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        <title>USS TOKUGAWA - Missione 03</title>
        <description>I diari di bordo della USS TOKUGAWA</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa</link>
        <lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 01:19:21 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS TOKUGAWA</title>
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            <title>03-01 Tra il mare e la diplomazia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Raji Vikram<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Pianeta  Iridis, Classe M - 14.06.2392 ore 07.34 di un ciclo di 40 ore</b><br /><br />
Le nubi si erano addensate minacciose sopra all'insulae di Kerelt. Il vento era cambiato e una gelida tramontana vessava implacabile i vicoli e le strade.<br />
Attraverso le cupole della sede governativa si poteva scorgere il repentino cambiamento di clima "Un altro evento atmosferico improvviso..." disse il terrestre tra sÃ¨, poi rivolgendosi al suo assistente "E' previsto nuovamente una tempesta?" chiese con voce bassa e affranta L'alieno, dalla pelle grigiastra fece un cenno di assenso "SÃ¬ ambasciatore.<br />
Il villaggio ha attivato le solite contromisure di sicurezza" L'uomo fece un cenno d'assenso "Che intensitÃ  Ã¨ stata prevista?" <br />
"780 nella scala Grundhk" Coincideva ad un 90% di intensitÃ . Era facile immaginare come la stessa sede governativa potesse essere messa a serio rischio. L'ambasciatore tirÃ² un sospiro: era giunto il momento. Aveva cercato in tutti i modi di rallentare, o meglio, trattenere la richiesta. Ma questa volta aveva perso ogni speranza che la situazione potesse tornare alla normalitÃ .<br />
"Prima che vengano attivate le barriere, vorrei un canale aperto con Il Comando della Flotta Stellare.<br />
L'alieno il cui volto sottile era caratterizzato da alti zigomi e labbra sottili appena accennate, fece un cenno d'assenso.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, alloggio del Tenente Comandante Raji Vikram - 14.06.2392 ore 19.40</b><br /><br />
Era da tempo che Raji non pregava. Ricordava le parole, eco di un'infanzia lontana. Ma era una pratica che aveva abbandonato con la maturiÃ , lÃ  dove Carteso e Kant gli avevano insegnato come l'uomo fosse al centro degli eventi, relativizzando la sua fede nel divino. Ma ora le cose erano di colpo cambiate.<br />
Era il primo anniversario della morte del tenente Alluso, e dopo un anno i sentimenti di affetto che aveva provato per lei erano ancora radicati nel suo cuore.<br />
Bruciavano con grande intensitÃ  e, come colpito violentemente da un mare impetuoso, aveva sentito il bisogno di rivolgersi a quel Dio, da tempo allontananto da lui. FinÃ¬ le prosternazioni e e spense le candele che brillavano nel buio del suo alloggio.<br />
Si alzÃ² in piedi, la mente ancora annebbiata dal dolore, ma consapevole, nella sua riconquistata luciditÃ , che la vita di bordo andava avanti.Doveva proseguire.<br />
E come per ricordarglielo con sottile precisione trillÃ² il bagdecomm.<br />
=^= Qui Vikram =^= disse con tono sospeso tra la curiositÃ  e il dubbio su come sarebbe proseguito il cammino. Le cose apparivano ancora molto indefinite. L'ultima battaglia aveva lasciato segni profondi e indelebili.<br />
= Sono il capitano Tracey. L'aspettiamo urgentemente in sala tattica" La mente di Vikram si soffermÃ² sulla parola *urgentemente*. =^= Sto arrivando =^= disse e, con una rapida sistemata alla divisa OPS, uscÃ¬ con passo affrettato<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, sala tattica - 14.06.2392 ore 19.40</b><br /><br />
Il capitano Tracey fissÃ² i suoi ufficiali superiori. Sapeva che cosa avevano vissuto e, forse, la nuova missione che stava per illustrare apparteneva a quel genere ideale che recava in sÃ¨ il potenziale per un rapido recupero di energie. Energie positive, pensÃ² tra sÃ¨. Tra i presenti c'era anche il Tenente Comandante Carpenter, ufficiale scientifico di recente assegnazione. "Signori, ho appena ricevuto una richiesta urgente" disse con il solito tono diretto e incredibilmente aspro "La USS Tokugawa sta per dirigersi verso il pianeta  Iridis" fece un rapido passaggio con lo sguardo e si permise di ironizzare "Non preoccupatevi, neppure io ne conoscevo l'esistenza. Si tratta di un pianeta costituito al 90% da superfici oceaniche. Sparse su questa sconfinata massa d'acqua ci sono pochi atolli, che la Federazione definisce insulae, isolati aggregati civilizzati, che ospita l'etnia locale principale..." fece un'ulteriore pausa "...una sorta di creature anfibie abituate a vivere sia nell'acqua che in superficie" John Carpenter fece un cenno d'assenso "Quindi Ã¨ facile dedurre un ciclo ambientale della geosfera piuttosto limitato" Tracey tamburellÃ² con le dita sulla consolle del computer di bordo<br />
"Sicuramente Signor Carpenter. PotrÃ  trovare le specifiche ambientali direttamente nel suo padd) Albert alzÃ² un sopracciglio "E...l'urgenza a che cosa Ã¨ imputabile?" chiese incuriosito Tracey trasse un profondo sospiro "La Federazione ha distaccato da un paio di mesi un corpo diplomatico, in quanto i Meridianesi hanno fatto richiesta di entrare nella Federazione. L'ambasciatore inviato sta valutando le effettive possibilitÃ  di adesione e, in particolare analizzando i rapporti sociali e il progresso tecnologico degli abitanti. "Ma..?" chiese Vikram sapendo che qualcosa doveva essere andato non nella giusta direzione visto il coinvolgimento della loro nave "SÃ¬ Signor Vikram, c'Ã¨ un 'ma': 12 ore fa l'Ambasciatore federale ha inviato una richiesta di soccorso. In linea di massima quest'ultima potrebbe apparire come una richiesta di recupero, in quanto l'insulae dove era presente il nostro rappresentate pare assediata da una violenta tempesta. L'intelligence federale perÃ² teme che la richiesta sia una sorta di avvertimento. Qualcosa sul pianeta Iridis  pare non essere normale e...necessita di un approfondimento maggiore, scientifico, tecnico e forse...di supporto diplomatico"<br />
Albert si mise la mani dietro la nuca "Capitano, non poteva esserci affidata una missione migliore. Diplomazia, spiagge dorate, buona cucina..."<br />
Tracey accennÃ² ad un sorriso "Per natura sono diffidente, Hair. Vediamo gli sviluppi prima di pensare ad una vacanza premio da parte del Comando. ChissÃ  perchÃ© non Ã¨ sempre il loro stile" Il giovane ufficiale scientifico, dai capelli castani si schiarÃ¬ la voce, con un colpo di tosse secco, attirando l'attenzione.<br />
"Ha qualcosa da aggiungere, Carpenter?" chiese Tracey "Ecco...a dire il vero, la mia specializzazione Ã¨ forte nel campo dei pianeti aridi e questa volta, ammetto siamo nel campo di applicazione scientifico opposto, ma..." e il suo sguardo si posÃ² con sagacia su ogni ufficiale presente "...ci vengono segnalate frequenti tempeste. Tali eventi, mi sembrano...insoliti, considerando un pianeta il cui ciclo dell'acqua sia alquanto limitato, mancando rilievi o formazioni geofisiche significative. Mi chiedo...che cosa possa produrre tali eventi"<br />
"Prospettiva interessante" aggiunse di rimando Vikram "John temo che avrÃ  modo di specializzarsi anche in ambienti acquatici" sorrise l'ufficiale OPS di origini indiane "Bene Signori. La partenza Ã¨ prevista tra venti minuti e l'arrivo a  Iridis tra circa 12 ore. Studiate il dossier e organizziamoci. Lei Carpenter faccia una check list dei punti di criticitÃ  ambientale da analizzare, Albert, acquisisca ogni informazione sulla popolazione locale, usi, costumi, ...armamenti e, Vikram, organizzi l'eventuale evacuazione del corpo diplomatico federale" il capitano si alzÃ² dalla poltroncina e uscÃ¬ senza troppi convenevoli "Uh...Ã¨ sempre cosÃ¬" disse Raji a John "Ma Ã¨ l'unica persona a cui affiderei la mia vita"<br />
John sorrise, leggermente spaesato ma interessato dall'imminente missione "Mi raccomando, ho l'impressione che questa missione ci riservi qualcosa di inaspettato..." aggiunse Hair ad entrambi i colleghi, appoggiando la mano sulla spalla dell'ufficiale OPS.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, plancia - 14.06.2392 ore 19.55</b><br /><br />
Tracey appariva assorto nella lettura del pad, seduto a gambe incrociate sulla poltroncina di comando, quando di colpo Vikram alzÃ² lo sguardo dalla sua Lcars OPS per dire "Signore. Ho appena ricevuto una richiesta del Comando di Flotta di ritardare la partenza di 15 minuti."<br />
Maximillien alzÃ² un sopracciglio "E...per quale ragione?" chiese un attimo perplesso. Odiava quando la programmazione andava male sin dall'avvio.<br />
"Ecco...dobbiamo imbarcare un ufficiale diplomatico. I dati sono giÃ  sul suo padd. Si chiama Dex Rykhan"<br />
Il capitano fece un cenno d'assenso non negando lo scarso interesse. Di certo non aveva bisogno di un appiccicoso attachÃ© diplomatico che gli reggesse il gioco.<br />
"Signor Hair, Signor Vikram, accogliete questo....diplomatico e portatelo in plancia"<br />
I due ufficiali si scambiarono uno sguardo divertito e uscirono.<br />
Mentre si muovevano nei corridoi incrociarono anche Carpenter che si muoveva distrattamente, mentre il suo sguardo era fermo sui dati che scorrevano rapidi sul padd. Per poco non si scontrarono "Scusate.." disse l'ufficiale scientifico imbarazzato "...stavo giusto verificando un'ipotesi interessante relativamente a Meridian..."<br />
"Non ora, John, stiamo andando a dare il benvenuto ad un ufficiale del corpo diplomatico" disse senza troppo entusiasmo Hair<br />
".....Appena aggregato alla missione su ordine del Comando di Flotta"<br />
"Ah.." disse Carpenter "Posso tenervi compagnia?"<br />
Hair sorrise " Tre sono meglio di due per...reggere i soliti melensi atteggiamenti dei diplomatici....non li posso reggere"<br />
"concordo. Si unisca a noi, John, scoprirÃ  come lo studio dei comportamenti umani vadano rivisti quando si incontrano i diplomatici..."<br />
I tre ufficiali fecero una risata e insieme raggiunsero l'hangar dove uno shuttle era appena approdato. Si misero uno accanto all'altro, attendendo che il portello dello shuttle si aprisse.<br />
Vikram stava leggendo, da tipico ingegnere, alcune specifiche sui sistemi di protezione ambientale delle insule, mentre Carpenter era nuovamente prigioniero consapevole dei sui dati planetari. L'unico che si guardava attorno annoiandosi era Albert.<br />
I due ufficiali assorti nella lettura vennero perÃ² bruscamente interrotti.<br />
"Che mi venga...un accidente..." disse a bassa voce Hair. Poi con tono particolarmente gioviale riprese "Qual piacere avere la sua presenza a bordo" Raji alzÃ² lo sguardo sorpreso e cosÃ¬ fece Carpenter. Si trovarono davanti una delle piÃ¹ belle donne dell'universo. I capelli ramati scendevano fulgidi sulle spalle, il corpo esile, ma tonico, era avvolto in un abito succinto che non lasciava dubbi sulle forme. Il sorriso era spiazzante e gli occhi, di un verde intenso, fecero pensare a Carpenter alle profonditÃ  marine di Meridian, in<br />
cui si stava letteralmente smarrendo.<br />
"E'....una...sorpresa.." disse Raji.."Intendo, averla a bordo, era..inaspettato" John rimase perso nei suoi occhi. La donna sorrise, e per poco il padd di Carpenter non cadeva a terra, e aggiunse "L'onore Ã¨ mio. Sono qui su mandato del Comando di Flotta per...coordinare la vostra missione"<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, plancia - 14.06.2392 ore 20.00</b><br /><br />
"In che senso coordinare la missione?" per poco non urlÃ² Tracey "Immagino sia uno scherzo di pessimo gusto dell'Ammiraglio Ferguson"<br />
Dex sorrise "Non proprio. Il comando della flotta ritiene che la mia esperienza nel campo specifico delle relazioni interplanetarie, da poter permettermi un presidio attento sul vostro operato" Tracey inclinÃ² le labbra, imbronciato "...avremo modo...di affrontare questo tema nei termini e nelle condizioni opportune. " fece un pausa, cercando di non farsi prendere dall'ira. "Ora Ã¨ essenziale cercare di non aumentare il  ritardo."<br />
"Concordo pienamente. PuÃ² procedere" disse Dex tra il divertito e l'irriverente Maximillien a denti stretti disse "Non era una richiesta"<br />
Raji, John a Albert si scambiarono uno sguardo divertito, mentre la nave entrava, senza troppi preamboli, nel campo di curvatura diretta verso il globo oceanico, chiamato  Iridis. <br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Raji Vikram</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-02 In Viaggio</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Albert K. Hair<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala Motori - 15/06/2392, ore 11:51</b><br /><br />
"Accidenti che fame!" esclamÃ² Juliette tra sÃ© e sÃ©.<br />
"Ragazza mia, mancano ancora 10 minuti alla fine del turno, se hai un po' di pazienza ti porto ad abbuffarti dove vuoi." rispose Albert con un sorriso sornione.<br />
"SÃ¬, perÃ² non perdiamo troppo tempo, eh! Non inventarti un lavoretto da 10 minuti che poi si rivela di mezz'ora..."<br />
Albert rise. Adorava tutte le caratteristiche particolari nelle persone, ma quel tratto che faceva diventare una piccola belva la sua compagna quando aveva fame era una delle piÃ¹ divertenti.<br />
"Tranquilla, sto concludendo giusto in tempo il diagnostico degli iniettori come previsto. 5 minuti e 32 secondi alla conclusione."<br />
=^=Tracey a Hair.=^= tuonÃ² il comunicatore, facendo sparire il sorriso ad Albert e facendo apparire un ghigno omicida sul viso di Juliette.<br />
"Qui Hair." rispose l'Ingegnere Capo scambiando uno sguardo d'intesa con la donna.<br />
=^=Quanto manca alla conclusione del diagnostico sugli iniettori? Vorrei riprendere al piÃ¹ presto la curvatura di crociera.=^=<br />
"Ah, sÃ¬..." borbottÃ² Albert guardando con un sorriso Juliette, quasi a farle capire che non c'era niente da temere. "Al momento mancano 5 minuti."<br />
=^=Bene. Mi avverta quando abbiamo concluso.=^=<br />
"Certamente, Capitano."<br />
=^=Allora ci vediamo a pranzo. Chiudo.=^=<br />
L'espressione di Albert si fece quantomai imbarazzata, alzÃ² gli occhi verso il cielo imprecando silenziosamente e si voltÃ² verso Juliette con l'aria di scuse migliore che potesse trovare.<br />
"Non mi ricordavo piÃ¹ che oggi devo pranzare con il Capitano, gli ufficiali superiori e l'Ambasciatore Rykhan per aggiornarci sulla situazione di  Iridis. Scusa..."<br />
"VorrÃ  dire che pranzerÃ² con il Tenente Biggs." fece lei con aria di sfida. Biggs era un collega dei tempi della Akagi, amico della coppia di lunga data.<br />
Albert grugnÃ¬...<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala pranzo del Capitano - 15/06/2392, ore 12:13</b><br /><br />
I commensali si sedettero ai loro posti mentre scambiavano tra loro qualche convenevole. Albert, Raji e John erano seduti vicini, alla destra del Capitano, mentre l'Ambiasciatore Rykhan e gli altri erano dall'altra parte. Dopo che venne servita la prima portata, un semplice primo, Tracey richiamÃ² l'attenzione di tutti: "Allora, Ambasciatore, che novitÃ  ci sono?"<br />
"Nulla di particolarmente rilevante. Avendo percepito qualche perplessitÃ  riguardante i fenomeni atmosferici del pianeta  Iridis  ho provveduto a richiedere al nostro attuale personale distaccato sul pianeta quali fossero le cause e mi hanno informata che si tratta di cause perfettamente normali.  Iridis  Ã¨ relativamente piccolo e viene influenzato relativamente di piÃ¹ dagli altri corpi presenti nel sistema, da qui le frequenti tempeste."<br />
Carpenter, che la osservava con molto interesse (Tracey era divertito dal suo tentativo di mantenere un atteggiamento professionale *Ma forse*, pensava, *lo avverto solo io.*), cercÃ² di capire meglio: "Quindi sarebbero le orbite dei pianeti del sistema e nient'altro? Eppure mi sembrava di aver tenuto conto anche di queste influenze quando ho fatto i miei calcoli."<br />
Dex lo guardÃ² e poi si rivolse a tutti: "CosÃ¬ mi Ã¨ stato riferito. Ma io vi avevo convocati piÃ¹ che altro per fare la vostra conoscenza. Se dovremo portare avanti un'operazione insieme, per tanto tranquilla che possa essere, vorrei che ci si conoscesse meglio."<br />
Il pranzÃ² durÃ² un'ora e mezza e fu l'occasione per poter apprezzare di piÃ¹ l'Ambasciatore e i suoi meravigliosi occhi. Quando il tutto si concluse metÃ  degli ufficiali superiori era rimasto affascinato dalla donna.<br />
John e Raji, in particolare, erano particolarmente contrastati. Carpenter perchÃ© trovava inopportuno, alla prima missione sulla Tokugawa, di far trasparire un interesse particolare per un diplomatico, Raji perchÃ© aveva come la sensazione di tradire in qualche modo il ricordo di Francesca.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Alloggio di Hair - 15/06/2392, ore: 20:15</b><br /><br />
Albert stava completando i preparativi. Le due candele erano pronte sul piccolo tavolo, i tovaglioli preparati nelle posizioni precise, il vino alla temperatura giusta giaceva nel secchio con il ghiaccio, l'antipasto di mare era pronto. Niente replicatore per stasera, aveva deciso Albert, e quindi l'acqua stava leggermente gorgogliando sul fornello e nel forno si stava cuocendo con grande attenzione una bella anitra all'arancia. Juliette uscÃ¬ dalla camera con il piÃ¹ bel vestito che aveva trovato ed era un incanto. Albert le scostÃ² la sedia dopo averle baciato la mano, le accomodÃ² la sedia e le versÃ² un po' di vino.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Alloggio di Hair - 16/06/2392, ore: 2:41</b><br /><br />
Albert si ritrovÃ² ad ascoltare il respiro sommesso di Juliette con una sensazione di dÃ©jÃ  vu. Ebbe l'ultima visione di Sheba durante la notte e si sentiva esattamente cosÃ¬, ma non ricordava di averla neanche sognata. Si alzÃ² per schiarirsi un po' le idee e si versÃ² un po' del vino che era rimasto dalla cena. Dalla sala osservÃ² Juliette sorseggiando pian piano.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta  Iridis, Classe M - 16.06.2392 ore 09.41 (tempo della Federazione)</b><br /><br />
La tempesta infuriava da quasi 5 giorni e l'Ambasciatore Mogawa era sinceramente stufo di starsene 'sotto coperta'. I terminali di comunicazione non funzionavano e non c'era neanche la possibilitÃ  di informarsi sulla situazione perchÃ© con la rete planetaria fuori uso in quella zona non sarebbe riuscito comunque a connettersi per reperire le informazioni. Si alzÃ² e fece per uscire dal suo alloggio quando al primo tentativo non riuscÃ¬ ad aprire la porta. RiprovÃ² il codice sicuro di averlo digitato correttamente la prima volta. Stavolta la porta si aprÃ¬. Nel corridoio c'erano ad attenderlo due guardie appostate davanti alla porta. Una di esse fece un accenno come per chiamare qualcuno all'auricolare, mentre l'altra gli catturÃ² l'attenzione: "Mi scusi, signor Ambasciatore, ma non Ã¨ possibile lasciare gli alloggi durante la tempesta. Le era stato comunicato, vero?"<br />
"SÃ¬, certo, almeno una decina di volte. Vorrei solo fare due passi per il corridoio, sono quasi 5 giorni che sono segregato qui dentro."<br />
"Mi spiace, ma non Ã¨ possibile."<br />
L'Ambiasciatore, suo malgrado, rientrÃ² in camera segnandosi mentalmente che avrebbe dovuto discutere il punto con le autoritÃ  appena conclusa questa fase di maltempo.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Albert K. Hair</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-03 Troppo presto, ma troppo tardi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Maximilien Tracey<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Uss Tokugawa - Plancia - 16/06/2392 ore 10.25</b><br /><br />
Il Capitano Tracey era impegnato a tamburellare le dita sul bracciolo della sua poltrona del comando con fare decisamente annoiato. L' Ambiasciatore Rykhan si posizionÃ² con estrema grazia e femminilitÃ  sulla poltrona poco distante dalla sua, quella che normalmente era occupata dal sedere del suo Primo Ufficiale, ma lui si limito a riservarle un'occhiata distratta lisciandosi con la mano sinistra la barba brizzolata, decisamente piÃ¹ lunga di quanto fosse abituato a portarla. Aveva smesso di radersi almeno qualche giorno prima l'arrivo di quella bomba in gonnella, quasi avesse previsto il suo arrivo e avesse disperatamente cercato di tenere lontana da se quella splendida donna, in grado di ammaliare metÃ  dell'equipaggio come se nulla fosse, tramutandosi effettivamente in un ispido e scontroso orso bicolore.<br />
"Dovremmo oramai essere in vista del nostro pianeta, non crede anche lei?" domandÃ² la donna producendosi in un incantevole sorriso capace di far fondere il ghiaccio, tirando fuori un padd da chissÃ  dove e leggendo distrattamente le prime righe.<br />
"GiÃ  ...- replicÃ² laconicamente in tono asciutto lo spinoso Ufficiale in Comando della Tokugawa su di cui l'incantevole sorriso non sembrava aver fatto presa - ... secondo la mia tabella di marcia avremmo dovuto giÃ  raggiungere  Iridis  ..."<br />
La donna sembrÃ² incassare la frecciatina non certo celata del Capitano con estrema nonchalance, producendosi in quello che poteva apparire come l'abbozzo di una risata.<br />
"Io non le piaccio. - sentenziÃ² subito dopo senza perdere il sorriso che le increspava ancora le labbra carnose - Posso comprenderlo, dopotutto per lei sono un estranea che Ã¨ spuntata dal nulla per farle da balia, in una missione che Ã¨ ben piÃ¹ che sicuro di riuscire a gestire da solo."<br />
Tracey le riservÃ² un occhiata di sfida, sistemandosi sulla poltrona in modo di avvicinarsi alla donna.<br />
"Sbaglia. Avere un pezzo da esposizione come lei in giro per la mia nave Ã¨ decisamente una gioia per gli occhi ... come potrebbe non piacermi tutto ciÃ² ..." replicÃ² in maniera piuttosto grezza e al contempo decisamente acida il mezzosangue betazoide mentre la donna scuoteva la testa.<br />
"Sarcasmo. Vuol dire che ho fatto centro ..." sentenziÃ² lei con aria soddisfatta mentre il Capitano Tracey le rivolse un occhiata critica. Non era la prima volta che veniva "psicoanalizzato" in tal modo, anche il fratello lo faceva spesso, cercando ogni volta di mettere a nudo ogni sua piÃ¹ piccola azione, esplorando ogni sua piÃ¹ recondita motivazione e tutto ciÃ² a MaximiliÃ©n non era mai piaciuto, ma per quella unica volta lasciÃ² correre.<br />
Dopotutto era un ospite della nave e, per quanto odiasse ammetterlo, aveva ragione. Non gli piaceva, o meglio, non gli piaceva che gli fosse stata appioppata cosÃ¬, di punto in bianco senza alcun preavviso.<br />
"Le assicuro che non ho nulla contro di lei ... - ammise alfine il Capitano non senza lasciar palesare una certa sofferenza nel farlo - ... trovo solo strana la sua presenza qui. Dopotutto la nostra Ã¨ una missione di soccorso ... certo, su un mondo non appartenente alla Federazione ... "<br />
La donna lo interruppe con un rapido gesto della mano, accompagnandolo con uno dei suoi disarmanti sorrisi e lasciando brillare gli scintillanti smeraldi che aveva al posto degl'occhi producendosi in uno sguardo malizioso. Per la prima volta durante quel viaggio MaximiliÃ©n si rese conto delle sue potenti doti di diplomatica.<br />
"Capitano... - replicÃ² in tono mellifluo la donna - ... La veritÃ  Ã¨ una sola. Le trattative per l'ingresso di  Iridis  nella Federazione sono in una fase critica, e il Comando vuole sistemare la faccenda al piÃ¹ presto, per stare sul sicuro, hanno inviato me. Nulla di piÃ¹."<br />
Per qualche strana, irrazionale, ragione al Capitano Tracey parve che le rassicurazioni della donna fossero volte a mantenere il velo di oscuritÃ  su qualcosa di taciuto. Nemmeno i sensi empatici derivanti dal suo sangue parzialmente betazoide sembravano captare qualcosa di strano, eppure ...<br />
"Capitano ... affermÃ² ad un tratto Vikram dalla sua postazione, costringendo l'Ufficiale in Comando a volgersi verso di lui - ... siamo in vista del pianeta."<br />
"Sullo schermo." GrugnÃ¬ di rimando MaximiliÃ©n alzandosi dalla propria postazione con un gesto decisamente poco atletico per lui, avvicinandosi poi allo schermo seguito dappresso dall'Ambasciatore Rykhan. L'enorme palla d'acque verdognole apparve pochi istanti dopo il suo comando. Qua e lÃ  si intravedevano piccoli lembi di terra, spesso raggruppati in altrettanto piccole costellazioni, che sembravano essere perennemente a rischio di essere inghiottiti da quei mari burrascosi. Tracey individÃ² alcune forme nuvolose dall'aspetto particolarmente minaccioso focalizzando lo sguardo a sud, su una di quelle piÃ¹ grosse, che per quanto ne sapeva doveva essere quella che attanagliava nella propria morsa l'Ambasciatore Federale giÃ  sul posto.<br />
"Signore. - La voce di Vikram interruppe la breve contemplazione del Capitano, che gli riservÃ² un'occhiata distratta - Ci chiamano dalla superficie ..."<br />
"Sentiamo che hanno da dirci ..." replicÃ² il mezzosangue betazoide ritornando verso la propria postazione, ma fermandosi in piedi a pochi passi dalla stessa, sistemandosi l'uniforme. Un alieno dalla pelle grigiastra, grandi occhi scuri e un paio di macchie verdognole che gli incorniciavano le orecchie apparve sul visore centrale e sembrÃ² squadrare l'intero equipaggio di plancia prima di proferire parola.<br />
"Qui Ã¨ il Comando Aereonautico di  Iridis, siete pregati di identificarvi." GracchiÃ² con voce stranamente profonda e stentorea.<br />
"Sono il ..." esordÃ¬ il Capitano Tracey, ma fu immediatamente interrotto e rimpiazzato dall'Ambasciatore Rykhan.<br />
"Sono l'Ambasciatore Federale Dex Rykhan ...   - affermÃ² producendo un rapido gesto delle mani verso il Capitano, che per contro le lanciÃ² uno sguardo di fuoco - ... questo Ã¨ il Capitano MaximiliÃ©n Tracey della Uss Tokugawa. Siamo stati contattati dal nostro Ambasciatore in loco ..."<br />
L'alieno spostÃ² lo sguardo fra il Capitano e l'Ambasciatore un paio di volte in silenzio, socchiudendo gli occhi a fessura, lasciando che un paio di acquose palpebre interne riportassero la giusta umiditÃ  sulle sue pupille con un inquietante movimento trasversale.<br />
"See ... - proclamÃ² l'alieno con un gesto d'assenso del capo, perdendo poi tutto il suo interesse verso di loro pochi attimi dopo, iniziando a trafficare visibilmente su di una consolle posta davanti a lui - ... eravamo stati informati del vostro arrivo. Vi avverto perÃ² che le condizioni atmosferiche su Kerelt sono pessime."<br />
"Kerelt?" si lasciÃ² sfuggire Tracey e l'alieno gli rivolse un occhiataccia, quasi lo avesse personalmente insultato.<br />
"L'Insulae sul quale si trova il nostro Ambasciatore. - replicÃ² laconica a voce bassa l'Ambasciatore Rykhan, riprendendo poi immediatamente le redini della convesazione prima che il Capitano potesse aggiungere alcunchÃ¨ - lo sappiamo. Quando potremo scendere sul pianeta?" L'Alieno, che era giÃ  tornato far danzare le lunghe dita sulla consolle che aveva davanti a sÃ¨, non sembrÃ² particolarmente interessato alla domanda.<br />
"Sarebbe pericoloso farvi scendere direttamente su Kerelt a causa di alcune interferenze. PerciÃ² alcune autoritÃ  locali vi accoglieranno a Kovalt, l'insulae sicura piÃ¹ vicina a Kerelt e da lÃ¬ vi accompagneranno a destinazione attraverso mezzi sicuri. Ah â€“l'alieno alzÃ² un dito, dando l'impressione di essersi appena ricordato qualcosa - L'Ambasciatore Mogawa ha esplicitamente richiesto di poter parlare con il Capitano della nave ed eventuale entourage diplomatico. Di persona."<br />
"Certamente." ReplicÃ² la donna di sua iniziativa, mentre l'alieno si produceva in un gesto d'assenso col capo prima di chiudere la comunicazione con una frase di commiato.<br />
"Lo sa? Adesso ...- ringhiÃ² Tracey al fianco dell'Ambasciatore, dando particolare importanza a quell'ultima parola - ... in questo preciso istante, lei non mi piace per niente."<br />
La donna non potÃ¨ far altro che accennare ad un sorriso carico di malizia. "E' il mio lavoro."<br />
<br />
<br /><b>Kovalt - Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 ore 10:40</b><br /><br />
La nutrita delegazione formata dal Capitano Tracey, l'Ambasciatore Rykhan, Vikram, Hair e Carpenter si materializzÃ² con il solito bagliore azzurrino del teletrasporto in quella che sembrÃ² loro una sorta di camera stagna, chiusa, leggermente infossata e che dava l'impressione di essere continuamente sbatacchiata dalle onde di quell'impetuoso mare in tempesta che ruggendo si infangevano contro le pareti della stessa. La struttura, il cui asettico bianco del materiale simil-plastico che la componeva era reso decisamente accecante dalla particolare illuminazione del luogo, era vagamente circolare, con un solo ingresso su cui li attendeva un indigeno piuttosto alto, inpacchettato come una sorta di grossa sardina in quella che probabilmente era un' alta uniforme.<br />
"Benvenuti a Kovalt! - esordÃ¬ l'alieno in tono decisamente amichevole avvicinandosi a loro gesticolando e sbattendo prima le traslucide palpebre interne poi quelle esterne. Un gesto decisamente inquietante visto da vicino, pensÃ² MaximiliÃ©n - Il mio nome Ã¨ Iren, Mektah Iren, per l'esattezza o, come dite voi, sono l'attuale sovrintendente dell ... - l'alieno si bloccÃ², inclinando lievemente il capo con la tipica smorfia di chi sta cercando di ricordarsi qualcosa inutilmente, prima di riuscirci - ... dell'insulae, ecco sÃ¬, voi le chiamate cosÃ¬ ... dell'insulae di Kovalt" Vikram sentendolo parlare si ricordÃ² di un appunto che aveva letto sul proprio padd, riguardante la politica interna del pianeta.  Iridis  a causa della sua particolare conformazione geofisica poteva contare centinaia, forse addirittura migliaia di questi Mektah, una posizione di potere intermedia fra la gente comune e il governo centrale che esercitava la sua influenza fra uno, massimo due insulae adiacenti. Ma nel caso specifico, Kovalt, cosÃ¬ come Kerelt, era abbastanza grossa per costringere un singolo Mektah a dedicarsi solo ad essa.<br />
"So che avete fretta - continuÃ² l'alieno senza permettere ne al Capitano tantomeno all'Ambasciatore di replicare alla sua affermazione precedente - E vi capisco. Purtroppo non pensavamo che la tempesta potesse raggiungere questa intensitÃ , altrimenti avremo evacuato tutto il personale   dalla sede diplomatica, compreso il vostro ambasciatore..."<br />
Iren si fece da parte, producendosi in un ampio e teatrale gesto, invitando i suoi ospiti a seguirlo in corridoio.<br />
<br />
<br /><b>Kerelt - Pianeta  Iridis  - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Sei sicuro che siano giÃ  qui?" proferÃ¬ una figura ammantata con una strana voce gracchiante a malapena udibile a causa dell'ululato del vento e dello scroscio della pioggia, mentre coperta dal suo pesante impermeabile e legata con una corda di sicurezza operava sulla cupola esterna dell'edificio, subendo le taglienti sferzate del forte vento e<br />
la sassaiola d'acqua che cadeva dal cielo.<br />
"Si - replicÃ² una seconda figura poco distante, che sembrava aiutarlo, non senza palesare una certa fatica nel rimanere anche solo in piedi sulla liscia struttura che li sosteneva in quel tempaccio da lupi - sono appena arrivati a Kovalt, ma non ci resteranno per molto."<br />
"Dannazione ... - rispose il primo spingendo a forza col piede qualcosa dentro ad una fessura della cupola - ... troppo presto ..." <br />
"O troppo tardi. - replicÃ² l'altro, costringendo il suo interlocutore a fissarlo con fare enigmatico per un paio di secondi - dipende dai punti di vista."<br />
"In ogni caso, abbiamo dieci minuti prima che le barriere collassino. Deve - la prima figura ammantata calcÃ² particolarmente il tono su quest'ultima parola - deve sembrare un incidente, chiaro?"<br />
"Aye" replicÃ² laconico l'altro, accompagnando l'affermazione con un gesto d'assenso del capo.<br />
<br />
<br /><b>Kovalt - Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Ore 11:02</b><br /><br />
Inizialmente, John si era a dir poco stupito della solitaria accoglienza che il Mektah aveva rifilato loro. Certo Iren era il capo, ed in quanto tale era la persona piÃ¹ influente del luogo, ma era comunque la prima volta che vedeva un comitato d'accoglienza diplomatico composto da una sola persona.<br />
Addentrandosi nella struttura perÃ², il suo stupore era cresciuto esponenzialmente. I nativi non erano tanti, perlomeno, lui ne aveva incrociati poco piÃ¹ di una decina, ma tutti, senza distinzione alcuna fra giovani, vecchi, donne o perfino bambini erano al lavoro su qualcosa.<br />
"Vi chiedo scusa per l'accoglienza sottotono ... - aveva detto Iren, camminando all'indietro, poco dopo essere usciti dalla sala in cui si erano teletrasportati - ma queste continue tempeste ci stanno dando parecchio filo da torcere ... sempre qualcosa da aggiustare o da migliorare ... e tutti devono fare la loro parte se vogliono sopravvivere ..."<br />
Ma la cosa che l'aveva stupito di piÃ¹ era sicuramente l'atteggiamento di questa gente. I piÃ¹ li avevano bellamente ignorati al loro passaggio continuando nei loro lavori, ma nello sguardo di quei pochi che non l'avevano fatto aveva intravisto una malcelata diffidenza. Tutta la socialitÃ , allegria e fiducia di quel popolo di lavoratori bigi sembrava distillata all'interno di Iren, che quasi intendesse fare da contraltare al suo popolo, non sembrava mai chiudere la larga bocca dalle labbra sottili per piÃ¹ di una manciata di secondi, dando parecchio sui nervi al povero Capitano Tracey. Stava ancora cercando di razionalizzare questa strana diffidenza quando si accorse che l'Ambasciatore Rykhan era finalmente riuscita chissÃ  come, a strappare le redini della conversazione dalle mani del loquace alieno. "Quindi Ã¨ impossibile recarsi a Kerelt via teletrasporto." DomandÃ².<br />
"Assolutamente! - replicÃ² l'alieno scuotendo energicamente le mani per scacciare anche solo l'idea stessa - Le barriere erette per proteggere l'insulae dalla tempesta funzionano all'incirca come gli scudi delle vostre navi stellari. Usare il teletrasporto non Ã¨ assolutamente possibile senza condannare buona parte delle strutture dell'Insulae..."<br />
"E quindi come diavolo dovremmo arrivare all'insulae?" domandÃ² Tracey in tono tutt'altro che conciliante, attirando su se stesso lo sguardo dell'Ambasciatore, ma Iren non sembrÃ² farci caso.<br />
"Una volta capito che l'evento in questione era di ampiezza decisamente maggiore al previsto abbiamo iniziato a lavorare ad un sistema di trasporto alternativo... - affermÃ² dirigendosi verso un corridoio che aveva l'aspetto di una rampa di lancio, inabissandosi rapidamente -... Ã¨ un sistema decisamente obsoleto e arcaico, ma con una serie di migliorie tecniche siamo riusciti a rendere la percentuale di rischio ... accettabile ..."<br />
"Definisca accettabile, per favore ..." domandÃ² Hair inarcando un sopracciglio dubbioso, ma Iren inizialmente non rispose, continuando ad avanzare.<br />
"Sessantacinque percento ..." ammise infine laconico.<br />
"Sessantacinque percento?!? - ringhiÃ² Tracey isterico - Lei sta dicendo che abbiamo il sessantacinque percento di arrivare a destinazione? E' convinto che io mandi i miei uomini al ma..." l'Ambasciatore lo zittÃ¬ poggiandogli l'indice e il medio della mano destra sulle labbra accompagnando il gesto con un cenno di diniego del capo. John sussultÃ² vedendo l'Ambasciatore prodursi in un gesto cosÃ¬ complice e decisamente intimo, ma il Capitano Tracey invece quasi gli staccÃ² un dito a morsi.<br />
"E' il meglio che siamo riusciti ad ottenere ..." replicÃ² Iren in tono contrinto, fermandosi davanti ad una grossa porta pallida che aprÃ¬ con un rapido gesto della mano.<br />
<br />
<br /><b>Kerelt - Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Ore 10:20</b><br /><br />
"La cupola sta cedendo!" urlÃ² qualcuno da qualche parte, ma i rumori della tempesta coprirono il suo urlo disperato. L'Ambasciatore Mogawa si guardÃ² intorno, bagnato come un pulcino con la pioggia che gli martellava sul cranio calvo con forza inaudita. "Dovan!" chiamÃ² per l'ennesima volta il nome del suo assistente personale che oramai poteva definire amico, ma il suo grido si perse inutilmente nella tempesta cosÃ¬ come era avvenuto pochi attimi prima. Tutto era accaduto in fretta, decisamente troppo in fretta. Qualcosa aveva messo fuori uso il generatore degli scudi atmosferici che erano immediatamente collassati e da lÃ¬ il vero inferno era cominciato. I piloni energetici erano stati i primi a cedere, poi era stato il turno della torre del centro di comando che era rovinata su di un altro edificio che, a sua volta, era rovinato sulla cupola della sede diplomatica che ora versava in condizioni decisamente critiche. Tutto nel giro di pochi minuti. Aveva solo una possibilitÃ , una piccola flebile speranza, ipotizzando sempre che i tecnici fossero riusciti a terminare il loro lavoro prima del collasso. Era giÃ  davanti alla porta che l'avrebbe condotto alla potenziale salvezza quando alle sue spalle udÃ¬ distintamente il rumore di qualcosa che crollava.<br />
<br />
<br /><b>Dintorni di Kovalt - Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Nello stesso istante</b><br /><br />
Hair allungÃ² lo sguardo verso i comandi del piccolo mezzo in cui si trovavano. Un mezzo strano, di cui aveva sentito parlare solo in alcuni vecchi racconti terrestri. Certo tutta la strumentazione e i comandi erano stati aggiornati e potenziati, ma la sensazione di trovarsi in un vecchio sottomarino sulla falsariga del Nautilus di Ventimila Lege Sotto I Mari lo elettrizzava. Si voltÃ² verso gli altri, accorgendosi che Vikram stava osservando fuori dai piccoli oblÃ² del mezzo con aria pensosa.<br />
"Qualcosa non va?" affermÃ² affiancandosi al capo operazioni e scrutando a sua volta nelle profonditÃ  marine. Raiji gli riservÃ² un occhiata critica, indicando l'esterno con un gesto del capo.<br />
"Ne avevo letto sul padd che ci era stato consegnato, ma non pensavo ad una cosa del genere ..."<br />
Albert aguzzÃ² lo sguardo cercando di penetrare l'oscuritÃ  del mare e non faticÃ² a notare che il fondale marino era puntellato da una miriade di edifici grandi e piccoli. Edifici industriali, aveva letto, che avevano invaso non solo quella zona, ma gran parte dei fondali e addirittura delle terre emerse del pianeta. Non certo la migliore delle viste.<br />
"FinchÃ¨ non arriveremeo nei pressi di Kerelt non dovremmo avere problemi di correnti - affermÃ² Iren che si era appostato alle spalle del pilota quasi fosse una specie di strano pappagallo appollaiato sulle spalle di un pirata silenzioso - ma quando arriveremo ... uh-oh..."<br />
"Uh-oh?" domandÃ² Tracey poco lontano. Iren si voltÃ² pochi istanti dopo con aria preoccupata.<br />
"Sembra che a Kerelt ci siano problemi ..." <br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Maximilien Tracey</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-04 Domande senza risposte</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante John Carpenter<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Trasporto per Kerelt - Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Ore 12:30</b><br /><br />
La faccia del Capitano Tracey era piÃ¹ che espressiva ed il suo silenzio evidenziava quanto era indispettito. Era l'ufficiale della flotta in comando, ma essere dentro a quella scatola di sardine sballottata dalle correnti, nella sua impotenza lo faceva andare su tutte le furie!<br />
Seduto sulla sua poltrona da "passeggero" attendeva il momento giusto per prendere il comando ma senza indispettire ne Iren ne l'ambasciatore Rykhan.<br />
Hair era piÃ¹ preoccupato dei motori della navetta giÃ  al 110% per contrastare le forti correnti e Vikram era intento a tenere d'occhio il pilota e la sua strumentazione.<br />
L'ufficiale scientifico era invece intento nelle sue elucubrazioni mentali.<br />
"Albert, secondo la tua esperienza che potenza dovrebbe avere un impianto per generare per alimentare gli scudi ambientali diIridis".... ma l'ufficiale non gli diede risposta monitorando silenziosamente i sensori dei motori.<br />
Carpenter non sbattÃ¨ ciglio e continuÃ² ad analizzare dati con il suo padd.<br />
Poco dopo si rivolse all'ufficiale capo operazioni. "Raji, secondo te quante persone sono necessarie per una installazione come quella di Kovalt per gli scudi ambientali?"<br />
Anche questa domanda finii senza risposta, il Comandante Vikram seguiva i movimenti del pilota come se alla prima esitazione dovesse subentrare alla guida del mezzo.<br />
Questi comunque erano i dubbi di John: gli scudi ambientali necessitano di molta energia e molti tecnici specializzati, ma a giudicare dai fatti mancavano entrambi!<br />
<br />
<br /><b>Installazione di Kerelt - Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Ore 14:00</b><br /><br />
Dopo essere stati sballottati dalle correnti per piÃ¹ di un'ora eravamo in vista dell'installazione di Kerelt.<br />
John non aveva mollato il padd nemmeno per un minuto, ma la cosa gli era costata ed aveva usufruito per piÃ¹ volte del kit per il mal di mare e si fece una promessa: mai piÃ¹ mangiare a colazione come al solito se non si ha un medico a portata di teletrasporto o se non si sa quanto si viene sbattuti!<br />
L'unico che a vista non dava segni di cedimento era il Capitano che perÃ² mostrava tutto il suo disappunto per un trasporto cosÃ¬ "anomalo" per una delegazione della Federazione.<br />
Nel dock di attracco le correnti erano piÃ¹ calme ed l pilota non ebbe molti problemi nell'attracco. Dopo un paio di suoni sordi il portello era pressurizzato e potevamo uscire dalla scatola di sardine!<br />
<br />
<br /><b>Sala Ricreazione installazione di Kerelt- Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Ore 16:00</b><br /><br />
John, Raji ed Albert erano a rilassarsi nella sala ricreazione dopo l'accoglienza ufficiale e la confessione che vi erano danni ingenti nella centrale elettrica e degli scudi ambientali, ma non avevano altre informazioni<br />
John, rivolgendosi ai colleghi se pur ancora pallido e leggermente provato dal trasporto: " Non Ã¨ che nella mia vita sia stato abituato ai tappeti rossi, ma per una delegazione ufficiale non ho mai visto una accoglienza cosÃ¬ tiepida!"<br />
...continuÃ²: " comunque meno male che hanno fissato la cena con l'ambasciatore alle 20.00, almeno avrÃ² modo di riprendermi da tutti quegli scossoni", concluse abbozzando un sorriso ai colleghi.<br />
Hair aggiunse: "... e meno male che sono riusciti a stabilizzare gli scudi ambientali, altrimenti chissÃ  che fine avremmo fatto!"<br />
Vikram continuÃ²:" Hai ragione Hair, il nostro trasporto poteva finire molto male. Speriamo di avere presto un aggiornamento della situazione, ma ora rilassiamoci in vista della cena di stasera e... vi offro un tÃ¨ verde indiano. Ho appena finito di caricare le specifiche nel sequenziatore!"<br />
Concluse in comandante abbozzando un sorriso che subito cambiÃ² d'intensitÃ  intuendo chi si apprestava a varcare l'ingresso.<br />
Ad interrompere le chiacchiere dei tre, la visione dell'ambasciatore Rykhan. Si diresse verso il sequenziatore alimentare ed ordinÃ² un Raktajino ghiacciato al computer. Il caffÃ¨ Klingon non era proprio un toccasana per lo stomaco sballottato e questo incuriosÃ¬ l'ufficiale scientifico!<br />
Si diresse verso i tre e disse: "posso unirmi a voi?"<br />
All'unisono i tre annuirono e rimasero ad ascoltare la donna.<br />
"Buon pomeriggio signori! Stasera ci sarÃ  un incontro particolarmente importante perciÃ² vi chiedo di memorizzare i dati che ho fatto caricare nei vostri padd in merito al protocollo diplomatico di  Iridis... ". L'ambasciatore inserÃ¬ una pausa e nel mentre abbozzÃ² un sorriso ed accavallÃ² le lunghe gambe.<br />
Infine concluse: "Sono sicura che insieme faremo un ottimo lavoro!"<br />
John in parte ammaliato dalla donna e dalle sue capacitÃ  seduttive che le avevano premesso di dare un ordine diretto a tre ufficiali della flotta, scavalcando l'autoritÃ  del capitano Tracey, senza nemmeno avere dato l'impressione di imporre la sua autoritÃ  sui tre, ed in parte digitando sul padd trovÃ², oltre ai dati del protocollo diplomatico anche dati di popolazione ed energia caricati a sua insaputa dall'ambasciatore.<br />
Alla scoperta l'ufficiale guardÃ² la donna interrogativamente e lei rispose con un sorriso d'intesa.<br />
Un istante dopo il diplomatico era in piedi pronta a congedarsi e lasciare la sala.<br />
La fugace visita dell'ambasciatore lasciava i tre ufficiali con le stesse domande di prima, ma con una certezza. Nemmeno lei nÃ© sapeva di piÃ¹ sui danni all'installazione di comando degli scudi ambientali<br />
<br />
<br /><b>In qualche luogo tra i corridoi dell'insallazione di Kerelt- Pianeta  Iridis  - 16/06/2392 - Ore 16:30</b><br /><br />
John aveva deciso di lasciare Hair e Vikram.<br />
Passeggiando tra i corridoi e ticchettando sul padd analizzava i dati. I corridoi di collegamento con il centro comandi non erano stati ripristinati e quelli della parte residenziale e quelli destinati ai "visitatori" erano ancora semideserte, ma dov'erano tutte le persone? L'energia per tenere sotto controllo le avversitÃ  atmosferiche erano immense e non si vedevano tecnici indaffarati. Dai dati serviva l'energia di 3 navi stellari della stessa classe della Tokugawa, dove poteva essere una installazione cosÃ¬ grande? A John sembrava di vedere solo la punta di un iceberg ed aveva la sensazione che molto venisse celato alla delegazione.<br />
Nel suo girovagare per i corridoi ad un tratto, girato un angolo una porta del corridoio si chiuse e udÃ¬ il sibilo di una pistola laser. Ingenuamente corse verso la porta che era bloccata dall'interno.<br />
=^= Carpenter a Capitano Tracey...=^=<br />
=^=...Capitano qualcosa non va e non Ã¨ il mio stomaco stavolta!=^=<br />
Non finÃ¬ di comunicare con il superiore che percepÃ¬ una presenza alle sue spalle!<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante John Carpenter</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-05 La situazione precipita</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Albert K. Hair<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Pianeta Iridis, Insulae di Kerelt, in qualche luogo tra i corridoi dell'installazione - 16/06/2392, ore 16:31</b><br /><br />
"Carpenter a Capitano Tracey... Capitano, qualcosa non va e non Ã¨ il mio stomaco stavolta!"<br />
Non finÃ¬ di comunicare con il superiore che percepÃ¬ una presenza alle sue spalle.<br />
John si girÃ² di scatto mettendosi in guardia ma un impassibile Iren lo apostrofÃ² come se non avesse minimamente avvertito che il terrestre stava per colpirlo fisicamente.<br />
"Signor Carpenter, non sa che nei momenti di emergenza Ã¨ vietato girare per la base?"<br />
Facendo finta di non aver sentito l'avvertimento che era stato dato in Sala Ricreazione, John mentÃ¬: "A dire il vero no. PerchÃ© questa limitazione?"<br />
"Per la vostra sicurezza, naturalmente. Le tempeste su questo pianeta sono molto intense e, in casi come questo dove la schermatura ha dei problemi, chi non ha una conoscenza piÃ¹ che buona dell'installazione rischia di trovarsi in pericolo."<br />
Carpenter ebbe la sensazione che anche Iren stesse mentendo abbastanza spudoratamente ma non poteva esserne sicuro per la scarsa conoscenza della razza aliena, quindi evitÃ² di bluffare ed evitÃ² di menzionare il rumore della pistola laser sentito in precedenza. Lasciando aperto il comunicatore continuÃ²: "Capisco. Chiedo scusa per l'imprudenza dimostrata. Torno subito in Sala Ricreazione."<br />
Tornato in Sala Ricreazione John venne accolto dal Capitano: "PerchÃ© si Ã¨ allontanato?"<br />
"Volevo seguire il mio istinto. Mi pare che le cose non quadrino da queste parti."<br />
"No che non quadrano, e anch'io vorrei capirci qualcosa di piÃ¹, perÃ² dobbiamo evitare di fargli capire che non crediamo a nulla di ciÃ² che dicono."<br />
"Capisco. Chiedo scusa."<br />
"Non c'Ã¨ problema. Si riunisca con Vikram e Hair. Mentre lasciava aperto il canale di comunicazione ho chiesto alla Tokugawa un'analisi speciale del flusso dati."<br />
Normalmente le comunicazioni tramite badge vengono semplicemente registrate e con essa immagazzinati i dati dei sensori biologici che monitorano lo stato di salute di chi li indossa, ma ordinando un'analisi speciale il comunicatore registrava anche i dati ambientali e uno spettro molto piÃ¹ ampio di onde sonore ed elettromagnetiche.<br />
"SÃ¬, Capitano. Scopriremo il piÃ¹ possibile da ciÃ² che abbiamo registrato."<br />
"Se queste tempeste non permettono il teletrasporto per via degli scudi di superficie, almeno avremo qualche dato piÃ¹ dettagliato da analizzare."<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Iridis, Insulae di Kerelt, alloggio dell'Ambasciatore Mogawa - 16/06/2392, ore 16:45</b><br /><br />
L'Ambasciatore era steso a terra. La pioggia che penetrava la struttura dopo il crollo lo bagnava abbastanza copiosamente e pian piano gli fece riprendere conoscenza. Sentiva un gran dolore alle gambe e al bacino, le braccia libere di muoversi andarono alla propria cintura. Lo speciale comunicatore che gli aveva fornito il Governo di Iridis, perÃ², non era lÃ¬. CercÃ² di alzare la testa per capire come fosse la situazione e pian piano cominciÃ² a sentire i rumori: una sirena d'allarme che si perdeva nel fragore della tempesta, il vento che faceva sbattere i rottami del crollo e, tenui ma fortemente desiderate, le voci concitate di gente che stava venendo in quella direzione.<br />
Mogawa non sapeva per quanto tempo fosse stato senza conoscenza, ma la risposta non gli sarebbe piaciuta. Da quanto si sentiva zuppo doveva essere passata qualche ora.<br />
I soccorritori arrivarono dopo qualche minuto e lo tirarono fuori dalle macerie. Lo misero su una sorta di barella e poi su un mezzo di locomozione interna.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Iridis, Insulae di Kerelt, luogo sconosciuto - 16/06/2392, ore 16:58</b><br /><br />
"Allora?" interrogÃ² la voce gracchiante.<br />
"Ãˆ ancora vivo. L'incidente non Ã¨ stato calibrato bene."<br />
"Dovrei ucciderti per quest'inefficienza! PerchÃ© non l'avete finito?"<br />
"Sono arrivati prima i soccorsi governativi e a quel punto non avrebbe avuto senso tentare qualcosa. Ãˆ molto piÃ¹ importante il nostro anonimato, come tu m'insegni."<br />
"Non osare dare lezioni a me! Dovete farlo fuori prima che parli con quelli della sua Federazione!"<br />
Non sarÃ  una cosa semplice. Dovremo preparare un agente che entri in azione sotto copertura entro poco tempo. Il Capitano Tracey ha giÃ  chiesto di vederlo e non potranno trattenerlo per molto."<br />
"Ma che combina quell'inetto di Iren?"<br />
"Fa del suo meglio per non farsi scoprire. Sai bene quanto Ã¨ difficile mischiarsi a questa gente. Il solo fatto di far credere di essere di un'altra insulae non basta per i locali."<br />
"Cerchiamo di chiudere il cerchio alla svelta. La situazione precipiterÃ  se non fermiamo i Federali."<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Plancia - 16/06/2392, ore 17:06</b><br /><br />
=^=Sala Macchine a Plancia, qui Lind.=^=<br />
"Qui Plancia, mi dica, Juliette." rispose il Primo Ufficiale.<br />
=^=Numero uno, la comunicazione che Ã¨ arrivata dalla squadra di sbarco Ã¨ stata analizzata e non ha rivelato nessuna particolaritÃ .=^=<br />
"Uhm... Non so se definirla una buona notizia o meno..."<br />
=^=Chiedo il permesso di effettuare ulteriori analisi.=^=<br />
"Pensa che la procedura standard non sia sufficiente?"<br />
=^=Normalmente sÃ¬, ma il solo fatto che sia stata richiesta un'analisi speciale mi fa pensare che dalla superficie sospettino qualcosa di insolito.=^=<br />
"Certo, il Capitano non l'avrebbe richiesta alla leggera..."<br />
=^=E poi ho un sospetto. Scorrendo i dati ho avuto una sensazione che qualcosa non tornasse...=^=<br />
"Segua il suo istinto, Lind."<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Iridis, Insulae di Kerelt, Sala Ricreazione - 16/06/2392, ore 17:18</b><br /><br />
Tracey sembrava una tigre in gabbia. La bella Rykhan riusciva a malapena a calmarlo, ma anche lei non aveva piÃ¹ quella calma serafica che l'accompagnava sempre. La notizia dell'Ambasciatore Mogawa ferito aveva scosso un po' tutti quanti, anche se forse erano piÃ¹ preoccupati per il crollo che si era verificato. Se una struttura governativa, costruita da gente abituata a queste tempeste, aveva ceduto c'era qualcosa di eccezionale nella situazione, da qualunque punto di vista la si volesse considerare.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Albert K. Hair</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-06 Condizioni Critiche</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Maximilien Tracey<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, Infermeria d'Emergenza - 16/06/2392, ore 17:30</b><br /><br />
L'ambasciatore Mogawa aprÃ¬ lentamente e faticosamente gli occhi verdi, quasi come se le sue palpebre fossero diventate piÃ¹ pesanti delle rovine degli edifici che gli erano franati addosso qualche ora prima.<br />
SentÃ¬ qualcuno gridare qualcosa nei corridoi fuori la sua stanza ,in quel particolare accento proprio dell'Insulae che oramai aveva imparato a riconoscere grazie a tutti quei mesi di permanenza sul pianeta, ma non riuscÃ¬ a comprendere alcunchÃ¨,  poichÃ¨ le parole furono rapidamente coperte dal rumore di stivali in rapido movimento e da quello della strumentazione che veniva spostata in maniera decisamente poco elegante e frettolosa.<br />
Cercando di rendersi meglio conto della situazione, cercÃ² di sollevarsi facendo leva sulle braccia, in modo da potersi posizionare in posizione leggermente piÃ¹ sopraelevata a quella iniziale. Ma desistÃ¬ rapidamente a causa dell'atroce fitta di dolore che dalla parte inferiore del corpo gli si propagÃ² in maniera immediata per tutta la sua spina dorsale arrivando fino al cervello. Decise cosÃ¬ di sistemarsi lentamente, attraverso piccoli movimenti puntellandosi sui gomiti con evidente fatica.<br />
Aveva piÃ¹ volte perso conoscenza da quando era stato ritrovato e tratto in salvo, ma da quel che aveva capito dai frammenti di conversazione captati nei momenti di veglia, la quasi totalitÃ  degli elementi di governo, istituzionali e diplomatiche erano stati coinvolti nel disastro. I danni erano stati ingenti e i crolli avevano coinvolto gran parte delle strutture del quartiere istituzionale, spazzando via anche gran parte delle strutture mediche. Con esse era andata persa anche la maggior parte delle strumentazioni e attrezzature e cosÃ¬ i medici correvano letteralmente come pazzi per gestire la situazione. Lui e gran parte degl'altri feriti erano stati ricoverati all'interno di uno dei pochi edifici del quartiere che ancora si reggevano in piedi, riadibito ad infermeria d'emergenza e difatti, spaziando con lo sguardo da una parte all'altra della stanza, riconobbe l'anonimo arredamento che aveva trovato anche nel suo alloggio quando era arrivato su Kerelt e si stupÃ¬ in quella situazione di avere una camera tutta per lui.<br />
Fortunatamente perÃ², la zona popolare ricca di abitazioni e edifici commerciali non era sembrava essere stata colpita, o quantomeno non cosÃ¬ duramente, altrimenti sarebbe stata una vera e propria strage.<br />
La porta si aprÃ¬, lasciando sgusciare all'interno due figure,un anonimo giovane dagli occhi infossati e, strizzata in un candido camice medico, una donna indigena dalle forme decisamente sinuose per una locale, ma ciÃ² che lo colpÃ¬ maggiormente fu il colore perlaceo della sua pelle che quasi si confondeva con il candore del camice che portava, accompagnato dal violetto elettrico che le pigmentava le iridi. Una mutazione del fenotipo razziale decisamente insolita, che gli sembrÃ² stranamente affascinante.<br />
<br />
"Oh, vedo che si Ã¨ svegliato, signor Ambasciatore ... - affermÃ² la donna in tono amichevole segnandosi qualcosa su quello appariva come una specie di padd, prima di cederlo al suo assistente e avvicinarsi ad ampie falcate verso il paziente - ... Eravamo parecchio preoccupati per il suo stato di salute, dopotutto, lei Ã¨ il primo paziente alieno che molti medici di questa struttura hanno visto ... e inoltre l'entitÃ  delle ferite alla parte inferiore del suo corpo per un po' ci ha fatto pensare al peggio ..."<br />
"Confortante ... - ironizzÃ² amaramente l'ambasciatore seguendo per un istante le parole della donna, prima di iniziare a tempestarla di domande -  Avete giÃ  idea di cos'Ã¨ successo? O di come Ã¨ accaduto? Qual'Ã¨ la situazione? Avete notizie di Dovan, il mio assistente?"<br />
"Si calmi ambasciatore ... - replicÃ² la donna atona mentre preparava quello che aveva tutta l'aria di un hypospray - ... lei ha bisogno di riposare ..."<br />
"No! - la interruppe in maniera piuttosto brusca l'ambasciatore agguantandole il braccio - oramai la nave Federale dovrebbe essere arrivata ... Ã¨ importante, mi faccia parlare col Capitano della nave ..."<br />
"Mi dispiace - replicÃ² nuovamente la donna accennando ad un sorriso diabolico e divincolandosi in maniera decisamente poco gentile - ma non credo di poterglielo permettere ..."<br />
<br />
<br /><b>Uss Tokugawa, Sala Macchine - Contemporaneamente</b><br /><br />
Juliette si stava dedicando alle analisi della registrazione arrivate dal pianeta con tutta se stessa. "Segua il suo istinto" le aveva detto il Primo Ufficiale e cosaveva fatto. GiÃ  durante la prima analisi, infatti, si era accora di qualcosa di strano.<br />
Il segnale in arrivo dal comunicatore era decisamente troppo "pulito".<br />
Qualunque cosa fosse in grado di generare abbastanza energia da alimentare gli scudi atmosferici infatti, con tutta probabilitÃ  sarebbe stata abbastanza grande e potente da interferire o quantomeno interagire in qualche modo con il segnale del comunicatore. Niente che la spilletta applicata all'uniforme del team sbarcato sul pianeta non potesse compensare in automatico, infondo quei piccoli aggeggini dovevano affrontare pressocchÃ¨ quotidianamente problemi di portata ben maggiore,  ma ciÃ² che la insospettiva era che, fisicamente, il comunicatore non sembrava aver compensato assolutamente nulla.<br />
C'era poi stato quello strano suono, poco prima che Iren approcciasse il Tenente Comandante Carpenter. Indubiamente poteva sembrare il sibilo di un'arma, ma i dati che le erano arrivati non avevano evidenziato nessun colpo sparato nella zona e quindi, seppur ritenesse la probabilitÃ  piuttosto bassa, non poteva escludere che si trattasse di altro.<br />
Si massaggiÃ² tempie cercando di riflettere. Non voleva ne poteva darsi per vinta,tutto sembrava filare per il verso giusto solo per rispettare una facciata di presunta normalitÃ , ma purtroppo aveva purtroppo esaurito le idee e non sapeva che altro fare.<br />
L'unica cosa a cui poteva pensare era che i locali avessero manipolato in qualche modo la registrazione, ma per farlo in tempo reale senza che nessuno se ne accorgesse i nativi dovevano possedere un livello di tecnologia che, stando ai dati ufficiali, non avevano, senza contare una certa abilitÃ .<br />
Tutto quello che era riuscita quindi ad ottenere erano semplici teorie ed illazioni, nulla di effettivamente utile o incirmante. IniziÃ² a mordicchiarsi il labbro inferiore in preda alla frustrazione eseguendo un ultimo test.<br />
<br />
*Deve esserci qualcosa. Deve!*<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, Nei pressi dell'Infermeria d'emergenza - 16/06/2392, ore 17:43</b><br /><br />
"Sei sicura che l'ambasciatore non ci darÃ  piÃ¹ problemi?" domandÃ² una voce proveniente da una figura posta in una zona in penombra, in modo che fosse visibile solo la parte inferiore del suo corpo.<br />
"Affermativo. - replicÃ² una una figura poco distante con voce femminile, nascosta nella stessa penombra, ma che chiaramente stava osservando le macerie in lontananza - Entro qualche ora Mogawa ci lascerÃ  le penne ... anche nel caso riuscissero a salvarlo si ridurrÃ  ad un vegetale ..."<br />
"Sadica bastarda ... i tuoi ordini erano di ucciderlo e basta invece di divertirti con questi stupidi ..."<br />
L'altra figura gli agguantÃ² il collo con rabbia uscendo dalla penombra e mostrando alla fioca luce che riusciva a farsi strada in quel vicolo isolato il suo splendido volto perlaceo deturpato perÃ² da una smorfia rabbiosa.<br />
"Sadica? Giusta semmai!  ... - quasi gridÃ² stringendo e poi lasciando di colpo la presa dal collo del suo interlocutore che iniziÃ² a tossire - ... Ã¨ colpa sua e della sua Federazione se siamo arrivati a questo punto! Ã¨ colpa loro se questo mondo sta andando a rotoli e soprattutto, Ã¨ colpa loro se io sarÃ² condannata ad una morte atroce!"<br />
La figura ancora avvolta nell'oscuritÃ  tossÃ¬ nuovamente, prima di parlare.<br />
"Fallo un'altra volta e sarÃ² io a condannarti ad una morte atroce ... se solo tu non fossi cosÃ¬ dannatamente capace ci saremmo sbarazzati di te anni fa ..."<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, Sala Ricreazione - 16/06/2392, ore 17:45</b><br /><br />
"Cosa?!?" Tracey sbottÃ² con estrema rabbia alla notizia, facendo pensare ad alcuni dei presenti che il Capitano volesse saltare addosso ad Iren, semplice messaggero in questo caso, e riempirlo di botte.<br />
"Il .. il vostro ambasciatore ha avuto una ricaduta ...- balbetto l'indigeno intimorito dall'intento omicida che si era palesato sul volto del mezzosangue betazoide - ... le sue condizioni sono critiche e ..."<br />
"E noi ce ne stiamo qui a girarci i pollici sorseggiando tazze di tÃ¨ come se niente fosse!" sbottÃ² nuovamente il Capitano.<br />
"Capitano, non avremmo comunque potuto arrivare all'ambasciatore in precedenza - s'intromise l'ambasciatore Rykhan fungendo da mediatore poggiando una mano sulla spalla ad entrambi - sebbene gli scudi fossero stati stabilizzati nessun trasporto sarebbe riuscito ad arrivare alla zona del disastro ..."<br />
Il Capitano sembrÃ² calmarsi visibilmente, anche se tutti i presenti potevano vedere ancora il vapore fuoriusciure con forza dalle orecchie di MaximiliÃ©n quasi fosse una pentola a pressione in procinto di esplodere.<br />
"Ha ragione ... - replicÃ² alfine il mezzosangue betazoide in tono asciutto e decisamente tagliente, sistemandosi l'uniforme - Ma questo vuol dire che dobbiamo far visita all'ambasciatore. Ora."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Maximilien Tracey</author>
            <pubDate>Mon, 19 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-07 Indagini</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante John Carpenter<br /><br /><br /><b>Insulae di Kerelt, Sala Ricreazione - 16/06/2392, ore 18.00</b><br /><br />
Il Capitano Tracey era sempre piÃ¹ impaziente dll'isolamento imposto dall'establishment di Iridis. Di punto in bianco si alzÃ² dalla sedia e disse: "Ora basta, passiamo all'azione. La situazione non Ã¨ chiara!"<br />
L'Ambasciatore Rykhan non fece in tempo a sbarrare gli occhi e richiamare il Capitano ad una linea piÃ¹ diplomatica, che Tracey stava giÃ  impartendo degli ordini ben precisi.<br />
"Tenente Hair, dobbiamo riuscire a comunicare con la nave. Non puÃ² essere vero che una porzione di pianeta, anche se in condizioni meteorologiche come queste, non riesca a comunicare con altre parti del pianeta. Faccia le indagini del caso e prenda i provvedimenti che ritiene necessari per poterci fare comunicare con la plancia! Ha tempo massimo 2 ore da adesso, ma ci contatti per qualsiasi informazione tramite il comunicatore!"<br />
Hair rimase sorpreso e da tipo pacato stava per chiedere piÃ¹ tempo per analizzare i dati e trovare una soluzione, ma senza prendere nemmeno respiro e spiazzando l'Ambasciatore con determinazione, Tracey continuÃ²: "Tenente Vikram, rimanga con l'Ambasciatore Rykhan in Sala Ricreazione e preparatevi a tutto. Se quello che ha sentito il Tenente Carpenter Ã¨ vero, oltre ai problemi strutturali che ci hanno raccontato, corriamo anche altri pericoli. Mi raccomando: armi settate su stordimento ma state attenti, non dimostratevi aggressivi e sparate solo per estrema difesa."<br />
"Tenente Carpenter, deve trovare tutte le informazioni possibili sullo stato dell'installazione e verificare lo stato e la presenza dei sensori interni. Voglio parlare con l'ambasciatore Mogawa e per farlo dobbiamo trovarlo."<br />
Si interruppe ma non abbastanza per repliche di nessuno e scandÃ¬ poche altre parole a Carpenter: "Tenente, chiaramente deve farlo nel piÃ¹ breve tempo possibile!"<br />
Nel mentre si era giÃ  diretto verso la porta d'entrata della sala ricreazione e arrogantemente incurante che ci fosse qualcuno appena oltre, la fece aprire e continuÃ²: "Io chiaramente indagherÃ² personalmente!"<br />
Alzando un po' la voce per impartire l'ultimo comando: "Ci ritroviamo tra due ore in Sala Ricreazione! State all'erta e cercate di destare meno sospetti possibili, ma non fidatevi di nessuno dei locali!"<br />
Alla fine del monologo ci fu un unanime coro: "Ma, Capitano!", ma le porte si richiusero dietro alla schiena di Tracey.<br />
Nonostante la sorpresa, gli ufficiali si misero subito all'opera. In meno di pochi secondi Hair, Carpenter e Vikram erano giÃ  con i phaser in mano per impostarli su stordimento ed i primi due subito dopo erano giÃ  sulla porta con i loro padd in mano.<br />
"Questa Ã¨ una violazione delle direttive della Federazione. Non possiamo..." e l'Ambasciatrice non riuscÃ¬ nemmeno a terminare la frase che i due ufficiali erano giÃ  spariti nei corridoi.<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, tra i corridoi dell'installazione - 16/06/2392, ore 18.10</b><br /><br />
<br />
Hair e Carpenter stavano camminando assieme nei corridoi e guardando i loro pad stavano analizzando la mappa fornita dall'ambasciatore Rykhan sovrapponendola con i dati delle emissioni energetiche rilevate dai loro sensori portatili.<br />
L'ufficiale scientifico, calatosi finalmente in un ruolo a lui piÃ¹ consono disse ad Hair: "Rilevo tre tracce di energia importanti. Una sembra il generatore di energia con la sala comando e se sono vere le notizie date da Iren, entrambe sono danneggiate e pericolose. Le altre due sono sicuramente i nostri obiettivi", disse alzando lo sguardo dal dispositivo portatile e accennando un sorriso. Un'occhiata d'intesa per comunicare che i 2 erano pronti all'azione. <br />
Poco piÃ¹ avanti il corridoio si divideva e i due si congedarono.<br />
"Verifico l'emissione verso sinistra", Hair prese d'anticipo Carpenter che rispose: "Buona fortuna e teniamoci in contatto appena arrivati nei due complessi."<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, tra i corridoi dell'installazione - 16/06/2392, ore 18.30</b><br /><br />
<br />
Non c'erano molti addetti nell'installazione controllata da Carpenter.<br />
Quasi tutti stavano cercando di ripristinare le funzioni della torre principale crollata e gli ingenti danni alla sala di comando. Era cosÃ¬ anche nella zona residenziale vicina alla sala ricreazione dove erano rimasti il tenente Vikram e l'ambasciatore Rykhan. Nel loro cammino Hair e Carpenter non avevano incontrato che pochi lavoratori che si recavano nei propri alloggi alla fine dei turni di lavoro.<br />
Ormai Carpenter aveva raggiunto quella che secondo il suo padd era una installazione secondaria con una fonte di energia autonoma che secondo le informazioni poteva essere adibita a sala di controllo secondaria per il controllo degli scanner dei sensori interni. Mancavano pochi corridoi e, imboccato l'ultimo corridoio, si trovÃ² di fronte una squadra tecnica al lavoro. CapÃ¬ che era nel posto giusto, ma come giustificare la sua presenza nella zona?<br />
Si mise sull'attenti e disse: "Tenente Comandante John Carpenter del vascello federale USS Tokugawa, Ufficiale Scientifico Capo. A seguito di una richiesta di soccorso, mi manda il sovrintendente Iren per aiutarvi. Come posso esservi utile?"<br />
Aveva lanciato un bluff e sperava che la squadra abboccasse.<br />
Dal gruppo si alzÃ² un ingegnere, una ragazza locale, magra, longilinea di circa 25 anni terrestri.<br />
"Sono Khaleesi, il capo ingegnere di questa squadra." disse la donna, mentre l'ufficiale della Flotta dava un'occhiata agli altri membri della squadra di riparazione. Sembravano proprio appena usciti dagli studi ed un po' impacciati.<br />
RiportÃ² lo sguardo negli occhi della donna e lei continuÃ²: "Siamo lieti di riceve aiuto. Abbiamo il compito di ripristinare i sensori interni e di approntare una sala comando secondaria nella sala alla fine del corridoio!"<br />
Spostando leggermente il peso in avanti abbozzando un lievissimo inchino concluse: "Siamo lieti di accettare il vostro aiuto e vi ringraziamo in questo difficile momento per il nostro popolo."<br />
John abbozzÃ² un sorriso, ma non di cortesia. Avevano abboccato al suo bluff. Ora poteva accedere alla griglia dei sensori senza destare sospetti! Mentre si inginocchiava a fianco di Khaleesi per controllare i giunti di energia era preso nei suoi pensieri. Iren era un personaggio ambiguo. Chi aveva sparato nei corridoi? Come mai squadre di riparazioni cosÃ¬ giovani per riparazioni cosÃ¬ importanti?<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante John Carpenter</author>
            <pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-08 Rivelazioni</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Albert K. Hair<br /><br /><br /><b>Insulae di Kerelt, infermeria d'emergenza - 16/06/2392, ore 18:31</b><br /><br />
<br />
La strana figura femminile con la pelle perlacea e le iridi con riflessi viola era riuscita con non poche difficoltÃ  a convincere il medico di turno e i suoi infermieri che lei era un'esperta nel campo dell'esomedicina e che non aveva bisogno di nessun altro per riuscire a trattare l'Ambasciatore terrestre ferito alla parte inferiore del corpo.<br />
Richiuse finalmente dietro di sÃ© la porta della camera e cominciÃ² a girare intorno al corpo sdraiato di schiena di Mogawa.<br />
Gli occhi di quest'ultimo la seguivano con una punta di terrore. Era indeciso se abbandonarsi alla donna fidandosi di ciÃ² che aveva detto fino a quel momento o se iniziare a preoccuparsi seriamente per la sua incolumitÃ .<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, Sala secondaria di controllo sensori interni - 16/06/2392, ore 18:34</b><br /><br />
<br />
Carpenter era riuscito ad interfacciare il suo padd con la griglia dei sensori interni e si accorse che erano davvero fuori uso. La riparazione sarebbe stata una bella seccatura per i tecnici addetti ma il terrestre aveva anche giÃ  diagnosticato il problema. A lui servivano i sensori e decise che se ne sarebbe fregato delle conseguenze di un'eventuale accusa di interferenza negli affari di una razza aliena. In fondo erano alla ricerca di un Ambasciatore della Federazione che, dai dati raccolti fino a quel momento, sembrava essere in pericolo.<br />
ChiamÃ² a se Khaleesi e le spiegÃ² quali fossero i problemi della griglia. Questa all'inizio si stupÃ¬ per la celeritÃ  con la quale Carpenter ebbe scovato il problema ma poi, capendo che la tecnologia della Federazione era davvero avanzata, mise due dei suoi tecnici a lavorare su una console nella sala e ne mandÃ² altri due in una sala nell'altro corridoio per il completamento dell'azione.<br />
"Tenente Comandante Carpenter, se mi posso permettere, c'Ã¨ una cosa che mi lascia molto perplessa."<br />
"La lascio continuare se mi chiama John." replicÃ² il terrestre con un sorriso.<br />
Khaleesi rispose al sorriso e continuÃ²: "Bene, John, il guasto che lei ha rilevato Ã¨ complicato da risolvere ma credo che ci riusciremo con gli uomini che abbiamo a disposizione, perÃ² di certo non Ã¨ stato causato dalle condizioni climatiche."<br />
"Ah, no? E come giustifica la sua affermazione?"<br />
"Noi abbiamo delle tempeste parecchio violente su questo pianeta, e questa Ã¨ sÃ¬ una delle piÃ¹ violente ma non Ã¨ nÃ© anomala, nÃ© la piÃ¹ violenta che c'Ã¨ stata negli ultimi anni. Di media una volta ogni quasi tre anni c'Ã¨ una tempesta di questo tipo."<br />
"Continui..."<br />
"I nostri sistemi, quindi, sono costruiti con una certa robustezza e con ridondanze decisamente abbondanti."<br />
"Certo, per evitare che il malfunzionamento di un'apparecchiatura blocchi tutti i sistemi, questa viene replicata da un sistema di backup o da una serie di accorgimenti perchÃ© l'apporto che dovrebbe fornire venga mantenuto costante da altri apparati."<br />
"Esattamente. Non dovevo neanche spiegarglielo, probabilmente. Ma ecco cos'Ã¨ successo: il malfunzionamento di questo generatore per la griglia dei sensori interni avrebbe dovuto far entrare in linea un sistema di backup, che perÃ² non Ã¨ entrato in funzione per un calo di energia che, contemporaneamente, ha fatto andare in crisi la schermatura in alcune zone di quest'Insulae. Certo, puÃ² essere una coincidenza ma io credo poco alle coincidenze, specie quando i sistemi energetici che sono quelli progettati con piÃ¹ attenzione in previsione di questi eventi non vengono adeguatamente supportati dalle ridondanze che invece vanno fuori linea."<br />
John capÃ¬ che non aveva a che fare con dei novellini e che la sua prima impressione era sbagliata.<br />
"Lei mi sta parlando di sabotaggio. Visto che si Ã¨ fidata fino a questo punto di me, voglio fidarmi anch'io. Da quando sono su questo pianeta ho la netta sensazione che ci sia in atto un'opera di travisamento della realtÃ , come se qualcuno stesse complottando per fare in modo che nessuno della Federazione sia nei paraggi mentre continua le proprie attivitÃ  con piÃ¹ libertÃ ."<br />
"Qualcuno di noi ha la stessa sensazione ma evita di fare troppe domande perchÃ© chi lo fa... diciamo che poi non sembra piÃ¹ se stesso."<br />
<br /><b><br />
Insulae di Kerelt, nei pressi dell'infermeria d'emergenza - 16/06/2392, ore 18:39</b><br /><br />
<br />
Albert stava girando con circospezione i corridoi quando, dopo essersi nascosto per aver sentito un gruppo di persone che si allontanavano, scandagliÃ² la zona con il suo PADD e rilevÃ² tracce di vita umane nei dintorni. Era arrivato nei pressi di una porta doppia, chiusa, e non sapeva esattamente il da farsi. Temeva che comunicare a voce con Carpenter o il Capitano potesse tradirlo e quindi si avvicinÃ² per captare meglio i segnali che gli arrivavano dall'ambiente circostante ma soprattutto dalla stanza che aveva vicino. C'erano due segnali vitali e, anche se uno di questi era indubitabilmente umano, l'altro lo lasciava perplesso perchÃ© era sÃ¬ un segnale che dava conto di una presenza iridiana nella stanza ma era troppo... perfetta. Una cosa era certa, perÃ². I segnali di vita del terrestre erano parecchio sballati e in qualche misura critici, quindi decise di agire. Trasmise a Carpenter e al capitano ciÃ² che aveva registrato con il PADD e tentÃ² di aprire la porta. Questa era serrata e allora sparÃ² con il phaser alla serratura.<br />
All'interno della stanza vide il corpo dell'Ambasciatore su un tavolo ma nessuna traccia dell'altra persona che avrebbe dovuto essere lÃ¬ con lui.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala Macchine - 16/06/2392, ore 18:40</b><br /><br />
<br />
"Lind a Plancia." comunicÃ² con voce eccitata.<br />
=^=Qui Plancia.=^= rispose il Primo Ufficiale. =^=Ha trovato qualcosa?=^=<br />
"CiÃ² che abbiamo ricevuto dai nostri comunicatori non arrivavano effettivamente da loro. Il segnale era troppo perfetto e troppo pulito. CiÃ² che Ã¨ effettivamente stato ricevuto era un segnale che replicava praticamente in tutto le nostre caratteristiche di trasmissione ma che non era generato dai nostri comunicatori."<br />
=^=Questo vuol dire che...=^= Ma Juliette non lo fece proseguire: "La trasmissione che abbiamo ricevuto Ã¨ arrivata sÃ¬ dal pianeta ma da un ripetitore che ha re-indirizzato un segnale proveniente dall'orbita. I nostri sono in pericolo!"<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
"SÃ¬, lo capisco ma non facciamoci prendere dal panico. FinchÃ© non diamo l'impressione di aver scoperto l'inganno credo che i nostri non subiranno nessuna conseguenza."<br />
=^=Comandante, ho un'idea.=^= propose Lind.<br />
"Mi dica..."<br />
=^=La posizione dell'orbita che ho rilevato a questo punto potrebbe essere cambiata. Se noi inviamo una comunicazione ai nostri a terra, chiunque intercetti e ci risponda deve comunque generare una nuova comunicazione. Potrei rilevare la posizione e noi potremmo agire di conseguenza.=^=<br />
"SÃ¬, l'idea mi piace. La terremo in serbo per quando avremo l'estremo bisogno di intervenire su chiunque ci stia tenendo d'occhio. Per ora non vorrei scatenare una crisi diplomatica. Si prepari all'azione, comunque."<br />
=^=SÃ¬, signore...=^= rispose un po' affranta Juliette.<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, infermeria d'emergenza - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
Albert teneva la braccia davanti al viso incrociando i polsi nel tentativo di tenere lontana la lama che stava avvicinandosi inesorabilmente ai suoi occhi. La donna usava tutto il suo peso per far scendere, centimetro dopo centimetro, il bisturi verso il viso del terrestre. L'Ingegnere Capo si era giÃ  trovato in situazioni simili e malediva la sua sfortuna perchÃ©, qualunque fosse la razza dell'aliena che lo stava tenendo sotto minaccia, la natura le aveva conferito un peso corporeo di piÃ¹ di 90kg. Hair inarcÃ² la schiena con un grande sforzo e, facendo scendere e rialzare il bacino di colpo, fece perdere l'equilibrio alla donna. Con un braccio libero riuscÃ¬ a bloccare il polso del braccio che brandiva il bisturi e lo torse fino a sentire un rumore secco nell'articolazione del gomito. La donna urlÃ² di dolore e lasciÃ² cadere la lama. Albert riuscÃ¬ a sopraffarla e la bloccÃ² con la faccia a terra. Fece una striscia di tela dal lenzuolo che si trovava nella stanza e bloccÃ² i piedi dell'aliena al tavolo su cui giaceva l'Ambasciatore. Non contento, legÃ² anche il braccio sano alla gamba del tavolo. Ora era seduta in una posizione innaturale, bloccata al tavolo. Albert non ebbe molta pena del dolore dell'aliena e riprese possesso del phaser. Mentre la teneva sotto tiro, con il PADD iniziÃ² a scandagliare prima l'Ambiasciatore e poi, vedendo che quest'ultimo era in un certo senso stabilizzato, la donna. Ancora i segni vitali erano troppo perfettamente iridiani per cui impostÃ² il PADD per una scansione delle fonti energetiche. IndividuÃ² un punto al centro del petto. Con il bisturi fece un'incisione sulla tuta della donna, rivelando parte della pelle e dei seni, e scoprÃ¬ una protuberanza proprio nell'incavo degli stessi. Stava per avvicinarsi con il bisturi quando la donna tentÃ² di ripararsi con il braccio leso, non senza una smorfia di dolore sul viso.<br />
"O mi lascia fare o le sparo. Non avendo ancora capito la razza a cui appartiene potrei anche sbagliare dosaggio e potrebbe non rimanere stordita."<br />
A quel punto lei si arrese e lasciÃ² che Hair operasse. L'estrazione non fu priva di dolore ma l'oggetto cilindrico recuperato, largo circa 1 centimetro e lungo 4, era davvero interessante. Portava segni che, per Albert, erano facili da interpretare. Cardassiano.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Albert K. Hair</author>
            <pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-09 La Memoria della Pietra</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Raji Vikram<br /><br /><br /><b>Pianeta Iridis, Insulae di Kerelt, sala ricreazione - 16/06/2392, ore 18:44</b><br /><br />
<br />
L'ambasciatore Rykhan aveva lo sguardo che vagava nervosamente nella sala. Da quando Tracey, Carpenter ed Hair erano usciti si era chiusa in un silenzio che Â tanto assomigliava alla quiete che anticipa la tempesta.<br />
Il Tenente comandante Vikram sentiva comunque il bisogno quasi impellente di confrontarsi con l'ambasciatore. Il sospetto che stava nascendo in lui era che Â la Federazione fosse coinvolta in qualche cosa di piÃ¹ grande che riguardava Â l'ammissione alla Federazione del pianeta Iridis e che i recenti accadimenti Â fossero solo la punta dell'iceberg<br />
"Ambasciatore, posso...permettermi una domanda?" chiese, mentre il suo sguardoÂ Â scendeva sul corpo perfetto della donna<br />
Lei, senza neppure girare il capo verso il capo Ops, fece un cenno d'assensocon la mano<br />
"Come Ã¨ nata l'istanza di ammissione di Iridis alla federazione?...intendo, Ã¨ nato dal governo centrale delle insulae oppure si Ã¨ approcciata la Federazione per prima?"<br />
L'ambasciatore rimase un attimo interdetta "Qual Ã¨ lo scopo della sua domanda, Tenente?" disse con tono tagliente e freddo.<br />
Vikram si passÃ² la mano sui capelli, imbarazzato "Vede, non capisco quale interessa possa avere un pianeta profondamente isolazionista ad entrare nella cosmopolita federazione, tantomeno non riesco a trovare quali guadagni possaÂ avere la Federazione nell'avere come membro un pianeta con difficoltÃ  crescenti Â ambientali e una tecnologia....non poi cosÃ¬ allineata con quella della Flotta Â Stellare...."<br />
Lei sorrise e rimase qualche secondo in silenzio. Momenti che parvero un'eternitÃ  per Raji, che giÃ  si immaginava deportato in qualche ufficio logistico di un remoto avamposto federale.<br />
"Ho letto il suo curriculum attentamente e la sua domanda, in realtÃ , non doveva...stupirmi. Ha una certa predisposizione all'empatia e alla valutazioneÂ intuitiva."<br />
Raji sorrise, non capendo quale gioco stesse ora giocando Rykhan "Si chiama KochmÃ  secondo la mistica ebraica terrestre. E' una sorta di capacitÃ  di cogliere...gli aspetti generali."<br />
"Lei perÃ² non Ã¨ di origini ebraiche?" domandÃ² provocatoriamente l'ambasciatore<br />
"Lo era mio padre. Io in realtÃ  avrei...origini indiane, quindi piÃ¹ vicine alla filosofica islamica....ma questo Ã¨ un altro tema"<br />
Rykhan fece un sospiro "Si tratta di...' un altro tema', anche nel caso di Iridis"<br />
"PuÃ² parlarmene?" chiese il capo OPS, con tono delicato<br />
Lei fece un cenno con il capo "giunti a questo punto, con la vita di Mogawa inpericolo e noi prigionieri...della nostra stessa bramosia....direi proprio di sÃ¬"<br />
<br /><b><br />
Insulae di Kerelt, Sala secondaria di controllo sensori interni - 16/06/2392, ore 18:48</b><br /><br />
<br />
John Carpenter comprese come le parole della giovane Khaleesi fossero profondamente vere.Â <br />
"Ma non avete sospetti? Chi puÃ² essere dietro queste azioni di mistificazioneÂ e inganno? A quale scopo?"<br />
La ragazza abbassÃ² il capo "Credo che una certa fazione non desideri che IridisÂ entri nella Federazione.."<br />
*tutto qua?* pensÃ² tra sÃ¨ l'ufficiale scientifico. Dovevano esserci altri elementi, oltre a semplici lotte interne tra diverse fazioni politiche di Iridis.<br />
"Puoi raccontarmi qualcosa in piÃ¹...su questi improvvisi cambi di comportamentoÂ delle persone? Lei fece un cenno d'assenso "Conoscevo un ragazzo, un amministrativo assistente del Mekhta, a dire il vero...uscivamo insieme. Un giorno mi disse diÂ aver scoperto qualcosa di anomalo in un alcune partite di fornitura di approvvigionamenti Aveva deciso di dare un'occhiata direttamente nei magazzini.... Poi quando lo rincontrai, non mi salutÃ² neppure, era come se non mi conoscesse"<br />
*interessante. Un qualche tipo di condizionamento* rimuginÃ² John. "Riesci adÂ indicarmi...la posizione di questi magazzini?" chiese, sapendo tra sÃ¨ che siÂ stava mettendo senza alcun dubbio nei guai.<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, infermeria d'emergenza - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
Per essere il capo ingegnere Albert non poteva trovare una cosa piÃ¹ interessante dello strano oggetto che teneva tra le mani. Il cilindro metallico, lievemente striato ai bordi del colore lilla del sangue dei nativi di Iridis, stava nel palmo della mano ed emetteva una luce ad intermittenza, come se ricevesse impulsi da distanza. Data la sua esperienza era stato in grado di riconoscere prontamente l'origine di quel manufatto, ma ora il difficile era capirne la funzione. La donna, immobilizzata a terra, farfugliÃ² qualcosa. Lui si avvicinÃ²<br />
"Che cosa ha da dirmi, oltre al fatto che stava cercando di uccidere il nostro ambasciatore?" chiese con freddezza Hair. <br />
La donna, dal cui naso uscÃ¬ un sottile flusso di sangue lilla, ripetÃ¨ "..dove mi trovo? che cosa succede?.."<br />
Eppure l'estrazione dal petto del suo dispositivo non poteva averle arrecato anche danni mentali. Sembrava confusa, disorientata, come se...non fosse piÃ¹ inÂ lei.<br />
"Si ricorda come si chiama?"<br />
"...A..A..Alinor" disse incerta "Ma non...so dire come sono finita in infermeria"<br />
"Con un camice medico, inoltre" aggiunse con sarcasmo il capo ingegnere piuttosto basito di quanto stesse accadendo,<br />
"Ricordo solo...che ero stata nel sotterraneo Beta1, e poi...non ricordo piÃ¹ nulla"<br />
Albert alzÃ² un sopracciglio e passÃ² il tricorder attorno all'oggetto. C'era un flusso di energia in entrata e uscita. Quindi qualcosa o qualcuno stava scambiando informazioni da remoto con quel cilindro<br />
"Che cosa Ã¨...quello?" chiese Alinor indicando il cilindro. Albert inclinÃ² il capo "Se la sente di venire con me?" chiese lanciando uno sguardo a Mogawa, ora sedato sul lettino, in condizioni stazionarie.<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, Sotterranei - 16/06/2392, ore 18:48</b><br /><br />
<br />
Maximillien aveva seguito in parte il suo istinto, in parte alcune tracce anomale energetiche che uscivano dall'infermeria, dove doveva esserci l'ambasciatore Megawa, e si disperdevano verso i piani piÃ¹ bassi, con un anomalo effetto a raggiera, incrementandosi con la discesa di livello. Si era staccato da Hair e Carpenter e, muovendosi come era abituato a fare nella situazioni critiche con grande circospezione era riuscito a giungere nei pressiÂ di un grande portello metallico che si apriva nel mezzo delle pietre, probabilmente scogli affiorati, su cui poggiava l'intera costruzione dell'insulae. Il problema era come poter aprire questo portello. Le emissioni energetiche oltre tale barriera sembravano essere molto forti, come se un potente generatore fosse ospitato nelle viscere di Kerelt. La situazione lo intrigava al punto che dentro di sÃ¨ era certo che non avrebbe rinunciato a scoprire che cosa fosse celato al di lÃ  del portello.<br />
Non c'erano perÃ² placche di controllo esterne della porta e neppure sistemi diÂ diagnostica. Tutto appariva come partorÃ¬to dalla roccia stessa e con essa fusoÂ in un intricato nocciolo di tecnologia e biologia. Inaspettatamente affascinante per il popolo dalle limitate risorse come quello di Idris.<br />
AppoggiÃ² la mano sulla porta e di colpo fu respinto lontano da un campo di contenimento molto potente. I dati di emissioni di energia avevano di fatto occultato questo campo di sicurezza.<br />
La situazione si faceva ancora piÃ¹ interessante, pensava Tracey mentre si rialzava da terra pulendosi la divisa dalla sabbia: ciÃ² che la porta custodiva doveva essere di grande importanza e se c'era un campo di sicurezza, da qualcheÂ parte all'esterno doveva esserci necessariamente un emettitore.Â <br />
Maxmillien sorrise, sapendo di aver intravisto la vittoria.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Iridis, Insulae di Kerelt, sala ricreazione - 16/06/2392, ore 18:49</b><br /><br />
<br />
"Iridis Ã¨ un pianeta particolare. Si trova in una posizione...particolare. AmbitoÂ da Cardassia e dalla Federazione. Apparentemente con poche risorse, ma con unÂ grande...potenziale" disse Rykhan pensierosa "Quando la Federazione entrÃ² inÂ contatto per la prima volta con il governo Iridis si accorse di un aspettoÂ alquanto anomalo. Mentre la popolazione viveva in condizioni mediamente agiate,Â senza grosse tensioni sociali e una ricchezza procapite non bassa, il pianetaÂ in realtÃ  aveva ben poche risorse. Questo incuriosÃ¬ molto l'ammiragliato cheÂ mandarono l'intelligence ad indagare sotto copertura"<br />
Raji sentÃ¬ una lieve agitazione che stava sorgendo in lui<br />
"E che cosa scoprirono?"<br />
Rykhan sorrise "inizialmente poco, in quanto gli agenti inviati scomparvero, oÂ meglio, smisero di fare rapporti. La cosa ovviamente insospettÃ¬ a tal punto iÂ vertici della Federazione che decisero di indagare in modo piÃ¹ approfondito..."<br />
"In che termini, ambasciatore"<br />
"Questo non posso rivelarlo. Posso solo confermarle che gli agenti inviatiÂ <br />
erano ancora vivi....ma non erano mentalmente piÃ¹ loro. Avevano subito una sortaÂ di condizionamento"<br />
Raji fece un cenno d'assenso, catturato dallo sviluppo della situazione " PerÃ²Â i nuovi metodi, diciamo, individuati dalla Federazione per carpire informazioniÂ iniziarono, seppur lentamente, a dare i loro frutti. Le faccio io ora unaÂ domanda: secondo lei che cosa puÃ² dare tanto vantaggio ad un popolo privo diÂ risorse, per poter garantire anche una florida economia?"<br />
il Tenente comandante Vikram alzÃ² le spalle "...il mito di Prometeo"<br />
Lei scoppiÃ² a ridere, quasi compiaciuta "Se non fosse un uomo sposato la inviterei ad uscire a cena. E' in grado di dire la cosa giusta, senza mezzi termini"<br />
Lui arrossÃ¬ mentre la donna proseguiva il racconto "Proprio cosÃ¬...una fonte diÂ energia. Una nuova risorsa, aggiungo io, mai conosciuta prima e sviluppata daÂ anni...dalla popolazione di Iridis"<br />
Raji rimase perplesso "Questo perÃ² contrasta con il livello tecnologico"<br />
"E' proprio questo il punto" disse Rykhan e in quel momento venne interrotta dalla porta della sala ricreativa che si apriva con un leggero soffio d'aria.<br />
EntrÃ² Hair, che portava sulle spalle un corpo umano, seguito da una ragazzaÂ ferita<br />
"Che cosa succede?" chiese Vikram<br />
"Ho salvato l'ambasciatore, ho trovato qualcosa di importante e...anche un alleato" disse con ironia lanciando uno sguardo ad Alinor.<br />
"In che condizioni si trova l'Ambasciatore?" chiese Rykhan con voce tesa Hair scosse il capo "Stando alle letture biomediche che ho rilevato in infermeria Ã¨ in condizioni stabili. E' stato.....sedato da lei"<br />
Gli occhi dei presenti si voltarono verso la ragazza dalla divisa squarciata nel petto e macchiata di sangue "Ma non doveva essere un'alleata?" chiese Vikram<br />
"Lo sono. Sono qui per aiutarvi"<br />
Hair intervenne mostrando ai presenti lo strano cilindro "Dopo che le ho estratto dal petto questo dispositivo Ã¨ tornata in possesso delle sua reali facoltÃ . Credo sia parte di un sofisticato sistema di controllo della personalitÃ ."<br />
Vikram fece un cenno con il capo "In poche parole...condizionamento" disseÂ pensando alle recenti parole di Rykhan "Ma chi puÃ² essere stato? A qualeÂ scopo?"<br />
Rykhan diede un colpo di tosse "E' giunto il momento che vi metta tutti al corrente di qualche altra informazione" i presenti si voltarono incuriositi<br />
"Ma prima di iniziare vorrei proprio sapere dove sia finito il vostro capitano"<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt, Sotterranei - 16/06/2392, ore 19:00</b><br /><br />
<br />
Era stato inutile cercare alcun dispositivo nelle pareti rocciose degli scogli. Il soffitto era anch'esso un aggregato di stalattiti e ammassi informi. Che altro rimaneva da valutare? pensÃ² tra sÃ¨ il capitano Tracey. InclinÃ² lo sguardo verso il terreno e si accorse che, in modo invece innaturale, rispettoÂ alle altre superfici, era connotato da una conformazione rocciosa con striatureÂ e infinitesime cabalette artificiali. Si avvicinÃ² per guardare meglio,Â mettendosi a carponi, e si accorse che le scanalature erano costituire daÂ sottile bande metalliche, ormai opacizzate che ben si confondevano con ilÂ terreno e le ombre proiettato. Si alzÃ² e cercÃ² di avere una visione piÃ¹Â completa e pota constatare che le cabalette assumevano la configurazioni diÂ raggi che uscivano da un certo punto del terreno. Si avvicinÃ² e il centroÂ individuato era una piccola borchia metallica. La guardÃ² con maggioreÂ attenzione. Conosceva la tecnologia. Era federale. Era un hup di controllo diÂ un emettitore. Scosse il capo sempre piÃ¹ incuriosito.Â <br />
C'era solo un modo per scoprire perchÃ© Iridis stesse usando tecnologia federale. PuntÃ² il phaser alla massima potenza sulla piccola borchia. "Addio segreti" disse a voce alta, mentre un sottile raggio colpÃ¬ perfettamente il bersaglio. La raggiera di cabalette si irradiÃ² di una luce opalescente e di colpo la porta si aprÃ¬ lentamente, con un sordo rumore di ferraglia e antichi manufatti che si muovevano dopo tanti anni.Â <br />
Subito Tracey si diresse verso ciÃ² che stava al di lÃ  della porta. Regnava unaÂ profonda oscuritÃ , che ammantava in modo indistinto tutto ciÃ² che veniva tantoÂ segretamente celato.Â <br />
Tranne, forse, la cosa piÃ¹ interessante che Tracey avevaÂ visto da tanto tempo.<br />
Nel centro della buia sala, sorgeva una gigantesca struttura metallicaÂ <br />
biancastra di profilo circolare. Qua e lÃ  il profilo era stato lesionato e ora ne restava visibile solo una parte.Â <br />
Ma pur sempre sufficiente da poter essere riconosciuta da Maximillien.Â <br />
Al centro del profilo a disco, sorgeva una scritta. Caratteri umani. Ancora leggibile in una ormai antica vernice nera: USS Mykos NCC6705.<br />
Tracey era senza fiato. Era un nave della Federazione. Probabilmente il numeroÂ di matricola risaliva al 2260 o 80 circa. Ai primi viaggi quinquennali. ScosseÂ il capo ed osÃ² entrare nell'oscuritÃ , come catturato dalla meraviglia di unÂ simile reperto.<br />
Fece un paio di passi verso l'enorme disco che sembrava incastrato verticalmente nel pavimento, quando una voce la raggiunse<br />
"Vi aspettavo" disse con tono profondo.<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Raji Vikram</author>
            <pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-10 Il dono della sapienza</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Maximilien Tracey<br /><br /><br />
<br /><b>Insulae di Kerelt - Sotterranei - Qualche minuto piÃ¹ tardi</b><br /><br />
Maximilien si voltÃ² prontamente verso la fonte della voce ubicata alle sue spalle, estraendo la propria arma pronto a difendersi, ritrovandosi perÃ² davanti solamente il ghigno compiaciuto di uno uno dei locali. BenchÃ¨ la totale mancanza di peli corporei e l'aspetto untuoso della pelle tipica degli indigeni gli rendessero particolarmente difficile collocarlo in una fascia di etÃ , il Capitano Tracey ipotizzÃ² dal suo portamento che si trattasse di un anziano.<br />
"O forse ... - continuÃ² l'alieno avvicinandosi lentamente. Solo allora Maximilien notÃ² la spessa patina lattigginosa che ricopriva gli occhi del suo interlocutore - ... forse dovrei dire che ti aspettavo, pedina ..."<br />
"Pedina? - gli fece eco il Capitano rinfoderando nuovamente la sua arma prima di avvicinrsi a sua volta di qualche passo verso la macilenta creatura - Pedina di chi?"<br />
"Cardassia ... Federazione ... segli tu ... tanto una vale l'altra." replicÃ² l'anziano indigeno sputando le parole con evidente disprezzo prima di prodursi in una risata catarrosa, interrotta solo da una serie di violenti colpi di tosse, talmente violenti da far pensare al Capitano Tracey che il vecchio non avrebbe potuto superarli.<br />
"Questa Ã¨ la tua convinzione, vecchio, convinzione che per inciso mi interessa ben poco ... - replicÃ² acido Maximilien. Non c'era bisogno della sua metÃ  betazoide per individuare nello sguardo vitreo dell'indigeno il suo disprezzo e questa sua sinceritÃ  aveva colpito il Capitano della USS Tokugawa. Nessuno dei locali si era espresso cosÃ¬ sinceramente fino a quel momento, rimanendo emozionalmente distanti e limitandosi ad una malcelata diffidenza nei confronti dei visitatori - ... ma hai detto che mi stavi aspettando ... chi sei e come facevi a sapere che sarei arrivato qui?"<br />
"Puoi chiamarmi Balen, se non ne puoi fare a meno..."<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt - Nei pressi dell'Infermeria d'emergenza - 16/06/2392 - Ore 19:05</b><br /><br />
<br />
"Abbiamo perso Alinor ..." affermÃ² un indigeno dagli occhi infossati e la mano destra sepolta in profonditÃ  all'interno di una divisa da infermiere,mentre con l'altra sorreggeva un piccolo aggeggio non troppo dissimile ad uno di quei vecchi comunicatori in dotazione alla Flotta Stellare .<br />
=^=L'Ambasciatore?=^= fu la laconica replica che invece restituÃ¬ il comunicatore, la voce roca all'altro capo dell'apparecchio non sembrava affatto contenta di sentire ciÃ² che il giovane aveva da dire.<br />
"Perso ... - si limitÃ² altrettanto laconicamente a rispondere l'indigeno, appoggiando la schiena alla parete dell'edificio ora adibito ad infermeria d'emergenza  - ... un federale ... ha estratto l'impianto da Alinor e ha raggiunto i suoi portandosi dietro Mogawa ..."<br />
Il suo interlocutore non rispose inizialmente alle parole dell'indigeno, ma l'atavico grido che venne trasmesso dal piccolo apparecchio assieme al rumore di qualcosa che si infrangeva in milioni di pezzi bastÃ² per fargli capire quanto avesse gradito la notizia.<br />
"Non c'Ã¨ piÃ¹ tempo... - aggiunse poi glissando agilmente sulla sfuriata che aveva appena ascoltato, replicando in tono calmo e disteso - ... dobbiamo agire a carte scoperte ..."<br />
=^= Bene ... - rispose via radio il suo interlocutore dopo essersi preso un paio di secondi per riguadagnare la calma perduta - ... contatta quell'idiota di Iren, digli di prepararsi. Io mi occuperÃ² di isolarli completamente dalla loro nave. Mirak non tollererÃ  altri fallimenti, mi sono spiegato?=^=<br />
"Non preoccuparti ...- replicÃ² nuovamente il giovane, estraendo la mano che fino ad allora aveva tenuto in tasca, estraendo con essa un'arma non troppo dissimile ad un coltello a farfalla terrestre per poi iniziare a giocherellarci con estrema destrezza - non fallirÃ²"<br />
<br /><b><br />
USS Tokugawa, Sala Macchine - 16/06/2392 - Ore 19:10</b><br /><br />
<br />
Juliette si lasciÃ² andare mollemente sulla sedia a cui era seduta, sospirando mesta mentre gettando indietro il collo si stropicciava la faccia con le mani. Era passata quasi mezz'ora da quando si era conto che il segnale che gli veniva restituito dal pianeta non proveniva dalla squadra sbarcata in precedenza, ma non era ancora riuscita ad oltrepassare quella barriera. Anzi, negli ultimi minuti la situazione era addirittura peggiorata e non riusciva nemmeno ad individuare la posizione dei componenti della squadra, men che meno riuscire a comunicare con loro.<br />
Il Comandante Miller ora se la stava vedendo con il governo di Iridis con scarsi risultati a causa della loro naturale diffidenza, senza contare che probabilmente nemmeno i burocrati del governo centrale sapevano con esattezza cosa stesse accadendo sull'insulae ora come ora.<br />
OsservÃ² per un paio di secondi il soffitto della sala macchine mentre il pensiero volava ad Albert e, rapido e subdolo, il panico le attanagliÃ² immediatamente il cuore in una morsa, come per imprigionarlo in una dolorosa gabbia fatta di spilli avvelenati.<br />
SospirÃ² nuovamente, cercando di riguadagnare la calma perduta chiudendo gli occhi.<br />
"Ce la farÃ  ..." affermÃ² a bassa voce, cercando di infondersi fiducia convincendosi della sua affermazione. Infondo Albert ce l'aveva sempre fatta, uscendo anche da situazioni ben peggiori senza nemmeno un graffio, o quasi. Doveva avere fiducia, in lui e nella divina provvidenza, ma soprattutto doveva riuscire a riattivare le comunicazioni con la squadra sbarcata sul pianeta.<br />
AprÃ¬ di nuovo gli occhi, quasi si stesse risvegliando da un lungo sonno ristoratore con nuova determinazione e si rimise nuovamente al lavoro. CosÃ¬ come aveva fiducia in Albert, aveva fiducia anche nelle proprie capacitÃ .<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt - Sala ricreazione - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
"Rykhan a Tokugawa ..."<br />
Nessuna risposta.<br />
"Rykhan a Capitano Tracey, risponda per favore ..."<br />
Anche questa volta, l'unica risposta che l'attraente ambasciatrice ottenne fu il silenzio.<br />
Alinor la osservÃ² sospirare mesta mentre gli altri occupanti della stanza sembravano ancora piÃ¹ irrequieti.<br />
"Ci stanno tagliando fuori ... - affermÃ² Hair inserendo qualche rapido comando sul suo tricorder - ... vuol dire che stanno passando all'attacco."<br />
"E credo proprio che l'ambasciatore sia il loro bersaglio ... - affermÃ² Vikram lanciando una rapida occhiata all'umano dai tratti orientali ancora privo di conoscenza, posizionato al fianco di dove era seduta Alinor -... dobbiamo predisporre un piano d'azione."<br />
"La nostra prioritÃ  Ã¨ l'ambasciatore. Avevo intenzione di trasportarlo al sicuro sulla nave ... - replicÃ² Rykhan intervenendo nella conversazione - ... e di ritornare a riprenderci i nostri, ma a quanto sembra ci hanno battuti sul tempo ..."<br />
Alinor smise in quel momento di ascoltarli, concentrando la sua attenzione sulla ferita aperta che aveva in mezzo al petto, esaminando poi il vischioso liquido violaceo quasi completamente rappreso dopo averlo raccolto con due delle sue dita affusolate assorta in una miriade di pensieri diversi. Ancora non ricordava nulla di quello che era successo dopo il suo arrivo in quel fatidico sotterraneo Beta Uno, ma ricordava bene che non era lontano, se si fossero diretti lÃ  forse avrebbero finalmente scoperto cosa stava accadendo. SentÃ¬ l'ambasciatore gemere al suo fianco e spostÃ² lo sguardo su di lui, notando che lentamente stava aprendo gli occhi.<br />
"Sta riprendendo conoscenza ..." affermÃ² attirando l'attenzione di tutti su di lei e l'ambasciatore Mogawa.<br />
<br /><b><br />
Insulae di Kerelt - Sotterranei - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
"Presto, Federazione ... - affermÃ² Balen con astio. Dopo che gli aveva rivelato di essere un Federale il vecchio aveva semplicemente smesso di chiamarlo pedina per affibbiargli invece un altro nomignolo che MaximiliÃ©n detestava ancor di piÃ¹ del primo. Ma quell'uomo lo incuriosiva e, in qualche modo, gli ispirava fiducia benchÃ© i suoi modi fossero perfino piÃ¹ rudi dei suoi. - ... dannazione, non vi addestrano ad essere piÃ¹ veloci in quella vostra stupida accademia?"<br />
Il Capitano Tracey gli riservÃ² un'occhiata tagliente. Dopo una breve e laconica presentazione davanti al relitto della Mykos, lo aveva seguito con la promessa che una volta arrivati a destinazione gli avrebbe rivelato quelli che Balen definiva "i veri segreti di Iridis". In quei pochi minuti intercorsi dal loro incontro quindi lo aveva seguito per angusti corridoi dismessi in cui l'anziano indigeno sembrava orientarsi con estrema agilitÃ , benchÃ© fosse evidentemente ceco.<br />
"No - replicÃ² secco, aggiungendo poi una nota a dir poco sarcastica - siamo esploratori, non cavalli da corsa"<br />
Balen non rispose, limitandosi ad uno sbuffo che Maximilien interpretÃ² come l'incipit di una risata soffocata sul nascere e pensÃ² che fosse il momento giusto per provare a sondare nuovamente il terreno.<br />
"Cosa sai riguardo alla Mykos ..."<br />
"Abbastanza... - lo interruppe secco l'anziano, fermandosi per una frazione di secondo, quasi per pensare come controbattere - ... abbastanza da starci il piÃ¹ lontano possibile."<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt - Nei pressi dei sotterranei - 16/06/2392 - Ore 19:15</b><br /><br />
<br />
John aveva seguito le indicazioni di Khaleesi alla lettera e ben presto si era ritrovato a vagare all'interno di corridoi che si inoltravano in profonditÃ  nella struttura, aggrovigliandosi e intersecandosi continuamente uno con l'altro. Con tutta probabilitÃ  quella era la parte piÃ¹ vecchia della struttura, risalente al periodo antecedente al relativamente recente boom economico-industriale del pianeta avvenuto un centinaio di anni prima, quantomeno a giudicare dai materiali utilizzati e dalla loro usura. Qua e lÃ  piccole toppe e innesti di materiali piÃ¹ recenti facevano capolino producendo uno strano connubio di vecchio e nuovo che affascinÃ² enormemente l'Ufficiale Scientifico della nave.<br />
*Impressionante come l'architettura locale sia cambiata nel giro di appena un secolo...*<br />
OsservÃ² per un attimo il proprio strumento per verificare la strada che doveva prendere quando sentÃ¬ dei passi in avvicinamento, assieme ad alcune voci. Istintivamente si nascose dietro uno dei tanti svincoli in quella parte di struttura cercando di guadagnare una posizione dove potesse vedere chi si stava avvicinando senza perÃ² essere visto da loro.<br />
"L'avevo detto io che dovevamo essere piÃ¹ rapidi. - sentÃ¬ dire una delle voci - ora ci tocca andare a stanarli in giro per questo postaccio..."<br />
"Dovresti essere contento. - replicÃ² un'altra voce decisamente piÃ¹ stentorea- Non ci capita spesso di poter giocare al gatto col topo in questo modo..."<br />
Sporgendosi lievemente di piÃ¹ verso l'angolo della parete dietro cui si era rifugiato, Carpenter riuscÃ¬ finalmente a scorgere con la coda dell'occhio i due umanoidi in avvicinamento.<br />
*Cardassiani! - pensÃ², riconoscendo la famigliare fisionomia delle due figure - Cosa diavolo...*<br />
I suoi pensieri perÃ² vennero interrotti da una mano che gli si poggiÃ² lentamente sulla spalla.<br />
<br />
<br /><b>Insulae di Kerelt - Sotterranei - Pochi attimi dopo</b><br /><br />
<br />
"Eccoci ..." affermÃ² l'anziano indigeno arrivato in quello a MaximiliÃ©n non sembrÃ² altro che un enorme spazio vuoto.<br />
"Eccoci dove? - replicÃ² il Capitano guardandosi intorno - Io non vedo altro che uno spazio vuoto"<br />
"Questo Ã¨ l'unico posto dove l'Ordine Ossidiano non ti troverÃ , Federazione ..."<br />
"L'Ordine Ossidiano!? - Maximilien quasi urlÃ² quelle parole volgendosi di colpo verso Balen - Cosa diavolo stai dicendo vecchio?"<br />
"Sto dicendo che ti ho appena salvato quelle tue luride chiappette inamidate! - L'anziano urlÃ² in faccia al Capitano, fissando perÃ² il vuoto con i suoi occhi biancastri - Sto dicendo che i Cardassiani e il loro stupido Ordine Ossidiano vi stanno dando la caccia, pezzo di idiota!"<br />
Maximilien rimase basito per una manciata di secondi. Balen non diceva bugie, o quantomeno era convinto che quello che stava dicendo era la veritÃ , l'anziano perÃ² sembrÃ² invece utilizzare quel breve lasso di tempo per mettere in funzione gli ingranaggi del suo vecchio cervello.<br />
"Oh... - affermÃ² l'anziano prima di prodursi in una sonora risata, marcia e malata come e forse piÃ¹ della precedente - ... vuoi forse dire che la tua Federazione non ti ha effettivamente detto nulla su quello che sta accadendo su questo pianeta?"<br />
"Erano informazioni riservate che potevo rivelare solo in caso di effettiva necessitÃ . - una suadente voce femminile proveniente dalle spalle del Capitano rispose alla domanda dell'anziano Balen e voltandosi Maximilien non potÃ¨ far a meno di notare la fluente chioma dell'ambasciatore Rykhan e, dietro di lei, l'interezza del suo team di sbarco, piÃ¹ un paio di aggiunte. Alinor e l'Ambasciatore Mogawa - Mi dispiace averglielo tenuto nascosto fino ad ora."<br />
"Lei vuol dire - stavolta era il Capitano Tracey a gridare come un ossesso, furente, puntando il suo indice accusatore contro la bella ambasciatrice - che sapeva tutto ?! che sta mettendo volontariamente a repentaglio le vite del mio equipaggio per ..."<br />
"Ordini superiori ... - tagliÃ² corto Rykhan, interrompendolo - finchÃ¨ non avessi avuto conferma di ciÃ² che stava realmente accadendo qui."<br />
"E che cosa di grazia sta accadendo qui?" domandÃ² ancora piÃ¹ furente il Capitano Tracey allargando le braccia. Per un attimo, Hair ebbe il presentimento che il Capitano in preda alla furia avrebbe tirato un malrovescio alla povera ambasciatrice, ma ciÃ² non accadde.<br />
"Succede che questo mondo si sta auto distruggendo... - replicÃ² la donna glissando con noncuranza sull'atteggiamento del mezzosangue betazione - ... il mio compito Ã¨ impedire che i cardassiani sferrino il colpo di grazia, ma Ã¨ anche quello di riparare al danno, in quanto Ã¨ colpa nostra..."<br />
"Colpa nostra? - sbottÃ² nuovamente il Capitano, con molta piÃ¹ calma perÃ² che in precedenza - come sarebbe a dire che Ã¨ colpa nostra?"<br />
"Sarebbe a dire ... - un'altra voce, calma e cordiale, priva di un particolare tono rimbombÃ² all'interno dello spazio vuoto. Maximilien voltandosi vide avvicinarsi un piccolo nugolo di nativi dagli strani lineamenti, al cui centro torreggiava la figura di una vulcaniana di mezza etÃ  o poco piÃ¹ vecchia. Il taglio e il colore della vecchia uniforme appartenente all'era del leggendario Kirk che la donna indossava la identificavano come un guardiamarina della sezione sicurezza - ... che Ã¨ stata la Mykos centoventicinque anni fa a mettere in moto questi eventi."]]></description>
            <author>Capitano Maximilien Tracey</author>
            <pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-11 La Fuga</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante John Carpenter<br /><br /><br /><b><br />
Insulae di Kerelt - Nei pressi dei sotterranei - 16/06/2392 - Ore 19:25<br />
</b><br /><br />
Dopo avere scampato il pericolo e non essersi fatto trovare a ficcanasare in giro dai due cardassiani, il Tenente Carpenter andava a rilento cercando di uscire dalla struttura e ricongiungersi con i colleghi.<br />
Voleva nel piÃ¹ breve tempo possibile condividere le parziali informazioni colte fin ora e soprattutto avvertire della presenza dei cardassiani.<br />
Procedendo in un corridoio arrivÃ² in un angolo cieco del suo percorso.<br />
Si avvicinÃ² piÃ¹ silenziosamente possibile allo spigolo per valutare altre presenze ostili, ma una mano sulla spalla gli fece gelare il sangue nelle vene.<br />
Si lanciÃ² a terra e con una veloce capriola si girÃ² per vedere chi lo avesse colto di sorpresa.<br />
Stupito ed un filo intimorito vide un giovane uomo con un coltello in mano.<br />
Sembrava sicuro di se ed armeggiava con la sua arma.<br />
Sorrise e disse<br />
"...e uno!"<br />
Carpenter, non riuscendo a capire bene le intenzioni fece per prendere la sua arma ancorata in vita nella sua cintura, ma si sentÃ¬ afferrare alle spalle.<br />
I due Cardassiani lo immobilizzarono nonostante il suoi sforzi per divincolarsi.<br />
Era in trappola.<br />
<br />
<br /><b><br />
Insulae di Kerelt - Sala ricreazione - Ore 19.10</b><br /><br />
<br />
"Ambasciatrice Rykhan, non possiamo stare tra 4 mura ed aspettare che facciano la loro mosse e soprattutto non possiamo fidarci di nessuno."<br />
Hair prese fiato e continuÃ²: "...e non possiamo nemmeno riconoscere chi dei locali Ã¨ sotto controllo mentale.<br />
"Con i nostri tricorder potremmo riuscire ad individuare i segni di vitali di del Capitano e di Carpenter?", disse pensando ad alta voce Vikram.<br />
"Ãˆ possibile, ma avremo un raggio di scansione molto limitato", disse Hair con la sua esperienza. Grattandosi la testa pensierosamente continuÃ²: "...forse ottimizzandoli impostando un rumore di fondo ambientale e cercando di potenziarli un po' posso arrivare a 75-100m di raggio."<br />
Alinor si guardÃ² attorno perplessa, non aveva capito molto dal discorso tra i due.<br />
I due si guardarono in gesto d'intesa.<br />
A breve sarebbero passati all'azione.<br />
Si girarono entrambi verso l'ambasciatrice che sorrise compiacendosi della capacitÃ  dei "suoi" uomini, poi si ricordÃ² di un intoppo e si girÃ² verso l'ambasciatore Mogawa ancora intontito.<br />
SospirÃ² e girandosi verso Hair disse: "Ha ragione tenente, ormai non possiamo piÃ¹ stare qui. La situazione potrebbe degenerare velocemente, ma dobbiamo proteggere l'ambasciatore e portarlo in salvo. Mi affido alla vostra competenze".<br />
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<br /><b><br />
Insulae di Kerelt - in qualche luogo dei corridoi dell'installazione - Ore 19.20</b><br /><br />
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Il gruppo si stava muovendo tra gli intricati corridoi.<br />
Hair aveva fatto il miracolo di potenziare i sensori fino a 500m.<br />
Con l'arma giÃ  in una mano con settaggio su stordimento ed il traicorder che gli indicava eventuali segni vitali umani nell'altra, l'ingegnere camminava un paio di metri avanti all'ambasciatrice Rykhan e Alinor che sorreggevano l'ambasciatore Mogawa che aveva ancora un passo incerto.<br />
A chiudere il gruppo il tenente Vikram, anch'esso con l'arma spianata che copriva le spalle al gruppo.<br />
Hair ad un tratto alzÃ² la mano destra con il phaser in pugno e disse: "Rilevo un segno umano che si sta dirigendo verso l'uscita del complesso, poco lontano da noi".<br />
CambiÃ² tono di voce, con un timbro piÃ¹ serio continuÃ²: "ci sono tre segni vitali vicino a lui. Stanno attuando una tattica di accerchiamento e a breve gli saranno addosso."<br />
Vikram corse a vedere i dati sul visore. "Ambasciatrice, sono solo in tre e noi abbiamo il fattore sorpresa. E' un nostro compagno e dobbiamo provare a salvarlo"<br />
L'ambasciatrice guardÃ² Mogawa e nonostante il pensiero di mettere a repentaglio la vita del collega, positivamente pensÃ² che avere a protezione tre ufficiali della flotta sarebbe stato meglio di due.<br />
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<br /><b>Insulae di Kerelt - Nei pressi dei sotterranei - 16/06/2392 - Ore 19:30</b><br /><br />
Carpenter giaceva in ginocchio con le mani legate gietro la schiena e di fronte a se aveva il giovane spocchioso ed arrogante ed i due cardassiani.<br />
Non sapeva che ruolo avesse il giovane, ma di certo gli altri prendevano ordini da lui.<br />
Arrogantemente iniziÃ² ad interrogare l'ufficiale. "Dicci subito con le buone: quali sono i codici degli scudi della vostra nave?"<br />
*Ci deve essere una nave cardassiana in orbita nascosta alla Tokugawa e se vogliono i codici evidentemente vogliono agire contro la federazione*<br />
"Non li so, sono nuovo sulla nave federale", disse sperando nella di essere convincente raccontando una mezza veritÃ .<br />
"Evidentemente non ci ritiene abbastanza convincenti"<br />
Il giovane alieno andÃ² dal cardassiano che aveva requisito il phaser a Carpenter.<br />
Con sapienza tolse la sicura e settÃ² l'arma su uccidere e rapidamente, senza esitazione, sparÃ² un colpo a 20 cm dal suo ginocchio, scavando un piccolo cratere a terra.<br />
"Forse ora, tenente comandante sarÃ  piÃ¹ collaborativo", disse con un sorriso beffardo stampato in faccia.<br />
"Complimenti, pensavo che l'isolazionismo del vostro pianeta e tecnologie cosÃ¬ diverse non permettessero un apprendimento cosÃ¬ veloce"<br />
"Tenente si stupirebbe nel sapere quante cose conosciamo della vostra tecnologia", e dopo una breve pausa, con un fil di voce aggiunse, "...ed Ã¨ tutta colpa vostra!"<br />
Carpenter non riuscÃ¬ a capire bene quanto farfugliato dal giovane che per la prima volta non ebbe un'espressione arrogante e spocchiosa, ma bensÃ¬ sembrÃ² decisamente irato con quanto rappresentava da divisa della federazione.<br />
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<br /><b>Insulae di Kerelt - poco distante - 16/06/2392 - piochi attimi prima</b><br /><br />
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Vikram prese in mano la situazione ed espose il suo piano.<br />
"Abbiamo bisogno di un diversivo. Alinor capisco che ti senti ancora un po' stordita ma te la senti?"<br />
Guardando Hair e facendo un lungo sospiro concluse: "Ambasciatrice Ryhan, avremo bisogno anche della sua recitazione e forse il ruolo che Le affiderÃ² sarÃ  l'unico modo per tenere il gruppo compatto, anche se sarÃ  decisamente rischioso"<br />
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<br /><b><br />
Insulae di Kerelt - Nei pressi dei sotterranei - 16/06/2392 - Ore 19:35</b><br /><br />
<br />
"Tenente comandante Carpenter, mi sono stufato di sentire solo il suo nome grado e numero di matricola. Voglio subito le informazioni che le ho chiesto!"<br />
Rumori nel corridoio distolsero l'attenzione dal malconcio prigioniero.<br />
<br />
"Alinor?", disse il giovane con aria interrogativa.<br />
Non solo era stupito di vederla, ma aveva catturato i due ambasciatori.<br />
Alinor puntava con una pistola a phaser sul fianco di Rykhan che sorreggeva l'ambasciatore Mogawa.<br />
Il passo dei tre era adeguato all'andatura lenta e debole di quest'ultimo.<br />
"Sono riuscita a recuperare l'ambasciatore Mogawa ed ho catturato anche l'ambasciatrice della federazione.<br />
"...ma come hai fatto?", disse incredule in giovane mentre ancora i due cardassiani erano a fianco di Carpenter inginocchiato e livido.<br />
<br />
Contemporaneamente alle loro spalle, silenziosamente un condotto di ventilazione si apriva e ne uscivano Vikram ed Hair.<br />
I tre sequestratori guardavano verso Alinor mentre i due ufficiali si alzavano in piedi dietro di loro, impugnavano i phaser.<br />
Vikram gridÃ²: "Ora!"<br />
Di scatto Rykhan e Mogawa finirono a terra con le mani sopra alla testa.<br />
I due ufficiali fecero fuoco sui due cardassiani a fianco di Carpenter che non fecero nemmeno in tempo a girarsi.<br />
Il giovane complice dei cardassiani si girÃ² di scatto impugnando il phaser.<br />
Hair e Vikram si gettarono al riparo, poi un sibilo di un colpo phaser ed il giovane cadde a terra.<br />
Dietro a lui Alinor con ancora l'arma ben salda nelle due mani a gambe leggermente divaricate.<br />
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<br /><b><br />
Insulae di Kerelt - Nei pressi dei sotterranei - 16/06/2392 - poco dopo</b><br /><br />
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Fortunatamente Hair aveva recuperato dei fili metallici ed il gruppo aveva imbavagliato ed immobilizzato i tre sequestratori.<br />
Mogawa era seduto a terra a gambe larghe con lo sguardo intontito e perso nel vuoto.<br />
Alinor era un po' in disparte, in piedi appoggiata ad una paratia con gli occhi che fissavano il pavimento.<br />
Rykhan disse ai 3 ufficiali: "Ora che li abbiamo immobilizzati, dobbiamo sistemarli dove non possono essere trovati. Li recupereremo piÃ¹ tardi per interrogarli"<br />
"Ora dobbiamo trovare il Capitano Tracey e poi, penso dovrÃ² a tutti delle spiegazioni", concluse guardando fiera i tre uomini e poi girÃ² il capo verso Alinor.<br />
Hair riprese il suo traicorder e sentenziÃ²: "ok, usciamo da questa installazione"]]></description>
            <author>Tenente Comandante John Carpenter</author>
            <pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-12 I pezzi del puzzle vanno a posto</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Albert K. Hair<br /><br /><br /><b>USS Mykos, Sala Riunioni - 16/06/2392, ore 19:45</b><br /><br />
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Il gruppo era riunito attorno al grosso tavolo delle riunioni della Mykos. In testa il Capitano Tracey, alla sua destra l'Ambasciatrice, poi Carpenter, Hair e Vikram. Alla sinistra H'Rau (ultima superstite dell'equipaggio originale), Balen e Alinor. Mogawa era sdraiato a riposare su uno dei divanetti recuperati negli alloggi dell'equipaggio. Sembrava sensato che rimanesse nei paraggi a seguire la conversazione.<br />
La nave non era in condizioni disastrose, pur dopo cosÃ¬ tanto tempo sulla superficie. Man mano che l'equipaggio rimasto diminuiva, perÃ², la manutenzione dei sistemi era venuta meno.<br />
Ora che da circa 8 mesi la vecchia vulcaniana era l'unica rimasta, la nave stava pian piano perdendo efficienza anche negli ultimi apparati che avevano tenuto fino a quel momento.<br />
H'Rau spiegÃ² che un'avaria costrinse l'equipaggio ad espellere il nucleo di curvatura una volta entrati nel sistema e a tentare un atterraggio di fortuna sul pianeta. Riuscirono a nascondere alla maggior parte della popolazione il loro arrivo, aiutati da quei pochi che erano nei paraggi. Costruirono attorno alla nave un complesso con una sorta di labirinto nei sotterranei. Purtroppo non tutto filÃ² liscio. Il nucleo di curvatura esplose in una regione dello spazio in cui alcune correnti di plasma assicuravano al pianeta protezione dai venti solari. Il pianeta era comunque dotato di una sorta di fasce di Van Allen ma l'alterazione delle correnti di plasma determinarono un cambiamento di clima sul pianeta. Entro una decina d'anni gli abitanti riuscirono ad erigere, anche con l'aiuto nascosto dell'equipaggio della Mykos, le barriere necessarie per salvaguardarsi dalle furiose tempeste che flagellano il pianeta dal momento dell'esplosione.<br />
Fin da subito chi assistette all'evento si divise tra chi era grato all'equipaggio federale del Capitano Genkoski per l'aiuto dato alla costruzione delle barriere e chi non perdono alla Federazione di aver causato il cambiamento di clima.<br />
Col tempo questo secondo partito conquistÃ² sempre piÃ¹ consensi e, seppur tenendo nascosta la causa del cambiamento climatico, i federali vennero sempre piÃ¹ osteggiati e respinti.<br />
Solo una piccola parte continuÃ² a proteggere l'equipaggio della Mykos ma 5 anni prima le cose cambiarono. ArrivÃ² nel sistema un'unitÃ  dell'Ordine Ossidiano in cerca di risorse per Cardassia. Purtroppo non ci mise molto ad infiltrarsi tra la popolazione e scoprÃ¬ anche ciÃ² che rimaneva della Mykos. Prima che l'Ordine riuscisse in qualche modo a mettere le mani sulla nave la Federazione, che aveva scoperto le mosse delle spie cardassiane, organizzÃ² la messinscena del primo contatto con l'arrivo dell'Ambasciatore Mogawa.<br />
"A questo punto le cose mi sembrano abbastanza chiare." disse Tracey. "Dobbiamo liberarvi dei Cardassiani perchÃ© ti assicuro, Balen, che se s'innestano nei gangli della vostra societÃ . rimpiangerete di aver messo cosÃ¬ tanto i bastoni tra le ruote della Federazione."<br />
"Io so solo che da quando siete arrivati da queste parti avete sconvolto il pianeta." rispose Belen.<br />
"Certo," intervenne Carpenter, "ma ora che conosco le cause delle vostre tempeste posso spiegarmi tante cose e non escludo che si possa riparare al danno fatto."<br />
"Una cosa alla volta, signori." si fece sentire l'Ambasciatrice. "Prima di tutto possiamo fare poco con l'Ordine Ossidiano nelle vicinanze. Avranno sicuramente almeno una nave e la Tokugawa Ã¨, a questo punto, da considerarsi in pericolo. Ãˆ un bersaglio."<br />
A quel punto il comunicatore di Albert si attivÃ².<br />
=^=Lind a Hair.=^= disse la voce discretamente distorta di Juliet.<br />
"Qui Hair..." lasciÃ² in sospeso la frase per fare un cenno al Capitano. Non capiva perchÃ© non fosse stato il Primo Ufficiale a contattare il Capitano come solita prassi in questi casi.<br />
=^=Cos'abbiamo mangiato ieri a pranzo, Albert?=^=<br />
Albert sul momento rimase sorpreso e vide che il resto dei suoi colleghi erano altrettanto incuriositi dal fatto. CercÃ² di stare al gioco. L'altra cosa che lo lasciava perplesso era la trasmissione cosÃ¬ distorta.<br />
"Tu non so, mi hai tradito con Biggs mentre io avevo un fantastico pranzo con l'Ambasciatrice Rykhan, il Capitano e gli altri ufficiali..."<br />
Vikram si lasciÃ² sfuggire un sorriso.<br />
Dal comunicatore si sentÃ¬ Juliette fare un'esclamazione di gioia e allo stesso tempo di trionfo. Poi aggiunse: =^=A lei, Comandante.=^=<br />
Prese la parola il Numero Uno: =^=Capitano, non so che tipo di comunicazioni avete avuto dalla nave fino a questo momento ma sappiate che non stavate comunicando con noi. Il segnale era clonato e poi ritrasmesso da qualche punto dell'orbita.=^=<br />
Tracey fece esso stesso una smorfia trionfale: se dalla Tokugawa avevano superato l'inganno forse erano anche in grado di localizzarli.<br />
"Capisco. L'Ordine Ossidiano ci sta facendo compagnia e sarÃ  anche in orbita. Tenete gli occhi aperti. Siete riusciti a localizzare la sorgente delle false comunicazioni?"<br />
=^=No, Capitano, ma ci stiamo lavorando=^=<br />
"Bene, continuate il lavoro. Ora che possiamo comunicare faremo in modo di organizzare una strategia. Prima, perÃ², attendete un mio ordine. Devo risolvere qualche questione quaggiÃ¹. Tracey, chiudo."<br />
Balen stava per prendere la parola quando Alinor l'anticipÃ²: "Vorrei continuare ad aiutarvi in qualche modo. Dal racconto che ha fatto la donna i danni causati al pianeta dalla vostra nave non sono stati intenzionali e mi Ã¨ sembrato sincero quando ha parlato dei cardassiani."<br />
Rykhan la guardÃ² con dolcezza: "Gliel'assicuro, Alinor, i Cardassiani hanno la tendenza a sottomettere e schiavizzare i popoli conquistati. Una quindicina di anni fa li abbiamo sconfitti in una lunga guerra in cui si erano alleati con un nemico molto potente ma evidentemente non hanno capito la lezione."<br />
Balen era rimasto in silenzio ad ascoltare lo scambio di battute e meditÃ² un po' sulle parole che aveva intenzione di dire. Poi decise di rimanere in silenzio.<br />
Tracey parlÃ² di nuovo, rivolgendosi a Rykhan direttamente: "La mia linea d'azione prevederebbe di parlare con chi comanda qui e cercare di capire a che livello si Ã¨ estesa l'infiltrazione dell'Ordine nel governo planetario. Poi, se riusciamo ad ottenere l'appoggio, anche solo temporaneo, del governo locale, spazzerei via i Cardassiani dal sistema cercando di evitare altri danni al pianeta. Infine, se il nostro Carpenter riuscirÃ  a capire come sistemare le correnti di plasma del pianeta, potremo riportare la situazione com'era prima dell'arrivo della Mykos. Che ne dice?"<br />
Rykhan pensÃ² un po' alle parole di Tracey ma venne anticipata da Mogawa: "Ha tutto il mio appoggio, Capitano. e credo che anche la mia collega sia d'accordo con questo piano."<br />
"SÃ¬, penso che sia il minimo che possiamo fare per questo pianeta. Se dopo la crisi vorranno averci come amici, bene, altrimenti..."]]></description>
            <author>Tenente Comandante Albert K. Hair</author>
            <pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
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