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        <title>USS SEATIGER - Missione 01</title>
        <description>I diari di bordo della USS SEATIGER</description>
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        <lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 06:29:08 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS SEATIGER</title>
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            <title>01-00 Pirati</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tkar <br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Seatiger, Sala Controllo Phaser Dorsali<br />
23/11/2394 ore 8:45 D.S. 71894.15</b><br /><br />
"Garantito come la cassaforte di un dannato Ferengi!" ghignò Terkas, battendo con la zampa pelosa sull'apparato di puntamento recentemente installato a bordo dopo il collaudo di tutti i Banchi Phaser Tipo VII "Con questo gioiellino non sbaglierà un colpo neppure volendo!"<br />
<br />
Tkar osservò l'Ingegnere Tellarita inarcando un sopracciglio in un gesto tipicamente Vulcaniano di moderata incredulità, quindi rispose "Spero che la sua sia una esagerazione suggerita da una buona dose di orgoglio per l'ottimo lavoro svolto e non una affermazione corrispondente a verità, Tenente Rantok...sarebbe decisamente increscioso se - sparando un colpo di avvertimento a prua di un vascello, lo stesso si tramutasse in un colpo diretto, magari ad un sistema critico dello stesso..."<br />
<br />
L'ingegnere dal volto porcino - uno dei responsabili del progetto di installazione dei sistemi della Seatiger - si interruppe con il dito tozzo e peloso ancora appoggiato sull'apparato di puntamento...non riusciva proprio a capire se quel diavolo dalle orecchie a punta lo stesse o meno prendendo in giro! Alla fine il Tellarita decise di optare per una risposta diplomatica e, fissando intensamente l'ufficiale Tattico della nave, incrociò le braccia sul ventre prominente e rispose "Con i miei sensori potrà ficcare i suoi dannati colpi dove le pare!"<br />
 <br />
"La ringrazio per la precisazione, Tenente..." rispose serafico il Vulcaniano, facendo anche un cenno al collega dei cantieri spaziali di Tellar "sono certo che il Capitano Kenar sarà lieto di apprendere che il collaudo dei sistemi tattici della Seatiger sia stato completato con successo ed entro i tempi previsti..."<br />
 <br />
"Ci può scommettere le sue dannate scarpe!" rispose impettito Rantok, i cui uomini erano stati costretti a doppi e tripli turni massacranti, per finire il lavoro in tempi di record ed accontentare il Trill al comando del vascello di classe Nova ed il suo pedante Ufficiale Tattico, che ogni singolo giorno degli ultimi mesi si era fatto trovare ai portelloni di attracco all'arrivo delle squadre di manutenzione con un elenco delle problematiche riscontrate sui lavori del giorno precedente e con un aggiornamento degli obiettivi da raggiungere per permettere alla nave di lasciare il bacino di carenaggio entro fine Novembre.<br />
 <br />
<br /><b>USS Seatiger, Sala Tattica del Capitano<br />
contemporaneamente</b><br /><br />
 <br />
"Quindi è tutto pronto per la partenza, Comandante?" domandò il neo Capitano Kenar all'Ingegnere Capo, Droxine Carelli.<br />
 <br />
"Sì, siamo praticamente pronti..." confermò dalla Sala Macchine l'umana, attraverso lo schermo visore "Tkar sta verificando le ultime modifiche ai sistemi di puntamento e, salvo problemi dell'ultimo minuto da quel lato, dovremmo essere pronti a salpare per le 12:00."<br />
 <br />
"Non ce ne saranno, non si preoccupi..." la tranquillizzò il Trill "Dia il via ai preparativi per l'avvio del reattore Materia/Antimateria, a mezzogiorno lasciamo i cantieri." <br />
 <br />
Il tono era tranquillo ma perentorio, e Droxine si limitò ad assentire, prima di chiudere la comunicazione.<br />
 <br />
Tutti sapevano, infatti, che il Capitano Kenar da un lato era ansioso di partire con la sua nuova nave, dall'altro era voleva dimostrare di essere all'altezza della nuova responsabilità di cui il Comando di Flotta lo aveva investito. Già dopo due settimane di riposo forzato, il Trill aveva cominciato a dare segni di irrequietezza. Irrequietezza che, giorno dopo giorno, si era tramutata in una irrefrenabile smania di lasciare il bacino spaziale nel più breve tempo possibile.<br />
 <br />
Raggiunto il proprio obiettivo con addirittura una settimana di anticipo, Kenar si rilassò finalmente sulla poltroncina del proprio ufficio, concentrandosi sui dispacci che ricoprivano la propria scrivania e che ancora doveva controllare.<br />
 <br />
"Anomalie spaziali, uno scontro piuttosto importante tra i Borg ed il Dominio. Certo che il Quadrante Gamma è stato messo piuttosto sottosopra negli ultimi tempi..." commentò dopo una lettura approfondita dei rapporti provenienti dalla Marconi e da Deep Space 16 Gamma "mentre il Quadrante Alfa sembra relativamente tranquillo..."<br />
 <br />
Il trill al comando della Seatiger stava giusto cominciando a rilassarsi, quando il suo computer trillò e l'addetto di Plancia le comunicò l'arrivo di una comunicazione del Comando di Flotta.<br />
 <br />
<br /><b>USS Seatiger, Sala Riunioni principale<br />
23/11/2394 ore 16:00 - D.S. 71894.98</b><br /><br />
"Buonasera signori..." esordì Kenar, aprendo la riunione informativa che aveva indetto subito dopo la partenza, per comunicare ai suoi Ufficiali Superiori gli ordini ricevuti dal Comando di Flotta "lasciatemi innanzitutto felicitarmi con tutte le Sezioni per l'efficienza dimostrata durante l'attività di preparazione della nave..."<br />
 <br />
I responsabili delle varie Sezioni risposero al complimento con sobri cenni del capo, ma non aggiunsero nulla, quindi il trill poté continuare "ma non è, ovviamente, solo per questo che vi ho convocati. Il Comando ci ha chiesto di rispondere ad una richiesta di assistenza da parte dell'Alleanza Matsumoto, una coalizione di mondi che circa cinque anni fa ha presentato istanza di ammissione nella Federazione."<br />
 <br />
Tutti si fecero più attenti ed il Comandante Finn, cui erano stati anticipati gli ordini di missione al fine di preparare il briefing, spiegò "l'Alleanza Matsumoto si è formata circa cento sessant'anni fa, alla fine di un conflitto tra due popoli...i Matsumoto, caratterizzati da fisici slanciati e longilinei a causa della bassa gravità di Matsumo III, ed i Leijani, che fisicamente sono l'esatto opposto."<br />
 <br />
"È presumibile che siano stati i Matsumoto a vincere il conflitto..." interloquì Tkar, esprimendo quella semplice deduzione logica senza modificare la propria postura rigida, con le mani giunte in una posa tipica della meditazione della sua gente.<br />
 <br />
"Esattamente...i Matsumoto disponevano di una tecnologia ed esperienza bellica superiore e sconfissero i loro vicini di Leiji V..." confermò il Primo Ufficiale "Ma in questo secolo e mezzo non hanno sottomesso la popolazione sconfitta anzi, l'hanno integrata. La guerra scoppiata tra i due popoli era infatti per il controllo delle risorse dei pianeti esterni, visto che i Matsumoto avevano esaurito tutte quelle del loro mondo. Finita la guerra i due popoli sfruttarono l'intraprendenza Matsumoto e le competenze tecniche Leijane per arrivare ad estrarre risorse dai numerosi giganti gassosi dei sette sistemi stellari controllati complessivamente. Ad oggi il processo di integrazione si può dire concluso, tanto che il Primo Ministro Matsumoto è un Lejiano..."<br />
 <br />
"Sembrerebbe un ottimo esempio di integrazione tra due popoli..." commentò cautamente il Dottor Tao, ben consapevole che un qualche tipo di problema ci doveva essere in quella società se era stato richiesto il loro intervento.<br />
 <br />
"La pensa così anche il Comitato Federale che sta valutando la loro richiesta di ammissione nella Federazione..." convenne il Comandante Finn con un cenno "in via informale ci è stato comunicato che a breve l'Alleanza Matsumoto sarà annessa alla Federazione, e ciò non fa che aumentare il nostro imbarazzo per la situazione che si è venuta a creare..."<br />
 <br />
"Che situazione?" domandò incuriosita Anari, interrompendo il Primo Ufficiale "Perché dovrebbe mettere in imbarazzo la Federazione? Cosa abbiamo fatto per causare un danno ai Matsumoto? Ci siamo impelagati in una qualche loro situazione interna? Oppure..."<br />
 <br />
"Comandante Finn... potrebbe andare avanti per favore?" la interruppe con un'occhiataccia Kenar che, nonostante il buonumore per aver lasciato il bacino spaziale, a volte non reggeva proprio l'esuberanza della Denobulana.<br />
 <br />
"Sì signore..." rispose con un sorriso conciliante l'Ufficiale Esecutivo, riprendendo il discorso lì dove era stato interrotto come se nulla fosse "come dicevo, l'Alleanza Matsumoto dovrebbe entrare a breve a far parte della Federazione, anche se una minoranza della popolazione è in disaccordo col Governo Centrale. Una frangia estremista di questa minoranza si è anche opposta militarmente alle forze di Governo, ma è stata sconfitta. O almeno così credevano..."<br />
 <br />
Finn fece una pausa di alcuni secondi per osservare le reazioni dei colleghi. Quando aveva parlato di resistenza armata, infatti, quasi tutti gli Ufficiali presenti avevano assunto per un istante una espressione di disapprovazione e anche Tkar, se pure in misura sensibilmente attenuata data la sua discendenza, aveva mostrato una sorta di reazione a tali parole. Dopo questo momento di riflessione concesso ai colleghi, riprese "circa quattro mesi fa uno dei comandanti della ribellione armata si è rifatto vivo cominciando a razziare convogli militari Matsumoto e anche navi mercantili..."<br />
 <br />
"Pirateria..." commentò disgustato Tholos, le cui antenne si ersero fiere mentre aggiungeva "un atto disdicevole, che cancella qualsiasi parvenza di onore potesse avere la ribellione posta in essere da questo gruppo..."<br />
 <br />
Tkar inarcò leggermente un sopracciglio alle parole dell'Andoriano ma scelse di non controbatterle, spostando invece il fulcro del discorso su un altro elemento, domandando "Mi perdoni, Comandante, ma la presenza di sacche di ribellione armata al governo Matsumoto - a prescindere dal fatto che sfocino o meno in atti di pirateria - potrebbero generare imbarazzo nel loro Governo verso la Federazione, non viceversa..."<br />
 <br />
"E qui veniamo al motivo della richiesta di supporto ricevuta, Comandante..." rispose il Capitano senza altri preamboli, attivando lo schermo visore principale "questa è uno spezzone della registrazione video dell'ultimo attacco di questi pirati spaziali..." e non aggiunse altro, avviando la trasmissione. <br />
 <br />
Subito il familiare logo della Federazione scomparve dal nuovissimo monitor a parete, per venire sostituito da una sezione di spazio nelle vicinanze di un campo di asteroidi. Un paio di secondi dopo, quella stessa visione venne oscurata dall'effetto tipico di un vascello in disoccultamento, a seguito del quale una grande astronave comparve, attivando immediatamente le armi. Non c'era davvero molto da aggiungere a quanto videro gli ufficiali della Seatiger...le ultime immagini registrate, prima che una serie di impulsi di colore verde simili a disgregatori pulsati facessero saltare la telecamera, erano quelle di una maestosa nave stellare di Classe Excelsior sul cui scafo, dipinto completamente di nero, svettava un enorme Jolly Roger bianco.<br />
<br />
<br /><b>Da qualche parte, al di fuori dello spazio Matsumoto<br />
contemporaneamente</b><br /><br />
"Dimmi, Heliamphora...come procede il nostro piano?" domandò con voce ingannevolmente dolce una donna dalla linea slanciata, quasi filiforme, e dalla pelle diafana.<br />
 <br />
Il Comandante Heliamphora, supremo generale delle forze spaziali Galateane, si chinò ancor di più a terra, osando però lanciare una rapida occhiata alla figura della Regina Daphne, elegantemente assisa sul proprio trono, prima di rispondere "Ottimamente, mia signora...la nostra spia in seno al Governo fantoccio dei Matsumoto conferma che la loro richiesta di adesione alla Federazione sta per essere accolta. Quando ciò avverrà avremo un canale di accesso privilegiato ai governi delle principali razze del Quadrante e potremo infiltrarle."<br />
 <br />
"Sono stati risolti i problemi di camuffamento genetico?" domandò la Regina di Galatea, fissando con i suoi occhi scuri la donna - o almeno l'essere vegetale asessuato di fattezze femminili - che comandava il suo esercito, facendole al contempo cenno di alzarsi.<br />
 <br />
"Sì mia signora..." confermò Heliamphora, alzandosi a seguito del comando della Regina "ora è praticamente impossibile distinguere una delle nostre infiltrate da una Matsumoto e, grazie al materiale genetico che abbiamo recuperato dai cargo federali distrutti, presto saremo in grado di emulare la maggior parte delle specie federali..."<br />
 <br />
"Capisco..." convenne Daphne, mostrando la pazienza tipica di una razza vegetale, abituata a piani di portata lunga come le loro vite "e che mi dici di quel maledetto...dell'altro problema?" si corresse rapidamente, sublimando la rabbia che per un momento l'aveva colta.<br />
 <br />
Heliamphora rimase un istante in silenzio, raccogliendo le idee al fine di esprimere alla sua signora il piano elaborato nei termini più tranquillizzanti possibili. Non era certo un mistero che il dannato Capitan Khayr con il suo equipaggio fosse la maggiore minaccia al loro piano, essendo gli ultimi Ribelli a conoscenza dell'esistenza del complotto Galateano "Il piano procede anche in questa direzione, mia signora...in questo momento un vascello della Flotta Stellare della Federazione sta dirigendo verso lo spazio Matsumoto con l'ordine di catturare - e se necessario distruggere - l'Arcadia."<br />
 <br />
"Siamo sicuri non vi sia il rischio che scoprano la nostra ingerenza nel governo Matsumoto?" domandò allora Daphne, che non era mai stata convinta del tutto della cosa, ma che era stata ugualmente costretta ad accettare il piano proposto da Heliamphora dopo le numerose sconfitte che la flotta Matsumoto e quella Galateana avevano patito contro la nave stellare rinvenuta dai ribelli.<br />
 <br />
"Come ben sa, mia Regina, controlliamo completamente i canali di informazione Matsumoto..." affermò cautamente il comandante delle forze armate Galateane "gli unici a sapere la verità sono i Ribelli dell'Arcadia ma non hanno modi per provarlo...inoltre abbiamo predisposto un piano per aizzare i Federali contro Khayr..."<br />
 <br />
"Che piano?" domandò Daphne, cui nulla era stato riferito in merito fino a quel momento "Di chi è stata l'idea di questo...piano?"<br />
 <br />
"Del Comandante Genlisea, della III Armata, mia signora..." si affrettò a rispondere Heliamphora, facendo riferimento alla più astuta e spietata fra gli ufficiali ai suoi ordini "ed è un piano semplice, ma geniale...come ben sa, per reperire il materiale genetico che ci è necessario per l'infiltrazione, abbiamo in tempi recenti attaccato e catturato alcuni cargo federali, facendo ricadere la colpa su Khayr ed i suoi."<br />
 <br />
Daphne fece cenno di continuare ed il suo Comandante spiegò "Ebbene, per minare la credibilità di qualsiasi cosa quei Ribelli possano dire, abbiamo organizzato loro una trappola. Sapendo che hanno degli informatori all'interno del Governo, abbiamo reso pubblica - seppure in via ufficiosa - la trattativa con Andoria per l'acquisto di 500 testate fotoniche. Contemporaneamente abbiamo acquistato presso lo stesso pianeta federale una partita di vaccini per l'epidemia che sta colpendo i capi di bestiame su Maiella II e gli stessi saranno a breve consegnati da un vascello federale civile che abbiamo già infiltrato. Grazie ad un po' di disinformazione, contiamo di convincere Khayr ad attaccarlo facendogli credere stia trasportando armi e, quando succederà, il nostro infiltrato causerà un danno critico al reattore del cargo, distruggendolo proprio sotto gli occhi della nave della Flotta Stellare...."<br />
 <br />
"E i Federali incolperanno Khayr, cancellando qualsiasi fiducia possa destare in loro con la sua storia..." convenne soddisfatta la Regina Galateana "mi pare un ottimo piano, procedete..." poi, come ripensandoci, aggiunse "e fate in modo di avere un nostro osservatore a bordo della nave della Flotta Stellare...per depistarli se avessero sospetti e per eliminare Khayr, sostituendolo con un nostro Clone, se dovessero catturarlo vivo..."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tkar </author>
            <pubDate>Mon, 24 Nov 2014 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-01 Trappola per l'Arcadia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Dewey Finn<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Seatiger, Appartamento Primo Ufficiale<br />
23/11/2394 ore 15:00 - D.S. 71894.86</b><br /><br />
"Non ce la posso fare..."<br />
"Si che ce la puoi fare Finn."<br />
"No andrò li e farò la figura dell'idiota!"<br />
"Ti sei studiato tutta la situazione per ore!"<br />
"Quelli sono degli Ufficiali della Flotta Stellare non una massa di fan di un concerto, quelli li posso gestire, ma questi!"<br />
"Finn anche tu sei un ufficiale della flotta stellare, sii professionale!"<br />
"Io sono tutto meno che un ufficiale, non so nemmeno perché mi siano arrivati dei gradi da Comandante... mi pareva che l'ammiraglio Crom fosse piuttosto seccato quando mi ha detto che mi avrebbe spedito nel posto peggiore che avrebbe trovato. Eppure qui è una favola!"<br />
"Avrà ritenuto di aver esagerato e ti ha voluto dare un'altra chance?"<br />
"Ma Primo Ufficiale! Credevo che il guaio su Delta IV e lo scioglimento del gruppo avrebbe segnato la mia fine..."<br />
"Ma come... come... quella cosa con le ali di fuoco..."<br />
"L'araba fenice!"<br />
"Risorgi dalle ceneri!"<br />
"Ma farò comunque la figura dell'idiota alla riunione..."<br />
"Dewey Finn, tu sei un musicista e un attore... quella è una platea. Recita!"<br />
 <br />
Finn era, solo, al centro della sua stanza con il braccio alzato in posa eroica. Era ormai da mezz'ora che discuteva animatamente con se stesso per farsi forza.<br />
Non era un tipo da consigliere e comunque a bordo non era stato ancora assegnato nessun Consigliere ufficialmente.<br />
Si era studiato tutto il dossier dell'Alleanza Matsumoto e aveva fatto ricerche sui principali 'attori' della situazione.<br />
Era stato tremendo per lui rendersi conto del divario che c'era fra il comandante Finn e il resto dell'equipaggio. La Seatiger era composta da professionisti che avevano affrontato situazioni ben peggiori delle sue, lui era solo uno con l'innata capacità di raggirare e combinare guai.<br />
 <br />
"Farò la figura dell'idiota... nessuno può essere più strano di me su questa nave" borbottò dirigendosi verso la porta che si aprì al suo tocco.<br />
 <br />
All'apertura della porta due enormi occhi azzurri lo fissavano sgranati.<br />
<br />
"Wow!" esclamò Anari saltando subito dentro la stanza e lasciando Finn basito. "Sapevo che saresti arrivato ma non ci credevo!"<br />
"Comandante Anari!" tentò Finn ma ben presto fu fagocitato dalla parlantina della denobulana.<br />
 <br />
<br /><b>USS Seatiger, Ufficio del Capitano<br />
23/11/2394 ore 16:30 - D.S. 71895.03</b><br /><br />
"Ottimo lavoro Comandante..." a Finn occorse qualche momento prima di capire che il Capitano si stava complimentando con lui per la riunione. Quel trill lo metteva in soggezione.<br />
"Grazie signore. Lei sa che non ho esperienza in questo genere di cose ma farò del mio meglio."<br />
"Onestamente non comprendo perché sia stato assegnato alla Seatiger... per essere franco con lei, non vedo come un famoso attore barra rock star possa avere l'incarico di Primo Ufficiale."<br />
"Me lo domando anch'io..."<br />
 <br />
Kenar lo guardò intensamente per alcuni attimi e poi chiese a bruciapelo: "E' mai stato imbarcato su una nave stellare? Prestando servizio intendo"<br />
"Signornò"<br />
"Ha esperienza nei combattimenti?"<br />
"Combattimenti? Temo di no signore"<br />
"E' pratico di navigazione?"<br />
"Molto spiacente..."<br />
"Comunicazioni?"<br />
"Vorrei esserle d'aiuto..."<br />
"Dica, prima di arrivare qui, cosa faceva esattamente? Spettacoli a parte."<br />
"Vede ero più che altro un uomo di idee..."<br />
"Capisco... Mi spieghi cosa fa un uomo d'idee?"<br />
"Per esempio organizzavo la sfilata nel giorno della fondazione della Federazione..."<br />
"Signor Finn lei imparerà tutto su una nave stellare, anche se dovessi ignettarglielo per via endovenosa!" gli occhi di Kenar lampeggiarono come quelli di un uomo che ha trovato un nuovo scopo nella sua vita. Finn deglutì.<br />
"Dopo andrà dal signor Tkar e si farà condurre in un giro esplorativo della nave."<br />
"Il vulcaniano? Ma signore quello è..."<br />
 <br />
Kenar sollevò una mano per zittirlo ma dentro di se stava sorridendo. Pur non capendo davvero perché quell'uomo fosse stato assegnato a lui lo trovava divertente ma ancora non voleva dargli tutta la fiducia che un Primo Ufficiale meritava... era l'ultimo arrivato in un gruppo ben coeso di ufficiali... una famiglia. Doveva meritarsi anche lui di entrare a farne parte.<br />
 <br />
"Torniamo a noi, cosa ne pensa lei della situazione? Oltre ad esporla non ha dato un parere."<br />
"Come ha detto io non ho la vostra esperienza e ho preferito ascoltare per il momento... comunque penso che l'analisi del capo della sicurezza sia corretta. Perché dei ribelli che lottano contro il proprio governo dovrebbero attaccare un convoglio di forniture mediche dirette al popolo che, secondo loro, stanno aiutando? E' come se Robin Hood avesse rubato il raccolto dei contadini..."<br />
"Chi?"<br />
"Una leggenda terrestre, un eroe che rubava ai ricchi per dare ai poveri."<br />
"Quindi lei ritiene che stiamo perdendo tempo andando incontro al convoglio come ci ha chiesto l'Alleanza Matsumoto?"<br />
"Non del tutto. Non abbiamo molti indizi e quindi un posto vale l'altro per il momento. Ritengo solo che faremo un viaggio a vuoto... ma non abbiamo altre piste."<br />
"Bene Signor Finn, fra 5 ore arriveremo al punto di rendez vous con il convoglio, quindi vada dal signor Tkar per il suo giro."<br />
"5 ore con il vulc... sissignore!" Finn sospirò<br />
"Si diverta!" <br />
Finn usci dall'ufficio prima di vedere Kenar sorridere.<br />
<br />
<br /><b>Nave stellare Arcadia, Plancia<br />
23/11/2394 ore 21:10 - D.S. 71895.03</b><br /><br />
"Siamo su di loro, 10 secondi al contatto!" esclamò il timoniere. <br />
"Nessuna nave oltre al convoglio, i sensori a lungo raggio non rivelano altre navi in zona!" avvertì l'ufficiale tattico girandosi verso il Capitano Khayr.<br />
Questi, seduto sulla poltrona al centro della plancia non mosse un muscolo. Il suo unico occhio buono era concentrato sul monitor principale ma quello che c'era nella sua testa era un mistero per gran parte dei suoi uomini.<br />
A differenza di una nave federale, sull'Arcadia difficilmente il Capitano faceva riunioni informative, vuoi perché c'era sempre il rischio di infiltrati dell'Alleanza, vuoi perché nessuno tranne lui aveva il vero quadro della situazione.<br />
"Signore, ritiene che possa essere una trappola?" chiese Yattaran il Primo Ufficiale dei ribelli.<br />
Khayr gli lanciò una veloce occhiata come a dire 'io mi aspetto sempre una trappola' e poi si alzò aprendo con un gesto teatrale il suo soprabito di pelle nera foderato di seta rossa. La benda all'occhio e i capelli lunghi sempre arruffati gli davano un aspetto selvaggio e inquietante ma anche un che di romantico che lui sfruttava egregiamente a suo vantaggio. I suoi uomini lo adoravano.<br />
"Signor Daiba tenga d'occhio i sensori, al primo segno di altre navi mi informi subito!"<br />
"Sissignore!" esclamò il giovane tattico.<br />
 <br />
La nave uscì dalla curvatura con un lampo di luce, i phaser frontali danneggiarono immediatamente le due navette di scorta militari. Niente di preoccupante per loro.<br />
Khayr si domandava come fosse possibile che l'Alleanza fosse così ingenua da mettere solo due navette a protezione di un carico di siluri fotonici. Pensavano che una piccola scorta non avrebbe insospettito nessuno? O pensavano che non ci fossero simpatizzanti della causa fra le fila dei militari?<br />
Le informazioni erano arrivate un po' troppo precise per non sospettare una trappola, ma non c'era segno di altre navi e la cosa invece di tranquillizzarlo lo stava rendendo ben più inquieto.<br />
L'ultimo colpo di phaser colpì i motori della nave convoglio che parve frenare all'improvviso perdendo una consistente foschia verde, il Capitano dell'Arcadia stava per dare l'ordine di arrembaggio quando gli allarmi della console tattica iniziarono a lampeggiare.<br />
"Signore! Nave a tribordo... da dove diavolo sono usciti questi?"<br />
Sullo schermo, una veloce e slanciata nave stellare parve uscire dal nulla colpendo con violenza i gruppi d'arma dell'Arcadia. Fu solo un miracolo che al primo passaggio la misteriosa nave non avesse messo in ginocchio la nave ribelle.<br />
Il video mostrò l'elegante virata del vascello e per un attimo il nome della nave risaltò e fu ben leggibile.<br />
"USS Seatiger... signore questi sono federali!"<br />
"Il governo deve aver mandato una richiesta di aiuto... dobbiamo distruggere quei siluri e andarcene di qui e subito!"<br />
"Stanno tornando... dannazione non ho mai visto nessuno pilotare in questo modo!" fischiò il Primo Ufficiale con ammirazione.<br />
"Lanciate i siluri verso la nave trasporto!" ordinò il Capitano.<br />
"Siluri lanciati..." due strisce luminose partirono all'indirizzo del vascello ormai inservibile ma la nave federale tornò alla carica intercettandoli.<br />
"Niente da fare... se non riusciamo a fermarli la missione va a farsi benedire!"<br />
"Timoniere, pronto alla manovra alpha 4! Al mio via! Daiba pronto con altri due siluri!" il tentativo era disperato ma era l'unica soluzione.<br />
 <br />
La grande nave di classe Excelsior veniva sballottata dal fuoco della nave più piccola ma ben più agile che le si muoveva attorno come uno squalo con la propria cena. Nel momento in cui la nave federale si trovava fra loro e il vascello dell'alleanza Khayr diede l'ordine.<br />
La nave si scagliò avanti a pieno impulso cercando di speronare gli avversari come in un attacco suicida, incredibilmente la Seatiger sembrò piroettare su se stessa passando fra le gondole dell'avversario come in una danza mortale.<br />
Era quello che il Capitano si aspettava "Fuoco!" ordinò certo che i suoi avversari fossero troppo impegnati nel disimpegno per poter intervenire.<br />
Due nuove scie luminose uscirono dall'Arcadia ma di nuovo furono intercettate dai loro addestratissimi avversari.<br />
"Se non ci liberiamo di loro non riusciremo a fare niente!" esclamò <br />
"State vicini al cargo, devono smettere di spararci. Non fate fuoco sui federali altrimenti saremo in un mare di guai con la Flotta Stellare e non ho nessuna voglia di essere inseguito anche da loro. Yuki rapporto!"<br />
"Non stanno colpendo nessun punto vitale, solo armi, scudi e motori. Per ora gli scudi reggono ma non possiamo andare avanti così per molto la loro precisione è incredibile!"<br />
"Non sono militari dell'Alleanza questi! Stiamo parlando di gente di elite!" commentò Yattaran con ammirazione<br />
"Basta con l'adulazione, vai al tattico e preparati per il trucco che abbiamo usato quella volta su Visar II!"<br />
"Bella questa, mi piace. Bersaglio?"<br />
"Sempre il cargo!"<br />
"Sissignore..."<br />
 <br />
Il grassoccio Primo Ufficiale prese il posto del giovane e si preparò all'azione. La neve, su ordine del Capitano compì una virata stretta e di nascosto sganciò una serie di siluri disabilitati quasi invisibili ai sensori poi si allontanò quel tanto che bastava per evitare di essere colpita dall'esplosione. La Seatiger li stava puntando e la sua direzione li stava portando inesorabilmente verso la sconfitta... niente e nessuno avrebbe potuto vedere quei siluri.<br />
 <br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Oddio!" esclamò Finn seguendo sul monitor l'ultima rotazione impressa alla nave da Garibaldi che ad occhio e croce si stava divertendo un mondo.<br />
"Adoro quando le prendono e non ci sparano addosso!" commentò Anari dalla sua postazione.<br />
"Non vogliono creare problemi alla federazione!" intervenne Tholos "Un conto è sparare su un cargo del loro governo e un altro è sparare contro di noi. Non li invidio!"<br />
"Signore hanno sganciato dei siluri inerti... bel trucchetto devo ammettere! Ho visto una cosa simile due anni fa mentre ero..."<br />
"Signor Anari non ora!" la bloccò Kenar "Signor Tkar?"<br />
"Individuari! I sensori della Seatiger sono molto più potenti della Redoutable, la specifica assegnazione..."<br />
"Signor Tkar ci si mette anche lei?" chiese il trill divertito "Signor Anari, voglio una scarica del deflettore, deve allontanare quei siluri da quella posizione! Ora!"<br />
 <br />
I phaser dell'arcadia passarono inoffensivi dove un attimo prima c'era l'improvvisato campo minato, eppure, qualcosa parve andare per il verso giusto. Con un silenzioso boato qualcosa esplose molto vicino alla nave cargo e una reazione a catena potente quanto inaspettata colpì con violenza la Seatiger destabilizzandone l'assetto e azzittendo i motori di curvatura.<br />
Un attimo dopo il cargo fu vaporizzato e la nave pirata saltò in curvatura lasciando i suoi avversari impossibilitati ad inseguirla.<br />
Sulla plancia era caduto il silenzio. Era la loro prima sconfitta e, anche se causata da un colpo fortunato, la cosa bruciava molto nell'anima del Capitano.<br />
Flinn, l'unico caduto a terra quando la nave era stata colpita dalla forza cinetica dell'esplosione si rimise in piedi barcollando.<br />
"Che figata!" esclamò estasiato. Accanto a lui Kenar sollevò lo sguardo al cielo.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Dewey Finn</author>
            <pubDate>Sat, 27 Dec 2014 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-02 Qualcosa di strano</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Seatiger, Sala Riunioni - 23/11/2394 ore 23:30 Data Stellare 71895.83</b><br /><br />
Il neocapitano della USS Seatiger scrutò i suoi ufficiali di comando riuniti attorno al tavolo.<br />
Era il primo briefing a cui presiedeva in veste di capitano. O almeno la prima in missione attiva.<br />
Faceva una strana impressione.<br />
*Suvvia, Arjan. Non fare il bambino. Non è il momento di emozionarsi...*<br />
Ma in fondo non gli dispiaceva. Un certo nervosismo in fondo significava che era ancora in grado di entusiasmarsi per qualcosa. <br />
Scorse i visi dei suoi, ora proprio suoi, ufficiali.<br />
"Bene, signori. Spero che abbiate avuto tempo di fare i compiti. Tkar, inizi lei. Cosa abbiamo sul cargo? Come hanno fatto a colpirlo?"<br />
Il capo della sicurezza rispose con al consueta flemma vulcaniana.<br />
"Secondo la nostre rilevazioni non lo hanno fatto, capitano." Arjan inarcò un sopracciglio interrogativamente in maniera molto vulcaniana. Tkar non rispose alla provocazione e continuò.<br />
"La nave aveva seminato dei siluri dissimulati per attaccare il cargo. Abbiamo ugualmente individuato gli ordigni e gli abbiamo resi inoffensivi prima che venissero fatti esplodere. La nostra manovra è stata perfetta."<br />
Arjan stava per fare un commento riguardo la modestia ma si trattenne.<br />
"Non è possibile che i siluri fossero un'esca? Per mascherare un'altra arma?"<br />
"Possibile ma improbabile. C'è solo una probabilità del 3.7% che possano aver messo in campo una tecnologia simile."<br />
"Un giorno mi spiegherà come riesce a calcolare le probabilità di cose simili..."<br />
"Utilizzo algoritmi probabilistici che..."<br />
Arjan alzò una mano per per fermare l'ufficiale.<br />
"...ma non adesso. Allora che spiegazione mi può dare per la distruzione del cargo?"<br />
"Applicherei il rasoio di Occam. La soluzione più semplice è la migliore. In questa regione di spazio avevano solo cinque navi. Noi, la nave avversaria, il cargo e due navette di scorta. Noi non abbiamo distrutto la nave. Gli altri non ci sono riusciti. Le navette erano rimaste danneggiate. Rimane solo il cargo stesso."<br />
L'espressione del capitano si scurì. <br />
"Sta suggerendo un sabotaggio?"<br />
"Esattamente."<br />
"È un'ipotesi che ha implicazioni molto gravi."<br />
"Indubbiamente."<br />
"Voglio prove. Prove inconfutabili."<br />
"Stiamo esaminando i dati. I sensori della Seatiger sono molto precisi. Se c'è qualcosa abbiano buone possibilità di trovalo."<br />
"Lo faccia."<br />
Il vulcaniano assentì con un cenno del capo.<br />
Arjan rivolse la sua attenzione verso il capo ingegnere.<br />
"Tenente Carelli, che mi dice della nave? Una vecchia classe Excelsior, giusto?"<br />
"Stiamo ancora analizzando i dati, ma abbiamo già qualcosa. Ma è molto, molto strano." <br />
Arjan sorrise. "Il nostro pane. Vada avanti."<br />
"Per prima cosa abbiamo identificato la nave. Il transponder era muto ovviamente, e sono state apportate numerose modifiche non standard. Ironicamente abbiamo semplicemente ricostruito la scritta sullo scafo anche se coperta dal colore nero."<br />
Droxine fece una pausa effetto.<br />
"NCC-42296. È la USS Hood, Signore."<br />
Arjan aggrottò le sopracciglia.<br />
"La Hood? Ma..."<br />
Droxine annuì. "Esatto. È ancora in servizio attivo."<br />
"Come possono aver rubato una nave completamente attrezzata?"<br />
"Abbiamo richiesto informazioni al comando di flotta. La Hood è tuttora in missione di pattugliamento del confine romulano. Manda rapporti regolari. Inoltre come dicevo la struttura ha subito modifiche estese. Nelle sue parti più vecchie mostra stress strutturali che non sono compatibili con la sua età attuale."<br />
"Sta suggerendo quindi che questa Hood provenga futuro?"<br />
"Non sarebbe la cosa più strana che ci sia capitata."<br />
"Sicuramente."<br />
"Sennonché non ci sono tracce di particelle croniton. Sembra che quella nave non abbia viaggiato nel tempo. Non di recente e con le meccaniche che conosciamo noi, quanto meno."<br />
"Universo specchio?" interloquì Tholos.<br />
Droxine scosse la testa."Le firme quantiche non sono compatibili. Quella nave sembra provenire a questo <br />
universo."<br />
Arjan si adagiò sullo schienale della sedia, pensoso.<br />
"Non esagerava quando definiva strana tutta questa faccenda..." <br />
Anari stava cercando di attirare la sua attenzione. L'ufficiale scientifico denobulano sembrava un piccolo vulcano. Doveva essere stato difficile per lei rimanere in silenzio fino a quel momento, ed adesso sembrava in procinto di eruttare. Arjan sospirò mentalmente. Era meglio lasciare che sfogasse. <br />
"Tenente Anari? Voleva aggiungere qualcosa?"<br />
"Sì! Cioè, sissignore. Durante il combattimento per un attimo siamo riusciti a penetrare gli scudi con i sensori. Il segnale era molto disturbato ma ho giusto terminato di ripulirlo. Il risultato è ragionevolmente attendibile ma i dati erano limitati e..."<br />
"Tenente, può venire al punto?"<br />
"...ho una scansione delle forme di vita a bordo. Sono solo due, capitano."<br />
"Due? Due sole persone non possono gestire una nave di quelle dimensioni. Quanto sono affidabili questi dati?"<br />
Anari sembrò un po' sulle spine.<br />
"Come ho detto, ragionevolmente. Non è un dato certo."<br />
"Capisco."<br />
La voce di Tkar si fece sentire.<br />
"A che razza appartengono le forme di vita?" <br />
Anari fece uno sguardo sconsolato.<br />
"Dati insufficienti. Non posso fare ipotesi."<br />
Il capitano della Seatiger si alzò in piedi, rivolgendosi ai suoi ufficiali.<br />
"Senza dubbio ci troviamo con un bel mistero per le mani. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Se nessuno ha altro da aggiungere aggiorniamo la riunione."<br />
Nessuno parlò.<br />
"Le nostri sforzi si dirigono in due direzioni. Indagare sulla distruzione del cargo... ma soprattutto sulla nave pirata. Signori, voglio quella nave. Trovatemela. In libertà."<br />
<br />
<br /><b>Nave stellare Arcadia. Bar di prora. In quel momento.</b><br /><br />
Il locale era oscurato. L'unica luce era qulla delle stelle che punteggiavano il cielo oscuro.<br />
Una figura tetra ammantata di nero scrutava l'oscurità con in mano una coppa di vino rosso come il sangue.<br />
Ogni tanto prendeva un sorso, ma non dava segno di apprezzamento. O di disgusto.<br />
"Sapevo che ti saresti rintanato qui." <br />
Khayr si voltò a metà verso la figura che era apparsa alle sue spalle. Si voltò di nuovo verso la grande finestra panoramica.<br />
"La nave è a posto?"<br />
La voce dietro di lui tradì una leggera esasperazione.<br />
"Non sono qui a farti un rapporto."<br />
"No?"<br />
"Sono qui come tuo amico. E girati quando ti parlo."<br />
Khayr si voltò a fronteggiare l'altro. Un figura bassa di statura e tarchiata. Ma gli occhi, appena visibili da sotto la tesa del cappellone a tesa larga che portava calcato sulla testa, possedevano un'intensità spaventosa.<br />
"Non è il modo di parlare al tuo capitano."<br />
"In questo momento non sono il tuo capo ingegnere."<br />
"Non è il momento, Tochiro."<br />
L'altro lo ignorò.<br />
"Sei preoccupato per la nave federale?"<br />
"No. È una variabile di cui tenere conto ma nulla di più. Non cambia nulla della nostra missione."<br />
L'ingegnere rispose con un sorrisone. <br />
"Sarà... ma se avessero voluto ci avrebbero potuto infilare un bel siluro su per le chiappe! Io una certa strizza ce l'ho avuta."<br />
Poi il sorriso si spense lentamente.<br />
"O meglio. Ce l'avrei avuta se fossi veramente..."<br />
Si fermò vedendo lo sguardo teso del suo capitano.<br />
"Scusa. Non volevo. Il tuo umore è già abbastanza scuro così com'è."<br />
Khayr addolcì la sua espressione con un sorriso tirato. Un evento di cui ben pochi erano stai testimoni negli ultimi tempi.<br />
"Non devi scusarti. Tu sei e sarai sempre mio amico. Un compagno inseparabile. Senza di te l'Arcadia non esisterebbe nemmeno."<br />
"Lo puoi ben dire. Questa vecchia nave la ho ricostruita quasi pezzo per pezzo.Un'impresa titanica! Del resto ero... sono un genio! "<br />
Khayr rispose sollevando il bicchiere alla volta dell'amico in un brindisi silente.<br />
"Ma proprio perché ti conosco da tanto tempo ricordo un te in grado di ridere, divertirsi... ora stai morendo dentro. Non devi lasciare che succeda."<br />
Il capitano scosse la testa rigidamente.<br />
"La missione è troppo importante. Non posso distrarmi."<br />
La reazione di Tochiro fu esplosiva. Colpì infuriato a mano aperta il tavolo vicino.<br />
La bottiglia di vino rosso si rovesciò ed il liquido sanguigno iniziò a zampillare sul pavimento.<br />
"FINISCILA DI DIRE STRONZATE!"<br />
Prese un respiro e continuò a voce più bassa ma non meno irata.<br />
"Non ti ho insegnato niente? La vita va vissuta pienamente! Sorso a sorso. Attimo per attimo. A volte nuotandoci dentro come un pesce. Altre strappandola via con le unghie e con i denti." <br />
Khayr serrò i denti. E fronteggiò l'amico con sguardo duro come una lama di acciaio.<br />
"Non dire sciocchezze. Esiste solo la missione! Se falliamo non esisterà nemmeno nulla per cui vivere!"<br />
Seguì un silenzio in cui i due rimasero a guardarsi in cagnesco.<br />
Poi Tochiro produsse di nuovo uno dei suoi sorrisoni.<br />
"Ahh... vedi che c'è ancora un po' di sangue in quelle vene!"<br />
E affibbiò una manata gioviale sulla spalla di Khayr. Questo sorrise strinse l'avambraccio di Tochiro, che ricambiò la stretta.<br />
Lo sguardo di Tochiro si fece più cupo.<br />
"So bene quanto è importante la missione. Ma non devi perdere di vista lo scopo. Né la via per arrivarci. Altrimenti non sarai altro che un mostro."<br />
"Temo che invece servirà un mostro. Se è così io sarò quel mostro."<br />
Tochiro scosse la testa mantenendo saldamente la stretta sul braccio dell'altro.<br />
"No. Devi ascoltare la tua anima per trovare la via giusta. Altrimenti sarai solo un proiettile che avanza verso la sua vittima. Ma ricordati che un proiettile è sempre sparato da qualcun altro."<br />
Khayr rimase in silenzio.<br />
"Bene... mi sa che ti annoiato abbastanza con la mia profonda saggezza. È tempo che torni nella mia cuccia... ti saluto. Ed invece di sorseggiare languidamente quel vinaccio tracannati una bella bottiglia di spirito serio ed ubriacati come quando ti portavo per bordelli!"<br />
Detto questo Tochiro si dissolse in una nube di puntini colorati.<br />
Il capitano vestito di nero rimase a guardarsi il braccio che l'amico aveva tenuto stretto fino a poco prima. Poi lo lasciò ricadere al fianco.<br />
E rimase solo, nell'oscurità. Ombra in una nave di fantasmi.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Mensa - 24/11/2394 ore 09:00 Data Stellare 71896.92</b><br /><br />
Il capo Ingegnere e l'ufficiale scientifico della Seatiger entrarono in sala mensa con un'aria alquanto sconsolata. Almeno la prima lo era. La seconda era quantomeno meno pimpante del solito. <br />
"Io non riesco a capire come diavolo abbiano fatto."<br />
Disse Droxine. Nelle ultime ore aveva ripetuto quella frase più e più volte. Tanto da infastidire persino sé stessa, ma non poteva farne a meno.<br />
"La loro tecnologia è strana..."<br />
"È una vecchia nave federale rattoppata all'impossibile! Come può scomparire in questo modo? Non una traccia di curvatura, una traccia radioattiva... nulla."<br />
"Avevano motori fuori dal comune di sicuro. Mi piacerebbe proprio studiarli."<br />
Droxine ringhiò.<br />
"Anche a me, poco ma sicuro. Ma adesso abbiamo il problema più impellente di trovare quei stramaledetti pirati!"<br />
"Siamo stanche ed è tutta la notte che ci fissiamo sul problema. Proviamo a rilassarci ed a cambiare discorso."<br />
Disse la denobulana mentre portava al loro tavolo paste e tè.<br />
"Buona idea. Non ho più l'età per queste tirate."<br />
Anari si inclinò verso Droxine con fare cospiratorio.<br />
"Allora? Tu cosa ne pensi di lui?"<br />
"Lui? Lui chi?"<br />
Anari stava sprizzando entusiasmo da tutti i pori.<br />
"Come sarebbe chi? Il nuovo primo ufficiale! Lo sai che ho tutte le sue canzoni?"<br />
Il viso di Droxine tradì molto meno rapimento.<br />
"Ah... quello..."<br />
"Mi pare di capire che non ti piaccia molto."<br />
"No, no non dico questo..."<br />
"Eddai. Vuota il sacco."<br />
"Va bene. La verità è che non approvo molto la sua assegnazione. Sembra un brutto scherzo."<br />
"E dai... non può essere così male..."<br />
"Ma cosa dici? Riveste un ruolo chiave nella gerarchia e non è minimamente addestrato! La vita dell'equipaggio e non solo può dipendere da lui. Ma cosa è passato per la testa ai coordinatori al comando di flotta!" Anari guardò l'amica ad occhi sgranati, una volta tanto ammutolita. Ma per poco.<br />
"Mi sorprendi. Non sembri neanche tu. Di solito non sei tipo da dare giudizi così... decisi diciamo." <br />
Droxine si appoggiò allo schienale della sedia e cercò di assumere un'espressione più accomodante.<br />
"Senti, non voglio offendere nessuno. Capisco che ti piaccia e che sia un tipo simpatico. Magari è anche un ottimo musicista ed ha molte buone qualità ma..."<br />
"Ma?"<br />
"Non è un ufficiale. Non uno vero."<br />
"Ora no. Ma con il tempo sono sicura che si farà onore."<br />
"È possibile, ma questo non conta."<br />
"Allora cosa ti provoca una reazione così violenta?"<br />
"Io non ho reazioni violente!"<br />
Droxine si interruppe sotto lo sguardo divertito di Anari. Prese un respiro e riprese più pacatamente.<br />
"La verità è che mi offende che indossi l'uniforme della flotta stellare." Anari la occhieggiò incoraggiante.<br />
"Tutti noi ci siamo guadagnati questa uniforme con fatica. Ci siamo impegnati, abbiamo incontrato e superato i nostri limiti. E questo solo per graduarci all'accademia. E poi la gavetta, la carriera. Ogni grado ed incarico ce lo siamo guadagnato. E loro gli hanno gettato quella stessa uniforme come se fosse uno straccio vecchio." Seguì qualche attimo di silenzio.<br />
"Bé non si può dire che tu non abbia un'opinione netta. Secondo me però dovresti dargli il beneficio del dubbio. Diamogli una possibilità."<br />
"Ma sì, ma sì... non  ho certo intenzione di di assalirlo verbalmente. Ma vedi, la Flotta Stellare è sempre stata un'élite, nel senso buono del termine. Essa comprende la crema della Federazione. Solo i migliori riescono ad entrarci. Ed i risultati si vedono."<br />
"Su questo devo dissentire. La Flotta non comprende la crema della Federazione. Comprende la crema di coloro che vogliono entrare nella Flotta. È una distinzione importante."<br />
Droxine annuì verso l'amica.<br />
"Touché."<br />
In quel momento l'argomento di conversazione in persona entrò nella sala mensa. Anari gli fece subito segno di avvicinarsi.<br />
"Comandante Finn! Stavamo giusto parlando di lei!" <br />
Droxine lanciò ad Anari uno sguardo di avvertimento. Completamente ignorato. Dewey rivolse un sorriso incerto alle due donne.<br />
"Davvero? Cose edificanti, spero."<br />
"Assolutamente! Siamo arrivate ad un'impasse. Non abbiamo trovato trovato nessun metodo per localizzare la nave nera. Lei cosa ne pensa?"<br />
Il primo ufficiale si passò una mano sulla barba.<br />
"Non saprei proprio cosa dirvi... non so nulla su meccanica suspaziale e simili"<br />
"Subspaziale." Corresse automaticamente Droxine prima di riuscire a mordersi la lingua.<br />
"Giusto. Vedete? Non vi posso aiutare. L'unica cosa che posso dirvi è che quei tipi devono essere proprio dei pazzi."<br />
Anari gli sorrise incoraggiante. "Sono dei terroristi quindi direi proprio di sì."<br />
"Anche quello, ma intendevo... ci pensate quanta vernice devono aver usato per colorare tutta la nave di nero!?"<br />
Droxine sorrise condiscendente.<br />
"Comandante... le navi non si verniciano. Le placche sono già trattate al momento del montaggio." Poi il sorriso scemò. "Ma che motivo avrebbero avuto? Smontare tutta la corazza esterna solo per colorare di nero la nave..."<br />
"Ecco, lo sapevo... ho detto una delle mie solite idiozie..."<br />
Ma le due donne non ascoltavano più il primo ufficiale. Si erano voltate a guardarsi negli occhi. Sgranati.<br />
"Non possono averlo fatto davvero..."<br />
"Forse le rilevazioni dei sensori ci possono togliere il dubbio."<br />
Le due donne si diressero velocemente verso la porta. Uscendo Anari si voltò verso Dewey salutandolo.<br />
"Grazie comandante, lei è un genio!"<br />
"Bé, lo ho sempre sospettato... ma in questo particolare caso perché?" ma stava parlando ad una porta chiusa.<br />
Rimase inebetito qualche altro secondo, poi fece spallucce ed andò a fare colazione. <br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, cartografia stellare - 24/11/2394 10 minuti dopo</b><br /><br />
I dati erano davanti a loro, per quanto incredibili.<br />
Droxine ed Anari si guardavano sorridendo. Finalmente avevano qualcosa, per quanto labile.<br />
Droxine fece un sorriso da lupo.<br />
"Da non credere... hanno veramente verniciato lo scafo. A mano! Dei pazzi."<br />
"Ci dovevano proprio tenere molto! E per nostra fortuna hanno usato materiali di fortuna. La vernice non è adatta al vuoto."<br />
"Secondo le mie simulazioni dovrebbe sublimare una massa sufficiente a darci una traccia."<br />
"Sicura? Si parla di poche molecole in un volume di spazio che non possiamo valutare."<br />
Anari aveva il caratteristico scintillio che Droxine aveva imparato a conoscere. E talvolta a temere.<br />
"Molecole molto caratteristiche. Se mi gioco bene gli algoritmi ad individuazione di schema abbiamo qualche possibilità." Droxine sospirò.<br />
"Suppongo che ci dobbiamo provare. Andiamo a dirlo al capitano?"<br />
"Altroché! E tu che dicevi che era inutile!"<br />
"Chi?"<br />
"Il comandante Finn. Senza di lui non ci saremmo arrivate!"<br />
"Oh, andiamo. Ha detto solo alcune frasi colloquiali. Che ci abbia dato l'idea <br />
giusta è stato solo un caso."<br />
"Bé magari ci porta bene."<br />
Droxine alzò gli occhi al cielo.<br />
"Ma certo. L'Enterprise aveva Spock e Riker. Noi il coniglietto portafortuna. Andiamo va..."<br />
Le due donne uscirono ridacchiando.<br />
<br />
<br /><b>Da qualche parte nello spazio Matsumoto. In quel momento.</b><br /><br />
La regina Daphne ascoltava il rapporto del comandante Heliamphora.<br />
"Un buon successo, tutto sommato. Il cargo è stato distrutto. I nostri infiltrati stanno già lavorando incitando l'opinione pubblica contro Khayr. I federali sono sulle sue tracce."<br />
<br />
La regina scosse la testa, impassibile. "Non fate l'errore di sottovalutare Khayr. È pericoloso. Troppo pericoloso. Passerà sopra qualsiasi ostacolo per raggiungere il suo obiettivo. I federali non sono un avversario alla sua altezza. Se stretto all'angolo li frantumerà come un fiore nella tempesta."<br />
"Saranno comunque un fastidio per lui. Ci daranno il vantaggio che ci serve. E..." il comandante Galateano strinse la mano a pugno per sottolineare il proprio impegno "se necessario interverrò io stessa. Macinerò le sue ossa le le spargerò per il cosmo."<br />
<br />
Daphne sorrise alla sua sottoposta.<br />
"Il tuo ardore ti fa onore. Ma il tuo posto è al mio fianco. Lascia che ci pensi Genlisea. Sta facendo un buon lavoro."<br />
Heliamphora si genuflesse, senza nessuna traccia della bellicosità che l'aveva colta poco prima.<br />
"Ai tuoi ordini."<br />
"Così sia sempre. Ora vai. Voglio rimanere sola per un po'."<br />
Il comandante del forze galateane si affrettò ad obbedire.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Droxine Carelli</author>
            <pubDate>Fri, 30 Jan 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-03 Faccia a faccia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Anari <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 ore 09:57 - D.S. 71897.02</b><br /><br />
Erano passati poco più di quaranta minuti da quando Droxine e Anari avevano descritto le loro scoperte ad Arjan. Il Capitano aveva quindi immediatamente dato disposizioni per fare in modo che gli algoritmi di individuazione di schema venissero implementati il prima possibile. Le dita dell'Ufficiale Scientifico così avevano iniziato a battere velocemente sulla consolle, quasi fosse una sorta di strano picchio intento a battere sul suo albero.<br />
 <br />
Finn si rese conto che, di tanto in tanto, la denobulana mormorava qualcosa lavorando. Qualche nota abbozzata di quella che, era sicuro, fosse una delle maggiori hit del suo gruppo. Gli altri Ufficiali di Plancia non sembravano però averci fatto caso o forse in realtà la stavano semplicemente ignorando.<br />
Così, lui fece altrettanto, non dando peso nemmeno agl'ampi sorrisi che la donna gli rivolgeva ogni volta che volgeva il suo sguardo verso la collega. Aveva avuto milioni di ammiratrici in ogni luogo della galassia, ma quella donna riusciva a metterlo leggermente a disagio. Forse era a causa del nuovo ambiente.<br />
 <br />
"I parametri di base sono stati inseriti ... - affermò la denobulana in maniera gioviale, continuando però ad immettere dati, arricciando il naso in un espressione carica di concentrazione - ... aggiungiamo le equazioni necessarie alla compensazione della deriva, ricaviamo per interpolazione i punti mancanti eeee ...."<br />
 <br />
La denobulana inserì gli ultimi dati tenendo d'occhio lo schermo della plancia. Per un paio di lunghissimi secondi non accadde nulla. A Finn sembrò di sentire l'Ufficiale Scientifico bisbigliare parole d'incoraggiamento alla propria consolle, ma anche stavolta glissò.<br />
Poi, come d'incanto, una lunga strada composta di puntini colorati iniziò lentamente a materializzarsi sullo schermo, correndo verso una lontana meta.<br />
 <br />
"Bingo!" Affermò energeticamente la donna, schioccando le dita in un gesto decisamente teatrale.<br />
"Ottimo lavoro, Comandante ..." affermò il Capitano, venendo però interrotto dll Ufficiale Scientifico.<br />
"Non ci saremmo riuscite senza la provvidenziale intuizione del Comandante Finn .. " producendosi in un ampio sorriso rivolto verso il Primo Ufficiale. Il Trill non disse nulla, limitandosi ad un silenzioso gesto col capo verso Finn, facendo capire di includere anche lui in quel ringraziamento.<br />
"Timoniere. - affermò attirando l'attenzione dell'Ufficiale che si voltò immediatamente verso il suo superiore - ci porti alla fine di questo ... arcobaleno ..."<br />
"E speriamo di trovare la pentola d'oro ..." aggiunse sovrappensiero il Primo Ufficiale, riferendosi alla nota leggenda Irlandese, attirando su di se lo sguardo interrogativo del Capitano.<br />
 <br />
<br /><b>Nave stellare Arcadia, Plancia<br />
24/11/2394, Ore 10:28 - D.S. 71897.08</b><br /><br />
Khayr era seduto alla propria poltrona, immobile, intento ad osservare silenziosamente il grande buco nero che risiedeva in quel sistema mentre lentamente divorava una stella che si era avvicinata troppo. Uno spettacolo affascinante quanto inquietante, che riusciva a tenere lontano la maggior parte degli altri Capitani, probabilmente anche a causa dei non rari lampi termonucleari, ma che sembrava invece attirare Khayr come il fuoco attira una falena.<br />
Era almeno un lustro che lo spietato buco nero aveva agguantato nelle sue grinfie la piccola e luminosa stella, dilaniandone a poco a poco le carni e spargendone i macabri resti in un enorme spirale attorno al suo disco di accrescimento, probabilmente quindi, le pene del piccolo astro non sarebbero durate ancora a lungo.<br />
 <br />
Da quando aveva scoperto della sua esistenza, il Capitano ribelle aveva utilizzato spesso le pieghe più oscure della spirale generata dal terrificante balletto di quella coppia disfunzionale come nascondiglio. In quelle tenebre infatti, la sua nave nera riusciva a nascondersi non solo alla vista, ma anche a confondere i sensori della maggior parte delle navi, permettendogli di agire come meglio credeva nell'ombra. Bisognava  semplicemente stare attenti ed evitare di fare la stessa fine di quell'anonima stella.<br />
 <br />
Il Primo Ufficiale si avvicinò lentamente al proprio Capitano il quale, voltandosi verso il sottoposto, non faticò a leggere l'eloquente espressione che aveva imparato a conoscere in anni di servizio.<br />
Novità. Brutte, anzi probabilmente pessime, notizie.<br />
 <br />
"Che c'è? - domandò a Yattaran in tono piatto, anticipando il Primo Ufficiale. - Dall'espressione, nulla di buono ..."<br />
 <br />
Inizialmente, il Primo Ufficiale si limitò ad un mesto cenno d'assenso col capo, sistemandosi il copricapo che gli copriva l'intera fronte  con la mano, prima di aprire bocca.<br />
 <br />
"Ci hanno fregato ... - affermò. Khayr non mosse un muscolo, attendendo che il Primo Ufficiale continuasse la sua esposizione, ma qualcosa, nell'unico occhio visibile, tradì una nota di sorpresa. - Abbiamo intercettato una trasmissione ... benchè le nostre armi non siano riuscite ad intaccare lo scafo del cargo, questo è comunque andato distrutto ... la trasmissione però parlava di una partita di vaccini, non testate fotoniche ..."<br />
 <br />
Il Capitano socchiuse gli occhi, in un silenzioso moto rabbioso. Ecco la vera trappola. Le cose sarebbero diventate decisamente più difficili ora, con la Federazione fra le scatole e l'opinione pubblica schierata contro di lui, molti degli usuali canali informativi che era solito utilizzare sarebbero saltati. Senza contare che, sicuramente, altre persone si sarebbero messe sulle sue traccie in una sgradevole caccia all'uomo. Ma questo non lo avrebbe di certo fermato.<br />
 <br />
"Signore! - esordì Daiba, interrompendolo prima che potesse replicare alle parole del Primo Ufficiale - rilevo una nave in avvicinamento ... sono i Federali!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Qualche attimo dopo</b><br /><br />
 La Seatiger uscì fuori dalla curvatura senza avvicinarsi troppo al disco di accrescimento del buco nero, modificando la rotta in maniera da mantenere una certa di sicurezza mentre i sensori scandagliavano la zona alla ricerca altre traccie della nave in fuga.<br />
 <br />
"La nave è qui ... - affermò l'Ufficiale Scientifico, osservando i dati che venivano sputati fuori in continuazione dalla propria consolle, inarcando un sopracciglio - probabilmente ..."<br />
"Cosa intende dire con probabilmente?" domandò il Capitano Trill, senza staccare lo sguardo dall'irregolare spirale di punti elaborati dal computer che sembravano navigare all'interno dei resti della povera stella.<br />
"Il buco nero interferisce con il funzionamento dei sensori ... - Anari iniziò a digitare nuovamente sulla consolle, ingrandendo una zona dell'anomalia dove era visibile una distorta macchia nerastra - ... massa e composizione sono compatibili, ma potrebbe semplicemente essere un ammasso di detriti ..."<br />
"E' lui ..." affermò Arjan alzandosi dalla propria poltrona.<br />
 <br />
<br /><b>Nave stellare Arcadia, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Cosa facciamo?" domandò Yattaran, mentre il resto del personale di plancia si volgeva verso il Capitano ribelle, con sguardo carico di aspettativa, in attesa di ordini.<br />
 <br />
Khayr si alzò dalla propria poltrona, osservando la nave federale in lontananza.<br />
 <br />
"Andiamocene da qui, voglio mettere più strada possibile fra ..."<br />
 <br />
Le sue parole furono però bruscamente interrotte dalle parole di Daiba.<br />
 <br />
"Ci stanno chiamando!"<br />
 <br />
Il Capitano inizialmente non replicò, poi con un lieve cenno del capo fece capire al suo sottoposto di accettare la comunicazione. Sullo schermo principale si materializzò figura di un trill, pesantemente distorta e afflitta da un crescente effetto neve.<br />
 <br />
=^= Sono il Capitano Arjan Kenar, della USS Seatiger della Flotta Stellare ... - si presentò l'Ufficiale, parlando con una voce dal suono metallico. - ... Lei immagino sia il Capitano Khayr ... =^=<br />
"Cosa vuole ..." replicò bruscamente il Capitano ribelle, fissando il trill con l'unico occhio visibile.<br />
=^= Farle alcune domande ed evitare uno scontro a fuoco ... =^=<br />
"Non intendo arrendermi. - Khayr interruppe il Capitano Federale in tono brusco, alzando il braccio, preparandosi ad impartire un ordine silenzioso  - e non intendo rispondere ad alcuna domanda ... arrivederci, Capitano Kenar ..."<br />
 <br />
Così dicendo, abbassò velocemente il braccio, dando ordine al timoniere di attivare i motori a curvatura.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Anari </author>
            <pubDate>Sun, 01 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-04 La nave fantasma</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tkar <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave stellare Arcadia, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 10:30 - D.S. 71897.09</b><br /><br />
"Non intendo arrendermi." - Khayr interruppe il Capitano Federale in tono brusco, alzando il braccio, preparandosi ad impartire un ordine silenzioso  "e non intendo rispondere ad alcuna domanda ... arrivederci, Capitano Kenar ...""<br />
<br />
Così dicendo, abbassò velocemente il braccio, dando ordine al timoniere di attivare i motori a curvatura. Le gondole gemelle della nera nave stellare si illuminarono della classica luce blu che anticipava il balzo a curvatura e, mentre lo spazio-tempo le si distorceva attorno, l'intera figura del vascello pirata parve allungarsi lungo il suo diametro maggiore.<br />
<br />
Nella Plancia del vascello si udirono un paio di sospiri di sollievo quando la nave entrò in curvatura. Dopo aver fissato sullo schermo visore l'immagine della Seatiger che rimpiccioliva fino a scomparire, Khayr si voltò per tornare alla sua poltrona e disse "Attivate l'occultamento prima che si lancino all'inseguimento, quindi scendete ad impulso e dirigete fino alla Nube Rossa."<br />
<br />
Detto ciò rimase immobile un paio di minuti, scrutando l'attività di Plancia con fare soddisfatto. Infine, quando tutto sembrava essere a posto, fece per sedersi sulla poltrona centrale in uno svolazzare di mantello, ma dovette invece aggrapparvisi con forza, in quanto la nave venne scossa da un fremito violento. Tutte le luci si spensero per un istante e, contemporaneamente, sullo schermo visore le stelle smisero di sembrare scie di luce e riassunsero il loro aspetto.<br />
<br />
"Cosa é successo?" domandò in tono gelido il Capitano, mentre il resto dell'equipaggio di Plancia cercava di riprendere il controllo sulla nave, apparentemente alla deriva.<br />
<br />
"Siamo usciti dalla Curvatura e abbiamo perso l'energia principale..." affermò Yuki, dalla consolle scientifica principale "Sto innestando l'energia secondaria...ma la curvatura é off-line..."<br />
<br />
"Occultiamoci..." ordinò Khayr, senza la minima esitazione, prima di pigiare un pulsante sul bracciolo della propria poltrona, per mettersi in contatto con la Sala Macchine "Tochiro che succede?"<br />
<br />
Gli uomini si guardarono smarriti per un istante, mentre tutte le luci - eccetto quelle di emergenza - si spegnevano per ridurre al minimo i consumi dei sistemi non essenziali, visto che quasi tutta l'energia disponibile  era ora diretta al dispositivo d'occultamento.<br />
<br />
"Non lo so, Capitano..." rispose dal soffitto la voce del Capo Ingegnere, mentre in sottofondo si sentiva il vociare agitato del personale di macchina, che cercava evidentemente di trovare il guasto e porvi rimedio "il Nucleo di Curvatura si é spento di botto, come se qualcuno avesse semplicemente girato un interruttore."<br />
<br />
"Questo non é possibile..."  intervenne  Yuki "il comando di spegnimento del Nucleo può essere inviato solo dalla Plancia o dalla Sala Macchine. Da qualsiasi altra postazione partisse, farebbe scattare decine di allarmi..."<br />
<br />
"Infatti..." convenne Tochiro, la cui voce allarmata e confusa tradiva il fatto che in Sala Macchine non tutto stava andando per il verso giusto "eppure il computer ha accettato il comando senza esitazione. Inoltre tutte le bottiglie magnetiche sono state isolate ed il materiale di reazione neutralizzato. Chiunque lo abbia fatto ha fatto una azione pulita, prevenendo qualsiasi rischio di esplosione incontrollata ma bloccandoci ad impulso per almeno 6 ore...sempre se riusciamo a decodificare questi dannati blocchi che stanno comparendo in ogni sottosistema dell'apparato Curvatura!"<br />
<br />
"Potrebbe essere stato fatto dal Ponte di Battaglia?" domandò Khayr, colto da una folgorazione, facendo riferimento alla Plancia secondaria, installata nella parte centrale del tozzo collo che collegava la Sezione a Disco a quella Motori. Una replica compatta e perfettamente funzionante della Plancia, dotata dei medesimi sistemi e totalmente sguarnita, visto che non c'era stato neppure il tempo di dare l'Allarme.<br />
<br />
Cogliendo immediatamente il sottinteso della domanda, Daiba si alzò dalla postazione tattica e, estratta una pistola dalla lunga canna dal fodero alla cintura, si mosse verso il Turboascensore affermando "Prendo un paio di uomini e vado a controllare!"<br />
<br />
"Vengo anch'io..." affermò Yuki, alzandosi a sua volta, mentre su tutta la nave veniva attivato l'allarme antintrusione "forse da lì potrò capire meglio cosa hanno combinato quei maledetti Federali!"<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"La nave nemica si allontana a curvatura 8..." riferì Anari, mentre le mani danzavano sulla consolle scientifica alla ricerca delle tracce di vernice che li aveva portati lì e che - si sperava - avrebbe permesso loro di tracciare i pirati di Khayr nonostante le pesanti distorsioni gravitazionali causate dal buco nero.<br />
<br />
"Stiamole dietro..." ordinò il Capitano Kenar poi, mentre l'agile vascello di Classe Nova entrava a sua volta in Curvatura, aggiunse rivolto a Finn "il pacco è stato recapitato, Comandante?"<br />
<br />
Ma il Primo Ufficiale, troppo preso ad osservare  l'evolversi della situazione, non parve sentire le parole del Trill che, dopo aver contato mentalmente fino a dieci, si sforzò di essere gentile nel ripetere "Comandante Finn..."...quindi, quando ebbe l'attenzione dello stupito Umano, aggiunse "il pacco è stato recapitato?"<br />
<br />
"Il...pacco?" rispose, colto in contropiede il Primo Ufficiale. Quindi, capendo a cosa alludesse il suo Capitano, si affrettò a digitare qualcosa sul terminale della sua poltrona e quindi, dopo un paio di tentativi, rispose "Sì Signore...il teletrasporto è andato a buon fine, la squadra di sbarco è arrivata a destinazione."<br />
<br />
"Ottimo, allora non ci resta che aspettare che Droxine e Tkar facciano il loro lavoro...""commentò Kenar, sistemandosi meglio sulla poltrona centrale e riflettendo. Quello era stato un piano un po' raffazzonato, ma il Capitano Drey gli aveva insegnato che - quando si comandava una nave in situazioni di emergenza - spesso era necessario affidarsi all'istinto e alla preparazione dei propri subordinati.<br />
<br />
Per quello stesso motivo, purtroppo, non aveva potuto mandare il suo Primo Ufficiale a guidare quella delicata  missione...non ancora, almeno!<br />
<br />
Il flusso dei suoi pensieri fu comunque interrotto da Anari che, dopo appena una manciata di minuti, affermò "Sono usciti dalla Curvatura! Energia principale disattivata!...Un momento, si stanno occultando comunque!"<br />
<br />
"Con la sola energia secondaria?" Domandò Tholos, stupito. I dispositivi di occultamento erano estremamente dispendiosi in termini di consumo energetico ed era piuttosto improbabile che una nave potesse tenerne attivo uno per molto tempo senza poter contare su di un reattore a Curvatura ad alimentarla.<br />
<br />
"Allora dovremo fare affidamento sulla squadra di sbarco e sui suoi trucchi, Comandante Anari...abbiamo ancora la traccia?" chiese il Trill, fissando lo sguardo sullo schermo visore che - ora - mostrava solo lo spazio vuoto dove per un attimo era comparsa la nave nera."<br />
<br />
"Sì signore...""rispose la Denobulana, ora troppo concentrata perfino per ricordarsi di fare una delle sue battute "ad impulso la sublimazione è minore perché non vi è l'effetto dispersivo del campo di Curvatura, ma dovremmo essere in grado di individuare con approssimazione la zona in cui si nascondono."<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Ponte di Battaglia<br />
Alcuni minuti prima</b><br /><br />
Il Teletrasporto materializzò le sei figure nell'angusto spazio del Ponte di Battaglia e, neppure un istante dopo, quattro di loro erano già scattate verso le pareti della stanza, da dove avrebbero potuto coprire l'intero spazio con i loro fucili Phaser Tipo III.<br />
<br />
Mentre i quattro membri della Sicurezza si muovevano, Tkar estrasse con la sinistra il Tricoder tattico, eseguendo una serie di rapide analisi e poi impostandolo per emettere un segnale di disturbo. Nel frattempo, sempre tenendo d'occhio le letture che riceveva, disse "Apparentemente il Teletrasporto è riuscito senza attivare gli allarmi di bordo. Comandante Carelli, proceda.""<br />
<br />
"Sì, sì...sto già facendo il più in fretta che posso!" protestò Droxine che, china sotto la consolle ingegneristica del Ponte di Battaglia, aveva smontato un pannello e vi aveva collegato alcune apparecchiature prelevate dal proprio Kit prima di immergervisi con tutto il busto "Vorrei proprio sapere di chi è stata la brillante idea di spedirci a bordo di una nave pirata per cercare di hackerare il loro sistema di propulsione ed impedirgli di fuggire, contando sul fatto che non abbiano modificato eccessivamente le procedure di sicurezza di bordo!"<br />
<br />
"Sua, Comandante." rispose semplicemente Tkar, avvicinandosi ad una delle consolle secondarie ed avviandola in modalità di osservazione tattica, così da poter verificare il flusso informativo che giungeva alla consolle tattica principale in Plancia. Le informazioni, però, dovettero incuriosirlo perché - subito dopo aver dato una scorsa allo schermo - lanciò una nuova scansione col Tricoder.<br />
<br />
"Curioso..."...affermò il Vulcaniano, prima di spegnere l'apparecchio e farsi consegnare il Tricoder di uno dei suoi sottoposti. Avutolo in mano, eseguì una rapida scansione prima di renderlo al legittimo proprietario e tornare alla consolle accesa, questa volta scuro in volto "molto curioso. Per non dire seccante.""<br />
<br />
"Seccante?" domandò stupita Droxine, affacciandosi perplessa dalla consolle nella quale era penetrata con l'intero busto "Cosa c'è di seccante, Tkar?""<br />
<br />
"Ho effettuato un'analisi della consistenza dell'equipaggio nemico con il Tricoder - sia con il mio che con quello del Guardiamarina Terk -, ma questi mi ha dato nuovamente come risultato due sole forme di vita: una Umana e una sconosciuta. Stando alle letture dei sistemi di sicurezza interni, però, l'equipaggio consta di 471 forme di vita."<br />
<br />
"Forse dispongono di un sistema di schermatura personale, tipo quello dei Jem'Hadar..." suggerì l'ingegnere, senza però preoccuparsi più di tanto della cosa. Aveva già abbastanza complicazioni senza occuparsi anche di quello e - tenuto conto che era in squadra con il Capo della Sicurezza -  probabilmente poteva lasciare che lui si occupasse della cosa. <br />
<br />
"E' quanto ho ipotizzato. Ora sto trasferendo gli algoritmi utilizzati da computer per la ricerca, al fine di applicarli ai nostri Tricoder....Ecco, ora tutti i nostri apparati di rilevazione portatili sono configurati per leggere i segni vitali dell'equipaggio dell'Arcadia.""le rispose il Vulcaniano, prima di aggiungere "La sua azione come sta procedendo?"<br />
<br />
"Più complicata del previsto..." rispose l'Umana, che all'interno della consolle stava sudando corposamente mentre tentava di venire a capo del nuovo mistero che il Tricoder le aveva rivelato "hanno effettuato grosse modifiche ai motori. Il Nucleo di Curvatura non è alimentato ad antimateria, ma da qualcos'altro e - a giudicare dai sistemi di sicurezza ulteriori installati - deve essere qualcosa di pericoloso. Se sbaglio nell'eseguire la procedura rischio di far saltare tutta la nave, anziché inabilitarla."...<br />
<br />
"Ma le procedure di emergenza che intende avviare sono ancora attive, o i relativi algoritmi sono stati modificati?" insistette Tkar, tenendo al contempo d'occhio i movimenti dei segni vitali che - solo ora - i Tricoder riuscivano a rilevare. Il piano generale era piuttosto semplice: dovevano sfruttare la Consolle Ingegneristica del Ponte di Battaglia per avviare nel computer della Sala Macchine un programma di addestramento che avrebbe simulato una serie di avarie dei sistemi, iniziando con uno squilibrio nei sistemi di alimentazione del Motore a Curvatura. Se la nave montava ancora i sistemi di sicurezza originali previsti per la Classe Excelsior, il Computer di bordo avrebbe provveduto autonomamente a mettere in blocco di sicurezza tutto l'apparato motore, tagliando l'energia principale e la propulsione a Curvatura. Se - però - il sistema fosse stato modificato in maniera troppo pesante, la cosa sarebbe stata inutile e la squadra avrebbe dovuto tentare di prendere il controllo della Sala Macchine con la forza.<br />
<br />
"Sì, sì...ho quasi finito..." brontolò Carelli, che ovviamente aveva smesso di ascoltarlo in quanto troppo concentrata sul suo lavoro. Dopo qualche altro minuto, la donna uscì da sotto la consolle e, con perizia, rimise in posizione la copertura che aveva precedentemente rimosso per rendere più complicato il lavoro a chi avrebbe dovuto sistemare il pasticcio che stava per scatenare. Quando ebbe finito, fece un gran sorriso all'Ufficiale Vulcaniano e, premuto un comando sul Tricoder, disse semplicemente "Fatto!""<br />
<br />
Il vascello di Classe Excelsior vibrò profondamente sotto i loro piedi e, quando le luci si affievolirono, Tkar si mosse verso le porte che davano sull'esterno dicendo ai suoi uomini "Formazione tattica di copertura attorno al Comandante Carelli....Sbrigatevi, abbiamo tre minuti e quindici secondi per raggiungere l'Hangar di lancio secondario."...<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Corridoi del Ponte 10 - Intersezione 16<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Daiba si muoveva rapido, con in mano la propria pistola Phaser ed un paio di robusti uomini dell'equipaggio armati fino ai denti a coprirgli le spalle. Dietro di lui - ad una distanza di sicurezza di appena cinque metri -  li seguiva anche Yuki, che doveva raggiungere il Ponte di Battaglia per cercare di ripristinare l'energia principale.<br />
<br />
Il ragazzo non era per nulla lieto di far correre quel pericolo all'amica, ma non avevano molte alternative. L'Arcadia non avrebbe potuto mantenere in eterno l'occultamento con i soli Reattori ad Impulso e Yuki era una delle più abili in questo tipo di riparazioni.<br />
<br />
"E poi, se questi Ufficiali della Flotta Stellare sono abili la metà di quanto ritiene il Capitano, probabilmente sono già diretti al Ponte 13 per rubare una navetta e tentare la fuga" si disse, svoltando l'angolo.<br />
<br />
Ovviamente aveva previsto quell'eventualità, distaccando un contingente di dieci uomini a protezione dell'hangar dei caccia, ma ciò non significava che fosse realmente così. Stando a quanto raccontatogli da Khayr, gli Ufficiali della Flotta erano gente sveglia e su una nave grande come l'Arcadia c'erano una decina di modi per tentare la fuga o per nascondersi.<br />
<br />
Daiba stava giusto pensando questo, quando voltò l'angolo del corridoio che collegava il Ponte di Battaglia all'Hangar Manutenzione e quasi venne colpito da una scarica di proiettili di energia. Quando percepì con la coda dell'occhio gli'impulsi di fase, il giovane tattico temette di essere morto, ma miracolosamente il colpo dei federali dovette mancarlo, perché un istante dopo percepì l'impatto degli stessi contro la paratia alle sue spalle.<br />
<br />
Agendo per puro istinto, il giovane si gettò a terra evitando un secondo colpo che lo avrebbe di certo preso in pieno petto e, facendo esplodere un colpo alla cieca, rotolò fino alla porta di un magazzino, il cui arco di ingresso gli offrì una buona copertura. <br />
<br />
"Al riparo, sono qui!" gridò, mentre si spostava e riuscì a vedere che Thornos e Mayui si bloccavano all'intersezione per non esporsi al fuoco. Quando tentò di affacciarsi per capire quanti nemici aveva di fronte, però, dovette ritrarsi rapidamente per evitare il fuoco di sbarramento di almeno quattro armi ad energia.<br />
<br />
"Dannazione!" ringhiò, spostando solo il braccio destro oltre l'orlo e cominciando a sua volta a sparare, subito imitato dai due compagni.<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Corridoi del Ponte 10, Intersezione 17<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Non appena vide un membro dell'equipaggio dell'Arcadia svoltare l'angolo del corridoio che li separava dalla loro destinazione, Tkar mirò il centro del bersaglio e rilasciò una scarica di tre proiettili di energia stordente.<br />
<br />
Il Vulcaniano era praticamente certo che il bersaglio sarebbe caduto a terra stordito, quindi rimase estremamente sorpreso quando lo vide in piedi e notò i colpi impattare sulla parete dietro di lui, come se lo avessero...attraversato. Ma lo stupore è un lusso che gli Ufficiali della Sicurezza non possono permettersi, quindi Tkar si affrettò a sparare una seconda raffica e, notando che l'avversario si preparava a rispondere al fuoco, gridò "Posizione difensiva!" prima di gettarsi su Carelli, trascinandola a terra col proprio peso e sottraendola alla linea di tiro.<br />
<br />
Le sensibili orecchie del Vulcaniano udirono il tonfo sordo del corpo dell'Umana che toccava duramente terra, ma non era il tempo di preoccuparsene. Quando la situazione divenne uno stallo, il Vulcaniano si affrettò ad aiutare i subordinati a generare un fuoco di sbarramento e - al contempo - richiamò alla memoria la planimetria della nave per individuare un altro passaggio.<br />
<br />
Al contempo, però, parte della sua mente rifletteva su quanto appena successo. Era certo di  non avere sbagliato mira, quindi la sola spiegazione logica era che il suo bersaglio si fosse spostato prima dell'impatto. Ma quante possibilità aveva un umanoide impreparato di evitare ben tre proiettili di energia a bassa velocità? Circa il 2,573%.<br />
<br />
<i>"Inoltre i colpi hanno impattato esattamente dietro di lui, come se lo avessero...attraversato!"</i> si disse il Vulcan, mentre il fuoco di risposta si intensificava a causa dell'entrata in mischia di altri due avversari.<br />
<br />
<i>"Possibile?"</i> si domandò Tkar, smettendo di sparare. Di certo non poteva trattarsi di fantasmi...e non erano neppure creature incorporee, o avrebbero aggirato le paratie per coglierli di sorpresa alle spalle. Restava pertanto una sola spiegazione ed il Vulcan decise di tentare il tutto per tutto e chiese "Comandante...se dovesse mettere fuori servizio un sistema di oloproiezione senza conoscerne la tecnologia, che tipo di impulso EM userebbe?"<br />
<br />
Colta di sorpresa dalla domanda e ancora dolorante alle costole per il contraccolpo, Droxine impiegò un paio di secondi prima di rispondere "Direi...un impulso tra i 0.5 ed i 0.05 Mhz...perché?"<br />
<br />
Ma il Vulcaniano non rispose e, poggiato a terra il Fucile Phaser, estrasse un'arma manuale Tipo I, sulla quale iniziò a trafficare. Quando fu soddisfatto del risultato, ordinò "Settate i Phaser a massima dispersione su frequenze variabili tra 0.5 e 0.05 Mhz."<br />
<br />
infine, quando i suoi subordinati ebbero dato conferma di aver effettuato la modifica richiesta, Tkar ordinò "Fuoco di copertura...ora!" e, mentre i Tattici eseguivano, lanciò la piccola arma in un punto equidistante tra Daiba e gli altri due pirati.<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Corridoi del Ponte 10 - Intersezione 16<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Quando Daiba gli aveva urlato di stare indietro, Yuki si era infilata nella prima porta disponibile e si era preoccupata di chiamare la Plancia per chiedere di mandare altri rinforzi e poi si era affacciata periodicamente per capire come stesse andando lo scontro a fuoco.<br />
<br />
Quando il Phaser modificato di Tkar era esploso nel corridoio, lei non era affacciata e ciò le impedì di essere colpita come i tre compagni pirati che, un attimo dopo, erano a terra immobili.<br />
<br />
'Daiba!' pensò terrorizzata la ragazza, vedendo l'amico riverso a terra ed immobile. Le armi federali potevano stordire anche quando esplodevano?<br />
<br />
Se così non era...<br />
<br />
In un momento razionale, probabilmente Yuki se ne sarebbe rimasta nascosta attendendo che i federali si allontanassero o che i rinforzi richiesti da Daiba arrivassero, ma quello non era per nulla un momento razionale. Per questo motivo, quando notò il gruppo federale procedere oltre l'intersezione, si lanciò come un gatto verso il corpo di Thornos e - recuperato il suo fucile - fece fuoco all'impazzata.<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Corridoi del Ponte 10 - Intersezione 16<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Una volta messi fuori combattimento i Pirati, Tkar guidò i suoi compagni verso l'Hangar Ausiliario, che ospitava i mezzi per la manutenzione esterna.<br />
<br />
Erano giunti a meno di dieci metri dalla porta dell'hangar quando un rumore secco attirò la sua attenzione, spingendolo a voltarsi appena in tempo per federe una femmina - probabilmente una Leijiana, a giudicare dalla figura esile ed aggraziata - lanciarsi nel corridoio aprendo il fuoco senza criterio.<br />
<br />
Nuovamente il Vulcaniano si preoccupò in prima istanza di mettere al riparo il Comandante Carelli poi, insieme ad altri due Ufficiali della Sicurezza, aprì il fuoco verso Yuki. I fucili, impostati a massima dispersione, spararono ventagli di energia a bassa intensità in luogo dei soliti proiettili stratificati e - tutti - colpirono l'esile figura della Leijana, attraversandola.<br />
<br />
Dopo essere stata colpita, la figura di Yuki tremolò per qualche secondo, quindi si dissolse lasciando al suo posto dei vestiti vuoti.<br />
<br />
"Affascinante..." commentò Tkar, andando a recuperare quegli abiti ed i relativi accessori, mentre gli altri si rialzavano.<br />
<br />
"Ma, signore, sono...ologrammi!" affermò stupito uno degli uomini della Sicurezza, la cui divisa era stata annerita su di una spalla da un colpo che lo aveva mancato di pochi millimetri più per fortuna che per suo merito "come faceva a saperlo, Comandante?"<br />
<br />
"Semplice deduzione logica, Capo..." rispose Tkar, ricominciando a muoversi non appena recuperato il proprio bottino "ed ora facciamo in fretta. I sensori interni avranno certo rilevato lo scontro a fuoco..."<br />
<br />
Su questa nota allegra, il gruppo penetrò nell'hangar dei mezzi di servizio. Normalmente ci sarebbero dovute essere quattro navette Tipo I ed altrettanti Workbee, ma ne trovarono meno della metà, mentre il resto dello spazio era occupato da casse di materiale.<br />
<br />
Tkar e Carelli furono lesti ad attivare uno dei Workbee, mentre il resto della squadra si accostò al portellone d'accesso, estraendo alcuni oggetti neri cilindrici ed agganciandoli magneticamente al metallo della paratia mobile, prima di correre dentro la navetta da manutenzione.<br />
<br />
Una volta chiuso il portello stagno, il gruppo era piuttosto stretto ma il Vulcaniano, che aveva preso i comandi, non parve farci caso. Per prima cosa sganciò il veicolo dal ponte poi, dopo aver attivato al massimo il deflettore di navigazione, digitò una sequenza sul proprio tricoder.<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"La squadra di sicurezza é arrivata?" domandò Khayr, che da diversi minuti - per la precisione da quando aveva perso il contatto con la squadra di Daiba e Yuki - si aggirava avanti e indietro per la Plancia dell'Arcadia come un leone in gabbia.<br />
<br />
"È uscita adesso dal turboascensore..." rispose Yattarn, ma la sua risposta venne interrotta da Maji che, dalla postazione ingegneristica di Plancia, disse "Qualcuno ha superato i codici di sicurezza dell'Hangar mezzi di supporto ed avviato un Workbee!"<br />
<br />
Il Capitano dell'Arcadia parve preso in contropiede da quella affermazione. Che senso poteva avere rubare un mezzo da manutenzione? Certo, nessuno si era preoccupato di proteggere l'hangar secondario con le stesse risorse impiegate per difendere quello principale, ma dove sarebbero potuti andare con un veicolo dotato solo di propulsione ad impulso? Ad ogni modo ordinò "Sigillate l'Hangar!"<br />
<br />
Prima che qualcuno potesse obbedire, però, la nave fu scossa da una violenta vibrazione e le luci lampeggiarono per alcuni secondi prima che il sostituto di Yuki annunciasse "Breccia nel ponte 10, hangar mezzi ausiliari. I campi di forze hanno isolato la zona!"<br />
<br />
"Hanno fatto saltare i portelloni con una carica direzionata verso l'esterno..." affermò con sicurezza Maji, mentre le mani volavano sul controllo danni "nessun danno strutturale, ma l'esplosione e la fuoriuscita di detriti ha perturbato il campo di occultamento."<br />
<br />
"Dov'è il Workbee che stavano rubando?" domandò Khayr quindi, quando gli fu risposto che si stava allontanando a pieno impulso, aggiunse "Lanciate i caccia!"<br />
<br />
"Squadriglia Omega pronta al decollo!" annunciò poco dopo l'Ufficiale alle comunicazioni, ma le procedure di lancio erano appena state avviate che l'addetto ai sensori annunciò "Signore, la nave Federale é uscita dalla Curvatura!"<br />
<br />
"Impossibile!" affermò Yattarn, poggiando la mano sullo schienale della poltrona del ragazzo che sostituiva Yuki, quasi si aspettasse un errore nelle rilevazioni da lui fatte "non potevano essere così vicini!"<br />
<br />
"Evidentemente sono in grado di tracciarci anche in occultamento..." affermò Khayr freddamente. Quindi aggiunse "annullare l'ordine di lancio dei caccia, ritiriamoci verso l'ammasso stellare Bortos, completeremo lì le riparazioni ai motori..."<br />
<br />
E, senza aggiungere altro, uscì dalla Plancia scuro in volto.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Hangar Navette<br />
24/11/2394 Ore 10:45 - D.S. 71897.12</b><br /><br />
"Ebbene, come é andata?" domandò Kenar, non appena Tkar ebbe messo piede fuori dal Workbee dell'Arcadia. Il Vulcaniano era sceso per ultimo, lasciando uscire prima il Comandante Carelli non tanto per galanteria, quanto per la necessità di permetterle di raggiungere l'infermeria per farsi controllare le costole, messe a dura prova dalla missione appena completata.<br />
<br />
"Tutto secondo i parametri, signore." rispose il Vulcaniano "Abbiamo avviato il programma di simulazione Avaria Totale di Sistema...i sistemi principali dell'Arcadia subiranno collassi a cascata fintanto che non riusciranno ad isolarlo e disinstallarlo. Abbiamo scoperto però alcune...anomalie..."<br />
<br />
"Anomalie?" domandò il Trill, la cui espressione compiaciuta per il successo della missione della squadra di sbarco era già svanito "che tipo di anomalie?"<br />
<br />
"Analizzando i motori dell'Arcadia, il Comandante Carelli ha scoperto che sono stati pesantemente modificati. Il Capo Ingegnere potrà certo essere più esauriente in materia dopo aver esaminato i dati raccolti." riferì il Capo della Sicurezza "Inoltre, credo di aver scoperto il motivo per il quale i sensori rilevavano solo due segni vitali a bordo della nave pirata."<br />
<br />
Mentre parlava, il Vulcaniano armeggiò con gli abiti di Yuki che aveva raccolto, finché non trovò un sottile braccialetto adornato con una riproduzione - grande come una moneta - del simbolo pirata del Teschio e delle Tibie incrociate "Il resto dell'equipaggio é composto da ologrammi. Generati da emettitori portatili come questo."<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Alloggi del Capitano<br />
24/11/2394 Ore 12:45 - D.S. 71897.34</b><br /><br />
Il bicchiere, colmo di liquore ambrato, volò attraverso tutta la stanza andando ad infrangersi con violenza contro la paratia di fondo.<br />
<br />
Immobile e - francamente - terrorizzato da quello scatto d'ira decisamente atipico, Daiba chiuse gli occhi, deciso quantomeno a trattenere le lacrime che rischiavano di bagnargli il giovane volto.<br />
<br />
Per un po' il suono di arpa fu l'unico rumore udibile nella penombra della stanza poi Khayr, con un evidente sforzo per controllarsi, disse "Perdonami Daiba...non avrei dovuto reagire così..."<br />
<br />
Il ragazzo si morse il labbro, come se stesse tentando di riscuotersi dal proprio stato di shock. Quando fu certo che la voce non lo avrebbe tradito, disse "No Capitano, hai ragione a prendertela con me. Avrei dovuto difenderla, mentre invece mi sono fatto sconfiggere come uno sciocco...e l'hanno catturata..."<br />
<br />
A quelle parole Khayr guardò verso il basso e l'unico occhio sano si fissò sul braccio del suo giovane addetto agli armamenti, che tremava visibilmente con la mano stretta a pugno.<br />
Il Capitano dell'Arcadia mise la propria mano su quella dell'altro e disse "Bon avresti potuto impedirlo...la colpa é stata mia che non ho previsto potessero aver scelto come via di fuga l'hangar secondario. Ma ci riprenderemo Yuki, te lo prometto. Ora va a riposare..."<br />
<br />
"Sì, Capitano..." rispose il Leijiano, appena un po' rincuorato, prima di uscire dall'alloggio.<br />
<br />
Quando le porte si furono chiuse, il Capitano si voltò verso colei che stava suonando l'arpa. Si trattava di una aliena di una razza sconosciuta alla Federazione e - più in generale - alle genti del Quadrante Alpha. Alta ed esile ancor più di una Leijiana, la donna aveva lunghi capelli blu, una pigmentazione della pelle tendente al giallo e grandi occhi del medesimo colore, ma ciò che più colpiva di lei era l'assenza della bocca, al posto della quale aveva una membrana sufficientemente permeabile da permetterle di sorbire bevande.<br />
<br />
"Possiamo recuperarla, Meeme?" domandò il Capitano, riferendosi ovviamente a Yuki.<br />
<br />
La donna suonò alcune note malinconiche, prima di rispondere con una voce che suonava curiosamente eterea a causa del suo particolare apparato vocale "Perché mi fai domande di cui già sai la risposta, Khayr?"<br />
<br />
"Perché non sopporto l'idea di perdere neppure un solo membro del mio equipaggio...non di nuovo!" affermò stancamente l'Umano, abbandonando la postura rigida e controllata che era solito mostrare all'equipaggio e buttandosi scompostamente sul divano, l'occhio puntato sullo spazio fuori dalla finestra, anche se non c'era nulla da vedere, dato che erano tutt'ora in occultamento.<br />
<br />
L'aliena fece un cenno del capo e, con voce dolce, gli disse "Come ben sai, gli emettitori autonomi sono...autonomi, in tutto e per tutto. Essi gestiscono la matrice olografica e ospitano l'intera digitalizzazione della memoria dei soggetti. Il solo modo per recuperare Yuki é recuperare il suo emettitore..."<br />
<br />
"Ma il tuo computer..." tentò di obiettare Khayr, ma sapeva trattarsi di una obiezione inutile, quindi la lasciò cadere.<br />
<br />
"Il mio computer ha permesso la digitalizzazione delle menti dell'intero equipaggio ed il loro trasferimento negli emettitori, ma non ha trattenuto che un eco di loro. Come ben sai, la mente di un essere senziente é estremamente complessa...uno dei computer di questa nave basterebbe a contenerne appena una decina. Potrei forse tentare un nuovo trasferimento dell'eco di Yuki...ma cosa verrebbe fuori? Probabilmente un essere che le somiglia e che si muove come lei. Ma, per quel che riguarda il resto...ricordi, emozioni...non sarebbe la stessa persona."<br />
<br />
Meeme suonò un'altra melodia, anch'essa triste e molto adatta al tono del discorso, prima di aggiungere "E poi sarebbe difficile spiegarlo all'Equipaggio. Forse il Dottor Zero e Tochiro, che sanno di essere ologrammi, potrebbero aiutarci ad inventare una storia plausibile, ma il resto dell'equipaggio farebbe fatica ad accettarlo..."<br />
<br />
"E Yuki sarebbe ancora prigioniera dei Federali..." rifletté il Capitano con un cenno del capo, che spostò i ribelli capelli castani a coprire la benda "No, non c'è soluzione...dovremo farlo alla vecchia maniera..."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tkar </author>
            <pubDate>Wed, 11 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-05 Il poliziotto buono...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Dewey Finn<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave Stellare Arcadia, Plancia <br />
24/11/2394 Ore 13:25 - D.S. 71897.42</b><br /><br />
"Komatsubara, rapporto!" <br />
<br />
Khayr si appoggiò alla console scientifica dove il giovane sostituto di Yuki si dava da fare per analizzare le letture dei sensori.<br />
<br />
"Ci sono ancora dietro. Potrebbero attaccare, superarci, andarsene, ma niente, ci seguono come delle ombre. Che intenzioni hanno Capitano? Non capisco."<br />
<br />
Khayr non rispose, si limitò solo a dirigersi verso il turbo ascensore ed entrarvi. Poi, come per un ripensamento, si voltò verso i suoi uomini e, dopo averli guardati per un momento rispose "Non lo so, ma sono certo che non durerà a lungo."<br />
<br />
Le porte si chiusero con un sibilo e il Capitano dell'Arcadia si immerse nei meandri della sua nave.<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback ***<br />
Matsumoto III, Corte del Sole<br />
Alcuni anni prima</b><br /><br />
"Il Rikugun Khayr della Terza Flotta dell'Alleanza Matsumoto!" gridò il valletto mentre il neo promosso generale, abbagliante nell'alta uniforme bianca, si presentava al cospetto del senato dell'alleanza.<br />
<br />
Il Capitano dell'ammiraglia della Terza Flotta si guardò attorno, mentre i suoi occhi dardeggiavano per l'immensa sala dei ricevimenti assaporando la gloria delle sue imprese negli occhi del suo popolo.<br />
Ormai non era più cosa rara che un mezzosangue come lui arrivasse alla carica di generale, ma forse, lui era il più giovane a raggiungerla.<br />
Sorrise alle fanciulle presenti alla festa per l'insediamento del nuovo presidente, aveva sempre attratto il gentil sesso, specialmente le femmine Matsumoto che sembravano apprezzare i tratti più marcati e la muscolatura più possente ereditati dalla sua parte leijiana, ma invece di dirigersi verso di loro, per mettere in mostra le sue medaglie e collezionare qualche nuova conquista, si diresse con passo deciso ma elegante verso il suo vecchio amico e mentore.<br />
<br />
"Dottore!" esclamò Khayr cogliendo di sorpresa e prendendo al volo il bicchiere che quest'ultimo stava per far cadere.<br />
"Khayr maledizione!" borbottò Zero col viso arrossato dall'adrenalina che era improvvisamente affluita nel suo sistema circolatorio.<br />
<br />
Il giovane annusò il contenuto del bicchiere e lo rese al dottore con una smorfia di disgusto "Sake? E' caduta così in basso l'Alleanza da offrire sake ad un ricevimento?"<br />
"Questa è roba mia! Riserva privata!" esclamò l'altro battendo la mano sulla giacca all'altezza della tasca interna, in risposta, il suono metallico di una fiaschetta da viaggio fece capire al Rikugun di che genere di riserva si trattasse. <br />
"Che ci fai qui con un vecchio dottore mentre ci sono così tante fanciulle in attesa di ricevere un tuo sorriso?"<br />
"Prima il dovere e poi il piacere!" sorrise elegantemente Khayr.<br />
<br />
I due si immersero in una fitta conversazione. Per mesi Khayr era stato lontano dalla capitale per pattugliare il suo quadrante di spazio.<br />
La sua promozione a Rikugun, avvenuta perché il suo superiore aveva deciso di ritirasi dalla marina militare dell'alleanza, gli aveva finalmente consentito di fare ritorno e rivedere i vecchi amici.<br />
Come qualsiasi generale, sapeva che, oltre a dover essere un bravo soldato, doveva anche coltivare alleanze con i politici e in fondo lui era tanto bravo come soldato quanto si sentiva a suo agio in mezzo agli squali del senato. <br />
In definitiva il suo ritorno a casa era un ottima occasione di prendere più allodole con un retino, come soleva dire il dottore.<br />
<br />
"Chi è quella?" chiese Khayr per distrarre il suo amico da una dissertazione sulle principali caratteristiche curative del sake.<br />
"Chi? Ah! E' la concubina del Presidente. Sarà lui a portare l'Alleanza nella Federazione fra qualche anno... se gli dei vorranno." commentò questi dopo aver seguito lo sguardo del giovane. "Si chiama Genlisea e... no! Non ci provare!"<br />
Fu inutile, ormai Khayr si stava dirigendo verso la diafana creatura che aveva attirato il suo sguardo.<br />
<br />
Vestita in un sontuoso abito di seta marina, Genlisea era forse il più perfetto rappresentante della razza Matsumoto. Alta e flessuosa, la donna aveva un portamento regale. <br />
Si guardava attorno come se tutti i presenti fossero solo degli insetti e lei si trattenesse a stento da schiacciarli. <br />
Era questo che aveva attirato il giovane, quel qualcosa di indomabile e altezzoso che lui voleva a tutti i costi far crollare.<br />
<br />
"Mia signora..." esclamò dopo un profondo inchino militare. <br />
<br />
Lei lo guardò con scarso interesse finché non colse il riverbero della luce sulle mostrine.<br />
<br />
"Lei è?" chiese con voce cristallina, ma permeata di alteregia.<br />
"Rikugun Khayr della Terza Flotta al suo servizio!" rispose lui, sollevando lo sguardo e immergendolo negli occhi di lei.<br />
"Non ero stata informata che il Rikugun Kirita fosse stato sostituito!" c'era una nota di fastidio nelle sue parole e questo stuzzicò ancora di più Khayr che adorava le sfide.<br />
"Non sapevo conoscesse Kirita... si è dimesso dalla carica qualche mese fa e io gli sono succeduto su sua richiesta." sorrise ma notò una nota di allarme negli occhi di lei.<br />
"E dov'è Kirita?" chiese Genlisea battendo le unghie laccate sui braccioli dell'alta poltrona.<br />
"Non ne ho idea, ha deciso di non volere una festa di addio e ha preferito uscire di scena senza pompose cerimonie. Per quello che so ora è diretto verso lo spazio federale su una nave trasporto... Mia signora?!" <br />
Khayr rimase basito osservando la donna che si alzava e con estrema fretta si allontanava dalla sala delle cerimonie.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Ufficio del Capitano<br />
24/11/2394 Ore 13:25 - D.S. 71897.42</b><br /><br />
"Signor Finn è sicuro?" chiese il capitano osservando il suo primo ufficiale che se ne stava seduto in agitazione sulla poltrona davanti a lui.<br />
"Si signore... non so combattere, non so niente di navigazione o di comunicazioni, ma se una cosa so fare è dare spettacolo. Lasci a me il compito di interrogare la nostra ospite barra prigioniera e stia certo che riuscirò a tirarle fuori qualcosa." Finn stava sudando, si stava mettendo in gioco, accanto a lui il Comandante Anari faceva segno di sì con la testa, come uno di quei vecchi cagnolini che venivano messi sulle auto d'epoca e muovevano la testa ad ogni vibrazione della macchina.<br />
<br />
I due si erano presentati trafelati nell'ufficio di Kenar parlando in simultanea. Erano certi di riuscire a convincere la prigioniera a rivelare i piani del suo capitano.<br />
In realtà l'idea era di Anari, che prima aveva blandito Finn con parole di elogio per le sue doti di recitazione, poi colpevolizzato per la sua incapacità quasi totale di operare su una nave spaziale della Flotta, se non come juke-box al bar di prora e poi di nuovo esaltato per il suo charme e la sua capacità di incitare le folle durante i concerti. <br />
Insomma in meno di due minuti l'aveva convinto che poteva farcela. <br />
Davanti al trill, Finn non ne era più così certo.<br />
<br />
"Capitano, il Signor Tkar è convinto che l'equipaggio della nave stellare non sappiano di essere degli ologrammi e Carelli è certa di poter collegare quell'emettitore portatile alla nostra matrice degli ologrammi..." intervenne Anari "Io ho seguito la carriera del Signor Finn in tutti questi anni e se c'è qualcuno che può abbindolare quell'ologramma è lui!" i due la guardarono sorpresi "Convincere! Volevo dire convincere!"<br />
Kenar scosse la testa divertito. "Avete il mio permesso. Per il momento non fatele sapere che è un'ologramma, terremo questa informazione come piano B."<br />
<br />
I due si alzarono e se la svignarono fermandosi solo dopo aver raggiunto il turbo ascensore.<br />
<br />
"Ponte 9, sala ologrammi!" ordinò Anari mentre con Finn si appoggiava alla parete ambedue con gli occhi spiritati.<br />
"Sei certa che ci riusciremo?"<br />
"Certo!"<br />
"Quanto certa?"<br />
"Cinquanta percento..."<br />
"Il Capitano ci metterà a pulire gondole fino a Natale..."<br />
"A me si, a te probabilmente ti farà cacciare dalla Flotta Stellare!"<br />
"Grazie Anari sei proprio un'amica..."<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback ***<br />
Matsumoto III, Appartamenti di Khayr<br />
Alcuni anni prima</b><br /><br />
"Dovrò presto tornare alla Flotta dopo quello che è successo." borbottò Khayr guardando fuori dalla finestra del suo appartamento.<br />
"Mi dispiace che la nave che portava Kirita verso la sua agoniata pensione in seno alla Federazione sia stata attaccata." commentò Genlisea che ancora si trovava nuda a letto dopo le ore di sesso in compagnia del suo nuovo amante. <br />
Khayr era certo che in realtà alla donna non importasse assolutamente niente del suo amico ed ex superiore.<br />
<br />
"Grazie, ma purtroppo così è andata. Spero solo che riescano a trovare<br />
quei maledetti pirati." <br />
<br />
Khayr si allontanò dalla finestra e prese da sopra il tavolo uno strano oggetto metallico che emise alcuni suoni mentre veniva aperto.<br />
<br />
"Cos'è?" la donna incuriosita.<br />
"Materiale della Flotta Stellare. Il loro ambasciatore ci ha portato alcuni omaggi. Questo ad esempio è... un tricorder, se non ho capito male."<br />
<br />
Si passò l'oggetto addosso e controllò le letture. Per quello che sapeva era stato tarato per leggere i dati biologici della sua razza e fornire alcune informazioni mediche. Tutto nella norma, un leggero affaticamento dovuto sicuramente alla maggiore gravità del pianeta rispetto ad una nave stellare.<br />
<br />
"E cosa sarebbe un tricorder?" <br />
La donna continuava a porre domande di cui, dal tono, sembrava in realtà non importarle niente. La sua indifferenza stava iniziando a stancare Khayr che dopotutto era riuscito ormai nel suo scopo e cioè quello di conquistarla, superare la sua altezzosità e le sue vesti.<br />
"Te lo mostro..." si sedette sul bordo del letto e fece scorrere l'oggetto sul corpo flessuoso della donna.<br />
"Ma come può essere?" le letture che fornì erano incomprensibili. "Qui dice che non sei..."<br />
<br />
Non terminò la frase, Genlisea afferrò l'oggetto e lo sbriciolò con una mano dimostrando una forza incredibile. Con la stessa forza colpì Khayr scaraventandolo dall'altra parte della stanza.<br />
"Maledetta Federazione impicciona e maledetti i suoi stupidi congegni!" la donna si alzò muovendosi come una tigre in cerca della sua preda. Afferrò di nuovo l'uomo con una mano alla gola sollevandolo come se fosse una bambola di pezza "Khayr, mio giovane quanto inutile amante. Da quando sei arrivato sei stato solo una noia. E questo vostro... sesso, che piace così tanto a te e a quello stupido Presidente! Tutto questo disgustoso strusciarsi per poi rilasciare schifosi fluidi corporali!" Genlisea continuava a parlare mentre il viso di Khayr iniziava a diventare blu per la mancanza di ossigeno.<br />
"Non ti preoccupare, sarà una cosa rapida."<br />
<br />
Prima che l'essere potesse mettere fine alla sua vita, il mezzosangue riuscì a colpirla con violenza al volto abbastanza forte da farle lasciare la presa. <br />
Una lotta per la sopravvivenza esplose nell'appartamento. <br />
Gli oggetti usati come armi improvvisati, mobili distrutti dalla furia della battaglia. Pur non avendo la forza della donna, Khayr aveva dalla sua parte l'addestramento e la voglia di sopravvivere, il che lo trasformò in un avversario temibile.<br />
Quando ormai sembrava che l'uomo potesse avere la meglio, un filamento adunco, simile al ramo di un albero, uscì dalla bocca dell'essere e affondò nella sua orbita destra. Il mondo esplose in un oceano di dolore. <br />
Khayr si accasciò a terra, poi tutto si fece buio.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Ponte 9 - Sala Ologrammi 1<br />
24/11/2394 Ore 13:45 - D.S. 71897.46 </b><br /><br />
"E' tutto pronto?" chiese Finn guardando Droxine Carelli armeggiare ad un apparato collegato attraverso numerosi cavi alla console della sala ologrammi.<br />
"Ancora qualche momento... ok! Tutto pronto." il capo ingegnere fece schioccare le dita "Cosa ci volete?"<br />
"Una prigione dei primi anni '70. Qualcosa di sudicio e pittoresco!" rispose il primo ufficiale strofinando le mani fra loro.<br />
"Vuole anche degli abiti?"<br />
"No niente abiti, anzi tutti tranne la prigioniera, devono avere le divise della Flotta. Dobbiamo sembrare gente dura!"<br />
Carelli armeggiò ancora alla console e poi alzò il pollice verso l'alto.<br />
<br />
"Valla a prendere tigre!" esclamò con entusiasmo Anari per poi correggersi con un frettoloso "Comandante! Volevo dire Comandante!"<br />
<br />
Finn entrò attraverso la porta lanciando occhiate spaventate all'indirizzo della denobulana.<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback ***<br />
Nebulosa Oni, Cantiere segreto Galateano<br />
Alcuni anni prima</b><br /><br />
Khayr si svegliò lentamente.<br />
Come ogni giorno, alzarsi dalla branda della sua prigione era un martirio.<br />
Si sentiva come se fosse un vecchio decrepito ormai con un piede nella pira funebre.<br />
Il fatto di lavorare per diciotto ore al giorno al cantiere non aiutava certamente la sua salute ed era stato solo un miracolo che la ferita all'occhio non avesse fatto infezione e fosse morto.<br />
Dopo mesi di prigionia ormai si sentiva senza speranza.<br />
<br />
"Rikugun..." la voce accanto a lui era poco più di un bisbiglio.<br />
"Niente più gradi Tochiro... qui non ce n'è bisogno." sospirò lui di rimando.<br />
"Come preferisce signore, comunque ho saputo dai lavoratori del turno beta che i motori della nave sono stati ultimati. Hanno visto anche lei..."<br />
"L'aliena?" Di colpo l'occhio rimasto di Khayr riprese la sua lucentezza.<br />
"Si signore. E' stata portata qui alla stazione per supervisionare il funzionamento di quello strano motore. Renderlo compatibile con la tecnologia della Federazione è stata una vera impresa."<br />
"Mi domando per quale motivo questi esseri abbiano costruito una nave<br />
del tutto e per tutto simile ad un vascello della Flotta Stellare." il mezzosangue si grattò la mascella coperta da una ispida barba anch'essa simbolo della sua metà Leijiana.<br />
"Non lo so, ma il giovane Daiba del turno beta dice che l'Alleanza Matsumoto è solo l'inizio."<br />
"Aaaah! Che vuoi che ne sappia quel ragazzino! Andiamo, devo vedere."<br />
<br />
I due si prepararono per l'inizio del loro turno. La colazione, a base di un beverone proteico, fu consegnata da donne che sembravano di razza matsumoto, ma tutti i prigionieri sapevano bene che così non era.<br />
Gli esseri che li avevano catturati in diverse occasioni, chi in un mercantile, chi su vascelli dell'alleanza, chi direttamente sul pianeta, avevano solo l'aspetto simile al loro.<br />
Arrivarono all'hangar principale camminando incolonnati. Gli abiti sporchi e malridotti e i fisici provati dalla prigionia. <br />
Come ormai accedeva ogni volta, Khayr si trovò ad ammirare lo stupendo vascello di classe Excelsior. Ammirava la sua linea elegante ed armoniosa, così diversa dalle navi dell'alleanza più tozze e massicce anche se dall'aspetto più imponente.<br />
Sulla fusoliera campeggiava la scritta a caratteri cubitali USS HOOD, coperta a malapena dalla vernice nera e da quell'assurdo disegno di un teschio ghignante che i galateani li avevano costretti a dipingere.<br />
Non sapeva cosa volesse dire, magari era il nome di un personaggio famoso e lo stemma di qualche casata federale, ma non gli importava, per lui quella nave era l'Arcadia che nella lingua leijiana significava Libertà.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Ponte 9 - Sala Ologrammi 1<br />
24/11/2394 Ore 14:00 - D.S. 71897.49</b><br /><br />
"E' solo una ragazzina" commentò Finn osservando Yuki che si sollevava intontita dalla branda.<br />
L'uomo si trovava al di là di massicce sbarre che circondavano una sudicia cella provvista di cuccetta e di servizi igenici che di igenico non avevano niente. <br />
La ragazza si guardò attorno spaventata e frastornata e si alzò in piedi scuotendo la testa.<br />
<br />
"Portatela in sala interrogatori!" ordinò, facendo poi cenno ai due<br />
improbabili ufficiali della sicurezza di farla uscire. <br />
Erano due poliziotti di qualche holofilm presi in prestito da Carelli per rendere più reale l'ambientazione. Finn tossì quando il fumo del sigaro di uno dei due gli arrivò in faccia.<br />
"Spegni quel coso Finnegan!" Sbraitò cercando di superare quel momento di impasse.<br />
"Agli ordini capo! Vieni bellezza andiamo a farci un giro!" rispose l'energumeno centrando il gabinetto con il puzzolente oggetto.<br />
<br />
Il gruppo si trasferì in sala interrogatori, un luogo forse ancora più sudicio della cella dalla quale la ragazza era stata prelevata.<br />
Finn gettò un pacco di fascicoli sul tavolo e la copertina esterna si rifiutò di scivolare inchiodandosi invece in qualche raccapricciante fluido organico di dubbia natura.<br />
<br />
<i>"Esagerata!"</i> pensò Finn ordinando ai due di uscire e lasciarlo solo.<br />
Il Primo Ufficiale armeggiò per un po' con i documenti sui quali risaltavano le foto di Khayr prese dai monitor e della nave trasformata in vascello pirata. Il tutto aveva un aspetto realistico, come se la Federazione avesse un fascicolo apposito sul capitano dell'Arcadia. Finito di armeggiare, Finn tornò a guardare la ragazza e incrociò le braccia al petto senza chiedere niente, ma guardandola con lo sguardo di chi sa più di quanto ci si aspetti.<br />
<br />
<br /><b>Flashback<br />
Nebulosa Oni, Cantiere segreto Galateano<br />
Alcuni anni prima</b><br /><br />
"Dimmi cosa hai sentito..." ordinò Khayr al giovane di fronte a lui.<br />
"Questi esseri provengono da un diverso univero..." iniziò Daiba indeciso se guardare o no l'occhio bendato dell'uomo di fronte a lui.<br />
"Il loro aspetto è frutto di un camuffamento genetico imperfetto."<br />
"Dimmi qualcosa che non so!" ribattè il mezzosangue toccandosi involontariamente la benda.<br />
"Quella nave è stata costruita seguendo i progetti di una nave della Flotta Stellare realmente esistente. I suoi progetti sono stati acquistati da alcuni mercanti ferengi, o almeno è quello che ho sentito dire dalle guardie in questi mesi."<br />
"E perchè hanno sprecato tempo a costruire una nave federale?"<br />
"Da quello che ho sentito il piano è far entrare l'Alleanza nella Federazione dei Pianeti Uniti e una volta fatto, iniziare ad assumere il controllo della Federazione. La vera USS Hood verrà fatta sparire quando verrà il momento, hanno navi che possono aprire portali per l'altro universo e useranno la copia per creare dissenso all'interno della Federazione."<br />
"Mmmh. Una nave che tradisce i suoi ideali... non penso che possa bastare."<br />
"La nave verrà mascherata in nave pirata, hanno preso l'idea dai libri e dagli holofilm della Terra. Ma sarà sempre possibile risalire al vero nome della nave."<br />
"Non credo che potranno reggere a lungo... prima o poi verranno fermati." commentò Khayr.<br />
"Penso di si, ma avranno sicuramente creato abbastanza dissensi fra la Flotta e l'opinione pubblica da far passare inosservati le sparizioni e gli omicidi che verranno causati dagli esseri per scalare i vertici del governo federale." terminò Daiba<br />
<br />
Khayr guardò Tochiro.<br />
<br />
"Potrebbe essere... per costruire questa mostruosità ci avranno messo anni. Lo stesso vale per l'infiltrarsi nell'Alleanza. Sembra gente che fa piani a lungo termine." Khayr grugnì in risposta.<br />
"Cosa facciamo Rikugun?" chiese Daiba "La cosa più giusta da fare sarebbe far esplodere quella nave e tutto il cantiere spaziale!"<br />
<br />
Il mezzosangue si grattò la barba e guardò i due con uno strano scintillio nello sguardo.<br />
<br />
"No signori... Non la faremo esplodere!"<br />
"Cosa ti è venuto in mente?" chiese Tochiro guardandolo di sottecchi.<br />
"Noi ci prenderemo quella bellezza e faremo esplodere i cantieri! Poi daremo filo da torcere a quegli schifosi mostri. Useremo il loro stesso piano e faremo conoscere all'Alleanza la reale minaccia che questi esseri rappresentano!"<br />
"Ci sto!" rispose Daiba immediatamente trasportato dall'entusiasmo giovanile.<br />
"Cosa ti serve?" chiese Tochiro con voce più pacata.<br />
"Per prima cosa devo arrivare a questa misteriosa aliena, poi..." il piano iniziò a prendere forma.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Ponte 9 - Sala Ologrammi 1<br />
24/11/2394 Ore 14:20 - D.S. 71897.52</b><br /><br />
"Beh? E' li in silenzio da venti minuti ormai..." Carelli guardò Anari. Le due si trovavano dall'altra parte del vetro della sala interrogatori, la curiosità era stata troppa e le due alla fine erano entrate per seguire le azioni del primo ufficiale.<br />
"Non chiedere a me... io non ho idea di quello che stia facendo. Mi aspettavo urla e qualche tortura fantasiosa." rispose delusa l'ufficiale scientifico.<br />
"Le torture sono vietate dal trattato vulcaniano del 2064. Il trattato con cui la Terra e Vulcano instaurarono ufficialmente l'alleanza." rispose con voce fredda Tkar entrando nella sala di osservazione.<br />
"Ma non fa menzione di ologrammi!"<br />
"Tecnicamente corretto, ma la corte marziale che subirebbe potrebbe non concordare."<br />
"Lei sa cosa sta facendo?"<br />
"E' una tecnica d'interrogatorio che si basa sul mettere a disagio il prigioniero non ponendo nessuna domanda, ci si aspetta che il dubbio e la coscienza del prigioniero facciano il lavoro per l'interrogatore.<br />
Su individui particolarmente giovani e un aspetto non decisamente criminale come in questo caso, la tecnica può avere buoni risultati.<br />
Il Signor Finn ha scelto un eccellente sistema d'interrogatorio e la sua tecnica è estremamente efficace."<br />
"Lo sapevo che era un genio!" esclamò Anari con soddisfazione.<br />
"Ma non ha tenuto conto che l'essere è solo un ologramma, senza nessuna emozione che possa essere sfruttata. In definitiva assolutamente inutile." concluse lapidario il vulcaniano.<br />
"Lo ammazzo..."<br />
"Dica qualcosa almeno!" nella sala interrogatori i nervi di Yuki avevano alla fine ceduto.<br />
"Affascinante..." commentò Tkar avvicinandosi al vetro.<br />
<br />
Finn se lo aspettava, ormai da alcuni minuti la ragazza stava mostrando segni di cedimento. Conosceva i tipi come lei, ragazze che si trovavano in guai più grandi di loro e non sapevano come uscirne. A lui era capitato un sacco di volte. Rimase in silenzio.<br />
"Perchè ci state addosso? Non abbiamo fatto saltare noi il cargo!" la ragazza continuava ad agitarsi.<br />
<br />
Il primo ufficiale piegò impercettibilmente la testa di lato.<br />
<br />
"Ci avevano detto che quel cargo conteneva armi ed era nostra intenzione farlo saltare, ma qualcosa o qualcuno ci ha preceduti." il fatto che il suo interlocutore, nonostante la faccia bonaria, continuasse a rimanere in silenzio la rendeva sempre più agitata. Si era aspettata grida, insulti, torture, i galateani erano bravi in questo nei loro campi di prigionia, ma non che il suo carceriere se ne stesse lì a guardarla e basta.<br />
"Voi non capite, non sapete la verità!" esclamò ancora.<br />
"Allora me la dica..." sospirò Finn appoggiandosi al tavolo, la giacca<br />
della divisa sembrò venire a contatto con cose innominabili ma l'uomo<br />
non si vece distrarre.<br />
<br />
Yuki iniziò la sua storia.<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback ***<br />
Nebulosa Oni - Nave Galateana Drosera<br />
Alcuni anni prima</b><br /><br />
"Come sono potuti fuggire?!" esclamò Genlisea afferrando con forza il suo ufficiale della sicurezza. La donna non si divincolò per non rischiare ulteriori ripercussioni, se la fisiologia Galateana, per quanto modificata dal camuffamento genetico, avesse permesso la sudorazione, in quel momento l'ufficiale sarebbe stata in un bagno di sudore.<br />
"Per accellerare i lavori i due turni si sovrapponevano per alcune ore del giorno. Hanno scelto quel momento per attaccare. Supponiamo che avessero contattato in qualche modo l'essere chiamato Meeme e coordinato con lei la fuga."<br />
"Mi avete deluso..." commentò il comandante della Terza Armata. Dalla sua bocca fuoriuscì l'aculeo che penetrò con forza nella fronte della subordinata. <br />
<br />
La donna si agitò per alcuni secondi e poi si afflosciò con gli occhi spalancati.<br />
<br />
"Non tutto è perduto..." una voce pacata giunse dalle spalle di Genlisea che si voltò di scatto.<br />
"Comandante Heliamphora!" il generale supremo delle forze galateane doveva aver sentito la conversazione.<br />
"Nonostante il tuo fallimento le cose potrebbero tornare a nostro vantaggio."<br />
"In che modo?"<br />
"Adesso i ribelli hanno una nave stellare e tutto il desiderio di vendicarsi. Ma non possono dire a nessuno di noi, non ne hanno le prove. Hanno persino falto saltare i cantieri, che in ogni caso avremmo distrutto noi stesse, e controlliamo i canali di informazione dell'Alleanza. Li faremo passare per semplici ribelli mentre cercheranno inutilmente di fermarci. <br />
La cosa può anche avvantaggiarci nel nostro piano di entrare nella Federazione. Due mondi in pericolo per colpa di qualcuno su un vascello federale? Gli umani saranno i primi ad accorrere... sono così ingenui nella loro voglia di migliorare se stessi."<br />
"Prima o poi lo prenderanno e potrebbero credere alla sua storia." commentò Genlisea che comunque vedeva interessanti possibilità nel piano.<br />
"Il tuo prigioniero speciale non è il tipo da farsi catturare vivo e comunque chi potrebbe credere alla sua storia? A breve il nostro camuffamento genetico sarà perfetto e non potremo più essere distinti dagli altri esseri di questo universo. Inoltre, quando entreremo a tutti gli effetti nella Federazione, potremmo accusare la Flotta di aver ceduto una nave stellare ai ribelli. Questo potrebbe fomentare l'opinione pubblica molto più di quanto farebbero semplici attacchi di una nave pirata."<br />
<br />
Genlisea si inchinò al suo superiore e uscì dalla stanza.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 16:28 - D.S. 71897.77</b><br /><br />
"Signor McCree contatti la nave pirata." ordinò Arjian posizionandosi al centro della plancia, dietro di lui, seduto sulla sua poltrona di primo ufficiale, Finn se ne stava rilassato per la prima volta da quando si era imbarcato. <br />
<br />
Il benzita alla postazione delle comunicazioni operò alcuni aggiustamenti e poi fece cenno affermativo in direzione del suo capitano.<br />
<br />
"Qui il Capitano Arjian Kenar della USS Seatiger. Capitano Khyar credo sia arrivato il momento di parlare a quattrocchi."<br />
=^=Cosa vuole?=^= fu la fredda domanda del suo interlocutore.<br />
"Chiedo il permesso di salire a bordo... insieme alla vostra amica e ad un paio di membri del mio staff." nell'occhio del capitano dell'Arcadia passò un lampo di sorpresa.<br />
=^=Vuole venire lei qui?=^= chiese sempre più sopreso Khyar<br />
"Se quello che ci ha detto la signorina Yuki è vero, abbiamo molto di cui discutere. Immagino che si preparasse a venire a riprenderla, penso che in questo modo eviteremo inutili spargimenti di sangue."<br />
<br />
Il pirata era combattuto. Anni di fuga e di guerriglia l'avevano reso estremamente diffidente. <br />
Una trappola? A che scopo? In quel momento erano in balia della nave federale, potevano semplicemente sparare un paio di siluri e mettere fine alla cosa.<br />
<br />
=^=Va bene capitano, lei e due dei suoi... se ha torto un capello al mio ufficiale, se ne pentirà!=^=<br />
"Sappiamo entrambi che sarebbe difficile farle del male visto il suo stato."<br />
L'occhio del mezzosangue si strinse in uno sguardo pericoloso.<br />
=^=Gliel'ha detto?=^=<br />
"Non spettava a me... Sto arrivando." la comunicazione fu interrotta.<br />
<br />
"Bene signor Finn, a lei la plancia..." commentò dirigendosi verso il turno ascensore.<br />
<br />
Finn riprese ad agitarsi.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Dewey Finn</author>
            <pubDate>Sun, 22 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-06 La preda</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Arjian Kenar Geran<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 16:28 - D.S. 71897.77</b><br /><br />
Finn, ufficiale esecutivo suo malgrado, ed ora anche facente funzione di comandante, era inconsciamente rimasto seduto sulla sua poltrona, attanagliato da un numero esponenziale di preoccupazioni che gli torcevano sempre più le budella man mano che le sue elucubrazioni mentali elaboravano possibili scenari che, di lì a poco, avrebbero potuto metterlo alla prova, piombando addosso a lui e all'equipaggio, di cui aveva la responsabilità.<br />
<br />
=^= Sala Teletrasporto a Plancia =^=<br />
<br />
Finn, meditabondo, sembrò non accorgersi della chiamata in arrivo.<br />
<br />
=^= Ci deve essere un'avaria dell'interfono ... - Fu il commento che l'addetto si fece sfuggire a comunicazione aperta - Sala Teletrasporto a Plancia, mi ricevete? =^=<br />
<br />
Tholos si voltò verso il suo superiore flettendo le antenne in un moto di imbarazzo ed esordì così: "Comandante... Comandante Finn ... la stanno chiamando..."<br />
<br />
Finn venne riportato alla realtà dal Capo Operazioni e, impacciato, si affrettò ad accettare la comunicazione. <br />
<br />
"Ah, sì ... ehm, qui Plancia ... avanti ..."<br />
<br />
=^= Signore, il Capitano mi ha ordinato di informarla a teletrasporto completato ... l'away-team è a bordo della Arcadia."<br />
<br />
"Gra...grazie Guardiamarina. Finn chiude." E accortosi del disagio dilagante e degli sguardi quasi di rimprovero lanciatigli di sottecchi da alcuni degli ufficiali superiori, cercò di darsi un tono, un po' per rassicurare i presenti, un po' per cercare di entrare nella parte che, volente o nolente, ormai era stato chiamato ad interpretare.<br />
<br />
*Ce la posso fare!* Pensò tra sé, incoraggiandosi.<br />
<br />
Trattenne il fiato nei polmoni ed iniziò ad impartire ordini: "Signor Tholos, si tenga pronto a teletrasportare indietro il Capitano e gli altri membri della squadra di sbarco al mio ordine."<br />
<br />
"Sì, signore." Rispose l'andoriano, tornando alle letture della sua console.<br />
<br />
"Sicurezza!"<br />
<br />
"Sì, comandante."<br />
<br />
"Ah, sì ...proprio lei, Tkar... prepari delle squadre ... che siano pronte ad intervenire per recuperare l'away-team qualora qualcosa andasse storto."<br />
<br />
Il vulcaniano non poté fare a meno di alzare il sopracciglio davanti all'improbabile atteggiamento del suo superiore; annuì comunque col capo alla sua richiesta.<br />
<br />
 "Bene," aggiunse Dewey spostandosi verso la parte anteriore della Plancia "Anari ... lascio a lei il comando... io vado a svenire nell'ufficio del Capitano ... "<br />
<br />
Notando dai volti tirati che la sua affermazione aveva generato apprensione nei presenti anziché allentare la tensione, rise con malcelato imbarazzato e si affrettò ad aggiungere: "Scherzavo .... Vado a fare rapporto al Comando di Flotta ... a dopo ... " e sgattaiolò dentro la porta che si richiuse subito dietro le sue spalle.<br />
<br />
<br /><b>***Flashback***<br />
San Francisco, Smuggler's Cove<br />
21/11/2394 Ore 22:00 - D.S. 71890.18</b><br /><br />
Carole Nightingale, dopo una estenuante giornata di lavoro in balia dei malumori del suo capo, aveva decretato che quella sera meritava un po' di relax; così anziché tornare a casa - dove per altro non l'attendeva nessuno se non Cloud, il suo bellissimo siamese - tracciò una nuova rotta diretta verso lo storico locale Smuggler's Cove, dove avrebbe potuto tirare il fiato spiluccando qualcosa affianco ad uno di quei buoni drink che avevano fatto la fortuna di quel locale.<br />
<br />
La serata sembrava stentare a partire, quando diverse comitive cominciarono ad entrare alla spicciolata riempiendo gradualmente il locale.<br />
<br />
Improvvisamente un uomo di bell'aspetto, sulla trentina, si accomodò al bancone affianco a lei, ordinò un drink facendo segno al barman che avrebbe preso lo stesso e cominciò a studiarla, fino a quando non fu sicuro di aver trovato la sua preda, quindi si fece avanti.<br />
<br />
"Cosa ci fa una bella donna come lei sola soletta in questo locale?" <br />
<br />
Carole alzò gli occhi al cielo e pensò tra sé che il suo relax stava andando a farsi benedire a causa del solito sfigato che cercava di attaccare bottone.<br />
<br />
"Posso dirle cosa non è venuta a fare ..." Rispose un po' acidamente, ma voltandosi verso l'interlocutore occasionale, ne incrociò lo sguardo magnetico e ne rimase come rapita.<br />
<br />
"Mi scusi..." Cercò di rimediare "è che ho avuto una pessima giornata a lavoro..."<br />
<br />
"Non deve scusarsi...piuttosto sono io che devo scusarmi per averla importunata ... ma sa, mi sono da poco trasferito in città e non conosco nessuno, così notando che non era in compagnia, ho pensato che anche lei potesse essere nuova del posto ... ma lasci che mi presenti ... Thomas, Thomas Hawthorne."<br />
<br />
"Carole Nightingale, piacere di conoscerti ... e no, non sono nuova del posto ... sono nata e cresciuta a San Francisco e questo è il mio locale preferito."<br />
<br />
"Beh, complimenti ... hai un ottimo gusto, oltre che ad essere una bellissima donna ..." Aggiunse l'uomo guardandola intensamente negli occhi.<br />
<br />
<br /><b>***Flashback***<br />
Da qualche parte, al di fuori dello spazio Matsumoto<br />
24/11/2394 Ore 06:00 - D.S. 71896.57</b><br /><br />
"Generale, una chiamata dalla Terra. E' il Comandante Cephalotus."<br />
"Inoltri la chiamata nel mio studio."<br />
Heliamphora si voltò elegantemente e quasi come se i suoi piedi non calcassero il pavimento, si diresse verso il proprio ufficio quasi fluttuando.<br />
Al suo ingresso, sull'immensa vetrata dove poco prima capeggiava l'immagine di una stella che veniva divorata da un immenso buco nero, apparve l'immagine a mezzo busto di un'umana con l'uniforme della Flotta Stellare.<br />
"Comandante Cephalotus..."<br />
"Ai suoi ordini, mio generale."<br />
"Vedo che il camuffamento genetico sta restituendo i risultati attesi..."<br />
"Sì, Generale. Siamo in grado di assumere l'aspetto degli umani con un'accuratezza pari al 97% ... abbiamo dei problemi a replicare il loro sistema riproduttivo e i relativi organi, ma a giudicare dal modo in cui mi sono infiltrato in quel locale spacciandomi per uno di loro e al modo in cui ho avvicinato l'umana, direi che siamo pronti per la fase due del piano."<br />
"Non fatevi prendere da facili entusiasmi e soprattutto fate attenzione a non farvi scoprire."<br />
"Non si preoccupi ... io sono tutto ciò che rimane del Tenente Comandante Carole Nightingale."<br />
"Molto bene, comandante... procedete con la seconda fase."<br />
<br />
<br /><b>USS Arcadia, Sala Teletrasporto 1<br />
Nel frattempo</b><br /><br />
Non appena fu avvertito dall'addetto che tutto era pronto per il teletrasporto, Yattaran dispose i suoi uomini armati nella sala, ordinando che le armi fossero configurate su stordimento e redarguendoli sul fatto che nessuno avrebbe dovuto sparare un solo colpo senza il suo ordine diretto.<br />
<br />
Quando tutto fu pronto, fece cenno all'addetto al teletrasporto di proseguire.<br />
<br />
L'inconfondibile sfavillante turbinio azzurro della rimolecolarizzazione iniziò, confermando l'arrivo di sei persone.<br />
<br />
Daiba osservava attentamente ognuna di quelle colonne di luce, cercando di indovinare quella in cui si sarebbe materializzata Yuki.<br />
<br />
Pochi istanti ancora ed ebbe la piacevole conferma che Yuki era tornata sana e salva a bordo dell'Arcadia.<br />
<br />
"Rimanete fermi dove siete!" Fu l'ordine perentorio di Yattaran "Yuki, tu scendi dalla pedana e raggiungi il Dottor Zero in infermeria."<br />
<br />
Kenar non si aspettava certo un comitato d'accoglienza che gli rendesse gli onori militari, del resto lo sapeva benissimo che stava salendo su una nave di ribelli, ma intimamente aveva sperato che la sua apertura e la decisione di salire a bordo dell'Arcadia per chiarire le reciproche posizioni, avessero potuto costituire un segnale distensivo sufficiente ad evitare di trovarsi sotto la minaccia delle armi.<br />
<br />
"Sono il Capitano della USS Seatiger" Esordì Kenar, rivolgendosi all'uomo grassottello che dava gli ordini.<br />
<br />
Intanto Yuki, in lacrime, era corsa ad abbracciare Daiba.<br />
<br />
"Come avete potuto constatare, abbiamo mantenuto l'impegno di riportarvi a bordo la vostra compagna ...  potete abbassare le vostre armi, non siamo una minaccia. "<br />
<br />
"E il sabotaggio che avete compiuto ai nostri danni, come lo definireste?" Obiettò prontamente Yattaran "Fosse stato per me, sareste finiti direttamente in cella senza alcuna esitazione, ma il suo atteggiamento ha incuriosito il nostro Capitano... e vuole conoscerla. Lei verrà con me, i suoi uomini rimarranno qui sotto stretta sorveglianza."<br />
<br />
"Non mi pare ci lasciate molta scelta ... mi porti dal suo ufficiale di comando." Fu il commento asciutto di Kenar che, dopo aver dato disposizioni ai suoi uomini, scese dalla pedana.<br />
<br />
<br /><b>San Francisco, Comando di Flotta - Ufficio del Contrammiraglio Crom<br />
qualche ora più tardi</b><br /><br />
Crom, come ogni sera prima di lasciare l'ufficio, stava sbirciando gli ultimi rapporti giornalieri ricevuti dalle navi della flotta che faceva capo a lui, quando si imbatté in quello del Primo Ufficiale della USS Seatiger, firmato dal Comandante Dewey Finn.<br />
<br />
"Comandante Dewey Finn, questo nome non mi è nuovo ..." Commentò tra sé mentre procedeva con la lettura del resoconto. "Primo Ufficiale della USS Tiger?!? Ma quell'assegnazione era vacante ... ci deve essere sicuramente un errore." Si appuntò mentalmente di far verificare quell'anomalia nei sistemi informativi e proseguì con la lettura, quando improvvisamente qualcosa lo fece letteralmente trasalire sulla sua sedia.<br />
<br />
Attivato il comunicatore, tuonò: "Comandante Nightingale, a rapporto nel mio ufficio! Immediatamente!"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Arjian Kenar Geran</author>
            <pubDate>Tue, 05 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-07 Cosa c'è sotto</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Arcadia - Salone Eventi<br />
24/11/2394 Ore 16:40 - Data Stellare 71897.79</b><br /><br />
Le due delegazioni erano sedute ai lati di un tavolo. A fronteggiarsi.<br />
Da una parte i federali: il capitano, Droxine ed il consigliere Lethas.<br />
Dall'altra gli ufficiali dell'arcadia, capeggiata da Khayr. Truce come sempre.<br />
Erano presenti poi Yattaran, che faceva le veci del mastino che ringhia agli ospiti inattesi, mentre Daiba cercava di contenerlo. Quest'ultimo cercò di spezzare la tensione nella stanza.<br />
<br />
"Capitano, faccio portare qualche rinfresco?"<br />
Ma fu Kenar a rispondere.<br />
"Molto gentile ma non serve... ho idea che il nostro anfitrione voglia ridurre il tempo della nostra permanenza al minimo. A tal proposito, capitano Khayr, che ne dice di vuotare il sacco? "<br />
<br />
Segui un silenzio di tomba. Buona parte dei presenti avevano anche smesso di respirare.<br />
Il capitano dell'Arcadia continuò a scrutare l'altro con uno sguardo in grado di fondere il duranio ancora per qualche secondo. Poi parlò.<br />
<br />
"Lei è molto diretto, capitano."<br />
"Quando serve. E con lei serve. Di rado sbaglio a giudicare un carattere."<br />
"Yattaran, Daiba. Fuori."<br />
<br />
Non aveva neanche alzato lo sguardo.<br />
Yattaran, che stava assumendo un bel viola cupo, aprì la bocca per protestare, ma una mano di Daiba sulla spalla lo fermò. Sbuffò ed uscì con il compagno.<br />
Quando i membri dell'equipaggio dell'Arcadia furono usciti Khayr chiamò seccamente un nome.<br />
<br />
"Tochiro."<br />
<br />
Subito una figura bassa e tarchiata si materializzò dal nulla. Completo di abiti rozzi mezzo stracciati e cappello a tesa larga.<br />
<br />
"Saaalve... come va?"<br />
<br />
Kenar non era molto stupito dall'apparizione. Che l'equipaggio fosse composto per la maggior parte da personalità olografiche era ormai noto. Yuki sembrava non essere consapevole della propria natura. Questo Tochiro a quanto pare sì.<br />
<br />
"Salve. Con chi ho il piacere di parlare?"<br />
"Chi ero, vorrai dire. Visto che sono morto da un bel po' di tempo."<br />
<br />
Arjan sospirò e si appoggiò allo schienale della sedia.<br />
<br />
"Forse è meglio che mi diciate davvero tutto. Credo ne gioveremo entrambi."<br />
<br />
Tochiro fece un sorrisone.<br />
<br />
"Lo crede anche il musone accanto a me... altrimenti col cavolo che mi chiamava. Vuol far fare tutte le chiacchiere a me. Che altrimenti si rovina l'immagine del bel tenebroso."<br />
<br />
Khayr gettò uno sguardo al compagno.<br />
<br />
"Tochiro, vai avanti per favore. "<br />
"Molto bene. Capitano, come avrà notato questa è una nave pirata... abbiamo anche l'equipaggio fantasma."<br />
"Personalità olografiche. Abbiamo visto. Con tecnologia molto avanzata. Troppo per quest'epoca."<br />
"Bingo! Il signore vince il biscotto. Infatti noi veniamo da un futuro molto lontano."<br />
"Era una delle ipotesi. Ma la vostra nave non presenta alterazioni cronali."<br />
"Non mi intendo di meccanica temporale. Non vi saprei dire. Ma conta poco."<br />
"Lasciamo la questione da parte per ora. Vada avanti, la prego."<br />
"Nel nostro tempo la federazione è solo un ricordo. Imperi e regni sono nati e caduti. La tecnologia si è sviluppata ed andata persa. E di nuovo riconquistata. Quindi non si aspetti chi sa quali conoscenze da noi. Il livello tecnologico del nostro tempo non è poi molto diverso dal vostro."<br />
"La tecnologia olografica..."<br />
"L'abbiamo ereditata. Ne sappiamo qualcosa più di voi ma non sapremmo costruire un emettitore portatile da zero. Ma andiamo avanti."<br />
<br />
Kenar annuì.<br />
Tochiro assunse un'aria ispirata.<br />
<br />
"C'era una volta un impero grande e potente. Bé lo era. Perché come tutti gli imperi era arrivato alla fine del proprio ciclo vitale. C'erano già state alcune rivolte ed i suoi nemici esterni aspettavano l'inevitabile tracollo per gettarsi sul cadavere e spolparne le carni prelibate. Tutto andava come doveva andare, quindi. Un copione ben collaudato e solido."<br />
<br />
Fece una pausa ad effetto e sospirò.<br />
<br />
"Ma l'imperatrice (o imperatore, se preferite, data la natura biologica della classe dominante) non voleva rassegnarsi. Anche qui nulla di nuovo. Sfortunatamente l'impero aveva per secoli profuso un volume di risorse incredibile per piegare un oggetto che riteneva la chiave per un potere sconfinato. Voi, capitano, credo<br />
che lo chiamiate Guardiano dell'Eternità."<br />
<br />
Il capitano della Seatiger si sporse in avanti, interessato. E preoccupato. Tochiro gli rivolse un sorriso triste.<br />
<br />
"Sì, capitano. Fa bene a preoccuparsi."<br />
<br />
Si infilò un mignolo nel naso pensosamente. Estrasse ed ispezionò il risultato.<br />
<br />
"Altri regnanti avrebbero cercato di cambiare il passato e tutto sarebbe finito lì. Ma la meccanica temporale era abbastanza conosciuta agli scienziati dell'impero da sapere bene che questo avrebbe solo generato un universo alternativo. Il glorioso impero nella linea temporale originale sarebbe sempre marcito come un frutto troppo maturo. Questo ovviamente era inaccettabile per l'egocentrica imperatrice/ore. Quindi ordinò di piegare la macchina eterna per sovrascrivere la vecchia linea temporale con la nuova. Più gloriosa e congeniale al regnante."<br />
<br />
Kenar ora era pallido come uno straccio.<br />
<br />
"Questa è pazzia!"<br />
"Nessuno ha mai accusato la classe regnante di sanità mentale."<br />
"Non mi intendo troppo di meccanica temporale ma credo che questo sia impossibile!"<br />
<br />
Per la prima volta Khayr prese la parola.<br />
<br />
"E non lo è. L'ultima volta che abbiamo visto il guardiano urlava... la parola 'errore' all'infinito. In questo momento sta cucendo le due linee temporali. Qualcosa contro natura che provocherà un disastro immane. Alla fine la tensione sarà troppa ed il multiverso si aprirà come una cerniera. Se siamo fortunati l'energia temporale liberata solo un numero imprecisato di universi paralleli contigui. Nell'ipotesi peggiore il multiverso stesso cesserà di esistere."<br />
<br />
Arjan fissò incredulo il capitano dell'Arcadia.<br />
<br />
"Ma perché l'imperatrice sta facendo una cosa simile?"<br />
"Per la sia pur piccola possibilità che funzioni. Perché nella sua minuscola mente egocentrica il trono di un piccolo impero vale molto di più di un'infinità di universi infiniti."<br />
<br />
Su questa affermazione calò un silenzio pesante.<br />
Che fu spezzato da Tochiro.<br />
<br />
"Bé... dopo questo po' po' di colpo di scena immagino che il resto della storia vada un tantino sottotono: coraggioso capitano della guardia bla bla ribellione all'infame piano bla bla equipaggio sterminato bla bla genio senza rivali (io) estrae schemi del teletrasporto bla bla download in schemi olografici bla bla giuramento di sangue per abbattere turpe imperatrice."<br />
<br />
Droxine guardava l'altro ingegnere con intensità.<br />
<br />
"Lei sa di non essere il vero..."<br />
<br />
La voce le morì in gola sotto lo sguardo dell'ometto.<br />
<br />
"Io SO si essere 'il vero'."<br />
<br />
Poi sospirò.<br />
<br />
"Sentite... capisco che quest'epoca sia piuttosto retrograda per quanto riguarda le personalità olografiche... ma da dove veniamo noi sono discretamente diffuse... e la discriminazione è considerata molto negativamente..."<br />
<br />
Droxine era rossa come un peperone.<br />
<br />
"Mi scusi io..."<br />
"Quanto al fatto si essere o meno i 'veri' noi stessi... se ne può discutere all'infinito. Abbiamo ereditato l'anima dei nostri antenati biologici? O siamo meri echi? Alla fine è tutto troppo filosofico per me. Preferisco lo spirito etilico allo spirito etereo. Penso quindi sono. E questo mi basta."<br />
<br />
Melek parlò per la prima volta.<br />
<br />
"Mentre ritiene che gli altri potrebbero non reagire bene..." Tochiro sembrò dubbioso.<br />
"Alcuni forse... ma non osiamo rischiare."<br />
<br />
Khayr parlò con la sua voce profonda.<br />
<br />
"È una vergogna per me ingannare il mio equipaggio. Ma in questo momento è necessario. Va sotto la mia responsabilità. E sotto la mia colpa."<br />
<br />
Tochiro lo adocchiò con uno sguardo di sufficienza.<br />
<br />
"Drammatico come sempre... "<br />
<br />
Kenar non si lasciò distrarre.<br />
<br />
"E la Hood? Ossia quella che voi chiamate Arcadia."<br />
"Avevano trovato un'antica banca dati. Un museo, si presume. È da lì che viene la maggior parte delle informazioni sulla vostra epoca. Tra le altre cose c'erano i diari della Hood e soprattutto i codici del trasponder. Una volta stabilita una base in quest'epoca l'imperatrice si è procurata i progetti ed ha costruito una copia. Voleva usarla come strumento per destabilizzare la fiducia nella federazione in questo quadrante. Noi gliel'abbiamo sottratta."<br />
<br />
Un altro dei sorrisoni di Tochiro.<br />
"Non ne è stata felice." Khayr si alzo dalla sua sedia e si levò per la sua non trascurabile statura.<br />
"Bene capitano Kenar. Noi abbiamo dimostrato buona volontà dandovi le informazioni che chiedevate. Ora mi dica: ci aiuterete?"<br />
<br />
Arjan sostenne lo sguardo dell'altro. Uno sguardo famelico, potente. Ne sentiva l'intensità. Istintivamente sentiva che non doveva mostrare nessuna debolezza.<br />
<br />
"Vi rendere conto che è difficile credere alla vostra storia?"<br />
<br />
L'altro rimase immobile. Come una maschera di pietra.<br />
In quel momento il suo comunicatore trillò. Rispose. <br />
Era Anari.<br />
<br />
=^= Capitano. Mi dispiace disturbarla, ma abbiamo un problema. =^=<br />
"Tenente. Non è proprio il momento... di che si tratta?"<br />
=^= Si tratta del signor Finn, capitano... =^=<br />
<br />
Sentì l'ufficiale scientifico sospirare.<br />
<br />
=^= Sarebbe meglio se tornasse, capitano. =^=<br />
<br />
Arjan sollevò gli occhi al cielo e si rivolse al suo omologo.<br />
<br />
"Devo tornare a bordo della mia nave. Valuterò la sua storia e le comunicherò le mie conclusioni."<br />
Khayr assentì.<br />
"Mi fido i lei, capitano. Sento che prenderà la decisione giusta, da uomo."<br />
Arjan annuì e usci diretto verso la sala teletrasporto.<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback ***<br />
USS Seatiger, Plancia<br />
Poco prima</b><br /><br />
Finn era uscito solo da qualche minuto che fece di nuovo capolino in plancia.<br />
Tentò di attirare l'attenzione di Anari.<br />
"Err... Tenente?"<br />
"Sì comandante?"<br />
"È arrivato un messaggio della flotta stellare ma non riesco ad aprirlo..."<br />
"Che errore le dà?"<br />
"Non lo so. Non si apre."<br />
"Ha provato a chiudere e riaprire l'interfaccia?"<br />
"Sì. No. Non lo so. Senta, potrebbe venire a dare un'occhiata?"<br />
"Va bene... T'Kar, a lei la plancia."<br />
<br />
Anari si affrettò nell'ufficio del capitano, dove Finn la aspettava trepidante al terminale.<br />
<br />
"Vede? È arrivato un messaggio di priorità alta."<br />
Anari analizzò il problema velocemente.<br />
"È strano. Sembra che i suoi codici di comando non siano validi per accedere a questo messaggio. Eppure dovrebbe avere un livello di sicurezza sufficiente."<br />
"Forse si sono dimenticati di aggiornarli."<br />
"Ne dubito. Comunque lo posso aprire io. Ecco qua, è dell'ammiraglio Crom e... "<br />
<br />
Anari si interruppe mentre scorreva velocemente il messaggio. Finn, che aspettava trepidante dall'altra parte della scrivania rimase sorpreso al cambiamento di espressione dell'ufficiale scientifico.<br />
Quest'ultima infatti estrasse un phaser e lo puntò sul primo ufficiale.<br />
<br />
"T'Kar, mi raggiunga con una squadra di sicurezza, presto. Abbiamo un problema..."<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback nel Flashback ***<br />
Ufficio dell'ammiraglio Crom</b><br /><br />
Il tenente comandante Nightingale entro trafelata nell'ufficio di dell'ammiraglio Crom.<br />
<br />
"Tenente, guardi qua. Come è possibile che questo Finn sia stato assegnato alla Seatiger come primo ufficiale?"<br />
"Mi faccia vedere... Santo cielo... deve esserci stato un errore... "<br />
"Ci può scommettere! Ed ora dovremo rimediare. Un gran brutta figura, mi creda... "<br />
<br />
La porta dell'ufficio si aprì ancora per far entrare la figura imponente di un vulcaniano.<br />
"Lasci perdere la commedia, ammiraglio. Sembra che dovremo accelerare i tempi. "<br />
<br />
Crom sorrise e fece un respiro profondo.<br />
"Grazie al cielo. Questa donna, se così si può chiamare, mi dava i brividi."<br />
<br />
A queste parole Cephalotus si tese. <br />
Possibile che fosse stata scoperta? <br />
Ma un attimo dopo delle dita la afferrarono saldamente sulla spalla e lei crollò come un sacco di patate<br />
<br />
<br /><b>*** Flashforward nel Flashback del Flashback ***<br />
Località imprecisata. Poco dopo.</b><br /><br />
Cephalotus si svegliò saldamente legata a una sedia da interrogatorio. Anche nella confusione del risveglio non c'erano dubbi sul suo utilizzo.<br />
Si guardò intorno. Era in una stanza spoglia ed in penombra. Sì, questi luoghi si assomigliavano tutti, in tutte le culture.<br />
Si tese. Si rese conto di non essere sola.<br />
Il gigantesco vulcaniano entrò nel suo campo visivo.<br />
<br />
" Ben sveglia. "<br />
<br />
La sua voce non conteneva la più piccola emozione. Cephalotus rabbrividì.<br />
<br />
"Cosa, cosa volete da me? Perché fate questo? "<br />
<br />
L'altro la ignorò.<br />
<br />
"Mi dica. Lei sa che siamo reduci da una guerra con il Dominio? Credeva veramente di riuscire ad infiltrarsi con il suo 'travestimento generico'?"<br />
<br />
Cephalotus si afflosciò un po'. Era così, dunque. Aveva fallito. La vergogna era su<br />
di lei. Ma poteva fare ancora qualcosa. L'altro avrebbe ancora potuto portare a<br />
termine la missione. Ora il suo dovere era non tradire il suo segreto. Chiuse gli<br />
occhi e si concentrò.<br />
<br />
"Non si sforzi troppo. Abbiamo bloccato la bomba genetica impiantata nel suo<br />
corpo. Non si suiciderà."<br />
<br />
Cephalotus si sentì invadere dalla disperazione. Poi si fece forza e lanciò uno<br />
sguardo di sfida al vulcaniano.<br />
<br />
"Non parlerò. Mi potete torturare quanto volete. Non vi dirò nulla! "<br />
"No, nessuna tortura. "<br />
Poi si chinò su di lei ed allungò le dita verso la sua testa.<br />
"La mia mente nella tua mente... "<br />
<br />
<br /><b>Ufficio dell'ammiraglio Crom. <br />
Poco dopo.</b><br /><br />
Il vulcaniano entrò nell'ufficio.<br />
Crom alzò gli occhi dal terminale che stava consultando.<br />
"Allora? "<br />
<br />
"Non sapeva poi molto. Conferma quanto già sapevamo. Le informazioni specifiche riguardano Finn. Come temevamo è stato sostituito per avere un agente sulla Seatiger."<br />
"Ma perché Finn?"<br />
"Nonostante le loro pretese sono un gruppo di dilettanti. Hanno organizzato l'operazione in fretta ed hanno dovuto improvvisare. Finn è praticamente un civile. Questo avrebbe aiutato a mascherare l'ignoranza delle procedure della Flotta."<br />
"Capisco. La... dipartita del signor Finn è confermata? "<br />
"Abbiamo trovato tracce genetiche in un Caffè di San Francisco. Nei bagni. C'è il 92.6% di probabilità che sia stato sostituto. Non aveva nessuna reale possibilità contro un soldato addestrato. "<br />
"Povero ragazzo... era un idiota ma mi dispiace che sia finito così."<br />
Ovviamente il vulcaniano rimase freddo.<br />
"Ora è importante bloccare l'infiltrato. L'imperatrice ha ordinato la fase due. Questo implica l'attivazione dell'agente."<br />
"Manderò un messaggio al capitano Kenar. Ovviamente bloccando i codici di comando di Finn. "<br />
<br />
<br /><b>*** Flashback ... di prima ***</b><br /><br />
Finn fronteggiava Anari, T'Kar e due uomini della sicurezza. E gli puntavano addosso dei phaser!<br />
Anari aveva appena contattato il capitano. Sperò che lui facesse rinsavire gli ufficiali.<br />
Alzò le mani per tranquillizzarli.<br />
<br />
"Calmacalmacalma. Si può sapere cosa vi prende?!?"<br />
<br />
Anari gli lanciava stilettate dagli occhi.<br />
"Maledetto. Come ha potuto uccidere Tenacious D? E pensare che avevo quasi deciso di donargli il mio corpo! "<br />
"Come sarebbe a dire ucciso?! Io sono ancora qui e... com'era quel discorso sul corpo?"<br />
Finn scosse freneticamente la testa.<br />
"Nonono non distraiamoci. Resta concentrato! Resta concentrato! Mi potete spiegare per pietà?"<br />
<br />
T'Kar, impermeabile alla esternazioni dell'ufficiale scientifico, replicò compassato.<br />
<br />
"Secondo il messaggio appena inviato lei non è lei, signor Finn. Il vero Finn è stato ucciso e sostituito da lei. Quindi in attesa di chiarire la faccenda sarà necessario metterla agli arresti. Non vorrebbe confessare invece subito? In questo modo ottimizzeremmo."<br />
<br />
"Ma no che non confesso. Io sono io eccome. Sa cosa si può ottimizzare? "<br />
<br />
T'Kar inarcò un sopracciglio e puntò meglio il phaser.<br />
<br />
"No! Scusiscusiscusi. Ma io non sono stato ucciso."<br />
"Questo è evidente."<br />
"No! Intendo che io sono Finn. Quello vero!"<br />
"Temo che no possiamo correre rischi. Venga con noi prego."<br />
"Eh no! Non è giusto che qui tutti facciano flashback meno me! Voglio un flashback nche io! "<br />
" ...prego? "<br />
Finn assunse una posa eroica con il dito alzato verso l'infinito.<br />
"Vai con il flashback!!"<br />
<br />
<br /><b>*** Metaflashback ***<br />
Paloma Café - San Francisco. 22/11/2394 Ore 12:10 - Data Stellare 71891.80</b><br /><br />
Finn entrò nel rinomato locale con passo svelto e espressione contratta e si rivolse al barista.<br />
"Un caffè, per favore."<br />
<br />
Una figura gli si avvicinò.<br />
<br />
"Signor Finn? Salve mi chiamo Thomas Hawthorne e..."<br />
<br />
Il corpo di Finn fu scosso da una fitta.<br />
<br />
"Può attendere un attimo per favore? Scusi dov'è il bagno?"<br />
"In fondo a destr..."<br />
"Grazie!"<br />
<br />
La spia sospirò ed attivò un comunicatore.<br />
"H. a C. ho avvistato il contatto. Procedo con con la fase uno."<br />
Si avviò verso i bagni.<br />
Questi erano vuoti. Tranne ovviamente che per il bersaglio. Individuò facilmente il cubicolo utilizzato. Anche senza controllare i piedi visibili sotto la porta si sentivano gemiti disperati.<br />
"Oddio... non mischierò più indiano e brasiliano... Grande uccello della Galassia aiutami... "<br />
Il sedicente Hawthorne entrò nel cubicolo adiacente ed estrasse la granata ad implosione. Era silenziosa e non rilevabile. Non avrebbe lasciato tracce e non avrebbe danneggiato le strutture. Ma Finn sarebbe sparito definitivamente.<br />
Salì sulla tazza e si sporse sul cubicolo. Aveva la visione perfetta del futuro primo ufficiale della Seatiger.<br />
Attivò la granata e allungò la mano per farla cadere.<br />
In quel momento il cubicolo fu scosso da un tuono proveniente dalle interiora del suo bersaglio. La spia sobbalzò e il il piede scivolò dalla tazza. La granata tracciò un arco in aria ed atterrò sul divisorio tra i cubicoli. Rimase per un lungo istante in equilibrio sotto lo sguardo terrorizzato della spia, ormai<br />
abbracciato alla tazza.<br />
Poi cadde.<br />
FOOMPH<br />
"Pahhhh che sollievo! Cominciavo a temere che non ce l'avrei fatta. Mai più! Ho rischiato di morire!"<br />
Finn si stiracchiò soddisfatto ed andò a bere il suo caffè fischiettando.<br />
<br />
<br /><b>***Fine del Metaflashback***</b><br /><br />
<br />
Finn saltellò trionfante.<br />
"Visto!?! Visto!?!"<br />
<br />
T'Kar guardava esterrefatto l'uomo. Credeva di essere abituato all'illogicità degli umani ma questo era decisamente troppo.<br />
"Ma... visto cosa?"<br />
"Ma il flashback, no?!?"<br />
T'Kar rivolse uno sguardo perplesso ad Anari, Che lo guardò a bocca aperta. Finn li squadrò esasperato.<br />
"Ma io sono innocente. Come posso provalo?"<br />
T'Kar colse al balzo l'occasione di portare la conversazione su un terreno più convenzionale.<br />
"Questo potrebbe essere semplice. Leggo che i travestimenti genetici non sono perfetti e che ci siano problemi a riprodurre gli organi riproduttivi..."<br />
"AHAH! Allora siamo a cavallo! Ora vi faccio vedere!"<br />
<br />
Anari tentò di fermare l'infervorato primo ufficiale.<br />
"Aspetti! Possiamo visitarla in infermeria!"<br />
"Troppo tardi! GIÚ LE BRAGHE!"<br />
E calò i pantaloni dell'uniforme della flotta stellare. Proprio nel momento in cui la porta si apriva.<br />
"ALLORA? CHE MI DITE ADESSO EH?! Oh... salve capitano..."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Droxine Carelli</author>
            <pubDate>Mon, 01 Jun 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-08 Hood significa Arcadia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 16:45 - D.S. 71897.8</b><br /><br />
"Si rimetta i pantaloni, maledizione!" Tuonò il capitano entrando in plancia. Con passo rapido raggiunse la sua poltrona e, sedendosi, aggiunse: "Per il momento lei è confinato nei suoi alloggi finché non avremo chiarito chi è veramente."<br />
<br />
Mentre la sicurezza trascinava via un comandante Finn disperato e supplicante, il capitano impartì nuovi ordini.<br />
"Chiamate l'Arcadia!"<br />
"Sì capitano." Rispose l'OPS.<br />
<br />
Dopo pochi istanti il volto del capitano Khayr comparve sullo schermo.<br />
Il comandante della nave pirata cercava di assumere un'aria impassibile e imperscrutabile, ma era chiaro che qualcosa in lui stava cambiando, forse, stava iniziando a fidarsi dei federali.<br />
<br />
=^=Mi dica capitano.=^= Inizio Khayr con aria tranquilla.<br />
"Volevo concludere il discorso di prima." Disse il capitano della Seatiger.<br />
=^=Dica... .=^= Khayr lasciò sospesa quella frase come per proiettarla all'infinito.<br />
"Capitano, come si chiama la sua Nave?" Quella semplice domanda posta dal capitano Kenar lasciò interdetto il mezzo sangue che, dopo una brevissima esitazione, rispose.<br />
=^=Arcadia.=^=<br />
"E cosa significa?" Lo incalzò Kenar alzandosi dalla poltrona.<br />
<br />
Fu l'equipaggio della Arcadia a rispondere in un'unica possente voce capace si propagarsi superando pure il vuoto delle stelle:"LIBERTA'!"<br />
<br />
Il trill sorrise, fece alcuni passi e, avvicinandosi allo schermo, aggiunse:"Allora mi permetta di raccontarle qualcosa della Hood."<br />
<br />
<br /><b>Comando della Flotta Stellare, ufficio dell'ammiraglio Crom<br />
24/11/2394 Ore 16:45 - D.S. 71897.8</b><br /><br />
Il rapporto, di massima priorità, era arrivato attraverso il subspazio e, infine era giunto all'ammiraglio Crom.<br />
<br />
"Hanno bloccato Finn." Disse lui dopo aver letto il rapido messaggio di risposta dalla Seatiger.<br />
"Bene." Commentò il vulcaniano.<br />
"La cosa strana è che sembra lui veramente." L'ammiraglio spense lo schermo e guardò dritto negli occhi il sottoposto: "Sembra essere il vero comandante Finn."<br />
"Interessante." Rispose il tenente inarcando il sopracciglio, poi, dopo una breve analisi, aggiunse:"Forse è scampato all'attentato ed è stato l'attentatore a soccombere."<br />
"Quell'umano è decisamente molto fortunato... ma la fortuna aiuta gli audaci." Commentò l'ammiraglio. "Attualmente è agli arresti sulla Seatiger per ulteriori analisi conferme."<br />
"Una precauzione logica."<br />
L'ammiraglio annuì, batté i pugni sulla scrivania e, con aria decisa, aggiunse:"Metta subito la Flotta in massima allerta... voglio questa minaccia debellata quanto prima, inviate una nave in rinforzo alla Seatiger."<br />
<br />
<br /><b>Sala del trono<br />
Nel frattempo</b><br /><br />
Il comandante Heliamphora irruppe nella stanza della regina Daphne rapidamente e, dopo un breve inchino, disse:"Porto brutte notizie maestà."<br />
<br />
La regina era rimasta interdetta dall'irruzione, ma non lo diede a vedere: "Parla."<br />
"La nave federale... ha preso contatto con la Arcadia. Rischiamo di venire scoperti." Rispose Heliamphora.<br />
"Ma non hanno prove." Commentò la regina.<br />
Il comandante delle forze armate rimase in un tetro silenzio per circa un minuto come per cercare le parole esatte per risponderle, ma la regina, dal mutismo della sottoposta, capì che c'era dell'altro: "C'è qualcosa che non mi hai detto?"<br />
"Si mia regina... una delle nostre spie... ." Heliamphora abbassò lo sguardo per non guardare negli occhi la sua sovrana:"E' stata catturata dai federali."<br />
"NO!" Tuonò Daphne "Razza di incompetenti."<br />
Il comandante cercò di giustificarsi:"Mi perdoni mia reg... ."<br />
"Accelerate i piani. Distruggete l'Arcadia e il vascello federale." Ordinò prontamente la regina.<br />
"Si mia signora, mi occuperò personalmente dell'attacco." Rispose Heliamphora.<br />
"E non fallire altrimenti io distruggerò te."<br />
<br />
<br /><b>Arcadia, plancia<br />
24/11/2394 Ore 16:50 - D.S. 71897.81</b><br /><br />
Il trill sorrise, fece alcuni passi e, avvicinandosi allo schermo, aggiunse ... =^= Allora mi permetta di raccontarle qualcosa della Hood.=^=<br />
<br />
Il comandante Khayr guardò il suo interlocutore attraverso il monitor e, con un semplice gesto della mano, diede l'assenso a continuare.<br />
=^=Hood significa impavido in una antica lingua terreste, ma è anche il nome di un personaggio leggendario quasi mitico che combatteva per proteggere i deboli e gli indifesi dai soprusi dei nobili e dei potenti. Lui rubava ai ricchi per dare ai poveri... . Era un uomo come lei, un temerario e romantico condottiero che con una schiera di abili seguaci combatteva duramente forze soverchianti per un mondo migliore.=^=<br />
Kenar fece una breve pausa.<br />
=^=Mi creda, la SUA Arcadia esisteva già prima con un nome diverso ma con lo stesso significato: Hood."<br />
Seconda breve pausa.<br />
=^=Hood significa Arcadia perché tutti gli ideali di libertà giustizia e fraternità, che lei pensava di aver portato sulla sua nave, erano già presenti perché sono i nostri ideali e quando la Hood è stata costruita. In ogni sua parte, in ogni suo computer, sistema, sottosistema, motore, impianto e componente è stata scritta la parola Libertà."<br />
Terza breve pausa.<br />
=^=Si fidi di noi capitano, possiamo aiutarla.=^=<br />
<br />
Khayr meditò sulle parole del federale. Erano argomenti validi, convincenti e voleva crederci. La diffidenza gli urlava contro di non fidarsi, ma tutto il suo animo pressava per ascoltare le parole dell'ufficiale.<br />
<br />
"Capitano non possiamo fidarci."Commentò a bassa voce il primo ufficiale dell'Arcadia.<br />
<br />
Khayr percepì che il suo ufficiale esecutivo aveva parlato per prudenza, ma anche lui era rimasto compito dal discorso di Kenar.<br />
<br />
Il capitano dell'Arcadia prese la sua decisione: "Bene capitano, voglio crederle... Le darò collaborazione."<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 16:53 - D.S. 71897.82</b><br /><br />
Kenar sorrise vedendo che le sue sincere parole avevano fatto centro, fu sul punto di dire qualcosa ma Tholos parlò per primo: "Capitano rilevo delle onde di spostamento planare dirigersi verso di noi."<br />
L'ufficiale tattico si agganciò rapidamente al discorso: "Confermato, impatto 6 secondi."<br />
<br />
<br /><b>Arcadia, plancia <br />
24/11/2394 Ore 16:54 - D.S. 71897.82</b><br /><br />
Khayr vide i sensori e gli allarmi accendersi d'improvviso e segnalare l'impatto imminente.<br />
Riconobbe all'istante la terribile minaccia che stava per incombere su di loro.<br />
<i>Non di nuovo, no!</i> Pensò tra sé.<br />
Alzò lo sguardo e vide, attraverso lo schermo principale, l'equipaggio della nave federale cercare di reagire.<br />
Aprì la bocca per cercare di informare il capitano Kenar su cosa stava succedendo, ma nello stesso istante la prima onda colpì le due navi.<br />
Ci fu un terribile scossone.<br />
<br />
<br /><b>Alloggio del comandante Finn <br />
24/11/2394 Ore 16:50 - D.T. 71897.8</b><br /><br />
"Fatto. Lei è ... lei." Disse l'ufficiale scientifico posando lo strumento di misura.<br />
L'ufficiale medico capo al suo fianco annuì in senso di conferma.<br />
"Certo che io sono io. Chi dovrei essere? Un sosia.. un plagio di me stesso." Protestò Finn. "Io odio i plagi... è come rubare l'anima degli artisti."<br />
"Sì comandante." Rispose Anari e, in quelle parole, condensò l'assenso per l'affermazione del superiore e la volontà di far finire la commedia iniziata da Finn.<br />
"Lei è umano, non è un sosia o un cambiante o un camuffamento genetico." Spiegò l'ufficiale medico capo.<br />
"Bene." Finn fu sul punto di dire qualcosa, ma un forte scossone fece perdere l'equilibro ai tre ufficiali. Il primo ufficiale cadde su un tavolino che si ruppe sotto il peso dell'umano. Anari inciampò e finì sopra Finn. <br />
L'ufficiale medico, con un sorprendente riflesso, si aggrappò alla porta e rimase in piedi.<br />
"Lei mi onora signorina, ma dubito che questo sia il momento." Ironizzò il primo ufficiale.<br />
"Io ecco... si mi scusi signore... ." Anari cercò di rimettersi in piedi, ma un secondo scossone la fece ricadere. Solo al terzo tentativo e con l'aiuto del dottore riuscì a recuperare l'equilibro.<br />
<br />
Finn, libero, si alzò con uno scatto e uscì correndo dal suo alloggio.<br />
<br />
"Dove va? Lei è confinato." Disse Anari.<br />
<br />
Finn si voltò e, con uno sguardo sicuro e determinato che sorprese anche la scienziata, aggiunse: "Sta succedendo qualcosa e non mi piace... io ballo e canto sempre dal palco... vado lì."<br />
"Ma il capitano... ." Provò a dire Anari.<br />
"Il capitano può avere bisogno di noi. Io sto andando in pancia e lei verrà con me."<br />
<br />
<br /><b>Comando della Flotta Stellare, Ufficio dell'ammiraglio Crom <br />
24/11/2394 Ore 17:00 - D.T. 71897.83</b><br /><br />
L'attendente Jacobs entrò nell'ufficio dell'ammiraglio Cromm. Salutò come da rito, ma l'anziano ufficiale capì dalla poco celata agitazione del giovane che portava brutte notizie.<br />
<br />
"Dica Jacobs." Esordì l'ammiraglio.<br />
<br />
Il giovane annuì e iniziò a parlare alla velocità della luce.<br />
"La USS Attilio Regolo, nave inviata in rinforzo alla Seatiger... ha raggiunto il punto in cui la Seatiger sostava con la Arcadia e..."<br />
"E?!" La voce dell'ammiraglio tradì una certa agitazione.<br />
"Nessuna traccia delle due navi... hanno rilevato i residui di una serie di onde di spostamento planare." Terminò il giovane attendente.<br />
"Cosa... ." L'incredulità paralizzò l'ammiraglio Crom.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 17.02 - D.S. 71897.83</b><br /><br />
Il viaggio nel turbo ascensore fu tremendo. Mentre i due ufficiali stavano arrivando in plancia, la nave subì una forte serie di scossoni, molto più intensi dei precedenti. Ma malgrado ciò l'ascensore raggiunse la plancia.<br />
Finn entrò rapidamente nel locale e rimase di sasso. Anche Anari rimase interdetta quando entrò a sua volta.<br />
La plancia era in penombra, le luci principali erano spente, molte consolle sembravano senza energia e le poche che funzionavano lampeggiavano a intermittenza. Qualche gemito segnalava che gli occupanti erano ancora vivi.<br />
Il primo ufficiale si precipitò sulla poltrona del capitano e constatò che Kenar era vivo, ma aveva una brutta ferita alla testa e sembrava svenuto.<br />
Anari corse alla postazione scientifica e cercò di attivare i sensori.<br />
Finn sentì le porte del turboscensore aprirsi e, con la coda dell'occhio, vide le squadre mediche entrare.<br />
In quel momento realizzò che aveva i comandi di una nave che sembrava pesantemente danneggiata e in una situazione critica. Un senso di smarrimento e terrore gli attanagliò le viscere e, grazie all'assenza delle luci principali, nessuno vide che sudava freddo. Fece per reagire e dire qualcosa, ma Anari lo anticipò.<br />
"Signore rilevo qualcosa in avvicinamento e non è l'Arcadia."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan </author>
            <pubDate>Tue, 14 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-09 Le conseguenze</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Anari <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 17.06 - D.S. 71897.84</b><br /><br />
"Sullo schermo." ordinò con decisione, mentre con lo sguardo seguiva le squadre mediche esaminare rapidamente. In realtà era più che altro scena, il terrore che gli aveva attanagliato le viscere poco prima era ancora lì a punzecchiarlo e a fargli rizzare i peli sulla schiena. Ma quantomeno era in grado di dissimulare. Probabilmente in molti non lo vedevano adatto a ricoprire il ruolo, se avesse dato segni d'inquietudine in questa situazione l'intera linea di comando sarebbe caduta come un castello di carte. Forse Anari o qualche altro ufficiale di plancia avrebbe preso il suo posto. Cercò di non pensarci e di spostare l'attenzione sullo schermo, dove campeggiava una strana, ma minacciosa, nave dalla forma tondeggiante, colorata di un tenebroso viola e di nero. Vista da sopra, poteva apparire quasi come la sezione a disco di una nave federale, ma la grande torretta centrale ne rivelava il design a dir poco alieno.<br />
<br />
"Tempo all'intercettazione?" domandò, cercando di apparire come il più navigato dei capitani o dei facente funzione, come in questo caso. Si rese conto di un leggero tremolio nella sua voce, si ritrovò a sperare che non inficiasse sulla sua performance, fino ad ora pressoché impeccabile.<br />
"Tre minuti e quarantotto secondi ... - replicò prontamente Tkar dalla sua postazione, attirando l'attenzione di Finn. Il vulcaniano appariva piuttosto arruffato, segno che nemmeno lui era uscito totalmente indenne da qualunque cosa fosse appena successa, ma tutto sommato se l'era cavata meglio di altri - ... le nostre armi sono offline e disponiamo solamente del quaranta per cento della potenza totale degli scudi."<br />
<br />
Il Primo Ufficiale deglutì sonoramente, rendendosi conto della gravità della situazione. Se quegli alieni si fossero rivelati ostili, avrebbero trovato nella Seatiger un facile bersaglio e sarebbero stati in grado di appallottolarla come un foglio di carta in meno di un minuto.<br />
<br />
"Detesto essere latrice di ulteriori cattive notizie, ma abbiamo un altro problema. Uno bello grosso." intervenne Anari dalla propria postazione, lasciando danzare le dita sulla consolle come se fosse una sorta di pianista intenta a suonare un complicato pezzo di Beethoven o Mozart.<br />
<br />
<br /><b>Arcadia, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 17:15 - D.S. 71897.86</b><br /><br />
Khayr aprì lentamente gli occhi, trovandosi davanti il volto alieno di Meeme, che con fare materno teneva la sua testa fra le ginocchia, cercando di risvegliarlo. <br />
<br />
"Capitano! - affermò l'aliena accorgendosi del risveglio del mezzosangue - Tutto a posto?" <br />
"Ho passato momenti migliori ..." affermò Khayr, accorgendosi solo in quel momento del fatto che si trovavano in mezzo alla plancia. Quasi completamente al buio. Soli. <br />
"Dannazione!" Gridò, comprendendo la gravità della situazione e cosa era successo, alzandosi di scatto e allontanandosi in fretta dall'abbraccio dell'aliena, cercando di raggiungere un ammasso di vestiti posto in maniera disordinata a terra, poco distante dalla loro posizione. L'impatto con quell'onda, doveva aver interferito con gli emettitori olografici e aveva fatto letteralmente scomparire l'interezza della sua ciurma. Preso dal fervore, aveva una sola priorità. Doveva vedere, doveva verificare che il suo equipaggio fosse ancora presente da qualche parte. Non poteva perdere nuovamente il suo equipaggio.<br />
"Khayr ..." affermò flebilmente l'aliena, osservandolo raggiungere il mucchietto d'abiti e cercare l'emettitore al loro interno con frenesia a dir poco animalesca.<br />
"Meeme, dobbiamo recuperarli ... - affermò, trovando finalmente ciò che cercava e iniziando ad operare sul piccolo aggeggio - ... dobbiamo riportarli indietro."<br />
L'aliena si alzò dalla propria posizione ed iniziò a dirigersi verso di lui.<br />
"Khayr ..." affermò nuovamente, cercando di toccargli una spalla in modo da fargli sentire la sua presenza. Presenza che il mezzosangue ignorò bellamente, prima di entrare nel panico. <br />
"No,no ... no! - biascicò con voce tremante, lanciando con un moto di rabbia l'emettitore contro una parete - dannazione!"<br />
"Khayr, maledizione! Ascolta la donna!" la voce decisa del Primo Ufficiale eruppe dall'emettitore appena scagliato via dal Capitano che ora sembrava proiettare una versione distorta e dall'aspetto bidimensionale, quasi come se fosse una vecchia diapositiva proiettata su un telo. <br />
"Tochiro?" domandò il Capitano mezzosangue, fissando la figura alta metà dell'originale ma larga il doppio, dai colori che parevano modificati utilizzando un effetto seppia.<br />
"Aye. Per favore ricomponiti, ora come ora non sei un bello spettacolo. Senza contare che non ci fai una bella figura con la signora. - replicò Tochiro in maniera decisamente ironica. - Devi aver pistolettato bene con quei comandi per ottenere questo risultato."<br />
"Yuki, Daiba e gli altri?" domandò il Capitano con evidente apprensione, ignorando le parole del suo Primo Ufficiale.<br />
"Stanno, o meglio, staranno tutti bene. - intervenne la donna aliena, guadagnandosi finalmente l'attenzione del Capitano - L'onda che ci ha colpito ha mandato in tilt più della metà dei nostri sistemi, compreso quello degli emettitori. Prima di essere utilizzati nuovamente dovranno essere ricalibrati ..."<br />
"Dubito che Yuki sarebbe felice ritrovandosi così ..." ironizzò Tochiro, indicando se stesso con il tozzo pollicione della mano destra, sorridendo. <br />
"Altri danni?" domandò Khayr, preoccupandosi dello stato della nave, ora che sapeva che il suo equipaggio non era andato perduto.<br />
"Avarie sistematiche su tutta la nave. - replicò nuovamente la donna, in tono calmo - ci vorrà parecchio tempo per sistemare tutto, ma non ci dovrebbero essere problemi ... "<br />
"E i Federali?"<br />
Tochiro e Meeme si scambiarono un'occhiata, insicuri su come continuare. Impossibilitati a dare una risposta.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Infermeria<br />
24/11/2394 Ore 18:18 - D.S. 71897.98</b><br /><br />
La luce penetrante pugnalò con violenza le pupille di Arjian appena riuscì a scostare le palpebre che sembravano divenute macigni. Cercò faticosamente di proteggersi da quel fastidioso attacco, simile ad un centinaio di aghi intenti a punzecchiargli la retina, portandosi un braccio a coprire gli occhi, prima di rendersi conto della figura al lato del bioletto che lo osservava in silenzio.<br />
<br />
"Come si sente Capitano?" domandò l'Ufficiale Medico, esaminandolo con il tricorder medico.<br />
"Come un calzino in lavatrice. - replicò il Trill, cercando di riguadagnare la posizione eretta, tastandosi la fronte dove era ancora possibile vedere i residui di una brutta ferita. - Un po' ammaccato ma sto bene. Cos'è successo?"<br />
L'Ufficiale Medico assunse un'espressione pensierosa, grattandosi una tempia in cerca delle parole giuste.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 18:37 - D.S. 71898.01</b><br /><br />
Arjan fece il suo ingresso in plancia con passo deciso, provocando una reazione fra tutti i presenti, specialmente in Finn, che evidentemente non vedeva l'ora di passare lo scettro del comando a qualcuno.<br />
"Capitano! - affermò, in tono gioviale, accennando ad un sorriso. - è tornato ..."<br />
Il Trill non rispose verbalmente, producendosi invece in un cenno del capo e avvicinandosi di qualche passo al suo diretto sottoposto.<br />
La Plancia risultava ancora abbastanza malconcia e alcune consolle erano rimaste prive di vita, costringendo alcuni Ufficiali all'utilizzo di ripieghi di fortuna, ma la situazione era molto più rosea rispetto a poco più che un'ora prima.<br />
<br />
"Si. - replicò laconicamente il Trill, appoggiando una mano sulla spalla del proprio sottoposto in maniera amichevole - Mi hanno detto che ha fatto un ottimo lavoro ..."<br />
<br />
Finn sembrò gonfiare il petto carico d'orgoglio, come una sorta di pesce palla in uniforme federale.<br />
<br />
"Abbiamo incrociato una nave chiaramente ostile. - intervenì il capo della sicurezza, con il tipico aplomb vulcaniano, venendo immediatamente interrotto da un esagitato Primo Ufficiale. - ... si, si! Appena sono arrivati a distanza di tiro hanno iniziato a sparare ... pew pew pew ... badabang! Ma noi ... manovra evasiva e poi wroom! - terminò Finn, mimando con le braccia un razzo in partenza e accorgendosi solo dopo di avere gli sguardi di tutta la plancia puntati addosso. Arjian innalzò un sopracciglio, insicuro se essere indispettito dalla spiegazione a dir poco fanciullesca del suo sottoposto. Probabilmente, la pressione dovuta all'improvviso peso del comando aveva gravato in maniera eccessiva sull'equilibrio del Primo Ufficiale. Fortunatamente non aveva provocato danni, anzi, tutt'altro. Finalmente, dopo una serie di interminabili istanti, il vulcaniano decise di riprendere la parola. - Malgrado la maggior parte dei nostri sistemi fosse offline, il Comandante Carelli è riuscito ad attivare la curvatura al momento giusto ..."<br />
"Giusto in tempo!" riaffermò il concetto il Primo Ufficiale, ritornando poi silente pochi attimi dopo.<br />
"Li abbiamo ancora alle costole ... - intervenne il Capo Operazioni andoriano - ... ma non appena riusciamo a trovare un porto sicuro ... "<br />
Sull'intera Plancia piombò improvvisamente il silenzio. Nessuno sembrava voler prendere la parola, scambiandosi semplicemente occhiate preoccupate.<br />
"Il dottore mi ha accennato qualcosa. - intervenne Arjian, sedendosi al proprio posto. - Ma non è entrato nei dettagli. Dove siamo stati trasportati?"<br />
"Bella domanda ... - rispose di getto la denobulana alla postazione scientifica, accorgendosi poi di aver detto quello che in realtà voleva solo pensare. Come se normalmente facesse altrimenti. - Non siamo ancora riusciti a triangolare con esattezza la nostra posizione ma ... "<br />
"Ma?" domandò il Capitano ad Anari, che aveva assunto un'espressione contrita, quasi fosse colpa sua.<br />
"Ma ho il fondato sospetto che la Seatiger non sia più nella sua dimensione di appartenenza."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Anari </author>
            <pubDate>Wed, 29 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-10 Codice 47</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tkar <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 18:37 - D.S. 71898.01</b><br /><br />
"Ma ho il fondato sospetto che la Seatiger non sia più nella sua dimensione di appartenenza."<br />
<br />
Le parole di Anari fecero correre un rivolo di sudore freddo lungo la schiena del Capitano della Seatiger. La sua non era stata una bella giornata e la commozione cerebrale per la quale era stato trattato in emergenza non era esattamente una passeggiata. Non c'era perciò da stupirsi se la mente del Trill impiegò esattamente undici secondi per metabolizzare le parole dell'Ufficiale Scientifico. Ce ne vollero poi altri nove, prima che Arjian decidesse che era meglio sedersi sulla propria poltrona, prima di ascoltare il resto "E dove saremmo, di grazia?"<br />
<br />
"Questo non saprei dirglielo con esattezza..." rispose la Denobulana, mentre gli occhi correvano dal Capitano alla propria consolle, dove scorrevano in rapida successione sequenze di stelle ed altri fenomeni spaziali "ovvero, so dirle dove siamo...nel Settore 507, ai confini tra i Quadranti Gamma e Delta, vicini a dove dovrebbe essere il confine nord dello spazio Romulano."<br />
<br />
"Dove dovrebbe essere?" ripeté con tono interrogativo il Capitano Kenar...il fatto di essere stati trasportati a mesi di viaggio dal territorio della Federazione era già abbastanza preoccupante, ma qualcosa gli diceva che - come sostiene il detto - il peggio dovesse ancora arrivare.<br />
<br />
"I sistemi stellari dell'Impero Romulano non ci sono...o meglio, ci sono ma non sono come dovrebbero essere." Anari parlava rapidamente, mentre lo schermo principale abbandonava la visuale di poppa - dove capeggiava lontana la nave aliena che li aveva aggrediti precedentemente - per sostituirla ad una mappa galattica, sulla quale venivano riportate in blu le ben note composizioni stellari che tutti loro avevano studiato ai corsi di Astronomia e Navigazione in Accademia "Ecco, vede!? Questa è la configurazione della nostra Galassia...e questa quella di quella dove ci troviamo ora..."<br />
<br />
Ad un comando dell'esuberante Denobulana, una serie di nuove stelle rosse andò a sovrapporsi all'immagine precedente. In molti casi le stelle andavano a sovrapporsi a quelle blu ma, in un numero incalcolabile - ad occhio - di casi, non era così. Interi sistemi solari, ammassi stellari, nebulose e anche buchi neri comparvero dal nulla, mentre altri vennero semplicemente soppressi."<br />
<br />
"Affascinante...apparentemente si tratta di un'altra dimensione, discordante dalla nostra dalle epoche più remote, per aver ottenuto una così ampia varianza nella distribuzione dei corpi celesti..." Commentò Tkar, che fino a quel momento pareva aver prestato più attenzione all'inseguitore che li tallonava che alla spiegazione di Anari.<br />
<br />
"Oh sì..." convenne l'Ufficiale Scientifico, accalorandosi a quelle parole e dimenticando per un momento la situazione generale "C'è un tasso di coincidenza con la nostra dimensione di circa il 37,4%...forse anche meno, se le mie proiezioni sulla distribuzione delle Galassie vicine sono esatte. Purtroppo i Sensori Astrometrici sono saltati e non ho ancora avuto tempo di allinearli, ma già ad occhio nudo direi che il Braccio del Sagittario non è lo stesso e..."<br />
<br />
"Come diavolo siamo finiti qui?" Chiese allora Kenar, il cui mal di testa da post-trauma cranico stava peggiorando esponenzialmente all'aumentare della rapidità della parlantina di Anari.<br />
<br />
La Denobulana si zittì per diversi secondi, prima di ammettere, con un sorriso molto più mesto di prima "Ecco...su questo ci sto ancora lavorando." Poi, dopo un momento di incertezza, aggiunse "Avrei una teoria, ma ho bisogno di accedere al nucleo di memoria del Computer, che è attualmente in fase di riparazione..."<br />
<br />
"Va bene..." disse Kenar, alzandosi in piedi. La Plancia gli stava cominciando a girare attorno e voleva evitare di finire stramazzato al suolo come Finn, quindi aggiunse "continui a lavorarci, ci riuniremo tra due ore per avere il punto della situazione. Io sarò in Sala Tattica se avrete bisogno di me...Tkar, a lei la Plancia, veda di scoprire qualcosa su quella nave che ci sta inseguendo."<br />
<br />
Quindi si diresse verso il suo ufficio dove, scostando con malagrazia un frammento di paratia caduto, si buttò sul divanetto e chiuse gli occhi, sperando che gli analgesici che gli erano stati somministrati prima di lasciare l'Infermeria facessero rapidamente effetto.<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Sala Riunioni<br />
24/11/2394 Ore 20:45 - D.S. 71898.26</b><br /><br />
Gli Ufficiali Superiori entrarono rapidamente nella sala riunioni della Seatiger e, con i visi stanchi, presero posto nelle loro posizioni abituali. A parte Kenar e Finn, che avevano riposato un po', solo Tkar non mostrava sul volto segni a testimonianza del lungo turno fino a quel momento trascorso e a tutt'ora ben lontano dal terminare.<br />
<br />
"Molto bene, signori, iniziamo con la domanda più facile...stato dei sistemi?" domandò il Capitano, prendendo la parola e rivolgendosi in particolare a Carelli, che si era seduta tra Anari e Tkar, con un gotto di caffè in mano. Già il fatto che si trattasse di caffè vero e non di una razione di emergenza liofilizzata era una buona cosa, perché significava che il sistema dei Replicatori era stato rimesso in funzione.<br />
<br />
"Abbiamo ripristinato la maggior parte dei sistemi essenziali..." rispose l'Ingegnere Capo, con un sorriso stanco "Propulsione, comunicazioni e sistemi tattici. Abbiamo ancora qualche difficoltà con i sensori a lungo raggio, ma si tratta più che altro di una perdita di risoluzione, non andremo a sbattere contro un pianeta per sbaglio..." prese una sorsata di caffè, quindi aggiunse "Inutile che aggiunga che, invece, i sistemi secondari sono ancora un disastro."<br />
<br />
Kenar fece un cenno d'assenso, quindi aggiunse, volgendosi verso l'Ufficiale Medico Capo ed il Consigliere "Ottimo, direi che per il momento ci possiamo accontentare. Stato dell'equipaggio?"<br />
<br />
Gli interpellati si fissarono un secondo, quindi fu il Dottore a rispondere.<br />
"Diversi contusi, un po' di fratture e qualche ustione, ma nulla di veramente grave. L'equipaggio al momento non risente ancora dello shock per il trasferimento in un posto così lontano. Lo stato di Allarme Rosso li sta tenendo in allerta e l'adrenalina - finché dura - gli impedirà di farsi troppe domande. Ma quando avremo un po' di calma sarà necessario che lei faccia un discorso, signore, che spieghi cosa è accaduto e li tranquillizzi."<br />
<br />
"Direi che prima dovrei saperlo io, cosa è accaduto..." borbottò il Trill, ringraziando comunque il medico per il rapporto e volgendosi quindi verso colei che poteva dare una risposta a quella domanda, oppure procurargli un ennesimo mal di testa. O forse entrambe le cose..."Anari?"<br />
<br />
Come se fosse il tappo di una bottiglia di spumante agitata in un agitatore per vernici, la Denobulana iniziò a parlare a raffica, gesticolando per aiutarsi in quella complessa spiegazione - o ipotesi di spiegazione - che la sua mente geniale aveva elaborato nelle ultime due ore."<br />
<br />
"Sì, signore...ebbene, ho analizzato la situazione, anche rivedendo le letture dei sensori antecedenti il nostro...trasferimento, e sono giunta alla conclusione che siamo stati attratti nell'area di risucchio di un'Onda di Spostamento Planare."<br />
<br />
Anari si fermò un istante per valutare la reazione del suo "pubblico". L'occhiata confusa che ricevette dagli astanti, comunque, non parve deluderla tanto che - dopo appena un istante di impasse - aggiunse "Quella dell'Onda di Spostamento Planare è una teoria che è stata avanzata dal alcuni teorici della transcurvatura, come il Professor Jonkins del Daystrom Institute, o Ru'Af Ma'Kri, delle Global Warp Industries di Alpha Centauri..." spiegò "secondo tale teoria, una esplosione estremamente potente e concentrata nel Subspazio dovrebbe generare uno strappo direzionale nel tessuto dello spazio-tempo. Ciò permetterebbe di creare una sorta di tunnel spaziale artificiale della durata di alcuni minuti...o secondi, a seconda delle teorie. Ad ogni modo, questa esplosione genererebbe una sorta di onda d'urto nello spazio normale, un'onda destinata poi a riassorbirsi nel giro di pochi secondi, trascinando con sé nella propria...risacca... tutto ciò che si trova nelle vicinanze del punto dove si apre il tunnel spaziale..."<br />
<br />
Questa volta ci vollero diversi secondi prima che qualcuno - Carelli, nella fattispecie - mostrasse di aver compreso di cosa si stava parlando "In pratica sarebbe come gettare un sasso nell'acqua...per un istante si forma il vuoto ed un'onda attorno, poi il tutto viene riassorbito tornando come prima..."<br />
<br />
"Esatto..." confermò Anari "solo che qui l'esplosione si espande in maniera lineare verso due direzioni distinte, quindi in realtà il...sasso...genera un tunnel spaziale in grado di portare ciò che si trova nei suoi pressi da un capo all'altro dello stesso in pochi secondi..."<br />
<br />
Prima che qualcun altro potesse parlare, Tholos li fermò sollevando la mano e dicendo "Questo, però, non ha senso."<br />
<br />
"Si spieghi, Comandante..." lo invitò Kenar, osservando incuriosito il fremere delle antenne blu del Capo Operazioni.<br />
<br />
"Credo siamo tutti d'accordo che siano state le Galeteane a cercare di catturarci con questa...Onda di Spostamento Planare, giusto?" domandò in maniera retorica l'Andoriano. Non che qualcuno pensasse il contrario, data la situazione...in fondo erano stati colpiti insieme all'Arcadia, che - da quanto avevano appreso - era uno dei pochi nemici riconosciuti di quel popolo nel Quadrante Alfa. Dopo un istante, Tholos aggiunse "Il fatto è che l'equipaggio dell'Arcadia ci ha detto che le Galeteane vengono dal futuro..."<br />
<br />
"L'Onda di Spostamento Planare genera una frattura nello spazio-tempo, quindi in teoria permette di spostarsi sia nello spazio che nel tempo..." precisò Anari, interrompendo il collega ed aggiungendo subito dopo "Infatti genera un tunnel spaziale, anche se della durata di pochi istanti. E - come sappiamo - i tunnel spaziali possono avere anche una componente temporale anche importante..."<br />
<br />
"Ma, se fossero state le Galeteane, ci avrebbero dovuto trasferire nel loro futuro, non in un'altra dimensione..." comprese Kenar, intromettendosi a sua volta per bloccare la Denobulana prima che virasse l'argomento di discussione sulla meccanica dei Tunnel Spaziali, argomento di certo affascinante, ma poco rilevante in quel frangente. <br />
<br />
Tholos annuì, soddisfatto che il Capitano avesse colto il suo stesso dubbio ed aggiunse "Quindi le ipotesi sono due...o la teoria di Anari è sbagliata, o le Galeteane avevano un motivo per spedirci qui anziché attirarci nel loro futuro."<br />
<br />
"Non avendo conoscenze specifiche di questa teoria non ho modo di valutare la consistenza della teoria del Comandante Anari..." intervenne Tkar, le mani giunte avanti a sé "ma di certo il Signor Tholos ha ragione. Tatticamente parlando, se davvero il popolo Galeteano è responsabile del nostro trasferimento, la linea di azione più logica sarebbe stata quella di trasportare sia noi che l'Arcadia in una zona sotto controllo di loro forze navali in numero ingente, così da distruggerci senza esporsi e senza consentirci una possibilità di fuga, come è effettivamente successo."<br />
<br />
Il Vulcaniano tacque un secondo, prima di aggiungere "Tuttavia esiste una terza ipotesi..." si prese appena un momento, il tempo necessario a Kenar per fargli cenno di proseguire, prima di spiegare "durante gli ultimi secondi di funzionamento dei sensori, abbiamo rilevato un importante aumento energetico da parte dell'Arcadia. Può darsi quindi che il Capitano Khayr ed il sue equipaggio si fossero già trovati di fronte a tale insidia ed avessero elaborato delle contromisure. Se così fosse, forse l'attivarsi di queste contromisure ha modificato il nostro punto di uscita, dirottando il tunnel spaziale artificiale."<br />
<br />
"Addirittura verso un'altra dimensione?" domandò perplessa Carelli, dubbiosa circa quella possibilità ma al momento incapace di formularne altre più consistenti.<br />
<br />
"In effetti è possibile..." convenne Anari, illuminandosi e sorridendo in maniera tipicamente Denobulana all'idea che il collega Vulcaniano le aveva dato "Se l'Arcadia avesse in qualche modo contrastato l'onda, avrebbe potuto sfuggire alla sua presa, prima di essere trasportata fino al punto di destinazione...Per quanto concerne noi, è diverso! Trovandoci sottoposti a due onde distinte di forza differente, siamo stati strappati dal flusso di ritorno principale e diretti verso l'unico vettore disponibile, ossia il flusso d'origine!"<br />
<br />
Ci fu un momento di esitazione, poi la scienziata - notando che stavolta nessuno era riuscito a seguirla nel proprio volo pindarico - aggiunse un esempio a mo' di spiegazione "Immaginate la situazione così: Noi e l'Arcadia eravamo sottoposti all'effetto di una sorta di onda, che ci stava trasportando verso un punto preciso dello spazio-tempo. Se è come ipotizzato da Tkar, il solo modo che l'Arcadia avesse per liberarsi era di generare un'onda inversa, attraverso un'emissione di energia controllata dal proprio Disco Deflettore. Facendo così, la nave del Capitano Khayr ha ottenuto due effetti: quello principale - naturalmente - è quello di trovarsi per un momento fuori dall'effetto dell'Onda di Spostamento, rientrando quindi nello spazio normale. Ma ha anche generato una seconda Onda, che ha colpito noi, deviandoci verso l'unica altra possibile fonte di attrazione, ovvero il punto da cui è originato il Tunnel spaziale..."<br />
<br />
"Sì, ora capisco..." annuì Tholos, facendosi pensieroso "il punto di origine del Tunnel spaziale, ovvero il luogo dove avviene l'esplosione subspaziale, è collegato - oltre che ai due punti di uscita del tunnel stesso - anche ad un altro punto...quello da dove è stata innescata e direzionata l'esplosione...e questo terzo punto può tranquillamente essere diverso dagli altri due..."<br />
<br />
"E...hem...certo..." si sentì in dovere di dire il Comandante Finn, che in realtà in quella riunione aveva fino a quel momento presenziato senza dare nessun genere di contributo. In realtà non aveva capito praticamente nulla di quanto detto ed avrebbe pagato tonnellate di Lathinum per qualcuno che glielo spiegasse in un linguaggio comprensibile "e questo, naturalmente, significa che..."<br />
<br />
"Che l'azione di disimpegno dell'Arcadia ci ha fortunatamente permesso di trovare chi c'è dietro questa storia...ovvero chi sta realmente orchestrando la guerra che le Galeteane vogliono scatenare contro la Federazione!" esclamò Anari, ancora su di giri per la scoperta.<br />
<br />
Finn tirò mentalmente un sospiro di sollievo per essersi salvato dal dover chiedere una umiliante spiegazione, ma Kenar lanciò invece un'occhiata perplessa alla Denobulana, chiedendo "E mi dica, Comandante...come è giunta alla conclusione che ci deve essere una terza...fazione a tirare le fila di questa faccenda?"<br />
<br />
"Per via dell'Arcadia, ovviamente!" rispose convinta Anari, prima di aggiungere "Sappiamo che l'hanno costruita da zero partendo dagli schemi tecnici della Hood...e sappiamo che - per i loro standard - è una nave abbastanza potente, diciamo non inferiore alla media delle loro. Ora, cosa ne consegue? Ovviamente che il loro livello tecnologico non può essere troppo diverso dal nosro, giusto?"<br />
<br />
Si trattava di una deduzione logica, quindi nessuno la interruppe mentre continuava "Ebbene...per la nostra tecnologia - e per traslazione anche per la loro, a questo punto - un'Onda di Spostamento Planare è pura fantascienza. I nostri migliori teorici della Curvatura l'hanno ipotizzata come possibilità, ma non è mai stato avviato neppure uno studio di fattibilità...e sappiamo quanti anni sono che è attivo il Progeto Transcurvatura..."<br />
<br />
"Di conseguenza lei ritiene che una terza fazione, dotata di mezzi tecnologici superiori, stia sfruttando Galatea ed i suoi folli piani di conquista al fine di indebolire o distruggere la Federazione..." comprese Tkar, e nel suo tono si poteva riscontrare approvazione per il processo logico che aveva condotto a quella deduzione "ma chi, e a che scopo?"<br />
<br />
"Due domande interessanti..." convenne Kenar, il cui sguardo era ora ancora più cupo dell'inizio della riunione, e non per una questione di mal di testa "e credo sia ora di trovare ad esse risposte. Comandante Finn, lei sa cos'è un Codice 47?"<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Plancia<br />
24/11/2394 Ore 18:37 - D.S. 71898.01</b><br /><br />
"E i Federali?"<br />
Tochiro e Meeme si scambiarono un occhiata, insicuri su come continuare. Impossibilitati a dare una risposta.<br />
<br />
Khayr conosceva bene il suo migliore amico...quando faceva quella faccia significava brutte notizie...e brutte, quando già ti trovavi disperso su una nave fantasma in avaria, con per sola compagnia un'aliena senza bocca ed un ologramma bidimensionale schiacciato, non era una bella cosa...<br />
<br />
"Quando l'onda Galeteana ci ha raggiunto, ho fato appena in tempo ad attivare la contro-onda..." spiegò nel frattempo l'ologramma, incrociando le corte braccia al petto sproporzionatamente largo ed annuendo tra sé, in un movimento che avrebbe anche rischiato di fargli cadere gli occhiali "ovviamente non avevo il tempo di inviare le specifiche alla Seatiger, ma speravo che l'effetto del nostro impulso fosse sufficiente a liberare entrambe le navi, visto che eravamo così vicini..."<br />
<br />
"E invece?" domandò semplicemente il pirata di nero vestito, mentre con un'occhiata al visore cercava di capire dalle stelle visibili dove si trovassero.<br />
<br />
"Noi siamo sfuggiti all'Onda..." confermò Tochiro, mentre Meeme si rialzava, iniziando a trafficare col computer principale dell'Arcadia "siamo usciti nello spazio normale a circa 15 anni-luce dal punto in cui ci trovavamo, con uno sfasamento temporale di tre giorni nel futuro...della nave federale, però, nessuna traccia..."<br />
<br />
"Se sono finiti in quell'Inferno, mi auguro riescano a cavarsela meglio di noi..." borbottò il pirata spaziale, mentre un velo di tristezza gli adombrava il volto guercio, al ricordo dei tristi eventi del passato, eventi che lo avevano segnato nel profondo come mai era successo prima.<br />
<br />
<br />
Nave Stellare Arcadia - Sala Mensa - Flashback<br />
<br />
C'era festa quella sera sull'Arcadia. La nave pirata aveva appena distrutto un convoglio di rifornimenti militari per una base segreta Galeteana e - al contempo - si era impadronita di parecchie utili merci e diversi tipi di cibi freschi, una rarità molto apprezzata dall'eterogeneo equipaggio.<br />
<br />
Khayr aveva ordinato che - con quel ben di Dio - si facesse una grande festa e nessuno si era tirato indietro. Ora la festa era al suo culmine e sembrava che nulla potesse andar male, fin quando l'intero mondo parve capovolgersi, mentre la nave veniva prima colpita e poi intrappolata da una violenta emissione energetica che fece saltare l'energia principale e la maggior parte dei sistemi.<br />
<br />
"Rapporto!" Gridò Khayr, colpendo il primo comunicatore che gli capitò a tiro e cercando al contempo di rialzarsi in piedi per raggiungere la Plancia.<br />
<br />
"Prima che qualcuno potesse rispondere, però, la nave venne scossa da una esplosione molto più facilmente identificabile, quella di un colpo di arma a particelle che raggiunge uno scafo indifeso.<br />
<br />
Il Capitano dell'Arcadia impiegò pochissimo a raggiungere la Plancia, ma quel tempo fu sufficiente a percepire almeno altri quindici scossoni, segno evidente che qualcuno stava giocando al tiro al bersaglio con loro.<br />
<br />
"Capitano, meno male che è qui!" gridò Akari, uno dei <vecchi> dell'equipaggio, al quale era stato in quel momento affidato il comando "non so cosa sia successo, ma siamo circondati da navi Galeteane. Abbiamo la propulsione ad impulso e stiamo cercando di evitare di essere bloccati, ma abbiamo perso scudi ed armi.<br />
<br />
Con una rapida occhiata ai sensori, Khayr comprese che la situazione era effettivamente tragica: l'Arcadia aveva subito gravi danni ed era circondata da almeno trenta navi nemiche, che a turno le sparavano addosso come Cacciatori Matsumoto raccolti attorno ad un grosso buco nel terreno, all'interno del quale era intrappolata una pericolosa - ma ormai indifesa - Bestia Tamari.<br />
<br />
Un nuovo scossone li interruppe, mentre un colpo diretto li fece cadere a terra tutti.<br />
<br />
"Propulsione ad Impulso fuori uso!" gridò il timoniere, comicamente aggrappato alla propria consolle "Una nave nemica ci è quasi addosso!"<br />
<br />
Khayr chiuse l'occhio sano, in attesa del colpo di grazia, ma invece percepì un tonfo sordo, come quello di metallo che grattava sul metallo. Stupito, si guardò intorno per avere una spiegazione e fu Daiba a dargliela "Si sono poggiati sulla Sezione a Disco! Stanno cercando di forzare i boccaporti di accesso!"<br />
<br />
"A tutto l'equipaggio, armatevi e state pronti a respingere un abbordaggio!" gridò allora il Capitano, aprendo la comunicazione con tutti i ponti. Quindi, voltandosi verso la consolle di ingegneria, chiese "Tochiro...i motori?"<br />
<br />
"Ho riallineato il propulsore ad impulso di dritta..." rispose il tarchiato ingegnere, la lingua stretta tra i denti e copiose gocce di sudore ad imperlargli il faccione "riavrai la Curvatura tra qualche minuto..."<br />
<br />
"Potremmo non avere qualche minuto!" gli rispose in tono serio Khayr, mettendosi in prima persona al timone e programmando una rotta che lo avrebbe portato a passare a poche decine di metri da quella che pareva l'ammiraglia Galeteana "Tutta la potenza ai campi di integrità strutturale...ora!"<br />
<br />
Mentre alle sue spalle qualcuno gridava che il nemico aveva fatto breccia in diversi punti della Sezione a Disco e che si stava già combattendo su almeno tre Ponti, il Capitano dell'Arcadia accelerò a pieno Impulso, cogliendo di sorpresa le navi nemiche e lanciandosi in quello che sembrava un attacco suicida contro la loro Ammiraglia.<br />
<br />
Quando ormai mancavano poche decine di secondi all'impatto i vascelli Galeteani cominciarono a sparare, ma ormai era tardi. Nonostante fosse stata colpita in più punti, l'Arcadia passò sotto l'Ammiraglia nemica ad un quarto della velocità della luce. L'astronave che era ancorata alla Sezione a Disco, invece, si schiantò sulla propria Ammiraglia alla medesima velocità, venendo praticamente fatta a pezzi e causando ingenti danni anche al vascello più grande.<br />
<br />
Nella Plancia dell'Arcadia - come in ogni suo ponte, del resto - tutti vennero sballottati dalla forza dell'impatto che strappò dallo scafo esterno lunghe fasce di rivestimento. Appena prima di svenire a causa del violento urto con una consolle, comunque, Tochiro riuscì a borbottare "Pazzo!", prima di attivare la Curvatura, facendo sfrecciare vi a Curvatura 8 la nera nave stellare.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
25/11/2394 Ore 02:00 - D.S. 71898.86</b><br /><br />
La Seatiger uscì dalla Curvatura in un lampo di luce bianca e, prima ancora che lo scafo candido del piccolo vascello di Classe Nova entrasse in contatto con la materia della Nebulosa che occupava quella regione di spazio, la Gondola di sinistra cominciò a bruciare.<br />
<br />
Mentre il rovente Plasma avvolgeva il metallo affusolato della Gondola, la nave parve perdere l'asseto e cominciò a ruotare su sé stessa ed attorno ad un punto del proprio asse principale posto circa a metà della Sezione a Disco, così che un osservatore esterno avrebbe potuto quasi scambiarla per una di quelle vecchie stazioni spaziali che sfruttavano il movimento centrifugo per generare una sorta di gravità artificiale sulla superficie esterna.<br />
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Quando la violacea nave aliena emerse dalla Curvatura, ormai, l'intera gondola di Dritta era in fiamme e la maggior parte delle luci di bordo erano spente, segno che non c'era più energia in quasi tutta la nave.<br />
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Il vascello nemico, un disco grande poco più di un terzo della già non imponente Sezione a Disco della Seatiger, girò un paio di volte attorno al vascello federale, prima di decidersi ad avvicinarsi a quella che pareva - a tutti gli effetti - una nave morente.<br />
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Quando il Comandante Finn sentì il rumore di un teletrasporto trovò la forza di sollevare lo sguardo dal pavimento dove era disteso ma, attraverso la spessa coltre di fumo che riempiva la stanza, non riuscì a distinguere che ombre, oltre ad una serie di luci violacee che - rapide come erano apparse - scomparvero, lasciando il compito di illuminare quanto restava della Plancia all'intermittente luce dell'Allarme Rosso ed ai crepitanti fuochi che si alzavano da varie consolle.<br />
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L'Umano fece per alzarsi in piedi ma, non appena ebbe trovato con la mano destra un appoggio a cui ancorarsi per fare leva, dovette fermarsi, mentre i suoi occhi facevano uno sforzo per puntarsi entrambi contro la canna del fucile che veniva ora puntato a meno di dieci centimetri dal suo naso.<br />
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"Non muoverti, cane Federale!" gli intimò una voce, in una lingua che il Tradutore Universale non ebbe difficoltà a comprendere e riportare in Standard.<br />
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Finn fece come gli veniva detto e - lentamente - ripoggiò entrambe le mani a terra. Al contempo, però, sollevò lo sguardo lungo il fucile a particelle che lo teneva sotto tiro e riuscì a vedere chi c'era dietro. L'essere si sarebbe anche potuto scambiare per un Umano, se non fosse stato per gli occhi rossi come le braci e per una piccola cresta ossea, che partiva dalla base delle orecchie salendo fin sopra l'arcata sopraccigliare, donandogli una fronte alta e spessa ed un aspetto leggermente demoniaco.<br />
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"Rapporto!" ordinò calmo il proprietario della voce, guardandosi attorno ma senza mai distogliere completamente l'attenzione dal Primo Ufficiale della Seatiger.<br />
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"La Plancia è sotto controllo..." rispose una seconda voce, altrettanto tranquilla, proveniente da un qualche punto vicino alla consolle Operazioni "l'equipaggio sembra essere ancora vivo, ma tramortito..."<br />
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"Abbiamo l'accesso ai controlli?" chiese l'alieno che teneva sotto tiro Finn, che a quanto pare era al comando delle operazioni.<br />
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Una terza voce, dalle parti della consolle di Ingegneria, rispose "I comandi non sono bloccati, ma non riesco ad accedere a nulla..."<br />
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"Forse il Computer principale ha subito danni..." Avanzò una quarta voce, dai pressi della consolle tattica.<br />
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L'alieno al comando sfiorò un bracciale che aveva al polso sinistro e disse "Ruk a squadra due...rapporto dalla Sala Macchine."<br />
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=*=Quaggiù è un macello, signore...deve esserci stata una perdita dal reattore.=*= riferì una voce, che attraverso il bracciale comunicatore pareva avere un timbro metallico =*=L'intera Sala Macchine è isolata e piena di fumi...comunque abbiamo il controllo della sala controllo.=*=<br />
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"Umph...avete riscontrato resistenza?" domandò l'alieno, riportando per un attimo lo sguardo sull'Ufficiale dal colletto rosso ai suoi piedi.<br />
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=*=No, signore...ci sono tre o quattro ufficiali feriti e piuttosto storditi che stiamo tenendo sotto tiro, ma la maggior parte dell'equipaggio di Sala Macchine doveva trovarsi nella stessa, quando c'è stata la perdita di gas e si sono chiuse le paratie di emergenza.=*= riferì tranquilla la voce dal timbro metallico, che evidentemente riteneva di non avere problemi.<br />
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"Mi raccomando, barricatevi bene all'interno e tenete gli occhi aperti per eventuali azioni da parte del resto dell'equipaggio..." ordinò l'alieno, prima di chiudere la comunicazione e concentrarsi finalmente sul suo prigioniero dicendo "molto bene, Federale...sei il Capitano di questa nave?"<br />
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"Sono il Comandante Finn, Primo Ufficial della U.S.S. Seatiger, della Federazione Unita dei Pianeti!" rispose l'interpellato, con tutto l'orgoglio che la sua posizione prona ed il fucile che gli teneva di mira la testa gli permetteva di mettere in quelle parole "ed al momento sono l'Ufficiale più alto in grado a bordo."<br />
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"Ottimo, Comandante Finn..." annuì, apparentemente soddisfatto l'alieno, facendo un passo indietro senza togliere l'arma dalla traiettoria che incrociava la sua fronte "io sono Ruk, dell'Egemonia Midiana, e prendo il comando della tua nave. Ora tu ordinerai al tuo equipaggio di arrendersi senza opporre resistenza."<br />
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"Il vostro è un attacco ingiustificato contro un vascello scientifico della Federazione!" protestò Finn, recuperando la posizione eretta con movimenti lenti e misurati, per non istigare l'alieno a sparargli contro "voi..."<br />
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"Noi  abbiamo i nostri buoni motivi." Ribatté con un sorriso alquanto cupo l'alieno "motivi che non le interessano. Ordini subito al suo equipaggio la resa incondizionata."<br />
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Finn si guardò intorno, cercando con lo sguardo i propri ufficiali ed accertandosi che stessero bene. Anari era riversa a terra poco nello spazio tra la sua consolle e lo schermo visore e pareva svenuta, anche se il fumo e la consolle scientifica stessa rendevano difficile capirne le reali condizioni. Anche Tkar era a terra, e pareva quasi non respirare. Tholos e gli altri membri dell'equipaggio di Plancia, invece, si stavano riprendendo e venivano tenuti sotto tiro dagli Alieni.<br />
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"Almeno mi garantisce che - se ci arrendiamo - non farete del male ai miei uomini?" chiese il Primo Ufficiale, mentre le spalle si piegavano leggermente verso il basso come per il peso delle conseguenze della decisione che si trovava costretto a prendere.<br />
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"Le garantisco che - se non vi arrenderete - la mia nave vi farà saltare in mille pezzi seduta stante." Rispose freddamente Ruk, che ormai aveva capito di avere vinto.<br />
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"Signore! Non può consegnare la Seatiger!" provò a protestare Tholos, facendo per alzarsi in piedi. Il calcio del fucile di uno degli alieni si mosse però rapido e l'Andoriano, ancora intontito, non riuscì in alcun modo ad evitarlo, cadendo a terra come un sacco di patate, pur senza smettere di protestare "Il regolamento parla..."<br />
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"Il regolamento afferma che non si deve cedere tecnologia federale segretata ad altre razze!" sbottò stizzito Finn, inalberandosi e facendo appena un paio di passi verso Tholos, quasi volesse tirargli anche lui un calcio "la Seatiger è una nave scientifica, non ha armi o tecnologie rilevanti. Nulla che questi signori non potrebbero procurarsi in un qualsiasi mercato nero del Quadrante Alfa con un po' di Lathinum, comunque!"<br />
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L'alieno a capo della squadra d'abbordaggio ridacchiò a quella scena, quindi disse "Comandante, la prego...deve parlare al suo equipaggio..." attirando l'attenzione dell'Umano sulla canna del fucile che ancora gli veniva puntata alle costole.<br />
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"Oh...giusto..." disse Finn, come se per un istante fosse stato troppo preso dal suo sfogo per ricordarsi cosa stava facendo. Quindi si sfiorò il comunicatore e disse "A tutto l'equipaggio della Seatiger, qui è il Comandante Finn che vi parla. Siamo stati abbordati da forze aliene che hanno preso il controllo delle aree chiave della nave e la minacciano con le armi. Ci troviamo in una situazione da Codice 47, quindi vi ordino di comportarvi di conseguenza e non intraprendere azioni personali che possano mettere a rischio tutti. Finn chiudo!"<br />
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"Molto bravo, Comandante..." annuì Ruk "adesso..."<br />
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L'alieno venne interrotto da un cicalino proveniente dalla consolle operazioni, dove sulla schermata quasi nera si accese una lucetta intermittente. Incuriosito, si voltò verso questa, come fece anche l'alieno che vi si trovava accanto "Di che si tratta?" domandò il comandante della squadra d'assalto.<br />
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"Oh, quello?" chiese Finn con noncuranza, spostandosi vicino all'alieno e guardando da sopra la sua spalla "Nulla di che...è solo la spia che segnala una comunicazione in arrivo..."<br />
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"Ah, va bene..." assentì Ruk, prima di ricordarsi di un dettaglio "ma, un momento! Se i sistemi non funzionano, come..."<br />
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"Pesce d'aprile!" disse allora Finn, approfittando della posizione di vantaggio sull'alieno per dargli una spinta e cercare di buttarlo a terra, mentre diverse cose avvenivano in contemporanea: Tutte le luci della Plancia si accesero e, mentre gli alieni si guardavano attorno stupiti, vennero rapidamente messi al tappeto dai vari membri dell'equipaggio.<br />
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Tholos, agendo con una rapidità insospettabile visto il movimento precedente e la posizione parzialmente supina, colpì con un pugno l'addome dell'avversario più vicino e - mentre questi si abbassava per il contraccolpo - lo afferrò con forza per il collo tirandogli ancora più in basso la testa fino a fargliela cozzare contro la consolle Operazioni con un tonfo secco.<br />
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L'alieno nei pressi della consolle Tattica sollevò il fucile per sparare all'Andoriano ma, prima che potesse anche solo pensare di prendere la mira, Tkar aprì gli occhi e si sollevò in piedi con uno scatto di reni, effettuando la presa al collo Vulcaniana e strappandogli al contempo l'arma di mano. Con la stessa, quindi, prese la mira verso il quarto alieno - che si era voltato per fronteggiare un Guardiamarina della Sezione Tattica che fino a quel momento si era finto un ingegnere tramortito accanto alla consolle Ingegneria - e lo colpì alle spalle, mandandolo a schiantarsi contro la paratia.<br />
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Nel frattempo Finn era a terra, con Ruk chino sopra di lui e le mani disperatamente impegnate a tenere la canna del fucile lontana dalla propria faccia. L'Umano stava per gridare aiuto senza più ritegno, quando due fucili a particelle si posarono sulle tempie dell'alieno.<br />
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Tholos, che reggeva una delle due armi, chiese "Serve aiuto, Comandante?" mentre Tkar, che teneva saldamente l'altra con una sola mano, strappò senza sforzo il fucile dalla presa dei due contendenti.<br />
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"Pazzi, avete siglato la vostra condanna a morte!" ringhiò l'alieno, allontanandosi di colpo da Finn e cercando di correre verso la Sala Tattica, solo per trovarsi imprigionato in uno scintillante campo di forze eretto da Anari, che si alzò in piedi mostrando di tenere in mano un Tricoder.<br />
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"Lei ed i suoi uomini siete in arresto..." gli rispose di rimando Finn, rialzandosi in piedi con un sorriso eccitato in volto, come un bambino che ha appena fatto un giro su di una giostra particolarmente spaventosa al luna park.<br />
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"Lo vedremo..." ringhiò l'alieno, toccando il pulsante di richiamo, che avrebbe dovuto ritrasferirlo sulla sua nave. Avrebbe dovuto, perché invece non accadde nulla. "Ma cosa?"<br />
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"Ah...ha presente quella chiamata? Quella che non avremmo dovuto ricevere?" domandò candida Anari, sfoggiando uno dei suoi migliori sorrisi da Denobulana. Quindi, mentre la voce di Carelli comunicava che avevano finito di espellere il gas dalla Sala Macchine e che gli alieni ostili erano confinati in una stanza adiacente, aggiunse "Era il Capitano Kenar, che ci informava che la nostra squadra d'assalto aveva terminato di prendere il controllo della vostra nave..."  <br />
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<br /><b>*** Flashback (cinque giorni prima) ***<br />
Nave Stellare Arcadia, Gondola di Dritta</b><br /><br />
Khayr, Tochiro, Meeme il Dottore e altri sette membri dell'equipaggio si fissarono in silenzio per un lungo momento, cercando di evitare di guardare negli altri le stesse ferite e la stessa stanchezza che sapevano di avere addosso.<br />
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Erano sfuggiti all'accerchiamento delle navi Galeteane e - grazie alla maggiore velocità dell'Arcadia - erano riusciti a seminarle, ma a caro prezzo. Durante i momenti antecedenti l'impatto con l'Ammiraglia di Galatea, infatti, circa ottocento aliene erano riuscite a penetrare a bordo della loro nave, cominciando una terribile battaglia che si era combattuta ponte dopo ponte, intersezione per intersezione.<br />
<br />
Quasi tutti i membri dell'equipaggio dell'Arcadia erano morti sotto il fuoco delle terribile armi a raggi Galeteane e, anche se avevano portato con sé quasi il doppio di nemici, la situazione era rapidamente diventata insostenibile.<br />
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Khayr aveva guidato la nave in una nebulosa di Classe Mutara e, dopo aver bloccato gli accessi al computer principale, aveva predisposto una trappola esplosiva in Plancia, dalla quale lui ed i pochi superstiti dell'equipaggio si erano salvati all'ultimo secondo, grazie ad un teletrasporto di emergenza che li aveva condotti in quella zona schermata della Gondola di Dritta, un luogo praticamente inaccessibile dove difficilmente le Galeteane li avrebbero cercati.<br />
<br />
"Ci sono ancora una sessantina di quelle maledette a bordo..." commentò cupo il dottore, stanco di vedere amici e compagni morire "come faremo ad affrontarli in undici?"<br />
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"Sappiamo che si sono asserragliate in Sala Motori..." commentò uno dei membri dell'equipaggio "perché non sfruttiamo i Tubi di Jeffries per raggiungerle da vari punti e farle a pezzi con un fuoco incrociato?"<br />
<br />
"Perché se colpiamo il Nucleo di Curvatura siamo tutti morti, idiota!" lo rimproverò Tochiro "e poi, credi che non terranno sotto controllo tutti gli accessi?"<br />
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"Forse con un diversivo..." propose Meeme, parlando come sempre senza neppure far vibrare la membrana permeabile che aveva nel punto in cui Leijani e Matsumoto avevano la bocca.<br />
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Khayr, a quelle parole, si fece pensieroso e disse "Sì...faremo così..."<br />
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<br /><b>U.S.S. Seatiger, Sala Riunioni<br />
25/11/2394 Ore 08:00 - D.S. 71899.54</b><br /><br />
Dopo un breve aggiornamento sullo stato delle riparazioni, il Capitano Kenar lanciò un'occhiata alla nave dell'Egemonia Midiana, che galleggiava placida accanto alla Seatiger e disse "Ebbene, signori...cosa abbiamo scoperto sui nostri ospiti?"<br />
<br />
Fu Tkar, che aveva assunto il comando delle operazioni mentre i colleghi si erano concessi alcune ore di necessario sonno ristoratore, a riferire quanto erano riusciti a scoprire i suoi uomini "I nostri ospiti non si sono dimostrati particolarmente collaborativi, Capitano..." esordì "ma le loro banche dati ed una rapida analisi genetica hanno comunque contribuito a dipanare parte del mistero che avvolge la situazione attuale."<br />
<br />
Kenar gli fece cenno di continuare ed il Vulcaniano disse "L'Egemonia Midiana non è completamente nuova alla Federazione. Otto punto tre anni fa un gruppo di circa 5.000 persone, che si identificavano come i sopravvissuti del pianeta Midia, si presentò ai confini della Federazione chiedendo asilo. I sopravvissuti affermarono di essere i soli superstiti del loro pianeta, distrutto da una incursione Borg, ed il Comitato Federale assegnò loro un piccolo mondo agricolo a circa 9.42 Anni Luce da Tellar, una colonia che ribattezzarono come Nuova Midia."<br />
<br />
"Un inganno?" domandò perplesso il Capitano della Seatiger, che a quel punto non sapeva proprio cosa aspettarsi da questa razza che - se le loro ipotesi erano corrette - era stata in grado di manipolare un grande Impero del futuro di un'altra dimensione per aizzarlo contro la Federazione.<br />
<br />
"Temo di non avere dati sufficienti per confermare o smentire questa supposizione, Capitano..." affermò Tkar, mentre richiamava a video la posizione del mondo coloniale assegnato ai presunti profughi "all'epoca, stanti le nostre conoscenze del modus operandi Borg, non abbiamo avuto motivo di dubitare della veridicità delle loro affermazioni e - anche alla luce di quanto appreso ora - non è possibile escludere l'ipotesi che si tratti di una casualità e che ci troviamo di fronte a due percorsi evolutivi diversi per la medesima specie."<br />
<br />
"Ma, di fatto, questi Midiani ora occupano un mondo situato nel cuore della Federazione..." fece notare Tholos "un mondo che sarebbe una incredibile testa di ponte per attacchi verso i nostri mondi principali...Tellar, Andoria, Vulcano..."<br />
<br />
"Per la precisione, i sopravvissuti Midiani scelsero questo mondo desertico e scarsamente ospitale in luogo di molte altre opzioni più facilmente sviluppabili. La giustificazione all'epoca adottata - ovvero che cercavano un mondo più sicuro anche a costo di sceglierne uno di più difficile colonizzazione - era perfettamente in linea con la loro condizione e non dettò sospetti." Chiarì il Tattico "ad oggi, però, si tratta di una informazione che non può essere ignorata..."<br />
<br />
"Questi Midiani sono più infidi dei Romulani!" Esclamò sdegnato il Comandante Finn, essendo evidentemente giunto alle proprie conclusioni sulla faccenda. Dopo le due esperienze in Plancia, il Primo Ufficiale aveva acquistato un po' di sicurezza, che però avvizzì immediatamente all'occhiata di Kenar, che lo spinse a rettificare rapidamente "Cioè...se davvero hanno messo in piedi una cosa del genere, con tanti anni di preparazione, devono odiarci molto...ma noi nemmeno li conosciamo. Che possiamo mai avergli fatto di male?"<br />
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"Questa è una domanda interessante...Tkar?" chiese Arjian, evidentemente girandola all'Ufficiale che aveva analizzato le banche dati recuperate.<br />
<br />
"Questa informazione non è tra quelle che siamo riusciti - fino a questo momento - a recuperare..." rispose il Vulcaniano senza scomporsi "su mia iniziativa ho preferito concentrare le analisi dei dati recuperati sull'aspetto tattico della vicenda, al fine di individuare i rischi per la nave e nella speranza di trovare conferme alle nostre teorie."<br />
<br />
"E le ha trovate?" domandò di botto Anari che - per i suoi standard - era rimasta in silenzio sin troppo a lungo "Ci troviamo di fronte davvero ad un'Onda di Spostamento Planare?"<br />
<br />
Tkar fissò la Denobulana per un paio di secondi, quasi si aspettasse di vederla balzare in piedi per continuare a parlare, quindi disse "Ho trovato conferma del fatto che ci siamo trovati sbalzati nelle immediate vicinanze di un sistema solare estremamente difeso...come potete vedere," e modificò le immagini dello schermo visore, riportando quello che pareva essere un sistema solare composto da una stella supergigante e da una dozzina di pianeti gassosi che avrebbero fatto passare Giove per un asteroide o poco più.<br />
<br />
Prima che qualcuno potesse chiedere, il Vulcaniano avviò un programma e all'immagine del sistema si sovrapposero gli schemi delle rotte di pattuglia di numerosi vascelli, le orbite di un certo numero di satelliti di osservazione e la posizione di quelle che parevano essere stazioni spaziali di intercettazione.<br />
<br />
"Non scherzava, Comandante..." commentò Carelli, con un fischio sommesso. Avvicinarsi a quel sistema sarebbe stato facile quanto lo era stato prendere Chin'toka, durante la Guerra del Dominio "quel posto è una dannata fortezza..."<br />
<br />
Per un momento il Vulcaniano parve combattuto se specificare o meno che lui non scherzava mai, ma alla fine decise di soprassedere, rispondendo invece "Il sistema è effettivamente molto ben difeso, per quanto le singole unità navali impegnate abbiano una potenza di fuoco non molto diversa dalla nostra. Ciononostante ritengo che le risposte alle nostre domande siano lì, quindi mi sono preso la liberà di far approntare una sonda di Classe IX, impostando nei suoi sistemi questa rotta..." e mostrò una nuova traiettoria, questa volta evidenziata in blu, che passava parabolicamente al di sopra del sistema evitando le stazioni di rilevamento fisse e intersecando le traiettorie delle navi di pattuglia ben lontane dalla loro posizione "che dovrebbe permetterle di trasmetterci una telemetria accurata dello stesso, con rischi relativamente ridotti per la sonda stessa e sostanzialmente nulli per noi."<br />
<br />
"Molto bene, Comandante, proceda..." disse kenar, alzandosi per dirigersi in Plancia "e vediamo di capirci qualcosa in questa situazione..."<br />
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<br /><b>*** Flashback (sette giorni prima) ***<br />
Nave Stellare Arcadia, Infermeria</b><br /><br />
Khayr osservava le salme dei suoi uomini, composte sui letti dell'Infermeria dove il Medico Olografico di Emergenza le aveva deposte dopo averne accertato la morte. I pochi superstiti dell'Arcadia avevano infatti dato coraggiosamente la vita in un assalto frontale al Ponte di Battaglia, per permettere a lui, Tochiro e alla misteriosa Meeme di accedere ad una delle navette dell'hangar, dalla quale avevano usato il teletrasporto per in sala macchine e colpire con un'arma a particelle un contenitore di gas tossico che - spandendosi rapidamente - aveva ucciso quasi tutte le Galateane a bordo.<br />
<br />
Era stato Khayr stesso a sparare il colpo letale e - se fosse dipeso da lui - sarebbe rimasto lì ad osservare la nube gialla consumare quelle dannate piante infestatrici, ma i suoi compagni lo avevano tratto in salvo all'ultimo secondo. <br />
<br />
Giusto in tempo per sapere che i suoi uomini erano morti tutti... portando con loro un impressionante numero di nemici, certo, ma tutti morti.<br />
<br />
Anche Tochiro era stato ferito, ma aveva affermato di stare bene e di non preoccuparsi, perché aveva un piano geniale in mente. <br />
<br />
*Ed ora eccoti qui, amico mio...* si disse il pirata spaziale, fissando il corpo basso e tozzo disteso sul lettino davanti a lui. La ferita di Tochiro non era una ferita da nulla, ma un dolorosissimo colpo di un qualche tipo di arma disgregante ad effetto lento, un'arma che non lasciava scampo e concedeva alla vittima molto tempo per gustare l'agonia causata dal lento disgregarsi dei propri organi interni.<br />
<br />
Ma Tochiro era un duro e - nonostante tutto - era rimasto in piedi a lavorare. Insieme avevano portato la malconcia Arcadia in una vecchia base segreta del popolo di Meeme, una razza di geniali scienziati portati all'estinzione dalla sete di espansionismo Galateana. Qui il suo amico aveva compiuto un qualche strano lavoro, integrando il computer della base con quello malconcio dell'astronave.<br />
<br />
*Ma a cosa ti è servito, Tochiro?* si disse Khayr *Sarebbe stato meglio se ti fossi fatto curare...*<br />
<br />
Il MOE aveva affermato che - per quel tipo di ferita - non vi era rimedio, ma il pirata non gli aveva creduto: per lui Tochiro aveva scelto di lavorare fino all'ultimo per quella nave che era diventata per tutti loro il simbolo della libertà.<br />
<br />
Per un altro lungo momento Khayr si concesse di crogiolarsi in quel dolore lacerante che provava per la morte del suo amico e del suo intero equipaggio, poi si decise ad alzare lo sguardo verso Meeme, che già da alcuni minuti era entrata nella stanza e lo fissava in silenzio, rispettosa.<br />
<br />
"Volevi dirmi qualcosa?" chiese, cercando di non far assumere alla voce un tono troppo duro.<br />
<br />
"Non io..." rispose l'aliena, lasciandolo perplesso. Ormai erano i due soli superstiti su quella nave fantasma. E allora, chi? "Lui..."<br />
<br />
Il pirata seguì con lo sguardo del suo occhio sano la mano dell'aliena senza bocca, voltando la testa verso la porta dell'infermeria. Un istante dopo, non poté impedirsi di spalancare la bocca stupito, vedendo il suo migliore amico che - con una bottiglia in mano - lo fissava dal basso in alto con sguardo divertito.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
25/11/2394 Ore 13:52 - D.S. 71900.21</b><br /><br />
"Stiamo ricevendo le prime telemetrie della sonda, Capitano..." annunciò Anari mentre, al suo solito, canticchiava un qualche motivetto mentre le mani danzavano sulla consolle scientifica in maniera quasi indipendente.<br />
<br />
"Sullo schermo..." ordinò Kenar, irrigidendo in maniera impercettibile la schiena ed il collo, in attesa di vedere quel sistema solare dove - sospettavano - il nemico aveva dislocato il proprio apparato per la generazione di Onde di Spostamento Planare.<br />
<br />
Dapprima le immagini furono un po' disturbate, come se il segnale fosse debole poi, dopo un rapido intervento di Tholos, divennero più nitide. Una grande stella, parecchi pianeti gassosi ed alcune strutture, impercepibili ad occhio nudo ma rese evidenti dai sistemi di correzione dell'immagine.<br />
<br />
"Curioso..." commentò la scienziata, giocando ancora per qualche secondo con la propria strumentazione e continuando a canticchiare un motivetto che - Finn sperava - nessuno in Plancia avesse riconosciuto come una strofa particolarmente audace di "My Andorian Baby". Prima che al Capitano saltassero i nervi, comunque, la Denobulana aggiunse "Non so spiegare il perché, ma le reazioni nucleari di quella stella sono anomale...è come se venissero in qualche modo accentuate..."<br />
<br />
"Accentuate?" domandò il Primo Ufficiale, smettendo immediatamente di tamburellare con le dita sul bracciolo della propria poltrona "In che senso?"<br />
<br />
"Come dicevo, non so spiegarlo, ma quella stella ha una produzione energetica interna molto superiore alla norma per la sua classe stellare. Inoltre il consumo di materiale reattivo è molto più rapido del normale...il suo ciclo di vita è in qualche modo stato ridotto circa del 15%..." era evidente che anche la scienziata stava ancora cercando di raccapezzarsi in quella situazione.<br />
<br />
"Possiamo avere una visuale ravvicinata sul sole?" domandò Arjian, che era stato colto da una intuizione non esattamente felice e sperava ardentemente di sbagliarsi.<br />
<br />
"Possiamo tentare, ma ciò comporterà un rischio di individuazione della somma dell'ordine del 37.4%" rispose Tkar, impostando comunque i comandi da remoto per modificare la rotta del piccolo apparato d rilevazione spaziale.<br />
<br />
L'immagine zoomò sul sole e, rapidamente, i suoi contorni si fecero più definiti sullo sfondo nero dello spazio. I filtri applicati automaticamente dal computer definivano sempre di più l'immagine dell'immenso astro ribollente di energia nucleare, finché - quando ormai erano piuttosto vicini - non fu possibile osservare qualcosa che riuscì a chiudere per qualche secondo la bocca di tutti, compresa quella di Anari.<br />
<br />
Costruiti attorno al sole, infatti, numerosi anelli metallici formavano una fitta intelaiatura di contenimento e - in molti punti - quelli che sembravano sottili fili neri (probabilmente strutture cilindriche di decine di chilometri di raggio) affondavano letteralmente nella superficie ribollente dell'astro.<br />
<br />
Dopo qualche minuto, Anari si riprese dallo stupore e - leggendo i risultati della propria consolle, sulla quale aveva continuato a lavorare quasi in modalità automatica - disse "Capitano, credo di aver appena individuato l'apparecchiatura grazie alla quale i Midiani generano l'Onda di Spostamento Planare."<br />
<br />
"Mi faccia indovinare..." commentò Kenar "si trova su quell'assurda struttura attorno al sole..."<br />
<br />
"No, signore..." rispose però la Denobulana, affermando ciò che nessuno di loro voleva davvero sentirsi dire "non si trova su quell'assurda struttura attorno al sole...è quell'assurda struttura attorno al sole, ed il sole parrebbe essere la sua fonte di energia..."<br />
<br />
<br /><b>Da qualche parte nello spazio Galateano, Sala del trono<br />
Nel futuro</b><br /><br />
La Regina Daphne fissò quella figura che fluttuava avanti a lei come un ologramma poco definito con una ira tale che - se i suoi occhi fossero stati armi - l'avrebbe trafitta a morte.<br />
<br />
La Regina Galateana non era abituata a ricevere un no come risposta, ma quell'essere insulso aveva osato rifiutare la sua giusta richiesta. Fu pertanto con furia appena controllata, che affermò "Abbiamo già ottemperato alla nostra parte dell'accordo, fornendovi ciò che ci avevate richiesto. Ora pretendo che facciate come vi ho ordinato, trasferendo tutta la mia Flotta nel passato!"<br />
<br />
=*=Regina Daphne...=*= disse infastidita la figura poi, dopo un momento in cui parve mordersi la lingua per non dire ciò che gli era passato per la testa, aggiunse =*=Regina...noi stiamo onorando la nostra parte dell'accordo così come voi state onorando la vostra. L'Egemonia Midiana trasferirà le vostre forze, ma non è possibile trasferire la totalità delle vostre truppe in una sola volta. Il dispendio di energia...=*=<br />
<br />
"Non è affar mio!" ribatté piccata la Regina, mentre il verde della clorofilla le colorava le gote per la furia appena repressa "Abbiamo seguito i vostri suggerimenti e provato a racimolare con l'inganno una posizione di vantaggio sulla Federazione, ma non ha funzionato. Abbiamo perso anni e risorse inutilmente. Ora si farà come dico io...trasferirete in massa le nostre forze nel cuore della Federazione e noi li distruggeremo con la potenza delle nostre armi!"<br />
<br />
=*=Quel che chiedete potrebbe distruggere l'apparato di trasferimento...=*= affermò frustrato il negoziatore, desiderando ardentemente di essere dove si trovava la Regina per il gusto di strangolarla a mani nude e vedere quanto fosse incendiabile quel suo corpo di pianta antropomorfa =*inoltre l'onda d'urto dello spostamento distruggerebbe quasi certamente sia il punto di entrata che il punto di uscita...=*=<br />
<br />
Ma, se quella era l'idea del Midiano per far ragionare Daphne, aveva sbagliato i conti, perché la Regina rispose seccamente "Non me ne importa nulla. Se il tuo signore vuole i codici di attivazione di quanto gli abbiamo fornito, farà ciò che ho ordinato."<br />
<br />
E chiuse la conversazione.<br />
<br />
Il comandante Heliamphora, che fino a quel momento era rimasta in silenzio in un angolo della Sala del Trono, si inchinò ancor di più, quando gli occhi furiosi della Regina si puntarono su di lei. Il fallimento nell'infiltrazione e quello ancor più recente nel catturare Khayr e la nave Federal, infatti, facevano di lei un eccellente bersaglio della furia della sua sovrana.<br />
<br />
"Sei ancora qui?" domandò infatti stizzita la sovrana, poggiando la mano sul proprio scettro. Ma quello non era il momento di punire il suo generale. Fu per questo che - prima di perdere il controllo - la Regina ordinò "Vai a dare gli ordini alla flotta. Che le nostre forze si raggruppino tutte nel settore Lambda 1. Presto ci prenderemo i mondi assolati della Federazione!" </JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tkar </author>
            <pubDate>Thu, 30 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-11 Rock'n'roll!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Dewey Finn<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Seatiger, Sala tattica<br />
26/11/2394 Ore 18:00 - D.S. 71903.42</b><br /><br />
"Signor Carelli, situazione!" <br />
Kenar si gettò sulla sedia ergonomica a capo del lungo tavolo da riunioni. Il mobile era coperto di padd accatastati, tazze di caffè e mappe di vario genere. L'olo-emettitore al centro del tavolo mostrava una riproduzione in scala del sole e della struttura che lo racchiudeva.<br />
Tkar e Anari erano immersi in una fitta conversazione. La denobulana indicava con il dito dei punti della struttura e il vulcaniano sembrava confutare le sue argomentazioni con lievi cenni di diniego.<br />
Tholos era semi sdraiato sulla poltrona e leggeva un padd tenendolo sollevato sulla verticale del suo viso pur di non perdere quella comoda, anche se non consona alla situazione, posizione.<br />
Carelli era in piedi vicina ad una delle finestre blindate che mostravano il vuoto siderale. La fronte era appoggiata al vetro come se la volesse rinfrescare per trovare un po' di sollievo al mal di testa che la stava uccidendo da ore. Aveva appena ricevuto un padd da uno dei suoi uomini della sala macchine e lo stava leggendo cambiando pagina con una lieve pressione del dito.<br />
Finn... beh lui portava caffè, sistemava i padd in file ordinate, che duravano ben poco perché qualcuno sembrava sempre trovare interessante il padd posto in fondo alla pila, e riceveva i rapporti via via che arrivavano portandoli al diretto interessato. Il tipo della sala macchina gli era sfuggito solo perché era distratto dal sole olografico al centro del tavolo.<br />
<br />
"Mmmh - mugugnò Carelli terminando di leggere - i sistemi primari sono pressoché tutti in linea anche se non operativi al cento per cento. Abbiamo curvatura, armi e scudi, ma i motori ad impulso fanno i capricci e la manovrabilità della nave ne risentirà in caso di combattimento. Il ponte cinque è ancora senza gravità e la stiva di carico tre è impraticabile per una fuga di plasma, ma al momento non ho nessuno da mandarci per le riparazioni."<br />
"Non si preoccupi, quella stiva era vuota... Signor Tholos, dia ordine che la zona sia sigillata, penseremo a sistemarla in seguito." Tholos borbottò un ricevuto per poi digitare gli ordini sul suo padd.<br />
"Capitano vuole che le porti qualcosa?" chiese Finn notando la stanchezza del suo superiore.<br />
"No grazie Signor Finn, se mi da' altro caffè il mio simbionte chiederà asilo in un altro trill..."<br />
<br />
Forse questo lassismo non era degno della Flotta Stellare e nemmeno dell'equipaggio dell'ex Redoutable, ma erano in quella stanza da dieci ore ed erano tutti esausti. Kenar aveva finto di non vedere i primi segni di trascuratezza verso la quinta ora di riunione, alla settima anche lui aveva mandato al diavolo qualsiasi riguardo per l'etichetta e aveva appoggiato gli stivali sul tavolo mentre leggeva l'ennesimo rapporto. Ora alle decima ora era chiaro che, se anche la situazione si stava normalizzando grazie al lavoro incredibile dell'equipaggio, rimaneva comunque difficile. Un senso di sconforto si era insinuato fra di loro, invadendo la stanza e i loro cuori.<br />
<br />
Finn guardò gli ufficiali attorno a lui. Persino Anari adesso era silenziosa e tamburellava con l'indice sulle labbra sensuali mentre guardava pensierosa, insieme al Capo SEC/TAC, l'ologramma della struttura. Conosceva questa sensazione lui. Il momento in cui ci si trova ad un bivio fra il lascia perdere e sprofondare nella depressione o il trovare la giusta scossa per andare avanti. Sorrise. Lui aveva la giusta e poco ortodossa scossa.<br />
<br />
"Computer! "Shoot to thrill" degli AC/DC. Volume bello pimpante!"<br />
<br />
La reazione degli ufficiali fu comica. Il Capo Operazioni quasi si ribaltò a terra quando i primi due accordi di chitarra elettrica esplodevano nella stanza. Carelli si voltò cercando nel contempo di riacchiappare il padd che gli saltellava fra le mani. Tkar sollevò un sopracciglio portando le mani dietro la schiena e Anari, dopo un primo attimo d'incredulità si aprì in un sorriso denobulano che illuminò la stanza.<br />
<br />
"Signor Finn che diavolo le salta in mente?!" tuonò Kenar alzandosi in piedi di scatto.<br />
"Adesso basta branco di pecoroni!" tuonò Finn sbattendo il vassoio del caffè sul tavolo "Cos'è? Siete in un villaggio vacanze?"<br />
"Siamo sfiniti..." tentò di commentare Tholos.<br />
"Lo so benissimo che siete sfiniti, ma non si tratta di questo. Guardatevi, avete il morale sotto i piedi, occhiaie come orsetti lavatori e un pessimo gusto per la buona musica. Adesso alzate i tacchi, andate a farvi una doccia, due ore di sonno. Poi tornate e ci organizziamo per prendere a calci qualche Mediano!"<br />
"Midiano..." lo corresse automaticamente Tkar<br />
"E io che ho detto? Fuori!" ordinò con tono imperioso.<br />
<br />
Forse fu per l'abitudine a rispettare l'ordine di un ufficiale più alto in grado, forse perchè erano talmente sfiniti da avere la forza di volontà di un criceto, forse perchè sapevano che Finn aveva ragione. Fatto sta che gli ufficiali di plancia sciamarono tutti insieme fuori dalla stanza lasciando Finn e Kenar soli.<br />
<br />
"Ben fatto Numero Uno..." commentò il Capitano alzandosi e stirando la schiena dolorante.<br />
"Mi scusi Capitano, ma vi stavate sempre più deprimendo e siete sfiniti. Lei avrebbe continuato così per altre dieci ore..."<br />
"Già, mi sa che ha ragione. Bene come ordinato vado nel mio alloggio, lascio a lei la plancia." si avviò verso la porta, ma si voltò prima che si richiudesse "Ah signor Finn, lo faccia un'altra volta e la sparo nello spazio con un lanciasiluri." ma sul suo volto c'era un amichevole sorriso.<br />
"Non posso assicurarglielo. Tenga libero un lanciasiluri nel caso." anche Finn sorrise.<br />
<br />
La porta si chiuse con un sibilo e Finn sospirò. Voleva anche lui andare a dormire un paio d'ore e farsi una doccia ed invece aveva il comando. Deglutì. Tutte le volte che succedeva il panico lo assaliva.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Sala tattica<br />
26/11/2394 Ore 20:30 - D.S. 71903.71</b><br /><br />
La sala riunioni era di nuovo ordinata e pulita. Gli ufficiali erano, se non riposati, almeno un po' più svegli. La riunione questa volta partì in maniera più risoluta.<br />
<br />
"Bene signori, come mettiamo fuori uso quella mostruosità?" chiese Kenar indicando l'ologramma al centro del tavolo.<br />
"Qui non si tratta di metterlo fuori uso, - commentò Anari - una struttura come quella può essere riparata prima o poi, qualsiasi danno possiamo fargli, ma scommetto che ricostruire tutto da zero richiederebbe degli anni."<br />
"Quindi la sua proposta è distruggere tutto?"<br />
"C'è però un problema... sono sicura che far collassare quella cosa nel sole provocherà un'esplosione di dimensioni apocalittiche, spazzando via almeno due terzi del sistema solare."<br />
"Ci sono mondi abitati?"<br />
Tkar prese automaticamente la parola: "Non ci sono pianeti di classe Minshara, ma sul pianeta più vicino al sole, molto più piccola della luna terrestre, e sul quarto pianeta del sistema, ci sono due installazioni. La prima supponiamo sia una piccola stazione di sorveglianza. Comparandola con le basi in archivio c'è l'82% di possibilità che abbia al massimo uno staff di venti persone. La seconda è una base mineraria. Abbiamo inviato una sonda verso la stazione mineraria e risultano un centinaio di forme di vita di varie razze, possiamo supporre che sia una colonia se non addirittura una sorta di penitenziario."<br />
"Cosa le fa pensare che sia un penitenziario?"<br />
"Prima di tutto la struttura è molto simile a carceri situati su altri mondi. Inoltre si suppone che la struttura sia un'istallazione segreta, data la potenza e la funzione che potrebbe far gola a molte altre razze di questo universo. E' logico pensare che non siano permessi civili o vie commerciali nell'area. Ma è solo una supposizione anche se potrebbe essere corretta al 94%."<br />
"Prendiamola per certa allora." commentò Kenar "Cosa mi dice delle difese?"<br />
"Abbiamo registrato diversi segnali. Sembra che il sistema sia diviso in quadranti pattugliati da navi scout come quella che abbiamo catturato. In prossimità del sole invece stazionano una nave officina e un incrociatore pesante più svariate navi scout e caccia da combattimento."<br />
"Una vera festa di benvenuto... come mai ancora non è scattato l'allarme per la sparizione della nave scout?"<br />
"Le radiazioni provocate dalla vicinanza della stella rendono difficili le comunicazioni - commentò Anari - possiamo supporre che le navi scout abbiano l'incarico di pattugliare il sistema e ritirarsi per chiamare rinforzi appena intercettano qualcuno che non possono affrontare da sole."<br />
"Un sacco di supposizioni..." borbottò Tholos.<br />
"Le nostre informazioni sono ricavate da quel poco che riusciamo a captare da qui... e i sensori non sono certo al loro massimo." si difese l'ufficiale scientifico.<br />
"Avete fatto un buon lavoro. Adesso ascoltate il mio piano..." Tutti si fecero inconsciamente avanti per ascoltare il loro Capitano. Anche Finn ma lui rovesciò la tazza del caffè sul tavolo.<br />
<br />
<br /><b>Nave scout Midiana, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 03:12 - D.S. 71904.48</b><br /><br />
"Siamo in rotta di avvicinamento preparatevi!" Kenar attivò il segnale automatico di SOS e si affrettò a raggiungere l'away team nel microscopico nascondiglio che l'ingegnere capo era riuscito a creare. Avevano tutti tute e maschere per l'ossigeno, il che non aiutava per niente.<br />
L'away team era formato da Kenar, Tkar e due suoi uomini della sicurezza, Carelli e Anari per le loro conoscenze tecniche che sarebbero state indispensabili in questa situazione e il Tenente Harrison il medico di turno. Kenar si maledì per non aver ancora dato gli incarichi ufficiali per i posti vacanti dopo che il precedente Medico, il Comandante Tao, non era stato riassegnato alla Seatiger. Ma con tutto quello che era successo l'assegnazione dei ruoli di Medico Capo e Consigliere erano l'ultimo dei suoi problemi. Anche se necessari.<br />
I sette uomini si stiparono nelle finte paratie come delle sardine in scatola. In bella mostra intanto, gli ex padroni della nave erano ai loro posti e all'apparenza morti.<br />
<br />
"Crede che funzionerà il virus?" chiese il Capitano al medico.<br />
"Avevo già incontrato la razza midiana nel nostro universo. Sono particolarmente sensibili ad un virus andoriano che nella loro specie provoca confusione e coma temporaneo. Cadono praticamente in una sorta di torpore quasi istantaneo che dura alcuni giorni. L'intera nave è stata infettata, per questo servono le tute."<br />
"Cosa provoca nei denobulani, doc?" chiese Anari cercando di sistemarsi meglio, ma riuscendo solo a finire completamente incastrata contro il corpo di Carelli. "Ehi Droxine hai un tricorder in tasca o sei felice di vedermi!?!"<br />
"Mi creda Comandante non vuole sapere cosa provoca nei denobulani... le consiglio di non levarsi la tuta!"<br />
"Ricevuto... avrei voluto che Finn fosse con noi." borbottò lei perdendo di colpo ogni velleità umoristica.<br />
"Non ci sarebbe entrato qui dentro!" commentò sarcastica l'ingegnere capo strappando un sorriso agli umani dell'away team.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
contemporaneamente</b><br /><br />
"Capitano?" chiese Tholos guardando Finn che, in piedi vicino alla sua postazione di Capo Operazioni, stava facendo dei grossi sbadigli.<br />
"Mi scusi, ma mi fischiano le orecchie... perché mi ha chiamato Capitano?" chiese incuriosito. <br />
Tholos sollevò gli occhi al cielo ma sorrise divertito.<br />
"In qualità di facente funzioni di Capitano le spetta anche il titolo, oltre ai problemi derivanti dal comando."<br />
"Ah..." commentò il Primo ufficiale poi però si avvicinò di più all'orecchio dell'andoriano e sussurrò con fare cospiratorio "Sappiamo benissimo entrambi che hanno lasciato lei qui per evitare che io facessi qualche disastro!"<br />
"E allora vedremo di non farne!" rispose semplicemente Tholos.<br />
"Bene, situazione!" Finn raddrizzò le spalle e tirò in dentro la pancia stirando la giacca della divisa come aveva visto fare più volte a Kenar.<br />
"Ci stiamo avvicinando alla stazione mineraria. Tempo previsto di arrivo venti minuti."<br />
"E ora?" bisbigliò Finn all'indirizzo del collega.<br />
"Chieda al Signor Vrakler il SEC/TAC di turno di inviare i primi segnali di disturbo..." rispose lui con lo stesso tono basso.<br />
"Signor Vikler!" esclamò Finn voltandosi la console del tattico.<br />
"Vrakler..." gli sussurrò ancora Tholos.<br />
"Valker"<br />
"Vrakler!" ripeté in tono più alto il Capo OPS.<br />
"Oh basta! Siamo in stato di emergenza e quindi scusate la mia incapacità!" comunicò all'intera plancia, nonostante quelle parole i membri dell'equipaggio sorrisero. "Lei al tattico come si chiama!"<br />
"Gass signore!"<br />
"Perfetto, bando ai formalismi, almeno finché non torna il Capitano. Gass fai partire i segnali di disturbo!"<br />
"Signorsi."<br />
"Linda, manda il segnale criptato alla nave Midiana, stiamo per entrare in azione!" la giovane e bella orientale alle comunicazioni fece correre le dita affusolate sulla console.<br />
"Il suo di nome se lo ricordava eh?" commentò divertito Tholos e Finn tossicchiò imbarazzato.<br />
<br />
<br /><b>Nave scout Midiana, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 03:25 - D.S. 71904.5</b><br /><br />
"Capitano è arrivato il segnale. La Seatiger sta iniziando l'attacco alla stazione mineraria." esclamò Anari.<br />
"Bene. Signor Carelli è sicura che non ci rileveranno qui dentro?"<br />
"Sicurissima Capitano. Ho isolato personalmente questo sgabuzzino!"<br />
"Anari siamo più vicini, cosa mi può dire della nave officina?"<br />
"I sensori della nave Midiana sono piuttosto rudimentali ma direi che su quella nave ci sono si e no 10/15 membri dell'equipaggio. Deve essere completamente automatizzata."<br />
"Meglio per noi. State pronti, non appena riceveranno il segnale di soccorso dovrebbero trainarci dentro per aiutare i membri dell'equipaggio. Signor Tkarr, lei e i suoi uomini rastrellerete la nave e metterete tutti quelli che trovate qui dentro. Ho già impostato le coordinate per un luogo lontano da questo sistema solare. Appena avrete fatto il carico attivate il pilota automatico e raggiungeteci in plancia. Dottore, lei rimanga con loro e somministri il vaccino ai midiani via via che arrivano. Li vogliamo fuori combattimento, non morti." <br />
<br />
Il medico rispose con un cenno di assenso. <br />
<br />
Kenar riprese "Noi andiamo in plancia e vediamo di dirottare questo grosso coso direttamente contro la struttura. Al mio segnale convergeremo tutti verso le capsule di salvataggio e ce la diamo a gambe."<br />
"Sperando che la Seatiger riesca a tornare in tempo per raccoglierci tutti..." commentò Carelli.<br />
"Mi fido di Finn e di Tholos, faranno di tutto per essere puntuali!"<br />
<br />
Pochi minuti dopo, come previsto, la nave midiana fu catturata da un raggio traente e trascinata all'interno della grossa officina spaziale. Non appena le procedure di atterraggio furono completate, una squadra di cinque uomini, due guardie e tre medici entrarono.<br />
<br />
"Squadra rossa a Capitano! L'equipaggio della nave è fuori combattimento. Il computer registra un'avaria al sistema di supporto vitale, i medici stanno controllando le loro condizioni."<br />
=*=Ricevuto, tenetemi informato!=*= <br />
<br />
La comunicazione fu chiusa appena in tempo. L'effetto del virus liberato dal dottor Harrison fu quasi istantaneo. Uno dopo l'altro i membri della squadra rossa si accasciarono a terra privi di sensi. L'away team uscì, anche se con una certa difficoltà, dall'intercapedine.<br />
<br />
"Harrison rimanga qui. Carelli somministri il virus attraverso il sistema di ventilazione della nave. E speriamo di riuscire a bloccare i sensori prima che lo rivelino."<br />
Il gruppo partì veloce e sicuro. Tkar e suoi uomini intercettarono due membri dell'equipaggio che nemmeno ebbero il tempo di notarli. Il conteggio degli avversari messi fuori combattimento stava salendo velocemente.<br />
L'ufficiale scientifico riuscì a bloccare i sensori che controllavano l'aria della nave e i riciclatori, lanciò le fiale piene di un liquido verde fosforescente all'interno del sistema di areazione e si riunì al suo capitano.<br />
<br />
"Andiamo" comunicò Kenar muovendosi verso la plancia.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Oddio... io volevo fare solo il musicista!" esclamò Finn mentre uno scossone lo gettava di nuovo a sedere sulla poltrona di comando.<br />
"Danni lievi, gli scudi reggono Capitano!" comunicò il Tenente Vrakler facendo partire una nuova serie di scariche dei phaser contro le difese della stazione.<br />
"Caccia Midiani in avvicinamento. Devono essere le pattuglie a protezione della struttura." avvertì Tholos.<br />
"Signor Tholos prenda lei il comando! Io potrei dirigere una band musicale non una nave stellare in combattimento!" pregò Finn all'indirizzo dell'andoriano.<br />
"Signor Finn pensi di avere una band musicale da dirigere!" esclamò Tholos mentre nel contempo cercava di coordinare tutte le sezioni da solo "Il signor Vrakler chitarra solista: siluri e phaser! Il Signor Korath - indicò il timoniere - percussioni lei dia i comandi e lui farà andare questa bellezza al tempo che vuole e io sono il suo bassista, lei si occupi del resto e io farò in modo di starle dietro!" il lavoro che Tholos stava già facendo da solo era immane, non poteva occuparsi anche della battaglia. Si fidava però degli uomini che avevano preso il posto degli ufficiali di plancia. Era certo che, in ogni caso, avrebbero dato del loro meglio. Alzò lo sguardo verso Finn cercando di capire come la stava prendendo. Gli occhi del Primo Ufficiale luccicavano come due diamanti... il che lo allarmò più di vederlo nel panico più completo.<br />
<br />
"Rock and roll!" buttò lì Finn alzando le braccia al cielo. "Kora! Che strano nome per un uomo... fa niente! Voglio un ritmo veloce! Si infili in mezzo a quei caccia a tutta velocità, vedrà che quei piccioni si disperderanno! Gass partiamo con un bell'assolo di quelli tosti. Salva di missili davanti a noi, massima dispersione! E' troppo pericoloso spararli sulla stazione mineraria, ma continua a martellare le difese con i phaser, al prossimo passaggio dobbiamo teletrasportare tutti direttamente nella stiva di carico 3!"<br />
"La stiva di carico 3 è invasa dal plasma!" avvertì l'andoriano sorpreso dalla scioltezza con cui Finn dava ordini.<br />
"Ah... vabbeh una stiva di carico a caso! E Signor Tholos dia ordine che la sicurezza si faccia trovare pronta e che addormenti tutti quelli che arrivano! E... computer!"<br />
"No la prego non lo faccia..." pregò l'andoriano.<br />
"Oh si! Computer 'Bark at the moon' di Ozzy e dacci dentro con i bassi! Yeah!"<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 04:00 - D.S. 71904.57</b><br /><br />
"Capitano stanno arrivando!" esclamò Tochiro, mentre Meeme poggiò una mano delicata sulla spalla di Khayr seduto alla console tattica.<br />
"Ancora? Non si danno per vinte quelle maledette piante!" commentò il pirata con un sospiro.<br />
Erano giorni ormai che si nascondevano dalle forze galateane cercando di sopravvivere, ma controllare una nave grande come l'Arcadia con solo tre membri dell'equipaggio stava diventando insostenibile. I danni subiti erano ingenti e nessuno di loro poteva permettersi di lasciare la plancia per fare anche solo dei rattoppi di emergenza.<br />
<br />
"Mi sa che siamo arrivati alla fine Khayr..." commentò Tochiro abbandonandosi sulla poltrona del timoniere.<br />
"Beh, abbiamo fatto quello che potevamo." rispose lui di rimando appoggiando la sua mano su quella dell'aliena che gli stava vicino.<br />
<br />
Cinque navi, grandi come l'Arcadia, uscirono con un lampo di luce dalla curvatura e si disposero a ventaglio. La nave pirata ormai arrancava. Avevano perso la curvatura alcune ore prima e tutti loro, unici sopravvissuti della ciurma fantasma, sapevano che sarebbe stata una questione di ore prima di essere rintracciati.<br />
<br />
"Tochiro, disattiva l'emettitore. Se ci abbordano e ci catturano forse avrai la possibilità di tirarci fuori dai guai!" Non era vero, Khayr lo sapeva bene, ma non voleva vedere morire l'amico... non di nuovo. Le galateane erano lì per farli fuori, non avrebbero rischiato prendendoli vivi... non dopo tutto quello che avevano fatto.<br />
"Non sono nato ieri ragazzo. Queste sono qui per farci la festa, e io non ho intenzione di perdermi lo spettacolo!" il rotondo scienziato afferrò la sua bottiglia di sakè e dette una lunga sorsata.<br />
<br />
=*=Khayr!=*= sullo schermo apparve il comandante delle forze galateane.<br />
"Salve Genlisea, qual buon vento?" Nel momento finale, in pace con se stesso, Khayr sembrò riacquistare il suo antico umorismo.<br />
=*=Sono venuta a vederti morire=*= il volto della donna era una maschera di rabbia omicida.<br />
"Ti aspetto allora!" commentò lui mandandole un bacio con la mano.<br />
"Capitano!" esclamò Tochiro sorpreso.<br />
"Si lo so mi sento sbarazzino oggi!" sorrise lui andandosi a sedere alla sua amata poltrona di comando.<br />
"Non è quello... stanno arrivando altre navi!" Le navi federali apparvero dal nulla come vomitate dal subspazio. "Una classe Sovereign! Due Intrepid e quella è una Prometheus già in assetto da battaglia! Ne avevo visto i filmati nella banca dati dell'Arcadia, ma vederla dal vivo..." Tochiro saltellava come un bambino in un negozio di dolci.<br />
La Sovereign planò con eleganza fra le navi contendenti proprio quando la prima salva di siluri stava per raggiungere la nave pirata. Gli scudi della nave federale ebbero un fremito ma resistettero.<br />
<br />
=^=USS Fortress ad Arcadia! Sono l'Ammiraglio Crom, ci chiedevamo se le servisse una mano!=^= il viso sorridente di un denobulano apparve sul monitor incrinato della nave di Khayr.<br />
"Ammiraglio è un piacere fare la sua conoscenza!"<br />
=^=Piacere mio... ho portato un sacco di diserbante, che ne dice di fare un salto qui da noi? E' iniziata la stagione della potatura!=^=<br />
I sopravvissuti dell'Arcadia furono attorniati da stringhe di luci abbaglianti, un attimo dopo la nave era tornata ad essere vuota.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Dewey Finn</author>
            <pubDate>Thu, 30 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-12 Complicazioni</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 04:10 - D.S. 71904.59</b><br /><br />
La battaglia infuriava. Un po' più silenziosamente ora che Tholos era riuscito a convincere Finn a spegnere quel frastuono infernale che l'altro chiamava musica.<br />
La Seatiger manovrava impeccabilmente tra le navi scout rispondendo colpo su colpo. Nel complesso non stava andando male, vista la disparità numerica.<br />
Finn fece eco ai suoi pensieri.<br />
<br />
"Ce la caviamo eh?"<br />
"Potrebbe andar peggio. Un altro passaggio e dovremmo distruggere gli scudi della miniera, dopodiché teletrasportiamo il personale."<br />
<br />
Rispose il capo operazioni compassato.<br />
Neanche a dirlo fu interrotto da Vrakler al tattico.<br />
"Capitano! L'incrociatore si muove."<br />
<br />
Tholos si rivolse a Finn e poi al tenente.<br />
<br />
"Era previsto. Sono in rotta di intercettazione?"<br />
"No. Ha fatto manovra e si sono posizionati tra di noi e la nave officina!"<br />
<br />
Tholos e Finn si guardarono raggelati.<br />
Il primo proruppe in una pesante imprecazione in andoriano.<br />
<br />
"Devono aver mangiato la foglia!"Finn lo guardò disperato.<br />
"Ed ora che si fa?"<br />
"Nulla. La missione è fallita. La priorità è recuperare l'away team. Ma sarà difficile..."Fu interrotto ancora da Vrakler.<br />
"Hanno aperto dei boccaporti. Stanno lanciando delle navi! Conto 23 navi scout. Si dirigono verso di noi. Un secondo lancio. Non di navi scout. Sembrano trasporti di truppe da sbarco. Puntano verso la nave officina!"<br />
<br />
Tholos consultò la propria consolle. La nave aveva anche esteso i propri scudi attorno alla nave officina. Una protezione debole. Probabilmente per bloccare eventuali teletrasporti.<br />
Sentì la bocca dello stomaco chiudersi. <br />
Era finita. Il capitano e tutto l'away team erano perduti.  Loro erano perduti. <br />
Non c'erano vie di uscita. <br />
Kobayashi Maru.<br />
Alzò lo sguardo dalla consolle per incontrare quello di Finn che lo guardava speranzoso.<br />
<i>"Non ha capito. Vede che la situazione è brutta, ma spera che ci possiamo ancora<br />
salvare. Come posso dirgli che non c'è speranza?"</i> Pensò tra sé.<br />
"Che dici Tholos? Facciamo rotta verso la nave officina?"<br />
<i>"Dritti verso uno stormo di navi scout mentre quelle con cui stiamo combattendo adesso ci sono ancora dietro. Certo. Buona idea."</i> Pensò, ma non disse nulla. Rimase a fissare Finn.<br />
<br />
"Tholos? Che ti prende?"<br />
<br />
Finn si guardò intorno. Tutti in plancia lo fissavano.<br />
<br />
"Che vi prende a tutti?"<br />
<br />
Si strofinò la faccia disperato. Era esattamente quello che aveva temuto. Questo era il momento in cui in plancia avrebbe dovuto esserci un capitano esperto.<br />
Kenar avrebbe dato un paio di ordini e tutto sarebbe andato a posto. Invece c'era lui.<br />
Fino a quel momento era stato facile. Erano tutti esperti nel loro lavoro. Avevano bisogno solo di un minimo di direzione. Ora però erano bloccati. E lui? Cosa poteva fare lui?<br />
Prese fiato e andò a sedersi sulla poltrona di comando. Si rivolse al capo operazioni.<br />
"Tholos, non mi pianti in asso adesso la prego."<br />
"Signor Finn... Dewey. La disparità di forze è soverchiante..."<br />
"Ed allora... togliamo l'energia dalle armi. Tutto su scudi, motori ad impulso ed integrità strutturale."<br />
Si rivolse all'ufficiale al timone.<br />
"Tu! Coso..."<br />
"Korath, Capitano."<br />
"Sì bravo. Manovre evasive come se piovesse."<br />
"Sissignore."<br />
"Ed ora a noi, signor Tholos. Come recuperiamo il Capitano?"<br />
"Non possiamo. Nell'ipotesi che non ci vaporizzino nei prossimi cinque minuti, non ci faranno mai avvicinare. Inoltre gli scudi che hanno messo attorno impediranno il teletrasporto."<br />
"Concentriamoci con il rimanere vivi dieci minuti allora!"<br />
<br />
La nave iniziò a scuotersi con violenza.<br />
Vrakler fece rapporto dal tattico.<br />
<br />
"Ci hanno intercettato. Cercano di accerchiarci." Tholos fece eco dalla sua postazione.<br />
"I suoi dieci minuti iniziano adesso, Capitano."<br />
<br />
<br /><b>Nave officina, Plancia di Comando<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Kenar e T'Kar erano soli nella plancia della nave officina.<br />
Kenar si rivolse al suo capo della sicurezza.<br />
<br />
"T'Kar, rapporto."<br />
"L'equipaggio della nave officina è stato tutto stoccato nella nave scout. Nessuna vittima. Rispondono bene al vaccino. La nave è nostra. Anari sta scaricando tutti i dati che può dagli archivi locali. Carelli ha appena segnalato che può attivare i motori al suo ordine. Io sto avendo qualche problema ad inserirmi nel sistema di sicurezza. Stimo 55 secondi la termine."<br />
"Bene. Sta andando tutto insperatamente liscio..."<br />
<br />
Fu interrotto da un possente scossone. Seguito subito da altri.<br />
<br />
<i>"Così imparo a stare zitto..."</i><br />
"T'Kar! Cosa succede? Siamo sotto attacco?"<br />
"Sto per prendere il controllo dei sensori esterni. Fatto. Un numero imprecisato di scafi si sta agganciando alla struttura della nave. Sembrano mezzi da sbarco."<br />
<br />
Il comunicatore di Kenar trillò.<br />
<br />
=^= Capitano! Qui Fortis dalla baia di attracco. Le paratie sono state sfondate! Truppe nemiche in assetto da combattimento stanno entrando.il dottore è mort... AAARGH! =^=<br />
<br />
Il comunicatore rimase muto. Fortis era uno degli uomini di T'Kar.<br />
<br />
Kenar si rivolse al capo della sicurezza.<br />
"Può avere accesso ai sensori interni?"<br />
"Sì, Capitano. Rilevo numerosi segni vitali midiani. Da come si muovono sembrano truppe da assalto. Hanno perforato lo scafo in più punti per entrare. Non hanno utilizzato le baie. Probabilmente nel caso le avessimo minate. Il loro comandante non è uno sprovveduto."<br />
"Il virus?"<br />
"È ancora nell'aria, ma quei soldati sono dotati supporto ambientale. Sono truppe ben equipaggiate ed addestrate. Ritengo che riavranno il controllo della nave in 6 minuti circa."<br />
"Dica a tutti di raggiungerci in plancia. Ci trinceriamo qui."<br />
"Già fatto, Capitano. Capitano?"<br />
"Mi dica T'Kar."<br />
"La mia valutazione tattica è che abbiamo lo 0.06% di possibilità di completare a missione e il 2.3% di uscirne vivi."<br />
<br />
Kenar strinse i denti.<br />
"Ne prendo nota. Nel frattempo cripti le consolle di comando mentre io cerco di<br />
saldare la porta."<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
La Seatiger caracollava paurosamente, tra colpi subiti e manovre evasive.<br />
"Sei!" Esclamò Finn.<br />
Tholos ebbe appena il tempo di lanciargli un'occhiata stupita.<br />
"Dico... siamo a sei minuti. E siamo ancora qua!"<br />
<br />
Dal capo operazioni arrivò solo un mugugno inintelligibile, seguito da un rapporto snocciolato con tono lugubre.<br />
"Gli scudi tengono ma non dureranno ancora per molto. Per fortuna i loro sistemi di puntamento non sono eccelsi"<br />
"Progettiamo la prossima mossa allora."<br />
"Non saprei quale. Una cosa è certa: se rimaniamo qui prima o poi ci distruggeranno."<br />
"Allora andiamocene!"<br />
"E dove?"<br />
"Che ne so io!?"<br />
"Non possiamo andarcene dal sistema. Non abbiamo un erg residui da dare alla curvatura con tutto questo sbarramento di fuoco. La corazzata ci sbarra la strada verso la nave officina. Non vedo dove altro possiamo..."<br />
"E se andassimo verso il sole?"<br />
"A fare cosa?"<br />
"Ci sono quelle strutture ad anello no? Dovrebbero stare attenti a non colpirle."<br />
"In compenso gli scudi dovrebbero reggere anche la radiazione della corona."<br />
"Appunto! Dovranno sottrarre anche loro energia alle armi per potenziare gli scudi! Del resto ha un'idea migliore?!"<br />
"Assolutamente no..."<br />
"Bene, allora è deciso. Coso?"<br />
"Korath."<br />
"Quello che è. Rotta verso il sole. E continua a schivare!"<br />
<br />
<br /><b>Nave officina, Plancia di Comando<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Due figure di materializzarono in plancia in una nube di teletrasporto.<br />
T'Kar e Kenar puntarono immediatamente le armi. <br />
Si trattava di Carelli ed Anari.<br />
La prima sorreggeva la seconda, ferita ad una spalla da una bruciatura da disgregatore. Mentre Kenar aiutava Droxine ad adagiarla a terra, T'Kar si affrettò a somministrarle un hypospray di antidolorifici ed a prestare le prime cure.<br />
Il volto di Anari, contratto dal dolore, si distese subito.<br />
<br />
T'Kar si rivolse al capo ingegnere.<br />
"Sono felice che i codici di comando vi siano arrivati. Altrimenti non avreste potuto attivare il teletrasporto."<br />
"Ne sono felice anche io. Ce la siamo cavata per un pelo."<br />
"Gizer?"<br />
<br />
Droxine scosse la testa. Gizer era l'altro uomo di T'Kar.<br />
Kenar sospirò. Un'altra vita sotto la sua responsabilità si era spenta. Temeva che<br />
non sarebbe stata l'ultima.<br />
<br />
"Tenente, abbiamo il controllo dei motori?"<br />
"Sì. Ho trasferito tutte le funzioni alla plancia. Non ci metteranno molto a riprenderle, temo. Ma anche se facessimo rotta verso il sole gli basterebbe espellere il nucleo manualmente per bloccarci. Non ci arriveremmo mai in tempo. Stessa cosa se cercassimo di autodistruggerci sovraccaricandolo."<br />
"Capisco."<br />
Dal pavimento venne la voce tremante di Anari.<br />
"Forse ho un'idea io..."<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Al sole ci siamo arrivati..."<br />
"Ha visto che ci sparano di meno?"<br />
"Verissimo. In compenso il sole stesso ci sta sparando addosso tutto quello che ha. Gli scudi si stanno degradando ad una velocità impressionante..."<br />
"Eh già... è un peccato... tutta questa energia che ci circonda e non possiamo usarla..."<br />
Si girò di scatto verso Tholos.<br />
"Pensa quello che sto pensando io?!"<br />
"Guardi... decisamente non sono mai stato così lontano dall'intuire i pensieri di una persona..."<br />
"Sulla nave sono montati quei cosi per raccogliere particelle vero?"<br />
"Collettori Bussard."<br />
"Azioniamoli. Raccogliamo la radiazione solare ed usiamola per le armi!"<br />
Tholos si trattenne a stento dal sollevare gli occhi al cielo.<br />
"I collettori Bussard sono fatti per raccogliere le particelle dello spazio<br />
interstellare. Prelevare il plasma solare li brucerebbe in un attimo. E la nave con loro."<br />
"Ed allora ridirezioniamo il plasma sugli scudi. Deformiamo gli scudi anteriori in modo da dargli una forma concava ed accumuliamo lì. Poi la rilasciamo. Come un cucchiaio in una tazza di gelato!"<br />
<br />
Tholos aprì la bocca per rispondere e pio la richiuse. La proposta era di una tale abissale stupidità che non sapeva da dove iniziare ad elencare i motivi per cui MAI E POI MAI avrebbe potuto funzionare.<br />
<i>"Che diavolo... questo è il capolinea. Posso anche farlo felice. Se ne andrà pensando di aver trovato chissà quale geniale stratagemma."</i><br />
"Mi faccia fare qualche configurazione..."<br />
<br />
<br /><b>Nave officina, Plancia di Comando<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Anari era riuscita a mettersi seduta in modo precario. Ma si vedeva che soffriva molto. Nonostante questo parlò con voce sicura.<br />
"Posso generare un evento di spostamento planare da qui. Sono certa che quello che ci ha postato in questo universo sia stato generato da qui."<br />
"Perché farlo?" Chiese Kenar.<br />
"Posso generare l'evento vicino alla stella. Questo dovrebbe distruggere se non tutta la struttura almeno danneggiarla seriamente. Inoltre, posto che riesca a collegarlo con il nostro universo c'è la possibilità che la Seatiger..."<br />
"...Torni a casa."<br />
Il capitano terminò la frase per lei. Non c'era bisogno di sottolineare l'ovvio. Loro erano perduti.<br />
<br />
"Ma devo fare in fretta. Non avremo il controllo a lungo."<br />
"Riesce a lavorare?"<br />
Anari sorrise.<br />
"Di quanti antidolorifici dispone?"<br />
Perfettamente in battuta i midiani iniziarono in quel momento ad abbattere la porta.<br />
Sprizzi di scintille ruscellavano dal bordo superiore destro dove avevano iniziato a tagliare. Kenar, T'Kar e Carelli si sistemarono dietro la barricata raffazzonata che avevano creato con le armi in pugno pronti a guadagnare tutto il tempo che potevano per Anari.<br />
<br />
<br /><b>Spazio vicino alla supergigante rossa<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
La Seatiger, dal punto di vista degli attaccanti midiani, si comportava come un dannato insetto. Ronzava, ronzava e per quanto cercassi di prenderla non era mai dove pensavi che fosse. Se i midiani avessero conosciuto le zanzare avrebbero colto l'analogia. Ma la zanzara si era avvicinata troppo al fuoco. E stava bruciando.<br />
Non era nemmeno necessario il loro intervento. Si stavano suicidando. Poi la nave fece un tuffo pazzesco verso gli strati superiori della corona solare.<br />
Se i midiani avessero conosciuto le falene avrebbero colto anche questa analogia.<br />
Ma poi quella nave risorse dal fuoco solare. Gli scudi erano in fiamme e sembrava spingere davanti a sé un altro piccolo sole.<br />
Poi quel sole sputò un fiotto di luce pura che zigzagò per lo spazio ed i midiani non poterono più cogliere alcunché se non la morte.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Metà delle consolle della plancia erano esplose e rigettavano fiumi di scintille.<br />
Finn, sdraiato a terra dove gli scossoni lo avevano sbalzato, sollevò un pugno vittorioso al cielo. O meglio, ad un soffitto fortemente annerito.<br />
<br />
"WHOOOHOOO! MA HA VISTO CHE ROBA?!"<br />
Tholos si sollevo faticosamente da terra per raggiungere la propria postazione, la<br />
cui consolle era ancora più o meno funzionante. Fece eco debolmente alle parole del facente funzioni di capitano.<br />
"Questo è impossibile... dovremmo essere morti..."<br />
"HA FUNZIONATO ALLA GRANDE! QUESTA SI CHIAMERA' LA MANOVRA DI FINN!"<br />
"La chiami come vuole... Nessuno sarà mai abbastanza pazzo da ripeterla..."<br />
"ANZI, NON è ABBASTANZA GRANSIOSO! CHE NE DICE DI 'CANNONE DI FINN'? Però in certe lingue ed epoche potrebbe essere frainteso..."<br />
"Credo che abbiamo sgretolato almeno una dozzina di leggi della fisica..."<br />
"ALTRIMENTI POTREI USARE 'CANNONE AD ONDE RADIANTI'..."<br />
"Ommiodio... il raggio di plasma solare non collimato ha spazzato lo spazio intorno a noi COLPENDO ESATTAMENTE la navi che ci stavano attaccando..."<br />
"POTREI RIPIEGARE ANCHE SU UN PIU' SEMPLICE 'ATTACCO SOLARE', sperando non ci siano problemi di copyright..."<br />
"Che probabilità c'erano che in un angolo solido di 360 gradi colpisse esattamente quelle navi... E BASTA CON QUESTI STUPIDI NOMI!"<br />
<br />
Finn si mise in piedi barcollando.<br />
<br />
"Una bella fortuna, vero?"<br />
"Una bella fortuna?! Era assurdamente impossibile, ecco cosa era! Eravamo Kobayashi Maru, capisce?"<br />
"Cosa centra quel vecchio test dell'accademia? Lo ho fatto una volta sola."<br />
"Ha fatto il test della Kobayashi Maru?"<br />
"Sì era una specie di scherzo... eravamo tutti mezzi ubriachi. Mi hanno detto che era un vecchio test di routine. Ho vinto per un soffio."<br />
"Cosa?! Lei avrebbe passato..."<br />
"Sì bé è stato facile. Anche perché il programma era così vecchio che ha glitchato... problemi di compatibilità probabilmente. Ma non credo sia il momento di rivangare i vecchi tempi dell'accademia..."<br />
Tholos puntò il dito verso Finn tentando di esprimersi, ma la parole non gli uscivano. Si arrese e lasciò cadere il braccio. Rimase in silenzio qualche attimo e poi tirò su le spalle e sollevò di nuovo la mano, stavolta alla tempia in un saluto.<br />
<br />
"E questo per cosa era?"<br />
Chiese un Finn piuttosto stupito.<br />
"Io poco fa, con mia somma vergogna mi ero arreso. Avevo smesso di combattere. Se siamo qui è solo grazie a lei."<br />
"Probabilmente è solo perché sono troppo stupido per accorgermi della situazione."<br />
"È probabile..."<br />
"Hey! Grazie eh?"<br />
"...ma anche questo può fare di lei un buon capitano."<br />
"Uhm grazie. Bella arrampicata sugli specchi..."<br />
La conversazione fu interrotta da un allarme dalla consolle di Tholos.<br />
"Rilevo l'attivazione di uno spostamento planare vicino alla nostra posizione!"<br />
"No! Non mi dica che arrivano altri nemici!"<br />
"Io... non credo... è troppo vicino al sole. Rilevo fluttuazioni di energia allarmanti... e se fosse il capitano?"<br />
"Vuole dire..."<br />
"Ci sta spedendo un biglietto per casa. Sola andata."<br />
"Ma questo significa che loro..."<br />
"Il loro regalo di addio."<br />
"Diavolo."<br />
Un silenzio pesante scese nella plancia devastata. Finn si guardò intorno. Gli occhi del personale di plancia erano appuntati su di lui.<br />
Strinse le labbra.<br />
"Bé io non ci sto."<br />
"Finn... si stanno sacrificando per darci una possibilità..."<br />
"E li ringrazio. Ringraziamenti che ho intenzione di porgere al diretto interessato."<br />
Si guardò di nuovo intorno.<br />
"Scusate... sto disponendo della vostra vita sicuramente in modo stupido. Probabilmente vi porterò alla morte. Ma non posso... non voglio abbandonarli là. Mi capite vero?"<br />
<br />
Korath si alzò dalla postazione del timone e disse.<br />
"Capitano, credo di parlare a nome di tutti se dico che se siamo ancora vivi lo dobbiamo a lei. Dovremmo essere tutti morti. Quindi per quanto mi riguarda la mia vita le appartiene."<br />
"Grazie coso!"<br />
"Korath."<br />
"Quello che è. Allora faccia rotta verso la nave officina. E Tholos?"<br />
"Mi dica capitano."<br />
"Inserisca i diari di bordo e tutte le informazioni che abbiamo raccolto in una sonda e la mandi verso la zona di spostamento planare."<br />
"Già fatto un minuto fa. È quasi impossibile che arrivi intatta nel nostro universo quindi mi aspetto che arrivi senza problemi."<br />
Poi si avvicino a Finn e gli parlò sottovoce.<br />
"Bel discorso. In realtà ha una paura matta di rimanere incastrato al comando vero?"<br />
Finn fece uno sguardo innocente.<br />
"Io? Assolutamente..."<br />
<br />
<br /><b>Nave officina, Plancia di Comando<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
C'era uno scambio furioso di fuoco phaser e di disgregatore tra la porta della plancia e la barricata dietro la quale i tre federali erano arroccati.<br />
Kenar lanciò un grido ad Anari.<br />
"Come va? Ha funzionato?"<br />
L'ufficiale scientifico assentì.<br />
"Effetto planare attivato. Il feedback sta già agendo sulle strutture e... oh..."<br />
"Cosa?"<br />
"L'effetto è più potente di quanto prevedessi. Credo che la supergigante stia<br />
per implodere."<br />
<br />
Kenar era sotto il fuoco midiano, quindi poté dedicare solo un pensiero a tutto il sangue che sarebbe ricaduto sulle sue mani. Se non altro non ci sarebbe rimasto a lungo.<br />
<br />
"La Seatiger? È stata presa dalla zona di spostamento?"<br />
"No capitano. I sensori sono mediocri ma sembra che se ne stia allontanando. Capitano! Sta venendo verso di noi!"<br />
<br />
Kenar sparò una raffica imprecando tra sé e sé: <i>"Finn dannato stupido... ti avevo dato una piccola possibilità e tu scegli il momento meno indicato per fare l'eroe."</i><br />
Droxine fece eco ai suoi pensieri<br />
"Mi domando cosa si propone di fare. Lo scudo della corazzata è ancora al suo posto il teletrasporto non potrebbe mai passare..."<br />
Il capo ingegnere rimase per qualche secondo con lo sguardo perso nel vuoto nonostante le raffiche energetiche che le volavano attorno.<br />
Poi strisciò ad una consolle del ponte per consultarlo.<br />
Kenar la guardò stupito.<br />
"Tenente, cosa fa?"<br />
Droxine per tutta risposta puntò il phaser verso la parete dietro il capitano e sparò disintegrandone una piccola porzione.<br />
"Capitano. È una piccola possibilità ma... ho mandato alla Seatiger con un impulso collimato la frequenza degli scudi della corazzata."<br />
"Anche sapendola la Seatiger non è all'altezza di una corazzata pesante."<br />
"Ma può calibrare il teletrasporto per oltrepassare lo scudo se rinforziamo il nostro segnale da questo lato."<br />
"Non abbiamo potenziatori di schema con noi."<br />
"Le pedane di teletrasporto saranno presidiate ma secondo le bolle di carico ci sono dei potenziatori in un magazzino qui vicino. Il buco nella parete che ho aperto dà sull'equivalente locale di un tubo di Jefferies. Possiamo usarlo per raggiungere il magazzino."<br />
<br />
Kenar e T'Kar si guardarono.<br />
<br />
"Lei quante cariche ha nella cella energetica?"<br />
"32%"<br />
<br />
Kenar annuì.<br />
"Io il 40%. al mio tre."<br />
I due armeggiarono con le loro armi che iniziarono ad mettere una nota stridula.<br />
"Uno... due... tre!"<br />
Kenar e T'Kar gettarono le loro armi attraverso la porta. Che esplosero in un<br />
boato.<br />
"Via presto! T'Kar, aiuti Anari."<br />
Si infilarono nel buco nella parete e da lì in uno stretto cunicolo.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Linda attirò l'attenzione di Finn.<br />
"Capitano! Ho una comunicazione in banda stretta dalla nave officina. È il Tenente Carelli, signore. Ha mandato le frequenze degli scudi della corazzata e le istruzioni per teletrasportarli."<br />
"Aha! Lo sapevo! Sarà un gioco da ragazzi!"<br />
"C'è ancora la corazzata di mezzo."<br />
"Se vuole mantenere gli scudi sulla nave officina deve rimanere vicino ad essa.<br />
Coso!"<br />
"Kor... Sì signore?"<br />
"Rotta verso la corazzata. Spremi tutta la velocità che puoi dai motori. Prendiamo una bella rincorsa. Tholos. Dai tutta l'energia che puoi a coso. Quando saremo vicino alla corazzata massima energia agli scudi rivolti verso la corazzata. Dobbiamo reggere il tempo necessario per metterci all'ombra della nave officina. Quando saremo coperti abbassiamo gli scudi, teletrasportiamo l'away team e ce la battiamo a curvatura."<br />
Tholos lo guardò esterrefatto.<br />
"Bella strategia, complimenti."<br />
"Grazie, Le piace? È presa dal mio oloserial preferito, Star Travel."<br />
"Ah ecco..."<br />
<br />
<br /><b>Nave officina, Magazzino<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Strisciare nello stretto condotto di manutenzione era stato duro. Specialmente per Anari. Ma alla fine ce l'avevano fatta. Erano sbucati in un magazzino polveroso.<br />
Kenar distribuì subito i compiti.<br />
"Carelli trovi quei potenziatori. T'Kar mi aiuti a bloccare la porta."<br />
T'Kar si diresse ai controlli della porta e li bloccò. Appena in tempo. Subito si udirono dei colpi. Seguiti dal sibilo dei disgregatori. Il metallo della porta iniziò ad arrossarsi.<br />
"Ci hanno trovato presto."<br />
Commentò Kenar.<br />
"Devono aver ripreso controllo dei sensori interni. Capitano, questa porta non è<br />
resistente come quella della plancia. Non ci metteranno molto ad abbatterla e noi<br />
siamo disarmati."<br />
Kenar non rispose. Sarebbe stato inutile.<br />
"Capitano! Tutti qui presto!"<br />
Era Droxine. Stava sistemando tre colonne in un rudimentale triangolo. <br />
Luci arancioni lampeggiavano all'unisono sopra di esse. I sopravvissuti dell'away team si affrettarono a raccogliersi nello spazio descritto da esse. Le porte nel frattempo avevano raggiunto il calor bianco. Infine caddero in un mare di frammenti infuocati. I soldati midiani entrarono ad armi spianate.<br />
Il capitano della Seatiger si rivolse ai suoi compagni.<br />
"Signori, è stato un piacere..."<br />
Poi scomparvero in una nuvola di puntini colorati.<br />
<br />
I quattro si materializzarono nella plancia della Seatiger. Furono accolti da<br />
un Finn saltellante.<br />
"PRESI! Benvenuto, capitano. Non sa quanto sono contento di rilasciale il comando!"<br />
Kenar si guardò intorno. Consolle scoperchiate. Pezzi di strumentazione ovunque.<br />
"Grazie, signor Finn. Ha fatto un ottimo lavoro."<br />
"Avrebbe dovuto esserci capitano! Abbiamo raccolto plasma solare come un cucchiaio nel gelato..."<br />
"Signor Tholos abbiamo la curvatura?"<br />
"Sì capitano."<br />
"...anche se non è una gran metafora..."<br />
"Massima curvatura appena fuori del raggio delle armi della corazzata. La stella sta per implodere. Il fronte d'onda dell'esplosione spazzerà via tutto. "<br />
"...perché il gelato è freddo e..."<br />
"Sissignore."<br />
"T'Kar, tenga sotto controllo la corazzata. Probabilmente ci inseguirà. Abbiamo un buon vantaggio vediamo di incrementarlo. Signor Finn?"<br />
"...mentre il sole è caldo... Sì capitano?"<br />
"Il tenente Anari è ferita. Potrebbe accompagnarla in infermeria? Non abbiamo energia da sprecare per un teletrasporto di emergenza."<br />
"Sicuro, capitano, ne sarò felice!"<br />
Finn offrì il braccio all'ufficiale scientifico e si avviarono insieme al turboascensore.<br />
<br />
<br /><b>Nave Stellare Arcadia, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 04:32 - D.S. 71904.63</b><br /><br />
"Capitano! Un nuovo spostamento planare in corso!"<br />
"Pronti con il deflettore."<br />
Il Tochiro distorto fece un segno di diniego.<br />
"Non è diretto a noi, Khayr. Però ne sta uscendo qualcosa..."<br />
"Forse Galeteane?"<br />
"No. Una sonda federale. Riporta i codici della Seatiger! Ah! Lo sapevo che erano ancora vivi."<br />
"Perché una sonda?"<br />
"Un messaggio in bottiglia probabilmente."<br />
"Comunica le tue conclusioni all'ammiraglio Crom ed andiamo a recuperare la tua bottiglia."<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Turboascensore 1<br />
27/11/2394 Ore 04:33 - D.S. 71904.63</b><br /><br />
"Non per vantarmi ma è stato fantastico! Tutti mi guardavano e BUM! Ho preso il comando!"<br />
Era da quando erano entrati nel turboascensore che andava avanti così.<br />
Anari si girò a fissare il suo compagno di viaggio.<br />
"... anche Tholos è stato superbo però... perché mi guarda così?"<br />
Anari gli si fece più vicina ed improvvisamente e lo baciò.<br />
Fu un bacio lungo ad appassionato. Quando finì lasciò Finn senza fiato e con gli occhi sgranatati.<br />
"Ma che... Cosa..."<br />
"Sembrava l'unico modo per farla stare zitto."<br />
"Detto da lei!"<br />
Replicò un po' offeso il primo ufficiale della Seatiger.<br />
"Computer? Fermare turboascensore. Mi darebbe una mano? Togliere questa tuta ambientale con una mano sola è un inferno."<br />
"Cos... ma le sembra il momento? Oltretutto lei è ferita. Deve andare in infermeria."<br />
"Sono così imbottita di antidolorifici che potrebbe spararmi a bruciapelo e non lo sentirei. Inoltre ho visto la morte in faccia molte volte nell'ultima ora. Diciamo che è una risposta biologica al pericolo corso."<br />
"Ecco! Lei è drogata! Computer? Riprendere."<br />
"Computer. Annullare l'ordine."<br />
Una voce uscì dall'interfono.<br />
=^= Anari, comandante Finn? Sono Carelli. C'è qualcosa che non va? Perché il turboascensore è fermo? =^=<br />
"Dro, fammi un favore. Potresti sospendere per un po' le registrazioni ambientali di questo turboascensore?"<br />
=^= Certo... ma perché dovrei... ah... OH! Ok fate con comodo. Carelli chiude. =^=<br />
"Ma è una congiura! Io sono un suo superiore. Non è consono... non è..."<br />
"Sì, sì il suo rispetto per la gerarchia è ben noto. Può abbassare questa cerniera qua?"<br />
Finn cercò di raggiungere i controlli manuali ma il braccio buono di Anari si mise più o meno casualmente di traverso bloccandogli l'accesso. Ormai Finn era all'angolo. Lei gli si avvicinò ancora con un sorrisetto ed una buona quantità di pelle esposta.<br />
<br />
"Parola mia non credevo che sarebbe stato così difficile. Credevo che uno come lei fosse abituato alle fan che si infilano nel suo letto..."<br />
"Meno di quanto pensa! E comunque la situazione è diversa. Tra l'altro non è del tutto da escludersi che debba cambiare le mutande..."<br />
"Credo di capire. Lei è un uomo molto insicuro, nonostante i suoi successi. Si sente al potente solo nel suo ambiente. Deve sentirsi nel suo elemento per superare le sue paure. E qui si sente fuori posto."<br />
"Da quando fa il consigliere?"<br />
"Mi ascolti bene. Lei oggi ha preso in mano la situazione. Siamo tutti salvi grazie a lei. Lei oggi è l'eroe. Ma tanti possono diventare eroi per stupidità. Lei oggi ha preso il controllo ed ha preso decisioni difficili. Come un vero ufficiale. Lei oggi è un vero uomo. Nel senso classico del termine."<br />
Finn la guardò stupito.<br />
<br />
"La ringrazio. Non mi è mai capitato che una donna mi parlasse così."<br />
"Non ricapiterà. Si fidi."<br />
Finn si raddrizzò e si stiracchiò l'uniforme.<br />
"Bé allora... se la mette così. Un uomo deve fare cosa un uomo deve fare..."<br />
Anari fece un sorrisetto birichino.<br />
Seguirono alcuni minuti molto intensi.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Droxine Carelli</author>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-13 Inseguimento</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave Stellare Arcadia, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 04:42 - D.S. 71904.65</b><br /><br />
=^=Può farlo?=^= Chiese l'ammiraglio Crom.<br />
Khayr sorrise. Il comandante della squadra navale federale era un tipo pratico in grado di andare dritto al sodo senza tanti problemi. Era il tipo di persona che piaceva al comandante dell'Arcadia.<br />
"Ovviamente." Rispose Khayr con un secondo sorriso. Seduto immobile e composto sul trono col teschio, appariva potente e deciso al pari di un ammiraglio della Flotta Stellare.<br />
=^=Ottimo. Ci mettiamo in formazione.=^= Rispose l'ammiraglio.<br />
<br />
Khayr si voltò verso Tochiro il quale, al contrario del suo ufficiale superiore, si muoveva come se avesse un chiodo nel centro della sedia.<br />
L'ingegnere digitava freneticamente comandi nel tentativo di far funzionare il tutto.<br />
<br />
"Allora?" Chiese pacatamente Khayr.<br />
<br />
Tochirò saltò giù dalla sedia, fece un breve saltello e con voce rombante disse: "L'idea è folle."<br />
"Ma davvero?"<br />
"E mi piace un sacco... devo fare un sacco di altre cose, ma ti assicuro che ci riusciremo... non è mai stato fatto prima, sei cosciente dei rischi?" L'ingegnere tornò a sedersi e riprese a lavorare.<br />
<br />
Khayr riportò lo sguardo al centro della plancia e, rivolto più a sé stesso che ai suoi collaboratori,disse: "Lo so, ma ho un debito con la Seatiger."<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
L'esplosione fu terrificante. La supergigante esplose con un lampo folgorante e la morte iniziò a mietere un'abbondante raccolto alla velocità della luce. <br />
Tutto quello che non poteva muoversi alla velocità di curvatura fu spazzato via. Anni interi di lavoro, fatica e sacrificio scomparvero letteralmente nel nulla.<br />
<br />
Il capitano Kenar guardò l'evento compiersi sul monitor. Si portò la mano destra alla bocca poi si guardò le mani. Erano sporche e logore per il combattimento e in un punto c'era un piccola ferita superficiale, forse procuratasi mentre ricaricava il phaser. <br />
Dalla ferita era sgorgata una goccia di sangue e il capitano non potè far a meno di pensare a quanto era infinitesima questa goccia rispetto a quanto lui ne aveva versato. Aveva distrutto un intero sistema stellare e aveva spento migliaia di vite.<br />
Con un dolorosissimo gesto mentale ricacciò dentro i suoi demoni interni e decise di concentrarsi sulla situazione attuale: avrebbe fatto qualsiasi cosa per salvare il suo equipaggio e la nave.<br />
<br />
Come se avesse letto nel pensiero al capitano, T'Kar disse: "La corazzata nemica è in curvatura in una rotta parallela a curvatura 7."<br />
<br />
<i>"Credevo che una corazzata midiana potesse fare di meglio."</i> Pensò il capitano, poi rivolto verso il timoniere e l'ingegnere capo, aggiunse: "Possiamo distanziarli?"<br />
<br />
Carelli era rimasta in plancia e comandava la sua sezione dalla console che aveva appena ripristinato. <br />
"Attualmente viaggiamo a curvatura 7.6 ma a causa dei danni siamo destinati a rallentare."<br />
<br />
Il timoniere annuì gravemente: "Signore non riuscirò a tenerli distanti a lungo."<br />
<br />
Prima che il capitano potesse controbattere, l'ingegnere esordì: "Le bobine e il nucleo a curvatura sono gravemente danneggiati, non possiamo mantenere queste velocità a lungo. "<br />
Kenar annuì grave e aggiunse: "Fate del vostro meglio."<br />
<br />
Il capitano diede un'occhiata alla plancia pesantemente danneggia. Diverse consolle erano esplose e il pavimento era cosparso di detriti e componenti isolineari distrutti. Alcuni gel pack bioneurali erano perforati e stavano riversando una sostanza gelatinosa. Un malconcio equipaggio lavorava in silenzio sembrando già fantasma.<br />
<br />
Il capitano si voltò verso l'OPS: "Stato dei sistemi?"<br />
<br />
Rashan alzò lo sguardo. In cuor suo avrebbe fatto di tutto per dare finalmente una buona notizia al capitano,ma invece disse: "I sensori sono funzionanti anche se con precisione ridotta ... più di prima. Stiamo rigenerando gli scudi ma con un solo generatore funzionante ci vorrà tempo. Il supporto vitale funziona a stento su tutti i ponti tranne che per quello inferiore che abbiamo evacuato. Il laboratorio astrom... "<br />
<br />
T'Kar interruppe brutalmente il collega dicendo: "Capitano,rilevo qualcosa. "<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Infermeria<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Infine Finn riuscì a portare il comandante Anari in infermeria. Non che non preferisse la sua compagnia, anzi, nei minuti precedenti l'aveva apprezzata eccome! Ma una parvenza di responsabilità(emozione nuova e completamente sconosciuta in lui) gli aveva suggerito di portare la ferita in infermeria. Appena il duo entrò nel locale trovò il caos più completo. Diversi ufficiali e marinai feriti affollavano il locale e lo staff medico, ridotto a tre infermieri e un MOE, aveva fatto letteralmente dei miracoli. <br />
Stavano mettendo ordine nel caos che regnava in quel posto.<br />
<br />
"Precisare la natura dell'emergenza medica." Esordì il medico olografico di emergenza.<br />
"Ferita da arma aliena." Rispose la donna.<br />
"Bene faccio subito l'analisi." L'ologramma accompagnò l'ufficiale superiore all'unico letto disponibile e iniziò ad analizzarla col tricorder medico. L'analisi fu completa, forse un po' troppo completa.<br />
L'MOE fece una strana smorfia osservando alcuni parametri vitali e,da buon medico navigato, aggiunse: "Ma qui c'è del... ."<br />
<br />
Finn gli mise il braccio destro attorno le spalle interrompendolo bruscamente e con tono bonario disse."Andiamo dottore sia un gentiluomo. Non è bello indagare sulla vita privata di una signora."<br />
<br />
Anari fece una faccia strana sentendosi chiamare "Signora". Il medico si limitò ad alzare gli occhi e a dire: "Sono un medico non una pettegola di paese."<br />
<br />
E svincolandosi dall'abbraccio del primo ufficiale aggiunse: "Sono decisamente poco interessato alle fornicazioni interspecie."<br />
"FormiCazioni?" Chiese Finn.<br />
<br />
Anari arrossì. Il MOE alzò gli occhi al cielo per la seconda volta e,con pazienza, iniziò a spiegare."Si intende l'atto se... ."<br />
<br />
Il terzetto comico fu interrotto dalla voce del capitano all'interfono.<br />
<br />
=^=Comandante Finn in plancia. Ci sono altre navi nemiche in avvicinamento.=^=<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 05:12 - D.S. 71904.7</b><br /><br />
Le navi midiane avevano stretto la Seatiger in una morsa. Altre 7 navi medie si erano unite alla caccia chiudendo ogni via di fuga. Kenar aveva semplicemente fatto la cosa più logica. Non poteva continuare a scappare, prima o poi sarebbe rimasto senza energia o sarebbe stato raggiunto. Aveva, quindi, cercato un punto difendibile e vi aveva portato la nave. L'ultima e poca energia rimasta alla curvatura l'avrebbe indirizzata sugli scudi e sulle armi.<br />
<br />
Era uno scontro impari. La Seatiger era una nave scientifica scarsamente armata e protetta e avrebbe dovuto fronteggiare una corazzata e 7 incrociatori leggeri. Uno scontro decisamente impari, eppure quella piccola nave aveva compiuto dei veri e propri miracoli: aveva combattuto una serie di battaglie impossibili contro una flotta, una stazione spaziale e un intero sistema solare e, malgrado i terribili colpi subiti, si reggeva ancora in piedi pronta all'ultimo scontro. Nessun capitano poteva chiedere di meglio o di più al suo equipaggio e alla sua nave. La piccola Seatiger aveva resistito laddove una nave progettata per la guerra avrebbe avuto difficoltà.<br />
E ora erano arrivati allo scontro finale.<br />
<br />
La nave federale era entrata in un campo si asteroidi, l'unico punto difendibile che avevano trovato a portata e poco dopo furono raggiunti dalla flottiglia nemica.<br />
La corazzata lanciò due caccia con l'obbiettivo di stanare il nemico ma, appena entrarono nel campo di asteroidi, furono rapidamente abbattuti da un tiro di precisione dei phaser della Seatiger.<br />
Passarono alcuni minuti di attesa e poi la corazzata inviò altri 7 caccia. Le navette si avvicinarono in formazione serrata per poi lanciarsi sparpagliatamente sull'obbiettivo. La Seatiger fu più rapida : lanciò due siluri che esplosero sulla formazione nemica mandandola nel caos. Una bordata di phaser distrusse i caccia restanti.<br />
A quel punto i midiani cambiarono tattica: gli incrociatori leggeri accerchiarono il campo di asteroidi e, assieme alla corazzata, iniziarono a sparare con i cannoni. Colpiti gli asteroidi iniziarono a frantumarsi e a esplodere. Vedendo che la sua unica difesa si stava sgretolando e, conscio del fatto che non poteva rispondere al fuoco nascosto nel capo, Kenar prese la sua decisione:"Usciamo fuori, non voglio fare la fine del topo in trappola."<br />
E con queste parole lanciò la USS Seatiger verso l'ultima battaglia.<br />
Vedendo del movimento le navi midiane cessarono il fuoco e poco dopo la piccola ma fiera nave federale uscì allo scoperto.<br />
Per un interminabile lunghissimo secondo la Seatiger fronteggiò la formazione nemica senza che successe nulla.<br />
Poi di colpo la corazzata midiana aprì il fuoco. Una bordata di precisione che tolse completamente gli scudi alla Seatiger.<br />
<br />
Kenar si alzò dalla poltrona, fece alcuni passi verso lo schermo e disse: "Signor T'Kar non risponda al fuoco, signor Tholos comunichi la nostra resa."<br />
"Si signore." Risposero all'unisono i due ufficiali.<br />
Ma il capitano aggiunse: "Mi consegnerò ai midiani come unico responsabile dell'accaduto."<br />
Finn raggiunse rapidamente il superiore: "Non può fare questo."<br />
Ma nel mentre arrivò la risposta midiana.<br />
<br />
=^=Siete tutti colpevoli, la nave verrà distrutta con voi a bordo.=^=<br />
<br />
Dalla corazzata partì un siluro. Kenar guardò quel singolo colpo e penso con amarezza che i nemici non volevano nemmeno più sprecare le munizioni.<br />
Lento e inesorabile il siluro iniziò la sua corsa verso la Seatiger ma a pochi metri dal vascello federale esplose impattando contro un muro invisibile. Prima che la corazzata potesse reagire il suo fianco destro venne raggiunto da una formabile bordata di phaser. Dal nulla comparve una nave stellare di classe Prometheus che inizio a martellare la potente nave midiana. Corazzata contro corazzata.<br />
<br />
Gli incrociatori leggeri midiani cercarono di reagire ma furono ingaggiati da due navi di classe Defiant, una Intrepid e una strana nave di classe Excelsior.<br />
<br />
Dietro la Seatiger, apparve una nave stellare di classe Sorvereign.<br />
Era la nave di bandiera dell'ammiraglio Crom. La nave iniziò a proteggere la Seatiger con gli scudi e, come una fortezza, iniziò a supportare con fuoco di copertura le altre unità della squadra navale.<br />
<br />
Ma la battaglia era già stata decisa. La Prometheus iniziò a prevalere<br />
contro la corazzata nemica. Un incrociatore leggero midiano era stato<br />
distrutto dalla furia delle Defiant, un altro era stato disabilitato e<br />
i restanti erano in difficoltà.<br />
<br />
Per porre fine al massacro l'ammiraglio Crom inviò un messaggio su tutte le frequenze:=^= Sono l'ammiraglio Crom, comandante di questa squadra navale. Siete accusati di attacco contro una nave della Flotta Stellare e atti di guerra contro la Federazione dei Pianeti Uniti e i suoi alleati, vi intimo la resa incondizionata.=^=<br />
<br />
Poco dopo arrivò la risposta dai midiani.<br />
=^=Ci arrendiamo.=^=<br />
<br />
Sulla plancia della Seatiger esplose un urlo di gioia. Avevano vinto, erano sopravvissuti all'attacco midiano.<br />
<br />
Tutto lo stress, tutte le preoccupazioni e la tutta paura scomparve di colpo lasciando il posto ad una gioia incontenibile. Il caos fu così intenso che il più composto, dopo T'Kar, fu il comandante Finn che si limitò a fare un finto assolo di chitarra con un "air giutar".<br />
<br />
Ma la gioia venne improvvisamente interrotta dalla voce del comandante midiano riprodotta dall'altoparlante.<br />
=^=Noi ci arrendiamo ma pretendiamo che il capitano Kenar ci venga consegnato per il processo contro di lui per Genocidio contro il nostro popolo.=^=<br />
<br />
Kenar crollò sulla sua poltrona e il ricordo della distruzione del sistema solare gli crollò addosso allo stesso modo.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan </author>
            <pubDate>Sun, 01 Nov 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>01-14 60 minuti</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=0&amp;viewlog=14</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tkar <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Competence, Plancia <br />
27/11/2394 Ore 05:00 - D.S. 71904.68</b><br /><br />
L'Ammiraglio Crom fissò con interesse l'evento che si stava sviluppando sullo schermo visore principale. La visuale era centrata sulla nave pirata Arcadia, attorno alla quale, lentamente, si stava formando una sorta di mini buco nero.<br />
<br />
"Letture gravimetriche in aumento esponenziale..." annunciò l'addetto ai sensori, un terrestre dall'aspetto particolarmente paffuto per la divisa che indossava, ma dotato di un quoziente intellettivo ben al di sopra della norma della sua razza "attualmente sono pari al 35% di quelle rilevate durante il fenomeno precedente."<br />
"Forse dovremmo ordinare alla Flotta di generare un campo di Curvatura per mantenerci stabili..." suggerì il Capitano Pearson, dalla poltroncina di solito assegnata al Primo Ufficiale. Pearson era un uomo di buon senso ed un ottimo Capitano, dotato del tatto giusto a capire quale doveva essere il suo ruolo in quelle occasioni in cui l'Ammiraglio reclamava la Competence come sua Ammiraglia.<br />
<br />
"Quanto ancora può essere ampliata quella frattura?" domandò di rimando Crom, alzando appena il tono di voce, affinché il computer della Plancia rilevasse le sue parole come una comunicazione rivolta all'Arcadia, con la quale erano in contatto video su di uno degli schermi secondari della Plancia.<br />
Sull'altra nave il Capitano Kahyr si volse un istante fuori campo, ascoltando probabilmente la voce del proprio Ingegnere Capo, prima di tornare a fissare l'Alto Ufficiale della Flotta Stellare e rispondere =^=I nostri Motori sono già al 95%...possiamo garantire una ulteriore riapertura della frattura del 5%, non di più...=^=<br />
"Il salto dovrà essere molto preciso..." fece notare l'Ufficiale Scientifico della Competence, che stava già utilizzando l'enorme capacità di calcolo della nave di classe Sovereign per elaborare l'esatta equazione che avrebbe permesso alla Flottiglia al comando dell'Ammiraglio Crom di traslare da un universo all'altro.<br />
"Ci faremo bastare il 40% di riapertura, Capitano Khayr..." rispose Crom, prima di forzarsi a poggiare la schiena sullo schienale della poltrona del Capitano e aggiungere "A tutta la Flotta, generare un campo di Curvatura per controbilanciare gli effetti attrattivi del Buco Nero e prepararsi ad applicare le equazioni di balzo appena pronte...iniziamo l'operazione "Controffensiva" appena l'Arcadia avrà stabilizzato la frattura con i propri motori a Dark Matter...<br />
Rapidamente giunsero le conferme dalle altre navi. Si trattava di un piano folle, consistente nell'utilizzare l'enorme energia del propulsore alieno montato sulla vecchia classe Excelsior per forzare una emissione di particelle cronotoniche in grado di alterare una porzione di spazio-tempo, riportandola in sostanza indietro nel tempo di alcuni minuti, fino al momento in cui si era manifestata l'ultima Onda di Spostamento Planare.<br />
A quel punto, tutte le navi avrebbero dovuto configurare i loro deflettori per "cavalcare l'onda" senza lasciarsi travolgere e lanciarvisi all'interno, al fine di raggiungere - e possibilmente salvare - la dispersa Seatiger.<br />
Come detto si trattava di un piano folle, che sfidava praticamente ogni legge della fisica spazio-temporale conosciuta dalla Federazione, ma nessuno dei Capitani presenti ebbe il coraggio di dirlo all'Ammiraglio Crom, che si limitò quindi a grugnire di insoddisfazione a causa della rigidità dello schienale di quella poltrona che - per quanto appartenente alla sua Nave di Bandiera - non era davvero la sua.<br />
<br />
<br /><b>USS Competence, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 05:15 - D.S. 71904.71</b><br /><br />
La U.S.S. Competence emerse dall'Onda di Spostamento Planare con un violento scossone e, nel frastuono degli allarmi automatici, il suo Capitano domandò immediatamente "Stato dei sistemi?"<br />
"Nessun danno di rilievo, tutte le navi segnalano lo stato operativo normale..." rispose il Boliano addetto alle Operazioni, provvedendo nel contempo a spegnere le sirene degli allarmi prima che qualcuno dei pezzi grossi se ne lamentasse.<br />
"L'Arcadia?" chiese l'Ammiraglio Crom, tamburellando con le dita sullo schermo di computer della propria postazione, in attesa che qualcuno gli desse informazioni sulla Seatiger.<br />
"Ha appena espulso l'apparato a Dark Matter, apparentemente la frattura rimane stabile..." rispose l'Ufficiale Scientifico "il nucleo resterà attivo per 60 minuti da adesso..."<br />
"Molto bene..." rispose l'Ammiraglio, lieto che le cose stessero andando nel verso giusto, per una volta, e che tutto funzionasse come avevano ipotizzato nonostante la precarietà del piano "ordinate alla U.S.S. Magellan di rimanere a guardia della distorsione. Le altre navi si preparino alla Curvatura appena individuate le tracce della Seatiger!"<br />
Meno di dieci minuti dopo, tutta la flottiglia con l'eccezione di una nave di classe Miranda entrò in Curvatura, lasciandosi alle spalle il paesaggio apocalittico di un sistema solare devastato, in cui i gas residui della supernova ancora si espandevano e contraevano, come in presenza di una marea invisibile.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Competence, Plancia <br />
27/11/2394 Ore 05:45 -D.S.71904.77</b><br /><br />
L'Ammiraglio Crom osservò soddisfatto lo scontro appena conclusosi. Le navi della Flotta Stellare, coadiuvate dall'Arcadia, erano giunte in soccorso della Seatiger appena in tempo per difendere il piccolo vascello scientifico dal cosiddetto <i>'coup de grace'</i> e - rapidamente - avevano risolto lo scontro con i vascelli da combattimento Midiani distruggendone un paio e inabilitando gli altri.<br />
Ora che un chiaro messaggio era stato lanciato a questi alieni misteriosi - che per qualche motivo avevano deciso che la Federazione era un loro nemico nonostante non condividessero neppure il medesimo universo - l'Ammiraglio decise di concludere la faccenda e, dopo avere ordinato di aprire le comunicazioni su tutte le frequenze, si alzò in piedi e disse con piglio deciso "Sono l'ammiraglio Crom, comandante di questa squadra navale. Siete accusati di attacco contro una nave della Flotta Stellare e atti di guerra contro la Federazione dei Pianeti Uniti e i suoi alleati, vi intimo la resa incondizionata."<br />
Un messaggio chiaro, recitato da un uomo che - forte dei fatti e della superiorità tattica appena dimostrata - avrebbe accettato un solo tipo di risposta.<br />
=^=Ci arrendiamo...=^= rispose poco dopo il comandante dell'incrociatore Midiano, dando soddisfazione all'Ammiraglio...o almeno così pareva =^=Noi ci arrendiamo ma pretendiamo che il capitano Kenar ci venga consegnato per il processo contro di lui per Genocidio contro il nostro popolo.=^=<br />
"Ma che diavolo..." <br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia <br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Il Comandante Finn interruppe il proprio immaginario assolo di chitarra e si concentrò sullo schermo visore, come se non capisse bene cosa era stato detto.<br />
Di certo non potevano aver chiesto di processare il Capitano Kenar, no? Erano loro i cattivi che avevano tentato di far invadere la Federazione dalle donne-pianta e li avevano attaccati appena giunti in quel posto. E poi...<i>"Quale genocidio? Abbiamo attaccato una installazione militare, no?"</i><br />
Le facce stupite del resto dell'equipaggio e l'espressione inorridita del Capitano, però, sembravano volergli dire che sì, quelle facce da schiaffi dei Midiani avevano davvero detto ciò che aveva sentito.<br />
Finn era quasi certo che il Capitano si sarebbe alzato in piedi furioso per protestare, ma così non era. Kenar si guardava le mani sporche di fuliggine come se vi vedesse sopra qualcosa di orribile e sembrava troppo preso dai propri pensieri per reagire. <br />
<br />
<i>"Forse quello è compito del Primo Ufficiale..."</i> si disse, cercando di assumere un'espressione seria mentre si avvicinava al Capo Operazioni e gli diceva "Mi apra la comunicazione con l'Ammiraglio Crom e quella gentaglia, Comandante..."<br />
<br />
Stupito, Tholos ottemperò alla richiesta e sintonizzò le frequenze di chiamata della Seatiger su quelle usate dagli altri. Appena lo ebbe fatto, Finn ispirò a pieni polmoni e disse "Con il dovuto rispetto, Ammiraglio, credo che questa richiesta sia una emerita idiozia! Quella gentaglia sta cercando di farci passare per dei criminali e dovremmo insegnargli..."<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Competence, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
L'Ammiraglio Crom aveva un indice di sopportazione piuttosto alto. In tanti anni di carriera nella Flotta Stellare aveva avuto a che fare con pirati, alieni convinti della propria superiorità, superiori e subordinati di ogni tipo di personalità, dai più rigidi e scontrosi ai più estroversi ed inopportuni.<br />
Questo gli era stato di grande aiuto in molte occasioni, come un minuto prima quando - grazie al suo enorme autocontrollo - si era trattenuto dall'ordinare al Tattico di lanciare una scarica di Siluri Quantici sulla Plancia dell'Ammiraglia Midiana, il cui Capitano stava cercando di prenderlo per il naso, raccontando una storia che cozzava ampiamente con i diari della Seatiger recuperati dall'Arcadia.<br />
Prima che potesse rispondere con una delle sue gelide sentenze, però, il Comandante Finn era intervenuto nella conversazione ignorando ogni genere di protocollo e regola della Fotta, con uno sproloquio decisamente inappropriato, vista la situazione.<br />
*Come diavolo è finito a fare il Primo Ufficiale su di una nave come la Seatiger?* si chiese per l'ennesima volta, da quando quella faccenda era cominciata. Finn non aveva né le competenze né il carattere giusto per quell'incarico, cui per altro era approdato praticamente per sbaglio.<br />
*Beh...forse il carattere potrebbe anche averlo...* si ritrovò a pensare fugacemente, notando l'ardore con cui la ex rock star difendeva il proprio Capitano, che in quel momento sembrava troppo shockato per difendersi da sé *Anche lui ha dovuto prendere una decisione ben difficile alla sua prima missione...forse con un altro Primo Ufficiale sarebbe stato più facile...*<br />
Nel frattempo, ignaro delle elucubrazioni mentali del comandante della flottiglia Federale, Finn stava continuando ad inveire contro i Midiani =^=...e poi ci avete attaccati appena siamo comparsi qui. Che poi vorrei capire che vi abbiamo fatto...noi della Federazione, intendo...perché, arrivare a scatenarci addosso quelle pazze delle Galateane...=^=<br />
"Adesso basta, Comandante!" Esclamò infine Crom, osservando preoccupato il cronometro sopra lo schermo visore, che scandiva il tempo rimasto alle navi federali per tornare a casa, prima che i motori a Dark Matter espulsi dall'Arcadia si destabilizzassero facendo collassare l'anomalia che fungeva da unico  punto di collegamento col loro universo "La situazione mi è perfettamente chiara, ma al momento non ottempereremo alle richieste dell'Egemonia Midiana. Il Capitano Kenar sarà confinato nel suo alloggio fintanto che non potrà essere interrogato e giudicato da una commissione di suoi pari e superiori sulla Terra. Se l'Egemonia Midiana sarà ancora interessata alla sua estradizione - nel caso in cui il giudizio emesso dalla Corte Marziale sia di colpevolezza - potrà farne richiesta allora, secondo le regole della Federazione. Prima, però, dovrà dimostrare che le informazioni in nostro possesso sono errate e che non ha complottato contro la stabilità della Federazione stessa, fornendo assistenza all'Impero Galateano nel suo tentativo di conquistarci."<br />
Crom fece una pausa poi, prima che Finn potesse ribattere, aggiunse "Adesso, Comandante, lei assumerà il comando della Seatiger e la metterà in formazione con le altre navi, con le quali ci dirigeremo verso l'anomalia e la attraverseremo tornando a casa. Una volta nel nostro universo avvierà le riparazioni più urgenti e - appena potrete procedere in sicurezza - faremo rotta verso la Terra. Crom chiude."<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia <br />
27/11/2394 Ore 05:47 - D.S. 71904.77</b><br /><br />
=^=Crom chiude.=^=<br />
"Come diavolo sarebbe che devo mettere agli arresti il Capitano?" sbraitò Finn, parlando sopra le ultime parole dell'Ammiraglio. Fortunatamente il Comandante Tholos ebbe il buon senso di disattivare l'audio della comunicazione in uscita appena notò il pericoloso rossore delle orecchie del suo Primo Ufficiale, così che la cosa si risolse senza ulteriori incidenti.<br />
Quando le immagini di Crom e del Capitano Midiano furono sostituite dalla vista delle stelle e del resto della flottiglia Federale, Tkar disse "Comandante, credo che sia il caso di ottemperare all'ordine dell'Ammiraglio..." quindi, notando che l'Umano stava per ribattere, aggiunse "le ricordo che ci troviamo in territorio nemico e che la nostra situazione tattica è estremamente precaria."<br />
"Ha ragione, signor Finn..." disse allora Kenar, alzandosi in piedi e muovendosi fino al suo Primo Ufficiale, per poggiargli sulla spalla una mano in un gesto di gratitudine. Finn non era esattamente un buon Ufficiale - per lo meno in quanto a preparazione - ma si stava dimostrando una bella persona e Kenar era lieto di averlo ai suoi comandi. Ora, però, doveva far sì che la sua irruenza non mandasse nuovamente tutto a carte quarantotto "Gli ordini dell'Ammiraglio rispettano semplicemente i regolamenti federali...ed io ho decisamente bisogno di riposare e riflettere un po'."<br />
Detto ciò, Kenar si diresse al turboascensore e, in un teso silenzio, gli ufficiali di Plancia cominciarono le operazioni per ritornare finalmente a casa.<br />
<br />
<br /><b>Arcadia, Plancia <br />
27/11/2394 Ore 06:05 - D.S. 71904.8</b><br /><br />
Seduto sul suo scranno, Kahyr osservava le attività di Plancia dell'Arcadia con sguardo imperscrutabile. Tochiro aveva fatto il suo solito miracolo e - in tempo di record - aveva riattivato tutti gli emettitori olografici, restituendo alla nave il suo equipaggio fantasma. Anzi, dato che tutte le olomatrici erano collegate al computer di Meeme, gli uomini dell'Arcadia ricordavano cos'era successo in loro assenza, come se non fossero mai scomparsi.<br />
"Credi che il Trill avrà problemi, Capitano?" domandò Daiba, avvicinandosi a lui ma tenendosi ad una rispettosa distanza di conversazione.<br />
"No, non penso..." rispose il pirata spaziale, spostando l'occhio sano sul suo giovane interlocutore e regalandogli un leggero sorriso "certo, hanno fatto un bel casino, ma le loro azioni erano motivate dalla necessità di difendere la Federazione. La Flotta Stellare può anche essere eccessivamente burocratica - come quasi tutti gli eserciti - ma non è composta da stupidi...capiranno."<br />
Stava per aggiungere altro, quando si accorse che qualcosa sembrava preoccupare la sua addetta ai sensori. "Problemi?" domandò, alzandosi in piedi e raggiungendo Yuki alla postazione sensori.<br />
"Non saprei, Capitano..." rispose la ragazza olografica, scuotendo i capelli per toglierli da davanti agli occhi "Le perturbazioni all'interno del sistema solare distrutto dalla supernova sono aumentate enormemente...non riesco più a rilevare nemmeno la Magellan..."<br />
Khayr rimase turbato a quell'affermazione. Certo, il sistema in cui erano entrati era stato soggetto ad uno sconvolgimento subspaziale estremamente importante e la presenza dell'anomalia non faceva che complicare il tutto ma...possibile che non rilevassero neppure il radiofaro della nave Federale rimasta di scorta al reattore a Dark Matter?<br />
Intuendo la sua preoccupazione, anche Meeme si fece avanti e poggiò le lunghe dita affusolate sulla consolle dei sensori, cominciando ad operare sul computer ad una velocità impossibile per qualunque altro membro - olografico o reale - dell'equipaggio. Dopo qualche secondo, il volto senza bocca della bella aliena si contrasse in una smorfia allarmata, mentre affermava "Il sistema solare è saturo di Particelle Minowsky!"<br />
"Tutti ai posti di combattimento!" ringhiò cupo il Capitano mezzosangue, facendosi mortalmente serio in volto.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia <br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Manca ancora molto?" domandò il Comandante Finn, tamburellando un ritmo ansioso sul bracciolo della poltrona del Capitano. Dopo aver preso il comando aveva ricevuto istruzioni circa il dover raggiungere ed attraversare l'anomalia entro le 06:15 e - da allora - era diventato sempre più ansioso, domandando l'ETA ogni pochi secondi.<br />
Il fatto poi che i sensori a lungo raggio avessero rilevato una imponente flotta Midiana in avvicinamento non aveva fatto nulla per migliorare il suo stato di crescente ansia, finendo per contagiare diversi tra gli ufficiali di Plancia meno esperti. Era questo il motivo per cui - nonostante fosse stato ordinato un cambio degli addetti di Plancia, Tkar e Tholos erano rimasti alle loro postazioni, così da poter supportare al meglio il neo Primo Ufficiale.<br />
<br />
"Saremo all'anomalia tra due minuti..." rispose pazientemente Tholos, senza distogliere gli occhi dalle ricalibrazioni dei sensori che stava eseguendo. Quella zona di spazio - principalmente a causa loro - era una vera massa di disturbi subspaziali e stavano praticamente navigando a vista da quando erano scesi ad impulso <i>"peccato che Anari sia ancora in Infermeria..."</i><br />
"Riceviamo un allarme tattico dall'Arcadia." riferí Tkar, calamitando su di sé praticamente tutti gli sguardi "Il Capitano Khayr ha trasmesso comunicazione a tutte le navi di prepararsi ad un attacco. A quanto pare, le distorsioni che rileviamo sono causate da una componente artificiale - nota come Particelle Minowsky - utilizzata dalle forze Galateane per eseguire assalti di sorpresa."<br />
"Occacchio..." riuscì a dire Finn, prima che gli allarmi - attivati dall'Ufficiale tattico - risuonassero sulla nave richiamando tutto il personale ai Posti di Combattimento e comunicassero l'attivazione di quanto restava delle loro capacità belliche.<br />
Volendo venire incontro all'Umano, il Vulcaniano si premurò di avvertirlo di alcuni elementi di valutazione importanti "Ho provveduto ad attivare scudi ed armi, ma le ricordo - Comandante - che disponiamo di un unico generatore di scudi su sei. Ciò riduce l'efficienza effettiva dei deflettori al 34% della potenza nominale. Inoltre disponiamo di soli quattro banchi Phaser funzionanti e dei soli Lanciasiluri di poppa."<br />
"Allora speriamo che non ci servano..." rispose Finn, facendo il cenno scaramantico di incrociare le dita della mano destra. La cosa non dovette avere grande successo perché - pochi istanti dopo - diverse sagome di forma simile a delle croci dallo scafo di un color prugna comparvero sullo schermo visore.<br />
"Manovre Evasive ora!" prese l'iniziativa il nuovo timoniere della Seatiger, un Tenente Umano di nome McAllan, imitando le navi di classe Defiant che li precedevano ed iniziando una rapida picchiata, che permise loro di evitare il primo attacco delle navi sconosciute.<br />
"Non sembrano Midiani!" protestò stupito Finn, mentre i suoi subordinati reagivano in maniera sostanzialmente autonoma, Tholos trasferendo tutta l'energia disponibile ai sistemi tattici, alla propulsione ed al campo di integrità strutturale e Tkar rispondendo al fuoco con uno dei Phaser ventrali.<br />
"No, infatti..." convenne imperturbabile Tkar, che in realtà stava avendo qualche difficoltà a coordinare il proprio fuoco di risposta con le manovre decise in assoluta autonomia dal timoniere "ma dai dati trasmessici dal Capitano Khayr prima di essere traslati in questo universo, c'è una corrispondenza con i veicoli d'assalto Galateani."<br />
"Galateani?" rispose stupito Tholos, mentre un condotto energetico secondario - probabilmente soggetto ad eccessivo stress strutturale - esplodeva dietro di lui in una innocua cascata di scintille "E come ci sono arrivati qui, se abbiamo distrutto la macchina che generava l'Onda di Spostamento Planare?"<br />
"Forse sfruttando l'apertura creata dall'Ammiraglio?" si domandò il Comandante Finn, prima di cadere scompostamente sulla poltrona del Capitano a seguito di uno scossone dovuto ad un colpo sugli scudi di dritta. Di certo la situazione non pareva incoraggiante, visto che ovunque guardasse, sullo schermo, sembravano esserci solo navette viola che sparavano all'impazzata.<br />
"Questo spiegherebbe il motivo per il qual e non riusciamo a prendere contatto con la U.S.S. Magellan..." ribatté Tkar, prima di venie interrotto dalla voce di Kenar che - piombato in Plancia come un Falco, chiese "Rapporto situazione!"<br />
In teoria il Capitano era agli arresti domiciliari. In teoria Finn avrebbe dovuto ordinare che venisse scortato via dalla Plancia e Tkar avrebbe dovuto eseguire tale ordine.<br />
Purtroppo, con la nave danneggiata e circondati da nemici, non c'era molto spazio per la teoria, quindi a nessuno parve strano che Finn si affrettasse a liberare - quasi con gioia - la poltrona centrale riepilogando "Siamo a meno di cinque minuti dall'anomalia, ma siamo stati attaccati da quelle che sembrano essere navi Galateane, molte navi Galateane...ah, e siamo circondati da un mucchio di particelle Minestra..."<br />
"Minowski..." corresse automaticamente Tholos, mentre impugnava un estintore portatile per spegnere un piccolo incendio un po' troppo vicino alla sua gamba.<br />
"...che ci impediscono di usare i sensori. Ah, e forse la Magellan è stata distrutta da queste maledette piante..." concluse Finn, come se nulla lo avesse interrotto.<br />
"Che fa il resto della Flotta?" domandò subito il Capitano della Seatiger, il dolore precedentemente stampato sul viso era stato spazzato via - o più probabilmente accantonato in un remoto angolo del suo essere - a causa del pericolo imminente.<br />
"L'ordine trasmesso è quello di continuare a puntare verso l'anomalia, signore..." rispose il Capo Operazioni, dopo aver consultato i diari delle comunicazioni "a quanto pare anche le comunicazioni internave stanno avendo difficoltà..."<br />
"La Competence è quasi giunta all'anomalia, ma ha un nutrito gruppo di avversari addosso..." si intromise l'addetta ai sensori, che stava sostituendo Anari, ancora in coma farmacologico dopo essere stata operata dal MOE "le altre navi sembrano essersi disperse...al momento non riesco a rilevarle."<br />
"Signore, credo di avere un corridoio per avvicinarci all'Ammiraglia, se questa carretta riesce a star dietro alla manovra che ho in mente..." affermò quasi a sorpresa il timoniere, facendo sentire per la prima volta la sua voce praticamente dall'inizio di quel turno per qualcosa che non fosse una semplice comunicazione di ciò che stava facendo.<br />
"Mi stupisca, signor McAllan..." rispose Kenar, mentre le sue labbra si appiattivano in una smorfia decisa.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger<br />
Plancia 27/11/2394 Ore 06:09 - D.S. 71904.81</b><br /><br />
Con una serie di manovre molto ai limiti della fascia di tolleranza dei campi di integrità strutturale, la Seatiger si insinuò attraverso uno schieramento di navi nemiche, riuscendo finalmente a giungere nei pressi del punto d'accesso dell'anomalia spaziale che avrebbe potuto portarli a casa. Qui la U.S.S. Competence si stava battendo con la foga di un leone, affrontando sciami di navi Galateane che le vorticavano attorno, tenendo sotto costante pressione i suoi scudi.<br />
Poco distante anche l'Arcadia ed il resto della flottiglia Federale si stava battendo, ma per quante navi nemiche venissero distrutte sempre altre si facevano avanti. Proprio vicino all'orizzonte degli eventi dell'anomalia, i resti della U.S.S. Magellan ancora ardevano nello spazio, circondati dai relitti di svariate navi nemiche a memoria della strenue resistenza opposta dalla nave di classe Nebula prima di venire distrutta.<br />
"Possibile che abbiano movimentato la loro intera flotta?" si domandò stupito Kenar, osservando le migliaia di navi che riempivano lo spazio intorno a loro.<br />
"In effetti si direbbe una deduzione logica..." convenne Tkar "d'altra parte sappiamo che il loro regno nel futuro era condannato. È possibile che abbiano deciso di trasferire tutta la loro gente verso un luogo più prospero e ricco di risorse."<br />
"Come le locuste..." si lasciò scappare Finn, che aveva recuperato il proprio posto sulla poltrona del Primo Ufficiale e pareva ben lieto di non trovarsi più al centro della scena.<br />
"Per lo meno non sembrano aver compreso che l'anomalia, se correttamente direzionata, potrebbe portarle nel nostro spazio..." affermò Tholos.<br />
A quelle parole tutti guardarono il cronometro di bordo e, come sulle altre navi della Flotta, si resero conto che ormai i motori a Dark Matter espulsi dall'Arcadia avevano smesso di fungere da alimentazione per l'anomalia, che sarebbe esistita per soli altri cinque minuti, dopodiché ogni collegamento con la Federazione sarebbe stato reciso.<br />
Come a voler evidenziare ciò che già tutti pensavano, proprio in quel momento la consolle OPS si illuminò "Messaggio in codice dall'Ammiraglia..." comunicò Tholos, dopo averlo letto brevemente "l'ordine è di impegnare la flotta nemica per i prossimi cinque minuti e poi ripiegare nell'anomalia all'ultimo."<br />
"Molto bene signori, fate come se questi fossero i nostri ultimi cinque minuti... cerchiamo di alleggerire un po' la pressione sull'Ammiraglia!"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 06:12 - D.S. 71904.82</b><br /><br />
Per qualche minuto sembrò veramente che le navi della Flotta Stellare potessero riuscire nell'intento di impegnare la flotta Galateana sino all'ultimo per poi svignarsela attraverso l'anomalia. <br />
Sfruttando la manovrabilità delle tre navi più piccole e la forza delle tre più grandi, infatti, i Federali erano riusciti a compensare parzialmente l'enorme disparità di mezzi e a farsi strada fin quasi all'anomalia, avvantaggiandosi del fatto che le navi Galateane avevano attuato principalmente una strategia di blocco, disperdendosi nell'intero settore per tagliare loro vie di fuga che - in realtà - le navi al comando dell'Ammiraglio Crom stavano proprio ignorando.<br />
Tale situazione di equilibrio precario, purtroppo, venne meno a soli tre minuti dal collasso dell'anomalia, quando una flotta composta da più di cento navi Midiane irruppe nel Sistema, puntando dritta verso l'anomalia.<br />
<br />
"Chiamata dall'Ammiraglia Midiana alle navi Galateane..." informò Tholos, che tra le altre cose stava monitorando i Canali Subspaziali in cerca di indizi sulle strategie nemiche. "Credo di poter penetrare le loro frequenze riservate..."<br />
"Sullo schermo, e le trasmetta anche alle altre navi su frequenze ultrabasse..." ordinò Kenar, che divideva la propria attenzione tra lo schermo visore, il cronometro con il conto alla rovescia al collasso dell'anomalia e la situazione tattica generale riportata sul computer della sua poltrona.<br />
Lo schermo visore fu per qualche secondo attraversato da scariche statiche, dopodiché si divise a metà riportando sulla destra l'immagine di un alto Midiano e sulla sinistra quella di una Galateana assisa su una specie di trono.<br />
=^=Cosa significa tutto questo, Regina Daphne?=^= tuonò il Midiano, gli occhi accesi di una furia a stento controllata che risultava evidente anche nel tono della voce =^=Avete portato la vostra intera flotta qui...come avete fatto?=^=<br />
=^=Significa, mio caro Pretore Dren, che il popolo Galateano non è il vostro servo!=^= rispose quella che - apparentemente - era la somma autorità Galateana =^=avevamo un accordo, che voi avete disatteso rifiutando di trasferire la nostra flotta nell'assalto massiccio alla Federazione, andando ad intralciare i nostri piani di espansione. Così, quando gli scanner multidimensionali hanno rilevato una massiccia Onda di Spostamento Planare, abbiamo deciso di approfittarne. Ora che abbiamo portato qui diecimila navi da guerra, vedremo se prenderete seriamente in considerazione le nostre volontà!=^=<br />
"Ecco, ci mancavano giusto queste donne pianta psicopatiche..." si lamentò Finn, mentre la discussione sullo schermo continuava senza apparentemente approdare a nulla. La Regina Daphne continuava a blaterare di diritto di espansione delle Galateane, mentre il Pretore Dren continuava ad ordinare loro di ritirarsi dallo spazio Midiano.<br />
La cosa - che assomigliava tremendamente al litigio tra due bambini viziati - sarebbe anche stata divertente se il cronometro posto sullo schermo visore non stesse segnalando che mancavano due minuti al collasso dell'unico mezzo conosciuto per tornare nel loro universo.<br />
Certo, questo significava anche che tra due minuti la Federazione sarebbe stata in salvo, ma Kenar non aveva ancora rinunciato del tutto all'idea di salvare i suoi uomini e la sua nave.<br />
*Ma ci sono troppi nemici tra noi e l'anomalia...ed i Midiani potrebbero sapere dove conduce...* rifletté il Trill <i>"non c'è via di scampo..."</i><br />
"A meno che..." il volto del Capitano si distese in un sorriso freddo, mentre una idea folle gli si formava in mente "Signor Tholos, mi apra un canale con la nave della Regina Mazoniana...e al contempo preallerti le altre navi della Flotta. Forse abbiamo una opportunità, ma il nostro tempismo dovrà essere perfetto."<br />
"Canale aperto..." rispose l'Andoriano, osservando incuriosito il proprio Capitano.<br />
<br />
<br /><b>Incrociatore Galateano "Cuore di Galatea", Sala del Trono<br />
27/11/2394 Ore 06:13 - D.S. 71904.82</b><br /><br />
La Regina era furiosa. Prima quei buffoni dei Midiani venivano a bussare alla sua porta e le mostravano una preda appetibile come la Federazione poi - dopo decenni di preparazione - cambiano idea e le sbattono la porta in faccia. <br />
*Il solo motivo per cui non ti ho già trasformato in polvere cosmica é che voi maledetti avete la tecnologia dell'Onda di Spostamento Planare.* si disse, stringendo le lunghe ed esili dita a pugno per scaricare l'ira ce quel borioso di Pretore le stava facendo montare dentro.<br />
Stava per rispondere, quando l'immagine del Midiano scomparve in una scarica di statica, venendo rimpiazzata da quella di un membro della Federazione, probabilmente il Capitano di una delle navi che si stavano battendo con la loro flotta.<br />
"Cosa significa tutto questo? Come osi interrompere la mia comunicazione, Umano?" domandò con tono adirato, anche se - in realtà - era piuttosto stupita e curiosa della cosa.<br />
=^=Trill, in realtà...=^= la corresse Kenar, con la sua miglior faccia tosta =^=Ma non é per questo che ho interrotto il vostro simpatico siparietto...l'ho fatto per avvertirti che non otterrai nulla dai Midiani, e per due motivi. Il primo é che l'apparecchiatura su cui contavate per invadere la Federazione non esiste più e la seconda é che - comunque - i Midiani non vi hanno mai considerati più di un diversivo...=^=<br />
"Un diversivo???" tuonò Daphne "cosa significa???"<br />
Kenar sorrise freddamente, sistemando la parte superiore dell'uniforme mentre rispondeva =^=Ho visto i loro database strategici. Intendevano usarvi come carne da cannone per impegnare le nostre difese e poi colpirci mentre eravamo impegnati a sterminarvi. Ma hanno cambiato idea quando hanno visto che avevamo scoperto il vostro piccolo complotto e che - comunque - non siete neppure state in grado di aver ragione della sola Arcadia...=^=<br />
"Ora basta!!!" gridò la Regina, alzandosi in piedi nella sua considerevole altezza "distruggeteli tutti! I Federali e i Midiani!"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Grazie Regina Daphne..." commentò ironicamente il Capitano Kenar, mentre lo spazio attorno a loro avvampava del fuoco violaceo dei disgregatori Galateani "manovre evasive...timoniere, ci porti all'anomalia!"<br />
La Seatiger scattò in avanti, sfruttando la propria dimensione ridotta ed agilità per schivare quei colpi che i suoi scudi malandati non sarebbero probabilmente stati in grado di incassare. Attorno al piccolo vascello di classe Nova, l'inferno si era scatenato. Viste le consistenze delle forze Galateane e Midiane presenti nel settore, la maggior parte delle forze nemiche erano intente a distruggersi a vicenda, lasciando sui vascelli della Federazione una pressione non indifferente, ma insufficiente ad impedirne l'avanzata verso l'anomalia.<br />
"Centocinque secondi al collasso dell'anomalia, la U.S.S. Venture sta raggiungendo ora l'Orizzonte degli Eventi..." annunciò Tkar, dopo aver scansionato le immediate vicinanze con i sensori tattici. Sullo schermo, intanto, fu per un momento possibile notare una malconcia nave di classe Prometheus che - con una gondola in fiamme e numerosi squarci sulla sezione a disco, si immergeva nell'anomalia, scomparendo.<br />
L'immagine venne rapidamente sostituita dal primo piano di una navetta Mazoniana, che si parò davanti alla Seatiger mentre i suoi disgregatori aprivano il fuoco. Il Tenente McAllen fu lesto a virare, lasciando che la maggior parte dei colpi si disperdesse dietro la nave e, mentre dai banchi Phaser dorsali saettava un convinto fuoco di risposta, lo schermo visore inquadrò ciò che restava della U.S.S. Magellan.<br />
La nave aveva subito un pesante bombardamento ma - forse perché era riuscita ad espellere il Nucleo di Curvatura - non era esplosa. L' intero disco principale era perforato ed annerito in più punti e mancava completamente la sovrastruttura del Pod Armi, probabilmente divelta da una esplosione e poi attratta dall'anomalia o consumata dall'innesco della Santabarbara.<br />
La Seatiger si era appena lasciata alle spalle il relitto della nave Federale, quando qualcosa attirò l'attenzione dell'addetto alla consolle Scientifica "Signore...durante il passaggio rasente ho rilevato dei segni vitali a bordo del relitto della Magellan! Sono una trentina, nella zona dell'Infermeria!"<br />
"Cosa?" chiese stupito Finn, voltandosi verso l'addetto che aveva parlato, come se si fosse espresso in una qualche lingua aliena "e nessuno se ne é accorto?<br />
"Probabilmente nessuna delle altre navi ha transitato vicino al relitto quanto noi, signore..." ribatté piuttosto piattamente l'Ufficiale addetto alla postazione Scientifica, denotando così di non far parte della quota di equipaggio composta di fan dei Tenacious D "la distorsione delle letture qui é molto forte..."<br />
"L'anomalia si richiuderà tra 75 secondi..." informò Tkar, ritenendo - a ragione - che il Capitano Kenar avrebbe dovuto decidere se procedere verso il passaggio per casa o tentare di salvare quegli uomini e quelle donne che, altrimenti, sarebbero rimasti bloccati in quell'Universo "Solo la Copetence non ha ancora attraversato, ma sta sostenendo un ultimo scontro nei pressi dell'Orizzonte degli Eventi."<br />
"Ce la facciamo a tornare indietro a recuperarli?" domandò il Capitano, la cui espressione era ora tesa a causa della scelta che doveva compiere. Non voleva abbandonare trenta colleghi lì, ma la sua responsibilità andava innanzitutto alla sua nave e all'equipaggio di cui era responsabile. <br />
"Dovremo avvicinarci parecchio per trasportarli attraverso queste anomalie, meno di 500 metri dal relitto..." riferì Tholos che - come Capo operazioni - sarebbe stato responsabile della procedura. Inoltre, poiché la nave aveva solo due sale teletrasporto, non sarebbero riusciti a recuperare tutti in un solo giro "e mi serviranno una ventina di secondi."<br />
Per un solo - lungo - istante, Kenar fu tentato di ordinare di procedere verso l'anomalia. Se lo avesse fatto, quasi certamente nessuno dei presenti avrebbe contestato la sua decisione, tranne forse il suo Primo Ufficiale. Tkar avrebbe di certo ammesso che si trattava di una scelta logica, volta a salvaguardare il maggior numero possibile di vite e Tholos avrebbe compreso che si trattava di una scelta di onore, dettata dalla necessità di salvaguardare le persone che gli erano state affidate. Gli altri, probabilmente, sarebbero stati semplicemente troppo felici di riuscire a tornare a casa per lamentarsi. Ma Dwaley Finn, il Primo Ufficiale che non aveva nessuna ragione logica per esserlo...che avrebbe detto? Quale sarebbe stata la reazione di chi aveva anteposto la salvezza del proprio Capitano e di pochi altri ufficiali al sicuro ritorno a casa proprio e della propria nave? Cosa avrebbe detto chi aveva fatto a cuor leggero una scelta così sconsideratamente folle eppure così umana?<br />
"Signor McAllen, il suo curriculum sostiene che è un pilota in grado di compiere prodezze al di là del comune senso della ragionevolezza..." affermò il Capitano, alzandosi in piedi "mi dimostri che non sono solo chiacchiere. Ci porti indietro, orbiti attorno al relitto della Magellan così vicino da poter vedere le saldature del suo scafo e ci riporti all'anomalia in tempo per prendere l'ultimo passaggio verso casa. Tholos, recuperi quella gente il più in fretta possibile e lei - Tkar - faccia in modo che nessuno ci disturbi quando dovremo abbassare gli scudi. Avete quarantasette secondi da ora!"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
27/11/2394 Ore 06:14 - D.S. 71904.82</b><br /><br />
Ciò che fece la Seatiger, se qualcuno avesse potuto vederlo, sarebbe stato probabilmente catalogato come folle e impossibile. Dopo aver compiuto una virata così stretta da mandare in crisi gli Smorzatori Inerziali su metà dei ponti, la piccola nave scientifica si avventò sul relitto della Magellan ad una distanza tale che i suoi stessi progettisti avrebbero probabilmente ritenuto impossibile e - a meno di quindici secondi dal collasso dell'anomalia, riprese la rotta di casa, inseguita da una sola nave Mazoniana piuttosto stupefatta.<br />
"Tredici secondi!" annunciò Tholos, mentre la nave veniva scossa da un primo colpo sparato dalla nave inseguitrice, fortunatamente assorbito dagli scudi di poppa.<br />
"Colpo diretto, scudi di poppa al 26%!" riferì Tkar, mentre le mani già si attivavano per rispondere al fuoco con i banchi phaser ancora operativi in quella sezione della nave "rispondo al fuoco..."<br />
"Se iniziamo delle manovre evasive non raggiungeremo l'anomalia prima che collassi!" avvertí il Timoniere che - dopo aver selezionato la rotta più diretta per casa, si era limitato a trasferire tutta la potenza disponibile ai motori ad Impulso.<br />
"Energia di emergenza agli scudi di poppa!" ordinò Kenar, mentre la nave veniva scossa da una serie di colpi e l'immagine sullo schermo mutava, per mostrare una ripresa posteriore.<br />
"Otto secondi al collasso dell'anomalia..." annunciò Tholos, mentre la postazione di Ingegneriaaccanto a lui esplodeva per un sovraccarico, costringendo l'operatrice ad una rapida ritirata verso il centro della Plancia.<br />
"Siamo al 107% di spinta dell'Impulso..." aggiunse il Timoniere, mentre sullo schermo una coppia di Phaser emettevano una lunga scarica, impattando sugli scudi frontali della nave Mazoniana senza però superarli.<br />
Il fuoco di risposta dei Disgregatori violacei non si fece attendere, e questa volta generò una serie di violenti scossoni e di cali di potenza nell'energia principale.<br />
"Abbiamo perso gli scudi, quattro secondi al collasso..." avvertì Tholos, sovrapponendosi a McAllen che informò "Stiamo attraversando l'anomalia ora. Avvio l'impulso di Curvatura direzionato!"<br />
Nel frattempo, sullo schermo i Phaser della Seatiger lampeggiarono di nuovo attraverso l'anomalia e - stavolta - furono seguiti da una coppia di siluri che riuscì ad attraversare gli scudi della nave Mazoniana, indeboliti dalla scarica chirurgica.<br />
I siluri raggiunsero due zone critiche della nave nemica, causando altrettante violente esplosioni che - quasi subito - innescarono una serie di deflagrazioni a catena sotto lo scafo. La nave Mazoniana si trasformò quasi immediatamente in una enorme palla di fuoco, che procedette per inerzia oltre le propaggini dell'anomalia, prima di esplodere a causa di una violenta frattura del nucleo di Curvatura.<br />
Sulla Plancia della Seatiger, l'attraversamento dei confini dell'anomalia e la successiva esplosione della nave nemica furono accompagnati da una serie di sorrisi e sospiri di sollievo, che si spensero però rapidamente, quando l'ufficiale scientifico annunciò che qualcosa non andava.<br />
Ma non serviva dirlo. Lo schermo visore, ancora impostato per la visuale di poppa, stava mostrando uno scenario infernale. L'esplosione di antimateria che aveva annientato la nave nemica, infatti, aveva in qualche modo interagito con il fenomeno che stavano attraversando, che ora pareva un immenso tunnel dalle pareti avvolte dalle fiamme. Fiamme che si stavano espandendo con rapidità allarmante tutt'attorno al piccolo vascello Federale.<br />
"Ma...che diavolo?" ebbe appena il tempo di domandarsi il Capitano Kenar mentre, dal suo fianco destro, il suo Primo Ufficiale erompeva in un più prosaico "Oh...m***a!"<br />
Dopodiché fu l'inferno.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Seatiger, Plancia<br />
Parecchi scossoni dopo</b><br /><br />
La prima cosa che il Capitano Kenar percepì riaprendo gli occhi fu che si trovava ancora sulla Seatiger, cosa che gli rivelò - indirettamente - di essere ancora vivo. La seconda fu Tkar che gli iniettava qualcosa, cosa che gli rivelò che era ferito e che la situazione era tutt'altro che normale.<br />
"Situazione?" riuscì a chiedere, mentre quello che pareva un antidolorifico abbastanza potente gli si diffondeva in corpo, attenuando il generale senso di dolore che non si era neppure reso conto di avere e lasciandolo leggermente stordito.<br />
"La situazione tattica é per il momento sotto controllo," spiegò immediatamente, come se il fatto che l'Ufficiale Tattico capo si fosse messo a fare il 'crocerossino' non fosse già un chiaro indizio in quel senso "il Comandante Finn si sta occupando di organizzare le riparazioni più urgenti. Lei ha tre costole fratturate ed una nuova commozione cerebrale, ma il simbionte non ha subito danni di sorta."<br />
<i>"La prima buona notizia della giornata..."</i> pensò il Trill, la cui cultura tendeva a dare maggiore importanza alla salvaguardia dei Simbionti che a quella degli Ospiti Uniti. Il modo cauto col quale Tkar gli stava riferendo le informazioni - come se volesse fargliele assimilare un po' per volta - gli fece però sospettare che fosse una delle poche, quindi chiese "Stato della nave?"<br />
"Non abbiamo subito altri danni rilevanti, a parte quelli dovuti ai combattimenti sostenuti." rivelò inaspettatamente il Vulcaniano. La risposta dovette sorprendere visibilmente il suo superiore, poiché si affrettò ad aggiungere "Apparentemente il campo di Curvatura che stavamo generando per mantenere la rotta attraverso l'anomalia ci ha schermati dagli effetti distruttivi innescati dall'esplosione della nave Mazoniana che ci stava incalzando."<br />
"Mi sembra un'ottima notizia..." ribatté cautamente il Capitano, prima di domandare "perché, allora, lei mi sembra una persona con un grosso ma sulla punta della lingua?"<br />
"Perché lei è sempre stato un Ufficiale dotato di ottimo istinto e grande capacità di valutazione delle persone, signore..." ribatté Tkar, lasciando Kenar indeciso sul fatto che gli stesse rispondendo seriamente o lo stesse prendendo in giro con quel suo strano e velato senso dell'umorismo "Il fenomeno non è riuscito ad intaccare l'integrità della Seatiger, ma lo stesso non si può dire dell'anomalia che stavamo attraversando. Essa é stata letteralmente consumata dal fenomeno, riportandoci nello spazio normale in un punto differente rispetto a quello dove riteniamo sia riemerso il resto della Flotta dell'Ammiraglio Crom."<br />
I campanelli di Allarme Rosso nella testa di Kenar cominciarono a risuonare dopo aver udito queste parole, ma il Trill non ebbe tempo di dire nulla prima che il suo subordinato continuasse "siamo stati traslati di circa 150 anni luce, ma l'anomalia non ha avuto tempo o energia sufficiente a trasferirci nel nostro Universo."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tkar </author>
            <pubDate>Thu, 19 Nov 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
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