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USS SEATIGER - MISSIONE 04 RSS USS SEATIGER - Missione 04
Guardiamarina Anena Lawtoein Guardiamarina

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04.10 "Bolle, sfere e piume"

di Anena Lawtoein, Pubblicato il 05-11-2017


USS Indefatigable, Zona di controllo 4T
02/01/2395, Ore 21:44 - D.S. 72005.22


Tkar prese immediatamente in mano la situazione con la freddezza di chi era addestrato ad una mentalità militare oltre che dotato di logica.

"Finn si tolga. Il drone si sta riconnettendo alla collettività."

Il Primo Ufficiale sbuffò rumorosamente.

"Ultimo. Si chiama Ultimo. E no... non si sta riconnettendo. Se si stesse riconnettendo allora non mi avrebbe spinto via - lo disse massaggiandosi il petto dove era stato colpito - evidentemente non vuole realmente assimilarci. Non crede?"
"Non è questione di credere. È un borg. A quanto pare la regina si è risvegliata e quindi si sta riconnettendo alla collettività. È un fatto."
"E allora noi fermiamo la regina e salviamo Ultimo."

In qualche tempo - In qualche luogo
Contemporaneamente


"Per cortesia Capitano Kenar. Non sono in una situazione che si possa definire piacevole, dentro una qualche tipo di cosa borg - e si fidi so che è borg - con una specie di bestia che onestamente è alquanto brutta.
Oltre che terrificante."
"Che razza di ufficiale sarebbe lei? Intanto non capisco dove siamo e perché siamo qui e perché è vestito in quel modo?"

Una mano con qualche 'brillocco' alle dita si alzò a spingere indietro i capelli mentre l'altra indicò con un ampio gesto il vestito prima di poggiarsi su un fianco.

"Scusi che ha il mio abbigliamento che non sia consono al ruolo di barman?"

Kenar cominciava a sentire un certo fastidio alle tempie anche in quel posto... in quel... qualunque cosa fosse.

"Ha appena detto... o forse no... non ha detto di essere un ufficiale?"
"Per la precisione ho detto di essere della Federazione, ma della Federazione fanno parte anche i civili sa? In ogni caso sì ha indovinato. Sono un ufficiale - da cosa l'ha capito poi me lo deve spiegare - ma sono in congedo dopo una avventura durata tanto o niente nel nexus. Faccio appena in tempo ad uscirne, i 'capi' accettano di lasciarmi a riposo per un po' e mi trovo sbattuto in una guerra contro i borg nello spazio terrestre e ora qui... e lì... insomma fuori dalla linearità."
"Se qualcuno pronuncia ancora la parola linea, o lineare, o linearità o qualunque altra derivata potrei dimenticarmi di essere un Capitano delle Flotta Federale... non ho tempo... me la può spiegare in parole un po' più semplici."

Anena alzò un sopracciglio ravvivando contemporaneamente le piume del suo vestito.

"Più semplice di li..." si fermò di botto "...insomma più semplice di così non so... aspetti ecco. Pensi al tempo per lei e per il suo simbionte, scorrono in tempi diversi. Quella che per lei è una vita, per il suo simbionte è solo una frazione di vita. Avete due linee temporali diverse, eppure coesistete in quella dell'altro. Ecco qui è la stessa cosa. Noi siamo in questa realtà e anche nell'altra. Però nello specifico queste due linee temporali differiscono molto. Una è 'tutto insieme e nello stesso momento' l'altra è... 'quella cosa che non posso dire'. Data questa distanza tra le due concezioni temporali la nostra coscienza..." sbuffò preso dalla foga di descrivere quello che per lui era chiaro come il sole "... LINEARE, ecco l'ho detto, non sopporta di stare in due posti insieme. Quindi la nostra coscienza è qui. Il nostro corpo è li. E qui è 'tutto insieme e nello stesso momento'. E quelli, mi ci gioco tutto il mio guardaroba, sono semplicemente profeti... e quindi ora la domanda è la seguente. Dove sono i nostri corpi esattamente?"

Il Capitano guardò quello strano individuo. Sapeva di cosa stava parlando. Mentre parlava poi il suo tono di voce si era fatto via via più sicuro. Quello era chiaramente il suo habitat naturale.
Quell'ufficiale poteva essere molto utile alla Seatiger, sempre se fosse riuscito ad uscire dal 'tutto insieme e nello stesso momento' ed a salvarlo dalla bestia... che a quanto pareva il Sig. Lawtoein percepiva come una minaccia.

"Bene. Ho deciso di fidarmi di lei. Di dove sono i nostri corpi riparleremo in seguito. Ora secondo Lei basta che io voglia uscire di qui e già che ci sono penso che provvederò a mandarle qualcuno a salvarla."
"Scusi? Ma le ho appena spiegato..."
"Signor Lawtoein, come Ufficiale più alto in grado le ordino di stare zitto e ascoltarmi. Ho intenzione di uscire di qui e di mandarle qualcuno ad aiutarla perché avrò pure dubbi su dove siamo in generale, ma so per certo dov'è il suo corpo al momento. Del resto parleremo dopo."

Se mai qualcuno era riuscito a stupire Anena, quello fu il Capitano Kenar in quel momento. Incrociò le braccia al petto con aria infastidita e si preparò al peggio.

USS Seatiger, Plancia
02/01/2395, Ore 21:24 - D.S. 72005.18


Il Capitano Kenar aprì a fatica gli occhi solo per ritrovarsi a fissare quello che gli sembrava essere un nugolo di volti che lo scrutavano con lo stupore più palese sul viso.

"Come cavolo è riuscito a tornare in plancia? L'ho appena dichiarata inidoneo al servizio. Non dovrebbe riuscire ad utilizzare un teletrasporto essendo stato."

"Niente mal di testa. Niente fastidi. Niente sintomi strani. Quel
Lawtoein aveva ragione, bastava volerlo... o forse volerlo e capirci
qualcosa anche."

"Dottor Bruce mi ascolti attentamente perché non c'è tempo per ulteriori spiegazioni," qualcosa nella fermezza del tono di voce del Capitano fermò sul nascere tutte le proteste "se vuole mentre parlo controlli pure con il suo tricoder e vedrà che sto decisamente meglio. Ho avuto qualche informazione su cosa sta succedendo, non è importante ora il come o da chi, ma solo cosa dobbiamo fare ora."

Osservò per un istante eterno il medico di bordo, che alla fine assentì.

"Computer. Ufficiale Medico Symon Bruce. Dichiaro che il Capitano Kenar può riprendere servizio immediatamente in quanto pienamente idoneo."
"Bene. Primo, contattate l'away team, devono raggiungere la sfera borg presente sulla Infatigable. Secondo la sfera deve essere staccata dalla Infatigable per permettere... lasciamo perdere sarebbe troppo lungo ora."

=^= Capitano non è sinceramente il momento... Ultimo ha dei problemini... pare che qualcuno abbia baciato la bella addormentata... =^=
"Finn mi ascolti, non so cosa stia succedendo esattamente ma raggiungete la sfera borg. Ora! Preparatevi a combattere contro un qualche tipo di bestia. Se riuscite ad avere la meglio bene, altrimenti affidatevi a... a chiunque troviate li."
=^= Capitano c'è una regina borg che si sta svegliando là dentro. =^=
"Faccia come le ho detto."

USS Indefatigable, Hangar 2
Contemporaneamente


"Cosa ho detto per fagli credere che il mio fosse un consiglio?
Un'indicazione su come agire? Io gli ho solo spiegato la situazione."


Guardò intorno a sé trovando solo squallore, metallo e squallore.
Chissà come doveva risaltare lui in quel contesto, visto dall'esterno.

"Per la miseria. In certi casi l'eleganza non paga proprio."

Il vestito bianco ricco di pailette e piume non poteva sicuramente essere adatto ad una fuga da quella trappola borg. Fino a quel momento si era nascosto accuratamente, ma ora che stava pianificando la fuga, l'abbigliamento diventava davvero fuori luogo.
Soprattutto con quella specie di bestia la davanti tutta presa a sniffare l'aria, senso al quale aveva chiaramente deciso di affidarsi.
Non voleva certo essere lui a provare se la vista della suddetta bestia fosse ugualmente buona.
Osservò con un sospiro la sua mise scendendo con lo sguardo dal petto al ventre alle gambe fasciate dall'abito elegantissimo che aveva indossato in servizio fino a poco prima. Non c'era altro modo. Fece scendere la lampo sul fianco e sfilò la tuta restando con il body nero in seta e pizzo che indossava sotto.
Un brivido gli corse lungo la schiena, ma lo accantonò, non poteva permettersi distrazioni. Almeno ora non brillava come il faro che in realtà era.
Prese fiato correndo con la memoria all'addestramento fisico in Accademia. Non era mai riuscito bene. Sicuramente non era tra i peggiori, perché nonostante tutto la sua resistenza fisica era più alta di quella dei Terrestri. Grazie a quel immeritato vantaggio era riuscito se non altro a galleggiare un po' sopra le ultime posizioni. Se questo sarebbe bastato per scappare da quella strana pedina messa in campo dalla regina borg, non poteva saperlo... l'avrebbe scoperto provandoci.

Un rumore all'esterno catturò la sua attenzione. Forse in fondo quel Capitano stava cercando davvero di salvargli la pelle.
La bestia voltò lo sguardo improvvisamente verso destra, dal suo punto di vista poteva osservare il suo dorso tremare... fremere... nell'anticipazione di qualcosa che lui non poteva comprendere. Quello poteva essere il suo momento.
Rivolgendo un pensiero agli dei di ogni razza con cui era venuto in contatto nella sua esistenza, dal basso del suo essere profondamente ateo, sussurrò tra se qualche parola. Non che fosse stato redento da uno qualsiasi tra quegli dei, ma tanto per stare sul sicuro...
Scivolò silenziosamente - quanto meno a lui così sembrava - lungo la parete. La bestia si era allontanata dallo squarcio a sufficienza - sempre così a lui sembrava - per permettergli la fuga.

"Perché non ho fatto più attenzione alle lezioni di tattica e strategia militare... Ha detto che mi avrebbe mandato qualcuno? Allora forse questo è il qualcuno... e come faccio a saperlo?"

Era quasi allo squarcio.
L'unico suo piano era quello di scivolare fuori da qualunque cosa fosse quella dove stava e darsela a gambe. Non aveva previsto due cose.
La prima: che la cosa fosse una sfera, e quindi non c'era un angolo dietro il quale nascondersi nelle immediate vicinanze.
La seconda: che lo squarcio fosse non proprio netto, e quindi uno degli spuntoni metallici gli agganciò il retro del body trattenendolo.
La soluzione alla prima sarebbe stata comunque successiva alla seconda.
Quando optò per tirare non pensò nemmeno per un istante al rumore che avrebbe fatto la stoffa nel lacerarsi. Ci pensò esattamente un attimo dopo, quando la bestia voltò il capo possente verso di lui.

"Per tutte le... "

USS Indefatigable, Hangar 2
Dall'altro lato dell'Hangar


Tkar entrò cautamente dentro l'hangar, ma certo non si aspettava di vedere una simile creatura.
Collegò istantaneamente la previsione del Capitano al Cristallo. In qualche modo i profeti stavano influendo su di lui, o sul Capitano. Il che spiegava molte cose sicuramente.
Dietro di lui Finn stava trascinando un dolorante Ultimo, che non aveva voluto abbandonare, utilizzando la giacca dell'uniforme come corda di traino per non entrare nell'ipotetico raggio di azione del borg. Non gli serviva voltarsi per sapere che gli ufficiali della Indefatigable stavano sicuramente osservandolo con perplessità. Un sentimento che, per quanto fosse a lui comprensibile, era più che giustificato.

La bestia spostò immediatamente il muso verso di loro impedendogli ulteriori riflessioni.
Cercò di ergersi eretta, ma la sua stessa struttura fisica impediva tale movimento. Restava impressionante. Mosse un passo facendo stridere gli artigli sul pavimento dell'hangar. Tkar puntò il phaser preparandosi a sparare, quando un rumore di stoffa strappata attirò l'attenzione dell'essere.

"E quello chi cavolo sarebbe??? Da dove esce?"

Con la schiena appoggiata al bordo esterno della sfera borg un giovane dalla pelle chiara, seminudo, truccato in modo appariscente stava cercando chiaramente una via di fuga alternativa, dopo essersi precluso da solo la possibilità di allontanarsi non visto.

"Quello Comandante Finn dev'essere la persona a cui il Capitano ha detto che ci dobbiamo affidare."

Tkar ripuntò il phaser e colpì la creatura.

***


Anena osservò il gruppetto dall'altra parte della sala. Vide il vulcaniano con l'uniforme con il colletto giallo e lo osservò con curiosità. Aveva sempre avuto un debole per i soldati, i vulcaniani poi sapevano essere così naturalmente marziali.
Vide chiaramente il momento in cui sparò.
Il sobbalzo della creatura, indecisa su quale obiettivo concentrare la sua attenzione. Su chi colpire. Su chi fosse il reale pericolo.
Negli occhi brillava un'intelligenza elementare, ma sicura e certa.
Si rese conto che la valutazione che stava ricevendo era, dal punto di vista dell'essere, estremamente negativa. A riprova un attimo dopo vide il corpo massiccio piegarsi in avanti, in una postura quasi scimmiesca, i muscoli tesi e pronti allo scatto.
Ma scattò lui.

Nessuno gli aveva dato, durante gli addestramenti in Accademia, un motivo per correre così velocemente. Con la motivazione giusta chissà che risultati avrebbe potuto ottenere nei corsi di ginnastica, arti marziali e tutte quelle altre cose che facevano sudare senza divertimento.
Passò come un lampo di lato alla creatura, a distanza di sicurezza, suscitando un sbuffo irato che gli mise in circolo un altro violento fiotto di adrenalina spingendolo se possibile a correre ancora più veloce.
L'inesperienza lo portò a mal calcolare i tempi di rallentamento, arrivò chiaramente lungo.

"No no... il nano peloso no..."

Cercando di schivare l'umano poco distante dal vulcaniano non riuscì a fare altro che andare a sbattere violentemente contro la parete dell'hangar.

"Ouch."
"Per favore non si faccia male, già faccio fatica a trascinarmi appresso lui."

Anena fissò dritto negli occhi quello che nella sua mente aveva soprannominato 'nano peloso' prima di rispondergli piccato.

"Non è che uno si fa male per fare un dispiacere a lei. Un minimo di empatia sarebbe gradita. Ho perso chissà quanti secoli della mia vita chiuso in quella gabbia con degli esseri orripilanti a capire quanto sarebbe passato prima che mi assimilassero alla collettività. Poi mi trovo sbattuto in una qualche forma di bolla temporale con un tale Capitano Kenar che non capisce un accidente del concetto del tempo. Ora lei con quel..." gli si spezzò il fiato "...borg? Ma lei si sta portando a spasso un drone borg?"

Fu in quel momento che Anena fu investito dalla più violenta forma di condivisione che gli fosse mai successo di provare.
La sua naturale empatia si stava espandendo, dilatandosi a riempire tutto lo spazio attorno a lui. Le sue percezioni corporee si zittirono di colpo, mentre la sfera emotiva si attivò come un sole sul punto di esplodere.
Crollò in ginocchio di lato al borg e prima che chiunque potesse aver qualcosa da ridire allungò le mani per afferrargli il viso.

Nello stesso identico istante la bestia che sembrava essere rimasta praticamente immune al colpo di phaser di Tkar lanciò un verso che fece rimbombare le pareti dell'hangar di un suono lugubre. I presenti rivolsero nuovamente la loro attenzione alla creatura, solo per rendersi conto che stava pesantemente e con fatica spingendo il suo corpo massiccio dentro lo squarcio, in cerca forse di un rifugio da qualcosa che evidentemente aveva effetto solo su di lei... e sullo strano giovano in body di seta nera e pizzi strappato sulla schiena a lasciar intravedere una cicatrice rosa cupo, non ancora sbiadita dal tempo.