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        <title>ATLANTIS - Missione 04</title>
        <description>I diari di bordo della ATLANTIS</description>
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        <lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 23:06:59 +0200</lastBuildDate>
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            <title>ATLANTIS</title>
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            <title>04-00 ImbarcoComandante Keyl</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/atlantis/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=141&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Jonathan Keyl<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Uss Atlantis plancia 11 Luglio 2173 ore 09.01</b><br /><br />
Era giÃ  sera quando Jonathan, ingegnere capo della UES Atlantins in licenza<br />
speciale, si sedeva ad un tavolo di un pub nella periferia di Dublino.<br />
Era stata una settimana dura ma finalmente, poteva rilassarsi un poco e<br />
stare per conto suo.<br />
Esattamente una settimana prima, mentre supervisionava un controllo di<br />
routine ai motori della Atlantis, aveva ricevuto una telefonata da alcuni<br />
amici di vecchia data i quali gli comunicavano che Thomas, vecchio amico e<br />
compagno di scorribande, era morto in un incidente.<br />
Niente miseri, niente complotti o liti furibonde: Durante un volo in<br />
deltaplano, un fulmine aveva squarciato parte delle ali e una una corrente<br />
d'aria troppo forte e inaspettata, lo aveva fatto ribaltare e cadere<br />
rovinosamente a terra.<br />
<br />
Adesso era passato tutto: La corsa alla ricerca del capitano Cortes per<br />
richiedere una licenza, l'organizzazione del viaggio, l'incontro con i<br />
genitori si Thomas (Sarah e William che consideravano Jonathan come un<br />
figlio) l'organizzazione del funerale insieme a loro e tutto quello che era<br />
seguito.<br />
Adesso Thomas giaceva sotto due metri di terra in quello che avrebbe dovuto<br />
essere il suo eterno riposo.<br />
<br />
Jonathan, con la sua birra in mano, aveva preso posto nell'angolo piÃ¹ buio<br />
del pub, sperando di passare inosservato per il resto della serata.<br />
Voleva stare solo con i suoi pensieri a ricordare il vecchio amico.<br />
<br />
<br />
Qualche anno prima, durante quella che sarebbe stata la prima di molte una<br />
vacanza in Irlanda, si trovava dentro un pub. Si gustava qualche birra<br />
chiacchierando con alcune persone che aveva appena conosciuto. Ridevano e<br />
scherzavano quando lui vide passare, dall'altro lato del pub, una ragazza<br />
che, allora, penso fosse la piÃ¹ bella che avesse mai visto. Buffo pensare<br />
come ora non ricordasse neanche il suo nome.<br />
LasciÃ² il gruppo e si diresse, birra in mano e sorriso a trentaquattro<br />
denti (forse aiutato dall'alcool), verso quella ragazza quando, a pochi<br />
passi da lei, si sentÃ¬ bussare sulla spalla :"Mi spiace amico ma quella Ã¨<br />
la mia ragazza... e tu stai barcollando pericolosamente nella sua<br />
direzione".<br />
Effettivamente Jonathan aveva forse bevuto piÃ¹ di quanto volesse ammettere<br />
e la sua camminata, probabilmente, era dritta e sicura solo nella sua testa.<br />
Il ragazzo che lo aveva fermato era alto poco piÃ¹ di lui, muscoloso,<br />
capelli ricci corti e occhi marroni. Il tono di voce che aveva usato era<br />
calmo ma sicuro. Jonathan fece per girarsi e rispondere quando sentÃ¬ i le<br />
gambe cedere e barcollÃ². Thomas allungÃ² un braccio e  gli diede una mano a<br />
recuperare l'equilibrio. I due si guardarono in faccia per qualche secondo,<br />
poi scoppiarono a ridere.<br />
<br />
Thomas lo presentÃ² ai suoi amici e passarono il resto della serata insieme<br />
a bere. Thomas si dimostrÃ² essere una persona molto simpatica e gentile (a<br />
differenza della sua ragazza che, comunque, avrebbe frequentato ancora per<br />
poco). Figlio unico, lavorava presso un vecchio hangar di aerei da<br />
collezione e si occupava della manutenzione dei motori. Aveva un brevetto<br />
di volo e adorava il suo lavoro ma, la sua vera passione erano gli ultra<br />
leggeri. Ne possedeva giÃ  un paio ma il suo preferito era un vecchio Viper<br />
SD4 che aveva ristrutturato e rimontato praticamente pezzo per pezzo da<br />
quando aveva sedici anni. Condivideva con Jonathan la passione per i motori<br />
su cui lavorava e gli piaceva, quando poteva, fare arrampicate e rischiare<br />
di rompersi il collo in situazioni estreme come l'arrampicata senza<br />
assicurazione.<br />
<br />
Per il resto della sua vacanza, Jonathan e Thomas si videro praticamente<br />
tutti i giorni. Thomas gli mostrÃ² dove lavorava e gli fece visitare i posti<br />
e i pub piÃ¹ belli di Dublino, alla sua vacanza successiva, il resto<br />
dell'Irlanda.<br />
<br />
Durante uno dei week end a Galway, decisero, in piena notte e dopo qualche<br />
birra di troppo, di scendere le famose scogliere di Moher.<br />
Thomas aveva con sÃ© l'attrezzatura per l'arrampicata e, quando Jonathan era<br />
con lui, ne portava una di scorta. Insieme ad altri 2 amici, si misero in<br />
macchina e si avviarono verso le scogliere.<br />
Non era una discesa molto lunga: 217 metri nella parte piÃ¹ alta, ma, la<br />
difficoltÃ  consisteva nei forti venti e nel fatto che,sotto di loro,<br />
avrebbero avuto l'oceano Atlantico e, in caso di caduta, le forti correnti<br />
avrebbero sbattuto lo sfortunato, quasi subito sulle scogliere senza<br />
lasciargli scampo. La scommessa consisteva nel vedere chi sarebbe riuscito<br />
ad arrivare piÃ¹ vicino alle onde prima di ritirarsi.<br />
<br />
Arrivarono alle scogliere che era buio. Se di giorno la folla riempiva il<br />
luogo, di notte non c'era anima viva. Il cielo limpido e la luna piena<br />
davano una buona illuminazione, ma si erano portati comunque dietro anche<br />
un piccolo gruppo elettrogeno per fare un po' di luce in piÃ¹.<br />
<br />
Jonathan e Thomas si prepararono per la discesa mentre, i loro amici,<br />
montavano ed avviavano il gruppo elettrogeno e le luci.<br />
<br />
"Jonathan, mollerai prima della metÃ  della discesa" disse Thomas.<br />
"No amico, sarai ancora alla partenza quando io starÃ² giÃ  bevendomi la<br />
birra della vittoria... e comunque molerai molto prima di me." Rispose<br />
Jonathan.<br />
<br />
Finita l'imbracatura e fissate le cime, si avvicinarono al bordo della<br />
scogliera: "Pronto?" disse Jonathan, "Certo: partiamo".<br />
Iniziarono la discesa. Il primo pezzo era semplice. Non potevano saltare ma<br />
iniziarono a scendere poggiandoci agli appigli naturali. Il primo quarto di<br />
discesa era relativamente semplice e ben illuminato. Le prime difficoltÃ <br />
iniziarono a metÃ  percorso. I fari agganciati al gruppo elettrogeno<br />
iniziavano a non illuminare cosi tanto. Jonathan scivolÃ² su un appiglio<br />
umido e perse la presa ad una mano ma, grazie agli allenamenti<br />
all'accademia, riuscÃ¬ a tenersi attaccato alla scogliera.<br />
"Sei giÃ  in difficoltÃ ?" Disse Thomas che era giÃ  un paio di metri piÃ¹ in<br />
basso.<br />
"Non montarti la testa Thomas, sono solo scivolato" rispose Jonathan.<br />
Thomas scendeva veloce anche grazie alla molta pratica che faceva e<br />
sembrava non perdere un colpo.<br />
<br />
A tre quarti della discesa nessuno dei due aveva mollato ma entrambi<br />
iniziavano ad avere il fiatone e a non trovare sempre dei buoni appigli.<br />
Poco dopo, Thomas aveva aumentato il vantaggio quando si sentÃ¬ un urlo.<br />
"Che succede Thomas?" Disse Jonathan preoccupato. Non sentendo risposta,<br />
cercÃ² di voltarsi a controllare l'amico. Strinse gli occhi nel buio e lo<br />
vide penzolare dalla sua corda poco sopra le onde. Se fosse arrivata<br />
un'onda piÃ¹ forte delle altre, lo avrebbe sbattuto contro la scogliera con<br />
violenza.<br />
<br />
"Presto! serve aiuto!" Urlo Jonathan. I loro amici si affacciarono alla<br />
scogliera.<br />
"Proviamo a tirarlo su!" Dissero.<br />
"No! aspettate!" Jonathan aveva notato che la corda dell'amico era<br />
impigliata. "Scendo a sbloccare la corda."<br />
Jonathan scese ancora arrivando di fianco all'amico. Fece in tempo a<br />
liberare la corda quando, un onda piÃ¹ alta delle altre, li travolse in<br />
pieno facendoli sbattere contro la parete rocciosa e perdere conoscenza.<br />
<br />
Non sapeva quanto tempo era passato quando, aprÃ¬ la prima volta gli occhi,<br />
intravide le luci delle ambulanze e alcuni ufficiali della GARDA che<br />
prendevano appunti interrogando i suoi amici. Poi perse di nuovo conoscenza.<br />
<br />
"Ehi! Ti vuoi svegliare?!" Jonathan senti la voce dell'amico. AprÃ¬ gli<br />
occhi e si rese conto di trovarsi in ospedale.<br />
"Thomas, che diavolo Ã¨ successo?" disse Jonathan. Aveva dolori ovunque e<br />
gli girava la testa.<br />
"Sembra che ci siamo  rotti un po' di ossa e che siamo nei guai..." disse<br />
Thomas ridendo.<br />
Un ufficiale della GARDA e un medico lo osservavano dai piedi del letto.<br />
"Si. La prognosi Ã¨ quella. Insieme a una bella commozione celebrare per<br />
entrambi... ma visto quello che avete fatto forse potete solo migliorare.<br />
Oltre ad un grave rischio di finire in ipotermia... fortuna che i vostri<br />
amici hanno chiamato subito e hanno pensato loro a tirarvi su. " disse il<br />
medico.<br />
"L'avete combinata grossa ragazzi!" disse l'ufficiale della GARDA.<br />
"Rischiavate di rimanerci la sotto."<br />
"Comunque per i prossimi due mesi non potrete combinarne un altra, visto<br />
che non uscirete da quei letti." disse il medico.<br />
"Cercate di riprendervi e mettete la testa a posto" disse l'ufficiale del<br />
GARDA uscendo.<br />
"Noi ci vediamo piu tardi per un controllo." disse il medico uscendo pure<br />
lui.<br />
<br />
"Certo che abbiamo rischiato grosso" disse Thomas "comunque lo sai che ho<br />
vinto io, vero? sono arrivato molto piÃ¹ in basso di tÃ¨."<br />
"Si ma poi sono dovuto scendere a salvarti il culo" disse Jonathan.<br />
<br />
Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere. Non sarebbe certo stata<br />
l'ultima volta che si sarebbero messi nei guai insieme quella. Ma<br />
sicuramente fu una delle volte peggiori.<br />
<br />
Jonathan era ancora seduto al pub sorseggiando la birra quando sentÃ¬<br />
qualcuno bussargli sulla spalla.<br />
Si scosse dai suoi pensieri e si voltÃ² a vedere chi lo stesse disturbando.<br />
Era la cameriera del pub: "Mi scusi... qualcosa stÃ  suonando nella sua<br />
giacca giÃ  da qualche minuto... non vorrei fosse importante."<br />
<br />
"Si, grazie...." disse Jonathan. Prese il comunicatore dalla sua giacca e<br />
lo aprÃ¬ :"Qui Keyl."<br />
"Comandante, sono Reis, il capitano mi ha chiesto di richiamarla a bordo."<br />
"Va bene Reis, mi preparo subito a partire. Chiudo." Jonathan chiuse il<br />
comunicatore, posÃ² la birra, prese le sue cose e uscÃ¬ dal pub.<br />
Il tempo di piangere il suo amico era finito.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Jonathan Keyl</author>
            <pubDate>Fri, 01 Dec 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>04-01 Bel Casino</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/atlantis/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=141&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Fabio Yager Cortes<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Uss Atlantis Sala mensa 4 ottobre 2173 Ore 13:03</b><br /><br />
<br />
<br />
"Contento?" Il comandante Keyl si protese in avanti verso il timoniere<br />
mentre addentava un pezzo di pane.<br />
<br />
"Era ora... non ne potevo piÃ¹." Random guardo la pasta nel piatto e, facendo<br />
vorticare gli spaghetti nel piatto, aggiunse:"finalmente avete rimesso in<br />
linea la propulsione."<br />
<br />
"Ho fatto piÃ¹ veloce che potevo." Fu la risposta dell'ingegnere capo mentre<br />
passava al secondo piatto: una succulenta bistecca con patatine.<br />
<br />
"Due settimane?" Randon scosse la testa:"Non Ã¨ un concetto di piÃ¹ veloce<br />
possibile, la prossima volta che il capitano mi chiederÃ  di schivare un<br />
siluro piÃ¹ veloce possibile gli risponderÃ²  due settimane."<br />
<br />
La metallica voce del timoniere non aiutÃ² ad esprimere al meglio la battuta<br />
ma Keyl scoppiÃ² ugualmente a ridere.<br />
<br />
"BÃ¨ forse agiamo a due velocitÃ  differenti." Rispose Keyl.<br />
<br />
"GiÃ  vero." Random sorrise:"Non vedo l'ora di salpare."<br />
<br />
"Anche io." Jonathan sorrise e, stiracchiandosi, aggiunse:" PerchÃ© quando<br />
la nave naviga ho meno lavoro da fare."<br />
<br />
Il timoniere fece per rispondere ma una voce femminile dietro di loro fu<br />
piÃ¹ veloce:"Possiamo sederci."<br />
<br />
Random si voltÃ² dicendo:" Certo Dorothea... ci eravamo messi d'accordo di<br />
pranzare tutti assieme."<br />
<br />
"Ah devo averlo scordato." Rispose l'ufficiale alle comunicazioni.<br />
<br />
"Nessun problema, sedetevi." Rispose l'ingegnere capo facendo un cenno al<br />
guardiamarina Squiretaker in piedi accanto a Reis.<br />
<br />
I due arrivati posarono il vassoio del pranzo e si sedettero accanto ai due<br />
ufficiali.<br />
<br />
"Allora? Siete pronti a ripartire?" Chiese Random entusiasta.<br />
<br />
"Non vedo l'ora di arrivare sui quei strani nuovi mondi." Rispose Alejandro.<br />
<br />
"O comunicare con nuove forme di vita." Aggiunse Reis.<br />
<br />
"O riposarmi." Concluse Keyl.<br />
<br />
Il gruppo si mise a ridere poi Jonathan aggiunse:"Avete visto il capitano?"<br />
<br />
"No, Ã¨ da stamattina che non lo vedo." CommentÃ² Random.<br />
<br />
"Oggi sono arrivate una serie di comunicazioni dall'ammiragliato." Aggiunse<br />
Reis.<br />
<br />
Il gruppo lasciÃ² perdere il pranzo e, con l'aria da complottisti o da<br />
comari di paese,  si avvicinarono creando un cerchio con le teste.<br />
<br />
"Che comunicazioni?" Chiese Keyl.<br />
<br />
"Non lo so ma mi pare di ricordare che il capitano era abbastanza teso e di<br />
cattivo umore." SpiegÃ² Dorothea.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Uss Atlantis Ufficio del capitano Cortes ottobre 2173 Ore 13:11</b><br /><br />
<br />
=^=Vi incontrerete con la Detrer e farete le relative indagini.=^=<br />
L'ammiraglio Guller, un tellarita di mezza etÃ  leggermente sovrappeso,<br />
aveva appena finito di parlare. Aveva spiegato la situazione con tono fermo<br />
e deciso senza introdurre i classici insulti o battibecchi della sua razza.<br />
Era chiaro che anche a lui la situazione non piaceva affatto.<br />
<br />
Cortes scosse la testa. Il suo ufficio era immerso nella penombra totale,<br />
il monitor della scrivania era l'unica fonte luminosa e illuminava il<br />
capitano rendendolo ancora piÃ¹ teso e preoccupato.<br />
<br />
"Un bel casino." CommentÃ².<br />
<br />
=^=Lo so Fabio e sono sicuro che farete del vostro lavoro al meglio<br />
malgrado la situazione.=^=<br />
<br />
Cortes scosse la testa:"Due sole navi, una terrestre e l'altra tellarita... e<br />
se la situazione precipita?"<br />
<br />
La risposta fu secca e decisa e bloccÃ² il capitano paralizzato da quelle<br />
parole:=^=Se la situazione precipita Ã¨ la Fine della Federazione.=^=<br />
<br />
Cortes accusÃ² il colpo ispirÃ² fortemente e l'ammiraglio Guller<br />
aggiunse:=^=Sarete nel raggio delle comunicazioni con il comando del<br />
settore, chiamatemi per ogni cosa. Ho ordinato alla Detrer di essere a<br />
vostra completa disposizione. Sono bravi come lo siete voi e vi aiuteranno<br />
moltissimo.=^=<br />
<br />
"Non Ã¨ la nave Tellarita che mi preoccupa." CommentÃ² amaro Cortes.<br />
<br />
=^=Lo so, buona fortuna con la vostra missione.=^=<br />
<br />
L'ammiraglio chiuse la comunicazione e Cortes, rimasto solo, commentÃ²:"Un<br />
bel casino."<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Uss Atlantis Sala riunioni 4 ottobre 2173 Ore 15:00</b><br /><br />
<br />
"Tu ci hai capito qualcosa?" chiese Blake.<br />
<br />
"No, non ci ho capito proprio nulla." Rispose l'ingegnere capo.<br />
<br />
Il tenente Random fu sul punto di dire qualcosa ma venne fermato da brusco<br />
aprirsi della porta e dall'entrata del capitano Cortes. Fabio arrivÃ²<br />
rapidamente al suo posto ma non si sedette preferendo rimanere in piedi<br />
vicino al monitor.<br />
<br />
L'equipaggio fece per salutare il capitano ma Cortes parlÃ² per primo:"Buon<br />
pomeriggio a tutti."<br />
<br />
Fabio attivÃ² il monitor che riprodusse il vecchio confine tra il territorio<br />
degli andoriani e dei vulcaniani.<br />
<br />
"Questo Ã¨ il confine in disuso tra Andoria e Vulcano, con l'avvento della<br />
Federazione Ã¨ scomparso essendo tutto spazio comune." Il capitano attese<br />
qualche secondo per permettere agli ufficiali superiori di assimilare le<br />
informazione prima di ricominciare: "Ieri alle 18:56 un incrociatore<br />
Andoriano in una normale missione di pattugliamento nello spazio federale<br />
ha scoperto una stazione di rilevamento vulcaniana nella fascia degli<br />
asteroidi nel sistema di Kentall."<br />
<br />
Lo schermo fece un rapido zoom sul sistema di Kentall posto esattamente sul<br />
confine.<br />
<br />
"Il sistema Ã¨ disabitato in quanto Ã¨ composto da solo giganti gassosi ma<br />
l'incrociatore Andoriano ha rilevato dei segni di vita. Indagando ha<br />
scoperto la stazione di rilevamento vulcaniana." Il capitano terminÃ²<br />
l'esposizione dei fatti e andÃ² a sedersi al tavolo con gli altri ufficiali<br />
superiori.<br />
<br />
"Se non ricordo male esistevano delle stazioni di rilevamento sia Andoriani<br />
sia Vulcaniani prima della Federazione ora dovrebbero essere tutte<br />
dismesse." CommentÃ² Reis.<br />
<br />
"E' proprio questo il problema, l'incrociatore ha scoperto che la stazione<br />
spia Ã¨ in funzione con una rete di sensori passivi in grado di scrutare le<br />
attivitÃ  su Andoria." CommentÃ² secco Cortes.<br />
<br />
Ci fu una serie di commenti degli ufficiali e uno strano senso di<br />
inquietudine avvolse la sala.<br />
<br />
"Hanno dei rilevamenti sugli occupanti della stazione di spionaggio?"<br />
chiese Blake.<br />
<br />
"Secondo gli Andoriani i segni vitali sulla stazione sono vulcaniani."<br />
CommentÃ² il capitano ma si affrettÃ² a dire:"ma questa informazione non Ã¨<br />
confermata."<br />
<br />
Il capitano inspirÃ² fortemente e arrivÃ² alla nota dolente:"Gli andoriani<br />
hanno fatto fuoco contro le antenne dei sensori e si sono ritirati. I<br />
delegati di Andoria del consiglio della Federazione hanno protestato<br />
ufficialmente e minacciano di ritirarsi. Questa crisi rischia di spaccare<br />
in due la Federazione dei Pianeti Uniti. Il comando di flotta ci ha chiesto<br />
di indagare e, per evitare il conflitto di interessi, saremo noi piÃ¹ una<br />
nave Tellarite, la  Detrer. Siamo nel cuore della tempesta e dobbiamo<br />
capire perchÃ© Ã¨ successo."<br />
<br />
La voce metallica di Random commentÃ² secco:"Un bel casino."<br />
<br />
 </JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Fabio Yager Cortes</author>
            <pubDate>Thu, 21 Dec 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>04-02 Dove ci sono voci diverse</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/atlantis/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=141&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Joshua Enric Random<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Uss Atlantis 5 ottobre 2173 Ore 9:00 (in viaggio verso il sistema Kentall)</b><br /><br />
<br />
La USS Atlantis procedeva in velocitÃ  curvatura verso il punto di randez<br />
vous con la Deter, un'unitÃ  navale di classe Cruiser, destinata a condurre<br />
le indagini insieme alla nave del capitano Cortes sull'incidente della<br />
presunta stazione vulcaniana nel sistema Kentall.<br />
<br />
Il capitano fissava i dati sul proprio padd che riportavano i diari di<br />
bordo che gli Andoriani avevano passato al consiglio federale della nave<br />
che aveva scoperto la stazione e aveva ingaggiato per eliminare il<br />
pericolo. Le bio-tracce rilevate corrispondevano al profilo genetico dei<br />
vulcaniani. La cosa in sÃ© non era nuova alla Federazione, giÃ  in passato<br />
era stato scoperto un tempio spirituale vulcaniano che fungeva da stazione<br />
spia verso Andoria, ma proprio per l'improbabile logica che i<br />
vulcaniani abbiano potuto ripetere l'errore, Fabio provava forti dubbi<br />
sulla questione. E non era il solo a bordo dell'Atlantis a pensarla in<br />
questo modo.<br />
"Siamo in prossimitÃ  del punto di incontro. Stiamo uscendo da curvatura",<br />
disse Random con il suo tono di voce replicato da un dispositivo nella gola<br />
che ne dava un'assonanza metallica e ruvida. Ormai Cortes si era abituato e<br />
il suono della voce del suo timoniere non sembrava meno famigliare di<br />
quello ben piÃ¹ dolce e giovanile della Reis, il brillante ufficiale alle<br />
Comunicazioni.<br />
<br />
"Ci sono giÃ  i nostri compagni di investigazione?", chiese il capo<br />
ingegnere Keyl alle prese con la sua limpida consapevolezza di dover<br />
condurre buona parte delle indagini sull'incidente. Nella sua voce c'era<br />
attesa e una porzione di curiositÃ  non celata.<br />
<br />
Random lanciÃ² una rapida scansione e si voltÃ² verso i colleghi: "SÃ¬,<br />
proprio davanti a noi". E diede la connessione video sul display principale<br />
su cui si affacciÃ² senza gloria od onore, una nave Tellarite,<br />
immobile nelle coordinate del punto di incontro.<br />
<br />
"Reis, apra un canale. Iniziamo le danze". La giovane ufficiale rispose<br />
immediatamente e stabilii il contatto. Sullo schermo al posto della nave<br />
apparve il sempre poco esteticamente volto di un Tellarite, completo di una<br />
peluria che scendeva incerta dal naso suino.<br />
<br />
<< Ben arrivati. Vi attendevo 10 minuti standard fa. Direi che la<br />
puntualitÃ  non sia un punto di forza di voi federali. Vediamo se lo sarÃ  la<br />
vostra capacitÃ  investigativa. Sono il capitano Derak, mettiamoci al lavoro<br />
subito.>><br />
<br />
Cortes chiuse gli occhi, per far crescere in una frazione di secondi quel<br />
briciolo di pazienza in piÃ¹ necessaria per non creare un secondo incidente<br />
diplomatico. Poi si presentÃ²: "La puntualitÃ  purtroppo ha poco a fare con<br />
tutte le procedure federali autorizzative ad un'operazione del genere.<br />
Chiamiamola con il termine tanto umano: "vincoli amministrativi".<br />
 Sono Cortes, capitano della USS Atlantis. Concordo sul procedere da subito. Io mi<br />
recherei alle coordinate della stazione e manderei sul posto un away team.<br />
Per noi terrestri ci saranno il Guardiamarina Reis, linguista ed addetta<br />
alle Comunicazioni e l'ingegnere capo Keyl. Credo che sia opportuna una<br />
presenza scientifica e di Sicurezza o tattico. Siete in grado di fornire<br />
questo ausilio?", il capitano si era dimostrato diplomaticamente audace e<br />
in grado di mettere all'angolo il Tellarite, il quale sbuffÃ², disse<br />
qualcosa nella sua lingua poi riprese:<br />
<< E' naturale. InvierÃ² Zesar, ufficiale scientifico capo, Millrod, addetto<br />
alla sicurezza e, giusto per essere certi che l'indagine sia condotta nel<br />
modo piÃ¹ inequivocabile e serio possibile, anche un nostro ingegnere Kylan.<br />
Tra 4 minuti saremo sul posto. Vi passerÃ² le coordinate del luogo in cui<br />
teletrasportare la vostra gente. Derak, chiudo.>><br />
<br />
"La simpatia non Ã¨ un suo punto di forza", ironizzÃ² Random scuotendo il<br />
capo, mentre stava giÃ  impostando la breve rotta a velocitÃ  subluce verso<br />
ciÃ² che restava della stazione.<br />
<br />
Cortes sembrava pensieroso, mentre Dorothea strinse le mani a pugno. Sulle<br />
sua spalle gravava una nuova responsabilitÃ  e il timore di un imprevisto<br />
fallimento. Cosa che Thea non voleva vivere. Consapevole inoltre dei suoi<br />
limiti oggettivi di memoria. Cominciava ad avere il sentore che questa<br />
indagine sarebbe stata tutt'altro che facile. Nel frattempo l'ingegnere<br />
capo originario di Agrigento, stava giÃ  facendosi una check list mentale<br />
degli aspetti da approfondire quando sarebbe stato a bordo della stazione.<br />
Se da un lato la Reis viveva di emozioni, l'ingegnere viveva di quella<br />
praticitÃ  tangibile che lasciava meno tempo a ciÃ² che provava.<br />
<br />
Ma ciÃ² che restava della stazione era ben poco consolante. La nave<br />
Andoriana non aveva solo messo fuori uso l'antenna, aveva colpito in<br />
diversi punti dello scafo, obbligando il campo di contenimento a lavorare<br />
di piÃ¹ di quanto era stato previsto: si presentavano a macchie di leopardo<br />
alcuni varchi nello scafo. La cosa colpÃ¬ immediatamente Cortes: "Gli<br />
andoriani devono avere un concetto poco famigliare con quello terrestre sul<br />
far fuoco sulle antenne. Direi che il fuoco, per quanto assomigli<br />
maggiormente ad un meno legale disruptor antimateria, non si sia limitato<br />
alle antenne".<br />
<br />
Random fece un cenno d'assenso e aggiunse: "Mi pare quindi naturale<br />
ammettere che a bordo della stazione ora non ci siano segnali di vita".<br />
<br />
"Bene, andiamo a vedere", chiuse il capitano, mentre Dorothea e Jonthana si<br />
stavano alzando dalle rispettive postazioni.<br />
<br />
<br /><b>Stazione non identificata 5 ottobre 2173 Ore 9:10 (Sala controllo)</b><br /><br />
Il teletrasporto fece scintillare le sagome dei cinque ufficiali con un<br />
dorato bagliore nel cuore della Control Room della stazione. La prima cosa<br />
che i presenti inevitabilmente notarono furono le luci soffuse. Le<br />
poltroncine presenti erano configurate per umanoidi e questo escludeva da<br />
subito alcuni improbabili razze. Negli arredi non vi erano particolari<br />
indicatori di razza. Erano tutti adeguatamente anonimi e privi di carattere<br />
culturale.<br />
Keyl si fece avanti per presentarsi ai tre Tellariti, i quali non<br />
intenzionati a stringere amicizia ma tantomeno ad essere educati, si<br />
voltarono con i tricorder spianati lampeggianti.<br />
"Bene, lasciamo perdere i convenevoli", disse sorridendo alla Reis.<br />
Lei alzÃ² le spalle, ormai abituata a rapporti con alieni al meglio<br />
altalenanti. "io controllo i diari di comunicazione, partirei dagli idiomi<br />
utilizzati", e Keyl fece un cenno d'assenso. "io mi soffermo invece sui<br />
sistemi software. Se di vulcaniani si parla, di certo i loro sistemi sono<br />
identificabili facilmente, o almeno credo".<br />
Si trovÃ² subito accanto al Tellarite ingegnere, Kylan. "Vorrei accedere al<br />
sistema operativo", disse Keyl per potersi far concedere lo spazio<br />
necessario per allungare le dita sulla consolle.<br />
"L'ho sto giÃ  facendo io, non vede. Si occupi di altro", aggiunse Kylan.<br />
Ma Jonathan non era persona da lasciar perdere: "Non Ã¨ quello che intendo<br />
fare. Se mi lascia operare anche a me, potremmo analizzare i dati insieme.<br />
Io sono interessato ad analizzare i sistemi gestionali di bordo, lei?"<br />
"Non credo che la cosa la riguardi, quanto al piÃ¹ posso riferirle il<br />
risultato finale", un po' dal tono spocchioso concluse il Tellarite.<br />
Keyl provÃ² l'istinto, questa volta perfetta mixitÃ¨ tra emozioni e<br />
praticitÃ , di dare una spallata al collega Tellarite e prendere il<br />
controllo della consolle. Ma la cosa poteva apparire poco nobile, cosÃ¬<br />
provÃ² ad accedere da un'altra consolle, dove la routine di accesso sarebbe<br />
stata piÃ¹ lunga, ma almeno era libero di operare.<br />
<br />
La Reis si voltÃ² turbata verso Keyl: "quando ha  un attimo, venga a<br />
vedere". SussurrÃ², per non destare l'attenzione dei tre tellariti cosÃ¬<br />
presi dal loro lavoro, da non pronunciare neppure una parola. Keyl era<br />
appena entrato nel sistema e stava scuotendo il capo: "Un attimo Reis, e<br />
sono da lei..vorrei solo." poi ci fu un attimo di silenzio.<br />
DurÃ² un paio di secondi, come se tutto fosse talmente potente da<br />
necessitare di una sorta di raccoglimento, prima di esplodere in un big<br />
bang che poteva assomigliare a questo:<br />
<br />
"Klingon!"<br />
<br />
La parola fu pronunciata all'unisono da due tellariti e dal Tenente Keyl.<br />
<br />
La Reis li guardÃ² perplessa. "scusate?", chiese con sguardo incerto.<br />
<br />
"Dietro alle routine di base gestionali vi Ã¨ una programmazione in lingua<br />
klingon", disse Keylan, seguito da un "esattamente" di Jonathan.<br />
<br />
Lei alzÃ² un sopracciglio. "Interessante. Ed io ho trovato tracce di<br />
comunicazioni verso l'esterno che richiamano....la lingua romulana!"<br />
<br />
"Non poteva dirlo subito?!" chiese sbalordito Jonathan. Lei sospirÃ²: "Ci ho<br />
provato, ma lei era troppo preso da.."e simulÃ² con le dita lo scrivere<br />
sulla tastiera incessante.<br />
<br />
"D'accordo signori. Forse Ã¨ il caso di iniziare a ragionare...insieme",<br />
disse Keyl. "Ci troviamo davanti ad un paradosso: una stazione con<br />
tecnologia presumibilmente klingon, che comunica con l'esterno in romulano<br />
e, detto dagli andoriani, con presenze vulcaniane? Ma con che cosa abbiamo<br />
a che fare?", chiese il capo ingegnere della Atlantis.<br />
<br />
L'addetto scientifico tellarite, Zesar, aggiunse: "non sono gli unici<br />
elementi alieni trovati. Abbiamo trovato diversi sistemi presenti: anche<br />
denobulani, vulcaniani e..sorprendentemente umani e pure tellariti. Ha<br />
tutto l'impianto di una sorta di Consorzio".<br />
<br />
"Una piccola federazione autonoma", disse la Reis per sdrammatizzare, ma i<br />
presenti si voltarono seri. "Esattamente", disse Millord, il tellarite<br />
addetto alla sicurezza. Poi aggiunse: "La prima domanda Ã¨: se chiunque<br />
questo gruppo rappresentasse, operando sostanzialmente in incognito, perchÃ©<br />
non hanno cancellato qualsiasi elemento che potesse ricondurre alla loro<br />
presenza?"<br />
<br />
Jonathan assentÃ¬: "L'attacco andoriano Ã¨ stato piÃ¹ violento del previsto.<br />
Forse i presenti, per pochi che fossero, sono stati risucchiati fuori dai<br />
varchi creati nelle paratie?"<br />
<br />
"Improbabile. Abbiamo giÃ  analizzato i dati e non credo che il sistema di<br />
contenimento sia scattato cosÃ¬ tardi da far fuoriuscire delle persone",<br />
rispose Millord, che restava per ora il piÃ¹ collaborativo dei presenti<br />
tellariti. "Mi viene da pensare che queste prove siano state lasciate a<br />
posta. Quindi volutamente per orientarci".<br />
<br />
"E verso chi, Millord?" chiese al Reis curiosa, "una gruppo sparuto<br />
inter-razziale parallelo alla Federazione che era interessato a spiare per<br />
qualche ragione i bellicosi andoriani per farli arrabbiare al punto di<br />
attaccarli?<br />
<br />
"E'proprio questo il punto. tutto sembra costruito per creare<br />
disorientamento da un lato e dall'altro...", riflettÃ¨ a voce alta Jonathan.<br />
<br />
"Indurci tutti in reciproco sospetto", chiuse l'ufficiale scientifico<br />
Tellarite.<br />
<br />
Fu in quell'attimo che i cinque membri diventarono in qualche modo la cosa<br />
piÃ¹ vicina ad un team.<br />
"Bene, cerchiamo altre prove. E' impossibile che non ce ne siano<br />
di...originali", disse Keyl.<br />
<br />
<br /><b> Uss DETER, 5 ottobre 2173 Ore 9:35 (plancia)</b><br /><br />
<br />
Derak, seduto nella sua poltrona di comando aveva analizzato i dati<br />
trasmessi e l'evidente incoerenza delle prime prove rilevava a suo giudizio<br />
una volontÃ  ben strutturata di depistare ogni indagine. Per un attimo il<br />
dubbio di una sorta di entitÃ  paragovernativa panrazziale gli era sorta,<br />
leggendo le informazioni della sua away team, ma per ora l'ipotesi era<br />
stata accantonata.<br />
Stava sorseggiando una bevanda scura, qualcosa di simile ad un the nero,<br />
quando di colpo sobbalzÃ² dalla poltrona, tirandosi il liquido con le sue<br />
molecole bollenti addosso. Probabilmente imprecÃ² in lingua tellarita. Ma<br />
non per essersi sporcato o bruciato, ma perchÃ© era appena uscita dalla<br />
curvatura, davanti alle due navi un vascello vulcaniano di classe<br />
Surak. Ora una nave di classe Surak Ã¨ talmente imponente ed elegante che la<br />
nave Tellarite sembrava a confronto un insetto.<br />
<br />
Derak aprÃ¬ subito un canale: "Qui Derak della nave Deter. Cosa ci fate in<br />
questo settore? Voi vulcaniani non potete essere presenti, siete<br />
interedetti, Ã¨ in violazione..".<br />
<br />
Fu un attimo e la Deter esplose sotto i pochi ma precisi colpi di phaser<br />
della nave vulcaniana.<br />
<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Joshua Enric Random</author>
            <pubDate>Sun, 21 Oct 2018 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>04-03 Stallo o strategia?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/atlantis/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=141&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Dorothea &quot;Thea&quot; Reis<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Atlantis NX-28, 5 ottobre 2172 Ore 9:37 (plancia)</b><br /><br />
"Allarme rosso!" ordinÃ² Cortes "Tutti gli uomini ai posti di combattimento.. pronti a.."<br />
"Troppo tardi Capitano.. la Deter non esiste piÃ¹.. attivo sistema sperimentale di scudi Andoriani.. spettro d'azione anteriore, consiglio ritirata strategica.. non siamo in grado di tenere testa ad una Suurok vulcaniana" affermÃ² con voce metallica Random<br />
Se l'intento del timoniere della Atlantis era solo quello di aggiornare sullo status quo il proprio ufficiale di comando, il timbro inespressivo e meccanico dovuto al proprio apparecchio vocale, ebbe l'effetto simile al crollo di un macigno sull'unica flebile speranza che poteva albergare nei cuori di tutto il personale in plancia in quel momento.<br />
"Signor Kimura?"<br />
"Concordo con l'analisi del Tenente Random, Capitano.. scudi alzati e"<br />
"Non vorrete lasciarli lÃ  vero? C'Ã¨ Thea con loro.. ehm sÃ¬ scusate il Guardiamarina Reis.. dobbiamo andare a salvarla"<br />
"Signor Squiretaker, capisco l'esigenza di salvare la sua compagna, ma c'Ã¨ anche il Comandante Keyl ed i tre Tellariti da soccorrere.." puntualizzÃ² seccato Kimura "inoltre la diffido dall'interrompermi nuovamente.. prepari le squadre della sicurezza per resistere ad un eventuale abbordaggio e lasci immediatamente la plancia. E' un ordine.. esegua senza se e senza ma"<br />
Alejandro lanciÃ² un'occhiata gelida ed in tralice verso il proprio superiore e poi un'altra eloquente verso il Capitano. <br />
Fabio annuÃ¬ seccamente, ma negli occhi aveva una scintilla di speranza che riuscÃ¬ a trasmettere all'avvilito Squiretaker che abbandonÃ² la plancia.<br />
"Non pensa di essere stato troppo duro, Kimura?" esclamÃ² Fabio all'indirizzo del tattico<br />
"E' un ottimo elemento, ma deve rimanere lucido in certi frangenti.. specie se a rischio vi Ã¨ l'incolumitÃ  dell'intera unitÃ  non solamente della Reis"<br />
"Uhm.." fece poco convinto Cortes prima di chiedere ulteriori aggiornamenti a Random<br />
"Non abbiamo nessun riscontro dal database, Capitano.. quella nave non ha un codice identificativo.. oppure.. lo ha, ma Ã¨ del tutto sconosciuto"<br />
"Signor Blake?"<br />
"I sensori hanno difficoltÃ  a penetrare l'unitÃ  nemica, signore.. ma dalle tracce che sembrano riuscire ad estrapolare, confermo la presenza di forme di vita vulcaniane a bordo.. non so quantificarne quante, nÃ© se rappresentino la maggioranza dell'equipaggio"<br />
"AttivitÃ  ostili?"<br />
"Nessuna Capitano.. Ã¨ come se ci stessero studiando.. o dando tempo di prendere una decisione.. come rapporto di forza potrebbero stare semplicemente giocando come il gatto col topolino.. e noi siamo nella spiacevole situazione di essere il roditore in questo gioco"<br />
"Abbiamo modo di teletrasportare il nostro away team a bordo?"<br />
"Dovremmo abbassare gli scudi, ma vista la rapiditÃ  della distruzione della Deter direi che non sia saggio.. dovremmo spostarci a velocitÃ  impulso circumnavigando l'unitÃ  nemica fino a frapporci fra la stessa e la stazione spaziale, ma potrebbe essere intesa come mossa d'attacco e quindi subire la loro offensiva."<br />
"Dovremo tentare.. signor Blake? PossibilitÃ  di teletrasportare i nostri mentre affrontiamo un attacco?"<br />
"Se ci permettono di compiere la manovra indicata da Random tecnicamente si.. i nostri dovremmo riuscire a prenderli a bordo al primo giro.. i Tellariti ad un secondo giro... ma l'elevato numero di incognite non lo renderebbe una mossa saggia.. sa quanto me che un'improvvisa perdita di potenza alle sale teletrasporto potrebbe causare il fallimento dello stesso con perdite che non sono accettabili"<br />
<br />
<br /><b>Tellar, Base Aeronavale - 5 ottobre 2172 (contemporaneamente)</b><br /><br />
"Derak!!"<br />
Nessuna risposta<br />
"Riaprite il collegamento con la Deter immediatamente!!"<br />
"Non Ã¨ possibile, signore.. non rispondono alle nostre chiamate.. le trasmissioni si sono interrotte.. Ã¨ possibile che quello schianto sia stata effettivamente una deflagrazione"<br />
Una serie inintelligibile ed interminabile di insulti ed improperi in Tellarite dominÃ² la sala per un paio di minuti.<br />
"Contattate il Comando di Flotta della Federazione.. voglio parlare con l'Ammiraglio Guller! Massima prioritÃ ! Se Vulcano ha deciso di dichiarare guerra, Tellar Ã¨ pronto ad affrontarla!"<br />
"Signore forse Ã¨ il caso di trovare una soluzione pacifica, diamo tempo alla Atlantis di capire la situazione ed aggiornarci"<br />
"Non c'Ã¨ nulla da capire! Una stazione a guida Vulcaniana con un mix eterogeneo di razze spiava gli Andoriani che hanno giustamente reagito alla minaccia. Veniamo chiamati assieme ai Terrestri per indagare pacificamente e veniamo polverizzati dalla reazione Vulcaniana. L'ultima cosa che hanno registrato i sensori della Deter era o non era un vascello di classe Suurok Vulcaniano?"<br />
"Signor sÃ¬.. ma.."<br />
"Nessun ma! O Guller trova una soluzione o contatterÃ² gli emissari Andoriani e proporrÃ² loro un'alleanza contro questo atto di guerra da parte di Vulcano"<br />
<br />
<br /><b>Stazione non identificata 5 ottobre 2172 Ore 9:45 (Sala controllo)</b><br /><br />
L'esplosione della Deter aveva illuminato a giorno le paratie in fibra di vetro di quella che poteva essere considerata come la plancia della stazione.<br />
Nessuno dei due away team aveva la strumentazione necessaria o la possibilitÃ  di utilizzare i sensori della stazione per comprendere la gravitÃ  di quello che stavano vivendo.<br />
Eppure nessuno dei cinque pareva averne bisogno. <br />
La subitaneitÃ  dell'azione della nave vulcaniana, l'immediata deflagrazione della Deter e quello strano gioco di posizionamento fra la Atlantis e l'unitÃ  sconosciuta attaccante erano per tutti chiarissimi.<br />
Keyl imprecava mentalmente, mentre, da parte loro, i tre Tellariti stavano adoperando un ricchissimo ed interessantissimo dizionario di improperi, insulti e parolacce.<br />
Dorothea, invece, pareva vivere in uno dei suoi momenti di beata incoscienza.. come di noncuranza di ciÃ² che la circondava.. scherzosamente Alejandro l'aveva rinominata la sindrome di Thea o i cinque minuti di ordinaria follia della bionda.. non era il primo a prenderla in giro e non sarebbe stato l'ultimo.<br />
Ma lui l'amava.<br />
E lei amava lui.<br />
Forse proprio il pensiero recondito ed inconsapevole di dover far qualcosa per tentare di aiutare il compagno, l'avevano portata ad un'intensa attivitÃ  di videoscrittura ad un terminale.<br />
A vederla, sembrava una giovane impegnata in una chat per vari istanti.. mentre in altri, si fermava quasi a ragionare fra sÃ© e sÃ© a voce alta, ma non abbastanza per farsi sentire, capire o comprendere.<br />
Dopo una quindicina di minuti le scappÃ² un "Eureka" proprio mentre la Atlantis abbandonava il teatro d'operazioni.<br />
Nessuno le prestÃ² attenzione.<br />
Fu solo dopo che un fascio di luce, tipico di un teletrasporto, li stava avvolgendo, che il Comandante Keyl le formulÃ² la domanda relativa a cosa aveva scoperto.<br />
Lei lo guardÃ² come se non si ricordasse minimamente di cosa lui parlasse.<br />
Jonathan sollevÃ² lo sguardo al cielo, ma, proprio mentre i tre Tellariti si davano di gomito con fare preoccupato, ma ilare, che Dorothea rispose:<br />
"Ve l'ho detto come mai gli Andoriani pare abbiano attaccato, ma non abbiano analizzato nulla a bordo?"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Dorothea &amp;quot;Thea&amp;quot; Reis</author>
            <pubDate>Thu, 01 Nov 2018 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
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