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USS POSEIDON - MISSIONE 00 RSS USS POSEIDON - Missione 00

00.00 "LA C.U.R.A. E L'ATTACCO ALLA FEDERAZIONE"

di Kevides , Pubblicato il 27-07-2019

USS Sengoku NX-58169
Alloggio del Primo Ufficiale
4 Aprile 2399 - ore 9:00


Carl Durston odiava l'ipocrisia di fondo che leggeva all'interno della Federazione: tanti popoli che vivono come uno solo, cancellando le singole culture in nome di una conformazione di massa.
=^=Ufficiali superiori in plancia, stiamo entrando in orbita=^=
Carl si riscosse dalle sue meditazioni facendo cadere a terra un mucchietto di libri, cartacei e dall'aspetto antiquato, che prima erano aperti di fronte a lui. Li raccolse e li rimise, chiusi, sulla scrivania prima di uscire dalla porta: in cima alla piccola pila c'era un libricino dalla copertina blu, su cui in lettere dorate si leggeva: "Philip Durston - Il tramonto della civiltà umana"

Alpha Centauri
4 Aprile 2399 - ore 15:00


La campagna Centauriana, nonostante gli avanzamenti tecnologici e sociali degli ultimi secoli, conservava un aspetto ancestrale con coltivazioni di grano a perdita d'occhio e file di ulivi allineati come tanti piccoli soldatini.
Gli ufficiali della USS Tokugawa, insieme al personale di alcune altre navi selezionate, erano stati invitati ad una rievocazione storica del primo volo in curvatura, ossia il momento in cui le guerre intestine all'umanità iniziarono a diventare qualcosa di piccolo rispetto al resto dell'universo.

Alfa Centauri City
Palazzo della Federazione
5 Aprile 2399 - ore 11:00


Si sentirono, all'improvviso, delle esplosioni fuori dalla palazzina: qualcosa non andava, non sembravano fuochi d'artificio o simulazioni dovute alla festività.
Un agghiacciante minuto di silenzio congelò i presenti e bloccò il Capitano della USS Sengoku, nave gemella della USS Tokugawa, a metà del suo discorso con ancora la bocca aperta ed una mano gesticolante ferma a metà movimento.
All'unisono risuonarono tutti i comunicatori e gli altoparlanti in sala:
=^=Tutto il personale civile è pregato di recarsi ordinatamente nei rispettivi alloggi. Tutto il personale della Flotta Stellare resti alle proprie posizioni in attesa di ordini=^=

Alfa Centauri City
Sede distaccata del Comando di Flotta
5 Aprile 2399 - ore 11:13


"Questo è il Comandante Kret'Aq della Sicurezza della Federazione. È l'investigatore che si occuperà di tracciare i movimenti avvenuti nel sistema nelle ultime settantadue ore e verificare tutte le tracce energetiche registrate dai sensori delle navi in orbita, dei satelliti e delle installazioni di terra. Potete andare, ci aggiorneremo qua ogni sei ore, o prima, se necessario"
La riunione si era svolta in gran fretta i bollettini medici riassumevano la situazione in maniera drammatica: 45 morti, 27 feriti e 5 dispersi, recitava il conto, ma mancavano ancora scansioni più approfondite per capire se quei dispersi non si fossero volatilizzati nelle quattro esplosioni al plasma avvenute.
Anche se a prima vista poteva sembrare un attacco alla Federazione, era parso a tutti inconsueto colpire la folla e non direttamente il Palazzo in cui erano presenti le autorità.
La stessa Flotta Stellare aveva avuto perdite minime rispetto ai civili: la USS Tokugawa e la USS Karpov non lamentavano morti o feriti.
Alla USS Sengoku mancava all'appello il Primo Ufficiale Durston, disperso, e la Timoniera di bordo, la Vulcaniana H'Tuil, deceduta.
Alla USS Cortez erano morti due uomini della Sicurezza.
Gli altri tre federali deceduti appartenevano all'equipaggio della USS Pompadour.

USS Tokugawa NX-58168
Laboratori scientifici
6 aprile 2399 - ore 8.25


"Avete identificato l'ordigno usato nell'attentato?"
"Non esattamente" rispose Cesare Mouri, l'ufficiale scientifico in capo, scavalcando una pila di quelli che sembravano rottami. "Anche se ci siamo fatti un'idea di come hanno fatto ad ottenere un effetto così distruttivo, ma localizzato: hanno sfruttato una peculiarità dei condotti EPS in quella zona, che sono isolati da quelle delle zone limitrofe. Normalmente, in una città di queste dimensioni, i condotti energetici delle varie sezioni sono interconnessi, ma non qui.. chiunque sia il responsabile, ha minato uno dei condotti e l'esplosione si è diffusa a tutta la rete in pochissimo tempo, ma è rimasta circoscritta ad un solo distretto."
"Ma non ha senso. Non sembra che si siano preoccupati di nuocere alla popolazione, per cui perché fare in modo di circoscrivere l'esplosione?"
"Forse perché l'attentatore doveva essere nelle vicinanze, in quel momento: vicino a quei condotti c'è troppa interferenza. Un segnale da lunga distanza sarebbe stato bloccato. Ed un timer avrebbe potuto essere danneggiato dai campi magnetici. No, l'attivazione deve essere stata diretta e da breve distanza.. questo significa che il nostro attentatore è morto. Oppure si trova ancora sul pianeta."

USS Tokugawa NX-58168
Ufficio del Capitano
6 aprile 2399 - ore 9.10


=^=Vegliamo nell'ombra e nell'oscurità.. inesorabili ci muoviamo. La Federazione è corrotta e decadente. La sua globalizzazione delle razze sta cancellando le peculiarità di ogni specie, dissipando le nostre identità, il retaggio, la cultura... la superiorità razziale. Noi siamo la C.U.R.A.=^=
Ci fu una breve pausa.
Chi parlava era avvolto completamente nell'oscurità con una debole luce da destra che permetteva di intravedere la sagoma. Un vecchio phaser tipo 3 era appoggiato accanto all'essere di cui era impossibile riconoscere la razza o il sesso. La voce era modificata artificialmente e sembrava metallica come provenire da un androide.
=^=Quello che è successo a Alfa Centauri City è solo l'inizio, la Federazione è finita=^=

USS T'Karn NCC-83698
Alloggio del comandante Callinter
6 aprile 2399, ore 10.00


La T'Karn era un incrociatore pesante di classe Akira impegnato di missioni di pattugliamento nello spazio Federale. Era un vascello relativamente nuovo e potente e con un equipaggio abile e ben addestrato. In caso di invasione avrebbe costituito una delle punte di diamante della squadra difensiva.
Il Primo Ufficiale, il Comandante Jerry Callinter, era appoggiato al finestrone del suo alloggio in attesa. Il locale era scarsamente illuminato e nessuno, entrando, avrebbe notato il capo della sicurezza, un Tellarite di mezza età, nascosto sul lato destro dietro ad un mobile.
"Il messaggio è stato mandato alla Flotta" ruppe il silenzio Krenster "l'ingegnere capo sta scollegando i sist... ." il capo della sicurezza fu bruscamente interrotto dal cicalino della porta da cui rapidamente entrò il Capitano della nave, un vulcaniano di nome P'Jil.
"Mi volevi parlare?"
"Sì" Jerry sorrise al superiore dicendo: "C'è stato un attentato a Alfa Centauri City."
"Non mi è arrivata comunicazione."
"Arriverà" rispose semplicemente il Primo Ufficiale
"E tu come lo sai?" chiese P'Jil
"Perché è stata l'organizzazione di cui faccio parte, la C.U.R.A., a compiere l'attentato" fu la semplice risposta di Callinter.
La lucida e logica mente del Capitano ebbe un cedimento. Per un secondo non credette a quello che il suo Primo Ufficiale stava dicendo. Poi realizzò che non poteva essere altro che la realtà.
P'Jil fece per reagire, ma una scarica di phaser di Krenster lo colpì alle spalle.
Jerry fece un passo in avanti dirigendosi verso l'uscita dicendo: "Porta il Capitano in cella e poi raggiungimi in plancia... abbiamo una nave da conquistare."

USS T'Karn NCC-83698
Plancia
6 aprile 2399 - ore 10.15


Jerry Callinter salì sul turbo ascensore assieme a quattro membri della sicurezza, con l'arma celata agganciata al cinturone mentre avanzava alla postazione di comando.
"Cambio di rotta, dirigersi alle coordinate che vi sto inviando.." digitò al tastierino della postazione di comando "Curvatura 8, attivare!"
Tutti i presenti in plancia restarono per qualche attimo perplessi, osservandosi fra loro "Signore, si tratta di dirigersi esattamente dalla parte opposta rispetto alla nostra meta.. il Capitano è stato qui poco tempo fa ed aveva ribadito al Comando che saremmo giunti in tempo per i trattati di pace su.."
"Cambio di piani.." la voce di Callinter era asciutta, segno che non intendeva lasciar spazio ad eventuali obiezioni, e, nel mentre, gli addetti alla sicurezza si erano disposti a raggiera pronti ad intervenire.
Gli ufficiali in plancia sembravano aver intuito che qualcosa di quanto stava succedendo era maledettamente sbagliato, ma, quando Callinter ed i suoi complici aprirono il fuoco, finirono tutti a terra privi di sensi.
Il Primo Ufficiale osservò gli uomini a terra per qualche attimo prima di far segno ai suoi di prendere posto "La prima parte era in fin dei conti semplice.. ora passiamo al resto" si voltò alla consolle dei controlli ambientali e sorrise "Tenente.. li mandi tutti a nanna"
Il giovane ufficiale si limitò ad annuire, isolando la plancia e la stiva tre per poi immettere forti dosi di Axonon all'interno del sistema di ricircolo dell'aria della nave "E' inodore, fra poco perderanno tutti i sensi ad eccezione nostra e dei colleghi che si sono rifugiati nel punto sicuro prestabilito"
"Molto bene, pochi attimi e la nave sarà nostra!" il tono di vittoria di Callinter non sembrava condiviso dai suoi complici "Beh, cos'è quella faccia?"
"Signore.. siamo all'incirca un centinaio, non siamo sufficienti per gestire il vascello.. senza contare che potremmo anche tenere quegli uomini sedati, ma per quanto? Se li dovessimo solo rinchiudere, quanto tempo ci vorrebbe perché studino un piano per riprendersi la nave o mandare una richiesta d'aiuto.. sono nostri colleghi, sappiamo quanto sono bravi nel proprio lavoro"
Callinter alzò una mano osservandoli "Di questo non dovete preoccuparvi, tempo un paio di giorni e questa nave avrà un nuovo equipaggio.." poi fece spallucce "E per quanto riguarda la zavorra, la galassia è un luogo immenso.. li scaricheremo su un pianeta qualsiasi"

USS Tokugawa NX-58168
Ufficio del Capitano
6 aprile 2399 - ore 10.35


"La mappa spettrale mostra una radiazione ad alta frequenza anomala. Vedete quelle zona accanto alla tubatura dove si vede il picco di radiazione?" domandò retoricamente Hair, il Capo Ingegnere, senza lasciar tempo ai colleghi di rispondere realmente
"E' il punto di innesco dell'esplosione.. l'analisi dei detriti non lascia dubbi.. le radiazioni potrebbero permetterci anche di individuare l'attentatore con un'analisi dedicata.. certo dipende dalla concentrazione di radiazioni degli altri feriti e sui corpi delle vittime.. ma se dovessimo riscontrare un picco.. beh avremmo il colpevole o i colpevoli.."

Alfa Centauri City
Ospedale Centrale - Sala Analisi
6 Aprile 2399 - ore 11:48


"E' uno dei nostri." Kret'Aq sputò quelle parole con disprezzo totale ed assoluto, mentre la Alluso metteva la mano sul phaser guardando il monitor che inquadrava il Comandante Durston, l'attentatore.
Le probabilità che fosse stato un membro della Flotta Stellare erano molte: servivano degli accessi dedicati per avere le planimetrie dei condotti EPS così come era necessario avere una dettagliata conoscenza delle procedure e dei sistemi Federali per causare un attentato così devastante, ma circoscritto.
Quando le analisi di Mouri e Hair evidenziarono una pesante concentrazione di radiazioni sul corpo del Comandante Durston, la scoperta si rivelò, tuttavia, un brutto colpo per tutti.

Alfa Centauri City
Ospedale Centrale - Camera di Durston
7 Aprile 2399 - ore 03.02


Il sospettato era in terapia intensiva in uno stato decisamente critico, fra la vita e la morte, costantemente sorvegliato e monitorato dai medici.
Attorno ai dottori c'era una linea di agenti della sicurezza incaricati da Kret'Aq di proteggere il perimetro ed evitare che nessuno, all'infuori di medici e infermieri, potessero avere un contatto col paziente-sospettato.
Tuttavia, verso le tre di notte, proprio quando tutto era tranquillo e regolare, un'ombra oscura e maligna si proiettò sul letto di Durston.
Pochi istanti dopo, gli allarmi iniziarono a suonare.
"Signori sapete la procedura.." ordinò la dottoressa di turno, immediatamente accorsa assieme al personale "arresto cardiocircolatorio in corso, una dose di Lectrazina ed attivate la funzione del biolettino per la respirazione artificiale"
L'infermiera non se lo fece ripetere e, mentre iniettava il farmaco attivando le respirazione indotta, appoggiò sul petto del paziente lo stimolatore cardiaco attivandolo. Le macchine iniziarono a compensare le due funzioni vitali compromesse e gli allarmi si spensero quasi tutti.
"Dottoressa, il paziente è cerebralmente morto.." l'infermiera fissò inorridita i dati restando poi in silenzio
"Come è possibile? Il tempo è stato troppo breve per aversi un ipossia cerebrale tale da compromettere completamente il cervello.. forse era possibile qualche danno secondario ma.. non a questi livelli! Tutto ciò mi sembra strano, ma non sta a noi capire cosa possa essere andato storto.. lascio la patata bollente ai medici legali.." quindi portò nuovamente lo sguardo sul pannellino sospirando "Comandante Durston.. ora del decesso 03.07"

Alfa Centauri City
Ospedale centrale
Contemporaneamente


Aveva compiuto la propria missione in tempi record, aveva lasciato le stanze in cui era ricoverato il Comandante Durston il più rapidamente possibile, ma forse non era comunque stato abbastanza.
Silvia Blighter si bloccò subito dopo aver chiuso dietro di sé la porta che la portava fuori dal reparto con la netta impressione che la dottoressa di turno poteva risultare una testimone scomoda, una scocciatura non prevista che avrebbe potuto farla finire sulla graticola.
La mente della giovane vagliò le possibili azioni da compiere ma, dopo aver escluso la possibilità di tornare indietro al solo scopo di eliminare anche la dottoressa, riprese la sua corsa in solitario scendendo i tre piani dell'ospedale e raggiungendo rapidamente i complici nel parcheggio antistante l'edificio.
"Forza, parti!" Silvia si sedette all'interno della vettura iniziando a riprendere il fiato
Il giovane Boliano alla guida non sembrava attendere altro e partì facendo quasi sgommare il pesante veicolo "Allora? Dalla rapidità con cui sei uscita mi fa pensare che qualcosa non sia andato per il verso giusto!"
"Pensa a guidare Wimp, è andato tutto come doveva andare!"
"Quindi perché tanta fretta?" la incalzò il Boliano
"Perché sono scattati gli allarmi della stanza e preferisco essere lontana prima che qualcuno possa iniziare a fare due più due, cosa che fra l'altro dovresti volere anche tu!"
"Certo che.. proprio un gran sicario sei! Non hai pensato che ci potessero essere degli allarmi salvavita in terapia intensiva?"
Silvia guardò il complice con espressione sdegnata "Mi hai preso per idiota? A parte che solitamente io non faccio la sicaria... ad ogni modo ovvio che sapevo dell'allarme, così come lo sapeva l'organizzazione, ma era assolutamente necessario che il Comandante Durston morisse prima che malauguratamente riprendesse conoscenza e desse qualche informazione alla Flotta!" sbuffò con espressione stizzita "Non c'era il tempo per riuscire ad ottenere i codici di sicurezza di un edificio civile come il maggior ospedale di Alfa Centauri City e quindi hanno pensato di mandarci qualcuno di molto rapida nel muoversi!"
"O molto sacrificabile.." la corresse Wimp
"Sei un bastardo!" Silvia incrociò le braccia al petto "Piuttosto, dovremo scoprire e tenere monitorata la dottoressa che era di turno questa notte"
"Non mi dire che ti sei fatta vedere!"
"Assolutamente no!" rispose con una certa veemenza Silvia "A parte che anche se avesse visto qualcosa, al massimo avrebbe visto un'ombra in fondo ad un corridoio! Oltretutto avevo il cappuccio e sapevo dove erano le telecamere.. non riusciranno a ricavare il mio volto da nessuna di esse! Ad ogni modo non si sa mai, un controllino non fa mai male e poi.. morto più, morto meno, chi ci fa più caso? In caso eliminiamo anche lei e fine!"

USS T'Karn NCC-83698
Plancia
7 aprile 2399 - ore 08.22


La nave era nascosta all'interno della nebulosa J7-36 da svariate ore.. il numero esiguo di uomini era insufficiente per permettere alla nave di operare come di consueto, ma tutto stava per concludersi. Il Comandante Jerry Callinter sorrise soddisfatto, mentre seduto alla postazione di comando sentì il suono acuto della consolle delle comunicazioni.
"Maestro.. pensavo che a questo punto si sarebbe rivelato.."
=^=A tempo debito..=^= una voce metallica si propagò nella plancia =^=abbassa gli scudi così il tuo nuovo equipaggio potrà salire a bordo=^=
"Si, Maestro.. posso chiederle le sorti delle altre navi?"
=^=La USS Stanton e la USS Amabilia sono già in mano nostra, per le altre è solo questione di tempo=^=
"E.. per il resto dell'equipaggio?"
=^=Fanne ciò che vuoi, non fanno parte dei nostri piani.. liberatevene il prima possibile=^=
"Pensavo di lasciarli su PT-36.. è un pianeta di classe M piuttosto isolato, ci vorrà parecchio tempo prima che possano essere ritrovati" Callinter sembrava essere sulla difensiva, come se sapesse bene di dover giustificare le proprie scelte "Sono ufficiali preparati, ma, senza ulteriori mezzi, saranno solo in grado di sopravvivere, non potranno allertare nessuno ed il piano potrà procedere, nonostante tutto"
=^=E per quanto riguarda le alterazioni delle razze?=^=
Callinter non sentì neppure la necessità di chiedere spiegazioni, sapeva bene a cosa si riferiva le alterazioni delle razze erano tutti gli ibridi, ossia coloro che avevano avuto la sfortuna di nascere da due genitori di razze diverse.
L'organizzazione aveva sempre visto di cattivo gusto l'esistenza di tali obbrobri perché erano la rappresentazione vivente di quella perdita di unicità che stavano subendo le varie popolazioni finite sotto il giogo della Federazione Unita.
Tuttavia, benché Callinter appoggiasse l'ideale di un ritorno alla purezza razziale, non si sentiva pronto ad iniziare uno sterminio razziale contro coloro che erano stati etichettati come inquinamento dei geni razziali.
L'interlocutore sembrò irritarsi parecchio nel vedere Callinter così titubante =^=Non sei ancora pronto a compiere quanto necessario per ristabilire l'equilibrio nella galassia..=^=
"Maestro.. si tratta dei nostri colleghi" cercò di difendersi il Comandante della T'Karn
=^=Sono vite indegne di essere vissute, la morte per loro è solo una liberazione=^=
"Cerchi di capire, Maestro.. con quelle persone abbiamo condiviso per anni ogni avventura e disavventura della nave, non possiamo ucciderli.."
=^=Non sei disposto a seguire sino in fondo il grande progetto, la tua mente è debole ed è per questo che non sei ancora pronto a conoscere chi io sia.. ma un giorno lo sarai e tutto ti sarà più chiaro=^= l'individuo rimase per un attimo in silenzio =^=E sia, abbandonali sul pianeta da te scelto..=^=

FLASHBACK
USS Sengoku NX-58169
Alloggio del Primo Ufficiale


4 Aprile 2399 - ore 10:00
"Lo so che fa paura, ma dobbiamo farlo, siamo andati troppo oltre! Il Maestro ci ucciderebbe se ci tirassimo indietro e, oltretutto, mineremmo gli obiettivi della nostra missione..."
Carl Durston parlava con voce sicura, ma l'agitazione era tradita dal suo sguardo e la sua amata Lory May non poteva non notarlo.
"Non ci credi neanche tu, saremo arrestati, sempre che sopravviviamo... Non potremo più stare insieme..."
"Lo so Lory, ma la Sengoku oramai è sotto il nostro controllo, dopo la cerimonia di domani torneremo a bordo in tempo per fuggire a massima curvatura. Staremo assieme, nessuna Federazione potrà più mettersi tra noi"
Lory odiava quando vedeva quello sguardo. Era lo sguardo di chi stava completamente abbandonando ogni ragionevolezza per uno slogan.
"Spero che tu abbia ragione. A volte penso che tutto questo sia troppo idealistico, tuo fratello avrà anche avuto grandi idee, ma è scomparso in una prigione federale, certi giorni mi chiedo se avrebbe..."
"Zitta! Cosa stai dicendo? Hai deciso di farci uccidere?"
La conversazione si interruppe bruscamente, entrambi ora avevano uno sguardo spaventato.
"A breve entreremo in orbita, ho delle lettere da scrivere... Sai in caso.... nulla... Ci rivedremo presto. Ti amo".

USS Sengoku NX-58169
7 Aprile 2399 - ore 8:30


Lory May non fece in tempo a muovere il primo passo che le luci della plancia presero a lampeggiare di rosso ed il familiare ronzio dei motori sembrò riempire le orecchie dell'ufficiale medico.
Da lì a poco sarebbero entrati a curvatura: la fuga era iniziata senza il suo amato Carl...
"Ora si può sapere dove..."
"No" A rispondere un uomo alto e magro dalla carnagione pallida, perentorio. Al suo colletto scintillavano i gradi di Primo Ufficiale. Sembrò non notare il lampo negli occhi di Lory alla vista dei gradi.
"Lo saprai al rende-vous. Questioni di sicurezza. Ma sei stata brava. Va a riposare" la voce dell'uomo era addolcita.
Lory uscì dalla plancia a passi incerti. Non poteva andare nell'alloggio che aveva condiviso con Carl? Non ancora... Come poteva dormirci sopra proprio ora? Dove sarebbe andata?
Quasi senza che ne fosse consapevole i piedi la portarono in sala mensa ove, suo malgrado, fu accolta da un boato di festeggiamenti. Mezzo equipaggio era lì per celebrare il completo successo della missione.

USS Tokugawa NX-68168
8 Aprile 2399 - ore 9:00


=^=Capitano a tutto l'equipaggio, avete l'ordine immediato di tornare a bordo. Lasciate tutte le vostre attività e rientrate sulla nave immediatamente. Pena l'arresto=^=
Quando le luci del teletrasporto svanirono, il Dottor De Chirico si ritrovò in uno scenario surreale: la piattaforma era circondata da ufficiali federali della sicurezza dall'aspetto vagamente minaccioso.
"Dottore, rientri nel suo alloggio e non parli con nessuno strada facendo"
Giovanni si incamminò, immediatamente seguito da un ufficiale armato di fucile al phaser.
Attraversando i corridoi silenziosi della Tokugawa, passarono davanti all'ufficio del Capitano ove riecheggiava la voce di un furioso Hesse "Non può mettere in arresto tutto il mio equipaggio senza un'accusa o un mandato federale! È illegale! Mi rivolgerò al ..."
Un tonfo sordo fece intuire al dottore che non avrebbe mai saputo a chi voleva rivolgersi il Capitano.
Entrando nel suo alloggio, De Chirico, con una certa sorpresa, lo trovò occupato: un attonito Hair era seduto sul pavimento con la testa tra le mani.
"Albert! Ma che succede?"
"Non lo so, ero in laboratorio quando sono entrati e mi hanno arrestato. Poi mi hanno portato qui."

USS Tokugawa NX-58168
Alloggio del Comandante Alluso
Contemporaneamente


La Consigliera di Bordo Asami Hana era sdraiata sul pavimento dell'alloggio della Responsabile alla Sicurezza con le braccia aperte.. respirava profondamente tentando di non focalizzarsi su nessun pensiero in particolare.
Non riusciva a fare a meno però di sentire fitte crescenti di ansia annodarle le viscere. Per quanto tentasse di lasciarla andare, sembrava una presenza sempre più ingombrante sul fondo del suo stomaco.
L'alloggio non era stato toccato, ma una guardia armata sorvegliava l'ingresso.
Attraverso le sottili paratie poteva sentire qualcuno che veniva scaricato senza troppi complimenti nell'alloggio a fianco.
Accusati di terrorismo? Come poteva essere possibile?
Sentiva l'ansia del suo vicino di appartamento. E questo non migliorava la situazione. Panico, panico.
"Respira: dentro, fuori, dentro, fuori"
Come poteva essere possibile che l'equipaggio fosse accusato di terrorismo?
L'attentato era stato rivendicato, il colpevole identificato... Qualcosa decisamente non tornava.
La porta dell'alloggio si aprì, e una donna fu scaricata dentro come un sacco di patate.
Francesca Alluso si rialzò in piedi come una furia avventandosi contro la porta urlando.
Un urlo di rabbia e frustrazione.
La nave si stava muovendo.

SOL III - San Francisco
Comando di Flotta - Ufficio dell'Ammiraglio Hudson
09 aprile 2399 - ore 10:41


Per essere una riunione ristretta, vi era già un certo affollamento, notò il Benzite entrando nel suo ampio studio: una ventina di ufficiali, di vario grado, già parlottavano fra loro esibendo facce tese ed espressioni preoccupate.
Un solerte attendente attirò l'attenzione di tutti all'entrata dell'Ammiraglio che prese immediatamente posto alla sua scrivania facendo cenno ai presenti di accomodarsi e dando una scorsa al pad che aveva trovato davanti a sé.
All'appello mancavano un po' di presunti pezzi grossi dei Servizi di Intelligence.
In primis, il Contrammiraglio Often che, originario di Alpha Centauri, era partito subito dopo la notizia dell'attentato. Per quanto Hudson si fosse persuaso che ci fosse personale federale dietro quella vile azione, conosceva Steven da tempo e sapeva che era un brav'uomo.
Il Vice Ammiraglio Merak era assente perché pronto a salpare con la USS Resilient NCC-83899 di classe Akira alla testa della task force di pronto intervento. La scelta del Vulcaniano non era stata casuale: cinico e pragmatico come pochi, dotato di logica sopraffina era l'individuo giusto su cui puntare in casi delicati e spinosi come quello.
La Contrammiraglia Frashlar era su Tellar, così come il Vice Ammiraglio Kovas e le Contrammiraglia Sothe erano su Andoria.. tramite frenetici contatti, erano già stati programmati con loro dei collegamenti di trasmissioni audio video su canali protetti e criptati.
L'Ammiraglio Tellarite a capo della sicurezza informatica, Rexen, aveva prima bofonchiato e poi vociato che era troppo occupato coi suoi uomini a trovare una traccia di quanto stava succedendo per perdere tempo in inutili riunioni informative.
La Contrammiraglia Vulcaniana T'Li era impegnata in Accademia e non poteva abbandonare le proprie lezioni all'istante senza dare nell'occhio, mentre la parigrado Bates stava mettendo in moto la sua innumerevole mole di contatti. Entrambe gli avevano, però, garantito che sarebbero arrivate non appena fosse stato loro possibile.
Era difficile che succedesse, Hudson lo sapeva benissimo, ma erano entrambe donne di parola ed a lui bastava quello.
Dagli assenti, il Benzite passò ad esaminare la lista dei presenti: alla riunione avrebbe sicuramente partecipato il Contrammiraglio Jonathan Darion, uno dei responsabili del controllo delle minacce pervenute al Comando di Flotta.
Non ve n'erano state che potessero far presagire ciò che sarebbe poi successo, ma Darion aveva preteso dai suoi di verificare ogni informazione. L'umano era, perciò, in ritardo, come suo solito, ma era stato anticipato da un membro del suo staff: Vavel, insopportabile Andoriana col tatto di un siluro dentro una pasticceria.
Hudson la conosceva bene, la stimava perfino per via della sua grande forza di dedizione sul lavoro, ma a pelle era fastidiosa ed intollerabile per più di cinque minuti. A Darion piaceva, ma Jonathan era il tipo che non si fissava alle apparenze o si sarebbe fermato dal dedicarsi tanto amorevolmente ed a lungo ai piaceri della tavola, come testimoniava inequivocabilmente il suo ormai immenso giro vita.
Hudson alzò gli occhi per tastare l'umore dei presenti.. non era cambiato, anzi col passare dei minuti tendeva a degenerare.. poco male.. li voleva tutti scattanti e sul pezzo. Il primo che beccava a vivacchiare lo avrebbe fatto trasferire su qualche base sperduta in mezzo al nulla.
Mentre attendeva Darion, Hudson si trovò a ripensare alla richiesta di partecipare da parte della Contrammiraglia Terr, una delle responsabili del controspionaggio concernente l'Impero Stellare Romulano. Benché non parevano esserci infiltrazioni della Tal Shiar, la donna segnalava un'insolita attività di unità della Flotta Stellare impegnate a tutelare i confini della Federazione a nord dello spazio di competenza dei Romulani. Hudson le aveva chiesto di non presenziare, ma di proseguire le indagini in tal senso.. voleva capire cosa stava succedendo sotto al loro naso.
Col passare dei minuti, invece che del tanto sospirato Contrammiraglio Darion, arrivarono ancora una quindicina di persone, fra cui alcuni Capitani, mentre nei presenti aumentava l'ansietà, la preoccupazione ed il nervosismo.
Hudson alzò nuovamente lo sguardo e, questa volta, vide un ghigno.
Non ebbe tempo di mettere meglio a fuoco o di rimproverare quell'ufficiale.
Fu l'ultima cosa che vide: un bagliore intensissimo lo accecò, mentre tutto intorno a lui saltava in aria.
In un attimo fu tutto buio.

SOL III - San Francisco
Comando di Flotta
09 aprile 2399 - ore 11:01


Jonathan Darion arrancava, come suo solito, sbuffando ansante e fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato, cercando di darsi un contegno ogni qualvolta incontrava qualche subordinato.
Ormai mancavano giusto un paio di corridoi all'ufficio di Hudson quando sentì sollevare la sua rotonda e paffuta mole come un fuscello trascinato dal vento.. fu sbattuto con forza contro un muro, che si incrinò, mentre iniziavano a risuonare gli allarmi.
Ancora semi stordito a terra, passarono appena un paio di minuti, che Darion fu circondato da uomini armati che lo trascinarono al sicuro.
Nel giro di qualche istante, fra la nube di polvere, la semioscurità dei corridoi e le torce, Jonathan poté scorgere la minuta, ma volitiva sagoma di Bernadette Bates fare la sua comparsa.. fu lei ad informarlo che il Comando di Flotta era stato attaccato, che una deflagrazione aveva annientato una delle aree destinate ai Servizi di Sicurezza decapitandone il comandante in capo: l'Ammiraglio Hudson.
Nessun superstite.
Nessun disperso.
Era l'ennesima tegola che si abbatteva su quella sezione della Flotta Stellare, dopo tradimenti e defezioni dei mesi precedenti.. il Benzite era stato scelto appositamente per porre fine a quella scia disdicevole e disonorevole.. ed ora aveva perso la vita.
Un suono dal comunicatore di entrambi ed il vocione di Rexen fece la sua apparizione
Dopo una sequela di imprecazioni in Tellarite, arrivò il messaggio: vi era una rivendicazione ad opera della C.U.R.A. identica o quasi alla precedente, del tutto irrintracciabile al momento.
Chiunque fossero, avevano chiaramente comunicato che potevano colpire ovunque e chiunque.

USS Tokugawa NX-58168
Ponte 1 - Plancia
09 aprile 2399 - ore 11:53


Non c'erano i soliti ufficiali alle consolle, non era un turno Delta o Gamma, tutto sembrava in ordine, eppure tutto era cambiato.
All'improvviso la voce di colui che occupava la postazione del Capitano: "La nave è nostra, Maestro"
=^=Problemi?=^=
"Qualcuno, ma nessuno di rilevante"
=^=Quanti?=^=
"Il Capo Operazioni Glaskow e l'ufficiale di Rotta Shnar sono stati eliminati mentre attaccavamo la plancia.. il Capitano Hesse è stato messo fuori combattimento. E' in infermeria, ma non ne conosco ancora la sorte. L'investigatore Kret'Aq è disperso o ucciso.. la restante parte dello staff di comando della nave fatto prigioniero. Con loro ci sono circa una sessantina di lealisti"
=^=Molto bene.. procedete col piano. Fate perdere le tracce, poi dirigetevi a curvatura al punto di rende-vous=^=
"Per i prigionieri?"
=^=A te la scelta, Capitano De Rais.. abbandono o eliminazione=^=

USS Sengoku NX-58169
Ponte 1 - Plancia
Contemporaneamente


"Assumo io il comando della nave" disse il Primo Ufficiale Vlad perentorio scaraventando di peso l'ancora agonizzante Capitano giù dalla poltrona di Comando.
Pur avendo preso parte alla diserzione, Pramers non aveva idea di cosa fosse la C.U.R.A. e quali fossero i suoi reali interessi.. non avrebbe appoggiato sicuramente omicidi di massa.
Era rimasto sorpreso dall'esplosione su Alpha Centauri, estremamente colpito dal fatto che Carl Durston fosse l'attentatore ed aveva osato avanzare delle obiezioni.. prima che diventasse un problema, Vlad lo aveva letteralmente impalato dalla trachea in su con un'arma bianca.
Ciò aveva scosso molti in plancia, ma Vlad fece spallucce: Pramers era un debole e, come tale, andava eliminato.
"Plancia a teletrasporto"
=^=Agli ordini=^=
"Eliminate la zavorra: il Capitano Pramers e tutti i lealisti li voglio fuori dalla mia nave prima di entrare in curvatura"
Di fronte ad una sbigottita Lory May, colui che aveva preso il posto del suo amato Carl Durston, facendo leva sull'amore di quest'ultimo per il fratello Philip, aveva appena ordinato l'eliminazione di cinquanta colleghi senza battere ciglio.
Lory si trovò a domandarsi che, se questa era la C.U.R.A., forse era meglio la malattia.

SOL III - San Francisco
Comando di Flotta
9 aprile 2399 - ore 14:26


In una sala super protetta, si stava svolgendo una riunione d'emergenza.
"La USS Stanton e la USS Amabilia non rispondono alle nostre comunicazioni ormai da giorni, erano entrambe di pattuglia fra la Base Stellare 58 e la Base Stellare 718 vicino allo spazio Romulano" esordì il Contrammiraglio Darion
"Vi ripeto che escludo in maniera categorica una possibile azione offensiva di navi Romulane.. abbiamo allertato ogni agente che ci è stato possibile senza far saltare loro le coperture.. non c'è nulla" sottolineò con forza la sua omologa Terr
"Presenza di pirati?" domandò la Bates
"Nessuna segnalazione, né sono state ritrovate boe di allarme o tracce anomale di curvatura" riferì l'Ammiraglio Rexen
"Come avevo riferito all'Ammiraglio Hudson, la USS Stanton e la USS Amabilia non sono le uniche unità di cui si rileva un comportamento anomalo: è da più di una settimana che la USS Poseidon ha abbandonato il pianificato percorso di pattugliamento, apparentemente per seguire una pista di contrabbandieri, ma ne abbiamo perso le tracce. Deep Space 5 comunica di non averne più notizie" interloquì nuovamente la Terr prima di lasciare nuovamente la parola alla Bates che aveva qualcosa da aggiungere
"Si tratta di una classe Akira come la T'Karn, sebbene molto più vetusta di quest'ultima, anch'essa fuori rotta. Il Capitano P'Jil non è proprio il tipo da compiere variazioni di programma senza dettagliate informazioni o ricostruzioni logiche che l'hanno portato a prendere una decisione diversa dagli ordini del Comando. Eppure tracce di curvatura paiono indicare che la T'Karn abbia variato rotta all'improvviso probabilmente puntando verso nord. Abbiamo allertato Deep Space 4 e Deep Space 5 nel caso entrasse nelle loro rispettive aree di influenza."
"Che tipo è Jerry Callinter, il Primo Ufficiale della T'Karn?" domandò il Contrammiraglio Darion
"Uhm.. pare una persona ponderata che non ama il rischio se non calcolato.. perché? Temi un ammutinamento?"
"Tutto può essere.. a questo punto.. la USS Sengoku del Capitano Pramers è decollata d'urgenza da Alpha Centauri, senza fornire spiegazioni.."
"Pare che l'attentatore fosse il loro Primo Ufficiale, Carl Durston, possibile che abbiano trovato una traccia?"
=^=Dite? E si sono trascinate dietro anche la USS Tokugawa del Capitano Hesse?"
"Possibile.. ma perché non fornire comunicazioni a riguardo?"
"Che temano fughe di notizie? Ultimamente non diamo l'apparenza di essere affidabili a mantenere i segreti"
"Mah.. a me non convince.."
=^=Signori, scusate.. notizie urgenti dal Contrammiraglio Often: la USS Karpov e la USS Pompadour sono implose su sé stesse.. La USS Cortez NCC-62536, di classe Saber, è riuscita ad attivare per tempo i propri protocolli di sicurezza ed alzare gli scudi. La Bajoriana Kepa, Capitana di quell'unità, che era a bordo, ha bloccato ed arrestato una decina di militanti di questa organizzazione detta Cura, pronti ad attivarsi come kamikaze per distruggere la nave. Purtroppo tutti hanno innescato una capsula incastonata fra i denti contenente veleno. Nessun sopravvissuto fra loro=^=
"Altre perdite?"
=^=Limitate, entrambe le navi avevano la maggior parte degli equipaggi su Alpha Centauri e non in orbita.."
"Quante?" sbraitò Rexen
=^=Non meno di un centinaio=^=
"E per fortuna erano limitate" commentò con occhi tristi Darion
Un trillo al comunicatore di Rexen fece allontanare un attimo il Tellarite dal tavolo dei colleghi.
Al suo rientro, se possibile, era più furibondo di quando si era alzato.
"Anche la USS Corwin NCC-10573, di classe Ambassador, del Capitano Aumeier risulta fuori rotta e potenzialmente dispersa in azione"

Argelius II - Enope City
Cevotov Museum - Esterno dell'edificio
09 aprile 2399 - ore 15.00


Freya Icrash, giovane umana trasferitasi da circa due anni su Argelius II, aveva iniziato la sua consueta giornata tipo: si era innamorata di un Argeliano ed aveva deciso di trasferirsi da lui per farsi una famiglia.
Da allora, ogni giorno, usciva di casa intorno alle 14.30 per incamminarsi per le vie della città di Enope e raggiungere la centrale comunicazioni, prendendo posto come addetta alla consolle principale.
Camminava con calma, gustandosi il tepore del sole che le scaldava il viso.. il cielo era di un celeste intenso, senza nuvole, tanto che le venne quasi il desiderio di cambiare direzione e raggiungere la spiaggia.
Superato il ponte di Ravinie, si ritrovò a passare in un punto poco distante dal museo Cevotov: si trattava di un edificio considerevole, era alto cinque piani e tutte le pareti erano fatte di vetri specchi colorati, che lo facevano apparire come un gigantesco cubo di Rubik.
Passò a poca distanza dall'entrata per poi girare in direzione della via principale quando improvvisamente si voltò indietro. Neppure lei riuscì a capire che cosa l'avesse convinta a fermarsi, ma, per qualche attimo, ebbe la sensazione di aver sentito un rumore diverso dall'ordinario.
Freya si voltò indietro ad osservare le scolaresche che si preparavano ad entrare al museo mentre delle povere insegnanti cercavano di radunarli e riportare l'ordine e ridacchiò divertita mentre riprendeva a camminare, aggirando l'edificio e lasciandoselo alle spalle, ma ecco che nuovamente sentì quello strano rumore.
Tornò nuovamente ad osservare il museo, la luce del sole riflessa nelle grandi finestre a specchio dell'edificio era tanto accecante che dovette portare la mano destra alla fronte e poi.. poi nulla fu come prima.
La giovane vide un flash, quello che si potrebbe definire una grande luce irradiarsi alle basi del museo, poi un rombo simile ad un tuono la investì con tanta violenza da sollevarla in aria e spingerla con forza contro un edificio a poca distanza.
Era stata proiettata via dall'onda d'urto di un'esplosione che aveva coinvolto il museo di xeno antropologia, ma se ne rese conto solo svariato tempo dopo, quando riprese quasi miracolosamente conoscenza ancora semi-sommersa fra le macerie.
Cosa era successo? Chi mai avrebbe fatto una cosa simile in un pianeta come Argelius II? Quanto tempo era rimasta incosciente? Qualcuno l'avrebbe trovata lì dove si trovava? Come stava il suo ragazzo? Ed i bambini che aveva visto poco prima davanti al museo? ..mille domande affollavano la sua mente ma non avrebbe saputo rispondere a nessuna di esse.
Attorno a lei il profondo silenzio lasciò improvvisamente spazio alle grida della gente che chiedeva aiuto.. neppure lei capì come fece, ma si rialzò barcollando e si tolse di dosso dei calcinacci che le erano finiti sopra le gambe, uscendo dal piccolo anfratto che le aveva offerto un po' di protezione dopo l'esplosione.
Il paesaggio si era trasformato in un inferno di fuoco e gente agonizzante: centinaia di cadaveri, distesi a raggiera attorno a ciò che era stato un museo, come fossero stati proiettati fuori dalle finestre a causa dell'esplosione, avevano riportato danni così gravi da non avere più una parvenza umana.
Tutti gli edifici limitrofi, compreso il gigantesco museo, erano stati rasi al suolo ed un'intensa polvere si stava alzando rendendo più difficile la respirazione e celando in parte alla vista l'entità della devastazione avvenuta.
Le fiamme avevano iniziato a lambire le case che ancora non erano crollate, mentre la gente sopravvissuta cercava di spostarsi in luoghi sicuri nonostante le gravi ferite che avevano riportato.
Freya iniziò a muoversi come un automa, incapace di capire la portata della situazione, incamminandosi per come poteva verso il suo luogo di lavoro.
Solo allora una vocina risuonò nella sua testa richiamandola ai suoi doveri.. ancora ferita, raggiunse la sua postazione attivando una chiamata:
"Al Comando di Flotta su SOL III, qui Argelius II.. abbiamo subito un attentato, chiediamo immediato aiuto"

Luogo e tempo sconosciuto


Aveva creduto, con tutto sé stesso, all'ideale di proteggere le peculiarità e le caratteristiche delle varie razze della Federazione.
Col suo lavoro nei Servizi di Intelligence, si era trovato ad esaminare situazioni in cui brutalità, efferatezza, insensibilità nei confronti delle conseguenze erano dilaganti. Specie in zone di elevata promiscuità interrazziale, ove integrazione era una parola vuota e senza significato. Il più prepotente si prendeva tutto ciò che voleva.
Era lì che aveva iniziato ad odiare la globalizzazione in cui stava evolvendo la civiltà e temeva gli effetti della perdita culturale. In società più chiuse ed attente, vi era una forma di protezione maggiore rispetto all'eterogeneità multiculturale in cui tutti debbono imparare a convivere con tutti, a discapito, spesso, delle proprie stesse libertà.
Ciò l'aveva avvicinato alla C.U.R.A. i cui membri più importanti l'avevano contattato e fatto entrare stendendo immaginari tappeti rossi e promettendo incarichi di prestigio in cambio della sua collaborazione ed Alphonse Grandis aveva accettato sposando i loro ideali.
Aveva rapidamente scalato l'organizzazione e si era fatto paladino di tutte quelle usanze, modi di fare, tradizioni e comportamenti delle varie razze della Federazione.
Poi c'era stata la rottura: la C.U.R.A. era diventata violenta, aveva deciso di armarsi e colpire al cuore la Federazione per perseguire i suoi scopi.
Alphonse non poteva minimamente accettarlo: lui voleva proteggere le culture della Federazione scatenando un forte cambiamento nella civiltà, ma non a discapito dell'eliminazione di milioni di persone.
Per pura casualità, aveva scoperto che il Maestro, l'ignoto leader dell'organizzazione, avrebbe messo in ginocchio l'intera Flotta Stellare e distrutto la Federazione, pronto anche a scatenare una guerra civile se non avessero assecondato le sue richieste.
Alphonse provò un senso di ribrezzo e un forte disgusto, sentendosi tradito e ingannato.. dopo un breve ma sofferto ragionamento, prese la sua decisione e si rivoltò contro la C.U.R.A.
Non ebbe tempo di rivelare a qualcuno la sua scoperta, fu contemporaneamente attaccato nel suo alloggio, che andò distrutto, mentre la sua credibilità fu funestata da situazioni create ad hoc.
Per un ufficiale dei Servizi, inscenare la sua uccisione fu per lui piuttosto semplice. Non poteva più contare su nessuno all'interno della Flotta, ma avrebbe trovato il modo per riparare all'errore fatto. Decise di nascondersi.
Attendere era sempre stato il suo forte. Analiticamente, proprio come un predatore appostato, sapeva che doveva aspettare il momento giusto per colpire e creare il massimo danno.

USS Tokugawa NX-58168
Alloggio del Capitano Hesse
9 aprile 2399 - ore 15:34


L'ultima cosa che si ricordava era l'inaspettato attacco a tradimento che aveva subito, poi il buio più totale. Lentamente aveva ripreso i sensi. Con enorme fatica si alzò e lottò contro il senso di vertigine. Barcollò, ma riuscì a riprendere il controllo.
La situazione era precipitata senza un perché. Avevano scoperto che l'attentatore era, in realtà, un loro collega, Carl Durston, Primo Ufficiale della USS Sengoku che, a sua volta, era stato ucciso in ospedale per non farlo parlare.
Quasi contemporaneamente delle squadre appartenenti al Dipartimento di Sicurezza della Flotta Stellare erano salite a bordo e preso il controllo della USS Tokugawa.
Troppe cose non quadravano e non lo convincevano affatto: sospettava che quegli uomini non fossero leali alla Federazione.. tuttavia, trovava difficile credere che qualcuno stesse per ammutinarsi e tradire la Flotta Stellare.
Era difficile e doloroso crederlo eppure doveva constatare che tutte le prove conducevano lì. Decise di scoprirlo e cercò per diverso tempo nel suo alloggio qualcosa che potesse aiutarlo, tuttavia il replicatore era scollegato e tra i suoi effetti personali non era rimasto nulla di utile.
Stava armeggiando con una vecchia statuetta per ottenere una specie di clava quando sentì fuori dalla porta del suo alloggio rumori forti ed urla soffocate.
Incuriosito, si avvicinò pronto a colpire.
Giunse a pochi passi quando essa di aprì di scatto.

USS Tokugawa NX-58168
Ponte 1 - Plancia
Pochi minuti prima


De Rais era infastidito. Molto irritato. Aveva preso il comando della nave, ma ora stava registrando diversi malfunzionamenti. Se la sua azione non fosse stata così fulminea avrebbe pensato che si trattasse di un sabotaggio degli ufficiali superiori.
"I sensori interni hanno dei malfunzionamenti... li sto ricalibrando, ma a fatica, è come se fossero stati danneggiati"
=^=Sala macchine a plancia.. abbiamo difficoltà a tenere la curvatura... siamo in pochi quaggiù per manovrare una nave stellare=^=
De Rais batté il pugno contro la console. "Questo è inaccettabile, se veniamo raggiunti da una nave di lealisti ci faranno a pezzi.. liberate Hair, l'ingegnere capo, e fatevi aiutare da lui, volente o nolente.."
=^=Si signore.=^=
De Rais chiuse la comunicazione e guardò torvo l'ufficiale al tattico in cerca di buone notizie.
Il giovane ufficiale si prese qualche attimo, in cui la sua fronte si imperlò di sudore, poi rispose trionfante: "i sensori sono nuovamente in linea!!" il suo entusiasmo, però, si tramutò in stupore dopo pochi istanti: "Accidenti, rilevo segnali vitali Klingon vicino agli alloggi degli ufficiali. Attivo l'allarme rosso?"
"Non ci pensare nemmeno, inviate degli uomini a far pulizia, ma in silenzio!"

USS Sengoku NX-58169
Ponte 1 - Plancia
Contemporaneamente


"Ci siamo quasi" disse Vlad.
"Manca poco al rende-vous?" chiese Lory May.
"Sì.. soltanto qualche ora"
Lory inspirò fortemente ed una strana angoscia pervase il suo essere. Si chiese se stava percorrendo la strada giusta.. Perché Vlad aveva giustiziato tutti i lealisti? Che senso aveva? Solo per ingraziarsi il Maestro o per cieco fanatismo verso la Cura?
Il fine giustificava i mezzi si chiese più volte.. eppure non poteva accettare di realizzare gli ideali del suo amato Carl su un mare di sangue. Se solo avesse avuto un'altra possibilità...

USS Tokugawa NX-58168
Alloggio del Capitano Hesse
9 aprile 2399 - ore 15:35


La porta si spalancò di colpo e Hesse riconobbe immediatamente il volto dell'investigatore Kret'Aq. Il Klingon era ferito, sudato e con tutti i vestiti rovinati. Sembrava che avesse appena finito di lottare contro un formidabile avversario.
I due non fecero tempo a dire nulla. Si sentì un rumore di scarica energetica, un forte odore di ozono ed una piccola esplosione che illuminò l'ingresso.
Kret'Aq urlò di dolore e cadde a terra.. ad Hesse scappò la statuetta dalle mani.. sia il Klingon che l'oggetto caddero a terra nello stesso istante.
Il Capitano intuì subito che era morto, colpito alle spalle da una scarica di phaser settata su uccidere.
Arrivarono quasi subito due guardie: la prima puntò l'arma fumante contro Hesse, che alzò subito le mani in segno di resa.. lo fecero voltare spalle al muro, mentre entrambe si adoperarono a portare via il Klingon.
"Questo succede a chi non ci ubbidisce, faccia attenzione Capitano"
Hesse rimase in silenzio per diversi minuti.
"Come potevano dei membri della Flotta Stellare agire in quel modo?" si chiese a mezza bocca, ancora sconcertato dal comportamento delle guardie.
"Loro sono delle bestie... questi sono i loro modi di fare" inaspettatamente, arrivò la risposta.
Una figura emerse dalla penombra ed Hesse si voltò a guardarla con occhi sbarrati, pronto a difendersi.
Il suo interlocutore era un umano sui quarant'anni, vestito di nero scuro e si avvicinava lentamente con la mani alzate in segno di pace: "Ho approfittato della confusione per introdurmi da lei Hesse, il mio nome è Alphonse Grandis."
Il Capitano della Tokugawa indietreggiò cercando di allungare una mano per riprendere la statuetta, o quello che ne rimaneva, come suo unico strumento di difesa.
Alphonse ne capì subito l'intenzione e sorrise: "Non si preoccupi, non sono un nemico, bensì un alleato. Sono qui per aiutarla a riprendersi la sua nave"
Hesse lo squadrò per un lunghissimo istante come per cercare di leggergli nell'anima: "Sei della C.U.R.A.?"
Grandis scosse il capo dicendo: "Facevo parte della C.U.R.A. ma non ho accettato i loro metodi."
Hesse fece la domanda che, da tempo, gli vorticava in testa:"E' la C.U.R.A. che ha preso la mia nave?"
"Sì sono loro e io sono qui per aiutarla a riprendere il comando..." Alphonse Grandis fece qualche passo avanti verso il Capitano
"Che cos'è la C.U.R.A.?"
"Non è facile rispondere a questa domanda" Alphonse si sedette sul divano mettendosi comodo "E' un'organizzazione segreta secolare, neppure io so quando sia nata esattamente anche se, con tutta probabilità, è antecedente alla fondazione della Federazione Unita dei Pianeti. Negli ultimi anni, è stata creata un'organizzazione filantropica col medesimo nome, il cui scopo dichiarato è la difesa dell'unicità delle varie razze federali, ma i buoni propositi nascondono spesso pessime intenzioni"
"Si spieghi meglio.." Hesse si sedette di fronte all'inaspettato ospite
"Il principio che guida gli ideali della C.U.R.A. sono legati all'idea della preservazione delle unicità di ogni razza a discapito del conformismo.. ma ciò che intendono affermare è che le varie razze dovrebbero essere poste nell'impossibilità di riprodursi fra loro.. la creazione di razze ibride comporterebbe la perdita di unicità delle singole razze che le compongono"
"E' un ragionamento priva di senso"
"Capitano, se le razze si sommassero, tutte le peculiarità culturali, storiche e persino fisiche andrebbero perdute per sempre" Grandis osservava il Capitano con una strana convinzione negli occhi "Ma, se un tempo, l'ideale era perseguito solo a carattere filosofico, ora la C.U.R.A. si è mobilitata per distruggere la Federazione e portare ai popoli ad un'auto isolazionismo protettivo.. meno rapporti fra i popoli, meno rischi di figli ibridi fra i vari mondi"
"Da chi è composta la C.U.R.A.?"
"Da una moltitudine di persone, chi all'interno della Flotta.. chi nel mondo degli intellettuali.. altri tra persone comuni. Sono tutte accomunate dalla piena convinzione nei principi della C.U.R.A." Grandis fece una pausa "I membri di quell'organizzazione hanno dimostrato un totale asservimento ai principi dell'organizzazione e sarebbero felici di dare la vita per loro. La setta, negli anni, ha addestrato alcuni importanti membri della Flotta Stellare che ora si stanno, ad uno ad uno, ammutinando"
"Quale sarà la loro prossima mossa?"
"Ancora non lo so.." Grandis scosse il capo "Ma spero di scoprirlo prima che sia troppo tardi.." lo strano uomo si alzò "Ora mi perdoni, ma devo tornare a confondermi fra i traditori della C.U.R.A., non tema.. sono certo che avremo modo di rivederci" detto questo, digitò un codice di sicurezza ed uscì di soppiatto dall'alloggio del Capitano.

Sol III - San Francisco
Comando di Flotta - Ufficio del Contrammiraglio Darion
9 aprile 2399 - ore 15.51


Le notizie si stavano susseguendo sull'attentato di Argelius II ed il contrammiraglio Darion cercava di seguire, quasi in tempo reale, il conteggio delle vittime che purtroppo stava salendo sempre di più.
Il suono del sensore lo fece quasi trasalire, mentre il Contrammiraglio Bates entrava nel suo ufficio.
"Questa non ci voleva, la situazione rischia di sfuggirci tra le dita.." la Bates sembrava preoccupata tanto quanto il collega "Ed il peggio deve ancora venire"
Darion alzò il capo dal terminale sgranando gli occhi "Non me lo dire, un altro attentato?"
Bates scosse il capo "No, ma gli effetti dei due attentati si stanno facendo sentire.. vari pianeti hanno fatto richiesta di avere un aumento delle navi di pattuglia temendo di poter essere i prossimi obiettivi, stiamo cercando di dare risposte concrete alle varie richieste, ma fra le navi che hanno lasciato le proprie posizioni, senza dare motivi, e tutte le richieste pervenute.."
"Sta diventando quasi impossibile riuscire accontentare tutti?"
Bates annuì brevemente a Darion accomodandosi sulla poltroncina
"Si stanno creando dei vuoti nelle difese e la cosa rischia solo di peggiorare.." fece una pausa "E nel frattempo è stato confermato che anche la USS Corwin non risponde più alle chiamate, siamo nei guai.. siamo davvero nei guai Jonathan"

USS Tokugawa NX-58168
Ponte 1 - Plancia
9 aprile 2399 - ore 16.15


Eberhard De Rais era sempre più furioso e frustrato man mano che il tempo passava.
La USS Tokugawa non era appena uscita dai cantieri e gli anni avevano certamente pesato sulla sua struttura, ma non sino al punto di renderla una carretta spaziale.. doveva esserci molto di più alla base di tutte quelle disfunzioni.
Dapprima era iniziato con un problema di calibrazione dei sensori interni: si era ipotizzato fossero stati sabotati da quello sporco Klingon Kret'Aq, che tentava di poter girare per la nave senza essere notato e di raggiungere il Capitano.
Poi c'erano stati dei problemi a mantenere la curvatura, ma anche questo problema aveva una facile spiegazione: erano veramente in pochi a gestire quella nave e questo creava gravi problemi di operatività. E poi?
I sensori interni sembravano necessitare di continue calibrazioni e non operavano mai oltre al 41%, cosa del tutto inaccettabile perché gli rendeva impossibile sapere cosa stesse succedendo a bordo della nave senza contare che anche l'efficienza dei sensori esterni stava a poco a poco scemando.
L'uomo alla consolle scientifica continuava i suoi laconici rapporti, con la stessa enfasi di chi legge una pagina di necrologi.. tutti i tentativi di capire come risolvere il guasto non stavano dando alcun risultato.
"Se prosegue in questo modo presto saremo ciechi" la voce dell'uomo alla consolle scientifica era completamente spenta, come se non avesse la più pallida idea di cosa fare "Le ho tentate tutte, ma, se l'efficienza continua a scendere, presto non vedremo più cosa accade dentro e fuori al vascello"
"E saremo anche sordi e muti.. anche il sistema delle comunicazioni non funziona, non riesco a comunicare né ad aprire le trasmissioni.. è come se la consolle fosse andata in blocco!"
Eberhard scosse il capo
"No signori, io non sarò un ingegnere, ma questo non è normale! Hanno sicuramente sabotato la nave, questo è poco ma sicuro!"
"Signore.. usciamo dalla curvatura!" la voce del timoniere era stupita "Non ho modo di impedirlo, saremo costretti a proseguire ad impulso!"
"Ad impulso?" De Rais scattò in piedi "Inaccettabile! Avete la più pallida idea di quanti giorni ci occorrerebbero per raggiungere il rende-vous?" sfiorò il pannellino posto sulla postazione del Capitano attivando l'interfono
"Plancia a Sala Macchine! Maledizione, si può sapere che diavolo state combinando?! Abbiamo perso la curvatura!"
=^=Sala Macchine a Plancia, ci stiamo lavorando il più rapidamente possibile.. il fatto è che, inizialmente, pensavamo che il problema fosse la mancanza di organico, ora siamo quasi certi che sia stato infettato il computer della nave! I sistemi si stanno ad uno ad uno disattivando e, per quanto tentiamo di ristabilirli, non otteniamo alcun risultato.. è sicuramente un sabotaggio! =^=
"Maledetto Kret'Aq.. questa è tutta colpa sua!"
=^=Dubito che sia lui il responsabile signore, chi ha compiuto questo gesto è qualcuno che deve avere competenze avanzate in ingegneria ed informatica=^=
"Quindi abbiamo un secondo sabotatore a bordo, questo non ci voleva.." De Rais era sempre più inviperito mentre si osservava attorno nel tentativo di trovare una soluzione alla situazione "Cosa diavolo sta facendo l'ingegnere capo? Possibile che anche il Comandante Hair non sappia cosa diavolo fare?"
=^=Sì e no. Sicuramente potrebbe essergli d'aiuto essere supportato dall'ufficiale scientifico per identificare e debellare il problema informatico all'interno del computer, ma, al momento, non sembra minimamente interessato a sistemare il vascello. Si rifiuta di aiutare dei terroristi=^=
Eberhard non se lo fece ripetere due volte "Cambierà idea.. stanne certo, cambierà idea! Arrivo!" si voltò verso l'uomo alla consolle tattica per poi dirigersi al turbo ascensore
"Endymion, prendi il comando.. è il momento di far capire chi comanda sulla Tokugawa"

USS Tokugawa NX-58168
Sala macchine
9 aprile 2399 - ore 16.28


Eberhard entrò in sala macchine guardandosi attorno: tutti i suoi uomini stavano correndo a destra e a manca per tentare di risolvere i vari problemi che si stavano via via presentando.
Una sola persona se ne stava immobile, a braccia conserte, nel bel mezzo della parapiglia: il Tenente Comandante Hair osservava i colleghi in silenzio, con un sorriso divertito dipinto sul volto.
"Si stanno disattivando gli smorzatori inerziali di sinistra! Ma li avevo attivati nuovamente solo una decina di minuti fa! Qui stiamo solo perdendo tempo!"
"Non ti arrendere John, vedrai che ne verremo fuori in qualche modo!"
Eberhard rimase per qualche istante ad osservare i suoi uomini lavorare per poi puntare a passo spedito verso l'ingegnere "Tenente Comandante Hair, le ordino di sistemare la mia nave e di farlo ora!"
"Eberhard De Rais, questa non è la sua nave e lei è solamente un ufficiale addetto alla sicurezza di stanza su Alpha Centauri.. non fa neppure parte dell'organico di questo vascello" Hair rispose serafico, con una grande calma e compostezza "Avete sequestrato una nave federale ed il suo equipaggio.. come pensa che potrà finire questa storia?"
"Con la tua morte se non ti decidi a metterti al lavoro!" De Rais fece partire un destro diretto alla mascella dell'ufficiale superiore, ma Hair si spostò giusto in tempo facendo infuriare ancora di più Eberhard "Se non si mette immediatamente al lavoro la farò ammazzare"
"E così perderete definitivamente l'ufficiale ingegnere capo della nave, la persona che conosce di più i sistemi ingegneristici di questa vecchia signora" Hair continuava a mantenere un aplomb da vero ufficiale superiore "Il che vi porterà con buone probabilità a perdere del tutto i sistemi propulsivi all'incirca tra un'ora"
"Quindi lei si rifiuta di collaborare?" Eberhard fece un ghigno sadico "Vediamo se rimarrà della stessa idea ancora per molto.." quindi fece un cenno ad alcuni dei suoi uomini
Pochi attimi dopo all'interno della sala macchine vennero trascinati tutti gli ufficiali superiori donne, ossia i Comandanti Margret, Hana ed Alluso. Il volto di Hair si rabbuiò immediatamente nel veder maltrattare le tre donne.
"Vede, lei pensa di non avere nulla da perdere.. di poter essere superiore alle nostre richieste perché non ha paura di noi.." De Rais camminava lentamente verso le tre donne, con le mani legate dietro alla schiena "Ma i membri dell'equipaggio sono molti e a noi non servono. E' pronto a vederli morire ad uno ad uno e a sopportare il peso di esserne l'unico responsabile?"
Hair rimase per un attimo bloccato, non avrebbe mai voluto aiutare dei terroristi, ma quelle erano le sue colleghe e non poteva semplicemente voltarsi dall'altra parte. De Rais colse negli occhi del Comandante quel dubbio e ne fu soddisfatto "Non le interessa dunque? Molto bene.."
Gli uomini che tenevano le tre ufficiali donne non sembravano attendere altro e le colpirono con forza seppure fossero legate e quindi impossibilitate a difendersi.
La Alluso venne raggiunta da un montante al plesso solare, ma, grazie all'addestramento, incassò meglio delle altre il colpo, incespicando, ma riuscendo, nonostante tutto, a restare in piedi.
Viceversa, Margret e Hana non si aspettavano di essere colpite e finirono a terra, la prima piegata in due per essere stata colpita alle costole mentre la seconda con il labbro spaccato da un colpo in pieno volto rimase a terra priva di conoscenza.
"Lasciatele stare!" Hair fece una gran fatica a controllare la rabbia "Fatela finita!"
De Rais sorrise divertito "Vede, è questo che vi rende deboli.. il fatto che, alla fine, non siete mai in grado di mantenere i vostri propositi.." estrasse il phaser dalla propria fondina puntandolo alla testa di Margret "Potrei ucciderle tutte e tre in pochi istanti, ma sono certo che questo lei lo sappia, Comandante.. glielo domando nuovamente, intende riparare la nave?"
"E cosa ci dice che se lo facesse noi potremmo restare in vita?" Francesca osservò con lo sguardo carico di odio i terroristi "Ci risparmiate per quanto, un'ora.. due? Il tempo che Albert sistemi la nave, e poi?"
"Preferisce morire, subito?" Eberhard spostò l'arma in direzione della Alluso "Posso accontentarla.."
"No!" Margret intervenne prontamente faticando a rimettersi in piedi per il dolore alle costole "Finora siete punibili solo per sequestro di un vascello federale e per rapimento.. volete davvero aggiungervi un'accusa di omicidio?"
De Rais scoppiò a ridere mantenendo il phaser puntato sulla Alluso "Io non riconosco più alcuna autorità alla Federazione Unita dei Pianeti, non mi interessa se voi mi considerate solo un criminale.. quando il piano verrà messo in atto io sarò considerato un eroe!"
"Un momento.." la voce di Hair si fece fredda "Vi offro uno scambio.. la nave per la vita di tutto l'equipaggio sequestrato. Io riparerò i sistemi della nave ma esigo che a nessuno di noi venga torto un capello"
De Rais osservò Hair con una certa curiosità "E chi mi dice che non sta solo guadagnando tempo per fare qualche piano dei vostri?"
"Nulla, esattamente come io non ho basi per fidarmi di lei, ma ci pensi.. è uno scambio che può soddisfare entrambi" Hair incrociò le braccia al petto "A lei questa nave serve, giusto? Il resto dell'equipaggio viceversa è solo un rischio, potrebbero tentare di fuggire o di riprendersi la Tokugawa.. troppo pericoloso. Questa è la mia proposta, sistemerò la nave e poi lei farà sbarcare me e tutto il resto dell'equipaggio su di un pianeta vivibile"
Eberhard ci rifletté per svariati secondi, poi abbassò il phaser "Le do due ore, non di più.. poi l'accordo salta!"

Zona sconosciuta - Asteroide di classe M
9 aprile 2399 - ore 18:21


Erano nuovamente tutti insieme sull'asteroide, o quasi.. il Capitano Hesse non si vedeva da nessuna parte, tanto che ormai era palese fosse stato trattenuto sulla nave, forse come ostaggio.
Il Primo Ufficiale, l'Andoriana Margret, passava con lo sguardo il volto dei membri dell'equipaggio rimasti leali alla Flotta Stellare senza sapere esattamente cosa dir loro.
Erano stati abbandonati in quel luogo sperduto, con pochissime attrezzature ed ora non restava altro che sopravvivere in attesa che qualcuno potesse trovarli.
"Siamo in una zona poco trafficata, Comandante"
La voce di Asami fece voltare Margret che annuì "Lo so, ma dobbiamo continuare a crederci.. non ci siamo mai arresi, non lo faremo neppure adesso! Ci hanno lasciato una boa di emergenza.. siamo in un'area in cui passano poche navi, ma questo non significa nulla, saremo trovati presto.. me lo sento"
Hair si guardava attorno insieme alla moglie Juliette. Quel cielo molto strano era, a suo modo, bellissimo. Da un certo punto di vista, era quasi un miracolo che, su un corpo celeste così piccolo, ci fosse dell'atmosfera.
"Per fortuna, fino ad ora, l'accordo è stato rispettato da quei criminali. Ho temuto che, una volta sbarcati, avrebbero piantato un siluro in mezzo al nostro accampamento e tanti saluti..."
"Hai risistemato la Tokugawa? Totalmente, intendo..."
Nel parlare arrivarono al posto in cui erano sedute Margret e Hana. Queste ultime avevano udito la domanda di Juliette.
"Beh, avrei voluto essere veramente io la causa di tutto quel trambusto, ma lo sono stato solo in parte. Inosservato, avevo pian piano messo in condizione di mancata ricristallizzazione del dilitio. Era questione di tempo che i controlli automatici facessero uscire la nave dalla curvatura. Io non c'entravo con i sensori e neanche con gli altri malfunzionamenti. Mentre stavo rimettendo in sesto i sistemi ho, però, notato che c'era un programma che girava nei sottosistemi. Non avevo mai visto qualcosa del genere e mi sono ben guardato dal manometterlo. A quello che ho potuto osservare, prima o poi, la nave andrà di nuovo in avaria. Speriamo lo faccia abbastanza lontano da qui e che ci trovi qualcuno prima che a Eberhard venga in mente di tornare a farci fuori."
"Sì, speriamo che sia come dici, Albert" rispose Asami.
Si unirono a loro Francesca, Giovanni e Cesare, ripristinando, Capitano a parte, il gruppo degli ufficiali superiori. La Lind si sentiva quasi fuori posto, ma in quella situazione la normale rigidità della catena di comando si era un po' allentata.
"La boa di emergenza?" chiese Margret.
Albert fece un cenno a Juliette. "L'ultima volta che l'ho verificata, due minuti fa circa, stava trasmettendo normalmente."
"Le altre attrezzature?" chiese il Primo Ufficiale a Hair.
"Tutte funzionanti. Io e Mouri abbiamo preparato la sorpresa di cui avevamo parlato" e fece un cenno all'Ufficiale Scientifico che si allontanò per un minuto, tornando con uno dei due replicatori alimentari che avevano lasciato in dotazione al gruppo di profughi.
"Alla lista delle attrezzature necessarie abbiamo fatto aggiungere alcune aggiunte strategiche." continuò Hair. "Cannibalizzando un paio di queste, abbiamo trasformato questo replicatore alimentare, aumentandone le capacità, per sfornare pezzi meno edibili" concluse con un sorriso lasciando la parola a Mouri.
Questi armeggiò qualche secondo e produsse in serie quattro oggetti di dimensione di pochi centimetri. Si tolse dalla tasca una batteria al plasma e la collegò agli altri oggetti assemblando il tutto sotto gli occhi curiosi degli altri. Infine porse il tutto a Margret: "Comunicatore sub spaziale, raggio di circa 3 anni luce, capacità di cripta-tura tramite codice personale. Se conosce qualcuno con cui parlare..." disse con evidente soddisfazione sul viso.
Non senza compiacimento, la donna rispose: "In questo momento, ci sarebbero tre o quattro persone che mi piacerebbe contattare, ma credo siano tutti fuori dalla portata. Inoltre non vorrei trovare qualche affiliato a questa... C.U.R.A. in ascolto."
"Potremmo fare così" consigliò Alluso, "attendiamo ventiquattro ore. Se nessuna nave tenta di contattarci per via della boa di emergenza, proveremo a comunicare noi"

USS Tokugawa NX-58168
Alloggio di Eberhard De Rais
10 aprile 2399, 02:41


Al terzo suono del cicalino, si svegliò. Capì che c'era qualcosa che non gli tornava, ma, ancora addormentato, non riusciva a capire cosa. "Qui De Rais."
=^=Capitano, siamo usciti dalla curvatura.=^=
Ecco ciò che non gli tornava: "Siamo già a destinazione?" chiese sapendo già che era impossibile.
La voce del Timoniere del turno di notte, un vulcaniano di nome Pa'Risk, rispose: =^=No, mancherebbero ancora 13 ore e 42 minuti.=^=
Chiuse la comunicazione con un'imprecazione "De Rais a Sala Macchine."
=^=Qui Bakoku.=^=
"Che sta succedendo, perché siamo usciti dalla curvatura?"
Dall'altra parte, un silenzio durato qualche secondo in più del dovuto denotava un certo imbarazzo: =^=Non lo sappiamo, sembra essere la conseguenza di una catena di malfunzionamenti di alcuni sistemi periferici=^=
"Quel maledetto ingegnere! Me la pagherà! Quando ci vorrà per riavere la curvatura?"
=^=Non lo sappiamo, esattamente. Probabili un paio d'ore=^= rispose Bakoku un po' titubante.
"Ve ne do una. Sto venendo là."
=^=Sì, signore...=^=

USS Tokugawa NX-58168
Alloggio del Capitano
10 aprile 2399 - ore 02:44


"Hesse, venga con me, subito!"
Demian non è che fosse addormentato, gli girava in testa l'avvertimento di Grandis, ma gli ci volle qualche secondo per capire che a parlare era qualcuno di ostile.
Si alzò e inquadrò l'interlocutore. Era quel De Rais che aveva preso in ostaggio la sua nave. "Cosa vuole?"
"Il suo Ingegnere Capo è un tipo in vena di scherzetti e sono sicuro che c'è lui dietro a questo sabotaggio" quasi ringhiò Eberhard.
"Sabotaggio?" si era già accorto che erano usciti dalla curvatura, ma non sapeva bene come interpretare la cosa.
"Venga con me subito, ho detto!" a stento tratteneva la rabbia. Dietro di lui, due guardie armate.
"Ok, e dove stiamo andando?" azzardò Hesse.
"Lo scoprirà!"

USS Tokugawa NX-58168
Turbo ascensore
10 aprile 2399 - ore 02:46


"Sala Macchine!" comandò De Rais.
Hesse, dopo la seconda svolta, si rese conto che il percorso non era quello per la Sala Macchine e tese i sensi, pronto a tutto.
Quando il turbo ascensore si fermò, colpì con un braccio al volto la guardia di sinistra. Quella di destra fu sorpresa dalla mossa del Capitano, ma non fece in tempo a girarsi che un colpo di phaser la colpì, facendola stramazzare al suolo. De Rais alzò semplicemente le mani mentre Hesse terminava il lavoro con la guardia colpita in precedenza.
Eberhard stava per dire qualcosa, ma un altro colpo di phaser lo mandò nel mondo dei sogni.
"Capitano, ben ritrovato."
"Ben ritrovato pure lei, signor Grandis. Che pensa di fare, ora?"
"A dire il vero ucciderei seduta stante questi traditori, ma lascio a lei la decisione. Il Capitano della Tokugawa è ancora lei."
"Sarebbe la soluzione più opportuna, forse, ma preferisco non abbassarmi al loro livello."
Grandis, quindi, chiuse dietro di sé il turbo ascensore e lo mandò in una traiettoria circolare, avendo prima cura di togliere le armi ed i comunicatori ai tre senza conoscenza, distruggendo, con un colpo di phaser, il dispositivo di comunicazione del turbo ascensore.
"Andiamo..."
Hesse, un po' titubante, gli andò dietro.

USS Tokugawa NX-58168
Hangar 2
10 aprile 2399 - ore 02:58


"Non ho nessuna intenzione di lasciare la nave a questa gente"
"Sì, lo immagino, ma qui c'è una console di comunicazione che non è soggetta ai controlli di routine della nave. L'ho portata e nascosta in uno dei condotti di Jeffries. Con i sensori, di nuovo fuori uso, possiamo mandare una comunicazione."
"Ed a chi? Non possiamo sapere chi è coinvolto e chi no in questa cospirazione"
"Conosco una persona che sicuramente non è coinvolta" spiegò Grandis
=^=Al Contrammiraglio Darion, Comando di Flotta. L'equipaggio della USS Tokugawa, fedele alla Federazione, è stato abbandonato su un asteroide di classe M alle coordinate che invierò in allegato. Capitano Demian Hesse, USS Tokugawa=^=


Sol III - San Francisco
Comando di Flotta - Alloggio del Contrammiraglio Darion
10 aprile 2399 - ore 04:02


Jonathan era ancora alzato perché stava cercando di riassumere la situazione stilando una lista delle navi che avevano risposto positivamente negli ultimi giorni.
A quelle che erano sempre state in contatto con il Comando di Flotta, aveva aggiunto alla lista la USS Corwin che, seppur all'inizio essere stata tra quelle che non aveva più comunicato con il Comando, dopo qualche tempo aveva dato segnali di essere di nuovo operativa. La comunicazione che era arrivata dal Primo Ufficiale era abbastanza inquietante per ciò che sembrava essere in corso sotto traccia, comunque era una nave in più su cui fare affidamento.
La situazione sembrava precipitare, ma c'erano alcune certezze. Stava fissando pensieroso quella lista quando venne distratto dal cicalino della console. Si portò allo strumento di comunicazione e vide che si trattava di un messaggio criptato, in codice, che richiedeva una scansione della retina e l'inserimento manuale di un codice per la lettura.
Dopo aver assimilato l'informazione e dato un comando ulteriore, il messaggio si cancellò.
Tornò alla lista delle navi che stava consultando e vide che propri la USS Corwin era, seppur in una situazione non ideale, nella posizione più adatta ad operare il salvataggio.
Si mise in comunicazione con la nave.

Zona sconosciuta
Asteroide di classe M
10 aprile 2399 - ore 08:47


Francesca, nel suo turno di sorveglianza del comunicatore, trasalì quando udì le parole attraverso il dispositivo:
=^=Parla il Comandante Kevides della USS Corwin.. C'è qualcuno in ascolto? Confermate vostra posizione=^=
Sul momento Francesca quasi si emozionò, ma poi fu fulminea nella risposta: "Qui il Tenente Comandante Alluso, USS Tokugawa, al momento abbandonati su un asteroide. Riuscite a localizzarci?"
=^=Abbiamo avuto le coordinate dall'Ammiraglio Darion. Stiamo venendo a prendervi=^=

FLASHBACK
SOL III - Luogo Imprecisato
07 dicembre 2398 - ore 07:05


Burattini. Un gioco vecchio di secoli. Eppure sempre di moda. Lui adorava giocare con i burattini. Era una cosa che aveva sempre amato. Solo che i suoi burattini non erano mai stati fantocci immateriali cui tirare i fili.. erano sempre organismi senzienti, di qualunque razza fossero e con qualunque capacità telepatica si vantassero di possedere.
La sua ultima creazione in ordine temporale era stata la C.U.R.A., acronimo di Culture Unity Racial Agglomeration, un'organizzazione volta alla tutela del patrimonio culturale e specifico delle razze appartenenti alla Federazione Unita dei Pianeti.
Partita in sordina, col passare degli anni, era riuscita a decuplicare i soci fondatori e, come in un moltiplicatore di scala, ora contava migliaia di simpatizzanti.
Era stata riconosciuta direttamente dal Presidente a Parigi con una sfarzosa cerimonia come esempio evidente di un'iniziativa preziosa per la salvaguardia culturale e storica di tutte le razze federali.
Sotto questa patina superficiale, già trasbordante di stupidi fantocci entusiasti nonché fermi sostenitori di tutto ciò che la C.U.R.A. sembrava voler trasmettere alle generazioni future, lui aveva potuto selezionare menti facilmente manipolabili, con patologie borderline o con convinzioni sopite dalle consuetudini.
Era riuscito a coltivare centinaia di accoliti anche dentro la Flotta Stellare.. un esercito di burattini pronto a fare tutto ciò che lui avrebbe detto loro di fare, senza, però, rendersene pienamente conto.
Le idee, che, sapientemente, aveva instillato dentro le loro menti, li avrebbero fatti muovere come perfetti automi, seppur del tutto coscienti e dotati di libero arbitrio.
Qualunque mossa compiuta sarebbe stata una loro iniziativa coerente con le pulsazioni più radicate che ognuno di loro celava nel più profondo dell'anima.
A questo esercito di burattini, ne avrebbe opposto un altro, notevolmente meno numeroso, che avrebbe scatenato nel compiere attacchi terroristici.
Prima contro obiettivi militari della Flotta Stellare.. poi contro ufficiali della stessa per passare infine a vittime inermi nella popolazione, ma niente, assolutamente nulla, contro i poteri forti.
La gente, presto o tardi, avrebbe notato quel misterioso e sospetto velo di protezione che pareva rendere intoccabili gli alti notabili della Federazione.. ciò avrebbe portato a rivolte, manifestazioni, istanze preliminari volte alla fuoriuscita da un agglomerato incapace di tutelare la sicurezza al proprio interno.
Se le cose andavano come aveva previsto, sarebbe stato inserito a furor di popolo in una cerchia ristretta di nomi favoriti per l'elezione a nuovo Presidente della Federazione Unita dei Pianeti.
Sarebbe stato invocato a gran voce da quegli ufficiali di cui aveva corrotto gli animi, sarebbe stato pregato da quegli intellettuali tanto impegnati nel preservare le usanze culturali specifiche di ogni razza federale e, infine, avrebbe manovrato qualche sciocco politico affinché non solo fosse prescelto, ma che gli fossero conferiti poteri speciali come in caso di guerra.
Ci sarebbero state proteste, lamentele, malumori, ma, alla fine, lui avrebbe vinto.
Vincere non gli sarebbe ugualmente bastato.
Avrebbe millantato una qualche forma di incapacità, di inettitudine, un profondo malessere dovuto al non sentirsi pronto a portare un tale peso.. ciò avrebbe portato i suoi sostenitori a lodarne la modestia ed incensarne le qualità, ricoprendo ogni sua mossa di scroscianti applausi.
Solo allora avrebbe comunicato di aver accettato quella carica con grande riluttanza.
Avrebbe fatto un discorso intriso di parole come libertà di scelta, di democrazia, di necessità di salvaguardare la Federazione.. avrebbe annunciato, senza ombra di dubbio, che tutti i poteri aggiuntivi a lui conferiti sarebbero stati usati per il meglio e, soprattutto, rimessi al risolversi di quella crisi.
Una volta ottenuti pieni poteri, invece, avrebbe fatto in modo, in accordo con le sue nuove funzioni, di far piazza pulita di Ammiragli vecchi e stantii, legati a doppio filo a Direttive antiquate ed incapaci.
Al loro posto, avrebbe promosso elementi puri, dotati di idee forti, sicuramente non incroci razziali senza alcun senso e privi di carisma.
Avrebbe ridato forza agli eserciti planetari, in modo da creare un'unica grande forza da combattimento in grado di contrastare le minacce che, senza dubbio, sarebbero arrivate da tutti coloro che, lentamente, si sarebbero accorti di essere stati giocati e privati dei propri poteri.
Anche con loro avrebbe giocato come con dei burattini: li avrebbe sterminati uno dietro l'altro.. ma di fronte all'opinione pubblica sarebbe stato intransigente: avrebbe punito ufficialmente qualcuno dei propri accoliti, reo del torto lamentato dai suoi oppositori.
E, con uguale intransigenza, avrebbe eliminato sia lui sia loro: nessuno avrebbe potuto affermare che non fosse un leader giusto, illuminato e coerente.
Un trillo della sua consolle di ultima generazione dotata dei più avanzati protocolli crittografici, privò l'apparentemente anziano El-Auriano della soddisfazione di continuare nella sua visione profetica.
Ascoltò attentamente quello che una voce indistinguibile gli proferì: un Capitano del Dipartimento di Sicurezza aveva autorizzato da settimane un'operazione sotto copertura per comprendere ciò che stava accadendo a Quingdao, presso la Sede Biosyn.
A quanto pare, le cose non sarebbero andate bene come aveva pensato: poco male, amava gli imprevisti e ciò gli avrebbe permesso di ricollocare i burattini in un nuovo ampio e stimolante disegno strategico.

FLASHBACK
SOL III - Quingdao
Sezione 31 - Casa Sicura
Qualche minuto più tardi


Chiusa la comunicazione con colui che amava farsi chiamare Maestro, l'anziano analista Brian Friel si attivò per far rapporto ai suoi superiori.
Erano mesi che controllavano ciò che il Contrammiraglio Vashek stava combinando.
Non erano note le ragioni per cui un individuo pressoché irreprensibile come l'Andoriano si stesse occupando di supervisionare la produzione di una biotossina letale.
Non avrebbe messo in allarme nessuno se i quantitativi fossero stati irrisori: per quanto ugualmente devastanti, sarebbero rientrati nell'ambito di lavoro di Vashek, sempre in prima linea nel formulare risposte a potenziali rischi terroristici.
Dalla perdita del suo keth, infatti, Vashek era sì cambiato, più solitario ed irritabile del solito, ma aveva sempre mantenuto la medesima professionalità in ogni ambito lavorativo ed aveva superato con successo gli esami psicologici a cui era stato sottoposto per verificare la sussistenza di una crisi post traumatica.
Quella sua presenza assidua presso Quingdao, però, lo aveva messo sotto attenzione da parte della Sezione 31: dapprima per comprenderne l'eventuale cambio d'approccio programmatico e, in seguito, si era ritenuta la tossina interessante per i fini ultimi di difesa della Federazione.
In caso di nuovi attacchi, fossero stati del Dominio, dell'Impero Romulano o di qualsiasi altra provenienza, l'utilizzo massiccio di quella tossina nei pianeti d'origine degli attaccanti, avrebbe stroncato loro qualsiasi velleità bellica comportandone una resa pressoché immediata.
Replicando, in fondo, ciò che era già stato fatto coi Fondatori.
Era per quello che era stata data libertà d'azione a Vashek.
La Biosyn si era ritrovata negli organici una decina di agenti operativi della Sezione 31 ed ogni mossa dell'Andoriano veniva sempre analizzata e vivisezionata, anche sfruttando le debolezze del suo aiutante di bandiera, il Comandante Weigand.. individuo sordido, arrivato fin lì per occasioni di mero opportunismo, e con tendenze omosessuali che, per quanto Friel non le ritenesse disdicevoli, lo portavano a blaterare troppo con l'oggetto della sua infatuazione di turno.
L'ultima sua fiamma risultava un ventenne esule Batricano.. quasi indistinguibile da un umano se non per gli occhi, le cui iridi erano di un giallo ocra acceso.
A nessuno dei suoi colleghi era parso meritevole di attenzione, ma era stato proprio indagando sul Batricano, che Friel si era trovato invischiato in qualcosa di decisamente più grosso ed affascinante.
In qualcosa che partiva dal Maestro e che confluiva dentro e fuori la Flotta Stellare, i Servizi di Sicurezza, la stessa Sezione 31 ed organizzazioni criminali di varia natura.
Era indubbio, infatti, che la Biosyn era una propaggine legale di un'insieme di attività imprenditoriali, ugualmente rispettabilissime, di proprietà ad una serie di prestanome riconducibili a quell'enorme furfante di Jak'Al.. ammesso che esistesse una persona sola con quel nome.
Era impensabile che Vashek fosse in combutta con Jak'Al. Semplicemente non ne era il tipo, quindi qualsiasi fossero state le sua motivazioni, il tornaconto era economico per il criminale e qualcosa di intangibile, ma ugualmente di valore, per l'Andoriano.
L'intervento del Dipartimento di Sicurezza rischiava di mettere a repentaglio non solo l'operazione sotto copertura della Sezione 31 o quale che fosse il progetto originario di Vashek, ma anche l'utilizzo della cosa che pareva volerne fare il Maestro.
Da quanto aveva intuito, era l'ennesima riprova che la Federazione aveva fondamenta sempre più deboli, l'allargarsi in via esponenziale dei paesi membri aveva portato alla perdita di identità culturali e comuni dei membri fondatori. L'interfacciarsi continuo di razze, costumi e religioni, non aveva arricchito il patrimonio preesistente, lo aveva annacquato.
Era una visione fin troppo pessimistica per un analista come Friel, ma i suoi anni iniziavano a farsi sentire, così pure i vari acciacchi, e, nei momenti di debolezza, la consapevolezza che ci fosse qualcuno disposto a mettere un freno a questo progressivo indebolimento, ripristinando, anche con la forza, concetti ormai persi nel tempo, era per lui un dolce palliativo.
Come capo struttura di quell'operazione era l'unico che conoscesse gli incarichi operativi dei dieci agenti sotto copertura, oltre a tutte le implicazioni del caso. I suoi superiori attendevano soltanto il momento in cui avrebbero potuto mettere le mani sulla biotossina, eliminando Vashek e Weigand, facendo passare il tutto sotto silenzio.
Il Maestro gli aveva chiesto di attendere mezz'ora prima di far rapporto.
Dopo nemmeno quindici minuti avevano bussato alla porta.. non suonato, ma bussato.. con il codice convenzionale, dapprima, e con quello di sicurezza, in seguito.
Quando aveva aperto, Friel si trovò di fronte gli occhi gialli scintillanti del Batricano: preso da questi, non si accorse del phaser. Un colpo in mezzo agli occhi e tutto fu buio.

FLASHBACK
SOL III - Luogo Imprecisato
07 dicembre 2398 - ore 08:13


Emix Greyes avrebbe fatto ciò che era stato addestrato a fare: pulizia.
Avrebbe eliminato il vecchio Friel, un alleato che aveva perso utilità e rischiava di diventare pericoloso. Ne avrebbe cancellato ogni traccia, lasciando la Sezione 31, quell'ammasso di polli convinti di essere dei geni, a brancolare nel buio.
Non prima di aver mandato l'ordine di rientrare a tutti gli effettivi alla Biosyn. Sarebbe rimasto il solo Emix per mettere terrore in quella petulante isterica di Weigand.
Il Dipartimento di Sicurezza avrebbe fatto la sua irruzione, arrestato Vashek e, con lui, i suoi ufficiali coinvolti. Avrebbe messo sotto sequestro biotossina e contenitori. Avrebbe interrogato gli arrestati, ma nessuno di loro sapeva esattamente cosa stavano combinando e per chi lo stessero facendo in realtà.
Pertanto, a meno di qualche genio improvvisamente apparso in quell'organizzazione di palestrati senza cervello, non sarebbero arrivati a capo di niente.
In ogni caso, prima che le loro domande potessero diventare troppo intelligenti, la Sezione 31 avrebbe reagito eliminando i prigionieri per evitare qualsivoglia fuga di notizie, soprattutto dopo la misteriosa sparizione del loro capo struttura.
Con qualche bisbiglio al posto giusto, il Dipartimento di Sicurezza sarebbe stato messo in ridicolo dagli operativi della Sezione 31 ed ogni suo membro che avesse preso parte all'incursione, trasferito o eliminato.
Senza tralasciare che il Capitano Langdorff avrebbe pagato a caro prezzo il suo improvviso interesse per Quingdao, così come gli ufficiali a capo di quell'incursione.
Non avrebbe dovuto nemmeno mandare il Batricano, ci avrebbero pensato gli altri burattini: o la Sezione 31 che, desiderosa di tutelarsi, non avrebbe fatto sconti, oppure l'emissario di Jak'Al per cercare di sottrarsi all'ira del suo capo criminale.
L'El-Auriano sorrise: aveva perso un'ottima carta da giocare con la Biosyn, ma poteva tornare completamente nell'ombra, liberandosi dal sgradito contatto con la Sezione 31.

FLASHBACK
SOL III - Luogo Imprecisato
24 gennaio 2399 - ore 16:19


Sebbene Quingdao rappresentasse a tutti gli effetti un completo fallimento per i suoi piani, il suo esercito di burattini si era mosso come aveva immaginato.
La Sezione 31 aveva fatto le pulizie del caso, a maggior ragione dopo la sparizione del loro capo sezione in Cina: Vashek, Weigand e gli altri non erano sopravvissuti.
L'ultimo della lista era stato il Capitano Langdorff.. proprio colui che aveva firmato le autorizzazioni per l'irruzione che, però, non era così limpido come si sforzava di dimostrare a tutti.
La stessa Flotta Stellare lo aveva messo sotto indagine disciplinare, così come aveva disperso i membri delle squadre dell'irruzione ed allontanato gli ufficiali responsabili dal servizio attivo ed abbandonati in qualche sperduto avamposto.
I piani alti della Federazione, dal canto loro, avevano pressoché dimenticato subito la questione biotossina e, per finire, Jak'Al aveva eliminato i suoi emissari colpevoli di aver fatto trovare i contenitori schermati ai Federali.
Lui stesso li aveva pagati una fortuna.. era facile immaginarsi lo sforzo qualitativo nella produzione fatta da quel criminale.
Chiunque fosse questo Jak'Al aveva ottenuto la stima del Maestro: pur essendo un bieco ed abietto adoratore del mero guadagno, poteva rappresentare, senza ombra di dubbio, un avversario dotato di intelletto notevole ed interessante.
Un altro burattinaio, meno raffinato e capace, ma stimolante da sfidare, all'occorrenza.
Come se non bastasse, l'intervento del Dipartimento di Sicurezza era stato portatore di benefici.. i ricercatori scientifici della C.U.R.A. sembravano non essere più tanto sicuri che il quinto elemento da loro ideato, inserito assieme agli altri quattro componenti, fosse realmente in grado di purificare gli obiettivi.
Il piano era quello che rendere meno letale la biotossina, introducendovi un elemento discriminante che andasse a preservare i portatori di DNA univoco, ossia non derivante da mescolanza interrazziale.
Ogni attentato avrebbe indebolito la Presidenza della Federazione, ciascun atto terroristico avrebbe dimostrato senza ombra di dubbio che potevano resistere alle avversità della vita solo coloro che portavano i cromosomi della propria razza di appartenenza.
L'incursione alla Biosyn aveva permesso di rallentare le ricerche, salvare la tossina, perché sicuramente la Sezione 31 l'avrebbe fatta sparire, ma non distrutta.. e ciò sarebbe di nuovo andato a suo esclusivo vantaggio.
Ancora una volta, senza muovere i fili, i burattini avevano inconsapevolmente fatto il meglio per rendere felice il loro burattinaio.

FLASHBACK
SOL III - Sede Associazione C.U.R.A.
6 marzo 2399 - ore 07:10


Come un cupo brontolio di solito preannunciava l'aprirsi di una falla nello scafo, così una serie di sussurri e presagi si erano rincorsi per tutta la nottata.
La nave del Presidente, fondatore, nonché socio anziano dell'associazione leader nel settore della salvaguardia del patrimonio culturale tipico razziale era sparita.
Stava trasportando un carico di manufatti di inestimabile valore, provenienti dal Janaran Sanctuary di Betazed, in un tour museale che collegava numerosi enti di vari pianeti.
Voci incontrollate parlavano di un guaio, di un'esplosione, addirittura di un attentato o di un tragico incidente dovuto ad un malfunzionamento di una delle gondole di curvatura.
Qualunque fosse la verità, la C.U.R.A. aveva perso il proprio leader più carismatico.

FLASHBACK
USS Corwin NCC-10573
Ponte 1 - Plancia
9 Aprile 2399 - ore 23:48


Il Comandante Kevides era in anticipo di una ventina minuti.
Il Capitano Aumeier aveva nuovamente variato a suo piacere l'intera organizzazione dei turni a bordo.
Rispetto al suo predecessore, e specialmente negli ultimi mesi, Aumeier stazionava abitualmente in plancia praticamente su tre turni su quattro.. relegando il suo Primo Ufficiale alla guardia notturna.
Aveva palesi simpatie, come antipatie, ed il numero di sanzioni disciplinari, richiami e note di demerito a bordo fioccavano sulle seconde, così come encomi e riconoscimenti abbondavano sulle prime.
Aumeier aveva, di fatto, esautorato alcuni ufficiali, da lui ritenuti non consoni, pretendendo richieste di trasferimento. Al loro posto, almeno in via ufficiosa, aveva piazzato suoi lacchè e personale fidato.
Il suo secondo a bordo era diventato in tutto e per tutto il Capo della Sicurezza, Makayla Riordan, una Brekkiana che non nascondeva minimamente, benché giovanissima, l'orgoglio di aver soggiogato per generazioni gli Ornariani, fornendo loro medicinali che causavano dipendenza.
Come avesse superato i test psicoattitudinali rimaneva un mistero. Certamente il carattere mellifluo, la falsità e la faccia tosta le erano state d'aiuto.
Aveva intuito che il Capitano Karl Aumeier coltivava idee particolari e subito le si era accodata dandogli man forte anche quando occorreva mettergli un freno.
Entrambi consideravano Kevides un inutile deficiente, incapace di organizzare le varie sezioni della nave e non mancavano di sottolineare le sue lacune in ogni occasione.
Che poi fossero realmente tali o soltanto squallide mosse per togliergli credibilità di fronte all'intero equipaggio, era una sottigliezza che i due nemmeno si preoccupavano di nascondere.
Dell'equipaggio storico, guidato dal vecchio Capitano Nemin, erano rimasti relativamente in pochi. In un anno, la maggior parte dei responsabili di sezione era entrata in conflitto con Aumeier e si era letteralmente rotta le corna contro la lucida schizofrenia dell'umano.
I nuovi ingressi, meno rapidamente di quanto avesse fatto la Riordan, si erano allineati alle peculiari anomalie, per usare un eufemismo, del loro Capitano.
A riprova della loro fedeltà, a nessuno di loro era mai toccato un turno in notturna o qualsivoglia tipologia di avversità in grado di offuscare i loro meriti straripanti.
Le cosiddette rogne, e le conseguenti reprimende di Aumeier, ricadevano in toto su coloro che non erano complici di quella situazione, a partire da Kevides e da tutti i cosiddetti orfani di Nemin, come lui o il Consigliere Trill Phobi, per passare alla Vissiana Nikea, giovanissima Guardiamarina addetta alle operazioni, o al mezzo Vulcaniano e mezzo Romulano T'Kar, Tenente della sezione medica.. ultimo ad entrare in quella sfortunata lista era stato il secondo timoniere Matthew Tennant, per metà Umano e metà Orioniano, proveniente dalla Base Stellare 67 e, per questo, ritenuto una terza scelta dal Capitano.
"Addirittura origliamo Comandante? E' sceso così in basso nel suo comportamento così poco professionale?"
La voce aspra e secca di Aumeier sorprese Kevides mentre, scioccato, osservava le immagini provenienti dal suo pianeta natale, da Argelius.
"Cosa osserva?" domandò il Capitano della USS Corwin "Quella piccola esplosione? Parlano di attentato sa? Per me, sono solo fandonie.. è risaputo a bordo della sua incapacità amministrativa.. tipica della razza d'altronde.. dove mai un pianeta viene governato da chiunque, ma non dai suoi stessi abitanti? Ma ovvio solo su Argelius II.. Troppo dediti ai vizi, al dolce far nulla per riuscire in qualcosa.. e no.. non mi dica che è diventato Comandante per meriti.. è stato quel pappamolla di Nemin a farle ottenere quel grado.. permettendo a lei di prendersi meriti che non le spettavano.."
"Quante vittime, Signore?" chiese con un filo di voce Kevides al suo superiore
"Cosa le importa? Vorrebbe dirmi che un pugno di poveracci, ucciso dalla incapacità del suo popolo, possa essere alla base di una sua richiesta a non prendere servizio stanotte? Già sono stato magnanimo a concederle il turno di notte, mentre io mi accollo la responsabilità di una nave prestigiosa come la USS Corwin.. ora non inventi scuse.. diriga la nave al punto concordato senza domande"
"Siamo relativamente vicini alla zona dell'attentato, potremmo fornire aiuto ed appoggio"
"Non ha sentito cosa le ho detto?" sibilò furioso Aumeier "Lei farà quanto le ho ordinato.. ad ogni mio comando lei sarà pronto a dire signor sì.. le debbo ricordare la Quarta Direttiva? Ogni ufficiale deve in ogni caso.. e sottolineo in ogni caso.. eseguire gli ordini dei suoi superiori! Segua la rotta che ho tracciato e faccia silenzio!"
Il Capitano uscì dalla plancia, non prima di aver fatto un cenno quasi impercettibile al Capo Sicurezza.
Kevides non si sarebbe accorto di nulla se non avesse avvertito il cambio umorale nella Brekkiana. Makayla Riordan si era accesa di adrenalina.. una lussuriosa adrenalina fatta di sesso e dolore.
Qualcosa si stava mettendo in movimento.
Qualunque cosa fosse che animasse Aumeier, quella notte stava per accadere qualcosa da cui non si sarebbe più potuti tornare indietro.

FLASHBACK
USS Corwin NCC-10573
Ponte 1 - Ufficio del Capitano
10 aprile 2399 - ore 03.48


=^=Può ripetere, Comandante?=^= la voce del Contrammiraglio Darion era un misto fra incredulità e scetticismo mentre posava i suoi occhi sul quartetto che aveva davanti a lui.
"E' stato sventato un ammutinamento.." riprese Kevides col volto annerito e con un ematoma che si stava formando sullo zigomo destro
=^=Sventato? Io direi concretizzato.. visto che lei ha assunto l'incarico di Facente Funzioni di Capitano, dopo aver destituito Karl Aumeier dal suo comando=^= lo interruppe seccato Darion
"Non è corretto.. in seguito agli attentati su Alpha Centauri e sul mio pianeta natale, il mio superiore ha accentuato comportamenti poco consoni ad un ufficiale della Flotta Stellare"
=^=Un periodo di stress è comprensibile visto la situazione contingente=^=
"Ci troviamo fuori rotta, in direzione opposta al luogo in cui avevamo avuto l'ordine di dirigerci.."
=^=Non appena mi fornirà un rapporto dettagliato, continueremo questa conversazione.. al momento mi pare un colpo di testa da parte sua dovuto a continui richiami e reclami del suo superiore.. si diriga verso la base stellare più vicina ed attenda nuove istruzioni=^=
"Con tutto il dovuto rispetto, Signore, ma non ci penso nemmeno!"
=^=Come ha detto?=^= il tono di voce del Contrammiraglio non sembrava riuscire a celare del tutto lo stupore che provava per quella risposta assurda
"Il Capitano Aumeier ci ha ordinato una precisa rotta da seguire.. se, come dice lei, Ammiraglio, ho errato nel disubbidire agli ordini, seguirò le indicazioni che ha dato il mio ufficiale comandante, sebbene palesemente in contrasto con le istruzioni del Comando di Flotta.."
=^=Lei sta disobbedendo ad un ordine diretto, Comandante! Ciò comporta una violazione della quarta direttiva e messa agli arresti immediata=^=
"Ne sono consapevole.. ma, secondo il suo punto di vista, mi sarei già macchiato di ammutinamento.. la mia carriera è praticamente finita, ho una classe Ambassador con metà equipaggio agli arresti.. l'altra metà condividerebbe la mia sorte davanti alla Corte Marziale.. come gli ufficiali qui presenti"
=^=Non aggravi la sua e la loro situazione Kevides=^=
"L'ho già fatto.. dopo aver ripreso la nave togliendola al folle che la guidava, ho contattato il Comando di Flotta per ricevere aiuto.. se avessi deciso di disertare, mi sarei dato alla macchia.. non sarebbe stato facile con una Ambassador, ma ci saremmo riusciti.. ho poco meno di duecento cinquanta effettivi ai miei ordini.. sufficienti per due turni di lavoro.. sicuramente lunghi e stancanti, ma non per questo non affrontabili"
=^=Un attimo=^= la voce di Darion si spense, pur rimanendo attiva la comunicazione visiva.
Dopo qualche istante, ricomparve anche l'audio ed il timbro vocale del Contrammiraglio aveva perso in parte quella durezza che, fino a quel momento, pareva permearne ogni sillaba.
=^=Comandante Kevides la sua situazione, così come quella del Capitano Aumeier e di tutto l'equipaggio della USS Corwin, sarà oggetto di serrate indagini=^=
"Sissignore"
=^=Nel frattempo, come da lei stesso suggerito, ha l'ordine di seguire la rotta tracciata dal suo superiore gerarchico, fornendo ogni dato a riguardo al Vice Ammiraglio Merak che si trova ora a bordo della USS Resilient NCC-83899 di classe Akira alla testa di una task force di pronto intervento..=^=
"Posso sapere motivazioni ed entità di questa task force?"
=^=Negativo Kevides. Non cerchi di tirare troppo la corda! Sono una persona paziente, ma non tollero mi si prenda in giro.. lei eseguirà quanto detto.. nel caso in cui venga contattato da altre unità della Flotta con il medesimo punto di rende-vous, agirà come se al comando ci fosse il Capitano Aumeier.=^=
"A che pro?"
=^=Comandante Kevides è tutto.. ha i suoi ordini.. li esegua.. ed abbottoni quella divisa.. voglio un rapporto dettagliato di quanto avvenuto e dei danni subiti a bordo=^=

FLASHBACK
USS Corwin NCC-10573
Ponte 1 - Plancia
10 aprile 2399 - ore 04.02


"Nuova richiesta di comunicazione dal Comando di Flotta.. l'Ammiraglio Darion chiede di noi.. Comandan.. ehm Capitano"
=^=So che non si aspettava di sentirmi così presto, quindi non perdiamo altro tempo, Kevides..=^= l'umore di Darion, se possibile, era peggiorato =^=l'equipaggio della USS Tokugawa è stato abbandonato su un asteroide di classe M alle coordinate che invierò in allegato. Avete l'ordine di recuperare quegli uomini, integrare l'equipaggio a vostra disposizione e riprendere la rotta indicata da Aumeier=^=
"Che ne è stato della USS Tokugawa?"
=^=Non è noto saperlo.. il Capitano Demian Hesse si trova ancora a bordo ed è lui ad averci indicato le coordinate dell'asteroide.. non sappiamo, però, se sia prigioniero, in pericolo di vita o se pienamente in grado di svolgere le proprie funzioni..=^=
"Coordinate acquisite, Comandante.. potremo essere lì in poco meno di cinque ore a questa velocità.. meno se riuscissimo a riparare i danni in ingegneria.."
=^=Come siete messi?=^=
"La responsabile della sicurezza aveva messo in atto contromisure nel caso in cui il loro golpe fosse fallito.. una serie di esplosioni hanno colpito vari ponti della nave, ma stiamo provvedendo.. la nave è operativa indicativamente al 65%.. percentuale stimata e non Vulcaniana"
=^=Comprendo.. recuperate quegli uomini e riprendete la rotta originaria=^=

USS Corwin NCC-10573
Sala Macchine
10 aprile 2399 - ore 10:19


Il recupero degli uomini della USS Tokugawa era stato rapido e quanto mai opportuno.. da un lato, su quell'asteroide non avrebbero potuto resistere troppo a lungo, dall'altro la USS Corwin necessitava urgentemente di rinforzi nella sezione ingegneria.
Kevides ne era ben conscio e, dopo un attimo di déjà vù nell'aver salvato Asami Hana e Francesca Alluso, due colleghe già incrociate sul suo cammino in passato e di cui poteva dire di fidarsi ciecamente, non aveva perso tempo e sbraitato una serie di ordini, incontrando una muta, ma malcelata perplessità da parte della sua parigrado Margret del Keth R'Haalgret.
Pertanto, prima ancora di poter dilungarsi in qualsivoglia tipologia di ringraziamenti, il Tenente Comandante Hair era stato messo a capo della sezione ingegneristica e spedito di gran lena, assieme alla moglie Juliette ed a tutti gli ingegneri della Tokugawa, in sala macchine.
Qui Albert aveva scoperto come il caos regnasse sovrano: l'intera gerarchia di comando della sezione era stata esautorata.. da mezze frasi carpite qua e là, aveva intuito che nella faida che si era creata a bordo, si fossero schierati dalla parte del traditore, ossia il Capitano Aumeier, prima che le forze lealiste guidate dal Primo Ufficiale riuscissero ad avere la meglio.
A prescindere dall'entità dello scontro, non era difficile, per un occhio esperto, scovare i palesi segni di sabotaggio: la Corwin era come un animale ferito che lottava con tutte le sue forze per non arrendersi.
Juliette, più attenta al lato pratico del marito, aveva bloccato un giovane addetto chiedendogli chi fosse stato, fino a quel momento, a capo di quella baraonda.. le era stato risposto che era facile, bastava seguire le tracce di riparazioni impossibili con materiali improbabili.. presto o tardi ci si sarebbe incontrati, o scontrati se non si era fortunati, con la Guardiamarina Dejara Ven, una motorista Ornariana dagli occhi blu.
Due concetti configgenti avevano colpito Juliette: se l'averla definita una semplice motorista, termine riduttivo per un ingegnere, sicuramente andava a discapito dell'interessata, era altrettanto vero che quell'addetto pareva essere fastidiosamente invidioso di come quella Napeana riuscisse a mettere pezze a qualunque inconveniente le si parasse davanti.
Ad istinto femminile, a Juliette quella Dejara piacque ancor prima di conoscerla.. prima di poter suggerire qualcosa al marito, però, Albert aveva strappato di mano all'imbambolato addetto bloccato dalla moglie il pad contenente le problematiche che affliggevano la Corwin e stava dando indicazioni al team di ingegneri della Tokugawa.. cosa che probabilmente sarebbe piaciuta poco non solo alla Ven, ma a tutti i lealisti della Corwin impegnati in sala macchine.

USS Corwin NCC-10573
Infermeria
10 aprile 2399 - ore 11:02


Se Hair si era trovato a capo della sezione ingegneria, a De Chirico, invece, era toccato far da supporto al medico di bordo.
Kevides non era stato molto prolifico di parole a riguardo, aveva accennato che vi erano feriti a bordo, sia fra i prigionieri, sia fra i lealisti e che un dottore esperto sarebbe stato d'aiuto alle squadre mediche sparse per la nave.
Appena giunto in infermeria, De Chirico era stato affiancato da Naall, un'infermiera Tellarite che, una volta scoperto che non aveva nessuna ferita da curare, si era lanciata con assoluta tranquillità in una serie di insulti ed epiteti non ripetibili.
Ancora sorpreso dalla reazione della Tellarite, Giovanni sgranò assolutamente gli occhi a scoprire che la sezione era guidata da T'Kar, un Vulcaniano/Romulano suo vecchio compagno di studi ai tempi dell'Accademia, che era sì un ottimo medico, ma con una formazione mentale fin troppo ortodossa per avere quell'empatia talvolta necessaria coi propri pazienti.
Forse era per quello che Kevides sembrava furbescamente contento dell'arrivo di un nuovo medico in una sezione con poche defezioni, nonostante tutto.


USS Corwin NCC-10573
Ufficio del Capitano
10 aprile 2399 - ore 13:04


In quello che fino a poco tempo prima era stato il regno invalicabile di Aumeier, si stava attendendo il Comandante Kevides per una riunione tattica.
Erano stati convocati tutti gli ufficiali superiori o, comunque, incaricati di gestire la loro sezione di appartenenza: Hair era stato nominato nuovo capo ingegnere, con la moglie Juliette e la Ornariana Dejana Ven come sue facenti funzioni, alla Alluso era stata affidata la Tattica, mentre a Tanas, il suo vice Klingon, era toccata la responsabilità della sicurezza di bordo, alla Guardiamarina Vissiana Nikea l'onere di coordinare le operazioni, così come il timone era stato affidato a Matthew Tennant, il duo T'Kar e De Chirico erano stato incaricato di occuparsi della sezione medica, mentre Mouri avrebbe ricoperto il ruolo di ufficiale scientifico capo.
Fuori da questa spartizione di ruoli, rimanevano in tre: Kevides, Margret ed Hana con quest'ultima impegnata a far da filtro fra i primi due.
Margret poteva vantare una maggiore anzianità nel ruolo e, pertanto, legittimamente richiedere di assumere il comando della USS Corwin, cosa che, ed Asami lo sapeva bene, Kevides non avrebbe mai accettato.. e come poterlo biasimare?
Aveva appena salvato la nave da un Capitano traditore, si era precipitato in soccorso di colleghi in difficoltà ed avrebbe dovuto consegnare il proprio comando ad una collega che aveva, a sua volta, appena perso la propria di nave?
Un dilemma di difficile soluzione, se una delle due parti in gioco si fosse impuntata per principio.
Per non parlare della diversità di vedute, e di modi di agire, dei due Comandanti: da una parte, l'Andoriana desiderosa di intercettare la Tokugawa, salvare Hesse e recuperare la nave dai traditori che se ne erano impossessati con un golpe.. dall'altra, l'Argeliano che avrebbe preteso di seguire la rotta impostata da Aumeier e scoprire quale destino il suo Capitano voleva andare incontro.
A togliere, parzialmente, le castagne dal fuoco ad Hana ci aveva pensato il Contrammiraglio Darion con precise istruzioni: la Corwin avrebbe dovuto mantenere la rotta voluta dal Capitano Aumeier, comportarsi come se a bordo fosse ancora lui al comando, e dirigersi verso il punto impostato a quanto pareva un rende-vous di navi traditrici afferenti al sedicente gruppo terroristico denominato C.U.R.A. responsabile di una serie di attentati, fra cui gli ultimi su Alpha Centauri e Argelius II.
Solo una volta verificato l'esatto punto di incontro ed averlo comunicato alla task force guidata dal Viceammiraglio Merak, gli uomini della Tokugawa avrebbero potuto tentare di riprendersi la nave e liberare il loro Capitano.

USS Corwin NCC-10573
Ufficio del Capitano
10 aprile 2399 - ore 20:08


=^=Plancia a Comandante Kevides, signore.. il Capitano Medit della USS Cayman NCC-53720, di classe Springfield, ha appena chiamato, chiede di parlare con Aumeier=^=
Kevides fece una smorfia, aveva ricevuto l'ordine dal Contrammiraglio Darion di occuparsi personalmente delle future comunicazioni che sarebbero giunte sulla nave, ma era consapevole che il bluff difficilmente avrebbe retto a lungo "Passatela in questo ufficio"
Lo schermo del terminale si accese lasciando apparire il volto del Capitano Medit. Sebbene tentasse di non darlo a vedere, l'espressione dell'Atreano era di perplessità e diffidenza: non si aspettava di vedere il Primo Ufficiale.
=^=Aumeier dov'è?=^=
"Al momento è impegnato con le riparazioni alla nave.. il gruppo di lealisti ha tentato di distruggere il vascello"
=^=Si tratta di una comunicazione della massima urgenza, desidero parlare immediatamente con il Capitano=^=
"Comprendo perfettamente, ma, per essere d'aiuto alla causa, le riparazioni alla USS Corwin sono cruciali.. non so quante navi di questa stazza possiamo contare al nostro attivo.." Kevides si rese conto che probabilmente stava in parte esagerando, ma non aveva altre possibilità se non tentare "Il Capitano ci tiene particolarmente, per questo sono stato adibito ad occuparmi alle comunicazioni.. un compito all'altezza delle mie capacità.. se posso citare le testuali parole di Aumeier"
=^=Capisco..=^= la voce era tranquilla, ma, dallo sguardo, non sembrava che il capitano Medit fosse certo delle parole di Kevides, tanto che tergiversò per svariati attimi prima di proseguire =^=Il punto di incontro è cambiato, vi sto inviando le nuove coordinate.. da questo momento silenzio radio sino all'arrivo=^=
Kevides osservò le nuove coordinate sul terminale "Sono parecchio lontane dal primo punto di incontro, posso chiedervi come mai questo spostamento?"
=^=Semplice precauzione. E' tutto, informi il suo Capitano=^=


USS Corwin NCC-10573
Sala Tattica
10 aprile 2399 - ore 20:28


"E questo è quanto.." Kevides camminava lentamente "Personalmente ritengo che il punto di incontro non sia stato mutato, non avrebbe senso. Probabilmente questa era l'ultima comunicazione prima del silenzio radio, ma è palese che abbiano capito che qualcosa non va"
"Per via della sua sostituzione al Capitano?" Margret osservò Kevides incrociando le braccia al petto
"Sì, il rapporto fra me ed il mio ufficiale superiore non è mai stato dei più idilliaci" il tono sarcastico di Kevides chiuse la questione
"Ad ogni modo il problema permane. A questo punto, tutte le navi, allineate a questa follia, sapranno che non siamo più invitati alla loro festicciola originaria.. se dovessimo presentarci, senza invito, ci attaccherebbero in massa.. la Corwin ha già subito parecchi danni, ma, anche se non fosse così, uno scontro impari non potrebbe mai sostenerlo"
"Ma non possiamo nemmeno invertire la rotta ed allontanarci, sarebbe il segnale inequivocabile che siamo rimasti fedeli alla Federazione.. preparerebbero una battuta di caccia che porterebbe allo stesso risultato" la Alluso si appoggiò con la schiena alla paratia
Margret scosse il capo "Già.. senza contare che rischiamo di non rintracciare più Hesse e la USS Tokugawa"
"Bene.. vedo che concordate con me che occorre attaccare chiunque ci manderanno di fronte nel punto di incontro secondario.. un ammasso di asteroidi ravvicinato ad una piccola nebulosa instabile.. un luogo perfetto per eliminarci lasciando pochissime tracce.. non manderanno più di tre unità.. quattro o cinque se sono medio piccole" affermò con convinzione Kevides strappando un sorriso alla Consigliera Hana e più di qualche occhiata preoccupata da parte di tutti gli altri presenti
L'Argeliano parve nemmeno accorgersene e continuò la sua riflessione "Certo.. affinché il mio piano riesca, alla fine avremo bisogno di un'altra nave.. una che possa avvicinarsi al luogo dell'incontro originario"
"Ammesso e non concesso che le nostre ipotesi siano esatte e che riusciamo ad avere la meglio nel primo scontro, non credo che le unità sconfitte siano disponibili ad uno scambio e questa nave non potrebbe reggere un secondo combattimento.. con tutta la buona volontà, io non garantisco nemmeno per il primo.." esclamò sconsolato Hair
"Uno scambio forse no.. ma alla vita saprebbero rinunciare?" la voce di Hana fece voltare tutti verso di lei "Pensateci per un momento, sono dei traditori.. se dovessero credere di essere sotto attacco da parte di un'intera flotta, quanti di loro non opterebbero per la resa? Sono cose che non hanno prezzo.. non posso pensare che tutti gli ufficiali siano così fanaticamente ligi nel rispetto degli ordini ricevuti e l'istinto di sopravvivenza è qualcosa che è talmente radicato in ciascun individuo che non è possibile eliminarlo"
"Peccato che non abbiamo una flotta federale che possa bloccare quelle navi.. non conosciamo l'ubicazione della task force guidata dal Viceammiraglio Merak, ma dubito sia nelle vicinanze"
"Hana non parlava di un vero attacco, ma di una finzione.." Kevides incrociò le braccia al petto "Stai proponendo di ingannare i loro sensori?"
"Si, so che l'ambasciatore Worf vi riuscì quando era imbarcato sulla USS Enterprise.."
"Hair?" domandò Kevides al capo ingegnere
"Beh.. abbiamo navette e sonde in abbondanza.. tutte in ottimo stato.. posso tentare di organizzare una trappola ai sensori, ma funzionerà solo come diversivo.. basterà settare adeguatamente i sensori e si scoprirà il trucco.."
"Per farlo, avranno bisogno di tempo e l'incertezza la farà da padrona, fornendoci, forse una via di uscita" Margret annuì al piano ed Hair si accomiatò dalla riunione, lasciando modo all'Andoriana di riprendere
"Abbiamo l'elenco delle navi che hanno variato senza motivazione il loro piano di volo?"
"Non dall'Ammiragliato, ma una lista di navi l'avevo trovata mentre cercavo qualche informazione fra i file personali del Capitano.. il resto lo stanno facendo i sensori"
Sullo schermo principale apparvero una serie di navi della Flotta piuttosto variegata per grandezza, anzianità di servizio e capacità bellica.
"Iniziamo a sfoltire i risultati" Margret osservò lo schermo dando ordini al computer di bordo "Evidenzia solo quelle che pare mirino al nostro stesso punto di destinazione"
Sullo schermo il numero delle navi venne drasticamente abbassato, lasciando solo una decina di punti luminosi.
"Dieci navi sono decisamente troppe.." affermò con preoccupazione la Alluso "Computer, elimina le navi che per capacità belliche risultino nettamente inferiori alla USS Corwin.."
Sullo schermo ora capeggiava solo un puntino colorato.
"USS Poseidon NCC-83302 di classe Akira"
"Bingo.. ecco la nostra preda.." esclamò con soddisfazione Kevides attirandosi altre occhiate preoccupate dai presenti
"Uhm.." bastò quel mugugno dalla fin ad allora silente Nikea per attirare sulla giovane Guardiamarina Vissiana le attenzioni di tutti.
Le ci volle qualche momento per accorgersi che era calato il silenzio attorno a lei ed imbarazzata riprese, aiutandosi con lo schermo
"Alcune delle navi si sono fermate.. sembrano in attesa di qualcosa.."
"Stanno formando un perimetro difensivo.." affermò la Alluso "nel caso qualcosa andasse storto.."
Oltre alla USS Poseidon, soltanto altri quattro puntini colorati avevano intrapreso, senza possibilità di errore, la stessa rotta della USS Corwin.
Digitando febbrilmente, Nikea stava alacremente interrogando tutti i sensori ed il computer di bordo per scoprire chi fossero le navi invitate alla festicciola.
"Abbiamo la USS Cayman NCC-53720 di classe Springfield.. la USS Sengoku NX-68169 di classe Steamrunner.. la USS Firequeen NCC-28601 di classe Niagara.. e.. la USS Tokugawa NX-68168!"
Un piccolo boato accolse quella notizia.. con l'eccezione, notata soltanto da Hana, di Kevides.. ciò avrebbe comportato dividere le forze in uno scontro già impari..
"Non appena pronti, dovremo tentare di salire a bordo della Tokugawa.. se ci teletrasportiamo a bordo prima che alzino gli scudi, potremmo riprenderci la nave.. e due unità contro quattro nemiche sono meglio che una contro cinque.." sentenziò Margret senza particolari riflessioni.. lo doveva ad Hesse.. lo doveva a se stessa.. lo doveva alla Flotta Stellare..
"Avremo una sola possibilità: ossia quando ancora ci chiederanno di consegnare la nave.. dopo di che, alzeranno gli scudi e ci faranno a pezzi.. l'obiettivo sarà disabilitarci, non distruggerci.. e questo andrà a nostro favore.." ragionò la Alluso
"E' corretto.. ed è il motivo per cui non posso autorizzare un teletrasporto suicida in massa.."
La frase di Kevides ebbe l'effetto di una doccia gelata, facendo scoppiare un putiferio fra l'Argeliano e la sua parigrado Andoriana con il Klingon Tanas che non sapeva se difendere l'uno o l'altra..
Solo l'intervento congiunto di Hana e della Alluso portò la calma.
Ne seguì una concitata discussione: da un lato, l'esigenza primaria di avere uomini sufficienti per difendere la USS Corwin da un abbordaggio e tentare di impadronirsi di una delle unità nemiche.. dall'altro, l'importanza di tentare di recuperare la USS Tokugawa ed unirla alla causa.
Alla fine, fu deciso di mandare un piccolo pool di uomini della sicurezza sulla USS Tokugawa, guidati dal Comandante Margret, coadiuvati da un paio di ingegneri, altrettanti addetti alle operazioni e dal dottor De Chirico.
Il Klingon Tanas fu ritenuto fondamentale nel guidare la resistenza a bordo della USS Corwin, così come la Alluso a gestire la difesa tattica della stessa. Hair e la moglie Juliette non erano divisibili e non si poteva lasciare la Corwin senza un capo ingegnere. Da ultimi, in un frangente del genere, la presenza di Hana e Mouri erano stata valutata come più idonea a bordo della nave di Kevides, piuttosto che nel tentativo di recuperare la Tokugawa.
L'intero architrave del piano si basava su due aspetti: sicuramente vi sarebbe stato un ultimatum da parte dei traditori.. chiunque volesse salva la vita, avrebbe dovuto abbandonare la USS Corwin. Chi rimaneva a bordo era, a tutti gli effetti, un nemico e come tale sarebbe stato combattuto.
Avrebbero garantito un teletrasporto sicuro.. probabilmente su un'unità a corto di personale, ma abbastanza piccola per riuscire a tenere d'occhio i nuovi arrivi. La USS Firequeen e la USS Poseidon erano quindi scartate a priori.. rimanevano le altre tre.. di cui, di certo, la USS Tokugawa era a corto di uomini.. Margret aveva giurato che avessero bisogno come il pane di ingegneri.. quindi chi meglio di un nutrito gruppo di esperti da mandare in sala macchine?
Era un azzardo.. però, sia Hair che Juliette avevano garantito che alcune subroutine di sicurezza fatte installare dalla Alluso ai tempi del varo della USS Tokugawa erano ancora attivabili.. le avevano scovate anni addietro, dopo la scomparsa dell'amica, ma, d'accordo con l'allora Capitano, le avevano conservate operative.. sotto il codice di Protocollo Tracey.
La loro attivazione dava una serie di segnali al computer di bordo che avrebbe agito immediatamente come se la nave fosse posta sotto attacco.. isolando la plancia e dando alcuni accessi secondari di controllo remoto per garantire la gestione della nave in emergenza. L'attivazione del protocollo Tracey e l'immissione di una sostanza nell'impianto di ricircolo dell'aria, avrebbe dato modo all'away team di impossessarsi della nave, sfruttando l'allarme rosso e gli scudi attivi.

USS Corwin NCC-10573
Plancia
11 aprile 2399 - ore 00:12


L'equipaggio era in fibrillazione, gli ufficiali superiori avevano studiato varie linee di azione, ma non c'era stato il tempo di verificarle tramite delle simulazioni per capire se effettivamente l'intero piano avrebbe potuto funzionare.. l'unica cosa che potevano fare era preparare tutti al meglio delle loro possibilità.
Kevides occupava la postazione del Capitano con sguardo risoluto, ma soddisfatto: la USS Corwin non si sarebbe arresa per nessuna ragione.
"Computer, mostra le schede dei soggetti ritenuti i possibili nuovi comandanti dopo gli ammutinamenti di quelle navi.."
Sullo schermo apparvero cinque volti, mentre la voce atona scandiva i loro nomi:
=^=Capitano De Rais, Umano Maschio, USS Tokugawa.. Capitano Medit, Atreano Maschio, USS Cayman.. Capitano Vlad, Umano Maschio, USS Sengoku.. Capitano T'Ejx Nosh, Arbazano Maschio, USS Firequeen.. Capitano Zuckar, Iotiano Maschio, USS Poseidon=^=
Nessuno dei presenti parlò, ma tutti si trovarono ad osservare con particolare interesse il volto apatico della quarta fotografia. L'intero architrave del piano formulato si basava, infatti, sul fatto che almeno la USS Firequeen non partecipasse allo scontro per via della fantomatica flotta lealista in avvicinamento.
Ciò avrebbe portato la USS Cayman a fungerle da appoggio, lasciando alla USS Sengoku ed alla USS Tokugawa il compito di coprire i fianchi alla USS Poseidon.
Se il gruppo, guidato da Margret, fosse riuscito nell'intento di riappropriarsi della USS Tokugawa, ci sarebbe stato uno scontro alla pari fra le due Steamrunner mentre la Akira si fronteggiava contro la Ambassador.
"Computer, selezionare le schede del quarto e del quinto Capitano" gli occhi di Kevides erano concentrati sulle varie fotografie, ma la mente sembrava altrove, come se stesse già studiando il piano per agire.
Dall'esame dei curriculum, Zuckar era noto per la sua irruenza ed aggressività, mentre T'Ejx Nosh aveva una mentalità attendista, incapace di prendere una decisione avventata, e preferiva esaminare ogni possibile variante in gioco.
"Comandante Hair?"
=^=Qui sala macchine=^=
"Faccia in modo.. non mi importa quale, ma si assicuri che avvenga con assoluta certezza.. che siano i sensori della USS Firequeen a scoprire per primi la nostra flotta in avvicinamento.. si coordini col signor Tennant al timone e con la nostra Nikea alle operazioni.."
=^=Ricevuto, chiudo=^=

USS Corwin NCC-10573
Plancia
11 aprile 2399 - ore 03:00


Il punto di rende-vous era ormai davanti ai loro occhi.. la nebulosa con lampi verdastri si estendeva tutto intorno a loro.. mentre cerchi di asteroidi la intersecavano negli unici varchi lasciati liberi dalla stessa..
Il tutto pareva avvenire in una certa sequenza e la USS Corwin poté attraversare il campo con gli scudi in allarme giallo senza complicazioni.
Nel punto opposto, come da previsioni, campeggiava la figura della USS Firequeen che si stagliava scura in mezzo ad un balenare verdastro.. era nella posizione di attesa preferita da qualunque cacciatore, pronta a ricevere la preda inseguita dai cani.
La USS Cayman orbitava placidamente alla destra dello schieramento.. copriva la via di fuga da quel lato.. alle spalle, ormai da ore, i sensori davano la USS Sengoku, mentre non vi era ancora traccia della USS Tokugawa.
"Signore, rilevo la USS Poseidon.. procede per la rotta che avevamo ipotizzato"
"Molto bene signori, si va in scena.." Kevides strinse il bracciolo osservando il timoniere "Manteniamoci su una rotta parallela, abbassiamo la velocità per essere raggiunti e speriamo che.."
"Signore!" la voce di Alluso fece voltare un po' tutti i presenti in plancia "La Poseidon ha cambiato la propria rotta per intercettare il nostro vascello.. stanno arrivando"
Kevides annuì sorridendo per un attimo

USS Firequeen NCC-28601
Plancia
11 aprile 2399 - ore 03:01


"Signore, rilevo la presenza di una nave.. è la USS Corwin!"
Il Comandante T'Ejx Nosh si limitò ad inarcare un sopracciglio "Assurdo.. hanno avuto la possibilità di salvarsi, evidentemente sono troppo stupidi per capirlo e non credo sia il caso di permettergli di continuare a ficcare il naso in cose che non li riguardano.. Kesir, non lo pensa anche lei?"
"Sì.. concordo. Timoniere, calcolare una rotta di intercettazione.. condizione della nave?"
"La Corwin sembra essere stata danneggiata, è come se fossero detonate delle cariche al suo interno"
"Un sabotaggio?"
"E' probabile e ciò vorrebbe dire che all'interno vi sono ancora prigionieri nostri alleati.. chiunque guidi quella nave non li avrà passati per le armi, ma arrestati in attesa di Corte Marziale.. aprite una comunicazione!"
"Capitano, la USS Poseidon è entrata in rotta di intercettazione pronta all'attacco!"
"Comunicate a quel deficiente di Zuckar che dobbiamo prendere la Corwin il più possibile integra, non distruggerla! Non usi le mie testuali parole Kesir, mi raccomando che quel Iotiano si fa nemici più frequentemente di quante volte mangia al giorno"
"Signor sì"
Dopo qualche istante, l'addetto comunicazioni fece un cenno positivo, la Poseidon rimaneva vigile e pronta all'azione, ma aveva fermato l'impulso iniziale.
"Aprite una trasmissione con la USS Corwin.. solo audio.. date loro trenta minuti di tempo per liberare i nostri compagni prigionieri, di abbassare gli scudi e prepararsi all'abbordaggio"

USS Sengoku NX-58169
Plancia
11 aprile 2399 - ore 03:13


"Non ho bisogno di una massa di ingegneri.. che siano due, dieci o cinquanta!" sbottò Vlad all'indirizzo dell'omologo Capitano della USS Cayman
=^=A che punto è la USS Tokugawa?=^= rispose quello di rimando
"Ecco mandate a loro i colletti gialli della Corwin.. quell'idiota di De Rais è stato messo fuori combattimento dal Capitano Hesse e si sta ancora riprendendo.. mi auguro che, per lo meno, abbia giustiziato sul posto il signorino truccato che i babbei dell'Ammiragliato avevano messo a capo di quella nave.. però non so chi comandi a bordo e cosa funzioni o cosa no.. ci trasciniamo un peso inutile.. mandateci gli ingegneri o fatemela distruggere dopo aver prelevato l'equipaggio"
=^=Non dire sciocchezze Vlad.. in questo frangente, ogni unità è preziosa come Latinum..=^=
"Bah.. può essere, ma sulla Sengoku tutto funziona a meraviglia da quando abbiamo eliminato gli ibridi e le donnicciole come Durston.."
=^=E' grazie a lui che tutto è partito.. ha sacrificato la sua vita=^=
"Ma l'attentato non è riuscito come doveva.. i suoi problemi di coscienza, il suo desiderio di vendicare il fratello in un'azione solo dimostrativa, ci ha privato di quel migliaio di vittime necessario per far capire a tutti che la Federazione, così com'è, è inutile!"
La conversazione fra Vlad e Medit continuò ancora per alcuni minuti, ma per Lory May era abbastanza.. avevano usato il suo grande amore come cavia ed già lo denigravano come incapace.. l'avevano privata delle sue premure ed attenzioni, della sua capacità di farla sentire unica, avevano sfruttato il dolore immenso che provava per la perdita del fratello per muoverlo come un burattino ed ora avrebbero fatto la stessa cosa con lei e con tutti gli altri.
Si era sbagliata a fidarsi di tutti loro.. o quanto si era sbagliata.. ma loro l'avrebbero pagata cara!

USS Firequeen NCC-28601
Plancia
11 aprile 2399 - ore 03:31


"I teletrasporti dalla USS Corwin sono ultimati.. dalla USS Tokugawa confermano che il gruppo di ingegneri guidati da una Comandante Andoriana sono arrivati a bordo e stanno venendo scortati in sala macchine per riparare al guaio lasciato dall'ingegnere capo lealista."
"Addirittura un Andoriana a coordinare la sezione ingegneria.. che curiosa assurdità.." commentò T'Ejx Nosh strappando alcune risate dagli ufficiali di plancia
"Abbiamo un problema signore, non capisco" gridò l'addetto comunicazioni dopo pochi minuti "La USS Tokugawa sta andando in allarme rosso! Hanno alzato gli scudi e non rispondono più alle nostre comunicazioni"
"Reazioni dalla USS Corwin?"
"Negativo, sono in stasi come richiesto"
"Notizie dalle altre unità?"
"Nessuna.." il tattico si ammutolì per qualche istante sbiancando "Signore! Rilevo molteplici segnali alle nostre spalle, stanno uscendo dalla curvatura quattro navi.. due Defiant, una Akira e una Nebula! Era una trappola!"

USS Poseidon NCC-83302
Plancia
11 aprile 2399 - ore 04:16


Dopo la distrazione orchestrata da Hair, la USS Firequeen e la USS Cayman si erano allontanate dal teatro di scontro, riposizionandosi per affrontare la minaccia che sembrava essere incombente.
La USS Poseidon, dal canto suo, senza più custodi che ne frenassero la frenesia combattiva, aveva immediatamente alzato gli scudi ed era partita all'attacco assieme alla Sengoku, mentre l'inerzia della Tokugawa denotava la lotta a bordo per il controllo della nave.
Dopo poco più di un quarto d'ora di battaglia, successe l'imprevedibile: dapprima la USS Cayman era rientrata sui suoi passi attaccando alle spalle la USS Corwin già in difficoltà.
Quando gli scudi stavano ormai per essere prossimi al collasso, era finalmente entrata in scena la USS Tokugawa che aveva sparato una salva di siluri contro la Cayman, danneggiandola pesantemente in una zona scarsamente coperta dagli scudi.
A completare l'opera, un improvviso cambio di rotta della USS Sengoku che aveva perso quota andandosi a schiantare nel fianco della USS Cayman non prima di inviare un ultimo messaggio disperato alla USS Corwin
=^=Perdonate Durston, firmato Lory May=^=
Rimasta sola in lotta, la USS Poseidon aveva scaricato l'intero arsenale a propria disposizione contro le due unità lealiste: la USS Tokugawa era esplosa in un ultimo grandioso atto di coraggio, mentre la USS Corwin, di fatto, era stata totalmente privata di ogni difesa.
L'ordine di Kevides fu quello di fingere una precipitosa ritirata.
Tennant al timone si prodigò in una serie di manovre evasive, mentre Hair utilizzava ogni energia a lui destinata per dar potenza ai motori.
La USS Poseidon poteva semplicemente far fuoco e tutto sarebbe finito lì, ma l'esca era troppo ghiotta.
Come ci si poteva aspettare, di fronte alla distruzione di tre delle cinque navi a cui era stato dato il compito di togliere la USS Corwin dalle mani dei lealisti, un Capitano aggressivo come Zuckar aveva ordinato il tutto per tutto: l'abbordaggio per tornare trionfante con due unità al suo comando.
Lo Iotiano non aveva minimamente pensato di offrire una resa ai suoi avversari o di premunirsi a difendere la propria nave.
Aveva ordinato teletrasporti multipli di quasi tutti i suoi uomini sulla USS Corwin, dividendoli in modo da occuparne rapidamente tutti i ponti ancora utilizzabili.
Un ottimo piano, almeno in teoria.. perché fu proprio così che si ritrovò beffato.
D'accordo con Kevides, Nikea aveva allocato una grande quantità di energia di riserva per le sale teletrasporto della Corwin.
Praticamente, nello stesso istante in cui Zuckar pensava di aver conquistato la Ambassador, l'equipaggio lealista si era impadronito della Akira.
Ci fu un tentativo di contro abbordaggio di ritorno, ma fu stroncato dall'azione fulminea degli uomini della sicurezza guidati dal Klingon Tanas.
Il resto fu questione di fortuna ed abilità.
La USS Corwin non aveva abbastanza energia per attività offensive o altri teletrasporti ed ogni comunicatore era stato distrutto.
La USS Firequeen era ancora a caccia di fantasmi, inconsapevole di quanto stava accadendo alle sue spalle.
Sulla USS Poseidon l'equipaggio lealista stava tentando di rialzare gli scudi e dar potenza ai motori per allontanarsi il più possibile dal quanto mai probabile collasso con implosione della Ambassador.
=^=Nave a curvatura.. posso garantire curvatura 5 per circa sei ore=^= annunciò affannato Hair al comunicatore
"Ottimo lavoro, Comandante" Kevides era triste, ma soddisfatto: la battaglia era finita.. la Flotta Stellare non aveva vinto la guerra, ma sicuramente non aveva nemmeno perso quella battaglia.

FLASHBACK
Nave pirata Orioniana Hadful
Harem delle schiave
12 marzo 2396 - ore 11:33


Tensione, paura, ansia ed una forte delusione.
Hana era riuscita ad inviare un messaggio di aiuto, aveva dovuto lavorare per mesi solo per avvicinarsi a quella consolle ed adesso?
La giovane era pienamente consapevole che, prima o poi, i pirati si sarebbero accorti di quel messaggio in uscita e non ci avrebbero messo molto ad arrivare a capire chi ne fosse stata l'autrice, ma della Flotta Stellare neppure l'ombra.
"Ci hanno dati per morti, non verrà nessuno" la voce di Krelta, una sua collega di prigionia Bajoriana, la fece voltare ma non riuscì a risponderle nulla per svariati istanti
"Temo di sì" Asami si raggomitolò stringendo le ginocchia al petto "I miei codici sono già piuttosto vecchiotti, forse non hanno creduto siano autentici"
"Oppure semplicemente non gli interessa affatto" Rebekah osservò le due donne per poi scuotere il capo "Guardate in faccia la realtà, siamo in fin dei conti pochi ufficiali federali.. perché rischiare un'intera nave per pochi uomini?"
Krelta scattò in piedi furente "Questo non lo puoi dire, la Flotta Stellare non abbandona i suoi ufficiali!"
"Andiamo, quanti nuovi ufficiali vengono sfornati dall'Accademia ogni maledetto anno? Centinaia! E quante persone fanno richiesta per diventare un membro della Flotta? Migliaia!" Rebekah scosse il capo "E tu davvero pensi che per recuperare pochi uomini metteranno in rischio delle navi? E dai, ci hanno certamente date per morte e sono andati avanti. Fatevene una ragione, siamo soli"
"Asami.." Krelta si voltò verso la Betazoide "Tu che ne pensi? Siamo davvero state abbandonate dalla Flotta?"
Hana non alzò neppure lo sguardo restando raggomitolata su sè stessa
"A questo punto non so a cosa pensare, abbiamo lottato a lungo e siamo riuscite a chiedere aiuto, ma, se nessuno risponderà, non credo che avremo speranza" sospirò pesantemente "Sono passati quattro giorni dall'invio di quel messaggio e stiamo viaggiando nel bel mezzo della Federazione, devo concludere che non verrà nessuno"
La conversazione venne interrotta dall'entrata di un energumeno Orioniano dall'espressione feroce e, al contempo, idiota dipinta sul volto
"Pensavate che non ce ne saremmo accorti? Ci credete così stupidi?" il Capitano fece qualche passo verso le varie schiave soffermandosi, infine, di fronte ad Asami "Sai, è quasi un peccato.. mi piacevi, stavo quasi pensando di tenerti.."
Hana alzò il capo, ma, prima di riuscire a formulare una sillaba, venne colpita in pieno volto da una manata che la fece cadere a terra
"Non ci provare bellezza, questa volta la tua parlantina non ti salverà" il Capitano stringeva il collo di Asami con forza ed i tentativi delle amiche di intervenire vennero stroncati dall'intervento delle guardie "Credo che ti lascerò ai miei uomini, e quello che resterà di te lo venderò.. ma non credo che resterà poi molto"
Il grosso Orioniano allentò la presa al collo della Consigliera, lasciandola boccheggiare per qualche istante sul pavimento, poi la prese per i capelli trascinandola fuori dall'harem.
I corridoi della nave avevano una luce soffusa per limitare il consumo di energia della nave. Hana si sentiva perduta, ma non voleva arrendersi: dentro di sé la speranza che i membri della Flotta fossero comunque in arrivo non era ancora svanita del tutto.
La Consigliera piantò i piedi per terra, si divincolò nonostante il dolore che ciò le provocava e lottò sino a che riuscì a fermare il Capitano: il grasso Orioniano si voltò verso di lei per piazzarle un altro colpo in volto, ma, prima che ci riuscisse, una ginocchiata all'inguine lo fece piegare su se stesso per il dolore.
Hana era libera, ma per andare dove? Asami si guardò attorno, era una dannatissima nave Orioniana in viaggio per non si sa dove! Forse aveva guadagnato un po' di tempo, ma quanto? Qualche minuto..
*Devo trovare un nascondiglio!* Hana scattò in avanti percorrendo con grande rapidità i corridoi della nave, infilandosi in un tubo di Jeffries ed iniziando a spostarsi alla ricerca di un posto sicuro, finendo, infine, dentro una stiva di carico.


FLASHBACK
Nave pirata Orioniana Hadful
12 marzo 2396, ore 12:51


Terrore, disperazione, panico.
Nascosta fra le casse di merci rubate nella loro ultima scorreria, Asami se ne rimase immobile, cercando di non emettere alcun rumore.
Quanto tempo fosse passato non lo sapeva neppure lei, ma, poco dopo la sua fuga, aveva sentito scattare l'allarme.. la stavano cercando e, questa volta, l'avrebbero uccisa.
Teneva stretta fra le mani una spranga di metallo: era l'unica arma che aveva recuperato e, in quel momento, rappresentava la sua unica speranza di difesa.
Improvvisamente, sentì la porta aprirsi, passi piuttosto pesanti si facevano strada all'interno della stiva.
Asami non riusciva a capire in quanti fossero, erano tutti in silenzio: strinse ancora più forte la spranga e si preparò ad attaccare: non era impazzita, sapeva che sarebbe stato quasi certamente inutile, ma non si sarebbe arresa senza lottare.
Un rumore si fece estremamente vicino, era il momento: Hana scattò in piedi assestando un colpo dall'alto con la spranga, ma questa fu fermata ancora in volo dalla presa sicura di un giovane ufficiale federale "Hana presumo.." Kevides non si scompose minimamente, poi si girò verso i colleghi facendogli motto di abbassare le armi "Non sparate"
Asami rimase paralizzata, aveva sognato per così tanto tempo di essere salvata ed ora che ciò stava divenendo realtà si sentì quasi sopraffatta da tutta quella situazione "Ma.. ma come è possibile"
"Ci hai chiamato tu" il giovane sorrise per poi sfiorare il comunicatore "Comandante Kevides a USS Corwin, abbiamo trovato l'ultimo ostaggio, cinque pronti al rientro"

FLASHBACK
USS Corwin NCC-10573
Alloggio Kevides
12 marzo 2396 - ore 22:06


Kevides sorrise lasciando che la giovane entrasse: Asami, ora che si era ripulita ed aveva in parte trovato un po' di serenità, era davvero uno spettacolo. I lunghi capelli le ricadevano sul vestito a fiori che le era stato replicato ed uno sguardo enigmatico era dipinto sul suo volto.
Qualsiasi cosa fosse venuta a dire, o a chiedere, a Kevides sembrava, improvvisamente, aver perso ogni qualsivoglia significato.
Asami era un turbinio di emozioni contrastanti, ma, in qualche modo, si sentiva estremamente legata a quell'ufficiale che le aveva salvato la vita: aveva creduto in lei, aveva lottato per convincere i superiori a partire alla ricerca di quella nave Orioniana e l'aveva strappata da una sicura morte.
C'era una strana alchimia tra i due, alimentata anche dal fatto che era passato molto tempo dall'ultima volta che Asami aveva avuto accanto a sé qualcuno che desiderasse tanto "Sono venuta a salutarla.. e ringraziarla per ciò che ha fatto"
Kevides sembrava aver percepito le emozioni di Hana, tanto da iniziare a sospingerla verso il letto "Stai per imbarcarti su una nuova nave?"
Asami iniziò ad arretrare verso il letto, l'eccitazione era piuttosto palpabile nel turbinio di emozioni del momento "No, sono in congedo a tempo illimitato.. sto per tornare a casa"
Kevides scosse il capo osservandola "Tornerai su una nave, sei una guerriera. Ho visto la tua forza di volontà, non ti arrenderai"
Hana scosse il capo "Non lo so.." si fermò sentendo dietro di sé il letto di Kevides "E se dovesse succedere ancora? Se mi trovassi di nuovo in una situazione del genere?"
"Semplice.." con una piccola spintarella Kevides fece stendere Asami sul suo letto "Io ti verrò a riprendere"

FLASHBACK
Zona sconosciuta - Asteroide di classe M
10 aprile 2399, ore 08:47


*Io ti verrò a riprendere*
Asami scosse il capo un paio di volte da quando era su quell'asteroide non aveva fatto altro che ripensare a Kevides.
Aveva cercato di dare sostegno ai colleghi, per quanto poteva, ma ogni qual volta si fermava, gli appariva in mente il volto di quell'ufficiale.
Si era avvicinata alla Alluso per offrirsi di sostituirla alla sorveglianza del comunicatore, quando vide che stava giungendo una risposta dal dispositivo
=^=Parla il Comandante Kevides della USS Corwin. C'è qualcuno in ascolto=^=
Hana si bloccò di colpo sentendo proprio quel nome.. non udì altro: sapeva che, con buone probabilità, era stata solo una casualità, ma il fatto che fosse proprio lui a rispondere al loro messaggio di soccorso la fece stare meglio.
D'improvviso tutti i problemi sembravano essere risolvibili e, per un momento, Asami riprese a sperare che tutto potesse trovare una soluzione.

USS Poseidon NCC-83302
Alloggio temporaneo Asami Hana
11 aprile 2399 - ore 09:28


Il silenzio.
Un alloggio amorfo, probabilmente appartenuto sino a quel momento ad un uomo, e la necessità di dormire qualche ora prima di tornare in servizio.
Ma dormire era impossibile per quel dannato silenzio!
Nella frenesia del combattimento, ogni fibra del suo corpo era vigile ed Asami era perfettamente concentrata sul compito assegnatole, escludendo facilmente ogni altro pensiero ed emozione e permettendole di operare al meglio.. il problema semmai era stato il dopo.
La mente era libera di rielaborare tutto quello che era successo, era in quel frangente che quel silenzio si faceva maledettamente fastidioso.
La battaglia si era conclusa da poco più di cinque ore e tutto ciò che restava da fare era sbattere il muso contro la realtà dei fatti.
La Tokugawa era esplosa, le speranze che i suoi occupanti si fossero salvati in qualche modo rasentavano lo zero era stato come un pugno nello stomaco per Hana, una parte di sé era appena stata distrutta su quel vascello.
Asami era l'ufficiale superiore giunto per ultimo sulla Tokugawa ma, per quanto il tempo fosse stato poco, era comunque riuscita a legare con i suoi ufficiali in comando ed il pensiero che ora non vi fossero più.. beh.. la parte razionale le diceva che erano i rischi del mestiere, ma il suo cuore non voleva arrendersi alla realtà.
Osservò il letto quasi con espressione vuota, nonostante tutto fosse in ordine, restava un posto del tutto estraneo per lei. Per un attimo, fu tentata di cambiarsi, poi si ricordò che tutte le sue cose erano esplose sulla Tokugawa. Aveva di suo solo quello che indossava, nient'altro.
Certo, avrebbe potuto provare a replicarsi qualcosa, ma in quel momento la nave stava cercando di racimolare tutte le energie per indirizzarle ai sistemi primari ed un pigiama nuovo per la Consigliera non era affatto una priorità.
Il vuoto.
La sensazione che tutto quello che la circondava fosse stato fatto a pezzi, la frustrazione data dal sapere che non c'era null'altro da fare e la voglia di tornarsene a casa.
Asami si ritrovò a pensare, in fondo la vita da psicologa civile non sarebbe stata così male. La tranquillità di tornarsene sempre sana e salva al sicuro.. il suono del sensore la fece voltare verso l'entrata.
"Avanti.." Hana era un po' stupita di avere visite a quell'ora, nel pieno del trambusto, e rimase quasi senza parole nel veder entrare il Comandante Kevides "Le serve qualcosa?"
l'Argeliano si sedette sul letto osservando Asami "Ti ho spedito a riposare, ma era certo che ti avrei trovato sveglia. E' stato strano vederti su quell'asteroide, un po' come se il tempo avesse fatto un salto indietro.. ti è mai capitato di ripensare a quella esperienza?"
Asami annuì "Sì, soprattutto su quell'asteroide.. stranamente continuava a venirmi in mente una frase che mi dicesti tu anni fa, quando ti chiesi che cosa sarebbe successo se fossi stata nuovamente in pericolo"
"Ti dissi che sarei tornato a riprenderti. Per la statistica sembra quasi impossibile, ma, nella realtà, devi ammetterlo, ho mantenuto la promessa"
"La statistica nella mia vita non sembra aver alcun significato" Asami fece un breve sospiro "In effetti è una strana ironia.. nuova nave, nuovo equipaggio, simile risultato" si allontanò per raggiungere i finestroni "La prima volta prigioniera di pirati Orioniani, questa volta di ufficiali della Flotta ammutinati, ma, alla fine, il risultato è stato simile.. non ho potuto far altro che aspettare un aiuto"
"Questo non è vero! Asami tu sei una sopravvissuta.. e sei anche una Consigliera, non credo di dover essere io a doverti spiegare che prendere una decisione ora non è la scelta migliore"
"Non ho parlato di alcuna scelta Kevides, ma solo di statistica"
"Come se non ti conoscessi" l'uomo sorrise divertito "Pensi di lasciare? Te l'ho già detto, tu non sei fatta per restare a terra!"
"Non credo di dover essere io a prendere questa decisione al momento. La nave su cui prestavo servizio è esplosa e, non appena arriveremo in un pianeta, saremo sbarcati in attesa di ricollocazione.. solo che questa volta, lo ammetto, non credo che accetterò"
"Questo non è detto! Guardati attorno Asami, questa nave è ancora in grado di dare le sue soddisfazioni e ha bisogno di un equipaggio capace in grado di svolgere bene il proprio lavoro" Kevides osservava la Betazoide quasi studiandone le reazioni "Non c'è bisogno che tu e gli altri scendiate da questa nave"
Asami si voltò ad osservare l'Argeliano, un sorriso sbarazzino le apparve sulle labbra "La devo prendere come una proposta?"
Kevides fece a sua volta un mezzo sorriso mentre si portava di fronte alla donna "Non dipende solo da me lo sai.. però.. lo devo prendere come un si?"
Hana sembrò, per qualche attimo, vacillare prima di tornare a guardare Kevides, sentiva di aver bisogno di tempo, ma non avrebbe saputo dire quanto questa pausa sarebbe durata.. mesi? anni? per sempre?
La Consigliera scosse il capo quasi impercettibilmente "Una domanda di riserva?"
Kevides non sembrò minimamente preoccupato dalla risposta elusiva della Betazoide, tornando alla carica "Resti con me, ora?"
Asami non rispose all'ultima domanda, ma lo sguardo malizioso che le si disegnò sul volto era un chiaro indizio di quale sarebbe stata la sua risposta.

USS Poseidon NCC-83302
Alloggio provvisorio assegnato ad Hair e Lind
11 aprile 2399, ore 19:46


Dopo le ultime, lunghissime, giornate Albert e Juliette se ne stavano sdraiati, ma svegli, sul letto prima di decidere se, dove e cosa mangiare.
Gli avvenimenti erano stati incalzanti, molto carichi di emozioni e sensazioni.. c'era bisogno di qualche momento di relax per scaricare la tensione.
"Mamma mia, Albert! Sono esausta!" esordì lei dopo qualche minuto.
Albert rimase colpito dalle parole di Juliette.. avevano perso entrambi amici e colleghi e la situazione era precipitata, ma il senso pratico della moglie aveva preso il sopravvento.. avrebbero avuto mesi per affrontare la cosa.. per Juliette, in quel frangente, la priorità era il riposo.
Lui non sapeva più cosa pensare.. rimase in silenzio ancora per qualche minuto, poi esalò un intenso sospiro.
"Sono frastornato..." ma la frase venne fuori senza troppa convinzione perché non riusciva a trovare un termine che comprendesse tutto ciò che stava provando, unito al travaglio emozionale e fisico a cui erano stati sottoposti.
"All'inizio della carriera speravo di poter lavorare su molte navi, ma mai avrei pensato di perderne tante in così poco tempo..." disse quasi sarcastico.
Juliette si girò verso di lui e gli fece una carezza sul viso, appoggiando poi il capo sul suo petto. Lo abbracciò teneramente: "È davvero difficile pensare a tutto ciò che abbiamo vissuto in questi anni"
"Già..." gli fece eco lui.
Rimasero poi così, in silenzio, per molto tempo.
Albert non poté fare a meno di ricordare la sua USS Akagi, donata ad un popolo per permettergli di tornare a casa, la breve assegnazione alla USS Crusader, la lunga e proficua militanza sulla USS Tokugawa.
Era diverso quella volta.
Se le altre navi erano comunque ancora operative o, per lo meno, in qualche modo attive, quest'ultima se n'era andata del tutto.
Un velo di tristezza gli offuscò ancor di più la mente e, accortosi che Juliette si era addormentata, non volle disturbarla e si addormentò anche lui.

USS Poseidon NCC-83302
Alloggio temporaneo Asami Hana
12 aprile 2399 - ore 13:19


Hana si risvegliò lentamente facendo scorrere lo sguardo all'interno dell'alloggio: di Kevides, come la mattina precedente, di nuovo nessuna traccia, ma, in fondo, la cosa non la stupì affatto, quell'uomo riusciva a muoversi silenziosamente come un felino e di certo era già tornato in servizio a quell'ora.
L'attenzione di Asami fu comunque attratta da una specie di borsone posizionato sopra un tavolino poco distante.
Si alzò rapidamente aprendolo e guardandovi dentro: c'erano un paio di vestiti lunghi molto femminili e sensuali, una tuta e un paio di uniformi. Tutti i vestiti le erano adatti per taglia e anche per foggia, segno che Kevides non si era dimenticato molti dettagli sul suo conto: Hana tirò fuori tutto fino a che, sul fondo trovò un piccolo biglietto di carta con l'inconfondibile calligrafia dell'uomo.
Sul foglietto vi era la scritta "Lo prendo per un sì, ti ho trovato qualche abito sino a che non sarà possibile farti mandare qualcosa da casa. Non so cosa ci aspetterà da oggi in poi, ma comunque vada potrai contare su una famiglia formata da centinaia di persone capaci e preparate nel loro lavoro e dal sottoscritto, Kevides".
Asami sorrise girando fra le dita il bigliettino, quell'uomo aveva un fascino ipnotico in grado di stregarla.
=^=Comandante Hana, mi scusi se la disturbo ma è richiesta nel suo ufficio=^=
Hana sfiorò il comunicatore "Mi dia qualche minuto e sono da voi.." sorrise tra sé e sé prendendo una divisa pulita ed andandosi a cambiare *Si va avanti.. vada come vada*.


USS Poseidon NCC-83302
Sala ologrammi 2
20 aprile 2399 - ore 10:32


Aveva passato un brutto momento. Era un eufemismo e Cesare Tommaso Mouri ne era perfettamente cosciente.
Si era trovato al centro di una serie di attacchi terroristici e di ammutinamenti causati dalla C.U.R.A. e questo l'aveva segnato profondamente.
Era uno scienziato e uno storico di animo timido e chiuso.. l'aver assistito al tradimento di ufficiali e marinai della Flotta Stellare gli aveva lasciato una profonda inquietudine interiore.
Si era sentito inutile, non essendo un guerriero, persino durante l'epico scontro tra la USS Corwin e la USS Poseidon durante il quale era in servizio in plancia.
Aveva dato un contributo misero, facendo giusto una serie di scansioni con i sensori a supporto dell'ufficiale tattico, la Alluso che, al confronto suo, era stata straordinaria, almeno secondo lui.
In aggiunta al senso di inutilità, c'era la paura che gli aveva attanagliato le viscere: durante gli scontri con la C.U.R.A., ufficiali e marinai avevano disertato uccidendo in maniera barbarica chiunque fosse ancora leale alla Federazione.
Questo l'aveva portato a non fidarsi più di nessuno e di temere che l'ufficiale che gli stava accanto in laboratorio fosse un agente sotto copertura pronto ad ucciderlo.
Per liberarsi la mente, una volta riottenuta un po' di energia anche per scopi secondari e non solo per la sopravvivenza della nave, si era potuto tuffare nelle sue riproduzioni olografiche preferite. Uno studio circolare, con pietre squadrate come in una torre medievale e davanti a sé perfette riproduzioni di polverosi libri cartacei riguardanti la storia antica.
Si era sentito nuovamente a casa. Leggere di fatti antichi ed osservare le foto di artefatti di migliaia di anni gli aveva sempre dato un senso di tranquillità e stabilità.
Stava leggendo la storia dei primi re Longobardi quando venne contattato da una squadra di archeologi sperimentali, anch'essi colleghi nella Flotta, ma operanti in una base spaziale di tutta tranquillità, che volevano rievocare l'antica guerra che aveva sconvolto un impero.
Lo scopo dei ricercatori, e del loro programma olografico, era quello di partire dalle fonti storiche e ricostruire gli avvenimenti accaduti utilizzando una ricostruzione a cui ciascuno poteva partecipare come attore in prima persona.
Mouri aveva accettato con entusiasmo e si era trovato ad interpretare in un antico soldato. Era in completa antitesi col suo status mentale, ma, dentro di sé, sapeva che era la scelta giusta per esorcizzare le paure che lo stavano attanagliando nella vita reale.
Contentissimo aveva indossato l'armatura a piastra, l'elmetto, il largo scudo, il gladio e il pilum e si era subito immedesimato nel personaggio.
La ricostruzione storica prevedeva una lunga marcia dalla pianura e l'attraversamento di un fiume che sanciva il sacro confine.
Durante la camminata, ne aveva approfittato per pensare agli avvenimenti che stava rievocando: un noto generale di nome Caio Giulio Cesare era stato accusato dal Senato di Roma di voler prendere il potere assoluto e lui aveva reagito scatenando una guerra civile attraversando un fiume di nome Rubicone.
Una guerra civile... proprio quella che la C.U.R.A. Voleva scatenare nella Federazione.
Senza volerlo, stava paragonando gli avvenimenti dell'antica Roma a quelli che stavano accadendo in quel momento.
Certo le differenze erano abissali: Roma non era la Federazione e la C.U.R.A. non era Giulio Cesare.. esistevano, tuttavia, molte analogie: era, per entrambe le civiltà, un punto di svolta.
Si sarebbero scontrati eserciti e flotte che appartenevano alla stessa cultura e nazione e ci sarebbero stati dei tradimenti o simili.
Mouri guardò i soldati olografici che marciavano in armi accanto a lui, ma si sforzò di pensare allo stato d'animo che provavano i legionari originali.
Anche loro, in quel momento storico, avevano provato quello che provava lui: inquietudine per il futuro e senso di tradimento.
Eppure avevano continuato a marciare per superare difficoltà ed ostacoli enormi.
Poi Mouri pensò alle generazioni future. Come avrebbero visto, dopo duemila anni, gli avvenimenti tra la C.U.R.A. e la Federazione?
A tramandare gli eventi della guerra civile Romana ci avevano pensato lo stesso Cesare e lo storico Svetonio, ma chi avrebbe tramandato gli accadimenti che stavano accadendo in quel momento?
La verità, si sa, la scrivono i vincitori.. e se avesse vinto la C.U.R.A. chi avrebbe mai ricordato il bel sogno che voleva rappresentare la Federazione Unita dei Pianeti?
Quando il piede di Mouri toccò l'acqua, l'ufficiale scientifico prese la sua decisione e, anche lui, realmente e metaforicamente, passò il Rubicone.

USS Poseidon NCC-83302
Ufficio del Capitano
20 aprile 2399 - ore 16.14


Aveva tentennato alcuni istanti prima di suonare alla porta.
Per un secondo temette che il Capitano non avesse sentito, ma poi ricevette l'ordine di entrare.
Non era da molto che il Comando di Flotta aveva ratificato la promozione dell'Argeliano.. pare su diretto interessamento del Vice Ammiraglio Merak. Stavano ancora valutando il da farsi, ma avevano deciso di partire da un punto fermo: l'assoluta lealtà di Kevides alla causa della Federazione.
Con rapidi passi, Mouri giunse davanti al neo Capitano e si mise goffamente sugli attenti.
L'Argeliano posò il pad che stava leggendo e guardò Cesare negli occhi, facendolo, se possibile, sentire ancora più a disagio.. era come se quello sguardo fosse in grado di attraversarne il flusso di coscienza e lui.. beh lui non era del tutto sicuro di quello che stava per dire.. ne era convinto, quello sì, ma la sicurezza di quella scelta l'avrebbe maturata solo col tempo.
"Che cosa posso fare per lei?" chiese l'ufficiale in comando della USS Poseidon.
Mouri inspirò fortemente e, cercando inutilmente di ricordarsi il discorso che si era preparato, balbettò alcuni istanti per poi dire: "Signore sono qui per il mio incarico."
L'Argeliano inclinò leggermente il capo verso destra incuriosito dalle parole dell'umano.
"Se non sbaglio avevamo parlato di ciò la settimana scorsa e mi aveva esposto le sue difficoltà nel continuare a servire nella Flotta"
"Sì capitano, è corretto, ma ho... ." Cesare fece una breve pausa per trovare la forza: "Ehm sì.. insomma.. ho cambiato idea."
Kevides non rimase particolarmente colpito dalla poca enfasi con cui Mouri aveva espresso l'ultima frase, ma lasciò al collega la possibilità di rimediare: "Sono contento che abbia cambiato idea, sulla Poseidon abbiamo bisogno di ufficiali esperti, anche se la sua permanenza a bordo non è una mia prerogativa.. spero che lei questo lo sappia.. Posso chiederle cosa le ha fatto cambiare idea?"
"Il Rubicone."
"Il Rubicone?" chiese di rimando il Capitano.
"E' un fiume che scorre sulla Terra ed era considerato il sacro confine..."
Mouri si accorse che stava straparlando, una cosa che gli succedeva ogni volta che era agitato. Chiuse seccamente il discorso ed iniziò da capo:
"Capitano come lei sa io sono sia uno scienziato che uno storico e... beh verosimilmente questa nave sarà schierata in prima linea contro la C.U.R.A. anche perché, forse, siamo stati gli unici a riuscire a sconfiggerli finora.. Sarà difficile, duro e pericoloso.. questa volta i nostri avversari sono i nostri stessi compagni. Siamo quasi di fronte ad una guerra civile. Questo è un evento storico fondamentale ed io voglio assistervi e tramandare alle prossime generazioni gli avvenimenti."
Kevides guardò a lungo l'ufficiale di fronte a lui, in attesa di qualcosa
Mouri ci mise un po' a capire il perché di quel silenzio, poi un barlume di determinazione si accese nel suo sguardo, ma, prima che potesse aprir bocca, vide il Capitano alzarsi dalla seda con un sorriso sghembo in volto.. l'Argeliano aggirò la scrivania e si mise davanti a Mouri scrutandolo profondamente.
"La USS Poseidon sarà in guerra, non le ordinerò mai di compiere azioni contro la sua natura, ma, se rimarrà a bordo, pretenderò da lei due volte tanto quanto lei possa pensare di riuscire ad offrire alla Flotta. Avrà le sue valvole di sfogo, non sono un Capitano intransigente su quanto succede fuori dal servizio attivo.. ma, quando sarà di turno, vorrò sempre il massimo, non mi importa se la sezione scientifica possa essere ritenuta di second'ordine rispetto alla missione di debellare la C.U.R.A... esigo standard elevati sempre e comunque.. è pronto a darmi quello che le sto chiedendo?"
Mouri non rispose, ma lo sguardo rimase determinato e fiero della scelta fatta in sala ologrammi.
Dopo un breve silenzio, il Capitano Kevides porse la mano a Mouri dicendo: "Benvenuto a bordo, Comandante.. vada a bersi una birra alla nostra salute!"

USS Poseidon NCC-83302
Bar di Prora
20 aprile 2399 - ore 20:25


"Sono contento che hai deciso di rimanere" esclamò Hair alzando un calice di viso in onore al collega
"Beh.. sì grazie" rispose timidamente di rimando Mouri.
"Allora.. cosa ti ha fatto cambiare idea?" domandò Asami, prendendolo sotto braccio, percependo le difficoltà relazionali del collega scientifico
Cesare rimase interdetto alcuni secondi per poi affermare con maggior sicurezza: "La Storia, quella con la esse maiuscola."
"Che storia?" domandò incuriosita la Consigliera.
"La nostra storia?" si intromise Hair con fare sornione
Mouri non rispose.. si limitò a sorseggiare vigliaccamente la birra che aveva di fronte.
Asami Hana intuì la mossa ed intervenne ridendo: "Prima o poi quella bevanda finirà e dovrai rispondere."
"Ma guardalo.. Beve come un ingegnere che sa di averla combinata grossa" esclamò Hair all'amico
Mouri posò il bicchiere ormai vuoto, sorrise al consigliere e all'ingegnere dicendo: "La storia che succede in questo momento... beh.. è lungo da spiegare.."

USS Poseidon NCC-83302
Ufficio dell'Ufficiale Scientifico Capo
20 aprile 2399 - ore 23:55


Quella giornata gli aveva ridato la fiducia. Il colloquio col Capitano e poi la cena con i colleghi gli avevano dato una discreta sicurezza per il futuro.
Con quello spirito positivo decise che era ora di iniziare.
Prese carta e calamaio. Non sapeva ancora bene spiegarsi quella sua scelta, così arcaica, ma aveva provveduto a fare una riproduzione quasi maniacale dei manufatti artigianali che ora gli pareva di scrivere su autentici fogli di carta antichi, con una altrettanto antichissima penna ad inchiostro.
Stette a lungo a pensare come iniziare.. dopo vari tentativi, decise di optare per quello più semplice e diretto.. intinse la penna ed iniziò a scrivere:
"Quelli che vi narrerò sono gli avvenimenti intercorsi tra la Federazione dei Pianeti Uniti e l'organizzazione nota con il nome di C.U.R.A."