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        <title>USS TOKUGAWA - Missione 08</title>
        <description>I diari di bordo della USS TOKUGAWA</description>
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        <lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 22:49:40 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS TOKUGAWA</title>
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            <title>08-01  Dall'altra parte dell'universo</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Margret del Keth R'Haal <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Luogo indefinito - Tempo indefinito</b><br /><br />
"Svegliati. Avanti, svegliati."<br />
"Cosa?"<br />
"Ti devi svegliare. Avanti, svegliati."<br />
Il buio era completo, tanto che Margret si chiese se aveva davvero aperto gli occhi. La voce di Hesse, tuttavia, le arrivÃ² chiarissima. Avvertiva la sua presenza accanto a sÃ© e il braccio di lui le sollevÃ² le spalle, aiutandola a mettersi seduta.<br />
"Dove... che sta succedendo? Non vedo nulla."<br />
"Nemmeno io. Stai bene?"<br />
"SÃ¬, credo di sÃ¬. Tu?"<br />
"SÃ¬."<br />
"Dove siamo? Dov'Ã¨ l'equipaggio?"<br />
"Non lo so."<br />
"Che cosa Ã¨ successo?"<br />
"Non lo so. Non so nemmeno quanto tempo Ã¨ passato. So solo che non Ã¨ la Tokugawa. E che siamo soli."<br />
No, di certo non era la Tolugawa. Margret tese le antenne, tentando di percepire qualcosa oltre al buio opprimente e al silenzio. Non avvertÃ¬ nulla, se non un lieve pizzicore, lo stesso che si prova quando la polvere sospesa fa bruciare gli occhi. L'aria era secca, fredda e... neutra, priva di qualunque odore particolare. Si mosse, avvertendo il braccio di Hesse accanto a lei e un pavimento metallico, duro e freddo, sotto di loro. Le loro voci avevano rimbombato leggermente come tra pareti metalliche estremamente lontane.<br />
SentÃ¬ Hesse mettersi in piedi con cautela accanto a lei e accettÃ² la mano che le offriva, alzandosi a sua volta.<br />
"Che cosa facciamo ore?" chiese la donna. "Dobbiamo cercare di capire dove siamo.<br />
"Esattamente quello che pensavo," rispose lui, avviandosi.<br />
<br />
<br /><b>Flashback - USS Tokugawa - Sala Mensa - 1 Novembre 2397 - Ore 00.35</b><br /><br />
La sala mensa era sempre quasi completamente vuota a quell'ora. Troppo tardi per chi staccava dal turno gamma e ancora presto per chi si apprestava al delta, al massimo poteva contare su qualche ritardatario che amava le ore piccole o su qualche membro del personale nel mezzo di una notte insonne.<br />
Era un orario che a Margret piaceva particolarmente.  Le piacevano i rumori sommessi tipici del ciclo notturno della nave, le piaceva la calma che si respirava, come se la Tokugawa stessa dormisse. Persino i dolcetti al cocco sembravano avere un sapore migliore a quell'ora.<br />
Sopra ogni cosa , perÃ², le piaceva la completa e sicura mancanza di disturbatori che...<br />
"Ehi, di nuovo le ore piccole? Vedo che non hai perso l'abitudine..."<br />
Hesse prese posto allegramente nella sedia vuota di fronte a lei. Si prese anche un dolcetto al cocco, ficcandoselo in bocca con gusto. Le antenne di Margret si afflosciarono leggermente.<br />
"Fai pure."<br />
"Ah-ah."<br />
L'andoriana sospirÃ², si appoggiÃ² allo schienale e allontanÃ² da sÃ© il piatto ormai quasi vuoto.<br />
"Nemmeno tu hai perso l'abitudine di sederti senza permesso."<br />
"Sono il capitano. Si potrebbe dire che l'unico a concedere permessi da queste parti sono io."<br />
"E te la godi da morire, vero?"<br />
"Da morire," confermÃ² lui con un ampio sorriso e un'alzata di sopracciglia. "Comunque... sapevo di trovarti qui. So che quando mangi non vuoi essere disturbata..."<br />
"Dunque lo fai per puro spirito di contraddizione?" lo interruppe la donna, poggiando i gomiti sul tavolo e tendendo le antenne verso di lui.<br />
Non avrebbe mai sorriso apertamente, ma Hesse sapeva che quel sorriso era lÃ¬, nascosto sotto la superficie. Dopotutto, da tempi della Fox, quel gioco fra loro era sempre uguale.<br />
"Anche per quello. Di solito, almeno."<br />
"Non questa volta?" La donna aggrottÃ² leggermente le sopracciglia. Oltre al sorriso, ora, c'era anche curiositÃ  sotto la superficie. Hesse pareva di un disgustoso buon umore decisamente non giustificato dall'ora, dal luogo o dai dolcetti al cocco.<br />
"No, non questa volta."<br />
Il capitano posÃ² sul piano del tavolo un piccolo padd e lo fece scivolare verso la donna. Le dita di lei scorsero quanto vi era riportato, quindi il primo ufficiale alzÃ² occhi e antenne sull'amico.<br />
"Non Ã¨ possibile."<br />
"Non Ã¨ probabile."<br />
"E' stato accertato?"<br />
"Non ancora. Andiamo lÃ  proprio per questo."<br />
"Quando?"<br />
"Ho giÃ  fatto modificare la rotta. InformerÃ² gli ufficiali superiori domani mattina al briefing. Beh, questa mattina ormai," aggiunse con uno sguardo all'ora.<br />
"Le implicazioni sarebbero..."<br />
"GiÃ ."<br />
"E'... Ã¨ incredibile..."<br />
"GiÃ ," rispose lui soddisfatto, mangiando l'ultimo dolcetto. Margret quasi non se ne accorse.<br />
<br />
<br /><b>Flashback - USS Tokugawa - Sala Tattica -  1 Novembre 2397 - Ore 7.58</b><br /><br />
Quando Hesse entrÃ² in sala tattica, lo staff di comando era giÃ  tutto presente. LasciÃ² scorrere rapidamente lo sguardo intorno al tavolo, sui volti dei suoi ufficiali in piedi a metÃ  per il saluto formale, abitudine che non avevano ancora perso nonostante i suoi incoraggiamenti in tal senso. Fece cenno a tutti di rimanere comodi, quindi si avviÃ² verso il posto a capotavola. Alla sua destra Margret era giÃ  seduta, un padd e una tazza di caffÃ¨ posati sul piano di fronte a lei, la schiena e le antenne dritte, in attesa.<br />
Il capitano prese posto.<br />
"Buongiorno a tutti. Immagino che abbiate notato che abbiamo cambiato rotta durante la notte," disse, saltando a piÃ¨ pari i preamboli.<br />
Una serie di cenni affermativi arrivÃ² dai presenti. Glasgow, Hair e Carpenter, allineati alla sua sinistra, sembravano incuriositi ma non particolarmente colpiti dal cambio di rotta. PiÃ¹ che altro in attesa di conoscere la natura della loro nuova missione. D'altra parte, non si raggiungono certe posizioni all'interno della Flotta senza una buona dose di elasticitÃ  mentale. La Alluso, seduta accanto al primo ufficiale, i lunghi capelli raccolti dietro la testa, pareva invece vagamente allarmata, espressione che Hesse aveva imparato ad attribuire ad ogni capo della sicurezza  che si rispetti di fronte a repentini cambi di programma.<br />
"Non siamo piÃ¹ diretti alla base 210, quindi," disse la donna. PiÃ¹ che una domanda, si trattÃ² di una constatazione. "Il randez vous con la Norway Ã¨ annullato?"<br />
Le teste di tutti si voltarono dal capo della sicurezza al capitano, in palese attesa della risposta. Demian di certo non voleva deluderli. A dir la veritÃ , quasi non vedeva l'ora.<br />
"No, Comandante. Siamo invece diretti su Forshan,"<br />
"Forshan?" domandÃ² Hair, piegandosi leggermente in avanti e poggiando i gomiti sul piano.<br />
"E' un protettorato federale, dico bene?" si inserÃ¬ Cartpenter.<br />
Hesse annuÃ¬. "Piccolo, abbastanza remoto e di recente creazione. Non mi stupisce che alcuni di voi non ne abbiano mai sentito parlare. La Federazione l'ha annesso qualche mese fa a solo un anno dal primo contatto, ma, data la scarsa importanza strategica e il fatto che la popolazione nativa abbia da poco scoperto la curvatura e quindi non sia tecnologicamente al nostro livello, i servizi di informazione hanno dedicato alla notizia scarsa risonanza."<br />
"Un anno? Come mai cosÃ¬ rapidamente?" domandÃ² Glasgow.<br />
"Il governo Forshan era giÃ  planetario prima del loro debutto sulla scena galattica e ha avanzato la richiesta di annessione solo poche settimane dopo il primo contatto. Il consiglio della Federazione ha ritenuto, come altre volte in passato, di aver bisogno di ogni alleato disponibile. Tuttavia," continuÃ² Hesse, "il motivo per cui andiamo lÃ¬ Ã¨ di tutt'altra natura."<br />
La Alluso si mosse appena sulla poltroncina. "C'Ã¨ stato qualche problema?"<br />
"Non esattamente."<br />
"Non ancora, almeno," commentÃ² Margret.<br />
Hesse le gettÃ² uno sguardo obliquo. "La settimana scorsa il governo Forshan ha richiesto supporto tecnico e scientifico alla Federazione a seguito di una scoperta alquanto... inaspettata." L'uomo si fermÃ² per un istante, assaporando la curiositÃ  che impregnava letteralmente l'aria della sala tattica. "Pare che una delle loro navi impegnata in un collaudo sia incappata in uno strano fenomeno che si Ã¨ rivelato poco dopo essere l'ingresso di un tunnel spaziale."<br />
"Un tunnel spaziale?" domandÃ² Carpenter, lanciando un'occhiata intorno. "Non c'Ã¨ mai stata traccia di alcun fenomeno del genere in quella zona."<br />
"Infatti. Pare che il tunnel non sia mai stato scoperto prima."<br />
"Un di nuova formazione?" chiese Hair.<br />
L'ufficiale scientifico scosse appena il capo. "Beh, non necessariamente. Potrebbe trattarsi di un fenomeno periodico. Se il periodo fosse, diciamo, di qualche secolo, sarebbe la prima volta che qualcuno da quelle parti ha la capacitÃ  di rilevarlo."<br />
"Pare che i tunnel spaziali vadano di gran moda in quest'ultimo secolo," commentÃ² distrattamente Glasgow.<br />
"E non Ã¨ sempre stato un bene," aggiunge la Alluso. "Se fosse vero, potrebbe essere una scoperta di enorme importanza strategica e di conseguenza attirare guai."<br />
"Per non parlare della rilevanza scientifica," interloquÃ¬ Carpenter.<br />
"E delle possibilitÃ  che aprirebbe. Hanno giÃ  scoperto dove porta?" domandÃ² Glasgow.<br />
"Proprio per questo hanno richiesto il nostro aiuto," rispose Margret intrecciando le dita sul piano. "Non hanno la tecnologia per inviare una nave in sicurezza, cosÃ¬ si sono limitati ad una sonda. Ma non appena Ã¨ arrivata dall'altra parte, si sono persi tutti i contatti. Niente comunicazioni nÃ© telemetria. Lo stesso Ã¨ accaduto alla sonda della Thyco, il vascello scientifico inviato sul posto dalla flotta."<br />
"Il che sembrerebbe suggerire che la distanza sia notevole. Sempre che le analisi non abbiano rilevato qualche problema strutturale..." riflettÃ¨ l'ufficiale scientifico. "Sono certi che la sonda sia arrivata dall'altra parte intera?"<br />
"Le scansioni non hanno rilevato alcun genere di anomalia, almeno per il momento. Tutto indica che il passaggio sia sicuro. La sonda della Thyco era programmata per rientrare nel tunnel e tornare indietro immediatamente. E cosÃ¬ ha fatto. Per questo stiamo andando lÃ ."<br />
Hesse annuÃ¬. "Faremo parte di una taskforce il cui compito sarÃ  supportare il governo Forshan durante le analisi."<br />
"Immagino vogliano anche evitare problemi," aggiunse la Alluso.<br />
Il capitano annuÃ¬. "Ufficiosamente, sÃ¬. Vista la vicinanza al confine, la Flotta vuole essere sicura che non ci siano imprevisti. Arriveremo lÃ  per le 18.00 di domani, dopo una breve sosta alla base 312 dove imbarcheremo il nostro nuovo consigliere, il tenente comandante Hana."<br />
Vari cenni di assenso corsero intorno al tavolo, poi Carpenter si sporse leggermente ponendo la domanda logicamente successiva. Hesse era stupido che nessuno l'avesse chiesto prima.<br />
"Signore, la sonda della Thyco ha rivelato dove porta il tunnel?"<br />
Demian annuÃ¬. "Pare di sÃ¬. Naturalmente i dati dovranno essere confermati, ma pare proprio che il punto di uscita si trovi al di fuori della nostra galassia."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Margret del Keth R'Haal </author>
            <pubDate>Fri, 10 Nov 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-02 Un nuovo, pessimo, inizio</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Asami Hana<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Flashback - Betazed - Casa della Famiglia Hana - 18/09/2397 Ore 22:46</b><br /><br />
Asami se ne rimaneva immobile e con gli occhi chiusi, seduta a terra nel giardino posteriore dell'abitazione familiare; l'aria frizzantina delle belle mattinata di Betazed erano sempre state un toccasana per lei, eppure quella mattina faticava a raggiungere una concentrazione sufficiente per riuscire per meditare. AprÃ¬ gli occhi e si osservÃ² attorno per svariati istanti, dovendo ammettere a sÃ¨ stessa che la sua inquietudine era ufficialmente tornata: dopo la pessima avventura con quel gruppo di orioniani si era autoconvinta che mai avrebbe risentito il desiderio di lasciare Betazed, il proprio porto sicuro, eppure a svariati mesi di distanza dovette ammettere che si era sbagliata di grosso. Era giunto il momento di richiamare la Flotta? Era davvero pronta a riprendere in mano la propria carriera con il rischio di finire di nuovo nei guai?<br />
<br />
"Veramente una splendida giornata..."<br />
La voce della madre la fece voltare ma non la sorprese "Si, Ã¨ una giornata piacevolmente fresca considerando il periodo estivo... una giornata ideale per meditare"<br />
"Non mi sembra che la meditazione ti stesse riuscendo" la apostrofÃ² la madre<br />
Asami sorrise divertita "Non sempre le cose riescono al primo tentativo, ma non per questo smettiamo di tentare"<br />
Meera sorrise osservando la figlia, pensÃ² per qualche attimo a cosa dire per poi mettersi ad osservare il cielo "Ieri ho potuto osservare uno splendido documentario su di un pesce che vive su Sol III... il salmone, credo che dovresti guardarlo anche tu"<br />
Asami si voltÃ² sorpresa "Un pesce... di Sol III... interessante?" scosse il capo "Da quando in qua tutto questo interesse al mondo ittico?"<br />
Meera mosse appena una mano come a scacciare le domande della figlia "Se lo avessi visto non me lo chiederesti... nasce nel fiume, passa tutta la sua vita nel mare e, quando arriva il momento di riprodursi, risale la corrente sino a tornare nel medesimo torrente in cui era nato, si riproduce ed infine muore..."<br />
"Alla faccia dello splendido documentario, deve essere affascinante vedere un animale lottare per poter andare a morire... se sapessero di partenza che quella Ã¨ la fine che faranno probabilmente lo eviterebbero"<br />
"No, ti sbagli..." Meera osservÃ² la figlia sorridendo "Compirebbero comunque quel viaggio e accetterebbero di buon grado la sua fine"<br />
"E secondo te perchÃ¨ lo farebbero?"<br />
"PerchÃ¨ Ã¨ nella loro natura..." Meera si sedette accanto alla figlia "E' insito in loro, non possono non partire... anche sapendo a cosa andranno incontro"<br />
"Non stiamo parlando di pesci adesso" Asami incrociÃ² le braccia al petto "Ma infondo credo che non tu non avessi mai intenzione di parlare d'altro se non di me"<br />
"E' nella natura delle cose, ci sono persone che amano le comoditÃ  che possono avere sul loro pianeta e chi Ã¨ nato allo scopo di viaggiare... sanno a cosa possono andare incontro lasciando le proprie certezze, ma nonostante tutto non possono far altro che continuare con il loro continuo peregrinare in giro per la galassia..."<br />
Asami tirÃ² un lungo respiro prima di tornare ad osservare il cielo "Un anno... sono rimasta in balia dei pirati orioniani per un anno..." irrigidÃ¬ la mascella mentre il suo umore peggiorÃ² via via mentre la sua mente le faceva rivedere vari flash di quell'orribile periodo "Non sono cose che nessuno vorrebbe vivere"<br />
"Non mi hai mai voluto parlare di quel periodo..."<br />
"E intendo continuare a tenere per me quell'anno, lo sai"<br />
"Si, e non ho mai insistito con te" Meera osservÃ² la figlia "Ma lascia che ti faccia una domanda che ti facevo sempre quando eri piccola... lo sai perchÃ¨ cadiamo?"<br />
Asami ridacchiÃ² divertita, ripensando a quante volte nella sua vita si fosse sentita fare sempre la medesima domanda "Per imparare a rimetterci in piedi"<br />
Meera si alzÃ² in piedi ed osservÃ² la figlia "Sta solo a te decidere se Ã¨ arrivato il momento di rialzarti in piedi e riprendere in mano la tua vita e la tua carriera nella Flotta Stellare ma, a prescindere da ciÃ² che ritieni razionalmente piÃ¹ sicuro, il tuo istinto sarÃ  sempre quello di viaggiare... Ã¨ la tua natura e dovrai farne i conti, prima o poi" sorrise alla figlia ma non attese una risposta, preferendo andarsene e lasciare Asami a riflettere sul da farsi.<br />
<br />
<br /><b>Flashback - USS Tokugawa - Sala Tattica - 02/11/2397 Ore 07:28</b><br /><br />
Hana percorse i corridoi della sua nuova casa osservandosi attorno con una certa curiositÃ , lo sguardo vagava attorno mentre si faceva un'idea via via sempre piÃ¹ dettagliata sul clima dell'equipaggio. Raggiunse senza eccessiva fretta l'ufficio del Capitano, del resto era consapevole di essere in anticipo di qualche minuto, ma le piaceva prendersela con comodo: attese che il Capitano aprisse le porte ed accedette nell'ufficio, salutando formalmente il superiore.<br />
<br />
"Comandante Hana a rapporto, Signore"<br />
<br />
Il suo sguardo si posÃ² dapprima sul Capitano, studiandone inizialmente l'aspetto, forse un po' particolare, tenendo conto del suo ruolo a bordo. Per un momento ebbe l'impressione di trovarsi di fronte ad un batterista di musica rock piuttosto che ad un provetto ufficiale, ma come betazoide sapeva di dover spingere la propria analisi oltre le apparenze, concentrandosi sulle proprie percezioni empatiche piÃ¹ che alla propria vista:<br />
*Blu scuro, con qualche venatura blu elettrico... il Capitano Hesse Ã¨ sicuramente una persona decisa. Si Ã¨ da soli al vertice e non tutti hanno un carattere cosÃ¬ adatto al ruolo come quello dell'uomo che le stava di fronte. Le persone con il tipo di personalitÃ  del Capitano Hesse sono fantasiose eppure decise, ambiziose eppure private, incredibilmente curiose, ma in grado di non sprecare la propria energia. Il carattere solare che percepiva era solo un aspetto di quell'uomo, seppure gli altri lati del suo carattere sembrano essere nascosti dietro quell'area di allegria che lo contraddistingue. I soggetti come il Capitano irradiano fiducia in se stessi e un alone di mistero, le loro osservazioni risultano penetranti, le idee originali e la logica formidabile, tanto di consentirgli di promuovere il cambiamento con la pura forza di volontÃ  e la forza della personalitÃ ; tutte cose che quasi certamente non lo rendono un individuo particolarmente gradito al genere femminile. Si... sarÃ  bello aver modo di conoscere la psiche di quest'uomo*<br />
<br />
Il Capitano alzÃ² il capo dal proprio terminale, invitando la giovane ad accomodarsi sulla poltroncina libera di fronte alla scrivania "Le do il benvenuto sulla Tokugawa, Comandante" mosse una mano nella direzione dell'andoriana seduta all'altra poltroncina "Le presento il Comandante Margret, il primo ufficiale della nave... avrÃ  modo di conoscere in seguito il resto degli ufficiali superiori"<br />
<br />
Asami si voltÃ² verso il primo ufficiale cennando con il capo "E' un piacere conoscerla, Comandante", quindi di soffermÃ² a studiare il secondo ufficiale in comando della nave con una punta di curiositÃ : *Per le personalitÃ  come il Capitano Ã¨ spesso una sfida trovare delle persone con una mentalitÃ  simile in grado di tenere il passo con le loro valutazioni e la rapiditÃ  di pensiero, eppure sembrava che il Capitano Hesse avesse avuto fortuna... il suo primo ufficiale rappresentava un degno supporto al comando... un altro blu scuro. Le persone come il Comandante Margret incarnano in sÃ© le doti di carisma e confidenza, proiettando un'autoritÃ  che riesce a trascinare le folle dietro un obiettivo comune... obbiettivo che tendenzialmente sono in grado di individuare e difficilmente mutano. La decisione che li caratterizza puÃ² portarli ad essere a volte testardi e caparbi*<br />
Margret annuÃ¬ alle parole di Hesse per poi osservare a sua volta la nuova consigliera "Le do il benvenuto sulla nave, dottoressa"<br />
"Avremo modo di parlare meglio in seguito, ma voglio farle una domanda: si sente pronta per tornare ad indossare l'uniforme?"<br />
"E' una domanda difficile Signore, potrei risponderle molto semplicemente di sÃ¬ ma questo non toglierebbe i suoi dubbi... cosa che fra l'altro riesco a comprendere" Hana sorrise osservando il Capitano "Posso solo dirle che sarÃ  il tempo a decidere se ho ragione, ma ora come ora non ho dubbi a riguardo"<br />
Hesse annuÃ¬ alzandosi "In questo caso non la trattengo... fra un paio di ore avremo una riunione con gli altri ufficiali superiori... potrÃ  conoscere lÃ¬ i suoi colleghi. In libertÃ "<br />
<br />
<br /><b>Luogo indeterminato - Tempo indeterminato</b><br /><br />
*PerchÃ¨ cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi...*<br />
Hana si destÃ² con le parole della madre in testa, non aveva idea nÃ© di dove fosse nÃ© quanto tempo fosse passato, sapeva solo che qualcosa era cambiato: le sue percezioni erano diverse, sentiva se stessa ma anche altri individui... non era sola!<br />
Si alzÃ² lentamente iniziando ad avanzare verso le prime due persone che le sembravano piÃ¹ vicine e si fermÃ² solo quando capÃ¬ di essere abbastanza vicina al Capitano.<br />
"Mi scusi Signore..." Hana decise di parlare, del resto in buio era completo ed il Capitano avrebbe potuto non avvedersi del suo arrivo alle spalle<br />
"Consigliere... come ha fatto a trovarci qui in mezzo?" Margret si voltÃ² verso la direzione della voce di Hana<br />
"Vi ho percepito... mi sono mossa verso la zona da cui sentivo provenire le vostre empatie..."<br />
"Beh, pensa di riuscire a trovare anche gli altri?" la voce di Hesse appariva quasi speranzosa<br />
"Non posso escluderlo... anche se..."<br />
"Anche se... continui Consigliere..." le rispose Hesse<br />
"Signore... noi non siamo soli... percepisco altre empatie nell'area... siamo osservati" rispose a bassa voce Hana<br />
Hesse si voltÃ² verso la voce della consigliera "Potrebbero essere altri membri dell'equipaggio o degli estranei caduti come noi in questa... bah... trappola?"<br />
"No, Capitano... io percepisco seppure a una certa distanza tutti gli altri ufficiali superiori... non riesco a percepire il resto dell'equipaggio e..." Hana scosse il capo "Difficile da spiegare ma percepisco dei grigi attorno a noi..."<br />
"Dei grigi, Comandanti?" anche Margret si voltÃ² verso la consigliera<br />
"Percepisco entitÃ  prive di qualsivoglia emozione..." Hana "Credo sia difficile da spiegare"<br />
"Individui di cui non riesce a percepire l'empatia, un po' come i ferengi?" chiese il Capitano<br />
"No, Ã¨ diverso... immaginate per un attimo che tutti gli individui esistenti siano come delle bottiglie di vetro e che, a seconda del colore del liquido che contengano, voi possiate determinarne l'empatia... un ferengi Ã¨ come una bottiglia nera, non posso vedervi attraverso e quindi non posso sapere cosa vi sia all'interno. In questo caso io ho di fronte una bottiglia trasparente, come siete voi ed io... ma con una diversitÃ , la bottiglia Ã¨ completamente vuota! Non ho problemi a percepire quegli esseri solo che dentro non trovo alcuna traccia di emozione... sono totalmente neutri"<br />
Il Capitano sospirÃ² "Dirigiamoci verso i nostri colleghi, magari tutti assieme verremo a capo di questa situazione"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Asami Hana</author>
            <pubDate>Sun, 26 Nov 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-03 Il vaso di Pandora</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Francesca Alluso<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Flash back - Luogo indeterminato - Tempo indeterminato</b><br /><br />
Tic...tic...tic...tump...tic...tump...tic<br />
Un rumore sordo, metallico, ripetuto rimbombava in lontananza. Nel buio assoluto Carpenter non riusciva a focalizzare la sua attenzione ad altro che a quel suono: si sforzava di capire se avesse una serialitÃ , un ritmo distintivo o di conosciuto. Fosse stato sulla USS Tokugawa avrebbe potuto chiedere aiuto al computer di bordo o a qualcuno dei suoi subordinati, ma in quell'ambiente sconosciuto, buio come la pece, sentiva di essere solo ed impotente.<br />
Si appigliÃ² alla logica imparata nelle sue lunghe frequentazioni accademiche e di studi su Vulcano, ma non aveva abbastanza elementi per elaborare una qualsivoglia teoria. Avevano inviato una sonda lungo il tunnel al pari della Thyco, ma mentre quella del vascello scientifico non era tornata indietro, quella della Tokugawa era rientrata quasi immediatamente, danneggiata esternamente quasi da essere inservibile.<br />
Nonostante i pareri contrari dei colletti gialli guidati dalla Alluso e le perplessitÃ  del Primo Ufficiale, avevano prevalso la curiositÃ  sua e del capo ingegnere Hair, avvallate dal Capitano Hesse che aveva dato disposizione di scansionare la sonda e di trasportarla a bordo per analizzarne il dispositivo di memorizzazione interno.<br />
Gli innumerevoli gradi di scansione avevano dato esiti tranquillizzanti: la sonda era integra al suo interno, danneggiata esternamente da corpi asteroidali di natura sconosciuta, ma compatibili con la natura instabile di un tunnel spaziale di recente o instabile apertura.<br />
Una volta issata a bordo, la sonda pareva inerte anche a scansioni piÃ¹ approfondite, tanto che l'allarme a bordo era scemato da rosso a giallo ed erano state date disposizioni alle sezioni ingegneria e scientifica di procedere ad ulteriori controlli volti all'estrazione dell'eventuale report di missione contenuto nei chip di memoria del dispositivo interno della sonda.<br />
L'operazione, di norma breve e di facile attuazione, comportÃ² numerose strategia volte a forzare un imprevisto innesto di blocco di sicurezza della sonda stessa. Una volta aperta, una sorta di elemento volatile nero si sprigionÃ² a bordo della USS Tokugawa...fu come si fosse aperto un vaso...c'era una tradizione antichissima sulla Terra che parlava di un vaso da non aprire...<br />
<br />
<br /><b>Flash back - Luogo indeterminato - Qualche istante prima</b><br /><br />
Pandora! Avevano aperto un dannatissimo vaso di Pandora, proveniente da un tunnel sconosciuto, di natura ignota e con effetti difficilmente quantificabili. Albert maledÃ¬ se stesso, il suo desiderio di conoscere e l'avventatezza di tutti quanti.<br />
Una vocina nella sua testa non faceva altro che ripetergli che avevano preso tutte le contromisure necessarie, che quanto era accaduto era imprevedibile, ma il ritrovarsi da solo in quella specie di contenitore metallico di dimensioni indefinite, nero come l'inchiostro, privo di odori di qualsivoglia genere, e l'idea terrificante di aver messo in pericolo la sua Juliette, lo faceva imbufalire ogni secondo di piÃ¹.<br />
Non sapeva come, ma si era ritrovato addosso una chiave metallica e gattonando al buio aveva trovato una parete metallica davanti a sÃ©, liscia, priva di appigli o segni distintivi, come un'enorme vasca serbatoio.<br />
Per saggiarne la robustezza e lo spessore aveva iniziato a ticchettare contro la parete incamminandosi lentamente al buio. Il rumore che ne derivava era indeciso se considerarlo incoraggiante o deprimente: solido, ma non solidissimo, resistente, ma non indistruttibile.<br />
Il rumore che emanava la sua operazione era sicuramente fastidioso, ma il boato e l'eco che ne derivava permettevano all'ingegnere capo della USS Tokugawa di farsi un'idea delle enormi dimensioni del luogo ove si trovava.<br />
<br />
<br /><b>Flash back - Luogo indeterminato - Qualche istante dopo</b><br /><br />
Un rumore improvviso alle sue spalle fece destare Carpenter dai suoi pensieri. Meccanicamente si portÃ² sulla difensiva: non era mai stato un combattente corpo a corpo, ma sicuramente avrebbe lottato contro chiunque gli si fosse parato dinnanzi.<br />
La determinazione era ferrea, ma John si accorse che il resto del corpo stentava a voler seguire i dettami della sua forza di volontÃ : le gambe gli tremavano e le mani non erano per niente ferme, sudava freddo ed il suo senso di sopravvivenza gli urlava in petto di scappare.<br />
Fu questione di pochi istanti ed anche le sinapsi neurali si accodarono al senso di sopravvivenza e John si ritrovÃ² a rinculare, prima lentamente, poi con celeritÃ , in una goffa ritirata precipitosa all'indietro.<br />
Non sentendo piÃ¹ niente davanti a sÃ© tranne il tintinnio in lontananza alle sue spalle, Carpenter stava per emettere un sospiro di sollievo quando si trovÃ², suo malgrado, ad inciampare in qualcosa di duro, ma allo stesso morbido steso a terra.<br />
Non ebbe il tempo di fermarsi che, perso l'equilibrio, si trovÃ² col sedere a terra.<br />
Un secondo dopo sentÃ¬ una massa non indifferente buttarsi su di sÃ©, palpandolo in maniera confusa, ma selvaggia fino a sentire due mani attorno al collo.<br />
John tentÃ² di rifilare un paio di pugni al misterioso aggressore, ma con scarso successo: le mani si stringevano sempre di piÃ¹ attorno al suo collo.<br />
Cercando di trovare un appiglio ove colpire il suo assalitore, Carpenter trovÃ² un distintivo conosciuto: al tatto sembrava quello della Flotta Stellare.<br />
Mentre cercava di identificarsi al suo aguzzino con un briciolo di fiato e mentre un'oscuritÃ  diversa stava per avvolgersi su di lui, sentÃ¬ la voce del Capitano Hesse:<br />
"Carpenter e Glaskow!! FERMI!"<br />
Le mani del Responsabile delle Operazioni immediatamente mollarono la presa dal collo dell'Ufficiale Scientifico Capo della USS Tokugawa.<br />
SentÃ¬ un confuso tentativo di scusarsi da parte dell'aggressore, suo malgrado, mentre una domanda stava letteralmente scoppiando all'interno di entrambi gli uomini:<br />
"Come lo sapeva Capitano?? Come ci ha trovati?"<br />
"Merito del nostro nuovo Consigliere, ha percepito le vostre auree, cosÃ¬ come ha rintracciato me ed il Comandante Margret"<br />
"Vi devo la vita Comandante Hana, la ringrazio! Ancora un po' ed il nostro ragazzone qua mi mandava ad incontrare il Creatore...o almeno uno dei tanti"<br />
"Dovere, Comandante Carpenter, dovere"<br />
"Bando alla ciance signori, siamo al buio, isolati dalla nostra nave e dai nostri uomini! Cerchiamo di restare uniti, vivi e con le celluline grigie di tutti al massimo dell'efficienza per uscire da questa maledetta trappola!"<br />
"Aye Aye Capitano" a John parve una frase piÃ¹ tipicamente da Tracey che dal Capitano Hesse, ma in fondo non conosceva abbastanza a lungo il secondo rispetto agli anni passati in servizio col primo. Quello che contava Ã¨ che aveva ragione e come stimolo era abbastanza<br />
Margret, che fino ad allora era rimasta silenziosa, cercÃ² di tranquillizzare il suo amico e superiore con un leggero tocco alla spalla: avrebbe potuto dire, te l'avevo detto, ma sapeva benissimo che Dem lo sapeva giÃ  e probabilmente era una delle cose che gli scocciavano di piÃ¹.<br />
"La nostra nuova collega ha detto che riesce a percepire le auree anche degli altri nostri colleghi, e grazie a lei sappiamo che in questa situazione siamo solo noi ufficiali superiori: dobbiamo recuperare De Chirico, Hair, Shnar e la Alluso per formulare un piano d'azione concordato"<br />
"Hair Ã¨ facile! Niente mi toglie dalla mente che sia lui a martellare le paratie di questo posto" esclamÃ² Glaskow, in un impeto fin troppo entusiastico visto la situazione in cui si trovavano<br />
"Plausibile.." si limitÃ² ad affermare la Consigliera Hana<br />
"Quindi la mia emicrania la debbo a lui, oltre al nostro Mark lo Strangolatore" sbottÃ² Carpenter "quando lo troviamo me lo strangoli per favore per qualche secondo, cosÃ¬ impara a far tutto sto baccano"<br />
"In effetti non aiuta la mia concentrazione, ma ha una sua logica"<br />
"Lo so che ha una logica, ho vissuto abbastanza su Vulcano per comprendere il tentativo del nostro collega, ma la mia non conoscenza pregressa di questa attivitÃ  del nostro ingegnere capo ha causato in me le problematiche emozionali che lei avrÃ  ben percepito mia cara Asami...ora per non sembrarle sgarbato dopo che le debbo la vita, potrebbe aiutarci a rintracciarlo il prima possibile ed a farlo fermare un attimo con questo suo ticchettio infernale?"<br />
"Ci posso provare, anche se credo avrebbe piÃ¹ senso raggiungere prima il dottor De Chirico ed il nostro Timoniere Shnar che stanno gattonando in direzione opposta alla nostra ed a quella di Hair"<br />
"Come fa a dire cosa stanno facendo?"<br />
"Deduzione, suppongo, percepisco le loro auree, la loro preoccupazione e la loro felicitÃ  di essersi trovati vicini...oltre alla loro speranza di trovare una via di fuga allontanandosi dalla fonte del ticchettio metallico"<br />
"Non potremmo provare ad urlar loro di fermarsi?"<br />
"No signor Glaskow, voi avete percepito  la mia voce solo quando eravamo cosÃ¬ vicini da potervi quasi toccare, qualcosa ostacola la diffusione vocale.."<br />
"SarÃ  ma quel ticchettio invece?"<br />
"Io credo si propaghi sotto forma di una serie plurima di eco e ciÃ² permette a parte di questi di raggiungerci...non so se ha molto senso, ma Ã¨ una spiegazione plausibile, almeno suppongo data la conoscenza attuale della nostra situazione"<br />
"PuÃ² darsi, Hair Ã¨ raggiungibile seguendo il ticchettio, in un modo o nell'altro, quindi signori si va a cercare De Chirico e Shnar, ognuno afferri la mano o il polso di un collega, avanzando piano e circospetti.."<br />
"Agli ordini Capitano, ma scusi ed il Comandante Alluso?"<br />
"Comandante Hana vuole rispondere lei?"<br />
"Ho difficoltÃ  a percepire costantemente la sua aurea e non sto parlando della nostra attuale situazione, ero sicura di averla percepita assieme a tutte quelle degli ufficiali superiori, ma dopo un po' Ã¨ come scomparsa, non ho percepito sensazioni di pericolo, solo un leggero offuscamento in qualcuno dei grigi attorno a noi"<br />
"Grigi?? E ora chi diavolo sono questi grigi?" esclamÃ² Glaskow<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Infermeria - 4 Novembre 2397 - Ore 00.49</b><br /><br />
Un trillo di allarme risuonava all'interno delle pareti della sala medica principale della nave. LÃ¬ erano stati allestiti, preparati e messi sotto osservazione nove bio lettini posti in verticale ed inseriti in liquido criogenico di stasi. In ognuno di essi era stato introdotto il corpo di ognuno degli ufficiali superiori.<br />
Juliette Lindt era davanti a quello del marito, quando uno sbalzo di valori preannunciÃ² un movimento improvviso da parte della componente del bio lettino accanto a quello di Hair.<br />
Non fece in tempo a dare l'allarme che una serie di sirene si era subitamente messa in funzione e l'intero apparato medico della nave si era attivato in soccorso: Juliette si sentÃ¬ spostare a lato abbastanza garbatamente per quanto in maniera rude.<br />
Il biolettino fu svuotato dal liquido, una serie di tricorder furono applicati alla paziente che veniva istantaneamente coperta con una tuta riscaldante riabilitativa.<br />
Ci vollero quasi una ventina di minuti, prima che Juliette riuscisse a farsi largo.<br />
"Francesca...ehm...Comandante Alluso come sta?"<br />
La donna squadrÃ² l'amica con uno sguardo strano, prima di riacquisire la consueta luciditÃ :<br />
"Bene amica mia bene...hanno cercato di entrarmi nella testa, almeno credo, ma il casino che hanno trovato credo li abbia convinti a rinunciare e a ributtarmi indietro...non credo abbiano cattive intenzioni dopo tutto"<br />
"Come fai a dirlo?"<br />
"Non mi hanno uccisa, no? C'Ã¨ del buono in questo"<br />
"Hai notizie di Alb...degli altri?"<br />
"No nessuna, ma credo fossimo tutti assieme, dove non lo so...ma..."<br />
L'improvvisa apparsa del Klingon Tanas con quel modo tutto suo di preoccuparsi per la sua responsabile di sezione, distrasse momentaneamente la Alluso dai problemi dei suoi colleghi, concedendole l'opportunitÃ  di focalizzarsi sulla Tokugawa<br />
"Ci sono state perdite? Che Ã¨ successo alla nave?"<br />
"Siamo in allarme rosso Comand...anzi facente Funzioni di Capitano dovrei dire...siamo stati messi in quarantena dalle altre unitÃ  della task force...in attesa di istruzioni dal Comando di Flotta" esordÃ¬ Tanas "bentornata a bordo signora"<br />
"Grazie caro il mio bestione, ma se trovo un graffietto di troppo alla nave me la paghi lo sai? Juliette comunica agli altri Capitani che assumo temporaneamente il comando della USS Tokugawa, seppur sotto stretta osservanza medica...avete autorizzazione a sedarmi se dovessi assumere atteggiamenti non consoni alla mia funzione ed alle mie peculiaritÃ  mentali. Entrambi mi conoscete da anni, quindi sarete testimoni autorizzati in questo...per il momento ho freddo e voglio riposare, domattina penseremo al da farsi! Ora amici miei lasciatemi al doc ed agli psicologi che sarÃ  una ancora lunga notte per me"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Francesca Alluso</author>
            <pubDate>Sun, 10 Dec 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-04 In un labirinto</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Demian &quot;Dem&quot; Hesse<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Luogo imprecisato - 4 Novembre 2397 - Ore 01.00</b><br /><br />
<br />
"Qualcuno di voi ha una torcia portatile?" domandÃ² il Capitano prima di iniziare la spedizione di recupero.<br />
<br />
"Diamine sÃ¬!" Rispose Carpenter accendendo la sua torcia portatile incredulo del fatto che non avesse pensato prima ad una cosa cosÃ¬ ovvia... Erano nell'oscuritÃ  da non si sa quanto tempo e nessuno aveva avuto ancora l'idea di cercare di fare un po di luce. Gli occhi di tutti i presenti si chiusero all'improvviso: come degli animali notturni, i loro occhi si erano praticamente abituati al buio quasi da trovare fastidiosa quella fioca luce che all'improvviso avevano acceso. All'improvviso ebbero la possibilitÃ  di capire meglio il luogo in cui si trovavano: era una stanza con pareti, soffitto e pavimento metallico. Tutto aveva lo stesso colore, un grigio scuro assolutamente anonimo. Sembrava quasi una sala ologrammi spenta. La stanza era a forma esagonale e su ciascun lato della stessa si trovava una porta. Era come la partenza, o l'arrivo, di uno strano labirinto. Margret aprÃ¬ tutte le porte: ciascuna portava in un piccolo corridoio con una ulteriore porta alla fine.<br />
<br />
"Credo che sia il caso di trovare il modo di segnare tutti i nostri spostamenti prima di muoverci... " disse Margret con l'espressione di chi sta dicendo una cosa particolarmente ovvia...<br />
<br />
Decisero di segnare i loro spostamenti con un pennarello nero che, non si sa per quale motivo, il Capitano Hesse si trovÃ² nella tasca della divisa.<br />
<br />
"Bene! - esclamÃ² Carpenter con una ilaritÃ  effettivamente fuori luogo - pare che questo viaggio parta bene!"<br />
<br />
Gli sguardi di tutti gli altri lo fecero subito tornare serio.<br />
<br />
"Ok, seguendo il ticchettio di cui parlavamo, dovremmo andare da quella parte" disse Hesse indicando una delle sei porte e tutti si incamminarono, ben in guardia, verso quella direzione.<br />
<br />
Prima di recuperare Hair, anche lui completamente al buio, il gruppo dovette aprire, e segnare, ben altre cinque porte.<br />
<br />
"Ragazzi, non potete capire come sono felice di vedervi! - EsclamÃ² Albert con un sorriso da bambino sugli occhi - Ma sapete per caso dove ci troviamo?"<br />
<br />
"Negativo - rispose Margret - per il momento siamo venuti a recuperare lei. Adesso dobbiamo recuperare De Chirico e Shnar, dopo di che cercheremo di capire dove ci troviamo e troveremo un modo per tornare alla nostra nave".<br />
<br />
"De Chirico e Shnar si trovano qua vicino, propongo di muoverci" disse Hana mentre Carpenter ancora raccontava ad Hair della loro stanza esagonale iniziale.<br />
<br />
"Direi che sia il caso, facciamolo prima che la torcia ci abbandoni..." disse Hesse e tutti si misero di nuovo in cammino seguendo le indicazioni di Hana.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Laboratorio scientifico - 4 Novembre 2397 - Ore 07.30</b><br /><br />
<br />
La Tokugawa era stata messa in quarantena, ancora non si era capito cosa avesse portato gli ufficiali superiri in quella situazione di stasi. L'infermeria, privata dal suo Ufficiale medico capo, brancolava ancora nel buio e quello che erano riusciti a fare fino a quel momento era stato solo di assicurarsi che le condizioni di vita dei 'malati' rimanessero stabili.<br />
<br />
Nel laboratorio invece, era stata adibita una specie di cabina di contenimento, in cui si stava studiando la sonda che era stata mandata nel tunnel spaziale. La Alluso aveva dato ordine preciso di non entrare assolutamente in contatto con questa ma di trovare comunque il modo di continuarla a studiare... e fu esattamente quello che gli ufficiali scientifici stavano alacremente facendo. Non avevano trovato ancora nulla di interessante, tranne per il fatto che fosse avvolta da una specie di polvere stellare di colore grigio scuro composta da una sorta di lega metallica sconosciuta. Non avevano ancora scoperto nulla, ma l'attenzione e la velocitÃ  con cui allestirono tutto faceva presumere che presto avrebbero avuto delle novitÃ . Inoltre, avevano la possibilitÃ  di avvalersi delle strumentazioni piÃ¹ avanzate di una nave Scientifica della Flotta richiamata sul posto per studiare quello stesso tunnel spaziale. Il Capitano della USS Leonardo avrebbe voluto studiare direttamente a bordo della sua nave quello strano composto rientrato con la sonda, ma le condizioni di quarantena della Tokugawa impedivano qualunque tipo di contatto tra equipaggi. Furono cosÃ¬ costretti a mandare attrverso il teletrasporto, uno spettrografo di massa ed altre strumentazioni piÃ¹ avanzate di cui la Tokugawa non disponeva.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Infermeria - 4 Novembre 2397 - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
Anche in infermeria si lavorava alacremente per cercare di capire come svegliare i corpi degli ufficiali. Al momento avevano provato con diverse misture di farmaci, ma senza alcun risultato. Il dottore cosÃ¬ lasciÃ² perdere qualunque tipo di somministrazione.<br />
<br />
All'improvviso, la capsula del dottor de Chirico iniziÃ² ad emettere gli stessi suoni di allarme che erano stati emessi qualche ora prima da quella della Alluso. L'infermiera corse a controllare cosa stesse succedendo e trovÃ² il suo capo, sveglio, quasi affogato nel liquido di contenimento. Velocemente impartÃ¬ il comando di apertura cosÃ¬ che il medico, miracolosamente sveglio, capitobolÃ² a terra in preda agli spasmi per il rischio appena corso di soffocamento.<br />
<br />
"Sto bene, sto bene..." disse questo quando si rese conto che la sua infermiera era spaventatissima e questa tirÃ² un sospiro di sollievo, finalmente non era piÃ¹ da sola a gestire quella situazione.<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 4 Novembre 2397 - Pochi istanti prima</b><br /><br />
<br />
De Chirico e Shnar erano appena usciti dal piccolo tunnel in cui si erano ritrovati all'improvviso. Strisciando erano riusciti ad arrivare in una stanza un po piÃ¹ grande. Non vedevano comunque nulla, ma da come rimbombavano le loro voci avevano capito di non trovarsi in uno stanzone ma neanche erano piÃ¹ in un angusto cunicolo.<br />
<br />
All'improvviso sentirono come una porta aprirsi, entrambi scattarono in piedi alla velocitÃ  della luce e si misero in guardia. Nessuno dei due era mai stato un combattente, sicuramente de Chirico non aveva neanche mai studiato nessun tipo di arte da combattimento, ma l'adrenalina ti fa fare cose strane, cosÃ¬ entrambi i due amici si trovarono spalla a spalla e pronti a combattere. Certo Shnar era un andoriano, per cui magari di carattere poteva essere un po piÃ¹ sveglio ed atletico del suo amico dottore, ma alla fine il timoniere aveva la passione per la musica, anche lui non aveva quasi mai fatto male ad una mosca...<br />
<br />
Dalla porta intraviderÃ² una luce fioca che si avvicinava, non riuscirono a vedere nulla di quello che c'era dietro la luce, visto che i loro occhi rimasero abbagliati ma Hesse fu piÃ¹ veloce di loro a parlare, calmandoli entrambi: "Siamo noi, tranquilli." Mai come in quel momento la voce del loro Capitano fu cosÃ¬ rassicurante per i due...<br />
<br />
"O mio dio non potete capire quanto siamo contenti di vedervi tutti!" esclamÃ² de Chirico e iniziÃ² ad abbracciare tutti. Tranne il Capitano, si intende, lui era sempre molto restio ai contatti e continuÃ² ad esserlo anche in quella circostanza. Hair si era avvicinato ai due per salutarli: abbracciato Shnar stava per fare la stessa cosa con il dottore quando l'immagine di questo iniziÃ² a sfarfallare. Il suo corpo iniziÃ² ad essere sempre piÃ¹ incorporeo. Hair aveva avuto come l'impressione di abbracciare un fantasma, alla fine de Chirico sparÃ¬ nel nulla.<br />
<br />
"Lui non Ã¨ piÃ¹ qua con noi, non lo avverto piÃ¹" disse Hana dopo un attimo di sgomento generale.<br />
<br />
Hesse diede un pugno di frustrazione alla parete della stanza facendosi anche male alle nocche.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Demian &amp;quot;Dem&amp;quot; Hesse</author>
            <pubDate>Fri, 09 Mar 2018 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-05 Polvere di Kepunk</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Cesare Tommaso Mouri<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Tokugawa - Plancia - 4 Novembre 2397 - Ore 07.50</b><br /><br />
<br />
La situazione in plancia era totalmente tranquilla. La nave era bloccata nello spazio circondata dalla task force federale e l'equipaggio aveva molto poco da fare: l'ufficiale al timone controllava di tanto in tanto la posizione mentre gli ufficiali al tattico cercavano di tenersi impegnati con una diagnostica del sistema d'arma. Francesca era seduta al postazione del capitano. Anche lei aveva praticamente nulla da fare. Aveva impartito pochi ordini e di tanto in tanto chiedeva aggiornamenti agli ufficiali scientifici.<br />
<br />
Aveva appena chiuso una comunicazione con l'insistente capitano della Leonardo quando arrivÃ² una chiamata:=^=Capitano Alluso, ci raggiunga al laboratorio scientifico 2.=^=<br />
<br />
USS Tokugawa - Infermeria - 4 Novembre 2397 - Ore 07.50<br />
<br />
Anche in infermeria la situazione era stabile e immutabile. Il dottor de Chirico stava cercando di risvegliare senza troppi successi la squadra di comando. D'improvviso gli venne un flash della sua esperienza in quel luogo oscuro e grigio e guardÃ² preoccupato i suoi compagni.<br />
<br />
Doveva tirarli fuori.<br />
<br />
Era rimasto terribilmente scioccato da quella esperienza e non poteva lasciare i suoi colleghi e il capitano bloccati in quella prigione.<br />
<br />
Stava per prendere un strumento di analisi neurale quando un terribile dubbio avvolse la sua mente: e se si trattava di un sogno? Se era ancora prigioniero di quella strana oscuritÃ ?<br />
<br />
Una paura primordiale avvolse le sue viscere e il dottore iniziÃ² a guardarsi attorno rapidamente come per cercare delle conferme.<br />
<br />
*Ne sono uscito... ne sono uscito.* La parte conscia del medico cercÃ² di scacciare le paure ma l'inconscio non voleva sapere di calmarsi.<br />
<br />
Si allontanÃ² leggermente da colleghi e, giunto ad un replicatore, si bevve un bicchiere d'acqua fresca.SentÃ¬ l'acqua passare attraverso la gola e il gelido tocco della bassa temperatura del liquido fu un vero toccasana: la pura sparÃ¬ di colpo lasciando il medico come rinvigorito e sicuro delle sue certezze.<br />
<br />
A grandi passi torno al suo lavoro ma, pochi istanti dopo aver iniziato delle analisi sul capitano Hesse, sentÃ¬ una chiamata all'interfono:=^= Dottor De Chirico ci raggiunga al laboratorio 2.=^=<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Laboratorio scientifico - 4 Novembre 2397 - Ore 08.00</b><br /><br />
<br />
La polvere iniziÃ² ad uscire dalla sonda come spinta da una strana e aliena forza. I singoli granelli erano cosÃ¬ fini che sembrava un riversamento di un liquido catramoso. In pochi istanti si accumulÃ² ai piedi della sonda un mucchio di grosse dimensioni superiore al volume interno della sonda.<br />
<br />
Per un lunghissimo minuto non successe nulla. Poi piccole scariche energetiche iniziarono a legare i vari grani. Nel punto centrale le folgori si concentrarono in un vortice di color bluastro. La polvere iniziÃ² a vorticare fino ad addensarsi in uno strano cubo arrotondato. La struttura diventÃ² omogenea, robusta e quasi lucente. Appena addensata iniziÃ² a cresce con una forma tubolare spingendo verso l'alto il cubo arrotondato.<br />
<br />
Arrivato ad una altezza di circa 60 centimetri il cubo esplose aprendo in 5 falangi piÃ¹ un palmo.<br />
<br />
Poco distante il campo di forza iniziÃ² a sfrigolare come se stesse sobbalzando.<br />
<br />
Una seconda serie di folgori avvolse la polvere restante e in pochi istanti assunse una forma antropomorfa.<br />
<br />
Il copro era nero, compatto e rifletteva la luce del laboratorio con una strana brillantezza violacea.<br />
<br />
In una stanza adiacente il facente funzioni di capitano Alluso osservava la scena attraverso un monitor. Sapeva di avere gli occhi di almeno una ventina di scienziati addosso. Il dottor De Chirico le si avvicinÃ² dicendo: "Che cos'Ã¨?"<br />
<br />
Francesca ruotÃ² la testa verso il responsabile del laboratorio il quale replicÃ²: "Le analisi sono inconcludenti."<br />
<br />
"CioÃ¨?" Chiese la Alluso.<br />
<br />
"Rileviamo... ." lo scienziato si voltÃ² verso i colleghi come per chiedere supporto:"... la polvere... nessun cambio della composizione... ."<br />
<br />
"Ma allora come ha fatto ad assumere quella forma?"<br />
<br />
"Non si sa... se ci fosse Carpenter... ." ProvÃ² a dire lo scienziato.<br />
<br />
"Allora perchÃ© ha assunto quella forma?" Chiese Francesca.<br />
<br />
"Non lo so." ProvÃ² a dire lo scienziato ma il dottore De Chirico fu piÃ¹ rapido: "Se ha quella forma Ã¨ perchÃ© vuole comunicare... ."<br />
<br />
"E noi comunicheremo." Concluse il facente funzioni di capitano.<br />
<br />
<br /><b>Luogo indeterminato - Tempo indeterminato</b><br /><br />
<br />
Il capitano Hesse era ancora pesantemente irritato dalla scomparsa del dottor DeChirico quando Hana richiamÃ² l'attenzione di tutti.<br />
<br />
"Sta succedendo qualcosa." AvvertÃ¬ la donna.<br />
<br />
"Come?" Rispose il comandante Margret mettendosi istintivamente sulla difensiva.<br />
<br />
Carpenter e Hair si misero spalla contro spalla scrutando quell'impenetrabile buio.<br />
<br />
Il timoniere Shnar e Glaskow si avvicinarono al capitano e al consigliere pronti a proteggere i colleghi.<br />
<br />
Hesse si guardÃ² intorno e, in direzione di Margret, vide qualcosa che non riuscÃ¬ a spiegare: un buio scurissimo piÃ¹ forte e compatto di quello che gli avvolgeva si stava avvicinando.<br />
<br />
Il capitano fece per parlare ma Hana fu piÃ¹ veloce: "Sono le creature che ho definito grigie... si stanno avvinando."<br />
<br />
Hesse guardÃ² il buio intenso avvicinarsi indeciso su cosa fare e come tentare un primo contatto.<br />
<br />
Il buio fu vicinissimo a loro. Si era fermato ad un passo da Carpenter e Hair istintivamente provo ad illuminarlo con la torcia ma la luce sparÃ¬ nel nulla come se qualcosa l'avesse catturata.<br />
<br />
Hesse vide il tentativo dell'ingegnere e, nello stesso istante in cui si chiese se era stata o no una mossa azzardata, una voce risuono attorno a loro: "Voi... non dovevate venir qui."<br />
<br />
Era una voce settica senza emozioni o inflessioni e, dopo una breve pausa, aggiunse: "Dovete stare attenti ai Kepunk."<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Laboratorio scientifico - 4 Novembre 2397 - Ore 08.05</b><br /><br />
<br />
Timoroso il facente funzione di capitano entro nel laboratorio seguita dal dottor De Chirico. In pochi passi fu davanti al campo di forza e lo sentÃ¬ sfrigolare al contatto.<br />
<br />
La donna fece un cenno al guardiamarina che le guardava attraverso un cristallo protettivo nell'altra stanza. Prontamente l'ufficiale digitÃ² alcuni comandi sulla consolle e si aprÃ¬ un varco nel campo di forza.<br />
<br />
Il capo della sicurezza guardo il dottore: "Pronto."<br />
<br />
Il medito annuÃ¬ gravemente e il gruppetto si avvicinÃ² all'umanoide formatosi dalla polvere oscura contenuta nella sonda.<br />
<br />
L'essere era rimasto inerte senza muoversi o far nulla ma quando i due ufficiali entrarono nel campo di forza mosse la testa in direzione dei due nuovi arrivati.<br />
<br />
Non aveva gli occhi. Aveva quello che si poteva definire come il profilo esterno degli occhi di un umanoide ma si voltÃ² comunque verso il comandante Alluso e il dottor De Chirico.<br />
<br />
Labbra fittizie si mossero ma non uscÃ¬ alcun suono. La comunicazione arrivÃ² direttamente nella mente dei due ufficiali: *Noi siamo i Kepunk. *<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Cesare Tommaso Mouri</author>
            <pubDate>Fri, 09 Mar 2018 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-06 Who's who</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Albert K. Hair<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Tokugawa, Laboratorio scientifico - 4 Novembre 2397, ore 08:05</b><br /><br />
De Chirico e Alluso rimasero ghicciati in posizione a sentire nelle loro menti la comunicazione. Il blocco durÃ² pochi secondi, poi si sciolsero. Non era un effetto della comunicazione, comunque.<br />
"Kepunk?" ripetÃ© Francesca.<br />
*SÃ¬. Diciamo che Ã¨ la sequenza di suoni che piÃ¹ si avvicina al nostro reale essere espressa per poter essere capita da voi.* di nuovo nei pensieri.<br />
"Capisco..." commentÃ² mentre il dottore cominciÃ² ad analizzare la forma in polvere che aveva davanti.<br />
"Nessuna alterazione nelle letture. Ãˆ la stessa polvere che era inerte pochi secondi fa."<br />
"E, ditemi... Ci potete spiegare la vostra ricerca di contatto con noi? E che fine hanno fatto i nostri compagni?" chiese il Capo della Sicurezza.<br />
<br />
<br /><b>Luogo indeterminato - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Stare attenti ai Kepunk..." disse quasi fra sÃ© Hesse. "E chi, o cosa, sarebbero?" chiese poi a chiunque fosse in ascolto nel luogo dove si trovavano.<br />
La voce si fece attendere qualche secondo, poi rispose: "Qualcosa che difficilmente potreste comprendere."<br />
"Metteteci alla prova."<br />
"Sappiate solo che sono un pericolo."<br />
"Ok, questo piÃ¹ o meno l'avevamo capito. Prima di proseguire, perÃ², vorremmo capire se ci avete messo voi in questa specie di labirinto per cavie."<br />
"No," rispose la voce, "non siamo noi i responsabili di questa situazione. Stiamo cercando di liberarvi uno alla volta. Non siete qui fisicamente, lo sono le vostre menti."<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Laboratorio scientifico - Contemporaneamente</b><br /><br />
*Sono presenze che sono confluite con noi in questo particolare punto dell'universo, presenze ostili. Si chiamano Kepank.* iniziÃ² la voce nei cervelli dei due. *Hanno cercato di mettersi in contatto con voi ma nel processo hanno trasferito solo ciÃ² che voi definite...* dall'espressione che aveva il viso modellato nella polvere sembrava che stesse cercando le parole: *Coscienza.*<br />
<br />
<br /><b>Luogo indeterminato - Contemporaneamente</b><br /><br />
La successiva domanda del Capitano era obbligata: "E voi chi siete?"<br />
"Noi siamo i Kepank."<br />
A Hair scappÃ² un accenno di risata, poi si ricompose. Hesse lo guardÃ² con un accenno di sorriso, poi tornÃ² serio. E, un poco alla volta, scomparve.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Laboratorio scientifico - Contemporaneamente</b><br /><br />
"E perchÃ© sarebb..." Francesca non finÃ¬ la frase che udÃ¬ il cicalio insistente dello strumento nelle mani di De Chirico.<br />
"Il Capitano si sta risvegliando." sentenziÃ² il medico.<br />
Francesca ci pensÃ² un attimo. "Vada da lui e, se Ã¨ in condizioni di muoversi, gli chieda di raggiungemi qui."<br />
Dopo un momento di esitazione, fece un cenno di assenso e se ne andÃ².<br />
"E perchÃ© sarebbero un pericolo queste presenze?" riprese Francesca.<br />
*I Kepank sono esseri malvagi che non perderanno certo occasione per approfittare di questo particolare passaggio tra dimensioni.*<br />
"E come mai sarebbero interessati a questa... dimensione? Per quel che ne possiamo sapere potrebbe essere completamente ostile per loro. O anche per voi, se per questo." provÃ² a sondare.<br />
*Noi e loro proveniamo dalla stessa dimensione. Per questo li conosciamo cosÃ¬ bene.* iniziÃ² la voce nella testa di Francesca. *Non abbiamo ancora dati conclusivi sulla natura di questa dimensione.*<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Infermeria - 4 Novembre 2397, ore 08:12</b><br /><br />
De Chirico arrivÃ² nel momento in cui Hesse stava lasciando il posto dov'era stato immobile. Si stava sgranchendo le giunture e il collo.<br />
"Capitano, tutto ok?" chiese.<br />
"A parte sentirmi un po' intorpidito mi sembra sia tutto a posto." rispose.<br />
"Se Ã¨ in grado di muoversi, vorrei che venisse con me nel Laboratorio scientifico. Il Tenente Comandante Alluso sta avendo una comunicazione con una entitÃ  che si Ã¨ dichiarata essere Kepunk."<br />
"Kepunk, eh!" rispose il Capitano mentre usciva insieme al dottore dall'Infermeria. "Pensi che un'entitÃ  dove eravamo noi che si dichiarava essere Kepank ci ha avvertito che questi Kepunk sarebbero un pericolo."<br />
"Ah, sÃ¬?" si sorprese il medico. "Siamo di fronte ad un duello a chi la spara piÃ¹ credibile..."<br />
"In che senso?"<br />
"Questi Kepunk dicono che i Kepank sarebbero un pericolo."<br />
"Ah..." disse il Capitano con un'espressione divertita sul viso.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Laboratorio scientifico - 4 Novembre 2397, ore 08:18</b><br /><br />
Nello stesso momento in cui l'umanoide di polvere vide Hesse entrare dalla porta, si dissolse. Lasciando a bocca aperta il Capo della Sicurezza che era in mezzo ad un'altra domanda.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Albert K. Hair</author>
            <pubDate>Sat, 07 Apr 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-07 Cosmogonia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Margret del Keth R'Haal <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nessun luogo, nessun tempo</b><br /><br />
<br />
All'inizio vi erano solo il buio e il silenzio. <br />
L'universo era freddo e vuoto e privo di vita. L'universo era un luogo molto tranquillo, allora.<br />
Poi la dea Kep'k aveva aperto quell'immensa oscuritÃ  e vi aveva sbirciato dentro. A quel tempo, la dea era giovane e le era permesso di sbirciare in tutti i molteplici universi che componevano il mondo. Come tante scatole, alcune piene e altre vuote, popolavano la casa degli dei.<br />
A Kep'k piacque molto quell'oscuritÃ  e penso che sarebbe stato molto bello popolarla di luci e forme e colori, perchÃ© questi ultimi avrebbero mostrato maggiormente quanto fossero meravigliosi il buio e il silenzio. CosÃ¬ la dea Kep'k aveva allungato la mano fino al centro esatto dell'universo e dalle sue dita era scaturita una scintilla, la prima.<br />
Dopo ne erano seguite altre, molte altre. Lo spazio aveva cambiato forma, il tempo si era ripiegato su sÃ© stesso e poi si era espanso di nuovo. La materia si era addensata ed era collassata, per poi addensarsi di nuovo. Tutte le cose avevano avuto inizio.<br />
Pianeti grandi e piccoli, soli, galassie, filamenti di materia che si allungavano nell'oscuritÃ  e nel buio, che non erano mai stati cosÃ¬ belli.<br />
Per qualche tempo la dea Kep'k si compiacque di quel che aveva creato. Gli altri dei apprezzavano la cura che aveva messo nel creare ogni cosa in quella piccola scatola vuota. <br />
Era stato un gioco molto bello, ma ormai era finito. La dea richiuse la scatola e per molto tempo l'universo rimase sostanzialmente immutato.<br />
Poi, un giorno, Kep'k fece ritorno. Aveva creato molti altri universi, riempito molte altre scatole, ma quello era stato il primo e nel cuore della dea occupava un posto speciale. RiaprÃ¬ la scatola e vide che l'universo era ancora bello bello e splendente come lei lo aveva lasciato. Ma la dea ora era piÃ¹ vecchia e piÃ¹ saggia e vide anche che l'universo era vuoto, molto piÃ¹ vuoto di prima. C'era la materia, certo, e c'era l'oscuritÃ  resa ancora piÃ¹ bella dalla luce. Ma mancava qualcosa.<br />
CosÃ¬ la dea creÃ² i Kep.<br />
I Kep erano un popolo pacifico e meraviglioso, curioso e pieno di desiderio di esplorare. In breve tempo, sotto la guida della dea, i Kep si espansero ovunque nell'universo, raggiungendo gli angoli piÃ¹ remoti della scatola. Crebbero e si moltiplicarono e vissero per moltissimo tempo in armonia con il creato e tra loro.<br />
Poi un giorno, la dea Kep'k, come giÃ  era accaduto in passato, si stancÃ² di quell'universo e lo abbandonÃ². I suoi figli non capivano per quale motivo se ne fosse andata, per quale motivo li avesse lasciati. La loro disperazione fu terribile e profonda come l'oscuritÃ  stessa.<br />
Poi due fratelli, Kepunk e Kepank, decisero di cercare la dea.<br />
Il loro popolo all'inizio li derise e li schernÃ¬. Com'era possibile cercare una dea, la madre di tutte le cose e di tutti loro? Come avrebbero potuto due piccoli esseri, due Kep, trovare la creatrice del loro universo? Ma la disperazione per l'assenza di Kep'k era tale e tanto grande che alla fine quella parve essere l'unica possibilitÃ . I Kep costruirono una nave, la piÃ¹ bella e la piÃ¹ potente che il loro popolo avesse mai visto e la donarono ai due fratelli, perchÃ© questi potessero trovare la dea.<br />
Kepunk e Kepank partirono. Inizialmente i due fratelli collaborarono, d'accordo sulla rotta da seguire. Ma col tempo e con la mancanza di risultati della loro ricerca, si divisero. Kepunk credeva che la dea potesse essere trovata solo continuando a cercare in lungo e in largo nella spazio, Kepank riteneva invece che l'unico modo per trovare la madre fosse cercarla all'interno del loro spirito.<br />
Nessuno sa come e quando i due fratelli si divisero o se la loro ricerca ebbe successo. Nessuno dei due fece piÃ¹ ritorno.<br />
La loro scomparsa accrebbe le diatribe tra i Kep, il cui popolo si spaccÃ² in due fazioni, ognuna schierata con uno dei sue fratelli. La grandezza dei Kep cominciÃ² ad offuscarsi. Col tempo, altre creature popolarono l'universo. Non erano figli della dea come i Kep, bensÃ¬ degenerazioni di quello che una volta loro stessi erano stati. Queste creature presero il loro posto e i Kep rimasti decisero di andarsene. Non potevano lasciare quell'universo senza l'aiuto di Kep'k e nel caso lei fosse tornata, cosÃ¬ si isolarono in una piccola zona di spazio, lontano dalle creature che avevano infestato il loro universo, invisibili ai loro occhi, in attesa del ritorno della madre. Quando lei fosse arrivata, loro sarebbero stati pronti.<br />
<br />
<br /><b>Luogo indefinito - Tempo indefinito<br />
</b><br /><br />
Alla scomparsa di Hesse, Margret si lasciÃ² sfuggire un'imprecazione andoriana particolarmente colorita che strappÃ² un'occhiata incredula al timoniere, un mezzo sorriso ad Hana e lasciÃ² perplessi tutti gli altri. La donna poteva anche non aver capito il termine in se stesso, ma certamente ne aveva colto il sentimento.<br />
Il primo ufficiale si voltÃ² come per contare i presenti e sincerarsi che nessun altro se ne fosse andato. Quindi si voltÃ² verso la betazoide.<br />
<br />
"Consigliere, non percepisce piÃ¹ il capitano, immagino."<br />
"No, Signore. E' sparito, come gli altri."<br />
"E si Ã¨ portato via il pennarello," aggiunse Hair, in tono piatto.<br />
"GiÃ . Sembra una specie di teletrasporto."<br />
"Potrebbe," confermÃ² l'ingegnere. "Ma non ho mai visto nulla del genere."<br />
"No, nemmeno io. Infatti." Margret tornÃ² a rivolgersi ad Hana. "Anche questi grigi, come li ha chiamati lei, non sono qui al momento, giusto?"<br />
"Giusto," rispose il consigliere. Il suo tono era sicuro, ma aggrottÃ² leggermente le sopracciglia come se stesse sforzandosi di sentire qualcosa in mezzo ad una gran confusione.<br />
"Bene."<br />
<br />
Per un istante il primo ufficiale rimase immobile, le antenne tese in avanti, in evidente riflessione sul da farsi.<br />
<br />
"Bene," ripetÃ¨ poi. "Dato che luci sono accese, muoversi sarÃ  meno difficoltoso. Rimaniamo uniti e continuiamo il piÃ¹ possibile in linea retta." Il tono dell'andoriana era secco. Se c'era esitazione in lei, non lo dava a vedere, quasi che l'idea di muoversi, il prossimo compito su cui tutti loro erano focalizzati, le permettesse di escludere pensieri pericolosi. Come il fatto che non avevano idea di dove andare, di cosa cercare o di dove fossero.<br />
La forza della sua autoritÃ , comunque, li fece muovere.<br />
<br />
"Consigliere, vorrei essere avvertita di ogni cambiamento. Se arriva qualcuno, se qualcuno se ne va, voglio saperlo subito."<br />
La donna annuÃ¬ una volta in senso di assenso.<br />
"Bene, muoviamoci."<br />
<br />
Il gruppetto camminÃ² in silenzio per un po'. Ogni tanto qualcuno appoggiava qualche commento sulla qualitÃ  del materiale delle pareti o sulla tecnologia dell'illuminazione, ma le chiacchiere furono estremamente limitate. La situazione non era mai stata particolarmente favorevole e le continue sparizioni dei loro compagni non contribuivano a migliorare lo scenario. Inoltre, questi Kepank, o Grigi che dir si volesse, non si erano dimostrati, almeno per il momento, affatto attendibili. Come se non bastasse li avevano messi in guardia nei confronti dei Kepunk.<br />
<br />
"E questi altri tizi, i Kepunk, chi sarebbero, fra l'altro?" domandÃ² Hair, a nessuno in particolare, con sconvolgente tempismo. "Mi ricordano Pinco Panco e Panco Pinco e sembrano quasi altrettanto orridi."<br />
Tutti i non umani della combriccola parvero decisamente perplessi e Hair si sentÃ¬ in dovere di spiegare. "Oh, si tratta di personaggi letterari. Due fratelli, da "Alice nel paese delle meraviglie". La protagonista li incontra dopo essere caduta nella tana del Bianconiglio."<br />
"Alice era molto piccola?" domandÃ² Shnar.<br />
"Nella norma," rispose Glasgow, le sopracciglia leggermente inarcate. "PerchÃ©?"<br />
"PerchÃ© allora doveva essere la buca ad essere bella grossa."<br />
"Proprio come questa," si inserÃ¬ Margret.<br />
<br />
Poco piÃ¹ avanti rispetto al gruppetto, il primo ufficiale era in piedi sul bordo di quella che sembrava essere, in effetti, un buco nel pavimento del corridoio. Non si trattava di una bottola, nÃ© di un danneggiamento del pavimento. A ben guardare, non era nemmeno una vera buca. Semplicemente, al centro esatto del corridoio, una parte del pavimento era stata sostituita da una lastra di materiale trasparente simile al vetro. Al di sotto era visibile parzialmente un'altra stanza. All'interno erano ospitate una serie di capsule, simili ad unitÃ  di stasi. <br />
Tre di esse ospitavano, immobili e ad occhi chiusi, Hesse, de Chirico e la Alluso.<br />
<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Margret del Keth R'Haal </author>
            <pubDate>Wed, 13 Jun 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-08 Alla fine... eccovi qua</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Asami Hana<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Luogo imprecisato - Tempo indefinito</b><br /><br />
<br />
La squadra per un attimo si bloccÃ² ad osservare quella sorta di grossa voragine, sporgendosi quel tanto che gli bastava per osservare con circospezione quelle che a tutti gli effetti apparivano essere dei macchinari per mantenere in stasi i colleghi; Margret sembrÃ² essere ad un passo dal saltarvi dentro per poter osservare piÃ¹ da vicino la situazione, controllare per quanto possibile come stessero i colleghi, ma Hana la bloccÃ² poco prima con espressione perplessa. <br />
<br />
"No, Ã¨ tutto sbagliato..." Hana ruppe il silenzio osservando i colleghi che apparivano loro in stasi "E' tutto sbagliato"<br />
<br />
"Comandante?" Margret osservÃ² la betazoide con espressione un po' confusa "Di cosa sta parlando.."<br />
<br />
"Sono finti.. non sono i nostri colleghi" Hana era concentrata nello sforzo di captare qualsiasi cosa da quegli uomini che apparivano addormentati "Non hanno consistenza.. non hanno colore" <br />
<br />
"Continuo a non capire Comandante" la incalzÃ² il primo ufficiale<br />
<br />
"Mettiamola cosÃ¬, Ã¨ come se fossero degli ologrammi.. li vediamo, li tocchiamo ma non sono tecnicamente reali, sono proiezioni del computer"<br />
<br />
"Si, in effetti anche io iniziavo a pensare che ci trovassimo dentro a qualche sorta di simulazione" intervenne Glasgow osservandosi attorno "Anche se mi sfugge il motivo del perchÃ¨ noi siamo ancora bloccati qui dentro, mentre gli altri.. chissÃ "<br />
<br />
"Non credo che sia una semplice simulazione e non credo sia nelle nostre possibilitÃ  decidere di uscirne.. penso piuttosto che i grigi stiano usando questa sorta di.." Hana si osservÃ² attorno "Simulazione. Mi rendo conto che non Ã¨ propriamente una simulazione ma nonostante tutto credo sia il loro sistema per fare una cernita.. stanno facendo come una selezione, a poco a poco escludono gli esemplari che a loro avviso non gli sono necessari"<br />
<br />
"GiÃ .." il primo ufficiale sospirÃ² tornando ad osservare i propri colleghi "Inizio a temerlo anche io, solo che mi sfugge a cosa vogliono giungere.. Se desideravano il controllo della nave avrebbero optato per il controllo del Capitano. A meno che il nostro ruolo non sia altro che degli ostaggi"<br />
<br />
"Ostaggi?" chiese Hair<br />
<br />
"Non potendo sapere cosa stia succedendo fuori di qui, Ã¨ possibile che al capitano sia stato dato qualche sorta di ultimatum.. se accontenta le loro richieste ci libera, oppure.." Margret lasciÃ² cadere nel vuoto la frase<br />
<br />
"Rimarremo per sempre bloccati qui?" chiese Hair<br />
<br />
"Non Ã¨ detto.. potrebbero anche staccarci la spina.." rispose a denti stretti Glasgow<br />
<br />
"Ah, ora sÃ¬ che mi sento sollevato.. altre belle notizie?" la voce di Hair era bassa e un po' preoccupata<br />
<br />
"Stanno arrivando.." Hana si voltÃ² verso destra ma non si riusciva a scorgere assolutamente nulla "Sono molto vicini.." <br />
<br />
"Vicini dove?" Margret e gli altri si guardarono ancora attorno, ma nulla apparve alla vista <br />
<br />
*State attenti ai Kepunk...* la voce si proiettÃ² direttamente nella mente dei presenti, come un messaggio telepatico *Loro sono vicini* <br />
<br />
Hana continuÃ² ad osservare il vuoto "Usano la telepatia.. evidentemente Ã¨ il loro modo di comunicare" poi raccolse un lungo respiro e tentÃ² di rispondere telepaticamente alle strane presenze che percepiva, chiudendo gli occhi per concentrarsi al massimo *E voi chi siete?*<br />
<br />
Hana rimase con gli occhi chiusi solo per pochi istanti, ma quando li riaprÃ¬ tutti erano scomparsi. <br />
<br />
*Noi siamo i Kepank*<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa -  Laboratorio scientifico <br />
D.T. 04/11/2397 - Ore 12:16</b><br /><br />
<br />
L'essere di polvere si era manifestato nuovamente nelle sue fattezze umanoidi e sembrava quasi essere in attesa; qualche scienziato, almeno alcuni dei piÃ¹ coraggiosi, aveva anche tentato un approccio con lo strano essere senza tanto successo. Il Capitano si era allontanato per qualche minuto, in modo da andare personalmente ad informarsi in infermeria se vi era stato qualche risultato nei tentativi di risvegliare gli ufficiali ancora in coma, ma una volta tornato non potÃ© che prendere atto di trovarsi in una sorta di stallo. Gli ufficiali in coma erano ancora inermi in infermeria, l'essere di polvere se ne stava sempre lÃ¬ senza avere granchÃ¨ voglia di rendersi utile e, ancor piÃ¹ fastidioso, il microchip ancora non analizzato della sonda si Ã¨ rivelato talmente danneggiato da quella polvere nera che era del tutto impossibile salvare qualsivoglia dato.<br />
<br />
Hesse incrociÃ² le braccia al petto osservando per un po' quella forma umanoide di polvere nera senza proferire parola, in attesa di capire cosa fare.<br />
<br />
"Il tempo Ã¨ agli sgoccioli.." finalmente l'essere di polvere, i Kepunk, si erano decisi a parlare ma la frase non sembrava avere piÃ¹ di tanto senso.<br />
<br />
"Che cosa significa?" Hesse fece un passo in avanti<br />
<br />
"Lo scontro Ã¨ alle porte.. i Kepank stanno per arrivare" l'essere dissolse il proprio corpo attraversando il campo di forza che avrebbe dovuto impedirgli di allontanarsi dal laboratorio per poi entrare nell'impianto di aerazione<br />
<br />
"Come diavolo ha fatto? E soprattutto, dove diavolo va?" Hesse stava giÃ  per chiamare la sicurezza ma fu anticipato da un'altra chiamata<br />
<br />
=^= Infermeria a Capitano Hesse, si stanno svegliando tutti.. dal primo all'ultimo!=^=<br />
<br />
"Mm.. inizio a temere dove sta andando" quindi sfiorÃ² il comunicatore uscendo dal laboratorio "Hesse a sicurezza, una squadra di sicurezza immediatamente in infermeria"<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa -  Infermeria <br />
D.T. 04/11/2397 - Ore 12:25</b><br /><br />
<br />
Hesse e la sicurezza sopraggiunsero all'interno dell'infermeria proprio nel momento in cui tutti gli ufficiali si ripresero dalla loro condizione, venendo di conseguenza estratti dalla stasi; fece qualche passo in avanti ma, prima che potesse dire nulla, l'essere di polvere si materializzÃ² riprendendo la sua forma umanoide di fronte ad Hana<br />
<br />
"Alla fine.. eccovi qua, Kepank" l'essere di polvere osservava Hana restandogli di fronte<br />
<br />
Una voce strana e maschile uscÃ¬ dalle labbra di Hana "Lo sapevate che sarebbe successo, Kepunk"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Asami Hana</author>
            <pubDate>Wed, 13 Jun 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-09 In lotta</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente JG Giovanni Vincenzo De Chirico<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Tokugawa - luogo imprecisato tempo imprecisato</b><br /><br />
<br />
Hana si svegliÃ² in un posto buio, non ricordava come ci era finita, ne quando si era addormentata.<br />
ProvÃ² ad alzarsi in piedi. Non ci riusciva.<br />
Come dal nulla rimbombarono tutto attorno a lei, forti come tuoni, delle parole.<br />
"Alla fine... eccovi qua, Kenpank"<br />
Il rimbombo si dissolse lentamente lasciando nell'aria per diversi minuti le ultime sillabe della frase.<br />
Era un rimbombo impossibile, innaturale.<br />
Non si era ancora del tutto esaurito che il fenomeno si ripetÃ©:<br />
"Lo sapevate che sarebbe successo Kepunk".<br />
<br />
Doveva alzarsi in piedi, ma le sue gambe sembravano non avere forze.<br />
No aspetta. Gambe? Hana si rendette improvvisamente conto di non avere gambe. <br />
Di non avere braccia. <br />
Di non avere un corpo.<br />
<br />
Era come un vapore galleggiante nell'aria.<br />
Eppure in qualche modo sentiva ancora il terreno sotto i propri piedi.<br />
<br />
AvvertÃ¬ una luce rossa, carica di rabbia. Era un'emozione estremamente rabbiosa. Ma a chi apparteneva?<br />
<br />
Un pÃ² piÃ¹ deboli attorno a lei ce n'erano altre: spavento e preoccupazione. Piccole lucine blu, che venivano quasi soffocate dal fuoco dell'entitÃ  rossa.<br />
<br />
Aspetta, queste emozioni le conosceva. Erano i suoi compagni di bordo, avvertiva chiaramente De Chirico, il capitano, Hair, Margaret. Sembravano molto vicini ma non riusciva a vederli.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Infermeria 4 Novembre 2397 - Ore 12:25<br />
</b><br /><br />
L'essere che aveva assunto le sembianze di Hana si scagliÃ² contro l'essere di polvere. In un attimo si ritrovarono avvolti da una nuvola scura, in una colluttazione difficilissima da seguire per gli allibiti osservatori dell'equipaggio.<br />
<br />
"Computer crea un campo di forza attorno al consigliere e al Kepunk" De Chirico era stato il piÃ¹ pronto a prendere in mano la situazione. Ma i due esseri sembravano non voler sentire ragione, invece di smettere di lottare continuavano a scagliarsi contro il campo di forza, come presi da un'improvvisa follia. <br />
De Chirico iniziÃ² a maneggiare freneticamente sulla console del computer.<br />
<br />
"Dottore! Che diav...." Il capitano lasciÃ² a metÃ  la frase quando Hana crollÃ² priva di sensi.<br />
<br />
"Un sedativo capitano, di questo passo si sarebbe ammazzata, non molto efficace su di lui a quanto pare" con un'occhiata indicÃ² l'umanoide imprigionato, che sembrava aver ritrovato la ragione ora che Hana era sedata.<br />
<br />
L'illuminazione cambiÃ². Allarme Rosso.<br />
<br />
"Dottore, Hair monitorate la situazione e trovate una spiegazione! Io sarÃ² in plancia", il capitano si precipitÃ² fuori dall'infermeria.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - plancia - 4 Novembre 2397 - Ore 12:25</b><br /><br />
<br />
Il capitano Hesse entrÃ² come una furia in plancia: "Situazione".<br />
"Le altre navi Federali capitano, hanno iniziato a lottare tra di loro e a sparare contro di noi. E' strano: Ã¨ come se non sapessero pilotarle. Sono attacchi cosÃ¬ banali che li stiamo evitando con manovre evasive basilari.<br />
<br />
"Li chiami"<br />
<br />
"GiÃ  provato, non rispondono"<br />
<br />
"Possiamo disabilitare motori e armi?"<br />
<br />
"Contro navi della flotta?"<br />
<br />
"Per quel che ne sappiamo non sono piÃ¹ navi della flotta".<br />
<br />
"Alluso, li disabiliti. ORA".<br />
<br />
L'ufficiale alle comunicazioni interruppe l'acceso scambio tra il capitano e l'ufficiale tattico: "Capitano, riceviamo una chiamata Subspaziale... Dall'altra parte del tunnel spaziale..."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente JG Giovanni Vincenzo De Chirico</author>
            <pubDate>Mon, 18 Jun 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-10 La battaglia dei posseduti</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Cesare Tommaso Mouri<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Tokugawa - plancia - 4 Novembre 2397 - Ore 12:27</b><br /><br />
In poco tempo si scatenÃ² la piÃ¹ strana battaglia della storia. Sembrava che<br />
a comandare le navi ci fosse gente totalmente incapace o folle. I colpi<br />
phaser  venivano sparati nelle varie direzioni e raramente raggiungevano il<br />
bersaglio, lanci casuali di siluri totalmente inefficaci e non agganciati a<br />
nessun bersaglio completavano il quadro. Le navi si muovevano in maniera<br />
del tutto casuale: alcune navi si coprivano l'un l'altra per poi prendersi<br />
a bordate pochi istanti dopo.<br />
Non c'era logica o tattica in quello scontro ed Hesse guardava la<br />
situazione  non riuscendo  a capire cosa stava succedendo. Non riusciva ad<br />
identificare nemmeno se c'era una o piÃ¹ fazioni in lotta in quello<br />
scontro.  In quel caos sapeva che doveva fare una cosa soltanto:fermarlo.<br />
Senza pensarci due volte chiese:"Comandante Alluso Ã¨ pronta?"<br />
Un colpo accidentale colpÃ¬ la Tokugawa ma gli scudi assorbirono l'impatto.<br />
"Si signore." Rispose l'ufficiale al tattico.<br />
"Fuoco." Ordino il comandante.<br />
Pochi istanti dopo precise e coordinate bordate bordare investirono le<br />
quattro navi impazzite nel tentativo di disabilitarle.  Con un rapido<br />
scatto la Tokugawa si avvicinÃ² alla Vestalis e fece fuoco: la bordata colpÃ¬<br />
i banchi phaser della sezione a disco disabilitandoli mentre un secondo<br />
colpo mise fuori uso i tubi di lancio.<br />
Una rapida imbardata e la Tokugawa si frappose tra la Vestalis e le altre<br />
tre navi pronta a fornirle copertura e protezione della altre tre navi che<br />
nel mentre non avevano smesso di combattersi.<br />
"Ottimo lavoro." CommentÃ² il capitando sorridendo in direzione della<br />
Alluso:"Prepariamoci a colpire la prossima."<br />
Senza aspettare Hesse si voltÃ² verso l'ufficiale alle comunicazioni:"Rileva<br />
ancora il disturbo sub spaziale?"<br />
"No signore... ma sono sicuro che c'Ã¨ qualcosa sembr... ." L'ufficiale fu<br />
bruscamente interrotto dall'ufficiale tattico:"Rilevo una emissione di<br />
neutrini dal tunnel... ."<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Infermeria - 4 Novembre 2397 - Ore 12:29</b><br /><br />
Il dottor De Chirico si avvicinÃ² al campo di forza ma scosse la testa:"Non<br />
funziona."<br />
Il dottor D'Kar inarcÃ² il sopracciglio aggiungendo:"Dev'essere il campo di<br />
forza... assorbe il segnale del nostro sensore."<br />
"GiÃ ." Rispose rammaricato De Chirico guardando deluso il sensore. Dopo un<br />
secondo in cui rimase a meditare la prossima mossa, aggiunse:"Apriamo il<br />
campo di forza."<br />
"Signore?" Il vulacaniano sembrÃ² non capire.<br />
"Ha sentito bene... se vogliamo sapere cosa Ã¨ successo a Hana devo fare<br />
questa analisi sui tracciati celebrali e l'unico modo Ã¨ aprire una breccia<br />
nel campo di contenimento."<br />
"E' contro la procedura stand... ." Ma il vulcaniano  lo interruppe<br />
bruscamente."Lo faccia."<br />
D'Kar aprÃ¬ una piccola apertura di circa 15 centimetri nel campo di forza e<br />
iniziÃ² a sondare. Nei primi istanti non trovÃ² nulla di anormale ma poi<br />
qualcosa cambiÃ².<br />
"Non Ã¨ possibile." Disse anche se una parte di sÃ© stesso aveva immaginato<br />
una simile eventualitÃ .<br />
De Chirico scosse la testa come per riordinare le idee:"Dobbiamo fare un<br />
confronto sulle onde teta terziarie."<br />
Ma non ricevette risposta.<br />
Il dottore si voltÃ² e vide che il suo assistente lo guardava strano. Aveva<br />
il viso leggermente piegato verso destra e gli occhi fissi contro di lui.<br />
"D'Kar... cosa sta facend... ."<br />
Un'ombra nera investÃ¬ il dottore.<br />
<br />
<br /><b>Spazio vicino al tunnel - 4 Novembre 2397 - Nel frattempo</b><br /><br />
Emersero dal tunnel nello stesso istante. Due parallelepipedi neri, piÃ¹ scuri dello spazio. L'unico modo per vederli era il riflesso delle stelle<br />
sullo scafo nero lucente. Le dimensioni erano gigantesche: cinque<br />
chilometri di lunghezza e per una sezione di cinquecento metri facevano<br />
sembrare la flottiglia federale un piccolo stormo di insetti.<br />
I due parallelepipedi iniziarono ad investirsi l'un l'altro con bordate di<br />
raggi energetici, viola per quello di destra e rosso per quello di destra.<br />
Le armi a particelle a contatto con la nave nemica esplodevano in scintille<br />
colorate proiettando nel vuoto dello spazio particelle di pulviscolo nero.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Infermeria - 4 Novembre 2397 - Nel frattempo</b><br /><br />
"Grazie." Disse De Chirico con un sollievo.<br />
A pochi passi da lui, Hair era chino a terra  mentre cercava di<br />
immobilizzare il dottor D'Kar.<br />
Con un balzo De Chirico prese un hypospray e sedÃ² il vulcaniano.<br />
"Ma che cosa Ã¨ successo?" L'ingegnere guardÃ² il dottore pesantemente<br />
confuso:"Ho visto il dottor D'Kar che l'aggrediva e sono intervenuto."<br />
"Sono loro." ProvÃ² a spiegare De Chirico.<br />
"Loro chi?"<br />
"Gli alieni... i Kepunk o i Kepank." Aggiunse il dottore ma, malgrado la<br />
spiegazione poco chiara, Hair intuÃ¬ cos'era successo:"Gli alieno hanno<br />
preso il controllo dei nostri colleghi? Loro sono come... ."<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Plancia - 4 Novembre 2397 - Nel frattempo</b><br /><br />
"... posseduti." SpiegÃ² l'ufficiale scientifico osservando i dati dal suo<br />
monitor:"Sulle altre navi gli equipaggi stanno lottando come se fossero<br />
sotto il controllo di una delle due fazioni aliene. Questo spiega lo strano<br />
comportamento della flot... ."<br />
L'ufficiale alzÃ² lo guardo e le due colossali navi aliene combattersi nello<br />
spazio. Il monitor aveva difficoltÃ  ad inquadrarle tutte. Tutti gli<br />
ufficiali di plancia avevano seguito la sua spiegazione ma l'improvviso<br />
arrivo degli alieni aveva catturato l'attenzione di tutti.<br />
"Grazie." Fu il commento del capitano:"Questo spiega lo strano<br />
comportamento delle nostre navi."<br />
Hesse era intenzionato a riprendere il controllo della situazione:"Voglio<br />
una scansione completa dei nuovi arrivati." Rivolto al tattico aggiunse:"La<br />
seconda nave?"<br />
Alluso prontamente rispose:"Abbiamo colpito i banchi phaser di sinistra,<br />
hanno protezione minima da quel lato possiamo sfruttarla per disabilitare i<br />
tubi... ."<br />
Francesca si scurÃ¬ in voltÃ²:"oh no... sono stati colpiti."<br />
Sullo schermo appare l'immagine della seconda nave Federale, un vascello di<br />
classe Nebula, mentre un raggio energetico di color viola colpiva e<br />
lacerava lo scafo nel punto in cui la Togukawa aveva aperto la breccia<br />
negli scudi.<br />
"Rapporto."<br />
"Hanno danni ingenti alla sezione a disco... parecchi morti e l'integritÃ <br />
strutturale sta collassando... sono stati colpiti duro." SpiegÃ² l'ufficiale<br />
tattico.<br />
Prontamente il capitano Hesse passÃ² alla controffensiva:"Timoniere rotta<br />
227.3 per 56.9 mettiamoci a copertura della nave danneggiata. Energia<br />
ausiliaria agli scudi."<br />
Il timoniere eseguÃ¬ l'ordine ma la Alluso aveva altre brutte<br />
notizie:"Capitano sparano anche alle altre navi... vogliono distruggerle."</JUSTIFY> ]]></description>
            <author>Tenente Comandante Cesare Tommaso Mouri</author>
            <pubDate>Sun, 15 Jul 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-11 Fuga</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Margret del Keth R'Haal <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Tokugawa - luogo imprecisato, tempo imprecisato</b><br /><br />
<br />
Hana non percepiva piÃ¹ nulla se non la rabbia di quell'essere.<br />
Alla fine avevano scelto lei, di questo era certa in un modo che andava oltre la normale logica dell'esistenza umanoide. I Kepank, quegli esseri grigi e informi, privi di percezione, che aveva avvertito sin dall'inizio di quella storia avevano scartato gli altri membri dell'equipaggio uno a uno e, infine, avevano scelto lei.<br />
Non le era chiaro il perchÃ©. All'inizio, quando si era trovata in quello spazio incorporeo la potenza della rabbia che aveva percepito in quelle creature, l'aveva accecata. Li avvertiva, avvertiva le voci, quei rombi improvvisi nel buio, avvertiva le vaghe presenze bluastre del resto dell'equipaggio intorno a lei, ma erano tutte sensazioni smorzate. <br />
La rabbia era ovunque. Una rabbia cieca, pressante, avvolgente. Una rabbia di cui non aveva mai avvertito pari, una rabbia che non poteva essere contenuta in una sola mente, una rabbia che era la somma dell'odio di un'intera razza. <br />
Piano piano, perÃ², era riemersa, aveva cominciato a capire. C'era decisamente qualcosa di nuovo in quell'esperienza. Ormai si era resa conto che anche il luogo in cui era stata confinata in precedenza con i suoi compagni di equipaggio non era altro che un'illusione. Non poteva che essere cosÃ¬. Ma si era trattato di un tipo diverso di illusione, come se i Kepank li stessero valutando, mettendo alla prova. Se quelli erano stati i preparativi, questa era la battaglia vera e propria e si era spostata nel mondo reale. Per questo, credeva, percepiva gli altri ufficiali in maniera cosÃ¬ vaga. CiÃ² che avvertiva era soltanto un'eco, una proiezione di loro a bordo della Tokugawa. Il suo stesso corpo fisico era in movimento, o almeno lo era stato fino a pochi minuti prima. <br />
I Kepank si stavano manifestando attraverso di lei per intraprendere una battaglia contro i Kepunk, una battaglia che infuriava da secoli e che per secoli sarebbe durata.<br />
E lei non sapeva come fermarli.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Plancia - 4 novembre 2397, ore 12.41</b><br /><br />
 <br />
La battaglia infuriava tutto intorno alla Tokugawa e, con grande disappunto di Hesse, non stava andando troppo bene. La situazione era giÃ  grama quando erano le sole navi federali a combattere l'una contro l'altra, ora che si erano aggiunte le navi aliene l'intera faccenda rischiava di assumere i toni di una catastrofe.<br />
La Tokugawa aveva subito relativamente pochi danni, certamente meno di altre navi che, indebolite dal precedente conflitto, non erano state in grado di reagire altrettanto in fretta ed efficacemente all'attacco delle cinque potenti navi aliene.<br />
In condizioni normali, la strategia migliore sarebbe stata una ritirata strategica. <br />
A nessun capitano della Flotta piaceva l'idea della fuga. Vengono loro inculcati durante l'addestramento ideali di coraggio, onore e sacrificio, ma se questo significava salvare il proprio equipaggio e quello delle altre navi, Hesse sarebbe stato ben contento di darsi alla fuga.<br />
La loro preziosa, gloriosa missione di esplorazione stava finendo con un gran fiasco. Qualunque fosse il motivo della guerra in corso tra i Kepunk e i Kepank, non sembrava ci fosse spazio per la mediazione. Hesse non sapeva da quanto durava nÃ© quali fossero le ragioni alla sua base - diavolo, non sapeva nemmeno chi fosse questa gente e quali armi avessero a disposizione - ma, a questo punto, malgrado la sua curiositÃ , non gli interessava.<br />
La cosa da fare ora era ritirarsi a distanza di sicurezza finchÃ¨ i rinforzi non fossero arrivati. Abbastanza vicini da proteggere i punti sensibili del sistema, abbastanza lontani da poter raccogliere le forse e riorganizzarsi senza farsi sparare addosso.<br />
La questione di come evitare successivi attacchi da parte di quelle navi era spinosa, ma Hesse non aveva tempo di preoccuparsene ora. Rimaneva solo un piccolo, spinoso dettaglio da sistemare. Come avrebbero fatto a riacquistare il controllo delle altre navi federali?<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Infermeria - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
"Non capisco... non ha senso..."<br />
De Chirico si grattÃ² il retro del collo, gli occhi stretti e le sopracciglia cosÃ¬ corrugate da formare un'unica linea continua mentre osservava i dati.<br />
L'infermiera accanto a lui, allungÃ² il collo per vedere i risultati delle scansioni e parve altrettanto perplessa, benchÃ© la sua reazione non fosse lontanamente soddisfacente quanto quella del medico.<br />
<br />
D'kar e Hana erano distesi su due lettini affiancati, entrambi bloccati da campi di forza ed entrambi privi di sensi. Hair aveva aiutato il medico a bloccare il collega che, prontamente sedato, era stato messo in condizione di non fare danni, poi era corso in sala macchine, richiamato dall'emergenza in corso. Se ne erano andati quasi tutti, ognuno alle proprie postazioni da battaglia, tranne Margret che, visti gli ultimi sviluppi, aveva ricevuto l'ordine di rimanere in infermeria.<br />
Sembrava chiaro che, se avevano qualche speranza di capire cosa stava succedendo, la risposta dovesse essere lÃ¬.<br />
<br />
"Cosa non ha senso, dottore?" Margret si aggrappÃ² ad un lettino mentre uno scossone faceva tremare il pavimento.<br />
"Non riesco a capire..."<br />
"Dottore!"<br />
De Chirico indicÃ² due schermate gemelle. "Le vede questi?"<br />
Margret li vedeva, ma non aveva idea di cosa avrebbero dovuto significare. Dalla sua espressione doveva essere chiaro perchÃ© De Chirico colse al volo. "Ho avviato una scansione sulle onde delta terziarie sia di D'Kar che del consigliere Hana." AllungÃ² la mano verso lo schermo piÃ¹ vicino dove due diversi tracciati erano sovrapposti ed evidenziati in diversi colori.<br />
"Quello sottostante appartiene al consigliere e coincide esattamente con quello che abbiamo in archivio."<br />
"E l'altro?"<br />
"Non ne ho idea. I Kepank, forse. Un'altra entitÃ  che sovrappone la sua attivitÃ  cerebrale a quella di Hana."<br />
Le antenne del primo ufficiale si tesero. "Sta dicendo che c'Ã¨ qualcosa dentro di lei? Che Ã¨... come si dice... posseduta?"<br />
"Non propriamente... ma... beh, sÃ¬, il concetto piÃ¹ o meno Ã¨ quello. Credo si tratti di un'influenza telepatica di qualche tipo. L'hanno usata per parlare attraverso di lei e a quanto pare non se ne sono ancora andati. E non Ã¨ tutto?"<br />
"Non Ã¨ tutto?" domandÃ² la donna, reggendosi in piedi nel bel mezzo di un altro scossone. "Che altro c'Ã¨?"<br />
De Chirico indicÃ² l'altro schermo. "Ho rilevato lo stesso nel dottor D'Kar. Ora il secondo tracciato, quello intruso se vogliamo chiamarlo cosÃ¬, Ã¨ sparito, ma Ã¨ stato ben visibile per qualche istante dopo che abbiamo iniziato a monitorarlo. Siamo stati in grado di registrarlo per un soffio." <br />
<br />
Il medico premette un altro tasto. I due tracciati in sovrapposizione, appartenenti non al vulcaniano e ad Hana, ma presumibilmente ai Kepank e ai Kepunk, vennero evidenziati e sovrapposti.<br />
<br />
Margret strinse gli occhi. "Sono esattamente speculari. Cosa significa?"<br />
"Non lo so. Non ha senso, non ho mai visto una cosa del genere. Ma una cosa la so." De Chirico si voltÃ² verso il primo ufficiale. "Credo di poterlo eliminare."<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa - Plancia - Contemporanemante</b><br /><br />
<br />
L'ennesimo scossone fece tremare il pavimento. Una consolle esplose da qualche parte alle sue spalle. Hesse si abbassÃ² d'istinto.<br />
"Rapporto!"<br />
"Danni sui ponti da 6 a 9, sezioni 13,14 e 16," gridÃ² una voce.<br />
"Ci stiamo spostando per coprire l'unitÃ  piÃ¹ vicina!" La voce della Alluso risuonÃ² sopra il frastuono della battaglia.<br />
Hesse fece segno di aver capito e tornÃ² a guardare lo schermo principale. Non c'era bisogno di ordinare al timoniere una manovra in particolare. Se c'era qualcosa che Hesse aveva imparato da quando aveva preso il comando della Tokugawa Ã¨ che l'equipaggio sapeva il fatto suo.<br />
Quasi non udÃ¬ il trillo del comunicatore.<br />
<br />
=^= Margret a Hesse =^=<br />
"Non Ã¨ proprio il momento, comandante."<br />
=^= Capitano, abbiamo scoperto qualcosa di importante. Crediamo di sapere come i Kepank influenzano i membri dell'equipaggio."<br />
Hesse si voltÃ² a scambiare un'occhiata con la Alluso.<br />
"E potete fermarli?"<br />
=^= Pensiamo di sÃ¬. =^=<br />
"Fatelo."</JUSTIFY><br />
<br />
<br />
]]></description>
            <author>Comandante Margret del Keth R'Haal </author>
            <pubDate>Mon, 06 Aug 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>08-12 Il ritorno</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/tokugawa/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=7&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Albert K. Hair<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Tokugawa, Infermeria - 4 novembre 2397, ore 12:55</b><br /><br />
<br />
"De Chirico a Hair."<br />
Dall'altra parte della comunicazione passÃ² qualche attimo e poi: =^=Qui Hair, mi dica dottore!=^=<br />
"So che le sto per chiedere una cosa particolare e siamo nel bel mezzo di una battaglia ma... come vede questo tipo di onda? Gliela mando via console."<br />
Altri attimi di attesa. =^=La vedo un'onda teta terziaria.=^=<br />
De Chirico stava per parlare di nuovo quando Hair lo anticipÃ². =^=Se configurassimo correttamente gli scudi potremmo riuscire a disconnettere qualsiasi segnale di questo tipo. Non arriverebbe piÃ¹ nulla.=^=<br />
"PuÃ² farlo?" Margret si introdusse nella conversazione.<br />
=^=Se mi danno tregua un attimo non dovrei metterci molto.=^=<br />
"Ne faccia una prioritÃ ! Abbiamo bisogno di riprendere il controllo dei nostri uomini." concluse il Primo Ufficiale.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala Macchine - 4 novembre 2397, ore 13:05</b><br /><br />
<br />
Hair stava facendo danzare le dita sulla console scientifica, dando un'occhiata agli schemi presenti su un PADD che aveva appoggiato sulla stessa. Juliette gli stava dando manforte sull'altra console. Lo aiutava con il confronto delle risultanze.<br />
Le simulazioni stavano dando dei buoni risultati ma rimaneva un solo problema da affrontare. Per aggiungere tale filtro agli scudi, era necessario un reset degli stessi. Il che, in battaglia, non era proprio una di quelle cose che si raccomandano.<br />
Infine si convinse che il lavoro supplementare necessario a tentare un'altra simulazione che escludesse il reset fosse troppo oneroso e dispendioso dal punto di vista del tempo a disposizione, per cui chiamÃ² il Capitano: "Hair a Plancia."<br />
=^=Problemi?=^= la voce del Capitano era particolarmente tesa. Stavano subendo troppi colpi rispetto a ciÃ² che sperava.<br />
"Capitano, ho trovato il modo per filtrare le onde teta terziarie e liberare cosÃ¬ i nostri dall'influenza degli alieni."<br />
=^=Bene, lo faccia!=^= disse quasi spazientito Hesse prima che Albert riuscisse a spiegare l'altra faccia della medaglia.<br />
"Per farlo dovremmo resettare gli scudi. Saremmo senza difese per circa 47 secondi."<br />
=^=Un bel po' di tempo... Attenda un attimo.=^=<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Plancia - 4 novembre 2397, ore 13:12</b><br /><br />
<br />
Hesse doveva agire in velocitÃ . Le navi aliene stavano infliggendo danni rilevanti alle navi federali, Tokugawa inclusa. Fortunatamente l'influenza per ora non li riguardava, almeno per la parte di equipaggio impegnato nelle manovre, per cui stavano decisamente meglio del resto della flotta.<br />
"Francesca, riusciremmo a sottrarci per cosÃ¬ tanto tempo alle armi nemiche?"<br />
"O fuggendo per il tempo necessario, lasciando al loro destino il resto delle navi federali, o cominciando una sequela di manovre ora come ora difficile da eseguire."<br />
"Ma non impossibile." intervenne il Timoniere. "Se ci coordiniamo potrebbe funzionare."<br />
"SÃ¬," gli fece eco la Alluso, "manovre serrate e improvvise legate e lanci di siluri e bordate di phaser per tener impegnate le navi aliene."<br />
"Vi do 30 secondi per prepararla." ordinÃ² Hesse.<br />
Con un cenno d'intesa i due cominciarono a collaborare tramite le rispettive console di lavoro.<br />
"Plancia a Sala Macchine," comunicÃ² il Capitano, "tenetevi pronti."<br />
=^=SÃ¬, signore.=^= rispose Hair.<br />
"Plancia a Infermeria. Tenetevi pronti a riferire eventuali cambiamenti nelle condizioni dei nostri."<br />
=^=SÃ¬, signore!=^= rispose pronta Margret.<br />
"Teniamo aperte le comunicazioni in contemporanea con Infermeria e Sala Macchine." disse Hesse rivolto all'Ufficiale alle Comunicazioni. Questi rispose con un cenno positivo.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Infermeria - 4 novembre 2397, ore 13:14:43.135</b><br /><br />
<br />
Il Kepunk che controllava il dottor D'Kar si accorse che gli esseri di questo universo avevano trovato una contromisura alla loro influenza. Questo lo sorprese. Doveva abbandonare il corpo fisico di quello strano essere incatenato da un campo di forza e agire prima che mettessero in pratica la loro mossa.<br />
<br />
USS Tokugawa, Infermeria - 4 novembre 2397, ore 13:14:43.148<br />
<br />
Il Kepank che controllava Hana decise che sÃ¬, era inutile rimanere imprigionati in quel corpo fisico, seppur importantissimo per ciÃ² che doveva fare. Asami era la cosa piÃ¹ vicina a ciÃ² che gli serviva ma questa nuova mossa degli esseri di questo universo stava per rendere vano tutto. Bisognava agire in fretta.<br />
<br />
USS Tokugawa, Sala Macchine - 4 novembre 2397, ore 13:14:43.162<br />
<br />
Il Kepank e il Kepunk si trovarono davani a Albert e Juliette, erano pronti a fermarli con la loro influenza. Hair stava posando la mano sul pulsante di attivazione del reset, come ordinato qualche istante prima da Hesse.<br />
Per i due alieni il tutto sembrava quasi statico, vista la velocitÃ  a cui si stavano muovendo, pura energia in un universo permeabile.<br />
Entrambi decisero di bloccare quella mano pronta ad attivare la procedura.<br />
<br />
<br /><b>Luogo sconosciuto - Tempo sconosciuto</b><br /><br />
<br />
Hair e i due alieni si trovarono in una radura. In quella radura una costruzione con grandi vetrate era illuminata di poche luci ammiccanti. Da quelle grandi vetrate Albert scorse le famigliari fattezze di Sheeba. Non ebbe bisogno di muoversi verso di lei, perchÃ© lei stava giÃ  uscendo nella radura.<br />
Albert vide i due alieni di fianco a sÃ©. Non il temeva piÃ¹, gli sembravano paralizzati dalla sorpresa.<br />
*Non son paralizzati, Albert. Li sto tenendo bloccati io.* la voce dolce e sensuale di lei gli parlava nella mente.<br />
"Grazie." rispose l'ingegnere. "Immaginavo qualcosa del genere. Ãˆ tanto che non ci vediamo?"<br />
Lo chiese con la massima naturalezza, dato che ogni volta che si incontravano Hair ne perdeva memoria. Gli rimanevano soltanto eventuali suggerimenti o impressioni che non sapeva da dove arrivassero. Lui conosceva Sheeba solo quando lei si palesava nella sua mente. Di solito capitava nel sonno ma stavolta il pericolo era troppo imminente.<br />
*Direi un bel po' ma questi monelli mi hanno fatto penare un po' troppo...*<br />
"Stanno facendo penare molto anche noi ma avevamo un metodo per liberarci della loro influenza."<br />
*SÃ¬, certo. Purtroppo, la particolare struttura di questa parte di universo, compromessa con l'apertura di quello che voi avete considerato un tunnel spaziale, unita al vostro piano di filtrare quelle che voi chiamate onde teta terziarie, avrebbe creato troppo danno a troppa gente. Stavate per commettere un genocidio. I Kepank e i Kepunk, che poi sono della stessa specie, sarebbero stati spazzati via. Il tunnel sarebbe collassato non prima di aver inghiottito il pianeta che stavate aiutando e le vostre stesse navi.*<br />
"Un bel casino..." si lasciÃ² scappare Hair.<br />
*Non preoccuparti, non accadrÃ .*<br />
"E poi non ricorderÃ² nulla, vero?" disse rattristato Albert.<br />
*Non essere triste, lo sai che sarÃ² sempre vicino a te. Ora, perÃ², devo prendermi cura del mio popolo.*<br />
"Il tuo..." Albert rimase stupefatto.<br />
Sheeba si rivolse ai due Kep, ancora immobilizzati. *Mio popolo, sono tornata. Sono Kep'k. Lo so, vi ho lasciati soli per troppo tempo. Questo perÃ² non doveva autorizzarvi a comportarvi come avete fatto.*<br />
I due vennero rilasciati e non fecero altro che rimanere in quello stato di immobilitÃ  e frustrazione.<br />
Albert rimase in silenzio. Sheeba (Kep'k) gli infuse la storia di quel popolo e del particolare rapporto che aveva con la sua dea. La sua scomparsa, la loro ricerca, il loro scisma.<br />
*Ãˆ ora di andare.* concluse, infine, lei.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala Macchine - 4 novembre 2397, ore 13:14:43</b><br /><br />
<br />
Albert, che era con la mano pronta a premere il pulsante che avrebbe dato via alla procedura, esitÃ². Il comando del Capitano era stato perentorio ma lui si fermÃ². Rimase qualche secondo con la mano sospesa.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Plancia - 4 novembre 2397, ore 13:14:46</b><br /><br />
<br />
"Albert, cosa..." Hesse stava per ribadire l'ordine quando vide scomparire dal tattico le navi aliene.<br />
"Niente dalle scansioni!" confermÃ² la Alluso.<br />
"Non c'Ã¨ piÃ¹ emissione di neutrini... Anzi, non c'Ã¨ piÃ¹ nessun tunnel..." disse quasi sgomento il Timoniere.<br />
"Le navi federali si stanno man mano fermando." disse la Alluso.<br />
"Macchine ferme!" ordinÃ² il Capitano, e poi: "Che diavolo..."<br />
=^=Capitano, Hana e D'Kar si sono risvegliati e sembra che tutto sia tornato alla normalitÃ .=^= comunicÃ² Margret.<br />
"Hair, annulli la procedura." ordinÃ² di nuovo Hesse.<br />
=^=Procedura annullata.=^= confermÃ² Albert.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala Macchine - 4 novembre 2397, ore 13:16</b><br /><br />
<br />
Albert guardÃ² Juliette negli occhi e fece un gran sorriso.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Sala Riunioni - 4 novembre 2397, ore 16:00</b><br /><br />
<br />
Hesse, i capitani delle altre navi federali convolte e gli ufficiali superiori della Tokugawa si riunirono per un debriefing della missione.<br />
Non c'era, in effetti, che concludere che le cose erano tornate alla normalitÃ . Il come e il perchÃ© vennero archiviati sotto la voce 'fatti inspiegabili'. Decretarono un periodo di studio di quel settore di spazio ma concordarono sul fatto che probabilmente non avrebbero scoperto niente di particolare. Si potevano rassicurare le autoritÃ  del pianeta Forshan.<br />
<br />
<br /><b>USS Tokugawa, Bar di prora - 4 novembre 2397, ore 20:33</b><br /><br />
<br />
Albert e Juliette avevano finito la loro cena. Avevano scelto di consumarla al bar, per stare in mezzo agli altri.<br />
Mentre stavano per uscire, incrociarono Asami che aveva voglia di bersi qualcosa. Si salutarono.<br />
Hana e Hair si scambiarono uno di quegli sguardi che durano un attimo ma che sembrano durare un'eternitÃ . Asami percepÃ¬, in quel brevissimo istante, qualcosa di particolare e sconosciuto in Albert.<br />
All'improvviso, cosÃ¬ come ebbe la percezione, questa scomparve.<br />
Poi quello sguardo si sciolse e ognuno andÃ² per la propria strada.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Albert K. Hair</author>
            <pubDate>Sun, 12 Aug 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
    </channel>
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