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USS WAYFARER
Missione: 15
Titolo: Missione 15
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Brano: 15-01
Titolo: Il pianeta fantasma
Autore: Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa
(aka Silvia nd)
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USS Wayfarer, Plancia
04/06/2397, Ore 21.00 - D.S. 73425.9


Kiron scattò in piedi dalla sua poltrona di comando voltandosi verso Ichigawa con fare severo: "Che diamine vuol dire che non riusciamo a contattarli?!"

La Ichigawa continuò ad agitare le mani sull'interfaccia della consolle che aveva di fronte, senza voltarsi e alquanto nervosa, cercando di tarare meglio alcuni dei parametri di rilevamento dei segnali, quindi senza scomporsi eccessivamente rispose: "Non riesco ad agganciare il segnale dei comunicatori, Capitano. Però posso provare a comunicare con la navetta."
"Proceda immediatamente.", poi si voltò verso Vaitor "Perchè non riusciamo ad agganciarli?"
Vaitor alzò lo sguardo dalla consolle e rispose: "Signore, le cause possono essere diverse. Potrebbe essere un malfunzionamento dei comunicatori, anche se le probabilità indicano che è parecchio strano che sia avvenuto contemporaneamente per tutta la squadra. A meno che non si sia verificata qualche condizione ambientale o una qualche interferenza che li abbia messi fuori gioco, ma penso che il signor Cooper possa darle maggiori dettagli in caso fossero presenti anomalie di questo genere..."
"Se ne avessi avuti, sarei già intervenuto non crede?", aggiunse causticamente Cooper. "Dalle analisi non mi risulta che sul pianeta ci sia nulla di anomalo a livello chimico o biologico. A parte il fatto che non sembra esserci nessun essere vivente ad eccezione delle piante, nonostante le grandi città che lo ricoprono e la presenza di una civiltà tecnologicamente avanzata."
"Niente di niente?", chiese Kiron.
"Niente. Nemmeno un moscerino." poi fece una pausa. "Nemmeno la nostra squadra di sbarco..."
"Ichigawa, è riuscita a comunicare con la navetta?", chiese poi riportando l'attenzione sull'ufficiale alle comunicazioni e al suo tentativo.
"Si e no, Capitano. La chiamata sembra correttamente raggiungerla, ma nessuno risponde.", disse poggiando le mani al bordo della consolle e alzando lo sguardo al cielo.

***FLASHBACK***
USS Wayfarer, Plancia
03/06/2397, Ore 15.40 - D.S. 73422.56


"Capitano, comunicazione in ingresso. Arriva dal pianeta di Albatross", annunciò Ichigawa.
"Apra il canale e mandi sullo schermo", rispose lui tranquillo.
"E' solo audio", confermò la donna mentre lo schermo restava immutato e iniziavano a sentirsi diverse voci.
Le voci, in parte maschili e in parte femminili gridavano richieste di aiuto. Si udirono degli spari di phaser e, ad un certo punto, una voce di una donna nel panico che gridava "Quei mostri ci hanno circondato!!! Ci serve aiuto!".
Prima che tutto questo si concludesse con un silenzio assordante, Kiron cercò più volte di intervenire chiedendo con chi stava parlando e cosa stessero affrontando, ma nessuno gli diede risposta.
"La comunicazione si è interrotta così Capitano. Credo che non fossero in grado di sentirci.", precisò la Ichigawa.
"Numero Uno, cosa ne pensa?", chiese lui voltandosi verso il Comandante.
"E' sicuramente un SOS, ma non abbiamo molti dettagli per poter capire cosa sta accadendo.". Si grattò il mento con la mano: "Onestamente non sono in grado di immaginare cosa stia avvenendo su quel pianeta. Non so quali cause possano aver portato ad una situazione del genere. Spero non si tratti di una guerra civile. Ad ogni modo forse è il caso di andare a controllare."
"Lo penso anche io." rispose facendo una breve pausa, un po' sconsolato. "Numero Uno, Comandante Wu, Consigliere...formate una squadra di sbarco con gli addetti alla sicurezza. Portate con voi anche la dottoressa Squiretaker.", si alzò dalla poltrona, "Si occuperà dei feriti. Per il momento evitate di interferire per quanto possibile nel conflitto e concentratevi sul capire cosa sta accadendo su quel pianeta. Prendete la navetta. Vi raggiungeremo e prenderemo a orbitare attorno al pianeta a portata di teletrasporto domani sera, non appena saranno finite le manutenzioni ordinarie dei sistemi di cui si sta occupando il Comandante Ristea. Non mi permetterà di rimandarle ulteriormente. Fino ad allora non saremo a portata di segnale e dovrete cavarvela da soli."

***FLASHBACK***
Albatross, poco lontano dal punto di atterraggio della navetta
03/06/2397, Ore 20.15 - D.S. 73423.08


La navetta era atterrata vicino ad una zona boscosa, lontano da tutte le città presenti nel pianeta di modo da evitare di finire nel mezzo del conflitto...anche se dalla navetta non erano riusciti a individuare nessuno nel punto esatto da cui proveniva la chiamata di soccorso.
"Non rilevo alcuna forma di vita, Comandante..", affermò la Squiretaker incredula fissando il proprio tricorder.
"Probabilmente ci hanno contattato da fuori portata del tricorder. Oppure sono sotto terra..", rispose Erjn.
"No. Non mi sono spiegata bene...non rilevo alcuna forma di vita, nemmeno animale nei dintorni. Nemmeno un moscerino...", aggiunse lei.

"Non rilevo fonti energetiche anomale e la situazione ambientale rientra nei parametri standard", aggiunse la Wu rimettendo il proprio tricorder agganciato alla cintura e sfiorando con la mano phaser appeso sempre alla cintura.

"Teniamo monitorati i segnali e proseguiamo verso il centro abitato più vicino. Se tanto non c'è nessuno non mi aspetto che correremo dei rischi, ma potremmo trovare indizi che spieghino cosa sia successo. O un eventuale ingresso sotterraneo se si trovano sotto terra."

La squadra si addentrò nel bosco in direzione della città più vicina. C'era un assordante silenzio dovuto all'assenza del ronzio degli insetti o del cinguettare dei volatili. Si udiva solo lo scalpiccio dei piedi che pestano le foglie secche sul terreno.

"Siete sicuri che non c'è nessun essere vivente in superficie?", chiese all'improvviso il Consigliere.
La dottoressa la guardò un attimo perplessa, ma rieseguì comunque una scansione per sicurezza. "Confermo Consigliere", annuendo. "Qualcosa non va?"
"Niente.", rispose scuotendo la testa. "Ho come la sensazione che ci sia qualcosa che ci segue. Sarà solo condizionamento psicologico. Proseguiamo."




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Brano: 15-02
Titolo: Spoiler?
Autore: Capitano Michael Lucius Kiron
(aka Michele Congia)
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***FLASHBACK***
Albatross I, poco lontano dal centro abitato di Albatross City
03/06/2397, Ore 20.15 - D.S. 73423.08


Moltissime erano le stelle che, con la complicità di una notte priva di antagonisti molto più luminosi, pigolavano tra le fronde discontinue degli alberi di alto fusto e sopra le teste dell'away team.
Avvolti da quella stessa complicità, il gruppo di ufficiali della Federazione muoveva furtivamente i propri passi in direzione del centro abitato sotto la guida spigliata, ma sempre vigile, del Tenente Comandante Wu. Ai suoi lati due uomini della sicurezza facevano strada assieme a lei al resto del gruppo, altri due in posizione arretrata ne chiudevano la formazione.
Improvvisamente un alito di vento spirò tra gli alberi, profondo come il respiro di una grande creatura sopita in un sonno ancestrale, gonfiandone le fronde e facendone danzare per un attimo le foglie caduche che fino a poco prima giacevano inermi ai loro piedi.

Wu si arrestò immediatamente e con lei il resto della squadra. Sfruttando la visione notturna dei suoi impianti ottici cibernetici diede un rapido sguardo nei dintorni senza rilevare nulla di rilevante.

"E' stata solo una folata di vento...nulla di cui preoccuparsi ..."
"Sarà, Comandante Wu, ma continuo ad avere avvertire una strana sensazione..."
"Il mio tricoder continua a non rilevare altre forme di vita se non le nostre ... magari è semplicemente una suggestione ..."
"La Dottoressa potrebbe aver ragione, Consigliere ... magari quel film oloricostruito di quel famoso regista del ventesimo secolo - di cui non ricordo il nome - che ci ha fatto vedere il Capitano l'altra sera le sta giocando un qualche scherzo ..."
"Comandante Rumar, sta parlando di me ... o di lei?!" Rispose sarcasticamente Erjn "Perché, a dirgliela tutta, ho visto olofilm veramente impressionanti e la notte ho comunque dormito come un angioletto..."
"Ammetto che questa condizione di solitudine unita a questa ultima folata di vento mi ci hanno fatto pensare ...ma era solamente un film ...e comunque non volevo offenderla ... " Minimizzo Rumar, sorridendo.
"Non mi sono offesa, Comandante ... ci mancherebbe..."
"Di che olofilm state parlando?" Chiese incuriosita la Squiretaker.
"The happening ... Un film di fantascienza del regista Shymalan..."
"Uhm ... Mai sentito nominare."
"Ci credo! E' un regista del ventesimo secolo terrestre ... come sa, il Capitano Kiron ha la passione per ... 'l'archeologia" Ironizzò Erjn "e, galvanizzato dal ritrovamento di questo reperto storico della filmografia della Terra negli archivi di bordo, l'altra sera ci ha invitato alla oloproiezione ..."
"Fortunatamente ero di turno." Commentò Wu.
"Anche io ... Mi chiedo che cosa ci si possa trovare in un film di fantascienza di qualche secolo fa con dischi volanti e alieni improbabili ... senza contare poi che gli effetti speciali sono 'preistorici' ..."
"No Dottoressa, niente dischi volanti e niente alieni ... e anche gli effetti speciali erano in verità minimi ... più che un film di fantascienza, era un thriller psicologico barra fantascientifico ... devo dire che non era male, anzi ..."
"Tanto non penso che lo vedrò mai, quindi non c'è pericolo di spoiler ... qual era la trama?!?" Chiese la Squiretaker cercando di far finta di non essere poi così tanto interessata.
"Qualcosa di inspiegabile ed indefinito presente nell'aria del pianeta Terra, forse innescato dal respiro delle piante, spinge i suoi abitanti a suicidarsi nei modi più cruenti...e altrettanto inspiegabilmente, così come era arrivato, sparisce ... quasi come se il pianeta volesse dare un avvertimento ai terrestri di quel periodo storico che con le loro attività ne stavano compromettendo la salute ..."
"O come se il pianeta stesse sviluppando degli anticorpi per controllare o addirittura debellare l'infezione 'umana' ..." Aggiunse Kublik

Il silenzio che ne seguì fu quasi assordante.

"Ok, ok ... Se siete interessati, al ritorno a bordo potremmo chiedere al Capitano di riorganizzare un'oloproiezione de The Happening..." Minimizzò Rumar " Ora però direi che possiamo proseguire verso il centro abitato ... "
"Sì, Signore." Rispose prontamente Wu e, dopo aver fatto cenno ai suoi uomini, il gruppo si rimise in cammino.
Intanto la dottoressa Squiretaker riprese ad armeggiare con il suo tricorder e tornò ad analizzare i parametri ambientali.

"Quindi se siamo le uniche forme di vita animali su Albatross I, non sono spariti soltanto gli abitanti del pianeta ... ma anche i mostri a cui gli Albatrosiani facevano riferimento nel messaggio di soccorso." Ragionò sottovoce il Consigliere Kublik avvicinandosi alla Dottoressa "Sempre che non fossero vittime di allucinazioni collettive come nel film di Shymalan."

"Consigliere, ma è proprio sicura che quel film non l'abbia suggestionata?"
"Assolutamente ... però converrà con me che a volte la realtà sa superare la fantasia..." e aggiunse "Ci sono più cose in cielo e in terra, Julia, di quante ne sogni la tua filosofia. Teniamo gli occhi, le orecchie e il cuore ben aperti ..."




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Brano: 15-03
Titolo: Campo di battaglia
Autore: Tenente Comandante Erjn Martia Kublik
(aka Ivana Minati)
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***FLASHBACK***
Albatross I, poco lontano dal centro abitato di Albatross City
03/06/2397, Ore 20.45 - D.S. 73423.14


Se ci fosse stata una strada, un percorso o anche solo un sentiero era impossibile da dire.
Kublik continuava solo a camminare su un letto di sterpaglie secche, tutto intorno almeno ad occhio nudo, la vegetazione invece sembrava fin troppo rigogliosa, specialmente, la sua attenzione era stata catturata durante il tragitto da alcune piante che per altezza avrebbero potutosembrare alberi con lunghissime foglie verde smeraldo percorse da filamenti rossi.

Se la situazione fosse stata diversa, ne avrebbe apprezzato la bellezza, perché ce ne erano a centinaia ed il cromatismo che creavano era davvero pittoresco il ricordo tornò alla prime licenze che amava trascorrere scoprendo di volta in volta la magnifica flora di ogni luogo che visitava.

Presa dalla curiosità si avvicinò ad una di quelle lunghe foglie pendule per osservarle da più vicino ed ammirare le meravigliose venature color cremisi che sembravano quasi pulsare sotto il tocco della sua mano.

"Assolutamente affascinante" pensò poco prima che la foglia si spezzasse di netto come se fosse di vetro soffiato schizzando la divisa del Consigliere di un liquido rossastro...

"Accidenti a me!" si rimproverò continuando a seguire il gruppo.
"Ci siamo!" disse finalmente Rumar, volgendo come gli altri lo sguardo verso l'alto...

Un centro abitativo, con costruzioni voluminose e verticali molto fitte, come il silenzio che li avvolgeva.

"Dove sono finiti tutti?"

Per quanto scontata, era l'unica domanda che inevitabilmente chiunque si fece.

"Rilevo una traccia biologica..." esordì Wu attirando immediatamente intorno a se tutta l'attenzione del gruppo.
"Confermo!" corroborò la Squiretaker "Sono molto vicine e sono sicuramente tracce di tipo ematico..."

Rumar cercò di rimettersi in contatto con la Wayfarer, prima di vedere la dottoressa avvicinarsi alla Kublik con il tricoder.

"Consigliere... la traccia è sulla sua divisa ..."

Erjn incredula si toccò istintivamente la macchia.

"Ma... se intende questo alone, si tratta semplicemente di un tipo di linfa di queste piante..." indicando una delle tantissime intorno "Ho provato a guardare da vicino una delle foglie e praticamente si è spaccata appena sfiorata, macchiandomi."
"Non si preoccupi, è comunque una traccia inerte" la rassicurò la Squiretaker, facendo tirare un sospiro di sollievo all'intera squadra che si era riunita intorno al Consigliere

Senza perdere tempo in chiacchiere la dottoressa si avvicinò alla più prossima delle piante e cominciò con perizia ad abbassare ogni foglia che puntualmente si sgretolava gettando flutti del liquido ovunque.
Nulla avrebbe potuto prepararla al macabro scenario che gli si profilò davanti la donna arretrò inorridita subito affiancata da Rumar che fece appello a tutto il suo sangue freddo.

Al centro della pianta, come fosse un vero e proprio bulbo, c'era il corpo adagiato in posizione fetale di quello che era un umanoide, con gli arti scomposti ormai tutt'uno con il sottosuolo e le sue radici, senza più colore, senza più odore, senza quasi più forma una sorta di mummia che sembrava aver dato la vita alla pianta con le sue stesse ossa e dalle sue stesse vene.
Dopo lo sgomento iniziale Rumar lanciò un'occhiata silenziosa verso la dottoressa che cercava malgrado lo sconcerto di rilevare quanti più dati possibile.

"Comandante... purtroppo non riesco a capire... di sicuro questa pianta ha tratto linfa vitale da questo corpo, non ho certezze, ma credo che per quanto riguarda questo caso almeno..." si interruppe come se neanche lei credesse a quello che stava per dire "credo che l'arbusto abbia vampirizzato questo organismo e che sia cresciuto tanto quanto la sostanza dell'organismo permettesse."

La Kublik si guardò di nuovo intorno, il senso di meraviglia o suggestione la aveva lasciata per dare posto ad immensa pena e disagio che percepì condividere con tutti i presenti

Rumar poco istanti dopo prese faticosamente la parola:" Signori proseguiamo con attenzione e rispetto, sicuramente questo è un campo di battaglia!"




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Brano: 15-04
Titolo: Dominio vegetale
Autore: Tenente Comandante Sheeval Wu
(aka Silvia nd)
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***FLASHBACK***
Albatross I, Periferia di Albatross City
03/06/2397, Ore 21.42 - D.S. 73423.12


Il gruppo stava procedendo nel silenzio assoluto, spezzato di tanto in tanto dalle sporadiche raffiche di vento e dal rumore sinistro che questo provocava passando tra i rami e le fronde degli alberi. E più avanzavano più la presenza vegetale si faceva pressante nel macabro ricordo che ognuna di quelle piante aveva ucciso e assimilato un membro del regno animale. Ormai avevano perso il conto e non erano neanche, a detta della mappa, nella zona più popolosa della città. Via via che si avvicinavano si potevano notare le tipiche strutture di Albatross, edifici prevalentemente cilindrici con i tetti a pagoda con i caratteristici doccioni a forma di artiglio che si facevano sempre più vicine creando delle strade a serpentina. Ma sia le strade che le abitazioni erano coperte da un groviglio di rami e liane il cui colore marroncino era venato dal pulsante liquido scarlatto che fluiva dentro di loro.
"Guardate là" disse Wu puntando il dito verso un palazzo
"Cosa dovremmo vedere comandante?" disse Rumar
"Bruciature sulle piante..." rispose avvicinandosi e sfiorando un lungo tratto nero su una delle liane che da lontano sembrava solo un'ombra. Sheeval intensificò il tocco e il pezzo di liana si disgregò in cenere densa "i phaser le danneggiano, ma evidentemente non sono stati sufficienti."

La dottoressa si avvicinò ad esaminare la pianta con il suo tricoder medico. Lo spirito e la professionalità di medico e scienziato della Squiretaker presero il sopravvento sullo sgomento e sull'orrore di quello che stavano guardando.

"La bruciatura ha anche cauterizzato la ferita... interessante... la pianta sta provando a rigenerarsi, guardate questi nuovi filamenti e questi nuovi boccioli..." disse con tono fermo.
"Non capisco però da dove siano originati" commentò Rumar che, girandosi vide Kublik portarsi la mano alla testa.
"Tutto bene comandante?"
"Sì sì, solo un piccolo giramento di testa. C'è qualcosa che non riesco a definire..."
"In che senso?"
"C'è una o meglio più presenze, ma è tutto così confuso..."

L'away team si girò a guardarla e Erjn fece cenno loro di non preoccuparsi. Ignorando il gesto Julia si avvicinò e la scansionò con il tricoder

"Ha livelli molto alti nelle onde theta..."
"Non sto sognando... quindi... qualcosa sta comunicando con me?"
"Forse, o forse tutta questa situazione ti ha stressata" disse Julia minimizzando la questione.
"Sarà meglio avanzare." disse Wu tirandosi su "Il primo sole sta tramontando e tra mezz'ora perderemo anche la luce del secondo. Cerchiamo un posto sicuro"
"Concordo. La seguiamo comandante" disse Rumar.

Albatross I, Stazione di Polizia del 7° cluster di Albatross City
03/06/2397, Ore 21.42 - D.S. 73423.12


Il palazzo della stazione di polizia era circondato di rami, foglie e viticci tanto che il bianco dei muri era fittamente coperto dal verde e dal riflesso scarlatto provocato dalla luce artificiale che colpiva le venature pulsanti di sangue.
"La porta dovrebbe essere qui" disse Wu, dopodiché estrasse il phaser impostandolo sulla massima ampiezza. Il cono di luce bruciò il groviglio lasciando libero l'ingresso a forma di guglia. Si avvicinò alla porta e controllò se questa fosse aperta, ma questa non si aprì.
"Deve essere bloccata da dentro."
"Vede un altro ingresso?" chiese Rumar.
"Dovremmo cercare un altro posto per la notte." disse Julia
"No, questo è molto più sicuro. Guardate! Le finestre sono intatte... ah... là! In alto, c'è un abbaino, sembra aperto."
"Comandante, sono almeno dieci metri... e sembra piuttosto piccolo"
"Sono esattamente 12 metri e 30cm e lo spazio dovrebbe essere sufficiente a permettermi di entrare. Aspettatemi qui." disse Wu rilevando le misurazioni dai suoi sensori ottici. Dopodiché lascio il suo zainetto al marinaio Zante e si arrampicò velocemente sfruttando al massimo gli appigli creati dai rami e in brevissimo tempo le sue mani avevano raggiunto il bordo dell'abbaino. Si tirò sù con un colpo di reni e scomparve all'interno della struttura.
Cinque minuti dopo, quando già cominciavano a innervosirsi, sentirono un rumore giungere da dietro la porta e poi il portone si sollevò dal pavimento lasciando aperto l'ingresso.

"Scusate il ritardo, ma dovevo controllare che fosse tutto in ordine. Via libera!"
"Ottimo lavoro, comandante."

Una volta che furono tutti entrati, gli addetti alla sicurezza riposizionarono la porta al suo posto e rimisero i blocchi.

"Se la struttura è vuota, chi ha messo questi blocchi?" disse Kublik.
"Credo quel povero disgraziato..." rispose Wu, indicando un groviglio di rami dietro la guardiola "deve essere l'ultima cosa che ha fatto. Qui dentro non c'è più nessuno."
"Immagino che con il caos nelle strade tutti gli agenti siano andati fuori e abbiano lasciato solo un agente di guardia." disse Kublik
"È possibile, ma qualcosa deve averlo attaccato." intervenne Rumar.
"Giusto... anche se non sappiamo come tutto questo sia successo." disse Wu
"Però siamo nel posto giusto per scoprirlo." concluse la dottoressa.
"Infatti. Dormiamo qualche ora. Ne abbiamo bisogno. Comandante, organizzi i turni di guardia. Domattina vedremo di capire qualcosa di più."

Albatross I
04/06/2397, Ore 04.17 - D.S. 73423.99


Julia aprì gli occhi nel silenzio e nel buio. Solo una piccola luce veniva dalle sue spalle.

"Mancano ancora 13 minuti al suo turno di guardia." bisbigliò Wu.
"Non riuscivo più a dormire, tutta questa situazione è così strana..." rispose Julia sempre sottovoce.
"Allora deve leggere questi rapporti... la situazione è sempre più strana."
"È riuscita a entrare nel computer?" Julia si alzò e fu in due passi alle spalle di Sheeval.
"Non è stato difficile, c'è sempre qualcuno che non ricorda i codici di accesso... è bastato aprire uno dei cassetti."
"Cosa dicono?"
"È una situazione assurda, non sanno da dove vengono, ma da un giorno all'altro sono apparse spore che hanno attaccato alcuni cittadini... guardi queste foto."

Immagini miste di nubi di spore e rami che esplodevano dalle persone e dagli animali.

"Che orrore..."
"Hanno provato a usare phaser, campi di forza, lanciafiamme, ma non sono riusciti a fermarle."
"Ma almeno sapevano con cosa avevano a che fare?"
"No, pensavano solo a vegetali, nessuno dei test che hanno fatto è servito, ma la tecnologia scientifica Albatrossiana non è equiparabile a quella della Federazione."
"Ha scoperto dove potrebbe esserci un centro di ricerca... o quantomeno se ci sono sopravvissuti?"
"Se ce ne sono, c'è un solo posto. Il palazzo governativo..."
"Cerchi di riposare ora, ci andremo domani..."




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Brano: 15-05
Titolo: Personalità a confronto
Autore: Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker
(aka Vanessa nd)
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USS Wayfarer, Ponte 4 - Hangar Navette
04/06/2397, ore 04.32 - D.S. 74422.44


I ronzii dei campi di contenimento, lo sfarfallio delle luci, il puzzo dei liquidi utilizzati per gli apparati motori.. tutto appariva come doveva essere.
Al guardiamarina Koinos gli si chiudevano le palpebre.
Era stato precettato per monitorare l'hangar navette, di notte.
Un'assurdità si disse mentre si esibiva nell'ennesimo sbadiglio a piena bocca grattandosi la barba.
Nessuno avrebbe potuto entrare o uscire dalla nave senza essere visto, segnalato e bloccato.
Ed anche se ci fosse stato un qualche successo in questa evasione, sarebbe bastato attivare un raggio traente per bloccare la fuga di una qualsiasi di quelle navette.
Certo, c'era l'eccezione della navetta della 'vecchia gallina' ... Koinos ridacchiò sommessamente.
L'Ammiraglio in pensione, nonché nonna della dottoressa, non le era mai stata molto simpatica: certo una vecchina notevole, doveva riconoscerlo, ma la sua presenza a bordo, da temporanea era diventata fissa e continuativa, tanto più foriera di guai. Finora tutti brillantemente risolti, ma fino a quando?
Da quando era salita a bordo, non c'era stata una missione della Wayfarer che si fosse conclusa pacificamente, diplomatica o meramente scientifica, senza qualche spargimento di sangue o rischi per la salute dell'equipaggio.
Una discarica dimensionale potenzialmente letale per tutti a bordo, una scaramuccia che poteva causare una guerra coi Breen sventata all'ultimo ed una crisi diplomatica con un pianeta amico, col rischio di finire tutti avvelenati.
Ultimo, ma non meno importante, un intero away team scomparso nel nulla: non uno, non due, ma ben quattro ufficiali superiori, responsabili di sezione, di cui non si avevano notizie da otto ore.
Non che al guardiamarina Koinos importasse granché di nessuno di loro: non li conosceva personalmente se non di vista, e lui, a sua volta, era solo un viso fra i circa ottocento membri di equipaggio presenti a bordo.
Ciò che più premeva a Koinos era di non venir immischiato in qualche missione: amava la vita a bordo, con i limiti del servizio ovviamente, ma con tutti i benefici di servire su una classe Sovereign e non su qualche 'bagnarola' di terz'ordine.
Aveva i suoi giri, le sue amicizie, le sue attività, le sue passioni. Tutto a bordo Koinos non aveva una vita al di fuori della Wayfarer o delle altre unità su cui aveva prestato servizio.
A detta dei superiori diretti, era preciso e puntuale nello svolgere la mansione assegnata, ma non si spingeva oltre. Si era sempre ben guardato dall'intraprendere qualsivoglia tipo di attività o missione che potesse farlo progredire in carriera.
Mentre per i suoi superiori ciò era un punto a suo sfavore, Koinos ne era orgoglioso.
Poco gli importava che la maggior parte dei suoi pari grado avessero quasi la metà dei suoi anni, ma aveva visto troppi volontari arditi non far ritorno solo per la volontà di seguire i superiori in qualche away team impressionandoli per qualche qualità che ritenevano di dover mettere in mostra.
Stupidi!
Loro non tornavano vivi, si beccavano giusto qualche frase di circostanza quando andava bene, ma spesso erano semplicemente dimenticati di fronte alle necessità contingenti.
Koinos rabbrividì al solo pensiero.
Fu allora che udì un brontolio sordo, simile a ... simile a un ringhio.
Il guardiamarina si alzò di scatto e mezzo intontito dal sonno, inciampò su se stesso e cadde rovinosamente faccia al pavimento.
Il colpo fu attutito dal riflesso autonomo del braccio sinistro, ma Koinos si ritrovò a fissare il suolo non pulitissimo dell'hangar. Dovette sbattere due volte le palpebre per convincersi di non essersi addormentato e che quel ringhio lo stava ancora sentendo e non era frutto della sua immaginazione.
Quando fece motto di alzarsi, spostando lo sguardo dinnanzi a sé, vide due stivali, sicuramente femminili, e la punta di un bastone di strana foggia e fattura appoggiato a terra a venti centimetri dal suo volto.
Koinos deglutì.

"Mi hanno accolto in molti modi differenti nei miei lunghi anni di servizio, ma una genuflessione di tale profondità, sebbene un po' maldestra e poco aggraziata, non l'avevo mai vista Guardiamarina... o devo pensare che ha perso qualcosa? Una lente a contatto forse? Sempre che qualcuno le usi ancora al posto di curarsi con le più sofisticate tecnologie laser.."

La voce dell'Ammiraglio Squiretaker era tranquilla e pacata, che smussava la vena di ironia della battuta senza farla cadere nell'offensivo.
O almeno quella era la situazione dal punto di vista obiettivo. Koinos, invece, la visse soggettivamente in maniera diametralmente opposta.
Sibilò un qualcosa quasi inintelligibile prima di rialzarsi.
Dietro all'Ammiraglia si era materializzato il Capitano Kiron.

"Ci sono problemi?" esordì l'ufficiale in comando della Wayfarer
"No!" rispose seccato Koinos
"No, affatto..." replicò l'anziana donna "anzi... il Guardiamarina si è offerto gentilmente di accompagnare la sottoscritta in missione."

Le espressioni di Kiron e di Koinos divennero stupefatte: se il Capitano era meravigliato e stupito, Koinos era esterefatto e disorientato.
L'unica cosa che gli venne in mente è che la donna avesse sentito qualcosa, o avesse intuito qualcosa nel suo borbottio sommesso di poco prima, ma non ebbe tempo di obiettare che il Capitano Kiron prese la parola.

"I sensori non riescono a venire a capo di quanto sta succedendo su Albatross I. Ho ceduto alle insistenze dell'Ammiraglio ed invieremo alcune navette per monitorare la situazione e..."
"Non credo sia opportuno, signore, in base alla mia esperienza, con tutto il rispetto, ma io credo che..."
"Guardiamarina Koions... oh che sbadata Koinos volevo dire..." esclamò Vanessa Squiretaker strappando un sorriso a malapena soffocato da parte del Capitano "ciò che lei crede o non crede è irrilevante. Non abbiamo bisogno del suo permesso per inviare delle navette per creare una griglia sensori in grado di potenziare la nostra scansione del pianeta. O ritiene che dobbiamo chiedere prima la sua autorizzazione?"
"Ehm... no, ma io pensavo che voleste andare su Albatross e... si insomma io non lo ritenevo sicuro vista l'importanza che rivestite a bordo e..."
"Oh ma che tenero, che pensiero premuroso... allora se mai ci sarà una missione di soccorso, terremo in considerazione la sua offerta, vero Capitano?"
"Q...quale offerta?" balbettò Koinos sbiancando in volto
"Come quale? Guardiamarina si è appena offerto volontario! Finalmente! I miei complimenti" sentenziò lapidario Kiron.

USS Wayfarer, Plancia
04/06/2397, ore 05.55 - D.S. 74422.59


"Come procede?" domandò Kiron al suo ingresso in plancia, facendo segno al suo sottoposto che occupava la poltrona di comando di rimanere al suo posto.
"Abbiamo inviato fuori dieci navette come da istruzioni, Capitano: in ognuna c'è una micro equipe con competenze trasversali come richiesto: esperti di comunicazioni, di sensori, di sicurezza ed addetti per l'emergenza medica. Sette navette sono già in posizione ed abbiamo iniziato a creare la griglia operativa sensoriale. Le dotazioni delle navette non sono equiparabili a quelle della Wayfarer, ma abbiamo implementato il raggio d'azione e la quantità di informazioni"
"Bene... le altre tre navette?"
"Due stanno per giungere in posizione, la terza è quella dell'Ammiraglio ed è quella che ha più spazio da percorrere, ma anche gli strumenti migliori"
"Molto bene Tenente Ichigawa, monitori la situazione. Voglio trovare delle risposte quanto prima!"
"Signor Vaitor con me in sala tattica, allerti anche il signor Cooper."
"Ehm non è a bordo, Capitano.. è sulla navetta dell'Ammiraglio."
"Cosa ha detto Comandante?"
"Credevo ne fosse stato informato signore... Cooper ha insistito nell'andare con l'Ammiraglio Squiretaker e la sua scorta. Con loro c'è anche il guardiamarina alle operazioni Koinos, l'addetto sensori Burian, alla sicurezza Hendriks e la vulcaniana T'Lin, Mc'Grays come supporto al timone..."
"Basta così.. conosco la composizione del team, solo non doveva andarci Cooper, ma il guardiamarina Marek."
"Spiacente, signore... il Comandante Cooper è stato irremovibile... e l'Ammiraglio ha ratificato la scelta."
"L'Ammiraglio è in pensione, Comandante!" esplose Kiron alzando gli occhi al cielo
"Ehm... sarà, ma è difficile convincerla a riguardo signore... specialmente con la nipote potenzialmente in pericolo."
"Va bene... va bene... basta così... venga solo lei Vaitor, faremo una riunione ristretta!"
"Agli ordini... ed il nostro capo ingegnere, Capitano?"
"Ho già dato un diverso incarico al signor Ristea, non si preoccupi."

Albatross I
Stazione di polizia abbandonata
04/06/2397, ore 06.30 - D.S. 74422.66


Come da istruzioni, Julia Squiretaker aveva svegliato tutti, cercando di procedere nel modo più silenzioso e meno traumatico possibile.
C'erano facce di tutti i tipi: riposate, agitate, insonni, preoccupate... ognuno affrontava la situazione facendo leva ad un proprio bagaglio di risorse personali che probabilmente nemmeno si sapeva di possedere prima di trovarsi in una situazione difficile.
Il Comandante Rumar si prodigò subito in consigli ed attività di supporto per ogni membro dell'away team. La sua tranquillità e cordialità era un ottimo balsamo per le preoccupazioni di tutti. Avere un punto di riferimento così era utile per mantenere alto il morale.
Allo stesso modo, il carattere riflessivo, ma deciso, del Comandante Wu infondeva coraggio in tutti quanti, fungendo da fonte d'ispirazione. Il fatto che fosse stata addestrata specificatamente in attività di recupero e salvataggio in ambienti ostili faceva il resto.
Più difficili da decrittare erano gli apporti del Consigliere di Bordo e della Dottoressa.
La prima era entrata in uno spirito di competizione non con i colleghi, ma con il mondo che li circondava: ciò emanava coraggio, ma, senza la logica che accompagnava ogni mossa della Wu, si poteva trasformare in temerarietà. Con semplici parole, caricava dal primo all'ultimo degli uomini dell'away team suggerendo opzioni o strategie d'azione, funzionali sull'immediato, ma senza una visione ad ampio spettro.
Era la prima volta che veniva vista così, forse tranne da Rumar, e ciò elettrizzava l'atmosfera di gruppo.
La dottoressa, invece, era profondamente turbata dal fatto di avere potenzialmente una moltitudine di corpi senza vita attorno a sé, uccisi da quelle che a prima vista sembravano essere delle innocue piante.
Certo sapeva di piante velenose, di piante carnivore e di qualsivoglia tipologia di vegetali in grado di donare vita o seminare malanni di ogni tipo, ma quello che aveva visto aveva nulla di naturale. Forse nemmeno sua nonna poteva vantare una conoscenza simile da risolvere il quesito.
Più ci pensava e più trovava come unica spiegazione un tentativo non andato a buon fine.
Un qualcosa creato in laboratorio sfuggito al controllo dei suoi creatori.
Non era difficile, visto il livello tecnologico Albatrossiano. Ma allo stesso tempo, proprio la non eccelsa capacità scientifica e tecnica, come aveva potuto portare gli abitanti del pianeta a tentare un esperimento artificiale di portata tale da infettare l'intero pianeta?
Una qualche malattia?
Un'esposizione a qualche agente patogeno?
Cosa poteva aver spinto gli Albatrossiani a quel tentativo? E cosa potevano loro mettere in campo di differente per evitare di seguire la loro stessa sorte?




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Brano: 15-06
Titolo: Bonsai senzienti
Autore: Tenente Comandante Mehon Vaitor
(aka Marco Calandri)
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Albatross I, Periferia di Albatross City
04/06/2397, Ore 07.00 - D.S. 74422.72


Il mattino era finalmente arrivato. Per la squadra di sbarco il risveglio e il ritorno a quella strana e inquietante realtà era stata meglio della notte satura di incubi. Ognuno, avvolto nella solitudine del proprio sonno, aveva avuto incubi terribili tempestati da piante carnivore, mostri vegetali, spore infettive e virus. Il risveglio era stato per tutti un bel sollievo, ma li aveva riportati alla realtà lasciandogli un retrogusto strano, un misto di paura e sconforto.

Avevano lasciato la stazione di polizia e avevano ripreso a camminare deviando molte volte a causa di liane e altri ostacoli naturali. Dopo quasi un'ora di camminata erano arrivati in prossimità del palazzo del governo quando il marinaio Darris disse: "Comandante Wu, guar... ."

Ma le parole gli morirono in bocca. Una serie di liane dure come lance l'avevano trafitto mentre rovi misteriosi avevano iniziato a percuotere la squadra di sbarco.

Istintivamente Wu estrasse il phaser e colpì una delle liane che avevano appena ucciso il suo marinaio.

Incurante dell'attacco, la dottoressa Squiretaker cercò di prestare le prime cure al marinaio Darris, ma capì subito che il giovane era morto ancor prima di toccare il suolo.

Il comandante Rumar cerò di coprire la dottoressa col suo phaser, ma mancò il colpo. La liana riscattò in avanti, ma il trill la evitò con un salto. Wu sparò ancora, più per copertura che per colpire un bersaglio specifico subito imitata dagli altri membri della squadra da sbarco. Con la coda dell'occhio Erjn vide una liana prepararsi a colpire Julia che stava cercando di mettere al sicuro il corpo del marinaio Darris. Senza pensarci due volte la donna scattò in avanti e coprì la collega. Poi i ricordi dell'eulariana diventarono confusi. Percepì l'impatto al suolo dando una energica testata contro il pavimento. Poi un dolore intensissimo e lancinante la avvolse. Infine una sensazione di caldo come se del tè tiepido le stesse colando sull'uniforme. Sentiva dei suoni attorno a sé. Forse erano voci e le urla dei colleghi, ma non riusciva a capirle. Pochi istanti dopo arrivò il dolore intenso come se un pugnale incandescente le avesse trapassato i polmone, fece per gridare, ma le mancò il fiato e poi tutto fu buio.

USS Wayfarer, Plancia
04/06/2397, Ore 21.10 - D.S. 74424.33


"Capitano rilevo qualcosa in avvicinamento." Esclamò Vaitor dalla sua postazione.
"Sia più preciso." Rispose Kiron seccato per la mancanza di dettagli.
"Difficile a dirsi... i sensori hanno difficoltà a stimare le dimensioni... sembra una nube con degli oggetti solidi." Spiegò l'ufficiale tattico.
"Sullo schermo." Ordinò il capitano volendo vederci chiaro.

Lo schermo riprodusse un'immagine di una vasta nube di color verdognolo con al centro degli elementi verosimilmente solidi di forma allungata simili a immensi petali tutti collegati ad un corpo centrale affusolato e molto lungo.

"Dimensioni approssimative 30 chilometri di lunghezza per una larghezza di due." Illustrò il bajoriano.
"Che cos'è?" chiese il capitano alzandosi sbalordito dalla sua poltrona.
"Questo sì che è strano..." Si intromise l'ufficiale scientifico in seconda, Tenente Kristoffel Janssen.
"Ci illumini." Ordinò Kiron.
"I sensori rilevano forme di vita multiple... di tipo vegetale." Spiegò Janssen.
"Una pianta?" Chiese Vaitor.
"Non è poi così impossibile." Fu la risposta asciutta di Janssen. "Abbiamo prova di forme di vita che riescono a viaggiare nello spazio... una forma di vita vegetale è di per sé molto più autosufficiente di una di tipo animale."
"La nube... sono semi o altre forme di vita vegetali?" Chiese il capitano.
"Difficile a dirsi... ." Janssen non distoglieva nemmeno per un secondo lo sguardo dai sensori. "Potrei passare la vita ad analizzarla per capire come funziona... potrebbe riuscire a spostarsi a velocità di curvatura o chissà che altro."
"Potrebbe essere senziente." Azzardò Mehon.
"Sarebbe straordinario!" Rispose Janssen elettrizzato, ma il capitano fu più pragmatico: "Come fa a dirlo?"
"Quella pianta era nascosta in un punto Lagrangiano e ora sta puntando verso di noi." Rispose Vaitor.

Kiron osservò l'essere come per scrutarne le intenzioni. Ma la conferma ai suoi timori arrivò poco dopo dall'ufficiale tattico:"Rilevo un picco energetico... scarica di plasma cinque secondi all'impatto."

Albatross I, Albatross City
04/06/2397, Ore 07.25 - D.S. 74422.77


La situazione era disperata. Wu e la squadra della sicurezza avevano difficoltà a tenere a bada i poderosi attacchi delle liane e dei rovi. Improvvisamente aveva fatto l'ingresso quello che doveva essere il burattinaio che muoveva i fili: una strana pianta alta più di due metri con una circonferenza di circa settanta centimetri. La creatura aveva un corpo centrale a forma di tronco marroncino da cui partivano le liane tentacolari. Nella parte superiore invece c'erano delle strane sfere luminescenti di colori rossastri e giallognoli tendenti al violaceo. Dovevano essere gli occhi dell'essere.

La creatura aveva sferrato un poderoso attacco e stava tenendo sotto scacco il comandante Rumar che, malgrado la posizione esposta, stava sparando col phaser nel tentativo di coprire la squadra. Dietro di lui la dottoressa Squiretaker cercava di portare le prime cure a Erjn che, per fare scudo con il suo corpo, era stata ferita da una liana acuminata che le aveva trapassato il polmone sinistro.

"La porti qui dottoressa." Disse Wu indicandole una zona riparata in cui avrebbero potuto adagiare la ferita.
"Non posso spostarla nelle sue condizioni." Fu la risposta di Julia mentre cercava di fermare l'emorragia.

Nel mentre Wu sparò qualche colpo di phaser disse: "Non avete scelta altrimenti morirete entrambi... Non posso sparare a quella cosa alla massima potenza con voi così vicine... Deker aiutale."

Il marinaio, incurante del pericolo, si lanciò in avanti con un balzo raggiungendo la dottoressa che si era appena messa l'anima in pace. I due afferrarono il consigliere, ma il movimento scosse la ferita generando un picco di dolore che si tradusse in un gemito della giovane donna priva di sensi.

"Buon segno." Pensò Julia ritenendo che se la mezza El-auriana poteva provare ancora dolore era ancora viva.

Di scatto raggiunsero la posizione di Wu grazie all'ottimo fuoco di copertura del capo della sicurezza e del primo ufficiale.
Raggiunto un punto sicuro, Julia non perse tempo riprendendo a somministrare le prime cure alla Kublik.

Nel mentre Rumar raggiunse la squadra dicendo: "Vaporizziamo quell'erbaccia una volta per tutte."
Wu annuì ed entrambi, portate le armi al massimo della potenza, fecero fuoco.
Due sfere di energia alla massima potenza colpirono in pieno la creatura causandone la vaporizzazione praticamente istantanea dell'acqua che era al suo interno e l'esplosione dell'essere. La scarica di phaser risalì fino ai tentacoli bruciandoli quasi per interamente. La strada era coperta dai resti. Alcuni erano gelatinosi e verdognoli, altri carbonizzati e altri continuavano a bruciare. Dei resti di tentacoli si muovevano come dei vermi al suolo. Una strana nebbiolina dovuta al vapor acqueo galleggiava in aria dando al tutto un aspetto molto più sinistro.

"Ho bisogno delle attrezzature della nave per salvarla." Disse Squiretaker nel vano tentativo di stabilizzare la donna.
Rumar si voltò per vedere le condizioni del comandante Kublik, fece per parlare ma il marinaio Deker fu più rapido: "Comandante... guardi."

Da infondo alla strada erano emerse due creature simili alla precedente e stavano arrivando verso di loro.

"Quanta energia vi è rimasta?" Chiese il primo ufficiale.
"Poca e insufficiente." Rispose per tutti Wu.
Rumar guardò i due alieni avvicinarsi, strinse il phaser e disse: "Pronti a vendere cara la pel..."

Non ebbe il tempo di finire la frase che un oggetto cadde tra i due alieni e, al contatto al suolo, esplose liberando plasma ad alta energia. Una delle piante fu incenerita sul colpo mentre la seconda continuò ad avanzare malgrado fosse avvolta dalla fiamme. Alzò i tentatoli infuocati, che bruciando apparvero molto più terrificanti, fece per colpire ma il comandante Rumar fu più rapido: "Fuoco."

La squadra di sbarco sparò una potente e precisa raffica di phaser che distrusse quel che restava della creatura.

Wu si guardò intorno nel tentavo di individuare chi avesse lanciato quell'ordigno e in poco tempo individuò una serie di umanoidi che stavano avanzando verso la loro posizione. Erano vestiti da tute simili a quelle per le operazioni extraveicolari e a quelle per il rischio biologico. In poco tempo i nuovi arrivati furono davanti alla squadra di sbarco.

"Chi siete?" Chiese Rumar.




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Brano: 15-07
Titolo: Niente paura
Autore: Tenente Comandante Dorian Zsolt Ristea
(aka Gianluca Nacci)
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USS Wayfarer, Plancia
Nello stesso istante


"Allarme rosso! Alzare gli scudi!", esclamò Kiron, senza staccare gli occhi dallo strano spettacolo sullo schermo.
"Scudi alzati", rispose rapido Vaitor.
"A tutto l'equipaggio", disse Kiron azionando il sistema di broadcast globale dal suo commbadge, "prepararsi all'urto!"

Al centro della nube, in corrispondenza dello stelo della creatura pseudo-vegetale, un rapido aumento luminoso confermò l'affermazione dell'Ufficiale Tattico. Una saetta energetica sfrecciò istantaneamente e si schiantò contro la Wayfarer. Il colpo fece sussultare la nave e conseguentemente tutto l'equipaggio.

"Scudi al 71%", disse Vaitor, asciutto. "Consiglio di rispondere al fuoco, Capitano."
Kiron annuì. "Scarica phaser a ventaglio al mio segnale!"
"Ricevuto." Vaitor operò velocemente sulla sua console. "Appena pronto, Capitano."
Prima che Kiron avesse la possibilità di parlare, un'altra scarica energetica colpì la nave.
"Cosa diavolo?..."
"Chiedo scusa Capitano, non avevo notato il nuovo picco energetico", disse Vaitor, una goccia di sudore sulla fronte che tradiva la sua apparente seraficità. "Scudi al 60%."
"Fuoco!" disse Kiron.

Il fascio phaser partì dalla prua della nave, coprendo una parte della nube verdognola che iniziò a ingiallire.
Come per reazione, la creatura sparò un altro raggio.

"Whoa!", si lasciò sfuggire Ichigawa, sbilanciata dal contraccolpo.
"Scudi al 46%", disse Vaitor.
Kiron si aggrappò forte i braccioli della poltrona di comando. "Una bestia molto aggressiva. Manovra evasiva 7, tenente!"
Azionò il commbadge. "Capo, ho bisogno di più energia agli scudi."
=^= Qui sala macchine. Ricevuto, capitano. =^=

Nello stesso tempo, i motori a impulso della Wayfarer iniziarono a farla rollare sulla sua sinistra. A distanza, la strana forma nube/stelo sembrava tenere fissa la mira, muovendosi di conseguenza.

"Qualsiasi cosa sia, siamo ancora a tiro, Capitano."
"Proviamo con qualcosa di più sostanzioso. Siluri fotonici al mio via!"
"Aye aye", disse Vaitor. "Pronti!"
"Tre siluri in sequenza", disse Kiron. "Fuoco!"

Obbedientemente, tre piccole stelle partirono rapidamente dalla Wayfarer. Il primo siluro illuminò la nube, che ingiallì ancora di più e iniziò a disgregarsi.
Il secondo siluro completò l'opera, diradando ancora di più quelli che sembravano petali, esponendo l'asse centrale.
Il terzo siluro centrò in pieno il tronco, liberando detriti/corteccia nello spazio circostante.

"Colpito!", disse Vaitor.
"Ottimo lavoro. Tenente, prepari altri siluri", disse Kiron.

Sebbene ferita, la creatura non sembrava demordere.

"Capitano, un altro impulso energetico in arrivo!"
"Capo!", disse Kiron. "Dia tutto agli scudi!"

USS Wayfarer, sala macchine
Nello stesso istante


"Agli ordini!", disse Ristea al suo commbadge.

"Paura? In sala macchine non c'è tempo per la paura..." pensò Dorian Ristea, mentre tutta la squadra lavorava febbrilmente, senza tenere conto degli scossoni ogni volta che la Wayfarer era stata colpita.
"Linea energia 54 ridirezionata al generatore scudi", disse Carlos Moreno. "Energia ponti 3, 4 e 5 al minimo e ricalibrati al generatore."
"Ricevuto. Tania, come stanno i blocchi di anti-override?"
"Rimossi", disse il tenente Berger. "Il generatore può tenere per massimo altri 30 minuti da adesso con il flusso energetico che gli stiamo mandando."
"Basteranno", disse Ristea. "Sentito, bella?", disse a voce più bassa rivolto alla Wayfarer in generale, che considerava irrazionalmente come una entità in sé, "basteranno."

"Niente paura giù da noi" si disse "una delle principali lezioni che si imparano in sala macchine è fidarsi della equipe di comando. Noi non vediamo cosa succedere, ma sappiamo che ci tireranno fuori dai guai."

Le mani di Ristea volavano sulla console, liberando ancora più energia per i provati scudi.
Una sensazione allo stomaco e una mezza vertigine gli fece capire che la nave aveva iniziato un'altra manovra evasiva, ma la cosa non lo rallentò di un secondo. Una fede incrollabile era necessaria se si voleva sopravvivere a lungo nei meandri della Wayfarer. O di qualunque nave della Flotta Stellare in missioni esplorative. Era ovvio che ci fosse apprensione e una preoccupazione di fondo in circostanze come queste, ma l'importante era buttare tutto in fondo al cervello e continuare a fare il proprio lavoro. Chi non ci riusciva non durava molto.
Dorian era sulla Wayfarer da 15 anni.
"Non male come progresso per un ex-pulcino bagnato" pensò.
Un altro sussulto quasi lo fece cadere.
Erano stati colpiti di nuovo.

"Iniziare procedura di ridirezione di tutte le linee energetiche a impianti non vitali agli scudi!", berciò. "Ora!"

Le luci su tutti i ponti, inclusa Plancia e Sala Macchine, si ridussero a quelle di emergenza.

"Scudi al 5%", disse Tania Berger.

Ristea annuì.
Un altro colpo e sarebbero stati esposti.

USS Wayfarer, navette
Nello stesso istante


"Comandante, la Wayfarer è sotto attacco", disse un guardiamarina non meglio specificato.

Cooper non ricordava mai i nomi, e con quelle giacchette rosse sembravano tutti uguali comunque.

"Cosa?", disse, precipitandosi alla console.
"La comunicazione dice che un'entità sconosciuta si è manifestata nei pressi della nave con comportamento ostile" - eufemismo burocratico per "ha iniziato a sparare", pensò Cooper, ma non interruppe il guardiamarina. "Entrambe le parti hanno subito danni significanti."

L'ultima frase fece sbiancare sia Gregory che l'ammiraglio Squiretaker che nel frattempo si era avvicinata. La vecchia ha un udito impressionante, pensò.

Cooper rimase senza parole per alcuni istanti, mentre cercava di rimettere insieme i propri pensieri. L'idea di saltare sulla navetta e accompagnare l'ammiraglio gli era venuta per un miscuglio di impulsività, curiosità e senso di protezione per quella vecchia al suo fianco, a cui - gli costava ammettere a se stesso - si era riluttantemente affezionato.
E, in fondo, anche per irritare Kiron. I due avevano ormai stabilito, sulla base di una profonda stima professionale, un gioco di gatto-e-topo che divertiva silenziosamente entrambi, finché non influiva sui risultati lavorativi.
Cooper provocava, il capitano pretendeva di ignorarlo, il che incentivava Cooper a comportamenti ancora più oltraggiosi, con conseguenze teoricamente esilaranti.

"Quella piccola insubordinazione era solo una delle tante mosse sulla loro scacchiera" pensò.
Però ora lui era lì, ad almeno 25 minuti ad impulso da dove avrebbe dovuto essere. E dove voleva tornare, per dare il suo contributo.

Ancora prima che potesse dire qualcosa, l'ammiraglio lo guardò, acciaio negli occhi, e scosse la testa.

"So cosa sta pensando, Gregory", disse. Era la prima volta che lo chiamava per nome. "Non possiamo tornare indietro. Non avrebbe senso."

Cooper irrigidì la mandibola, ma non disse niente.

"Siamo troppo lontani, e cosa potrebbe fare una navetta - o più, anche se richiamassimo le altre? Non abbiamo informazioni su cosa sia quest'entità. E se può affrontare una nave Sovereign, significa che ci spazzerebbe via come mosche."

Gli mise una mano sulla spalla. La voce dell'ammiraglio si era addolcita, o era una sua impressione?

"L'unica cosa che possiamo fare per renderci utili è andare avanti. Abbiamo la nostra squadra sul pianeta da salvare."
"Cosa facciamo, Comandante?", chiese il guardiamarina sconosciuto.
"Andiamo avanti", disse Cooper, a denti stretti.

In fondo alla navetta, ignorato da tutti ma con gli occhi e le orecchie ben aperti, il guardiamarina Democritos Koinos, 54 anni di età di cui 33 spesi in semi-onorato servizio per la Flotta Stellare, percepì un'emozione dentro di sé che non aveva sentito da decenni.
Era forse... rimorso?




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Brano: 15-08
Titolo: Barbecue
Autore: Tenente Comandante Gregory Cooper
(aka Franco Carretti)
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Wayfarer - Plancia
04/06/2397, Ore 07.50 - D.S. 74422.81


Erano dieci minuti che la Wayfarer e il misterioso essere ce la stavano mettendo tutta per farsi fuori a vicenda.
Gli scudi erano praticamente ridotti ad un lumicino, un altro colpo e la nave sarebbe stata spazzata via.
Kiron valutava il da farsi continuando a dare ordini che il timoniere eseguiva magistralmente senza nessun tempo di attesa. Il Capitano diceva di far danzare quei tre milioni di tonnellate di duranio e lui continuava a farlo senza preoccuparsi se quel movimento avrebbe spezzato in due la nave... era così che andavano le cose.
"Riusciamo a distanziarla?" chiese il Capitano guardando attentamente la massa verdognola attendendo il nuovo fascio di energia per poter valutare la direzione di fuga.
"A tratti, ha un rallentamento nel momento in cui i nostri siluri la colpiscono, ma poi torna alla carica riguadagnando velocità." rispose l'ufficiale tattico.
Kiron valutò le opzioni: continuare a colpire sperando in un colpo definitivo, ma il tenente Janssen non riusciva a dire se i danni alla creatura erano abbastanza da distruggerla, per quanto ne sapevano potevano continuare fino a finire la Santa Barbara. Girare la nave e avvicinarsi all'essere posizionandosi in un punto dove la sua bocca di fuoco non potesse colpire la Wayfarer... facile a dirsi, ma quasi impossibile da attuare. Per quello che ne sapeva poteva avere più bocche di fuoco o addirittura colpirli con altro. Oppure trovare un qualcosa che facesse più danni di quanto i loro siluri sembravano poter fare. In giro c'era un solo posto dove trovare una tale potenza.
"Timoniere, rotta 125.258. Massimo impulso! Date tutta l'energia agli scudi di poppa!" ordinò Kiron ben sapendo che l'energia rimasta non sarebbe bastata ad accendere una lampadina.
Il timoniere questa volta ebbe un fremito e un ritardo di qualche decimo di secondo, ma eseguì l'ordine senza staccare gli occhi dalla strumentazione.
La nave si tuffò in verticale schivando per puro caso l'ennesimo fascio di plasma concentrato. Per un attimo Kiron ebbe l'impressione di sentire lo scricchiolio delle giunture della sua nave. Lo schermo principale si divise in due, da una parte l'enorme nuvola vegetale e dall'altra l'incandescente sfera infuocata della stella del sistema.
"Signor Janssen, può calcolare la massa della creatura?" chiese il Capitano.
"Solo ipoteticamente... abbiamo le sue dimensioni e posso calcolarne il peso usando come parametri il peso specifico di un comune legno terrestre. Ma per quello che ne sappiamo potrebbe essere enormemente più leggero o anche solo cavo all'interno."
"La sua massa è superiore alla nostra?" chiese di nuovo l'uomo non prestando attenzione alla parola 'ipoteticamente'.
"E' una volta e mezza la nostra... ipoteticamente." aggiunse di nuovo come per mettere le mani avanti nel caso di errori.
"Calcoli una rotta che ci permetta di far cuocere quella 'grossa barbabietola' su quell'enorme falò!" sentenziò Kiron indicando la parte del monitor che evidenziava l'enorme stella in avvicinamento.
"Sarà molto vicino anche per noi..." puntualizzò Vaitor con un sorriso sghembo.
"Non si può avere tutto dalla vita." sentenziò il Capitano con una scrollata di spalle.

Albatross I - Albatross City
Contemporaneamente


"Chi siete?" Chiese Rumar.
"Non c'è tempo adesso, dobbiamo ritirarci!" rispose l'essere racchiuso nella tuta con una lingua cantilenante che il traduttore universale riconobbe come quella dei nativi di Albatross. Il suo volto era nascosto dalla visiera della maschera e Rumar non poteva dire quale fosse il suo aspetto o anche solo il suo sesso.
Mentre l'essere faceva segno di seguirlo, altri due armati di lanciafiamme inondavano la zona con un inferno liquido che permise agli uomini della Wayfarer di ritirarsi. Il Comandante Wu e due uomini della sicurezza, rimasero nelle retrovie sparando qualche occasionale colpo di phaser per permettere ai loro salvatori di ripiegare.
Il nutrito gruppo raggiunse un piccolo edificio semi coperto di rampicanti. Lo spazio era angusto, ma una botola nel pavimento permetteva di accedere ad un locale ben più ampio dal quale partiva uno stretto tunnel che si perdeva nell'oscurità.

"Spogliatevi!" ordinò l'essere richiudendo la botola dopo che tutti riuscirono a mettersi in salvo.
"Come scusi?" chiese il Comandante Rumar sorpreso.
"Quelle cose emettono spore che si attaccano ai vestiti. Le nostre tute non lo permettono, ma le vostre divise non hanno la stessa facoltà. Dove stiamo andando ci sono gli ultimi sopravvissuti di Albatross City e non vi permetterò di portare quelle cose lì dentro." sentenziò l'essere senza dare ulteriori spiegazioni.
"Fate quello che dice... levate tutto!" ordinò Rumar dopo un attimo di titubanza. Gli uomini della sicurezza lanciarono uno sguardo imbarazzato alle donne del gruppo, ma poi fecero quello che gli era stato ordinato.
Julia fu la prima a spogliarsi. Essendo un medico sapeva del rischio che potevano correre in caso di contaminazione. E dopotutto aveva visto in intimo ognuno di loro più di una volta durante le visite di routine e comunque la preoccupazione che provava per il consigliere era ben superiore a qualsiasi senso di pudore che poteva provare in quel momento.

"Anche il resto! Vi forniremo qualcosa appena appena raggiungeremo la nostra destinazione!" ordinò di nuovo l'essere.
Sheeval non fece una piega e si tolse tutto perfettamente a suo agio nella sua nudità mostrando un corpo flessuoso e armonioso. Con il suo aiuto il medico della Wayfarer riuscì a spogliare anche Erjn mettendo in mostra l'orribile ferita appena sotto il seno destro.
Una veloce medicazione, per mezzo di spray adesivo, permise al medico di bloccare l'emorragia. Almeno quella esterna. Non poteva sapere quanto fossero gravi i danni interni senza ulteriori analisi.
"Comandante, dovrà portare lei Erjn! Faccia attenzione."
Rumar, cercò di non guardare dove metteva le mani quando prese in braccio il consigliere della nave, lanciò mentalmente le sue scuse all'indirizzo del Capitano Kiron.
"Andiamo!" ordinò l'essere facendo strada lungo il tunnel.

Albatross I - stratosfera
Contemporaneamente


"Navetta 1, spostarsi verso il quadrante 1423. Navetta 5, spostarsi sul quadrante 1256... maledizione, dove diavolo si sono ficcati!" brontolò Cooper.
"Guardi qui..." l'ex Ammiraglio Squiretaker indicò il monitor su cui passavano le rilevazioni. Sotto la loro navetta i sensori indicavano uno strano calore diffuso, simile ad un mare rosso brillante nel blu delle basse temperature.
I due si alzarono dalla loro postazione e si avvicinarono al pilota della navetta guardando attraverso i vetri.
"Da quello che leggo sulla strumentazione, sotto di noi ci dovrebbe essere un concerto rave con milioni di persone!" commentò Cooper confrontando quello che vedeva a video con quello che effettivamente era: una densa foresta dai riflessi rossastri.
"Un errore della strumentazione?" chiese la donna.
"Sono solo infrarossi, nessun errore di taratura dovrebbe mostrare questo. Timoniere, quadrante 1202. Guardi lì!" esclamò lui indicando un enorme albero dalle foglie lanceolate e dal colore verde brillante ma con strani riflessi rossi, poi indicò alla donna la stessa immagine sulla strumentazione che mostrava lo stesso albero con una temperatura che nessun vegetale poteva avere.
"Assurdo, dobbiamo scendere e verificare. Timoniere atterri lì da qualche parte."
La navetta compì un largo giro per raggiungere la radura ai piedi della pianta. L'albero non era paragonabile a nessuno dei suoi simili presenti in altri pianeti. La corteccia era di aspetto sano, ma di un bianco spettrale, quasi innaturale. Le foglie erano verdi e a forma di punta di lancia. Sui lati di ciascuna foglia c'era una pigmentazione rossa che deva quello strano riflesso che avevano notato in alta quota.
"Deve essere alto almeno due chilometri e largo quattrocento metri. Alla faccia della sequoia!" sentenziò lo scienziato scendendo dalla navetta e armeggiando con il tricorder.
"Comandante Cooper aspetti..." l'ex ammiraglio lo trattenne per il braccio quando si trovavano a circa trecento metri dall'enorme pianta. "Guardi qua."
I due si piegarono, con qualche difficoltà, a terra. La donna indicò una crepa nel terreno. "Questa è una frattura da impatto."
"Da impatto? Possono essere semplicemente le radici dell'albero che hanno fatto spaccare la roccia." ribatté Cooper analizzando la zona "No, ha ragione, ce ne sono ovunque e partono a raggiera direttamente da quel coso laggiù. Non le abbiamo viste dall'alto perché la vegetazione ha ricoperto tutto. Qualcosa deve essere caduto proprio dove adesso c'è quella mostruosità... almeno un anno fa."
"Forse è proprio quella mostruosità ad essere caduta..." mormorò Vanessa riprendendo a camminare.
L'albero incombeva ormai su di loro. Erano ad una distanza di cinquanta metri quando la donna fermò di nuovo l'ufficiale scientifico. "Sente questo odore?"
"La carcassa di qualche animale?" chiese lui dopo aver annusato l'aria ed aver avvertito il caratteristico odore dolciastro.
"Non abbiamo rivelato nessun animale, nemmeno un insetto... possibile che siano venuti a morire tutti qui?" rispose dubbiosa la donna.
"Non mi piace affatto questa cosa... mi aspetti qui." ordinò Cooper avanzando.
"Non ci penso nemmeno!" esclamò lei sollevando un sopracciglio.
"Ha ragione, meglio se inizia a tornare verso la navetta." La donna parve volerlo ignorare e lui la trattenne per un braccio.
"Non è il momento di fare l'arrogante, se le cose si fanno problematiche non ho nessuna intenzione di portarti in spalla, per cui le ordino di tornare sulla navetta!" Ribatté acido lui.
"Comandante Cooper, pensa davvero che rispetterò un suo ordine?" Vanessa incrociò le braccia al petto.
"Ex Ammiraglio ormai in pensione, ora civile e che nemmeno dovrebbe andare in missione, posso darle tutti gli ordini che voglio e lei farà meglio a rispettarli. Oppure posso ordinare ad uno di quei bei tomi che si porta dietro di legarla e imbavagliarla per poi trascinarla sulla navetta... e loro sono proprio costretti a rispettare il mio ordine dato che sono ufficiali della Flotta Stellare... c'è scritto su qualche manuale, ne sono quasi certo." rispose Cooper girandosi verso di lei e sorridendo soddisfatto. "Avrà tutto il tempo quando torniamo sulla nave di chiamare qualche alto funzionario perchè punisca il pessimo ufficiale scientifico che l'ha offesa, ma ora faccia quello che ho detto!"
Vanessa Squiertaker sbuffò infastidita e girò sui tacchi avviandosi verso la navetta seguita dai suoi collaboratori.
Cooper continuò a camminare con maggior attenzione. Nemmeno lui era quel gran atleta... avrebbe dovuto far scansionare la pianta da uno degli uomini della sicurezza del Comandante Wu, ma aveva delle remore per tre ottimi motivi: il primo era che probabilmente nessuno di loro avrebbe saputo da che parte tenere un tricorder se non era provvisto di impugnatura e grilletto, il secondo era che gli uomini della sicurezza avevano la tendenza a morire con una frequenza allarmante e quindi ne conseguiva la terza ragione, con che coraggio avrebbe detto alla Wu di aver fatto ammazzare i suoi ragazzi?
Cooper non voleva ammettere nemmeno a se stesso che non se la sentiva di portare altri verso un pericolo. Non era abituato a quel genere di cose... lui se n'era sempre stato nel suo laboratorio come un eremita nella sua grotta. Solo ora che era arrivato sulla Wayfarer aveva capito cosa volesse dire avere la responsabilità di altri. No, non era pronto a fare delle scelte così drastiche.
Fece segno agli uomini della sicurezza di rimanere indietro e loro non fecero una piega. Dopotutto si trovavano a cinquanta metri da lui e di fronte ad un albero, cosa poteva andare storto?
Arrivato ad una decina di passi si fermò. Nel tronco si intravedeva qualcosa di metallico, come se l'albero fosse cresciuto attorno ad un palo di una recinzione inglobandolo nella sua struttura. Qua e là si vedevano anche segni di un qualche tipo di recinzione. A terra uno sbiadito cartello in una strana lingua, avvertiva tutti di stare alla larga dalla zona militare. Sembrava quasi che dopo la caduta, probabilmente di un meteorite, la zona fosse stata recintata e poi l'albero fosse cresciuto per poi inglobare tutto quello che aveva attorno.
"In un anno? Sei stato svelto ragazzone!" mormorò Cooper guardando l'albero assurdamente grande.
Le analisi continuavano. Secondo il tricorder qualcosa aveva effettivamente colpito il terreno con una discreta forza. Possibile che un meteorite avesse infettato un albero esistente con una qualche malattia genetica che l'aveva poi fatto crescere a dismisura? Ma cos'era quel bagliore rossastro che vedeva dagli strumenti? Era come se l'albero fosse caldo... come un essere vivente.
Dato che non aveva nessuna intenzione di toccare con mano e che il phaser avrebbe comunque cicatrizzato la ferita che doveva provocargli, Cooper decise di fare alla vecchia maniera. Prese un grosso sasso, lo pulì del terriccio e lo brandì a mo' di pugnale. Poi con forza colpì la corteccia staccandone un pezzo.
Una radice schizzò fuori dal suolo e lo colpì con forza allo stomaco scaraventandolo a dieci metri di distanza. Il fiato gli uscì dai polmoni portandosi dietro una bestemmia e l'aria si trasformò in un mondo fatto di lucciole splendenti. Il tempo di schiarirsi la vista e l'ufficiale della Wayfarer vide arrivare cinque enormi rami, simili a quadrelle di una ballista direttamente verso di lui.
"Oh merda..." rantolò con un filo di voce.




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Brano: 15-09
Titolo: Situazione 'Hot'
Autore: Tenente JG Asuna Pauline Ichigawa
(aka Silvia nd)
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Albatross I, Albatross City
04/06/2397, Ore 18.20 - D.S. 74424.01


"Ecco. Siamo arrivati." annunciò l'albatrossiano che conduceva il gruppo alla comitiva Wayfareriana che lo seguiva.

Julia si guardò attorno con fare indagatore non notando nulla di anomalo rispetto al paesaggio che li aveva accompagnati fino a quel momento. Non fece, però, in tempo ad aprire la bocca per fare domande, perché l'albatrossiano si avvicinò ad un albero dal tronco parecchio spesso, con foglie grandi e di diverse sfumature di verde e la corteccia scura. Digitò qualcosa sullo schermo del bracciale elettronico, parte della divisa che portava sul polso sinistro e, dopo un lieve sfarfallio, comparve l'ingresso di un ascensore in una parte della
corteccia e si aprì la porta.

"Nascosto da una superficie olografica...", commentò Rumar sottovoce.

Julia annuì in silenzio mentre il Comandante Wu rimase totalmente indifferente davanti all'ovvietà del commento.
Gli albatrossiani che li avevano condotti lì, senza troppe cerimonie entrarono nell'ascensore e il loro leader li invitò a seguirli con un gesto del braccio.
Fecero il loro ingresso nell'ascensore ed Erjn emise un flebile lamento di dolore tra le braccia di Rumar.

"Dobbiamo sbrigarci, ha bisogno di cure", ripetè seria la Squiretaker all'albatrossiano mentre l'ascensore aveva iniziato a scendere da alcuni secondi.

"Ci siamo quasi", rispose l'altro con voce atona da dietro la visiera del casco protettivo.

U.S.S. Wayfarer, Plancia
Contemporaneamente


La temperatura sulla nave stava aumentando sempre più mano a mano che si avvicinavano alla stella e, sebbene tutti si fidassero ciecamente di Kiron, il timoniere Janssen si stava già pentendo di non aver affermato che quella rotta era impossibile, dato che la probabilità di riuscire a salvarsi ma abbrustolire la creatura non era secondo lui abbastanza vicina al cento per cento e tutte le persone sulla nave stavano correndo un rischio per via delle sue stime ipotetiche.

Tutti gli ufficiali in plancia si erano rigirati le maniche della divisa e slacciati i bottoni del colletto iniziando a trovare quel calore soffocante.

La voce di Ristea irruppe per tutta la plancia: "La temperatura sta aumentando troppo velocemente, Capitano! Stiamo per superare la soglia critica!"

"La situazione si sta facendo 'hot'!", fu il commento fuori luogo della Ichigawa che al solito cercava di sdrammatizzare a modo suo con pessime battute, sventagliandosi il data padd personale vicino al
volto.

"Ancora per poco", rispose Kiron concentrato ad entrambi. "Novità dall'ammasso vegetale?", chiese poi in direzione dell'ufficiale alla consolle scientifica.

"Ci sta seguendo e non sembra intenzionato a fermarsi. L'unica nota positiva è che non sta più attaccando da quando abbiamo cominciato ad allontanarci e sembra mantenere una distanza costante."
"Capitano", disse con tono un po' incerto la Ichigawa fissando i dati alla consolle delle comunicazioni. "Rilevo un segnale ripetuto in sequenz.."
"La creatura si è fermata" la interruppe Vaitor. "Che facciamo?"
"Capitano a sala macchine: quanto tempo possiamo reggere a questa temperatura?"
"Non più di un paio d'ore, Capitano. Le ricordo che abbiamo ancora gli scudi ridotti al 5% e siamo terribilmente vulnerabili. Anche un solo colpo può esserci fatale in questa situazione.", rispose l'ingegnere.
"Fermiamoci!", ordinò al timoniere.
"Tenente Ichigawa, cosa stava dicendo a proposito di quel segnale?", chiese osservando la creatura proiettata sullo schermo.
"...sembra che sia una sequenza ripetuta. Non so cosa significhi...sto provando ad applicare diversi algoritmi di traduzione nel caso in cui fosse una sorta di messaggio in qualche lingua a noi sconosciuta ..."
"Prima ci sparano addosso e poi inviano un segnale non appena minacciamo di farli arrosto. Qualsiasi cosa sia...se anche fosse un messaggio..non è di benvenuto. Cerchi di capire se ha davvero un qualche significato. Inutile ricordarle che ... ha meno di due ore di tempo."

Poi si voltò verso Vaitor: "Tenete monitorata la creatura. Voglio aggiornamenti in caso di qualsiasi movimento, aumento anomalo di energia o altro."

Albatross I, nei pressi della pianta gigante
Contemporaneamente


I tre uomini della sicurezza iniziarono a puntare i phaser verso la radice impazzita e sparare non appena si accorsero dell'attacco verso Cooper.

"I phaser non hanno effetto!" esclamò il Guardiamarina Valsen che iniziò a correre per schivare la radice ora diretta verso di lui.
"Continua a sparare e fai da esca", rispose il Tenente Connelly, "Io mi occupo del Comandante Cooper. Tval, lei corra alla navetta a chiamare i soccorsi. Ci serve un medico"

Valsen continuò a correre e sparare, ma aveva l'impressione che l'enorme pianta stesse diventando sempre più rapida, come se stesse imparando a prevedere i suoi movimenti. Ne ebbe la conferma quando, dopo l'ennesimo sparo, la radice arrivò esattamente nel punto in cui si stava dirigendo, all'altezza della sua spalla e riuscì a non farsi colpire, ma solo ferire superficialmente, letteralmente per un pelo.

Intanto Connelly era riuscito a portarsi accanto a Cooper. "Riesce ad alzarsi?", chiese.

"Certo... per chi mi ha preso?", disse lui ansimante e un leggero sorrisetto, che si trasformò in una smorfia di dolore non appena cercò di portarsi in posizione seduta e avvertì una fitta all'altezza del petto.
"Lasci fare a me", concluse Connelly vedendolo in difficoltà e piegandosi per sollevarlo e portarlo via in modo più veloce e indolore possibile.

Stava giusto rialzandosi tenendo Cooper in braccio, che mentre quest'ultimo si stava lasciando sfuggire con il poco fiato che aveva la battuta "So che avrebbe preferito prendere in braccio una donna...", che udirono un grido atroce.

Il Guardiamarina Valsen era stato colpito dalla radice che lo aveva penetrato dall'occhio e bucando il cranio dall'altro lato. Purtroppo non c'era più nulla da fare.

Connelly iniziò a correre più veloce che potè reggendo Cooper, ma era inutile correre: fintantoché la pianta non si sentiva più minacciata, non stava più agitando le proprie radici.

Albatross I, Albatross City
04/06/2397, Ore 18.30 - D.S. 74424.03


Una volta scesi dall'ascensore si trovarono in una stanza dalle superfici completamente bianche. Getti di un liquido caldo colpirono ognuno di loro, albatrossiani compresi, dal soffitto per alcuni minuti.
Successivamente, seguirono getti di aria calda per asciugarli.
Quindi si aprì la porta di fronte a loro e l'abitante di Albatross iniziò a togliersi prima il casco, rivelando dei lunghi capelli blu elettrico e delle squame ai lati del collo, e poi a slacciare la tuta.

"Benvenuti su Albatross. Mi chiamo Alisha", disse con voce profonda.

Rumar rimase stupito vedendo una donna dal momento che si era fatto l'idea di avere a che fare con un individuo di sesso maschile.

"Sarà meglio che rimaniate qui mentre vi procuriamo degli abiti e chiamiamo un medico per la vostra amica."
"Io sono un medico, è sufficiente che ci forniate le strumentazioni ed i medicinali necessari a curarla. Al resto penserò io.", rispose Julia.

Ma Alisha la ignorò e si allontanò con i suoi compagni.
I tre si scambiarono delle occhiate.

"E quindi i sopravvissuti si sono rifugiati nel sottosuolo?", chiese Julia prendendo per il polso Erjn per verificare la stabilità del battito.
"La logica direbbe questo. Ma, ad ogni modo, presto avremo risposta per tutte le nostre domande", risposte Wu.

Dopo pochi minuti, arrivarono due albatrossiane portando delle tute per ogni membro della squadra e due uomini con una barella che fecero sdraiare Erjn mentre il gruppo si vestiva.
La Dottoressa Squiretaker seguì gli uomini con la barella, mentre Wu e Rumar seguirono Alisha all'esterno della sala in cui erano stati disinfettati.

Albatross I - Albatross Underground City
04/06/2397, Ore 18.45 - D.S. 74424.06


Wu e Rumar attraversarono alcune gallerie e furono condotti all'interno di una stanza spoglia con solo un tavolo e delle sedie entrambi di ferro.

"Prego, accomodatevi. Se avete fame posso farvi portare qualcosa..." esordì Alisha.
"Non abbiamo fame", rispose la Wu, dal momento che non era sicuro fidarsi.
"A dire il vero sì...", la contraddì Krell. "Abbiamo fame di informazioni. Abbiamo ricevuto la vostra chiamata di soccorso e questo è il motivo per cui ci siamo ritrovati in questa situazione. Abbiamo visto un umanoide ... in una pianta ... Contro chi o cosa state combattendo? Cosa è successo al vostro pianeta?"

Il volto di Alisha si fece scuro e iniziò a raccontare.

"Tutto iniziò all'incirca un anno fa ... registrammo l'impatto di un oggetto non identificato sulla superficie del pianeta, ai margini di Albatross City. In quel periodo sottovalutammo il pericolo che stavamo correndo, per via dell'ignoranza e ci limitammo a delimitare il perimetro dell'impatto ed avviare delle ricerche su quello che sembrava essere un albero caduto dal cielo.."

"Con il passare del tempo iniziarono a verificarsi dei fenomeni anomali su tutta Albatross, come l'incremento della crescita dei vegetali, a discapito della fauna locale e la sparizione inspiegabile
anche di alcune persone... Inizialmente nessuno collegò questi fenomeni con l'arrivo dell'albero e tutti se ne dimenticarono mentre questo aveva iniziato a crescere in maniera smisurata. Quando ci accorgemmo che la flora stava invadendo piano piano l'intero pianeta, iniziammo a cercare di contrastarla con le armi, venendone feriti, motivo per cui abbiamo richiesto soccorso. Purtroppo nessuno prima di voi ha risposto alla nostra richiesta, quindi il governo rese pubblica l'esistenza dei tunnel sotterranei in cui ci troviamo, e che inizialmente erano pensati per tutt'altro scopo, e iniziammo a rifugiarci qui, schermati dalla superficie, in attesa di trovare una soluzione ed uscendo in superficie solo per prelevare i campioni necessari alle nostre ricerche."

Fece una pausa.

"Come vi accennavo quando vi ho trovati, la pianta si riproduce utilizzando delle spore. L'unico metodo abbastanza efficace che abbiamo per contrastarla al momento è il fuoco."
"E non avete idea del motivo per cui questa pianta sia venuta proprio su Albatross?", chiese Rumar.
"No", ammise Alisha "La nostra teoria più verosimile è che si tratti di una creatura parassita e che una volta che non avrà più nutrimento dal nostro pianeta si sposterà su un altro per continuare a vivere."