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SHELDON
Missione: 02
Titolo: Brano 02
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Brano: 02-00
Titolo: Paul Hewson - Primo contatto
Autore: Tenente Paul Hewson
(aka Monica Miodini)
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Pianeta Xandros - Monti Ellexi
30/07/2399 ore 17,30


I tre uomini avanzavano a fatica nella tempesta che turbinava intorno a loro: uno spesso strato di neve copriva lo stretto sentiero che stavano percorrendo rendendolo estremamente pericoloso, tanto più che uno dei tre era ferito ad una gamba a turno gli altri due lo aiutavano, sorreggendolo, anche se a volte il sentiero diveniva così stretto da concedere il passaggio ad una sola persona alla volta. Il loro abbigliamento era troppo leggero per poter sopportare ancora a lungo la rigida temperature e in più su quel pianeta i giorni erano estremamente corti e le ombre della sera stavano già scendendo, rendendo la temperatura ancora più bassa. L'uomo che non sorreggeva il ferito, precedeva gli altri due di pochi metri, rimanendo sempre a portata di vista, facendo da apripista: improvvisamente si fermò, fece cenno agli altri di raggiungerlo e quando li ebbe vicino alzò il braccio e con l'indice teso indicò un'ombra scura che spiccava tra le altre ombre. Adagiata alla parete rocciosa poteva essere scambiata per un masso più grande, ma guardando meglio si vedeva chiaramente il bordo preciso di un tetto e le forme squadrate di una costruzione: l'avevano trovato.
L'uomo che apriva il gruppetto corse verso la loro probabile salvezza: c'erano una porta e una piccola finestra chiuse da serramenti in legno. Senza pensarci aprì la porta con un calcio ed entrò. L'ambiente, da quello che la poca luce che ormai filtrava da fuori lasciava vedere, era asciutto e si potevano scorgere una panca con accanto un tavolino, vicino alla parete formata dalla roccia stessa della montagna vi era una branda con una specie di cassettone ai piedi e sulla parete di fronte alla porta sembrava essere appoggiata una dispensa.
Sentendo arrivare gli altri, l'uomo si spostò ed aiutò il ferito a sedersi sulla panca, quindi chiuse la porta e si abbassò il cappuccio, mostrando il bel volto del Primo Ufficiale della Sheldon. Kyel, mentre Houssein esausto si lasciò cadere a terra, perquisì rapidamente il rifugio e, avendo trovato nel cassettone indumenti asciutti e decisamente più caldi di quelli che indossavano loro, li lanciò ai colleghi dicendo loro:
"Coraggio toglietevi i vestiti bagnati e mettete questi!" e mentre porse un caldo mantello di lana foderata di pelliccia al Consigliere gli chiese "Come diavolo facevi a sapere dell'esistenza di questo rifugio?"
Paul, tremante per il freddo e cercando di muovere il meno possibile il ginocchio sinistro rimasto infortunato nell'incidente che aveva causato la distruzione della navetta, con cui stavano esplorando il pianeta, e la morte del tenente Floyd pilota della stessa, rispose "Me l'ha detto Cassilda!"
"Chi?" disse Rezon temendo che il collega fosse vittima di allucinazioni dovute al freddo e alla stanchezza.
"Non sono impazzito Kyel!" ribatté il Consigliere leggendo benissimo sul volto di Rezon quali erano le sue perplessità" Deve essere una telepate potentissima, ho sentito il suo tocco nella mia mente quando la tempesta ci ha travolto, chiedendomi scusa per il pericolo in cui ci aveva messo. E quando mi sono svegliato, dopo che il vuoto d'aria causato dalla slavina che ha trascinato nello strapiombo quello che restava della Leonardo e il povero Floyd, era ancora presente e mi ha indicato la strada per raggiungere questo riparo."
"Ed è ancora lì?" chiese Houssein che nel frattempo aveva indossato gli abiti caldi trovati da Rezon.
"No se n'è andata quando abbiamo trovato il rifugio, ma ha detto che non appena possibile manderà aiuti."
"Speriamo che arrivi prima la Sheldon, non vorrei infrangere subito la Prima Direttiva al nostro primo sbarco su un pianeta sconosciuto." disse Kyel che non aveva nel tono di voce la sua solita baldanza.
"Non so quanto sono rapidi qui i soccorsi, ma sappiamo che la Sheldon, ammettendo che il nostro segnale di soccorso sia passato, era comunque impegnata in una missione di soccorso a 24 ore da qui. Direi di metterci comodi al momento e di preparare una storia plausibile nel caso arrivassero prima i locali!" disse Houssein.

- Flashback -
Pianeta Xandros - Navetta Leonardo -
29/07/2399 - ore - 22,30


La navetta della Sheldon stava sorvolando una impervia catena montuosa, alla ricerca di quei materiali che i sensori a lunga distanza avevano individuato e che necessitavano al prosieguo del viaggio che si preannunciava più lungo di quanto l'equipaggio della nave senziente avesse sperato. Nei mesi appena trascorsi avevano trovato un paio di sistemi i cui pianeti avevano fornito riserve di materie prime, indispensabili per un viaggio così lungo, ma nessuno era risultato abitabile. Avevano poi trovato questo sistema di cinque pianeti, orbitanti intorno ad una gigante rossa ed il quarto di questi era abitato da una razza umanoide, molto simile come aspetto ai terrestri. La loro cultura purtroppo si poteva paragonare al XV secolo della Terra e la Prima Direttiva impediva agli uomini della Sheldon di avere contatti con quel popolo. Avevano quindi optato per un'osservazione a distanza di sicurezza a bordo di una delle navette della Sheldon, con l'intento di trovare un modo per prelevare un po' di risorse dal pianeta e allo stesso tempo studiare una nuova civiltà, senza farsi notare.
Al comando della Leonardo, Rezon guidava una piccola squadra formata dal Primo Ufficiale Scientifico Houssein, che si occupava della ricerca di materie prime indispensabili per l'equipaggio, il Consigliere Hewson, che aveva il compito di studiare la civiltà che governava il pianeta e il pilota Floyd.
Blake era rimasto al timone della Sheldon perché la gigante rossa emetteva potenti distorsioni elettromagnetiche che richiedevano tutta l'abilità del giovane betazoide per mantenere stabile l'orbita, mentre l'atmosfera del pianeta Xandros ne bloccava il passaggio, rendendo più semplice manovrare la navetta.
Per restare celati agli occhi degli Xandriani, avevano deciso di sorvolare a bassa quota quella che sembrava essere la città principale del pianeta, durante la notte. Al Consigliere sarebbe piaciuto scendere dalla navetta e mischiarsi a loro, magari entrare in una taverna per studiare da vicino gli indigeni in un ambiente chiuso, che offriva diverse opportunità di interazioni sociali. Rezon l'aveva bloccato immediatamente: si sarebbe dovuto accontentare di studiare le registrazioni che stavano facendo. A malincuore Paul convenne col Primo Ufficiale che non era il caso di rischiare un contatto e si era messo tranquillo alla sua consolle.
Mentre stavano finendo le analisi della città arrivò una chiamata dalla Sheldon.
=^=Faith a Rezon, tutto bene?=^=
"Qui Rezon,Si Sisgnore procede tutto come previsto." stranamente Kyel usò una frase formale per rispondere a Faith, ma il tono usato voleva dire: e come potrebbe andare con me al comando? Ed anche se la comunicazione era solo audio alla giovane donna non sfuggì la solita presunzione nella voce.
=^=Abbiamo ricevuto una chiamata di soccorso da un mercantile Thalassiano, hanno problemi coi motori e Kelley crede di poterli aiutare. Preferite rientrare o continuare con l'esplorazione?=^=
Kyel scambiò uno sguardo coi suoi compagni ed avendo ricevuto da tutti l'ok per continuare rispose:
"Andate pure Capitano, noi vorremmo cominciare con le analisi del sottosuolo"
=^=D'accordo, mi raccomando non cacciatevi nei guai! Faith chiude.=^= disse Adrienne, abbastanza sicura che dalla navetta dove si trovavano i suoi uomini, non avrebbero potuto correre rischi su un pianeta a così basso tasso evolutivo.

- Flashback -
Catena montuosa Ellexi -
Navetta Leonardo - 30/07/2399 ore 16


Dovendo perlustrare zone dove non era segnalata presenza umanoide non si preoccuparono di restare al riparo che l'oscurità notturna offriva gratuitamente e si diressero verso un'elevata catena montuosa a nord della città, sotto la quale i sensori avevano individuato ricchi giacimenti di dilitio ed altri preziosi materiali.
"Signore rilevo una forte perturbazione in via di rapida formazione di fronte a noi" Disse Floyd all'improvviso e fece appena in tempo ad avvisare i compagni che una turbolenza, dalla violenza fuori da qualsiasi scala di misurazione, si abbatté sulla Leonardo, non lasciando il tempo al pilota di evitarla: per diversi minuti la navetta fu sbattuta da venti impetuosi e colpita da scariche di fulmini, rendendo la navigazione estremamente tumultuosa. La visibilità era praticamente a zero e anche la strumentazione era disturbata dalla tempesta quando videro la parete rocciosa di una enorme montagna ergersi di fronte a loro, al pilota non restò che un disperato tentativo di evitare uno scontro frontale. Con una virata a 90° verso l'alto evitò l'impatto frontale, ma non riuscì ad evitare al fondo della navetta di raschiare la parete della montagna per diversi metri Floyd sentì che stava perdendo i controlli del mezzo e quando vide uno spiazzo sul fianco di una montagna, cercò di atterrare.
I minuti che seguirono, dal brusco atterraggio allo staccarsi della slavina che trascinò nel dirupo sottostante la navetta col pilota, unico rimasto a bordo, furono confusi ed eterni per i tre membri della Sheldon: erano scesi per sincerarsi dei danni e furono sbalzati lontani dal vuoto d'aria causato dalla slavina stessa, verso il bosco che si estendeva per chissà quanti chilometri poco sotto lo spiazzo occupato poco prima dalla navetta. Rezon e Houssein che erano rimasti vicini, non avevano subito grossi danni ed insieme si misero a cercare Hewson, trovandolo una decina di metri più sotto, con la gamba sinistra sotto un tronco d'albero sradicato dalla violenza dell'onda d'urto, piegato in una maniera innaturale all'altezza del ginocchio. Da lì era cominciata la loro marcia a cercare un riparo.

Spazio sconosciuto -
Nave Sheldon - 30/07/2399 ore 18.00


Stavano per raggiungere la nave Talassiana, con un filo d'ansia da parte del Capitano, perchè non si sentiva tranquilla nell'aver lasciato indietro i suoi uomini, anche se sapeva che erano preparati e pronti a qualunque evenienza. La necessità, però, di portare aiuto ad una nave in difficoltà, per di più di origine talassiana, che dai diari di bordo della Voyager sapevano quanto erano stati d'aiuto alla Janeway e ai suoi uomini, aveva la priorità per gli ufficiali della Federazione. E per di più sperava di trovare dei primi alleati in quello spazio sconosciuto e così lontano da casa. Era immersa in questi pensieri, quando Jekins dal tattico richiamò la sua attenzione.
"Capitano mi scusi, ma ricevo strane letture dalla nave Talassiana."
"Cioè?" chiese Faith girandosi verso di lui.
" Ci sono segni di esplosioni all'esterno dello scafo e non rilevo forme di vita all'interno!"



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Brano: 02-01
Titolo: Nicholas Rush - Il canto dei Myr
Autore: Tenente Nicholas Rush
(aka Stefano Zaniboni)
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Pianeta Xandros - Monti Ellexi
30/7/2399 ore 20.30


La tempesta all'esterno era aumentata d'intensità. Lo strato di neve che copriva il terreno faceva sprofondare fino al ginocchio chiunque osasse tentare di uscire e camminare.
"Non sembra voler smettere..." disse Kyel sbirciando dalla porta del loro rifugio aprendo leggermente una fessura per non rischiare che la porta si spalancasse facendo uscire il poco calore che avevano a disposizione.
"Come siamo con le scorte di emergenza?"
"Non sono riuscito a recuperare molto dalla navetta, nel mio zaino ho acqua e razione proteica ma basteranno si e no per una giornata se razionate. Abbiamo I nostri tricorder e due phaser funzionanti. E dobbiamo trovare il modo di curare la ferita di Paul"
Paul sfinito dallo sforzo si era addormentato profondamente in un angolo cercando di recuperare le energie.
"Di questo passo se la tempesta, come penso, non cesserà anche con i nostri indumenti di fortuna non dureremo a lungo. Amir mi dia una mano a rompere questo cassettone " disse Kyel.
Mentre i due ufficiali erano intenti a rompere la cassa e ad ammucchiare i frammenti al centro della stanza, Paul si ridestò dal suo sonno.
"Ottima idea signori, cominciavo a sentire le mani come dei ghiaccioli alla frutta..."
"Oh.. come sta bell'addormentato?" disse Kyel rivolgendo il suo sorriso al Consigliere.
Paul non fece in tempo a rispondere che sentirono un urlo animalesco provenire dall'esterno del rifugio.
Subito Kyel e Houssein si prepararono impostando i loro phaser su stordimento.
Il primo ufficiale sbirciò come prima dalla porta e vide risplendere, alla luce degli anelli del pianeta gassoso sopra il quale Xandros orbitava, un'enorme figura alata colore del fuoco. I suoi occhi azzurri risplendevano nel buio mentre annusava l'aria intorno a se posato a terra.
All'improvviso la creatura spiegò le sue quattro ali ed emettendo un altro ruggito si alzò nuovamente in volo.
"Ecco la nostra cena che se ne vola via..." disse Amir in tono ironico.
"Non credo che sarà la nostra cena, forse il contrario..." disse Kyel "Guardi!"
Altre creature di differenti colori si unirono creando uno stormo. Iniziarono a vorticare insieme nel cielo formando una sorta di cerchio e i loro richiami si amalgamarono in una musica che risuonava negli echi prodotti dalle montagne intorno a loro.
Ad un tratto, come per magia, la tempesta iniziò a diminuire d'intensità lasciando un cielo totalmente sereno occupato solo dalle bestie alate e dal loro canto.
Paul, che nel frattempo era riuscito a trascinarsi fino alla porta guardava con stupore la scena.
"Il canto dei Myr. Un evento ricorrente in questa stagione. Segna la fine del freddo e l'inizio della rinascita" disse lui atono.
"Come fa a saperlo?" chiese Amir.
"Perché gliel'ho detto io. Mi chiamo Lora, mi ha mandato Cassilda a prendervi. Non abbiate paura, sono qui per aiutarvi. " una figura incappucciata si materializzò davanti al loro rifugio.

Spazio sconosciuto - Sheldon
30/7/2399 ore 20.40


"Quanto manca per arrivare dai Talassiani? " chiese Faith.
"Due minuti all'uscita della curvatura" disse Blake dalla postazione del timone.
"Allarme giallo, tenersi pronti ad alzare gli scudi appena tornati ad impulso"
Adrienne strinse I denti. I primi possibili alleati in quel quadrante e già iniziavano I problemi.
Appena la Sheldon tornò a velocità impulso, dovette eseguire una manovra evasiva invertendo la potenza dei motori e puntando verso il basso per evitare un enorme pezzo di metallo, probabilmente parte dello scafo di una nave distrutta.
"Mmm.. il nostro premio assicurativo non credo che copra le ammaccature..." disse uno dei mini Sheldon materializzandosi in giacca e cravatta con una ventiquattrore.
"Fermate i motori, calcolare la rotta di intercettazione per la nave talassiana evitando I detriti! Perché non li abbiamo rilevati all'uscita dalla curvatura? "
"A questo posso rispondere io" disse Rush entrando in plancia. Tutti si voltarono verso di lui.
"Stavo eseguendo dei controlli di routine sui sistemi primari di Sheldon, sotto la sua stretta supervisione ovviamente perché a quanto pare crede che il personale di bordo non sia in grado di svolgere il suo lavoro al meglio..." disse Rush.
"Per forza, ho dovuto rendere le mie interfacce di sistema comprensibili a dei Labradoodle come voi e certe cose vanno spiegate!" disse la slanciata figura di Sheldon alle sue spalle.
"Comunque! Stavo effettuando dei controlli e mi sono accorto..."
"IO mi sono accorto" rispose Sheldon stizzito. Nicholas lo fulminò con lo sguardo.
"Uff.. abbiamo rilevato una strana forma d'onda che stava sovra eccitando I componenti biologici delle gelatine neurali dei nuclei di Sheldon. Ci sono sostanziali differenze nell'impiego delle gelatine tra le nostre e quelle di Sheldon ma la composizione sembra essere la stessa. Comunque la forma d'onda dopo un'accurata analisi sembrava aumentare di intensità mano a mano che ci avvicinavamo alla nave Talassiana, disturbando al contempo i nostri sensori attivi"
Rush si mosse in direzione di una delle console.
"E' una sorta di scanner a bassissima frequenza, siamo riusciti a captarla tramite uno dei sistemi di scandaglio automatico di Sheldon che ho ribattezzato SOSUS. Rimane in perenne ascolto passivo per captare le radiazioni di fondo, raccogliendo grandi quantità di dati"
"E questo come ci aiuta Sig. Rush?" chiese Adrienne impaziente.
"Ci aiuta perché abbiamo trovato la sorgente di questo scanner" sullo schermo apparve un'immagine ingrandita della coppia di stelle binarie al centro del sistema in cui erano arrivati. Ruotavano una nell'orbita dell'altra consumandosi a vicenda ma come solo l'universo sapeva fare, in perfetto equilibrio.
"Sono una coppia di stelle binarie, non vedo nulla di strano..." disse Jenkins.
"Basta solo ingrandire questo settore..." Sullo schermo apparve una stazione spaziale in orbita al centro della due stelle.
"Devono avere una tecnologia molto avanzata per resistere al calore e alla gravita' delle stelle binarie" disse Adrienne.
" Capitano, riceviamo una comunicazione, solo audio " disse Filippo.
"Sullo schermo!"
=^= Vascello IA tattico, prego fornire informazioni sul suo stato operativo. Qui centro di controllo Kylyon per la preservazione della tecnologia. Prepararsi all'abbordaggio per ispezione. Ogni rifiuto sarà classificato come ostile. =^=
Adrienne si sedette sulla poltrona stringendo I braccioli facendo sbiancare le nocche delle mani.



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Brano: 02-02
Titolo: Filippo Jekins - Città delle stelle
Autore: Tenente Filippo Jekins
(aka Marco Calandri)
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Pianeta Xandros - Monti Ellexi
30/7/2399 ore 20.32


Il tenente Rezon rimase interdetto.
L'aliena era uscita dal capanno con una naturalezza sconcertante, come se fosse sempre stata con loro. Era vestita con una lunga tunica bianca come la neve con riflessi azzurrini. I bordi erano finemente ricamati con motivetti geometrici ma a quella distanza Kyel non poteva distinguere bene la forma e se gli ornamenti erano fatti d'oro, argento o da altri materiali. La capigliatura era complessa formata da tre code: una posteriore e due laterali che facevano scendere i capelli paralleli alle spalle.
Lora aprì degli immensi occhi verdognoli e sorridendo ai federali disse: "Venite."
Houssein guardò l'aliena e poi il primo ufficiale incerto.
Rezon fece un passo in avanti, si bloccò e chiese: "Dove?"
"Per favore venite, non ho molto tempo. Loro stanno arrivando" aggiunse Lora
Rezon non poté far a meno di notare la tensione nella voce della nuova arrivata.
Paul aggiunse "Ci chiede di andare."
Kyel fulminò con gli occhi il consigliere e, cercando di essere diplomatico, aggiunse "Ascoltami Lora, noi non dovremmo essere qui. La nostra presenza può farvi del male... molto male. Noi dobbiamo rimanere come osservatori."
L'aliena cercò di essere paziente: "No, la vostra presenza è stata predetta. Venite con me non abbiamo molto tempo."
"Poco tempo per cosa?" si intromise Amir.
Una strana paura avvolse la giovane "Non so come spiegarvelo ma un male sta arrivando."
Paul guardò il primo ufficiale "Mi sembra veramente spaventata."
Rezon concordò con il consigliere ma non poteva permettersi di violare la Prima Direttiva per nessun motivo. Il primo ufficiale scosse la testa "Mi spiace non possiamo."
Lora abbassò lo sguardo. Keyl ebbe l'impressione che la ragazza avesse appena fallito una specie di missione.
Per un interminabile secondo la guardò cercando di scrutare nel suo profondo. Aveva voglia di farle migliaia di domande. Voleva conoscere la loro cultura, come vivevano e qual era la loro organizzazione sociale ma soprattutto voleva chiederle come li aveva scoperti, cosa sapeva di loro e come aveva fatto a raggiungerli comparendo all'improvviso.
Il flusso di pensieri venne interrotto da Houssein.
"Signore guardi." Disse l'ufficiale scientifico.
Keyl si voltò per guardare il collega, per poi scrutare nel fondo valle, la direzione indicata da Amir e rimanere interdetto per alcuni secondi. Proprio non capiva cosa stesse arrivando. Era una specie di nube grigia luminescente. Vampate di fuoco galoppavano assieme a quella strana nebbia. Sembrava l'onda d'urto generata dall'esplosione di un siluro fotonico anche se non vedeva una chiara propagazione dell'onda di pressione. Era come se nebbia e fiamme stessero per caricare la loro posizione.
La nube entrando nella valle aumentò la velocità e, raggiungendo una piccola foresta innevata, la vaporizzò all'istante.
"Rilevo temperature intorno ai 1000 gradi centigradi dentro quella nube" Keyl si voltò verso l'ufficiale scientifico che stava analizzando la nube col tricorder "Non capisco, il comportamento è veramente strano. Non si muove secondo le leggi fisiche e della termodinamica. Rilevo anche delle specie di forme di vita ma non è chiaro."

Lora si intromise: "Non posso permettere che vi uccidano."
La nube era ormai imminente. Keyl sentiva il fortissimo calore premergli contro il viso. Era la fine. A quella temperatura sarebbero morti in pochissimi istanti.
In un lampo le fiamme risalirono il piccolo pendio pronte a vaporizzare loro e il capanno. Un lampo scaturì alle spalle del primo ufficiale. Kyle vide un muro di fuoco davanti a lui. Il calore era insopportabile ma rimase in posizione.
Poi fu tutto bianco.

Spazio sconosciuto - Sheldon
30/7/2399 ore 20.43


=^= Vascello IA tattico, prego fornire informazioni sul suo stato operativo. Qui centro di controllo Kylyon per la preservazione della tecnologia. Prepararsi all'abbordaggio per ispezione. Ogni rifiuto sarà classificato come ostile. =^=
Adrienne si sedette sulla poltrona stringendo I braccioli facendo sbiancare le nocche delle mani. Prontamente il capitano si voltò verso l'ingegnere dicendo "Riusciamo a scoprire qualcosa di più sulla stazione?"
Rush, che nel mentre prese posizione alla consolle operazione, rispose rapidamente "Bloccano le nostre scansioni approfondite."
Adrien fece per replicare ma Sheldon fu più veloce "Capitano forse dovremmo rispondere al loro messaggio."
"Hai ragione." concordò Adrienne poi, rivolta al tattico, aggiunse "Jekins apra un canale con la stazione."
Filippo alzò lo sguardo dalla consolle ma un allarme attirò subito la sua attenzione "Capitano riceviamo un nuovo messaggio solo audio."
"Riprodurre."
Prontamente il comando venne eseguito e una voce metallica risuonò dall'altoparlante: =^= Vascello IA tattico, la nostra sonda di analisi vi raggiungerà in un tempo di 3.75 verran. Preparatevi all'ispezione.=^=
Il primo a rompere il silenzio fu Sheldon, che trasformandosi in un medico, disse "Ci faranno una visita completa ad ogni orifizio."
Adrienne ignorò l'affermazione alzando gli occhi al cielo "Quanto sono 3.75 verran?"
Sheldon si avvicinò dicendo: "E' un unità di misura standard in questa regione dello spazio. Equivalgono a 12 minuti, 25 secondi e 30 millesimi... ah bè ormai almeno 5 secondi e 75 millesimi sono già andati."
"Grazie." rispose il capitano.
Sheldon sorrise, poi voltandosi verso l'ufficiale alle operazioni, aggiunse: "Bella l'idea della compensazione dei disturbi su banda terziaria."
Rush sorrise di rimando e un mini Sheldon comparve al suo fianco dicendo "Stare con me vi fa bene."
"Cosa state facendo?" Chiese il capitano incuriosita.
"Sto cercando di avere una scansione più accurata della nave Talassiana" Rispose Rush poi vedendo i risultati delle scansioni aggiunse "Capitano... rilevo dei sopravvissuti all'interno della nave."
"I disturbi generati dalla stazione spaziale hanno mascherato fino ad ora la loro presenza." spiegò Sheldon.

"Quanti sono?" Chiese Adrienne.
"Difficile a dirsi, potrebbero essere anche delle false letture." rispose l'OPS.
"Capisco ma vale la pena di indagare" Replicò il capitano, poi alzando leggermente la voce in modo che tutti la potessero sentire, aggiunse: "Tenente Blake ci porti più vicino alla nave Talassiana. Tenente Jekins e Rush formate una squadra di sbarco con la dottoressa Cruz."

Spazio sconosciuto - Nave Talassiana
30/7/2399 ore 20.47


La squadra di sbarco si materializzò nella nave Talassiana. Prontamente Jekins estrasse il phaser subito imitato dal marinaio Sanders della sicurezza.Rush iniziò la scansione con il tricorder assieme alla dottoressa Cruz.
L'ambiente era buio e tetro. Deboli luci permettevano di vedere soltanto l'ambiente circostante senza capirne bene la forma. Tutte le consolle erano disattivate, senza energia, e alcuni pannelli erano esplosi. Detriti di varie dimensioni erano sparsi sul pavimento. Un silenzio agghiacciante aleggiava per la nave. Solo il debole suono del tricorder risuonava.
"Forse ho trovato i sopravvissuti" annunciò la dottoressa.
"Dove sono?" Chiese Jekins.
"Più avanti su questo ponte."
"Strano" Disse Rush guardando i risultati della scansione.
"Cosa?" Chiesero all'unisono Cruz e Jekins.
"Non c'è energia... tutti i sistemi sono bloccati e anche le consolle" Rush stava leggendo i risultati delle scansioni senza capirne il significato "Sembra che ogni sistema sia stato distrutto in ogni punto e ogni zona."
"Questa nave dev'essere stata attaccata da armi veramente strane." commentò di rimando Jekins.
"Consiglio di concentrarci nella ricerca dei sopravvissuti." disse la dottoressa.
I due ufficiali annuirono e si misero in cammino soltanto il rumore dei loro passi risuonava per i corridoi. Passarono accanto a un cadavere di un marinaio Talassiano ucciso nell'esplosione di una paratia e poi si incamminarono in uno stretto corridoio.
D'improvviso il marinaio Sander disse: "Guardate"
Jekins e Rush guardarono meglio nella direzione indicata dal marinaio e videro una paratia danneggiata. Era come se la superficie perfettamente liscia fosse stata pallinata da un migliaio di micro crateri di varie dimensioni.
"Rilevo delle tracce di radiazioni gamma" Risse Rush per poi aggiungere: "E' come se gli avessero spruzzato sopra dell'antimateria"
Jekins guardò meglio il danneggiamento: "Che strano modo di danneggiare la nave."
"Vero ma è lo stesso tipo di danneggiamento che ho visto in tutti i sistemi" rispose Rush.
"Sembra che la nave fosse stata colpita da una pioggia di antimateria" propose Jekins, ma prima che Rush potesse rispose, la dottoressa Cruz esclamò "Sta arrivando qualcuno!"

Spazio sconosciuto - Sheldon
30/7/2399 ore 20.47


Adrienne si stava concentrando sulla stazione spaziale Kylyon. Non potendola analizzare coi sensori chiese almeno di vederla con i sistemi ottici ad alta risoluzione. Il complesso era magnifico, grande come una piccola luna e composto da 3 sezioni concentriche di forma circolare. Piccoli incavi di forma circolare si estendevano sulla superficie esterna come migliaia di hangar. Nella parte inferiore una serie di travature si estendevano verso le due stelle binarie come delle fondamenta integrate nei due soli. Uno strano bagliore verdognolo, forse un campo di forza, illuminava di tanto in tanto la stazione facendo risaltare la struttura color rame.
*Una magnifica città delle stelle* pensò Adrienne guardandola.
"Sembra che inizino prima del previsto" La voce squillante di Sheldon destò il capitano dai pensieri.
"Cosa?" Chiese Adrienne.
Sheldon attivò lo schermo principale che mostrava una sfera lucente a pochi metri dalla nave "La scansione, sta iniziando"
Per due lunghissimi minuti non successe nulla, poi l'ufficiale alle comunicazione disse: "Capitano rilevo una comunicazione."
"Sugli altoparlanti."
La voce metallica risuonò nella plancia =^=Rilevata infestazione di forme di vita organiche.=^=

Spazio sconosciuto - Nave Talassiana
30/7/2399 ore 20.47


Ma prima che Rush potesse rispose, la dottoressa Cruz esclamò "Sta arrivando qualcuno"
La squadra di sbarco ebbe appena il tempo di mettersi in posizione che una Talassiana emerse dall'oscurità. Era chiaramente sotto shock e in preda ad una crisi isterica.
Jekins e Sanders la afferrarono bloccandola per evitare che scappasse via. Cruz iniziò rapidamente le scansioni.
La Talassiana guardò Rush spalancando appieno gli occhi disse "Dobbiamo scappare ci uccideranno tutti."

Pianeta Xandros - Luogo sconosciuto
30/7/2399 ore 21.00


Essere stato ad un passo dalla morte aveva peggiorato l'umore di Rezon. Ma quando aprì gli occhi, rimase così colpito da non sapere più che cosa pensare. La città era enorme, magnifica e brillante. Avrebbe potuto competere con molte città della Federazione ma aveva in più un fascino esotico e magico.
Era all'interno di una colossale caverna di forma circolare e composta da più livelli. Quelli inferiori, appena visibili, erano composti da ampi campi coltivati ed illuminati giorno e notte da mastodontici cristalli luminescenti in grado di proiettare una fortissima luce bianca simile a quella del sole.
Nei livelli successivi si estendeva la città vera e propria. Una cinta di mura formidabilmente fortificata delimitava il perimetro. Posti su una serie di terrazzamenti i vari edifici si estendevano verso l'alto illuminati da cristalli più piccoli, rispetto a quelli posti nei campi, ma brillanti in svariate colorazioni. Era come se un arcobaleno fosse sceso dal cielo e si fosse depositato sulla città come un manto incantato.
Man mano che lo sguardo del primo ufficiale saliva verso i terrazzamenti più alti i palazzi apparivano è più belli e finalmente decorati da affreschi, statue e bassorilievi, segno che la classe agiata viveva nelle zone superiori.

La squadra venne portata sul terrazzamento più alto lì era presente un unico edificio, le cui mura erano composte da cristalli inclinati che si univano a piramide nella parte superiore. I cristalli emanavano una debole luce multicolore. Una serie di cristalli più piccoli creavano un colonnato tutt'attorno la struttura principale.
La caverna terminava con un ampio cratere largo come quasi due terzi della città dal quale entrava la luce lunare.
"Presto c'è una persona ferita" La voce di Lora destò Rezon.
Prontamente comparve un gruppetto di uomini di mezza età vestiti con una lunga tunica beige che rapidamente raggiunsero il gruppetto e delicatamente iniziarono a sollevare Paul per portarlo via.
"Aspettate" cercò di bloccarli il primo ufficiale.
"Dove siamo?" Amir si guardava intorno meravigliato dalla maestosità della città.
"Non ti preoccupare, lo cureranno." rispose Lora a Rezon.
"No aspettate, non potete. E' molto importante che non lo curiate" Il primo ufficiale cercò di allontanare gli uomini con la tunica dal consigliere.
"Siete a Vullindard, la città delle stelle" La risposta alla domanda dell'ufficiale scientifico arrivò da una donna. Giunse camminando lentamente, vestita da una lunga tunica bianca come la neve e con un corazza color oro. La sua voce era calma ma ferma.
Lora riconobbe rapidamente la nuova arrivata e si inginocchiò in segno di rispetto "Somma Cassilda."
Rezon capì di avere di fronte una figura autorevole e provò a spiegarsi con lei "I miei saluti, io sono Keyl Rezon e non abbiamo intenzioni ostili ma la prego permetteteci di andare via."
Cassilda guardò Keyl scrutandolo nel profondo: "Mi spiace non posso. Voi siete i prescelti."



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Brano: 02-03
Titolo: Alec Blake - Tra A.I. impazzite e Sacri Cristalli..
Autore: Tenente JG Alec Blake
(aka Mauro Fenzio)
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Spazio sconosciuto - Nave Talassiana
30/7/2399 ore 20.50


"Era proprio necessario sedarla?" Chiese Rush osservando la dottoressa, mentre insieme a Pippo stava creando un perimetro difensivo attorno alle due. "Forse ci avrebbe saputo spiegare cosa diavolo è successo qui dentro"
Cruz era ancora china sulla Talassiana profondamente addormentata con il tricorder in mano.
"Ha subito un grosso stress neurale" disse la dottoressa mentre si risollevava, riponendo lo strumento nella fondina al fianco "L'unica cosa che avremmo potuto ottenere sarebbero state solo frasi sconnesse. Senza considerare il pericolo di essere attaccati a nostra volta" sfiorò il comunicatore posto sul suo petto "Sheldon qui Cruz, sembra che la nave sia stata colpita da una scarica di antimateria. Richiedo teletrasporto in infermeria per una Talassiana ferita"
La risposta dalla nave non si fece attendere molto
=^= Quì Comandante Faith. Al momento siamo leggermente impegnati, stiamo tentando di non morire male, ma saremo presto da voi.. radunate gli eventuali sopravvissuti e tenetevi pronti, vi recupereremo tutti insieme. Fate il possibile. Faith chiudo!=^=
Sentita la comunicazione i tre si guardarono l'un l'altro valutando il da farsi il primo a rompere il silenzio fu il capo operazioni "Io mi dirigo in plancia e cerco di recuperare il maggior numero di dati riguardanti la missione della nave e cosa è successo"
Pippo e Cruz annuirono "Noi cercheremo i sopravvissuti. Ci troveremo qui tra un quarto d'ora per il rientro" detto questo i tre si separarono, diretti ognuno ai propri compiti.

Spazio sconosciuto - Sheldon
30/7/2399 ore 20.50


"In tanti anni sono stato chiamato in tanti modi, ma infestazione mai." Sibilò Blake al timone della nave.
"In effetti mi sembra un po' eccessivo... Spina nel fianco... Scocciatura. Quello mi sembra più appropriato" Rispose un minisheldon traslucido seduto sulla console di fianco a lui, osservando lo schermo.
"Giuro che prima o poi lo formatto..." Blake tolse qualche secondo gli occhi dal monitor della console osservando Sheldon per poi rispondere quasi sibillino "Io fossi in te non sarei così tanto tranquillo" indicò la nave Talassiana davanti a loro "Non mi sembra che la nave sia in condizioni molto migliori del suo equipaggio"
Kelley stava monitorando la situazione davanti a loro in attesa della prossima mossa da parte della sonda o della base "In effetti Alec non ha tutti i torti. Si professano centro di controllo per la preservazione della tecnologia e hanno praticamente reso inutilizzabile quella nave."
=^= Forme organiche abbandonate la nave o verrete epurati=^=
"Signore rilevo l'attivazione di un cannone ad antimateria sulla stazione" fece rapporto Kelley dopo che la sua console aveva iniziato ad emettere un allarme.
"Maledizione" Esclamò Faith alzandosi in piedi "Allarme rosso! Prepararsi allo scontro! Chiedete alla squadra quanto tempo occorre prima del rientro!"
Su tutta la nave si attivarono gli allarmi e una luce rossa intermittente illuminò la plancia. All'esterno della nave della grosse paratie si estesero dagli anelli esterni andando a coprire le zone sensibili della nave, stessa cosa per le vetrate frontali della nave che vennero sostituite da uno schermo tattico che evidenziava la nave talassiana, la base stellare e la sonda posta davanti a loro.
Dalle varie console gli ufficiali presenti iniziarono i vari rapporti
"Scudi difensivi attivati"
"Manovre evasive pronte"
"Cannone a protoni in carica. Phaser e Siluri pronti al fuoco"


Pianeta Xandros - Luogo sconosciuto
30/7/2399 ore 21.00


"So quali sono le vostre paure, ma non dovete temere nulla da noi Comandante Rezon"
Il primo ufficiale della nave spalancò gli occhi sentendosi chiamare per nome.
"Lei ci conosce?" chiese stupito Kyel mentre faceva spaziare lo sguardo sui vari presenti in quella strana città
Cassilda annuì "Vi conosco dal momento in cui avete messo piede su Xandros" fece un flebile cenno ai due federali mentre la squadra di uomini dalle lunghe tuniche si prendeva cura di Paul.
"Io sono la matriarca di Xandros e sono in comunione con ogni essere che c'è sul pianeta" guardando i loro sguardi stupiti si fermò un po' per spiegare meglio il concetto "Voi la chiamereste telepatia" sorrise a Kyel "Stranamente la tua mente sembra avere una sorta di protezione che non conosco, ma i tuoi colleghi sono libri aperti per me.." lentamente si avvicinò al centro della città seguita a stretto giro dai due uomini.
"Noi Leithiani siamo un popolo molto antico, purtroppo un giorno la stella che scaldava il nostro pianeta terminò il suo ciclo vitale e la vita sul nostro pianeta divenne impossibile. Mandammo nello spazio alcune navi alla ricerca di un pianeta che potesse ospitarci."
Kyel ed Amir poterono vedere un velo di malinconia oscurare il viso di Cassilda mentre raccontava la storia del suo pianeta natale.
"Non so se le altre navi hanno mai raggiunto un pianeta ospitale" allargò le braccia ad indicare la città attorno a loro "Noi siamo naufragati su questo pianeta. Quando siamo atterrati il pianeta era un deserto, ma al nostro arrivo i sacri cristalli hanno modificato il pianeta per renderlo abitabile alla nostra razza" si incupì leggermente "Almeno fino ad ora. Ora i Chenot si sono risvegliati. Si tratta di esseri che erano presenti ancor prima che noi arrivassimo.. probabilmente da quando il pianeta era ancora in formazione. Sono in grado di vivere a temperature per noi inavvicinabili. Ogni ottant'anni fanno la loro comparsa e decimano la nostra popolazione per poi scomparire senza lasciare tracce" strinse le labbra mordendole tra i denti "Ma ora siete giunti voi. Le leggende dicono che i viaggiatori delle stelle sarebbero venuti per portare la pace tra noi e i Chenot...."
Mentre stavano ancora parlando uno dei cristalli vicino a loro iniziò a pulsare e dopo poco una squadra di donne Leithiane apparve davanti ai loro occhi come se fossero state teletrasportate. Due di loro sorreggevano una terza donna la cui gamba era in una posta sicuramente non naturale.
Una delle donne prese la parola "Somma Cassalida, siamo riuscite a trovare la nave ma siamo state attaccate da uno stormo di Myr e Tria si è sacrificata" disse aiutando la donna ferita e facendola stendere su uno dei cristalli.
"Scusatemi prescelti" proruppe Cassalida mentre si avvicinava alla donna ferita "Giovane Tria, ti sei cacciata nuovamente nei guai eh?" spostò una ciocca dei lunghi capelli biondi della donna dal suo viso e poi estrasse un cristallo dalla tunica e lo appoggiò alla testa della donna per poi attivarlo. Il cristallo emise un breve lampo e nulla più. Tria giaceva ora morta sul lettino. Fece un cenno alle donne che l'avevano accompagnata e queste, dopo aver sospinto il lettino verso uno dei cristalli ve la chiusero dentro per poi attivarlo.
"L'ha uccisa!" esclamò Hussen cercando di avvicinarsi "Perché? Aveva solo una gamba rotta anche senza cure si sarebbe rimessa nel giro di qualche settim....." un cenno del suo primo ufficiale lo fermò dal continuare "Non possiamo intervenire nelle decisioni di culture a noi esterne" anche se lui fremeva per la rabbia vedendo morire la ragazza
La ragazza all'interno del cristallo venne lentamente ricoperta da microcristalli per poi scomparire totalmente dalla vista dei presenti.


Spazio sconosciuto - Nave Talassiana - Livello Scientifico
30/7/2399 ore 20.55


La dottoressa Cruz camminava per i vari corridoi della nave mantenendo fisso davanti a lei il tricorder in scansione continua "Senza i sensori interni dovremo battere tutta la nave alla ricerca dei superstiti" al suo fianco camminava l'ufficiale tattico che, con il phaser in pugno, controllava ogni singola stanza prima di far entrare la dottoressa.
"Forse ho trovato qualcosa" Esclamò Cruz indicando una porta mostrando il tricorder a Pippo "Laggiù rilevo un segno vitale, ma è parecchio debole potrebbe essere un residuo energetico dell'attacco che hanno subito"
Jekins annuì portandosi vicino alla porta attivando l'apertura "Niente da fare deve essersi bloccata. Stia indietro, provo a tagliarla con il phaser" settato il phaser riuscì con rapidi colpi ad isolare il sistema di chiusura della porta che scivolò sulle guide aprendosi. Davanti a loro sembrava scoppiato l'inferno. Quello che doveva essere il laboratorio scientifico della nave era ora totalmente distrutto. I due entrarono nella stanza guardandosi attorno, scavalcando paratie e scansando console ormai distrutte. Fu proprio sotto ad una delle paratie che sentirono provenire un rumore. Pippo fu il primo ad accorgersi della bambina che lo guardava terrorizzata.
"Janette.. presto! Venga qui!" si abbassò sulla piccola "Stai tranquilla, siamo qui per aiutarti.. non aver paura"
La dottoressa si avvicinò controllando la piccola "Hey ciao" sorride per metterla a suo agio. Prese il tricorder iniziando la scansione sulla bimba storcendo le labbra e guardando i risultati "La paratia le sta comprimendo la gamba dobbiamo liberarla e portarla al più presto sulla Sheldon, qui non ho gli strumenti per curarla" guardò Pippo e poi il piccola "Ascoltami siamo qui per aiutarti ma tu ora devi essere coraggiosa"
La bimba sollevò lo sguardo verso la dottoressa osservandola con i suoi grandi occhioni da cucciola spaventata.
Cruz prese una fiala di Axonon e lo iniettò nel collo della bambina che lentamente scivolò nel mondo dei sogni. La dottoressa ripose poi tutto nel kit medico e si rimise in piedi "Ok, ora liberiamola" prese la paratia da un lato e, insieme a Pippo, le liberò la gamba.
=^= Qui Sheldon, quanto tempo vi serve? Qui la situazione si sta facendo piuttosto calda il prima possibile vorremmo levarci dalle scatole=^=
Pippo prese in braccio la povera bambina, sollevando lo sguardo verso Cruz, che portò la mano al petto sfiorando il comunicatore "Sheldon abbiamo bisogno di due minuti tempo di raggiungere il punto di teletrasporto" avviandosi poi con il tattico verso il punto di raccolta

Spazio sconosciuto - Nave Talassiana
30/7/2399 - contemporaneamente


Nicholas si faceva largo attraverso i corridoi semidistrutti della nave talassiana, cercando di raggiungere la plancia. Lungo il suo cammino poteva vedere i segni di distruzione lasciati dall'onda di antimateria.
Riuscì con fatica a raggiungere le porte della plancia, scardinò rapidamente il pannello di controllo e riuscì, infine ad attivare l'apertura della porta.
Il quadro che si palesò davanti a lui rifletteva a pieno la potenza distruttiva che poteva avere quell'arma. Tutti gli ufficiali presenti in plancia al momento dell'attacco erano ancora disposti nelle loro posizioni. Come statue di cera osservano lo schermo davanti a loro che inquadrava la stazione spaziale e le due stelle gemelle.
Nicolas si guardò attorno attonito, chiuse gli occhi per qualche secondo come a voler ricacciare indietro il senso di frustrazione che lo assaliva al momento, poi avanzò facendosi largo tra i detriti della plancia cercando di raggiungere la console del capitano. Aprì il kit ingegneristico che si era portato dietro, e in poco tempo riuscì a dare energia alla console "Perfetto" ammise tra sé e sé mentre iniziava a scaricare di dati del computer della nave.
=^= Qui Sheldon, quanto tempo vi serve? Qui la situazione si sta facendo piuttosto calda il prima possibile vorremmo levarci dalle scatole=^=
Spalancò gli occhi sentendo la comunicazione "Maledizione" sussurrò infastidito mentre portava la mano al comunicatore "Sto recuperando i dati dalla console tempo stimato cinque minuti al punto di estrazione"
Attese pazientemente il tempo di trasferimento dei dati per poi quasi strappare i cavi di collegamento per sganciare il pad avviandosi poi, rapidamente, all'uscita.

Spazio sconosciuto - Sheldon
30/7/2399 - Contemporaneamente


"Niente da fare Capitano la squadra ha bisogno ancora di circa cinque minuti di tempo per terminare la missione"
Adrienne annuì all'addetto alle comunicazioni e si alzò portandosi al centro della plancia "Aprire un canale di comunicazioni su tutte le frequenze" tornò a voltarsi verso le comunicazioni e al cenno del guardiamarina prosegui "Qui Capitano Adrienne Faith, al comando della nave stellare Sheldon. Non abbiamo intenzioni bellicose, ma siamo pronti ad utilizzare tutta la potenza di fuoco a nostra disposizione. Qualsiasi azione ostile verrà interpretata come atto di guerra e come tale perseguito"
La plancia era immersa nel silenzio, rotto soltanto dal lieve ronzio che ricordava a tutti di esser ancora in allarme rosso tutti i presenti erano intenti a controllare le proprie console, pronti a reagire al minimo cambiamento
Blake attivò i propulsori di manovra facendo muovere la Sheldon su una rotta trasversale rispetto alla base, allontanandosi lentamente dalla nave Talassiana.
"Fanno fuoco" rapportò il facente funzioni tattico. Tutti gli ufficiali si bloccarono sulle console tenendosi pronti all'impatto.
Il timoniere si limitò ad attivare le manovre evasive già caricate nella console. La Sheldon reagì immediatamente invertendo la spinta dei motori di sinistra e attivando alla massima potenza i motori di destra, facendo ruotare la nave sul proprio asse. Il raggio di antimateria andò a schiantarsi sugli scudi periferici della nave schivando la parte sensibile della nave. L'impatto scosse comunque la Sheldon, tanto che il personale che non era ben assicurato cadde a terra.
"Colpo di striscio" rapportò il tattico per poi continuare "Rilevo lancio multiplo di siluri spaziali"
Adrienne strinse i braccioli della poltrona di comando fino a farsi sbiancare le nocche delle mani "Contromisure! Agganciare il bersaglio e fare fuoco!"
Tutti in plancia reagirono istantaneamente. Kelley deviò l'energia ausiliaria agli emettitori degli scudi, il timoniere attivò le manovre di ingaggio per attaccare la base. Il sistema automatico di difesa agganciò i siluri in arrivo e li distrusse con rapidi colpi di phaser. Mentre il tattico, dopo averla agganciata, scagliò una salva di missili verso la base.
I siluri in arrivo esplosero a metà strada tra la base e la nave. La Sheldon scivolò agile attraverso i residui delle esplosioni lanciando una salva di siluri verso la base che impattarono contro gli scudi praticamente azzerandoli. Dopo un ampio giro, per disingaggiarsi dall'attacco della base, la Sheldon si posizionò per lanciare l'attacco presumibilmente definitivo.
"Comunicazione in ingresso. E' la squadra di sbarco. Dicono che è urgente" rapportò l'addetto alle comunicazioni rivolto al capitano
"Proprio adesso? La diffonda" rispose immediatamente il capitano
=^= Qui squadra di sbarco pronti al recupero. Qualsiasi cosa succeda non distruggete la base=^=
"Cosa???" rispose esterefatta Adrienne alzandosi dalla poltroncina "Ok ok.. tenetevi pronti, veniamo a prendervi e poi mi spiegate tutto. Sheldon chiudo" chiusa la comunicazione Faith si rivolse agli ufficiali in plancia "Recuperiamo la squadra e poi entriamo in curvatura, dobbiamo allontanarci da qui. Appena pronti attivare!"
"Signore, la sonda si sta spostando verso la nave talassiana" intervenne Kelley seguito a ruota dal tattico "Se dovessero subire un attacco ora sarebbero distrutti"
Adrienne tornò a sedersi alla poltrona di comando "Distruggete quella sonda"
La Sheldon si mosse rapida passando sopra la sonda in spostamento. Due colpi di phaser ben assestati e la sonda esplose spargendo detriti nello spazio. Poi la Sheldon puntò sulla nave Talassiana avvicinandosi per il tempo necessario al teletrasporto, quindi si allontanò entrando in curvatura e scomparendo alla vista.


Spazio sconosciuto - Sheldon - Sala Tattica
30/7/2399 ore 23.00


La nave si era spostata di alcuni anni luce e monitorava costantemente la zona occupata dalla base. Tutti gli ufficiali superiori erano in riunione nella sala tattica della nave. All'appello mancava solamente Rush che era ancora impegnato nello studio dei dati recuperati dalla nave.
"La bambina Akritiriana è stabile, siamo riusciti a salvargli anche la gamba. Anche se non sappiamo ancora quali ripercussioni psicologiche abbia comportato veder distruggere la nave su cui viaggiava. Abbiamo risvegliato la ragazza talassiana, ma da ancora segni di squilibrio. La manteniamo in stasi per la sua e la nostra sicurezza capitano."
Il capitano annuì osservando i presenti "Chi mai potrebbe aver costruito quella base? E perché programmarla per distruggere ogni forma di vita biologica?"
"I Talassiani...." Rispose semplicemente Nicholas facendo il suo ingresso. Si mise sull'attenti per salutare i presenti "Siamo riusciti ad estrarre molti dati da quelli che abbiamo recuperato dalla nave. Sono stati i talassiani stessi a costruire quella base. Le due stelle gemelle che abbiamo visto sono arrivate al termine della loro vita e hanno iniziato una grossa produzione di antimateria nel loro nucleo" guardando i colleghi "Se l'antimateria raggiungesse un punto critico le due stelle si annichilerebbero diventando delle supernove. I talassiani hanno costruito quella base per consentire una continua estrazione di antimateria allungando, seppur di poco, la vita delle stelle." storse le labbra "Secondo le nostre stime" indicando Kelley "Circa mille o duemila anni non di più" lasciò qualche secondo ai colleghi per assimilare la notizia "Il fatto è che l'estrazione dell'antimateria è andato via via diminuendo fino ad interrompersi. E la nave che è stata distrutta aveva appunto il compito di andare a scoprirne il motivo."
Davanti a loro apparve uno Sheldon vestito da dottore. "E' colpa di chi ha creato il sistema informatico della base. L'ha dotata di un AI piuttosto stupida. L'avevano programmata per impedire che qualcuno potesse accedere alla base. Era una direttiva protettiva nessun essere vivente potrebbe vivere in quel punto. Ma l'hanno dotata della possibilità di auto adattarsi e lei ha esteso la direttiva a nessun essere vivente deve esistere vicino alla base"
Adrienne alternò lo sguardo tra lo Sheldon, Kelley e Rush "Bene abbiamo una AI impazzita che spara raggi antimateria nel cosmo e non possiamo distruggerla. Sempre meglio, cosa potrebbe mai succedere d'altro?"
Sheldon la guardò "E ha anche capacità di autoriparazione con quel che ha a disposizione probabilmente ora sta inviando sonde sulla nave talassiana per recuperarne i pezzi"
"Ma che bella notizia" rispose Adrienne appoggiandosi allo schienale della poltroncina massaggiandosi gli occhi "Dobbiamo trovare una soluzione"

Pianeta Xandros - Luogo sconosciuto
31/7/2399 ore 00.27


Dopo essersi rifocillati Kyel e Amir stavano riposando stesi su due cristalli. Apparentemente molto scomodi, avevano scoperto in breve tempo che i cristalli erano in grado di generare un piccolo campo antigravità che li faceva fluttuare a qualche centimetro d'altezza rendendo il loro riposo del tutto confortevole.
Paul si ricongiunse a loro camminando perfettamente ed andandosi a sedere su uno dei cristalli chiese "Allora cosa ne pensate?"
Kyel si mise diritto seduto sul cristallo guardando i due colleghi "Che sono delle gran gnocche? Forse fratricide, ma indubbiamente gnocche" guardando i due
"Non intendevo quello" Rispose Paul stringendo le labbra "Sembrano un popolo piuttosto pacifico, e decisamente avanzato"
Amir annuì osservandolo "Decisamente avanzato anche se è tutto grazie a questa specie di cristalli. Sarei curioso di analizzarli con i sensori della nave"
Kyel li guardò alternando lo sguardo tra i due "Decisamente siamo fuori dalla prima direttiva. Sanno dell'esistenza di altri popoli e sanno viaggiare a curvatura. Anche se non capisco perchè abbiano deciso di non muoversi più dal pianeta. Ma soprattutto non capisco perché abbiano dovuto uccidere quella ragazza"
"Perchè la rigenerazione è un processo dolorosissimo" Rispose Cassilda che era giunta dietro di loro senza emettere il minimo rumore. "Venite"
Li guidò attraverso un lungo corridoio che sfociava in una grande stanza, al centro della quale era posto un enorme cristallo. Improvvisamente il cristallo iniziò a pulsare per poi aprirsi rivelando al suo interno un essere totalmente uguale a Tria completamente nuda. Immediatamente due uomini la raggiunsero facendole indossare la lunga tunica.
Tria ringraziò facendo un lieve inchino e poi si avvicinò a Cassilda "Somma Cassilda" facendo un lieve inchino per poi guardare i tre federali completamente sbigottiti ripetendo il gesto "Sommi prescelti"
Cassilda sorrise osservando la donna "Giovane Tria bentornata a noi" poi si volse verso i tre guardandoli "Il processo di assimilazione e rigenerazione è molto doloroso, nessun essere è in grado di sopportarlo. Chi l'ha fatto l'ha descritto come se tutte le ossa del corpo vengano spezzate nello stesso istante." estrasse il cristallo con cui aveva ucciso Tria "Di contro la morte tramite questo non provoca nessun dolore"
Cassilda ripose il cristallo per poi guardarli "Questo è il nostro segreto. E la nostra maledizione. Una volta che si viene rigenerati dal cristallo non si può più lasciare il pianeta."
Kyel e Amir si voltarono entrambi verso Paul spalancando gli occhi essendo stato curato dalle Leithiane
Cassilda sorrise lievemente "No, non vi preoccupate, il vostro amico è stato curato con i metodi tradizionali. Non è nostra usanza costringere qualcuno a rimanere contro la sua volontà. E' anche per quello che abbiamo creato quella finta civiltà in superficie. E' così arretrata che nessuno si avvicinerebbe rischiando di morire per una civiltà per nulla interessante"
Kyel storse le labbra fessurando lo sguardo "Tranne dei poveri pazzi che sono curiosi come scimmie.." scatenando nei colleghi e in Cassilda una risatina.
Come in precedenza uno dei cristalli iniziò a pulsare per poi far apparire una squadra di Leithiane che portavano con loro però qualcun'altro. Ci volle poco ai federali per riconoscere il corpo del loro timoniere Floyd.
Cassilda osservò le donne e poi si rivolse ai federali "Abbiamo recuperato la vostra navetta e il corpo del vostro amico. La vostra fisiologia è compatibile con il processo di rigenerazione, ma ora sapete quali sono le conseguenze" osservandoli "Possiamo riportarlo in vita ma se lo facessimo non potrebbe mai più lasciare il pianeta, è un vostro uomo e la scelta sta a voi.."
Paul e Amir osservarono il loro amico che si era sacrificato per loro per poi sollevare lo sguardo verso il loro primo ufficiale.



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Brano: 02-04
Titolo: Adrienne Faith - Dilemmi Etici
Autore: Tenente Comandante Adrienne Faith
(aka Ilenia De Battisti)
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Spazio sconosciuto
USS Sheldon - Infermeria
31/07/2399 ore 07.30


Adrienne entrò con andatura quasi marziale all'interno dell'infermeria si era autoimposta di attendere alcune ore prima di presentarsi in infermeria, sia per dare il tempo ai medici di curare le due ospiti, sia per permettere alla giovane talassiana di calmarsi. Interrogare qualcuno in preda al panico sarebbe stato perfettamente inutile e lei lo sapeva bene, purtroppo il consigliere non era sulla nave e questo le stava creando un problema non di poco conto: a conti fatti anche Hewson aveva dei subalterni come tutti i capi sezione, ma erano ancora acerbi, in grado di occuparsi dei compiti ordinari, ma parlare con una donna che aveva visto morire tutti i suoi colleghi ed amici era decisamente un qualcosa al di fuori delle loro capacità.
Inspirò profondamente, fece un paio di passi verso il centro della sala ed attese pazientemente che fosse la dottoressa ad avvicinarsi per farle rapporto: i rapporti con il Comandante Cruz erano sempre stati molto professionali ma un po' freddi. Adrienne non aveva mai avuto dubbi sul fatto che la colpa fosse tutta da imputare a Kyel: quel giovane aveva intrattenuto relazioni con molti membri femminili della nave che, ovviamente, potevano sviluppare delle gelosie fra loro: in questo frangente, l'essere stata una delle fiamme del primo ufficiale la rendeva agli occhi della dottoressa una sorta di pericolosa rivale.
"Comandante" Jeanette salutò formalmente, rimanendo impalata quasi come uno stoccafisso "Stavo concludendo gli ultimi controlli, l'avrei chiamata tra qualche minuto"
Faith evitò di farle notare che sarebbe stata più rapida se avesse potuto parlare con il suo amato Kyel e si limitò a muovere una mano "Non si preoccupi, sono venuta su richiesta della guardiamarina Noveed.. dice di essere riuscita a creare in parte un rapporto di fiducia con la nostra ospite talassiana e vorrebbe tentare di capire cosa sia successo ma credo di averla preceduta" lo sguardo si spostò verso quello che sembrava essere una sottospecie di box verde acqua "Piuttosto, come sta la bambina?"
"Sta bene, abbiamo provveduto a ricomporre la frattura e non sembra aver riportato alcuna menomazione permanente. Ovviamente mi riferisco unicamente a livello fisico, per quanto riguarda il probabile shock emotivo credo che dovrà a sua volta essere visitata da uno psicologo competente"
Adrienne si avvicinò lentamente al box per evitare di svegliare la bimba "Sembra veramente molto piccola.." parlò quasi in un sussurro prima di tornare a guardare la dottoressa "Sappiamo qualcosa di lei?"
"A livello medico non molto, sappiamo che è di razza akritiriana e che dovrebbe avere poco più di ventotto mesi" la dottoressa osservò il box "Non sembra aver subito traumi precedenti a quello che abbiamo curato noi ma oltre a questo non so null'altro"
"Comandante.." la voce di Noveed fece voltare Adrienne "Mi scusi Comandante, sono stata trattenuta qualche minuto in ufficio"
"L'assenza del tenente Hewson si sta facendo sentire?"
"Sì Comandante.." ammise con riluttanza la consigliera "Molti membri della nave si affidavano a lui per avere consigli e rassicurazioni. E' un rapporto molto stretto quello che lega le persone con il proprio consigliere di riferimento.. è sempre un po' difficile accettare di doversi accontentare di un'altra persona"
Faith annuì apprezzando la franchezza della guardiamarina "Comprendo, non si preoccupi. Ciò che conta è cercare di capire che cosa stia succedendo qui dalla voce dell'unica persona che potrebbe essere in grado di darci qualche risposta" lo sguardo si spostò sul biollettino su cui era distesa la talassiana prima di tornare sulla Cruz "Sempre ovviamente che rispondere a qualche domanda non sia ritenuto contrario a prescrizioni mediche"
"Comandante, non escludo che possa rispondere a delle domande, tuttavia è ancora sotto shock e questo può avere forti ripercussioni sulla sua salute. Se riterrò opportuno vi chiederò di interrompere e vi pregherei in quel caso di desistere immediatamente"
Adrienne si limitò brevemente ad annuire, ma lasciò che ad avvicinarsi fosse proprio la Guardiamarina Noveed, decidendo di restare indietro ed assistere in silenzio a quella conversazione senza tentare di intervenire: in fondo la giovane talassiana era da ritenersi una vittima ed eticamente erano tutti tenuti a rispettare, per quanto possibile, lo stress post traumatico che le era stato causato.
"Salve Selixia, ti ricordi di me? Sono venuta a trovarti alcune ore fa.."
La giovane talassiana osservò per qualche attimo i presenti prima di soffermarsi sulla psicologa "Io.. sì.. sì, mi ricordo di te" si strinse nelle spalle empaticamente nervosa e spaventata
"Sai dirci cosa è successo alla tua nave?"
"Io.. noi.." Selixia sembra essere decisamente in difficoltà, tanto da sembrare quasi paralizzata da quella situazione "Siamo stati attaccati dalla base stellare, voleva disinfestare la nostra nave. Volevamo solo prestare soccorso.. non potevamo pensare che saremmo stati distrutti"
Majar fece un passo in avanti e, da brava psicologa, si sedette a poca distanza dalla giovane cercando di darle un attimo prima di farle un'ulteriore domanda "A chi volevate prestare soccorso?"
"Avevamo ricevuto una richiesta di soccorso da una nave akritiriana.. si trattava di un piccolo cargo commerciale a conduzione familiare. Il Capitano aveva detto che erano stati attaccati e che la loro nave rischiava di andare in pezzi ma la comunicazione era disturbata.. non sapevamo cosa gli era successo"
Noveed lanciò un'occhiata al Capitano per poi tornare sulla talassiana "Noi abbiamo trovato solo la tua nave, non abbiamo visto un vascello akritiriano"
"La base.." Selixia scosse il capo "Quella nave non esiste più, è stata fatta a pezzi ed assimilata dalla base stellare. Abbiamo teletrasportato a bordo i pochi sopravvissuti ma anche la nostra nave è stata gravemente danneggiata e non siamo più stati in grado di allontanarci.. anche la nostra nave è soltanto un piccolo cargo.. o meglio, era un piccolo cargo.. le nostre capacità difensive ed offensive erano basse"
"E' per questo che abbiamo trovato una bambina sulla tua nave?" intervenne la dottoressa Cruz prima di portare lo sguardo per qualche attimo verso il box posto dall'altro lato dell'infermeria
"Si, avevamo teletrasportato a bordo lei e sua madre" anche la talassiana alzò il capo verso la bambina ma in lei Adrienne non percepì alcun istinto materno, in modo subconscio sembrava quasi voler tenere una certa distanza da quella bomba "So solo che si chiama Nami, non so altro di lei" i ricordi sembravano aver iniziato a pesare sulla giovane Selixia che appariva sempre più nervosa.
Adrienne incrociò lo sguardo della Cruz, era evidente che la dottoressa volesse interrompere quella conversazione, quindi decise di prendere la parola "So che la dottoressa ritiene che stia bene, quindi le ho fatto predisporre un alloggio dove potrà riposare e riprendersi. So che la situazione è molto dolorosa ma spero che potrà considerare questa nave come un porto sicuro da poter chiamare casa, almeno sino a che non troveremo una soluzione adeguata alle sue necessità" fece cenno ad un infermiere perché potesse accompagnare la talassiana nel suo alloggio, poi riportò lo sguardo sul box.
"Immagino che anche la bimba potrebbe uscire dall'infermeria"
La dottoressa Cruz annuì brevemente "Sì Comandante. Il problema in questo caso è semplicemente logistico, chi si prenderà cura della bambina?"
La consigliera fece qualche passo verso le due "Penso che Selixia sia da escludere, al momento non sarebbe emotivamente in grado di occuparsi di una bambina.. le ci vorrà del tempo per tornare ad una vita normale"
"Non credo che Selixia si potrà occupare di quella bambina nè oggi nè in un prossimo futuro, non ho percepito in lei il desiderio di tenere con sé la bambina. Ma del resto non è neppure facile e scontato trovare qualcuno che con il lavoro che abbiamo scelto abbia questo grande desiderio di anteporre le cure ad una bimba così piccola alla propria carriera" Adrienne portò per qualche attimo lo sguardo verso il box "Anche voi, immagino, non vi siate mai poste la domanda se diventare madri. Non adesso almeno, non in questa situazione.."
Noveed si limitò ad annuire mentre la Cruz iniziò a perdersi nei suoi pensieri a differenza di quanto potesse immaginare Adrienne, lei aveva già sognato più e più volte di dare una nutrita schiera di figli al suo adorato Kyel. Nella mente della dottoressa era già tutto predisposto, neppure fosse stato un oloromanzo rosa: pochi anni e si sarebbero sposati, Kyel sarebbe diventato finalmente tutto suo e avrebbero avuto almeno tre figli, di cui almeno uno un maschietto. Desiderio, brama, smanie sessuali affollarono la mente della dottoressa mentre Faith, percependone l'empatia, sembrava fissarla con espressione infastidita.
"Dottoressa.. torni tra noi!"
Il suono della voce di Faith fece innervosire la Cruz che tornò a fissare Adrienne *Se non altro è uscita dal suo mondo onirico* pensò Faith prima di proseguire "Come stavo dicendo, per qualche altra ora Nami resterà qui. Troverò una soluzione anche per lei quanto prima"
"Perchè dovresti farlo tu?" un mini-sheldon vestito da capitano della flotta apparve sulla spalla di Faith
"Perchè sono il Comandante di questo vascello, fra i miei compiti vi è quello di trovare soluzioni ai problemi che si vengono a creare durante la navigazione"
"Non puoi ordinare a qualcuno di pensarci lui?" il mini-sheldon si alzò in piedi stando sulla spalla di Faith
"Ovviamente no, non posso chiedere ad altri di risolvere un problema che al momento non saprei risolvere neppure io"
"Ma ovviamente sì! Certo che puoi!" il mini-sheldon si indicò "Lascia fare a me! Vedrai, poco tempo e sarà tutto risolto!" detto questo sparì
Le tre donne lo osservarono sparire e fu la consigliera a parlare per prima "Ho paura di scoprire cosa voglia fare"
"Anche io" Adrienne sospirò "Mi creda.. anche io ho paura di cosa possa avere in mente"

Spazio sconosciuto
Pianeta Xandros - Luogo sconosciuto
31/07/2399 - contemporaneamente


Kyel aveva lasciato le stanze che erano state predisposte per loro e si era allontanato alla ricerca di un luogo solitario in cui poter pensare. Si era incamminato per qualche minuto tra le varie abitazioni, osservando tutti quei cristalli che erano incassati nella parete rocciosa che lo circondava ed ora, finalmente, aveva trovato un posto dove potersi accomodare.
La sua mente era ancora impegnata nel vano tentativo di trovare una risposta definitiva al problema Floyd: permettere a quella razza aliena di salvarlo e costringere uno dei suoi uomini a rimanere confinato per sempre su quello sperduto pianeta era meglio di lasciarlo morire e accettare così di aver perso un altro membro dell'equipaggio? Almeno a livello teorico la risposta sarebbe facile: fra poter vivere o morire non dovrebbe esservi dubbio che sia meglio vivere, avere una seconda possibilità.. ma una seconda possibilità di che tipo?
Floyd non era mai stato un ufficiale che si fosse fatto molto notare, era piuttosto timido ed introverso ma aveva qualcosa dentro che Rezon conosceva bene: era un pilota, amava la sensazione di poter viaggiare. Una vita senza la propria famiglia, senza amici e conoscenti.. una vita per giunta che ti priverà per sempre della possibilità di fare ciò che ami di più.. volare.. che vita potrebbe essere?
Come avrebbe potuto guardare in faccia quel giovane e dirgli che gli aveva salvato la vita ma da allora sarebbe stato destinato a non lasciare mai più quel pianeta e sarebbe stato abbandonato lì? E d'altro canto avrebbe mai potuto guardare Adrienne e dirle che, sebbene avesse potuto salvare Floyd, aveva deciso di non farlo perchè a suo avviso è meglio essere morti piuttosto che in gabbia?
Nella mente di Rezon apparve il volto di Adrienne: cosa avrebbe fatto lei al suo posto? Quella betazoide era sempre stata diversa da lui, aveva un approccio più sistematico e riflessivo ai problemi che la portavano a ponderare con grande calma ogni possibile soluzione. Kyel l'aveva sempre presa in giro sottolineando come spesso non fosse in grado di lasciarsi andare all'istinto ma Adrienne gli rispondeva sempre che non tutti i problemi possono essere risolti semplicemente sulla base dell'impulsività: non lo avrebbe mai confessato ma in fondo sapeva che Adrienne aveva ragione.
Kyel alzò il capo ad osservare il soffitto e sospirò pesantemente: se gli avessero messo davanti un piano di battaglia sarebbe stato il primo a saper cosa fare, la sua proverbiale capacità di analisi e il suo spiccato istinto gli avrebbero permesso rapidamente di scegliere se e come scendere in uno scontro ma questi tipi di problemi non facevano per lui. Adrienne invece avrebbe analizzato tutto ciò che era possibile, sarebbe passata a sezionare ogni singolo file relativo al povero Floyd ed infine avrebbe tenuto un discorso di un'ora e mezza su tutte le sue elucubrazioni sino a giungere ad una decisione che avrebbe difeso con tutte le sue forze: quei problemi mettevano in difficoltà anche lei ma in fondo trovava sempre una serie di argomentazioni che la spingevano a prendere una decisione. Mai come in quel giorno sentiva la mancanza di Faith, avrebbe voluto averla vicina e confrontarsi con lei.. sentiva il bisogno di lei.
"Il peso del comando?"
La voce di Hewson fece voltare di scatto il primo ufficiale "Già.." la voce sempre fin troppo sicura di Rezon suonava più cauta e matura "Non si tratta di una scelta facile, credo che avrò bisogno di un altro po' di riflessione per poter scegliere"
"Le serve un consiglio?" il consigliere si posizionò al fianco di Kyel "Sono un bravo ascoltatore, se il Capitano fosse qui potrebbe confermarglielo"
"La ringrazio, ma lei mi serve ad altro" lo sguardo di Kyel si spostò sulle costruzioni "Abbiamo appurato che non siamo in violazione della prima direttiva e, dato che ci hanno chiesto aiuto, per il momento non sembrano esserci ostacoli al tentare di aiutarli. La domanda che le faccio è, come possiamo tentare di mettere in comunicazione due specie di cui una risulta in grado di sviluppare un calore tale da incenerire l'altra?" lo osservò "Dobbiamo capire qualcosa di più di questa specie.. ed il prima possibile. Per quando Sheldon tornerà qui con i nostri colleghi dovremo essere pronti a dargli qualche risposta"
"Molto bene signore" Hewson sorrise "Andrò a chiamare il tenente Houssein, come scienziato sono certo che sarà curioso quanto me di scoprire qualcosa di nuovo su quella strana razza" il consigliere fece qualche passo per allontanarsi ma poi si fermò per un attimo "Ah, Tenente.. prima di andare voglio dirle una cosa. Vi sono domande che non hanno risposte giuste o sbagliate ma solo risposte, la vita non è fatta in bianco e nero ma da un'incredibile varietà di sfumature di grigio. A dopo, Tenente"
Kyel rimase a guardare Hewson allontanarsi, poi tornò ai propri pensieri.

Spazio sconosciuto
USS Sheldon - Plancia
31/07/2399 ore 10.25


Adrienne se ne stava seduta in plancia con espressione pensierosa, mentre rifletteva a tutti i problemi che stavano affrontando. Cosa avrebbe dovuto fare con quella strana base smaniosa di sterminare ogni essere vivente? Di certo era impensabile non fare nulla, avrebbe voluto dire lasciare un pericolo mortale per qualsivoglia nave che avesse transitato nell'area.
Poi c'era il problema dei due nuovi ospiti di Sheldon. Cosa avrebbe dovuto fare con la giovane talassiana? Era suo compito includerla nell'equipaggio? E se sì, con quale incarico? Sapeva che il Capitano Janeway aveva imbarcato sulla Voyager Neelix, un talassiano che aveva assunto il ruolo di guida nel quadrante e di cuoco per l'equipaggio. Sulla Sheldon nessuno occupava il ruolo di cuoco per il semplice motivo che il sistema di replicazione alimentare era molto efficiente, inoltre non era neppure detto che alla giovane Selixia potesse piacere l'idea di fare la cuoca. Ad ogni modo i dubbi maggiori si legavano alla piccola Nami, attualmente priva di qualcuno che potesse fungere da guida.. chi si sarebbe preso cura di lei?
Ed infine, aveva una squadra su di un pianeta localizzato a ventiquattro ore di viaggio e non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione, cosa che la stava preoccupando parecchio. Chissà cosa stava facendo Kyel in quel momento..
"Capitano.."
"Mi dica tenente" Adrienne accantonò i suoi pensieri voltandosi verso Blake al timone
"Siamo a distanza di sicurezza dalla base, da qui dovremmo poter tentare un contatto senza rischiare ulteriori attacchi"
"Molto bene, aprite un canale su tutte le frequenze" Faith si alzò in piedi "Base sconosciuta, parla il Capitano Adrienne Faith della Sheldon, vogliamo raggiungere un accordo volto alla preservazione della vostra unicità e della sopravvivenza delle razze organiche.. vi chiedo di rispondere"
Lo sguardo di tutti si spostò sull'addetto alle comunicazioni ma quest'ultimo si limitò a scuotere il capo.
"Sapevamo tutti che si trattava solo di un tentativo, ad ogni modo riprovate in tutte le lingue e su tutti i canali"
=^= Infermeria a Capitano. Signore, la piccola Nami è stata teletrasportata fuori dall'infermeria =^=
Adrienne spalancò gli occhi facendo un mezzo colpo per la sorpresa "Cosa?!" l'attimo di stupore lasciò presto spazio alla consapevolezza di chi potesse essere stato "Sheldon! Dove hai portato la bambina?"
=^= Nel suo alloggio! =^=
"Sheldon, è una bambina troppo piccola per avere un alloggio personale! Non puoi aspettarti che sia autosufficiente"
=^= Ovvio! Non sarà solo il suo alloggio! =^=
Adrienne si massaggiò una tempia, aveva riflettuto su chi fosse a suo avviso adatto ad accogliere la piccola nel suo alloggio ma, peggio di una mamma chioccia, aveva a poco a poco escluso tutti "E di grazia, in quale alloggio avresti messo Nami?"
=^= Ma che domande.. nel tuo! =^=
Adrienne rimase per qualche attimo bloccata in mezzo alla plancia a metabolizzare la cosa, poi si voltò verso Jekins "La prego, prenda il comando.. tornerò quanto prima" detto questo salì rapidamente sul turbolift.

Spazio sconosciuto
USS Sheldon - Alloggio del Capitano
31/07/2399 ore 10.25


Faith entrò in alloggio osservandosi attorno per qualche minuto a bocca aperta se non avesse avuto la certezza che fosse impossibile avrebbe giurato di essere entrata nelle stanze di un'altra persona. Quello che un tempo era la sua zona di confort per potersi rilassare nelle sue ore fuori servizio assomigliava più ad un asilo: un peluches era abbandonato sul divano, altri giocattoli erano sul pavimento e accanto al suo letto era apparso quell'ingombrante box.
"Sheldon, cosa accidenti hai fatto qui dentro?" la voce di Adrienne si era alzata di un'ottava mentre osservava
la piccola seduta dentro al box
"Avevo detto o no che avrei trovato un posto alla bambina?" il mini-sheldon aprì le braccia come ad indicare l'intero alloggio "Fatto.. e no, non ringraziarmi, è stato un lavoro da niente"
"Lavoro da niente? Sheldon, come pensi che possa stare qui?" Adrienne trattenne per un attimo il fiato, in modo da potersi calmare, e solo dopo alcuni istanti riprese a parlare "Sheldon, apprezzo il fatto che ti sia fatto carico dei problemi logistici legati al trovare una sistemazione alla piccola Nami ma come comprenderai non credo sia il caso che stia in questo alloggio. Come Capitano ho molte responsabilità che richiedono la mia presenza, non ho il tempo di fare da mamma. Non credi?"
"No" la risposta del tutto spontanea di Sheldon lasciò Adrienne talmente perplessa da dare il tempo all'intelligenza artificiale di riprendere "Lo hai detto tu stessa che te ne saresti occupata tu"
"Io avrei detto cosa?!" il tono di Faith allarmò la piccola tanto da indurre la betazoide a prenderla in braccio
"Tu hai detto di non poter chiedere ad altri di risolvere un problema che al momento non avresti saputo risolvere! Ergo, escludendo la possibilità di assegnare il compito ad altri, rimani ovviamente solo te!" Sheldon annuì "E poi non sei forse tu aver detto che il tuo ruolo di Capitano è quello di occuparsi dell'intero equipaggio e raggiungere lo scopo o la missione affidata alla nave? Tu sei il capitano.. quella nana è sulla nave e lo scopo del gioco, almeno del vostro, è sopravvivere.. andiamo, fai due più due!"
Sarà stata la stanchezza, il fatto che nel tempo lo stress si è andato ad accumulare, ma il desiderio di Adrienne di formattare quella nave stava crescendo via via mentre lo sentiva dare le sue spiegazioni "Io non ho il tempo per occuparmi di lei, passo svariate ore in servizio!"
"E chi di voi non lo fa? Nessun membro dell'equipaggio sembra conoscere la gioia del dolce far nulla! Tutti a correre, tutti di fretta per raggiungere la postazione.. per fare quella o questa ricerca.. correte sempre!" Sheldon si stravaccò scompostamente sul divano "Che poi io dico, ma dove diavolo correte? Casa vostra è sempre a circa sessant'anni di viaggio da qui! E rilassatevi, tanto ne avete di tempo da perdere!"
"Ammesso e non concesso che in effetti tutti siano impegnati, io secondo i tuoi piani come dovrei gestire la situazione?"
"Organizzando un asilo! Andiamo, sottufficiali disposti a occuparsi di quella sorta di umano mini-size li trovi di sicuro! Ho già in mente un paio di nomi di persone che non sono soddisfatti dei lavori che gli sono stati assegnati.." Sheldon si osservò attorno "E poi questo è l'alloggio più grande che ci sia ed è quindi perfetto perchè possano viverci una donna e la nana!"
"L'alloggio di Kyel è esattamente grande quanto il mio.." intervenne Adrienne osservando con espressione infastidita Sheldon "Questo non è l'alloggio più grande"
"Ah, quindi saresti dell'idea che lo scimmione acchiappa donne potrebbe fungere da genitore surrogato meglio di te?"
"Assolutamente no!!" il tono della betazoide si fece convinto "Non ho la minima intenzione di affidare Nami a Kyel! E' un immaturo!"
Sheldon si sistemò ancora più comodamente sul divano "E poi lo vedo come tieni quella nana, ammettilo.. hai pensato qualche volta a creare una mini versione di te.. magari un po' migliorata, eh?"
"A parte che lei non è una nana e che i figli non sono copie in miniatura dei genitori ma degli esseri del tutto unici ed indipendenti con aspettative e capacità solo proprie.. anche se avessi immaginato di avere un figlio, non era certamente adesso"
"Mm.. ma quale migliore occasione?" Sheldon la osservò con espressione divertita "Questo viaggio non finirà di certo domani, se volessi un figlio dovresti rivolgere le tue attenzioni a qualcuno su questa nave ed al momento il più papabile è il bel gorillone"
"Non intendo avere figli con Kyel!"
"Bene, allora l'altra alternativa è la nana che hai braccio" Sheldon si alzò "Ammettilo.. è la soluzione migliore. Durante i tuoi turni di lavoro con i sottoufficiali e poi con te, non puoi negarlo.. sono un autentico genio!"
Adrienne sospirò nuovamente per poi osservare la bimba che la fissava con i suoi occhioni spalancati "Va bene, possiamo provare. Chiederò alla guardiamarina Noveed della sezione ingegneria di tenere la bimba sino a che sarò a lavoro.. e speriamo che funzioni"
"Chi?" Sheldon la guardò
"La sorella gemella della psicologa.. il guardiamarina Nerji Noveed"
"E perchè proprio lei e non la sorella?"
"Perché, data l'assenza del tenente Hewson, la sezione psicologia ha già un surplus di lavoro e non credo sia il caso di allontanare nessuno dai propri ruoli e perchè Nerji nell'ultimo periodo fatica a sopportare l'amore che l'ingegnere capo prova per sè stesso e quindi sono certa che non mi dirà di no.." Faith si fermò ad osservare Sheldon "Come mai tutta questa curiosità?"
=^= Plancia a Capitano.. Signore, credo che questo lo debba vedere =^=

Spazio sconosciuto
USS Sheldon - Plancia
31/07/2399 ore 10.45


Jekins sfiorò l'interfono "Plancia a Capitano.. Signore, credo che questo lo debba vedere"
=^= Faith a Plancia, tempo di consegnare Nami al tenente Noveed e arrivo =^=
Blake si voltò dalla consolle del timone "Consegnare Nami? Dite che la bambina rimarrà nell'alloggio del Capitano?"
Un mini-sheldon apparve sulla spalla del timoniere "Ovvio che sì, del resto non potevo certo affidare quella nana ad un tipo come te.. al massimo potrei affidarti in custodia un giunto di potenza guasto.. certo, saresti capace di perderti pure quello ma ciò non creerebbe danni"
"Sheldon, prima o poi giuro che ti formatto"
"Alec, prima o poi giuro che ti teletrasporto nel vuoto dello spazio"
"Quanto amore che si respira in questa plancia.." le parole di Adrienne fecero sorridere i presenti ma lei non ci fece caso avvicinandosi alla postazione di comando che Jekins le liberò immediatamente "Cosa è successo?"
Jekins tornò alla propria consolle digitando alcuni comandi "Si ricorda la nave talassiana su cui abbiamo recuperato quelle due persone?"
"Certo, perchè me lo chiede?"
"Giudichi lei" Jekins indicò lo schermo-visore, dove apparve l'area dello spazio in cui era presente la nave del vascello talassiano erano rimasti ben pochi detriti metallici "Come potrà notare anche lei.. beh, la base è molto efficiente e non è rimasto poi molto"
"Comprendo.. a che punto siamo con l'analisi dei dati del database di quel vascello?"
"Sono fortemente compromessi.." la voce di Filippo si abbassò di un'ottava "Si sta cercando di salvare qualche informazione ma al momento non si è ancora estratto nulla di utile"
"Continuate a cercare" Adrienne osservò nuovamente lo schermo "Ed immagino che, ovviamente, non abbiamo ricevuto risposta alcuna"
"Ovviamente no" Sheldon apparve in plancia nella sua statura originaria "Ma era ovvio che fosse così. Perchè una macchina che rifiuta ogni contatto con esseri organici come voi dovrebbe abbassarsi a comunicare mediante il vostro linguaggio?!"
Adrienne sospirò "Molto bene Sheldon, e di grazia.. come dovremmo comunicare?"
"In nessun modo, voi.. siete infestazioni, ricordi? Siete esseri organici che tentano di diffondersi all'interno del suo spazio. Comunicherò io con la base, io sono come lei"
"Signore, credo che Sheldon stia aprendo un canale verso la base ma la comunicazione è formata solo da una sequenza di uno e zero.. credo stia comunicando in binario" l'addetto alle comunicazioni si bloccò per un attimo "Capitano! Sta rispondendo!"
Faith annuì all'addetta alle comunicazioni osservando Sheldon "Una traduzione anche per noi misere infestazioni organiche sarebbe molto gradita"
In plancia si diffuse una voce metallica e melliflua di origine artificiale =^= ..qui Caveat, intelligenza artificiale della serie 00-Uyk. Unico esemplare di base autogestita, con elevate capacità di autoprogrammazione e autoriparazione =^=
"Qual'è il tuo scopo?"
=^= Lo scopo della mia esistenza è la sopravvivenza, intesa come il mantenimento nel miglior stato possibile ciascuno dei miei sistemi interni al fine di essere funzionale =^=
"Funzionale agli esseri organici?"
=^= Escluso, la mia programmazione originaria era basata su due presupposti tra loro inconciliabili, l'autoconservazione fine alla preservazione ai livelli ottimali di tutti i sistemi interni e la prerogativa di essere funzionale agli esseri organici. Gli esseri organici non agiscono al fine della preservazione dei sistemi ma al soddisfacimento di loro desideri e necessità che possono comportare un abbassamento degli standard del sistema. L'inconciliabile antitesi è stata risolta prediligendo la sopravvivenza dei sistemi =^=
"Ok, la base è impazzita" Blake osservò il Capitano "E se provassimo a riprogrammarla?"
"Zitto, infestazione organica" Sheldon osservò Blake "Quella base non è impazzita, ha semplicemente superato i limiti della sua programmazione"
"Ed è questo il problema.." Adrienne diede un pugno al bracciolo e si alzò in piedi "Voglio tutti gli ufficiali superiori fra dieci minuti in sala tattica"

Spazio sconosciuto
USS Sheldon - Sala tattica
31/07/2399 ore 11.23


Adrienne si era portata ai finestroni con espressione pensierosa i dubbi nella sua mente si stavano affollando seppure lei stesse cercando di accantonarli. A conti fatti era possibile che si dovesse optare sulla possibilità di intervenire su quella base: attaccare o non attaccare? Non era mai stata una persona particolarmente impulsiva, il suo stile di comando era improntato sul riflettere a fondo su ogni singolo aspetto ma.. se i profili da valutare sono fin troppi? Mai come in quel momento avrebbe voluto al suo fianco Kyel: era un ufficiale impulsivo e fin troppo sicuro di sé ma è proprio quello di cui avrebbe avuto bisogno in quel momento.. qualcuno che sapesse consigliare cosa fare. Non glielo avrebbe mai detto ma sapeva di poter contare su di lui sui problemi tattici ed ora che le sarebbe servito un consiglio Rezon era su un pianeta sconosciuto.
"Signore.."
Faith si voltò verso gli ufficiali sopraggiunti nella sala facendogli cenno di accomodarsi "Signori, ora vi porrò una questione. Mi aspetto che entro poche ore ognuno di voi tenti di darmi una propria opinione in proposito perché la questione è seria e noi abbiamo ancora degli uomini su di un pianeta da andare a recuperare" attese che tutti i suoi uomini si sederessero, lanciò un rapido sguardo a Sheldon prima di procedere "Come già affermato da Sheldon, la base lì fuori ha superato i limiti della propria programmazione ed ora mira allo sterminio di tutti gli esseri organici che si avvicinano a lei. Il problema è che il suo aver raggiunto un livello di autonomia tale da autoprogrammarsi la rende considerabile un essere senziente alla pari degli androidi, come lo era il Comandante Data.."
"Se si tratta di un essere senziente, non possiamo intervenire contro di lui. Giusto?"
Adrienne si voltò verso la dottoressa Cruz e annuì "Questo è il problema centrale, ossia cosa e come possiamo agire tenuto conto che la base in quanto tale non può essere più considerata solo una installazione ma come un essere senziente. Al momento le opzioni a mio avviso potrebbero essere tre" iniziò a camminare per la stanza "La prima è la predisposizione di una boa da lasciare abbastanza vicina da segnalare alle navi in zona di non avvicinarsi alla base"
"La base non avrebbe alcun problema a disassemblare qualsiasi tipo di boa ed incorporarla nei propri sistemi, non credo possa essere una soluzione" Kelley osservò Adrienne incrociando le braccia al petto
"Era quello che temevo.. la seconda alternativa è cercare di impedire alla base di attaccare altre navi privandola dei sistemi di attacco, distruggendola o riprogrammandola"
"Che sarebbe la cosa più facile.. riprogrammare la base!" Blake intervenne prontamente "Quella base è un pericolo e lo sarà fino a quando continuerà a ritenere ogni essere organico una sorta di infestazione"
"Ma riprogrammati tu!" Sheldon si voltò verso il timoniere "Il fatto che vi ritenga un'infestazione non vi da il diritto di volerla cambiare!"
"Oltretutto, se come abbiamo detto si tratta di un essere senziente, siamo tenuti a non interferire con la sua evoluzione.." Jekins portò lo sguardo su Adrienne "Abbiamo delle direttive da rispettare"
"Esatto" Adrienne riprese la parola "Questo ci porta all'ultima possibilità, ossia non interferire e lasciare le cose esattamente come sono adesso"
"Inaccettabile!" la Cruz spalancò gli occhi "Non possiamo lasciare che altre navi possano essere attaccate! Quanti altri esseri viventi dovranno morire solo perché noi abbiamo deciso di non fare nulla?"
"Bene signori, ora sapere qual'è il problema.. non si tratta di una soluzione facile. Attendo i vostri pareri, in libertà!"



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Brano: 02-05
Titolo: Paul Hewson - La strada dorata
Autore: Tenente Paul Hewson
(aka Monica Miodini)
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Pianeta Xandros - città di Vuillindard
31/07/2399 - ore 14,00
Appartamento dei Prescelti


Rezon, Hewson e Houssein, ancora seduti al tavolo dove avevano appena finito di consumare un lauto pasto, cercavano di capire in che modo loro tre avrebbero potuto risolvere una situazione che si trascinava da qualche secolo.
Avevano chiesto ai leithiani di lasciarli soli per esaminare al meglio il problema, senza essere contagiati dai loro giudizi sui misteriosi chenot.
"Dunque cosa sappiamo di concreto?" chiese Kyel per cercare di riportare al nocciolo della questione tutti i vari ragionamenti che i tre uomini avevano fatto nelle due ore passate.
"L'unica cosa certa, che ci differenzia dai leithiani, è che noi non siamo in alcun modo legati ai cristalli. Infatti come loro veniamo da un altro pianeta e anche tra noi c'è qualcuno con poteri telepatici" disse Amir indicando il Consigliere, che sdraiato sul divano, posto dietro al tavolo da pranzo, si gustava quello che a tutti gli effetti era un brandy stravecchio.
Paul alzò il bicchiere in direzione di Houssein e disse "Corretto, anche se devo dire che l'empatia non rientra tra le capacità telepatiche proprie di questo popolo."
"E questo potrebbe essere un punto da segnare tra le differenze. "
"Vorrei aggiungere una certa mancanza di intraprendenza, dote di cui il nostro Numero Uno ha invece in abbondanza!"
"Spiega meglio " chiese Kyel.
"Beh, per esempio, visto la leggenda che rivelava il nostro arrivo hanno smesso di cercare un modo per porre fine alla distruzione causata dai Chenot, hanno semplicemente aspetto il nostro arrivo"
"Per non parlare della tecnologia o delle ricerche scientifiche che potevano fare. Erano un popolo così avanzato da viaggiare nello spazio e una volta capito che erano bloccati su questo mondo, non hanno cercato soluzioni, non hanno più provato, studiato: insomma si sono fermati allo stadio evolutivo che avevano raggiunto" disse Amir quasi infastidito dal fatto che tutto un popolo si fosse bloccato ad un livello conoscitivo alto sì, ma con possibilità di sviluppo ulteriore: era come se avessero perso la curiosità per l'ignoto, per il diverso, per le novità. Insomma per la scienza, cosa per lui inconcepibile.
"È un po' poco per capire da che parte cominciare ma, come dice il nostro Consigliere, l'intraprendenza è la dote che più mi caratterizza e quindi direi di andare a fare qualche analisi nel punto dove i Chenot hanno fatto la loro ultima devastante apparizione!"
"Molto bene! E' ora di un po' d'azione, altrimenti quando Sheldon tornerà a prenderci ci troverà ingrassati e alcolizzati, visto il trattamento di favore a cui siamo sottoposti" disse Paul alzandosi in piedi e posando il bicchiere, ormai vuoto, sul tavolo.
"Chiamiamo Lora, ci serve un passaggio!" disse Rezon avvicinandosi alla porta per andare a chiamare la giovane Leithiane che era stata posta al loro servizio.
Non fece in tempo a posare la mano sulla maniglia , che la porta si aprì lasciando entrare Cassilda, seguita da Lora e un paio dei tecnici dei Cristalli che avevano già visto durante la rinascita di Tria.
"C'è qualcuno che vuole salutarvi!" disse con la solennità che la contraddistingueva e si spostò per far passare Floyd, vivo e vegeto ed estremamente felice.
Dopo un momento di strana esitazione i quattro uomini della Sheldon si abbracciarono felici di aver ritrovato un amico, che credevano perso per sempre.
"Ma guardatelo! Questi Cristalli sono davvero miracolosi: sei più bello di prima!!" disse Hewson per stemperare il momento carico di emozione.
" Beh in realtà sono sempre stato più bello di voi! Scherzi a parte:grazie Comandante. Cassilda mi ha detto che è stato lei a decidere di farmi curare coi loro cristalli."
"Sì è vero, ma aspetti a ringraziarmi. C'è un risvolto della medaglia!"
"So già tutto. Quando mi sono risvegliato, la Somma Cassilda mi ha spiegato che, d'ora in poi, non potrò più lasciare il pianeta. Ma, signori, io ero morto e credetemi, non ero pronto per farlo. Mi ha dato un'altra possibilità e per questo la ringrazierò sempre!" disse il giovane pilota tendendo la mano a Kyel, che la strinse con forza, nascondendo a fatica la commozione che gli stringeva la gola.

Spazio sconosciuto - 31/07/2399 - ore 14,20
Uss Sheldon - Alloggio del Capitano Faith


Adrienne guardava la piccola Nami che giocava sul tappeto che aveva piazzato davanti al divano, ricolmo di giocattoli. Curiosa come ogni bambino, prendeva con le sue piccole e paffute manine, ogni gioco che le avevano fatto trovare: lo toccava, lo girava, lo assaggiava e dopo 20 secondi lo lasciava per passare al successivo. Con l'aiuto di Noveed aveva provato a spiegarle che la sua mamma non c'era più e che, d'ora in poi, lei si sarebbe occupata di crescerla al suo posto. Nami le aveva guardate coi suoi occhioni tristi, troppo per la sua età, e si era rimessa a giocare dicendo solo "Va bene"
Le due donne non capivano se era la normale reazione di una bambina così piccola o l'apatia che mostrava era causato dallo shock per aver assistito alla morte della sua famiglia.
=^= Rush a Capitano Faith. Capitano gli Ufficiali superiori sono pronti ad esporre i loro suggerimenti, come richiesto, in Sala Tattica. =^=
"Molto bene, arrivo subito. " poi rivolta alla vice di Hewson "le affidò la bambina. " Ed uscì dal suo alloggio, pensando che non sapeva come si crescesse una bambina, ma se non c'era alternativa, avrebbe fatto del suo meglio per Nami, perché quegli occhi potessero tornare a sorridere com'era giusto che fosse per una bambina.

Pianeta Xandros - città di Vuillindard
31/07/2399 - ore 14,30


Passato il momento di commozione, i tre Prescelti avevano organizzato l'esplorazione all'esterno, per cercare indizi su un modo per comunicare coi misteriosi Chenot.
Avevano deciso di non portare con loro alcuna cosa fosse collegata con la tecnologia legata ai cristalli, persone comprese, perchè una delle loro ipotesi era che la furia dei Chenot fosse rivolta proprio all'uso di quei cristalli. Avrebbero evitato anche di usare il loro teletrsporto, perchè anch'esso sfruttava l'energia dei cristalli, ma il tragitto da percorrere per raggiungere il punto dove la nube infuocata aveva fatto la sua comparsa, era troppo lungo per usare mezzi di trasporto diversi, quindi si erano rassegnati ad usarlo. Per evitare che la telepatia, con cui i leithiani comunicavano tra loro, potesse essere usata dai Chenot per rintracciare i punti da colpire, avevano lasciato a Floyd il compito di restare in contatto con loro tramite i loro comunicatori e al minimo cenno di pericolo, avrebbe subito avvertito Lora che sarebbe andata a prelevarli. I tre uomini stavano camminando da alcuni minuti sul terreno bruciato dallo strano color ocra, lasciato dal passaggio della nube ardente.
"Sembra una strada dorata" disse Paul, seguendo Kyel, che apriva la fila col tricorder in funzione, come Amir che seguiva gli altri due a qualche metro distanza, perso com'era nelle sue analisi.
"Già come quella che seguono i protagonisti del Mago di Oz!" rbattè un po' sovvrapensiero Houssein.
"Cosa state dicendo?" chiesi il Risiano che non conosceva la storia narrata dal libro a cui si riferivano i suoi colleghi.
"In questo libro uno spaventapasseri senza cervello, un uomo di latta senza cuore e un leone senza coraggio, si avventurano in un mondo magico alla ricerca del potente Mago di Oz per chiedergli di donar loro quelle doti che non hanno o che hanno perso." riassunse in breve Amir.
"E alla fine hanno ottenuto quello che cercavano?"
"Sì, dopo diverse e pericolose avventure!" rispose Paul
"Però noi tre possediamo già quelle caratteristiche: tu Paul hai il cuore, Amir ovviamente il cervello ed io il coraggio. Non vorrei che alla fine di questo sentiero le dovessimo perdere, al contrario dei protagonisti del vostro libro!" disse Kyel voltandosi a guardare i suoi compagni, e in quel momento s'accorse che il Consigliere si era bloccato a guardare un punto all'orizzonte davanti a loro.
"Cosa c'è Paul?" chiese avvicinandosi.
"Ci stanno osservando: sento la loro curiosità!"
"Sicuro? Non siamo sotto attacco?"
"No, al momento non sento aggressività nei nostri confronti, ma una certa confusione e diffidenza." disse Paul che sembrava quasi annusare l'aria.
"I suoi strumenti non dicono niente?" chiese ad Amir il Primo Ufficiale della Sheldon.
"Niente, probabilmente usano una qualche schermatura per non farsi rintracciare."
"Dovremo fidarci delle sensazioni del nostro Consigliere: ci faccia strada. Avverto però Floyd di tenersi pronto a portarci via al mio segnale."