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SHELDON
Missione: 00
Titolo: Imbarchi
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Brano: 00-00
Titolo: Il peso dell'esperienza..
Autore: Tenente Comandante Adrienne Faith
(aka Ilenia De Battisti)
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Sol III - Comando di Flotta
Esterno del Palazzo
15/08/2398 - Ore 19.53


Il Capitano Amundsen percorreva senza fretta i cortili esterno al grande palazzo del Comando di Flotta, nella sua lunga carriera aveva perso il conto delle volte che era stato convocato presso quegli uffici eppure ogni volta si sentiva esattamente come fosse la prima. La sua ultima missione l'aveva visto comandare una missione quinquennale per la mappatura del settore 15.b, ma ora che stava raggiungendo i settant'anni si rendeva conto che difficilmente avrebbe ricevuto altri incarichi emozionanti era un ottimo capitano, tutti al Comando ne erano pienamente consapevoli, eppure la politica della Flotta si stava via via spostando a dar sempre più spazio ai giovani.

"Charles Benjamin Amundsen.." la voce dell'Ammiraglio Crom era inconfondibile

"Ammiraglio.." il Capitano Amundsen si voltò sorridendo all'amico "E' bello rivederti, era da parecchio tempo che non rimettevo piede sulla Terra"

"Già.. e hai ben pensato di chiedere immediatamente un nuovo incarico, mai pensato che forse è arrivato il momento di accettare quella promozione e fermarti qui con noi?" Crom lo osservò sorridendo

"Io sono un capitano.. la mia vita è fra le stelle, quindi cercherò sempre di poterci tornare.. almeno sino a che il Comando di Flotta me lo lascerà fare" Amundsen fece una breve pausa "Mia moglie è morta molti anni fa, i miei figli sono cresciuti, si sono fatti delle loro vite ed ora viaggiano per lo spazio, non ho più qualcosa che mi leghi così strettamente alla Terra. Piuttosto, sai a quale incarico mi hanno assegnato?"

Crom annuì osservandolo "So ben poco, mi hanno detto che la USS Rutherford ha concluso di recente un pesante refit ed attualmente è sprovvista di equipaggio, si tratta solo di una classe Miranda ma è stata migliorata notevolmente.. potrebbe ancora dare delle soddisfazioni"

Il Capitano Amundsen annuì per poi osservare l'ora "Mi spiace, caro mio, ma devo lasciarti.. stasera ceniamo assieme per ricordare i vecchi tempi?"

"Certo, vediamoci al Point Ponita Pub fra un paio d'ore"


Sol III - Comando di Flotta
Ufficio dell'Ammiraglio Bates
15/08/2398 - Ore 19.53


L'ammiraglio Bates alzò il capo sentendo il suono del sensore della porta spegnendo il terminale, quindi congiunse le mani di fronte a sé, sulla scrivania parlando a voce alta "Avanti!" osservò solo di sfuggita il Capitano mentre entrava per poi prendere un fascicolo, sapeva perfettamente chi era così come a conoscenza di quanto sarebbe stato deluso dalle sue parole.

"Capitano Charles Benjamin Amundsen a rapporto"

"Buonasera Capitano, si accomodi.. prego" Bernadette osservò per qualche attimo l'uomo "Desidera qualcosa da bere?"

"No, sto bene così.. la ringrazio" lo sguardo del Capitano esprimeva una certa impazienza, con le mani stringeva con un po' troppa energia le proprie ginocchia, tanto che le nocche era sbiancate

"Non la voglio trattenere per molto, così come non desidero illuderla più di quanto possano aver fatto altri per farle accettare questo incarico.." Bernadette allungò il padd al Capitano "La nave che le sarebbe stata assegnata è la USS Rutherford, una nave di classe Miranda.. il Comando ritiene che sia importante improntare più progetti che permettano un ricambio generazionale all'interno dell'organigramma delle navi federali, ed è quindi necessario preparare le giovani leve affidandoli ad ufficiali esperti che possano insegnargli"

Amundsen spalancò gli occhi "Io non sono una bambinaia!" quindi iniziò a sfogliare con una certa impazienza l'elenco degli ufficiali superiori "Scherzamo? Alcuni di loro sono più giovani dei miei figli!"

"Esatto" l'ammiraglio Bates sembrava aver optato per la via della sincerità "Si tratta di ufficiali ancora giovani, ivi compresi il primo ed il secondo ufficiale in comando, ma sono ufficiali in gamba! Hanno raggiunto il loro grado dimostrando le loro grandi abilità! Sono ragazzi promettenti e.."

"Sono ancora sporchi di latte!" intervenne Amundsen ancora poco convinto

Bernadette annuì per un attimo "Si, so che sembra strano prendere ufficiali così poco esperti per ricoprire ruoli così importanti ma vorrei che lei cercasse di capire. Il Comando di Flotta ritiene che sia arrivato il momento di cercare di valorizzare l'istinto e l'intraprendenza dei giovani che ritiene più promettenti permettendogli di fare il prima possibile esperienza nelle proprie rispettive sezioni prima di inviarli a ricoprire incarichi di un certo rilievo, ma per fare questo è necessario che vengano guidati nei loro primi passi da ufficiali superiori, dargli la possibilità di affinare le proprie doti naturali con quelle conoscenze che solo l'esperienza gli farà maturare"

"In poche parole mi chiedete di prendere una manica di ufficiali inesperti e che li renda dei veri ufficiali superiori"

"Esattamente" Bernadette sollevò il capo "So che non era l'incarico che lei avrebbe voluto, ma sono certa nonostante tutto che lei sia l'uomo giusto per portare a termine questo progetto"

Amundsen rifletté per un attimo, avvertendo su di sé lo sguardo dell'Ammiraglio, non era di certo l'incarico che aveva agognato, ma non se la sentiva di rinunciare, il rischio di dover attendere mesi interi per una nuova nave o peggio, non avere altri incarichi operativi, lo preoccupava di più del dover gestire una serie di ufficiali inesperti. Sospirò pesantemente prima di annuire "E sia.. accetto"

Bernadette annuì "Molto bene, i membri del suo nuovo equipaggio sono in arrivo.. appena avrà imbarcato tutti partirete in direzione della nebulosa Elica"

"Verso la nebulosa Elica?" chiese incuriosito il Capitano

"Si, sono state rilevate una serie di rilevazioni anomale all'interno della nebulosa Elica, si è ipotizzato che si tratti di emissioni della nebulosa stessa, causate dal passaggio al suo interno del meteorite Omicron la particolare composizione del meteorite potrebbe essere la vera origine di tutte le anomalie. Nulla di così esaltante, ma avrete modo di testare la nave dopo il refit e di permettere agli ufficiali superiori di prendere dimestichezza con i comandi della nave"

Amundsen si alzò annuendo "Bene, si tratta di testare la nave.. nulla di più semplice. Chiedo il permesso di poter andare già da domani a visionare la mia nuova nave"

"Permesso accordato" Bernadette sorrise "In libertà Capitano".



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Brano: 00-01
Titolo: Imbarco Consigliere Hewson
Autore: Tenente Paul Hewson
(aka Monica Miodini)
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Sol III - Dublino
15/08/ 2398 - ore 20.30


Amava quella città, i suoi colori , i suoi odori e i rumori che uscivano dai Pub sempre affollati, le sue strade sempre brulicanti di vita. Ecco quella era la cosa che maggiormente preferiva della sua città natale. In realtà da bambino l'aveva vissuta poco, perché coi genitori era partito presto per lo spazio profondo, dove essi inseguivano il loro sogno di portare lo spirito di pace e fratellanza della Federazione in quei luoghi, dove non era praticato.
Una volta tornato sulla Terra per iscriversi all'Accademia, vi era però tornato spesso per riappropriarsi delle sue radici e conoscere così meglio anche se stesso.
E la musica, sì.. anche la musica era uno dei motivi che lo spingeva a camminare in Temple Bar, quartiere nel cuore di Dublino, dove ad ogni angolo e in ogni Pub c'era qualcuno che suonava, che fossero semplici artisti di strada o musicisti affermati. Lui indossava i suoi occhiali scuri e camminava lentamente guardando, protetto dalle lenti nere, le persone che incrociava sul suo cammino, studiandone la personalità anche semplicemente da una piccola smorfia.
Era già quasi due ore che girovagava, fermandosi di tanto in tanto ad ascoltare qualche musicista che attirava la sua attenzione, quando, osservando l'antico orologio ereditato dal nonno paterno Jimmy, si accorse di essere in ritardo.
Si guardò un attimo intorno per capire di preciso dove era, perché quando si immergeva nella sua città perdeva oltre alla nozione del tempo, anche quella dello spazio. Per fortuna non era lontano dall' Auld Dubliner, tra i più antichi pub del quartiere, quindi si diresse a passo svelto verso il locale.
Entrato nel pub si tolse gli occhiali, infilandoli nella tasca del giubbotto di pelle nera, e cercò tra la folla il volto di David, confidente e amico fin dai tempi dell'Accademia nonché compagno di notti brave, passate a suonare su palchi a volte anche improvvisati, o a bere fino all'alba.
Due ore ,e diverse birre, dopo i due avevano terminato i racconti degli anni passati dall'ultima volta che si erano visti, raggiunti anche dagli altri 2 membri della vecchia band, i quali si erano recati da qualche minuto sul palco del locale, per preparare gli strumenti.
"Quindi ritorni a volare! Sei riuscito a farti assegnare alla stessa nave di Alison?" chiese David a Paul.
"Bates non me l'ha potuto confermare, ma dal suo atteggiamento mentre eludeva la risposta alla mia precisa domanda, direi che, finita la crociera di prova sulla Rutherford, il posto di Consigliere sulla Minerva è mio!" rispose alzando il boccale semivuoto per brindare al futuro che l'attendeva. I due bevvero all'unisono le loro birre e , posati i boccali sul tavolo Paul disse:
"Forza David, il palco è pronto: che ne dici se facciamo sentire a questi miscredenti un po' di vero rock?"
David prese la chitarra, che occupava la quinta sedia del tavolo a cui erano seduti, e seguì l'amico dicendo "Con cosa vuoi cominciare, fratello?"
"Che ne dici di Beautiful day?" rispose salendo sul palco con un balzo e impadronendosi del microfono. Poi rivolgendosi agli avventori del pub, ancora numerosi disse "Hey gente, la notte è giovane, ma domani sarà un giorno bellissimo!!" urlò al microfono e cominciò a cantare sulle note potenti della musica suonata dagli amici.

U.S.S. Rutherford
18/08/2398 - ore 9.00


Tre giorni dopo Il Consigliere Paul Hewson scendeva dalla piattaforma della nave che per i prossimi mesi sarebbe stata la sua nuova casa. Una giovane Tenente JG era lì per dargli il benvenuto: Paul la guardò curioso. Era giovane, ma estremamente sicura di sé. Scese dalla pedana e formulò la frase di rito:
"Tenente Paul Hewson chiede il permesso di salire a bordo!" disse porgendo il DPadd con le credenziali alla giovane Ufficiale in piedi di fronte a lui.
"Benvenuto a bordo Consigliere. Dopo le visite di rito col Dottore il Capitano Amundsen sarà lieto di incontrarla. I preparativi per la partenza imminente non gli hanno permesso di darle il benvenuto di persona. "
" Grazie Tenente. Immagino che anche lei sia molto presa dai preparativi?" Rispose Paul , che aveva colto la fretta di lei da un suo impercettibile sguardo verso la porta.
"E' vero, c'è ancora tanto da sistemare e poco tempo per farlo. "
"La farò tornare subito ai suoi compiti!" Paul guardò con un sorriso la giovane e disse col suo sorriso migliore "Solo due cose: mi piacerebbe sapere il suo nome e poi se fosse così gentile da indicarmi la via? Sa io mi perdo facilmente!"
"Mi scusi, non mi sono presentata: Tenente Smalling, addetta ai teletrasporti e sarà un piacere accompagnarla al suo alloggio!" rispose lei arrossendo deliziosamente.
Uscendo dalla Sala Teletrasporti insieme alla ragazza, Paul pensò che il viaggio partiva molto bene e poi disse tra sé e sé *Scusa Alison, giuro che ho imparato che si guarda , ma non si tocca!*



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Brano: 00-02
Titolo: Imbarco Capo Operazioni Rush
Autore: Tenente Nicholas Rush
(aka Stefano Zaniboni)
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SOL III - Scogliera di Dover
12/08/2398 ore 16.00


" Mi manca la tua voce, amore mio..." disse Nicholas in piedi davanti ad una tomba vuota.
Chiuse gli occhi e le voci inondarono la sua mente.

Flashback
SOL III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienza "Freud" - Alloggi
25/12/2395 ore 10.00


"Nick? Nick, sei qui?" chiese Rhena entrando negli alloggi.
Nicholas era nel suo studio tappezzato di foglietti appesi alle pareti, diversi blocchetti e taccuini erano aperti sulla scrivania al centro della stanza con diverse note scarabocchiate e formule matematiche lasciate a metà e continuate su più blocchi adiacenti. Era stato suo padre a contagiarlo con quel metodo di ragionamento: poteva tenere tutto digitalizzato sui Dpadd o sui Computer ma Nicholas credeva che il trascrivere i suoi pensieri lo aiutasse ad avere una diversa visione d'insieme.
"Sono qui! " disse lui senza distogliere lo sguardo dalla lavagna.
"Stai ancora lavorando a quell'equazione di risonanza? Ma hai mangiato almeno?" chiese la moglie incrociando le braccia.
"Stavo scaldando i piselli e poi mi e' venuto in mente che le interconnessioni elettriche dei neuroni risuonano ad una determinata frequenza e dovevo provare ad integrare la risonanza nel mio modello matematico prima di testare l'equazione nel computer centrale"
"Tutto questo guardando i piselli? Tu per me non stai bene"
"Mmm" mugugnò lui.
"Non credi che sia ora di prendere una pausa?"
Lui si girò a guardarla e si soffermò qualche secondo fissando i suoi bellissimi occhi color del mare e i suoi lunghi capelli rossi come il fuoco del sole. Poi si accasciò sulla sedia.
" Hai ragione Rehna, ma Glassmann vuole che questa sera sia tutto pronto per l'esperimento. Devo finire di controllare i modelli matematici e controllare l'albero di derivazione. Però e' frustrante sbagliare i conti alla mia età"
"Senti facciamo una cosa: sei stanco, non sei lucido abbastanza per parlare di teoria della complessità e verificare il problema della fermata. Riposati, parlo io con Glassmann. Dobbiamo terminare anche l'interfaccia uomo macchina prima di procedere"
Lui si alzò e andò verso di lei. Le sorrise e le prese i fianchi.
"Come mai qualsiasi cosa tu dica sei sempre cosi saggia?"
"Beh intanto sono tua moglie e già questo mi da diritto di avere lo scettro della saggezza. E poi ti ricordo che porto le esperienze di 5 vite" disse lei ridendo.
Quella risata l'avrebbe riconosciuta fra mille.
Lui avvicinò il suo naso a quella di Rehna e le diede un bacio appassionato.

SOL III - Scogliera di Dover
12/08/2398 ore 16.00


"Mi manca la tua voce, amore mio..." disse Nicholas in piedi davanti ad una tomba vuota.
Aveva camminato due ore per raggiungere quel punto della scogliera, con un piccolo mazzo di fiori stretto in una mano e il bavero della giacca tirato su per proteggersi dalle raffiche di vento.
Era un tempo insolito per essere agosto: il vento soffiava più forte del solito e le temperature non erano altissime e le nubi coprivano il cielo. La pioggia era iniziata appena messo piede nella cittadina di Dover ed era andata aumentando di intensità, ma a Nicholas non importava. Erano le sue ultime ore sulla Terra e prima di lasciarla voleva vederla un'ultima volta.
"Mi hanno offerto un nuovo posto su una nave... Ho accettato. Dicevi sempre che i cambiamenti giovano allo spirito e aprono la nostra mente... Questo non e' un addio amore mio, troverò un modo per salvarti, fino a quando mi rimarrà un solo briciolo di forza."
La pioggia correva sul suo viso lavando via le lacrime che solcavano le guance di Nicholas. Si chinò per poggiare il mazzo di fiori e diede un bacio alla lapide che guardava lo strapiombo della scogliera. Fece due passi indietro per salutarla un'ultima volta e un colpo di vento trascinò via il mazzo di fiori che prese a volteggiare alto nel cielo fino a scomparire dalla sua vista.

Flashback
SOL III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienza "Freud" - Alloggi
25/12/2395 ore 13.00


Il Dottor Glassmann era sbalordito. Aveva riletto l'equazione di Nicholas piu' e piu' volte: era tutto coerente con il modello matematico da lui ipotizzato. Potevano integrare l'IA in un'unità biologica come un cervello umanoide. Il sistema era pronto e l'interfaccia uomo macchina era quasi completa, doveva solo calibrare i conduttori in modo da erogare gli impulsi elettrici per il lobo parietale e occipitale e ospitare l'impianto dell'IA. Ma non poteva aspettare oltre: per avere l'autorizzazione a sperimentare su un soggetto vivo e cosciente doveva attendere decine e decine di autorizzazioni e la macchina burocratica doveva mettersi in moto. Inoltre sarebbe dovuto passare per la commissione etica. Al solo pensiero fece una smorfia: i membri erano senza spina dorsale e non si assumevano mai nessun rischio.
Osservo' i monitor: il laboratorio era vuoto, ad eccezione di Rhena che stava collaudando le chiusure di sicurezza dell'interfaccia. Dalla gigantesca poltrona penzolavano cavi e schede di vario genere.
Non avrebbe avuto un'occasione migliore. Esito' un attimo prima di procedere con il suo piano: in più di un'occasione ricevette accuse di comportamenti poco etici, ma tutte le volte si risolse tutto con un nulla di fatto.
"Rehna perdonami, possiamo controllare una volta il sistema? Rilevo una variazione nel delta del 15% e non voglio che ci siano imprevisti"
"Si Dottore, avvio l'interfaccia. Controllo chiusure di sicurezza" Rehna si sedette e le maniglie sui braccioli della poltrona si chiusero sui suoi polsi.
"Go" disse Glassmann dal centro di controllo.
"Interfaccia di Connessione Trigemino" due aghi si avvicinavano minacciosi alle sue tempie.
"Go"
"Avviare procedura di ottimizzazione delta" disse Rehna al computer.
"Completato. Variazione delta ora a 7%"
"Va bene per lei dottore?" chiese Rehna.
"Eccellente. Direi che puo' bastare" Sulla fronte di Glassmann colavano gocce di sudore.
Rehna fece per alzarsi ma le morse non si sbloccarono.
"Dottore deve esserci qualche problema con la simulazione, deve sbloccare dal suo lato"
Glassmann aveva lo sguardo fisso sull'equazione. * Nessun errore * disse sottovoce.
"Avviare Procedura? " chiese con voce piatta il computer.
Glassmann premette il pulsante.

USS Rutherford - Hangar Navette
15/08/2398 ore 14.00


Nicholas stava annotando alcune cose che avrebbe dovuto sistemare al suo arrivo sulla Rutherford sul suo taccuino. Gli erano stati inoltrate le specifiche di settaggio del computer della nave e aveva trovato alcuni parametri non coerenti.
" Signore siamo arrivati alla Rutherford " gli disse il guardiamarina che pilotava la navetta da trasporto.
Era cosi immerso nei suoi pensieri che non si era accorto dello scorrere del tempo. Prese i suoi effetti personali e scese nell'hangar gremito di persone che andavano da una parte all'altra indaffarate.
" Buongiorno Tenente Rush, sono il Tenente Pick. Fatto buon viaggio? " le chiese una giovane tenente boliana.
" Mmmh sì grazie. Veramente ero immerso nel lavoro e non mi sono accorto di niente. " disse Nick con fare cordiale.
" Sono contenta. Il protocollo impone la consueta visita dal Dottore poi il Capitano ha richiesto la sua presenza nel suo ufficio appena avrà concluso, deve discutere con lei di alcune questioni... " disse la boliana incamminandosi verso l'uscita ma l'attenzione di Nicholas fu catturata da una risata proveniente dall'interno dell'hangar. Alzò lo sguardo di scatto e vide di sfuggita aprirsi le pesanti porte automatiche e le spalle di una donna dai lunghi capelli rosso fuoco varcare l'uscita.
Istintivamente accelero' il passo, quasi correndo e uscì nel corridoio guardandosi intorno alla ricerca di quella figura.
"Tenente? Tenente? Si sente bene?" chiese la boliana incuriosita da quel comportamento.
"L'ha vista? Ha visto quella donna?" disse lui con la faccia preoccupata.
"No signore, di chi parla?"
"La donna dai capelli rossi" incalzò' lui ora visibilmente turbato.
"Non mi risulta ci siano donne con i capelli rossi. Ma controllerò. La conosce? "
Lui si guardò intorno ancora una volta. Poi sospiro'.
"No lasci stare. Stava dicendo?"



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Brano: 00-03
Titolo: Un commento di troppo
Autore: Tenente Filippo Jekins
(aka Marco Calandri)
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Base stellare 22 - Ristorante "Posto 1"
13 Novembre 2398, Ore 13:46


"Temo di essere in ritardo." Brontolò Jekins.
"Bene allora finisci di mangiare." Sara sorrise e indicò il piatto del compagno.
"Ah no non riesco sono completamente saturo." Filippo guardò il piatto contenente un quarto di bistecca e alcune patatine.
"Ma dai che te ne manca solo un pezzo." Sara gli prese la mano dicendo:"Con tutta l'attività fisica che fai non dovrebbe essere un problema."
Jekins scosse le spalle iniziò a mangiare e, guardando la fidanzata, aggiunse:"Hai ragione."
"Io ho sempre ragione." Rispose Sara.
"Bè sì." Jekins mangiò un boccone e poi aggiunse "Anche a te farebbe bene un po' di moto."
Sara Cortes fece una smorfia e lasciò la mano del fidanzato.
Pippo capì di aver detto una cavolata di livello epico e provo a dire:"Ecco non è che non ne hai bisogno."
"Lascia perdere." Tagliò corto Sara.
"Ma aspetta."
"Ti aspettano Pippo." Sara ringhiò:"Vuoi forse arrivare in ritardo a presentarti al nuovo capitano durante il tuo primo incarico come ufficiale superiore?"
A malincuore Jekins si alzò e uscì dal locale.

Uss Rutherford - Corridoio 4A
13 Novembre 2398 Ore 16:04


Fatto.Tutto sommato era andata bene. Si era presentato al capitano Amundsen e, malgrado gli ronzasse ancora la discussione con Sara, era riuscito a rimanere concentrato.
Era sicuro di aver fatto una buona impressione e non vedeva l'ora di iniziare il suo incarico come capo della sicurezza della Uss Rutherford.
A grandi passi raggiunse il suo alloggio per una doccia veloce prima di andare a conoscere i marinai e gli ufficiali della sezione sicurezza.
Aprì la porta dell'alloggio ed entrò.
"Ciao." Disse una voce.
Prontamente Pippo si voltò di scatto e vide Sara alle sue spalle. "Ciao." Rispose lui leggermente confuso, per poi chiedere:"Che cosa ci fai qua?"
"Ti ricordi?"
La mente di Pippo iniziò disperatamente a lavorare alla ricerca di un ricordo che proprio non riusciva a ricordare.
Dopo la precedente pessima figura voleva evitare di far arrabbiare Sara ulteriormente ma il suo silenzio lo stava mettendo sempre più nei guai.
"Dovevi andare alla base stellare 45 come ufficiale scientifico."
Azzardò Pippo ma la fortuna fu dalla sua:"Esattamente. Vedo che qualcosa ti ricordi."
"Ma... allora che cosa ci fai sulla Rutherford?" Chiese confuso Jekins.
"Questa nave arriverà alla base tra qualche settimana e ho chiesto un
passaggio." Ripose Sara.
Jekins sorrise dicendo:"Bene."
"Certo." Sara Cortes sorrise di rimando ma lo fece con una leggera malvagità:"Così possiamo parlare di quello che mi hai detto poco fa."



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Brano: 00-04
Titolo: Imbarco Blake
Autore: Tenente JG Alec Blake
(aka Mauro Fenzio)
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Risa - Spiaggia Suraya Bay
06/06/2398, Ore 23.30


Il dolce suono delle onde che si infrangono sulla battigia faceva da sfondo ai mugolii e agli ansimii che provenivano dalle coppie che avevano scelto come sfondo dei loro incontri la spiaggia del villaggio.
Improvvisamente un urlo ruppe quella magia "Ma come diavolo faccio a cacciarmi sempre in questi casini???" Alec correva lungo la spiaggia come se avesse avuto il diavolo stesso alle calcagna, alcuni dei frequentatori della spiaggia si fermarono sollevando la testa puntando gli occhi verso chi stava facendo così tanto rumore, ma tocchi sapienti di affusolate mani li convinsero che non era poi così importante. Accanto ad Alec un atletico umano cercava di stargli dietro "Non farti queste domande e corri se ci prende stavolta è la fine" come a confermare le parole del ragazzo i due erano seguiti a stretto giro da una figura che cercava di agguantarli lanciando verso di loro le invettive più disparate.


- Flashback -
Risa - Suraya Bay
06/06/2398, Ore 15.00


Alec era seduto sulla spiaggia del villaggio a bere un cocktail e a prendere il sole. Finita da pochi mesi la specializzazione aveva deciso di prendersi qualche mese di relax, e quale posto migliore dove riposarsi se non Risa? Stava ancora rimuginando su cosa fare alla sera quando i suoi pensieri vennero interrotti da qualcuno che cercava la sua attenzione. Dopo essersi tolto gli occhiali e messo seduto focalizzò l'attenzione sul nuovo venuto.
Alec e Stephan si erano conosciuti due mesi prima durante il corso di pilotaggio avanzato. Stephan era un umano di un anno più giovane di Alec, decisamente alto e muscoloso.
In quel momento la pelle color alabastro di Stephan era resa lucida da un quantitativo spropositato di olio.
Alec tornò a sdraiarsi rimettendosi gli occhiali da sole "Ottimo, l'oliatura è stata fatta bene ora un bel rametto di rosmarino e un po' di prezzemolo e puoi buttarti sulla griglia"
Stephan passò una mano sugli addominali scolpiti frutto di ore e ore di palestra. "Vedi ragazzo è questo che tu non capisci io brillo e tutte le donne mi vedono a distanza. Infatti per stasera ho rimediato un appuntamento con un bocconcino niente male, ma non ti preoccupare ho pensato anche..."
Alec lo interruppe sollevando una mano e scuotendo un dito "No! no no no non mi freghi un'altra volta"
Stephan si stese sulla sdraio accanto a lui "Ma se non sai neppure cosa voglio proporti!!"
Alec sorrise portando le mani sotto la testa rilassandosi completamente
"E' qui che ti sbagli so bene quale è il tuo piano. Avrai rimorchiato la solita bellona, che ha un'amica dolce simpatica e caruccia che sfortunatamente nessuno rimorchia" corrugò le labbra osservandolo "Peccato che poi l'amica si riveli una palla al piede simpatica come un gatto che si attacca la dove non dovrebbe....pertanto la mia risposta è no!"
Stephan annuiva ritmicamente alle parole di Alec, ma la sua attenzione era scemata già da tempo. Quando si rese conto che l'amico non stava più parlando lo guardò sorridendo "Perfetto sapevo che avresti accettato ci vediamo alle 21 nella hall e mi raccomando mettiti qualcosa di elegante. Ora perdonami ma mi sembra che quella ragazza laggiù mi stia fissando da un po' " alzandosi allontanandosi verso una ragazza dalla pelle verde
"Ma veramente io avrei detto....." le sue parole finirono per essere dette al vento visto che Stephan era già lontano e proiettato verso una nuova conquista. "Prima o poi finisce nei guai ne sono certo"

- Flashback -
Risa -Bar- Suraya Bay
06/06/2398 Ore 22.30


Alec era seduto ad un tavolo davanti ad un cocktail dagli strani colori cangianti, allungò una mano a prendere il bicchiere agitandolo un po' mescolando i vari strati che componevano la bevanda. Colori che sarebbero tornati a separarsi non appena il ragazzo avesse appoggiato il bicchiere. "Quasi quasi preferivo che fosse effettivamente l'amica antipatica. Questa manco si è presentata"
Stephan dal canto suo stava ballando un lento stretto alla sua fiamma di quella sera. Riad era una ragazza bellissima circa un metro e ottanta con dei lunghi capelli biondo platino. Gli occhi azzurri erano incastonati e sottolineati da un trucco leggero, ma di sicuro effetto. Indossava un lungo abito blu che nulla poteva per nascondere le sue generose forme.
Alec li osservava da lontano scuotendo la testa "Io quello domani lo pelo... anzi lo pelo e lo metto sotto sale così per sfizio" finì il suo cocktail e si alzò con tutta l'intenzione di tornarsene in albergo quando, voltandosi, si trovò davanti una ragazza che lo guardava con dei bellissimi occhi verde smeraldo.
"Salve io sono Tamira e penso che tu stessi aspettando me" inclinando il capo sorridendo "Mi dispiace ma sono stata trattenuta, spero che non stessi già andando via"
Alec si soffermò qualche secondo ad osservare la ragazza. Leggermente più bassa dell'amica Tamira aveva una carnagione tendente al verde acqua e mentre parlava si guardava attorno muovendo le antenne evidenziando un leggero imbarazzo, portò una mano tra i lunghi capelli biondi accarezzandoseli e restando in attesa di una risposta.
"Io?... Ma no figurati io... io stavo andando a prendere un altro bicchiere di questo coso" sollevando il bicchiere del cocktail ancora macchiato dei vari colori "Ti va di prendere qualcosa?"
L'ora successiva passò in un lampo per i due amici, chi a ballare tenendosi stretta la sua "preda" scambiandosi sguardi lussuriosi che lasciavano ben sperare per il proseguo della serata e chi, decisamente meno interessato a finire in qualche camera d'albergo, stava semplicemente bevendo un cocktail in compagnia.
"Si, è il mio ultimo giorno qui su risa domani dovrò tornare sulla Terra per avere la mia assegnazione su una nave" Alec corrugò le labbra pensando all'ultima volta in cui era stato su una nave accanto a lui allora c'era Calire, la sua ex ragazza, mentre ora si trovava a centinaia di anni luce sulla sua nuova assegnazione. Un rumore improvviso nella pista di ballo lo fece tornare alla realtà e la sua attenzione fu attirata da uno spaventato Stephan che stava correndo verso di lui
"Alec via, presto! Via....." passato accanto a lui l'amico era scheggiato verso l'uscita cercando di raggiungere la spiaggia, dietro di lui una furiosa Riad lo stava inseguendo "Torna subito qui tibar, hai fatto una promessa e la devi mantenere ora!"
Alec ci mise qualche secondo per riordinare le idee poi si voltò verso Tamira che nel frattempo era scoppiata in una cristallina risata
"Ecco, ci risiamo. Credo che il tuo amico sia nei guai e credo anche che sia meglio che fai come dice. Prima che Riad ritorni" e dopo aver scarabocchiato qualcosa su un foglietto glielo mise in mano "Cercami"
Alec stava per rispondere quando una furiosa Riad fece il suo ritorno nel locale "Tu!!!!!" indicando Alec "Tu ora dovrai mantenere la promessa del tuo amico"
Preso il bigliettino e infilato in tasca Alec aveva fissato l'irosa Riad "Chissà perchè lo sapevo." si chinò a fare un lieve baciamano scherzoso a Tamira "Penso che ora evaporerò" fuggendo poi sulla spiaggia del villaggio "Ma come diavolo faccio a cacciarmi sempre in questi casini???"

Risa -Vicolo Ayudar nei pressi di Suraya Bay
06/06/2398, Ore 00.00


Alec e Stephan erano riusciti a mettere abbastanza spazio tra loro e Riad, che aveva dimostrato fin troppo bene di essere a suo agio con i tacchi. Spazio che era servito ai due per svoltare improvvisamente in un vicolo in penombra riuscendo a far perdere le proprie tracce.
Riad era infatti passata accanto a loro senza neppure notarli, proseguendo furiosa per la via principale.
Ancora ansimante per la corsa Alec sollevò lo sguardo verso Stephan "Ok, ora che ci ho quasi rimesso un polmone, posso sapere cosa diavolo hai combinato? E soprattutto come diavolo hai fatto ad inguaiare anche me?"
Stephan scosse la testa ancora impossibilitato a parlare segno che il suo allenamento andava decisamente rivisto. "Non... non lo so. Mi ha chiesto se ero il tabar tubar... qualcosa del genere e io gli ho risposto di si" si fermò un attimo per riuscire a riprendere fiato, ma quando fu sul punto di continuare una voce femminile decisamente divertita lo anticipò
"Tibar" Tamira si avvicinò a loro venendo illuminata dal cono di luce di un lampione "Ha detto tibar" lentamente si avvicinò ai due guardandoli "E rispondendo di sì le hai promesso di sposarla. Complimenti!" scoppiando nuovamente nella sua caratteristica risata cristallina.
Stephan spalancò gli occhi fissando la donna "Cosa ho fatto io?"
Tamira si affiancò ad Alec osservando Stephan "Riad viene da Tralinir, tutto il suo popolo deriva da un gruppo di schiavi che si sono ribellati tre secoli fa. Loro danno molta importanza ai legami interpersonali. Tutte le donne nella loro società si sposano a trent'anni" osservando Stephan stringendosi nelle spalle "E Riad ha compiuto oggi ventinove anni"
Dal canto suo Alec stava combattendo una lotta interna per cercare di non scoppiare a ridere "Stephan sei una vergogna. Hai lasciato la tua promessa sposa il giorno del suo compleanno" scosse la testa "Una vera vergogna"
Mentre Tamira parlava Stephan spalancava sempre piu gli occhi poi portò l'attenzione su Alec "Non è una cosa su cui scherzare. Sono troppo giovane per sposarmi!!! Ora che diavolo faccio? No no no... devo trovare il modo per uscirne."
Tamira osservò il ragazzo spostando le antenne verso un lato del vicolo ancora sorridendo "Ehm.. io ti consiglierei di dartela a gambe visto che sta arrivando" indicando la ragazza che ancora furiosa stava correndo nella loro direzione.
Stephan spostò lo sguardo nella direzione indicata da Tamira giusto il tempo di vedere una furiosa Riad che a passo sostenuto si dirigeva nella loro direzione. "Mer...." esclamò il ragazzo prima di correre verso la fine del vicolo, per sua fortuna proprio in quel momento un nutrito gruppo di persone stava dirigendosi verso uno dei locali e Stephan riuscì così a confondersi con loro.
Riad giunse davanti a Tamira e Alec che ancora guardavano nella direzione in cui era sparito l'amico. "Mhh però quando viene minacciato è veloc...." le parole di Alec furono interrotte da Riad che, paratasi davanti a lui lo fissava.
"Dove diavolo è andato a cacciarsi?? Ha fatto solenne giuramento di diventare il mio tibar e ora non può scappare. Bhe se non lo farà il tuo amico dovrai farlo tu"
Alec spalancò gli occhi decisamente stupito "Io? Ma tu hai bev...."
Tamira si portò tra i due portando una mano sul petto dell'amica puntando le antenne contro di lei "Schioda Riad sei arrivata tardi lui non è disponibile. E' un mese che mi trascini in giro per ogni locale di questa città perchè tu conosci qualcuno che ha un amico che guarda caso è tanto caruccio caruccio, ma che non rimorchia nessuno. Poi tu sparisci in qualche albergo e io mi ritrovo con dei rompiscatole di prima categoria. Beh stavolta ti è andata male! Andiamo!" Detto questo prese sottobraccio Alec tornando a dirigersi verso la spiaggia da cui erano arrivati lasciando una Riad furiosa a inveire contro tutti i maschi dell'universo.

Risa - Spiaggia del Resort - Suraya Bay
06/06/2398 00.10


Alec e Tamira stavano ancora ridendo seduti davanti al mare.
"Schioda Riad?" ripeté Alec osservando la ragazza
Tamira dal canto suo si strinse nelle spalle per poi stendersi portando le mani sotto la testa guardando le stelle sopra di loro.
"Non ti fare illusioni non ho alcuna intenzione di finire in qualche albergo. Come ho detto è un mese che mi trascina in giro per locali alla ricerca di un marito e, visto che oggi è l'ultimo giorno, ho deciso di prendermi una piccola vendetta" si portò poi su un lato osservando il ragazzo "Mhhh dici che troverà il tuo amico?"
Alec sorrise sollevando le braccia "Le vie delle Dee sono infinite... ma se si infila la mano in tasca potrebbe trovare un biglietto, lasciato da non si sa chi, in cui potrebbe trovare un albergo e una stanza in cui la sua ricerca potrebbe aver fine" sorridendo mefistofelico "Diciamo che anche la mia è una piccola vendetta!" Tamira spalancò sempre di più gli occhi in uno sguardo stupito puntando le antenne verso di lui per poi scoppiare a ridere "Povero lui, sei un vero genio del male"
Alec sorrise osservandola "Beh, se vendetta dev'essere che almeno sia efficace. Comunque hai detto che è il tuo ultimo giorno. Partite doman......" ma la sua frase venne interrotta dal suono del suo comunicatore personale di Alec =^= Maledizione è qui fuori dalla mia stanza come diavolo ha fatto a trovarmi???=^=
Tamira si portò una mano alla bocca per soffocare una risata mentre Alec con tutta la flemma di cui era capace stava rispondendo alla comunicazione "Beh, probabilmente è colpa del tuo sex appeal.. ormai su Risa hai fatto troppe conquiste e le donne ti conoscono e sanno dove trovarti"
Tamira stava per soffocare per non scoppiare a ridere quando Stephan rispose =^=Hai sicuramente ragione, a volte questa mia bellezza è una maledizione!! Comunque tu quando rientri? Ho bisogno di copertura per riuscire a scappare =^=
Qui Tamira non resistette più e, sdraiatasi sulla sabbia, scoppiò a ridere di gusto
"Vergogna tenente non è questo quello che ci hanno insegnato in accademia! Devi affrontare i tuoi nemici! Comunque stanotte non rientro ci vediamo domani allo spazioporto." e detto questo chiuse la comunicazione osservando la ragazza che ormai rideva sulla spiaggia "Una vendetta vale ben una notte a dormire sulla sabbia" detto questo si sdraiò.

U.S.S. Rigalior - Bar della nave
17/08/2398 Ore 18.04


Sarebbero già dovuti partire da alcune ore ma per un motivo o per un altro la loro partenza era stata rimandata. Alec era seduto davanti alle vetrate del bar fin dal primo mattino, quando era stato imbarcato. Davanti a lui erano disposti alcuni padd che il ragazzo alternava nella lettura. Al momento era immerso nelle specifiche dei sistemi di propulsione della U.S.S. Rutherford, la sua prossima assegnazione, la prima come primo ufficiale timoniere. Aveva avuto l'incarico solo due giorni prima e da allora non aveva perso un minuto iniziando subito a studiare gli schemi e le specifiche della nave.
Era così impegnato nella lettura che non si accorse dei lievi passi che arrivavano alle sue spalle.
"Eppure non mi sembrava che fossi così tanto diligente su Risa"
Alec sollevò lo sguardo dal pad e piegò la testa indietro osservando chi gli stesse parlando e si trovò a fissare gli occhi verdi di Tamira.
"Tamira?? Son due mesi che sei sparita iniziavo a perdere speranza di rivederti. Che diavolo ci fai qui?" detto questo si alzò osservando la donna, ma stavolta al posto dell'abito elegante visto su Risa, Tamira indossava l'uniforme della flotta con i pin da guardiamarina sul collo "Un guardiamarina??" decisamente stupito della cosa
Tamira fece il giro del tavolo prendendo posto "Ebbene sì sono un guardiamarina della sezione medica, ma sto solo sfruttando un passaggio devo prendere servizio sulla U.S.S. Rutherford come medico di bordo."
Alec sorrise osservando la donna "Mhhhh interessante, U.S.S. Rutherford.. a quanto sembra dovrai sopportarmi per un po'." mostrando il padd di assegnazione "Sono il nuovo primo timoniere della Rutherford"
Tamira guardò molto stupita Alec davanti a lei "Mhh quindi d'ora in poi dovrò mettermi sull'attenti appena ti vedo" annuì stringendo le labbra per poi ridere osservandolo
"Ovviamente guardiamarina, ovviamente.. e ovviamente dovrà portarmi il caffè ogni mattina magari anche qualcuno di quei biscottini allo zenzero che mi piacciono tanto" Alec la osservava eccessivamente serio per essere preso seriamente "Ma tutto questo da domani.. ora, se permette, la invito a prendere una cioccolata" e detto questo si avviarono insieme verso il replicatore.

U.S.S. Rutherford - Sala teletrasporto
18/08/2398 Ore 10.07


Alec apparve sulla piattaforma del teletrasporto con uno zaino in spalla. Appena fu totalmente materalizzato si tastò con le mani "Si, ok.. ci sono tutto" poi sollevò un pugno verso l'addetto al teletrasporto sollevando un pollice "Ottimo lavoro marinaio" scendendo dalla piattaforma osservando la guardiamarina che si avvicinava "Tenente Alec Blake chiedo il permesso di salire a bordo"
Una giovane guardiamarina si avvicinò a lui "Tenente benvenuto a bordo" cercando di non ridere al gesto del timoniere. "In infermeria la stanno attendendo per la visita medica. Subito dopo la visita il capitano ha chiesto di raggiungerlo. Vorrebbe discutere con lei della rotta ideale per raggiungere la nostra meta"
Alec osservò la guardiamarina sorridendo "Mhhh ma se è così urgente stendere la rotta non vedo perchè farlo attendere posso fare dopo la visita medica.." per poi aggiungere sotto voce "...o mai"
La guardiamarina lo osservò scuotendo la testa "Gli ordini sono visita medica e poi astrometria"
Alec sospirò per poi scuotere la testa avviandosi mesto verso l'uscita seguito a stretto giro dalla guardiamarina.



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Brano: 00-05
Titolo: La nave è troppo piccola per noi due
Autore: Tenente Comandante Adrienne Faith
(aka Ilenia De Battisti)
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Starbase Alfa3 - Alloggi personali di Adrienne Faith
15/08/2398 - Ore 05.28


La pioggia cadeva inesorabile ma ad Adrienne la cosa sembrava non pesarle affatto, mentre seguiva con lo sguardo l'imponente Kyel darle le spalle per andarsene: nella sua mente c'era un enorme senso di vuoto, stava osservando colui che aveva rappresentato al contempo il suo migliore amico, il suo rivale ed il suo amante mentre se ne andava senza darle un perchè e l'unica cosa che poteva fare era restare lì, sotto la pioggia, ad assistere impotente.
"Potresti almeno darmi un perchè! Abbiamo dormito assieme fino a pochi giorni fa, non riesco a capire, che cosa ho fatto?" la voce di Adrienne suonò un po' più acuta del solito "Credo di avere il diritto di sapere il perchè di tutto questo!" tentò di leggere dentro il giovane, ma sapeva di non esserne in grado e la cosa la fece sentire ancora più frustrata
"Le cose possono cambiare, è ora di andare avanti.. per entrambi" la voce di Kyel era fredda, Adrienne ebbe l'impressione che potesse essere arrabbiato ma non ne capiva il motivo.
Adrienne dentro di sè avrebbe voluto urlare, fargli sentire come tutto ciò che stava succedendo era solo una pazzia, ma non ci riuscì rimase lì immobile, mentre Kyel, datole le spalle, si allontanava sempre di più, senza mai voltarsi..

Adrienne si svegliò di colpo, nella quiete dei suoi alloggi, maledicendo il proprio subconscio per aver deciso di fargli ricordare quel risiano nei suoi sogni. Erano passati dieci anni da allora, Kyel non si era più fatto vivo e lei di certo non intendeva andarlo a cercare da allora aveva avuto varie relazioni, alcune di una certa intensità e importanza.. quindi perchè doveva sognare proprio Kyel?
Scosse il capo cercando di calmarsi, meditò sulla possibilità di tornare a dormire ma poi si infilò in bagno entrando per farsi una doccia sonica "Si vede che questa notte non dovevo dormire molto.." mormorò mentre si spogliava.

=^= Wilson ad Adrienne.. mi spiace svegliarti principessa, ma la tua carrozza spaziale sta per arrivare a prenderti per condurti alla Rutherford! =^=
Adrienne ridacchiò divertita per poi andare a recuperare il proprio comunicatore "Wilson, spiace a me deluderti ma sono già sveglia! Piuttosto, ma la USS Cordoba non doveva arrivare alle 8.15 di questa mattina?"
=^= Corretto, ma a quanto pare c'è stato un cambio di piani, sarà la USS Caracas a condurti al tuo nuovo incarico =^=
"USS Caracas? Mai sentita.." Adrienne si massaggiò il collo "Beh, per fortuna che avevo già preparato tutte le mie cose già ieri sera o adesso sarei nei guai. Preparate a trasferire tutta la mia roba sulla USS Caracas non appena sarà attraccata alla base, io faccio una doccia in rapidità.."

USS Caracas - Sala teletrasporto
15/08/2398 - Ore 06.31


Adrienne era appena arrivata sulla nave e già le sembrava di essere diventata la protagonista di una sceneggiata di pessimo gusto: si era svegliata di prima mattina dopo aver sognato quel risiano e ora, chi mai poteva essere stato incaricato di dargli il benvenuto sulla nave? Kyel Rezon era di fronte a lei, immobile sull'attenti, sfoggiando il suo grado di tenente junior grade e quella sua espressione da schiaffi che faceva girare la testa a quasi tutto l'equipaggio. Adrienne si soffermò ad osservarne il grado, era passato molto tempo da quando i due si erano fronteggiati per dimostrare chi di loro fosse il migliore e, seppure lei avesse raggiunto la posizione di Tenente Comandante per prima, l'aver vinto non gli dava alcuna soddisfazione.
Il silenzio che si era creato fra i due stava diventando quasi imbarazzante Adrienne e Kyel si limitavano ad osservarsi in parte stupiti da come il destino, dopo tanti anni, avesse deciso di farli incontrare e fu solo in colpo di tosse dell'addetto al teletrasporto che li portò nuovamente a muoversi.
"Buongiorno Comandante" Kyel si decise a fare qualche passo avanti per poi assumere nuovamente la postura marziale "Il Capitano le dà il benvenuto sulla USS Caracas, si scusa di non essere potuto venire di persona ma la informa che sarebbe lieto se lei presenziasse ad un piccola cerimonia che si terrà oggi in sala tattica alle ore 19.00"
Adrienne osservò l'uomo che gli stava di fronte ascoltando a malapena quanto aveva da dirgli, mentre con lo sguardo ne osservava il fisico statuario: erano trascorsi dieci anni e, se non lo avesse ritenuto impossibile, quel risiano era ancora più bello ed attraente di quanto potesse ricordare. In particolare, gli occhi di Kyel riflettevano una pace interiore che negli anni dell'Accademia gli era sempre mancata, dandogli un sex appeal che difficilmente passava inosservato "Dica al Capitano che sarò felice di poter presenziare.. Se non le dispiace gradirei raggiungere gli alloggi che mi sono stati adibiti"
"Certamente.. il qui presente Guardiamarina Haston la accompagnerà" Kyel fece un passo di lato per lasciare la via libera ad Adrienne, anche per il giovane quella situazione appariva surreale aveva voltato le spalle ad una giovane cadetta in lacrime e ora aveva di fronte a sé un tenente comandante, una donna fiera e volitiva ritenuta da molti un astro nascente della Flotta Stellare "E' un piacere rivederti Adrienne, sono stato informato dal Capitano che sarai il primo ufficiale della Rutherford, i miei complimenti"
"Come mi facesti notare.. le cose cambiano con il tempo, sono semplicemente andata avanti" scese dalla pedana del teletrasporto per soffermarsi accanto a Kyel il tempo necessario a sussurrargli all'orecchio "E di certo non grazie a te..Kyel" lo sguardo freddo prima di osservare il Guardiamarina "Mi faccia strada, la seguo"

Adrienne non diede il tempo a Kyel di risponderle e si limitò ad andarsene dalla sala teletrasporto. Quell'uomo aveva rappresentato molto per lei in Accademia ma tutto ciò non aveva alcuna importanza, il viaggio per raggiungere la Rutherford sarebbe durato solo dieci giorni, poi sarebbe partita e finalmente avrebbe potuto mettere la parola fine sopra quella relazione del passato.

USS Caracas - Sala tattica
15/08/2398 - Ore 19.06


Adrienne si osservò attorno con espressione accigliata l'uniforme da gala non era mai stata la sua preferita, le ricordava i pigiami delle nonne di un tempo, ma si ritrovava tuttavia costretta ad indossarla in mezzo ad un gruppo di perfetti sconosciuti che sembravano confabulare tra loro. Tra tutti, come di consueto, Kyel sembrava essere l'unico ufficiale in grado di calamitare tutta l'attenzione del gentil sesso su di sé: tutte le ufficiali donna, più o meno giovani fossero, sembravano essere inesorabilmente attratte dal fisico e dal carisma del risiano, quasi come lucciole ad una lanterna. Sbuffò ignorando gli sguardi del giovane per poi scattare sugli attenti vedendo entrare il Capitano Baker.

"Comodi signori, comodi.." il Capitano avanzò con sguardo sorridente "Immagino che siate tutti curiosi di sapere quale sia il motivo per cui vi ho fatti venire tutti qui e non voglio tenervi oltremodo sulle spine. Fra i compiti più graditi per un Capitano vi è senz'altro quello di premiare gli ufficiali che, attraverso il proprio operato, dimostrano di meritare un riconoscimento adeguato alle loro capacità ed attitudini.. Tenente Kyel.. Tenente Foreman, venite avanti! Raggiungetemi!"
Lo sguardo di tutti i presenti si portarono sul giovane risiano mentre lui avanzava a passo spedito verso il Comandante del Vascello, scattando sull'attenti. Il Capitano riprese dunque a parlare "Tenente Kyel, le sue considerevoli abilità di improvvisazione ed il sangue freddo che ha dimostrato hanno permesso al Tenente Foreman di bypassare il sistema difensivo dell'avamposto, catturando i pirati è salvando la USS Caracas nonché tutti i prigionieri rimasti sulla base.. Entrambi avete dimostrato abilità che vanno ben oltre al grado che attualmente detenete.."
Lo sguardo di Adrienne continuava a fissare la scena con un certo interesse, il fatto che Kyel fosse un ufficiale promettente non la stupiva più di tanto ma non capiva perché il Capitano avesse così insistito per la sua presenza.
"Tenente junior grade Foreman, con l'autorizzazione datami dal Comando di Flotta la promuovo tenente full grade.. verrà trasferito su ordine dell'Ammiragliato sulla USS Edith con l'incarico di vice dell'ingegnere-capo" il Capitano si spostò quindi su Kyel "Tenente Kyel, la promuovo tenente full grade.. verrà trasferito su ordine dell'Ammiragliato sulla USS Rutherford, dove occuperà il ruolo di secondo ufficiale in comando"

Adrienne sgranò gli occhi sbalordita, si sarebbe aspettata di tutto ma che proprio lui venisse trasferito sulla sua stessa nave le sembrava addirittura inconcepibile. Osservò per un po' tutti gli ufficiali andarsi a complimentare con i neopromossi prima di riuscire a muoversi a sua volta verso di loro. Sfoderò la sua migliore faccia da poker, sorridendo "Beh.. permettetemi di complimentarmi per il vostro nuovo grado, certamente meritato.. Ora ritengo sia più corretto lasciarvi festeggiare con i vostri amici e colleghi, buona prosecuzione di serata.." declinò gli inviti che riceveva dai vari ufficiali per farla partecipare alla festicciola con grande classe e se ne andò. Quel viaggio di dieci giorni improvvisamente avevano assunto un sapore decisamente diverso.

USS Caracas - Bar della Nave
21/08/2398 - Ore 21.06


Adrienne era nel bar della nave ed osservava Kyel circondato dal solito gruppetto di donne in adorazione, depresse per l'inaspettato trasferimento del loro idolo erano passati già alcuni giorni e ancora non vi era stata l'occasione di parlare con il giovane risiano. A dir la verità, il tentativo di avere un colloquio con lui vi era stato ma le continue interruzioni da parte del solito drappello di donnicciole innamorate e le loro occhiatacce indagatorie, avevano reso tutto più formale e sostanzialmente inutile. Finì il secondo drink alzandosi e dirigendosi all'uscita, il primo ufficiale della nave l'aveva invitata nel suo alloggio per una cenetta in privato e lei aveva accettato.

"Te ne vai già via?" Adrienne si bloccò nel corridoio per poi voltarsi
"Ho dei programmi per la serata Kyel" osservò il giovane studiandone il volto, ben consapevole di non poterlo leggere empaticamente "Il primo ufficiale mi ha invitato nei suoi alloggi"
"Si prospetta una bella seratina allora.. in particolare il dessert" rispose ironico Kyel
Il modo ed il tono usato da Kyel per qualche motivo mise Adrienne sulla difensiva "Possibile, non siamo più verginelli da molti anni.. finirò la mia serata come la finirai tu con una o più del tuo drappello personale.. Perché mi hai seguito fuori dal bar?"
"Per lo stesso motivo per cui tu sei venuta a cercarmi nel bar.."
"Ah" la voce di Adrienne si alzò di un'ottava "Un po' presuntuoso pensare che io faccia tutto in funzione di cercare te, non pensi?"
"Mi hai definito anche in modi peggiori, non ti sta impegnando più di tanto Adrienne.." Kyel fece un passo più avanti dando una piccola spintarella ad Adrienne "Ad ogni modo tu stai cercando me.. sento che c'è qualcosa che vorresti dire ma per qualche motivo ti blocchi.."
Adrienne scosse il capo "Tu vaneggi.." si incamminò salendo sul turbolift ritrovandosi nuovamente di fianco Kyel "Si può sapere perchè continui a seguirmi?"
"Te l'ho detto.. sento che vuoi parlarmi ma per un motivo o per un altro non lo fai, ti conosco Adrienne" Kyel diede un altra spinta ad Adrienne bloccando il turbolift "Siamo soli, parla"
Adrienne sembrò divampare come un fuoco, rispose con decisione alla spinta del giovane "Tu non mi conosci! Tu non sai nulla di me! Non sono più la cadettina dei tuoi ricordi!"
Kyel incassò la spinta facendo un mezzo passo indietro, un sorriso divertito si disegnò sulle sue labbra poco prima che desse un'altra decisa spinta ad Adrienne "So che tutto quello che fai è studiato, programmato.. dov'è il tuo istinto? Vuoi parlare? Parla!!"
Adrienne non se lo fece ripetere e, sfruttando tutta la propria forza ed il proprio peso, spinse Kyel al punto da farlo appoggiare alla parete "Perchè proprio ora che le cose iniziano a girare al meglio salti di nuovo fuori te? Non mi hai già fatto abbastanza male.."
Kyel la fissò negli occhi "Non avevo idea che sarei stato promosso e trasferito sulla tua stessa nave e per il resto.."
"No! Non voglio sapere più nulla!" il volto di Adrienne era così vicino a quello di lui da permettergli di sentire il profumo della sua pelle, un odore che non era mai riuscita a scordare. Si soffermò a guardare le labbra di lui, erano così vicine, sarebbe stato così facile baciarlo ma non poteva farlo, non poteva cadere nuovamente nella sua trappola "Chiedi il trasferimento, subito.. fra un mese, non mi interessa quando, ma ti voglio lontano da me! Non esiste nave abbastanza grande per contenere noi due!" attivò l'apertura delle porte e si diresse all'uscita ma le forti braccia di Kyel la trattennero tirandola nuovamente all'interno, mentre ordinava il piano di destinazione
"Gli alloggi del primo ufficiale non sono a quel piano" rispose piccata Adrienne
"Lo so.." rispose Kyel avvicinando il volto a quello della giovane "Ma c'è il mio.."

USS Caracas - Alloggio Tenente Kyel
21/08/2398 - pochi minuti dopo


Kyel la tirò per un braccio all'interno dell'alloggio e per Adrienne fu come un tuffo nel passato, l'odore dell'alloggio era dato da quel mix di profumo maschile che portava già all'Accademia. Rimase per qualche attimo immobile, tempo che Kyel utilizzò per spingere la donna sul letto sorridendo.
"Il primo ufficiale mi sta aspettando.." Adrienne non era per nulla spaventata, anzi, era parecchio eccitata
"Sono certo che non sia esatto.. ti conosco abbastanza bene da sapere che non gli hai promesso nulla" Kyel la osservò sorridendo, togliendosi la casacca e rimanendo a torso nudo
La giovane betazoide fece spallucce "Gli ho detto che avrei potuto passare stasera o domani.." osservò il corpo del giovane con la consapevolezza che nessuno la costringeva a restare lì, se si fosse alzata e se ne fosse andata Kyel non l'avrebbe mai forzata a restare "Chi ti fa credere di essere meglio di lui?"
"Il fatto che tu sia ancora qui!" rispose pacato Kyel mentre si abbassava su di lei
Il Comandante Faith osservò il risiano restandosene immobile era il momento di scegliere, una notte con lo stesso risiano che le aveva spezzato il cuore o andarsene.. soppesò la situazione, poi smise di riflettere e si lasciò andare alla passione del momento.

USS Caracas - Alloggio Tenente Kyel
22/08/2398 - ore 06.12


Adrienne si svegliò di colpo, ancora distesa nel letto di Kyel accanto a lei il giovane dormiva ancora profondamente, e lei non potè far altro che osservarlo per svariati istanti. Era davvero dura ma alla fine era ricaduta nel solito vecchio errore. Si alzò silenziosamente, maledicendo se stessa per essersi concessa ancora a quel volto e recuperò in silenzio i propri abiti dal pavimento, rivestendosi in fretta.
*Te lo eri ripromessa.. non ci saresti mai più cascata.. ed invece sei qua!* continuò a maledirsi mentalmente mentre se ne andava in silenzio, uscendo dall'alloggio del giovane. Appena giunta in corridoio, il proprio comunicatore si attivò
=^= Comandante Steward a Comandante Faith.. ieri sera non è venuta, speravo accettasse almeno un invito a colazione =^=
Il Comandante Faith sorrise per un attimo sfiorando il comunicatore "Qui Comandante Faith, mi dia una ventina di minuti.. la raggiungerò in mensa".

USS Rutherford - Sala teletrasporto
25/08/2398 - ore 16.38


Adrienne e Kyel si ritrovarono nella sala teletrasporto della nave e si osservarono attorno per qualche attimo, mentre una giovane tenente boliana stava osservando con sguardo languido Kyel incapace di emettere qualsiasi suono.

Faith fece un paio di colpi di tosse "Tenente? Sta cercando di capire come ci si senta a trasformarsi in una statua di marmo?"
La giovane boliana, presa alla sprovvista, arrossì avanzando e scattando sugli attenti "Mi scusi signore! Sono il tenente Pick, sono qui per dare a lei ed al tenente Kyel il benvenuto sulla Rutherford.. vi informo che il Capitano desidera parlare con entrambi separatamente.."
Kyel sorrise alla giovane facendola arrossire ulteriormente "Piacere di conoscerla tenente"
Adrienne alzò gli occhi al cielo prima di osservare il tenente Pick "Faccia portare i nostri bagagli nei nostri rispettivi alloggi. Per quanto mi riguarda credo che andrò io a parlare per prima con il Capitano, sono certa che non avrai nulla a contrario Kyel.. hai già trovato buona compagnia" scese dalla pedana del teletrasporto e poi si diresse all'uscita "Come del resto su ogni nave in cui tu sali.."
Kyel osservò Adrienne andarsene e ridacchiò divertito, quindi tornò ad osservare la giovane boliana indicandole l'uscita "Non si preoccupi, venga.. le offro un caffè"



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Brano: 00-06
Titolo: Davvero la nave è piccola per noi due?
Autore: Tenente Kyel Rezon
(aka Vanessa nd)
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USS Caracas
Ingegneria - Ufficio del Tenente Foreman
06/12/2397 - Ore 23.30


Nonostante fosse passata una settimana dalla fine della mattanza ad opera dei pirati.. nonostante fossero riusciti ad uscire vincitori da una trappola potenzialmente letale.. nonostante lui stesso fosse acclamato come uno degli eroi della missione appena conclusa, il giovane Tenente JG Leonard T. Foreman era profondamente inquieto.
Anche adesso stava tremando, continuava a sistemarsi il ciuffo della sua zazzera castano chiara, a mordersi il labbro inferiore ed a girare in tondo.
La notte non riusciva a prendere sonno.
Di giorno aveva i nervi a fior di pelle ed un'impressionante tendenza a sbagliarsi quando era in sua compagnia.
Non era mai successo.
Le attenzioni della Consigliera di bordo non parevano avere successo.. nemmeno quelle del compagno ne avevano.
La prima stava faticosamente cercando di trovare ciò che lo turbava.. non ci sarebbe riuscita tanto facilmente.. era tutta orientata sulla sua convinzione dello stress post traumatico. che sciocca!
Ma mai quanto quel coglione del suo ragazzo che cercava in tutti i modi di ricoprirlo di attenzioni.. ma non per affetto reale, quanto più dovuto alla sua incapacità di restare solo.
Glielo aveva confessato appena rientrato a bordo.. lo aveva sgridato per essere andato sulla base, lo aveva rimproverato per aver seguito il piano folle di quel mezzo Risiano e mezzo Betazoide, lo aveva ammonito di non fidarsi di quel Primo Ufficiale che lo aveva scelto per quella missione quasi suicida.
E via così tra rimbrotti di vario genere e natura.
Avevano litigato a più riprese.
Avevano litigato anche in servizio, ma, soprattutto, avevano interrotto ogni tipo di rapporto intimo.
Spesso avevano fatto pace così, ma non quella volta. Leonard ne aveva quasi ribrezzo, come se la codardia del compagno lo avesse fatto puzzare di cattivo.. lo vedeva e non poteva esimersi da associarlo mentalmente al fiato pesante, all'odore di piedi, al tanfo ascellare..
Niente era vero, ne era perfettamente consapevole, il suo ragazzo era decisamente dedito alla propria pulizia, persino troppo.. ma, ormai, Leonard aveva un pensiero fisso.
E quell'ossessione del compagno, al posto di aiutarlo, lo stava letteralmente facendo crollare.. ed era per quello che aveva deciso di dargli appuntamento lì.. proprio mentre il suo ragazzo era di turno.. e loro no.
Per provare a togliersi da solo quel tarlo mentale che lo divorava giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo.
Doveva chiedere il trasferimento, non avrebbe resistito ancora molto!
Come se avesse potuto scegliere.. come se avesse potuto decidere di non seguire il piano.. di non seguire quel pallone gonfiato.. quello sbruffone idiota.. quel gorilla presuntuoso.. quell'ammasso di muscoli.. quel.. o cavolo sì lui..
"Basta Leonard smetti di pensarci!" urlò a se stesso convinto di essere ancora da solo
Fu allora che ne percepì il profumo.. tanto particolare quanto speziato.. fu allora che ne sentì la voce
"A cosa non dovrebbe pensare, signor Foreman?"
Il Tenente JG Kyel Rezon aveva fatto la sua comparsa in quell'angusto ufficio ricavato da un vecchio deposito della sezione ingegneria.
Era più basso di Leonard di una decina di centimetri, ma rimediava a quel difetto con una muscolatura da fare invidia.. lo aveva visto a torso nudo nella base pirata.. e da allora un tarlo continuo si era impossessato di lui.. doveva avere quel mezzo Risiano.. doveva sperimentare se era vero quello che raccontavano sui Risiani.. e poco importava se fosse pure mezzo Betazoide.. non gli interessava!
Se era riuscito a fare ciò che aveva fatto era grazie a quel ragazzo.. a quel maschio dall'aria sorniona, dall'atteggiamento strafottente, con modi di fare spesso azzardati.
Ora toccava a lui sorprenderlo!
"Tu!!" esclamò Leonard
"Io cosa??" domandò Kyel
Non ebbe tempo di dire altro: Foreman gli era letteralmente saltato addosso, arrischiando un bacio lussurioso e fusa da gatta in calore.
"Perché??" riuscì a dire Kyel, passato l'impeto del primo assalto
"Zitto e baciami ti prego! Non capisco più nulla quando sei vicino a me! Devo toglierti dalla mia testa e l'unico modo è averti!!"
"Foreman.."
"Chiamami Leonard per favore Kyel.. non respingermi"
"E chi ha intenzione di farlo?? Sappi solo che non finirà tanto presto, e che non sarai coccolato. Io non sono il tuo ragazzo"
Un sorriso a trentadue denti comparve sul volto del Tenente JG Foreman.

USS Caracas
Ufficio del Capitano Fallon
19/03/2398 - Ore 19.18


"E' con immenso orgoglio che cedo il comando della nave a te, mio fido Numero Uno.. siamo stati assieme per anni, da quando eri solo un Guardiamarina sbarbatello.. ti ho seguito, consigliato, indirizzato.. e ciò che hai compiuto per salvarci tutti meno di sei mesi fa, è motivo per me di grande vanto. Sono sicuro che la USS Caracas sarà in ottime mani: le mie ormai sono lorde di sangue, a causa della mia stupidità.. il Comando di Flotta mi vuole su SOL III per un'inchiesta su quanto accaduto.. non mi faccio illusioni, perderò il servizio attivo per molti anni, ma, come ultimo atto della mia carriera, mi hanno permesso di nominare te Capitano! E' un onore Baker, veramente un onore!"
"Grazie Bernard.. di cuore.."
"Nessun grazie, te lo sei meritato.. hai già pensato al tuo Primo Ufficiale?"
"Ho una mezza idea.."
"Rezon?"
"Mi piacerebbe, ma anche se fosse promosso, come pare, presto o tardi, non credo gli consentano di farmi da vice.. è ancora troppo bizzoso di carattere.. senza contare che non avrebbe i gradi necessari.. no, in realtà, pensavo ad un mio vecchio compagno di Accademia.. forse lo conosci pure te, Virig Steward"
"Sul serio? Ti vorresti mettere in plancia quel vizioso Trill??"
"Beh che ami divertirsi con le donne è risaputo.. ma in quello Rezon non è da meno.."
"Virig è il classico azzeccagarbugli, specialista nel non prendere decisioni, genio nel non sporcarsi le mani, un vero esperto di pratiche di routine, non un vero Primo Ufficiale"
"Lo so.. ma io mi sono scocciato di occuparmi di turni, di beghe interne, di richieste trasferimenti, di sollecitazioni psicologiche da parte della Consigliera.. e via dicendo.. da Capitano voglio dedicarmi alla mia nave, focalizzare la mia mente su ciò che troviamo fuori, non sulle rogne interne.."
"Uhm.. capisco.."
"Non credo, Bernard.. per quanto ne pensino quei palloni gonfiati in Ammiragliato, tu sei un ottimo Capitano, io no.. io forse lo diventerò, ma non sono in grado come te di gestire sia gli uomini sia ciò che ci circonda.. sì è vero, hai fatto un errore, in buona fede, e ciò è costato vite umane.. io dubito di riuscire a gestire tutto come facevi te.. avere tempo per tutti.. e prendere le decisioni più sagge"
"Non tutte lo sono state, Baker.."
"Una ne hai sbagliata in tanti anni che ci conosciamo.. ho già chiesto di poter testimoniare a tuo favore.. nel frattempo mi prenderò Virig e mi dedicherò a migliorarmi.. da solo.. senza la guida che tanto ho apprezzato"
Il trillo della porta interruppe il dialogo fra il passato ed il presente della USS Caracas.
Senza attendere risposta, la figura di Kyel Rezon irruppe nell'ufficio del Capitano.
"Signori, spero di non aver interrotto nulla di compromettente" esclamò sornione con un ghigno malizioso "Volevo solo informarvi che abbiamo visite.. il nutrito gruppo di cadetti che ci è stato promesso! Ce ne sono alcune veramente deliziose, altre gustose, un paio gradevoli.. e poi si vabbé ci sta il gruppo degli ebeti con l'uniforme gialla.."
"REZON!"
"Uhm doppia sgridata.. in simultanea signori.. non era mai successo! Comunque sì scusate, sono stato troppo poco professionale, ma non sono in servizio.. vi volevo solo avvertire della cosa.. anche perché se aspettiamo il Guardiamarina Sogek, possiamo diventare tutti vecchi.. con rispetto parlando Capitano Fallon.. sempre con rispetto parlando!"
"Ma sentilo che faccia tosta! Kyel meno male che me ne vado!"
"Come meno male, ci lascia tutti in mano a questo qui?? Ma sa che Baker vuole a bordo mister languido??"
"Virig Steward? Me l'ha accennato poco fa.. ma come fa a conoscerlo lei?"
"Oh.. girano tante voci sui suoi inviti a cena con dessert della casa"
"Basta così! Grazie Rezon può andare!"
"Ottimo.. che debbo fare gli onori di casa! In assenza di comandante esecutivo a bordo.. tocca e me! Anche se lascerò volentieri gli sbarbati al nostro tattico di bordo.. io mi sacrificherò per le gentil donzelle"
"Bernard, mi sa che debbo andare pure io, prima che il guascone qua presente mi combini guai!"
"Ti conviene.. ci vediamo più tardi quando sarà ora dei saluti ufficiali"

USS Caracas
Alloggio del Tenente JG Rezon
09/04/2398 - Ore 21.06


"Non vedo l'ora di raccontarlo alle altre!" esclamò festante la Boliana Fyxia, ventiquattrenne neo imbarcata sulla USS Caracas
"Raccontare cosa?" domandò Kyel
"Come cosa? Che sono stata con te! Che sto con te! Che starò con te!"
"Calma un attimo.. calma! Siamo stati a letto assieme.. è stato divertente.. sei focosa, passionale, tutta pepe.. ma da qui a dire che stiamo insieme ce ne vuole ragazza mia!"
"Oh.."
"Ti ho offesa? Perché zittire una Boliana ce ne vuole.. e ci sono pochi metodi.. un paio di abbiamo sperimentati prima assieme.. un altro è offenderla.."
"Eh? No.. cioè sì ci speravo! Però no.. non sono offesa! Solo che mi spiace che non ci saranno altri bis!"
"E questo chi l'ha detto?? Vieni qua!"
"No, furbastro.. niente da fare.. sono abbastanza distrutta per stasera.. e fra meno di un'ora inizio il turno! Ci terrei a fare buona impressione, almeno nei primi tempi"
"Con chi? Col Capitano Baker o il.. ehm.. sì quella specie di Primo Ufficiale che abbiamo?"
"Il primo! Il secondo mi fa abbastanza senso.. mi ha invitata per una cena assieme, ma ho declinato l'invito"

USS Caracas
Alloggio del Tenente JG Rezon
14/08/2398 - Ore 21.26


=^=E quale sarebbe il problema?=^= il faccione sorridente di un Capitano della Flotta Stellare campeggiava sullo schermo dedicato alle comunicazioni personali nell'alloggio di Kyel
"Mi stai prendendo in giro vero? O stai male? Perché la proverbiale fortuna che ti accompagna sappiamo bene entrambi che non sarebbe nulla senza la tua rapidità di pensiero.. e ora vuoi venirmi a dire che non hai capito dove sta il problema?"
=^=Ne abbiamo già parlato quando eravamo entrambi sulla USS Jupiter.. tu ami quella donna!=^=
"No! No! No! Ci siamo spezzati il cuore a vicenda.. e di questo mi dispiace.. ma amarla è un'altra cosa!"
=^=Ci sono tanti modi di amare.. c'è il nostro Risiano.. c'è quello Andoriano.. ci sta quello classico Terrestre e via dicendo.. tu ami quella donna.. se non completamente, ma adori il suo modo di fare, il suo tenerti testa e, allo stesso tempo, il suo pendere dalle tue labbra.. la sua incapacità di ignorarti, anche se vorrebbe ucciderti..=^=
"Se ti mandassi a bruciarti quella linguaccia contro una stella di sistema, finisco davanti ad una corte marziale?"
=^=Prima dovresti riuscire a farlo.. e ti ricordo che non mi hai mai battuto in corpo a corpo.. nemmeno da piccoli..=^=
"Uno, sei più vecchio di me.. quindi parti avvantaggiato due: ma Hazyel, quando mai tu sei stato piccolo?? Sei quasi due metri.. più grosso di me che mingherlino non sono.. e mi chiedi di batterti corpo a corpo?"
=^=C'è sempre un Davide in grado di battere Golia=^=
"Frequenti troppo quella rossa psicologa"
=^=E tu troppo poco Adrienne..=^=
"Domani dovrò accoglierla a bordo.. non so nemmeno cosa dirle"
=^=Fare scena muta non è da te, ma ricorda.. siete l'uno la kriptonite dell'altro..=^=
"Sarà ma io in mutandoni azzurri con una esse sul petto e tutta quella pagliacciata degli occhiali di quella serie terrestre che ogni tanto danno in giro negli oloromanzi non mi ci vedo per niente"
=^=Magari se te lo chiedesse lei, ti ci vestiresti=^=
"Smettila di sfottere gran Capitano dei miei stivali.. con le tue potenzialità sei finito a comandare una base nel mezzo del nulla"
=^=Ma sono a due passi da casa=^=
"Salutami tua sorella Elailyn allora!"
=^=Sarà fatto.. buona fortuna amico mio=^=

USS Caracas
Sala tattica
15/08/2398 - Ore 19.06


"Comodi signori, comodi.." Baker avanzò con sguardo sorridente "Immagino che siate tutti curiosi di sapere quale sia il motivo per cui vi ho fatti venire tutti qui e non voglio tenervi oltremodo sulle spine. Fra i compiti più graditi per un Capitano vi è senz'altro quello di premiare gli ufficiali che, attraverso il proprio operato, dimostrano di meritare un riconoscimento adeguato alle loro capacità ed attitudini.. Tenente Rezon.. Tenente Foreman, venite avanti! Raggiungetemi!"
Mentre Kyel si recava verso l'ufficiale in comando, sentiva dietro di sé lo sguardo di tutti.. v'era quello dei colleghi che aveva salvato, quello delle sue amanti, dalla Consigliera di bordo coi suoi cinquantacinque anni, alla giovanissima Andoriana Vrissi, di appena vent'anni, passando per la Boliana Fyxia ecc.
Ma fra tutti quegli sguardi, poteva sentire distintamente quello di Adrienne: era magnifica nel suo abito da cerimonia.. dall'espressione, sicuramente odiava quell'abito ed odiava quella cerimonia, detestando ancor di più uno dei due festeggiati.
"Tenente Kyel, le sue considerevoli abilità di improvvisazione ed il sangue freddo che ha dimostrato hanno permesso al Tenente Foreman di bypassare il sistema difensivo dell'avamposto, catturando i pirati e salvando la USS Caracas nonché tutti i prigionieri rimasti sulla base.. Entrambi avete dimostrato abilità che vanno ben oltre al grado che attualmente detenete.."
Lo sguardo di Adrienne continuava a fissare la scena con un certo interesse, quello di Kyel vagava fra le sue adoranti amiche, ma poi, puntualmente, si fermava a scrutare la Betazoide.
"Tenente JG Foreman, con l'autorizzazione datami dal Comando di Flotta la promuovo Tenente.. verrà trasferito su ordine dell'Ammiragliato sulla USS Edith con l'incarico di vice dell'ingegnere-capo" il Capitano si spostò quindi su Kyel "Tenente JG Rezon, la promuovo Tenente.. verrà trasferito su ordine dell'Ammiragliato sulla USS Rutherford, dove occuperà il ruolo di secondo ufficiale in comando"
Kyel era rimasto di stucco.. istantaneamente guardò verso Adrienne.. era sbalordita quanto lui.
Tutto si sarebbe aspettato tranne che condividere di nuovo un pezzo della propria vita con lei.

USS Caracas
Bar della Nave
21/08/2398 - Ore 21.06


Kyel era nel bar della nave in compagnia di Fyxia, Vrissi ed un altro terzetto di fanciulle. Gli piaceva essere così al centro dell'attenzione.. ed era profondamente divertito dalla competitività latente fra quelle colleghe, amiche ed amanti.
Nessuna apparentemente era gelosa delle altre.. o perlomeno dissimulavano bene.. tutte lo volevano per sé, ma non potendolo avere in esclusiva, ridevano e scherzavano cercando di farsi belle ai suoi occhi.
L'unica in quel bar che sprizzava rivalità, risentimento, astio ed una punta di invidia era Adrienne.
Kyel non era in grado di scrutarne l'aura, ma la conosceva bene.. forse più di quanto entrambi si rendessero pienamente conto.
La Betazoide era gelosa di lui.. e, al contempo, arrabbiata, furiosa e determinata.
Quando la vide uscire di gran carriera dal bar, Kyel adottò una delle sue più riuscite tattiche di depistaggio amoroso e si allontanò dal gruppetto di amiche.
"Te ne vai già via?" domandò ad Adrienne per bloccarne la fuga
"Ho dei programmi per la serata Kyel.. il primo ufficiale mi ha invitato nei suoi alloggi"
"Si prospetta una bella seratina allora.. in particolare il dessert" Kyel sottolineò volutamente l'ultima parola per metterla in allarme
"Possibile, non siamo più verginelli da molti anni.. finirò la mia serata come la finirai tu con una o più del tuo drappello personale.. Perché mi hai seguito fuori dal bar?"
"Per lo stesso motivo per cui tu sei venuta a cercarmi nel bar.."
"Ah" la voce di Adrienne si alzò di un'ottava "Un po' presuntuoso pensare che io faccia tutto in funzione di cercare te, non pensi?"
"Mi hai definito anche in modi peggiori, non ti sta impegnando più di tanto Adrienne.." Kyel fece un passo più avanti dando una piccola spintarella ad Adrienne "Ad ogni modo tu stai cercando me.. sento che c'è qualcosa che vorresti dire ma per qualche motivo ti blocchi.."
Adrienne scosse il capo "Tu vaneggi.." si incamminò salendo sul turbo ascensore ritrovandosi nuovamente di fianco Kyel "Si può sapere perché continui a seguirmi?"
"Te l'ho detto.. sento che vuoi parlarmi ma per un motivo o per un altro non lo fai, ti conosco Adrienne" Kyel diede un altra spinta ad Adrienne bloccando il turbo ascensore "Siamo soli, parla"
Adrienne sembrò divampare come un fuoco, rispose con decisione alla spinta del giovane "Tu non mi conosci! Tu non sai nulla di me! Non sono più la cadettina dei tuoi ricordi!"
Kyel incassò la spinta facendo un mezzo passo indietro, un sorriso divertito si disegnò sulle sue labbra poco prima che desse un'altra decisa spinta ad Adrienne "So che tutto quello che fai è studiato, programmato.. dov'è il tuo istinto? Vuoi parlare? Parla!!"
Adrienne non se lo fece ripetere e, sfruttando tutta la propria forza ed il proprio peso, spinse Kyel al punto da farlo appoggiare alla parete "Perché proprio ora che le cose iniziano a girare al meglio salti di nuovo fuori te? Non mi hai già fatto abbastanza male.."
Kyel la fissò negli occhi "Non avevo idea che sarei stato promosso e trasferito sulla tua stessa nave e per il resto.."
"No! Non voglio sapere più nulla! Chiedi il trasferimento, subito.. fra un mese, non mi interessa quando, ma ti voglio lontano da me! Non esiste nave abbastanza grande per contenere noi due!" Adrienne attivò l'apertura delle porte e si diresse all'uscita, Kyel la trattenne tirandola nuovamente all'interno, mentre ordinava il piano di destinazione
"Gli alloggi del primo ufficiale non sono a quel piano" rispose piccata la Betazoide
"Lo so.." rispose Kyel avvicinando il volto a quello della giovane "Ma c'è il mio.."

USS Caracas
Alloggio Tenente Kyel
21/08/2398 - pochi minuti dopo


Kyel la tirò per un braccio all'interno dell'alloggio, poteva sentire il profumo dei capelli della Betazoide.. riusciva a sentire il respiro affannato e l'eccitazione del momento.
Lei rimase per qualche attimo immobile, come se fosse incerta se cedere o meno, ma senza trovare la forza per sottrarsi.. fu quel tempo che Kyel utilizzò per spingere la donna sul letto sorridendo.
"Il primo ufficiale mi sta aspettando.." Adrienne non sembrava convinta di quello che stava dicendo, anzi, trasudava parecchia eccitazione
"Sono certo che non sia esatto.. ti conosco abbastanza bene da sapere che non gli hai promesso nulla" Kyel la osservò sorridendo, togliendosi la casacca e rimanendo a torso nudo
Adrienne fece spallucce "Gli ho detto che avrei potuto passare stasera o domani.. chi ti fa credere di essere meglio di lui?"
"Il fatto che tu sia ancora qui!" rispose pacato Kyel mentre si abbassava su di lei

USS Caracas
Alloggio Tenente Kyel
22/08/2398 - ore 06.32


Fingere di dormire per osservarne le forme sinuose, apprezzarne ogni centimetro della pelle, godersi lo sguardo di lei sul proprio corpo.. rendendosi conto di quanto lui piacesse a lei.. ma anche quanto lei piacesse a lui.
Il fatto di dar ragione a quell'armadio di Hazyel fece capolino fra i pensieri di Kyel, ma giusto per un attimo.. il resto del tempo lo passò a osservare sornione Adrienne che pareva darsi mentalmente degli schiaffi per essere finita così presto di nuovo a letto con lui.
Lo aveva odiato per anni.. erano bastati pochi giorni assieme per riaccendere la passione per entrambi.
Fu solo dopo che lei si allontanò dal suo alloggio che Kyle decise di alzarsi.

USS Rutherford - Sala teletrasporto
25/08/2398 - ore 16.38


Adrienne e Kyel si ritrovarono nella sala teletrasporto della nave e si osservarono attorno per qualche attimo, mentre una giovane Boliana stava osservando con sguardo languido Kyel incapace di emettere qualsiasi suono.
"Tenente? Sta cercando di capire come ci si senta a trasformarsi in una statua di marmo?"
La giovane Boliana, presa alla sprovvista, arrossì avanzando e scattando sull'attenti "Mi scusi signore! Sono il tenente Pick, sono qui per dare a lei ed al tenente Kyel il benvenuto sulla Rutherford.. vi informo che il Capitano desidera parlare con entrambi separatamente.."
Kyel sorrise alla giovane facendola arrossire ulteriormente "Piacere di conoscerla tenente"
*Oh il piacere è tutto mio.. se solo metà della cose che mi ha raccontato Fyxia sono vere, mio caro non hai scampo*
"Faccia portare i nostri bagagli nei nostri rispettivi alloggi. Per quanto mi riguarda credo che andrò io a parlare per prima con il Capitano, sono certa che non avrai nulla a contrario Kyel.. hai già trovato buona compagnia.. come del resto su ogni nave in cui tu sali.."
Kyel osservò Adrienne andarsene e ridacchiò divertito, quindi tornò ad osservare la giovane Boliana indicandole l'uscita "Non si preoccupi, venga.. le offro un caffè"