Home Home
 
 
 
 
 
 
SHELDON - MISSIONE 02 RSS SHELDON - Missione 02

02.00 "Paul Hewson - Primo contatto"

di Paul Hewson, Pubblicato il 02-08-2019

Pianeta Xandros - Monti Ellexi
30/07/2399 ore 17,30


I tre uomini avanzavano a fatica nella tempesta che turbinava intorno a loro: uno spesso strato di neve copriva lo stretto sentiero che stavano percorrendo rendendolo estremamente pericoloso, tanto più che uno dei tre era ferito ad una gamba a turno gli altri due lo aiutavano, sorreggendolo, anche se a volte il sentiero diveniva così stretto da concedere il passaggio ad una sola persona alla volta. Il loro abbigliamento era troppo leggero per poter sopportare ancora a lungo la rigida temperature e in più su quel pianeta i giorni erano estremamente corti e le ombre della sera stavano già scendendo, rendendo la temperatura ancora più bassa. L'uomo che non sorreggeva il ferito, precedeva gli altri due di pochi metri, rimanendo sempre a portata di vista, facendo da apripista: improvvisamente si fermò, fece cenno agli altri di raggiungerlo e quando li ebbe vicino alzò il braccio e con l'indice teso indicò un'ombra scura che spiccava tra le altre ombre. Adagiata alla parete rocciosa poteva essere scambiata per un masso più grande, ma guardando meglio si vedeva chiaramente il bordo preciso di un tetto e le forme squadrate di una costruzione: l'avevano trovato.
L'uomo che apriva il gruppetto corse verso la loro probabile salvezza: c'erano una porta e una piccola finestra chiuse da serramenti in legno. Senza pensarci aprì la porta con un calcio ed entrò. L'ambiente, da quello che la poca luce che ormai filtrava da fuori lasciava vedere, era asciutto e si potevano scorgere una panca con accanto un tavolino, vicino alla parete formata dalla roccia stessa della montagna vi era una branda con una specie di cassettone ai piedi e sulla parete di fronte alla porta sembrava essere appoggiata una dispensa.
Sentendo arrivare gli altri, l'uomo si spostò ed aiutò il ferito a sedersi sulla panca, quindi chiuse la porta e si abbassò il cappuccio, mostrando il bel volto del Primo Ufficiale della Sheldon. Kyel, mentre Houssein esausto si lasciò cadere a terra, perquisì rapidamente il rifugio e, avendo trovato nel cassettone indumenti asciutti e decisamente più caldi di quelli che indossavano loro, li lanciò ai colleghi dicendo loro:
"Coraggio toglietevi i vestiti bagnati e mettete questi!" e mentre porse un caldo mantello di lana foderata di pelliccia al Consigliere gli chiese "Come diavolo facevi a sapere dell'esistenza di questo rifugio?"
Paul, tremante per il freddo e cercando di muovere il meno possibile il ginocchio sinistro rimasto infortunato nell'incidente che aveva causato la distruzione della navetta, con cui stavano esplorando il pianeta, e la morte del tenente Floyd pilota della stessa, rispose "Me l'ha detto Cassilda!"
"Chi?" disse Rezon temendo che il collega fosse vittima di allucinazioni dovute al freddo e alla stanchezza.
"Non sono impazzito Kyel!" ribatté il Consigliere leggendo benissimo sul volto di Rezon quali erano le sue perplessità" Deve essere una telepate potentissima, ho sentito il suo tocco nella mia mente quando la tempesta ci ha travolto, chiedendomi scusa per il pericolo in cui ci aveva messo. E quando mi sono svegliato, dopo che il vuoto d'aria causato dalla slavina che ha trascinato nello strapiombo quello che restava della Leonardo e il povero Floyd, era ancora presente e mi ha indicato la strada per raggiungere questo riparo."
"Ed è ancora lì?" chiese Houssein che nel frattempo aveva indossato gli abiti caldi trovati da Rezon.
"No se n'è andata quando abbiamo trovato il rifugio, ma ha detto che non appena possibile manderà aiuti."
"Speriamo che arrivi prima la Sheldon, non vorrei infrangere subito la Prima Direttiva al nostro primo sbarco su un pianeta sconosciuto." disse Kyel che non aveva nel tono di voce la sua solita baldanza.
"Non so quanto sono rapidi qui i soccorsi, ma sappiamo che la Sheldon, ammettendo che il nostro segnale di soccorso sia passato, era comunque impegnata in una missione di soccorso a 24 ore da qui. Direi di metterci comodi al momento e di preparare una storia plausibile nel caso arrivassero prima i locali!" disse Houssein.

- Flashback -
Pianeta Xandros - Navetta Leonardo -
29/07/2399 - ore - 22,30


La navetta della Sheldon stava sorvolando una impervia catena montuosa, alla ricerca di quei materiali che i sensori a lunga distanza avevano individuato e che necessitavano al prosieguo del viaggio che si preannunciava più lungo di quanto l'equipaggio della nave senziente avesse sperato. Nei mesi appena trascorsi avevano trovato un paio di sistemi i cui pianeti avevano fornito riserve di materie prime, indispensabili per un viaggio così lungo, ma nessuno era risultato abitabile. Avevano poi trovato questo sistema di cinque pianeti, orbitanti intorno ad una gigante rossa ed il quarto di questi era abitato da una razza umanoide, molto simile come aspetto ai terrestri. La loro cultura purtroppo si poteva paragonare al XV secolo della Terra e la Prima Direttiva impediva agli uomini della Sheldon di avere contatti con quel popolo. Avevano quindi optato per un'osservazione a distanza di sicurezza a bordo di una delle navette della Sheldon, con l'intento di trovare un modo per prelevare un po' di risorse dal pianeta e allo stesso tempo studiare una nuova civiltà, senza farsi notare.
Al comando della Leonardo, Rezon guidava una piccola squadra formata dal Primo Ufficiale Scientifico Houssein, che si occupava della ricerca di materie prime indispensabili per l'equipaggio, il Consigliere Hewson, che aveva il compito di studiare la civiltà che governava il pianeta e il pilota Floyd.
Blake era rimasto al timone della Sheldon perché la gigante rossa emetteva potenti distorsioni elettromagnetiche che richiedevano tutta l'abilità del giovane betazoide per mantenere stabile l'orbita, mentre l'atmosfera del pianeta Xandros ne bloccava il passaggio, rendendo più semplice manovrare la navetta.
Per restare celati agli occhi degli Xandriani, avevano deciso di sorvolare a bassa quota quella che sembrava essere la città principale del pianeta, durante la notte. Al Consigliere sarebbe piaciuto scendere dalla navetta e mischiarsi a loro, magari entrare in una taverna per studiare da vicino gli indigeni in un ambiente chiuso, che offriva diverse opportunità di interazioni sociali. Rezon l'aveva bloccato immediatamente: si sarebbe dovuto accontentare di studiare le registrazioni che stavano facendo. A malincuore Paul convenne col Primo Ufficiale che non era il caso di rischiare un contatto e si era messo tranquillo alla sua consolle.
Mentre stavano finendo le analisi della città arrivò una chiamata dalla Sheldon.
=^=Faith a Rezon, tutto bene?=^=
"Qui Rezon,Si Sisgnore procede tutto come previsto." stranamente Kyel usò una frase formale per rispondere a Faith, ma il tono usato voleva dire: e come potrebbe andare con me al comando? Ed anche se la comunicazione era solo audio alla giovane donna non sfuggì la solita presunzione nella voce.
=^=Abbiamo ricevuto una chiamata di soccorso da un mercantile Thalassiano, hanno problemi coi motori e Kelley crede di poterli aiutare. Preferite rientrare o continuare con l'esplorazione?=^=
Kyel scambiò uno sguardo coi suoi compagni ed avendo ricevuto da tutti l'ok per continuare rispose:
"Andate pure Capitano, noi vorremmo cominciare con le analisi del sottosuolo"
=^=D'accordo, mi raccomando non cacciatevi nei guai! Faith chiude.=^= disse Adrienne, abbastanza sicura che dalla navetta dove si trovavano i suoi uomini, non avrebbero potuto correre rischi su un pianeta a così basso tasso evolutivo.

- Flashback -
Catena montuosa Ellexi -
Navetta Leonardo - 30/07/2399 ore 16


Dovendo perlustrare zone dove non era segnalata presenza umanoide non si preoccuparono di restare al riparo che l'oscurità notturna offriva gratuitamente e si diressero verso un'elevata catena montuosa a nord della città, sotto la quale i sensori avevano individuato ricchi giacimenti di dilitio ed altri preziosi materiali.
"Signore rilevo una forte perturbazione in via di rapida formazione di fronte a noi" Disse Floyd all'improvviso e fece appena in tempo ad avvisare i compagni che una turbolenza, dalla violenza fuori da qualsiasi scala di misurazione, si abbatté sulla Leonardo, non lasciando il tempo al pilota di evitarla: per diversi minuti la navetta fu sbattuta da venti impetuosi e colpita da scariche di fulmini, rendendo la navigazione estremamente tumultuosa. La visibilità era praticamente a zero e anche la strumentazione era disturbata dalla tempesta quando videro la parete rocciosa di una enorme montagna ergersi di fronte a loro, al pilota non restò che un disperato tentativo di evitare uno scontro frontale. Con una virata a 90° verso l'alto evitò l'impatto frontale, ma non riuscì ad evitare al fondo della navetta di raschiare la parete della montagna per diversi metri Floyd sentì che stava perdendo i controlli del mezzo e quando vide uno spiazzo sul fianco di una montagna, cercò di atterrare.
I minuti che seguirono, dal brusco atterraggio allo staccarsi della slavina che trascinò nel dirupo sottostante la navetta col pilota, unico rimasto a bordo, furono confusi ed eterni per i tre membri della Sheldon: erano scesi per sincerarsi dei danni e furono sbalzati lontani dal vuoto d'aria causato dalla slavina stessa, verso il bosco che si estendeva per chissà quanti chilometri poco sotto lo spiazzo occupato poco prima dalla navetta. Rezon e Houssein che erano rimasti vicini, non avevano subito grossi danni ed insieme si misero a cercare Hewson, trovandolo una decina di metri più sotto, con la gamba sinistra sotto un tronco d'albero sradicato dalla violenza dell'onda d'urto, piegato in una maniera innaturale all'altezza del ginocchio. Da lì era cominciata la loro marcia a cercare un riparo.

Spazio sconosciuto -
Nave Sheldon - 30/07/2399 ore 18.00


Stavano per raggiungere la nave Talassiana, con un filo d'ansia da parte del Capitano, perchè non si sentiva tranquilla nell'aver lasciato indietro i suoi uomini, anche se sapeva che erano preparati e pronti a qualunque evenienza. La necessità, però, di portare aiuto ad una nave in difficoltà, per di più di origine talassiana, che dai diari di bordo della Voyager sapevano quanto erano stati d'aiuto alla Janeway e ai suoi uomini, aveva la priorità per gli ufficiali della Federazione. E per di più sperava di trovare dei primi alleati in quello spazio sconosciuto e così lontano da casa. Era immersa in questi pensieri, quando Jekins dal tattico richiamò la sua attenzione.
"Capitano mi scusi, ma ricevo strane letture dalla nave Talassiana."
"Cioè?" chiese Faith girandosi verso di lui.
" Ci sono segni di esplosioni all'esterno dello scafo e non rilevo forme di vita all'interno!"