===========================
USS NOVALIS
Missione: 16
Titolo: Missione 16
==========================


*****************************************
Brano: 16-01
Titolo: Una morte poco accidentale
Autore: Tenente Comandante Denay Kuz
(aka Ilenia De Battisti)
*****************************************


Base Stellare N5, Ufficio del Capitano
16/02/2396, Ore 13:00 - D.S. 73127.51


Il Comandante Elbrun era in attesa di fronte all'ufficio del Capitano Utoya con espressione spazientita. Il lungo viaggio sulla nave di rifornimenti tellarita l'aveva decisamente sfibrata, ed ora si ritrovava a dover attendere per avere un colloquio con l'ennesimo Capitano irritato per la sua presenza.
Appena le porte si aprirono, entrò con passo marziale, scattando sull'attenti di fronte al superiore.

"Comandante Elbrun a rapporto signore."
"Comandante, sarò franco con lei, non sono affatto felice di questo controllo. Questa base scientifica è sempre stata all'avanguardia, ma non potete pretendere che via sia una scoperta al giorno! Le scienze sono un'arte, non potete pressare il mio equipaggio a rispettare delle tempistiche troppo stringenti!"

Il Comandante Elbrun sospirò lievemente, da quando aveva ricevuto l'incarico di supervisore aveva sempre avuto a che fare come le medesime polemiche, tanto da non farci più caso e rispondere in automatico.

"Capitano, comprendo i suoi timori, ma il mio compito è solo quello di verificare l'efficienza della struttura e il prosieguo degli studi in corso, lungi da me porvi fretta. Sono qui per osservare e fare rapporto, ed è esattamente ciò che intendo fare, nulla di più e nulla di meno."
"La sua presenza nei laboratori potrebbe distrarre i membri del mio staff, abbassandone sensibilmente il rendimento, e questo per me è inaccettabile. Mi auguro che faccia in fretta a stilare questo 'tanto agognato rapporto' e se ne torni al Comando!"
"Con tutto il dovuto rispetto Capitano, non posso assicurarle fin da ora quanto tempo mi occorrerà per il mio lavoro, ma stia tranquillo che non è mia intenzione disturbare il suo staff."
"Me lo auguro, anche se ho i miei dubbi. Le è stato predisposto un alloggio, quindi se non ha altro da dirmi è libero di andare. In libertà."

Il Comandante Elbrun salutò formalmente il superiore ed uscì dall'ufficio osservandosi attorno, per poi dirigersi al primo turbolift disponibile, scostando una ciocca di capelli dal volto: "Devo decidermi a chiedere una nuova assegnazione"

Base Stellare N5 - Ponte E
18/03/2396, Ore 23:06 - D.S. 73210.85


"Devo fare in fretta, devo fare in fretta"

Il Comandante Elbrun avanzava correndo per lo stretto corridoio di servizio del ponte con un'espressione terrorizzata sul volto. Da quando era stata demandata a quella piccola stazione spaziale, all'incirca un mese prima, qualcosa gli era parso strano, anche se in effetti non ne comprendesse il motivo.
Meticolosa e pignola com'era non ci aveva messo molto a capire che questa base scientifica non era come tutte le altre, ed ora che i suoi dubbi si erano trasformati in realtà sapeva di avere poco tempo per comunicarlo all'esterno della base.

"Lui lo sa, sono certo che abbia capito, è da qualche parte e mi sta aspettando."

Raggiunto l'alloggio per un istante pensò di essere al sicuro, ma non si lasciò fuorviare da quell'attimo di ritrovata pace: si portò al terminale e cercò di aprire un canale direttamente con il Comando di Flotta. Per alcuni attimi lo schermo si attivò, ma non abbastanza per aprire un canale, poi si spense.

"Computer, attivare il terminale dell'alloggio assegnato al Capitano Elbrun."

Il computer rimase stranamente muto di fronte alla richiesta del Comandante, tanto che quest'ultimo iniziò ad agitarsi, ben conscio del fatto che tutto ciò non fosse affatto normale.

"Computer, attivare il terminale dell'alloggio assegnato al Capitano Elbrun."

Alle spalle del Comandante, un uomo le toccò la spalla "Lasci stare, non funzionerà. Le era stato detto di andarsene, è un peccato che non abbia voluto ascoltare. È proprio un gran peccato..."

Il Comandante si alzò di scatto, osservando con sguardo terrificato l'uomo che gli stava di fronte, per poi osservarsi attorno ancora più angosciata di prima. Non gli ci vollero che pochi istanti per capire di essere stata circondata da almeno mezza dozzina di energumeni, e ancor meno per capire che contro di tutti loro non aveva alcuna speranza.

"Questa è la mia fine..."

USS Novalis - Plancia
19/03/2396, Ore 16:38 - D.S. 73212.86


Il Comandante Nimosit stava conversando con un certo gusto assieme al Tenente Oxila sulle migliori manovre da adoperare durante un attacco a sorpresa, mentre il resto della plancia li ascoltava, ma senza particolare interesse: il turno in plancia era iniziato da poco ma si prospettava un pomeriggio particolarmente noioso, dato che la nave era in viaggio per il sistema stellare MN9.4 e l'unico incarico era quello di mantenere sotto controllo le consolle per verificare che non si rilevassero dati anomali.

"Comandante, chiamata in entrata!" esclamò l'ufficiale addetto alle comunicazioni, quasi sollevato dall'avere finalmente qualcosa da fare "Arriva direttamente dal Comando di Flotta."
"Sullo schermo, Guardiamarina." rispose Nimosit alzandosi in piedi.

Sullo schermo apparve lo sguardo di un contrammiraglio umano piuttosto sovrappeso e con una barba bianca che lo faceva sembrare ancora più vecchio di quanto non fosse in realtà: l'ufficiale rimase in silenzio per qualche istante per poi focalizzare la propria attenzione sul Comandante Nimosit.

"Buon pomeriggio Contrammiraglio Wellington, come possiamo aiutarla?" lo anticipò il Comandante Nimosit, piuttosto sorridente.
"Salve Comandante, devo chiedervi di variare il vostro itinerario, purtroppo..." fece una breve pausa "informi il Capitano della mia chiamata, e gli dica che preferirei partecipasse anche lei alla conversazione."
Nimosit annuì prontamente "Certamente, Contrammiraglio" quindi sfiorò il comunicatore "Comandante Nimosit a Capitano, chiamata in entrata dal Contrammiraglio Wellington, richiede di poter parlare con lei ed il sottoscritto..."

=^= Qui Kuribayashi, faccia trasferire la chiamata nel mio ufficio e mi raggiunga. Chiudo.=^=

Nimosit si limitò a fare un cenno all'addetto delle comunicazioni, assegnò il comando all'ufficiale seduto alla consolle tattica e lasciò la plancia.

USS Novalis - Ufficio Capitano Kuribayashi
19/03/2396, Ore 16:44 - D.S. 773212.87


Appena Nimosit entrò in ufficio si andò ad accomodare ad una poltroncina per seguire la discussione senza disturbare il Capitano dal canto suo stava già conversando con il Contrammiraglio Wellington.

"Capisco Contrammiraglio, se vi è qualcosa di urgente che richiede la nostra presenza saremo lieti di dare una mano."
"Urgente onestamente non saprei, tuttavia preferisco che le cose vengano fatte il prima possibile. Ci sono cose che non dovrebbero mai accadere, e quando a morire sono ufficiali così promettenti è ancora peggio."
"Morire?!" intervenne Nimosit con il volto corrucciato.
"Ha capito bene Comandante. Stamani siamo stati informati della morte di un ufficiale della Flotta Stellare alla Starbase 05, vi ordino di dirigervi lì e recuperare la salma per riportarla su Sol III."
Il Capitano arcuò appena il sopracciglio destro, per poi fare un piccolo colpo di tosse e prendere la parola: "Potremmo avere qualche delucidazioni in più sulla morte di questo ufficiale?"
"Il Comandante Elbrun è morto, a quanto pare, a causa di un sovradosaggio di droghe, che lo avrebbero portato all'arresto cardiaco..." rispose il Contrammiraglio con una smorfia di disapprovazione "Secondo i rapporti, il Comandante avrebbe rubato delle droghe dai laboratori ed avrebbe esagerato sulle dosi, non si sa se accidentalmente o a causa di fantomatici propositi suicidari."
Il Capitano continuò ad osservare l'espressione di Wellington serio in volto: "Ma lei non sembrerebbe crederci, signore."
"No, con tutta onestà non credo ad una singola parola del rapporto che mi è pervenuto! Conosco il Comandate da quando era un semplice Guardiamarina, ha sempre trattato il suo corpo come fosse un tempio! Era allenato, non eccedeva mai nel cibo o nell'alcool, e mai e poi mai avrebbe fatto uso di sostanze stupefacenti."
"Quindi vorrebbe capire se c'è qualcosa sotto..." tornò ad anticiparlo Nimosit.
"Si, ed il prima possibile! Buon lavoro!"

Il Contrammiraglio fece un cenno di saluto e chiuse la comunicazione, lasciando per un attimo i due ufficiali ad osservarsi in volto.

"Qualunque cosa vi sia sotto, non si richiede l'intervento di una nave come la nostra per un intervento simile, a meno che non si pensi decisamente al peggio."
"Ha ragione numero uno, torni in plancia e informi il timoniere del cambio di rotta, andiamo alla starbase 05." rispose Kuribayashi "Massima curvatura, la questione non mi quadra."

Base Stellare N5 - Ufficio del Capitano
20/03/2396, Ore 08:26 - D.S. 73214.66


Il Capitano Utoya sembrava piuttosto preoccupato, mentre osservava il suo Primo Ufficiale che illustrava l'attuale situazione. Era morta una giovane ufficiale nella sua base questo avrebbe attratto nugoli di curiosi ficcanaso che avrebbero disturbato gli scienziati e rallentato i lavori.

"Me lo ripeta un'altra volta, cosa è successo a quella dannata ficcanaso del Comandante Elbrun, Comandante Folie?"

Il Comandante prese fiato per poi tornare ad osservare in volto il suo ufficiale: "Capitano non posso dirle nulla che non le avessi già detto questa mattina. Il Comandante Elbrun è stata trovata morta nel suo alloggio, il decesso appariva inizialmente dovuto ad un attacco cardiaco. Data la giovane età, abbiamo provveduto ad un'accurata perquisizione del suo alloggio, dove abbiamo trovato la presenza di alcolici di contrabbando e forti dosi di droghe e sedativi, le analisi ematiche hanno confermato che la giovane aveva fatto uso di una notevole quantità di droghe che l'hanno condotta alla morte. Si tratta di una tragica tragedia nata probabilmente da una personalità fragile che, non reggendo la tensione, si è rifugiata nell'uso di sostanze stupefacenti." fece una piccola pausa "Riassumendo, la morte del Comandante è stato un tragico incidente, nulla di più."

Il Capitano scosse il capo.

"Eppure qualcosa non mi torna, non mi è apparsa così fragile, né ho mai visto i sintomi legati all'utilizzo di certe sostanze!" si alzò andando ai finestroni "Mi sembra impossibile che quella ragazza abbia fatto una fine simile, siamo certi di aver controllato tutto?"
Il Comandante annuì nuovamente "Sì, Capitano. Ho già ordinato che si proceda con la cremazione del corpo e la predisposizione per l'invio dei resti su Sol III."
"Ed io ho fermato tutto, Numero Uno..." rispose il Capitano senza particolare enfasi "A quanto pare la giovane aveva altri piani per i suoi resti, quindi una nave verrà a recuperare il suo corpo fra circa una ventina di minuti."
Il Comandante si voltò di scatto "Non ne ero a conoscenza, signore! Provvederò ad informare la sala controllo e a predisporre il teletrasporto."
Il Capitano si limitò ad annuire: "Molto bene, in libertà."
Il Comandante annuì, uscendo, ma fatti pochi passi in direzione del turbolift sfiorò il comunicatore "Una nave verrà a recuperare il corpo di quella donna ed Capitano inizia a fare fin troppe domande, nascondete tutto. Non voglio che nulla venga allo scoperto mentre facciamo il teletrasporto della salma"
=^= Ricevuto, e per il capitano?=^=
"E' un vecchio 'rintronato' che non vedrebbe cosa gli sta intorno neppure se glielo indicassero, per ora lasciamolo lì. Se dovesse iniziare a fare troppe domande farà compagnia a quella ficcanaso nell'aldilà."
=^= Ricevuto Comandante, provvedo immediatamente. =^=




*****************************************
Brano: 16-02
Titolo: O sei parte della soluzione ... o sei parte del problema
Autore: Comandante Coral Nimosit
(aka Riccardo Renzetti)
*****************************************

USS Novalis, plancia
20/03/2396, Ore 8:46 - D.S. 73214.69
La base stellare N5 era già al centro dello schermo della plancia. Si trattava di un piccolo avamposto scientifico in territorio federale, ma al confine con la zona neutrale romulana. Posta al limitare di un desolato sistema binario composto da soli quattro pianeti, tutti completamente inadatti alla vita, era nella posizione perfetta per osservare la maestosa nebulosa NGC 3107, conosciuta in ambito scientifico anche col nome di Nube di Zaffiro, per il caratteristico colore azzurro intenso.
La forma appiattita e rotonda della stazione, con i moli d'attracco che sporgevano verso lo spazio esterno le conferivano l'aspetto di un ragno in agguato pronto a saltare addosso alla sua preda.

"Non ci si diverte molto da queste parti." Sibilò Nimosit seduto alla sua postazione.
"Affascinante!" Fece Kuz dalla consolle scientifica, mentre ammirava la nube sullo sfondo.
"Signor Oxila" - intervenne il capitano - "comunichi al centro di controllo della stazione la richiesta di attracco e proceda con le operazioni."
"Ricevuto Capitano." Annuì l'altro.

Viste le dimensioni ridotte della stazione, le navi stellari di grandi dimensioni non potevano essere ospitate nell'hangar principale e dovevano essere guidate dal centro di controllo fino al molo d'attracco assegnato. Le operazioni sarebbero state eseguite dal computer della stazione, per evitare qualsiasi possibile errore che avrebbe potuto essere fatale.

"Il centro di controllo prende in consegna la nave, il nostro molo è il numero 6." Fece Oxila poco dopo. Kuribayashi annuì.

Dopo alcuni minuti di attesa, la grande nave da guerra fu agganciata al molo 6.

"Guardiamarina" - intervenne il Capitano rivolto all'ufficiale alle comunicazioni - "apra un canale con tutto l'equipaggio." L'altro annuì ed eseguì. "È il capitano che parla, da questo momento siamo attraccati alla base stellare N5. Senza mio espresso ordine è vietato a chiunque sbarcare sulla stazione. Ripeto, è vietato sbarcare sulla stazione."
Poi si voltò verso il suo Primo Ufficiale.

"Numero uno, organizzi una piccola squadra per il recupero della salma del comandante Elbrun."
"Pensavo sarebbe andato lei, capitano." Rispose Nimosit sorpreso.
"Ci sono molti D-padd che attendono la mia validazione ancora sul mio tavolo. E non voglio dare l'impressione sbagliata al capitano Utoya."
"Molto bene." Annuì Nimosit.

USS Novalis, sala teletrasporto 1
Poco dopo


Nimosit e Thevek erano in posizione sulla pedana, in attesa del terzo membro della squadra.

"Comincio a pensare che tu cerchi tutti i sistemi per starmi alle costole!" Ammiccò il consigliere con fare fintamente altero. Nimosit puntò l'indice verso sé stesso con aria stupita. Lei ricambiò puntando due dita prima verso i suoi occhi e poi verso il primo ufficiale. Per la serie.....Ti tengo d'occhio.

"Scusate il ritardo, sono pronto." Il dottor Di Maria arrivò di gran carriera e andò a sistemarsi accanto agli altri due.

"Pensavo andassimo solo a recuperare la salma." Disse la donna facendo caso alla piccola valigetta che il medico aveva con sé.

"Un dottore che si rispetti non va da nessuna parte senza il suo 'necessaire'." - Fece notare l'altro - "Tricorder medici, in caso servissero."

Quando Kuribayashi aveva chiesto a Nimosit di organizzare una squadra di recupero, egli aveva pensato subito a Thevek e Di Maria. Se per il secondo le ragioni erano del tutto ovvie vista la triste situazione, le motivazioni che lo avevano spinto a richiedere la presenza del consigliere erano più.....sfumate. Conosceva il contrammiraglio Wellington da molti anni, da quando frequentava l'Accademia, e se lui pensava che ci fosse puzza di bruciato su quella stazione, allora c'era puzza davvero.

E il comandante Thevek era un segugio formidabile.

In realtà avrebbero potuto semplicemente attendere dalla base che teletrasportassero la salma della Elbrun, ma il perché invece dovessero andare di persona lo aveva chiaramente spiegato il capitano poco dopo aver fatto rotta sulla base stellare.

*** Flashback ***
USS Novalis, sala riunioni
16 ore prime


"Non sarebbe sufficiente attendere in sala teletrasporto che ci mandino la salma dalla base?" Aveva infatti fatto notare Romanov, con le braccia conserte.

"Il contrammiraglio Wellington ci ha espressamente richiesto un'indagine sul posto." Spiegò Kuribayashi.
"Sente puzza di bruciato?" Continuò il tattico.
"Non è convinto, nonostante abbia letto il rapporto che gli è stato inviato, che si tratti di suicidio. Tale rapporto è a vostra disposizione. Leggetelo bene prima del nostro arrivo, anche se probabilmente ne ricaverete poche informazioni." Concluse il capitano.
"Cosa dice questo rapporto?" Fece Kuz.
"Parla di suicidio overdose da droghe." Spiegò Nimosit.
"Molto comodo." Sibilò Di Maria.
"Che intende dottore." Si accigliò l'ufficiale scientifico.
"Se fossi intenzionato ad uccidere una persona lasciando il minor numero di tracce possibili, allora penserei seriamente a preparare un mix di droghe letali. Semplice e veloce."
"Ma?" Lo incalzò la giovane che ormai conosceva il modo di ragionare del medico.
Di Maria sospirò.

"Le droghe interagiscono fortemente con il nostro metabolismo e con il nostro encefalo. Con così tante specie umanoidi diventa complicato individuare il corretto mix di sostanze e le relative dosi. Ad esempio se iniettate oppiacei in un deltano avrete il solo effetto di farlo ridere a crepapelle per ore." Il comandante Elbrun era mezza umana e mezza andoriana.
"Quindi non crede alla storia dell'overdose?" Chiese Romanov.
"Non dico questo, almeno a priori. Può non essere facile stabilirlo, ma bisogna anche sapere dove cercare....." Sentenziò alla fine il dottore.
"Quali sono i sospetti del contrammiraglio, signore?" Chiese Thevek, incuriosita.
"Non ne ha al momento" - intervenne Nimosit - "o forse non li ha voluti esprimere per non orientare il nostro giudizio. Conosco Wellington da quando ero solo un cadetto, oltre ad essere un ottimo ufficiale è soprattutto un uomo di buon senso e di grande acume. Se ha dei sospetti, molto probabilmente hanno un serio fondamento."
"Lo scopriremo presto comunque. Tra quanto arriveremo alla base stellare signor Oxila?" Chiese il capitano.
"16 ore circa signore."
"Molto bene. Signori.....Se non avete altre domande, potete andare."
La riunione era terminata.

USS Novalis, sala teletrasporto 1
16 ore dopo


Erano pronti. Nimosit fece un cenno all'ufficiale alla consolle del teletrasporto e poco dopo sparirono per ricomparire sulla base stellare N5. Ad attenderli c'erano il capitano Utoya ed il suo secondo, il comandante Folie. Nessuno dei due era molto contento di vederli e nessuno dei due faceva niente per nasconderlo.

"Capitano, sono il comandante Nimosit, primo ufficiale della Novalis. Chiedo il permesso di salire a bordo." Aveva usato tutta la 'cerimonia' concessagli dal suo amor proprio, giusto per non entrare subito in guerra.
"Permesso accordato comandante." Rispose asciutto Utoya.
"Il comandante Thevek, nostro consigliere di bordo, ed il dottor Di Maria." Presentò velocemente la squadra mentre scendevano dalla pedana del teletrasporto.
"Credevamo sarebbe stato sufficiente teletrasportare a bordo della vostra nave il corpo dello sfortunato ufficiale." Fece Folie, subito dopo i convenevoli.

Nimosit era pronto a quella domanda, in effetti appena avevano attraccato, dalla base avevano richiesto di poter inviare la salma immediatamente, ma Kuribayashi aveva risposto picche.

"Ordine della Flotta, dobbiamo fare una piccola indagine e stilare un rapporto. Mi dispiace." Di fatto era la pura verità, ma risultava anche comodo, in quel frangente, dare la colpa a qualcuno che non c'era.

"Abbiamo inviato al Comando di Flotta il nostro rapporto sul decesso del comandante Elbrun. Mi sembra tutto chiaro e lineare."

Nimosit allargò le braccia.
"Non so che dirvi, dobbiamo semplicemente obbedire agli ordini." Utoya sospirò. Come il suo secondo, avrebbe preferito vedere la Novalis lasciare l'ormeggio al più presto, anche se per ragioni differenti.

"Da dove volete cominciare?" Chiese senza particolari enfasi.
"Dal corpo del comandante Elbrun, se non vi dispiace." Intervenne Di Maria.
"Seguitemi." Folie si voltò e si incamminò subito seguito dal capitano Utoya. A qualche passo di distanza lo seguivano i tre ufficiali della Novalis.
"Attiva i sensori a corto raggio!" Sibiló Nimosit rivolto al consigliere. Riponeva molta fiducia nelle capacità di analisi della donna e nel suo sesto senso. Fino ad allora avevano entrambi dato prova di grande affidabilità.
Ma non lo avrebbe certo rivelato a Dwalla. Neppure sotto tortura.

La salma era tenuta in cella frigo in un piccolo locale adiacente all'infermeria 2 della stazione. Il corpo non presentava segni evidenti di colluttazione, né ferite di alcun genere.

"Chi è stato a rinvenire il cadavere?" Chiese il dottore dopo un breve ma accurato esame visivo.
"Sono stato io." - Rispose Folie. - "È tutto scritto nel rapporto!"
"Ho letto il rapporto, grazie." Tagliò corto Di Maria mentre continuava la sua disamina, anche con l'impiego di alcuni Tricorder.

Nimosit lo osservava da debita distanza, Thevek dal canto suo non staccava gli occhi di dosso dai due ufficiali della base.

"Perché non proseguite con le vostre indagini sul cadavere direttamente nella vostra nave?" - Insistette il primo ufficiale non senza un velo di impazienza. - "Se mi date cinque minuti avrete la salma già a bordo."
"Dov'è stato rinvenuto il cadavere?" Proseguì Di Maria, noncurante del commento altrui.
"Nell'alloggio assegnato al comandante Elbrun." Fece Folie.
"Avete risistemato tutto, immagino."
"Certamente." Rispose l'ufficiale esecutivo direttamente a Nimosit. Di Maria si voltò verso il suo superiore, riponendo nella borsa i Tricorder.

"Signore, ritengo che per una analisi più approfondita sia necessaria la strumentazione che abbiamo nella nostra infermeria. Che ne dice se portiamo il corpo del comandante Elbrun sulla Novalis?"

Nimosit afferrò al volo il senso della richiesta del dottore. Se avevano rimesso a posto la scena del ritrovamento gli eventuali indizi erano già andati a farsi benedire. Dall'anteriore del medico intuì che le analisi superficiali condotte non erano sufficienti a chiarire i fatti. Al momento non c'era molto altro che potessero fare, se non recuperare il corpo della giovane ufficiale e proseguire il lavoro a bordo della Novalis. L'unica che poteva dar loro delle risposte alle tante domande era stesa senza vita su un lettino. Solo dopo aver fatto dei test approfonditi avrebbero potuto avere le idee più chiare e sarebbero stati in grado di stabilire una linea d'azione.

"Concordo dottore." - rispose il primo ufficiale. - "Signori, trasporteremo il corpo sulla Novalis, il prima possibile." Utoya parve rilassarsi.
"Molto bene. Me ne occupo personalmente" Folie lo imitò, girando i tacchi e accompagnandoli indietro verso la sala teletrasporto.

Durante il tragitto inverso Nimosit rallentò quel tanto che bastava ad impedire ai due ufficiali della base di udire le sue parole.

"Nervosetti, eh?" - bisbigliò all'orecchio di Dwalla. - "Che ne pensi?"

"Potrei scrivere una tesi di dottorato sul linguaggio non verbale di quei due!" - fece la donna. - "Utoya è evidentemente terrorizzato, Folie sa gestire meglio la tensione. Ma si è tradito. Gli ho fatto gli occhi dolci un paio di volte ma non ha abboccato. Troppo concentrato a sbarazzarsi di noi."

"Già. Si notava appena!" Concluse sarcasticamente l'ufficiale esecutivo.
Fecero un percorso leggermente diverso e passarono accanto ad una specie di passeggiata che dava su un grosso hangar che si estendeva sotto di loro. Nimosit fu attratto da diversi particolari e rallentò ancora.

"Quante gru di carico vedi per una piccola stazione scientifica di confine?" Chiese a Thevek dopo aver osservato la scena.
"Troppe!" Sentenziò lei dopo una breve pausa.

Base stellare N5, stiva di carico 3
dieci minuti dopo


I ficcanaso della Novalis erano stati teletrasportati da poco, ma la situazione era tutt'altro che tranquilla. Folie camminava nervosamente avanti e indietro ritmicamente, cercando di trovare una via d'uscita. Si voltò quando un breen, dalla tipica maschera sul volto, comparve alle sue spalle.

"Abbiamo un problema!" - esordì il primo ufficiale. - "Gli uomini della Novalis hanno portato via il cadavere. Sei sicuro di aver cancellato tutti i segni?"
"La rigenerazione dermica del cadavere è stata completata."
"Me lo auguro!"
"Sono un professionista, so quello che che faccio!"

La risposta ebbe il solo risultato di far infuriare Folie, il quale si avvicinò ad un centimetro dalla maschera del breen, con fare minaccioso.

"Se qualcosa va storto sarai un professionista morto, Gerdah! Te lo garantisco."
"Se avessi potuto incenerire il corpo avrei fatto un lavoro migliore, ma il tuo capitano si è messo di traverso. Non dimenticarlo!" - Il breen spintonò Folie per farlo indietreggiare. - "Stai attento, se smetti di essere una parte della soluzione, diventi parte del problema."
Terminò con una minaccia nemmeno troppo velata e se ne andò, lasciando il comandante con l'amaro in bocca e mille pensieri in testa.




*****************************************
Brano: 16-03
Titolo: Nuove scoperte
Autore: Tenente Comandante Aleksei Romanov
(aka Patrizia Mutto )
*****************************************


USS Novalis, Infermeria
20/03/2396 Ore 17:30 - D.S. 73215.69


Quando il corpo della Comandante Elbrun fu teletrasportato in infermeria, il dott. Di Maria e il comandante Kuz si chiusero dentro per fare l'autopsia. Quando, dopo ben cinque ore il dottore chiamò il capitano per fare il rapporto disse solo "Ho trovato qualcosa di insolito".
"Nimosit riunisca subito gli ufficiali superiori." Disse il capitano Kuribayashi dal suo ufficio.

USS Novalis - Sala riunioni
20/03/2396 pochi minuti dopo - D.S. 73215.71


Dopo pochi minuti erano tutti seduti nella Sala Riunioni della Novalis aspettando che il dottore parlasse.
"E' come pensavo, il comandante Elbrun è stata avvelenata. Le droghe le sono state iniettate dopo che era morta per far credere che la morte sia stata accidentale." Finì di Maria.
"Ne è proprio sicuro dottore?" fece Kuribayashi.
"Si. Certo è stato occultato molto bene, ma non ci sono dubbi. Dall'analisi autoptica sembrerebbe che la morte del Comandante Elbrun sia stata causata da un eccesso di uperzina A, che le ha causato un completo blocco muscolare, con conseguente arresto respiratorio. L'Uperzina A è una sorta di integratore naturale per il supporto dei deficit mnemonici e, dai dati che abbiamo ottenuto attraverso il test dei capelli, possiamo asserire che il Comandante ne facesse uso in modo piuttosto regolare da almeno un anno. Quindi tutto questo farebbe pensare ad un'overdose accidentale, come tra l'altro affermerebbe il referto redatto dall'ufficiale medico capo della base stellare ..." fece una piccola pausa "Ma l'uperzina A è una sostanza che viene metabolizzata in modo rapido dall'organismo, non ne avremmo dovuto trovare traccia nel circolo sanguigno.. questo ci porta a ritenere che gli sia stato iniettato post mortem. Inoltre, la stessa analisi sanguigna ha fatto rilevare la presenza di un metabolita che non ci sarebbe dovuto essere.."
"Metabolita?" Dwalla osservò incuriosita il dottore
"Esatto" Kuz si voltò ad osservare la consigliera "Oltre ad un accumulo del tutto straordinario di uperzina A, sono state rilevate tracce di tetradotossina quasi completamente metabolizzate"
"E questo, unito ai dati in nostro possesso, ci porta a dire che il Comandante Elbrun sia stata avvelenata con una sorta di veleno neurotossico che ha provocato una paralisi muscolare che, in effetti, potrebbe essere facilmente scambiata con un abuso dell'uprazina A, di cui faceva uso il Comandante." Di Maria scosse il capo "Sembrerebbe fossero stati certi di farla franca, ma le nostre apparecchiature sono decisamente più precise delle loro..."
"Si sa che veleno è stato usato?" chiese Nimosit.
"Non esattamente, abbiamo fatto un'analisi specifica e possiamo dire che ha molte attinenze con la tetrodotossina che potremmo trovare su Sol III, ma ne differisce per la complessità della struttura molecolare. E' sicuramente stata sintetizzata in laboratorio, probabilmente per rendere più lunga e dolorosa la morte". Kuribayashi annuí pensieroso.

"Altri particolari da segnalare?" Chiese infine.
"Be' sì...." - rispose Kuz - "... Qualcuno ha provveduto a far sparire i segni lasciati sul corpo del comandante Elbrun."
"Si spieghi meglio."
"In effetti è una cosa della quale mi sono accorto subito, già nel nostro primo sopralluogo sulla stazione." - Intervenne Di Maria.
"Quando mi ha fatto cenno di voler rientrare sulla Novalis?" Chiese Nimosit che ricordava perfettamente l'episodio. Di Maria annuí.
"Si esatto. Era un sospetto fondato, ma quando siamo rientrati in infermeria ho potuto controllare con maggiore accuratezza. Ho effettuato troppe autopsie per non accorgermi della cosa. Un lavoro ben fatto, senza dubbio. Ma è evidente che la Elbrun sia stata sottoposta a rigenerazione dermica in alcune zone del collo, volto, braccia, torace...."
"Evidentemente la povera ragazza ha lottato contro il suo assalitore." Concluse Thevek immaginandosi la sofferenza dell'ufficiale in quegli ultimi momenti. Per un breve istante calò un rispettoso silenzio.

"Comandante Kuz, potrei vedere la struttura molecolare della tossina?" Chiese Romanov dopo poco.
"Cosa c'è Comandante Romanov, ora è esperto anche in veleni?" fece Thevek maliziosamente.
"No, Comandante ma sono stato in posti in cui i veleni erano molto usati." Disse Aleksei.
"E quali sono questi posti?" disse Thevek sporgendosi leggermente verso Aleksei.
Nimosit sospirò tra sé e sé, Dwalla era peggio di un segugio, finché non avesse saputo tutto sul loro nuovo Ufficiale Tattico non l'avrebbe mai lasciato in pace.
"Quelli in cui si rovinerebbe la sua bella manicure." Rispose Romanov con un sorrisino freddo come il clima del suo paese.
Prima che il comandante Thevek rispondesse a tono e la discussione degenerasse, Kuribayashi disse "Ora basta comandante." E fissò intensamente Aleksei e notò con piacere che il giovane russo non abbassava il suo sguardo ma annuiva leggermente.
Era poco che stava con loro ma il suo nuovo ufficiale tattico iniziava a piacergli, non era un tipo chiacchierone, con lui una parola era poco e due erano troppe, ma eseguiva i suoi compiti con precisione e accuratezza.
"Va bene, Comandante, gli faccia vedere il rapporto su quel veleno." disse Nimosit, anticipando il suo capitano.
Mentre tutti stavano guardando attendendo un riscontro, Aleksei lesse più volte il rapporto poi lo posò sul tavolo e unendo le mani davanti a sé lo guardò con sguardo cupo per qualche minuto. Poi alla fine disse "Questo è un veleno usato dai Breen."
"Ne è sicuro?" chiese Di Maria.
"Si tratta di un'immagine che ho visto altre volte, sono certo di poterla riconoscere." rispose Aleksei.
"Ma io so per certo che i Breen escono raramente dal loro territorio." fece Nimosit.
"Questo è vero Numero Uno, specialmente dopo la sconfitta della battaglia di Chin'Toka." dichiarò Kuribayashi.
"Ma capitano il territorio dei Breen è lontano da qui." Dichiarò il tenente Oxila.
"Anche questo è vero." mormorò Kuribayashi.
"Ma siamo vicini alla Zona Romulana." Mormorò Romanov.
"E questo cosa a che vedere con l'omicidio." Disse Nimosit.
"Anche i romulani usano questo veleno anche se molto raramente." Disse Aleksei.
"Accantoniamo per un momento la faccenda del veleno, Nimosit e Thevek quali sono le vostre impressioni quando siete scesi sulla stazione?"
Il Comandate Nimosit e il Comandante Thevek raccontarono quello che era accaduto e Dwalla descrisse le sue impressioni.
"Certo che questo è molto strano, quei due c'entrano qualcosa ma senza prove non possiamo fare niente. " disse Kuribayashi.
"Capitano sono riuscito a trovare le schede personali il capitano Utoya e del suo Primo Ufficiale. Sono stati mandati qui per punizione, ne hanno fatte di belle. Ora vi mando le loro schede sui D-Padd." disse Sev, interrompendo il capitano.
Parecchi fischi si sentirono ma allo sguardo severo del capitano i fischi scemarono.
Kuribayashi si alzò e disse "La riunione è finita, ritornate tutti ai vostri posti."
Mentre stava tornando sul Ponte, Kuribayashi e Nimosit si trovarono la strada sbarrata da Romanov, era dritto sull'attenti e lo sguardo serio.
"Capitano le chiedo il permesso di scendere sulla stazione e cercare segni di Breen o Romulani." poi aggiunse con sorriso appena accennato "non si preoccupi nessuno mi vedrà."
"No. E' fuori discussione. Conosco le sue abilità di scomparire, ma nessuno deve scendere sulla stazione. Non voglio insospettirli." dichiarò deciso il capitano.
Appena il capitano e il suo Primo Ufficiale si furono allontanati, si avvicinò il Tenente Comandante Borodin.
"Ehi compatriota ho bisogno del tuo aiuto, devo scendere su quella stazione."
"Perché?" disse Aleksei.
"Quelle gru da carico di cui ha parlato il Comandante Nimosit, servono per lavori di scavo, e voglio sapere cosa ci fanno in una stazione scientifica." Fece Borodin.
"Ha sentito cosa ha detto il Capitano, ha proibito a chiunque di scendere sulla stazione."
"Va bene allora se non te la senti scenderò da solo."
"Non ho detto questo. Ok anch'io devo controllare qualcosa. Ci vediamo all'inizio del turno gamma in sala teletrasporto." replicò Aleksei.
"Dovevano solo cercare tornare prima che qualcuno si accorgesse, specialmente il capitano, e sarebbe andato tutto bene." Pensò tra sé.

USS Novalis - Alloggi Capitano
20/03/2396 Ore 21:30 - D.S. 73216.15


Il capitano Tetsuya Kuribayashi non riusciva a dormire si girava e rigirava nel letto, gli continuava a venire in mente la richiesta del comandante Romanov e l'avvertimento di Powers.

"E' un bravo ufficiale ma a volte tende a seguire strade tutte sue, lo tenga con le briglie strette."

Si alzò e spinse un bottone sulla sua scrivania "Computer dove si trova il comandante Romanov?"
=^=Il comandante Romanov non si trova a bordo della Novalis.=^=
"Maledizione lo sapevo." pigiò un altro bottone e disse "Kuribayashi a Nimosit."
Un insonnolito Coral borbottò =/\= Sì, signore ... =/\=
"Riunisca un paio di guardie di sicurezza e mi raggiunga in sala teletrasporto uno, Romanov è sceso sulla stazione disubbidendo ad un mio ordine."
Immediatamente sveglio, Nimosit rispose =/\= Sissignore. Provvedo subito =/\=

USS Novalis - Sala teletrasporto 1
20/03/2396 alcuni minuti dopo - D.S. 73216.16


Quando Aleksei e il Capo Ingegnere Borodin risalirono si trovarono ad attenderli un manipolo di guardie insieme ad un cupo Capitano Kuribayashi e dietro di lui c'era Nimosit con alcune guardie.
"Comandante le avevo espressamente ordinato di non scendere sulla stazione."
"E' colpa mia capitano." disse Borodin, poi continuò "dovevo controllare una cosa che aveva detto il comandante Nimosit."
Nimosit lo guardò sorpreso posandosi un indice sul petto come per dire 'chi io?'.
"Non mi interessano le vostre scuse, i miei ordini era perfettamente chiari. Per ora sarete entrambi assegnati al turno Gamma a tempo indeterminato, per aver disubbidito a un mio ordine, intanto deciderò quali provvedimenti prendere a vostro carico. Chiaro?"
Entrambi annuirono.
"Allora che cosa avete scoperto?"
Borodin allungò il suo tricorder al capitano e disse "Guardi qui cosa abbiamo trovato?"
"Tracce di trilitio? Questo si che è strano."




*****************************************
Brano: 16-04
Titolo: Il movente è sempre il lathinum
Autore: Tenente Comandante Dwalla Thevek
(aka Silvia nd)
*****************************************


USS Novalis - Alloggi del Consigliere Dwalla Thevek
20/03/2396 Ore 00:45 - D.S. 73218.67


"Luci. Soffuse..." disse Dwalla con leggera stizza.

Si era girata nel letto per quasi tre ore. Aveva letto, bevuto la sua tisana, meditato. Nulla era servito a mettere a tacere il tarlo che le rodeva il sonno.
Prese nuovamente il padd in mano e fece per leggere il libro che Nathan gli aveva suggerito, 'Sistemi Strategici Zakdorn', ma rinunciò subito.
Si alzò e indossò la vestaglia

"Computer mettimi in contatto il Comandante Moore del Centro Tattico di Starfleet"

Si andò a sedere alla scrivania in attesa del collegamento. Non dovette aspettare a lungo
=^=Dwalla! Ecco perché mi sentivo agitato! Cosa ti serve?=^= nonostante la tarda ora, Moore era ancora in divisa con l'aria trasandata di sempre.
"Ti vedo bene, ti diverti?" rispose Dwalla eludendo la domanda
=^=Mah! Sono a fianco ad un sacco di rincitrulliti freschi freschi d'accademia che pensano di sapere tutto.=^= sbottò con una finta rabbia.
"Ho capito... ti stai divertendo come un matto. Sei più uscito con... Maryrose?" disse Dwalla schioccando le dita nel ricordarsi il nome dell'ultima conquista dell'amico.
=^=Certo, ragazza adorabile, per il momento va bene... allora... cosa ti turba?=^=
"Non lo so. Siamo nel mezzo di una missione piuttosto strana."
=^=Il recupero di quel giovane comandante morto?=^=
"Sì, vedo che ti tieni informato"
=^=Fa parte del mio lavoro... continua...=^=
"Allora, Di Maria e Kuz hanno scoperto che è stata avvelenata con un veleno breen o romulano e che qualcuno si è dato parecchio da fare per nasconderlo. Nessuno sulla stazione è intenzionato a collaborare e da quello che ho letto sui loro fascicoli direi che potremmo sospettare di tutti. Sono stati mandati qui in questo angolo remoto come ultima chance di redenzione prima della dismissione dal servizio con disonore o il carcere militare. E poi..."
=^=Poi?"=^=
"Romanov e Borodin sono sbarcati senza permesso e hanno trovato tracce di Trilitio"
=^=Questo è interessante...=^= Moore si alzò dalla sedia e cominciò a vagabondare per la stanza come suo solito =^=Sai chi potrebbe saperne qualcosa? Yelen Tzo.=^=
"Quel contrabbandiere Tellarita? Non sta marcendo da qualche parte?"
=^=E' scappato... I servizi della Flotta dicono che si è rifugiato oltre lo spazio della Federazione nella Base Commerciale KS99 nel settore 85-631.=^=
"Grazie per la dritta"
=^=Figurati=^=" Nathan la guardò per un secondo fissamente =^=Dwalla...=^=
"Dimmi"
=^=Non metterti in pericolo, quella base non è un bel posto ed molto molto pericolosa...=^=
"Grazie per preoccuparti per me."
=^=Sempre. E ora vai a dormire.=^=
"Anche tu! A presto"
La comunicazione si chiuse lasciando Dwalla ai suoi pensieri

USS Novalis - Laboratorio Scientifico 1
20/03/2396 Ore 01:10 - D.S. 73218.71


Nonostante la tarda ora, Denay Kuz era ancora nel laboratorio scientifico ad analizzare i dati della stazione. Tecnicamente non aveva violato nessun ordine, ma aveva collegato i sensori della Novalis in una subroutine del sistema della stazione e aveva messo le mani su tutti i dati che era riuscita a recuperare. Non molti per la verità, ma sufficienti a farsi un'idea di quello che stava succedendo sulla stazione.
Dai report inviati alla Flotta la Base N5 stava concentrando i propri sforzi per la mappatura della Nube di Zaffiro e ricerca sugli elementi trovati. E qui Denay aveva trovato la prima incongruenza. I sensori a lungo raggio erano molto avanzati e ciò avrebbe dovuto limitare le uscite con le due navette in dotazione alla stazione per installare i ripetitori dei sensori. Invece erano registrate decine di missioni esterne e, incongruenza nell'incongruenza, tali missioni erano prevalentemente di estrazione di minerali dagli asteroidi dentro la nebulosa.
Una seconda incongruenza era dovuta al fatto che, pur trovandosi al di fuori delle rotte commerciali ed essendo una base prettamente scientifica, registrava un costante traffico di navi in arrivo, tanto che il Capitano Utoya aveva ordinato l'installazione di gru di carico aggiuntive.

"Comandante, forse ho trovato qualcosa di interessante" disse il Tenente Foxx alzando gli occhi dal suo analizzatore "Stavo analizzando il flusso di registrazioni inviate e mi sono accorto che mancavano interi blocchi di dati, come se qualcuno li avesse cancellati. Allora ho avviato un programma di recupero e ho trovato questo..." spostò l'analizzatore in modo che Denay potesse guardare.
"Molto interessante... ma... Non è possibile!..." disse Denay improvvisamente sveglia come se avesse ricevuto una secchiata di acqua gelata. La sua mano andò al comunicatore, poi ebbe un ripensamento. Era tarda notte e non c'era una vera urgenza.
"Ottimo lavoro Tenente, prosegua con il controllo dei dati. Credo che andrò a dormire per qualche ora. Può preparare una scrematura dei dati principali entro la fine del suo turno?"
"Certo Comandante. Buonanotte"

USS Novalis - Sala Tattica
20/03/2396 Ore 08:00 - D.S. 73219.49


"Allora... da quanto ho capito avete delle novità..." disse Kuribayashi sedendosi. I suoi ufficiali superiori erano già radunati al tavolo. Borodin e Romanov mostravano i segni della stanchezza per il doppio turno a cui erano stati consegnati, ma non se ne lamentavano. Sapevano entrambi di aver violato un ordine diretto ed erano pronti ad assumersi le loro responsabilità.
"Sì, Capitano" disse Kuz a cui Thevek aveva fatto segno di cominciare "Con il mio team abbiamo analizzato le registrazioni dei sensori e i giornali di bordo della stazione e abbiamo trovato qualcosa di molto interessante. La quasi totalità dei laboratori scientifici della stazione è destinata ad astrometria, ma il laboratorio 7 invece si occupa di analisi sugli elementi. Negli ultimi 6 mesi questo reparto, che dovrebbe essere minoritario, ha invece cominciato ad assorbire molte risorse in termini di personale e di energia."
"Ha scoperto il motivo?" intervenne Nimosit
"Penso di sì. Pare che siano riusciti a isolare da campioni di pseudo materia dalla Nebulosa contenenti un numero piuttosto cospicuo di Numex25, un rarissimo isotopo che i laboratori della Flotta Stellare hanno sintetizzato in laboratorio, mentre qui sembrerebbe avere origine naturale."
"Sembra un'informazione rilevante scientificamente, ma non mi sembra un movente per commettere un omicidio." commentò il Numero Uno
"Invece lo è Comandante, un solo atomo di Numex25 è in grado di stabilizzare momentaneamente la struttura del Trilitio. Sulla base di quello che abbiamo scoperto ho ragione di pensare che non solo l'abbiano fatto, ma che da questa scoperta, mai denunciata alla Flotta Stellare, abbiano creato un vero e proprio laboratorio dove si produce trilitio, che come tutti sappiamo serve a produrre siluri di straordinaria potenza."
"Siluri illegali di straordinaria potenza" commentò Romanov "e questo genere di cose porta con sé un fiorente mercato di gente senza scrupoli..."
"Questo spiegherebbe l'elevato traffico di navi che abbiamo rilevato per questo sperduto avamposto" commentò Oxila "Per quale altro motivo uno dovrebbe venire qui... la Nube di Zaffiro è bellissima, ma non vale il viaggio."
"Infatti Tenente, ma a questo punto la domanda è questa, dove va questo trilitio? E chi è, o forse sono, i colpevoli di questo commercio illegale?" disse Kuribayashi
"Sono gli stessi che hanno assassinato il comandante Elbrun, che probabilmente aveva scoperto qualcosa di troppo" intervenne Dwalla "Comunque per rispondere alla sua domanda, Capitano, dovremmo andare alla Base Commerciale KS99"
"Ma è fuori dallo spazio Federale" disse Nimosit "Cosa c'è di interessante?"
"Non cosa, ma chi" Dwalla si alzò e digitò dei comandi sullo schermo del computer.

L'immagine di un tellarita sfregiato apparve.

"Yelen Tzo. Condannato dalla Federazione a 25 anni di prigionia in un campo di lavoro su Keltric II per contrabbando di armi illegali, terrorismo e un'altra mezza dozzina di capi d'accusa. È stato, tra gli altri, uno dei principali fornitori di cariche isocinetiche subspaziali per le armi a esplosione isolitica in dotazione alle navi Son'a. Se qualcuno volesse comprare armi al trilitio è da lui che dovrebbe andare. È anche legato al sindacato di Orione, tanto che dopo appena sei mesi di prigionia è riuscito a evadere durante un assalto alla struttura detentiva effettuato da pirati. Da allora è stato fuori dalla portata della Flotta Stellare."
"E in effetti quella base non è un posto dove la Flotta Stellare possa arrivare senza pensare di usare un intenso fuoco d'attacco." disse Romanov
"Questo esclude una nostra visita con la Novalis" disse Kuribayshi "Ha pensato a qualche alternativa comandante?"
"In effetti sì" rispose Dwalla "Ci occorrerà una navetta non federale, possibilmente un mercantile. Ho parlato con la Base DS71, a 5 anni luce da qui, e mi hanno detto che hanno qualcosa che fa proprio al caso nostro: una navetta di un contrabbandiere romulano che hanno sequestrato. Dottor Di Maria dovrà intervenire per modificare i connotati in modo da far sembrare l'away team come romulano."
"Nessun problema" disse Di Maria facendo un cenno di assenso.
"Dovremmo partire subito, Capitano. Con quello che sappiamo è meglio allontanarci dalla base per il momento e far credere a chiunque sia stato di averla fatta franca. Almeno per il momento"
"Sono d'accordo Numero Uno. Comandante Kuz ha scoperto da dove vengono i campioni di Numex25?"
"Non esattamente, ma le navette della base sono andate spesso nel settore 5117 della nebulosa. Comincerei da lì a cercare..."
"Ottimo, allora il piano è questo. Oxila, comunichi alla Base che partiremo a breve e inizi le procedure di distacco dalla base. Poi imposti una rotta per la base DS71, quanto dovremmo impiegare?"
"Un giorno a massima curvatura, cinque giorni a curvatura 6..."
"Prendiamocela comoda, ma non tanto. Andremo a curvatura 7, così crederanno che stiamo tornando a casa per portare la salma, come da espressa volontà. Una volta arrivati sulla base invece Nimosit, Di Maria, Thevek e Romanov, prendete la navetta e sotto copertura andrete alla Base Commerciale KS99. La vostra missione è scoprire quante più informazioni possibile sul mercato di armi illegali. Se ne avete la possibilità procederete all'arresto di Yelen Tzo, ma non è la vostra priorità. La priorità è scoprire chi, della Flotta Stellare fa parte del giro e chi ha ucciso il Comandante Elbrun. Noi invece faremo un giro largo ed entreremo nella Nube di Zaffiro da un'angolazione tale da non essere percepiti dai sensori della Base. Kuz continui con l'analisi dei dati della stazione, se scopre qualcosa mi tenga informato. In libertà."




*****************************************
Brano: 16-05
Titolo: Un passo avanti ... un passo indietro
Autore: Tenente Lan Oxila
(aka Mauro Fenzio)
*****************************************


USS Novalis, Ufficio del Capitano
21/03/2396 Ore 11:30 - D.S. 73217.75


Kuribayashi era intento al proprio lavoro, leggendo una serie di rapporti giunti sia dalla sezione medica, sia dalla sezione scientifica. Era completamente preso dallo studio dei dati che gli erano stati inviati, ma sollevò lo sguardo verso l'entrata non appena sentì il sensore della porta.
"Avanti" il Capitano osservò Nimosit mentre entrava nell'ufficio salutando formalmente, poi con un aggraziato movimento della mano gli indicò la poltroncina "Sono consapevole che sta già iniziando a prepare tutto il necessario per la sua missione, ma sono giunto alla conclusione che sia il caso di modificare la squadra in partenza per la base commerciale KS99"
Nimosit si sporse un po' più in avanti, con una certa curiosità "Modificare la squadra della missione, signore?"
Kuribayashi annuì appena "Sono persuaso dall'idea che sia più sicuro inviare lei, il Comandante Thevek, il tenente Sev ed il tenente junior grade Ayace"
"Posso chiederle il motivo di questo cambio di idea?" Nimosit era piuttosto curioso, incrociò le braccia al petto ed osservò dritto in volto il proprio ufficiale in comando "Come mai ha deciso di togliere dalla squadra l'ufficiale medico capo e l'ufficiale tattico capo?"
Kuribayashi girò lo schermo per permettere anche a Nimosit di osservare i dati "La nube di Zaffiro non sembra affatto un giardino di rose profumate.. sono state rilevate forti campi di radiazioni, nonché tracce di alcune materie instabili non ancor ben determinate.. purtroppo le scansioni sono fortemente disturbate ed i nostri astrofisici potranno essere più precisi una volta che saremo molto più vicini alla Nube. La situazione potrebbe facilmente esporre l'equipaggio a radiazioni o campi magnetici pericolosi, tanto che le sezioni mediche e scientifiche concordano sulla necessità di predisporre tutta una serie di contromisure preventive all'insorgere di tali rischi. Mi spiace ma il dottor Di Maria sarà cruciale per la missione della Novalis.. la vostra incursione, viceversa, è una missione prettamente tattica, quindi la presenza di due membri della sicurezza potrà essere cruciale.. la loro capacità di creare fuoco di copertura potrà essere indispensabile qualora vi trovaste nella condizione di dover ripiegare"
Nimosit annuì per un attimo "Capisco per Di Maria.. ma il Comandante Romanov? Si tratta forse di una punizione per aver violato un suo ordine, signore?"
Kuribayashi osservò per qualche istante Nimosit, poi annuì "Capisco perfettamente che tale decisione potrebbe in effetti suonare come una sorta di punizione, ed infondo potrebbe essere anche utile al Comandante Romanov, ma no.. qui non si tratta affatto di una punizione" Kuribayashi voltò nuovamente il terminale verso di sé "Se il Comandante Kuz avesse ragione, se davvero tutta questa vicenda giri intorno ad un giacimento più o meno vasto di Numex25, quante possibilità vi sono che tale giacimento sia completamente privo di qualsivoglia controllo?" kuribayashi incrociò le braccia al petto "E' una supposizione, ma sulla quale metto una certa sicurezza.. se davvero esiste un giacimento con una sostanza talmente tanto rara da poter rendere chiunque talmente ricco e potente da poter vivere di rendita, non pensa che si sarebbe portati a fare di tutto per proteggere quel giacimento nei confronti di chiunque?"
"Quindi teme che quando vi troverete sul posto potreste attirare su di voi attenzioni poco gradite?"
"Il rischio ovviamente c'è. Non posso escludere che siano stati approntati dei sistemi per individuare e segnalare la presenza di ficcanasi nell'area, come non posso escludere che non siano state approntate delle trappole ad hoc.. ecco perché la presenza di un tattico esperto potrebbe divenire cruciale per noi" la voce di Kuribayashi appariva sempre calma e misurata, segno di aver raggiunto quella decisione dopo una lunga ponderazione dei pro e dei contro.
Nimosit osservò la risolutezza dipinta sul volto del capitano ed annuì "Capisco signore"
"Molto bene, in questo caso non la trattengo. Informi gli ufficiali superiori del cambio di piani. In libertà.."

USS Novalis, Laboratorio astrometrico
21/03/2396 Ore 16:03 - D.S. 73218.27


Il tenente Oxila raggiunse il laboratorio con passo spedito, salutando decisamente in modo più frettoloso e sbrigativo i vari colleghi che trovò nel corridoio: l'espressione del viso era seria e rigida, mentre il pensiero andava ad altro. Quasi meccanicamente si osservò attorno in silenzio, alla ricerca del Comandante Kuz, quindi le andò incontro fermandosi alle sue spalle. Denay si girò ad osservarlo per qualche attimo, restando a sua volta in silenzio per qualche istante: non era una telepate, ma conosceva abbastanza quel giovane per sapere che in quel momento era decisamente arrabbiato.
"Ciao Denay" la voce così bassa di Lan fu solo un'ennesima conferma di quanto fosse infuriato "Mi hai fatto chiamare?"
La domanda suonava piuttosto retorica, ma Denay non vi fece particolarmente caso, preferendo limitarsi ad annuire "Esattamente, credo che le tue conoscenze possano essere utili alle ricerche per l'individuazione del punto migliore per cercare la particella Numex25"
Lan sbuffò pesantemente "Si, va bene.. anche perché al momento non credo di avere un'altra utilità"
Denay si voltò a guardarlo "Calmati Lan, questo non è né il tempo né il luogo per darsi alla rabbia" osservò il laboratorio, sollevata dal constatare che in quel momento erano soli all'interno di quella sala.
"Ma a te sembra normale che due ufficiali violino apertamente un ordine diretto del capitano del vascello e alla fine, come nulla fosse successo, uno di essi venga inviato in missione?"
La domanda di Oxila non stupì affatto Denay che si limitò a scuotere il capo sospirando "Appena uscito dal turno in plancia, eh?" osservò l'espressione curiosa del giovane betazoide per poi proseguire "Cambio dei piani, a partire saranno Nimosit, Thevek, Sev e Ayace. Di Maria e Romanov resteranno a farci compagnia qui sulla Novalis"
Lan rimase per qualche attimo a bocca aperta "Ah capisco, e ne sai il motivo?"
"Il Dottor di Maria concorda con me che la Nube di Zaffiro potrebbe essere pericolosa, per quanto riguarda Romanov non lo so!" Denay chiuse il discorso frettolosamente, forse un po' troppo
"Mi sembra di capire che ora neppure tu ti fidi più di tanto del nuovo tattico" la voce di Lan non suonò come una domanda, ma come una affermazione ponderata che Kuz non tentò neppure di negare
"Non mi piace chi viola un ordine, tutto qui!"
Lan annuì a Denay per poi far spallucce "E, comunque, io e te non siamo fra i fortunati che partiranno"
Denay sorrise "Non partiremo, ma questo non significa che siamo senza lavoro! Vedrai che le nostre giornate saranno comunque molto impegnate" si portò nuovamente al terminale, attivando lo schermo con una certa rapidità "Questo è il settore in cui potrebbe trovarsi quella sostanza ma è davvero un' area fin troppo grande"
Oxila annuì "Vorresti che preparassi un programma di rotte che possano velocizzare la ricerca?"
Denay scosse il capo attivando nuovamente il terminale per far apparire tutti i piani di volo che erano riusciti ad individuare "Sei un pilota.. sei esperto in navigazione.. speravo potessi analizzare questi dati e dirmi se trovi qualche anomalia.. qualcosa che possa farti pensare che un'area è più importante di un'altra"
Oxila sorrise divertito, mimando un piccolo inchino "Molto bene, le mie conoscenze sono a sua disposizione Madame"

Base DS71, Hangar Navette 02
23/03/2396 Ore 08:06 - D.S. 73222.84


Nimosit venne teletrasportato, assieme al resto della squadra di sbarco nel hangar navette 02 della Base Commerciale KS99: ancora sovrappensiero si toccò rapidamente il volto, ancora piuttosto stupito di come il dottor Di Maria fosse riuscito a modificare l'aspetto di tutto l'equipaggio. A conti fatti, chiunque li avesse visti non avrebbe avuto alcun dubbio nell'identificare tutti loro come un equipaggio romulano, ed ora mancava solo una cosa per rendere quel camuffamento perfetto: una navetta non federale.
Osservò per qualche attimo gli altri membri e poi individuò la navetta che gli era stata destinata, la Kolga, indicandola poco convinto al resto del gruppo: tutti i presenti restarono per qualche istante in silenzio, domandandosi se fosse uno scherzo o un tentativo ben architettato per farli fuori, poi portarono lo sguardo sugli ingegneri della base con un misto di speranza e rassegnazione.
"Ehm.. é quella la navetta requisita?"
"Sì, Comandante. Che ne pensa, potrebbe andare bene?" la voce dell'ingegnere suonò piuttosto canzonatoria alle orecchie di Nimosit
"E questa sottospecie di bagnarola sarà in grado di volare?" Nimosit si avvicinò ulteriormente alla navetta dando un paio di pacche con le mani allo scafo "Perché ho come l'impressione che non sarebbe in grado neppure di uscire da questa base?"
Tutti osservarono lo scafo della Kolga ancora decisamente perplessi: quella navetta aveva senz'altro avuto giorni migliori, ma ora come ora sembrava più che altro un rottame. Era senz'altro uscita da innumerevoli combattimenti, che ne avevano segnato mano a mano sempre più lo scafo: non vi era uno spazio che non fosse ammaccato, e la cosa non la faceva affatto apparire come un velivolo sicuro.
"Comandante, capisco i suoi dubbi, ma le assicuro che l'abbiamo controllata, e questa bellezza è ancora in grado non solo di viaggiare, ma anche di far fuoco.. casomai fosse necessario"
Nimosit tornò ad osservare l'ingegnere per poi annuire "Bene, cosa può dirmi di questa navetta.."
"Beh, signore.. se sta pensando ad un viaggio di piacere, mi sa che dovrà ricredersi. Questa navetta è stata fortemente potenziata, la maggior parte dell'energia è stata indirizzata ai sistemi difensivi ed offensivi.. oltre che ai sistemi propulsivi. Abbiamo tentato di migliorare i sensori ma ci siamo riusciti solo a corto raggio, a lungo raggio operano molto al di sotto degli standard che applichiamo sulle navette federali"
"Mm.. altro?" lo sguardo di Nimosit tornò ad osservare la navetta
"Beh.. possiamo dire che tutti i sistemi ritenuti poco essenziali sono minimali.. il viaggio potrebbe essere scomodo.. e.."
Nimosit si voltò a guardarli "E cosa, tenente?"
"Beh.. signore, non so cosa trasportassero con questa navetta ma.. beh.. al suo interno, insomma.." l'ingegnere sembrò cercare le parole migliori per esporre il problema "Diciamo che all'interno l'odore è un po' pungente.. ma ci si abitua rapidamente"
Nimosit sospirò "Sono certo che andrà bene, del resto siamo in ballo.. quindi tanto vale che si aprano le danze. La ringrazio per il suo lavoro tenente, cercherò di riportarle la bellezza quanto prima.." fece cenno al resto della squadra di salire a bordo per poi raggiungerli piuttosto dubbioso.

USS Novalis, Laboratorio astrometrico
23/03/2396 Ore 09:15 - D.S. 73222.97


Denay e Lan erano ancora alle prese con l'analisi incrociata fra i dati delle rotte di volo da e per la base con i dati delle telemetrie dell'intera Nube di Zaffiro, ricavate sia tramite i dati parziali ottenuti dai sensori de?la Novalis e sia dai dati presenti in database. Quello che inizialmente era parso un piccolo lavoro si stava dimostrando un'impresa ben più ostica, ma nessuno dei due aveva intenzione di arrendersi: entrambi sentivano di essere ad un solo piccolo passo da una grande scoperta, eppure per il momento quell'ultimo tassello sembrava voler restare celato.

"Ci siamo!" Lan alzò la voce in segno di vittoria "Ora so dove possiamo iniziare la ricerca"
Denay sobbalzò per l'urlo improvviso di Oxila, al quale lanciò un'occhiata di fuoco, ma poi recuperò il proprio aplomb ed annuì "Bene, che cosa hai visto di così interessante?"
Lan sorrise trionfante "L'anomalia che non riuscivo a vedere.." indicò rapidamente un punto della mappa e poi sorrise "Vedi quell'area di spazio? Noti quante navette vi hanno transitato?"
Denay annuì " Sì.. é una delle sei aree in cui vi sono state le medie maggiori di transito da parte delle navette in ritorno su?la base"
"Esatto.. ma non ha alcun senso passare per di là! Quell'area è una porzione della Nube di Zaffiro decisamente fin troppo soggetta a campi gravimetrici e ricca di asteroidi.. passare lì in mezzo vuol dire buttare davvero molto tempo.. si potrebbe semplicemente aggirare l'area. Qualsiasi pilota, anche il più scarso, ti direbbe che è meglio evitarla.."
Denay andò ad evidenziare tutte le rotte che sono transitate nell'area individuata da Lan con espressione pensierosa "Potrebbero essere piloti inesperti.. eppure.." portò lo sguardo sul collega "Il passaggio in quella zona allungherebbe il viaggio di quasi due ore?"
Lan scosse il capo "No! Al massimo mezz'ora!" osservò la collega mentre iniziava a sorridere e ricontrollò curioso i dati dei viaggi identificati e poi sorrise ampiamente "E quindi le tempistiche non tornano affatto!"
Denay annuì "C'è una discrepanza di quasi due ore, evidentemente si devono essere fermati da qualche parte per far qualcosa.. magari recuperare il Numex25?"
Lan diede una leggera pacchetta alla consolle "Deve essere così.. secondo me ci siamo.:"
Denay annuì con soddisfazione per poi toccare il comunicatore "Kuz a Capitano Kuribayashi: signore, le sto per inviare le coordinate di un'area ben determinata della Nube di Zaffiro. Io ed il tenente Oxila abbiamo una serie di motivazioni che ci spingono a ritenere che il giacimento ricercato possa trovarsi lì"
=^= Kuribayashi a Kuz: Molto bene, attendo il vostro rapporto. Ottimo lavoro =^=

SS Kolga, Plancia
24/03/2396 Ore 12:36 - D.S. 73226.21


Nimosit era al timone e, seppure tentasse con tutte le sue forze di ricordare a se stesso che era un ufficiale più che addestrato, che era uscito da innumerevoli sfide a testa alta, quell'odore nauseabondo proprio non riusciva a reggerlo. Era un po' meno mefitico in plancia, ma nelle altre aree della piccola navetta era davvero qualcosa di insostenibile. Avevano anche tentato di migliorare il sistema di ricircolo dell'aria ma nulla aveva funzionato: per quanto si sforzassero, quella navetta continuava a puzzare come la combinazione di una discarica ed una stalla di bovini. Il rumore della porta che veniva aperta lo fece sorridere: non aveva bisogno di voltarsi per sapere che Dwalla e Sev lo avevano raggiunto e lo stavano guardando in silenzio.

"Bentornati" Nimosit continuò a prestare la propria attenzione alla consolle "Se stavate pensando che qui andasse molto meglio, mi spiace ma ho una brutta notizia per voi"
Sev fece un mezzo grugnito per poi sbuffare "E per fortuna che secondo quel simpatico ingegnere ci saremmo abituati a tutto questo in men che non si dica!"
Dwalla sbuffò avvicinandosi a lui "Non vi lamentare, ricordate che i vulcaniani hanno un olfatto molto più sensibile del vostro" fece una piccola pausa per poi tornare a guardare il primo ufficiale "Piuttosto, come vogliamo organizzarci per questa missione?"
Nimosit si voltò con la poltroncina, ruotando di 180°, poi annuì a Dwalla "Ci ho pensato molto e sono giunto alla conclusione che sulla base io assumerò il ruolo di capo del gruppo e tu.." osservò Dwalla per poi sorriderle "Il mio braccio destro.. tenente Sev e tenente Ayace, sarete la nostra security.. tanto per capirci" osservò i due riprendendo immediatamente a parlare "Avevo preso in considerazione di porre il Comandante Dwalla a capo della nostra fantomatica squadra ma ho preferito alla fine lasciare lo schema classico: preferisco che il nostro uomo metta tutta la sua attenzione su di me, lasciando quindi che il nostro caro consigliere possa analizzare bene le sue reazioni in perfetta autonomia"
"Capisco comandante" Sev annuì alle parole di Nimosit "Ma immagino che avremo delle identità sotto copertura, è corretto?"
Nimosit annuì convinto "Della cosa si è occupato lo stesso Comandante Romanov, il quale ha avuto la gentilezza di preparare per ciascuno di voi un breve file sui vostri rispettivi alias.. ad ogni modo, la nostra presentazione è quella di un gruppo di contrabbandieri emergenti.. non abbiamo ancora fatto grandi colpi, ma sembriamo essere desiderosi di diventare qualcuno nel mondo della criminalità. Si tratta di una copertura a mio avviso molto buona: da un lato non saremo costretti a ricordare troppi dati ed inoltre nessuno si insospettirà se, in fin dei conti, non abbiamo così tanti agganci"
Dwalla annuì rapidamente "Si, credo che in generale possa funzionare.. tuttavia immagino che se i nostri alias sono divenuti dei fuorilegge delle motivazioni vi siano"
Nimosit annuì "Beh, io.. il Capitano Creek.. a quanto pare sono un dongiovanni ed accanito giocatore d'azzardo, ma con una notevole sfortuna.. almeno nel gioco"
Sev fece un sorriso divertito "Il classico pollo da spennare"
Nimosit ridacchiò "Sì, ma un polletto pericoloso.. visto che a quanto pare ho l'abitudine di sovvenzionare i miei vizi con svariati traffici illeciti di sostanze illegali e, negli ultimi mesi, con qualche commercio di armi" quindi osservò Sev "E comunque non riderei se fossi in te, mio caro Tehreek, sai?"
Sev alzò il capo osservando incuriosito il primo ufficiale "Ahia.. e di grazia.. cosa ho combinato?"
Nimosit sorrise ancora "Diciamo che la tua predisposizione ad attaccar briga un po' con tutti alla fine dei conti avrebbe finito per metterti nei guai.. Sei ricercato per omicidio su Romulus.. classica rissa col morto"
"Che cattivone che sei Tehreek.." la voce divertita di Dwalla fece sorridere ambo i colleghi
"Ah.. ma se per quello anche te sei ricercata per omicidio.. mio caro consigliere, o meglio mia bella Marvik. A quanto pare la tua peperina alias, stanca del controllo un po' troppo pressante del marito, ha pensato bene di farlo fuori e fuggire da Romulus"
Dwalla scosse il capo "Alla faccia.. siamo uno peggio dell'altro"
Nimosit annuì "Si, ma devo dire che sono abbastanza soddisfatto delle coperture inventate per noi.. ad ogni modo ripassatevi i file che vi sto per inviare perché domani.. finalmente.. si andrà in scena"

USS Novalis, Sala tattica
24/03/2396 Ore 18:02 - D.S. 73226.71


Nella sala il silenzio era massimo, mentre i rimanenti ufficiali superiori attendevano di poter analizzare la situazione con il Capitano. All'entrata del capitano tutti salutarono formalmente il superiore ma sembrava che nessuno sentisse la necessità di essere i primi a prendere la parola.

"Signori.. le analisi hanno segnalato qualcosa di nuovo?"
Kuz prese per prima la parola "Signore, abbiamo ottenuto dei nuovi dati dai sensori.. più ci avvicineremo e più potremo essere precisi nelle nostre conclusioni, ad ogni modo al momento possiamo classificare tale nebulosa come una regione acca primo. Si tratta di regioni di spazio che generalmente emettono un quantitativo estremamente basso di radiazione elettromagnetica"
"Generalmente?" Di Maria si allungò un po' nella sua direzione "Quindi non sempre.. è corretto?"
Kuz scosse il capo "Si tratta di una classe di nubi interstellari che è costituita da idrogeno neutro monoatomico, quindi solitamente è a bassa emissione ma può avere dei picchi di emissioni nella banda dei 21 cm.. quindi a circa 1420 megahertz" fece una piccola pausa
Di Maria si fermò ad osservare per un po' Kuz "Il corpo degli esseri umanoidi può generalmente assorbire senza riportare danni delle onde di frequenza compresa tra i 30 ed i 300 megahertz.. quei picchi da 1420 non mi piacciono per nulla"
"Ma deve tener conto che lo scafo delle navi stellari riesce a schermare parecchio i membri dell'equipaggio" Lan osservò il medico "E la Novalis ha senz'altro un ottimo scafo"
"Certo, ma sono dell'idea che sia comunque il caso di limitare temporalmente la permanenza nella Nube di Zaffiro e predisporre tutte le terapie necessarie per rispondere a possibili esposizioni a tali campi elettromagnetici"
Kuribayashi annuì alle parole di Di Maria "Molto bene, si occupi della cosa" quindi tornò ad osservare Kuz, in attesa che l'ufficiale scientifico prosegua
"Dopo che io ed il tenente Oxila abbiamo individuato l'area che probabilmente potrebbe nascondere il giacimento, abbiamo tentato un'analisi più specifica di quell'area.."
"E cosa avete trovato?" Kuribayashi osservava un po' Kuz ed un po' Oxila "Vi sono letture anomale?"
"No signore, non ci sono proprio letture" la risposta di Oxila fece voltare tutti nella sua direzione
"Come sarebbe a dire che non vi sono rilevazioni?" Di Maria si sporse verso il tavolo della sala tattica
"Beh, abbiamo rilevato forti campi distorsivi che impediscono analisi di quell'area della Nube.." Kuz riprese la parola osservando i presenti "A dir la verità non possiamo escludere che possano avere origine naturale.."
"Ma è molto più plausibile che siano stati creati artificialmente per impedire rilevazioni da parte di navi di passaggio" Romanov osservò i presenti "Probabilità che diviene quasi certezza se si tiene conto che, per quanto ne sappiamo, questi campi distorsivi si trovano solo in quel particolare punto della Nube"
Kuribayashi portò la propria attenzione all'ufficiale tattico capo "Questo è il segnale che le nostre preoccupazioni potrebbero essere fondate? Rischiamo di trovare qualche sorpresa che ci impedirà di raggiungere il possibile giacimento senza farci notare?"
"Molto probabile" la voce di Romanov era sicura e ferma "Ad ogni modo questo non significa che non sia possibile studiare un modo per aggirarle. Al momento siamo ancora a quasi un giorno di viaggio, quindi sarò più preciso quando saremo nei pressi dell'area individuata.. solo allora potrò dirvi se è fattibile o meno accedere a quello spazio della Nube senza attirare troppo l'attenzione"
Kuribayashi annuì "Molto bene, in questo caso sapete cosa fare. In libertà"

Base Commerciale KS99, "La petite rose du désert" Restaurant
25/03/2396 Ore 06:21 - D.S. 73228.12


Giungere sino alla base aveva costretto tutti i membri della squadra a sopportare l'odore mefitico che era dentro quella navetta, ma in fin dei conti era stato semplice.. attraccare alla base commerciale KS99 era stato molto semplice, una manovra di routine per Nimosit.. ricercare qualcuno che non vuole essere trovato nel bel mezzo di una base abbandonata da Dio, con fuorilegge e psicopatici sparsi un po' ovunque no, non era affatto facile.
Erano stati costretti a girare per i vari ponti aperti al pubblico entrando in bar squallidi e negozi fatiscenti sino a raggiungere il Ristorante al ponte 5, dal nome francese di "La petite rose du désert": mai nome sarebbe stato meno consono a quel luogo. Nato dall'immaginazione di un giovane ed intraprendente terrestre di origini parigine, realmente convinto che l'apertura del suo romantico bistrot alla francese avrebbe dato nuovo lustro all'intera base, "La petite rose du désert" si era trasformato in meno di un mese in una delle più infime bettole che si potevano trovare in quell'area di spazio.
Nimosit, nei panni del Capitano romulano Creek, riuscì quasi per miracolo ad evitare di scontrarsi con un giovane tellarita che, senza tante cerimonie, era stato sollevato di peso e sbattuto fuori dal locale da due possenti klingon decisamente alticci ed in vena di alzare le mani. Lo sguardo dei membri dell'equipaggio si spostavano con circospezione in giro, sino a che Dwalla non individuò l'obiettivo: Yelen Tzo sedeva al bancone con di fronte un boccale ormai quasi completamente vuoto.
Nimosit fece cenno a Sev ed Ayace di prender posto ad un tavolo, poco distante dal bancone, in modo da esser pronti ad agire, qualora le circostanze lo avessero richiesto, e si diresse con Dwalla al bancone.

"Yelen.. Yelen Tzo?" la voce di Nimosit era bassa, poco più di un sussurro
Sentendo il proprio nome Tzo non si voltò nemmeno "Dipende.. potrei essere chiunque per quello che ti riguarda.. Non ti conosco"
"Ma io conosco te.. e sono certo che potremo fare grandi affari assieme" la voce di Nimosit era sempre molto bassa, mentre Dwalla per il momento si limitava a guardare il tellarita
"Io non sono interessato, andatevene"
"Kurmark aveva ragione.." intervenne Dwalla "Ci era stato detto che Yelen oramai era un aggancio datato, stiamo solo perdendo tempo ed i commerci non si fanno da soli. Andiamocene.."
Nimosit osservò per qualche attimo Dwalla, non aveva idea di chi fosse quel tale di nome Kurmark ma volle reggerle il gioco e annuire "Gran peccato.. la fama che lo precedeva evidentemente è stata piuttosto montata e.."
"Un momento!" Yelen si voltò di scatto "Quel vecchio petaQ klingon di Kurmark va in giro a sparlare di me?" grugnì con decisione per poi scuotere il capo "Me la pagherà!" quindi tornato un po' calmo, scosse nuovamente il capo "Stasera, Gahena Lanfè.." non aggiunse altro e se ne andò
Nimosit attese che Yelen se ne andasse per poi tornare con lo sguardo si Dwalla "Kurmark?"
"La concorrenza è l'animo del commercio.." rispose limpidamente a Nimosit "Ad ogni modo ha funzionato, no? Il primo passo è fatto.."
"Già.. mettiamola così, si è preso la giornata per contattare le sue fonti e scoprire chi siamo.."
"Esatto" rispose con nonchalance Dwalla "Se tutto andrà bene parlerà ancora con noi.."
"Oppure ci ritroveremo dei sicari che vorranno la nostra testa.." rispose Nimosit osservandola "Ad ogni modo eravamo qui per questo.. ora andiamo, preferisco uscire da qui"

USS Novalis, Plancia
25/03/2396 Ore 14:33 - D.S. 73228.94


Kuribayashi entrò in plancia mentre gli ufficiali erano già intenti ad occuparsi delle varie rilevazioni. Fra gli ufficiali dall'espressione più corrucciata vi erano i Tenenti Comandanti Kuz e Di Maria: entrambi gli ufficiali continuavano a digitare alla consolle ed a scuotere mestamente il capo.

"Signori, Rapporto"
La richiesta del Capitano fece voltare tutti, ma la prima a far rapporto, probabilmente per la frustrazione, fu il Tenente Comandante Kuz "Nulla signore, i campi distorsivi in questa area ci impediscono di analizzare cosa vi stia davanti a noi! E' come se vi sia un muro invisibile tra noi e lo spazio che ci sta di fronte!"
"Non lo definirei un muro, ma una scatola" la voce di Romanov si sentì forte e chiara, tanto che tutti si voltarono verso di lui "Come immaginavamo ci sono dei dispositivi artificiali, accuratamente occultati all'interno di formazioni naturali, come asteroidi o detriti degli stessi. Tali dispositivi non solo fungono da dispositivi per inibire l'utilizzo dei sensori.. ma sono quasi certo che una simile griglia ben strutturata sia nata per segnalare qualsiasi tentativo di entrare in quest'area della Nebulosa"
"Signori.. ho bisogno di sapere cosa vi sia in quest'area senza che venga allertato il personale della Base Stellare N5, sempre se siano stati loro a predisporre tutto questo apparato di controllo remoto"
"Per la Novalis è impossibile.." Romanov riprese la parola "Se superassimo la linea saremmo immediatamente individuati, esattamente come se tentassimo di distruggere anche uno solo dei vari dispositivi occultati"
"Quindi ritiene che sia del tutto impossibile aggirare l'ostacolo?" lo incalzò Kuribayashi
"No signore, ritengo che sia impossibile per la Novalis, data la sua stazza.. ma non per una navetta" Romanov digitò alla propria consolle "Ho fatto delle analisi sui dispositivi tramite sensori passivi. Si tratta di sistemi buoni, ma non perfetti.. l'impulso ogni tot lascia aperte delle piccole finestre che permetterebbero ad una navetta di accedere senza essere individuata.. la Novalis sarebbe troppo grossa.."
Kuribayashi annuì "Prossime due finestre temporali?"
Romanov alzò il capo "La prima fra circa due ore signore.. la successiva fra circa cinque ore.."
"Molto bene, Kuz, Di Maria e Romanov, andrete voi.. il tenente Oxila vi farà da pilota.. state attenti, quando entrerete in quella zona sarete completamente soli, nessun colpo di testa... agite sempre nel in piena sicurezza e tornate indietro appena si aprirà la finestra.. sono stato chiaro?" attese di vederli annuire per poi cennare con il capo "Potete andare a prepararvi, in libertà"

USS Yangtze (Runabout), Plancia
25/03/2396 Ore 16:27 - D.S. 73229.27


Nella plancia il silenzio era totale, mentre lo sguardo dei vari presenti pesava come un macigno sulle spalle di Oxila: il timoniere sapeva che il suo lavoro avrebbe dovuto essere impeccabile, o sarebbero stati scoperti e tutto il loro piano sarebbe andato a rotoli. Poco più indietro, Romanov verificava attraverso la consolle tattica le variazioni dei picchi energetici nella griglia dei dispositivi.
"Tenente, è pronto? Manca poco.." Romanov non alzò neppure lo sguardo, ma gli altri poterono notare il sorrisetto beffardo che si era disegnato sul volto del giovane timoniere
"Sono nato pronto, signore" la risposta di Lan fece sorridere Di Maria e Kuz
"Ora!" Romanov diede l'ordine e la navetta, comandanta diligentemente da Oxila, scattò in avanti attraversando la stretta finestra individuata da Romanov giusto in tempo.
Tutti i membri dell'equipaggio osservarono l'ufficiale tattico capo per avere la certezza che il sistema di controllo non li avesse colti sul fatto, e dopo il suo assenso iniziarono con le prime rilevazioni, almeno sino a che Kuz non proruppe con un mezzo urletto "Non ci posso credere, allora è vero?"
Tutti si voltarono a guardarla "Numex25?"
"Si, ed in notevole quantità.. Lan, ti invio le coordinate, possiamo avvicinarci leggermente? Vorrei fare un paio di scansioni"

Oxila annuì brevemente "Certo, abbiamo all'incirca tre ore prima della prossima finestra temporale" manovrò con leggiadria il runabout avvicinandolo via via sempre di più alle coordinate individuate, mentre tutti poterono osservare dal parabrezza anteriore l'enorme mole di un corpo celeste che sembrava ingrandirsi via via sempre di più di fronte ai loro occhi
"E' quello ciò che cercavamo?" Di Maria osservava curioso il corpo celeste "Non sembra un asteroide, ad ogni modo per il momento sono lieto di comunicarvi che le radiazioni sono del tutto sotto controllo"
Kuz scosse il capo "Ha ragione dottore, quello non è affatto un asteroide. Si tratta di un pianeta errante.. mi domando solo come possa essere finito qui"
Oxila alzò il capo dalla consolle del timone "Pianeta errante?"
"Si, Lan.. un giovane pianeta che è stato espulso dal suo sistema-madre ed ora dovrebbe vagare in solitario, si definisce errante per quello.. al posto di ruotare attorno ad un sole se ne vaga per la galassia.. ma lui non sta vagando affatto, sembra limitarsi a ruotare su se stesso.. non è normale"
"Potrebbe essere quello il giacimento che cercavamo, giusto?"
"Si dottore" rispose Kuz mentre digitava ancora alla consolle "Lo potrei classificare come un classe K o L..no, deve essere considerato una sorta di classe L. E' un pianeta con una circonferenza di circa 14.101 chilometri, troppo grande per un classe K"
"Ma i classe L non si trovano normalmente nell'ecosfera? Cioè, non sono in una posizione dal sole tale da renderli possibili candidati alla colonizzazione?" chiese Lan osservando la collega
"Si, esatto.. eppure le altre caratteristiche sono tutte corrette.. ha una superficie rocciosa, ha un'atmosfera molto limitata e rarefatta ma contiene le sostanze che mi sarei aspettata, vale a dire una prevalenza di argon ed azoto, oltre ad una parte di ossigeno.. rilevo dell'attività geologica al centro del pianeta e dell'energia geotermica in alcune aree della superficie.. aree in cui vi sono alcune letture che potrebbero far pensare a delle primordiali forme di vita batteriche e.." la consolle di Kuz bippò "Signori, le rilevazioni mi indicano che sulla superficie planetaria vi siano delle installazioni ben poco naturali.. sugli stessi punti rilevo il Numex25"
"Molto bene.. abbiamo trovato quello che volevamo, in fin dei conti è stato facile" Di Maria sorride felice osservando la soddisfazione sul volto di Kuz
Romanov, che fino a quel momento non era intervenuto, fece un leggero grugnito "Troppo facile.. non mi piace" portò lo sguardo sulla propria consolle per poi prorompere con un "Maledizione! Tenente Oxila, ci porti via di qui! Subito!"
Oxila fece una stretta manovra per allontanarsi dal pianeta errante ma presto tutti compresero che era già troppo tardi.

USS Novalis, Plancia
25/03/2396 Ore 19:21 - D.S. 73229.60


Kuribayashi continuava a muoversi agitato sulla poltroncina del capitano: non era un tipo da lasciar trasparire le proprie emozioni, anzi, era solitamente un ufficiale estremamente tranquillo, in grado di trasmettere la giusta serenità all'equipaggio, eppure aveva la sensazione che qualcosa non stesse andando come nei piani.

"Quanto manca?" rivolto al timoniere
"Manca un quarto d'ora prima che la finestra si apra ancora "
A queste parole il capitano della novalis si alzò iniziando a camminare per la pancia osservando le console e cercando di convincersi che quello che sentiva era solo il frutto della sua immaginazione.
"Appena usciranno dalla nebulosa voglio essere informato"guardando lo schermo davanti a lui
L'aria che si respirava in plancia si faceva ogni minuto piu elettrica come se fosse in proncinto di scatenarsi una tempesta.
D'improvviso la console scientifica emise un marcato bip. Tutti i presenti scattarono come molle a quel suono in particolare l'addetto alla console stessa che quasi cadde dalla poltroncina. "La finestra è aperta" annunciò trafelato "Tra poco dovrebbero uscire"
Ma così non fu. Man mano che i minuti passavano fu chiaro a tutti che i loro colleghi non stavano tornando alla neva. Il capitano si portò davanti allo schermo frontale osservando l'ammasso davanti a loro "Allora, quanto ci mettete? "mormorò sottovoce per poi voltarsi verso l'addetto alla scientifica "Voglio una scansione immediata alla ricerca della navetta"
L'addetto alla scientifica osservò il suo capitano "Signore, ci provo ma non credo di poter far molto" digitando celermente alla console "La finestra mi consente di fare una scansione ma ho un'affidabilità del 2% oltre ai duecento metri"
Kuribayashi osservò il suo ufficiale "Lo faccia, non abbiamo molto tempo prima che si chiuda del tutto" poi si voltò osservando il capo operazioni "Prima che la finestra si chiuda voglio una sonda in quel maledetto campo di smorzamento. forza!" tornando a guardare il monitor frontale in attesa del ritorno della navetta.
Dopo aver digitato rapidamente alla console l'ingegnere rapportò al suo capitano "Signore sonda pronta al lancio. L'ho configurata per registrare tutti i dati e inviarceli non appena la finestra si aprirà di nuovo"
Kuribayashi annuì al suo ufficiale "Lanciate" restando poi ad osservare la sonda che attraversava lo spazio entrando nel campo distorsivo.
"Signore la finestra si sta chiudendo" Rapportò lo scientifico ben sapendo cosa questo comportava: la squadra era ufficialmente dispersa.
Kuribayashi si voltò ad osservare i suoi ufficiali "A questo punto non ci resta che aspettare" detto questo si allontanò dalla plancia diretto alla sala tattica per poter riordinare le idee.

Base Commerciale KS99 - "Gahena Lanfè" Saloon
25/03/2396 Ore 20:21 - D.S. 73229.72


Il "Gahena Lanfè" Saloon era il luogo in cui tutti i commerci in qualche modo trovavano una conclusione, ma non sempre il finale era quello voluto da tutti i partecipanti all'affare: con una nomea ancor peggiore de "La petite rose du désert", era divenuto un luogo particolarmente famoso nell'installazione perchè, sotto il giusto compenso, il titolare del saloon era sempre disponibile ad acconsentire alle richieste dei propri clienti, a prescindere che si trattasse di trovare una squillo disponibile o far scomparire uno o più cadaveri.
Quando la squadra entrò nel locale, si ritrovò in una zona piuttosto scura, suddivisa in tanti piccoli privè che garantivano una grande privacy agli avventori. Nimosit storse il naso, non gli piaceva affatto quel posto, come agli altri membri della squadra, ma nonostante tutto si incamminò per il locale fino ad intravvedere la sagoma di Yelen si fermò per un attimo, facendo un cenno del capo agli altri e dirigendosi successivamente verso di lui.
Yelen accolse Numosit con uno sguardo beffardo dipinto sul volto, segno che il fantomatico Capitano Creek lo aveva convinto ma non impressionato. Era esattamente ciò che desiderava il primo ufficiale: se Yelen li avesse ritenuti degli inesperti avrebbe potuto abbassare la guardia, a tutto vantaggio della missione.

"Pensavo che i marmocchi fossero sotto le coperte a quest'ora" la risata calzonatoria di Yelen risuonò come una sorta di gracidare, fastidioso e decisamente troppo lungo "Prego, il buon Yelen sarà lieto di darvi una lezione su come si tengono i commerci.. quelli veri, non le mezze birbonate fatte sino ad ora"
Nimosit, con espressione fintamente contrariata, seguì il tellarita nel privè "Tu ci sottovaluti, non avremo ancora fatto il colpaccio della vita, ma apprendiamo in fretta.. in meno di un'anno diverremo i leader nel campo del contrabbando.. vedrai.."

Fatti pochi passi, ed entrato nel privè, Nimosit dovette ricredersi ed accettare il fatto che, in effetti, Yelen non aveva abbassato la guardia quanto sperava: nei due lati del piccolo spazio ricavato con l'ausilio dei parè vi erano sei grossi energumeni armati, sei boliani dallo sguardo truce.

"Spero che non vi dispiaccia se ho invitato qualche amico" Yelen mosse le mani per indicare le sue guardie del corpo, tanto per sottolineare la sua posizione di potere "Ma non perdiamo tempo.. parliamo di affari"
Nimosit e gli altri accedettero nel privè senza lasciar trasparire le loro preoccupazioni: Sev ed Ayace predilessero una posizione più laterale, in modo da tener d'occhio i boliani, mentre Nimosit e Dwalla si diressero al tavolino vicino a dei logori e luridi divanetti.
"Eravamo qui per questo, dopotutto" rispose Dwalla con espressione fiera ed autoritaria.
Yelen si avvicinò a sua volta al tavolino, poggiandovi un piccolo oloproiettore portatile ed attivandolo rapidamente "Quello che state osservando è una carica nucleonica.. un ottimo esplosivo hirogeno decisamente potente e con una notevole capacità di dispersione. Si tratta di un tipo di esplosivo molto di élite, anche se ne riuscissero a rilevare la presenza sarebbero portati immediatamente ad accusare gli hirogeni"
Nimosit scosse il capo "No, non era esattamente a dell'esplosivo che stavamo pensando. I nostri acquirenti non sono terroristi, vogliono soltanto avere gli strumenti giusti per spiegare a chi tenti di ostacolarli che è il caso di girare al largo"
Yelen tornò a trafficare sul piccolo oloproiettore, modificando l'immagine "Phaser di tipo III, posso procurarvene un paio di casse.. come immagino sappiate è molto simile al tipo II ma ha la forma esteriore di un fucile, quindi è molto più accurato ed ha una carica energetica del 50% maggiore dell'altr.." Yelen si fermò notando lo scuotere del capo di Dwalla e Nimosit "Ed ora che c'è?"
"Mi spiace, ma siamo ben lontano da ciò che cerchiamo noi! Vogliamo armi abbastanza potenti da far capire ad una nave della Flotta che gli conviene girare al largo, non dirimere qualche piccola scaramuccia a terra" la voce di Nimosit si fece sentire bella alta "Abbiamo bisogno di una grande potenza di fuoco!"
Yelen alzò il capo divertito "Uh.. voi cercate siluri.. ma non sarete troppo piccoli per giocare con certa merce?"
Nimosit lo incalzò "Non solo vogliamo dei siluri, ma i migliori.. vogliamo alcune casse di siluri al tricobalto"
Yelen, alle parole di Nimosit, scoppiò a ridere fragorosamente "Certo, e io vorrei essere un Klingon alto due metri e mezzo con un vascello tutto mio e la possibilità di distruggere tutti coloro che non sopporto.. ma purtroppo non si può avere sempre ciò che si vuole"
Dwalla scosse le spalle "Noi sappiamo che c'è chi li commercia, ma evidentemente le tue fonti non arrivano sino a lì"
"Oh.. ti sbagli dolcezza, le mie fonti sono giunte sino a lì.. solo che non sono mai tornate indietro. Vedi, mia cara, non serve a nulla il latinum dopo che si è morti.." Yelen spense l'oloproiettore per poi osservarli "Quello che cercate non lo troverete qui, ve lo posso assicurare"
Nimosit si fece interessato "Che cosa significa Yelen?"
Il tellarita osservò i due "Se fossi in voi mi dimenticherei di quei siluri ed opterei per traffici più sicuri.. altri come voi sono andati alla ricerca di notizie su quel commercio, alcuni avrebbero voluto entrarci.. e poi.. l'oblio"
"L'oblio?" chiese Dwalla osservandolo
"Nessuno è mai tornato a raccontare cosa succeda lì, ed io di certo non ci tengo a giocarmi l'osso del collo per del trilitrio" Yelen recuperò il proprio piccolo oloproiettore portatile per poi scuotere il capo "Se rinsavirete e deciderete di prendere altri tipi di armi fatemelo sapere" quindi si allontanò
Nimosit studiò rapidamente la situazione, tentare di catturare Yelen avrebbe esposto l'intera squadra a vedersela con quei sei boliani armati, inoltre lo stesso Yelen certamente aveva indosso quantomeno un phaser, ma questo era solo la punta dell'iceberg: se avessero tentato di catturare Yelen in pochi attimi si sarebbe sparsa la voce che vi erano dei federali sulla base, e loro avrebbero dovuto percorrere mezza installazione solo per raggiungere la loro navetta. Il primo ufficiale sospirò, sapeva che il rischio non valeva la candela, quindi si limitò a cennare con il capo "Lo terrò presente, a presto", quindi fece cenno al resto del gruppo di seguirlo all'uscita, era ora di tornare sulla Novalis.

USS Novalis, Plancia
25/03/2396 Ore 21:43 - D.S. 73229.87


Kuribayashi entrò in plancia osservando i suoi ufficiali. "Signori comodi! Rapporto" andandosi a sedere sulla sua poltroncina.
"Tredici minuti all'apertura della finestra" rapportò lo scientifico senza staccare gli occhi dalla console.
Il capitano prese posto annuendo "Perfetto appena avremo la telemetria della sonda sapremo come muoverci" osservando il monitor davanti a lui apparentemente tranquillo, ma tradito dal tamburellare delle dita sul bracciolo della poltroncina.
Dopo minuti che sembravano ore l'ingegnere prese la parola "signore ricevo i dati dalla sonda. Sta tornando sembra che sia tutta intera. Da un'analisi generica sembra che la sonda non abbia rilevato la presenza della Yangtze, ma non ha rilevato neppure dei residui che possano far pensare ad una sua distruzione " voltandosi verso il superiore " comunque sarò in grado di dirle di più quando avrò a disposizione i dati fisicamente"

Kuribayashi osservò il monitor della plancia alzandosi "Dovunque sono, almeno sono interi. Appena avremo i dati della distesa voglio che una squadra di tattici mi raggiunga in sala tattica per approntare un piano di recupero." poi si voltò verso l'addetto alle comunicazioni "Mandi un messaggio su canale criptato al Comandante Nimosit. Lo avverta che abbiamo degli ufficiali dispersi. Che torni il prima possibile sulla nave" detto questo uscì diretto al suo alloggio.

Luogo sconosciuto, area imprecisata (superficie planetaria)
25/03/2396 Ore 22:26 - D.S. 73229.99


Kuz fu la prima a riprendere i sensi "Ma dove diavolo siamo finiti? "disse portandosi una mano alla tempia massaggiandosi "..che diavolo di mal di testa"
Oxila iniziò a mugugnare riprendendo i sensi "Denay?" sbatté gli occhi un paio di volte guardandosi attorno "Cosa succede? E dove siamo?" cercando di alzarsi in piedi per valutare la situazione.
Romanov era appoggiato, svenuto ad una paratia. Quando si riprese osservò i colleghi "State bene?" osservò per un attimo gli altri e poi iniziò a controllare le pareti della loro cella "Siamo stati catturati. E probabilmente portati su quel pianeta che abbiamo visto, o su di un'altra superficie planetaria: non sento nessun rumore riconducibile ad una nave"
Appena Di Maria riprese i sensi si alzò osservando i colleghi "Qualcuno ha bisogno di aiuto medico?" massaggiandosi anch'esso le tempie "Credo che siamo stati attaccati da una specie di raggio stordente" sbattendo un paio di volte gli occhi per mettere a fuoco la situazione.

Romanov si voltò verso il medico "Chiunque sia stato è dotato di un'ottima tecnologia. E ho il sospetto che scopriremo presto di chi siamo ospiti. Sento dei passi.."
Come a confermare le sue parole, dopo alcuni minuti la porta della loro cella si aprì, lasciando intravedere tre figure in controluce "Vedo che vi siete ripresi. Bentornati fra noi...."




*****************************************
Brano: 16-06
Titolo: Verso la libertà
Autore: Tenente Comandante Otello Di Maria
(aka Otello Di Maria)
*****************************************


Luogo sconosciuto - Area imprecisata (superficie planetaria)
D.T. 25/03/2396 Ore 23:11 - D.S. 73232.15



Le parole di quella figura sconosciuta ruppero il risveglio dei quattro ufficiali.

"Chi siete e perchè ci avete richiusi qui, non avete nessun diritto a tenere dei membri della Federazione imprigionati, la Federazione sa già dove ci troviamo..."

Il tenente oxilla immediatamente cerco di alzarsi dal pavimento, ma subito ricadde a terra evidentemente ancora intorpidito da quel raggio che li aveva colpiti.

"Stia calmo tenente.... non si agiti." E dopo una breve pausa "Qui nessuno vi farà del male ... almeno per adesso ..." rispose l'individuo in penombra con voce calma e pacata.
E aggiunse "La Federazione ancora non ha imparato che se inviano dei ficcanaso nei nostri affari o questi decidono di lavorare per noi, oppure difficilmente tornano indietro con le loro gambe...."

"È il nostro mestiere ficcanasare e bloccare azioni contrarie ai principi della Federazione...." rispose con tono secco il dottore.

"Dottore stia calmo anche lei, qui non ci sono suoi colleghi bravi che la possano aiutare nel caso si sentisse male..." fece un attimo di pausa e aggiunge "vediamo cosa abbiamo qui oltre al medico: un timoniere, un ufficiale scientifico ed un ufficiale tattico..." e dopo un'altra pausa di riflessione, proseguì "Ottimo penso che il medico e l'ufficiale scientifico possano fare al caso nostro, gli altri due vedremo come poterli utilizzare."

Il Tenente Romanov cercò di alzarsi anche lui per tentare di vedere meglio chi era quell'uomo dalla voce pacata in penombra, ma i due uomini dietro di lui avevano dei phaser puntati direttamente su di loro.

"Tenente non si agiti, altrimenti la dovrò far riposare un'altro pò, la vedo stanco ... si rilassi!"
"Chi siete?!?" Lo incalzò ancora Oxilla "... e che ci facciamo qua!?!"
"Quante domande! Avremo modo e tempo di rispondere, per adesso godetevi la vacanza su questo pianeta finché potete..."

Girò le spalle e mentre si avviava aggiunse "Il dottore e l'ufficiale scientifico si preparino che fra poco vi verremo a prendere. Più collaborate con noi, più possibilità di tornare vivi avrete pensateci su e ... buona permanenza."

La porta si chiuse davanti a loro con un tonfo e gli ufficiali della Novalis si guardarono tra loro, cercando di capire come poter uscirne da quella difficile situazione.

Base Commerciale KS99 - Corridoi nave
D.T. 26/03/2396 Ore 00:01 - D.S. 73232.24


Il gruppo si stava dirigendo verso la navetta che di lì a poco li avrebbe condotti sulla Novalis.
Durante il cammino Coral e Dwalla si lanciavano degli sguardi. Volevano comunicare, ma non potevano per non far saltare la loro copertura.
Sev ed Ayace li seguivano a una decina di passi indietro per non dare nell'occhio, pronti comunque ad intervenire qualora qualcosa fosse andato storto.

E infatti arrivati a circa metà percorso due energumeni boliani si avvicinarono a loro e con fare losco dissero:
"Yelen ha cambiato idea, potrebbe avere quello che cercate qui è scritto tutto..."

Nimosit si trovò un D-padd fra le mani e non ebbe il tempo di dire nulla che i due boliani erano scomparsi confondendosi fra la folla.
Sev cerco di seguirli con lo sguardo e poi con fare indifferente si mosse lentamente verso i due loschi individui, ma il suo comandante gli fece cenno di fermarsi.
La priorità in quel momento era raggiungere la navetta, analizzare il D-padd per capire cosa conteneva per poi fare rapporto alla Novalis.

SS Kolga - Plancia
D.T. 26/03/2396 Ore 00:19 - D.S. 73232.28


Arrivati sulla navetta Coral inizio ad avviare le procedure per abbandonare il prima possibile quel posto malfamato.
Sev intanto controllava il D-padd e Dwalla controllava eventuali comunicazioni.

"Signore abbiamo un messaggio criptato da parte della Novalis" annunciò la consigliera.
"Di cosa si tratta?" Chiese Nimosit.
"Il capitano ci ordina di rientrare perché la navetta diretta verso la nebulosa è scomparsa insieme ai suoi membri." rispose Dwalla

Sev interruppe i due e disse " le coordinate che ci hanno dato i due booliani conducono dritto dentro la nebulosa."

Calò per un attimo il silenzio tra gli ufficiali e quello che stavano per dire al capitano Kuribayashi non gli sarebbe piaciuto per niente.
La situazione si stava complicando, dovevano salvare gli ufficiali dispersi e nello stesso tempo vedere Yelen nel medesimo posto senza farsi accorgere di nulla.
Un bel problema.




*****************************************
Brano: 16-07
Titolo: Capre e cavoli
Autore: Tenente Comandante Nathel Sev
(aka Federico nd)
*****************************************


SS Kolga - Plancia
D.T. 26/03/2396 Ore 06:25 - D.S. 73232.97


Ayace era rimasto sveglio a pilotare la Kolga in rotta verso la Nebulosa come ordinato dal Capitano, permettendo agli ufficiali di riposare. Il primo a tornare in plancia fu Nimosit, che entrò sbadigliando.

"Rapporto."
"Buongiorno signore." Rispose uno stanchissimo Ayace. "Tutto sotto controllo. Tra quattro ore dovremmo arrivare ai margini della nebulosa."
"Notizie della Novalis?" Domandò all'improvviso Thevek che li aveva raggiunti.
"Niente di nuovo."
"Perfetto. Vada pure a riposare Tenente, grazie." Disse Nimosit dando una pacca sulla spalla ad Ayace.

Mentre il tenente stava uscendo entrò Sev che lo fermò.

"Tieni, mettiti questi nelle narici, ti aiuterà a dormire." Disse passando due piccoli batuffoli facendo un occhiolino.
"Grazie capo." Disse l'altro mentre arrancava fuori dalla plancia.
"Cosa gli hai dato?" Domandò un incuriosito Nimosit.
"Tessuto imbevuto di aceto Ferasan...ne ho trovato una piccola bottiglia nella cambusa." Rispose spensieratamente il bajoriano.
"Ma non è paragonabile ad un anestetico??"
"Esattamente, consigliere, perfetto per non sentire questa puzza ... e nemmeno il naso per qualche ora..."

Risero tutti e tre, ma si interruppero quando arrivò un messaggio che Nimosit si affrettò a leggere.

Dopo qualche minuto si voltò verso i compagni.

"Dunque, il Capitano ci ha aggiornato inviando una mappa più dettagliata della zona dove dovremo andare. All'interno della nebulosa c'è un pianeta errante, e sembra che Romanov, Di Maria, Kuz e Oxila siano prigionieri lì. L'incontro con Yelen è lì vicino, forse un asteroide catturato dalla gravità del pianeta. La nostra missione è semplice: incontrare Yelen per risalire al fornitore e smantellare questo traffico di trilitio e siluri, e, ovviamente, salvare i nostri compagni."

Dopo qualche secondo di silenzio per metabolizzare le informazioni Sev domandò: "Come mai la Novalis non fa irruzione suonando la carica e risolve tutto?"

Con un sorriso accennato Nimosit rispose: "Sembra che sia possibile la presenza di vascelli nemici, e il Capitano non vuole rischiare uno scontro aperto, che potrebbe anche vincere ma che farebbe scappare il responsabile del traffico. Dobbiamo agire in segreto e salvare capra e cavoli."

"Fammi indovinare, un altro dei tuoi modi di dire terrestri...?"

Ridendo Nimosit gli rispose "Esatto, vecchio mio, dobbiamo salvare tutti."

Rimasero seri e in silenzio per qualche minuto e poi il Primo Ufficiale domandò: "Dunque, che ne dite?"

"La cosa è complicata. Ho bisogno di un rinforzo della sicurezza, trasfigurati anche loro come Romulani. Non sapendo con chi o cosa avremo a che fare ho bisogno anche del 'necessaire' per le incursioni: armature, fucili ed esplosivi. È possibile?"

Nimosit trafficò alla consolle per qualche minuto e poi, senza girarsi verso gli altri, rispose:"Potremmo incontrarci con una navetta della Novalis qui, per poi procedere...si può fare."

"Per quanto capisca il punto di vista del nostro Capo Sec, vorrei ricordare che è una missione in incognito, non possiamo presentarci da Yelen in venti equipaggiati per una guerriglia." Alzò la mano per impedire a Sev di iniziare

"Anche se trasfigurati. Lo spaventeremmo e andrebbe a monte tutta l'operazione."

"Hai ragione, ma la mia priorità è la protezione della nave e del suo equipaggio, quindi non posso, in tutta onestà, accettare un piano che non preveda di salvare gli altri." La voce di Sev era gentile, ma Thevek capì, anche senza le sue peculiarità razziali, che era estremamente risoluto e difficilmente avrebbe cambiato idea.

"Capisco il tuo punto di vista, ma abbiamo due opzioni: andare prima da Yelen o mandare a monte la missione e andare al salvataggio."

"Non necessariamente..." Intervenne Nimosit. Riprese subito avendo catturato l'attenzione dei due. "E se riuscissimo a fare entrambe le cose? È talmente ovvio che ci stava sfuggendo. Recuperiamo i rinforzi e l'equipaggiamento, e mentre arriviamo al punto d'incontro con Yelen, Sev e la squadra di sicurezza vanno al salvataggio."

Con un sorriso a 32 denti Sev rispose "Ci sto! Ma portatevi Ayace con voi, Yelen lo conosce e ha la copertura pronta."

"Non vorrei spegnere il fuoco dell'entusiasmo, ma come intendete far sbarcare il gruppo senza mettere in allarme l'installazione?"

I tre si guardarono pensierosi. Nimosit si voltò verso la consolle e riguardò la mappa inviata dalla Novalis.

"Ci sarebbe una base stellare in orbita al pianeta...chiamarla base è esagerato. Sembra in disuso, ma c'è ancora energia. Forse è stata costruita prima della costruzione delle miniere sul pianeta..."

"Miniere? Di cosa?" Domandò Thevek.

"Numex25." Rispose Nimosit

"Ah, interessante...ok, c'è una base, ma come intendi usarla?" Domandò rivolta a Sev

Il bajoriano ci pensò un minuto e rispose con un ghigno sbruffone. "Saltando."

"Cosa?!"

"Arriviamo a pochi km dalla base, noi saltiamo con le tute, che mi faccio portare, e arriviamo alla base. Prendiamo il controllo e da lì troviamo un modo per scendere sulla superficie."

Thevek e Nimosit si guardarono e scossero il capo.

"Se pensi di potercela fare..."

"Siamo addestrati per poterlo farlo, capo. Fidati."

Nimosit si voltò verso il consigliere "Che ne dici?"

"È un azzardo, ma sembra assurdamente sensato..."

"Ok, andata. Fai una lista dell'equipaggiamento e delle persone che ti occorrono e la invio alla Novalis."

"Cinque minuti." Rispose il bajoriano sedendosi e armeggiando con un d-padd.

Luogo sconosciuto - Area detentiva (superficie planetaria)
D.T 26/03/2396 Ore 07.15 - D.S. 73233.07


Nonostante quanto preventivato, nessuno passò a prendere il dottore e Kuz, ma questa possibilità era stata sufficiente per non farli dormire tranquillamente. Qualcuno si era preso la briga di portar ai prigionieri da mangiare e così si ritrovarono tutti e quattro nel centro della cella.

"Oramai le operazioni di recupero dovrebbero esser partire, no?" Domandò sottovoce ma comunque agitato Oxila.

"Decisamente la Novalis ha già capito che qualcosa non torna, di finestre ce ne sono state tante, ma devono agire con prudenza. Probabilmente avranno richiamato Nimosit e la sua squadra." Rispose Romanov con un tono neutro.

"Però non possiamo aspettare senza fare nulla, no?" Ribattè il pilota.

"Certo che no. Purtroppo ho pochissime informazioni..."

"Qualcosa potrei dirvela io..." Interruppe Di Maria. "Sono praticamente certo che il nostro misterioso interlocutore sia un Breen. E ad un certo punto ha parlato con un altro individuo, e sono pronto a scommettere che si tratti del Comandante Folie."

"Il primo ufficiale della base?!" Domandò stupita Kuz

"Ha senso." Concordò Romanov "Si troverebbe in una posizione privilegiata per gestire e coprire tutto quanto. A proposito, dottore, ottima osservazione per il Breen."

"Grazie. Comunque io mi preoccuperei delle radiazioni elettromagnetiche. Siamo qui da un bel po' e non ho modo di verificare il nostro stato di salute attuale. Qualcuno di voi ha visto schermature o equipaggiamento per proteggere il personale?"

I tre si guardarono e fecero cenno di no con la testa.

"Speriamo allora che non siano stati talmente folli da lavorare senza aver prima adeguatamente schermato la base..."

Si interruppero perché sentirono dei passi in avvicinamento. Dopo poco il misterioso interlocutore entrò nel loro raggio visivo confermando la teoria di Di Maria.

"Bene, Dottore e Ufficiale Scientifico" disse indicando Di Maria e Kuz mentre apriva la cella "prego, seguiteci." Poi continuò: "Voi altri non fate scherzi, o chissà cosa vi potrebbe succedere..."

I quattro si scambiarono uno sguardo e poi Kuz e Di Maria uscirono.

SS Kolga - Plancia
D.T 26/03/2396 Ore 11:07 - D.S. 73233.51


La Kolga era appena ripartita dopo aver accolto a bordo la squadra speciale e l'equipaggiamento della Novalis. I nuovi arrivi si erano già espressi sulla puzza in almeno una ventina di modi differenti e non accennavano a smettere. Ma nonostante questo Sev li aveva già messi al corrente della missione e si stavano preparando.

"Propellente per i propulsori di manovra." Disse Sev

E tutti risposero in coro "Carico!"

"Riserve di ossigeno"

"Cariche!"

"Kit di riparazione di emergenza delle tute."

"Pronto."

"Batterie principali."

"Cariche!"

"Batteria d'emergenza."

"Cariche!"

=^= Sev, vedete di essere pronti. Tra pochi minuti entriamo nella nebulosa seguendo le indicazioni di Tzo, ma dovremo fare una deviazione per arrivare a portata della base. Non volendo farci scoprire spingerò al massimo questa carretta e ci fermeremo pochissimi secondi. =^=

Sev guardò la squadra da sbarco e tutti fecero un cenno affermativo con la testa mentre calavano il casco assicurandolo al resto della tuta.

=^= Siamo già pronti. =^= Rispose il bajoriano sistemandosi il casco.

Nimosit diede fondo a tutte le sue abilità per fare andare al massimo la Kolga senza farla spaccare in due. Thevek al suo fianco lo aiutava per quanto possibile.

Poi all'improvviso:

=^= Sev, andate! Avete 6 secondi e poi devo ripartire! =^=

Nemmeno 4 secondi dopo la consigliera disse: "Sono fuori, parti, parti!"

Il primo ufficiale diede fondo ai motori e ripartì verso le coordinate previste.

"Hai già pensato a cosa dire a Yelen per questa deviziane?" Domandò Nimosit a Thevek.

"Si, daremo la colpa al nostro scapestrato pilota." Rispose indicando Ayace che li guardò con uno sguardo abbattuto mentre i due ufficiali ridevano.

Spazio nei pressi della base orbitante
D.T 26/03/2396 Ore 11:21 - D.S. 73233.53


I sei uomini, compreso Sev, balzarono fuori dalla Kolga appena il portellone si aprì e diedero subito una poderosa spinta con i propulsori per allontanarsi dalla nave il prima possibile. Individuarono rapidamente la base e si aprirono a ventaglio per diminuire ulteriormente le possibilità di essere individuati. Dopo una decina di minuti arrivarono ad una ventina di metri e iniziarono a studiare la base alla ricerca di un portello da usare per entrare. Onde evitare di essere intercettati dovevano procedere in completo silenzio radio, quindi per comunicare dovevano essere a portata visiva. Dopo qualche minuto uno degli uomini fece cenno agli altri di aver trovato un portello. Si avvicinarono e procedettero a forzarlo con una microcarica ben piazzata e appena entrati bloccarono l'allarme che era scattato. Dopo circa 10 minuti dall'uscita dalla Kolga la squadra era all'interno della base.

Le analisi erano corrette, la base aveva ancora un po' di energia, il giusto per mantenerla in buono stato, ma il supporto vitale era minimo, pertanto mantennero le tute e i caschi. La squadra si divise in tre e iniziò a perlustrare la base alla ricerca di un metodo per scendere sul pianeta. Dopo una decina di minuti un membro della squadra richiamò gli altri inviando un solo "bip". Quando furono tutti riuniti videro che la sala teletrasporto era ancora operativa e analizzando i registri scoprirono che era usata regolarmente ogni due giorni per il trasporto di materiale imprecisato. Dai registri trovarono anche le coordinate, un punto abbastanza appartato rispetto alle miniere. Mentre analizzavano questi dati Sev utilizzò i sensori della base per individuare i suoi compagni.

*La fortuna è dalla nostra...* Pensò mentre il computer gli indicava la posizione dell'unica forma di vita Trill del pianeta.

Si voltò verso gli altri e fece loro cenno di prendere un bel respiro e di aprire il casco, cosa che fece anche lui e parlò in frettissima:

"Usiamo il teletrasporto ma andiamo in un posto più riparato. Pensaci tu." Disse indicando un membro della squadra. "Poi diretti verso queste coordinate." E si rimise il casco per riaprirlo dopo poco. "Dai sensori sembra ci siano 12-15 persone al massimo, oltre ai nostri compagni. Phaser su massimo stordimento."

Richiuse il casco e si preparò per la partenza.




*****************************************
Brano: 16-08
Titolo: Trappole a catena
Autore: Tenente Comandante Denay Kuz
(aka Ilenia De Battisti)
*****************************************

-Flashback-
(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area della sicurezza - Stanza Monitoraggio Moduli Ausiliari
D.T 26/03/2396 Ore 11:07 - D.S. 73233.51


Marguè sbadigliò nuovamente, incapace di togliersi di dosso quel fastidioso torpore che gli impediva di pensare. Pochi giorni prima aveva letteralmente messo in mutande il proprio capo ad una partita di poker, nulla di irregolare: aveva vinto quel pollo nel metodo classico, vale a dire con un bel bluff, ma in fin dei conti cosa ci aveva guadagnato? Certo, quei duemila crediti erano stati un ghiotto bottino, ma tempo due giorni ed era stato dirottato a svolgere il lavoro più inutile e noioso di tutta l'installazione. Era ancora assorto nei suoi pensieri quando un piccolo bip attirò la sua attenzione, una spia si accese per alcuni secondi, poi tornò a spegnersi misteriosamente.
Marguè rimase alcuni istanti ad osservare in silenzio la propria vetusta consolle: quella spia dovrebbe indicare l'accesso non consentito alla struttura che loro avevano demandato al ruolo di modulo ausiliario per il teletrasporto, e quell'allarme sonoro avrebbe dovuto proseguire a suonare sino a che lui stesso non lo avesse fermato, eppure sia la spia sia l'allarme erano durati relativamente pochi attimi. Marguè non aveva mai creduto nelle coincidenze, quindi tentò di attivare nuovamente l'allarme tramite la consolle ma non accadde nulla: la spia rimase spenta e l'allarme muto.
"Primo strike.."
Marguè, di fronte a quella coincidenza, si attivò prontamente per attivare il sistema di telecamere del modulo di teletrasporto ausiliario ma anche questo risultò offline: per quanto passasse da una telecamera all'altra, tutto ciò che sullo schermo appariva era una serie di schermate nere, segno che il sistema era stato manomesso o quanto meno non era più funzionante.
"Secondo strike.." sbuffò leggermente "Sempre che quei sistemi non siano più funzionanti da chissà quanto tempo"
Marguè riprese a digitare alla consolle per poi controllare, tramite una rapida diagnostica, quando i sistemi avevano smesso di funzionare e finalmente sorrise soddisfatto "Ambo i sistemi hanno smesso di operare pochi minuti fa, vale a dire quando dalla consolle era partito quel rapido segnale audio.. quindi non me lo sono inventato" diede una leggera pacchetta al bordo della consolle "Strike tre.. ed ora vediamo se riesco ad aggirare il problema"
Gli ci volle qualche istante, ma dopo un paio di controlli sulle credenziali riuscì ad attivare il sistema di telecamere del modulo ausiliario. Finalmente di fronte a lui si attivarono vari schermi, uno dei quali mostrava degli umanoidi che percorrevano uno dei corridoi del modulo "Tombola!" sfiorò il comando dell'interfono e chiamò il suo capo "Signore, abbiamo visite nel modulo di teletrasporto ausiliario"
=^= Arrivo =^=
Marguè continuò ad osservare lo schermo sino all'arrivo del suo capo Kirin aveva il volto un po' arrossato, non disse nulla ma Marguè non ci mise molto a capire che il suo capo appena giunto nel proprio alloggio si era buttato nel bere birra come se non esistesse un domani. Sapeva che il caro Kirin si era quasi eccitato quando era riuscito a metter la mano su quella navetta carica di ufficiali della Flotta Stellare, tra cui vi era pure un medico e una scienziata, ma il rischio che ne arrivassero altri lo preoccupava un po'.

"Mhh.. solo sei persone? Mi aspettavo qualcosa di meglio dalla flotta! Che delusione.." Kirin fece il suo commento con tono sarcastico ma Marguè vide nei suoi occhi la preoccupazione
"Cosa dobbiamo fare, avvertiamo il comandante Folie?"
"Un momento, prima dobbiamo renderli inoffensivi.." Kirin focalizzò il proprio sguardo sullo schermo, osservando con attenzione Sev e la squadra mentre si fermavano, facendo gruppetto "Staranno cercando i loro amichetti.. quei federali che abbiamo catturato per ultimi"
"Molto probabile.. il medico e la scienziata si trovano in aree completamente schermate, e se non erro anche gli altri lo sono. La loro ricerca sarà infruttuosa"
"Al contrario.. loro troveranno il segnale vitale trill" Folie accedette proprio in quel momento nella stanza osservando lo schermo "Il primo del gruppo lo conosco, è il tenente Nathel Sev.. avranno anche tentato di camuffare il suo aspetto rendendolo un orecchie a punta romulano, ma è senz'altro lui... c'era da immaginarselo che non se ne sarebbero andati, e questo ci porta ad una sola conclusione.. dobbiamo andarcene, è il momento di mollare tutto, ma prima liberiamoci di loro"
"Facendogli trovare il nostro laboratorio con la loro scienziata? Sei forse impazzito?"
"Non ho mai detto di volergli far trovare il Comandante Kuz, ma semplicemente indirizzarli verso l'unico segnale vitale trill che troveranno tramite le loro rilevazioni.. ovviamente lo circonderò con altri 14 segnali in modo da non insospettirli" Folie si allungò verso Marguè iniziando ad armeggiare con la console "Basta che ne creiamo una serie di segnali simulati che possa attirarli in trappola"
Marguè spalancò gli occhi stupito "La mia consolle riesce a fare tanto?"
"Se non l'avessi sempre utilizzata come poggia gomiti lo sapresti anche tu.." la risposta del Comandante Folie fu secca mentre ancora armeggiava tra i comandi "Bene, guardate.. ora quell'uomo segnalerà al tenente che ha trovato il segnale trill.." attivò con calma l'audio delle telecamere restando in attesa.

Attraverso gli altoparlanti della stanzetta si iniziarono a propagare le voci della squadra, ed infine la voce di Sev che, rompendo gli indugi, diede gli ordini di ingaggio =^=Usiamo il teletrasporto ma andiamo in un posto più riparato. Pensaci tu...=^= dallo schermo si vide che Sev indicò un altro membro della squadra prima di proseguire =^=Poi diretti verso queste coordinate... Dai sensori sembra ci siano 12-15 persone al massimo, oltre ai nostri compagni. Phaser su massimo stordimento=^=
Kirin fece un sorriso compiaciuto osservando gli altri "Troppo facile ci sono cascati in pieno"
"Non cantar vittoria, sono soggetti pericolosi" Folie face un paio di passo indietro "Basta perder tempo.. andiamo a preparargli il benvenuto"

(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area della sicurezza - Stiva ausiliaria "L - 3.4"
D.T 26/03/2396 Ore 11:13 - D.S.


L'organizzazione del piano aveva richiesto qualche minuto, ma nonostante tutto la squadra capitanata da Sev si muoveva con estrema rapidità: sapevano che sarebbero potuti essere rilevati in ogni momento, ma volevano salvare i loro amici anche a rischio di rimetterci la vita. Avevano optato per teletrasportarsi in quella stanza perchè attigua a quella in cui doveva trovarsi Denay, avevano camuffato i propri segni vitali con l'ausilio dei tricorder e avevano disattivato le telecamere della stanza per non essere visti.
Sev con un collega controllò rapidamente il corridoio per verificare che fosse libero, poi con un semplice gesto della mano ordinò al gruppo di muoversi, compatto e sicuro sino all'entrata della stanza attigua. Giunti alla porta, sfondò la porta con un poderoso calcio facendo una capriola all'interno della stessa, seguito dal resto della squadra.
"Fermi tutti.. non costringetemi ad usar...." la voce si abbassò di colpo mentre Sev si osservava attorno "..le armi" di fronte a lui l'area appariva completamente deserta, non c'era null'altro che fredde pareti di metallo prive di finestre
"Devono essersi spostati.." la voce di uno della squadra fece leggermente girare Sev
"O potrebbe esser stata una trappola, tutti fuori di qui!" l'ordine di Sev fece scattare tutti verso l'uscita, ma prima che facessero due passi un flash ed un'esplosione fece crollare tutti a terra, stordendoli.
Ci volle del tempo prima che Sev riuscisse a riprendersi, quanto non era in grado di capirlo, ma era stato un tempo sufficiente perchè lui e tutta la sua squadra venisse legata e resa inoffensiva alzò il capo osservando le guardie dell'installazione che li tenevano sotto mira.

"Lo sapete che non ne uscirete mai puliti da tutto questo?" Sev osservò con sguardo di sfida le guardie "Vi prenderanno e le pagherete tutte, compreso il rapimento di ufficiali della Flotta Stellare"
"Un reato più o un reato meno non credo sia così importante a questo punto.." Folie si fece avanti portandosi di fronte a Sev "Ad ogni modo dubito che tu ei tuoi uomini sarete ancora vivi per vedere come andrà a finire"
Sev fissò con disprezzo Folie "Mi fai pena.."
Folie per tutta risposta sferrò un calcio al torace di Sev "Zitto, schifoso bajoriano.. i cardassiani avrebbero dovuto sterminarvi tutti quando ne hanno avuto la possibilità piuttosto che utilizzarvi come schiavi"
Sev si piegò in due tossicchiando ma incassò al meglio il colpo, riuscendo a trattenere il gemito di dolore per non dare alcuna soddisfazione a Folie "Noi bajoriani non ci pieghiamo facilmente, se ne renderà conto anche lei"
Uno della squadra non resse alla visione del proprio capo preso a calci e scattò in avanti, riuscendo ad investire Folie e colpirlo di spallata Sev se ne accorse troppo tardi, cercò di richiamarlo per farlo arretrare ma non fece in tempo e non potè far altro che osservare le guardie ucciderlo a colpi di phaser.
Folie si rialzò da terra pulendosi l'uniforme "Un altro gesto come questo e mi premurerò che veniate uccisi tutti... e lo stesso trattamento verrà riservato anche i vostri amichetti in mano nostra.." si allontanò verso l'entrata ma prima di uscire si voltò ad osservarli "Ah.. dimenticavo.. benvenuti fra noi" detto questo uscì.

SS Kolga - Plancia
D.T 26/03/2396 Ore 11:24 - D.S. 73233.54


Nimosit verificò nuovamente le coordinate sulla propria consolle facendo una piccola smorfia di disapprovazione, poi iniziò lentamente a fare dei giri concentrici per poter valutare l'area dello sbarco. Dwalla si accorse quasi subito di quello stato di dubbio in cui era piombato il primo ufficiale e si voltò ad osservarlo con attenzione, quasi in attesa che si decidesse a parlare.

"Mi sento osservato.." la voce di Nimosit fece sorridere Dwalla
"Questo è il quarto giro che fai sorvolando la zona che ci ha indicato Yelen Tzo, pensi che facendone un quinto apparirà per magia qualcosa di nuovo?"
"Beh, il tentativo male non farebbe" Nimosit fece un mezzo sorriso prima di scuotere il capo "No, solo che qualcosa mi dice che le cose non dovrebbero andare così.."
"Che cosa vedi che ti preoccupa?" Dwalla portò a sua volta lo sguardo alla consolle "Io non vedo assolutamente nulla"
"Appunto.." rispose rapidamente Nimosit fermando la navetta in posizione geostazionaria con il planetoride "Non c'è proprio niente laggiù.. non c'è un'installazione dove poter fare il nostro incontro, si tratta semplicemente di una zona piuttosto spoglia del terreno"
Dwalla sospirò riflessiva "Forse non avremo accesso a nessuna installazione sino a che non avremo parlato con Yelen Tzo.." scosse il capo "Non so esattamente perchè abbia scelto questa zona ma qualsiasi motivo lo abbia portato qui lo scopriremo probabilmente quando gli parleremo.."

Il bip della consolle fece voltare Nimosit "Comunicazione in entrata come solo audio, immagino sia lui" digitò alla consolle per poi attivare gli altoparlanti
=^= Finalmente, pensavo aveste cambiato idea =^=
"Non abbiamo cambiato idea" la voce di Nimosit era calma e sicura, ma Dwalla si accorse subito che era preoccupato "Allora, perchè hai voluto incontrarci proprio qui?"
=^= Un posto vale l'altro dentro questa nebulosa.. l'unica cosa che conta è che presto potrò finalmente mettere anche io le mani su questo commercio di siluri..=^=
Nimosit e Dwalla si guardarono in faccia "Entrare nell'affare?" si guardarono perplessi "Pensavamo di essere noi ad entrare nell'affare e.." Nimosit fece una smorfia mentre osservò due navette che a grande velocità si portavano contro di loro facendo fuori e mettendo ko i sistemi propulsivi
"E quelli da dove sono apparsi?" chiese Dwalla sorpresa
"Si erano nascosti sfruttando la polarizzazione di quei maledettissimi asteroidi, e questa nebulosa gli ha dato una mano!"
=^= Ora, signori.. io posso consegnarvi al capo dell'installazione o distruggervi e riferire la vostra prematura quanto inevitabile morte. Siete senza propulsione.. ovviamente potreste tentare di alzare gli scudi ed utilizzare le vostre armi ma.. non funzioneranno. Non ve ne siete accorti ma mentre parlavate con me ho fatto fare qualche piccola modifica al vostro rottame. Vi do due minuti.. o vi arrendete o verrete distrutti.. a voi la scelta =^=

La comunicazione si chiuse e Nimosit sferrò un colpo alla consolle "Avevamo così tanta fretta che non abbiamo verificato se qualcuno avesse messo mano alla nostra navetta"
Dwalla sospirò "Non poteva immaginarlo, a conti fatti tuttavia ora ci troviamo a fare una scelta.. la resa o la distruzione"
Nimosit abbassò il capo "Oppure la terza..."
Dwalla lo osservò curiosa "La terza opzione? Quale sarebbe la terza opzione?"
Nimosit fece un sorriso di sfida "Fingere la resa e prenderci una delle loro navette!"
Dwalla spalancò gli occhi "E come pensa di farlo?"
"Ancora non lo so.." Nimosit osservò Dwalla ".. ma vale la pena tentare. Vada a svegliare Ayace, non abbiamo molto tempo"
Dwalla si alzò annuendo ed uscì dalla plancia, lasciando Nimosit ad osservare attraverso i finestroni lo spettacolo affascinante e al tempo stesso inquietante di quella nebulosa.

(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area principale - Ufficio del Capo dell'installazione di estrazione
D.T 26/03/2396 Ore 11:57 - D.S. 73233.6


Yelen Tzo fece la sua entrata con la stessa espressione in volto del grande conquistatore alla fine di una fruttuosa battaglia. Pochi giorni prima non si sarebbe mai spinto sino a lì, i rischi erano decisamente troppo alti, ma poi tutto era cambiato. Quando per la prima volta quegli strani romulani si erano mostrati interessati solamente ai siluri al tricobalto era rimasto perplesso: tutti i trafficanti vogliono sempre il gingillo più potente, ma nessuno di essi non avrebbe ripiegato anche su armamenti meno potenti pur di rientrare dei costi del viaggio intrapreso. La curiosità lo aveva portato a contattare per vie traverse proprio il capo dell'installazione sul pianeta e ricevere la migliore delle offerte che si potesse aspettare: "Consegnameli e vedrò di ricompensarti come meriti", queste erano state le esatte parole che gli erano state dette e che lo avevano spinto a recarsi lì.
Ovviamente non era un ingenuo, sapeva che stava trattando con soggetti che avrebbero potuto assassinare anche la loro madre se ciò gli avesse portato qualche tornaconto, quindi aveva fatto nascondere le sue due navette con i tre romulani nascosti a bordo: a dir la verità era rimasto perplesso, ricordava che i romulani fossero quattro.. ma l'ultimo, per quanto lo avesse cercato e per quanto avesse interrogato a suon di pugni il loro capo, sembrava essere sparito nel nulla.
Dal canto suo, Kirin fissava con malcelato disgusto Yelen, soffermandosi ad osservarne l'atteggiamento pomposo e gli abiti fin troppo eccentrici che indossava. Era stato il Comandante Folie a volere che gli permettesse di giungere sino al proprio ufficio, se fosse stato per lui avrebbe preferito fare esplodere direttamente le navette con lui dentro, se non altro si sarebbe potuto evitare quell'inutile conversazione.

"Buonasera, carissimo Kirin.." Yelen fece qualche passo ancora nell'ufficio per dirigersi verso la scrivania "..devo dire che non mi sarei mai aspettato di trovare in un'installazione come questa un ufficio così ben arredato.. si vede che ha un gusto veramente innato.. ha saputo unire così alla perfezione la semplicità e la praticità da fare di questa stanza una vera opera d'arte.. un gioiello, direi.."
Kirin si guardò per un attimo attorno, osservando con un cipiglio un po' perplesso l'aspetto decisamente spartano del proprio ufficio, quasi completamente spoglio se non si considerassero quelle orribili ragnatele che pendevano negli angoli della stanza "Si.. un gioiello.." sospirò per qualche attimo, aveva sempre detestato chi cercava di imbonirselo con falsi complimenti e Yelen non stava facendo eccezione "Si accomodi, parliamo.."
Yelen si accomodò buttandosi flaccidamente sulla poltrona davanti a Kirin, suscitando nell'interlocutore un forte desiderio di strangolarlo "Mi lasci dire che sarà un piacere entrare in affari con qualcuno che è stato in grado di creare un impero così articolato.. un vero e proprio capolavoro di efficienza.. un giro di affari che chiunque vorrebbe ma che solo menti eccelse come la sua sarebbero in grado di gestire" Yelen fece una piccola pausa per poi proseguire "La sua maestria nell'amministrare con il pugno di ferro tutti quegli inutili lavoratori è secondo solo alla sua capacità di mantenere tutto questo celato agli occhi di quegli stolti della Flotta Stellare.. se lo lasci dire, lei è il maestro del sotterfugio"
"Già.. celato alla Flotta" visti tutti i federali che gli erano piombati addosso negli ultimi giorni, non potè far altro che osservare decisamente spazientito il tellarite che aveva davanti a sè, soppesando se potesse ancora essergli utile o se potesse esser liquidato in qualche modo. Poi sospirò ricordando la promessa fatta a Folie e riprese a parlare "Chi sono i prigionieri?"
"Quelli sono dei contrabbandieri della peggior specie, sono venuti fin da me senza alcun invito da parte mia e si sono atteggiati dei grandi compratori.. ma io l'ho sentito subito che cercavano soltanto rogne, altrimenti come gli sarebbe mai venuto in mente di chiedermi se avessi potuto vendergli dei siluri al tricobalto?" Yelen scosse il capo con un'espressione drammatica degna solo dei più scadenti teatrini di Orione "Ah.. ma io l'ho capito subito che cercavano rogne, volevano solo i siluri al tricobalto.. non gli interessava null'altro che quello, ed erano pronti ad andarsene a bocca asciutta. Se lo immagina? Non comprare nulla, manco hanno tentato di rifarsi dei costi del viaggio.. erano sicuramente pronti a venire qui per cercare di entrare nel commercio del trilitrio.. che feccia che si nasconde in questo quadrante!"
"Siamo abituati a difenderci da certi individui anche senza che qualcuno interferisca" la voce di Kirin risuonò dura e decisa Yelen alzò un po' le man di fronte a sé, quasi a difesa "Non mi permetterei mai neppure di pensare qualcosa di diverso.. ma quella feccia, insultano il mio lavoro. Cosa vuoi farci, sono in pochi quelli che seguono ancora la vecchia scuola nel traffico di armi.. questi sbarbatelli di primo pelo pensano di potersi prendere ciò che non gli spetta, ed è ovvio che si debba intervenire per frenare la loro faccia tosta.. oltretutto il loro starnazzare finisce inevitabilmente per attirare gente ben poco gradita.." Yelen fece una piccola pausa "Certamente lei e i suoi uomini avreste potuto fermarli in poco tempo, del resto un uomo acuto e brillante come lei difficilmente si potrebbe mai far prendere in giro da quei tizi.. ma diciamo che ho accelerato le cose, in modo che tutto andasse sotto silenzio e la Flotta non odorasse puzza di bruciato"
Kirin sospirò, le notizie che stava ottenendo gli interessavano poco o nulla, ma proseguì nonostante tutto "Ed immagino che ci consegnerà quei quattro individui, come era nei patti..." fece una pausa "Avete fatto loro delle foto?"
"Ehm..." Yelen fece una piccola pausa "Solamente tre.. sulla navetta ve ne erano solo tre, il quarto credo abbia preso paura e non si sia fidato a venire sino a qui.. il che denota che il più intelligente del gruppo fosse lui" Yelen prese il proprio padd inviando al terminale di Kirin le foto di Nimosit, Dwalla e Ayace camuffati da romulani "Certamente.. come mi avete richiesto" fece una piccola pausa "Anche se, come le avevo già detto, dubito che lei li abbia già incontrati.. stavano tentando di farsi un nome, ma sono solo dei dilettanti senza arte ne parte. Probabilmente, se non avessero voluto alzare la cresta, avrebbero passato la loro vita a rischiare la cattura per trasportare qualche cassa di fucili phaser da contrabbando. Quello che gli manca è proprio la capacità di entrare in un giro di un certo livello, non hanno le sue doti ne la sua grande perspicacia.. per questo è stato abbastanza semplice catturarli"
Kirin inviò le immagini direttamente a Folie, per poi tornare a fissare Yelen "Dove sono?"
"Su una delle mie navette.. i miei gioiellini sono un qualcosa di spettacolare, ottimo scafo, ottime armi e ottimi scudi. Sono da qualche parte qui nella nebulosa, in attesa di poter consegnarvi i prigionieri.. ovviamente ci sarebbe quella questione da saldare.. sa, nessuno fa qualcosa per nulla"
Kirin osservò per qualche attimo Yelen per poi annuire "Ed esattamente cosa vorresti in cambio di tutto questo suo lavoro?"
"Mi faccia essere parte dell'affare.. con le mie conoscenze potrete smerciare le vostre armi in tutti e quattro i quadranti con una leggerissima spesa per il mio onorario. Pensate, con il mio intervento potreste evitare di dover aver a che fare con i clienti e demandare a me il compito di farvi diventare tutti spudoratamente ricchi"
Kirin lo osservò per poi scuotere il capo "Ho una proposta.." si alzò dalla sedia per poi aggirare la scrivania e raggiungere il ripiano in cui vi erano un paio di bicchieri ed una bottiglia con una non precisata bevanda fortemente alcolica "Una proposta che definirei definitiva" portò la bottiglia con i bicchieri direttamente sulla scrivania fermandosi accanto a Yelen
Yelen, vedendo il liquore sulla tavola sorrise soddisfatto, convinto di averlo convinto "Mi piacciono le proposte.. mi dica tutto"
Kirin si sporse un po' verso Yelen portandosi un po' dietro alle spalle del tellarite, quindi gli sussurrò con voce fredda e tagliente "La mia proposta è che tu adesso muori.."

Yelen tentò di scattare in piedi ma il movimento di Kirin fu decisamente più rapido, in pochi istanti prese in mano il proprio pugnale tagliando la gola al tellarita. Kirin osservò il corpo oramai completamente riverso sulla scrivania di Yelen iniziando a pulire il proprio coltello "Questa è la giusta morte per un maiale del tuo calibro" poi con un calcio fece cadere il corpo a terra "Guardia, fa venire qualcuno a pulire tutto questo sangue.." tornò al terminale attivando l'interfono
"Comandante Folie, ora che ha quelle dannate foto mi spiega perchè ho dovuto sopportare questo insulso maiale?"
=^= Kirin, quelli che ha catturato Yelen sono altri ufficiali della Novalis.. uno non lo conosco ma gli altri due per me sono il Comandante Nimosit e il Comandante Dwalla. Sa cosa significa? =^=
"Che è tempo di andare.. caricheremo per quanto possibile le nostre due navi dotate di occultamento romulano e faremo esplodere il planetoide come da accordi"
=^= Molto bene.. io provvederò ad informare il Capitano Utoya in modo che anche loro lascino la base. Ci incontreremo con loro al punto di rendez-vous concordato secondo i piani, e lì decideremo in che area spostarci =^=
"Molto bene.. do avvio alla procedura di sgombero"

(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area principale - Infermeria primaria per il personale dell'installazione
D.T 26/03/2396 Ore 11:59 - D.S.73233.61


Di Maria era stato diviso dal resto del suo gruppo varie ore prima ed era stato spedito senza grandi cerimonie all'interno di una infermeria piuttosto ampia e decisamente pulita, assieme ad un gruppo di mediconzoli talmente inesperti da risultare paragonabili giusto giusto a dei cadetti al primo anno di accademia. In quelle ore aveva provveduto a sistemare fratture, curare delle ustioni di primo e secondo grado, occuparsi di escoriazioni di diverso genere senza mai emettere suono, ma nel momento in cui finalmente si ritrovò libero dal dover seguire qualche paziente, ne approfittò per attaccare bottone con alcuni dei suoi improvvisati colleghi.

"Mm.. quello è caffè?"
I due giovani si voltarono ad osservare Di Maria annuendo, mentre il più estroverso fece un passo verso l'ufficiale medico capo della Novalis "Sì, abbiamo un buon replicatore.. certo, non è il caffè migliore della galassia ma ci si fa l'abitudine" fece spallucce "Del resto non credo proprio sia il caso di lamentarsi"
"Beh, io un paio di motivi per lamentarmi li avrei.. di certo non l'ho deciso io di venire qui!"
I due giovani scoppiarono a ridere divertiti per poi guardarsi in faccia "Sotar, hai sentito cosa ha appena detto? Dice che non è stato lui a voler venire qui!"
"Già, Turin.. come se qualcuno di noi avesse avuto altra scelta!"
Di Maria si fece curioso "Siete stati catturati anche voi?" fece un paio di passi verso i giovani osservando "Quando e come è successo?"
Il primo a prender parola fu Turin, che sospirò mentre ricordava quanto era accaduto "Oramai non so neppure io quanto tempo fa successe.. eravamo un piccolo cargo civile federale, avevamo fatto alcuni investimenti piuttosto sbagliati e pur di fare un po' di soldi in più avevamo deciso di tagliare sul percorso concordato passando attraverso la nebulosa.. io ero nel mio alloggio quando successe tutto, quindi non saprei neppure io cosa accadde esattamente" fece una pausa "So solo che mentre dormivo fui svegliato di botto dal suono dell'allarme rosso, mi vestii in fretta e furia e corsi per il corridoio in modo da giungere in infermeria ma.. il cargo iniziò ad essere bersagliato da dei forti colpi, forse erano bordate di siluri, forse erano phaser.. non saprei" fece un'ultima pausa "So solo che dopo qualche minuto sentimmo nell'interfono la voce del capo di questa installazione.. un certo Kirin, che ingiunse a tutti di arrendersi o saremmo morti"
Di Maria annuì per poi spostare la propria attenzione sull'altro giovane "Anche lei era lì?"
Sotar scosse il capo per poi osservare Turin "Noi ci siamo conosciuti qui, su questa installazione.. a dirla tutta io ero già qui da un po' quando è arrivato lui, ma non saprei dire da quanto.. tutti i giorni sono uno uguale all'altra e ad un certo punto ho perso il conto" fece un piccolo sospiro "Facevo parte di una piccola spedizione scientifica.. volevamo analizzare la nebulosa anche se non avevamo l'autorizzazione di farlo. Per venire in questa maledetta nebulosa abbiamo avuto la brillante idea di programmare un viaggio sino ad una nebulosa a poca distanza di Vulcano e poi abbiamo modificato la rotta e siamo venuti qui.. chissà per quanto tempo ci hanno cercato nel posto sbagliato prima di rinunciare.." sospirò ancora un po' depresso "Siamo stati degli sciocchi e ne pago ancora le conseguenze"
"Non ci pensare Sotar.." Turin mise una mano sulla spalla dell'amico sorridendogli in modo incoraggiante "Lo sai che non è colpa tua e starci male non farà del bene a nessuno.."
Di Maria osservò i due pensieroso "Ma.. i vostri amici? Dove sono gli altri dell'equipaggio?"
Turin si irrigidì alla domanda per poi rispondere "Sei stato catturato assieme ad altre persone?"
Otello annuì prontamente "Si, dei miei amici a cui tengo molto.. voglio sapere cosa ne sarà di loro"
Sotar inclinò un po' il capo ascoltando Di Maria "C'erano altri medici oppure degli scienziati?"
"Non c'erano altri medici, ma c'era una scienziata.. perchè me lo chiedete?"
Turin osservò con espressione piena di comprensione Di Maria "Allora sappi che la tua amica scienziata verrà trattata bene, esattamente come sarai trattato bene tu se non farai stupidaggini.."
"E per gli altri? Cosa ne sarà degli altri che sono stati catturati?"
"Non sopravviveranno più di sei mesi" Sator intervenne con decisione "Al massimo un anno, ma nulla di più" fece una piccola pausa per poi riprendere "E' così che funziona, i medici vengono inviati nelle infermerie.. e, dato che siamo necessari per curare le guardie, veniamo trattati bene. Abbiamo pasti decenti e delle cuccette personali dove poter dormire.."
"Lo stesso vale per gli scienziati..." intervenne Turin "Tutti gli scienziati vengono spediti nell'area dei laboratori per portare avanti non so quali ricerche, ma sino a che non fanno sciocchezze vengono ben alimentati ed hanno diritto a delle cuccette dove dormire" fece una piccola pausa "Per quanto riguarda gli altri, vengono inviati nella zona estrattiva e costretti a lavorare con dei ritmi massacranti per estrarre quel maledetto Numex 25. Di solito muoiono entro i primi sei mesi, i più forti sono giunti all'anno.. i miei amici sono morti in molto meno"
Sator osservò Turin sospirando "Forse è stato meglio così, se non altro hanno smesso di soffrire ed hanno trovato finalmente la pace.."
"Avete mai pensato di scappare?"
I due osservarono con sguardo allibito Di Maria "E rischiare di finire ai lavori forzati? Sei pazzo!"
"Turin ha ragione, lascia perdere amico.. fatti un favore, accetta il fatto che dovrai restare qui a tempo indeterminato e ringrazia la tua buona stella del fatto che nonostante tutto sarai trattato bene"
Di Maria stava già per rispondere quando uno strano cigolio si iniziò a sentire da tutti gli altoparlanti dell'infermeria "Che succede?"
"Una comunicazione a tutta l'area principale"
=^= Kirin ad equipaggio: vi informo che l'attuale situazione ci costringe a prendere dei provvedimenti che prima o poi sarebbero comunque divenuti inevitabili. Stiamo provvedendo a spostare nelle stive della Weel e della Gaariga tutto il materiale attualmente stoccato nelle stive, successivamente provvederemo all'evacuazione dell'installazione. Al termine della procedura il planetoide verrà distrutto. Tutto il personale medico e scientifico sarà graziato e verrà trasportato sulla nave come membro effettivo dell'equipaggio. Ogni intemperanza verrà pagata con la vita. =^=

Di Maria sgranò gli occhi, incapace di assimilare rapidamente una simile bordata. Il medico fece qualche passo indietro al solo pensiero della fine che rischiavano Oxila e Romanov, quindi picchiò con forza il pugno alla paratia "Maledizione!"

(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area principale - Area 7G (Complesso di Laboratori)
D.T 26/03/2396 - contemporaneamente


Kuz aveva passato le ultime ore seguendo alcuni scienziati che le stavano illustrando la bellezza dell'area dei laboratori con un accenno di orgoglio nella voce. Dopo averla portata sino alla loro mensa e averle offerto una colazione accettabile, i vari scienziati si erano avvicendati a mostrarle ognuno la propria postazione sino a condurla, solo infine, ad una postazione ancora vuota.

"E questa sarà la sua postazione, le piace?"
Kuz si osservò attorno per qualche attimo prima di tornare ad a focalizzare la propria attenzione sull'ultimo giovane rimasto con lei "Veramente non saprei cosa dire, sono un po' disorientata al momento.. sono stata portata qui e non ho ancora capito il perchè"
Il giovane annuì "Posso comprenderlo, ma non si preoccupi.. hanno dato a tutti qualche giorno per acclimatarsi, non credo che la tratteranno diversamente. Si ricordi che nonostante tutto siamo i fortunati, non le faranno del male sino a che lavorerà per loro?"
"Lavorare per loro?" l'idea non piacque affatto a Denay, ma cercò di nascondere la cosa per non far insospettire l'altro scienziato "E di quale tipo di lavoro si tratterebbe?"
Il giovane sorrise soddisfatto nel sentirsi fare quella domanda "Lei ci è stata segnalata come una esobiologa con un master in zootomia e fitotomia, per questo vorremmo che lei si occupi di un progetto decisamente delicato ma estremamente importante.." il giovane fece una pausa, come se volesse aggiungere un po' di suspence al suo discorso "Lei cosa sa dei tardigradi scoperti secoli fa su Sol III?"
Kuz rimase per un attimo perplessa di fronte alla strana domanda "Si tratta di un tipo di invertebrati protostomi celomati.." incrociò le braccia al petto osservando lo scienziato "Ma dovrà essere più specifico, esisteranno quasi un migliaio di sottocategorie, o anche più, ed io non le conosco di certo tutte"
"Ma mi sento quasi certo nell'affermare che molto probabilmente sa qual'è la caratteristica che ha reso così affascinante lo studio dei tardigradi, giusto?"
"Hanno una elevata capacità di sopravvivenza in condizioni estreme" Kuz fece una piccola pausa, riflettendo "Secondo gli studi che si sono susseguiti nel tempo, i tardigradi sono in grado di sopravvivere quasi ovunque.. resistono per quasi un decennio in condizione di totale disidratazione, quindi l'assenza periodica di acqua non gli crea alcun problema. E' poco sensibile alle basse temperature, tanto da poter resistere parecchi giorni a -200 gradi centigradi. Resistono alla pressione, bassa o alta che sia, alle radiazioni, alla mancanza d'ossigeno e persino ai raggi UV-A ed ad alcuni raggi UV-B.. ma continuo a non comprendere il punto" fece un'altra pausa osservando lo scienziato "Non credevo che questa installazione avesse interessi di tipo scientifico..." si osservò attorno perplessa "Questa non è una base scientifica"
"Sono interessati a scoperte in ambito scientifico-industriale" lo scienziato sorrise soddisfatto "E' bello che lei sappia già di cosa le parlo.. noi abbiamo passato svariato tempo a studiare tutto questo per impararlo... e mi dica, cosa sa dell'Oleispira antarctica e l'Alcanivorax borkumnensis?"
"Sono dei batteri.. batteri presenti solitamente nei grandi bacini d'acqua salata come mari od oceani planetari"
Lo scienziato annuì per poi spronare Kuz a proseguire "E cosa li caratterizza?"
Kuz sospirò per qualche istante "Dovrebbero essere capaci di convertire gli idrocarburi in acidi grassi, per poi integrarli nella propria membrana cellulare.. volendo fare un discorso semplificato, possiamo dire che mangiano il petrolio e le sostanze similari.."
Lo scienziato annuì ancora soddisfatto "Molto bene, molto bene dottoressa.. sono certo che faremo grandi cose assieme! E per caso sa se ci sono differenze fra i due batteri?"
Kuz annuì sempre perplessa "Si, certo.. l'Oleispira resiste a temperature minori ed è considerato un ottimo sistema per ripulire i bacini d'acqua salata molto freddi dagli idrocarburi"
Lo scienziato si annotò la risposta contento "Questo mi mancava.. dovrò assolutamente informare gli altri, in questo modo credo che si potrà abbandonare gli studi sull'altro batterio e concentrarci tutti sull'Oleispira"
Kuz iniziò a spazientirsi "Mi perdoni, dottor O'reilly, ma continuo a non capire quale tipo di lavoro vorreste portare avanti su questa base"
Lo scienziato sembrò per un attimo riconnettersi alla realtà "Mi scusi, lei ha ragione.. il fatto è che qui siamo quasi tutti astrofisici o fisici teorici.. trovare qualcuno che sia della materia e ne sappia abbastanza per rispondere così prontamente alle varie domande è merce rara.." fe una pausa "Come ben sa in questa installazione si provvede all'estrazione di un particolare materiale che, una volta raffinato, permette la creazione di una certa quantità di trilitrio"
"Il Numex 25.. ne sono a conoscenza, ne ho rilevato la presenza"
"Il Numex 25 è una particella di idrocarburo estremamente rara e complessa che, solo una volta raffinata può diventare trilitio.. questo significa che ad ogni estrazione, solo una piccola quantità è effettivamente Numex 25, la maggior parte è un suo sottoprodotto di scarto.. il Numex 20" fece una piccola pausa "Inoltre, anche partendo da un certo quantitativo di Numex, il procedimento di raffinazione permette di creare una quantità molto bassa di trilitio.. il resto è sempre quel dannato Numex 20 che purtroppo, al momento non siamo in grado di trasformare a sua volta in trilitio!" lo scienziato sembrò infervorarsi per svariati istanti, poi tornò a sorridere a Kuz "Ed è qui che abbiamo bisogno di lei.. volevamo sfruttare una particolare variante dei batteri Oleispira antarctica e Alcanivorax borkumnensis per poterne sfruttare la loro voracità, in quanto queste varianti sembrerebbero in grado di riconvertire sia il Numex 20 sia il Numex 25 in trilito abbattendo notevolmente le scorie da eliminare.. purtroppo sono estremamente sensibili come batteri, non sono in grado di giungere a completare il ciclo di assimilazione di tali sostanze senza perire a causa di esse!" scuote il capo "Infondo sono batteri che si sono evoluti per incamerare sostanze decisamente più semplici e meno letali.."
"E qui immagino si inserisca la questione dei tardigradi"
Lo scienziato annuì "Esatto! Quello rappresenta l'unico essere che abbiamo individuato in grado di sopravvivere settimane immerso all'interno di grandi percentuali di Numex 20 e Numex 25, ma..."
"I tardigradi non mangiano gli idrocarburi e quindi sicuramente non sono in grado di dare avvio a quella trasformazione che potrebbe essere compiuta dai batteri mangia-idrocarburi"
"Precisamente!" lo scienziato tornò ad infervorarsi "Da una parte abbiamo dei batteri che sarebbero in grado di procedere alla creazione di trilitio, ma che sono troppo sensibili al Numex 20 e 25, tanto da morire ancor prima di aver terminato la conversione in trilitrio.. e dall'altro un esserino che saprebbe sopravvivere in quelle sostanze ma che non vi interagisce affatto!"
"E quindi voi vorreste fonderli assieme?" il tono di Kuz era piuttosto incerto, come se la scienziata non fosse proprio sicura di voler sapere la risposta
"Precisamente"
Kuz scosse per un attimo il capo "Mi perdoni la domanda, ma perché dovrei aiutarvi? Solo per avere un accesso alla sala mensa?" si osservò attorno "Mi comprenda, io sono stata rapita.. questi individui tengono segregati i miei amici.. perchè io dovrei cercare di facilitargli il lavoro?"
Lo scienziato sospirò appoggiandosi con il fondoschiena alla scrivania "Oh.. ma io la capisco perfettamente, del resto tutti noi ci siamo posti la medesima domanda" si osserva per un attimo attorno "Nessuno di noi è stato assunto, siamo stati tutti prelevati con la forza dalle nostre rispettive unità e trascinati con la forza qui... nessuno di noi vorrebbe aiutarli ma non possiamo scordarci dei nostri amici che si trovano nell'area estrattiva"
"Di cosa sta parlando?"
"I medici e gli scienziati sono trattati con i guanti di velluto, ma gli altri finiscono ai lavori forzati per estrarre il Numex 25.." lo scienziato osservò il volto di Kuz "Se riuscissimo a creare questo nuovo procedimento di estrazione basterebbe molto meno lavoro per avere del trilitio e i nostri amici non sarebbero più costretti a spaccarsi la schiena giorno e notte! Capisci? Mi ripugna il pensiero di aiutare questi farabutti ma non posso girare le spalle alle persone a cui voglio bene"

Denay non fece in tempo a rispondere che un cigolio degli altoparlanti la fece voltare di scatto verso di essi. Tutti gli scienziati presenti nell'area interruppero immediatamente il proprio lavoro e rimasero in attesa.

=^= Kirin ad equipaggio: vi informo che l'attuale situazione ci costringe a prendere dei provvedimenti che prima o poi sarebbero comunque divenuti inevitabili. Stiamo provvedendo a spostare nelle stive della Weel e della Gaariga tutto il materiale attualmente stoccato nelle stive, successivamente provvederemo all'evacuazione dell'installazione. Al termine della procedura il planetoide verrà distrutto. Tutto il personale medico e scientifico sarà graziato e verrà trasportato sulla nave come membro effettivo dell'equipaggio. Ogni intemperanza verrà pagata con la vita. =^=

Denay spalancò gli occhi osservando i colleghi, nessuno ebbe il coraggio di parlare ma tutti avevano sul volto un'espressione atterrita e spaventata per le sorti che sarebbero spettate ai propri amici.

(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area sicurezza - Zona detentiva (area imprecisata)
D.T 26/03/2396 Ore 12:58 - D.S. 73233.72


Oxila e Romanov erano rimasti assieme per svariate ore, di tanto in tanto una guardia buttava un occhio dentro la loro cella ma per la maggior parte del tempo erano completamente soli. Dopo qualche primo momento di assoluto silenzio, i due avevano iniziato a discutere su come andarsene da quel planetoide il più rapidamente possibile. Unico motivo di dissapore fra i due era relativo alla possibilità di cercare gli altri due membri dell'equipaggio o lasciarli sul planetoide e partire immediatamente. Lan si ostinava a ribadire che non fosse possibile andarsene da quel luogo senza aver recuperato Denay ed Otello, ma Aleksey era di un altro parere: come tattico difficilmente si faceva guidare dalle emozioni, prediligendo un approccio molto più rigido e metodico.

"Tenente, voglio che lei mi ascolti molto attentamente. Non possiamo cercare dove sono stati portati i nostri colleghi.. dobbiamo andarcene e basta" sollevò una mano per bloccare le recriminazioni di Oxila "Non mi ripeta per l'ennesima volta che un ufficiale della flotta non abbandonerebbe mai un collega in difficoltà, ed eviti anche di dirmi che se i Comandanti Kuz e Di Maria fossero al mio posto non mi lascerebbero mai qui. Segua il mio discorso.." portò lo sguardo verso la pesante porta "Ipotizzando di riuscire ad aprire quella porta, quanto tempo ritiene che avremo per lasciare questa installazione? Le risponderò io.. molto poco, mai abbastanza per poter avvertire la Novalis di quanto abbiamo scoperto" si fermò per un attimo come a voler lasciare il tempo a Lan di assimilare le informazioni "Se davvero decidessimo di metterci alla ricerca dei nostri colleghi, li metteremmo ancora più in pericolo e non faremmo mai in tempo a raggiungere la nostra navetta.. se invece lasciassimo il planetoide con rapidità forse noi non sopravviveremo molto ma avremmo il tempo di lanciare un sos che farebbe accorrere qui la Novalis. Ci rifletta, tenente.."
"Capisco signore, ma non mi piace affatto" la voce di Lan era contrariata ma sembrava aver deciso di concedere al Comandante il beneficio del dubbio
"Non sempre le scelte che prendiamo possono piacerci, a volte semplicemente sono necessarie" Romanov fece un sospiro "Lei è riuscito a memorizzare la strada fra questa cella e la navetta?"
Oxila annuì "Sì, come pilota tendo ad avere un'ottima memoria per i percorsi"
Romanov annuì appena "Lo immaginavo, ora basterebbe capire come forzare la porta.. certo, essere soltanto in due non ci aiuta.. fossimo un po' più di persone sarebbe tutto un'altro discorso"
Lan stava per rispondere, quando la porta venne spalancata di scatto ed i due ufficiali poterono vedere con enorme stupore il povero Sev che veniva gettato ai loro piedi da due energumeni, che riservarono la stessa premura anche agli altri membri della squadra di salvataggio ancora in vita.
Lan sgranò gli occhi "E lei che accidenti ci fa qui?"
Sev alzò il capo facendo un sorriso "Non si capisce?" ammiccò con aria di sfida "Siamo qui per salvarvi, no?"
La porta si richiuse di scatto mentre Romanov rimaneva concentrato a fissare la porta "Interessante.." quindi osservò Sev "Bene, con l'aiuto suo e della sua squadra sono certo che le nostre possibilità siano appena aumentate.. oltretutto ora ho potuto osservare attentamente la chiusura di questa porta.. possiamo aprirla"
Sev cercò di mettersi seduto facendo una smorfia di dolore, tanto da preoccupare un po' Oxila "Tenente, si sente bene?"
Sev annuì "Credo di avere un paio di costole incrinate, ma non temete.. sarò pienamente efficiente lo stesso" quindi si voltò verso Romanov "E come pensa di farlo?"
Romanov osservò sorridendo le tute che indossavano Sev e gli altri "Una mezza idea ce l'ho.."

Luogo imprecisato della Nube di Zaffiro- Area ricca di asteroidi
SS Burcad - Plancia
D.T 26/03/2396 - contemporaneamente


Vagus si stiracchiò per l'ennesima volta, muovendosi nervosamente sulla poltroncina del timone. Era passata oramai un'ora dall'ultima volta che aveva udito Yelen e, per quanto cercasse di ripetersi che certi incontri possono anche durare svariate ora, continuava ad avere quella sgradita sensazione di avere già un cappio attorno al collo. Nel retro della navetta, ben legati, vi erano quei tre romulani che erano riusciti a catturare e che, ne era convinto, certamente stavano ancora dormendo grazie a quella dose elevata di narcotici che gli avevano iniettato.
Riprese a tamburellare con le dita decisamente nervoso, portando all'esasperazione il suo collega di viaggio "Vagus, sono ad un passo dallo spararti.. io ti ho avvertito!"
"Non capisco come tu faccia a restare così tranquillo, vorrei proprio sapere dove diavolo è finito Yelen! A quest'ora avremmo già dovuto consegnare quei tizi e andarcene.. ed invece siamo ancora qui!" Vagus si voltò verso il collega "Tyver, non posso credere che realmente tu non abbia preso in considerazione il rischio che qualcosa sia andato storto"
Tyver sospirò "I piani li sai, dobbiamo dare a Yelen tre ore di tempo in tutto.. poi dietrofront e lo lasciamo al suo destino, siamo stati pagati per restare al sicuro per tre ore e poi andarcene. Si tratta di un lavoro estremamente semplice, non capisco perchè tu debba farti prendere così dall'ansia"
Vagus sembrò offendersi alle parole di Tyver "Certo, ma Yelen ci aveva garantito che quasi certamente il tutto si sarebbe concluso in mezz'ora, e che l'unico motivo per cui aveva fissato un tempo massimo di tre ore era per avere la certezza che avesse un ottimo margine di sicurezza! Siamo già ad un'ora!"
"E questo ci porta a concludere che Yelen ed il concetto di tempo non vanno d'accordo" la voce di Tyver sembrava stanca, come fosse stanco di ripetere sempre le stesse cose "Pensaci, ma se lui stesso ha fissato un termine massimo di tre ore evidentemente sapeva che c'era il rischio di metterci un po' più di quanto avesse inizialmente ipotizzato! io me lo immagino, starà leccando il fondoschiena al capo dell'installazione.. e tu sai quanto parli quando ritiene di doversi comprare qualcuno!"
Vagus annuì, anche se poco convinto, per poi fare un mezzo saltino sul posto sentendo il bip provenire dalla consolle "Maledizione.." osservò con attenzione la spia per poi tirare un sospiro di sollievo "No, tutto a posto.. chiamata in entrata, magari è Yelen"
"Magari è quell'altro ansiolitico di Nordal sulla Tuugag..." osserva lo schermo vedendo poi apparire il volto del collega che occupava la postazione del timone sull'altra navetta noleggiata da Yelen "Come volevasi dimostrare.."

=^= E' passata un'ora, siamo al doppio del tempo che secondo Yelen sarebbe dovuto essere necessario per accordarsi e darci il via libero! Capite quello che sto dicendo? Siamo al doppio del tempo ed ho la sgradevole sensazione che ci sia qualcosa sotto!! =^=
Vagus sospirò "Lo so, anche io sono preoccupato ma..." portò lo sguardo su Tyver
"Rilassati.." Tyver intervenne con il suo fare svogliato e spocchioso "Così ti farai venire un infarto.. non che la cosa mi interessi, ma preferirei che tirassi le cuoia solo dopo aver finito il lavoro"
=^= Sei un vero bastardo Tyler, se solo ti metto le mani addosso ti strappo quel sorrisetto da gradasso! =^=
"Si.. si.. si.. me lo ha già detto, il punto è che prima dovresti prendermi" Tyler ridacchiò divertito "E non sei nella condizione di essere una minaccia per uno come me" non attese altre risposte e chiuse la conversazione

Vagus osservò lo schermo tornare improvvisamente nero e poi sbuffò con decisione, portando lo sguardo su Tyver "Tu lo sai che prima o poi quello di spara?"
"Non necessariamente" Tyver si stiracchiò continuando ad osservare svogliatamente la consolle "Potrei sempre decidere di sparargli io"
Vagus stava per rispondergli quando ebbe la sgradevole sensazione che qualcosa gli sfiorasse da dietro la spalla, si voltò di scatto è spalancò gli occhi trovandosi di fronte Nimosit, decisamente sveglio e sufficientemente furente, sul viso il classico sorrisetto di chi sa che fra poco menerà le mani. Vagus tentò di emettere fiato ma il diretto che prese in pieno setto nasale lo fece accasciare dapprima sulla consolle e poi a terra.
Tyver, sentendo il rumore, tentò di estrarre il phaser per uccidere Nimosit, ma fu raggiunto da un paio di montanti di Ayace che lo fecero sbattere violentemente contro la paratia ed infine a terra, anche lui privo di sensi.

"Molto bene signori, la navetta è nostra.. ma direi che sia il caso di legare i nostri due amici" la voce di Nimosit denotava come il primo ufficiale fosse ancora eccitato dalla loro azione ben riuscita, mentre Ayace stava già provvedendo a legare e i due e trascinarli senza alcun indugio fuori dalla plancia.
"Dobbiamo decisamente ringraziare il fatto che quei due i nodi proprio non li sapessero fare.." intervenne Dwalla osservandosi attorno "Certo, questa non puzza come la Kolga ma.. adesso cosa dovremmo fare?"
Nimosit si sedette ai comandi facendo un colpetto di tosse "Direi che dovremmo.. rendere inoffensiva l'altra navetta, tornare al planetoide.. recuperare Sev ed il resto dell'equipaggio, arrestare i cattivi e tornare a casa.." rispose ironicamente Nimosit "Ho scordato qualcosa?"
Dwalla sorrise "Ah.. credo nulla.. ma di grazia, come pensa di fare tutto questo?"
Nimosit stava per risponderle quando un bip alla consolle tattica mise sul chi vive Ayace, appena tornato in plancia "Signore.. ci sono delle navette.. puntano direttamente contro di noi!" piccola pausa "Hanno alzato gli scudi e dato energia alle armi, si preparano ad attaccare!"
"Eh.. ci mancavano solo loro!" la voce di Nimosit tornò seria e concentrata "Ayace, alzi gli scudi! Massima energia alle armi! Non intendo lasciarci la pellaccia senza lottare!" quindi, dopo una pausa "Consigliere, si regga.. non sarà un viaggio di piacere.." Nimosit iniziò a pilotare la nave per uscire dal campo di asteroidi, puntando verso le coordinate in cui si trovava la Novalis.
"Sì Comandante" Ayace digitava sulla consolle continuando a rapportare "Anche l'altra navetta che era qui con noi ha alzato gli scudi ed energizzato le armi.. puntano a fuggire in direzione della Base Commerciale KS99.. non credo che ci daranno alcun aiuto"
"Sono mercenari, la lealtà è un lusso che non possono permettersi.." rispose Nimosit digitando alla consolle "Ma noi proviamo comunque ad approfittarne, ci dirigeremo in direzione opposta rispetto a loro.. magari nel dividersi i compiti perderanno un po' di tempo" detto questo fece schizzare la navetta in avanti, come una scheggia impazzita.."
"Signore, le navette inseguitrici si sono divise e due puntano contro di noi.." Ayace si bloccò per un attimo "Mi risulta che la rotta da lei impostata ci porterà ben presto a schiantarci contro un meteorite.. è sicuro della rotta" la voce del tattico non appariva del tutto sicura, denotando una certa tensione
"Certamente, la rotta è corretta" lo incalzò Nimosit ma senza dare alcuna spiegazione, sotto lo sguardo forse in parte divertito di Dwalla
"Saremo a portata di tiro fra 8 minuti e..." Ayace fece un'altra piccola pausa "Collideremo con l'asteroide fra 10 minuti.."
Dwalla prese posto silenziosa, incrociando le braccia al petto ed osservò Nimosit, come se avesse già intuito che cosa il primo ufficiale avrebbe fatto. Intanto Nimosit continuava a mantenere la rotta, controllando di tanto in tanto la velocità e l'esattezza della rotta.
"Signore, saremo a portata di tiro fra 2 minuti" Ayace si arrese dal ripetere le sue perplessità sulla rotta, ormai conscio che il primo ufficiale sapesse già del rischio in cui li stava mettendo.
Nimosit annuì concentrandosi alla consolle "Quattro minuti alla collisione.." se lo disse meccanicamente, senza neppure accorgersene.
Nella plancia non c'era altro suono se non quello della voce di Ayace che di tanto in tanto faceva rapporto sugli inseguitori la pace venne meno solo quando la prima bordata di phaser colpì la navetta facendola sussultare.
Nimosit non si voltò nemmeno "Rispondere al fuoco.. una salva di microsiluri e poi fare fuoco con i phaser!"
Ayace non rispose nemmeno ma iniziò ad armeggiare alla consolle "Danni agli scudi, sono al 81 per cento, ma anche loro hanno subito dei danni. I loro scudi sono scesi al 72 ed al 78 per cento.. e si ritirano.. come mai?"
"Normale, perchè stiamo per schiantarci contro un meteorite.." Nimosit annuì ma non si voltò, oramai la navetta era decisamente vicina all'enorme meteorite ed il suo campo magnetico aveva iniziato ad attirarla a se.
La consolle del timone si era trasformata improvvisamente in un tripudio di lucine gialle e rosse per segnalare il rischio imminente ma Nimosit era perfettamente calmo, continuando a controllare l'altitudine "Cinque.. quattro.. tre.. due.. uno.."
Nimosit variò di colpo la rotta della navetta spingendo nuovamente al massimo i motori: la navetta tremò in maniera quasi convulsa, rischiando di far volare a terra Ayace, ma poi schizzò in avanti liberandosi dal giogo della gravità di quell'enorme corpo celeste Nimosit tirò un sospiro di sollievo "Se tutto va bene riusciremo ad allontanarci un po' dalla zona prima che riescano a capire che siamo scappati.. e per quel momento saremo abbastanza vicini alla nostra nave per poter richiedere loro assistenza" si rilassò un po' alla poltroncina e si passò una mano sul collo "Resta solo un problema"
"Che ne sarà degli altri?" intervenne Dwalla osservandolo.

Base Stellare N5 - Hangar navette 02
D.T. 26/03/2396 - contemporaneamente


Il Capitano Utoya accedette in hangar con passo rapido e cadenzato, mentre il suo assistente lo seguiva appuntando rapidamente ogni sua disposizione. La partenza del Capitano sembrava aver preso tutti in contropiede, tanto che svariati ufficiali avevano tentato di ottenere qualche spiegazione ma con scarsissimi risultati.

"Signore, rallenti.. potremmo sapere il motivo della partenza? L'equipaggio si sentirà disorientato sapendo che lei, il primo ufficiale e l'ufficiale tattico capo siete stati tutti richiamati dal Comando.."
Utoya non sembrò neppure rallentare "Al momento non mi è possibile darle alcuna spiegazione, sarà informato come tutto il resto dell'equipaggio"
"Ma Signore..."
"Niente ma, tenente!" Utoya salì sulla navetta "Esegua gli ordini!" detto questo chiuse il portello della navetta e lasciò la stazione pochi minuti dopo.

(Planetoide) Luogo imprecisato - Installazione di estrazione sul planetoide
Area sicurezza - Zona detentiva (area imprecisata)
D.T 26/03/2396 Ore 13:26 - D.S. 73233.77


C'erano voluti svariati minuti perchè Romanov riuscisse a togliere dalla tuta della squadra di sicurezza tutte le parti di cui necessitava e poi, con l'aiuto di Sev, riuscisse a forzare la porta e permettere a tutta la squadra di uscire, ma quando finalmente la pesante porta si scostò i membri della Novalis non ci misero che pochi istanti a notare qualcosa di parecchio inquietante: di guardie non ve ne era più nemmeno l'ombra, rimanevano solo i detenuti all'interno delle varie celle. Oxila si guardò attorno perplesso ma non fece in tempo a dire alcunchè che delle forti scosse di terremoto li fece cadere tutti a terra, mandando in tilt il circuito di sicurezza della base e facendo aprire all'improvviso tutte le celle.

"Che diavolo sta succedendo?"
Sev si mosse verso una delle consolle installate sulla parete del corridoio digitando rapidamente "Maledizione.. hanno destabilizzato il nucleo del planetoide.. qui fra poco esplode tutto e non sappiamo ancora dove siano Denay e Othello!"
La voce di Sev mise sull'allerta la squadra, ma nessuno fece in tempo a dire nulla perchè la squadre finì per essere investita da una fiumana di gente che fuggendo da una parte all'altra cercava di trovare una via di fuga da quel luogo.
"Dobbiamo muoverci" la voce di Romanov risuonò fra la folla proprio mentre Sev tornava a prestare la propria attenzione alla consolle, digitando rapidamente
"Dobbiamo trovare il resto della squadra!" Oxila si osservò attorno spostandosi più alla paratia per non rischiare di essere investito da quella folla in agitazione
"No, dobbiamo dirigerci da quella parte e cercare una delle nostre navette!"
la voce di Sev fece irritare notevolmente Oxila che gli tuonò dietro "E lascerebbe indietro due dei nostri sapendo che il planetoide esploderà fra poco?"
"No tenente" Sev alzò il capo indicando la consolle "Tutto il personale medico e scientifico sono stati caricati su una delle due navi di quei farabutti che gestivano questo luogo"
"Si sa dove sono diretti?" chiese Romanov con espressione seria
"No, ma sono partiti già un quarto d'ora fa.. più o meno e.." Sev si dovette tenere alla paratia per non cadere ".. quindi sono più al sicuro di noi, al momento!"
"Scattiamo.. Tenente Oxila, dato che aveva memorizzato il tragitto, sarà lei a farci strada fino all'hangar.."
Romanov iniziò a seguire il gruppo controllandosi attorno dirigendosi verso l'area di stoccaggio delle navette, dove potè vedere molti detenuti salire su delle navette e darsi alla fuga. Nel mentre le scosse di terremoto divennero sempre più potenti e ravvicinate, il planetoide sembrava sull'orlo di spaccarsi in due la squadra della Novalis sapeva che il tempo a loro disposizione era dannatamente poco, quindi scattò sulla loro navetta il più rapidamente possibile, partendo alla massima velocità consentita.

"Fra quanto tempo il pianetoide esploderà?" la domanda di Romanov aveva dato voce al dubbio che tutti avevano dentro di se
"Secondo i calcoli.." Sev, preso posto alla tattica, stava digitando alla consolle "Quella palla di rocce durerà al massimo due minuti e mezzo"
"Non saremo mai abbastanza lontani per non subirne il contraccolpo!" rispose Oxila dal timone "Non credo che la navetta possa reggere!"
Sev annuì osservando il timone "Disattiverò tutti i sistemi non essenziali e dirotterò tutta l'energia agi scudi posteriori.. questo aumenterà un po' le nostre possibilità.."
"Non sarà comunque sufficiente" intervenne Romanov
"Probabilmente no, ma vale la pena tentare... l'alternativa sarebbe fermarsi ed aspettare l'inevitabile, ma non sarebbe di certo da m..." la voce morì fra le labbra di Sev quando l'esplosione del planetoide finì per coglierlì tutti alla sprovvista, mentre la navetta veniva proiettata con forza in avanti. Tutti i presenti sbatterono con forza contro le paratie, mentre le consolle iniziarono ad esplodere ed emettere scintille infuocate a mano a mano che i guasti si facevano sempre più gravi sulla navetta.

"Situazione!" Romanov tentò di rimettersi in piedi, così come tutti gli altri
"Timone fuori uso.." rispose Oxila non riuscendo ad ottenere alcun risultato digitando alla consolle
"Come il resto della navetta!" rispose Sev "Sta per esploder.."

Lo scintillio del teletrasporto li avvolse proprio in quell'istante, meno di trenta secondi dopo della povera navetta federale non restava che una serie di rottami fluttuanti nello spazio.

SS Novalis - Sala teletrasporto 01
D.T 26/03/2396 - contemporaneamente

U
Romanov, Sev, Oxila ed il resto della squadra si osservarono fra loro per qualche attimo: nessuno disse nulla, ma tutti loro erano consapevoli di quanto fossero andati vicini a lasciarci la vita. All'apertura della porta, scattarono sull'attenti per salutare in modo formale il Capitano Kuribayashi, mentre alle sue spalle accedettero alla sala il Comandante Nimosit ed il Comandante Dwalla.

"Signori.. rapporto" Kuribayashi spostò lo sguardo sui vari presenti per poi soffermarsi su Romanov, che in modo freddo e professionale fece un rapporto schietto e completo su quanto era accaduto sul planetoide, ivi compreso il fatto che due ufficiali risultassero ancora in mano a quei criminali
"Ed ora signore?" la voce di Oxila era tesa "Che cosa facciamo?"
"Andremo a riprenderci i nostri uomini, ovunque essi siano" la voce di Kuribayashi era ferma e convinta, tanto da avere quasi un effetto rassicurante su tutti i presenti "Per ora andate in infermeria e fatevi controllare" quindi si voltò verso Nimosit "Torni in plancia e faccia iniziare le ricerche, voglio sapere dove sono i Comandanti Di Maria e Kuz entro tre ore".



*****************************************
Brano: 16-09
Titolo: Fuga
Autore: Comandante Coral Nimosit
(aka Riccardo Renzetti)
*****************************************


USS Novalis - Ponte di Comando
D.T 26/03/2396 ore 14.00 D.S. 73231.73


Nimosit era furioso.
E la cosa non capitava tanto spesso.
C'erano molte ragioni per essere furiosi, riflettè osservando le attività febbrili dei suoi uomini in plancia. Primo, due dei loro ufficiali superiori erano ancora nelle mani di una massa di criminali. Secondo, il piano di questi ultimi era davvero ben congeniato tanto che se non avessero trovato alla svelta le loro navi l'avrebbero fatta franca. Terzo, se l'organizzazione criminale fosse riuscita ad utilizzare il numex25 per i propri scopi i sempre fragili rapporti tra le varie potenze del quadrante sarebbero potuti precipitare alla svelta con ripercussioni pesantissime. Quarto, era furioso con se stesso perchè non era stato in grado di salvare sia la squadra di sbarco che Kuz e Di Maria.

A fianco della poltrona del capitano, sulla quale era momentaneamente seduto, c'era Thevek che lo studiava con la coda dell'occhio.

"Non avresti potuto fare di più." - Sussurrò lei. - "Anzi, non avremmo potuto fare di più, non ne abbiamo avuto il tempo. Non flagellare te stesso, li troveremo."

Quinto...quella donna era peggio di un bioscanner! Riusciva a trapassarlo da parte a parte, cogliendo al volo quello che stava provando. Dannazione.
La guardò, cercando di allentare la stretta alla mascella.

"Hai ragione. Come sempre! Dobbiamo concentrarci sulle ricerche."

In quel momento entrò in plancia un malconcio Sev. Fece appena due passi dentro il ponte di comando che Nimosit gli si parò davanti.

"Dove pensa di andare ridotto così comandante?" - Fece, dandogli del lei. "Non ha sentito il capitano per caso? Vada in infermeria e si faccia visitare. E curare, avrà almeno un paio di costole rotte!!"

"Una sola per la verità."
"Testardo Bajoriano! Come hai fatto a sgattaiolare dalle mani del capitano!"
"E' in infermeria che sta torchiando Oxila e Romanov."
Nimosit aiutò Sev a prendere posto sulla poltrona del primo ufficiale.
"Piano, così mi romperai anche le altre costole!" Si lamentò il capo della sicurezza sedendosi.
"Era quella l'idea!" - Rispose il numero uno. - "Cosa stiamo cercando di preciso."
"Cargo a lungo raggio, credo. Non conosco nè la classe, nè gli armamenti nè i sistemi difensivi."
"Un pò pochino, direi."
"Secondo me faranno ritorno alla stazione N5 prima di prendere il largo." Intervenne Thevek.
"Avrebbe senso. Potrebbero imbarcare materiali, persone o altro."
"Perderebbero tempo. E se avessero già avvisato i complici di lasciare la base? Rischiamo di trovarci davanti una scatola vuota mentre loro se ne sono già andati." Fece notare Nimosit.

"Certo, ma non abbiamo altro a disposizione, non una scia di curvatura, solo la stazione N5."

Il primo ufficiale ci pensò su un attimo.
"Timoniere, diriga sulla base stellare N5, massima curvatura possibile. Se il comandante Borodin si lamenta...lo ignori! Tempo di arrivo previsto?" L'altro armeggió con la consolle prima di rispondere.
"Tre ore e sedici minuti, signore."
"Hai tre ore per rimetterti in piedi, torna in infermeria, avremo bisogno di te...intero." - si rivolse a Sev. - "Chiederemo supporto tattico al Comando di Flotta e nel frattempo io e Dwalla cominceremo a studiare il piano d'azione per quando arriveremo alla stazione. Avremo poco tempo e nessun margine d'errore."

Nave da carico Gaariga
D.T 26/03/2396 - poco dopo


Il volto turbato di Folie apparve sullo schermo del terminale di Kirin la chiamata arrivava direttamente dall'altra nave, la Weel.

"Cosa c'è!" Chiese Kirin sgarbatamente, come al solito.
"Sono appena stato informato che quello sciocco di Utoya ha pensato bene di darsela a gambe dalla base stellare, mentre le procedure di evacuazione sono ancora in corso. Dovevo immaginarmelo che non avrebbe retto la tensione." Kirin imprecò in silenzio.
"No, sono io che dovevo immaginarmi che affidare a voi due un qualsiasi compito ci avrebbe portato solo guai! Dannati federali!"
"Stammi bene a sentire..." Cominciò Folie.
"Apri bene le orecchie stupido federale!" - ruggì Kirin sbattendo sul tavolo il poderoso pugno. - "La Weel farà rotta sulla base stellare alla massima curvatura e tu ti accetterai che le operazioni di evacuazione siano portate a termine nel più breve tempo possibile. Senza il tuo dannato capitano ad assicurarsi che le navi siano caricate nel modo corretto rischiamo che tutto il personale segua il suo esempio è lasci sulla base tutto il Numex25 ancora stivato! È chiaro!?"
Il disgusto dipinto sulla faccia di Folie era alquanto eloquente, ma Kirin, purtroppo, aveva ragione.
"Abbiamo poco vantaggio sulla Novalis."
"Allora fatelo fruttare!" - lo avvertí Kirin. - "O sarà l'ultimo errore che commetterai."

USS Novalis - plancia
D.T 26/03/2396 - poco dopo


Kuribayashi entrò in plancia a passo spedito, Nimosit fece appena in tempo ad alzarsi dalla poltrona del capitano per cedergliela.

"Rapporto!"
Per fortuna Nimosit era riuscito a convincere Sev a fare ritorno in infermeria e sottoporsi alle cure dei medici. Prima che il capitano potesse intercettarlo.
"Stiamo procedendo verso la base stellare N5 alla massima curvatura, signore." - Riferì il primo ufficiale. - "In mancanza di altre tracce da seguire, riteniamo che sia l'unico punto da cui far partire le ricerche."
"Sulla stazione, ragionevolmente, sono ancora stoccate ingenti quantità di Numex25 e non crediamo che l'organizzazione se li voglia far scappare." Intervenne Thevek.
"E se invece avessero già deciso un punto di rendez-vous?" Ribatté Kuribayashi sollevando le stesse perplessità del suo numero uno.
"Il tempo stringe capitano e far evacuare una base stellare in poche ore è pressoché impossibile. Se anche stessero evacuando per dirigersi verso un unico punto di ritrovo, con un po' di fortuna saremmo in grado di individuare le loro scie di curvatura e seguirle." Spiegò il consigliere.
"Non è molto. Numero uno, è riuscito a contattare la Flotta?"
"Si capitano, la Sequoia e la Magellano saranno in vista della base stellare tra poco più di due ore."
Kuribayashi annuí soddisfatto, ma tutt'altro che tranquillo. C'erano troppe incognite in quel piano. Non sapevano quante persone erano coinvolte nell'organizzazione, né quante erano quelle costrette a lavorarvi! A detta di Oxila e Romanov dovevano essere centinaia, e potevano solo sperare che Kuz e Di Maria fossero tra quelle imbarcate nelle navi in fuga. Ciò che oramai era purtroppo chiaro che un'organizzazione criminale composta anche da personale della Flotta stava producendo clandestinamente trilitio per armare siluri così potenti da distruggere anche le navi più corazzate.

Base stellare N5
D.T 26/03/2396 - Un'ora dopo.


Quando la Weel arrivò in vista della base stellare N5 il comandante Folie si rese subito conto cosa avesse significato la precipitosa dipartita del suo capitano. Quella a cui stava assistendo non era una evacuazione. Era una fuga.
La notizia della distruzione del planetoide nella nebulosa si era ormai diffusa. Chiunque, comunque coinvolto nell'organizzazione, stava salvando il salvabile e stava abbandonando la barca che stava affondando era più che evidente. Senza uno schema organizzato, tuttavia, molte cose sarebbero state lasciate indietro e sarebbero finite nelle mani della Flotta Stellare. Folie sapeva esattamente quante tonnellate di Numex erano sistemate nelle stive della stazione e sapeva perfettamente che non sarebbero stati in grado di trasferirle tutte sulla Weel, già pesantemente carica del prezioso materiale e degli scienziati che avevano lavorato al progetto.
Appena la Weel ebbe attraccato, Folie sbarcò da uno dei portelli principali e si trovò davanti il Breen. Quell'essere lo disgustava, ma purtroppo aveva ancora bisogno di lui.
"Come procedono le operazioni?" Chiese incamminandosi a passo spedito verso i turbo ascensori che lo avrebbero condotto ai livelli inferiori, alle stive di carico, affiancato dal Breen.
"A rilento. Abbiamo dovuto difenderci."
"Difendervi? Da chi!?"
"Il Numex fa gola comandante. Non solo a lei, o a me. Molti su questa stazione sanno a cosa serve e prima di andarsene vogliono prenderne un po'. Come una specie di risarcimento."
La situazione era più critica del previsto, allungò il passo. Avevano poco tempo.

Nave da carico Gaariga in rotta verso il punto di rendez-vous
D.T 26/03/2396 - nello stesso momento


Kuz e Di Maria si erano ritrovati. Evento del tutto casuale, tuttavia durante le convulse operazioni di sgombero della stazione sul planetoide alcuni gruppi di scienziati e medici erano stati mescolati per poi essere di nuovo divisi ed imbarcati sulla Weel e sulla Gaariga, i due vascelli romulani a disposizione dell'organizzazione.
Il dottore volle prima sincerarsi delle condizioni della collega per poi scambiare con lei brevemente le informazioni raccolte durante la permanenza forzata sul planetoide.
"Dobbiamo avvertire la Novalis della nostra posizione." Sentenziò l'ufficiale scientifico.
"Concordo, anche se non abbiamo idea di quale sia. E soprattutto non abbiamo idea di come fare ad avere accesso ad un qualche terminale della nave."
"Cosa sappiamo al momento?" Lo incalzò lei.
"Che il convoglio ha lasciato il planetoide. Ma non conosciamo la rotta."
"Vero. Se io fossi a capo di una organizzazione di questo tipo avrei sicuramente calcolato evenienze come questa, in pratica vorrei avere un piano B."
"Quindi sanno già dove dirigersi." - Kuz annuí. - "Un luogo magari dove ricominciare da capo."
"Probabilmente si."
"Cosa non sappiamo." Fece lui.
"Dove sono detenuti Oxila e Romanov." Caló per un attimo un silenzio preoccupato.
"Non credo siano a bordo di questa nave, non li ho visti."
"Se non ricordo male le navi dovrebbero essere almeno due, forse sono sull'altra." La donna annuí, sperando che il dottore avesse ragione. Al momento non potevano comunicare con i loro colleghi, potevano solo sperare che stessero bene.
"Che ne pensa degli altri medici?" Chiese infine. Di Maria sbuffò.
"Al di là delle scarse conoscenze direi che sono tutti molto impauriti, addirittura terrorizzati."
"Possibilità che ci diano una mano?"
"Nessuna. Lo ripetono come un mantra, se stai buono e fai il tuo lavoro avrai salva la vita è sarai trattato bene altrimenti ti spediscono ai lavori forzati."
"Già, anche gli scienziati ripetono la stessa storia. Anche da loro non ne caveremo niente. Dobbiamo comunque provare ad avvertire la Novalis. Se solo riuscissi a mettere le mani su un pannello, su una consolle..."
=^=Kirin ad equipaggio.=^= - Proprio in quel momento la voce dura del comandante del vascello fuoriuscì dagli altoparlanti della nave. - =^=Vi informo che procederemo ad impiegare alcuni di voi in specifiche attività di supporto agli effettivi della nave. La selezione verrà effettuata dagli ufficiali stessi, non saranno tollerate defezioni ingiustificate.=^=
Kuz sorrise.

USS Novalis - in avvicinamento alla Base Stellare N5
D.T 26/03/2396 - poco dopo


Contro il parere medico dell'intera equipe sanitaria della nave Sev, Oxila e Romanov avevano abbandonato l'infermeria e avevano raggiunto gli altri ufficiali in plancia. Nimosit li aveva ragguagliati sulla situazione.
"Tempo previsto per l'arrivo?" Domandò il capitano Kuribayashi al tattico, che aveva ripreso la sua naturale posizione.
"Ventidue minuti signore."
"La Sequoia e la Magellano?"
"Tempo stimato di arrivo quarantuno minuti."
"Credo che convenga allentare per una volta i protocolli di sicurezza signore..." - intervenne Nimosit. - "....direi di uscire dalla curvatura a ridosso della base stellare, questo dovrebbe garantirci un buon effetto sorpresa." Kuribayashi annuì grave.
"Tenente Oxila?" Tuonò il capitano.
"Provvedo al ricalcolo immediatamente signore."
"Molto bene. Cosa troveremo secondo voi?"
"Navi in fuga." Intervenne il consigliere Thevek.
"Dobbiamo stabilire su cosa concentrarci. La base stellare o le navi in fuga." - Le fece eco Nimosit. - "E avremo poco tempo."
"Il primo ufficiale ha ragione, signore." - Fece Romanov dall'alto della sua postazione. - "Non mi aspetto di trovare vascelli particolarmente armati, ma una qualche resistenza è possibile. Suggerirei di rendere inoffensivi gli armamenti ed i sistemi propulsivi delle navi più grandi, ove ve ne fossero. Pochi colpi ben assestati dovrebbero essere sufficienti a metterli fuori uso e facilitare il nostro compito."
"In sostanza dobbiamo evitare che i pesci grossi ci scappino via!" Chiosò infine Sev.
"Sono d'accordo, ma non possiamo abbandonare la stazione." - Poi rivolto all'ufficiale alle comunicazioni. - "Guardiamarina, contatti la base stellare N5." L'altro annuì.
"Signore, non rispondono!"
"Riprovi."
"Niente da fare, mi dispiace." Kuribayashi guardò preoccupato prima NImosit poi Thevek.
"Forse l'ufficiale in comando non è più nelle condizioni di rispondere." Fece il consigliere, dando voce ai dubbi degli altri ufficiali.
"Signor Romanov, quando usciremo dalla curvatura lei avrà il compito di individuare le minacce più rilevanti e renderle inoffensive." - Disse infine Kuribayashi. - "Se possibile, voglio un lavoro pulito e preciso." Il tattico annuì.
"Signor Oxila, lei si occuperà di manovrare la nave..." - Intervenne Nimosit anticipando il suo capitano. - "....agganciando tutti gli eventuali vascelli in allontanamento dalla stazione tracciando le scie di curvatura...."
"...così potremo inseguirle!" Terminò l'ufficiale di rotta.
"Numero uno..." - Intervenne di nuovo il capitano, grave. - "...con alcune navette cariche di marines lei lasacerà la Novalis ed attaccherà alla base stellare. Se necessario, ne acquisirà il comando. Mi sono spiegato?"
"Perfettamente signore." Non sarebbe stata una passeggiata, attraccare, sbarcare, verificare le condizioni a bordo ed eventualmente assumere il comando. Il tutto in pochissimo tempo.
"Signore!" - Era Sev. - "Chiedo il permesso di accompagnare il primo ufficiale." Kuribayashi lo squadrò con la coda dell'occhio. Sapeva che l'ufficiale alla sicurezza era ancora convalescente e un pò ammaccato e conosceva la sua proverbiale testardaggine. Ma sarebbe stato un valido aiuto sul campo.
"Se se la sente....permesso accordato."
"Grazie signore!" Nimosit scosse il capo sorridendo, mentre si alzava per correre a preparare le squadre di sbarco.
"Bene signori, sappiamo cosa dobbiamo fare." - Concluse Kuribayashi soddisfato. - "Tempo previsto d'arrivo?"
"Otto minuti signore."

Base Stellare N5
D.T 26/03/2396 - Otto minuti dopo


Appena la Novalis uscì dalla curvatura, ormai a ridosso della stazione, si trovò davanti uno spettacolo surreale. Un via vai febbrile di vascelli di varie dimensioni in partenza o in fase di aggancio ad essa. Probabilmente quella piccola stazione di confine non aveva mai vissuto un'attività così intensa, riflettè Kuribayashi osservando la scena. Sembravano api intorno al proprio alveare. Con ogni probabilità stavano cercando di caricare personale e materiali prima di abbandonare l'area.

"Ci sono diciassette vascelli, signore." Avvertì Romanov.
"Dimensioni?"
"Piccole per lo più, tranne una grossa nave da carico sul lato opposto della base."
"Allarme giallo, alzate gli scudi ed identificate quella più grande." - Ruggì il capitano. - "Nimosit e la squadra di sbarco?"
"Hanno appena lasciato l'hangar e si dirigono sulla stazione."
"Molto bene."
"Alcune navette stanno alzando gli scudi e danno energia alle armi, signore!"
"Cerchiamo solo di renderle inoffensive."
"Ricevuto."
Nel frattempo Oxila manovrava la Novalis per cercare di portarla sul lato della stazione in cui era attraccata la grande nave da carico. Alcuni colpi di phaser raggiunsero la nave da guerra della Flotta che assorbì senza grossi problemi, rispondendo al fuoco con pochi colpi ben diretti.
Una potente bordata andò a segno sulla Novalis.
"Colpo di phaser proveniente dal cargo agganciato. Scudi all'87%" Spiegò il tattico.
"Ma le navi da carico non dovrebbero avere armi di questa potenza!" Intervenne Thevek.
"Direi di no, consigliere." Convenne Kuribayashi.
"Il cargo si è sganciato dalla stazione e continua a fare fuoco."
D'un tratto la grossa nave scomparve dallo schermo lasciando gli ufficiali sorpresi.
"Si è occultata signore!"
"Non perdetela, fuoco ad ampio raggio! Non deve scappare!" Urlò il capitano ai suoi uomini. Dalla Novalis partì una selva di colpi ad ampio spettro che spazzò tutto lo spazio che divideva le due navi molti colpi andarono a segno grazie anche al fatto che i due vascelli erano molto vicini e quindi il cargo occultato, pesante e meno manovrabile, aveva poco spazio di manovra.
Altre bordate provenienti da altri vascelli colpirono la Novalis.
"Scudi al 74%. L'occultamento assorbe molta energia, dubito che possano resistere a lungo in un tale campo di battaglia!." Puntualizzò Romanov.
Dopo altri colpi andati a segno il grosso cargo ricomparve, l'occultamento era saltato, evidentemente i phaser della Novalis avevano sortito l'effetto desiderato.
"Li renda inoffensivi comandante!"
Purtroppo Romanov non ne ebbe il tempo, il grosso cargo entrò in curvatura proprio un attimo prima che due siluri lo colpissero.
"Seguite la nave da carico!" - urlò Kuribayashi. - "E avvertire la Sequoia e la Magellano. Che una delle due navi fornisca appoggio a Nimosit e Sev e l'altra segua noi."

Base Stellare N5
D.T 26/03/2396 - contemporanemanete


Le tre navette della Novalis, con a bordo sedici marine scelti oltre a NImosit e Sev, avevano coperto in pochissimi minuti la distanza tra l'ammiraglia della Flotta e la stazione, attraccandovi. Nel marasma generale sembrava che nessuno si fosse accorto dello sbarco, che fu rapido e preciso. Il caos era completo, agli occhi del primo ufficiale fu evidente la mancanza di leadership a bordo un caotico andirivieni di persone apparentemente indaffarate, che a passo svelto o anche correndo se ne andavano in giro per la stazione. Molti si affrettavano a lasciarla imbarcandosi in qualsiasi tipo di vascello ancora agganciato. Era difficile capire chi fosse un ufficiale della flotta e chi invece un civile, pochissime le uniformi federali.

"Dividiamoci." - Cominciò Nimosit. - "Sev, tu e altri undici uomini andrete ai livelli inferiori, alle stive di carico, voglio un rapporto sullo stato della situazione là sotto. Io e gli altri andremo sul ponte di comando e cercheremo il capitano Utoya. Se necessario assumeremo il controllo della stazione."
Sev annuì e con pochi cenni partì in direzione dei turboascensori seguito dal manipolo di marines armati fino ai denti.
"Venite con me." - Ordinò subito dopo Nimosit agli altri, prendendo la testa del gruppetto e armando il phaser. - "Settate su stordimento e occhi aperti per il momento dovremo considerare questa base come territorio ostile."

Arrivarono davanti alle porte del centro di comando piuttosto rapidamente e senza trovare ostacoli. Tuttavia l'ingresso era bloccato. Forse qualcuno si era asserragliato all'interno.

"Apriamo questa porta." Sussurrò Nimosit all'orecchio di uno dei marines. Questo annuì e con rapidi gesti, insieme agli altri militari, preparò una piccola carica che fu posizionata proprio sull'apertura. Poi si allontanarono velocemente di qualche metro, poco prima che la carica detonasse e sbloccasse le porte di accesso al ponte di comando. Appena questo fu spalancato da due marines, un altro gettò all'interno dei fumogeni che saturarono in pochi istanti tutto l'ambiente poco prima che il manipolo facesse irruzione, protettto dalle maschere antigas. I marines si posizionarono velocemente andandosi a piazzare in zone perimetrali strategiche, dalle quali potevano agilmente controllare tutto l'ambiente.

Appena la nebbia cominciò a diradarsi apparve un ufficiale della Flotta con le mani alzate che cercava invano di non tossire e di tenere gli occhi aperti.

"Si identifichi!" Tuonò Nimosit.
"Tenente Chordys! Non sparate, vi prego. Sono andati via, sono andati via tutti..." E continuò a tossire.La pelle blu tradiva le origini boliane.
"Sono il comandante Nimosit della USS Novalis, dov'è l'ufficiale in comando, o il suo vice." Chiese sapendo già la risposta.
"Non c'è." - Rispose quasi sorpreso l'altro. - "Se ne sono andati tutti. Sono l'unico rimasto!" Uno dei marines lo passò al setaccio cercando armi nascoste, poi scosse la testa in direzione del superiore. Era pulito. Gli altri avevano già bonificato il ponte di comando e si erano tolti le maschere antigas, visto che l'aria era tornata respirabile.
"Signor Chordys, da questo momento assumo io il comando di questa stazione. Mi sono spiegato?"
"Perfettamente signore, grazie al cielo!" Sembrava sollevato.
=^=Sev a Nimosit.=^=
"Parla pure, ti ascolto. Come è la situazione lì da voi?"
=^=Complicata! Siamo sotto attacco.=^=
*Dannazione* Pensò NImosit.
"Ragguagliami."
=^=Non sembrano in tanti ma sono ben armati, sono asserragliati in alcuni settori delle stive di carico. Non sarà facile stanarli.=^=
"Evidentemente le stive contengono ancora Numex. Hai bisogno di supporto?"
=^=Al momento no, Sev chiudo.=^=
"Signor Chordys, è pratico di questa sala controllo?" - l'altro annuì timidamente. - "Molto bene, allora mi illumini, mentre faccio rapporto al capitano Kuribayashi."




*****************************************
Brano: 16-10
Titolo: Battaglia per la giustizia
Autore: Tenente Comandante Dwalla Thevek
(aka Silvia nd)
*****************************************


Base Stellare N5 - Stive di Carico
26/03/2396, Ore 16.11 - D.S. 73234.09


Con l'assistenza del tenente Chordis, la squadra di sbarco comandata da Nimosit aveva preso il controllo di tutti i sistemi della stazione bloccando tutti i presenti con campi di forza multipli su tutta la base. Inoltre usando i raggi traenti a disposizione aveva catturato la maggioranza delle navette in fuga che avevano dapprima provato a liberarsi, ma che con il sopraggiungere della Sequoia e della Magellano avevano scelto di arrendersi. Restava un unico focolaio di resistenza che sebbene poco numeroso si stava dimostrando straordinariamente tenace e impediva di poter definire la situazione tornata alla normalità.
Un drappello di breen e federali rinnegati stava respingendo tutti gli attacchi fino a quel momento effettuati e il dispositivo di disturbo ne impediva l'estrazione tramite teletrasporto.
Sev doveva fare i conti con una mezza dozzina di marines feriti tra cui uno gravemente che era stato trasportato urgentemente in infermeria.
=/\= Nimosit a Sev, come va la situazione? =/\=
"Male, Comandante. Sono ben sistemati e hanno dalla loro il vantaggio della posizione. Ora proveremo un'incursione con le flash bomb"
=/\= Non correte rischi inutili.. da li non possono andarsene. Sono arrivate le navi di supporto chiedo subito di farvi mandare altri marines a darti una mano =/\=
"Ne avremo bisogno, Sev Chiudo"

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
Nave da carico Weel
26/03/2396, 16.15 - D.S. 73234.09


Folie stava tamburellando sul bracciolo nervosamente. Per quanto stessero spingendo quella nave oltre i limiti per i quali era stata costruita, rimaneva pur sempre un vascello romulano rubato e nonostante gli innesti di tecnologia federale e breen, le navi della Federazione erano riconosciute da tutti come le più veloci e la Novalis, per quanto non di punta in tale settore, era pur sempre più veloce di loro.
"Quanto manca al rendez-vous?"
"dieci minuti. La Novalis sarà su di noi tra 9 minuti"
"Gerdah, spero che la tua nave sia la ad aspettarci, magari con la Gaariga..." disse rivolto al breen che stava in piedi impassibile di fronte allo schermo "... 1 minuto contro una nave come la Novalis può essere molto lungo"
"Ci sarà... una volta tolta di mezzo la Novalis ci dovremo riorganizzare. Il vero problema sarà riprendere il controllo del planetoide, l'avevamo sfruttato solo al 30%"
"Ci faremo bastare quello che siamo riusciti a portare via dalla Base N5 e quello che la Gaariga ha preso dalle piattaforme di estrazione... inoltre meno ce n'è in giro, maggiore è il suo valore... vedrai che avremo abbastanza soldi per vivere da re per il resto dei nostri giorni"
"Lo spero, al momento questa operazione è stata un fallimento. I profitti che abbiamo avuto non coprono nemmeno le perdite per costruire le basi estrattive e i dispositivi di sicurezza"
"Ho fatto i miei conti. Ci sarà lathinum per tutti... sempre che eliminiamo la Novalis"

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
Nave da carico Gaariga
26/03/2396, 16.16 - D.S. 73234.10


Denay era stata nuovamente separata da Di Maria. Con metodi spicci e brutali l'equipaggio della Gaariga, pirati in divisa federale, avevano destinato tutti i prigionieri a qualche attività. Otello, che era l'ufficiale medico di più alto grado ed esperienza era stato subito portato in infermeria, mentre lei aveva avuto il privilegio di essere spintonata a colpi di fucile phaser per i corridoi della nave fino ad una sottosezione dei sistemi principali dei sensori della nave. L'attendente che guidava il gruppetto di prigionieri dall'aria spaurita si fermò di fronte alla porta di accesso controllando il proprio padd.
"allora...Kuz!" istantaneamente la guardia diede un colpo con il calcio del fucile alle spalle della giovane spingendola in avanti "allora abbiamo dei problemi con il sistema dei sensori. Farà riferimento al guardiamarina Voktar. Procediamo!"
Aprì la porta e Kuz entrò nella piccola stanza di controllo quasi interamente occupata da un Breen dall'aria minacciosa.
"Niente scherzi piccola trill. Controlla questi dispositivi, devono essere tutti online entro dieci minuti"
"Mi serviranno più di 10 minuti... cosa avete fatto? Neanche sulle navi Packled c'è così tanta tecnologia...non si può innestare un amplificatore di segnale federale con un derivatore breen su un gruppo di sensori romulani..."
Lo sguardo del breen la fece desistere da ulteriori commenti e cominciò a lavorare in silenzio
"10 minuti, piccola trill"

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
USS Novalis - Plancia
26/03/2396, 16.23 - D.S. 73234.11


"Signore, il vascello da carico è dritto davanti a noi" disse Oxila
"Avviciniamoci a portata di fuoco e pareggi la loro velocità. Comandante Thevek, considerando che al momento è l'ufficiale medico più alto a bordo, potrebbe andare in infermeria?"
"Subito, Capitano. In effetti non credo che avrete bisogno delle mie doti diplomatiche qui in plancia" disse Dwalla alzandosi dalla poltroncina del consigliere "ma cercate di non farmi lavorare troppo in infermeria..."
"Lo spero anche io, comandante" rispose Kuribayashi "purtroppo in una battaglia c'è sempre qualcuno che si fa male. Sig. Romanov li punti e fuoco con i siluri quantici, dobbiamo farli uscire dalla curvatura."
"Si, signore. Bersaglio agganciato. Siluri lanciati."

Quattro siluri partirono dalla Novalis e la Weel riuscì a evitarne solo uno in quanto a curvatura non era possibile fare manovre evasive efficienti. Nonostante gli scudi l'impatto sulla nave cargo fu notevole.

"Stanno perdendo gas di plasma da una gondola. Escono dalla curvatura"
"Passare a impulso. Massima energia a scudi. Fuoco con i phaser dobbiamo disabilitare i loro sistemi propulsivi e di arma"

Le due navi uscirono dalla curvatura quasi in contemporanea cominciando a scambiarsi colpi di phaser e disgregatori.

"Scudi all'83%, hanno armi potenti quasi sicuramente breen..." disse Romanov dopo che alcuni colpi di disgregatore avevano colpito la nave nonostante l'abilità di Oxila al timone "Hanno sparato due siluri al plasma, Oxila si tenga lontano"
"Manovra Echo-Theta, pieno impulso, evitiamoli!" comandò Kuribayashi

Nell'evitare gli insidiosi siluri romulani la Novalis effettuò una manovra azzardata che scoprì il fianco a
colpi diretti dei disgregatori

"Scusi scesi al 67%"
"Plancia a Sala Macchine, ci occorre altra energia agli scudi" disse
=/\= Faccio possibile Capitano. Già vuole pieno impulso, ora vuole massima energia... basta che tiene nave intera... =/\= rispose Borodin con il suo solito brontolio russo

Un sorriso comparve sul volto di Kuribayashi "Faremo il possibile, comandante"
"Disabilitiamoli... concentrare il fuoco sulla gondola danneggiata. Fuoco con i siluri quantici"
Grazie alla superiore manovrabilità della nave da guerra contro la nave cargo, la Novalis si portò dietro di questa e scaricò una salva di siluri che fecero collassare gli scudi e danneggiarono pesantemente i sistemi propulsivi.
"Fuoco coi phaser sulle batterie dei disgregatori. Non li distrugga. Hanno a bordo sicuramente dei prigionieri innocenti" disse il capitano rivolto a Romanov, il quale rispose con un breve cenno del capo prima di puntare i phaser ventrali, ma prima di aprire il fuoco furono interrotti da Oxila
"Signore rilevo una nave in avvicinamento... è breen! Stanno dando energia alle armi" disse Oxila
Quattro siluri di incredibile potenza impattarono contro gli scudi dorsali della Novalis danneggiandoli gravemente
"Scudi al 24%, siamo stati colpiti da siluri al trilitio. Non reggeremo un'altra salva" disse Romanov
"Oxila ci porti via di qui. Situazione!"
"Danni in tutti i ponti 71 feriti, in gravi condizioni"
"Ecco cosa dobbiamo evitare.. che armi come queste si diffondano per la galassia...puntamento multiplo, phaser sulla nave cargo e raffica piena sulla nave breen. Oxila Manovra India Fox-trot 5, pieno impulso. Attivare"

La Novalis girò velocemente su sé stessa spiegandosi verso l'alto e scaricando una serie di colpi di phaser a raffica breve dai banchi ventrali sulla Weel per disabilitare completamente le loro armi

"La nave cargo è alla deriva" commentò Romanov
"bene concentriamoci sui Breen. Concentrare l'energia sugli scudi anteriori"
Nel frattempo Ocxila accelerò in rotta di collisione con la nave breen
"Sig. Romanov aspetti a lanciare..." disse Kuribayashi mentre le due navi si avvicinavano sempre di più. i colpi di disgregatore della nave breen tempestavano gli scudi frontali della Novalis e sebbene fossero stati potenziati con tutta l'energia disponibile cominciavano a dare cenni di cedimento
"Signore siamo al 45%"
"Ancora un secondo.... Ora!"

Due raffiche da sei siluri quantici volarono dalla Novalis verso la nave Breen, la quale nello stesso momento lanciò due testate al trilitio

"Manovre evasive!"

Base Stellare N5
26/03/2396, 16.28 - D.S. 73234.12


Il gruppo di Marines guidati da Sev condusse i prigionieri nelle celle detentive della stazione. L'aspro combattimento si era concluso con qualche ferito grave e due breen morti.

"Ottimo lavoro" disse Nimosit sopraggiungendo "sistemateli qui. Ho già provveduto a comunicare alla Flotta stellare quanto è successo, ma si aspettano un suo rapporto comandante. A parte qualche civile che sarà giudicato dai tribunali della Federazione, per gli appartenenti alla Flotta stellare coinvolti aspetta la Corte Marziale"
"Abbiamo fatto una bella pulizia di mele marce, in effetti"
"E abbiamo fatto proprio bene... Maggiore Maohn, lei e i suoi uomini siete attesi dalla Sequoia che partirà a breve" disse quindi Nimosit all'ufficiale dei Marines.
"Subito signore! Ragazzi, avete sentito il Comandante? Muoversi!"
"La Sequoia va a dare supporto alla Novalis, considerato il coinvolgimento dei breen sembrava la soluzione più logica" disse Nimosit a Sev
"Staranno bene... non ti preoccupare" disse Sev mettendo una mano sulla spalla di Nimosit "E ora se vuoi scusarmi, ho bisogno di una doccia"
"Abbiamo requisito gli alloggi degli ufficiali. Ti ho mandato nel padd tutti i dati di accesso"
"E spero proprio che tu abbia ragione" concluse mentalmente Coral.

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
USS Novalis - Plancia
Nello stesso momento


Fumo.
Scintille.
Urla e altri rumori attutiti.

Kuribayashi si portò una mano alla testa, mentre un paio di braccia che lì per lì non riuscì a identificare lo aiutarono a rialzarsi.

"Cos...Situazione?!" disse in leggero stato di confusione, mentre le braccia che appartenevano al guardiamarina Tilliman lo aiutavano a sedersi sulla poltrona.
Si guardò in torno. Alcuni marinai stavano aiutando i loro colleghi ad alzarsi o prestavano le prime cure ai feriti. Oxila si stava tenendo saldamente alla consolle del timone, mentre un rivolo di sangue gli colava dalla fronte. Romanov era elle sue spalle con il volto coperto di fuliggine dovuta al fuoco che si era prodotto dalla rottura di alcune condotte di energia sopra la sua testa e a parte una forte tosse dovuta al fumo sembrava stare bene. Altrettanto non poteva dirsi del Tenente Morris della consolle scientifica che giaceva privo di vita per terra vicino alla sua postazione.
"Coff... Coff... energia primaria compromessa. Scudi al minimo.... Coff... Phaser off line e sistemi di puntamento dei siluri disabilitati. ...coff.... Falle nello scafo dai ponti 3 a 8. Sono stati già predisposti campi di forza. Gondola di dritta pesantemente danneggiata. ...coff.... L'infermeria riporta oltre cento feriti di cui 21 gravi e al momento abbiamo 9 morti, ma non tutte le sezioni hanno comunicato i dati. Il comandante Thevek ha chiesto che tutti i feriti non gravi siano portati nell'infermeria temporanea allestita nell'hangar 2 dove saranno assistiti dal MOE. Ho già comunicato a tutto l'equipaggio."
"La nave breen?"
"Distrutta signore. I nostri siluri l'hanno gravemente danneggiata ed è esplosa in prossimità della nave da carico che è rimasta gravemente danneggiata. Rilevo fluttuazioni di energia in tutte le sezioni."
"Potrebbero esserci prigionieri innocenti, per non parlare del Dottore e del comandante Kuz... Oxila ci avvicini a portata di teletrasporto. Romanov organizzi i teletrasporti, ma porti delle squadre di sicurezza, consideriamo tutti ostili fino agli interrogatori. Quelli armati vanno teletrasportati direttamente nelle celle detentive."
"Subito signore." disse Romanov andando verso il turboascensore
"Aspetti..." disse Oxila interrompendo l'ufficiale tattico mentre manovrando la nave si avvicinava alla Weel.
"Mi dica Tenente" disse Kuribayashi
"Rilevo una traccia di curvatura in arrivo... è l'altra nave da carico"
"Dannazione... Procediamo ai teletrasporti comunque, ma dobbiamo rimettere in funzione i phaser...Prima i phaser, se ne occupi lei Romanov Tenente Mets coordini le squadre del teletrasporto. Creiamo un'area sicura sull'hangar 3 e teletrasportiamo li sopravvissuti della nave da carico" disse poi rivolto all'ufficiale alle operazioni"
"Kuribayashi a Sala Macchine"
=/\= Capitano, questo non è buono momento. Tenente Darmont stringa di più quel collettore! Già due volte ceduto =/\= disse Borodin in modo spiccio
"Me ne rendo conto comandante, ma sta arrivando un'altra nave e dobbiamo difenderci. Ci serve energia ai phaser e tutto quello che può dare agli scudi.
Quelle che sembrarono una sequenza di insulti in russo talmente stretto che neanche il traduttore universale riuscì a convertire uscirono dalla bocca del capo ingegnere che poi concluse con un dignitoso.
=/\= D'accordo Capitano, ma non abusate di nave... siamo al limite=/\=
"La nave da carico sta aprendo il fuoco"
"Rispondere, Manovre evasive!"

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
Nave da carico Gaariga
26/03/2396, 16.33 - 73234.13


La nave cominciò a subire degli scossoni, segno che la battaglia con la Novalis era cominciata. Denay approfittò di un colpo particolarmente potente subito per scattare sul suo carceriere Breen, al quale rifilò una serie di colpi violentissimi sul costato e sul collo tramortendolo in brevissimo tempo.

"Come vedi, caro il mio gigante breen, questa piccola trill ti ha messo a dormire. E ora vediamo di dire alla Novalis che siamo qui prima che facciano saltare in aria..." pensò
E subito si sedette alla consolle intervenendo negli schemi di puntamento e nei sensori.

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
USS Novalis - Plancia
26/03/2396, 16.34 - D.S. 73234.13


La situazione era tutt'altro che rosea, ma nell'ultimo minuto la nave da carico aveva mancato tutti i colpi sparati, con buon vantaggio degli scudi della Novalis che erano al minimo del 14%.

"Devono avere i sistemi di puntamento in avaria... cosa abbiamo?"
"L'energia che abbiamo per i phaser non è sufficiente a disabilitarli...?"
"Siluri?"
"Sto provando a ricalibrare, ma anche noi abbiamo subito molti danni"
"Se ci avviciniamo la potenza dei phaser potrebbe essere sufficiente?"
"Direi di si, ma dovremmo essere proprio sopra di loro"
"Allora rischiamo... Oxila ci porti quanto più vicino possibile"
"Signore rilevo una comunicazione schermata in ingresso dalla nave da carico... è il comandante Kuz! Lei e il dottore sono sulla Gaariga"




*****************************************
Brano: 16-11
Titolo: Scontro finale
Autore: Comandante Coral Nimosit
(aka Riccardo Renzetti)
*****************************************


Base stellare N5
D.T. 26/03/2396 ore 16.45 - D.S. 73232.04


=^= Murray a Nimosit! =^= Era il capitano della Sequoia.
"Qui Nimosit, la ascolto signore."
=^= La Novalis è in grossa difficoltà, abbiamo ricevuto adesso un SOS. Dobbiamo partire immediatamente. Lasceremo la Magellano a guardia della stazione. Pensavo volesse saperlo. =^=

Quelle parole furono una mazzata per il primo ufficiale. I suoi timori erano fondati dunque. Dovevano andare in soccorso della Novalis, subito! Bastò uno sguardo d'intesa con Sev accanto a lui per decidere il da farsi.
" Capitano verremo anche io ed il comandante Sev, pronti a teletrasportarci."
=^= Lo immaginavo. State pronti. =^= Fu la risposta dell'altro. Dopo pochi secondi scomparvero in un turbinio colorato.
Appena furono a bordo Murray diede loro qualche particolare in più, anche se la comunicazione ricevuta dalla Novalis era stata? comprensibilmente corta e concitata. Il percorso che li divideva dall'ammiraglia della flotta era relativamente breve ma per Nimosit sarebbe durato un eternità.

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
USS Novalis, Plancia
Contemporaneamente


"Signor Oxila manovre evasive. Allontaniamoci dalla Gaariga!"
In un primo momento avevano tentato di avvicinarsi il più possibile alla grande nave cargo romulana per cercare di darle il colpo di grazia e metterla definitivamente fuori uso, ma la comunicazione criptata arrivata proprio dalla Gaariga aveva imposto un repentino cambio di strategia. Kuz e Di Maria erano a bordo! Se avessero colpito ancora la nave avrebbero rischiato di uccidere i loro compagni, non sapendo dove questi si trovassero.

"Voglio sapere dove sono!" Ruggì Kuribayashi rivolto ai suoi ufficiali. Se i due avessero avuto ancora i propri combadge sarebbe stato uno scherzo rintracciarli, ma in quelle condizioni il tutto era reso molto più complicato.
"Sto inviando un messaggio criptato verso il comandante Kuz, almeno credo." Intervenne l'ufficiale tattico.
I colpi della Gaariga si erano fatti nuovamente più precisi e potenti.

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
Nave da carico Gaariga
Nello stesso momento


"Dannazione!" - Pensò Kuz - "Non riusciranno mai a trovarci qua dentro." - Rovistó nell'angusta stanzetta per alcuni secondi finché non trovo quello che stava cercando, proprio accanto al grosso breen. Un disgregatore. - "A te non serve più." Poi legó un po' alla meglio le mani dell'altro dietro la schiena e gli tappò la bocca. E uscì. Doveva trovare Di Maria.

USS Novalis, Plancia
contemporaneamente


"Signor Romanov, quando potrà essere qui la Sequoia?"
"Almeno dodici minuti, non possono farcela prima secondo i miei calcoli." Kuribayashi sospirò.
"Allora signori vediamo di trovarli questi dodici minuti!"

La situazione della nave era compromessa. Scudi al 14%. Phaser off line e sistemi di puntamento dei siluri disabilitati. Falle nello scafo dai ponti 3 a 8. Gondola di dritta pesantemente danneggiata. Molti feriti anche gravi e decine di morti. Gli specialisti dell'infermeria, guidati dal comandante Thevek, erano al lavoro senza posa per cercare di stabilizzare i feriti più gravi ma le operazioni erano rese estremamente difficoltose dalle condizioni della nave. Su alcuni ponti erano nati piccoli focolai di incendio che i sistemi automatici di spegnimento non sempre erano in grado di soffocare. Piccole squadre formate da personale dell'equipaggio era al lavoro per sopperire alle mancanze di questi sistemi.

Borodin ed i suoi lavoravano febbrilmente per disabilitare ogni componente elettronico non essenziale, per cercare di limitare al massimo il consumo energetico, al fine di destinare quanto più possibile ai sistemi essenziali. Il supporto vitale era stato disattivato in molte sezioni.

Ogni membro dell'equipaggio che era in grado di dare una mano stava dando un contributo senza badare troppo alle proprie condizioni fisiche, cercando di essere utile il più possibile per salvare le vite dei colleghi e degli amici.

"Abbiamo i phaser!" Annunciò ad un certo punto Romanov non senza una vena di soddisfazione nella voce.
"Mi aggiorni comandante." Chiese Kuribayashi, mentre l'altro armeggiava alla sua consolle alla velocità della luce.
"Alcuni banchi phaser sono tornati online, non molti ma ce li faremo bastare! Siluri ancora fuori gioco. Scudi anteriori al 21%, giù in ingegneria stanno facendo miracoli! La gondola di dritta non risponde, quella di sinistra è all'18%, quella centrale al 63%. Scudi di poppa collassati. Un altro colpo là dietro....." Lasciò la frase in sospeso, ma non ci fu bisogno di finirla per capire cosa sarebbe potuto succedere se un colpo diretto avesse colpito direttamente lo scafo della nave già danneggiata.
"Va bene. Signor Oxila dovrà manovrare la nave tenendo sempre la prua verso la Gaariga, chiaro?"
"Ci proverò capitano."
"Signore! Una chiamata in arrivo dalla Sequoia."
"Sullo schermo." - La faccia tirata del primo ufficiale apparve sullo schermo principale. "Numero uno! Non era sulla Base Stellare N5?" Commentò sogghignando Kuribayashi.
=^=Il mio posto è con voi capitano, ormai dovrebbe conoscermi! Arriveremo tra poco più di 5 minuti, avete già recuperato Kuz e Di Maria?=^=
"Non ancora, non riusciamo ad individuarli, abbiamo stabilito una comunicazione precaria e chiesto di fornirci una posizione di entrambi, la più precisa possibile. Ma non sarà facile."
=^=Potremmo pensarci noi, appena saremo lì.=^=
"Bene. Fate presto. Kuribayashi chiudo."

USS Sequoia, Plancia
Contemporaneamente


"Non avrai in mente una delle tue idee geniali, vero?" - Sussurrò Sev, preoccupato, dietro le spalle di Nimosit. - "Dimmi di no!"
"Oh si, e tu ne farai parte!" Fece il primo ufficiale in rimando.
"Lo temevo."
"Capitano, suggerisco di dividere le nostre strade appena saremo sul campo di battaglia." Fece Nimosit rivolto al superiore.
"La ascolto."
"La Sequoia darà supporto tattico alla Novalis, mentre io ed il comandante Sev prenderemo una navetta e ci occuperemo di teletrasportare a bordo i nostri due compagni prigionieri sulla Gaariga."
"Sarete più vulnerabili."
"Forse, ma saremo molto più manovrabili e libereremo voi da quest'incombenza. Mi creda, è l'unico modo." L'altro ci penso su un istante.
"Signor Yelg." - Fece poi rivolto ad un gaurdiamarina boliano seduto alle sue spalle. - "Dia assistenza a Nimosit e Sev." Il giovane annuì silenzioso, si alzò e si diresse rapidamente verso le porte della plancia.
"Prego, seguitemi."
Nimosit si voltò verso Murray, prima di seguire il boliano.
"Grazie capitano. Buona fortuna."
"Anche a voi comandante." *Ve ne servirà.* Pensò poi tra sè, ritornando a guardare i suoi uomini al lavoro.

USS Novalis, Infermeria 2 ponte 26
Nello stesso momento


Visti i danni pesanti subiti dalla Novalis sui ponti da 3 a 8, Thevek, i medici, gli infermieri e tutti i pazienti si erano dovuti spostare, con notevoli difficoltà logistoche, sul ponte 26, all'interno dell'infermeria 2, più piccola di quella principale ma ugualmente ben attrezzata, e integra.

Dwalla era esausta. Ma non poteva e non voleva darlo a vedere. Ed era ferita. Durante un duro colpo subito dalla nave un guardiamarina vulcaniano alto 2 metri sbalzato dalla sua postazione le era piombato sulla gamba destra facendola cadere a terra. Probabilmente aveva una caviglia slogata, diverse escoriazioni su molte parti del corpo e del sangue rappreso sui capelli. Ma non c'era stato tempo di medicarla, c'erano feriti ben più gravi da curare. Arrivavano in continuazione, come un fiume in piena. La piccola infermeria era quasi al collasso, nonostante si stessero occupando solo dei casi più gravi, mentre i feriti lievi venivano automaticamente dirottati verso l'hangar navette 2 sul ponte 28 gestito dal MOE.

Aveva visto morire davanti a lei ufficiali e amici, persone con le quali poche ore prima aveva cenato, aveva riso e scherzato, o che aveva semplicemente salutato. Forse, solo grazie all'esperienza come medico e all'adrenalina che scorreva a fiumi nelle vene era riuscita a relegare tutte le sensazioni negative in una parte remota della propria mente, mantenendo la testa vigile e presente. O forse semplicemente non aveva avuto ancora il tempo di elaborare la cosa.

Le avrebbe fatto davvero comodo, in quel momento, il supporto del dottor Di Maria. In un lampo pensò a lui, a Denay, chissà dove erano, se stavano bene. E poi pensò a Nathel, e a Coral! Chissà se li avrebbe mai più rivisti.

"Comandante!" Ma non c'era tempo per quei pensieri. Altri feriti, altro dolore, altre grida.
"Stendetelo qua!" Indicò un lettino di fortuna addossato alla paratia esterna, mentre era già impegnata a salvare un'altra vita.

Settore 961, margini dello spazio della Federazione
Nave da carico Gaariga
Contemporaneamente


La grande nave da carico era molto robusta e ben armata, per essere un trasporto. Tuttavia una nave da guerra della Flotta era sempre un brutto cliente.

Kuz correva. Non c'era più tempo. IL suo compito era chiaro, ma tutt'altro che semplice. Trovare Di Maria e trascinarlo in quello sgabuzzino. Se volevano uscire di lì era l'unico modo. Non potendo dare punti di riferimento alla Novalis senza i loro combadge avrebbero potuto solo essere in un luogo preciso, sperando di non venir scoperti.
Ma quello che preoccupava soprattutto la giovane trill era un'altra cosa. Sarebbe riuscita a convincere il dottore a venire via con lei?
Corse più forte.

Tutto intorno a lei era caos, scintille, personale che correva da una parte all'altra. Doveva stare alla larga da quelli armati e non dare nell'occhio.
Trovò il dottore quasi all'ingresso di uno delle stive di carico, accovacciato a prestare aiuto a qualcuno.
"Dottore!!" Lo strattonò cercando di attirare la sua attenzione.
"Cosa....ci fai qua?"
"Sono venuta a prenderti. Dobbiamo andarcene, la Novalis...."
"Come faccio a lasciare adesso, sto curando questi feriti! Non vedi?"
"Vedo, ma il capitano ci ha ordinato di farci trovare pronti per il teletrasporto. Non abbiamo più tempo."
"E lasciamo qui tutti gli altri?" Chiese Di Maria esterrefatto. La sua vocazione gli imponeva di prestare aiuto a chi ne avesse bisogno.
"So cosa intendi, ma se non ce ne andiamo adesso non posso assicurarti che lo faremo in un secondo momento. Ed è un ordine diretto."
"Senza di noi distruggeranno questa nave?"
"Non credo, sanno benissimo che ci sono civili a bordo." - Di Maria tentennò, combattuto. - "Ascolta, noi due potremo essere più utili a tutti loro se ce andremo da qui. Pensa a quello che abbiamo scoperto, a cosa abbiamo visto, a cosa sappiano adesso." - Si toccò col dito il lato della testa in un gesto chiaro. - "Se rimaniamo nessuno della Flotta avrà queste informazioni e l'organizzazione potrebbe farla franca! Andiamo, vieni." Prese il dottore sotto braccio e lo aiutà ad alzarsi. L'altro la lasciò fare, ancora combattutto sul da farsi.

"Eccoli!!" Un urlò rabbioso da qualche metro di distanza, poi un colpo di disgregatore che si stampò sulla paratia della nave a pochi centimetri dalle loro teste.
"Ci hanno scoperti!" Fece Kuz, rispondendo al fuoco, mentre spingeva il dottore a correre verso i corridoi della nave.
"Dove andiamo?" Urlò Di Maria per sovrastare il caos che si era creato.
"Seguimi e occhi aperti!"

Settore 961- margini dello spazio della Federazione
Navetta Oregon
Di lì a poco


Appena la Sequoia raggiunse il teatro della battaglia e uscì dalla curvatura, la navetta con a bordo Nimosit ai comandi e Sev agli armamenti, lasciò rapidamente l'hangar navette.

La Sequoia, di classe Sovereign, intervenne nel conflitto cercando, per quanto possibile, di fare da scudo alla Novalis, interponendosi nella linea di fuoco tra quest'ultima e la Gaariga. I colpi della Sequoia, precisi e mirati, erano volti a disabilitare la porpulsione e gli armamenti del cargo, che tuttavia rispondeva all'attacco.

"La Novalis, ci chiama." Annunciò Sev, accanto a Nimosit intento a manovrare.
"Vi ascoltiamo."
=^=Comandante, vi abbiamo appena inviato lo schema della Gaariga con le coordinate del punto dal quale abbiamo ricevuto la comunicazione criptata del comandante Kuz. E' l'unico indizio che abbiamo sulla loro posizione.=^=
"Molto bene signor Romanov, vedremo di farcelo bastare. Nimosit chiudo."
"Cosa facciamo adesso?"
"Aspettiamo e facciamo fuoco."
"Non c'è niente di meglio, prima di cena!" Chiosò Sev, armando i phaser del piccolo vascello.

Non era riuscito a recuperare i suoi colleghi sul planetoide, pensò Nimosit, ma questa volta non sarebbe stato lo stesso. Il loro problema principale era quello di indebolire a tal punto gli scudi della Gaariga quel tanto che fosse bastato per utilizzare il teletrasporto.
"Dobbiamo fare in modo che i loro scudi cedano, almeno sul lato in cui prevediamo che Kuz e Di Maria si trovino. Altrimenti niente teletrasporto. Avverto anche la Sequoia." Sev annuì.
"Capito. Concentrerò il fuoco su quell'area." Concluse il bajoriano, mentre Nimosit manovrava velocemente in direzione del cargo romulano.

Nave da carico Gaariga
Contemporaneamente


Sbagliarono strada un paio di volte, allungando il percorso non era facile riuscire a riflettere lucidamente con alle calcagna nemici armati fino ai denti e intorno una nave che stava andando in pezzi. Anche solo rimanere in piedi era un esercizio complicato. Riuscirono tuttavia a difendersi dagli assalti utilizzando il disgregatore breen e raggiunsero il locale dal quale Kuz aveva inviato il segnale alla Novalis. Entrarono e si barricarono dentro. Il breen legato per terra stava rinvenendo. Col calcio del disgregatore Kuz lo riportò nel mondo dei sogni.
"Non posso occuparmi anche di te adesso!" - Sentenziò. Poi lanciò l'arma verso Di Maria che la afferrò al volo. - "Chiunque entri da quella porta non è qui per farci una visita di cortesia!"
"Me ne occupo io." Dichiarò il dottore armando il disgregatore e puntandolo dritto verso la porta bloccata. Kuz si rimise al lavoro sul piccolo terminale di servizio che aveva usato poco prima.
Dall'esterno cominciarono a colpire violentemente la porta per cercare di sfondarla.

"Non credo che la porta possa reggere a lungo!" Fece Di Maria.
"Ho quasi finito dottore!"

USS Novalis, Plancia
Contemporaneamente


"Capitano, comunicazione criptata dalla Gaariga. Kuz e Di MAria pronti al teletrasporto!" Annunciò Romanov.
"Passi l'informazione a Nimosit signor Romanov!"
"Fatto." Kuribayashi annuì soddisfatto, sperando che il suo secondo riuscisse a trarre in salvo i due ufficiali.

Navetta Oregon
Contemporaneamente


Nonostante la Sequoia stesse martellando la Gaariga ormai da diversi minuti, la pesante nave romulana rispondeva al fuoco senza sosta. Un colpo ben assestato raggiunse pure la Oregon. Il contraccolpo fu violento.

"Scudi al 63%!" Urlò Sev.
L'unica tattica possibile per la Oregon era una specie di guerriglia anche se teoricamente avevano difronte un cargo la potente nave romulana era molto ben armata e protetta, ben più di una piccola navetta della Flotta. Non avrebbero resistito a lungo a colpi diretti, dovevano manovrare furiosamente avvicinandosi ed allontanandosi ripetutamente senza dare punti di riferimento ai nemici. Il sostegno da parte della Sequoia, in quella fase, sarebbe stato determinante.

"Fuoco quando pronto!" - Rispose Nimosit con le fiamme negli occhi. Con i comandi in pugno si sentiva ancora una volta padrone del suo destino. Stare in plancia a dare ordini aveva il suo fascino, ammise tra sè, ma costringeva a riporre sugli altri una fiducia smisurata, e lasciare che facessero quello che erano addestrati a fare. Era orgoglioso dell'equipaggio della Novalis, aveva condiviso con ognugno di loro gioie e dolori, perdite e ferite, e sarebbe andato incontro alla morte per la sua nave. Ma niente era paragonabile per lui come il pieno controllo di un vascello, sentirlo tra le proprie mani, percepire che avrebbe potuto fare tutto quello che avrebbe chiesto. Con quella furia nelle vene puntò dritto il muso della Oregon sulla Gaariga. - "Fai cedere quegli scudi Nat!!!"

Nave da carico Gaariga
Contemporaneamente


Un colpo di disgregatore ed un calcio ben assestato riuscirono a forzare la porta quel tanto che bastò per riuscire ad aprirla. Tre individui armati fino ai denti fecero irruzione all'interno giusto in tempo per vedere Kuz e Di Maria scomparire.

Navetta Oregon
Contemporaneamente


"Nimosit a Novalis!"
=^=La ascolto comandante.=^=
"Kuz e Di Maria recuperati, ripeto li abbiamo recuperati." Nella voce di Nimosit c'era comprensibile emozione, anche se volutamente trattenuta, per essere riusciti a rivedere i loro colleghi, dopo troppo tempo. Con abili manovre la navetta riuscì a disimpegnarsi dal conflitto ed a portarsi a debita distanza. Nimosit si alzò dalla postazione di navigazione e posò le mani sulle spalle dei due ufficiali.

"Inutile dire che siamo molto felici di riavervi tra di noi!"
"Vale anche per noi, comandante." Gli fece eco Kuz.
"Come state?" La domanda non era di semplice cortesia ovviamente, Nimosit voleva sapere sopprattutto da Di Maria le loro reali condizioni psicofisiche a seguito della prigionia.
"E' stata dura." - Rispose infatti il medico. - "Nel complesso stiamo bene, anche se visto lo stress subito ci vorrà del tempo." Nimosit annuì grave.
"Abbiamo molte informazioni importanti da comunicare al Comando di Flotta." Intervenne Kuz, quasi impaziente.
"Lo farete, a tempo debito."
"La Sequoia sta martellando la Gaariga." - Si intromise Sev dalla plancia per aggiornare gli altri. - "Non sono un tattico, ma non potranno reggere a lungo."

Nave da carico Gaariga, Plancia
Nel frattempo


"Signore, non possiamo competere con due navi della Flotta Stellare!"
Il commento era venuto dal suo secondo, ma Kirin ne era più che cosciente. L'intervento dell'altra nave aveva complicato decisamente le cose. Senza quella avrebbero potuto assestare il colpo di grazia alla Novalis, ormai quasi alla deriva, recuperare la Weel e procedere col piano.
"Lo so, dannazione! Non c'è bisogno che tu me lo dica." Rispose truce, mentre soppesava tutte le possibili conseguenze.
"Imposto una nuova rotta per il punto di rendez-vous signore?" Chiese incalzandolo l'altro.
"Non ancora. C'è una cosa che devo fare, prima." E si diresse verso la postazione tattica.

USS Sequoia, Plancia
Contemporaneamente


Dopo l'intervento della Sequoia i colpi diretti alla Novalis erano diminuiti sia in frequenza che intensità.

"Signore!" - il timoniere cercò di richiamare l'attenzione di Murray sullo schermo. - "La Gaariga sta virando, credo vogliano entrare in curvatura."
"Abbandonano il campo di battaglia, sanno che non reggerebbero a lungo contro due navi della Flotta, benchè una danneggiata." Intervenne l'ufficiale tattico a sostegno dell'altro.
"Me l'aspettavo."
"Imposto una rotta di intercettazione?"
"No. Li lasceremo andare, non possiamo fare altro purtroppo." - Rispose in tutta franchezza il capitano, quasi a smorzare lo stupore dei suoi sottoposti. - "Il nostro compito primario è portare assistenza alla Novalis. Nelle condizioni in cui è adesso, è troppo vulnerabile."
"La Gaariga sta dando energia alle armi!" Urlò il timoniere un secondo più tardi, mentre alcune siluri partirono dal cargo romulano.
"Massima energia agli scudi frontali, prepararsi....."
"Non sono diretti nè a noi nè alla Novalis, signore!"
"Cosa?"
"Confermo." Fece il tattico.

Un attimo dopo la Weel fu centrata in pieno dai siluri lanciati dalla Gaariga, venendo distrutta. Subito dopo il cargo romulano entrò in curvatura, lasciando impietriti gli ufficiali della Sequoia.




*****************************************
Brano: 16-12
Titolo: Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso
Autore: Capitano Tetsuya Kuribayashi
(aka Michele Congia)
*****************************************


USS Novalis, Alloggio del Capitano Kuribayashi
01/04/2396, ore 11:09 - D.S. 73249.9


Mentre la USS Novalis era ormeggiata presso Utopia Planitia, cantieri navali della Flotta Stellare in orbita geosincrona con SOL IV, per ricevere le riparazioni ai danni subiti durante l'ultima missione, tutti i membri dell'equipaggio, di ogni sezione e grado, avevano ricevuto l'ordine dal Comando di Flotta di raccogliere le proprie cose e contestualmente avevano ricevuto una licenza speciale di tre mesi che avrebbe garantito ai tecnici la più ampia libertà d'azione durante il loro lavoro. Anche Kuribayashi, come il resto del suo equipaggio, stava raccogliendo ed impacchettando i propri effetti personali e visto che per la prima volta nella sua vita poteva prendersi tutto il tempo che voleva, si concesse il lusso di indugiare nei propri ricordi, ripercorrendo i propri trascorsi con ogni oggetto che gli passava per le mani e che poi accuratamente sistemava in uno dei contenitori d'ordinanza. Era arrivato a metà dell'opera, quando la sua attenzione venne totalmente catturata da una valigetta di pelle nera finemente realizzata.

Tetsuya la portò con sé verso il letto, quindi si sedette e se la mise sulle ginocchia. Poggiò entrambe le mani sulla superficie e le lasciò scivolare in una lunga e affettuosa carezza, quasi stesse salutando un'amica che aveva reincontrato dopo tantissimo tempo. Lentamente le sue mani cercarono le due serrature a scatto dorate e con una lieve e delicata pressione le fecero scattare all'unisono. Aprì lentamente il coperchio rivelando ai suoi occhi il prezioso contenuto, lo Shamisen regalatogli dalla madre, Miya Naoyuki, e tramandato di generazione in generazione dalla famiglia materna.

Tetsuya con la massima delicatezza possibile tirò fuori lo strumento e portatolo al petto cominciò a pizzicarne le corde, suonando una melodia che gli aveva insegnato la madre quando era ancora bambino.

Ogni nota cominciò ad accendere nella sua memoria ricordi della sua infanzia, della sua famiglia d'origine, come anche colori, odori e profumi della sua terra.

"Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso." Esordì una voce nella stanza.

Tetsuya fu riportato di soprassalto alla realtà ed aprendo gli occhi un imbarazzato Coral Nimosit stazionare sull'uscio della porta.

"Come, scusi?!"

"Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso." Ripetè Coral.

"Novalis, giusto!"

"Sì, signore ..." Sorrise Nimosit "Mi scusi Capitano, non volevo disturbarla ... ho suonato, ma non ricevendo risposta ..."

"Nessun problema, si figuri ..."

"Cos'è quello strumento? E' la prima volta che ne vedo uno..."

"E' uno Shamisen ... è appartenuto per generazioni alla mia famiglia da parte materna. Era da un po' che non lo suonavo ..."

"Ha veramente un suono molto particolare ... se non fosse così antico, le chiederei di potergli dare un'occhiata da vicino ..."

"Tenga... " Gli rispose Tetsuya, porgendoglielo.

"Ma io, veramente ..."

"Coral, durante questi anni le ho affidato a mia vita, quella del mio equipaggio e la Novalis ... pensa davvero che possa avere problemi ad affidarle anche questo strumento?" Precisò Kuribayashi con un sorriso rassicurante "Lo prenda."

Ormai non si poteva tirare in dietro, quindi accettò l'offerta del suo Capitano e, quasi stesse tenendo in braccio un pargolo, avvicinò lo strumento al petto e cominciò a pizzicarne le corde delicatamente.

Coral accennò giusto l'inizio di 'Nothing else matters', un brano del XX secolo a cui era molto legato, poi con la stessa delicatezza con cui l'aveva preso, restituì lo strumento al legittimo proprietario.

"Beh, forse non è proprio adatto a suonare il mio brano preferito, ma ha un bellissimo suono ...."

"Magari in futuro le posso insegnare qualche brano tradizionale giapponese, se vuole fare pratica..."

"Magari al rientro dalla licenza." Rispose Nimosit "A proposito, ha già deciso dove la passerà, Capitano."

"Tornerò sicuramente a Nagano, la mia città natale ... ma prima dovrò recarmi a San Francisco."

"Problemi, signore?"

"L'Ammiraglio Maelstrom vuole vedermi..."

"Se non sono troppo indiscreto, posso chiederle in merito a cosa?"

"Non mi ha anticipato nulla, Coral ... quindi sarà una sorpresa anche per me ... anche se ..."

"Anche se...?!"

"No, niente ..." Rispose Tetsuya mentre rimetteva lo Shamisen all'interno della sua custodia.

"L'ordine di liberare gli alloggi non convince neanche lei, vero? Crede che la dismetteranno?"

"La Novalis è stata pesantemente danneggiata, questo è vero, ma io non credo che sia arrivato il momento di mandarla in pensione. Magari il Comando di Flotta, vista comunque l'entità delle riparazioni, potrebbe optare per un refit anticipato ... questo spiegherebbe anche la licenza speciale di tre mesi ... "

"Me lo auguro, Capitano ... sa, sono molto affezionato a questa nave ... e con tutto il rispetto, ho sempre sognato un giorno di prenderne il comando."

Tetsuya si avvicinò al suo Primo Ufficiale e appoggiandogli una mano sulla spalla destra, gli sorrise.

"E' chi le dice che i suoi sogni non diventino realtà!? Magari l'Ammiraglio Maelstrom vuole vedermi proprio a tal proposito ..." E senza dargli la possibilità di replicare, aggiunse "Mi piacerebbe cenare assieme a tutti gli ufficiali questa sera ... ci pensa lei, Numero Uno?"

"Si, signore ... prenoto un tavolo sul miglior ristorante della passeggiata... ora la lasciò alle sue cose ..."

"Grazie, Numero uno."

Avviatosi verso l'uscita dell'alloggio del Capitano, Nimosit indugiò un momento sulla soglia e si rivolse nuovamente verso Kuribayashi "Signore ... ci tengo a dirle che ... è stato un onore servire sullaN ovalis sotto il suo comando." E uscì dalla stanza.

Il commiato di Nimosit suonò come un arrivederci ... e in cuor suo, anche se cercava di scacciare quella strana sensazione, anche Kuribayashi temeva che quella era stata l'ultima missione della Novalis, almeno sotto il suo comando.