale, ma come betazoide sapeva di dover spingere la propria analisi oltre le apparenze, concentrandosi sulle proprie percezioni empatiche più che alla propria vista:
*Blu scuro, con qualche venatura blu elettrico... il Capitano Hesse è sicuramente una persona decisa. Si è da soli al vertice e non tutti hanno un carattere così adatto al ruolo come quello dell'uomo che le stava di fronte. Le persone con il tipo di personalità del Capitano Hesse sono fantasiose eppure decise, ambiziose eppure private, incredibilmente curiose, ma in grado di non sprecare la propria energia. Il carattere solare che percepiva era solo un aspetto di quell'uomo, seppure gli altri lati del suo carattere sembrano essere nascosti dietro quell'area di allegria che lo contraddistingue. I soggetti come il Capitano irradiano fiducia in se stessi e un alone di mistero, le loro osservazioni risultano penetranti, le idee originali e la logica formidabile, tanto di consentirgli di promuovere il cambiamento con la pura forza di volontà e la forza della personalità tutte cose che quasi certamente non lo rendono un individuo particolarmente gradito al genere femminile. Si... sarà bello aver modo di conoscere la psiche di quest'uomo*

Il Capitano alzò il capo dal proprio terminale, invitando la giovane ad accomodarsi sulla poltroncina libera di fronte alla scrivania "Le do il benvenuto sulla Tokugawa, Comandante" mosse una mano nella direzione dell'andoriana seduta all'altra poltroncina "Le presento il Comandante Margret, il primo ufficiale della nave... avrà modo di conoscere in seguito il resto degli ufficiali superiori"

Asami si voltò verso il primo ufficiale cennando con il capo "E' un piacere conoscerla, Comandante", quindi di soffermò a studiare il secondo ufficiale in comando della nave con una punta di curiosità: *Per le personalità come il Capitano è spesso una sfida trovare delle persone con una mentalità simile in grado di tenere il passo con le loro valutazioni e la rapidità di pensiero, eppure sembrava che il Capitano Hesse avesse avuto fortuna... il suo primo ufficiale rappresentava un degno supporto al comando... un altro blu scuro. Le persone come il Comandante Margret incarnano in sé le doti di carisma e confidenza, proiettando un'autorità che riesce a trascinare le folle dietro un obiettivo comune... obbiettivo che tendenzialmente sono in grado di individuare e difficilmente mutano. La decisione che li caratterizza può portarli ad essere a volte testardi e caparbi*
Margret annuì alle parole di Hesse per poi osservare a sua volta la nuova consigliera "Le do il benvenuto sulla nave, dottoressa"
"Avremo modo di parlare meglio in seguito, ma voglio farle una domanda: si sente pronta per tornare ad indossare l'uniforme?"
"E' una domanda difficile Signore, potrei risponderle molto semplicemente di sì ma questo non toglierebbe i suoi dubbi... cosa che fra l'altro riesco a comprendere" Hana sorrise osservando il Capitano "Posso solo dirle che sarà il tempo a decidere se ho ragione, ma ora come ora non ho dubbi a riguardo"
Hesse annuì alzandosi "In questo caso non la trattengo... fra un paio di ore avremo una riunione con gli altri ufficiali superiori... potrà conoscere lì i suoi colleghi. In libertà"

Luogo indeterminato - Tempo indeterminato


*Perchè cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi...*
Hana si destò con le parole della madre in testa, non aveva idea né di dove fosse né quanto tempo fosse passato, sapeva solo che qualcosa era cambiato: le sue percezioni erano diverse, sentiva se stessa ma anche altri individui... non era sola!
Si alzò lentamente iniziando ad avanzare verso le prime due persone che le sembravano più vicine e si fermò solo quando capì di essere abbastanza vicina al Capitano.
"Mi scusi Signore..." Hana decise di parlare, del resto in buio era completo ed il Capitano avrebbe potuto non avvedersi del suo arrivo alle spalle
"Consigliere... come ha fatto a trovarci qui in mezzo?" Margret si voltò verso la direzione della voce di Hana
"Vi ho percepito... mi sono mossa verso la zona da cui sentivo provenire le vostre empatie..."
"Beh, pensa di riuscire a trovare anche gli altri?" la voce di Hesse appariva quasi speranzosa
"Non posso escluderlo... anche se..."
"Anche se... continui Consigliere..." le rispose Hesse
"Signore... noi non siamo soli... percepisco altre empatie nell'area... siamo osservati" rispose a bassa voce Hana
Hesse si voltò verso la voce della consigliera "Potrebbero essere altri membri dell'equipaggio o degli estranei caduti come noi in questa... bah... trappola?"
"No, Capitano... io percepisco seppure a una certa distanza tutti gli altri ufficiali superiori... non riesco a percepire il resto dell'equipaggio e..." Hana scosse il capo "Difficile da spiegare ma percepisco dei grigi attorno a noi..."
"Dei grigi, Comandanti?" anche Margret si voltò verso la consigliera
"Percepisco entità prive di qualsivoglia emozione..." Hana "Credo sia difficile da spiegare"
"Individui di cui non riesce a percepire l'empatia, un po' come i ferengi?" chiese il Capitano
"No, è diverso... immaginate per un attimo che tutti gli individui esistenti siano come delle bottiglie di vetro e che, a seconda del colore del liquido che contengano, voi possiate determinarne l'empatia... un ferengi è come una bottiglia nera, non posso vedervi attraverso e quindi non posso sapere cosa vi sia all'interno. In questo caso io ho di fronte una bottiglia trasparente, come siete voi ed io... ma con una diversità, la bottiglia è completamente vuota! Non ho problemi a percepire quegli esseri solo che dentro non trovo alcuna traccia di emozione... sono totalmente neutri"
Il Capitano sospirò "Dirigiamoci verso i nostri colleghi, magari tutti assieme verremo a capo di questa situazione"