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        <title>USS Wayfarer Logs Feed </title>
        <description>I diari di bordo della USS Wayfarer</description>
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            <title>USS Wayfarer</title>
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            <title>21-02 Cenere e cristallo</title>
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            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>Risa, laboratorio medico <br />
08/01/2404 12:20 - D.S. 81020.53</b><br /><br />
Il laboratorio medico era una lunga sala dalle pareti di marmo bianco venato di verde, illuminata da una luce fredda e uniforme che nessun turista aveva mai visto. L'aria era filtrata, sterile, profumata appena di gelsomino, come se persino la morte, su Risa, dovesse essere accompagnata da un accenno di cortesia. Al centro, su un tavolo di acciaio inclinato, giaceva il corpo del dottor Vance.<br />
<br />
Non aveva il pallore consueto dei cadaveri, ma un grigio uniforme e opaco, come cenere compattata. Le vene del collo, che Naholo aveva descritto come fili di luce azzurra, adesso erano solchi scuri e vuoti sotto una pelle che sembrava essersi seccata dall'interno. Gli occhi, socchiusi, avevano le pupille dilatate fino a inghiottire l'iride.<br />
<br />
Midriasi bilaterale, pensò Julia. Tornò per un istante a un'infermeria sigillata, anni prima, a un equipaggio che veniva decimato con paura crescente, a pupille come quelle su decine di volti che la imploravano ed un brivido sottile le corse lungo la schiena. <br />
<br />
Scacciò l'immagine. Non è la stessa cosa. Non ancora. Non sappiamo se è la stessa cosa.<br />
<br />
"Comandante Squiretaker, mi permetta di ribadire la mia posizione." La voce, tesa e premurosa insieme, apparteneva a un risiano alto e slanciato, dalla pelle color rame e dai capelli raccolti in una treccia, che indossava un camice azzurro con il logo dell'ospedale. <br />
<br />
Il suo badge lo identificava come il dottor Kelen Ayvo, direttore sanitario. "Le abbiamo concesso l'uso del laboratorio per rispetto della Flotta, ma le procedure risiane prevedono la presenza di un nostro patologo durante qualsiasi esame di un deceduto sul nostro suolo."<br />
<br />
Julia si voltò verso di lui con un sorriso morbido, il sorriso di chi accoglie una richiesta ragionevole. Era alta un metro e cinquantasei, e con il camice da campo sopra l'uniforme sembrava ancora più minuta accanto al Risiano. Ma nella sua voce, quando parlò, non c'era nulla di piccolo.<br />
<br />
"Dottor Ayvo, la sua ospitalità è impeccabile e non dubito della sua competenza. Ma il defunto è un ufficiale scientifico della Flotta Stellare, e le condizioni del suo corpo suggeriscono una possibile contaminazione da tecnologia non catalogata. Finché non sappiamo cosa lo ha ucciso, nessuno dovrebbe stare in questa stanza senza un motivo davvero valido. Compresi lei e me." <br />
<br />
Fece una pausa, lasciando che il concetto si posasse. "Ho bisogno che lei attenda fuori, e ho bisogno che chiuda il laboratorio dall'esterno. Le prometto che le consegnerò un rapporto completo, e le prometto di chiamarla nel momento in cui avrò bisogno di una seconda opinione."<br />
<br />
Ayvo aprì la bocca per replicare, incrociò lo sguardo di Julia e capì, con l'istinto di chi dirige un ospedale, che quell'ultima parola sarebbe rimasta a lei. Esitò, quindi chinò appena il capo.<br />
<br />
"Un'ora", disse. "Non di più. Il Governatore..."<br />
<br />
"Ho capito. Ci ha concesso un'ora, e credo di aver sprecato trenta secondi." Il sorriso di Julia si accentuò appena. "Grazie, dottore."<br />
<br />
Quando la porta si richiuse con un sibilo, dal fondo della sala arrivò un commento a mezza voce, secco come uno schiocco di frusta.<br />
<br />
"Trenta secondi. Gli hai persino promesso un rapporto. Io gli avrei semplicemente chiuso la porta in faccia."<br />
<br />
Gregory Cooper aveva già occupato un angolo del laboratorio, un bancone d'acciaio accanto a un'ampia vetrata da cui si vedeva il mare cobalto spezzato dalle scogliere. Aveva estratto dalla borsa a tracolla un generatore di campo di contenimento portatile e lo stava calibrando con movimenti rapidi e precisi, senza staccare gli occhi dal display. Ciò che più colpiva, in lui, era la capacità di sembrare annoiato e allo stesso tempo divorato dalla curiosità.<br />
<br />
"La diplomazia funziona meglio della porta in faccia, Gregory. Di solito la gente poi collabora."<br />
<br />
Cooper emise un ghigno nei confronti dell'amica poi alzò un momento gli occhi azzurri verso la vetrata scuotendo la testa. "Un laboratorio dovrebbe avere finestre sul nulla. Come si fa a ragionare con un tramonto che ti fissa?"<br />
<br />
Poi sistemò il cilindro nero al centro di un tripode di emettitori e attivò il campo. Un velo azzurro si stese intorno all'oggetto, isolandosi dall'ambiente con una doppia polarità che assorbiva ogni emissione elettromagnetica e gravitazionale. Il cilindro non reagì. Restò lì, opaco, con quel metallo che pareva attrarre la luce della sala.<br />
<br />
Julia indossò i guanti e posizionò il tricorder medico sopra il torace di Vance. Lo scanner emise un trillo sommesso, poi un secondo, poi cambiò tonalità.<br />
<br />
"Allora," disse a bassa voce, più a se stessa che a lui. "Cominciamo dal principio. Sembrerebbe rigor mortis istantaneo, come ha descritto il Tenente Naholo. Ma abitualmente..." Lasciò scorrere le dita sull'avambraccio, dove la pelle si era fessurata in una sottile rete di crepe. "La rigidità cadaverica dipende dall'esaurimento dell'adenosina trifosfato nei muscoli. Qui c'è ancora. Non si è consumato. Le cellule non hanno smesso di funzionare. Hanno smesso di essere... coordinate."<br />
<br />
Cooper, senza voltarsi, sollevò un sopracciglio. "In che senso?"<br />
<br />
"Ogni cellula ha una sua vita metabolica, ma il corpo funziona perché migliaia di miliardi di cellule mantengono relazioni chimiche ed elettriche costanti. Qui..." Sollevò il tricorder e lo puntò su un campione appena prelevato dal muscolo deltoide, proiettando l'immagine su uno schermo a parete. "Guarda la struttura dei nuclei."<br />
<br />
Sullo schermo, una matrice di cellule si ingrandì fino a mostrare i nuclei con le loro doppie membrane. <br />
<br />
"Sono... sfasati", mormorò Cooper.<br />
<br />
"Esattamente. Il materiale genetico è integro, ma le strutture di fase, i microtubuli, i complessi proteici sono come... " cercò le parole "...come un'orchestra in cui ogni strumento suona la nota giusta, ma a un tempo diverso. Non è una sostanza a causare tutto questo. Non ho trovato tossine, non ho trovato agenti patogeni. È un problema di sincronia, sembra un disallineamento temporale."<br />
<br />
"Naholo ha detto che le cellule stavano perdendo il loro ordine quantistico", disse Cooper. Per la prima volta, il sarcasmo nella sua voce svanì, sostituito da una genuina scintilla di interesse. "E i tuoi dati dicono lo stesso. Ma è scientificamente impossibile. Quel tipo di connessione quantistica è fragilissima: funziona solo nel vuoto e al gelo. Ma dentro di noi c'è un inferno caldo e umido, le molecole si scuotono continuamente. Qualsiasi struttura quantistica verrebbe disintegrata all'istante, prima ancora di formarsi. Non si può perdere un sincronismo che la biologia ti impedisce di avere." <br />
<br />
"Allora qualcosa dall'esterno gliel'ha imposto con la forza," concluse lei. "E poi gliel'ha tolto."<br />
<br />
Cooper la guardò per un lungo istante. Poi fece un gesto secco verso lo schermo. "Ingrandisci il midollo osseo."<br />
<br />
Julia obbedì, e lo scanner rivelò ciò che lei aveva già intravisto e non aveva ancora osato dire ad alta voce. Nel midollo del femore di Vance, tra le cellule staminali ormai spente, brillavano microscopiche strutture cristalline, aghi di un composto ceramico e metallico, allineati con una regolarità che nessun processo biologico avrebbe potuto produrre.<br />
<br />
"Nanocristalli", sussurrò. "Milioni. Distribuiti in tutto il corpo, credo. Non sono un residuo di trattamenti medici e non sono presenti nelle cartelle cliniche della Flotta. Sono entrati in lui e si sono organizzati."<br />
<br />
"O sono stati fatti organizzare." Cooper spostò lo sguardo sul cilindro. Quindi, con un gesto quasi impaziente, collegò il tricorder scientifico al suo bancone e sovrappose i dati. Sul secondo schermo comparve la firma reticolare del cilindro, un fitto pattern di nodi che si ripeteva con una periodicità impossibile.<br />
<br />
I due pattern si sovrapposero. Coincidevano.<br />
<br />
Per un momento nessuno dei due parlò. Nel silenzio si sentiva solo il debole ronzio del campo di contenimento.<br />
<br />
"È la stessa struttura", disse infine Julia. "Il suo corpo si è riempito di frammenti di quel reticolo."<br />
<br />
"Il che significa," continuò Cooper con una voce piatta, "che Vance non teneva il nucleo in mano. Ci viveva dentro. Per giorni, o forse per settimane, è rimasto talmente vicino a questo oggetto che la sua materia ha cominciato a risuonare con esso. Il nucleo semina. Non è un'arma nel senso tradizionale. È un..." lasciò la frase a metà, fissando i nodi luminosi sullo schermo. "Un accordatore. Un sistema che impone la propria coerenza a tutto ciò che gli sta accanto."<br />
<br />
"E quando qualcuno ha tentato di attivarlo..."<br />
<br />
"...la risonanza ha spezzato l'ospite. Ha strappato ogni cellula dal suo orologio interno." Cooper alzò lo sguardo su Julia. "Il micro-impulso di cui parla Naholo. Il momento in cui è morto. Non l'ha causato il nucleo che abbiamo qui, o almeno non da solo. Lo ha causato qualcun altro, in un altro luogo, che ha acceso qualcosa di collegato a questo."<br />
<br />
Julia sentì il sangue scendere, freddo, dal petto allo stomaco. "Un secondo nucleo."<br />
<br />
"Oppure un secondo elemento dello stesso progetto. La navetta che ha eluso il raggio traente non si è sdoppiata perché ha un camuffamento migliore dei nostri sistemi. Si è sdoppiata perché è entrata in sovrapposizione. Un sistema macroscopico in due stati contemporaneamente. Che è la cosa più stupida, geniale e pericolosa che abbia mai sentito, e mi seccherebbe moltissimo scoprire che qualcuno ci è arrivato prima di me."<br />
<br />
Julia trattenne un sorriso, a metà tra il divertimento e lo sgomento. Poi il suo sguardo cadde di nuovo sul volto di Vance, e il sorriso si spense.<br />
<br />
"Naholo ha avuto contatto diretto con lui. Il suo scanner ha rilevato un'alterazione cellulare lieve, ma è pur sempre un'alterazione. Se quei nanocristalli si trasferiscono per contatto..."<br />
<br />
"Allora sei appena diventata una paziente in attesa. Così come me, che ho maneggiato il cilindro che mi ha passato in sala detentiva."<br />
<br />
"Io ho indosso i guanti, Gregory."<br />
<br />
"Sto benissimo", disse lui, con un tono che chiudeva la questione. Poi, dopo un istante, più piano: "Ma ti ringrazio, quel briciolo di apprensione mi terrà compagnia prima che le mie cellule vadano fuori sincrono".<br />
<br />
Julia non riuscì a trattenere un sorriso vero. Prese dal kit un hypospray e lo caricò con una miscela che preparava da anni: tricor idrazina come base, un estratto vegetale di ginkgo e di una rara liana andoriana, una piccola quota di un alcaloide scoperta da sua nonna che nessun farmacista della Flotta avrebbe riconosciuto sotto quel nome.<br />
<br />
"Sarebbe un buon momento per una piccola precauzione."<br />
<br />
"Non ho bisogno degli intrugli erboristici del nostro vice ammiraglio preferito."<br />
<br />
"Non è un intruglio. È un protocollo di stabilizzazione cellulare a spettro esteso, con eccipienti naturali che riducono il carico epatico." Alzò l'hypospray e lo guardò dritto negli occhi. "Un protocollo che, per inciso, ha una storia clinica di quindici anni. E te lo chiedo per favore.. non per me, ma fallo per Rumar che senza i tuoi borbottii non si diverte."<br />
<br />
Cooper sospirò come un uomo che cede a un ricatto morale. Scoprì il collo con un gesto brusco. "Mettiamo a verbale che ho protestato."<br />
<br />
"Taci brontolo!" disse lei scimmiottando il nomignolo che i suoi figli avevano dato a Cooper.<br />
<br />
Il sibilo dell'hypospray fu l'unico suono per un istante. Julia ne caricò un secondo, per sé, e si iniettò la dose nel braccio con un gesto rapido. Poi ne preparò un terzo e lo sigillò in un contenitore.<br />
<br />
"Per il Tenente Naholo", disse. "Quando lo rivedrò."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
08/01/2404 12:40 - D.S. 81020.58</b><br /><br />
Sheeval Wu sedeva sulla poltrona di comando con la schiena dritta, le mani appoggiate sui braccioli e lo sguardo fisso sul grande schermo, dove Risa girava lentamente sotto i suoi occhi bionici. Da quando il Capitano era sceso sul pianeta, l'atmosfera in plancia si era fatta più tesa. Nessuno lo diceva, ma tutti guardavano di continuo il punto dove la navetta fuggitiva era svanita, come se lo spazio potesse restituire ciò che aveva inghiottito.<br />
<br />
Alla postazione delle operazioni, Damian Corwin lavorava da quasi un'ora richiamando sullo schermo ausiliario le registrazioni sensoriali dell'inseguimento, e le faceva scorrere avanti e indietro, con la precisione di chi sapeva che ogni anomalia era una storia da ricostruire. In sottofondo, da una piccola unità audio sulla console, filtrava una sonata per pianoforte di Beethoven a volume quasi impercettibile, un'abitudine che il Capitano tollerava con indulgenza.<br />
<br />
"Ho isolato una sequenza interessante nei sensori di lungo raggio, ventisette secondi prima del salto in curvatura. Ma la finestra è troppo stretta perché possa essere certo di ciò che vedo." disse senza voltarsi<br />
<br />
"Comandante Corwin," disse il Primo Ufficiale Rumar entrando in plancia. Si diresse dritto verso la postazione scientifica senza rallentare il passo. "Il Capitano ha ordinato di fare luce su quell'anomalia. Comunicazioni ed ingegneria le daranno una mano, ma non voglio due o tre squadre separate a pestarsi i piedi. Formate un unico team di analisi. Lei coordina."<br />
<br />
Corwin si voltò, sorpreso dall'improvvisa assegnazione. "Signore, io... mi servirebbe del tempo per..."<br />
<br />
"Il tempo è l'unica cosa che non abbiamo," lo interruppe Rumar con voce piana, piantando lo sguardo nei suoi occhi. "Il suo curriculum dice che sa risolvere situazioni in cui i dati sono frammentari e i minuti contati. A me basta questo. Raggiunga il Tenente Ichigawa e metta il team del Comandante Ristea al lavoro sulla sua sequenza. Vada!"<br />
<br />
Corwin esitò appena, poi annuì. "Sarà fatto."<br />
<br />
Dalla posizione defilata accanto alla plancia, dove sedeva con un padd sulle ginocchia, il consigliere Kublik sollevò lo sguardo. Aveva seguito lo scambio senza intervenire, con quell'attenzione silenziosa che era parte del suo mestiere. I suoi occhi verdi, sempre in movimento, avevano già registrato i piccoli segnali della plancia: la mascella serrata del timoniere, la rigidità nelle spalle di Corwin, il modo in cui Wu, in apparenza impassibile, tamburellava con un dito sul bracciolo, un gesto microscopico che tradiva la sua tensione.<br />
<br />
E c'era altro. Da quando aveva sentito la voce di Michael attraverso il comunicatore, poche ore prima, un'ombra le stringeva il petto. Non era paura. Era la consapevolezza, che non poteva dissimulare del tutto a se stessa, che lui era sceso a terra in una situazione politicamente esplosiva, e che quel tono controllato, quel "Tenente... l'abbiamo persa", nascondeva una frustrazione che lei conosceva troppo bene.<br />
<br />
Si alzò e si avvicinò a Rumar con passo lieve. "Krell, se posso. Il Tenente Naholo ha perso un amico d'Accademia davanti ai propri occhi, e nelle ultime ore ha forzato una rete planetaria e affrontato un arresto. Quando tutto sarà finito, avrà bisogno di parlare con qualcuno di tutto questo, senza sentirsi sotto procedimento disciplinare."<br />
<br />
"Naholo ha agito senza autorizzazione e ha messo la Flotta in una posizione delicata. Ma non ho intenzione di punire il suo dolore. Punirò le violazioni, se Michael deciderà che lo siano. Il resto non mi riguarda."<br />
<br />
Il comunicatore sulla console del comando emise un trillo. =^=Ichigawa a plancia. Comandante Wu, abbiamo... qualcosa.=^=<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, laboratorio di astrometria<br />
08/01/2404 12:55 - D.S. 81020.61</b><br /><br />
Dorian Ristea camminava avanti e indietro davanti alla mappa, con le mani intrecciate dietro la schiena, alternando lo sguardo tra le equazioni sullo schermo e i piedi. Era un modo tutto suo di pensare: quando un'idea gli sfuggiva, il corpo cercava di raggiungerla a passi.<br />
<br />
"Non è un errore del sistema di puntamento", stava dicendo a mezza voce "Ho ricontrollato la calibrazione tre volte. Il raggio traente ha una portante gravitonica coerente, che richiede un punto di aggancio univoco. Ma la navetta ha mostrato due massimi gravimetrici distinti, con una differenza di fase di esattamente mezzo periodo. Le due immagini interferivano in modo distruttivo con la portante. Il raggio non aveva dove afferrarsi."<br />
<br />
"Quindi la navetta non si è duplicata", disse Ichigawa, senza voltarsi.<br />
<br />
"No. Non ha creato una copia. Era in due posti contemporaneamente, ma rimaneva un unico oggetto." Ristea si fermò, passò una mano tra i capelli scomposti e si girò con un'espressione quasi imbarazzata. "È come... come se il raggio avesse cercato di afferrare l'ombra e il corpo insieme, e ogni tentativo annullasse l'altro. Non ho mai visto nulla del genere, se non in equazioni teoriche."<br />
<br />
"E quando sono entrati in curvatura?"<br />
<br />
"Ecco, questo è il punto. Il campo di curvatura non si è formato attorno a una delle due immagini. Si è formato attorno a entrambe. Un unico campo, con due sorgenti. Come se..." si interruppe, cercando la parola. "Come se il motore si fosse aggrovigliato con se stesso."<br />
<br />
La Ichigawa alzò finalmente la testa, e i suoi occhi castani si illuminarono. "Allora forse quello che ho trovato ha senso."<br />
<br />
Sullo schermo, accanto alla mappa, comparve una finestra piena di tracce d'onda. "Durante lo sdoppiamento, nei sensori subspaziali era presente una portante debole, a bassissima potenza, modulata in modo irregolare. Il computer l'aveva scartata come rumore di fondo. Ma quando l'ho confrontata con i modelli che ho sviluppato per l'algoritmo interdimensionale, ho notato che il pattern si ripete con una struttura non casuale. Non è comunicazione nel senso tradizionale. Non trasmette un messaggio."<br />
<br />
"E cosa trasmette?"<br />
<br />
"Un... conteggio. Un battito. Ogni quaranta millisecondi la portante manda un impulso identico, e ogni impulso porta con sé una sorta di marcatore di fase." Ichigawa fece scorrere le dita sul pannello, e le tracce si scomposero in sequenze colorate. "Credo che la navetta si sincronizzasse con qualcosa. Come si sintonizzano due orologi: uno manda il tempo, l'altro risponde. E l'ultima sequenza, quella pochi istanti prima dell'entrata in curvatura, ha una forma diversa. Non è un marcatore. È una domanda."<br />
<br />
Ristea si avvicinò. "Una domanda?"<br />
<br />
"O una richiesta di conferma. Il pattern è lo stesso che nel mio algoritmo corrisponde a una struttura interrogativa. Un handshake." Deglutì. "Qualcuno, dalla navetta, ha chiesto: 'Sei lì?'"<br />
<br />
"E qualcuno ha risposto?"<br />
<br />
"Non ho rilevato risposta." La voce di Asuna si fece più bassa. "O almeno, non una che i nostri sensori riuscissero a captare."<br />
<br />
Il portello si aprì con un sibilo, e Corwin entrò a passi rapidi, con un pad in mano e l'aria concentrata di chi era già a metà di una soluzione. "Ho ascoltato la vostra analisi" disse "Se il Comandante Ristea ha ragione e il campo di curvatura era condiviso tra le due immagini, dovrebbe esistere una traccia residua nel continuum, diversa da una normale scia. Non una scia che svanisce, ma una... una piega."<br />
<br />
"Una piega?" ripeté Ristea, curioso.<br />
<br />
"Nel 2393 ho mappato un vortice subspaziale rilevando le distorsioni con emissioni di particelle tachioniche. I tachioni non interagiscono con la materia ordinaria, ma sono sensibili alle strutture di fase dello spazio. Se emettessimo un impulso tachionico a bassa energia dai deflettori, potremmo rivelare qualsiasi residuo di sovrapposizione lungo la rotta della navetta. Anche se i nostri sensori normali non lo vedono."<br />
<br />
Ristea si morse il labbro. "È una tecnica rischiosa. Non sappiamo come reagirebbe un sistema quantistico come quello a un impulso tachionico. Se la navetta è accoppiata a qualcosa... se ciò che ha sdoppiato la navetta interagisce con la fase..."<br />
<br />
"La potenza sarebbe minima", replicò Corwin con calma. "Le assicuro che lo faremmo con estrema cautela. E la navetta è lontana.."<br />
<br />
"Non sappiamo se..." iniziò Ristea, poi si interruppe. Guardò Asuna, che annuì piano, il cui sguardo sereno sembrava dirgli di fidarsi del proprio istinto. Infine tornò a Corwin. "Va bene. Ma voglio essere io a calibrare l'emettitore. E voglio un interruzione di emergenza pronta, attivabile in un secondo."<br />
<br />
"Ovviamente."<br />
<br />
Corwin toccò il comunicatore. "Corwin a plancia. Chiedo l'autorizzazione a eseguire una scansione tachionica a bassa potenza lungo la traiettoria della navetta."<br />
<br />
=^=Autorizzazione concessa, Comandante. Ma alla prima anomalia, si interrompe=^=, rispose la voce del Primo Ufficiale. =^=Potete iniziare subito dopo il teletrasporto del Comandante Wu che scende su Risa. Il Capitano ha chiesto rinforzi per la protezione del laboratorio medico=^=<br />
<br />
"Ricevuto, signore."<br />
<br />
<br /><b>Risa, laboratorio medico<br />
08/01/2404 13:05 - D.S. 81020.64</b><br /><br />
Il raggio del teletrasporto fece materializzare tre figure davanti alla porta sigillata del laboratorio medico.<br />
<br />
Sheeval fu la prima a muoversi. Uscì dal raggio con un passo silenzioso e fluido, percorse con lo sguardo l'intera stanza e si portò istintivamente tra la porta e il tavolo. Due ufficiali della sicurezza, con i phaser al fianco, presero posizione ai lati. <br />
<br />
"Comandante Squiretaker, Comandante Cooper", salutò Wu con un cenno del capo. "Se non vi disturba, i miei uomini presidieranno l'ingresso."<br />
<br />
"Ci fa piacere", rispose Julia, sollevando appena la mano dal bancone. <br />
<br />
Wu si avvicinò al campo di contenimento con un'espressione neutra, fissò il cilindro attraverso il velo azzurro e le sue pupille artificiali si regolarono con una serie di piccoli scatti. Il metallo nero, che a occhio nudo sembrava freddo e morto, per lei pulsava con un calore leggerissimo e irregolare, come se al suo interno qualcosa si muovesse lentamente, con il ritmo sommesso di un animale addormentato.<br />
<br />
"Ha una pulsazione termica", disse infine. "Una variazione di circa due millesimi di grado, con periodo irregolare. Ogni pochi secondi. Non è un'emissione costante."<br />
<br />
Cooper si voltò verso i suoi strumenti e li controllò con un'espressione contrariata. "I miei sensori non rilevano nulla sopra la soglia del rumore."<br />
<br />
"I tuoi sensori sono tarati per compensare le fluttuazioni ambientali", osservò Julia "Se la pulsazione è così piccola, il filtro la scarta."<br />
<br />
"Grazie della lezione di ingegneria, dottoressa so tutto io."<br />
<br />
"Prego, comandante brontolo."<br />
<br />
Wu ignorò i battibecchi amichevoli tra i due colleghi e spostò lo sguardo sul corpo disteso sul tavolo e si irrigidì appena. Le pupille bioniche si restrinsero. "Questo corpo emette una debole radiazione infrarossa dal midollo."<br />
<br />
Julia si voltò lentamente verso di lei. "I nanocristalli."<br />
<br />
"Non so cosa siano. Ma sono sincronizzati con il ritmo del cilindro. Ogni volta che il cilindro pulsa, ci sono anche loro."<br />
<br />
Cooper trasalì. Si girò verso il bancone, con le dita già in movimento sulla console. "Sincronizzati. Ovviamente. Se sono strutture in risonanza con il nucleo, non hanno bisogno di trasmettere nulla. Sono già connesse. Ed ecco perché anche un cadavere non è mai veramente spento..." Alzò gli occhi verso Julia. "Dobbiamo allontanare il campione dal nucleo. Ora."<br />
<br />
"Non possiamo. Sono a tre metri di distanza e il laboratorio è piccolo."<br />
<br />
"Allora attiviamo un secondo campo attorno al corpo."<br />
<br />
"Non ho nulla di adeguato."<br />
<br />
"Ho io un generatore di riserva", intervenne Sheeval, e aprì con un gesto rapido la borsa sul suo fianco. "Un campo di stasi portatile per prigionieri pericolosi. Non è pensato per questo, ma può isolare l'area."<br />
<br />
Cooper le lanciò uno sguardo di sincera sorpresa. "Comandante Wu, è una persona di risorse."<br />
<br />
"Non è necessario lodarmi, Cooper. Lo faccia funzionare."<br />
<br />
Fu in quel preciso istante che il laboratorio cambiò.<br />
<br />
Non ci fu un suono, né un lampo. Fu una sensazione, come se l'aria si fosse fatta d'un tratto più densa, e ogni oggetto avesse trattenuto il fiato. Sul bancone, il cilindro nero iniziò a vibrare. Non visibilmente, ma il campo di contenimento tremolò con un sottile ronzio, e sugli schermi di Cooper tutte le letture schizzarono verso l'alto.<br />
<br />
"Che cosa..." Cooper si voltò di scatto. "Non l'ho attivato! Non ho toccato niente!"<br />
<br />
"Il ritmo è cambiato!" gridò Wu. "La pulsazione è più rapida! Quattro volte più rapida!"<br />
<br />
Julia si voltò verso il tavolo, e le mancò per un istante il fiato. Sul torace di Vance, sotto la pelle secca e grigia, una luce azzurrina stava riaffiorando. Sottile come un filo, poi come una vena, poi come una rete che si estendeva rapidamente lungo le braccia e il collo. I nanocristalli si stavano accendendo.<br />
<br />
"Si sta ricostituendo" sussurrò. "La risonanza sta di nuovo agendo su di lui."<br />
<br />
"Su un cadavere?" Cooper quasi urlò. "Non può..."<br />
<br />
"Le cellule non sono morte, Gregory, sono sfasate! Se il nucleo le riporta in fase..." Julia non finì. Sapeva cosa poteva significare. Non resurrezione, ma qualcosa di peggio: un corpo tenuto in una parodia di vita, o una detonazione di energia quantica in un ambiente chiuso. Il suo cervello, addestrato da anni a decisioni rapide sotto la pressione più estrema, prese il sopravvento con quella calma glaciale che i suoi supervisori avevano notato molto tempo prima.<br />
<br />
"Sheeval il campo di stasi sul corpo, adesso! Gregory allontana il cilindro dal tavolo il più possibile, tenendolo dentro il campo! Voi due" si rivolse alle guardie "portate tutti fuori dalle stanze adiacenti al laboratorio e dite al dottor Ayvo di non entrare per nessun motivo! Se qualcuno fa storie, avvertite il Capitano"<br />
<br />
"Non è meglio tua nonna? Un vice ammiraglio fa più paura di Kiron e, quando ci si mette, per quanto vecchietta, è capace di far tremare le gambe a chiunque" bisbigliò Cooper strappando un micro sorriso alla dottoressa.<br />
<br />
Wu attivò il generatore ai piedi del tavolo autoptico e lo attivò creando una bolla traslucida che si chiuse attorno al corpo di Vance. La luce azzurra continuò a pulsare all'interno, ma la sua intensità si smorzò. Cooper afferrò il tripode con il cilindro, con una smorfia di dolore che nascose subito, e lo trascinò con cautela fino al lato opposto della stanza, mentre il campo azzurro attorno all'oggetto ondeggiava come una superficie d'acqua.<br />
<br />
"È collegato a qualcosa" ringhiò tra i denti. "Qualcosa lo sta chiamando. Ed è più forte di prima."<br />
<br />
Julia toccò il comunicatore "Squiretaker a Wayfarer! Chiunque sia alle operazioni, urgente: avete emesso qualcosa? Una scansione, un impulso, un qualsiasi segnale diretto verso Risa?"<br />
<br />
Ci fu una breve esitazione, e poi la voce di Corwin, tesa e controllata: =^=Abbiamo iniziato una scansione tachionica a bassa energia lungo la traiettoria della navetta. Un impulso di prova, circa quaranta secondi fa. Perché?=^=<br />
<br />
"Fermatela! Subito!" gridò Julia. "Il nucleo sta rispondendo! Il vostro impulso lo sta riattivando!"<br />
<br />
=^=Ristea! Interrompi l'emissione!=^= La voce di Corwin si allontanò dal comunicatore, poi tornò. =^=Interrotta. Interrotta ora.=^=<br />
<br />
Nel laboratorio, il ronzio si affievolì. Il campo attorno al cilindro smise di ondeggiare. La luce azzurra sotto la pelle di Vance si ritirò lentamente, spegnendosi vena dopo vena, finché il corpo tornò a essere solo un guscio grigio dentro la sua bolla di stasi.<br />
<br />
Nessuno parlò per qualche secondo. Si sentiva solo il respiro corto di Cooper, che si era lasciato cadere su una sedia, la mano premuta sulla coscia destra, il volto pallido e contratto.<br />
<br />
"Gregory", disse Julia, avvicinandosi.<br />
<br />
"Sto bene."<br />
<br />
"Non è vero."<br />
<br />
"È un dolore psicosomatico, Comandante. Lo dice la mia cartella. Non è reale." Sollevò lo sguardo, e nei suoi occhi c'era un'ironia amara e stanca. "Peccato che nessuno l'abbia spiegato alla mia gamba."<br />
<br />
Julia non replicò. Aprì il kit, estrasse un piccolo contenitore e vi prese una capsula di un colore verde pallido. "Non è quello che mi preoccupa. Prendi questa: è stata sintetizzata con estratto di artiglio del diavolo e corteccia di salice bianco ed una piccola quota di boswellia. Niente narcotici. Solo un antinfiammatorio naturale."<br />
<br />
Cooper la fissò per un lungo momento. Poi la prese, e la mandò giù con un sorso d'acqua da una bottiglietta sul bancone.<br />
<br />
"Lo scrivi a verbale che ho protestato", borbottò.<br />
<br />
"L'ho già fatto due volte", rispose Julia, con un sorriso.<br />
<br />
Il comunicatore di Cooper trillò. =^=Ichigawa a laboratorio medico. Comandante abbiamo un problema.=^=<br />
<br />
"Sono tutto orecchie, Tenente" rispose Gregory.<br />
<br />
=^=Prima dell'interruzione, la scansione ha rilevato qualcosa. Una piega residua nella scia della navetta, come previsto dal Comandante Corwin. Ma ha rilevato anche altro. Quando l'impulso ha toccato il nucleo, una risposta è partita dalla superficie di Risa. Un breve segnale a bassissima potenza, in risposta al nostro impulso.=^=<br />
<br />
Julia si irrigidì. "Da dove?"<br />
<br />
=^=Ho triangolato le coordinate. È... è il complesso residenziale sulla scogliera orientale. Lo stesso indicato dal Tenente Naholo. Ed è ancora attivo. Sta trasmettendo, in questo momento, un secondo segnale, più debole. Sembra un... un richiamo.=^=<br />
<br />
Cooper si alzò lentamente in piedi, guardando il cilindro nero. "Non è un nucleo", disse con voce piatta. "È un telefono. E qualcuno ha appena composto il numero."<br />
<br />
Wu si portò una mano al comunicatore. "Wu a Capitano Kiron. Ha ricevuto?"<br />
<br />
Ci fu un breve crepitio, e poi la voce di Kiron, bassa e controllata: =^=Abbiamo appena ricevuto i dati dalla Wayfarer. Siamo in posizione, Comandante. Il Tenente Naholo ed io stiamo per raggiungere le coordinate.=^=<br />
<br />
"Capitano" intervenne Julia, avvicinandosi al comunicatore "Qui Squiretaker. Prima di entrare, devo avvertirla: il nucleo ha riconosciuto il segnale di quel complesso. Vance è stato ucciso da una risonanza a distanza, e chiunque sia là dentro può percepire la nostra presenza attraverso il cilindro. Se entrate, sapranno che state arrivando."<br />
<br />
Ci fu un silenzio di qualche secondo. =^=Dottoressa, lo avevo immaginato. Sapranno in ogni caso. Preferisco che sappiano di non essere soli.=^=<br />
<br />
"Tenente Naholo, il suo stato?"<br />
<br />
=^=Sto bene, Dottoressa=^=<br />
<br />
"Tenente" disse Julia, con un filo di apprensione che non riuscì a nascondere, "ho un hypospray per lei. E' importante che lo assuma non appena le sarà possibile, ma sappia che prima sarebbe meglio che dopo..."<br />
<br />
=^=Sarà fatto, Comandante=^=<br />
<br />
=^=Squiretaker, Cooper=^= riprese Kiron. =^=Vi voglio in linea, sempre. Se il nucleo cambia comportamento, voglio saperlo prima che accada. Wu, lei rimane con loro. Rumar, mi teletrasporti una squadra di sicurezza in appoggio e mantenga la Wayfarer in allerta gialla. Kiron, chiudo.=^=<br />
<br />
Il canale si chiuse. Nel laboratorio scese un silenzio pesante, punteggiato solo dal ronzio dei campi di contenimento.<br />
<br />
Julia si voltò verso il corpo di Vance, dentro la sua bolla trasparente. Il grigio della pelle, le pupille dilatate, la bocca appena socchiusa. "Non sei solo", mormorò, così piano che nessuno poté sentirla. "Ti prometto che troveremo chi ti ha fatto questo."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>21-01 L'ultimo giorno di licenza</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=226&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>Risa, resort Suraya Sands, 08/01/2404 10:55 - D.S. 81020.38</b><br /><br />
Il sole di Risa calava dietro la linea dell'orizzonte, incendiando un paesaggio che ricordava a Naholo le scogliere della Liguria sulla Terra. Montagne imponenti e aspre, coperte da una fitta vegetazione, si tuffavano a picco nel mare blu cobalto, interrotte solo dalle linee sinuose del resort Suraya Sands. L'aria profumava di ibisco, pini marittimi risiani e sale.<br />
<br />
Il Tenente Naholo osservava il riflesso dorato nel suo bicchiere di succo di Kava. Indossava una camicia di lino leggero, ben lontana dalla rigida uniforme della Flotta Stellare che lo aspettava a bordo della USS Wayfarer. Sotto la camicia, la sua piastrina identificativa della Flotta si muoveva leggera contro il petto a ogni respiro. Dopo sette anni intensi come ufficiale della sicurezza sulla USS Erinle, quella settimana di licenza era stata un miraggio necessario. Ma l'ozio, per un uomo addestrato a prevedere le min threats prima che si materializzassero, era un abito scomodo. La Wayfarer era entrata nel sistema tre ore prima; il suo teletrasporto per l'imbarco ufficiale era fissato per la mattina seguente.<br />
<br />
Naholo diede un'occhiata al Chrono sul polso. Mancavano poche ore.<br />
<br />
Il brusco cambio di pressione atmosferica nella terrazza non fu registrato dal clima del pianeta, ma dall'istinto di Naholo. Qualcuno si era seduto sullo sgabello accanto al suo, al bancone circolare del bar.<br />
<br />
"Non guardi a sinistra, Tenente", sussurrò l'uomo.<br />
<br />
Naholo non si muoveva, ma i suoi occhi si spostarono sul riflesso della bottiglia di vetro scuro davanti a lui. Riconobbe quel profilo all'istante, nonostante i tratti stravolti dal panico. Era il dottor Vance. Non era solo un collega, era l'ufficiale scientifico con cui Naholo aveva condiviso gli anni più duri e brillanti in Accademia. Vance indossava abiti civili risiani, ma aveva il respiro corto, la pelle d'oca nonostante i 24°C costanti e le pupille dilatate.<br />
<br />
"Vance?", disse Naholo a bassa voce, lottando per mantenere la calma. "Cosa ci fai qui? Dovresti essere in missione nel settore di frontiera".<br />
<br />
"La frontiera si è spostata, Naholo", rispose Vance. La sua voce era un filo di vento spezzato. "L'hanno trovata. In un sistema morto oltre la Zona Neutrale. Una tecnologia che... che non dovrebbe esistere. L'hanno portata qui per venderla. Ho provato a fermarli, ma..."<br />
<br />
Vance si interruppe con un gemito soffocato. Si aggrappò al bordo del bancone di legno balau.<br />
<br />
Naholo si voltò di scatto, afferrandolo per le spalle. "Vance! Guardami, che cosa ti hanno fatto?"<br />
<br />
Ciò che accadde nei tre secondi successivi spezzò il cuore dell'ufficiale tattico. Le vene sul collo del suo vecchio compagno d'Accademia iniziarono a brillare di una luce azzurrina, elettrica. La pelle di Vance, nei punti di massima luminescenza, divenne traslucida, mostrando la struttura ossea sottostante che sembrava scomporre e ricomporsi come l'ologramma di un database corrotto. Non era un comune avvelenamento; la sua stessa materia biologica stava perdendo coerenza quantistica sotto gli occhi dell'amico.<br />
<br />
Con un ultimo, disperato sforzo di volontà, Vance strinse il polso di Naholo. Nel palmo dell'ufficiale scivolò un oggetto cilindrico, pesante, fatto di un metallo nero che sembrava assorbire la luce della terrazza.<br />
<br />
"Non lasciargli... attivare... il nucleo", rantolò Vance.<br />
<br />
Un istante dopo, la luce azzurra si espanse in un micro-impulso silenzioso. Il corpo di Vance si irrigidì, colpito da un rigor mortis istantaneo e innaturale, mentre le sue cellule smettevano di brillare, lasciandolo grigio e spento come cenere tra le braccia di Naholo.<br />
<br />
Il caos su Risa è sempre un evento educato. Non ci furono urla, ma il sommesso mormorio dei turisti che si allontanavano dal bar, spaventati dall'insolita scena.<br />
<br />
Naholo fece scattare il pollice sul cilindro nero, facendolo sparire nella tasca profonda dei pantaloni. Adagiò il corpo dell'amico a terra, con una rabbia fredda che cominciava a montargli nel petto.<br />
<br />
"Identificazione ufficiale: Tenente Naholo, Flotta Stellare", disse ad alta voce verso il barman risiano, che stava già toccando un pannello d'emergenza. "Isolate la zona. Nessuno tocchi il corpo".<br />
<br />
Prima che il barman potesse rispondere, un suono cupo e profondo, simile a un tuono lontano che rimbombò contro le pareti delle montagne alle loro spalle, fece vibrare i bicchieri sulla terrazza. Naholo alzò lo sguardo. Una scia di fuoco bianco stava squarciando il cielo. Una navetta civile, con i deflettori vistosamente modificati, stava decollando a velocità sub-orbitale dalla zona dei resort privati incastonati tra le rocce.<br />
<br />
Il tenente Naholo portò la mano al comunicatore civile che portava alla cintura, forzando la frequenza d'emergenza della Federazione. "Naholo a USS Wayfarer! Siete in ascolto?"<br />
<br />
La voce del Capitano Michael Kiron grattò attraverso il comunicatore. =^=Tenente Naholo, qui Kiron. Abbiamo un bersaglio in uscita rapida dall'atmosfera. Una navetta sta tentando di lasciare il sistema senza autorizzazione. Stiamo armando il raggio traente=^=.<br />
<br />
"Fate attenzione, hanno una tecnologia sconosciuta a bordo!" urlò Naholo, tenendo gli occhi fissi sulla scia luminosa che intersecava le stelle.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, plancia, 08/01/2404  immediatamente dopo</b><br /><br />
In plancia sulla Wayfarer, l'allarme tattico risuonò acuto. Il raggio traente color ambra si tese verso l'atmosfera del pianeta, ma non appena toccò lo scafo della navetta, l'inconcepibile si manifestò sui monitor.<br />
<br />
"Il puntamento del raggio traente è fallito!", esclamò l'ufficiale al controllo armi, la voce incrinata dall'incredulità. "Capitano, i sensori non riescono a fare presa. La navetta sembra... sembra sdoppiarsi. I computer la rilevano in due punti diversi contemporaneamente! Le due immagini si respingono a vicenda... e ora sono entrati in curvatura!"<br />
<br />
"Timoniere, rotta di intercettazione, massima curvatura! Ci lanceremo alla cieca se necessario!" ordinò il Capitano Kiron. La nave stellare sussultò mentre curvava lo spazio attorno a sé, balzando all'inseguimento del misterioso fuggitivo.<br />
<br />
Ma l'illusione durò poco. Meno di un minuto dopo, la voce di Kiron tornò sul canale di Naholo, stavolta carica di frustrazione.<br />
<br />
"Tenente... l'abbiamo persa. La navetta ha alterato la sua firma gravitazionale in un modo che i nostri computer non riescono a elaborare. La traccia di curvatura è svanita nel nulla. Siamo fermi nello spazio profondo, ciechi".<br />
<br />
Il Capitano fece una breve pausa per riorganizzare le forze, poi riprese con tono risoluto.<br />
<br />
"Dal momento che lei si trova sul luogo del delitto e conosceva la vittima, la sua licenza è ufficialmente revocata. Lei è il nostro uomo sul campo. Sto inviando una navetta d'emergenza a terra. Le manderò in aiuto l'Ufficiale Scientifico Capo, Gregory Cooper, e la Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker, il nostro Ufficiale Medico Capo. Cooper analizzerà i rilievi ambientali, mentre la dottoressa Squiretaker si occuperà dell'autopsia di Vance".<br />
<br />
Kiron prese fiato, mentre in sottofondo si sentiva il ticchettio frenetico delle console della plancia.<br />
<br />
"Nel frattempo, io creerò un gruppo di lavoro qui sulla Wayfarer per analizzare ogni singolo frammento di dato accumulato dai sensori sulla navetta e dalle scansioni a corto e lungo raggio. Ho già assegnato al caso il Tenente Asuna Ichigawa delle comunicazioni, per verificare eventuali picchi di frequenza o segnali criptati durante lo sdoppiamento, e il Tenente Dorian Ristea, l'Ingegneria Capo, per capire come una massa fisica possa ingannare il raggio traente in quel modo. Scopra chi ha venduto quella tecnologia e chi era sulla navetta e il loro legame, Naholo".<br />
<br />
=^=Ricevuto, Capitano. Aspetto la squadra a terra=^=, rispose Naholo, stringendo i pugni.<br />
<br />
Mentre interrompeva la comunicazione, due agenti della sicurezza risiana fecero irruzione sulla terrazza panoramica, con i phaser da palmo già estratti e puntati contro di lui. Naholo non si mosse, lo sguardo fisso sul corpo senza vita del suo vecchio compagno d'Accademia. L'indagine era appena iniziata.<br />
<br />
<br /><b>Risa, centro di detenzione, 08/01/2404 11:15</b><br /><br />
Su Risa persino le celle di sicurezza somigliavano a salotti di alto livello, un dettaglio che il Tenente Naholo trovava irritante. La stanza in cui lo avevano confinato, all'interno del complesso amministrativo del resort, aveva pareti in pietra levigata da cui sgorgava una piccola cascata artificiale e ampie vetrate che davano sulle montagne a picco sul mare. Unico, invalicabile dettaglio: un campo di forza a polarità invertita, dal caratteristico scintillio azzurro, che sigillava l'uscita principale.<br />
<br />
Naholo camminava avanti e indietro, a piedi scalzi, la camicia di lino aperta sul collo. Gli agenti risiani erano stati cortesi ma inflessibili. Gli avevano requisito il comunicatore civile e il tricorder, ma non avevano perquisito a fondo i suoi abiti, convinti che un ufficiale della Flotta Stellare non avrebbe opposto resistenza.<br />
<br />
Un errore tattico grossolano.<br />
<br />
Naholo infilò la mano nella tasca profonda dei pantaloni, avvertendo il freddo metallico del cilindro nero che Vance gli aveva affidato. Lo scienziato era morto tra le sue braccia e la Wayfarer era là fuori, cieca, nello spazio profondo. Ogni minuto perso dava ai contrabbandieri il tempo di far sparire le proprie tracce.<br />
<br />
Il ronzio del campo di forza cambiò frequenza, abbassandosi di tono fino a svanire.<br />
<br />
Naholo si voltò di scatto, i muscoli tesi, pronti all'azione. Ma sulla soglia non c'erano le guardie del resort. C'erano due uniformi della Flotta Stellare, i colori della divisione scientifica e medica che brillavano sotto le luci soffuse della stanza. La navetta della Wayfarer era arrivata.<br />
<br />
"Ha un aspetto terribile, Tenente. E non mi riferisco alla camicia da spiaggia", esordì l'Ufficiale Scientifico Capo Gregory Cooper, muovendosi nella stanza e sistemandosi la divisa azzurra con un mezzo sorriso. Aveva una borsa a tracolla piena di kit per i rilievi forensi.<br />
<br />
Dietro di lui, il Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker guardò Naholo con occhi colmi di sincera apprensione e dolcezza. Si avvicinò subito con passo leggero, tenendo già in mano un rigeneratore dermico.<br />
<br />
"Comandante Squiretaker. Comandante Cooper", Naholo fece un passo avanti, valutando i suoi nuovi compagni di bordo con un cenno del capo rigorosamente militare. "Il Capitano Kiron vi ha messi al corrente?"<br />
<br />
"Sì, e la sicurezza locale non voleva farci passare", rispose il Comandante Cooper, stringendo la tracolla della sua borsa. "Ho dovuto ricordare al Governatore risiano che la vittima era uno scienziato della Flotta Stellare e che, secondo i trattati di cooperazione, abbiamo il diritto di condurre un'indagine congiunta. Ci hanno concesso un'ora prima di formalizzare il suo fermo".<br />
<br />
"Per il momento sono solo in custodia preventiva, non mi hanno ancora incriminato formalmente", spiegò Naholo, incrociando lo sguardo dei colleghi. "Ma per la sicurezza locale sono a tutti gli effetti il sospettato principale. Sanno perfettamente che un ufficiale tattico con il mio addestramento potrebbe sfruttare qualsiasi falla per fuggire dal complesso o per modificare le prove dell'omicidio di Vance prima che la Flotta possa esaminarle. Ecco perché hanno alzato un campo a polarità invertita".<br />
<br />
Naholo fece un passo avanti, abbassando la voce e lanciando un'occhiata fugace alla telecamera di sorveglianza posizionata sopra la cascata. L'ufficiale tattico guardò i suoi superiori, calibrando le parole con rispetto ma con assoluta fermezza professionale.<br />
<br />
"Comandanti, se posso permettermi un suggerimento tattico: vi consiglio di non essere del tutto trasparenti con le autorità del resort. Muovetevi con cautela, dite solo lo stretto necessario e non mostrate tutte le nostre carte. Credo che la strategia migliore sia sfruttare quest'ora di tempo che vi hanno concesso per raccogliere dati sul campo prima che capiscano dove vogliamo andare a parare. Non ho idea di chi possa essere il compratore di questa tecnologia. Vance è morto prima di potermi fare un nome, ma le circostanze mi dicono che potrebbe trattarsi di qualcuno molto in alto, qualcuno strettamente legato all'establishment politico o economico di Risa. Se così fosse, l'intera catena di comando locale potrebbe essere compromessa, o quantomeno interessata a insabbiare la faccenda".<br />
<br />
La dottoressa Squiretaker si avvicinò a Naholo con un sorriso gentile e rassicurante, seppur velato da una nuova nota di preoccupazione, passandogli con delicatezza lo scanner medico sul collo e sulle braccia. Il dispositivo emise un bip acuto.<br />
<br />
"Tenente, per fortuna non è nulla di grave, ma le sue letture biologiche mostrano una leggera alterazione cellulare. È entrato in contatto con un campo di sfasamento micro-quantico", disse l'ufficiale medico capo, guardandolo con premura mentre analizzava i dati sul piccolo schermo. "Cosa è successo esattamente al dottor Vance? Il Capitano ci ha detto solo che eravate compagni d'Accademia, mi dispiace tanto..."<br />
<br />
"È morto davanti a me, Comandante", disse Naholo, la voce improvvisamente bassa e dura. "Le sue vene brillavano di luce azzurra. La sua struttura molecolare si stava modificando sotto i miei occhi. Prima di morire, mi ha fatto scivolare in tasca questo".<br />
<br />
Naholo si schermò con il corpo rispetto alle telecamere risiane e, con un movimento rapido, tese la mano verso Cooper, consegnandogli il cilindro nero.<br />
<br />
"Lo conservi, Comandante. È la nostra unica prova", disse Naholo, abbassando lo sguardo sul cilindro. "Vance lo ha chiamato 'il nucleo' e mi ha implorato di non permettere che lo attivino. Non sappiamo ancora cosa sia, ma se Vance ha sacrificato la vita per sottrarlo a quel mercato, deve essere la chiave di tutta questa storia".<br />
<br />
Il Comandante Cooper strinse le dita attorno al metallo scuro, avvertendone il peso anomalo, e lo infilò immediatamente nella sua borsa a tracolla schermata. "Ricevuto, Tenente. Lo metterò al sicuro sotto isolamento energetico. E farò tesoro del suo avvertimento sui risiani".<br />
<br />
"Comandante Squiretaker, dove si trova il corpo di Vance adesso?" chiese Naholo.<br />
<br />
"La sicurezza locale lo ha trasferito nel laboratorio medico del resort, tre piani sotto questa struttura", rispose dolcemente l'ufficiale medico capo. "Ho ottenuto il permesso di eseguire un'autopsia parziale con la mia strumentazione della Wayfarer. State tranquillo, farò tutto il possibile".<br />
<br />
"Se posso avanzare un'ipotesi di lavoro," propose Naholo, guardando entrambi, "credo che la cosa migliore sarebbe se lei, Comandante Squiretaker, procedesse con l'autopsia, mentre il Comandante Cooper potrebbe analizzare il cilindro direttamente lì in laboratorio. Se lavorate in parallelo, potreste verificare se ci sono state interazioni o correlazioni dirette tra il funzionamento di questo nucleo e le anomalie cellulari che hanno ucciso Vance".<br />
<br />
Il Comandante Cooper annuì con decisione. "Incroceremo le scansioni quantiche dell'oggetto con i campioni cellulari di Vance. Se c'è una firma energetica comune, la isoleremo".<br />
<br />
"E lei, Tenente? Ha intenzione di restare in questa cella a guardare il panorama?" chiese il Comandante Cooper, incrociando le braccia con un misto di esasperazione e ammirazione. "Il Capitano Kiron ha detto che lei è un uomo d'azione, Naholo. Non si faccia uccidere prima ancora di aver firmato il registro di bordo della Wayfarer".<br />
<br />
Naholo accennò un sorriso freddo, lo sguardo rivolto verso la montagne fuori dalla vetrata. "Il Governatore pensa che io sia bloccato qui. Ma questo resort usa una rete di controllo climatico che si appoggia a condotti di ventilazione termica integrati nelle pareti di roccia. Se ho studiato bene le mappe tattiche di Risa prima di sbarcare... c'è un accesso di manutenzione proprio dietro quella cascata artificiale".<br />
<br />
La dottoressa Squiretaker lo guardò con occhi spalancati, preoccupata ma colpita dal suo coraggio. "La prego, faccia molta attenzione, Tenente", disse con la sua voce aggraziata.<br />
<br />
"Ci proverò, Comandante", rispose Naholo.<br />
<br />
<br /><b>Risa, centro di detenzione, 08/01/2404 11:30</b><br /><br />
Il Tenente Naholo rimase solo nella cella. Il silenzio era rotto soltanto dal sommesso e regolare scroscio della cascata artificiale che decorava la parete di pietra levigata. Guardò la grata di ventilazione posizionata proprio dietro il velo d'acqua, alta, quasi invisibile nella penombra. Era l'accesso alla rete di manutenzione termica del resort.<br />
<br />
Per uscirne, però, non bastava la forza fisica. I sensori biometrici della cella erano tarati per registrare la massa corporea e lo spostamento dell'aria. Se fosse semplicemente sparito, l'allarme sarebbe scattato prima ancora che potesse toccare il fondo del condotto. Doveva ingannare la logica del computer risiano.<br />
<br />
Naholo si chinò sulla vasca di raccolta della cascata. L'acqua era mantenuta a una temperatura costante di 22°C per regolare l'umidità della stanza. Immerse la mano, tastando il fondo fino a individuare la piastra metallica del termoregolatore subacqueo. Con un movimento secco, usò l'estremità rigida della sua piastrina identificativa della Flotta per fare leva sul pannello di protezione.<br />
<br />
I circuiti risiani erano sofisticati ma progettati per la sicurezza, non per la guerra. Naholo individuò il limitatore di flusso energetico e lo bypassò, forzando un sovraccarico diretto dai condotti di alimentazione della struttura verso la bobina di riscaldamento.<br />
<br />
Il risultato fu immediato. L'acqua sul fondo della vasca cominciò a gorgogliare. Nel giro di due minuti, la temperatura salì a oltre 80°C. Un vapore densissimo, bollente e saturo cominciò a sollevarsi, riempiendo la cella trasparente e trasformandola in una sauna.<br />
<br />
I sensori ottici della sicurezza risiana persero la visibilità, incapaci di penetrare la nebbia termica. Sul pannello esterno della cella, l'intelligenza artificiale del resort registrò un "grave guasto idraulico alle linee di termoregolazione", attivando i protocolli di sicurezza per lo spurgo dell'aria e mandando in confusione i rilevatori biometrici a causa dello sbalzo di pressione.<br />
<br />
Prima che i tecnici risiani potessero intervenire a disattivare il campo di forza per ispezionare la stanza, Naholo era già in azione. Con la camicia di lino bagnata avvolta intorno alle mani per proteggersi dal vapore ardente, afferrò la grata di manutenzione dietro la cascata, la svitò con due colpi precisi e si infilò nel condotto buio, richiudendosela alle spalle.<br />
<br />
Era fuori, libero nell'oscurità delle viscere della montagna.<br />
<br />
<br /><b>Risa, dentro la montagna, 08/01/2404 poco dopo</b><br /><br />
Naholo strisciò carponi nel condotto per diversi metri, guidato dal flusso dell'aria fredda. La ventilazione lo condusse dritto a una grata secondaria che si affacciava su un ambiente debolmente illuminato. Sbirciò attraverso le fessure: era una sottostazione di controllo ausiliaria, una stanza quadrata e deserta piena di banchi di memoria ottica e terminali di servizio usati dai tecnici per monitorare i sottosistemi della griglia planetaria.<br />
<br />
Naholo calciò via la grata con un colpo secco e saltò giù, atterrando senza rumore sul pavimento polimerico.<br />
<br />
Si diresse immediatamente al terminale principale. Sapeva che i sistemi di Risa erano protetti da barriere logiche rigide, ma non erano pensati per resistere alle procedure di hackeraggio della Flotta Stellare. Senza dispositivi esterni a supporto, aprì manualmente il pannello inferiore della console, esponendo i nodi di giunzione ottica. Sfruttando la sua profonda conoscenza dei sistemi informatici integrati, modificò manualmente i ponti di connessione, forzando le stringhe di comando direttamente dall'interfaccia principale del terminale per aggirare i blocchi di sicurezza e ottenere un accesso amministrativo di basso livello.<br />
<br />
Sullo schermo principale iniziarono a scorrere i flussi di dati grezzi della rete locale. C'era un problema immediato, però: il sistema non permetteva di cercare un ospite semplicemente digitando il suo nome civile. Risa tutelava la privacy dei suoi ricchi turisti crittografando le identità dietro un codice numerico di chip identificativo temporaneo assegnato rigorosamente al momento dello sbarco spazioportuale.<br />
<br />
Senza quel numero di chip, tracciare i movimenti di Vance era impossibile.<br />
<br />
Non conoscendo né il giorno né l'ora esatta in cui lo scienziato fosse atterrato su Risa, Naholo scartò l'idea di spulciare i registri d'arrivo complessivi. Doveva cambiare strategia, partendo dall'unico dato certo che possedeva: il luogo del decesso.<br />
<br />
Anziché cercare la persona, decise di cercare la posizione. Usando la tastiera fisica del terminale, digitò i parametri per isolare i registri ambientali del bar sulla spiaggia dove Vance era morto quella sera stessa. Impostò il filtro temporale sull'intervallo esatto dell'omicidio e avviò un controllo incrociato su tutti i chip identificativi presentes in quel settore al momento della morte di Vance.<br />
<br />
Sullo schermo apparve una lista di oltre duecento codici anonimi corrispondenti ad altrettanti avventori del locale.<br />
<br />
A quel punto, Naholo inserì l'algoritmo di esclusione: ordinò al sistema di eliminare dall'elenco tutti i codici che continuavano a muoversi regolarmente nei minuti successivi all'evento. Il computer risiano scremò i dati in un millisecondo, finché sul monitor non rimase un'unica, singola stringa isolata. Un chip che si trovava al bar e che aveva smesso improvvisamente di trasmettere qualsiasi segnale biometrico nello stesso istante in cui Vance aveva esalato l'ultimo respiro.<br />
<br />
<br /><b>REGISTRO AMBIENTALE SEZIONE 4-ALFA (ZONA BAR DISPOSITIVO ISOLATO (SEGNALE INTERROTTO): CHIP TEMPORANEO #772-OMICRON-9</b><br /><br />
<br />
"Trovato", sussurrò Naholo. La geolocalizzazione invertita ha funzionato.<br />
<br />
Inserì immediatamente il codice #772-OMICRON-9 nella memoria storica del resort per ricostruire i movimenti a ritroso. Lo schermo si riconfigurò all'istante, mostrando le tappe cronologiche degli spostamenti del dottor Vance nelle sue ultime ore di vita. L'ufficiale tattico isolò tre anomalie macroscopiche:<br />
<br />
 1. **La Funivia delle Scogliere (Ore 14:12):** Vance, il giorno prima, aveva preso la funivia automatizzata diretta alla vetta della montagna. I registri indicavano l'acquisto di due biglietti simultanei, ma il secondo era stato convalidato al tornello senza essere associato a nessun chip ospite registrato sul pianeta. Vance aveva incontrato un intermediario non registrato in un luogo completamente isolato.<br />
<br />
 2. **L'Hangar Yridiano (Ore 17:45):** Tre ore più tardi, il chip di Vance era stato rilevato nei pressi del settore Ovest del porto commerciale, all'interno di una piazzola d'atterraggio affittata a un mercante d'informazioni Yridiano. Era la stessa identica piazzola da cui era decollata la navetta che aveva eluso la Wayfarer. Vance stava seguendo la tecnologia.<br />
<br />
 3. **Il Comprensorio Residenziale Est (Ore 09:30):** Quaranta minuti prima di morire, il chip di Vance aveva registrato un tentativo di violazione informatica fallito contro i sistemi blindati di un complesso privato arroccato sulla scogliera. Subito dopo il blocco di sicurezza della struttura, il chip aveva smesso di trasmettere segnali. Vance era stato scoperto lì.<br />
<br />
Naholo impresse bene nella mente le coordinate del complesso residenziale, ma proprio mentre si sporgeva in avanti per premere il comando sul terminale e cancellare la cronologia della sua sessione di ricerca, le luci della stanza di controllo virarono improvvisamente dal blu al rosso pulsante.<br />
<br />
Un segnale acustico stridulo riempì l'ambiente.<br />
<br />
"Attenzione. Accesso non autorizzato rilevato al nodo 12-B. Protocollo di contenimento attivato", annunciò la voce metallica del computer centrale del resort.<br />
<br />
Naholo si voltò di scatto verso la porta di servizio della stanza, ma prima che potesse fare un solo passo, la paratia si aprì con un sibilo. Quattro agenti della sicurezza risiana fecero irruzione nella stanza, i phaser da difesa già spianati e puntati sul suo petto. Indossavano le loro uniformi d'ordinanza, ma i loro volti non avevano più nulla della consueta cortesia turistica del pianeta.<br />
<br />
"Fermo dove sei, Tenente Naholo", ordinò l'ufficiale a capo della pattuglia, facendo un passo avanti mentre il cerchio dei phaser si stringeva attorno a lui. "La sua impronta termica è stata tracciata dal momento in cui ha forzato il condotto della cella. Mani bene in vista dietro la testa. Subito".<br />
<br />
Naholo sollevò lentamente le mani, calcolando freddamente le sue opzioni. Era di nuovo sotto custodia, ma ora, grazie all'astuta ricerca invertita sul terminale, aveva le prove che cercava.<br />
<br />
<br /><b>Risa, palazzo del Governatore, 08/01/2404 12:15</b><br /><br />
Il rumore sordo dei passi degli agenti risiani rimbombava nei corridoi d'acciaio e pietra vulcanica che conducevano alle celle del comando centrale. Il Tenente Naholo camminava a testa alta, le mani bloccate da un campo di forza polarizzato ai polsi. Accanto a lui, il capo della sicurezza manteneva il phaser puntato a terra, ma la tensione era palpabile. Un ufficiale della Flotta Stellare che violava la rete planetaria e prelevava dati riservati non era un problema turistico: era un serio incidente diplomatico.<br />
<br />
La pattuglia si arrestò di colpo davanti alla massiccia paratia dell'ufficio del Governatore di Risa. Le porte si aprirono, rivelando la scena all'interno.<br />
<br />
Dietro la scrivania in legno di sandalo, il Governatore esprimeva tutta la sua frustrazione, agitando una mano verso lo schermo della console. Al centro della stanza, a gambe divaricate e con le mani incrociate dietro la schiena, svettava la figura imponente del Capitano Kiron. La sua uniforme della Flotta Stellare era impeccabile e la sua presenza emanava una calma d'acciaio che sembrava riempire l'intera stanza.<br />
<br />
"... e le ripeto, Capitano, che le azioni del vostro ufficiale violano i nostri protocolli di sicurezza e sovranità territoriale!" stava dicendo il Governatore, visibilmente alterato. "Intromissione non autorizzata e violazione di nodi informatici di livello amministrativo! Per di più in un momento in cui è coinvolto nella tragica morte del dottor Vance! Risa accoglie tutti con favore, ma non possiamo tollerare che la Flotta Stellare bypassi i nostri sistemi protetti".<br />
<br />
Kiron ascoltò in silenzio, mantenendo un'espressione neutrale e professionale. Non guardò il tenente Naholo quando entrò nella stanza, restando concentrato sul Governatore.<br />
<br />
"Governatore, comprendo perfettamente la sua preoccupazione per la sicurezza dei vostri sistemi di rete", esordì Kiron, mantenendo un tono di voce calmo, misurato e impeccabilmente diplomatico. "Tuttavia, dobbiamo considerare il quadro generale. Un cittadino della Federazione, uno scienziato d'alto livello, è stato assassinato sul vostro suolo. Il Tenente Naholo ha agito spinto da un'estrema urgenza investigativa, sapendo che ogni minuto perso avrebbe permesso ai responsabili di far sparire le tracce di una tecnologia altamente pericolosa".<br />
<br />
"Questo non giustifica un'intrusione forzata nella nostra griglia planetaria", replicò il Governatore, pur abbassando leggermente il tono di fronte alla compostezza del Capitano. "Il protocollo richiederebbe che il Tenente rimanga sotto la nostra formale custodia finché le autorità risiane non avranno chiarito la sua posizione".<br />
<br />
Kiron fece un singolo passo in avanti, unendo le mani davanti a sé con fare cordiale ma fermo.<br />
<br />
"Governatore, desidero evitare un inutile stallo burocratico che danneggerebbe entrambi", continuò Kiron, dosando le parole con consumata abilità diplomatica. "Risa gode di una legittima autonomia, ma i trattati confederali prevedono che, di fronte a minacce tecnologiche non convenzionali di classe uno, la Flotta Stellare collabori attivamente assumendo la direzione delle operazioni tattiche. In questo momento, la Wayfarer è posizionata in orbita sincrona. I nostri sensori d'emergenza sono già attivi per proteggere questo settore".<br />
<br />
Il Governatore incrociò lo sguardo del Capitano, avvertendo la ferma determinazione dietro la sua cortesia istituzionale.<br />
<br />
"La Flotta desidera risolvere questa faccenda rapidamente e senza clamore", proseguì Kiron, offrendo una via d'uscita diplomatica. "Se trattenete il mio ufficiale, sarò costretto a informare il Comando Centrale e ad applicare i protocolli di sicurezza standard, il che potrebbe includere una temporanea restrizione dei trasporti civili nel settore per verifiche biologiche. Una misura standard, certo, ma che richiederebbe almeno settantadue ore, con ovvie ripercussioni sul flusso turistico dei vostri resort. Sono certo che nessuno di noi desideri un simile disagio".<br />
<br />
Il Governatore rimase in silenzio per qualche istante, soppesando le parole di Kiron. Capì che il Capitano gli stava offrendo la possibilità di chiudere l'incidente mantenendo la faccia, ma che non avrebbe esitato a proteggere il suo uomo e l'indagine.<br />
<br />
Deglutì, poi sollevò una mano verso le guardie. "Disattivate i blocchi energetici. La Flotta si assuma la piena responsabilità degli sviluppi".<br />
<br />
Il campo di forza attorno ai polsi di Naholo svanì con un leggero ronzio. L'ufficiale tattico si massaggiò i polsi, recuperando la postura militare.<br />
<br />
Kiron fece un rispettoso cenno del capo. "La ringrazio per la lungimiranza, Governatore. La Flotta Stellare le è grata per la collaborazione".<br />
<br />
Il Capitano si voltò di scatto, facendo segno a Naholo di seguirlo. Le paratie dell'ufficio si aprirono e i due ufficiali si incamminarono a passo svelto lungo il corridoio, lasciandosi alle spalle il comando risiano. Solo quando furono abbastanza lontani dalle orecchie risiane, Kiron rallentò leggermente il passo, mantenendo lo sguardo dritto davanti a sé.<br />
<br />
"Tenente," disse Kiron a bassa voce, con un tono che oscillava tra la severità del comandante e la parziale approvazione tattica, "a storia finita dovremo fare un discorsetto sulle libertà che si è finora preso nel gestire questa faccenda".<br />
<br />
"Sissignore," rispose Naholo, mantenendo il passo, "ma le coordinate che ho recuperato sono la nostra unica pista".<br />
<br />
"Allora andiamo a vedere cosa nascondono", concluse Kiron, mentre si avvicinavano alla piattaforma di teletrasporto della Flotta.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Robert Naholo<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Robert Naholo</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-11 Echo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
USS Wayfarer, Sala Riunioni<br />
14/02/2402, 11:45<br />
Il silenzio nella sala riunioni era così denso da essere quasi tangibile. Kiron sedeva a capotavola, le mani intrecciate davanti a sé, lo sguardo fisso sul display olografico che mostrava due firme energetiche - una debole e pulsante nel container a bordo della Wayfarer, l'altra selvaggia e caotica sulla superficie di Caeneus I.<br />
<br />
Cooper era in piedi accanto al proiettore, un D-padd in mano, le occhiaie profonde che tradivano ore senza sonno. "Ricapitoliamo la situazione per chi si fosse distratto," disse con il suo solito sarcasmo, anche se la stanchezza nella sua voce era evidente. "Abbiamo un'entità psionica divisa in due. La parte A, qui con noi," indicò il container, "ha circa il 12% della massa energetica totale ed è stabile quanto un soufflé durante un terremoto. La parte B, laggiù sul pianeta ghiacciato maledetto, ha l'88% restante ed è incazzata come un orso svegliato dal letargo."<br />
<br />
Rumar incrociò le braccia. "Incazzata è un termine tecnico, Comandante?"<br />
<br />
"No, ma 'pericolosamente destabilizzata con picchi psionici che suggeriscono uno stato di fame acuta e confusione esistenziale' non si adattava bene alla slide," ribatté Cooper senza perdere un colpo.<br />
<br />
Erjn Kublik, seduta accanto a Kiron, intervenne con tono più conciliante. "Quali sono le opzioni, Comandante Cooper?"<br />
<br />
Gregory passò alla schermata successiva. "Opzione A: non facciamo niente. La parte nel container muore in circa 36 ore, quella sul pianeta probabilmente impazzisce definitivamente e diventa un pericolo permanente per qualsiasi nave passi da Caeneus. Opzione B: cerchiamo di riunire le due metà."<br />
<br />
"Che è esattamente ciò che ha causato questo disastro la prima volta," disse Wu, il tono scettico.<br />
<br />
"Verissimo," concordò Cooper. "Ma la prima volta abbiamo cercato di teletrasportare un'entità psionica complessa attraverso interferenze tachioniche senza un protocollo adeguato. È come cercare di trasportare un gatto arrabbiato usando una catapulta. Tecnicamente possibile, ma i risultati sono... imprevedibili."<br />
<br />
"E la seconda volta sarebbe diversa come?" chiese Ristea.<br />
<br />
Cooper sorrise, ma non era un sorriso allegro. "Perché questa volta abbiamo un'esca."<br />
<br />
Indicò il container. "La parte debole dell'entità è disperata per riunirsi all'altra metà. È come un magnete vivente. Se la usiamo come punto focale, possiamo creare un ponte psionico stabilizzato che attiri la parte sul pianeta verso di noi in modo controllato."<br />
<br />
"Un ponte psionico," ripeté Rumar lentamente. "E chi o cosa farebbe da... ponte?"<br />
<br />
Il silenzio tornò a calare pesante.<br />
<br />
Cooper guardò direttamente Kiron. "Servirebbe qualcuno con una connessione emotiva forte all'entità. Qualcuno che ha già interagito con lei a livello profondo. Qualcuno a cui lei ha dato fiducia."<br />
<br />
"Assolutamente no," disse Rumar, alzandosi di scatto. "Capitano, non può nemmeno considerarlo. Abbiamo già perso Vaitor. Non la metterò a rischio anche lei."<br />
<br />
"Numero Uno..." iniziò Kiron.<br />
<br />
"No!" La voce di Rumar era raramente così alta. "Con tutto il rispetto, signore, questa è follia. Le chiedo formalmente di riconsiderare."<br />
<br />
Kiron si alzò lentamente, affrontando lo sguardo del suo primo ufficiale. "Ho dato la mia parola all'entità, Krell. Le ho promesso protezione. Rifugio. Una seconda possibilità."<br />
<br />
"Non le ha promesso di sacrificarsi!"<br />
<br />
"Non è un sacrificio," disse Kiron con calma. "È mantenere una promessa. E se c'è una cosa che ho imparato in tutti questi anni, è che la parola di un Capitano deve significare qualcosa. Soprattutto quando costa."<br />
<br />
Erjn posò delicatamente una mano sul braccio di Michael. "E se dovesse andare male?"<br />
<br />
Kiron la guardò negli occhi, vedendo in loro la paura che lei cercava così disperatamente di nascondere. "Allora il Comandante Rumar farà ciò che è necessario per proteggere la nave e l'equipaggio."<br />
<br />
Si girò verso Rumar. "Questo è un ordine, Numero Uno. Prepari un protocollo di emergenza. Se la fusione va male, se l'entità mi attacca o diventa una minaccia, distrugga sia il container che la mia posizione sul pianeta. Nessuna esitazione."<br />
<br />
"Capitano..." la voce di Rumar si incrinò.<br />
<br />
"È un ordine," ripeté Kiron, più dolce questa volta. "E Krell... se dovesse succedere, non lasci che Erjn faccia qualcosa di stupido. La nave avrà bisogno di lei."<br />
<br />
Erjn strinse la mano di Michael sotto il tavolo, ma non disse nulla. Sapeva che qualsiasi cosa avesse detto in quel momento sarebbe stata inutile. Michael aveva preso la sua decisione.<br />
<br />
Cooper si schiarì la gola, rompendo il momento. "Bene, ora che abbiamo finito con il drammatico addio preventivo, possiamo parlare del piano vero e proprio? Perché, stranamente, preferisco che il nostro Capitano torni vivo."<br />
 <br />
<br />
<br />
USS Wayfarer, Laboratorio Scientifico Principale<br />
14/02/2402, 13:30<br />
Le ore successive furono un vortice di preparativi. Cooper aveva trasformato il laboratorio in un centro di controllo improvvisato, schermi e console che mostravano simulazioni, calcoli di probabilità, e più grafici di quanti Kiron ne avesse mai visti in vita sua.<br />
<br />
"Okay, ascolti con attenzione perché non ho intenzione di ripetere," disse Cooper, indicando un modello tridimensionale dell'entità. "L'entità psionica funziona come una rete neurale quantistica. Quando l'abbiamo divisa, non abbiamo solo separato la sua 'massa' energetica, ma anche la sua coscienza. La parte sul pianeta è come un cervello senza corteccia prefrontale - tutta fame e istinto, zero controllo."<br />
<br />
"Affascinante," disse Kiron. "E io cosa dovrei fare esattamente?"<br />
<br />
"Farà da ancora cognitiva," spiegò Cooper. "Quando inizieremo la fusione, le due parti dell'entità cercheranno di riunirsi. Ma senza un punto focale stabile, il processo sarà caotico e probabilmente esplosivo. Lei si posizionerà tra le due parti - metaforicamente parlando - e manterrà una connessione emotiva stabile con entrambe."<br />
<br />
"Usando la speranza," disse Kiron, ricordando la conversazione nella sala su Caeneus.<br />
<br />
"Esatto. L'entità ha assaggiato qualcosa di nuovo con lei. Quella connessione è la nostra ancora di salvezza. Se riesce a mantenerla durante la fusione, l'entità dovrebbe stabilizzarsi intorno a lei invece di collassare o esplodere."<br />
<br />
"Dovrebbe," ripeté Kiron.<br />
<br />
Cooper lo guardò dritto negli occhi. "Non le mentirò, Capitano. Le probabilità di successo sono circa del 60%. Le probabilità che lei esca illeso sono circa del 40%. E le probabilità che io non mi senta in colpa se qualcosa va storto sono... beh, quelle sono zero."<br />
<br />
Kiron sorrise debolmente. "Apprezzo l'onestà, Gregory."<br />
<br />
"Sì, beh, è un difetto di carattere. Ci sto lavorando." Cooper esitò, poi aggiunse più piano: "Vaitor si è fidato del piano. Si è fidato di noi. E... è morto. Non voglio che questo diventi un'abitudine."<br />
<br />
"Non lo diventerà," disse Kiron con una sicurezza che non sentiva completamente. "Tornerò, Cooper. Ho ancora troppo da fare qui."<br />
<br />
"Bene. Perché se muore, il Comandante Rumar mi ucciderà. E la Consigliera Kublik mi farà rivivere solo per potermi uccidere di nuovo, più lentamente."<br />
<br />
<br />
<br />
USS Wayfarer, Alloggi del Capitano<br />
14/02/2402, 15:00<br />
Kiron stava sistemando gli ultimi dettagli della sua uniforme quando Erjn entrò. Non aveva bussato - raramente lo faceva nei loro alloggi privati. Si fermò sulla soglia, guardandolo con un'espressione che mescolava amore, paura e una determinazione ferrea.<br />
<br />
"Stai pensando di cercare di fermarmi?" chiese Michael, voltandosi verso di lei.<br />
<br />
"No," disse Erjn, chiudendo la porta alle sue spalle. "Sto pensando a quanto ti amo. E a quanto mi fa rabbia che tu debba sempre essere l'eroe."<br />
<br />
Si avvicinò e lo abbracciò forte. Michael ricambiò l'abbraccio, seppellendo il viso nei suoi capelli, respirando il suo profumo familiare.<br />
<br />
"Non sto cercando di essere un eroe," mormorò. "Sto solo cercando di fare la cosa giusta."<br />
<br />
"Lo so," disse Erjn, la voce soffocata contro il suo petto. "È una delle cose che amo di te. E una delle cose che mi terrorizza."<br />
<br />
Rimasero così per un lungo momento, trovando conforto nel silenzio condiviso.<br />
<br />
"Se qualcosa va male..." iniziò Kiron.<br />
<br />
"Non andrà male," lo interruppe Erjn, separandosi leggermente per guardarlo negli occhi. "Perché tu tornerai da me. E da questa nave. E continueremo a fare quello che facciamo sempre - esplorare, scoprire, e occasionalmente salvarci il culo a vicenda."<br />
<br />
Kiron sorrise. "Quando hai iniziato a parlare così?"<br />
<br />
"Da quando il mio compagno ha deciso di fare il ponte psichico con un'entità aliena affamata." Erjn gli prese il viso tra le mani. "Torna da me, Michael Kiron. È un ordine del tuo Consigliere."<br />
<br />
"Agli ordini," disse lui, e la baciò.<br />
<br />
Fu un bacio lungo, intenso, pieno di tutto ciò che non potevano dire a parole. Quando si separarono, entrambi avevano gli occhi lucidi.<br />
<br />
"Andiamo," disse Erjn, prendendogli la mano. "Facciamo vedere a questa entità cosa significa veramente la speranza."<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
Pianeta Caeneus I, Superficie<br />
14/02/2402, 16:00<br />
Il vento gelido sferzava il volto di Kiron mentre si materializzava sulla superficie del pianeta. Questa volta il teletrasporto lo aveva posizionato direttamente davanti all'ingresso dei cunicoli, ma non sarebbe entrato. Il piano di Cooper richiedeva che rimanesse all'aperto, esposto.<br />
<br />
=^= Capitano, mi sente? =^= La voce di Cooper risuonò chiara.<br />
<br />
"Forte e chiaro, Comandante."<br />
<br />
=^= Perfetto. I suoi segni vitali sono stabili. L'eco psionica si trova a circa 200 metri dalla sua posizione, all'interno dei cunicoli. Stiamo attivando il container. =^=<br />
<br />
Kiron poteva sentire il suo cuore accelerare. I soppressori che gli erano stati somministrati questa volta erano di una nuova formula - abbastanza forti da mantenerlo lucido, ma non così tanto da bloccare completamente le emozioni. Doveva essere in grado di "sentire" per far funzionare il piano.<br />
<br />
=^= Container attivo, =^= annunciò Cooper. =^= La parte debole dell'entità sta... reagendo. Sta chiamando l'altra metà. =^=<br />
<br />
Un suono riempì l'aria - non un suono vero e proprio, ma una vibrazione che sembrava risuonare direttamente nel cranio di Kiron. Era un lamento, un grido, una chiamata disperata.<br />
<br />
E dai cunicoli, qualcosa rispose.<br />
<br />
L'eco psionica emerse dall'oscurità come un'onda di luce distorta. Non aveva più una forma umana - era pura energia caotica, contorta su se stessa in pattern che facevano male agli occhi. E irradiava fame.<br />
<br />
Fame di emozioni. Fame di vita. Fame di completezza.<br />
<br />
=^= Capitano, l'entità si sta muovendo verso di lei, =^= disse Cooper, la tensione evidente nella voce. =^= Velocità crescente. Impatto stimato in 30 secondi. =^=<br />
<br />
"Compreso," disse Kiron, piantando i piedi nella neve. Non sarebbe scappato. Non poteva.<br />
<br />
=^= Michael, =^= la voce di Erjn interruppe, carica di emozione contenuta. =^= Ricorda cosa le hai detto. La speranza. Concentrati sulla speranza. =^=<br />
<br />
Kiron chiuse gli occhi per un momento, cercando dentro di sé quella scintilla. Pensò a Erjn. Alla Wayfarer. All'equipaggio. A tutte le stelle che non avevano ancora esplorato. A tutte le vite che potevano ancora salvare.<br />
<br />
E pensò a Vaitor. Al suo sacrificio involontario. Al fatto che la sua morte potesse significare qualcosa.<br />
<br />
Quando riaprì gli occhi, l'entità era a pochi metri da lui.<br />
<br />
"Ti ricordi di me?" disse Kiron, la voce ferma nonostante il terrore che gli attanagliava lo stomaco. "Ricordi cosa ti ho promesso?"<br />
<br />
L'entità si fermò, la sua forma che pulsava irregolarmente. E per un momento, Kiron vide qualcosa al suo interno - un frammento di riconoscimento.<br />
<br />
"Ti ho promesso protezione," continuò Kiron. "Rifugio. Una seconda possibilità. E sono qui per mantenere quella promessa. Ma devi fidarti di me. Devi lasciarti guidare."<br />
<br />
=^= Il container sta raggiungendo la risonanza massima, =^= annunciò Cooper. =^= Iniziando la sequenza di fusione in tre... due... uno... =^=<br />
<br />
La parte debole dell'entità, ancora contenuta nella Wayfarer in orbita, emise un impulso potente. Kiron lo sentì come un'onda di calore che gli attraversava il petto. E l'eco psionica davanti a lui rispose.<br />
<br />
Le due metà si chiamavano l'un l'altra, e Kiron era esattamente nel mezzo.<br />
<br />
L'impatto fu devastante.<br />
<br />
Kiron urlò mentre la sua mente veniva invasa da un torrente di emozioni caotiche. Fame, paura, solitudine, rabbia, confusione - tutto mescolato insieme in un vortice che minacciava di strappare via la sua sanità mentale.<br />
<br />
Ma sotto tutto quel caos, sentiva qualcos'altro. Una scintilla. Un ricordo.<br />
<br />
*Speranza.*<br />
<br />
"Non ti lascerò!" gridò Kiron nel vento. "Abbiamo fatto un accordo! Tu mi hai dato fiducia, io ti ho dato speranza! Ricordalo! Ricorda!"<br />
<br />
=^= Capitano, i suoi segni vitali stanno crollando! =^= La voce di Julia Squiretaker, tesa. =^= Attività cerebrale anomala, frequenza cardiaca a 180, pressione... =^=<br />
<br />
=^= Resisti, Michael, =^= la voce di Erjn, quasi un sussurro. =^= Per favore, resisti... =^=<br />
<br />
E Kiron resistette.<br />
<br />
Non con la forza. Non con la paura. Ma con la speranza.<br />
<br />
Pensò a ogni momento bello della sua vita. Ogni risata condivisa con l'equipaggio. Ogni alba vista da una nuova plancia. Ogni volta che Erjn lo aveva guardato come se fosse la persona più importante dell'universo.<br />
<br />
E lentamente, miracolosamente, il caos iniziò a calmarsi.<br />
<br />
L'entità stava ascoltando.<br />
<br />
Le due metà iniziarono a fondersi, non con violenza ma con una sorta di... riconciliazione. Come due vecchi amici che si ritrovano dopo anni di separazione. E mentre si fondevano, passavano attraverso Kiron, usando la sua coscienza come punto di ancoraggio.<br />
<br />
Kiron vide tutto. Sentì tutto.<br />
<br />
Vide la vita precedente dell'entità - una scienziata di nome Elara Chen, parte di una spedizione di ricerca temporale decenni fa. Vide l'incidente. La radiazione. La trasformazione orribile in qualcosa di alieno e affamato.<br />
<br />
Vide secoli di solitudine. Di fame. Di chiamare disperatamente aiuto a navi che passavano, solo per consumarle quando rispondevano.<br />
<br />
Vide la Wayfarer dell'altra dimensione, intrappolata nel suo loop temporale, il vecchio Kiron che si sacrificava ancora e ancora e ancora.<br />
<br />
E vide Mehon Vaitor. Vide il momento esatto in cui il suo cuore aveva ceduto. Vide il rimorso dell'entità, tardivo ma genuino.<br />
<br />
Ma vide anche altro. Vide la possibilità. Il potenziale.<br />
<br />
Vide cosa avrebbe potuto diventare l'entità - non un mostro affamato, ma qualcosa di nuovo. Qualcosa di magnifico.<br />
<br />
E in quel momento, l'entità fece una scelta.<br />
<br />
Invece di divorare Kiron, invece di prendere tutto ciò di cui aveva fame, l'entità si ritirò delicatamente. Prese solo ciò che le veniva offerto liberamente - la speranza, la fiducia, la promessa di qualcosa di meglio.<br />
<br />
Fu il suo primo vero atto di empatia.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
USS Wayfarer, Sala Teletrasporto<br />
14/02/2402, 16:15<br />
Kiron si materializzò sulla piattaforma del teletrasporto e immediatamente crollò in ginocchio. Julia e il suo team medico gli furono addosso in un secondo, tricorder che bippavano freneticamente.<br />
<br />
Ma accanto a lui, nella luce scintillante del teletrasporto, apparve qualcosa di diverso.<br />
<br />
Non più un'entità divisa. Non più un eco caotico.<br />
<br />
Ma una forma coerente, luminescente, che pulsava con un ritmo costante e tranquillo. Aveva ancora quella qualità eterea, quasi ultraterrena, ma c'era qualcosa di... completo in lei.<br />
<br />
Erjn irruppe nella sala trasporto, Rumar e Cooper immediatamente dietro di lei. Si gettò in ginocchio accanto a Kiron, prendendogli il viso tra le mani.<br />
<br />
"Sei tornato," sussurrò, le lacrime che le scorrevano liberamente sulle guance. "Sei tornato."<br />
<br />
"Avevo... una promessa da mantenere," disse Kiron con voce rauca, sorridendo debolmente.<br />
<br />
Cooper si avvicinò all'entità, il tricorder puntato verso di lei. "Stabilità al... 98%," lesse, incredulo. "Firma energetica coerente. Emissioni psioniche controllate. È... completa."<br />
<br />
L'entità - non più solo un'eco, non più solo un frammento - si girò verso Kiron. E quando parlò, la sua voce non era più un lamento o un sussurro energetico, ma qualcosa di più... umano.<br />
<br />
"Grazie," disse semplicemente. "Hai mantenuto la tua promessa. E io manterrò la mia. Non farò più del male."<br />
<br />
Rumar, che aveva osservato tutta la scena con il phaser pronto, lentamente abbassò l'arma. "Ha un nome?" chiese.<br />
<br />
L'entità sembrò considerare la domanda. "Ero Elara Chen, tanto tempo fa. Ma quella persona è morta. Sono... qualcosa di nuovo ora."<br />
<br />
"Echo," disse Cooper improvvisamente. Tutti si girarono verso di lui. "Rifletti ciò che ricevi. Sei l'eco delle emozioni che ti circondano. E adesso, hai scelto di riflettere quelle positive."<br />
<br />
L'entità - Echo - pulsò dolcemente, come se stesse sorridendo. "Echo," ripeté. "Sì. Mi piace."<br />
<br />
Julia finì di scansionare Kiron. "Segni vitali stabili, ma ha bisogno di riposo. Molto riposo. E probabilmente una settimana di sedute con il Consigliere."<br />
<br />
"Una settimana?" disse Erjn, aiutando Michael ad alzarsi. "Prova un mese."<br />
<br />
"Proverò a inserirlo tra salvare la galassia e le altre catastrofi varie," disse Kiron con un debole sorriso.<br />
<br />
Mentre uscivano dalla sala teletrasporto, Echo rimase per un momento a guardare il container vuoto che aveva contenuto una parte di lei. Poi, lentamente, seguì gli altri.<br />
<br />
Per la prima volta in secoli, non era sola.<br />
<br />
E per la prima volta, aveva speranza.<br />
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<br />
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USS Wayfarer, Sala Congressi<br />
15/02/2402, 16:00<br />
La sala era gremita. Ogni ufficiale, sottufficiale e marinaio che non era di turno ai posti critici aveva voluto essere presente. Al centro della sala, su un piedistallo coperto dalla bandiera della Federazione, c'era un ritratto olografico di Mehon Vaitor in alta uniforme, il suo sorriso fermo e gli occhi che brillavano di quella determinazione che tutti ricordavano.<br />
<br />
Kiron stava in piedi davanti al piedistallo, la divisa perfettamente stirata, le mani giunte dietro la schiena. Accanto a lui, Rumar manteneva un'espressione stoica, ma chi lo conosceva bene poteva vedere la tensione nella mascella serrata.<br />
<br />
"Siamo qui riuniti," iniziò Kiron, la voce ferma nonostante il nodo alla gola, "per onorare la memoria del Comandante Mehon Vaitor, Ufficiale Tattico della USS Wayfarer."<br />
<br />
Fece una pausa, lo sguardo che spaziava tra i volti dell'equipaggio. Vide Wu, in piedi sull'attenti con gli occhi lucidi. Cooper, con la testa abbassata. Ichigawa, che stringeva un fazzoletto tra le mani. Ristea, il volto di pietra ma le mani che tremavano leggermente.<br />
<br />
E vide Echo, nell'ultima fila, la sua forma luminescente appena visibile, che osservava tutto con qualcosa che sembrava essere profondo rispetto.<br />
<br />
"Mehon Vaitor è morto nell'esercizio del suo dovere," continuò Kiron. "Ma sarebbe riduttivo ricordarlo solo per come è morto. Dobbiamo ricordarlo per come ha vissuto."<br />
<br />
Si girò verso il ritratto. "Era un ufficiale eccellente. Preciso, attento, sempre pronto a mettere la sicurezza della nave e dell'equipaggio prima della propria. Ma era anche molto di più. Era un amico. Un collega fidato. Una persona che portava leggerezza anche nei momenti più difficili."<br />
<br />
Rumar fece un passo avanti. "Ricordo la prima volta che il Comandante Vaitor salì a bordo," disse, la voce leggermente roca. "Era nervoso. Si vedeva dal modo in cui controllava ossessivamente i suoi D-padd. Ma appena si sedette alla sua postazione tattica, era come se fosse sempre stato lì. Era nato per quel ruolo."<br />
<br />
Cooper si schiarì la gola. "Era anche tremendamente competitivo agli scacchi tridimensionali," disse, strappando qualche sorriso commosso tra i presenti. "Non ho mai vinto una singola partita contro di lui. E credetemi, ci ho provato. Ho anche considerato di riprogrammare la scacchiera, ma Vaitor probabilmente se ne sarebbe accorto e mi avrebbe fatto notare che barare agli scacchi è 'poco onorevole'." Fece una pausa. "Aveva ragione, naturalmente. Aveva quasi sempre ragione, il bastardo."<br />
<br />
Wu prese la parola, la voce ferma. "Mi ha insegnato molto sulla tattica. Sulla strategia. Ma soprattutto mi ha insegnato che il coraggio non significa assenza di paura. Significa fare ciò che è giusto nonostante la paura."<br />
<br />
Uno dopo l'altro, i membri dell'equipaggio condivisero i loro ricordi. Storie di professionalità e dedizione, ma anche di umanità e calore. Vaitor non era stato solo un ufficiale - era stato parte della famiglia della Wayfarer.<br />
<br />
Quando tutti ebbero finito, Kiron si voltò di nuovo verso il ritratto.<br />
<br />
"La Flotta Stellare ci insegna che esploriamo lo spazio per cercare nuove forme di vita e nuove civiltà," disse. "Per andare coraggiosamente dove nessuno è mai giunto prima. Ma ogni esplorazione comporta rischi. E a volte, paghiamo un prezzo terribile per la nostra curiosità."<br />
<br />
Fece una pausa, sentendo la voce che gli si incrinava. "Mehon Vaitor ha pagato quel prezzo. Ma il suo sacrificio non è stato vano. Grazie a lui, grazie alla sua partecipazione alla missione nonostante i rischi, abbiamo scoperto una nuova forma di vita. Abbiamo evitato che altre navi cadessero nella stessa trappola. E abbiamo dato a un essere senziente una seconda possibilità di esistere senza causare sofferenza."<br />
<br />
Si girò verso l'equipaggio. "Questo è ciò che facciamo. Questo è ciò che siamo. Trasformiamo il buio in luce. Il dolore in speranza. E lo facciamo insieme, come equipaggio. Come famiglia."<br />
<br />
Erjn si alzò dal suo posto in prima fila e raggiunse Kiron. Con voce chiara e melodiosa, iniziò a recitare la tradizionale benedizione El-Auriana per i caduti:<br />
<br />
"Che la tua luce continui a brillare nelle stelle,<br />
Che il tuo spirito trovi pace nel grande fiume del tempo,<br />
Che il tuo ricordo sia benedizione per chi resta,<br />
E che il tuo viaggio continui oltre il velo."<br />
<br />
Il computer riprodusse le note del "Last Post", la melodia malinconica che riempì la sala. Ogni membro dell'equipaggio portò la mano destra al petto in segno di rispetto.<br />
<br />
Quando l'ultima nota si spense, Kiron fece un passo verso il piedistallo e premette delicatamente una mano sulla bandiera della Federazione.<br />
<br />
"Computer, registrare. Comandante Mehon Vaitor, matricola TF-771-044, dichiarato caduto in servizio attivo in data stellare 79119.86, pianeta Caeneus I. Causa della morte: insufficienza cardiaca indotta da shock psionico. Il Comandante Vaitor viene onorato con la Medaglia al Valore della Flotta Stellare, postuma, per il coraggio dimostrato nell'affrontare pericoli sconosciuti in nome dell'esplorazione e della scoperta scientifica."<br />
<br />
Fece un respiro profondo. "Il suo nome verrà inciso nel Memoriale degli Eroi della Flotta Stellare a San Francisco. Fine registrazione."<br />
<br />
Il silenzio che seguì fu rotto dal lieve rumore di Echo che si avvicinava. La creatura si fermò davanti al piedistallo, la sua forma luminescente che pulsava dolcemente.<br />
<br />
"Non capisco completamente questo rituale," disse con una voce che sembrava provenire dall'aria stessa. "Ma sento... qualcosa. Nelle vostre menti. Nei vostri cuori. Non è solo dolore. È qualcosa di più caldo. Più luminoso."<br />
<br />
"Amore," disse Erjn gentilmente. "Memoria. Gratitudine."<br />
<br />
Echo rimase in silenzio per un lungo momento. Poi, lentamente, la sua forma cambiò, assumendo vagamente i contorni di Vaitor - non una copia perfetta, non un'imitazione crudele come prima, ma qualcosa di più astratto. Un omaggio.<br />
<br />
"Mehon Vaitor," disse la creatura. "Lo ricorderò. E imparerò da lui. Imparerò cosa significa sacrificarsi per qualcosa di più grande di sé stessi. Imparerò cosa significa la speranza che mi avete dato."<br />
<br />
La forma si dissolse dolcemente, tornando alla configurazione naturale di Echo.<br />
<br />
"E vi prometto," continuò, "che la sua morte non sarà stata vana. Diventerò degna del sacrificio che ha reso possibile la mia trasformazione."<br />
<br />
Kiron sentì le lacrime scendere liberamente sulle sue guance, ma non cercò di nasconderle.<br />
<br />
"Grazie, Echo," disse semplicemente.<br />
<br />
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<br />
<br />
USS Wayfarer, Plancia<br />
17/02/2402, 14:00<br />
Due giorni dopo, la Wayfarer si preparava a lasciare il sistema Caeneus. Kiron sedeva sulla sua poltrona di comando, lo sguardo fisso sullo schermo principale dove l'immagine dell'Ammiraglio Kurutsov e del Vice Ammiraglio Rexen lo scrutavano attentamente.<br />
<br />
=^= Quindi, ricapitolando, =^= disse Kurutsov, strofinandosi il ponte del naso, =^= siete stati attirati in una trappola da una creatura psionica che si è infiltrata nei nostri sistemi di comunicazione protetti, uno dei vostri ufficiali è morto, avete diviso accidentalmente l'entità in due parti durante un teletrasporto fallito, e la vostra soluzione è stata che il Capitano facesse da ponte psichico per riunirle, rischiando la vita nel processo. E ora questa... Echo... è ospite permanente sulla vostra nave? =^=<br />
<br />
"È una sintesi accurata, signore," rispose Kiron con calma.<br />
<br />
=^= E siete assolutamente certi che non rappresenti una minaccia per l'equipaggio? =^= chiese Rexen, sempre scettico.<br />
<br />
"Il Comandante Cooper e il suo team hanno monitorato Echo costantemente nelle ultime 48 ore," intervenne Rumar. "La sua firma energetica è stabile. Le emissioni psioniche sono controllate. E ha dimostrato genuino rimorso per ciò che è accaduto al Comandante Vaitor."<br />
<br />
=^= Il rimorso non riporta in vita il Comandante Vaitor, =^= disse Rexen seccamente.<br />
<br />
Un silenzio pesante calò sulla plancia. Kiron serrò la mascella. "No, Ammiraglio. Non lo fa. Ma nemmeno distruggere Echo lo farebbe. E trasformerebbe il sacrificio di Vaitor in qualcosa di inutile. Echo rappresenta qualcosa di unico - una forma di vita che ha scelto di evolversi oltre i suoi istinti distruttivi. È esattamente il tipo di scoperta per cui la Flotta Stellare esiste."<br />
<br />
Kurutsov e Rexen si scambiarono un'occhiata lunga.<br />
<br />
=^= Molto bene, Capitano Kiron, =^= disse infine Kurutsov. =^= Avete sei mesi. Sei mesi per dimostrare che questa... Echo... può essere integrata in sicurezza. Il Comandante Cooper presenterà rapporti mensili sui progressi. Se in qualsiasi momento rappresenterà una minaccia, dovrete neutralizzarla. Immediatamente. È chiaro? =^=<br />
<br />
"Chiarissimo, Ammiraglio."<br />
<br />
=^= E Capitano? =^= aggiunse Kurutsov, il tono che si addolcì leggermente. =^= Sono dispiaciuto per il Comandante Vaitor. Era un buon ufficiale. Fate in modo che il suo sacrificio conti per qualcosa. =^=<br />
<br />
"Lo farò, signore. Ne ho dato la mia parola."<br />
<br />
=^= La vostra parola sembra valere molto, ultimamente, =^= osservò Rexen. =^= Spero per voi che non vi metta nei guai più di quanto già non abbia fatto. =^=<br />
<br />
La comunicazione si chiuse. Kiron si appoggiò allo schienale della poltrona, esausto.<br />
<br />
"Sei mesi," disse Rumar. "È più di quanto mi aspettassi."<br />
<br />
"È più di quanto meritassimo," ammise Kiron. Si girò verso Ichigawa. "Tenente, imposti rotta per la Stazione Spaziale 217. Curvatura 6."<br />
<br />
"Rotta impostata, Capitano."<br />
<br />
"Esegua."<br />
<br />
Mentre la Wayfarer virava dolcemente, allontanandosi definitivamente dal sistema Caeneus, Kiron sentì finalmente un po' della tensione sciogliersi dalle sue spalle.<br />
<br />
Non era finita. Echo sarebbe stata una responsabilità costante. Il dolore per la perdita di Vaitor non sarebbe svanito presto. E le cicatrici - fisiche e mentali - di questa missione sarebbero rimaste per sempre.<br />
<br />
Ma avevano fatto ciò che dovevano fare.<br />
<br />
Avevano mantenuto la promessa. Avevano trasformato una tragedia in un'opportunità. E forse, solo forse, avevano dimostrato che anche dai momenti più bui poteva nascere qualcosa di buono.<br />
<br />
<br />
<br />
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USS Wayfarer, Ponte Ricreativo, Sala Osservazione<br />
17/02/2402, 22:00<br />
La sala osservazione era quasi deserta. Solo poche persone sedevano sparse tra i tavoli, sorseggiando bevande e guardando le stelle che scorrevano fuori dalle grandi finestre.<br />
<br />
In un angolo appartato, Cooper, Wu, Ristea e Ichigawa erano seduti attorno a un tavolo, ognuno con un bicchiere davanti a sé.<br />
<br />
"A Mehon," disse Cooper, alzando il suo whisky sintetico.<br />
<br />
"A Mehon," ripeterono gli altri all'unisono, toccando i bicchieri.<br />
<br />
Bevvero in silenzio per qualche istante.<br />
<br />
"Continuo a pensare che avremmo dovuto insistere per andare giù tutti insieme," disse Wu alla fine, la voce bassa. "Forse se fossimo stati in più..."<br />
<br />
"Non sarebbe cambiato nulla," la interruppe Ristea. "La creatura avrebbe trovato il modo. Era quello che faceva. Quello per cui era... programmata, in un certo senso."<br />
<br />
"Echo dice che ricorda tutto," disse Ichigawa piano. "Dice che Vaitor... non ha sofferto a lungo. Il suo cuore ha ceduto troppo in fretta. È stato terrorizzato, ma solo per un momento."<br />
<br />
"Non so se questo mi fa sentire meglio o peggio," disse Wu, fissando il suo bicchiere.<br />
<br />
Cooper fece roteare il liquido nel bicchiere. "Vaitor sapeva i rischi. Tutti li sapevamo. Quando ti metti quella uniforme, accetti che forse un giorno non tornerai. È parte del contratto."<br />
<br />
"Ma non è giusto," disse Ichigawa, la voce che si incrinava. "Non è giusto che persone brave come Vaitor muoiano mentre... mentre il resto di noi continua."<br />
<br />
"No," concordò Cooper. "Non è giusto. L'universo non è giusto. È casuale, caotico, e completamente indifferente a cosa noi pensiamo dovrebbe succedere."<br />
<br />
Fece una pausa, poi continuò più piano. "Ma ecco la cosa: Vaitor non è morto per niente. Echo esiste perché lui è morto. È orribile? Sì. È un prezzo che avremmo preferito non pagare? Assolutamente. Ma ora abbiamo la responsabilità di assicurarci che quel prezzo significhi qualcosa."<br />
<br />
Ristea sorrise debolmente. "Cooper filosofico. Il mondo sta davvero finendo."<br />
<br />
"Non esagerare. Sono ancora un bastardo insopportabile. Solo un bastardo insopportabile che ha visto morire un collega e sta cercando di dare un senso a tutto questo casino." Gregory bevve un lungo sorso. "E per la cronaca, Vaitor aveva ragione su una cosa."<br />
<br />
"Cosa?" chiese Wu.<br />
<br />
"Che siamo più forti insieme. Questa ciurma di disadattati, nevrotici e occasionali geni - siamo una famiglia. E le famiglie si proteggono a vicenda. Anche quando fa male. Anche quando perdiamo qualcuno."<br />
<br />
Rimasero seduti in silenzio, guardando le stelle. Ognuno perso nei propri pensieri, nei propri ricordi, nel proprio dolore.<br />
<br />
Ma insieme. Sempre insieme.<br />
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<br />
USS Wayfarer, Ponte 8, Alloggi di Echo<br />
18/02/2402, 03:00<br />
Echo fluttuava al centro della stanza che le era stata assegnata - uno spazio vuoto, senza mobili o decorazioni, perché non ne aveva bisogno. La sua forma luminescente pulsava dolcemente nel buio.<br />
<br />
Stava imparando. Ogni giorno, ogni ora, assorbiva nuove emozioni dall'equipaggio. Ma non le consumava più. Le... assaporava. Le studiava. Cercava di comprenderle.<br />
<br />
La speranza aveva un sapore caldo, come il sole su una superficie. La tristezza era fredda, ma non vuota - aveva profondità, sfumature. La gratitudine era leggera, quasi effervescente.<br />
<br />
E poi c'era qualcosa di nuovo. Qualcosa che aveva iniziato a sentire durante la cerimonia per Vaitor e che cresceva costantemente dentro di lei.<br />
<br />
Senso di colpa.<br />
<br />
Non solo un'eco di ciò che sentiva negli altri. Ma qualcosa che nasceva da dentro. Un peso che la schiacciava ogni volta che pensava all'uomo che era morto per colpa sua.<br />
<br />
Mehon Vaitor.<br />
<br />
Echo non capiva completamente cosa significasse, ma sapeva che era importante. Sapeva che doveva significare qualcosa.<br />
<br />
Lentamente, con esitazione, la sua forma iniziò a cambiare. Non per manipolare o spaventare, ma per... ricordare.<br />
<br />
I contorni di Vaitor presero forma, vaghi e astratti, ma riconoscibili. Echo lo mantenne così per un lungo momento, studiando ogni dettaglio che aveva catturato dalla mente degli altri.<br />
<br />
Il suo sorriso. I suoi occhi attenti. Il modo in cui si sedeva alla consolle tattica, sempre vigile, sempre pronto.<br />
<br />
La sua paura finale, quando il cuore aveva iniziato a cedere.<br />
<br />
"Mi dispiace," sussurrò Echo nell'oscurità della stanza vuota. "Non sapevo. Non capivo cosa significasse prendere una vita. Ma adesso so. E cercherò di essere migliore. Per te. Per loro."<br />
<br />
La forma svanì lentamente, tornando alla sua configurazione naturale. Ma qualcosa era cambiato in Echo.<br />
<br />
Per la prima volta in quella che sembrava un'eternità, non si sentiva sola.<br />
<br />
E per la prima volta, aveva uno scopo che non fosse solo sopravvivere.<br />
<br />
Voleva crescere. Imparare. Diventare qualcosa di più.<br />
<br />
Voleva, in qualche modo impossibile da definire, rendersi degna del sacrificio involontario di Mehon Vaitor.<br />
<br />
E soprattutto, voleva onorare la promessa fatta al Capitano Kiron - l'uomo che aveva rischiato tutto per darle una seconda possibilità.<br />
<br />
Echo pulsò dolcemente nel buio, e se avesse avuto lacrime da piangere, le avrebbe versate.<br />
<br />
Ma non aveva lacrime. Aveva solo speranza.<br />
<br />
E per ora, era abbastanza.<br />
<br />
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<br />
USS Wayfarer, Alloggi del Capitano<br />
18/02/2402, 06:00<br />
La sveglia suonò dolcemente, ma Kiron era già sveglio. Aveva dormito poco, come al solito dopo missioni difficili. I sogni erano stati pieni di volti - Vaitor, il sé stesso invecchiato dall'altra dimensione, il marinaio di Utopia Planitia, la giovane Elara Chen prima della sua trasformazione in Echo.<br />
<br />
Ma c'erano stati anche momenti di luce. Il sorriso di Erjn. La determinazione di Rumar. Il sarcasmo affettuoso di Cooper. La dedizione silenziosa di Wu.<br />
<br />
Si alzò lentamente, muovendosi verso il replicatore. "Computer, tè Earl Grey, caldo."<br />
<br />
La tazza si materializzò, fumante. La prese tra le mani, lasciando che il calore gli penetrasse nelle ossa.<br />
<br />
Guardò fuori dalla finestra. Le stelle continuavano a scorrere, infinite e misteriose. Là fuori c'era tanto da scoprire. Tanto da esplorare. E sì, tanti pericoli da affrontare.<br />
<br />
Ma questa era la vita che aveva scelto. Questa era la missione della Wayfarer.<br />
<br />
Andare coraggiosamente dove nessuno era mai giunto prima.<br />
<br />
E se lungo la strada avessero potuto fare la differenza - salvare vite, scoprire meraviglie, trasformare nemici in alleati, dare seconde possibilità a chi le meritava - allora ogni rischio, ogni sacrificio, avrebbe avuto un significato.<br />
<br />
La porta si aprì dolcemente e Erjn entrò, ancora in vestaglia, due tazze di tè fresco nelle mani.<br />
<br />
"Non riuscivi a dormire nemmeno tu?" chiese, passandogli una tazza e prendendo quella fredda dalle sue mani.<br />
<br />
"Troppi pensieri," ammise Michael, passandole un braccio intorno alla vita mentre lei si appoggiava a lui.<br />
<br />
Rimasero così per un lungo momento, guardando le stelle insieme.<br />
<br />
"Credi che ce la faremo?" chiese Erjn piano. "Con Echo, intendo. Sei mesi sono pochi per dimostrare che un'entità psionica precedentemente omicida può essere integrata nella società."<br />
<br />
"Sei mesi sono pochi," concordò Kiron. "Ma abbiamo già fatto miracoli prima. E Echo... Echo vuole davvero cambiare. L'ho sentito quando eravamo collegati. Non era solo fame o sopravvivenza. Era genuino."<br />
<br />
"E se non bastasse? Se Kurutsov e Rexen decidessero che è troppo pericolosa?"<br />
<br />
Kiron strinse più forte Erjn. "Allora faremo ciò che facciamo sempre. Combatteremo per ciò che è giusto. Anche se è difficile. Anche se ci costa."<br />
<br />
Erjn si voltò per guardarlo negli occhi. "Quanto ti è costato, Michael? Veramente?"<br />
<br />
Lui esitò. Non le aveva detto tutto di ciò che aveva visto durante la fusione. Dei ricordi di Echo. Del dolore. Della solitudine.<br />
<br />
"Mi è costato," ammise alla fine. "Ma ne è valsa la pena. Vaitor non è morto per niente. Echo ha una seconda possibilità. E noi... noi abbiamo dimostrato che anche nei momenti più bui, la speranza può fare la differenza."<br />
<br />
Erjn si alzò in punta di piedi e lo baciò dolcemente. "Ti amo, Michael Kiron. Anche quando mi fai impazzire con le tue promesse impossibili e i tuoi rischi insensati."<br />
<br />
"Ti amo anch'io," disse lui, sorridendo. "Anche quando mi costringi a sedute di terapia interminabili."<br />
<br />
Risero insieme, e per un momento il peso della missione sembrò un po' più leggero.<br />
<br />
Michael Kiron bevve un sorso di tè e guardò le stelle con rinnovata determinazione.<br />
<br />
"Per te, Mehon," disse sottovoce. "Continueremo il viaggio. E faremo in modo che il tuo sacrificio significhi qualcosa. Te lo prometto."<br />
<br />
E fuori, nel vuoto infinito dello spazio, le stelle brillavano.<br />
<br />
Sempre.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Gregory Cooper<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Gregory Cooper</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-10 Il Sigillo di Caenus</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>Caeneus I, Sala,<br />
14/02/2402 10:55 - D.S. 79121.80</b><br /><br />
"Questa è speranza," ripeté Kiron, concentrandosi per mantenere la calma innaturale. Nonostante il cuore gli battesse forte per il senso di colpa appena affrontato, sapeva che la sua lucidità dipendeva ora interamente dalla sua determinazione. <br />
<br />
"Ogni essere senziente la possiede. Non è caotica come la paura, ma è infinitamente più duratura e complessa. Puoi nutrirti, ma senza distruggere la fonte."<br />
<br />
La figura della donna, l'ultima delle manifestazioni basate sui ricordi di Kiron, lo fissava con una miscela di diffidenza e profonda curiosità. "La paura è semplice. Il dolore è immediato. Questa... speranza... richiede sforzo. Richiede che le fonti superino ciò che le affligge. Questo è un tipo di nutrimento difficile da procurarsi."<br />
"Ma ti offre stabilità," ribatté Kiron, facendo un passo in avanti, conscio che ogni sua parola era ascoltata dalla Plancia. "La tua esistenza qui ti condanna a cicli distruttivi, attirando vittime e consumandole, come è successo alla Wayfarer dell'altra linea temporale, e come è successo al nostro Comandante Vaitor. La Flotta Stellare può offrirti un rifugio dove potrai analizzare queste 'nuove' emozioni in sicurezza. Potremmo fornirti ciò di cui hai bisogno senza causare sofferenza e seminare morte."<br />
<br />
La donna abbassò lo sguardo, e per la prima volta l'immagine sembrò svanire, non con violenza, ma con un tremolio di incertezza, quasi come un ologramma che perde risoluzione.<br />
<br />
"Accetto," disse la voce improvvisamente, ora meno aggressiva e più vicina a un bisbiglio energetico che risuonava nella sala. "Ma sarai tu la mia garanzia, Capitano Kiron. Se mi tradirete, tornerò a ciò che è più facile per me."<br />
"Hai la mia parola," rispose Kiron.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Capitano, è finita?" chiese Rumar, la cui voce tradiva un misto di sollievo e incredulità.<br />
=^= No, Numero Uno. Dobbiamo procedere con l'estrazione immediata, protocollo Sigma-4 =^= ordinò Kiron attraverso gli altoparlanti della plancia. =^= Cooper, prepari una matrice di contenimento remota basata sulle firme psioniche e tachioniche che ha rilevato. Prepari la più stabile possibile, per garantire che la creatura venga contenuta senza correre rischi per lei e per noi.=^=<br />
Cooper, nonostante la sfacciataggine che lo contraddistingueva, era uno degli ufficiali scientifici più preparati della Flotta.<br />
<br />
"Sto procedendo, Capitano." Rispose mentre le sue dita volavano velocemente sulla console scientifica "Ok. La creatura designata come Entità Psionica Classe X può essere accolta a bordo della Wayfarer" confermò Cooper inserendo le ultime configurazioni "La matrice è pronta. Stabilità garantita al 95%."<br />
"Ristea, preparate immediatamente il teletrasporto. Dobbiamo recuperare il Capitano e l'Entità," comandò Rumar.<br />
 <br />
Si erano fidati del piano di Kublik e della risoluzione di Kiron. Ora dovevano capitalizzare quel risultato così insperato.<br />
<br />
"Capitano, preparatevi al teletrasporto." annunciò Rumar non appena ebbe la conferma dell'Ingegnere Capo che tutto era pronto.<br />
<br />
Kiron si permise un leggero sospiro di sollievo: il suo primo momento di vera vulnerabilità dopo ore. Chiuse gli occhi per un istante, rivivendo in un lampo il sacrificio dell'Anziano Kiron, il grido soffocato di Vaitor, e il volto accusatorio della giovane subalterna. Il prezzo che aveva dovuto pagare era molto alto, ma sembrava averla spuntata alla fine.<br />
Riaprì gli occhi. Guardò l'Entità Psionica, ora ridotta a un debole alone energetico pulsante al centro della sala, e si preparò a lasciare quel luogo di traumi e di inganni.<br />
<br />
"Penso che la lezione sia stata compresa," mormorò Kiron, con voce roca per lo sforzo e per la stanchezza. "Il tempo e le emozioni non possono essere controllati, ma possiamo scegliere come rispondere ad essi."<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Sala Trasporto,<br />
14/02/2402 11:10 - D.S. 79121.83</b><br /><br />
Un lampo di luce avvolse la Sala Trasporto. Sulla piattaforma, Kiron si materializzò sano e salvo, barcollando leggermente. Fu immediatamente circondato dal personale medico guidato dalla Dottoressa Squiretaker. Poco dopo, l'aria vibrò non solo per il teletrasporto, ma per una risonanza anomala, quasi un lamento energetico. <br />
Un secondo lampo portò all'interno il container sigillato, contenente la misteriosa Entità fatta di energia pulsante. Il Capitano era provato, ma la sensazione di aver vinto la partita in parte lo risollevava.<br />
Improvvisamente, una chiamata arrivò dall'Ingegnere Capo Ristea, la voce era tesa e rotta: <br />
=^= Capitano! Il contenimento... abbiamo un'anomalia critica nel processo di teletrasporto!"<br />
<br />
Il sollievo di Kiron si congelò in petto, trasformandosi in una fitta dolorosa. "Si spieghi, Ristea! Subito!" tuonò Kiron, spingendo via i paramedici.<br />
<br />
=^=L'entità è stata trasferita nel container è qui a bordo, ma l'analisi di stabilità della matrice è crollata al 12%. Abbiamo perso la piena acquisizione della firma energetica. È come se... una parte dell'Entità fosse stata strappata via, lasciata indietro sul pianeta. La matrice di contenimento remota di Cooper ha subìto un feedback anomalo: sto rilevando un'eco psionica intensa sul pianeta, proprio nella vecchia locazione della base."<br />
<br />
La Dottoressa Squiretaker si avvicinò con cautela al container dove su un display di controllo i dati cambiavano freneticamente. "Capitano, l'Entità all'interno del contenitore ha una firma debole...sembra come se la sua essenza vitale fosse stata dimezzata. Non è completa."<br />
<br />
Kiron si passò una mano tremante sul volto, la gioia svanita e la stanchezza lancinante lasciata a prendere il sopravvento. Non aveva vinto. Forse avevano addirittura creato una doppia minaccia. Doveva affrettarsi a trovare una soluzione, prima che la situazione precipitasse ... aveva dato la sua parola all'entità e non poteva permettersi altri errori.<br />
<br />
"Kiron a Plancia. Sospendere ogni teletrasporto da e verso Caeneus I, e distruggere tutte le boe di rilevamento, tranne l'ultima che mantiene il tracciamento del segnale anomalo. Mantenete quella boa attiva." ordinò Kiron prima che gli venisse somministrato l'antidoto. "Cooper, Ristea, Kublik: vi aspetto per un debriefing immediato in Sala Riunioni."<br />
<br />
Si voltò verso il contenitore, guardando l'energia pulsante mentre la Squiretaker lo monitorava con il suo tricorder medico. Il suo cuore non batteva più forte per il senso di colpa o la paura, ma sembrava fermarsi morso da profondo e amaro senso di sconfitta. <br />
La sua determinazione non era diminuita, ma la posta in gioco era ora raddoppiata e il costo personale rischiava veramente di diventare incalcolabile.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Michael Lucius Kiron<br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Michael Lucius Kiron</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-09 La forza della speranza</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
14/02/2402 9:25 - D.S. 79121.62</b><br /><br />
<br />
"Le comunicazioni sono online. Possiamo sentire tutto ciò che avviene attorno al Capitano", disse il Tenente Ichigawa annuendo soddisfatta verso Cooper, la cui idea aveva funzionato.<br />
<br />
"Abbiamo anche il segnale video?", chiese Rumar.<br />
<br />
Asuna digitò alcuni comandi sulla consolle e apparvero diversi riquadri a schermo, ognuno relativo ad una diversa microcamera che era stata teletrasportata in diversi punti delle gallerie e della sala.<br />
<br />
Purtroppo la qualità del segnale non era ottimale e non c'era illuminazione, se non quella della torcia di Kiron, che camminava spostandosi da un riquadro all'altro fermandosi di tanto intanto per trovare la giusta via.<br />
<br />
"Molto bene, Tenente. Attivi la comunicazione in uscita.", ordinò il Comandante.<br />
"Eseguito", annunciò lei in tutta risposta.<br />
"Capitano, se ci sente lampeggi con la torcia.", chiese quindi il Numero Uno.<br />
<br />
Nel secondo riquadro della terza fila di immagini, la luce si spense per un attimo e si riaccese.<br />
<br />
"Terremo la comunicazione in uscita chiusa e l'attiveremo solo se necessario. Le ricordiamo che solamente lei può sentirci tramite gli auricolari subcutanei che abbiamo installato. Noi la sentiamo e monitoriamo grazie alle microcamere ed i sensori che abbiamo teletrasportato nelle gallerie. In caso di emergenza interverremo. In bocca al lupo, Capitano!", disse.<br />
<br />
Kiron, senza fermarsi, continuava ad avanzare verso la sala.<br />
<br />
<br /><b>Caeneus I, Cunicoli<br />
14/02/2402 9:30 - D.S. 79121.63</b><br /><br />
Kiron continuò ad addentrarsi nelle caverne, prestando attenzione alle tracce lasciate dai colleghi durante la precedente esplorazione sul terreno e sulle pareti.<br />
<br />
Il Comandante Wu aveva infatti marcato con del gesso alcune pareti indicando la strada fino all'area centrale in cui avevano incontrato il Kiron del futuro.<br />
Grazie ai soppressori era lucido e razionale. Non avvertiva alcuna tensione o ansia, nonostante stesse procedendo con la dovuta prudenza adatta alla circostanza.<br />
Nulla richiese la sua attenzione e nulla sembrò scuoterlo, fino all'arrivo nella stanza.<br />
<br />
Giunto lì si trovò davanti una donna con la divisa della Flotta Stellare, marinaio della sezione sicurezza.<br />
<br />
Lui rimase un attimo stupito, poi ebbe come una rivelazione e annuì in silenzio, avvicinandosi lentamente, ma mantenendo sempre una distanza di sicurezza.<br />
<br />
"Buongiorno Capitano Kiron, non si sarebbe mai immaginato di rivedermi qui, non è vero?", disse la donna sorridendo.<br />
<br />
"Non potevo aspettarmi nient'altro invece.", rispose lui annuendo di nuovo con espressione triste.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
14/02/2402 10:13 - D.S. 79121.72</b><br /><br />
"Chi diamine è quella? Perchè a noi è toccato un vecchio capitano Kiron del futuro e a lui una bella ragazza giovane coi capelli rossi?! Cosa sono questi favoritismi?", si lasciò sfuggire Cooper sbuffando.<br />
<br />
"Moderi i toni, Comandante.", lo ammonì Rumar.<br />
<br />
Erjn si irrigidì, ma non rimase in silenzio. Il segreto professionale le impediva di rivelare quanto le aveva confidato Kiron, ma comunque poteva dire quanto già noto a tutti: "Sappiamo che la creatura genera immagini attingendo dai nostri ricordi. Sarà una conoscenza del Capitano."<br />
<br />
Erjn era sorpresa di quanto ci avesse visto lungo. Conoscendo i trascorsi di Kiron, sospettava già chi sarebbe comparso una volta che la creatura si fosse manifestata.<br />
<br />
"Tutto bene, consigliere?", chiese Rumar notando l'espressione preoccupata e pensosa sul volto di lei.<br />
<br />
Non fece in tempo a rispondere che intervenne la dottoressa Squiretaker: "I sensori di monitoraggio vitale rilevano una fluttuazione nei segnali psionici del Capitano. Per ora i soppressori stanno reggendo e le fluttuazioni sono minime, ma tengo monitorata la situazione."<br />
<br />
<br /><b>Caeneus I, Sala, contemporaneamente</b><br /><br />
Il Capitano osservava la donna con attenzione. Pronto a intervenire con il phaser se si fosse presentato un pericolo, ma la donna restava in piedi di fronte a lui con sorriso sardonico.<br />
<br />
Kiron avvertì un senso leggero di agitazione per cui decise di provare a intervenire tentando un approccio diplomatico, forte della lucidità garantita dai soppressori in circolo. <br />
<br />
"Sappiamo chi sei veramente. Non vogliamo farti del male. Vogliamo aiutarti. Vogliamo proporti una soluzione pacifica che ti permetta di sopravvivere senza danneggiare altri esseri viventi. Devi capire che stai generando sofferenza al solo scopo di nutrirti e questo non è ammissibile. Se tu ce ne darai la possibilità, troveremo una soluzione adatta alle esigenze di entrambi. Potresti nutrirti senza fare del male. Ti proteggeremo noi."<br />
<br />
La donna lo lasciò pazientemente finire per poi lasciarsi andare in uno sbuffo infastidito.<br />
"Anche l'ultima volta ha detto che mi avrebbe protetta. E invece..."<br />
<br />
Kiron esitò per un attimo.<br />
<br />
"È stato solo un incidente. Una fatalità. Questa volta sarà diverso.", rispose.<br />
<br />
"Chi mi assicura che sarà diverso questa volta? L'altra volta sosteneva che l'ispezione di Utopia Planitia sarebbe stato un lavoro di routine. Che sarebbe stato in buona parte noiosa burocrazia. Che non sarebbe successo nulla di rilevante. Che potevo evitare di stare ansia anche se si trattava del mio primo incarico.", disse la donna in un crescendo di aggressività nei toni.<br />
"E invece è stato anche il mio ultimo incarico!"<br />
<br />
Ci fu una pausa di silenzio, in cui i battiti di Kiron aumentarono di intensità gradualmente. Intuì che qualcosa non andava con i soppressori. Probabilmente lo stimolo generato da quanto stava accadendo era troppo forte per poter essere tenuto sotto controllo. Non lo stupiva che Vaitor ne fosse rimasto vittima.<br />
<br />
"Agiva senza prestare la dovuta attenzione o non si è accorto del pericolo. O entrambe le cose. Non fa alcuna differenza. Tanto che mi chiese di replicare un caffè mentre controllava dei documenti e delle strumentazioni. Glielo portai, ma dopo averne bevuto un solo sorso, appoggiò la tazza sbuffando sul tavolo dicendo che era troppo bollente e poi fece cadere urtando la in maniera distratta mentre continuava a leggere. Senza nemmeno guardami me ne chiese un'altra. Se lo ricorda?", continuò lei.<br />
<br />
E poi aggiunse: "Un errore da niente in apparenza. Si è solo sbeccata la tazza per un attimo di disattenzione. Sarebbe stato bello se fosse finita lì, ma non è stato solo questo.", fece una pausa breve mentre Kiron iniziò a sudare freddo ricordando le conseguenze che quello che potrebbe essere un banale errore di distrazione ebbe dopo pochi minuti.<br />
<br />
"Uscii quindi dalla saletta per raggiungere il replicatore e mi trovai proprio nel corridoio in cui avvenne l'esplosione nel momento in cui è detonata."<br />
<br />
Kiron sentì il sangue alla testa mentre il cuore batteva sempre più forte. "È stata una fatalità", ribattè cercando di rimanere lucido.<br />
<br />
"Fatalità? Forse. Ma se lei fosse stato più attento, io sarei rimasta nella sua stessa sala e probabilmente avrei avuto almeno una possibilità di salvarmi. Lei, nonostante tutto, si è salvato. Lei mi ha uccisa. Lei è un assassino."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
14/02/2402 10:52 - D.S. 79121.79</b><br /><br />
"I soppressori non hanno tenuto. Il Capitano sta provando delle emozioni molto forti. Non a livello di Vaitor perchè comunque il loro effetto non è del tutto assente, ma comunque se non trova il modo di controllarsi può essere rischioso lasciarlo in balia della creatura.", disse Julia.<br />
<br />
"Quanto potrebbe resistere considerando l'andamento attuale?", chiese Rumar.<br />
"Non più di 15 minuti, a meno che riesca a stabilizzarsi.", rispose lei.<br />
<br />
"Fatemi parlare con lui e basteranno.", ordinò Erjn. "O almeno lo spero..", aggiunse poi sottovoce.<br />
<br />
"Permesso accordato. Ichigawa, esegua gli ordini del Consigliere", intimò il Comandante.<br />
<br />
"Siamo online, ci sente dagli auricolari", rispose la Tenente dopo aver armeggiato alla consolle.<br />
<br />
"Michael, sono Erjn. Ricorda quello che ci siamo detti durante i nostri incontri. È fondamentale trovare il tuo equilibrio. Ci sono emozioni che non puoi controllare. Sono troppo intense e radicate in noi stessi."<br />
<br />
Riprese fiato per poi continuare: "Non puoi sopprimere il trauma, lo devi affrontare. Accettare quello che è accaduto e fare quanto in tuo potere per evitare che si verifichi di nuovo.", fece una pausa.<br />
<br />
"Può farcela Capitano. Ne siamo tutti certi!", aggiunse.<br />
<br />
Tutti gli sguardi in plancia erano rivolti al Consigliere.<br />
<br />
<br /><b>Caeneus I, Sala, contemporaneamente</b><br /><br />
Il discorso del marinaio di fronte a lui fu per Kiron un crescendo di ansia causato dal senso di colpa.<br />
<br />
Sentiva una fitta al petto e aveva difficoltà a respirare. Stava per avere un attacco di panico quando la voce di Erjn si palesò alle sue orecchie.<br />
Aveva perfettamente ragione, ma era difficile mettere in pratica il suo consiglio.<br />
<br />
"E so di non essere l'unica vittima del suo operato", aggiunse la donna di fronte a lui.<br />
<br />
"Esatto. Ci sono anche io", disse comparendo un Guardiamarina con cui aveva lavorato sulla USS Diefiant.<br />
<br />
"E io", disse comparendo un marinaio della sezione ingegneria della Wayfarer.<br />
<br />
Uno dopo l'altro comparirono tutte le persone della cui morte Kiron si riteneva direttamente o indirettamente responsabile.<br />
<br />
Per ultimo comparve Vaitor: "È non vorrà dimenticarsi della sua ultima vittima, Capitano!"<br />
<br />
Kiron chiuse gli occhi e restò in silenzio. Fece un lungo e profondo respiro e cercò di portarsi in uno stato di consapevolezza in cui fosse possibile agire lucidamente, come gli aveva insegnato Erjn durante le sessioni di meditazione.<br />
<br />
Non aveva mai creduto molto nell'efficacia di queste tecniche, ma dovette ammettere che almeno un po' sembravano dargli beneficio.<br />
<br />
Tutti i presenti iniziarono ad additarlo gridandogli di essere un assassino, un superficiale o un impostore.<br />
<br />
Kiron rimase in silenzio e non disse nulla. Li guardò negli occhi, uno ad uno mentre cercava di regolarizzare il respiro.<br />
Fino a che non smisero di indicarlo e accusarlo e rimasero a fissarlo.<br />
<br />
"Ho commesso degli errori. Più di uno, sicuramente. A causa mia hanno perso la vita diversi uomini. Uomini che io ho rispettato e stimato dal primo all'ultimo e in cui ho sempre riposto la massima fiducia. Molti di loro per me sono stati non solo persone su cui poter contare professionalmente, ma anche carissimi amici. E sono tremendamente rammaricato per questo. Mi sento terribilmente in colpa. Continuo a pensare a cosa avrei potuto fare di diverso per evitarlo. Se avessi potuto prendere io il loro posto."<br />
<br />
Spostò nuovamente lo sguardo da uno all'altro lentamente, soffermandosi sulla versione di Vaitor che aveva di fronte.<br />
<br />
"Ma pensare e ripensare al passato è inutile" proseguì. "A meno che non lo facciamo allo scopo di comprendere i nostri errori per evitare che quanto successo si verifichi nuovamente. Ed è per questo motivo che sono qui", disse fissando un punto non meglio precisato sopra alla folla, rivolgendosi non alle persone estratte dai suoi ricordi, ma alla creatura.<br />
<br />
"Un collega, e caro amico, ha perso la vita su questo pianeta, in cui siamo stati attirati con l'inganno e il mio scopo è evitare che questo si ripeta nuovamente e possano esserci altre vittime" concluse, infine.<br />
<br />
Le persone presenti scomparvero una alla volta finchè rimase solo la prima donna che era comparsa inizialmente.<br />
<br />
"Cosa sta accadendo?", chiese con uno sguardo stupito. "Avverto un'emozione diversa. Molto più intensa di quelle che ho avvertito finora, ma totalmente diversa.."<br />
<br />
"Questa è speranza. La paura e il dolore sono solo una parte di ciò che siamo. Ma non ci definiscono del tutto. Ci sono una vasta gamma di emozioni altrettanto forti che però non ci danneggiano. Come la determinazione, l'entusiasmo o la speranza."<br />
<br />
"Ma io non sono in grado di indurle.", rispose la donna.<br />
<br />
"Ogni essere umano prova emozioni naturalmente in maniera spontanea, senza che queste debbano necessariamente essere indotte forzatamente. Può interessarti approfondire la questione e valutare alcune nostre proposte?"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-08 Pronti allo scacco matto?</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Ufficio del Capitano, <br />
13/02/2402, 23:45 - D.S. 79120.52</b><br /><br />
Il silenzio dell'ufficio era rotto solo dal ronzio sommesso dei sistemi di bordo. Seduto alla sua scrivania, il Capitano Kiron sentiva il peso delle ultime ore gravare su di lui come una cappa di piombo. I rapporti sull'ultima discesa su Caeneus I erano un po' sui D-padd e un po' sul visore della sua postazione. Continuava a rileggere le stesse righe, sperando di trovare una soluzione a un problema che sembrava non averne. Si era proteso in avanti, il gomito sinistro puntellato sulla scrivania, il mento appoggiato alla mano come se la sua testa fosse diventata insopportabilmente pesante.<br />
Trillo. Il segnale della porta lo riportò alla realtà.<br />
"Avanti," mormorò, la voce più stanca di quanto volesse ammettere.<br />
La porta si aprì con un sibilo. Il Tenente Wu, l'ufficiale alla sicurezza, entrò con un'espressione professionale, ma i suoi occhi tradivano un'ombra di preoccupazione. "Tenente Wu a rapporto, signore. Mi ha fatta chiamare?"<br />
Kiron si raddrizzò, la schiena che scricchiolava leggermente mentre si appoggiava allo schienale della sua poltrona in pelle. Con un gesto della mano, invitò la donna a sedersi sulla sedia di fronte a lui. "Prego, Tenente, si accomodi."<br />
Wu si accomodò velocemente, la postura impeccabile, le mani giunte sulle ginocchia.<br />
"Vengo subito al dunque," iniziò Kiron, la sua voce ora ferma e autorevole. "Si sente in grado di assumere il ruolo di Ufficiale Tattico ad interim? Purtroppo il Tenente Vaitor..."<br />
Kiron si interruppe. La perdita di Vaitor, un collaboratore fidato, era ancora una ferita aperta. La pausa si fece più lunga del previsto.  Come capitano, si sentiva responsabile per ogni singolo membro dell'equipaggio, ma la realtà di ciò che era accaduto su Caeneus I era difficile da accettare.<br />
"Certo, Capitano," disse Wu, la sua voce bassa ma determinata. "Capisco... e accetto l'incarico. Sarà un onore."<br />
Kiron si alzò in piedi, e Wu lo seguì. Si diedero la mano, il gesto un simbolo di fiducia. Un piccolo sorriso di apprezzamento illuminò il volto di Wu. "Giust'appunto, come ufficiale tattico," disse, gli occhi che brillavano di un'idea appena nata, "avrei un'idea che vorrei sottoporre alla sua attenzione."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
14/02/2402, 00:15 - D.S. 79120.58</b><br /><br />
I due uscirono dall'ufficio. Kiron si fermò un istante a scrutare la plancia semivuota, l'occhio allenato che cercava la persona giusta. Il suo sguardo si posò sul Tenente Cooper, il suo ufficiale scientifico, chinato sulla sua console, l'espressione concentrata illuminata dal bagliore della strumentazione. Con un passo svelto, Kiron e Wu si diressero verso la postazione scientifica.<br />
Cooper alzò lo sguardo: un sorriso ironico che gli increspò le labbra. "Ho combinato qualcosa che non dovevo, Capitano?"<br />
"Per ora no," replicò Kiron, un accenno di sorriso che gli increspò gli occhi. "Ma vediamo se è in grado di fare una magia."<br />
L'ufficiale scientifico, seduto, guardò in alto il suo capitano in modo interrogativo.<br />
"Abbiamo bisogno di un modo per far penetrare i sensori, i comunicatori e, soprattutto, il teletrasporto nei cunicoli del pianeta. "<br />
"...ma è impossibile," sussurrò Cooper, la sua ironia svanita. "L'interferenza geologica è totale."<br />
"Veda di rendere possibile l'impossibile," ribatté Kiron con una determinazione che non ammetteva repliche. "Si metta al lavoro con tutto il suo staff. L'USS Wayfarer ha un'emergenza da risolvere."<br />
Flashback - USS Wayfarer, Plancia, 14/02/2402, 07:35<br />
L'aria in plancia era carica di elettricità. Sette ore di lavoro ininterrotto avevano prodotto un piano, una possibilità remota ma tangibile. Cooper si mosse agilmente verso la postazione del timoniere.<br />
"Imposti un'orbita bassa sopra i cunicoli, Tenente. Estremamente bassa, quasi a sfiorare l'atmosfera superiore."<br />
Il Timoniere, il cui viso giovane tradiva la sua eccitazione per la sfida, digitò freneticamente sulla sua console. "Fatto, Tenente Cooper. Orbita stabile."<br />
Cooper si voltò verso il Tenente Ichigawa alla postazione delle comunicazioni. "È il suo turno, Tenente. L'idea è stata sua, ora la mettiamo in pratica."<br />
Ichigawa annuì, un lampo di gratitudine e concentrazione nei suoi occhi. Cooper tornò alla sua console, gli occhi fissi sulle letture che iniziavano a scorrere.<br />
"Tenente Marini," annunciò Ichigawa, rivolgendosi all'ufficiale al teletrasporto tramite il comunicatore. "Pronto alla prima serie di teletrasporti."<br />
Ichigawa e Cooper incrociarono per un attimo gli sguardi, un silenzioso patto di speranza prima di ritornare ad analizzare i dati.<br />
"Energia, Tenente Marini," ordinò Ichigawa.<br />
Una serie di boe/ripetitori/sensori fu rilasciata in rapida successione. Sullo schermo scientifico di Cooper, un reticolo di punti bianchi iniziò a comparire sopra la macchia scura che rappresentava i cunicoli, come se qualcuno stesse accendendo piccole luci nel buio più profondo.<br />
"Feedback dei ripetitori e dei segnali di comunicazione attivi su ogni boa," confermò Ichigawa.<br />
"Perfetto," disse Cooper, la sua voce carica di soddisfazione. "Calcolo le coordinate della seconda serie di teletrasporti. Invio i dati, Marini."<br />
Pochi istanti dopo, il segnale di conferma risuonò: "Coordinate ricevute e impostate."<br />
Ichigawa diede il comando: "Energia."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
14/02/2402, 08:30 - D.S. 79121.52</b><br /><br />
Le porte del turboascensore si aprirono, e il Capitano Kiron entrò in plancia insieme al Consigliere Kublik. L'intera plancia si voltò, l'attesa palpabile.<br />
"Capitano," annunciò Cooper, un sorriso trionfante sulle labbra. "Sensori, comunicazioni e teletrasporto coprono il novantanove percento dei cunicoli. Abbiamo fatto la magia."<br />
Un sospiro di sollievo collettivo si propagò tra l'equipaggio. Kiron annuì, la sua espressione di sollievo era evidente. "Ben fatto a tutti. Ottimo lavoro." Si sedette sulla sua poltrona di comando, lo sguardo concentrato, ma ora con una nuova speranza.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
14/02/2402, 09:10 - D.S. 79121.60</b><br /><br />
Il Capitano si alzò, le mani giunte dietro la schiena, mentre l'ufficiale medico capo arrivava in plancia con un'hypospray in mano.<br />
"Capitano," disse il dottore, l'hypospray che brillava leggermente. "Il soppressore è pronto, ma non posso garantire l'effetto e soprattutto gli effetti collaterali. Non abbiamo avuto modo di fare molti test. La sostanza agisce sul sistema limbico per bloccare l'espressione della paura. Il rischio di danni neurologici è..."<br />
"Non si preoccupi," lo interruppe Kiron, la sua voce ferma e risoluta. Si voltò verso l'equipaggio, il suo sguardo che li abbracciava tutti. "Farò io da cavia."<br />
Il Consigliere Kublik, appoggiata al muro, mormorò quasi a sé stessa, "Che Dio ce la mandi buona!"<br />
Kiron si passò una mano tra i capelli, poi guardò dritto davanti a sé, il suo sguardo che puntava sul pianeta che appariva nello schermo principale.<br />
"Qualsiasi cosa ci sia su quel pianeta," disse, le parole che echeggiavano nella stanza silenziosa, "si nutre del nostro terrore. Ma come abbiamo purtroppo imparato a nostre spese, ciò che succede laggiù è più che reale." L'ultimo ostacolo era stato superato. Ora, bisognava affrontare la paura stessa.<br />
USS Wayfarer, Sala Trasporto, 14/02/2402, 09:20 <br />
Il ronzio del teletrasporto era l'unico suono nella stanza. <br />
Kiron si trovava sulla piattaforma, con il dottore in piedi a pochi metri di distanza, il volto teso. <br />
Il suo sguardo era fisso, l'hypospray premuto contro il suo collo, la sostanza fredda che gli scorreva nelle vene.<br />
Il dottore si schiarì la gola. "Capitano, le ho somministrato la dose massima compatibile con le sue funzioni vitali. Ma non posso darle certezze. Il soppressore potrebbe... alterare la sua percezione della realtà, o avere conseguenze a lungo termine. La sua mente è un campo di battaglia che potremmo non aver preparato abbastanza bene per questa guerra."<br />
Kiron sorrise, un sorriso amaro e stanco. "Lo so, Doc. Ma la paura non è un'opzione. Non ora."<br />
Si voltò verso il tecnico del teletrasporto, la sua voce ora un comando. "Teletrasporto all'all'ingresso dei cunicoli. Energia."<br />
<br />
<br /><b>Caeneus I, Ingresso dei Cunicoli<br />
14/02/2402, 09:21 - D.S. 79121.62</b><br /><br />
Nonostante tutto, il soppressore funzionava. Kiron si sentiva strano. Era come se il suo corpo fosse in automatico, ogni movimento un'azione calcolata. Nessuna traccia di paura, ansia, o brivido per essere in quel luogo dove c'era anche il Kiron invecchiato.  Tutto sostituito da una calma innaturale, quasi robotica. Aveva un unico obiettivo: lui inattaccabile dalle ansie e paure si era preso la responsabilità in prima persona di capire chi o cosa ci fosse nei cunicoli.<br />
Con fare deciso si inoltro dentro.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Robert Naholo<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Robert Naholo</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-07 La Casa Degli Orrori</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia, nello stesso istante</b><br /><br />
Come da protocollo, nella Plancia si diffusero immediatamente le luci rosse, mentre gli impianti d'emergenza entravano immediatamente in funzione.<br />
Dopo alcuni secondi, Vaitor alzò un braccio, un occhio sulla mappa stellare e una sulla console di fronte a lui.<br />
<br />
"L'intensità del segnale principale si è stabilizzata", disse.<br />
Immediatamente, i vari altri segnali che illuminavano fiocamente le altre locazioni del pianeta si spensero.<br />
"Revocare Allarme Rosso", disse Kiron.<br />
Le luci in Plancia tornarono normali.<br />
<br />
Chissà cosa staranno pensando nei ponti inferiori, pensò Cooper. Del resto, l'equipaggio della Wayfarer aveva visto - e subito - di tutto nel corso delle varie passate missioni. Un allarme rosso di alcuni secondi probabilmente registra un 2/10 nella scala degli eventi importanti, si disse.<br />
La voce di Kiron lo riportò in sè.<br />
<br />
"Comandante Cooper, analisi?"<br />
"Finchè la sonda non termina la scansione, abbiamo solo ipotesi... e di queste, almeno una decina", rispose. "Potrebbe essere una conseguenza della scomparsa del contenuto della base sotterranea, che non abbiamo ancora pienamente capito." Puntò il dito sullo schermo. "Il che è sicuramente connesso con l'esplosione della passata-futura Wayfarer, oppure come dice il Comandante Wu, potrebbe essere un'esca per riportarci sul pianeta."<br />
"A che scopo?" disse Rumar.<br />
Cooper fece spallucce. "Qualcuno laggiù si sente solo? Un meccanismo sopravvissuto che è andato in tilt? Come dicevo, sono solo ipotesi. Resta il fatto che il segnale è proprio sulla stessa locazione della base sotterranea... di nuovo."<br />
"Non abbiamo rilevato tracce di vita sul pianeta... a parte, ehm, lei, Capitano..." disse di nuovo Rumar.<br />
<br />
Kiron rabbrividì internamente. Sapeva che il pensiero di sé stesso invecchiato e senza speranza avrebbe occupato i suoi sogni per un bel po' di tempo. Il fatto che fosse probabilmente una sua controparte di un'altra dimensione multiversale non aiutava molto.<br />
"Se dobbiamo credere ai nostri occhi", disse ("E ai detriti qua davanti", interferì Cooper) "è difficile pensare che saremo... o saremmo... parte consenziente di un esperimento di manipolazione temporale in un futuro remoto. È assurdo."<br />
"Tutta la situazione è assurda", disse Kublik. "Siamo stati chiamati su questo sistema da degli impostori"<br />
"A meno che Kurutsev e Rexen non stiano nascondendo qualcosa", disse di nuovo Cooper, meritandosi le invettive di mezza Plancia.<br />
"...da degli impostori, dicevo, semplicemente per assistere ad un incubo."<br />
"Un incubo alquanto reale", disse Squiretaker. "Ho feriti in infermeria a testimoniarlo."<br />
"Eppure, in quei cunicoli, niente sembrava reale", disse Rumar. "Faccio ancora fatica a credere di aver visto quello che ho visto, e la sua scomparsa senza traccia subito dopo."<br />
<br />
Un suono intermittente risuonò dalle consolle di Cooper e Vaitor.<br />
"Abbiamo i primi risultati della sonda", disse Cooper. "C'è qualche traccia di residui tachionici, il che conferma la potenziale distorsione temporale che ha portato qui la Wayfarer numero due. Altri elementi sparsi, spiegabili con i postumi dell'esplosione."<br />
"Forme di vita sul pianeta?", chiese Kiron.<br />
Cooper scrollò la testa. "Ancora niente di conclusivo."<br />
<br />
"Un incubo...", disse Kublik, pensierosa. Si girò improvvisamente verso Rumar. "Comandante, come definirebbe lo spettro delle sue emozioni durante l'esplorazione della base sotterranea?" <br />
Preso alla sprovvista dalla domanda, Krell si riprese splendidamente.<br />
"Durante i vari giri nel complesso sotterraneo, tensione. Quando vidi il Capitano, stupore. Durante la spiegazione e l'epilogo... terrore", disse lievemente imbarazzato.<br />
"E lei, Vaitor?"<br />
"Più o meno lo stesso", rispose Mehon. "Il sacrificio del Capitano e la scomparsa improvvisa di ogni traccia di vita mi ha fatto accapponare la pelle."<br />
"Cooper?"<br />
"Lo stesso, con patate."<br />
L'el-auriana assentì. "Comandante Wu?"<br />
"Mi dà fastidio ammetterlo, però... sì. Una sensazione di terrore. Battuta, ovviamente, grazie al nostro addestramento", disse Sheeval con dignità.<br />
<br />
Kiron la guardò incuriosito. "Dove vuole arrivare, Consigliere?"<br />
Erjn fissava lo schermo. Il segnale misterioso luccicava rumorosamente. <br />
"Dobbiamo tornare sul pianeta."<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Caeneus I, Sistema Caeneus, ingresso dei cunicoli sotterranei - 13/02/2402, ore 15.30</b><br /><br />
Il vento gelido penetrava crudelmente nelle pesanti tute dell'equipaggio. Di fronte alle cinque figure, l'ingresso oscuro dei cunicoli aspettava le sue vittime torvo e silenzioso.<br />
"Almeno questa volta il teletrasporto ci ha evitato una scarpinata nella neve", disse Vaitor, deciso a cercare qualcosa di positivo. "Ci ha lasciato proprio di fronte alla caverna."<br />
Rumar si girò goffamente verso quella che sembrava essere Erjn Kublik, anche se intabarrati com'erano, solo altezza e posizione faceva immaginare chi fosse l'interlocutore. "è sicura di quello che vuole fare, Consigliere?"<br />
Kublik annuì. O almeno così gli sembrò. "Capisco che sia difficile agire su un piano basato su impressioni e indizi, ma credo di essere sulla pista giusta. Le chiedo di fidarsi di me", disse.<br />
"Spero vivamente che abbia ragione, Consigliere", disse Krell. "Non ambivo granchè a tornare dentro questo luna park di terrore."<br />
"La capisco", rispose Erjn. "Ma se quello che penso è vero, solo qui avremo le risposte che cerchiamo."<br />
<br />
Impavida come sempre, Wu prese l'iniziativa. "Cosa aspettiamo allora? Entriamo, non ho nessuna intenzione di diventare un ghiacciolo."<br />
<br />
Dopo alcuni passi dentro il primo passaggio ed essersi scrollati di dosso una discreta quantità di neve, i cinque wayfareriani si fermarono. Kublik indicò il commbadge.<br />
"Io aspetto qui. Iniziamo la prima fase. Uniti, mi raccomando."<br />
Rumar accennò al buio che li attendeva nel prosieguo del tunnel principale. "Se funziona come pensiamo, ci perderemo di nuovo e nella stessa sequenza. Non sappiamo se i commbadge funzioneranno."<br />
"Probabile. Ma siamo comunque tutti spazialmente tracciati, non ci dovrebbero essere problemi a riunirci nel caso succedesse qualcosa."<br />
"Che aspettiamo, allora?", interloquì Cooper. "Venghino signori venghino, la Casa Degli Orrori è aperta! Niente grand-guignol ma tachioni, vegliardi ed esplosioni a non finire!"<br />
E senza aspettar risposta, iniziò claudicante il viaggio nei cunicoli sotterranei.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Caeneus I, Sistema Caeneus, ingresso dei cunicoli sotterranei<br />
dieci minuti dopo</b><br /><br />
"Non riesco a crederci", disse Rumar, guardandosi intorno.<br />
Come se non fosse mai successo niente, le varie paratie metalliche e tubazioni della base sotterranea circondavano i tunnel in cui girovagavano senza alcun senso - persi di nuovo.<br />
<br />
Alcuni passi davanti a lui e Cooper, Wu e Vaitor si fermarono improvvisamente. Sheeval indicò il grande spazio davanti a loro. "Ci siamo!"<br />
I loro occhi impiegarono alcuni istanti per far conto di ciò che era di fronte a loro.<br />
"Che mi venga un colpo", mormorò Cooper.<br />
<br />
Davanti a loro, nella grande stanza sotterranea, seduto sul suo mesto trono sedeva, ancora una volta, il vecchio Kiron.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia, nello stesso istante</b><br /><br />
"L'attesa mi sta distruggendo lo stomaco", disse Ristea piano.<br />
Kiron non distoglieva lo sguardo dal radar. I cinque avatar brillavano chiari sullo schermo. "La capisco, Capo. Ma dobbiamo fidarci del Consigliere. L'unica cosa che possiamo fare è tenerci pronti a riportarli indietro."<br />
"E ad alzare gli scudi", disse Dorian.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Caeneus I, Sistema Caeneus, ingresso dei cunicoli sotterranei, 13/02/2402, ore 17.45</b><br /><br />
"Erjn! Erjn, avevi ragione!", disse Rumar, correndo verso una trepidante Kublik. Subito dietro, Wu, Vaitor e Cooper (a breve distanza) li raggiunsero.<br />
"è riapparso di nuovo. E reale... almeno ai nostri occhi."  <br />
Kublik annuì e fece un sospiro profondo. "Adesso arriva il brutto. Dividiamoci. Se qualcosa non va, attivate il segnale apposito sul commbadge e il Tenente Marini vi teletrasporterà immediatamente in Plancia."<br />
"Tutto chiaro", disse Vaitor. "Andiamo!"<br />
<br />
Alcuni minuti dopo, Erjn si trovava a girovagare sola nella base. Ognuno aveva scelto una diramazione nel labirinto della struttura, secondo i piani.<br />
Un vago senso di disagio la pervadeva. Probabilmente è l'attesa di sapere cosa mi aspetta, pensò.<br />
<br />
Girato un angolo, una figura sembrava stagliarsi nella fioca luminescenza del tunnel.<br />
Erjn si fece coraggio. Dopo un respiro profondo, le si avvicinò.<br />
"Chi sei?", disse, sapendo già chi avrebbe trovato.<br />
"Ciao, Erjn", disse Michael Kiron.<br />
<br />
Nel frattempo, Krell Rumar toccava di tanto in tanto le pareti del tunnel mentre camminava lentamente. I macchinari e i vari sistemi erano freddi al tocco. Tutto sembra così reale, si disse.<br />
Improvvisamente, un suono alle sue spalle lo prese di soprassalto. Non aveva niente di umano. Si girò di scatto e, capendo immediatamente di cosa si trattava, gridò disperatamente.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia, nello stesso istante</b><br /><br />
"Non mi piace, Michael", disse la dottoressa Squiretaker, lo sguardo fisso sui parametri che cambiavano velocemente sulla sua consolle.<br />
I valori vitali dei membri dell'Away Team erano davanti a lei, scrutandoli con un'attenzione quasi feroce.<br />
Il Capitano le si avvicinò. "Il Consigliere?"<br />
"No, è il Comandante Rumar." disse lei. "Ha avuto un soprassalto emotivo molto violento, le funzioni respiratorie e cardiache stanno tornando normali, ma ha avuto un brutto shock."<br />
Kiron, senza farlo notare, strinse i pugni. "Continui il monitoraggio", disse. "Ne verranno fuori presto."<br />
"Sarà bene", disse tra sè e sè la dottoressa mentre Kiron tornava in poltrona. "O li teletrasporto indietro io stessa... oh!", sobbalzò, e iniziò freneticamente a digitare sulla consolle.<br />
Kiron, Ristea e Ichigawa accorsero immediatamente. "Che succede?"<br />
"è... è..."<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Caeneus I, Sistema Caeneus, ingresso dei cunicoli sotterranei, 13/02/2402, ore 17.59</b><br /><br />
"E come sempre, quando le cose non vanno come vorresti, si aprono le fontane", sibilò Kiron. <br />
Erjn, tremante di rabbia, dovette forzarsi con tutta la sua volontà per non asciugare le lacrime che le scorrevano sulle guance.<br />
"Sei sempre stata inutile. A che serve un Consigliere quando ho un'intera nave piena di veterani a mia disposizione? Non hai mai fatto niente per meritarti il mio rispetto", disse qualcosa che aveva le sembianze, in tutto e per tutto, del suo unico amore da decenni.<br />
Kublik rimaneva in silenzio. <br />
"Certo, nei nostri alloggi è un'altra cosa...", ghignò. "Chissà cosa ne pensano i colleghi, eh? A letto con il capo... sicuramente ridono alle tue spalle... qualcuno probabilmente ti compatisce... magari la dottoressa Squiretaker..."<br />
<br />
Mentre Kiron le girava intorno, sputandole addosso improperi e insinuazioni, Erjn si sforzava di non reagire. Doveva farlo. Doveva capire.<br />
Improvvisamente, la figura cambiò. Il Kiron sarcastico e velenoso che le stava scuoiando l'anima lasciò il posto ad un'immagine di Michael nel momento stesso in cui Erjn aveva capito di essersi innamorata di lui.<br />
<br />
"Ciao, Erjn. Sei più bella che mai", disse sorridendo, accarezzandole delicatamente una guancia.<br />
Suo malgrado, il cuore di Erjn Kublik non potè fare a meno di sobbalzare. Era proprio come ricordava. Un sentimento che era cresciuto con il tempo, sbocciato da una tenera emozione iniziale fino all'amore pieno, compiuto e maturo che aveva contraddistinto la loro relazione da sempre.<br />
Michael, vestito in piena regalia da ufficiale, lentamente si mise su un ginocchio e mostrò un anello.<br />
"Erjn, vuoi sposarmi?"<br />
Prima che Kublik facesse in tempo a dire niente o reagire, la testa di Kiron esplose.<br />
<br />
Nello stesso istante, Cooper barcollava, cercando disperatamente l'uscita. Il commbadge, come predetto, non funzionava dentro i cunicoli, eppure continuava ad azionarlo senza sosta, mentre navigava a tentoni dentro i claustrofobici meandri delle caverne di Caeneus. Le sembianze della base sotterranea erano svanite di nuovo, e al suo tatto le pareti di pietra erano fredde ed umide.<br />
Il suo cervello continuava a dirgli che niente di quello che aveva visto era vero, eppure il suo istinto, il suo stomaco, la sua dannata gamba sembravano negarlo con assoluta voluttà.<br />
Sto diventando pazzo, si disse, e proprio in quel momento si ritrovò nel tunnel principale che portava all'ingresso.<br />
<br />
Sono l'ultimo, pensò. Gli altri erano già a mezza strada dall'entrata, la luce quasi insopportabile che lasciava intravedere la tempesta abbacinante di neve che li attendeva una volta fuori.<br />
Qualcosa non andava però. Nessuno gli fece caso, neanche per prenderlo in giro. Erano tutti di spalle, l'uno vicino all'altro. Non c'è più rispetto per gli anziani e gli storpi, sogghignò tra sè, cercando di fermare il tremore che gli attanagliava il corpo.<br />
Dovette avvicinarsi ancora un bel po' prima di notare il corpo inerte intorno al quale gli altri si erano inginocchiati. <br />
Erjn Kublik, la sua tuta bianca chiazzata di sangue e pezzi di cervello e ossa, piangeva silenziosamente.<br />
Wu, imperscrutabile dietro il suo visore, un braccio intorno al Consigliere, prendeva a pugni il muro dietro di sè con una mano ormai insanguinata.<br />
Rumar, il viso quasi più bianco della sua tuta, sembrava una statua di dolore.<br />
Davanti a loro, il viso distorto in una maschera di paura e terrore, giaceva il corpo senza vita di Mehon Vaitor.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia, alcuni minuti prima </b><br />   <br />
"Erjn! Erjn! Uscite subito fuori!" gridava rauco Kiron nel vuoto. Si girò, guardando implorante Ichigawa.<br />
"è inutile, Capitano", disse Asuna, il viso contorto dalla tensione. "I commbadge non funzioneranno finchè non usciranno dalla base... la sonda arriverà sulla loro posizione in quattro ore, non è possibile far prima... e allora potremo inviar loro dei messaggi tramite lo speaker... e il teletrasporto..." La voce le si spezzò.<br />
<br />
Kiron la capì. Mentre tutto sembrava funzionare a modo, sensori vitali e tricorders inclusi, il lock del teletrasporto era svanito. Aveva già dovuto trattenere una Squiretaker fuori di sè, già pronta a teletrasportarsi con altri infermieri sul luogo. <br />
"Julia! Julia, ascoltami! Se Vaitor è morto davvero, non c'è niente che tu possa fare, metteresti solo in pericolo te stessa e gli altri!" disse, quasi abbracciandola.<br />
"Come fai a saperlo, dobbiamo andare a prenderli e riportare Mehon indietro, possiamo ancora salvarlo!"<br />
"Non sappiamo se i sensori sono attendibili, Vaitor potrebbe essere in un ambiente isolato! Il teletrasporto funziona solo fuori da quel dannato inferno, almeno così speriamo, e non possiamo sprecare altre vite, inclusa la tua! Dobbiamo fidarci del piano!"<br />
"Dannazione, Michael, lasciami almeno provare... sono i nostri colleghi, i nostri amici!"<br />
"Credi che non lo sappia? C'è Erjn là sotto!"<br />
Qualcosa nel tono di Kiron la bloccò.<br />
Julia Squiretaker annuì, il viso duro e sincero come non mai. Si divincolò dalla stretta. "Ha ragione, Capitano. Chiedo scusa."<br />
Michael, gli occhi rossi, fece un cenno di riconoscimento. "Sapevano... sanno tutti cosa stanno facendo, sul pianeta. Erjn è stata chiara. I quattro della missione originale, più lei."<br />
"Ma Vaitor..." disse Ichigawa.<br />
"Il Comandante sapeva... sa... quali erano i rischi. è un uomo coraggioso e in gamba. Crede nella missione come tutti noi."<br />
"Speriamo che i sensori siano sfalsati", mormorò Asuna.<br />
"Speriamo", rispose ancora più a bassa voce Michael. Poi si passò una mano sul viso. Si sentiva così vecchio.<br />
<br />
"Capo, novità?"<br />
=/\= Niente =/\=, rispose la voce frustrata di Dorian Ristea. =/\= Il sistema funziona perfettamente, le diagnostiche sono perfette. Il problema è che la locazione sotterranea è diventata un bunker inpenetrabile e non stiamo trovando un modo per entrarci! =/\=<br />
Subito dopo l'annuncio della Squiretaker, Kiron aveva ordinato l'immediato teletrasporto per tutto il team, e nel momento stesso in cui ricevettero risposta negativa, Ristea senza dire una parola si era fiondato in Sala Teletrasporto per aiutare il tenente Marini. Uomo di poche parole e stentate, si disse Kiron, ma di gran cuore e coraggio.<br />
"Continui lo stesso", disse.<br />
<br />
E proprio in quel momento, la voce di Erjn Kublik riecheggiò in Plancia come una musica.<br />
"Away Team in posizione", disse. "Teletrasporto per quattro... più uno..."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, alloggio del Capitano, 13/02/2402, ore 20.37</b><br />     <br />
Una tazza di tè fumante in mano, Erjn sedeva raggomitolata sulla poltrona di fronte alla scrivania che fungeva da secondo ufficio. Michael doveva avere qualcosa di lavorativo intorno per sentirsi a casa, pensò quasi inconsciamente.<br />
Dopo un incontro pieno di emozione, i quattro superstiti erano stati condotti ai rispettivi<br />
"Non sono una bambola di porcellana, Michael", disse, il suo aspetto provato che la contraddiceva. "Dovremmo essere già in sala debriefing in questo momento."<br />
"Il Numero Uno se ne sta occupando", disse Kiron, seduto sul letto.<br />
"Dovrei essere io la prima ad essere interrogata. Sono io la responsabile del piano... e delle sue conseguenze", rispose lei, scrollando la testa.<br />
"Non ci provare, Erjn. Non ci provare nemmeno", disse fermo Kiron. "Tutti noi abbiamo appoggiato la tua ipotesi, incluso Kurutsev, e il tuo 'pianò è stato imbastito collettivamente ed approvato all'unanimità. Incluso Vaitor."<br />
Kiron le prese il viso tra le mani e la guardò negli occhi. "Ho bisogno del mio Consigliere, adesso. Non c'è tempo per i sensi di colpa."<br />
"Va bene", disse Erjn. "Vuoi farmi sentire meglio? Finiamo il debriefing e risolviamo questa storia una volta per tutte."<br />
<br />
<br /><b>Sala Debriefing, nello stesso istante</b><br /><br />
La dottoressa Squiretaker, un occhio sul tricorder sul tavolo e un altro sul collega, prendeva note. è stupido, visto che la conversazione è registrata, si disse, ma la cosa la distraeva.<br />
Il comandante Rumar attendeva le domande apparentemente tranquillo. Lo sguardo un po' perso, però, lo tradiva.<br />
"Può descrivere cos'ha sentito, o visto, una volta isolato dagli altri?<br />
Rumar si concentrò e chiuse gli occhi. Rabbrividì.<br />
"Ho sentito un suono, come un respiro agonale, dietro di me. La sensazione che ho provato, anche se il Consigliere mi aveva detto che con ogni probabilità era indotta, era paura allo stato più puro."<br />
"Cos'ha visto?"<br />
Krell si morse le labbra.<br />
"Il mio simbionte", disse. "Senza ospite. Ingrandito almeno dieci volte. E pronto ad inglobarmi e uccidermi."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Sala Riunioni, 13/02/2402, ore 22.15</b><br /><br />
La sala era più silenziosa del solito. Senza le battute di spirito e le interazioni argute che di solito costellavano le riunioni degli ufficiali della Wayfarer, l'atmosfera intorno al tavolo era resa ancora più pesante dalla sedia vuota che tutti, di tanto in tanto, fissavano con tristezza.<br />
<br />
"Non pretendo di dire a nessuno di voi come dovrebbe sentirsi", iniziò il Capitano Kiron. "Nè mi prenderò l'arroganza di pronunciare stupide, trite parole di circostanza per il nostro Ufficiale Tattico caduto."<br />
Michael si sforzò di guardare ciascuno dei suoi uomini negli occhi. "Piangeremo Mehon Vaitor a nostro modo, con i nostri tempi, quando sarà il momento. Ma adesso", disse, puntando il dito sull'immagine di Caeneus I proiettata sul centro del tavolo, "dobbiamo solo pensare a come debellare la minaccia sul pianeta. E fare giustizia", disse a denti stretti.<br />
Fece un cenno a Erjn Kublik e si sedette. "Consigliere, a lei la parola."<br />
<br />
Erjn si alzò e, con una voce fredda e sicura che meravigliò lei stessa, iniziò la perorazione.<br />
"La nostra ipotesi è risultata valida, anche se a un prezzo altissimo", disse. "Dentro alle caverne di Caeneus c'è... qualcosa... una forma di vita che si nutre di emozioni."<br />
"Spero che le venga un'indigestione", mormorò Cooper.<br />
"Come già detto, sembra che questa... creatura... abbia una predilezione per emozioni forti e negative. Paura, terrore, disperazione. E genera tali emozioni nelle sue sorgenti - o vittime - materializzando i loro peggiori incubi."<br />
"Ancora non riesco a capire il perchè della visione di un Capitano fuori dal tempo, e del suo sacrificio", disse Ristea.<br />
"Gli incubi si adattano in base al loro pubblico", disse Kublik. "La creatura trova i fattori emozionali comuni delle sue vittime e crea una visione che coinvolga tutti nella stessa maniera."<br />
Erjn indicò i suoi compagni di sventura. "Sheeval, Krell, Gregory... e Mehon", disse cercando di controllarsi. "Cos'hanno in comune tra di loro?" Gli occhi le si riempirono di lacrime. "Ognuno nella propria maniera, un attaccamento alla Flotta Stellare, alla Wayfarer... e la dedizione al loro Capitano."<br />
A questo punto, anche Kiron doveva farsi forza. Meno male che non devo parlare io, si disse.<br />
"Il loro incubo collettivo è una situazione senza speranza per la loro nave e i loro colleghi, i loro sforzi per niente, e il sacrificio vano di una persona che ammirano. Mentre gli incubi individuali sono cuciti addosso alla vittima prescelta", continuò, ricordando con un brivido i Kiron di Caeneus e la scomparsa immediata dei resti sanguinolenti una volta uscita alla luce per chiamare la Wayfarer, "quelli collettivi sono più complessi ed elaborati. Per questo abbiamo dovuto rifare l'esperimento con le stesse persone..." Ed ora lo rimpiangeva così tanto. Non potè andare oltre.<br />
<br />
"Ma le tracce tachioniche, i detriti della Wayfarer del futuro?", insistette comunque Ristea.<br />
"Capo, ricorda quando parlavamo di hackeraggio? Una creatura che è in grado di imitare due ammiragli per mandarci in una missione in cui siamo primo, secondo e contorno nel menu non ha nessun problema nel mostrarci sullo schermo immagini che vogliamo vedere, manovrare gli stabilizzatori per simulare una shockwave e manipolare i sensori esterni per carpire tachioni che non ci sono. Nè ci sono mai stati."<br />
"Io però i macchinari della base sotterranea li ho toccati... sembravano così... veri...", disse quasi tra sè Sheeval Wu.<br />
"Sembravano", disse Kublik, comprensiva. "Questa creatura può giocare con i nostri cervelli e la nostra tecnologia a piacere. Instillare sensazioni tattili e visive dovrebbe essere un gioco da ragazzi per una forma di vita così evoluta."<br />
Cooper annuì. "Il vero colpo di genio è stato consultare gli archivi. I miei complimenti, Consigliere."<br />
"Grazie, Comandante", disse Erjn. "è stata una fortuna ricordare che una situazione del genere, e forme di vita di questo tipo, sono già state incontrate in passato. Nientemeno che dalla NCC Enterprise-D."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia, 14/02/2402, ore 09.04</b><br /><br />
"Kurutsev e Rexen - quelli veri - hanno approvato il suo piano d'azione, Capitano", disse Rumar.<br />
Seduto in poltrona, Michael Kiron fissava il pianeta bianco di fronte a lui. "Grazie, Numero Uno."<br />
Lo stesso faceva Erjn Kublik, seduta al suo fianco. "Capitano?"<br />
"Procediamo", disse a mezza bocca. "La creatura ha fame? Diamole il piatto forte."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-06 Ultimo richiamo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer - Plancia<br />
13/02/2402, 09:31 - D.S. 79118.90</b><br /><br />
Un sottofondo di confusione e paura attraversava la stanza. I ricordi delle ultime ore si sovrapponevano come frammenti di un mosaico complesso.<br />
La scoperta di quell'artefatto, le interferenze con il sistema di controllo e l'esistenza di un pericolo ancora invisibile a tutti loro sembravano collegati da un filo sottile e disturbante.<br />
<br />
Kiron si avvicinò allo schermo centrale, digitando con rapidità dei comandi sul terminale.<br />
La mappa stellare apparve costellata di punti e linee animate, e improvvisamente un nuovo segnale proveniente da una fonte ignota comparve in sovraimpressione.<br />
<br />
La sigla alfanumerica lampeggiava incessantemente, come un messaggio criptato di avvertimento o di sfida.<br />
<br />
"Abbiamo un nuovo segnale," annunciò con tono deciso. "E questa volta, sembra provenire dall'interno del settore. È un'indicazione più precisa. Forse qui troviamo qualche risposta."<br />
"Oppure sono loro a lasciarla per noi," ipotizzò Vaitor, stringendo le pugni. "Un modo per tendere una trappola."<br />
"Ma non possiamo ignorarla," ribatté Rumar. "inviamo una sonda o un drone. Qualcosa di piccolo e facilmente recuperabile, per non attirare troppo l'attenzione."<br />
<br />
Si prepararono rapidamente, verificando le attrezzature e i sistemi di sicurezza.<br />
Kiron, tuttavia, si soffermò un attimo, indicando la mappa satellitare.<br />
<br />
"Ci sono altri segnali simili, sparsi in più punti del settore. Potrebbero rappresentare un messaggio collettivo o un avviso."<br />
"Oppure," disse Wu "un'esca."<br />
<br />
Il silenzio calò di nuovo. Ma questa volta carico di una tensione diversa: quella che nasce dalla consapevolezza che il potenziale pericolo è più vicino e più sofisticato di quanto si potesse immaginare. Il tempo, un fattore chiave.<br />
Kiron guardò gli altri con determinazione.<br />
<br />
"Seguiremo il segnale. Potrebbe essere l'unica occasione per una risposta... e io la voglio."<br />
<br />
L'allarme giallo risuonò improvviso, scuotendo le pareti della sala di comando.<br />
Tutti si voltarono di scatto verso il pannello centrale, mentre le luci si abbassavano leggermente a segnalare che il sistema di rilevamento aveva captato qualcosa di anomalo.<br />
<br />
"Un altro segnale" annunciò Vaitor, con il volto teso. "Ma questa volta, è diverso. La frequenza è più potente, sembra... intenzionale."<br />
<br />
Kiron si avvicinò di nuovo allo schermo. La mappa stellare lampeggiava, evidenziando un'area che prima non era visibile. La posizione era cambiata, orientata verso una zona più interna del settore.<br />
<br />
"Sembra stia cercando di guidarci," disse con voce ferma. "Qualcuno o qualcosa ci sta chiamando."<br />
<br />
Vaitor si prese un momento per analizzare il nuovo segnale.<br />
<br />
"Potrebbe essere un accesso diretto al cuore del loro sistema difensivo," ipotizzò. "Se riusciamo a decifrarne il codice, potremmo ottenere informazioni. Ci provo..."<br />
<br />
Rumar, sfogliando rapidamente alcuni dati, aggiunse: "Se hanno voluto che segnalassimo il punto, potrebbe essere un diversivo."<br />
<br />
Wu annuì, "La sonda è pronta al lancio."<br />
<br />
"Proceda." ordinò Kiron<br />
<br />
La sonda sfrecciò verso il punto di emissione, mentre l'equipaggio monitorava ogni variazione del segnale.<br />
<br />
Kiron fissò lo schermo, riflettendo su quanto fosse sottile il confine tra nemico o alleato, tra soluzione e danno irreversibile.<br />
<br />
"Se questa è una trappola," pensò "dobbiamo essere in grado di allontanarci il prima possibile... Ancora nulla dalla sonda? "<br />
<br />
"Negativo Capitano." rispose Vaitor.<br />
<br />
Il segnale aumentò di intensità, davvero sembrava un richiamo.<br />
<br />
"Allarme Rosso!"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Erjn Martia Kublik<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Erjn Martia Kublik</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Sat, 14 Jun 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-05 Senza risposte</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 19:33 - D.S. 79117.30</b><br /><br />
Nello stesso momento in cui il vecchio Kiron si sacrificava per chiudere il loop temporale, un'onda di energia cronotonica esplose dal pianeta espandendosi come il palloncino di un bambino gonfiato a dismisura prima di scoppiare.<br />
La malconcia Wayfarer, che fino a quel momento galleggiava in orbita forse ripetendo all'infinito le stesse azioni, fu fatta a pezzi esplodendo in una silenziosa palla di fuoco vermiglia.<br />
 <br />
La Wayfarer ancora integra e con Kiron a bordo non sfuggì del tutto alla deflagrazione e all'ondata di energia temporale, vibrando come un diapason colpito da un musicista troppo entusiasta.<br />
 <br />
"Rapporto danni!" ordinò il capitano alzandosi dalla poltrona di comando<br />
"Cali di energia su tutti i ponti! Gli scudi hanno retto a stento!" comunicò Ristea mentre seguiva i comunicati delle diverse squadre<br />
"Tre feriti lievi e un braccio rotto... mmh quattro feriti lievi" comunicò la dottoressa tamponandosi al contempo lo zigomo dopo l'urto con la console.<br />
"Qualche possibile sopravvissuto sull'altra nave?" chiese lui ben sapendo la risposta.<br />
"Negativo Capitano... non c'è rimasto nulla." rispose l'ufficiale tattico in servizio.<br />
 <br />
Kiron sospirò, sperava di salvare almeno qualcuno e avere qualche risposta. "Notizie dall'Away Team?"<br />
"In linea..." rispose prontamente Ichigawa<br />
=^=Capitano state tutti bene?=^= chiese Rumar non appena la comunicazione si attivò<br />
"Qui nessun problema... piuttosto voi! Eravate nell'epicentro dell'evento!" ribatté Kiron<br />
=^=Non abbiamo sentito quasi nulla. C'era una sorta di schermatura che ci impediva di comunicare e ha dissipato lo sbalzo iniziale di energia... signore non crederà a chi abbiamo trovato qui!=^= la voce del primo ufficiale era provata da quello che aveva vissuto ma felice di sapere che sulla nave stavano tutti bene.<br />
"Signor Ristea è possibile teletrasportare l'away team?"<br />
"Signorsì! Riceviamo di nuovo i loro segnali."<br />
"Lo faccia e li trasporti direttamente in infermeria per i controlli." poi rivolgendosi al suo secondo in comando "Signor Rumar, fatevi tutti un controllo medico, poi venite da me per il briefing. Kiron chiudo!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Wayfarer, Sala riunioni<br />
12/02/2402, 20:52 - D.S. 79117.45</b><br /><br />
"Quindi sul pianeta c'era una versione anziana di me?" chiese il Capitano<br />
Cooper borbottò qualcosa e ricevette una gomitata dalla dottoressa e uno sguardo di ghiaccio da Rumar<br />
"Sì signor Cooper ha ragione... volevo dire una versione ancora più anziana di me" ripetè Kiron sorridendo alla sfacciataggine del suo ufficiale scientifico.<br />
"Non esattamente..." lo interruppe di nuovo Cooper questa volta seriamente. "Ho terminato adesso le analisi, sia di quanto ricavato con il tricorder che dei pochi resti della seconda Wayfarer. Posso affermare con assoluta certezza che non venivano dalla nostra dimensione. La loro firma quantica era differente. Grazie al cielo vorrei aggiungere."<br />
"Perché lo dice?" chiese Vaitor confuso.<br />
 <br />
"Semplice..." si intromise Rumar avendo capito dove l'ufficiale scientifico volesse andare a parare "se fossimo stati noi voleva dire che in un futuro avanti negli anni, la Wayfarer sarebbe stata bloccata in un loop temporale e che il Capitano avrebbe sacrificato la sua vita per chiudere quel nodo."<br />
"Credete nel destino?" chiese Vaitor "Cioè, saremmo stati predestinati a fare quella fine o sapendo quello che succederà avremmo scampato il nostro fato?" <br />
"Bella domanda Signor Vaitor... ma impossibile rispondere" commento il consigliere "ma se potevamo scampare il nostro destino perché eravamo bloccati comunque nel loop temporale?" Erjn fece spallucce ad indicare che non poteva rispondere al quesito.<br />
"Ci sono diverse possibili risposte a questa domanda, scientificamente parlando, però il problema non sussiste. Non eravamo noi." disse Cooper grattandosi la mascella che aveva bisogno di una rasatura<br />
"Il signor Cooper ha ragione. La cosa più importante è capire cos'è quel congegno e perché è stato portato qui."<br />
 <br />
=^=Signore, l'Ammiraglio Kurutsov in linea.=^=<br />
=^=Capitano Kiron, si rende conto che qua su Sol III sono le quattro di notte?=^= borbottò l'Ammiraglio con la voce impastata dal sonno<br />
"Mi scuso Ammiraglio ma ci sembrava necessario fare immediatamente rapporto. Quello che abbiamo trovato su Caeneus I è veramente incomprensibile..." come avrebbe spiegato la cosa all'Ammiraglio? Kiron non ne era certo.<br />
=^=Beh per lo meno adesso mi ha incuriosito... però che centro io con tutto questo?=^= chiese Kurutsov cercando di sistemarsi i capelli che avevano preso la piega del cuscino.<br />
 <br />
Kiron e tutti i suoi ufficiali superiori si guardarono sorpresi.<br />
 <br />
"Ammiraglio... è stato lei a ordinarci di raggiungere Caeneus I" rispose confuso il Capitano della Wayfarer.<br />
=^=Come scusi?=^= domandò l'altro sollevando un sopracciglio<br />
"Computer, riproduci gli ordini dell'Ammiraglio Kurutsov ricevuti in data stellare 79105.02" ordinò Rumar sorpreso dagli eventi<br />
 <br />
Il computer impiegò una frazione di secondo per trovare la registrazione e riprodurla a beneficio di tutti.<br />
 <br />
=^=Capitano Kiron, le posso assicurare che quello non ero io! Non le ho mai dato quegli ordini... in quella data astrale ero ad una riunione con il Commodoro Venkon e l'Ammiraglio Darion. Possono sicuramente testimoniare...=^=<br />
"Ammiraglio le crediamo sulla parola ma... la cosa è anche peggio. La comunicazione aveva i suoi codici di riconoscimento." commentò il capo della sicurezza.<br />
=^=Inviatemi un rapporto dettagliato, vi richiamo domattina appena avrò parlato con l'Ammiraglio Rexen dell'intelligence. Kurutsov chiudo.=^=<br />
 <br />
Gli ufficiali della Wayfarer si guardarono confusi. Cosa dovevano fare adesso?<br />
 <br />
"Allontaniamo la nave il più possibile." ordinò Kiron sospirando "Signor Rumar, Signor Cooper, inviate dei droni nelle caverne e mappate tutto. Se riuscire cercate di capire se è tecnologia della nostra dimensione o se viene da altrove." Poi si collegò alla console dell'addetto alle comunicazioni "Signor Ichigawa, raccolga tutto quello che abbiamo dalla data stellare 79105.02 in poi e lo invii all'Ammiraglio Kurutsov."<br />
 <br />
=^=Signorsì!=^=<br />
 <br />
Poi tornò a guardare i presenti "Non so cosa stia succedendo, ma ogni cosa che scopriamo ci rende ancora più confusi... prima di parlare con l'Ammiraglio voglio delle teorie. Per ora, in libertà!"<br />
  <br />
<br /><b>USS Wayfarer, Sala riunioni<br />
13/02/2402, 08:30 - D.S. 79118.78</b><br /><br />
"Avete dormito almeno un po'?" chiese Kiron guardando i suoi ufficiali che si accalcavano al replicatore per accaparrarsi generi di conforto.<br />
"Dormiremo da morti signore!" esclamò Cooper<br />
"Ma se stava russando quando sono venuto nel suo laboratorio!" ribatté sarcastico Rumar<br />
"E non mi ha svegliato? Strano per lei... forse se l'è sognato." commentò lo scienziato con un sorriso sornione<br />
"Non sono carini? Sembrano proprio una coppia sposata" sussurrò Kublik alla dottoressa Squiretaker senza sussurrare davvero molto.<br />
 <br />
Cooper e Rumar guardarono in cagnesco le due donne mentre tutti gli altri sorridevano.<br />
 <br />
"Allora, avete pensato a qualcosa? Confesso che non sono riuscito a cavare un ragno dal buco dalle rilevazioni." iniziò Kiron "Ma prima di tutto, che possibilità ci sono che la comunicazione sia arrivata dal Kurutsov di un'altra dimensione?"<br />
Ichigawa prese la parola seppur titubante "Ho pensato anch'io a questa possibilità, anche se la ritenevo impossibile... anche se l'ammiraglio fosse una copia del tutto identica del nostro ammiraglio sarebbe comunque impossibile o più precisamente ci sarebbe una possibilità su circa 77 ottilioni che i due codici di riconoscimento fossero gli stessi. Non sapevo nemmeno che esistessero gli ottilioni, ma ho chiesto ad un vulcaniano di farmi il calcolo..." Asuna si ricompose un po' imbarazzata "Comunque, a parte questo, la comunicazione è arrivata sui canali protetti della flotta, ma né io né Vaitor siamo riusciti a rintracciare da dove è partita."<br />
"E che possibilità ci sono che sia il nostro Ammiraglio ma da un tempo diverso?" chiese Rumar<br />
"Anche quello è da escludere. I codici di sicurezza cambiano mensilmente... le possibilità di avere di nuovo la stessa password dopo anni è quasi impossibile" commentò Wu <br />
"Una possibilità su 4.63 quadrilioni..." bisbigliò Asuna a nessuno in particolare<br />
"Inoltre l'Ammiraglio non sembrava diverso da quello attuale..." aggiunse Vaitor<br />
"Quindi che possibilità rimane?" chiese il comandante Kublik<br />
=^=Che ci abbiano hackerato!=^= sullo schermo della sala riunioni apparve l'Ammiraglio Kurutsov affiancato dall'Ammiraglio Rexen.<br />
"Com'è possibile?" chiese Vaitor ancora più confuso di prima<br />
=^=Non ne ho idea... e nemmeno lui.=^= disse Kurutsov indicando l'altro<br />
=^=I nostri tecnici ci stanno ancora lavorando... abbiamo messo in piedi una task force per scoprire come siano riusciti ad entrare nelle nostre comunicazioni ma in effetti non c'è traccia della comunicazione se non sui database della vostra nave.=^= aggiunse Rexen<br />
"Quindi hanno hackerato noi?" chiese l'andoriano preoccupato dato che, come capo operazioni, era lui il responsabile<br />
=^=Ci sembra l'unica possibilità... e dato che hanno usato i canali protetti, vuol dire che è qualcuno a bordo della vostra nave=^= rispose Rexen<br />
 <br />
"Computer, verificare le persone presenti sulla nave. Controllare che non ci siano intrusi." ordinò Kiron<br />
=^=Scansione effettuata: sulla nave sono presenti 130 ufficiali, 260 sottufficiali, 445 marinai e 20 civili. I rilevatori non trovano discrepanze o intrusi=^= rispose quasi immediatamente il computer di bordo.<br />
"L'intruso potrebbe essere sbarcato subito dopo il suo hackeraggio..." commentò il Comandante Wu che aveva preso la cosa come un affronto personale.<br />
 <br />
"E per quanto riguarda il resto?" chiese Rumar cambiando discorso<br />
"Le gallerie sono state analizzate dai droni e... Non c'è più nulla o quasi." li informò l'ufficiale scientifico "Vi ricordate la caverna e il laboratorio? Beh la grande caverna c'è, ma il laboratorio è scomparso!"<br />
"Com'è possibile?" chiese Kiron stupefatto<br />
"Ho una teoria, ma non ho prove tangibili, se non qualche emissione strana che comunque non riuscirei a spiegare."<br />
=^=Ci dica la sua teoria... meglio di niente...=^= commentò Rexen<br />
 <br />
"Abbiamo appurato che il Capitano Kiron trovato nella grotta era di un altro tempo e di un'altra dimensione... e se l'intera struttura appartenesse all'altra realtà? Un macchinario così potente da creare un loop temporale potrebbe aver creato un varco dimensionale trascinando quel Kiron e quella Wayfarer nella nostra dimensione."<br />
=^=Non mi pare una cosa così tanto campata in aria...=^=<br />
"Potrebbe essere stato anche il contrario?" chiese Vaitor "Cioè noi entrando nella grotta abbiamo viaggiato nell'altra dimensione?"<br />
"Altra possibilità da non scartare!" confermò Cooper <br />
 <br />
"La domanda a questo punto è: perché hanno creato quel macchinario? O se non l'hanno creato loro, perché lo hanno attivato?" il Capitano guardò i suoi ufficiali sperando in una risposta alle sue domande.<br />
"E chi ci ha hackerato? E perché mandare noi proprio qui?" aggiunse Erjn<br />
"E come hanno fatto ad hackerarci?" borbottò offeso Vaitor<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Gregory Cooper<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Gregory Cooper</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Wed, 07 May 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-04 Il nodo temporale</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 17:05 - D.S. 79117.15</b><br /><br />
La caverna sembrava risuonare in un silenzio statico, quasi intriso di energia latente. Ogni passo del gruppo faceva vibrare appena la struttura, come se la stessa caverna stesse monitorando i loro movimenti. Al centro della grande sala, seduta su una sedia dall'aspetto rudimentale, una figura anziana avvolta in strati logori si stagliava sotto la debole illuminazione prodotte dalle torce. Rumar si bloccò, il respiro sospeso, mentre i suoi occhi si soffermavano a scrutare quel viso familiare ma così profondamente segnato dal tempo.<br />
<br />
"Capitano Kiron. Ma è davvero lei!?" chiese con una voce carica d'incredulità e preoccupazione. L'uomo lo fissò con un'intensità misteriosa, quasi ultraterrena. "Krell ... avevamo torto ..." mormorò con voce roca. "il tempo... il tempo è una variabile caotica ed imprevedibile che non capiamo ancora fino in fondo."<br />
<br />
Sul lato della sala, Cooper scorreva il tricorder sugli elementi presenti. "Sto rilevando firme di energia tachionica sovrapposte a un sistema di matrice quantica. Questa tecnologia non è solo della Flotta Stellare," sussurrò continuando a leggere i dati con crescente preoccupazione. "Evidentemente è stata integrata da tecnica aliena, probabilmente basata su un'algebra temporale non lineare."<br />
<br />
Intanto Wu, con il phaser impostato su modalità stordimento, scansionava ogni angolo con precisione metodica. "Qualsiasi cosa si nasconda qui, non ci coglierà impreparati," disse a denti stretti.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Sulla plancia della USS Wayfarer, il Capitano Kiron fissava lo schermo principale con uno sguardo grave. La nave di classe Sovereign, degradata e piegata sotto i segni del tempo e di qualche conflitto, si avvicinava con un leggero rollio che la rendeva più simile ad una nave infestata da spiriti sinistri.<br />
<br />
"Ristea," Kiron chiamò l'Ingegnere Capo con tono misurato. "Analisi?"<br />
<br />
Ristea rispose con i suoi occhi che rimanevano inchiodati a leggere i dati provenienti dai sensori. "La distorsione temporale attorno alla nave è causata da un'anomalia di curvatura cronotonica. Le emissioni di particelle cronotoniche sono instabili, e l'integrità del nucleo a curvatura sembra compromessa. È plausibile che questa sia una versione futura della Wayfarer, intrappolata in un loop temporale divergente."<br />
<br />
"E l'equipaggio?" domandò Kiron. Julia Reis Squiretaker, Ufficiale Medico, intervenne dalla sua postazione. "Le scansioni vitali indicano firme biologiche attenuate, alcune in stasi, ma altre mostrano segni di disallineamento molecolare presumibilmente a causa di stress temporale."<br />
<br />
"Stabilisca un contatto diretto," ordinò Kiron con voce tagliente. Ichigawa scosse la testa. "Non possiamo, Capitano. La trasmissione è intrappolata in un loop subspaziale, con una frequenza modulata su un intervallo temporale anomalo."<br />
<br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 17:10 - D.S. 79116.90</b><br /><br />
Sotto la superficie del pianeta, il vecchio Kiron indicò un pannello sul lato della grande sala rocciosa, i suoi movimenti apparvero incerti e rallentati dall'età. "Quello... è il nodo centrale," disse con voce spezzata. "Un sistema di stabilizzazione temporale basato su un oscillatore tachionico. Doveva essere un esperimento per manipolare il tempo in modo controllato... ma è andato fuori controllo. Se lo disattivaste, potreste fermare l'anomalia... ma potreste rimanere intrappolati nella curva di ritorno temporale."<br />
<br />
Un suono metallico fece vibrare la struttura, spezzando la tensione. Wu si girò in un movimento fluido, con il phaser ancora settato su stordimento e puntato verso i corridoi.<br />
<br />
"Movimento rilevato," disse Cooper mentre il tricorder che teneva in mano emetteva un segnale intermittente. "Sto rilevando distorsioni nella firma magnetica, ma nessuna lettura organica chiara."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 17:10 - D.S. 79116.90</b><br /><br />
Kiron, sulla Wayfarer, si avvicinò allo schermo principale. "Ristea, abbiamo un'opzione per stabilizzare la nave proveniente dal futuro senza compromettere la nostra integrità temporale?" L'ingegnere annuì esitante. "Possiamo tentare di utilizzare delle work-bee equipaggiate con generatori di campo risonante per rafforzare il guscio cronotonico della nave, ma il rischio di sovraccarico al nucleo di curvatura rimane elevato."<br />
<br />
Julia intervenne. "Potrei preparare una matrice di supporto medico remoto per gli eventuali sopravvissuti, ma le interferenze temporali potrebbero compromettere l'efficacia del trattamento."<br />
<br />
"Svolgete entrambi i compiti," ordinò Kiron, risoluto. "E Ichigawa, tenti di stabilire una connessione con la Wayfarer."<br />
<br />
"Proverò con un algoritmo di decrittazione subspaziale adattivo..."<br />
<br />
Kiron annuì alla proposta dell'ufficiale alle comunicazioni e aggiunse: "Mi sembra una buona idea. Proceda."<br />
<br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
Nei cunicoli, l'away team si trovò faccia a faccia con una figura indistinta, avvolta in una tuta spaziale lacerata e degradata. Wu puntò il phaser con mani ferme. "Identificati," ordinò. La figura, con voce distorta e frammentata, rispose: "Fermate... il nodo centrale. È l'unica soluzione." Con queste parole, si dissolse, lasciando dietro di sé un eco energetico che fece tremare l'aria.<br />
<br />
Rumar si avvicinò al pannello con movimenti lenti ma determinati. "Cooper, abbiamo bisogno delle tue competenze tecniche. Questa interfaccia non risponde ai protocolli standard della Flotta."<br />
<br />
Cooper scansionò freneticamente con il tricorder. "Sembra un sistema basato su una rete di qubit temporali interlacciati. Se alteriamo il flusso tachionico senza sincronizzarlo alla frequenza temporale corretta... potremmo causare una rottura della linea temporale locale."<br />
<br />
"Allora facciamo in modo di non sbagliare," suggerì preoccupato Rumar, mentre il gruppo iniziava a lavorare al complesso sistema che avrebbe potuto determinare il destino della loro realtà e di quella da cui proveniva il vecchio Kiron.<br />
<br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 19:33 - D.S. 79117.30</b><br /><br />
Mentre Cooper lavorava freneticamente sul pannello centrale, il vecchio Kiron lo osservava con un'espressione enigmatica. "Questa tecnologia non era mai destinata a vedere la luce," sussurrò, le sue parole quasi perdute nel silenzio della caverna. "Il nostro errore è stato pensare di poter dominare il tempo... di poterlo piegare alla nostra volontà."<br />
<br />
Cooper scosse la testa mentre analizzava i dati che lampeggiavano sul tricorder. "Rumar, questa interfaccia è una rete di qubit temporali interlacciati... ma c'è di più. Il nodo centrale non solo manipola il tempo, lo archivia. Ogni frammento di realtà, ogni linea temporale divergente è memorizzata qui, compattata in quello che chiamerei una matrice tachionica attiva." Si fermò, il respiro che diventava irregolare. "Se disattiviamo il nodo senza un controllo preciso, rischiamo di rilasciare tutte le realtà memorizzate in una sola volta."<br />
<br />
Rumar fece un passo indietro, il peso di quelle parole che si posava sulle sue spalle. "Cosa potrebbe significare per noi... e per il nostro tempo?" chiese, la voce incrinata dalla tensione.<br />
<br />
Cooper alzò lentamente lo sguardo. "Il collasso della struttura del tempo locale. Forse una sovrapposizione catastrofica tra linee temporali. Potremmo creare un caos totale." Fece una pausa, il tricorder ancora in mano. "Ma c'è un'altra possibilità. Se riusciamo a sincronizzare il flusso tachionico alla frequenza temporale della nostra linea temporale, potremmo stabilizzare il nodo senza disattivarlo completamente."<br />
<br />
Dietro di loro, Wu e Vaitor continuavano a monitorare il corridoio. Un'ombra si mosse improvvisamente ai limiti della loro visione. Wu puntò il phaser, il dito sfiorando il grilletto. "Non siamo soli qui," sibilò, il suo tono basso ma pieno di tensione. "Dovete sbrigarvi."<br />
<br />
Il vecchio Kiron si avvicinò con passo lento al pannello, la sua figura fragile ma carica di un'autorità silenziosa. "Non è così semplice," disse, la voce tremante. "Ogni azione sul nodo richiede un ancoraggio temporale. Qualcuno deve rimanere sincronizzato al flusso principale... e questo significa che non può tornare indietro."<br />
<br />
Gli sguardi del gruppo si incrociarono, il peso di quella rivelazione evidente. "Lei lo sapeva," disse Rumar, fissando il vecchio Kiron. "È per questo che è qui. Lei è l'ancora."<br />
<br />
Un'eco sordo attraversò la caverna, facendo tremare le pareti. Cooper scosse la testa, i suoi occhi che saltavano tra i dati. "Non c'è più tempo. Le fluttuazioni stanno aumentando. Se non facciamo qualcosa adesso, il nodo imploderà."<br />
<br />
"Allora lo faremo," rispose Rumar con decisione. "Cooper, sincronizzi il flusso tachionico. Wu e Vaitor, preparatevi a coprire ogni eventualità. Capitano Kiron..." Esitò, la tensione visibile nella sua postura. "Grazie. Per tutto."<br />
<br />
Il vecchio Kiron annuì, il suo sguardo fisso sul pannello. "Fate quello che dovete fare. Io ho già accettato il mio destino."<br />
<br />
Cooper digitò freneticamente i comandi, le sue mani un vortice di movimento. Le luci sul pannello lampeggiarono, una sequenza complessa di simboli che indicavano l'allineamento delle frequenze temporali. "Ci siamo quasi... ancora un secondo..."<br />
<br />
Improvvisamente, un'energia intensa avvolse la caverna, il nodo che emetteva un bagliore crescente. Una voce frammentata risuonò nell'aria, un miscuglio di voci sovrapposte, come se ogni frammento di realtà stesse cercando di emergere. Il vecchio Kiron si posizionò davanti al pannello, le mani che si appoggiavano con forza alla superficie mentre l'energia lo circondava.<br />
<br />
"Ricordate," disse, la sua voce ferma nonostante il caos. "Il tempo può essere domato, ma mai completamente controllato. Fate tesoro di questa lezione."<br />
<br />
Con un ultimo impulso di luce, la caverna tremò violentemente. Il nodo centrale si stabilizzò, e il vecchio Kiron svanì, lasciando il gruppo in un silenzio carico di emozione. Cooper si lasciò cadere a terra, esausto, il tricorder ormai spento. "È finita," sussurrò. "Credo che ci sia riuscito."<br />
<br />
Ma Rumar guardò il pannello con un'espressione grave. "No," disse a bassa voce. "Questo è solo l'inizio."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Michael Lucius Kiron<br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Michael Lucius Kiron</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Fri, 25 Apr 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-03 Distorsione circolare</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 16:00 - D.S. 79116.90</b><br /><br />
Il gruppo si fermò per un momento, cercando di orientarsi nel labirinto di cunicoli. <br />
<br />
Cooper continuava a mappare il percorso con il suo tricorder, ma la schermatura rendeva difficile ottenere una lettura chiara. <br />
<br />
Wu, con il phaser in mano, si guardava intorno con crescente preoccupazione.<br />
<br />
"Non possiamo continuare a vagare senza una direzione precisa," disse Rumar, osservando il tricorder di Cooper. "Dobbiamo trovare un punto di riferimento o un indizio che ci aiuti a capire dove siamo."<br />
<br />
"Concordo," rispose Vaitor, asciugandosi il sudore dalla fronte nonostante il freddo. "Ma dobbiamo anche essere pronti a qualsiasi eventualità. Non sappiamo cosa ci aspetta qui sotto."<br />
<br />
Improvvisamente, un rumore sordo echeggiò attraverso i cunicoli, facendo sobbalzare il gruppo. <br />
<br />
Wu alzò il phaser, pronta a difendersi. "Che cos'era?" chiese, cercando di individuare la fonte del frastuono.<br />
<br />
"Non lo so," rispose Cooper, controllando il tricorder. "Ma sembra provenire da quella direzione." Indicò un passaggio stretto sulla sinistra.<br />
<br />
"Procediamo con cautela," disse Rumar, prendendo il comando. "Wu, tu vai avanti. Vaitor, copri le nostre spalle. Cooper, continua a monitorare il tricorder."<br />
<br />
Il gruppo avanzò lentamente, con Wu in testa, il phaser puntato davanti a sé. Il passaggio si restringeva sempre di più, costringendoli a procedere in fila indiana. Dopo alcuni minuti, raggiunsero una piccola apertura che si apriva su una vasta caverna.<br />
<br />
All'interno, una luce fioca illuminava una serie di strutture metalliche, chiaramente di origine artificiale. <br />
<br />
"Sembra una base," disse Cooper, avvicinandosi per esaminare le strutture. "Ma chi l'ha costruita?"<br />
<br />
"Non lo so," rispose Rumar, osservando attentamente l'ambiente circostante. "Ma dobbiamo scoprirlo. E dobbiamo farlo in fretta."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 16:15 - D.S. 79116.92</b><br /><br />
Il Capitano Kiron osservava lo schermo dei sensori, dove la nave sconosciuta si avvicinava sempre di più. "Ancora nessuna risposta?" chiese, rivolgendosi a Ichigawa.<br />
<br />
"Nessuna, Capitano," rispose Ichigawa. "Continuano a ignorare i nostri segnali."<br />
<br />
"Prepariamoci al peggio," disse Kiron, alzandosi dalla sua postazione. "Attivare gli scudi e preparare le armi. Non sappiamo quali siano le loro intenzioni."<br />
<br />
Mentre l'equipaggio si preparava, Kiron non poteva fare a meno di pensare all'away team. "Spero che stiano bene," mormorò tra sé e sé. "E che trovino quello che stiamo cercando."<br />
<br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 16:30 - D.S. 79116.95</b><br /><br />
Il gruppo avanzava con cautela all'interno della caverna, esplorando le strutture metalliche. <br />
<br />
Cooper continuava a monitorare il tricorder, cercando di ottenere più informazioni possibili. <br />
<br />
Improvvisamente, un suono metallico ruppe il silenzio, seguito da una voce debole e invecchiata.<br />
<br />
"Chi... chi siete?" La voce sembrava provenire da un angolo remoto della base.<br />
<br />
Wu alzò il phaser, pronta a difendersi. "Avete sentito anche voi?" chiese, guardando i suoi compagni.<br />
<br />
"Sì" rispose Rumar, avvicinandosi con cautela alla fonte del suono. "Sembra stranamente familiare, ma non riesco a identificarla.. dobbiamo avvicinarci" suggerì Cooper, continuando a scansionare l'area<br />
<br />
Il gruppo si mosse lentamente verso la voce, attraversando corridoi stretti e stanze abbandonate. <br />
<br />
Ogni passo era accompagnato dal suono dei loro respiri affannosi e dal rumore dei loro stivali sulla superficie metallica.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 16:35 - D.S. 79116.97</b><br /><br />
"Capitano, ho delle novità," disse Ichigawa, attirando l'attenzione del Capitano.<br />
<br />
"Che cosa hai trovato?" chiese Kiron, avvicinandosi alla postazione delle comunicazioni.<br />
<br />
"Ho analizzato la nave sconosciuta e presenta caratteristiche fin troppo familiari" rispose Ichigawa. "E' in pessime condizioni, ma sembrerebbe appartenere alla Flotta Stellare, una classe come la nostra, una Sovereign, benché ampiamente mutilata e vandalizzata.. potrebbe essere una nave dispersa o abbandonata."<br />
<br />
Kiron aggrottò le sopracciglia. "Dobbiamo scoprirlo. Prepariamoci a stabilire un contatto visivo."<br />
<br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 16:45 - D.S. 79117.00</b><br /><br />
Il gruppo raggiunse finalmente una grande sala, dove trovarono una figura anziana seduta su una sedia, avvolta in una coperta. La figura alzò lo sguardo, rivelando un volto segnato dal tempo, ma familiare.<br />
<br />
"Comandante Rumar?" disse la figura con voce tremante. "Non pensavo di rivedere mai più qualcuno della Flotta Stellare."<br />
<br />
Rumar si avvicinò, incredulo. "Capitano Kiron? Ma come è possibile?"<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 16:50 - D.S. 79117.02</b><br /><br />
Sul monitor principale apparve l'immagine della nave sconosciuta. <br />
<br />
Era chiaramente una nave della Flotta Stellare, di classe Sovereign anche se si era rivelato impossibile individuare il numero di registro, che mostrava segni di anni di danni e abbandono. <br />
<br />
"Capitano, stiamo ricevendo una trasmissione.. sembra registrata" disse Ichigawa.<br />
<br />
"Mettila sullo schermo," ordinò Kiron.<br />
<br />
L'immagine di un ufficiale, molto in avanti negli anni, ma decisamente noto a tutti, apparve sullo schermo. =^= Qui è il Capitano Kiron della USS Wayfarer. Abbiamo bisogno di assistenza immediata.=^=<br />
<br />
Kiron sbiancò, osservando lo schermo principale, e rimase senza parole ancora incredulo per la situazione<br />
<br />
La consigliera di bordo, Erjn Kublik, si avvicinò a lui con un'espressione pensierosa, afferrando al volo la muta richiesta di aiuto del compagno:<br />
<br />
"Suggerisco di analizzare la situazione degli eventuali superstiti, il loro numero, lo stato dei danni della nave e come li possiamo supportare da remoto. È importante evitare un contatto diretto finché non comprendiamo le implicazioni di quella che sembra essere una distorsione temporale."<br />
<br />
"Hai ragione.. Ichigawa, avvisa Ristea e la Reis Squiretaker. Li voglio entrambi in plancia"<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 17:05 - D.S. 79117.15</b><br /><br />
Quando l'ingegnere e il responsabile medico arrivarono, Kiron li mise al corrente della situazione. "Abbiamo una versione della nostra nave intrappolata nel tempo, con un equipaggio invecchiato e in difficoltà. Dobbiamo analizzare la loro situazione e fornire supporto a distanza."<br />
<br />
"Possiamo iniziare con una scansione dettagliata della nave per valutare i danni e identificare le aree critiche. Usando le work-bee potremmo stabilizzare qualche emergenza senza dover inviare nessuno dei nostri.. inoltre potremmo anche tentare di stabilire un collegamento per trasferire energia e risorse". <br />
<br />
Julia aggiunse: "Devo valutare le condizioni mediche dei superstiti e posso preparare un protocollo di assistenza medica a distanza per stabilizzare i membri dell'equipaggio in difficoltà.. sarà meno facile e fattibile rispetto alla parte di Ristea, ma farò del mio meglio."<br />
<br />
Kiron annuì "Bene, procediamo. Ichigawa, stabilisci un collegamento con la nave intrappolata per aggiornarli che stiamo facendo il possibile e per chiedere un colloquio con il loro ufficiale in comando. Erijn manda qualcuno ad avvertire il Vice Ammiraglio.. credo avremo bisogno anche della sua esperienza quando avrò a che fare con l'altro Capitano Kiron"<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 25 Mar 2025 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-02 Una bella e una brutta notizia</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>Pianeta Caeneus I, Sistema solare Caeneus<br />
12/02/2402, 13:45 - D.S. 79116.64</b><br /><br />
Finalmente l'away team aveva raggiunto quello che le sonde avevano indicato come l'ingresso dei cunicoli sotterranei.<br />
<br />
Cooper avviò una scansione della zona circostante allo scopo di evidenziare l'eventuale presenza di forme di vita e verificare le condizioni ambientali all'interno dei cunicoli.<br />
<br />
Nel frattempo Vaitor stava riprendendo fiato con la schiena appoggiata ad un enorme arbusto sempreverde simile ad un abete terrestre, anch'esso con i rami ricoperti da uno spesso strato di neve, come tutto ciò che li circondava.<br />
<br />
"Tutto bene, comandante?", chiese Rumar vedendolo scuotersi la neve dai guanti cercando di riprendere fiato.<br />
<br />
"Solamente un po' di stanchezza, ma nulla che possa impedirmi di proseguire con voi. Con tutta la fatica che ho fatto ora ho il diritto di scoprire cosa si cela qui sotto, direi!" rispose Vaitor con un sogghigno. "Piuttosto è lei che mi pare un po' tesa", aggiunse dando un'occhiata a Wu.<br />
<br />
Questa sollevò leggermente il sopracciglio destro prima di rispondere con tono neutro: "Non sono affatto tesa, comandante. Sono solo pronta ad ogni evenienza. La cautela non è mai troppa quando non si sa precisamente cosa ci aspetta lungo il percorso."<br />
<br />
Un beep proveniente dal tricorder di Cooper interruppe la conversazione portando su di lui l'attenzione del gruppo.<br />
<br />
"Ho una bella e una brutta notizia da darvi..."<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 14:45 - D.S. 79116.75</b><br /><br />
"Ancora nulla?", chiese Kiron avvicinandosi alla postazione delle comunicazioni e poggiando la mano sullo schienale della sedia dove sedeva Ichigawa.<br />
<br />
"Nulla di nulla, Capitano", rispose Asuna scrollando la testa. "Niente SOS, niente comunicazioni in uscita dal pianeta generale e l'away team continua a non essere più raggiungibile da circa mezz'ora dopo essere penetrati nei cunicoli sotterranei. Deve esserci qualche tipo di schermatura come aveva previsto il Comandante Cooper prima di sbarcare, quando ci ha presentato i risultati della ricerca effettuata dalle sue sonde in cui si vedevano i cunicoli solamente fino ad una certa profondità."<br />
<br />
"Si, sicuramente è così", annuì dirigendosi verso postazione di comando pensoso per poi cambiare improvvisamente direzione.<br />
<br />
"Sto andando nel mio ufficio. Informatemi di qualsiasi evoluzione della situazione", ordinò.<br />
<br />
<br /><b>Cunicoli sotterranei, Sistema solare Caeneus, Pianeta Caeneus I<br />
12/02/2402, 15:45 - D.S. 79116.87</b><br /><br />
Ormai stavano camminando da un paio d'ore all'interno dei cunicoli. La scansione di Cooper li aveva preallertati del fatto che ad un certo punto avrebbero perso la possibilità di comunicare con la Wayfarer, per cui non rimasero stupiti quando questo accadde, ma di certo questo non  aiutava ad alleviare la tensione, dal momento che la bella notizia consisteva nel fatto che fino alla schermatura non erano stati rilevate minacce.<br />
<br />
Wu procedeva in testa al gruppo assieme a Vaitor, phaser alla mano con la torcia accesa per avere un minimo di visibilità e sguardo che saettava a destra e sinistra.<br />
<br />
Il gruppo si fermava prima di ogni curva per consentire ai due di verificare che il percorso che li aspettava davanti fosse libero da minacce prima di proseguire.<br />
<br />
Rumar seguiva con Cooper che stava eseguendo una mappatura dei cunicoli, ora rilevabili da sotto la schermatura, anche se la potenza ridotta del tricorder era in grado solo di fornire una panoramica sulla media distanza.<br />
<br />
"Un altro bivio!", annunciò Vaitor per l'ennesima volta.<br />
<br />
Rumar si avvicinò al tricorder di Cooper per verificare quale potesse essere il percorso migliore da seguire.<br />
<br />
"Siamo già passati di qua", annunciò Wu.<br />
<br />
"Che significa che ci siamo già passati?", chiese Vaitor incredulo.<br />
<br />
"Significa che circa 20min fa, quando ci siamo fermati ad un bivio identico a questo a discutere su come procedere, lei stava spostando i sassi dal terriccio con il piede mentre aspettavamo una decisione. Lo vede quel punto?", disse puntando la torcia del phaser su un pezzo di terriccio esposto, mentre il resto del pavimento era ricoperto di sassolini in maniera più o meno uniforme. "Il bivio era identico a questo, perchè era proprio questo. E vi dirò di più: non capisco come o perché..ma ho la sensazione che siamo osservati da quando abbiamo superato la schermatura."<br />
<br />
<br /><b><br />
*** FLASHBACK ***<br />
USS Wayfarer, Ufficio del Capitano<br />
12/02/2402, 14:55 - D.S. 79116.77</b><br /><br />
Kiron stava guardando assorto fuori dal finestrone del suo ufficio, in quel momento rivolto proprio verso Caeneus, bevendo the Earl Grey da una tazza sbeccata.<br />
<br />
"Dovresti replicartene un'altra", disse Kublik seduta alla poltrona di fronte alla scrivania.<br />
<br />
"Non credo che lo farò. Questa sbeccatura è un ricordo. Si è generata a causa di una mia disattenzione e vederla mi riporta alla mente di come è successo e non voglio dimenticarlo."<br />
<br />
Lei annuì non troppo convinta e poi decise di fargli quella domanda che tratteneva da quando era entrata per parlargli: "So che l'aver perso i contatti con la squadra ti preoccupa, ma non è la prima volta che succede. Da quando sei Capitano purtroppo è successo molte volte, ma non ti ho mai visto così pensieroso".<br />
<br />
"Non è per quello.", commentò lui senza distogliere lo sguardo dal pianeta. "Non solo quello, comunque".<br />
<br />
"E allora perché?", chiese lei cercando di capire.<br />
<br />
==^== Capitano, deve venire in plancia.  ==^==<br />
<br />
Fu la voce squillante di Ichigawa a interrompere la discussione e lasciare Erjin con la sua domanda senza risposta.<br />
<br />
<br /><b><br />
*** FLASHBACK ***<br />
USS Wayfarer, Plancia<br />
12/02/2402, 15:05 - D.S. 79116.79</b><br /><br />
"Che succede?", chiese Kiron prendendo posto alla postazione di comando.<br />
<br />
"Ho una bella e una brutta notizia, Capitano", rispose Asuna.<br />
<br />
"Tenente, non mi faccia perdere tempo inutilmente", guardandola con fare severo.<br />
<br />
"Giusto. Mi scusi.", rispose lei arrossendo, "I sensori hanno rilevato una nave in avvicinamento. La brutta notizia è che non rispondono alle nostre chiamate."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>20-01 Un passo alla volta</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=217&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>Pianeta Caeneus I, Sistema solare Caeneus<br />
12/02/2402, 13.30 - D.S. 79116.61</b><br /><br />
Visti da lontano, i quattro esploratori non erano che punti neri in fila in un desolato panorama completamente bianco e abbagliante.<br />
<br />
Questo, ovviamente, se fosse stato possible vederli da lontano, il che era pressoché impossibile data l'incessante bufera che attanagliava la valle. Due enormi catene montuose si ergevano da ambo i lati, anch'esse invisibili sia per un ipotetico spettatore sia per i malcapitati.<br />
<br />
Gregory Cooper, del resto, non avrebbe comunque avuto né la forza né lo spirito di ammirare lo spettacolo. I suoi occhi, protetti per quanto possibile da un cospicuo visore anti-glare e il cappuccio del suo parka ben calcato, erano fissi sul geo-dispositivo nella sua mano e sulla sagoma informe del Comandante Rumar, anche lui intabarrato nell'equipaggiamento polare standard, a circa 5 metri di distanza. Per quanto stesse sfruttando la pista formata nella neve dal Comandante Vaitor - primo della fila - doveva usare tutta la sua concentrazione per non perdere terreno. La neve continuava ad accumularsi, e le impronte del comandante stavano scomparendo rapidamente davanti a lui.<br />
<br />
"Accidenti a me e a quando ho deciso di scendere su questo miserabile pianeta", si disse, sprofondando fino alle caviglie ad ogni passo. "Dovrei essere in Plancia con un té caldo invece di schiattare di freddo in cerca di chissà cosa."<br />
<br />
A chiudere la fila, Sheeval Wu teneva d'occhio il passo claudicante di Cooper, pronta a intervenire in caso di necessità, mentre usava le sue capacità visive per identificare eventuali pericoli. Le sonde inviate dalla Wayfarer prima che l'Away Team sbarcasse non avevano incontrato forme di vita di alcun genere nella zona prevista di atterraggio, ma Sheeval - cosciente di passate, storiche missioni in pianeti ghiacciati di classe M come Delta Vega - non voleva correre rischi. La sua mente ipotizzava enormi creature, invisibili nella neve ma pronte a saltare e ghermirli tutti. La sua mano passò sul phaser alla cintura. Soddisfatta della sua presenza, continuò a procedere nel turbine nevoso.<br />
<br />
Pià¹ avanti, nonostante la sua prestanza fisica, Vaitor iniziava a sentire la fatica. Immerso nella neve fino alla vita, usando le braccia per dare slancio all'avanzata, il giovane ufficiale era riuscito a mantenere un buon ritmo, ma dopo quasi 300 metri - il massimo che la precisione del teletrasporto aveva permesso, in quelle condizioni - il compito di tracciare un solco per i colleghi stava diventando veramente arduo. Proprio nel momento in cui si girò per chiedere a Rumar di dargli il cambio, questi alzò un braccio, il geo-dispositivo puntato di fronte. Mostrando prima la mano aperta, le cinque dita ben spaziate, e poi indicando con l'indice verso destra.<br />
<br />
"Finalmente", pensò Vaitor. L'entrata della grotta, o recesso o quello che fosse - le sonde non erano riuscite a rivelare la natura del complesso sotterraneo verso cui si stavano lentamente dirigendo - era a meno di 50 metri sulla destra.<br />
<br />
Prendendo fiato, con l'aria fredda che penetrava la sua maschera e gelava I polmoni, fece cenno di aver capito e cambiò direzione, continuando a tracciare la strada per I suoi compagni, un passo alla volta.<br />
<br />
<br /><b><br />
*** FLASHBACK ***<br />
USS Wayfarer, Sala Riunioni<br />
08/02/2402, 9.15 - D.S. 79105.17</b><br /><br />
"Non mi piace", disse Rumar.<br />
Il Capitano Kiron taceva, consultando il D-padd nelle sue mani. I suoi occhi viaggiavano costantemente dal pad allo schermo sulla parete, dove avevano appena concluso una breve ma frustrante conversazione con l'Ammiraglio Kurutsov.<br />
<br />
"Non è la prima volta che abbiamo un cambio di ordini senza preavviso, Krell", disse il Consigliere Kublik.<br />
<br />
Il Comandante Rumar non era convinto. "Certo, ma questo...", disse, indicando il D-padd di Kiron, "...che senso ha spostarci dalla missione attuale per una richiesta d'aiuto, per altro neanche confermata, da un pianeta di un Sistema ben noto nel quadrante, dove non siamo neanche la nave pià¹ vicina in questo momento?"<br />
<br />
"L'Ammiraglio ha chiarito che non c'é nessuna forma di vita su Caeneus I", disse Kiron. "Un pianeta ghiacciato intorno a una nana bianca, come ce ne sono a migliaia. Le rotte di Starfleet che costeggiano il Sistema di Caeneus sono pià¹ di cinquanta, e in quasi settanta anni non c'é mai stata nessuna comunicazione. Credo che questo sia bastato a far scattare qualche allarme." Aggrottando le ciglia, Kiron sbuffò. "Potrebbe essere il tipico caso di un'atterraggio di emergenza da parte di qualche visitatore, anche se", disse di nuovo guardando il D-padd, "non ci sono rotte commerciali che passano da Caeneus I, neanche lontanamente, né tantomeno è stato comunicato dalla Federazione alcun passaggio recente di altre navi o corpi spaziali."<br />
<br />
"Ufficialmente", disse Rumar. "Chiaro", rispose Kiron. "Pirati o navi in transito illegal non mandano I loro piani alla Federazione. Mi sembra l'unica spiegazione possibile."<br />
<br />
"Un vascello non autorizzato in avaria, quindi", disse Erjn Kublik. Kiron e Rumar annuirono.<br />
"Resta la domanda: perché noi?"<br />
<br />
C'era qualcosa che non andava. Kiron non era avvezzo a fidarsi di impressioni, e preferiva prendere decisioni basate su dati precisi. Tuttavia, gli anni e l'esperienza gli mandavano messaggi che gli dicevano la stessa cosa: questa non sarebbe stata una banale missione di soccorso. Era chiaro che Kurutsov voleva una Sovereign sul caso per pararsi le spalle. Michael poteva non essere d'accordo, ma capiva.<br />
<br />
"Non possiamo fare altro che prepararci al meglio. Numero Uno, a lei il compito di aggiornare la Plancia." <br />
<br />
Rumar annuì. "Speriamo che non ci sparino un siluro addosso come al solito", sospirò.<br />
<br />
<br />
<br /><b><br />
*** FLASHBACK ***<br />
USS Wayfarer, Plancia, orbita di Caeneus I<br />
11/02/2402, 11.25 - D.S. 79105.41</b><br /><br />
Il Comandante Cooper alzò le braccia. "Visto che avevo ragione? Grazie, grazie, non c'é bisogno di applaudire", disse facondo girandosi intorno.<br />
<br />
Rumar batté le mani un paio di volte con fare annoiato. "Bravo, bravo comandante", disse. "Si è meritato un bel gelato in sala Mensa. Premio da ritirare entro 24 ore, o se lo mangia il gestore."<br />
<br />
"Ah, quanto duro lavoro compensato dalla pura soddisfazione per il proprio lavoro, visto che d'altro c'é ben poco", rispose Cooper.<br />
<br />
"Niente da dire, Comandante, le sonde hanno confermato la sua ipotesi. C'é un largo complesso sotterraneo nei pressi del luogo da cui è partita la richiesta di soccorso."<br />
<br />
Un diagramma della sezione australe del pianeta mostrava uno zoom di un'area apparentemente indistinguibile dal resto del desolato panorama: un'immensa distesa di neve e ghiaccio, con enormi distese montuose intervallate da strette valli. In una di queste, un punto rosso luccicava ad indicare la posizione del complesso.<br />
"Ancora nessuna risposta?" disse Kiron girandosi.<br />
"Niente su nessun canale, capitano", disse Akira Ichigawa. "Continuo il monitoraggio."<br />
<br />
Nonostante l'Ufficiale alle Comunicazioni avesse inviato ininterrottamente segnali in tutte le modalità possibili da quando la Wayfarer era entrata in orbita, il silenzio imperava su tutti I fronti.<br />
"Se c'é qualcuno su questo sciagurato pianeta, può solo essere dentro quelle stanze... o grotte", disse Cooper. Le condizioni atmosferiche estreme, per qualche ragione, interferivano con la normale risoluzione delle sonde di avanscoperta. Le macchie grigie sul diagramma non rivelavano molto, eccetto la presenza di spazio vuoto. "Io dico di scendere."<br />
"Si offre volontario, Comandante?", sorrise Rumar.<br />
"Perché no?", disse Gregory. "Non vado in montagna da una vita."<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-07 In un mondo fatato</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br /><b>USS Wayfarer, Ponte 9<br />
11/03/2402, ore 07:40</b><br /><br />
Con una superficie di circa 3,5 chilometri quadrati, naturalmente divisi su più ponti, la Wayfarer era tra le navi più grandi costruite dalla Flotta Stellare... diavolo, era più grande del Principato di Monaco che ne contava solo 2,02. In un posto del genere era facile perdersi... normalmente, un membro dell'equipaggio aveva una specifica area che andava dalla sua cuccetta al suo posto di lavoro, con piccole deviazioni come il bar di prora, la mensa, la sala ologrammi e cose del genere.<br />
<br />
Quindi sì, era facile perdersi, ma solo se non te ne stavi nella tua area...<br />
<br />
"Mi sono perso... di nuovo..."<br />
<br />
Il Guardiamarina Wojciech Szczebrzeszynski sospirò, guardandosi intorno. Quella sembrava la sala macchine... o forse il centro di smistamento rifiuti pericolosi... o l'interno del motore a curvatura per quello che ne sapeva. Per sua fortuna non c'era nessuno in giro. Chiunque l'avesse incrociato si sarebbe reso conto che si guardava intorno come un bambino smarrito... e chiunque gli avrebbe chiesto: cosa ci fai qui? Facendolo immediatamente sentire uno stupido più di quanto si sentisse già ora.<br />
<br />
Il luogo era illuminato a intermittenza ed era sporco. Acqua di condensa gocciolava dai tubi sopra di lui e scompariva nel pavimento composto da una grata metallica che lasciava intravedere altri tubi. Poteva chiedere aiuto al computer e farsi indicare la via per tornare in un'area conosciuta... poteva farlo se non avesse perso il badge, forse lasciato alla sua postazione di lavoro. Per fortuna era libero dal lavoro fino a mercoledì, peccato che aveva pensato di approfittarne per conoscere la nave.<br />
<br />
Ma forse non avrebbe chiesto aiuto comunque, visto il suo incarico... diavolo, era un cartografo e si era perso!<br />
<br />
Wojciech era forse l'unico nella Flotta Stellare che veniva chiamato con un diminutivo... nemmeno i Vulcaniani riuscivano a pronunciare il suo cognome: Szczebrzeszynski. Eppure non era poi così difficile, più o meno voleva dire 'proveniente da Szczebrzeszyn', e cioè la sua città natale in Polonia. Era pure famosa per il suo scioglilingua: "W Szczebrzeszynie chrzaszcz brzmi w trzcinie" che significa "A Szczebrzeszyn il coleottero ronza tra le canne". Niente, tutti quelli che avevano contatti con lui lo chiamavano Guardiamarina Wo... anche i superiori. La cosa era frustrante.<br />
<br />
"Ehi tu... non di là." una voce lo strappò dalle sue elucubrazioni sulle difficoltà della vita. Wojciech si girò cercando il suo interlocutore.<br />
<br />
In una rientranza del tunnel, nella penombra artificiale di quello strano cunicolo, c'era un uomo canuto di carnagione pallida, con la pelle rugosa e con radi fili argentei dove anticamente c'erano i capelli. L'uomo aveva la divisa ocra di ingegneria, ma sembrava sbiadita dal tempo. In totale doveva avere sui 5 o 600 anni.<br />
<br />
"Ehm... mi scusi?" chiese gentilmente Wojciech, pensando di aver incrociato un ufficiale superiore, vista l'anzianità dell'individuo.<br />
<br />
"Da quella parte c'è il 'Dedalo Meccanico'" rispose criptico uscendo alla luce del tunnel.<br />
<br />
"Dedalo Meccanico?" il giovane guardò il vecchiardo. Camminava tenendosi a un bastone metallico sicuramente ricavato da un disturbatore di teletrasporto, al quale erano stati aggiunti vari oggetti metallici da farlo sembrare il bastone di uno sciamano.<br />
<br />
"Mmmh... è il tunnel dove passano i meccanismi per lo spostamento dei carichi molto pesanti... se ti agguanta uno di quelli diventi una frittella." il vecchio sghignazzò mettendo in mostra il solo dente a sua disposizione.<br />
<br />
"Mi scusi, ma lei chi è?" chiese Wojciech sorpreso.<br />
<br />
"Guardiamarina Percival Throckmorton, classe 2312, sezione ingegneria. Vieni con me ragazzo, ti accompagno a casa." detto questo girò le spalle al giovane e prese un corridoio che Wojciech nemmeno aveva visto.<br />
<br />
"È salito sulla Wayfarer nel 2380 quando è stata varata?" chiese il giovane cercando di fare conversazione.<br />
<br />
"Eh sì! Ventidue anni di onorato servizio, più naturalmente quelli a bordo di altri vascelli, ma niente batte la vecchia signora!" esclamò battendo affettuosamente con la mano rugosa su uno dei tubi. "Vieni di qua, di là ci sono le Porte degli Inferi." aggiunse criptico.<br />
<br />
Da quel punto in poi i due si mossero attraverso un dedalo di tunnel male illuminati, scale a pioli, tubi jefferis e altri luoghi angusti mentre il vecchio se ne usciva con strani nomi come: 'Il nido dei serpenti elementari' per indicare un luogo dove numerosi condotti di plasma si snodavano come rettili emettendo un calore intenso e un sibilo costante per colpa dell'acqua di condensa che gocciolava dai tubi sovrastanti. Quei tubi sembravano vivi, serpeggianti, e l'aria era satura di un calore quasi soffocante.<br />
<br />
"Guarda là," indicò il vecchio, "quello è il 'Lago delle Fate'."<br />
<br />
Wojciech si avvicinò e vide una grande cisterna d'acqua trasparente, illuminata da luci ultraviolette che creavano un effetto incantevole. L'acqua sembrava risplendere di un azzurro intenso, quasi magico mentre una turbina faceva vorticare l'acqua con forza.<br />
<br />
"È dove trattiamo l'acqua con disinfettanti e luci UV," spiegò Throckmorton. "Elimina i patogeni e crea questo spettacolo." sorrise il vecchio mentre Wojciech guardava incantato le luci riflettersi ovunque.<br />
<br />
Proseguirono oltre, arrivando a una sezione che il vecchio chiamava 'Il Labirinto dei Cristalli Arcani'. I condotti e i cavi in fibra ottica si intrecciavano formando intricate strutture simili a cristalli, emettendo una luce soffusa e multicolore. Wojciech rimase di nuovo incantato dalla bellezza e complessità di quel luogo.<br />
<br />
"Questo è uno dei miei posti preferiti," disse il vecchio con un sorriso. "Ma attenzione, è facile perdersi qui."<br />
<br />
Passarono poi attraverso 'La Valle delle Ombre Sussurranti', un lungo corridoio buio dove ogni passo e ogni parola sembravano rimbalzare sulle pareti, creando echi misteriosi e inquietanti. Wojciech rabbrividì, sentendo i sussurri delle ombre intorno a lui.<br />
<br />
 <br />
<br />
Quando l'allarme rosso si accese persino in quegli angusti cunicoli, Wojciech si fece prendere dal panico nascondendosi dietro un grosso tubo dipinto di giallo.<br />
<br />
"Che ti prende ragazzo? Hai perso qualcosa?" chiese il vecchio, appoggiato al suo bastone, guardandolo.<br />
<br />
"È un allarme rosso! Dobbiamo metterci in sicurezza!"<br />
<br />
Un forte scossone gli fece digrignare i denti e abbracciare con forza il grosso tubo.<br />
<br />
"Sicurezza? E di grazia, quale pensi che sia un luogo sicuro su una nave stellare?" sbuffò divertito il vecchio Percival senza nemmeno perdere un minimo di equilibrio "Cosa ti spaventa esattamente?"<br />
<br />
"Ma se la nave viene danneggiata o peggio ancora esplodesse!" balbettò il giovane.<br />
<br />
"E che ti frega, mica è tua... non te la detraggono mica dallo stipendio!" sghignazzò il vecchio come se si fosse preparato quella battuta da secoli e finalmente poteva dirla. "E comunque, se la nave esplode non ti salverai abbracciando un tubo di rifiuti tossici..."<br />
<br />
Wojciech si tirò indietro, pulendosi le mani sui pantaloni e si alzò imbarazzato.<br />
<br />
"Come fai a rimanere così calmo in una situazione del genere?"<br />
<br />
"Ah! Ne ho passate tante... invasioni aliene, epidemie, rotture del nucleo. Se stai su una nave abbastanza a lungo vedrai di tutto. Però c'è poco da fare per chi come noi non ha un incarico decisionale... possiamo solo aspettare e fidarci dei nostri superiori. Il Capitano Kiron è un bravo ragazzo, se l'è sempre cavata bene!"<br />
<br />
"Però in questi casi devo andare alla mia postazione ed attendere ordini."<br />
<br />
"Scusa, ma non eri un cartografo? Vuoi che qualcuno ti ordini di disegnare una mappa in questo momento?"<br />
<br />
"In effetti..." borbottò Wojciech un po' imbarazzato.<br />
<br />
"Andiamo su, abbiamo ancora qualche ponte e poi sarai nella tua area di pertinenza... tanto l'allarme non dovrebbe rimanere ancora per molto."<br />
<br />
Come se qualcuno avesse sentito il pronostico del vecchio, l'illuminazione d'emergenza e i suoni dell'allarme rosso si spensero. Niente era cambiato in quelle profondità della nave.<br />
<br />
La voce del Comandante Wu risuonò dal badge del vecchio.<br />
<br />
=^= Allarme rosso rientrato. Debriefing per il personale pianificato entro le prossime due ore. =^=<br />
<br />
"Che ti dicevo? Quel ragazzo sa il fatto suo! Bene, adesso prendi quel corridoio davanti a te, alla seconda scala sali e ti troverai nel tubo jefferis di cartografia stellare... da lì immagino riuscirai a tornare alla tua branda."<br />
<br />
"Sì, grazie! Senza di te non sarei riuscito a tornare. Ma mi spieghi cosa fai tu esattamente a bordo?"<br />
<br />
Wojciech si voltò verso il vecchio, ma di lui non c'era più traccia.<br />
<br />
Un mese dopo, sulla USS Wayfarer, girava voce che sulla nave, da qualche parte nei meandri della sua immensa struttura, ci fosse un vecchio saggio. Nessuno sarebbe mai riuscito a trovarlo, ma se un giorno avessi avuto un problema che nessuno potuto risolvere, lui ti avrebbe trovato per aiutarti.</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Gregory Cooper<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Gregory Cooper</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 29 Jul 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-06 Anomalia</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
Il ponte ologrammi era collocato nella zona centrale della USS Wayfarer, invece lei si ritrovava a terra in uno dei ponti inferiori. <br />
L'ambientazione era stata dettagliata e coinvolgente. <br />
La rappresentazione accurata di quella cena ad Istanbul la aveva, anche se per poco trasportata in un mondo di colori, suoni e odori distinti. Il cinguettio delle voci allegre e il profumo di spezie e aromi turchi avevano un'atmosfera di gioia e convivialità, tanto reale da sfiorare la percezione stessa. <br />
<br />
Impossibile si fosse trattato di un sogno.<br />
<br />
Lo stato di confusione la stava assalendo ancora di più mentre si guardava intorno ed ognuno come poteva cercava di recuperare lucidità e prontezza. <br />
<br />
Un altro tremendo scossone proiettò oggetti su tutto il ponte provocando numerose cadute. <br />
Di nuovo la voce del Capitano:"Tutti gli ufficiali devono fare ritorno immediatamente ai propri posti. Allarme rosso."<br />
<br />
Talia Jazra, si sentiva immersa in un vortice di incertezza.<br />
<br />
Mentre gran parte dell'equipaggio si affrettava ai propri posti, l'atmosfera era carica di tensione. I corridoi risuonavano del fruscio frettoloso dei passi, dei comandi dati in fretta e delle comunicazioni intrise d'urgenza.<br />
<br />
Il cuore pulsante della Wayfarer batteva all'unisono con la determinazione e l'agitazione dell'equipaggio, mentre la nave sembrava a sua volta sfidare le forze che minacciavano la sua stabilità.<br />
<br />
I droni di manutenzione si muovevano freneticamente lungo i corridoi, preparando la nave e le sue risorse per ogni eventualità.<br />
<br />
Nelle profondità della struttura metallica, il silenzio era rotto solo dallo scorrere rapido di dati e informazioni, dalle richieste di update e dai rapporti dettagliati che affluivano verso la plancia.<br />
<br />
Raggiunta la sua posizione, Talia sentiva distintamente oltre il battito accelerato del cuore le voci che percepiva ovattate a causa della agitazione, parlare di anomalia gravimetrica, scrutava l'intera scena cercando concentrazione per assorbire ogni dettaglio.<br />
<br />
I sensori sembravano aver rilevato un'anomalia di proporzioni inquietanti.<br />
In quel momento di concitazione che si avvicinava al panico nella donna si fece largo la curiosità...<br />
<br />
<i>"Cosa potremmo scoprire al di là di questa anomalia?"</i><br />
<br />
L'idea di poterne essere distrutta sembrava non toccarla, quel pensiero stava diventando il proverbiale occhio calmo del ciclone.<br />
<br />
La prospettiva di un'opportunità di esplorare un alfabeto sconosciuto dell'universo era riuscita a placare la sensazione di pericolo.<br />
<br />
Si sentiva di essere pronta a giocare un ruolo.<br />
<br />
Talia si svegliò di nuovo.<br />
<br />
"Talia Jazra," sussurrò una figura maschile con una voce che sembrava provenisse da un luogo distante, "Seguimi."<br />
<br />
Il cuore tornò a battere furiosamente nel petto mentre si preparava a seguirlo determinata a non impazzire.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Erjn Martia Kublik<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Erjn Martia Kublik</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Sun, 30 Jun 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-05 MLK, tra sogno e realtà</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Ponte 9, 11/03/2402, ore 06:45 - D.S. 79189.81</b><br /><br />
I dormitori erano immersi nella semioscurità di flebili led azzurri incastonati nel pavimento del corridoio, la cui intensità era allo stesso tempo sufficiente ad accogliere il personale di rientro dal proprio turno e ad accompagnare chi invece si accingeva a prendere servizio, ed era tale da non disturbare il riposo dei sottufficiali smontanti.<br />
<br />
Il Guardiamarina Mert Levent Korkmaz era rientrato dal turno delta al timone e senza nemmeno levarsi gli stivaletti di ordinanza si arrampicò fino alla propria celletta e quindi si sdraiò sulla propria brandina. Provò ad abbandonarsi al riposo, ma uno sbadiglio dopo l'altro il sonno sembrò allontanarsi anziché avvicinarsi. Ce l'aveva ancora con sé stesso per aver ceduto - ancora una volta - alle provocazioni di un guardiamarina della sezione sicurezza con cui alla fine era venuto alle mani. La scazzotatta in sala mensa che ne era seguita, infatti, era costata ad entrambi l'assegnazione fino a nuovo ordine al turno delta, il peggiore a detta della maggior parte del personale imbarcato perché non consentiva un riposo notturno senza soluzione di continuità, e - come se non bastasse - la consegna ai servizi vari di mensa da effettuarsi durante le ore in cui non erano in servizio.<br />
<br />
Mert era stato assegnato alla Wayfarer da pochissimo tempo, appena terminata la Scuola Comando, e già si era fatto conoscere come un soggetto dal temperamento irascibile e come un attaccabrighe. A bordo conosceva a malapena i membri della sua sezione di appartenenza, e - sebbene si trovasse a bordo di una ammiraglia - sicuramente la notizia di quello scontro era passata di bocca in bocca e avrebbe tenuto a debita distanza i nuovi colleghi, oltre che a metterlo in cattiva luce agli occhi dei suoi superiori.<br />
<br />
Non aveva rimorsi per l'accaduto perché quel guardiamarina se l'era cercata e lui non era il tipo di farsi posare la mosca sul naso; il suo cruccio in quel momento era semmai per la sua carriera - a cui teneva molto - e per la consapevolezza che avrebbe dovuto faticare molto di più ora per dimostrare quello che era in grado di fare e per conquistare la fiducia dei suoi diretti superiori. A soffrirne sarebbe stata irrimediabilmente anche il processo d'integrazione con il resto dell'equipaggio e avrebbe richiesto molto più tempo e molte più energie.<br />
<br />
Cercò di scacciare quei pensieri. Ormai il latte era stato versato e non gli rimaneva che rimboccarsi le maniche per recuperare quella partenza con il passo sbagliato.<br />
<br />
Prese il suo D-Padd e cominciò a scorrere la mailbox personale; quindi, passò a leggere qualche notizia in attesa che la stanchezza avesse la meglio su quelle riflessioni che gli frullavano nella testa.<br />
<br />
Niente da fare, stavolta gli riaffiorò alla mente la guardiamarina della sezione medico/scientifica che con un rigeneratore cutaneo gli aveva curato le ferite che si era procurato durante la colluttazione con l'energumeno in uniforme gialla. E cominciò a rimproverarsi di non aver avuto la prontezza di chiederle il nome o di invitarla a bere qualcosa a fine turno al Bar di Prora. Pensò che, se avesse preso a frequentare assiduamente il Bar di Prora, magari avrebbe avuto l'occasione di incontrarla e fare la sua conoscenza o magari avrebbe potuto prendere confidenza con il personale del Bar di Prora per cercare di risalire alla sua identità. O forse sarebbe bastato fare un giro in infermeria, magari faceva parte del team medico...<br />
<br />
Improvvisamente la sirena iniziò a risuonare nei dormitori dei ponti inferiori e l'illuminazione passò dalla modalità notturna alla condizione "rossa".<br />
<br />
Uno scossone e un altro subito dopo buttarono giù dalle brandine alcuni sottufficiali che si trovavano nel bel mezzo del loro riposo.<br />
<br />
=^= Qui è il Capitano che vi parla. Tutti ai propri posti! =^=<br />
<br />
Mert si girò sulla brandina e lasciò ciondolare le gambe giù nel vuoto, quindi fece leva sulle braccia e si lanciò dalla sua celletta atterrando sul pavimento, giusto in tempo prima che un nuovo scossone facesse rollare su un lato la nave e gettasse a terra alcuni ufficiali intenti ad indossare l'uniforme.<br />
<br />
Rimasto miracolosamente in piedi anche stavolta, si avvicinò ad un membro della sicurezza caduto a terra per aiutarlo a rialzarsi, ma questi lo scanzò e si rialzò da solo lanciandogli un'occhiataccia.<br />
<br />
Davanti a quella dimostrazione di spirito di corpo, Mert non si offese, pensò che probabilmente anche lui avrebbe dimostrato solidarietà nei confronti di un suo compagno di sezione. Quindi fece spallucce e si diresse verso l'uscita incalzato dal capo camerata che spronava tutti ad andare velocemente ai propri posti per far fronte all'improvvisa emergenza.<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato, data imprecisata</b><br /><br />
Una donna con addosso un elegante vestito da sera si avvicinò insicura alla porta della Sala Olografica 3. Si avvicino al display al lato e lesse tra sé:<br />
<br />
*Simulazione in corso. Accesso riservato: immettere il codice per accedere.*<br />
<br />
"Computer, chi ha avviato la simulazione?"<br />
<br />
=^= L'informazione è protetta. Fornire il proprio codice autorizzativo per procedere... =^=<br />
<br />
La donna fornì il proprio codice e attese che il suo codice venisse validato.<br />
<br />
=^= Autorizzazione negata! Livello insufficiente =^=<br />
<br />
Si morse il labbro inferiore, quindi tirò fuori dalla pochette il suo D-Padd e lesse nuovamente il messaggio ricevuto.<br />
<br />
" ... ho bisogno di vederti ...  ti aspetto questa sera per cena, Sala Olografica 3. Mettiti qualcosa di elegante...<br />
P.S. Per accedere immetti il codice MLK80"<br />
<br />
Era titubante ma allo stesso tempo quella situazione la intrigava: ormai era lì davanti a quella porta e la curiosità di scoprire chi si nascondesse dietro quel messaggio era troppo forte per tirarsi indietro.<br />
<br />
<i>*MLK ... Che siano le sue iniziali?!*</i><br />
<br />
Ci pensò su cercando di fare il paio con le iniziali dei suoi conoscenti a bordo.<br />
<br />
<i>*Michael Lucius Kiron?!? Naaaaaaaaaa.*</i><br />
<br />
Scacciò via quel pensiero sentendosi addirittura sciocca per aver anche solo ipotizzato che il Capitano della Wayfarer le avesse potuto inviare quell'invito misterioso. Continuò a pensarci su, ma non riusciva a trovare una corrispondenza.<br />
<br />
<br /><b>*E se fosse invece una donna!? Niente di male, per carità ... ma sarebbe imbarazzante per me ..."</b><br /><br />
<br />
La curiosità stava avendo la meglio sull'esitazione: ormai per scoprire chi c'era dietro a quell'invito c'era solo una cosa da fare. Prese il coraggio e digitò il codice sull'interfaccia.<br />
<br />
=^= Accesso consentito =^=<br />
<br />
Le porte della Sala Ologrammi si spalancarono su una strada all'aperto dove coppie e comitive di persone passeggiavano e chiacchieravano sotto un cielo crepuscolare.<br />
<br />
La donna fece qualche passo oltre la soglia e il varco sparì lasciandola immersa nella simulazione olografica preparata appositamente per accoglierla.<br />
<br />
L'ambientazione sembrava essere quella di una serata di inizio estate sulla Terra.<br />
<br />
Si girò su sé stessa per ammirare il paesaggio che la circondava: si trovava davanti ad un canale dove diverse imbarcazioni facevano la spola tra le due rive. In lontananza un lungo ponte che univa le due rive si illuminava con giochi di luce. Sulla riva destra, proprio sotto una estremità del ponte, spiccava nell'oscurità incipiente un edificio totalmente bianco la cui forma architettonica le ricordava un luogo di culto terrestre, quasi sicuramente islamico pensò tra sè.<br />
<br />
Si girò nuovamente verso l'interno e notò un ristorante panoramico abbarbicarsi sulla collinetta retrostante.<br />
<br />
Si avvicinò all'ingresso e un uomo che dava l'accoglienza ai clienti la salutò: "Istanbul'a hosgeldiniz. Quindi traducendo aggiunse "Benvenuta ad Istanbul."<br />
<br />
Lei lo ringraziò e gli porse il D-Padd.<br />
<br />
Lui, dopo aver letto con discrezione il messaggio, le disse: "Il signor Korkmaz la sta aspettando. Prego mi segua."<br />
<br />
<i>*Korkmaz*</i> ripeté tra sé come per appuntarselo mentalmente <i>*Mi sembra di conoscerlo...*</i> e seguì la sua guida lungo i tavoli che si affacciavano lungo la stradina che saliva lungo la collina.<br />
<br />
Più salivano e più il panorama si faceva mozzafiato.<br />
<br />
Chi aveva creato quella simulazione aveva del buon gusto pensò. Se fosse stato un posto reale, sicuramente le avrebbe chiesto di poterlo visitare.<br />
<br />
"Il tavolo è quello laggiù" indicò la guida.<br />
<br />
Vide una figura maschile alzarsi e fare cenno con la mano, ma era ancora troppo lontano per poterne riconoscere il volto.<br />
<br />
La donna ringraziò la sua guida e procedette in direzione del suo ospite.<br />
<br />
Improvvisamente uno scossone tipo un terremoto e subito un altro le fece quasi perdere l'equilibrio.<br />
<br />
L'uomo fece per andare incontro e prestarle soccorso quando un nuovo scossone la scaraventò a terra.<br />
<br />
=^= Qui è il Capitano che vi parla. Tutti ai propri posti! =^=<br />
<br />
La donna aprì gli occhi e si ritrovò riversa sul pavimento dei dormitori della Wayfarer, intorno a lei tutti abbandonavano la branda o si rialzavano da terra per seguire le indicazioni del capo camerata di turno.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Capitano Michael Lucius Kiron<br /><br />]]></description>
            <author>Capitano Michael Lucius Kiron</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 09 May 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-04 Un brutto Scherzo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Tubi di lancio di prora<br />
11/03/2402 ore 7:59 - D.S. 79189.95</b><br /><br />
Gaspard Vrinker era nei guai.<br />
<br />
Gli capitava spesso di finire nei guai, ma questa volta temeva di aver superato ogni limite. Certo, doveva ammettere che aveva molte attenuanti e che la sfortuna gli aveva giocato un brutto scherzo, ma era convito che il comandante Vaitor non avrebbe lasciato correre tanto facilmente.<br />
<br />
"Gli ufficiali tattici non hanno senso dell'umorismo." Disse verso a sÃ© stesso per poi rispondersi:"E' tu dove lavori?"<br />
<br />
"Sezione tattica e sicurezza." Si rispose per poi scoppiare a ridere ad altissima voce. Rideva cosi forte che andÃ² a disturbare l'altra sventurata persona che si trovava con lui a condividere la pena che sbottÃ² immediatamente:"Smettila, non c'Ã© nulla da ridere."<br />
<br />
Vrinker invece non smise di ridere e continuÃ²: "Non avete senso dell'umorismo."<br />
<br />
La pazienza di Jessica collassÃ² in quell'istante e scaraventÃ² sul tavolo gli ultimi due fucili phaser dicendo:"Questi sono gli ultimi due."<br />
<br />
"Ah abbiamo giÃ  finito?" Gaspard prese il primo e si mise a smontarlo: "Vola il tempo quando ci si diverte."<br />
<br />
Jessica non colse la provocazione e dando un calcio al collega disse:"Vedi di muoverti."<br />
<br />
Il calcio non fu per niente forte ma Gaspard regÃ¬ in maniera esagerata posando bruscamente il fucile che stava smontando e si mise a saltare per la sala respirando affannosamente e gemendo goffamente di dolore.<br />
<br />
"Smettila." Disse Jessica, ma al vedere il collega che faceva il buffone scoppio a ridere e, con tono piÃ¹ dolce, aggiunse:"Dai smettila che abbiamo quasi finito cosi possiamo andare a dormire."<br />
<br />
Gaspard tornÃ², per i suoi standard, serio e si mise a lavorare e, malgrado la totale concentrazione, disse:"Ammettilo che Ã© stato divertente."<br />
<br />
"Cosa?"<br />
<br />
"Lo scherzo."<br />
<br />
La mente di Jessica tornÃ² alla sera prima quando una piccola bomba d'acqua, preparata da Vrinker per scherzo, destinata a lei era esplosa anticipatamente investendo con un getto d'acqua il Vaitor che era in procinto di chiudere la riunione serale. Certo il comandante aveva visto l'ordigno preparato da Gaspard accanto alla porta mentre era in procinto di andarsene e l'aveva preso a calci causando il lancio dell'acqua e distruggendo lo scherzo che avevano preparato per la festa che avrebbero dovuto fare dopo la riunione. <br />
Fece di tutto per trattenere le risate al ricordo della faccia del Bajoriano negli istanti successivi: "Pure il comandante Wu Ã© scoppiata a ridere." Per poi aggiungere:"Ma spiegami perchÃ© hanno punito anche me?"<br />
<br />
"Eri il mio bersaglio princip... ." La voce di Gaspard venne interrotta dal risuonare dell'allarme.<br />
<br />
I due si guardarono negli occhi indecisi sul da farsi, ma poi l'addrestamento li guidÃ².<br />
<br />
"Mettiamo in sicurezza le armi." Disse Gaspard. Prontamente i due si misero a lavorare ma un'improvviso scossone gli fece cadere a terra. Con la coda dell'occhio Gaspard vide la cella energetica del fucile su cui stava lavorando rotolare sul tavolo per poi cadere pericolosamente verso il pavimento.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Mehon Vaitor<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Mehon Vaitor</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Thu, 09 May 2024 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-03 Una nuova infermiera</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Corridoi<br />
11/03/2402 ore 7:58 - D.S. 79189.95</b><br /><br />
<br />
Ylenia Hart, giovane Guardiamarina appena diplomata all'Accademia, si aggirava con noncuranza per i corridoi della USS Wayfarer, emanando ugualmente un'aura di eleganza e distacco, sebbene scrutava con occhi indifferenti il panorama, umano e tecnico, attorno a lei. <br />
<br />
Dotata di una passione sfrenata per l'avventura ed una predisposizione naturale per gli incontri intriganti, la sua bellezza bionda, la figura snodata e il fascino provocante l'avevano resa, fin da piccola, una fonte di attrazione per chiunque si fosse trovato nei paraggi.<br />
<br />
Dopo aver ottenuto il diploma in infermieristica, era stata cosÃ¬ ansiosa di iniziare la sua carriera a bordo di una nave stellare che non si era nemmeno presa la briga di leggere i dettagli dell'assegnazione: l'idea di immergersi in avventure cosmiche aveva occupato completamente la sua mente.<br />
<br />
Le sue aspettative, giÃ  alte, erano state ulteriormente alimentate dalle storie piccanti delle sue ex compagne di stanza all'Accademia, che avevano contribuito non poco ad aumentare la sua impazienza e curiositÃ  non soltanto di conoscere nuovi mondi, ma anche di interfacciarsi con colleghi di razze diverse e sperimentare con loro nuove tecniche sessuali.<br />
<br />
La sua amica Daida, per fare un esempio, era finita in cuccetta con una Risiana e, in poche settimane, aveva giÃ  ore ed ore di aneddoti interessanti da raccontare.. lei non voleva essere da meno.<br />
<br />
Ignorando completamente i dettagli della sua assegnazione, Ylenia era salita a bordo della USS Wayfarer con una dose sconsiderata di spensieratezza. <br />
<br />
Il suo entusiasmo si era trasformato rapidamente in delusione appena aveva messo piede sulla nave. L'etÃ  media dell'equipaggio era sorprendentemente alta, e la nave stessa sembrava provenire da un'epoca passata, molto diversa da ciÃ² che le era stato promesso all'Accademia.<br />
<br />
Le era stata data una cuccetta, su uno dei "ponti bassi" della nave, di uno squallore tale che quasi rimpiangeva le ore passate a ridere delle assegnazioni sulle classi California.<br />
<br />
Era salita a bordo di quella nave stellare da nemmeno una settimana eppure giÃ  ne disprezzava profondamente l'atmosfera antiquata, quasi da mausoleo.<br />
<br />
La carriera di Ylenia era iniziata con un'enfasi euforica perfino eccessiva, ma ora, circondata da ufficiali anziani e da una nave che sembrava appartenere a un'epoca precedente, il suo slancio si era pressochÃ© dissolto, lasciando spazio ad una cupa amarezza.<br />
<br />
Sopraffatta da un senso di noia e delusione, ignorata dai membri del comando, di cui, per la veritÃ , non conosceva nemmeno i nomi, Ylenia era confinata all'ombra di ufficiali di basso rango, un affronto per una giovane Guardiamarina che si aspettava molto di piÃ¹ dalla sua prima assegnazione<br />
<br />
La USS Wayfarer, di classe Sovereign, le appariva come un relitto del passato: un'esperienza lontana dalle prospettive sensazionali che bramava.<br />
<br />
La sua mente, rivolta piÃ¹ ai piaceri e alle avventure che immaginava avrebbe vissuto a bordo di una nave stellare, piuttosto che allo svolgimento dei ripetitivi compiti quotidiani, si trovÃ² bruscamente a contatto con una realtÃ  che sembrava non aver nulla da offrirle.<br />
<br />
Una mattina, mentre vagava tra i corridoi in cerca di qualcosa di interessante, Ylenia fece un incontro inaspettato, subito dopo aver rischiato di essere travolta da tre diavoletti scatenati che, urlando e scherzando, si stavano battibeccando tra loro.<br />
<br />
Al loro inseguimento c'era una donna, decisamente molto anziana, che si muoveva con l'ausilio di un bastone intarsiato, con occhi saggi e il portamento di chi pareva aver vissuto molte storie.<br />
<br />
Ylenia stava per esprimere in cuor suo una considerazione decisamente poco lusinghiera sulle "mummie" che popolavano quel museo spaziale chiamato USS Wayfarer, quando si accorse che lo sguardo, con occhi azzurri penetranti, e la fisionomia di quella donna avevano qualcosa di vagamente familiare, come appartenenti ad una figura che non vedeva da anni.. parecchi anni.<br />
<br />
Quando l'anziana donna le fece un mezzo sorriso, Ylenia non ebbe piÃ¹ dubbi, sebbene non potesse credere ai suoi occhi mentre riconosceva la bisnonna materna, Vanessa Reis Squiretaker.<br />
<br />
L'incontro, avvenuto poco prima delle otto del mattino del 11 marzo 2402, fu cordiale ma distante, con sorrisi forzati e parole misurate.<br />
<br />
Nonostante l'apparente cordialitÃ , c'era un profondo ed evidente distacco tra le due donne, alimentato da vecchie dispute e incomprensioni tra Vanessa ed il padre di Ylenia che avevano impedito alle due di avere un rapporto degno di tal nome da almeno dieci anni, forse addirittura quindici... <br />
<br />
Ylenia, inoltre, era sempre stata la pecora nera della famiglia e non aveva mai fatto nulla per impressionare il resto del parentado o emergere dall'anonimato in cui i comportamenti del padre l'avevano confinata dopo la perdita della madre.<br />
<br />
La tranquillitÃ  di quell'incontro fu improvvisamente spezzata da una serie di forti scossoni che fece tremare la nave: l'allarme rosso squillÃ² in tutto il corridoio e l'atmosfera passÃ² da una calma apparente al caos. <br />
<br />
Mentre la confusione si diffondeva tra i membri dell'equipaggio, la mente di Ylenia cercava disperatamente di orientarsi nel labirinto di corridoi e turboascensori della nave.<br />
<br />
La USS Wayfarer era sotto attacco, anche se non sapeva quale fosse la minaccia, e la giovane Guardiamarina, per la prima volta, si ritrovÃ² coinvolta in una situazione pericolosa, ben piÃ¹ preoccupata di quanto avesse mai immaginato.<br />
<br />
L'anziana Reis Squiretaker, con la sua esperienza e saggezza, afferrÃ² il braccio della nipote e la condusse in un luogo piÃ¹ sicuro "Non c'Ã¨ tempo per delle spiegazioni ora.. io devo badare ai piccoli, tu vai a fare il tuo dovere!"<br />
<br />
Di fronte allo sguardo sbarrato di Ylenia, la bisnonna sollevÃ² il bastone e le indicÃ² brevemente la direzione corretta, prima di voltarsi e sparire dalla sua vista.<br />
<br />
Il cuore le batteva velocemente mentre si allontanava verso l'infermeria, la nave tremava cupamente sotto di lei e l'aria era carica di tensione.<br />
<br />
Ad attenderla c'era un giovane ufficiale di nome Alaric, il quale sembrava chiaramente preoccupato, ma ugualmente determinato. "Guardiamarina Hart, siete pronta a servire la vostra nuova nave?" chiese con una voce ferma.<br />
<br />
Ylenia annuÃ¬, sentendosi improvvisamente chiamata in causa. "SÃ¬.. che cosa sta succedendo?"<br />
<br />
Alaric spiegÃ² che la USS Wayfarer sembrava essere stata colpita da un'onda di energia sconosciuta. Il capitano e altri ufficiali in comando erano giÃ  occupati a gestire la situazione, mentre l'equipaggio si stava mobilitando per affrontare l'emergenza.<br />
<br />
"Abbiamo bisogno di tutte le mani disponibili. Forse c'Ã¨ una nuova onda di energia in arrivo e non sappiamo cosa ci riservi" disse Alaric.<br />
<br />
Ylenia sentÃ¬ l'adrenalina scorrerle nelle vene. DimenticÃ² momentaneamente le sue aspettative deluse e si unÃ¬ ai suoi colleghi, indossando la divisa con fierezza. Il ponte della nave era in subbuglio, ma il personale infermieristico si stava coordinando in modo efficace sotto la guida di Alaric.<br />
<br />
La storia di Ylenia R.S. Hart sulla USS Wayfarer era appena iniziata e, forse, tra le sfide e i pericoli, avrebbe trovato quel brivido che tanto desiderava.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Tue, 28 Nov 2023 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-02 Il lato positivo</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Bar di prora, magazzino, <br />
11/03/2402, ore 07:45 - D.S. 79189.92</b><br /><br />
Ophelia Oliphant, soprannominata "Doppia O" dagli amici, stava subendo l'ennesima lavata di capo da Noll Carpharai.<br />
<br />
Era entrata nello staff del bar solamente da un paio di mesi, ma a causa della sua goffaggine si era subito fatta notare.<br />
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"Come diavolo è possibile che tu sia così imbranata? Presta un minimo di attenzione a quello che fai!". Furono queste le parole a chiusura della lunga ramanzina.<br />
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Voleva apparire arrabbiato e irritato, ma si lasciò sfuggire un sospiro e Ophelia capì che ormai aveva perso le speranze che le cose sarebbero migliorate.<br />
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"Mi spiace signor Carpharai", rispose lei con lo sguardo basso sinceramente dispiaciuto.<br />
Adorava lavorare al bar e sperava di non perdere anche questo lavoro.<br />
<br />
Tra le cose che più amava nella vita annoverava il cibo e l'aver a che fare con le persone, la ristorazione le era sembrata da subito la strada giusta per lei. Peccato per la sua "sbadataggine genetica", come la chiamava la nonna che l'aveva cresciuta. Da bambina l'avevano sottoposta a diversi controlli, ma non ne è risultato nulla di anomalo. Per quanto lei si impegnasse e prendesse seriamente i propri doveri, commetteva sempre errori grossolani.<br />
<br />
"Non chiamarmi signor Carpharai! Quante volte te lo devo ripetere? Mi fa sembrare un vecchio bacucco! Chiamami Noll, come fanno tutti e dammi del tu!".<br />
<br />
Seguì una breve pausa che creò un pò di disagio.<br />
Entrambi distolsero lo sguardo fissando con attenzione il nulla in due parti opposte dello stanzino.<br />
Dopo qualche secondo Noll si lasciò sfuggire un altro sospiro e tornò a guardarla fissa negli occhi.<br />
<br />
"Ora fai un bel sorriso e torna al bancone! Ai clienti non piace essere serviti da qualcuno con quel muso triste! Noi siamo quelli che tengono alto lo spirito della nave! Ricordalo sempre!", sorrise orgoglioso portandosi la mano al cuore.<br />
<br />
Ophelia annuì e sorrise a sua volta: "Ha ragione, signor...ehm...Noll. Ce la metterò tutta!"<br />
<br />
"Pensi di riuscire a gestire da sola il bar fino all'ora di pranzo? Si tratta solo di poche ore. Devo passare in infermeria per vedere se riescono a farmi passare questo dannato mal di testa che ho da un paio di giorni..."<br />
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"Certamente!", rispose Ophelia entusiasta.<br />
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Questa volta avrebbe fatto di tutto per non deluderlo: aveva riposto in lei la sua fiducia e non voleva giocarsi male questa possibilità.<br />
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Mentre Noll si stava avviando all'uscita del bar, con fare deciso Ophelia si sistemò il grembiule, scosse le mani all'altezza delle cosce per pulirlo da una polvere inesistente, prese un vassoio e si apprestò a sparecchiare i tavoli vuoti, su cui alcuni marinai avevano terminato la colazione prima di prendere servizio.<br />
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Decise di partire da quello più vicino ai finestroni, accanto al quale stavano ancora mangiando due "tute blu", approfittandone per ascoltare qualche chiacchiera.<br />
Non aveva idea di cosa precisamente facessero i membri della Federazione sulla nave, ma un po' li invidiava perché sembrava che avessero tutti incarichi molto importanti ed una vita molto emozionante, anche se, a dirla tutta, lei non sarebbe resistita nemmeno mezz'ora con un lavoro simile.<br />
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"Ti rendi conto che ho una laurea in chimica e fisica e potrei analizzare e studiare praticamente qualsiasi cosa nell'universo e invece mi hanno messa ad analizzare quei cavolo di campioni raccolti due giorni fa e che non sono altro che sassi spaziali? Che diamine...una noia mortale!", disse la prima.<br />
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"Non stare sempre a lamentarti! Come sai io mi occupo dello smaltimento rifiuti pericolosi. Pensi sia più divertente?", ribatté il secondo ridacchiando ironico.<br />
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"Sai... io credo che sia comunque una grandissima responsabilità e un'attività essenziale per la vita a bordo di questa nave, per cui non mi lamento!". Fece una breve pausa per poi aggiungere ridendo: "E comunque sì, lo ammetto: per me è divertente!"<br />
<br />
Ophelia ascoltava i discorsi dei due mentre raccoglieva sul vassoio piatti piani, bicchieri ancora in parte pieni, tazzine e posate. Si trovava molto d'accordo con le affermazioni del secondo scienziato, ma poteva immaginare anche la frustrazione della prima.<br />
<br />
Fin da bambina le era stato riconosciuto un alto livello di empatia e di curiosità, ma per anni era convinta che fossero qualità attribuibili a chiunque. Solo crescendo aveva capito a sue spese che non era così.<br />
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"Qualcosa non va?", chiese la scienziata, notando che Ophelia si era fermata mentre rifletteva tra sè e sè.<br />
<br />
"No, nulla", disse riprendendosi. "Il cibo è stato di vostro gradimento? Posso portarvi altro?", chiese sorridendo in modo gentile.<br />
<br />
I due risposero che erano apposto e Ophelia annuì e sollevò il vassoio per portarlo al bancone.<br />
<br />
Si stava immaginando con indosso una di quelle "tutine colorate" della Federazione, mentre un immaginario Capitano Noll la licenziava ed arrestava per aver accidentalmente scagliato dei missili contro un pianeta abitato, quando, a metà strada, inciampò nella gamba di una sedia, cadendo e rovesciando il contenuto del vassoio sul pavimento.<br />
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Tra i pochi clienti presenti, si avvicinò un giovane ragazzo della sezione medica seduto al tavolo più vicino.<br />
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"Tutto bene? Ti sei fatta male?", le chiese.<br />
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Ophelia si mise in ginocchio e iniziò a raccogliere i pezzi di stoviglie rotti rimettendoli nel vassoio, scuotendo la testa.<br />
<br />
"Sto bene, grazie. Non si preoccupi", rispose voltandosi sorridendo.<br />
<br />
Proprio mentre si voltò verso di lui, lui potè notare una piccola ferita sulla guancia sinistra di Ophelia, causata probabilmente da una scheggia di vetro saltata quando si è rotto uno dei bicchieri.<br />
<br />
"Sei ferita. Vieni con me in infermeria. Non è nulla di grave, ma dobbiamo disinfettarti", disse lui.<br />
"Devo prima raccogliere i cocci per evitare che qualcun altro si faccia mal.."<br />
<br />
Venne interrotta dalla sirena dell'allarme rosso.<br />
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"Dannazione! Ora non è il momento!", disse rivolto a Ophelia, "Devo correre in infermeria!", esclamò correndo fuori dal bar assieme ai pochi presenti<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Corridoi<br />
11/03/2402, ore 08.04 - D.S. 79189.96</b><br /><br />
Le luci si abbassarono di intensità e lampeggiavano ad intermittenza di rosso mentre l'allarme continuava a suonare assordante.<br />
<br />
Anche Ophelia si affrettò ad uscire dal bar per raggiungere il punto di raccolta designato per i civili nelle situazioni di emergenza e che le era stato mostrato il primo giorno.<br />
<br />
Camminare per i corridoi era complicato: ognuno correva in direzioni diverse per ottemperare al proprio incarico e Ophelia aveva sempre l'impressione di essere un impaccio per tutti.<br />
Cosa stava succedendo?<br />
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"Potevano essere collegati i sassi raccolti due giorni prima menzionati dalla scienziata ed il mal di testa di Noll iniziato all'incirca nello stesso periodo di tempo?"<br />
Mentre fantasticava e cercava di non intralciare nessuno, la nave ricevette uno scossone che la fece sbattere con forza contro la paratia alla sua destra.<br />
<br />
Si rialzò quasi immediatamente. Non sembrava essersi fatta nulla, al netto della botta, per cui percorse le poche decine di metri che la separavano dal punto di raccolta e si unì agli altri civili già presenti.<br />
<br />
Cercò Noll con lo sguardo, ma non c'era. Probabilmente era ancora in infermeria quando è scattato l'allarme è avranno ritenuto che fosse più sicuro tenerlo lì.<br />
<br />
Era abbastanza agitata dalla situazione, ma come le aveva insegnato la nonna provò a vederne un lato positivo. Ci pensò per qualche secondo e poi lo trovò: avrebbe avuto una scusa accettabile per le stoviglie rotte a terra.<br />
Ora poteva dire che era stato lo scossone subito dalla nave a rovesciarle e fare il danno e poteva incolpare lo stesso scossone per la ferita alla guancia.<br />
<br />
Improvvisamente si sentì più tranquilla e poco dopo l'allarme venne disattivato.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Sun, 30 Apr 2023 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>19-01 Dal Ventre della Bestia</title>
            <link>http://www.starfleetitaly.it/starfleetitaly/fleetyards/Wayfarer/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=204&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[<JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Wayfarer, Sala Macchine, Data Astrale 79190.05 (11/03/2402, ore 08.52)</b><br /><br />
"E anche questa è fatta", disse Lola Majark, passandosi una mano sulla fronte e gettando uno strofinaccio per terra.<br />
Dietro di lei, la solita voce scherzosa si fece sentire.<br />
<br />
"Ancora una volta, il coraggioso guardiamarina Majark salva la situazione, gettando il cuore e non poco detergente oltre l'ostacolo!", disse Alexander Loomang, faceto come suo solito.<br />
"La sua opinione è del tutto non richiesta, Guardiamarina Loomang", ringhiò altrettanto scherzosamente Lola.<br />
La consolle numero 5 della Sala Macchine, gioia e orgoglio ("molto malcelato", secondo la vocale opinione di Loomang, altrettanto non richiesta) di Lola Majark, Guardiamarina con mansioni di Ingegnere di Sala Macchine della gloriosa USS Wayfarer, classe Sovereign e gioia e orgoglio ("no comment", premunì Loomang) della Flotta Stellare, era finalmente ripulita dopo il caos di mezz'ora prima.<br />
<br />
Istintivamente, Lola ispezionò con lo sguardo ciò che la circondava.<br />
C'erano ancora due o tre punti di paratie che necessitavano riparazione, le altre consolle erano operative, i sensori della sezione motore a curvatura erano tutti sul verde brillante. <br />
La sala, di per sè non eccessivamente spaziosa, sembrava più spartana del solito. <br />
<br />
<i>"Eppure non cambierei per niente al mondo"</i>, si disse Lola.<br />
<br />
La vulcaniana Leetak stava ascoltando al commbadge istruzioni da Tania Berger, co-leader di Sala Macchine insieme al Tenente Comandante Ristea, mentre il boliano Yoxx, silenzioso come suo solito, era con la testa china sulla sua consolle resettando le procedure d'emergenza di protezione (<i>"il dilitio è una padrona volubile"</i>, Ristea diceva spesso), mentre Loomang ottimizzava le matrici di contenimento tra una battuta idiota e l'altra (<i>"La sua opinione è del tutto non richiesta, Guardiamarina Majark"</i>, generalmente rintuzzava Loomang).<br />
<br />
<i>"Non è il veicolo, ma i compagni di viaggio"</i>, si disse. <br />
<br />
Aveva appena celebrato un anno di Sala Macchine nella Wayfarer, ma era già affezionata a tutti i suoi colleghi. Ognuno aveva pregi e difetti, e aveva imparato ad apprezzare i primi e sopportare i secondi.<br />
Ricordava chiaramente il suo primo giorno sulla Wayfarer. Novellina implume in trasferimento da una Defiant, convinta di sapere già tutto il necessario per trionfare. Quanto si sbagliava! La Sala Macchine di una Sovereign era un mondo a parte. Quante volte il Comandante Ristea aveva notato certe sue indecisioni e, molto discretamente, indirizzato verso le procedure giuste senza metterla (troppo) in imbarazzo.<br />
<br />
Ristea in quel momento era probabilmente in Plancia, in debriefing dopo l'allarme rosso. Berger sicuramente ancora in Infermeria.<br />
<br />
Lola guardò lo strofinaccio per terra. I droni di pulizia sarebbero tornati in linea presto, ma nel frattempo almeno la sua consolle era di nuovo utilizzabile e non coperta di schiuma ignifuga.<br />
<br />
<i>"Ordinaria anormalità nel lavorare dal ventre della bestia"</i>, pensò.<br />
<br />
<br /><b>USS Wayfarer, Sala Macchine, 48 minuti prima</b><br /><br />
Il team lavorava febbrilmente, quasi meccanicamente, come un sistema ben oliato da anni di esercitazioni e, purtroppo, esperienze precedenti. Sotto le luci d'emergenza e i discordanti toni dell'allarme rosso, ognuno faceva il suo dovere nell'orchestra generale.<br />
<br />
"Reazione sotto controllo. Matrici di protezione 3 e 4 attivate", disse Loomang.<br />
"Convogliatori ausiliari?" chiese Berger, dietro la consolle principale.<br />
"Convogliatori energia ausiliari in fase di inizializzazione", disse Leetak monotona, efficiente e apparentemente inconscia del caos intorno a lei come sempre. <br />
<br />
"60% e in salita. Previsione online in 43 secondi."<br />
<br />
Le porte della Sala Macchine si aprirono e un Ristea rosso e un pò a corto di fiato entrò di fretta, piazzandosi immediatamente alla consolle numero 2.<br />
<br />
=^= Capo, priorità energia agli scudi. =^= Come se fosse stata evocata, la voce del Capitano Kiron sovrastò la cacofonia imperante.<br />
"Ricevuto", disse Ristea.<br />
<br />
Il resto della truppa si preparò. Un comando di quel tipo poteva significare solo una cosa, e infatti... WHAM! <br />
Uno scossone poderoso, assorbito dagli scudi e attutito dagli ammortizzatori della Wayfarer, fece sobbalzare tutti gli astanti. <br />
Per un attimo si guardarono, ma tornarono immediatamente alle loro mansioni d'emergenza.<br />
<br />
Gli stabilizzatori della nave e gli adattatori dei generatori gravitazionali minimizzavano gli effetti di eventuali manovre evasive della nave (<i>"Per fortuna, o qui si sboccherebbe in continuazione"</i>, era uno dei commenti abituali di Loomang). <br />
Lola concordava. Non c'era modo di sapere cosa stava succedendo. La paura c'era sempre, ma il senso del dovere e l'addestramento prevalevano - e toglieva temporaneamente dalla testa qualsiasi pensiero che non fosse la mansione in atto.<br />
<br />
Altri due scossoni in breve sequenza fece loro capire che la battaglia - di qualunque natura fosse - stava continuando.<br />
<br />
=^= Capo, dia tutto quello che può agli scudi! =^=<br />
<br />
"Già fatto!", disse Ristea, con le dita che volavano sulla consolle.<br />
<br />
Lola si chiese a che percentuale fosse l'integrità degli scudi, e se - o quando - sarebbe arrivata la prima staffilata.<br />
<br />
Neanche un attimo dopo, la sala sobbalzò ancora, e poi ancora - e alla fine un tuono assordante invase la sala, e tutto sembrò andare letteralmente per aria. <br />
Lola venne scaraventata contro una parete, e sentì una manopola sporgente urtare dolorosamente contro le costole. Una fitta lancinante la pervase temporaneamente mentre una sensazione di rinculo la riportava velocemente contro la console. <br />
Fu abbastanza pronta da assorbire la botta con le mani, e istintivamente abbracciò la console per non essere di nuovo sbalzata via.<br />
Scintille brillavano da alcuni pannelli a muro, e Lola vide due paratie emettere fumo. <br />
I sistemi ignifughi si attivarono immediatamente, gettando un pò di schiuma anche sulla sua consolle e su di lei.<br />
Gli occhi che bruciavano, si girò e vide Yoxx e Leetak rialzarsi da terra, apparentemente senza troppi danni, mentre Loomang aveva adottato la sua stessa tecnica ed era praticamente fuso con la sua consolle.<br />
<br />
"Status!" gridò Berger, inconscia di un taglio sulla fronte e del sangue che macchiava la sua uniforme gialla.<br />
<br />
"Matrici...", tossì Lola, "matrici sotto controllo."<br />
"Motore a curvatura e reazione dilitio sotto controllo", disse Loomang.<br />
"Sistemi primari di protezione reattore danneggiati", disse Leetak.<br />
"Secondari?" chiese Ristea.<br />
"Attivi e al 100%", rispose Leetak.<br />
<br />
Ottimo, pensò Lola, per ora non salteremo in aria.<br />
<br />
Come in risposta alle sue inconscie preghiere, non ci furono altri colpi. <br />
Alcuni minuti dopo, l'illuminazione d'emergenza e i suoni dell'allarme rosso si spensero. Lola vide le luci ordinarie entrare in funzione, e un silenzio surreale fece trattenere il respiro a tutti per alcuni secondi. <br />
Nella luce indiretta, la Sala Macchine sembrava un animale ferito. <br />
Con l'effetto dell'adrenalina che iniziava a scemare, Lola si rassettò l'uniforme e tastò delicatamente la costola dolorante. Non sembrava rotta, ma un salto in infermeria non avrebbe fatto male.<br />
<br />
La voce del Comandante Wu risuonò in Sala.<br />
<br />
=^= Allarme rosso rientrato. Debriefing per il personale pianificato entro le prossime due ore. =^=<br />
<br />
"Complimenti a tutti", disse Ristea. "Ottimo lavoro. Vi aggiornerò appena avrò notizie dalla Plancia."<br />
<br />
Si passò una mano sulla faccia stravolta dalla fatica. <br />
<br />
"Tania, le suggerisco di passare in Infermeria appena possibile. La copro io al momento."<br />
Si girò verso Leetak. "Tenente, organizzi turni per l'Infermeria in base alla gravità. Procedure di riparazione come da standard. Guardiamarina Loomang, a lei il piano e le stime."<br />
"Aye aye", disse Loomang.<br />
<br />
Berger uscì dalla sala. Tutti gli astanti si guardarono in faccia, il silenzioso riconoscimento di un'altro pericolo mortale che avevano ancora una volta scampato, e una crescente sensazione di sollievo.<br />
<br />
Chissà come stanno nelle altre sezioni, si chiese Lola.<br />
</JUSTIFY><br /><br />Autore: Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea<br /><br />]]></description>
            <author>Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea</author>
            <category>Star Trek PBEM</category>
            <pubDate>Mon, 24 Apr 2023 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
    </channel>
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