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SHELDON
Missione: 00
Titolo: La USS Rutherford
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Brano: 00-00
Titolo: Il peso dell'esperienza..
Autore: Tenente Comandante Adrienne Faith
(aka Ilenia De Battisti)
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Sol III - Comando di Flotta
Esterno del Palazzo
15/08/2398 - Ore 19.53


Il Capitano Amundsen percorreva senza fretta i cortili esterno al grande palazzo del Comando di Flotta, nella sua lunga carriera aveva perso il conto delle volte che era stato convocato presso quegli uffici eppure ogni volta si sentiva esattamente come fosse la prima. La sua ultima missione l'aveva visto comandare una missione quinquennale per la mappatura del settore 15.b, ma ora che stava raggiungendo i settant'anni si rendeva conto che difficilmente avrebbe ricevuto altri incarichi emozionanti era un ottimo capitano, tutti al Comando ne erano pienamente consapevoli, eppure la politica della Flotta si stava via via spostando a dar sempre più spazio ai giovani.

"Charles Benjamin Amundsen.." la voce dell'Ammiraglio Crom era inconfondibile

"Ammiraglio.." il Capitano Amundsen si voltò sorridendo all'amico "E' bello rivederti, era da parecchio tempo che non rimettevo piede sulla Terra"

"Già.. e hai ben pensato di chiedere immediatamente un nuovo incarico, mai pensato che forse è arrivato il momento di accettare quella promozione e fermarti qui con noi?" Crom lo osservò sorridendo

"Io sono un capitano.. la mia vita è fra le stelle, quindi cercherò sempre di poterci tornare.. almeno sino a che il Comando di Flotta me lo lascerà fare" Amundsen fece una breve pausa "Mia moglie è morta molti anni fa, i miei figli sono cresciuti, si sono fatti delle loro vite ed ora viaggiano per lo spazio, non ho più qualcosa che mi leghi così strettamente alla Terra. Piuttosto, sai a quale incarico mi hanno assegnato?"

Crom annuì osservandolo "So ben poco, mi hanno detto che la USS Rutherford ha concluso di recente un pesante refit ed attualmente è sprovvista di equipaggio, si tratta solo di una classe Miranda ma è stata migliorata notevolmente.. potrebbe ancora dare delle soddisfazioni"

Il Capitano Amundsen annuì per poi osservare l'ora "Mi spiace, caro mio, ma devo lasciarti.. stasera ceniamo assieme per ricordare i vecchi tempi?"

"Certo, vediamoci al Point Ponita Pub fra un paio d'ore"


Sol III - Comando di Flotta
Ufficio dell'Ammiraglio Bates
15/08/2398 - Ore 19.53


L'ammiraglio Bates alzò il capo sentendo il suono del sensore della porta spegnendo il terminale, quindi congiunse le mani di fronte a sé, sulla scrivania parlando a voce alta "Avanti!" osservò solo di sfuggita il Capitano mentre entrava per poi prendere un fascicolo, sapeva perfettamente chi era così come a conoscenza di quanto sarebbe stato deluso dalle sue parole.

"Capitano Charles Benjamin Amundsen a rapporto"

"Buonasera Capitano, si accomodi.. prego" Bernadette osservò per qualche attimo l'uomo "Desidera qualcosa da bere?"

"No, sto bene così.. la ringrazio" lo sguardo del Capitano esprimeva una certa impazienza, con le mani stringeva con un po' troppa energia le proprie ginocchia, tanto che le nocche era sbiancate

"Non la voglio trattenere per molto, così come non desidero illuderla più di quanto possano aver fatto altri per farle accettare questo incarico.." Bernadette allungò il padd al Capitano "La nave che le sarebbe stata assegnata è la USS Rutherford, una nave di classe Miranda.. il Comando ritiene che sia importante improntare più progetti che permettano un ricambio generazionale all'interno dell'organigramma delle navi federali, ed è quindi necessario preparare le giovani leve affidandoli ad ufficiali esperti che possano insegnargli"

Amundsen spalancò gli occhi "Io non sono una bambinaia!" quindi iniziò a sfogliare con una certa impazienza l'elenco degli ufficiali superiori "Scherzamo? Alcuni di loro sono più giovani dei miei figli!"

"Esatto" l'ammiraglio Bates sembrava aver optato per la via della sincerità "Si tratta di ufficiali ancora giovani, ivi compresi il primo ed il secondo ufficiale in comando, ma sono ufficiali in gamba! Hanno raggiunto il loro grado dimostrando le loro grandi abilità! Sono ragazzi promettenti e.."

"Sono ancora sporchi di latte!" intervenne Amundsen ancora poco convinto

Bernadette annuì per un attimo "Si, so che sembra strano prendere ufficiali così poco esperti per ricoprire ruoli così importanti ma vorrei che lei cercasse di capire. Il Comando di Flotta ritiene che sia arrivato il momento di cercare di valorizzare l'istinto e l'intraprendenza dei giovani che ritiene più promettenti permettendogli di fare il prima possibile esperienza nelle proprie rispettive sezioni prima di inviarli a ricoprire incarichi di un certo rilievo, ma per fare questo è necessario che vengano guidati nei loro primi passi da ufficiali superiori, dargli la possibilità di affinare le proprie doti naturali con quelle conoscenze che solo l'esperienza gli farà maturare"

"In poche parole mi chiedete di prendere una manica di ufficiali inesperti e che li renda dei veri ufficiali superiori"

"Esattamente" Bernadette sollevò il capo "So che non era l'incarico che lei avrebbe voluto, ma sono certa nonostante tutto che lei sia l'uomo giusto per portare a termine questo progetto"

Amundsen rifletté per un attimo, avvertendo su di sé lo sguardo dell'Ammiraglio, non era di certo l'incarico che aveva agognato, ma non se la sentiva di rinunciare, il rischio di dover attendere mesi interi per una nuova nave o peggio, non avere altri incarichi operativi, lo preoccupava di più del dover gestire una serie di ufficiali inesperti. Sospirò pesantemente prima di annuire "E sia.. accetto"

Bernadette annuì "Molto bene, i membri del suo nuovo equipaggio sono in arrivo.. appena avrà imbarcato tutti partirete in direzione della nebulosa Elica"

"Verso la nebulosa Elica?" chiese incuriosito il Capitano

"Si, sono state rilevate una serie di rilevazioni anomale all'interno della nebulosa Elica, si è ipotizzato che si tratti di emissioni della nebulosa stessa, causate dal passaggio al suo interno del meteorite Omicron la particolare composizione del meteorite potrebbe essere la vera origine di tutte le anomalie. Nulla di così esaltante, ma avrete modo di testare la nave dopo il refit e di permettere agli ufficiali superiori di prendere dimestichezza con i comandi della nave"

Amundsen si alzò annuendo "Bene, si tratta di testare la nave.. nulla di più semplice. Chiedo il permesso di poter andare già da domani a visionare la mia nuova nave"

"Permesso accordato" Bernadette sorrise "In libertà Capitano".



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Brano: 00-01
Titolo: Imbarco Consigliere Hewson
Autore: Tenente Paul Hewson
(aka Monica Miodini)
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Sol III - Dublino
15/08/ 2398 - ore 20.30


Amava quella città, i suoi colori , i suoi odori e i rumori che uscivano dai Pub sempre affollati, le sue strade sempre brulicanti di vita. Ecco quella era la cosa che maggiormente preferiva della sua città natale. In realtà da bambino l'aveva vissuta poco, perché coi genitori era partito presto per lo spazio profondo, dove essi inseguivano il loro sogno di portare lo spirito di pace e fratellanza della Federazione in quei luoghi, dove non era praticato.
Una volta tornato sulla Terra per iscriversi all'Accademia, vi era però tornato spesso per riappropriarsi delle sue radici e conoscere così meglio anche se stesso.
E la musica, sì.. anche la musica era uno dei motivi che lo spingeva a camminare in Temple Bar, quartiere nel cuore di Dublino, dove ad ogni angolo e in ogni Pub c'era qualcuno che suonava, che fossero semplici artisti di strada o musicisti affermati. Lui indossava i suoi occhiali scuri e camminava lentamente guardando, protetto dalle lenti nere, le persone che incrociava sul suo cammino, studiandone la personalità anche semplicemente da una piccola smorfia.
Era già quasi due ore che girovagava, fermandosi di tanto in tanto ad ascoltare qualche musicista che attirava la sua attenzione, quando, osservando l'antico orologio ereditato dal nonno paterno Jimmy, si accorse di essere in ritardo.
Si guardò un attimo intorno per capire di preciso dove era, perché quando si immergeva nella sua città perdeva oltre alla nozione del tempo, anche quella dello spazio. Per fortuna non era lontano dall' Auld Dubliner, tra i più antichi pub del quartiere, quindi si diresse a passo svelto verso il locale.
Entrato nel pub si tolse gli occhiali, infilandoli nella tasca del giubbotto di pelle nera, e cercò tra la folla il volto di David, confidente e amico fin dai tempi dell'Accademia nonché compagno di notti brave, passate a suonare su palchi a volte anche improvvisati, o a bere fino all'alba.
Due ore ,e diverse birre, dopo i due avevano terminato i racconti degli anni passati dall'ultima volta che si erano visti, raggiunti anche dagli altri 2 membri della vecchia band, i quali si erano recati da qualche minuto sul palco del locale, per preparare gli strumenti.
"Quindi ritorni a volare! Sei riuscito a farti assegnare alla stessa nave di Alison?" chiese David a Paul.
"Bates non me l'ha potuto confermare, ma dal suo atteggiamento mentre eludeva la risposta alla mia precisa domanda, direi che, finita la crociera di prova sulla Rutherford, il posto di Consigliere sulla Minerva è mio!" rispose alzando il boccale semivuoto per brindare al futuro che l'attendeva. I due bevvero all'unisono le loro birre e , posati i boccali sul tavolo Paul disse:
"Forza David, il palco è pronto: che ne dici se facciamo sentire a questi miscredenti un po' di vero rock?"
David prese la chitarra, che occupava la quinta sedia del tavolo a cui erano seduti, e seguì l'amico dicendo "Con cosa vuoi cominciare, fratello?"
"Che ne dici di Beautiful day?" rispose salendo sul palco con un balzo e impadronendosi del microfono. Poi rivolgendosi agli avventori del pub, ancora numerosi disse "Hey gente, la notte è giovane, ma domani sarà un giorno bellissimo!!" urlò al microfono e cominciò a cantare sulle note potenti della musica suonata dagli amici.

U.S.S. Rutherford
18/08/2398 - ore 9.00


Tre giorni dopo Il Consigliere Paul Hewson scendeva dalla piattaforma della nave che per i prossimi mesi sarebbe stata la sua nuova casa. Una giovane Tenente JG era lì per dargli il benvenuto: Paul la guardò curioso. Era giovane, ma estremamente sicura di sé. Scese dalla pedana e formulò la frase di rito:
"Tenente Paul Hewson chiede il permesso di salire a bordo!" disse porgendo il DPadd con le credenziali alla giovane Ufficiale in piedi di fronte a lui.
"Benvenuto a bordo Consigliere. Dopo le visite di rito col Dottore il Capitano Amundsen sarà lieto di incontrarla. I preparativi per la partenza imminente non gli hanno permesso di darle il benvenuto di persona. "
" Grazie Tenente. Immagino che anche lei sia molto presa dai preparativi?" Rispose Paul , che aveva colto la fretta di lei da un suo impercettibile sguardo verso la porta.
"E' vero, c'è ancora tanto da sistemare e poco tempo per farlo. "
"La farò tornare subito ai suoi compiti!" Paul guardò con un sorriso la giovane e disse col suo sorriso migliore "Solo due cose: mi piacerebbe sapere il suo nome e poi se fosse così gentile da indicarmi la via? Sa io mi perdo facilmente!"
"Mi scusi, non mi sono presentata: Tenente Smalling, addetta ai teletrasporti e sarà un piacere accompagnarla al suo alloggio!" rispose lei arrossendo deliziosamente.
Uscendo dalla Sala Teletrasporti insieme alla ragazza, Paul pensò che il viaggio partiva molto bene e poi disse tra sé e sé *Scusa Alison, giuro che ho imparato che si guarda , ma non si tocca!*



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Brano: 00-02
Titolo: Imbarco Capo Operazioni Rush
Autore: Tenente Nicholas Rush
(aka Stefano Zaniboni)
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SOL III - Scogliera di Dover
12/08/2398 ore 16.00


" Mi manca la tua voce, amore mio..." disse Nicholas in piedi davanti ad una tomba vuota.
Chiuse gli occhi e le voci inondarono la sua mente.

Flashback
SOL III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienza "Freud" - Alloggi
25/12/2395 ore 10.00


"Nick? Nick, sei qui?" chiese Rhena entrando negli alloggi.
Nicholas era nel suo studio tappezzato di foglietti appesi alle pareti, diversi blocchetti e taccuini erano aperti sulla scrivania al centro della stanza con diverse note scarabocchiate e formule matematiche lasciate a metà e continuate su più blocchi adiacenti. Era stato suo padre a contagiarlo con quel metodo di ragionamento: poteva tenere tutto digitalizzato sui Dpadd o sui Computer ma Nicholas credeva che il trascrivere i suoi pensieri lo aiutasse ad avere una diversa visione d'insieme.
"Sono qui! " disse lui senza distogliere lo sguardo dalla lavagna.
"Stai ancora lavorando a quell'equazione di risonanza? Ma hai mangiato almeno?" chiese la moglie incrociando le braccia.
"Stavo scaldando i piselli e poi mi e' venuto in mente che le interconnessioni elettriche dei neuroni risuonano ad una determinata frequenza e dovevo provare ad integrare la risonanza nel mio modello matematico prima di testare l'equazione nel computer centrale"
"Tutto questo guardando i piselli? Tu per me non stai bene"
"Mmm" mugugnò lui.
"Non credi che sia ora di prendere una pausa?"
Lui si girò a guardarla e si soffermò qualche secondo fissando i suoi bellissimi occhi color del mare e i suoi lunghi capelli rossi come il fuoco del sole. Poi si accasciò sulla sedia.
" Hai ragione Rehna, ma Glassmann vuole che questa sera sia tutto pronto per l'esperimento. Devo finire di controllare i modelli matematici e controllare l'albero di derivazione. Però e' frustrante sbagliare i conti alla mia età"
"Senti facciamo una cosa: sei stanco, non sei lucido abbastanza per parlare di teoria della complessità e verificare il problema della fermata. Riposati, parlo io con Glassmann. Dobbiamo terminare anche l'interfaccia uomo macchina prima di procedere"
Lui si alzò e andò verso di lei. Le sorrise e le prese i fianchi.
"Come mai qualsiasi cosa tu dica sei sempre cosi saggia?"
"Beh intanto sono tua moglie e già questo mi da diritto di avere lo scettro della saggezza. E poi ti ricordo che porto le esperienze di 5 vite" disse lei ridendo.
Quella risata l'avrebbe riconosciuta fra mille.
Lui avvicinò il suo naso a quella di Rehna e le diede un bacio appassionato.

SOL III - Scogliera di Dover
12/08/2398 ore 16.00


"Mi manca la tua voce, amore mio..." disse Nicholas in piedi davanti ad una tomba vuota.
Aveva camminato due ore per raggiungere quel punto della scogliera, con un piccolo mazzo di fiori stretto in una mano e il bavero della giacca tirato su per proteggersi dalle raffiche di vento.
Era un tempo insolito per essere agosto: il vento soffiava più forte del solito e le temperature non erano altissime e le nubi coprivano il cielo. La pioggia era iniziata appena messo piede nella cittadina di Dover ed era andata aumentando di intensità, ma a Nicholas non importava. Erano le sue ultime ore sulla Terra e prima di lasciarla voleva vederla un'ultima volta.
"Mi hanno offerto un nuovo posto su una nave... Ho accettato. Dicevi sempre che i cambiamenti giovano allo spirito e aprono la nostra mente... Questo non e' un addio amore mio, troverò un modo per salvarti, fino a quando mi rimarrà un solo briciolo di forza."
La pioggia correva sul suo viso lavando via le lacrime che solcavano le guance di Nicholas. Si chinò per poggiare il mazzo di fiori e diede un bacio alla lapide che guardava lo strapiombo della scogliera. Fece due passi indietro per salutarla un'ultima volta e un colpo di vento trascinò via il mazzo di fiori che prese a volteggiare alto nel cielo fino a scomparire dalla sua vista.

Flashback
SOL III - Laboratorio Orbitante di Neuroscienza "Freud" - Alloggi
25/12/2395 ore 13.00


Il Dottor Glassmann era sbalordito. Aveva riletto l'equazione di Nicholas piu' e piu' volte: era tutto coerente con il modello matematico da lui ipotizzato. Potevano integrare l'IA in un'unità biologica come un cervello umanoide. Il sistema era pronto e l'interfaccia uomo macchina era quasi completa, doveva solo calibrare i conduttori in modo da erogare gli impulsi elettrici per il lobo parietale e occipitale e ospitare l'impianto dell'IA. Ma non poteva aspettare oltre: per avere l'autorizzazione a sperimentare su un soggetto vivo e cosciente doveva attendere decine e decine di autorizzazioni e la macchina burocratica doveva mettersi in moto. Inoltre sarebbe dovuto passare per la commissione etica. Al solo pensiero fece una smorfia: i membri erano senza spina dorsale e non si assumevano mai nessun rischio.
Osservo' i monitor: il laboratorio era vuoto, ad eccezione di Rhena che stava collaudando le chiusure di sicurezza dell'interfaccia. Dalla gigantesca poltrona penzolavano cavi e schede di vario genere.
Non avrebbe avuto un'occasione migliore. Esito' un attimo prima di procedere con il suo piano: in più di un'occasione ricevette accuse di comportamenti poco etici, ma tutte le volte si risolse tutto con un nulla di fatto.
"Rehna perdonami, possiamo controllare una volta il sistema? Rilevo una variazione nel delta del 15% e non voglio che ci siano imprevisti"
"Si Dottore, avvio l'interfaccia. Controllo chiusure di sicurezza" Rehna si sedette e le maniglie sui braccioli della poltrona si chiusero sui suoi polsi.
"Go" disse Glassmann dal centro di controllo.
"Interfaccia di Connessione Trigemino" due aghi si avvicinavano minacciosi alle sue tempie.
"Go"
"Avviare procedura di ottimizzazione delta" disse Rehna al computer.
"Completato. Variazione delta ora a 7%"
"Va bene per lei dottore?" chiese Rehna.
"Eccellente. Direi che puo' bastare" Sulla fronte di Glassmann colavano gocce di sudore.
Rehna fece per alzarsi ma le morse non si sbloccarono.
"Dottore deve esserci qualche problema con la simulazione, deve sbloccare dal suo lato"
Glassmann aveva lo sguardo fisso sull'equazione. * Nessun errore * disse sottovoce.
"Avviare Procedura? " chiese con voce piatta il computer.
Glassmann premette il pulsante.

USS Rutherford - Hangar Navette
15/08/2398 ore 14.00


Nicholas stava annotando alcune cose che avrebbe dovuto sistemare al suo arrivo sulla Rutherford sul suo taccuino. Gli erano stati inoltrate le specifiche di settaggio del computer della nave e aveva trovato alcuni parametri non coerenti.
" Signore siamo arrivati alla Rutherford " gli disse il guardiamarina che pilotava la navetta da trasporto.
Era cosi immerso nei suoi pensieri che non si era accorto dello scorrere del tempo. Prese i suoi effetti personali e scese nell'hangar gremito di persone che andavano da una parte all'altra indaffarate.
" Buongiorno Tenente Rush, sono il Tenente Pick. Fatto buon viaggio? " le chiese una giovane tenente boliana.
" Mmmh sì grazie. Veramente ero immerso nel lavoro e non mi sono accorto di niente. " disse Nick con fare cordiale.
" Sono contenta. Il protocollo impone la consueta visita dal Dottore poi il Capitano ha richiesto la sua presenza nel suo ufficio appena avrà concluso, deve discutere con lei di alcune questioni... " disse la boliana incamminandosi verso l'uscita ma l'attenzione di Nicholas fu catturata da una risata proveniente dall'interno dell'hangar. Alzò lo sguardo di scatto e vide di sfuggita aprirsi le pesanti porte automatiche e le spalle di una donna dai lunghi capelli rosso fuoco varcare l'uscita.
Istintivamente accelero' il passo, quasi correndo e uscì nel corridoio guardandosi intorno alla ricerca di quella figura.
"Tenente? Tenente? Si sente bene?" chiese la boliana incuriosita da quel comportamento.
"L'ha vista? Ha visto quella donna?" disse lui con la faccia preoccupata.
"No signore, di chi parla?"
"La donna dai capelli rossi" incalzò' lui ora visibilmente turbato.
"Non mi risulta ci siano donne con i capelli rossi. Ma controllerò. La conosce? "
Lui si guardò intorno ancora una volta. Poi sospiro'.
"No lasci stare. Stava dicendo?"



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Brano: 00-03
Titolo: Un commento di troppo
Autore: Tenente Filippo Jekins
(aka Marco Calandri)
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Base stellare 22 - Ristorante "Posto 1"
13 Novembre 2398, Ore 13:46


"Temo di essere in ritardo." Brontolò Jekins.
"Bene allora finisci di mangiare." Sara sorrise e indicò il piatto del compagno.
"Ah no non riesco sono completamente saturo." Filippo guardò il piatto contenente un quarto di bistecca e alcune patatine.
"Ma dai che te ne manca solo un pezzo." Sara gli prese la mano dicendo:"Con tutta l'attività fisica che fai non dovrebbe essere un problema."
Jekins scosse le spalle iniziò a mangiare e, guardando la fidanzata, aggiunse:"Hai ragione."
"Io ho sempre ragione." Rispose Sara.
"Bè sì." Jekins mangiò un boccone e poi aggiunse "Anche a te farebbe bene un po' di moto."
Sara Cortes fece una smorfia e lasciò la mano del fidanzato.
Pippo capì di aver detto una cavolata di livello epico e provo a dire:"Ecco non è che non ne hai bisogno."
"Lascia perdere." Tagliò corto Sara.
"Ma aspetta."
"Ti aspettano Pippo." Sara ringhiò:"Vuoi forse arrivare in ritardo a presentarti al nuovo capitano durante il tuo primo incarico come ufficiale superiore?"
A malincuore Jekins si alzò e uscì dal locale.

Uss Rutherford - Corridoio 4A
13 Novembre 2398 Ore 16:04


Fatto.Tutto sommato era andata bene. Si era presentato al capitano Amundsen e, malgrado gli ronzasse ancora la discussione con Sara, era riuscito a rimanere concentrato.
Era sicuro di aver fatto una buona impressione e non vedeva l'ora di iniziare il suo incarico come capo della sicurezza della Uss Rutherford.
A grandi passi raggiunse il suo alloggio per una doccia veloce prima di andare a conoscere i marinai e gli ufficiali della sezione sicurezza.
Aprì la porta dell'alloggio ed entrò.
"Ciao." Disse una voce.
Prontamente Pippo si voltò di scatto e vide Sara alle sue spalle. "Ciao." Rispose lui leggermente confuso, per poi chiedere:"Che cosa ci fai qua?"
"Ti ricordi?"
La mente di Pippo iniziò disperatamente a lavorare alla ricerca di un ricordo che proprio non riusciva a ricordare.
Dopo la precedente pessima figura voleva evitare di far arrabbiare Sara ulteriormente ma il suo silenzio lo stava mettendo sempre più nei guai.
"Dovevi andare alla base stellare 45 come ufficiale scientifico."
Azzardò Pippo ma la fortuna fu dalla sua:"Esattamente. Vedo che qualcosa ti ricordi."
"Ma... allora che cosa ci fai sulla Rutherford?" Chiese confuso Jekins.
"Questa nave arriverà alla base tra qualche settimana e ho chiesto un
passaggio." Ripose Sara.
Jekins sorrise dicendo:"Bene."
"Certo." Sara Cortes sorrise di rimando ma lo fece con una leggera malvagità:"Così possiamo parlare di quello che mi hai detto poco fa."