Home Home
 
 
 
 
 
 
USS WAYFARER - MISSIONE 15 RSS USS WAYFARER - Missione 15

15.03 "Campo di battaglia"

di Erjn Martia Kublik, Pubblicato il 18-08-2017


***FLASHBACK***
Albatross I, poco lontano dal centro abitato di Albatross City
03/06/2397, Ore 20.45 - D.S. 73423.14


Se ci fosse stata una strada, un percorso o anche solo un sentiero era impossibile da dire.
Kublik continuava solo a camminare su un letto di sterpaglie secche, tutto intorno almeno ad occhio nudo, la vegetazione invece sembrava fin troppo rigogliosa, specialmente, la sua attenzione era stata catturata durante il tragitto da alcune piante che per altezza avrebbero potutosembrare alberi con lunghissime foglie verde smeraldo percorse da filamenti rossi.

Se la situazione fosse stata diversa, ne avrebbe apprezzato la bellezza, perché ce ne erano a centinaia ed il cromatismo che creavano era davvero pittoresco il ricordo tornò alla prime licenze che amava trascorrere scoprendo di volta in volta la magnifica flora di ogni luogo che visitava.

Presa dalla curiosità si avvicinò ad una di quelle lunghe foglie pendule per osservarle da più vicino ed ammirare le meravigliose venature color cremisi che sembravano quasi pulsare sotto il tocco della sua mano.

"Assolutamente affascinante" pensò poco prima che la foglia si spezzasse di netto come se fosse di vetro soffiato schizzando la divisa del Consigliere di un liquido rossastro...

"Accidenti a me" si rimproverò continuando a seguire il gruppo.
"Ci siamo!" disse finalmente Rumar, volgendo come gli altri lo sguardo verso l'alto...

Un centro abitativo, con costruzioni voluminose e verticali molto fitte, come il silenzio che li avvolgeva.

"Dove sono finiti tutti?"

Per quanto scontata, era l'unica domanda che inevitabilmente chiunque si fece.

"Rilevo una traccia biologica..." esordì Wu attirando immediatamente intorno a se tutta l'attenzione del gruppo.

"Confermo!" corroborò la Squiretaker "Sono molto vicine e sono sicuramente tracce di tipo ematico..."

Rumar cercò di rimettersi in contatto con la Wayfarer, prima di vedere la dottoressa avvicinarsi alla Kublik con il tricoder.

"Consigliere... la traccia è sulla sua divisa ..."

Erjn incredula si toccò meccanicamente la macchia.

"Ma... se intende questo alone, si tratta semplicemente di un tipo di linfa di queste piante..." indicando una delle tantissime intorno "Ho provato a guardare da vicino una delle foglie e praticamente si è spaccata appena sfiorata, macchiandomi."

"Non si preoccupi, è comunque una traccia inerte" la rassicurò la Squiretaker, facendo tirare un sospiro di sollievo all'intera squadra che si era riunita intorno al Consigliere

Senza perdere tempo in chiacchiere la dottoressa si avvicinò alla più prossima delle piante e cominciò con perizia ad abbassare ogni foglia che puntualmente si sgretolava gettando flutti del liquido ovunque.

Nulla avrebbe potuto prepararla al macabro scenario che gli si profilò davanti la donna arretrò inorridita subito affiancata da Rumar che fece appello a tutto il suo sangue freddo.

Al centro della pianta, come fosse un vero e proprio bulbo, c'era il corpo adagiato in posizione fetale di quello che era un umanoide, con gli arti scomposti ormai tutt'uno con il sottosuolo e le sue radici, senza più colore, senza più odore, senza quasi più formauna specie di mummia che sembrava aver dato la vita alla pianta con le sue stesse ossa e dalle sue stesse vene

Dopo lo sgomento iniziale Rumar lanciò un'occhiata silenziosa verso la dottoressa che cercava malgrado lo sconcerto di rilevare quanti più dati possibile.

"Comandante... purtroppo non riesco a capire... di sicuro questa pianta ha tratto linfa vitale da questo corpo, non ho certezze, ma credo che per quanto riguarda questo caso almeno..." si interruppe come se neanche lei credesse a quello che stava per dire "credo che l'arbusto abbia vampirizzato questo organismo e che sia cresciuto tanto quanto la sostanza dell'organismo permettesse."

La Kublik si guardò di nuovo intorno, il senso di meraviglia o suggestione la aveva lasciata per dare posto ad immensa pena e disagio che percepì condividere con tutti i presenti

Rumar poco istanti dopo prese faticosamente la parola:" Signori proseguiamo con attenzione e rispetto, sicuramente questo è un campo di battaglia!"