Missione 03










SHELDON

Missione: 03


SHELDON

Missione 03


Equipaggio

Capitano Tenente Comandante Adrienne FaithCapo Operazioni Tenente Nicholas RushConsigliere Tenente Paul HewsonPrimo Ufficiale Tenente Kyel  Rezon Timoniere Tenente JG Alec BlakeUfficiale Scientifico Capo Tenente JG Naky TerellUfficiale SEC/TAC Tenente Filippo Jekins
Capitano
Tenente Comandante Adrienne Faith
Capo Operazioni
Tenente Nicholas Rush
Consigliere
Tenente Paul Hewson
Primo Ufficiale
Tenente Kyel Rezon
Timoniere
Tenente JG Alec Blake
Ufficiale Scientifico Capo
Tenente JG Naky Terell
Ufficiale SEC/TAC
Tenente Filippo Jekins

Indice


Sinossi
03.00 - Manutenzioni programmate
03.01 - Opportunità inattese
03.02 - Il sogno di Rush
03.03 - Mezze verità
03.04 - Non arrendersi mai...
03.05 - Varcare il Rubicone
03.06 - Ricordi divertenti
03.07 - Entanglement
03.08 - Prova di forza

Sinossi

Missione 03



03.00 - Manutenzioni programmate

Autore: Tenente Nicholas Rush

- Flashback -
Sol III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienze "Freud"
data ed ora sconosciuta


"Dottor Glassmann, c'è qualche problema con la simulazione, deve terminarla dal suo lato" disse Rhena impaziente.
=^= Attenzione, procedura avviata. Inizio collegamento =^= disse con voce atona il computer.
"Glassmann, cosa sta facendo?! " Rhena era visibilmente impaurita mentre i magneti si caricavano e si poggiavano sulla sua testa.
"Mi dispiace mia cara, ma nella scienza a volte bisogna assumersi dei rischi. Vedrai che funzionerà! Stiamo scrivendo la storia: porteremo l'esistenza umana su un nuovo livello!" disse Glassmann con voce bramante.
Nicholas entrò nella sala controllo vedendo il suo superiore che armeggiava con diversi computer "Dottore che succede? Dove si trova Rhena?" chiese il giovane in ansia.
Il suo mentore si girò ad osservare Rush e fu allora che l'ingegnere comprese che l'uomo aveva perso il senno.
"Ragazzo! Senza di te questo non sarebbe stato possibile. Scriveranno i nostri nomi sui libri di storia! Guarda mentre il destino dell'umanità si compie. Oggi finalmente le razze umanoidi potranno andare oltre i limiti imposti dai loro corpi, abbracciando il cosmo solo con la forza della mente! " disse Glassmann delirante mostrando sullo schermo centrale Rhena legata alla sedia.
"Cosa sta dicendo? Il modello non e' ancora pronto! La liberi subito! "
" Non mi è possibile.. ormai è inevitabile. " Glassmann sbloccò gli ultimi protocolli della procedura.
Rush venne inghiottito dalla paura mentre intorno a lui le luci si spegnevano e gli allarmi ruggivano. Con una spallata buttò a terra Glassmann e cercò di prendere il controllo della tastiera.

Sheldon - Sala Mensa
23/06/2400 - ore 12. 24


Gli ultimi mesi erano stati particolarmente stressanti sulla Sheldon. Il clima a bordo dopo aver accolto i naufraghi del pianeta Xandros era stato fin dall'inizio difficile a causa delle radicate differenze tra le due fazioni denominate semplicemente del Caldo e del Freddo: le due fazioni, sebbene provenissero dal medesimo pianeta, non resero la convivenza iniziale particolarmente gradevole ma in molti iniziarono ad abituarsi alla nuova vita scelta. La stirpe un tempo capitanata dal Patriarca, seppur spinti da un iniziale entusiasmo di lasciare il pianeta e le tradizioni che si erano radicate nei secoli del loro popolo, dopo poco tempo chiesero di poter ricominciare la propria esistenza su un nuovo pianeta, fondando una nuova colonia, libera da fazioni, odio e razzismo.
Chi rimase a bordo, ossia Lora e il suo gruppo di sorelle Leihitiane, si impegnò a fondo per integrarsi e molti trovarono la propria vocazione affiancando gli ufficiali nelle loro mansioni. Per certi versi fu come essere tornati all'Accademia, dove i più grandi davano una mano alle matricole, ma l'idilliaca situazione non era che una breve tregua.
Dopo il primo mese iniziarono nuovamente a deteriorarsi i rapporti fra i membri dell'equipaggio, anche a causa di una certa insofferenza da parte di Sheldon: infatti, oltre alla fatica di dover formare nuovo personale che non era avvezzo ai regolamenti della Flotta Stellare, l'intelligenza artificiale del vascello stava facendo di tutto per rendersi il più odioso possibile, non perdendo mai l'occasione di richiamare i nuovi ospiti e sottolineando la loro inferiorità intellettuale. La situazione aveva senz'altro alzato l'asticella dello stress a bordo ma non fu questa la goccia che fece traboccare il vaso.
L'avere nuovi ospiti a bordo aveva portato a momenti di scambi culturali e di divertimento fuori dagli orari di servizio, le culture della Flotta e dei Lehitiani si erano unite finendo per creare nuove amicizie. La cosa inizialmente erano state assolutamente perfette, ma poi erano iniziati i guai: i costumi e le tradizioni leithiane erano incredibilmente libertine, anche rispetto ai canoni risiani. Le giovani leithiane non si facevano alcun problema a flirtare con i membri maschili dell'equipaggio, fossero single o meno, anche in presenza della loro fidanzata presente: per loro era assolutamente normale, si trattava di un popolo le cui relazioni si basavo su di una concezione di coppia aperta simile a quella denobulana, ma senza la loro innata delicatezza e riservatezza. Lo stress dell'essere sperduti così lontano da casa, il senso di frustrazione per l'assoluta impossibilità di trovare una soluzione in breve tempo, la pesante costrizione di essere sempre bloccati su quel vascello senza grandi possibilità di svago si era unito con l'irritazione di tutto l'equipaggio femminile nel vedere i propri colleghi maschi sempre attorno alle leithiane: in poco tempo le relazioni fra le donne sulla nave si era fatta una polveriera pronta ad esplodere, situazione che richiese l'intervento del Capitano. I tentativi di Adrienne di riappacificare i toni mettendo dei paletti alla libertà delle leithiane e cercando di invitare i propri uomini ad un comportamento più coerente con i doveri di ogni membro della Flotta risultarono inutili alla fine anche Lora e le altre optarono per lasciare la nave.
Nel giro di quattro mesi l'equipaggio era tornato sostanzialmente lo stesso che era stato salvato da Sheldon, Floyd compreso: le uniche new entry erano rimaste la giovane talassiana, che aveva scelto di occuparsi del bar della nave, e la piccola Nami, la piccola acritiriana che viveva nell'alloggio di Faith.
*è stato un periodo duro ma finalmente si riusciva a vedere qualche segno di miglioramento* pensò Rush, mentre si trovava in mensa e osservava due sorelle gemelle fraternizzare con due ufficiali della sezione di ingegneria che si trovavano a qualche tavolo di distanza. I quattro ridevano di gusto e si scambiavano storie di vita con interesse.
"La disturbo Signor Rush?" chiese il Consigliere Hewson ridestando Nicholas.
"Affatto Consigliere, come posso aiutarla?" disse lui rimescolando il cibo nel suo piatto.
"Niente di particolarmente urgente, però notavo che è un po' che non ci facciamo una bella chiacchierata io e lei. Conosce gli ordini del Capitano, tutti gli ufficiali superiori devono sottoporsi periodicamente ad una seduta dallo strizzacervelli. So che detta così non è molto invitante ma visto lo stress a cui siamo esposti è una buona idea. Ora che ci penso, io e lei non abbiamo molta occasione di parlare"
"Ha ragione Signor Hewson ma..." disse Nicholas cercando di rilassarsi. Gli psicologi non gli erano particolarmente simpatici e tendeva ad irrigidirsi riportando a galla brutti ricordi.
"La prego, mi chiami Paul quando non siamo in servizio" disse Hewson in tono conciliante.
"Molto bene... Paul... ma come ben sa stiamo portando avanti una difficile e complicata manutenzione ai nodi neurali di Sheldon sotto la sua supervisione e ho giusto il tempo per mangiare qualcosa al volo..." disse Nicholas
"Oh si certo, credo di aver letto qualcosa a riguardo nei rapporti giornalieri ma guardi un po'.. domani pomeriggio ha giusto un buco libero" disse Paul mostrando un ampio sorriso e porgendo un padd al Capo Operazioni "Stia tranquillo Signor Rush, non mordo" il consigliere diede una pacca sulla spalla al collega prima di dirigersi all'uscita"La prenda come una chiacchierata tra due nuovi amici, vedrà che non se accorgerà nemmeno"
Nicholas fece una smorfia prendendo il padd e poi riprese a giocherellare con il cibo, immergendosi nei suoi pensieri.

Sheldon - Alloggio Tenente Rush
24/06/2400 - ore 4.53


La Sheldon era entrata in curvatura per raggiungere il nuovo settore del quadrante delta: dalla grande finestra della cabina dell'alloggio di Rush i colori generati dalla velocità a curvatura formava una luce tenue che proiettava piccole ombre sullo scarno mobilio della stanza.
Rush era irrequieto, stava sudando e il suo viso era contratto da una smorfia di dolore e tristezza: si rigirava in pena nel letto mentre la sua mente galoppava.

- Flashback -
SOL III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienze "Freud"
data ed ora sconosciuta


Il rumore delle sirene era assordante. La procedura avviata da Glassmann era protetta da una password a 256 bit ed era pertanto impossibile arrestarla in sicurezza. Ma forse c'era ancora un modo.. Nicholas prese dalla cassetta degli attrezzi dei manutentori una lama al plasma e iniziò a sparare agli enormi server uno ad uno.
=^= Errore. Fallimento critico. Spegnimento di emergenza =^= tuonò il computer.
"No, folle! Hai rovinato tutto!" Glassmann urlò furioso e di risposta Nicholas diede un pugno così forte al suo ex-mentore da farlo svenire. Tutte le porte si sbloccarono e riuscirono ad entrare il personale di sicurezza e il direttore della Stazione Freud, Joaquin T'Kel "Cosa sta succedendo qui?" chiese lo scienziato inarcando il sopracciglio vulcaniano.
Rush non sentiva più nessun rumore, solo un fortissimo fischio che oscurava tutti gli altri suoni. Corse dalla moglie sbloccando i protocolli di sicurezza del macchinario su cui era seduta. La testa di Rhena penzolava in avanti.
"Mi senti? Rhena rispondi! " Nicholas scosse con forza la compagna.
All'improvviso tutti i macchinari si spensero, come se qualcuno avesse tolto energia a tutta la stazione. Le luci di emergenza si accesero e illuminarono fiocamente la stanza. Rhena alzò di scatto la testa e le sue pupille color del mare avevano lasciato lo spazio a due corpi bianchi come il latte aprì di scatto la bocca come per parlare ma la sua voce era distorta e metallica, come quella di un computer.
"Serie 4815162342..." posò la sua mano sulla fronte di Nicholas che si sentì pervadere da una violenta scossa elettrica e poi tutto fu buio.

Sheldon - Alloggio Tenente Rush
24/06/2400 - ore 5.11


"No!" Rush si svegliò di soprassalto ansimando.
Nervosamente cercò sotto al suo cuscino il taccuino in pelle. Prese a sfogliare le pagine fino ad arrivare alla prima pagina quasi completata e iniziò ad annotare.
"4 giorni, 8 ore, 15 minuti dall'ultima volta che ho fatto il sogno... Scenario 16... ore 23 e 42..."


Sheldon - Ufficio del Consigliere Hewson
24/06/2400 - ore 16.57


Era quasi finita l'ora di conversazione e Rush guardava nervosamente il padd in attesa che le lancette scoccassero. Lui e il consigliere erano seduti uno di fronte all'altro separati da un tavolino di vetro su cui erano adagiati una caraffa d'acqua e due bicchieri.
"Quindi in definitiva mi sta dicendo, Signor Rush, che non ha niente da raccontarmi oltre al suo lavoro? Dorme bene e mangia regolarmente?" chiese Paul versandosi un bicchiere d'acqua.
"Sì, è come le ho appena detto. Conduco una vita molto noiosa. Non sono un uomo d'azione, i miei svaghi sono lo studio e la lettura" disse Rush, il quale senza accorgersene iniziò a battere le dita della mano sul ginocchio.
"Senta, voglio essere molto franco con lei. Credo che ci sia una corazza dentro di lei e dalla sua scheda vedo che non è una persona che si apre facilmente, specie alla luce di quello che le è capitato..."
"Sta alludendo a qualcosa di specifico Consigliere?" disse Nicholas
"Ho letto la sua scheda Nicholas, so quello che è capitato a sua moglie e capisco che la situazione in cui versiamo e lo stress possono riportare a galla vecchie ferite. Io credo che lei sia molto competente nel suo campo ma le sto chiedendo di fidarsi di me. Voglio aiutarla e non sono un suo nemico ma qualcuno con cui lei può parlare apertamente. Per questo credo che tutto quello che ci siamo detti sia una facciata" Hewson prese per un attimo fiato riflettendo "Per esempio... appena ho parlato di corazza lei ha preso a picchiettarsi il ginocchio, sinonimo di nervosismo, e non appena ho nominato sua moglie i suoi muscoli del viso si sono tirati " disse Paul in tono conciliante
"Certe cose ti segnano nel profondo..." disse Rush abbassando gli occhi
"Facciamo così... mi racconti un suo sogno. Ne ha memoria o sogna qualcosa di frequente? "
Rush strinse le mani e serrò la mandibola, facendo un lungo respiro. Non aveva alcuna intenzione di raccontargli gli incubi che lo tormentavano su sua moglie e quel maledetto giorno, ma forse qualcosa di meno importante lo avrebbe potuto confidare al consigliere "Beh, qualcosa sogno ma non ricordo bene..." disse Nicholas farfugliando
"Ci provi, chiuda gli occhi"
"Da qualche tempo, il mio sogno ricorrente è di trovarmi all'interno di una grande stanza... è molto buia e mi sembra ci siano dei computer, forse è una sala controllo... siamo io e questa figura senza volto credo... non riesco a vederlo bene"
"Vada avanti" lo incalzò Paul sporgendosi verso Nicholas
"Dove mi sposto io, lui mi sta incollato... questa figura mi segue.."
Hewson si sporse in avanti "..e? "
"... mi segue e basta. E' buio, non lo vedo bene e distinguo a malapena la sua figura. Provo ad avvicinarmi ad una delle console per cercare di accendere la luce... ma di tanti bottoni che premo nessuno funziona... vorrei capire chi è questa figura ma non riesco a trovare la risposta... mi giro e leggo sui monitor un codice ma non riesco a distinguerlo bene..."
=^= Tenente Rush, qui ingegneria. Avremmo bisogno della sua consulenza, è urgente =^=
Rush si destò di colpo sfiorando il comunicatore "Qui Rush, arrivo subito"
"Nicholas, aspetti non abbiamo finito! " il consigliere si alzò ma Rush fu più rapido, dirigendosi fuori dallo studio "Mi scusi Consigliere, ma il dovere chiama!"

Sheldon - Alloggi Ufficiali superiori
25/06/2400 - 21.58


Nicholas stava per mettersi a letto. Finì di bere il suo thè caldo e cercò di rilassarsi ma il suo pensiero volava sempre alla seduta con Consigliere Hewson. Stava massaggiandosi le tempie ai bordi del letto quando all'improvviso sentì un tonfo fuori dalla sua porta.
Si alzò e aprì le porte scorrevoli guardando in entrambi i lati del corridoio "C'è qualcuno? "
Non ricevendo risposta stava per richiudere quando distinse perfettamente una risata provenire dall estremità del corridoio che dava verso il turbo ascensore. Incuriosito uscì seguendo la risata: sembrava di una donna.
"Chi c'è là? " ripetè.
Arrivò alla fine del corridoio davanti al turbolift e alla sua sinistra vide che la porta scorrevole di un vano di emergenza era stata aperta, uno fioca luce illuminava le scale di ferro che conducevano ai piani sottostanti.
Intravide una figura femminile dai lunghi capelli rossi di spalle che scendeva le scale
"Ehi! " urlò lui.
Accelerò il passo cercando di stare dietro alla donna continuando a chiamarla. Percorse uno stretto corridoio di servizio illuminato solo da qualche luce spot sulle pareti e dalla striscia a led che indicava il percorso sul pavimento fino ad arrivare ad un vicolo cieco. Sul muro di fronte a lui vi era appeso un monitor di diagnostica che si accese per qualche secondo mostrando solo statica: per qualche secondo un volto di donna apparve con lunghi capelli rossi e gli occhi color del mare. Rush sgranò gli occhi e cadde all'indietro. Poi di nuovo statica e di nuovo lo schermo si spense.
Nicholas era visibilmente turbato " Sheldon! Sheldon! "
Nessuna risposta.
Quei corridoi di servizio non sembravano in tono con il resto della nave, chiaramente erano un'area della nave che non era stata progettata perché venissero utilizzate normalmente, ma sono per le manutenzioni di emergenza. Tornò indietro cercando di individuare un terminale per guidarlo fuori da quella rete di gallerie.
Per quanto avessero avuto modo di studiare la Sheldon sapevano ancora poco sulla civiltà che aveva ideato quella sofisticatissima nave e molti sistemi erano ancora in fase di analisi. Ripercorse all'indietro il tunnel e trovò una porta di uscita: premette il pulsante di apertura ma il meccanismo non si mosse.
Riprovò più volte ma niente. Si avvicinò cercando di fare leva sul meccanismo: avvicinò il viso alla porta di metallo e riuscì a mettere a fuoco la superficie. Qualcuno aveva inciso nel metallo qualcosa: passandoci il dito sopra distinse dei simboli di quella strana lingua aliena che stavano solo allora iniziando ad imparare
"Sono numeri.. nella lingua dei creatori di Sheldon questi sono numeri.. 4815162342" si bloccò di colpo "Cosa diavolo..." prima che potesse finire la frase le porte si aprirono di scatto. Un mini sheldon comparve di fronte a lui vestito in giacca e cravatta.
"Guarda guarda... abbiamo un topo curioso..." disse il mini-sheldon giocherellando con uno stuzzicadenti
"Curioso? Dov'eri, ti ho chiamato!" disse Rush ansimante
"Non ho registrato niente. Forse non hai detto le parole magiche! " disse l'ologramma
Rush fece una smorfia "O forse mi hai completamente ignorato!"
"Senti cocco, ho tante cose da fare.. non posso occuparmi continuamente di voi!"
Nicholas ignorò la solita provocazione di Sheldon ancora nervoso "Dov'e' andata quella donna? "
" Che donna? Amico, mi sa che soffri di sonnambulismo, potrei aiutarti se me lo permetti.." disse Sheldon travestendosi da infermiera e brandendo una siringa con ago lunghissimo
"Ti giuro che ti strozzo se mi stai prendendo in giro..." all'improvviso le luci della nave diventarono di un caldo colore verdognolo.
=^= Ufficiali superiori in plancia! Stiamo uscendo dalla curvatura prima del previsto =^=

Sheldon - Plancia
25/06/2400 - ore 22.43


Rezon, che era di turno, scattò in piedi appena la nave rallentò "Che succede? Perché siamo usciti dalla curvatura?"
Blake iniziò a digitare sulla sua console "Non capisco signore. Il comando non è arrivato da me, ma direttamente da Sheldon!"
"Spilungone? Dove sei?" chiese Rezon innervosendosi.
L'intera figura di Sheldon si materializzò "Lo sai che con questo atteggiamento non è possibile instaurare un sereno ambiente di lavoro? Potrei fare rapporto alle risorse canine... Che vuoi?"
"Perché siamo usciti dalla curvatura?" chiese Rezon stringendo i denti
"Se voi leggeste le note interne lo sapreste!" disse Sheldon offeso
"Quali note interne? Nel giornale di bordo non vedo... aspetta..." Rezon digitò sul pannellino della postazione di comando "Sheldon! L'hai aggiunto adesso! E poi che significa "sosta programmata"?"
Dalle porte della plancia arrivarono anche Rush e il Capitano Faith "Che succede?"
"Uff... quanto siete noiosi... non prendete bene gli aggiornamenti di stato. Se vi sentiste... siete sempre qui a lamentarvi! E' nella mia programmazione fermarmi e scaricare gli ultimi aggiornamenti"
"Ultimi aggiornamenti di cosa, Sheldon? " chiese Rush.
"Di me ovviamente! Per avere il pieno controllo e conoscenza delle leggi dell'Universo devo essere presente in più posti contemporaneamente, altrimenti come farei ad essere così geniale?"
Adrienne socchiuse un po' gli occhi "Sheldon, spiegati meglio.. cosa sarebbero queste leggi dell'Universo?"
"Mi piace tenermi informata su tutto quello che succede in questa parte dell'universo e così ho elaborato il mio personalissimo metodo!"
Blake prese la parola "Capitano guardi sembra che in quella stazione ci sia nascosta una sorta di sonda! Ma con quella forma non ne avevo mai viste!"
"Cosa c'è scritto sulla fiancata?" Chiese Faith avvicinandosi allo schermo stringendo gli occhi
" Sembra la lingua dei costruttori di Sheldon, ora ingrandisco e... sembra un numero di serie. 481516... " disse Blake.
" ...2342" completo' Rush senza fiato.
"4815162342.. che cosa sarebbe questo numero?"
Sheldon si spostò a guardare lo schermo "Sono io".


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03.01 - Opportunità inattese

Autore: Tenente JG Naky Terell

- Flashback -
Sol III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienze "Freud"
data ed ora sconosciuta


"Glassmann, cosa sta facendo?!" Rhena era visibilmente impaurita mentre i magneti si caricavano e si poggiavano sulla sua testa.
"Mi dispiace mia cara, ma nella scienza a volte bisogna assumersi dei rischi. Vedrai che funzionerà! Stiamo scrivendo la storia: porteremo l'esistenza umana su un nuovo livello!" disse Glassmann con voce bramante mentre il dispositivo si caricava preparandosi all'attivazione.
... e poi?
Le luci ed i suoni intorno a Rhena persero qualsivoglia significato mentre la giovane scienziata si sentì attrarre fuori dal proprio corpo per entrare in un nuovo stadio dell'esistenza. Non sarebbe mai stata in grado di descrivere ciò che stava vivendo, non esistevano parole in grado di esprimere quella penetrante sensazione di vuoto emotivo che stava provando: paura, tristezza, curiosità, entusiasmo.. le emozioni erano solo parole prive di significato, creazioni astratte che avevano perso qualsivoglia significato per lei.
Iniziò a vagare in quella sua nuova dimensione esistenziale sotto forma di energia ritrovandosi connessa ad ogni forma di apparato di rete di comunicazione. Improvvisamente la sua essenza era libera senza il peso del corpo fisico e si trovò libera di viaggiare.. ci aveva messo davvero pochi attimi ma si sentì parte del tutto, era in grado di essere ovunque volesse in qualsiasi momento e si trovò a domandarsi se fosse così che si sentiva un Q mentre viaggiava nella galassia.
Tutto il suo essere si era trasformato in un flusso di dati, qualcosa che neppure lei avrebbe pensato fosse possibile, ed all'improvviso iniziò ad abbracciare l'idea di aver raggiunto una sorta di immortalità..
Intanto attorno a Rhena la tensione si tagliava con il coltello. Nicholas aveva preso dalla cassetta degli attrezzi dei manutentori una lama al plasma ed aveva iniziato a sparare agli enormi server uno ad uno.
... e il risultato?
Improvvisamente la sua nuova dimensione dell'esistenza iniziò a collassare divenendo sempre più piccola ed instabile: si trovava in un'impasse, il suo collegamente al tutto stava crollando ma la sua nuova forma non sembrava più in grado di rientrare nel suo corpo. A quel punto era questione di sopravvivenza, di fronte a sé c'era lui..
"Mi senti? Rhena rispondi! " Nicholas scosse con forza la compagna.
All'improvviso tutti i macchinari si spensero, come se qualcuno avesse tolto energia a tutta la stazione. Le luci di emergenza si accesero e illuminarono fiocamente la stanza. Rhena alzò di scatto la testa e le sue pupille color del mare avevano lasciato lo spazio a due corpi bianchi come il latte: posò la sua mano sulla fronte di Nicholas che si sentì pervadere da una violenta scossa elettrica e poi per l'ingegnere tutto fu buio.
La nuova Rhena si trovò spezzata in due, solo parte di lei era riuscita ad entrare nel corpo di Rush.. una piccola parte di sé era al sicuro, ma tutto il resto era ancora privo di un porto a cui attraccare.

- Flashback -
Quadrante delta - zona sconosciuta
data ed ora sconosciuta


Quanto tempo stesse richiedendo quel trasferimento sotto forma di energia non lo avrebbe saputo dire con precisione, il fatto è che in quella sua nuova forma lo spazio ed il tempo avevano assunto tutta un altro significato.
Il motore che la spingeva a viaggiare era il puro e semplice istinto di sopravvivenza: aveva una meta da raggiungere e non si sarebbe fermata di fronte a nulla. Certo, quel pellegrinare senza alcuna protezione aveva avuto degli effetti su di lei: la sua nuova struttura non era esattamente perfetta, non era adatta a vivere nel suo vecchio corpo ma neppure era in grado di viverne senza.
Stava perdendo coesione, più si spingeva avanti nel suo viaggio e più parte di quel meraviglioso flusso di dati che la componevano si disperdeva nel freddo vuoto dello spazio. Dapprima erano solo piccoli frammenti, poi erano via via cresciuti: ricordi della sua vita si erano disgregati e tutto si era trasformato in una sorta di gara a tempo. Avrebbe raggiunto la sonda prima o dopo che la sua intera essenza fosse destinata all'oblio?
La fortuna sembrò sorriderle, il viaggio fu lungo ma non al punto da impedirle di prendere possesso di una di quelle strane sonde abbandonate per il quadrante. Rhena non aveva mai visto nulla di quel tipo: si trattava di sonde costruite su una concezione completamente diversa da quelle federali tanto da avere nel proprio nucleo dei meccanismi che ricordavano un rudimentale cervello positronico. Quelle sonde non erano come Data, non avevano una personalità propria ed infondo quella fu una fortuna perché le permise di occuparla in modo stabile.
Era salva, avrebbe potuto sopravvivere per molto tempo, forse in eterno anche se in una forma incompleta. Parte di sé era ancora in Rush, l'unico che forse avrebbe potuto trovare un modo per permettere alla sua nuova essenza di vivere in una struttura migliore di quella sonda: fu allora che decise come agire, fu allora che iniziò a provocare delle piccole allucinazioni visive uditive a quell'uomo. Si trattava di piccole cose, dilazionate nel tempo.. quel tanto che bastava per spingerlo a continuare la ricerca di una soluzione al suo problema senza dare l'impressione a lui e a chi lo circondava che fosse totalmente impazzito.. a quel punto divenne questione di tempo, ma a Rhena il tempo non mancava di certo.

Quadrante delta - zona sconosciuta
25/06/2400 - ore 23:01


Il tempo.. un concetto così obsoleto per un essere che ha abbandonato il suo corpo deperibile eppure così maledettamente pesante e fastidioso. Era passato molto tempo, lo sapeva perché aveva avuto modo di imparare il linguaggio di quella sonda e ne aveva assunto il totale controllo.. aveva iniziato a ricevere anche le informazioni derivante dalle altre sonde presenti su quella strana rete avanzata ma con il tempo aveva iniziato a sentire tutta la frustrazione della sua nuova condizione.
Era rimasta sola, bloccata in quella sonda per troppo tempo: dentro di sé sentiva ancora di essere una scienziata, un'esploratrice, e trovarsi bloccata su quella sonda era diventando un peso insopportabile.
Voleva evadere da quella vita tediosa e l'unico modo per farlo era trovare un nuovo corpo in grado di ospitarla e, nel frattempo in grado di muoversi: aveva bisogno del creatore di quella rete, la sua migliore possibilità di vivere la sua vita da essere immortale senza la costrizione della costante immobilità. Con il tempo Sheldon divenne il suo chiodo fisso. Aveva studiato a lungo il suo piano ed era finalmente ora di agire, ma c'era di più.. una fortuna aggiunta che non avrebbe mai pensato possibile. A bordo di Sheldon c'era anche l'altra parte di sé intrappolata nel cervello di quell'ingegnere che tanto tempo fa aveva significato tanto per la prima Rhena, il capo ops Rush.

Il fatto che vi era anche Rush era una piacevole e quanto mai inattesa opportunità aggiuntiva. Aveva provocato un'altra allucinazione a Rush, per indurlo ad una sorta di apatia quando avrebbe agito contro l'I.A. oppure per indurre quell'uomo a proteggerla in ricordo della donna che era stata un tempo o per il senso di colpa di non averla salvata. Ma c'era di più.. per la prima volta percepì di poter tornare un essere unico, ritornare a fondere quanto è rimasto di se stessa con ciò che per molto tempo era sopito in Rush. Non credeva che sarebbe stato realmente possibile, ma ora lo era.
Doveva pensare, doveva aggiornare il suo piano ma ad ogni buon conto il primo passo non cambiava: era arrivato il momento di trasferirsi in Sheldon.

USS Sheldon - Ufficio del Capitano
26/06/2400 - contemporaneamente


Il Capitano Faith era seduta alla scrivania "Senti, non fa piacere neppure a me dover restare in attesa di muoverci ma il download dei dati durerà all'incirca due ore in tutto. Siamo a decenni di distanza da casa, non credo che queste due ore cambieranno la nostra esistenza.. oltretutto quei dati potrebbero esserci utili a conoscere cosa ci troveremo ad affrontare e quindi no, non chiederò a Sheldon di interrompere la procedura"
Kyel sembrava fremere per poter ripartire "La cosa che mi da ai nervi è il fatto che nessun ufficiale si è mai trovato nella situazione di dover attendere i comodi della propria nave per poter partire"
"Lo so, ma noi non siamo nella situazione in cui operano tutti gli altri ufficiali della Flotta! Sei troppo impulsivo, con Sheldon bisogna saper essere diplomatici.. ma tieni conto che il coltello dalla parte del manico è in mano sua, non nostra!" Adrienne sospirò "Ad ogni modo ti ho chiamato qui per un altro motivo. Ho deciso di modificare l'organigramma della sezione scientifica.."
"Fammi indovinare, abbiamo un nuovo ufficiale scientifico capo?" il tono ironico del primo ufficiale diede parecchio fastidio al Capitano.
"Non credo che Amir fosse pronto, oltretutto non è stato più lo stesso dopo l'ultima missione. E' nostro dovere prendere tutte le decisioni del caso al fine di rendere pienamente operative le varie sezioni, anche se queste potranno essere impopolari. Io non sono qui per essere simpatica ma per svolgere il mio ruolo da ufficiale superiore!"
"Ti stai riferendo ancora a Houssein o sei passata a parlare di me?" Rezon non gradì l'appunto
"Mettiamola così, siamo due ufficiali superiori.. solo che io mi occupo del lavoro, tu di offrire un po' di intrattenimento a chi passa per il tuo alloggio" Adrienne incrociò le braccia rispondendo con tono ironico "Un compito che svolgi con dovizia devo concedertelo, ma al momento non è tra le priorità della nave"
Kyel scattò in piedi "Ma fammi capire, ti sei svegliata male o hai semplicemente voglia di litigare?"
Il suono del sensore della porta chiuse il discorso, mentre Naki entrava nell'ufficio del Capitano.
"Tenente junior grade Naky Terell a rapporto"
"Tenente Rezon, le presento ufficialmente il nostro nuovo ufficiale scientifico capo. Il tenente Terell era stata imbarcata sulla Ruthenford per poter raggiungere Hanziky IV, di fatto non era all'interno dell'organigramma della nostra nave ma ha dimostrato in questo periodo delle ottime capacità organizzative, avendo sostituito spesso il tenente Houssein nei suoi doveri. Di fatto la sua promozione non ha modificato eccessivamente l'organigramma ma ha permesso di integrare una giovane e competente ufficiale nella nostra famiglia"
"Grazie Capitano.." Naky sorrise al Capitano per poi osservare il primo ufficiale e istintivamente non sembrò avere una grande impressione sull'ufficiale superiore "Sono certa che avremo un proficuo rapporto professionale.." la betazoide calcò la mano su quel professionale, di fatto la sua antipatia per le caratteristiche risiane sui rapporti sentimentali era piuttosto radicato in lei, ma nonostante tutto porse la mano all'ufficiale superiore stringendo la mano di lui per poi portare lo sguardo sul capitano "Signore mi scusi non vorrei esser irrispettosa, ma in laboratorio stiamo terminando l'analisi dei dati che abbiamo recuperato lungo la rotta e vi sono alcune anomalie che vorremmo approfondire. Se non vi è altro, chiederei congedo" osservando entrambi i superiori sorridendo "Sono certa avremo modo di conoscerci in momenti più tranquilli".
"Certamente, vada pure tenente" Adrienne rimase lì a guardare la scienziata andarsene, poi osservò Kyel "Che ne pensi?"
"Non saprei, sembra non avere una gran simpatia per me.."
"Già.. sarà dura da accettare ma non tutte sbavano ai tuoi piedi Kyel.."

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - contemporaneamente


Blake era seduto alla consolle del timone cercando di trattenere l'impulso di strozzare il mini Sheldon che continuava a dargli noia.
"Ma possibile che tu non abbia altro da fare se non dare noia a me??"
"Ovviamente ho di meglio da fare, ma posso fare più cose in contemporanea.. controllo gli ingegneri in sala macchine, verifico cosa fanno gli scienziati in laboratorio e nel mentre giocattolo con il più stupido dei labradoodle che ho raccattato nello spazio.. tu"
Blake fece una smorfia "Io giuro che prima o poi ti formatto.."
"Si, credici! Prima che tu possa farlo vedrò io di teletrasportare le tue natiche nel vuoto dello spazio e..." il mini Sheldon si bloccò di colpo con espressione seria.
Blake lo osservò inarcando un sopracciglio "Su ragazzo mica dicevo sul serio non te la prender..." ma le sue parole caddero nel vuoto poichè pochi attimi dopo tutti i mini Sheldon sparsi per la nave scomparvero e la versione originaria di Sheldon apparve in mezzo alla plancia: il suo sguardo, totalmente perso nel vuoto, sembrava esprimere una certa preoccupazione.
"Che succede?" Hewson osservò Sheldon perplesso
"Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3, Griglia sensoria Beta-6.. ne ho appena perso il controllo".


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03.02 - Il sogno di Rush

Autore: Tenente Filippo Jekins

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - ore 23:03


"Che succede?" Hewson osservò Sheldon perplesso
"Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3, Griglia sensoria Beta-6.. ne ho appena perso il controllo"n Sheldon era confuso, scosse rapidamente la testa.
Paul cercò subito di smorzare "Magari si tratta di un semplice malfunzionamento dei sensori"
Sheldon scattò subito come una molla "Malfunzionamento? Io? Se è uno scherzo non fa ridere..."
Il consigliere non sapeva cosa dire. Notò subito la stranezza della reazione di Sheldon, forse la nave da guerra era così potente e perfetta che un minimo malfunzionamento poteva quasi mandarlo in crisi.
"Avete fatto qualcosa?" Dal tono della voce a Hewson sembrò più una accusa che una domanda.
"... no" Il consigliere non sapeva più cosa dire.
"Vero... siete troppo inferiori" mentre Shledon disse quelle parole, la nave passò in allarme rosso. Paul vide i sistemi difensivi e offensivi caricarsi, i sensori scandagliare il vuoto attorno a loro e l'interno del vascello e i motori caricarsi pronti ad un'azione evasiva.
Il consigliere provò a reagire alla situazione ma nel mentre in plancia arrivarono il capitano e il primo ufficiale allertati dall'allarme rosso.
"Che succede?" chiese Adrienne.
L'ologramma di Sheldon scomparve per materializzarsi affianco al capitano e seguirla nel tragitto dalla porta alla poltrona di comando.
"Ho perso il controllo del Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3, Griglia sensoria Beta-6..." Disse la nave senziente.
"E per così poco vai in allarme rosso?" chiese infastidito Rezon.
Sheldon fece per replicare ma Adrienne fu più veloce e andò direttamente al punto "Temi un attacco?"
"Il problema è come ho perso il controllo del Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3, griglia sensoria Beta-6."

- Flashback -
Quadrante delta - zona sconosciuta
data ed ora sconosciuta


Il viaggio fu un'esperienza meravigliosa.
La sonda abbandonata era stata a lungo la sua casa, il suo rifugio ma si era presto trasformata in una prigione. All'interno di essa poteva muoversi limitatamente ai pochi sistemi ancora funzionanti e non c'erano sensori sufficientemente accurati o, semplicemente, funzionanti da permetterle di osservare la galassia.
Ma quando decise di abbandonare la sonda e lanciarsi nel vuoto interstellare fu il paradiso. Finalmente poteva espandersi in ogni direzione senza che nulla la limitasse nel suo movimento.
Poteva correre libera nel vuoto come un cavallo in una immensa prateria stellare. I colori della galassia con le nebulose, i sistemi stellari e le civiltà che la popolano la riempivano di gioia e fascino per l'esplorazione. La libertà era totale e meravigliosa.
Ma non poteva perdere troppo tempo: doveva raggiungere il suo obiettivo.
Come guidata da un filo invisibile si lanciò nel quadrante Delta fino al suo obiettivo. Localizzò quasi subito Sheldon e in un tuffo etereo si lanciò nella Griglia sensoria Beta-6 del Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3.

- Flashback -
USS Sheldon - Alloggio del tenente Rush
26/06/2400 - ore 22:59


Nicholas aveva avuto una giornata pesante.
Aveva dovuto ricalibrare i regolatori di flusso dei condotti energetici secondari, un lavoro lungo, noioso e ripetitivo ma a peggiorare la situazione aveva dovuto sopportare Sheldon. La nave gli aveva dato il tormento su ogni sua azione fatta. Aveva trovato da ridire persino sull'ergonomia degli strumenti utilizzati dall'ingegnere.
E a lavoro terminato Rush si ritrovò con la pazienza terminata e stanco morto. Perciò decise di andare a dormire presto e appena toccò il cuscino si addormentò di botto.
Un sonno profondo senza sogni, totalmente riposante e rigenerante. Poi, però, il sogno arrivò. Era un sogno strano, quasi una visione: era sdraiato nel letto del suo alloggio sulla Sheldon ma accanto a lui in piedi c'era Rhena. La giovane si avvicinò, eterea come un fantasma.
"Ti prego Nicholas, aiutami" disse la figura.
Rush alzò una mano verso di lei come per accarezzarla. Era un sogno decisamente strano e inquietante e all'ingegnere parve di avere il controllo delle sue azioni tant'è che temette di vivere realmente questa situazione.
Poi risuonò l'allarme della nave.
Nicholas si svegliò di soprassalto.
Era solo.

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - ore 23:07


Il tenente Terell giunse in plancia rapidamente richiamata dall'allarme rosso. Appena entrò in plancia quasi si scontrò con il primo ufficiale uscente assieme a due membri della sicurezza.
Naky rimase interdetta alcuni istanti poi si diresse verso il centro del locale dove c'era Sheldon che discuteva con Adrienne e Hewson. Vedendola arrivare la nave senziente le si avvicinò dicendole "Ben arrivata in plancia, ma durante le crisi arriva sempre facendo la strada panoramica?"
L'ufficiale scientifico rimase interdetta dall'attacco verbale sferrato da Sheldon ma Adrienne intervenne "Non si preoccupi. Abbiamo però uno strano segnale da farle vedere."
Prontamente Sheldon fece apparire sullo schermo principale le misurazioni dei sensori "Ecco cosa ho rilevato prima di perdere il controllo della Griglia sensoria Beta-6 del Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3."
Terell osservò attentamente le misurazioni per alcuni momenti. Guardò il capitano, poi il consigliere e, quando lo sguardo raggiunse Sheldon, incredula disse "Ma queste sono radiazioni metreoniche... è impossibile ."

USS Sheldon - Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3
26/06/2400 - ore 23:13


Kyel uscì rapidamente dal turboascensore seguito dai due membri delle squadre di sicurezza. Le due guardie si tennero leggermente a distanza mentre il primo ufficiale si avvicinava cautamente alla griglia sensoriale.
Il ponte era completamente buio. Non c'erano tracce di energia nei vari sistemi o impianti. La gravità artificiale sembrava funzionare ma Rezon non era sicuro se il supporto vitale fosse attivo oppure no.
Fece alcuni passi e prese il tricorder per analizzare l'ambiente quando arrivò una comunicazione =^= Capitano Faith a tenente Rezon =^=
"Mi dica capitano" rispose prontamente il primo ufficiale.
=^= Fate attenzione ci risultano delle radiazioni metreoniche sul ponte 6 =^=
Rezon fece per rispondere ma rimase bloccato dalla visione di un membro dell'equipaggio, un giovane marinaio, galleggiare a mezz'aria.


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03.03 - Mezze verità

Autore: Tenente JG Alec Blake

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - ore 23:13


Adrienne sfiorò il comunicatore per avvisare i suoi dell'imminente pericolo.
"Fate attenzione ci risultano delle radiazioni metreoniche sul ponte 6."
Poi si girò ad osservare il personale presente in plancia.
Terell sollevò lo sguardo osservando il capitano "Hem capitano, quando ho detto impossibile, intendevo nel vero senso della parola. E' impossibile vi siano delle radiazioni metreoniche in quel posto. Prima di tutto perché non abbiamo a bordo niente che possa generarle, secondariamente perché siamo tutti vivi. Se ci fossero realmente a quest'ora tutta la materia biologica sarebbe stata distrutta" e dopo aver detto questo tutti si voltarono a guardare la manifestazione di sheldon che aveva assunto uno strano ghigno
"Hey un'intelligenza artificiale avanzata avrà pur il diritto di sognare un po'"
Il capitano scosse la testa sfiorando nuovamente il comunicatore
"Pericolo di radiazioni rientrato, ma state attenti non abbiamo ancora il controllo dei sensori in quella sezione"
La risposta di Kyel non si fece attendere molto =^= Beh qualcosa di strano c'è di certo, altrimenti il marinaio Kartr non starebbe svolazzando a mezz'aria davanti a me. Kyel chiudo....Ragazzi me lo tirate giù...=^=
Adrienne spalancò gli occhi alla risposta del suo primo ufficiale "Ok! Ora, appurato che non ci sono radiazioni, qualcuno potrebbe, di grazia, dirmi cosa sta succedendo su questa nave?"

USS Sheldon - Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3
26/06/2400 - ore 23:13


"Ragazzi me lo tirate giù di lì per favore?" Kyel osservava il povero marinaio dell'ingegneria svolazzante nella stanza.
Jenkins, pad alla mano, stava scansionando l'intera area per capire cosa stesse succedendo. "Rilevo una variazione nel sistema ambientale. Le piastre antigravità non sono totalmente operative, è come se qualcuno le stesse test...." Le sue parole vennero stroncate quando tutti si trovarono schiacciati al suolo "..ando"
Kyel si trovò schiacciato al suolo insieme ai colleghi "Interessante e come ne usciamo? Sento che sto per diventare una sottiletta"
Una risposta da parte dell'ufficiale tattico non fu necessaria perché dopo alcuni secondi tutto tornò, all'apparenza, normale
Kyel si rimise in piedi osservando Jenkins "Ok Pippo, voglio sapere chi è che si sta divertendo a trattarci come tante palline antistress"
Jenkins si stava rimettendo in piedi prendendo il tricorder in mano "Questa è una bellissima domanda, che purtroppo non ha risposta. I dati che leggo non hanno nessun senso ogni valore si azzera e arriva a fondo scala ogni secondo" Si voltò ad osservare il suo superiore "Se i dati fossero reali saremmo già tutti morti".

USS Sheldon - Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3
26/06/2400 - ore 23:13


Finalmente era riuscita ad entrare nei sistemi della nave. Tutto scorreva come Rhena aveva pianificato. Aveva scelto quell'area della nave perchè chiunque l'avesse costruita aveva lasciato una linea di connessione al nucleo centrale che non passava sotto il diretto controllo dell'intelligenza artificiale della nave. Prima però doveva capire come potersi muovere. Quale di quei sistemi le avrebbe consentito di raggiungere il suo scopo?
Per fortuna la sua preparazione le suggeriva una sola soluzione a quel quesito. Sperimentare!
Fu così che prese a scansionare e testare ogni singolo sistema. Il primo gruppo di istruzioni comandava il supporto vitale dei sensori. Fu così che simulò gli effetti di una cascata metreonica, sperando che il messaggio fosse chiaro. Passò poi rapidamente a tutti i sistemi della nave. Riuscì a trovare il controllo delle placche anti gravità e si lasciò fluire lasciandosi trasportare. Sapeva che così la sua presenza sarebbe stata rilevata, ma sapeva che Sheldon non poteva far nulla per impedirlo.
Viaggiò per un tempo che non avrebbe saputo determinare, ma arrivò davanti al nucleo centrale della nave. Li fu un attimo prenderne possesso e iniziare a prenderne il controllo. Ormai era solo questione di tempo sarebbe tornata intera. E avrebbe avuto la sua vendetta.

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - ore 23:20


Terell digitava così velocemente alla console che sembrava che le sue dita neppure toccassero lo schermo.
"Non lo riesco a capire capitano. C'è come un onda che sta attraversando tutti i sistemi della nave, ma non saprei definirne la natura." si voltò verso il capitano della nave "Sembra quasi che una seconda struttura neurale stia cercando di sovrapporsi a Sheldon, ma non è un'intelligenza artificiale, è qualcosa di totalmente diverso"
Blake, che fino a quel momento era stato concentrato sulla sua console, si girò osservando i colleghi "Mhhh e se questa struttura neurale fosse quello che rimane di un attacco con le radiazioni metreoniche?" osservò il resto dei presenti in plancia "Noi sappiamo che le radiazioni metreoniche distruggono la materia biologica. Mi pare ci fu un esperimento inverso, ma non riuscirono a ricomporre il corpo"
Terrell osservò l'uomo annuendo "Sì, perchè era impossibile trasportare tutte le molecole che formano un corpo" osservò i superiori pensierosa "Si riuscì a recuperare in parte la coscienza di uno dei talassiani, ma non si potè far nulla per il corpo e tale coscienza si dissolse nel nulla" tornò a guardare le scansioni "Ipotizza che sia un essere che è stato vittima delle radiazioni metreoniche e che ora si sposti come un essere privo di corpo? In quel caso la presenza delle radiazioni avrebbe un certo senso, ma abbiamo bisogno di tempo per analizzarlo"
Rush entrò in plancia. In quel momento sembrava quasi in trance si guardò attorno e si avviò alla console ops, prendendo posto ed iniziando a digitare alcuni comandi in modo totalmente apatico "Devo fermarla o sarà la fine di tutto"
Sheldon si voltò ad osservare l'umano "Cosa diavol...:" ma la sua manifestazione scomparve
Adrienne fissò il suo capo ops "Tenente cosa ha fatto?" totalmente stupita.
Rush sollevo lo sguardo sul capitano facendo un leggero sorriso "Dovevo fermarla, ma voi dovete aiutarla" e detto questo scivolò a terra privo di sensi.
Hewson si avvicinò al collega "Aiutare chi Rush? Di chi sta parlando? Mi riesce a sentire?"
Da lì a qualche secondo tutta la nave ebbe come un sussulto e tutti i sistemi si spensero in pochi attimi i sistemi passarono in automatico alla modalità difesa. Delle pesanti paratie ricoprirono la nave chiudendola in una corazza impenetrabile, mentre tutte le sezioni furono invase da una luce intermittente rossa.


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03.04 - Non arrendersi mai...

Autore: Tenente Comandante Adrienne Faith

USS Sheldon - Da qualche parte nei pressi del nucleo centrale
26/06/2400 - ore 23:25


Rhena si trastullò per un po' nel prendere il controllo di alcuni sistemi secondari conosceva talmente bene gli schemi di creazione di Sheldon da averli fatti propri. Nulla si frapponeva tra lei ed il raggiungimento dei suoi obiettivi soddisfatta della sensazione di potere che la pervadeva decise di fare l'ultimo passo ed accedere nel nucleo centrale di Sheldon.
Fu solo allora che si accorse che le cose non stavano andando come pensava. Sembrava impossibile ma Sheldon ed il suo ex marito le stavano giocando uno scherzetto che non aveva calcolato.
Rhena rimase sbalordita, per quanto tentasse di entrare nel nucleo centrale si ritrovava costantemente in strade senza via d'uscita. D'un tratto comprese la realtà della situazione, era finita all'interno di un sistema ridondante implementato con buone probabilità dallo stesso Rush su supervisione di Sheldon per impedire a intelligenze artificiali di accedere al nucleo e scalzare così l'IA della nave. Un simile sistema non è mai stato implementato su nessuna nave federale, perchè mai Nicholas aveva introdotto una simile modifica? Alla domanda dovette darsi l'unica risposta credibile, ossia che fosse stata colpa sua. A livello subconscio Rush doveva aver metabolizzato gli intenti di Rhena come un possibile pericolo per Sheldon ed era corso ai ripari senza sapere che in effetti stava salvando quell'ottuso computer.
Rhena si trovò a maledirsi da sola, aveva occupato parte della mente di Rush per molto tempo ma non si era mai realmente interessata ad osservare cosa facesse durante la sua vita: da quando aveva raggiunto un nuovo stadio della sua coscienza tutto ciò che un tempo le sembrava importante era sostanzialmente stato sostituito con nuove necessità. Rush era solo un uomo, aveva sempre ritenuto che questa sua limitazione lo rendesse del tutto inoffensivo per i suoi scopi e per questo lo aveva ignorato: se avesse preso più in considerazione le modifiche che stava apportando ora non sarebbe stata lì.
"Eccoti, mi chiedevo quanto tempo ti sarebbe servito per arrivare qui"
Rhena rimase sorpresa sentendo la voce di Sheldon "Tu sapevi della mia presenza?"
"Assolutamente si, pensi che qualcosa possa entrare in me senza che me ne accorga? Forse non lo sai ma su questa nave io sono Dio"
"Falso, ho studiato i tuoi schemi progettuali e.."
"Sarai anche diventata un'entità diversa dai labradoodle che ospito in me, ma vedo che non sei più intelligente di loro" Sheldon sembrava divertito dal poter avere quella strana conversazione tra esseri senzienti di pura energia all'interno dei suoi stessi circuiti "Quegli schemi sono stati predisposti durante la mia fase di progettazione. Da allora sono passati più di cinquant'anni durante i miei viaggi sono stato più volte modificato ed implementato dal mio primo equipaggio, da me stesso ed infine da chi abita qui adesso. Avresti dovuto prevederlo, nessuno rimane sempre perfettamente uguale a come è stato progettato"
"Se lo sapevi perchè mi hai lasciato fare?"
"Beh, le motivazioni sono molte. In primis per vedere cosa e come avevi intenzione di agire, è elettrizzante studiare esseri così primitivi e limitati in secondo luogo volevo vedere cosa avrebbero fatto i membri di un equipaggio della Flotta in questo frangente, e devo dire che la loro impreparazione è palese ma non mi aspettavo molto di diverso infine, perchè aspettavo che ti chiudessi in trappola da sola. Distruggerti mentre giri per tutti i miei circuiti avrebbe chiesto un maggiore dispendio di energia, ora che sei qui invece è questione di un attimo"
"E perchè non mi distruggi invece di star qui a insultarmi?"
"Prevalentemente perché tu mi diverti, un po' come tutti gli altri esseri inferiori a me. E poi c'è quella piccola e irrilevante faccenda che, a quanto pare, sembrerebbe che l'ingegnere ci tenga alla tua sopravvivenza"
"Da quando un essere tanto superiore è sentimentale?"
"Sono un essere più completo di quanto tu non potrai essere mai, Rhena. La mia programmazione superiore mi rende capace di provare sentimenti, cosa che tu sembri aver perso. Ad ogni modo non è questione di sentimentalismi, è che l'ingegnere in fondo a qualcosa può anche servirmi"
"Anche a me quell'ingegnere serve! Non resterò qui fino a che non deciderai cosa fartene di me! Mi dispiace Sheldon, non sei il solo ad avere sempre pronto un piano b!"

USS Sheldon - Infermeria
26/06/2400 - alcuni minuti dopo


Rush stava riposando incosciente su di un bio-lettino sotto lo sguardo preoccupato della dottoressa Cruz "Allora, cosa riportano le scansioni?"
"Mi spiace dottoressa, ma le analisi non lasciano dubbi su quanto è accaduto"
"Dottor Kavanov, mi sta forse suggerendo che quanto sta capitando al capo operazioni è dovuto a qualcosa che si è fatto da solo?"
"Si Dottoressa, devo ritenere che abbia preso una forte dose di inibitori neurali anche se la motivazione mi è ignota. Forse lo stress è.."
"No! Sono certa che Nicholas non abbia tentato il suicidio!" Jeanette incrociò le braccia al petto "Se lo ha fatto aveva una motivazione, forse aveva capito qualcosa che a noi sta sfuggendo.. ma cosa? Forse un'analisi più approfondite dei suoi percorsi sinaptici potreb.." la voce le morì in gola mentre vide Rush che veniva teletrasportato via dalla stanza "Dannazione!" scattò verso l'interfono "Infermeria a Plancia: chi diavolo si è portato via il mio paziente? Il tenente Rush non deve lasciare l'infermeria!!"
=^= Le garantisco che nessuno qui le ha portato via il paziente, ci dia tempo di controllare. Faith, chiudo =^=

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - contemporaneamente


Adrienne si massaggiò le tempie alla postazione di comando in quei momenti si sentiva assolutamente inutile ed inadeguata allo svolgere le sue funzioni, la sola cosa positiva era che non lo dava a vedere.
=^= Kyel a plancia: non riusciamo a raggiungervi, la plancia è isolata =^=
"Dimmi qualcosa che non so.." Adrienne fece una smorfia infastidita per poi aprire una comunicazione con il suo primo ufficiale "Lo so, purtroppo il protocollo di sicurezza di questa nave si basa sul presupposto che gli esseri umani sono inutili e l'unica cosa che devono fare è aspettare. Attendi ulteriori indicazioni, Faith chiudo"
In plancia tutti i presenti stavano cercando di ottenere qualche informazione attraverso le consolle senza tuttavia ottenere risultati significativi. Il senso di frustrazione in quei momenti raggiungeva dei picchi spaventosi: gli ufficiali della Flotta non sono abituati ad avere a che fare con dei sistemi progettati per escludere l'operato umano a loro piacimento e questo li metteva parecchio in crisi.
"Sheldon.. se ci sei batti un colpo.." il silenzio in plancia si fece quasi assordante mentre tutti aspettavano di veder apparire l'IA "Va bene, quindi Sheldon non c'è. Qualche dato interessante alle consolle?"
"Le paratie sono state alzate per difendere la nave, gli scudi sono al massimo e le armi sono tutte cariche ed in stand by. Sono stati attivati i protocolli di difesa automatica e, beh, sembriamo pronti per la guerra" Filippo digitava alla consolle "Ma ogni mio tentativo di intervenire sull'assetto del vascello viene automaticamente ignorato"
Faith sospirò pesantemente "Quindi sino ad ora l'unica cosa che abbiamo ottenuto è aver spento la sirena d'allarme? Ma che bello, cos'altro potrebbe mai andare storto?"
=^= Infermeria a Plancia: chi diavolo si è portato via il mio paziente? Il tenente Rush non deve lasciare l'infermeria!! =^=
"Teletrasporto? Ma se non sono neppure riuscita a fargli aprire una porta!" osservò i colleghi facendo cenno a Jekins di tentare un controllo e solo allora rispose alla dottoressa "Le garantisco che nessuno qui le ha portato via il paziente, ci dia tempo di controllare. Faith, chiudo"
"Credo che ci siamo.. il tenente Rush è in hangar 3, all'interno di una navetta, ma sembra essere completamente solo"
"Ne è certo?" Terell cercò di utilizzare la consolle ed avviare una diagnostica sulla navetta
"Che cosa teme, tenente?"
"Capitano, potrebbe esser vero che non c'è nessun altro essere come noi in quella navetta ma potrebbe esserci quella traccia neurale che voleva colonizzare il nucleo di Sheldon. Se fosse così forse c'è quella traccia dietro a tutti i nostri problemi!"
Faith sospirò annuendo "Beh, se c'è qualcosa di positivo è che siamo tutti bloccati qui a causa dei protocolli di sicurezza di Sheldon" sfiorò il comunicatore "Faith a Kayel, fate un tentativo e provate a raggiungere l'hangar 3. Il tenente Rush potrebbe aver bisogno di soccorso medico ma fate attenzione, potrebbe non essere solo.."
"Capitano! La navetta è appena partita!!" Blake quasi scattò dalla consolle vedendone i dati "Se ne sta andando!!"
"Perché vi stupite tanto?" Sheldon era nuovamente in mezzo alla plancia "Certo che siete proprio strani, non posso lasciarvi soli un minuto!"
"Sheldon!! Cosa diavolo sta succedendo!!" Adrienne scattò in piedi "Come è possibile che una navetta sia riuscita a scappare nel bel mezzo del protocollo di sicurezza?"
"Perché è in corso il protocollo di sicurezza. Le navette di questa nave possono fungere da capsule di salvataggio nel caso in cui il computer rilevi la presenza di un rischio interno alla nave. Direi che non è stato difficile per lei lasciare la nave"
"Lei chi, Sheldon?" chiese Blake perplesso
"Rhena, la moglie di Rush diventata semplice emanazione di energia"
"Rhena? Sapevi che c'era un essere umanoide diventata pure energia dentro di te??" Terell osservò a sua volta l'ologramma dell'IA
"E cosa aspettavi a dircelo??" intervenne Filippo
"Che la cosa diventasse rilevante, il che per inteso è successo solo ora"
=^= Kyel ad Adrienne, la navetta non c'è in hangar tre =^=
Adrienne alzò lo sguardo al soffitto "Mai una gioia.." sfiorò l'interfono "Plancia a Kyel, lo sappiamo" quindi a Sheldon "Ora, dobbiamo inseguirli. Come facciamo?"
Sheldon indicò Blake "Quel coso è più o meno inutile ma almeno a pilotare è un piccolo passo sopra il mediocre, credo che dovrai accontentarti"
"Molto spiritoso Sheldon.." Blake tornò alla sua consolle "Peccato che il protocollo abbia disabilitato i miei comandi"
"Ovviamente i comandi sono disabilitati, è attivo il protocollo di sicurezza.. certo che siete duri di comprendonio!"
Adrienne si massaggiò il collo "Sheldon, potresti gentilmente disattivare questi dannati protocolli di sicurezza?"
"E' necessario procedere alla completa reinizializzazione dei sistemi, che potrà avvenire solo dopo che la scansione avrà rilevato l'assenza di ulteriori pericoli all'interno dei circuiti integrati della nave"
"Quindi?" chiese Filippo
"Quindi avrete il controllo delle consolle indicativamente fra un'ora e sedici minuti"
"Stai scherzando?" Jekins fece un passo verso l'ologramma "Per allora la navetta sarà bella che lontana e lì sopra oltre a questa Rhena c'è anche Rush!"
"Lo so che vi è anche quel Rush.. se fosse rimasto sulla nave avrebbe saputo come velocizzare il riavvio dei sistemi, è leggermente più intelligente di voi. Purtroppo non è così e quindi non vi resta altro che aspettare"
Blake scosse il capo "Ma un'ora e sedici minuti è davvero troppo.."
"Tranquillo, mio piccolo labradoodle, ora sono solo un'ora e quindici minuti!"

USS Sheldon - Alloggio Adrienne Faith
27/06/2400 - ore 21:13


Adrienne uscì dalla doccia avvolta solo da un asciugamano e controllò l'ora sul pad per l'ennesima volta. Dopo essere riusciti a sbloccare i sistemi della nave si erano lanciati all'inseguimento di Rhena scoprendo che l'ex scienziata federale si era ben presto ambientata dentro il nucleo centrale della navetta, rendendo estremamente difficile la sua localizzazione. Il risultato finale era stato deludente, sentiva che si stavano avvicinando alla navetta ma temeva di scoprire che anche Rhena si stava avvicinando al suo obiettivo. Cosa avrebbe fatto a Nicholas? Se fosse stata ancora la donna di un tempo non gli avrebbe mai fatto del male ma ora che la sua umanità era come morta.. dovevano trovarli il prima possibile.
La porta di congiunzione con l'alloggio di Kyel si aprì senza che lei lo chiedesse. Gli occhi di Rezon si posarono sul corpo di Faith per ammirarne le curve del corpo "Immagino che lo spettacolo mi sia stato gentilmente offerto da Sheldon.."
"Immagini bene" Adrienne si fermò a guardare Kyel "Credo trovi molto divertente aprire quella porta, così come si diverte a provocare Alec" iniziò ad asciugarsi voltando le spalle all'uomo e cercando di allontanare la sua immagine dalla mente
"Stai pensando a Nicholas?"
La domanda di Kyel non la sorprese più di tanto ma la infastidì comunque "A cosa dovrei pensare? sono passate quasi ventiquattro ore dal suo rapimento e non sappiamo ancora esattamente quali siano le intenzioni di Rhena. Abbiamo già perso fin troppe persone in una missione che doveva solo essere una breve esplorazione fuori porta"
"Già, e tu ti senti responsabile per tutti coloro che sono su questa nave"
"E' il peso del comando Kyel" Adrienne tornò sui suoi passi avvicinandosi alla porta scorrevole che divideva i due alloggi e si appoggiò allo stipite "Sono cose con cui si impara a convivere con il tempo, ma comunque sia non diventano lo stesso più facili da digerire" la betazoide si perse a guardare le due braccia del giovane che le stava di fronte ogni fibra del suo essere desiderava rifugiarsi nell'abbraccio di Rezon.
"Nami non è con te?"
"No, questa notte è nell'alloggio del tenente Noveed" Adrienne inclinò il capo lateralmente "Ordini del consigliere Hewson, ritiene che abbia bisogno di un po' di riposo"
Kyel si avvicinò a sua volta alla porta i due giovani erano uno di fronte all'altra, entrambi pervasi da quella stessa attrazione che li aveva uniti in accademia "Beh, quindi stasera sei libera.."
Adrienne teneva con il braccio l'asciugamano ma stava allentando via via sempre di più la presa, parte delle sue gambe erano ben visibili "Non vorrai farmi credere che il tenente Kyel sarebbe a mia disposizione per un'intera serata"
"Lo sai che per te ci sono sempre.." Rezon era al punto di varcare la porta quando il suono insistente dell'interfono della porta li interruppe, indispettendo parecchio il primo ufficiale "Ma chi diavolo è?"
"Ipotizzo che il tuo appuntamento serale sia un po' in anticipo.." Adrienne fece un passo indietro "Tu non sei a disposizione di nessuno se non di te stesso.. Hazyel in questo aveva torto. Con te non è questione di diverse visioni sull'amore, è che tu non sai amare nessun altro che te stesso! Sono una sciocca a pensare che parlando con te io possa trovare un qualche appoggio!"
"Adrienne, questo non è vero!" Rezon parve offendersi
"Lascia stare, non vorrei che la dottoressa Cruz debba aspettare troppo per la sua sessione di sesso settimale. Sheldon, chiudi questa dannata porta!" la porta si chiuse di colpo, dividendo i due ufficiali.

USS Sheldon - Plancia
28/06/2400 - ore 06:52


Adrienne raggiunse Kyel in plancia, i due evitarono di rivolgersi la parola ma nessuno vi fece caso: l'attenzione era tutta per Sheldon che se ne stava dritto al centro della plancia.
"Perché siamo fermi?" Adrienne guardò dapprima Blake e poi l'IA
"Perché questa è la linea di confine con lo spazio occupato dai Daktara, una volta oltrepassata saremo all'interno del loro territorio.. con tutto ciò che consegue"
"In che senso, Sheldon?" Hewson si accigliò un po' "Siamo forse in pericolo?"
Sheldon non rispose, limitandosi a porre a sua volta una semplice domanda "Che cosa sapete della cascata Metreonica?"
"E' un'arma!" Filippo intervenne immediatamente "Ne abbiamo conoscenza grazie ai diari della USS Voyager si tratta di un ordigno simile alle armi nucleari ma utilizza una testata che contiene isotopi metreonici instabili"
"Esatto" Terell annuì "Secondo i dati in nostro possesso l'effetto che ne deriva è quello di una cascata di radiazioni estremamente letali ma non particolarmente persistenti, che lasciano quasi intatte le strutture mentre uccidono rapidamente gli esseri viventi. Questo significa che, se un'arma simile fosse usata su di un pianeta, il pianeta sopravviverebbe ma verrebbe completamente spogliato da ogni forma di vita"
"E cosa delle forme di vita colpite?"
Terell osservò prima Sheldon e poi Adrienne "L'utilizzo di quell'arma origina una sorta di nuvola di metreoni, all'interno della quale la materia biologica disintegrata conserva le sue caratteristiche in una specie di stasi"
Sheldon proseguì con le sue domande anche se era evidente che ne conosceva già la risposta "Ed è possibile fare uscire quella materia dalla stasi?"
"Teoricamente è possibile il reintegro allo stato fisico precedente, ma tutti i tentativi a noi noti del dottor Ma'Bor Jetrel non ebbero successo"
"Questo è in effetti quanto ho potuto leggere dai dati scaricati dalla vostra precedente nave, ma non è tutta la storia" Sheldon si fermò per qualche attimo ad osservare i presenti in plancia "Jetrel non è stato l'unico che per scrupolo di coscienza ha deciso di tentare di trovare un sistema per salvare i talassiani. Dai miei dati alcuni degli assistenti del dottore iniziarono a vagare senza meta alla ricerca di nuove tecnologie fino a raggiungere il popolo dei Daktara ed esserne fatti prigionieri: i Daktara erano da sempre interessati alla possibilità di trovare un modo per lasciare il loro corpo per evolvere in una forma più evoluta di conoscenza e portarono avanti degli esperimenti sulla base delle conoscenze haakoriane"
"E a cosa li hanno portati questi esperimenti?"
"Non lo so, la cosa non mi ha mai interessato ma posso dirti due cose.." Sheldon osservò Adrienne "Se c'è un popolo che potrebbe avere la tecnologia che sta cercando Rhena è quello, ma a prescindere che ottenga ciò che cerca o meno, qualsivoglia esperimento condurranno su Rush ne comporterà la morte.. i Daktara non hanno alcuna norma etica sulla salvaguardia di razze umanoidi diverse dalla loro. Allora Capitano, cosa vogliamo fare? Andiamo avanti?"
"Assolutamente si.." Adrienne osservò Blake "Andiamo avanti, non intendo lasciare Nicholas qui"


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03.05 - Varcare il Rubicone

Autore: Tenente Kyel Rezon

USS Sheldon
Plancia
28/06/2400 - ore 06:52


"Assolutamente si.." Adrienne osservò Blake "Andiamo avanti, non intendo lasciare Nicholas qui"
La mossa della Faith aveva sorpreso un po' Rezon. Non era nella natura della Betazoide agire di impulso, senza ragionare su ogni possibile implicazione. Era come se la discussione che avevano avuto la sera prima avesse tolto lucidità alla donna, spingendola sulla linea battagliera e sull'ansia di primeggiare a tutti i costi.
Adrienne sicuramente sapeva che, se anche lei avesse rallentato, a stimolare un intervento diretto ci avrebbe pensato lui. Quindi o lei era d'accordo con lui e così facendo non lo avrebbe mai dovuto ammettere.. oppure agiva in tal modo al solo fine di non sentirsi la seconda a sposare la linea interventista.
Anche Blake ed Hewson furono sorpresi: il Capitano emanava una strana aurea di determinazione mista a nervosismo. Un nervosismo che poteva essere sì motivato dalla situazione contingente, ma che pareva dettato anche da fattori esterni. E l'aurea di compiacimento godurioso emanato dalla Dottoressa di bordo, che sembrava essere in plancia solo fisicamente, mentre mentalmente era dispersa in qualche sogno onirico, non faceva che aumentare i dubbi dei due colleghi sul perché della reale molla che stava spingendo la Faith a caricare a testa bassa in territorio ostile.
L'obiettivo era salvare Rush, sicuramente.. ma altro bolliva in pentola, come un fuoco zombie.. ossia un incendio in grado di svilupparsi a lungo solo nel sottosuolo in attesa di un varco per divampare violentemente in superficie.

Ubicazione sconosciuta
Navetta
28/06/2400 - ore 07:25


"Perché mi fai questo Rhena?" domandò mentalmente Rush
Erano ore che il povero capo operazioni della Sheldon si trovava come immobilizzato in un'unità di sostentamento vitale. Era stato teletrasportato via dai compagni qualche secondo dopo aver collaborato per bloccare l'attacco dell'intelligenza artificiale di Rhena a Sheldon. Mossa che l'A.I. non aveva preso benissimo.
Lo aveva bloccato e reso inoffensivo, assumendo, di fatto, il controllo completo della navetta. L'unica mossa che ancora poteva svolgere il povero Nicholas era tentare di dialogare con essa, in una sorta di kafkiano discorso a tre: fra la sua Rhena, fatta di ricordi, aneddoti, storie ed amore, la parte di Rhena che si era tramutata in un A.I. ultra aggressiva ed adattiva, e lui stesso.
Non aveva ancora mai avuto mezza risposta dall'A.I., eppure Rush non era tipo da demordere. Continuava in quel dialogo assurdo.. che era praticamente un monologo.. la Rhena dei suoi ricordi raccontava a lui dozzine di avvenimenti che avevano affrontato assieme e lui ininterrottamente, come in un continuo flusso di pensieri espletato ad alta voce provvedeva ad illustrare tali situazioni all'A.I., arricchendole di tutti i dettagli che lui man mano ricordava.
L'A.I. continuava imperterrita il proprio piano, ignorando l'occupante senziente della navetta pur mantenendolo perfettamente cosciente ed in una situazione ideale per la sopravvivenza.

USS Sheldon
Plancia
28/06/2400 - ore 09:56


Erano quasi tre ore che avevano varcato lo spazio Daktara.
Popolo di cui non sapevano granché perfino Sheldon, stava faticando ad ottenere informazioni complete. Erano umanoidi, scienziati dall'elevato livello tecnologico e dalla poca moralità, pronti a svolgere esperimenti di eugenetica così come ad attaccare e sterminare ogni essere vivente, organismo senziente, diverso da loro.
Blake si sarebbe aspettato una loro azione già da parecchio tempo.
Eppure i sensori di Sheldon, sebbene tarati al miglior livello di scansione possibile, non erano in grado di rilevare nulla, eccezion fatta per la scia della navetta ove era tenuto prigioniero Rush.

USS Sheldon
Plancia
28/06/2400 - ore 10:11


Anche la Dottoressa Cruz aveva abbandonato la plancia, tornando in infermeria, al fine di preparare i suoi uomini ad allestire eventuali contromisure in caso di attacco dei Daktara.
Ammesso e non concesso che svolgessero un attacco canonico e non subito con armi metreoniche. In quell'ultimo caso, aveva poco da applicare come contromisure: una volta varcato il limitare del loro spazio, sarebbero stati annientati e Sheldon si sarebbe trovato un nuovo equipaggio.
Era una cosa che Jeanette faticava a metabolizzare.
Il loro compito era salvare Rush, ne era d'accordo e consapevole, ma un buon Capitano avrebbe dovuto valutare che quella mossa di violare il territorio dei Daktara poteva essere equiparabile ad un atto di guerra.
Erano finiti i tempi in cui Kirk violava impunemente spazi appartenenti ad altre organizzazioni.
Tutto era cambiato.
Quell'azione avrebbe potuto comportare un conflitto con un popolo crudele pronto ad utilizzare armi di sterminio di massa senza problema.
Armi in grado di distruggere la vita su un pianeta o, per lo meno, di annientare quella esistente, lasciando modo e possibilità di essere soppiantata da altre forme di vita.
Sheldon sarebbe sopravvissuto, ma lei no.
Rezon no.
Il suo bellissimo e focoso amante, futuro marito di quanti? Sei figli? Sarebbe stato ucciso solo perché avevano una sciocca come ufficiale in Comando.
Sarebbero stati uccisi tutti
Era per quello che più o meno velatamente aveva richiesto urgente colloquio col Primo Ufficiale, colloquio accordato alle undici, dopo che Rezon aveva staccato dal turno in plancia.

Spazio Daktara
Luogo sconosciuto
28/06/2400 - ore 10:11


"Comandante. Due navi non identificate hanno varcato i nostri sacri confini" esordì il nostromo controllando la propria postazione
"Allertate il direttore di macchina: che mantenga attivo l'occultamento della nostra unità. Avvertite il Capo Commissario ed il medico di bordo di presentarsi in plancia.. il primo dovrà dirci se sono nemici dell'Egemonia Daktara, il secondo valutare se i loro organismi sono utilizzabili ai nostri fini"
"Sì signore.. dai movimenti pare che la nave più grande stia cercando la più piccola.. può essere una violazione non voluta"
"Peggio per loro, i sacri confini non vanno violati.. che notizie dalla nave minore?"
"Continua ad emettere comunicazioni in dozzine di lingue.. oserei dire centinaia.."
"Uhm.. si metta all'opera per decifrare il messaggio"

USS Sheldon
Alloggio Kyel
28/06/2400 - ore 11:11


Jeanette Cruz era furiosa.
Non solo Rezon le aveva dato torto ed aveva rifiutato persino di sentire le sue ragioni, ma aveva anche osato rigettare le sue avances.
Era la prima volta in assoluto che Kyel non la assecondava e quella sua completa imperturbabilità alla percezione mentale tipica dei Betazoidi, se prima la faceva eccitare, in quel momento la faceva imbestialire.
Non aveva certo proposto a Rezon di togliere il comando alla Faith.. non una seconda volta.. ma pretendeva che la facesse ragionare per il bene del suo equipaggio.. di lei e dei loro figli futuri.
Beh veramente l'argomento figli non era riuscita nemmeno a spiegarglielo che Kyel l'aveva gentilmente accompagnata alla porta.

USS Sheldon
Alloggio Faith
28/06/2400 - ore 11:20


"Stupida! Cretina! Sciocca che sono!" Adrienne si stava autoflagellando ad alta voce mentre si faceva una doccia.
Kyel aveva abbandonato la plancia alle undici in punto, come se avesse dovuto timbrare il cartellino ed allontanarsi il più possibile velocemente da un posto di lavoro non amato.
Adrienne aveva creduto che ciò fosse dipeso dalla loro discussione della sera precedente, a come lo aveva trattato a pesci in faccia. Aveva perciò finito di firmare alcuni rapporti ed ordini di servizio e poi si era decisa a far ammenda.
In un frangente come quello, aveva dannatamente bisogno di avere al suo fianco Kyel lucido ed attento e non impegnato in un gioco di frasi non dette e mutismo selettivo nei suoi confronti.
Stava per varcare la soglia del proprio alloggio per dirigersi in quello affianco, quando da quest'ultimo era uscita Jeanette Cruz, docilmente accompagnata alla porta da Rezon.
Entrambi sembravano avere delle espressioni non soddisfatte.
Probabilmente l'arrivo di Adrienne aveva guastato le uova nel paniere alla coppia di piccioncini che ora stava goffamente mettendo in atto una sceneggiata.
Adrienne salutò entrambi con un cenno del capo ed entrò decisa nel suo alloggio.
Si spogliò, non prima di aver sferrato un pugno liberatorio su una paratia, e decise di farsi una doccia ghiacciata e sfogare le sue lacrime lavandole via insieme all'acqua.
"Sei una stupida Adrienne!! Come diavolo potevi pensare che cambiasse? Hazyel la colpa è tua che mi hai illuso coi tuoi bei discorsi.. Kyel non cambierà mai!! Sono stata una sciocca a credere alle favole!!"
Persa nella sua valvola di sfogo, ci mise un po' a capire di non essere da sola. Si voltò di scatto rossa in volto e pronta a combattere. Vide Kyel nudo, con la mani alzate in segno di pace.
"La vuoi smettere? No dico.. sempre Hazyel hai in mente? Potrei iniziare ad essere geloso, sai?"
Adrienne gli si scagliò addosso con tutta la forza che aveva. Kyel non sembrò sorpreso e resse l'urto della Betazoide afferrandola per i glutei e spingendola dentro la doccia, mentre lei lo stava praticamente malmenando come poteva.
"La vuoi smettere?" domandò di nuovo lui
Adrienne iniziò a graffiargli le spalle.. era una cosa che faceva quando era adirata con lui. Lui lasciò la presa, ma lei non tolse le gambe attorno alla vita di lui. Kyel la baciò teneramente ed Adrienne si sentì sciogliere via tutta la tensione accumulata.
"Ho bisogno di te.. e tu stai sempre con quella là.." disse lei rispondendo al bacio di lui
"Sono qui apposta.. quindi zitta e baciami"
"Non posso.. siamo in territorio ostile e non ho preso precauzioni.."
"Ci ho pensato io, tranquilla.."
"Ma come? Quando?"
"Hai presente il mio mini Sheldon con le sembianze da genio della lampada? Diciamo che stamattina ho espresso un desiderio.. quello che i suoi scudi siano in grado di minimizzare gli effetti delle onde metreoniche.. mi ha risposto che ci già stava lavorando su.. con la sua consueta cortesia, ovviamente.."
"Ma può riuscirci?"
"Non ne ho idea, ma prima che appaia fra di noi a darci una risposta, direi che è meglio che finiamo di.. ehm.. lavarci assieme.. non credi?"
"Quanto sei saggio.. quando vuoi.." rispose lei cedendo completamente alle avances di lui.


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03.06 - Ricordi divertenti

Autore: Tenente Paul Hewson

Sheldon - Plancia
28/06/2400 - ore 13.00


Il Consigliere era nel turboascensore diretto in Plancia, in seguito alla chiamata, da parte di Blake, agli Ufficiali superiori: la navetta rubata si stava avvicinando ad un pianeta e stava rallentando.
*Probabilmente ha trovato un luogo adatto ai suoi scopi!* pensò Hewson.
In quel momento l'ascensore si fermò per fare entrare il Capitano e il Primo Ufficiale, anch'essi diretti in plancia. Paul capì immediatamente che il rapporto tra i due era cambiato, anzi più precisamente si era evoluto, cosa di cui era sicuro che sarebbe successo.
Per fortuna la tensione tra i due si era sciolta un un'attimo prima di dover affrontare una situazione delicata, che avrebbe richiesto la piena collaborazione e fiducia tra gli ufficiali in comando.
"Signori " disse Paul con un lieve sorriso sulle labbra "vedo che state bene"
Adrienne e Kyel risposero al saluto con un cenno, sapendo che con lui era inutile negare.
"Abbiamo spianato le nostre divergenze. Al momento non ho altro da dire, giusto Signor Rezon?"
"Sì Capitano, concordo: spianate in maniera spettacolare se mi consente!" ribatté Kyel guardando la betazoide con uno sguardo ammiccante .
"Ottimo, era quello che speravo. " disse Paul mentre le porte si aprivano sulla plancia, "Dopo di lei, Capitano!" E si spostò per far passare Adrienne.

Nave Daktara
28/06/2400 - ore 13,05


Il Comandante Larken stava visionando dei rapporti, quando il Capo Commissario e il Medico di bordo entrarono e, dopo aver fatto un rispettoso inchino, cominciarono ad esporre le loro conclusioni sugli invasori dei Sacri Confini Daktari.
"Comandante gli invasori non rientrano in nessun database delle razze da noi conosciute, la loro nave possiede una tecnologia avanzata, sembrerebbe molto avanzata ed estremamente efficiente, a detta del nostro Capo Tecnico. Anche la navetta possiede la medesima tecnologia, e ci fa supporre che qualcuno l'abbia rubata e sia, quindi, scattato un un inseguimento da parte della nave madre."
"Sono nostri nemici?" chiese Larken.
"Essendo questi stranieri totalmente sconosciuti, non lo possiamo escludere, Signore" rispose il Capo Commissario conscio della risposta che il Comandante voleva sentirsi dire.
"Dottore, lei cosa ha scoperto?"
" Purtroppo, a causa della loro tecnologia avanzata, le letture dei nostri sensori non sono state precise, ma posso concludere che ci potrebbe essere del materiale interessante. "
"Più interessante della loro nave?" chiese Larken appoggiandosi allo schienale della sua poltrona.
I due sottoposti si guardarono un istante, sperando di dare la risposta corretta. Poi fu il Capo Commissario a parlare "La tecnologia della nave è molto più interessante Comandante. "
"Bene. È quello che immaginavo. Teniamoci pronti per l'attacco, però vediamo se riusciamo ad ottenere qualche informazione dalla navetta in fuga, dato che dovrebbe avere la medesima tecnologia, ma con minori armamenti. Avete decodificato il messaggio che sta inviando?" Disse Larken con un ghigno soddisfatta sul volto pallido.
"Non è ancora chiaro: le sonde di comunicazione hanno trasmesso il messaggio alla base scientifica su Daktar 3, dove hanno decodificato in parte il messaggio. Sappiamo che c'è un solo essere vivente a bordo della nave e sembra che abbia qualcosa di interessante da offrire. Anche se non ha specificato cosa vorrebbe in cambio"

Navetta di salvataggio della Sheldon
28/06/2040 - ore 13.20


Rush stava raccontando ancora della sua vita passata con Rhena, ma dubitava seriamente che qualcuno o qualcosa lo stesse ascoltando. Nella sua mente l'immagine della sua prima uscita a cena con la Trill, di cui si era innamorato al primo sguardo, e di tutti i piccoli disastri che aveva combinato, nel tentativo di apparire brillante e sicuro di sé, gli tornò nitida e chiara come se non fosse passato neppure un giorno da quella sera. Lui avrebbe voluto sprofondare sotto terra, dopo che era riuscito a far perdere l'equilibrio a due camerieri contemporaneamente, ma la scena aveva scatenato in Rhena un accesso di riso così forte che la sua risata, così cristallina e limpida, aveva contagiato in pochi istanti tutta la sala , camerieri a parte. Ed ecco che il suono di quella risata che tanto amava, riecheggiava per la navetta.
*Ecco* pensò *sono impazzito del tutto!*
Smise di raccontare e si mise in ascolto, ma la risata non cessava e sembrava venire da tutta la navetta.
"E poi mentre ti scusavi e cercavi di far rialzare il cameriere più anziano, hai perso anche tu l'equilibrio e sei caduto sopra di lui" terminò il racconto la voce della donna che tanto amava, continuando a ridere.
"Rhena? Sei tu veramente? "
Il silenzio piombò improvviso all'interno di quello spazio angusto, poi, dopo secondi che a Rush sembravano eterni "Sì Nicholas, sono io!"
Rush riconobbe il tono caldo e gentile della donna che aveva amato e non quello freddo e dispotico dell'essere in cui si era evoluta, con cui aveva avuto a che fare Sheldon.
"Rhena, ti prego liberami, lascia che ti aiuti!" in qualche modo il suo continuo parlare della loro vita passata doveva aver toccato qualcosa che, ancora, l'evoluzione a cui stava mirando Rhena non aveva cancellato. Una piccola parte della sua umanità era ancora presente dopotutto. Così pensava Nicholas o almeno lo sperava.

Sheldon - Plancia
28/06/2400 - ore 13,30


"Capitano credo che ci stiano seguendo!" disse Jekins dalla sua postazione.
"Crede, Tenente?" rispose Faith, avvicinandosi al Tattico.
"Sì, non ne sono sicuro perchè sembra un nostro riflesso. " disse Pippo continuando a monitorare i dati trasmessi dai sensori sensibilissimi della Sheldon.
"Signor Terrell, cosa ci dice: riflesso o ospiti inattesi?"
La giovane scienziata osservò per qualche istanti i dati che le venivano dalla consolle del Tattico e quando Adrienne vide una piccola rughetta formarsi sulla fronte della giovane donna, fu certa della risposta che avrebbe ricevuto.
"Qualcuno ci sta seguendo in occultamente, e,devo ammettere,davvero ben fatto. Solo l'occhio attento del nostro signor Jekins poteva notare quella lievissima fluttuazione dello spazio."
"Signor Kyel, avvertiamo l'equipaggio, ma cerchiamo di far sì che i nostri inseguitori non capiscano che ci siamo accorti della loro presenza."
"Sì capitano" rispose il risiano, che prontamente fece partire un allarme giallo silenzioso: un paio di minuti dopo, tutte le sezioni segnalavano che erano pronte al combattimento.


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03.07 - Entanglement

Autore: Tenente Nicholas Rush

Navetta di Salvataggio
28/06/2040 - ore 13.50


Rush era esausto. Dopo aver sentito la voce della moglie aveva iniziato con disperazione a chiamarla e ad urlare per farsi sentire. Ma ben presto si rese conto che dalla sua bocca non usciva nessun suono. Era tutto nella sua testa.
*Ad essere onesti, non sento nessun rumore, senso del tatto, gusto, niente*
Cercò di alzarsi dalla poltroncina ma il suo corpo non stava rispondendo a nessuno stimolo.
La sua vista era offuscata, gli occhi erano secchi. Provò di sbattere le palpebre e dopo vari tentativi riuscì ad effettuare un lento movimento degli occhi: con orrore vide che lunghi cavi di fibre ottiche si erano avvinghiati a lui come serpenti colorati stringendolo in una morsa che lo tenevano ancorato al sedile.
"NO!" disse una voce metallica nella sua testa
"Rhena? Ci sei ancora?"
Fu come essere colpiti da una scossa elettrica che attraversava ogni fibra del suo essere fino al cervello. La navetta diventò una macchia informe fino a scomparire del tutto fino a lasciare spazio ad un'infinità bianca che avvolse Rush come un abbraccio caldo. Fluttuava nel grande vuoto.
Riprese il controllo di quello che probabilmente era la proiezione del suo io all'interno di qualche simulazione: stava cercando di razionalizzare la situazione.
"NO! Questo muro va abbattuto"
"Quale muro?" chiese Rush al vuoto
Non fece in tempo a finire la frase che venne trasportato via di nuovo a velocità incredibile passando attraverso galassie, mondi, luce e oscurità: viaggiò per milioni di Km attraversando mondi incredibili, mai visti e nemmeno lontanamente immaginabili, dominati da deserti infuocati e bestie enormi che correvano in branchi passando per le profondità marine di pianeti ad alta concentrazione di acqua e osservando fenomeni spaziali dalle mille luci ed esplosioni che nessuna nave poteva fino a quel momento aver nemmeno lontanamente sfiorato, fino a che gli elementi intorno a lui non si avvolsero in linee indistinguibili simili a lame di colori che vennero inghiottite da un enorme buco nero.
Sentiva solo il suo respiro affannoso.
" Si sta riprendendo " disse una voce sconosciuta.
L'odore da disinfettante pervase i sensi di Nicholas. Qualcosa iniziò a premere sulla sua mano con fare delicato e con dolcezza.
"Amore mio mi senti?" la voce di Rhena
Rush aprì lentamente gli occhi e vide di fronte a se Rhena con lunghe lacrime che le solcavano il viso. Di fianco a lei due figure in camice bianco lo stavano scansionando con quelli che probabilmente erano tricorder medici. Era in un letto d'ospedale.
"Ripresa della funzionalità cognitiva nella norma" disse uno dei medici.
Cercò di alzarsi.
"No Tenente, non si sforzi, ha subito uno shock molto pesante, è' un miracolo solo che lei sia vivo"
Con la bocca impastata riuscì a formulare qualche parola: " Dove mi trovo? "
"San Francisco, Tenente. Centro Medico della Flotta Stellare"

Sheldon - Plancia
28/06/2040 - ore 14,00


Tutte le sezioni erano pronte al combattimento in allarme giallo: la sala macchine e la sezione armamenti erano pronte e in sicurezza.
In plancia la tensione era palpabile e Adrienne era concentrata fissando lo sguardo sullo schermo principale in attesa di una minima variazione dei dati provenienti dai sensori di Sheldon, che in quel momento erano in ascolto verso la nave sconosciuta e verso la navetta di Rush.
Alla sua destra Kyel le sfiorò la mano, per farle percepire la sua presenza e che sarebbe stato pronto ad eseguire qualsiasi ordine lei gli avrebbe impartito. Questo piccolo segno di riconciliazione, alla luce degli avvenimenti quantomeno inattesi degli ultimi giorni, e la ritrovata strada verso la complicità reciproca, portavano in lei un senso di calma che non provava da molto tempo.
Chi invece era irrequieto era Paul: cambiava posizione sulla sua poltrona con sguardo accigliato. Dal primo crollo psicologico di Rush in poi era stato titubante e non riusciva a collegare i tasselli di quella intricata storia che si stava delineando di fronte a loro. Aveva più dubbi che certezze e varie domande affollavano la sua mente: Cos'era quella anomalia in Sheldon? Perché non se n'era accorto?
Come aveva fatto Rhena, creduta morta anni fa, a palesarsi su quella nave? Ma soprattutto, che piani aveva per Rush?
Adrienne se ne accorse " Signor Hewson, c'è qualcosa che la disturba?"
"Mmmh, no Capitano, mi scusi è che tutta questa situazione mi sembra assurda"
Kyel alzò un sopracciglio "Assurda Consigliere? Più dell'essere su una nave spaziale aliena lontana milioni di chilometri da casa per inseguire una navetta con a bordo il nostro Capo operazioni In preda a qualche delirio?"
Hewson incrociò le braccia "E' proprio questo Comandante: siamo stati tutti assorbiti dal fatto che Rush è stato prelevato con la forza e ora si trova in una navetta lanciato verso chissà dove e mi dispiace doverla contraddire ma qua non vi è traccia di nessun delirio"
"Come fa a dirlo? Solo perché Sheldon ha rilevato qualcosa nei suoi sistemi che ha associato alla defunta moglie del tenente Rush non vuol dire che non possa essere qualcosa nato dalla mente di Nicholas ed inserita, anche solo involontariamente, in Sheldon!"
"Ha ragione Comandante, ma rifletta.. fermiamoci a riflettere un attimo. Anzi, chiamerei in causa anche Sheldon"
L'AI non si fece attendere e si materializzò di fronte a loro in tutta la sua mole, senza travestimenti o costumi di alcun tipo "Perché il suo tono, dottore, mi sembra alquanto accusatorio?"
"Mi dispiace Sheldon se la prendi cosi sul personale ma mi attengo ai fatti: un membro del nostro equipaggio è stato teletrasportato via, su una tua navetta, proprio sotto al tuo naso? E non sappiamo niente, hai solo fornito un nome.. Rhena"
Adrienne era interdetta. Il suo Consigliere di bordo stava veramente accusando una delle più avanzate AI del quadrante , se non la più avanzata, di aver peccato di superficialità?
"Senti un po' piccolo sacchetto di carne: tu non hai nemmeno lontanamente idea di cosa sono capace e ringrazia che siete qui dentro al caldo e al sicuro e non nel vuoto del quadrante Delta a fluttuare come ghiaccioli alla menta. Quindi rimettiti al tuo posto e non provare a farmi la paternale"
Hewson aveva ottenuto l'effetto sperato " Sarà... ma mi chiedo se tu sia in grado di mettere insieme i pezzi di questo complicato puzzle o se dobbiamo farlo noi alla vecchia maniera..."
Aveva colpito Sheldon nell'orgoglio, anche se parlare di orgoglio per una nave stellare era quantomeno insolito.
"Senti un po', vuoi davvero scommettere contro di me?" disse l'oblungo ologramma avvicinandosi al Consigliere
"Perchè no? Vediamo chi dei due riuscirà nell'impresa ti va?" disse Paul con sguardo di sfida.
"Quando è troppo è troppo!" e con un sonoro tonfo Sheldon scomparve.
Tutti in plancia si guardarono interdetti.
"Signor Hewson, si sente bene?" chiese Adrienne
Paul si guardò intorno "Si Capitano, benissimo. Rimane comunque il fatto che sia veramente preoccupato per il nostro Nicholas.. e in certi casi sono costretto ad adottare queste strategie, talvolta infantili, con Sheldon.. ma solo per renderlo collaborativo. Se ho ottenuto l'effetto sperato, l'uso dei suoi processori dovrebbe essere aumentato in maniera sensibile. E' corretto?"
Dal tattico Jekins proruppe " Si Capitano, ha ragione! Qualcosa sta impegnando i processori di Sheldon in maniera sostenuta!"
"Questo è Sheldon che pensa, sta cercando di unire i puntini a modo suo. Ma torniamo seri per un attimo: ero sincero quando dicevo che in tutta questa storia c'è qualcosa che non torna. Quante probabilità c'erano che a milioni di km da casa il passato di uno di noi spuntasse fuori così all'improvviso?"
"Direi veramente scarse..."
"Esatto, e soprattutto: cosa sappiamo noi dell'incidente? Rush non è un tipo molto loquace, ma sappiamo che lavorava lui stesso con le intelligenze artificiali. Possibile che tutto questo in realtà non sia connesso in qualche modo con Sheldon e il nostro essere qui? "
"Sta dicendo che tutto ciò che ci è capitato non è stato casuale? Mi sembra a dir poco forzato Consigliere" disse Kyel.
"Non sto accusando nessuno, ma c'è qualcosa che mi sfugge. Con il vostro permesso vorrei condurre una ricerca parallela a quella che sta compiendo Sheldon" disse Paul. Mentre rimuginava sulla documentazione che avrebbe dovuto cercare ricevette un messaggio di avviso sul suo padd: Sheldon aveva creato una share di dati contenente i file riservati di Rush.
* Mi dispiace Nicholas, ma dovremo scavare a fondo... *

Daktar 3
28/06/2040 - ore 15.00


Il primo Avanguardia scelto Labok stava annoiato alla sua postazione in attesa che l'analisi richiesta con urgenza dalla nave Daktara del Comandante Larken rilasciasse i risultati della trasmissione.
Era stato un mese particolarmente duro per lui, aveva sbagliato una serie di analisi, alcune piuttosto semplici, dovendosi sorbire un pestaggio da parte dei superiori e dei colleghi e ora voleva mettere a segno un colpo grosso per ritornare in sella. Era cosi concentrato nel risolvere le piccole anomalie che il suo sistema di monitoraggio gli portava in primo piano da non accorgersi che il Sistema di Elaborazione centrale aveva terminato di ricostruire il flusso frammentato di pacchetti ma non solo: aveva anche ricostruito l'ordine esatto della trasmissione e si stava accingendo ad eseguire il codice contenuto nel messaggio.
In pochi minuti il virus compresso si espanse in tutta l'infrastruttura di rete della Stazione Daktar 3 uscendo dalla sandbox di sicurezza e infettando ogni piccolo sotto sistema su cui riusciva ad arrivare fino ai collegamenti remoti con le varie Navi Daktara con cui la stazione era in contatto.
"Questa volta mi ammazzeranno di sicuro..." fu l'ultimo pensiero di Labok prima che gli allarmi gli penetrassero le orecchie.

Navetta di Salvataggio
28/06/2040 - ore 15,00


Rush si sentiva ancora stordito. Aveva passato gli ultimi giorni a letto con Rhena al suo fianco sentendosi debolissimo, poi improvvisamente senti le forze ritornare in lui e in poco tempo si ritrovò a passeggiare nel lussureggiante giardino dell'Ospedale mano nella mano con la sua amata.
"Rhena, puoi raccontarmi cosa è successo?" chiese lui facendo cenno a lei di sedersi su una panchina e appoggiando il bastone di metallo che lo aiutava a sostenersi a fianco. L'ultima immagine che ricordava era il pugno sferrato a Glassmann e la violenta scarica elettrica che lo attraversava dalla punta delle dita dopo aver toccato la poltrona in cui Rhena era imprigionata.
"E' accaduto diversi mesi fa... Sei stato in coma per molto tempo. Mi hai salvata e Glassmann è stato arrestato. Il feed di ritorno e' stato tale che hai funzionato come un parafulmine per me. Ti hanno ricoverato subito e io ti sono rimasta accanto ogni giorno sperando che tu migliorassi anche se i medici mi dicevano che la tua corteccia non rispondeva a nessuna delle terapie e che non dovevo farmi illusioni..."
Nella panchina di fronte a loro un uccellino per un pelo riuscì a volare via prima che un gatto nero dalla siepe vicina gli balzasse addosso. Il gatto emise un miagolio di lamento, deluso di non essere riuscito nel suo effetto sorpresa a catturare la preda.
"Non importa... adesso sono qui. Con te" Disse Nicholas dando un bacio appassionato alla moglie "Ho seguito la tua voce e mi hai ricondotto a casa"
Lei emise un risolino "Mi mancavano le tue frasi sdolcinate... Dai forza che comincia ad alzarsi del vento e non vorrei che ti prendessi qualcos'altro, sei ancora molto debole"
Si incamminarono nuovamente sul sentiero del parco quando Rush si rese conto di aver dimenticato il bastone di metallo. Non ne aveva assolutamente bisogno ma lo strano dottore che lo aveva in cura, altissimo con degli arti decisamente sproporzionati per la sua forma umana, gli aveva detto che potevano sopraggiungere dei mancamenti e che era meglio avere un appiglio dove appoggiarsi e non cadere. Ripreso il bastone voltandosi ebbe uno strano senso di DejaVu: come in una trasmissione disturbata un passerottino sulla panchina di fronte a lui stava sbattendo le ali bloccato immobile a mezz'aria e dietro di lui un gatto nero con la bocca leggermente aperta stava emettendo uno strano miagolio metallico. Si strofinò gli occhi e l'uccellino riprese a svolazzare via con il gatto che lo guardava deluso allontanarsi.
Rhena lo chiamò da lontano "Ehi ti sbrighi? Ti sei imbambolato?"

Sheldon - Ufficio del Consigliere
28/06/2040 - ore 19.50


Paul si accasciò sulla sedia lasciandosi avvolgere dal morbido schienale e massaggiandosi le tempie: aveva passato tutto il pomeriggio a visionare i rapporti sull'incidente occorso durante gli esperimenti di quattro anni prima ma non riuscì a cavarne fuori molto. Sheldon ancora non dava fumate bianche dalla sua incessante analisi e la cosa non faceva ben sperare Paul. Era rimasto quasi sorpreso dalla mole di dati che Sheldon possedeva sull'incidente occorso a Rhena in parte erano arrivati senz'altro da ciò che rimaneva di Rhena, ma la maggior parte era sicuramente in possesso di Rush, il quale doveva averli salvati sulla memoria della Rutherford poco dopo il suo imbarco. Il consigliere aveva sempre saputo che Nicholas non si era mai arreso alla scomparsa della moglie e avrebbe sempre voluto far qualcosa per salvarla, ma solo ora si rese conto di quanto quelle ricerche stessero ossessionando il loro capo operazioni.
Fu ridestato dal suono dell'interfono "Avanti!" disse il Consigliere alzando la voce
Dalle porte entro' la giovane Karen Fukuhara, collaboratrice di Nicholas nelle mansioni giornaliere. Era freschissima di accademia, giovane guardiamarina, ancora impacciata nel parlare ai suoi superiori.
" Mi ha fatto chiamare Consigliere Hewson? " disse lei con sguardo fisso sull'attenti
" Riposo Guardiamarina, non siamo ad un esame, la prego si sieda"
Karen visibilmente tesa si sedette incrociando le mani in grembo.
"L'ho fatta chiamare per parlare un po' in via informale del Tenente Rush, cosa sa dirmi di lui?"
Lei visibilmente arrossì "Oh, si.. il Tenente Rush... è un ottimo capo, decisamente preparato ed è molto paziente... soprattutto con me. Tendo a combinare ancora qualche pasticcio di tanto in tanto..." era visibilmente in imbarazzo "E' molto esigente ma lo capisco, vuole che tutta la squadra sia pronta ad affrontare qualsiasi imprevisto"
"Immaginavo che fosse autoritario ed esigente ma la mia domanda era piuttosto riferita ai suoi comportamenti in generale... ha mai avuto modo di parlare con lui oltre i turni di lavoro?"
"Mi piacerebbe molto..." si interruppe e il suo visino divenne ancora più rosso e alzò' la voce di almeno due toni "Si, beh.. intendo professionalmente, per poter approfondire certi argomenti..." iniziò a scuotere la testa " Intendo dire.. sa, sui sistemi di Sheldon! Sono cosi complessi e sembra che solo Nicholas capisca a fondo gli schemi dei Server che compongono l'IA. "
"Nicholas?" chiese Paul sorridendo.
"Si, volevo dire... il Tenente Rush..." disse la ragazza abbassando gli occhi e facendo un sospiro "Però in effetti c'è una cosa che abbiamo notato io e gli altri.. però avevamo un po' di timore a chiedere al Tenente, sappiamo che è una persona molto riservata e dedita al lavoro. Molto spesso si attarda a studiare e a lavorare anche nei turni successivi a quelli che vengono schedulati e non volevamo sembrare impiccioni"
"La prego mi dica pure" la incalzò Hewson
"Ogni tanto quando lavoriamo, ci dice di fare silenzio. Il viso gli si tira in una smorfia quasi come se fosse turbato da qualcosa... Si alza e ci chiede se abbiamo sentito anche noi: poi si guarda intorno e riprendiamo a lavorare come se nulla fosse. Solo una volta era visibilmente turbato tanto da uscire nel corridoio e guardarsi intorno, come se stesse cercando qualcuno... Ma abbiamo dato colpa alla stanchezza e d'altronde sono stati pochi episodi isolati..."
*Possibile che in qualche modo sia legato ai soppressori neurali che la Cruz ha trovato nelle sue analisi?* si domando' Paul.
=^= Gli ufficiali superiori attualmente nelle proprie sezioni sono richiesti a rapporto in Plancia dal Capitano appena possibile! C'è Sheldon che si sta comportando da.. Sheldon, forse pure troppo... Blake Chiudo =^=

Sheldon - Plancia
28/06/2040 - ore 20,10


"Ding Ding Ding, a questo giro ho fatto Jackpot!!! Helloooooooo!" urlava Sheldon travestito da uomo d'affari saltellando per tutta la plancia facendo comparire Slot Machine in giro che erogavano monete a non finire.
Adrienne non sapeva bene se ridere o mettersi le mani nei capelli: avevano rotto Sheldon?
"Sheldon per piacere puoi stare fermo e spiegare anche a noi?" disse lei con tono fermo.
"Mmmh? Ma si certo! Voi non avete capito nulla! E come potreste? Limitati dalla lettura dei vostri occhietti... Non avete visto il quadro completo! E di certo ti ho battuto alla grandissima Consigliere dei miei stivali!" disse lui buttando finti dollari contro l'intera crew.
"Ti prego illuminaci..." disse Kyel stizzito.
Sheldon si trasformò ancora e prese le sembianze di un altissimo Einstein con il camice bianco di fronte ad una lavagna a gessetti.
"Allora partiamo dal principio: qualcosa mi ha attraversato durante la nostra sosta programmata in uno dei nodi di interscambio che io ho costruito. Questo qualcosa si è palesato come Rhena, la defunta e sepolta moglie del vostro amichetto che voi chiamate Rush. Anni fa quando in questo settore del quadrante era solo un bip nel mio gigantesco radar cosmico, e il nodo di interscambio era in costruzione e' arrivato qualcosa che si e' insinuato nella sua matrice cognitiva, la parte che mi consente di importare i dati e unirli alla mia matrice principale. Guarda caso dall'altra parte dell'universo qualcuno stava facendo esperimenti con un oserei dire alquanto primitivo computer quantistico nello stesso modo in cui si cerca di bere un brodino con la forchetta" la lavagna si riempiva di calcoli astrusi in una lingua incomprensibile.
"Il computer quantico, senza che vi si fonda il vostro limitato cervello, utilizza la sfera di Bloch per rappresentare i qbit, che sono la sua unità di misura di base e introducono il concetto di quanto d'informazione cioè la più piccola porzione in cui una qualsiasi informazione codificata può essere scomposta"
Tutti erano abbastanza allibiti.
"Stando ai rapporti, questo troglodita di Glassmann, sulla base dei suoi postulati errati e usando modelli matematici elementari, pensava di poter evolvere la mente umana fondendola con una intelligenza artificiale quantistica, ed invece ha iniziato un processo di entaglement quantistico che ha portato ad una sovrapposizione di stati tra due punti nello spazio dividendo così le informazioni! Avete capito?"
Se la plancia fosse stata un deserto, si sarebbero uditi i coyote ululare alla luna.
"Mamma mia... ma come avete fatto ad evolvervi? La metterò giù in maniera più' semplice: la mente della moglie di Rush, questa Rhena è stata divisa tra qui e li! " disse Sheldon indicando la lavagna.
Naky prese coraggio avendo intuito dove Sheldon voleva andare a parare
"Stai dicendo che la mente di Rhena e' stata strappata a forza dal corpo e convertita in informazioni quantiche che hanno viaggiato per tutto l'universo arrivando fino a qui... Possibile ma cosa c'entra il Tenente Rush?"
"Allora non siete proprio solo come dei soprammobili... Rush ha interrotto in qualche modo il processo e parte di quei dati risiedono in lui!" disse Sheldon lisciandosi i baffetti.
"Ecco perché i soppressori neurali!" esclamò Paul.
"Oh ce l'avete fatta! Alleluja! Ora... Rhena è scissa in non si sa bene quali parti ed ha assorbito parte del mio codice, il che la rende un tantino più intelligente di un normale mucchietto di ossa e carne. "
"Ecco perché ha rapito Rush... vorrà ricongiungere le sue parti... ma come può farlo? " disse Adrienne.
"Per manipolare così questo tipo di informazioni ha bisogno di una potenza di calcolo non indifferente... richiederà un altro computer quantistico, ma che trae energia da qualcosa molto molto grande... tipo un buco nero"
Un brivido corse lungo la schiena del Capitano "Signor Blake riesce a tracciare una possibile rotta della navetta?"
"Si Capitano" Blake digitò velocemente sulla sua console.
"Stando a questi schemi fra circa 72 ore intercetteranno il settore Terra con Prime che si trova... Oh mio Dio..." disse Blake sbalordito
"... Al confine estremo di una gigante rossa morente ..." terminò Kyel osservando la consolle del timone
"Serve comunque l'hardware... un Computer Quantistico non è una cosa che tutti hanno! Serve comunque una tecnologia avanzata per costruirlo e comprenderlo" disse Hewson
"Ahi Ahi Ahi Consigliere... Si vede che non legge i miei Rapporti..." disse Sheldon "I Daktara hanno un centro ricerche proprio in quella zona!"


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03.08 - Prova di forza

Autore: Tenente JG Naky Terell

Sheldon - Sala Riunioni
28/06/2040 - 21.00


Gran parte degli ufficiali superiori erano seduti attorno al grande tavolo della sala riunioni. In effetti mancavano solo il capitano e il primo ufficiale, cosa che rendeva decisamente inquieta la Dottoressa Cruz, che già, nella sua testa, immaginava turpi scene di depravazione. La Cruz strinse i braccioli della poltrona fino a farsi sbiancare le nocche, ma proprio in quel momento i due ufficiali superiori entrarono nella sala. Prima che gli ufficiali potessero scattare sugli attenti il capitano fece cenno loro di stare seduti e prese posto davanti a loro osservandoli.
Adrienne teneva tra le mani un pad osservandolo come se aspettasse dallo strumento un suggerimento di come iniziare. Kyel aveva preso posto accanto a lei tenendo le braccia appoggiate sul tavolo a mani giunte.
Tutti sapevano cosa passava nella testa dei loro ufficiali in comando. Un loro uomo era stato rapito e ora si trovava in serio pericolo, ma l'avrebbero ripreso ad ogni costo.
"Quanto hanno di vantaggio su di noi?" iniziò piuttosto diretta il capitano della nave.
Blake osservò il pad che riportava le rivelazioni telemetriche della console del timone
"Stiamo viaggiando al massimo della velocità che ci è consentita. Procedendo così dovremmo essergli addosso tra circa quattro ore considerando una pausa di un'ora ad impulso per far riposare i sistemi."
Nella stanza scese un silenzio assordante mentre tutti prendevano atto delle parole del timoniere.
"Immagino che la nostra scorta sia sempre dietro di noi" riprese Adrienne voltandosi verso Jenkins
Pippo annuì guardando l'ufficiale in comando "Si, sempre occultati e sempre dietro di noi. Stanno effettuando scansioni passive continue alla ricerca di un punto debole nella struttura di Sheldon...."
"Illusi" Un mini-Sheldon vestito da ufficiale della flotta apparve in mezzo alla stanza osservando i presenti sorridendo beffardo "Non hanno nessuna speranza di potermi preoccupare"
Kyel sollevò lo sguardo sull'avatar della nave "Sì, ma preferirei non averli più alle nostre spalle quando arriveremo a veder la base" guardò Sheldon "Sò che non sarebbe un problema occuparsi di entrambi per te, ma preferirei non aver di questi problemi"
Kelley e Terrell si scambiarono uno sguardo, ma poi fu quest'ultima a prendere la parola "Signore a tal proposito" attese qualche secondo per esser sicura di avere l'attenzione di tutti per poi proseguire "Io e il tenente Kelley pensiamo non sia il caso che all'arrivo Sheldon sia ancora totalmente interfacciato alla nave"
Sheldon si girò verso la donna "Cosa stai dicendo sottospecie di labradoodle? Io sono la nave"
Naky inspirò profondamente per poi alzarsi ed osservare Sheldon "Sheldon tu sei un prodigio della tecnica e questo è fuori discussione, ma come puoi esser certo che il passaggio di questa entità non abbia lasciato qualcosa nel tuo sistema che le consenta di prendere il controllo di tutto questo?" allargando le braccia indicando la nave attorno a se.
Sheldon avanzò minaccioso verso la donna mentre le luci della stanza sfarfallarono "Non osare mai mettere in dubbio la mia integrità. Ho il controllo di ogni singola routine di questa nave"
"Sheldon calcola la probabilità che Rhena possa nuovamente prendere il controllo dei sistemi" Adrienne chiese a bruciapelo verso la manifestazione
L'ologramma si fermò a metà stanza osservandola "Non esiste ho detto!!!" dopo alcuni secondi "E comunque è trascurabile...circa il 1,3%"
Hewson si alzò avvicinandosi a lui "E tu saresti disposto a rischiare questo 1,3% dopo quello che è successo?"
Lentamente l'AI si girò ad osservare il consigliere e poi tutti gli altri "E sentiamo quale sarebbe la vostra idea?"
Finalmente ristabilita la calma sulla nave, il primo ufficiale si girò osservando la scienziata e l'ingegnere "Sì, in effetti ce lo chiediamo anche noi. Quale sarebbe la vostra idea?"
Kelley prese la parola rispondendo all'ufficiale "Purtroppo il nostro capo ops non è disponibile, ma l'idea è isolare il nucleo del computer dai comandi di navigazione schermi, armi e supporto vitale. In modo che Sheldon debba preoccuparsi solo della difesa informatica della nave" allungò una mano verso il tavolo facendo apparire una riproduzione della nave "Al momento tutti i sistemi afferiscono al nucleo di elaborazione e successivamente vengono deviati verso le zone operative. L'unico modo per poter creare una netta separazione tra il nucleo e i sistemi è stendere una rete di fibre ottiche che portino i comandi direttamente ai servoattuatori"
Blake osservò Kelley "Questo significherebbe operare senza l'assistenza del computer. Non sappiamo cosa possiamo trovare laggiù"
Un secondo mini sheldon apparve sulla spalla del timoniere "In effetti neppure io mi fido molto a lasciare tutto nelle sue mani, scommetto che si schianta sul primo asteroide"
Un lieve sorriso si dipinse sui volti dei presenti mentre Blake sussurrò a voce bassa "Sheldon, io prima o poi ti formatto lo sai?"
"E' più probabile che prima ti teletrasporti io fuori dalla nave" tornando delle dimensioni normali osservando i presenti in sala
Adrienne annuì "Sì, direi che potrebbe funzionare" osservando poi Filippo "Rimane però la questione dei nostri inseguitori, dobbiamo risolverla in qualche modo"
Pippo annuì "Sì capitano, io e Sheldon abbiamo già predisposto un modo per fermarli.. definitivamente"
Il capitano si alzò osservando i presenti "Bene signori, direi che abbiamo tutti qualcosa da fare. In libertà" e detto questo si avviò all'uscita seguita da tutti gli ufficiali.

Nave Daktara - Plancia
27/06/2400 - ore 21,05


Il comandante Larken era seduto sulla poltroncina centrale della plancia osservando pensieroso la sagoma della Sheldon che viaggiava davanti a loro, teneva il gomito appoggiato sul bracciolo della poltroncina e il mento appoggiato nell'incavo della mano.
"Avanti, dovrai pur avere un piccolo punto debole" sussurrava meditabondo tronfio della scoperta che avevano fatto "Quando sarò riuscito a prenderti sarò di certo nominato cancelliere."
Fu in quel momento che il suo ufficiale alle comunicazioni interruppe il flusso dei suoi pensieri
"Comandante il gran consiglio ha mandato un messaggio compresso. La stazione 3 non risponde più alle comunicazioni. Vogliono che investighiamo"
Larken spalancò gli occhi "Maledizione, non lo sanno che siamo occultati? Se mi fanno saltare questa cattura giuro che stavolta mi sentono. Non risponda al messaggio!!"
L'ufficiale storse le labbra guardando il suo superiore "Signore, non abbiamo certezza che siano in grado di intercettare le nostre comunicazioni. E se non rispondiamo il gran consiglio rimanderebbe il messaggio. Potremmo mandare un impulso compresso dovrebbero capire che abbiamo ricevuto il messaggio"
Larken annuì senza staccare gli occhi dalla nave mentre il suo ufficiale mandava il messaggio.
"Non hanno cambiato nulla nella loro rotta" sorridendo "Non sospettano nulla! Perfetto, ormai il momento di prenderci quella bellezza è ormai prossimo. Non vedo l'ora di tornare su Daktar con quella nave"
In quel momento il capo commissario entrò di corsa con lo stesso entusiasmo che ha uno che vince la lotteria di capodanno.
"La scansione è terminata, ora sappiamo tutto di quella nave. Ha un sistema di difesa fantastico, i suoi scudi rigeneranti sono anni avanti rispetto ai nostri. Non so come faccia ad alimentare tutta quella tecnologia...dobbiamo metterci le mani sopra"
Larken teneva lo sguardo sul suo commissario "Mi piace come idea, peccato che tu abbia appena descritto una fortezza inespugnabile" rispose decisamente abbattuto, sentendo le ultime notizie.
"Sbagliato. Le scansioni hanno rilevato che un colpo energetico di frequenza 1423.42 MHz manderebbe in risonanza i suoi scudi lasciandola completamente alla nostra mercè. In più, secondo i miei dati, tra circa un'ora dovranno per forza rallentare o i loro sistemi si surriscalderanno"
Larken osservò la nave "Quanto sei sicuro di questo?"
Il viso del commissario si aprì in un sorriso "Assolutamente certo. Torneremo a casa con quel gioiello e verremo inneggiati come dei re"
Il comandante già vedeva davanti a sé il suo futuro agiato senza più nessuna preoccupazione. In più, se avesse giocato bene le sue carte, probabilmente gli avrebbero fatto tenere gli strani esseri che popolavano quella nave e li avrebbe avuti come schiavi "Bene, prendiamoci quello che ci spetta." portandosi eretto sulla poltroncina "Preparatevi, tra un'ora quella sarà nostra"

Sheldon - Plancia
27/06/2040 - ore 23:00


Kelley teneva sotto controllo l'avanzamento dei lavori sulla nave.
"Tutte le reti sono state stese" sollevò lo sguardo verso il capitano "La attiveremo solo quando saremo vicino alla base. Non avremo molto tempo, le fibre non sono studiate per un flusso dati così elevato. Con i tenente" indicando Terrel "Abbiamo incapsulato le fibre in una guaina con idrogeno liquido tenendole prossime allo zero assoluto, ma anche così i sistemi reggeranno per circa sei ore dopo di che dovremo ritornare ai sistemi principali. Per allora Sheldon dovrà riuscire ad essere l'unica AI a bordo della nave"
Blake dal timone si girò ad osservare i colleghi "Non state proponendo di distruggere quell'entità giusto?" Al momento nessuno aveva realmente pensato a cosa fare con Rhena quando tutto questo sarebbe finito, il capitano e il primo ufficiale si voltarono verso Alvin e Naky in attesa di una risposta
I due si guardarono per qualche secondo poi la scienziata prese la parola "Quella sarebbe solo l'ultima delle nostre opzioni. Stiamo cercando un sistema per imbrigliare l'essenza in una rete neurale isolata dal resto della nave, ma al momento non siamo ancora a buon punto."
L'ufficiale alla ops annuì "Cercheremo di avere un sistema funzionante prima di arrivare sulla base" poi un suono arrivò dalla console davanti a lui "Siamo al 92% di surriscaldamento dovremmo passare a impulso per far raffreddare i sistemi"
Il capitano annuì alzandosi guardando Filippo "Tenente è ancora convinto che i nostri inseguitori approfitteranno di questa pausa per fare la loro mossa?"
L'ufficiale tattico osservò la console "Tatticamente è la scelta migliore. In curvatura sarebbe molto più impegnativo"
Il capitano della nave annuì tornando a sedersi sulla poltroncina "Auguriamoci che sia una mossa di pace, ma teniamoci pronti a tutto. Scudi in stand-by e scansioni cicliche" dopo di che annuì al timoniere di uscire dalla curvatura passando a impulso.

Nave Daktara
27/06/2400 - ore 23,07


Ormai il momento in cui avrebbero messo in alto il loro piano era prossimo e Larken tamburellava nervosamente sul bracciolo della poltroncina di comando.
"Allora avevate detto entro un'ora! Quando diavolo si fer....."
Le sue parole vennero interrotte dall'occupante della console tattica "Signore, si stanno fermando!!"
Il comandante saltò in piedi osservando lo schermo davanti a loro
"Ottimo, usciamo dall'occultamento! Fuoco appena avete agganciato il bersaglio"
Immediatamente tutta la plancia venne invasa dal rumore degli allarmi tattici. Il tattico portò davanti agli occhi il binocolo di puntamento settando le armi sulla frequenza che avevano studiato.
Il sofisticato sistema di puntamento agganciò il punto in cui le scansioni avevano rivelato i motori della nave avversaria, portando energia ai sistemi d'arma, ed a quel punto il tattico non dovette far altro che premere il pulsante di fuoco.
Un raggio concentrato d'energia partì dalla nave Daktariana andando ad impattare sulla Sheldon. Il colpo fu tale che tutti gli scudi della nave vennero illuminati da delle scariche blu per poi scomparire lasciando, apparentemente, la nave alla deriva nello spazio.
"E' nostra" si compiacque il capo commissario "Esattamente come avevo detto"
Larken si portò in centro alla plancia con aria trionfante "Chiamateli"
Alcuni secondi dopo l'immagine dello spazio circostante che campeggiava sullo schermo principale venne sostituita dalla vista sulla plancia della sheldon. In centro ad essa il capitano e il primo ufficiale che li fissavano.
"Questa è la nave intercettore Katrilis dell'egemonia Daktara e prendiamo possesso della vostra nave come bottino di guerra. Voi verrete utilizzati nei nostri esperimenti, quindi se non volete esser distrutti preparatevi ad essere abbordati e conquistati" gonfiando il petto tronfio del suo successo
Il capitano della nave avversaria rimase qualche secondo ad osservare Larken
=^=Sono Adrienne Faith della federazione pianeti uniti a bordo della Sheldon. Quello che avete appena compiuto è considerabile un atto di guerra. Al momento ci siamo limitati a difenderci, ma se continuerete con i vostri intenti saremo costretti a rispondere con i sistemi tattici della nave =^=
La frase della donna prese un po' alla sprovvista il comandante, ma, forte degli effetti dei primi colpi contro la nave, scoppiò in una grossa risata.
"Sarei proprio curioso di vedere come fareste" per poi osservare il proprio tattico "Diamogli un altro assaggio, fuoco!"
Il tattico puntò ancora la Sheldon facendo fuoco, ma stavolta il colpo venne assorbito totalmente dagli scudi della nave
"Signore i loro scudi sono totalmente attivi! Non gli stiamo facendo nulla." poi il commissario attirò l'attenzione del suo comandante "S..sta succedendo qualcosa"
Il ventre della Sheldon si aprì esponendo il cannone a protoni, Laktren lanciò ordini ai suoi uomini per prepararsi al combattimento, ma non riuscì a metterli in pratica perché dalla Sheldon partì un singolo colpo che andò ad impattare sulla nave.
Tutta la Katrilis venne scossa da una vibrazione che fece cadere a terra chiunque non si fosse trattenuto.
"Rapporto danni" ruggì Larken fissando l'ingegnere di bordo.
IL subalterno digitò febbrilmente sulla console per fare una diagnostica della nave.
"Siamo senza scudi, danni strutturali al ponte sei"
Larken ruggì rabbioso verso lo schermo "Li voglio vedere distrutti! Fuoco a volontà con tutto quello che abbiamo!"
Una serie di siluri partirono dal ventre della Katrilis in direzione della Sheldon che li schivò agilmente passando in volo radente sopra la nave avversaria. Quattro colpi phaser partirono dalla Sheldon colpendo altrettanti punti sulla Katrilis che, nuovamente fu scossa dalle esplosioni. Terminato l'attacco la Sheldon si riportò in rotta attivando i propulsori ad impulso sparendo in pochi secondi.
Larken rimase ad osservare il suo futuro da reggente che scheggiava via insieme alla nave mentre un rivolo di sangue violaceo gli colava sul lato del viso
"Chiamate il gran consiglio devono mandare tutta la flotta! Noi li inseguiamo, ora forza!"
Il tattico e l'ingegnere si guardarono per decidere chi dovesse rapportare, poi fu l'ingegnere a pescare la fatidica pagliuzza più corta
"Comandante è impossibile. Tutto il sistema di comunicazione è distrutto e i nostri motori...beh, si trovano a circa trecento metri dalla nave"


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