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        <title>USS SEATIGER - Missione 13</title>
        <description>I diari di bordo della USS SEATIGER</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger</link>
        <lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2026 04:35:54 +0100</lastBuildDate>
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            <title>USS SEATIGER</title>
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            <title>13-01 Il cuore dell'Oceano</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=225&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Althea Sheva<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Seatiger - Plancia<br />
01/01/2399, ore 15.27 - D.S. 76001.76</b><br /><br />
Sullo schermovisore, un'immagine affascinava l'equipaggio riunito nella plancia. Il pianeta si rivelava come una perla celeste, avvolta da un manto nuvoloso di un bianco candido, attraversato da lampi di luce che suggerivano tempeste in atto.<br />
<br />
Quello che rendeva la scena così sconcertante era la consapevolezza che quel sistema stellare era un'anomalia cosmica. Secondo i dati dell'equipaggio, in quel preciso punto dello spazio, avrebbe dovuto esserci solo il vuoto ed invece vi avevano trovato un intero sistema stellare.<br />
<br />
Jason Queen, in qualità di ufficiale scientifico capo, era incaricato di analizzare il terzo pianeta del sistema: "Aquaria è un corpo celeste di tipo planetario, prevalentemente composto da acqua, con una massa di 1,5 volte e un raggio di 1,2 volte superiore alla media dei pianeti di classe M. L'analisi spettrale della sua atmosfera indica una composizione prevalente di azoto, ossigeno e vapore acqueo, suggerendo la presenza di un ciclo idrologico. La temperatura superficiale media, stimata in circa 20°C, rientra nei parametri considerati ottimali per l'esistenza di acqua allo stato liquido".<br />
<br />
Il capitano spostò lo sguardo dallo schermo al proprio ufficiale: "Aquaria?"<br />
<br />
Skon inarcò un sopracciglio: "Capitano, dal punto di vista logico, l'attribuzione di un nome a un corpo celeste non influisce sulle sue proprietà fisiche. Tuttavia, per facilitare la comunicazione all'interno dell'equipaggio, ho accettato di utilizzare il nome Aquaria. Se desidera una denominazione più formale, posso procedere alla sua creazione basandomi su un sistema di classificazione universale".<br />
<br />
"No, Aquaria andrà più che bene..." il Capitano tornò a fissare lo schermo. "Cos'altro ci sa dire su quel pianeta?"<br />
<br />
"L'analisi dei dati raccolti indica che Aquaria è un pianeta prevalentemente oceanico, con una idrosfera che copre circa il 95% della sua superficie. La profondità media degli oceani, stimata in 4000 metri, suggerisce la presenza di un'intensa attività geologica sottomarina. La possibilità di sviluppare forme di vita senzienti in tali condizioni estreme è un'ipotesi plausibile, ma richiede ulteriori indagini per essere confermata". Lo scienziato riprese il suo rapporto con tono piatto: "Le masse continentali emerse di Aquaria sono di dimensioni ridotte e presentano una morfologia prevalentemente rocciosa. La copertura vegetale è limitata e la biodiversità risulta essere bassa, con poche specie animali in grado di adattarsi alle condizioni ambientali estreme, caratterizzate da elevata umidità e salinità".<br />
<br />
Il comandante Dewey Finn sembrava affascinato da quel pianeta: "Il pianeta è abitato?"<br />
<br />
"Le analisi geologiche suggeriscono che in passato vi fosse stata la presenza di antiche civiltà su Aquaria, sebbene le strutture attualmente visibili siano limitate a pochi resti archeologici. Il pianeta presenta condizioni ambientali ostili, caratterizzate da frequenti fenomeni meteorologici violenti, una ricca biodiversità marina, spesso predatoria, e condizioni climatiche estreme. Tali fattori rendono la sopravvivenza su Aquaria estremamente complessa per umanoidi terrestri; per quanto riguarda eventuali forme di vita senzienti marine, le analisi sono ancora in corso".<br />
<br />
"Eppure siamo qui ad analizzare questo pianeta per un motivo preciso" la voce del capitano sottolineava la sua curiosità. "Se i rilevamenti indicano l'assenza di una popolazione terrestre residente, come spiegare l'inusuale picco di energia proveniente dalla superficie?"<br />
<br />
"In base ai dati sensoriali attuali, non è possibile formulare un'asserzione definitiva. Tuttavia, un'analisi logica dei pattern rilevati suggerisce la presenza di un archivio dati di origine artificiale sulla superficie planetaria. Tale dispositivo, potenzialmente reliquia di una civiltà precedente, potrebbe essersi attivato in risposta a stimoli ambientali o a un evento non ancora compreso".<br />
<br />
Dewey annuì con sicurezza: "Come una sorta di diario, giusto?"<br />
<br />
"Sulla base dei dati raccolti, si stima una probabilità del 37,34% che il segnale sia di natura comunicativa, potenzialmente un messaggio postumo di una civiltà estinta o una guida per future esplorazioni. Questa ipotesi è supportata dalle evidenze archeologiche che indicano un elevato livello tecnologico della civiltà estinta. È tuttavia necessario considerare anche l'ipotesi alternativa di un beacon di navigazione, sebbene i dati attuali non forniscano elementi a sostegno di tale teoria".<br />
<br />
Althea fece una smorfia alle parole dello scienziato: "Un beacon di navigazione?"<br />
<br />
Di fronte all'espressione perplessa della dottoressa, lo scienziato si limitò ad inarcare un sopracciglio, ma Droxine venne in soccorso della collega: "Un beacon di navigazione è un emettitore di segnali elettromagnetici, progettato per fornire indicazioni di posizione a veicoli spaziali. Tali segnali possono essere modulati con informazioni specifiche relative a coordinate spaziali, rotte predefinite o altri dati pertinenti alla navigazione".<br />
<br />
"Si rilevano pericoli sulla superficie?"<br />
<br />
"No signore" Kiss intervenne con tono asciutto. "L'analisi dei dati sensoriali non rivela la presenza di segnali energetici che possano far pensare a sistemi d'arma. Si consiglia tuttavia di mantenere un livello di allerta elevato riguardo alla fauna locale, in quanto la sua composizione biologica potrebbe presentare incognite".<br />
<br />
"Bene Capitano, sembra che l'unica soluzione sia andare lì e dare un'occhiata".<br />
<br />
"Verissimo, ma ci andrà lei, Numero Uno". Allo sguardo scioccato del sottoposto, il capitano si limitò ad aggiungere: "Prima o poi sarebbe dovuto succedere che fosse lei a scendere, non le pare?"<br />
<br />
Mentre Finn era visibilmente scettico, la dottoressa Sheva sembrava intrigata dalla situazione: "Suvvia Comandante, la pensi come una piccola vacanza all-inclusive nello spazio! Sole, divertimento e forse qualche animale alieno da cui evitare di farsi mordere!"<br />
<br />
"E come vede ha già una prima volontaria per lo sbarco sul pianeta!"<br />
<br />
E improvvisamente, alle parole del capitano, la betazoide non ebbe più nulla da ridere e si ritrovò ad osservare con espressione scioccata il Capitano, ma Arjian non vi fece caso, continuando a dettare le sue direttive: "Ora organizzi il resto della squadra e si prepari a partire".<br />
<br />
<br /><b>Aquaria - Isoletta nord-occidentale<br />
01/01/2399, ore 16.02 - D.S. 76001.83</b><br /><br />
Sheva aveva sognato spiagge dorate e acque cristalline, un paradiso tropicale. La realtà che la accolse fu un pugno nello stomaco: un'immensa distesa di rocce frastagliate e sabbia grossolana, bruciata dal sole implacabile. Il cielo, di un turchese accecante, prometteva un calore insopportabile, e così fu. L'aria, satura di umidità salmastra, era densa e opprimente.<br />
<br />
Un vento caldo e umido, carico di salsedine, si insinuava sotto i loro abiti, lasciandoli fradici di sudore e portando con sé un acre odore di alghe in decomposizione. Il fragore delle onde che si infrangevano sulle rocce era l'unico suono a disturbare il silenzio assoluto. Niente palme, niente uccelli, solo un'infinita distesa di roccia e mare.<br />
<br />
Finn sospirò per il fastidio: "Sbrighiamoci, vorrei tornare sulla nave il prima possibile!"<br />
<br />
Si inoltrarono tra le rocce, con la sabbia che scricchiolava sotto i loro stivali. Il sole picchiava implacabile sulla loro nuca, amplificando il senso di disorientamento. L'aria era irrespirabile, satura di un odore acre e metallico che li faceva storcere il naso.<br />
<br />
Mentre i tenenti Queen e Calvi, grazie alla loro fisiologia vulcaniana, sembravano adattarsi con maggiore facilità alle condizioni ambientali estreme, il comandante Finn e l'ufficiale medico Sheva manifestavano segni evidenti di affaticamento. Le elevate temperature e l'umidità stavano mettendo a dura prova la loro resistenza fisica.<br />
<br />
Man mano che si avvicinavano, le rovine si materializzavano davanti ai loro occhi, emergenti dalla bruma come fantasmi di un passato dimenticato. Erano solo frammenti, brandelli di un passato glorioso. Mura sgretolate, colonne mozze, pilastri solitari che si ergevano in maniera precaria. Le iscrizioni, se mai ce ne furono, erano state cancellate dall'erosione e dal tempo, lasciando solo enigmatiche striature sulla pietra.<br />
<br />
Un senso di malinconia aleggiava nell'aria. L'equipaggio si guardava intorno, incantato e allo stesso tempo rattristato. C'era qualcosa di commovente in quelle rovine, una testimonianza silenziosa di una civiltà scomparsa.<br />
<br />
Mentre si aggiravano tra i ruderi, quasi rassegnati a non trovare altro che macerie, Althea inciampò su qualcosa di inaspettato. Nascosta tra le rovine, quasi inghiottita dall'ombra di un muro crollato, si ergeva una struttura insolita. A differenza delle altre pietre, erose dal tempo e dagli elementi, questa sembrava quasi nuova, liscia e lucida come se fosse stata appena scolpita. Era una sorta di stele, o forse una piccola colonna, che scintillava debolmente alla luce del sole. A un'estremità, incastonata nella pietra, c'era un'incisione intricata, un simbolo antico che sembrava pulsare di un'energia innaturale. Al centro dell'incisione, incastonata come un occhio, brillava una piccola pietra, che emetteva una luce tenue e pulsante.<br />
<br />
Anna Maria Calvi osservò il primo ufficiale aiutare Sheva ad alzarsi, poi analizzò lo strano ritrovamento: "Tenente, credo che abbia appena trovato la fonte energetica cercata!"<br />
<br />
"Si tratta di un artefatto di natura sconosciuta, un oggetto cilindrico con una superficie irregolare e leggermente lucida. Su una delle estremità è presente un'incisione complessa, composta da una serie di segni e simboli che non corrispondono a nessun sistema di scrittura noto. Al centro dell'incisione, è alloggiata una piccola pietra che emette una luce pulsante di colore azzurrognola". Lo scienziato non si soffermò ad osservare i colleghi, ma si dedicò alle scansioni: "Analisi preliminari indicano che la pietra possa essere il frammento di una stella marina fossilizzata. Analisi geologiche hanno rivelato una composizione mineralogica complessa, con una predominanza di silicati e ossidi metallici tipici delle rocce metamorfiche formate in condizioni di alta pressione e temperatura. La presenza di inclusioni fluide ricche in sali minerali suggerisce una cristallizzazione da un fluido idrotermale, forse in prossimità di una dorsale oceanica. L'oggetto nel suo complesso presenta anomalie energetiche, suggerendo la presenza di una fonte di energia interna".<br />
<br />
Il primo ufficiale cercò di arrivare rapidamente al punto, dato che il caldo si stava facendo opprimente: "Ma è quello che ipotizzavamo? Si tratta di una sorta di dispositivo di informazioni?"<br />
<br />
"Le evidenze attuali suggeriscono che questa ipotesi sia la più plausibile. Tuttavia, un'analisi approfondita del dispositivo è imprescindibile per determinare con precisione il suo funzionamento. Solo una comprensione completa delle sue componenti e interconnessioni ci permetterà di procedere in sicurezza con l'attivazione o l'estrazione dei dati".<br />
<br />
"Sono convinto che giri tutto intorno a questa pietra qui". Il primo ufficiale, con un gesto quasi istintivo, allungò una mano verso la pietra premendo leggermente. In quell'istante, l'energia sembrò pulsare dalla pietra, diffondendosi come un'onda attraverso le intricate incisioni che ne ricoprivano le pareti. Per un attimo, le antiche iscrizioni si illuminarono di una luce interna, contrastando nettamente con la brillantezza del giorno. Poi, come un fulmine a ciel sereno, una luce intensa e accecante esplose dal cuore del dispositivo, proiettando lunghe ombre che danzavano sulle rovine circostanti. Quando la luce si spense, una profonda voragine si era aperta nel terreno, a pochi passi dal gruppo. Al suo interno, una scalinata, scavata nella roccia viva, scendeva nelle profondità dell'isola.<br />
<br />
"Cosa è successo?!"<br />
<br />
La domanda di Sheva cadde per un po' nel nulla, almeno sino a che l'ufficiale scientifico non riprese la parola: "Ritengo che, quale che fosse lo scopo di questo dispositivo, il Comandante lo abbia appena attivato".<br />
<br />
L'intera squadra si mise ad osservare Finn, in attesa. Il primo ufficiale, dal canto suo, indicò la stele scuotendo il capo: "Vi assicuro che l'ho soltanto toccata, niente di più! Inoltre, non vi dovreste lamentare. Grazie a me abbiamo fatto una scoperta molto importante!" Poi sfiorò il comunicatore: "Finn a Seatiger, si è aperto un passaggio in mezzo alle rovine che porta in profondità. Cosa dobbiamo fare?!"<br />
<br />
"Comandante, dalle mie scansioni devo ritenere che non riceverà alcuna risposta" la voce di Anna Maria era incerta. "Sembrerebbe che quel dispositivo permetta di attivare gli scudi del pianeta, isolandoci di fatto dal resto della nave".<br />
<br />
"Bene, quindi se premiamo nuovamente la pietra possiamo..."<br />
<br />
"Comandante, l'analisi dell'artefatto rivela un esaurimento completo delle sue fonti energetiche. Le scansioni del sottosuolo indicano la presenza di multiple firme energetiche a una profondità stimata di 250-300 metri. Sulla base dei dati a disposizione, è altamente probabile, con un grado di approssimazione del 78,98%, che i sistemi di controllo dello scudo siano situati in una struttura sotterranea".<br />
<br />
Althea osservò con espressione stupita lo scienziato: "E quindi dovremmo scendere lì sotto?"<br />
<br />
Jason inarcò il sopracciglio per sottolineare la futilità della domanda: "Se si desidera tornare sulla nave, ritengo non vi siano alternative".<br />
<br />
E ora fu il turno di Finn di sorridere guardando la betazoide: "Suvvia tenente, la pensi come una piccola vacanza all-inclusive nelle viscere di un pianeta alieno!"<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger - Plancia<br />
01/01/2399, ore 16.22 - D.S. 76001.87</b><br /><br />
Nella plancia regnava la calma più assoluta, mentre tutti ascoltavano distrattamente le parole dell'ufficiale tattico che, attraverso le scansioni della propria console, seguiva i movimenti della squadra di sbarco.<br />
<br />
"Sono arrivati nella zona in cui si rileva la fonte energetica".<br />
<br />
"Molto bene" il capitano, seduto alla sua postazione, annuì lentamente. "Attendiamo il rapporto del Comandante".<br />
<br />
D'un tratto, un allarme lampeggiò sulla consolle tattica. L'ufficiale tattico, il volto impassibile nonostante tutto, si rivolse al Capitano: "Signore, abbiamo due navi in avvicinamento, a prua e a poppa. Hanno attivato le armi".<br />
<br />
"Passare ad allerta rossa!" il Capitano scattò in piedi. "Aprire un canale su tutte le frequenze... Qui Capitano Arjian Kenar Geran, della USS Seatiger. Non abbiamo intenzioni ostili ma siamo pronti a difenderci se tenterete di attaccare".<br />
<br />
Il tattico non si scompose: "Colpo diretto al pianeta, sulle coordinate della nostra squadra di sbarco".<br />
<br />
Il Capitano reagì prontamente, voltandosi verso la postazione tattica: "Immediatamente, virata a babordo! Posizioniamoci tra le navi nemiche e il pianeta, usiamo i nostri scudi per difendere i nostri uomini!" Lo sguardo si spostò all'addetto alle comunicazioni: "Chiamatemi gli uomini a terra!"<br />
<br />
"Considerando la manovrabilità del nostro vascello e la potenza di fuoco delle unità nemiche, una manovra simile risulterà del tutto inefficace". Il tattico si silenziò per un attimo: "L'impatto degli armamenti delle navi sconosciute ha innescato una reazione difensiva non prevista con l'attivazione degli scudi planetari. È necessario un'analisi dettagliata dei parametri energetici ma ipotizzo che la squadra a terra abbia attivato qualche congegno".<br />
<br />
"Signore, gli scudi ci impediscono di comunicare con i nostri uomini... ma ricevo una chiamata in entrata da una delle due navi, solo audio".<br />
<br />
Arjian: "Sentiamolo!"<br />
<br />
=^=Capitano Arjian Kenar Geran, la sua ingerenza nei nostri affari non sarà tollerata. Tutto ciò che verrà ritrovato sul pianeta appartiene a noi. Non vi permetteremo mai di andarvene con il cuore dell'oceano!=^=<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Althea Sheva</author>
            <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-02 Una caverna misteriosa</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=225&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Jason &quot;Skon&quot; Queen<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Seatiger - Plancia<br />
01/01/2399 - ore 16:24 - D.S. 76001.87</b><br /><br />
"Che cos'è il cuore dell'oceano?" disse Arjan.<br />
=^=Non faccia l'ingenuo, Capitano. Sappiamo che l'avete rubato! E ci siete solo voi sul pianeta...=^=<br />
"E se vi nominassi 'la chitarra di Jimi Hendrix'?"<br />
=^=Che cos'è?=^= chiese la voce dell'alieno attraverso l'interfono audio.<br />
"È uno dei tesori più preziosi della cultura terrestre, ma voi, non conoscendo gli umani, non potete sapere cosa sia" disse Kenar, nonostante lo sguardo degli uomini della Plancia che lo guardavano come se fosse impazzito. Ma continuò:"Perciò, come facciamo noi a conoscere il vostro 'Cuore dell'Oceano'?"<br />
Dall'altro lato ci fu una pausa di silenzio, poi l'alieno rispose.<br />
=^=Va bene, ma sappiate che vi stiamo tenendo d'occhio. Chiudo.=^=<br />
<br />
<br /><b>Aquaria - Isoletta nord-occidentale - Sottoterra<br />
01/01/2399 - ore 21:00 - D.S. 76002.15</b><br /><br />
L'away team iniziò a scendere la scalinata che portava nelle profondità dell'isola. Alla testa del gruppo c'era Calvi che camminava con il phaser pronto per qualsiasi imprevisto, poi Jason con il tricorder scientifico che analizzava la roccia intorno a lui; dopo di lui una delle due guardie della sicurezza che il Tenente Calvi aveva voluto portare con loro, poi Finn e la Dottoressa Sheva. A chiudere la fila, un'altra guardia di sicurezza.<br />
Le pareti della discesa erano leggermente illuminate da puntini azzurri. <br />
Jason puntò il tricorder su di loro e disse: "Questa roccia è diversa da quella sopra: queste sono soprattutto sedimentarie, ci sono depositi di varia origine che il tricorder non riesce a identificare e molti residui di organismi marini sconosciuti. Questa grotta doveva trovarsi sott'acqua, prima."<br />
Calvi si girò e disse: "State attenti, la discesa inizia a farsi scivolosa e ripida."<br />
Subito dopo si sentì un tonfo e la voce del Comandante Finn: "Me ne sono accorto... ma dirlo un po' prima, no!?"<br />
<br />
La Dottoressa Sheva aiutò Finn ad alzarsi con l'aiuto della guardia.<br />
"Sta bene?"<br />
"Stavo meglio prima!" disse Finn massaggiandosi il fondoschiena.<br />
<br />
Il gruppo camminò ancora per quasi un'ora finché non arrivò in una caverna gigantesca. <br />
<br />
"Uao, quant'è grande!" fece Finn. "Qui dentro potrebbe entrarci l'intera Seatiger."<br />
<br />
Le pareti dell'enorme grotta erano ricoperte di filamenti azzurri fosforescenti che la illuminavano tenuamente; alcuni di quei filamenti formavano dei simboli che erano stati già visti sulla superficie del pianeta. Mentre tutti erano incantati dallo spettacolo, Jason da vero scienziato, non aveva perso tempo e aveva iniziato ad analizzare i filamenti.<br />
<br />
"La fonte energetica che ho intercettato prima in superficie viene proprio da qui, ma non riesco a capire di che energia si tratta. Adesso provo ad avvicinarmi."<br />
Jason fece un passo in avanti, ma un sottile viticcio azzurro si diresse verso di lui; la guardia di sicurezza lo spinse via con impeto, venne avviluppata dal viticcio e in un istante si dissolse in una nebbiolina azzurra.<br />
"Indietro tutti! Phaser pronti!" urlò Calvi, imponendo l'alt alla squadra mentre fissava con orrore il punto in cui si trovava il marinaio.<br />
"Mi sa che quella roba non vuole essere analizzata..." mormorò Finn, raggelandosi.<br />
"Devo provarci, Comandante" disse Jason, senza arretrare. "Se vogliamo trovare un modo per andarcene da qui, devo capire se questa entità è senziente e farle comprendere che non siamo ostili."<br />
"Penso che sia troppo pericoloso, Tenente, capto un'intensa energia psichica" disse la Dottoressa Sheva. <br />
<br />
Ma Jason aveva già chiuso gli occhi per tentare il contatto.<br />
All'improvviso una potente voce incorporea risuonò in tutta la caverna: "No!" e l'impatto psionico fece cadere tutta la squadra a terra svenuta.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger - Plancia<br />
01/01/2399 - ore 21:30 - D.S. 76002.20</b><br /><br />
La voce si sentì chiaramente anche sulla plancia della Seatiger, facendo vibrare le console. <br />
Il Capitano Kenar si alzò dalla poltrona e chiese: "Che cos'è?"<br />
<br />
In quel momento la nave aliena aprì il canale visivo e sullo schermo apparve il volto pallido del capitano alieno.<br />
=^=Pazzi, avete svegliato il custode del cuore!=^= <br />
<br />
La comunicazione fu subito chiusa e le due navi aliene virarono allontanandosi a gran velocità.<br />
Nello stesso momento, Amanda Kiss esclamò dalla postazione tattica: "Capitano! L'impulso energetico sul pianeta ha aperto una falla negli scudi d'energia! Ho di nuovo il contatto con i comunicatori della squadra... ma non rispondono!"<br />
"Presto, li riporti tutti sulla nave!" Ordinò Kenar.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Jason &amp;quot;Skon&amp;quot; Queen</author>
            <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-03 L'ombra del Custode</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=225&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Arjian Kenar Geran<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Seatiger - Infermeria 01/01/2399 - ore 21:45 - D.S. 76002.48</b><br /><br />
Il cicalio sordo dei bio-lettini in Infermeria era un suono che Arjian Kenar aveva imparato ad odiare. Ognuna di quelle frequenze regolari era un monito costante alla fragile mortalità del suo equipaggio, un promemoria spietato del prezzo che il comando continuava a esigere in quell'universo ostile e sconosciuto che li tratteneva contro il loro volere.<br />
<br />
Kenar rimase in piedi al centro della sala diagnostica, le braccia conserte dietro la schiena e lo sguardo fisso sui membri dell'equipaggio distesi davanti a lui. L'energia psionica sprigionata nelle viscere dell'isola di Aquaria aveva lasciato un'eco persistente nell'aria, una vibrazione sottile che persino il simbionte Kenar, nel profondo del suo addome, percepiva come una scossa d'assestamento. La costellazione di macchie scure che gli correva lungo il collo fino alle clavicole parve contrarsi d'istinto, quasi a voler fare da scudo contro quella intrusione invisibile.<br />
<br />
"Rapporto, Dottoressa," disse Kenar senza distogliere gli occhi da Dewey Finn, la cui corporatura robusta occupava il primo bio-lettino.<br />
<br />
Althea Sheva, risvegliatasi per prima grazie alle sue naturali difese betazoidi, si stava aggiustando il colletto della divisa con mani ancora leggermente tremanti. Il suo viso, solitamente espressivo, tradiva la stanchezza di chi era stato investito da una marea emotiva aliena.<br />
<br />
"Nessun danno neurale permanente, Capitano," rispose Sheva, passando il tricorder medico sul torso del Primo Ufficiale. "Si è trattato di un sovraccarico sinaptico da shock psionico. L'entità... il 'Custode', come lo hanno definito gli alieni... non ha cercato di distruggere le loro menti. Ha semplicemente emesso una barriera di reiezione, un urlo telepatico primordiale per allontanarli da quello che stava proteggendo."<br />
<br />
"Un urlo che è bastato a stendere l'intera squadra di sbarco e a disintegrare uno dei nostri marinai," mormorò Kenar con voce tetra, sentendo di nuovo quel doloroso nodo allo stomaco. La perdita di un membro della sicurezza era un peso che andava ad aggiungersi alla lunga lista di sacrifici accumulati da quando la Seatiger era stata scagliata lontano dalla Federazione.<br />
<br />
Un gemito soffocato dal lettino di fianco interruppe i suoi pensieri. Dewey Finn riaprì gli occhi a fatica, sbattendo le palpebre contro la luce bianca del soffitto. Si portò immediatamente una mano alla testa, massaggiandosi la nuca con un'espressione di puro patimento.<br />
<br />
"Ditemi che qualcuno ha preso la targa di quel cargo che mi ha investito..." balbettò Finn, provando a mettersi a sedere prima che la Dottoressa Sheva lo spingesse delicatamente di nuovo sul cuscino. "Capitano... mi sento come se un gruppo di Klingon avesse deciso di usare i miei lobi temporali per una sessione di tamburi da guerra."<br />
<br />
"Rimani steso, Dewey," lo riprese Kenar, con un tono in cui la fermezza del comandante sfumava nella sincera preoccupazione dell'amico. "Siete stati fortunati. L'impulso sul pianeta ha aperto una falla temporanea negli scudi d'energia, permettendo al Tenente Kiss di effettuare un teletrasporto d'emergenza."<br />
<br />
"Gli alieni..." interruppe il Tenente Comandante Jason Queen, seduto sul terzo lettino con la consueta compostezza vulcaniana, sebbene le sue sopracciglia tradissero un'intensa attività analitica. "Capitano, le navi che ci affiancavano si sono ritirate non appena l'entità si è risvegliata. I loro pattern di volo indicavano puro terrore. Non stavano scappando dalla Seatiger, ma da ciò che abbiamo incautamente risvegliato nel sottosuolo."<br />
<br />
Kenar annuì lentamente, incrociando lo sguardo dello scienziato. "Hanno parlato del 'Cuore dell'Oceano'. Credevano che fossimo scesi su Aquaria per rubarlo."<br />
<br />
"E il 'Custode' ha reagito di conseguenza," aggiunse Anna Maria Calvi, mettendosi a sedere sul lettino adiacente con la prontezza marziale che la contraddistingueva. Il Capo della Sicurezza si toccò la fronte dove la frangia nascondeva le lievi creste ossee, stringendo i pugni. "Capitano, la perdita del marinaio è stata fulminea. Non c'è stato tempo di fare fuoco. Quella struttura energetica nelle caverne è un organismo o un meccanismo di difesa senziente."<br />
<br />
"Un meccanismo che dobbiamo comprendere," intervenne Queen assumendo la posizione da seduto sul lettino " Capitano, le scansioni effettuate con il mio tricorder prima del sovraccarico rivelano dati di straordinario interesse. La fonte energetica nel sottosuolo di Aquaria non è solo di natura psionica. Presenta fluttuazioni quantistiche del tutto analoghe all'Onda di Spostamento Planare che ci ha scagliati in questo universo."<br />
<br />
A quelle parole, il silenzio scese di colpo nell'Infermeria. Perfino Finn smise di lamentarsi, fissando lo scienziato con gli occhi sgranati.<br />
<br />
Kenar sentì un brivido corrergli lungo la colonna vertebrale. Il simbionte Kenar sembrò avere un sussulto, come se la memoria delle vite precedenti riconoscesse la portata di quella rivelazione.<br />
<br />
"Sta dicendo, Tenente Queen," mormorò Arjian con voce bassa e carica di tensione, "che il 'Cuore dell'Oceano' potrebbe essere legato alla nostra via del ritorno?"<br />
<br />
"Dal punto di vista strettamente logico, Capitano, è un'ipotesi che non può essere scartata," rispose Queen con la solita precisione asettica. "I simboli fosforescenti sulle pareti della caverna e la natura della pietra fossilizzata indicano la presenza di un archivio o di un catalizzatore di curvatura interdimensionale. Se il Custode è il guardiano di quella tecnologia, il suo risveglio potrebbe rappresentare la nostra migliore opportunità... o la nostra condanna a morte."<br />
<br />
Kenar rimase in silenzio per alcuni istanti, lasciando che le parole del suo Ufficiale Scientifico trovassero posto nella complessa scacchiera di decisioni che lo attendeva. Si voltò verso l'oblò dell'Infermeria, da cui la perla celeste di Aquaria brillava nell'oscurità dello spazio, magnifica e letale allo stesso tempo.<br />
<br />
"Dottoressa Sheva, assicuratevi che la squadra sia in condizioni di riprendere il servizio entro domani mattina," ordinò infine Kenar, ritrovando l'inflessione decisa del comando. "Queen, Calvi... raggiungetemi in Sala Tattica tra un'ora. Voglio un'analisi completa di quella falla negli scudi planetari. Se Aquaria custodisce la chiave per riportare la Seatiger a casa, non lasceremo questo sistema finché non avremo scoperto ogni suo segreto."<br />
<br />
"Sissignore," risposero all'unisono gli ufficiali.<br />
<br />
Arjian Kenar varcò la soglia dell'Infermeria diretto verso la plancia. La strada verso casa era ancora lunga, irta di pericoli e guardiani millenari, ma fino a quando la Seatiger avesse avuto energia nei motori e speranza nei cuori del suo equipaggio, il Capitano non si sarebbe arrestato davanti a nessun ostacolo.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger - "Sottochiglia" 01/01/2399 - ore 23:45 - D.S. 76002.71</b><br /><br />
Rientrato l'Allarme Rosso, il Lounge Bar "Sottochiglia" era avvolto in un'atmosfera calda e rilassata. La penombra accogliente del locale era rischiarata solo dai soffusi bagliori dorati dei tavoli e dalla grande vetrata panoramica che dava sullo spazio circostante, in cui la perla azzurra di Aquaria ruotava lenta e maestosa sotto lo scafo della USS Seatiger.<br />
<br />
Il "Sottochiglia" era nato da qualche mese, ricavato riadattando con pazienza alcuni vecchi magazzini di stoccaggio in disuso sopra il cargo bay. Era stato il Comandante Finn a battersi con insistenza per la sua creazione, trovando l'immediata sponda del Consigliere Anena Lawtoein, che aveva perorato la causa presso il Capitano Kenar fino a ottenerne la concessione formale. La decisione era risultata vincente. Infatti, per l'equipaggio stremato dal lungo isolamento in quell'universo sconosciuto e dalla costante frustrazione per tutti gli sforzi non ripagati di ritrovare la rotta di casa, il locale era diventato un'indispensabile oasi di decompressione. Finn vi aveva fatto allestire un piccolo palchetto sul fondo, pensato per le sue esibizioni strettamente acustiche con la chitarra unplugged, e persino il Consigliere Lawtoein, che aveva recentemente scoperto un forte amore per il jazz, di tanto in tanto si dilettava a salirvi per regalare all'equipaggio qualche set intimo e raffinato.<br />
<br />
Sedute a un tavolino rientrato nell'angolo più riservato del bar, due guardiamarina che avevano condiviso ogni singolo istante di quel concitato turno in plancia si godevano il silenzio e la reciproca vicinanza.<br />
<br />
La prima era Lonara, addetta alla Sezione Operazioni, con i suoi corti capelli castani sbarazzini e i profondi occhi neri tipici della sua natura betazoide, il colletto giallo della divisa aperto per respirare finalmente dopo ore di allerta. Di fronte a lei, con i gomiti appoggiati al legno del tavolo e le dita intrecciate attorno a una tazza fumante, sedeva Camila Valenzuela della sezione Sicurezza, un'umana alta e dalla carnagione olivastra, la chioma nera raccolta in una treccia ordinata, una sottile cicatrice al sopracciglio e uno sguardo morbido che scioglieva la solita rigidità del servizio.<br />
<br />
Camila lasciò andare un lungo sospiro, allungando le gambe sotto il tavolo e sfiorando con la punta dello stivale quello di Lonara: "Sia benedetto Finn per aver ideato questo posto... e benedetto Lawtoein che l'ha appoggiato. Senza un angolo come il Sottochiglia dove staccare la spina, saremmo già finiti tutti fuori di testa."<br />
<br />
"Pensa che quando Finn ha visto l'oceano per la prima volta sui monitor orbitali e Queen gli ha detto che l'acqua ricopre più del novantacinque per cento della superficie, il Comandante si è aggrappato alla poltrona di comando urlando: 'Ma questo posto non è un pianeta, è un'Aquaria gigante! Signor Queen, mi dica che nel kit di sopravvivenza della Flotta ci sono ciambelle a forma di fenicottero rosa e braccioli gonfiabili, altrimenti lì sotto affoghiamo prima ancora di sbarcare!'"<br />
<br />
Camila lasciò andare una risata sommessa, scuotendo la testa con affetto: "Tipico di Finn... e mi immagino la faccia di Queen! Con la sua metà umana che moriva dalla voglia di ridere e la sua metà vulcaniana che lottava disperatamente per mantenere un'espressione impassibile!"<br />
<br />
"Fortuna che il Capitano non era in Plancia!" ridacchiò Lonara, sporgendosi verso di lei con fare confidenziale. "Queen gli ha risposto con estremo rigore che no, i fenicotteri di gomma non erano in dotazione... ma poi, facendo emergere quel pizzico di senso pratico umano, ha riconosciuto che 'Aquaria' era un alias decisamente più efficace e immediato della solita sigla numerica, così l'ha registrato ufficialmente sul database centrale!"<br />
<br />
"Finn è davvero unico," mormorò Camila con tono caloroso, accarezzando con il pollice il bordo della propria tazza. "In Sicurezza ancora ridiamo per l'aneddoto dell'altro mese, quando si era infilato nei condotti del ponte inferiore con la chitarra in mano convinto di aver trovato un'acustica perfetta. Peccato che Tholos e Carelli stessero riparando una valvola in pressione proprio lì! Tholos ha iniziato a spiegargli dove si trovavano con la sua consueta pignoleria tecnica infinita, a quel punto il Comandante Carelli - mossa da pietà - ha tagliato corto e gli ha detto: 'Comandante, queste sono le cloache della nave!'"<br />
<br />
Lonara appoggiò il mento sul palmo della mano, osservando la collega con un sorrisetto sognante: "Devo ammetterlo, però... sarà anche strano, ma ha un certo carisma. Quel suo atteggiamento sfacciato, spontaneo e imprevedibile... e le sue esibizioni acustiche qua sul palchetto, ad esempio, esercitano un certo fascino. C'è qualcosa in quel suo modo di fare così poco ortodosso che finisce sempre per conquistarti! Gli perdoneresti di tutto!"<br />
<br />
Camila ridacchiò, sporgendosi a sua volta verso la collega e amica, fino a far sfiorare le loro spalle: "Oh, non dico di no, quel suo stile unplugged si fa sentire eccome! Ma se devo essere sincera, la mia vera debolezza qua dentro è quando sale su quel palco il Consigliere Lawtoein con i suoi set jazz. Anena ha un'eleganza naturale, un magnetismo sofisticato e uno sguardo che ti fa girare la testa ogni volta che lo incroci nei corridoi. Quel tocco felpato e misterioso ha un fascino a cui è davvero impossibile resistere."<br />
<br />
Lonara ammiccò divertita, godendosi la rara intimità di quella chiacchierata a quattr'occhi: "Ah, su Lawtoein sfondi una porta aperta!"<br />
<br />
Le due sorseggiarono dai rispettivi bicchieri e rimasero un attimo in silenzio continuando ad ammirare la vista da quella posizione privilegiata.<br />
<br />
"Ma hai visto che volto pallido aveva quell'alieno, sembrava un fantasma..." Camila tornò su ciò che avevano visto mentre erano in servizio in plancia.<br />
<br />
Lonara abbassò la voce, sfiorando la mano di Camila sul tavolo: "Da quanto ho sentito, Queen ha ricostruito il loro profilo esobiologico incrociando i rilievi biometrici del visore con l'ecosistema di Aquaria. Risultano essere una specie anfibia, verosimilmente autoctona di questo settore. Hanno una pelle idrodinamica blu cobalto, venature bioluminescenti cangianti sul collo e sul torace, grandi occhi neri protetti da una membrana nittitante e mani palmate. Per operare all'asciutto portano tute ambientali stagne ricoperte di placche biocristalline."<br />
<br />
Camila corrugò la fronte: "Quello sullo schermo però non mi sembrava così di colore cobalto ... "<br />
<br />
"Nel momento esatto in cui quell'entità sotterranea si è risvegliata nella caverna gridando ho avvertito un forte sentimento corale di paura, quasi terrore! Probabilmente è stata una vasocostrizione istantanea a spegnerne la bioluminescenza facciale, facendolo apparire particolarmente pallido."<br />
<br />
Lonara distolse lo sguardo dal volto della collega e tornò a osservare il pianeta che brillava oltre il vetro panoramico. Il suo volto si fece improvvisamente teso.<br />
Aveva la netta sensazione che sotto la superficie di quel mondo d'acqua, nell'ombra delle profondità, qualcosa si stesse muovendo verso di loro.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Arjian Kenar Geran</author>
            <pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-04 Il cuore di pollo</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/seatiger/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=225&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Dewey Finn<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Seatiger - Alloggio del Capitano<br />
01/01/2399 - ore 23:45 - D.S. 76002.71</b><br /><br />
 Arjian Kenar fissava da un tempo che non sapeva più misurare lo spazio vuoto davanti a sé. Oltre l'oblò, Aquaria ruotava placida, perfetta e indifferente. Aveva chiuso la porta, spento le luci principali e lasciato solo la lampada sulla scrivania.<br />
 <br />
Non esisteva nessun canale da aprire, nessuna Flotta che attendesse un rapporto, nessun ammiraglio che gli dicesse come si comunicano certe cose. C'era solo lui, con il peso di tutte le vite del simbionte e di quella che aveva appena perso.<br />
 <br />
"Computer, avvia un diario personale del Capitano. Accesso riservato."<br />
=^=Registrazione in corso.=^=<br />
 <br />
"Messaggio per i familiari di Elias Varga, da recapitare tramite la Federazione nell'eventualità di un nostro ritorno."<br />
Respirò a fondo.<br />
"Gentili signori Varga,<br />
vorrei poter dire che queste parole mi vengono con facilità, ma non sarebbe vero. Le ho cominciate e cancellate più volte, perché nessuna formula regolamentare è all'altezza di ciò che devo comunicarvi. Per questo ho deciso di parlarvi semplicemente, come farei se vi avessi davanti.<br />
Vostro figlio Elias è morto oggi, in servizio, su un pianeta oceanico a una distanza che non so nemmeno più misurare. Ha dato la vita per salvarne un'altra. Durante una missione di esplorazione, una forza sconosciuta ha minacciato uno dei nostri ufficiali, e Elias non ha esitato un solo istante: si è messo in mezzo, senza che nessuno glielo ordinasse. Quell'ufficiale è vivo, e oggi respira, grazie a lui.<br />
So che queste parole potrebbero impiegare moltissimo tempo a raggiungervi. La Seatiger è stata trascinata lontano da casa, in un luogo dove la Federazione non può sentirci, e io non posso fare ciò che ogni capitano dovrebbe poter fare: chiamarvi subito, guardarvi negli occhi e dirvi di persona che mi dispiace. Questa è l'unica cosa che posso offrirvi, in attesa del giorno in cui potremo tornare.<br />
Non ha avuto il tempo di soffrire. Ve lo dico non per consolarvi con una bugia, ma perché è la verità, e credo che abbiate il diritto di saperla. Purtroppo non posso restituirvi il suo corpo: nulla è rimasto da riportare a casa. So quanto sia crudele, per dei genitori, non avere nemmeno un luogo dove piangere. Quando torneremo, farò in modo che il suo nome sia inciso dove merita di stare, e che chiunque passi di lì sappia chi era.<br />
 <br />
Elias era uno di quelli che non si notano finché non mancano. Durante i turni di notte, quando la nave dorme e il silenzio pesa, canticchiava sottovoce vecchie canzoni terrestri, convinto che nessuno lo sentisse. Lo sapevamo tutti, e nessuno glielo ha mai detto, perché in qualche modo quel sottofondo ci teneva compagnia. Ora, quei corridoi mi sembreranno più vuoti.<br />
In tutto questo tempo lontano da casa ha servito senza lamentarsi, ha tenuto duro quando era difficile farlo, ed è stato, per i suoi compagni, qualcuno su cui contare. Io lo sapevo, e avrei voluto dirglielo prima.<br />
 <br />
Non vi chiedo di perdonarmi, perché so che non ne avete alcun obbligo. Posso solo assicurarvi che porterò il suo ricordo con me finché avrò vita, e che ogni passo che faremo per tornare a casa lo faremo anche per lui.<br />
 <br />
Se state ascoltando questo messaggio e io non sono con voi, significa che non sono sopravvissuto al ritorno. In tal caso, sappiate che l'ho scritto con tutta la sincerità di cui sono capace, e che chi avrà preso il mio posto vi darà tutto il conforto e l'onore che vostro figlio ha meritato.<br />
 <br />
Con profondo rispetto e con il cuore pesante,<br />
 <br />
Capitano Arjian Kenar Geran<br />
USS Seatiger"<br />
 <br />
"Computer, termina registrazione e salva il file."<br />
=^=Registrazione salvata.=^=<br />
 <br />
Per qualche istante Kenar restò immobile. Nel suo addome, il simbionte sembrò fremere piano, come a condividere quel silenzio. Poi si alzò e si avvicinò all'oblò. Aquaria brillava, bellissima e crudele, e non gli rispose.<br />
<br />
<br /><b>USS Seatiger - Alloggio del Comandante Finn<br />
01/01/2399 - ore 23:52 - D.S. 76002.71</b><br /><br />
Dewey Finn era seduto sul bordo del letto, con la chitarra appoggiata di fianco e la nuca ancora dolorante. In una delle mani stringeva un'etichetta di sapone ormai accartocciata, su cui aveva scritto e cancellato sei possibili inizi. Nel secondo, riportato da una vecchia abitudine da palcoscenico, aveva annotato "RESPIRA" in stampatello.<br />
 <br />
Nei suoi holofilm preferiti, quella scena durava quaranta secondi: il comandante in uniforme impeccabile, la musica di archi in sottofondo, i genitori che annuivano in lacrime sulla soglia di casa. Nessuno aveva mai spiegato come si facesse quando non c'era nessuna soglia e nessuna casa a cui bussare. Il primo ufficiale della USS Seatiger, che quel pomeriggio aveva visto un uomo dissolversi a tre passi da sé, sapeva solo di non poter lasciare che quella lettera la scrivesse soltanto qualcun altro.<br />
 <br />
"Computer, avvia un diario personale. Accesso riservato."<br />
=^=Registrazione in corso.=^=<br />
 <br />
"Ehm... Comandante Dewey Finn, Primo Ufficiale... no, aspetta." Si schiarì la voce. "Computer, ricomincia."<br />
=^=Registrazione riavviata.=^=<br />
 <br />
"Messaggio per i familiari di Elias Varga, da consegnare se riusciremo a tornare a casa."<br />
Chiuse gli occhi e si costrinse a parlare come avrebbe fatto davanti a loro.<br />
 <br />
"Cari signori Varga,<br />
non sono bravo con le parole, quando contano davvero. Sul palco sì, ma questa non è una di quelle volte. Mi chiamo Dewey Finn e sono il Primo Ufficiale della nave su cui serviva vostro figlio. Ho visto abbastanza holofilm da sapere che a questo punto dovrei dire qualcosa di solenne, ma la verità è che non ho una frase pronta. Ho solo quello che è successo.<br />
 <br />
Oggi eravamo su un pianeta sconosciuto e siamo scesi sottoterra, in una grotta enorme piena di luce azzurra. Elias era a due passi da me. Qualcosa di più forte di noi ha cercato di fare del male a uno dei nostri ufficiali, e lui si è messo in mezzo senza pensarci. Non è stato un incidente: lo ha fatto apposta, per proteggere qualcuno. Io ho visto tutto, e voglio che sappiate che non ha avuto paura, né ha esitato. Poi non c'era più niente da riportare indietro, e questo lo so che è la cosa più difficile da sentire.<br />
 <br />
C'è una cosa che devo dirvi anche se non è facile: la porta in quella grotta l'ho aperta io. Ho toccato una pietra che non dovevo toccare, e tutto è cominciato da lì. Il Capitano non mi ha dato la colpa, nessuno lo ha fatto. Ma non voglio che sappiate soltanto una parte della storia.<br />
Vi racconto una cosa piccola, perché a volte sono quelle che restano. Mentre scendevamo le scale della grotta, io sono caduto, e rovinosamente. Elias, che camminava davanti a me, è stato il primo a voltarsi. Si è messo una mano davanti alla bocca, e ha finto un colpo di tosse. Poi mi ha porto l'altra mano per aiutarmi a rialzarmi, con una faccia di marmo e le spalle che gli tremavano. 'Non ho visto niente, Comandante.' 'Elias, ero a terra, hai visto tutto.' 'Visto cosa, signore?' E ha fatto l'occhiolino. È stata l'ultima cosa che mi ha detto, e la più gentile che qualcuno mi abbia detto oggi.<br />
Sul resto non ho molto da offrirvi. In questi tempi lontano da casa ho capito che Elias aveva un modo tutto suo di fare compagnia: nei turni di notte canticchiava vecchie canzoni, sottovoce, convinto che nessuno lo sentisse. Io lo sentivo, e lo sa Dio se era stonato come una campana di latta. Ma io faccio il musicista da quando ho memoria, e vi giuro che non ho mai sentito qualcuno cantare con più sincerità di lui.<br />
 <br />
Non so quando potrete sentire queste parole, e non so se ci riusciremo davvero, a tornare. Se succederà, io sarò dove mi trovate, e se volete potete dirmi tutto quello che pensate di me, e avrete ragione. Altrimenti, mi basta sapere che vostro figlio è stato un grande uomo, e che io ho avuto l'onore di essere il suo comandante, anche solo per un po'.<br />
Quando torneremo, e se riusciremo a tornare, suonerò una canzone per lui. Una di quelle che cantava, e la suonerò stonata come lui, perché è il solo modo giusto per farlo.<br />
 <br />
Con tutto il mio dolore,<br />
 <br />
Comandante Dewey Finn<br />
USS Seatiger"<br />
 <br />
Rimase in silenzio per un lungo istante, poi sospirò.<br />
"Computer, termina registrazione e salva il file."<br />
=^=Registrazione salvata.=^=<br />
 <br />
Finn lasciò cadere l'etichetta di sapone sul pavimento e prese la chitarra. Posò le dita sulle corde, ma non suonò. Rimase così, con lo strumento tra le braccia, a guardare Aquaria che brillava fuori dall'oblò. Per la prima volta da quando lo conoscevano, il Comandante Finn non aveva alcuna battuta da fare.<br />
 <br />
<br /><b>USS Seatiger - Sala tattica<br />
02/01/2399 - ore 08:25 - D.S. 76003.7</b><br /><br />
Kenar attese che tutti i suoi ufficiali si fossero seduti prima di iniziare la riunione. L'opportunità di tornare a casa era realistica... era lo stesso Custode che li aveva portati lì? Era un Custode differente ma avrebbe potuto aiutarli? Poteva finire peggio di così? Scosse la testa per schiarirsi la mente.<br />
<br />
"Signor Queen, ci faccia un riassunto di quello che sappiamo al momento sull'entità chiamata Custode"<br />
Queen sfiorò i comandi del tavolo olografico e la ricostruzione della caverna si accese al centro della sala, con i filamenti azzurri che si diramavano lungo le pareti come un sistema nervoso.<br />
 <br />
"Capitano, procederò per categorie.<br />
Primo: la natura dell'entità. I rilevamenti indicano una forma di vita non corporea, o solo parzialmente corporea, la cui struttura fisica coincide verosimilmente con la rete di filamenti che ricopre la caverna. La probabilità che si tratti di un singolo organismo è dell'81,2%."<br />
 <br />
Finn, con una mano ancora premuta sulla nuca, alzò l'altra come uno studente in classe: "Scusi tenente, per 'singolo organismo' intende che la caverna è... la creatura? Siamo entrati dentro a qualcosa? Perché sa, detta così fa un po' effetto."<br />
 <br />
"Tecnicamente sì, Comandante. Ha attraversato il suo sistema nervoso."<br />
Finn rimase a fissarlo per un istante, poi lasciò ricadere la mano sul tavolo. "Perfetto. Nessun commento. Vada avanti."<br />
 <br />
"Secondo: la senzienza. L'entità ha emesso una comunicazione telepatica intelligibile, composta da una sola parola in lingua standard. Ha quindi dimostrato di comprendere la nostra presenza, di distinguerci come estranei e di scegliere una reazione specifica. Sono indicatori compatibili con la senzienza, ma non la dimostrano."<br />
 <br />
Althea, seduta di fianco al Capitano, annuì lentamente senza staccare gli occhi dall'ologramma. "Era una parola sola, ma dietro c'era molto di più. Paura, soprattutto. E sollievo, quando abbiamo smesso di avanzare."<br />
 <br />
Queen la guardò con un'unica, impercettibile inclinazione del capo. "Il Tenente Sheva ha un vantaggio percettivo che i miei strumenti non possiedono. Tengo conto della sua osservazione, sebbene non sia quantificabile."<br />
 <br />
"Terzo: la natura della reazione. Ritengo che la risposta psionica sia stata difensiva e non offensiva. Non vi sono danni neurali permanenti, e l'intensità dell'impulso sarebbe stata sufficiente a uccidere l'intera squadra, se questo fosse stato l'obiettivo. Non è accaduto."<br />
 <br />
Calvi, che fino a quel momento era rimasta in piedi vicino alla paratia con le braccia incrociate, aggrottò la fronte. "Con tutto il rispetto, Tenente, un'entità capace di disintegrare un uomo con un viticcio e di stendere sei persone con un grido, io non la definirei innocua. Sia difensiva o no."<br />
"Non ho affermato che sia innocua, Tenente Calvi. Ho affermato che la sua reazione è proporzionata a ciò che ha percepito come una minaccia. Sono due concetti distinti."<br />
La vulcaniana non rispose, ma la sua mascella si irrigidì appena e le sue dita si strinsero sul braccio opposto.<br />
 <br />
"Quarto: il legame con l'Onda di Spostamento Planare. Le fluttuazioni quantistiche rilevate nel sottosuolo coincidono per il 92,6% con quelle registrate al momento del nostro arrivo in questo universo. Non posso affermare che il Custode sia la causa dello spostamento, ma esiste una correlazione statisticamente rilevante. Potrebbe esserne una fonte, un guardiano, o una conseguenza."<br />
 <br />
Droxine Carelli, che fino ad allora aveva tenuto il padd stretto in mano, lo posò sul tavolo con un sospiro. "Novantadue virgola sei... Tenente, mi dica che avete controllato due volte. Se quel valore è corretto, stiamo parlando della stessa firma energetica che abbiamo cercato di replicare per mesi nei laboratori di ingegneria."<br />
"Ho verificato i dati tre volte, Comandante. Posso trasmettere le scansioni alla sua sezione, se desidera analizzarle."<br />
"Lo desidero eccome." L'ingegnere si appuntò qualcosa, e per un attimo i suoi occhi si accesero di un'energia che non aveva nulla a che fare con la stanchezza.<br />
 <br />
"Quinto: il Cuore dell'Oceano. Gli alieni hanno definito l'entità 'custode del cuore'. Ne deduco che il Cuore sia un oggetto o una struttura che essa protegge. La mia ipotesi è che si trovi all'interno della caverna, ma non l'abbiamo individuato. Probabilità: 64,7%."<br />
"Un oggetto, una struttura..." Anena Lawtoein, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio con le mani intrecciate in grembo, parlò con voce pacata. "Potrebbe anche non essere nulla di materiale, Tenente. Alcune culture chiamano 'cuore' ciò che per loro è sacro, un ricordo, una persona. Dovremmo evitare di dare per scontato che sia un oggetto da prendere."<br />
"Un'osservazione valida, Consigliere. La inserisco tra le possibilità non quantificate."<br />
 <br />
"Sesto: gli alieni. Le due navi si sono ritirate senza tentare di recuperare nulla. Ciò indica che temono il Custode più di quanto desiderino il Cuore, e che ne hanno una conoscenza pregressa."<br />
Amanda Kiss, dalla sua postazione, alzò lo sguardo dal padd. "Questo significa che potrebbero tornare, Tenente?"<br />
"Le loro intenzioni nei nostri confronti potrebbero cambiare, Tenente Kiss, se ritenessero che siamo stati noi a risvegliare l'entità. Non posso stabilire se la reazione sarà di ostilità o di rispetto. Il loro capitano ha usato il termine 'pazzi', il che suggerisce la prima ipotesi."<br />
"Allora mi prepari lo scenario peggiore," disse Kiss con tono asciutto, tornando ai suoi dati. "Se tornano, voglio sapere con quante unità e da quale vettore."<br />
 <br />
Il Capitano, che fino ad allora aveva ascoltato immobile con i gomiti sul tavolo e le dita intrecciate davanti alla bocca, si limitò a un cenno d'assenso verso la postazione tattica.<br />
"Le questioni aperte sono dunque tre: se il Custode sia ostile o soltanto territoriale; se il Cuore sia un'arma, un archivio o un portale; se esista una relazione diretta tra l'entità e la nostra via del ritorno."<br />
"Quella terza mi interessa un po' più delle altre," borbottò Finn, e per una volta nessuno nella sala sorrise.<br />
"A mio giudizio, Capitano, nessuna di queste domande può trovare risposta senza un secondo contatto. Un approccio più cauto e preparato ridurrebbe i rischi, ma non ritengo che li annullerebbe."<br />
 <br />
"Capitano, se mi permette ho un dubbio..."<br />
"Mi dica Signor Carelli." Kenar si voltò verso l'ingegnere capo<br />
"Perché le scale?" chiese scatenando attorno a lei degli sguardi confusi<br />
"In che senso?" il capitano si piegò sulla sedia concentrando la sua attenzione sulla donna. "Ah! Capisco... in effetti ha ragione."<br />
"Volete spiegarlo anche al resto della classe?" chiese Finn confuso<br />
 <br />
"Perché un Custode dovrebbe costruire una scala per scendere dentro un pianeta e per di più mettendo un pulsante per aprirla?" Carelli si sistemò meglio sulla sedia mentre la sua mente lavorava a ritmo sostenuto "Sono due congegni adatti a delle creature umanoidi con gambe e braccia... cosa che il Custode per quanto ne sappiamo non ha dato che è fatto di energia."<br />
L'ufficiale scientifico sollevò un sopracciglio stupito per la semplicità logica delle sue deduzioni.<br />
"Anche i filamenti... sono stati costruiti o sono parte del custode?" chiese Calvi seguendo il nuovo discorso con interesse.<br />
 <br />
"Qualcuno ha un'idea? Anche assurd..." Kenar socchiuse gli occhi, forse non era una domanda da fare con Finn presente... e infatti.<br />
 <br />
Finn si raddrizzò sulla sedia, si schiarì la voce con la solennità di chi sta per annunciare l'ospite d'onore, e per un attimo sembrò dimenticare il mal di testa.<br />
"Idee? Una, Capitano, ma l'ho avuta mentre cadevo per le scale, quindi prendetela con le pinze. Allora. Parto dalle scale. Chi è che costruisce una scalinata di mille gradini..."<br />
"Mille quattrocento ottantasette, Comandante."<br />
Finn si bloccò. "Prego?"<br />
"Il numero esatto dei gradini è millequattrocentoottantasette. Con un'alzata media di 18,5 centimetri, la profondità risulta di circa 275 metri, il che è coerente con le mie scansioni. Il Comandante è caduto al gradino duecentododici."<br />
"Lo ha contato."<br />
"Il tricorder lo ha contato, Comandante."<br />
"Ovviamente." Finn rimase un istante a fissarlo. "Dov'ero? Ah sì. Milleq... taaaanti gradini. Ora, chi costruisce tutti quei gradini per arrivare in un posto che non vuole far visitare? Nessuno! Quindi è un posto da visitare. Ma per pochi. Come i camerini, capite? Dietro le quinte. Solo personale autorizzato. Io ho girato mezza Federazione con i Tenacious D e posso dirvi che i camerini sono sempre in fondo a una scala brutta, stretta e che non finisce mai. Quindi camerino. Questo era il primo punto."<br />
 <br />
"Il secondo punto?" chiese Kenar, con una pazienza che sembrava costargli parecchio.<br />
"Il secondo... no, aspetti, ho dimenticato il camerino della terza tappa su Betazed, c'era un lampadario che... no, scusate, non c'entra. Il secondo punto! La stanza. Caldo, umido, luce soffusa, stabile tutto l'anno. Esatta descrizione della cameretta che i miei genitori chiedevano ogni volta che viaggiavamo. 'Luce soffusa, temperatura costante, e per favore niente rumori improvvisi.' Mia madre era tremenda. Una volta ha fatto spostare un'intera delegazione tellarita perché russavano. Comunque! Tutto il contrario di un covo, un covo sarebbe buio, freddo e pieno di ossa. Come il bagno di Katok."<br />
"Chi è Katok?" chiese Anena.<br />
"Lasci stare, è una storia lunga e ci sono di mezzo due donne arrabbiate. Terzo punto!" Finn alzò tre dita, poi ne guardò quattro. "O quarto? Quanti ne ho fatti?"<br />
"Due, Comandante," disse Queen.<br />
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"Terzo punto allora. La pietra. Pulsava, giusto? Piano, regolare. Tum... tum... tum... Ora, io di ritmo me ne intendo, e quello è un lento. Un battito da riposo. Un cuore che dorme. E gli alieni cosa dicono? 'Il cuore dell'oceano.' Non 'la pietra', non 'il tesoro'. Il cuore. Si dice di qualcosa che batte e che di solito sta dentro qualcos'altro. Tipo un'anguria. No, un'anguria no, non ha il cuore. Una persona. Un pollo?"<br />
"Un pollo..." ripeté Calvi, senza inflessione.<br />
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"Un pollo ha un cuore! Non divaghi altrimenti perdo il filo. Quarto punto: il grido." Finn si alzò in piedi, indicò il vuoto e urlò: "'No!' Una parola sola. Capitano, io non sono un esperto di psicologia, ma ho visto abbastanza bambini a bordo di navi diplomatiche per riconoscere quel tono. Non era il 'No' di chi ti minaccia. Era il 'No' di chi ha appena sentito qualcuno entrare in camera mentre fingeva di dormire. Con la mamma che dice 'è tardi' e tu che dici..." si interruppe, si rese conto di essere in piedi, e si risedette con dignità.<br />
"Quinto..." si guardò attorno esitante come se non ricordasse di nuovo a che punto era arrivato.<br />
"Il quinto non l'ha ancora fatto, Comandante," gli confermò Queen. <br />
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"Quinto! Quelli lassù. Sparano, scappano, ci minacciano, e appena il 'custode' si sveglia, filano via come se avessero visto un fantasma. Chi si comporta così? Chi ha un compito ereditato e un incubo ricorrente: non svegliare il bambino. Hanno la faccia della babysitter che sente un rumore al piano di sopra e sa benissimo chi è. E non è un ladro."<br />
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Si fermò e si passò una mano sul viso. "Quindi, mettendo tutto insieme... camerino, stanza con la luce blu, cuore di pollo..."<br />
"Lasciamo stare il cuore di pollo, Comandante." si intromise Kenar<br />
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"Battito lento, un 'no' capriccioso e gente col terrore di farlo svegliare. Capitano, non siamo scesi in una grotta. Siamo entrati nella cameretta di qualcuno. E qualcuno ci ha appena detto di uscire."<br />
Lasciò cadere le braccia sul tavolo, poi aggiunse, a voce più bassa: "E io, per inciso, ho suonato il campanello senza bussare."<br />
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Certo la disquisizione di Finn era assurda e confusa come sempre, ma aveva una sua logica. Kenar provò un brivido, Finn e la logica erano due parole che difficilmente avrebbe messo nella stessa frase, ma doveva ammettere che il suo primo ufficiale spesso aveva intuizioni interessanti.<br />
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"Devo ammettere che la sua ricostruzione ha un senso... credo... in mancanza di altre idee direi che possiamo seguire la sua intuizione. Direi che è il momento di andare ad incontrare i babysitter, magari loro ci potranno spiegare cosa succede.<br />
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            <author>Comandante Dewey Finn</author>
            <pubDate>Sat, 24 Oct 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
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