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        <title>USS Marconi Logs Feed </title>
        <description>I diari di bordo della USS Marconi</description>
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        <lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 18:12:39 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS Marconi</title>
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            <description>Feed provided by Starfleet Italy. Click to visit.</description>
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            <title>13-07 Come era stato predetto...</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Hangar navette - 28/07/2395, ore 14:15</b><br /><br />
=^=Dal a plancia.=^=<br />
"Rapporto!" rispose Shran sobbalzando per l'ennesimo colpo ricevuto dalle navi avversarie.<br />
=^=Non abbiamo trovato niente signore, qualsiasi cosa cercassero non Ã¨...=^=<br />
"Signor Dal?" esclamÃ² il Capitano della Marconi guardando verso l'alto come se guardare gli altoparlanti potesse riattivare la comunicazione.<br />
"Signore! Breccia negli scudi. La squadra del signor Dal e la navetta... sono tutti stati teletrasportati a bordo della nave Jem'Hadar." Shran colpÃ¬ con forza il bracciolo della poltrona quando Durani comunicÃ² la notizia.<br />
<br />
<br /><b>Incrociatore Kolgrom - Hangar principale - 28/07/2395, contemporaneamente</b><br /><br />
Quando Dal riuscÃ¬ a rendersi conto di quello che era successo era ormai circondato da decine di Jem'Hadar con i fucili spianati. Nessuno dei suoi uomini stava muovendo un muscolo, sapevano bene che reagire in quella situazione significava, se erano fortunati, essere abbattuti da qualche raffica settata su stordimento... ma quella gente non usava praticamente mai lo stordimento.<br />
"Salve gente, cercavate qualcuno in particolare, o avete pescato a caso?" chiese il Capo della Sicurezza alzando le braccia e facendo segno ai suoi di fare altrettanto. Quattro contro trenta? Fatica inutile, meglio sembrare collaborativi.<br />
<br />
"Mi scuso per averla prelevata cosÃ¬ di sorpresa, ma il tempo a nostra disposizione Ã¨ alquanto limitato." Kiivan, il vorta al comando, fece la sua comparsa da dietro le spalle del Jem'Hadar piÃ¹ grosso che Dal avesse mai visto.<br />
"Non si preoccupi, Ã¨ sempre bello fare un giro turistico degli incrociatori del Dominio." rispose il mezzo cardassiano abbassando lentamente le braccia.<br />
"Ormai il Dominio non esiste piÃ¹, Ã¨ solo una parola che indicava una coalizione molto potente che ha cessato di esistere. C'Ã¨ un trattato di pace, non ricorda?" Kiivan fece segno ai guerrieri di procedere e sei di loro entrarono nella navetta.<br />
"Trattato di pace... trattato di pace... mi ricorda qualcosa. Era per caso quello dov'Ã¨ scritto che non dobbiamo piÃ¹ prenderci a cannonate a vicenda?" Dal lanciÃ² un'occhiata verso la navetta e notÃ² che i soldati la stavano letteralmente smontando alla ricerca di qualcosa che neppure lui era riuscito a trovare.<br />
"Alle volte dobbiamo fare cattiva sorte a buon viso... o era il contrario?"<br />
"Non lo chieda a me, non sono bravo con i proverbi terrestri..."<br />
<br />
Un Jem'Hadar fece capolino dalla navetta e scosse la testa. Il Vorta sospirÃ² e guardÃ² Dal per alcuni momenti valutandolo.<br />
"Gar'Tharok, quanto tempo pensi ti servirebbe per spezzare la sua volontÃ ?" chiese il Vorta al Primo dei Jem'Hadar<br />
"Giorni..." mormorÃ² il guerriero rendendo, dal suo punto di vista, onore al capo della sicurezza. Gli uomini di Dal fecero un passo avanti ma lui li fermÃ² con un gesto.<br />
"Troppo tempo, dovremo passare all'opzione due." guardÃ² Dal e poi sparÃ² a bruciapelo "Dov'Ã¨ il cristallo dei Profeti?"<br />
"Che cristallo?" La domanda era cosÃ¬ assurda che Dal lasciÃ² trapelare la sua sorpresa.<br />
"Come immaginavo... maledetta vecchia. Sapevo che ci stava prendendo in giro, ma non potevo correre nessun rischio. Aprite un canale con la Marconi e cessate le ostilitÃ !" Gar'Tharok lanciÃ² uno sguardo disgustato al Vorta ma fece come gli era stato detto.<br />
<br />
"Signor..." chiese Kiivan all'indirizzo dell'ufficiale della flotta stellare.<br />
"Tenente Dal, sono il capo della sicurezza della USS Marconi." Rispose lui che non riusciva a comprendere il repentino cambiamento della situazione.<br />
"Mi segua prego, andiamo in plancia..." Kiivan si voltÃ² dirigendosi verso l'ascensore<br />
"E i miei uomini?" Dal non si mosse.<br />
"Che prendano pure la navetta e tornino sulla vostra nave, non importa." rispose il Vorta aspettando il suo ospite.<br />
<br />
"Andate!" ordinÃ² Dal agli uomini che erano con lui e troncando immediatamente qualsiasi rimostranza. Poi seguÃ¬ il Vorta nell'ascensore.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 28/07/2395, alcuni minuti dopo</b><br /><br />
"Signore, comunicazione dall'incrociatore del Dominio!" esclamÃ² l'addetto alle comunicazioni. Per un attimo nella mente di Shran passÃ² l'immagine di Dal che, dopo essersi fatto strada a mani nude attraverso tutto l'incrociatore del Dominio, arrivava in plancia per chiamarlo e dirgli che era tutto a posto. Scosse la testa per scacciare quella stupida fantasia, ma rimase a bocca aperta quando sul monitor principale apparve il suo capo della sicurezza.<br />
<br />
"Signor Dal, sta bene?"<br />
=^=Si tutto bene Signore. A quanto pare la situazione ha subito un cambiamento improvviso, anche se non ho idea del perchÃ¨!=^= commentÃ² lui confuso e completamente in balia degli eventi.<br />
=^=Mi permetta di spiegare la situazione...=^= Kiivan si fece avanti e compÃ¬ una sorta di inchino =^=Mi scuso per quello che Ã¨ successo ma la situazione ci impone di agire senza perdere tempo. Capitano mi dica, dov'Ã¨ il Cristallo dei Profeti?=^=<br />
"Come scusi?" chiese Shran che pensava di aver capito male.<br />
=^=La situazione Ã¨ la seguente: potrei assaltare la vostra nave con le forze del Primo Gar'Tharok per trovare quello che sto cercando, ma la cosa richiederebbe tempo e uomini, oppure potrei distruggervi, ma questa ci negherebbe la possibilitÃ  di recuperarlo, quindi glielo chiedo un'ultima volta: dov'Ã¨ il Cristallo dei Profeti? La Vedek bajoriana ha detto di averlo dato alla loro nave alleata, la Marconi.=^=<br />
"Non so niente di nessun Cristallo e nemmeno di quale Vedek stia parlando. Noi eravamo in questo settore in esplorazione quando abbiamo avuto avarie sulla nave che ci hanno costretti ad un atterraggio di fortuna. La USS Fearless Ã¨ giunta da Deep Space 16 Gamma proprio per fornirci assistenza."<br />
=^=Confermo quello che il Capitano Shran ha detto!=^= commentÃ² il comandante Garcia che condivideva lo schermo con il Vorta.<br />
=^=Vi credo Capitano=^= commentÃ² Kiivan =^=Quella vecchia pazza mi ha preso in giro, ma non potevo rischiare che fosse la veritÃ . Mi dispiace molto.=^=<br />
"Le dispiacerÃ  di piÃ¹ quando i diplomatici della Flotta Stellare comunicheranno il vostro operato ai suoi capi" commentÃ² Shran con rabbia.<br />
=^=Non si preoccupi questo non accadrÃ !=^= la comunicazione si chiuse all'improvviso.<br />
<br />
"Signore hanno riattivato le armi e si preparano a fare fuoco!" esclamÃ² Durani<br />
"Manovre evasive, tutta l'energia agli scudi, non sprecate energia per fare fuoco, non ne abbiamo abbastanza! Capitano Garcia cerchi di aprirci un varco e poi si tolga dai piedi e torni verso la stazione, se non riusciamo a fuggire dalla morsa del Dominio c'Ã¨ poca speranza per noi!"<br />
=^=Mi rifiuto di...=^=<br />
"Comandante Garcia questo Ã¨ un'ordine!" esclamÃ² rabbioso Shran mettendo ben in chiaro chi fra i due comandava, poi fece chiudere la comunicazione.<br />
"Shran a Rekon, voglio tutta l'energia che potete darmi per gli scudi!"<br />
=^=Ce l'ha giÃ  Capitano, ormai siamo alla frutta. Possiamo incassare qualche colpo ma poi andrÃ  tutto in malora!=^= dal tono pacato dell'ingegnere capo, il capitano si rese conto che non c'era piÃ¹ niente da fare.<br />
"Grazie Signor Rekon, ce li faremo bastare!" concluse Shran "Tenete Wyandot faccia il possibile per proteggere la Fearless, almeno loro devono riuscire ad andarsene. La Marconi ormai non ha piÃ¹ modo di entrare in curvatura..."<br />
<br />
Tutti si resero conto che questa era la fine per loro.<br />
<br />
<br /><b>Incrociatore Kolgrom - Plancia - 28/07/2395, ore 14.25</b><br /><br />
"Cosa dobbiamo fare per abbattere quella dannata nave?!" esclamÃ² rabbioso Kiivan e il Jem'Hadar al tattico grugnÃ¬ per l'onta che stava subendo e che avrebbe pagato, in seguito, con una punizione o con la morte.<br />
"Il nostro timoniere Ã¨ un tantino oltre le vostre possibilitÃ ." commentÃ² divertito Dal asciugandosi con la manica il sangue che gli usciva dalla bocca.<br />
Dopo che il Vorta aveva dato l'ordine di aprire di nuovo il fuoco sulla Marconi, il capo della sicurezza si era gettato su di lui, ma i guerrieri del Dominio l'avevano bloccato. Era riuscito a ucciderne due prima di essere steso dal Primo. Si domandava perchÃ¨ non l'avessero ancora eliminato.<br />
"Volete ammazzarlo? La sua voce mi da fastidio!" commentÃ² infatti il Vorta.<br />
"Lui combatterÃ  contro di me piÃ¹ tardi. Si Ã¨ meritato il diritto ad una morte da guerriero." commentÃ² Gar'Tharok senza nessuna inflessione nella voce. Il Vorta alzÃ² gli occhi al cielo disgustato.<br />
<br />
Tre bordate violentissime gettarono a terra tutti i presenti, scintille ed esplosioni si susseguirono per alcuni istanti seguite da imprecazioni dell'equipaggio. Uno scintillio attirÃ² lo sguardo di tutti sul federale che era seduto a terra.<br />
<br />
"Di nuovo?" commentÃ² Dal mentre il teletrasporto lo portava via.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 28/07/2395, contemporaneamente</b><br /><br />
"Signore sparvieri Klingon in disoccultamento!" esclamÃ² Durani. Nella sua voce c'era sorpresa e orgoglio "Stanno bersagliando l'incrociatore del Dominio! I loro scudi sono appena collassati!"<br />
"Signor Keane porti via Dal di li immediatamente!" ordinÃ² Shran "Signor Durani appena lo abbiamo faccia fuoco con tutto quello che ha sull'incrociatore. Ordinate alla Fearless di fare altrettanto, tagliamo la testa del serpente!"<br />
<br />
Lo scintillio del teletrasporto illuminÃ² la plancia. Dal si alzÃ² di scatto andando ad occupare immediatamente la sua postazione.<br />
"Bentornato Tenente!" commentÃ² il Capitano visibilmente sollevato "Ha qualche idea di cosa stia succedendo?"<br />
"Nessuna signore. Come ha sentito stanno cercando un Cristallo dei Profeti e lo cercavano a bordo della Marconi, non trovandolo presumo che volessero metterci a tacere."<br />
"La cosa non mi stupisce! Situazione!" chiese poi rivolgendosi all'ufficiale tattico.<br />
"L'attacco a sopresa Ã¨ stato devastante per loro. Hanno perso scudi e armi, ma ci sono ancora avversari nell'area."<br />
"Chieda rispettosamente al Capitano Klingon di non distruggere l'ammiraglia del Dominio o non avremo risposte!"<br />
"Troppo tardi..." commentÃ² Durani con un ghigno di soddisfazione.<br />
Sullo schermo due sparvieri si voltarono in due strette virate e si gettarono sulla loro preda come i rapaci da cui prendevano il nome. I siluri partirono simultanemanete dai vascelli e spaccarono in due l'incrociatore del Dominio, un attimo dopo si trasformÃ² in una palla di fuoco.<br />
"E addio alle nostre risposte..." commentÃ² acido Shran abbandonandosi sulla poltrona.<br />
<br />
<br /><b>Leinos III - Tempio Celeste Pah'Wraiths - 28/07/2395, ore 14.40</b><br /><br />
"L'incrociatore di Kiivan Ã¨ stato distrutto. L'altra nave e i caccia rimasti sono saltati in curvatura." comunicÃ² Kiral<br />
"E i Jem'Hadar dentro il tempio?" chiese Jodel Mass guardando il suo compagno.<br />
"Si stanno facendo strada attraverso le nostre forze. Sono rimasti in pochi ma combattono come dei demoni!"<br />
"Informate la Vedek immediatamente, le forze Jem'Hadar stanno andando proprio verso di lei."<br />
"Lo sa... ha detto che fa tutto parte dei disegni dei Veri Profeti."<br />
<br />
<br /><b>Leinos III - Camera celebrativa Pah'Wraiths - 28/07/2395, ore 14.50</b><br /><br />
"Vedek siamo riuscita ad aprirla!" il giovane bajoriano aveva gli occhi luminosi per la felicitÃ . La donna gli sorrise e gli toccÃ² la testa per benedirlo.<br />
"Ti ringrazio figlio mio... adesso fortificate l'area, io entrerÃ² per parlare con i Veri Profeti. Dovete fermare i mostri del Dominio, al resto penseranno i nostri dei!" osservÃ² il fanatismo del giovane che veniva centuplicato dal luogo in cui si trovavano e sorrise.<br />
<br />
Lo guardÃ² correre verso l'entrata del tempio poi varcÃ² la soglia della camera di prigionia dei suoi dei.<br />
<br />
Le forze del Primo Toman'Son erano in inferioritÃ  numerica di quattro a uno, ma lui non se ne preoccupava. Il suo secondo, Gar'Tharok, doveva giÃ  aver preso il suo posto come era giusto che fosse. A lui non restava altro che portare a compimento la sua missione. L'unica possibilitÃ  era arrivare alle camere interne del tempio e prendere il cristallo... semprechÃ¨ si trovasse ancora lÃ¬.<br />
L'ultima dose di ketracel bianco era ormai andata. Aveva ordinato ai suoi di ignettarsela per renderli ancora piÃ¹ letali. Sapeva che avrebbero comunque pagato le conseguenze di quella overdose.<br />
I bajoriani combattevano con determinazione e cieco fanatismo. Formavano dei veri e propri muri di fuoco che i suoi faticavano ad attraversare, ma quando riuscivano ad arrivare abbastanza vicino alle loro fortificazione questi tentavano di assalirli in corpo a corpo... grosso errore.<br />
Con un audace colpo di mano, e grazie soprattutto all'incredibile velocitÃ  di cui erano dotati, due dei suoi guerrieri sfondarono l'ultima sacca di resistenza davanti all'entrata della camera. Dietro di loro nuove forze stavano arrivando, ma non era importante.<br />
Si fece largo fra i corpi dei bajoriani caduti uccidendo chiunque gli si parasse di fronte poi ordinÃ² agli altri di formare un muro difensivo.<br />
<br />
Toman'Son attraversÃ² il corridoio fino a giungere alla Camera di Prigionia. Un grosso cristallo di colore rosso era depositato su un piedistallo di pietra con molteplici incisioni. Si lasciÃ² un attimo distrarre dai complessi geroglifici che attorniavano l'intera sala e alla fine posÃ² gli occhi sulla donna dal volto deturpato.<br />
<br />
"Benvenuto nella Camera Celebrativa. I Veri Profeti ti aspettavano!" commentÃ² la Vedek con le mani giunte davanti a se.<br />
<br />
Toman'Son non si curÃ² di quell'essere e si avvicinÃ² al cristallo. La sua missione era prenderlo in custodia e teletrasportarsi via dal pianeta, ma ormai non c'era piÃ¹ nessuno che potesse trarli in salvo. Con una certa dose di soddisfazione, ben poco jem'hadar, si rese conto che la sua sola opzione era distruggere se stesso, il cristallo e il tempio con un'unica grande esplosione purificatrice. Il che avrebbe mandato anche in malora i piani di quel maledetto Vorta che lo aveva abbandonato.<br />
Il Primo, con un ghigno, attivÃ² il conto alla rovescia che avrebbe messo fine a tutto.<br />
<br />
"Tutto Ã¨ come i Veri Profeti avevano previsto..." sussurrÃ² la Vedek con un sorriso.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 15.00</b><br /><br />
"Capitano ho un picco di radiazioni che arriva dal pianeta! Esplosioni multiple!" avverti Durani mentre la sua strumentazione sembrava impazzire.<br />
"Avvertite tutti di allontanarsi. Signor Wyandot faccia quello che puÃ² per arrancare via da qui!"<br />
"Signore c'Ã¨ una fortissima perturbazione gravitometrica - urlÃ² Tara per sovrapporsi agli allarmi e alle voci dei suoi colleghi - sta per aprirsi uno strappo nel continuum. Verremo sicuramente trascinati dentro se non saltiamo a curvatura!"<br />
"Plancia a sala macchine! Signor Rekon mi dica che abbiamo la curvatura!"<br />
=^=Mi dispiace Signore...=^= la lapidaria risposta di Rekon mozzÃ² il fiato a tutti.<br />
"Lo strappo si Ã¨ aperto proprio sul pianeta!" il visore principale mostrÃ² una scena tanto affascinante quanto terribile. Dove prima c'era lo spazio e un pianeta adesso c'era un qualcosa di oscuro contornato da selvagge energie gravimetriche di inaudita potenza "La nave verrÃ  tirata dentro se non facciamo qualcosa!"<br />
"Opzioni per chiudere quel coso Signor Berthier?" chiese Sharn al suo ufficiale scientifico.<br />
"Nelle condizioni in cui ci troviamo? L'esplosione del nucleo di curvatura al centro della singolaritÃ , ma non sono certa che si chiuderÃ , di sicuro dovrebbe impedirne l'espansione. Se siamo fortunati si trasformerÃ  in un tunnel spaziale stabile."<br />
"Un tunnel per dove?"<br />
"Non ne ho idea Signore, ma potrebbe essere collegato anche con un'altra dimensione."<br />
"Bene, non c'Ã¨ altro da fare! Evacuate immediatamente la Marconi, voglio tutti fuori di qui. Signor Wyandot mi faccia posto, vi voglio via di qui il prima possibile!"<br />
Il coro di dinieghi da tutti i membri della plancia non fu ascoltato. Sharn fu costretto a ordinare a Dal di sgombrare la plancia, sapendo che non poteva rifiutarsi. Il compito primario di una Capo della Sicurezza era tenere al sicuro l'equipaggio della sua nave e, nonostante fosse stato il primo a rifiutarsi di abbandonare il capitano da solo, non poteva fare altro se non salvare gli altri.<br />
Durani si trovÃ² costretta a strappare a forza Tara Keane dalla sua postazione. Le due incrociarono lo sguardo con il loro capitano e Shran vi lesse l'orgoglio che provavano nei suoi confronti.<br />
<br />
"Andiamo Chuck Ã¨ il momento di andare..." commentÃ² Dal toccando la spalla del giovane.<br />
"No..." il Capo della Sicurezza ammutolito dal tono fermo del giovane si voltÃ² verso Shran.<br />
"Signor Chuck il mio era un'ordine se non l'aveva compreso." intervenne il Capitano<br />
"Signore, ha il cinque percento di possibilitÃ  di riuscire ad entrare incolume all'interno della singolaritÃ . Tenuto conto dei potenti flussi gravimetrici e della necessitÃ  di fare in fretta il suo Ã¨ un suicidio."<br />
"E quindi lei vorrebbe prendere il mio posto e io dovrei andarmene?" chiese lui divertito<br />
"No signore, ho bisogno di lei per attivare i protocolli per l'espulsione del nucleo e per altre cose. Con me ha piÃ¹ possibilitÃ , senza di me non ne ha nessuna!" gli occhi del giovane si puntarono in quelli di Shran senza abbandonarli.<br />
"Ho capito... Signor Dal puÃ² andare."<br />
<br />
Dal strinse per un attimo la spalla di Chuck e poi la mano di Shran. Senza altre parole prese il turno ascensore che l'avrebbe portato alla scialuppa piÃ¹ vicina. Attorno ai due l'allarme di evaquazione era l'unico rumore. Sullo schermo principale le prime scialuppe di salvataggio schizzavano via dalla nave come proiettili.<br />
<br />
"Bene Chuck, mi faccia vedere quant'Ã¨ bravo."<br />
"Signore... ho bisogno di avere il controllo di tutte le postazioni direttamente collegate alla mia console. DovrÃ² reagire in fretta e non posso aspettare che lei mi comunichi le letture."<br />
"Farai fare anche qualcosa a me?" chiese lui dopo aver dato l'ordine al computer di bordo.<br />
"PuÃ² tenersi le armi..." rispose Chuck che sembrava essere sempre piÃ¹ concetrato e rispondeva quasi di riflesso.<br />
"Per sparare a cosa?"<br />
"Non saprei, ha chiesto lei qualcosa..." Shran sorrise divertito.<br />
<br />
La Marconi compÃ¬ una stretta virata e si gettÃ² come un pesce nel vortice oscuro. La nave sembrava distorcersi e sussultare. Le mani del giovane timoniere correvano sui tasti come un pianista, decine di letture dei sensori venivano analizzati e trasformati in azioni senza che nemmeno il timoniere se ne rendesse conto. Shran fu certo che lui non avrebbe avuto successo se fosse stato lui a pilotare, il suo unico rammarico era di dover portare con se quel giovane straordinario.<br />
"Signore puÃ² sganciare il nucleo di curvatura. Tempo di detonazione un minuto, il flusso che ci attraversa lo porterÃ  nel centro esatto della singolaritÃ ."<br />
<br />
Sharn dette l'ordine e osservÃ² sullo schermo il nucleo che usciva e che da li a poco si sarebbe trasformato in un piccolo sole.<br />
"Ottimo lavoro Signor Wyandot!" commentÃ² poggiandogli una mano sulla spalla.<br />
"Grazie signore, avrÃ² bisogno di una vacanza dopo questa giornata." rispose Chuck scuotendo la testa come se cercasse di riemergere da uno stato meditativo autoindotto.<br />
"Se potessi la porterei io stesso ovunque. Non avevo mai visto portare una nave integra dentro una singolaritÃ ."<br />
"E due?" chiese il giovane con un sorriso.<br />
<br />
Un lampo di luce li avvolse.<br />
<br />
<br /><b>USS Fearless - Plancia - 28/07/2395, ore 15.25</b><br /><br />
"Tenente non so come ha fatto ma adesso lo rifaccia per portarci fuori di qui!" commentÃ² Garcia mentre Chuck si precipitava al timone della defiant.<br />
"Che diavolo?!" Shran si guardÃ² attorno confuso. Gli allarmi contribuivano a confonderlo.<br />
"Il suo ragazzo non ha guidato solo la Marconi ma si Ã¨ connesso anche con i sistemi della Fearless. Ci ha agganciati alla Marconi e ha mosso il tutto come un'unica nave. Non so se Ã¨ incredibilmente bravo o incredibilmente fortunato!" Garcia fece per alzarsi per dare il posto di comando a Shran ma con un cenno la fece rimanere seduta.<br />
"Le avevo dato l'ordine di andarsene!"<br />
"E io l'ho ignorata, ma solo dopo che il suo timoniere mi ha detto che c'era una speranza di salvare anche voi."<br />
"Ultimamente sembra che i miei ordini vengano ignorati un po' troppo spesso." commentÃ² Shran mentre seguiva le acrobazie della defiant per uscire dalla singolaritÃ .<br />
"Un buon equipaggio sa quando Ã¨ necessario ignorare il proprio Capitano, specialmente quando rischia di perderlo. E sarebbe un gran peccato perderla." I due si guardarono negli occhi per qualche secondo poi distolsero entrambi lo sguardo imbarazzati.<br />
"Cinque secondi alla detonazione!" avvertÃ¬ Riccardi dalla postazione tattica.<br />
"Adesso o mai piÃ¹ Tenente!" esclamÃ² Garcia.<br />
<br />
La Fearless scalciÃ² come un cavallo selvaggio e poi spiccÃ² un salto accellerando a curvatura.<br />
<br />
<br /><b>USS Fearless - Plancia - 28/07/2395, ore 17.35</b><br /><br />
"Capitano Varkin la ringraziamo per la sua assistenza e per tratto in salvo parte dell'equipaggio della Marconi" il guercio capitano dello sparviero emise un grugnito e spense la comunicazione. Garcia sogghignÃ² vedendo lo sguardo stupito di Shran.<br />
"Ha riattaccato!" commentÃ² lui guardandola.<br />
"Fa sempre cosÃ¬. Lo fa anche con l'ambasciatore K'ooD... comunque gli farÃ² arrivare una bottiglia di birra romulana a suo nome."<br />
"Grazie Capitano... c'Ã¨ stato qualche cambiamento?" chiese guardando lo schermo dove la singolaritÃ  era ancora attiva ma fortunatamente non piÃ¹ in espansione.<br />
"Si Ã¨ fermata e pare stabile. Abbiamo inviato una sonda ma stiamo ancora analizzando i dati. Fra un paio d'ore arriverÃ  la USS Hawking per darci il cambio e iniziare lo studio della singolaritÃ . Secondo il suo ufficiale scientifico si tratta di una specie di porta verso un nuovo universo."<br />
"Spero solo che non sia una porta che ci pentiremo di aver aperto..." commentÃ² Shran mentre un brivido gelido gli correva lungo la schiena.<br />
<br />
<br /><b>Bajor - Appartementi privati della Kai Wann - 28/07/2395, ore 18.21</b><br /><br />
La donna si riscosse dalla meditazione e si concesse un sorriso. Tutto era andato come doveva.<br />
"Come i Veri Profeti avevano predetto..."</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente JG Charles &quot;Chuck&quot; Wyandot<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente JG Charles &amp;quot;Chuck&amp;quot; Wyandot</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 17 May 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-06 Intrighi</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>FLASHBACK - Leinos III - Tempio Celeste Pah'Wraiths - 28/07/2395, ore 13:00</b><br /><br />
"Teletrasporto in corso..<br />
"Bene, avvertite la Vedek che.."<br />
"Un attimo signora! Per i Profeti! ALLARME ALLARME!!!!!"<br />
Jodel Mass stava rientrando nella sala di controllo quando sentÃ¬ le sirene tagliare l'aria silenziosa del Tempio Celeste. Istintivamente portÃ² la mano alla cintura ove teneva le sue armi mentre affrettava il passo, iniziando a correre per capire quello che stava succedendo.<br />
"RAPPORTO Kiral!" urlÃ² entrando nella piccola sala ellittica<br />
"Jodel, meno male che sei qui! Assieme alle casse che stavamo aspettando, sono sbarcati dai caccia del Dominio anche quattordici Jem'Hadar: sono gruppi d'attacco"<br />
"Ne sei sicura?"<br />
"Si hanno tentato di ingannare i nostri sensori, ma siamo riusciti ugualmente a percepire l'intrusione coi sistemi di terra"<br />
"Maledetti traditori! Cosa stanno facendo?"<br />
"Il primo gruppo ha preso posizione alla biforcazione della Rotonda del Pensiero, l'altro si sta dirigendo verso l'hangar navette"<br />
"Dove sono i Guardiani?"<br />
"Borom e i suoi sono stati abbattuti, Heler sta organizzando le squadre per scacciare i profanatori dal Tempio"<br />
"Avvertite Keena che faccia evacuare i devoti"<br />
"Molto bene e.." il giovane bajorano si interruppe premendo il comunicatore auricolare<br />
"Che succede?"<br />
"Ci chiamano.. dai caccia!"<br />
"Che possano essere maledetti, rifiuta Ã¨ un diversivo!" ordinÃ² Jodel prima che una voce roca, anziana ma priva di furia rabbiosa anzi quasi melodiosa si facesse sentire<br />
"I Profeti mi avevano avvertita, lasciate che il Vorta parli"<br />
La donna che aveva parlato aveva il volto deturpato dal fuoco e negli occhi brillava una scintilla di autentica devozione, velata da un'ombra di fanatismo.<br />
Nessuno nella sala osÃ² nemmeno pensare di contraddire la Vedek.<br />
Jodel Mass fece un inchino e si tirÃ² indietro, palesemente confuso in volto.<br />
 <br />
<br /><b>FLASHBACK - Kud'ika  - Plancia - contemporaneamente</b><br /><br />
Il Vorta Kiivan sedeva sulla poltrona di comando: era giovane, impulsivo ma non imprudente. Era stato scelto per porre fine a quell'ignobile ricatto cui il Dominio era stato sottoposto.<br />
Le varie prove del sostegno diretto ed indiretto all'elezione della nuova Kai su Bajor dovevano essere recuperate o distrutte. Solo cosÃ¬ avrebbero potuto trattare alla pari coi sostenitori della Nuova Religione.<br />
Certo violare il loro tempio, mentre ancora lo stavano portando alla luce dopo un tempo immemorabile di oblio non era il massimo, ma d'altronde quell'anziana Vedek ed i suoi non pretendevano di imporre un'alleanza forzata?<br />
Doveva dare tempo a Toman'Son di recuperare quel manufatto e distruggerlo. Riuscire nell'impresa era condizione necessaria per la sua sopravvivenza. Quello che sarebbe accaduto dopo non Kiivan non importava. Se i bajorani avessero chiuso le loro difese aeree, lui avrebbe sacrificato i Jem'Hadar senza pensarci molto su ed era sicuro che Toman'Son ed i suoi si sarebbero uccisi prima di consegnarsi o di finire prigionieri.<br />
Dopo la richiesta di comunicazione con il Tempio, dovette attendere qualche minuto prima che venisse aperto il canale, segno che su Leinos III stavano valutando il da farsi.<br />
Kiivan sorrise ticchettando le dita sulla consolle davanti a sÃ©. Ogni attimo da loro perso era un attimo guadagnato.<br />
Il sorriso del Vorta si spense quando si accese il monitor e comparve il volto deturpato della Vedek:<br />
=^=Sapevo che avrebbero mandato lei, Kiivan.. i Veri Profeti me l'avevano rivelato=^=<br />
"Non subito dei suoi legami con i Pah'Wraiths o come si chiamano le divinitÃ  in cui crede, ma cara la mia sacerdotessa dubito che gli uomini che stanno ora combattendo per lei sappiano il vero motivo per cui rischiano la vita"<br />
=^=Kiivan, carissimo.. anche gli Jem'Hadar non lo sanno eppure ubbidiscono come cani ai tuoi ordini=^=<br />
"Avresti dovuto consegnarci ciÃ² che Ã¨ nostro, ora ce lo prenderemo"<br />
=^=I tuoi cani verranno falciati dal volere dei veri Profeti, senza riuscire nella loro missione=^=<br />
"Di questo ne dubit.." Kiivan fu interrotto da uno dei suoi uomini che gli mostrÃ² un visore portatile per qualche istante<br />
La Vedek notÃ² immediatamente il cambio espressivo negli occhi del suo interlocutore:<br />
=^=Carissimo, te l'avevo detto. I Veri Profeti non sbagliano. CiÃ² che cerchi non Ã¨ piÃ¹ nel Tempio.. Ã¨ stato affidato alla cura di una nave federale nostra amica ed alleata.. se le tue navi decidessero di distruggere ciÃ² che a me Ã¨ piÃ¹ caro, la USS Marconi indagherebbe e presto saprebbe la veritÃ  sulle vostre macchinazioni=^=<br />
"Vecchia strega! Chiudere comunicazione! A tutte le navi, entrare in curvatura!"<br />
"Signore e Toman'Son?"<br />
"Non hanno speranze, che si battano fino all'ultimo respiro!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 14:03</b><br /><br />
=^= Tre minuti di autonomia Capitano, stiamo tentando di aumentare il margine, ma.. muovetevi scansafatiche!!!! O vi prendo a calci fino a farvi uscire la divisa dai denti =^=<br />
Il Capitano diede ordine di chiudere forzatamente la comunicazione con la sala macchine, ben intuendo che Rekon si era del tutto dimenticato di avere il canale aperto ed era alle prese con qualche sventurato che non faceva il proprio lavoro con la dedizione, l'alacritÃ  e la velocitÃ  richiesta dal vecchio tellarita.<br />
"Situazione tattica?"<br />
"I caccia del Dominio si sono aperti a ventaglio, sembrano pronti all'azione" rispose Dal notando un'esitazione della klingon impegnata in qualche controllo sulla propria consolle<br />
"La Fearless?"<br />
"Si Ã¨ frapposta fra noi ed i caccia, ma non ha la stazza per questo ruolo di copertura: dovrebbe ingaggiare uno scontro in velocitÃ  e agilitÃ , senza certezza di riuscita e lasciandoci completamente alla mercÃ© di chiunque voglia aprire il fuoco"<br />
Le antenne dell'andoriano si mossero verso la klingon che continuava a grugnire, mantenendo perÃ² un silenzio concentrato, lasciando che fosse il mezzo cardassiano a fare il rapporto.<br />
"Tenente Durani?"<br />
"Capitano ho impostato le griglie di difesa automatica.. ogni energia superflua Ã¨ stata dirottata agli scudi, ma senza i motori ad impulso, le batterie di riserva non sono in grado di far fronte al dispendio energetico"<br />
"Soluzioni?"<br />
"Mantenere questa altitudine riduce l'arco d'azione necessario agli scudi, se la Fearless dovesse posizionarsi su un lato, potrei dirottare l'energia degli scudi su un solo settore, ma non dureremmo molto. Per risparmiare energia potrei passare al sistema di tiro manuale, perdendo capacitÃ  di reazione ed i colpi da noi sparati servirebbero non da offesa ma da bersagli evasivi."<br />
"PossibilitÃ  di successo?"<br />
"Nessuna Capitano, ma preserverei la nave il tempo necessario alla sala macchine per tentare di fare il miracolo"<br />
"Va bene proceda per il momento"<br />
Un ringhio sordo come unica risposta<br />
"Cosa succede Tenente?"<br />
"Stanno continuando a scansionarci Capitano! Cercano qualcosa! Uhm hangar navette! Abbiamo qualcosa che loro vogliono"<br />
Non ci fu bisogno di parole: Dal notÃ² lo sguardo del Capitano e si precipitÃ² con una squadra a perquisire la navetta usata da Tara Keane per la fuga.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Durani della Casata di Kanjis</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 11 Apr 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-05 Negli Abissi</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 13:40</b><br /><br />
"Situazione?" chiese il capitano Shran. Erano immersi nel mare acido di Leinos III da venti minuti, il tutto per proteggersi dalle navi del Dominio. Fu Tara Keane a rispondere "Per ora la struttura tiene, ma alcuni ponti hanno segnalato erosioni dello scafo in alcuni settori"<br />
"Se non sono settori vitali, evacuateli e sigillateli, meglio non rischiare" disse l'andoriano le cui antenne erano puntate sul capo operazioni, poi si voltÃ² verso Durani e Dal che stavano osservando la console tattica "Cosa mi dite della navi del Dominio?"<br />
"Sono ancora in orbita bassa - disse Dal - ...e sembra ci stiano seguendo"<br />
"Come mai non ci sparano piÃ¹? Il mare ci sta dando protezione?"<br />
Durani alzÃ² lo sguardo dalla console "SÃ¬ capitano, ci siamo immersi ad un profonditÃ  di circa centoottant'otto metri, se anche ci bombardano la massa d'acqua sopra di noi Ã¨ sufficiente a disperdere i colpi d'energia"<br />
"Siamo fortunati che il Dominio non usi piÃ¹ armi solide" commentÃ² il mezzo cardassiano.<br />
"Se fossimo veramente fortunati non saremmo in questo schifo di mare acido, ragazzo!" il capo ingegnere fece il suo ingresso in plancia uscendo dal turbo ascensore.<br />
"Capitano" il tellarite si posizionÃ² di fronte a Shran "vedrÃ² di essere chiaro onde evitare di essere frainteso o non ascoltato. Ho pensato di venire fino a qui per dirle che..." Rekon fece una pausa e guardÃ² il suo capitano, le antenne dell'andoriano si puntarono sull'ingegnere capo, poi il tellarite diede sfogo alle proprie rimostranze "...le ho detto mille volte che questa nave Ã¨ stata fatta per volare nello spazio, non, e ripeto non, per navigare in un mare per lo piÃ¹ un mare di acido!!"<br />
Il tellarite durante la sua sfuriata aveva sputacchiato un po' ovunque probabilmente anche in faccia al capitano, Dal era convito che l'andoriano avrebbe strangolato il capo ingegnere, invece con sorpresa del capo della sicurezza, Shran si passÃ² la mano sul volto, poi guardÃ² il suo sottoposto "Comandante Rekon, questo sarÃ  il mio primo e unico avviso: non provi mai piÃ¹ a parlarmi in quel modo, ora se ne torni alla sala macchine, vorrei arrestarla ma purtroppo so che lei Ã¨, probabilmente, il miglior ingegnere a bordo di questo vascello e mi serve dove Ã¨ piÃ¹ utile, ovvero in ingegneria e non in un cella."<br />
Shran fece una pausa "Ora Comandante" Rekon rimase stupito dalla reazione del capitano, cosa che non avveniva spesso, l'intera plancia era in silenzio mentre il tellarite girÃ² i tacchi e senza proferire parola inforcÃ² la porta del turbo ascensore. L'andoriano si alzÃ² dalla poltrona di comando e, sistemandosi la divisa si avvicinÃ² alla consolle operazioni "Comandante Keane, voglio che esegua delle simulazioni e delle stime su quanto possiamo rimanere ancora qui sotto prima che la Marconi sia compromessa in maniera definitiva"<br />
"Inizio subito signore" rispose la mezza klingon.<br />
"Tattico e sicurezza" Dal e Durani si misero praticamente sull'attenti.<br />
"Voglio che studiate un piano di disimpegno per quando usciremo da questo qua, se possibile provate a contattare la Fearless per coordinare una eventuale azione evasiva"<br />
"SÃ¬ signore" risposero all'unisono i due ufficiali.<br />
"Signor Wyandot" l'andoriano si era spostato alle spalle del timoniere "Cerchi di mantenere quanta piÃ¹ acqua possibile tra noi e le navi del dominio, e si prepari ad eseguire le manovre che il comandante Durani le darÃ  una volta che usciremo da questo acido.<br />
"Ci conti Capitano" rispose il giovane tenente.<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Fearless - Plancia - 28/07/2395, ore 13:25</b><br /><br />
"Situazione?" chiese il comandante Garcia.<br />
"A quanto pare la Marconi Ã¨ in difficoltÃ , Ã¨ stata costretta ad immergersi in quel mare acido..." Karana continuÃ² a digitare qualcosa sulla consolle davanti a lei.<br />
"Il Dominio?"<br />
"Le due navi che sono entrate dall'orbita restano in posizione, all'inseguimento della Marconi, ma hanno smesso di bombardare."<br />
"Quanto puÃ² resistere lÃ¬ sotto la nave? Quanto pericoloso Ã¨ quell'acido?"<br />
"Sinceramente? Non sapevamo neanche che una classe Ambassador potesse immergersi cosÃ¬ tanto, nell'acido poi..."<br />
"Mi dia una stima comandante"<br />
"Secondo dei calcoli approssimativi, direi non piÃ¹ di due ore, prima che lo scafo della Marconi collassi"<br />
"Vedremo di farcele bastare"<br />
Dalla postazione delle comunicazioni un guardiamarina attirÃ² l'attenzione del facente funzioni di capitano "Signore, ricevo una trasmissione"<br />
"Origine?"<br />
"E' molto disturbata, sto calibrando, ma credo arrivi dalla USS Marconi"<br />
"Sullo schermo..."<br />
Il guardiamarina scosse la testa "Solo audio signore, mi spiace"<br />
"Apra il canale" la forza dell'abitudine vece voltare l'ufficiale verso lo schermo principale, che in quel momento visualizzava una ripresa a lunga distanza delle navi del Dominio. "Qui Ã¨ la Fearless, mi ricevete?"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Sala Macchine - 28/07/2395, ore 13:45</b><br /><br />
Rekon era tornato in sala macchine imprecando e, anche se non lo avrebbe mai ammesso, pentendosi della sfuriata fatta  davanti al capitano. *Proprio nessuno capisce che questa nave sta per fare un brutta fine?* battÃ© un pugno sulla parete del turbo ascensore. Due ore, due ore e mezza al massimo.... questo Ã¨ quanto durerÃ  la Marconi se rimaniamo qui sotto, io posso metterci anche lo sputo per tenere assieme questo vascello ma dobbiamo uscire da questo acido*<br />
Il turbo ascensore si fermÃ² e le porte si aprirono sulla sala macchine dalla Marconi, tecnici correvano a destra e sinistra, tamponando, sistemando, modificando e in alcuni casi costruendo condotti EPS e altri strumenti che servivano a mantenere in funzione la Marconi. Come il tellarite fece la sua comparsa subito due sottufficiali gli si fecero incontro, Rekon sfoderÃ² uno dei suoi migliori ringhi e uno dei due cambiÃ² strada, il secondo invece, dopo un tentennamento proseguÃ¬ nella sua direzione *Deve essere qualcosa di veramente importante* pensÃ² l'ingegnere capo.<br />
"Signore - l'umano porse al tellarite un d-pad - questo Ã¨ il rapporto sulla tenuta della struttura della nave aggiornato a cinque minuti fa"<br />
Rekon scorse i dati, molte sezioni erano state evacuate e sigillate "Quello che vedo non mi piace tenente - guardÃ² l'umano - soluzioni?"<br />
Il sottufficiale non sembrÃ² a disagio, lavorava con Rekon da tempo ormai, ed aveva imparato che essere titubante o nascondere informazioni era esattamente ciÃ² che il suo capo odiava, quindi senza farsi intimidire diede la sua risposta "Signore per il momento non abbiamo trovato un modo per neutralizzare l'acido, quindi l'unica soluzione per il momento Ã¨ isolare i compartimenti che non reggono all'erosione e cercare di andarcene al piÃ¹ presto"<br />
"Quindi non ha una soluzione decente" il tellarite inclinÃ² leggermente di lato la testa attendendo una replica dal suo interlocutore.<br />
"Non abbiamo una soluzione per l'acido, ma siamo riusciti a sistemare i motori ad impulso, possono garantirci una accelerazione di 2.5, lo so che non Ã¨ la piena potenza del sistema ma Ã¨ sempre meglio del 0.25 che avevamo fino a trenta minuti fa."<br />
Rekon sorrise.<br />
"Ottimo, se ne usciamo vivi tu e la tua squadra vi godrete una cassa di birra romulana...offerta da me!"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 13:55</b><br /><br />
=^= Rekon a plancia =^=<br />
"Qui plancia - rispose Shran - mi dica qualcosa di positivo, comandante"<br />
=^= Capitano abbiamo sistemato nel miglior modo possibile i motori sub luce le possiamo dare una potenza di 2.5 anche se per un breve periodo =^=<br />
"A quanto corrisponde questo breve?" l'andoriano tamburellÃ² con le dita il poggiolo della sua poltrona.<br />
=^= Cinque minuti e mezzo, forse sei =^=<br />
Il capitano sorrise =^= Ce li faremo bastare, quando saranno disponibili questi motori? =^=<br />
=^= E' giÃ  tutto in linea =^=<br />
Le antenne dell'andoriano si puntarono sul timoniere che lo stava osservando, con un cenno del capo Chuck confermÃ² le informazioni del tellarite.<br />
"Grazie signor Rekon, eccellente lavoro"<br />
=^= Lo so. Rekon chiude. =^=<br />
Shran si sedette sulla sua poltrona e scuotendo la testa sorrise. Dal vide la scena e anche sul suo viso comparve un sorriso.<br />
*FinchÃ© il capitano sorride, allora abbiamo una speranza di cavarcela* pensÃ² l'ufficiale della sicurezza tornando a guardare la consolle tattica assieme a Durani.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 14:00</b><br /><br />
"Tattico, comunicare alla Fearless che stiamo per riemergere, coordinatevi per le manovre - Shran  attese il ricevuto di Durani, poi si rivolse a Chuck - Iniziare emersione, motori in accelerazione, avvertire tutte le postazioni, allarme giallo su tutti i ponti"<br />
Diversi "Sissignore" arrivarono dalle varie postazioni *Nonostante tutto, questo equipaggio darÃ  sempre il meglio di sÃ©* pensÃ² orgoglioso il capitano andoriano mentre osservava sullo schermo principale la telemetria e l'immagini di quel mare acido.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Kolgrom - Plancia - 28/07/2395, nello stesso dominio</b><br /><br />
Il Jem'Hadar analizzÃ² piÃ¹ volte la consolle per essere certo che non ci fossero false letture, poi si rivolse al suo comandante "Primo - richiamÃ² la sua attenzione - a quanto pare i federali hanno deciso di uscire, rilevo che si stanno avvicinando alla superficie"<br />
L'alieno piÃ¹ anziano si avvicinÃ² all'addetto ai sensori, verificÃ² i dati e dopo averli convalidati si voltÃ² verso il comandante Vorta del vascello "Signore, rilevamento trenta punto quattro, i federali stanno emergendo, cosa desidera che facciamo?"<br />
Il Vorta si girÃ² verso il suo primo ufficiale "Ohhh! Era ora, iniziavo ad annoiarmi! Aspettiamo che emergano, poi con il supporto della Vorlon li abbattiamo, non voglio testimoni, non deve rimanere nulla di quella nave"<br />
"Come comandi" il Jem'Hadar iniziÃ² a dare ordini ai vari sottoposti e a coordinarsi con la nave alleata.<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 14:01</b><br /><br />
 "Dieci secondi all'emersione capitano - disse Chuck - nove, otto, sette..."<br />
"Tenersi pronti - disse Shran - Impostare i bersagli e prepararsi al fuoco" ordinÃ².<br />
Cinque secondi piÃ¹ tardi la Marconi uscÃ¬ dal mare acido di Leinos III: la nave classe Ambassador-Y eruppe, letteralmente, da quelle acque corrosive, diverse paratie dello scafo erano state erose e l'immagine di insieme non era proprio il massimo della bellezza, ma l'importante era che la Marconi volasse e potesse combattere.<br />
Appena i banchi phaser furono fuori dall'acqua Durani li attivÃ² ed iniziÃ² uno scontro con la Kolgrom, la piÃ¹ vicina delle due navi del Dominio. La Marconi iniziÃ² ad essere bombardata dalle armi della Kolgrom. <br />
"Situazione" urlÃ² il capitano sotto una pioggia di scintille provenienti da varie consolle saltate.<br />
"Gli scudi reggono" urlÃ² Dal per farsi sentire sopra la cacofonia di esplosioni e suoni che aveva invaso la plancia "Non so per quanto, se anche la seconda nave del Dominio decide di unirsi allo scontro..." il capo della sicurezza non finÃ¬ la frase.<br />
"Situazione della Fearless?"<br />
"Dovrebbe essere qui tra dieci secondi..."<br />
<br />
<br /><b>I cieli sopra Leinos III  - 28/07/2395, ore 14:02</b><br /><br />
Le due navi del Dominio iniziarono l'avvicinamento alla Marconi, intenzionate a distruggere la nave Federale, la prima in pozione piÃ¹ avanzata aveva giÃ  ingaggiato l'Ambassador, mentre la seconda si teneva piÃ¹ defilata. Come un falco rigeliano, la Fearless si tuffÃ² nelle nuvole che la separavano dalle sue prede, in piena accelerazione aprÃ¬ il fuoco sulla nave di scorta, scaricandole addosso gran parte del proprio arsenale: l'intercettore del Dominio, esplose in una nube di fuoco dalla quale la Fearless emerse come un'araba fenice.<br />
=^= Fearless a Marconi, avete bisogno di assistenza? =^= chiese Manuela.<br />
La Kolgrom, rivelata la presenza della seconda nave federale e avendo perso la scorta, iniziÃ² una serie di manovre di disimpegno per allontanarsi dai federali,  ma la Marconi e la Fearless non diedero possibilitÃ  di fuga ai nemici, con un  fuoco incrociato abbatterono anche il secondo vascello del Dominio.<br />
=^= Qui il capitano Shran della Marconi, grazie per l'assistenza. Non abbiamo ancora finito su questo pianeta: stiamo andando a trovare una base terroristica, se non avete di meglio da fare e volete unirvi a noi, siete i benvenuti. =^=<br />
Pochi istanti dopo le due navi, una a fianco all'altra, impostarono la rotta per la base dei terroristi.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Jaran C. Dal<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Jaran C. Dal</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 29 Feb 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-04 Complicazioni (esattamente ciÃ² di cui avevamo bisogno)</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Pianeta Leinos III - Base Terroristica - In una seconda cella - 26/07/2395 ore 02.07</b><br /><br />
Il Capo Specialista Farn si guardÃ² intorno stupito, cercando di ricordare come avesse fatto a finire legato in quella che aveva tutta l'aria di essere una cella di detenzione, anche se un po' rozza.  Un soldato Bajoriano in assetto da combattimento lo stava tenendo sotto controllo con un fucile, ma non pareva particolarmente preoccupato.<br />
"Io sono il Capo Specialista Hector Farn, della U.S.S. Marconi" disse, cercando di attirare l'attenzione del suo carceriere, mentre la sua mente lavorava febbrilmente alla ricerca di una soluzione o di una via di fuga da quella situazione "Avete attaccato una unitÃ  Federale, e questo Ã¨ un reato molto grave. PerchÃ©..."<br />
"Silenzio, Ã¨ inutile che protesti, Umano!" lo interruppe con un certo disprezzo il Bajoriano "I tuoi due amici sono morti e la tua navetta Ã¨ distrutta. Ma tranquillo, il Capo non ha intenzione di ucciderti, almeno per ora." <br />
"Ma...perchÃ©?" chiese lo scienziato terrestre "Bajor Ã¨ amico della Federazione da anni..."<br />
"E' vero..." rispose duramente il soldato, prima di dargli le spalle "Ma la Federazione non Ã¨ amica di Bajor...quindi le cose dovranno cambiare!"<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Leinos III - Base Terroristica - In una terza cella - 26/07/2395 ore 02.07</b><br /><br />
Il Guardiamarina Denora Seti fece uno scatto indietro quando si accorse di essere osservata da vicino ma - a causa dei legacci che le bloccavano braccia e gambe - il suo movimento non la allontanÃ² che di pochi centimetri dal volto deturpato che la stava fissando.<br />
"Non temere, bambina...non sono qui per farti del male..." disse la voce di donna, una voce melodiosa e gentile...una voce anziana e tranquillizzante che mal si sposava col volto deturpato - probabilmente dal fuoco - di chi le stava parlando.<br />
Ma Denora era una osservatrice piuttosto abile...una giovane addetta alla sicurezza a cui non sfuggirono i dettagli, quali l'orecchino e gli abiti - che facevano della donna di fronte a lei una Vedek "Chi Ã¨ lei?" chiese.<br />
"E' cosÃ¬ importante, bambina?" rispose la donna, riuscendo in qualche modo ad apparire tranquillizzante nonostante il proprio aspetto "Che il mio nome sia Adana o Winn...o qualunque altro...Ã¨ cosÃ¬ importante?" ripetÃ©, citando i nomi di alcuni importanti leader religiosi del passato di Bajor. Quindi fece una pausa e aggiunse "Non Ã¨ forse piÃ¹ importante sapere che ti sono amica e che non Ã¨ mio desiderio farti del male?"<br />
"Se lei non mi Ã© nemica, perchÃ© sono legata e perchÃ© avete sparato sulla nostra navetta?" domandÃ² il Guardiamarina Denora, muovendo per quanto poteva la testa, quando la presunta Vedek che le stava davanti sollevÃ² la destra.<br />
La donna ignorÃ² quel tentativo della giovane Bajoriana di sottrarsi al suo tocco e le afferrÃ² il lobo sinistro, sondando il suo Pagh. Quindi, soddisfatta, disse "Ragazza mia...non abbiamo certo attaccato te, che sei una coraggiosa figlia di Bajor, ma coloro che minacciano il futuro del nostro mondo..."<br />
"Avete attaccato una Nave Stellare della Flotta Stellare!" protestÃ² la bionda Bajoriana della sezione Tattica "la Federazione non Ã© nemica di Bajor, tutt'altro!"<br />
"Non in senso stretto, ragazza.." rispose la Vedek "ma la loro presenza - il loro modo di pensare e di vedere l'universo - Ã©  comunque un pericolo per Bajor. Inoltre il loro continuo sfruttamento del Tempio Celeste, senza alcun rispetto nei confronti dei Profeti che lo abitano. Quindi no..." concluse sorridendo "la Federazione non Ã© un nemico in senso militare, ma deve andare via da Bajor quanto prima. Tutti gli alieni, a qualunque razza appartengono, devono andare via da Bajor."<br />
"Senza la Federazione Bajor sarebbe ancora sotto il controllo Cardassiano, o del Dominio!" ribattÃ© decisa la ragazza, venendo perÃ² interrotta dalla donna.<br />
"Ragazza..." la ammonÃ¬, per la prima volta con tono irato "Bajor si Ã© liberato dai Cardassiani per la forza dei suoi figli! Affermare qualcosa di diverso Ã© un insulto a tutti i morti di Bajor!"<br />
"Conosco la storia..." affermÃ² allora conciliante la giovane ufficiale "ma dopo aver cacciato i Cardassiani dal pianeta, Bajor non aveva le risorse per difendere il nostro spazio...il controllo dell'accesso al Tempio Celeste sarebbe stato loro, se non ci fosse stata la Federazione a controllare Deep Space Nine..."<br />
"Vedi, mia cara..." rispose la donna, addolcendo il tono di voce e poggiandole una mano sulla spalla "E' proprio questo il problema della Federazione...forse non lo fa con intento malevolo, ma tende a cambiare e uniformare tutte le culture con cui entra in contatto..."<br />
Fu in quel momento che Denora comprese che la conversazione sarebbe stata ancora molto lunga.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Sala Riunioni Principale - 28/07/2395, ore 11:18</b><br /><br />
"Molto bene, signori...qualche dubbio dell'ultimo minuto, prima di aviare l'operazione di recupero?" domandÃ² il Capitano Shran, guardando i suoi uomini con un chiaro messaggio nelle iridi azzurre: non avrebbe accettato nessun ritardo ulteriore, neppure se gli avessero comunicato che le navette si erano improvvisamente tr-asformate in sculture di ghiaccio Andoriane.<br />
Subito dopo l'abbattimento della navetta del Comandante Keane era stato predisposto dall'Equipaggio della Marconi un piano di recupero che prevedeva l'impiego delle due navette residue per trasportare altrettante squadre d'assalto - che sarebbero state comandate per l'occasione una da Dal e l'altra da Durani - fino alle ultime coordinate conosciute della Stark, procedendo a bassa quota ed in volo a vista.<br />
Il piano, purtroppo, aveva subito un ritardo di quasi quarantott'ore a causa di una violentissima tempesta magnetica che aveva spazzato la superficie planetaria, spiegando per quale motivo su quell'ammasso di acqua e fango non si era mai sviluppata una civiltÃ .<br />
"Le squadre avranno meno di sei ore per effettuare il recupero..." grugnÃ¬ Rekon, dalla sua posizione. Il vecchio Tellarita era ben conscio della necessitÃ  di recuperare in fretta la collega ed amica e la sua squadra, ma il suo compito principale era quello di tenere insieme la Marconi, che in quel momento si stava nascondendo in un dannato mare di acido "dopodichÃ© dovremo far necessariamente emergere la nave e decollare, se non vogliamo fare tutti un bagno in questo puzzolente mare..."<br />
"Non preoccuparti, Rekon..." rispose Dal "Quaranta minuti di volo suborbitale per arrivare sul posto, altrettanti di avvicinamento e un paio d'ore di operazione...saremo di ritorno in tempo. Al peggio decollerete e ci verrete a prendere..."<br />
"Certo, perchÃ© con la manovrabilitÃ  in atmosfera che abbiamo..." iniziÃ² a brontolare Rekon, ma venne interrotto da Shran, che chiese "Altre perplessitÃ ?"<br />
Prima che qualcuno potesse rispondere, perÃ², la voce atona e monocorde del Primo Ufficiale emerse dagli altoparlanti incassati nel soffitto della sala, avvertendo che stavano ricevendo una comunicazione dalla U.S.S. Fearless.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 11:25</b><br /><br />
"La U.S.S. Faerless - o comunque una nave con dimensioni e traccia energetica comparabile ad una Classe Defiant - ha appena raggiunto un'orbita geostazionaria..." informÃ² il Primo Ufficiale, non appena gli altri Ufficiali Superiori ebbero varcato la soglia della Plancia.<br />
"Si sono giÃ  spostati in orbita bassa per trasferirci i materiali?" domandÃ² di rimando Shran, prendendo posto sulla poltrona di comando e rivolgendosi al Comandante Berthier, che stava rilevando uno dei propri subordinati alla postazione scientifica.<br />
"Non ancora..." rispose la Betazoide "probabilmente stanno mantenendo un'orbita alta per ridurre al minimo il tempo di esposizione ad eventuali attacchi dal pianeta...in fondo, anche se la Defiant Ã¨ una nave piccola e compatta, la loro capacitÃ  di volo atmosferico Ã¨ comunque limitata e faticherebbero ad evitare attacchi come quello che ha abbattuto la navetta di Tara..."<br />
"Compensazione dei disturbi EM completata..." AnnunciÃ² nel frattempo Rekon, che si era temporaneamente piazzato alla consolle OPS senza neppure rilevarne l'operatore "ora ha una trasmissione pulita e criptata, Capitano..."<br />
Shran fece un cenno di assenso all'Ingegnere e - poco dopo - il volto del Comandante Garcia comparve sullo schermo. <br />
"Siete arrivati, ben arrivati..." salutÃ² l'Andoriano con un sorriso, passando senza neppure accorgersene al tono da Latin Lover che spesso sfoggiava con le femmine di molte razze.<br />
=^=Grazie Capitano...=^= Rispose il comandante Garcia annuendo, prima di aggiungere =^=Siamo pronti a teletrasportare gli aiuti sula Marconi. =^=<br />
"Grazie a voi, procedete pure quando sarete in posizione." Rispose il Capitano della Marconi, mantenendosi ben retto sulla schiena. <br />
=^=Emh... sÃ¬ bene. =^= Rispose Manuela. <br />
Shran notÃ² una certa insicurezza nella giovane donna, come se qualcosa che aveva detto l'avesse in qualche modo turbata. In quel momento, perÃ², non c'era tempo per preoccuparsene, quindi passÃ² immediatamente al punto successivo "C'Ã¨ un'altra cosa di cui vorrei parlarvi... uno dei nostri ufficiali Ã¨ stato catturato."<br />
Il volto del Capitano si indurÃ¬ a quelle parole. Manuela provÃ² ad interromperlo per chiedere delucidazioni, ma l'alieno dalla pelle blu non le lasciÃ² il tempo di dire nulla, aggiungendo "Ci prepariamo ad una missione di salvataggio.." *che avremmo giÃ  dovuto portare a termine, dannazione!*<br />
=^=Avete bisogno di rinforzi?=^= domandÃ² il Primo Ufficiale di Deep Space 16 Gamma, non riuscendo evidentemente a cogliere dove l'Andoriano stesse andando a parare.<br />
"No," rispose Shran, scuotendo appena il capo, le antenne quasi frementi di impazienza "ma essendo in orbita potete utilizzare i vostri sensori per darci informazioni sulle coordinate del luogo di scomparsa.... Ve le trasmetto ora."<br />
"Bene aspettiamo il materiale e le informazioni tattiche." Aggiunse dopo un momento, notando che l'Umana sembrava stesse rimuginando sulla cosa, dopodichÃ© fece chiudere la comunicazione all'addetto alle Operazioni, visto che il Capo Ingegnere era giÃ  sparito alla volta della Sala Macchine, dove lo aspettava un lavoro improbo per ripristinare l'efficienza dei Motori a Curvatura.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 12:00</b><br /><br />
"Abbiamo appena ricevuto il primo invio di materiale..." comunicÃ² l'addetto alla consolle Operazioni, dopo aver scambiato alcune parole con la Stiva di Carico principale, chiarendo "si tratta della nuova bobina di Curvatura..."<br />
"Shran a Rekon...i pezzi che ci hanno inviato vanno bene per riparare i nostri danni?" chiamÃ² immediatamente il Capitano della Marconi, supponendo che il suo Ingegnere Capo fosse appostato nella stiva, pronto a controllare quanto ricevuto per mettersi al lavoro.<br />
=^= Vanno bene quanto possono andar bene dei dannati pezzi di una nave diversa...la Bobina di riserva di una Defiant non Ã¨ certo come la nostra, visto che tra le due classi di navi ci sono trentasette anni di differenza di progettazione e due milioni di tonnellate di differenza...=^= cominciÃ² a brontolare Rekon, mentre in sottofondo si sentiva il rumore dei forklift antigravitazionali in azione e il chiacchiericcio di quelli della Sezione Ingegneria, intenti probabilmente a coordinare le attivitÃ .<br />
Appena arrivato Shran avrebbe probabilmente interpretato la protesta di Rekon come un problema, una bandierina alzata per avvertirlo che ci sarebbero stati problemi a completare le riparazioni. Ma Shran conosceva troppo bene il suo Capo Ingegnere e sapeva che - per gli standard del Tellarita - quella protesta era piuttosto fioca, segno che il materiale ricevuto era di suo gradimento tanto quanto poteva esserlo data la situazione. Per questo decise di non forzare il - chiamiamolo buonumore - del suo ingegnere, dicendo solo "Fate del vostro meglio. Per quando le squadre di recupero saranno tornate sarebbe utile avere la Curvatura..."<br />
=^=SÃ¬, beh...e qui sarebbe utile avere i cantieri orbitali di Tellar per poter fare le riparazioni come si deve...=^= brontolÃ² il Vecchio, prima di iniziare a sbraitare come suo solito ordini alla sua squadra.<br />
Shran chiuse la comunicazione piuttosto divertito e - volgendosi verso Julie - chiese "A che punto sono le squadre di sbarco?"<br />
La Betazoide - che aveva provveduto ad interfacciare i sensori passivi della Marconi con la griglia di rilevamento orbitale che la Fearless aveva costituito sfruttando il proprio carico di sonde - impiegÃ² circa cinque secondi prima di affermare "Si trovano a dieci minuti dal punto di atterraggio designato. Stanno procedendo a volo radente per evitare i loro strumenti di rilevazione" <br />
Il punto di atterraggio designato era una radura nella boscaglia, a circa un chilometro dal complesso - parzialmente interrato - che la Fearless aveva rilevato dall'orbita. Stando alle scansioni tattiche ottenute dall'altra nave federale si trattava di un grande complesso industriale, costruito principalmente sotto terra in un duro terreno granitico e difeso pesantemente da otto batterie di cannoni Polaronici pesanti...dove accidenti i Ba-joriani avessero trovato i materiali per costruire ed armare una base del genere era un mistero, anche se non stupiva che avessero scelto di tentare di distruggere la Marconi per evitare che la trovasse...<br />
Prima che qualcuno potesse aggiungere qualcosa, perÃ², il Comandante Berthie aggiunse "Signore, la base ha appena lanciato numerosi piccoli velivoli! Si direbbero un trasporto e cinque...no, sette caccia!"<br />
Navetta Edison - contemporaneamente<br />
"Signore...dalla Marconi ci segnalano diversi velivoli atmosferici in avvicinamento!" annunciÃ² il Capo Master Mok, voltandosi verso Dal. <br />
Il Mezzo-Cardassiano si trovava in piedi dietro la postazione del pilota, sulla quale Chuck stava operando con la consumata abilitÃ  che ormai tutti i presenti gli avevano visto esercitare in qualche situazione di crisi. Lanciando uno sguardo ai sensori, chiese "A che quota stiamo volando? Possono averci intercettati?"<br />
"Improbabile, siamo a trenta metri dal suolo e ci sono alberi alti quasi dieci metri sotto di noi..." rispose l'unico appartenente alla Sezione Comando e Navigazione presente a bordo.<br />
"Possiamo scendere ancora?" domandÃ² il Capo della Sicurezza, osservando la formazione nemica, che lo lasciava un po' interdetto...*perchÃ© diavolo lasciano andare avanti il trasporto, che pare disarmato, anzichÃ© mettersi in posizione di scorta?*<br />
"Noi sÃ¬..." rispose Chuck con un sorrisetto, abbassandosi ancora finchÃ© le gondole della navetta non arrivarono quasi a sfiorare le cime degli alberi, facendo di tanto in tanto sfrigolare i deflettori di navigazione "Non so se Max sulla Ch'oor possa fare lo stesso, perÃ²..."<br />
Come a rispondere al dubbio del giovane asso del timone, l'altra navetta della Marconi si abbassÃ² di circa cinque metri, allontanandosi perÃ² di un paio di chilometri dalla Edison. Un secondo dopo, la voce di Durani emerse dall'altoparlante =^=Dal, noi non possiamo scendere piÃ¹ di cosÃ¬...ci allontaniamo, cosÃ¬ se ci rilevano non mettiamo in mezzo anche voi. Da quanto vedo sono caccia atmosferici bajoriani, quindi non dovrebbero essere un pericolo reale per i nostri scudi. In caso di ingaggio lasciateli a noi e procedete con la missione di recupero...=^=<br />
"D'accordo, buona fortuna!" rispose il Mezzo-Cardassiano, tenendo gli occhi puntati avanti a sÃ© e stringendo piÃ¹ forte la spalliera del sedile.<br />
Pianeta Leinos III - Base Terroristica - Cella di Denora Seti - 28/07/2395, ore 11:13<br />
Il Guardiamarina Denora Seti pensÃ² che il suo istruttore all'Accademia sarebbe stato fiero di lei. Accettando di rinunciare alla propria divisa e lasciandosi progressivamente coinvolgere nei vaneggiamenti della Vedek senza nome, era riuscita a guadagnarsi la fiducia dei suoi compatrioti.<br />
Questi non erano stati ancora cosÃ¬ stupidi da lasciarla a piede libero, ma le avevano tolto i ceppi che la immobilizzavano, lasciandola libera di girare per la piccola prigione in cui era stata rinchiusa.<br />
Dal canto suo Denora era quasi dispiaciuta per quella gente...le guardie che la controllavano - con le quali aveva parlato parecchio in quei giorni - erano per lo piÃ¹ persone per bene, traviate da una ideologia folle professata da quella strana Vedek che, dotata di un carisma impressionante, le aveva traviate portandole a credere che la Federazione fosse un nemico di Bajor.<br />
*Ma la mia fedeltÃ  deve andare innanzitutto alla Marconi, alla Federazione e al mio mondo... se ci sarÃ  modo di salvarli il Capitano lo troverÃ !* si disse piluccando i resti del proprio piatto, prima di apprestarsi a portare a termine il piano di fuga che aveva elaborato.<br />
Piano magari era una parola grossa, ma almeno aveva capito come uscire dalla cella. Dopo si sarebbe trattato di trovare il Comandante Keane e Farn, per poi filarsela con la loro navetta o con qualsiasi altro mezzo in grado di volare fino alla Marconi. Certo, la Vedek le aveva detto che i suoi compagni erano morti nello schianto della Stark, ma Denora sapeva che non era vero. <br />
In quei giorni aveva sentito spesso urla e grugniti provenire dal corridoio dove spariva e compariva la Vedek e - anche se i suoni erano distorti - lei sapeva per certo che appartenevano a Tara Keane...erano infatti gli stessi versi di sfida che le aveva sentito lanciare a piÃ¹ riprese l'anno precedente, quando aveva aiutato a difendere la Marconi dagli abbordaggi Borg brandendo orgogliosamente una Bath'Let.<br />
Certa di non sbagliarsi, la ragazza fece cenno a Berei - il giovane carceriere che non la perdeva mai di vista - di aver finito il pranzo e si alzÃ² in piedi con il vassoio metallico in mano.<br />
Come i giorni scorsi il ragazzo - poco piÃ¹ che un bambino, in realtÃ , probabilmente messo a controllare lei perchÃ© era apparsa come la piÃ¹ docile dei tre prigionieri - si avvicinÃ² alla porta, attendendo ad aprirla che lei posasse il vassoio con le stoviglie vuote sul mobiletto accanto all'ingresso della cella.<br />
Questa volta, perÃ², non sarebbe successo. Il Guardiamarina della Sezione Tattica fece infatti appena un passo verso la porta, salvo poi inciampare casualmente nel piede della branda e cadere in avanti. Istintivamente sollevÃ² il vassoio, lasciando che fosse questo ad impattare per primo - circa un decimo di secondo prima della sua testa - contro lo spigolo del mobile.<br />
Con un tonfo sordo e la testa ovattata, poi, la giovane Bajoriana crollÃ² a terra, sentendo il viscidume del sangue scorrerle sulla fronte e simulando solo in parte il dolore di un forte trauma.<br />
Come aveva previsto, Berei si fece prendere dal panico vedendola cadere e sbattere la testa e, senza pensare a chiamare aiuto, si precipitÃ² ad aprire la porta della cella, armeggiando diversi secondi con la chiave meccanica prima di riuscire ad infilarla correttamente nella toppa.<br />
Denora contÃ² mentalmente fino a cinque tenendo gli ogghi semichiusi poi, quando sentÃ¬ il respiro del ragazzo vicino al suo volto, strinse la presa sul vassoio che non aveva ancora lasciato andare e mosse il braccio destro con rapiditÃ , colpendolo alla tempia con la superficie di metallo con tutta la forza che il suo corpo allenato possedeva.<br />
Berei - colto alla sprovvista - barcollÃ² all'indietro e Denora fu lesta ad alzarsi. Ignorando il dolore come Dal le aveva insegnato a fare, la Bajoriana si avventÃ² sul suo conterraneo e gli bloccÃ² il collo con una presa poi, facendo pressione sulla trachea, lo fece svenire.<br />
Rapidamente si asciugÃ² il sangue che colava da un brutto taglio sulla fronte e - recuperata la pistola phaser, il comunicatore e le chiavi del suo carceriere, lo chiuse nella cella.<br />
"E adesso cerchiamo gli altri!" borbottÃ², scuotendo la testa per schiarirsi le idee.<br />
Pianeta Leinos III - Base Terroristica - Cella di Tara Keane - 28/07/2395, ore 11:25<br />
Tara era da giorni pronta alla fuga, ma ancora non se ne era presentata l'occasione. I suoi carcerieri la trattavano come un animale estremamente pericoloso e la tebnevanoin una gabbia, alla catena. I ceppi che le bloccavano i polsi le permettevano di norma di arrivare al vassoio del cibo o alla ritirata, ma laloro lunghezza poteva essere ridotta a comando per consentire l'accesso alle guardie, verso le quali non poteva fare altro che i-nveire e lanciare sfide che - puntualmente - venivano lasciate cadere.<br />
La ragazza stava giusto finendo di consumare il proprio pasto - un centrifugato di certo energetico e nutriente ma che, in quanto a sapore, faceva rimpiangere le razioni di emergenza della Flotta - quando accadde qualcosa di strano.<br />
Una voce in bajoriano - Tara percepÃ¬ a livello inconscio la differenza, anche se il traduttore universale inviÃ² il messaggio in standard al suo cervello - chiamÃ² la guardia che si voltÃ² verso l'esterno della zona celle, appena un istante prima che un raggio phaser la raggiungesse al petto, mandandola a terra.<br />
Un attimo dopo il Guardiamarina Denora entrÃ² nella stanza con indosso un abito ed in mano un phaser bajoriano, subito seguita dal Capo Farn, che appariva piuttosto a disagio con un'arma identica stretta nella sinistra.<br />
"Presto, venga Comandante!" chiamÃ² la donna della squadra di Dal, aprendo rapidamente ceppi e cella, prima di passarle il phaser della guardia svenuta "Non so quanto impiegheranno a capire che siamo fuggiti..."<br />
"Meno di quanto ne impiegheremo noi a trovare un mezzo di trasporto per scappare, quindi sbrighiamoci!" affermÃ² cupamente Tara, prendendo il comando ed avventurandosi nei corridoi sconosciuti alla ricerca di un terminale di computer.<br />
Pianeta Leinos III - Base Terroristica - Tempio - contemporaneamente<br />
Quando le domandavano il suo nome, lei era solita rispondere che non era importante, che un nome era solo l'ombra di una cosa, non la cosa stessa. La veritÃ  era che lei stessa non ricordava piÃ¹ il proprio nome, un altro tassello della sua identitÃ  cancellato come il volto, deturpato dal fuoco.<br />
Ma sapeva di essere una Serva dei Profeti, e sapeva cosa essi volessero da lei.<br />
Quando Jodel Mass entrÃ² trafelato nel suo santuario, Vedek Nessuno - cosÃ¬ si riferiva a sÃ© stessa - sciolse la posa meditativa e disse placidamente "Respira profondamente, amico mio, e poi dimmi cosa Ã© successo."<br />
"Ã‰ scappata..." ansimÃ² il Bajoriano "la prigioniera che stavi tentando di convertire...ha steso la guardia ed Ã© scappata. Pare abbia liberato gli altri...io..."<br />
"Tu non farai nulla, ancora..." rispose la Vedek, mentre la bocca senza piÃ¹ labbra si apriva in un inquietante sorriso "dimmi, quanta forza stanno usando per scappare?"<br />
Preso in contropiede, Jodel dovette pensare qualche istante prima di rispondere "La prigioniera Bajoriana ha abbattuto Berei con un oggetto contundente, ferendolo senza perÃ² ucciderlo. Da allora stanno usando le armi sottratte alle guardie in modalitÃ  stordimento pesante..."<br />
*La Federazione... CosÃ¬ deliziosamente prevedibile...* si disse soddisfatta Vedek Nessuno, prima di affermare col tono di chi ha la piena autoritÃ  e la certezza che nessuno la disattenderÃ  "Ottimo, allora lasciali procedere nella fuga. Metti guardie nei corridoi, ma assicurati che non siano numerose e si facciano sparare. Fate in modo che arrivino all'hangar secondario..."<br />
"Ma..." provÃ² ad obiettare l'uomo, venendo perÃ² immediatamente interrotto dalla sfregiata.<br />
"CosÃ¬ Ã© la volontÃ  dei Profeti...vai e attendi che abbiano rubato la navetta e si siano allontanati, prima di inviare i caccia a cercare di abbatterli."<br />
Jodel Mass fece un inchino e si ritirÃ², palesemente confuso in volto. Vedek Nessuno, evidentemente soddisfatta, si recÃ² sino ad un piccolo altare, ove si trovava un apparato di comunicazione schermato. Dopo averlo aperto, inviÃ² una semplice comunicazione " Anticipiamo la consegna, Capitano. C'Ã© anche un altra questione da gestire..."<br />
Infine, estremamente soddisfatta, la donna riprese posizione di fronte all'altare e, pensando a Denora Seti, affermÃ² "Ottimo lavoro, bambina...ancora non lo sai, ma la tua vita renderÃ  un grande servigio ai Profeti..."<br />
Navetta Bajoriana Tempio Celeste - 28/07/2395, ore 12:00<br />
Tara osservÃ² con preoccupazione lo schermo sensore del trasporto che avevano scelto di utilizzare per la fuga. La sicurezza nella base Bajoriana era piuttosto rilassata ed erano riusciti a raggiungere un Hangar con relativa facilitÃ .<br />
All'interno avevano trovato quanto restava della loro navetta, troppo danneggiata dalle armi della base per volare ancora, e alcuni mezzi da trasporto.<br />
Si trattava principalmente di mercantili leggeri e navette per il trasporto persone, tutti di origine Bajoriana e tutti -piuttosto malandati.<br />
Tra questi la Mezza Klingon aveva scelto una navetta da cinque pisti, che appariva leggermente meno malmessa delle altre e che - oltre ai propulsori ad impulso - era dotata anche di motori antigravitazionali che le avrebbero consentito una discreta mobilitÃ  atmosferica.<br />
Erano decollati mentre - con colpevole ritardo - gli allarmi avevano cominciato a risuonare nella grande base ma, col semplice accorgimento di volare molto basso, erano riusciti ad evitare di venire bersagliati dai sistemi difensivi dell'installazione. <br />
Purtroppo la loro fortuna non era durata fino al loro arrivo sulla Marconi, in quanto uno stormo di caccia era stato inviato alloro inseguimento e, nonostante l'iniziale vantaggio, adesso erano quasi giunti all'intercettazione.<br />
"Alzare gli scudi!" ordinÃ³ il Capo OPS, sperando che quei vecchi intercettori bajoriani continuassero ad essere i catorci che erano stari usati dalla Resistenza contro Cardassia e non avessero aggiornato i sistemi d'arma. <br />
Vana speranza, in quanto il primo colpo di phaser si infranse appena tre secondi dopo sugli scudi della navetta, facendola rollare pericolosamente.<br />
"Maledizione!" ringhiÃ² Tara, eseguendo una virata stretta per evitare il colpo successivo, che andÃ² ad infrangersi sulla vegetazione che si estendeva sotto di loro, provocando un principio di incendio "possiamo rispondere al fuoco?"<br />
"Questa navetta non Ã¨ armata, Comandante..." rispose il Guardiamarina Denora, prima di spegnere una serie di sistemi non essenziali per convogliare piÃ¹ energia agli scudi.<br />
"Abbiamo un altro problema, signore..." annunciÃ² il Capo Farn dalla consolle ausiliaria con la quale monitorava i sensori di volo atmosferico "ci stanno circondando e una nave viene verso di noi da davanti..."<br />
Non ci fu tempo di dire altro. Con una manovra che il piÃ¹ dei piloti della Marconi avrebbe considerato spericolata (e, con il termine "il piÃ¹ dei piloti" venivano ricompresi tuti i piloti eccetto Chuck), Tara fece picchiare verso il basso la navetta, proprio nel momento in cui la nave che volava contro di loro si alzÃ² da una quota molto bassa, aprendo il fuoco sui caccia inseguitori e vaporizzandone uno che - trovato a scudi abbassati - non ebbe neppure il tempo di reagire.<br />
"Ma Ã¨ una delle nostre navette!" esclamÃ² Denora, mentre la navetta federale sparpagliava i caccia facendo fuoco con entrambi gli emettitori phaser contemporaneamente.<br />
"SÃ¬, ma facciamogli sapere che siamo noi, o ci prenderÃ  a bersaglio..." fece notare il Comandante Keane, prima di aprire le comunicazioni verso quella che aveva riconosciuto essere la navetta Ch'oor "Qui Comandante Keane a Navetta Ch'oor, grazie per l'assistenza!"<br />
=^=Di nulla!=^= rispose secca la voce di Durani, mentre la navetta faceva esplodere un caccia che - non considerando che i phaser federali erano strutturati a banchi con un raggio di azione molto ampio . aveva avuto la brillante idea di mettersi di coda per cercare di abbatterla =^= Procedete verso la Marconi, mentre vi copriamo...=^=<br />
Tara si chiese per un momento come pensasse Durani di affrontare da sola uno squadrone di caccia ma - proprio mentre stava per rispondere - da un qualche punto a ridosso delle cime degli alberi una seconda navetta eseguÃ¬ una strettissima cabrata, facendo fuoco con i Phaser ed abbattendo altri due inseguitori.<br />
"Ricevuto, ci vediamo a bordo!" rispose la giovane donna, impostando una nuova rotta piÃ¹ diretta verso il punto dove era ammarata la loro nave, ormai certa che Durani e l'equipaggio della Edison - chiunque fosse a pilotarla - fossero perfettamente in grado di occuparsi dei restanti caccia Bajoriani.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 13:00</b><br /><br />
"Abbiamo ricevuto anche l'ultimo carico dalla Fearless..." annunciÃ² l'addetto OPS, con un evidente tono di sollievo nella voce "il personale del Comandante Rekon conferma che tutto il materiale Ã¨ compatibile..."<br />
Shran sbuffÃ², a metÃ  tra l'infastidito ed il soddisfatto. Infastidito perchÃ© - a causa dell'anomala composizione dell'atmosfera planetaria - avevano impiegato un'ora e mezza per ricevere tre carichi di materiale che, in altre circostanze, sarebbe stato allocato nelle loro stive in poco piÃ¹ di venti minuti. Soddisfatto perchÃ© - nel frattempo - la missione di soccorso si era svolta sorprendentemente bene, con il Comandante Keane ed il suo gruppo che erano andati incontro alle due navette della Marconi dopo essere evasi dalla base Bajoriana.<br />
Adesso le tre navette stavano per entrare nell'Hangar principale e - una volta ripristinata la Curvatura - anche la Marconi sarebbe emersa da quel dannato mare di acido per ritornare nel suo elemento naturale. DopodichÃ©, la Marconi e la Fearless avrebbero sistemato anche quella ridicola base di dissidenti Bajoriani, svelando il mistero sul sabotaggio alla sua nave e portando all'arresto dei colpevoli.<br />
"Capitano..." chiamÃ² allarmata Julie, rompendo d'un tratto quell'atmosfera semirilassata che si era formata dopo l'annuncio che la missione di recupero era andata bene "le sonde hanno rilevato delle tracce di curvatura multiple in uscita nei pressi del pianeta!"<br />
"la Fearless ci ha mandato un messaggio in bassa frequenza, signore..." interruppe l'addetto OPS, mentre provvedeva a decodificare il messaggio "Hanno individuato sei caccia del Dominio in avvicinamento e devono ritirarsi."<br />
"Sei Caccia? Dove?" domandÃ² Shran, alzandosi istintivamente in piedi, le antenne azzurre giÃ  tese verso lo schermo visore, che in quel momento mostrava un mare verdognolo piuttosto agitato, intento ad infrangersi contro il massiccio scafo della Marconi.<br />
"Stanno entrando nell'atmosfera nei pressi della base nemica..." rispose Julie "e stanno teletrasportando qualcosa." Attese un momento, prima di aggiungere "Sono molto rapidi...forse sanno come superare le interferenze..."<br />
"Il Dominio che collabora coi Bajoriani?" si domandÃ² ad alta voce l'Ufficiale Andoriano in comando "Non ha senso...passiamo in Allarme Giallo e dite a Rekon di sbrigarsi, perchÃ© potremmo doverci muovere in fretta..."<br />
"Le navette sono nella fase finale di approccio..." annunciÃ² l'Ufficiale Tattico di turno, mentre la visuale sullo schermo veniva modificata per mostrare i due vascelli Federali e quello Bajoriano che si allineavano con la grande nave stellare, passando in mezzo alle sue Gondole di Curvatura per accedere all'Hanar principale. <br />
"Va bene, Julie...tenga d'occhio quelle navi..." rispose il Capitano, tornando a sedersi con una cattiva sensazione che gli irrigidiva i muscoli del collo.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 28/07/2395, ore 13:20</b><br /><br />
"Bentornata a bordo, Comandante Keane..." la salutÃ² Shran, quando Tara ebbe varcato la soglia del Turboascensore. Il Capo OPS si era presa appena dieci minuti per lavarsi e cambiarsi di uniforme, prima di raggiungere i colleghi sul ponte di comando.<br />
"Grazie di essermi venuti a prendere, signore..." rispose il Capo OPS, rilevando la propria postazione ed estendendo implicitamente il ringraziamento a Dal e Durani, che - dopo aver messo in fuga i caccia - avevano provveduto a scortarla fino alla Marconi.<br />
Prima che il siparietto potesse continuare, il Comandante Berthier annunciÃ² che le navi del Dominio stavano abbandonando l'atmosfera planetaria in quel momento "Sembra stiano attivando i motori a Curvatura..."<br />
"Un problema in meno..." commentÃ² con un ghigno Dal, mentre lo schermo visore mostrava le riprese di una delle sonde della Fearless, che stava inquadrando dal basso i sei caccia viola mentre - una volta abbandonata la zona di influenza del pozzo gravitazionale del pianeta - si accendevano per un istante della luce emessa dalle loro Gondole prima di allungarsi a causa della distorsione ottica provocata dall'entrata nel Subspazio.<br />
L'atmosfera in Plancia si stava giusto distendendo, quando l'Allarme Rosso scattÃ², attivato dalla consolle tattica "Sono usciti dalla Curvatura, sopra di noi!" urlÃ² Durani, mentre una pioggia di proiettili di energia illuminava il cielo ripreso dallo schermo visore, andando ad impattare sull'acqua.<br />
Prima che il nemico riuscisse a correggere il tiro, la Marconi alzÃ² gli scudi evitando di subire danni rilevanti, ma anche cosÃ¬ non avrebbero retto un bombardamento orbitale per molto tempo.<br />
"Che diavolo sta succedendo?" sbraitÃ² Rekon, entrando in Plancia con passo di carica "Stiamo cercando di calibrare una fo***ta bobina di Curvatura, e gli scossoni non aiutano quando devi effettuare correzioni misurabili in Micron!"<br />
"Non ora, Rekon..." ribattÃ© Shran, mentre un colpo diretto li raggiungeva. Anche se l'atmosfera impediva una mira precisa ai caccia del Dominio, loro erano un bersaglio immobile e presto o tardi sarebbero stati sopraffatti "possiamo decollare?"<br />
"Certo che sÃ¬..." rispose l'ingegnere, portandosi alla consolle Ingegneria "ma a che pro? In atmosfera abbiamo la manovrabilitÃ  di un sasso tirato da una catapulta, ci abbatterebbero prima di aver raggiunto lo spazio aperto.."<br />
"Allora non ci restano molte alternative..." commentÃ² il Capitano della Marconi, mentre un colpo diretto particolarmente fortunato faceva esplodere un condotto EPS da qualche parte, generando un temporaneo abbassamento delle luci a bordo "Prepariamoci ad immergere la nave verso il fondo del mare...la rifrazione dovrebbe fornirci una difesa efficace contro le armi ad energia del Dominio!"<br />
E cosÃ¬, mentre letali proiettili di energia cadevano dal cielo come una pioggia di stelle, la grande Nave Stellare cominciÃ² ad immergersi nelle profonditÃ  marine, lo scafo sfrigolante a contatto con le concentrazioni sempre maggiori di acido di quelle acque.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 28 Jan 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-03 Mi verranno a cercare!</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Ufficio del Capitano - 25/07/2395 ore 07.00</b><br /><br />
Il Capitano non aveva chiuso occhio per tutta la notte.<br />
Pensava a come agire.<br />
Quando il giorno prima in plancia era giunta la comunicazione del Comandante Garcia che lo informava del fatto che fossero ammarati sullo stesso pianeta che ospitava quei terroristi, nessuno dei suoi Ufficiali superiori era presente: anche la stessa Durani, che non aveva mai lasciato il suo posto in plancia, in quei minuti si era allontanata per andare a controllare la situazione in sala macchine. Questo gli aveva dato la possibilitÃ  di riflettere da solo sul da farsi. Aveva passato in rassegna diverse ipotesi, tra cui anche quella di aspettare che arrivassero i rinforzi. Ok, sarebbe stata la soluzione piÃ¹ logica e di certo quella che avrebbe tenuto il suo equipaggio piÃ¹ al sicuro possibile, ma non era nella sua indole rimanere con le mani in mano. La Fearless sarebbe arrivata tra tre giorni, e quell'attesa l'avrebbe distrutto.<br />
Decise quindi di convocare tutti i suoi ufficiali per una riunione, era prima di tutto necessario mettere al corrente i suoi uomini sulla situazione, dopodichÃ© avrebbero studiato insieme una strategia... anche se lui aveva giÃ  in mente cosa fare.<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Sala Riunioni - 25/07/2395 ore 08.30</b><br /><br />
Tutti gli ufficiali superiori erano accorsi puntuali alla riunione indetta dal capitano per quella mattina. Erano tutti molto provati, in primis la Keane che era rimasta sveglia per tutta la notte a lavorare in sala macchine.<br />
Shran era seduto al suo posto nella parte stretta del tavolo ovale che la Marconi aveva a disposizione per la sala riunioni. Aspettava pacifico che tutti prendessero il proprio posto, e fu piacevolmente sorpreso di vedere il Capo Operazioni scambiarsi un occhiolino di amicizia con il duro tellarita. Sorrise leggermente.<br />
"Bene signori, vedo dalle vostre facce che avete lavorato sodo..." disse Shran incrociando gli sguardi di tutti i suoi uomini<br />
"Signor Rekon cove va la Sala Macchine?"<br />
"Capitano, la Marconi Ã¨ di nuovo operativa. Possiamo riprendere quota anche adesso. Ancora manca la curvatura. Per quella dobbiamo aspettare di mettere le mani su dei pezzi di ricambio ma la propulsione ad impulso Ã¨ all'92% della sua efficienza."<br />
"Molto bene... per il momento vorrei rimanere qua sul pianeta perÃ². Quanto puÃ² durare lo scafo a contatto con l'acqua acida del lago?"<br />
"Capitano - rispose prontamente il Capo Ingegnere - al massimo altri tre giorni! Non un minuto di piÃ¹!"<br />
Shran fece segno di approvazione e disse che tra tre giorni sarebbe anche arrivata la Fearless con i rinforzi e soprattutto con i ricambia che aspettavano.<br />
Dopo aver ascoltato i rapporti di tutti i suoi Ufficiali, Shran prese la parola per spiegare a sua volta quello che la Garcia le aveva detto il giorno prima e cioÃ¨ che lÃ  su quel pianeta, nascosta da qualche parte, probabilmente c'era la base di una vera e propria organizzazione criminale a cui il loro prigioniero poteva far parte.<br />
A queste parole Dal, visibilmente agitato, stava per prendere la parola ma il capitano lo interruppe subito con un gesto della mano: "Nessuno Ã¨ ancora certo di niente. Sappiamo che Jabin ha passato diverse settimane qua su Leinos III e che sicuramente non ha agito da solo. Su Deep Space 16 non hanno ancora scoperto nulla in piÃ¹ rispetto a quanto vi ho detto. Per quanto ne sappiamo noi, Jabin potrebbe essere anche un pazzo che ha deciso di agire da solo." Puntualizzato questo, con un gesto del viso, Shran ridiede la parola al Tenente Dal che fremeva visibilmente per poter parlare.<br />
"Capitano! Quel delinquente che abbiamo in cella qua sulla Marconi ha detto di aver agito per conto dei Profeti e che i Profeti lo aiuteranno fino a che la NOSTRA causa non trionferÃ . Ha parlato al plurale, sicuramente si tratta di un gruppo armato! E noi dobbiamo andare lÃ  fuori a stanarli, TUTTI!"<br />
"Signor Dal si calmi. Io sono perfettamente d'accordo con il suo punto di vista, ma dobbiamo rimanere calmi, tutti, e lei deve cercare di non farsi coinvolgere troppo da questa faccenda..."<br />
Questo di non farsi coinvolgere in prima persona era una delle frasi che piÃ¹ odiava dire da quando era diventato Capitano. Certo ne capiva e ne accettava il significato: un membro di equipaggio coinvolto per motivi personali in una questione di sicurezza non si rivela mai efficiente alla riuscita della missione, ma dal lato umano capiva che era impossibile cercare di tenere fuori i propri sentimenti dal lavoro. Lui da andoriano a volte faceva molta fatica a farlo. Ma si deve imparare, e se il suo Tenente non lo avesse capito, glielo avrebbe ripetuto con piÃ¹ convinzione... <br />
"Capitano! Come puÃ² pensare che io non sia coinvolto in questa cosa? Sono per metÃ  Bajoriano se lo ricorda? Quel bastardo sta mettendo in pericolo la vita dei bajoriani stessi oltre che aver messo in serio pericolo la nostra! Non crederÃ  mica che il mio lavoro verrÃ  condizionato da questi eventi... spero..." Dal dall'impeto e dalla rabbia si era addirittura alzato in piedi...<br />
*ecco la classica reazione di quando si chiede a qualcuno di non farsi coinvolgere* pensÃ² Shran ironico e riprese la parola questa volta con un tono decisamente piÃ¹ perentorio rispetto a quello che aveva avuto qualche istante prima.<br />
"Tenente, si segga. Da quello che vedo lei sta giÃ  condizionando il nostro ed il suo lavoro."<br />
Il mezzo bajoriano non si era neanche accorto di essersi alzato e tornÃ² seduto con un visibile gesto di stizza.<br />
"Signori, ho indetto questa riunione perchÃ© ho deciso di mandare delle pattuglie fuori a monitorare la situazione e volevo chiedere il vostro parere. Inizialmente pensavo che vi avrei tenuti tutti a lavorare alle riparazioni a bordo, ma visto che siete riusciti a rimettere in sesto la nave, credo sia meglio andare a vedere quello che c'Ã¨ lÃ  fuori. Come detto, su questo pianeta potremmo non trovare nessun altro come potremmo imbatterci in dei veri terroristi. In questo caso potrebbero essere una decina di uomini come centinaia. Per questo motivo non posso mandare solo delle semplici squadre di ricognizione ma ci serve un piano d' azione."<br />
La riunione andÃ² avanti per altre due ore. La maggior parte delle strategie di attacco erano state formulate dal Tenente Durani ma alla fine ebbe la meglio l'azione proposta proprio da Dal.<br />
Quando il Capitano sciolse finalmente la riunione e tutti stavano velocemente tornando ai propri lavori, Dal si avvicinÃ² a Shran e gli porse le sue scuse.<br />
Da quando aveva preso servizio per la Flotta Stellare, Dal aveva avuto a che fare con altri quattro Capitani, ma mai nessuno era come Shran. Lui era un tipo davvero molto particolare e molto difficile da capire: sempre molto cordiale e dai toni amichevoli, ma con una intonazione della voce che incuteva rispetto. All'apparenza molto pacifico ma in realtÃ  sempre pronto all'azione. Non sapeva bene cosa lo colpiva di piÃ¹, e alle volte non capiva neanche se lo preferiva al vecchio Capitano della Marconi, era cosÃ¬, difficile da prevedere...<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 25/07/2395 ore 16.00</b><br /><br />
I sensori a lungo raggio della Marconi non sarebbero serviti a nulla, anche se giÃ  riparati, dal momento che questa si trovava spiaggiata e la curvatura del pianeta ne impediva l'utilizzo. Stessa cosa valeva per quelli a corto raggio: da quella posizione avevano una gittata di circa 150 metri: erano utili se qualcuno avesse tentato l'abbordaggio, ma, considerato che erano dentro a un lago e considerato che c'erano uomini di vedetta ovunque, anche questi non servivano a molto.<br />
Il piano di Dal consisteva nel far decollare le tre navette della Marconi e mandarle in ricognizione intorno al pianeta per mappare quello che si trovava intorno e per capire se e con quante persone avevano a che fare. In effetti era un piano abbastanza banale ma tuttavia molto efficace, almeno per quei primi momenti.<br />
=^= Capitano Shran. Le navette sono pronte a partire =^=<br />
Fu la voce di Rekon che, dopo sole tre ore di duro lavoro, aveva dato il via libera alla ricognizione.<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Hangar Navette - 25/07/2395 ore 19.20</b><br /><br />
La Keane aveva stimato che con tre navette e seguendo delle precise traiettorie, avrebbero coperto tutta la superficie del Pianeta in sole 4 ore. Fortunatamente il tramonto era ben lontano dall'arrivare ed oltretutto ai sensori Federali di certo non serviva la luce per funzionare correttamente. Shran decise di partire subito.<br />
Le tre squadre erano composte da tre uomini ciascuna: la prima, la navetta Scope era formata dal Capitano in persona, da un timoniere e da un Ufficiale della Sicurezza. Nella navetta Stark c'erano la Keane e altri due uomini della sua squadra. La terza navetta, la Enterprise, aveva come equipaggio Dal, Wyandot e un altro ufficiale della sicurezza fidato di Dal.<br />
Shran aveva dovuto subire una lunga discussione con il suo Primo Ufficiale che ovviamente non voleva lasciarlo partire ma l'andoriano non volle sentir ragioni: odiava non avere nulla da fare ed un giretto con la sua Scope non avrebbe di certo fatto male a nessuno e tanto meno messo in pericolo nessuno...<br />
=^= Bene Signori! Siamo pronti a partire? =^= la voce del Capitano arrivÃ² nelle cuffie delle altre due squadre di sbarco.<br />
=^= Navetta Stark pronta, Signore =^= rispose la mezza Klingon<br />
=^= Anche noi siamo prontissimi Capitano =^= fu la risposta di Dal che con la sua navetta fu il primo a lasciare la Marconi.<br />
=^= Bene! Ad ognuno la sua strada ragazzi. Ci sentiamo lÃ  fuori. =^=<br />
E partirono tutti.<br />
 <br />
<br /><b>Navetta Stark - Pianeta Leinos III - 25/07/2395 ore 23.00</b><br /><br />
Dopo quasi quattro ore di navigazione, le navette avevano tutte compiuto la loro missione. Nessuno aveva trovato nulla che potesse essere d'aiuto a capire quello che stava succedendo quando uno dei sensori della Navetta Stark captÃ² un lievissimo segnale.<br />
=^= Capitano, qui Keane. =^=<br />
=^= Mi dica Tenente, vuole rimanere ancora qua fuori? =^=<br />
=^= No no Capitano - rispose la Keane - in effetti questo pianeta sembra davvero molto affascinante. Foreste, animali, ruscelli, ma non Ã¨ di questo che si tratta. La Stark ha evidenziato una piccola traccia energetica ma devo scendere un po' di quota per capire bene di che si tratta. =^=<br />
=^= Sarebbe meglio che la raggiungessimo anche noi, Tenente. =^=<br />
=^= No Capitano, non credo sia necessario. Perdereste piÃ¹ tempo per arrivare da noi che noi a scendere e a tornare alla Marconi. VedrÃ  che faremo solo dieci minuti di ritardo. =^=<br />
=^= Va bene Signor Keane. Ma state attenti. Shran chiudo =^=<br />
La Keane guidava lei stessa la navetta, in effetti sarebbe potuta anche partire da sola, ma per motivi di sicurezza Dal aveva imposto un equipaggio minimo.<br />
"Ok, inizio la discesa."<br />
In effetti la Keane c'aveva visto benissimo. LÃ  sotto, nascosto dietro un bel mucchio di vegetazione, si trovava una struttura in metallo molto estesa *si direbbe una base militare* pensÃ² tra sÃ© e abbassÃ² ancora di piÃ¹ la sua quota di navigazione.<br />
Proprio nel momento in cui il Capo Operazioni stava per risalire, la voce allarmata di uno dei due uomini lÃ  dietro la spaventÃ².<br />
"Capo! Siamo stati scoperti. Ci stanno analizzando! Capo andiamo via!"<br />
"Maledizione! - esclamÃ² Keane rendendosi conto che il Signor Farn aveva ragione - Manovra evasiva. Tenetevi forte." E virÃ² bruscamente a destra...<br />
"Farn, mandi immediatamente le nostre coordinate alla Marconi. Subito! Si sbrighi!" ordinÃ² repentinamente la Keane mentre, presa dalle manovre per allontanarsi da quel posto, non si accorse che la loro Stark era presa di mira da un phaser.<br />
All'improvviso ci fu una forte esplosione al motore.<br />
La navetta iniziÃ² a perdere quota.<br />
Buio<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Ufficio del Capitano - 26/07/2395 - ore 00.23</b><br /><br />
"Maledizione!!" Shran aveva appreso ormai da diverso tempo della scomparsa della sua navetta e del suo Capo Operazioni. La sua rabbia era incontrollabile.<br />
Il suo ufficio sembrava un vero campo di battaglia: la vetrinetta in cui teneva delle medaglie ed i suoi diplomi della flotta era frantumata dal lancio del primo d-padd trovato sotto tiro. Gli altri, accuratamente sistemati sulla sua scrivania adesso erano tutti per terra.<br />
Quando il suo primo ufficiale entrÃ² nel suo studio, lo sorprese mentre sferrava un pugno alla parete.<br />
Il Comandante rimase sull'uscio della porta, aspettando un momento propizio per parlare:<br />
"Ebbene, Signor Salen?" gli chiese l'andoriano dopo qualche minuto cercando di respirare profondamente e di calmarsi<br />
"Capitano, capisco quello che Ã¨ successo ma non mi sembra il caso di trattare il suo studio in questo modo." Rispose con freddezza il vulcaniano, a Shran parve quasi che lo stesse prendendo in giro.<br />
"Senta, signor Vulcaniano. Uno dei miei migliori ufficiali Ã¨ disperso, a voler essere ottimisti. Adesso, o lei ha qualcosa di valido da dirmi, o altrimenti mi lasci in pace. Sono stato chiaro?"<br />
"Chiarissimo Signore. Appena lo riterrÃ  opportuno ci vedremo in Plancia."<br />
Nessuno dell'equipaggio della Marconi aveva ancora visto Shran arrabbiato. Era una cosa che gli succedeva davvero di rado in effetti. Un vulcaniano non era certo l'incontro migliore che l'andoriano potesse fare in quel momento, ma quello era il suo primo ufficiale e lui lo stimava e rispettava.<br />
SÃ¬, probabilmente gli voleva anche bene...<br />
*maledetto vulcaniano...* pensÃ² Shran e poco prima che questo potesse uscire dal suo studio si calmÃ² un po' e lo chiamÃ²:<br />
"Signor Salen, la Marconi Ã¨ sotto la mia responsabilitÃ  quanto sotto la sua. - Salen gli rispose con un solo gesto del capo, aveva capito che il Capitano gli stava chiedendo scusa a modo suo... - verrÃ² in Plancia con lei... e, mi scusi per la mia accoglienza..."<br />
"Non si preoccupi Capitano, aveva solo bisogno di sfogarsi. Certo non posso dire che la capisco, ma ho imparato a convivere con queste esternazioni." rispose il Primo Ufficiale senza nessun tipo di intonazione nella voce. Anche se, incrociato lo sguardo di Shran, gli lanciÃ² uno sguardo di intesa.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Leinos III - Base Terroristica - 26/07/2395 ore 02.07</b><br /><br />
Quando Keane riaprÃ¬ gli occhi si trovÃ² legata in una cella detentiva. Una donna bajoriana in assetto di guerra le faceva da piantone.<br />
"Dove diavolo mi trovo?!" GridÃ² Tara con tutta la voce che aveva...e con tutta la sua rabbia klingon<br />
Di tutta risposta si vide l'arma della guardia puntata addosso.<br />
"E' inutile che ti agiti signorina, sei nostra prigioniera adesso. I tuoi due amici sono morti e la tua navetta Ã¨ distrutta. Ma tranquilla, il Capo non ha intenzione di ucciderti, almeno per ora." Rise e si rimise di spalle alla cella.<br />
"Verranno a cercarmi" gridÃ² Keane<br />
"Bene! Li aspetteremo allora..." e rise.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Shran del clan Mira <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Shran del clan Mira </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 13 Oct 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-02 Spiaggiati</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 24/07/2395 Ore 18:00</b><br /> <br />
Il pericolo di schiantarsi su quel pianeta sconosciuto era stato evitato all'ultimo secondo.<br />
Certo si erano inabissati in quel caldo oceano verdastro per alcuni minuti ma, Rekon e i suoi uomini, erano riusciti a trovare quel po' d'energia sufficiente per uscire da quel liquido, che essendo a base di acido non era il massimo per lo scafo della Marconi.<br />
Adesso, la sagoma lineare e metallica della nave stellare faceva uno strano contrasto con quell'antico paesaggio, arido e pianeggiante, su cui Shran aveva deciso di "parcheggiarla". Il Capitano non si sentiva per niente tranquillo con la nave su quella pianura assolata, completamente allo scoperto, ma non avendo avuto modo di sapere se il pianeta era abitato o no, almeno in quella parte di deserto sperava di non incontrare nessuno. Dopo l'ultima esperienza non aveva voglia di affrontare un altro primo contatto non desiderato. Aveva dato la precedenza alle riparazioni: gli bastava il minimo per tornare in orbita e far funzionare gli scudi.<br />
Shran si guardÃ² intorno: in plancia era rimasta Durani, con l'ordine di monitorare le vicinanze e Berthier che coordinava la Tattica, con quel poco che i sensori riuscivano a leggere per colpa di quel forte campo magnetico emesso dal pianeta. Salen alla postazione OPS, lasciata libera da Keane, che si era catapultata in Sala Macchine per aiutare con le riparazioni e il secondo di Wyandot, cui aveva concesso qualche ora di riposo, poichÃ© spiaggiati com'erano, le sue capacitÃ  erano del tutto inutili.<br />
Dal era in Infermeria, dove le sue attenzioni erano tutte per l'attentatore Jabin, che grazie alle "amorevoli cure" di Kuwano, si stava riprendendo dai colpi ricevuti dal capo della sicurezza della Marconi. Dal sapeva di aver esagerato, ma quel traditore era andato cosÃ¬ vicino a eliminare lui e tutti i suoi compagni, che era stato preso da un eccesso di rabbia e Keiji aveva faticato per rendere presentabile il bajoriano, prima che il Capitano arrivasse per l'interrogatorio.<br />
"Come sta?" chiese al medico senza distogliere lo sguardo.<br />
"L'hai quasi ucciso questo verme, ma non avevo voglia di vedere qualcuno tirare le cuoia, dopo che abbiamo evitato un disastro: tra qualche minuto si riprenderÃ . Fammi vedere?" rispose il nipponico prendendo il mento di Dal tra indice e pollice e facendogli girare di lato la faccia, quindi urlÃ² "Infermiera: perchÃ© nessuno si Ã¨ occupato della testa di quest'uomo?" e cominciÃ² ad armeggiare col suo tricorder, lÃ¬ dov'erano.<br />
"Non Ã¨ niente, non prendertela con lei, sono io che non ho voluto."<br />
"Bravo e complimenti per la tua nuova specializzazione in medicina traumatica: cosa ti ha fatto decidere che non avevi bisogno di cure? Sei un idiota: hai un trauma cranico con i fiocchi e dovresti stare in riposo, non qui a fare il cane da guardia a questo pazzo!"<br />
Dal ascoltÃ² la ramanzina del Dottore e quando si fu sfogato, gli disse:<br />
"Hai ragione, scusami. Ma non posso, anzi non voglio lasciare solo questo traditore, sino a che non mi dirÃ  perchÃ© voleva ammazzarci tutti."<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 24/07/2395 - Ore 18:30</b><br /><br />
Shran era nel suo ufficio intento a leggere i dati sullo stato delle riparazioni della nave, quando l'addetto alle comunicazioni lo chiamÃ².<br />
=^=Capitano ricevo una chiamata dalla Fearless=^=<br />
=^=Molto bene: me la passi subito!=^=<br />
=^=Capitano, qui il Comandante Garcia a comando della USS Feraless.=^=<br />
=^=Salve Comandante=^= rispose l'andoriano di rimando<br />
=^=Capitano, abbiamo delle novitÃ  da comunicare. Prima cosa abbiamo trovato il colpevole di quello che vi Ã¨ successo. Si chiama...=^=<br />
=^=Si chiama Jabin ed Ã¨ di Bajor?=^=<br />
=^=SÃ¬ Capitano, Ã¨ esatto. L'avete trovato? Ce l'avete a bordo della Marconi?=^= rispose Manuela con una espressione di assenso. Quell'andoriano le piaceva proprio...<br />
=^=SÃ¬ signor Garcia. Ce l'abbiamo al sicuro, i miei uomini stanno cercando di interrogarlo ma per il momento senza successo.=^=<br />
=^=Bene, adesso veniamo al punto piÃ¹ interessante. Pare che il nostro uomo abbia passato diverso tempo nello stesso settore in cui vi trovate voi... Su Deep Space 16 pensano che da quelle parti ci possano essere dei complici. Anche io penso la stessa cosa, anzi, per quanto mi riguarda il nostro uomo potrebbe anche far parte di una organizzazione criminale. Le passo le coordinate precise del pianeta in questione.=^=<br />
Dopo pochi istanti di attesa, l'ufficiale al timone della Marconi ricevette le coordinate, Manuela vide un'espressione di sorpresa negli occhi di Shran:<br />
=^=Comandante, queste sono le esatte coordinate in cui siamo atterrati noi... Mi sta dicendo che casualmente siamo finiti nella tana del leone?=^=<br />
=^=E' probabile Capitano, tenga gli occhi aperti quindi mi raccomando. Noi al momento manterremo la curvatura 9 fino a destinazione, e sperando di non avere problemi dovremmo essere da voi tra 3 giorni e 20 ore.=^=<br />
=^=Bene Comandante, credo che noi per il momento non andremo da nessuna parte...=^= Shran chiuse la comunicazione con un sorriso amaro ma che fece colpo sulla donna al comando della Fearless.<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - cella detenzione 1 - 24/07/2395 Ore 19:00</b><br /> <br />
Il bajoriano Jabin, seduto sul letto della cella con il capo chino, continuava a ripetere una litania, dondolandosi lentamente avanti e indietro, ormai da mezz'ora, cioÃ¨ da quando Kuwano l'aveva dichiarato stabile e dimesso dalla sua infermeria.<br />
Dal, di guardia davanti all'ingresso della cella si era stancato di osservare la scena: non sarebbe stata di certo qualche preghiera ai Profeti che l'avrebbero salvato. L'accusa era tra le peggiori che un'ufficiale della Flotta potesse subire: tradimento!<br />
E almeno in tre l'avevano visto mentre cercava di portare a termine quello che i suoi complici avevano progettato, in altre parole la distruzione della Marconi. Non avevano fatto i conti perÃ² con le capacitÃ  del suo equipaggio di reagire tempestivamente alle situazioni piÃ¹ disperate e alla loro capacitÃ  di porvi rimedio.<br />
Shran entrÃ² nell'area detentiva seguito da Durani e si fermÃ² davanti alla cella NÂ°1:<br />
"Capitano la stavo aspettando: non ho voluto toglierle il privilegio d'interrogarlo."<br />
"Grazie Dal. Jabin !" disse Shran cercando l'attenzione del bajoriano, che perÃ² non pose fine alle litanie.<br />
"Jabin, adesso basta. Non sono disposto a tollerare questo suo atteggiamento: Ã¨ finita, l'abbiamo scoperta e il suo piano Ã¨ fallito. Mi dica il perchÃ© e chi sono i suoi complici a Deep Space 16!" e nella sua voce si leggeva la collera verso quell'uomo che aveva tradito tutti valori su cui aveva fondato la sua vita.<br />
Jabin, come scosso da quel richiamo perentorio, tacque all'istante e smise di dondolarsi, alzÃ² lo sguardo verso l'andoriano e con un filo di voce disse: "Mi dispiace."<br />
Durani fu sorpresa da questo pentimento, di cui dubitava fortemente.<br />
"Se le dispiace allora confessi, dica chi sono i responsabili e forse riceverÃ  clemenza al processo." IncalzÃ² Shran cercando di mantenere un tono piÃ¹ conciliante.<br />
Jabin si alzÃ² e si avvicinÃ² alla barriera invisibile che lo teneva rinchiuso nella sua cella.<br />
"No Capitano: mi dispiace d'aver fallito. Ma dopo di me i Profeti ne manderanno altri, fino a che la nostra causa non trionferÃ  e Bajor non tornerÃ  ai bajoriani!"<br />
"Cosa sta dicendo? Bajor Ã¨ giÃ  dei bajoriani!" intervenne Dal che, vista la sua metÃ  bajoriana, si sentiva maggiormente coinvolto.<br />
"Non ho niente da aggiungere sennonchÃ© sono pronto ad accettare il castigo che merito per il mio fallimento." Disse Jabin e con fierezza si rimise seduto e riprese le litanie.<br />
"Ehi tu come osi, ti caverÃ² fuori tutto quello che sai ..." Dal stava per entrare nella cella, pronto a qualsiasi sistema per estorcere informazioni dal prigioniero ma Shran lo fermÃ².<br />
"FermÃ² Dal, in questo momento non otterremo nulla da lui: Ã¨ convinto di aver avuto ordini direttamente dai Profeti e lei sa bene che, contro certe convinzioni religiose, non c'Ã¨ niente che si possa dire per riportarlo alla ragione."<br />
"Capitano me lo lasci per qualche minuto: conosco dei sistemi cui non saprÃ  resistere." Disse Durani, fremente per lo sdegno di aver di fronte il traditore.<br />
"No Tenente, non ci sporcheremo le mani del suo sangue ignobile. Non appena torneremo operativi lo riporteremo alla Base e se ne occuperÃ  la Flotta ed io farÃ² in modo che ottenga la massima pena. Andiamo, torniamo ai nostri doveri: signor Dal voglio che sia costantemente sorvegliato, non vorrei che cercasse di sottrarsi al castigo dei suoi Profeti!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Sala Macchine- 25/07/2395 Ore 03:10</b><br /> <br />
Rekon era ormai esausto, l'etÃ  avanzata e lo sforzo compiuto ore prima per salvare la nave, l'avevano come svuotato da ogni energia, ma non voleva, anzi non poteva cedere alla stanchezza. Per fortuna la Keane si era unita alla sua sezione, rispolverando le sue capacitÃ  ingegneristiche, mettendo mano a diversi guasti e, in piÃ¹, organizzando le squadre per le riparazioni in maniera impeccabile, cosÃ¬ che finalmente la nave era tornata in sicurezza. Certo c'era ancora molto lavoro, ma se il Capitano lo avesse ordinato, sarebbero potuti tornare in orbita in qualsiasi momento, anche se, per la curvatura ci sarebbe voluto del tempo e, sempre che qualcuno non avesse colto il loro SOS e portato dei pezzi di ricambio, avrebbero dovuto accontentarsi della velocitÃ  a impulso. Il vecchio tellarita guardÃ² i volti dei suoi uomini e un po' si compiacque di se stesso, perchÃ© anche tutti quei giovanastri erano stanchi e provati, ma nessuno cedeva di un passo. Si rivolse quindi a Tara:<br />
"Ragazza, vieni qua."<br />
La mezza klingon lasciÃ² il terminale che stava riparando e gli si avvicinÃ².<br />
"Che c'Ã¨ vecchio?" rispose, certa che nessuno si sarebbe preso la libertÃ  di rivolgersi a lui in quel modo, mentre lei se l'era guadagnato, tenendogli testa a una gara di mu'QaDves, tradizionale guerra d'insulti Klingon, in cui Rekon si era contraddistinto con onore, ottenendo il rispetto anche di Durani, che aveva fatto da giudice alla gara.  <br />
"La situazione ormai Ã¨ sottocontrollo e questi pivellini sono allo strenuo delle forze: Ã¨ il caso di rallentare e di cominciare a mandare qualcuno a riposare. Qualche ora di sonno non farÃ  che bene." Tara si guardÃ² intorno e, anche se lei sopportava bene la fatica grazie alla sua metÃ  Klingon, capiva cosa voleva dire il vecchio Capo Ingegnere.<br />
"Hai ragione: ci penso io e tu, sarai tra i primi ad andare." Rekon fece finta di protestare, ma la debolezza delle sue proteste, le fece capire quanto fosse stanco il tellarita e, mentre lo guardava uscire dalla Sala macchine, le venne in mente suo padre, invecchiato precocemente ai tempi del dolore per la morte di suo fratello. ScacciÃ² dalla mente quell'immagine e si riconcentrÃ² su quello che c'era da fare, certa che, come suo padre, anche Rekon si sarebbe ripreso alla grande.<br />
 <br />
<br /><b>Pianeta Leinos III - Emisfero Sud - Rifugio sotterraneo 25/07/2395 ore 07.35</b><br /><br />
La squadra di ricognizione era appena rientrata alla base e Jira Theris li attendeva nel suo ufficio: purtroppo le forti onde elettromagnetiche emesse dal pianeta, che lo rendevano un perfetto rifugio per la difficoltÃ  dei sensori di penetrarlo, obbligavano altresÃ¬ a doversi esporre fisicamente con missioni a terra, per accertarsi della situazione.<br />
E al momento la situazione non era certo quella che avevano progettato. La nave federale avrebbe dovuto esplodere al contatto con l'atmosfera del pianeta, non lasciando testimoni di quello che cosÃ¬ pazientemente avevano organizzato. E il martire, che avevano infiltrato tra l'equipaggio, con il compito di assicurarsi che il piano si attuasse o era stato scoperto o, alla fine, aveva tenuto piÃ¹ alla sua vita, che alla causa di Bajor Libero. Se fosse stato cosÃ¬, si sarebbe premunita di fargliela pagare personalmente: la vigliaccheria era dei deboli e non c'era posto per la debolezza, se volevano riuscire nel loro intento.<br />
Pochi istanti dopo la porta dell'ufficio si aprÃ¬, lasciando entrare due dei suoi uomini piÃ¹ fidati, ancora in tenuta da ricognizione.<br />
"Allora com'Ã¨ la situazione?"<br />
"Pessima: la Marconi Ã¨ sulla pianura di Therios ed esternamente non ha subito danni importanti."<br />
"Siete riusciti ad avvicinarvi abbastanza da poter usare i sensori a corto raggio potenziati?"<br />
"Non abbastanza perchÃ© hanno messo uomini di guardia all'esterno della nave e siamo dovuti restare dietro le alture per non farci sorprendere. Sembra perÃ² che non abbiano fretta di lasciare il pianeta: forse non possono!"<br />
"O forse stanno aspettando i rinforzi!" disse Theris "quindi dobbiamo agire il prima possibile: certo cosÃ¬ individueranno prima i responsabili dell'esplosione e ci metteranno meno tempo a capire chi c'Ã¨ dietro, ma ormai siamo pronti ed Ã¨ ora di dare il via ai giochi!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Tara Keane<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tara Keane</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 13 Oct 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-01 Il coraggio dei senza volto</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Sala macchine - USS Marconi - 24/07/2395 Ore 11:21</b><br /><br />
Il guardiamarina Jekal serrÃ² i denti in un ringhio dovuto allo sforzo, sentÃ¬ la schiena che scricchiolava pericolosamente e per un attimo temette di crollare, lasciando che il grosso macchinario cadesse schiacciando il Capo Ingegnere della Marconi. Lui non aveva conosciuto direttamente gli Allesto, ma si era unito al grido d'angoscia, di tutti i membri dell'equipaggio, quando l'Arca era esplosa. Gli sembrava ancora di sentire fra le sue braccia il Tenente Seville, mentre la teneva ferma dopo lo scoppio di rabbia del vice capo. L'aveva tenuta stretta a se, non solo per lei, ma anche per se stesso, per non pensare alla morte di tutti quegli esseri. Per alcuni secondi lei si era abbandonata a lui sull'orlo delle lacrime, poi si era ripresa ridandosi un contegno e riprendendo immediatamente a lavorare.<br />
Lui non c'era riuscito, aveva sentito quella rabbia per tutti i mesi successivi e l'aveva tenuta a stento sotto controllo non riuscendo a sfogarla... o a piangere.<br />
Era stato anche dal consigliere, come tutti del resto. Ma la rabbia rimaneva.<br />
Ora quella rabbia gli era servita. Il Capo Rekon aveva ordinato a tutti di uscire dalla sala macchine per paura di esplosioni, mentre si distendeva sotto i motori per l'ennesimo miracolo che, forse, li avrebbe salvati. Ma Jekal aveva visto l'argano di manutenzione che si staccava dal suo sostegno a causa delle violente vibrazioni e rischiava di schiacciarlo. Senza pensarci l'aveva afferrato e, ruggendo come un leone inferocito, aveva arrestato la sua caduta. Fra trecento chili di metallo e il testardo tellarite c'erano solo lui e la sua rabbia.<br />
 <br />
Il Marinaio di seconda classe Mariucci era terrorizzato. Provava quel terrore da quando l'Arca era esplosa e si era reso conto che fra lui e la morte c'erano solo pochi centimetri di duranio. In quei sei mesi di riparazioni alla base stellare, il terrore non si era affievolito, ma era solo aumentato. Non riusciva nemmeno piÃ¹ a guardare fuori dai finestroni della stazione e non era piÃ¹ andato al bar di prora per non trovarsi davanti quelle finestre panoramiche. Il suo terrore era filtrato in tutti gli aspetti della sua vita, tanto che alla fine si era deciso a preparare una lettera di richiesta di congedo per tornare sulla terra. Non aveva perÃ² ancora avuto tempo di inviarla e si era visto costretto a imbarcarsi di nuovo sulla Marconi quando questa aveva lasciato il bacino di manutenzione. E il suo terrore era tornato ad aumentare sempre di piÃ¹, fino al momento attuale, quando la nave in avaria aveva abbandonato l'orbita del pianeta e si apprestava a schiantarsi al suolo. Sarebbero morti e tutto sarebbe finito.<br />
Poi Resed l'aveva spinto di lato e si era gettato in scivolata sotto i motori insieme al capo ingegnere. Non faceva nient'altro che passare gli attrezzi giusti al momento giusto. Si bruciava con le scintille emesse dal saldatore e subiva gli insulti del suo mentore che gli urlava di andarsene senza perÃ² fare una piega, ma facendo guadagnare a Rekon quell'attimo in piÃ¹ che poteva servirgli per compiere il miracolo. Sopra di loro, il caitiano dalla pelliccia nera di nome Jekal, stava sorreggendo il macchinario che rischiava di ucciderli soffiando come un gatto inferocito. Quando capÃ¬ che fra lui e la morte c'era ben piÃ¹ di pochi centimetri di duranio, era ormai a fianco del guardiamarina ringhiando per lo sforzo. Fra Mariucci e la morte certa c'era, e ci sarebbe sempre stato, l'intero equipaggio della Marconi.<br />
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<br /><b>Plancia - USS Marconi - 24/07/2395 Ore 11:26</b><br /><br />
Il tenente Xo guardava atterrita lo schermo principale. Dalla sua posizione, cosÃ¬ vicina allo schermo, le sembrava di essere lei a cadere nel vuoto verso morte certa. Si trovava in plancia per puro caso, la sua provvisoria assegnazione agli approvvigionamenti della nave, l'aveva sempre tenuta lontana dall'azione e dopo aver assistito alla distruzione dell'Arca, pensava di far domanda per quella assegnazione in via definitiva, anche se questo voleva dire gettare un'ombra di disonore sulla sua famiglia su Andoria. Una figlia addetta al magazzino della nave? Suo padre, soldato figlio di soldati, l'avrebbe disconosciuta per la sua codardia. Ma la sua non era paura di morire.<br />
Aveva visto l'impotenza di tutti mentre la corrazzata Adesto aveva speronato l'Arca uccidendo tutti gli Allesto e vedendo quella scena aveva compreso la futilitÃ  dell'esistenza.<br />
Nei mesi successivi aveva incrociato spesso il comandante Keane. Il Capo Operazioni non controllava quasi mai il reparto addetto agli approvvigionamenti, un po' perchÃ¨ si fidava del resposabile, un po' perchÃ¨ era un lavoro talmente banale che non era necessaria nessuna qualifica per farlo funzionare. Ma dopo quel terribile giorno Tara si era mossa in ogni angolo e anfratto del suo campo di competenza e Xo sapeva perchÃ¨. Si era sentita impotente come lei e come tutti quelli della Marconi, perchÃ¨ nessuno aveva potuto fare niente. Come adesso.<br />
Era a pochi passi dalla console del timone quando aveva sentito la comunicazione dalla sala macchine e la successiva risposta spaventata del giovane timoniere. Molti fra i piÃ¹ giovani ritenevano il giovane Wyandot un raccomandato. Un giorno era all'accademia e il giorno dopo era su una delle ammiraglie della flotta stellare. Il suo curriculum pieno di lacune e il conteggio minimo delle ore di volo nei simulatori, non facevano altro renderlo ancora piÃ¹ sospetto agli occhi dell'equipaggio. Certo si era dato da fare da quando era a bordo e, nonostante gli ufficiali di plancia mostrassero molto rispetto per le sue fantomatiche capacitÃ , il giovane non si era mai vantato o mostrato segni di superioritÃ  verso i colleghi. Strano per un raccomandato.<br />
Adesso Xo attendeva il suolo e la successiva esplosione della nave in maniera rassegnata. Sapeva che nessuno poteva farci niente, tutti erano impotenti.<br />
Poi una scintilla di luce illuminÃ² quel buio di depressione in cui era caduta.<br />
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Il Capitano Shran era scattato in piedi urlando ordini e tutti sembravano danzare attorno a lui. Riusciva a sentire quello che diceva ma non capiva. Era come se la depressione l'avesse resa sorda a tutto. Quando i primi scossoni sconquassarono la nave vide qualcosa che non si aspettava. Gli occhi di Shran erano due schegge di risolutezza. Se la forza di volontÃ  avesse potuto sconfiggere le leggi della fisica e tenere in orbita la nave, di certo quell'uomo ci sarebbe riuscito.<br />
Si sentÃ¬ trascinare dalla determinazione del suo capitano e tutto riscquistÃ² chiarezza. Keane, sfruttava le sue conoscenze della nave per proteggere ogni membro dell'equipaggio tramite campi di contenimento e nel contempo apriva i portelli degli hangar per permettere alla nave di rallentare la sua caduta, grazie alla fuoriscita esplosiva dell'aria e al maggior attrito. <br />
Dal, il capo della sicurezza, sembrava ignorare completamente quella palla incandescente in cui si era trasformata la sua nave a causa dell'attrito con l'atmosfera. Non era di sua competenza salvare la nave, si fidava ciecamente degli altri e avrebbero pensato loro a fare tutto il necessario, lui sembrava piÃ¹ un predatore in caccia. Stava cercando qualcosa o qualcuno, ma Xo non avrebbe saputo dire chi o che cosa. Aveva solo la sensazione che qualsiasi cosa cercasse l'avrebbe trovata e poi la Marconi sarebbe stata al sicuro.<br />
Durani, la nuova arrivata, mormorava una canzone funebre klingon, ma nonostante questo si stagliava ancora piÃ¹ fiera e risoluta alla sua postazione. Stava sparando siluri disperdendoli nell'atmosfera come se tentasse di distruggere il pianeta prima di fare una fine ingloriosa. Xo non capiva perchÃ¨ lo stesse facendo, ma nessuno sembrava dirle di smettere. I suoi occhi ardevano di furia guerriera, velati da qualcosa che poteva solo essere concentrazione assoluta. Non erano colpi a caso, la giovane andoriana ne era certa.<br />
Un nuovo scossone e Xo perse l'equilibro. Il timoniere l'afferrÃ² al volo senza smettere di guardare la console di navigazione, si limitÃ² a tenerla finchÃ¨ la giovane istintivamente non afferrÃ² la poltrona su cui era seduto. La navigazione non era la sua materia, conosceva solo le basi come tutti, e quello che il giovane tenente stava facendo era impossibile. Quel balbettante raccomandato stava sfruttando tutto quello che gli altri gli stavano fornendo per rallentare la nave. Decompressioni, forza cinetica delle esplosioni, l'aria stessa del pianeta che stava cavalcando come se fosse su una tavola da surf. La Marconi si rifiutava di arrendersi, il Capitano e tutti gli ufficiali superiori si rifiutavano di arrendersi, la stessa Xo serrÃ² le mani sulla poltrona e si rifiutÃ² di arrendersi.<br />
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<br /><b>Sala macchine - USS Marconi - 24/07/2395 Ore 12:45</b><br /><br />
Jekal si sentiva morire. Aveva dolori in parti del corpo che non credeva di avere... persino alla coda. Era riuscito a reggere tutto quel peso solo grazie a Mariucci che era apparso all'improvviso accanto a lui. Dopo quelle che sembravano ore, ma che in realtÃ  erano solo pochi minuti, il capo ingegnere e il suo pupillo erano intervenuti aiutandoli a riaddirizzare l'argano mentre Rekon sbraitava al comunicatore che i motori erano di nuovo online.<br />
Appena il peso era sparito si era accasciato a terra senza nemmeno il fiato per parlare. Da quella posizione vedeva solo piedi che si muovevano ovunque ma non gli importava molto, la nave era salva per il momento e lui aveva finalmente sfogato tutta la sua rabbia. <br />
Qualcosa si mosse nel suo campo visivo. Era un marinaio bajoriano salito in sostituzione da DS16. Non ricordava il nome, ma non gli piaceva il suo odore. Era accucciato vicino ad un condotto del plasma, una sezione che non centrava niente con il guasto che avevano subito. La cosa che lo insospettiva era che sembrava muoversi furtivo... qualcosa non andava. CercÃ² di chiamare qualcuno ma era sfinito. Riusciva a malapena a muovere un braccio, l'altro sembrava essere inutilizzabile. Un paio di volte arrancÃ² per afferrare le uniche gambe che aveva a portata di mano, non importava di chi fossero, ma sentiva l'urgenza di dirlo a qualcuno. AfferrÃ² il pantalone della divisa ma l'uomo che li indossava non sembrÃ² interessarsi a lui. A mali estremi, estremi rimedi. Gli artigli di Jekal affondarono nel polpaccio di Mariucci che si voltÃ² a guardarlo. Un ultimo sforzo e il caitiano gli indicÃ² il sospetto.<br />
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Mariucci per la prima volta da mesi non sentiva piÃ¹ il terrore attanagliargli le viscere. Si rese conto che la vicinanza dei suoi colleghi lo rassicurava. Si sentiva come un lupo in mezzo al suo branco. Sentiva che era quello il suo posto, la morte poteva arrivare ovunque: sulla Marconi, su DS16 e persino sulla Terra. Doveva solo decidere di affrontarla insieme agli altri e lottare. La sola colpa della morte degli Allesto erano i loro nemici, non era il destino, solo la follia. Lui poteva solo vivere e godersi le cose belle e piangere le cose brutte. Avere paura si, ma non provare quel terrore assurdo che l'aveva attanagliato fino ad oggi.<br />
Il dolore alla gamba gli fece abbassare lo sguardo. Jekal gli aveva infilato gli artigli nel polpaccio per richiamare disperatamente la sua attenzione. Si domandava come quel caitiano riuscisse ancora a muoversi, il Capo Rekon, che gli aveva dato un'occhiata mentre gli altri chiamavano l'infermieria, aveva detto che doveva essersi strappato qualsiasi tendine o muscolo che avesse in corpo per reggere quel tremendo peso da solo. Eppure era li, quasi svenuto dal dolore che indicava in direzione opposta a dove era concentrata l'attenzione di tutti.<br />
Mariucci si voltÃ². Il nuovo marinaio, Jabin, un bajoriano silenzioso salito a bordo da DS16 in sostituzione di alcuni membri dell'equipaggio, stava armeggiando con i condotti al plasma in un'area in cui uno come lui non doveva entrare e soprattutto in un momento come quello in cui il guasto era altrove.<br />
L'unica cosa che fece fu gridare un 'Ehi tu!', troppo stanco per fare altro. Il bajoriano si voltÃ² stringendo un cacciavite sonico e un piccolo phaser fuori ordinanza. L'adrenalina iniziÃ² di nuovo a pompare nel corpo di Mariucci senza questa volta portarsi dietro anche il terrore. Con luciditÃ  osservÃ² la mano armata di phaser puntare contro di lui, ma poi il traditore sembrÃ² cambiare idea e puntare verso la schiena del capo ingegnere. Il giovane marinaio si buttÃ² nel mezzo senza pensare sapendo di non aver la forza di spostare la mole del grosso tellarite. Ormai Ã¨ fatta si disse guardando il ghigno del bajoriano.<br />
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Il phaser volÃ² via prima di sparare. Dal apparve dal nulla. rrivato probabilmente con un ascensore secondario fuori vista, si era gettato nel vuoto scavalcando la ringhiera. Atterrato come un gatto proprio davanti all'uomo armato, aveva piroettato su se stesso colpendo con un calcio l'arma che svanÃ¬ fra i macchinari. Il bajoriano si gettÃ² su di lui come una furia colpendolo a sorpresa con un gancio di sospensione idraulico, ma fu l'unica cosa che riuscÃ¬ a fare prima che il capo della sicurezza lo trasformasse in gelatina con due colpi ben assestati.<br />
Mariucci sentÃ¬ una mano sulla spalla e un grugnito di Rekon come ringraziamento, poi si accorse che la sua gamba stava sanguinando copiosamente e si accasciÃ² a terra.<br />
"Scusa..." borbottÃ² Jekal accanto a lui. Mariucci sorrise e fece spallucce "Per cosÃ¬ poco?"<br />
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<br /><b>Plancia - USS Marconi - 24/07/2395 Ore 12:50</b><br /><br />
Xo poggiÃ² la mano sulla spalla del giovane timoniere. Erano tutti e due sudati come se avessero corso per dei chilometri. Era solo grazie alla giovane andoriana se Charles aveva individuato forse l'unico oceano del pianeta. Anche se lei aveva solo visto un riflesso del sole su quello che sembrava uno specchio d'acqua, si sentiva come se avesse contribuito a salvare la nave. Non si sentiva piÃ¹ impotente finalmente e l'idea di rimanere in un magazzino polveroso fu accantonata.<br />
Il giovane era riuscito a fare l'impensabile rallentando la nave il piÃ¹ possibile prima che dalla sala macchine comunicassero il ritorno online dei motori, ma ormai era troppo tardi per scampare alla gravitÃ , seppur ridotta, del pianeta. Con destrezza aveva fatto quanto poteva per raggiungere l'oceano e far ammarare la mastodontica nave. Adesso stavano lentamente inabissandosi ma sembrava che i guai, anche se non finiti, fossero per il momento diminuiti.<br />
Il comandante Keane continuava imperterrita a tenere la nave al sicuro lottando con le unghie e con i denti. I sistemi di integritÃ  strutturale e gli scudi furono potenziati al massimo. Il Capitano sembrÃ² disinteressarsi della situazione passando subito ad altro, sicuro che il suo capo operazioni avrebbe fatto quello che era necessario. <br />
Dal era sparito senza che Xo se ne accorgesse e Durani sembrava annoiata e in attesa di fare qualcosa. Charles guardava la mano che aveva sulla spalla e il viso di Xo come se fosse la prima volta che vedeva un'andoriana... o una donna qualsiasi.<br />
"Sei stato eccezionale..." si sentÃ¬ dire, come se volesse scusarsi per aver pensato male di lui e volesse in qualche modo premiarlo per aver salvato la nave. <br />
 <br />
Il giovane avvampÃ² come un faro nella nebbia.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente JG Charles &quot;Chuck&quot; Wyandot<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente JG Charles &amp;quot;Chuck&amp;quot; Wyandot</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>13-00 Vecchi guai, nuovi guai</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=102&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 10:31- Plancia - Flashback</b><br /><br />
Il Capitano Shran fece segno di chiudere la conversazione cercando di mantenere un contegno imperturbabile, mentre fissava l'amico sorridere maliziosamente.<br />
Nhial, infatti, si era offerto di rimorchiare la Marconi per le riparazioni. E nel formulare la sua proposta si era lanciato in una serie di irritanti battutine sulle varie tipologie di aggancio e traino.<br />
Aveva addirittura offerto il servizio taxi fino ad Andoria ove la nave federale avrebbe potuto contare di tutte le prestazioni di solito riservate alla Flotta Imperale.<br />
Se a Shran dava fastidio l'apparente imperturbabilitÃ  che l'amico aveva indossato cosÃ¬ poche ore dopo la catastrofe cui avevano assistito con la distruzione dell'Isola e di tutti i suoi ignari abitanti, di certo non poteva sopportare l'idea che potesse pavoneggiarsi di questa sua missione di soccorso per tutti i mesi in cui la Marconi doveva rimanere ferma in cantiere.<br />
Tutti sulla nave federale dovevano la vita alla Terza Flotta di Andoria e di ciÃ² era orgoglioso: solo il suo popolo aveva risposto presente alla sua richiesta d'aiuto, ma non avrebbe mai dato una tale soddisfazione a Nhial.<br />
A bordo della Marconi c'erano ottimi elementi ed era grazie a loro che la nave orbitava ancora nello spazio: erano i suoi uomini e quell'equipaggio era il migliore possibile, a prescindere da ciÃ² che ne pensava Nhial o chiunque altro, dentro o fuori la Federazione.<br />
OsservÃ² il personale in plancia: tutti ai propri posti in attesa dei suoi ordini.<br />
Si vedeva dalle loro facce che erano tutti scossi: chi piÃ¹ chi meno.<br />
Chuck tamburellava con le dita muovendosi impercettibilmente avanti e indietro alla sua postazione. Tara si sforzava di mantenere il suo abituale approccio ma i suoi occhi erano velati da una grande tristezza. Salen si asteneva dallo snocciolare i problemi come invece era suo solito. Jaran cercava di mantenersi occupato per non pensare e la presenza ingombrante della neo arrivata responsabile tattica era un motivo in piÃ¹ per svolgere con ancor maggior senso del dovere le proprie incombenze. Durani dal canto suo sembrava quella meno colpita da ciÃ² che era successo, ma Shran poteva facilmente intuire cosa albergava ben nascosto nell'animo guerriero della klingon.  <br />
Ci vollero pochi istanti per maturare nella sua mente gli ordini necessari.<br />
"Signor Wyandot la prego di voler raggiungere il ponte 7: il Consigliere la sta aspettando."<br />
"Ca... capi... ehm capitano... io... si io... vo... vorrei rimanere qua"<br />
 "Chuck non ho bisogno di lei al momento, appena potremo intraprendere il nostro viaggio le assicuro che tornerÃ  alla sua consolle... fino ad allora ho bisogno che si riposi e che parli di ciÃ² che ha vissuto col nostro Consigliere... Ã¨ una cosa che dovremo fare tutti... quindi non discuta. Il mio Ã¨ un consiglio per ora, non lo faccia diventare un ordine con effetto immediato"<br />
Charles si alzÃ² dalla sua postazione come se avesse sulle spalle un macigno: aveva il terrore di abbandonare l'unico luogo che gli dava sicurezza e si sforzava di non considerare il fatto di dover parlare di ciÃ² che provava con una donna... non ci doveva pensare o sarebbe entrato nel panico.<br />
Si trascinÃ² pertanto stancamente verso le porte dei turbo ascensori, in un'atmosfera di semi immobilitÃ  della plancia che sembrava irreale.<br />
Solo dopo la sua uscita, il Capitano ricominciÃ² coi suoi ordini:<br />
"Signor Keane voglio tutti gli uomini della sua sezione all'opera. Tenga solo una squadra di riserva ed imponga loro di dormire. Lo stesso vale per la sezione ingegneria. Pretendo una diagnostica di livello 1. Voglio capire esattamente cosa funziona e cosa no"<br />
"Bene signore, c'Ã¨ altro?"<br />
"Si! Voglio che si coordini direttamente col vice ingegnere Seville. Per quanto possibile, lasci riposare il vecchio Rekon. Dica espressamente alla Seville che se non riesce a controllarlo cerchi quanto meno di ingannarlo: gli faccia svolgere lavori per tenerlo occupato, ma che non siano troppo impegnativi. Il dottore dice che l'abbiamo riportato a bordo appena in tempo"<br />
"Dubito che il capo ing..."<br />
"Lo so, ma tentare non nuoce... laddove ci siano riparazioni non necessarie o eccessive da svolgere isoli il settore con campi gravitazionali... se non ricordo male Ã¨ esperta in materia... la mia prioritÃ  Ã¨ riprendere la navigazione quanto prima"<br />
"Bene capitano"<br />
Shran sapeva di poter contare sul suo Capo OPS: pur essendo anche lei a pezzi, la sua parte klingon la rendeva abbastanza tosta da reggere la pressione... e la sua meticolositÃ  nello svolgere il proprio lavoro avrebbe rappresentato uno sprone per tutti a dare il massimo.<br />
Avrebbero ignorato ciÃ² che successo? Sarebbero riusciti a mettere da parte angoscia e dolore per svolgere il loro lavoro? Avrebbero dimenticato le urla di dolore di Klan? Tara sarebbe stata in grado di arginare tutto ciÃ²? O era meglio..<br />
Un leggero colpo di tosse riscosse il Capitano dai propri pensieri: era Salen.<br />
Shran non si era accorto di essersi bloccato a pensare per qualche minuto e la voce impassibile del vulcaniano lo riscosse come una doccia gelata.<br />
"Capitano, io credo dovremmo accettare l'offerta del Comandante Nhial. Per quanto non molto onorevole, permetterebbe di risparmiare il personale giÃ  fortemente scosso da questa tragedia e la nave sicuramente potrebbe beneficiare appieno delle capacitÃ  ingegneristiche del suo popolo non solo per tornare ad una piena efficienza, ma anche per un refit completo. Dalle prime stime dei danni, sarebbe di grande utilitÃ  e, a rigor di logica..."<br />
"Negativo, viaggiare fino ad Andoria in queste condizioni non Ã¨ ipotizzabile... almeno non con me al comando. La stazione federale piÃ¹ vicina Ã¨ DS16 Gamma. E' lÃ¬ che torneremo... e lo faremo coi nostri motori, alla velocitÃ  che riusciremo ad ottenere anche se fosse un 10% di impulso, se occorre... Tutto chiaro?"<br />
La voce di Shran si era fatta pungente ed i suoi occhi assunto un'espressione dura, tanta era la determinazione con cui aveva pronunciato quelle parole.<br />
La maggior parte del personale di plancia fu colpito da ciÃ² e riprese le proprie attivitÃ  con alacritÃ  raddoppiata. Solo in due reagirono in maniera diversa: la neo arrivata alla postazione tattica ed il primo ufficiale. Una si limitÃ² a grugnire qualcosa nella sua lingua, strappando un sorriso a Tara, l'altro sollevÃ² leggermente un sopracciglio prima di fare spallucce.<br />
Fra le qualitÃ  di Salen piÃ¹ apprezzate da Shran, oltre a quel perverso divertirsi ad esperire le pratiche piÃ¹ noiose, c'era infatti la sua particolare imperturbabilitÃ . Certo era una caratteristica tipica del suo popolo, ma molti vulcaniani spesso tenevano il punto ribadendo il loro punto di vista condito da molte osservazioni formulate dalla loro stringente logica.<br />
Salen non era uno di questi. La sua imperturbabilitÃ  era come se fosse selettiva e settata in modo tale da reagire in maniera diversa a seconda dello stimolo ricevuto. Quando aveva a che fare col capo ingegnere, ad esempio, la sua imperturbabilitÃ  era come se scomparisse. Non tollerava facilmente le escandescenze del vecchio tellarita, ma non aveva il sangue freddo per imporsi. E ciÃ² era strano vista la colorazione del suo sangue e la tipicitÃ  della sua razza.<br />
Col Capitano, invece, Salen aveva imparato che quando assumeva certi toni era meglio lasciar perdere ed eventualmente fornire per iscritto, in un secondo tempo, le proprie lamentele. Pertanto, si limitÃ² ad annuire in silenzio e riprese ad esaminare i vari report che giungevano in plancia dai vari ponti della nave.<br />
"Molto bene, signor Salen... a lei il comando. Signor Dal a lei la postazione tattica. Tenente Durani mi segua prego. Ci aggiorniamo fra un'ora!"<br />
 <br />
<br /><b>DS16 Gamma - 21/01/2395 Ore 21:11- Ufficio del Capitano Tomphson - Flashback</b><br /><br />
"Cosa significa esattamente che Ã¨ inopportuno il ritorno della USS Marconi, signor Ambasciatore?"<br />
"NÃ© piÃ¹ nÃ© meno di quanto le ho giÃ  detto Capitano. Avevo organizzato il rapido trasbordo di Durani Kanjis per evitare problemi alla base con la sua presenza. Nell'Impero la situazione della sua famiglia non Ã¨... come dire... rosea e la sua incolumitÃ  per motivi che non le so a spiegare Ã¨ molto importante per me, ma non lo Ã¨ affatto per buona parte del mio seguito"<br />
"Di questo abbiamo giÃ  parlato Signor Ambasciatore, ma la USS Marconi Ã¨ una nave federale che si trova in difficoltÃ  ed avrÃ  da questa base tutto l'aiuto necessario, a prescindere da chi ha a bordo e dagli eventuali problemi che ciÃ² puÃ² comportare"<br />
"Non nego che ciÃ² sia corretto, ma debbo insistere. Non ho il potere di controllare i miei uomini. Se lo facessi, rischierei di trovarmi un immediato richiamo in patria e di sicuro al mio posto manderebbero qualcuno molto piÃ¹ intransigente di me"<br />
"Perdoni la domanda, ma teme piÃ¹ per l'incolumitÃ  del Tenente o per il suo status, signor Ambasciatore?"<br />
"Non sia sciocco Capitano. Ci conosciamo ormai da piÃ¹ di un anno. Dovrebbe conoscere abbastanza bene come funzionano le cose nella politica del mio popolo. CiÃ² che ritengo io Ã¨ irrilevante in questioni di una certa importanza per l'Impero. I Kanjis sono stati banditi e non posso apparire debole a riguardo. Ne andrebbe non solo del mio status o della mia stessa vita e soprattutto delle persone a me care."<br />
"Molto bene... Ã¨ ciÃ² che volevo sentire. Lei reciti pure la sua parte, ma nessuno e ripeto NESSUNO a bordo della mia base potrÃ  osare toccare un ufficiale della Flotta Stellare. Da parte mia mi assicurerÃ² che il Tenente Durani sia adeguatamente scortata e che non ceda ad eventuali provocazioni che sicuramente qualcuno vorrÃ  mettere in pratica".<br />
"Capitano, riaffermo che non posso controllare tutto il mio seguito nÃ© mi posso allontanare a lungo dalla base... da quello che mi ha detto Ã¨ possibile che le riparazioni durino un paio di mesi, forse piÃ¹! Una mia lontananza in quel periodo senza motivo equivarrebbe ad altro tradimento se accompagnata alla presenza di una Kanjis qua a bordo!"<br />
"L'Impero non vorrÃ  creare un incidente diplomatico vero? Abbiamo giÃ  sostenuto questa conversazione una volta... quand'era? Due settimane fa? E le avevo dato ragione ed assecondato le sue richieste. In questo caso non posso e soprattutto non voglio. La Marconi Ã¨ reduce da un bruttissimo scontro. Il suo equipaggio ha bisogno di ogni aiuto psicologico e materiale per riprendere la sua missione. Ed Ã¨ mia precisa intenzione dar loro tutto quello che mi richiedono."<br />
"Tomphson lei non capisce"<br />
"Capisco benissimo ambasciatore, ma Ã¨ in arrivo una delegazione dal Comando di Flotta per indagare su quanto successo. Non ci sono altre vie se non quella di calmare le teste calde che ha fra i suoi uomini."<br />
"Non la posso accontentare Capitano, ma farÃ² il possibile"<br />
"Lo spero signor Ambasciatore... lo spero vivamente! PerchÃ© a volte io sono un tipo superstizioso, sa? E se nella durata della sua licenza nella mia base, dovesse mai capitare un incidente di qualsiasi tipo al Tenente Durani, o se si dovesse prendere un colpo di phaser partito accidentalmente, o se la trovassero impiccata nei suoi alloggi e se fosse persino colpita da un fulmine... qualcuno ne sarebbe responsabile... e puÃ² star certo che allora io non perdonerÃ². Non ci saranno immunitÃ  diplomatiche in grado di fermarmi."<br />
P'sat Duy'a' K'ooD scrutÃ² dall'alto dei suoi 197 centimetri la ben piÃ¹ bassa sagoma di Tomphson con un occhiata carica di muta e furiosa rassegnazione, prima di fare un cenno di assenso e lasciare la stanza in silenzio.<br />
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<br /><b>DS16 Gamma - 05/02/2395 Ore 10:05- Alloggio del Tenente Durani - Flashback</b><br /><br />
"Quanto avrei voluto ficcargli i miei d'k tahg in gola a quel bastardo! Feccia lui ed il suo Clan... arrivisti parvenu pieni solo di arroganza senza rispetto."<br />
"Calmati Durani, calma!"<br />
"Tara tu mi dici di stare calma? Io qua impazzisco... io sono una Kanjis e devo sorbirmi gli insulti di quei pezzenti? Se ci fosse qua mio nonno o anche solo tuo padre quei maledetti non oserebbero nemmeno parlare"<br />
"Tu conosci G'hart, mio padre?"<br />
"Certo! Siede nell'Alto Consiglio! Ed era dalla nostra parte, proprio come tu sei qui con me. L'hanno zittito come hanno fatto con molti altri pur di privarci del nostro onore. E ora vogliono banchettare su quello che resta del mio Clan... ma che io sia dannata se glielo lascio fare... ora esco e sistemo la faccenda a modo mio"<br />
"Durani l'hai promesso a Shran e pure al Capitano Tomphson!"<br />
"Lo so, ma non posso continuare a vivere mesi scortata notte e giorno... sentire insultare il mio onore e fargliela passare liscia! Esco e li distruggo... ci vorrÃ  pochissimo, non mi sporco nemmeno dai"<br />
"Non te lo posso lasciare fare"<br />
"Non capisci? Sei mezza klingon e non capisci? Il mio onore Ã¨ sacro!"<br />
"Capisco benissimo Durani, ma ti faresti buttare fuori dalla Flotta e finiresti nelle loro mani. E' quello che vogliono!"<br />
"Hai ragione, ma io spacco tutto qua dentro!"<br />
"Di nuovo? Sarebbe la terza volta in quindici giorni"<br />
"Devo sfogarmi! Prima la distruzione dell'Isola e ora questi palloni gonfiati"<br />
"Sono sconvolta piÃ¹ di te per Klan e la sua gente... in fondo io li ho conosciuti"<br />
"Si ma avrei potuto fare di piÃ¹... dovevo distruggere quel Tylca e la sua banda di assassini prima che speronassero l'Arca"<br />
"Non potevi saperlo.."<br />
"Avrei dovuto dannazione!"<br />
"Eppure dicevano che avevi sangue freddo.."<br />
"Ce l'ho... ce l'ho... non posso fare piÃ¹ nulla per Klan ma per quei pagliacci si! Vado da loro li ammazzo, poi torno e ci beviamo due belle Warnog... che problema c'Ã¨?"<br />
"E se saltassimo le uccisioni e passassimo subito alle Warnog? Dove sono?"<br />
Senza rispondere verbalmente, Durani lanciÃ² fluidamente tre pugnali d'k tahg nei posti ove erano stivate le bottiglie, con un sordo ringhio furioso per calmare i nervi.<br />
 <br />
<br /><b>DS16 Gamma - 08/03/2395 Ore 10:05- Hangar di riparazione - Flashback</b><br /><br />
"Ehi tu orecchie a punta, non ti azzardare a toccare nulla... quella Ã¨ la mia nave e non metterai le tua mani dove non devi o te le stacco! Sono stato chiaro?"<br />
"Resed che diavolo fai? Quel condotto cosÃ¬ non funzionerÃ  mai... muoviti pelandrone o ti prendo a calci fino a che non rifai il lavoro come si deve!"<br />
"Cosa sono questi? No non mi interessa da chi sia partito l'ordine... dite a Vok che ho trent'anni di esperienza piÃ¹ di lei e che quindi pretendo mi venga fornito esattamente cosa voglio sennÃ² niente!"<br />
"Seville non perdere d'occhio nessuno dei nuovi, se vedo qualcosa fuori posto li faccio pentire di essere entrati nella Flotta!"<br />
L'ingegnere capo della Marconi era un fiume in piena: ce l'aveva con tutti e con tutto da giorni... quello che era successo l'aveva colpito nel profondo e quell'animo burbero aveva reagito nell'unico modo che gli dava pace: pretendere ben piÃ¹ del massimo da se stesso e da chiunque nelle riparazioni... non vedeva l'ora di far ripartire la sua bambina.<br />
"E tu Dal che diavolo vuoi?"<br />
"E' sempre un piacere Rekon"<br />
"Se sei venuto qua a farmi perdere tempo puoi tornare da dove sei venuto... ci pensano giÃ  i tuoi uomini assieme a quelli di Riccardi... tutta gente che puzza ancora di latte ma che mi impedisce di fare il mio lavoro!"<br />
"E' di questo che volevo parlare"<br />
"Sputa il rospo ragazzo non ho tutto il giorno!"<br />
"Hanno trovato un paio di tecnici messi ko... per quello abbiamo rafforzato la sorveglianza!"<br />
"Ma non possiamo liberarci di quella dannata klingon? Certo sa sparare ma non ne abbiamo bisogno... basti te e noi ci leviamo un problema!"<br />
"Non Ã¨ detto che sia per lei, i due hanno detto che a stordirli non sono stati dei klingon... quindi occhi aperti!"<br />
"Che ci provino soltanto a toccare la mia nave e li faccio pentire di essere nati non solo loro ma anche le loro madri ed i loro padri per almeno tre generazioni"<br />
 <br />
<br /><b>DS16 Gamma - 22/04/2395 Ore 10:05- Ospedale della Base - Reparto di Psichiatria - Flashback</b><br /><br />
Lo studio aveva una forma squadrata su due lati mentre gli altri due con vetrata assumevano un paio di curvature ad esse. Era arredato discretamente ma era decisamente asettico e privo di vitalitÃ .<br />
Seduti dietro ad una lunga scrivania, sgraziata rispetto alla stanza c'erano tre ufficiali psichiatri della sezione medica. Loro compito era valutare lo status psicoattitudinale dell'equipaggio della Marconi, avvallando o respingendo le valutazioni fornite loro dal Consigliere di Bordo Oxila Lightning.<br />
Era appena terminato il terzo incontro col Dottor Kuwano.<br />
Il giapponese, come nelle precedenti occasioni, si era fatto aspettare per una buona mezz'ora, offrendo giustificativi banali senza nemmeno sforzarsi a renderli credibili.<br />
Detestava quei papaveri in uniforme pronti a sputare sentenze, con le loro domande inutili.<br />
Odiava il loro tentativo di tracciare il suo profilo psicologico.<br />
Disdegnava il loro desiderio represso di farsi gli affari degli altri.<br />
Li considerava insulsi ed inutili, la sua idea di medicina era basata sul lato pratico ed efficace non su iperboli mentali e su fantasie psicologiche piene di fronzoli e di giusti approcci verbali nei confronti dei pazienti.<br />
La Marconi non aveva fallito la missione. Era stato quel fanatico di Tylca a distruggere l'arca, ma ormai era tutto passato da tre mesi... il tempo era semplicemente trascorso e la percezione che ognuno poteva provare relativamente allo scorrere degli eventi era irrilevante.<br />
Quei tre dovevano solo decidere chi aveva ancora i nervi saldi per stare a bordo e chi no. Non perdersi in quelle inefficaci domande da strizzacervelli. Fosse stato al loro posto avrebbe concluso da tempo quelle stupide indagini.<br />
Invece no, quei tre si permettevano di mettere in discussione anche le valutazioni fornite dal Consigliere di Bordo e lasciavano tutti a marcire in quella base in attesa di sapere se potevano o meno tornare in servizio effettivo..<br />
* Potrei ricreare un virus geneticamente... un bel virus intestinale! Un lassativo Ã¨ quello che vi serve. E un nugolo di persone che vi facciano domande sui perchÃ© della vita mentre siete piegati in due dal dolore di stomaco *<br />
 <br />
<br /><b>DS16 Gamma - 06/07/2395 Ore 10:37- Ufficio del Capitano Tomphson - Flashback</b><br /><br />
"Io continuo a sostenere che con il Capitano Talia tutto ciÃ² non sarebbe successo, dovremmo rivalutare le assegnazioni. A rigor di logica Ã¨ stato un azzardo mettere un andoriano alla guida della Marconi. La sua indole guerriera ha sicuramente influito sul cattivo esito della missione di salvataggio"<br />
"Come osa? Il mio popolo Ã¨ fra i fondatori della Federazione cosÃ¬ come il suo ammiraglio! Se non mi giudica adatto a ricoprire il mio ruolo mi espliciti le mie colpe, non si permetta di ragionare dietro paraocchi mentali"<br />
"Nessun paraocchi Capitano, i fatti sono abbastanza chiari. Non Ã¨ riuscito a far fronte alla minaccia. Persino un cargo bajorano ha reagito meglio di lei alla minaccia degli Adesto. E per salvare la pelle dalla propria incapacitÃ  si Ã¨ rifugiato dietro alla Terza Flotta di Andoria al posto di sollecitare ogni aiuto possibile al Capitano Tomphson!"<br />
"E' un'offesa che non le permetto di rivolgermi, qualunque sia il suo grado!"<br />
"SILENZIO!! ORA BASTA!! Contrammiraglio Rivak tenga per lei le sue opinioni. Il curriculum del Capitano Shran Ã¨ eccellente. Se Ã¨ stato valutato idoneo dalla Commissione Assegnazioni, il suo parere negativo non andrÃ  ad influire su quella decisione e le ricordo che sono io a guidare questa commissione d'inchiesta. Posso sospenderla seduta stante dal suo incarico!"<br />
A parlare era stato il vice ammiraglio Witeli, un umano di corporatura robusta, dal mento pieno e dai piccoli occhi neri. L'aria era paciosa, sembrava innocuo ed infatti per tutti i mesi di indagine non si era mai scaldato, nÃ© aveva alzato la voce. Mai prima di allora.<br />
Era un perfezionista del codice di procedura. Aveva controllato piÃ¹ volte ogni rapporto fornito da ciascun ufficiale della Marconi, piÃ¹ volte esaminato i dati del computer di bordo, del diario del Capitano e di quello del Primo Ufficiale.<br />
Si era fatto un'idea precisa di ciÃ² che era successo, idea avvallata anche da altri due membri della commissione di inchiesta: i contrammiragli Vogan e Krjll. Il primo era un ingegnere bajorano, la seconda una tattica trill. Certo ognuno di loro aveva idee leggermente differenti, ma il succo delle loro relazioni era che al di lÃ  di qualche errore piÃ¹ o meno marginale, la contrapposizione di forze era tale che la Marconi non avrebbe potuto fare di piÃ¹.<br />
Le relazioni tecniche richieste sia al CEO della Marconi sia alla Vok, la Responsabile dell'Ingegneria della base, suffragavano in pieno le valutazioni di Vogan cosÃ¬ come le informazioni riportate dai dati di bordo avvaloravano la convinzione della Krjll che la nave si era ben comportata in fase di combattimento.<br />
L'unico parere contrario era quello del contrammiraglio Rivak, l'esperto comportamentista vulcaniano, peccato che col passare degli anni, la sua predilezione verso la propria specie stava diventando una paranoia insopportabile. Nessuno era meglio dei Vulcan. In qualunque campo ed in qualunque momento.<br />
Aveva sottoposto a mesi di sedute di analisi tutto l'equipaggio della Marconi e si era persuaso che dovesse essere sostituito Shran al comando, mettendoci il Vulcaniano Salen.<br />
Il fatto che quest'ultimo non avesse mai avuto un proprio comando, non spaventava affatto Rivak che anzi intendeva sottoporre promozioni a quasi tutti i Vulcan presenti sulla Marconi. Gli unici, a parer suo, che avevano recuperato pienamente dalla tragedia che aveva segnato l'ultima missione della nave federale.<br />
"Posso parlare signori?"<br />
La voce del primo ufficiale della Marconi fu come un coltello che tagliava l'aria resa incandescente.<br />
Il primo a reagire fu ovviamente Rivak che con un 'sorriso' fece segno al suo prediletto di poter parlare.<br />
"La ringrazio per la fiducia contrammiraglio, ma non mi sento pronto per assumere il comando. A rigor di logica, il comportamento del mio attuale superiore si Ã¨ rivelato ottimale per permettere il completo recupero dell'away team e la sopravvivenza del proprio equipaggio. L'obiettivo era quello di salvare l'Arca degli Allesto ed il CEO Rekon, pur essendo detestabile sotto molti aspetti, ha rischiato la propria incolumitÃ  fisica fino all'ultimo pur di ripristinare l'efficienza energetica della nave aliena, in modo tale da permetterle eventualmente di sfuggire all'attacco della sua controparte Adesto. Non era preventivabile il carattere kamikaze del Capitano Tylca. Se il suo piano fosse stato fin dall'inizio la completa distruzione di sÃ© stesso e dei suoi uomini avrebbe provveduto immediatamente allo speronamento dell'Arca. Invece si Ã¨ ritrovato costretto a ciÃ² grazie alla caparbietÃ  del mio attuale capitano e di tutto l'equipaggio che ho l'onore di guidare come primo ufficiale. Se la colpa del mio superiore Ã¨ stata quella di voler difendere la specie erede degli Allesto dall'attacco fanatico degli Adesto, allora ne sono colpevole pure io. Pertanto in caso di revoca dal suo incarico del Capitano Shran, chiedo fin da ora il trasferimento. Non intendo assumere il comando"<br />
Il sorriso sul volto di Rivak si era spento quasi subito, lasciando il posto ad un'espressione impenetrabile di fortissimo disappunto.<br />
In compenso, fu il faccione di Witeli ad illuminarsi<br />
"Molto bene Comandante, apprezzo veramente molto il suo intervento. Direi risolutivo... Dichiaro conclusa l'indagine sulla tragedia occorsa nell'ultima missione e dichiaro il completo reinserimento in servizio attivo di buona parte dell'equipaggio della Marconi, con l'eccezione del personale giÃ  comunicato in precedenza."<br />
Il Capitano Shran fece per parlare, ma Witeli lo interruppe immediatamente con un gesto secco:<br />
"Il Tenente JG Wyandot sarÃ  dei vostri, Capitano. Ma dovrÃ  seguire alla lettera le indicazioni del Consigliere di Bordo. Il suo stato di servizio Ã¨ molto buono e pertanto non intendo privarla di un ottimo timoniere. CiÃ² non toglie che fra gli ufficiali sia quello che maggiormente sta faticando a riprendersi, per via del suo carattere particolarmente sensibile e della sua giovane etÃ ."<br />
"Grazie ammiraglio"   <br />
"Non servono i ringraziamenti. Avete fatto il vostro dovere. Mi aspetto quanto prima di vedere la Marconi prendere il volo e ricominciare la sua missione di esplorazione nel settore 15 Lambda. In libertÃ !"<br />
 <br />
<br /><b>Settore 15 Lambda - USS Marconi - Plancia - 24/07/2395 Ore 11:21</b><br /><br />
"Capitano, rilevo alcune anomalie provenienti da un pianeta nel raggio dei sensori".<br />
"Anomalie di che tipo Comandante Berthier?"<br />
"Le letture non mi paiono corrette... ci sono forti sbalzi che compromettono una completa mappatura della situazione"<br />
"Signor Keane avvii una diagnostica sui sistemi sensori, prima di avvicinarci ulteriormente a quel pianeta."<br />
"Ricevuto Capitano"<br />
"Signor Berthier di cosa possiamo essere certi al momento?"<br />
"Si tratta di un pianeta dall'atmosfera apparentemente abitabile, di tipo roccioso, che orbita attorno ad una sola Stella... una nana rossa direi, di dimensioni simili a SOL forse piÃ¹ massiccia. Sicuramente piÃ¹ brillante e notevolmente piÃ¹ vecchia. I sensori indicano un approssimazione di circa un miliardo d'anni. I raggi sembrano surriscaldare la superficie di quel pianeta ben oltre i livelli di guardia e ciÃ² genera dei campi elettromagnetici di interferenza che possono interferire sui sensori, sebbene ritengo che non sia quello il problema"<br />
"Si spieghi meglio"<br />
"I sensori sembrano disturbati da qualcosa, cosÃ¬ come qualunque tipo di connettivitÃ  presente sul pianeta pare bloccata... da una prima indagine potrei azzardare che il pianeta sia abitato, ma qualcosa mi impedisce di svolgere indagini piÃ¹ approfondite... e non riesco a capire se sia un problema tecnico o qualcosa di diverso".  <br />
"Capitano?"<br />
Era la voce di Tara.<br />
"Confermo che abbiamo un problema ai sensori. Rilevo anomalie. Ho giÃ  avvertito una squadra della mia sezione ed allertato la sala macchine"<br />
=^= Rekon a Plancia. Qualche idiota su DS16 Gamma ha fatto qualche modifica non autorizzata da me... stiamo perdendo potenza! E ci sono difformitÃ  energetiche un po' ovunque nel circuito EPS! =^=<br />
Shran fece segno di chiudere la comunicazione quando dal comunicatore iniziarono ad uscire solo piÃ¹ una serie crescente di improperi che persino il traduttore universale della nave si rifiutava di riportare.<br />
Ad accrescere la preoccupazione ci pensÃ² la voce di Chuck:<br />
"Ca... ca... capitano... la nave sta perdendo quota... siamo in stasi e non riesco a governarla! Non risponde ai comandi!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Durani della Casata di Kanjis</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-15 Non tutti gli ingranaggi...(mai discutere con un idiota, la gente potrebbe non notare la ...</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=15</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 00:31- Infermeria</b><br /><br />
"Sedici ore?" ringhiÃ² la voce di Rekon, con un tono cosÃ¬ possente ed infuriato che - un passante casuale in corridoio - avrebbe pensato appartenesse ad un qualche gigante delle leggende, piuttosto che ad un botolo peloso Tellarita praticamente piÃ¹ largo che alto "Dovrei stare a riposo sedici fo***te ore, mentre la mia nave cade a pezzi per colpa di quei..." e qui il traduttore universale si rifiutÃ² di tradurre il seguito dell'insulto. Evidentemente non era stato programmato da un linguista Tellarita.<br />
"Mi pare sia ciÃ² che le ho prescritto..." confermÃ² imperturbabile Kuwano, immobile a braccia conserte di fronte alla furia dell'ingegnere "ma forse ha problemi di udito...dovremo fare una verifica dei condotti uditivi. Si stenda, non ci vorrÃ  piÃ¹ di un'oretta per sistemare il tutto. DopodichÃ© aggiungerÃ² altre otto ore di convalescenza e..."<br />
"Ahhhhh, dannate scimmie senza peli!" grugnÃ¬ esasperato Rekon, mentre con un colpo di zampa allontanava la sonda che l'Umano aveva recuperato "Come diavolo pensate che possa rimettere in sesto questa baracca di nave stellare se, dopo averla usata senza il minimo rispetto per il lavoro di chi la rattoppa ogni giorno, non mi fate neppure lavorare???"<br />
"Ha rimandato questa visita di quasi 12 ore, Comandante..." rispose Kuwano, imperturbabile non meno di un Vulcaniano, per quanto vi fosse qualcosa in fondo allo sguardo, forse l'assenza del solito cinico divertimento che accompagnava quelle situazioni "sono certo che ha giÃ  provveduto alle riparazioni piÃ¹ urgenti, e la sua seconda ha avuto tempo di riposare, a differenza sua."<br />
"Lasci Maria fuori da questa discussione!" ringhiÃ² Rekon "Ã‰ una bambina, una bambina dotata, ma pur sempre una bambina!"<br />
"Ã‰ un Ufficiale della Flotta Stellare con dieci anni di esperienza e, prima del suo arrivo, ha ricoperto l'incarico di Facente Funzioni di Capo Ingegnere!"<br />
"Qui non stiamo parlando delle sue competenze tecniche, se non fosse piÃ¹ che preparata non l'avrei presa come mio vice neppure se me l'avesse chiesto il Comandante in Capo della dannata Flotta!" ringhiÃ² perÃ² - ormai piÃ¹ di frustrazione che per altro - il Capo Ingegnere "Qui si sta parlando di sedici ore chiuso in cabina! E per cosa? Solo perchÃ© sono rimasto in dimensione formica Kaariana qualche minuto piÃ¹ degli altri!"<br />
"Lei ha quasi avuto un collasso dell'intero apparato Cardiorespiratorio, Rekon!" ribattÃ© - stavolta visibilmente alterato Kuwano. Evidentemente il medico non aveva gradito la minimizzazione del lavoro che aveva dovuto effettuare sugli organi interni del Tellarite per tenerli insieme...o forse il fatto che - dopo tutto quel lavoro - Rekon si era volatilizzato dall'Infermeria e aveva fatto un turno di lavoro di 12 ore per consentire alla nave di riprendere la rotta per DS16 Gamma senza dover essere trainata dalla flottiglia Andoriana "Davvero non capisco, ci tiene cosÃ¬ poco alla sua vita?"<br />
"Se ci tenessi alla mia pelle non avrei lasciato un comodo lavoro su Tellar, dove potevo dormire nel mio letto, per farmi sbattere in mezzo a tutti i matti che ci sono in questo quadrante di spazio, le pare?" ghignÃ² il Tellarita, apparentemente soddisfatto di aver intaccato la maschera del medico "Sei ore!"<br />
Kuwano contrasse i pugni leggermente, alla vista delle piccole zanne che spuntavano dalla bocca del Tellarita, quindi ribattÃ© gelido "Questa non Ã© una contrattazione sul prezzo di una dannata birra in un bar Ferengi, ma la prescrizione di un medico! Si riposerÃ  16 ore, o provvederÃ² personalmente a sedarla e far isolare la porta del suo alloggio!"<br />
"Va bene, va bene...ho capito..." grugnÃ¬ il Tellarita, dando le spalle al medico e avviandosi all'uscita dell'infermeria "dodici ore..."<br />
"Diciotto!" ribattÃ© stizzito l'asiatico, ma stava ormai parlando ad una porta chiusa.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi -  14/01/2395 Ore 06:05 - Alloggio del Tenente Comandante Rekon</b><br /><br />
Rekon si rigirÃ² per l'ennesima volta nel letto, finendo per aggrovigliarsi ancor di piÃ¹ nelle leggere lenzuola che si era buttato addosso prima di tentare di dormire. Con una di quelle bestemmie che normalmente facevano cambiare strada a metÃ  dei membri dell'equipaggio, il vecchio Tellarita riuscÃ¬ a divincolarsi dalla trappola di tessuto sintetico quel tanto che bastava per liberare il braccio destro e recuperare un antico orologio a cipolla poggiato sul comodino.<br />
Con un leggero click le tozze dita aprirono lo sportellino metallico e, dopo aver lanciato una rapida occhiata all'ora, l'Ingegnere sbuffÃ² e fissÃ² i piccoli occhi nella foto incastonata nell'altra metÃ  dell'orologio.<br />
Nelle ore trascorse da quando aveva lasciato l'infermeria si era chiuso in alloggio, aveva mangiato, aveva tentato di leggere un libro e cercato di riparare un vecchio orologio a parete comprato in un mercatino dell'antiquariato di un qualche dannato pianeta del Quadrante Gamma. Vista la scarsa passione che aveva messo in tutte queste cose, aveva poi deciso di provare a dormire, cosa che stava inutilmente cercando di fare da piÃ¹ di un'ora.<br />
"Immagino che sei ore di riposo e sei di attivitÃ  leggera non siano molto diverse da dodici di riposo, giusto ragazze mie?" domandÃ² alla foto, prima di sbuffare nuovamente ed emergere dal groviglio di coperte. Fatto ciÃ² si buttÃ² sotto la doccia sonica e - cinque minuti dopo - indossava una nuova uniforme pulita e stava dirigendo a passo di carica verso il turboascensore piÃ¹ vicino.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 06:17  - Sala Macchine</b><br /><br />
Il Tenente Seville stava tenendo sotto controllo il flusso di plasma alla gondola di dritta, quando le porte della Sala Macchine si aprirono permettendo a tutti i presenti di udire distintamente il brontolio del Capo Ingegnere, ben prima che la sua tozza figura diventasse visibile.<br />
"Buonasera Capo..." salutÃ² Maria, senza alzare lo sguardo da ciÃ² che stava facendo, mentre i presenti smettevano in fretta di osservare il Tellarita e si affrettavano a ricominciare a lavorare con concentrazione raddoppiata non appena ne ebbero notato l'espressione "non la aspettavamo prima di domani..."<br />
"SÃ¬, beh...non mi sentivo tranquillo a lasciarvi lavorare da solo. Ci tengo a non svegliarmi domattina, trovando il mio alloggio che fluttua nello spazio perchÃ© nel frattempo il resto della nave Ã© finita a pezzi." ringhiÃ² il Capo Ingegnere, cominciando a scorrere la lista degli interventi di riparazione in corso e programmati, probabilmente alla ricerca di un intervento che necessitasse delle sue esperienze e competenze.<br />
Mentre il Tellarita grugniva, Maria terminÃ² la sua ricalibrazione senza parlare. Conosceva Rekon da piÃ¹ di un anno e sapeva che anche il suo capo, per quanto apparisse burbero, scontroso ed apparentemente in perenne guerra con l'universo, aveva un cuore che non sarebbe potuto rimanere insensibile alla tragedia di cui erano stati tutti testimoni. Semplicemente Rekon aveva un modo tutto suo di esternare quel dolore.<br />
"C'Ã© da dire che il nostro Capo Ingegnere ha piena fiducia nella sua sezione..." commentÃ² il Guardiamarina Menher - uno dei rimpiazzi giunti sulla Marconi il giorno prima - avendo comunque cura di parlare solo dopo che il Tellarita, recuperato il kit ingegneristico, era sparito in un Tubo di Jeffries.<br />
Il Tenente Seville guardÃ² per un momento il Risiano che aveva parlato poi, senza neppure guardare il terminale consultato da Rekon, rispose "Non si faccia ingannare dalle sceneggiate del Vecchio, Guardiamarina...raramente quel che dice un Tellarita arrabbiato Ã© ciÃ² che realmente pensa. Se non mi crede, controlli i registri di manutenzione."<br />
Il nuovo arrivato si guardÃ² intorno alla ricerca di chiarimenti sulle facce dei colleghi, ma tutti parevano concordare con la valutazione del Tenente Seville. Un po' incuriosito, il ragazzo fece l'accesso ai registri e si accorse che - nonostante ciÃ² che aveva detto - l'Ingegnere Capo non aveva reclamato per sÃ© la riparazione di un sistema critico, ma di un banale condotto ODN sul ponte 20, in una zona remota della nave.<br />
Un posto dove nessuno sarebbe capitato per caso a distrarlo dai suoi pensieri.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi -  14/01/2395 Ore 08:15 - Tubi di Jeffries, Ponte 20 Intersezione 32</b><br /><br />
Trovare Rekon non era esattamente un'impresa epica, tenendo conto del fatto che i borbottii indispettiti del vecchio Tellarita si sentivano piÃ¹ o meno ad un Ponte di distanza, benchÃ© amplificati e distorti dalla strana acustica dei Tubi di Jeffries.<br />
Quando Resed raggiunse l'Intersezione 32, l'Ingegnere Capo aveva smontato circa due metri lineari di copertura metallica dalla paratia e stava armeggiando con insulti e cacciavite sonico per rimuovere alcuni condotti dati. Il Boliano si fermÃ² a circa un metro dal proprio superiore, attendendo fosse questi a rivolgergli la parola. Conoscendolo ci sarebbe voluto un po' ma - se lo avesse chiamato - quello stesso tempo sarebbe stato impiegato in insulti fantasiosi e, al momento, Resed non era dell'umore adatto.<br />
Sorprendendo entrambi, comunque, Rekon sollevÃ² lo sguardo dal proprio lavoro e, data un'occhiata al volto tondeggiante del giovane Boliano, ringhiÃ² un "Beh? Che diavolo stai aspettando, un invito scritto su carta pergamena? Prendi gli attrezzi e scollega l'altro lato di questo maledetto condotto..."<br />
PiÃ¹ per istinto di autoconservazione che per altro, Resed agÃ¬, chinandosi sul modulo danneggiato e cominciando a dissaldarne i collegamenti. Si era preparato un lungo discorso da fare a Rekon, un discorso che neppure lui sapeva bene dove sarebbe andato a parare, ma il Tellarite lo aveva spiazzato, offrendogli subito di lavorare con lui.<br />
Per un paio di minuti il giovane Capo lavorÃ² su di un condotto dati fuso, cercando di scollegarlo senza danneggiare le parti sane del circuito e scorticandosi le dita nel farlo "P'ter ni ka...tri tu kolork!" borbottÃ² a bassa voce, portandosi il dito pulsante in bocca ed usando, senza neppure accorgersene, una di quelle frasi gentili del suo capo, una di quelle che il Traduttore Universale rifiutava di tradurre e che - una volta riportata in Standard - avrebbe suonato piÃ¹ o meno come una constatazione del fatto che la madre del soggetto cui era destinata di mestiere era una meretrice con preferenze per relazioni aperte con soggetti non molto raccomandabili e dalla discutibile igiene personale.<br />
Rekon sollevÃ² per la seconda volta lo sguardo dal lavoro e ghignÃ² divertito, commentando "Non male, ancora un po' di lavoro e potremo fare di te un bestemmiatore piÃ¹ che decente..."<br />
Resed gli lanciÃ² un'occhiataccia e rimase un momento in silenzio, prima di rimettersi al lavoro e dire "Almeno sarei bravo in qualcosa...visto che nel mio lavoro faccio pena..."<br />
"E questo chi lo avrebbe detto?" chiese il Tellarita, finendo finalmente di smontare il condotto e cominciando ad esaminarlo ad occhio nudo, annusandolo quasi il pezzo, come se i suoi sensi potessero dirgli piÃ¹ dei tricorder.<br />
"Non mi sembra di essere stato in grado di fare qualcosa per salvare l'Arca..." ammise il giovane, aprendo il tricorder e controllando i punti di contatto, per verificare fossero sani e pronti per essere collegati al pezzo sostituto che Rekon si era portato dietro "se al mio posto ci fosse stata il Tenente Seville..."<br />
"E se mia nonna avesse avuto due unitÃ  anti-G sarebbe stata una levicar!" commentÃ² il Tellarita, interrompendolo seccamente "Credi forse dipenda da te? Che tutto quel casino, due navi generazionali coinvolte in una guerra iniziata ottocento anni fa e tutto il resto dipenda da te? Se Ã© cosÃ¬ hai sbagliato lavoro, ragazzo. Dovevi intraprendere la carriera di Comando, non quella di ingegneria!"<br />
Poi, mentre Resed rifletteva su quelle parole, il vecchio ingegnere aggiunse "E sarebbe stato un peccato, visto che come ingegnere te la cavi bene. Mica come quella testa di c@##o che ha dichiarato buono questo pezzo prima di installarlo. Ma se lo becco torco il collo a lui e a quelli della ODN Systems che lo hanno fabbricato..."<br />
CiÃ² detto buttÃ² a terra il pezzo guasto e si mise a collegare un lato di quello nuovo, continuando al contempo a parlare "No, ragazzo, non c'era nulla di piÃ¹ che avresti potuto fare. NÃ© tu, ne Tara nÃ© il Capitano...."<br />
"Ma...tutta quella gente..." provÃ² a dire Resed, mentre anche lui iniziava a ricollegare il condotto, quasi senza guardarlo. Si trattava di un lavoro semplice, che entrambi erano in grado di fare quasi senza pensare.<br />
"Tutta quella gente Ã© andata..." ribattÃ© rudemente Rekon, scuotendo il testone e trattenendosi a stento dallo sputare per terra "e non c'Ã© nessun miracolo che noi potremo fare per salvarli. Ricordatelo Resed...se vuoi fare questo lavoro, c'Ã© una cosa che devi imparare. Non sempre si vince. Non sempre si salvano tutti, perchÃ© non tutti gli ingranaggi possono essere aggiustati. Ci sarÃ  sempre un pazzo disposto a distruggere sÃ© stesso per portarsi dietro il nemico, o un impero di conquistatori da quattro soldi, che pensano che i mondi appena oltre il confine gli spettino di diritto...o un trasporto col motore difettoso..."<br />
"Ma io mi sento uno schifo..." affermÃ² il Boliano, cominciando a saldare in posizione il nuovo pezzo, ma fissando ora Rekon, stupito dall'ultima parte della frase, che gli pareva qualcosa di personale.<br />
"E ci mancherebbe...hai assistito all'estinzione di tre specie! Che razza di schifo di persona saresti se non ti sentissi uno schifo?" ribattÃ© il Tellarita, mettendo nuovamente in posizione la copertura del condotto, dopo aver verificato che il nuovo sistema funzionasse "Ascolta ragazzo...non sempre li puoi salvare, bisogna accettarlo e fare del proprio meglio perchÃ© succeda meno volte possibile. Ma quando succede...beh...vai avanti, perchÃ© c'Ã© altra gente che avrÃ  ancora bisogno di te. Il trucco..."<br />
Resed gli lanciÃ² un'occhiata incuriosita e Rekon gli diede una pacca sulla spalla, prima di recuperare la cassetta degli attrezzi e completÃ² "il trucco Ã© ammortizzare la botta...in questo il tran tran quotidiano aiuta e - quando non basta - anche una buona bottiglia in compagnia schifo non fa..."<br />
Resed rimase in silenzio diversi altri secondi, quindi chiese, quasi titubante "Capo... vuoi... venire al Bar di Prora a bere qualcosa?"<br />
"Ti sembro forse una ragazzina da invitare a bere qualcosa?" ringhiÃ² di rimando il Capo Ingegnere quindi, dopo essersi fatto una risata, aggiunse "Sono vecchio per queste cose, ragazzo...ora sistemo un'ultimo dettaglio e me ne vado dritto a letto. Non ce li hai degli amici o una ragazza da invitare a bere?"<br />
"Una...ragazza?" balbettÃ² Resed, quasi facendo cadere a terra il Tricoder che teneva in mano.<br />
"Un umanoide di sesso femminile, ragazzo...hai presente?" gli chiese il Tellarita, ora evidentemente divertito "creature piÃ¹ o meno simili a noi, ma con qualcosa in meno sotto e qualcosa in piÃ¹ sopra...sai, di quelle con le quali ci si fanno un mucchio di marmocchietti, blu nel tuo caso. Hai presente o devo farti un disegnino?"<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 08:31 - Prigioni</b><br /><br />
Con un po' di titubanza, le guardie fecero passare Rekon. Il Capitano aveva dato disposizione che i due Adesto sopravvissuti fossero trattenuti in blocchi detentivi diversi e non ricevessero visite da parte dell'equipaggio, ma l'Ingegnere Capo della Marconi non era una persona facile da distogliere dalle proprie posizioni e aveva liquidato la cosa con un "Se avessi voluto morto quell'uomo avrei decompresso la sua cella...ora levatevi dai piedi!"<br />
Alla fine lo avevano fatto passare, ma erano entrati con lui per sicurezza. Rekon, comunque, da quando era arrivato lÃ¬ non aveva fatto alcunchÃ© di aggressivo, limitandosi a fissare Darsa a braccia incrociate, in una specie di gioco a chi abbassava prima lo sguardo.<br />
"Si puÃ² sapere che diavolo vuoi da me?" sbottÃ² alla fine l'Adesto, spezzando per primo il contatto visivo ed alzandosi in piedi, i pugni stretti tenuti all'altezza della vita in una posa difensiva.<br />
"Io?" ribattÃ© Rekon con un ghigno che mise in mostra le corte zanne "Non voglio nulla, perchÃ©? Ero solo curioso di vedere se era vero che stavi festeggiando in cella..."<br />
"Abbiamo vinto..." ribattÃ© l'alieno, mettendo su la sua migliore faccia da vincitore, che perÃ² non impressionÃ² molto Rekon, il quale sentÃ­ unicamente un certo prurito alle mani ed il desiderio di togliere a sberle il sorriso da quel volto "perchÃ© non avrei dov..."<br />
"SÃ¬, sÃ¬...bravo, bravo..." rispose l'Ingegnere Capo della Marconi, ignorandolo pari pari "no, scusa se ti interrompo mentre ti vanti di quanto siate stati forti e fedeli a voi stessi voi Adesto, ma ho sonno e la mia scorta di pazienza deve essere rimasta miniaturizzata, perchÃ© non la trovo. Comunque lascia che faccia io il riassunto, cosÃ¬ finiamo prima..."<br />
Darsa parve confuso dalle parole del Tellarita, che ne approfittÃ² per continuare "Tu e la tua gente siete riusciti nell'epica impresa di perdere otto secoli delle vostre esistenze per dar la caccia ai sopravvissuti Allesto - ai quali di voi non importava un beneamato fico secco, visto che erano ibernati - e quando li avete trovati siete riusciti nel vostro obiettivo di ammazzarli tutti, per vendicarvi di una scappatella di due ragazzi. E questo lo avete ottenuto al ragionevole prezzo dell'estinzione quasi completa di altre due razze: degli esseri ad uno stato evolutivo tale per cui neppure si rendevano conto di vivere in una nave stellare e la vostra stessa razza! Che dire, complimenti..."<br />
Quindi Rekon applaudÃ¬, un applauso lento che grondava sarcasmo "Sai...quando sono venuto qui avevo un mucchio di domande in testa, ma non serve te le faccia. Volevo sapere come accidenti fai a sopravvivere col genocidio di tre razze sulla coscienza, ma non serve, ho capito tutto."<br />
Il Tellarita fece un respiro profondo, pima di spiegare la sua ipotrsi "Un povero idiota...! Non sei altro che un povero idiota..."<br />
Quest'offesa non fece affatto piacere all'Adesto che, con un ringhio, si avventÃ² sul suo interlocutore solo per essere respinto brutalmente dal campo di forza della cella, che lo scaraventÃ² col sedere per terra.<br />
A questa scena Rekon si fece una piccola risata, quindi aggiunse "No, no...stai seduto, che tanto sto andando via. Sai, avevo pensato ad insulti molto articolati da rivolgerti, ma credo che non lo farÃ². In fondo sei l'ultimo superstite della tua specie, almeno moralmente, visto che il tuo degno compare mi Ã© parso piÃ¹ interessato a salvare la sua pelle che a qualsiasi altra cosa. Quindi farÃ² il Federale gentile e - tratto spunto dal saluto Vulcaniano - ti augurerÃ² una Lunga Vita..."<br />
CiÃ² detto, sotto lo sguardo allibito delle due guardie di sicurezza che avevano assistito a tutta la scena, si voltÃ² e fece per andarsene. Quando fu vicino alla porta, perÃ², si voltÃ² di nuovo e in tono gelido aggiunse "SÃ¬, ti auguro di vivere a lungo nella consapevolezza che tutta la tua specie si Ã© estinta per il gesto inutile di eliminare altre due specie che nemmeno avevate mai incontrato fino a ieri. Una vita lunga e solitaria...in compagnia dei soli fantasmi di chi hai ucciso! Ti saluto, genocida di tre specie...non credo tornerÃ² a trovarti. Non vali il mio tempo..."<br />
E se ne andÃ² a passo fiero, le spalle ben dritte. Fece solo pochi passi, prima di trovarsi di fronte il Dottor Kuwano, che lo osservava a braccia conserte accanto ad uno dei monitor di osservazione delle celle, dal quale aveva probabilmente assistito alla scenetta.<br />
"Dottore..." disse solo il vecchio Tellarita, procedendo a passo tranquillo verso il piÃ¹ vicino turboascensore.<br />
"Signor Rekon..." salutÃ² col medesimo tono Kuwano, accodandosi all'Ingegnere. Quindi, con tono di conversazione da ascensore "sa, mi pareva di averla confinata nel suo alloggio con l'ordine di riposarsi, alcune ore fa..."<br />
"Ã‰ possibile..." convenne l'Ingegnere Capo della Marconi senza scomporsi "Ã© stata una giornata lunga e la mia memoria non Ã© piÃ¹ quella di una volta..." quindi entrÃ² nella cabina - seguito a ruota dal medico - e selezionÃ² il Ponte 5, dove si trovava il suo alloggio.<br />
"SÃ¬, una giornata lunga per tutti..." convenne l'asiatico, mantenendo sempre piatto il tono. In fondo, dopo un anno ben sapeva che con Rekon perdere la calma equivaleva a fare il suo gioco, un gioco in cui entrambi erano maestri ma il vecchio Tellarita aveva piÃ¹ esperienza "si figuri che mi pareva anche di aver ordinato al computer di chiudercela dentro per sedici ore..."<br />
"Ã‰ possibile anche questo..." annuÃ¬ gravemente Rekon, anche se il volto porcino si contorse in un ghigno divertito "ma deve tener conto del fatto che sta parlando del mio computer, e che io litigo con giovani medici competenti e zelanti da prima che lei sapesse sillabare la parola tracheotomia..."<br />
Su queste parole i due ufficiali superiori esaurirono i convenevoli e, dopo essersi guardati un lungo momento, rimasero in silenzio finchÃ© l'ascensore non li condusse vicino all'alloggio del piÃ¹ vecchio, che riprese la propria strada in silenzio, seguito dall'altro come un'ombra.<br />
"Sa..." aggiunse l'Umano dopo un po', quando si fermarono ad una intersezione per consentire il passaggio di un carrello anti-G che trasportava un grosso sostegno da installare da qualche parte "sulla Terra esiste un detto: Mai discutere con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza."<br />
Rekon pareva totalmente concentrato sul pezzo in transito, che sapeva diretto a rinforzare uno dei piloni di sostegno del Ponte, incrinato negli ultimi scontri, ma annuÃ¬ comunque alle parole del compagno "Un detto saggio. Magari non proprio adatto alla mia gente, ma saggio."<br />
Quindi proseguirono senza parlare e, quando si trovarono all'ultima intersezione prima del suo alloggio, Rekon chiese "Cos'Ã©, vuole venire a controllare che vada a dormire?"<br />
"Oh, sÃ¬...e le rimboccherÃ² anche le coperte, dopo essermi accertato che non la ritroverÃ² in giro per la nave a cercare di ammazzarsi facendo un lavoro che in questo momento non Ã© in grado di fare..."<br />
"Bah..." borbottÃ² il Tellarita, entrando nell'alloggio e dirigendosi ad un piccolo mobiletto posto vicino al replicatore "come se avessi bisogno della balia alla mia etÃ . Le pare che - se non fossi stato conscio del mio livello di stanchezza - mi sarei messo a sostituire un dannato condotto dati con la nave in queste condizioni?"<br />
Quindi, dopo aver replicato due larghi bicchieri contenenti ghiaccio, tirÃ² fuori dal mobiletto una bottiglia piuttosto vecchia contenente quello che pareva Whisky di Fuoco Altariano, un alcolico decisamente potente. Dopo averne versate due porzioni abbondanti, porse senza tante cerimonie uno dei due bicchieri all'Umano.<br />
Kuwano parve un momento perplesso, ma subito accettÃ² il bicchiere. Non dissero nulla mentre bevevano il liquido altamente alcolico a piccoli sorsi...solo verso metÃ  bicchiere, il dottore affermÃ² gravemente "Non si puÃ² sempre salvare tutti..."<br />
"CiÃ² che si puÃ² fare Ã© ricordarli..." confermÃ² seriamente il collega, prima di colpire il bicchiere di Kuwano col suo in un brindisi silenzioso alla memoria delle vite spezzate quel giorno.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-14 L'Impresa di Tylca</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=14</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - ore 12:10</b><br /><br />
"Stiamo cercando attivamente un nuovo ingaggio - informÃ² Durani dalla propria postazione, senza alzare lo sguardo e continuando imperterrita a sparare in direzione dello sciame di navi che, quasi fossero mosche fastidiose, continuavano a ronzare attorno alla nave generazionale. Gli ordini del Capitano andoriano erano stati chiari, proteggere l\'enorme nave generazionale che, ora come ora, sembrava impossibilitata a prodursi in un\'altra bordata come quella che aveva eliminato uno dei due incrociatori - alcune delle navi piÃ¹ piccole rispondono al fuoco, ma l\'incrociatore non sembra ritenerci avversari degni di nota.\"<br />
Il secondo incrociatore, quello che non era stato colpito dalla bordata proveniente dalla nave generazionale, malgrado fosse stato comunque danneggiato e azzoppato dall\'eterogenea flottiglia capitanata dalla Marconi, non aveva perso lo spirito combattivo e imperterrito continuava la sua marcia verso la nave nemica. Non ci sarebbe voluto molto prima di arrivare in posizione ottimale.<br />
Le antenne di Shran si mossero piÃ¹ volte, mentre in preda al fervore della battaglia cambiava posizione ancora una volta sul proprio trono al centro della plancia. <br />
\"Continuate a cercare di attirare l\'attenzione di quel gigantesco pezzo di ferraglia. - ordinÃ² portandosi una mano al mento con fare pensieroso,  continuando a fissare l\'enorme incrociatore che campeggiava sullo schermo della plancia. - dobbiamo dare un po\' di tempo  ai nostri amici sulla nave generazionale...\"<br />
La klingon non replicÃ² verbalmente, limitandosi ad un cenno di assenso col capo continuando a riversare ondate di siluri sull\'immenso incrociatore degli Adesto.<br />
<br />
<br /><b>Flashback - Nave Allesto - Zona Motori - 13/01/2395 - 11:40</b><br /><br />
I due infiltrati di Adesto erano ancora nascosti, immobili, in attesa dell\'occasione che permettesse loro di completare la propria missione. <br />
Zarak era riuscito a frenare l\'esplosivo impeto di Darsa per quasi due ore oramai, convincendolo non senza fatica ad aspettare, dato che era impossibile completare la missione senza farsi scoprire da quegli impiccioni federali.<br />
PerÃ² la situazione non poteva durare. Malgrado anche lui fosse a dir poco stremato dal lungo appostamento, Darsa era visibilmente al limite. Pronto a scattare all\'interno alla prima opportunitÃ , o a quella che lui riteneva tale, probabilmente venendo scoperto e fallendo miseramente. <br />
Doveva trovare il modo di fermarlo, oppure di trovare un modo di allontanarsi senza che il compagno se ne accorgesse, ma l\'istinto di sopravvivenza che lo aveva aiutato cosÃ¬ bene in precedenza ora invece languiva, probabilmente stremato a sua volta dalla lunga immobilitÃ . L\'unica idea che continuava a ronzargli per la mente vedeva il povero Darsa sacrificarsi per salvargli la pellaccia e la cosa non gli piaceva. <br />
Certo, lui e il suo compagno di avventure probabilmente si erano salvati solamente perchÃ© non aveva spifferato la sua intuizione al Generale Apada, di fatto rendendolo un martire della causa, ma la situazione ora era diversa. Soli, sul suolo nemico, con una missione da compiere. Non avrebbe sacrificato il suo collega per cosÃ¬ poco. Non ancora.<br />
Qualcosa o meglio qualcuno uscÃ¬ dalla grotta in cui si erano rintanati i Federali. Un nativo e un umano dalla livrea bluastra, il quale si voltÃ² verso l\'alieno alzando un sopracciglio. <br />
\"VenerdÃ¬. - affermÃ² l\'asiatico raccogliendo un rametto da terra, puntandoli poi verso la direzione opposta a quella in cui si stava muovendo - tu vai a dare un\'occhiata di la, mentre io vado di qua. Teniamoci comunque in contatto visivo.\"<br />
\"Mio nome Ã¨ Klan. No VenerdÃ¬.\" - replicÃ² l\'alieno con decisione.  <br />
\"Si certo. - replicÃ² Kuwano a dir poco disinteressato, utilizzando il fuscello che stringeva fra le mani come un bastone da passeggio. - Comunque, tu va di la.\"<br />
Darsa si mosse ancora una volta, cambiando posizione in mezzo alle frasche in modo da diminuire la sua visibilitÃ .<br />
\"Zarak. - affermÃ², voltandosi verso il collega - Forse ho scoperto come guadagnarci l\'ingresso alla caverna.\"<br />
\"Oh si, nella caverna ci entrerete. - entrmabi alzarono lo sguardo, in modo da poter cosÃ¬ vedere il giapponese armato di tricoder, phaser e uno dei suoi inqueitanti sorrisi era giunto a poca distanza da loro. Klan lo stava raggiungendo con ampie falcate. - Ma non come pensate voi.\"<br />
Zarak non protestÃ², alzando istantaneamente le mani al cielo sotto lo sguardo stupito del suo collega.<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - Caverna  - 13/01/2395 - 12:12</b><br /><br />
\"Siamo stati colpiti. Di nuovo. - informÃ² in tono decisamente scocciato H5T67 - Siamo sicuri che il vostro Capitano vi rivoglia vivi?\"<br />
Il tellarita in formato tascabile iniziÃ² a borbottare qualcosa, ma la sua probabile catena di insulti venne perÃ² immediatamente interrotta da Tara, che sembrava oramai essere diventata la mediatrice ufficiale fra i due.<br />
\"La Marconi sta facendo tutto quello che Ã¨ in suo potere per aiutarci. Senza il suo intervento avremmo subito danni decisamente piÃ¹ ingenti. Probabilmente anche l\'altro incrociatore...\"<br />
\"Correzione. - puntualizzÃ² l\'intelligenza artificiale, interrompendola. - La Marconi ha indubbiamente partecipato ma sono stato io a distruggere l\'incrociatore. - A Tara parve di avvertire distintamente una nota di orgoglio nelle parole dell\'intelligenza artificiale - E gran parte del lavoro su questo incrociatore lo stanno facendo i tizi dalla pelle blu. Sbaglio o la Federazione dovrebbe essere composta da elementi di Elite?\"<br />
\"Giuro che quando questa storia sarÃ  finita ti smonto pezzo per pezzo!\" inveÃ¬ Rekon alzando il piccolo pugno in segno di sfida.<br />
\"Va bene, va bene... - intervenne nuovamente Tara. Probabilmente era solo un\'impressione, ma aveva il presentimento che l\'intelligenza artificiale provasse qualche piacere perverso nel far arrabbiare il tellarita. Sempre che ciÃ² fosse possibile. - non Ã¨ questo il momento di discutere. Qualcuno ha visto il dottor Kuwano?\"<br />
I presenti si scambiarono sguardi interrogatori, privi di una risposta da dare alla mezza Klingon.<br />
\"Avete chiamato?\" affermÃ² la voce trionfante del dottore proveniente dall\'ingresso della grotta, seguito a poca distanza da Klan, intento a condurre all\'interno una coppia di individui, dall\'aspetto appartenenti alle milizie di Adesto.  <br />
\"Li abbiamo trovati qui fuori. - affermÃ² il medico indicando col pollice i due prigionieri alle sue spalle, porgendo a Tara l\'ordigno con cui i due pensavano di far esplodere la nave - con quello...\"<br />
Darsa decise di provare il tutto per tutto in quell\'istante. Con un colpo di reni riuscÃ¬ a divincolarsi dalla stretta di Klan,gettandosi a capofitto sull\'ordigno.<br />
<br />
<br /><b>Plancia Ammiraglia Adesto - Contemporaneamente </b><br /><br />
\"PerchÃ© la missione non Ã¨ ancora stata portata a termine?\" grugnÃ¬ Tylca dalla sua postazione, lanciando un\'occhiata di fuoco a Xaulir, il suo sottoposto.<br />
\"Non lo so - replicÃ² l\'Adesto, fiondandosi sulla consolle a comando dei sensori e costringendo l\'addetto a cedergli la postazione - il generale avrebbe dovuto...\"<br />
L\'ufficiale fu interrotto dal faccione del comandante dell\'incrociatore per una frazione di secondo. La comunicazione in arrivo infatti appariva estremamente disturbata e frammentata.<br />
=^= Signore... i nostri scudi... motori e armi... inibite. =^= <br />
Malgrado l pessima qualitÃ  della comunicazione, non era difficile intuire che la flottiglia doveva essere riuscita in qualche modo a fermare anche il secondo incrociatore, distruggendone gli scudi e neutralizzandone propulsione ed armi. Certo, la salva lanciata dalla nave generazionale aveva provocato danni di tutt\'altro livello, ma comunque anche cosÃ¬ quella nave sarebbe rimasta fuori dai piedi per un bel po\'.<br />
Tylca letteralmente ruggÃ¬, sbattendo violentemente i pugni  contro la propria poltrona, alzandosi di scatto.<br />
=^=Sapete quello che dovete fare!=^= UrlÃ² rivolto verso la figura, prima di dare un nuovo ordine al povero Xaulir. Tylca si voltÃ² verso gli occupanti della plancia, cercando lo sguardo di ogniuno di loro, prima di prodursi in un cenno del capo rivolto alla Prima Esecutrice.<br />
\"CosÃ¬ come lo sappiamo anche noi...\"<br />
<br />
<br /><b>Uss Marconi - Plancia - 13/01/2395 - 12:28</b><br /><br />
\"Signore! - Durani richiamÃ² l\'attenzione del Capitano - Ho individuato una serie di reazioni energetiche all\'interno dell\'incrociatore!\"<br />
\"Confermo le letture.\"  affermÃ² di rimando Dal.<br />
Shran scattÃ² come una molla, alzandosi istantaneamente dalla propria poltrona.<br />
\"Impossibile, abbiamo inibito le loro armi...\"<br />
 \"Credo che abbiano avviato un qualche tipo di meccanismo di autodistruzione!\" aggiunse il mezzosangue Cardassiano. L\'andoriano spostÃ² lo sguardo in direzione di Chuck, il quale sembrava aver giÃ  capito gli ordini, ben prima che Shran desse loro voce e le sue dita giÃ  danzavano elegantemente sulla consolle a velocitÃ  smodata .<br />
\"Dannazione, siamo ancora troppo vicini! Manovre evasive, manovre evasive!\" <br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - Caverna  - 13/01/2395 - 12:30</b><br /><br />
\"La Marconi Ã¨ stata coinvolta nell\'esplosione dell\'incrociatore. - affermÃ² H5T67 , mostrando a Tara la situazione all\'esterno della nave. - Ma non sono in grado di verificare lo stato della vostra nave...\"<br />
\"Il nostro popolo vincerÃ . - affermÃ² con sicurezza Darsa,legato come un salame e per qualche strano motivo rivolto verso Resed. Il boliano si allontanÃ² di un passo, a dir poco intimorito - Gli impuri bruceranno nelle fiamme cosÃ¬ come i traditori!\" concluse, spostando lo sguardo sul suo collega. Era infatti stato l\'altro Adesto, qualche minuto prima a fermare la sua corsa verso l\'ordigno con uno sgambetto ben piazzato.<br />
\"La mia vita Ã¨ piÃ¹ importante della causa, seppur giusta!\" ringhiÃ² di rimando Zarak, beccandosi uno sputo dal compagno.<br />
\"Chiudete il becco entrambi! - UrlÃ² il tellarita in formato tascabile,che da un paio di minuti aveva iniziato ad ansimare, mentre il dottore lo esaminava con il proprio tricorder -... oppure...\"<br />
Keiji schioccÃ² la lingua interrompendolo, lasciandosi andare in un imprecazione nella propria lingua natale.<br />
\"Kuso! Gli organi hanno iniziato a cedere... dobbiamo riportarla alle sue normali dimensioni il prima possibile!\"<br />
Resed, alle parole del medico letteralmente sbiancÃ², al contrario del diretto interessato, il quale si limitÃ² a fissare il medico orientale. <br />
\"Quanto tempo?\" domandÃ² il tellarita con cipiglio deciso. <br />
\"Venti minuti al massimo.\"<br />
<br />
<br /><b>Uss Marconi - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
\"Situazione!\" gridÃ² Shran, riguadagnado la posizione eretta dopo che la vicina esplosione l\'aveva fatto rovinare sulla poltrona del comando.<br />
\"Scudi dorsali e laterali andati. Quelli che ci restano sono al venti percento di efficienza.\" replicÃ² di rimando Durani, la quale lasciÃ² che fosse Dal e completare il rapporto.<br />
\"Gli scudi hanno assorbito gran parte dell\'esplosione, ma rilevo danni multipli su tutti i ponti. Parecchi feriti, ma nessuna casualitÃ .\"<br />
\"Signore! - la klingon attirÃ² nuovamente l\'attenzione del capitano - L\'ammiraglia Adesto... sta convergendo sulla posizione della Nave Generazionale a pieno impulso!\"<br />
<br />
<br /><b>Plancia Ammiraglia Adesto - Pochi attimi dopo</b><br /><br />
Tylca si trovava al centro della plancia, intento a scambiare sguardi con ognuno dei suoi ufficiali, saggiandone la risolutezza.<br />
\"Popolo di Adesto. - iniziÃ² con fare a dir poco solenne, lasciando che la sua voce si spargesse per tutta la nave e costringendo i vari addetti ad interrmpere i propri compiti. AspettÃ² un paio di secondi, poi allargando le braccia in maniera alquanto teatrale continuÃ². - Il momento Ã¨ finalmente giunto. Il momento in cui il fuoco purificatore che arde nei nostri cuori ridurrÃ  in cenere i  nostri odiati nemici. Fratelli e sorelle, gioite con me in questa gloriosa giornata in cui noi porteremo a compimento l\'impresa che il nostro popolo insegue da secoli. Possiate essere orgogliosi di aver partecipato a questo evento.\" ci fu un lungo attimo di silenzio. Un silenzio in cui ogni membro dell\'equipaggio recepÃ¬ il significato delle parole di Tylca. Poi il silenzio fu rapidamente sostituo da un\'enorme ovazione in grado di scuotere l\'intera nave.<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - Caverna  - 13/01/2395 - 12:40</b><br /><br />
Il suono di migliaia di colpi e di navi che impattavano piÃ¹ volte contro lo scafo rimbombava come in una cassa di risonanza, generando terrore negl\'animi degli vari animali racchiusi nel ventre metallico della nave che, inutilmente, cercavano di sfuggire al loro destino. I super cannoni utilizzati in precedenza, avevano sparato piÃ¹ volte sull\'Ammiraglia nemica, la quale perÃ² al contrario dell\'incrociatore colpito, era stata in grado di assorbire almeno parte del danno, permettendole cosÃ¬ di continuare la sua marcia di morte.<br />
\"Lo scafo esterno non sopravviverÃ  ad un eventuale impatto con una nave di quella stazza. - informÃ², in tono quasi contrito H5T67 - vi conviene andarvene.\"<br />
Tara si volse verso Klan, il quale appariva visibilmente preoccupato e disorientato.<br />
\"Ma non possiamo lasciare morire questa gente!\" replicÃ² la mezzosangue klingon.<br />
\"Mi dispiace Tara Keane.\" replicÃ² nuovamente l\'intelligenza artificiale, per la prima volta sembrava quasi cordiale. La mezza klingon cercÃ² di replicare, ma non vi riuscÃ¬, venendo rapita da un vortice di luce azzurrognola.<br />
\"Peccato. - aggiunse H5T67 una volta solo - Mi sarebbe piaciuto vedere come si sono evoluti...\"<br />
Un\'enorme sferragliare metallico, segno di due corpi in collisione, lo interruppe. Poi l\'intera nave fu invasa da fiamme ed esplosioni.<br />
<br />
<br /><b>Uss Marconi - Ufficio del Capitano - 13/01/2395 - 18:25</b><br /><br />
Shran se ne stava immobile, con le mani incrociate e le antenne abbassate, ad osservare ciÃ² che restava della nave generazionale. L\'impatto con l\'ammiraglia nemica era stato cosÃ¬ violento da spezzare la lunga arca in due parti disomogenee che, di tanto in tanto, si producevano in nuove esplosioni, malgrado fossero passate ore dall\'impatto. <br />
Con una non trascurabile dose di fortuna erano miracolosamente riusciti a riportare indietro la squadra di sbarco sulla Marconi, permettendo il ritorno del Capo Ingegnere alle sue dimensioni normali prima che fosse troppo tardi, ma non erano riusciti a far nulla per il popolo dell\'arca. Non riuscendo ad ottenere un aggancio sicuro, in mezzo alla battaglia, l\'addetto al teletrasporto aveva operato un teletrasporto a zona, portando a bordo anche Klan e i due prigionieri che ora riposavano nelle celle di sorveglianza. Tre soli individui, unici superstiti di due specie antichissime. Specie ora estitnte. Distruttesi a vicenda sotto i suoi occhi. <br />
I suoi pensieri vennero interrotti dal trillo che segnalava qualcuno alla porta.<br />
\"Avanti\" affermÃ², permettendo cosÃ¬ al suo amico di lunga data a capo della flotta andoriana di fare il suo ingresso. <br />
\"So giÃ  quello che stai pensando... - affermÃ² Nihal, mostrando una bottiglia ancora sigillata di brandy andoriano e due bicchieri. - Ma i buoni amici si vedono nel momento del bisogno giusto? - affermÃ² sedendosi di fronte al capitano, approntando i due bicchieri - Sono quelli che ti portano il brandy migliore.\"<br />
Shran accennÃ² ad un sorriso stanco, agguantandone uno dei due.<br />
\"GiÃ \"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Keiji Kuwano<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Keiji Kuwano</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Sun, 26 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-13 Armi</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Sala Teletrasporto - 13/01/2395 - ore 11:25</b><br /><br />
"Molto bene, Comandante..." assentÃ¬ Salen, visto che Shran aveva giÃ  chiuso la comunicazione per concentrarsi sui preparativi per l'imminente battaglia "ci trasferisca sulla Marconi e quindi proceda con la de miniaturizzazione del Comandante Rekon..."<br />
Il dottore interruppe il primo ufficiale "Signore credo che sia meglio che anch'io resti qui, se il comandante Rekon avesse dei problemi..."<br />
Salen ci pensÃ² alcuni secondi poi assentÃ¬ alla proposta di Kuwano.<br />
"Bene tenente Dal, tenente Wyandot voi tornerete con me, sarete piÃ¹ utili sulla Marconi".<br />
Pochi secondi dopo il teletrasporto portÃ² i tre ufficiali a bordo della nave federale, che aveva abbassato i propri scudi il tempo necessario alla squadra di tornare a bordo, l'allarme rosso era attivo su tutti i ponti, le luci rosse lungo le pareti lampeggiavano ad ritmo intermittente. Appena comparsi sulla pedana del teletrasporto i tre uscirono dalla sala dirigendosi al primo turboascensore, entrati Salen si rivolse al computer:<br />
"Plancia!" nemmeno venti secondi dopo le porte si aprirono sul ponte di comando della Marconi.<br />
Appena li vide il capitano Shran li guardÃ², erano sicuramente provati ma sapeva che poteva contare su di loro "Signori bentornati a bordo, prendete il comando delle vostre postazioni, come potete vedere... -  indicÃ² lo schermo principale sul quale aveva giÃ  puntato le sue antenne - ...abbiamo degli ospiti che ci stanno venendo a fare visita"<br />
Dal si diresse alla consolle di sicurezza, iniziÃ² a lavorare sui comandi "Capitano, riscontro trenta navi in avvicinamento, tutte di piccole dimensioni a parte due super incrociatori pesanti. Tutte le navi nemiche stanno caricando le armi"<br />
"Confermo le letture" disse Durani dalla postazione tattica principale.<br />
"Tenente si coordini con il comandante Nhial della Terza Flotta Andoriana, prepararsi a manovre evasive, tenente Wyandot a lei il timone, ci porti vicino a uno di quegli incrociatori vediamo di fare piÃ¹ danni possibili!"<br />
"Armi pronte signore, al suo ordine." disse la klingon<br />
"La nave del comandante Nhial, chiede il permesso di aggregarsi a noi... ha detto qualcosa a riguardo di una certo iiketha...." riferÃ¬ il mezzo cardassiano in direzione del capitano.<br />
"Eketha... permesso concesso, andiamo!"<br />
Chuck iniziÃ² una manovra a massimo impulso evitando una prima salva di colpi, e dirigendosi verso la nave mastodontica piÃ¹ vicina. Dal tramite la sua console potÃ© analizzare quella mostruositÃ : aveva un tonnellaggio quasi doppio della Marconi, il triplo delle batterie di fuoco, ma degli scudi praticamente inesistenti, trasferÃ¬ i dati alla poltrona del capitano alleggerendo il lavoro dell'ufficiale tattico.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - zona motori - 13/01/2395 - ore 11:30</b><br /><br />
Rekon ancora nella sua forma miniaturizzata stava sbraitando ordini a Resed "Ti ho detto di bypassare quella sezione con quella laggiÃ¹, non con l'altra"<br />
Il boliano stava sudando avere il suo capo, anche se in formano mini, che lo dirigeva sapendo che dal suo lavoro dipendevano un'intera astronave generazionale e probabilmente l'esito della battaglia che si stava svolgendo nello spazio attorno alla loro posizione era una inesauribile fonte di stress che rendeva impacciato il lavoro del tecnico. Anche Tara stava cercando di dare una mano e fungeva un po' da filtro tra le domande del tellarita che aveva in tasca e l'intelligenza artificiale della nave che si era qualificata come H5T67.<br />
"H5T67 - chiese la mezza klingon - com'Ã¨ la situazione all'esterno?"<br />
"Le navi della tua Federazione hanno iniziato uno scontro con circa trenta navi degli Adesto , hanno portato anche due incrociatori pesanti... probabilitÃ  di sopravvivenza dei vostri compagni... "<br />
"Non ti ho chiesto probabilitÃ  - grugnÃ¬ Tara - Non riusciamo a dare supporto?"<br />
"Negativo, l'energia non Ã¨ sufficiente"<br />
"Energia per cosa?" chiese la klingon e nello stesso istante Rekon si zittÃ¬.<br />
"Bhe ma ovvio per le armi, che domanda inutile"<br />
"COSA? - sbraitÃ² il tellarita - avete armi su questa nave?"<br />
"Certo non sparano da secoli, ma sono state mantenute efficienti"<br />
"PerchÃ© non ce l'hai detto prima?" il tono della voce del capo ingegnere rasentava l'odio.<br />
"Non me l'avete chiesto e poi non c'Ã¨ energia sufficiente per alimentarle"<br />
"Stupide macchine! Fammi vedere gli schemi delle armi"<br />
"Ritengo che il linguaggio della bestiolina pelosa sia inadeguato, non adempierÃ² alle sue richieste"<br />
"Io la smontoooo!!!"<br />
"Si calmi Rekon... - poi rivolgendosi all'intelligenza della nave - Per favore H5T67 visualizza gli schemi delle armi, fai vedere a questo maleducato che tu sei superiore"<br />
Il tellarita sbuffÃ² ma trattenne la lingua, intuendo l'approccio della mezza klingon.<br />
Pochi secondi dopo una proiezione degli schermi comparve.<br />
"Lo faccio solo per te Tara" disse la voce meccanica del computer di bordo.<br />
Bastarono cinque minuti al capo ingegnere e a Tara per capire una delle possibili soluzioni "Averlo saputo prima..." disse Rekon "...tutta l'energia che si sta accumulando nei motori ha bisogno di essere sfogata...."<br />
"...e da questi schemi puÃ² essere deviata...-  intervenne Tara - ...alle armi!" concluse Resed che non visto si era messo a guardare gli schemi con gli altri ufficiali. Mentre i tre si buttarono a capofitto nelle nuove modifiche dalla grotta entrÃ² Kuwano accompagnato dall'alieno "NovitÃ ?" chiese, nessuno fece caso al suo arrivo il giapponese con l'aria imbronciata disse qualcosa nella sua lingua all'alieno che occupava l'ingresso della grotta ma questi girÃ² la testa di lato e con sguardo interrogativo guardÃ² il dottore "Bha! Lascia stare!" poi girÃ² i tacchi e uscÃ¬ "Diamo un'occhiata qui fuori, da quello che ci hannodetto potremmo avere compagnia, meglio tenere gli occhi aperti".<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - ore 11:45</b><br /><br />
"Situazione" chiese Shran. "Gli scudi tengono per ora, ma le bordate di quel mostro ci fanno male" rispose Dal.<br />
"Allora facciamogli male anche noi" ribattÃ© il capitano mentre le antenne si muovevano in direzione dello schermo e in quella di Durani.<br />
"Fuoco sugli scudi" urlÃ² la donna klingon "Settore ventrale, gli andoriani concentrano il fuoco nella stessa direzione"<br />
Un'esplosione accecÃ² tutta la plancia. <br />
"I loro scudi hanno ceduto" disse Dal<br />
"Siluri ai motori e ai sistemi di supporto vitale"<br />
Durani non si fece ripetere due volte quell'ordine: tre siluri della Marconi entrarono nel campo visivo del monitor principale e andarono ad impattare sullo scafo della grande nave, le tre sfere di luce si spensero una volta raggiunta la nave nemica.<br />
Un'enorme esplosione divampÃ² dalla nave Adesto, questa volta i presenti in plancia dovettero coprirsi gli occhi "Cosa abbiamo colpito?" chiese Shran.<br />
"Non... non credo siamo stati noi... - disse Dal - ...il colpo proveniva da..."<br />
Una seconda bordata colpÃ¬ la nave nemica, sulla superficie del veicolo iniziarono diverse esplosioni a catena "Per i Profeti! - esclamÃ² Jaran - I colpi provengono dalla nave generazionale"<br />
Anche gli Adesto avevano individuato la fonte di quelle bordate, velocemente si disimpegnarono dalla flottiglia Federale-Andoriana e fecero rotta versÃ² la nave generazionale.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - zona motori - nello stesso momento</b><br /><br />
"Grande! Gran bel colpo" esultÃ² tara rivolgendosi a H5T67.<br />
"Certo ho sparato io"<br />
"Bhe continua farlo allora, non mi piacciono quelle navi che si stanno dirigendo verso di noi" ribattÃ© Rekon.<br />
"Non Ã¨ possibile"<br />
"Come non Ã¨ possibile?" sbraitÃ² il tellarita.<br />
"Il tempo di ricarica dei super raggi, Ã¨ di circa dieci dei vostri minuti"<br />
"Non abbiamo altre armi?" chiese Tara.<br />
"Negativo. PerÃ² c'Ã¨ una notizia positiva"<br />
"Ovvero?" fu Resed a porre la domanda.<br />
"A quanto pare il sovraccarico ai motori Ã¨ diminuito dalle mie stime abbiamo guadagnato quasi un ciclo e mezzo - H5T67 fece una pausa - equivalenti a quarantotto delle vostre ore"<br />
Il boliano sorrise "Bhe ottimo avremo piÃ¹ tempo per le riparazioni"<br />
"Certo - disse con tono sarcastico il capo ingegnere - Se prima non ci fanno fuori quelli" indicÃ² la flotta Adesto che si stava dirigendo verso di loro.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Jaran C. Dal<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Jaran C. Dal</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 13 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-12 PerchÃ© l'importante nel fare una cosa Ã© la convinzione!</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Plancia nave Adesto - 13/01/2395 - ore 11:00</b><br /><br />
"I nostri volontare hanno raggiunto la nave Allesto?" domandÃ² Tylca, osservando lo schermo che mostrava i resti fumanti della loro navetta, vaporizzata dai Phaser dell'odiata nave Federale.<br />
<br />
"Abbiamo avuto conferma di un Teletrasporto multiplo...ma riteniamo che solo due dei volontari inviati in missione siano riusciti a raggiungere il profano suolo nemico..." rispose titubante l'addetto ai sensori, prima di aggiungere "Purtroppo le radiazioni ionizzate della battaglia rendono impossibile ricostruire l'identitÃ  di chi Ã© stato trasferito..."<br />
<br />
"Di certo il Generale Apada non si Ã© lasciato sfuggire l'opportunitÃ  di distruggere il nostro atavico nemico..." si affrettÃ² ad intercedere Xaulir, che fungeva da Secondo in Comando di Tylca "Con lui alla guida anche di un solo uomo, la riuscita della missione Ã© praticamente certa..."<br />
<br />
La somma autoritÃ  degli Adesto fece un cenno secco di assenso, prima di concentrare il proprio sguardo sullo schermo di Plancia, che in questo momento riproduceva l'immagine della fastidiosa Marconi e della flottiglia che l'aveva raggiunta ed assistita nell'ultimo scontro. Dopo un lungo silenzio aggiunse "Mettete in allerta la flotta principale. Ã‰ giunto il momento di occuparci di questi impiccioni simpatizzanti della promisquitÃ  razziale!"<br />
<br />
<br /><b>Flashback - navetta Adesto - alcune ore prima</b><br /><br />
A Zarak quella missione non piaceva, non piaceva nemmeno un po'. Era stato scelto per una missione di infiltrazione sulla nave degli odiati Allesto per la sua capacitÃ  di pilota, ma questo non significava smaniasse per prendervi parte.<br />
<br />
Certo lui, a differenza degli altri che erano dei Commando, non sarebbe dovuto sbarcare su quel piccolo mondo impuro ed infetto, ma ciÃ² non lo tranquillizzava affatto. Non c'erano molte possibilitÃ  che la squadra di sbarco - anche nel caso avesse avuto successo - sopravvivesse alla distruzione della mostruosa nave generazionale...e se loro fossero morti, di certo Tylca avrebbe preteso che anche lui si togliesse la vita, per rispetto degli onorati caduti.<br />
<br />
E la cosa, dal punto di vista di Tylca, era pure giusta...solo che Zarak alla sua vita ci teneva assai...<br />
<br />
*Magari potrei...sparire prima che la nave generazionale venga distrutta...* si disse l'Adesto, lanciando un'occhiata furtiva ai comandi della navetta. Si trattava di un modello estremamente avanzato, dotato anche di propulsione a Curvatura. Certo, l'autonomia era limitata, ma la loro gente aveva i dividuato molti mondi abitati in quella regione di spazio...*E un pilota abile come me puÃ² sempre trovare un impiego, no?* si disse con malcelato orgoglio, mentre un ghigno di superioritÃ  gli attraversava il viso nello stesso momento in cui le sue agili mani guidavano la navetta in uno slalom folle tra i resti di alcuni veicoli distrutti nei precedenti scontri con la Marconi.<br />
<br />
Il Generale Apada, che stava controllando per l'ultima volta il piano di sabotaggio con l'esperto di esplosivi Darsa, dovette cogliere quel ghigno e scambiarlo per orgoglio per il far parte di quella eroica missione perchÃ© lo gratificÃ² con un sorriso soddisfatto, prima di congedare il suo sottoposto, che immediatamente si diresse al teletrasporto nel locale di poppa, per caricarvi il carico di esplosivi.<br />
<br />
*Oh beh...dovrÃ² sacrificarli lasciandoli lÃ¬...* si disse il pilota, riducendo al minimo l'energia della navetta per non essere rilevato ora che la battaglia - con l'arrivo di nuove navi nemiche - si era praticamente conclusa. *Ma sono certo che saranno lieti di dare la vita per la Causa, no?*aggiunse tra sÃ© e sÃ©, spegnendodel tutto i motori e lasciando che fosse il moto inerziale a condurli fino al bersaglio senza attirare le attenzioni indesiderate della nave Federale.<br />
<br />
Cullato da questo senso di sicurezza fu quasi per caso che Zarak, osservando i dati energetici della Marconi, si accorse di quel che stava per accadere. I sensori passivi della navetta lessero infatti un picco energetico nella griglia degli armamenti della nave federale e - a livello totalmente inconscio - l'Adesto seppe che erano spacciati: non c'erano altri possibili bersagli oltre a loro e il riavvio dei sistemi della navetta avrebbe richiesto troppo tempo.<br />
<br />
In modalitÃ  pilota automatico si alzÃ² dalla sua postazione e - dicendo un vago "Vado a controllare una cosa..." si diresse con quattro rapide falcate al vano di poppa. Qui vide Darsa che finiva di sistemare il carico sul teletrasporto e - senza dargli il tempo di parlare - disse "Il Generale ha ordinato di trasferirci ora con l'esplosivo!" e, presa la posizione, attivÃ² il comando remoto di trasferimento giusto un paio di secondi prima che la navetta venisse disintegrata dal fuoco della Marconi.<br />
<br />
*Vivo per un pelo!* fu il suo primo pensiero dopo essersi materializzato in un hangar di attracco.<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - zona motori - 13/01/2395 - ore 11:10</b><br /><br />
"CiÃ² che state facendo non ha alcun senso, non farete altro che velocizzare la disfunzione del sistema ad impulso disattivando le subroutines di sicurezza!" protestÃ² la voce meccanica del computer senziente dell'Arca, dopo aver udito ciÃ² che Rekon aveva appena ordinato a Resed e Tara di fare.<br />
<br />
"Hem...Rekon...sai che odio dover dar ragione a quell'ammasso di ferraglia e volti olografici," provÃ² ad interloquire Tara in tono piÃ¹ diplomatico, osservando il minuscolo ingegnere che si sporgeva dall'apertura del sistema di circuiti che avevano scoperto per tentare di arrestare il sovraccarico in corso "ma credo che - stavolta - possa non avere torto. Se escludi tutti i circuiti di sicurezza aumenteremo esponenzialmente il tasso di sovraccarico sul sistema, riducendo drasticamente il tempo a nostra disposizione.. "<br />
<br />
"E pensi che non lo sappia, bambina?" domandÃ² la voce brusca di Rekon dal comunicatore, facendo sobbalzare Tara per quell'appellativo che nessuno mai aveva osato affibiarle, neppure quando aveva davvero cinque o sei anni "Aggiusto macchine recalcitanti da prima che i tuoi genitori scoprissero come si fa mettere in forno piccole Mezze-Klingon, non serve che mi insegni il mestiere...ora escludi quel dannato circuito. Quanto a te, sottospecie di frullato digitale saccente, vedi di smettere di rompere o ti riprogrammerÃ² la personalitÃ  da zero, facendoti credere di essere una bimbetta Ferengi con la passione per le trecce!"<br />
"Ma i Ferengi non hanno capelli..." provÃ² ad affermare Resed, che giganteggiava immobile sul proprio superiore con un incisore laser di precisione in mano ed una espressione confusa in volto.<br />
<br />
"Appunto zuccone!" ribattÃ© secca la voce del Tellarita dal taschino quindi, diventando serio, l'infegnere aggiunse "Adesso ascoltami bene, Resed...dovremo fare un lavoro rapido e di precisione. Mentre Tara terrÃ  manualmente sotto controllo la reazione giocando con le barre di contenimento e generando sfoghi controllati sui sistemi non essenziali, noi dovremo dirigere il surplus energetico verso il sistema di Curvatura che - in questa baracca - Ã© la sola cosa in grado di gestirlo."<br />
<br />
"Ma l'anello di Curvatura Ã© stato asportato quasi seicento anni fa!" provÃ² a protestare H5T67 "non esiste piÃ¹ un sistema di Curvatura!"<br />
<br />
"Ecchissenefrega non ce lo metti?" rispose spazientito il Capo Ingegnere della Marconi, per poi aggiungere a beneficio principalmente di Resed, che avrebbe dovuto essere le sue mani "Quelli che servono a noi sono i condotti del Plasma, e quelli ci sono ancora. Ridaremo potenza ai sistemi di contenimento dei condotti e vi trasferiremo il surplus energetico, scaricandolo cosÃ¬ nello spazio. Sbruciacchieremo un po' lo scafo da quelle parti e faremo una bella fiammata, ma terremo insieme questa baracca..."<br />
<br />
"Ho capito..." annuÃ¬ l'ingegnere piÃ¹ giovane che - nonostante l'inesperienza e l'insicurezza - era abbastanza sveglio da aver attirato l'attenzione di Rekon che aveva deciso di prenderlo come suo assistente personale, scavalcando molti graduati con piÃ¹ esperienza e portandolo in appe a un anno a scalare la gerarchia dei sottufficiali facendolo passare da Marinaio semplice a Capo Specialista "cosa devo fare?"<br />
<br />
"Purtroppo negli ultimi ottocento anni - con la scusa che non c'era piÃ¹ un sistema di Curvatura - qualcuno" e qui lanciÃ² un'occhiataccia alla colonba del Computer principale, colpevole di questa mancanza "si Ã© sentito in diritto di bloccare la manutenzione dei computer di controllo dei sistemi curvatura andati distrutti quando la nave ha perso l'anello. Per questo dovremo creare un collegamento di emergenza per riconfigurare una di queste consolle al controllo dei condotti EPS di Curvatura..."<br />
<br />
"Ma...io non conosco questi sistemi..." provÃ² a protestare il giovane Boliano, venendo perÃ² interrotto da un grugnito non meglio identificato del vecchio tellarita, probabilmente un qualche insulto che il Traduttore Universale si era rifiutato di riportare in Standard.<br />
<br />
"E secondo te io cosa ci sto a fare qui, lo spettatore?" aggiunse subito dopo Rekon, cominciando a frugare tra le cose miniaturizzate di Dal che si era fatto lasciare quando gli altri erano andati a farsi deminiaturizzare. Con un grugnito tirÃ² fuori un kit da scalata e, dopo aver fissato il gancio magnetico al bordo del pannello scoperchiato, si mise a tracolla il fucile phaser e cominciÃ² a scendere grugnendo che non aveva piÃ¹ l'etÃ  per certe cose ed aggiornando H5T67 sull'evoluzione degli insulti Tellariti degli ultimi novecento anni.<br />
<br />
<br /><b>Navetta Kithomer - 13/01/2395 - ore 11:18</b><br /><br />
Chuck tirÃ² un enorme sospiro di sollievo quando le abili dita di Julie Berthier ebbero riportato anche l'ultimo membro della squadra di sbarco a dimensioni normali. Certo, la parte piÃ¹ difficile del lavoro era stata quella di acquisire gli schemi del teletrasporto dalla Marconi e caricarli nel sistema, ma il giovane timoniere aveva continuato a sudare copiosamente e trattenere inconsciamente il fiato anche dopo essere riuscito a reingrandire la scienziata Betazoide, che subito aveva preso il controllo della situazione con mano sicura.<br />
<br />
"Ottimo lavoro, signori..." affermÃ² stoicamente Salen, mentre il Dottor Kuwano si preoccupava di analizzare i colleghi alla ricerca di eventuali problematiche che il processo di ripristino potesse non aver corretto o - peggio ancora - innescato.<br />
<br />
Senza aggiungere altro, il Facente Funzioni di Primo Ufficiale contattÃ² la Marconi riferendo al Capitano Shran del buon esito del processo di deminiaturizzazione e domandando istruzioni circa quel che avrebbero dovuto fare.<br />
<br />
=^=Credo sia meglio torniate a bordo al piÃ¹ presto...=^= rispose senza tanti convenevoli l'Andoriano, mentre una voce fuori campo che Salen non conosceva attirava l'attenzione dell'Ufficiale Comandante verso la Postazione Tattica =^=Pare che gli Adesto abbiano deciso di fare sul serio stavolta....=^=<br />
<br />
Alle parole del suo Capitano, il Vulcaniano lanciÃ² un'occhiata allo schermo dei sensori della navetta e vide che - in effetti - numerose navi stavano convergendo verso la Marconi, compresi anche due enormi vascelli la cui taglia faceva impallidire quella dell'incrociatore Federale.<br />
<br />
Prima che potesse rispondere, perÃ², il Dottor Kuwano disse "Se adesso portiamo via la navetta, potremmo non fare a tempo a deminiaturizzare Rekon prima che la sua struttura cellulare abbia un decadimento irreversibile..."<br />
"Potreste trasferirvi col teletrasporto mentre io torno col nostro amico locale da Rekon insieme ad un paio di gruppi di intensificatori...in questo modo dovremmo poterlo trasferire direttamente col comando a distanza usando il teletrasporto della navetta..."<br />
<br />
"Molto bene, Comandante..." assentÃ¬ Salen, visto che Shran aveva giÃ  chiuso la comunicazione per concentrarsi sui preparativi per l'imminente battaglia "ci trasferisca sulla Marconi e quindi proceda con la deminiaturizzazione del Comandante Rekon..."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 17 Jun 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-11 Intrusi Pericolosi</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia- 13 gennaio 2395 - Ore 10.15</b><br /><br />
I due andoriani, dopo i convenevoli dovuti al lungo periodo in cui non si erano frequentati, stavano cercando di capire la tattica del loro avversario: perchÃ© gli attacchi erano cessati? Certo l'arrivo della Flotta Andoriana era un forte deterrente, ma si erano dimostrati sempre molto decisi nel volerli eliminare. E perchÃ© quel tentativo di mandare una navetta sulla Nave-Isola? Per fortuna il suo Tattico se n'era accorto in tempo e l'aveva distrutta, ma era una manovra cui non riuscivano a dare una risposta. Erano immersi in diverse congetture quando Durani chiamÃ² dalla Plancia, richiedendo la presenza del Capitano.<br />
"NovitÃ  Tenete?" chiese sedendosi alla sua postazione, seguito da Nhial che si fermÃ² alla sua destra.<br />
"Abbiamo esaminato i dati dell'ultimo scontro ed Ã¨ stata rilevata traccia di un teletrasporto dalla navetta degli Adesto verso la Nave-Isola.<br />
"Che cosa avranno intenzione di fare?" chiese Nhial.<br />
"Forse non riuscendoci dall'esterno, vorranno provare a distruggerla dall'interno. Dobbiamo avvisare la squadra di sbarco di stare all'erta."<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Molto vicino al Villaggio - 13 gennaio 2395- Ore 10:50</b><br /><br />
Il giovane Wyandot pensava che se la marcia, verso i motori della nave-pianeta, fosse durata ancora molto, probabilmente sarebbe morto: il ritmo tenuto dagli indigeni era piuttosto sostenuto e lui era sÃ¬ abituato a percorrere enormi distanze, ma sempre e solo volando. Quando, alzando gli occhi, vide la figura del Comandante Keane che si stagliava in piedi, davanti all'imboccatura di una grotta, ringraziÃ² il cielo, che anche stavolta aveva vegliato su di lui. Cinque minuti dopo i due gruppi si erano riuniti e Tara, essendo il tempo quasi scaduto, ordinÃ² a Resed di seguirla all'interno, senza dilungarsi in troppe spiegazioni. Anche il gruppo dei nativi s'inoltrÃ² all'interno della grotta, piÃ¹ incuriosito che impaurito da tutte quelle novitÃ .<br />
Arrivati alla caverna-motore, furono accolti da Rekon che urlÃ² a Resed "Accidenti a te! Una lumaca rigelliana sarebbe arrivata prima! Vieni qua e ascolta cosa devi fare!" Il boliano si avvicinÃ² alla consolle, dove il minuscolo Capo Ingegnere si era sistemato, insieme agli altri ufficiali in miniatura, ed esclamÃ²:<br />
"Ma Signore... cosa Ã¨ successo?"<br />
"Non Ã¨ il momento per le spiegazioni, diamoci una mossa."<br />
"Un momento!" intervenne Kuwano" io capisco l'urgenza di evitare che questa nave esploda, ma se fosse possibile, vorrei evitare di sciogliermi in un liquido biologico."<br />
"Tara, il Dottore ha ragione: non sappiamo per quanto tempo ancora la nostra struttura molecolare rimarrÃ  stabile e comunque in queste condizioni non serviamo a niente." Le disse Dal.<br />
Keane non ci pensÃ² piÃ¹ di un secondo, poi rivolta al giovane timoniere disse "Charlie tornerai alla navetta con i nostri mini-compagni e se possibile eseguirai un teletrasporto con la Marconi: secondo il Dottore in questo modo riacquisteranno le loro dimensioni normali."<br />
Wyandot, al pensiero di percorrere di nuovo quella distanza a piedi, sbiancÃ² per la stanchezza che provava in quel momento anche se non aveva il coraggio di ammetterlo.<br />
"Forza Signori il taschino di Charlie vi aspetta." Disse Tara avvicinando la mano alla consolle per trasferirli al loro nuovo ospite.<br />
"Non se ne parla nemmeno - brontolÃ² Rekon - questi incapaci non saprebbero dove mettere le mani: io resto!"<br />
Ben sapendo che era impossibile far cambiare idea al vecchio tellarita, Tara disse:<br />
"Ovviamente dovrai tornare a prendere il nostro cordiale Capo Ingegnere, se non sarÃ  troppo tardi!" sollevando gli occhi al cielo esasperata.<br />
Wyandot fece entrare i suoi compagni nel taschino della sua divisa e si girÃ² per tornare da dove era venuto.<br />
"Dove vai?" gli chiese Tara.<br />
"Alla navetta." Rispose Chuck confuso.<br />
"Ma cosÃ¬ ci metterai toppo tempo. Klan, potresti portarlo tu?"<br />
L'alto allestiano assentÃ¬ con un lieve cenno del capo e si avvicinÃ² a Charlie.<br />
"Volando farai molto prima!"<br />
"Grazie Signore!" rispose il giovane ritrovando il colore sul viso, prima impallidito.<br />
 <br />
<br /><b>Esterno della grotta - poco dopo</b><br /><br />
I due infiltrati di Adesto erano nascosti in attesa del momento giusto per entrare in azione: tutto era tranquillo da diversi minuti e Darsa si era deciso a entrare. Improvvisamente dalla grotta uscÃ¬ uno di quegli alti indigeni, seguito da uno dei Federali, un po' affannato. L'indigeno emise un suono modulato, una specie di richiamo, perchÃ© quasi immediatamente un enorme essere alato planÃ² ai suoi piedi: con un balzo elegante vi salÃ¬ in groppa e con la mano destra aiutÃ² il suo compagno a salirvi dietro di lui. L'animale si librÃ² in volo con pochi e potenti colpi d'ala e in pochi istanti sparirono dalla loro visuale.<br />
"Te l'avevo detto che era presto per entrare!" disse Zarak, che si era giÃ  immaginato scoperto da quello strano essere e tirava un sospiro di sollievo.<br />
"D'accordo, ma non possiamo restare qua in eterno: aspetteremo ancora un po', ma poi entriamo!" rispose Darsa risoluto a compiere la missione affidata loro da Tylca.<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Navetta - 11.10</b><br /><br />
Klan aveva spinto il suo essere alato alla massima velocitÃ  e il viaggio verso l'imboccatura della grotta dove era atterrata la navetta della Marconi, era durato poco piÃ¹ di un quarto d'ora, tempo di cui Chuck aveva goduto ogni momento: l'ebbrezza del volo era per lui un'esperienza molto appagante. Aveva convinto Klan ad aspettare fuori e, dopo aver appoggiato delicatamente i suoi minicolleghi sulla poltrona di fianco alla sua, vide che la consolle di comunicazione lampeggiava. Era un messaggio da parte di Shran, molto distorto dalle interferenze, che li avvertiva del probabile invio di uomini di Adesto per una probabile azione terroristica.<br />
"Dobbiamo avvertire il Comandante Keane del possibile pericolo." disse Dal ma Salen lo interruppe.<br />
"Prima dobbiamo tornare alla Marconi per effettuare il teletrasporto e ristabilire la nostra struttura originale."<br />
"Potremmo usare quello della navetta." SuggerÃ¬ Berthier.<br />
"Sono d'accordo: prima torniamo alle nostre dimensioni meglio Ã¨. Chi si offre volontario per vedere se la nostra teoria funziona?" chiese Kuwano.<br />
"M-ma io non so se sono in grado di farlo!" disse Charlie, che giÃ  si vedeva davanti al Capitano a dover giustificare su come aveva dissolto in una poltiglia biologica, la maggior parte dei suoi ufficiali superiori.<br />
"Tranquillo Chuck: la nostra Julie ti guiderÃ  passo per passo." Disse Dal, poi girandosi verso la donna "Mi raccomando: non vorrei ritrovarmi piÃ¹ piccolo di cosÃ¬!"<br />
"Molto bene: a quanto pare abbiamo il nostro volontario." Disse secco Kuwano.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Tara Keane<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tara Keane</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 10 Jun 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-10 Sento dei passi dietro di noi...</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13 gennaio 2395 - Ore 9.38</b><br /><br />
Non appena venne dato l'allarme dei missili nemici in arrivo, Durani si mise in allerta alla sua postazione.<br />
In realtÃ  la klingon non l'aveva mai abbandonata la sua postazione, ma quando c'era da combattere il suo viso prendeva una espressione incredibilmente concentrata e tutti i suoi muscoli diventavano sodi e tesi. Contemporaneamente gli occhi della donna si rilassavano e infondevano sicurezza in chiunque la guardasse all'opera.<br />
Ma questa volta la sua battaglia durÃ² molto poco, in men che non si dica l'artiglieria andoriana intercettÃ² con una facilitÃ  disarmante tutti quei missili che Tylca aveva indirizzato verso la Marconi, lasciandola quasi delusa.<br />
"Capitano, le navi Andoriane hanno messo KO tutti i missili" disse l'Ufficiale Tattico Capo dopo qualche attimo di esitazione<br />
"Molto bene - rispose Shran con sollievo tradendo anche un po' di orgoglio andoriano. Si voltÃ² quindi verso il suo amico Nhial che, appena abbassati gli scudi si fece teletrasportare sulla Marconi, gli rispose prontamente con un simpatico occhiolino... - Tenente a lei la plancia, io mi allontano un attimo" e si diresse verso il suo studio facendo cenno all'amico di seguirlo.<br />
Non appena il Capitano della Marconi si fu allontanato, Durani si allontanÃ² dalla sua postazione per prendere posto sulla poltrona di comando. Di certo la postura della guerriera non era molto femminile: anche vestendo la divisa della Federazione, molto piÃ¹ comoda di un qualunque vestito Klingon, la donna si mise seduta come se avesse avuto in dosso un'armatura da un quintale. Schiena dritta e appoggiata allo schienale, gambe divaricate davanti a lei che formavano con le ginocchia un preciso angolo retto... non la si vedeva praticamente mai con le gambe accavallate e di sicuro non lo avrebbe fatto in quel momento. Per un attimo spostÃ² l'attenzione sulle sue gambe per controllare con discrezione che i pugnali fossero al loro posto, infine strinse fugacemente nel pugno il suo jinaq. Quando fu sicura che tutto fosse a posto, fece un lungo respiro di orgoglio e si godette il suo nuovo ma momentaneo ruolo. <br />
Durani rimase ferma nella sua postazione per pochi minuti, minuti che a lei erano sembrati interminabili: non era capace di stare ferma ad aspettare chissÃ  cosa senza fare nulla... IniziÃ² a tamburellare il piede per terra, poi guardÃ² quello che stava succedendo alla sua destra, poi si concentrÃ² sul lavoro di un ufficiale guardiamarina alla sua sinistra sbuffando per la sua lentezza *che roba* pensÃ² tra sÃ© e si trattenne per non riprendere quel pover uomo che invece si stava dando un grande da fare. Ad un certo punto battÃ© i pugni sulla poltrona e si alzÃ² di scatto rimanendo ferma in plancia con le braccia incrociate *maledizione, i missili sono stati fermati, ma c'Ã¨ la navetta nemica che sta sbarcando* pensÃ² infuriata con se stessa per aver perso tutto quel tempo a non fare nulla quando invece qualcosa da fare c'era eccome!<br />
<br />
"Sottotenente - disse rivolgendosi all'Ufficiale che stava sostituendo il timoniere - alla svelta. La navetta nemica Ã¨ giÃ  arrivata all'Arca?"<br />
"No Signore, ma sono molto vicini" rispose questo prontamente Durani corse cosÃ¬ alla sua postazione tattica scaraventando a un lato il suo sottoposto che nel frattempo aveva preso il suo posto. Un colpo di phaser debole ma perfettamente direzionato fece esplodere la navetta all'istante...<br />
"Mi scusi - disse Durani al povero ufficiale tattico - ma volevo farlo io stessa" e tornÃ² alla sua poltrona.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Nei pressi del Villaggio - 13 gennaio 2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Diavolo abbiamo fatto appena in tempo"<br />
"Maledizione e adesso come facciamo? Non possiamo piÃ¹ tornare indietro. Dobbiamo cercare un altro mezzo per tornare dai nostri..."<br />
"Zarak, la nostra missione la sai ed Ã¨ molto chiara. Dobbiamo far saltare in aria questo posto, il pacco l'abbiamo preso. Non ci manca niente, possiamo procedere col piano"<br />
"Ma Darsa, cosÃ¬ facendo rimarremo colpiti anche noi dall'esplosione e..."<br />
"Senti, la nostra missione Ã¨ di distruggere la nave degli Allesto. Hai sentito cosa ci ha ordinato Tylca? Dobbiamo preservare la nostra purezza e tu con questa paura della morte che stai dimostrando stai giÃ  facendo fallire il nostro compito. Lui conta su di noi e noi non possiamo deluderlo. Adesso cerchiamo di arrivare ai motori e azioniamo la bomba, prima che qualcuno provi a fermarci"<br />
"Va bene, hai ragione... da dove dobbiamo andare secondo te?"<br />
Zarak e Darsa erano i due uomini che Tylca aveva mandato sulla nave Arca degli Allesto per farla finita una volta per tutte alla loro secolare faida. Li avevano cercati per cosÃ¬ tanto tempo che adesso non potevano perdere questa occasione. I due si erano dovuti teletrasportare in emergenza quando la nave di quei federali aveva iniziato ad essere un pericolo per la loro missione e adesso avevano bisogno di rivedere tutto il loro piano. Tylca gli aveva fornito una pianta mediamente accurata di come sarebbe stata la nave nemica dal di dentro, ma tutto partiva dalla base che loro sarebbero arrivati ad un hangar di attracco Loro invece avevano dovuto usare il teletrasporto di emergenza e adesso si trovavano non si sa bene dove. Rimasero per qualche minuto a studiare la loro mappa e poi Darsa decise che sarebbero dovuti andare verso delle caverne ad Ovest.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio - 13 gennaio 2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Tenente, prima che li convinciate a portarci qua quei due, sarebbe meglio che tutti quanti raggiungessimo la sala macchine..." Charles sentÃ¬ il borbottio di Rekon in sottofondo nel suo comunicatore...<br />
=^= Tenente - disse quindi il ragazzo - Re-re-k-ko Rekon ha ragione... credo... =^=<br />
Resed appena sentÃ¬ la voce del suo capo che credeva morto fino a quel momento, ebbe un sussulto di gioia che non passÃ² inosservato agli indigeni che subito gli piantarono delle asce davanti agli occhi. Keane, un po' contrariata da tutto visto che per lei la prioritÃ  assoluta era quella di riunire la squadra di sbarco e visto che ne avevano appena finito di parlare, non potÃ© che cedere <br />
=^= Va bene - disse - ma adesso devo parlare con qualcuno =^=<br />
=^= C'Ã¨ qualcuno lÃ  che puÃ² parlare con noi? =^= la voce di Tara echeggiÃ² nel vuoto e senza risposta.<br />
Wyandot incrociÃ² lo sguardo di uno dei suoi aguzzini e gli fece cenno di parlare, o meglio, cercÃ² di fargli cenno di parlare... Quello, che avrÃ  avuto la stessa etÃ  del Timoniere della Marconi, gli si avvicinÃ² insospettito e rimase davanti all'umano senza sapere che fare.<br />
=^= C'Ã¨ qualcuno? Sono il Tenente Keane e sono qua per aiutare la vostra nave a non essere distrutta. =^=<br />
Il ragazzo, di nome Grader, iniziÃ² a guardarsi intorno insospettito dal momento che davvero non riusciva a capire da dove venisse quella strana voce. Non che non riuscisse a capire quello che stavano dicendo, ma non vedendo nessun interlocutore in carne ed ossa davanti a sÃ©, era parecchio disorientato.<br />
=^= Rispondetemi per favore =^= continuÃ² Tara<br />
A queste ultime parole, Grader capÃ¬ che era quello strano aggeggio che il suo prigioniero aveva in mano a parlare. Un oggetto metallico non puÃ² parlare, deve aver pensato, dal momento che lo strappÃ² di mano a Charles, provÃ² ad addentarlo e lo scagliÃ² lontanissimo dopo che si rese conto che non era commestibile. Altri tre uomini piantarono le punte delle loro asce anche davanti agli occhi del povero Timoniere.<br />
Ad un certo punto dal comunicatore uscÃ¬ uno strano suono, diverso dalla voce che avevano sentito fino a quel momento, Resed alzÃ² le sopracciglia per lo stupore, Chuck pensava che il suo comunicatore si fosse rotto nella seconda caduta e si vedeva spacciato. In realtÃ  era H5T67 che, capendo la difficoltÃ  della situazione, aveva ceduto alle richieste della mezza klingon e stava comunicando con il suo popolo in una vecchia lingua, che tutti gli indigeni riconoscevano come familiare, anche se in un primo momento sembrava che nessuno la riuscisse a capire. Anche se le armi rimanevano belle che piantate davanti ai due, tutti sembravano incuriositi e attenti a quello che quel metallo stava 'dicendo'... finchÃ© da lontano il vecchio si alzÃ² dal suo giaciglio, si piegÃ² per prendere il comunicatore e iniziÃ² a conversare, anche lui in quella strana e antica lingua.<br />
"Credo che avremo problemi con la prima direttiva..." bisbigliÃ² Chuck fra sÃ© e Resed annuÃ¬.<br />
Dopo diversi minuti di conversazione, il vecchio con passo lento ma sicuro, arrivÃ² lÃ  dove erano tutti. Chiese a Grader di liberare gli ostaggi e chiamÃ² tutti i suoi a raccolta. Dispostisi in cerchio, i due ragazzi federali da una parte che si massaggiavano i polsi, l'anziano raccontÃ² la storia del loro popolo. Solo lui conosceva la veritÃ  del loro popolo e del loro lungo viaggio, gli era stata raccontata dal padre che a sua volta l'aveva ascoltata dal suo padre... Era arrivato il momento decisivo, aveva sentito la voce del loro creatore che gli parlava da quella lingua che aveva studiato da bambino e che non aveva mai piÃ¹ parlato. Bisognava fidarsi ed agire.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Molto vicino al Villaggio - 13 gennaio 2395 - Ore 10:10</b><br /><br />
"Zarak stai giÃ¹. Ci sono delle persone lÃ  infondo!" bisbigliÃ² Darsa per non farsi sentire fermando il suo compagno sbarrandogli la strada con un braccio.<br />
"Diamine quanta gente!" rispose questo con un filo di voce preoccupata<br />
"OK, camminiamo piano e bassi, non facciamo rumore, quelli stanno camminando nella nostra stessa direzione."<br />
"Forse quei due estranei con loro fanno parte della federazione e li stanno aiutando ad arrivare in sala macchine... Noi adesso come facciamo?"<br />
"Se vanno in quella direzione - rispose Darsa - non possono che esserci utili. Li seguiamo fino lÃ , piazziamo la nostra bomba ed esploderanno con tutti quanti gli altri."<br />
Zarak deglutÃ¬ per il terrore che aveva di morire in quel modo e continuÃ² in silenzio a camminare.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Oltre il Villaggio - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Chuck, Chuck non ti girare" Resed si avvicinÃ² al suo amico e gli parlÃ² pianissimo<br />
"Che succede Resed? Hai un altro piano dei tuoi? E perchÃ© non mi dovrei girare?" rispose il timoniere con un po' di sufficienza e, ovviamente, girandosi sia a destra che a sinistra...<br />
"Maddai!! Ti ho detto di non girarti!! Senti, credo che ci stanno seguendo... sento dei passi dietro di noi..."<br />
"Resed, cerca di stare calmo... anche io ho paura, ma adesso queste persone non sono piÃ¹ una minaccia... vedrai che arriveremo in sala macchine e poi torneremo subito a casa. Dai ti offro una bella birra appena torniamo a bordo..." rispose quello cercando di tranquillizzare l'amico.<br />
"No senti Chuck, non Ã¨ paura... cioÃ¨ sÃ¬ Ã¨ anche un po' di paura, ma io sento davvero dei passi dietro di noi..."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Shran del clan Mira <br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Shran del clan Mira </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 26 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-09 La Cavalleria</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13 gennaio 2395 - Ore 8.06</b><br /><br />
"Arrivano!" commentÃ² Durani dalla console tattica. La sua voce era soddisfatta, come se avesse calcolato al secondo il momento in cui il nemico avrebbe di nuovo fatto la sua comparsa e il suo calcolo fosse stato perfetto.<br />
<br />
Dal confuso baluginio della nebulosa, due ali d'attacco si dispiegarono in perfetta simmetria. I veicoli, neri e lucidi come sfaccettati scarafaggi, sembrarono posizionarsi in una formazione che aveva un qualcosa di rituale. Per la prima volta gli scafi furono solcati da venature rosse brillanti simili a neon che ne disegnavano le forme rendendoli al contempo affascinanti e inquietanti.<br />
Dietro di loro, la nebulosa artificiale fu annullata ritirandosi velocemente verso il centro come se fosse aspirata da un potente aspirapolvere. Nel buio di quello spazio punteggiato di stelle, per la prima volta l'equipaggio federale potÃ© vedere la potente ammiraglia nemica, un incubo di torri e lame neri come l'ebano e solcate dalle venature luminose rosso sangue.<br />
Di fianco all'ammiraglia, grande quasi il doppio della Marconi, due incrociatori con le stesse caratteristiche della nave madre, si stagliavano silenziosi vomitando navette da combattimento come se fossero due formicai pronti alla battaglia.<br />
"Impressionante..." commentÃ² Shran dalla sua poltrona "Hanno deciso di fare sul serio! Tenente Durani, visto il nostro stato, come vede la situazione?"<br />
"Oggi Ã¨ un buon giorno per morire!" si limitÃ² a commentare la klingon.<br />
"GiÃ , proprio come pensavo io..." nonostante la tragicitÃ  della situazione, Shran si ritrovÃ² a sorridere.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Noi veniamo da molto lontano!" tentÃ² Resed con un tono di voce troppo alto gesticolando all'indirizzo di un fantomatico luogo posto chissÃ  dove.<br />
Nonostante Charles fosse riuscito a convincere l'anziano alieno che era lui al comando, questi continuava comunque a guardare il guardiamarina boliano come se la colorazione della sua pelle fosse un legame a cui agganciarsi per capire questi esseri venuti dalle montagne.<br />
"Smettila di urlare Resed, sono alieni non sordi. Ecco qui, proviamo adesso." commentÃ² rimontando il traduttore miniaturizzato nel badge della divisa. "Signore, riesce a capirmi?"<br />
Il vecchio si limitÃ² a piegare la testa di lato come un canarino, evidentemente le capacitÃ  tecniche del tenente non eguagliavano quelle di guida.<br />
"Dobbiamo farci liberare, se non arriviamo al motore, questa nave si trasformerÃ  in una palla di fuoco!"<br />
"Come se non lo sapessi! Che ci facciamo noi qui? Non abbiamo l'esperienza per uscirne fuori... anche se riuscissimo a fuggire ci ritroverebbero in pochi minuti e comunque le montagne sono troppo lontane."<br />
"Potremmo rubare qualcuno di quei volatili! Gira voce che sai far volare qualsiasi cosa..."<br />
"La parola chiave Ã¨ appunto 'cosa'. Un grosso uccello imparentato con rettile non rientra nella categoria veicoli..."<br />
I due tornarono a guardare il vecchio che sorrise di rimando mostrando un paio di zanne di tutto rispetto.<br />
"Tenente, io avrei un'idea..." bisbigliÃ² il boliano.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Poppavia - Contemporaneamente</b><br /><br />
"All'esterno la nostra nave sta cercando di proteggere l'Arca dall'attacco degli Adesto, ma se non facciamo qualcosa per quei motori sarÃ  tutto inutile" commentÃ² Tara quando la voce del computer di bordo terminÃ² di narrare gli assurdi eventi.<br />
=^=Non ti aspetterai che permetta ad una klingon di mettere le mani sui miei motori vero? Voi barbari non sapreste riconoscere un motore da un targ!=^= rispose la voce con quel suo consueto tono saccente.<br />
=^=Brutta razza di...=^= una serie di improperi proveniente dal comunicatore di Tara tagliÃ² l'aria come un fulmine in una notte d'estate. La voce baritonale di Rekon iniziÃ² una dotta disquisizione sulle possibili parentele della IA, solo l'intervento di Dal evitÃ² che il tellarite si catapultasse fuori dal taschino della mezza klingon andando incontro ad una morte certa.<br />
=^=Sei contenta di vedermi o hai un tellarite in tasca?=^= chiese la IA dopo un attimo di raggelato stupore.<br />
"Cosa Ã¨ un 'figlio di una madre nubile'?" chiese innocentemente Klan che si era perso il significato degli improperi.<br />
<br />
Tara si portÃ² le mani al volto sconsolata.<br />
"Diamoci una calmata tutti... H5T67, ascolta. Sono passati moltissimi anni da quando sei stato progettato, ti posso assicurare che la nostra tecnologia adesso Ã¨ molto piÃ¹ avanzata di quello che credi. Non sono nemmeno totalmente klingon, solo per metÃ  e l'altra metÃ  Ã¨ umana. I nostri sensori ci hanno permesso di trovare i guasti e sappiamo che se non interveniamo subito moriremo tutti... vuoi fare qualcosa o no?"<br />
=^=PerÃ² hai un tellarite in tasca...=^=<br />
Tara estrasse delicatamente i compagni dalla tasca. Tutti insieme stavano comodamente sul palmo della sua mano.<br />
=^=Il signor Rekon Ã¨ riuscito a potenziare il segnale dei nostri comunicatori e collegarli al tuo. Adesso almeno possiamo comunicare senza sgolarci.=^= La voce di Dal era perfettamente udibile. Tara si sentÃ¬ un po' sollevata, la difficoltÃ  di comunicare con i compagni iniziava a farla sentire sola.<br />
"Tutto bene?" chiese Tara portando la mano al volto per guardare meglio gli amici.<br />
=^=Un po' sballottati ma tutto bene.=^= rispose Dal<br />
=^=Questo lo dite voi...=^= borbottÃ² Kuwano strappando di mano il comunicatore costruito da Rekon usando i badge della squadra =^=I nostri segni vitali sono stabili per il momento, ma la cosa non durerÃ . <br />
Secondo me e Julie la nostra struttura molecolare non puÃ² reggere ancora per molto.=^=<br />
"Cosa pensate che potrebbe succedere?"<br />
=^=Ci sono due possibilitÃ , una remota e una probabile: la nostra struttura molecolare tornerÃ  da sola allo stato naturale e noi riprenderemo la nostra statura o la struttura molecolare andrÃ  in pezzi e noi ci trasformeremo in un liquame biologico... indovina quale delle due Ã¨ la probabile?=^=<br />
"Quanto tempo abbiamo? E c'Ã¨ una cura?"<br />
=^=Non ho idea del tempo a nostra disposizione prima di trasformarci in brodo, ma secondo noi per tornare allo stato naturale basta semplicemente un teletrasporto. I buffer di memoria delle sale teletrasporto hanno i nostri dati biomolecolari, con qualche accorgimento dovremmo poter ricreare la nostra struttura fisica reale.=^=<br />
"Signor Rekon, cosa le serve per aggiustare l'arca?"<br />
=^=Normalmente direi un paio di mani in piÃ¹, ma in questo stato almeno una squadra di ingegneri...=^=<br />
"Nell'ultima squadra di sbarco c'erano Resed con altri tre ingegneri, ma sono stati catturati."<br />
=^=Portare quel ragazzo qui Ã¨ stato come lasciare un bambino libero di scarrozzare in un'acciaieria!=^=<br />
=^=Resed Ã¨ in gamba vedrai che ce la puÃ² fare...=^= commentÃ² Julie cercando di tranquillizzare il ruvido ma apprensivo tellarite che rispose con uno sbuffo.<br />
"Dottor Kuwano, se anche riuscissimo a liberare l'equipaggio dalla stasi, pensa che si riprenderebbero abbastanza in fretta da aiutarci nelle riparazioni?"<br />
=^=Ne dubito. Anche se tutto fosse apposto e l'equipaggio si svegliasse tranquillamente ci vorrebbero alcune ore prima renderli operativi...=^=<br />
"H5T67... hai preso una decisione? Se non vuoi che salviamo quello che rimane della razza Allesto noi possiamo anche andarcene. Fuori di qui la nostra nave Ã¨ in pericolo per voi!"<br />
=^=Immagino che non si possa fare altrimenti... certo che lasciare la situazione in mano ad una klingon e una squadra di formiche...=^=<br />
"Cos'Ã¨ 'vaffanculo'?" chiese di nuovo Klan<br />
"Rekon per favore... allora l'unica cosa da fare Ã¨ metterci in comunicazione con la squadra, poi..." Tara iniziÃ² a spiegare.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio - 13 gennaio 2395 - Ore 9.36</b><br /><br />
"Piglialo? Era questo il tuo piano? Piglialo!?" borbottÃ² Charles cercando di liberarsi dai lacci di cuoio che lo bloccavano alla struttura.<br />
"LÃ¬ per lÃ¬ mi pareva una buona idea... se riuscivamo a bloccare quel vecchio potevamo usarlo per liberare gli altri" anche Resed e il resto della squadra erano stati legati ad una sorta di struttura fatta d'ossa, solo che il boliano era a testa in giÃ¹ come se gli Allesto avessero voluto punirlo per aver infranto qualche taboo. <br />
"Come potevo immaginare che quel vecchietto fosse cintura nera di qualche loro strana arte marziale?"<br />
"Non Ã¨ lui ad essere bravo, siamo noi che siamo incapaci..." in effetti Resed non era nemmeno riuscito ad arrivare al vecchio. L'azione a sorpresa era terminata con il boliano che inciampava in una roccia e cadeva rovinosamente ai piedi dell'anziano, ma il tentativo era stato palese e nonostante le suppliche del giovane timoniere, l'intera squadra era stata portata fuori dalla caverna e legata.<br />
=^=Tara a Tenente Wyandot.=^=<br />
"Comandante!" la voce del giovane era rotta dalla felicitÃ .<br />
=^=Com'Ã¨ la situazione?=^=<br />
"Tutto bene signore!" rispose Resed facendo poi un sorrisetto imbarazzato all'indirizzo del resto degli uomini legati.<br />
"Non proprio del tutto bene. In questo momento siamo legati, ma non sembrano volerci fare del male..."<br />
=^=Adesso comunicheremo con loro... voi state pronti. Se tutto va bene vi porteranno qui da noi.=^=<br />
Una voce maschile iniziÃ² ad uscire dal comunicatore. Il vecchio capo tribÃ¹ ne rimase sorpreso ma, dopo un po' di titubanza, rispose alla voce iniziando ad intavolare una discussione.<br />
"Come sarebbe a dire: se tutto va bene?" bisbigliÃ² Resed<br />
"Stai zitto!" gli rispose di rimando Chuck.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Signore, comunicazione in arrivo dall'ammiraglia nemica"<br />
Shran si alzÃ² sistemandosi la divisa e unÃ¬ le mani dietro la schiena, poi fece un cenno all'addetto alle comunicazioni.<br />
Sul monitor centrale apparve il volto animalesco del loro avversario. Le luci rossastre della plancia lo rendevano una creatura infernale pieno di odio e furia.<br />
=^=Impuri! Io sono il Primo Guardiano Tylca. Vi siete dimostrati degni avversari ma la vostra stessa esistenza Ã¨ un insulto. Da quando otto secoli fa la prima flotta fu imbarcata per adempiere alla sacra crociata di purificazione, ci siamo imbattuti in molti popoli che si sono dimostrati frutto di incroci fra razze. <br />
Lo spazio sembra solo un ricettacolo di esseri infetti che si riproducono come klosa delle fogne. Ben pochi hanno mantenuto la loro purezza unendosi ad un credo assurdo secondo il quale infinite diversitÃ  rendono migliori. Nessuno di loro capisce che infettare il proprio patrimonio genetico rende solo piÃ¹ deboli...=^=<br />
"Mi permetta di dissentire Primo Guardiano." si intromise Shran per bloccare la filippica "Lei stesso ha detto che ci siamo dimostrati degni avversari. E' proprio le nostre infinite diversitÃ  che ci hanno resi cosÃ¬ forti: i vulcaniani con la loro logica, i tellariti con la loro testardaggine, gli andoriani con la loro risolutezza, gli umani con la loro adattabilitÃ . Noi tutti eravamo in guerra una volta, ma ci siamo spinti oltre, abbiamo abbracciato le nostre differenze e le nostre debolezze rendendole una forza."<br />
=^=Le stesse parole le abbiamo sentite in passato e come sempre si sono dimostrate parole vanagloriose. <br />
Tutti coloro che professavano una tale blasfemia sono stati purificati! Come loro, anche voi subirete il nostro castigo e, una volta distrutta l'Arca dei nostri nemici, per impedire loro di espandere il loro seme nella galassia, ci occuperemo anche di quella che voi chiamate Federazione! Una nuova crociata inizierÃ  al termine di questa, una crociata che spazzerÃ  via le razze che tanto hai elogiato: vulcaniani, andoriani e umani saranno...=^=<br />
=^=Se permette mia moglie Ã¨ umana e io ci tengo particolarmente a lei! Ehi Shran serve aiuto?=^=<br />
"Capitano navi in arrivo dalla curvatura! E' la terza flotta andoriana!" la voce dell'addetto alle comunicazioni era quasi isterica dal sollievo.<br />
Quattro navi da guerra apparvero dal sub-spazio come sassi scagliati da un fionda, posizionandosi in formazione a ventaglio davanti ad una Marconi ormai allo stremo.<br />
"Proprio lui doveva arrivare!" borbottÃ² sconsolato Shran pur emettendo un sospiro di sollievo. "Nhial Ã¨ un piacere sentire la tua voce, anche se avrei preferito incontrarti in un momento migliore"<br />
=^=Si immagino. Come sempre il clan Tool al salvataggio del Clan Mira!=^= Shran sollevÃ² gli occhi al cielo esasperato.<br />
<br />
"Capitano le navi nemiche hanno lanciato una salva di missili! E due navette da sbarco hanno eluso i nostri sensori, sembra che l'away team avrÃ  presto delle visite!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente JG Charles &quot;Chuck&quot; Wyandot<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente JG Charles &amp;quot;Chuck&amp;quot; Wyandot</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 11 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-08 Testa che Parla</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - 06:51</b><br /> <br />
La battaglia era ormai finita...<br />
Lo stato d'animo del Capitano Shran era ancora adrenalinico e bellicoso.<br />
Lo schermo tattico principale e tutti i visori ancora funzionanti gli restituivano immagini similari: rottami di vario genere fluttuavano ovunque nello spazio innanzi alla Marconi prima di schiantarsi contro la gigantesca nave aliena che ora appariva nuovamente sonnacchiosa.<br />
I sensori, seppur con molta approssimazione dato lo stato in cui si trovavano, comunicavano che solo un paio delle navi che avevano sferrato l'attacco erano riuscite a portarsi fuori dalla furia dello scontro e volavano rapidamente a rintanarsi all'interno della nebulosa.<br />
Una parte del suo io piÃ¹ profondo voleva urlare di gioia... una gioia guerriera, ancestrale, violenta... aumentata a dismisura dalla doppia consapevolezza di aver messo in rotta il nemico e di esserne uscito vincitore... lui assieme alla sua nave... uno contro tanti...  <br />
Avrebbe voluto vedere la faccia di Tylca... e sfidarlo a fare di meglio... trasmettergli il terrore nel dover a breve affrontare non piÃ¹ solo un andoriano, ma un'intera nave della Guardia Imperiale di Andoria... avrebbe voluto vedere il sangue gelarsi nelle vene del suo nemico. <br />
Certo, il merito non era stato essenzialmente il suo, ma era la sua nave, i suoi uomini e lui ne era il loro orgoglioso capitano.<br />
Seguendo il flusso dei suoi pensieri, Shran si accorse che avrebbero meritato un suo segno d'approvazione e seppur a malincuore si staccÃ² dalla sua estasiata visione del campo di battaglia per intraprendere un breve giro visivo in Plancia.<br />
I volti che incontrava avevano varie espressioni: sbalordimento, incredulitÃ , rabbia, contentezza, spossatezza...<br />
Gli apparivano quasi immobili, come se quell'attimo fosse stato rallentato e trasformato in interminabili secondi, permettendo a ciascuno di dar sfogo alle proprie emozioni.<br />
Shran era orgoglioso di loro, sia di quelli ancora ai loro posti sia di quelli che non avevano retto o che erano stati feriti. <br />
Poteva quasi percepire, in accordo col suo respiro, il battito accelerato dei mille rumori della Marconi... come se il cuore metallico della sua nave volesse tranquillizzarlo e renderlo partecipe che era sopravvissuta.<br />
In un moto quasi paterno, stava per riprendersi da quel suo stato di trance d'esaltazione post battaglia ed impartire gli ordini necessari per mettere in sicurezza la nave ed i suoi uomini, quando incrociÃ² due occhi marroni che brillavano di furia guerriera. <br />
In quello sguardo, Shran poteva intravedere la stessa adrenalina che sentiva attraversagli ogni membra del suo corpo, ma c'era di piÃ¹... una calma glaciale per una Klingon... se la nave era salva era merito del suo piÃ¹ recente acquisto nel corpo ufficiali...<br />
RipensÃ² alla scarica di missili partiti dalla gigantesca nave generazionale...<br />
Aveva appena ordinato massima potenza agli scudi di poppa... <br />
Si rivide aggrappato alla consolle di navigazione, ben piantato sugli arti inferiori, pronto all'impatto... <br />
Mentre stava aspettando l'inevitabile, era successo l'impensabile: aveva ricevuto un ordine!<br />
Lui il Capitano! <br />
Si era seduto al consolle di Chuck, ma mai si sarebbe aspettato che gli venisse detto di intraprendere una manovra evasiva sincronizzata a comando... <br />
La sua responsabile tattica aveva manualmente agganciato ed abbattuto due navi aliene coi phaser ventrali, mentre caricava e faceva fuoco posteriormente con siluri settati su frammentazione per generare il caos fra le unitÃ  nemiche. <br />
DopodichÃ© il Tenente Durani non aveva chiesto la sua approvazione, ma aveva con naturalezza ordinato con un ruggito di intraprendere una manovra evasiva di tipo Herbst...<br />
La preparazione di Shran aveva risposto presente alla richiesta non lasciandogli nemmeno il tempo di pensare... <br />
Aveva lanciato la Marconi al massimo possibile concesso dai motori in una corsa in avanti inclinandosi verso il basso nello spazio appena liberato dall'attacco portato da Durani, per poi sfruttare un'ipotetica ed improvvisa corrente ascensionale, allontanandosi dal luogo di esplosione dei missili che mancando l'obiettivo primario si dispersero alla ricerca delle navi aliene centrandole con inaspettata accuratezza data l'obsolescenza della nave generazionale. <br />
Al segnale dell'Ufficiale Tattico, Shran aveva fatto virare la Marconi di 180Â° gradi e lÃ¬ era iniziato il massacro... le navi aliene superstiti, ancora in piena confusione, si erano viste occupare la via di fuga dal ritorno della nave federale. Prima ancora di poter riorganizzarsi, erano state agganciate ed abbattute con implacabile precisione mentre in plancia risuonava la voce di Durani che cantava vecchie canzoni del suo popolo.<br />
 <br />
* Gran bella mossa *<br />
 <br />
Fra i due bastÃ² uno sguardo per capirsi e comunicare... <br />
DopodichÃ© Durani si focalizzÃ² nuovamente sui sistemi difensivi della nave, mentre Shran chiese un rapporto alla sala macchine. <br />
=^= Qui Seville... abbiamo difficoltÃ  su quasi tutti i ponti... uno degli impianti di sostentamento vitale Ã¨ compromesso, i malfunzionamenti che giÃ  avevano sui sistemi energetici secondari si sono aggravati, dovremmo togliere energia da tutto ciÃ² che non Ã¨ strettamente necessario per ripristinare la piena efficienza degli scudi, abbiamo piccole falle nello scafo ma niente di considerevole, alcune sale teletrasporto sono compromesse, dovremmo riuscire a mantenere attive solo quelle di emergenza, per non parlare dei sensori a lungo raggio i cui apparati si sono fusi come fonduta e ci vorrÃ  un po' per ripristinarli, dovremmo viaggiare con quelli passivi a breve raggio... nessun problema coi motori sebbene non credo al momento di avere abbastanza potenza da viaggiare a curvatura a livelli accettabili ed in sicurezza e... =^=<br />
=^= Basta cosÃ¬ signor Seville, non perdiamo tempo inutilmente... faccia il possibile, non so quanto tempo ci daranno prima di tentare un altro assalto. I suoi uomini hanno bisogno di lei Tenente... vada pure! =^= <br />
Shran chiuse la comunicazione stizzito... <br />
Stava per chiedere un rapporto alla Mc Gregor in infermeria quando fu interrotto da un semplice gesto con la mano del Consigliere lo invitava a guardare in direzione della nebulosa.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave Nemica Zama - Contemporaneamente</b><br /> <br />
Il Primo Guardiano si era seduto sul suo alto scranno. Aveva momentaneamente dismesso il suo incarico di Capitano della Zama per assumere l'alto compito di giudice supremo. <br />
L'atmosfera in Plancia era tetra... tutti sapevano come sarebbe finita... ma bisognava rispettare un protocollo vecchio di secoli.<br />
La Prima Esecutrice aveva il compito di illustrare gli ordini della missione, l'esito della stessa e le unitÃ  che erano state incaricate di portarla a termine...<br />
"La nave Alfa-Cinque Ã¨ stata danneggiata e si Ã¨ schiantata contro l'Isola dei Distruttori"<br />
"Alfa-Dieci ha assunto il comando di entrambe le Ali."<br />
"Il grosso delle nostre unitÃ  Ã¨ stato abbattuto dai missili dei Distruttori" <br />
"Alfa-Dieci Ã¨ stata danneggiata e si Ã¨ ritirata dallo scontro scortata da Gamma-Cinque"<br />
"Le unitÃ  rimaste senza guida sono state abbattute dal vascello a noi noto come USS Marconi"<br />
"I Purificatori delle Ali Cinque e Dieci hanno fallito"<br />
La voce della Prima Esecutrice era neutra ma dispiacere e rabbia covavano nel suo io piÃ¹ profondo. Sapeva quello che sarebbe successo. Tylca non poteva esimersi dal procedere.<br />
Il Primo Guardiano non si scompose esteriormente, il viso duro come una bianchissima e candida roccia di Adesto rimase quasi immobile... gli occhi fissi davanti a sÃ© brillavano ma la voce giunse come da lontano ed emise la sentenza. <br />
"Abbattete i codardi. Hanno fallito! Sono diventati Impuri come le bestie che stiamo cercando di estirpare... che gli grandi Dei possano infliggere loro il giusto castigo"<br />
L'ordine del Primo Guardiano era chiaro. <br />
Due missili partirono dalla nebulosa.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave Aliena - Isola Fluttuante - Contemporaneamente</b><br /> <br />
Tara era stupefatta... quell'essere interloquiva senza bisogno del traduttore. <br />
"Salute a te Klan, il mio nome Ã¨ Tara e vengo in pace" <br />
L'alieno sorrise posando lo sguardo sull'arma della klingon, ma poi scrollÃ² le spalle accarezzandosi la schiena con la lunga coda. <br />
"Molte-Voci tu dici di venire... ma da dove? Unico posto Ã¨ Grande Montagna di Caverne di Pietra Dura... Testa che Parla diceva che sarebbe arrivato... ma Testa che Parla dice tante cose... lui insegnato me questa lingua ma io non credo lui sempre sincero... chi parlare tante lingualitÃ  non puÃ² essere bravo" <br />
Tara ripensÃ² alla caverna in cui si sono trovati oltrepassato il grande portone blindato ed assentÃ¬ <br />
"Si vengo dalla Grande Montagna... ma non da sola. I miei amici sono stati catturati dal tuo popolo, prima di poter spiegare loro che siamo venuti qua per aiutarvi" <br />
"Molte-Voci mia gente non vuole aiuto... Dovete tornare su Grande Montagna... o loro uccide voi... Loro vivono senza guardare. Guardano senza vedere... io diverso... io andato in posti proibiti ed io Esiliato" <br />
"Quali posti proibiti?" <br />
"LaggiÃ¹ dove sorge Aryes il Sole... io andato lÃ . LÃ  trovato Testa che Parla e Gente di Ghiaccio e Grande Clack-Clock". <br />
Rekon sbuffava dentro la tasca, camminando avanti ed indietro, e solo l'intervento di Julie lo convinse ad imprecare sottovoce. <br />
"Bambina questo ci sta facendo perdere tempo con le favole della buona notte... Se non ci sbrighiamo questa dannata nave ci esplode in testa... e loro fanno amicizia... perchÃ© non la invita pure a cena? Ci sarÃ  qualche bacca succulenta in giro da condividere con tutti questi amici immaginari... ci siamo trovati il matto della compagnia. Per tutti i peli delle mie orecchie..."<br />
Un leggero tocco dato alla tasca, fece ruzzolare tutti rovinosamente... Rekon finÃ¬ a gambe all'aria trascinandosi tutti dietro e finendo per cadere sul medico giapponese.<br />
"Che tu sia dannata, Tara! Ammazzaci cosÃ¬ puoi flirtare tranquilla" <br />
La klingon cercÃ² di ignorare gli schiamazzi e aumentÃ² il tono di voce <br />
"Klan tu puoi portarmi da Testa che Parla? Il tuo mondo Ã¨ in pericolo" <br />
"Molte-Voci io potere... ma tu perchÃ© vuole salvare noi?" <br />
"PerchÃ© salvando il tuo mondo, io ed i miei amici potremo forse trovare il modo di tornare a casa" <br />
"Casa... a me mancare mia casa... mia moglie... miei bambini... ma io Esiliato... io vergogna per loro... io aiuta te, ma tu aiuta me dopo... parla con mia gente" <br />
"Va bene Klan" <br />
L'alieno si ritenne soddisfatto, emise un lunghissimo fischio in attesa del suo compagno alato.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave Aliena - Poppavia - 13 gennaio 2395 - Ore 7.25</b><br /> <br />
Tara fu issata da Klan davanti a sÃ© subito dietro al collo della bestia alata... era una posizione fantastica per osservare l'ecosistema e la klingon era emozionata dallo splendore di quel posto. <br />
Di tutt'altro stato d'animo invece erano gli occupanti della tasca... venivano sballottati a destra e sinistra, sopra e sotto, in un continuo rollio... con conseguenti imprecazioni colorite sia di Kuwano sia di Rekon. <br />
L'animale iniziÃ² a planare verso una grande struttura verticale a pianta rettangolare... coperta di piante rampicanti... con alcune tettoie come piccoli nidi... Klan indirizzÃ² il volo del suo compagno verso uno di questi e con un unico balzo slegÃ² i propri capelli da quelli dell'animale e fluidamente si buttÃ² all'interno trascinandosi dietro Tara, mentre appesi fuori dalla tasca tutti si reggevano a Rekon che era riuscito ad afferrare un filo di tessuto e a tenersi stretto all'uniforme della Keane. <br />
La struttura era evidentemente artificiale... c'erano portelloni, aree stagne, impianti di ricircolo aria, tutto obsoleto ma sicuramente quella era l'area di controllo della nave.  Bisognava solo trovare la sala macchine e cercare di capirci qualcosa. <br />
Klan condusse Tara in un dedalo di corridoi, ove robot dall'aria vetusta svolgevano semplici mansioni ripetitive. <br />
Salirono molte rampe di scale fino a giungere in una grande sala... in fondo ad essa c'era una parete a specchio che brillava di un colore fluorescente che variava dall'azzurrino al verde. <br />
=^= Klan finalmente... temevo ti fossi dimenticato di me... Ã¨ cosÃ¬ noioso annoiarsi da solo... Sono secoli che leggo le stesse cose, che parlo ma nessuno mai mi ascoltava prima di te... =^= <br />
L'alieno si avvicinÃ² a Tara sovrastandola e cercÃ² di parlare a piÃ¹ bassa voce possibile... <br />
"Testa che Parla non tace mai..." <br />
=^= Quante volte te l'ho detto di non chiamarmi Testa che Parla... non Ã¨ colpa mia se senza manutenzione questo supporto si Ã¨ consumato... io sono H5T67 traduttore olografico di ultima generazione... conosco centinaia di culture e... ma poi con chi parli? Hai finalmente portato qui tua moglie? =^= <br />
"No... ho portato Molte-Voci" <br />
=^= Molte-Voci? Ma chi diavolo... =^= <br />
Tara si portÃ² alla fioca luce permettendo ad H5T67 di vedere pienamente <br />
=^= Una Klingon? Che scoperta interessante... e deludente allo stesso tempo... Mi aspettavo una specie maggiormente evoluta rispetto a divoratori di Pipius e Targh =^= <br />
"Conosci la mia gente H5T67?" <br />
=^= Wow sa pure parlare... non grugnite piÃ¹ come cinghiali prima di azzuffarvi per nulla? Illuminante questo incontro, peccato sia inutile per la salvezza di questa meraviglia =^= <br />
"Mi chiamo Tara Keane, sono per metÃ  Klingon e metÃ  Umana... appartengo alla Federazione dei Pianeti Uniti... siamo qui per offrire assistenza in seguito ad una richiesta di aiuto computerizzato che abbiamo ricevuto ma che non siamo riusciti a tradurre pienamente" <br />
=^= E' ovvio... una klingon che ne puÃ² capire di certe cose... ma che mi dovevo aspettare... io ho una conoscenza basilare dell'intero universo e di tutto ciÃ² che contiene... voi non sapete nulla che non sia guerra e cibo immondo =^= <br />
"H5T67 dovresti sapere cos'Ã¨ la Federazione dei Pianeti Uniti e iniziare a trattare un ufficiale della sua Flotta in maniera piÃ¹ consona" <br />
=^= Non so di che parli... =^= <br />
"Come no? E la tua immensa conoscenza?" <br />
=^= Ho una conoscenza basilare di tutto ciÃ² che Ã¨ IMPORTANTE nell'universo... Evidentemente la tua Federazione non lo Ã¨ =^= <br />
"Klan stiamo perdendo tempo qua... portami dalla Gente di Ghiaccio e dal Grande Clack-Clock" <br />
=^= Se non conosci la storia di questa nave generazionale non puoi pretendere di pensare di togliere dall'ibernazione l'equipaggio e mettere le tue mani pelose sui sistemi motori =^= <br />
"Non ho piÃ¹ tempo da perdere H5T67... fra poche ore questa nave imploderÃ  se non facciamo qualcosa... non esisterÃ  piÃ¹ nulla... nÃ© te nÃ© io nÃ© Klan e la sua famiglia nÃ© il suo popolo nÃ© i miei compagni".<br />
=^= Lo so, altrimenti non avrei inviato la richiesta di soccorso... non trovi? Nonostante io dubiti fortemente che la tua mente geniale sia in grado di fare qualcosa per ovviare a tutto ciÃ², ti racconterÃ² velocemente la storia mentre ti dirigi al piano superiore... in plancia! <br />
Devi sapere che un tempo esistevano due pianeti gemelli... il bianco e roccioso Adesto ed il boscoso Allesto... ci vivevano due specie tecnologicamente molto avanzate... sicuramente molto piÃ¹ dei Klingon - non che ci voglia molto dopotutto  - che vivevano in pace ed armonia... ma rigorosamente separate fra loro... gli Abitanti di Adesto infatti avevano leggi molto severe che vietavano ogni forma di contaminazione razziale. Non erano tollerati amori fra i due popoli.<br />
Ma si sa a furia di proibirlo, l'amore trovÃ² ugualmente la propria strada... ed una giovane donna di Adesto si innamorÃ² di un uomo di Allesto... rimase incinta... <br />
Il tempo di gravidanza per quei popoli era molto lungo... piÃ¹ di due anni... <br />
E fu in quel periodo che comparve... un enorme asteroide che minacciava di distruggere entrambi i pianeti. <br />
Il popolo di Allesto costruÃ¬ questa nave, che chiamÃ² l'Isola. <br />
Quello di Adesto creÃ² Zama, una nave piÃ¹ piccola ma dotata di un sistema difensivo in grado di generare una nebulosa impenetrabile. <br />
Circa due mesi prima che l'asteroide entrasse nel sistema dei due pianeti gemelli, i parenti della giovane scoprirono che era incinta... Adesto dichiarÃ² che la possibile distruzione del loro mondo era colpa di quell'unione e dichiarÃ² guerra ai "Distruttori" di Allesto... <br />
L'attacco fu fulmineo ed imponente: flotte di navi attaccarono e distrussero qualunque cosa... il popolo di Allesto, prima di soccombere, riuscÃ¬ ad far imbarcare sulla nave generazionale la giovane coppia assieme a poche altre e a far partire la nave. <br />
Mentre l'Isola stava entrando in curvatura, fu raggiunta dalle navi nemiche... riuscimmo a fuggire ma perdemmo l'anello superiore... ci fu perdita di ossigeno e l'equipaggio intero fu sottoposto a processo di stasi criogenica di emergenza... Si auto ibernarono. <br />
I robot svolsero la loro funzione e la nave fu riparata, ma nessuno era in grado di riportare l'equipaggio fuori dall'ibernazione.<br />
Fu dopo qualche mese che scoprii che la donna di Adesto aveva dato alla luce una bambina... e che non era stata ibernata perchÃ© portata in salvo da un piccolo essere umanoide dalla folta criniera e dalla lunga coda... molto simile al popolo di Allesto, ma tecnologicamente molto arretrato...<br />
 <br />
Dalla loro unione nacque la specie da cui discende Klan, che gli abitanti di Adesto chiamano gli Impuri e che vogliono distruggere piÃ¹ di ogni altra cosa. Nessun segno della contaminazione razziale deve per loro sopravvivere. =^=<br />
<JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Durani della Casata di Kanjis</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 05 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-07 Comprendersi</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 13/01/2395 - 06:20</b><br /> <br />
C'era un antico detto Terrestre, che Shran aveva imparato da una sua vecchia fiamma ai tempi dell'Accademia, che recitava piÃ¹ o meno "se qualcosa puÃ² andar male lo farÃ , ma se piÃ¹ cose possono andar male, lo faranno nella peggiore sequenza possibile".<br />
Questo fu il pensiero che attraversÃ² la mente del Capitano della Marconi mentre, protendendo istintivamente le antenne verso lo schermo visore, riceveva l'informazione che la grande nave aliena che cercavano disperatamente di proteggere li aveva appena presi di mira con le sue armi.<br />
"Manovre evasive!" ordinÃ², quasi in automatico "allontaniamoci oltre la portata di quei missili!"<br />
In effetti le armi della grande nave erano missili piuttosto antiquati e, in condizioni normali, la Marconi avrebbe potuto distanziarli entrando in Curvatura o anche spingendo al massimo i motori ad impulso. In condizioni normali, ovvero se non fosse stata circondata da uno sciame di piccole astronavi intente a spararle addosso! <br />
"Troppo tardi, non abbiamo sufficiente spazio di manovra!" rispose il Timoniere, mentre tentava disperatamente di eseguire ugualmente l'ordine ricevuto, mentre la nave sobbalzava sotto le scariche di armi ad energia degli alieni della nebulosa. Nella foga il ragazzo, che nonostante la maggiore etÃ  non aveva la metÃ  dell'esperienza o del talento del Primo Timoniere assente, calcolÃ² male una traiettoria  la grande Sezione a Disco della Marconi colpÃ¬ in pieno un caccia alieno, attraversandolo come un coltello nel burro ma venendo scossa pesantemente.<br />
In tutta la nave le luci si abbassarono per diversi secondi e parecchi condotti EPS secondari esplosero per il sovraccarico di energia trasmesso dagli Scudi. In Plancia, Shran si rialzÃ² di scatto, dopo essere stato sbalzato dalla propria poltrona e - vedendo il timoniere a terra - si lanciÃ² sulla consolle di navigazione rimasta scoperta gridando al contempo "Rapporto danni!"<br />
"Scudi frontali al 43?, abbiamo danni di limitata entitÃ  sul sistema energetico un po' su tutti i ponti..." rispose Durani, continuando nel frattempo a sparare al nugolo di navi che li circondava, cercando di aprire un varco per il passaggio della Marconi. <br />
"Hanno fatto fuoco!" urlÃ² l'addetto ai sensori, mentre la visuale sullo schermo principale veniva rapidamente trasferita per mostrare ciÃ² che accadeva a poppa, dove dietro alla flottiglia aliena fu possibile per un secondo vedere una porzione del gigantesco scafo aprirsi e avvampare sotto le fiamme del lancio a propulsione chimica di quelli che parevano essere centinaia di missili.<br />
"Tutta l'energia agli scudi di poppa!" urlÃ² Shran, afferrandosi saldamente alla consolle di navigazione e stringendo la mascella in attesa dell'inevitabile impatto.<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio Alieno - contemporaneamente</b><br /> <br />
La squadra di sbarco era stata privata delle armi, dei comunicatori e di ogni attrezzatura ma, a parte lo sfortunato membro della Sicurezza che era caduto da quel sauro volante durante una specie di attacco di panico da vertigine, non era stato fatto loro alcun male.<br />
I federali erano stati portati in una enorme struttura, ricavata in un cerchio di alberi alti centinaia di metri, ed erano stati depositati in una piccola caverna - ricavata anch'essa dal tronco di un albero parzialmente cavo - e guardati a vista da due soldati. Di tanto in tanto ricevevano la visita di alcuni di quegli alieni, ma nessuno parlava con loro. Si limitavano a guardarli per un po' e poi ad andarsene.<br />
"Siamo la nuova attrazione turistica di questa gente..." commentÃ² sconsolato Resed, passandosi la manona blu sul viso, dopo che l'ennesimo visitatore - forse un bambino, visto che era alto circa quanto loro - se ne fu andato.<br />
"Dubito che abbiano molti visitatori qui..." commentÃ² uno degli uomini della sicurezza catturati "Piuttosto, signore...come dobbiamo comportarci? Dobbiamo preparare un piano di fuga o attendiamo soccorsi dalla Marconi?<br />
Chuck impiegÃ² qualche secondo ad accorgersi che nessuno stava rispondendo alla domanda dell'uomo della Sicurezza e, sollevato lo sguardo, si accorse che tutti lo stavano guardando " C...cosa?" domandÃ² stupito.<br />
"Chiedevo se ritiene che dovremmo attendere una soluzione diplomatica o prepararci a tentare la fuga, signore..." rispose l'ufficiale della Sicurezza, paziente.<br />
Chuck si guardÃ² intorno, tentando senza troppo successo di trovare una risposta alla domanda ricevuta. Al timone di una nave si sentiva sempre perfettamente a suo agio, ma non gli era mai capitato di doversi confrontare con l'altro aspetto del "colletto rosso" e - solo ora - si rendeva conto di essere l'ufficiale piÃ¹ alto in grado del gruppo. Cominciando a sudare disse "Io...credo...per ora aspettiamo, ma iniziamo a studiare un possibile piano...sÃ¬..." <br />
Prima di poter dire altro, perÃ² un alto alieno - dall'apparenza molto anziana a giudicare dal colore chiaro dei capelli e dalla relativa assenza di massa muscolare - si fece avanti, andando ad osservarli. L'esame visivo durÃ² a lungo, tanto che Chuck si sentÃ¬ in dovere di alzarsi in piedi, per proporsi come interlocutore all'alieno.<br />
Questi perÃ² lo ignorÃ² e - dopo un'attenta osservazione - si pose davanti a Resed ed iniziÃ² a parlargli in una lingua incomprensibile.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Esterno Villaggio Alieno - 13/01/2395 - 06:21</b><br /> <br />
Tara osservÃ² con attenzione l'alieno blu che, persa la lancia e tenuto sotto tiro dal Phaser della donna, manteneva una guardinga posizione difensiva, gli occhi gialli puntati su di lei e la mano destra a pochi centimetri dall'impugnatura di corno di quello che pareva essere un lungo pugnale.<br />
"@@#â‚¬â‚¬%%....&+-&â‚¬##@@#â‚¬...@#%&â‚¬#!" la melodiosa lingua dell'alieno aveva una cadenza rassicurante, quasi si stesse rivolgendo ad una bestia feroce da placare a parole, ma non per questo era piÃ¹ comprensibile.<br />
"Credo sia curioso, non sento malignitÃ  in lui..." urlÃ² Julie dalla tasca della Mezza-Klingon, per farsi sentire dalla collega delle Operazioni.<br />
"La curiositÃ  puÃ² essere pericolosa, se lo spinge a chiedersi che sapore uno abbia..." borbottÃ² Rekon, analizzando col Tricorder il Traduttore Universale incastonato nel comunicatore che - da come lo fissava - pareva gli stesse facendo un torto personale a non riuscire ad interpretare la lingua aliena.<br />
"Un po' di ottimismo, Rekon..." lo ammonÃ¬ blandamente Dal, il fucile miniaturizzato in mano, puntato verso l'enorme alieno blu "diamo fiducia alle sensazioni di Julie..." <br />
"A meno che la bambina non riesca a parlargli nella testa, credo che continuerÃ² a consigliare al nostro taxi Klingon di guardarsi quel bel fondoschiena che si ritrova e di impallinare il selvaggio al primo movimento..." rimbrottÃ² il Tellarita poi, vedendo la Betazoide scuotere il capo, come a dire che non riusciva a trasmettere i propri pensieri all'alieno, aggiunse "bimba, smetti di cercare di entrare nella sua testa e dammi una mano ad entrare negli analizzatori di quest'affare! Prima capiremo cos'ha che non va e prima potremo dire al tomo blu di lasciarci in pace e di tornare a fare le pulci alle sue bestie volanti!"<br />
Ma il momento di stallo non durÃ² molto. <br />
Tara non ebbe difficoltÃ  a notare l'irrigidirsi dei muscoli dell'alieno e stava per sparare, quando un rumore profondo ed una potente vibrazione la fecero voltare verso un punto imprecisato dello scafo della grande astronave e, un istante dopo, dalla stessa direzione si levarono diversi volatili ed il grido di ancor piÃ¹ animali.<br />
L'alieno scattÃ² verso la propria lancia sorprendendo Tara,  che fu comunque lesta a voltarsi nuovamente per fronteggiarlo. In questo modo, perÃ², si trovÃ² del tutto impreparata quando un branco di felinoidi a sei zampe lunghi ognuno piÃ¹ di 4 metri eruppe nella radura, correndo a folle velocitÃ  verso di loro. <br />
La Mezza-Klingon fece partire d'istinto una scarica di phaser che abbattÃ© una delle bestie, facendo cadere anche le due immediatamente dietro, ma si attirÃ² contro le ire del branco che - con un rapidissimo scarto, le si lanciÃ² addosso. <br />
Per il Capo Operazioni sembrava giunta la fine - una fine accompagnata da urla ed insulti miniaturizzati - quando il grande alieno blu le si lanciÃ² contro sottraendola alla prima carica delle bestie a sei zampe e, dopo essersela caricata in spalla, si mise a correre rapidamente nella foresta. <br />
Le creature a sei zampe rimasero confuse da quell'intervento per appena una manciata di secondi, poi si lanciarono all'inseguimento, costringendo l'alieno ad effettuare una serie di lunghi balzi ed una sorta di arrampicata ad una mano che - con una facilitÃ  che aveva dell'incredibile visto che stava trasportando Tara sulle spalle - lo portarono a salire sempre piÃ¹ in alto su quegli strani alberi. <br />
"Non ti fermare!!!" gridÃ² l'ufficiale della Marconi da sopra la spalla blu, vedendo che anche diversi felinoidi a sei zampe si stavano arrampicando sugli alberi. Nonostante la posizione scomoda, la ragazza riuscÃ¬ a far partire una serie di colpi dalla propria arma, abbattendo una delle creature e facendone cadere un'altra. <br />
Con un colpo di reni, l'alieno si arrampicÃ² al livello superiore dell'albero e fischiÃ² a lungo, continuando a salire. Giunto finalmente in cima, perse appena un istante per osservare le bestie che li avevano quasi raggiunti e spiccÃ² un lungo balzo nel vuoto. <br />
Vedendo centinaia di metri di nulla spalancarsi sotto di loro, Tara lanciÃ² una imprecazione che probabilmente - se non fosse stato troppo impegnato ad impedire a Salen di cadere dalla tasca - avrebbe riempito di orgoglio il cuore del vecchio Rekon. <br />
Contrariamente alle aspettative della Mezza-Klingon, perÃ², lo Sto-Vo-Kor non li stava ancora reclamando: dal nulla, infatti, comparve uno di quegli strani uccelli a quattro ali che li accolse sulla loro groppa. Tara ebbe giusto il tempo di vedere l'alieno unire la propria treccia di capelli a quella dell'animale, prima che quest'ultimo accelerasse verso il cielo con una velocitÃ  tale da costringerla ad abbracciare con forza il braccio muscoloso che la sorreggeva e a chiudere gli occhi.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - isole galleggianti - 13/01/2395 - 06:35</b><br /> <br />
Quando il sibilo del vento nelle orecchie fu sovrastato dal suono di una massa d'acqua in movimento, Tara aprÃ¬ gli occhi e quel che vide le fece spalancare gli occhi "Per Khaless!"<br />
Quando i cinque ufficiali miniaturizzati si affacciarono dalla tasca in cui si erano rintanati, non poterono a loro volta trattenere esclamazioni di sorpresa di fronte a ciÃ² che si stagliava di fronte a loro: centinaia di piccole isole rocciose galleggiavano nel vuoto, circondate da una serie di cascate d'acqua che cadevano fino ad una certa altezza, per poi risalire in un movimento che diventava praticamente un circolo infinito.<br />
 <br />
"Oh cavolo...questo Ã©..." provÃ² a dire Julie, interrotta da Salen che - da bravo Vulcaniano - continuÃ² con un "Affascinante...pare che queste isole siano intrappolate nella zona di annullamento gravitazionale al centro dell'astronave..." <br />
"Affascinante i peli delle mie orecchie!" esclamÃ² Rekon, reggendosi alla spalla del dr. Kuwano, che non parve troppo felice della cosa "dove accidenti ci sta portando quel tizio? E perchÃ©?"<br />
Alla prima domanda l'alieno rispose dirigendo il grande uccello verso una delle rocce sospese, una piccola palla di roccia ricoperta di erba e lambita da uno degli anelli d'acqua. Con una manovra precisa l'uccello atterrÃ² sulla parte inferiore della roccia, mostrando che anch'essa era soggetta alla gravitÃ . <br />
"Sempre piÃ¹ affascinante..." commentÃ² Salen, mentre l'alieno poggiava delicatamente a terra Tara, prima di scendere a sua volta dalla groppa dell'animale, che anzichÃ© volare via si acquattÃ² con la testa sotto una delle grandi ali. <br />
"E adesso?" domandÃ² Julie, mentre l'alieno spariva in una specie di grotta naturale scavata nella roccia.<br />
"Adesso mi dai una mano con questo affare..." ribattÃ© Rekon, attirando l'attenzione della Betazoide sul Tricorder e sul comunicatore sui quali aveva ricominciato a lavorare "dobbiamo ancora capire perchÃ© non traduce quella che dovrebbe essere una sintassi primitiva...e ci servirÃ  saperlo se vogliamo un passaggio per tornare a casa..."<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio Alieno - 13/01/2395 - 06:20</b><br /> <br />
Dopo aver parlato per molti minuti senza che si capisse una singola parola, il vecchio indicÃ² a Resed l'apertura della grotta, invitandolo cosÃ¬ implicitamente a seguirlo. <br />
Impanicato, il Boliano iniziÃ² a balbettare che lui era solo un ingegnere e non ne sapeva nulla di Primi Contatti ma, nonostante l'etÃ  avanzata, l'alieno doveva essere molto forte perchÃ© riuscÃ¬ a trascinarlo di diversi metri, prima che qualcuno intervenisse.<br />
Gli uomini della Sicurezza si alzarono per intervenire, ma con un guizzo di comando che non si aspettava di avere, Chuck si alzÃ² e disse "Fermi!" quindi, avvicinandosi all'alieno, aggiunse "sono il Tenente Charles Wyandot e comando questi uomini. Se deve dire qualcosa a qualcuno di loro, parli con me!"<br />
L'Alieno fissÃ² per parecchi secondi il giovane Umano che - dopo l'impeto del momento - si ritrovÃ² con le gambe tremanti a sostenere quegli occhi gialli. Quando il vecchio fece una specie di cenno d'assenso e lasciÃ² Resed, Chuck tirÃ² un sospiro di sollievo e lo seguÃ¬ all'esterno.<br />
Camminarono per parecchi minuti attraversando un villaggio popolato di centinaia di alieni di ogni etÃ  e, alla fine, giunsero al cospetto di un immenso albero dalle radici che pulsavano di energia.<br />
L'Alieno si sedette tra le radici e, con un cenno del capo, invitÃ² il giovane ufficiale della Marconi a fare altrettanto. Con un po' di esitazione, Chuck obbedÃ¬.<br />
 <br />
<br /><b>Nave Aliena - Isola Fluttuante 13/01/2395 - 06:50</b><br /> <br />
Tara aveva fatto due volte il giro dell'isolotto fluttuante ma, a parte l'ebrezza di camminare a testa ingiÃ¹ e di bere da una cascata circolare, non c'era molto da scoprire o da cui guardarsi. <br />
Le comunicazioni con la Marconi erano completamente saltate giÃ  da un po' ma Rekon era troppo impegnato a litigare col Dottor Kuwano e - si sperava - ad aiutare Julie nella ricalibrazione dei sensori di analisi del traduttore universale per occuparsi anche di quello. <br />
Dal, che si era arrampicato nuovamente fino alla tasca della parte superiore della divisa offrendosi di fare la guardia con lei, le aveva riferito che i due pensavano che il problema potesse essere legato al fatto che parte del linguaggio di quelle creature fosse a frequenze molto al di sotto o al di sopra del normale spettro di analisi, ma a parte questo non aveva piÃ¹ avuto aggiornamenti di alcun tipo. <br />
"Sono preoccupato..." disse il Mezzo-Cardassiano, dopo aver lavorato per un po' col tricorder "non riesco a superare le interferenze che ci isolano dalla Marconi, ma quando ho provato a parlarne a Rekon mi ha mandato al diavolo dicendomi di ricalibrare il segnale...come se potessi farlo senza gli strumenti adeguati..."<br />
"Lascia stare, credo sia solo un po' su di giri..." minimizzÃ² la Mezza Klingon, interrompendosi perÃ² quando l'alieno tornÃ². <br />
La donna si voltÃ², questa volta senza puntargli l'arma contro, e l'alieno disse "I miei saluti, Molte-Voci...io sono Klan, ma la mia gente si riferisce a me come l'Esiliato..."</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 16 Apr 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-06 Mi concede questo ballo?</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Nave Aliena - 13/01/2395 - 06:20</b><br /><br />
"Direi che scalare la struttura a mani nude Ã¨ fuori discussione..." AffermÃ² il medico giapponese con aria pensierosa, cercando di sporgersi il piÃ¹ possibile dalla tasca della mezza klingon e scatenando al contempo una vivace reazione dal tellarita che, gli stava a fianco con espressione seccata.<br />
"Davvero? Non l'avrei mai detto! - replicÃ² sarcastico, l'alieno dal naso porcino alzando le braccia al cielo e rischiando di scivolare all'interno della tasca a causa del movimento improvviso - Sono piÃ¹ di cento metri e gli appigli sono una schifezza ... anche se Ã¨ una Klingon la ragazza non Ã¨ una scimmia arrampicatrice! - continuÃ², indicando alle sue spalle con il pollice, riferendosi ovviamente a Tara. - Senza contare che quelle bestiacce lassÃ¹ difficilmente se ne starebbero buone buone con le ali in mano se ci vedessero durante la scalata ... e sorpresa! Non abbiamo modo di nasconderci..."<br />
"Sshh! Zitti!" finalmente, la mezzosangue Klingon interruppe il brontolio dell'ingegnere capo accompagnando alle parole un gesto intimidatorio col dito, dall'aspetto decisamente imponente per i piccoli Ufficiali Mignon. CercÃ² di farsi piÃ¹ piccola e di nascondersi nella bassa vegetazione nei paraggi, mentre sollevava gli occhi al cielo seguendo con lo sguardo un piccolo gruppo di creature allontanarsi dal gruppo, dirigendosi verso la zona da cui erano arrivati.<br />
"Sembrano irrequieti... - bisbigliÃ² Dal, le cui dimensioni ridotte amplificarono lo smorzamento vocale, rendendo le sue parole appena percettibili -... potrebbe essere successo qualcosa..."<br />
Le parole del mezzosangue cardassiano vennero perÃ² sovrastate da un inquietante lamento, per alcuni versi simile al canto di una balena terrestre, che venne sostituito a sua volta dall'atroce stridio di metallo contro metallo. L'intera nave vibrÃ² per una manciata di secondi.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - Qualche attimo prima</b><br /><br />
"I motori di una delle navi sono stati danneggiati... - affermÃ² Durani con innaturale freddezza per una klingon, mantenendo gli occhi fissi sulla propria consolle. Aveva appena comandato che era riuscito ad oltrepassare gli scudi della nave nemica, ma non poteva concedersi un attimo di tregua. Era imperativo replicare il risultato e disabilitare il maggior numero di navi possibili, quantomeno per livellare la disparitÃ  numerica. -... sembra aver perso capacitÃ  di manovra."<br />
"Ottimo... - replicÃ² Shran, osservando la moltitudine di navi nere che sciamava velocemente sullo schermo principale davanti all'immensa nave generazionale. Quella era stata la risposta di Tylca. Lanciare un'ondata di quelle sue navi color pece contro la Marconi, segno evidente che le trattative diplomatiche erano cessate ancora prima di iniziare. L'andoriano sperava ardentemente in un ulteriore aiuto da parte dell'enorme nave che cercavano di proteggere, data la differenza di numeri, ma aveva il sentore che, non essendo stata attaccata direttamente, la nave generazionale si sarebbe limitata a fare da silente osservatrice dello scontro. Poteva e doveva quindi confidare solamente nelle abilitÃ  del proprio equipaggio. -... cerchi di mettere a segno altri centri come quello, ne abbiamo bisogno..."<br />
"Signore, - replicÃ² prontamente la klingon, aggrappandosi alla propria postazione per ovviare allo spostamento dovuto ad una manovra eccessivamente brusca. - la nave colpita continua a muoversi per inerzia... continuando cosÃ¬ si schianterÃ  contro la nave generazionale!"<br />
l'andoriano strinse gli occhi, muovendo le antenne in maniera frenetica alla ricerca della piccola blatta ferita in mezzo a quella bolgia infernale. La individuÃ² poco dopo, mentre si dirigeva a velocitÃ  smodata roteando su se stessa verso il ventre della nave generazionale, la quale rispose immediatamente cercando di schiacciare quell'orrido punto nero, ma questa volta i suoi siluri furono troppo lenti e la piccola blatta si schiantÃ² sul suo enorme fianco, trascinandosi per qualche metro prima di esplodere.<br />
"La nave generazionale non sembra aver subito danni... ma le sue armi ora sono puntate su di noi!"<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Cosa diavolo Ã¨ stato?" domandÃ² il medico asiatico cercando con lo sguardo la fonte del rumore, senza trovarlo.<br />
"Sembrava provenire dall'esterno della nave... - affermÃ² Tara, continuando a tenere sott'occhio le creature volanti che sembravano essersi radunate in un punto poco distante, nei pressi dello scafo, quasi come se fosse loro intenzione esaminarlo -... sarÃ  meglio contattare la Marconi e..."<br />
La donna fece per avvicinare la mano al comunicatore, ma la punta di una rudimentale lancia si frappose fra il suo arto e l'apparato di comunicazione. Voltandosi lentamente, si rese finalmente conto della presenza di uno dei nativi, intento ad osservarla, pronto a reagire nel qual caso lei avesse dato segno di ostilitÃ . La sua mente si svuotÃ² di ogni pensiero, mentre cercava inutilmente di capire come fosse stato possibile che un essere di piÃ¹ di due metri le fosse arrivato alle spalle senza che lei se ne accorgesse.<br />
"Porca... come diavolo ha fatto? - affermÃ² il Capo della Sicurezza dall'interno della taschino, lasciandosi andare ad un ulteriore commento al limite del percettibile - Questi tizi sono dei ninja..."<br />
Tara cercÃ² di nascondere delicatamente gli esserini che avevano preso dimora nella sua tasca con la mano. Il tellarite bofonchiÃ² qualcosa a mo' di protesta, ma le parole non risultarono abbastanza intelleggibili nemmeno ai suoi compagni di tasca. L'alieno invece, mantenendo la lancia puntata verso la donna, blaterÃ² qualcosa in quella sua lingua incomprensibile, mantenendo sul volto un'espressione dura, ma non cattiva. Perlomeno cosÃ¬ sembrÃ² alla mezzosangue klingon.<br />
Tara cercÃ² di riguadagnare la posizione eretta, dato che era ancora accucciata in modo da rendersi meno visibile, alzando una mano e mantenendo l'altra sul phaser.<br />
"Mi spiace, non comprendo la tua..."<br />
=^= Comandante Keane... - il comunicatore interruppe la mezzosangue klingon, scatenando una reazione stupita da parte della creatura che spostÃ² immediatamente la punta della sua arma verso l'oggetto -... tutto a posto? Qui fuori la situazione si Ã¨ fatta bollente e... =^=<br />
Prima che la donna potesse replicare in alcun modo, l'alieno, in un unico e fluido gesto, compÃ¬ un passo in avanti allungando la mano verso la fonte del suono. D'istinto, la mezza klingon tentÃ² di agguantare il possente braccio, grosso quasi quanto la sua testa, ma l'alieno se ne avvide per tempo. LasciÃ² che la donna eseguisse la sua contromossa, ma poi, con un abile gesto della mano che ancora tratteneva la lancia, ne infilÃ² l'asta fra i piedi della donna, in modo da farla sbilanciare. Ad un osservatore esterno, la scena sarebbe potuta sembrare un esibizione di danza, culminata da un improvvisato casquÃ©.<br />
Tara riuscÃ¬ a reagire e a liberarsi solo dopo una manciata di secondi, ma questi pochi attimi permisero comunque all'alieno di agguantarle il comunicatore, strapparlo via e gettarlo a terra con forza. Per contro perÃ², la mezzosangue klingon fu in grado di accaparrarsi la lancia che l'alieno aveva utilizzato per farle perdere l'equilibrio e con essa parÃ² alla bell'e meglio un paio di sferzate della coda dell'alieno utilizzata a mo' di frusta, arretrando di qualche metro prima di piantare l'impugnatura della rudimentale arma a terra e di estrarre il phaser.<br />
"Non intendo nuocerti... - intimÃ² la donna, verso l'alieno che comunque non sembrava comprendere la sua lingua. -... ma non esiterÃ² a sparare se devo!"<br />
L'alieno blaterÃ² nuovamente qualcosa nella sua lingua, ma, quasi avesse compreso le parole dell'Ufficiale Federale, rimase immobile, continuando ad osservarla.<br />
"Tutto bene la dentro?" domandÃ² la donna, sentendo i suoi colleghi tascabili muoversi all'interno dell'uniforme, senza perÃ² distogliere lo sguardo dall'imponente alieno.<br />
"Dannazione! - replicarono all'unisono l'Ingegnere Capo e il medico, cercando di raggiungere arrampicandosi verso l'uscita. - La prossima volta che fa una cosa del genere, giuro che le vomito in tasca!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Keiji Kuwano<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Keiji Kuwano</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 26 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-05 Il Muro</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Nave aliena - 13/01/2395 - Ore 05.40</b><br /><br />
"Keane a Marconi: Capitano cosa succede? Qui balla tutto!"<br />
La voce di Shran giunse qualche istante dopo, che al gruppo sulla nave aliena sembrÃ² eterno.<br />
=^= C'Ã¨ stato un aumento nello squilibrio dell'erogazione di potenza nei motori ad impulso: secondo i nuovi dati riteniamo che i motori esploderanno entro trenta ore! =^=<br />
Lo scambio di battute tra il capitano e il capo operazioni della Marconi, sembrÃ² a Dal un temporale benziti: le voci rimbombarono negli orecchi dell'ufficiale della sicurezza tanto che si vide costretto a tapparseli con le mani per attutire il volume delle voci. Anche Rekon si teneva la testa e allo stesso tempo imprecava qualcosa all'indirizzo del comunicatore posto a pochi centimetri da loro.<br />
=^= Tenente recuperate il resto della squadra e rientrate =^=<br />
"Capitano, sembra che il resto della squadra sia stato catturato, o sia finito nei guai: purtroppo abbiamo appena trovato il cadavere del guardiamarina Elmore"<br />
=^= Come Ã¨ successo lo sapete? =^=<br />
"Non Ã¨ chiaro signore, sembra morto in seguito ad una caduta"<br />
=^= Da quante persone Ã¨ formato il suo gruppo? =^=<br />
"Al momento siamo in tre..."<br />
=^= Siete in pochi =^= mormorÃ² il capitano =^= Comandante vi do al massimo due ore, poi voglio che torniate a bordo con o senza il resto della squadra =^=<br />
*Non credo proprio...* pensarono all'unisono Tara e Dal ma non diedero voce ai loro pensieri.<br />
"Ricevuto, Keane chiudo" senza pensarci la donna premette il proprio comunicatore causando la caduta degli ufficiali all'interno della tasca, causando la reazione scomposta del tellarite.<br />
"Scusate" si scusÃ² la mezza klingon guardando all'interno della tasca. Dal che si era giÃ  rialzato la guardÃ² "Non che mi lamenti del posto dove ci ha messo comandante" fece un sorrisetto "ma forse Ã¨ il caso che ci trovi un posto meno vicino al comunicatore qualora si dimenticasse nuovamente che siamo qui e se non vuole che diventiamo tutti sordi..."<br />
Tara allungÃ² due dita ed estrasse l'ufficiale della sicurezza e se lo portÃ² davanti al volto "Sempre a lamentarti...in questo momento mi ricordi molto un piccolo pezzo di gak potrei 'dimenticarmi'" Tara enfatizzÃ² quella parola "che non lo sei..."  cosÃ¬ dicendo aprÃ¬ la bocca minacciando di mangiare il capo della sicurezza.<br />
"Comandante, non Ã¨ ne appropriato ne simpatico" gli disse di rimando Jaran guardandola con un, malcelato, broncio. La donna poi lo depose nella tasca destra della giacca, posta sotto la cintura, poi ripetÃ© l'operazione per gli altri ufficiali miniaturizzati.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - Ore 05.50</b><br /><br />
"Situazione delle sonde?" chiese Shran rivolgendosi alla postazione dei sensori.<br />
"Capitano, a causa dei disturbi della nebulosa non siamo certi delle letture, ma per quello che sappiamo abbiamo perso i contatti con tutte le sonde"<br />
"Prevedibile, se i nostri misteriosi avversari si sono rifugiati li dentro..." indicÃ² l'immagine visualizzata sullo schermo principale "...Ã¨ probabile che conoscano bene quell'area di spazio, non ho intenzione di andare a stanarli, ma teniamo d'occhio l'area"<br />
Durani rispose con un "SignorsÃ¬" di conferma.<br />
Il guardiamarina addetto ai sensori attirÃ² l'attenzione dell'andoriano "Capitano, rilevo un segnale: una delle sonde sta uscendo ora dalla nebulosa, ricevo una trasmissione registrata"<br />
"Sullo schermo" disse Shran alzandosi in piedi.<br />
Alcuni secondi dopo il loro avversario aveva un volto e un nome. <br />
"Comunicazioni: riusciamo a contattare questo Tylca"<br />
"Mi spiace signore ma non riusciamo a passare le interferenze della nebulosa, non posso garantire che la trasmissione arrivi a destinazione"<br />
"Mmmm" Shran guardÃ² la postazione sensori "Guardiamarina registri il mio messaggio e rinvii la sonda nella nebulosa"<br />
"In linea"<br />
Shran si sistemÃ² l'uniforme poi diede la sua risposta "Shran del clan Mira, capitano della nave Federale USS Marconi siamo una spedizione scientifica, non abbiamo intenzioni bellicose, abbiamo visto la nave dei vostri avversari in difficoltÃ  e ci siamo impegnati ad aiutarli, per quanto possibile, ma siamo stati attaccati dalle vostre navi. Vi chiediamo di interrompere le ostilitÃ  e incontrarci di persona per risolvere questa annosa situazione, attendo una vostra risposta. Lunga vita e prosperitÃ ." con un cenno della mano indicÃ² al guardiamarina di terminare la registrazione. Il timoniere fece ruotare la sua sedia in direzione del capitano "Lunga vita e prosperitÃ ?" chiese quasi timidamente.<br />
"Mi pareva ci stesse bene, e poi ho sempre voluto dirlo almeno una volta" con un mezzo sorriso si voltÃ² verso la postazione tattica "Tenente Durani, se il mio intuito non mi inganna quella sonda non durerÃ  molto, quindi allerti la sicurezza e si tenga pronta a qualche manovra evasiva...e offensiva."<br />
La klingon sorrise mostrando i suoi denti affilati mentre pensava *Inizia a piacermi questo capitano*<br />
"Allarme giallo... silenzioso" ordinÃ² l'andoriano mentre prendeva di nuovo posto sulla sua poltrona, le antenne si puntarono sulla nebulosa che occupava interamente lo schermo principale della plancia.<br />
<br />
<br /><b>Interno della Nebulosa - Nave Nemica Zama - 13/01/2395 - Ore 06.00</b><br /><br />
"Primo guardiano" uno dei sottoposti di Tylca attirÃ² l'attenzione del proprio comandante.<br />
Gli occhi gialli si posarono sul giovane addetto ai ricettori, la sua pelle aveva ancora una sfumatura gialla indice della sua giovane etÃ .<br />
"La sonda degli alieni sta tornando, ha un messaggio registrato"<br />
"Decodifica e mostra sull'ottica principale"<br />
Sullo schermo dell'ammiraglia comparve il messaggio inviato dal capitano andoriano.<br />
Per alcuni istanti Tylca osservÃ² le immagini senza prestare molta attenzione alle parole di quello strano alieno, poi un sorriso increspÃ² la candida pelle del suo volto "Promiscui... Blu, rosa, marroni... con le antenne, senza, con la coda..."<br />
Il giovane sottoposto e altri membri dell'equipaggio guardarono la registrazione sui loro volti il comandante lesse disgusto e sorpresa, forse piÃ¹ disgusto *Come Ã¨ giusto che sia* pensÃ².<br />
"Distruggete la sonda" si spostÃ² al centro del ponte di comando "Popolo di Adesto io Tylca Primo Guardiano di questa Sfera dichiaro impuri gli occupanti del vascello chiamato USS Marconi"<br />
Dei sussurri di approvazione attraversarono la plancia.<br />
"Non sia dato loro quartiere o pietÃ ! Prima Esecutrice" si voltÃ² verso una femmina la cui pelle era bianca quasi quanto la sua "Ordina alle ali Cinque e Dieci di prepararsi ed uscire dalla Sfera per purificare la nave aliena"<br />
"Come tu comandi" rispose la donna dirigendosi ad una console presidiata da un'altra femmina aliena "Voce contattare ali Cinque e Dieci"<br />
"In ascolto Prima" la donna passÃ² una sorta di microfono alla femmina piÃ¹ anziana.<br />
"Qui Ã¨ la Prima Esecutrice dalla nave Zama, su ordine del Primo Guardiano e in nome del nostro Mondo Adesto, vi ordino di purificare gli alieni del vascello USS Marconi che si sono posti in difesa dei Distruttori. Eseguire ora!"<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - 13/01/2395 - Ore 06.15</b><br /><br />
Tara e il resto del suo piccolo team, si muoveva veloce in quella sorta di foresta in bottiglia, Dal e gli altri ufficiali, di tanto in tanto, venivano sballottati di qua e di lÃ  quando la donna eseguiva dei salti o degli slanci per evitare gli ostacoli sulla sua strada. Grazie a Rekon e al dottore era riuscita sistemare il proprio tricorder per rilevare il resto della loro squadra, in pratica aveva trasformato il suoi dispositivo in una sorta di bussola che puntava sui loro compagni. Avevano corso per piÃ¹ di mezz'ora quando finalmente si fermarono Jaran fece capolino dalla tasca dell'uniforme "Credo siamo quasi arrivati"<br />
"Cosa te lo fa pensare?" chiese il dottor Kuwano che stava terminando la scalata della tasca proprio in quel momento.<br />
"Quello" disse l'ufficiale della sicurezza indicando con il dito un enorme muro fatto di tronchi.<br />
"Oh" fu l'unica cosa che il giapponese riuscÃ¬ a dire.<br />
Di fronte a loro centinaia di tronchi alti piÃ¹ di cento metri formavano un muro che fungeva da protezione per una struttura, probabilmente in legno anch'essa, ancora piÃ¹ alta e attorno alla quale si libravano in volo creature voltanti simili a quelle che avevano incontrato al loro arrivo.<br />
"Credo non sarÃ  facile arrivare lassÃ¹" disse la mezza klingon mentre guardava quella spettacolare costruzione.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Jaran C. Dal<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Jaran C. Dal</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 09 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-04 Il pericolo vien dal cielo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Marconi/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=94&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Nave aliena - 13/01/2395 - ore 4.40</b><br /><br />
Era piÃ¹ di un ora che Tara stava cercando i suoi compagni dispersi, nella zona dove credeva d'aver sentito la voce di Dal che la chiamava, anche se ormai temeva fosse stato solo il desiderio di ritrovarli ancora in vita che le aveva fatto sentire cose che non c'erano. Aveva disposto i due uomini della sicurezza rimasti con lei, ai lati opposti di un'ipotetica linea, con lei al centro, dicendo loro di muoversi in circolo e di fare attenzione a qualsiasi particolare e di mantenere un silenzio assoluto: ma per il momento non avevano trovato niente. Stava ormai per ordinare di abbandonare le ricerche, quando vide un piccolo rivolo di fumo alzarsi da terra a circa mezzo metro dai suoi piedi.<br />
Incuriosita fece un passo in quella direzione, s'accucciÃ² cercando d'individuare il punto d'origine del fumo. StrizzÃ² gli occhi un paio di volte, perchÃ© non poteva credere a quello che vedeva, poi esclamÃ²:<br />
"Per tutti i demoni del Gret'hor!! Come cavolo avete fatto a ridurvi cosÃ¬?" quindi s'inginocchiÃ² e abbassÃ² il viso quasi a terra e vide un minuscolo Dal che col fucile phaser alimentava un micro falÃ², mentre Salen e Kuwano mettevano nel fuoco invisibili pezzi di materiale combustibile e Julie faceva aria con un petalo di un fiore, per dare ossigeno alla fiamma e mantenerla viva. Solo Rekon, seduto su di un granello di sabbia come su di un trono, imprecava scuotendo la testa pelosa, perchÃ© secondo lui i pezzi che il Dottore metteva nel fuoco erano troppo piccoli. Erano talmente presi che non s'accorsero subito che finalmente erano stati individuati, ma quando Jaran alzando lo sguardo vide l'enorme viso di Tara che s'abbassava a terra per vederli meglio, pensÃ² che non aveva mai visto niente di cosÃ¬ bello e, allo stesso tempo, di terribile in vita sua.<br />
"Ci hanno visti." Disse semplicemente, smettendo di sparare.<br />
A questo parole tutti si fermarono e si girarono a guardare in alto verso il Capo OPS. Julie lasciÃ² cadere il ventaglio improvvisato e istintivamente abbracciÃ² il vecchio ingegnere seduto di fianco a lei, l'unico che non aveva smesso di brontolare, ma che ricambiÃ² il gesto stringendola delicatamente e le disse orgoglioso: "Brava bambina, hai davvero una bella testolina pensante!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 ore05.00</b><br /><br />
Shran tornÃ² in plancia con ancora sul volto il sorriso per la piacevole conversazione intrattenuta col Capitano Asha: quando il suo viso era apparso sul monitor del suo ufficio, dove aveva ricevuto la chiamata di risposta dalla nave andoriana, tutti i ricordi della breve, ma intensa, vacanza passata su Rise un paio di decenni prima, la maggior parte della quale trascorsa nella camera da letto della andoriana, erano riaffiorati.<br />
Durani lasciÃ² la poltrona al suo superiore e gli chiese:<br />
"E' riuscito a convincere gli andoriani?"<br />
"SÃ¬ Tenente e hanno detto che saranno lieti d'aiutarci: tra un paio d'ore saranno qui."<br />
"Molto bene." Rispose la klingon tornata alla sua postazione.<br />
"E' stato difficile convincere il Capitano andoriano?" chiese la Consigliere, seduta al fianco di Shran e che ne aveva notato il sorriso soddisfatto.<br />
"No, in effetti Laura Ã¨ stato piuttosto facile: Asha Ã¨ un'amica di vecchia data."<br />
"Ah capisco!" ribattÃ©, sorridendo sorniona, il Consigliere che ben conosceva la fama di tombeur de femme del suo Capitano e che, adesso che lo conosceva meglio, sapeva essere del tutto meritata.<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - ore 05.30</b><br /> <br />
Tara dopo aver messo al sicuro i miniaturizzati compagni nel taschino della sua giacca della divisa, aveva guidato il piccolo gruppo nella direzione presa da Charlie e il grosso della squadra. Dopo mezz'ora circa di marcia, una chiamata dal Capo Mosai, l'aveva avvisata che uno stormo di quegli enormi esseri alati, guidati dagli indigeni, si stava dirigendo nella loro direzione. Keane gli ordinÃ² di trovare un nascondiglio e d'aspettarli, ma le ultime parole dell'uomo della Sicurezza furono: "Troppo tardi!" Quindi non ci fu piÃ¹ risposta ai suoi tentativi di chiamata.<br />
"Forza sbrighiamoci!" ordinÃ² la Klingon ai suoi compagni, lanciandosi di corsa nella foresta che sembrava voler loro sbarrare il cammino. Dopo venti minuti arrivarono al limitare del bosco e un'improvvisa pianura erbosa s'aprÃ¬ davanti a loro, facendo capire che i loro compagni erano stati sorpresi in campo aperto, senza possibilitÃ  di trovare un qualsivoglia riparo. Keane si fermÃ², dando cosÃ¬ modo ai suoi uomini di raggiungerla, poichÃ© non erano riusciti a starle al passo, ed esaminÃ² lo spazio circostante col tricorder. Non c'era traccia nÃ© degli indigeni, nÃ© purtroppo degli uomini della Marconi.<br />
"Da questa parte!" disse indicando le tracce lasciate nell'erba alta dai loro compagni "e occhi al cielo:il pericolo viene dall'alto!"<br />
Proseguirono quindi con estrema circospezione, fino al punto dove l'erba sembrava essere stata calpestata da un numero superiore a quello della loro squadra. Ad un tratto Gomez richiamÃ² l'attenzione del suo superiore.<br />
"Comandante guardi lÃ !" disse indicando una massa a terra distante circa 5 metri da loro.<br />
PiÃ¹ s'avvicinavano e piÃ¹ era evidente che quella massa era il corpo di un uomo della Sicurezza, seminascosto dalla vegetazione. Tara s'inginocchiÃ² di fianco a quel corpo supino e lo girÃ² delicatamente, gli appoggiÃ² due dita alla carotide, ma nessun battito veniva da quel corpo ancora caldo.<br />
"E' morto?" chiese Kuwano, che con Dal s'era arrampicato lungo il bastoncino che Keane aveva infilato nel taschino, per facilitare il ricircolo d'aria e al contempo consentire loro l'uscita senza troppi sforzi.<br />
"Si Dottore, ma non capisco come: non vedo ferite evidenti!"<br />
"Mi faccia scorrere sul corpo del Guardiamarina e vediamo se questo aggeggio serve ancora a qualcosa!" le disse Kuwano estraendo il suo tricorder e sperando che le dimensioni, nell' ordine del micron, non inficiassero sulle capacitÃ  d'analisi dello strumento. SaltÃ² sulla mano che Tara avvicinÃ² e si sdraiÃ² prono sul bordo del palmo, sporgendo le braccia che tenevano stretto il tricorder, mentre Tara lentamente passava la mano su tutto il corpo inanime ad un'altezza di trenta centimetri circa.<br />
Terminata l'operazione, Keane portÃ² la sua mano all'altezza del suo volto e disse: "Allora Dottore Ã¨ riuscito a capirci qualcosa?"<br />
"Comandante mi sono rimpicciolito, non rincoglionito! Quest'uomo presenta diverse fratture da caduta dall' alto, tra cui quella mortale alla base del collo."<br />
"Jaran che ne pensi?"<br />
"Non lo so Tara, da questa prospettiva mi sembra tutto cosÃ¬ strano, irreale che fatico a mettere a fuoco le cose. Il fatto, per esempio che non presenti tracce di legatura puÃ² voler dire che sono saliti volontariamente o quasi su quei rettili volanti o, piÃ¹ semplicemente il numero troppo superiore degli abitanti di questa nave, rispetto alle loro forze, gli abbia fatto desistere da qualsiasi forma di resistenza."<br />
"Si, ed Ã¨ scivolato giÃ¹ per sbaglio!" disse sarcastico il Dottore, che non si fidava molto di quegli spilungoni dagli occhi gialli.<br />
"PerchÃ© no! Se li volevano uccidere avrebbero potuto farlo senza nemmeno scendere a terra, scagliando quelle loro lunghe frecce dal cielo." Rispose Dal.<br />
"Ok supponiamo che sia cosÃ¬: se non li riteniamo in immediato pericolo di vita, dovremmo continuare noi verso i motori. Con l'aiuto di Rekon dovrei essere in grado di riavviarli." Disse Tara che aveva cominciato la carriera nella Flotta come Ingegnere, dopo il periodo passato come pilota di caccia a pattugliare i confini con l'Impero Romulano.<br />
"E se ci sbagliamo?" chiese Berthier sbucata nel mentre dal fondo del taschino di Tara. Proprio in quell' istante un boato impressionante, come di un tuono vicino, squassÃ² l'aria, seguito da uno scossa violentissima.<br />
"Credo che abbiamo avuto la nostra risposta: ho paura che il tempo per questa nave si sia ridotto notevolmente. " disse Rekon dal fondo.<br />
=^=Keane a Marconi: Capitano cosa succede? Qui balla tutto!=^=<br />
La voce di Shran giunse qualche istante dopo, che al gruppo sulla nave aliena sembrÃ² eterno.<br />
=^=C'Ã¨ stato un aumento nello squilibrio dell'erogazione di potenza nei motori ad impulso: secondo i nuovi dati riteniamo che i motori esploderanno entro 30 ore! =^=<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Tara Keane<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tara Keane</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 09 Feb 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
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