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        <title>USS HOPE - Missione 02</title>
        <description>I diari di bordo della USS HOPE</description>
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        <lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 01:19:23 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS HOPE</title>
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            <title>02-00 Missione o punizione?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Xyr del Clan Clos<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope - Sala Ologrammi - 30 dicembre 2394 - Ore 09:01</b><br /><br />
=^=Come ricorderete dal corso di RelativitÃ  del secondo semestre dello scorso anno, l'interazione gravitazionale Ã¨ definibile come una conseguenza della curvatura dello spaziotempo creata da corpi con massa o energia definite. <br />
Ne deriva di conseguenza un campo tensoriale che possiamo appunto rappresentare attraverso il tensore di Riemann. Inibendo un...=^= <br />
<br />
La voce del Professor Curyon si perse sovrastata dai pensieri di Bueller. <br />
Era ormai quasi terminata anche la 3a ora del corso di Fisica iperspaziale e di Relazioni dinamiche. <br />
Il Capitano era sempre terribilmente impaziente di terminare queste lezioni. Certo, tutto faceva parte della sua formazione e dei suoi doveri, ma in fondo anche la Hope era un suo dovere ed era assolutamente piÃ¹ entusiasmante stare seduto in plancia che in un'aula. <br />
Per qualche strana e fortuita combinazione di turni e classi non aveva ancora seguito nessun corso con quelli che potevano essere definiti i suoi ufficiali di plancia. <br />
Tranne oggi...<br />
Oggi stava dividendo il corso con il suo Primo Ufficiale. <br />
Oddio, dividere era un concetto difficilmente abbinabile a Xyr. <br />
Diciamo che era rimasto seduto ad ascoltarla discutere di ogni piccolissima parte delle teorie enunciate dal professor Curyon. Ogni postulato poteva essere riconducibile a questa o quella teoria, ogni teoria raffrontabile in modo controversibile con un assioma, ogni assioma distruggibile con un'inezia. <br />
Erano ormai passate piÃ¹ di due settimane da quando avevano dovuto fare rapporto all'Ammiraglio Lennox sulla loro prima missione. <br />
Xyr non aveva per nulla gradito come Bueller le aveva chiesto di mentire a Lennox. Sicuramente il numero delle violazioni a lui imputabili e da lei registrate aveva sicuramente raggiunto la tripla cifra solo in questo primo mese di missione. <br />
Lennox li aveva aggrediti verbalmente. Non c'erano reali prove che suffragassero la teoria che tutto fosse stato organizzato dai giovani Ferengi, anche se in effetti non c'erano nemmeno prove che la negassero. <br />
Bueller non aveva ritenuto necessario andare ulteriormente a fondo delle indagini. <br />
Si ricordava perfettamente di aver detto di fronte a Xyr e agli altri ufficiali: "Secondo me si capisce bene che la cosa era stata organizzata da tempo dagli studenti, magari grazie a magheggi di qualche tipo direttamente dal loro pianeta. Il fatto di non mettere qui una spiegazione piÃ¹ chiara e terminare la missione, non vuol dire che la cosa finisce qui. Magari in futuro incontreremo ancora le pesti e chiariremo alcune cose lasciate in sospeso. Anche il rapporto all'ammiraglio secondo me puÃ² essere tralasciato dato che sarebbe solo un banalizzare la situazione. Per me la missione puÃ² essere conclusa, ma attendo il vostro parere." <br />
Xyr non aveva davvero gradito. Era chiaro che dal rapporto al Comando non poteva essere tralasciato nulla. <br />
La loro relazione lavorativa, mai in realtÃ  decollata realmente, si era schiantata irrimediabilmente al suolo giÃ  dopo la prima missione. Ed ora eccola lÃ¬ impettita in prima fila, rigida ed affabile come un robot che si Ã¨ seduto su una scopa.C'era comunque da dire che il meglio era arrivato dall'Ammiraglio. <br />
<br />
=^=Bueller, la Hope Ã¨ pronta per la sua nuova missione?=^=<br />
"Certamente Ammiraglio. Tutto l'equipaggio non vede l'ora di ripartire." <br />
=^=Ottimo guardiamarina. A 5 giorni dalla vostra attuale posizione a curvatura 6 si trova il sistema di Garivan III. Ne avrÃ  sicuramente sentito parlare. 12 anni fa la nave scientifica USS Malawi ha avuto l'onore di mappare una nebulosa planetaria. Dai suoi studi dovrebbe conoscerne la particolaritÃ .=^= <br />
"Ehm, dovrebbe essere una nebulosa ad emissione costituita da un involucro incandescente di gas ionizzato in espansione, espulso durante la fase asintotica delle giganti di alcuni tipi di stelle nella fase finale della loro vita. Senza offesa Ammiraglio, ma al di lÃ  dello spettacolo visivo non ci trovo nulla di nuovo da catalogare." <br />
=^=Lei non deve vederci nulla, ma il Comando della Flotta richiede accurate informazioni e un aggiornamento sulla situazione.=^= <br />
"Dovremmo in pratica stare a guardare una stella che non farÃ  altro che stare immobile? Ammiraglio, con tutto il rispetto speravo che la Hope potesse dimostrare..." <br />
=^=Bueller! Ha ricevuto un ordine e una missione. La Hope dovrÃ  studiare la nebulosa e confutare o aggiornare i dati rilevati in precedenza dalla Malawi. Magari questa volta sarete in grado di eseguire una missione semplice senza rischiare nulla e magari obbedendo anche ad un ordine. Le sto inviando via subspazio i suoi ordini firmati direttamente da me. Ci risentiamo fra qualche settimana. Lennox chiudo.=^=<br />
Questo 18 giorni fa. <br />
<br />
18 giorni in cui la sezione di cartografia stellare aveva avuto accesso a quasi tutte le risorse energetiche della nave. <br />
Interminabili giorni in cui Luna, dopo averci portati fino qui, aveva cominciato ad annoiarsi innervosendo metÃ  dell'equipaggio e cominciando piccoli screzi con l'altra metÃ . <br />
18 giorni in cui il nostro Ufficiale Medico Capo aveva visto crescere di qualche micron dei microorganismi simbiotici in una capsula ad atmosfera modificata o in cui Rodriguez era riuscito a sfiorare il deferimento al Comando di Flotta da parte del Primo Ufficiale almeno 8 volte. <br />
Giornate che Doohan e Tucci avevano passato a smontare e rimontare qualcosa in sala macchine, coinvolta a loro dire da una strana anomalia sulla gondola di babordo. <br />
<br />
La voce di Xyr lo riportÃ² alla realtÃ . Lei e il Professor Curyon stavano ora discutendo sull'equazione di campo di Einstein. Xyr sembrava rapita dalle ripercussioni matematiche del tensore metrico mentre Curyon spezzava una lancia a favore della costante cosmologica. <br />
Bueller stava valutando diverse forme di suicidio. <br />
=^=Dal momento che le recenti scoperte indicano la densitÃ  dell'univerzzzzzzzzzzzzzz...=^=<br />
L'immagine olografica di Curyon si bloccÃ² poi svanÃ¬ di colpo lasciando la sala Ologrammi completamente al buio. <br />
Qualche secondo dopo l'energia tornÃ². Xyr e Bueller si guardarono tra il perplesso e il preoccupato. <br />
L'energia mancÃ² di nuovo e una forte scossa colpÃ¬ con tale violenza la nave da far cadere a terra i due ufficiali. <br />
Xyr fu la prima a raggiungere la porta della sala Ologrammi. L'energia tornÃ² di nuovo come se ne era andata e i due ufficiali si precipitano simultaneamente sulla porta ora aperta. Lo scontro fu inevitabile. Le loro spalle si incastrarono tra la parete e la spalla dell'altro. <br />
Ritornarono sui propri passi e sicuri che l'altro lasciasse il passo si rigettarono sulla porta scontrandosi di nuovo. Bueller fu il piÃ¹ lesto a sgusciare fuori. <br />
<br />
"Bueller a plancia. Aggiornamento. Che sta succedendo?" <br />
=^=Sono Basta capitano. Sembra sia successo qualcosa in sala macchine. Sto andando lÃ .=^= <br />
"Vi raggiungiamo." <br />
"Per Andor. Qualcuno su questa nave ha mai letto una procedura? Capitano non possiamo correre entrambi in sala macchine. Un guasto, un'esplosione, un abbordaggio, una fuga di radiazioni, una scarica di plasma, un esperimento nato dalla nuova collaborazione tra il nostro ingegnere capo e il nostro Ufficiale scientifico. Qualsiasi cosa ci potrebbe colpire entrambi e la nave perderebbe capitano e primo ufficiale in un solo colpo. Lei deve andare immediatamente in plancia e io le riferirÃ²." <br />
Bueller cominciÃ² a rallentare la sua corsa. <br />
"Xyr, si fermi immediatamente!" <br />
La giovane andoriana rallentÃ² a sua volta per poi fermarsi pochi passi davanti al suo ufficiale superiore. <br />
"Xyr, sono 18 giorni, capisce, 18 dannatissimi giorni in cui non abbiamo fatto altro che osservare stelle, catalogare stelle, misurare stelle, nient'altro che stelle. Non un accenno di problema, non una possibile indagine, nessun pianeta di classe M nei paraggi sui cui scendere, nessuna nave che anche per sbaglio fosse passata di qua. Niente. Ora, non mi interessa se in quella sala macchine si Ã¨ aperto il nucleo a curvatura o se il problema sono i replicatori che hanno assorbito troppa energia per una bevanda al cioccolato. Io entrerÃ² in quella sala macchine, che lei, le procedure, la Flotta Stellare, un Q lo vogliate o meno! Mi sono spiegato?" <br />
Xyr intrecciÃ² le mani dietro la schiena pensierosa poi guardÃ² fissa il suo capitano. <br />
"18 giorni, 7 ore e una manciata di minuti". <br />
Bueller la osservÃ² per un istante trattenendo un sorriso. <br />
"Certamente Numero Uno, ha il permesso di accompagnarmi." <br />
Ripresero entrambi la corsa verso il turbolift. <br />
Qualche secondo dopo erano all'ingresso della sala macchine. <br />
Un capannello di giovani cadetti curiosi stava bloccando la vista. <br />
Xyr si fece strada seguita da Bueller. <br />
Giunti in prima fila si fermarono allibiti a guardare. <br />
<br />
La scena era surreale. Dal soffitto della sala fuoriusciva il muso di una navetta. Non aveva sfondato la parete, era parte della parete, un corpo unico con la Hope. <br />
Xyr e Bueller non stavano parlando, forse nemmeno respirando. <br />
La voce di Tucci ruppe il silenzio. <br />
"Ehm, Capitano, Comandante.... credo sia colpa mia." <br />
Xyr non tolse lo sguardo dalla navetta la cui forma notÃ² non aver mai visto prima. <br />
"Tucci dice che Ã¨ colpa sua." <br />
Bueller continuÃ² a fissare il soffitto. <br />
"Ah..." <br />
"Ehm, Capitano, Comandante.... non Ã© tutto." <br />
Xyr e Bueller si voltarono all'unisono verso Tucci.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Xyr del Clan Clos</author>
            <pubDate>Sun, 19 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-01 Del come e del perchÃ© ci ritroviamo con una navetta conficcata in Sala Macchine</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Rest figlio di Retok<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Hope - Aula di Formazione nr. 3 - 30 dicembre 2394 - Ore 09:01</b><br /><br />
Paulo accolse la fine della lezione di meccanica quantistica con malcelata soddisfazione e, con un colpo di reni, si tirÃ² in piedi avviandosi verso l'uscita dell'Aula...aveva cose molto piÃ¹ interessanti, divertenti e potenzialmente redditizie da fare che perdere tempo dietro noiosissime lezioni di Storia della Diplomazia Interplanetaria...<br />
<br />
<i>*Giusto Rest potrebbe trovare interessante una lezione del genere...*</i> si disse, notando l'Ufficiale Tattico che, dopo aver digitato tutto il tempo della lezione sul proprio DiPadd, stava ora apprestandosi ad abbandonare a sua volta l'aula per assumere il suo ruolo istituzionale a bordo della Hope.<br />
<br />
Passando accanto al collega, perÃ², il Capo Operazioni si accorse che neppure il Vulcaniano doveva essere lo studente modello che aveva immaginato. Il suo elaborato digitale, infatti, pareva una stringa di programma olografico e - a giudicare da quel che poteva vedere - doveva trattarsi della simulazione di uno scontro tra astronavi.<br />
<br />
"Ma come, Rest... anzichÃ© prestare attenzione alla lezione e prendere appunti si mette a compilare oloprogrammi di addestramento?" buttÃ² lÃ¬ senza riuscire a trattenersi. La natura del collega - decisamente in antitesi con la sua - lo spingeva alla sfida con alterni risultati, ma si trattava sempre di scontri piuttosto interessanti!<br />
<br />
Il Vulcaniano sollevÃ² su di lui uno sguardo infastidito ma per nulla stupito, segno che era conscio della sua presenza nonostante il trambusto generato dai Cadetti che lasciavano l'aula e l'attenzione che pareva dare a ciÃ² su cui stava lavorando "Le assicuro, Comandante, che ho prestato tutta l'attenzione necessaria alla lezione e che l'addestramento mnemonico al quale sono stato sottoposto sin dall'infanzia rende sostanzialmente inutile l'atto di appuntare i dettagli della medesima, specie alla luce del fatto che si tratta di una lezione olografica, il cui contenuto Ã© di immediata consultazione per tutti..."<br />
<br />
La risposta, nonostante i due si stessero ora fissando, fu data senza smettere di digitare stringhe di codice. Quando fu apparentemente soddisfatto, Rest salvÃ² il lavoro svolto e si alzÃ², aggiungendo "Ad ogni modo non si tratta di un programma di addestramento, ma della simulazione del test della Kobayashi Maru. Stavo rivedendone la programmazione originale alla ricerca di una modalitÃ  di risoluzione..."<br />
<br />
Tutti gli Ufficiali Superiori della Hope conoscevano quel test perchÃ© tutti - in previsione di quella crociera di addestramento - avevano seguito i corsi base di Comando. Si trattava di un test particolare, la cui programmazione presentava uno schema non-vincente al quale i Cadetti dovevano tenere testa mostrando capacitÃ  creative nel modificarne i parametri di base per giungere alla vittoria. CiÃ² premesso, Rodriguez non riusciva a comprendere il senso delle parole del collega, cui disse "Mi scusi, Rest...ma non credo di capire. A quanto so, anche lei ha giÃ  superato questo test, no? E allora perchÃ© se lo ristudia?"<br />
<br />
"Lo ho superato modificandone i parametri," affermÃ² il Vulcaniano, dicendo quella che all'altro pareva una ovvietÃ  "ma in realtÃ  trovo di maggiore interesse la modalitÃ  di esecuzione iniziale del test. Originariamente, infatti, il test era semplicemente uno schema non-vincente, programmato per formare i Cadetti al fine di trasmettere loro la consapevolezza dell'esistenza di situazioni non vincenti e per studiarne la reazione di fronte ad esse. Solo successivamente Ã¨ diventato uno strumento di valutazione dell'inventiva dei Cadetti stessi."<br />
<br />
"Quindi lei sta cercando di vincere lo schema non-vincente iniziale senza barare?" domandÃ² incredulo Paulo, mentre i due imboccavano il medesimo corridoio diretti al piÃ¹ vicino turboascensore.<br />
<br />
"Nessuno schema Ã© perdente a priori, Comandante..." ribattÃ© Rest, forse piccato dal tono del Capo Operazioni "con il giusto tempo e la giusta preparazione Ã© sempre possibile individuare una strategia vincente. In questo caso specifico, si tratta di un semplice confronto di astuzia strategica tra il candidato e chi ha programmato il test..."<br />
<br />
"E... come va questa sfida?" domandÃ² Paulo, piuttosto divertito dalla spocchiositÃ  del Vulcaniano e con l'intenzione di fargli abbassare un po' la cresta...dopotutto, se in piÃ¹ di 150 anni nessuno aveva battuto lealmente il test della Kobayashi Maru, cosa faceva credere a Rest di poterci riuscire?<br />
<br />
"Per il momento rimane... sfidante..." rispose diplomaticamente il Tattico, lasciando che le porte della piccola cabina si chiudessero dietro di loro. Lasciati passare alcuni secondi, perÃ², attivÃ² il comando che bloccava il turboascensore e aggiunse "Comandante...ho notato che il suo rapporto circa gli eventi intercorsi durante la missione di liberazione del Consigliere e degli altri membri dell'equipaggio dal mercato degli schiavi Ã© a tutt'oggi... lacunoso in alcuni punti. Posso avere una stima del tempo necessario a renderlo definitivo?"<br />
<br />
"Lacunoso?" rispose Paulo, preso in contropiede da quel repentino cambio di argomento "In che senso..."<br />
<br />
"Ho notato che il suo rapporto non approfondisce la consistenza e la tipologia della totalitÃ  dei materiali che ha ritenuto opportuno...requisire da quel luogo..." ribattÃ© con una accurata scelta di parole il Vulcaniano, tenendo gli occhi fissi sul collega delle operazioni alla ricerca di una qualsiasi reazione visibile.<br />
<br />
Ma Paulo Rodriguez era un uomo dalle mille risorse e dalla faccia di bronzo nota a decine di tavoli da gioco sparsi per il settore terrestre e - dopo quella iniziale reazione di stupore - il suo viso assunse una neutralitÃ  emotiva cosÃ¬ studiata da renderlo l'orgoglio di un qualsiasi istruttore di Kolinahr mentre rispondeva "Ad essere sincero ho lasciato ai miei uomini la maggior parte delle attivitÃ  di verifica, ripromettendomi di verificare che tutto fosse in ordine al piÃ¹ presto. Ma sa...questa Ã¨ una vecchia nave e ci sono sempre mille piccoli problemi. Ad ogni modo, se mi dice cosa ha notato manchi posso fare un controllo al piÃ¹ presto."<br />
<br />
"Gliene sarei effettivamente grato..." rispose Rest, apparentemente accettando quella risposta "in particolare sono interessato al rapporto circa quelle quattro testate quantiche che si trovano al momento depositate nella stiva del vascello del Cadetto Jones, in una zona prossima al motore e pesantemente schermata alle emissioni di radiazioni... e sensorie..."<br />
<br />
A quelle parole, Paulo non riuscÃ¬ perÃ² a reprimere un leggero aumento della sudorazione, come se qualcuno avesse alzato la temperatura in quel dannato ascensore di una decina di gradi "Ah... quelli..." disse solo, mentre la sua mente agiva rapidamente per trovare una risposta soddisfacente, una di quelle che non lo avrebbe fatto finire di fronte ad una corte marziale "effettivamente li ho requisiti perchÃ© mi sembrava inappropriato che una simile tecnologia bellica, coperta dal piÃ¹ alto segreto militare, fosse disponibile a chiunque in un posto come quello. Quanto al rapporto, non li ho inseriti perchÃ©, da una prima analisi, mi sono parsi falsi..."<br />
<br />
"Falsi?" domandÃ² l'Ufficiale Tattico, sollevando un sopracciglio interrogativo.<br />
<br />
"SÃ¬..." convenne Paulo, ora piÃ¹ sicuro di sÃ©, visto che aveva iniziato a trovare la strada giusta "naturalmente non sono un esperto di esplosivi, ma le analisi preliminari della scocca esterna mi hanno lasciato alcune perplessitÃ  e ho preferito aspettare ad inserire nel rapporto il ritrovamento di simili armi, se non ero certo che fossero vere. Volevo innanzitutto sottoporre la struttura di quelle testate ad una analisi approfondita ma - come sa - la maggior parte delle risorse di calcolo del computer sono al momento dedicate all'Astronomia, quindi non potrÃ² farlo fino a completamento della missione attuale."<br />
<br />
"Capisco..." rispose - apparentemente meditabondo - Rest. Dopo un attimo aggiunse "Sarei comunque piÃ¹ tranquillo se le testate - o presunte tali - venissero trasferite in armeria e poste sotto controllo della sicurezza. Inoltre gradirei assistere alle successive analisi, quando avrÃ  modo di porle in essere. Ho avuto modo di studiare questa tipologia di armi e potrei essere di supporto..."<br />
<br />
"Naturalmente..." rispose il Capo delle Operazioni, tirando un invisibile sospiro di sollievo quando vide Rest digitare un comando sul controller del Turboascensore e farlo ripartire. Forse avrebbe aggiunto anche qualcos'altro, se dopo aver percorso una decina di metri, la cabina non si fosse nuovamente bloccata con un contraccolpo tale da farlo cadere a terra "Che accidenti...?"<br />
<br />
Rest, che era riuscito ad appoggiarsi ad una delle pareti curve per sostenersi, si avviÃ² rapidamente ai comandi solo per scoprire che l'energia principale sembrava disattiva. Prima che potesse dire qualcosa, l'ascensore si riavviÃ², percorse un altro ponte e si bloccÃ² di nuovo, mentre l'intera nave veniva scossa violentemente.<br />
<br />
"Maledizione, che sta combinando Doohan in Sala Macchine?" sbottÃ² l'umano, riuscendo finalmente a rialzarsi e ad accedere al computer, appena tornato in funzione. Verificate un paio di cose su di una mini schermata di controllo danni, aggiunse "Non Ã¨ possibile...qualcosa ha interrotto sia l'energia principale che la secondaria. Adesso stiamo andando a batterie..."<br />
<br />
Mentre parlava, le porte si aprirono sulla Plancia del vascello, mostrando che - al momento - sembrava non esserci una catena di comando efficiente. Degli otto cadetti presenti, infatti, solo la timoniera Luna Jones pareva avere il pieno controllo di sÃ©, mentre riferiva che il timone pareva rispondere anche se - a causa dell'interruzione dell'energia principale - erano usciti dalla Curvatura. Per contro, l'ufficiale che sedeva sulla Poltrona di Comando - il Tenente Aston - sembrava piuttosto spaesato e sopraffatto dai rapporti che riceveva contemporaneamente da tutte le postazioni.<br />
<br />
"Signori..." disse con voce greve e forte il Vulcaniano, sovrastando i rapporti confusionari ed attirando l'attenzione di tutto il personale di Plancia, mentre Paulo Rodriguez si dirigeva con un ghigno alla postazione delle Operazioni "credo sia opportuno che interrompiate i vostri rapporti e procediate con ordine di prioritÃ , cosÃ¬ da poter efficientemente stabilire l'esatta situazione della nave."<br />
<br />
Si trattava di certo di un consiglio sensato, quindi tutti vi si attennero. Purtroppo ognuno degli addetti alle postazioni di Plancia riteneva che le proprie informazioni fossero le piÃ¹ rilevanti, quindi tutti - con l'eccezione dei due nuovi arrivati e di Aston - ricominciarono a parlare contemporaneamente.<br />
<br />
Rest provÃ² per un secondo l'istinto di estrarre dall'armadietto tattico un Phaser per sparare un colpo di avvertimento nel mezzo di quella mandria di incapaci ma - prima ancora che la sua mente iniziasse ad individuare le migliaia di motivazioni che classificavano questo desiderio come una illogica esternazione di frustrazione - un fischio penetrante interruppe di nuovo il chiacchiericcio, costringendo quasi tutti a zittirsi e tapparsi le orecchie.<br />
<br />
Il Vulcaniano osservÃ² con un accenno di curiositÃ  Paulo che - toltosi due dita dalla bocca - ricominciava a lavorare come se nulla fosse. Prima che qualcuno potesse ricominciare a parlare, perÃ², aggiunse con tono di voce che non ammetteva repliche "Credo sia opportuno che parliate solo quando siete interpellati, dato che non sembrate in grado di capire da soli il corretto ordine di prioritÃ ."<br />
<br />
Ottenuto un silenzio di tomba a quelle parole, il Vulcaniano si volse verso l'Ufficiale in Comando, per cedergli la parola. Forse timoroso di sbagliare - o, piÃ¹ probabilmente,  temendo di essere ricompreso nel novero degli incapaci - Aston gli fece cenno di proseguire e lui non se lo fece ripetere due volte. Mentre prendeva posto al Tattico, avviando una scansione di prossimitÃ  e rivedendo al contempo il diario dei sensori, aggiunse "Tenente Jones, stato della navigazione e dello spazio circostante."<br />
<br />
"Siamo stati strappati fuori dalla Curvatura per mancanza di energia alle gondole..." affermÃ² la Mezza-Klingon senza neppure consultare di nuovo i propri strumenti "Fortunatamente sono stata veloce ad accorgermi del calo di potenza e ho potuto compensare, o avremmo subito danni. Ad ogni modo ora siamo in arresto completo e non ci sono altre navi o ostacoli alla navigazione nel raggio dei sensori."<br />
<br />
"Confermo dai sensori tattici..." commentÃ² quasi tra sÃ© e sÃ© Rest "Stato della nave, signor Rodriguez?"<br />
<br />
"Stiamo procedendo con l'energia di emergenza. La reazione del Nucleo Ã¨ stata soppressa e i reattori ad impulso hanno subito un arresto di emergenza per evitare contraccolpi dovuti al reflusso energetico. Parte della rete EPS nella zona tra la Sala Macchine ed il Punte di Lancio Ã¨ stata interrotta da qualcosa, ma non rilevo perdite di Plasma rilevanti. Il reflusso energetico ha inoltre causato diversi danni ai sistemi: attualmente abbiamo perso le comunicazioni, la propulsione a Curvature ed i sistemi tattici"<br />
<br />
"L'Infermeria comunica che abbiamo circa una dozzina di contusi a causa della brusca uscita dalla Curvatura ed un paio di feriti per esplosioni di condotti EPS sui ponti inferiori, ma nulla di grave..." si intromise il Guardiamarina Anister, dalle comunicazioni.<br />
<br />
Rest fulminÃ² con una occhiataccia la giovane Betazoide, rea di aver parlato senza essere stata interpellata, ma scelse di non dirle nulla verbalmente, mentre aggiungeva "Molto bene, signor Rodriguez, dia la prioritÃ  al riavvio dell'energia secondaria ed alla riattivazione dei sistemi tattici. Signor Jones, ho rilevato una zona di materia densa nelle propaggini della nebulosa che stiamo costeggiando. Si diriga a pieno impulso in quella direzione, cosÃ¬ che possiamo mantenere un basso profilo finchÃ© non avremo ripristinato i sistemi tattici."<br />
<br />
"Pensa che ci sia qualcuno che intende attaccarci?" domandÃ² stupito Aston, che nel frattempo si era alzato dalla poltrona centrale della Plancia quasi scottasse "Che quel che Ã¨ successo fosse un attacco?"<br />
<br />
"Non ho elementi per rispondere a questa domanda," affermÃ² semplicemente il Vulcaniano, mentre richiamava a video le letture dei sensori tattici relative ai minuti precedenti, per tentare di capire cosa fosse effettivamente successo "ma non posso neppure escludere tale ipotesi. Ergo, preferisco eccedere in cautela che in avventatezza. Computer, attivare la condizione di Allarme Giallo." <br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Hope - Sala Macchine - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Me lo rispieghi..." chiese il Capitano Bueller, osservando con una torsione del collo il muso della navetta sconosciuta che spuntava parzialmente dal soffitto della Sala Macchine. La navetta non sembrava aver sfondato la paratia di separazione tra i ponti della nave, ma essere fusa in essa.<br />
<br />
Nella stessa posizione del suo ufficiale comandante, il Cadetto James Doohan III, Ingegnere Capo della Hope, aprÃ¬ la bocca a vuoto un paio di volte, come se non sapesse come iniziare la sua spiegazione. Alla fine disse "Non lo so, signore. Un momento andava tutto bene...poi l'energia principale Ã© saltata e - tra mille cortocircuiti - Ã© iniziata una reazione di riflusso nel Nucleo. Quando siamo riusciti a spegnerlo, ho alzato gli occhi al soffitto e la nave era lÃ¬...nessun rumore, nessun detrito caduto...come se si fosse materializzata dal nulla."<br />
<br />
"Di solito le navette non compaiono dal nulla..." commentÃ² Bueller, senza riuscire a staccare gli occhi dal muso di quel piccolo veicolo spaziale. La forma gli era sconosciuta, ma il modello avrebbe potuto far pensare all'evoluzione di una nave Federale. Nonostante lo scafo nero come la notte, infatti, gli oblÃ² frontali avevano la stessa forma leggermente stondata di quelli di un Runabout ed anche la punta di una gondola, che spuntava dal soffitto sotto la struttura principale, aveva un aspetto che poteva richiamare quelli usati dalla Flotta per i suoi vascelli di piccolo tonnellaggio.<br />
<br />
Il Capitano si volse allora verso Tucci, che fino a quel momento era rimasto in silenzio dopo la sua iniziale ammissione di colpa. L'Ufficiale Scientifico non parve cogliere l'implicito invito a prendere parte alla conversazione, quindi Bueller si schiarÃ¬ la gola un paio di volte e - infine - lo richiamÃ² all'ordine dicendo "Tucci, lei che ne pensa?"<br />
<br />
Il giovane Umano sollevÃ² spaesato lo sguardo dal terminale che stava studiando e disse con voce colpevole "Non so da dove sia venuta, signore... ma ho il tremendo sospetto di sapere perchÃ© sia comparsa qui..."<br />
<br />
"Immagino che centri qualcosa con quanto ha affermato poco fa, ovvero che Ã¨ colpa sua..." commentÃ² Xyr, che se ne stava immobile a braccia conserte alla destra del Capitano, l'attenzione equamente suddivisa tra le procedure della Sala Macchine, le conversazioni in corso e la navetta che spuntava sulle loro teste.<br />
<br />
Bueller le lanciÃ² un'occhiataccia ma Edison parve non accorgersi dell'interazione tra i due colletti rossi, rispondendo "Io... forse, signore. Come certamente saprÃ , io ed il signor Doohan avevamo riscontrato alcune anomalie circa il funzionamento della Gondola di dritta. Negli ultimi giorni avevamo rilevato delle sporadiche perdite di potenza, come se ci fossero fughe di plasma da qualche parte... o come se l'energia venisse drenata da qualcosa..."<br />
<br />
"Mi pareva di aver autorizzato una ispezione della gondola, no?" chiese Bueller, che ricordava la discussione che aveva dovuto sostenere con Luna, quando la sua amica aveva protestato vivamente per averla costretta per un intero turno a procedere a velocitÃ  impulso, togliendole anche quel po' di gioia datale dalla vibrazione dei motori a curvatura... testuali parole "Mi pare non aveste rilevato nulla."<br />
<br />
"Infatti signore, nessuna perdita." Convenne il Capo Ingegnere, in sostegno al collega della Sezione Scientifica "Per questo abbiamo ipotizzato che il problema potesse essere di natura diversa...che un qualche fenomeno spaziale causasse - a cicli costanti - le perdite che rilevavamo. PoichÃ© perÃ² i sistemi non rilevavano nulla, abbiamo pensato che potesse trattarsi di qualcosa nel subspazio." <br />
<br />
"Abbiamo quindi pensato di generare una piccola emissione subspaziale...una sorta di impulso di risonanza del Nucleo di Curvatura." Riprese Tucci "Nelle nostre intenzioni avrebbe dovuto funzionare come una sorta di sonar subspaziale...se ci fosse stato qualcosa - anche profondamente radicato nel subspazio ed invisibile ai nostri sensori - l'impulso avrebbe dovuto colpirlo e generare una eco..."<br />
<br />
"E, mi faccia capire," si intromise di nuovo Xyr "Avete attivato l'impulso e la navetta Ã¨ comparsa?"<br />
<br />
"Dopo pochi secondi..." ammise Edison con un cenno del capo "Forse era molto vicina a noi e l'impulso la ha...attirata verso il Nucleo di Curvatura..."<br />
<br />
Effettivamente quel poco del muso della navetta che si vedeva era perfettamente allineato al Nucleo di Curvatura, quasi vi stesse precipitando contro. Constatato ciÃ², Bueller disse "Quindi, in sostanza, il vostro impulso ha in qualche modo attirato questa navetta verso il Nucleo ed in qualche modo l'ha costretta a palesarsi. Ma come? Da dove viene?"<br />
<br />
Nessuno rispose, quindi l'Umano aggiunse una domanda che da un po' gli ronzava in testa "Potrebbe venire dal futuro?"<br />
<br />
"Io...non saprei..." affermÃ² l'ingegnere, uscendo dal suo stato di confusione e cercando un tricoder, che subito accese "Ma questo possiamo verificarlo." Dopo alcuni secondi di scansione, durante i quali il Primo Ufficiale si era avvicinata al Capo Ingegnere per vedere per prima i risultati, aggiunse "Non rilevo tracce di radiazione cronotonica, quindi penso di no... non dovrebbe essere giunta attraverso uno spostamento temporale"<br />
<br />
"PerÃ² a bordo c'Ã© una forma di vita..." fece notare Xyr, quasi strappando di mano l'analizzatore all'Umano. La bella Andoriana digitÃ² alcuni comandi con le lunghe ed affusolate dita blu. In risposta, l'analisi avviata dall'Ingegnere Capo venne messa in secondo piano ed il piccolo schermo evidenziÃ² un diagramma d'onda che prima compariva solo come un piccolo simbolo di sfondo "ma le letture sono confuse, non riesco a capirne la razza..."<br />
<br />
"Allora muoviamoci a tirarlo fuori!" ordinÃ² Bueller, come attraversato da una scarica elettrica, mentre la mano dirigeva al Comunicatore " Dottoressa Grahan...a rapporto immediatamente in Sala Macchine!" quindi, voltandosi verso i presenti, aggiunse "Signor Doohan, Signor Tucci...trovate un modo di entrare in quell'affare, a costo di portare qui una scala e sfondare l'oblÃ² frontale... Basta, prenda uno dei suoi e lo copra!"<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Hope - Ponte di Lancio - 30 dicembre 2394 - Ore 9:25</b><br /><br />
"Molto bene Rest, tenga sott'occhio la situazione esterna e mi avverta di qualsiasi cambiamento. Fino a diverso ordine mantenga tutti i sistemi in Allarme Giallo."<br />
<br />
Dopo un veloce scambio di informazioni con l'Ufficiale Tattico, che gli pareva avesse messo sotto controllo la situazione in Plancia, Bueller si concentrÃ² su quanto stavano facendo i suoi uomini, non riuscendo perÃ² a trattenersi dallo sbuffare, alla vista della parte posteriore della navetta sconosciuta che spuntava - inclinata di una quarantina di gradi - dalla superficie liscia del suo Ponte di Lancio.<br />
<br />
Xyr, che aveva passato gli ultimi minuti ad interrogare gli addetti al Ponte di Volo sull'accaduto si avvicinÃ² a Bueller e, senza staccare a sua volta gli occhi dal portello attorno al quale stavano trafficando Doohan e Tucci, riferÃ­ "Anche gli addetti al Ponte confermano quanto giÃ  sapevamo...c'Ã© stato un primo breve Black Out e subito dopo Ã© comparsa la nave, giÃ  incastrata nello scafo. Quando si Ã© materializzata c'Ã© stata la seconda perdita di potenza e la nave Ã© uscita dalla Curvatura, causando lo scossone..."<br />
<br />
"Bene..." commentÃ² il Capitano, anche se non pensava affatto fosse un bene. Certo, la loro missione era improvvisamente diventata molto piÃ¹ interessante ed eccitante, ma quella navetta comparsa dal nulla aveva causato parecchi danni alla nave...alla SUA nave. E questo non era accettabile! "Ora non ci resta che capire da dove diavolo si Ã© materializzata e come. Ho parlato con Rest. Lui e Paulo sono in Plancia e stanno ricontrollando tutte le letture dei sensori. A quanto pare non c'Ã© nulla di visibile nel raggio di analisi e anche le letture dei momenti dell'incidente non mostrano la presenza di altre navi, anomalie o altro..."<br />
<br />
"In tal caso, immagino che troveremo le nostre risposte lÃ¬ dentro..." commentÃ² l'Andoriana, mentre le antenne sulla sommitÃ  della sua fronte si tendevano verso il portello della navetta misteriosa, che Tucci e Doohan erano finalmente riusciti a forzare.<br />
<br />
Lon Basta, armato di un Phaser Tipo II, entrÃ² rapidamente, seguito da un secondo membro della Sicurezza e, contemporaneamente, l'Ufficiale Scientifico Capo ed il Capo Ingegnere iniziarono a scansionare l'interno del veicolo.<br />
<br />
Bueller e Xyr li raggiunsero a rapide falcate e, prima che qualcuno potesse dire nulla, la voce di Basta richiese l'intervento della Dottoressa Grahan, che si era fino a quel momento tenuta a distanza per non intralciare le operazioni. <br />
<br />
Al richiamo del Capo della Sicurezza tutti gli ufficiali presenti si precipitarono nell'angusto spazio della navetta, cosÃ¬ che la Dottoressa dovette spintonare Capitano e Primo Ufficiale per adempiere ai suoi doveri. Naturalmente, se avesse saputo che ciÃ² che la aspettava era il corpo di un uomo che emergeva parzialmente da una paratia - all'interno della quale doveva essersi materializzato quando la navetta aveva riacquistato consistenza - probabilmente si sarebbe data meno da fare.<br />
<br />
Lon Basta percepÃ¬ chiaramente lo shock della donna come un alone verde che si stendeva come un velo sui suoi pensieri ma, poichÃ© il suo intervento era necessario, attirÃ² l'attenzione dell'amica sul secondo passeggero "Dottoressa, non credo possa fare piÃ¹ nulla per quell'uomo...questo, d'altro canto, Ã¨ ancora vivo."<br />
<br />
A quelle parole la Dottoressa Grahan si riscosse e, staccati gli occhi da quel volto dall'espressione distorta dal dolore per quella morte cosÃ¬ improvvisa, si trovÃ² ad osservare un secondo corpo, disteso a terra accanto ad una consolle che non era in grado di identificare. Quasi automaticamente il braccio si sollevÃ² puntando il Tricoder verso il ferito e, quando vide un segno vitale instabile ma ancora percepibile, ordinÃ² "Presto, serve un teletrasporto di emergenza in Infermeria!"<br />
<br />
"La struttura della navetta rende impossibile il teletrasporto dall'esterno..." disse subito Tucci, ma il Capo della Sicurezza doveva averlo giÃ  compreso dai suoi pensieri o dalle scansioni efettuate perchÃ©, con un rapido cenno, si era fatto affiancare dal sottoposto ed insieme avevano cominciato a spostare il ferito, cercando di farlo nel modo piÃ¹ sicuro possibile.<br />
<br />
Con uno sbuffo Melanne si accostÃ² all'amico e gli mostrÃ² il giusto modo di sostenere il collo del paziente quindi, quando i due membri della sicurezza lo ebbero portato fuori, disse solo "Io vado, Capitano...le farÃ² sapere al piÃ¹ presto..."<br />
<br />
Quindi, dopo essersi messa accanto al ferito - ora sdraiato sul ponte di decollo - sfiorÃ² il comunicatore e disse "Grahan a Sala Teletrasporto 1. Emergenza Medica, due da teletrasportare in Infermeria."<br />
<br />
Rimasti soli all'interno della Navetta, Bueller, Xyr, Tucci e Doohan si guardarono per un momento, quindi fu l'Ufficiale scientifico a domandare, quasi timidamente "Hem...nessuno ha notato che i due passeggeri erano Romulani?"<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Hope - Sala Riunioni - 30 dicembre 2394 - Ore 12:30</b><br /><br />
Diario del Capitano: Supplemento. Sono tre ore che le riparazioni sono state avviate, ma ancora metÃ  dei sistemi automatizzati non rispondono. Al momento le avarie piÃ¹ gravi riguardano i Motori a Curvatura ed il sistema delle Comunicazioni. Per quanto riguarda le Comunicazioni, la Sala Macchine ha riferito che il sovraccarico energetico subito dal nucleo ha bruciato l'Antenna Subspaziale, pertanto sarÃ  necessario organizzare una sostituzione della stessa, cosa che dovrÃ  essere fatta con attivitÃ  extraveicolare.<br />
<br />
Per quanto concerne la Curvatura, invece, il signor Doohan ha affermato che i motori sono in buone condizioni, ma che non sarÃ  possibile alimentare la Gondola di sinistra fintanto che non avremo rimosso la navetta sconosciuta dal soffitto della Sala Macchine, dato che pare si sia incastrata esattamente all'interno di uno dei giunti EPS principali.<br />
<br />
Attualmente abbiamo ripristinato l'Energia Secondaria e - su suggerimento del signor Rest - siamo nascosti all'interno di una zona particolarmente densa della Nebulosa che stavamo analizzando. CiÃ² dovrebbe proteggerci dal rischio di individuazione da parte di amici dei due Romulani che abbiamo trovato nella navetta, per lo meno fin quando non avremo ripristinato le comunicazioni con il Comando di Flotta.<br />
<br />
Diario personale: chiunque sia il genio che ha stilato la lista dele prioritÃ  negli interventi di riparazione non ha la piÃ¹ pallida idea di quanto possa essere intrattabile Luna quando si ritrova costretta a mangiare razioni di emergenza e a bere caffÃ¨ liofilizzato...devo assolutamente trovare una buona scusa per convincere Xyr a mettere i replicatori alimentari in cima alla lista delle riparazioni...<br />
<br />
Il Capitano Bueller finÃ¬ di registrare l'aggiornamento sulla situazione e, in attesa dell'arrivo dei colleghi inviati alla riunione, si mise ad osservare la nebulosa al di fuori degli oblÃ² di osservazione. Si trattava di uno spettacolo impressionante, visto da cosÃ¬ vicino, ma Ferris aveva ben altro per la testa. Aveva a bordo due ufficiali Romulani su una navetta sconosciuta, ma di fattura non Romulana. Uno era certamente morto, mentre l'altro pareva ferito gravemente. La nave aveva subito avarie ai sistemi principali e - anche se si trattava di riparazioni facili - lo impensieriva avere a che fare con i Romulani ed essere tagliato fuori dal Comando di Flotta.<br />
<br />
<i>*Dovrei inviare una sonda, con un rapporto sulla situazione...*</i> si disse. Ma sapeva perchÃ©  ancora non lo aveva fatto. Quella era la loro seconda missione ed erano giÃ  riusciti a ficcarsi in un mare di guai entrambe le volte. Questa volta sarebbe stato il caso di comunicare all'Ammiraglio Lennox qualcosa di piÃ¹ di un "Non stavamo facendo niente di male, ma una navetta Romulana ci Ã¨ comparsa in Sala Macchine scassando un po' tutto...ah, abbiamo anche un cadavere Romulano in obitorio, o almeno qualche suo pezzo..." <br />
<br />
Decisamente...<br />
<br />
"InvierÃ² la sonda dopo la riunione." BorbottÃ², alzandosi in piedi e sistemandosi la parte superiore dell'uniforme. Quella era la soluzione migliore, si disse. I ragazzi avevano di certo scoperto qualcosa di utile in quelle tre ore che aveva concesso loro ed un rapporto con informazioni piÃ¹ utili sarebbe certo stato meglio accolto dal Comando.<br />
<br />
Come se fossero stati convocati da un suo comando mentale, i <<ragazzi>> entrarono a piccoli gruppi in Sala Riunioni, salutandolo e poi andando a prendere posto. Per primi - esattamente all'ora convenuta - entrarono Xyr e Rest, seguiti in rapida successione dagli altri, che parvero giungere in gruppetti in base alle amicizie che si erano strette durante i precedenti anni di Accademia.<br />
<br />
<i>*Proprio come un gruppetto di studenti...*</i> si disse il Capitano Bueller, prima di prendere la parola affermando senza troppi preamboli "Molto bene, signori... abbiamo un rapporto da inviare all'Ammiraglio Lennox, quindi voglio solo un paio di risposte semplici e chiare: chi cavolo sono quei Romulani, perchÃ© si trovavano cosÃ¬ vicini alla Hope e come accidenti hanno fatto a materializzarsi nel soffitto della nostra Sala Macchine?"<br />
<br />
"Beh... innanzitutto non sono Romulani..." affermÃ² leggermente turbata la Dottoressa Grahan, arrossendo quasi immediatamente alle occhiate sorprese lanciategli da tre quarti dell'equipaggio. Tutti i presenti avevano visto quei corpi - o quantomeno le riprese effettuate dalle olocamere di sorveglianza mentre venivano portati via - ma solo Rest, da bravo Vulcaniano, riuscÃ¬ a nascondere lo stupore a quelle parole. Lui e Lon Basta, anche se forse il Telepate era giÃ  stato messo al corrente della cosa, dato che era arrivato insieme alla dottoressa.<br />
<br />
"Non sono Romulani?" domandÃ² invece Xyr, piuttosto stupita dalla cosa. Aveva scansionato lei stessa il corpo del ferito trovato all'interno della navetta ed il tricoder aveva confermato di trovarsi di fronte ad un essere proveniente dal pianeta Romulus "Beh...ci assomigliavano molto..."<br />
<br />
"Erano alterati chirurgicamente per sembrarlo..." spiegÃ² la Dottoressa, tirando fuori dalle tasche del camice da medico un piccolo contenitore sterile al cui interno vi era un piccolo circuito nero "inoltre... ognuno di loro aveva uno di questi, innestato della parte superiore della colonna vertebrale. Emette un falso segnale che integra le bioemissioni del corpo, creando una falsa traccia. I nostri analizzatori li leggevano come Romulani, ma i due appartengono a specie Federali. Quello sopravvissuto Ã¨ un Umano, mentre l'altro era un Betazoide." La donna fece una pausa, prima di aggiungere "Inutile che vi dica che non avevo mai visto un apparecchio del genere prima. Una cosa simile puÃ² essere fatta con un Tricoder, ma per breve tempo ed Ã¨ facilmente identificabile. Il segnale di quest'affare Ã¨ praticamente perfetto. Se non avessi operato uno dei due e fatto l'autopsia all'altro, probabilmente, non me ne sarei accorta pur avendoli su di un bioletto dell'Infermeria."<br />
<br />
"Li ha identificati?" domandÃ² semplicemente Rest, mentre i colleghi ancora stavano rimuginando sulle implicazioni di quel che era stato loro rivelato.<br />
<br />
"L'Umano si chiama John Smith, un contadino del Kansas..." affermÃ² la Grahan con il tono di chi Ã¨ incredulo circa ciÃ² che sta riferendo "mentre il Betazoide si chiamava Alari Sten, un bibliotecario di Medela III."<br />
<br />
"I nomi sono evidentemente fasulli," affermÃ² Rest, senza neppure alzare lo sguardo sui colleghi "si tratta di nomi e cognomi comuni estremamente diffusi su entrambi i pianeti, di conseguenza - tenendo conto delle circostanze - le probabilitÃ  che si tratti di identitÃ  di copertura sono del 91,36%"<br />
<br />
Bueller fece cenno di essere d'accordo con la testa, quindi osservÃ² gli altri e disse "E della navetta che mi dite? Di chi Ã¨? Che ci faceva qui e, soprattutto, come ci Ã¨ comparsa dentro la nave?"<br />
<br />
"La navetta risulta essere uno yacht da diporto appartenente ad un tale Myelos, un Boliano residente in Atarsis, un mondo extrafederale ai confini con lo spazio Ferengi." RiferÃ¬ Lon Basta, che aveva usato i codici del radiofaro (spento) della navetta per cercare indizi sulla sua origine "Ma, devo ammettere, per essere una navetta civile Ã¨ stata pesantemente modificata."<br />
<br />
"Navetta civile un accidenti!" EsclamÃ² Paulo Rodriguez, che aveva passato le ultime tre ore a studiare i sistemi di quella navetta, o perlomeno quella parte di sistemi che non erano diventati parte integrante del loro Ponte di Volo "schermatura antisensoriale, dispositivo di occultamento, sensori attivi e passivi ad altissima definizione, reattore Antimateria in grado di produrre una quantitÃ  di energia sufficiente ad alimentare una nave tre volte piÃ¹ grande. E questo Ã¨ solo quello che sono riuscito a studiare. C'Ã¨ anche un altro apparecchio - quello accanto a cui era accasciato il falso Romulano sopravvissuto - che non ho idea di cosa faccia, ma sembra avere un output di energia enorme. Tutto ciÃ² che posso dire che non Ã¨ parte della dotazione standard della navetta, ma pare essere stato aggiunto in un secondo momento, collegandolo direttamente ad un condotto del Plasma dopo aver scavato una sorta di nicchia nel pavimento."<br />
<br />
"Potrei sbagliare..." azzardÃ² Tucci, apparentemente perso dietro mille pensieri "ma credo di aver giÃ  visto qualcosa di simile, anche se solo su un progetto che credevo non fosse mai stato realizzato..."<br />
<br />
Bueller dovette resistere alla tentazione di strappare a forza le parole dall'Ufficiale Scientifico per un intero minuto, prima che aggiungesse "Quello assomiglia davvero tanto ad uno sincronizzatore di fase...se cosÃ¬ fosse, la navetta ci sarebbe potuta finire dentro perchÃ© era "fuori fase" rispetto a noi..."<br />
<br />
Questa volta neppure Rest riuscÃ¬ a nascondere completamente una espressione di stupore, anche se la mascherÃ² con consumata abilitÃ  in una alzata di sopracciglio decisamente tipica della sua razza. Fu comunque Xyr a chiedere "Fuori fase? CioÃ¨ quella nave ci sarebbe potuta passare attraverso senza difficoltÃ ? Ho studiato qualcosa al riguardo...mi pare fosse un corso sugli armamenti di razze del Quadrante Delta..."<br />
<br />
"Non serve spingersi cosÃ¬ lontani..." rispose lo scienziato, che dopo aver avanzato la propria ipotesi aveva effettuato anche alcune ricerche "il fatto che la Federazione non abbia mai ritenuto opportuno studiare questa tecnologia - peraltro considerata a tutti gli effetti un dispositivo di occultamento e quindi vietata dal Trattato di Algeron - non significa che non l'abbia mai incontrata. Dai miei studi ho scoperto che proprio i Romulani avevano sviluppato un prototipo che la sfruttasse, ma pare che non sia andata bene e abbia quasi distrutto la nave che lo montava..."<br />
<br />
"Umh... quindi abbiamo due membri della Federazione camuffati chirurgicamente per sembrare Romulani, una navetta ipertecnolgica che dovrebbe essere un semplice yacht da diporto e una specie di dispositivo di occultamento ultratecnologico, la cui tecnologia sappiamo essere stata studiata dai Romulani e da loro sviluppata almeno fino a livello di sperimentazione..." riepilogÃ² Bueller, contando sulle dita della mano destra i fatti man mano che li elencava "solo a me questa cosa puzza di Servizi Segreti lontano anni luce?"<br />
<br />
Prima che qualcuno potesse rispondere, le luci si abbassarono e vennero rapidamente sostituite da quelle dell'Allarme Rosso, mentre la relativa sirena richiamava tutti i membri dell'equipaggio di Cadetti alle relative postazioni di emergenza.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Hope - Plancia - quarantasette secondi dopo</b><br /><br />
La Plancia della Hope distava dalla sala riunioni circa due minuti, ma Bueller ed il suo seguito di giovani Ufficiali impiegarono meno della metÃ  del tempo per raggiungerla. Per ognuno di quegli interminabili cinquanta secondi, il Capitano della Hope si chiese che accidenti d'altro potesse essere successo.<br />
<br />
Luna, che in quel momento era stata messa al comando delle operazioni di Plancia, gli aveva solo riferito di "muovere quel dannato sedere e raggiungerla", quindi Ferris non aveva molti indizi su cosa stesse capitando.<br />
<br />
Quando le doppie porte della Plancia si aprirono, i suoi uomini si lanciarono alle rispettive postazioni e l'Umano chiese solo "Che accidenti sta succedendo?", ma non ebbe bisogno di alcun chiarimento, quando vide sullo schermo visore la massiccia ed inconfondibile sagoma di un Falco da Guerra Romulano di Classe D'Deridex stagliarsi sullo sfondo dello spazio circostante, al di fuori dell'ampia coltre di materiale gassoso e detritico della Nebulosa che - si sperava - li nascondesse alla immensa nave da guerra della Marina Imperiale.<br />
<br />
"Oh... porca..." disse una voce alle sue spalle, ma Bueller non si chiese neppure chi fosse stato a parlare. Di chiunque si trattasse, aveva quasi certamente dato voce al pensiero di tutti in quella sala.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Rest figlio di Retok</author>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-02 E ora cosa gli diciamo ai romulani?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Lon Basta<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Accademia della Flotta Stellare - Flashback</b><br /> <br />
L'istruttore rimase in silenzio, le mani sui fianchi, a fissare il corpo del cadetto privo di sensi, poi trasse un profondo respiro e sollevÃ² lo sguardo per fissare il betazoide.<br />
<br />
"Si spieghi", ogni parola era accompagnata dalle strie grigie che solitamente portano alla tempesta.<br />
"Il cadetto Bueller si rifiutava di abbandonare la plancia quando era evidente che la nave era perduta".<br />
"E quindi lei lo ha colpito".<br />
"Si".<br />
"Sul mento..."<br />
"Si signore".<br />
"E come..."<br />
"L'ho colto di sorpresa".<br />
"Capisco, poi?"<br />
"L'ho portato di peso alla navetta".<br />
<br />
L'istruttore inspirÃ² di nuovo a fondo, poi scosse la testa.<br />
"Si rende conto che in una situazione reale sarebbe insubordinazione?"<br />
"Il mio compito era quello di tenere in vita le persone di cui ero responsabile signore, la stupidaggine non Ã¨ una scusa per far valere un grado".<br />
<br />
Un colpo di tosse provenne dalle spalle del betazoide, riflessi di un verde brillante si mescolarono al grigio sempre piÃ¹ intenso proveniente dall'istruttore.<br />
"Se ne vada cadetto, tutti voi, andatevene, la lezione Ã¨ finita".<br />
<br />
Senza farselo ripetere due volte, tutta la classe si diresse rapidamente verso l'uscita della sala ologrammi.<br />
"La stupidaggine non Ã¨ una scusa per far valere un grado?"<br />
"GiÃ ", Lon si girÃ² verso Melanne ed il sorriso che lei tentava inutilmente di nascondere.<br />
"Se lo fai anche con me, la prossima volta che vieni a chiedermi di rattopparti te ne farÃ² pentire".<br />
"A te basterebbe stordirti".<br />
Melanne gli lanciÃ² un'occhiata scandalizzata e fece appena in tempo a cogliere un lampo divertito negli occhi del betazoide.<br />
"Gli dovrai chiedere scusa lo sai vero?"<br />
"Al tenente Graz?"<br />
"Non fare il finto tonto, Lon! A Bueller".<br />
"Vedremo".<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13:00</b><br /><br />
"Situazione". OrdinÃ² Bueller. Funzionava sempre chiedere la situazione, aiutava a prendere tempo e a ritrovare il controllo.<br />
"E' quella che vede capitano", rispose Luna mentre si scostava per dargli il comando, "sono comparsi all'improvviso, probabilmente erano occultati, non sembra ci abbiano ancora rilevati, non ci hanno contattati". Bueller si girÃ² a guardarla, avevano affrontato insieme migliaia di simulazioni, alcune non dissimili da quella, ma entrambi sapevano che non erano reali, ora invece era tutto diverso, quelli erano veri romulani. Luna ricambiÃ² il suo sguardo con fermezza: "mi metto al lavoro per capire come portare fuori la nave intatta da questa situazione, qualcuno mi dia i dati precisi della nebulosa!" OrdinÃ² portandosi alla sua postazione come se fosse pronta a tutto. A Ferris bastÃ².<br />
"Nel frattempo manteniamo basse le emissioni della nave il piÃ¹ basse possibile. Signor Tucci?"<br />
<br />
L'ufficiale scientifico fissava lo schermo come rapito, le dita della mano destra si muovevano leggermente come se stessero seguendo il tempo di una musica silenziosa, "delle emissioni sarebbe meglio si occupasse la sezione ingegneria", rispose distrattamente dopo qualche secondo. Doohan, giÃ  al lavoro, gli lanciÃ² un'occhiata sconcertata.<br />
<br />
"Signor Tucci?"<br />
<br />
L'ufficiale scientifico riportÃ² finalmente l'attenzione su di lui. "Capitano?"<br />
<br />
"La nebulosa, ci proteggerÃ ?"<br />
"Er... Dovrebbe, a meno che non fossero giÃ  qui quando si Ã¨ verificato, ehm, l'incidente e che ci abbiano seguito fino alla nebulosa, o che noi abbiamo lasciato una traccia troppo evidente nel raggiungerla e che sia visibile anche attraver..." si interruppe arrossendo sotto lo sguardo del superiore "ci proteggerÃ , ma devo fare un po' di calcoli".<br />
<br />
Bueller contÃ² fino a dieci ed emise un lungo sospiro, alle sue spalle all'improvviso a Basta venne in mente il tenente Graz. "Li faccia in fretta," concluse il capitano alla fine spostando l'attenzione sul primo ufficiale, "suggerimenti?"<br />
<br />
In quello che ormai era un gesto abituale, l'andoriana portÃ² le mani dietro la schiena e le antenne arretrarono lentamente a seguire il movimento delle spalle che si raddrizzavano, "prendiamo tempo, scopriamo quello che Ã¨ successo".<br />
<br />
Bueller spostÃ² lo sguardo sulla dottoressa: "Il suo paziente Ã¨ in grado di parlare?"<br />
<br />
Melanne Grahan scosse la testa incerta, "Per pochi minuti, non di piÃ¹".<br />
<br />
"Ce li faremo bastare, signor Rest, signor Basta, portatemi delle risposte".<br />
<br />
Il betazoide fissÃ² il vulcaniano come se volesse dire qualcosa e ricevette in cambio il sollevarsi appena accennato di un sopracciglio, serrÃ² perciÃ² le labbra e chinÃ² leggermente il capo. "Si signore".<br />
<br />
Bueller sentÃ¬ a mala pena la porta chiudersi alle loro spalle, con lo sguardo fisso sul falco da guerra romulano si domandava se avrebbe dovuto avvertire il capitano Strauss.<br />
<br />
=^= Bueller a Caytlin, consigliere? Come se la cava con i romulani?=^=<br />
<br />
 <br />
<br /><b>U.S.S. Hope - Turboascensore - 30 dicembre 2394 - Pochi minuti dopo</b><br /><br />
Nel silenzio piÃ¹ totale Melanne si studiÃ² le dita. Alla sua sinistra, impassibile, Lon fissava le porte del turboascensore, alla sua destra Rest manteneva un'espressione di tranquilla indifferenza. Il betazoide era un maestro nel far sentire le persone a disagio e, anche se funzionava benissimo con lei, la dottoressa dubitava fortemente avesse lo stesso successo sul vulcaniano. Si schiarÃ¬ perciÃ² la gola corrugando leggermente la fronte.<br />
<br />
"Come volete procedere?" Chiese al vuoto.<br />
<br />
"E' lei il tattico," a quella frase, pronunciata con freddezza, Melanne roteÃ² gli occhi verso l'alto e guardÃ² il vulcaniano che imperturbabile annuÃ¬ come se Basta avesse di fatto passato il comando a lui.<br />
<br />
"Sarebbe meglio che io facessi le domande e lei studiasse le reazioni del presunto 'signor Sten', non dovrebbe essere difficile per lei capire se ci nasconde qualcosa".<br />
<br />
"GiÃ ".<br />
<br />
Oh santa pazienza! Melanne si trattenne a stento da dare una gomitata al betazoide.<br />
<br />
"Vi pregherei di non pressarlo troppo, non vorrei essere costretta ad operarlo di nuovo".<br />
<br />
"Non accadrÃ  dottoressa", rispose tranquillo Rest continuando a fissare Basta e Melanne si domandÃ² quanto tempo avrebbe ancora impiegato il turboascensore ad arrivare a destinazione, "sono certo che io ed il signor Basta riusciremmo ad ottenere le informazioni che ci servono senza alcun problema".<br />
<br />
"Assolutamente". ConfermÃ² Basta senza distogliere lo sguardo dal vulcaniano.<br />
<br />
"Perfetto". CommentÃ² acida Melanne.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Lon Basta</author>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-03 Capitano?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Melanne Graahn<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Accademia della Flotta Stellare - Flashback</b><br /><br />
"Non ho detto che io non l'avrei colpito... voglio dire, no, non l'avrei colpito, naturalmente... ma farlo in quel modo... Hansen ha ragione, potrebbe essere considerata insubordinazione in circostanze normali. E lo sai. In una situazione reale..."<br />
"... lui sarebbe morto e la nave sarebbe perduta in ogni caso. Ho fatto il mio dovere. Lui non ha fatto il suo. Posso anche scusarmi, ma non cambia la realtÃ  dei fatti."<br />
"Immagino di no..."<br />
Il tono di Melanne era leggero. Lon poteva percepire le strisce azzurre che si dipanavano da lei mentre beveva un sorso d'acqua. Paradossalmente, era raro sentirle in lei. La ragazza prese una forchettata dal piatto di pipius che aveva di fronte e la agitÃ² leggermente, mentre osservava una coppia di cadetti passare davanti al loro tavolino armati di vassoi,<br />
"Hansen ti farÃ  rapporto se non ti scusi."<br />
"Lo so."<br />
Lon prese un altro sorso e posÃ² il bicchiere, poi iniziÃ² con calma a mangiare l'insalata.<br />
"Davvero avresti stordito anche me?"<br />
"Tu saresti giÃ  stata a bordo della capsula. Non ci sarebbe stato bisogno."<br />
Melanne parve dubbiosa per qualche istante e fece per dire qualcosa. Fu Bueller, in piedi accanto al loro tavolo, un vassoio in mano e un sorriso in volto, a interromperla.<br />
"Disturbo?"<br />
<br />
<br /><b>USS Hope - Infermeria - 30 dicembre 2394 - Ore 13.39</b><br /><br />
Melanne caricÃ² l'hipospray con un gesto automatico, indugiando piÃ¹ del dovuto accanto al carrello dei medicinali, rimandando il piÃ¹ possibile il momento di voltarsi verso il trio raccolto nella sua infermeria.<br />
Il viaggio dalla plancia era stato un crescendo di orrore e imbarazzo. Conosceva abbastanza Lon da saperne valutare le reazioni, mentre non aveva idea di quale fosse il modo di comportamento di Rest. Non che si aspettasse problemi da nessuno dei due. Non sarebbe certo scoppiata una rissa, ma stando in piedi tra loro in quell'ascensore si era sentita come tra due gondole di curvatura. In attesa di essere fritta dalla tensione.<br />
SospirÃ². Ci mancava solo un po' di competizione a rendere piÃ¹ facile quel rapporto.<br />
Si voltÃ², tornando verso il lettino.<br />
"Va bene, questo gli farÃ  riprendere i sensi. SarÃ  probabilmente disorientato, ma dovrebbe essere in grado di rispondere alle domande. E' fuori pericolo ma non affaticatelo. Avete una decina di minuti."<br />
SuperÃ² Caitlyn in due passi e si accostÃ² al lettino, per poi iniettare il contenuto dell'hipospray nel collo del paziente. Con una rapida occhiata controllÃ² i segni vitali, poi fece due passi indietro e si voltÃ², andando a prendere posto accanto a Lon. In piedi nell'angolo accanto a lui, osservÃ² il consigliere e Rest condurre l'interrogatorio, come stabilito.<br />
L'uomo aprÃ¬ lentamente gli occhi, per un attimo fu abbagliato dalla luce, tossÃ¬. Poi si guardÃ² intorno.<br />
Melanne sentÃ¬ il corpo di Lon tendersi accanto a lei. Il consigliere si chinÃ² leggermente sul lettino, sorridendo rassicurante.<br />
"Non abbia paura, Ã¨ al sicuro."<br />
Il falso romulano non aveva propriamente l'aria di uno che si sente al sicuro. Il timore fu istantaneo, la reazione ebbe un secondo di ritardo.<br />
"Federali. Voi dovete riconsegnarci all'impero, noi siamo..."<br />
Rest lo interruppe, nella voce lo stesso tatto del comodino su cui era posato un bicchier d'acqua.<br />
"Sappiamo che lei e il suo compagno non siete romulani, signor Smith. Le consiglio di non perdere tempo con questa farsa."<br />
Il sorriso di Caitlyn si spense come una lampadina fulminata. Lon si mosse appena nel suo angolo. Anche da quella distanza, Melanne vide le pupille del suo paziente dilatarsi. L'uomo alzÃ² una mano a toccarsi le orecchie non piÃ¹ appuntite. Un grugnito di dolore.<br />
"Cosa avete... cosa avete fatto? Sten, dove... dov'Ã¨?"<br />
Il consigliere intervenne prima che Rest potesse rispondere.<br />
"Il signor Sten purtroppo non ce l'ha fatta. Lei si riprenderÃ . Ma vorremmo sapere chi Ã¨ e come Ã¨ arrivato qui."<br />
"Io sono... mi chiamo John, John, Smith..."<br />
"O i suoi genitori avevano davvero una scarsa immaginazione, oppure si tratta di un nome falso. Come quello del suo compagno. Ora, gradiremmo sapere chi Ã¨ lei davvero e che cosa fa in questa zona di spazio alterato con tanta cura per apparire romul.."<br />
Rest non finÃ¬ la frase e Melanne non raggiunse il lettino in tempo.<br />
Gli occhi dell'uomo si rovesciarono all'indietro e il monitor che ne mostrava i segni vitali emise il lungo, stridulo segnale del decesso.<br />
<br />
<br /><b>USS Hope - Sala tattica - 30 dicembre 2394 - Ore 13.47</b><br /><br />
<i>"Speranza". Che nome idiota per una nave. La speranza di non lasciarci le penne, semmai</i><br />
Bueller, gli avambracci sui braccioli della poltroncina e i piedi sulla scrivania, abbandonÃ² la testa allo schienale e chiuse gli occhi. La sua sala tattica, definita da alcuni anche l'antro della disperazione (e non la disperazione di chi vi veniva convocato), era silenziosa, vuota. Priva del ronzio monotono della voce del suo primo ufficiale e del berciare di Strauss. Nessuna delle due cose gli era stata della benchÃ¨ minima utilitÃ . Purtroppo per il suo ego, l'unico che si sarebbe potuto eventualmente rimproverare per questo era Strauss, il cui contributo alla missione non sembrava ancora ben chiaro. A parte le teorie complottistiche, si intende.<br />
In quanto a Xyr, non la si poteva biasimare. Ne sapeva quanto lui. CioÃ¨ nulla. La realtÃ  dei fatti era che si trovavano all'interno di una nebulosa, con un falco da guerra romulano potenzialmente pronto a polverizzarli e una navetta di origine sconosciuta incastrata nel soffitto della sala macchine.<br />
E non era stata opera loro. Erano esattamente dove era stato ordinato loro di essere. A conti fatti era stata la navetta a incastrarsi nel loro soffitto, non il contrario. Erano stati quei maledettissimi nani ferengi ad andarsene, non loro a farli sparire. Questo perÃ² non avrebbe impedito alla Lennox di tirargli il collo. Se i romulani non li avessero fatti saltare in aria prima, naturalmente. Il che sembrava quanto mai probabile.<br />
Il suo sarebbe stato ricordato come il comando piÃ¹ breve della storia e il suo ritratto appeso nell'aula di strategia, imperituro memorandum di come un comandante NON dovesse comportarsi, additato da istruttori e studenti che...<br />
Il trillo del comunicatore interruppe il suo depresso rimuginare in maniera tanto violenta da farlo quasi cadere all'indietro dalla poltrona.<br />
"Bueller"<br />
La voce di Luna uscÃ¬ dall'interfono.<br />
=^= Capitano, qui plancia. Sarebbe meglio che tu venissi qui alla svelta.=^=<br />
Bueller era giÃ  in piedi e a mezza strada verso la porta quando Luna ebbe finito di parlare. Se non altro per arrivare prima di Xyr.<br />
"Che succede?"<br />
=^= I romulani...=^=<br />
"... ci sparano?"<br />
No, non stavano sparando. Se ne sarebbe accorto. VarcÃ² la soglia della plancia mentre la voce di Luna gli arrivava simultaneamente dal comunicatore e da pochi metri di fronte a lui.<br />
"No, ci stanno chiamando..."<br />
"E' lei il capitano?"<br />
C'era una nota incredula nella voce del romulano sullo schermo.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Melanne Graahn</author>
            <pubDate>Tue, 04 Aug 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-04 Esistono modi migliori di farsi le ossa</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Catalunya &quot;Luna&quot; Jones della Casata di Klaa<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Accademia della Flotta Stellare - Flashback</b><br /><br />
"Luna! hai saputo?" disse la giovane troyiana dalla pelle verde praticamente salendo sulle spalle della sua compagna di stanza. La sua voce trapelava una sincera nota di trepidazione che non sfuggÃ¬ a Luna.<br />
"Saputo cosa?" disse la mezzosangue voltandosi e provando a calmare Khala. Dopotutto erano nei giardini dell'Accademia e passava molta gente.<br />
"Basta ha steso Bueller durante la simulazione della Kobayashi Maru!"<br />
"NO!? Davvero?!" disse Luna incredula.<br />
"SÃ¬! Io ero al timone, eravamo chiaramente spacciati; Ferris ha ordinato di abbandonare la nave, ma non ha voluto seguirci, cosÃ¬ Basta gli ha detto che sarebbe dovuto venire con noi e al suo rifiuto gli ha dato un pugno fortissimo a sorpresa!"<br />
Luna sgranÃ² gli occhi "e ora dove sono?"<br />
"Forse in sala mensa. Quando Ã¨ arrivato, il Tenente Graz ci ha messi in libertÃ "<br />
"Questa non me la posso perdere" disse Luna. Forse avrebbe dovuto separare i due. Il suo migliore amico non sarebbe certo stato li a prendersi un pugno senza dire niente...<br />
 <br />
<br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13.48</b><br /><br />
<i>*Ãˆ lei il Capitano?*</i><br />
Mentre questa frase gli rimbalzava in testa, Ferris stava ancora fissando il volto del comandante romulano sullo schermo. Tutta l'autocommiserazione si era dissolta. In quei momenti si sentiva veramente vicino a capire Luna. L'adrenalina, lo stress, il "problema"... queste cose non li mandavano in panico. No: schiarivano le loro menti, li portavano a decisioni impulsive e sistematicamente "giuste". In Luna questo fattore era senz'altro piÃ¹ sviluppato e questo la rendeva un timoniere eccezionale e molto probabilmente un comandante straordinariamente scarso. Ferris glielo diceva spesso, non le avrebbero mai dato un comando se non fosse riuscita a controllare questa cosa. Luna gli rispondeva sempre con una scrollata di spalle e un "Basta che mi facciano pilotare qualcosa di veloce e pericoloso allora ok".<br />
Ferris invece il comando lo voleva e quindi eccolo li. <i>*Hai voluto la bicicletta? Beh tira fuori i cojones, come direbbe il lato cubano di Luna*</i><br />
"Sono il Capitano Bueller della USS Hope. Vi trovate in territorio Federale e la vostra presenza qui potrebbe essere intesa come una dichiarazione di guerra. Ritiratevi immediatamente sul lato romulano della Zona Neutrale o saremo costretti ad avvisare il Comando di Flotta"<br />
=^=Capitano Bueller... Sono il Comandante Lahkath del Falco da Guerra romulano Novarex. Siamo alla ricerca di una nostra navetta che Ã¨ apparsa alle vostre coordinate. Non credo che possiate avvisare nessuno, altrimenti l'avreste giÃ  fatto. Vi ordiniamo di consegnarcela immediatamente o saremo costretti a eliminarvi=^=<br />
<i>*Ma perchÃ© nessuno ci ha pensato?! Era ovvio, la nebulosa avrebbe anche potuto proteggerci, ma un trasponder sulla navetta puÃ² comunque segnalare la posizione*</i> pensÃ².<br />
"Helu'hn vhelhak thaar" commentÃ² Luna sfoggiando un perfetto romulano che lasciÃ² sorpresi tutti i presenti e fece spuntare un sorriso sulla bocca del comandante Lahkath<br />
Lo sguardo interrogativo di Bueller spinse Luna a chiarire "Dicevo... prima devono prenderci" disse tornando ai sui calcoli sul timone.<br />
Bueller fece segno di staccare l'audio e si girÃ² verso Xyr.<br />
"Faccia controllare la navetta, deve esserci un segnalatore di qualche tipo, altrimenti non si spiega come abbiano fatto a trovarci qua dentro e come siano cosÃ¬ sicuri di puntarci. E faccia tornare Rest in plancia, subito!"<br />
Xyr resistette all'impulso di far notare a Bueller che non si era rivolto a lei con il giusto appellativo di "comandante"; il momento non lo consentiva, ma ne prese comunque nota nel suo personale elenco di violazioni. Rimanendo imperturbabile Xyr rispose affermativamente e si avvicinÃ² a Tucci.<br />
Bueller diede segnale di riprendere l'audio.<br />
"Mi spiace Comandante, ma non possiamo esaudire la sua richiesta; la "vostra" navetta non puÃ² navigare al momento. Siamo costretti a rinnovare l'invito ad allontanarvi da questo settore"<br />
=^=Non mi lascia molta scelta... Capitano=^= disse Lahkath con malcelata ironia.<br />
La comunicazione si interruppe.<br />
"Stanno caricando le armi!" disse Rodriguez<br />
"Tenente Jones... manovre evasive!" disse Bueller<br />
"18 giorni, 11 ore, 18 minuti..." sibilÃ² Luna, poi parlando piÃ¹ forte "Tenetevi forte, vi farÃ² ballare un po'. AvrÃ² bisogno della massima energia ai propulsori e ai razzi di manovra"<br />
"Plancia a Sala Macchine, Tenente Doohan avremo bisogno della massima energia al timone"<br />
=^=Comandante, le posso dare solo metÃ  impulso... si ricordi che abbiamo una navetta piantata nel circuito EPS della sala macchine!=^=<br />
Luna annuÃ¬ debolmente.<br />
"Ce lo faremo bastare, Bueller chiudo."<br />
<br />
Da quando erano entrati nella nebulosa, Luna aveva tormentato il povero Tucci finchÃ© non aveva saputo tutto quello che voleva sapere, ovvero la conformazione, geometria e composizione di ogni singolo centimetro del suo campo di gioco. Conoscenza perfetta dello spazio in cui si muove la nave. Il Tenente Comandante Marcus, l'istruttore di volo della Squadra Rossa, glielo ripeteva in continuazione. Ovvero sfruttare lo spazio. Statisticamente solo il 10% dei timonieri sfruttava il 100% dello spazio tridimensionale; i piÃ¹ si limitavano a manovre che usavano le tre dimensioni, ma rimanevano incollati alle due, ovvero il piano della sezione ventrale della nave. Luna invece aveva il talento di sfruttare tutto lo spazio spingendo i limiti strutturali e di governo della nave e cosÃ¬ fece.<br />
La Hope eseguÃ¬ un avvitamento di 270Â° portandosi quindi sotto la linea di tiro del falco da guerra, mentre questo entrava nella nebulosa e cominciava a sparare. Nessuno dei colpi raggiunse la nave.<br />
Poi Luna aumentÃ² la spinta portando la nave su una linea a 90Â° rispetto al piano del falco da guerra, impedendo di fatto ai romulani di poter usare le loro armi migliori e potendo solo colpirli con i disgregatori ventrali a bassa potenza. Uno scossone fece capire che erano stati colpiti.<br />
<br />
"Scudi al 85%, tengono" disse Rodriguez<br />
"Scusate, ma quest'affare ha una manovrabilitÃ  pessima... per fortuna loro non sono piÃ¹ agili di noi"<br />
Il falco cominciÃ² lentamente a virare per mettersi in linea di tiro, ma Luna anticipÃ² la loro manovra riportando la Hope sul piano precedente e mostrando il profilo minore durante la risalita. Aveva un piano e lo stava portando avanti con meticolositÃ . I romulani guidati dal trasponder continuavano perÃ² a tallonarli e Luna contava su questo, cosÃ¬ come contava sul fatto che Tucci riuscisse a trovarlo e ad un certo punto spegnerlo. Doveva solo riuscire a tenerli vivi ancora per un po'.<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope - Sala Macchine - 30 dicembre 2394 - Ore 13.54</b><br /><br />
Da quando Xyr gli aveva sussurrato all'orecchio di cercare un trasponder sulla navetta, Tucci si era letteralmente fiondato in sala macchine ed era salito a bordo della navetta. Durante la sua corsa non aveva notato i due colpi che l'avevano scossa. Entrando in sala macchine non aveva notato il fumo e non aveva notato le imprecazioni di Doohan. Cosa piÃ¹ importante: non aveva notato che metÃ  della navetta, nello specifico la metÃ  esterna alla nave, non c'era piÃ¹. Solo quando si voltÃ² per compiere altre analisi con il tricoder notÃ² lo sfarfallamento dei campi di forza che avevano impedito la decompressione. Il giovane sbiancÃ², si girÃ² e tornÃ² ad esaminare quello che restava della navetta.<br />
<br />
 <br />
<br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13.55</b><br /><br />
Neanche gli scommettitori ferengi piÃ¹ incalliti o piÃ¹ freddi calcolatori zakdorn avrebbero pensato che una vecchia classe miranda sarebbe riuscita non solo a essere praticamente illesa, ma anche ad aver segnato qualche colpo buono contro un classe D'deridex romulano, eppure a distanza di sette minuti dall'inizio dello scontro a fuoco, quello era il risultato.<br />
La Hope era stata colpita due volte e mezza. I primi due colpi non erano stati molto forti e gli scudi avevano subito, ma retto. Il terzo colpo sarebbe stato letale. Un colpo diretto sulla sala macchine che avrebbe causato la morte di molti cadetti e probabilmente la fine stessa della Hope, se non fosse stato per una manovra particolarmente azzardata messa in atto dalla giovane al timone. Combinando spinta di depressurizzazione dell'hangar e spinta di manovra era riuscita a spostare la nave di 10 metri. Pochi, ma sufficienti. Il colpo diretto era diventato un colpo di striscio che aveva distrutto interamente la parte esterna della navetta e lasciato una striscia nera sulle corazze dello scafo. Danni minimi in confronto a quanto sarebbe potuto accadere.<br />
"Situazione!"<br />
"Scudi al 45%, segnalazioni di feriti su tutti i ponti, nessuno grave. Le manovre del timone stanno mettendo a rischio l'integritÃ  strutturale che Ã¨ scesa del 10%" disse Rodriguez<br />
"Due nostri siluri fotonici hanno colpito i loro scudi, ma non sembra abbiano fatto troppi danni" confermÃ² Rest con imperturbabile freddezza.<br />
"Capitano, per quanto al momento stiamo riuscendo a non finire a pezzi, abbiamo bisogno di un piano di piÃ¹ lunga durata" disse Xyr<br />
"Comandante se ha suggerimenti sono tutto orecchi" disse Bueller guardandola dritto negli occhi<br />
"Ehm Ehm" tossÃ¬ Luna mentre le sue mani volavano sui comandi e costringevano la vecchia miranda a manovre spericolate "io ho un piano e lo sto portando avanti da... 8 minuti e 5 secondi... con queste manovre ci sto portando a ridosso del settore 17j della nebulosa e lo attraverseremo tra esattamente un minuto e 30 secondi, ma avrei bisogno del pieno impulso per circa 5 secondi"<br />
"Ma secondo i dati di astrometria in quel settore ci sono tempeste di plasma!" disse Rodriguez improvvisamente agitato.<br />
<i>*Lo sapevo! Vuole ucciderci tutti. Ma perchÃ© Caitlyn non dice qualcosa in merito?*</i> pensÃ² Ferris "Luna? Sicura?" disse Ferris non rendendosi conto di essere passato al tu.<br />
"Fidati"<br />
"Bueller a Sala Macchine, avremo bisogno del pieno impulso tra poco piÃ¹ di un minuto"<br />
=^=E' impossibile signore! Stiamo tenendo insieme il nucleo di curvatura con i cerotti dell'infermeria!=^=<br />
"Allora ci procuri un miracolo! Bueller chiudo"<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope - Sala Macchine - 30 dicembre 2394 - Ore 13.54</b><br /><br />
La situazione si era stabilizzata. Doohan aveva ripreso il controllo della sala macchina. Non che l'avesse mai perso, ma c'era stato un momento in cui tutti tranne lui sembravano essere presi dal panico. C'era voluto un po' di urli ben fatti per riportare tutti alla calma. <i>*Giovani d'accordo... ma siamo ingegneri, perdiana!*</i><br />
Bueller voleva il pieno impulso... aveva letto da qualche parte che un bravo ingegnere non deve mai dare al Capitano quello che vuole, ma quello di cui ha bisogno, ma in questo caso le due cose in effetti coincidevano.<br />
<i>*James ce la puoi fare*</i> pensÃ² in un momento di training autogeno.<br />
Aveva messo le mani al pannello di controllo dei motori al plasma per ricalibrarli quando la voce di Tucci dalla navetta gli fece alzare lo sguardo.<br />
Il giovane stava urlando "Eureka! Eureka!", forse una reazione emotiva allo stress.<br />
Doohan scrollÃ² le spalle e riprese il lavoro. Non aveva tempo da perdere... non voleva deludere il suo Capitano.<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13.56</b><br /><br />
=^=Tucci a Plancia=^= la voce del timido tenente scientifico era stranamente piena di euforia.<br />
"Bueller, Tenente ha buone notizie?"<br />
=^=Capitano! Ho trovato il trasponder sono pronto in ogni momento a spegnerlo=^=<br />
"Ottimo lavoro Tenente. Attenda il mio segnale"<br />
"La Nave romulana ci sta seguendo, sono quasi dietro di noi e saranno a portata di tiro esattamente tra 30 secondi. Tra 20 secondi entreremo nel settore 17j. Capitano ho proprio bisogno del pieno impulso" disse Luna continuando i suoi movimenti sul timone.<br />
Xyr notÃ² che a differenza di tutti gli altri momenti in cui aveva visto la giovane al timone, e l'aveva giudicata poco piÃ¹ di una piantagrane doveva ammettere che quello che c'era scritto nel suo ruolino dell'accademia era giusto. Nei momenti di crisi era senza dubbio una delle migliori pilote che l'accademia avesse mai visto.<br />
<br />
 <br />
<br /><b>USS Hope - Sala Macchine - 30 dicembre 2394 - Ore 13.56</b><br /><br />
<i>*E questo cosa sarebbe?*</i> pensÃ² Doohan smontando un accoppiatore <i>*messo qui rallenta e basta il flusso...*</i><br />
"Peterson!!" tuonÃ² Doohan "Stabilizza il flusso di plasma nella bobina a 3.6 terajoule. Subito!"<br />
"Signore! Non si puÃ² superare 3 Terajoule... Ã¨ una follia!"<br />
"Fallo e basta!" ribattÃ© Doohan "me ne prendo la responsabilitÃ !" <i>*Speriamo bene.*</i><br />
Il flusso di energia cominciÃ² la sua corsa e tutti gli ingegneri trattennero per un secondo il fiato, poi rendendosi conto che non sarebbe esploso, almeno al momento, tirarono un sospiro di sollievo.<br />
"Doohan a Plancia, pieno impulso disponibile, ma non abusatene!"<br />
=^=Plancia a Doohan, ottimo lavoro!=^=<br />
<br />
 <br />
<br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13.56</b><br /><br />
"Tenente Jones ha sentito? Pieno impulso a suo piacimento" disse Bueller<br />
"Ci siamo! Tenetevi forte"<br />
Appena la Hope entrÃ² nel settore 17j, Luna spinse i motori a pieno impulso aumentando la distanza con la nave romulana inseguitrice che per reazione aumentÃ² la velocitÃ  ed entrÃ² nel settore. La tempesta di plasma si stava via via intensificando e la nave era squassata da scossoni.<br />
"Capitano, sarebbe il momento di spegnere il trasponder." disse Xyr tenendosi saldamente alla sua poltrona.<br />
"Sono d'accordo."<br />
"Plancia a Tenente Tucci. Disattivi il trasponder"<br />
=^=Subito signore=^=<br />
Spinta dal pieno impulso la Hope raggiunse rapidamente l'altra estremitÃ  del settore uscendone, proprio nel momento in cui la nave Romulana si trovava al centro di questo. Sempre nello stesso momento una scarica di plasma fortissima si diramÃ² per tutto il settore. Tucci l'aveva previsto. Ogni 67,5 secondi in quel settore la tempesta di plasma scatenava una specie di fulmine.<br />
"Il fulmine di plasma ha colpito la nave romulana" confermÃ² Rest "sono gravemente danneggiati. Non credo che siano piÃ¹ in grado di inseguirci".<br />
Luna si rilassÃ² sensibilmente e si girÃ² verso i suoi colleghi con un sorriso a 32 denti. L'immagine stessa della soddisfazione.<br />
Bueller si alzÃ² dalla poltrona seguito da Xyr che non notÃ² l'occhiolino rivolto alla sua amica.<br />
"Tenente Rodriguez, li chiami. Vediamo di stabilire i termini della loro resa" disse con voce ferma.<br />
<br />
 <br />
<br /><b>Accademia della Flotta Stellare - Flashback</b><br /><br />
Quando arrivÃ² in sala mensa lo stupore di Luna non fece che aumentare. Bueller stava facendo il suo show di fronte ad una bella ragazza bionda e al tenebroso Basta.<br />
<i>*pensavo di dover sedare una rissa... e invece... eccolo lÃ¬ seduto ad un tavolo con Basta! Cavoli quel ragazzo Ã¨ una grana... mi rovina la piazza... tutte le ragazze piÃ¹ belle gli girano intorno...come quel fantastico bocconcino biondo... sarÃ  la sua ragazza? Come si chiama? Mela qualcosa... in effetti sembra molto gustosa...*</i><br />
Si sistemÃ² la coda e si avviÃ² verso il tavolo intercettando lo sguardo di Bueller prima e poi fissando intensamente la bionda fino a farla arrossire.<br />
"Ciao ragazzi!" disse con la sua migliore voce allegra "Posso sedermi con voi?"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Catalunya &amp;quot;Luna&amp;quot; Jones della Casata di Klaa</author>
            <pubDate>Wed, 26 Aug 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-05 Non siamo soli?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Caytlin <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13.56</b><br /><br />
"Tenente Rodriguez, li chiami. Vediamo di stabilire i termini della loro resa" disse con voce ferma.<br />
 <br />
<i>L'aura del Capitano era diventata di un color arancione: pronto all'azione con una punta di nervosismo, mentre il resto degli ufficiali di plancia indossavano ora un color verde per l'ottimismo inaspettato di aver evitato il peggio.</i><br />
 <br />
Tutti, tranne una... ed era un'eccezione che colpÃ¬ Basta.<br />
 <br />
L'animo del Consigliere era come tempestoso, alternava nero e varie colorazioni di blu scuro. Tutto era iniziato durante l'interrogatorio del prigioniero. Il suo approccio soft era stato stroncato da Rest che, senza volerlo, con la sua logica vulcaniana aveva indotto al suicidio il falso Romulano.<br />
 <br />
Lo sguardo che rialzandosi dal lettino aveva rivolto ad entrambi era stato eloquente senza bisogno di essere betazoidi: forte disappunto e delusione.<br />
 <br />
Certo nessuno a bordo aveva immaginato che il prigioniero potesse avere una capsula di veleno impiantata nei denti e che fosse pronto a suicidarsi per non rivelare informazioni, tuttavia Lon sapeva che la risiana aveva ragione. Un approccio meno diretto e piÃ¹ morbido lo avrebbe mantenuto in vita piÃ¹ a lungo, cullandolo nella possibilitÃ  di venire salvato grazie all'intervento del D'deridex Romulano.<br />
 <br />
Eppure c'era qualcosa che non quadrava... solo che mancava il tempo necessario per rifletterci.<br />
 <br />
"Sono il Capitano Bueller della nave stellare USS Hope della Federazione dei Pianeti Uniti..."<br />
 <br />
Lon sorrise. Non serviva a nulla quel preambolo, ma a quanto pare dava fiducia a Ferris tanto quanto l'idea di aver sconfitto la nave romulana.<br />
 <br />
"...la vostra nave Ã¨ pesantemente danneggiata e subirÃ  ulteriori danni se non accetterete il nostro aiuto..."<br />
 <br />
<i>*Quante chiacchiere inutili... a quanto pare un pugno solo non basta a farti migliorare *</i><br />
 <br />
"... se accetterete di arrendervi, vi traineremo fuori dal settore 17j della nebulosa..."<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 13.57</b><br /><br />
La comunicazione con il D'deridex si interruppe quando un secondo fulmine di plasma colpÃ¬ il settore occupato dalla nave romulana.<br />
 <br />
L'impatto non fu diretto, ma le scariche raggiunsero ugualmente la nave in panne facendo divampare alcuni incendi a bordo. Incendi che non si sarebbero spenti da soli e questo avrebbe fornito una motivazione ulteriore al comandante romulano di accettare la resa.<br />
 <br />
"Bueller a Sala Macchine"<br />
 <br />
=^=Dica Capitano=^=<br />
 <br />
"I romulani stanno friggendo su quello che resta della loro nave, c'Ã¨ possibilitÃ  di tirarli fuori da lÃ¬ prima che diventino pulviscolo spaziale?"<br />
 <br />
=^= Quel bestione pesa oltre i quattro milioni di tonnellate se non di piÃ¹... noi arriviamo a mala pena a cinquecentomila tonnellate... lo possiamo spostare? Ne dubito fortemente anche se potessimo mantenere il pieno impulso e non possiamo. E se anche vi riuscissimo ci metteremmo un bel po' di tempo che non so minimamente stimare per portarli fuori da quel settore. =^=<br />
 <br />
"Ricevuto, grazie Doohan"<br />
 <br />
Bueller si prese qualche istante per pensare prima di diramare gli ordini.<br />
 <br />
"Signor Basta, allerti i suoi uomini. Voglio un perimetro contenitivo attorno alla sala teletrasporto. Phaser su stordimento. Isoli quello che deve ma mi tenga i Romulani confinati e sotto sicurezza... se serve li metta fuori combattimento immettendo qualcosa nel circuito dell'aria... li voglio salvare, ma non intendo mettere a rischio la nave"<br />
 <br />
"Signor Rest valuti se con la potenza degli scudi possiamo eventualmente fungere da parafulmine per facilitare le operazioni"<br />
 <br />
"Capitano, io non..."<br />
 <br />
"Comandante Xyr so perfettamente sia la pericolositÃ  di avere a bordo ospiti sgraditi sia che teletrasportandoli ne possiamo salvare pochi... una dozzina per volta, ma faremo il possibile... cercheremo di agganciare chiunque possa fornirci spiegazioni. PrioritÃ  alla loro plancia, ma sono sensibile a qualsiasi suo suggerimento Numero Uno... anzi le lascio il compito di dirigere le operazioni di teletrasporto. Muoversi!"<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nebulosa - Settore 17j - 30 dicembre 2394 - Ore 14.17</b><br /><br />
L'ennesimo fulmine di plasma colpÃ¬ l'ormai devastata nave romulana... per tutto il chilometro della sua lunghezza, fu scossa come un'enorme sequoia a cui improvvisamente vengono recise le radici, in un'inesauribile sequenza di incendi ed esplosioni, prima di implodere in sÃ© stessa trascinandosi dietro buona parte del suo equipaggio, in un angoscioso urlo di disperazione.<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope - Plancia - 30 dicembre 2394 - Contemporaneamente</b><br /><br />
L'esplosione del D'doridex illuminÃ² l'intera plancia, abbagliando Bueller, che serrÃ² gli occhi troppo tardi e si ritrovÃ² ad aprire una comunicazione con Basta basandosi solo sull'istinto e sul tatto:<br />
 <br />
"Situazione?"<br />
 <br />
=^=Abbiamo a bordo all'incirca duecento romulani Capitano... grazie all'apporto della dottoressa Graham li abbiamo messi a dormire, alcuni di loro erano armati. Appena possibile procederemo alla messa in sicurezza. Ho chiesto al signor Rodriguez di liberare alcune zone della nave per potervi confinare i romulani applicandovi i parametri di sicurezza necessari. Dalla sala macchina stanno convogliando l'energia necessaria disallineandola da quella principale, cosÃ¬ in caso di problemi il circuito secondario che fornisce energia alle gabbie rimanga in funzione.=^=<br />
 <br />
"Ottimo lavoro Basta, mi tenga informato"<br />
 <br />
=^=Roger=^=<br />
 <br />
Ferris riaprÃ¬ gli occhi sbattendo le palpebre... aveva ancora problemi a mettere pienamente a fuoco, ma non ne aveva bisogno... si stava gustando la sua prima vittoria da Capitano.<br />
 <br />
I suoi sogni di gloria furono interrotti praticamente subito dalla voce di Xyr.<br />
 <br />
<i>*Se lo fai apposta, allora dillo...*</i><br />
 <br />
"Capitano, ritengo opportuno che la dottoressa si occupi di far effettuare un controllo al suo staff sui prigionieri al fine di evitare altri spiacevoli incidenti con capsule di veleno. Suppongo che sia questa la sua prioritÃ  di Capitano: scoprire cosa sta succedendo ed informare quanto prima il Comando di Flotta... e per far ciÃ² dobbiamo..."<br />
 <br />
"...dobbiamo evitare di perdere altre preziose fonti di informazioni, ha ragione Xyr! Provveda immediatamente, di persona se non le spiace"<br />
 <br />
<i>*CosÃ¬ mi fai respirare un momento e posso godermi la compagnia di Caitlyn senza essere sotto controllo...*</i><br />
<br />
Mentre Xyr stava uscendo dalla plancia, Bueller si alzÃ² dalla sua poltrona con passo sicuro, sebbene la sua vista fosse ancora parzialmente offuscata dall'esplosione.<br />
 <br />
<i>*A volte sono peggio di un bambino che si dimentica di stare fissando il sole...*</i><br />
 <br />
Caitlyn era stranamente taciturna e seria. Certo non era una gran chiacchierona quando si trovava convocata in plancia, ma comunicava con le espressioni del viso, col suo sorriso e i suoi occhi. Ora sembrava essere turbata.<br />
 <br />
Ferris le si avvicinÃ² da dietro mentre la risiana sembrava concentrata ad osservare il panorama della nebulosa... era forse l'unica fra gli ufficiali a non aver trovato noiosa la missione di mappatura.<br />
 <br />
"Posso unirmi a lei?" l'esordio fu ad un volume abbastanza alto da essere udibile, cosÃ¬ come un Capitano che va a chiedere un'opinione all'ufficiale deputato a fornire consigli e supporto.<br />
 <br />
"Cosa osserva la stella dei miei occhi?" la continuazione fu ad un tenore vocale sommesso "Ammiri le tue sorelle che brillano nel cielo?"<br />
 <br />
Caitlyn abbozzÃ² un leggero sorriso prima di rispondere<br />
 <br />
"Non vedi niente?"<br />
 <br />
"Si vedo te... E mi Ã¨ sufficiente..."<br />
 <br />
"Sono seria, guarda. Prova a guardare il settore che va da ore 13 ad ore 14... Non vedi quei lampi di luce?"<br />
 <br />
"Tesoro mio, ho gli occhi che brillano e..."<br />
 <br />
"BUELLER!"<br />
 <br />
Era la prima volta che sembrava irritata da quando erano a bordo e Ferris si sentÃ¬ in colpa<br />
 <br />
"Perdonami, ma l'esplosione di prima mi ha danneggiato un po' la vista... da quello che posso vedere o capire, sÃ¬ mi sembrano esplosioni simili a quelle dei fulmini di plasma di prima..."<br />
 <br />
"Ma sono molto frequenti e sembrano generarsi e spegnersi da punti precisi..." interloquÃ¬ lei<br />
 <br />
"E non Ã¨ normale? Caitlyn non sono esperto di stelle come te..."<br />
 <br />
"Sarebbe un fenomeno curioso, ma a me sembra qualcosa di diverso... qualcosa di artificiale"<br />
 <br />
Bueller fece segno a Caitlyn di attendere e chiese a Rest un controllo sensori. La mossa indispettÃ¬ non poco la risiana, come se fosse stata lei a non voler chiedere aiuto al vulcan, ma Ferris decise di non approfondire.<br />
 <br />
L'esito infausto dell'interrogatorio del prigioniero probabilmente era la causa di quel turbamento nell'animo della sua amica, ma non era il momento per farsi spiegare esattamente come stavano le cose.<br />
 <br />
Rest in pochi istanti completÃ² l'analisi, dichiarando esito negativo sebbene avessero ancora problemi coi sensori a lungo raggio e la situazione di turbolenza della nebulosa non facilitasse quel tipo di indagini.<br />
 <br />
Ringraziato il tattico, Bueller tornÃ² a portare la sua piena attenzione su Caitlyn.<br />
 <br />
"Cosa ti turba tanto?"<br />
 <br />
"Quel prigioniero avrebbe potuto raccontarci molte cose, se avessi potuto interrogarlo con calma... certo dopo la scorsa volta coi Ferengi era ovvio che non ti fidassi pienamente e preferissi uno con una logica indiscutibile come Rest, ma il suo approccio l'ha portato al suicidio".<br />
 <br />
"Andiamo Caitlyn, probabilmente l'avrebbe fatto lo stesso"<br />
 <br />
"Non ha senso perÃ²... nessuno, nemmeno noi potevamo immaginare di sconfiggere la nave romulana. Se la navetta fosse stata parte del loro progetto di ricerca, i suoi occupanti sapevano che presto o tardi avremmo dovuto cedere alle richieste della Novarex. Non aveva senso suicidarsi. E poi per quale arcano motivo i due occupanti della navetta si fingevano romulani? O erano davvero convinti di esserlo e scoprire il contrario l'ha fatto impazzire? Possibile ma avrebbe avuto dovuto impiegare molto piÃ¹ tempo nell'elaborare la cosa. E non rende comprensibile il perchÃ© del suicidio. Non voleva rivelarci qualcosa di importante".<br />
 <br />
"Pensi fossero spie? Il che spiega anche la dentatura con capsula porta veleno"<br />
 <br />
"Esatto... e ciÃ² chiarisce anche come mai il comandante della Novarex volesse la navetta. Non ha mai detto che avevamo prigionieri due dei suoi uomini. O due ricercati. Ma esigeva la restituzione della navetta. Io non capisco nulla di tecnica, ma a bordo di quella nave ci potrebbe essere qualcosa di importante per i romulani. O lo era la navetta stessa, visto che non l'avevamo nemmeno mai percepita dai sensori".<br />
 <br />
"Uhm... perÃ² Rest mi ha detto che il nostro prigioniero non era molto contento di essere finito in mani federali..."<br />
 <br />
"Sembrava sorpreso e dispiaciuto allo stesso tempo, come se si aspettasse di trovare qualcun altro e non noi qua ad aspettarlo nelle vicinanze"<br />
 <br />
"In effetti la nebulosa nella sua complessitÃ  e noiositÃ  puÃ² essere un buon posto per aspettare qualcuno senza essere visti o cercati, quindi qual Ã¨ la tua ipotesi? Che non siamo soli?"<br />
 <br />
"Diamine Ferris, possibile? Osserva quei lampi di luce... non ti sembrano...?"<br />
 <br />
"Caz... Ora che mi ci fai pensare sÃ¬... sembrano proprio scambi di artiglieria che vengono riflessi dalla nebulosa! Sei un piccolo genio"<br />
 <br />
Bueller baciÃ² sulla guancia Caitlyn, cogliendola di sorpresa e strappandole un sorriso compiaciuto<br />
 <br />
<i>*Xyr segnati pure questa di infrazione...*</i><br />
 <br />
"Rest, energia agli scudi anteriori e ventrali... Allarme Giallo! Luna tieniti pronta!"<br />
 <br />
Il vulcaniano provÃ² ad interagire ma vedendo lo sguardo deciso del Capitano, decise di non intervenire e di limitarsi ad eseguire gli ordini ricevuti. Luna dal canto suo sorrise a trentadue denti nei confronti di Caitlyn.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Caytlin </author>
            <pubDate>Wed, 26 Aug 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-06 Sul filo del rasoio</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Paulo Rodriguez<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope, Stiva di carico 8 - 30 dicembre 2394 - Ore 14.30</b><br /><br />
Mentre stava configurando i campi di forza Doohan era stranamente silenzioso, Paulo non era abituato a questo genere di atteggiamento, di solito i suoi collaboratori erano molto loquaci e cercavano in ogni modo di entrare nelle sue grazie. Oppure cercavano qualunque modo per fregarlo o incastrarlo, qualcuno palesemente disinteressato alle sue attivitÃ  era molto difficile da trovare, sempre che ne fosse a conoscenza.<br />
Da quando era sulla Hope i contatti tra loro due erano stati cosÃ¬ scarsi che c'era da farsi venire anche il dubbio che ne fosse del tutto all'oscuro, com'Ã¨ possibile essere all'oscuro che sulla nave c'Ã¨ una persona a cui rivolgersi per qualunque necessitÃ ? Doohan ci riusciva, o almeno sembrava farlo, oppure riusciva a ignorare la cosa in modo decisamente sorprendente.<br />
<br />
Paulo prese mentalmente nota che un elemento come Doohan poteva essere decisamente interessante per affari futuri.<br />
<br />
Mentre il suo collega era impegnato con i campi di forza, Paulo stava configurando un campo di smorzamento per impedire ai Romulani qualunque possibile contatto con l'esterno, le due attivitÃ  richiedevano una certa coordinazione. Dal lato strettamente tecnico il capo ingegnere della Hope era decisamente efficiente, il suo lavoro era preciso e sembrava non concentrarsi assolutamente su nient'altro, come se lo stesso Paulo fosse solo un pezzo dell'arredamento con cui interagire sporadicamente.<br />
<br />
Dopo circa un'ora di lavoro ininterrotto avevano praticamente finito. Le verifiche erano state tutte positive, i test alle telecamere interne e ai microfoni predisposti da Paulo erano andati alla grande.<br />
<br />
Per allestire queste celle Paulo aveva dovuto documentarsi sulle misure di sicurezza, con Basta impegnato a controllare i Romulani nella loro sistemazione provvisoria, lui era uno degli elementi migliori insieme a Doohan per quel compito.<br />
<br />
"Rodriguez a capitano, abbiamo concluso il nostro lavoro, possiamo trasferire i prigionieri in qualunque momento"<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Plancia - 30 dicembre 2394 - Contemporaneamente</b><br /><br />
<br />
"Fare rotta all'interno della nebulosa, teneteci lontani dalla zona instabile, voglio osservare il combattimento senza essere visto se possibile"<br />
<br />
"Siamo in rotta capitano"<br />
<br />
"L'intuizione del consigliere era giusta, quelli che stiamo osservando sono colpi di disgregatori Romulani, vengono riflessi dalla nebulosa, al momento Ã¨ difficile stabilire l'esatta sorgente, sto cercando di stabilirne la posizione"<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Infermeria - 30 dicembre 2394 - Ore 15.15</b><br /><br />
<br />
"Graahn a capitano, per favore mi raggiunga in infermeria, ho i risultati dell'analisi sui Romulani"<br />
=^=Arrivo, Xyr venga con me=^=<br />
<br />
In infermeria il capitano trovÃ² l'ufficiale medico ancora chino sull'analisi. Non appena li vide entrare iniziÃ² il rapporto: "Tutti i romulani sono veri romulani capitano, non ho trovato segni ne di dispositivi che ne mascherino i segnali vitali ne di capsule di veleno, credo che possiamo svegliarli senza pericolo una volta che saranno in cella"<br />
<br />
"Ottimo lavoro Graahn, intendo interrogare immediatamente il loro capitano"<br />
<br />
Le antenne dell'andoriana erano tese per il disappunto e rivolte verso il capitano: "Capitano crede che sarebbe una saggia condotta? Dobbiamo arrivare pronti a questo interrogatorio e non abbiamo il tempo sufficiente ad un analisi della situazione. Siamo molto vicini ad un combattimento, dovremmo tenere i Romulani sedati e concentrarci su quello che possiamo apprendere dall'analisi del combattimento, i Romulani non ci diranno mai la veritÃ !"<br />
<br />
Il capitano sbuffÃ² all'obbiezione di Xyr, ma una parte di lui era daccordo, C'era poco tempo e la situazione diventava sempre piÃ¹ confusa e pericolosa. Ma bisognava fare qualcosa, stare fermi a pensare non avrebbe risolto nulla, le cose andavano troppo velocemente.<br />
<br />
"Non possiamo affrontare questa situazione senza saperne qualcosa di piÃ¹, e al momento quei romulani sono l'unica fonte di informazioni disponibile, non rischierÃ² di farmi sfuggire questa opportunitÃ !"<br />
<br />
"Le informazioni che ci riveleranno potrebbero condurci ad una trappola, non possiamo mettere la nave in pericolo!"<br />
<br />
"La nave Ã¨ giÃ  in pericolo Xyr! Dobbiamo affrontare la situazione al meglio possibile e quelle persone in questo momento sono una fonte di informazioni che non voglio ignorare!"<br />
La voce del capitano tradiva una certa rabbia per essere stato contraddetto cosÃ¬ apertamente, le obiezioni del suo primo ufficiale erano sensate, ma non poteva fare un passo indietro. Non ora, non in questa situazione.<br />
<br />
"Ma capitano, interrogando i Romulani e tenendoli agli arresti rischiamo di causare una guerra tra Romulus e la federazione!"<br />
<br />
"Sono stati loro ad attaccarci Xyr, i diari dei nostri sensori sono inequivocabili, non puÃ² pretendere che lasci 200 Romulani a piede libero su questa nave!"<br />
<br />
"Non chiedo questo, dico solo che la situazione va presa con cautela."<br />
<br />
"La discussione Ã¨ chiusa ho preso la mia decisione, se lo desidera la sua obiezione sarÃ  annotata sul diario di bordo."<br />
<br />
"Capitano a Rodriguez, appena ha terminato il suo lavoro voglio che predisponga un ambiente per interrogare il capitano Romulano senza che i suoi compagni possano sentirci"<br />
<br />
"Capitano, chiedo di poter condurre assieme a lei l'interrogatorio, voglio trarne il meglio e sono sicura di poter dare un utile contributo." Non c'erano piÃ¹ tracce di contrapposizione nella voce di Xyr.<br />
<br />
"Daccordo, lo faremo insieme"<br />
<br />
Il capitano uscÃ¬ dall'infermeria, Xyr lo seguÃ¬ con la sua solita rigiditÃ  marziale, non era riuscita a convincere il capitano a prepararsi meglio all'interrogatorio, ma rimeneva un ufficiale e il suo dovere era obbedire al suo superiore.<br />
Forse era l'unica su questa nave ad accettare le regole anche quando le erano avverse.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Stiva di carico 8 - 30 dicembre 2394 - Ore 15.30</b><br /><br />
Il teletrasporto era quasi terminato, la maggiorparte dei romulani erano stati trasferiti nell'ambiente preparato da Rodriguez e Doohan. Molti erano giÃ  svegli, una volta completati gli accertamenti del medico non c'erano piÃ¹ motivi per mantenerli incoscienti.<br />
<br />
Questo tuttavia non aiutava il lavoro di Paulo, stava predisponendo una parte della stiva di carico utilizzata per contenere i Romulani in modo da adattarsi all'interrogatorio che aveva richiesto il capitano.<br />
Non era un lavoro particolarmente difficile, ma a renderlo complicato c'erano le continue minacce dei Romulani e il fatto che diventavano sempre piÃ¹ nervosi col passare del tempo.<br />
Teoricamente non c'erano motivi per temere l'interrogatorio, comunque era un rischio. Nulla poteva essere certo quando avevi a che fare con dei Romulani ostili e furiosi per aver perso la propria nave.<br />
Soprattutto se erano convinti che chi li interrogava stesse cercando di rubare qualche segreto dell'impero. PerÃ² bisognava affrontare in fretta la situazione, non c'erano molte altre possibilitÃ .<br />
<br />
"Rodriguez a capitano, ho terminato il mio lavoro puÃ² iniziare quando lo desidera"<br />
<br />
Forse sarebbe stato meglio utilizzare direttamente un'altra stanza per l'interrogatorio, sarebbe stato piÃ¹ facile, tuttavia organizzare il trasferimento delle persone da interrogare sarebbe stato decisamente complicato, usare delle paratie provvisorie e dei campi di forza sembrava la soluzione piÃ¹ semplice, anche se piÃ¹ scomoda da realizzare.<br />
<br />
=^=Grazie signor Rodriguez, io e Xyr stiamo arrivando=^=</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Paulo Rodriguez</author>
            <pubDate>Thu, 10 Sep 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-07 Ricerca e sviluppo</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Edison Ray Tucci<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope, Stiva di carico 8 - 30 dicembre 2394 - Ore 14.30</b><br /><br />
Il capitano prese posto di fronte al comandante romulano.<br />
"Come le avevo giÃ  detto sono il capitano Ferris Bueller e lei ed il suo equipaggio vi trovate sul vascello federale Hope" Lahkath lo fissÃ² negli occhi poi distolse lo sguardo con fare altezzoso.<br />
"Capitano... lei sembra un ragazzino appena uscito dall'accademia. Se vuole interrogarmi faccia venire qui un vero capitano"<br />
"Al momento dovrÃ  accontentarsi comandante, e le vorrei ricordare che questo 'ragazzino' ha distrutto la sua nave e catturato piÃ¹ della metÃ  del suo equipaggio. Quindi prima che io perda la pazienza le consiglierei di rispondere alle mie domande" Silenzio.<br />
Bueller si girÃ² verso il capo della sicurezza "Signor Basta, mi dia il suo phaser" il betazoide per un attimo guardÃ² il suo capitano le sue emozioni erano perfettamente sotto controllo i colori erano tinta pastello e uniformi, Lon estrasse la sua arma e la consegnÃ² a Ferris.<br />
L'umano posÃ² l'arma sul tavolo "Vuole continuare con il gioco del silenzio?" iniziÃ² a giocherellare con il phaser "Allora visto che sono fresco di accademia, farÃ² un piccolo ripasso sulle armi in dotazione alla Federazione. Questo Ã¨ un phaser standard, direi l'ultimo modello, come tutte le nostre armi ha due modi di funzionamento 'stordimento' e 'mortale' e si seleziona tramite questo" il capitano mostrÃ² il selettore al romulano, poi lo mosse velocemente avanti e indietro svariate volte e posÃ² di nuovo sul tavolo coprendo il selettore "Ora in tutta sinceritÃ  non so quale sia l'impostazione del phaser, quindi sarebbe meglio che io non provassi a minacciarla con quest'arma, dunque le chiederÃ² tre semplici cose. La prima: cosa ci fate nello spazio federale e in quanti siete? La seconda: contro chi state combattendo li fuori? Ed infine la terza: come mai nel mio obitorio ho un cadavere e mezzo di falsi romulani che erano a bordo di una delle navette con cui state combattendo? Le lascio cinque secondi per rispondere comandante Lahkath del Falco da Guerra romulano Novarex."<br />
Basta osservÃ² la scena, il suo capitano continua a mantenere la calma anche se stava simulando rabbia ed impazienza, il colore delle emozioni del romulano invece era variato da un blu-verde di tranquillitÃ  e arroganza ad un rosso e viola di preoccupazione.<br />
"Due secondi ancora" disse Ferris riprendendo in mano il phaser coprendo con cura il selettore "...poi credo inizierÃ² a parlare con i suoi ottoposti... se ovviamente avrÃ  sfortuna" un sorriso maligno si dipinse sul suo volto.<br />
"Uno..."<br />
"Aspetti!" il romulano allungo una mano col palmo aperto a mo' di scudo verso l'umano.<br />
Xyr che stava seguendo il tutto senza dire una parola, ma pronta ad intervenire si appuntÃ² mentalmente di segnalare sul suo diario il comportamento del capitano: come minimo aveva infranto una decina di regolamenti con il suo comportamento.<br />
"Oh bene, le Ã¨ tornata la voglia di parlare... Quindi da dove vogliamo iniziare? Andiamo in ordine?"<br />
"Ci troviamo in questo settore per una missione di recupero"<br />
"Che genere di recupero? E in quanti siete"<br />
"Siamo, eravamo" si corresse il romulano "Due navi classe D'Deridex, la nostra missione, recuperare degli scienziati da una installazione segreta"<br />
"Scopo dell'installazione?" Lahkath sembrÃ² restio.<br />
"Su comandante, stava andando cosÃ¬ bene..." Ferris stava accarezzando il phaser.<br />
"Ricerca e sviluppo, a quanto pare questa nebulosa ha proprietÃ  uniche e i nostri scienziati avevano l'incarico di migliorare i dispositivi di occultamento sfruttando le particolaritÃ  di questa zona di spazio"<br />
"Mi faccia capire, avete installato una colonia nella nebulosa?"<br />
"Una piccola stazione di ricerca orbitale, ad essere precisi"<br />
"Quanto piccola?"<br />
"Dai dati in nostro possesso 147 ricercatori, tra scienziati, tecnici e manutentori"<br />
Il capitano si appoggiÃ² allo schienale della sedia. *PerchÃ© capitano sempre a noi queste cose?* pensÃ² trattenendo uno sbuffo.<br />
"E mi dica quelli che vi stanno attaccando chi sono?"<br />
"A quanto pare nella struttura ci sono state delle infiltrazioni esterne, per quello siamo qui"<br />
"Infiltrazioni da parte di chi?"<br />
Il romulano sembrava sorpreso da quella domanda, anche Basta percepÃ¬ i suoi sentimenti di dubbio.<br />
"Abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto immediata, a quanto pare i vostri servizi segreti sono riusciti ad individuarci e ad infiltrarsi nella base.<br />
Secondo noi per appropriarsi delle nostre ricerca e dei dispositivi di occultamento sperimentali."<br />
"Questa infiltrazione Ã¨ la risposta anche alla mia terza domanda" Bueller riconsegnÃ² l'arma al capo della sicurezza, avvicinandosi al betazoide gli chiese quasi sottovoce "Cosa ne pensa?" mentre prendeva l'arma Basta rispose al suo capitano "Con una probabilitÃ  di novantotto su cento sta dicendo la veritÃ ."<br />
"Allora abbiamo un problema" rispose Ferris.<br />
I due passarono i successivi cinquanta minuti ad interrogare Lahkath, per avere maggiori dettagli sull'ubicazione della stazione di ricerca romulana.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Sala macchine - 30 dicembre 2394 - Ore 15.15</b><br /><br />
Tucci stava studiando la navetta: da quasi un'ora continuava ad analizzare il dispositivo collegato alla plancia di quello che restava del veicolo, anche se la navetta era praticamente distrutta, l'apparecchio continuava ad emettere una quantitÃ  enorme di energia.<br />
Sapeva che la tecnologia romulana usava, per i propri motori a curvatura, delle singolaritÃ  artificiali in grado di generare grandi quantitÃ  di energia ma, secondo alcuni ricercatori, alquanto instabili perÃ² dalle letture del suo tricorder non c'erano instabilitÃ  in quell'energia.<br />
Con Doohan aveva pensato di scollegare il dispositivo per poterlo analizzare meglio, ma al momento non sapevano come rimuoverlo senza danneggiarlo, James avrebbe pensato ad una procedura di rimozione.<br />
Il sistema di occultamento era sicuramente di origine romulana, forse una generazione piÃ¹ avanzata di quella in dotazione alla Defiant. I sensori ad alta definizione invece erano tecnologia federale anche quella di ultima generazione.<br />
*Ma perchÃ© camuffarsi da romulani, se poi usi questa accozzaglia di tecnologia?* pensÃ² il giovane *Non ha senso, a meno che tu non sia il vero proprietario della navetta e la stai rubando a qualcuno facendogli pensare che sei quello che non sei veramente...*<br />
Alcuni cavi si mossero ondeggiando davanti ai suoi occhi persi nei pensieri riguardanti l'origine del piccolo vascello, Tucci si riprese e con la coda dell'occhio intravide passare il capo ingegnere e si sporse dal portello di accesso della navetta "Signor Doohan, ci siamo fermati?"<br />
"A quanto pare sÃ¬" l'ingegnere fremeva dall'impazienza: voleva ultimare le riparazioni, o meglio le toppe visto cosa aveva a disposizione, alla nave per poi concentrarsi su come rimuovere quella mezza navetta dalla sua sala macchine.<br />
"Dove siamo?" chiese l'ufficiale scientifico "Siamo usciti dalla nebulosa?"<br />
"Stando ai sensori siamo ancora dentro, e visto che la plancia ha chiesto energia per gli scudi quindi penso ci scontreremo con qualcuno a breve..." cosÃ¬ dicendo si allontanÃ².<br />
Terminate le ultime registrazioni l'ufficiale scientifico trasmise i dati alla sua postazione in plancia: aveva bisogno di studiarli e farlo in sala macchine dove il via vai degli ingegneri era continuo non l'avrebbe aiutato a concentrarsi.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Ponte di comando - 30 dicembre 2394 - Ore 15.20</b><br /><br />
Ray raggiunse il ponte di comando e per un attimo rimase bloccato sull'uscio del turbo ascensore: sul monitor principale era visualizzata una scena che tolse il fiato al cadetto "Sembra un Renoir" disse riprendendosi e dirigendosi verso la propria postazione.<br />
Caytlin che al momento era seduta sulla poltrona del capitano guardÃ² l'ufficiale scientifico "Cos'Ã¨ un 'Renoir'?" chiese.<br />
"Non cosa, ma chi" rispose Rest che si trovava alla postazione tattica "Un pittore terrestre del XIX secolo, faceva parte del movimento detto degli 'impressionisti'"<br />
"E cosa centra con la battaglia che stiamo osservando?" la risiana si girÃ² in direzione del vulcaniano che aveva risposta al suo quesito.<br />
Rest alzÃ² un sopracciglio "Non saprei, dovrebbe chiederlo al nostro signor Tucci"<br />
Edison nel frattempo si era seduto alla sua postazione e, ignorando completamente la discussione che aveva innescato, iniziÃ² l'elaborazione dei dati che aveva raccolto.<br />
Caytlin sentendosi ignorata gli si rivolse direttamente "Signor Tucci..." Nessuna risposta, Ray stava leggendo i dati e mentre lo faceva tamburellava con le dita della mano destra sul bordo della consolle tenendo il tempo di una musica, o dei pensieri, che solo lui poteva sentire.<br />
La risiana alzÃ² il tono della voce "SIGNOR TUCCI" disse nuovamente.<br />
L'ufficiale scientifico si girÃ² quasi di soprassalto "Si signore?"<br />
Luna sorrise *Mancava solo il saluto militare* pensÃ² la mezza klingon.<br />
"Mi chiedevo perchÃ© quello..." indicÃ² il monitor principale "...le ricordasse un dipinto di un pittore morto secoli fa'?"<br />
Ray guardÃ² il consigliere per alcuni secondi, come se quella fosse una domanda di vitale importanza, guardÃ² prima lei poi lo schermo e poi di nuovo lei.<br />
"Credo i colori" rispose infine "I colori della nebulosa risaltano ogni qual volta i disgregatori roumlani fanno fuoco: il verde intenso si rilette sulle sfumature gialle e viola creando un effetto impressionante, la risposta delle navette con quel loro raggio bianco-azzurro completano le sfumature della scala primaria dei colori, e il tutto devo dire Ã¨ uno spettacolo degno di un quadro di Renoir o di uno qualsiasi degli altri autori impressionisti"<br />
Tutti sulla plancia avevano ascoltato il discorso del cadetto, ma ben pochi ne capirono il significato. Fu Rest a riportare l'attenzione sulla crisi che si stava consumando davanti ai loro occhi.<br />
Tre navette, molto simili a quella che avevano in sala macchine, stavano affrontando un falco da guerra romulano di classe D'Deridex, entrambe le fazioni avevano subito danni consistenti.<br />
"Dalle mie analisi, sembra che la nave romulana abbia subito gravi danni non credo resisterÃ  ad altri due passaggi delle navette non identificate" Rest continuÃ² a digitare comandi sulla sua consolle "Rettifico, la D'Deridex Ã¨ in seria difficoltÃ , stanno eseguendo manovre di disimpegno, calo degli scudi, armamenti operativi al cinquanta percento, dobbiamo intervenire?"<br />
Caytlin rimase in silenzio alcuni secondi "No. Attualmente non siamo in grado di competere contro quelle navette, e poi non sappiamo le ragioni del contendere, rimaniamo qui e osserviamo, abbiamo giÃ  a bordo troppi romulani, soccorrere anche quel falco, potrebbe crearci seri problemi per non parlare di quelle navette."<br />
"Agli ordini, preparo le difese passive per il momento." rispose il vulcaniano.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Ponte di comando - 30 dicembre 2394 - Ore 15.25</b><br /><br />
Ferris entrÃ² in plancia a passo spedito "Situazione?" chiese.<br />
Caytlin si alzÃ² in piedi per lasciare la poltrona al capitano "A quanto pare ci troviamo in mezzo ad una faida tra romulani ed un altra fazione non identificata, due minuti fa si Ã¨ conclusa una battaglia ed i romulani hanno perso. Un secondo falco da guerra Ã¨ riuscito, a stento, a fuggire. Ora tre navette stanno pattugliando la zona in cui il falco ha attivato il sistema di occultamento. Le navette sconosciute non ci hanno ancora rilevato."<br />
"Potremmo essere noi quelle navette" il capitano si sedette sulla poltrona "Timoniere tracciare una rotta di allontanamento, andiamo a leccarci le ferite da un'altra parte, evitiamo quelle navette per ora."<br />
"SI!" un urlo entusiasta si era levato dalla postazione scientifica, tutti si voltarono in direzione di Edison.<br />
"Signor Tucci" Ferris si rivolse all'ufficiale scientifico "Vuole renderci partecipi del suo entusiasmo?"<br />
Ray ruoto lo schienale della sedia per guardare il capitano "Non Ã¨ colpa mia"<br />
"Cosa intende?"<br />
"La navetta in sala macchine non Ã¨ colpa mia"<br />
"Ne sono felice" il capitano attese che il suo ufficiale continuasse nella sua spiegazione, dopo aver atteso in vano sempre rivolto a Tucci aggiunse "Se non Ã¨ colpa sua, come Ã¨ arrivata quella navetta in sala macchine?"<br />
"Semplice, i romulani hanno creato un nuovo sistema di occultamento che sfrutta anche lo sfasamento quantico"<br />
"Mmm capisco" Bueller in realtÃ  non capiva appieno di cosa stesse parlando Ray ma non poteva dirlo apertamente davanti al personale di plancia.<br />
"Luna" disse "portaci via da qui" poi premette il suo comunicatore.<br />
"Capitano Bueller a tutti gli ufficiali superiori, riunione nel mio ufficio tra dieci minuti, ci sono aggiornamenti. Bueller chiudo."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Edison Ray Tucci</author>
            <pubDate>Tue, 29 Sep 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-08 Spiegazioni?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno James Doohan II<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope, Sala Macchine - 30 dicembre 2394 - Ore 14.00 (un'ora prima... circa)</b><br /><br />
Il cadetto Doohan stava esaminando la navetta "aliena" in sala macchine, erano state fatte tante congetture sul perchÃ© e sul percome l'oggetto fosse arrivato dentro la Hope, <i>*Secondo me Ã¨ stata teletrasportata, non Ã¨ possibile che una nave possa phasare all'interno di un'altra senza compromettere i nuclei di curvatura di entrambi i mezzi, infatti ciÃ² che da energia alla nave Ã¨ troppo delicato quindi l'equilibrio sarebbe subito compromesso e di noi sarebbe rimasto solo una scia di detriti. Figuriamoci poi con un nucleo potente come quello della navetta.*</i> In fondo a James piaceva stare lÃ¬, solo con i suoi pensieri riusciva a comprendere quello che in compagnia degli altri sarebbe stato difficile capire. Qualche volta avrebbe voluto prendersi una bella sbronza con il whisky come faceva suo nonno da giovane, ma il sapore del doppio malto lo disgustava. Per non parlare poi delle femmine, era imbarazzato al solo guardare quelle forme cosi flessuose... <i>*Cosa c'Ã¨ qui?*</i> penso tra se il giovane, mentre con il Tricorder ispezionava un vano all'interno della navetta. Con molta cautela estrasse l'oggetto che aveva attirato la sua attenzione, quello che sembrava un banco di memoria. <i>*Traccia federale, un altro mistero che si aggiunge agli altri, il banco Ã¨ del tipo a gelatina neurale, puÃ² immagazzinare tetrabyte di informazioni senza problemi, proviamo a collegarlo ad un lettore individuale...*</i><br />
<br />
=^=Capitano Bueller a tutti gli ufficiali superiori, riunione nel mio ufficio tra dieci minuti, ci sono aggiornamenti. Bueller chiudo.=^=<br />
<br />
<i>*Proprio ora*</i> pensÃ² Doohan afferrando la scatola dove aveva riposto il banco di memoria e uscendo velocemente dalla sala macchine.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Ufficio del Capitano - 30 dicembre 2394 - Ore 15.50</b><br /><br />
Bueller, terminato di ascoltare i resoconti dei suoi ufficiali superiori, si mise a guardare il banco di memoria trovato dall'allievo "Signor Doohan Ã¨ in grado di collegare questo apparecchio ad un lettore senza causare danni?"<br />
<br />
"Aye Aye Sir" rispose l'intimorito cadetto che pensÃ² <i>*Avrei dovuto provarlo prima, cosÃ¬ se per caso fosse successo qualcosa potevo far sparire il tutto e nessuno avrebbe mai saputo niente*</i><br />
<br />
Si affrettÃ² a collegare il banco di memoria come aveva ipotizzato ed attivÃ² il tutto, miracolosamente niente esplose.<br />
<br />
=^=Diario personale del Capitano della Flotta Imperiale Kark, comandante della IKS Baq. Abbiamo concluso la nostra incursione nel quadrante Gamma grazie al nodo di transcurvatura catturato ai Borg e trasmesso tutte le informazioni sul mondo dei cosiddetti Fondatori. Le nostre armi hanno annientato il grande legame, le fabbriche di Ketracel Bianco sono in mano nostra ed i pianeti sotto il controllo del Dominio passano uno dopo l'altro ai nostri ordini, i Jem'Hadar possono scegliere se morire o essere i nostri schiavi. La fortezza Stellare Terok Huh ha elaborato alcuni prototipi di navette d'attacco classe Notqa' che saranno inviate in esplorazione nell'universo della nave stellare USS Defiant. Grazie alla tecnologia che gli abbiamo catturato e alle migliorie inserite dai nostri ingegneri potremmo esplorare quela dimensione lasciando tracce residue compatibili con le loro, non sapranno mai cosa li ha colpiti!=^=<br />
<br />
Ad un cenno del Capitano la riproduzione del Diario si interruppe, il cosiddetto "Universo dello Specchio" tornava di prepotenza ad insidiare la Federazione, il buonsenso avrebbe voluto che i dati ritrovati fossero spediti immediatamente ai servizi della Flotta Stellare, magari con la navetta, ma notoriamente a bordo dell'Hope quella qualitÃ  era rara.<br />
<br />
Bueller fece di nuovo partire la registrazione. La voce era cambiata, non era piÃ¹ quella del Capitano Kark.<br />
<br />
=^=Abbiamo annientato un'altra squadra di Jem'Hadar ribelli. I Borg li stanno assimilando cosÃ¬ da renderli indipendenti dalla schiavitÃ¹ del bianco, pur lasciandogli una certa autonomia per utilizzare la loro forza combattiva. Stanno lottando con una ferocia superiore alla norma e mirano agli ufficiali in comando, stanno spazzando via l'Impero, dobbiamo fermarli prima che ci annientino. L'Imperatore ha dato il via libera per l'operazione "QIS", riusciremo a recuperare la situazione grazie alle navette Notqa'. Abbiamo alterato alcuni nostri soldati, oltre a degli schiavi, per sembrare Vulcaniani. Quei maledetti dovevano essere distrutti da tempo, ma grazie ai ribelli di altri mondi, che si sono uniti alla Resistenza Vulcaniana, ci danno del filo da torcere. Attaccando i Borg'Hadar con le navette pilotate dai nostri "sosia" sposteremo la loro attenzione dai nostri territori a quelli in mano alla resistenza, poi potremo preparare la controffensiva.=^=<br />
<br />
Il Capitano Bueller guardÃ² il Signor Xyr, entrambi erano sbigottiti dalle rivelazioni del banco di memoria, ma mancavano ancora informazioni, mentre la registrazione andava avanti gli ufficiali ipotizzavano vari scenari.<br />
<br />
=^=Diario di missione del Comandante Attox, abbiamo eseguito la prova di volo interfasico, il nostro stormo si sta preparando ad attaccare le postazioni Borg' Hadar dalla base segreta Sub posta in una nebulosa in quello che una volta era l'impero romulano. Se tutto andrÃ  secondo i piani riusciremo ad allentare la pressione di quei maledetti <i>bolwI'</i> e potremmo preparare l'assalto definitivo. SarÃ  una battaglia epica che verrÃ  cantata nelle ere a venire bevendo barili di ottimo vino di sangue, chi sopravvivrÃ  sarÃ  un eroe ma io preferirei morire in piedi su un cumulo di nemici sventrati dalla mia Bat'leth...=^= <br />
All'improvviso si sentÃ¬ un suono simile ad un allarme, qualcosa era successo mentre Attox stava fantasticando su un romantico futuro =^=Attenzione, a tutte le unitÃ  del perimetro difensivo. Una delle navette Classe Notqa' Ã¨ sotto il controllo di forze sconosciute e si sta allontanando dalla zona di ormeggio. Attivate le batterie difensive ed abbattete Notqa'Huh. Tutte le unitÃ  disponibili si attivino per l'int...=^=<br />
<br />
"Ecco come la navetta si Ã¨ ritrovata nella nostra sala macchine, dobbiamo avvisare subito il comando di flotta" tuonÃ² il Cadetto Rodriguez.<br />
<br />
Il Capitano si limitÃ² ad inarcare il sopracciglio con uno sguardo severo che mise fine ad ogni altro possibile intervento, guardÃ² il suo Primo Ufficiale che si sbrigÃ² a congedare il resto dei presenti.<br />
<br />
Rimasti soli Bueller disse "Mi ripeto, ma secondo me qui c'Ã¨ puzza di servizi segreti, anzi c'Ã¨ il fetore della Sezione 31"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno James Doohan II</author>
            <pubDate>Tue, 03 Nov 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-09 La Sezione 31 non esiste...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Ferris Bueller<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope, Bar di Prora - 30 dicembre 2394 - Ore 16.15</b><br /><br />
"Glielo ripeto Guardiamarina, non esiste nessuna Sezione 31!" sbraitÃ² il Capitano Strauss calcando sul reale grado del giovane Bueller, continuando intanto a scrutare l'ambiente con quel suo sguardo diffidente.<br />
"Allora mi spieghi lei cosa sta succedendo!" Ferris era spaventato dagli eventi. La sua nave e tutti gli uomini e le donne del suo equipaggio erano in pericolo. Tutta la baldanza del giovane ufficiale sembrava sparita ora che si trovava di fronte alla cruda realtÃ . Se non fosse stato per Luna sarebbero morti tutti. <br />
 <br />
Finalmente Strauss tornÃ² a guardarlo. "Calmati Ferris, ve la siete cavata egreggiamente oggi..."<br />
"DovrÃ² far inviare a Xyr una nota di merito per il cadetto Jones, se non fosse stato per lei saremmo pulviscolo spaziale adesso! L'unica cosa che ho potuto fare io Ã¨ stato guardare."<br />
"Non Ã¨ detto che un capitano deve prendere tutte le decisioni, in certi casi si deve fidare dell'abilitÃ  dei suoi uomini. Quella del cadetto Jones Ã¨ stata un'azione che andrÃ  a finire nel suo curriculum e potrebbe fargli guadagnare una promozione. ManderÃ² io stesso la nota di merito quando saremo al sicuro, sappiamo entrambi che l'ammiraglio Lennox non riceve quasi nessuno dei rapporti che gli manda Xyr." Ferris lo guardÃ² sorpreso "Com'Ã¨ che si chiama la sua attendente? Zoya? Quella che hai frequentato prima della partenza..."<br />
"Vorrei precisare che non le ho chiesto io di alleggerire i rapporti del primo ufficiale di inutili postille sulle mie casuali infrazioni..."<br />
"Ventisei..."<br />
"Credevo meno..."<br />
"Ventisei oggi. E sono le 16.20."<br />
"Brutta..."<br />
"Tranquillo ho detto io stesso al tenente Zoya di alleggerire i rapporti. Xyr non ha capito ancora che Ã¨ per quella sua rigiditÃ  alle regole che Ã¨ diventata primo ufficiale."<br />
"Tenente?"<br />
"Si tenente... non sapevi che era un tenente?"<br />
"Non ci sono i gradi sulla biancheria... sarebbe a dire che se non era cosÃ¬ pignola io sarei primo ufficiale e lei capitano?"<br />
"Ne dubito, avresti fatto troppo casino come primo ufficiale." Strauss sospirÃ² "Torniamo a noi. Non c'Ã¨ nessuna Sezione 31 e, se mai esistesse, nessun suo agente si sarebbe suicidato davanti ad un branco di ragazzini."<br />
"E allora mi spieghi chi erano quei due tizi travestiti da romulani, cosa ci fa una stazione di ricerca romulana nello spazio federale e cosa ci fanno delle navette dell'universo specchio nel nostro universo!"<br />
"Che vuoi che ne sappia io? Non Ã¨ che mettendo in mezzo una fantomatica Sezione 31 hai risposte a tutto!"<br />
"Lei Ã¨ un mago in queste cose... cosa ne pensa?" il termine appropriato sarebbe stato 'maniaco delle cospirazioni' ma a Ferris sembrava indelicato dirglielo in faccia.<br />
"Un caso..." Bueller alzÃ² gli occhi al cielo. Proprio quando una cospirazione era palese, Strauss si limitava a fare lo gnorri.<br />
"Va bene, non Ã¨ il caso di continuare... dovrÃ² venire a patti con il comandante romulano. Nel suo interrogatorio ha tralasciato di informarci del fatto che le navette sono dell'universo specchio. Se non vogliamo un'invasione in piena regola Ã¨ bene che collaboriamo." Ferris si alzÃ² dallo sgabello dirigendosi verso l'uscita.<br />
 <br />
=^=Infermeria a Capitano!=^= la voce dell'ufficiale medico era tesa e spaventata. Ferris si fermÃ² ad un passo dalla soglia.<br />
"Mi dica dottore, ci sono problemi?" Altri?<br />
=^=Signore, non so come spiegarlo ma...=^=<br />
"Su coraggio, non c'Ã¨ niente ormai che potrebbe sorprendermi in questa missione..."<br />
=^=L'uomo che si era suicidato... Ã¨ scomparso!=^=<br />
"Ok quasi niente! ManderÃ² immediatamente qualcuno lÃ¬ da lei. Bueller a Basta!"<br />
=^=Mi dica Capitano.=^=<br />
"Allarme giallo, abbiamo un intruso. Il suicida non Ã¨ morto... trovatelo e portatemelo vivo!" immediatamente l'allarme si scatenÃ² in tutta la nave.<br />
"Signor Strauss cosa mi diceva della Sezione 31?"<br />
"La Sezione 31 non esiste signor Bueller..." il giovane alzÃ² le braccia al cielo ed uscÃ¬ esasperato dal bar.<br />
"...ufficialmente." TerminÃ² Strauss ormai solo.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Hope, Sala interrogatori - 30 dicembre 2394 - Ore 16.55</b><br /><br />
L'audio della registrazione trovato nelle navetta ebbe termine e Bueller guardÃ² il Comandante Lahkath tamburellando con le dita sul tavolo.<br />
"Credo che sia il momento di mettere le carte in tavola comandante, lei Ã¨ della Tal Shi'ar?" interloquÃ¬ Xyr, in piedi accanto a Ferris come una guardia del corpo. Stava scalpitando per tornare in plancia, era inconcepibile che il Capitano le avesse ordinato di andare con lui durante un allarme giallo. Ventisette infrazioni al regolamento ed erano solo le 16.55.<br />
"La Tal Shi'ar non esiste... o almeno non piÃ¹." commentÃ² il Comandante romulano con un mezzo sorriso.<br />
"Cos'Ã¨? Una procedura standard dei servizi segreti deviati?" chiese Bueller alzando gli occhi al cielo "Ascolti Comandante, non mi interessa se lei Ã¨ della Tal Shi'ar oppure no. La situazione Ã¨ la seguente: primo - iniziÃ² Ferris contando sulla punta delle dita - quattro navette dell'universo specchio, dotate di una tecnologia di armemento capace di annichilire i Fondatori e tenere testa ai borg, sono entrate nel nostro universo per fungere da testa di ponte per una possibile invasione. Secondo, la Novarex Ã¨ distrutta e l'altra Ã¨ dovuta fuggire per i danni subiti dalle tre, e rimarco sul numero tre, navette. Terzo, duecento uomini del suo equipaggio sono chiusi nelle stive di carico della mia nave pronti ad essere consegnati alle autoritÃ  federali. Quarto, appena la flotta stellare arriverÃ  qui troveranno la vostra installazione segreta e chiederÃ  spiegazioni al vostro senato... pensa che riusciremo ad evitare una guerra anche questa volta?"<br />
L'ultimo punto era un bluff. Ferris, e Xyr era stranamente d'accordo con lui, aveva preferito non chiamare la flotta per evitare di essere individuati dalle navette. Non potevano ne combattere ne scappare. Sarebbe stata una ben misera fine se quei mosconi fastidiosi avessero intercettato le comunicazioni per poi risalire fino a loro.<br />
Xyr trattenne il fiato, tutto il piano di Bueller si limitava a sperare nel buon senso del comandante romulano. Non che si trattasse di un gran piano, ma era l'unico che avevano.<br />
 <br />
"La flotta stellare deve credere molto in voi se ha messo al comando due ufficiali cosÃ¬ giovani." CommentÃ² il romulano scrutandoli entrambi.<br />
"Sa benissimo che questa Ã¨ solo una nave scuola e noi eravamo qui solo per delle stupide analisi a questa cosa nebbiosa qui fuori!" Xyr si domandÃ² se rivelare una cosa del genere potesse portare Bueller almeno alla corte marziale. In questo momento lo sperava di cuore. Se avesse potuto l'avrebbe stordito con un phaser. PerÃ² questo sarebbe andato contro altre regole.<br />
"Lei mi piace Capitano. Purtroppo perderÃ  gran parte della sua onestÃ  andando avanti con gli anni, ma non posso negare che lei abbia ragione. Il... gruppo per il quale lavoro."<br />
"Ammette di lavorare per la Tal Shi'ar allora!" esclamÃ² il primo ufficiale della Hope con una nota di trionfo.<br />
"La Tal Shi'ar non esiste" risposero all'unisono Bueller e Lahkath strappando un sorriso a quest'ultimo. Xyr sbuffÃ² infastidita lanciando un'occhiata gelida verso il suo capitano.<br />
"Dicevo, che il gruppo per il quale lavoro, ha tenuto d'occhio l'universo specchio per molti anni. Fin da quando abbiamo scoperto che la nostra razza Ã¨ stata completamente annientata dall'Impero. Nel 2380 circa, l'impero riuscÃ¬ finalmente a catturare la Defiant, la nave costruita dai ribelli con i piani che avevano rubato su DS9 e iniziÃ² la costruzione di una flotta d'attacco di caccia con capacitÃ  tattiche prodigiose sfruttando le tecnologie del nostro universo. La vita di questa prima flotta fu alquanto breve ma servÃ¬ allo scopo dell'impero. Tutte le navi furono inviate ad assaltare un cubo borg in una missione suicida, mentre un secondo gruppo di navi si appropriava di un nodo di transcurvatura lasciato senza difese."<br />
 <br />
Bueller e Xyr erano ammaliati dalla storia e nessuno dei due si rese conto di fare la figura di due bambini davanti ad un cantastorie. Lahkath sorrise continuando a raccontare.<br />
"Grazie al nodo, arrivare ai Fondatori fu uno scherzo per l'Impero. Il Grande Legame fu spazzato via scongiurando per sempre la guerra con il Dominio. Non mi chiedete come l'Impero abbia scoperto della loro esistenza perchÃ¨ non ne ho idea. Ma torniamo a noi... il mio gruppo ha cercato in tutti i modi di acquisire i progetti dei caccia. Molti agenti sono stati mandati per il recupero, ma nessuno di loro Ã¨ riuscito nell'impresa, quindi avevamo deciso di prendere direttamente una di quelle navi."<br />
 <br />
"E come pensavate di portarla qui? Un conto Ã¨ usare un teletrasporto multi-dimensionale per passare di lÃ , ma un'intera nave, seppur piccola..." Chiese l'andoriana e Bueller scommise fra sÃ¨ che il suo primo ufficiale aveva fatto tutti i calcoli necessari prima di fare quella domanda.<br />
 <br />
"I nostri scienziati hanno trovato una soluzione: in determinate condizioni gravimetriche Ã¨ possibile utilizzare uno sfasatore per traslare da un universo all'altro."<br />
 <br />
"E guarda caso queste condizioni gravimetriche sono perfette nella nebulosa qua fuori!" si intromise Bueller felice di aver capito al volo. Il romulano fece un cenno di assenso con la testa e poi riprese a parlare.<br />
 <br />
"Naturalmente non potevamo mettere una flotta a protezione dell'installazione. GiÃ  due Falchi da Guerra erano un rischio. I miei superiori sono generosi nei propri pregi e parchi nei propri difetti. Considerano la Flotta Stellare molto meno di quanto valga in realtÃ  e questo Ã¨ stata una rovina per i nostri piani. Qualcuno dei vostri si Ã¨ accorto di tutto ed Ã¨ riuscito a fare un doppio colpo. Ha infiltrato due agenti che si sono sostituiti ai nostri piloti incaricati di rubare la navetta e, appena tornati nel nostro universo, si sono semplicemente defilati. Li stavamo cercando e abbiamo trovato voi. Immagino che da qualche parte, su questa nave, ci sia la nost... la quarta navetta." si corresse il romulano prima di scatenare inutili discussioni.<br />
 <br />
"Presumo che i due piloti fossero della Sezione 31, che come la Tal Shi'ar non esiste. E per quanto riguarda la navetta ce l'abbiamo noi, anche se non come pensate voi." Bueller guardÃ² Xyr che fece un cenno affermativo per poi uscire dalla sala interrogatori.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Hope, Laboratori - 30 dicembre 2394 - Alcuni minuti dopo</b><br /><br />
Le porte della sezione scientifica si aprirono con un sibilo ma nessuno degli uomini di Tucci ci fece caso. Stavano tutti dando il massimo e Xyr ne fu orgogliosa. Tutto sembrava funzionare alla perfezione... nonostante Bueller.<br />
"Signor Tucci, Signor Doohan novitÃ ?" vedere il capo ingegnere in quel posto sembrava stonare un po'. Di solito non lasciava mai i suoi preziosi motori, ma sembrava che - come diceva Bueller - quei due 'stramboidi' funzionassero alla perfezione insieme. Anche se nessuno dei due se ne era ancora reso conto.<br />
Ognuno di loro parlottava incessantemente fra se ed entrambi riuscivano a cogliere dati importanti dalle farneticazioni che captavano inconsciamente. Sembravano un'unica mente che era stata perÃ² divisa in due... perdendo qualche rotella qua e la durante la divisione.<br />
"La sua idea era corretta. GiÃ  l'avevamo intuito da quello che Ã¨ successo, ma adesso ne abbiamo la certezza. L'impulso di risonanza del nucleo di curvatura destabilizza quelle navi. Forse per qualcosa legato al loro nuovo sistema di occultamento quantico. Potrebbe essere un problema derivante dal diverso universo..."<br />
"Signor Tucci, mi fido della sua parola se dice che l'impulso funziona. Signor Doohan pensa di riuscire ad imbastire una qualche arma che possa darci una possibilitÃ ?"<br />
"Niente di piÃ¹ facile, mi bastano un paio d'ore! PerÃ²..."<br />
"PerÃ² cosa Signor Doohan?" PerchÃ¨ con questi due doveva tirare fuori le informazioni con le pinze?<br />
"I motori sono messi male. Credo che potremmo riuscire a inviare un solo impulso estremamente potente. Ma non posso assicurarle poi di avere ancora il nucleo di curvatura... potremmo essere costretti a sganciarlo per evitare spiacevoli conseguenze."<br />
 <br />
Xyr ci pensÃ² su per alcuni momenti. C'era poco da fare. Anche senza fare niente prima o poi le navette li avrebbero trovati e non erano in condizione ne di scappare ne tantomeno di affrontarli. La scelta era: nessuna scelta.<br />
"Lo faccia Signor Doohan. Le do un'ora!" non diede tempo all'ingegnere di replicare e uscÃ¬.<br />
"Un'ora? Ma non gli hai detto che te ne servono due?" borbottÃ² Tucci.<br />
"Raddoppio sempre le mie stime per il lavoro. E' una cosa di famiglia." rispose il giovane guardandosi attorno e domandandosi cosa ci facesse nella sezione scientifica.<br />
"Mi pare un'ottima idea..." commentÃ² lo scienziato. I due rimasero imbambolati per alcuni momenti finchÃ¨ un cadetto della sezione scientifica non si decise che era il caso di farli muovere.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Hope, Bar di Prora - 30 dicembre 2394 - Ore 17.45</b><br /><br />
"Signor Xyr, qual buon vento?" commentÃ² Strauss vedendola entrare.<br />
"Ha seguito l'interrogatorio?"<br />
"Naturalmente! Ha un bel coraggio quel tipo a dire che la Tal Shi'ar non esiste! Con chi crede di avere a che fare? Sicuramente dietro tutto questo ci sono loro!" Xyr fece una smorfia. Bueller le aveva raccontato della sua discussione con il barista a proposito della Sezione 31. Quei due, il romulano e il loro finto barista, sembravano fatti della stessa pasta. Segreti e bugie.<br />
"Conosce il piano che ha imbastito Bueller?" le ultime parole furono dette con un certo disprezzo. Non perchÃ¨ non condividesse l'idea, ma perchÃ¨ lui era stato piÃ¹ veloce a formularla.<br />
"E' un buon piano. Che immagino andrÃ  contro qualche regola della flotta. A quanto siamo fino ad ora? Ventinove? Ma chi le conta piÃ¹ dopotutto!" commentÃ² sghignazzando Strauss<br />
"Trentadue. E sono solo le 17.45, sono certa che Bueller si batterÃ  anche questa volta... non riesco a capirlo!" commentÃ² stizzita.<br />
"Xyr, sappiamo entrambi che il suo incarico da primo ufficiale era necessario. Come suo Numero Uno Bueller avrebbe avuto vita breve con quel suo modo di fare. Ben presto avrebbe fatto qualcosa di troppo e sarebbe finito alla corte marziale portandosi dietro lei come suo Capitano e responsabile. In questo modo lei ha la possibilitÃ  di difendersi! I suoi rapporti vengono tenuti di gran conto. Quando lui farÃ  il passo piÃ¹ lungo della gamba lei risulterÃ  pulita..."<br />
 <br />
Xyr sospirÃ². TornÃ² a irrigidire le spalle e poi, dopo un breve saluto se ne andÃ².<br />
 <br />
"Ragazzini..." commentÃ² Strauss <br />
"Fanno sempre cosÃ¬ quei due?" un uomo uscÃ¬ dalla sala di controllo segreta. Per essere un suicida sembrava molto in salute.<br />
"I casi sono due: o si infilano in uno sgabuzzino e fanno sesso, o si uccidono a vicenda."<br />
"Ragazzo fortunato!" commentÃ² lo sconosciuto come apprezzamento verso la splendida andoriana.<br />
"Allora Smith, come ti Ã¨ venuto in mente di schiantarti contro la mia nave? Dovevamo solo fornirti copertura in attesa della nave appoggio... era questa la missione."<br />
"Non ho idea di quello che Ã¨ successo... io quelle navi le guido solamente. Eravamo occultati sotto la Hope come da programma ma siamo stati colpiti da un impulso di qualche genere che ci ha attirati dentro la nave. Se non era per Sten che ha disoccultato la nave, adesso non staremmo qui a parlare."<br />
"I tuoi capi non saranno molto contenti!"<br />
"Quando tutto questo sarÃ  finito e la Hope tornerÃ  ai cantieri provvederemo a recuperare quello che Ã¨ possibile dai resti della navetta. Meglio di niente..."<br />
"Bene e ora?" chiese Strauss con tono tranquillo.<br />
"Ho inviato un messaggio alla nave appoggio della Sezione 31. Dovrebbe arrivare a momenti... dopotutto questi ragazzi non riusciranno a salvarsi se non gli diamo una mano. Non che sia una prioritÃ  ma visto che ci siamo..."<br />
"Spero tu lo abbia nascosto in qualche modo quel messaggio, altrimenti avremo tutti addosso in pochi minuti." commentÃ² Strauss distrattamente.<br />
"Per chi mi hai preso? Per uno dei tuoi ragazzini?" SbuffÃ² di rimando Smith irritato.<br />
"Ok allora il piÃ¹ Ã¨ fatto. Tu sei pronto?"<br />
L'uomo fece cenno di aspettare. Prese un bicchiere dal bancone e lo riempÃ¬ con una fiaschetta che Strauss gli passÃ². Sicuramente non era sintalcool visto la smorfia che fece dopo averlo bevuto. PoggiÃ² il bicchiere di nuovo sul bancone e poi fece un cenno affermativo con la testa.<br />
 <br />
Strauss estrasse un phaser settato su stordimento e gli sparÃ² a bruciapelo.<br />
 <br />
"Signor Basta, qui bar di prora!"<br />
=^=Mi dica Capitano Strauss, siamo un po' impegnati al momento.=^=<br />
"Si lo so, sta cercando un intruso. Se vuole venire a recuperarlo Ã¨ qui sdraiato sul mio pavimento."<br />
=^=Sissignore, arrivo subito!=^=<br />
"Ragazzini..." commentÃ² di nuovo Strauss scuotendo la testa.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Hope, Sala Tattica - 30 dicembre 2394 - Ore 18.25</b><br /><br />
"E cosÃ¬ avete modificato il radiofaro per farlo sembrare un vascello civile..." commentÃ² Bueller guardando il prigioniero di fronte a lui. Avevano finito le sale interrogatori e si erano dovuti accontentare.<br />
"Esatto!" commentÃ² laconico Smith.<br />
"E lei cosa ha fatto dopo la sua resurrezione?" chiese Xyr con una voce glaciale.<br />
"La situazione Ã¨ peggiore di quello che credete. L'impero deve aver capito come siamo riusciti a saltare da un universo all'altro ed ha mandato tre di quelle navette a cercarci. Siete stati fortunati che hanno intercettato i romulani prima di trovare voi."<br />
"Le ripeto... cosa ha fatto?"<br />
"Ho mandato un segnale alla mia nave appoggio. Dopotutto avete bisogno di tutto l'aiuto che potete avere. Tre caccia che vi cercano e duecento romulani a bordo. Se non era per quel maledetto barista... che gli date da mangiare?"<br />
"Agenti della Sezione 31!" commentÃ² divertito Bueller<br />
"La Sezione 31 non esiste..." rispose quasi in automatico il prigioniero.<br />
"Si certo, l'ho giÃ  sentita questa... Signor Basta lo porti in qualche buco e ce lo chiuda dentro. Se prova a fare qualche fesseria lo porti dalla Graahn, sono certo che il nostro dottore ha un conto da regolare con lui." Il capo della sicurezza si limitÃ² ad un cenno affermativo con la testa e poi uscÃ¬ portandosi dietro l'intruso.<br />
 <br />
"Numero Uno aveva visto giusto." commentÃ² Bueller non appena ritenne sicuro tornare a parlare del piano.<br />
"Era palese che quella navetta non fosse adatta a lunghi viaggi. Da qualche parte poco distante ci doveva essere per forza una loro nave appoggio."<br />
"Adesso non ci rimane che far scattare la trappola. Faremo venire il Comandante Lahkath in plancia cosÃ¬ che possa far arrivare l'altro Falco da Guerra. Useremo la Tal Shi'ar e la Sezione 31 per attirare le navette allo scoperto e al momento giusto colpiremo con l'arma ideata da Doohan."<br />
"E' un rischio, ma non una cosa impossibile - commentÃ² Xyr - di certo non attaccheranno prima noi che siamo insignificanti e giÃ  danneggiati. E l'arma danneggierÃ  irrimediabilmente le due navette, cosÃ¬ i nostri 'alleati' non avranno nulla da poter usare in futuro."<br />
"Tanto non possono lamentarsi, dopotutto nessuno dei due gruppi esiste..." commentÃ² sarcastico Ferris strappando un pallido sorriso all'andoriana. "E per finire in bellezza, chiameremo la Flotta per installare delle boe che destabilizzino le condizioni gravimetriche della nebulosa cosÃ¬ che l'impero non la possa usare per mandare altre navi. In aggiunta prenderemo possesso della stazione di ricerca della Tal Shi'ar cosÃ¬ la Lennox avrÃ  una postazione fissa bella che pronta per studiare questa insulsa massa di polvere e noi potremmo andare a fare qualcosa di piÃ¹ stimolante! Quella vecchiaccia sarÃ  felice spero!" terminÃ² soddisfatto Ferris appoggiandosi allo schienale della poltrona.<br />
<br />
<i>*Trentatre*</i> pensÃ² Xyr uscendo dalla sala tattica.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Ferris Bueller</author>
            <pubDate>Tue, 03 Nov 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-10 Non bisogna organizzare i propri piani in base a ciÃ² che il nemico potrebbe fare, ma ...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Xyr del Clan Clos<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Hope - Sala Macchine - 31 dicembre 2394 - Ore 04:05</b><br /><br />
La scarica di phaser annerÃ¬ la paratia dietro la testa di Xyr.<br />
<br />
Accanto a lei Doohan era ancora privo di sensi. Un paio di cadetti gli stavano sistemando la gamba ferita in attesa di un improbabile arrivo da parte del team medico.<br />
<br />
La sala macchine era un inferno. Probabilmente anche il resto della nave. Le comunicazioni interne si erano interrotte. Quasi certamente sabotate dai nostri sgraditi ospiti.<br />
<br />
Xyr si protese dietro il bancone e scaricÃ² un paio di colpi giusto per tenere impegnati gli avversari. Dall'altro lato della sala macchine qualche altro cadetto stava seguendo il suo esempio cercando di chiudere gli invasori in un angolo. La situazione era in una fase di stallo. Erano bloccati da quasi 8 ore, senza dormire, senza mangiare, senza informazioni sul resto dell'equipaggio. Ogni tentativo di mediazione era fallito in partenza. Le porte erano bloccate, i condotti inutilizzabili o decisamente troppo stretti.<br />
<br />
Ormai anche l'energia del campo di contenimento che li separava dallo spazio profondo, dove la navetta aveva danneggiato la paratia, stava per esaurirsi. Doohan era riuscito a deviare il flusso di energia per un tentativo di fuga, ma alla fine l'unica cosa che ne avevano ricavato era l'ingegnere steso a terra con una gamba danneggiata da un colpo diretto.<br />
<br />
La sala inoltre sembrava irreale. Lo spazio lasciato vuoto dal nucleo di curvatura era un colpo tremendo per le flebili speranze di sopravvivenza della Hope e del suo equipaggio.<br />
<br />
<i>*Flebili speranze su una nave che si chiamava Speranza*</i>. L'andoriana non riuscÃ¬ a trattenere un sorriso amaro.<br />
<br />
Purtroppo stavolta non poteva nemmeno dare la colpa a Bueller.<br />
<br />
Certo, tecnicamente parlando il piano era del Capitano ed era un piano assurdamente rischioso, ma la situazione richiedeva una certa dose di rischio.<br />
<br />
Ovviamente il piano aveva funzionato. Quella che li aveva messi in questa situazione erano le variabili che Bueller si era scordato di considerare mentre si pavoneggiava gagliardo e distratto prima con Caytlin, poi con un paio di cadette presenti in Plancia. Era quello che odiava di piÃ¹ di Bueller? Il suo essere sempre fortunato e carismatico contro ogni regola o il fatto di non essere stata considerata degna di interesse in quel contesto? Questo pensiero la incupÃ¬ piÃ¹ del dovuto.<br />
<br />
Un urlo di dolore riattirÃ² la sua attenzione allo scontro.<br />
<br />
Qualcuno era stato colpito. SperÃ² fosse uno di loro e non un cadetto.<br />
<br />
Diverse scariche elettrostatiche facevano da coreografia allo scontro e non preannunciavano nulla di buono.<br />
<br />
Sperava di poter contare su una buona dose di fortuna e che nulla le esplodesse accanto.<br />
<br />
Nemmeno il tempo di abituarsi a quel pensiero.<br />
<br />
Un'enorme scarica chiamata in causa certamente da una divinitÃ  dispettosa e irrispettosa delle richieste di Xyr fece saltare in aria il condotto di energia nascosto dietro il pannello al suo fianco.<br />
<br />
L'esplosione fu violenta. Lei era la piÃ¹ vicina e l'impatto con il metallo della paratia le tolse il fiato sollevandola da terra.<br />
<br />
La vista le si annebbiÃ² per un istante, mentre la mente tornava indietro a come erano finiti tutti in quella situazione.<br />
<br />
Bueller e le sue brillanti idee...<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Turbolift - 30 dicembre 2394 - Ore 18.40... parecchie ore prima.</b><br /><br />
<i>*Adesso non ci rimane che far scattare la trappola. Faremo venire il Comandante Lahkath in plancia cosÃ¬ che possa far arrivare l'altro Falco da Guerra. Useremo la Tal Shi'ar e la Sezione 31 per attirare le navette allo scoperto e al momento giusto colpiremo con l'arma ideata da Doohan.*</i> Xyr rifletteva sulle parole di Bueller.<br />
<br />
Erano entrambi nel turbolift che li avrebbe condotti alla stiva.<br />
<br />
Prima di lasciare la sala tattica avevano concordato come muoversi.<br />
<br />
Lei avrebbe parlato con Smith per capire come e quando si sarebbe palesata la nave della sezione segreta inesistente, Bueller avrebbe cercato di convincere Lahkath che non erano in grado di affrontare quelle navette da soli e che potevano scendere a compromessi con la Tal Shi'ar.<br />
<br />
Doohan con l'aiuto di Tucci avrebbe perfezionato il dispositivo per ridurre all'impotenza la forza d'impatto degli avversari. Semplice, lineare, pulito.<br />
<br />
Proseguirono in silenzio lungo tutto il tragitto.<br />
<br />
Il turbolift si fermÃ² e li lasciÃ² nella zona di detenzione provvisoria. Bueller uscÃ¬ per primo e la salutÃ² con un gesto della testa. Lei osservÃ² per un attimo il Capitano allontanarsi. Buona parte del piano si basava sulla faccia tosta di Bueller e sulla sua capacitÃ  di mentire con il comandante romulano.<br />
<br />
Fece finalmente un passo fuori dall'ascensore ammirando l'area. Come Basta, con il supporto di Rodriguez, fosse riuscito a creare tante celle era fonte di orgoglio per lei. Efficienza allo stato puro. Ora doveva solo trovare dove avevano sbattuto Smith...<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Sala provvisoria interrogatorio - 30 dicembre 2394 - Ore 19.25</b><br /><br />
"Bene. Direi che abbiamo un accordo?"<br />
<br />
Lahkath osservÃ² sorridendo il giovane Capitano. Forse l'aveva sopravvalutato. L'iniziale baldanza dimostrata durante il precedente interrogatorio era di certo frutto dell'adrenalina accumulata nell'aver distrutto il suo Falco da Guerra. In fondo questi ragazzi avevano fatto quello che molte altre Navi Federali non erano mai riuscite a fare.<br />
<br />
Era stato certamente un colpo di fortuna e forse Bueller se ne stava rendendo conto. Era tornato da lui con la coda fra le gambe cercando un accordo che potesse salvare la sua nave e il suo equipaggio. Aveva anche capito che l'unica merce di scambio era la navetta che dovevano aver parcheggiato in qualche area dell'hangar per avere l'aiuto dell'altro Falco da Guerra.<br />
<br />
Aveva posto alcune condizioni che Lahkath riteneva trascurabili. In realtÃ  non le aveva nemmeno ascoltate. Appena recuperata la navetta e fatto risalire sul Falco il suo equipaggio, avrebbe "inavvertitamente" approfittato della situazione per far sparire scomodi testimoni a colpi di siluro.<br />
<br />
"Certamente Capitano, abbiamo un accordo. Si renderÃ  conto tuttavia che non posso darle i codici di chiamata del nostro Falco. Gradirei poterli contattare direttamente io. Come avrÃ  immaginato, noi Romulani siamo un po' restii a fidarci..."<br />
<br />
Bueller sembrÃ² titubante per qualche istante.<br />
<br />
"Mi suggerisca Lahkath, come posso fare per alleviare questi suoi dubbi?"<br />
<br />
Lo sguardo del Romulano passÃ² dal divertito al superbo.<br />
<br />
"Innanzitutto mi faccia uscire da qui. Credo che il mio posto ora sia in Plancia dove mi farÃ  contattare la mia gente e dove il Comandante dell'altro Falco potrÃ  ammirare la mia sagacia tattica e non abbia dubbi sulle mie capacitÃ  di comando... e sulla vostra palese inferioritÃ . A quel punto le potrÃ² insegnare qualche trucco sul comando."<br />
<br />
Bueller si avvicinÃ² al campo di forza che limitava l'area di detenzione facendo segno alla sicurezza di farli uscire.<br />
<br />
<i>*Io questo lo getto fuori con il lanciasiluri. Su Ferris, buon viso a cattivo gioco. Appena il Falco si palesa, prendiamo tempo, aspettiamo che le navette compaiano e facciano il culo alla grossa e pericolosa nave romulana, attiviamo l'arma di Doohan, rendiamo inutilizzabili le piccole e bastardissime navette appena menzionate, ci dilettiamo a irridere Lahkath cascato come un topo nella trappola, aspettiamo la nave della Sezione 31, gli facciamo vedere che le navette non servono a nulla, gli regaliamo un bel Falco Romulano in modo da farne quello che vogliono e ci leviamo da questo stramaledetto ammasso di stelle. Promemoria personale, la prossima volta questa scenetta pietosa da povero ragazzino incapace ed indifeso la recita Xyr!!!*</i><br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Sala detenzione - 30 dicembre 2394 - Ore 19.30</b><br /><br />
"Cosa vuol dire che non sa quando la nave appoggio arriverÃ ? Ha detto di averla contattata. Non Ã¨ credibile che lei non sappia la sua posizione."<br />
<br />
Xyr cominciava a spazientirsi. Quella nave serviva come supporto nel caso qualcosa nel piano di Bueller non fosse andato nel verso giusto.... ok, ci serviva assolutamente. Qualcosa nel piano di Bueller sarebbe sicuramente andato male.<br />
<br />
"Comandante, vorrei tanto poterla aiutare, ma capirÃ  anche lei che non potevo mandare un segnale diretto alla nave appoggio senza illuminare la Hope come una stella agli occhi e ai sensori dei nostri nemici comuni. Ho dovuto utilizzare un piccolo trucco che garantisce un certo anonimato e una certa discrezione. Diciamo che saranno loro a trovare noi. Poi suvvia, non recitiamo come da copione. Se lei Ã¨ qui vuol dire che il suo Capitano sta parlando con il nostro caro Lahkath per mettere in piedi quello che avete discusso qualche minuto fa in sala tattica. Non capisco come pensiate di poterci riuscire, ma rimango comunque molto curioso."<br />
<br />
Le antenne dell'andoriana si drizzarono di scatto. Lo sguardo allibito che le si era dipinto in volto strappÃ² un sorriso divertito a Smith.<br />
<br />
"Come fa a sapere quello che Ã¨ successo in sala tattica?"<br />
<br />
"Mia cara... ovviamente io non so nulla. In fondo non dovrei neppure esistere, giusto?"<br />
<br />
Xyr ringraziÃ² mentalmente il colore naturale della sua pelle che celava il rossore sulle guance. Colore che certamente sarebbe stato piÃ¹ palese in un umano.<br />
<br />
La rabbia che provava in quel momento rischiava di offuscarle i pensieri.<br />
<br />
<i>*Smith ha appena detto che... non ci posso credere. Non puÃ² aver fatto tutto da solo.*</i><br />
<br />
L'andoriana chiese alla sicurezza di abbassare il campo di forza e uscÃ¬ dalla stanza senza guardare il prigioniero. Ci fosse stata una porta l'avrebbe sbattuta dietro di sÃ¨.<br />
<br />
"Xyr a Graahn."<br />
<br />
=^=Mi dica Comandante. Come posso aiutarla?=^=<br />
<br />
"Ho bisogno lei esegua qualche altro test sul nostro prigioniero morto e risorto."<br />
<br />
=^=...Ã¨ successo qualcosa che dovrei sapere?=^=<br />
<br />
Un breve accenno di esitazione nella voce della dottoressa ricordÃ² a Xyr alcune note che aveva preso sulla Trill. <i>*Palese insicurezza in alcune decisioni a fronte di una cultura e di una capacitÃ  di molto sopra la media.*</i> Prese mentalmente nota di metterla piÃ¹ spesso sotto pressione per vedere come si comportava. Una sua decisione poteva voler dire vita o morte di qualcuno. Non voleva avere altre persone sulla sua nave... ok, sulla nave di Bueller... che non fossero al 100% affidabili.<br />
<br />
"Lo scansioni fino a livello subatomico se necessario. PuÃ² anche farlo a pezzi se le serve, se poi lo rimonta come prima...."<br />
<br />
=^=Comandante?=^=<br />
<br />
La rabbia accumulata nella stanza dell'interrogatorio stava davvero offuscandole il giudizio.<br />
<br />
"Mi scusi Dottoressa, ovviamente non intendevo sezionarlo."<br />
<br />
In realtÃ  il pensiero le era passato realmente per la mente.<br />
<br />
"Si faccia aiutare da Tucci se serve. Voglio essere sicura non nasconda qualche altro dispositivo stranamente non rilevabile in qualche innesto sottocutaneo o in qualche anfratto dove non batte il sole. Cerchi qualcosa che stia emettendo un qualche tipo di segnale. Grazie."<br />
<br />
<i>*Devo avvertire Bueller e chiedere l'aiuto di Strauss. Smith non puÃ² davvero aver fatto tutto da solo. Abbiamo una talpa sulla nave e non ce ne siamo mai accorti.*</i><br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Sala Macchine - 30 dicembre 2394 - Ore 19.35</b><br /><br />
Doohan stava guardando curioso un cavo che gli era rimasto nella mano destra e un compressore di stasi che si trovava nella sua mano sinistra.<br />
<br />
<i>*Eppure ero sicuro di doverli usare.*</i><br />
<br />
Di fronte a sÃ¨ un'elegante accozzaglia di cavi, led, display, bobine di interfase, connessioni Ruther-Voghs, e diverse bobine di carico e filtri che modulavano energia direttamente dal nucleo di curvatura della Hope.<br />
<br />
Gli addetti alla sala macchine avevano allestito un'area dedicata per il trasmettitore d'onda che Bueller aveva solo definito "l'arma".<br />
<br />
Gli sguardi dei cadetti non denotavano la minima sicurezza. Doohan non sembrava curarsene.<br />
<br />
Aveva cercato di ricreare la stessa condizione che aveva interferito casualmente con la navetta costringendola ad incastrarsi nella Hope. La differenza la faceva il "casualmente". Quello che aveva ideato avrebbe funzionato a comando. O almeno era quello che sperava. La gondola di sinistra avrebbe funzionato come un'antenna. Gli unici suoi dubbi erano potenza e soprattutto raggio di azione. Non era sicuro di quale fosse la distanza cui dovevano trovarsi le navette. Beh, "molto vicino" sarebbe stata un'ottima stima. <i>*Speriamo a Bueller piaccia come risposta...*</i><br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Stiva - 30 dicembre 2394 - Ore 19.50</b><br /><br />
Xyr aveva fatto una deviazione per parlare con Rodriguez.<br />
<br />
Il capo operazioni doveva garantire un ulteriore supporto al piano di Bueller e avrebbe quasi sicuramente dovuto improvvisare. Sulla Hope Rodriguez era il cadetto che piÃ¹ la preoccupava. Sull'efficienza non si POTEVA discutere, sui metodi si DOVEVA farlo. Era assolutamente inadatto per la Flotta Stellare. Era convinta avrebbe venduto la Hope con tutto l'equipaggio se ne avesse ricavato un profitto degno di nota. Forse aveva sangue Ferengi nelle vene.<br />
<br />
PerÃ² adesso era fondamentale per la loro sopravvivenza e Xyr lo sapeva.<br />
<br />
"Signor Rodriguez, mi servono due cose. Spazio per 3 navette che potremmo dover caricare e altre celle di contenimento per un imprecisato numero di nuovi ospiti. Entro i prossimi 30 minuti tutto deve essere pronto. Ha qualche domanda?"<br />
<br />
Paulo guardÃ² il Primo Ufficiale con gli occhi sbarrati.<br />
<br />
L'aveva sempre considerata una grandissima gelida stronza. Si doveva ricredere? Stava sviluppando un innato senso dell'umorismo? PerchÃ© quello che aveva appena detto doveva essere una battuta e anche una battuta molto buona.<br />
<br />
"Molto divertente Xyr, davvero molto divertente. Ora seriamente, come posso essere d'aiuto? "<br />
<br />
L'andoriana mosse lentamente le antenne dirigendole verso Rodriguez senza parlare. Un lungo silenzio riempÃ¬ l'area.<br />
<br />
Il sorriso del Capo Operazioni si spense man mano.<br />
<br />
"Era seria?"<br />
<br />
Un lungo passo in avanti mise Xyr a qualche centimetro dal viso di Rodriguez. L'andoriana era piÃ¹ alta del terrestre e questo accentuÃ² la sensazione opprimente.<br />
<br />
"3 piccole precisazioni. Primo: le restano 27 minuti. Secondo: per lei non sono solo Xyr, ma un suo superiore che pretende di essere interpellata con grado o ruolo consoni. Terzo: sarÃ  mia premura aggiungere questo suo atteggiamento al suo giÃ  notevolmente ricco fascicolo."<br />
<br />
Xyr indietreggiÃ² lentamente sempre guardando Rodriguez negli occhi e voltandosi lasciÃ² la stanza.<br />
<br />
<i>*Confermo. Grandissima stronza."</i><br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>USS Hope, Plancia - 30 dicembre 2394 - Ore 20.00</b><br /><br />
La porta del turbolift si aprÃ¬ sulla Plancia e Xyr rimase per un attimo attonita per la scena di fronte a lei, ma si riprese immediatamente. Seduto sulla poltrona del Capitano c'era Lahkath, alla sua destra un altro Romulano e alla sua sinistra Bueller. Un terzo Romulano la stava osservando in piedi vicino la postazione del tattico.<br />
<br />
Sullo schermo principale si stava disoccultando un Falco da Guerra.<br />
<br />
Bueller la guardÃ² per qualche istante, poi le fece cenno di raggiungerlo.<br />
<br />
Lahkath da parte sua fece un gesto allo schermo come per indicare di contattare direttamente il Falco.<br />
<br />
Xyr e Bueller durante la riunione in sala tattica avevano avuto qualche remora a permettere questo genere di comunicazioni tra la Hope e i Romulani. Persino il probabile messaggio subspaziale che Lahkath avrebbe dovuto usare per contattare il Falco, avrebbe esposto la Hope facendole saltare la copertura ottenuta imponendo il silenzio radio.<br />
<br />
Il rischio era che le navette potessero trovare appetibile la nave federale magari come antipasto prima di eliminare i Romulani. Era un rischio da correre.<br />
<br />
Vedere la nave romulana sullo schermo senza aver subito ancora alcun attacco tranquillizzÃ² Xyr. Fu perÃ² una tranquillitÃ  passeggera.<br />
<br />
3 colpi diretti scossero gli scudi della Hope e altrettanti fasci luminosi illuminarono il Falco.<br />
<br />
Lahkath si tenne stretto ai braccioli della poltrona e si rivolse furioso verso Bueller.<br />
<br />
"Umano! Il mio segnale era schermato. Come hanno fatto ad individuarci?"<br />
<br />
Bueller non rispose ma ringraziÃ² con un gesto il responsabile delle Comunicazioni per il segnale subspaziale inviato sulla stessa banda schermata usata da Lahkath. Segnale ben chiaro e luminoso come concordato. Un piccolo faro nel buio dello spazio.<br />
<br />
"Luna, manovra diversiva. Portaci nel mezzo prima che non resti nulla della nave da spostare. Situazione?"<br />
<br />
"Scudi al 45% dopo solo 3 colpi. Danni alle sezioni dalla 3 alla 6. Passaggio temporaneo all'energia di riserva nell'hangar navette. Il Falco da Guerra sta meglio ma non sorriderei troppo fossi in loro."<br />
<br />
"Bueller!!!"<br />
<br />
Lahkath era scattato minaccioso in piedi verso Bueller seguito dal romulano al suo fianco. Xyr non esitÃ² e sfruttando la sua maggior velocitÃ  lo anticipÃ² colpendo il comandante romulano al plesso solare mentre sollevando la gamba disegnÃ² uno stretto arco in aria che portÃ² il tacco del suo stivale a fare la conoscenza della mandibola del secondo romulano. Il colpo gli fece picchiare il capo contro la struttura di sostegno della postazione di comando. Il rumore sordo del collo indicÃ² una frattura mortale. Bueller approfittÃ² della situazione sferrando un diretto al viso di un Lahkath barcollante. Basta nel frattempo aveva neutralizzato il terzo ospite senza nessuna fatica.<br />
<br />
La Hope fu scossa da un nuovo colpo per fortuna non diretto. Luna aveva dato un nuovo significato al concetto di manovrabilitÃ . Come la nave potesse muoversi in quel modo restando integra era qualcosa che Xyr faceva fatica a concepire. Anche il suo stomaco concordava.<br />
<br />
La Hope si trovÃ² incastrata tra il fuoco di 3 navette iperarmate e di un Falco da Guerra che tuttavia risultava giÃ  notevolmente danneggiato.<br />
<br />
Come a confermare quel pensiero una sezione della nave romulana esplose immobilizzandola alla deriva nello spazio.<br />
<br />
Bueller aveva avuto ragione di nuovo, le navette si erano concentrate sulla nave piÃ¹ pericolosa ingaggiando la Hope solo per danneggiarla e rallentarla in attesa di finirla dopo.<br />
<br />
"Bueller a Doohan. Ãˆ ora!"<br />
<br />
=^=Capitano qui siamo un po' occupati a tenere la nave integra. Cosa le serve?=^=<br />
<br />
Xyr sgranÃ² gli occhi in direzione di Bueller che di rimando sollevÃ² una mano e se la mise sul volto.<br />
<br />
"L'arma Doohan, l'arma, adesso!!!!!"<br />
<br />
=^=...ah quello.=^=<br />
<br />
Un leggero tremore investÃ¬ la nave. Persino Luna fu sorpresa e la Hope perse l'assetto per un attimo. Ben di peggio capitÃ² alle navette che si spensero come per incanto e proseguirono la loro corsa solo per l'inerzia accumulata.<br />
<br />
Un altro scossone smosse la nave e Luna fu costretta a compensare per poi rallentare.<br />
<br />
Tutti volarono in terra dove rimasero per un attimo in silenzio. Fu Bueller il primo a parlare.<br />
<br />
"Sullo schermo principale."<br />
<br />
La situazione aveva un qualcosa di epico. Le 3 navette galleggiavano nello spazio, mentre il Falco era avvolto da diverse piccole esplosioni di luci. La Hope sembrava integra e l'unica in grado di proseguire. Ce l'avevano fatta!!!<br />
<br />
Una serie di urli di gioia riempÃ¬ la plancia. Bueller euforico afferrÃ² Caytlin per i fianchi e sollevandola la fece ruotare di 360 gradi. Poi posandola a terra abbracciÃ² sempre piÃ¹ euforico Luna ringraziandola per l'ennesimo salvataggio. La lasciÃ² per passare al cadetto Broyde, la bionda addetta alle comunicazioni. La guardÃ² per qualche istante ricambiato.<br />
<br />
"Ma che diavolo.".<br />
<br />
Poi la tirÃ² a sÃ© baciandola appassionatamente sulle labbra.<br />
<br />
Un forte sovraccarico investÃ¬ la postazione scientifica riportandolo coi piedi per terra. Le luci della plancia si spensero di colpo.<br />
<br />
=^=Capitano Bueller. Qui Doohan. Abbiamo un serio problema. Il nucleo di curvatura. Ãˆ in sovraccarico. Qui sta esplodendo tutto. Dobbiamo espellerlo!!!=^=<br />
<br />
=^=Capitano Bueller. Qui Rodriguez. Emergenza! Le celle di contenimento per i romulani. Ãˆ saltato tutto. Non c'Ã¨ energia. Sono liberi!=^=<br />
<br />
<i>*Qualcosa che vada per il verso giusto. Almeno una volta. Chiedo troppo?*</i><br />
<br />
"Xyr. In sala macchine. Basta con me da Rodriguez. Rest, a lei la plancia. Cerchi di coordinare le operazioni da qui. Mi tenga aggiornato anche sulla situazione qui fuori. Muoviamoci."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Xyr del Clan Clos</author>
            <pubDate>Tue, 03 Nov 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-11 La strategia dei pugni</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Rest figlio di Retok<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Accademia della Flotta Stellare - ufficio del Consigliere Cond - Flashback</b><br /><br />
"Posso fare qualcosa per te, Lon?" domandÃ² il Consigliere, porgendo una tazza di tisana aromatica al Betazoide, che la fissÃ² intensamente per diversi secondi senza neppure sfiorarla.<br />
Si trattava di una specie di sfida silenziosa tra il Cadetto ed il suo terapista che - sin dal loro primo incontro - cercava di scoprire quale tipo di bevanda potesse piacere al ragazzo, offrendogliene una diversa ad ogni incontro senza mai chiedergli nulla.<br />
Grazie alle sue capacitÃ  di deduzione, Lon aveva capito che si trattava di una sorta di mossa di apertura. L'Umano non chiedeva delucidazioni sui suoi gusti perchÃ© attendeva che fosse Lon ad aprirsi a lui, rivelandogli cosa gli piacesse. Ma il Betazoide, che pure aveva trovato giovamento da diversi dei consigli ricevuti da quell'Umano, non si sentiva ancora pronto ad aprirsi realmente con lui.<br />
Era seduto sul divanetto, l'ultimo traguardo di un lungo percorso che era iniziato con il rimanere in piedi vicino alla porta, passando per due diverse poltroncine ed il pavimento. Non aveva la minima idea di cosa pensasse il consigliere in quel momento, il Tenente Cond era un muro bianco sul quale non si disegnava alcuna emozione. Era stato cosÃ¬ fin dall'inizio e cosÃ¬ sarebbe rimasto fra loro fino a quando non fosse stato Lon a cambiare idea. "Credi forse di essere l'unico a non sopportare l'eccessiva intimitÃ  betazoide?" aveva osservato il Consigliere con un sorriso durante il loro primo colloquio.<br />
"Ã‰ stato lei a convocarmi, Consigliere..." decise quindi di rispondere. Un'apertura cauta e neutrale, che non causÃ² significative variazioni nel muro di bianco emozionale del suo interlocutore "Il nostro incontro periodico era fissato per mercoledÃ¬ prossimo."<br />
"Hai ragione..." ammise sorridendo il Consigliere che, in tanti anni di servizio, aveva appreso la difficile arte della pazienza coi suoi assistiti "permettimi di riformulare la domanda...c'Ã© nulla di cui vorresti parlarmi?" leggerissimo picco emotivo di colore pastello...divertimento? "O di cui ritieni di dovermi parlare?"<br />
CosÃ¬ formulata, la domanda non poteva piÃ¹ essere elusa. Anche se non voleva parlarne, come Cadetto aveva il dovere di farlo "Ho colpito il Cadetto Bueller durante la simulazione della Kobayashi Maru..."<br />
"Interessante..." rispose il Consigliere, neutrale empaticamente quanto nel tono della voce "ed Ã© stato...soddisfacente?"<br />
"Ã‰ stato necessario." ribattÃ© Basta, un po' disorientato. In effetti si aspettava una domanda sui motivi che lo avevano spinto a colpire Bueller. Con questa domanda Cond aveva spiazzato il discorso che si era preparato. Ciononostante poteva tentare di riportare la discussione sui giusti binari "era il metodo piÃ¹ efficiente per raggiungere l'evacuazione della nave."<br />
"E lui condivide questa tua idea?" gli chiese l'Umano "ne avete parlato?"<br />
"Ã‰ venuto da me a mensa. Si Ã© seduto non invitato..." riferÃ¬ Lon, ritenendo che - con ogni probabilitÃ  - il Consigliere giÃ  lo sapesse "Bueller mi guardava come se volesse restituirmi il pugno, nonostante sorridesse."<br />
Sotto lo sguardo incuriosito del tenente, Lon annusÃ² la bevanda che aveva sotto il naso, senza perÃ² accennare a toccarla, quindi continuÃ² "Il cadetto Graahn mi ha impedito con una gomitata di invitarlo a farlo," una smorfia seccata si disegnÃ² sul suo volto mentre inconsciamente si massaggiava il fianco, e la sua amica del cuore ci guardava fra il deluso e il sorpreso."<br />
"E com'Ã¨ finita?" chiese con aspettativa appena accennata il Consigliere, forse sperando che questa parte del discorso lo portasse ad esternare qualche sentimento.<br />
"Bueller ci ha offerto da bere, ho rifiutato... Jones si Ã¨ offerta di andare a prendere le bevande ed ha portato con se il cadetto Graahn."<br />
Silenzio. Evidentemente Cond non riteneva fosse soddisfacente e attendeva un proseguo. Per esperienza, Lon sapeva che lo avrebbe tenuto lÃ¬ a lungo, anche a costo di rinviare gli appuntamenti successivi.<br />
"A quel punto il cadetto si Ã¨ massaggiato il mento ed io ho commentato che se l'era meritato. Lui ha risposto con un'Ã¨ vero, ed Ã¨ finita lÃ¬." Concluse rapidamente Lon, cercando di dare un tono definitivo alla cosa. Non era finita davvero lÃ¬, ma il resto della discussione era troppo assurdo e spiazzante per riferirlo.<br />
"Descrivi i tuoi compagni con la tecnica che abbiamo iniziato ad usare." Chiese Cond, apparentemente credendo alla messinscena del Betazoide.<br />
Basta sbuffÃ², poi socchiuse gli occhi riflettendo. "Bueller Ã¨ talmente accecante che non capisci cosa c'Ã¨ dietro, probabilmente nulla. Jones Ã¨ una fiamma, arde costantemente, leale, incosciente. Graahn Ã¨ l'azzurro dell'acqua, la pioggia che porta la quiete, ma che se si trasforma in tempesta ti schiaccia." la mano tornÃ² di nuovo al costato.<br />
"E tu come ti descriveresti?"<br />
"Io sono nero," rispose senza esitazione "non c'Ã¨ nulla in me."<br />
Il Consigliere rimase silenzioso a quella risposta, dopodichÃ© sorrise sornione e disse "Molto bene, Lon... lavoreremo ancora su questa cosa, finchÃ© non troveremo un colore migliore che ti descriva. Intanto... perchÃ© non rifletti su quello che realmente ti ha detto Bueller a mensa? Quando vorrai, poi, lo riferirai anche a me."<br />
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Solo nella sua stanza in Accademia, Lon fissÃ² il soffitto pensieroso. Con Cond aveva fatto bellamente finta di nulla, ma a sÃ© stesso non poteva mentire. Bueller aveva detto altro, qualcosa di inaspettato e difficilmente credibile.<br />
"Penso che sappia che stanno selezionando Cadetti per il Progetto Hope..." aveva detto con un ghigno divertito, mentre la sua luce diventava ancora piÃ¹ brillante "Spero che non lo farÃ  ancora quando sarÃ  il mio Capo della Sicurezza ed io il suo Capitano..."<br />
<i>*Sta scherzando...*</i> si disse allora il Betazoide, e anche in quel momento lo pensava. Lui lo aveva preso a pugni e Bueller gli offriva di fargli da Ufficiale Superiore, se avesse avuto il comando? "Certo che lo rifarei, a paritÃ  di situazione..." aveva risposto.<br />
"Vedremo..." aveva risposto Bueller.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Corridoi antistanti l'Hangar Navette Principale - 31 dicembre 2394 - Ore 04:05</b><br /><br />
"Dobbiamo ripiegare, la nostra posizione diventerÃ  presto insostenibile!" gridÃ² Basta, per farsi sentire al di sopra del suono dei raggi Phaser che saettavano ed impattavano ovunque.<br />
"Non mi sembra ce la stiamo cavando tanto male!" rispose di rimando il Capitano Bueller, sollevandosi per sparare un colpo alla cieca verso quanto restava di una porta di duranio, dietro la quale erano barricati un numero imprecisato di Romulani.<br />
Si trattava di una spacconata, e lo sapevano entrambi. Erano rimasti in sette ed avevano almeno altrettanti feriti, mentre la maggior parte dei Romulani era ammassata oltre l'angolo, trattenuta solo dal numero limitato di armi a particelle delle quali erano riusciti ad impadronirsi<br />
Lon fu tentato di sferrare nuovamente un destro al mento di Bueller, ma si trattenne. Se avesse stordito il Capitano non sarebbero stati in numero sufficiente a portare con loro tutti i feriti, e non era accettabile lasciare prigionieri ai Romulani. Inoltre Luna, che era china accanto a loro con un fucile Phaser tra le mani ed una Bath'Leth legata alle spalle, probabilmente non avrebbe approvato, finendo per opporsi e peggiorare ulteriormente la loro situazione tattica.<br />
"Senza rinforzi avranno comunque la meglio..." disse il Capo della Sicurezza, chiudendo la mente alle fiamme furiose che erano le emozioni dei due membri della Sezione Comando e ricominciando a sparare "meglio retrocedere ora che abbiamo copertura, evacuare i feriti e barricarci in una posizione piÃ¹ difendibile."<br />
"I rinforzi arriveranno presto..." rispose sicuro Bueller, a voce abbastanza alta da farsi sentire dagli altri, rincuorandoli "non permetteremo a quei bastardi dei Romulani di prendere l'hangar e filarsela con le nostre navette!"<br />
Ma ora le sue fiamme erano velate di dubbio, un dubbio che Basta condivideva <i>*Dove accidenti sono i nostri rinforzi?*</i><br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Plancia - 31 dicembre 2394 - Contemporaneamente</b><br /><br />
L'atmosfera sulla Plancia della Hope era estremamente tesa e la stanchezza di numerose ore di scontri stava logorando i cadetti assegnati alle varie postazioni. Solo Rest - che pur essendo stato investito del comando non si era spostato dalla consolle tattica - pareva imperturbabile nell'osservare una riproduzione tridimensionale della nave, dove numerosi segni rappresentavano gli scontri in corso.<br />
Davanti alla postazione vi erano tre cadetti i quali - a seguito dell'interruzione delle comunicazioni interne e della disattivazione dei sensori - fungevano da portaordini muovendosi attraverso i Tubi di Jeffries, riferendo in continuazione l'andamento degli scontri e portando alle varie cellule Federali gli ordini del Vulcaniano.<br />
"E siamo stati costretti ad abbandonare la Sezione 11 del Ponte 5..." riferÃ¬ il Cadetto Paulson, del Laboratorio Botanico "I Romulani si sono piazzati nella Palestra e hanno installato lÃ¬ un punto di comando. Abbiamo avuto nove feriti, di cui tre gravi...il signor Topper li ha stabilizzati ma..."<br />
"Quindi ora la Sezione 9 Ã© libera da forze ostili?" domandÃ² l'Ufficiale Tattico, che pareva piÃ¹ interessato ad aggiornare il proprio schema tattico che al conteggio delle perdite.<br />
"Io...non saprei, signore..." ammise il Cadetto, spiazzato "stavamo indietreggiando verso le Sezioni 12 e 13...non abbiamo..."<br />
"Verificate e riferite." ordinÃ² Rest, con tono definitivo che non ammetteva repliche. Quindi, quasi con un ripensamento, aggiunse "quanto al resto del gruppo...data la conformazione del Ponte dovreste riuscire nella prossima ora a contenere i Romulani nella Sezione 11. Se dovessero ricevere rinforzi siete autorizzati ad utilizzare i Tubi di Jeffries per ripiegare sul Ponte 4."<br />
Detto ciÃ² il Vulcaniano si disinteressÃ² completamente del proprio interlocutore, concentrandosi invece sul Guardiamarina Esteban, uno degli uomini della Sicurezza. Esteban era un Umano di origini sudamericane, in quel momento incapacitato al servizio attivo a causa di una brutta ferita alla spalla destra rimediata in uno degli ultimi scontri, cosa che gli impediva di tenere un'arma ma non di fare da messaggero "Mi dica, Guardiamarina..."<br />
"Signore, la situazione presso l'Hangar principale Ã© insostenibile. Per mantenere la posizione necessitiamo di almeno altre dieci unitÃ  armate..." riferÃ¬ l'uomo della Sicurezza, palesemente irritato per essere stato costretto ad attendere che Rest ricevesse prima gli altri rapporti.<br />
Dal canto suo, il Tattico non rispose immediatamente, preferendo studiare prima il suo schema della nave, come se in quei diagrammi e simboli vi fossero le risposte che cercava. Dopo circa trenta secondi disse "Al momento non Ã¨ possibile stanziare altre unitÃ  presso l'Hangar. Se non riuscite a sostenere l'impatto nemico ritiratevi."<br />
"Col dovuto rispetto, signore..." rispose Esteban, evidentemente vicino a perdere la pazienza "anche il signor Basta ha proposto questa linea di azione, ma il Capitano non intende cedere ulteriori posizioni al nemico, ritenendo che non sia opportuno consegnare ai Romulani le nostre navette."<br />
"In tal caso il Capitano dovrÃ  difendere l'Hangar con gli uomini a sua disposizione." ribattÃ© secco Rest, prima di tornare a concentrarsi sui suoi schemi, completamente dimentico di tutto il resto.<br />
Il volto di Esteban si fece rosso, mentre l'ira montava evidentemente in lui. Stava per ribattere stizzito, quando il Consigliere lo avvicinÃ² poggiandogli una mano sulla spalla e dicendogli gentilmente "Guardiamarina... Sul Ponte 2 Ã© stata allestita una infermeria di emergenza...perchÃ© non va a vedere lÃ¬ se qualcuno dei feriti meno gravi Ã© in grado di darvi supporto?"<br />
"FarÃ² cosÃ¬, signore...grazie..." rispose l'uomo della Sicurezza, lanciando a Rest un'ultima occhiata di fuoco prima di andarsene.<br />
"Signor Rest, possiamo parlare un momento?" chiese poi la giovane Risiana, indicando al Vulcaniano l'Ufficio del Capitano.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Infermeria - 31 dicembre 2394 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Mi pare nervosa, Dottoressa..." commentÃ² laconico Smith, osservando la responsabile dell'Infermeria mentre si muoveva tra i pazienti, alcuni stesi sui bioletti ed altri a terra, in brande di fortuna.<br />
"E lei mi pare sin troppo tranquillo, signor Smith!" ribattÃ© la giovane donna, lanciandogli un'occhiata stizzita "In fondo non ha piÃ¹ il suo travestimento e - se i Romulani dovessero giungere sin qui - lei sarebbe un bersaglio tra i tanti. Forse addirittura un bersaglio prioritario, visto che Ã© piÃ¹ vecchio e ragionevolmente piÃ¹ esperto di noi."<br />
"Ma i Romulani non arriveranno qui..." rispose semplicemente la presunta spia "i suoi colleghi sono stati estremamente efficienti nell'isolare questa zona..."<br />
<i>*Forse anche troppo...*</i> pensÃ², e lo sguardo le cadde sulle doppie porte d'accesso, al momento bloccate. Dietro di esse, Melanne lo sapeva, i corridoi della Sezione erano stati decompressi su ordine della Plancia, creando una situazione di vuoto in tutto il Ponte.<br />
La Dottoressa ripensÃ² a quanto accaduto circa otto ore prima, e non potÃ© che rabbrividire nuovamente.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Infermeria - 31 dicembre 2394 - Otto ore prima (Flashback)</b><br /><br />
Melanne stava riflettendo su quello che lo schermo del suo terminale le mostrava, ma in realtÃ  i suoi pensieri erano focalizzati su due persone: il Capo della Sicurezza e l'Ufficiale Tattico Capo.<br />
<i>*Ma con tutto quello che Ã© successo, come accidenti gli Ã© saltato in mente di perdere tempo a scrivere questa roba?*</i> si domandÃ² la Trill, picchiettando con l'affusolato indice della mano destra lo schermo, sul quale era aperta una notifica di proposta di Nota di Demerito.<br />
L'autore della proposta - il Vulcaniano Rest - aveva trasmesso la nota a tutti gli interessati, oltre che al Capitano e al Primo Ufficiale. In pratica, il Capo della Sezione Tattica richiedeva che i vertici della nave emettessero Nota di Demerito verso lui stesso e gli altri tre Ufficiali presenti durante l'interrogatorio del signor Smith, con la motivazione che nessuno di loro era stato in grado di prevedere o prevenire il suicidio - meglio, il falso suicidio - del sospettato.<br />
<i>*E il bello Ã© che ha pure ragione...*</i> si disse la Dottoressa, chiudendo la nota. Non poteva infatti contestare la veridicitÃ  delle motivazioni addotte da Rest, anche se non riusciva a capire come diavolo la cosa fosse venuta in mente a quel Vulcaniano asociale in quel momento, quando era estremamente probabile che tutti loro venissero spazzati via a minuti dalla faccia dell'Universo.<br />
<i>*Probabilmente dipende dalla struttura mentale Vulcaniana, che nel suo essere estremamente logica tende a compartimentare le problematiche, finendo per non far caso a tali...sciocchezze..*</i><br />
Ci sarebbe stato da riderci sopra, se Lon non avesse preso la cosa mortalmente sul serio, mollando lÃ¬ ciÃ² che stava facendo per andare a chiarire la faccenda con il collega. Melanne aveva cercato di impedirglielo, ma non c'era stato verso. Tra Lon e Rest esisteva una incompatibilitÃ  di fondo, data da due caratteri diametralmente opposti. <i>*E il fatto che non sia stata stabilita una catena gerarchica all'interno dei vertici della loro Sezione non aiuta di certo...*</i><br />
Forse avrebbe dovuto parlarne a Caytlin...<br />
"Ma non ora!" si ritrovÃ² a ringhiare la donna, mentre la nave veniva violentemente scossa da quello che pareva un colpo diretto. Subito tutti gli allarmi si accesero e l'infermeria si animÃ² di medici ed infermieri che - al suo comando - avrebbero dovuto gestire eventuali feriti in arrivo.<br />
Ed i feriti arrivarono. Inizialmente si trattava di contusioni da urto o ferite da esplosione di condotti EPS, nulla che non potessero gestire.. poi le cose precipitarono.<br />
Quando dalla Sala Macchine giunse notizia di numerosi feriti per un'importante esplosione, la Dottoressa Graahn ordinÃ² di teletrasportarli direttamente in Infermeria ma - poichÃ© le procedure di emergenza parevano non funzionare - inviÃ² circa due terzi dei suoi uomini verso il luogo dell'incidente con barelle antigravitazionali e kit di emergenza.<br />
I medici e gli Infermieri non erano ancora arrivati in Sala Macchine che - inizialmente dalle zone detentive di emergenza e dopo anche dalle Sezioni e dai Ponti limitrofi - cominciarono ad arrivare feriti con bruciature di Phaser. Inizialmente stupita, Melanne aveva rapidamente scoperto che i Romulani erano fuggiti e si era rimboccata le maniche per organizzare il lavoro dell'Infermeria.<br />
E di organizzazione avevano avuto rapidamente bisogno, perchÃ© i feriti avevano cominciato a giungere numerosi - alcuni anche in gravi condizioni - e si era subito dimostrato necessario inviare sui luoghi degli scontri personale medico e paramedico per garantire i primi soccorsi.<br />
In Infermeria erano pertanto rimasti la Dottoressa, il MOE e due infermieri quando i rumori degli scontri a fuoco si erano fatti vicini, parecchio vicini. Subito dopo un paio di Cadetti erano entrati di corsa, avevano barricato l'infermiera con un campo di forza che di norma veniva utilizzato per contenere pericolose epidemie e avevano chiamato la Plancia, annunciando che il Ponte era perduto.<br />
Con sorpresa della Graahn, perÃ², a rispondere non furono nÃ© il Capitano Bueller nÃ© il Comandante Xyr, ma Rest. Il Vulcaniano parve piÃ¹ irritato che dispiaciuto della notizia e, dopo un paio di domande, comunicÃ² loro che sarebbero rimasti isolati in fino a fine emergenza e - senza ulteriori preavvisi - decompresse il Ponte, eliminando le forze ostili presenti e isolando collateralmente l'Infermeria.<br />
La Dottoressa pensava che il Ponte sarebbe stato ricompresso in tempi brevi, ma poco dopo le comunicazioni cessarono e l'Infermeria rimase completamente isolata, senza piÃ¹ notizie di ciÃ² che accadeva nel resto della nave.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Corridoi antistanti l'Hangar Navette Principale - 31 dicembre 2394 - Ore 04:10</b><br /><br />
"Quello P'tak!" ringhiÃ² Luna, facendo per alzarsi in piedi indignata, ma finendo per doversi riabbassare in malo modo, mentre tre scariche di Phaser impattavano dove un momento prima c'era la sua testa.<br />
"Non capisco... perchÃ© Rest non vuole mandarci rinforzi per difendere l'Hangar?" chiese di rimando Bueller, guardando Basta come se avesse la risposta.<br />
"PerchÃ© questa posizione Ã© indifendibile, a meno di avere davvero molti uomini..." rispose di malavoglia il Betazoide, che al solo sentir parlare dell'Ufficiale Tattico Capo aveva il nervoso, ma che non poteva in cuor suo negare la valutazione del collega "il corridoio Ã© troppo largo e povero di intersezioni dalla nostra parte, mentre i Romulani possono sfruttare i magazzini di stoccaggio dei pezzi di ricambio - nonchÃ© i pezzi di ricambio piÃ¹ grossi - come coperture..."<br />
Non era nulla di nuovo, loro stessi avevano usato quelle stesse coperture prima di venire costretti a ripiegare dalla superioritÃ  numerica nemica, ma sembrava che Bueller non volesse - o non potesse - accettarlo. Per questo controbattÃ© "Se gli lasciamo l'hangar, perÃ², potranno prendere le navette per lasciare la Hope...e potrebbero anche distruggerla, se sparassero sul Nucleo di Curvatura!"<br />
"Evidentemente Rest ritiene che non abbiamo speranze di difendere l'Hangar e ha deciso di farlo in maniera piÃ¹ decisa, magari decomprimendo il Ponte, come ha fatto per l'Infermeria e la Sala Macchine." commentÃ² il Cadetto Jones poi, riflettendoci, aggiunse "Ma non funzionerebbe...in quei magazzini ci sono diverse tute EVA..."<br />
"Beh, anche se Rest non crede che potremo tenere la posizione, io dico che ce la faremo. Non dimenticate che dobbiamo tenere duro solo fino all'arrivo della nave appoggio della Sezione 31..." affermÃ² deciso Bueller "sentite cosa faremo..."<br />
Lon avrebbe voluto protestare contro la follia di continuare a cercare di tenere una posizione indifendibile, ma ciÃ² che suggerÃ¬ dopo il Capitano lo obbligÃ² a tacere. Non era una cosa folle, o impossibile. Era una cosa folle E impossibile. E molto altro.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Plancia - 31 dicembre 2394 - Contemporaneamente</b><br /><br />
Il Consigliere Caytlin prese un lungo respiro prima di parlare. Anche in una condizione normale era estremamente difficile rapportarsi ad una persona con il carattere chiuso e sostanzialmente autoreferenziale come Rest ma - in quella particolare situazione - ciÃ² rasentava l'impossibile.<br />
Il Vulcaniano aveva accettato di malavoglia di seguirla in Sala Tattica e - non appena le doppie porte si erano chiuse alle loro spalle - si era messo in piedi in una posizione formale di riposo e l'aveva trapassata con lo sguardo. Il suo "Mi dica pure, Consigliere...", benchÃ© detto con formale cortesia, era suonato alle orecchie della Risiana come un "Sbrigati a dire la stupidaggine che stai pensando, piccola rompiscatole ignorante, che ho da fare cose piÃ¹ importanti che dar retta a te ed ai tuoi piagnistei..."<br />
Ma - e Caytlin non poteva che ammetterlo - si trattava solo di una sua impressione dettata dall'irritazione che si era generata in lei quando aveva scoperto che il Vulcaniano l'aveva inclusa nel novero di persone meritevoli di Nota di Demerito a seguito degli eventi riguardanti il prigioniero in Infermeria.<br />
"Signor Rest, credo che dovrebbe riconsiderare la sua decisione di non inviare rinforzi al Capitano Bueller." AffermÃ², diretta e decisa. Con i caratteri come quello del Capo della Sezione Tattica, infatti, gli approcci indiretti ed i giri di parole tendevano a generare solo irritazione crescente e assenza di stimolo ad intavolare una comunicazione costruttiva.<br />
Ad oggi modo -come c'era da aspettarsi- il Vulcaniano non ebbe nessuna reazione evidente alla frase del Consigliere, se non un leggero inarcamento del sopracciglio sinistro, troppo lieve per capire se si trattasse di una dimostrazione di divertimento, irritazione o curiositÃ . "Interessante." Disse dopo un po' "Evidentemente ritiene che la mia gestione strategica delle risorse della nave non sia efficiente. E mi dica, come crede che il distogliere personale dalle aree critiche del conflitto per dislocarlo in uno scontro inutile e destinato alla sconfitta migliorerebbe la nostra soluzione globale?"<br />
Nonostante la costante cortesia ed il tono discorsivo, Caytlin sentÃ¬ la temperatura ambientale abbassarsi di parecchi gradi e non potÃ© non mordersi la lingua. Nel suo voler essere diretta per attrarre l'attenzione del collega sul suo punto di vista, aveva inavvertitamente toccato un qualche filo invisibile, che lo aveva fatto sentire messo in discussione in quello stesso campo in cui si considerava - a ragione, stando alle esperienze curricolari - un maestro.<br />
"Temo che mi abbia frainteso, Rest..." corse ai ripari la ragazza "io non capisco nulla di strategia e non ho idea delle strategie che sta applicando. Personalmente posso non capire perchÃ© abbia isolato la Sala Macchine o l'Infermeria, ma so una cosa: il Capitano non abbandonerÃ  l'Hangar, se ha deciso che Ã¨ importante difenderlo. Ed Ã¨ suo dovere aiutarlo."<br />
"Mi perdoni, Consigliere. Fino a questo momento ho ritenuto che mio dovere fosse neutralizzare la minaccia Romulana e riprendere il controllo della Hope, riducendo al minimo le perdite in termini di vite, con riguardo prioritario per quelle dell'equipaggio. Se ritiene che non sia cosÃ¬, provvederÃ² a ridefinire le mie strategie in funzione degli obiettivi attesi."<br />
La Risiana si sentÃ¬ formicolare la mano, come se l'arto stesso la implorasse di essere lasciato libero di impattare sulla faccia di Rest. Ma lei era una professionista, benchÃ© priva di chissÃ  quali esperienze, e capiva perfettamente che il Vulcaniano la stava provocando. CosÃ¬ gli sorrise e -con tono innocente - domandÃ² "E non sarebbe possibile raggiungere sia l'obiettivo generale che quello stabilito dal Capitano?"<br />
"Non senza una inutile perdita di vite." rispose il Vulcaniano, ora mortalmente serio "La strategia generale prevede che i Romulani, una volta individuata la possibilitÃ  di prendere l'Hangar, dirottino verso tale obiettivo un maggior quantitativo di risorse, riducendo per forza di cose la pressione su determinate aree per noi prioritarie."<br />
"E cosa le fa pensare che lasceranno sguarnite proprio le aree che vuole lei?" chiese a questo punto il Consigliere, quasi intimorita da quel tono di certezza matematica nella voce di Rest. Lo aveva sentito spesso negli scienziati Vulcaniani, quando parlavano di complesse formule matematiche o algoritmi atti a descrivere fenomeni scientifici anche complessi ma - applicato ad un campo cosÃ¬ aleatorio come le strategie belliche - le dava i brividi ed una strana impressione di follia maniacale.<br />
"Venga, Consigliere" le rispose compiaciuto il Vulcaniano "Mi permetta di introdurla nell'affascinante mondo della guerra strategica."<br />
I due ufficiali si spostarono alla Postazione Tattica di Plancia, dove Rest avviÃ² una sorta di simulazione, in cui diversi segnalini di unitÃ  si spostavano in maniera quasi contemporanea. <br />
"Come puÃ² vedere..." spiegÃ² il Vulcaniano, indicando una serie di punti dove erano stanziati numerosi gruppi di Cadetti "Questi passaggi sono ben protetti. CiÃ² lascia alle forze Romulane questo percorso specifico, dato che il Ponte dell'Infermeria Ã© isolato."<br />
Caytlin osservÃ² la cosa per un po', ma per lei aveva scarso significato. Lei vedeva decine di altri possibili percorsi e lo fece notare al collega "E se passassero da qui?"<br />
Ma le probabilitÃ  che scoprisse cosÃ¬, a prima vista, una falla nel piano che Rest aveva cosÃ¬ accuratamente studiato erano poche, e lo sapeva. Per questo non si stupÃ¬ quando il collega dalla divisa ocra rispose "No, Consigliere. Lei dimentica una cosa importante: uno degli elementi piÃ¹ rilevanti in una operazione tattica Ã© il tempismo. I nostri avversari non sceglieranno vie traverse che non conoscono, quando hanno un percorso giÃ  sotto il loro controllo. Ed Ã© lo stesso motivo per cui in queste ore non hanno sfruttato i Tubi di Jeffries...non hanno dimestichezza con la nave e con le sue planimetrie e rischierebbero di venire sopraffatti in imboscate."<br />
"Ma se prendessero l'hangar potrebbero andarsene con le navette, no?" chiese la ragazza, sentendosi sempre piÃ¹ frustrata da quella conversazione.<br />
"SÃ¬ Consigliere, ma non immediatamente. Le navette sono state bloccate con un codice crittografato a trenta cifre. I Romulani impiegheranno ore a decifrarlo..."<br />
"E che succederÃ  quando lo avranno decifrato?" chiese la Risiana, anche se credeva di aver giÃ  intuito la risposta dall'atteggiamento tronfio del Capo Tattico.<br />
"Il conflitto sarÃ  risolto molto prima, Consigliere..." rivelÃ² Rest, mentre uno scintillio da predatore - forse la prima vera emozione che Caytlin gli avesse mai visto esternare - si accendeva per un istante nei suoi occhi "secondo i miei calcoli riavremo il controllo della nave nei prossimi quaranta minuti."<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Bar di Prora - 31 dicembre 2394 - Ore 21:05</b><br /><br />
"E, ovviamente, non ha ritenuto necessario dirti come aveva intenzione di concludere gli scontri..." affermÃ² Melanne, sorseggiando un bicchiere d'acqua come fosse una specie di cocktail. Le riparazioni erano ancora in corso e - con i Replicatori fuori uso - si sarebbero dovuti accontentare di razioni di emergenza standard per qualche giorno.<br />
"In effetti non glielo ho neppure domandato..." rispose il Consigliere, muovendosi leggermente a disagio sulla sedia e lasciando perdere la razione che stava intaccando con la forchetta "Il mio primo pensiero Ã¨ stato quello di correre ad avvertire il Capitano e Lon che l'Hangar andava abbandonato al piÃ¹ presto.<br />
"Non credo te lo avrebbe detto comunque..." rispose la Dottoressa "quel ragazzo Ã¨ incomprensibile..."<br />
"Non Ã¨ incomprensibile, Ã¨ solo completamente asociale..." rispose il Consigliere "E credo che viva tutta la sua esistenza come una continua partita a scacchi, con mosse e contromosse... a volte mi verrebbe voglia di dargli una sberla per riportarlo alla realtÃ , anche se non Ã¨ molto professionale."<br />
"No, non funziona..." rispose secco Lon, parlando per la prima volta da quando si era seduto a tavola con le due donne. Il suo tono era cupo e deciso, ed il fatto che si stesse osservando le nocche della mano destra non sfuggÃ¬ a nessuno.<br />
"Cosa hai combinato, Lon?" chiese Melanne, <br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Corridoi antistanti l'Hangar Navette Principale - 31 dicembre 2394 - Ore 04:20</b><br /><br />
Il Consigliere Caytlin giunse di corsa all'intersezione dove era asserragliato il personale Federale, massaggiandosi con vigore gli avambracci, rimasti scorticati durante il passaggio a gattoni in un Tubo di Jeffries.<br />
Giunta a destinazione, la ragazza trovÃ² quasi tutti i Cadetti - compresi i feriti che lei stessa aveva suggerito di inviare lÃ¬ - intenti a mantenere un pesante fuoco di sbarramento contro le postazioni Romulane, mentre Bueller, Basta e Jones stavano armeggiando con alcuni pannelli che coprivano dei condotti ODN.<br />
"Consigliere, come mai da queste parti?" domandÃ² Ferris, simulando un'allegria che non sentiva da circa otto ore "Le mancavo?"<br />
"Capitano, deve evacuare i suoi uomini entro la prossima mezz'ora..." avvertÃ¬ la Risiana, con tono leggermente isterico, ignorando il tentativo di umorismo fuori luogo di Bueller. Per quanto avesse preso parte agi addestramenti dell'Accademia, infatti, nulla l'aveva preparata all'effetto che fanno i raggi Phaser quando ti si schiantano a meno di mezzo metro dalla testa.<br />
Colpiti dal tono di urgenza nella voce della ragazza, Bueller e Luna poggiarono a terra la sezione di paratia smontata e la fissarono con intensitÃ  "PerchÃ©, che succederÃ  tra mezz'ora?" chiese l'Umano.<br />
"Non ho capito bene tutti i dettagli..." iniziÃ² il Consigliere, imponendosi respiri profondi per recuperare il controllo della respirazione e - indirettamente - del proprio piano emotivo "ma Rest ha imbastito una strategia per recuperare alcune aree chiave della nave e - secondo le sue previsioni - entro quel termine si concentreranno qui almeno un terzo dei Romulani presenti a bordo. Se non vi ritirate sarÃ  una carneficina!"<br />
A quelle parole Bueller si fece meditabondo, lanciando rapide occhiate in sequenza a Luna e al condotto dati scoperto, mentre istintivamente cominciava a mordersi il labbro inferiore.<br />
Sentendosi chiamata in causa da quegli sguardi, Luna gonfiÃ² il petto prima di aggiungere "Ha ragione, devi far ritirare i nostri. Il piano possiamo farlo funzionare anche senza supporto qui fuori..."<br />
"Avrete molto meno tempo..." fece notare l'amico.<br />
"Ce lo faremo bastare." replicÃ² secca Luna. Quindi, voltandosi verso Basta, chiese "Siamo pronti?"<br />
Il Betazoide, che si era infilato strisciando nello spazio sottostante il condotto ODN, rispose "sÃ¬, lo spazio Ã© sufficiente."<br />
"Sentito?" domandÃ² Luna, scoprendo i denti come se giÃ  assaporasse la battaglia "Noi andiamo, voi chiudete il pannello e ritiratevi!" <br />
Quindi sgattaiolÃ² dietro il Capo della Sicurezza, scomparendo nella spessa paratia dell'Hangar. Quando entrambi i piedi furono scomparsi all'interno, Bueller fece un sospiro e afferrÃ² il pannello che avevano rimosso quindi, armato di cacciavite sonico, si voltÃ² verso Caytlin e disse "Forza Consigliere...mi aiuti a richiudere questa paratia!"<br />
Quindi, abbandonato l'atteggiamento dimesso, assunse una postura piÃ¹ dritta ed un tono deciso e disse ai sui uomini "Coraggio ragazzi, dobbiamo resistere solo pochi altri minuti. Preparatevi a ripiegare!"<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Magazzino componenti informatiche nr.3 - 31 dicembre 2394 - Ore 04:22</b><br /><br />
I membri della squadra speciale comandata dal Comandante Rodriguez si guardarono intorno, rabbrividendo alla vista dei segni dello scontro appena conclusosi che - in quel corridoio - era stato particolarmente brutale e violento.<br />
Prigionieri e feriti potevano anche essere giÃ  stati rimossi, ma gli sfregi sulle paratie e le chiazze di sangue sarebbero rimaste per molto tempo, per lo meno nelle loro menti.<br />
"C... cavolo..." esclamÃ² il Tenente Mexe, il responsabile del Laboratorio Informatico, entrando nell'angusto magazzino con un DiPadd in mano "tutto quel caos per riprenderci un semplice magazzino di parti di ricambio?"<br />
"Concentrati sul trovare quei pezzi..." lo rimbrottÃ² il Capo OPS, che giÃ  si era chinato accanto ad una cassa e l'aveva aperta, prelevando alcune componenti "Hai sentito Rest, abbiamo meno di quindici minuti per farci trovare fuori da qui..."<br />
"A me pare una follia..." commentÃ² il Cadetto Mayers, del Laboratorio di Intelligenza Artificiale, mentre infilava diversi cavi e componenti in una sacca. Tutti e tre avevano ricevuto istruzioni precise da Rest su cosa il Vulcaniano si aspettava facessero e con che tempistiche, ma dei tre solo Paulo aveva realmente compreso l'obiettivo di quel piano.<br />
"Ok, abbiamo tutto, muoviamoci!" esclamÃ² poco dopo Paulo, stringendo in mano una torcia al Plasma per la lavorazione degli scafi, una sorta di proiettore lungo due metri ed in grado di generare un getto di energia a temperatura tale da intaccare il Duranio.<br />
I tre Cadetti, accompagnati da un uomo della Sicurezza armato di Fucile Phaser, abbandonarono rapidamente il Magazzino e - seguiti dagli scontri che si stavano nuovamente avvicinando a quella Sezione del Ponte - procedettero per circa una quarantina di metri, fermandosi davanti al punto di accesso di un Tubo di Jeffries. Mentre il membro della Sicurezza controllava il corridoio, Paulo si chinÃ² a terra e rimosse rapidamente la copertura del condotto, facendo subito cenno ai due colleghi della Scientifica di entrarvi.<br />
I due colletti blu obbedirono rapidamente e, dopo essersi chinati, cominciarono a gattonare nel condotto che si dipanava davanti a loro. Quando ebbero lasciato spazio sufficiente per passare, anche il membro della Sicurezza si infilÃ² dentro e - spostatosi indietro di circa un metro - puntÃ² il fucile verso l'esterno. Rapidamente Rodriguez lo raggiunse e, sfruttando una maniglia magnetica, riposizionÃ² la copertura del Tubo di Jeffries al suo posto, dopodichÃ© fece cenno a tutti di avviarsi.<br />
Dalla relativa sicurezza del condotto i quattro Cadetti sentirono lo scontro raggiungere la posizione dove ormai si trovavano, ma se ne allontanarono senza emettere un fiato e procedettero tanto rapidamente quanto gli spazi angusti consentissero loro, verificando periodicamente la direzione con l'ausilio dei Tricoder sui quali era stata caricata l'intera mappatura dei passaggi di manutenzione.<br />
"Qui!" disse il Capo delle Operazioni, indicando una paratia all'apparenza identica alle altre, ovvero solida e liscia "Mexe, Myers...isolate i condotti del Plasma ed i condotti dati in questo segmento!""<br />
I due scienziati - benchÃ© non particolarmente avvezzi a questo tipo di attivitÃ  - si diedero da fare mentre Paulo installÃ² a terra una specie di treppiedi, sul quale montÃ² la pesante Torcia al Plasma. Una volta certo che le sue azioni non avrebbero generato una fuga di gas incandescenti, Rodriguez fece allontanare la sua squadra ed attivÃ² la Torcia, scavando il metallo della parete del condotto con movimento circolare, sino a creare un buco largo poco piÃ¹ di un metro.<br />
Non appena la parete metallica fu abbastanza fredda, il Cadetto della Sicurezza vi si avvicinÃ² e - con un calcio ben piazzato - la fece cadere a terra, seguendola subito dopo col fucile spianato.<br />
"Ok, venite pure..." disse dopo un po', dando anche agli altri tre il permesso ad accedere all'angusta sala in cui erano sbucati, prima di portarsi vicino alla sola porta d'accesso, puntandovi contro il fucile Phaser.<br />
"Secondo Rest non dovrebbe esserci piÃ¹ nessuno lÃ¬ fuori, ma preferisco che lei tenga comunque la posizione, Sanders..." approvÃ² Rodriguez, per poi voltarsi verso il loro obiettivo, un piccolo nucleo di memoria del computer, isolato rispetto ai tre nuclei principali della nave.<br />
Mexe fu il primo a fare la sua parte, collegando il proprio Tricoder all'interfaccia del computer e dicendo "E' come aveva detto il signor Rest...i Romulani non si sono presi la briga di disabilitare questo Nucleo come hanno fatto con il Computer Principale...""<br />
"Probabilmente neppure sapevano che ci fosse un nucleo di memoria aggiuntivo dedicato alla sola gestione del Medico Olografico di Emergenza..." ragionÃ² Myers, mentre utilizzava i condotti dati che aveva recuperato dal magazzino per effettuare una serie di collegamenti di emergenza con la rete ODN principale della nave, lÃ¬ dove l'avevano isolata prima di tagliare la paratia "In fondo Ã© stata una aggiunta recente, pensata per garantire il supporto di un M.O.E. alle navi piÃ¹ vecchie..."<br />
"Ma non capisco cosa voglia farsene..." continuÃ² Mexe, mentre richiamava rapidamente le subroutines del M.O.E. "questo Computer dispone di spazio di memoria e capacitÃ  di calcolo ottimizzate per la gestione del solo programma del Medico Olografico di Emergenza... non Ã¨ possibile usarlo per fare altro..."<br />
"Infatti, prima dovremo fare un po' di spazio..." affermÃ² con un ghigno Rodriguez, prendendogli di mano il Tricoder e collegandovi una unitÃ  di memoria esterna. Quindi, quando Myers gli ebbe fatto cenno di aver completato i collegamenti fisici alla rete ODN, avviÃ² il programma che si trovava sulla memoria installata "ecco, cosÃ¬!"<br />
"Ma... signore, sta decompilando il programma!" esclamÃ² stupito e un po' scioccato Mexe "Non abbiamo un backup del M.O.E. a bordo!"<br />
"Pazienza, ce ne installeranno uno nuovo alla prima Base Stellare..." rispose Paulo, con una chiara alzata di spalle. Quindi, quando vide che la decompilazione era terminata, avviÃ² un secondo programma "Mi serviva spazio per questo..."<br />
"Una copia di backup del computer di bordo?" domandÃ² Myers, verificando a sua volta col tricoder delle stringhe a campione di ciÃ² che stava venendo installato "Non pensavo che il Computer che gestisce il M.O.E. avesse la capacitÃ  di calcolo necessaria..."<br />
"Infatti non ce l'ha..." affermÃ² Rodriguez "questa Ã© una versione piÃ¹ leggera, limitata alle funzioni dei sensori interni, delle comunicazioni e dei sistemi di sicurezza. Non gestisce nÃ© la navigazione, nÃ© le armi e tantomeno gli apparati scientifici."<br />
Quindi, finita l'installazione, si sfiorÃ² il comunicatore e disse "Rodriguez a Rest...computer di emergenza in linea..."<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Corridoi antistanti l'Hangar Navette Principale - 31 dicembre 2394 - Ore 04:32</b><br /><br />
Dopo aver respinto le residue forze Federali, i soldati Romulani, guidati dal Subcomandante Rover, si ammassarono davanti alle grandi porte dell'Hangar navette.<br />
Per prendere quella struttura avevano dovuto abbandonare numerose postazioni conquistate nelle ore precedenti, ma ciÃ² non era importante. Quei ragazzini con cui si stavano battendo erano stati bravi a sufficienza da impedire loro di conquistare la Sala Macchine - e con essa la nave - isolando l'intero ponte, ma non erano riusciti a contrastarli su questo obiettivo.<br />
"Decurione Milok, apra queste porte!" ordinÃ² all'Ingegnere Capo, che rapidamente si avvicinÃ² alle porte di sicurezza e - dopo aver asportato quei pannelli removibili che nelle ultime otto ore aveva imparato a conoscere cosÃ¬ bene - cominciÃ² a trafficare sui comandi.<br />
Ci vollero circa cinque minuti prima che le porte si sbloccassero e anche cosÃ¬ - senza l'ausilio dei computer, che avevano disabilitato come primo obiettivo per impedire ai federali di usare teletrasporti, sensori e campi di forza - dieci soldati dovettero mettersi di buona lena per riuscire ad aprirle.<br />
Non appena lo spazio fu sufficiente, Rover inviÃ² i suoi uomini nell'Hangar con l'ordine di stanare ed eliminare rapidamente i Federali. Purtroppo i suoi non disponevano di disgregatori ma solo di Phaser sottratti ai federali caduti. Queste armi, oltre che piÃ¹ difficili da impugnare, avevano pesanti limitazioni nel loro uso, limitazioni preprogrammate che riducevano l'output di danno al solo stordimento o - al piÃ¹ - ad un raggio a bassa intensitÃ  fatto apposta per non danneggiare gli scafi.<br />
<i>*Ciononostante riusciremo ad andarcene e a tornare vincitori...*</i> pensÃ² il Subcomandante, vedendo che l'hangar ospitava - oltre alle navette Federali - anche la parte anteriore di una delle navette aliene che avevano il compito di recuperare ed un caccia Klingon <i>*Certo, il Riov Ã© stato fatto prigioniero, ma tanto aveva perso la nave, quindi sarebbe stato ugualmente giustiziato...*</i><br />
Perso in questi pensieri, il Romulano non si accorse di un dettaglio all'apparenza strano. Tutte le navette erano infatti disposte nell'hangar con i musi rivolti verso i portelloni esterni, per facilitarne il decollo...tutte meno una.<br />
D'altro canto, il Subcomandante Rover non poteva sapere che - circa 10 minuti prima - i Cadetti Jones e Basta erano entrati nell'hangar strisciando all'interno delle paratie e, con l'aiuto di un Forklift antigravitazionale, avevano girato la Navetta Archer prima di intrufolarvisi all'interno.<br />
Se lo avesse saputo, probabilmente, sarebbe stato piÃ¹ cauto nel disporre i quaranta uomini che lo avevano seguito...ed il piano del Capitano Bueller non avrebbe avuto successo.<br />
"Ho finito di disabilitare il blocco crittografato..." annunciÃ² invece Luna, dentro la navetta. Sia lei che Basta erano accucciati sotto i comandi, cosÃ¬ che non risultassero visibili dall'esterno attraverso lo schermo di plastiacciaio trasparente che fungeva da finestrone anteriore.<br />
"Computer in linea..." confermÃ² Basta, che faceva un po' ridere chinato e quasi accartocciato tra il sedile del copilota e la consolle "ed appena in tempo, direi..."<br />
"Avanti!" lo incitÃ² il Cadetto Jones con un ghigno decisamente Klingon "Facciamo vedere a questi bastardi dal sangue verde chi comanda qui!"<br />
CiÃ² detto, i due si misero rapidamente a sedere e - prima che i Romulani riuscissero a disperdersi, Luna attivÃ² i propulsori ventrali della navetta, sollevandola di circa mezzo metro da terra e facendo cadere proni gli avversari piÃ¹ vicini.<br />
"Scudi alzati..." annunciÃ² Lon, mentre i piÃ¹ reattivi tra i Romulani cominciavano a sparare inutilmente contro la navetta biposto ed i piÃ¹ svegli - invece - si dedicavano ad una rapida fuga "procedo a neutralizzare gli avversari!"<br />
Al di fuori della Federazione non tutti conoscono le esatte capacitÃ  dei Phaser montati dalle navi della Flotta Stellare. Ovvero, molte razze conoscono i loro output massimi di danno e la loro mortale precisione, ma in pochi conoscono quanto questa arma possa essere flessibile nel suo uso.<br />
Nel caso specifico Basta aveva - su ordine del Capitano - ridotto al minimo la potenza dei Phaser della navetta, aumentandone al massimo la dispersione. Quando i due emettitori fecero fuoco, quindi, non scaturirono i normali raggi cremisi, ma dei ventagli di energia di circa 30Â° di angolo, a potenza tale da stordire chiunque si trovasse nel loro raggio d'azione e buttare a terra tutti coloro che vi fossero vicini, senza perÃ² danneggiare le strutture della nave.<br />
Subito i Romulani tentarono di disperdersi ma Luna, con una manovra estremamente azzardata in uno spazio cosÃ¬ ridotto ed affollato come quello dell'Hangar, spostÃ² la navetta davanti all'ingresso e - tenendola alzata quasi al livello del soffitto - diede modo a Basta di mirare accuratamente i suoi bersagli.<br />
In pochi minuti quella che doveva essere una importante conquista per le forze Romulane si trasformÃ² in una caccia al topo, che si concluse con ventitrÃ© Romulani a terra ed il resto della forza d'assalto in fuga.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Plancia - 31 dicembre 2394 - Ore 04:35</b><br /><br />
Bueller entrÃ² in Plancia come un ciclone subitÃ² seguito da Caytlin e - immediatamente - si avvicinÃ² alla consolle Tattica, dove Rest stava aggiornando lo stato delle forze amiche e nemiche a seguito dei rapporti di un gruppo di Cadetti messaggeri che erano ancora sugli attenti di fronte a lui.<br />
"Che diavolo sta succedendo Rest?" chiese il Capitano, evidentemente agitato "perchÃ© ha fatto convergere buona parte delle forze Romulane verso l'Hangar?"<br />
"Per garantire la sicurezza della nave e facilitare il loro contenimento, signore..." rispose il Vulcaniano, mettendosi sugli attenti ed assumendo una posa - se possibile - ancor piÃ¹ stoica "Secondo le mie stime, tra quattro punto tre minuti standard il signor Roriguez terminerÃ  il suo compito, rendendoci un controllo parziale della nave e permettendoci di ottenere la supremazia tattica in questo scontro."<br />
Bueller parve tentennare un momento a quella risposta. Per quanto il curriculum di Rest fosse ineccepibile e lo indicasse come uno dei piÃ¹ promettenti giovani strateghi della Federazione, infatti, lui lo aveva sempre trovato troppo astratto e...asettico, per potersi fidare ciecamente delle sue valutazioni. D'altro canto il fatto che l'imprevedibile - ma innegabilmente pieno di risorse - Rodriguez fosse uno egli attori del piano aumentava di molto la qualitÃ  dello stesso agli occhi del Capitano.<br />
Con un sospiro, Ferris si mise alle spalle del Vulcaniano e disse "Cinque minuti, eh Rest? Molto bene...intanto ha il tempo di aggiornarmi sullo stato degli scontri..."<br />
I cinque minuti seguenti trascorsero rapidamente, con Rest che indicava al suo ufficiale comandante lo stato delle varie truppe, riportando per ognuno dei contingenti federali anche il numero e la gravitÃ  dei feriti, cosa che un po' stupÃ¬ il Consigliere visto che - nel tempo in cui lo aveva osservato coordinare gli scontri - non era mai parso realmente interessato a questo tipo di informazioni se non per il numero di unitÃ  residue ancora in grado di combattere *Non devo mai dimenticare che questi dannati Vulcaniani hanno una memoria quasi fotografica e sono in grado di ricordare anche informazioni sentite una volta sola...* si rimproverÃ² la Risiana.<br />
Lo stato delle valutazioni era giunto alla Sala Macchine - la sola vera incognita, visto che il locale era stato isolato dal resto della nave con all'interno due contingenti di numero pressochÃ© equivalente - quando la voce di Rodriguez emerse dai comunicatori, che fino a quel momento erano rimasti muti a seguito della disattivazione dei computer di bordo =^=Rodriguez a Rest...computer di emergenza in linea...=^=<br />
Appena udÃ¬ quelle parole, Rest si spostÃ² verso la consolle della Sicurezza, di norma gestita da Basta in caso di emergenza, e la accese. Ci vollero alcuni minuti prima che la consolle tornasse operativa, ma quando ebbe accesso ai sensori interni, l'Ufficiale Tattico rispose, attraverso il proprio comunicatore "Qui Rest...confermo il funzionamento del sistema di emergenza. Rimanete a presidiare il tutto, tenendo d'occhio con particolare attenzione il collegamento ODN provvisorio..."<br />
Quindi, voltandosi verso Bueller "Capitano, abbiamo in linea i sensori interni, i campi di forza e le comunicazioni intra nave. Non appena avrÃ² finito di inserire i parametri di identificazione amico/nemico potremo disabilitare i Phaser sottratti dalle forze Romulane."<br />
A Bueller Rest non piaceva, ma ciÃ² che il Vulcaniano disse gli strappÃ² comunque il primo vero sorriso da otto ore a quella parte "Ottimo lavoro, signor Rest...proceda, che sono impaziente di spiegare ai nostri ospiti chi comanda!"<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Sala Macchine - 31 dicembre 2394 - Ore 04:40</b><br /><br />
Xyr si risvegliÃ² con un dolore lancinante al petto e la prima cosa che fece fu boccheggiare, in cerca di quell'ossigeno che i suoi polmoni parevano non voler recepire.<br />
"Cerchi di respirare lentamente, Comandante..." le intimÃ² la voce del Dottor Sanchez, al momento poco piÃ¹ di una macchia scura nel suo campo visivo annebbiato dalla carenza di ossigeno "Ha diverse costole rotte e non posso sistemargliele qui, quindi il meglio che puÃ² fare sono piccoli respiri, cercando di controllare l'espansione dei polmoni. Questo la aiuterÃ ..."<br />
La giovane Andoriana sentÃ¬ il rumore di un Hypospray e - quasi subito - il mondo tornÃ² a fuoco mentre il dolore andava scemando, sostituito da una sensazione ovattata piuttosto piacevole "Antidolorifico...?" domandÃ² con voce ancora un po' confusa, mentre attorno a lei il mondo riassumeva un aspetto comprensibile.<br />
Si trovava nell'Ufficio dell'Ingegnere Capo, in Sala Macchine. Il locale relativamente piccolo era stracolmo di gente, visto che ospitava accucciati a terra quasi dieci Cadetti della Flotta Stellare - fra i quali Xyr riconobbe un ancora svenuto Doohan.<br />
"Dove...sono gli altri...?" chiese, mentre le tornava la luciditÃ  e ricordava che - prima di svenire - in Sala Macchine erano in venti federali e piÃ¹ o meno altrettanti aggressori.<br />
"Fuori, a tentare di respingere i Romulani..." rispose il secondo della Dottoressa Graahn con voce seria "ma non credo ce la faremo ancora a lungo...i Romulani hanno preso il piano superiore della Sala Macchine ed hanno una posizione di vantaggio incontestabile...noi siamo asserragliati qui dentro e dietro le postazioni di controllo del Nucleo di Curvatura..."<br />
<i>*Nucleo di Curvatura che - fortunatamente - Ã¨ stato espulso, o il fuoco di Phaser ci avrebbe giÃ  fatti saltare tutti per aria...*</i> pensÃ² cinicamente il Primo Ufficiale della Hope. Ma la veritÃ  era che il dottore aveva ragione, se i Romulani avevano ottenuto una posizione rialzata e loro erano stati schiacciati contro una delle pareti della Sala Macchine senza vie di fuga, avevano perso... <i>*e presto dovrÃ² arrendermi...*</i> pensÃ², sentendo l'amaro sapore della bile salirle alla gola.<br />
La giovane donna stava ragionando febbrilmente in cerca di un qualche asso nella manica o trucco dell'ultimo minuto per rovesciare le sorti dello scontro, quando improvvisamente il rumore del fuoco nemico cessÃ² e la voce di Bueller eruppe dagli altoparlanti installati nel soffitto della sala, come quella di un dio adirato =^=Attenzione, questa Ã¨ una comunicazione destinata a tutte le forze Romulane presenti a bordo della U.S.S. Hope. Sono il Capitano Bueller e vi ordino la resa immediata ed incondizionata. Abbiamo disabilitato tutte le armi in vostro possesso attraverso campi di soppressione tarati sulla vostra fisiologia specifica. Qualsiasi arma da fuoco impugnerete non funzionerÃ . I miei uomini hanno l'ordine di catturarvi e condurvi a qualsiasi costo nella Stiva di Carico 1. Se getterete le armi e metterete le mani dietro la testa ciÃ² avverrÃ  senza ulteriori spargimenti di sangue, viceversa i miei uomini hanno l'autorizzazione ad utilizzare tutta la forza necessaria affinchÃ© ciÃ² venga fatto. Non ci saranno ulteriori comunicazioni in proposito. Bueller chiude!=^=<br />
"Avete sentito il Capitano?" disse allora Xyr in tono duro, costringendosi ad assumere una posizione eretta nonostante il dolore al petto "Andiamo a prendere i nostri ospiti, volenti o nolenti!"<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Infermeria - 31 dicembre 2394 - Ore 04:40</b><br /><br />
Nonostante non stessero correndo alcun rischio immediato - se non quello che i Romulani prendessero la nave e la distruggessero o li uccidessero tutti - la Dottoressa Graahn non riusciva a stare ferma per piÃ¹ di dieci minuti.<br />
Ormai lei, il M.O.E. ed il personale medico e paramedico presente si erano occupati di tutti i feriti e - visto che le comunicazioni ed il computer principale erano morti - non potevano fare altro che contare il tempo che passava. L'unico che pareva immune a tutto questo era Smith, che anzi si sforzava di chiacchierare con chiunque gli capitasse a tiro, finendo per ricevere principalmente occhiatacce dai presenti.<br />
La donna avrebbe voluto infilarlo su di un bioletto ed analizzarlo dalla testa ai piedi come chiestole dal Primo Ufficiale - se non altro per farlo stare zitto - ma i bioletti erano tutti occupati da feriti gravi e gli analizzatori, eccetto quelli manuali (che non avevano comunque una risoluzione sufficiente) erano tutti fuori uso. Melanne stava comunque pensando di provarci, sempre allo scopo di zittire l'indesiderato ospite, quando la voce del Medico Olografico di Emergenza attirÃ² la sua attenzione con una frase decisamente strana.<br />
"Curioso..." affermÃ² il M.O.E. osservando il proprio Tricoder con evidente meraviglia "temo di non ricordare come si attivi questo... strumento..."<br />
"Dottore, va tutto bene?" domandÃ² l'Infermiera Mawari, avvicinandosi all'Ologramma. Per quanto non molto utilizzato, infatti, il M.O.E. Tipo V aveva una personalitÃ  piuttosto piacevole e a volte il personale dell'Infermeria ci interagiva, anche solo per avere una rapida via di accesso allo spropositato database medico che conteneva.<br />
"Salve...infermiera..." rispose titubante l'ologramma, mentre il viso ben proporzionato di un uomo di mezza etÃ  dallo sguardo gentile esprimeva un certo grado di dubbio e frustrazione "In effetti temo di avere un malfunzionamento...sembra che alcune delle mie memorie non siano piÃ¹ accessibili...lei, ad esempio...Ã¨ una femmina, giusto? Credo di sÃ¬, stando alla sua cartella clinica, ma non rammento piÃ¹ quali elementi anatomici siano distintivi nella sua razza..."<br />
La Boliana si voltÃ² stupita verso la Dottoressa, forse in cerca di consiglio, ma Melanne non sapeva cosa dire. Sotto i suoi occhi, infatti, il M.O.E. smise di parlare e - dopo pochi secondi - smise anche di muoversi. Non passÃ² piÃ¹ di un minuto, prima che la sua figura diventasse meno definita, come un ologramma appena abbozzato nella mente di un oloprogrammatore. <br />
"Ma che diavolo...?" si chiese il Cadetto Graahn, maledicendo per l'ennesima volta il totale isolamento a cui era sottoposta l'Infermeria.<br />
Prima che potesse aggiungere altro, perÃ², la voce di Bueller emerse dall'apparato delle comunicazioni, segno che stavano lentamente riprendendo il controllo della nave =^=Attenzione, questa Ã¨ una comunicazione destinata a tutte le forze Romulane presenti a bordo della U.S.S. Hope. Sono il Capitano Bueller e vi ordino la resa immediata ed incondizionata. Abbiamo disabilitato tutte le armi in vostro possesso attraverso campi di soppressione tarati sulla vostra fisiologia specifica. Qualsiasi arma da fuoco impugnerete non funzionerÃ . I miei uomini hanno l'ordine di catturarvi e condurvi a qualsiasi costo nella Stiva di Carico 1. Se getterete le armi e metterete le mani dietro la testa ciÃ² avverrÃ  senza ulteriori spargimenti di sangue, viceversa i miei uomini hanno l'autorizzazione ad utilizzare tutta la forza necessaria affinchÃ© ciÃ² venga fatto. Non ci saranno ulteriori comunicazioni in proposito. Bueller chiude!=^=<br />
"Beh...sembra proprio che siate sulla via giusta per risolvere il vostro problema..." commentÃ² Smith con un sorriso strano, che non piacque per nulla alla Dottoressa Graahn. L'uomo si sfiorÃ² appena il dorso della mano.<br />
CiÃ² detto l'uomo rimase silenziosamente seduto al suo posto e questo comportamento - in apparente contrasto con quello ciarliero tenuto fino a quel momento - allarmÃ² la Dottoressa. La giovane donna si stava giusto arroventando su quali potessero essere le motivazioni di tale cambio di comportamento quando Smith, dopo aver piegato per un momento la testa di lato come se stesse tentando di sentire un suono estremamente basso, si alzÃ² in piedi e aggiunse "Bene Dottoressa, Ã¨ stato un piacere...non credo abbiate piÃ¹ bisogno di me, quindi addio..." e - nello sfavillio di luce azzurra di un Teletrasporto - scomparve.<br />
"Graahn a Plancia..." chiamÃ² subito Melanne, quasi per riflesso automatico "Smith Ã¨ appena stato teletrasportato via!"<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Plancia - 31 dicembre 2394 - Ore 04:55</b><br /><br />
Bueller era estremamente fiero del suo discorso, che di certo avrebbe demoralizzato i Romulani ora disarmati, spingendoli ad una resa che avrebbe facilitato il ritorno alla normalitÃ  a bordo della nave.<br />
Rodriguez li aveva raggiunti e stava lavorando a riattivare i campi di forza delle celle commutando la loro alimentazione sui Reattori ad Impulso e la voce di Rest stava giÃ  riferendo i rapporti delle prime Sezioni sotto controllo Federale - quelle dove i Romulani erano stati cosÃ¬ furbi da arrendersi dopo aver capito di essere stati disarmati - quando la chiamata dell'Infermeria lo riscosse.<br />
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=^=Graahn a Plancia...Smith Ã¨ appena stato teletrasportato via!=^= riferÃ¬ l'Ufficiale Medico Capo con voce piuttosto agitata.<br />
"Maledizione!" esclamÃ² il Capitano, voltandosi verso Rodriguez e Rest, che avevano contemporaneamente interrotto ciÃ² che stavano facendo per mettersi a lavorare ai loro sistemi "Ci sono navi lÃ¬ fuori?"<br />
"I sensori a corto raggio non sono al momento attivi..." riferÃ¬ Rest, ben conscio che le limitate capacitÃ  del computer che stavano utilizzando per far funzionare i sistemi della nave non avevano consentito di includere anche i sistemi di analisi tra quelli riattivabili.<br />
"Sto attivando le telecamere esterne..." riferÃ¬ Rodriguez, mentre vagliava sul suo terminale le immagini di diversi punti di raccolta immagini "Ecco...purtroppo non c'Ã¨ la correzione visiva del computer, quindi non posso zoomare o migliorare l'immagine..."<br />
Sullo schermo visore apparve un'immagine offuscata e molto poco dettagliata ma - anche cosÃ¬ - era possibile riconoscere una nave di colore bianco che - dopo essersi allontanata dalla Hope - stava attivando quello che pareva essere un raggio trattore azzurro.<br />
"Credo stia recuperando le navette da assalto..." ipotizzÃ² Rest, stimando dalla distanza e dalla dimensione presunta del raggio che lo stesso stesse agganciando oggetti lunghi non piÃ¹ di 15-20 metri "immagino si tratti della nave appoggio che stavamo attendendo...forse Ã¨ appena arrivata."<br />
"SÃ¬, ma non possiamo lasciar loro le navette..." riflettÃ© Bueller "anche se l'arma di Doohan le ha danneggiate, la loro tecnologia non deve cadere in mano alla Sezione 31..."<br />
"Temo che non abbiamo modo di impedirlo..." riferÃ¬ perÃ² Rest "non abbiamo il controllo sulle armi, nÃ© su altri sistemi di emissione con i quali potremmo disturbare il loro Raggio Traente."<br />
Ferris rimase silenzioso un momento, poi ebbe un'idea. Rapidamente si sfiorÃ² il comunicatore, quindi disse "Ferris a Jones e Basta...Luna, potete decollare con la navetta che avete riattivato?"<br />
"SÃ¬, ma perchÃ©..." provÃ² a chiedere il Timoniere della Hope, ma il suo amico la interruppe "La nave appoggio di Smith si sta rubando le navette, dovete fermarla!"<br />
"Capitano...questa Ã¨ una navetta di Tipo 9..." intervenne Basta "i nostri armamenti sono estremamente limitati..."<br />
"Ci inventeremo qualcosa..." rispose Bueller "ora andate e teneteli impegnati!"<br />
Pochi secondi dopo, una navetta apparve sullo schermo e cominciÃ² a ronzare attorno alla nave piÃ¹ grande, che fu costretta ad interrompere l'utilizzo del Raggio Traente per alzare gli scudi. La telecamera che stavano usando non aveva una qualitÃ  di immagine tale da permettere di cogliere cosa stesse effettivamente succedendo, ma presto i lampi divennero di due distinti colori, segno che anche la nave della Sezione 31 stava rispondendo al fuoco.<br />
"Qualche idea, signori?" chiese Ferris, stringendo con forza i braccioli della poltrona per via dell'impotenza che quella situazione gli generava "Non abbiamo armi, ma dobbiamo aiutare Luna e Basta, nonchÃ© impedire a Smith e ai suoi di prendere quelle navette..."<br />
A proporre qualcosa fu il Consigliere Caytlin che, con la sua voce dolce, disse "Non dimentichiamo che non abbiamo bisogno di danneggiare la nave appoggio...ci basterebbe distruggere le navette. Non potremmo teletrasportare dei siluri fotonici innescati al loro interno e farli detonare?"<br />
"Non abbiamo scanner di puntamento..." disse subito Rodriguez, che pareva ritenere quella ipotesi fattibile "ma le navette sono ferme. Se Luna e Lon ci dessero le coordinate esatte con i loro sensori, potremmo farlo..."<br />
"Il problema Ã¨ che la Santabarbara Ã¨ stata sigillata a seguito dell'avvio dello stato di emergenza..." riferÃ¬ Rest "Ed Ã¨ pesantemente schermata. Per e consentire il teletrasporto dei siluri sarebbe necessario sbloccarla e spostare manualmente i siluri all'esterno...ma il computer che stiamo utilizzando non Ã¨ programmato per interagire con i sistemi tattici della nave."<br />
"Non voglio altri problemi, signori...voglio soluzioni!" ringhiÃ² Bueller alzandosi in piedi. Subito Caytlin si alzÃ² a sua volta, mettendogli una mano sull'avambraccio e ciÃ² parve placarlo almeno un po' "Abbiamo due compagni in pericolo lÃ¬ fuori ed una tecnologia che non deve finire in mani sbagliate..."<br />
Rodriguez e Rest si fissarono per diversi secondi, ognuno dei quali - probabilmente - sperando che fosse l'altro a trovare una soluzione a quel problema all'apparenza irrisolvibile. Si fissarono talmente tanto che, quando la proverbiale lampadina si accese, si accese nella mente di entrambi "i siluri Quantici!" affermarono, praticamente all'unisono, prima di mettersi al lavoro come se si fossero parlati per coordinarsi.<br />
"Siluri... Quantici?" domandÃ² Ferris, colto alla sprovvista. Aveva dovuto litigare per settimane con l'Ammiraglio Lennox per far assegnare alla Hope una piccola scorta di Siluri Fotonici standard... da dove cavolo erano saltati fuori addirittura dei Siluri Quantici???<br />
"Ho attivato un'interfaccia con i sensori della navetta..." riferÃ¬ il Capo Operazioni, ignorando bellamente la domanda e spingendo un comando che - come effetto collaterale - ebbe anche quello di migliorare l'immagine sullo schermo visore grazie alla ricezione delle letture sensoriali della navetta "I bersagli sono agganciati."<br />
"Siluri armati ed agganciati..." riferÃ¬ Rest che - attraverso i sensori interni - aveva triangolato le esatte posizioni dei siluri ancora stivati nello Sparviero di Luna e aveva provveduto anche ad armarli a distanza "pronti al trasferimento." Quindi, poichÃ© una simile operazione doveva essere ordinata per forza dal Capitano, spiegÃ² concisamente "Come avrebbe potuto leggere dalla relazione Protocollo 1723.5, durante la precedente missione sulla Luna degli schiavisti il Comandante Rodriguez ha...sequestrato un totale di quattro testate belliche federali ad inversione quantica. Le stesse si trovano nella stiva del vascello del Cadetto Jones, in attesa di poter verificare se si tratta di testate autentiche contrabbandate in qualche modo o di falsi...al momento sarebbe possibile teletrasportare queste testate nelle navette, distruggendole."<br />
<i>*La Lennox mi ammazzerÃ ...*</i> si disse Bueller, ma non era qusto l'importante. Aveva domandato ai suoi uomini una soluzione ad una situazione senza soluzioni e loro gliene avevano trovata una...non era il caso di fare gli schizzinosi "Molto bene, trasferitele subito e inviate la quarta a 1 km dalla nave della Sezione 31...il botto dovrebbe disabilitarli senza distruggerli."<br />
"Sto avvertendo il Cadetto Jones di ritirarsi..." informÃ² Rest, mentre Rodriguez avviava il Teletrasporto.<br />
Per un momento non successe nulla, se non un piccolo lampo lÃ¬ dove la quarta testata si rimaterializzava nello spazio. Poi, mentre la navetta della Hope si allontanava a pieno Impulso dal proprio avversario, quattro soli azzurri esplosero trasformando per qualche momento lo schermo visore in una unica macchia bianca.<br />
Nonostante la considerevole distanza dalle esplosioni la Hope venne scossa per diversi secondi poi, quando tutto tornÃ² alla normalitÃ , sullo schermo fu visibile solo la nave della Sezione 31, il cui scafo appariva in piÃ¹ punti annerito e danneggiato. Delle tre navette non vi era piÃ¹ alcuna traccia, se non qualche frammento di Duranio contorto e bruciato.<br />
"Entrano in Curvatura..." riferÃ¬ Rest, un istante dopo, mentre la nave sullo schermo si allungava per poi scomparire in un lampo di luce e - contemporaneamente - in Plancia la tensione si alleggeriva in un istante "apparentemente hanno ritenuto di non avere piÃ¹ nulla da fare qui..."<br />
"Direi che possiamo ritenerci fortunati di questo..." rispose Bueller, ritrovando la propria baldanzositÃ  "forse hanno temuto avessimo altri di quei confetti..."<br />
"O magari non avevano intenzione di nuocerci comunque..." gli fece notare Caytlin "se si tratta davvero della Sezione 31, anche se in un modo contorto il loro scopo Ã¨ quello di difendere la Federazione e noi ne facciamo parte."<br />
"Sia come sia..." ribattÃ© il Capitano facendo spallucce "Adesso muoviamoci, abbiamo ancora un equipaggio Romulano da finire di domare..."<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Bar di Prora - 31 dicembre 2394 - Ore 21:05</b><br /><br />
"Beh...alla fine Ã¨ irrilevante che ti abbia spiegato o meno il suo piano. Ha funzionato ed Ã¨ finito bene. Abbiamo ripreso il controllo della nave e siamo riusciti a riattivare i computer. Appena il Nucleo di Curvatura si sarÃ  stabilizzato potremo recuperarlo e andarcene, sempre che non arrivi prima una nave appoggio." CercÃ² di cambiare argomento Basta, producendosi cosÃ¬ nella frase piÃ¹ lunga ed articolata che il Consigliere Caytlin gli avesse mai sentito dire.<br />
"Non cambiare argomento." Rispose freddamente la Dottoressa Graahn, lanciando un'occhiataccia all'amico. Un'occhiataccia screziata da emozioni rosse di irritazione e verdi di preoccupazione agli occhi della mente del telepate.<br />
Sbuffando, Lon si appoggiÃ² sullo schienale della sedia e si chiuse nel suo solito mutismo, incrociando le braccia al petto in una posizione difensiva. E sarebbe rimasto in quella posizione anche a lungo, se Melanne non avesse cambiato strategia, scoccandogli un'occhiata ferita che travolse tutta la sua determinazione a tacere ad ogni costo.<br />
Capitolando, il Capo della Sicurezza ammise "Sono andato da lui per affrontarlo sulla faccenda della Nota di Demerito. Mi ha provocato e l'ho colpito..."<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Sezione tattica - Ufficio del Caosezione - 25 ore prima (Flashback)</b><br /><br />
Lon Basta era furioso. Il Consigliere Cond sarebbe stato fiero di lui...ora non era piÃ¹ nero, era di un bel rosso acceso, tanto caldo da sciogliere il Duranio. <br />
<i>*Che diavolo Ã¨ passato per la testa a Rest?*</i> si stava chiedendo la parte piÃ¹ razionale del suo cervello, mentre quella piÃ¹ istintiva bramava di ottenere un chiarimento dal Vulcaniano, con la forza se necessario <i>*In questo momento, poi...*</i><br />
Il Capo della Sicurezza entrÃ² nell'Ufficio del suo parigrado con piglio deciso e - anche se esteriormente non lasciava trasparire alcuna emozione - esse ribollivano sotto la sua superficie con intensitÃ  tale da risultare certamente percepibili dalle capacitÃ  telepatiche del collega.<br />
Dal canto suo Rest era la riproduzione fatta emozione del nulla, un grigio costante ed indistinto, tenuto sotto controllo da una volontÃ  ferrea che non gli fece alzare gli occhi dallo schermo, nonostante fosse per lui impossibile non accorgersi della presenza dell'altro.<br />
"Vorrei dei chiarimenti..." disse infine Basta, quando ebbe trovato l'autocontrollo necessario a parlare senza lasciar trapelare alcuna emozione dalla voce "sulla nota di demerito a nostro carico."<br />
"Chiarimenti?" domandÃ² in risposta l'Ufficiale Tattico Capo, sollevando finalmente lo sguardo sul collega ed alzandosi in una forma di saluto certamente non sentito "Le motivazioni formali riportate nella nota non sono sufficientemente chiare?"<br />
"PerchÃ© ha tirato in mezzo anche me, il Consigliere e la Dottoressa?" chiese di rimando Basta, che in realtÃ  non aveva neppure letto le due pagine di motivazioni formali che il Vulcaniano aveva allegato alla propria richiesta "Era lei che stava portando avanti l'interrogatorio. Se ritiene di aver sbagliato, perchÃ© coinvolgere anche M... noi?"<br />
Il grigiume emotivo di Rest ebbe un breve guizzo di curiositÃ  di colore arancione, ma nulla trapelÃ² sul suo volto mentre rispondeva "Mi pare evidente. Per quando stessi parlando io, l'interrogatorio era gestito da tutti e quattro. Il Consigliere si sarebbe dovuta accorgere della reazione emotiva - o presunta tale del signor Smith. Lei, in quanto telepate, avrebbe potuto prevedere il tentativo dell'uomo ed avvisarci ed infine la Dottoressa Graahn avrebbe dovuto trovare la capsula di veleno prima che vi fosse occasione di utilizzarla. Non le paiono motivazioni sufficienti?"<br />
"Io credo stia solo cercando di alleggerire la sua posizione..." affermÃ² Basta, ancora piÃ¹ irritato dal tono condiscendente di Rest "e ha tirato in ballo anche noi prima che qualcuno avviasse un provvedimento disciplinare solo nei suoi confronti."<br />
"Illogico..." sentenziÃ² semplicemente il Vulcaniano "ed inutile. Illogico perchÃ© la responsabilitÃ  era certamente nostra come gruppo incaricato dell'operazione. Inutile perchÃ© il Capitano Bueller non avrebbe mai avviato un simile procedimento, col rischio di coinvolgere il Consigliere Caytlin."<br />
"E allora...perchÃ©...?" si chiese basta, prima di notare un certo autocompiacimento nel grigume emotivo di Rest...una poco gradevole sfumatura violetta quasi indistinguibile dalla bruma grigia che erano le sue emozioni "Per fare bella figura?"<br />
Rest non disse nulla ed il Betazoide continuÃ² "In questo modo lei appare come quello dotato di autocritica che ammette di aver fatto un errore e costringe il Capitano a scusarla ufficialmente...e lei ne esce pulito!"<br />
"Non sono neppure toccato da simili insinuazioni..." ribattÃ© seccamente Rest, facendo per rimettersi a sedere. Come a dire che il tempo per l'udienza che gli concedeva era finito. <br />
Una simile arroganza fece imbufalire ancor di piÃ¹ Lon...Rest - in una situazione come quella in cui si trovavano - aveva perso tempo ad orchestrare tutta quella pantomima per mettersi in buona luce, rischiando di danneggiare anche lui, il Consigliere e Melanne, quando - se avesse semplicemente ignorato la cosa - la stessa non sarebbe mai venuta a galla.<br />
Una simile consapevolezza mandÃ² nuovamente su tutte le furie Basta che stavolta non si trattenne ed urlÃ² "Non si azzardi ad ignorarmi, Rest!"<br />
Ma il Vulcaniano intendeva fare esattamente questo e continuÃ² nel suo gesto di sedersi, per lo meno finchÃ© un pugno non lo centrÃ² sulla guancia, mandandolo a terra. Apparentemente per nulla stupito del gesto, Rest si risollevÃ² con movimenti lenti e si mise in piedi di fronte al collega, affermando con voce gelida "Se non ha altro da aggiungere, Comandante...puÃ² andare."<br />
CiÃ² detto gli afferrÃ² il polso in una specie di morsa di carne e - con forza decisamente superiore a quella di un Umano o di un Betazoide - lo condusse oltre la porta, prima di chiudergliela in faccia. L'ultima cosa che Lon vide, fu una evidente sfumatura di soddisfazione che andava a colorare le emozioni di norma controllate del Vulcaniano.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Bar di Prora - 31 dicembre 2394 - Ore 21:05</b><br /><br />
"Come accidenti ti Ã¨ venuto in mente di colpirlo?" protestÃ² Melanne, quando Basta ebbe finito di raccontare ciÃ² che era accaduto tra lui e Rest poco prima del combattimento con le navette dello Specchio e con i Romulani.<br />
"Non gli Ã¨ venuto in mente...Ã¨ stato Rest a spingerlo in quella direzione." OsservÃ² piattamente il Consigliere Caytlin, spegnendo sul nascere i bollenti spiriti della Dottoressa e attirandosi una occhiata incuriosita dallo stesso Lon.<br />
Vedendo che i due la osservavano in attesa di chiarimenti, la Risiana aggiunse "E' come vi ho detto prima. Rest vede il mondo in una sequenza di mosse di scacchi. Azioni e reazioni che possono essere pianificate. In quest'ottica probabilmente Lon aveva ragione, la sua proposta di Nota di Demerito per tutti e quattro era finalizzata a trasformare l'evento negativo dell'interrogatorio in qualcosa che potesse metterlo in buona luce, anche se non saprei con chi, visto che di certo il Capitano l'avrÃ  considerata al piÃ¹ una puntigliositÃ  o una seccatura...mentre il fatto di farsi colpire anche se poteva con ogni probabilitÃ  evitare o parare il colpo Ã¨ stata una precisa forma di autotutela. Lon avrebbe potuto rivelare questa sua manipolazione e fargli fare una brutta figura. Ora, invece, non puÃ² piÃ¹, perchÃ© se lo facesse verrebbe fuori la faccenda del pugno e ci sarebbe il legittimo dubbio che anche il nostro buon Betazoide stesse tentando di fare la stessa cosa. Anzi, peggio, perchÃ© in teoria era dovere di Rest fare rapporto come ha fatto, mentre il pugno di Lon Ã¨ contrario ai regolamenti e non Ã¨ neppure la prima volta che lo fa..."<br />
Entrambi rimasero silenziosi per un po', cercando di comprendere il ragionamento del Consigliere o di confutarlo...ma sembrava calzare alla perfezione al contorto modo di pensare del loro Ufficiale Tattico Capo. <br />
Fu comunque Melanne a dire "Ma perchÃ© avrebbe dovuto farlo? Per cosa si sta mettendo in luce? Forse per il posto di responsabile della Sezione Tattica/Sicurezza?"<br />
"Non credo..." rispose perplessa Caytlin "quella Ã¨ una decisione che spetta a Bueller e - come ho giÃ  detto - lui non credo abbia colto le sfumature di questa faccenda, o al massimo le ha considerate un elemento di irritazione che ha subito accantonato..."<br />
Ed il discorso morÃ¬ cosÃ¬, visto che nessuno aveva ulteriori elementi per approfondirlo.<br />
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<br /><b>U.S.S. Hope - Alloggio del Cadetto Rest - 31 dicembre 2394 - Ore 23:45</b><br /><br />
Quando le porte scorrevoli dell'alloggio si aprirono, Xyr si trovÃ² di fronte Rest che - con indosso un abbigliamento civile di fattura tipicamente Vulcaniana - la squadrÃ² per un secondo. Subito l'espressione arcigna dell'Ufficiale Tattico Capo parve rilassarsi leggermente mentre, scostandosi dalla porta, diceva "Prego, Comandante, si accomodi..."<br />
L'Andoriana avanzÃ² nello spartano alloggio dell'amico e fu subito investita dall'odore penetrante dell'incenso da meditazione. Diverse candele ardevano nella stanza e fungevano anche da sola fonte di luce, visto che quella artificiale era stata completamente disattivata.<br />
"Disturbo forse?" domandÃ², avvicinandosi nel frattempo alla scacchiera tridimensionale di cristallo che svettava su di un tavolino, unica concessione al lusso in quella stanza, che ospitava anche un tavolo da Stratagema ed una collezione di altri giochi da tavolo di strategia, seppure di minor pregio.<br />
"Assolutamente no, Xyr..." rispose Rest, passando ad un tono piÃ¹ colloquiale, frutto di anni di amicizia difficoltosamente coltivata tra i due "sono solo stupito di vederti in piedi, avevo sentito dire che la Dottoressa Graahn ti aveva ordinato riposo assoluto sino a completa guarigione."<br />
"Ho qualche costola rotta e risaldata, ma trenta metri tra i nostri alloggi credo di poterli fare..." ribattÃ© la giovane donna, sfiorando con le lunghe dita affusolate un cavallo di cristallo opaco, senza perÃ² toccarlo, visto che la scacchiera sembrava ospitare una partita in corso *ChissÃ  tra Rest e chi?* si trovÃ² distrattamente a chiedersi.<br />
"Accomodati, ti prego...lascia che ti prepari un po' di tÃ¨..." glissÃ² il Vulcaniano, voltandosi verso un armadietto dal quale estrasse due tazze di ceramica dall'aria antica ed un barattolo metallico con tappo a vuoto pneumatico.<br />
"Credevo che i replicatori fossero ancora fuori uso..." commentÃ² il Primo Ufficiale, accomodandosi sul divano, che risultÃ² essere piacevolmente duro sotto la schiena, non come quelli in dotazione standard negli alloggi. ChissÃ  Rest come se lo era procurato, visto che la fornitura di mobili e arredi era di competenza di Rodriguez ed i due non parevano andare poi cosÃ¬ d'accordo?<br />
"Gli Zarkdon sono un popolo deludente sotto molti aspetti..." rispose il Vulcaniano, apparentemente cambiando argomento. Xyr perÃ² sapeva che l'amico aveva trascorso un periodo della sua esistenza - e della sua formazione - su quel mondo, non ricavandone una impressione favorevole. Ignaro delle elucubrazioni dell'amica, Rest continuÃ² "uno di questi Ã© la ridicola convinzione che impedire ogni forma di ristorazione non collettiva all'interno delle loro forze armate migliori il rendimento e la coordinazione dei suoi membri."<br />
"Si chiama Spirito di Corpo, Rest..." lo rimproverÃ² bonariamente Xyr, prima di ridere divertita, cosa che le fece ricadere parte dei bianchi e setosi capelli davanti agli occhi "quindi...fammi capire...gli Zarkdon sono deludenti perchÃ© non consentono ai cadetti delle loro scuole militari di mangiare da soli?"<br />
Il Vulcaniano non colse la provocazione, estraendo invece dalla stessa dispensa quello che aveva l'aspetto di un antico bollitore, salvo per un piccolo schermo abilmente occultato nel coperchio. Disse invece "Purtroppo questa deprecabile convinzione aveva - come conseguenza - che gli alloggi dei Cadetti erano privi di replicatori alimentari o di altre tecnologie atte a cucinare cibo. CiÃ² comportava - tra l'altro - l'impossibilitÃ  di preparare del tÃ©..."<br />
"E quindi ti sei procurato quell'aggeggio?" domandÃ² l'Andoriana, indicando l'oggetto che Rest aveva nel frattempo acceso. La cosa non la stupiva...per quanto Rest potesse negarlo affermando con sdegno che si trattava di una emozione, il suo amico era un patito del tÃ©.<br />
"Un replicatore di acqua bollente..." confermÃ² il Tattico, mentre un fischio annunciava che l'acqua aveva raggiunto la temperatura ideale. Con movimenti sicuri e precisi Rest aprÃ­ il contenitore ermetico, prelevandone due identiche quantitÃ  di foglie triturate che pose in eleganti contenitori d'argento traforati. DopodichÃ© pose gli infusori nelle tazze e vi versÃ² sopra acqua bollente dal bollitore.<br />
Preparato il tutto, portÃ² le due tazze verso il divano e le pose su un tavolino basso situato vicino a dove era seduta Xyr, prima di sedersi a sua volta su di una poltrona posta ad una distanza tale dal divano da dare un'impressione di vicinanza pur senza andare ad intaccare lo spazio vitale dell'ospite.<br />
"Grazie..." disse l'Andoriana, accettando il tÃ© ed afferrandone la tazza a due mani, cosÃ¬ da potersela portare vicino al viso ed annusarne l'aroma. Per quanto non apprezzasse le bevande troppo calde - come buona parte della sua gente, peraltro - il tÃ© di Rest era un gusto acquisito, del quale ora faticava a fare a meno "volevo dirti che il Capitano ha deciso di non mandare avanti la tua proposta di Nota di Demerito..."<br />
"Supponevo l'avrebbe respinta..." convenne Rest, che ancora non aveva toccato il suo bicchiere. Da anni, ormai, attendeva esattamente 97 secondi prima di iniziare a sorseggiare il tÃ© "Ciononostante ho ritenuto fosse mio dovere inviare la segnalazione motivandola. Le scelte del Capitano sono oltre la mia capacitÃ  di influenza."<br />
"Perlomeno l'ho costretto a respingere formalmente la risposta, anzichÃ© cestinarla e basta..." commentÃ² la giovane donna. DopodichÃ© vi fu un momento di silenzio a seguito del quale aggiunse "Oggi hai fatto un ottimo lavoro, anche se hai corso parecchi rischi. Abbiamo avuto diversi feriti gravi e, senza l'Infermeria...beh, Ã© un miracolo che non abbiamo perso nessuno!"<br />
"Si Ã© trattato di rischi calcolati..." spiegÃ² l'Ufficiale Tattico "con le impostazioni di sicurezza dei Phaser attivate, Ã© possibile far fuoco unicamente con settaggio pari o inferiore a 4, ovvero in modalitÃ  stordimento o ferimento leggero. In questa seconda modalitÃ  il raggio phaser Ã© perforante ma non attiva una disgregazione molecolare. In quest'ottica, anche considerato che il raggio stesso cauterizza le ferite che provoca, solo un colpo portato alla testa o al cuore risulta letale. Combinando questo fatto con una strategia che prevedesse ampi spazi di ripiego si ottiene una percentuale di sopravvivenza teorica nelle truppe del 97,3%. Ho ritenuto fosse preferibile tale percentuale alla matematica certezza di perdere l'Infermeria, lasciando agli avversari la possibilitÃ  di curarsi e di accedere a veleni ed altre modalitÃ  di guerra batteriologica."<br />
"Beh...alla fine, come dicevo, Ã© andata bene...abbiamo avuto solo 15 feriti gravi." commentÃ² il Primo Ufficiale, decisamente lieta del fatto che non avessero perso nessuno.<br />
"Dei quali sette a causa dell'ostinazione del Capitano a voler mantenere la posizione presso l'Hangar anzichÃ© seguire la strategia generale..." ci tenne a precisare il Vulcaniano, ancora piccato per l'incoerenza e la mancanza di disciplina del suo Capitano, che prima lo aveva investito della responsibilitÃ  di organizzare la difesa della nave e poi aveva rifiutato di seguire le sue indicazioni strategiche.<br />
"Bueller Ã© una primadonna.. " commentÃ² Xyr con una risata cristallina che ebbe l'effetto di alleviare lievemente il cipiglio dell'amico "non aspettarti che segua i suggerimenti...se vuoi che faccia bene le cose, manipolalo in modo che pensi sia farina del suo sacco..."<br />
"CiÃ² Ã© altamente illogico..." protestÃ² Rest, anche se - in cuor suo - sapeva che l'Andoriana aveva ragione "tra le sue scelte azzardate e le sue mancanze rispetto a regolamenti e protocolli, Ã© inconcepibile che sia ancora lui il Capitano."<br />
"Lo so, Ã© per questo che invio regolari rapporti su tutto questo..." confermÃ² la ragazza, facendosi seria "e Strauss mi ha confermato che l'Ammiraglio Lennox li riceve e li tiene in debito conto."<br />
"A che contatore Ã© giunto oggi?" domandÃ² Rest, con una punta di interesse - o forse di divertimento - nel tono della voce.<br />
"47, mi pare..." rispose Xyr divertita "Ma devo ammettere che, avendo passato buona parte della giornata in Infermeria, non ho avuto modo di controllare tutto..."<br />
Mentre lo diceva si mosse leggermente a disagio sul divano. Era la terza volta che lo faceva e Rest ritenne - con una probabilitÃ  del 93.7% - che ciÃ² dipendesse da stanchezza e dal dolore alle costole. Pertanto affermÃ² "A tal proposito, per quanto le tue visite siano per me sempre fonte di piacere, ritengo sia giunto il momento che ti ritiri nel tuo alloggio."<br />
"Mi stai cacciando?" domandÃ² divertita l'Andoriana, che in realtÃ  condivideva l'opinione dell'amico, sentendosi veramente a pezzi.<br />
"Ritengo tu sappia perfettamente che le mie porte sono sempre aperte per te..." ribattÃ© Rest, accompagnandola verso la porta "ma il tuo stato di salute impone che non posticipi ulteriormente il ciclo di riposo. Pertanto, a meno che tu non preferisca approfittare del mio letto, temo dovrai ritirarti nel tuo alloggio."<br />
Xyr sapeva quanto i Vulcaniani tenessero alla propria privacy, quindi apprezzÃ² quella offerta, per quanto entrambi sapessero che era destinata ad essere rifiutata. Prima di uscire, perÃ², si fece seria e disse "Rest, ho un piacere da chiederti...qualcosa che mi fido a domandare solo a te."<br />
"Naturalmente sono a tua disposizione, Comandante..." rispose Rest, facendosi attento. Conosceva abbastanza Xyr da capire quando voleva parlare di qualcosa di importante.<br />
"Sono praticamente certa che Smith avesse un complice..." affermÃ² la donna "non ne ho le prove, ovviamente... Ma ne sono certa. E mi spaventa, perchÃ© potrebbe essere chiunque a bordo, anche uno degli Ufficiali Superiori."<br />
"Se lo desideri indagherÃ² su questa posdibilitÃ ..." si offrÃ¬ il Tattico, immaginando dove l'amica volesse andare a parare.<br />
"Te ne sono grata... lo sapevo di poter contare su di te..." affermÃ² l'Andoriana, mettendogli una mano sulla spalla in un gesto cameratesco, gesto che sapeva essere una concessione da parte del Vulcaniano, di norma refrattario al contatto con i non telepati.<br />
<i>*Come sempre, Xyr...*</i> si disse Rest, mentre la porta del suo alloggio si richiudeva, nascondendo alla vista l'elegante figura del Primo Ufficiale della Hope <i>*come sempre...*</i></JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Rest figlio di Retok</author>
            <pubDate>Mon, 23 Nov 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
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