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USS RAZIEL - MISSIONE 08 RSS USS RAZIEL - Missione 08

08.03 " NON E' ADDIO MA ARRIVEDERCI "

di Lucius Fox, Pubblicato il 05-03-2019

FLASHBACK
Utopia Planitia - USS Raziel
Ponte 1 - Alloggi
10/11/2398 - Ore 18.40


Era stato veramente un periodo intenso per Chase: la serie interminabile di colloqui della Commissione della Flotta Stellare ne avevano messo a dura prova i nervi e la pazienza, quasi a farlo sentire sotto accusa per una cosa su cui non aveva avuto nessun controllo.
Fra qualche giorno un'unità di trasporto l'avrebbe portato alla nuova nave dove avrebbe poi preso ufficialmente servizio.
Il trasferimento alla USS Zen lo intrigava: una nuova avventura in cui immergersi, ma, se da un lato, aveva il senso di euforia, dall'altro, vi era in lui un grande senso di amarezza.
Grazie al tempo trascorso con ognuno dei suoi compagni ad Empireo, fra tutte le avventure ed i pericoli che avevano dovuto affrontare, sentiva che il loro legame andava oltre la semplice amicizia o il rapporto tra colleghi.
Aveva affidato la sua vita in più occasioni nelle mani di tutti i membri di quella squadra tanto da arrivare a considerarli come una sorta di fratelli di sangue.
Proprio perché credeva ci fosse un legame particolare, si sarebbe aspettato un addio all'altezza di ciò che avevano passato, mentre, fino a quel momento, erano arrivate poche congratulazioni e dei sorrisi tirati, ma nulla di più.
Data la sua imminente partenza, aveva raggruppato le poche cose che ancora teneva a bordo nella sua brandina e richiesto che il resto degli effetti personali, rimasti a Empireo, gli fossero consegnati sulla nuova nave.
Solo Tyler, però, si era proposto di dargli una mano ed era, per giunta, in ritardo, mentre gli altri avevano accampato delle scuse.
*Il modo peggiore per andarsene, evidentemente non ero altro che un collega* pensò tra sé con una punta di amarezza
La porta del suo alloggio si aprì mostrando un Tyler più esaltato del solito.
"Allora caro il mio Signor Chase hai radunato tutte le tue cose?"
"Sì, alla fine sta tutto in una scatola, era poca roba visto lo spazio ridotto. Ma tu che hai da sorridere cosi?" chiese Dave con tono infastidito.
"Ah beh.. io sorrido sempre. Il sorriso aiuta a mantenere uno stile di vita sano e cose così no? E poi ho rimediato un appuntamento con una coppia di sorelle gemelle di Tharsis III che lavorano al centro medico, le avrai viste.." replicò Tyler cercando di tornare serio.
"Sarà come dici.. comunque no.. sono stato troppo indaffarato per accorgermene. Ma cosa ti sei messo addosso? "
"Acqua di colonia Eau de Raisà! Per quegli uomini a cui non servirebbe chiedere, ma lo chiedono comunque."
"Bleah.. ti chiedo io di starmi dietro perché l'odore è fortissimo"
"Saranno i feromoni o i miscugli delle boccette semi vuote, si sente molto?"
"Risponderti abbastanza sarebbe un eufemismo.. quindi vedi tu" borbottò Chase coprendosi il viso con il bavero dell'uniforme mentre i due si dirigevano verso la sala teletrasporto.
"Ma come mai hai quel muso lungo? Sei stato trasferito per ricoprire un ruolo che ti porterà sicuramente ad avere una carriera brillante. Dovresti essere fiero di te stesso"
"Sì, è vero, ma sembra che agli altri non importi il fatto che me ne vada. Speravo almeno in un saluto finale, invece sono tutti a lavorare e ho ricevuto delle fredde strette di mano e neanche da tutti"
Mentre parlava Chase si accorse che, in giro per la nave, non vi era anima viva.
"Anche ora.. perché non c'è nessuno? Non dovrebbero essere in corso le riparazioni o, che ne so, i primi preparativi per una partenza?" chiese entrando nella sala del teletrasporto ed appoggiando la scatola sulla piattaforma.
"Oh mio caro è meglio che mi sbrighi a farti sbarcare perché il tuo muso lungo mi sta spegnendo il ritmo. ENERGIA!"
"Un momento cos..." E Chase fu avvolto da un lampo di luce.

FLASHBACK
SOL III - San Francisco
Bar Interstellar
10/11/2398 - 19.00


Chase si materializzò su una sedia al centro di una stanza buia ad eccezione dell'unico cono di luce che offuscava la sua vista.
".. cosa diavolo stai dicendo?" si guardò intorno spaesato, prima di riprendere a voce alta non vedendo nessuno attorno a sé "Dove sono?"
All'improvviso le luci si accesero e l'equipaggio della Raziel urlò con tutto il fiato di cui disponeva: "SORPRESA!" e scoppiarono in un fragoroso applauso.
Dave sorrise mentre andava incontro ai suoi compagni.
"Sapevo che non potevate essere così freddi da liquidarmi con una stretta di mano!" a Chase si inumidirono gli occhi.
"Ricordati Dave, questo non è un addio... ma un arrivederci. Congratulazioni per il tuo trasferimento amico mio" disse Fox abbracciando il collega.
"Nell'organizzare la festa io e Skip, avremmo voluto tappezzare il locale di olofoto tratte dai nostri rapporti ma, essendo sotto seclar, avremmo poi dovuto bruciare questo posto e non penso che i proprietari ne sarebbero stati felici" bisbigliò sarcastico Di Nardo stringendo la mano del timoniere.
"Abbiamo anche una sorpresa per te.." disse Elaina visibilmente provata dalla gravidanza, baciando sulle guance Chase.
Il gruppo si aprì e, dietro di loro, Dave riconobbe i suoi genitori: erano tutti lì per salutarlo.
Mentre lui si commuoveva, alcuni del gruppo di ingegneria salirono su un piccolo palchetto, imbracciarono gli strumenti ed iniziarono a suonare.
Hazyel, vestito con un abito sportivo bianco che ne metteva in risalto i muscoli, salì in piedi sopra ad un tavolo su cui era stata costruita una piramide di bicchieri riempiti circa a metà di un liquido azzurrino.
"Salutiamo come si deve il nostro timoniere!" esclamò il Risiano accendendo con una piccola fiamma il bicchiere in cima alla piramide e versando altro liquido fino a farlo tracimare.
Mentre il piccolo spettacolo pirotecnico accendeva a cascata tutti gli altri bicchierini, gli invitati si scatenarono nelle danze.

Utopia Planitia - USS Raziel
Ponte 2 - Laboratorio Scientifico
27/12/2398 - Ore 10.00


Wood era intento a catalogare i nuovi materiali, appena arrivati. Stava per passare alla revisione dell'ordine degli strumenti di analisi cellulare quando le porte del laboratorio si aprirono e sulla soglia vide Elaina intenta a raccogliersi i capelli con un elastico.
"Ehi, che ci fai qua? Non riesci a staccare neppure in maternità!" chiese Wood alla compagna.
"Avevo bisogno di distrarmi un attimo, tra far mangiare Isabella, cambiarla e pulirla e poi ricominciare con Gabryel necessito di maneggiare qualcosa che non sia un pannolino... Poi mi conosci, sai che non so stare con le mani in mano."
"Dove sono adesso?"
"Sono con Stander per fare i test di routine sul loro sviluppo della crescita. Ha detto che gli ci vorranno un paio d'ore e che gli mettevo ansia se rimanevo in infermeria. Quindi mi ha mandato a fare un giro, in qualità di ufficiale in capo pro tempora dell'infermeria. Però mi ha dato il permesso di guardare i bambini via monitor di tanto in tanto" disse lei porgendo ad Alexander un tablet.
Wood non perse tempo e avviò lo streaming.
"Tu che stavi facendo?" chiese Elaina.
"Stavo per mettermi a catalogare quelle apparecchiature, ma ora la mia attenzione è stata catturata da qualcos'altro" disse lui senza distogliere lo sguardo dal piccolo schermo.
"Ero venuta per dare una mano a te, ma credo che, dandoti quel pad, io abbia ribaltato la situazione" Elaina appoggiò le mani sui fianchi e sul suo viso si dipinse un'espressione infastidita.
"Sì, scusa, è che non riesco a smettere di guardare la nostra Isabella... guarda.. penso mi abbia sorriso!" disse lui mostrando lo schermo alla compagna.
"Non ti ha sorriso, sono movimenti naturali ed istintivi della maturazione del suo sistema nervoso centrale e periferico. Sta imparando come stare tra noi"
"Oh, ma è bellissima.." disse lui immergendosi nello schermo.
"E pensavo di essere io quella eccessivamente emotiva.." borbottò Elaina tra sé e sé.
La discussione fu interrotta dal campanello della porta.
"Avanti!" dissero i neo genitori all'unisono.
Le porte si spalancarono mostrando l'imponente Capo Ingegnere che sorreggeva una pesante scatola con la sigla REACH 481.
"Perdonate l'intrusione. Tenente Comandante Wood sono arrivati i nano tubi di carbonio che aveva richiesto" l'aria nella stanza si fece improvvisamente gelida.
"La ringrazio Signor Fox. La lasci pure accanto alle altre" rispose Wood con voce atona, mentre dal suo viso, il sorriso lasciava spazio ad una faccia seria quasi priva di emozione.
"Con permesso Signore, Dottoressa" Fox appoggiò con delicatezza il contenitore e si congedò dalla stanza.
Non appena le porte si chiusero Elaina si girò verso Wood con cipiglio scrutatore e gli domandò alzando il tono della voce
"Mi spieghi una cosa? Da quando ci avete recuperate dagli Aetos, tu e Lucius non riuscite a stare nella stessa stanza per più di cinque minuti senza che l'atmosfera diventi glaciale.. Si può sapere che è successo?"
"Non è successo niente.." rispose Wood scuro in volto
"Non mi pare affatto!"
"Uhm.. sì.. beh.. ecco.. mentre eravate prigioniere.. mi sentivo sotto pressione.. ti avevano portata via da me e non ero lucido... potrei aver avuto una reazione eccessiva in un alterco tra di noi e può darsi che, per sbaglio, abbia anche cercato di dargli un pugno.. e lui, per tutta risposta, mi ha quasi distrutto una mano con quel suo braccio bionico!"
"Un pugno? Ma cosa ti è saltato in mente? Si sarà difeso e, per questo, avrà risposto alla tua provocazione!"
"Mi sembrava che solo io fossi preoccupato per voi e potrei aver involontariamente detto che era un approfittatore nei tuoi confronti e che ci stava provando con te, usando come scusa i vostri incontri per parlare di quello che gli è successo sulla sua vecchia nave. Lui comunque ha avuto una reazione eccessiva, non si è solamente difeso! Non ha tenuto in considerazione come mi sentivo!"
"Eccessiva? Ma se stavi per dargli un pugno! E l'hai colpito sapendo dove era più vulnerabile, rievocando i ricordi del vecchio equipaggio e portando alla luce i suoi rimorsi, cosa che, tra l'altro, ti ho detto in confidenza, ma di questo ne parleremo un'altra volta. Capisco il momento difficile, ma hai iniziato tu per primo. E poi da quando fai pesare il tuo grado? No, devi trovare il modo per scusarti"
Wood mugugnò qualcosa a denti stretti, prima di girarsi ad osservare la compagna con aria perplessa. .
"Sarebbe peggio se tu non lo facessi. Senti.. lo capisco come ti sei sentito, il fatto di essere stati separati, per mesi, senza sapere le sorti uno dell'altro, ha fatto stare male anche a me e, se fossi stata sola, non so se avrei avuto la lucidità necessaria per affrontare tutto, ma le mie compagne erano lì per tenermi con i piedi per terra e, alla fine, siamo riusciti a venirne fuori."
"Sì, ma.."
"Fammi finire.. per te è stata la stessa cosa: tutti hanno lavorato sodo per trovarci e riportarci a casa. Hai avuto un momento di debolezza e hai detto cose che non avresti voluto, ma non siamo perfetti e quindi possiamo sbagliare. Non possiamo permettere che risentimenti personali influenzino indirettamente i nostri rapporti con gli altri, specie per il lavoro che facciamo. Dobbiamo poter contare gli uni sugli altri"
Rimasero a fissarsi qualche manciata di secondi fino a quando Alexander non sospirò rendendosi conto che al discorso della compagna non poteva che rassegnarsi.
"Sei una mamma perfetta, lo sai?"

USS Raziel
Ponte 2 - Sala mensa
27/12/2398 - Ore 14.00


Fox era seduto in fondo alla piccola saletta con il pad in una mano ed una forchetta, con delle uova ormai diventate fredde, nell'altra.
Era rimasto pressoché da solo, gli ultimi membri dell'equipaggio presenti stavano riponendo i vassoi vuoti ed iniziando il loro turno di lavoro.
Era totalmente assorto nella lettura che non si accorse di Wood di fronte a lui.
"Posso sedermi?" chiese Alex.
"Tenente Comandante Wood, sì certo.. prego si accomodi. Stavo per liberare il tavolo" rispose Fox affrettandosi.
"No aspetta, stai seduto. Ho bisogno di parlarti"
Lucius guardò Alexander dritto negli occhi.
"Elaina vuole che mi scusi per il comportamento che ho tenuto nel nostro piccolo diverbio. Ero fuori di me e non so cosa mi abbia preso. Tutta quella faccenda mi stava facendo impazzire. Ti chiedo scusa"
"Guardi non c'è nessun problema. La situazione non era facile ed anche io non ho mantenuto la calma" disse Fox in maniera formale.
"No invece, il problema c'è eccome" disse Wood.
Lucius non disse altro ed incrociò le braccia al petto.
"Sai, quando ci siamo risvegliati e mi sono reso conto che Elaina non c'era più, mi sono sentito morire dentro non una, ma cento volte. Se mi avessero strappato le braccia avrebbe fatto meno male.. ehm.. senza offesa... Non riesco ad immaginare il mio futuro senza di lei e questa cosa mi ha turbato a tal punto da perdere la mia lucidità e non sono riuscito ad essere l'ufficiale degno del grado che porto. Ho visto complotti dove non ce n'erano e stavo facendomi terra bruciata intorno senza badare agli enormi sforzi che tutti voi stavate facendo per aiutare le nostre amiche e colleghe in pericolo. Sono stato ottuso.. veramente ottuso.. ho usato ciò che Elaina mi ha detto in confidenza per ferirti senza una ragione, quando invece avrei dovuto soltanto dire grazie"
Wood rimase in silenzio con lo sguardo basso. Non era solito ad essere così sdolcinato, ma quella volta sapeva di aver oltrepassato il limite.
Il silenzio fu interrotto da una voce metallica in loop.
=^= Sono stato ottuso.. veramente ottuso.. =^= la voce veniva dal braccio di Fox.
"Questa finisce direttamente nella mia banca dati personale" disse Lucius con un sorriso e porgendo la mano ad Alexander.
"E' forse un ricatto questo Tenente?" domandò retoricamente Wood sciogliendosi in un sorriso e stringendo la mano del collega.
"Oh ci puoi scommettere. Anche se potrei chiamarlo più un promemoria per eventuali futuri attacchi di stupidità.. Comunque lasciamoci tutto alle spalle, abbiamo del lavoro da fare e due nuovi ufficiali a cui brindare" disse Fox ricambiando il sorriso. Andò verso il replicatore e prese due bicchieri di sintalcool.
"Congratulazioni Comandante. A Isabella!"

USS Raziel
Stiva 1 - Ponte 3
02/01/2399 - Ore 14.00


Parte dello spazio era stata occupata da una camera sterile mobile, che fungeva da laboratorio scientifico, per permettere a Wood, e alla sua squadra, di compiere ulteriori analisi della tossina ritrovata nei laboratori Biosyn e su una delle casse, che avrebbero dovuto contenerla, in attesa di poter arrivare su Empireo.
Chiunque vi dovesse entrare o uscire era obbligato a seguire una rigida profilassi infilandosi in tute ermetiche ed effettuare docce decontaminanti.
Vi erano apparecchiature di analisi sparse per tutta la stanza e, al centro, vi era un grande tavolo olografico su cui erano poste a confronto una delle casse ritrovate da Terr a Quingdao con una di quelle scovate dal team di Empireo durante una delle prime missioni della Raziel.
Sopra le due casse fluttuavano i dati dello schermo del computer olografico con le analisi scientifiche compiute da Wood.
Riguardo la composizione, erano estremamente simili, tuttavia, eseguendo delle scansioni, i risultati erano inconcludenti: il computer non sapeva dare risposte sul tipo di materiale adoperato, anche se risultavano appartenere entrambe alla famiglia dei composti non metallici tetravalenti molto simili al carbonio.
"Niente da fare, per quanto condividano proprietà materiali simili, lo scanner non individua nulla" disse Lucius.
"E' strano che non si riescano a ricondurre a nessun materiale conosciuto." Terr fece per sollevare la seconda cassa "sicuramente, però, sembrano attirare tanta polvere" disse lui guardandosi e sfregandosi i guanti.
"Polvere? Non è possibile. Tutta questa sezione è assolutamente sterile, niente può entrare o uscire. E l'aria è sottoposta ad un ricircolo di depurazione continuo." intervenne Wood.
Fox si avvicinò a controllare il fondo, strofinandoci le dita. Il guanto della tuta assunse delle leggere striature nere quando le sue dita entrarono in contatto con la superficie del materiale.
"Questa non è polvere comune. Viene dalla scatola stessa"
"In effetti, anche se il computer non riesce a fare analisi precise, sembra che sia molto più vecchia dell'altra. Il delta di decadimento degli atomi è notevolmente superiore"
"Possiamo analizzare la polvere?" chiese Terr.
"Assolutamente"
Armato di un vetrino e di un piccolo pennellino, Wood prese un campione e lo inserì all'interno di una piccola fessura del microscopio elettronico.
La macchina si accese ed il vetrino venne inondato di una luce viola e dei piccoli fasci azzurrini, provenienti da piccole lenti poste tutte intorno, attraversarono il campione e lo schermo del computer iniziò l'elaborazione, accendendo le grandi ventole di raffreddamento poste all'esterno della camera bianca, producendo il risultato sul monitor appoggiato sul tavolo.
L'immagine mostrava un piccolo corpo formato da una sfera nera centrale circondata da due poliedri conici a sei facce.
"Strana forma per un atomo" sentenziò Fox.
"Infatti non è un atomo, l'ingrandimento è a 0.4 micro millimetri. In pratica, la dimensione di un batterio"
"Strana forma per un batterio" ripeté Fox.
La forma sullo schermo piegò i due poliedri a formare un angolo di 90 gradi per poi tornare nella posizione iniziale e dissolversi.
"L'abbiamo visto tutti vero?" chiese Terr.
"Sembrava un movimento volontario. Rimane da capire se questa cosa è di natura biologica o artificiale. Qualora fosse un organismo simile ad un batterio dobbiamo comprendere se, in questa forma, possa avere un'interazione con la biotossina.. non sembra essere un composto volatile e.. "
Wood richiamò sullo schermo i dati raccolti in base alle analisi di contaminazione della tossina della Biosyn prima di continuare la sua spiegazione.
".. non credo nemmeno possa essere usata come accelerante per la diffusione: se avessi in mente di compiere una strage e volessi usare un'arma biologica, utilizzerei un vettore per fare in modo che i composti si uniscano più velocemente, ma, nel frattempo, non li metterei in una cassa caratterizzata da un batterio potenzialmente interattivo.. con il rischio che il composto possa uccidere me prima dei miei obiettivi... debbo certamente fare ancora ulteriori analisi ed elaborare degli scenari di impiego prima di poter dare un giudizio accurato, ma questa è la mia idea" sentenziò Alexander.
Terr prese la parola.
"E se fosse di natura artificiale?"
Fu Fox a rispondere: "Se fosse artificiale significherebbe avere un nanite che può combinarsi insieme a miliardi di suoi simili e trasformarsi in qualsiasi cosa, le applicazioni ingegneristiche sarebbero infinite. Potrebbe passare come semplice involucro ai controlli e rimodellarsi per diventare una bomba, o un oggetto comune da posizionare sulla scrivania della vittima di turno. Potrebbe addirittura diventare un oggetto fisicamente complesso composto da più parti, come un pad, e sarebbe indistinguibile per uno scanner. I naniti possono essere programmati a proprio piacimento per svolgere qualsiasi funzione"
"In entrambi i casi abbiamo un problema" disse Terr osservando i colleghi.