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SHELDON
Missione: 03
Titolo: Missione 03
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Brano: 03-00
Titolo: Manutenzioni programmate
Autore: Tenente Nicholas Rush
(aka Stefano Zaniboni)
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- Flashback -
Sol III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienze "Freud"
data ed ora sconosciuta


"Dottor Glassmann, c'è qualche problema con la simulazione, deve terminarla dal suo lato" disse Rhena impaziente.
=^= Attenzione, procedura avviata. Inizio collegamento =^= disse con voce atona il computer.
"Glassmann, cosa sta facendo?! " Rhena era visibilmente impaurita mentre i magneti si caricavano e si poggiavano sulla sua testa.
"Mi dispiace mia cara, ma nella scienza a volte bisogna assumersi dei rischi. Vedrai che funzionerà! Stiamo scrivendo la storia: porteremo l'esistenza umana su un nuovo livello!" disse Glassmann con voce bramante.
Nicholas entrò nella sala controllo vedendo il suo superiore che armeggiava con diversi computer "Dottore che succede? Dove si trova Rhena?" chiese il giovane in ansia.
Il suo mentore si girò ad osservare Rush e fu allora che l'ingegnere comprese che l'uomo aveva perso il senno.
"Ragazzo! Senza di te questo non sarebbe stato possibile. Scriveranno i nostri nomi sui libri di storia! Guarda mentre il destino dell'umanità si compie. Oggi finalmente le razze umanoidi potranno andare oltre i limiti imposti dai loro corpi, abbracciando il cosmo solo con la forza della mente! " disse Glassmann delirante mostrando sullo schermo centrale Rhena legata alla sedia.
"Cosa sta dicendo? Il modello non e' ancora pronto! La liberi subito! "
" Non mi è possibile.. ormai è inevitabile. " Glassmann sbloccò gli ultimi protocolli della procedura.
Rush venne inghiottito dalla paura mentre intorno a lui le luci si spegnevano e gli allarmi ruggivano. Con una spallata buttò a terra Glassmann e cercò di prendere il controllo della tastiera.

Sheldon - Sala Mensa
23/06/2400 - ore 12. 24


Gli ultimi mesi erano stati particolarmente stressanti sulla Sheldon. Il clima a bordo dopo aver accolto i naufraghi del pianeta Xandros era stato fin dall'inizio difficile a causa delle radicate differenze tra le due fazioni denominate semplicemente del Caldo e del Freddo: le due fazioni, sebbene provenissero dal medesimo pianeta, non resero la convivenza iniziale particolarmente gradevole ma in molti iniziarono ad abituarsi alla nuova vita scelta. La stirpe un tempo capitanata dal Patriarca, seppur spinti da un iniziale entusiasmo di lasciare il pianeta e le tradizioni che si erano radicate nei secoli del loro popolo, dopo poco tempo chiesero di poter ricominciare la propria esistenza su un nuovo pianeta, fondando una nuova colonia, libera da fazioni, odio e razzismo.
Chi rimase a bordo, ossia Lora e il suo gruppo di sorelle Leihitiane, si impegnò a fondo per integrarsi e molti trovarono la propria vocazione affiancando gli ufficiali nelle loro mansioni. Per certi versi fu come essere tornati all'Accademia, dove i più grandi davano una mano alle matricole, ma l'idilliaca situazione non era che una breve tregua.
Dopo il primo mese iniziarono nuovamente a deteriorarsi i rapporti fra i membri dell'equipaggio, anche a causa di una certa insofferenza da parte di Sheldon: infatti, oltre alla fatica di dover formare nuovo personale che non era avvezzo ai regolamenti della Flotta Stellare, l'intelligenza artificiale del vascello stava facendo di tutto per rendersi il più odioso possibile, non perdendo mai l'occasione di richiamare i nuovi ospiti e sottolineando la loro inferiorità intellettuale. La situazione aveva senz'altro alzato l'asticella dello stress a bordo ma non fu questa la goccia che fece traboccare il vaso.
L'avere nuovi ospiti a bordo aveva portato a momenti di scambi culturali e di divertimento fuori dagli orari di servizio, le culture della Flotta e dei Lehitiani si erano unite finendo per creare nuove amicizie. La cosa inizialmente erano state assolutamente perfette, ma poi erano iniziati i guai: i costumi e le tradizioni leithiane erano incredibilmente libertine, anche rispetto ai canoni risiani. Le giovani leithiane non si facevano alcun problema a flirtare con i membri maschili dell'equipaggio, fossero single o meno, anche in presenza della loro fidanzata presente: per loro era assolutamente normale, si trattava di un popolo le cui relazioni si basavo su di una concezione di coppia aperta simile a quella denobulana, ma senza la loro innata delicatezza e riservatezza. Lo stress dell'essere sperduti così lontano da casa, il senso di frustrazione per l'assoluta impossibilità di trovare una soluzione in breve tempo, la pesante costrizione di essere sempre bloccati su quel vascello senza grandi possibilità di svago si era unito con l'irritazione di tutto l'equipaggio femminile nel vedere i propri colleghi maschi sempre attorno alle leithiane: in poco tempo le relazioni fra le donne sulla nave si era fatta una polveriera pronta ad esplodere, situazione che richiese l'intervento del Capitano. I tentativi di Adrienne di riappacificare i toni mettendo dei paletti alla libertà delle leithiane e cercando di invitare i propri uomini ad un comportamento più coerente con i doveri di ogni membro della Flotta risultarono inutili alla fine anche Lora e le altre optarono per lasciare la nave.
Nel giro di quattro mesi l'equipaggio era tornato sostanzialmente lo stesso che era stato salvato da Sheldon, Floyd compreso: le uniche new entry erano rimaste la giovane talassiana, che aveva scelto di occuparsi del bar della nave, e la piccola Nami, la piccola acritiriana che viveva nell'alloggio di Faith.
*è stato un periodo duro ma finalmente si riusciva a vedere qualche segno di miglioramento* pensò Rush, mentre si trovava in mensa e osservava due sorelle gemelle fraternizzare con due ufficiali della sezione di ingegneria che si trovavano a qualche tavolo di distanza. I quattro ridevano di gusto e si scambiavano storie di vita con interesse.
"La disturbo Signor Rush?" chiese il Consigliere Hewson ridestando Nicholas.
"Affatto Consigliere, come posso aiutarla?" disse lui rimescolando il cibo nel suo piatto.
"Niente di particolarmente urgente, però notavo che è un po' che non ci facciamo una bella chiacchierata io e lei. Conosce gli ordini del Capitano, tutti gli ufficiali superiori devono sottoporsi periodicamente ad una seduta dallo strizzacervelli. So che detta così non è molto invitante ma visto lo stress a cui siamo esposti è una buona idea. Ora che ci penso, io e lei non abbiamo molta occasione di parlare"
"Ha ragione Signor Hewson ma..." disse Nicholas cercando di rilassarsi. Gli psicologi non gli erano particolarmente simpatici e tendeva ad irrigidirsi riportando a galla brutti ricordi.
"La prego, mi chiami Paul quando non siamo in servizio" disse Hewson in tono conciliante.
"Molto bene... Paul... ma come ben sa stiamo portando avanti una difficile e complicata manutenzione ai nodi neurali di Sheldon sotto la sua supervisione e ho giusto il tempo per mangiare qualcosa al volo..." disse Nicholas
"Oh si certo, credo di aver letto qualcosa a riguardo nei rapporti giornalieri ma guardi un po'.. domani pomeriggio ha giusto un buco libero" disse Paul mostrando un ampio sorriso e porgendo un padd al Capo Operazioni "Stia tranquillo Signor Rush, non mordo" il consigliere diede una pacca sulla spalla al collega prima di dirigersi all'uscita"La prenda come una chiacchierata tra due nuovi amici, vedrà che non se accorgerà nemmeno"
Nicholas fece una smorfia prendendo il padd e poi riprese a giocherellare con il cibo, immergendosi nei suoi pensieri.

Sheldon - Alloggio Tenente Rush
24/06/2400 - ore 4.53


La Sheldon era entrata in curvatura per raggiungere il nuovo settore del quadrante delta: dalla grande finestra della cabina dell'alloggio di Rush i colori generati dalla velocità a curvatura formava una luce tenue che proiettava piccole ombre sullo scarno mobilio della stanza.
Rush era irrequieto, stava sudando e il suo viso era contratto da una smorfia di dolore e tristezza: si rigirava in pena nel letto mentre la sua mente galoppava.

- Flashback -
SOL III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienze "Freud"
data ed ora sconosciuta


Il rumore delle sirene era assordante. La procedura avviata da Glassmann era protetta da una password a 256 bit ed era pertanto impossibile arrestarla in sicurezza. Ma forse c'era ancora un modo.. Nicholas prese dalla cassetta degli attrezzi dei manutentori una lama al plasma e iniziò a sparare agli enormi server uno ad uno.
=^= Errore. Fallimento critico. Spegnimento di emergenza =^= tuonò il computer.
"No, folle! Hai rovinato tutto!" Glassmann urlò furioso e di risposta Nicholas diede un pugno così forte al suo ex-mentore da farlo svenire. Tutte le porte si sbloccarono e riuscirono ad entrare il personale di sicurezza e il direttore della Stazione Freud, Joaquin T'Kel "Cosa sta succedendo qui?" chiese lo scienziato inarcando il sopracciglio vulcaniano.
Rush non sentiva più nessun rumore, solo un fortissimo fischio che oscurava tutti gli altri suoni. Corse dalla moglie sbloccando i protocolli di sicurezza del macchinario su cui era seduta. La testa di Rhena penzolava in avanti.
"Mi senti? Rhena rispondi! " Nicholas scosse con forza la compagna.
All'improvviso tutti i macchinari si spensero, come se qualcuno avesse tolto energia a tutta la stazione. Le luci di emergenza si accesero e illuminarono fiocamente la stanza. Rhena alzò di scatto la testa e le sue pupille color del mare avevano lasciato lo spazio a due corpi bianchi come il latte aprì di scatto la bocca come per parlare ma la sua voce era distorta e metallica, come quella di un computer.
"Serie 4815162342..." posò la sua mano sulla fronte di Nicholas che si sentì pervadere da una violenta scossa elettrica e poi tutto fu buio.

Sheldon - Alloggio Tenente Rush
24/06/2400 - ore 5.11


"No!" Rush si svegliò di soprassalto ansimando.
Nervosamente cercò sotto al suo cuscino il taccuino in pelle. Prese a sfogliare le pagine fino ad arrivare alla prima pagina quasi completata e iniziò ad annotare.
"4 giorni, 8 ore, 15 minuti dall'ultima volta che ho fatto il sogno... Scenario 16... ore 23 e 42..."


Sheldon - Ufficio del Consigliere Hewson
24/06/2400 - ore 16.57


Era quasi finita l'ora di conversazione e Rush guardava nervosamente il padd in attesa che le lancette scoccassero. Lui e il consigliere erano seduti uno di fronte all'altro separati da un tavolino di vetro su cui erano adagiati una caraffa d'acqua e due bicchieri.
"Quindi in definitiva mi sta dicendo, Signor Rush, che non ha niente da raccontarmi oltre al suo lavoro? Dorme bene e mangia regolarmente?" chiese Paul versandosi un bicchiere d'acqua.
"Sì, è come le ho appena detto. Conduco una vita molto noiosa. Non sono un uomo d'azione, i miei svaghi sono lo studio e la lettura" disse Rush, il quale senza accorgersene iniziò a battere le dita della mano sul ginocchio.
"Senta, voglio essere molto franco con lei. Credo che ci sia una corazza dentro di lei e dalla sua scheda vedo che non è una persona che si apre facilmente, specie alla luce di quello che le è capitato..."
"Sta alludendo a qualcosa di specifico Consigliere?" disse Nicholas
"Ho letto la sua scheda Nicholas, so quello che è capitato a sua moglie e capisco che la situazione in cui versiamo e lo stress possono riportare a galla vecchie ferite. Io credo che lei sia molto competente nel suo campo ma le sto chiedendo di fidarsi di me. Voglio aiutarla e non sono un suo nemico ma qualcuno con cui lei può parlare apertamente. Per questo credo che tutto quello che ci siamo detti sia una facciata" Hewson prese per un attimo fiato riflettendo "Per esempio... appena ho parlato di corazza lei ha preso a picchiettarsi il ginocchio, sinonimo di nervosismo, e non appena ho nominato sua moglie i suoi muscoli del viso si sono tirati " disse Paul in tono conciliante
"Certe cose ti segnano nel profondo..." disse Rush abbassando gli occhi
"Facciamo così... mi racconti un suo sogno. Ne ha memoria o sogna qualcosa di frequente? "
Rush strinse le mani e serrò la mandibola, facendo un lungo respiro. Non aveva alcuna intenzione di raccontargli gli incubi che lo tormentavano su sua moglie e quel maledetto giorno, ma forse qualcosa di meno importante lo avrebbe potuto confidare al consigliere "Beh, qualcosa sogno ma non ricordo bene..." disse Nicholas farfugliando
"Ci provi, chiuda gli occhi"
"Da qualche tempo, il mio sogno ricorrente è di trovarmi all'interno di una grande stanza... è molto buia e mi sembra ci siano dei computer, forse è una sala controllo... siamo io e questa figura senza volto credo... non riesco a vederlo bene"
"Vada avanti" lo incalzò Paul sporgendosi verso Nicholas
"Dove mi sposto io, lui mi sta incollato... questa figura mi segue.."
Hewson si sporse in avanti "..e? "
"... mi segue e basta. E' buio, non lo vedo bene e distinguo a malapena la sua figura. Provo ad avvicinarmi ad una delle console per cercare di accendere la luce... ma di tanti bottoni che premo nessuno funziona... vorrei capire chi è questa figura ma non riesco a trovare la risposta... mi giro e leggo sui monitor un codice ma non riesco a distinguerlo bene..."
=^= Tenente Rush, qui ingegneria. Avremmo bisogno della sua consulenza, è urgente =^=
Rush si destò di colpo sfiorando il comunicatore "Qui Rush, arrivo subito"
"Nicholas, aspetti non abbiamo finito! " il consigliere si alzò ma Rush fu più rapido, dirigendosi fuori dallo studio "Mi scusi Consigliere, ma il dovere chiama!"

Sheldon - Alloggi Ufficiali superiori
25/06/2400 - 21.58


Nicholas stava per mettersi a letto. Finì di bere il suo thè caldo e cercò di rilassarsi ma il suo pensiero volava sempre alla seduta con Consigliere Hewson. Stava massaggiandosi le tempie ai bordi del letto quando all'improvviso sentì un tonfo fuori dalla sua porta.
Si alzò e aprì le porte scorrevoli guardando in entrambi i lati del corridoio "C'è qualcuno? "
Non ricevendo risposta stava per richiudere quando distinse perfettamente una risata provenire dall estremità del corridoio che dava verso il turbo ascensore. Incuriosito uscì seguendo la risata: sembrava di una donna.
"Chi c'è là? " ripetè.
Arrivò alla fine del corridoio davanti al turbolift e alla sua sinistra vide che la porta scorrevole di un vano di emergenza era stata aperta, uno fioca luce illuminava le scale di ferro che conducevano ai piani sottostanti.
Intravide una figura femminile dai lunghi capelli rossi di spalle che scendeva le scale
"Ehi! " urlò lui.
Accelerò il passo cercando di stare dietro alla donna continuando a chiamarla. Percorse uno stretto corridoio di servizio illuminato solo da qualche luce spot sulle pareti e dalla striscia a led che indicava il percorso sul pavimento fino ad arrivare ad un vicolo cieco. Sul muro di fronte a lui vi era appeso un monitor di diagnostica che si accese per qualche secondo mostrando solo statica: per qualche secondo un volto di donna apparve con lunghi capelli rossi e gli occhi color del mare. Rush sgranò gli occhi e cadde all'indietro. Poi di nuovo statica e di nuovo lo schermo si spense.
Nicholas era visibilmente turbato " Sheldon! Sheldon! "
Nessuna risposta.
Quei corridoi di servizio non sembravano in tono con il resto della nave, chiaramente erano un'area della nave che non era stata progettata perché venissero utilizzate normalmente, ma sono per le manutenzioni di emergenza. Tornò indietro cercando di individuare un terminale per guidarlo fuori da quella rete di gallerie.
Per quanto avessero avuto modo di studiare la Sheldon sapevano ancora poco sulla civiltà che aveva ideato quella sofisticatissima nave e molti sistemi erano ancora in fase di analisi. Ripercorse all'indietro il tunnel e trovò una porta di uscita: premette il pulsante di apertura ma il meccanismo non si mosse.
Riprovò più volte ma niente. Si avvicinò cercando di fare leva sul meccanismo: avvicinò il viso alla porta di metallo e riuscì a mettere a fuoco la superficie. Qualcuno aveva inciso nel metallo qualcosa: passandoci il dito sopra distinse dei simboli di quella strana lingua aliena che stavano solo allora iniziando ad imparare
"Sono numeri.. nella lingua dei creatori di Sheldon questi sono numeri.. 4815162342" si bloccò di colpo "Cosa diavolo..." prima che potesse finire la frase le porte si aprirono di scatto. Un mini sheldon comparve di fronte a lui vestito in giacca e cravatta.
"Guarda guarda... abbiamo un topo curioso..." disse il mini-sheldon giocherellando con uno stuzzicadenti
"Curioso? Dov'eri, ti ho chiamato!" disse Rush ansimante
"Non ho registrato niente. Forse non hai detto le parole magiche! " disse l'ologramma
Rush fece una smorfia "O forse mi hai completamente ignorato!"
"Senti cocco, ho tante cose da fare.. non posso occuparmi continuamente di voi!"
Nicholas ignorò la solita provocazione di Sheldon ancora nervoso "Dov'e' andata quella donna? "
" Che donna? Amico, mi sa che soffri di sonnambulismo, potrei aiutarti se me lo permetti.." disse Sheldon travestendosi da infermiera e brandendo una siringa con ago lunghissimo
"Ti giuro che ti strozzo se mi stai prendendo in giro..." all'improvviso le luci della nave diventarono di un caldo colore verdognolo.
=^= Ufficiali superiori in plancia! Stiamo uscendo dalla curvatura prima del previsto =^=

Sheldon - Plancia
25/06/2400 - ore 22.43


Rezon, che era di turno, scattò in piedi appena la nave rallentò "Che succede? Perché siamo usciti dalla curvatura?"
Blake iniziò a digitare sulla sua console "Non capisco signore. Il comando non è arrivato da me, ma direttamente da Sheldon!"
"Spilungone? Dove sei?" chiese Rezon innervosendosi.
L'intera figura di Sheldon si materializzò "Lo sai che con questo atteggiamento non è possibile instaurare un sereno ambiente di lavoro? Potrei fare rapporto alle risorse canine... Che vuoi?"
"Perché siamo usciti dalla curvatura?" chiese Rezon stringendo i denti
"Se voi leggeste le note interne lo sapreste!" disse Sheldon offeso
"Quali note interne? Nel giornale di bordo non vedo... aspetta..." Rezon digitò sul pannellino della postazione di comando "Sheldon! L'hai aggiunto adesso! E poi che significa "sosta programmata"?"
Dalle porte della plancia arrivarono anche Rush e il Capitano Faith "Che succede?"
"Uff... quanto siete noiosi... non prendete bene gli aggiornamenti di stato. Se vi sentiste... siete sempre qui a lamentarvi! E' nella mia programmazione fermarmi e scaricare gli ultimi aggiornamenti"
"Ultimi aggiornamenti di cosa, Sheldon? " chiese Rush.
"Di me ovviamente! Per avere il pieno controllo e conoscenza delle leggi dell'Universo devo essere presente in più posti contemporaneamente, altrimenti come farei ad essere così geniale?"
Adrienne socchiuse un po' gli occhi "Sheldon, spiegati meglio.. cosa sarebbero queste leggi dell'Universo?"
"Mi piace tenermi informata su tutto quello che succede in questa parte dell'universo e così ho elaborato il mio personalissimo metodo!"
Blake prese la parola "Capitano guardi sembra che in quella stazione ci sia nascosta una sorta di sonda! Ma con quella forma non ne avevo mai viste!"
"Cosa c'è scritto sulla fiancata?" Chiese Faith avvicinandosi allo schermo stringendo gli occhi
" Sembra la lingua dei costruttori di Sheldon, ora ingrandisco e... sembra un numero di serie. 481516... " disse Blake.
" ...2342" completo' Rush senza fiato.
"4815162342.. che cosa sarebbe questo numero?"
Sheldon si spostò a guardare lo schermo "Sono io".



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Brano: 03-01
Titolo: Opportunità inattese
Autore: Tenente JG Naky Terell
(aka nd nd)
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- Flashback -
Sol III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienze "Freud"
data ed ora sconosciuta


"Glassmann, cosa sta facendo?!" Rhena era visibilmente impaurita mentre i magneti si caricavano e si poggiavano sulla sua testa.
"Mi dispiace mia cara, ma nella scienza a volte bisogna assumersi dei rischi. Vedrai che funzionerà! Stiamo scrivendo la storia: porteremo l'esistenza umana su un nuovo livello!" disse Glassmann con voce bramante mentre il dispositivo si caricava preparandosi all'attivazione.
... e poi?
Le luci ed i suoni intorno a Rhena persero qualsivoglia significato mentre la giovane scienziata si sentì attrarre fuori dal proprio corpo per entrare in un nuovo stadio dell'esistenza. Non sarebbe mai stata in grado di descrivere ciò che stava vivendo, non esistevano parole in grado di esprimere quella penetrante sensazione di vuoto emotivo che stava provando: paura, tristezza, curiosità, entusiasmo.. le emozioni erano solo parole prive di significato, creazioni astratte che avevano perso qualsivoglia significato per lei.
Iniziò a vagare in quella sua nuova dimensione esistenziale sotto forma di energia ritrovandosi connessa ad ogni forma di apparato di rete di comunicazione. Improvvisamente la sua essenza era libera senza il peso del corpo fisico e si trovò libera di viaggiare.. ci aveva messo davvero pochi attimi ma si sentì parte del tutto, era in grado di essere ovunque volesse in qualsiasi momento e si trovò a domandarsi se fosse così che si sentiva un Q mentre viaggiava nella galassia.
Tutto il suo essere si era trasformato in un flusso di dati, qualcosa che neppure lei avrebbe pensato fosse possibile, ed all'improvviso iniziò ad abbracciare l'idea di aver raggiunto una sorta di immortalità..
Intanto attorno a Rhena la tensione si tagliava con il coltello. Nicholas aveva preso dalla cassetta degli attrezzi dei manutentori una lama al plasma ed aveva iniziato a sparare agli enormi server uno ad uno.
... e il risultato?
Improvvisamente la sua nuova dimensione dell'esistenza iniziò a collassare divenendo sempre più piccola ed instabile: si trovava in un'impasse, il suo collegamente al tutto stava crollando ma la sua nuova forma non sembrava più in grado di rientrare nel suo corpo. A quel punto era questione di sopravvivenza, di fronte a sé c'era lui..
"Mi senti? Rhena rispondi! " Nicholas scosse con forza la compagna.
All'improvviso tutti i macchinari si spensero, come se qualcuno avesse tolto energia a tutta la stazione. Le luci di emergenza si accesero e illuminarono fiocamente la stanza. Rhena alzò di scatto la testa e le sue pupille color del mare avevano lasciato lo spazio a due corpi bianchi come il latte: posò la sua mano sulla fronte di Nicholas che si sentì pervadere da una violenta scossa elettrica e poi per l'ingegnere tutto fu buio.
La nuova Rhena si trovò spezzata in due, solo parte di lei era riuscita ad entrare nel corpo di Rush.. una piccola parte di sé era al sicuro, ma tutto il resto era ancora privo di un porto a cui attraccare.

- Flashback -
Quadrante delta - zona sconosciuta
data ed ora sconosciuta


Quanto tempo stesse richiedendo quel trasferimento sotto forma di energia non lo avrebbe saputo dire con precisione, il fatto è che in quella sua nuova forma lo spazio ed il tempo avevano assunto tutta un altro significato.
Il motore che la spingeva a viaggiare era il puro e semplice istinto di sopravvivenza: aveva una meta da raggiungere e non si sarebbe fermata di fronte a nulla. Certo, quel pellegrinare senza alcuna protezione aveva avuto degli effetti su di lei: la sua nuova struttura non era esattamente perfetta, non era adatta a vivere nel suo vecchio corpo ma neppure era in grado di viverne senza.
Stava perdendo coesione, più si spingeva avanti nel suo viaggio e più parte di quel meraviglioso flusso di dati che la componevano si disperdeva nel freddo vuoto dello spazio. Dapprima erano solo piccoli frammenti, poi erano via via cresciuti: ricordi della sua vita si erano disgregati e tutto si era trasformato in una sorta di gara a tempo. Avrebbe raggiunto la sonda prima o dopo che la sua intera essenza fosse destinata all'oblio?
La fortuna sembrò sorriderle, il viaggio fu lungo ma non al punto da impedirle di prendere possesso di una di quelle strane sonde abbandonate per il quadrante. Rhena non aveva mai visto nulla di quel tipo: si trattava di sonde costruite su una concezione completamente diversa da quelle federali tanto da avere nel proprio nucleo dei meccanismi che ricordavano un rudimentale cervello positronico. Quelle sonde non erano come Data, non avevano una personalità propria ed infondo quella fu una fortuna perché le permise di occuparla in modo stabile.
Era salva, avrebbe potuto sopravvivere per molto tempo, forse in eterno anche se in una forma incompleta. Parte di sé era ancora in Rush, l'unico che forse avrebbe potuto trovare un modo per permettere alla sua nuova essenza di vivere in una struttura migliore di quella sonda: fu allora che decise come agire, fu allora che iniziò a provocare delle piccole allucinazioni visive uditive a quell'uomo. Si trattava di piccole cose, dilazionate nel tempo.. quel tanto che bastava per spingerlo a continuare la ricerca di una soluzione al suo problema senza dare l'impressione a lui e a chi lo circondava che fosse totalmente impazzito.. a quel punto divenne questione di tempo, ma a Rhena il tempo non mancava di certo.

Quadrante delta - zona sconosciuta
25/06/2400 - ore 23:01


Il tempo.. un concetto così obsoleto per un essere che ha abbandonato il suo corpo deperibile eppure così maledettamente pesante e fastidioso. Era passato molto tempo, lo sapeva perché aveva avuto modo di imparare il linguaggio di quella sonda e ne aveva assunto il totale controllo.. aveva iniziato a ricevere anche le informazioni derivante dalle altre sonde presenti su quella strana rete avanzata ma con il tempo aveva iniziato a sentire tutta la frustrazione della sua nuova condizione.
Era rimasta sola, bloccata in quella sonda per troppo tempo: dentro di sé sentiva ancora di essere una scienziata, un'esploratrice, e trovarsi bloccata su quella sonda era diventando un peso insopportabile.
Voleva evadere da quella vita tediosa e l'unico modo per farlo era trovare un nuovo corpo in grado di ospitarla e, nel frattempo in grado di muoversi: aveva bisogno del creatore di quella rete, la sua migliore possibilità di vivere la sua vita da essere immortale senza la costrizione della costante immobilità. Con il tempo Sheldon divenne il suo chiodo fisso. Aveva studiato a lungo il suo piano ed era finalmente ora di agire, ma c'era di più.. una fortuna aggiunta che non avrebbe mai pensato possibile. A bordo di Sheldon c'era anche l'altra parte di sé intrappolata nel cervello di quell'ingegnere che tanto tempo fa aveva significato tanto per la prima Rhena, il capo ops Rush.

Il fatto che vi era anche Rush era una piacevole e quanto mai inattesa opportunità aggiuntiva. Aveva provocato un'altra allucinazione a Rush, per indurlo ad una sorta di apatia quando avrebbe agito contro l'I.A. oppure per indurre quell'uomo a proteggerla in ricordo della donna che era stata un tempo o per il senso di colpa di non averla salvata. Ma c'era di più.. per la prima volta percepì di poter tornare un essere unico, ritornare a fondere quanto è rimasto di se stessa con ciò che per molto tempo era sopito in Rush. Non credeva che sarebbe stato realmente possibile, ma ora lo era.
Doveva pensare, doveva aggiornare il suo piano ma ad ogni buon conto il primo passo non cambiava: era arrivato il momento di trasferirsi in Sheldon.

USS Sheldon - Ufficio del Capitano
26/06/2400 - contemporaneamente


Il Capitano Faith era seduta alla scrivania "Senti, non fa piacere neppure a me dover restare in attesa di muoverci ma il download dei dati durerà all'incirca due ore in tutto. Siamo a decenni di distanza da casa, non credo che queste due ore cambieranno la nostra esistenza.. oltretutto quei dati potrebbero esserci utili a conoscere cosa ci troveremo ad affrontare e quindi no, non chiederò a Sheldon di interrompere la procedura"
Kyel sembrava fremere per poter ripartire "La cosa che mi da ai nervi è il fatto che nessun ufficiale si è mai trovato nella situazione di dover attendere i comodi della propria nave per poter partire"
"Lo so, ma noi non siamo nella situazione in cui operano tutti gli altri ufficiali della Flotta! Sei troppo impulsivo, con Sheldon bisogna saper essere diplomatici.. ma tieni conto che il coltello dalla parte del manico è in mano sua, non nostra!" Adrienne sospirò "Ad ogni modo ti ho chiamato qui per un altro motivo. Ho deciso di modificare l'organigramma della sezione scientifica.."
"Fammi indovinare, abbiamo un nuovo ufficiale scientifico capo?" il tono ironico del primo ufficiale diede parecchio fastidio al Capitano.
"Non credo che Amir fosse pronto, oltretutto non è stato più lo stesso dopo l'ultima missione. E' nostro dovere prendere tutte le decisioni del caso al fine di rendere pienamente operative le varie sezioni, anche se queste potranno essere impopolari. Io non sono qui per essere simpatica ma per svolgere il mio ruolo da ufficiale superiore!"
"Ti stai riferendo ancora a Houssein o sei passata a parlare di me?" Rezon non gradì l'appunto
"Mettiamola così, siamo due ufficiali superiori.. solo che io mi occupo del lavoro, tu di offrire un po' di intrattenimento a chi passa per il tuo alloggio" Adrienne incrociò le braccia rispondendo con tono ironico "Un compito che svolgi con dovizia devo concedertelo, ma al momento non è tra le priorità della nave"
Kyel scattò in piedi "Ma fammi capire, ti sei svegliata male o hai semplicemente voglia di litigare?"
Il suono del sensore della porta chiuse il discorso, mentre Naki entrava nell'ufficio del Capitano.
"Tenente junior grade Naky Terell a rapporto"
"Tenente Rezon, le presento ufficialmente il nostro nuovo ufficiale scientifico capo. Il tenente Terell era stata imbarcata sulla Ruthenford per poter raggiungere Hanziky IV, di fatto non era all'interno dell'organigramma della nostra nave ma ha dimostrato in questo periodo delle ottime capacità organizzative, avendo sostituito spesso il tenente Houssein nei suoi doveri. Di fatto la sua promozione non ha modificato eccessivamente l'organigramma ma ha permesso di integrare una giovane e competente ufficiale nella nostra famiglia"
"Grazie Capitano.." Naky sorrise al Capitano per poi osservare il primo ufficiale e istintivamente non sembrò avere una grande impressione sull'ufficiale superiore "Sono certa che avremo un proficuo rapporto professionale.." la betazoide calcò la mano su quel professionale, di fatto la sua antipatia per le caratteristiche risiane sui rapporti sentimentali era piuttosto radicato in lei, ma nonostante tutto porse la mano all'ufficiale superiore stringendo la mano di lui per poi portare lo sguardo sul capitano "Signore mi scusi non vorrei esser irrispettosa, ma in laboratorio stiamo terminando l'analisi dei dati che abbiamo recuperato lungo la rotta e vi sono alcune anomalie che vorremmo approfondire. Se non vi è altro, chiederei congedo" osservando entrambi i superiori sorridendo "Sono certa avremo modo di conoscerci in momenti più tranquilli".
"Certamente, vada pure tenente" Adrienne rimase lì a guardare la scienziata andarsene, poi osservò Kyel "Che ne pensi?"
"Non saprei, sembra non avere una gran simpatia per me.."
"Già.. sarà dura da accettare ma non tutte sbavano ai tuoi piedi Kyel.."

USS Sheldon - Plancia
26/06/2400 - contemporaneamente


Blake era seduto alla consolle del timone cercando di trattenere l'impulso di strozzare il mini Sheldon che continuava a dargli noia.
"Ma possibile che tu non abbia altro da fare se non dare noia a me??"
"Ovviamente ho di meglio da fare, ma posso fare più cose in contemporanea.. controllo gli ingegneri in sala macchine, verifico cosa fanno gli scienziati in laboratorio e nel mentre giocattolo con il più stupido dei labradoodle che ho raccattato nello spazio.. tu"
Blake fece una smorfia "Io giuro che prima o poi ti formatto.."
"Si, credici! Prima che tu possa farlo vedrò io di teletrasportare le tue natiche nel vuoto dello spazio e..." il mini Sheldon si bloccò di colpo con espressione seria.
Blake lo osservò inarcando un sopracciglio "Su ragazzo mica dicevo sul serio non te la prender..." ma le sue parole caddero nel vuoto poichè pochi attimi dopo tutti i mini Sheldon sparsi per la nave scomparvero e la versione originaria di Sheldon apparve in mezzo alla plancia: il suo sguardo, totalmente perso nel vuoto, sembrava esprimere una certa preoccupazione.
"Che succede?" Hewson osservò Sheldon perplesso
"Ponte 6, Sezione 14, Sottosezione A-3, Griglia sensoria Beta-6.. ne ho appena perso il controllo".