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USS RAZIEL - MISSIONE 01 RSS USS RAZIEL - Missione 01

01.01 " Giro di Prova "

di Bernadette Bates, Pubblicato il 16-01-2016

Flashback - USS Raziel - Sala Mensa - 23/01/2396 - ore 19.27


"Non so se capisce quello che intendo, Signora..."

*... quello che capisco è che non ho via di scampo...*

"... non era davvero mia intenzione recarle disturbo, ma ho pensato che forse, se avesse letto questa nota, avrebbe potuto farsi un'idea più precisa..."

*... che idea... potrei farlo deferire alla corte marziale con qualche accusa inventata...*

"... la situazione era veramente delicata e io..."

*... quanto sarebbe delicata la situazione se ordinassi ad Hazyel di metterlo dentro un siluro...*

"... sono stato costretto, capisce? Ho dovuto fare ciò che ho fatto per salvare la situazione..."

*... se gli scatenassi contro Frank, nulla potrebbe salvarlo...*

"... altrimenti non avrei mai detto..."

*... oppure potrei dire di essere Satana... se fossi Satana la smetterebbe?*

"... ecco qual'è il motivo per cui l'ho detto, Signora."

Bernadette aveva raggiunto il massimo della sopportazione per quella mezza giornata. Onestamente, se Tars avesse proseguito con la sua manfrina anche solo un secondo di più, lo avrebbe sparato lei stessa fuori da un portello e senza passare per l'ordine ad Hazyel. Sì, era un ammiraglio, abituata all'azione della sua giovinezza quanto alle scartoffie odierne, ma nella vita tutto ha un limite. E la sua pazienza l'aveva raggiunto da un pezzo.

Alzò una mano, si schiarì la gola e interruppe la filippica del Tenente nel modo meno brutale che le venne in mente. La cosa le diede comunque una certa soddisfazione.

"Giovanotto, forse non lo crederà ma sono la fortunata proprietaria di un'intelligenza lievemente superiore alla media e credo di aver capito quello che sta cercando di dirmi da venti minuti. Credo che possa bastare, la ringrazio. Consideriamo chiuso l'incidente."

Tars aprì la bocca, non ne uscì alcun suono, la richiuse.

"Signora, non ho mai messo in dubbio la sua intelligenza. Non mi sarei mai permesso di..."

"Tenente, non ha qualche altra cosa da fare? Non è in servizio?"

"No, Signora, io..." si bloccò per un istante, apparentemente perplesso. Il riflesso dorato della sua uniforme faceva apparire il suo cranio pelato un po' come un melone troppo maturo.

"Qualche altra cosa? Oh, intende..."

"Già."

"Certo, certo... le auguro una buona serata, Signora."

Il deltano si alzò in fretta, abbozzò un saluto formale e si defilò quanto più velocemente possibile.

Bernadette sospirò. Non avrebbe mai dovuto accettare di supervisionare quel progetto. Come sempre, era stata colpa di Frank. A quest'ora avrebbe potuto trovarsi dalla parte opposta del quadrante a quel favoloso congresso dove si trovavano tutti gli ammiragli che non dovevano seguire personalmente l'avvio di un progetto intelligence pieno fino all'orlo di testosterone e psicopatologie assortite.

Bevve distrattamente un sorso del suo caffè sperando che Tars questa volta avesse capito l'antifona. Quando rialzò lo sguardo, di fronte a lei c'era il neo capitano Hazyel con un sorriso sul bel volto e un bicchiere pieno di un liquido violetto semitrasparente.

"Signora. Spero di non disturbarla."

Per la verità, Bernadette non aveva questa gran voglia di parlare anche con lui ma si appoggiò allo schienale della sedia e fece segno all'altro di sedersi.

"No, affatto. Mi ha appena lasciata il tenente Tars per cui, se vuole accomodarsi, faccia pure. Ci sono novità?"

Hazyel inarcò appena le sopracciglia poi prese posto di fronte all'ammiraglio.

"No, Signora, nulla di rilevante. Siamo perfettamente in orario. Arriveremo alla K-4 in diciotto ore, come previsto."

"Molto bene. Non appena arriveremo a destinazione, la presenterò al suo nuovo staff e potrà cominciare ad organizzare il lavoro delle prossime settimane."

Bernadette bevve un sorso dalla sua tazza. "Ha letto i dossier che le ho fornito, immagino."

"Sì, Signora. Sembrano una buona squadra, penso che si rivelerà un incarico interessante."

Bernadette annuì distrattamente.

"Oh, non ha idea di quanto, giovanotto."

Base Stellare K-4 - Ponte 4 - Sala Riunioni Principale - 12 febbraio 2396 - ore 7.02


Il tavolo della sala riunioni era ingombro e Bernadette fece scorrere lo sguardo sullo staff di comando del progetto Empireo per un lungo, lunghissimo istante.

Era la prima volta che venivano riuniti ufficialmente tutti insieme attorno allo stesso tavolo e, benché lei conoscesse quasi a memoria i dossier, ufficiali e non, di ciascuno di loro, quel quadro di insieme le sembrò più significativo di qualsiasi scartoffia avesse letto, o firmato, o entrambi.

La deliziosa casualità del destino e della genetica avevano composto uno staff di comando quasi interamente umano, il che in sé era già una stranezza ma non era necessariamente un problema.

Poche donne, molti uomini. E questo, contrariamente a qualsiasi battuta sulla superiorità femminile, poteva essere un vantaggio. Durante gli anni di servizio aveva comandato staff composti da quasi qualunque combinazione possibile di maschi, femmine e situazioni intermedie e, parlando in termini generali, erano le squadre a maggioranza femminile a creare più problemi. Le donne tendono a passare con rapidità allarmante da un rapporto di amicizia fraterna ad un odio profondissimo, senza nulla in mezzo, senza preavviso e soprattutto senza possibilità di ritorno. Gli uomini, in condizioni normali, sono in grado di fare a pugni il giorno prima e discutere delle loro ultime conquiste di fronte ad una birra sintetica il giorno successivo.

Naturalmente queste non erano condizioni normali.

Frank e Hazyel erano accomodati ai lati opposti del lungo tavolo, rispettivamente alla sinistra e alla destra della poltroncina a capo tavola, riservata a lei. Hazyel guardava l'Ammiraglio, in attesa. Frank fissava Hazyel. Victoria alternava occhiate al patrigno, a Bernadette, ad Hazyel e sembrava già leggermente esasperata dalla situazione.

Gli altri attendevano con pazienza l'inizio della riunione. Il suo silenzio si stava protraendo già da qualche minuto, ma il suo grado impediva loro, specialmente a quelli che erano stati sorpresi in mutande dall'Ammiraglio, di sollevare domande o obiezioni.

Fox tamburellava con le dita sul piano del tavolo e sembrava preso da altri pensieri, Chase pareva curioso e impaziente, Naidoo era perfettamente immobile. Il colore della pelle, la stazza e l'immobilità lo facevano sembrare una statua scolpita. Wood gettò un'occhiata interrogativa a Tarev e la betazoide di limitò ad annuire. La Mendel sembrava vagamente annoiata.

Bernadette decise che li aveva fatti attendere a sufficienza. Si schiarì la gola.

"Molto bene. Signori, vi ringrazio per la vostra pazienza. So che siete tutti molto occupati con i lavori di insediamento qui alla base, ma temo che il resto dovrà attendere."

Una scarica di improvviso interesse percorse entrambi i lati del tavolo, gli occhi di tutti, compresi quelli di suo marito, puntarono su di lei.

Bernadette si alzò, circumnavigò il tavolo e raggiunse l'ampio schermo a parete su cui campeggiava il logo del Comando di Flotta.

"Computer, mostrare analisi sensori 33 beta 2."

L'immagine cambiò, accompagnata da un rassicurante beep di conferma del computer principale della base. Il logo venne sostituito da quelle che erano inconfondibilmente delle letture sensoriali astrometriche. Bernadette si voltò a fissare il personale, la maggioranza del quale le rivolse uno sguardo leggermente vacuo. Se l'era aspettato. Lei stessa, pur sapendo leggere una lettura sensori, non era un astrofisico e alla prima vista di quei dati il suo cervello non aveva avuto alcuna illuminante intuizione.

Lasciò passare qualche altro secondo, così che le informazioni che evidentemente non stavano cogliendo sedimentassero un altro po'. Poi fece per aprire bocca proprio prima di venire interrotta da Wood.

"Signora, si tratta di un'analisi stellare, giusto?"

Bernadette inarcò leggermente le sopracciglia.

"Giusto. Vuole illustrare ai suoi colleghi quello che legge, giovanotto?"

Wood si schiarì leggermente la voce, ma non mostrò traccia di esitazione.

"Per essere preciso dovrei vedere i rapporti completi, ma da quello che si legge qui sembra un sistema con una stella che sta per trasformarsi in supernova. A giudicare dai livelli di emissione, direi che si tratta di un evento imminente. Forse qualche settimana..."

Bernadette annuì soddisfatta.

"Queste scansioni sono state eseguite dalla USS Leichester che si trova attualmente in missione scientifica nel sistema Lorraine, nei pressi della Macchia di Rovi. Stanno studiando per l'appunto la stella del sistema che, come il comandante Wood ha giustamente sottolineato, sta per trasformarsi in supernova. Il sistema è stato dichiarato inaccessibile, la Leichester stessa avrebbe dovuto lasciarlo ieri, prima che i livelli di radiazioni crescessero al punto da impedire le comunicazioni e oscurare i sensori. Come in effetti è successo."

"Avrebbe dovuto? Non l'ha fatto?" Naidoo si mosse sulla poltroncina, le mani poggiate sul piano mentre osservava con attenzione l'Ammiraglio.

"Non lo sappiamo. Abbiamo perso tutti i contatti con la Leichester. Queste letture sono le ultime inviate e risalgono a circa una settimana fa. Questa notte i contatti si sono interrotti. Allo stato attuale non sappiamo se sono rimasti per qualche motivo nel sistema e non possono comunicare o se hanno avuto qualche altro genere di problema. Il vostro compito sarà quello di scoprire cosa è accaduto a questa nave, se qualcosa davvero è accaduto."

Per un attimo cadde il silenzio. Per qualche motivo nessuno pareva particolarmente entusiasta. Nell'aria aleggiava un certo senso di delusione.

"Perché noi?"

Bernadette ruotò su sé stessa fino a incontrare gli occhi del marito. Oh, sapeva che non l'avrebbe delusa.

"Prego?"

"Perché noi? Non siamo di certo l'unità più vicina. E non siamo nemmeno la più adatta a recuperare una nave scientifica dispersa. Ammesso che non si siano semplicemente fermati da qualche parte a osservare pulviscolo stellare."

L'Ammiraglio represse un sorrisetto e proseguì.

"La missione ufficiale della Leichester è l'osservazione di questa futura supernova, un evento scientifico raro e affascinante e via dicendo. La Leichester però aveva anche un altro compito."

Le sue dita premettero rapide alcuni tasti e la lettura sensoriale cambiò, così come l'umore generale dei presenti.

Chase fischiò sommessamente.

"C'è un bel movimento laggiù."

"Sì, come il tenente Chase ha argutamente fatto notare, le letture mostrano un certo traffico nella zona. Ma non si tratta del sistema Lorraine, bensì di un'area limitrofa, più all'interno della Macchia di Rovi. E' parecchio tempo che l'Intelligence sta monitorando la situazione. Per questo a bordo della Leichester ci sono due nostri agenti sotto copertura."

"Cosa pensano che ci sia laggiù?" domandò Fox, sporgendosi appena in avanti.

"Dato il traffico e il genere di... visitatori che sembrano frequentare la zona, l'opzione più probabile è anche la più classica: una base di smistamento per il contrabbando. Di cosa, per ora non è chiaro."

"Pensano che la presunta scomparsa della Leichester sia legata alla base?"

"Forse. Di certo è sospetto che una nave con a bordo due agenti incaricati di indagarne la natura di punto in bianco non risponda più. Potrebbe non essere nulla, naturalmente..."

"... ma potrebbe anche esserci qualcosa sotto" concluse Victoria per lei.

Bernadette annuì. "Per questo andrete voi a cercare la Leichester. Ufficialmente sarà la prima tappa di una crociera scientifica inaugurale. Riceverete tutti i dettagli a bordo."

Quindi si rivolse al giovane capitano. "In quanto potete partire?"

Hazyel fece scorrere lo sguardo sul suo team, fermandosi per un istante sulla Mendel.

"Due ore, Signora."

"Bene. Questo è tutto. Siete liberi di andare. Capitano, mi aspetto rapporti regolari nel limite del possibile, è chiaro?"

Hazyel annuì una volta ma non perse altro tempo.

"Buona fortuna, capitano. Comandante Moses, una parola, grazie."

Quando tutti si furono alzati, adeguatamente congedati e defilati, Bernadette e Frank rimasero soli.

"Sai, ho una leggera sensazione di deja-vu," commentò lei sedendosi, "l'ultima volta che sono andata a cercare una nave scientifica dispersa, ho trovato qualcosa di pericoloso."

Frank non si mosse ma i suoi occhi azzurri ebbero un luccichio.

"Sciocchezze, era tutto sotto controllo. C'ero io."

"Appunto."

Un attimo di silenzio, poi suo marito riprese.

"Se si tratta di lui..."

"Non ci sono prove che si tratti di lui."

"Ma se si tratta di lui, beh... tutto questo lavoro da balia sarà valso a qualcosa."

Bernadette sospirò.

"Qualunque cosa ci sia laggiù, stai attento, Frank."

"Mpf. Io sono sempre attento. Mi conosci, mi piace la vita tranquilla."