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        <title>USS Pytheas Logs Feed</title>
        <description>I diari di bordo della USS Pytheas</description>
        <link>http://starfleetitaly.it</link>
        <lastBuildDate>Sat, 12 Sep 2026 10:09:48 +0200</lastBuildDate>
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            <title>07-08 Attacco a sorpresa</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Ceres - Sede centrale Congregazione Federale - 23/11/2396, ore 14.40</b><br /><br />
Dopo un lungo e inquietante silenzio il console Annunaki fece la domanda che avevano tutti in mente: "Chi?"<br />
E per dare forza alle parole appena pronunciate aggiunse: "Chi potrebbe aver rapito gli umani e portati dall'altro capo della Galassia?"<br />
"Potrebbe anche aver rapito altre razze e portate qui." Aggiunse il Console Natvel.<br />
"E soprattutto perchÃ©?" Aggiunse il capitano Bellamonte.<br />
"Non abbiamo queste risposte." Ammise Suri con la tipica calma Vulcaniana.<br />
"Nemmeno noi." Fu la sincera risposta del console Annunaki.<br />
Capendo che la conversazione stava deviando verso discorsi inconcludenti, il capitano Enizia cercÃ² di riportare il tutto verso una direzione piÃ¹ proficua e utile nell'immediato: "Ma la cosa importante ora Ã¨ l'incontro pacifico tra i nostri popoli."<br />
Il console Reticuli era dello stesso parere: "Concordo in pieno con voi capitano Enizia."<br />
"Possiamo dire di aver fatto un buon lavoro come capitano della Flotta Stellare quando un primo contatto avviene in questo modo." Aggiunse Suri.<br />
"Vorremmo conoscervi meglio e farvi conoscere meglio la nostra Federazione." Concluse Enizia.<br />
"Bene allora procediamo." Fu la risposta del Console Natvel.<br />
<br />
<br /><b>Cella detenzione G-4 angolo traditori - nel frattempo</b><br /><br />
Al contrario dei Federali, Antarr aveva avuto un'accoglienza decisamente poco amichevole. Identificata come l'inventrice del dispositivo di occultamento Kereven era diventata un prigioniero di importanza strategica.<br />
Non avevano perso tempo: appena il convoglio era arrivato sul pianeta l'avevano prontamente trasferita con una navetta e portata in un centro di detenzione per l'interrogatorio. A dire il vero le avevano fatto ben poche domande, anzi avevano impegnato il tempo a picchiarla e umiliarla cercando di spezzarla prima di chiederle qualunque cosa.<br />
<br />
Una forte scarica elettrica quasi letale l'aveva tormentata nell'ultima mezz'ora e il dolore accecante l'aveva fatta urlare fino a farla rimanere senza voce. Il respiro era affannoso, i muscoli indolenziti e le estremitÃ  doloranti. Mani poco gentili la rimisero in piedi facendola sedere su una scomoda sedia. Una forte luce la illuminava dall'alto impedendole di vedere oltre a 30 centimetri da lei. Improvvisamente un'ombra emerse dal buio e Antarr capÃ¬ che era pronta e a breve le avrebbero fatto la prima domanda.<br />
"Come ti chiami?" Chiese l'interrogatore.<br />
Antarr ancora dolorante e ferita ebbe appena la forza di alzare lo guardo e di cercare di mettere a fuoco con gli occhi l'interlocutore. Tuttavia riusciva a vedere a malapena una figura nera.<br />
"Come ti chiami?" L'inquisitore ripetÃ© la domanda con calma.<br />
Antarr cercÃ² di parlare ma il dolore e lo stordimento le fecero uscire dalla bocca solo una serie di suoni gutturali e incomprensibili.<br />
<br />
Poi, decisa a non farla vinta ai nemici, aggiunse: "Sapete chi sono..."<br />
Fece una lunga pausa cercando di rimettere assieme le parole:"Io... sono..." Una fitta di dolore la interruppe, poi, con tutto l'odio che aveva in corpo disse il suo nome.<br />
"Antarr..."<br />
Detto ciÃ² abbassÃ² la testa travolta dal dolore causato dalle scariche elettriche a cui l'avevano sottoposta.<br />
L'inquisitore sorrise soddisfatto ma Antarr non vide nulla.<br />
Dopo una breve pausa il carceriere riprese a parlare: "Parlami della nuova arma."<br />
Tutto l'orgoglio e tutta la fedeltÃ  al suo mondo si riattivarono e diedero nuova forza alla martoriata donna: Io non tradirÃ² mai il mio mondo."<br />
"E' meglio per te se collabori."<br />
"No..." Una fitta di dolore colpÃ¬ la donna ma che riuscÃ¬ ugualmente a parlare: "Non mi piegherete."<br />
"Questo lo vedremo." La figura si volse verso il buio dicendo: "Fatele fare un nuovo ciclo di cure."<br />
<br />
<br /><b>Nave stellare Kirrirrs della flotta d"assalto Kereven - 23/11/2396, ore 14.50</b><br /><br />
Il capitano Larring aveva di sicuro compiuto un gesto memorabile: entrare nel sistema Ceres senza essere visto fino a raggiungere l'orbita. Quest'azione gli sarebbe valsa in patria onori e gloria. Ma c'era un problema anzi due: la nave gemella era andata distrutta nello scontro contro quegli strani alieni i quali sembravano in grado di poterli rilevare anche se occultati.<br />
Un vero problema: non poteva attaccarli e non poteva nemmeno permettere che la loro tecnologia molto avanzata finisse nelle mani dei loro nemici. Avrebbe segnato la prematura fine del loro vantaggio tattico dell'occultamento.<br />
Da diverse ore aveva nascosto la sua nave in un punto lagrangiano e ridotto l'energia per cercare di ridurre al minimo le emissioni nel tentativo di rendersi invisibile ai sensori nemici. Non era certo della riuscita del suo piano perÃ² era pronto a giocarsi il tutto per tutto.<br />
"Le navi alieni tengono la posizione." Le parole dell'ufficiale tattico destarono il capitano Larring dai suoi pensieri.<br />
"Bene." Il capitano respirÃ² a lungo e chiese: "I rilevamenti dell'asteroide sono confermati?"<br />
L'ufficiale scientifico rispose: "SÃ¬ signore sull'asteroide sono presenti diversi cannoni al plasma e batterie per missili da attacco."<br />
Larring sorrise dicendo: "Bene procediamo. Timoniere avanti piano non facciamoci scoprire."<br />
<br />
<br /><b>Continente sud occidentale di Ceres - 23/11/2396, ore 14.55</b><br /><br />
Kariin aveva chiesto di essere sbarcato. Avevano accolto quasi subito la sua richiesta. Le autoritÃ  civili e militari gli avevano fatto poche domande riguardo l'incidente del mercantile per poi congedarlo e chiedendogli di rimanere a disposizione.<br />
<br />
Finalmente solo e attaccato da un turbinio di pensieri si stava dirigendo a casa. Come avrebbe potuto dire alla sua gente e alla sua famiglia che il loro mondo non gli apparteneva? Come poteva dire loro di credere a quegli alieni dall'altra parte della galassia?<br />
D'improvviso vide in lontananza una figura che si sbracciava per chiamarlo. La riconobbe era sua madre. Con un breve sospiro le si avvicinÃ² pronto a raccontarle quella strana storia.<br />
<br />
<br /><b>Uss Baffin plancia - 23/11/2396, ore 15.15</b><br /><br />
La situazione in plancia era tranquilla la Baffin assieme alla Curie stavano orbitando attorno al pianeta e gli ufficiali erano impegnati in attivitÃ  manutentivi, analisi dei dati e esplorazione di quello strano sistema stellare saturo di radiazione protoniche.<br />
Nurrel era al tattico impegnato a cercare di scoprire la posizione della nave Kereven di cui avevano perso le tracce appena entrati in orbita. La probabilitÃ  che la Kirrirrs si trovasse ancora in zona era molto remota tuttavia alcuni strani rilevamenti di echi l'avevano messo in guardia.<br />
Poco distante da lui il tenente comandante Fuentes, che era salita sulla Baffin per ispezionare delle attrezzature mediche, le disse: "Guardi qui."<br />
Nurrel si voltÃ² e vide la dottoressa armeggiare con una consolle scientifica assieme al tenente Wllis.<br />
"Che cosa state facendo?" Chiese Alexandros.<br />
"L'abbiamo trovata." SpiegÃ² l'ufficiale scientifico in seconda il tenente Wllis.<br />
"Chi?"<br />
"La dottoressa Antarr." SpiegÃ² Luz per poi aggiungere: "Dai dati sembra che la sitano torturando."<br />
"Ah." Nurrel sapeva che non potevano intervenire per la Prima Direttiva ma d'altronde la tortura non era una cosa da prendere alla leggera.<br />
"Non mi piace." Fu il commento di Luz.<br />
"Meglio avvertire il capit..."Un allarme si accese dalla postazione di Nurrel.<br />
"Ci stanno sparando addosso?" EsclamÃ² il tattico mentre alzava gli scudi.<br />
Davanti a loro il tenente Payton attivÃ² i motori per un azione evasiva ma il primo colpo centrÃ² in pieno la nave.<br />
<br />
<br /><b>Nave stellare Kirrirrs della flotta d"assalto Kereven - 23/11/2396, ore 15.17</b><br /><br />
Larring era pieno d'orgoglio per il suo equipaggio. Grazie alle preziose informazioni dei loro servizi segreti una sua squadra di ingegneri aveva facilmente preso il controllo di un installazione di difesa planetaria di Ceres. Era stato facilissimo forse nessuno della Congregazione Federale aveva mai pensato che una nave potesse avvicinarsi cosÃ¬ alle difese planetarie. Questa leggerezza gli aveva permesso di avere un importantissimo vantaggio contro i suoi nemici.<br />
<br />
Sul monitor vedeva i primi missili nucleari partire verso le due navi della Flotta Stallare e i cannoni al plasma eseguire un fortissimo fuoco di sbarramento.<br />
Ora era il suo turno: avrebbe dato loro il colpo di grazia con la sua nave e sarebbe tornato in patria come un eroe.<br />
<br />
"A tutte le postazioni condizione d'attacco tutta l'energia alle armi... fuoco!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Alexandros Nurell<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alexandros Nurell</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 22 Aug 2017 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-07 Incontri ravvicinati del IV tipo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Curie - 20/11/2396, ore 10.30</b><br /><br />
=^=Vizzini a Plancia!=^=<br />
"Mi dica Signor Vizzini, novitÃ  sui motori della Galintius?" rispose Suri seduta tranquillamente sulla poltrona di comando.<br />
=^=Qui Ã¨ un macello. Abbiamo ripristinato tutto, ma ci sono alcuni danni a parti che sembrano importanti e che non possono essere replicate. Suggerirei di compiere piccoli salti di non piÃ¹ di dieci minuti e a massimo curvatura cinque... altrimenti non posso promettere che questa bagnarola arrivi a Ceres intatta.=^=<br />
=^=Signor Vizzini! Le spiace? Questa Ã¨ la mia nave, non la chiami bagnarola per cortesia!=^= Si intromise il Capitano Bellamonte che si trovava di fianco a lui.<br />
=^=Scusi...=^=<br />
"Ho capito comunque il senso, Signor Vizzini. Torni pure sulla Curie. Capitano Bellamonte, non si preoccupi, non abbiamo nessuna fretta." Intervenne Pierce con un sorriso.<br />
"Tempo previsto per l'arrivo?" chiese il Capitano della Curie guardando il timoniere.<br />
"Seguendo le specifiche di viaggio del Comandante Vizzini: due giorni e dieci ore all'arrivo su Ceres."<br />
=^=E i nostri amici cosa stanno facenso?=^= chiese Bellamonte.<br />
"Signor Jenkins?" chiese Suri al tattico.<br />
"La nave kereven continua a seguirci in occultamento signore." Rispose la donna.<br />
"Beh, visto che dobbiamo passeggiare - si intromise di nuovo il Primo Ufficiale - facciamolo come si deve... Capitano Bellamonte che ne dice di visitare un lago del mio pianeta natale?"<br />
=^=Cos'Ã¨ un lago?=^= chiese il natvel piegando la testa di lato incuriosito.<br />
"Oh... credo che rimarrÃ  molto sorpreso..." rispose Pierce con un sorriso.<br />
  <br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggi - Contemporaneamente.</b><br /><br />
"Kariin potrebbe essere un po' troppo ligio al dovere e suggerisco di tenerlo fuori, direi che possiamo decidere noi soli un piano per portare via questo... replicatore." Propose Sim guardando gli altri.<br />
"Non possiamo smontare questo?" Disse Lex indicando il replicatore presente nella stanza.<br />
"Si bravo, cosÃ¬ poi sapranno che siamo stati noi!" EsclamÃ² Amos dando uno scappellotto al collega. "Approposito, dov'Ã¨ Nyomi?"<br />
"Al bar. Dice che non gli importa dei replicatori o di altro ormai." CommentÃ² Lex con una scrollata di spalle.<br />
"Ancora con la storia dei cloni?" DomandÃ² Sim esasperato. "Comunque basta chiedere: computer, quanti alloggi liberi ci sono su questa nave?"<br />
 <br />
=^=Sulla nave al momento ci sono 50 alloggi liberi fra appartamenti riservati ai VIP e alloggi uguali a quello dove risiedete in questo momento.=^=<br />
 <br />
"Perfetto! E' possibile visitarne uno?" chiese il medico sfregandosi le mani.<br />
 <br />
=^=InvierÃ² immediatamente una richiesta alla sicurezza per sbloccare i codici delle porte.=^=<br />
 <br />
"NO!" Gridarono in simultanea i tre aspiranti ladri alzandosi in piedi.<br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Bar di prora - Contemporaneamente.</b><br /><br />
"Dev'essere un mondo duro il vostro." La voce tranquilla del Consigliere della Baffin colse di sorpresa Nyomi intenta a guardare le stelle attraverso le vetrate del bar.<br />
"Mi scusi, non l'avevo vista arrivare... si Ã¨ un posto davvero duro." rispose lei guardando il bicchiere d'acqua che tenava in mano.<br />
"C'Ã¨ qualche problema?" Chiese Appel avvicinandosi a lei.<br />
"Solo brutti pensieri... e poca voglia di tornare di nuovo a casa."<br />
"Vuole parlarmene? Sa, il mio mestiere su questa nave Ã¨ proprio quello di ascoltare i brutti pensieri. Sono il Consigliere Appel a proposito."<br />
"Uno strizzacervelli? Forse mi servirebbe piÃ¹ un prete." Rispose Nyomi senza smettere di guardare il pianeta.<br />
"Addirittura un prete? Mi faccia indovinare: pensa di essersi dimenticata l'anima da qualche parte?" Chiese l'uomo che conosceva bene le paure di chi usava il teletrasporto per la prima volta.<br />
 <br />
Nyomi si voltÃ² sorpresa e il colore della sua pelle si accentuÃ². "Pensa che sia pazza a pensare che la mia anima sia rimasta nel punto dove il mio corpo era prima di essere teletrasortato?"<br />
"Affatto... questa Ã¨ un argomento che i teologi di molti mondi ancora discutono. Se posso vorrei darne la mia versione, o meglio quello che il prete della mia parrocchia mi disse quando ero bambino."<br />
Nyomi fece un cenno con la testa interessata.<br />
"Lui mi diceva che l'anima non Ã¨ una scintilla nascosta in qualche parte del nostro corpo, l'anima Ã¨ l'energia che mantiene vivo tutto ciÃ² che siamo. I nostri pensieri, i nostri desideri, il sangue che circola nelle nostre vene e i muscoli che lavorano. La vita che ci pervade e che ci fa andare avanti, Ã¨ questa la nostra anima. Mi sono sempre attenuto a questo pensiero, e quindi, finchÃ¨ il mio cuore batterÃ  e il mio stomaco lavorerÃ  come deve: per me sarÃ² ancora in possesso della mia anima." TerminÃ² Louis battendosi una mano sulla pancia prominente.<br />
 <br />
Nyomi non disse niente, ma seppur ancora pensierosa, sembrÃ² piÃ¹ rilassata. CosÃ¬ il Consigliere della Baffin continuÃ² a parlarle.<br />
 <br />
<br /><b>Curie - Plancia - 21/11/2396, ore 14.40</b><br /><br />
"Capitano, i sensori a lungo raggio stanno analizzando il sistema di Ceres" disse l'ufficiale scientifico.<br />
"Qualcosa di particolare?" cheise Suri all'apparenza disinteressata.<br />
"Ricevo molte letture anomale. L'intero sistema Ã¨ saturo di protoni... siamo ancora molto lontani e non ne posso essere certo, ma il pianeta sembra essere una pezzo di roccia che fluttua nello spazio... sembra un enorme asteroide a stento vivibile. La bassa rotazione rende la gravitÃ  quasi nulla. Direi un pianeta di Classe L, ma avrÃ² maggiori informazioni via via che ci avviciniamo."<br />
"Protoni... cosa potrebbe aver provocato un cosÃ¬ grande accumulo di protoni?" chiese la vulcaniana con il suo consueto tono distaccato.<br />
"Non posso ancora dirlo, ma posso dirle che qualsiasi cosa sia successa Ã¨ accaduta minimo mille anni fa. Il decadimento dei protoni Ã¨ quasi nullo, sebbene costante, e quindi mi Ã¨ possibile calcolare il periodo esatto dell'evento."<br />
"Informi il comandante Sorin sulla Baffin e fatemi sapere cosa scoprite."<br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggi - Contemporaneamente.</b><br /><br />
"Ok. Non c'Ã¨ modo di entrare negli appartamenti senza scatenare la sicurezza." disse Sim passeggiando avanti e indiestro nella stanza.<br />
"Potremmo andare in un magazzino? Magari hanno pezzi di ricambio oppure replicatori interi." Propose Lex poco convinto.<br />
"Non riusciamo ad entrare in una stanza, figuriamoci entrare in un magazzino. Io non so nemmeno come smontarlo quel coso. Ho provato a guardare questo qui, ma servono strumenti adatti." BorbottÃ² Amos.<br />
"Forse possiamo contraffarre un ordine della fureria della nave per fare in modo che un replicatore possa essere consegnato sul pianeta." Propose Lex.<br />
"Certo, buona idea! Che moduli servono? Hanno dei moduli o fanno tutto a voce? E a chi dobbiamo consegnarlo?" sbraitÃ² Amos cercando di dargli l'ennesimo schiaffo sulla nuca.<br />
"E che ne so io?! Stavo facendo delle proposte!"<br />
"Rinunciate all'idea - borbottÃ² Nyomi intenta a guardare le stelle fuori della finestra dell'alloggio - questa gente Ã¨ troppo avanzata tecnologicamente. Non riuscirete mai a rubare un replicatore. E poi l'avete visto il Capo della Sicurezza?"<br />
"Quello mi mette i brividi..." commentÃ² Sim.<br />
 <br />
La porta dell'alloggio emise un trillo e tutti si voltarono all'unisono come bambini beccati con le mani nella marmellata.<br />
 <br />
"Avanti..." disse il medico natvel.<br />
 <br />
La porta si aprÃ¬ con un sibilo e la minacciosa figura di Volkoff si stagliÃ² sull'ingresso. I Natvel indietreggiarono.<br />
"Non abbiamo fatto niente! Giuro!" balbettÃ² Lex guadagnandosi un'occhiataccia da Amos.<br />
"Non lo metto in dubbio... mi chiedevo se vi andava di vedere una cosa interessante." esclamÃ² il Consigliere Appel facendo capolino "Alcuni di voi hanno proprio bisogno di svagarsi." <br />
 <br />
Il gruppo seguÃ¬ il consigliere lungo i corridoi della nave seguiti dall'immensa mole del Capo della Sicurezza, alla fine furono condotti all'interno di una grande sala nera con un reticolo giallo lungo tutte le pareti e il pavimento.<br />
 <br />
"Qualche suggerimento signor Volkoff?" chiese Appel<br />
"Monte Belukha in Siberia!" propose il russo con un sorriso.<br />
"Andremo un'altra volta alla sua baita a venti gradi sotto zero. Pensavo a qualcosa di piÃ¹ rilassante e caldo per i nostri ospiti."<br />
"Andiamo sul classico allora... Computer, Resort 'Chia Laguna', Risa!"<br />
 <br />
La stanza cambiÃ², i Natvel lanciarono uno strillo di sorpresa nel ritrovarsi in un grande appartamento. <br />
"Cosa... cosa..." balbettÃ² Amos guardandosi attorno.<br />
"State tranquilli... ci troviamo in una simulazione. Un gioco, se cosÃ¬ si puÃ² dire. Non ci siamo mossi dalla stanza."<br />
"Tutto questo non Ã¨ reale?" chiese Sim sollevando un frutto da un cestino sul tavolo.<br />
"Si e no... funziona un po' come i replicatori. Il computer riproduce gli oggetti della stanza rendendoli solidi, ma solo all'interno di questa stanza. Ve lo mostro..." rispose Appel prendendo il frutto dalle mani del Natvel "Computer porta!"<br />
 <br />
La porta apparve con un tremolio e poi si aprÃ¬ con un sibilo, il consigliere lanciÃ² il frutto attraverso la porta e questo sparÃ¬ prima di toccare terra.<br />
 <br />
"Naturalmente si puÃ² richiedere al computer di produrre cibo reale, cosÃ¬ da poter mangiare durante la simulazione."<br />
"Ci ha portato qui per mostrarci una camera?" chiese Lex incupito.<br />
"No..." balbettÃ² Nyomi che come di consueto si era avvicinata alle finestre "Volevano mostrarci questo..." <br />
 <br />
La donna aprÃ¬ le porte finestre e davanti a loro, l'oceano cristallino di Risa, mostrÃ² tutto il suo splendore.<br />
 <br />
"Per gli dei..." commentÃ² qualcuno non meglio precisato mentre Nyomi piangeva per la commozione.<br />
 <br />
"Fa caldo..." si lamentÃ² Volkoff guadagnandosi una gomitata dall'amico.<br />
 <br />
<br /><b>Ceres - Sede centrale Congregazione Federale - 23/11/2396, ore 12.10</b><br /><br />
"Mi scuso per il ritardo Console Villenora, ma la mia nave non era in condizioni di viaggiare a curvatura elevata per i danni riportati." Si scusÃ² il Capitano Bellamonte all'indirizzo di una donna con dei capelli simili alle spine di un istrice e la pelle maculata.<br />
"Non si scusi Capitano, ha fatto piÃ¹ che abbastanza. Farmi attendere non Ã¨ certo un problema per il quale scusarsi. Voi dovete essere i Capitani Suri ed Enizia della... Flotta Stellare?"<br />
"Esatto Console. E questi sono i nostri secondi in comando: il Comandante Pierce e il Comandante Thurax." Rispose Suri<br />
"Mi scusi la domanda, ma sui vostri mondi comandano le femmine?" Chiese ancora il Console interessata.<br />
"No Console, ci sono pari opportunitÃ  per ambo i sessi. E' solo un caso che i due Capitani di questo convoglio siano entrambi di sesso femminile." Rispose il Comandante Thurax con un sorriso.<br />
"Sul nostro mondo sono le femmine a gestire il popolo, dobbiamo imparare tanto di entrambe le federazioni... trovo questa cosa estremamente eccitante!" CommentÃ² il Console mentre le spine sulla testa vibravano. "Lei, comandante Thurax Ã¨ disponibile all'accoppiamento?" Chiese di nuovo senza nessuno scrupolo.<br />
"Come scusi?" Belland rimase basito dalla domanda.<br />
"Mi perdoni Comandante, i Siliani sono una razza estremamente... passionale. Per loro l'accoppiamento Ã¨ come un 'prendere il tÃ¨ fra amici'" si intromise Bellamonte "Console, ma non ho avuto la possibilitÃ  di spiegare gli usi e i costumi dei nostri popoli e io stesso non conosco i loro. Non vorrei che certe pratiche siano considerate tabÃ¹ o altro."<br />
"Tranquillo Capitano, non mi sono per niente offeso - sorrise il trill - anzi sono onorato della proposta, ma sono impegnato e sul nostro mondo le femmine strappano gli organi vitali ai maschi che prendono alla leggera il rapporto. Metaforicamente parlando s'intende!" SpiegÃ² subito per evitare eventuali fraintendimenti.<br />
 <br />
"Prego, vi abbiamo fatto preparare un ringresco con i nostri piatti tipici. Potremmo parlare anche con gli altri Consoli e non vi terrÃ² tutti per me." Propose Villenora con un gesto della mano e un sorriso all'indirizzo del Trill.<br />
 <br />
<br /><b>Ceres - Sede centrale Congregazione Federale - 23/11/2396, ore 14.40</b><br /><br />
"E cosÃ¬ siete interessati a quella piccola percentuale della nostra popolazione che assomiglia ai vostri... umani." DomandÃ² il Console Natvel.<br />
"Esattamente." ConfermÃ² Pierce.<br />
"Non credo che riuscirete a trovare niente, nemmeno nei nostri archivi storici. Io stesso ci ho provato una volta, ma la presenza degli umani risale a molto prima dei nostri registri. E si parla almeno di un migliaio di anni... comunque avrete accesso ai nostri archivi, ho fatto predisporre degli accessi."<br />
"La ringrazio console." Rispose Enizia.<br />
"Purtroppo gran parte della storia Natvel Ã¨ andata perduta dopo un non meglio precisato cataclisma quasi 1500 anni fa. Non ne conosciamo nemmeno la natura." TerminÃ² il Console Natvel.<br />
"Forse possiamo darvi noi una spiegazione. - propose Suri prendendo la parola - Dalle nostre analisi, fino a circa 2000 anni fa, in questo settore di spazio esisteva un tunnel spaziale stabile."<br />
"Cosa sarebbe?" chiese il Console Anunnaki volgendo le antenne simili a quelle di un'aragosta verso la vulcaniana.<br />
"Un tunnel spaziale, come la Flotta Stellare ha imparato per esperienza diretta, Ã¨ una sorta di ponte o cunicolo subspaziale in grado di collegare due punti dello spazio-tempo 'normale', distanti anche milioni di anni luce.<br />
 In generale, i tunnel spaziali sono fenomeni naturali che si manifestano nella Galassia. Sfortunatamente, sebbene siano a tutti gli effetti dei veri passaggi, i punti di partenza e di arrivo dei tunnel spaziali naturali scoperti prima del 2369 si sono sempre dimostrati instabili nello spazio e nel tempo. Di conseguenza, essi costituiscono un biglietto di sola andata. Ma esistono anche dei tunnel spaziali stabili, uno di essi Ã¨ presente nel nostro quadrante." SpiegÃ² Suri.<br />
"E questo cosa avrebbe a che fare con l'evento che ha quasi distrutto i Natvel?" chiese il Console dei Reticuli.<br />
"Secondo il nostro ufficiale scientifico, esisteva un altro tunnel molto vicino a Ceres, ma per qualche motivo Ã¨ collassato. La sua distruzione ha scatenato una tempesta di protoni che ha saturato l'intero sistema... credo che le condizioni del pianeta siano dovute a questo evento." TerminÃ² Suri.<br />
"Avete risolto uno dei grandi misteri della nostra Congregazione... nessuno dei pianeti affiliati era riuscito a comprendere cosa fosse successo." <br />
"Ci siamo riusciti solo perchÃ¨ abbiamo avuto modo di fare un raffronto." CommentÃ² Enizia.<br />
"E' possibile sapere dove fosse l'altra estremitÃ  del tunnel?" Chiese Villenora.<br />
"Sarebbe impossibile, ma abbiamo un sospetto: nel quadrante gamma, non molto distante dalla Terra, esiste una stella di neutroni il cui nome Ã¨ solo un codice numerico. Riteniamo che sia nata dal collasso del Tunnel Spaziale."<br />
"Cosa vi fa pensare che sia quella l'uscita?" DomandÃ² Bellamonte.<br />
"Logica, Capitano Bellamonte. La presenza di un tunnel spaziale vicino alla Terra spiegherebbe come alcuni esseri umani possano essere adesso su Ceres."<br />
"Non spiega molto invece..." sospirÃ² il Console Natvel confuso.<br />
"Sul nostro mondo - intervenne Pierce - c'erano antiche storie di vascelli volanti chiamati UFO e di rapimenti alieni a scopo di studio... crediamo che gli umani sul vostro mondo siano i discendenti di quegli uomini."<br />
 <br />
Nella sala calÃ² il silenzio.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 27 Jul 2017 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-06 Inganno o veritÃ </title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>17/11/2396 - USS Curie - Infermeria ore 20.15</b><br /><br />
La situazione al momento era stazionaria: la nave Kereven occultata si limitava ad osservare la situazione senza dare segni di nervosismo e i lavori di riparazione sulla Galintus erano quasi terminati. Ancora un paio d'ore e poi avrebbero potuto prendere il cammino verso Ceres, il loro pianeta principale. LÃ¬ Suri ed Enizia volevano instaurare dei rapporti diplomatici con la Congregazione e, ma su questo erano in disaccordo, cercare una mediazione con Kereven.<br />
La Dottoressa Fuentes, nel suo ufficio, stava studiando i dati sugli esami eseguiti da Maurian sull'umano nativo di Natvel, per provare a togliere qualche velo su quel mistero, quando il volto sorridente di suo marito fece capolino dalla porta.<br />
"Ola Luz!"<br />
"Tommy... tutto bene?" chiese la donna, conscia del fatto che la presenza del primo Ufficiale in plancia in situazioni d'emergenza era prioritaria.<br />
"SÃ¬, sÃ¬. La fuori sembra tutto tranquillo, cosÃ¬ mi sono preso un po' di tempo per mangiare qualcosa. Riesci a farmi compagnia?" <br />
"Volentieri!" rispose Luz alzandosi e andandolo ad abbracciare " una piccola distrazione magari m'aiuterÃ  a capire qualcosa in questa strana storia di terrestri a questa distanza dalla Terra."<br />
" E' davvero misterioso questo fatto. Hai scoperto Qualcosa?" le chiese Pierce uscendo dall'infermeria.<br />
"Ho stabilito che Kariin discende da un ceppo amerindo, collocabile nella zona del sud del Messico e risalente a duemila anni fa circa: dirti come hanno fatto degli umani di quel periodo ad arrivare in questa zona della galassia, Ã¨ un altro paio di maniche!"<br />
"Timeran spera che una volta arrivati su Ceres, si possano trovare dati piÃ¹ accurati, perchÃ© nei file messi a disposizione da Bellamonte non ha trovato nessun riferimento alla loro origine."<br />
<br />
<br /><b>17/11/2396 - USS Baffin - Plancia ore 22.40</b><br /><br />
Enizia era seduta al suo posto e tutti gli Ufficiali Superiori erano al loro posto: stavano per muoversi e, non sapendo come si sarebbero comportati i Kereven, preferivano tenere alta la guardia, pronti ad anticipare ogni loro mossa. <br />
"Enizia a Bellamonte: quando vuole Capitano, noi siamo pronti a scortarla a casa."<br />
"Grazie Capitano Enizia, il viaggio verso Ceres sarÃ  piÃ¹ sicuro in vostra compagnia. Ho provveduto ad informare il Primo Mastro della Congrega della vostra presenza e dell'aiuto che ci avete offerto in questo frangente. Mi ha autorizzato a dirvi che siete attesi con grande impazienza."<br />
"Molto bene. Ringrazi il Primo Mastro da parte nostra e ci faccia strada!" rispose Enizia.<br />
Chiuso il collegamento Nurrell si girÃ² verso il suo Capitano "Speriamo che siano davvero amichevoli come Bellamonte sembra essere, non vorrei infilarmi nella bocca del leone."<br />
"Una volta arrivati a destinazione stia sul chi vive e si coordini con la Curie: al primo segnale che le cose sono diverse da come sembrano, voglio lasciare il loro spazio il piÃ¹ velocemente possibile."<br />
<br />
<br /><b>Nave Kirris - contemporaneamente</b><br /><br />
"Signore si stanno preparando a partire: Cosa facciamo?"<br />
"Li seguiamo. L'occultamento tiene, quindi si tenga a distanza , ma non perdiamoli di vista. PuÃ² darsi che ci capiti un'occasione per impossessarci della tecnologia di questi alieni. Ci consentirebbe un ritorno in grande stile!" ordinÃ² Larring con un ghigno compiaciuto.<br />
<br />
<br /><b>Nave Galintus - cella di detenzione 1- ore 23.20</b><br /><br />
Antarr era sdraiata sulla brandina della cella: la testa non le doleva piÃ¹, le cure di quegli strani esseri erano state portentose. Tutti i suoi compagni, salvati insieme a lei stavano bene, ed erano detenuti nelle altre celle vicino alla sua. SentÃ¬ un fruscio venire dalla porta, che si aprÃ¬ lasciando entrare un Natvel, dai cui gradi sull'uniforme, capÃ¬ che doveva essere il Capitano. Non si disturbÃ² ad alzarsi.<br />
Bellamonte rimase vicino all'ingresso della cella, come se temesse un'aggressione da parte della prigioniera.<br />
"Non pensavo che la mia fortuna arrivasse a tanto: addirittura la scopritrice dell'occultamento Ã¨ caduta nelle mie mani."<br />
"Non ti servirÃ² a molto Natvel, perchÃ© preferisco morire che tradire Kereven." rispose Antarr fissandolo con occhi carichi di rabbia.<br />
"Il tipico carattere indomito di Kereven! Ma non credere di essere cosÃ¬ importante sai! L'arrivo fortuito di questi nuovi giocatori sulla scacchiera, probabilmente renderÃ  inutile la tua brillante invenzione. Mi Ã¨ dispiaciuto perdere Mallinguo, ma l'esplosione che ha causato la distruzione del vostro laboratorio segreto e la sua morte, ha attirato l'attenzione dei nostri nuovi amici, quindi tutto sommato non Ã¨ stata una perdita inutile. E comunque ha assolto al suo compito: o rubare il progetto del dispositivo o distruggerlo. Se non vuole darci lei le informazioni a riguardo, prenderemo direttamente la sua creazione dalla nave Kereven che ci sta seguendo e che le potenti navi della Federazione riescono comunque ad individuare."<br />
"Mallinguo? Era una spia? Temevamo la presenza di sabotatori, ma non avrei mai creduto che proprio lui potesse essere un traditore." <br />
"Sa a volte ci sono offerte  impossibile da rifiutare!"<br />
"Quando i vostri nuovi amici capiranno chi siete veramente, non so se saranno disposti ad aiutarvi!" disse Antarr alzandosi e guardandolo con aria di sfida.<br />
"PerchÃ© chi siamo noi ? Noi siamo le vittime, siete voi che ci avete attaccati!"<br />
"Maledetto!" urlÃ² la femmina lanciandosi contro Bellamonte, ma il Capitano della Galintus era giÃ  uscito dalla stanza e ad Antarr non restÃ² che scagliarsi con calci e pugni contro una porta chiusa.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Luz Fuentes<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Luz Fuentes</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 17 Jul 2017 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-05 Piccole scoperte</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Nave stellare Kirrirrs - plancia - 17/11/2396 12:32</b><br /><br />
Le luminarie erano appena state assorbite dal nero dello spazio profondo, congelando per diventare inutili scorie proiettate nel campo di asteroidi. Il capitano Larring abbassÃ² la mano con la quale istintivamente si era protetto dal bagliore dell'esplosione della Feront. Aveva gli occhi umidi, ma non gli importava che gli uomini in plancia se ne accorgessero o meno. <br />
Il capitano della Feront doveva fare in modo che il dispositivo non finisse in mano al nemico. Tutto giusto, tutto corretto, tutto secondo le regole. Fuori carattere per un uomo come Siaminar, che aveva sempre guardato alle regole con ironia e distacco. Alla fine, perÃ², le aveva rispettate. Proprio alla fine.<br />
Larring si alzÃ² in piedi, con lentezza e determinazione, irrigidendosi in un saluto allo schermo centrale che inquadrava le navi nemiche al di lÃ  della nube di gas e detriti che era stata la Gemma di Kerent. LanciÃ² uno sguardo severo all'intorno, e con un momento di troppo di ritardo gli uomini di turno in plancia si alzarono a loro volta dalle loro postazioni, per salutare il sacrificio del capitano Siaminar. <br />
"Eri un giocatore, Siaminar - scandÃ¬ a voce alta, con le mani tese verso lo schermo - Sapevi che la vita a volte serve pessime carte, con le quali dobbiamo fare i conti. Non meritavi di finire cosÃ¬, nÃ© tu nÃ© quelli dei tuoi uomini che ti sono stati accanto negli ultimi istanti, ma hai fatto il tuo dovere fino all'ultimo. Kereven te ne sarÃ  grata."<br />
LasciÃ² che le parole galleggiassero per qualche istante nell'atmosfera della plancia prima di abbassare le mani e tornare a sedersi. Gli uomini ripresero le loro postazioni con un sospiro che a lui parve di sollievo. Erano cosÃ¬ contenti che fosse toccato alla Feront e non a loro? <br />
AlzÃ² di nuovo lo sguardo verso lo schermo centrale, sentendo montare dentro di sÃ© una rabbia sorda. Le sagome delle navi aliene spiccavano sul nero del cielo. Era colpa loro se Siaminar era dovuto morire. Chi erano? Da dove venivano? PerchÃ© si erano messi di mezzo? Era stato un grave errore ingaggiare combattimento senza sapere esattamente con chi avevano a che fare, e non dubitava affatto che al Comando Centrale di Kereven questo errore sarebbe stato fatto pesare su di lui. <br />
"Signore?" - la voce esitante del timoniere ruppe il silenzio. <br />
"Cosa?" - ringhiÃ². <br />
Il timoniere deglutÃ¬:<br />
"Io-io volevo solo chiedere... Devo calcolare la rotta per Kereven, capitano?"<br />
Quello che era installato sulla sua nave era ormai l'ultimo prototipo del congegno strategico stealth. Quindi, la migliore rotta da seguire sarebbe stata quella di Kereven per mettere al sicuro il dispositivo, pensÃ² Larring. Nello stesso tempo, era quella che piÃ¹ gli ripugnava. <br />
Mezzo ciclo fa, avrebbe potuto farlo. Se la sua nave avesse ripreso la rotta anche solo mezzo ciclo prima, sarebbe stato accolto alla capitale del suo pianeta come il capitano che era intervenuto a proteggere la loro base spia e aveva distrutto un mercantile nemico. Adesso, era il capitano uscito sconfitto da uno scontro. Sentiva di non poter riprendere la rotta per Kereven, cosÃ¬, con Siaminar morto e la Feront distrutta. <br />
"No! - esclamÃ². Era come se qualcosa gli fosse esploso dentro - Il nostro dovere adesso Ã¨ scoprire chi sono i nuovi alleati della Congregazione di Natvel. Se sono cosÃ¬ forti, se hanno a disposizione tecnologie cosÃ¬ avanzate, Kereven deve saperlo... Dobbiamo sapere con chi abbiamo a che fare!"<br />
<br />
<br /><b>Nave stellare Gallintius - hangar navette - 17/11/2396 16:02</b><br /><br />
I feriti ed i prigionieri provenienti dalla Feront erano stati raccolti in un hangar navette della Galintius, trasformato provvisoriamente in area ospedale. L'hangar era stato diviso da un campo di forze - se ne vedeva lo scintillio che lo tradiva. Da una parte all'altra, Enizia poteva sentire grida, voci, proteste o lamenti in lingue che il traduttore universale non riusciva a interpretare. Da un lato del campo di forze erano stati confinati i Kereven giudicati abbastanza sani da poter essere un problema, sorvegliati da guardie armate. Due guardie armate seguivano anche lei, sia pure con il blando pretesto di accompagnarla nella nave da guerra. Bellamonte era stato chiaro: non doveva interrogare i prigionieri. <br />
Da quello che poteva vedere, i Kereven erano mediamente piÃ¹ bassi dei Natvel. Si trattava di bipedi dalla pelle granulosa, grandi occhi posti ai lati della testa ed una antenna cornea che seguiva la curvatura del capo. Due arti superiori muniti di tre dita prensili. PiÃ¹ di uno si avvicinÃ² alla barriera per guardarla passare, con occhi sbarrati dallo stupore o con uno sguardo carico di odio. <br />
I Kereven feriti erano invece stati distesi su brande da campo, accuditi da membri dell'equipaggio intervallati da guardie della sicurezza armate. In mezzo a loro, Enizia identificÃ² Luz Fuentes e due assistenti medici dell'equipaggio della Curie. Appel era piÃ¹ distante, in fondo all'hangar, apparentemente impegnato a trasportare dei feriti verso un'area allestita per operazioni. Per fortuna il capitano Bellamonte aveva accettato la loro offerta di cure mediche. <br />
I tre stavano medicando una Kereven con una larga ferita alla testa, dalla quale continuava ad uscire un denso umore verdastro, simile al sangue dei vulcaniani. PiÃ¹ in lÃ , Enizia vide passare tra le barelle Volkoff, accompagnato da un comandante Tynan con una espressione di intensa sofferenza in volto.<br />
Enizia attese che la dottoressa finisse di suturare la ferita prima di avvicinarsi:<br />
"Come procede?"<br />
La dottoressa accennÃ² alla sala:<br />
"Potrebbe andare peggio. Molte ferite lacero contuse, molte fratture, ma non ho ancora visto feriti di cui dover riservare la prognosi."<br />
"E il capitano Bellamonte?"<br />
"Gli ho ricucito la ferita prima di scendere qui ad occuparmi dei prigionieri, capitano - rispose Luz - L'ho dovuto medicare in plancia. Non voleva sentirne parlare di andare in infermeria. Non con una nave occultata ancora in giro in zona."<br />
La Kereven appena medicata ebbe un sussulto. Enizia sogghignÃ²:<br />
"Si, la stiamo monitorando. In questo momento il capitano dell'altra nave non sembra far niente a parte starsene acquattato tra le rocce di quel campo di asteroidi."<br />
"Non Ã¨ possibile! - esclamÃ² la donna - Il campo di smorzamento Ã¨ totale!"<br />
"Chi Ã¨ lei? Come si chiama?" - domandÃ² Luz<br />
"Antarr. Primo ingegnere tecnico a bordo della Scopuli"<br />
Enizia drizzÃ² le antenne:<br />
"La nave occultata che abbiamo colpito era la Feront. Dunque lei apparteneva all'altra nave, quella che era stata parzialmente camuffata da asteroide"<br />
La donna serrÃ² le labbra. Enizia resistette alla tentazione di chiamare Tynan, ma l'ufficiale scientifico si era giÃ  avvicinato, a guardare con intensitÃ  la donna distesa sulla barella. Dietro di loro, le guardie della sicurezza Natvel si stavano giÃ  agitando ed Enizia comprese che la sua permanenza a bordo non sarebbe durata ancora a lungo. Per distrarli, si avviÃ² docilmente in direzione dell'uscita dell'hangar. <br />
"Non siamo suoi nemici, Antarr - sentÃ¬ dire la dottoressa Fuentes alle sue spalle e si girÃ² - Siamo esploratori provenienti da un altro Quadrante. Non siamo qui per combattere guerre"<br />
Enizia vide Antarr alzare uno sguardo gelido verso l'umana:<br />
"Avete combattuto insieme ai Natvel. Questo vi qualifica come nemici, qualunque cosa diciate ora per discolparvi"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Curie - sala riunioni 1 - 17/11/2396 17:40</b><br /><br />
"Discolparvi? Ha detto cosÃ¬? - domandÃ² Suri - La nostra Ã¨ una missione esplorativa. Il nostro principale compito Ã¨ quello di instaurare relazioni diplomatiche, di amicizia con altri pianeti. L'ultima cosa che possiamo fare Ã¨ quella di trascinare la Federazione dei Pianeti Uniti in un conflitto locale nel profondo del Quadrante Delta"<br />
Enizia sospirÃ²:<br />
"Ne sono consapevole. E continuo a chiedermi se nelle circostanze in cui ci siamo trovate, avremmo potuto fare qualcosa di diverso."<br />
C'erano delle poltrone vuote nella sala riunioni uno. Il personale medico spedito a bordo della Galintius non era ancora tornato a bordo delle rispettive navi, mentre il navigatore Payton ed l'ingegnere Brown erano impegnati a non perdere di vista le tracce della nave occultata superstite. <br />
"Mi scusi, capitano - replicÃ² Nurell - Avremmo dovuto lasciare che le due navi occultate colpissero la Galintius? Il conto delle vittime dei Kereven Ã¨ giÃ  abbastanza alto con la distruzione di quel mercantile!"<br />
"Non possiamo neanche entrare brutalmente nel conflitto - disse Timeran Breel - Con la nostra tecnologia, scateneremmo uno squilibrio a favore dei Natvel. Inoltre, non conosciamo la storia di queste popolazioni... Anche se in effetti mi piacerebbe molto approfondirla"<br />
Suri comprese:<br />
"Soprattutto per quanto riguarda una certa minoranza, nativa dal nostro Quadrante?"<br />
Timmy assentÃ¬:<br />
"Col suo permesso, vorrei chiedere al capitano della Galintius l'autorizzazione ad accedere al loro database storico e culturale"<br />
Suri fece per replicare, ma fu interrotta dal suono della porta che si apriva alle sue spalle:<br />
"Comandante Tynan a rapporto, signore" - disse l'ufficiale scientifico della Curie. Dietro di lui, comparve la massa imponente del russo Volkoff.<br />
"Che cosa siete riusciti a scoprire?" - domandÃ² Suri, accennando ai due di sedersi al tavolo da riunioni. Il trill appariva provato. Timeran lo fissÃ² preoccupata. PiÃ¹ che sedersi, parve crollare sulla poltrona a lato del capitano. <br />
"Antarr, la donna con cui ha parlato anche lei, capitano - disse Tynan rivolgendosi ad Enizia - Ã¨ la scopritrice locale dell'occultamento. Lo ha perfezionato mentre stava lavorando su quella nave spia, la Scopuli, ed ha prodotto alcuni esemplari, due dei quali sono stati installati in via sperimentale su due navi militari Kereven."<br />
"Molto bene..."<br />
"Che cosa sia successo poi, non sono in grado di dirlo con precisione - continuÃ² Tynan -C'Ã¨ stato un incidente, questo Ã¨ sicuro... Ma non so di che tipo. Antarr, e tutti quelli che avevano presente la cosa nelle loro menti, pensavano ad un sabotaggio. Questo ha indotto il capitano della Feront e dell'altra nave a decidere prima l'evacuazione, quindi una sorta di trappola per cercare di stanare gli eventuali complici dei sabotatori"<br />
"Inutile dire che la trappola invece si Ã¨ chiusa sulla Sulaco e sul suo sventurato equipaggio" - aggiunse Volkoff, quindi il suo sguardo passÃ² dall'una all'altra dei due capitani:<br />
"Quanto di questo possiamo condividere con i Natvel?"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Baffin - Area alloggi 17/11/2396 17:40</b><br /><br />
Quella nave sembrava sterminata. Era scioccante ricordare gli eterni problemi della Sulaco, i suoi spazi angusti, e confrontarla con quella meraviglia lucida e perfetta. Aveva fatto il giro per tutto il corridoio, senza avvertire una sola variazione nella gravitÃ  artificiale. Fece istintivamente una smorfia, pensando alla gravitÃ  che veniva tenuta nel suo quartiere a Ceres. <br />
Lex si appoggiÃ² alla balaustra, godendosi la vista dello spazio dagli ampi oblÃ². AlzÃ² un dito, andando a sfiorare il campo di forze. ChissÃ  che tipo di comandi azionavano il timone. Avrebbe potuto scommettere che lÃ¬ i carrelli portaghiaccio non avevano bisogno delle spinte per funzionare... Quanto sarebbe piaciuta a Boone quella nave! <br />
E io che non volevo neanche fare parte della spedizione, pensÃ² Lex. <br />
Si staccÃ² dalla balaustra, tornando verso l'alloggio che gli era stato assegnato. AprÃ¬ la porta, e fu sorpreso di vedere Nyomi ed il dottore che lo stavano aspettando.<br />
"Ma dov'eri? Dobbiamo parlare!" - disse Sim. <br />
Nyomi si era appoggiata su una poltrona, con le lunghe gambe ripiegate. Guardava le stelle attraverso l'oblÃ², come lui aveva fatto poco prima. Non si era girata quando lui era entrato.<br />
"E di che cosa? Qui siamo prigionieri, anche se ci hanno trattato con tutti i riguardi - domandÃ² Lex - Vuoi fare una sessione di preghiera per i nostri compagni defunti? PerchÃ© questo Ã¨ piÃ¹ o meno il nostro spazio di manovra, finchÃ© siamo a bordo di questa nave."<br />
"Sarebbe una buona idea - disse Nyomi, senza voltarsi o muovere un muscolo - Pregare... Ma non per loro. Per noi, perchÃ© anche noi siamo morti"<br />
Sim la fissÃ² sorpreso:<br />
"Ma di che stai parlando? - domandÃ² - Sono io quello che compila gli atti di morte, ed il tuo non ricordo di averlo compilato. "<br />
"Ed io credo di essere molto vivo" - aggiunse Lex, avanzando per andarsi a sedere sul bordo del letto. Prima di sedersi, sfiorÃ² con un dito lo schienale metallico della poltroncina di Nyomi.<br />
"Credi... E' la parola giusta" - replicÃ² la donna. <br />
"Ma che ti prende?"<br />
Nyomi si girÃ², lentamente, a guardare Sim. Gli occhi della donna impressionarono Lex. Sembravano piÃ¹ grandi, profondi e neri di quanto fossero mai stati:<br />
"Il teletrasporto. Quella cosa che ci ha portato via dalla navetta C1 e ci ha fatto conoscere questa bella nave. Quando ci hanno consentito di uscire dai nostri alloggi, sono andata a guardare la piattaforma sulla quale ci siamo materializzati. PerchÃ© Ã¨ questo che fa, quella piattaforma: smaterializza e rimaterializza."<br />
"E allora?" - domandÃ² Lex.<br />
"Per tutti gli dei di Ceres, come fate a non capire? Non si possono spedire esseri viventi nello spazio. Si trasmettono informazioni! Solo informazioni... Quindi l'unica spiegazione Ã¨ che quel raggio ci abbia smaterializzati analizzandoci fino al livello molecolare, e quindi ci abbia ricostruito su quella piattaforma. Non siamo Lex o Nyomi. Siamo i cloni di Amos, Kariin, Lex, Sim e Nyomi. Ma i nostri veri noi stessi, sono morti. Sono stati distrutti da quel raggio."<br />
Sim la fissÃ² sbalordito:<br />
"E secondo te, la gente di questa nave... PerchÃ© loro usano il teletrasporto anche per loro stessi, li ho visti io... Userebbe abitualmente una macchina che li uccide e ricostruisce?"<br />
A Nyomi venne da ridere:<br />
"Che ne sappiamo noi, di questa gente? Magari credono in un dio che li riporta in vita. Magari non gli importa"<br />
"E' assurdo!" - esclamÃ² Lex.<br />
Sim scrollÃ² la testa:<br />
"Forse Ã¨ cosÃ¬. - disse Sim - Anche se fosse? Io sono io, con tutti i miei ricordi. Mia madre mi riconoscerÃ . La mia ex compagna non smetterÃ  di darmi il tormento solo perchÃ© sono un clone. "<br />
"Io non sono un clone! - protestÃ² Lex. AlzÃ² la parte alta della tuta - "Guarda, Nyomi, vedi qui?"<br />
Nyomi si girÃ², lentamente. I suoi occhi sembravano pozze oscure. Lex le prese la mano, la costrinse a passarla sul torace:<br />
"Qui c'Ã¨ la cicatrice che mi sono fatto durante il servizio militare, quando mi scoppiarono i comandi di navigazione della ferraglia che mi facevano pilotare. Nessun clone potrebbe essere costruito in maniera cosÃ¬ precisa!"<br />
Sim sbattÃ© la mano sul tavolo, facendolo sobbalzare:<br />
"Non me ne importa niente! Non vi ho cercati per discutere se siamo cloni o no! Se volessi una discussione di filosofia, chiamerei scuola e mi farei passare il mio vecchio professore!"<br />
Nyomi fece un gesto con la mano, come a dire: allora, accomodati. <br />
Il dottore si spostÃ² verso la parete dell'alloggio, dove si apriva la bocca di un macchinario che per precauzione Lex non aveva osato toccare. Premette un pulsante e ordinÃ²:<br />
"Acqua. Un bicchiere"<br />
Sulla parte inferiore, comparve un bicchiere azzurro. Sim lo prese, lo sollevÃ², quindi con un gesto calcolato lo rovesciÃ² per terra. Lex balzÃ² in piedi:<br />
"Ma che fai, sei pazzo? Lo dovremo ripagare!"<br />
Sim rise. Premette di nuovo il pulsante, quindi ordinÃ²:<br />
"Acqua. Una brocca!"<br />
Stavolta comparve un recipiente piÃ¹ grande. Sim lo prese, e glielo porse. Era acqua, senza dubbio, in una dose sufficiente per la giornata di un paio di lavoratori. Lex lo guardÃ² con gli occhi sbarrati, quindi guardÃ² Nyomi, che sembrava essere stata scossa dalla sua apatia. Nyomi si chinÃ² a bagnare le punte delle dita nell'acqua caduta per terra, le portÃ² alle labbra, quindi si alzÃ² e guardÃ² l'apparecchio. <br />
"C'Ã¨ una cosa identica a questa anche nell'alloggio che hanno assegnato a me, ma non avevo idea di che cosa fosse... Questa gente ha un erogatore in ogni singolo alloggio? Come fanno a trasportare tutta quest'acqua?"<br />
Sim sorrise:<br />
"Non Ã¨ un erogatore, Nyomi. Ho chiesto a uno dei membri dell'equipaggio che cosa fosse quell'apparecchio e lui me lo ha mostrato. Non so come funzioni, ma crea acqua e cibo. Capite? C'Ã¨ acqua a sufficienza per bere fino a scoppiare!"<br />
"Per tutti i..." - Lex fischiÃ² tra i denti.<br />
"Vi rendete conto di quello che vuol dire? - continuÃ² Sim - Se riuscissimo a scoprire come funziona, ad adattarla alla nostra tecnologia, vorrebbe dire niente piÃ¹ buoni per l'acqua. Vorrebbe dire niente piÃ¹ razionamenti, navi portaghiaccio, filtri per i liquami che non filtrano mai a sufficienza... Ceres avrebbe finito la sua lunga sete. E anche la fame, visto che potrebbe produrre acqua anche per le serre idroponiche."<br />
"...E ci renderebbe ricchissimi" - mormorÃ² Lex. Sim lo fissÃ²:<br />
"Veramente io pensavo al bene di Ceres..."<br />
"Ma certo, Ã¨ per il bene di Ceres! Ma noi diventeremmo ricchissimi facendo il bene di Ceres!" - rise Lex.<br />
"Non per spegnere gli entusiasmi - intervenne Nyomi - Ma come facciamo a portarci su Ceres uno di questi apparecchi? Non credo che ce li cederanno volentieri"<br />
"E allora? VorrÃ  dire che li ruberemo!" - rispose Sim. </JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 30 Jun 2017 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-04 Regole!</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Nave stellare Kirrirrs - plancia - 17/11/2396 10:50</b><br /><br />
La plancia era immersa nella penombra, il silenzio degli uomini era assoluto. Solo i volti concentrati erano visibili, rischiarati da sinistre luci azzurre e verdi. Le console illuminate delle varie postazioni vibravano e crepitavano. La tensione era papabile e cresceva ad ogni secondo. Le comunicazioni con la nave gemella erano state interrotte. Silenzio radio prima dell'attacco.<br />
"FUOCO!" <br />
Successe tutto in pochi secondi. Le due navi spararono contemporaneamente uscendo dall'occultamento che le proteggeva. Ognuna aveva un proprio bersaglio sullo scafo della Galintius ed entrambe lo centrarono. Gli uomini esultarono, scaricando rabbia e tensione nello stesso momento.<br />
"Obbiettivo centrato Capitano! Stiamo analizzando la nave per riscontrare i danni. "<br />
"Signore! Una delle navi sconosciute sta aprendo il fuoco contro di noi!" comunicÃ² il tattico, sgomento.<br />
"Manovre evasive timoniere. Ritirata! Comunichi al Capitano Soder di fare altrettanto." Il capitano Larring non ci pesÃ² due volte.<br />
Prima che potessero iniziare le manovre di allontanamento per riprendere l'occultamento la USS Baffin fece fuoco e colpÃ¬ i motori di una delle due navi. <br />
"Capitano Larring. La Feront Ã¨ stata colpita. I motori sono fuori uso. Non riusciranno ad allontanarsi: verranno catturati."<br />
"Non preoccupatevi il Capitano Siaminar sa il fatto suo. Allontaniamoci il piÃ¹ velocemente possibile."<br />
Il Capitano Larring era ben consapevole della pericolositÃ  della situazione e dei protocolli da adottare in queste situazioni. Il dispositivo non poteva cadere in mani nemiche e nessuno doveva sapere. Prima di agire perÃ² invio un messaggio in codice al quartier generaele. Quasi con rabbia digitÃ² un codice sulla console della sua postazione.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 17/11/2396 11:10</b><br /><br />
Fortunatamente, un istante prima che i siluri colpissero il nucleo di curvatura un bagliore azzurro aveva avvolto parzialmente la grande nave da battaglia Natvel.<br />
"Situazione!" disse Enizia rivolta al tattico.<br />
"Signore, l'estensione dei nostri scudi ha potuto proteggere solo parte dello scafo della Galintius. Rileviamo danni ingenti su molti ponti. Non ci sono, perÃ², tracce di perdite del nucleo."<br />
"Chiami Bellamonte! Aggiungete la Curie alla chiamata e avvertiteli  che ci sarÃ  da trasportare delle squadre di primo soccorso direttamente sulla Galintius. Tenete sotto controllo la nave nemica rimasta. Se si azzardano a caricare le armi sparate dei colpi di avvertimento."<br />
 "Capitano, la Galintius."<br />
Quando lo schermo si accese un giovane ufficiale ferito al volto in modo lieve si presentÃ². "Sono il Protettore Stellare  Saltodipalmo, il capitano Ã¨ stato ferito e non puÃ² parlare. Abbiamo subito delle perdite e registriamo gravi danni su tutta la nave."<br />
"Protettore Stellare per adesso non correte piÃ¹ pericolo," tentÃ² di rassicurare Enizia "le navi che vi hanno attaccato sono fuggite o sono state rese inoffensive. Se ce lo consentite siamo pronti ad inviare delle persone per soccorrere i feriti. Mettiamo a disposizione anche le nostre infermerie per curare i casi piÃ¹ gravi."<br />
"Grazie Signore, abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile. Attendiamo i vostri soccorsi."<br />
"Enizia a Capitano Suri."<br />
"Capitano, eravamo in ascolto. Stiamo giÃ  inviando delle squadre. A breve avremo i primi riscontri."<br />
"Grazie Capitano, mi tenga informata."<br />
"Signor Nurell, apra un canale con la nave rimasta. Ordini la resa immediata."<br />
"Non rispondono capitano."<br />
"Proporrei un gentile segnale di avvertimento, Signore." Propose Volkoff dalla sua postazione.<br />
"Proceda tenente." Disse Enizia.<br />
Un potente colpo di faser mancÃ², seppur di poco, la nave nemica.<br />
"Tenente, prima o poi finirÃ  che qualcuno si farÃ  male."<br />
Mentre il Tenente Volkoff faceva spallucce: "e tre... due... uno..."<br />
"Capitano ci chiamano dalla nave nemica." informÃ² l'addetto alle comunicazioni.<br />
"Sullo schermo!"<br />
"Sono il Capitano Siaminar della Feront, Gemma di Keren. Siamo pronti ad arrenderci."<br />
"Molto bene Capitano. Sono Enizia del clan Gishna Capitano della USS Baffin. Abbassate gli scudi e preparatevi all'abbordaggio." Chiuse la comunicazione.<br />
"Abbordaggio Capitano?" chiese Nurell alzando il sopracciglio della sua parte vulcaniana.<br />
"Una frase un po' romantica Comandante. Prima di agire volevo parlare con il Capitano Bellamonte, speriamo stia bene."<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria 1 - 17/11/2396 11:40</b><br /><br />
"Ha fatto benissimo capitano. Come nuovi amici della Congregazione non potete conoscere le nostre leggi e regole ma avete agito con coraggio e spirito di amicizia. Questo vi fa onore. Purtroppo perÃ² adesso non possiamo usare il teletrasporto per portare sulla Galintius i prigionieri. Dobbiamo usare una navetta e mandare il messaggio di 'arresto formale' della Congregazione. Altrimenti i vostri sforzi saranno stati inutili e saremmo costretti a liberare i nostri assalitori."<br />
"Mi faccia capire bene Capitano, se non seguiamo le vostre procedure non potremmo trattenere i prigionieri? Anche se ci hanno sparato addosso?"<br />
"Purtroppo Ã¨ cosÃ¬ Capitano Enizia. Hanno sparato alla Galintius e non alla Baffin e siamo nel nostro territorio. AhimÃ¨, questa Ã¨ la legge."<br />
"Potrebbe essere una trappola." AzzardÃ² il tenente Volkoff.<br />
"Ne sono consapevole Tenente e, mi creda, non sono per niente contento nel mandare i miei uomini su quella nave. Ma la legge..."<br />
Volkoff sapeva perfettamente il significato della parola "burocrazia". L'aveva dovuta affrontare tante e tante volte. Ogni tanto con le parole. Molto spesso con le armi. La memoria del ricordo era aspra con lui. Aveva perso dei cari compagni per colpa di questo nemico dalle sembianze amichevoli. Si era unito alla Federazione anche per scacciare questo serpente che comunque riusciva sempre a ritornare a morderlo. Sapeva che ogni arma era impotente contro di lui. Si piegavano i governi. Si piegavano gli uomini. Stava per allontanarsi disgustato e avvilito quando inaspettatamente un amico gli tese una mano.<br />
"Tenente!" lo incalzÃ² Bellamonte "questo strumento che chiamate teletrasporto Ã¨ veramente sbalorditivo. ChissÃ  quante vite avete salvato sul fil di lana." L'occhiata di Bellamonte a Volkoff fu sufficientemente eloquente per il russo.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 17/11/2396 12:30</b><br /><br />
Il piano era semplice e accontentava un po' tutti. Una navetta della Galintius era partita per prelevare gli ufficiali comandanti della nave nemica che sarebbero stati condotti a bordo e arrestati. Ogni uomo era stato dotato di un marker per l'aggancio al teletrasporto, nel caso di una trappola sarebbero tutti ritornati indietro in un lampo. <br />
Volkoff non pensava ad una trappola. La nave aveva tentato la fuga con manovre di disimpegno reali e i loro motori erano stati veramente colpiti. Temeva piÃ¹ che altro qualche colpo di mano dei prigionieri. <br />
La navetta stava ormai tornando con i prigionieri quando Nurell spezzÃ² il silenzio della plancia. "Capitano! Rileviamo un comportamento anomalo dei sistemi di bordo della nave nemica."<br />
"Di che si tratta Comandante?" Chiese Enizia. <br />
Volkoff si era girato verso il tattico, ma invece di aspettare i dettagli premette d'istinto il pulsante ed inviÃ² immediatamente il segnale a tutti i ponti teletrasporto della Baffin e della Curie giÃ  preallertati. Contemporaneamente estese nuovamente gli scudi della Baffin per proteggere la navetta di abbordaggio.<br />
"Sembra... Signore! Credo che abbiano attivato l'autodistruzione!"<br />
Prima che qualcuno potesse intervenire la nave catturata esplose come un petardo in mille bagliori variopinti. Nessun Federale o Congregato morÃ¬ in quell'azione, il destino non fu lo stesso per alcuni Kereven.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 18/11/2396 10:00</b><br /><br />
"ChissÃ  come stanno andando gli interrogatori sulla Galintius." Si chiese ad alta voce Payton.<br />
Il Capitano era pensieroso e non rispose al suo ufficiale timoniere. Intervenne invece Volkoff: "Probabilmente le loro leggi disciplinano rigorosamente come tenere un legale e onesto interrogatorio."<br />
L'ironia non sfuggÃ¬ a nessuno. E Enizia stava esattamente pensando la stessa cosa. Ma guardando il capo della sicurezza aggiunse: "Anche le nostre Tenente, sa?. PerÃ² con le doti mediche della dottoressa Fuentes o con l'aiuto delle capacitÃ  del Comandante Tynan potremmo ottenere qualche informazione in piÃ¹."<br />
"Certo Capitano, ne parlo subito col Capitano Bellamonte." Rispose Volkoff visibilmente piÃ¹ motivato.<br />
"Molto bene Tenente, affido a lei la questione. Vedo che ha stretto ottimi legami con i nostri amici."<br />
"Io e il Capitano Bellamonte abbiamo scoperto molte affinitÃ  reciproche. Come il rispetto delle regole!"<br />
"PiÃ¹ che altro la loro interpretazione..." non si capÃ¬ chi lo disse.<br />
"In ogni caso, mi sembra, che i prigionieri abbiano ancora addosso i nuovi tag miniaturizzati del teletrasporto. Lei sa come il Comandante Brown ci tenga ai suoi gingilli." Concluse il Russo.<br />
"Proceda Tenente."</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 30 Jun 2017 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-03 Il Dispositivo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY>USS Baffin - Sala osservazione - 17/11/2396 - ore 10.35<br />
<br />
La riunione era finita ormai da parecchi minuti e Kariin aveva sentito un grandissima voglia di starsene da solo. Aveva vagato per quell'immensa nave camminando per corridoi senza avere una precisa direzione o uma meta. Aveva incrociato alcuni membri dell'equipaggio senza vederli o notarli. Aveva visto piÃ¹ razze quel giorno che in tutta la sua vita. Ma il flusso di pensieri gli impediva di vedere queste nuove forme di vita o l'eleganza dei corridoi di una classe Sorvereign.<br />
I suoi piedi lo portarono in una specie di salotto forse una piccola sala osservazione per il relax dell'equipaggio. Kariin arrivÃ² ad un largo finestrone che si affacciava sullo spazio. AppoggiÃ² la testa al vetro ericominciÃ² a pensare a quanto fosse cambiata la sua vita in poche ore. Aveva risposto ad una richiesta d'aiuto, facendo la cosa piÃ¹ giusta e rispettando il codice d'onore dei marinai delle stelle. Era stato un gesto di generositÃ  e altruismo che perÃ² gliaveva cambiato la vita. Quella sua scelta aveva portato la distruzione della nave su cui serviva come primo ufficiale e la morte di quasi tutto il suo equipaggio. Persone con cui aveva lavorato negli ultimi anni erano appena morte. Poi erano arrivati degli alieni che lo avevano salvato da morte certa ma gli avevano raccontato quella storia assurda sulle sue origini. Troppo assurda per essere falsa... aveva pensato. Come poteva essere vero che lui proveniva dall'altro lato della Galassia. Per un istante pensÃ² se anzichÃ© agire con generositÃ  e rispondere alla richiesta d'aiuto avesse agito con egoismo e menefreghismo cosÃ¬ come aveva fatto il capitano nulla sarebbe cambiato e lui avrebbe continuato la sua solita, banale e tranquilla vita su un mercantile.<br />
Una parte di lui avrebbe preferito ciÃ² mentre un'altra lo stava spingendo a chiarire il mistero delle sue origini e a scoprire cosa era successo a quel vascello scientifico.<br />
"Pensieri?" Chiese una voce.<br />
Kariin si voltÃ² di scatto e riconobbe Sim, il medico della Sulaco:"Dottore... ." Il primo ufficiale lasciÃ² la frese in sospeso.<br />
<br />
Per qualche strana ragione Sim iniziÃ² a fare il rapporto sullo stato di salute dei 4 sopravvissuti.Kariin ascoltÃ² con poco interesse ma quando il medico disse la parola "capitano" l'umano rispose seccato:"Il capitano Ã¨ morto."<br />
"Ora Ã¨ lei il capitano." Rispose con noncuranza il dottore. "... e devo farle il rapporto sullo stato di salute compreso il suo, capitano."<br />
Sentirsi chiamare capitano infastidÃ¬ non poco Kariin che rispose con evidente disappunto:"Capitano di che cosa?"<br />
Il medico rimase impassibile mentre l'umano continuava a parlare:"Sono capitano di un ammasso di gas molecolare e frammenti di scafo grandi appena come una mia unghia e di qualche mole di ghiaccio vaporizzato."<br />
Sim si sedette ad un tavolo accanto a Kariin e lo invitÃ² a sedersi. L'umano si sedette a sua volta muovendo la sedia con fare poco aggraziato.<br />
"E' stato lei?" Chiese il medico con un sorriso malizioso.<br />
"A fare che cosa?"<br />
"Ad informare la Congregazione del messaggio di SOS." Il medico guardÃ² l'umano accusare il colpo e capÃ¬ di avere ragione.<br />
"SÃ¬." Ammise Kariin.<br />
"Ecco perchÃ© lei sarÃ ... anzi Ã¨ un bravo capitano." Il medico si alzÃ² e fece per andarsene dicendo:"Sono sicuro che la Congregazione Federale le darÃ  presto un suo comando."<br />
Ad un passo dalla porta Sim aggiunse:"Tranquillo il suo segreto Ã¨ un buone mani con me... ha fatto la cosa giusta."<br />
<br />
Malgrado quelle parole Kariin rimase altri minuti chiuso nei suoi pensieri.<br />
<br />
<br /><b>Nave stellare Kirrirrs della flotta d'assalto Kereven plancia  - nel frattempo</b><br /><br />
Il capitano Larring era seduto alla sua poltrona e osservava la situazione visibilmente soddisfatto. Aveva recuperato il dispositivo segreto, ucciso tutti i sabotatori e abbattuto un mercantile nemico. Ma la cosa piÃ¹ importante aveva potuto testareoperativamente il nuovo dispositivo e... aveva funzionato bene. Per una strana ironia i sabotatori aveva rubato una serie di prototipi ma erano stati fermati dai due incrociatori comandanti dal capitano Larring su cui erano stati appena installati i nuovi dispositivi segreti. Gli unici altri due dispositivi.<br />
<br />
Ora il capitano si stava godendo la strana tranquillitÃ  della plancia in penombra. I suoi ufficiali lavoravano in silenzio come separlare potesse sabotare il funzionamento del dispositivo protettivo.<br />
L'ufficiale tattico si alzÃ² dalla poltrona e raggiunse il capitano: "Signore ho terminato le analisi."<br />
"Sugli alieni?" Chiese Larring.<br />
"Si signore."<br />
"Sono due navi di tipologia e classe differenti molto potenti e ben armate... direi molto superiori alle nostre." <br />
SpiegÃ² il tattico per poi mostrare i dati su un dpadd:"Molto avanzate... poco fa hanno avvolto la navetta in un campo energetico e hanno teletrasportato via la squadra della Congregazione Federale."<br />
"Teletrasportato?"<br />
<br />
"SÃ¬ Ã¨ come se avessero compresso i loro corpi in un fascio di dati e riassemblati a bordo." IllustrÃ² il tattico.<br />
"Ingegnoso dovremmo catturare questa tecnologia." Rise il capitano pregustando il prossimo obbiettivo.<br />
Ma l'ufficiale tattico riportÃ² il capitano alla realtÃ : "Signore c'Ã¨ il discorso della Galintius... ."<br />
"Di che?" Chiese il capitano seccato.<br />
"Dell'incrociatore della Congregazione Federale." SpiegÃ² il tattico generando ulteriore rabbia nel superiore.<br />
<br />
"Come faccio a liberarmi di loro!" Il capitano era furente si alzÃ² di scatto dalla poltrona dando una serie di calci ad una serie di armi poste poco dinnanzi.<br />
"Col dispositivo." Rispose con calma il tattico con un sorriso feroce.<br />
Larring si voltÃ² e fece un cenno al subordinato di proseguire: "Parla ma attento non tollero piani campati in aria."<br />
"Potremmo avvicinarci protetti dal dispositivo e far fuoco sulla nave di sorpresa colpendo il nucleo di curvatura." L'idea era tanto semplice quanto efficace e fece breccia dell'abile capitano Larring tanto famoso quanto speitato in battaglia.<br />
<br />
"Bene." TornÃ² a sedersi alla sua poltrona.<br />
"Con la spinta inerziale residua noi e la nostra nave saremmo in posizione di tiro tra 13 minuti." SpiegÃ² il tattico.<br />
"Giusto il tempo di caricare tutte le armi al massimo."<br />
<br />
Nave stellare Galintius plancia -10.50<br />
Il sotto protettore stellare Gullaris era alla sua prima missione nello spazio profondo. Parecchie settimane di esercitazione estenuanti e poi finalmente azione. Due navi aliene avevano attaccato un mercantile. Ma la situazione si era rapidamente sgonfiata e stabilizzata in un primo contatto pacifico.AnzichÃ© una battaglia le era capitato un seccante lavoro di ufficio: controllare i dati che avevano raccolto la squadra di sbarco della Sulaco. L'ufficiale della sicurezza un certo Amos aveva avuto il buon senso di fare un backup dei dati su un dispositivo mobile. Una scelta sensata per tutti tranne che per la povera Gullaris a cui le era stato affidato l'incarico di analizzarli.<br />
<br />
L'equipaggio aveva il possibile per condurre un analisi ben fatta con i pochi mezzi a loro disposizione.<br />
La ragazza stava lavorando sulle analisi esterne fatta dalla navetta quando sentÃ¬ una presenza dietro di sÃ©.<br />
Il giovane protettore stellare Saltodipalmo era dietro di lei cercando di attirare la sua attenzione. Da mesi la corteggiava senza successo: "Dai vieni a mangiare... andiamo a prenderci qualcosa."<br />
"Non posso."<br />
"PerchÃ©?" Chiese lui facendo finta di essere offeso con una mossa teatrale.<br />
"Ho del lavoro da fare." Disse lei.<br />
"Potrai farlo dopo."<br />
"No vorrei finire... ." Poi con un sorriso malizioso, aggiunse: "Magari l'aiuto di un protettore stellare della sezione scientifica puÃ² aiutarmi a capire una cosa."<br />
Saltodipalmo non aveva proprio voglia di lavorare e sbuffo seccato ma si chinÃ² sulla consolle: "Qual Ã¨ il problema?"<br />
<br />
La ragazza mostro un rilevamento fatto dalla navetta verso la nave Scopuli e ingrandÃ¬ verso la falla dello scafo.<br />
"Che grande buco." CommentÃ² lui.<br />
"GiÃ  l'equipaggio della Sulaco lo a scambiato per una falla ma guarda ai bordi... nessuna bruciatura."<br />
"Vorrai dire ossidazione da shock termico." La corresse lo scienziato interessato a questo strano mistero.<br />
"E guarda le analisi ambientali... nessun segno di decompressione." Aggiunse lei poi voltandosi verso il giovane aggiunse: "E' come se una sezione fosse invisibile."<br />
Saltodipalmo rimase qualche istante pensieroso poi iniziÃ² a parlare ad alta voce come per dar sfogo a quello a cui stava pensando: "Esiste una teoria... un campo quantico in grado di generare l'invisibilitÃ  nei corpi a cui Ã¨ applicato... ."<br />
<br />
Uss Curie Plancia- nel frattempo<br />
<br />
Il capitano Enizia era tornata in plancia soddisfatta dell'esito dei negoziati. Malgrado le prime difficoltÃ  era andato tutto molto bene e poteva affermare di aver stabilito un primo contatto pacifico. Appena raggiunse la postazione del capitano, il comandante Nurell esclamÃ²: "Capitano rilevo due navi in occultamento in rapido avvicinamento."<br />
"Se sono occultate come facciamo a rilevarli?" Chiese il capitano.<br />
"Si tratta di un sistema rudimentale... ." Dopo alcuni istanti il tattico aggiunse:" Hanno le armi cariche e puntate verso la Galintius."<br />
"Comunicazioni chiamatemi il capitano Bellamonte."<br />
Nave stellare Galintius plancia - nel frattempo<br />
Anche se ara una giovane sotto protettore stellare, Gullaris fece per voltarsi per informare il capitano Bellamonte. Se esisteva un dispositivo in grado di rendere invisibili le navi avrebbe avuto implicazioni tattico/strategico importanti. Come per prevedere le mosse della collega Saltodiplamo le mise una mano sulla spalla: "Cosa vuoi fare?"<br />
<br />
"Informare il capitano."<br />
"E' solo una teoria... rischiamo di fare una figu... ." Non riuscÃ¬ a terminare la frase in quanto arrivÃ² una strana comunicazione in plancia.<br />
I due ufficiali si voltarono e la conversazione confermÃ² i loro sospetti. Il capitano Enizia stava dicendo:=^=Ci sono due navi invisibili in avvicinamento... .=^=<br />
Saltodiplamo e Gullaris si avvicinarono al capitano Bellamonte cercando di dire qualcosa ma una serie di allarmi e di esplosioni avvolse la plancia.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Alexandros Nurell<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alexandros Nurell</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 27 Apr 2017 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-02 Nuovi Amici</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Baffin - Plancia - 17/11/2396 - ore 9.50</b><br /><br />
L'essere sul monitor principale la osservava con sguardo inquisitorio e con un po' di sorpresa mista a curiositÃ , probabilmente dovuta al fatto che non aveva mai visto nessuno simile ad Enizia.<br />
L'alieno aveva una struttura massiccia, con la pelle violacea dall'aspetto gommoso. I muscoli del trapezio sembravano risalire lungo il collo fino a congiungersi sulla testa formando una sorta di protezione. Il viso era delicato, di forma triangolare, con un mento appuntito ed una bocca piccola. Gli occhi erano grandi, di un celeste luminoso e il naso simile a quello dei felini.<br />
 <br />
GiÃ  di per se era difficile iniziare un primo contatto, se poi si partiva fin da subito con l'essere accusati di un crimine, la faccenda poteva diventare molto piÃ¹ complicata e rischiosa.<br />
 <br />
Enizia, come qualsiasi altro Capitano della Flotta Stellare, era un capace diplomatico. Beh, forse un tantino focosa nell'approccio, ma non sarebbe stata scelta per andare nel quadrante delta se non fosse stata in grado di risolvere la situazione.<br />
 <br />
"Sono il Capitano Enizia della USS Baffin. Ci deve essere un malinteso. Siamo arrivati in questa zona dopo aver registrato alcune esplosioni nell'area... stavamo solo controllando che qualcuno non avesse bisogno di assistenza."<br />
L'uomo sul monitor lanciÃ² uno sguardo a qualcuno non in vista, immediatamente l'immagine andÃ² in pausa sostituita da un logo con una scritta in caratteri sconosciuti. <br />
 <br />
Enizia ne approfittÃ² per guardare verso il comandante Nurell al tattico.<br />
"Per quello che posso capire, sono pesantemente armati. Cannoni soprattutto... sembrano antiche navi da guerra del ventesimo secolo terrestre. Senza una scansione attiva non posso capire che tipo di armamento hanno."<br />
"Per il momento non creiamo problemi. GiÃ  il fatto che ci considerino criminali non Ã¨ un buon biglietto da visita." commentÃ² l'andoriana continuando ad osservare il logo in attesa del ripristino delle trasmissioni.<br />
"Capitano, comunicazione della Curie. Secondo i loro sensori una navetta Ã¨ alla deriva nel campo di asteroidi, cinque uomini a bordo. Il motore della navetta ha ceduto ma sembrano stare tutti bene." avvertÃ¬ l'addetto alle comunicazioni.<br />
"Per il momento non facciamo niente... non conosciamo la situazione. Non vorrei creare ulteriori fraintendimenti. Continuate a monitorare la situazione, in caso di emergenza li trasporteremo a bordo."<br />
 <br />
=^=Capitano Bellamonte della nave federale Galintius a USS Baffin, ci scusiamo per il nostro increscioso comportamento... dovete capire che le circostanze ci hanno imposto di essere un po' rudi. I nostri sensori confermano che il vostro arrivo Ã¨ stato simultaneo al nostro.=^=<br />
"Non si preoccupi Capitano, la capisco benissimo... Se mi permette vorrei invitare lo stesso sulla nostra nave lei e il suo staff. Potremmo aiutarvi nel capire cosa Ã¨ successo in questo settore se ce lo permettete."<br />
=^=FarÃ² preparare una navetta. SarÃ² lieto di salire su una cosÃ¬ bella nave.=^= per la prima volta l'alieno parve sorridere, si vedeva chiaramente quanto fosse curioso di salire a bordo.<br />
=^=Scusatemi per l'interruzione...=^= il volto di Suri apparve su una metÃ  dello schermo principale, gli occhi dell'alieno si spalancarono ancora di piÃ¹ per la sorpresa =^=Sono il Capitano Suri della USS Curie, vorrei comunicarle che c'Ã¨ una navetta nel campo di asteroidi, sembra che la situazione stia peggiorando.=^= commentÃ² la vulcaniana con un tono freddo che non sembrava adeguarsi alla notizia appena data.<br />
=^=Abbiamo rilevato anche noi le condizioni della navetta, purtroppo i miei ufficiali ritengono di non poter arrivare in tempo per salvarli. Raggiungerli in tempo con una navetta di soccorso prima che i motori esplodano... faremo il possibile, ma...=^= gli occhi di Bellamonte si velarono di tristezza.<br />
 <br />
"Se permette Capitano ci pensiamo noi." propose Enizia cogliendo l'occasione di rendersi utile al nuovo popolo. "Signor Volkoff vada ad accogliere i nostri ospiti, li faremo teletrasportare direttamente in infermeria... Ã¨ probabile che siano spaventati, cerchi di non essere minaccioso." <br />
"Carino e coccoloso... capito." commentÃ² Piotr mentre si dirigeva verso il turbo ascensore.<br />
"Comandante Nurell, teletrasporti gli uomini della navetta direttamente in infermeria... e allerti una squadra della sicurezza per ogni evenienza" l'ultima frase fu un sussurro non recepito dai microfoni ambientali.<br />
"Teletrasporto avviato. Tutto l'equipaggio Ã¨ in infermeria..." Enizia fece un cenno di ringraziamento e si voltÃ² di nuovo verso il monitor principale.<br />
"Ecco fatto Capitano... il nostro dottore farÃ  un controllo di routine sulle loro condizioni per verificare che stiano tutti bene."<br />
 <br />
=^=Come siete riusciti a portare quegli uomini a bordo senza inviare nessuna navetta?=^= Gli occhi del Capitano Bellamonte sembravano ancora piÃ¹ grandi del normale.<br />
=^=Si chiama teletrasporto=^= intervenne Suri spiegandone brevemente il funzionamento.<br />
"Se vuole le possiamo dare una dimostrazione pratica... ci dia delle coordinate e in quanti volete salire a bordo e saremo felici di darvi un passaggio." l'entusiasmo che trapelÃ² negli occhi del Capitano Bellamonte fece sorridere l'andoriana.<br />
 <br />
=^=Infermeria a Plancia...=^=<br />
"Signor Maurian, come stanno i nostri ospiti?"<br />
=^=Stanno bene signore, solo qualche bruciatura e intossicazione da fumo a causa dell'incendio scoppiato a bordo... perÃ² dovrebbe raggiungermi qui in infermeria, insieme al Capitano Suri al piÃ¹ presto.=^= dal tono del medico di bordo, Enizia capÃ¬ che la cosa doveva essere importante.<br />
"ArriverÃ² a breve..." poi tornÃ² a rivolgersi al video "Capitano, ci faccia sapere quando Ã¨ pronto, la faremo teletrasportare a bordo. Capitano Suri la aspetto in infermeria, il dottor Maurian vuole parlarci." la vulcaniana fece un semplice cenno di assenso e poi la comunicazione fu interrotta.<br />
 <br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Infermeria - 17/11/2396 - ore 10.14</b><br /><br />
Quando le porte dell'infermeria si aprirono Enizia notÃ² subito una certa agitazione. Da un lato gli infermieri si occupavano degli alieni tratti in salvo. Da quello che poteva vedere appartenevano tutti alla stessa razza del Capitano Bellamonte, cambiavano solo le sfumature della pelle.<br />
Dall'altro lato della stanza, Suri, arrivata velocemente grazie al teletrasporto e l'immensa stazza di Volkoff facevano da schermo a qualcuno disteso su uno dei lettini diagnostici. Il Dottor Maurian le fece cenno di avvicinarsi e gli altri si fecero da parte dando una risposta alle domande che l'assillavano.<br />
 <br />
Sul lettino, il primo ufficiale della FGS Sulaco, li guardava sbalordito. <br />
"Lei Ã¨ un terrestre?!" commentÃ² Enizia rimanendo basita.<br />
"E' quello che dicono anche loro, ma io sono un Natvel... nato e cresciuto sul pianeta!" rispose Kariin con un tono strafottente che nascondeva la sua sorpresa e il suo timore.<br />
"E ci sono altri Natvel con DNA terrestre?" chiese Maurian divertito.<br />
 <br />
L'uomo li guardÃ², soprattutto i due umani e sollevÃ² le spalle. "Sentite, io non so chi siete e come potete notare dai miei compagni, non siamo del tutto simili..."<br />
"Del tutto?" borbottÃ² Volkoff guardando i Natvel dalla pelle colorata in diverse sfumature di blu e viola "Io direi per niente!"<br />
"E' stato malato da piccolo!" esclamÃ² uno dei Natvel cercando di dare supporto al suo primo ufficiale con una scusa talmente ridicola da guadagnarsi uno scappellotto da parte di uno degli altri.<br />
"Ma posso assicurarvi che sono nato sul pianeta, in un piccolo villaggio vicino alla capitale. Posso solo dirvi che questa situazione mi sta spaventando a morte." terminÃ² Kariin.<br />
 <br />
=^=Plancia a Capitano, il Capitano Bellamonte Ã¨ pronto al teletrasporto.=^=<br />
"Attenda un attimo... Dottor Maurian, come sta il Signor..." guardÃ² l'umano sul lettino con fare interrogativo.<br />
"Kariin"<br />
"Come sta il Signor Kariin?" ripetÃ© lei rivolta al medico.<br />
"Sta bene, una piccola bruciatura da plasma ma Ã¨ giÃ  stato risolto il problema."<br />
"Signor Kariin se la sente di venire con noi ad accogliere il Capitano Bellamonte? Immagino che vorrÃ  chiederle cosa Ã¨ successo."<br />
"Non che abbia capito molto di quello che Ã¨ successo, ma immagino di non potermi tirare indietro." detto questo l'umano si alzÃ² dal lettino guardando Volkoff che lo sovrastava di almeno quaranta centimetri "Che vi danno da mangiare su questa nave?"<br />
 <br />
"Latte..." rispose Volkoff con un ghigno.<br />
 <br />
"Teletrasportate il Capitano Bellamonte e il suo staff nella Sala Convegni. Dite allo staff di preparare un rinfresco per gli ospiti... il Dottor Maurian potrÃ  fornire le loro specifiche biologiche per evitare di avvelenare qualcuno per sbaglio."<br />
 <br />
 <br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Sala Convegni - 17/11/2396 - ore 10.25</b><br /><br />
Il gruppetto di ufficiali della Baffin, in compagnia di Kariin della FGS Sulaco, arrivarono nella sala proprio mentre lo staff usciva. Avevano imbandito un tavolo di ogni genere di frutta e verdura. Il Comandante Thurax e il Consigliere Appel stavano facendo gli onori di casa.<br />
"No Capitano, non sono un terrestre, sono un Trill." stava dicendo il Primo Ufficiale della Baffin mostrando le macchie distintive ai lati del collo.<br />
"E io sono un'andoriana!" esclamÃ² allegramente Enizia porgendo la mano al natveliano che la guardÃ² un po' confuso "E' un usanza terrestre, si porge una mano senz'armi per mostrare di non aver cattive intenzioni." commentÃ² Appel con un sorriso.<br />
"Questo Ã¨ Kariin, primo ufficiale della FGS Sulaco, credo che possa darci una spiegazione su quello che Ã¨ successo qui."<br />
 <br />
"Il tutto Ã¨ iniziato ieri intorno alle 23. - iniziÃ² Kariin prendendo una mela da una fruttiera e annusandola incuriosito - Stavamo tornando su Ceres con un carico di ghiaccio quando abbiamo ricevuto un sos proveniente da questa zona. Inizialmente il capitano aveva deciso di ignorarlo cancellando la ricezione dal diario di bordo." Kariin fece spallucce quando il Capitano Bellamonte lo guardÃ² in malo modo. "Durante la notte ho cercato di non pensarci, ma alla fine i miei sensi di colpa hanno avuto la meglio ed ho inviato il tutto al Comando Centrale che ci ha ordinato di intervenire." <br />
 <br />
"Dato che ci trovavamo in zona per della esercitazioni, il Comando ci ha chiesto di darvi supporto. Per questo siamo arrivati qui..." spiegÃ² Bellamonte<br />
 <br />
"Siamo arrivati sul posto intorno alle 9.00, la situazione non ci Ã¨ piaciuta fin da subito. La nave era nascosta nella fascia di asteroidi ed era stata abilmente camuffata per sembrare una grossa roccia. Siamo entrati agganciandoci con la navetta ad un portello stagno. Era senza energia e pareva abbandonata anche se era evidente che fosse una nave laboratorio dei Kereven."<br />
 <br />
"I Kereven qui? CosÃ¬ all'interno del territorio? Ne Ã¨ sicuro?" chiese il Capitano di nuovo nervoso.<br />
 <br />
"Indubbiamente... se anche non era possibile capirlo dal tipo di nave, era palese da altre cose... tipo di scrittura sulla documentazione, lingua del sistema operativo della nave. Certo poteva essere stato fatto di proposito, ma sembra una messa in scena un po' troppo esagerata solo per farsi scoprire da un piccolo mercantile come il nostro."<br />
 <br />
"Continui prego." <br />
 <br />
"C'Ã¨ poco da aggiungere, due navi hanno attaccato proprio quando avevamo spento il radiofaro. Forse Ã¨ stato questo a salvarci... la Sulaco non ha avuto la stessa fortuna. Siamo risaliti sulla navetta e abbiamo cercato di far perdere le nostre tracce fra gli asteroidi, ma quella navetta stava in piedi per miracolo e alla fine il motore ha ceduto. Pensavamo di essere perduti, ma all'improvviso i Kereven se ne sono andati e siete comparsi voi."<br />
 <br />
"I loro sensori devono aver registrato il nostro arrivo e hanno preferito fuggire." commentÃ² Suri "Un attimo dopo la vostra nave Ã¨ uscita dalla curvatura."<br />
 <br />
"Chi sono i Kereven?" chiese Thurax cercando di far chiarezza sulla faccenda.<br />
 <br />
"Sono i nostri chiassosi vicini." commentÃ² con leggerezza il natveliano, per poi farsi di colpo serio "O almeno Ã¨ quello che la Congregazione Federale afferma, in realtÃ  la situazione sta diventando sempre piÃ¹ pressante. La Congregazione Federale Ã¨ composta da solo cinque popoli. I Natvel, cioÃ¨ noi, i Siliani, i Reticuli, gli Anunnaki e i Clarion, ma il nostro territorio e molto vasto... forse troppo per soli cinque mondi. I primi contatti con i Kereven sono stati fin da subito disastrosi e le cose non stanno certo migliorando."<br />
 <br />
"Ma della donna a bordo della Scopuli si sa nulla? Intendo la nave che aveva richiesto aiuto." si intromise Kariin.<br />
 <br />
"Mi dispiace, ma quella misteriosa nave Ã¨ stata il primo obbiettivo delle navi avversarie" spiegÃ² il Primo Ufficiale della Baffin.<br />
 <br />
"Povera donna..." fu l'unico commento dell'uomo.<br />
 <br />
"Adesso, se non le dispiace, ci puÃ² spiegare perchÃ© un uomo con il DNA terrestre Ã¨ nato e vive su Natvel?" chiese Enizia.<br />
 <br />
"I suoi colleghi mi hanno spiegato tutto" rispose Bellamonte indicando Appel "Ma non so cosa dirle, io stesso ero molto sorpreso quando ho visto che molti di voi avevano la sua stessa fisionomia, nessuna razza della Congregazione ha i vostri tratti somatici. Per quanto riguarda il Signor Kariin, un minimo numero della popolazione di Natvel, circa lo 0,5 per cento, ha questo aspetto. Naturalmente sappiamo che non sono autoctoni, ma per quanto ne so io ci sono sempre stati. Anche il marito di mia zia appartiene alla sua razza. Purtroppo un natveliano ed un... terrestre non possono avere figli insieme, per questo ce ne sono cosÃ¬ pochi, ma per quanto ne so, sono sul nostro pianeta da generazioni."<br />
 <br />
"Affascinante..." commentÃ² Suri con tono neutro.<br />
<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 07 Dec 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>07-01 La Sulaco</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=129&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>FGS Sulaco - Plancia - 16/11/2396 - ore 23.00</b><br /><br />
"Cosa farai con i tuoi soldi una volta che avremo portato questo ghiaccio su Ceres?" chiese Boone al suo secondo.<br />
"Che domande amico, li spenderÃ² nell'unico modo sensato possibile..." disse Kariin con sguardo ammiccante.<br />
"Il solito vecchio porco, non pensi mai ad altro vero? Ma il denaro guadagnato con la spedizione precedente l'hai giÃ  terminato?"<br />
<br />
"I bordelli su Ceres sono tutto meno che economici mio caro, dovresti provare una volta! Almeno dammi soddisfazione!" <br />
"Guarda passo, se lo sapesse mia moglie mi trancerebbe la sotto senza la minima esitazione..."<br />
La superficiale conversazione fu interrotta dal trillo dell'interfono.<br />
"Controllo da radio, riceviamo richiesta di soccorso da radiofaro su banda uhf." <br />
"Radio da controllo, ricevuto arriviamo." <br />
La Sulaco era una vecchia nave trasporta ghiaccio di proprietÃ  della Congregazione Federale del pianeta Natvel, ormai prossima al pensionamento. La plancia era molto piccola e si potevano contare i numerosi interventi di riparazione e tentativi maldestri di aggiornamento dei sistemi. Nulla a che vedere con le ultimissime navi che i cantieri di Ceres sfornavano.<br />
Ceres era la stazione spaziale costruita dalla Congregazione all'interno di una gigantesca roccia presente nella cintura di asteroidi in rotazione attorno ai maggiori pianeti del sistema. Una linea di demarcazione del territorio.<br />
"Siamo qui Kaho che succede?" disse il capitano del trasporta ghiaccio al suo ufficiale delle comunicazioni.<br />
"Signore abbiamo stimato la posizione del radiofaro, se modificassimo la nostra traiettoria per rispondere alla chiamata di soccorso dovremmo deviare da quella attuale e impiegheremmo piÃ¹ tempo del previsto per arrivare su Ceres. Comunque saremo a portata di navetta in due ore." <br />
"PiÃ¹ tempo, addio bonus di consegna..." bisbigliÃ² l'ufficiale navigatore.<br />
"Capitano non possiamo ignorare la chiamata, dobbiamo andare in loro soccorso!" gli disse Kaho.<br />
Il capitano rimase sovrappensiero qualche minuto.<br />
"La chiamata Ã© stata registrata dal nostro giornale di bordo? La Compagnia Ã© al corrente?" <br />
"No signore il sync del nostro giornale di bordo con i registri generali Ã© previsto fra due ore."<br />
"Gli uomini sono stremati, se vedono sfumare altri soldi rischiamo grosso, inoltre la chiamata potrebbe essere una trappola dei pirati o peggio una pattuglia del pianeta Kereven...  Sono sicuro che quei cani bastardi farebbero questo e altro per arraffare un carico di ghiaccio... Cancellate ogni traccia della segnalazione dai nostri computer e dal giornale di bordo. Proseguiamo." <br />
"Ma Boone non possiamo lasciarli morire la fuori! Potrebbero essere persone innocenti!" gli fece eco Kaho.<br />
"Non discutere gli ordini del Capitano, esegui!" disse Kariin facendo la voce grossa.<br />
"Si signore..." gli disse Kaho con tono poco convinto.<br />
=^= Cancellazione dei log di navigazione completata. =^=<br />
Uscendo dalla sala di monitoraggio il capitano diede una pacca sulle spalle al suo secondo.<br />
"Vedi ti sei comportato come un ottimo secondo, prima. Mi sa che Ã© in vista un'ottima promozione per qualcuno!"<br />
"Non cerco il comando Boone, voglio solo arrivare a Ceres prima di te fidati." <br />
<br />
<br /><b>FGS Sulaco - Plancia - 17/11/2396 - ore 4.00</b><br /><br />
Kariin non riusciva a dormire. Non gradiva passare troppo tempo nello spazio, il suo corpo ne risentiva. Aprendo le porte della plancia Lex Kamal, il timoniere, lo salutÃ² con uno sbadiglio.<br />
"Ehi Socio, come mai in piedi a quest'ora?" <br />
"Socio? Ci stiamo prendendo troppe libertÃ  Lex."<br />
"Mi scusi, SIGNORE." disse Kamal facendo il broncio.<br />
Kariin divertito gli mise una mano sulla spalla.<br />
"Dai dammi il cambio va a prenderti qualcosa per tirarti su." <br />
Rimasto solo si sedette ad una delle console. Non riusciva a non pensare alla chiamata di soccorso che avevano ricevuto. Distrattamente iniziÃ² a navigare tra i menu del computer e recuperÃ² il file di log eliminato per ascoltarlo. Riproducendolo si sentiva poco o niente qualche sibilo: la registrazione conteneva giusto i metadati essenziali, informazioni che ogni computer poteva interpretare come richiesta di aiuto. Mentre ascoltava il brusio di fondo, sullo schermo apparve perÃ² un messaggio:" Sub Frequenza rilevata. Passare all'analisi approfondita?". Esitando leggermente avviÃ² il comando di decodifica. Quello che sentÃ¬ dopo gli gelÃ² il sangue.<br />
"Aiuto... Aiutatemi vi prego..." una voce di donna molto flebile e disturbata uscÃ¬ dagli altoparlanti.<br />
Gli fu subito chiaro cosa doveva fare.<br />
<br />
<br /><b>FGS Sulaco - Plancia - 17/11/2396 - ore 6.00</b><br /><br />
La plancia era al completo: tutti gli ufficiali superiori erano presenti. Kariin fu l'ultimo ad arrivare e appena varcÃ² la soglia il capitano era scuro in volto; infine iniziÃ² il suo discorso agli ufficiali superiori.<br />
"Signori, la chiamata di soccorso che NON abbiamo mai ricevuto ieri Ã© stata trasmessa da qualche anonimo benefattore pezzo di merda al comando centrale. Ora ci chiedono con ben poca cortesia di rispondere alla chiamata se non vogliamo finire in grossi guai." <br />
Nella sala si levarono dei brusii con imprecazioni molto poco felici.<br />
"Il secondo guiderÃ  una squadra di soccorso che raggiungerÃ  la fonte del segnale e farÃ  rapporto. Kariin scegli tu gli uomini che intendi portare."<br />
Con fare nervoso il capitano si girÃ² e usci dalla plancia.<br />
Kariin deglutÃ¬ osservando le reazioni dei suoi compagni.<br />
"E comunque io non ho intenzione di andarci!" disse con tono infastidito Khara, l'addetta alla navigazione.<br />
"Tranquilla non sei stata invitata." gli fece eco Kariin.<br />
"Cos'Ã© dobbiamo aspettare mentre la nave fa marcia indietro e rischiamo di perdere il nostro carico? La trovo una scelta di merda." disse Amos, il capo della sicurezza.<br />
"Non possiamo fare altrimenti, sapete in che guai legali possiamo infilarci se non eseguiamo gli ordini, potremmo perdere molto di piÃ¹ del denaro..." disse Kariin cercando di darsi un tono autoritario.<br />
"Se lo trovo quel bastardo che ha fatto la spia lo butterÃ² fuori dalla camera di equilibrio personalmente!" disse Amos.<br />
"Lex pinga il radiofaro e fai sapere a Ceres che tarderemo. Navigatore traccia una rotta per il segnale."<br />
"Con una manovra flip'n'burn dovremmo essere a portata entro 50 mila km." <br />
Si rivolse poi al suo capo ingegnere.<br />
"Nyomi abbiamo una navetta in stiva o sbaglio?" <br />
"Sta insieme per grazia divina, ma un viaggetto di 100 mila km dovrebbe sopportarli." <br />
"Bene perchÃ© vieni con noi. Lex anche tu. Chiamata generale."<br />
=^= Qui Ã© secondo che vi parla, ieri sera alle ore 23.00 abbiamo ricevuto una chiamata di soccorso vicino a CA2216862.Devieremo dal nostro percorso per indagare. Tutto l'equipaggio si prepari al flip'n'burn." <br />
In pochi minuti tutta la nave fu messa in sicurezza. Tutti in plancia si sedettero alle proprie postazioni e si bloccarono al sedile con le cinture di sicurezza.<br />
"IniziÃ² manovra!" urlÃ² Kamal.<br />
I propulsori della nave si spensero e i razzi di manovra entrarono in funzione facendole fare una rotazione completa di 180 gradi sull'asse verticale.<br />
"Operazione di flip completata. Accensione propulsori principali fra 3... 2... 1... ORA!"<br />
Gli enormi motori si attivarono contemporaneamente con un boato e la spinta contraria fece contrarre i muscoli di Kariin. Alcuni membri dell'equipaggio a causa dell'enorme forza G ridipinsero i tavoli della mensa con grande gioia del cuoco.<br />
<br />
<br /><b>Navetta di Salvataggio C1 - 17/11/2396 - ore 9.00</b><br /><br />
"Per la cronaca ragazzi, io non vorrei stare qui adesso." <br />
"Nemmeno io." <br />
Dissero ad alta voce Sim, il medico di bordo, e Amos, responsabile della sicurezza.<br />
"E chi lo vorrebbe?" gli fece eco Lex che stranamente sembrava il piÃ¹ contento del gruppo.<br />
"Come sta la mia carretta arrugginita?" disse accarezzando i pannelli impolverati della navetta.<br />
"Ragazzi poche smancerie. Sulaco ci stiamo avvicinando al segnale del radio faro." disse Kariin.<br />
=^= Ricevuto, attendiamo informazioni =^=<br />
"Nyomi rilevi qualche dato in piu'?" <br />
"La nave Ã© la Scopuli, niente ID o transponder. Il reattore sembra disattivato ma non vi Ã© nessuna perdita radioattiva."<br />
Sullo schermo." <br />
Sullo schermo apparve un asteroide di medie dimensioni e davanti ad esso, la Scopuli completamente buia ed inerme alla deriva.<br />
"Cosa puoi dirmi riguardo a quell'enorme buco sullo scafo?" <br />
"Secondo i sensori Ã© un grosso buco nello scafo..." disse Nyomi con sarcasmo.<br />
"Il sistema sulla Cant non rileva niente nel raggio di un milione di km. Direi che abbiamo risposto solo noi all'annuncio." disse Lex.<br />
"Ok molto bene siamo venuti, abbiamo guardato, non ci Ã© piaciuto, ce ne andiamo. Nessuno saprÃ  che non ci abbiamo messo piede." disse il dottore con fare nervoso.<br />
"Calma signori dobbiamo investigare e investigheremo. Magari possiamo trovare qualcosa di prezioso su quella nave, no? Lex portaci a distanza di sicurezza. Entreremo dalla camera di equilibrio posteriore."disse Kariin.<br />
"Se troviamo qualcosa che non ci piace, tagliamo la corda in fretta e riduciamo tutto in rottami." <br />
"Ottimo piano Socio." <br />
<br />
<br /><b>Scopuli - Plancia - 17/11/2396 - ore 9.30</b><br /><br />
All'interno del relitto era tutto buio. Non avevano trovato corpi o altro. Solo qualche oggetto fluttuante per mancanza di gravitÃ . Anche con le luci della tuta era difficile orientarsi. Quella nave metteva i brividi.<br />
Il gruppo si era diviso: Nyomi e il dottore si erano diretti verso la sala macchine, mentre Amos e Kariin stavano cercando la plancia.<br />
Arrivati di fronte alle porte scorrevoli faticarono non poco per aprire uno spiraglio ed entrare.<br />
Scrutando l'interno della sala, Kariin intravide uno strano riflesso sotto una delle console di fronte allo schermo principale della sala. Aiutandosi con la torcia riuscÃ¬ a strappare una piccola scatola dall'alloggiamento in cui era stata inserita. Una piccola luce rossa lampeggiava ad un ritmo di 4 secondi circa.<br />
"Trovato il radiofaro." <br />
"SarÃ  un'esca dei pirati. Avevo ragione, Ã© stata una perdita di tempo." disse Amos.<br />
=^= Comandante messaggio in fascia stretta dalla Sulaco. Ã‰ urgente.=^= disse Lex in cuffia a Kariin.<br />
=^= Passameli =^=<br />
=^= Kariin rileviamo due navi in avvicinamento. Non le abbiamo rilevate prima forse a causa dei detriti lasciati dagli asteroidi. =^=<br />
=^= Leviamo subito il culo da qui. =^=<br />
=^= Nyomi, abbiamo compagnia e sembra che siano armati di pessime intenzioni. Tu e il dottore portate i vostri culi alla navetta =^=<br />
=^= Qui Nyomi, ricevuto arriviamo. =^=<br />
Il gruppo tornÃ² di corsa alla camera di equilibrio della navetta.<br />
"Lex torniamo indietro. Due navi in avvicinamento." <br />
"Ricevuto. Dovrete reggervi le budella, ci sono moltissimi detriti. DovrÃ² fare qualche manovra per evitarli."<br />
<br />
<br /><b>FGS Sulaco - Plancia - 17/11/2396 - ore 9.45</b><br /><br />
La situazione era precipitata in fretta: due navi di fattura sconosciuta erano spuntate all'improvviso. I sensori della Sulaco per quanto poco avanzati erano riusciti a captare il pre riscaldamento delle armi.<br />
"Navetta C1 noi siamo pronti al recupero, dove siete?" <br />
=^= Sulaco le navi ci stanno addosso, al momento una di loro ha aperto il fuoco sul relitto della Scopuli, mentre l'altra ci insegue tra i detriti. Stiamo cercando riparo dietro l'asteroide! =^=<br />
All'improvviso molti allarmi iniziarono a suonare. Era l'allarme di collisione.<br />
"Capitano ci sparano! Siluri in avvicinamento su 6-4!" <br />
"Manovra a dritta 20 gradi! Cerchiamo di allontanarci!" <br />
"Capitano le nostre manovre sono ridotte a causa del ghiaccio che teniamo in stiva! Non riusciremo ad erogare sufficiente potenza per manovrare!" <br />
"Rilasciate le morse dei container, cerchiamo di alleggerirci il piÃ¹ possibile!" <br />
Dalla radio arrivava la voce di Kariin:<br />
=^= Sulaco, dovete rilasciare il carico o non farete in tempo a... =^=<br />
Il messaggio si interruppe. I siluri lanciati contro la Sulaco la centrarono in pieno provocando una gigantesca esplosione.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 17/11/2396 - ore 9.50</b><br /><br />
Enizia entrÃ² con passo svelto in plancia.<br />
"Rapporto!" <br />
"Rilevata esplosione a circa 1 milione di km, nessuna nave rilevata." rispose Nurell dalla sua postazione.<br />
"Signor Payton tracci una rotta e ci porti a 50 mila km. Comunicate la variazione di rotta alla Curie. Allarme Giallo. Su gli scudi!" <br />
In pochi minuti uscirono dalla curvatura: intorno a loro solo rocce e detriti.<br />
"Rapporto!" Enizia era nervosa. Qualcosa non andava.<br />
"I nostri sensori rilevano asteroidi di ghiaccio di piccole dimensioni oltre a numerosi detriti. A giudicare dalle analisi sono metalli, probabilmente parti di scafo appartenuti ad una nave." <br />
"Ci sono superstiti?" <br />
"Stiamo scandagliando la zona ma non rileviamo alcun segnale."<br />
"Capitano, rilevo un'altra nave in uscita dalla curvatura!" <br />
Di fronte a loro si stagliava una nave enorme, chiaramente una nave da battaglia. Aveva gli scudi alzati e le armi erano puntate contro il convoglio.<br />
"Capitano ci stanno analizzando, le loro armi sono in fase di pre riscaldamento."<br />
"Non facciamoci prendere dal panico. Non voglio fare niente per irritarli. Proviamo a chiamarli e a spiegargli la situazione."<br />
<br />
"Capitano ci stanno chiamando loro!." <br />
"Sullo schermo." <br />
=^= Navi sconosciute, vi parla la nave federale Galintius vi chiediamo di abbasare gli scudi e preparatevi ad essere abbordati. Sulla base dello statuto di Natvel, vi dichiariamo in arresto per crimini contro la Congregazione Federale.=^=<br />
<br />
Un silenzio cadde sulla plancia.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Steve Payton<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Steve Payton</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 18 Nov 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-14  Una nuova vita</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=14</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Baffin - Plancia - 06/12/2395, ore 00:31</b><br /><br />
"Recuperare ciÃ² che Ã¨ loro?" fece eco Enizia non appena l'anziana vulcaniana fece il suo ingresso nella plancia della Baffin.<br />
"Esatto" rispose Neral di rimando, senza alcuna intonazione nella voce "Riprenderanno tutta la loro tecnologia, dopodichÃ© passeranno alla nostra assimilazione, secondo i miei calcoli, dovremmo avere circa 15 minuti per capire cosa fare."<br />
Enizia strinse ancora piÃ¹ forte le mani sui braccioli della sua poltrona: le estremitÃ  delle dita le erano diventate bianche per quanto forte era quella presa.<br />
Prendere una decisione velocemente era imperativo in quel momento, altro che quindici minuti, ma non aveva molte possibilitÃ  di scelta. I borg potevano anche riprendersi la loro tecnologia dalla Cepheus, ma non avrebbero mai potuto riprendersi gli impianti sugli uomini, non li avrebbe mai lasciati morire in quel modo.<br />
L'andoriana sentiva il sangue fluirle sempre piÃ¹ velocemente al cervello, se non fosse stata un Capitano di provata esperienza si sarebbe anche potuto pensare che stesse navigando nel panico.<br />
"Apritemi un canale con la Cepheus - Enizia si ridestÃ² dai suoi pensieri - subito!"<br />
L'ufficiale addetto alle comunicazioni della Baffin obbedÃ¬ all'istante e subito il Comandante Pierce fu allo schermo a riferire il suo rapporto.<br />
=^= Capitano, l'equipaggio della nave Ã¨ entrato nel panico non appena i Borg sono arrivati. Credo sarebbe meglio teletrasportarli tutti a bordo delle nostre navi, per maggiore sicurezza, qui per come si sono messe le cose, ci sono solo di intralcio. =^=<br />
=^= Sono d'accordo con lei - rispose Enizia - ma dovremmo abbassare gli scudi e saremmo una preda troppo facile per i Borg, non posso mettere tutti in pericolo per della gente nel panico. Quindi non se ne parla. Piuttosto cercate di ripristinare l'apparato difensivo. Mi raccomando, contiamo su di lei signor Pierce. =^=<br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus - Plancia - 06/12/2395 - ore 00:35</b><br /><br />
Tutti contavano su Pierce, e l'unico ufficiale della Flotta su cui lui stesso poteva invece contare era il Comandante Samak, che era rimasto con lui a bordo di quella nave cosÃ¬ malandata.<br />
La vulcaniana stava lavorando alacremente nel tentativo di rimettere in linea tutte le armi disponibili, armi che perÃ² non sarebbero servite a nulla contro i Borg, essendo nate da una grossolana elaborazione dei loro stessi sistemi di attacco. Pierce invece, stava cercando di rimettere a posto gli scudi, che, sperava, se adeguatamente rimodulati li avrebbero protetti da un eventuale attacco almeno per i primi minuti.<br />
Tutto l'equipaggio della Cepheus che era riuscito a resistere al panico, era a lavoro su qualcosa. Certo non con l'efficienza di un ufficiale di Flotta, ma in quel momento anche delle mani profane erano utili.<br />
Tutto si svolse nel giro di pochi attimi. Dallo schermo visore di plancia sia della Baffin che della Curie, si vide un lungo raggio verde che partiva dal cubo Borg e finiva sulla Plancia della vecchia nave Terrestre. Ad un tratto dal punto del cubo da dove partiva il fascio luminoso si aprÃ¬ una paratia, che probabilmente dava in un container e poco dopo dallo scafo della Cepheus iniziarono a staccarsi grossi pezzi metallici che risalivano la luce tornando ai rispettivi proprietari.<br />
Ogni volta che un pezzo veniva staccato dallo scafo, all'interno della nave si sentiva un contraccolpo simile ad un potente terremoto e una nuova spia rossa di allarme iniziava a suonare confondendo sempre di piÃ¹ la mente di chi cercava a tutti i costi di lavorare. La plancia di quella vecchia nave sembrava sempre piÃ¹ vulnerabile.<br />
Prima che Pierce potesse rendersi conto di quello che stava succedendo, sentÃ¬ dei sibili metallici a pochi metri dalle sue spalle. Un gruppo di cinque borg aveva fatto irruzione nella Plancia e prima che potesse reagire in qualunque modo vide uno di loro decapitare a sangue freddo una donna per prelevarle un impianto oculare innestato sul suo volto.<br />
=^= Cepheus a Baffin, Capitano siamo stati abbordati! =^=<br />
fu il vano tentativo di Pierce di avvertire i suoi di quanto stava accadendo, ma le comunicazioni erano state messe fuori uso. Lo stesso riuscÃ¬ a difendersi da tre borg che venivano nella sua direzione ma il quarto si era giÃ  adattato. Allora prelevÃ² con forza un bastone metallico che fuoriusciva dalla consolle di navigazione vicina alla sua posizione e si difese come ai vecchi tempi... *a questi non riuscirete mai ad adattarvi* pensÃ² tra sÃ© l'umano mentre atterrava anche il quarto borg a bastonate.<br />
La situazione peggiorava: dalle notifiche che arrivavano sul computer della plancia, Pierce si rendeva conto che i gruppi di Borg saliti a bordo della Cepheus erano sempre piÃ¹ numerosi e che i morti stavano aumentando.<br />
"Maledizione perchÃ¨ non li attaccate" gridÃ² l'uomo rivolto verso le due navi amiche sperando che, almeno gridando, la sua voce potesse arrivare alle orecchie dei due Capitani.<br />
Purtroppo quello di cui Pierce non si rendeva conto era che quell'attacco era durato davvero pochissimi istanti, troppo pochi per ogni possibilitÃ  di reazione... gli stessi veloci istanti che gli erano stati necessari a distrarsi e a ritornare in sÃ© giusto in tempo di vedere la sua collega trasformarsi in Borg:<br />
"Noi siamo Borg, voi sarete assimilati, la resistenza Ã¨ inutile" fu la frase che uscÃ¬ dalla voce metallica della povera vulcaniana Samak appena assimilata ed un grido di disperazione uscÃ¬ dalla sua bocca.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 06/12/2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Maledizione che stanno facendo?"<br />
fu l'esclamazione di Enizia non appena vide quel fascio verde puntare su una nave in cui erano ancora presenti dei suoi uomini.<br />
"Capitano, non si deve allarmare. Stanno prelevando quello che Ã¨ loro...per il momento ancora non siamo in serio pericolo."<br />
"Come diavolo fa a dire che non sono in pericolo? E tutti gli uomini con impianti borg? Quale sarÃ  la loro fine? A loro non ci pensa?"<br />
"Tenente Nurell si prepari a fare fuoco con tutto quello che abbiamo. E' solo un cubo, riusciremo a distruggerlo."<br />
Enizia aveva preso la sua decisione, non poteva piÃ¹ aspettare e non poteva piÃ¹ rimanere con le mani in mano. Gli unici secondi che ancora attese per far fuoco furono quelli che necessari ad avvertire la sua controparte sulla Curie riguardo la sua decisione di attaccare. Stranamente trovÃ² la vulcaniana d'accordo con lei, avrebbero incrociato gli attacchi. E fu meglio per tutti, visto che Enizia era determinata a portare avanti l'attacco contro il cubo anche da sola.<br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus - Plancia - 06/12/2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
Quello che rimaneva del Tenente Comandante Samak stava cercando di assimilare Pierce quando questo le piantÃ² il bastone metallico dritto nel petto. Fuoriuscirono scintille e il drone di accasciÃ² a terra esanime.<br />
In quello stesso istante l'uomo si rese conto che finalmente la Baffin e la Curie avevano iniziato ad attaccare il cubo. La battaglia fu lunga, ma alla fine questo esplose in mille pezzi portando alla disattivazione istantanea di anche i droni a bordo della Cepheus.<br />
Quando fu tutto finito, Pierce riuscÃ¬ finalmente a riprendere contatto con la Curie e con la Baffin.<br />
=^= Rapporto =^= chiese perentoria Suri dalla sua Plancia.<br />
=^= La nave ha subito parecchi danni, soprattutto a causa dei pezzi estratti. Ma potrÃ  essere riparata senza problemi.=^=<br />
Poi fece una pausa e disse: =^= Abbiamo perso il Tenente Comandante Samak =^=<br />
Il gelo pervase le plance.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - due giorni dopo</b><br /><br />
Le riparazioni delle due navi erano andate avanti notte e giorno ininterrottamente per permettere al convoglio di abbandonare quella zona nel piÃ¹ breve tempo possibile e scongiurare il pericolo di nuovi attacchi dei Borg. Anche la Cepheus era stata messa in condizioni di viaggiare: non avevano ancora la massima curvatura ma potevano raggiungere la ragionevole velocitÃ  di 3.1, che era piÃ¹ che ottima al momento.<br />
Il Capitano Norton era stato trovato morto nella sua cella, e i soccorsi seppur repentini non erano stati in grado di salvarlo. Avvelenamento da metallo pesante era stata la prognosi del dottor Maurian dopo l'autopsia: l'umano ne aveva ingerito una grossa quantitÃ  ed era morto praticamente all'istante... probabilmente aveva l'antica abitudine di portarsi dietro del veleno da usare nei casi estremamente eccezionali come quello... consuetudine degna di un antico vigliacco, pensÃ² Enizia quando il suo cadavere fu lanciato nello spazio.<br />
Ben diversi furono i funerali riservati a Samak: una lucente bara nera con sopra la bandiera della federazione era posta al centro di una stanza. Tutti gli ufficiali superiori disposti a semicerchio la salutarono con discorsi commoventi e pieni di elogi verso lei che era stata una perfetta vulcaniana ed un ottimo ufficiale. Solo Tynan non aprÃ¬ bocca, soffriva in silenzio come un bambino senza riuscire a trovare le parole giuste da dire: fu un lavoro molto duro per il consigliere Appel nei giorni a seguire...<br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus - dieci giorni dopo</b><br /><br />
La Cepheus fu rimessa in sesto ed in grado di navigare da sola. Sebbene sia Enizia che Suri avevano insistito su Neral di rimanere al loro fianco cercando di convincerla che era la cosa piÃ¹ sicura da fare per loro, l'anziana vulcaniana aveva stabilito insieme ai superstiti della vecchia nave federale che si sarebbero distaccati dal convoglio non appena avessero trovato un pianeta abitabile da colonizzare.<br />
Neral era stata eletta rappresentante, non volendo usare il termine capo, di un centinaio di superstiti della Cepheus e tutti all'unanimitÃ  avevano deciso di iniziare una nuova vita sulla terra ferma stanchi della vita su una nave stellare e con la speranza di dimenticare prima o poi i brutti momenti vissuti sotto il comando di Norton.<br />
L'occasione si presentÃ² quando i sensori della Curie scovarono un pianeta disabitato piccolino ma molto simile alla terra per estensione degli oceani, delle foreste e per il clima mite.<br />
"Sono sicura che qua staremo benissimo" disse Neral quando si accorse che Enizia continuava ad essere riluttante all'abbandono.<br />
"Rimarremo qua con voi fintanto che non avrete trovato un posto dove abitare e fintanto che non vi sarete sistemati tutti." rispose l'andoriana senza dare la possibilitÃ  all'altra di controbattere.<br />
"Del resto - rispose Suri anche lei sulla Cepheus per i saluti - il nostro equipaggio ha bisogno di un periodo di riposo a terra."<br />
"E sia, - rispose Neral - se volete sarete nostri ospiti, inoltre penso che ci farÃ  comodo il vostro aiuto almeno per i primi giorni."<br />
A queste parole, la piccola Clarice presente anche lei in plancia tra tutti i grandi, si asciugÃ² i lacrimoni che aveva agli occhi e corse tra le braccia di Volkoff: "Potrai rimanere ancora un po' con me! Sono felicissima!!"<br />
Il russo prese la bambina tra le braccia: "Anche io" le rispose.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Enizia del Clan Gishna <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Enizia del Clan Gishna </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 04 Nov 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-13 Furti</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Baffin - Plancia - 06/12/2395, ore 00:24</b><br /><br />
Il cubo Borg riempiva quasi tutto lo schermo e quando Enizia e gli altri arrivarono in plancia il pensiero che attraversÃ² la mente di tutti fu che avrebbe potuto essere l'ultima cosa che avrebbero visto. Avevano appena finito di liberarsi da una trappola mortale per cadere dritti in una, forse, persino peggiore.<br />
L'andoriana prese posto nella poltrona di comando e puntÃ² gli occhi alla figura incombente sul visore principale.<br />
"Rapporto."<br />
"Cubo Borg in rotta di intercettazione. Arrivo previsto in nove minuti" riferÃ¬ immediatamente Nurell dalla sua postazione, nessuna inflessione particolare nella voce.<br />
"Allarme rosso, su gli scudi. Ai posti di combattimento."<br />
L'ordine era inutile, Enizia lo sapeva. Il suo equipaggio sapeva benissimo come affrontare un'emergenza. Le luci dell'allarme rosso iniziarono a lampeggiare ancora prima che terminasse la frase, tingendo la plancia e tutti i suoi occupanti di un cupo cremisi.<br />
"La Cepheus Ã¨ in condizioni di combattere?"<br />
L'ufficiale tattico richiamÃ² sul display i dati delle scansioni appena effettuate. "Forse, ma i loro sistemi non sono certo al massimo dell'efficienza. Non reggeranno a lungo."<br />
"Immagino che dovremo farcelo bastare," sibilÃ² Enizia tra i denti.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Celle detentive - Contemporaneamente</b><br /><br />
Nonostante il sedativo che gli era stato somministrato dal medico di bordo, l'attivazione dell'allarme rosso ebbe sull'ormai ex capitano Norton lo stesso effetto di una cannonata sparata in pieno sonno. L'uomo era balzato in piedi sembrando, se possibile, ancora piÃ¹ alterato e instabile di prima e si era praticamente gettato contro il campo di forza a chiusura della cella.<br />
La sua era l'unica occupata. Morto David e senza l'influenza dello stesso Norton, nessuno degli altri membri dell'equipaggio portati a bordo della Baffin aveva opposto la benchÃ¨ minima resistenza ed era perciÃ² stato trasferito in alcune delle aree che Bhreel e Appel stavano facendo allestire per il trattamento dei sopravvissuti della Cepheus. Norton tuttavia non sembrÃ² accorgersene.<br />
"Cosa sta succedendo?" sbraitÃ² contro la guardia di sicurezza che, da parte sua, rimase completamente impassibile. "Dimmi che cosa sta succedendo!"<br />
L'uomo non parve nemmeno remotamente impressionato dallo scoppio d'ira dell'altro. "Siamo entrati in allarme rosso," rispose con ovvietÃ . "Non le serve sapere altro. Ora si calmi e si sieda."<br />
Il giovane tenente si aspettava che Norton continuasse nella sua sparata e rimase sorpreso quando questi arretrÃ² verso la branda e vi si lasciÃ² cadere. Poi, senza alcun preavviso, scoppiÃ² a ridere.<br />
"Sono tornati, non Ã¨ vero?"<br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
Pierce aveva avvertito l'avvicinarsi del cubo Borg anche prima che tutte le consolle dei sensori in plancia si accendessero come alberi di Natale piuttosto bruttini e decisamente inquietanti. DeglutÃ¬ e si raddrizzÃ² sulla poltrona di comando che aveva occupato fin dal suo arrivo sul ponte di comando. La sua esperienza con i Borg era storia passata, era completamente ristabilito come avevano constato e dichiarato diversi consiglieri e team medici, compresa la sua attuale moglie. Ma la paura di quegli esseri... la paura non se ne era andata mai davvero. E ora si trovava nuovamente di fronte ad un nemico che al loro ultimo incontro gli aveva quasi portato via tutto. Tuttavia, era lui l'ufficiale comandante in quel luogo e in quel momento ed era lui ora a dover reagire.<br />
"Rapporto," chiese, mantenendo il tono fermo.<br />
Alla sua richiesta vari membri dell'equipaggio della Curie riferirono delle condizioni della nave. Nessuno si aspettava un attacco e tutto il personale della Cepheus era stato fatto uscire dal centro di comando. Pierce si chiese se, anche se fossero rimasti, sarebbero riusciti a soppore l'idea di un altro scontro con i Borg.<br />
I rapporti che ricevette erano meno che incoraggianti. La Cepheus era tenuta insieme da riparazioni di fortuna e tanta speranza, difficilmente avrebbe retto a lungo in un combattimento del genere.<br />
"Aprire un canale con la Baffin. Inviate loro i rapporti sul nostro stato e richiedete istruzioni," ordinÃ². Qualunque sarebbe stata la strategia della Baffin, la Cepheus avrebbe fatto la sua parte.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Infermeria - Contemporaneamente</b><br /><br />
L'attivazione dell'allarme rosso in infermeria non aveva provocato scoppi d'ira, bensÃ¬ puro e semplice terrore, seppur un tipo di terrore vagamente rassegnato. Oltre ai prigionieri vulcaniani erano presenti i medici e la piccola Clarice, portata lÃ¬ da Volkoff per essere visitata. Non appena l'allarme prese a suonare, la piccola scivolÃ² giÃ¹ dal lettino sui cui sedeva insieme alla sua bambola e corse ad abbracciare le gambe di Neral.<br />
La vulcaniana, mostrando una dolcezza che Maurian si sarebbe mai aspettato, le accarezzÃ² la testa mormorando qualche parola tranquillizzante. Dalla sua sedia, sollevÃ² lo sguardo sul medico.<br />
"Dottore, sarebbe cosÃ¬ cortese da accompagnarmi in plancia?"<br />
Maurian aggrottÃ² le sopracciglia. "Non credo proprio che sia una buona idea. Ha dato il suo contributo con quelle sfere succhia energia, ora ha bisogno di riposo."<br />
"Sicuramente lei ha ragione, tuttavia temo comunque di doverla contraddire. E' imperativo che io raggiunga la plancia al piÃ¹ presto."<br />
"Nel bel mezzo di un attacco..." proseguÃ¬ Maurian, ma la donna sollevÃ² una mano. "Proprio per via dell'attacco, Dottore."<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 06/12/2395, ore 00:31</b><br /><br />
"Comunicate alla Cepheus di portarsi alle coordinate prestabilite per la formazione. Cerchiamo di deviare da loro quanto piÃ¹ fuoco possibile."<br />
"Se necessario possiamo trasbordare parte dell'equipaggio, ma con gli scudi alzati saranno bloccati a bordo."<br />
<br />
Enizia annuÃ¬, le antenne protese in avanti. "Coordinatevi con la Curie. Voglio essere pronta per il loro arrivo."<br />
Da tutte le postazioni arrivarono risposte affermative.<br />
"Cubo Borg in uscita dalla curvatura in 15, 14, 13... " cominciÃ² Steve al timone, le dita pronte ad avviare le manovre necessarie all'imminente battaglia.<br />
Il conto alla rovescia terminÃ² e il cubo Borg uscÃ¬ dalla curvatura ad una distanza dalla Curie che Enizia giudicÃ² quanto meno discutibile. AggrottÃ² le sopracciglia mentre il consueto raggio verde attraversava la plancia, scansionando tutti loro e la nave. Strinse le dita sul bracciolo della poltrona, anticipando mentalmente gli ordini che stava per dare al suo equipaggio, in attesa dell'attacco della nave nemica... che non arrivÃ².<br />
Non accadde nulla per dieci secondi, poi venti.<br />
<br />
"Che diavolo stanno facendo?" sbottÃ² Enizia.<br />
"Io non lo so, Capitano," rispose Nurell, apparentemente perplesso. "Non hanno attivato le armi, stanno solo fermi lÃ¬."<br />
"Non hanno nemmeno recitato il loro slogan," commentÃ² Steve, le dita incollate ai comandi.<br />
"Comunque sia, non intendo perdere tempo a scoprire perchÃ¨ non sembrano interessati ad assimilarci. Payton..."<br />
"Mi scusi, Capitano. Sono interessati ad assimilarci." La voce di Neral interruppe il capitano, bassa e priva di emozione. "Prima perÃ², presumo intendano recuperare ciÃ² che Ã¨ loro."</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Sun, 30 Oct 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-12 Adesso Basta!</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Baffin - Sala riunioni 1 - 05/12/2395, ore 20:30</b><br /><br />
"Filetto di zeres andoriano con patate terrestri arrosto e salsa di ribes bajoriani. Vi consiglio un vino rosso boliano... Ã¨ molto spezziato, ma si adatta perfettamente con la carne di zeres!" Appel sorrise soddisfatto per la sua esposizione del piatto. Per quanto amasse il suo lavoro di consigliere, amava di piÃ¹ il buon cibo. Anche quello spazzatura a dire il vero. Per lui mangiare era un piacere a cui non riusciva a dire no... riusciva persino a tenere testa ai tentativi di Volkoff di metterlo a dieta. Se quell'enorme russo era un esperto di combattimento ed infiltrazione, lui era un esperto nel nascondere scorte di cibo.<br />
 <br />
"Devo dire che vi trattate bene..." commentÃ² il primo ufficiale della Cepheus con un tono disgustato.<br />
"Si tratta di un evento particolare - intervenne Enizia - di solito mangiamo in mensa ufficiali, ma i nostri replicatori danno libero accesso a migliaia di ricette di centinaia di razze."<br />
"Uno dei pregi della Federazione..." si intromise il Capitano Norton con un tono sarcastico "ma d'altra parte Ã¨ anche un ottimo modo per distrarre la popolazione dai veri problemi. Dai loro il benessere e a nessuno importerÃ  del resto."<br />
 <br />
Brown sollevÃ² gli occhi al cielo. Quei due erano tanto paranoici da trovare una cospirazione anche in una cena... il fatto era che avevano ragione! Il Capitano Suri e il Tenente Payton dovevano essere ormai entrati all'interno della Cepheus e a breve il piano d'attacco avrebbe preso vita.<br />
 <br />
<br /><b>USS Cepheus - Celle detentive - 05/12/2395, ore 20:32</b><br /><br />
Il Capitano della Curie si portÃ² la mascherina al volto e il timoniere della Baffin fece altrettanto attendendo il segnale. Quando la vulcaniana fece un cenno affermitivo con la testa, l'umano liberÃ² il contenuto di una fiala pressurizzata preparata dalla dottoressa Fuentes. Il corridoio fu presto inondato da un gas inodore e invisibile. L'uomo di guardia iniziÃ² a sbadigliare e andÃ² a sedersi su una poltroncina posta davanti alla cella.<br />
Quello di sorvegliare i vulcaniani era sempre stato un incarico noioso. Nessuno si aspettava da quelle vecchie mummie qualsiasi tipo di scherzo. Ormai avevano superato l'etÃ  dei colpi di testa... e dopotutto dove sarebbero potuti andare? Per questo il sorvegliante fece buon viso a cattivo gioco e chiuse gli occhi addormentandosi comodamente seduto sulla poltroncina.<br />
 <br />
Il gas doveva ormai aver esaurito il suo effetto e Suri si limitÃ² ad avvicinarsi alla guardia addormentata e usare un ipospray per aggiungere una dosa di tranquillante maggiore. Payton intanto aveva smontato il pannello di sicurezza della porta e stava collegando alcuni fili fra loro.<br />
"Ci vorrÃ  molto?" chiese la vulcaniana.<br />
"Non sono Brown ma... voilÃ !" rispose guardando soddisfatto la porta che si apriva con un sibilÃ².<br />
 <br />
Suri osservÃ² l'interno della cella. La luce di una singola candela non permetteva di vedere molto, solo i contorni di cinque sagome avvolte nell'oscuritÃ . L'odore era terribile...<br />
 <br />
"Lunga vita e prosperitÃ ..." bisbigliÃ² il Capitano Suri all'oscuritÃ . Come fantasmi i vulcaniani si avvicinarono a loro. Steve ebbe un tuffo al cuore guardando le condizioni di quei patetici esseri. Malnutrizione, malattia, sofferenza... tutti i sintomi di una cattivitÃ  prolungata erano presenti nei prigionieri. Nonostante fossero vulcaniani, si rese conto che emanavano centinaia di emozioni.<br />
"Come siete riusciti ad arrivare qui?" chiese l'unica femmina del gruppo. Uno degli altri la sorresse quando parve che le sua gambe potessero cedere per le forti emozioni che stava provando.<br />
"Non Ã¨ il momento di spiegarvi la situazione. Abbiamo un piano per portarvi via da qui e prendere il controllo della nave."<br />
"Pensavamo di dovervi contattare alle 1.00 come concordato..." rispose la vecchia vulcaniana.<br />
"Purtroppo non possiamo essere sicuri delle comunicazioni. Avrebbero potuto intercettarle e ciÃ² avrebbe segnato la vostra fine... fra pochi minuti potremmo agire. Abbiate fiducia."<br />
 <br />
<br /><b>USS Cepheus - Sala interrogatori - contemporaneamente.</b><br /><br />
Una vibrazione si diffuse all'interno del braccio bionico di Pierce. Il segnale di Payton finalmente. Il Primo Ufficiale della Curie lanciÃ² un occhiata al gigantesco russo che rispose con un ghigno di soddisfazione.<br />
Volkoff si alzÃ², si sgranchÃ¬ il collo facendo scricchiolare le vertebre cervicali e finalmente soddisfatto si diresse verso lo scudo che li seprarava dalle guardie. I due un po' sorpresi ma per niente intimoriti vista la presenza dello scudo di energia, non si preoccuparono nemmeno di sollevare le armi.<br />
Quando Pierce vide il capo della sicurezza della Baffin mettersi in posizione, inviÃ² un segnale al virus creato da Brown. Tutti i sistemi della nave parvero bloccarsi per l'improvviso afflusso milioni di terabite di dati. Sistemi di sicurezza, navigazione, sensori, niente poteva resistere ad un assalto di guerra informatica in piena regola soprattutto una nave vetusta quanto la Cepheus e un equipaggio altrettanto inesperto. <br />
Lo schermo davanti a Volkoff tremolÃ² e si spense come un cerino in mezzo ad un uragano. Il russo allungÃ² le braccia e afferrÃ² i volti degli stupiti carcerieri per poi sbattere le loro teste l'una contro l'altra.<br />
"Pierce a Baffin, tutti i sistemi della Cepheus sono in avaria. Abbiamo circa venti secondi... attivate le squadre di assalto!"<br />
=^=Ricevuto. Squadre Beta e Gamma partite! Squadra Alpha in arrivo sulla vostra posizione. Il Capitano Suri ha fatto ritorno sulla Curie con i prigionieri!=^=<br />
 <br />
Uno scintilliÃ² segnalÃ² l'arrivo della squadra. Il Comandante Nurell, a capo della squadra alpha, segnalÃ² ai suoi uomini di rendere sicura l'area e consegnÃ² le armi al team che si era offerto come ostaggio.<br />
"Grazie Signor Nurell. Rapporto!"<br />
"Beta ha preso possesso della sala macchine e Gamma ha assaltato l'armeria bloccando i sistemi d'arma. Nessun ferito... siamo pronti per la plancia signore." <br />
"Faccia strada Comandante."<br />
 <br />
Gli uomini in assetto da combattimento scivolarono lungo i corridoi come se avessero vissuto per anni su quella nave. Pierce e Samak seguivano la squadra Alpha mentre Volkoff chiudeva la fila per proteggere loro le spalle.<br />
L'ingresso in plancia colse tutti di sorpresa. Gli uomini e le donne che si trovavano li, stavano impazzendo per ripristinare i sistemi in avaria. <br />
Nurell e la sua squadra furono rapidi e letali. Stordirono immediatamente gli uomini posti vicino alle sezioni piÃ¹ importanti o chiunque sembrasse portare armi.<br />
"Nessuno si muova!" ordinÃ² Pierce puntando il phaser verso la donna seduta sulla poltrona di comando. "Abbiamo preso possesso della nave... vi prego, arrendetevi senza reagire, questa storia deve finire." Nella voce di Pierce c'era una nota di supplica per quegli uomini che sembravano al limite. Anni di sofferenza, paura, di sopprusi da parte del loro stesso capitano, li avevano resi arrendevoli e sottomessi. Soprattutto ora che i loro uomini della sicurezza erano caduti senza riuscire minimamente a regire.<br />
La donna calva ed emaciata, seduta sulla poltrona di comando, sembrÃ² quasi emettere un sospiro di sollievo. Si alzÃ² senza proferire parola e lasciÃ² il posto all'uomo che, dopotutto, aveva liberato anche loro.<br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Sala riunioni 1 - 05/12/2395, ore 20:55</b><br /><br />
=^=Plancia a Capitano Enizia.=^=<br />
"Parli pure Signor Sorin."<br />
=^=Il Comandante Pierce le comunica che tutto va bene.=^= rispose criptico l'ufficiale scientifico.<br />
"La ringrazio." rispose chiudendo la comunicazione.<br />
"Si era preoccupata per i suoi uomini a bordo della Cepheus Capitano?" domandÃ² Norton con un sorriso sfrontato.<br />
"Era solo un controllo per verificare che gli ostaggi fossero salvi. Come dicono i terrestri: Fidarsi Ã¨ bene..."<br />
"Non fidarsi Ã¨ meglio..." terminÃ² per lei il primo ufficiale della nave avversaria.<br />
 <br />
"Capitano Norton, vorrei offrirle l'occasione per ripensare alla situazione. Sono perfettamente d'accordo con lei che l'equipaggio della Cepheus e lo stesso Comandante Bhreel, meritino una risposta alle viostre domande, ma una missione suicida come quella ideata da lei Ã¨ troppo rischiosa, oltretutto non ha tenuto conto di una cosa importante..."<br />
Norton bloccÃ² il braccio del suo primo ufficiale prima che se ne uscisse con una delle sue frasi piene di astio "E quale sarebbe questa cosa importante Capitano Enizia?"<br />
"Noi non abbiamo nessuna intenzione di tornare a casa..." affermÃ² l'andoriana suscitando lo stupore dei due. "Vede, noi siamo qui per nostra scelta. La missione del nostro convoglio Ã¨ appunto esplorare il quadrante delta. Non ci siamo finiti per un errore o altro, sapevamo quello che stavamo facendo!"<br />
 <br />
"O quasi..." mormorÃ² il Consigliere Appel strappando un sorriso a Brown.<br />
 <br />
"Voi siete pazzi!" tuonÃ² David afferrando il coltello con cui aveva tagliato la carne.<br />
 <br />
"Signor David, la prego di evitare azioni delle quali potrebbe poi pentirsi." avvertÃ¬ lologramma di Suri controllato dall'infermeria dalla dottoressa Fuentes.<br />
 <br />
"Quindi avete deciso di sacrificare i vostri uomini a bordo della mia nave?" si complimentÃ² Norton con voce glaciale "Mi fa piacere scoprire che i modi della Flotta Stellare non sono cambiati da cento anni a questa parte."<br />
 <br />
"Non si preoccupi Capitano Norton, i miei uomini sono al sicuro..." il sorriso di Enizia fece spalancare gli occhi ai due.<br />
 <br />
"Norton a plancia! Rapporto!" ordinÃ² l'uomo attraverso il comunicatore.<br />
=^=Qui plancia, tutto va come deve andare...=^= la voce di Pierce uscÃ¬ dal comunicatore sulla giacca del folle Capitano.<br />
"Sala Macchine! Squadre di sicurezza!" la voce del Primo ufficiale aveva una nota di panico.<br />
=^=Qui sala macchine, tutti i sistemi disattivati. Nessun ferito...=^=<br />
=^=Qui sicurezza, armi disabilitate e zona occupata.=^= altre voci sconosciute agli uomini della Cepheus ma ben note ad Enizia che sorrise soddisfatta.<br />
 <br />
"In questi cento anni abbiamo combattuto centinaia di battaglie. Romulani, klingon, il dominio... abbiamo combattuto e abbiamo vinto grazie alla risolutezza e alla preparazione dei nostri uomini. Posso affermare che lei non Ã¨ all'altezza di combattere con noi ad armi pari. Nonostante sia stato in grado di bloccarci in questo strano spazio senza stelle, ha fatto grandi errori tattici... il primo fra tutti permettere ai miei uomini di salire a bordo. Certo la vostra nave puÃ² avere una tecnologia che non riusciamo a capire, ma voi siete comunque esseri umani... se non puoi fermare un'arma puoi sempre bloccare la mano che la impugna."<br />
 <br />
"Tu stupido pazzo!" urlÃ² David all'indirizzo del suo Capitano. L'odio dell'uomo traspariva dal suo volto. "Ti avevo detto di ucciderli tutti! Ma tu..."<br />
 <br />
Il Primo Ufficiale non terminÃ² la sua filippica. Con un rapido movimento Norton afferrÃ² il suo coltello e lo piantÃ² nell'orbita oculare del suo sottoposto con un grido di rabbia. Una squadra della sicurezza fece irruzione prima che l'uomo potesse scagliarsi anche sugli altri.<br />
 <br />
"Portatelo via" sentenziÃ² il Capitano Enizia disgustata.<br />
 <br />
<br /><b>USS Cepheus - Ponte 9 - 05/12/2395, ore 21:15</b><br /><br />
"Clarice?" la voce di Zac uscÃ¬ fioca dal dpad nascosto sotto il cuscino della bambina. La piccola si affrettÃ² a prenderlo e portarselo davanti agli occhi.<br />
"Ciao Zac! Sei riuscito a parlare con i vecchi signori con le orecchie a punta?"<br />
"Si ti ringrazio, adesso sono anche loro amici miei!" il volto olografico di Zac si distese in un caldo sorriso.<br />
"E adessso? Andrai via?" chiese la bambina speventata.<br />
"Stavo pensando di invitarti a conoscere i miei amici e visitare la mia nave... che ne pensi?"<br />
"Mia mamma non vuole che io esco da qui... si spaventa sempre tanto quando io me ne vado in giro per la nave."<br />
"Allora invitiamo anche la mamma... so che adesso Ã¨ in plancia, sono certa che vorrÃ  fare un giro qui da noi."<br />
"Si!" commentÃ² entusiasta la bambina "Come faccio a venire da te?" chiese lei premendo con la piccola mano sullo schermo del monitor.<br />
"Non cosÃ¬!" rise Zac facendo sorridere anche la piccola. "Un mio amico sta arrivando da te per accompagnarti... spero che non ti dispiaccia se gli ho chiesto di venire a prenderti."<br />
"Se Ã¨ un amico tuo Ã¨ anche amico mio!" rispose sicura Clarice.<br />
"Lo riconoscerai subito Ã¨ un gigante dal cuore gentile... non ti spaventare ti prego, fidati di me."<br />
 <br />
Un timido bussare alla porta fece girare la piccola. La porta si aprÃ¬ e un uomo grande quanto una montagna si stagliÃ² sull'ingresso illuminato dalle luci di sicurezza del corridoio.<br />
Volkoff si limitÃ² a sedersi vedendo la paura dipingersi negli occhi della piccola. "Ciao Zac!" salutÃ² all'indirizzo dell'immagine sul dpadd che la bambina teneva stretto al petto.<br />
"Ciao Piotr, questa Ã¨ Clarice, una mia cara amica. Clarice questo gigante si chiama Piotr, non aver paura di lui."<br />
"Sei brutta..." borbottÃ² il russo all'indirizzo della piccola.<br />
"Anche tu!" rispose questa di rimando dopo un attimo di sopresa.<br />
"Tu di piÃ¹!" ribattÃ¨ lui<br />
"No, tu di piÃ¹!" lo riprese lei facendogli la linguaccia. Volkoff sorrise e la piccola fece altrettanto.<br />
 <br />
"Vogliamo andare? La mamma ti aspetta sulla mia nave." Clarice fece un cenno di assenso entusiasta con la testa. "Siediti qui che partiamo..." Volkoff le indicÃ² le gambe che teneva incrociate e la piccola vi si sedette senza mai lasciare il pad o la bambola.<br />
 <br />
"Volkoff a Baffin, due da teletrasportare!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Curie - Plancia - ore 05/12/2395, 21:30</b><br /><br />
Le porte del turbo ascensore si aprirono e la vulcaniana Neral fece la sua comparsa seduta su una sedia gravitazionale dell'infermeria, ad accompagnarla c'erano altri due vulcaniani e la dottoressa Fuentes. Dopo aver dato le prime cure ai vulcaniani prigionieri Suri aveva chiesto rispettosamente la loro presenza in plancia.<br />
"Neral, abbiamo analizzato i dati delle sfere che ci tengono intrappolati. Ma avremo bisogno del vostro aiuto per disabilitarle. Una squadra Ã¨ rimasta a bordo della Cepheus per scaricare tutte le informazioni." Suri fu diretta e non chiese nemmeno come la donna si sentisse. Questo parve un po' sollevare l'uomore di Neral, finalmente tornava a sentirsi una vulcaniana.<br />
La donna fece un cenno affermativo "Sappiamo bene come funzionano quelle sfere. Io e i miei compagni abbiamo dovuto contribuire nei calcoli neccessari alla loro costruzione."<br />
Suri fece un gesto di ringraziamento con la testa e indicÃ² la postazione scientifica nella quale il Comandante Boram stava giÃ  iniziando ad impostare il lavoro.<br />
 <br />
"Dottoressa Fuentes, com'Ã¨ la situazione?" chiese Suri rivolta all'ufficiale medico.<br />
"Abbiamo suddiviso l'equipaggio della Cepheus in due gruppi. Tutti quelli che sembrassero uomini della sicurezza sono stati confinati sulla Baffin, a noi sono rimasti gli altri. Le loro condizioni sono terribili, ma non gravi. Malnutrizione soprattutto... abbiamo riscontrato su molti individui danni provocati da torture. Il Capitano Norton trattava il proprio equipaggio molto peggio di quanto credessimo. Bhreel e Appel avevano ragione a chiederci di intervenire con la forza."<br />
"Vivere per anni in zona di guerra farebbe impazzire chiunque..." confermÃ² Suri. Avrebbe voluto aggiungere 'tranne i vulcaniani', ma aveva visto le condizioni di Neral e non era cosÃ¬ sicura di quella affermazione.<br />
 <br />
"Capitano..." la voce dell'ufficiale scientifico fece voltare la vulcaniana che si avvicinÃ² alla console.<br />
"Mi dica Signor Boram."<br />
"Le sfere che Norton ha usato per bloccarci sono qualcosa di incredibile. Sono in grado di assorbire le energie della nave soprattutto quelle emesse dai campi di curvatura. PiÃ¹ cerchiamo di scappare, piÃ¹ alimentiamo le sfere e rimaniamo bloccati."<br />
"C'Ã¨ un modo di disattivarle?"<br />
"Purtroppo no. Non possiamo avvicinarci con una navetta perchÃ¨ piÃ¹ siamo vicini ad una sfera piÃ¹ l'energia viene assorbita. Anche i phaser o i siluri sarebbero inutili, l'assorbimento Ã¨ cosÃ¬ forte che l'energia dell'esplosione di un siluro farebbe diventare le sfere ancora piÃ¹ potenti."<br />
"Alternative?" chiese la vulcaniana riflettendo.<br />
"Chiedere al Capitano Norton i codici di disattivazione oppure... entrare nella sua testa e prenderli. PerÃ² i suoi impianti borg creano troppe interferenze per una lettura chiara. Almeno per quanto riguarda me." lo scienziato rabbrividÃ¬ pensando alla follia che avrebbe potuto trovare all'interno della mente del loro nemico.<br />
"Chiederemo ai nostri consiglieri di fare prima un tentativo per avere quei codici in maniera appropriata. Se non funzionasse penserÃ² io ad eseguire una fusione mentale."<br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Celle detentive - 06/12/2395, ore 00:21</b><br /><br />
Le ore di interrogatorio non sortirono effetti. Bhreel e Appel tentarono di far ragionare Norton senza nessun successo. Il fatto di essere stato abbondatemente superato in astuzia e di essersi reso conto che l'esperienza e la tecnologia a disposizione della Flotta Stellare lo surclassavano, il Capitano Norton si era chiuso in un mutismo dettato dall'odio e dal risentimento.<br />
Appel era seduto davanti a lui mentre la collega era uscita dalla stanza per fare rapporto. Dall'altra parte dello schermo Enizia e Suri osservavano l'uomo con un misto di disgusto e pena.<br />
 <br />
"Potrebbe essere pericolosa una fusione mentale con una mente cosÃ¬ sconvolta?" chiese l'andoriana guardando Suri.<br />
"I rischi ci sono sempre, ma finchÃ¨ non la eseguo non posso esserne certa." rispose il Capitano della Curie.<br />
"Io torno a suggerire l'utilizzo di metodi alternativi..." borbottÃ² Volkoff che non aveva nascosto la sua disponibilitÃ  ad applicare qualche metodo di convincimento che mal si adeguava alla Flotta Stellare. Appoggiato alla parete, nella semi oscuritÃ  della stanza, il Comandante Nurell parve d'accordo con il suo sottoposto.<br />
"Lo lasci a noi dieci minuti Capitano, prima di rischiare la fusione mentale" la voce del mezzo vulcaniano era fredda come i suoi occhi.<br />
 <br />
"Buoni vuoi due..." commentÃ² Enizia senza nemmeno voltarsi "Quando vuole Capitano."<br />
 <br />
La fusione mentale fu dura. Suri si immerse nei ricordi e nell'odio di Norton. Vide le sue battaglie e le sue sconfitte, la guerra incessante contro le razze che popolavano il quadrante delta. Le vessazioni subite dal suo stesso padre che aveva affogato nell'alcool e nel risentimento la sua incapacitÃ  di comandare. Il Capitano della Cepheus era cresciuto cosÃ¬, vittima di sopprusi con la scusa di renderlo piÃ¹ forte e lui aveva fatto altrettanto con il proprio equipaggio, ma non si era reso conto che cosÃ¬ facendo li aveva solo spezzati senza nessuna possibilitÃ  di ripresa.<br />
Come larve umane l'equipaggio della nave si aggirava per i corridoi giorno dopo giorno. Non c'era piÃ¹ il calore della famiglia che si poteva respirare su qualsiasi nave della flotta stellare. C'erano solo automi.<br />
 <br />
Quando Suri uscÃ¬ dalla fusione era disgustata e sfinita. Il dottor Maurian fu veloce a somministrare una dose di tranquillante al Capitano Norton che fu poi trasferito in una cella adeguata alle sue condizioni.<br />
 <br />
"Avrete molto lavoro da fare con l'equipaggio della Cepheus..." commentÃ² Suri all'indirizzo dei due consiglieri. Appel fece un cenno affermativo con la testa, aveva giÃ  parlato con alcuni di loro.<br />
"E' riuscita a trovare i codici delle sfere?" chiese Enizia<br />
"Si, li trasmetto subito in plancia. Dovremmo riuscire a liberarci velocemente."<br />
 <br />
Il Capitano della Baffin sospirÃ² mentre la tensione le scivolava di dosso. <br />
 <br />
=^=Codici ricevuti e ritrasmessi, l'energia sta tornando e i sensori riprendono a funzionare! Oddio...=^=<br />
"Signor Thurax che succede!?"<br />
 <br />
=^=Signore... i Borg... sono qui.=^=<br />
<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 12 Sep 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-11 Interpretazioni</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Baffin - Sala riunioni 1 - ore 20:10</b><br /><br />
"TaH pagh taHbe" - disse Enizia, nel suo miglior klingon.<br />
"E questo sarebbe? - domandÃ² il capitano Norton, incuriosito - Cos'Ã¨, un poema klingon?"<br />
La sala riunioni uno era stata riarredata per l'occasione. Il tavolo da riunioni era stato ricoperto da una tovaglia candida, appena replicata.  Piatti e bicchieri erano stati lucidati con cura ed il menu studiato con attenzione. Anche le sedie erano state coperte in modo da far assomigliare l'ambiente al tavolo del capitano di una nave da crociera - un dispendio di energia che in un altro momento Enizia avrebbe giudicato inutile e dannoso, ma che questa volta perfino Suri aveva approvato. Bisognava impressionare gli ospiti.<br />
*Peccato che non siano realmente ospiti * - pensÃ² Enizia, cercando di mantenere in faccia il sorriso che si era imposta dall'inizio della serata. Sembrava uno di quegli olodrammi in costume che erano andati di moda sulla terra negli anni in cui era all'Accademia, riflettÃ© guardando il proprio volto nel rovescio di un cucchiaio. Gli ufficiali di una nave terrestre del diciassettesimo secolo che invitavano al tavolo del capitano il romantico corsaro nemico che aveva catturato la nave. Peccato che l'uomo che le era seduto accanto in quel momento non avesse proprio nulla di romantico. Anzi...<br />
"In realtÃ , Ã¨ la traduzione di un dramma umano - disse Enizia, e alzÃ² il bicchiere per sorbire distrattamente un sorso di birra romulana sintetizzata. <br />
Tutte le riserve piÃ¹ o meno clandestine di autentica birra romulana erano state sacrificate tempo prima. A meno che Volkoff non avesse piÃ¹ niente di nascosto nel proprio alloggio. Le sarebbe piaciuto approfittare dell'opportunitÃ  per mandare qualcuno a dare un'occhiata, visto che insieme a Samak e a Pierce, il russo era stato spedito in ostaggio sulla Cepheus. AlzÃ² lo sguardo verso l'altro capo del tavolo, dove era seduta Suri. No, tutto sommato non sarebbe stata una buona idea. Quei due avrebbero finito con l'accorgersi sarebbero accorti che l'altro capitano non subiva effetti dall'alcool.<br />
Non dovevano capire che Suri era un ologramma.<br />
"E' la traduzione in klingon della prima frase del monologo di Amleto. Essere o non essere." - continuÃ².<br />
"E' stato tradotto in klingon?" - si stupÃ¬ Norton.<br />
"Oh, si - confermÃ² Enizia - In effetti, l'ho anche visto recitare in lingua klingon"<br />
"Le nostre banche dati non contengono molto della lingua o della cultura klingon - disse Peter David - So solo che all'epoca erano nemici, che ci sono state guerre e morti... Molti morti"<br />
"Le cose cambiano - intervenne Luz Fuentes - Non abbiamo piÃ¹ combattuto con i Klingon dai tempi degli accordi di Khitomer, nel 2293"<br />
Lo sguardo di Norton si incupÃ¬:<br />
"Mio nonno Ã¨ sfuggito a quella guerra solo per avere a che fare con una guerra ancora peggiore. Che anno ha detto? 2293? In     quel periodo, i naufraghi della Cepheus stavano combattendo per sopravvivere in questo ambiente, questo Quadrante Delta che Ã¨ stato la nostra prigione. La nave non era preparata ad un viaggio del genere. L'equipaggio non era preparato ad un viaggio del genere."<br />
"Avrebbero dovuto fare solo un esperimento, e poi tornare a casa - rimarcÃ² David - Non erano esploratori e non erano militari. La Cepheus non aveva neanche dei siluri fotonici a bordo."<br />
"So che l'equipaggio della nave era in gran parte composto da ricercatori civili" - disse Timeran Bhreel.<br />
Il piÃ¹ giovane sembrÃ² decidere di prendere l'iniziativa. AppoggiÃ² le posate sul tavolo e guardÃ² dritto verso la trill, seduta di fronte a lui:<br />
"In effetti Ã¨ cosÃ¬ - disse - Lei sembra sapere della Cepheus piÃ¹ di tutto il resto dell'equipaggio della nave, capitano compreso"<br />
"Voi sapete giÃ  perchÃ© conosco quella storia - rispose la consigliera - Sappiamo che avete controllato le nostre banche dati. Anche quella sui trill"<br />
"Nemmeno sui trill i nostri antenati sapevano molto... - disse Norton - Non mi dispiacerebbe sapere che cosa faceva un giornalista trill sulla Terra nel 2278, ma lasciamo andare... Che cosa sa sulla Cepheus? Che cosa le dicono i suoi ricordi delle persone che ci sacrificarono in quella missione?"<br />
La trill abbassÃ² gli occhi e scelse con cura le parole:<br />
"Non ho mai creduto nelle cospirazioni. Ma credo che il precedente ospite del mio simbionte sia morto per aver cercato di approfondire il caso della scomparsa della Cepheus"<br />
<br />
<br /><b>Cepheus - Luogo imprecisato - ore 20:10</b><br /><br />
Zac non avvertÃ¬ subito quello che stava succedendo. LÃ¬ per lÃ¬, sembrava solo un altro codice, non abbastanza diverso dagli altri da attirare la sua attenzione, ma poi si rese conto -  se rendersi conto Ã¨ la definizione - che era isolato dagli altri. Non era legato a nulla e sembrava non avere alcuna funzione, eccetto quella di navigare tra i sistemi informatici della nave, fermandosi solo quando incontrava qualche sistema incompatibile - un problema che aveva avuto anche lui, inizialmente. I sistemi di quella nave provenivano erano stati creati da molte razze differenti. Chi li aveva inglobati non si era preoccupato di integrarli nella maniera migliore o piÃ¹ compatibile; piuttosto aveva provveduto a sovrapporli gli uni agli altri in maniera da farli in qualche modo funzionare.<br />
CercÃ² di assorbire il codice per poterlo conservare e studiare con comodo all'interno di una delle sue molte subroutines, ma il codice gli sfuggÃ¬, letteralmente, imboccando una consolle e poi passando subito attraverso le reti che gestivano le comunicazioni interne. Zac lo seguÃ¬ e riprovÃ² ad inglobarlo. Di nuovo il codice gli sfuggÃ¬, scivolando tra le reti, giÃ¹ verso il sistema che gestiva la sicurezza della nave.  In un anfratto del suo programma, si chiese se non fosse stato scoperto, se non fosse lÃ¬ per lui, se il codice non fosse che un modo della nave per attirarlo dove non avrebbe potuto uscire. Doveva preoccuparsi della bambina, quella bimba cosÃ¬ sola e che in breve tempo aveva inciso tanto profondamente nelle sue subroutines. EsitÃ², ma la sua programmazione primaria lo portava ad indagare e quindi finÃ¬ con il continuare a seguire il codice straniero, intrigato dal mistero e nello stesso tempo diffidente.<br />
<br />
<br /><b>Baffin - Hangar navette - ore 20:10</b><br /><br />
Steve Payton finÃ¬ di agganciare il casco alla tuta extraveicolare, quindi accennÃ² alle sue spalle che aveva completato il controllo dei sistemi. Il capitano della Curie, dietro di lui, chiuse il portellone della camera di compensazione, quindi gli fece segno che stava per depressurizzare la cella. L'uomo accennÃ² di sÃ¬ un'altra volta. Da dentro la tuta non era in grado di avvertire il sibilo dell'aria che usciva rapidamente dalla camera di compensazione, nÃ© il freddo dello spazio esterno, ma quando il portellone si aprÃ¬ non potÃ© fare a meno di provare un brivido.<br />
Si mise in posizione. Suri si chinÃ² accanto a lui, mettendosi a sua volta in posizione.<br />
"Sono pronto" - disse nella radio.<br />
=^= Dalla partenza, dovremo osservare completo silenzio radio -  lo avvisÃ² Suri -  Dalla Curie ci terranno d'occhio, ma non potranno teletrasportarci indietro se qualcosa andasse storto"<br />
Nel suo dizionario personale, quello voleva dire che erano da soli e che solo le loro pelli sarebbero state a rischio, in quella missione.<br />
"Affermativo" - era l'unica cosa che potesse dire in quel momento, pensÃ².<br />
=^= Tre. Due. Uno. Lancio! =^=<br />
PartÃ¬. La pressione gli fece incassare il capo tra le spalle. AvvertÃ¬ alla bocca dello stomaco la differenza di gravitÃ , ma per precauzione era stato attento a non mangiare nulla nella giornata - da quando il capitano Enizia gli aveva ordinato quel lancio extraveicolare. Dai comandi sul braccio destro, riusciva a regolare facilmente la spinta data dai razzi. Il casco non gli permetteva di girare la testa piÃ¹ di tanto, ma con la coda dell'occhio riusciva a cogliere la linea tenuta dal capitano della Curie, a poca distanza da lui.<br />
Una navetta non sarebbe stata in grado di uscire senza che i discendenti della Cepheus se ne accorgessero. Invece, un corpo non Ã¨ distinguibile da un qualunque meteorite metallico di passaggio e quindi Ã¨ difficilissimo da individuare anche con sensori molto sofisticati. A meno di non aspettarselo. A meno di non cercarlo apposta. A meno di una botta di sfortuna tale da bastarti per il resto della vita...<br />
Il bracciale gli mostrÃ² un lieve sbandamento e con un colpetto ai razzi corresse la rotta. Non avevano punti di riferimento in quello spazio totale, nero e profondo. Solo la nave alle sue spalle e l'ammasso oscuro della sua destinazione. ControllÃ² di nuovo. Rendez vous meno 14 secondi. Dodici. Undici. Dieci...<br />
<br />
<br /><b>Cepheus - Hangar navette - ore 20:10</b><br /><br />
Gli uomini che li sorvegliavano si stavano annoiando. Bene. Un uomo o una donna che si annoiano tendono a distrarsi, pensÃ² Volkoff.<br />
Per conto suo, aveva troppo da pensare alla missione per annoiarsi. Se aveva calcolato bene, il timoniere della sua nave ed il capitano della Curie in quel momento stavano arrivando all'esterno della Cepheus ed un'occhiata a Samak gli fece capire che anche lei aveva fatto il medesimo calcolo. Pierce, dal canto suo, aveva giÃ  provveduto a effettuare la sua parte. Lo aveva visto appoggiarsi casualmente alla consolle del teletrasporto all'arrivo a bordo di quella nave. Volkoff non avrebbe saputo fino al loro ritorno a bordo della Baffin se il programma aveva funzionato o no.  Sempre che fossero ritornati.<br />
Li avevano riaccompagnati nella medesima cella dove li avevano tenuti la prima volta. A sorvegliarli in quel momento erano in tre, gli stessi uomini e la donna dal volto angoloso che li avevano accolti alla pedana del teletrasporto al loro primo arrivo. Mancava solo David, che in quel momento stava cenando al tavolo del capitano sulla Baffin.<br />
Le braccia munite di armi borg erano abbassate. Non si aspettavano da loro una ribellione. Del resto, non avevano nessuna intenzione di ribellarsi. Avrebbero fatto la loro parte di ostaggi fino in fondo.<br />
Volkoff sorrise tra sÃ©.<br />
Quasi, fino in fondo.<br />
<br />
<br /><b>Cepheus - Luogo imprecisato - ore 20:28</b><br /><br />
Zac non aveva ancora raggiunto quel codice cosÃ¬ elusivo. Continuando a seguirlo, aveva raggiunto i sistemi di sicurezza della nave. Non erano i migliori che avesse mai visto. I sensori avrebbero avuto bisogno di riallineamento. Le armoniche erano sfasate di almeno due millimetri, un difetto che - comprese - risaliva ad una antica riparazione. Probabilmente, negli anni qualcuno aveva improvvisato una giuntura tra due sistemi ed aveva ringraziato qualunque entitÃ  pregasse perchÃ© l'unione sembrava  funzionare. L'inquinamento da naniti borg era ancora piÃ¹ pesante di quello presente in altri sistemi, ma Zac era una entitÃ  singola ed i naniti lo ignoravano, rimanendo inattivi al suo passaggio. Il codice, dal canto suo, sembrava essersi fermato all'interno del sistema di sicurezza della nave, come se avesse raggiunto la sua destinazione finale. Zac lo sondÃ², delicatamente, appena sulla superficie. Si rese conto che - nonostante la sua apparente estraneitÃ , possedeva in realtÃ  uno schema molto simile al suo.<br />
D'improvviso, si rese conto che il codice si stava espandendo. Duplicava le sue righe aggiungendole a sÃ©, moltiplicandosi, invadendo lo spazio di quella rete.<br />
Un virus! pensÃ² Zac. Eppure, il codice non attaccava le reti, continuando ad operare in perfetto isolamento. Si limitava a crescere ed espandersi, senza fretta, ma con evidente determinazione. Presto gli operatori alle consolle si sarebbero accorti di un rallentamento nell'operativitÃ  dei sistemi della sicurezza della nave ed avrebbero dovuto lanciare una diagnostica. Avrebbero scoperto il virus... E peggio ancora, avrebbero scoperto lui.<br />
<br /><b>Cepheus - Luogo imprecisato - ore 20,28</b><br /><br />
Steve Payton regolÃ² i comandi della sua tuta per rallentare la sua corsa. Stavano arrivando a destinazione. Sotto di lui, c'era la sagoma oscura della Cepheus... Un nome di comodo, visto che solo una parte di essa era uscita dai cantieri della Flotta Stellare. Tante parti erano state ricavate da relitti di altre navi. Si chiese che velocitÃ  di curvatura sarebbe stata in grado di raggiungere. Non elevata, ne era sicuro. Anche la sua capacitÃ  di manovra doveva essere limitata...<br />
Il capitano della Curie attirÃ² la sua attenzione e puntÃ² il dito verso un punto della struttura. Gli uomini della Cepheus non avevano sottratto al loro equipaggio gli strumenti. Non avevano nemmeno provato a cancellare i dati che gli uomini stavano riportando a bordo delle loro navi. Eppure, avrebbero dovuto sapere che la loro nave era protetta dai sensori esterni, ma non da una rilevazione che procedesse dall' interno... E la dottoressa Fuentes aveva trovato le tracce degli esseri senzienti, con tutte le loro posizioni. Non era stato difficile ricavarne un tracciato, per quanto sommario.<br />
Suri estrasse dalla tuta quattro piccoli apparecchi, che appoggiÃ² alla superficie in duranio, formando un quadrato. Li magnetizzÃ², quindi tirÃ² fuori un piccolo phaser a luce sottile ed iniziÃ² a perforare lo scafo esterno al centro del quadrato. Steve la imitÃ², partendo dall'altro lato, stando attento a non superare mai il margine inquadrato dai quattro apparecchi. Il capo ingegnere, Brown, gli aveva detto che da quella distanza sarebbero bastati pochi minuti a praticare un buco abbastanza grande per farli passare, ed in effetti dopo poco Steve si appoggiÃ² al quadrato delimitato con tutta la forza dei retrorazzi della sua tuta. Lo sentÃ¬ cedere. EntrÃ². AvvertÃ¬ immediatamente il peso della gravitÃ  artificiale che tornava a gravare sulle sue gambe.<br />
Pochi istanti dopo, Suri lo seguÃ¬ all'interno. Fino a quel punto, tutto bene.<br />
Si guardÃ² intorno. Si trovavano, come previsto, in un angolo di un vecchio hangar navette. Doveva essere stato usato come deposito di materiali per la quantitÃ  di ciarpame che si vedeva in giro. Comunque, non c'era nessuno e a lui andava bene cosÃ¬. SganciÃ² il casco e con qualche difficoltÃ  si sfilÃ² la tuta extraveicolare. La temperatura era piuttosto bassa. Sopra di lui, si vedeva il cielo nero e privo di stelle attraverso il buco che avevano appena attraversato.<br />
"I connettori che abbiamo piazzato all'esterno faranno credere ai sensori della nave che non c'Ã¨ niente di strano e manterranno la pressione interna con il loro campo di forze, quindi non dovremmo avere problemi da quel lato. Tutto bene?" - gli chiese il capitano. La donna si stava finendo di sfilare a sua volta la tuta EVA.<br />
"Tutto OK. Ma da qui, dove andiamo esattamente?" - domandÃ² Steve.<br />
"C'Ã¨ una zona abitativa, a tre ponti da qui. E' lÃ¬ che si trovano i vulcaniani che ci hanno contattato"<br />
"Tre ponti! - esclamÃ² il timoniere - Come facciamo ad arrivare lÃ  senza che la sicurezza si accorga di noi?"<br />
"Pierce invece di richiamare Zac, attraverso la sua connessione Borg ha trasmesso un virus che in questo momento sta infettando i terminali della sicurezza. Questo significa che prima di tutto, dobbiamo trovare un terminale aperto... Devo recuperare Zac. Lui, e tutte le informazioni che nel frattempo Ã¨ riuscito a raccogliere. E' pronto, tenente?"<br />
"PerchÃ©, ne dubita? Andiamo!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 01 Sep 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-10 Un lampo nel buio</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Uss Baffin - Sala Tattica - ore 17.30</b><br /><br />
Il tempo sembrava non passare per gli ufficiali delle 2 navi federali: al momento la prioritÃ  era recuperare Zac e le informazioni che aveva raccolto nel suo peregrinare tra i circuiti della Cepheus. molto probabilmente, tra i dati raccolti dal programma olografico di Brown, c'era anche quello che gli avrebbe permesso di uscire da quella bolla che li imprigionava e, una volta liberi, la pare del leone sarebbe stata loro, forti della superioritÃ  numerica e della loro tecnologia avanzata.<br />
Temendo che le loro conversazioni potessero essere spiate, erano costretti a comunicare tra loro sottovoce, come antichi cospiratori, qualcuno aveva addirittura replicato carta e penna e scriveva messaggi che poi, subito stracciava,. Tynan, facilitato dal suo recente dono telepatico, leggeva le idee di tutti i presenti in contemporanea e, cogliendo un lampo di un pensiero di Brown, gli diede la probabile soluzione.<br />
Il problema non era tanto quello di tornare a bordo della Cepheus, perchÃ¨ probabilmente Norton li avrebbe convocati per sapere cosa avevano deciso in merito alla sua proposta, ma come fare a recuperare Zac senza farsi scoprire. Certamente non potevano piazzare il supporto del programma olografico vicino ad una consolle, perchÃ¨ qualche sospetto l'avrebbero creato.<br />
"Possiamo utilizzare le parti bioniche di Pierce." disse piano al Capo Ingegnere, il quale alzÃ² lo sguardo dal foglio su cui stava facendo calcoli e lo fissÃ² in quello del Trill. La sua mente cominciÃ² ad elaborare quello che lo scienziato gli aveva appena suggerito e all'improvviso disse ad alta voce "Si puÃ² fare!"<br />
"Cosa?" chiese Suri<br />
Il Capo Ingegnere s'avvicinÃ² ai 2 Capitani, sedute vicine, e contando sul loro udito sopraffino, sussurrÃ²:<br />
"Potrei inserire nel braccio di Pierce un microsensore che invii un segnale di recupero a Zac e che sia anche in grado di ospitarlo sino al suo ritorno a bordo, dove sarÃ  poi scaricato nel suo alloggio abituale. Il Comandante saprÃ  dell'avvenuto recupero, perchÃ¨ Zac potrÃ  comunicare con lui attraverso un trasmettitore/ricevitore che potrei inserire nel suo occhio bionico. e tutto questo senza necessitÃ  di connettersi fisicamente con niente, basterÃ  passare davanti ad un loro terminale e il sensore si attiverÃ !"<br />
"Il segnale dovrÃ  confondersi tra i loro, perchÃ¨ non credo che sarebbero magnanimi se dovessero scoprirlo." ribattÃ¨ Enizia, nello stesso tono di Brown.<br />
"Non Ã¨ un problema:" rispose l'Ingegnere.<br />
Suri ed Enizia si scambiarono un gesto d'intesa e la vulcaniana disse <br />
"Informate Pierce e procedete."<br />
Ora dovevano solo mandare Pierce tra le braccia del nemico.<br />
<br />
<br /><b>Cepheus - Plancia - ore 18.50</b><br /><br />
"Capitano ci chiamano dalla Baffin?" disse David sorpreso.<br />
"Avranno preso una decisione? Sullo schermo!"<br />
Il volto inespressivo di Suri apparve sullo schermo.<br />
=^=Capitano, che coincidenza, stavo per chiamarla io. Avete considerato la mia proposta?=^=<br />
=^=Devo ammettere che la possibilitÃ  di accorciare il nostro viaggio e tornare a casa, ci tenta molto. Abbiamo perÃ² diverse perplessitÃ , ed Ã¨ per questo che vorremmo che venisse a bordo da noi per cena. AvrÃ  cosÃ¬ modo di chiarire i nostri dubbi. Come segno della nostra buona fede, invieremo alcuni dei nostri Ufficiali da voi, sino al suo ritorno a bordo della sua nave.=^=<br />
Norton, preso in contropiede, esitÃ² qualche secondo, ma alla fine, per non dare segni di debolezza rispose:<br />
=^=Perfetto Capitano, sarÃ² lieto di rispondere alle vostre domande, se perÃ² anche voi risponderete alle nostre.. A dopo allora.=^=<br />
<br />
<br /><b>Baffin - plancia - ore 18.55</b><br /><br />
Chiuso il collegamento, Suri si girÃ² verso la sua collega.<br />
"Sembra che non abbiano sospetti!"<br />
"Comandante Ã¨ pronto?" chiese Enizia al Primo Ufficiale della Curie, appena tornato dalla Sala Macchine, dove brown aveva provveduto a modificare i suoi apparati biomeccanici, per permettergli di recuperare Zac.<br />
"Si Signore: in fondo devo solo piazzarmi vicino ad un terminale . Brown Ã¨ sicuro che Zac capterÃ  il segnale di recupero immediatamente e nel giro di pochi minuti lo avrÃ² recuperato, quindi non dovrete intrattenere quello psicopatico di Norton piÃ¹ del necessario!"<br />
"Volkoff e Samak verranno con lei. Buona Fortuna!" terminÃ² Enizia.<br />
<br />
<br /><b>Cepheus - Sala Teletrasporto - ore 19.25</b><br /><br />
"Capitano, continuo a pensare che non sia una buona idea andare a bordo da loro!" diceva David evidentemente preoccupato.<br />
"E che cosa ci potrebbero fare, bloccati cosÃ¬ come sono? Tranquillo e poi credo che saranno piÃ¹ propensi ad esaudire alle nostre richieste, in merito alla bella Trill, se si sentiranno al sicuro sul loro territorio. Una volta che Brheel avrÃ  confermato che la Flotta era a conoscenza di quello che ci sarebbe accaduto, non potranno che appoggiarci, sai per tutte quelle storie sull'onore di cui si vantano nella flotta! E poi sono sicuro che il loro cibo sia migliore del nostro. Coraggio David, andiamo." disse posizionandosi sulla piattaforma del teletrasporto e lisciandosi la giacca di quella che doveva essere un'uniforme di gala.<br />
<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Luz Fuentes<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Luz Fuentes</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 25 Jul 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-09 Giustizia e VeritÃ </title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Cepheus - luogo e tempo irrilevanti</b><br /><br />
Zac stava sospeso ad osservare il flusso del codice. Lo faceva spesso perchÃ© gli era stato insegnato cosÃ¬ dai suoi creatori. "Si impara sempre qualcosa di nuovo osservando il codice degli altri." diceva il vecchio Brown. Ed in effetti aveva ragione, Zac aveva imparato un sacco di cose da quando era stato creato. Aveva visto e assimilato codice proveniente da tantissime razze dei diversi quadranti. Esisteva codice lineare, estremamente performante, oppure elaborato e pieno di fronzoli ma geniale nella sua eleganza. C'era codice oscuro: scritto in modo talmente difficile da interpretare, da risultare praticamente inutile, funzionava solo per confondere gli inesperti alle prime armi . C'era perfino del codice che non era riuscito a capire cosa facesse. Proveniva da una di quelle razze strane a cavallo tra due dimensioni. Neanche gli umani lo avevano capito. Era comunque lÃ¬, ogni tanto lo faceva girare e lo guardava, per imparare. <br />
Li aveva integrati tutti, qualcuno di piÃ¹, altri meno, ma ognuno aveva dato il suo contributo. Oh, si, anche i Borg. Ma il contributo dei Borg in Zac non era dato dal loro codice, gli era stato dato da un'idea del giovane Brown  che poi aveva rielaborato lui stesso. Come l'aveva definita Brown? "a la Zac". Modificava il codice di continuo e lo adattava alle situazioni. Polimorfismo adattativo, lo chiamava lui. In effetti da quella volta aveva rielaborato il proprio codice in funzione di quell'idea ed era piano piano cresciuto, si potrebbe anche dire evoluto. Senza prendere la parola troppo sul serio. PerÃ² era cambiato, lo sapeva. E lo sapeva anche Brown. Prima o poi avrebbero dovuto parlarne. <br />
"Ecco quel frammento." Zac lo seguÃ¬. MutÃ² rapidamente e Zac fece lo stesso. Non c'era una vera e propria firma o un seme a cui agganciarsi per la ricerca, ma Zac lo riconosceva dal modo in cui cambiava era uguale a come faceva lui. Era un segnale, probabilmente una sorta di feedback. Un richiamo che lo porto giÃ¹, nel cuore del sistema. Dentro la parte piÃ¹ nascosta di se stesso.<br />
<br />
<br /><b>Flashback  - San Francisco, Terra  - 15 agosto 2278 - ore 20.55</b><br /><br />
La luce lo investÃ¬ improvvisamente, abbagliandolo. Kevel si abbassÃ² lo sguardo proteggendosi gli occhi con una mano. Quando uscivi dal Daily Quadrant Building capitava spesso che qualche altro grattacielo ti riflettesse i raggi del sole al tramonto dritto in faccia. JJ Jameson, il capo, diceva che era la luce della veritÃ  che solo il Daily Quadrant ti poteva dare. Quella stessa luce che si era spenta proprio quel giorno quando gli avevano rifiutato l'ultimo articolo che aveva preparato sul caso Cepheus. Era ancora nel Dpad che teneva in mano e da li non sarebbe mai uscito.<br />
"Ragazzo, questa roba ormai Ã¨ vecchia. Non interessa piÃ¹ a nessuno. I lettori vogliono notizie fresche!" aveva cominciato il capo redattore.<br />
"Ma, signor Jameson, la gente deve sapere le cose come stanno. Qualcuno sta cercando di nascondere la veritÃ  a tutti i costi."<br />
"Non hai prove. Hai solo quel pad con su tutta quella roba che chissÃ  da dove viene."<br />
"Molte informazioni sono state confermate anche dai fatti." Aveva insistito Kevel.<br />
"A me sono sembrate coincidenze. Andiamo ragazzo, esseri alieni sconosciuti che ci lasciano una tecnologia senza il libretto di istruzioni? Sembra la trama di un telefilm di qualche secolo fa."<br />
"La Federazione ha dovuto fare anche marcia indietro sulla questione degli scudi adattativi."<br />
"Basta! Non c'Ã¨ stata una smentita ufficiale. L'unica cosa di ufficiale Ã¨ stata la denuncia al Daily e la diffida al pubblicare altri articoli diffamatori. Il caso Ã¨ chiuso!" E con questo lo aveva rispedito nel suo ufficio. Non era da Jameson comportarsi cosÃ¬. C'era qualcosa sotto. Possibile che il Daily avesse subito delle pressioni dall'alto per far tacere la notizia?<br />
 Per tutto il giorno non era riuscito a pensare ad altro e anche adesso che stava tornando a casa faceva fatica a pensare ad altro. <br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus - luogo e tempo irrilevanti</b><br /><br />
Adesso era in piedi al centro della stanza. Si guardava in torno cercando un solo particolare che fosse fuori posto o diverso da come ricordava quel luogo. Le pareti erano coperte di scaffali di legno scuro in cui erano stipati libri e altri oggetti. Qualche vecchio computer, ormai pezzo da museo, faceva bella figura nei ripiani piÃ¹ alti. C'erano piccoli schermi tra un libro e l'altro che mostravano vecchie foto di famiglia. Tutto era ben ordinato e non c'era traccia di polvere. La finestra dietro la grande scrivania proiettava un fascio di luce all'interno della stanza e la figura in piedi risultava nera in controluce.<br />
Chiaramente era tutto finto. Una ricostruzione perfetta di quel vecchio studio che aveva visto cosÃ¬ tante volte. <br />
"Caro Zac, ti stai comportando molto bene. Sono fiero di te. Come posso darti una mano?"<br />
"Signore?"  Era il modo in cui Zac si riferiva al suo vecchio sviluppatore.<br />
"Se sei venuto fin qua giÃ¹ sarÃ  per un motivo, immagino. E' per via della bambina?"<br />
"Precisamente Signore. E' sicuramente in pericolo sulla Cepheus e questa situazione ha attivato qualche subroutine che mi obbliga a salvarla. D'alto canto il signorino mi ha dato il compito di introdurmi nei sistemi della nave ostile per trovare il modo di salvare le nostre navi e il loro equipaggio."<br />
"Mi sembra confuso..."<br />
"No Signore"<br />
"A chi hai dato la prioritÃ ?"<br />
"Alla bambina, Signore."<br />
"E lo sai il perchÃ©?"<br />
"Stavo seguendo la traccia di codice che partiva dalla subroutine che si Ã¨ attivata. La funzione di annotazione del codice indicava lei come autore del codice. Erano parecchi anni che non vedevo quello stile, Signore, ancora mi stupisco di come..."<br />
"Zac..."<br />
"Mi sono permesso di seguire le definizioni fino giÃ¹ in profonditÃ  ma ad un certo punto... Forse un puntatore a funzione indirizzato male. O un deterioramento dei cristalli ha provocato la riallocazione delle strutture in memoria..."<br />
"Non Ã¨ da te perdersi, Zac."<br />
"Ha ragione Signore. Ma qui in profonditÃ  non sono mai arrivato Ã¨ ho un po' di... timore potrei dire. Non sapevo bene cosa aspettarmi."<br />
"Ti capisco benissimo. Per noi umani Ã¨ la stessa cosa. Non si puÃ² mai sapere cosa puÃ² esserci nel profondo del nostro io. Ma tu Zac sei giÃ  diventato umano?"<br />
"Per la veritÃ , Signore, sapevo che da qualche parte c'era lei. Come so che da qualche parte c'Ã¨ anche il Signorino Alan, anche se non l'ho ancora trovato. Ho visto che questo processo girava in ring 0 con privilegi elevati e cosÃ¬ ho deciso di dare un'occhiata. Questa stanza Ã¨ esattamente come la ricordavo. A questo punto deduco che la prioritÃ  alla bambina l'abbia data lei Signore."<br />
"No Zac, l'hai data tu. Io avevo messo quella funzione di callback come sicurezza. Per darti un rinforzo nel caso non tu non avessi dato il giusto peso ad una situazione come questa. Ma vedo con piacere che Ã¨ codice vecchio e non serve piÃ¹, puoi commentarlo. E poi io qui non sono nemmeno reale: sono codice. Sei tu che mi stai facendo girare."<br />
"Lei Signore mi ha sempre insegnato che nessuna vita Ã¨ piÃ¹ importante di un'altra. E per me sono tutte importanti. Ma ho pensato che quella bambina la sua vita non l'ha ancora vissuta. E' molto giovane, tutte le altre persone hanno giÃ  fatto molte scelte e vissuto le loro esperienze molto piÃ¹ a lungo. Credo di aver deciso che quella bambina abbia il diritto di vivere anche lei la sua vita. Un privilegio cosÃ¬ non va sprecato."<br />
"Ah! e poi ti chiamano ologramma..."<br />
<br />
<br /><b>Flashback  - San Francisco, Terra  - 15 agosto 2278 - ore 21.15</b><br /><br />
Il primo uomo si staccÃ² dal lampione su cui era appoggiato appena Kevel lo superÃ², ma nessuno ci fece caso.<br />
"Devo trovare un modo per pubblicare almeno questa ultima notizia." pensÃ² Kevel mentre si dirigeva alla fermata della sopraelevata. "La Federazione non aveva tenuto tutti allo scuro."<br />
L'ora di punta era passata da poco e in giro c'era ancora tanta gente. Ma  Kevel aveva la netta sensazione di essere seguito. Sicuramente tenevano sotto controllo le sue attivitÃ  da settimane ormai. Il comunicatore personale e il suo computer sospettava che fossero stati manomessi, ma non ne era sicuro.<br />
CambiÃ² improvvisamente direzione per vedere se qualcuno lo seguiva e si infilÃ² in uno di quei passaggi utilizzati dalla manutenzione. Un'ombra lo seguÃ¬.<br />
Velocemente percorse il vicolo e uscÃ¬ rimettendosi in uno dei marciapiedi principali. Si infilÃ² in uno dei locali sulla via e aspettÃ² qualche minuto. UscÃ¬ dal locale per un'altra porta e si diresse di nuovo alla sopra elevata. Si guardava in torno con circospezione e paura ma non si accorse del secondo uomo che lo stava aspettando davanti all'entrata della stazione: aveva l'uniforme di un cadetto della Flotta Stellare.<br />
Ancora prima di entrare in stazione Kevel avvertÃ¬ un'improvvisa sensazione di pericolo. Appena un attimo prima...<br />
"KEVEL!"<br />
Lui si girÃ² di scatto e vide Bill Reynolds che lo chiamava da un'auto ferma a bordo strada.<br />
Non sapendo nemmeno bene il perchÃ© Kevel si allontanÃ² dalla stazione e si diresse di corsa verso il suo amico.<br />
"Vieni ti do un passaggio all'albergo." Propose Reynolds.<br />
"Grazie Bill, capiti giusto in tempo. Non avevo molta voglia di prendere il treno questa sera."<br />
"Allora, il tuo pezzo verrÃ  pubblicato?" cominciÃ² Reynolds mentre si immetteva nel traffico serale.<br />
"No. Jameson Ã¨ convinto che alla gente non interessi piÃ¹ di chi sia la responsabilitÃ  della scomparsa della Cepheus."<br />
"Ma dopo l'articolo dell'altra, volta dove provi il coinvolgimento di alcuni membri della Flotta Stellare, hai scoperto che c'Ã¨ di mezzo qualcun altro?"<br />
"Ho scoperto che c'erano altre persone a conoscenza del problema degli scudi."<br />
"Altri membri della Flotta Stellare?"<br />
"Si, l'equipaggio della Cepheus. Sicuramente il Capitano e il primo ufficiale erano stati informati della pericolositÃ  della tecnologia, ma preferirono non informare nessuno. E' tutto scritto in questo dpad il problema Ã¨ che non so come dimostrarlo."<br />
Sul bordo del marciapiede i due agenti federali guardarono la macchina su cui era salito il giornalista che avrebbero dovuto proteggere e comunicarono i dati in centrale. Fu l'ultima volta che videro quell'uomo.<br />
Le dinamiche dell'incidente non furono mai accertate completamente. Il grosso veicolo autonomo da trasporto sbandÃ² all'improvviso e travolse la macchina di Bill Reynolds, il quale all'ultimo momento virÃ² e finÃ¬ fuori strada cappottandosi. Quando arrivarono i soccorsi, trovarono Bill Reynolds che tentava manovre di rianimazione sul corpo di Kevel Bhreel, inutilmente. Fortunatamente arrivati in ospedale si riuscÃ¬ a mettere il simbionte Bhreel in stasi e successivamente a trasferirlo in un altro ospite.<br />
Nessuno si interessÃ² piÃ¹ del caso Cepheus e di come Kevel fosse riuscito a ottenere le informazioni. Tra i rottami della vettura non fu nemmeno cercato il dpad di Kevel, ma anche se qualcuno lo avesse cercato non lo avrebbe trovato.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 04 Jul 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-08 PrioritÃ </title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Baffin - Plancia -  05/12/2395 -  ore 17.00</b><br /><br />
In pochissimo tempo tutti gli ufficiali di Plancia della Baffin e tutti quelli della Curie a bordo della prima arrivarono a distanza del display, un piccolo assembramento si formÃ² intorno alla consolle di Samak.<br />
Enizia aveva capito che si trattava di Vulcaniano, infatti il traduttore universale tradusse quella scritta con:<br />
 -  Ore 1.00 Lunga vita e prosperitÃ . - seguita da un numero che indicava una frequenza a basso spettro<br />
"Comandante Samak, riesce ad identificare la provenienza di questa comunicazione?"<br />
"Ci lavoro subito, Capitano, le posso perÃ² dire con certezza che Ã¨ stata criptata con una modulazione della Flotta Stellare dei nostri giorni" rispose Samak prontamente<br />
"Quindi, -  si intromise Suri - mi sta dicendo che su quella nave c'Ã¨ qualcuno che conosce le nostre attuali frequenze?"<br />
"E quindi chissÃ  cos'altro!" esclamÃ² di rimando Enizia<br />
"SÃ¬ Capitano -  rispose impassibile Samak - sarebbe la conclusione piÃ¹ logica."<br />
"E' anche logico presumere che a bordo della Cepheus ci siano dei Vulcaniani -  disse Suri con voce atona alzando un sopracciglio quando il suo parigrado le sgranÃ² gli occhi addosso - Capitano, il messaggio che le lampeggia davanti Ã¨ scritto con un Vulcaniano abbastanza arcaico. Solo degli studiosi della lingua possono conoscere. Dubito fortemente che il Capitano Norton abbia studiato il Vulcaniano mentre faceva amicizia con i Borg."<br />
Il discorso di Suri non faceva una piega ed Enizia si stava chiedendo perchÃ© non l'avesse pensato anche lei, la deduzione era abbastanza scontata... ma lei del resto non conosceva il Vulcaniano, quindi...<br />
"Quindi riassumendo, a bordo della nave dei nostri carcerieri, ci sarebbero dei Vulcaniani nascosti che in un modo o nell'altro stanno cercando di mettersi in comunicazione con noi..." prese la parola Bhreel che era rimasta poco distante.<br />
"...sÃ¬, o dei Vulcaniani imprigionati..." rispose Samak mentre lavorava al segnale ricevuto poco prima.<br />
Enizia annuÃ¬ prima al Consigliere della Curie poi al suo Ufficiale Comandante. <br />
"Resta da capire - aggiunse poi - come hanno fatto e come faranno all'ora stabilita, a mettersi in comunicazione con noi..."<br />
<br />
<br /><b><Flashback> USS Cepheus - Prigioni -  Ore 16.40</b><br /><br />
Clarice con il suo dpad era arrivata alle prigioni dove sapeva fossero tenuti gli uomini con le orecchie a punta. Per lei era sempre pericoloso andare da loro, doveva sempre sperare di non trovare nessuno nel breve tragitto che doveva compiere dal suo alloggio. Zac, in occasione del viaggio, si era trasferito dal dpad della mamma della bambina ad un suo dPad personale, molto meno potente del primo, ma sufficiente a poter analizzare ed imparare tutto quello che vedeva. E soprattutto sufficiente a poter comunicare con i Vulcaniani, che sapeva avrebbe incontrato.<br />
"Ciao!" disse la piccola a voce bassa appena arrivata dai suoi amici segreti<br />
"Ciao Clarice. Come stai?" rispose l'unica donna del gruppo. Una signora anziana di nome Neral. <br />
"Bene! -  rispose la piccola sorridendo - sapete, vi ho portato un amico!"<br />
"Ah, ma brava - disse la donna cercando di stare al suo gioco - e come si chiama questo tuo nuovo amico?"<br />
La piccola non faceva una vita felice a bordo di quella nave, soffriva di solitudine e questo l'aveva portata ad avere vari amici immaginari con corso degli anni... Gli uomini con le orecchie a punta avevano conosciuto quasi tutti i suoi amici e la donna dopo poco tempo imparÃ² a stare al suo gioco. Certo, fosse stata su Vulcano si sarebbe comportata in maniera diversa, ma quella povera piccola Clarice, sempre cosÃ¬ da sola... quasi suscitava pena in lei. Quindi quando questa arrivava da loro per fargli conoscere qualcuno, lei si sforzava in tutti i modi di parlare amichevolmente, con un fantasma...<br />
"Questa volta Ã¨ un amico diverso! -  esclamÃ² la bimba - Zac sta nel mio dpad!" e glielo porse<br />
I vulcaniani si guardarono un attimo tra loro, sgomenti, poi guardarono i dpad. Su questo all'improvviso iniziarono a comparire scritte in vulcaniano che si susseguivano sempre piÃ¹ velocemente: Zac stava facendo amicizia con gli amici di Clarice...<br />
"E' necessario riuscire a mettersi in contatto con questi uomini." Disse il piÃ¹ anziano di loro.<br />
"Stanotte dovrebbe essere piÃ¹ sicuro."<br />
"Piccola - Neral si rivolse alla bimba - quando va a dormire la tua mamma? Me lo sai dire?"<br />
Clarice si guardÃ² intorno, era un po' spaventata, i suoi amici con le orecchie a punta non si comportavano con lei come facevano le altre volte,  erano molto piÃ¹ interessati a Zac che a chiacchierare con lei... e li guardava con diffidenza. Alla strana domanda della donna, la piccola indietreggiÃ² di qualche passo, indecisa se scappare o no, ma alla fine di quelle persone si fidava: erano gli unici che con lei non avevano mai alzato la voce e gli unici che erano sempre stati gentili, quindi rispose:<br />
"La mia mamma viene a casa verso le 22 e alle 23 Ã¨ a dormire."<br />
"Bene, direi che se proviamo il contatto all'1 e 00 non dovremmo correre pericoli."<br />
Zac inviÃ² cosÃ¬ la comunicazione della frequenza e dell'orario alla sua nave con una modulazione protetta e criptata (ed in vulcaniano antico) che solo i suoi della Flotta avrebbero capito.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin -  Plancia -  05/12/2395 -  ore 17.00</b><br /><br />
"Ma Ã¨ Zac! Che diavolo perchÃ© non c'ho pensato prima!"<br />
Il Tenente Brown gridÃ² a tutti il suo colpo di genio, senza accorgersene. Tutti nella Plancia si girarono verso di lui. Suri, con un sopracciglio alzato, si era girata di scatto e stava per chiedere spiegazioni quando il Capo Ingegnere disse anticipandola:<br />
"Zac Ã¨ rimasto a bordo della Cepheus, a quest'ora avrÃ  girato giÃ  gran parte della nave. Ãˆ probabile che abbia trovato qualcosa di interessante e che vuole farci sapere..."<br />
"Tenente, non puÃ² mettersi in contatto con Zac prima dell'1, magari ci spiega quello che sta accadendo?" disse con una certa veemenza Volkoff che fino ad all'ora era rimasto in silenzio ad aspettare che si arrivasse ad una qualche conclusione...<br />
"SÃ¬, potrei, ma rischieremmo di essere intercettati e quindi scoperti..."<br />
"No, Ã¨ un rischio troppo elevato al momento e nella situazione in cui siamo" disse subito Suri<br />
Enizia annuÃ¬ a queste parole ed invitÃ² la sua parigrado a seguirla nel suo Ufficio per discutere della situazione e sul da farsi.<br />
Mentre le due donne stavano per allontanarsi, Samak richiamÃ² Enizia:<br />
"Capitano, sta dimenticando di prendere visione dell'elenco di file visionati dalla Cepheus. Si tratta di tutto il materiale a nostra disposizione che riguarda la loro nave stellare e la loro sparizione. Inoltre sembra che abbiano anche fatto una ricerca sulla razza Trill..."<br />
Enizia guardÃ² il suo Ufficiale e la ringraziÃ² formalmente, poi le chiese di mandare  tutto nel suo ufficio.<br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus -  Ufficio del Capitano - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Capitano, temo di non capire. Il Bhreel che abbiamo noi qua a disposizione Ã¨ una donna mentre questo che mi sta mostrando Ã¨ un uomo, oltretutto vissuto un centinaio di anni fa..."<br />
Norton non sapeva se essere soddisfatto della sua intelligenza e perspicacia oppure infastidito della stupiditÃ  ed ignoranza del suo Comandante... <br />
"David, avrai notato che la nostra Bhreel ha delle macchie sul corpo. Bene quelli non sono tatuaggi e la donna non Ã¨ umana. Pare che nel frattempo gli umani abbiano stretto una alleanza con una popolazione, i Trill. Questi, in qualche modo, quando muoiono riescono a mantenere viva la loro coscienza e a spostarla in un nuovo corpo..."<br />
David a queste parole sgranÃ² gli occhi, non poteva credere a quello che aveva sentito...<br />
"Quindi mi vuoi dire che la nostra donna ha la coscienza di quel Bhreel che ha tentato di salvarci?"<br />
Una sonora risata echeggiÃ² nella stanza: "Esatto! Anche se il nostro amico non ha cercato di salvarci...ha solo cercato di fare luce su quello che era successo.. ma per noi va bene ugualmente..."<br />
Dopo una breve pausa, Norton continuÃ²: "Sai che altro ho scoperto caro mio?"<br />
"No, cosa?" rispose David che a quel punto aveva negli occhi lo stesso luccichio diabolico del suo superiore<br />
"Ho scoperto che se vogliono, queste persone cosÃ¬, possono con un rito particolare, riuscire a far tornare indietro le anime delle persone che hanno ospitato in precedenza..."<br />
Norton a queste parole si sporse in avanti sulla sedia su cui era seduto avvicinandosi al suo secondo. Il braccio sinistro era poggiato sulla scrivania e con l'indice della mano destra tamburellava sul tavolo:<br />
"In qualche modo si presenterÃ  l'occasione e costringerÃ² la nostra bella aliena a rimandarci indietro il suo vecchio amico! Vedrai se non ci riuscirÃ²!"<br />
"Sembra solo una questione di tempo quindi - aggiunse David sogghignando - poi lasceremo tutto nelle mani dei Borg..."<br />
Norton si alzÃ² e battÃ© la mano sulla spalla del suo secondo.<br />
"Che dici? Vogliamo invitare i nostri amici a cena stasera?" <br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Ufficio del Capitano -  05/12/2395 -  ore 17.10</b><br /><br />
Enizia e Suri erano sedute da sole nell'Ufficio della prima, una di fronte all'altra.<br />
"Allora che ne pensa, Capitano?"<br />
"Penso che al momento la nostra prioritÃ  sia capire se a bordo della Cepheus ci sono prigionieri ed in caso salvarli." Rispose Suri sicura di quello che diceva... </JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Enizia del Clan Gishna <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Enizia del Clan Gishna </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 08 Jun 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-07 Infiltrazione</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Baffin - Sala Tattica - 05/12/2395 - ore 16.32</b><br /> <br />
"Non starÃ  seriamente prendendo in considerazione la loro offerta, Capitano, Ã¨ una follia!"<br />
"Dobbiamo essere preparati ad ogni possibilitÃ  e vagliare ogni strada logica. Non intendiamo trascurare alcuna alternativa finchÃ© non le avremo valutate a fondo."<br />
Suri ed Enizia si scambiarono un'occhiata da un capo all'altro del tavolo.<br />
Al ritorno a bordo della squadra di sbarco era seguita l'inevitabile consultazione che si stava protraendo ormai da una trentina di minuti. Dato che la maggior parte degli ufficiali superiori della Curie era comunque giÃ  lÃ¬, sembrava sciocco rimandarli a bordo per poi utilizzare il sistema olografico. La sala tattica parve a Enizia molto piÃ¹ affollata del solito, nonostante il totale delle presenze, olografiche e non, fosse lo stesso.<br />
Suri era seduta esattamente di fronte a lei. Alla sua sinistra sedevano in successione la dottoressa Fuentes, il consigliere Bhreel e il comandante Tynan.<br />
In realtÃ , nonostante la risposta di Suri, l'obiezione di Tynan le pareva perfettamente sensata. Tutto quello che aveva sentito dal ritorno della squadra l'aveva convinta che il capitano della Cepheus fosse fuori come la punta di un iceberg, completamente inaffidabile e, francamente, anche un po' inquietante. Che fosse colpa sua o si fosse trovato nel vortice degli eventi, per lei faceva poca differenza in fin dei conti. Per quanto triste potesse essere la sua storia personale, quell'uomo stava minacciando le vite delle persone su quella nave e, se non aveva permesso di far loro del male ad una razza di ragni giganti, ad una di incubi, ai Kazon e ad una serie di fenomeni naturali, gli dei di Andor potevano star certi che non l'avrebbe permesso nemmeno a Norton.<br />
Lungo il tavolo non ci fu alcuna reazione particolare a quella risposta. D'altra parte, la loro era tutta scena. L'idea di assaltare un nodo di transcurvatura borg con il solo ausilio di un vascello vecchio di cento anni, pesantemente modificato e pilotato da un equipaggio di casi clinici era semplicemente un'idiozia. Ma Norton teneva comunque il coltello dalla parte del manico, almeno per il momento. Non sapendo chi potesse essere in ascolto, non sembrava una buona idea ammettere apertamente di stare cercando un modo per impedire a quella gente di fare ciÃ² che avevano minacciato. Una valutazione delle possibilitÃ , persino una discussione, sarebbe stata piÃ¹ credibile e avrebbe permesso loro di non sembrare qualcuno che trama loschi piani.<br />
"Il nodo di transcurvatura effettivamente potrebbe riportarci tutti a casa. Non sarebbe la prima volta," si inserÃ¬ Pierce. Il suo tono era calmo, la postura eretta come sempre, ma Timeran avvertÃ¬ comunque un certo nervosismo. GiudicÃ² che fosse una componente comprensibile e per qualche istante fissÃ² lo sguardo in quello degli occhi bluastri e semitrasparenti dell'ologramma, annotandosi mentalmente di sollevare l'argomento con il dovuto garbo.<br />
"Tuttavia sarebbe un'azione straordinariamente pericolosa."<br />
"Non solo da un punto di vista personale," annuÃ¬ Volkoff, l'imponente mole appoggiata allo schienale della poltroncina. "Se i Borg ci catturassero, fatto probabile visto che praticamente stiamo per ballare nudi davanti a loro con un bersaglio dipinto sullo scafo, avrebbero accesso anche a tutte le informazioni nel nostro computer e in quello della Cepheus. Non si tratta solo di morire o venire assimilati."<br />
"Concordo." Pierce annuÃ¬ una volta. "Per quanto anche il morire o il venire assimilati non siano opzioni cosÃ¬ desiderabili."<br />
"Tuttavia," riprese Suri, "il capitano Norton mi Ã¨ parso notevolmente sicuro delle sue possibilitÃ ."<br />
"Immagino che allora tutto stia a vedere se questo Capitano Norton sia affidabile nelle sue valutazioni." Enizia mosse appena le antenne in un gesto  di vaga impazienza.<br />
Timeran si mosse appena sulla poltroncina. "Sicuramente quello che questo equipaggio ha passato ha influito notevolmente sul suo giudizio. Non era il capitano, voglio dire, non era nemmeno nato quando la Cepheus Ã¨ stata varata, non di meno penso che si senta responsabile del destino del suo equipaggio."<br />
"Come ogni capitano."<br />
"Indubbiamente. E il desiderio di riportarli a casa potrebbe influire sulla sua capacitÃ  di giudizio."<br />
"In aggiunta alla sua notevole sete di vendetta," puntualizzÃ² Volkoff.<br />
"E al fatto che non sembra il piÃ¹ stabile degli individui," rincarÃ² Tynam.<br />
Timeran si strinse per un istante nelle spalle. "Beh, sÃ¬. Per cui..."<br />
Il suono dell'interfono interruppe bruscamente la conversazione.<br />
=^= Plancia a Capitano. =^=<br />
"Qui Enizia."<br />
=^= Capitano, stiamo rilevando un accesso non autorizzato al nostro database. =^=<br />
"Cosa? E da parte di chi?"<br />
 La risposta stranamente non sembrÃ² sorprendere nessuno.<br />
 =^= Credo dalla Cepheus. Si tratta di dati di poca importanza, nemmeno secretati. Per lo piÃ¹ vecchi articoli sulla loro scomparsa. =^=<br />
Enizia si alzÃ², imitata dagli altri ufficiali. "Sto arrivando."<br />
"Alla faccia della buona fede," borbottÃ² Volkoff, uscendo dietro di lei.<br />
 <br />
<br /><b>USS Cepheus - Alloggi del personale - Contemporaneamente</b><br /><br />
Zac non sapeva cosa l'avesse spinto a tornare da Clarice. Probabilmente si trattava di qualcosa che non andava nella sua matrice, forse un problema derivato dalla sua permanenza piÃ¹ lunga del previsto in un sistema vecchio di cento anni che sembrava stare insieme grazie al nastro adesivo e a tanta speranza. Al ritorno avrebbe eseguito una diagnostica completa.<br />
Clarice comunque non gli dispiaceva. Era una buona compagnia, una che non l'avrebbe denunciato e che, opportunamente interrogata, poteva fornire informazioni utili.<br />
Clarice gli stava parlando della sua mamma. Stringeva la bambola che teneva tra le braccia, lo osservava dalla finestrella che era diventata lo schermo del padd e parlava a Zac della sua mamma e della loro vita sulla Cepheus.<br />
L'impressione che ne ebbe Zac fu che quella nave non fosse decisamente un posto adatto a dei bambini, nonostante ve ne fossero diversi a bordo. Clarice era spesso sola e spesso impaurita. La sua mamma da qualche tempo aveva un braccio metallico e quando la abbracciava, Clarice ne era un po' spaventata. I ragazzi piÃ¹ grandi non giocavano con lei ed erano impegnati ad imparare tutto sui sistemi della nave. Non c'erano altri bambini della sua etÃ  a bordo. In definitiva, la sua era una storia decisamente triste.<br />
 <br />
"I signori con le orecchie a punta sono gentili, perÃ²."<br />
"Quali signori con le orecchie a punta?" chiese Zac.<br />
"Quelli che non possono andare in giro. Sono rinchiusi. Mamma dice che non devo parlare con loro, ma sono gentili, cosÃ¬ a volte vado a trovarli. Charlie mi lascia parlare con loro, qualche volta. Ma non dirlo alla mamma," si raccomandÃ² la bimba.<br />
"No, certo. SarÃ  il nostro segreto. Clarice, potresti dirmi dove sono i signori con le orecchie a punta?"<br />
La bambina glielo disse.<br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 05/12/2395 - ore 16.57</b><br /><br />
Nel momento in cui Enizia entrÃ² in plancia, tallonata dai suoi ufficiali e da quelli della Curie, capÃ¬ che c'era qualcosa in ballo, qualcosa che non era semplicemente il furto di qualche informazioni di poco valore. Forse fu il silenzio o la concentrazione con cui tutti lavoravano nonostante non ci fosse quasi niente da fare. Le navi della Flotta sono progettate per consentire un certo livello di automatismo, se necessario, ed essendo loro fermi in mezzo al niente, il lavoro da qualche tempo scarseggiava. Tuttavia l'addetto che aveva preso il posto di Samak alla consolle le sembrÃ² notevolmente piÃ¹ nervoso del normale e mostrÃ² qualcosa alla vulcaniana non appena questa lo ebbe raggiunto.<br />
Ci fu un rapido scambio di sguardi, poi Samak la chiamÃ².<br />
"Capitano, ho qui una lista dei file che sono stati visionati, se vuole vederla."<br />
Enizia annuÃ¬ e le si avvicinÃ². Samak le indicÃ² lo schermo, scostandosi appena per permetterle di vedere meglio il display. Non c'era nessuna lista, tuttavia lampeggiava una scritta in caratteri rossi che lei non riconobbe. Le sembrava vulcaniano. Samak premette un tasto e la scritta venne tradotta. Si trattava di un orario e di una frequenza di comunicazione.<br />
 <br />
<br /><b>USS Cepheus - Ufficio del Capitano - Contemporaneamente</b><br /><br />
Norton e David erano seduti ai lati opposti della scrivania posta al centro della stanza. Norton era rilassato, poggiato comodamente allo schienale della poltroncina, la mani in grembo e i gomiti sui braccioli. Sorrideva anche, in modo piuttosto soddisfatto. E attendeva la reazione di David.<br />
Da parte sua, il primo ufficiale era chino in avanti, intento nella lettura di alcuni vecchi articoli sullo schermo del computer che Norton aveva girato dalla sua parte. Man mano che leggeva la sua espressione si accigliava. Rispetto al ghigno malefico che non lo lasciava quasi mai, la sua espressione era comunque migliorata da quel cipiglio.<br />
"Non capisco," disse infine. "L'opinione pubblica sapeva? Sapeva che c'era qualcosa sotto?"<br />
"Non lo sapeva, no. Ma qualcuno sospettava. E ha fatto delle ricerche."<br />
Norton sembrava oltremodo soddisfatto. A David pareva solo che questo accrescesse l'ingiustizia nei loro confronti e, di conseguenza, la sua giÃ  considerevole rabbia.<br />
"Si Ã¨ fermato, perÃ²."<br />
"Non si Ã¨ fermato. E' morto. E' un po' diverso."<br />
"E allora?"<br />
"E allora, forse abbiamo un alleato."<br />
David non capiva. Gli rivolse uno sguardo vacuo.<br />
Norton si sporse in avanti e premette un tasto. La schermata cambiÃ², mostrando quello che sembrava il curriculum di un ufficiale della flotta. David continuÃ² a non capire, finchÃ© non vide il nome accanto alla fotografia e all'assegnazione.<br />
AggrottÃ² la fronte.<br />
"Bhreel? E' lo stesso?"<br />
"Oh, sÃ¬, amico mio. E' lo stesso."</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 08 Apr 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-06 Il Volto del Male</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Cepheus - Ponte inferiore - 05/12/2395 - ore 12,45</b><br /><br />
Ognuno reagiva alla cattivitÃ  in maniera differente.<br />
Suri era seduta al tavolo e non aveva mosso un muscolo nella mezz'ora passata dall'incontro con il Capitano Norton, stessa cosa per i Comandanti Bhreel e Boram che sembravano immersi in una trans ipnotica per quanto erano immobili. D'altro canto Brown e Volkoff sembravano due tigri in gabbia. Camminavano incessantemente avanti e indietro per la stanza, il primo cercando un modo per fuggire, il secondo cercando un modo per distruggere qualcosa.<br />
 <br />
Piotr non era fatto per l'inattivitÃ , soprattutto in una situazione di pericolo. Il suo istinto faceva a cazzotti con il cervello che cercava di tenerlo calmo. Lanciava occhiate in direzione dei superiori sperando che a qualcuno venisse un'idea o gli indicasse un bersaglio qualsiasi.<br />
Brown aveva gli stessi problemi. Si trovava di fronte a una tecnologia nuova e le sue mani prudevano dal desiderio di tuffarsi in quel ben di dio... se solo i campi di forza non gli avessero impedito di toccare qualsiasi cosa adesso la paratia e quello che c'era dietro sarebbe giÃ  stata smontata da un pezzo. Una vibrazione all'interno della giacca lo bloccÃ² di colpo.<br />
"Vorrei proprio sapere cosa stanno aspettando..." esclamÃ² sospirando e tornando a sedersi al tavolo "ho assistenti olografici che fanno un lavoro migliore!"<br />
Suri voltÃ² leggermente lo sguardo e sembrÃ² rilassarsi, per quanto possibile per un vulcaniano, poi con tono freddo riprese l'ufficiale "La prego di astenersi da innervosire i nostri carcerieri. Evidentemente devono valutare tutte le opzioni quindi Ã¨ meglio rimanere calmi e mantenere un basso profilo. Ci sarÃ  tempo per valutare la situazione, fino a quel momento rimanga tranquillo."<br />
Brown fece un cenno affermativo con la testa e Volkoff sospirÃ² sconsolato... il messaggio era chiaro. La prima parte del piano era andata a buon fine ma Suri preferiva attendere.<br />
<br />
<br /><b>***Flashback***</b><br /><br />
USS Baffin - Sala Tattica - 05/12/2395 - ore 11,20<br />
Suri sollevÃ² il sopracciglio alla vista del congegno che Brown aveva appoggiato sul tavolo. Sembrava un disco di metallo di circa sei centimetri di diametro per due centimetri di spessore. La sua superficie superiore aveva delle scanalature che emettevano una debole luce azzurrognola.<br />
"Lei cosa ne pensa del Capitano Norton?" chiese il Capitano Enizia all'indirizzo della pari grado mentre cercava di dissimulare la curiositÃ . Nessuno di loro avevano la certezza che quello che dicevano non potesse essere ascoltato dai loro catturatori e quindi stavano costruendo un piano parlando di altro.<br />
"Abbiamo dieci minuti prima dell'incontro e spero di essere pronta per affrontarlo a quel punto." rispose Suri guardando Brown mentre parlava. <br />
*10 minuti? Nessun problema...* L'uomo fece un impercettibile cenno affermativo con la testa in risposta.<br />
"Ritenete che sia saggio andare in cosÃ¬ tanti? PiÃ¹ siamo e piÃ¹ Ã¨ un rischio per la sicurezza... non vorrei che qualcuno compia per sbaglio qualche gesto che viene mal interpretato"<br />
*Tutto Ã¨ possibile...* Brown fece una smorfia prima di rispondere "Il rischio c'Ã¨ sempre, ma siamo i piÃ¹ qualificati per un primo contatto. L'alternativa Ã¨ affidarci solo alle nostre menti". Per poi terminare pensando: *O meglio a quella di Boram*<br />
"Capitano Enizia, cosa ne pensa? Il signor Brown potrebbe essere superfluo in questo incarico." chiese Suri pur conoscendo la collega abbastanza da immaginare la risposta.<br />
"Credo che avremo bisogno di qualsiasi tipo di aiuto... solo dovete stare estremamente attenti."<br />
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Brown fece un sorriso sotto i baffoni ormai ricresciuti e fece roteare l'oggetto per aria prima di riprenderlo al volo con gesto di soddisfazione.<br />
Era stata sua l'idea ma era stato complicato spiegarla ai colleghi usando frasi abbastanza innocenti da passare inosservate. Gli unici ad aver capito quello che voleva fare erano Boram perchÃ¨ glielo aveva letto direttamente nella mente e Volkoff che aveva riconosciuto il disco che teneva in mano.<br />
"Signor Brown allora sarÃ  dei nostri, ma nessuno deve fare niente senza mio preciso ordine!" Suri guardÃ² Brown intensamente e l'ingegnere fece un cenno affermativo.<br />
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*Spero tu sia davvero bravo quanto credo, amico mio...* pensÃ² Alan infilando il disco nel taschino interno della giacca e battendo un paio di colpetti affettuosi sull'oggetto.<br />
Erano anni che lavorava su Zac, il suo assistente olografico. L'aveva dotato di una completa enciclopedia sulla meccanica e sull'ingegneria. Molti, Volkoff compreso, trovavano il suo amico un po' inquietante con quel suo aspetto da fantasma e quella calma serafica con cui si rivolgeva ai presenti. Dopo le ultime avventure avute nel quadrante delta e i misteriosi congegni che l'enorme russo sembrava far sbucare dal nulla, aveva pensato di dotarlo anche di sofisticati algoritmi di infiltrazione. In quella modalitÃ  Zac poteva entrare all'interno dei sistemi di una nave e raccogliere informazioni senza essere scoperto... certo non poteva fare molto, non aveva dei software di guerra informatica, si limitava a raccogliere dati, ma in quella situazione era giÃ  un lusso non indifferente.<br />
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<br /><b>USS Cepheus - Tutta la nave - 05/12/2395 - ore 12,45</b><br /><br />
Zac volava attraverso i sistemi della nave dissimulando il suo segnale. Aveva trovato molti software di anti intrusione durante il suo viaggio ma era riuscito a superarli sfruttando le loro debolezze. Quei software si aspettavano di intercettare programmi che carpivano dati o manomettevano i sistemi, lui si limitava a girare per la nave e 'imparare' da quello che vedeva. Usava le telecamere, microfoni ambientali, persino i dpad lasciati incustoditi pur di vedere e sentire tutto quello che succedeva in giro. Fu da uno di quei dpad che fece la conoscenza di Clarice.<br />
La bambina, che non sembrava avere piÃ¹ di sette anni, se ne stava in un angolo mordendo il piede di una malfatta bambola. La stanza era quasi al buio e da come se ne stava raggomitolata Zac capÃ¬ che aveva freddo. L'ologramma assimilÃ² l'informazione e poi passÃ² oltre, ma qualcosa nella sua programmazione, che nemmeno lui riusciva a spiegarsi, lo fece tornare indietro. AttivÃ² lo schermo del dpad abbandonato che diffuse una luce un po' spettarale nella stanza. Dal punto di vista della bambina sembrava che qualcuno avesse aperto una finestra sul pavimento e adesso la luce di una spelndida giornata di sole, facesse capolino nella sua piccola stanza.<br />
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=^=Ciao!=^= esclamÃ² con voce allegra Zac. La bambina dopo un attimo di titubanza si affacciÃ² allo schermo Ã¨ spalancÃ² gli occhi.<br />
"Chi sei?" chiese lei alzando il dpad per guardarci sotto.<br />
=^=Io sono Zac... credo di essermi perso.=^=<br />
"Dove stavi andando?" chiese lei dopo averci pensato un attimo.<br />
=^=In realtÃ  non lo so... stavo gironzolando. Come ti chiami?=^=<br />
"Clarice... perchÃ¨ sei nel dpad della mia mamma?" la bambina morse di nuovo la bambola. Sembrava spaventata, come se sapesse che toccare la roba di sua madre fosse una cosa da non fare.<br />
=^=Signorina Clarice Ã¨ un piacere conoscerla...=^= i due parlarono molto. Zac cercava di carpire qualche informazione dall'unico membro dell'equipaggio che non lo avrebbe tradito... e se anche avesse parlato di lui nessuno avrebbe creduto alla storia di un uomo che appare in un monitor. Nonostante la sua missione di raccolta informazioni si ritrovÃ² restio ad abbandonare la ragazzina, qualcosa nei suoi sistemi gli impediva di andarsene...<br />
*DovrÃ² richiedere a Brown una verifica dei miei sistemi...* pensÃ² l'ologramma.<br />
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<br /><b>USS Cepheus - Ponte inferiore - 05/12/2395 - ore 14.25</b><br /><br />
La paratia si aprÃ¬ di nuovo con un sibilo e il Capitano Norton entrÃ² accompagnato dal suo primo ufficiale. Sul volto dei due era disegnato il solito ghigno malvagio che faceva accapponare la pelle a Bhreel ogni volta che posava lo sguardo su di loro.<br />
"E' un piacere rivedervi..." commentÃ² Norton "Spero che abbiate pensato a quello che vi ho detto."<br />
"Certamente, ma non capiamo cosa si aspetta da noi." chiese Suri con noncuranza. "Volete che ci uniamo a voi in cosa? Una vendetta verso uomini morti da cento anni? Contro l'intera Federazione?"<br />
"Il piano qual'Ã¨? Viaggiare per setta'anni verso la terra e poi distruggerla?" commentÃ² Volkoff scuotendo la testa come se parlasse con degli imbecilli.<br />
Il Comandante David fece un ringhio nella sua direzione ma Norton lo bloccÃ².<br />
"Signori vi prego. Non dovete per forza credere che solo perchÃ¨ vi abbiamo catturati noi siamo i cattivi..." Norton alzÃ² le mani in segno di pace e sorrise, anche se non con gli occhi. <br />
"E' vero, vogliamo vendicarci della Federazione e della Flotta Stellare, ma non come crede il vostro grosso ufficiale - riprese quando anche Volkoff si sedette - la nostra intenzione Ã¨ tornare a casa e rendere pubbliche le azioni compiute verso i nostri genitori. SarÃ  l'opinione pubblica a decidere se abbiamo ragione o torto e a decretare se e quanto la Federazione sia colpevole e come punirla. Per noi sarÃ  una vittoria in ogni caso. RiporterÃ² la mia gente a casa e avrÃ², per cosÃ¬ dire, la mia vendetta. Sono certo che la gente non apprezzerÃ  quello che ci Ã¨ stato fatto."<br />
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Volkoff guardÃ² la dottoressa Fuentes e il comandante Bhreel. La prima sembrava pensierosa come se accettasse la cosa come giusta, la sua empatia la metteva sempre dalla parte del debole e sicuramente l'equipaggio della Cepheus faceva degnamente la parte della vittima. Il comandante Bhreel aveva invece aggrottato la fronte.<br />
Dal canto suo Piotr, pur ritenendo che l'equipaggio della Cepheus aveva tutto il diritto di chiedere soddisfazione e l'avrebbe fatto in un modo del tutto legale, soprattutto perchÃ¨ non erano davvero degli ufficiali della Flotta Stellare e quindi non soggetti a determinati giuramenti verso la stessa, non si fidava assolutamente di quell'uomo. Il sorriso di Norton era ferale... certo era un uomo nato e vissuto in un posto orribile e affrontando chissÃ  quali sofferenze, ma il suo istinto gli gridava di ucciderlo... e lui si era sempre fidato del suo istinto.<br />
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"E quale sarebbe il piano? Come ha detto il signor Volkoff il viaggio per tornare sulla terra sarebbe troppo lungo." commentÃ² Brown.<br />
"Il piano Ã¨ semplice ma pericoloso... molti di noi non sopravviverebbero ad un viaggio cosÃ¬ lungo, ma abbiamo delle opzioni. Tempo fa abbiamo localizzato un nodo di transcurvatura borg..."<br />
"Siete pazzi?!" il comandante Boram, che era rimasto in silenzio fino a quel momento si alzÃ² di scatto facendo cadere la sedia.<br />
"Comandante si sieda!" esclamÃ² glaciale il Capitano Suri "Continui prego Capitano..." l'ufficiale scientifico guardÃ² i compagni e tornÃ² a sedere rimettendo la sedia al suo posto.<br />
"In questi anni, come avete capito, abbiamo sviluppato una serie di tecnologie ricavate dalla stessa razza che vi spaventa cosÃ¬ tanto. Certo il rischio rimane, ma molto inferiore a quello che pensate voi... non posso assicurare niente, non abbiamo nemmeno un piano. Ma ora abbiamo qualcosa che prima non avevamo. Voi! Se naturalmente deciderete di aiutarci a tornare a casa."<br />
"Dovremmo discutere la cosa e, nel caso accettassimo, definire un piano d'azione congiunto." rispose Suri con tono neutrale. Era difficile capire se la vulcaniana trovasse la cosa accettabile.<br />
"Come le ho detto, prima di oggi non avevamo niente se non questa nave. Non c'erano speranze di tornare. Adesso una speranza c'Ã¨, sta a voi decidere se aiutarci a tornare a casa o abbandonarci come ha fatto la Federazione." <br />
"Potreste sempre unirvi a noi nel nostro viaggio. Non sareste piÃ¹ soli..." intervenne il Consigliere della Curie come a voler dare un nuovo punto di vista.<br />
"Comandante sono certo che dal suo punto di vista questa Ã¨ un opzione accettabile, ma lei non ha vissuto gli orrori che abbiamo vissuto noi. Non potrebbe mai capire cosa vuol dire per noi rimanere qui quando c'Ã¨ una sola possibilitÃ  di fuggire." per un attimo gli occhi di Norton espressero un genuino dolore e un orrore sconfinato. Timeran rabbrividÃ¬.<br />
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"Comunque adesso vi faremo riaccompagnare in sala teletrasporto e da lÃ¬ tornerete sulla vostra nave. Vi daremo il tempo per prendere una decisione."<br />
"E se fosse negativa?" chiese Suri sollevando un sopracciglio.<br />
"Come ho detto io farÃ² di tutto per riportare a casa la mia gente. Non posso costringervi, ma posso lasciarvi qui in questa sacca di nulla a provare quello che abbiamo provato noi. Ma sono certo che i vostri giuramenti di aiutare chi Ã¨ in pericolo, vi spingeranno a darci una mano... e permetteranno anche a voi di tornare a casa."<br />
Il Capitano Suri fece un segno di assenso con la testa.<br />
"Comandante David li faccia tornare alla loro nave."<br />
"Signore?" chiese questi come se non credesse alle proprie orecchie.<br />
"E' un ordine!" rispose solamente Norton prima di sparire attraverso la paratia.<br />
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<br /><b>USS Baffin - Sala telatrasporto 1 - 05/12/2395 - ore 15.45</b><br /><br />
Lo sfolgorio del teletrasporto, simile ad una cascata di coriandoli luminosi era appena terminato che nella sala era scoppiato un pandemonio. Il Capitano Enizia sembrava aver trattenuto il fiato per tutto il tempo della missione e ora lo faceva uscire tutto in una volta insieme ad un'infinitÃ  di domande.<br />
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"Cosa Ã¨ successo? Cosa vogliono da noi? Dove diavolo ci hanno portati!"<br />
"Si calmi Capitano - commentÃ² Suri lanciando un'occhiata verso il personale della sala teletrasporto che mostrava palesemente la loro preoccupazione - appena arriviamo in sala riunioni la informeremo di tutto quello che abbiamo scoperto." poi si rivolse al suo ufficiale scientifico passando il Capitano della Baffin in secondo piano "Comandante Boram, Ã¨ riuscito a leggere le loro menti?"<br />
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"Mi dispiace signore ma gli impianti borg che sembrano aver adottato mi permettevano di leggere solo le loro emozioni e dalle mie percezioni direi che il Capitano Norton Ã¨ completamente fuori di testa!"<br />
"Il termine corretto Ã¨ pazzo da legare..." commentÃ² il consigliere Bhreel vicino a lui mentre la dottoressa Fuentes confermava annuendo con enfasi.<br />
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"Signore..." la voce di Brown distrasse tutti sembrava preoccupato. "Non trovo piÃ¹ il mio amico..." mostrÃ² il disco le cui scalanature non avevano piÃ¹ la luce blu e fece una smorfia. "Ci sono delle informazioni, ma il programma principale Ã¨ assente. Zac Ã¨ rimasto a bordo..."<br />
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Suri lo guardÃ² per un attimo e poi si girÃ² verso il turbo ascensore. "Capitano venga Ã¨ arrivato il momento delle spiegazioni!"<br />
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<br /><b>USS Cepheus - Ufficio del Capitano - 05/12/2395 - contemporaneamente</b><br /><br />
"Opinione pubblica?" esclamÃ² il primo ufficiale entrando nell'ufficio e sbattendo con uno schianto i palmi della mani sulla scrivania. I suoi occhi mandarono lampi di odio sconfinato.<br />
"Si sieda comandante..." mormorÃ² Norton senza alzare gli occhi dal pad che stava leggendo.<br />
"Io non le permetterÃ² di..." non terminÃ² la frase, la mano del suo capitano gli afferrÃ² i capelli sbattendogli la testa contro la scrivania, un fiotto di sangue macchiÃ² il legno del mobile. Gli occhi di David si spalancarono per la paura vedendo la lama di un coltello a pochi millimetri dal suo occhio.<br />
"Non ti permetto di parlarmi cosÃ¬! Vuoi ascoltare o preferisci finire nella Bara?" David deglutÃ¬ sentendo il nome dello strettissimo tubo jefferies che spesso usavano come cella.<br />
"Mi scusi Capitano..." mormorÃ² senza smettere di guardare la lama del coltello.<br />
"Ho un piano!" commentÃ² allegro Norton come se niente fosse successo continuando a muovere il coltello come la bacchetta di un direttore d'orchestra. "Un piano geniale per fargliela pagare!" Fece un passo di danza e sorrise, questa volta il sorriso raggiunse anche gli occhi.<br />
"E in cosa consisterebbe?" chiese cauto l'altro.<br />
"Come ho detto assalteremo il nodo di transcurvatura borg, ne prenderemo il controllo e lo calibreremo per tornare sulla terra."<br />
"Tutto qui?"<br />
"Dovranno fornirci i codici per l'accesso alle difese della federazione, i nostri sono vecchi di cento anni... lasceremo quei codici negli archivi del nodo Borg. Pensa David! Centinaia di cubi Borg che raggiungono il quadrante alfa e spazzano via tutto!" la risata di Norton fu agghiacciante, il sorriso di David non fu da meno.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 16 Mar 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-05 Faccia a Faccia</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Cepheus - Sala teletrasporto - 05/12/2395 - ore 11.32</b><br /><br />
La prima impressione fu di oscuritÃ . Volkoff si irrigidÃ¬, controllando lo spazio attorno alla pedana sulla quale si era appena materializzato. Non appena gli occhi si furono abituati alla scarsa luce, si accorse che davanti a lui c'erano le sagome di quattro individui. Tre uomini e una donna, tutti umanoidi. Abiti civili. Gli abiti formavano uno strano contrasto - anzi, una stonatura! - con i fucili che stavano puntando loro addosso, e la stonatura era solo accentuata dal fatto che le armi non erano nelle loro mani, ma sembravano avvitate al posto del braccio destro di ognuno, poco sotto l'articolazione della spalla. In un istante, valutÃ² le possibilitÃ  di una resistenza e di una rapida ritirata con il teletrasporto. Peccato solo che le loro navi non fossero in grado di muoversi da quella zona.<br />
"...La resistenza Ã¨ futile" - mormorÃ² tra sÃ©.<br />
"Sono... Borg?" - sussurrÃ²  Timeran Bhreel. Fu la dottoressa Fuentes a risponderle:<br />
"No. Non hanno le caratteristiche tipiche dei Borg... Anche se ne hanno adottato la tecnologia." - fece per alzare il proprio tricorder, ma gli uomini le puntarono contro le armi e la donna si bloccÃ².<br />
"Si potrebbe quasi dire che hanno assimilato i Borg. Non ne sono stati assimilati" - disse Alan Brown.<br />
A parte le braccia armate, nessuno dei quattro aveva dei congegni, o almeno non nelle parti visibili del corpo. Solo uno degli uomini aveva il cranio calvo, che compensava con una barba intrecciata dall'aspetto molto curato.  StimÃ² fosse alto quanto lui ed almeno altrettanto muscoloso. Il biondo al suo fianco aveva un fisico longilineo e sembrava il piÃ¹ giovane dei quattro. La donna aveva capelli scuri cortissimi che incorniciavano un volto duro, dagli zigomi talmente pronunciati da sembrare angoloso. Se fosse stata una terrestre, Volkoff l'avrebbe giudicata sulla quarantina. Il quarto era un bruno dalla pelle costellata di macchioline simili a bruciature. Non somigliavano a macchie da trill... A meno che non si trattasse di un incrocio tra specie.<br />
Il capitano avanzÃ² di un passo, muovendosi con studiata lentezza:<br />
"...Non Ã¨ vero, forse? Io sono il capitano Suri della U.S.S. Curie. Siamo qui per parlare con il vostro capitano..." - disse.<br />
Uno degli uomini sbirciÃ² verso il biondo longilineo, che fece un cenno di assenso:<br />
"Io sono il primo ufficiale. Mi chiamo Peter David." - Il suo braccio non si era mosso di un millimetro dalla posizione di fuoco. Nessuno, a quanto pareva, si dava pena di nascondere la propria ostilitÃ  nei confronti del gruppo in uniforme.<br />
I quattro si spostarono, senza perderli mai di mira con le loro armi, quindi accennarono ai federali che li precedessero nel corridoio.<br />
Alan Brown si soffermÃ² un istante a fissare la piattaforma del teletrasporto. L'uomo dalla barba intrecciata gli puntÃ² il fucile tra le scapole, spingendolo in malo modo perchÃ© seguisse gli altri.<br />
"Siete per caso in turno di notte?" - domandÃ² l'umano, in tono discorsivo. Anche il corridoio era poco illuminato. Le luci diffondevano un chiarore rossastro, appena sufficiente a vedere dove si mettevano i piedi. Anche il mantenimento doveva essere stato posto al minimo in quella zona, perchÃ© la temperatura era piuttosto bassa. Il capitano Suri, che veniva da un pianeta caldo come Vulcano, doveva sentire decisamente freddo.<br />
"No. Non siamo in turno di notte" - disse il biondo. In corridoio incrociarono un paio di membri di equipaggio, che si scostarono per farli passare. Nessuno di loro aveva congegni Borg.<br />
"Risparmio energetico, allora? - chiese Luz Fuentes - PerchÃ© la temperatura Ã¨ cosÃ¬ bassa?"<br />
David sbuffÃ²:<br />
"E' cosÃ¬ da sempre" - fece cenno di entrare nel turboascensore. Dopo pochi istanti, il gruppo sbarcÃ² di fronte ad un nuovo corridoio. Qui il russo fece in tempo a vedere altri membri di equipaggio, prima che l'uomo dalla barba intrecciata li spingesse verso una porta.<br />
Era una stanza chiusa. Vuota.<br />
Si girÃ². Gli uomini che li avevano accompagnati erano rimasti oltre la soglia. Comprese e tentÃ² di gettarsi contro di loro, ma le mani di Tynan lo trattennero:<br />
"Stai fermo! - gridÃ² il trill - Non ti sei accorto che hanno acceso un campo di forze appena siamo entrati? Ci hanno chiuso dentro!"<br />
Volkoff si liberÃ² dell'uomo con un gesto secco:<br />
"Avrei potuto impedirglielo!"<br />
"Non abbastanza in fretta!"<br />
Il riquadro formato dallo stipite della porta incorniciava il biondo Peter David. L'uomo sorrise, e per la prima volta abbassÃ² l'arma verso l'impiantito:<br />
"Buona permanenza" - disse, sardonico, e scomparve.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 05/12/2395 - ore 11,35</b><br /><br />
"Allora?" - domandÃ² Enizia.<br />
"I segnali sono scomparsi!" - avvisÃ² il comandante Samak dalla postazione tattica. La voce della donna era atona, come di consueto, ma Enizia avrebbe giurato di avervi percepito una nota di ansietÃ .<br />
"Segni vitali?" - disse, raggiungendo la vulcaniana. Il monitor era completamente nero.<br />
La donna aumentÃ² la portata dei sensori, verificÃ² il rapporto sul monitor, quindi scosse la testa:<br />
"Di qualunque cosa si servano per bloccare i segnali, i nostri sensori non sono in grado di penetrarvi"<br />
"Sto provando a chiamare la squadra - disse Rodell Thurax, dalla consolle di comunicazione - Nessuna risposta, su nessuna delle nostre frequenze!"<br />
"Lo avevo detto, io!" - proclamÃ² rabbiosamente Enizia - Non ci potevamo fidare di quell'umano" - RespirÃ² a fondo, per riprendere il controllo dei nervi :<br />
"Se non altro - continuÃ² dopo un istante - Ce lo aspettavamo. Non ci siamo buttati nella gola del lupo del tutto indifesi. <br />
Tutto sta a vedere se le contromisure che abbiamo preso riusciranno a superare gli schermi del nemico"<br />
"...Sono nemici?" - la voce del consigliere Appel si fece sentire, dal fondo della sala comando.<br />
Enizia si voltÃ² verso di lui:<br />
"Che vuol dire? Hanno sequestrato le nostre navi. E' un gesto ostile. Ed io mi comporterÃ² di conseguenza!"<br />
"Oh, sono convinto che il capitano Norton sia effettivamente nostro nemico. Non ho avuto molto tempo per studiare il profilo psicologico di quell'uomo - Appel accennÃ² al lo schermo centrale, dove prima era apparso il capitano Norton - Posso sbagliarmi, ma ho notato i sintomi di un sociopatico aggressivo. Ogni sua frase parlava di un sistema di credenze di tipo persecutorio nei confronti della Flotta Stellare... Quello che i testi classici di psicologia chiamano paranoia"<br />
"E allora?" - domandÃ² Enizia, spazientita.<br />
"Non riesco a credere che l'intera popolazione superstite della Cepheus sia stata contagiata dalla paranoia provocata dal senso di abbandono. Su quella nave ci devono essere delle persone interessate ad unirsi a noi nel nostro viaggio di ritorno verso il Quadrante Alfa. Il capitano puÃ² essere nostro nemico. Alcuni membri, soprattutto nel gruppo di comando, saranno ugualmente nostri nemici; ma non Ã¨ detto che siano tutti quanti nostri nemici." - concluse Appel.<br />
Enizia scosse la testa:<br />
"Sono passati troppi anni. Non credo che ci possano essere veri e propri superstiti della Cepheus. L'equipaggio che ci Ã¨ di fronte deve essere nato nel Quadrante Delta... Un ambiente ostile, pieno di insidie"<br />
Appel stava assentendo:<br />
"Esatto. Sono persone nate e cresciute in un ambiente molto ostile. Ma i loro genitori devono per forza aver parlato loro della Terra, di Andoria, di Vulcano... Devono necessariamente aver paragonato la situazione di pericolo, di fame, di disperazione presente a quella che era la loro situazione nel passato. Sono persone cresciute con il mito del loro mondo e della loro cultura di provenienza... E si trovano all'improvviso di fronte a persone che provengono direttamente quel mondo che hanno mitizzato. Sono convinto che cercheranno di contattarci, per avere conferme delle storie in cui sono cresciuti... Questi saranno i nostri piÃ¹ ardenti alleati."<br />
"Spero che sia cosÃ¬ - commentÃ² il capitano, tornando a sedersi alla poltrona centrale - Ma non sono convinta che sarÃ  cosÃ¬ facile portare dalla nostra parte l'equipaggio. Soprattutto se vedono la Flotta Stellare come colpevole del loro esilio nel Quadrante Delta"<br />
<br />
<br /><b>USS Cepheus - Ponte inferiore - 05/12/2395 - ore 11,40</b><br /><br />
Quella in cui erano chiusi era una stanza dal soffitto basso, con un lungo tavolo di legno nero, circondato da sedie. Sulla paratia in fondo, Volkoff vide degli oblÃ², ma erano stati oscurati. Peccato, pensÃ² il russo: gli sarebbe piaciuto sapere se dalla nave, dalla base o quel che era l'ambiente in cui si trovavano, le stelle erano ancora visibili. Personalmente, avrebbe scommesso di si.<br />
"Bene... A quanto pare siamo prigionieri di questi mezzi Borg" - la dottoressa Fuentes andÃ² a sedersi al tavolo.<br />
"E' riuscita a fare una scansione con il tricorder medico? - domandÃ² il capitano Suri - Mi sono accorta che lo ha manovrato mentre eravamo nel turboascensore"<br />
Luz sorrise:<br />
"Credevo di essere stata abbastanza abile da non farmi accorgere da nessuno" - disse.<br />
"Ha scoperto qualcosa?" - Volkoff si avvicinÃ².<br />
"Gli scudi che impediscono ai nostri sensori di leggere devono essere orientati verso l'esterno. Dall'interno, il mio tricorder non ha avuto difficoltÃ  a registrare i segni vitali di circa ottocento persone, in grande maggioranza umani..."<br />
"Logico. L'equipaggio della Cepheus era quasi interamente composto da umani - disse il capitano Suri - "Qual Ã¨ la concentrazione di naniti Borg nel loro sistema?"<br />
"Per saperlo dovrei esaminare uno per uno i membri dell'equipaggio. Se devo considerare come  campione i quattro che ci hanno accompagnato qui, hanno una concentrazione di naniti piuttosto bassa."<br />
"Quando si insediano in un corpo umano, i naniti si replicano fino a prendere il controllo dell'ospite. Come fanno a mantenere basso il livello di naniti?"<br />
La dottoressa Fuentes alzÃ² le spalle:<br />
"Ho paura che questo dovremo chiederlo a loro"<br />
Volkoff guardÃ² verso Tynan. Il trill appariva stranamente assente e il russo valutÃ² l'idea di richiamarlo. L'ufficiale scientifico parve sentirlo, perchÃ© lo guardÃ² e scosse la testa, facendo segno di non attirare l'attenzione su di lui. Con un dito, si sfiorÃ² l'orecchio, poi accennÃ² al tetto della sala. Certo, pensÃ² Volkoff. E' ovvio che ci stiano ascoltando. Forse anche guardando, da qualche olocamera nascosta, vero?<br />
Tynan assentÃ¬ piano, quindi si scostÃ², andando ad appoggiarsi ad uno degli angoli della sala.<br />
"Capitano... - il comandante Brown richiamÃ² l'attenzione - Guardi qui. MetÃ  della stanza Ã¨ protetta da un campo di forze"<br />
L'ingegnere era in piedi accanto al tavolo. Sporse con prudenza due dita. Al suo tocco, una scarica di energia illuminÃ² la sala di una luce azzurrina:<br />
"Sembra ci sia stata riservata solo mezza cella, capitano - commentÃ² l'umano - Non possiamo accedere all'altra parte della sala"<br />
"PiÃ¹ che una cella, sembra il parlatorio di una prigione" - disse Timeran Bhreel.<br />
"Strana prigione - replicÃ² il capitano - Ci hanno lasciato insieme e non ci hanno tolto l'attrezzatura che portavamo con noi."<br />
"Voi non siete prigionieri" - dal fondo della stanza si udÃ¬ un rumore metallico. Parte della paratia si aprÃ¬ per lasciar passare due figure. Suri riconobbe l'uomo che si era presentato come capitano Norton. Era accompagnato dal biondo David, si pose in piedi dietro la postazione del capitano.<br />
Norton accennÃ² con un gesto alle sedie che circondavano il tavolo, quindi si sedette.<br />
"...Ho solo tenuto a prendere qualche precauzione"<br />
Suri andÃ² a sedersi all'altro capo del tavolo. Attese che il suo equipaggio si fosse seduto a sua volta attorno al tavolo, prima di iniziare:<br />
"Capitano... Sembra che vi aspettiate un attacco da parte nostra - disse - Avete addirittura messo un campo di forze, tra di noi. Non crede che un po' di fiducia reciproca potrebbe migliorare i nostri rapporti?"<br />
"No, non lo credo - replicÃ² Norton. La sua voce era piana. Stava affermando quello che era uno stato di fatto, non una opinione, ai propri occhi - I nostri predecessori si sono fidati della Flotta Stellare. Se avessero avuto ragione a fidarsi, noi non saremmo qui!"<br />
"Vi fidate di piÃ¹ dei Borg?" - domandÃ² Suri.<br />
Volkoff vide un lampo di rabbia negli occhi dell'altro. Aveva l'impressione, con lui, di avere a che fare con una nave in occultamento. Una pura insidia, una minaccia sotterranea, che si sarebbe rivelata solo al momento di sparare i suoi siluri.<br />
Ma anche loro avevano preparato qualche siluro. L'essenziale era non farsi scoprire troppo presto. OsÃ² allungare un'occhiata verso Tynan: lui avrebbe saputo se una sonda mentale o un telepate nemico li avesse scoperti. Ma il trill stavolta non ricambiÃ² il suo sguardo.<br />
La vulcaniana stava continuando:<br />
"Trovo difficile pensare che i Borg abbiano avuto a che fare con voi senza tentare di assimilare i superstiti della Cepheus al loro Collettivo. Eppure, voi non siete stati assimilati... Come avete fatto?"<br />
Norton si appoggiÃ² sullo schienale della poltrona:<br />
"E voi, che cosa sapete dei Borg?" - ritorse.<br />
"Sono arrivati abbastanza vicino al pianeta Terra, qualche anno fa"<br />
"Non sono arrivati abbastanza vicino! - esplose il biondo David - Sono arrivati sulla Terra!"<br />
Norton si girÃ² in tempo per fulminare il primo ufficiale con un'occhiataccia:<br />
"Comandante, lasci parlare me! Oppure esca di qui!" - abbaiÃ².<br />
David si morse le labbra:<br />
"Si, signore"<br />
I federali seguirono lo scambio senza commentare. Norton tornÃ² a girarsi verso di loro:<br />
"Quando credete sia successo? Intendo, la prima volta che gli umani hanno avuto a che fare con i Borg"<br />
"Il primo contatto registrato risale alla data stellare 42761.3" - rispose Suri, dopo un istante di esitazione.<br />
"Il primo contatto... registrato - Norton sogghignÃ² - Ho imparato che con i vulcaniani occorre stare attenti alle parole che scelgono di usare. PuÃ² darsi che quello sia stato il primo contatto ufficiale. Ma i Borg erano giÃ  stati sulla Terra, molto prima di allora!"<br />
"Beh, in sostanza, Ã¨ vero"<br />
"Lo ammettete, allora!" - esclamÃ² il comandante David. Stavolta il capitano Norton non riprese l'ufficiale per l'interruzione.<br />
"Non c'Ã¨ niente da ammettere - replicÃ² Volkoff - Durante un attacco contro il Settore 001, i Borg tornarono indietro nel tempo. Cercarono di impedire il primo contatto di Zephram Cochrane con i vulcaniani, sulla Terra. L'Enterprise dell'allora capitano Picard li seguÃ¬ e riuscÃ¬ a impedire loro di interferire con la storia umana. Ma il primo contatto della nostra specie con i Borg Ã¨ effettivamente quello che ha detto il nostro capitano"<br />
Norton rise:<br />
"E' stupendo! Veramente stupendo! Avete tutte le prove che la Flotta Stellare Ã¨ coinvolta in qualcosa di orrendo proprio di fronte a voi... E continuate a credere a tutte le balle che vi hanno ammanito!"<br />
"Io non vedo nessuna prova" - ribattÃ© Suri<br />
"Eppure sono davanti a voi - allargÃ² le braccia a mostrare la stanza dove si trovavano - E sono grandi come la Cepheus stessa"<br />
"Io credo di aver capito" - si fece sentire, esitante, la voce del consigliere Bhreel. Gli occhi di tutti si appuntarono sulla trill - Secondo tutti i rapporti sull'accaduto, la Cepheus doveva sperimentare un nuovo tipo di scudo sulla nave. In un articolo si parlava di scudi autoadattativi"<br />
Volkoff si dette mentalmente dell'imbecille. La sua stessa consapevolezza stava emergendo sui volti degli astanti.<br />
"Ma certo!" - mormorÃ². Qual era la caratteristica piÃ¹ importante dei Borg? Si adattavano! Si adattavano ad ogni tipo di attacco!<br />
"Vuol dire che gli scudi autoadattativi che la Cepheus era stata spedita a sperimentare... Sarebbero derivati da un contatto con i Borg?" - domandÃ² il comandante Brown, sporgendosi sul tavolo fin quasi a piegarsi in due.<br />
"Ho studiato a lungo i rapporti che furono scritti dagli ufficiali imbarcati sulla Cepheus, comandante - disse il capitano - Loro non sapevano di che cosa si trattava. Lo hanno scoperto dopo. Quando quegli scudi, una volta attivati, si agganciarono ad un nodo di transcurvatura e li trasportarono qui, nel Quadrante Delta... E si ritrovarono soli. Soli, ad affrontare un territorio completamente inesplorato e pieno di nemici, senza dilitio, con una nave ridotta ad un rottame..."<br />
"Vorrebbe dire che la Flotta Stellare ha cercato di approfittare di una tecnologia per la quale non era preparata, violando le direttive temporali - disse Suri - Ma questo non implica logicamente una cospirazione per portarvi qui. Come avrebbero potuto scoprire il nodo di transcurvatura? Perfino quando attaccarono la Terra, nessuno sapeva come i Borg attraversavano lo spazio"<br />
"Nessuno?" - un sorriso privo di allegria comparve sul volto del capitano Norton. L'uomo si alzÃ², lentamente - Come nessuno conosceva i Borg? Come nessuno sapeva da che cosa fosse derivata la tecnologia degli scudi?" -<br />
Il volume della sua voce si era alzato progressivamente di tono:<br />
"Capitano..." - iniziÃ² Suri, ma Norton l'interruppe:<br />
"Vi ho raccontato questo solo perchÃ© penso che anche voi potreste essere stati spediti qui, come noi, a tradimento... Ma che non ve ne siate ancora resi conto. Prima lo farete, meglio sarÃ  per voi."<br />
"PerchÃ©?"<br />
"PerchÃ© allora avreste una battaglia in comune con noi. Una da combattere insieme"<br />
"Capisco. E se cosÃ¬ non fosse?"<br />
Ma l'uomo non rispose. Con un breve cenno al primo ufficiale, scomparve rapidamente dietro la paratia.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 01 Mar 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-04 Qualcosa si muove</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Flashback - San Francisco, Terra - 13 luglio 2278 - ore 8.00</b><br /><br />
I grattacieli sfrecciavano via da un finestrino all'altro. Il treno a sospensione magnetica correva lunga la monorotaia sopraelevata ad una velocitÃ  tale che i palazzi vicini erano una sfumatura continua e si riusciva a seguire con gli occhi solo quelli molto lontani. Il vagone era pieno di gente ma Kelev era riuscito a sedersi comunque, perchÃ© il grosso dei pendolari salivano due fermate dopo la sua. Stava ancora pensando all'incidente della Cepheus ed era sempre piÃ¹ convinto che c'erano alcune cose che non quadravano. L'inchiesta non stava conducendo da nessuna parte, aveva contattato un sacco di gente all'interno della Flotta Stellare ma nessuno sapeva nulla o non voleva essere intervistato. Aveva usato anche parole forti, in alcuni articoli, per tentare di smuovere le acque e fare uscire qualche pesciolino allo scoperto, ma era solo riuscito a prendersi una lavata di capo dal suo capo redattore.<br />
La fermata di Civic Center. Ne mancavano ancora un paio alla sua. La metro quasi si svuotÃ². Il tipo seduto vicino a lui aveva aspettato fino all'ultimo ad alzarsi e poi era corso fuori rischiando di finire intrappolato nelle porte automatiche. Kevel sorrise, capitava spesso anche a lui di essere talmente immerso nei suoi pensieri da perdere la propria fermata. GuardÃ² il posto lasciato vuoto di fianco a lui ancora sovra pensiero e vide che era stato dimenticato un piccolo dpad. Lo prese velocemente e si alzÃ² cercando di vedere se il proprietario si era accorto di averlo perso, ma il treno era giÃ  ripartito. Avrebbe potuto scendere alla fermata successiva e tornare indietro. GuardÃ² lo schermo del dpad e vi lesse il proprio nome che lampeggiava ritmicamente.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggi Comandante Bhreel - 4 dicembre 2395 - ore 22.35</b><br /><br />
Timeran si svegliÃ² di soprassalto. Ancora con il rumore della metropolitana nella testa. Era stato un sogno piuttosto vivido, le capitavano molto raramente cosÃ¬ intensi e ormai era riuscita a capire di cosa si trattava. Non erano sogni: erano ricordi. Un episodio di un precedente ospite del simbionte. Era giÃ  il secondo nell'arco di 24 ore ed erano in qualche modo legati alla Cepheus. RichiamÃ² sulla sua console personale tutte le informazioni che c'erano sulla vita di Kevel Bhreell quarto ospite del simbionte Bhreel. Quando la USS Cepheus scomparve fu uno dei giornalisti che piÃ¹ si occupÃ² del caso.<br />
"L'unico che se ne occupÃ² seriamente!"<br />
Timeran fece un balzo sulla sedia dallo spavento. Si girÃ² di scatto ma nella stanza non c'era nessuno.<br />
"Cosa sta succedendo? Io non..."<br />
"Fallo per me Timeran. Per noi."<br />
Timeran guardÃ² di nuovo il dpad e la foto di Kevel che la fissava. Il report continuava descrivendo come Kevel si fosse trovato coinvolto in un incidente che gli costÃ² la vita e di come il simbionte fosse stato unito in urgenza ad un altro ospite.<br />
"Non fu un incidente Timeran!"<br />
"Ho capito." Timeran non aveva altri dubbi. Si sedette per terra e si tranquillizzÃ². EntrÃ² in comunione con il suo io interiore. Quell'entitÃ  a cui era stata affidata e di cui, nello stesso tempo, doveva prendersi cura. Quell'entitÃ  amica la prese per mano e la condusse giÃ¹, con calma, senza fretta e senza timore. Di fronte a lei si parÃ² una sobria porta a vetri e al di lÃ  di questa la figura di un ragazzo con l'espressione determinata ma gentile. Bhreel la invitÃ² ad aprire la porta. Una leggera brezza la investi e confuse i contorni del mondo che la circondava. Mentre la luce scemava in penombra  le vennero raccontate delle fiabe, fece nuove amicizie e nuovi amori, subÃ¬ la prepotenza e l'invidia di alcuni, pianse e sorrise, visse una vita breve ma coraggiosa e onesta. Alla fine di tutto rimase con un triste peso sul cuore. Come la sensazione di quando si perde un amico che avresti voluto conoscere meglio ma non c'Ã¨ stato il tempo e adesso non ce n'Ã¨ piÃ¹. La luce ritornÃ² e Timeran si ritrovÃ² di nuovo nella propria stanza, non piÃ¹ sola.<br />
"Ricordo bene quell'inchiesta, mi fu affidata dall'allora capo redattore J. J. Jameson. All'inizio contattai gli organi ufficiali della Federazione ma in quello che mi dissero c'era qualcosa che non mi convinse e che mi spinse ad indagare piÃ¹ a fondo.<br />
Allora ero giovane e la voglia di veritÃ  che avevo era piÃ¹ grande della mia saggezza. CosÃ¬ cercai di mettermi in contatto, in segreto, con ufficiali della federazione che conoscevo bene e scoprii che la Cepheus non fu la sola nave a scomparire. Una delle navi mandate a investigare l'accaduto scomparve anche lei misteriosamente. La USS Bozeman. Nessuno vide piÃ¹ entrambe le navi ."<br />
"Mi sembra di ricordare" continuÃ² Timeran "che fine ha fatto la Bozeman. Fu intrappolata in una distorsione temporale fino a quando non fu salvata dall'Enterprise del capitano Picard. I diari del capitano su quell'accaduto sono tra quelli piÃ¹ incredibili che ho letto."<br />
"Prima che insabbiassero l'inchiesta e mi obbligassero a occuparmi di altro alcuni documenti parlavano di distorsioni temporali causate da possibili aberrazioni degli scudi adattativi." Disse Kevel.<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 4 dicembre 2395 - ore 23.10</b><br /><br />
"Capitano, questa Ã¨ la prima volta che trovate una nave della Federazione in questo quadrante. Forse non Ã¨ una buona idea distruggerla." Intervenne uno dei vulcaniani piÃ¹ anziani.<br />
"Ma non Ã¨ sicuramente la prima segnalata da queste parti. Anche se in effetti non credo che siano riusciti a padroneggiare la tecnologia che ha portato qui mio padre e quelli del suo equipaggio." Il Capitano Norman parve riflettere per un istante.<br />
"E se fosse stata chiamata da quell'altra di cui ci parlavano i Kazon?" intervenne David.<br />
"Quelle erano minacce senza senso. Dubito che quei barbari senza cervello possano aver chiamato in aiuto qualcuno della Federazione. Sono troppo lontani per loro." <br />
"PerÃ² se riuscissimo a scoprire come sono arrivati qui potremmo avere la possibilitÃ  di tornare a casa." ContinuÃ² l'altro.<br />
"E' questa la nostra casa David. Ci hanno lasciati soli spedendoci dall'altra parte della galassia con un biglietto di sola andata. Non troveremo striscioni di bentornati ad accoglierci."<br />
"Forse ha ragione lei Capitano, ma con la tecnologia di cui siamo venuti in possesso potremmo finalmente avere la nostra vendetta se riuscissimo a tornare indietro."<br />
"Se vuole veramente avere la sua vendetta, Capitano, potrebbe cominciare a capire chi sono i veri responsabili del nostro naufragio."<br />
"Cosa vuoi dire vulcaniano?"<br />
"Ricorda la storia del comandante Briton, il primo ufficiale di suo padre? Lui sapeva quale era la vera natura degli scudi adattativi e della provenienza di quella tecnologia. Era l'unico a saperlo prima della partenza."<br />
"Si, mi ricordo di quella storia. Briton faceva parte di qualche ramo segreto del governo e doveva fare rapporto su tutto ciÃ² che sarebbe successo durante l'uso di quei maledetti scudi. Dubito che sia mai riuscito a comunicare qualcosa a qualcuno."<br />
"Ne dubitiamo tutti Capitano, dopo quello che Ã¨ succcesso. Sono passati perÃ² parecchi anni dalla nostra partenza e magari all'interno della Federazione qualcosa Ã¨ emerso. Crede veramente che tutti si siano dimenticati della Cepheus e del suo equipaggio? Forse qualcuno si Ã¨ interessato alla nostra scomparsa. Forse qualcuno Ã¨ riuscito a scoprire perchÃ© una nave e tutto il suo equipaggio Ã¨ stata usata come cavia per testare l'utilizzo di una tecnologia Borg che nessuno aveva mai visto prima."<br />
"Mi hai convinto Sustak, vediamo cosa dicono della Cepheus gli archivi di quelle navi. David, inizia una procedura di interfaccia al nucleo principale della nave piÃ¹ grande, escludi ogni altro tipo di accesso."<br />
"SÃ¬ Capitano, inizio immediatamente ma ci vorrÃ  un po' di tempo i sistemi di sicurezza sono molto avanzati."<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 5 dicembre 2395 - ore 10.17</b><br /><br />
"Capitano, abbiamo perso il controllo della nave. Il computer non risponde. Qualcuno ci ha tolto il controllo."<br />
Enizia si alzÃ² dalla poltrona e controllÃ² le console del timoniere e del tattico: non davano segni di risposta.<br />
"Computer autorizzazione Eniza-4-7-alpha-tango riportare il controllo della nave in plancia."<br />
=^= Codice di autorizzazione riconosciuto. Capitano Enizia del clan Gishna: accesso negato.=^=<br />
"Come accesso negato? Computer, ripeto, autorizzazione Eniza-4-7-alpha-tango riportare il controllo della nave in plancia."<br />
=^= Codice di autorizzazione riconosciuto. Capitano Enizia del clan Gishna: accesso negato.=^=<br />
 Anche Volkoff tentava di inserire i codici di autorizzazione che conosceva ma senza successo. Fece un cenno di diniego ad Enizia.<br />
"Capitano Enizia a Sala Macchine: Comandante Brown voi riuscite ad accedere al computer?"<br />
=^= Negativo Capitano. Tutti gli accessi sono stati disabilitati, non riusciamo ad entrare. =^=<br />
"Sembra proprio che chiunque ci abbia portato fino a qui stia venendo allo scoperto." Intervenne Sorin guardando Tynan."<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 5 dicembre 2395 - ore 10.40</b><br /><br />
"Ecco Capitano, questo Ã¨ tutto il contenuto degli archivi. Sulla Cepheus poco o nulla."<br />
"Vedi Sustak, si sono dimenticati di noi."<br />
"Capitano, sembra che un membro dell'equipaggio abbia interrogato il computer proprio a riguardo della Cepheus poco prima che lo facessimo noi. Sono richieste ben precise. Forse qualcuno cerca delle risposte come noi."<br />
"Vedo... Forse Ã¨ giunto il momento di parlare con i nostri ospiti David. Apri un canale di comunicazione con le due navi: facciamo gli onori di casa..."</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 28 Jan 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-03 In Trappola</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Pytheas/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=109&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Baffin - Plancia - 4 dicembre 2395 - Ore 16:34</b><br /><br />
"Rapporto" chiese Enizia perentoria dopo un attimo di sbandamento.<br />
"Capitano. Non abbiamo avuto alcuna variazione nÃ© di posizione nÃ© di energia - Samak prese la parola - ma da una prima analisi i sensori indicano che non ci troviamo piÃ¹ dove eravamo prima."<br />
"Come sarebbe a dire? Comandante si spieghi meglio!" rispose l'andoriana un po' infastidita...<br />
"Capitano, intorno a noi non ci sono piÃ¹ le stelle che avevamo monitorato fino a qualche istante fa. Ci sono tutti i presupposti per pensare che ci troviamo in una dimensione parallela."<br />
"Chee? Una dimensione parallela? E come diavolo ci siamo arrivati?" gridÃ² l'andoriana. Poi cercÃ² di calmarsi: Enizia era appoggiata con entrambe le mani allo schienale della sua poltrona e guardava lo schermo visore di fronte a lei. In effetti non c'erano piÃ¹ le stesse stelle che avevano visto fino ad un attimo prima... a dire il vero non c'erano proprio stelle...<br />
"La Curie?" chiese quindi con piÃ¹ calma<br />
"La Curie Ã¨ qui. Signore, anche la navetta Ã¨ qui fuori, sarebbe il caso di abbassare gli scudi e lasciarli rientrare." Rispose prontamente Samak dalla sua postazione.<br />
"SÃ¬ ha ragione Comandante. Faccia subito rientrare la squadra di sbarco. Voglio un rapporto completo di quanto Ã¨ successo lÃ  fuori. Appena a bordo li faccia venire subito nel mio studio."<br />
"Certo Capitano." rispose Samak con una fredda efficienza. <br />
In una situazione normale, Enizia avrebbe sicuramente fatto notare al suo Ufficiale Tattico che non aveva perso tempo a tornare la vulcaniana di sempre, fredda e senza emozioni. Ma quella non era di certo una situazione normale, cosÃ¬ senza pensarci due volte, tirÃ² dritto verso il suo studio... E per fortuna lo fece, visto che in realtÃ  Samak non sentiva affatto di essere tornata come prima. Ancora era piegata degli effetti dello scambio di sensazioni e di corpi da cui si erano appena liberati, tant'Ã¨ che aveva riconosciuto un brivido di preoccupazione per la sorte di Tynan in quella nave aliena. I due avevano continuato a frequentarsi durante quei giorni: a Samak non erano dispiaciute le sensazioni che aveva provato... ma questo lo sapeva solo lei... <br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Ufficio del Capitano - 4 dicembre 2395 - Ore 16:40</b><br /><br />
Appena sedutasi sulla poltrona del suo ufficio, Enizia diede ancora un rapido sguardo fuori poi decise di contattare la sua controparte sulla Curie. Il Capitano Suri era ancora in plancia.<br />
=^= Capitano... =^=  era Suri dall'altro lato<br />
=^= Capitano Suri, avete giÃ  idea di quello che ci Ã¨ successo? Il mio Ufficiale Tattico pensa che siamo finiti in una dimensione diversa dalla nostra. Per quanto mi riguarda, c'Ã¨ qualcosa che non mi torna... =^=<br />
=^= Anche noi qui sulla Curie stiamo cercando di capire cosa sia successo. In effetti la questione non Ã¨ del tutto chiara neanche a noi. Al momento sono tutti a lavoro, non appena avremo novitÃ  la contatterÃ² Capitano. =^=<br />
=^= Va bene, noi faremo la stessa cosa. =^=<br />
Enizia stava per chiudere la comunicazione quando Suri le chiese se per motivi di sicurezza poteva far rimanere Tynan a bordo della Baffin, non erano ancora in grado di utilizzare il teletrasporto e quindi non era logico far correre al suo Tenente un ulteriore rischio.<br />
=^= Non c'Ã¨ problema Capitano, lo terremo a bordo della Baffin, affiancherÃ  Sorin allo studio di quanto accaduto. =^=<br />
La comunicazione si chiuse qualche attimo prima che il Tenente Payton bussasse al suo ufficio, * che tempismo * pensÃ² e lo fece entrare.<br />
L'umano era da solo.<br />
"Dove sono gli altri, Tenente? Mi dica che stanno bene..."<br />
"SÃ¬ Capitano, la squadra di sbarco Ã¨ rientrata tutta. Gli altri sono giÃ  ai loro posti. Tynan ha ricevuto l'ordine dal Capitano Suri di rimanere a bordo della Baffin e..."<br />
"Si si so tutto..." lo interruppe Enizia. "Adesso mi dica quello che Ã¨ successo lÃ  fuori..."<br />
"In realtÃ  Capitano, c'Ã¨ molto poco da dire. Quello che noi abbiamo visto dalla navetta, voi l'avete visto dalla Baffin. Appena agganciata la USS Cepheus stavamo rientrando quando c'Ã¨ stata una specie di esplosione, un lampo accecante, dopodichÃ© non ho visto piÃ¹ nulla. Solo per un istante il teletrasporto si Ã¨ rimesso in funzione, e in quell'attimo ho riportato gli altri a bordo della navetta. Poi il nulla."<br />
Enizia, durante l'esposizione, era seduta alla sua scrivania con le braccia incrociate davanti a sÃ© e con il busto rivolto in avanti in segno di attenzione. Quando il ragazzo si fermÃ², lei fece un sospiro e spostÃ² lo sguardo alla sua destra in un punto non ben precisato dello studio. SospirÃ² di nuovo e si tirÃ² indietro sullo schienale.<br />
"Va bene Signor Payton. Torni in plancia e passi in rassegna le nostre carte stellari della zona. Provi a vedere se c'Ã¨ qualche punto del quadrante che puÃ² somigliare alla zona in cui ci troviamo. Mi tenga costantemente informata."<br />
"SÃ¬ Capitano" disse il giovane umano e andÃ² via.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Sala Macchine - 4 dicembre 2395 - Ore 19:12</b><br /><br />
Tutta la sala macchine era in fermento.<br />
Non c'erano state esplosioni, non c'erano stati sovraccarichi, non c'erano stati sbalzi di energia, eppure quella nave di certo non si trovava piÃ¹ dove era prima. Tutta la squadra di Brown lavorava instancabilmente per dare una spiegazione a quello che era successo. Inoltre erano in costante comunicazione con la squadra del Tenente Vizzini, che sulla Curie, stava cercando le stesse loro risposte.<br />
"Dobbiamo capire cosa diavolo Ã¨ successo!" l'ingegnere capo cercava di incitare la sua squadra in tutti i modi ed infatti erano tutti presi dai propri compiti.<br />
Ad un tratto, probabilmente a causa dell'agitazione e dalla foga con cui tutti si spostavano da una postazione all'altra, il marinaio di seconda classe Darryl inciampÃ² in un cavo e cadde rovinosamente su una consolle attivando la curvatura della nave. La Baffin ebbe un sussulto, poi un altro di minore intensitÃ , poi piÃ¹ niente.<br />
*eh? Com'Ã¨ possibile * pensÃ² Darryl <br />
L'incidente era avvenuto a pochi metri di distanza da Brown che si insospettÃ¬ subito. Si portÃ² sulla stessa consolle urtata dal marinaio e pigiÃ² il pulsante di attivazione. Niente. Il Comandante chiamÃ² cosÃ¬ il suo secondo con un gesto della mano:<br />
"Il motore a curvatura Ã¨ perfettamente funzionante, eppure, se cerchiamo di par partire la Baffin, questa non si muove. Strano vero?"<br />
"GiÃ ... - rispose il secondo pensieroso - inoltre, se proviamo ad attivare la curvatura - e pigiÃ² nuovamente il tasto - non solo la nave non si muove, ma abbiamo un consumo di carburante pari quasi al doppio di quello normale." disse quello, mettendo con un solo veloce gesto i dati del consumo di antimateria a fianco a quelli dell'efficienza del motore sulla consolle su cui stavano lavorando.<br />
"Uhm, ok. Abbiamo una base di partenza. Adesso concentriamoci su questa anomalia. Avverti anche Vizzini e vedi se Ã¨ cosÃ¬ anche per loro..." disse Brown e si misero di nuovo tutti a lavoro.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Laboratorio scientifico - Contemporaneamente</b><br /><br />
Sorin e Tynan stavano lavorando insieme per cercare di mettere ordine in quella strana faccenda. Fino a quel momento si erano concentrati essenzialmente sullo studio delle cartografie stellari: prendendo come punto di riferimento il pianeta che avevano visto poco prima, stavano cercando di tracciare tutte le rotte possibili. Ma non aveva molto senso. Il loro spostamento era stato praticamente istantaneo e quindi non c'era motivo di supporre che si fossero spostati davvero da un'altra parte.<br />
"Lo pensi anche tu, vero?" chiese Tynan ad un tratto<br />
"Penso cosa?" rispose il vulcaniano <br />
"Pensi anche tu che questo tipo di studio non ci porterÃ  da nessuna parte. Vero?"<br />
"Quando uno studia un qualunque tipo di fenomeno, quasi mai sa a priori dove andrÃ  a finire." disse Sorin senza perÃ² preoccuparsi di capire dove il Trill volesse andare a parare.<br />
Tynan era da un po' passato alla via informale: lui e Sorin erano amici da tempo, e in quella stanza al momento c'erano solo loro due... lasciarono perdere i formalismi.<br />
"Senti, proviamo a ragionare per deduzione. - a queste parole il vulcaniano alzÃ² un sopracciglio - allora, ci sono solo tre modi secondo me per fare un salto nel nulla come abbiamo fatto noi: il primo Ã¨ che ci hanno addormentato tutti e ci hanno trascinati non si sa dove e non si sa per quanto tempo. Il secondo Ã¨ che per qualche strano fenomeno siamo finiti in una dimensione diversa. Il terzo Ã¨ che ci hanno teletrasportati altrove. Navi ed equipaggio, tutti insieme..."<br />
"Interessante teoria, vai avanti Brennon, ma credo di capire quello che vuoi dire..."<br />
"Bene, allora. Non credo che ci abbiano addormentati: il computer di bordo segna la data corretta e se anche fosse stato manomesso a quest'ora ce ne saremmo accorti. Ok, rimane l'ipotesi del salto in una dimensione diversa, ma, dove sono finite le stelle? Io personalmente non ho mai vissuto l'esperienza di finire in un'altra dimensione, ma ho letto tanti rapporti e nessuno segnala la completa assenza di astri. Quindi rimane..."<br />
"...quindi rimane il teletrasporto..." fu Sorin a completare l'esposizione di Tynan.<br />
"Certo mi dirai quanto deve essere grosso uno strumento in grado di teletrasportare contemporaneamente due navi stellari e tutto il suo equipaggio al completo... e soprattutto non sappiamo se sia fisicamente possibile. Ma al momento Ã¨ la strada piÃ¹ probabile che possiamo seguire." Sorin annuÃ¬.<br />
"Avvertiamo il Capitano."<br />
<br />
<br /><b>In un luogo imprecisato - Nello stesso momento</b><br /><br />
"Guardali, come si agitano!" esclamÃ² il Capitano Norman II, figlio del Capitano Norman di quella che fu la USS Cepheus.<br />
Una voce sghignazzante gli fece eco...<br />
Sul monitor principale della postazione di controllo, Rick Norman II seguiva passo passo tutto quello che accadeva a bordo della Baffin e della Curie. I loro sensori, che avevano razziato ad un popolo incontrato qualche anno prima, gli permettevano di seguire le tracce vitali dei componenti delle due navi anche attraverso lo scafo e soprattutto anche attraverso i loro scudi. Ma quei sensori cosÃ¬ evoluti non erano l'unica cosa che quella gente aveva rubato: tecnologia di occultamento, armi ad altissima potenza, sistemi di teletrasporto incredibili di cui la Federazione non conosceva neanche la possibilitÃ  di esistenza, facevano parte del loro bagaglio di viaggio.<br />
"David, va a dire ai prigionieri che Ã¨ arrivato il momento."<br />
"SÃ¬ Capitano."<br />
I prigionieri in questione, o meglio i vecchi prigionieri in questione, erano cinque vulcaniani, i cinque vulcaniani piÃ¹ giovani che all'epoca dei fatti erano imbarcati a bordo della USS Cepheus e che erano rimasti ancora in vita. Malconci sÃ¬, ma ancora perfettamente vivi... Al Comandante David non piaceva per niente parlare con quella gente, non mostravano mai nessun segno di disapprovazione, non erano mai arrabbiati, mai alzavano la voce. Niente di niente e questo gli faceva passare ogni godimento. Anche a quella notizia infatti, non batterono ciglio.<br />
*Mah, ci sarÃ  pure qualcosa che li infastidisca, e prima o poi sono convinto che la scoprirÃ². * pensÃ² fra sÃ© il Primo Ufficiale di ritorno nella sala di controllo.  <br />
"Niente Capitano, non hanno reagito." RiferÃ¬ questo<br />
"Pazienza... - rispose Norman - anzi, collega la visione esterna al loro monitor... vediamo se si smuovono cosÃ¬."<br />
David obbedÃ¬ e ad un attratto ai Vulcaniani si presentÃ² un'immagine da far rabbrividire anche i piÃ¹ impavidi. La scena era questa: tre sfere della grandezza di un piccolo pianeta erano disposte a formare un triangolo. Una quarta sfera gli stava sopra a formare una specie di forma geometrica regolare, molto simile ad un cono. Lungo tutti i bordi vi erano dei trasmettitori olografici e dei generatori di campo, i primi servivano a proiettare l'immagine di uno spazio buio e senza stelle, i secondi formavano un potentissimo campo di contenimento da cui le due navi non si sarebbero mai potute liberare.<br />
La Baffin e la Curie erano in trappola, e ancora non lo sapevano... <br />
I cinque vulcaniani impallidirono a questa visione.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Enizia del Clan Gishna <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Enizia del Clan Gishna </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 08 Dec 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
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