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USS ERINLE
Missione: 03
Titolo: Missione 3
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Brano: 03-01
Titolo: Puzzle
Autore: Comandante Toran
(aka LordMax nd)
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USS Erinle 05/08/2398 15:00 - Cabina del tenente Ailia Moshe


"Pronta? Ripetiamo tutto un'ultima volta. La navetta su cui viaggi è danneggiata, non abbastanza da essere un problema ma abbastanza da non permetterti di sfuggire a eventuali controlli. Ti infili nel territorio del patriarcato e raggiungi il punto di incontro."
"Sì, Signore. È tutto chiarissimo direi. Ma davvero pensa che questo abito sia il più indicato per me?"
"Direi proprio di sì. Ti sta molto bene" disse Toran sorridendo.
"Se lo dice lei. Non mi trovo a mio agio però. Perché non posso indossare qualcosa di più anonimo e normale?"
"In primis, perché non vuoi essere anonima, devono notarti e questo abito insieme alle tue antenne azzurre è perfetto. E poi perché mi piace molto come ti sta." rispose Toran facendo fare una rotazione alla giovane andoriana.
"Riprendiamo da dove ci siamo interrotti. Prosegui. Dopo che sei arrivata al bar..."
"Sì, mi sta aspettando un klingon con un occhio solo. Lo riconosco perché indossa un cappello tricorno. Deve essere ben ridicolo."
"Ridicolo è dir poco, però è pericoloso, non prenderlo in giro e non mostrarti disgustata." disse Toran.
"Bene. Quando mi chiede per chi ho lavorato devo dirgli che facevo delle consegne di vapore di Bario per Hartanas di Ceti. Che poi questa cosa del vapore di bario non la capisco proprio. Il bario non vale nulla."
"È un modo di dire, solo un modo di dire di un certo ambiente. Significa che facevi sparire le persone, le prendevi e le portavi in luoghi dove potessero nascondersi. Quale è la caratteristica di Hartanas?" proseguì Toran.
"Sono proprio una bambina cattiva." sorride Ailia, poi prosegue "È un octopode, è un contrabbandiere e un ricettatore."
"Ok, quanti bicchieri riesce a reggere Hartanas con le braccia?" chiese Toran.
"Bicchieri? In che senso bicchi... oh, sì, capisco. Uno solo. il vecchio Hartanas è nato con un solo braccio, un vero problema per la sua razza che lo ha cacciato dal pianeta quando era bambino." sorride l'andoriana.
"Bene. Direi che ci siamo. Sei pronta per la tua prima missione sotto copertura Tenente Ailia Moshe di Andoria. Ultimo dettaglio, tieni questo." disse Toran mentre porgeva un piccolo phaser all'andoriana.
"Cos'è questo?" chiese Ailia.
"Dettagli. Questo è un dettaglio per rendere credibile la tua storia. Un phaser tipo I delle forze speciali della federazione. Un ricordo che ti sei tenuta dalla tua ultima missione come ufficiale. Veniva prodotto sette anni fa quando hai lasciato la flotta. Ricorda di non far segreto dell'accademia e del tuo addestramento da pilota, è quello che cercano. Se qualcuno ti aggredisce o ti senti minacciata usa il phaser, non farti scrupoli. E dopo che lo hai ucciso sputagli, altra usanza dell'ambiente." disse Toran.
"Simpatica usanza, devo ricordarmela." rispose l'andoriana mentre nascondeva il phaser nel vestito "Ora comandante, mi aiuta a togliere questo scomodo vestito così che possa farmi una doccia prima di partire per la mia missione?"



USS Erinle 01/09/2398 19:30 - Cabina del capitano


"Pensa veramente che Ailia sia in grado di farcela?" Chiese, non per la prima volta da quando la missione era iniziata, Drax.
"Credo proprio di sì capitano. È intelligente, ha ricevuto un addestramento nella sicurezza e poi è diventata pilota di navette, che è quello che cercano. È una donna quindi saranno meno in guardia ed è andoriana. Fra l'addestramento e la maggiore forza sarà in grado di difendersi. È determinata ed è una delle poche senza un 'passato'." rispose Toran con un mezzo sorriso mentre tagliava la bistecca "Le ho procurato un paio di contatti utili e sa come contattarci in caso di necessità. Ritengo che possa completare la missione in una o due settimane."
"Mi fido di lei. D'altronde lei conosce bene quella gente vero?" chiese il capitano sorridendo al suo primo ufficiale "Mi passi l'insalata per favore".
"Anche troppo capitano, anche troppo. L'importante è che restiamo in zona così da poter intervenire in caso di problemi. Il nostro appuntamento con DeepSpace 5 è confermato?" chiese Toran mentre porgeva una grossa ciotola di insalata.
"Certo. Ufficialmente facciamo tappa a DeepSpace 5 per un aggiornamento dei sensori. E poi un poco di franchigia farà bene ai nostri ragazzi dopo un anno passato a fare i portalettere per la flotta." disse il capitano mentre mangiava e guardava fuori dall'oblò.
"Vero, un anno di temporeggiamento passato a consegnare messaggi prioritari per la flotta. Però due recuperi in territorio ostile, una missione di salvataggio e una di emergenza medica non mi sembrano esattamente non aver fatto nulla per tutto il tempo. Diciamo un periodo fuori dal fuoco di fila. Ora una missione sotto copertura di uno dei nostri ufficiali giovani e poi iniziamo la nostra vera missione." contò Toran rispondendo al capitano.
"Lei è più ottimista di me. Io ho avuto l'impressione che l'unico momento interessante dell'ultimo anno sia stato l'imbarco del nostro nuovo Tattico, il tenente Naholo. Per il resto normale routine. Che, per essere chiari, non mi dispiace affatto un po' di calma e anche all'equipaggio ha sicuramente fatto bene. Siamo molto più affiatati di prima e fra i marinai si è creato un bello spirito di corpo. Però... Però avrei voluto già essere in azione. La nostra missione è particolare e i segnali che abbiamo raccolto negli ultimi mesi non lasciano presagire nulla di buono." disse il capitano sovrappensiero.
"Ormai ci siamo. Ormai è questione di qualche settimana. Completiamo..."
=^= Plancia a Capitano. Stiamo ricevendo un segnale di SOS della Federazione. =^=
"Qui Drax, arriviamo." rispose il capitano "Andiamo comandante, vediamo cosa succede."
"In ogni caso grazie della cena." rispose Toran mentre si alzava da tavola e posava il tovagliolo di fianco al piatto.



USS Erinle 01/09/2398 20:15 - Plancia


"Ecco vedete? Questo è il segnale. Siamo la nave più vicina." disse il tenente Sinclair mentre mostrava la console ai due ufficiali superiori.
"Capitano, Ailia è appena partita, arriverà sul pianeta domani in tarda mattinata e dobbiamo restare in zona per darle appoggio in caso di problemi. È troppo lontano. Dobbiamo mandare un'altra nave." disse Toran guardando accigliato la mappa sulla console.
"Signor Sinclair quanto tempo ci vuole per arrivare nella zona del segnale a massima curvatura?" chiese il capitano.
"Un giorno, poco meno signore."
"Signor Naholo ci sono altre navi in zona o almeno a distanza utile?" chiese il capitano rivolto al nuovo acquisto della nave.
"Nessuna a distanza utile temo, signore. C'è la Raendeer a tre giorni e la Majorana a quattro e mezzo. Noi siamo di gran lunga la nave più vicina. Siamo a due giorni da DeepSpace 5, possiamo chiedere che inviino una nave ma anche in quel caso ci vorranno almeno tre giorni." rispose il tenente consultando le sue console.
"Temo, comandante, che non ci siano alternativa. Navigatore imposti una rotta di intercettazione, massima curvatura. Signor Naholo siamo in allarme tattico, non voglio alcun tipo di sorpresa, nessuna sorpresa." disse il capitano mentre prendeva posta sulla sua poltrona.
Toran guardò ancora una volta la console di navigazione e si sedette, suo malgrado, sulla poltrona del primo ufficiale con sguardo preoccupato.



USS Erinle 02/09/2398 18:00 - Plancia


"Capitano, siamo a distanza di sensori. Rilevo i resti di almeno due navi. Nessun segno di vita per ora. Ci sono molti detriti." disse l'ufficiale tattico.
"Navigatore ridurre la velocità del 15%" disse il capitano.
=^= Plancia a Tenente Sinclair, la vorrei alla guida della navetta di investigazione sul luogo del segnale. =^=
=^= Sissignore, sarò all'hangar entro 5 minuti. =^= rispose dall'intercom Sinclair
"Signor Naholo, prenda una squadra della sicurezza e un ingegnere e raggiunga il tenente Sinclair. Vorrei un approccio, diciamo guardingo. Qualcosa non mi torna. Ha già avuto modo di analizzare i dati dei sensori sui detriti?" disse il capitano.
"Purtroppo siamo ancora lontani signore, potrò darle maggiori informazioni una volta in zona con la navetta." rispose il tattico mentre si dirigeva al turboascensore.
=^= Capitano a O'Lauglin. Vorrei portare a borda una parte dei detriti ma non vorrei entrassero in contatto con il resto della nave, può predisporre una stiva? =^=
=^= Certamente capitano, provvediamo subito. =^= rispose Shinead dall'intercom chiedendosi il perché di tanta attenzione.
Toran intanto si era spostato alla console tattica per poter seguire l'azione della navetta.
Pochi minuti di attesa poi lo schermo riprese un assortimento di detriti variegati, palesemente causa di uno scontro violento.
"Capitano, non capisco." disse Toran dalla postazione tattica "i detriti risultano essere parti di almeno due navi... due navi Xinti."
"Xinti? Sono parecchio lontani da casa. Perché dovrebbero venire fino a qui per scontrarsi?" chiese il capitano più a sé stessa che al primo ufficiale.
=^= Capitano qui Naholo. Siamo nel campo di detriti. Non troviamo traccia di vita. Sembra che ci fossero due navi di origine Xinti, stiamo salendo in quello che resta della plancia di una delle due per cercare di recuperare la scatola nera. Quello che mi pare strano è che non si sono combattute fra loro ma sono state spazzate via da armi cardassiane. =^=
"Cardassiani? Qui? Sono molto lontani da casa anche loro. Comandante allarme giallo. Sensori al massimo. Allerti le squadre della sicurezza." disse il capitano.
=^= Tenente Naholo prendete dei reperti e cercate di recuperare la scatola nera ma fate in fretta. Vi rivoglio a bordo il prima possibile. =^=
=^= Capitano a O'Laughin. La squadra sta tornando. Dia priorità all'analisi dei reperti. =^=



USS Erinle 02/09/2398 23:19 - stiva di carico 3


"Confermo i dati dei sensori, sono sicuramente navi Xindi e le tracce delle armi che le hanno distrutte sono cardassiane. Non capisco come sia possibile che nessuna capsula di salvataggio sia stata lanciata. Non conosco bene la tecnologia Xindi, ma so che le navi della razza acquatica sono molto resistenti e una delle due era loro. Deve essere stata una nave molto potente a colpirli e deve averlo fatto all'improvviso." disse l'ingegnere capo mentre indicava i resti agli altri ufficiali.
"I cardassiani non hanno tecnologia stealth, sarebbero stati individuati prima di attaccare." disse l'ufficiale tattico "spero che la scatola nera ci dia maggiori informazioni"
"Una sola nave ha detto Shinead? È certa che fosse una sola?" chiese Toran mentre osservava le tracce delle armi.
"Sì. O meglio, l'analisi riporta una sola traccia quindi ritengo che si sia trattato di un singolo gruppo di emettitori. A livello fisico è impossibile tarare gli emettitori di due o più navi perché creino lo stesso identico tipo di impulso. È come per le vecchie armi da fuoco, ogni pistola segnava i proiettili in modo leggermente diverso." rispose l'ingegnere.
"Valutazione tenente Naholo." chiese il capitano all'improvviso.
"Con i pochi elementi a disposizione posso solo affermare che le due navi sono state attaccate di sorpresa, in modo improvviso, da una nave pesantemente armata e determinata a distruggerle senza lasciare tracce." rispose il tattico osservando sovrappensiero i detriti, come perso nella valutazione di scenari più o meno probabili.
"E non solo. Se aggiungiamo che non troviamo tracce di curvatura oltre a quelle delle due navi dovremmo pensare a una nave da guerra cardassiana con dispositivo stealth pari a quelli romulani. Non oso immaginare cosa questo potrebbe comportare." disse Toran mentre osservava ancora una volta i dati sul dipadd dell'ingegnere capo.
"Molto bene signori. Rifate una analisi completa dei detriti e dell'area. Esaminate ogni possibile segnale, ogni più minuscolo particolare fuori posto e anche quelli al loro posto. Voglio poter ricostruire l'intero settore dei detriti in sala olografica se serve. E voglio che lo facciate molto rapidamente. Tenetemi informata." disse il capitano osservando i suoi ufficiali. Poi, come se avesse sentito un richiamo si allontanò dalla stiva osservata con stupore da tutti.
"Comandante... c'è qualcosa che non sappiamo?" chiese Naholo rivolto al suo superiore.
"Non lo so ma conto di scoprirlo. Voi eseguite gli ordini. Se il capitano è così preoccupato deve esserci un ottimo motivo e preferirei non incontrarlo di persona. Intanto tenga in allerta gli uomini della sicurezza, meglio eccedere che farci cogliere di sorpresa. Tenete informato anche me per favore." e così dicendo anche il comandante uscì dalla stiva in direzione dell'ufficio del capitano.



USS Erinle 02/09/2398 23:50 - Cabina del capitano


"Si sieda Toran. La vedo preoccupato. Vuole qualcosa da bere?" chiese il capitano facendo entrare il suo primo ufficiale.
"Sì, grazie, un succo di mirtilli neri. Ha ragione, sono preoccupato. Molto preoccupato. Ho come l'impressione che mi stia nascondendo qualcosa. Sto sbagliando?" chiese il comandante mentre posava il bicchiere di succo sul tavolino davanti al divano.
Il capitano osservò il suo secondo per qualche secondo, come soprappensiero. Dai. e ora come glielo dici? Sono proprio curioso. Ha capito. ti giochi tutto adesso. Disse il simbionte nella sua mente.
Il capitano posò il suo tè sul tavolino, si sedette sul divano dal lato opposto a quello di Toran e tornò a fissarlo.
"Segreti sulla nostra bella nave? Ma cosa mi dice mai comandante." disse sorridendo "Ma non esattamente. Non questa volta. È più una impressione. Ha mai avuto l'impressione di stare per cogliere qualcosa e accorgersi che mancano dei tasselli?" Sidzi prese un sorso di tè imitato da Toran.
"Sì, direi proprio di sì. Era quasi fondamentale durante la missione sotto copertura. Conviverci intendo. Quella costante sensazione di sapere più di quanto si riusciva a esprimere. Sensazione fastidiosa se posso aggiungere. Posso permettermi di chiedere di cosa si tratta?" chiese Toran senza smettere di osservare Sidzi.
"Fuori dai denti Toran e senza che questo esca da qui. Per questo ho preferito la mia cabina, più informale. Non lo so. Non lo so esattamente. Mi sono giunti dei rapporti nel corso di questi ultimi sei mesi. Alcuni erano classificati, alcuni lo erano solo in parte ma in ogni caso non è la prima volta che sento di un caso come quello di oggi. Una o più navi distrutte da un assalitore misterioso e introvabile. Armi di uno schieramento lontano usate per distruggere navi di altre zone. Noi ovviamente abbiamo il mistero migliore. Anche le navi distrutte sono particolarmente lontane da casa. Sa cosa accadrà domani?" chiese Sidzi.
"Navi distrutte da attacchi misteriosi. Ora che me lo dice ho letto dei rapporti ma non erano conclusivi. Cosa accadrà domani?"
"Domani ci sarà il terzo mistero. Primo, cosa ci facevano due navi Xindi così lontane da casa? Secondo, chi le ha distrutte, chi aveva interesse a distruggerle in modo così sofisticato? E domani, quando verrà conclusa l'analisi della scatola nera, scopriremo che sono scomparsi due o tre membri dell'equipaggio. Questa è la cosa che non hai di certo letto nei rapporti. E che non sono autorizzata a raccontarti. E Perché ne stiamo parlando ora, nella mia cabina come chiacchierando fra vecchi amici. Ma la domanda resta: perché? Chi c'è dietro ovviamente ma soprattutto, perché distruggere navi per rapire due o tre persone. Se poi sono state rapite. E se invece fossero complici la domanda si complica ancora di più." Sidzi era seduta rilassata sul divano senza mai staccare gli occhi da Toran. Brava. Tutto. Gli dirai davvero tutto? Non pensi che sarà ancora più terrorizzato per la sua piccola Ailia? Non pensi che prenderà una navetta e correrà a portarla in salvo mandando al diavolo tutta la missione e lo scopo di questa nave? E tu fallirai di nuovo. E di nuovo. E di nuovo. Sei pronta? disse il simbionte nella sua mente mentre Toran si rigirava il bicchiere in mano e cercava di metabolizzare le informazioni.
"Sembra quasi un complotto. Ma cosa c'entrano i pirati in tutto questo?" chiese.
"Non lo so. Però ha senso. Pensaci. I pirati sono proprio quelli che hanno maggiore libertà e contatti ideali per questo tipo di azioni. Ho come l'impressione che la nostra missione 'segreta' di controllo dei confini Breen sia poco più che la punta di un iceberg di tutta questa storia. Pirati che vengono usati da qualcuno in grado di usare lo stesso impero Breen per i propri scopi. E forse questi attacchi sono solo l'inizio di un qualcosa di ancora più grosso. Oppure semplicemente mi sbaglio. Ho preso l'abbaglio più grosso della mia vita e tutta questa storia è molto più banale." disse Sidzi.
"Spaventoso. Sia per le implicazioni sia per la complessità degli eventi. E noi ci siamo in mezzo. Dovremmo trovare il modo di dirlo almeno agli altri ufficiali. Intanto grazie per avermi raccontato tutte queste cose. Come pensa dobbiamo comportarci ora?" Toran era visibilmente preoccupato ma la confidenza del capitano lo stava rilassando.
"La cosa più importante ora è andarcene. Un altro piccolo dettaglio di quei rapporti riservati è che in 3 casi su 5 anche la prima nave della flotta che arrivava a investigare veniva attaccata e distrutta. Stessa modalità, armi di uno schieramento lontano con una potenza talmente superiore da non lasciare alcuno scampo ai nostri compagni. Gradirei non fare la stessa fine." sorrise Sidzi mentre finiva il suo tè.
"Mi sembra un proposito condivisibile. Direi che sarà bene dare una mossa ai nostri uomini. Deep Space 5 ci aspetta. Come ci comportiamo per i rapporti?" chiese Toran.
"Normalmente. Lei compila il suo in modo regolare e poi io integrerò con le parti classificate. Facciamo finta che non le abbia mai detto nulla. E prepari i turni di franchigia per la base stellare. Non si preoccupi per Ailia, se è brava la metà di quello che mi ha raccontato non corre nessun pericolo." disse Sidzi.
"Certo. Da sola in mezzo a un branco di farabutti e ora con questa possibilità che in realtà dietro ci sia ben di più. Sono molto rilassato." scherzò Toran mentre finiva il suo succo "Ora direi che è tempo di andare. Grazie del succo... e di tutto il resto, soprattutto di quello che non abbiamo parlato. Vado a mettere un po' di pepe al culo della sicurezza." rise Toran mentre si avviava alla porta.
"Buonanotte numero uno. Grazie della compagnia." salutò il capitano mentre chiudeva la porta e tornava ai suoi pensieri.




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Brano: 03-02
Titolo: Sviluppi
Autore: Tenente Daeria Chorate
(aka Maddalena Duci)
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USS Erinle - Laboratorio 4 - 3 settembre 2398 - ore 7.46


La scatola nera sembrava effettivamente quello che diceva il suo nome, cioè una grossa scatola, solo che, invece di essere nera, era di un colore rosso acceso. Un cubo di solido metallo di circa 50 centimetri di lato che troneggiava al centro del bancone da lavoro, imperturbabile e ignaro di avere gli occhi di tutti puntati addosso.
Riportata indietro dalla squadra di esplorazione inviata tra i detriti, era l'unica speranza rimasta, almeno allo stato attuale delle cose, di far luce su qualunque cosa fosse accaduta alle navi distrutte.
Chorate parve contemplare per qualche istante la scatola davanti a sé, come in attesa che le parlasse, poi lasciò andare un sospirò e si voltò verso il terminale alle sue spalle per afferrare un lungo cavetto per la trasmissione ODN.
"Vediamo che si può fare..." commentò avvicinandosi alla scatola.
"Pensi che avremo problemi nel leggerlo?" le domandò O'Laughin, che seguiva la scena a poca distanza, un padd in mano e l'espressione curiosa.
L'altra fece spallucce. "Non penso. Non è proprio uguale alle nostre, ma solitamente questi affari sono universali. Non conosco bene la tecnologia Xindi, ma immagino valga anche per loro... ah, ecco." Armeggiando sul lato della scatola, aprì un pannellino nascosto che, scorrendo senza sforzo verso l'alto, mise in bella mostra una serie di ingressi e un piccolo display. Rapidamente inserì il cavetto nell'apposita apertura e il display si accese. "Ok," aggiunse raddrizzandosi.
Il tono non pareva troppo soddisfatto e O'Laughin aggrottò le sopracciglia. "Qualcosa non va?"
"Uhm, no, perché?"
"Di solito sei così..." la donna parve fermarsi come a cercare il termine giusto, poi riprese, "entusiasta quando armeggi con una tecnologia nuova."
Chorate le lanciò un'occhiata mentre tornava alla consolle, premendo alcuni comandi. "Sì, è che le scatole nere non mi esaltano. Non mi piace vedere registrazioni di persone morte."
"Mmm..."
"Comunque... ci siamo e... siamo anche fortunati. Ci sono sia il CVR che l'FDR."
O'Laughin si avvicinò alla consolle e osservò i file che l'altra le indicava sullo schermo.
"Secondo le mie analisi, deve trattarsi di una sola nave attaccante. La traccia energetica delle armi era una sola."
"Una sola nave ha fatto questo?" domandò la Chorate voltandosi.
"Già."
"Brutta fine."
"Brutta davvero."
Per un attimo calò il silenzio, mentre l'ingegnere lavorava sui dati.
"Ok. L'FDR è intatto. Il CVR invece è danneggiato. Credo che potremmo utilizzare solo l'audio."
"Non puoi recuperare la registrazione video?"
L'espressione dell'altra divenne una smorfietta pensierosa. "Non lo so. Forse. Ma potrebbe volerci un po'. In ogni caso..."
Premette un tasto, aprendo l'FDR. Lo schermo si riempì di file di dati dei sensori, registrazioni danni e coordinate del timone.
"Ma cosa...?"
Shinead battè le palpebre un paio di volte, come se non potesse credere ai propri occhi. "Non sono un esperta in merito ma... non può essere giusto."
L'espressione di Daeria riecheggiava la sua, solo sfumata di blu. "Ma deve essere giusto. Se anche la scatola avesse subito dei danni, ci sarebbero dei dati mancanti, il gap temporale sarebbe segnalato. Qui invece di buchi non ce ne sono."
"Può essere stata manomessa?"
"Non vedo come. Ma se il CVR riporta le stesse cose..."
Le due donne si guardarono per un istante, quindi Chorate aprì il file audio.


USS Erinle - Ufficio del Capitano - 3 settembre 2398 - ore 08:34


Per un attimo parve che Drax stessa non sapesse cosa rispondere. Si appoggiò lentamente allo schienale della poltroncina su cui era accomodata e unì le dita a piramide, i gomiti poggiati sui braccioli. Osservò per un istante Toran, seduto sul divanetto del suo ufficio, e Chorate e O'Laughin, che avevano preso posto nelle due sedie di fronte alla scrivania.
Passò qualche secondo, quindi il capitano si riscosse.
"Mi state dicendo che l'attacco è durato in tutto meno di cinque minuti?"
Le due donne si scambiarono un'occhiata, poi Chorate annuì, i capelli bianchi raccolti in una coda che ondeggiarono lievemente a quel gesto.
"Sì, Signore, così pare. Secondo l'FDR della scatola nera che abbiamo trovato, le condizioni della nave erano ottimali prima della battaglia. Almeno per quello che sappiamo della loro tecnologia. Secondo i dati di navigazione, erano diretti nel sistema Dramas, poco distante da qui. E sembravano non avere troppa fretta di arrivarci."
"Quindi non erano in fuga," interloquì Toran.
"No, sembra di no. I loro sensori hanno rilevato la nave cardassiana... anche se niente nei loro dati sembra confermare che si tratti di una nave cardassiana. Le letture non sono chiare. Sembra che abbiano ricevuto un primo colpo che ha quasi azzerato i loro scudi."
"A quel punto devono essere stati una preda facile," commentò Drax.
"Non così facile, vista la stazza della nave," disse O'Laughin, "ma sì, nel giro di pochi minuti le segnalazioni danni sono salite in maniera vertiginosa. Poi le registrazioni sono terminate."
"Non è possibile che si tratti di un errore... o di una manomissione?" domandò Toran, spostandosi appena sul divano, un'occhiata al suo capitano.
Daeria spostò lo sguardo da uno all'altro. "No, crediamo di no. Non ci sono segni che indichino una violazione dei dati e se fossero danneggiati risulterebbe dai valori temporali."
"Inoltre, abbiamo ascoltato l'audio del CVR e sembra confermare tutto," aggiunse l'ufficiale scientifico.
"Solo audio? Niente video?"
"Ci sto lavorando, ma la parte video è molto danneggiata."
Sidzi sospirò per un istante. Il mistero si infittiva e, francamente, non sembrava promettere nulla di buono.
"Continui a lavorarci, tenente, e mi avvisi se scopre qualcosa. C'è altro?"
Chorate e O'Laughin si scambiarono un'occhiata, poi la boliana prese nuovamente la parola.
"Sembra che siano scomparse delle persone, durante l'attacco."
Sidzi mantenne lo sguardo sulle due donne di fronte a lei, ma avvertì l'irrigidirsi della postura di Toran alle loro spalle. "Chi?"
Daeria scosse la testa. "Non è chiaro. Secondo le registrazioni audio, ad un certo punto sembra sia arrivata in plancia una segnalazione dalla sala macchine che denunciava l'improvvisa sparizione di due ingegneri."
"Come?"
"Il capitano ha fatto la stessa domanda, ma tutto quello che hanno risposto dalla sala macchine è stato - e cito a memoria - 'Spariti e basta'."
"Spariti e basta? Non c'è altro?"
O'Laughin scosse la testa. "Non c'è nemmeno alcuna registrazione dei sensori relativa a quel periodo che possa spiegare la cosa. Se fossero stati teletrasportati, ci sarebbe una traccia energetica, una fluttuazione dei valori. Ma non c'è nulla."
Drax notò che l'ufficiale scientifico pareva sconcertato da quel dettaglio. Non che le si potesse dar torto.
"Sembra inoltre che sia scomparsa una terza persona," riprese Chorate. "Qualcuno chiamato Dhalan."
"E chi sarebbe?" Toran si sporse leggermente avanti, poggiando i gomiti alle ginocchia.
La boliana fece spallucce. "Non ne ho idea. Non sono nemmeno sicura che Dhalan sia un nome. Dalla sintassi della frase sembrerebbe più un titolo o un grado, ma il traduttore non lo riconosce."
*Ovvio,* pensò acidamente Drax, prima che il capitano tornasse a rivolgersi alle due donne. "Avete fatto un ottimo lavoro, per quanto la situazione non sia certo facile. Tenente," disse poi rivolgendosi a Chorate, "continui a lavorare su quel video e mi tenga informata. C'è altro?"
Le due donne scossero la testa all'unisono.
Grazie al cielo, non c'era altro.




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Brano: 03-03
Titolo: Una volta eliminato l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev'essere la verità
Autore: Tenente Robert Naholo
(aka Fabio Ormindelli)
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USS Erinle - Laboratorio 4 - 3 settembre 2398 - ore 10.30


Toran entrò nel laboratorio di gran carriera ed appena dopo la porta d'ingresso si fermò di scatto.
"Novità?", disse in modo un po' rude.
O'Laughin alzo leggermente lo sguardo senza nessun altro movimento, mentre il corpo rimaneva ricurvo sui resti.
"Questa cavolo di scatola nera, per ora non me vuole sapere"
Gli occhi si rivolsero ancora su quei circuiti alieni ed a voce bassa, come se fosse da non sentire o una sfida con se stessi l'ufficiale bofonchiò alcune parole: "....ma di certo non mi arrendo!", e si passò la manica della divisa sulla fronte per spostare i capelli ed asciugare la fronte inumidita sia dallo stress che dalla fatica fisica.
Contemporaneamente il primo ufficiale si era già girato ed uscendo spronò l'ufficiale scientifico.
"Forza, dobbiamo dare dei risultati al capitano nel più breve tempo possibile. Più passa il tempo più questa indagine diventa complicata."
Le porte automatiche si chiusero e O'Laughin reagì solo con un sospiro.



USS Erinle - stiva di carico 3 - 3 settembre 2398 - ore 10.35


Toran entrò nella stiva di carico, mentre il team di ingegneri erano ricurvi sui rottami con i pad che illuminavano i loro visi intenti ad analizzare i dati delle analisi.
Contemporaneamente l'ingegnere capo si alzò e si diresse verso il primo ufficiale un po' sconfortato.
"Mi spiace, per ora nessuna novità. Il mio Team sta ripetendo tutte le analisi come chiesto dal capitano, ma non abbiamo trovato nulla di diverso."
Questa volta Toran si rese conto della frustrazione dei colleghi e non forzò a mano.
"Va bene. Fate in fretta senza trascurare nulla. Tenente, mi avvisi al termine delle analisi"
"Certo, ormai non manca molto, ma spero di fornire altri dettagli"
Un cenno del capo del primo Ufficiale e si diresse verso l'uscita.



USS Erinle - corridoi della nave - 3 settembre 2398 - ore 10.40


"Capitano, sono Toran. Per ora nessuna novità. Mi sto dirigendo in Plancia. Parlo con l'ufficiale tattico e vengo a relazionare nel suo ufficio."
=^=Già passato anche in Laboratorio? Ancora nulla?=^=
"Si, 10 minuti fa ero in laboratorio. Nessuna novità."
Nel mentre le porte del turbo ascensore che porta alla plancia si aprirono.



USS Erinle - plancia - 3 settembre 2398 - poco dopo


All'entrata del primo ufficiale, l'ufficiale tattico alzò lo sguardo dalla sua console. Al suo fianco c'era il timoniere.
"Ho una ipotesi!"
Toran si illuminò in viso incuriosito
"Forse è solo una congettura, ma sono partito dal presupposto che non fosse solo un vascello Cardassiano"
Toran stava per interrompere il collega con un po' di disapprovazione in quanto era la direzione opposta di indagine dei risultati per ora ottenuti.
"Mi lasci finire, per favore."
"Mi dica."
"La traccia di curvatura, le registrazioni seppur parziali e gli altri indizi ci dicono che è un vascello Cardassiano, ma ci domandiamo come abbia potuto fare così danni in poco tempo e distruggere i vascelli quasi senza resistenza. Guardi insieme a noi questa simulazione che abbiamo preparato Sinclair ed io."
La simulazione al computer partì ed essendo a velocità accelerata, poco dopo raggiunse il suo termine.
Laconico Toran alzò lo sguardo verso il collega.
"Ok, ma un vascello così non esiste."
"Lo so benissimo, ma così dal punto di vista tattico tutto torna."
"Un vascello con armi Cardassiane, sistema stealth Romulano, motore Xinti e scudi Vulcaniani? Ma che accozzaglia sarebbe?"
"Lo so, ma come farebbe una sola nave a spazzare via questi vascelli? Con questa facilità. Arrivare a distanza di tiro senza farsi rilevare, sparare pochi colpi, non subire danni ingenti ed andarsene."
"Non ha assolutamente senso. Chi potrebbe avere questa tecnologia? E soprattutto a che pro rapire degli ufficiali dalle navi che distruggono?"
L'ufficiale tattico guardò il suo superiore come se fosse lapalissiano.
Toran incupì il suo sguardo e si alzò e guardò i due. Il messaggio di Naholo era arrivato ed il primo ufficiale prese davvero in considerazione questa ipotesi.
"Ne parlo con il capitano."
Impulsivamente si alzò e si diresse verso l'ufficio del capitano.



USS Erinle - ufficio del capitano - 3 settembre 2398 - 11:00


Toran aveva appena finito di esporre l'ipotesi dell'ufficiale tattico.
"Di certo è un approccio alla faccenda molto aperto.", disse serafica il capitano Drax.
"In un libro di altri tempi avevo letto: 'Una volta eliminato l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev'essere la verità'. Di certo non è ancora una verità ma non dobbiamo escludere questa ipotesi. Non è facile che ci sia qualcuno che sia riuscito a mettere in siete tutte queste tecnologie e farle funzionare. Rimangono alcuni punti sui quali investigare: chi sono, dove sono, cosa fanno e perché."
A Toran scappò un leggero sorriso come per dire ironicamente: *solo questo ci manca?*
"Ormai è inutile rimanere in questa zona. abbiamo i resti, abbiamo fatto le analisi. Aspettiamo i responsi dei nostri colleghi nei laboratori."
"Certo capitano. Riprendiamo la rotta originale?"
"Si, abbiamo anche un'altra missione e speriamo di non incrociare sulla nostra strada questo mostro di vascello senza saperne di più."
"Capitano a plancia. Rotta verso la DeepSpace 5. Curvatura 4."
=^=Timoniere a Capitano. Ricevuto ed impostato: rotta per DeepSpace 5 curvatura 4=^=
"Attivare"




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Brano: 03-04
Titolo: Spazio Profondo
Autore: Tenente Shinead O'Lauglin
(aka nd nd)
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U.S.S. Erinle - Laboratorio - 3 settembre 2398 - ore 11:00


Shinead guardò per l'ennesima volta la registrazione che era riuscita a mettere insieme dai resti delle scatole nere. Non era stato facile, ed aveva controllato più volte i risultati, perché le sembravano davvero strani. Ma le possibilità di errore erano a questo punto inesistenti. Sospirò.
"Tu hai finito?" le chiese Daeria arrivandole alle spalle. "Io sono riuscita a recuperare parte dell'audio, ma è davvero strano"
"E io parte delle immagini, e sono strane pure quelle." rispose Shinead " Ti faccio vedere"



U.S.S. Erinle - Laboratorio - 3 settembre 2398 - ore 11:30


Shinead si avvicinò all'interfono e chiamò il capitano:
"Capitano Drax siamo O'Lauglin e Chorate, abbiamo i risultati delle scatole nere. Possiamo venire ad esporglieli?"
=^= Li stavo aspettando con impazienza. Tra dieci minuti in sala riunioni.=^=



U.S.S. Erinle - Sala riunioni. 3 settembre 2398 - ore 11:40


C'erano tutti gli ufficiali, compresa Soraya, e tutti le stavano guardando. O'Lauglin aveva sempre odiato dare brutte notizie. Si chiese se ci si fa mai l'abitudine.
"Capitano Drax, signori ufficiali, l'esame delle scatole nere è stato particolarmente laborioso, date le loro condizioni. Le navi erano due, come ipotizzato fin dall'inizio, ed erano Xindi" notò un moto di impazienza nel comandante "si trattava i due navi mercantili e passeggeri di nome Flòrida e Prospera. A quel che abbiamo capito viaggiavano insieme."
"Abbiamo montato insieme i dati delle due scatole, in modo da farvi avere una visione d'insieme." continuò Daeria.
Shinead posò un visore ologrammi sul tavolo e lo azionò. L'immagine era divisa in due, e per quanto piuttosto confusa e sbiadita, mostrava le due plance di comando delle navi Xinti, con i piloti in primo piano. Avevano un'aria decisamente rilassata.
"rrrrrfffffffspera a Flòrida. Ancora un giorno e saremo su DS5. Finalmente un po' di franchigia! Non vedevo l'ora!"
"Flòrida a Prospera. Ahahah! Prima della franchigia bisognerà scaricare, compilare moduli eccetera eccetera! E poi bisogna vedere se frrrrrrrrrssssssssssccccccc"
Immagini dei piloti senza l'audio. Rilassati, chiacchierano e ridono.
"Sala motori a plancia, c'è un disturbo nel funziozzzzzzzzzz, ...ome se fosse magnetico. Cosa abbiamo vicino? Meteoriti?"
Una panoramica dello spazio, trapunto di piccole luci, stelle lontane, ma nessun corpo celeste troppo vicino. Uno dei piloti si china sulla consolle ed osserva attentamente il quadro comandi.
"... on vedo niente, i sensori non mi segnalano nulla. Flòrida, voi vedete qualcosa?"
"Nulla, spazio lindo e pulito. Volete che vi mandiamo uno dei nostri meccanici? Magari riescono a capire cosa c'è che non va, loro! Ahahahah!"
L'immagine si fa confusa.
"Sala motori a plancia. Non fare lo spirit..."
BOOOMMMMMM!!!
La luce di un'esplosione illumina entrambe le plance, e l'espressione di stupore dei piloti, poi uno dei due si avventa sull'interfono:
"QUI PLANCIA! May day may day! Siamo stati colpiti!"
"Ma cosa? Non vedo niente, non c'è nessuno, asteroid....."
Le immagini spaziano intorno alle navi, ed ancora non si vede nulla, solo stelle lontane e indifferenti alla tragedia che si sta compiendo.
Immagini mute, frenetici tentativi di lettura degli strumenti. Dal nulla parte un raggio verde. Nuovamente gli schermi si riempiono di fiamme, ma questa volta vengono da una delle navi.
"Flòrida avete i motori in fiamme!"
"Chiudete le paratie"
"... ecompressione! "
"Attivate il cannoncino di prua!
"Ma contro cosa? Non vedo niente, NIENTE!"
"Spara, spara!"
I siluri partono, sparati a casaccio, verso il punto dal quale sono partiti i raggi, ed esplodono in una cascata di scintille, contro il nulla. Poi altri, esplodono più vicini, ancora contro il nulla cosmico.
"... scudi...."
"sgrffssssssssssss...vvertite DS5, siamo attaccati ma non vediamo nessBOOOOMMMMMM!!!!"
La metà immagine occupata dalla plancia di una delle navi si oscura, trasformandosi in un insieme di granelli di sabbia.
"Flòrida! Flòrida! Comandante, sono esplosi"
"Cambiate rotta, cambiate rotta!"
L'attività in plancia è frenetica, la disperazione sui volti palese.
"mmmmmmmmmm teletrasporto in zona cabine passeggeri!"
Stupore, ma non c'è tempo! Non c'è tempo di farsi delle domande!
"Manovra diversiva, Manovra diversiva!"
"Lanciate l'SOS! La..."
BOOOMMMMMMM
Una enorme fiammata illumina la sala.
Fssssssssssffffrrrrrrrr
Anche la seconda metà dello schermo si oscura, sgranandosi in migliaia di puntini.
Shinead si chinò in avanti e spense il visore. Nella sala riunioni si potevano sentire le persone respirare tanto era il silenzio.
"Da quello che risulta dalle registrazioni il vascello che ha attaccato le navi Xinti era in modalità stealth, che è una tecnologia Romulana, ma altri indizi emersi dall'esame dei rottami fanno pensare che la nave non fosse Romulana. O per lo meno, non solo romulana." Trasse un respiro profondo. Parlare in modo formale le rendeva meno pesante quello che doveva dire." Si presume che siano coinvolte anche altre tecnologie, alcune delle quali ancora da definire. Vedete, le registrazioni delle scatole nere non sono così danneggiate a causa dell'esplosione, ma sono state deliberatamente cancellate durante l'attacco. Dall'esterno. In altre parole, la nave attaccante possiede una tecnologia in grado di cancellare qualsiasi dato dalle scatole nere, anche se non è ancora perfetta. Si tratta di una tecnologia a noi sconosciuta ed altamente pericolosa."
Il capitano Drax la guardò, poi fece scorrere lo sguardo sugli altri ufficiali. Alcuni avevano un'espressione sconvolta, altri incredula. Fu Toran a prendere la parola per primo.
"E' una ipotesi interessante, ma non si spiega perché una supernave come quella che ha descritto dovrebbe prendersela con due mercantili Xinti!"
" E' una domanda che ci siamo fatte anche noi" rispose Chorate. "E la risposta potrebbe essere che stavano facendo una prova per vedere il funzionamento delle loro tecnologie."



Deep Space 5 - un bar vicino allo spazioporto - 3 settembre 2398 - ore 19


Ailia Moshe se ne stava seduta pigramente, aspettando il suo contatto Klingon, ascoltando i discorsi intorno a lei senza parere. Non si sa mai cosa si può sentire in un posto come quello, e che cosa può venire utile.
"... avevo scommesso, ma si è azzoppato..."
"... e allora gli ho detto: senti amico, a me non mi incanti con queste balle..."
Un uomo massiccio venne a sedersi ad un tavolo vicino a lei, lanciandole uno sguardo di aperta ammirazione ed un sorriso a 32 denti. Ailia rispose con il suo sguardo più minaccioso, l'uomo alzò le spalle e si diede da fare per attirare l'attenzione della cameriera. Poco dopo fu raggiunto da un altro uomo, altrettanto massiccio.
"Bè come è andata?" chiese il primo. Il secondo tirò fuori un sacchetto e rovesciò un mucchietto di pietre preziose sul tavolo. Il primo emise un lieve fischio, guardandole.
"Non ci crederesti mai, mi hanno comperato tutto il cibo Xinti che avevo portato al triplo del suo prezzo, e lo stanno rastrellando in tutta la base. Pagano in pietre preziose, e sono autentiche, ho controllato! C'è chi si sta facendo ricco, ma anche io non mi lamento!"
La sedia di fianco a lei scricchiolò. Ailia alzò gli occhi e si trovò di fronte il suo contatto. Il Klingon era veramente ridicolo, con una benda su un occhio ed il tricorno, sembrava un antico pirata, ma lo sguardo duro ed i possenti muscoli che guizzavano sotto la casacca, oltre che alcune armi palesemente in mostra, convinsero la ragazza a controllarsi. Era evidentemente pericoloso, e poco disposto ad essere preso in giro. Il nuovo venuto la squadrò da capo a piedi.
"Sto cercando qualcuno che faccia delle consegne di vapore di Bario. Sei tu?"
"Sono io. Le facevo per Hartanas di Ceti."
Bene, Ailia, si comincia!, pensò la ragazza



U.S.S. Erinle - Cabina del tenente Shinead O'Lauglin - 3 settembre 2398 - ore 20:50


Shinead non riusciva a dormire. Avevano parlato tutto il pomeriggio dei risultati delle analisi, non solo le sue ma anche quelle effettuate sui rottami, poi avevano avvertito Deep Space 5 dell'identità delle due navi distrutte, ed il comandante aveva chiesto, in via informale, se era possibile avere le liste dei passeggeri. La base aveva assicurato che gliele avrebbe fatte avere in pochi giorni. Eppure le sembrava di aver dimenticato qualcosa. Ripercorse mentalmente il suo lavoro ma no, le sembrava proprio che non ci fosse altro che poteva fare. Oh, bè, le sarebbe venuto in mente. Aprì l'armadio ed estrasse una bottiglia di sidro, quello che le avevano regalato su Mariposa 2. Sorrise pensando che erano stati talmente generosi che ne avrebbe avuto per un bel po'. E improvvisamente, il dato mancante che continuava disturbarla, annidato in un angolino della sua mente, esplose in tutto il suo fulgore e tutto le fu chiaro!
Si lanciò sul comunicatore:
"Capitano Drax, devo parlarle immediatamente! È importante!"
=^= Se non lo fosse non mi chiamerebbe a quest'ora. La aspetto nella mia cabina=^=
Shinead si avviò, ma prima prese una bottiglia di sidro per portarla al comandante. Le spiaceva disturbarla dopo la giornata che avevano passato, e voleva farsi perdonare. Ma davvero, non poteva aspettare fino all'indomani!



U.S.S. Erinle - cabina del capitano - 3 settembre 2398 - ore 21.


Il capitano la stava aspettando, in vestaglia e chiaramente assai poco entusiasta della visita.
"Ebbene?"
Shinead non si lasciò smontare, vero, la sua era solo un'intuizione, ma poteva essere giusta.
"Le ho portato una bottiglia di sidro di Mariposa 2, comandante. "Drax corrugò la fonte, chiaramente irritata "e a proposito di Mariposa 2, volevo parlarle delle analogie tra la strategia utilizzata su quel pianeta e quella del vascello che ha distrutto le navi Xinti. Vede, in entrambi i casi è stata utilizzata una chimera, qualcosa costruito con elementi diversi appartenenti in un caso a insetti, nell'altro a civiltà e tecnologie diverse."
Sidzi esitò un istante, poi le fece segno di accomodarsi. Armeggiò per versare il sidro in due bicchieri, porgendone uno alla sua ospite, poi si sedette e riprese la conversazione.
"È una ipotesi interessante, anche se decisamente, come dire, eterodossa. Mentre la chimera di insetti prevede 'solo' un laboratorio molto ben attrezzato, l'utilizzo di tecnologie appartenenti a civiltà diverse presuppone che queste civiltà siano disposte a condividere i loro segreti militari con altri, cosa che non mi pare avvenga." Drax bevve un lungo sorso di sidro. Era davvero buono, su Mariposa 2 ci sapevano far con le mele!
Shinead rifletté qualche istante.
"Effettivamente, le tecnologie militari non vengono diffuse. Questo non vuol dire che non possano essere rubate. Mi fa molto pensare l'utilizzo del teletrasporto al momento dell'attacco, mi domando chi potesse essere così importante da recuperarlo a tutti i costi. Spie? Scienziati incaricati di osservare da vicino il funzionamento della supernave? Passeggeri che era assolutamente indispensabile sequestrare?"
"Non credo lo sapremo mai. Anche avendo l'elenco dei passeggeri, e lei sa che l'ho chiesto, potrebbe essere difficile scoprire quali erano i fortunati."
"Forse si potrebbe fare una speculazione se si sapesse chi erano i passeggeri "prelevati" dalle altre navi. E un'altra cosa: quando sono partita da Mariposa 2 stavano sbarcando degli uomini che parevano tanto far parte dei servizi segreti. È passato più di un anno e magari sono arrivati a qualche conclusione. Magari potremmo chiedere all'ammiraglio Crom."
"È da escludere che ci forniscano informazioni riservate. Comunque posso chiedere. Come dice il proverbio, chiedere è lecito e rispondere è cortesia!"



U.S.S. Erinle - cabina del capitano - 3 settembre 2398 - più tardi


Sidzi guardò la bottiglia del sidro, desolatamente vuota.
"E adesso tenente, se non le dispiace, vorrei andare a dormire. È piuttosto tardi."
Shinead guardò l'orologio e si rese conto dell'ora. Tardissimo!
"Oh, sì, certo, è tardi anche per me e domani ho il primo turno! Buonanotte capitano!"
Così dicendo si voltò ed uscì dalla cabina.
Sidzi restò ancora un po' seduta in poltrona, finendo di sorseggiare il suo sidro.
Voglio proprio vedere la faccia dell'ammiraglio quando gli esporrai la teoria del tenente, disse il simbionte nella sua mente. Gli ci è voluto un anno per arrivare alle stesse conclusioni alle quali lei è arrivata in due giorni!




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Brano: 03-05
Titolo: Riflessioni
Autore: Tenente JG Alexander Sinclair
(aka Patrizia Mutto )
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Plancia USS Erinle - 3 settembre 2398 - 0re 21


Alex stava al timone mentre la Erinle si stava dirigendo verso la Base Stellare Deep Space 5, il giovane timoniere stava riflettendo su ciò che aveva visto.
Lui e Robert, il tenente Naholo, avevano scoperto che a distruggere quelle due navi era stata una misteriosa nave con i dispositivi di varie razze: Cardassiani, Xindi, Romulani e Vulcaniani. Sapeva che un accozzaglia simile era difficile, se non impossibile metterla insieme, ma sembrava che qualcuno ci fosse riuscito. Suo nonno gli aveva raccontato che la Flotta aveva provato a mettere il dispositivo di dissimulazione romulano sulle loro navi, ma si era risolto in un fiasco colossale.
Mentre rifletteva su questo enigma lo sguardo gli andava continuamente sui sensori in caso ci fossero segnali in vista, navi invisibili o altro, non voleva che la sua nave fosse la prossima a fare quella fine.
Quella richiesta d'aiuto e la nave che esplodeva gli ritornavano in mente continuamente, una cosa era vedere il nemico, sapere chi ti attacca, un'altra era non sapere affatto chi ti spara contro. Diavolo! Era un ufficiale della Flotta Stellare, un pilota esperto ma era nervoso come se qualcuno o qualcosa li stesse seguendo, ricontrollò i sensori ma non c'era niente di anormale. Aveva l'impulso di andare ad avvertire il Comandante Toran o il Capitano Sidzi dei suoi sospetti ma sicuramente a quest'ora stavano già dormendo e lui non voleva disturbarli con queste sciocchezze.
Avrebbe dovuto già smontare dal servizio da un pezzo ma aveva preferito rimanere e condurre la sua nave sana e salva alla Base Stellare Deep Space 5.



Plancia USS Erinle - 3 settembre 2398 - 0re 23


La nave era finalmente arrivata in vista della base Deep Space 5, Alex lasciò il suo posto al suo sostituto e poté andare a riposare, ma aveva sempre quel sospetto che qualcuno o qualcosa li stesse controllando.




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Brano: 03-06
Titolo: Conoscenze
Autore: Tenente Friedrich Koll
(aka Diego Martelli)
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Bar della Passeggiata, Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - 0re 07:01


Il profilo della Erinle si stagliava, maestoso, a coprire la maggior parte del molo d'attracco e delle strutture per le manutenzioni. Friedrich sedeva scomposto su un divanetto nel bar, occhieggiando assorto dal vasto oblò verso il vascello che presto l'avrebbe accolto come Ufficiale Medico Capo.
Una bella nave, pensò, sorseggiando il tè in cui aveva sciolto la sua dose quotidiana di antidolorifici. Una nave da guerra. Sospirò, abbassando lo sguardo sulla sua bevanda. Non era andata bene, sulla prima nave da guerra su cui era stato... ma risollevò con risolutezza lo sguardo, riportandolo sullo scafo della Erinle: aveva già affrontato questi pensieri, più e più volte. La decisione era stata presa da mesi. I suoi bagagli erano già a bordo, doveva solo imbarcarsi.
Eppure, la concreta conseguenza delle sue scelte gli appariva ora penosa: non aveva davvero voglia di lasciare quel divanetto, e non trovava in sé il desiderio di conoscere il suo nuovo capitano. Sospirò di nuovo e appoggiato sul tavolino il proprio tè afferrò il padd. Mentre gli antidolorifici facevano il loro effetto, avvertì il familiare rush di energia fornitogli a quell'ora dalle nanosonde, come effetto secondario dell'ottimizzazione metabolica dei farmaci e della colazione. Rapidamente tornò alla scheda personale del capitano Trill. Carina, si disse distrattamente, prima di storcere la bocca. Un profilo militare, per un organismo dalla memoria lunga. Chissà cosa pensava dei suoi trascorsi e delle sue intemperanze. Inutile pensarci ancora, ci aveva già pensato tutto il tempo che era stato in grado di sopportare. Via il dente, via il dolore. Si tirò in piedi e sfiorò il proprio comunicatore, incamminandosi verso il pontile.
=^= Tenente Friedrich Koll a Capitano Drax della Erinle. Chiedo il permesso di salire a bordo. =^=
=^= Bentrovato, Tenente, la stavamo aspettando! Permesso accordato. Desidero vederla immediatamente, se non le dispiace. =^=, rispose immediatamente una voce femminile.
Friedrich strinse la mascella. La risposta gli uscì meccanica, la voce roca.
=^= Certamente, Capitano. =^=
Allungò il passo.



Ufficio del Capitano, USS Erinle - 4 settembre 2398 - ore 07:12


Quanto era *grossa* una classe Norway? Irritato e vagamente imbarazzato per non avere trovato l'ufficio del capitano a colpo sicuro, Friedrich cercò di rilassare viso e spalle mentre la porta si chiudeva alle sue spalle, e sfoggiò il miglior sorriso di circostanza nel raggiungere la scrivania della sua nuova comandante per tenderle la mano.
"Buongiorno, Capitano Drax. E' un piacere conoscerla di persona."
La stretta della Trill era sicura, ed il suo sguardo tagliente, venato di... malizia? Cortesia? Curiosità? Koll non seppe determinarlo. "Ben arrivato! Si accomodi. So che ha già preso visione dei materiali medici e dei ruolini del personale di bordo..." iniziò questa, riadagiandosi con grazia nella poltrona da capitano. "...sono certo che troverà tutto in buon ordine. Le consiglio di iniziare con una riunione del personale, le debite presentazioni, e con una revisione completa dei dispositivi e dell'inventario. I rapporti per l'XO li può depositare nell'unità centrale..."
"Conosco il mio lavoro, grazie." disse Friedrich, sorridendo, sedendosi a sua volta nella sedia davanti alla scrivania, e rendendosi conto con un attimo di ritardo di averla interrotta bruscamente. "...ma la ringrazio, Capitano. Sì, è proprio quel che intendevo fare. E sono certo che avrò bisogno di qualche consiglio da parte sua, in questi giorni: la prego in anticipo di scusarmi se la disturberò per chiederle qualche dritta."
Il Capitano non parve rabbonito da quella subitanea retromarcia. Lo sguardo della Trill si fece più diretto, la sua espressione più volitiva. "Le assicuro che non mi darà alcun disturbo, Tenente. Del resto mi aspetto di avere un primo rapporto sullo stato della sezione medica già domani, e di vederla sin da stasera al briefing ufficiali, quindi non esiti a domandare a me o agli altri ufficiali superiori qualsiasi cosa le serva per operare con efficienza. Su questa nave abbiamo un certo... *rispetto* delle formalità, e cicli di lavoro impegnativi, e una generale concordia basata sul fatto che ognuno compie il proprio lavoro *puntualmente*."
Friedrich arrossì e soppresse con veemenza qualsiasi tentazione di una risposta piccata. Annuì con entusiasmo, e con completa sottomissione. "Ovviamente, Capitano, ovviamente. Non chiedo di meglio. E' mio... desiderio mettermi alla prova, e garantire un servizio impeccabile." La voce si fece più sincera, cercando lo sguardo di Drax. "Considero la Erinle una grande occasione, per me."
Drax sembrò soddisfatta, ma anche incuriosita. La sua voce divenne più delicata. "...occasione per... la carriera? Mi perdoni se sono franca, ma data la sua età e il suo ruolino..."
Friedrich scosse la testa. "No, non mi riferisco alla carriera. Vorrei... vorrei un posto da chiamare mio. Da chiamare casa."
Friedrich giurò di vedere un piccolo, soddisfatto lampo di comprensione negli occhi della Trill. Si domandò se non si fosse esposto troppo, ma il sorriso della comandante lo mise a suo agio.
"Se è solo questo, credo si troverà bene con noi. Penso che un Ufficiale Medico Capo con le sue aspirazioni e il suo carattere sia adattissimo a questo equipaggio. Del resto, se avessi pensato altrimenti non avrei approvato il suo trasferimento."
Ed alzatasi nuovamente, sorrise con maggiore enfasi e tese la mano di nuovo attraverso la scrivania. Era palesemente un congedo. Friedrich balzò in piedi, per stringerla con entusiasmo. Ora sorrideva anche lui. Si alzò e strinse quella che lei gli tendeva. "Grazie, Capitano."
"Prego." concluse il capitano, riaccomodandosi mentre Friedrich già camminava verso la porta. "E... si tenga pronto per la riunione ufficiali. Abbiamo alcune... situazioni, a bordo."
Friedrich si voltò a mezzo, alzando un sopracciglio. "...una nave federale con *situazioni* a bordo? Inaudito, non trova?" disse, sarcastico, prima che la porta gli si chiudesse alle spalle.



Infermeria, USS Erinle - 4 settembre 2398 - ore 07:48


"Buongiorno. Cosa posso fare per lei?" chiese il giovane guardiamarina con una certa infastidita sollecitudine, scoprendo Friedrich intento a igienizzare una postazione con l'aiuto di un apposito dispositivo medico.
"Potreste ritarare i filtri ambientali. Sa che questa scrivania non era asettica?" rispose questo, continuando a lavorare.
"Questa scrivania è inutilizzata: è quella destinata all'ufficio medico capo."
"Eh! Ma non mi dica."
Solo allora gli occhi del guardiamarina caddero sul colletto dello sconosciuto. "Ah!"
Si riprese quasi subito. "...benvenuto a bordo, Tenente! Sono il guardiamarina..."
"...Franzis. Sì, lo so. Ho letto i ruolini. Lei è quello che ama il teatro. Può portarmi un altro igienizzatore? E radunare il personale medico per le *zero nove e zero zero*? Abbiamo un sacco di lavoro da fare. Grazie."
Mentre Franzis si allontanava, con la stessa scioccata urgenza di chi è appena stato morso da un serpente, Friedrich osservò i dati del tricorder, emise uno sbuffo soddisfatto, e si sedette sulla sua sedia. Si guardò intorno. Oltre il vetro che delimitava il suo ufficio, il personale medico andava e veniva, rivolgendogli occhiate incuriosite, rincorrendo Franzis per farsi aggiornare, e controllando i padd per confrontare la sua faccia con quella del ruolino di bordo appena aggiornato.
Sorrise, compiaciuto. Si concesse un paio di minuti di quell'attenzione, prima di immergersi negli inventari e nei referti da mandare a memoria.




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Brano: 03-07
Titolo: Chi ha bisogno di una libera uscita?
Autore: Capitano Sidzi Drax Ajen
(aka Silvia Brunati)
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Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 22:00


Il locale era affollato al punto che molti dei clienti si erano riversati sulla camminata appena fuori, con i bicchieri in mano, rendendo difficoltoso il passaggio. Risate, musica e voci che cercavano di imporsi l'una sull'altra assaltavano le orecchie per martellarle con dolorosa frequenza. Nessuno sembrava farci caso però, in quel momento a Deep Space 5 erano ormeggiate tre navi della flotta stellare, quattro mercantili e una nave trasporto passeggeri e sembrava che tutti gli equipaggi si fossero dati appuntamento li.
Toran aveva stampato sul viso il sorriso di chi non vede l'ora di godersi la libera uscita mentre, accanto a lui Shinead O'Lauglin mostrava tutti i segni del fastidio alla vista di quella confusione. Convincerla a staccarsi dal laboratorio non era stato facile, ma il consigliere aveva 'velatamente' suggerito a tutti di godersi questa franchigia ed aveva aggiunto che era auspicabile, se non obbligatorio, che tutti sbarcassero per almeno un paio d'ore per 'assaporare un po' di libertà dai ruoli che segnano costantemente le vostre vite'. Erano state quelle le sue parole precise accompagnate dal movimento perentorio del dito indice che indicava la direzione della sala teletrasporto.
Il comandante Toran aveva storto il naso, ma alla fine le aveva dato ragione: l'equipaggio della Erinle aveva decisamente bisogno di riposo. Il sorriso gli si allargò al pensiero di come la sua vita fosse cambiata negli ultimi tempi: da agente operativo, costantemente sul filo del pericolo, a premuroso comandante che si preoccupa della salute del suo equipaggio.
"Comandante..:"
"Toran, non siamo in servizio ricorda?"
"Sissignore," rispose Chorate arrossendo subito dopo per l'imbarazzo, "volevo dire Tor..Insomma lei. Come conosce questo posto?" Chiese inglobando con un unico gesto del braccio la passeggiata ed il locale.
"Ho una carriera lunga alle spalle," rispose mantenendosi sul vago Toran mentre valutava la situazione che li attendeva. Il suo sguardo si posò su un gruppetto di persone che rideva troppo rumorosamente giudicandone pose, sguardi e movimenti. "che mi permette di sapere a chi chiedere dove ci si diverte veramente." Si girò a guardare Chorate e O'Lauglin con un sorrisetto di divertito, "e stasera ci si divertirà alla grande!"



Passeggiata - Postazione Elevata - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Contemporaneamente

Robert Naholo era appoggiato alla ringhiera che scorreva lungo la passeggiata superiore con l'espressione annoiata di chi ha troppo tempo libero per le mani e non sa cosa farsene. Aveva appena finito di scorrere le offerte di Deep Space 5 ed ora perdeva tempo nel suo passatempo preferito: guardarsi attorno. Coppia che farebbe meglio a trovarsi un alloggio maschio, singolo, stringe troppo il bicchiere dal quale non ha bevuto: in cerca di compagnia? No, attaccabrighe in cerca di vittime. Uhm, perché però non ha bevuto? Le persone di questo tipo solitamente alimentano l'irritabilità con l'alcool. Spostò lo sguardo a sinistra. Due maschi, una femmina, divisa della flotta stellare, probabilmente di una delle navi attraccate, non la Erinle, no. Sei persone, ridono, bevono, danno fastidio, con troppa esagerazione. Una femmina ed un maschio, non una coppia, aspiranti tali? Civili, probabilmente armati, sicuramente pericolosi se infastiditi. L'attaccabrighe farebbe meglio a non scegliere loro. Un ornariano, una boliana ed un'umana, la barzelletta perfetta.
L'ufficiale tattico si staccò dalla ringhiera con uno sbadiglio, incamminandosi a passo lento verso le scale che portavano al piano inferiore. Non capiva perché Toran avesse scelto proprio quel locale per un'uscita dell'equipaggio, solitamente gli ufficiali della flotta stellare si ritrovavano alla "Nave Perduta", tre ponti sopra, ma il comandante aveva ribattuto con un sorriso allegro che per godere veramente della licenza, avrebbero dovuto mescolarsi, non fare gruppetto con gli ufficiali delle altre navi. "Cerca la noia o il vero divertimento tenente?"
L'entusiasmo del comandante Toran era stato contagioso, ma non era per quello che Robert aveva accettato il suo invito. Da quando era salito a bordo della Erinle, aveva capito che l'ornariano non faceva mai nulla per caso e se aveva insistito così tanto perché lui si unisse a loro, doveva per forza esserci qualcosa sotto e Robert aveva tutte le intenzioni di scoprirlo.
"Robert ce l'ha fatta!" La giovialità del saluto di Toran era esagerata, sarebbe stato al suo gioco. Ricambiando il sorriso Naholo rispose al saluto e si affiancò a Chorate. Visti da fuori, loro quattro, sembravano due coppie in cerca di divertimento, Robert non poté fare a meno di notare però che sia lui, che Toran avevano preso le due posizioni esterne, tenendo al centro Chorate e O'Lauglin.
Il comandante aveva messo a parte le due ufficiali delle sue intenzioni, qualunque fosse il suo piano, o erano all'oscuro come lui?
Erano ormai arrivati al locale e Robert provò la strana sensazione che l'avrebbe scoperto presto.



Ufficio del Medico Capo - U.S.S. Erinle - 4 settembre 2398 - Ore 22:15

"Non si fidi del capitano Drax"
A quelle parole Friedrich Koll guardò sorpreso il tenente comandante Soraya che continuava ad armeggiare con i suoi ferri a maglia con un'espressione così rilassata che per un momento pensò di aver sentito male. Il consigliere distolse l'attenzione dalla maglia per incontrare il suo sguardo. "Non faccia quell'espressione stupita, signor Koll," rise, "come tutti i capitani, Sidzi Drax segue alla lettera il regolamento, si presenta alle visite di controllo e ai colloqui, ma ha sviluppato un'abilità particolare nel non far trapelare quello che pensa o sente veramente. Rilascia le informazioni che ritiene necessarie e nulla di più."
All'inizio, quando il consigliere si era presentata nel suo ufficio, Friedrich aveva temuto che fosse per un colloquio conoscitivo. Aveva così tanto da fare che non poteva perdere tempo con quelle cose adesso, aveva pensato irritato. Soraya invece l'aveva riempito di informazioni su tutto quello che riteneva importante lui sapesse sull'equipaggio e sulla Erinle.
"Del resto," proseguì intanto la donna, "un ufficiale con il passato del nostro capitano, deve per forza aver imparato a nascondere quello che pensa veramente...Oh, per diana!" Si interruppe per recuperare un punto della maglia che apparentemente le era sfuggito dal ferro.
"Che cosa intende?"
Soraya tornò a guardarlo perplessa. "Con cosa?"
"Con quello che ha detto."
Il consigliere agitò una mano accompagnando il gesto con un piccolo sbuffo, "non ci faccia caso, dottore, è un'esclamazione della quale non riesco a liberarmi, nella mitologia romana, Diana era..."
"No," la interruppe Koll seccato, "che intendeva dire con quella frase sul capitano:"
"Ah, quello," Soraya sorrise posando i ferri sulle ginocchia. "non è un segreto il passato del capitano, per lo meno non tutto."
Koll la fissò perplesso non sapendo bene come prendere quello che il consigliere aveva appena detto. "E lei?"
"Io cosa?" Soraya riprese in mano il suo lavoro.
"C'è da fidarsi di lei?"
"Assolutamente no." Ed il sorriso che accompagnò quella frase un po' inquietò Koll.



Hangar Navette - U.S.S. Erinle - 4 settembre 2398 - Ore 22:30

Sinclair sedeva al posto del pilota tamburellando nervosamente con le dita sulla plancia. Avrebbe dovuto essere già su Deep Space 5 a godersi la meritata licenza, ma il comandante Toran gli aveva ordinato di salire sulla navetta ed attendere una sua chiamata. Non gli aveva spiegato come mai, né gli aveva fornito particolari dettagli su quello che avrebbe dovuto fare una volta ricevuta la chiamata. Tutto quello che sapeva è che doveva salire a bordo della navetta, contattare Deep Space 5 e riferire che probabilmente sarebbe uscito per fare dei controlli di routine. Toran gli aveva esplicitamente ordinato di non entrare nello specifico.
La cosa più strana non era l'ordine in se, in passato ad Alexander era capitato altre volte di eseguire ordini dei quali inizialmente non aveva capito il fine, ma il modo in cui gli erano stati impartiti. Toran l'aveva invitato a provare il nuovo programma di simulazione sui pirati ideato dal tenente O'Lauglin i cui obiettivi di missione errano quelli che ora l'avevano portato su quella navetta. Sinclair aveva capito che erano ordini reali perché Toran aveva usato 'Lo sguardo'.
Nel corso degli ultimi mesi, il timoniere aveva passato parecchio tempo con il comandante, soprattutto in sala ologrammi, ed aveva imparato che quando lo guardava in quel modo, anche se sorrideva e parlava di argomenti del tutto innocenti, c'era sempre un sotto testo che Alexander doveva capire. Non era mai accaduto al di fuori delle simulazioni però e quando Toran aveva usato 'Lo sguardo' prima di sbarcare su Deep Space 5, Sinclair aveva capito che non doveva di certo andare in sala ologrammi.
E ora era lì, in attesa ma mezzora, che arrivasse il momento di agire. Nei dettagli di missione della simulazione, ad un certo orario avrebbe dovuto lasciare la nave ed attendere la chiamata di un tizio di nome Kwar che aveva sottratto informazioni importanti ad un gruppo di ufficiali della flotta stellare e aveva necessità di scappare in fretta. Alexander era abbastanza certo che questo Kwar non fosse un vero pirata, ma qualcuno che Toran aveva bisogno fosse allontanato in fretta da Deep Space 5. Come avrebbe fatto a farlo, sinceramente Sinclair non lo sapeva, si augurava che tutto si sarebbe chiarito una volta che la chiamata fosse arrivata.



Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 24:00


Anche se il locale era troppo rumoroso per i suoi gusti, Shinead si stava divertendo. Al di fuori dall'uniforme, il comandante Toran era un uomo che amava divertirsi e far divertire, in grado di affascinare anche chi non lo conosceva. Nemmeno un'ora dopo che erano arrivati, un capannello di persone si era formato attorno a loro per ascoltare i tragicomici aneddoti di cui l'ornariano sembrava avere una scorta infinita. Un paio di volte si era ritrovata con le lacrime agli occhi per le risate e lei e Chorate si erano scambiate sguardi sorpresi nel vedere quel nuovo aspetto del comandante. L'unico a non sembrare divertirsi era il tenente Naholo che, appoggiato al bancone, si limitava ad ascoltarli sorseggiando la birra. Ad un certo punto Toran l'aveva abbracciato invitandolo a rilassarsi e per tutta risposta il tenente aveva scosso la testa concedendogli solo un sorriso divertito. A quel punto l'ornariano gli aveva sussurrato qualcosa all'orecchio e l'aveva lasciato alla sua bevanda dopo avergli dato una pacca sulla spalla.
Un'ora dopo Toran si rivolse a lei e Chorate dopo la conclusione dell'ennesimo racconto. "Comincio a non avere più storie da raccontare, che ne dite se ci allontaniamo da questo luogo di perdizione?" Un coro di proteste si levò dal gruppo di persone attorno a loro e Toran sorrise divertito, "dovrò pur avere il tempo di vivere le mie avventure per tornare poi a raccontarvele no?"
"Sempre che tu le abbia vissute veramente," ribatté un grosso klingon seduto su uno sgabello a pochi passi da loro. L'ornariano si girò verso di lui portando una mano al petto con espressione ferita.
"Giuro che è tutto vero, ma," sollevò un dito, "se non lo fosse, sarebbe stato bello viverlo". Nuove risate scoppiarono nel locale, mentre rideva Shinead si sentì tirare per la manica. Si girò a guardare Chorate.
"Hai idea di dove sia finito Robert?"
Con stupore Shinead si rese conto che l'uomo non era più al suo posto. Da quanto tempo non l'avrebbe saputo dirlo.
"No," rispose perplessa alla boliana, "era qui fino ad un minuto fa." Si guardarono entrambe attorno, ma c'era decisamente troppa gente per riuscire a distinguere qualcuno. Il sospetto, che fino a quel momento si era sforzata di scacciare che ci fosse qualcosa di strano in quella serata, si fece decisamente più concreto. Shinead aveva scritto troppe trame per programmi olografici per non pensare che ci fosse qualcosa di sospetto in quella serata.
"Credo che il comandante stia tramando qualcosa," commentò Chorate come se le avesse letto nella mente, la sua voce era così bassa che nella confusione Shinead riuscì a mala pena a sentirla, "qualcosa che ha a che fare con quello che abbiamo scoperto prima di arrivare qui."
Si scambiarono un'occhiata di intesa, "e non ci ha detto nulla," commentò a sua volta Shinead, "ci ha inviate qui con una scusa e non ci ha detto nulla." Seccata lanciò un'occhiata al comandante che aveva ripreso a tenere banco, "e ci toccherà pure dargli una mano". "Quella serata non era più divertente come prima.



Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 24:05

Approfittando della confusione, Robert Naholo si era allontanato dal gruppo e da circa mezz'ora attendeva in fondo al locale fingendo di aspettare che il bagno si liberasse. Nel frattempo rimuginava sulle parole che il comandante gli aveva sussurrato all'orecchio quando l'aveva abbracciato.
"Alle 24:10 arriverà un messaggero, la sua parola di riconoscimento sarà Kwar. Lo porti fuori di qui." Per esperienza Robert sapeva che un ordine simile sottintendeva le parole 'vivo' e 'illeso' e che quindi il suo compito era proteggere questo messaggero a costo della vita. Si chiese, non per la prima volta, se questo Kwar fosse collegato all'assalto delle navi Xinti o se riguardasse l'improvvisa licenza che una certa tenente aveva richiesto, ed ottenuto, prima che arrivassero a Deep Space 5. Alla prima occasione avrebbe preteso chiarimenti in merito a Toran perché se c'era una cosa che non sopportava era essere tenuto all'oscuro, soprattutto se si trattava di cose che rientravano nelle sue competenze, o, se non lo facevano, ci andavano molto vicine. Per il momento avrebbe fatto quello che gli era stato chiesto ed avrebbe tenuto occhi ed orecchie aperte per questo Kwar.
La porta del bagno si aprì per fare uscire un'andoriana malferma sui piedi, come se avesse bevuto troppo. Robert le lanciò una rapida occhiata valutandola. Sembrava brilla, su questo non c'erano dubbi, ma non così tanto da non riuscire a camminare. L'andoriana fece un passo in avanti, inciampò su una sedia e cadde dritta fra le braccia di Robert che istintivamente l'afferrò.
Fece appena in tempo a sentire la parola 'Kwar' prima che lei lo baciasse.



Navetta "Felix" - Spazio attorno a Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 24:10


Sinclair lanciava diagnostiche dalla navetta in direzione della Erinle fingendo di effettuare i controlli che nessuno gli aveva ordinato di fare. Erano tutti programmi che avrebbe potuto interrompere immediatamente, qualora fosse arrivata la chiamata del misterioso Kwar. Nessuno, né sull'Erinle, né da Deep Space 5 aveva obiettato alla sua richiesta di permesso di uscire nello spazio con la navetta. Il capitano in persona, dalla plancia, si era raccomandata che facesse il suo lavoro con attenzione. Segno che Sidzi Drax sapeva il perché Sinclair doveva uscire nello spazio, segno che non si era sbagliato ad interpretare gli ordini del comandante Toran, segno che se questi ordini non gli erano stati dati direttamente e apertamente, c'era qualcosa sotto.
Tenendo a stendo a bada l'impazienza, Sinclair riprese a tamburellare con le dita sulla console.



Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Contemporaneamente


Toran svuotò il suo bicchiere e rispose ad una battuta di uno dei suoi nuovi amici strappando altre risate. Avrebbe potuto continuare all'infinito se necessario, ma sapeva che non avrebbe potuto tirare troppo la corda e stava finendo l'inventiva. Naholo aveva una finestra di tempo molto piccola in cui tutto sarebbe potuto andare bene o terribilmente male, si augurò che Alia ce la facesse a mettersi in contatto con lui. Per come era la situazione ora lui non poteva fare altro che continuare ad attirare l'attenzione. Più le persone si fossero concentrate su di lui, meno avrebbero notato quello che succedeva in un altro punto del locale.
"Se pensate che le sue storie siano divertenti, aspettate di sentire quelle che riguardano come lo abbiamo conosciuto!" La voce di Shinead si levò sopra le altre approfittando di un momento di silenzio. Toran lanciò un'occhiata sorpresa alla donna che, salita su una sedia, con una bottiglia di sidro in mano, si lanciava in un racconto totalmente inventato su come lei e Chorate l'avessero incontrato due anni prima. La boliana incorporava e ingigantiva il racconto dell'ufficiale scientifico con una serie di particolari che rendevano la storia decisamente più interessante delle sue. Grazie al cielo! Pensò sollevato l'ornariano approfittando dell'inaspettata pausa che le due gli stavano regalando.
Con la coda dell'occhio, dietro al loro gruppo, gli sembrò di intravedere Naholo, ma lo spiraglio fra le persone che gli aveva permesso di vederlo si chiuse troppo presto perché potesse verificare se avesse preso contato con Alia.



Navetta "Felix" - Spazio attorno a Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 24:15


=^= Koll a Sinclair, mi sente tenente?=^=
"Forte e chiaro dottore, cosa posso fare per lei?" La voce del dottore sembrava preoccupata.
=^= Il capitano mi ha ordinato di tenermi pronto per un trasporto di emergenza proveniente dalla sua navetta, ha detto, precise parole, 'che potrebbe esserci bisogno del mio aiuto. Ora io odio le frasi criptiche, lei può dirmi qualcosa di più?=^=
"Magari..." mormorò Sinclar prima di rispondere un più diplomatico, "ne so quanto lei signore".



Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Pochi secondi dopo


Se una bella andoriana ti si getta fra le braccia e ti bacia, chi sei tu per rifiutare? Se quella stessa andoriana sussurra la parolina magica che stavi aspettando, cos'altro puoi fare se non stringerla fra le tua braccia e ricambiare quel bacio e continuarlo mentre ti sposti verso l'uscita portandola con te? Diamine, quante volte ti capiterà un'altra occasione simile? Staccandosi solo un'istante per riprendere fiato e valutare quanto mancava all'uscita, Robert fu colto totalmente di sorpresa quando lei gli saltò in braccio stringendo le gambe dietro la sua schiena e afferrando con entrambe le mani il suo volto. "Hai una stanza?"
"Tutte quelle che vuoi." Ribatté lui osservando affascinato le antenne azzurre che si tendevano verso di lui come due secondi occhi per poi reclamare nuovamente le labbra dell'andoriana, "tutte quelle che vuoi." Ripeté fra un bacio e l'altro portandola di peso con se verso l'uscita.
"Ehi!" Una mano si posò pesantemente sulla sua spalla rischiando di far cadere entrambi. Robert si girò verso l'energumeno che aveva interrotto il suo cammino.
"Che palle, Tov," protestò l'andoriana, "mi sto divertendo!"
"Il capo ha detto di non allontanarsi." Ribatté ringhiando l'altro.
"Eri tu quello che voleva farsi un goccetto e che ha proposto di venire qui! " Gli gridò lei allungando un pugno chiuso verso il suo volto, Robert cercò di non perdere l'equilibrio mentre lei si piegava in avanti. "Ora lasciami divertire!"
"Giusto," intervenne lui tirandola nuovamente verso di lui, "lasciaci divertire..."
L'andoriana gli rivolse un sorriso da ubriaca e tornò ad avvicinare il viso al suo, mentre il tizio di nome Tov li fissava torvo. Probabilmente non era così che si era aspettato che finisse la serata quando l'aveva invitata a uscire. "Tornatene al tavolo con gli altri," lo invitò l'andoriana e, mentre quello sembrava combattuto sul da farsi, Robert valutò distanza dall'uscita, dimensioni di Tov, tempo necessario a stenderlo e fuggire con la ragazza.
La soluzione al problema venne risolta dall'improvviso scoppiare di risate alle loro spalle che distrasse Tov e permise a lui di coprire gli ultimi metri che li separavano dall'uscita.
Quando furono all'aperto, Kwar o chiunque fosse l'andoriana, smise di stringerlo e saltò a terra.
"Andiamo," le disse Robert afferrandola per la mano e dirigendosi a passo veloce verso uno dei turboascendori.
"Molo d'attracco 6," ribatté lei mentre dietro di loro cominciavano a levarsi voci agitate.



Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Contemporaneamente


Chorate si era seduta sul tavolo, non perché non ci fosse altro posto dove sedersi, ma perché in questo modo avrebbe avuto una visuale migliore del locale. Certo non era come quella di Shinead che, in piedi sulla sedia, superava le teste di quelli che li circondavano, ma comunque riusciva a vedere qualcosa di più di prima.
"...così," stava dicendo l'ufficiale scientifico, "mentre noi due cercavamo di far capire a questo testone, che no non eravamo interessate a quello che offriva.."
"Lo baciammo.."
"Lo bac...cosa?" Shinead guardò sorpresa Chorate che gli fece freneticamente cenno di continuare mentre cercava di non perdere di vista il tenente Naholo.
"Lo baciammo sulle guance," riprese a parlare Shinead, dopo un secondo, mentre poco distante Toran seguiva lo sguardo della boliana e con una scusa si allontanava in quella direzione. "Perché alla fine quando mai ti capita un'occasione del genere?"
"E che uomo! Così grande e possente!" Aggiunse Chorate vedendo Toran avvicinare un tizio che era grosso il doppio di lui.
"..non direi proprio così grosso," la corresse Shinead perplessa cercando di continuare la storia e nello stesso tempo vedere cosa stesse succedendo, "era solo..."
"Molto, ma molto muscoloso e arrabbiato..." offrì Chorate.
"Arrabbiato , si giusto, così arrabbiato che noi non gli prestassimo la dovuta attenzione che ci sentimmo in dovere di.."
"Picchiarlo."
"Picchiarlo! Picchiarlo?"
Il suono di qualcosa di pesante che cadeva sopra un tavolo mandandolo in pezzi, coprì l'esclamazione di Shinead che aveva visto il volo del comandante Toran in direzione dello sfortunato tavolino.
"Credo sia venuto il momento di andare via!" Esclamò Chorate afferrando l'umana per un braccio. Shinead saltò a terra senza farselo dire due volte ed insieme cercarono di farsi largo fra la folla per raggiungere Toran.
"Ci dovranno delle spiegazioni." Mugugnò la boliana.
"Un sacco di spiegazioni", annuì Shinead.



Navetta "Felix" - Spazio attorno a Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 24:30


"=^= Kwar! Kwar! =^=
Era la voce di Naholo quella? Sinclair si raddrizzò di colpo sul sedile-e si affrettò a rispondere.
"Qui navetta Felix! Vi ricevo!"
=^= Molo d'attracco 6, tenente, si muova! =^=
Digitando rapidamente i comandi, Sinclair mosse la navetta verso la direzione indicata.
"Arrivo previsto fra un minuto, devo attaccare o..."
=^= Non credo sarà necessario =^=
Fu in quel momento che i sensori della navetta segnalarono la presenza di due forme di vita che galleggiavano nello spazio.




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Brano: 03-08
Titolo: Spiegazioni
Autore: Comandante Toran
(aka LordMax nd)
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Bar "La Stazione Stellare" - Deep Space 5 - 5 settembre 2398 - Ore 00:30


Una rotazione rapida abbassandosi, un colpo secco allo stinco dell'avversario seguito da un dolore forte al proprio e Shinead perse l'equilibrio con una imprecazione che tutti poterono sentire anche oltre il frastuono.
Chorate, appena dietro la compagna, si spostò di lato per colpire, a mani giunte, l'energumeno con un forte colpo alla testa. Questi girandosi con sguardo quasi stupito la colpì con un ampio manrovescio che la lanciò oltre il tavolo dietro di lei.
Nel frattempo Toran si era rialzato e si lanciò contro l'avversario con l'intenzione di afferralo e abbatterlo con il suo peso. Restò aggrappato come un panda al bamboo mentre tutti i presenti si misero a ridere di loro.
L'energumeno si spostava in modo quasi goffo nel tentativo di afferrare Toran e venne a trovarsi esattamente di fronte a Shinead che, ancora a terra, approfittò della posizione per colpirlo al basso ventre con la gamba sana.
Un coro di empatico dolore attraversò la sala mentre Tov, l'energumeno, si piegava portandosi le mani sul punto colpito.
Chorate approfittò dell'attimo per colpirlo sulla testa con una sedia colpendo contemporaneamente in parte anche Toran che, nel tentativo di schivare il colpo si lasciò cadere a terra.
I compagni di Tov, visto che stava avendo la peggio, si alzarono dal tavolo avvicinandosi in corsa al gruppetto. Nel fare questo scansarono malamente altri avventori scatenando la rissa. Pochi istanti dopo l'intero bar si era trasformato in una bolgia di assatanati intenti a picchiarsi gli uni con gli altri.
Toran aiutò Shined ad alzarsi e, raggiunti da Chorate cercarono di raggiungere l'uscita schivando avversari, bottiglie e tavoli che avevano preso a muoversi in modo concitato alla ricerca di un bersaglio.
Quasi alla porta del bar vennero fermati da una voce imperiosa che intimava l'alt, accompagnata da alcuni membri della sicurezza armati di phaser e sguardi poco propensi alla comprensione. In pochi minuti tutti i partecipanti alla festa vennero divisi in gruppi e per nave di appartenenza, scortati verso l'ufficio della sicurezza e invitati a prendere posto nelle varie celle disponibili.



Navetta "Felix" - Spazio attorno a Deep Space 5 - 4 settembre 2398 - Ore 24:30

...Fu in quel momento che i sensori della navetta segnalarono la presenza di due forme di vita che galleggiavano nello spazio.
"Porc... Cosa diavolo stanno facendo?" Sinclair ci mise alcuni secondi a rendersi conto della gravità della situazione mentre già le sue mani iniziavano a muoversi per attivare il teletrasporto di emergenza.
Uno sfrigolio azzurrognolo confermò l'acquisizione delle due figure che si erano lanciate dalla stazione.
"Felix a Dottore. Emergenza medica. Due per l'infermeria" Quasi urlò ancora incredulo da quanto aveva visto.
=^= Qui Koll, infermeria pronta. Natura dell'emergenza? =^=
"Si sono lanciati nello spazio" Rispose Sinclair con voce stupita "faccio da ponte per il teletrasporto"
=^= Confermo trasporto, Sono arrivati... vivi. Koll chiudo =^=
"Navetta Felix a Plancia. Capitano credo..."
=^= Qui Plancia. Ottimo lavoro Tenente. Può rientrare. Grazie. Plancia chiudo =^=
Anche la laconica risposta del capitano lasciò attonito Sinclair che impostò la rotta verso la Erinle con più domande di quando ne era uscito.



Ufficio sicurezza - Deep Space 5 - 5 settembre 2398 - Ore 02:30

"Signore comprendo perfettamente la situazione ma ritengo che dovremmo essere noi a segnalare il comportamento dei suoi uomini alla Flotta Stellare. Per non parlare di chi si è lanciato dal portellone. Stiamo parlando di violazioni gravi al regolamento e all'etica di comportamento. Come ho già avuto modo di dire, secondo quanto ci è stato riportato i suoi uomini hanno scatenato la rissa, prima il Tenente Naholo..." disse il capo della sicurezza mentre controllava i nomi su un d-padd "... ha dato spettacolo con un'andoriana che non abbiamo ancora identificato e poi il suo primo ufficiale, il comandante Toran, ha iniziato una rissa con Tov, ufficiale della sicurezza della Fogflag. Infine i suoi due ufficiali, O'Lauglin e Chorate dico bene?" continuò l'ufficiale senza fermarsi, "quindi è mio dovere non solo fare rapporto ma anche trattenerli e chiedere che vengano sottoposti a giudizio."
"Maggiore, capisco perfettamente il suo punto di vista e in gran parte sono concorde con le sue conclusioni. I miei ufficiali sono ingiustificabili e il loro comportamento getta discredito sulla mia nave e sul mio stesso comando. Le posso assicurare che verranno puniti in modo esemplare, su questo non abbia dubbi. Resta il problema di cui abbiamo discusso poco fa: Ho un ordine diretto della Flotta Stellare e devo partire entro 2 ore. Non posso farlo senza i miei ufficiali. Le chiedo di assegnarli alla mia custodia e le assicuro che verranno deferiti alla Flotta Stellare perché vengano prese le corrette azioni disciplinari," disse il capitano Drax in piedi davanti al capo della sicurezza.
"La capisco benissimo capitano e sono solidale con lei ma non mi è proprio possibile rilasciarli, neppure sotto la sua custodia, mi spiace veramente ma devono restare qui," rispose il maggiore seduto sulla sua poltrona.
"Molto bene maggiore. Proviamo in altro modo. Capitano Drax a Capitano Jackal. Ho bisogno del suo aiuto nell'ufficio della sicurezza. Sarebbe così gentile da raggiungerci?" disse una spazientita Sidzi all'intercom.
=^= Sidzi? Sei sulla stazione? Arrivo subito =^=
Pochi minuti dopo un terzetto di ufficiali stava discutendo animatamente nell'ufficio del capo della sicurezza attirando l'attenzione del personale di guardia.
"Pssst. Guardia. Cosa sta accadendo?" chiese Shinead alla guardia.
"Credo stiano discutendo di lei e i suoi compagni signora. Ho visto entrare il capitano Jackal in ufficio e se ricordo bene il vostro capitano è una donna giusto?" rispose la guardia.
"Già! Ma non capisco perché il vostro ufficiale non vuole lasciarci andare. Sembra particolarmente determinato", chiese Shinead.
"Determinato. Sì, direi che è un buon eufemismo. Immagino non sappia che non corre buon sangue fra lui e il comandante Toran. Pare che il maggiore abbia giurato di vendicarsi. Credo che questa sia la sua occasione", disse la guardia con un sorriso complice.
"Ah, ecco, ora capisco perché siamo in una cella di sicurezza guardati a vista, invece che nell'area detentiva comune e capisco perché non abbiamo ancora potuto parlarci. Però se il maggiore ce l'ha con il comandante noi due cosa possiamo farci. Potrebbe tenersi lui e lasciare andare noi", disse Shinead fingendo complicità con la guardia.
"Non so che dirle signora, forse ha esteso il suo desiderio di rivalsa anche a voi. Noi abbiamo avuto ordine di tenervi separati e in cella di sicurezza. Voi due in una e il comandante Toran in un'altra, in 'attesa' di interrogatorio a quanto pare", rispose la guardia approfittando dell'occasione per combattere la noia.
Intanto la discussione sembrava essere giunta a conclusione e i tre uscirono dall'ufficio. Il maggiore richiamò le guardie della sezione sicurezza dando bruscamente ordine di scortare i facinorosi fino alla loro nave e assicurarsi che salissero a bordo senza fermarsi in alcun modo.
Il capitano Jackal e Drax intanto si allontanarono parlottando fra loro come vecchi amici.
Le guardie, con modi bruschi, ma mostrando al tempo stesso una certa empatia, fecero uscire Shinead e Chorate dalla cella pregandole di seguirli fino all'hangar navette dove le attendeva il tenente Sinclair per riportarle a bordo. Nessuna delle guardie rispose in alcun modo alle loro domande circa Toran.
Arrivate all'hangar trovarono Sinclair appoggiato alla Felix che parlava con un tecnico della manutenzione, una giovane ragazza che sembrava impressionata dal suo racconto di come aveva recuperato i corpi lanciati fuori dalla stazione e, quasi contemporaneamente videro arrivare un pesto Toran accompagnato da due guardie armate.
I tre vennero fatti salire a bordo e Sinclair ricevette l'ordine di partire immediatamente, cosa che non si fece ripetere due volte.



Sala riunione - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - Ore 06:30


Shinead e Chorate avevano appena avuto il tempo di darsi una sistemata e presentarsi alla riunione, i loro volti tradivano la stanchezza del giorno precedente. Entrando nella sala trovarono il Capitano, Koll e Sinclair già seduti al tavolo.
Pochi istanti dopo giunse anche il comandante Toran aiutato dal tenente Naholo. Toran era stato evidentemente pestato, più di quanto lo fosse quando erano stati arrestati.
"Ben tornati signori. Spero che la festa su Deep Space 5 sia stata di vostro gradimento" disse il capitano con uno sguardo fra l'arrabbiato e il divertito "Tenente Naholo come sta? Si è ripreso dalla sua gita fuori stazione?"
"Sì, il tenente si è ripreso senza problemi", rispose il dottore prima che Naholo potesse aprire bocca, "mi preoccupa molto di più il tenente Ailia che al momento è ancora in infermeria sotto osservazione".
"Grazie dottore, spero che il tenente Ailia si riprenda presto", disse il capitano con tono secco, "a tal proposito tenente, ha ottenuto qualche informazione prima che vi lanciaste fuori dalla stazione?" chiese a Naholo.
"Si signore. Pochi istanti prima di lanciarci mi ha dato il suo braccialetto dicendo di consegnarlo al suo Toran", rispose Naholo sorridendo in direzione del primo ufficiale, "mi sono permesso di non consegnarglielo visto che aveva bisogno di riposo e esaminandolo ho scoperto avere all'interno un circuito di registrazione". Disse in direzione del capitano.
"Ottimo. Ha trovato qualcosa di interessante?" chiese il capitano.
"Un momento. Quindi tutto quello che è successo era pianificato e noi siamo state usate come fossimo delle marionette?" La interruppe Shinead con voce trattenuta.
"No, tenente, non solo voi. In realtà gli unici ad essere al corrente di quanto stava per accadere eravamo io e il comandante Toran. Vuole raccontare lei?" Chiese il capitano.
"Certo. Innanzitutto vi chiedo scusa. Scusa per non avervi raccontato nulla e scusa per avervi usato e per avervi messo in una situazione difficile. Tra l'altro, come sta la sua gamba tenente Shinead? Ho visto che zoppica leggermente" chiese Toran.
"Fa un male cane. Ho dato un calcio a quel tizio per farlo cadere e non solo non ha fatto una piega ma mi sono quasi rotta la gamba io, neanche avesse la gamba d'acciaio. Per fortuna il dottore me l'ha rimessa a posto subito ma credo avrò il livido per qualche giorno" rispose Shinead piccata.
"Duranio. Tov ha la gamba in duranio, l'ha persa molti anni fa e se ne è fatta fare una in duranio con una mascheratura bioattiva perché non venga individuata. Individuo particolare davvero", disse Toran sorridendo.
"Per fortuna che non aveva altro in duranio o non lo avremmo messo al tappeto", disse Chorate mentre si massaggiava la guancia, "devo anche scusarmi per la sedia comandante, non volevo colpirla, ma la situazione era concitata".
"Ah, non si preoccupi, ha fatto benissimo. E poi l'importante era creare abbastanza confusione per permettere al tenente Naholo e Ailia di fuggire", rispose Toran ripensando agli eventi.
"Capitano. Non ho capito cosa è successo dopo. Io e Daeria siamo state portate in cella e il comandante Toran è stato portato via, poi è arrivata lei e comunque c'è voluto parecchio per uscirne", chiese Shinead rivolta al capitano.
"C'è voluto parecchio davvero, grazie ad una piccola dimenticanza del nostro comandante, dico bene?" chiese il capitano di nuovo rivolto con sguardo duro verso Toran.
"Vero, vero anche questo. Diciamo che fra me e il maggiore non corre buon sangue. L'ho messo in ridicolo in un paio di occasioni quando ero sotto copertura e temo di avergli fatto perdere una promozione. Non l'ha presa bene e ieri ha deciso che era l'occasione giusta per una piccola vendetta", rispose Toran accennando un sorriso di scusa. "Ma torniamo a noi. Come dicevo prima", continuò il comandante, " ho ricevuto un segnale di pericolo da Ailia con un codice che avevamo concordato che richiedeva una estrazione immediata. Purtroppo non c'era tempo di aggiornare tutti. Ho parlato con il Capitano e abbiamo stabilito un piano di emergenza messo insieme alla meno peggio nell'arco di qualche ora", il capitano annuì alle sue parole. "Ho contattato una persona che poteva consegnare un messaggio ad Ailia chiedendole di trovarsi al bar di DS5 poi ho fatto in modo che ci fossimo anche tutti noi. Sapevo di poter contare sulla rapidità di azione di lei Naholo e sulle sue qualità di pilota Sinclair ed ero più che certo che voi due, mie signore, avreste avuto la prontezza di aiutarmi in caso di necessità. Vi chiedo ancora scusa, ma non abbiamo avuto alternative. Quello che mi chiedo Tenente è come mai abbiate deciso di lanciarvi nello spazio anziché attendere Sinclair che era già in volo", disse Toran rivolgendosi a Naholo.
"Decisione improvvisa. Siamo riusciti a svicolare dal bar grazie al suo intervento, ma quando siamo arrivati all'hangar ci siamo resi conto di non essere soli, almeno due persone ci stavano seguendo furtivamente. Quando ce ne siamo accorti Ailia si è mostrata terrorizzata e ci siamo rifugiati nella zona del portello. Eravamo disarmati e il tenente Sinclair non sarebbe mai arrivato in tempo, anche se pochi minuti erano comunque troppi. A quel punto abbiamo optato per mantenere la maschera e tentare il tutto per tutto. Per altro Sinclair devo ringraziarla, manovra eccezionale", concluse Naholo rispondendo alla domanda di Toran.
"Scelta azzardata tenente ma si è dimostrata corretta. Cosa ha trovato nel registratore, se lo ha già esaminato?" chiese il capitano.
"Per ora poco, ma è interessante" rispose il tenente mentre attivava lo schermo della sala "Al momento ho individuato alcuni schemi tecnici, parziali direi, sembrano dei convertitori o..."
"Adattatori" lo interruppe Shinead, "Questo è un adattatore di energia. Lo riconosco dall'accademia. È molto simile a quello che usavamo per adattare il nostro generatore ai sistemi dello sparviero che abbiamo in accademia. Ve lo ricordate? Aveva sempre qualche problema tecnico, ma ci siamo passati tutti."
"Sì, me lo ricordo. Ha ragione, sicuramente un adattatore di energia e gli altri sistemi saranno congegni analoghi. Ho trovato alcuni schemi di armi ma soprattutto ho trovato un codice che credo sia il codice della frequenza degli scudi, o delle armi, della nave invisibile" disse Naholo mentre sullo schermo scorrevano alcuni schemi tecnici e una serie di codici e frequenze.
"Brava Ailia", commentò Toran, "è esattamente quello che stavamo cercando. Forse questa volta possiamo dare scacco matto".
"Non sia precipitoso comandante. Prima dobbiamo esaminare gli schemi, capire se le frequenze sono riferite agli scudi o alle armi e poi dobbiamo trovarla quella maledetta nave. Non credo sarà così facile. Sempre che non abbiano capito il trucco di ieri e non siano già in fuga. Abbiamo bisogno di parlare con il tenente Ailia. Dottore quando potremo parlarle?" chiese il capitano.
Il dottore era rimasto in silenzio fino a quel momento. "Quando vuole lei capitano. Ho capito che in questo caso i protocolli medici non saranno rispettati. Posso risvegliarla e darle qualcosa per renderla cosciente e in grado di rispondere alle sue domande. Ovviamente è una cosa pericolosa, ma ormai che abbiamo fatto 30..." il tono del dottore dichiarava la sua contrarietà.
"Capisco il suo timore dottore, ma dice giusto, non possiamo perdere tempo. A questo punto signori direi che possiamo muoverci. Tenente Shinead lei esamini il registratore con il tenente Naholo per arrivare il prima possibile a capo di tutte le informazioni presenti. Inutile dire che questa attività ha la precedenza assoluta. Sinclair, vorrei che lei facesse una verifica delle nostre navette e le predisponesse per entrare in azione. Spero non sia necessario, ma le voglio pronte in caso di necessità. Sarà necessario che si possano allineare scudi e armi alle frequenze inviate dalla plancia. E scelga anche chi dovrà guidarle. Tenente Naholo voglio anche una squadra della sicurezza in assetto di guerra su ognuna delle navette, se troviamo la nave invisibile voglio poterla abbordare all'istante. Tenente Chorate lei provveda a che ogni sezione sia coordinata e pronta. E se emergono dettagli sulla nave invisibile voglio che le esamini anche lei per valutare eventuali punti deboli nella struttura. Comandante venga con me in infermeria, immagino che il tenente Ailia sarà più propensa a rispondere a lei. Dottore ci faccia strada" disse il capitano mentre si alzava e implicitamente congedava i presenti.




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Brano: 03-09
Titolo: Brain Storming
Autore: Tenente Robert Naholo
(aka Fabio Ormindelli)
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Sala mensa - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - Ore 10:00


Nei locali c'erano poche persone e la gran parte seduti ai tavoli da soli.
Il Tenente Naholo, con il padd appoggiato sul tavolo a fianco di una tazza di tè nero e fumante, era seduto in modo non composto, assorto nei suoi pensieri, con il gomito sinistro appoggiato sorreggendosi la testa con la mano, le gambe distese sotto il tavolo.
Stava, di fatto, occupando quattro posti.
Pochi tavoli a fianco una guardiamarina era assorta nella lettura di un libro cartaceo con una tisana sul tavolo ed era ironico vedere la ragazza composta e l'uomo invece in un atteggiamento opposto.
In fondo alla sala un paio di guardiamarina erano assorti in una chiacchierata animata mimando gesti sportivi mentre osservavano fianco a fianco un padd con probabilmente immagini di una partita.
Le porte della sala mensa si aprirono e Toran entrò con passo deciso, prese una tazza e la riempì al replicatore di materia a matrice molecolare. Poi si guardò attorno, vide l'ufficiale tattico e con passo più lento e silenzioso si avvicinò a lui.
Una volta nei pressi del tavolo disse ad alta voce: "Tenente..."
Naholo colto di sorpresa, sobbalzò un attimo e alla vista del collega si sistemò più ordinato sulla sedia, ma urtò leggermente il tavolo rovesciando alcune gocce di tè sul padd.
"Comandante Toran"
"Robert, come mai in sala mensa?"
"Avevo bisogno di pensare fuori dagli schemi e riflettere sulla situazione della nostra missione dopo avere finito l'analisi del registratore."
"Non ne ha approfittato per fare una pausa?"
Naholo sorrise e fece un gesto al suo superiore invitandolo a sedersi con lui al tavolo.
"Non riesco, quando c'è un enigma, non riesco a staccare e fortunatamente reggo bene le condizioni di stress."
Toran si sedette e senza appoggiare la tazza, accavallò le gambe stando di traverso rispetto al tavolo, come se volesse comunque mantenere un certo distacco con il tenente.
D'altro canto non si conoscevano ancora bene.
"Su cosa sta riflettendo?"
"Mi sto scervellando su una idea operativa. Purtroppo l'analisi del registratore è in stallo. Nella memoria c'erano due livelli di protezione, la prima abbastanza semplice nella quale abbiamo trovato gli schemi tecnici. Poi, ricontrollando i dati con Sinclair, abbiamo trovato un'altra partizione, è piena di informazioni ma richiede un codice di accesso molto complesso, in parte biometrico ed in parte alfanumerico. Il livello di sicurezza è molto alto, sembra lo stesso che abbiamo studiato in accademia per le missioni sotto copertura. Purtroppo ci hanno insegnato che forzare questi sistemi, al minimo errore, si provoca la cancellazione di tutti i dati. Pertanto ero in attesa che il Dottore mi desse l'ok per parlare con Ailia. Di questo ho già parlato con il Capitano."
Appoggiò entrambi i gomiti sul tavolo, girò il padd e lo porse a Toran.
"Stavo analizzando l'attacco alle due navi Xinti. Forse potremmo organizzare una imboscata a chi li ha attaccati, servirebbe una esca. Purtroppo non sappiamo cosa cercano. Forse cercano materiali o forse persone. Di certo stavo riflettendo su come potremmo mascherare la Erinle come mercantile, ma soprattutto, quando arriverà la nave attaccante come non farsi distruggere nei 5 minuti dell'attacco?"



Infermeria - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - flashback Ore 7:30


Koll era a fianco di Ailia ancora senza conoscenza, in piedi controllando i segnali vitali nel suo padd.
Sentendo l'apertura delle porte non fece in tempo a girarsi che il capitano Drax era già al suo fianco.
"Eccomi, procediamo con Ailia"
"Le ricordo..."
"Si si, lo so, non è d'accordo. Lo so, ha già espresso la sua opinione"
"Va bene, obbedisco."
Il Medico andò al carrello dei medicinali e prese una siringa isomiotica, si avvicinò ad Ailia e guardò ancora il capitano che fece un cenno di assenso. Il dottore somministrò il medicinale iniettando il farmaco alla base del collo.
Il battito diventò più veloce e dopo un paio di lamenti il tenente aprì gli occhi.



Laboratorio scientifico - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - flashback Ore 8:30


L'ufficiale scientifico era chino sul registratore bofonchiando e parlando da sola nonostante Chorate fosse al suo fianco.
"Come al solito tutti bravi ad usare le armi e partecipare ad azioni eroiche, poi quando c'è da usare la testa vengono a bussare a questa porta"
Chorate emise un suono di assenso seguendo le abili mani dell'ufficiale che collegava fili al circuito dell'apparato.
"...tutti a dire 'ah, è un sistema di sicurezza che non riesco a violare, bla bla, ci sono rischi di perdere dati, bla bla...'"
Armeggiò velocemente ed il padd accettò la connessione e mostrò la lista dei documenti criptati e nascosti.
O'Lauglin alzò gli occhi dall'apparato e con un grosso sorriso disse alla collega in modo orgoglioso: "Ecco, vedi, con la scienza si riesce a risolvere tutto"



Plancia - U.S.S. Erinle - data e luogo imprecisato


O'Lauglin china sui sensori.
"Capitano, i sensori a lungo raggio non rilevano nulla"
Un grosso boato sorprese tutti gli ufficiali.
"Ci siamo, stiamo uscendo dalla curvatura", disse l'Ufficiale tattico.
Chorate prese la parola.
"Iniziamo l'operazione 'Moby Dick'! Sinclair, riattivare il timone"
Drax si sedette sulla punta della poltrona del capitano
"Aprire un canale..."
Un grosso scossone e un altro boato.
"Aprite le porte dell'hangar"
La grossa nave Xinti acquatica aprì il portellone ventrale e le porse d'attracco lasciarono libero il vascello federale.
Toran prese la parola. "Sinclair ci faccia uscire. Naholo, imposti il timer a 4 minuti e 30 secondi"
Dal mercantile uscì la Erinle con gli scudi al massimo.
Dal nulla partirono altri due colpi che colpirono la Erinle. L'ufficiale tattico era un po' agitato ed adrenalinico.
"Gli scudi fluttuano, ma per ora reggono. Frontali all'80%"
Drax inondò i suoi ufficiali di ordini.
"O'Lauglin analisi delle coordinate da dove ci sparano. Sinclair, manovra evasiva Beta 5. Naholo, pronto a sparare raffiche multiple sulle coordinate che le fornirà O'Lauglin. Toran e Chorate, analizzate tutte le frequenze che abbiamo trovato nel registratore. Voglio sapere a cosa si riferiscono."
O'Lauglin con gli occhi fissi sugli visori.
"Il mercantile Xinti ha gli scudi che fluttuano. Probabilmente non reggeranno un altro impatto."
Altri due boati, ed uno scossone forte.
"Ecco le coordinate"
"Faccio fuoco con Phaser e siluri"
L'ufficiale scientifico e l'ufficiale tattico lavoravano con una sincronia esemplare
Toran si intromise.
"Capitano nessun riscontro con l'analisi frequenze, avremo bisogno di tempo."
Drax chiese a Naholo.
"Tenente?"
"Abbiamo solo 2 minuti e 20 secondi"
"Sinclair si metta a protezione del vascello Xinti"
"Si capitano"
Dal nulla partirono altri 2 colpi, uno verso il mercantile ed uno verso la Erinle.
Un altro scossone forte.
"Naholo, fuoco!!"
"Capitano, l'ultimo colpo ha disallineato il sistema di puntamento. 10 secondi e dovrebbero essere di nuovo operativi"
"Male, male!"
"Capitano...", disse O'Lauglin.
"Che c'è ora"
"Registro fluttuazioni di energia sul lato opposto del mercantile, molto probabilmente la nave si sta disoccultando."
"Sinclair giri attorno alla nave Xinti, voglio vedere in faccia questi bastardi."
"Si capitano."
Cambio di direzione, il tempo di virare ed uscire dal cono d'ombra del mercantile e sul visore si vide solo una piccola distorsione non sufficiente per identificare il vascello.
"Capitano, non rilevo più segni di vita sul mercantile", disse O'Lauglin.
Poco dopo partirono colpi multipli che colpirono la Erinle.
La plancia ballò e scintille ovunque.
"Falla sul ponte C. Gli scudi frontali hanno ceduto", disse Chorate.
"Sinclair, esponiamo la parte dorsale e proteggiamo la parte frontale."
"Capitano, ma non so dove sono!"
Dal nulla partirono raffiche multiple.


In uno dei laboratori - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - Ore 11:00


Alla console solo 2 scritte. Una rossa lampeggiante: 0:00
Poco sotto: SIMULAZIONE FALLITA
Naholo e Sinclair di fronte alle console pensierosi con le mani tra i capelli
A Sinclair scappò un commento: "Ancora, uffa"
Alle loro spalle Toran.
"Ricominciamo, dobbiamo pensare a qualcosa di diverso, di nuovo"
"Tipo? avere altre 3 navi federali in assetto di guerra?"
Disse ironico e stanco Naholo.
Di scatto Sinclair si raddrizzò sulla sedia.
"E se utilizzassimo le navette, mascherandole da vascelli federali?"




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Brano: 03-10
Titolo: Dream a little dream of me
Autore: Tenente Friedrich Koll
(aka Diego Martelli)
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Infermeria - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - Ore 05:15


Koll osservava i dati medici del Tenente Ailia, e di quando in quando occhieggiava la sagoma della sua paziente Andoriana.
Non desiderava iniziare il suo servizio contrastando gli ordini del Capitano, e del resto nulla di quello che gli era stato ordinato era inutile o scorretto. Altresì anche Naholo era "sul pezzo", e non avrebbe potuto, o voluto, eluderne le richieste ancora a lungo. Ailia doveva svegliarsi. Malgrado ciò, era terribilmente seccato, e non del tutto a posto con la sua coscienza nell'eseguire l'ordine che aveva ricevuto.
Le sinapsi del tenente avevano subito un significativo trauma cinetico, aggravato dalla inerente fragilità dei tessuti Andoriani. I medicinali che la tenevano nella sua condizione di incoscienza servivano a rigenerarle le sinapsi senza essere disturbate dallo stress del ragionamento attivo. I flussi sinaptici erano ormai stabili da qualche ora, e tutto procedeva secondo i parametri nominali Friedrich sapeva però che appena avesse interrotto i farmaci... o, peggio, se avesse provocato chimicamente un immediato risveglio... i valori sinaptici sarebbero impazziti, e, peggio, la reazione nervosa sarebbe stata tale da mascherare agli scan moltissimi dati rilevanti, rendendo più ostica qualsiasi operazione di soccorso o di cura successiva se qualcosa fosse andato storto. Erano a rischio, stando agli studi che aveva appena ripassato, sia frammenti di memoria a breve termine che a lungo termine c'era il potenziale per un permanente deficit dell'attenzione e una sensibile degradazione dei ricettori nervosi. Il problema relativo alla memoria a breve termine fu ciò che lo convinse che era nel giusto a prendersi il suo tempo: risvegliandola istantaneamente avrebbe potuto rimuovere *proprio* i ricordi che così insistentemente servivano al Capitano e all'Ufficiale Tattico.
Come fare, tuttavia? Non poteva attardarsi oltre: entro breve il Capitano gli avrebbe semplicemente ordinato di risvegliarla, accettando il rischio di compromettere qualcosa. Serviva una ottima idea, e serviva subito. Si strofinò gli occhi stanchi, sbadigliò: avrebbe dovuto dormire, forse si sarebbe sognato una soluzione...
Interruppe lo sbadigliò a metà, tornando improvvisamente serio e raddrizzandosi sulla poltrona, immobile. Si sarebbe potuto sentire il suo cervello lavorare. Annuì, e scattato in piedi corse di fianco alla paziente, chiamando il personale di turno.
"Guardiamarina Franzis! Due connettori neurali epidermici, subito. Li *disinfetti*, mi raccomando. Occorre anche il campione di nanosonde nuovo, quello senza le funzioni di lungo periodo, in un hyposray."
Mentre Franzis, che non era nuovo agli improvvisi scoppi di attività dell'ufficiale medico, correva a procurare quanto richiesto, Koll leggeva i dati biometrici delle sinapsi e lavorava rapidamente al pannello di controllo di fianco al letto. Attività sinaptica REM regolare: Ailia stava sognando, sogni profondi che difficilmente al risveglio avrebbe ricordato. Entrare in essi era una violazione della sua privacy, ma egli era già, essendo suo medico, in un rapporto fiduciario con lei: e meglio rivelare qualche passato spiacevole al proprio medico, che rischiare mutilazioni permanenti.
Prese l'hypospray portatogli da Franzis, quello con le nanosonde inerti lo premette contro il proprio braccio, invertendo il flusso per prendere un campione di sangue ricco di nanosonde programmate poi si rimise al pannello di controllo.
Attivò i sistemi di calibratura delle nanosonde, restringendo la nuova programmazione a quelle presenti nell'hypospray. Le programmò per duplicare la loro programmazione sulle sonde inerti, che subito si accesero. Quindi si assicurò che tramite i connettori neurali le sonde dentro il suo organismo riuscissero a comunicare con quelle presenti nell'hypospray. Perfetto! Iniettò il contenuto dell'hypospray nel braccio del tenente Ailia,e infine si diresse al lettino a fianco, issandosi sopra con un pad in mano."Franzis, provo a prendere quel che serve senza svegliare il tenente. Mi addormenterò appena istruisco le mie sonde a spegnermi. Applichi i connettori neurali a tutti e due, e monitori il trasferimento dati... sganci la connessione, e mi svegli in qualche modo, appena vede delle letture strane... o in ogni caso fra dieci minuti."

Alba, sulla luna ghiacciata, fredda e tagliente come vetro. Un movimento di parata, uno schianto, schegge di ghiaccio che saltano alte, fino alle stelle! Fendenti a vuoto, grida rabbiose. L'avversario arretra. Lei recita come una sfida i primi due endecasillabi de "La Fanciulla e la Spada", rispettando tutti gli accenti. Aveva ancora tutto il fiato. L'avversario esita.

Gemiti, corpi avvinghiati sotto un sole rosso. Labbra e cosce e sudore e il cuore che batte. L'emozione di qualcosa che si attendeva, che si cercava con tutte le proprie forze. L'esaltazione di averlo ottenuto. Il timore di essere scoperti.

Testi, testi da confrontare memorizzare esaminare. Lingue e tattica e ingegneria. Curvatura e analisi di funzioni e rappresentazione statistica dei casi di errata induzione nei motori plasma monofase. L'esame, domani. Il sonno, terribile. Un'altra pagina... doveva... almeno... un'altra...

Grida e colpi di phaser e un calcio in faccia. Per terra. Grido! Dolore! Sangue sul viso. Lo scoppio di un tubo di Jeffrey. Rotolare, il mondo vortica ma non si può fermare, rotolare, rotolare, evitare il calcio, non fermarsi, non fermarsi. Mano al coltello. Lanciare. Centro! In piedi. Dolore. In piedi! Correre. La consolle dei dati non è lontana. L'operatore. Morto. La consolle. Non bloccata. Simboli. Simboli... familiari...

E ancora.

Un abbraccio, lacrime. Profumo di casa e di pane.

E ancora.

Il mostro giocattolo di suo fratello.

E ancora.

Paura, paura, no, no, NO, una presenza, nel buio...

E ancora.

I simboli sulla consolle. Li ha visti. All'Accademia.

Cardassiani!

E ancora.

I funghi, quelli replicati, con del pepe. E una punta d'aglio. E della birra blu.

E ancora.

Il pad con la musica di Jorge, il compagno di corso carino. Terra, ventesimo secolo, Ella Fitzgerald. Le labbra di lui sulle sue.
"Stars shining bright above you
Night breezes seem to whisper "I love you"
Birds singing in the sycamore trees
Dream a little dream of me.."

E ancora.

Un gatto rosso.

E ancora.

E ancora.

E ancora...




Sala Tattica - U.S.S. Erinle - 5 settembre 2398 - Ore 08:30


Friedrich Koll era nella Sala Tattica con il Capitano e l'Ufficiale Tattico. Era pallido, con una espressione impressionante sul viso sudato: sembrava uno spettro. E aveva anche la gola secca, dopo tutto quello spiegare.
"Quindi lei dispone tuttora di tutti i ricordi della missione del Tenente Ailia? Può quindi testimoniare in giudizio quello che lei ha visto, come se fosse un testimone diretto?"
"E' così, Capitano."
Drax annuì gravemente, poi si voltò verso la finestra, meditando. "Perché potrebbe essere utile, dovessimo giustificare le nostre prossime reazioni. Ora dobbiamo solo capire cosa fare con... questi."
Toccò a Friedrich annuire. "Estremisti, nostalgici Cardassiani! Il fatto che il loro leader, Gul Kerlack, sia il figlio di un gerarca rovinato dalla Pax Federale e di una scienziata morta durante il fallito attacco al Dominio di venticinque anni fa spiega sia il fanatismo, che l'uso di droghe e chirurgia avanzata per mascherare il loro aspetto, che la straordinaria capacità di integrare tecnologie differenti. Capitano, questi sono pericolosi, e non sono solo Cardassiani, ma è una associazione di estremisti dotata di estrema capacità tecnica. Non stanno collezionando armi e personale scientifico per rivenderlo: stanno costruendo qualcosa, nello spazio federale, che usa la tecnologia di occultamento, sistemi d'arma quantici e dei comunicatori subspaziali per chi sa che... uhh..."
Koll emise un piccolo gemito strozzato, portandosi una mano alla tempia e vacillando. Venne sorretto prontamente dal Tattico.
"...Koll, è sicuro di farcela?" domandò il capitano girandosi, con una punta di severità nella voce. "Non starà facendo l'eroe, oppure il testardo come in passato? Già *non* ha fatto quello che le ho chiesto, evitando di risvegliare Ailia ma passi, visto che ha ottenuto anche di meglio ed è appena arrivato. Se però è inabile al servizio..."
Koll strinse i denti, riavendosi piano. "Sì, Capitano. E no, non voglio intestardirmi. Serve qualche ora per permettere alle sonde di passarmi *tutti* i dettagli della sua memoria recente, e la procedura è intensa per il mio sistema nervoso... ma migliorerà. Lentamente, sapremo tutto quello che sa Ailia, e forse di più: noi accederemo anche a tutto ciò che ha percepito, ma non processato consciamente."
"...sta bene. Naholo, gli faccia portare qui tutto quello che gli serve, e se ha nuovi flashback lo interroghi. Io organizzo la riunione degli ufficiali."
Sorrise a metà, guardando di nuovo fuori. Un sorriso pericoloso, determinato.
"...ora che sappiamo che odore ha la preda, possiamo seguirne la pista. E' tempo per Erinle di tornare a caccia."




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Brano: 03-11
Titolo: Dai, giochiamo a nascondino!
Autore: Tenente Shinead O'Lauglin
(aka nd nd)
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U.S.S. Erinle - cabina del tenente O'Lauglin - 5 settembre 2398 - Ore 23:00


L'acqua della doccia scorreva, tiepida. Shinead se ne stava sotto il getto, sperando che lavasse via la stanchezza e, come in un prato dopo la pioggia di primavera sbocciano le margherite, nella sua mente germogliasse una nuova idea, quella giusta. Lei e Chorate avevano collaborato alle simulazioni, ma senza successo. La nave invisibile continuava a vincere, a distruggerli e, probabilmente, a fare festa sui loro rottami. Il Capitano Drax era sempre più tesa, e il comandante Toran si aggirava nervoso davanti all'infermeria, come un cane che annusa l'usta, aspettando che Ailia si svegliasse per farle quelle che lui chiamava "le domande giuste".
"... perché vedete, lui è un medico, non un combattente, non sa esattamente che cosa è importante, mentre invece io saprei... se solo potessi... capitano, lei deve..." continuava a ripetere, ma non c'era stato niente da fare. Il medico era stato inflessibile, nessuno poteva costringerlo a mettere a repentaglio la vita di una sua paziente, e quando Toran aveva fatto un velato riferimento all'ammiraglio Crom, le urla di risposta si erano sentite per mezza nave, in un frasario che all'ammiraglio certamente non sarebbe piaciuto.
Shinead sorrise. Lei era finita sotto corte marziale per difendere un organismo alieno, non poteva che essere solidale con il medico. Tipo interessante, comunque.
Così adesso il problema era tutto loro. E bisognava trovare una soluzione in fretta. Dai ricordi di Ailia avevano saputo che il prossimo attacco era già stato programmato, probabilmente per impadronirsi di un'altra tecnologia.
L'acqua stava diventando troppo fredda, così aumentò la temperatura. Si crogiolò un momento nel suo calore poi si allungò per prendere il bagnoschiuma. Purtroppo il flacone era un poco più in là della sua mano e così fece un passo di lato per raggiungerlo. Docile, il soffione della doccia la seguì.
Ah, che meraviglia quella nuova tecnologia: anche se ci si spostava il getto seguiva la persona mantenendola sempre sotto l'acqua calda e...
Una luce abbagliante.
Lo squarciarsi di mille teli.
L'illuminazione, tanto inseguita, era lì!
La donna si spostò a sinistra, e la doccia la seguì. Poi fece un balzo indietro, fuori dal piatto, e di nuovo il getto dell'acqua la seguì, inondando il pavimento. Freneticamente, chiuse tutto e corse a vestirsi.



U.S.S. Erinle - cabina del tenente Chorate - 5 settembre 2398 - Ore 23:30


Chorate era sotto un temporale, l'aria piena di tuoni, poi si rese conto che non si trattava di tuoni ma di qualcuno che stava bussando insistentemente alla porta della sua cabina. La gatta acciambellata ai suoi piedi la fissò con disapprovazione quando si mosse, spostandola dalla nicchia calda che si era creata. Guardò l'orologio e gemette. Non era neanche un'ora che aveva lasciato il laboratorio, aveva sperato di poter dormire un po' di più. Stancamente si tirò su e andò ad aprire. Davanti a lei Shinead, vestita in modo approssimativo, stava gocciolando acqua sul pavimento saltellando da un piede all'altro. Chorate aprì bocca per dire qualcosa, ma l'amica la investì con una raffica di parole.
"Cho, ho trovato, ho trovato il sistema, la soluzione, e so come fare a distruggerli! Vieni dobbiamo verificare delle cose, ma subito, non c'è molto tempo. Allora che fai ancora lì? Dai vieni!" e senza darle tempo di rispondere si allontanò di corsa lungo il corridoio, in direzione del laboratorio.



U.S.S. Erinle - laboratorio - 6 settembre 2398 - Ore 01:30


"Ecco, vedi? Avevo ragione!" disse Shinead.
"Effettivamente. Tutti i calcoli danno lo stesso risultato" rispose Chorate.
"E quindi si può fare!".
"Si però... secondo me manca ancora un dettaglio. Vedi? " Chorate indicò qualcosa sullo schermo. Le immagini scorsero e Shinead manovrò per farle andare avanti e indietro.
"Hai ragione. Però ho usato tutte le informazioni che mi ha fornito il dottore, per cui... c'è qualcosa che non ci ha detto..." commentò Shinead.
"Un'informazione che non sa di avere, o della cui importanza non si rende conto."
"Probabilmente un dettaglio. Dobbiamo andare a parlargli"
"Per chiedergli cosa? Ha già detto tutto quello che 'ricordava' al capitano Drax. Evidentemente è un 'non ricordo' qualcosa che è sepolto anche nella memoria di Ailia, per cui lui non lo riconosce come informazione." continuò Chorate.
Shinead la fissò qualche istante pensierosa. "Qualcosa di subliminale, eh? Beh, io credo di avere la chiave per aprire lo scrigno! Aspettami davanti alla sua cabina che ti raggiungo".



U.S.S. Erinle - cabina del dottor Koll - 6 settembre 2398 - Ore 03:30


Il dottore era in sala operatoria, impegnato in un complicato intervento chirurgico al cervello su Ailia, mentre la nave era sotto cannoneggiamento. Sudava, mentre i colpi si facevano sempre più frequenti, finché emerse dal sonno rendendosi conto che qualcuno stava bussando alla porta della sua cabina.
"Ailia! Deve essersi aggravata!" Si buttò giù dal letto, si mise qualcosa addosso e si precipitò alla porta, per trovarsi davanti Shinead e Chorate.
"Che succede? La paziente..."
"Sta benissimo dottore, gli sorrise l'ufficiale scientifico, "non si preoccupi. Avremmo solo bisogno di farle alcune domande sui ricordi di Ailia, ci sono una o due cose che vorremmo definire meglio".
"COSA?" Sbottò il dottore "Mi svegliate a quest'ora INDECENTE per farmi delle domande? Altre domande? Ho già detto tutto al capitano, e c'eravate anche voi due, e adesso... "
"Ma insomma, dottore!" lo interruppe Chorate con un'espressione offesa, "crede che l'avremmo disturbata per un capriccio? Si rende conto che ci sono in ballo migliaia di vite? Mi meraviglio di lei!"
"E comunque" proseguì Shinead. "Le abbiamo portato qualcosa per farci perdonare." Una bottiglia di vetro scuro apparve come per magia nelle mani della donna "Whisky di Mariposa 2, una vera specialità!" Gli rivolse il suo sorriso più accattivante. "La prego ci faccia entrare. E' davvero importante."



U.S.S. Erinle - cabina del dottor Koll - 6 settembre 2398 - Ore 04:30

Il dottore giaceva sul letto, con il viso arrossato e l'espressione beata, russando leggermente. La bottiglia, vuota, e tre bicchieri erano sul tavolo.
"Però, davvero potente quel whisky, non ci si crederebbe che è fatto con le mele. Comunque avevi ragione sul suo effetto," commentò Chorate.
"Già, l'alcool abbassa le barriere mentali e permette ai ricordi di fluire, che siano i propri o quelli di qualcun altro. E adesso sappiamo quello che ci serviva. Vieni, andiamo a completare il lavoro e lasciamolo dormire." Shinead si voltò per uscire, ma tornò indietro per mettere una coperta addosso al dottore. "Spero che domani non abbia troppo mal di testa" mormorò.



U.S.S. Erinle - 6 settembre 2398 - Ore 06:30


=^= Tenente O'Lauglin e Tenente Chorate a capitano Drax. Ci scusiamo per l'ora ma chiediamo di essere ricevute, signore. Pensiamo di aver trovato il modo di distruggere le navi stealth. =^=
Drax guardò l'orologio. Le 6:30. Dovevano aver lavorato tutta la notte, e la nota di eccitazione nella voce dell'ufficiale scientifico faceva presagire un risultato concreto.
"Tra un'ora in sala tattica tenente. " rispose, chiedendosi che cosa fossero riuscite a mettere insieme quelle due, dopo tutti i tentativi falliti.



U.S.S. Erinle - Sala tattica - 6 settembre 2398 - Ore 07:30


In sala tattica c'erano tutti. I due ufficiali avevano allestito monitor e padd ed un intrico di cavi e cavetti occupava un tavolo che avevano tirato vicino a quello delle riunioni. Il capitano Drax si guardò intorno, il comandante Toran aveva un'espressione tesa, mentre il dottore sembrava ancora più stravolto delle sera prima. Sinclair e Naholo erano seduti sul bordo delle sedie, in ansiosa attesa.
"Bene, signore tenenti, possiamo cominciare". Shinead prese la parola, mentre Chorate si mise agli strumenti.
"Abbiamo esaminato attentamente tutte le registrazioni degli attacchi in nostro possesso per cercare di capirne di più, e sono emersi alcuni dati che riteniamo molto interessanti. Adesso vi faremo vedere la registrazione di uno di questi. Abbiamo tolto l'audio perché vogliamo che vi concentriate sulle immagini".
Sul grande schermo apparve una visione dello spazio profondo, ornato da milioni di stelle, poi dal niente si materializzarono le tracce di due raggi laser, e quelle dei siluri della nave attaccata. Un breve scambio di colpi, poi tutto si spense in una uniforme distesa di granelli di sabbia, muta testimonianza della distruzione della nave.
"Adesso vi faremo rivedere lo stesso attacco da un altro punto di vista," Shinead si chinò sulla tastiera ed apparve un ologramma che disegnava delle sottili linee rosse e verdi. "Queste sono le tracce dei colpi sparati dalle navi durante l'attacco, in rosso gli attaccanti, in verde la nave attaccata. Così non hanno molto senso, ma se li elaboriamo in un altro modo," l'ologramma mutò, e mentre le linee corrispondenti ai colpi sparati dalla nave attaccata continuavano ad essere rappresentati da linee che partivano tutte dallo stesso punto diramandosi a ventaglio, quelli della nave attaccante si trasformarono in una linea a zig zag.
Gli ufficiali la stavano guardando perplessi. Il disegno non aveva nessun senso.
"Da un supplemento di ricordi del tenente Moshe che il dottor Koll ha condiviso con noi due, abbiamo capito che le navi attaccanti sono due, e non una come si pensava in un primo momento. Ed elaborando ancora i dati secondo questa informazione ne ricaviamo un altro diagramma."
Le immagini olografiche mutarono ancora, e adesso le linee rosse erano due, ed accerchiavano la nave sotto attacco.
"Abbiamo elaborato secondo questo modello i dati di tutti gli altri attacchi ed il risultato è questo," l'ologramma si ingrandì ad occupare tutta la parete, e le linee corrispondenti agli attacchi delle navi stealth dapprima confuse e caotiche, via via si disegnarono parallele e sempre uguali.
"Le navi cardassiane, essendo in modalità stealth, non hanno bisogno di elaborare delle complicate strategie di elusione degli attacchi, semplicemente dopo ogni bordata si spostano di 20 gradi rispettivamente a destra e a sinistra. Le navi attaccate, non vedendole, dirigono i loro colpi verso la fonte dell'attacco precedente, mancandole sistematicamente. Ma se noi tracciassimo il loro spostamento secondo questi dati e dirigessimo la nostra potenza di fuoco non verso l'ultimo punto dal quale è partito l'attacco, ma spostandolo di 20 gradi ogni volta, potremmo colpirle, con un po' di fortuna potremmo mettere a segno almeno due bordate, abbiamo calcolato quale potenza di fuoco sia necessaria per mettere fuori uso il sistema stealth romulano, dopo di che le navi diventerebbero visibili e tutto diventerebbe una normale battaglia spaziale".
Shinead sorrise. L'ologramma si trasformò in una simulazione, dove l'Erinle era la nave attaccata, che però riusciva a colpire le navi cardassiane, a renderle visibili ed infine a distruggerle in un inferno di fuoco!
L'ufficiale scientifico tacque, aspettando i commenti del capitano Drax. Gli altri ufficiali le stavano guardando increduli. Pareva tutto così ovvio, adesso, e così semplice.
"Molto bene tenenti, le vostre elaborazioni cambiano di molto le nostre prospettive. Rimangono solo un paio di punti da considerare." Drax si sporse in avanti sul tavolo "Primo, perché tutto funzioni è richiesta una certa dose di fortuna, che speriamo di avere secondo, voi avete elaborato una strategia per distruggere le navi, ma noi non vogliamo distruggerle. Noi vogliamo catturarle!"
"Eh?" l'esclamazione sfuggì dalle labbra di Shinead prima che potesse pensarci, ma si riprese immediatamente. "Certamente capitano, possiamo gestire il cannoneggiamento in modo da danneggiarle senza distruggerle e costringerle ad arrendersi. Almeno una." L'ufficiale sembrava sinceramente spiazzata.
"Bene, allora rielaborate i dati in funzione di questa nostra esigenza." Il capitano si alzò. "Signori potete tornare alle vostre occupazioni, ma consideratevi in stato di allerta permanente. Conferirò con l'ammiraglio Crom per concordare le prossime mosse alla luce di ciò che abbiamo scoperto."
Sarebbe decisamente saggio non raccontargli come i tuoi brillanti ufficiali hanno ottenuto l'informazione fondamentale, non credi? sussurrò il simbionte nella sua mente.




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Brano: 03-12
Titolo: Se vuoi ingannare il tuo nemico inganna prima il tuo amico o il tuo capitano
Autore: Tenente JG Alexander Sinclair
(aka Patrizia Mutto )
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USS Erinle Hangar Navette 7 settembre 2398 ore 19:00


Era dal giorno alla riunione che Alex stava rimuginando su come modificare le navette in modo che potessero contrastare quelle maledette navi fantasma. Non avevano molto tempo il prossimo attacco sarebbe avvenuto presto. Aveva passato 5 giorni a revisionare tutte le navette, insieme a 3 tecnici della sezione ingegneria. Ora avevano finito ma Alex non era soddisfatto, c'era qualcosa che non andava, se lo sentiva dentro.
Grazie al tenente Naholo aveva avuto l'idea di mascherare le navette da navi spaziale, ma si potevano usare al massimo 3 o 4 navette, sarebbero state sempre delle navette normali facilmente attaccabili, doveva trovare un modo per rendere veloci e resistenti le altre navette per poter attuare il piano del Capitano.



USS Erinle Bar di Prora 7 Settembre 2398 ore 22:00


Sinclair si trovava al bar di Prora a guardare le stelle con un bicchiere di scotch in mano. Vedere le stelle e bere scotch lo rilassava, beh veramente la cosa che lo rilassava di più era volare, ma lì nello spazio non era possibile.
In quel momento gli tornò in mente il 'Progetto' che aveva ideato in Accademia per la Squadriglia Nova, e l'istruttore aveva annullato perché troppo avventato, poteva funzionare, perché no!
Si alzò di scatto e andò a sbattere contro qualcuno.
Il Dott. Friedrick Koll, doveva aver deciso di fare un giro per la nave a cominciare dal Bar di Prora e avendo visto il giovane con quell'aria strana doveva aver pensato di avvicinarsi per scambiare due chiacchiere. Solo che il ragazzo aveva deciso proprio in quel momento di alzarsi gridando 'Perché no! E andargli a sbattere contro.
L'odore di alcool che si sentiva dal bicchiere del timoniere lo colpì come un pugno, quello che gli avevano fatto bere quelle due scriteriate, la boliana e l'umana, non era niente a confronto.
"Ragazzo," gli disse Koll "lo sai che questa roba alla tua età fa male."
"Caro Dottore, "rispose Alex piccato, "questa roba la bevo da quando ero in fasce." Poi finì il bicchiere in un sorso e continuò "devo andare via a mettere a punto un progetto."
'Oltre le due avvelenatrici, ecco un altro soggetto da strapazzare nella prossima visita medica obbligatoria.' Pensò il dottor Koll.
Alex corse in sala ologrammi, però prima doveva andare nel suo alloggio a cercare i progetti del suo gioiello.



USS Erinle SALA Ologrammi 1 - 8 Settembre 2398 ore 08:05
Era in Sala Ologrammi concentrato a lavorare sul suo gioiello, quando arrivò la chiamata del Capitano.
=^= Plancia a Tenente Sinclair sono le 08:05 e il suo turno è iniziato 5 minuti fa. Quando avrebbe intenzione di presentarsi?=^=
=^=Si Capitano vengo subito.=^= 'Accidenti' pensò, aveva lavorato tutta la notte e non si era accorto dell'ora.'
Quando arrivo in Plancia tutti gli sguardi erano girati verso di lui, la mattina era sempre il primo ad arrivare in Plancia, anche prima del Capitano e del primo ufficiale, se arrivava in ritardo era un evento inconsueto, specialmente con l'aria disfatta che aveva.
"Abbiamo fatto bisboccia ieri sera, eh Sinclair." Commentò il capitano con tono di rimprovero notando il suo aspetto, mentre il comandante Toran lo guardava con ancora più disapprovazione.
Alex disse "mi scusi capitano." e si mise seduto alla sua postazione.
Il Capitano Dax si era ritirata nel suo ufficio e il Comandante Toran si avvicinò e disse in tono duro "Allora Sinclair che abbiamo combinato?"
"Stavo lavorando ad un progetto comandante. Potete venire in sala Ologrammi vorrei farle vedere una cosa?" Disse Alex.
Arrivati davanti alla porta della Sala Ologrammi 1 Alex disse "Progetto 'Sinclair" le porte della sala ologrammi si aprirono e apparve il modello olografico del suo gioiello. Il Comandante Toran rimase a bocca aperta, l'ologramma del caccia era uno spettacolo.
"Allora che ne pensa?"
"E'.... Incredibile."
"Possiamo utilizzarlo per l'attacco alle navi fantasma debitamente armato e con un congegno di mascheramento. Però mi serve il suo permesso e quello del capitano per dare inizio al progetto." Disse Alex.
"Permesso accordato. A un patto, voglio pilotare io questa bellezza."
"Poi mi serve l'aiuto del settore Ingegneria, del Tenente Naholo per le armi e il Tenente O'Lauglin per creare una mascheratura verosimile." dichiarò Alex.
"Va bene. Cos'altro ancora?"
"Basta. Ah, vorrei anche l'autorizzazione del Capitano prima di iniziare." Chiese Alex.
"A quello non ti preoccupare Alex, ci penso io. Tu manda avanti il progetto. Come sai non abbiamo molto tempo ti dò 5 giorni per attuarlo poi lo presenteremo al Capitano. Ce la fai?" Dichiarò Toran.
"Dovrei farcela, Comandante."
Subito dopo Alex chiamò Robert e Shinead e con il Comandante Toran li mise al corrente del progetto e i due ne furono entusiasti specialmente Shinead così poteva dare sfogo alla sua passione per gli ologrammi.
Poi andarono in Ingegneria e misero al corrente il Tenente Morrow il Capo Ingegnere, anche se fu un po' incerto a causa del poco tempo, accettò di prestargli di nuovo i tre tecnici che lo avevano aiutato a revisionare le navette e 4 meccanici.



USS Erinle - Hangar Navette 8 Settembre 2398 ore 15:00


Per cinque giorni la squadra lavorò senza sosta, meno quando erano di servizio, Alex aveva messo tutti al corrente del suo progetto in questo modo i lavori sarebbero andati avanti anche quando lui era assente..
Dopo 4 giorni il progetto era concluso, erano riusciti a modificare 4 navette, la mattina dopo l'avrebbero presentato al Capitano Drax.



USS Erinle Plancia 12 Settembre 2398, ore 08,00
La mattina dopo il Capitano Sidzi entrò in Plancia e notò subito un certo livello di tensione, all'improvviso Robert Naholo, disse "Capitano due navi si stanno avvicinando!"
"Cosa sono Tenente?"
"Sono le nostre, capitano. Una classe Nova e una classe Defiant, ma non riesco a trovare il loro numero di identificazione, no aspetti sono 4 e sono Bird of Prey Klingon. No le letture cambiano ancora sono Romulane." Il tono del tattico era diventato allarmato, poi esclamò "ottimo lavoro Shinead."
"Si" dichiarò Alex "sono proprio indistinguibili."
Il Capitano Sidzi Drax si alzò in piedi dalla poltrona guardandosi intorno e disse " Che diavolo succede?"
Il comandante Toran si avvicinò tossicchiando "E' un progetto a cui stavamo lavorando. E sembra che funzioni alla perfezione. Mi scusi Capitano se non l'abbiamo avvisata la responsabilità è tutta mia, ma volevo vedere la sua reazione."
"Andiamo nel mio ufficio a parlare di questo vostro progetto. Chi sono i suoi complici Comandante?"
Toran sussultò quando il Capitano Sidzi rimarcò sulla parola complici e sospirando disse "i tenente Sinclair, Naholo e O'Lauglin."
"Seguitemi tutti e 4." Dichiarò il Capitano.



USS Erinle - ufficio del Capitano 12 Settembre 2398 ore 09:00


Quando furono nella sala Tattica Dax si mise dietro la scrivania e dichiarò in tono cupo "Allora parlatemi di questo progetto."
I quattro parlarono a turno della parte che avevano avuto nell'operazione. Piano, piano il viso della Trill si rischiarava.
"Uhm mi piace. E supponiamo di far credere ai nostri amici che una delle navi sia un mercantile con all'interno qualcosa di molto raro. Si potrebbe fare?"
"Certo capitano. Qualunque cosa " Rispose Shinead.
"E Sinclair di quelle sue navette, quante ancora ne potete modificare."
"Quelle che vuole Capitano." Rispose Sinclair, "i meccanici e i tecnici sono pronti per tornare al lavoro."
"Abbiamo il cacciatore, i cani da caccia ci manca solo una bella esca." Disse il capitano.
"Potremmo usare un motore innovativo e insuperabile, diciamo a propulsione a improbabilità infinita". Disse Sinclair.
"E da dove lo ha tirato fuori un motore del genere, e poi nemmeno esiste." Sbottò il Comandante Toran.
"L'ho letto in un libro quando ero bambino. E poi loro non sanno che non esiste." Replicò Alex.
"Giusto Tenente è una buona idea. E' proprio una buona esca. Allora signori tutti ai vostri posti. Comandante Toran metta la nave in allarme, Sinclair la voglio al Timone tenga gli occhi aperti per qualsiasi cosa. Naholo e O'Lauglin pensate alle navette e alla nostra misteriosa esca. E come ho già detto: E' arrivata la nostra ora di attaccare.. "




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Brano: 03-13
Titolo: Caccia alla Volpe
Autore: Capitano Sidzi Drax Ajen
(aka Silvia Brunati)
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USS Erinle - Ufficio del Medico Capo, 15 settembre 2398 ore 02:00


Il tenente Koll disattivò finalmente il terminale e si preparò a lasciare l'ufficio. Era sinceramente combattuto fra fare un salto al bar, dove una certa guardiamarina gli aveva fatto intendere sarebbe stata lì per quell'ora, e l'andare direttamente a dormire. Il problema era che se fosse andato a bere qualcosa, Ailia sarebbe stata con lui e se, invece, si fosse ritirato nella sua cabina, lei sarebbe stata comunque li, ad aspettarlo. Si afferrò con il pollice e l'indice la radice del naso cercando di allontanare il mal di testa che lo perseguitava da ore. Era la prima volta che si sentiva così vicino ad una persona senza averle nemmeno veramente parlato. Cosa le avrebbe detto quando si fosse svegliata? Come avrebbe reagito lei a quest'invasione della sua privacy? Probabilmente con un pugno, si ritrovò a sorridere. Decisamente con un pugno.
"E se lo meriterebbe eccome."
Koll sollevò di scatto la testa alla voce del capitano che però non era lì. Si alzò lentamente per affacciarsi alla porta e vide Sidzi Drax seduta accanto al letto dove era distesa Ailia. La trill era china in avanti, le mani congiunte e i gomiti posati sulle cosce. Dalla sua posizione Koll non riusciva a vederne l'espressione, perché il capitano gli dava le spalle, ma il tono della voce e tutto l'atteggiamento del corpo, teso in avanti come se si stesse trattenendo, tradivano una tensione che sembrava sul punto di esplodere.
"Si meriterebbe un riconoscimento," proseguì la trill rivolta all'andoriana priva di conoscenza, "per le informazioni che ci ha portato, ma anche una lavata di capo. Il problema, tenente, è che grazie alle sue informazioni fermeremo quelle navi, ma non chi sta dietro a tutto questo. Non per molto tempo almeno," si corresse, "e nonostante, glielo dico non per rimproverarla sia chiaro, lei ha agito come riteneva più opportuno, io sia altrettanto convinta che cattureremo l'equipaggio di quelle navi, o almeno ci proveremo, non credo sia stata una buona idea lasciare la posizione in cui l'avevamo messa. Lei non ha portato a termine il suo compito e nel tempo che impiegheremo ad arrivare nel luogo dove si trovano i veri responsabili di questo attacco, saranno già spariti. Ha sbagliato e d è una cosa con la quale dovrà convivere."
"Lo sa," incapace di trattenersi Koll avanzò nell'infermeria sotto lo sguardo del capitano che si era girata verso di lui non appena aveva parlato, "il tenente Ailia Moshe sa benissimo di aver agito d'impulso e se ne pente." Fissò la linea sottile che era la bocca della trill, "ma questo non è sufficiente." realizzò sospirando.
"No, tenente Koll, non è sufficiente," rispose il capitano Drax tornando a guardare l'andoriana, "sa cosa facevo prima che mi assegnassero il mio primo comando?"
Koll scosse la testa e lei dovette interpretare il suo silenzio come una negazione perché nonostante non lo avesse visto scuotere la testa, proseguì. "Sono stata un agente operativo per anni, non è un segreto questo," agitò la mano come per tranquillizzarlo. C'era un debole sorriso ora sul suo viso, ma l'espressione restava dura, "le missioni e le decisioni che ho preso mentre le svolgevo lo sono però." Fissò ancora per un momento Ailia prima di spostare lo sguardo su di lui. "Ho passato molte vite," stavolta il sorriso non sembrava nemmeno suo, "a domandarmi se quelle scelte fossero giuste, e questa, a chiedermi se non avessi dovuto farne altre. Ho dato il permesso al comandante Toran di usare il tenente per questa missione perché ero convinta fosse pronta, ma un agente operativo, signor Koll, sa valutare il peso di un'informazione e quella che ci ha dato Ailia, tramite lei, non è sufficientemente importante da richiedere che lei abbandonasse la missione quando dall'interno avrebbe potuto esserci molto più utile. Perciò o il comandante Toran si è sbagliato, e così io a fidarmi del suo giudizio, o il tenente Ailia Moshe ha scoperto qualcosa di più importante di chi è a capo di questi aggressori." Lo fissava come se lui avesse tutte le risposte, cosa che Koll non poteva avere. Di sicuro. "Dato che il comandante Toran non è uno stupido," proseguì il capitano in un tono pacato che sembrava in realtà un urlo, "c'è qualcosa che dobbiamo ancora scoprire."
Koll deglutì e arretrò di un passo quando la trill si alzò. "Cos'è che ancora non sappiamo?" Gli chiese fissandolo con occhi così scuri che facevano quasi spavento.
Il medico sentì un brivido freddo scorrergli lungo la schiena, come se qualcosa nella sua mente spingesse per uscire ma, nello stesso tempo, non ci riuscisse. "Io, non lo so," sbottò sollevando le mani al cielo esaperato. "È lì, so che è lì capitano, mi creda, glielo direi se potessi, ma non riesco ad estrarlo. È come se la sua coscienza l'avesse seppellito così a fondo che nemmeno lei stessa sarebbe in grado di tirarlo fuori."
"Lei però non è Ailia," insistette Drax.
"Non lo sono è vero, ma questi sono i suoi ricordi e non è come se uno vedesse un olo-film, non posso scorrerli con l'avanti veloce. Devo attendere che prendano forma che si aprano alla mia mente."
"Capisco."
Drax spostò lo sguardo alle sue spalle e fu allora che Koll si rese conto che non erano soli. Il consigliere Soraya era appoggiata ad una parete, a braccia conserte.
"Non lo so capitano, posso provarci ma se, come dice il dottore, quel ricordo è seppellito così a fondo, ci vorrà del tempo." Commentò con un sospiro.
"Pensa di riuscire a lavorare durante lo scontro?"
Soraya sorrise. "Posso lavorare in qualsiasi condizione capitano".
"Ailia può essere svegliata?" Chiese ancora Drax rivolgendosi a lui.
Koll scosse la testa con convinzione a quella domanda, chiedendosi dove Drax stesse andando a parare. "È troppo presto."
"D'accordo. Tenente Koll," il tono ora era formale, "lei è temporaneamente sollevato dal suo incarico e affidato al consigliere Soraya." Ignorando la protesta del medico si incamminò verso la donna dai capelli bianchi. "Consigliere, mi aspetto di avere dei risultati nei tempi brevi, ci sono delle vite a rischio".
"Si signore," rispose in tono deciso l'altra. Drax lanciò una rapida occhiata a Koll prima di tornare su Soraya.
"È tutto suo." E se ne andò.



USS Erinle - Hangar Navette, 15 settembre 2398 ore 04:00


Il tenente Robert Naholo fissava la simulazione sul terminale scuotendo la testa. "Non può funzionare," esclamò alla fine freddamente, "non sono un ingegnere e non è una critica al vostro lavoro," aggiunse subito dopo allo sguardo offeso del capo Morrow, "ma conosco le regole del combattimento navale e so cosa succederà non appena capiranno di essere in trappola: fuggiranno o peggio."
"Non potranno farlo," obiettò Sinclair mandando avanti la simulazione con due colpi delle dita, l'eccitazione per la battaglia imminente gli faceva brillare gli occhi, "se io ed il comandante Toran riusciamo a colpire le loro navi esattamente come abbiamo previsto, non avranno scampo."
"È questo che mi preoccupa," ribatté Naholo massaggiandosi il mento.
"Non capisco," intervenne Shinead O'Lauglin riportando la simulazione all'inizio e fermandola al punto in cui si attivavano gli ologrammi, "cosa ha paura che succeda?"
"Nulla, è questo che non va," rispose il tattico poi, vedendo le loro espressioni perse, scosse la testa. "Se è vero quanto ci ha detto il tenente Ailia Moshe attraverso il dottore, avremmo davanti un'organizzazione formata da fanatici e cosa fanno i fanatici quando sono messi alle strette?"
"Azioni disperate," Toran si unì a loro annuendo, "e se non pensiamo ad un modo di impedirlo, ci ritroveremo con un bel niente in mano."
"Intende dire che..."
"Sentendosi in trappola e senza vie di fuga, potrebbero innescare l'autodistruzione," proseguì Toran finendo la frase di Sinclair, "o uccidersi. E noi non vogliamo che accada. Ha ragione tenente," fissò Naholo, "dobbiamo trovare una soluzione anche a questo problema." Shinead sollevò le mani al cielo esasperata, "ci mancavano solo gli aspiranti suicidi! Che facciamo ora?"
Naholo fissò Sinclair, "quanto pensa ci metterete a disattivare gli scudi e i motori?"
Il pilota strinse le spalle, "se tutto va come previsto, pochi minuti."
Naholo annuì e fissò l'ingegnere, "quanto prima che si facciano esplodere, se volessero?"
Morrow si passò le mani nella folta barba, "un minuto per l'ordine, due, massimo tre per l'autodistruzione."
Il tattico annuì di nuovo, "tenente Shinead sarebbe in grado di disattivare eventuali emissioni di gas o veleni se per caso usassero quelli invece dell'autodistruzione?"
La donna sgranò gli occhi, "si, se Cho, cioè il tenente Chorate, mi mette in grado di entrare nel loro sistema."
"Troppo tempo," obiettò Morrow, "non c'è abbastanza tempo per entrare nel loro sistema e disattivarlo dalla Erinle".
Naholo sorrise, "non se il tenente O'Lauglin è a bordo della nave, noi ci occuperemo dell'autodistruzione, lei del resto".
L'espressione dell'ufficiale scientifico si illuminò.
"C'è un solo problema al suo piano, tenente," intervenne Toran dopo essersi schiarito la voce per attirare l'attenzione, "abbiamo a che fare con due navi."
"Formiamo due squadre," ribatté Naholo senza farsi scoraggiare, "l'altra la guiderà lei."
Toran aprì la bocca e la richiuse di scatto, il suo sguardo andò alle navette appena finite di modificare dagli ingegneri ed un'espressione carica di rimpianto gli si dipinse per un istante sul viso.
"Ne devo parlare al capitano," dichiarò alla fine tornando a fissarli, "iniziate a pianificare l'azione. Ah," aggiunse prima di muoversi, "questo significa che l'attacco sarà responsabilità sua tenente Sinclair."
Fu la volta del timoniere spalancare la bocca stupito.
"Ti ci entra una mosca lì dentro se non fai attenzione." Gli disse Shinead con un sorrisetto divertito.



USS Erinle - Plancia, tre ore dopo


Il capitano Drax sedeva sulla sua poltrona con espressione indecifrabile, al suo interno però la discussione ribolliva. Il simbionte aveva avanzato obiezioni continue al piano che stavano per attuare, ma lei aveva deciso di ignorarle. Come aveva detto al dottor Koll nemmeno cinque ore prima, la sua vita era fatta di decisioni sulle quali avrebbe rimuginato per gli anni a venire, e per le vite che si sarebbero susseguite. Il piano aveva le sue pecche, tutto poteva andare storto, ma non c'erano soluzioni semplici o più sicure né il tempo per cercarle.
"Comandante Toran, Tenente Naholo, qui è il capitano Drax, siete pronti?"
=^= Qui Toran, capitano, siamo pronti=^=
Drax annuì e fissò lo schermo dover si riflettevano milioni di stelle.
"Tenente Sinclair, come va la fuori?"
=^=Tutto bene signore, i motori sono caldi.=^=
Drax sorrise alla palese eccitazione nel tono del timoniere, poi inspirò a fondo.
"Bene signori, tutti alle vostre postazioni, il tenente Chorate ed il comandante Toran hanno fatto in modo che trapelasse l'informazione negli opportuni canali, non deludiamo i nostri assalitori." Il suo sguardo cadde sul tenente Trelor, "tenente, diamo il via all'esperimento."
Il caldoniano, che aveva sussultato sentendosi chiamare, si affrettò ad avviare la simulazione.
"E così si va..." mormorò Drax mentre il suo terminale si riempiva di mille dati, tutti assolutamente falsi.

Caccia Firefox - 15 settembre 2397, 08:00


Sinclair attendeva, mordicandosi il labbro inferiore e tamburellando nervosamente con le dita sulla consolle. La simulazione approntata dal tenente O'Lauglin era partita da un'ora, poteva vederne i risultati sul suo monitor e, se non avesse saputo che non era vero, sarebbe rimasto affascinato dalla bellezza e dalla perfezione di quei risultati. L'ufficiale scientifico si era fatta aiutare dal capo ingegnere Morrow per ottenere risultati credibili e dati che sembrassero realistici ad una prima occhiata.
"Se li verificassero scoppieranno subito come tante bolle di sapone," aveva commentato ridacchiando Morrow, "ma non avranno il tempo di farlo."
In attesa, sul suo caccia modificato, Sinclair sperò che l'ingegnere avesse ragione, il piano che avevano approntato si basava sul fatto che i loro avversari si sarebbero precipitati lì, convinti di sorprenderli e poter rubare così la loro tecnologia. Il tenente Chorate aveva costruito le informazioni ad arte, facendo trapelare la notizia che la Erinle era stata scelta per l'esperimento proprio perché non la flotta stellare non voleva attirare l'attenzione sul nuovo incredibile motore. Per questo motivo non era difesa da nient'altro che un paio di navi, non troppo potenti che avevano il compito di seguire e registrare l'esperimento.
=^= Tenente Sinclair, pronto all'avvio del motore =^=
Il capitano gli stava comunicando che la Erinle aveva rilevato qualcosa in avvicinamento, l'eccitazione lo fece sorridere, avevano abboccato!
Inviò agli altri caccia l'ordine di tenersi pronti, avevano concordato il silenzio radio, se non per poche frasi credibili che aveva senso che le tre navi si scambiassero.
"Qui Sinclair, capitano, ho avvertito il comandante che siete pronti", rispose. Questo avrebbe detto al capitano e a tutta la squadra che erano pronti. Ma dove erano gli attaccanti?
Sul suo monitor non compariva ancora nulla, strinse le labbra mentre la tensione cresceva. "Andiamo... andiamo... andiamo..." mormorò mentre la Erinle dava il via alla simulazione del tentativo di accensione del motore. Secondo i loro calcoli non l'avrebbero mai acceso del tutto, perché sarebbero stati attaccati prima. Ma dov'erano?
Fu in quel momento che la sua consolle impazzì. Una nave enorme, formata da un'accozzaglia delle tecnologie più disparate comparve all'improvviso a poca distanza dalla Erinle.
=^= Squadriglia uno, ora!=^= Gridò Sinclair, osservando i caccia nascosti dietro l'Erinle lanciarsi all'attacco della nave nemica mentre i suoi sensori li identificavano come le due navi poste a protezione della Erinle. Dalla sua postazione Sinclair non poté non ammirare la bravura del tenente O'Lauglin, ma non aveva tempo per quello, doveva trovare l'altra nave. Quella che compariva all'ultimo per dare il colpo di grazia.
Cercò nello spazio usando i programmi di calcolo che avevano sviluppato durante le varie simulazioni, mentre la Erinle scartava di lato per evitare l'attacco della nave pirata e due caccia si lanciavano nel vuoto sparando verso i motori dell'assalitrice.
Avviò scansioni della zona circostante, per registrare scostamenti nella temperatura, riflessi di luce fuori scala, qualsiasi cosa, mentre la squadriglia uno e la Erinle ingaggiavano il nemico sorprendendolo nel prevedere ogni sua mossa, grazie al programma che l'ufficiale scientifico ed il tenente Naholo avevano messo a punto.
Sudò freddo quando il timoniere della Erinle, che l'aveva sostituito, non riuscì ad evitare un colpo allo scafo che gli scudi fermarono. Lui non avrebbe fatto quell'errore, no.
Poi, finalmente, la vide. Da dietro una luna, sbucò disoccultandosi la seconda nave. Fu allora che sorrise e diede il via alle danze.




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Brano: 03-14
Titolo: Fuochi d'Artificio
Autore: Comandante Toran
(aka LordMax nd)
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Caccia Firefox - 15 settembre 2398, 08:15


Poi, finalmente, la vide. Da dietro una luna, sbucò disoccultandosi la seconda nave. Fu allora che sorrise e diede il via alle danze.
Le mani rapidissime sulla console, angolo di entrata, potenza dei motori, armamenti, classificazione...
"Cazzo!" urlò quando lesse la classificazione della nave.
"Qui Sinclair a Toran. È una Defiant, La nave in disoccultamento è una classe Defiant della Federazione ed è pronta a fare fuoco" disse mentre con il suo caccia manovrava per mettersi in coda.
=^= Sta scherzando tenente? Non può essere una Defiant, non può! =^= Esclamò Toran in attesa in sala teletrasporto 1.
=^= Signore colpiamo la nave patchwork come da piano e distruggiamone i motori poi ci occuperemo dell'altra, =^= intervenne Naholo dalla sala teletrasporto 2. Entrambe le squadre erano in attesa, pronte ad agire. Sinclair, nel caccia, non ebbe difficoltà ad immaginarsi l'espressione decisa di Naholo.
=^= Tenente, qui Drax, il signor Trelor sta analizzando la 'presunta' Defiant, procedete con il piano e cercare di non farvi colpire. =^=
"Faremo del nostro meglio," rispose Sinclar inviando i codici agli altri caccia di muoversi. Avrebbero cercato di far durare la simulazione il più possibile.
Come se fossero stati un'unica nave mercantile con un motore sperimentale, i caccia si mossero fingendo di scappare.



U.S.S. Erinle - Plancia, 15 settembre 2398, 08:17


"Signor Cubak, cerchi di essere all'altezza del tenente Sinclair e tenga impegnate quelle due navi. Tenente Trelor sto aspettando i suoi risultati."
"Ci sto lavorando capitano," rispose balbettando il caldoniano.
"Voglio dei risultati, non delle promesse." Ribadì seccamente Drax mentre la Erinle si infilava fra la finta nave mercantile e le due navi attaccanti.
"Drax a Morrow, si tenga pronto."
=^= Aspettiamo solo il suo segnale capitano. =^= Rispose pronto l'ingegnere dalla sala macchine.
Non aveva finito di parlare che il primo colpo raggiunse la Erinle, lo scossone costrinse Drax a tenersi ai braccioli.
"Scudi al 75 percento! Le modifiche del tenente Naholo funzionano!" Esclamò l'ufficiale tattico dalla sua postazione.
"Non appena avete una possibilità, spari, signor Bronder," ordinò Drax, il tono così freddo in quel momento d'azione che Trelor, che attendeva con ansia l'esito delle scansioni, ne ebbe paura. "Rendiamo credibile questa trappola."



U.S.S. Erinle - Sala Teletrasporto 1, 15 settembre 2398, 08:20


Toran non era mai stato così frustrato come in quel momento. Molte volte gli era capitato di dover attendere per agire, ma mai con la quantità di incertezza che ora incombeva su di loro. Si reggeva alla paratia per evitare che gli scossoni gli facessero perdere equilibrio e gli pareva quasi di sentire sotto i suoi piedi il motore della Erinle ruggire ogni volta che si spostava, scartava, girava. E se fosse stata veramente una defiant quella che avevano davanti? E se entrambe le navi si fossero accorte della trappola? E se non fossero riusciti a distruggere gli scudi di entrambe le navi e ad abbordarle? Infastidito da tutti quei dubbi, serrò la mascella e raddrizzò le spalle. Il capitano Drax sapeva quello che faceva e Sinclair era un pilota eccezionale, in grado di guidare un attacco così complesso. Doveva esserlo, l'aveva preparato a questo per più di un anno chiedendo a O'Lauglin simulazioni sempre più complesse volte a sviluppare il senso tattico del pilota. Sinclair era pronto e il piano avrebbe funzionato. Doveva funzionare.



Caccia Firefox - 15 settembre 2398, contemporaneamente


Sinclair era esaltato, tutto stava andando come doveva. La squadriglia si muoveva all'unisono mantenendo la simulazione della nave mercantile in fuga e la Erinle si era frapposta fra loro e le due navi facendo del suo meglio per ostacolarle. Il piano era quello di far intravedere alla nave patchwork uno spiraglio in modo che si lanciasse all'inseguimento dei caccia e a quel punto loro avrebbero dovuto abbatterne gli scudi per permettere alla squadra del tenente Naholo di abbordarla.
Sempre che non fosse la defiant, che lui si augurava non fosse veramente una defiant, ad inseguirli, perché, a quel punto, per quanto fossero modificati i caccia, non avrebbero potuto fare molto contro di lei. Sbuffando seccato cercò di allontanare i pensieri pessimisti e a concentrarsi sulla battaglia alle sue spalle ripetendo come un mantra: non è una defiant, non è una defiant, non è una defiant. Fa che non sia la defiant a inseguirci.
Finalmente, una delle due navi si staccò dalla battaglia e si lanciò all'inseguimento dei caccia. Era la nave patchwork! Sinclair si concesse un sospiro di sollievo e segnalò alla squadriglia di prepararsi per l'azione.



U.S.S. Erinle - Plancia, 15 settembre 2398, 08:27


"È una defiant," esclamò Trelor confermando le peggiori previsioni di Drax, "è non lo è", aggiunse prima che il capitano potesse parlare.
"Signor Trelor," gli chiese Drax appellandosi a tutta la sua pazienza, "si spieghi meglio." Il suo sguardo si staccò solo pochi secondi dallo schermo per fissare il caldoniano prima di tornare a seguire lo scontro. I colpi della defiant non era stati così efficaci come si sarebbe aspettata, cosa che sembrava confermare le parole dell'ufficiale scientifico.
"Lo scafo è quello di una defiant," elaborò meglio Trelor mentre si reggeva alla consolle dopo un colpo che fece nuovamente tremare la Erinle, "ma nulla delle armi e del motore è tipico di una defiant."
"Quindi possiamo concludere che non è una defiant."
"Non proprio, possiamo dire che sarà dura da sconfiggere come una defiant, ma non altrettanto potente come una defiant." Rispose Trelor balbettando mentre si allontanava dalla console dalla quale era partita una scintilla.
Drax socchiuse gli occhi sul caldoniano a quella risposta e serrò le labbra come se stesse riflettendo. In quel momento la pseudo-defiant lanciò un paio di rapidi colpi in direzione dell'Erinle obbligandola ad una manovra diversiva molto rapida che la portò sulla sinistra della nave attaccante.
"I caccia stanno attaccando la nave patchwork!" Esclamò in quel momento Bronder.
Drax sfiorò il comunicatore, "Dottor Koll, riprenda immediatamente il suo posto, avremmo bisogno di lei."
=^= Si signore! =^= Rispose Koll in tono anche troppo entusiasta.
Tre siluri quantici si avventarono furiosi contro la Erinle obbligandola a lasciare il bersaglio. Drax cercò di ignorare il suono di dolore della sua nave quando uno dei siluri la colpì.
Di nuovo?
"No! Non di nuovo! Mai più. Ho giurato che non sarebbe più successo!" sibilò a voce troppo alta alzandosi di scatto dalla poltrona. "Navigatore punti contro la finta Defiant, rotta di collisione." ordinò, molto meno calma di quanto sforzava di apparire.
Collisione? Vuoi suicidarti? Sembra interessante, non lo abbiamo mai fatto.
"Zitto, ora non ho tempo, devo compiere una pazzia," mormorò il capitano. "Tattico voglio fuoco continuo contro quella nave. La colpisca con tutti i siluri fotonici che abbiamo, lancio continuo. Usi anche i phaser, massima potenza, tutta l'energia della nave e senza interruzioni." Ordinò determinata.
"Fino a quando capitano?" chiese Bronder selezionando i bersagli.
"Fino alla fine. Fino alla fine nostra o loro guardiamarina."



Caccia Firefox - 15 settembre 2398, contemporaneamente


I caccia si muovevano attorno alla nave patchwork cercando di colpire i punti più sensibili per arrivare ad eliminare gli scudi.
Sinclair, come una vespa insistente, pungeva e disturbava le azioni della nave che non riusciva a finirlo grazie alle sue manovre al limite della spericolatezza, al limite sbagliato della spericolatezza. Ignorava deliberatamente quello che succedeva alla Erinle perché se non avesse raggiunto il suo scopo, la squadra del comandante Toran non avrebbe potuto abbordare la nave. Per questo non notò la Erinle lanciarsi verso la finta defiant insieme ad una raffica di mitraglia di siluri fotonici come razzi il 4 luglio. Non vide nemmeno, occupato com'era a tenere impegnata la nave patchwork, il potente e continuo fascio phaser che si accaniva contro gli scudi della pseudo defiant che cercò una manovra diversiva per allontanarsi dal suo avversario. La nave nemica rispose al fuoco con altrettanta ferocia schiantando gli scudi della Erinle con una raffica di siluri quantici e colpi ben assestati di phaser. Numerosi ponti della Erinle vennero colpiti e la scia di macerie sparate nello spazio dalla decompressione esplosiva sembrava tante scie di sangue di uno squalo ferito. Sinclair, che aveva appena evitato per un pelo un siluro, non vide tutto questo, troppo impegnato, come gli aveva insegnato Toran, a coordinare gli attacchi alla ricerca di una falla nella difesa della nave patchwork.
Fu solo quando quest'ultima, all'improvviso, provò a sganciarsi dalla battaglia che si accorse che era successo qualcosa e vide la Erinle colpire ancora e ancora e ancora la plancia e la sezione energia della defiant fino a che i corpi dell'equipaggio non furono che tante marionette nello spazio intorno alla nave. E, con orrore si accorse dell'imminente collisione delle due navi.



U.S.S. Erinle - Plancia, 15 settembre 2398, contemporaneamente


"Navigatore, se ritiene può cambiare rotta. Annullato ordine di collisione" disse il capitano con voce ostentatamente calma. Al timone, Cubak si affrettò a far cambiar rotta alla Erinle. "Tattico, situazione della nave patchwork?"
"Sta cercando di scappare signore," rispose subito Bronder, "i caccia stanno cercando di impedirlo ma se non facciamo riuscirà a fuggire."
Prima che Drax facesse in tempo a dire qualcosa però, il caccia di Sinclair si lanciò verso la nave avversaria. "Che fa?!" Esclamò Drax osservando la navetta puntare alle gondole di curvatura della nave patchwork.



Caccia Firefox - 15 settembre 2398, qualche minuto prima


"Se l'hanno fatto loro, ci provo anche io," si era detto Sinclair prima di lanciarsi contro la nave avversaria, gli scudi ormai dispersi, le armi al minimo, l'integrità strutturale compromessa. " Una manovra azzardata come non ricordava bene dove aveva visto. Una rotazione del caccia, improvvisa e istintiva. Tutta l'energia rimasta dirottata al raggio traente con cui si aggrappò, come una cozza, alla parete della gondola di curvatura, "sparatemi ora se ne avete il coraggio! Colpite il mio caccia e distruggete la vostra gondola!" Urlò a nessuno di preciso mentre gli ultimi residui di energia si spegnevano insieme alla sua adrenalina.



U.S.S. Erinle - Sala Teletrasporto 2, 15 settembre 2398, 08:34


=^= Tenente Naholo, qui Drax, vada. =^=
Finalmente arrivava il via, aveva temuto che fino all'ultimo annullassero l'azione, che il piano che aveva suggerito fallisse. Non era successo. Non era successo.
La squadra si spostò sulla pedana con O'Lauglin nel mezzo. Naholo serrò la mascella e fece cenno all'addetto al teletrasporto di attivare l'energia.



U.S.S. Erinle - Sala Teletrasporto 1, 15 settembre 2398, 08:34


=^= Comandante Toran, qui Drax, mi spiace comunicarle che la sua missione è annullata. L'attendo in plancia. Invii la sua squadra a supporto sui vari ponti. =^=
Toran aveva atteso invano il via all'azione, moriva dalla voglia di vedere la defiant, sempre che si trattasse di una defiant, da vicino, per questo, alle parole del capitano si lasciò sfuggire un'imprecazione.
"Non avete sentito nulla," minacciò i presenti subito dopo. Non solo aveva dovuto rinunciare all'assalto con i caccia, ora non poteva nemmeno guidare l'abbordaggio.
Quando arrivò in plancia, tuttavia, era così scosso dai danni che aveva visto durante il percorso da essersi dimenticato di essere arrabbiato. Non fu sorpreso di vedere la stessa devastazione in plancia. Il capitano Drax, in piedi davanti alla poltrona, le mani giunte dietro la schiena e un livido sulla guancia destra, lo accolse con un cenno della testa.
"Qui capitano Drax a nave sconosciuta. Vi intimo la resa immediata o apriremo il fuoco anche contro di voi. Avete tre secondi per disattivare motori e armi." Toran si portò subito al suo fianco fissando lo schermo dove la nave patchwork sembrava un grosso pachiderma ferito. "Tre, Tattico imposti plancia e motori come bersagli" ordinò Drax freddamente. "Due, massima potenza ai phaser, spenga gli scudi e dirotti l'energia alle armi."
Una pausa, Toran fece finta di ignorare le espressioni speranzose del il tattico e del navigatore.
"Uno, signor Bronder faccia..."
=^= Aspetti! Ci arrendiamo. Ci a r r e n d i a m o! =^= esclamò una voce roca, forse femminile, dall'altro capo del campo di battaglia.
"Capitano, confermo che hanno tolto energia alle armi e ai motori. Sostentamento vitale al minimo, la maggior parte dei ponti danneggiata, almeno tre sezioni distrutte," disse il tattico mentre leggeva i dati dalla sua console.
"Drax a squadra d'assalto. Voglio tutti i punti nodali della nave sotto controllo in un minuto. Ordine di fuoco diretto al minimo segno di resistenza" ordinò subito Drax mentre si aggiustava l'uniforme e finalmente si sedeva. "A lei Toran," disse al primo ufficiale prima di dare l'ordine di attivare lo schermo.
"Sono il comandante Toran, primo ufficiale della nave stellare Erinle della Flotta della Federazione Unita." Si presentò l'ornariano facendo un passo avanti, "Lei chi è?" chiese mentre compariva l'immagine di una plancia che aveva subito più di un colpo diretto.
"Sono il capitano Clorinne Barbosa, capitano della Nightwing. Sono disposta a cedere la nave in cambio della garanzia che i miei uomini non verranno giustiziati," rispose la figura femminile con la voce roca, abbigliata come un vecchio pirata terrestre.




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Brano: 03-15
Titolo: Abbordaggio
Autore: Tenente Robert Naholo
(aka Fabio Ormindelli)
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Nightwing - Corridoi, 15 settembre 2398, ore 08:35


La squadra si materializzò nel corridoio cupo con luci calde gialle. Di certo non era un vascello confortevole. Tutti gli impianti erano a vista. L'aria era pesante e calda. Fossero stati sulla Terra Naholo avrebbe di certo spalancato le finestre per cambiare l'aria.
Circondato dai suoi uomini iniziò a coordinarli.
"Tre squadre da tre persone. La prima, capitanata da me, si occuperò della plancia, la seconda dovrà recarsi in sala macchine, la terza andrà verso quella che crediamo che sia l'armeria. Appena incontrate il personale, perquisiteli e teletrasportateli in stiva di carico, poi procedete all'ispezione. Voi cinque invece andate in stiva di carico e tenete sottocchio il personale trasportato. Tutte le armi fissate su stordimento. O'Lauglin, con me. Dietro di me." Specificò fissando la donna.
=^=Toran a tenente Naholo, procedete!=^=
Gli uomini si divisero nelle varie direzioni ad armi spiegate cercando di fare il minor rumore possibile.
Il corridoio era stranamente vuoto, arrivati ad un angolo Naholo fece un gesto con la mano indicando la direzione, dopo avere buttato una occhiata allo scanner. Alzò la mano aperta ai compagni per mantenerli in posizione in rigoroso silenzio. Poi con un gesto con 2 dita indico gli occhi e poi roteo l'indice in aria in senso circolare.
I due annuirono e si allontanarono nelle due direzioni del corridoio. Shinead O'Lauglin ebbe il buon senso di non abbandonare la sua posizione dietro di lui. Per fortuna l'ufficiale scientifico non era un'incosciente.
"Sicuro!", disse uno degli uomini a Naholo, e subito dopo anche l'altro.
=^= Squadra tre a Naholo, l'armeria è vuota e sicura. =^=
"Ricevuto, sigillatela e venite verso la plancia."
=^= Ricevuto =^=
=^=Squadra due a Naholo, siamo pronti ad entrare in sala macchine. =^=
"Procedete con il piano e poi venite verso la plancia."
=^= Si signore. =^=
A questo punto l'ufficiale guardò i suoi e fece il gesto per fare irruzione nella plancia.
I tre uomini si prepararono in prossimità della porta automatica ed all'apertura prima diedero una rapida occhiata per identificare eventuali pericoli poi entrarono con le armi spiegate.
Si trovarono di fronte una donna con appariscenti abiti. Il tenente non l'aveva ancora vista, ma la identificò come comportamento come il capitano della nave.
Dietro di lei, i suoi ufficiali, tutti lontani dalle console di comando.
La donna con sembianze umanoidi di forma longilinea e capelli rossi, fece un passo verso l'ufficiale tattico.
"Come promesso al capitano Drax, sono a consegnarvi la mia nave ed il mio equipaggio senza spargimenti di sangue. Sono il capitano Clorinne Barbosa."
"Sono il tenente Robert Naholo della U.S.S Erinle", disse l'ufficiale assumendo una posizione meno aggressiva ma mantenendo il controllo della situazione senza abbassare la guardia. "Vi accompagneremo sulla nostra nave. Il nostro capitano ha delle domande per voi."
Gli ufficiali della Nightwing abbassarono lo sguardo. Senza abbassare la guardia Naholo vide con la coda dell'occhio O'Lauglin mettersi all'opera. L'ufficiale teneva in mano il tricorder sul quale digitava rapidamente.
Nel frattempo le altre squadre entrarono in plancia con un gesto d'intesa con i compagni.
Un sottufficiale fece rapporto avvicinandosi a Naholo.
"Tenente, abbiamo mandato 19 pirati sulla Erinle."
"Qui con il capitano sono cinque," rispose pensieroso Naholo, "significa che ne manca uno all'appello. Dobbiamo trovarlo velocemente. Portiamo gli Ufficiali all'attracco e poi setacceremo il vascello. O'Lauglin?"
La donna sollevò un dito come per dirgli di aspettare, poi annuì. "Possiamo andare," concesse come se stessero facendo una passeggiata. Per tutta risposta Naholo roteò gli occhi sbuffando.
Si avviarono scortando gli ufficiali della Nightwing come da procedura. Il tenente prese sotto braccio il capitano pirata.
"Naholo ad Erinle. Abbiamo gli ufficiali e ci dirigiamo verso il portellone d'attracco."
Si incamminarono e continuò: "Trelor, ho bisogno di un favore. Manca uno dell'equipaggio. puoi dare una controllata con i sensori?"
=^=Un attimo solo che raggiungo la postazione=^=
Non fece in tempo ad arrivare la risposta del caldoniano che da dietro una porta laterale del corridoio, un condotto di servizio, arrivò una raffica di colpi.
Naholo mise dietro di se il capitano della Nightwing istintivamente, spingendola verso la parete e mettendosi di profilo con l'arma di fronte da se, ma mantenendo un contatto con la mano per tenerla sotto controllo.
Di fronte a loro gli ufficiali catturati si erano lanciati a terra ed i suoi uomini erano in assetto di difesa. Due riparati in una nicchia, tre sdraiati a terra e due inginocchiati a lato del corridoio, uno seduto contro la parete tenendosi la spalla. Shinead O'Lauglin impugnava il suo phaser appiattita contro una parete.
Poco dopo una mano con un'arma si sporse minacciosamente dalla porta laterale ed immediatamente, appena avuto una linea di fuoco ideale, gli uomini delle squadre d'assalto spararono al pirata tramortendolo.
Tutto si era svolto in pochissimo tempo.
La donna, protetta da Naholo, gli prese la mano e spostò il braccio che la spingeva di lato.
"Questo era proprio quello che non volevo. Niente inutili spargimenti di sangue", disse con tono mesto abbassando lo sguardo, nel mentre gli uomini di scorta avevano già abbordato la posizione dalla quale era arrivato l'attacco e disarmato l'inerme corpo.
Due uomini di Naholo erano con un ginocchio a terra a fianco dell'aggressore e poco dopo alzarono lo sguardo verso il suo superiore annuendo. "Non è morto," ribatté seccamente Naholo, " solo tramortito."
Immediatamente il gruppo si ricompattò.
"Andiamo verso il portello d'attracco", ordinò Naholo.
Toccò il comunicatore prendendo di nuovo sotto braccio il capitano della Nightwing.
"Capitano, operazione conclusa. Ci vediamo a breve al portello d'attracco come da piano."
=^= Ben fatto tenente. Con lei c'è il capitano della Nightwing, vero? =^=
"Certo Capitano e con lei abbiamo tutti gli ufficiali di comando."
=^=Ottimo. Chiudo. =^=
Dal corridoio si sentirono le morse d'attracco che stringevano il collegamento tra i due vascelli.
Una volta arrivati di fronte al portello si sentì il rumore di avvenuta ricompressione e, quando si aprì per la prima volta i due capitani furono uno di fronte all'altro.
A fianco al capitano c'era Toran, un gruppo di sottufficiali ed una squadra di sicurezza.
Drax fissò negli occhi il capitano Barbosa con un mezzo sorriso.
"Capitano le do il benvenuto sulla U.S.S Erinle e la farò accompagnare al suo nuovo 'alloggio' come i suoi ufficiali. Sono certa che faremo delle belle chiacchierate!"
Si spostò di lato per fare passare gli uomini delle squadre di Naholo, il capitano ed i suoi ufficiali, poi si rivolse all'Ufficiale tattico.
"Naholo, prenda il comando della Nightwing. Con lei lascio il tenente O'Lauglin che studierà la nave e con squadre di riparazione dovrete mettere in linea armamenti, scudi e motori."
Prese fiato senza che Robert potesse ribattere, un po' preso alla sprovvista dagli ordini.
"Aspetto Lei e O'Lauglin per gli interrogatori degli ufficiali della Nightwing".


Spazio aperto, 15 settembre 2398, ore 08:45


Sinclair, con le soffuse luci d'emergenza che illuminavano l'abitacolo, ticchettava sulla console inattiva come se fosse una batteria e fischiettava un motivo west coast swing che a volte gli ritornava in mente. Motivi tipici della sua città natale.
Era allegro, il piano era riuscito ed avevano dato scacco alla nave pirata. Dal visore anteriore la nave aliena era di fronte alla Erinle ferma immobile.



USS Erinle, infermeria - 15 settembre 2398, contemporaneamente


Il tenente Koll era completamente in mezzo ai lettini tutti occupati da lievi feriti, ma con estrema professionalità e come se fosse un direttore d'orchestra stava coordinando infermiere ed assistenti.
"Al guardiamarina Martinez fate un accertamento per trauma cranico, nel mentre sistemategli quel taglio sulla fronte."
"Al guardiamarina Aenar suturate il taglio al braccio e cacciatela fuori, abbiamo bisogno di altri posti letto."
=^= Capitano a dottore, com'è la situazione? =^=
"Nulla di grave capitano, solo 15 feriti lievi."
Nel mentre si era avvicinato ad un lettino e faceva gesti strani mimando ordini all'infermiera.
=^= Si può presentare una squadra medica in hangar navette tra 15 minuti? Stiamo recuperando i caccia. =^=
"Certo capitano, mi farò trovare pronto come comitato di benvenuto."
Prima di chiudere la conversazione cacciò un urlo ad un infermiere che per metà arrivò nelle orecchie del capitano.
"Hey hey, che fai al guardiamarina Connors? prima di curargli il ginocchio, sistemagli i danni da elettrocuzione al viso e controllagli l'occhio!"



USS Erinle, hangar navette - 15 settembre 2398, ore 09:00


La navetta con il raggio traente aveva portato i tre caccia a portata del sistema automatico d'attracco della Erinle.
Il primo caccia ad entrare lentamente fu quello di Sinclair.
Quando si aprì il portellone, il timoniere fece un balzo e saltò giù, per poi ricomporsi e mettersi sull'attenti di fronte al capitano.
"Bel lavoro," gli disse Drax.
"Grazie capitano."
"A breve valuteremo la situazione in sala riunione..." Poi lanciò uno sguardo al dottore e continuò ironicamente, "sempre che il dottore non voglia fare accertamenti sul suo stato di salute o sulla sua testa visto quell'attacco suicida che ha fatto."
Contemporaneamente il dottore fece un gesto con la mano come per mandare via il timoniere. Il capitano sorrise e Sinclair si congedò.



USS Erinle, sala riunioni - 15 settembre 2398, ore 09:10


Nella sala era già presente Toran. Si aprirono le porte ed in sequenza entrarono il Capitano Drax, il tenente Koll, Morrow e correndo nel corridoio prima che si chiusero le porte automatiche, arrivò anche Sinclair.
La prima a sedersi fu la Trill che appoggiò il dipadd sul tavolo e mandò nel grande schermo la situazione tattica.
"Ufficiali", disse in tono di saluto mentre Sinclair, entrato per ultimo, si sedeva. "Abbiamo sotto scacco il vascello Nightwing e dobbiamo interrogare il capitano Clorinne Barbosa della Nightwing o, come la chiamavamo, il vascello patchwork. Il tenente Naholo si è già assicurato che l'equipaggio sia sotto sorveglianza nella stiva di carico 3, mentre gli ufficiali sono stati separati in celle di detenzione. Al momento O'Lauglin sta studiando la nave con il supporto della sezione ingegneria."
"Sinclair," intervenne Toran, "voglio che analizzi anche lei la Nightwing, insieme al signor Morrow, coordinate le riparazioni su entrambi i vascelli."
"Si, signore", risposero stereofonicamente, perfettamente all'unisono i due. Si guardarono in volto per l'inaspettato sincronismo nella risposta.
"Dottore, com'è la situazione in infermeria?"
"Sotto controllo, a parte qualche ufficiale troppo ansioso di riprendere il proprio lavoro. Ho dovuto imporre dei fermi obbligatori per almeno 30 minuti prima di iniziare a dimettere i primi pazienti."
"Capisco. Per la questione Ailia ed i suoi ricordi?"
"Il tenente rimane in stato di incoscienza..." Rispose il dottore a disagio.
"Abbiamo bisogno di sapere cosa sa, non possiamo rimanere così tanto in attesa, ho delle strane sensazioni."




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Brano: 03-16
Titolo: Corpo in Prestito
Autore: Tenente Friedrich Koll
(aka Diego Martelli)
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USS Erinle, Ufficio del Consigliere Soraya - 15 settembre 2398, ore 09:30


Le emergenze mediche erano ormai sotto controllo, e il personale di servizio poteva agevolmente cavarsela. Friedriech si era anche concesso una rapida doccia, l'assunzione dei consueti farmaci, e una rapida taratura delle sue nanosonde mediche. Sapeva di essere nelle migliori condizioni fisiche possibili, e malgrado ciò di stare malissimo. Non stava apprezzando per nulla, assolutamente per nulla le ultime ore: il tentativo di salvare capra e cavoli con la mente di Ailia si era rivelato un successo solo parziale e stava sottoponendo le sue sinapsi a stress notevoli. Peggio, il fatto che i risultati fossero risultati mediocri aveva spinto il Capitano a sollevarlo dall'incarico e affidarlo a Soraya... qualcosa che oggettivamente aveva anche senso, ma che dati i suoi problemi con i superiori nei precedenti incarichi trovava difficile da tollerare. Infine, la battaglia, e il dover sostenere le necessità dell'emergenza mentre i ricordi di Ailia combattevano per emergere. Non era dunque sorpreso dell'espressione di allarmata disapprovazione con la quale il Consigliere l'aveva accolto nel suo ufficio: quando la porta si era aperta, il volto di Koll esprimeva in modo del tutto inequivocabile fastidio, ripugnanza e tensione.
"...si accomodi pure." disse lei, allontanandosi dalla porta ed indicando due poltroncine al centro della stanza, poste l'una davanti all'altra e molto vicine. "So cosa sta pensando, e sappia che comprendo la sua posizione: tuttavia abbiamo del lavoro urgente da fare, e sarà necessario quindi uno sforzo di collaboraz..."
"...collaborazione che avrei garantito in ogni caso, senza essere consegnato alle mani di un collega ufficiale!" interloquì Friedrich, sbottando, sedendosi, e incrociando le braccia innanzi a sè. "Ma immagino che visti i miei precedenti non si possa chiedere di meglio, giusto?" L'occhiata di Koll corse a un tavolino vicino, su cui erano posati degli strumenti, forse delle fiale, coperte discretamente da un piccolo telo. "E ben comprendo che siete ben attrezzata per ottenere ciò che occorre al capitano, in un modo o nell'altro. Anch'io so leggere nei ruolini pubblici della Flotta, Consigliere: e anche fra le righe."
Soraya mantenne un viso neutro e quanto più possibile sereno, sebbene l'acciaio della sua personalità si riflettesse bene nei suoi occhi attenti, e si sedette di fronte a lui. Sorrise, poi gli rispose con voce lenta e pacata, per certi versi suadente. "Dottore, so che voi comprendete perfettamente le necessità della missione. Siete un ufficiale della Flotta Stellare e un uomo maturo. Perché state facendo i capricci? E' Ailia che vi disturba o è accaduto qualcosa di nuovo?" chiese, e poi annuì, guardando in tralice al tavolino. "E sì, ovviamente ho con me ciò che è necessario a scavare nella vostra coscienza anche per via chimica, ma desidero farlo insieme a voi, non in modo coatto: la vostra competenza e le vostre nanosonde rendono la vostra collaborazione estremamente conveniente. Se avessi voluto forzare la mano, avrei potuto iniziare la procedura già sul tenente Ailia."
I capricci! Gli occhi del dottore mandarono un lampo di collera terribile, ma si dominò. Deglutì, annuendo. "Non... non escludo che il carico sulle sinapsi sia eccessivo e mi stia giocando dei brutti scherzi. Malgrado ciò, il mio giudizio non è e non dovrebbe essere messo in discussione! Come desidera procedere? La regressione ipnotica è molto funzionale, ma potrebbe richiedere più sedute e noi non abbiamo tempo."
Soraya non cambiò in alcun modo l'espressione del suo volto. Serena, forte... materna? "No, ha ragione. I ricordi sono già in lei, occorre solo farli emergere... ma non essendo suoi, lei non può averli ancora metabolizzati e acquisiti: l'ipnosi avrebbe successo solo parziale. Necessitiamo di porre in essere una sintesi attiva di tali informazioni, non di accelerare o favorire quella passiva e inconscia."
Koll strinse gli occhi, corrugando le sopracciglia. "L'ipotesi di Mendev. Hanno nuovamente pubblicato in merito pochi mesi fa, ma le interpretazioni dei primi dati sperimentali sono contrastanti. In virtù della mia specifica condizione medica, la mia iscrizione alle sperimentazioni fu respinta, ma io ritengo..."
"...esattamente." interloquì il Consigliere, annuendo. "Tramite le nanosonde possiamo tenere monitorata l'attività cerebrale e garantirle un ritorno al controllo delle sue funzioni corporee tramite i farmaci senza un lungo lavoro di calibrazione degli scanner medici e dover andare per tentativi mentre lei è in sofferenza. Questo ci permette di dare pieno accesso alla sua mente ai ricordi di Ailia: la "copia di Ailia" che è in lei potrà quindi subentrare consciamente."
Il dottore annuì e tacque: dopo un attimo, parve arrossire. "Intrusione per intrusione, eh? C'è una sorta di giustizia poetica."
Soraya si alzò, sorridendo ora con studiata cautela: teatralmente scostò il telo dal tavolino, rivelando un hypospray e una selezione di medicinali e strumenti medici. "Sono lieta che lei approvi."



USS Erinle, Plancia - 15 settembre 2398, ore 09:45


=/\= Consigliere Soraya a Capitano. Capitano, sappiamo dove sono i pirati! Sto trasmettendo le coordinate al suo pad. =/\=
=/\= Qui Drax. Ailia è sveglia o avete scavato nel Dottore? =/\=
=/\= Tutte e due le cose, Capitano. Ma c'è dell'altro: sappiamo anche come mai Ailia si è sganciata dalla missione prima del previsto. C'è una minaccia in corso, credo convenga che lei venga qui subito! =/\=


USS Erinle, Ufficio del Consigliere Soraya - 15 settembre 2398, ore 10:00
"Mi racconti pure tutto dall'inizio, e non si preoccupi di ripetere cose che già so."
Il dottore aveva un'aria strana: più impettita e marziale, innanzitutto. Meno maliziosa ed infastidita, anche. L'aria di stanchezza, tuttavia, era sempre la sua. Quando parlò, la voce sembrava differente, senza tuttavia esserlo davvero.
"Dopo aver ricevuto l'incarico di infiltrarmi nella comunità criminale di Adaltes IV e indagare i furti di tecnologia, ho preso contatto con un contrabbandiere che già collabora con i servizi della Federazione al fine di darmi una copertura e una base operativa: ho quindi assunto l'identità di Tessydee Kovach, tecnico specializzato in macchinari al plasma." Breve pausa, gli occhi che cercavano il Capitano. Il Capitano fece cenno di andare avanti, impaziente.
"Lavorai per farmi una fama come antifederale, collezionando alcune imputazioni minori e creando alcune circostanze opportune. Entro un paio di settimane venni contattata dai pirati, sebbene all'inizio non fosse chiaro chi era che mi commissionava i lavori: volevano riprogrammazione di schede di controllo per collettori, principalmente. Presi come amante il mio contatto, e ottenni di essere condotta al loro covo, di cui vi ho fornito prima i dati."
Un colpo di tosse, un brivido. Il dottore teneva lo sguardo a terra.
"Mi hanno quindi introdotta a Gul Kerlack. Costui è un individuo piuttosto affabile, e tuttavia determinato: mi è apparso indistinguibile da un umano a causa delle modifiche corporee e delle droghe mutagene. Sia lui che alcuni suoi operativi sono estremamente esperti di tali pratiche e sostanze, e questo in parte spiega il loro successo: le loro operazioni di intelligence e infiltrazione devono essere in piedi da almeno un paio d'anni. Ad ogni modo, venni presto coinvolta nel loro progetto principe..."
Lo sguardo del Dottore si rialzò in quello di Drax. "Sono sostanzialmente autarchici violenti, un collettivo di... di briganti, potremmo chiamarlo, se non fosse che è composto da menti sopraffine. Stanno preparando quel che serve loro per essere "lasciati in pace" a gestire il loro piccolo impero: missili a curvatura pieni di droni, con cui minacciare i pianeti Federali nei quattro sistemi più vicini, oltre che Deep Space 5. I droni sono piccoli, programmabili, parzialmente occultabili e guidati da semplici AI verso i loro bersagli, e armati di una potente carica al plasma. Possono fare saltare gondole di curvatura, assassinare personalità, compiere atti terroristici verso civili indifesi... il vettore a curvatura consente loro un dispiegamento estremamente rapido e difficile da intercettare. L'unica buona notizia è che per una serie di problemi tecnici hanno portata operativa limitata: al massimo il settore."
Drax rimase un attimo immobile, in assoluto silenzio. "Lei si è sganciata per avvertirci: vuol dire che ha inteso che la minaccia è prossima. Quando e dove?"
Il dottore ebbe un nuovo, lungo brivido. "Il primo bersaglio è Deep Space 5: vogliono sia colpire le capacità strategiche federali nella zona che mandare un messaggio. Sostanzialmente vogliono prendersi il settore, Capitano, e sono disposti a uccidere per farlo: ritengono che la Federazione, qui e ora, non sarebbe disposta a mettere ulteriormente a rischio i civili per riaffermare la sua autorità su una zona tutto sommato periferica. Credo vogliano altresì proporsi come "zona cuscinetto" verso altre minacce, e comprarsi così la tolleranza federale. Quando mi sono sganciata per cercare di rientrare, i preparativi erano in corso: non so quante ore abbiamo ancora... specialmente dopo lo scontro che mi dite c'è stato."
Drax annuì, ancora china su di lui e su di lei, scrutandoli negli occhi come alla ricerca di qualcosa. Parve infine soddisfatta, perché si rialzò repentinamente battendo con la mano il combadge. Il tempo a disposizione per le indagini era finito.
=/\= ALLARME ROSSO! Tutti ai posti di manovra! Rotta per... =/\=



USS Erinle, Ufficio dell'Ufficiale Medico - 15 settembre 2398, ore 10:15


Friedrich era appoggiato alla finestra esterna con una mano. L'infermeria era in ordine e pronta all'emergenza, lui era di nuovo padrone del suo corpo e del suo grado, i medicinali stavano dissipando la presenza di Ailia dentro di sé. Il tenente Ailia si sarebbe ripresa presto, ma ora avevano tutte le informazioni rilevanti e non c'era più ragione di tormentarla o metterla in pericolo. Tutto bene, no? No.
Dalla finestra poteva vedere le scie luminose delle stelle muoversi per l'effetto di curvatura. Avrebbe dovuto essere lieto: grazie a lui e a Soraya l'enigma del tenente infiltrato era ormai risolto. C'erano i buoni, c'erano i cattivi, c'era una nave federale che stava portando i primi ad affrontare i secondi. Eppure...
Con che facilità era stato... messo da parte. Scavalcato, sollevato dall'incarico. Credeva che determinate umiliazioni professionali fossero un retaggio del suo passato tribolato. Credeva di avere operato... bene, trovando una soluzione accettabile, tutelando il paziente ma anche portando dei risultati... il capitano non poteva metterlo da parte, invece di affidarlo al Consigliere? E il Consigliere cosa avrebbe fatto, se lui non avesse avuto un asso nella manica sotto forma della sua competenza e delle sue nano-sonde?
Il braccio ebbe una dolorosa contrattura. Sospirando rassegnato, Koll raccolse il pad medico, e ritarò le nano-sonde che stavano aiutando il suo corpo a riparare i danni nervosi. Non sarebbe stato bene, per un po': certi danni richiedono tempo per guarire. Come la fiducia.




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Brano: 03-17
Titolo: Droni
Autore: Tenente Shinead O'Lauglin
(aka nd nd)
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USS Erinle - Ufficio del Capitano Sidzi Drax, 16 settembre 2398, ore 10:30.


Il capitano sedeva alla sua scrivania, rimuginando sulla situazione. Le informazioni avute da Ailia, tramite il dottore, erano davvero preoccupanti, e l'ufficiale si domandava come costruire una strategia efficace per sventare la minaccia contro la stazione spaziale Deep Space 5. Mentre era lì che rifletteva, sentì suonare l'interfono.
=^= Capitano, sono il tenente O'Lauglin, posso venire a parlarle? =^=
=^= Entri pure tenente =^=
Le porte della cabina si aprirono e l'ufficiale entrò, fermandosi davanti alla scrivania del suo capitano.
"Stiamo continuando ad esaminare le memorie della Nightwing, ma non abbiamo ancora trovato nulla che riguardi i droni, anche se è mia opinione che il capitano Barbosa fosse in possesso dei piani costruttivi."
Il capitano Drax ebbe un moto di delusione.
"Non abbiamo molto tempo, tenente, lo sa bene. Secondo le informazioni del tenente Ailia l'attacco dovrebbe essere imminente"
"Se posso permettermi, capitano" cominciò Shinead con una certa esitazione "potremmo fare un tentativo con il capitano Barbosa. Anche se è una fuorilegge mi è sembrata una donna d'onore e non credo che condividerebbe le strategie di attacco della sua gente, se le conoscesse. Potremmo chiederle di consegnarci le informazioni che ci servono. Naturalmente vorrà qualcosa in cambio. Ecco... è proprio questo il problema: le richieste che potrebbe farci."
Il capitano Drax giocherellava con una matita, senza guardarla in faccia, poi alzò lo sguardo:
"Ha ragione tenente, dobbiamo tentare qualcosa, ma non è una trattativa che possa condurre senza l'autorizzazione dell'ammiragliato. Se Barbosa dovesse avere i dati che stiamo cercando, e se accettasse di consegnarceli, e se porrà delle condizioni, queste devono essere approvate dalla Federazione, perché è quest'ultima che si impegna a rispettarle."
Si girò allungando una mano verso il comunicatore" Guardiamarina Flot, apra un canale con l'ammiragliato e mi cerchi l'ammiraglio Crom. Dica anche al comandante Toran di venire nel mio ufficio".



USS Erinle - Ufficio del capitano Sidzi Drax, 16 settembre 2398, ore 12:00


Il capitano Drax era in piedi davanti allo schermo, che rimandava l'immagine dell'Ammiraglio Crom, ed era affiancata dal comandante Toran e dal tenente O'Lauglin.
"Mi sembra un tentativo disperato, e piuttosto rischioso. Le richieste del Capitano Barbosa potrebbero essere inaccettabili per noi. Tuttavia si può fare un tentativo, dalle sue risposte potremmo scoprire cosa sa effettivamente dei droni e dell'attacco a Deep Space 5. La autorizzo a tentare, capitano, quanto alle eventuali richieste, agisca con buon senso. Buona fortuna."
L'immagine dell'ammiraglio sparì, e Drax, seguita da Toran e O'Lauglin, si avviò verso il piano celle.



USS Erinle - Celle di sicurezza, 16 settembre 2398, ore 14:00


Il capitano Sidzi Drax si avvicinò alla barriera energetica trasparente che chiudeva la cella del capitano Barbosa e guardò dentro. Il capitano era sdraiato sulla branda e si alzò quando vide avvicinarsi i tre ufficiali, guardandoli con un sorriso beffardo.
"Salve capitano, mi spiace disturbarla. Conosce già l'ufficiale scientifico O'Lauglin?"
Barbosa li guardò divertita. "E a cosa debbo l'onore della sua visita, capitano Drax?" Chiese guardandoli attraverso la barriera energetica, senza avvicinarcisi troppo.
"Abbiamo bisogno di alcune informazioni da lei. Abbiamo saputo che è in programma un attacco alla base Deep Space 5, con l'utilizzo di droni, tuttavia i nostri informatori non sono stati in grado di fornirci le specifiche che ci permettano di neutralizzarli, per cui vorrei avere queste informazioni da lei."
Il comandante Barbosa la guardò incredula e poi scoppiò in una fragorosa risata. "E lei pensa che io vi aiuterò contro la mia gente? Non sta parlando sul serio, vero? Non mi importa che mi abbiate catturato, ma non tradirò mai i miei compagni, nemmeno se mi torturare! E questo pone fine alla conversazione!"
Aveva detto queste parole incrociando le braccia sul petto ed alzando il mento e adesso la stava guardando con aria di sfida.
Drax inspirò a fondo. Sapeva che non sarebbe stato facile. "Sa come prevedono di condurre l'attacco, i suoi compagni? Cominceranno bombardando le installazioni civili ed i sistemi di mantenimento della stazione. Questo provocherà il caos, e migliaia di morti. Morti civili. Non pensavo che una persona che ha posto come condizione per la resa la salvezza del suo equipaggio fosse d'accordo con una simile vile tattica di attacco."
"Lei sta mentendo" ribatté Barbosa. "Mente per avere le informazioni che le servono! Ma con me non attacca."
"No, e lei lo sa. Conosce i tuoi soci, e sa che ne sono capaci. Ma posso darle una prova di ciò che dico."
Drax si voltò verso Shinead che prese il il padd e premette alcuni tasti. La voce del dottore che relazionava gli ufficiali sui ricordi di Ailia risuonò chiara nel corridoio, e Barbosa la ascoltò incredula.
"Avevamo un infiltrato, e ci ha portato queste informazioni!"
Barbosa fissava il pavimento, la mascella contratta e lo sguardo perso nel vuoto.
"Voglio gli schemi dei droni e tutte le specifiche di gestione, so che sono nel computer centrale della sua nave, ma non abbiamo tempo di cercare fra milioni di file! L'attacco è imminente, e non abbiamo abbastanza navi per evacuare la stazione, ed anche se lo facessimo, ne attaccherebbero un'altra! Dobbiamo fermare questa follia! Adesso!"

Barbosa alzò lentamente il capo e guardò Drax.
"Lei è astuta, a fare appello al mio senso dell'onore. Ma ne ho meno di quello che crede. È vero, ho quello che vi serve, ma se pensa che ve lo regalerò si sbaglia di grosso, voglio qualcosa in cambio"
"Sono autorizzata a trattare, capitano, ma ogni condizione deve essere approvata dall'Ammiragliato, è giusto che lei lo sappia".



U.S.S. Erinle - Ufficio del capitano Sidzi Drax, 16 settembre 2398, ore 16.00


"E questo è tutto". Drax aveva finito di aggiornare l'ammiraglio Crom sui risultati dell'incontro con il capitano Barbosa. Di fianco a lei Toran e Shinead attendevano.
"Mi sembra che, sulle basi che lei mi ha prospettato, l'accordo si possa fare. Le richieste di Barbosa, la detenzione in una colonia agricola per l'equipaggio ed un carcere non di massima sicurezza per sé stessa, sono ragionevoli. Capitano Drax, faccia sapere alla prigioniera che la Federazione accetta le condizioni poste per fornire le informazioni richieste. Le dica anche che, però, se non dovessero rivelarsi veritiere, lei ed il suo equipaggio scopriranno cosa significa prendersi gioco della Federazione."
L'immagine dell'ammiraglio scomparve dallo schermo, e Drax si voltò verso gli altri due ufficiali che erano con lei:
"Tenente, dopo che avremo comunicato a Barbosa la decisione della Federazione, lei registrerà le indicazioni, poi scaricherà i dati e li esaminerà al più presto per poter predisporre una strategia di annientamento dei droni. Comandante Toran, lei predisponga tutto per elaborare la strategia che ci serve. Bene, signori, adesso andiamo alle celle, che abbiamo molto lavoro da fare!" Drax si avviò verso la porta, poi si girò verso Shinead: "Ah, quasi mi dimenticavo: ottima idea, tenente. Le faccio miei complimenti"




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Brano: 03-18
Titolo: Dhalan
Autore: Capitano Sidzi Drax Ajen
(aka Silvia Brunati)
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Artemis IX - Mercato Esterno, 30 ottobre 2398, ore 22:55


Adlina la pazza giocava come al solito con la biglia di vetro quando le guardie aprirono il portone. Il calore dei due soli li investì come una cappa calda facendo pesare su di loro tutta la potenza del deserto. C'era poco da stupirsi del resto, Artemis era uno dei pianeti più caldi di quel sistema binario e, se non fosse stato per le miniere, nessuno si sarebbe mai sognato di viverci. Per questo motivo quasi tutto era sottoterra, solo i poveri, o i pazzi, come Adlina, sopravvivevano all'esterno. Dopo aver chiuso i caschi, le guardie sospirarono di sollievo, per fortuna il loro capo non badava a spese per quel che riguardava la sicurezza e le tute che indossavano erano in grado di arginare il calore intenso della superficie. Poco dopo, alle loro spalle, fece la sua comparsa Dov Sarlein, il capo della sicurezza, con la tuta slacciata ed una smorfia infastidita. Non sembrava sentire il caldo, ma le guardie avevano imparato in fretta che c'era ben poco in grado di scalfire la sua scorza dura. Girava voce che prima di Gul Kerlack, il suo datore di lavoro fosse Travis Dorian, uno dei criminali più ricercati della galassia, e che lui avesse smesso di lavorare per lui quando questi aveva fatto una volta di troppo il furbo. La storia delle sue dimissioni aveva fatto il giro dei sistemi solari, pareva che Dorian fosse stato consegnato alla flotta stellare in una scialuppa di salvataggio, pestato a sangue e pronto a collaborare pur di non trovarsi di nuovo nelle mani di Sarlein.
A quel che si diceva Kerlack si era dato parecchio da fare per assicurarsi i suoi servigi quando era giunta la notizia del fallito attentato a Deep Space 5 e del fatto che la flotta stellare lo stesse cercando. Si diceva che avesse accettato la cifra richiesta da Sarlein senza discutere e che avesse fatto tutto quello che l'ardaniano gli aveva chiesto. Nessuno aveva mai visto Kerlack così spaventato, ma nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di dirglielo in faccia.
Dopo essersi guardato attorno con attenzione, Sarlein si decise finalmente a chiudere il casco, a tracolla aveva un disgregatore e al fianco una lama in vibranio. Come se avesse dato loro un segnale i suoi uomini si disposero a guarda dell'ingresso.
Adlina fece rotolare la sfera di vetro verso il gruppetto, solo di qualche centimetro e sorrise stupidamente, mostrando denti marci e la pelle del viso cotta dal troppo sole. Una pezza rossa, strappata in più punti le incorniciava la testa, mera protezione contro il sole, mentre il resto del corpo era avvolto da una miriade di stoffe che avevamo perso la maggior parte del colore. A parte il viso, del suo corpo solo le dita scheletriche delle mani erano visibili. Era una parte del paesaggio come gli altri mendicanti che pregavano quotidianamente gli uomini di Kerlack di farli lavorare in miniera. Erano troppo mal ridotti per essere presi in considerazione, ma questo non impediva loro di provarci. Avrebbero fatto di tutto per togliersi dalla costante luce e, soprattutto, dal caldo.
Sarlein mormorò qualcosa ad un ricevitore e da un lato della strada arrivò l'hovercraft di Kerlack. Il gran capo andava a fare un viaggio con tutta la scorta. Doveva essere successo qualcosa di grave. Adlina rise scioccamente al luccicare della sua sfera di vetro.
Forse la flotta era arrivata.



Artemis IX - Condotti di Ventilazione, 30 ottobre 2398, ore 24:00


"Non capisco perché non potevo restare a bordo, avrei potuto fare la stessa cosa in sicurezza." Sibilò Koll trascinandosi lungo il condotto sporco.
"Abbiamo già fatto questo discorso dottore..."
"Si, ma ci deve essere qualche problema nella spiegazione," ribatté l'uomo cercando di ignorare il caldo, la sporcizia e l'insopportabile voglia di sternutire. "perché mi sfugge perché non abbiamo potuto teletrasportarci..."
Alle spalle del dottore, Toran sospirò. "I sensori ci avrebbero rilevato non appena ci fossimo materializzati."
"E invece così?"
"Così no," sussurrò di rimando l'ufficiale controllando sul tricorder il percorso, "ci stiamo spostando per quelle che sono le zone buie. Sperando che le informazioni che ci hanno dato siano corrette."
"Come speriamo?!"
"Tenente!" Lo rimproverò il comandante, "se non abbassa la voce ci scopriranno anche senza sensori."
"Impossibile, abbiamo spaventato così tanto Kerlack che si è portato tutta la scorta appresso. Dalle informazioni che abbiamo diffuso sembra che l'intera flotta stellare lo stia cercando." ribatté Koll.
"Considerata la fatica che ha fatto per rapire tutte quelle persone, dubito abbia lasciato questa base incustodita Al prossimo incrocio a destra." Fu la risposta di Toran.
"Non che mi lamenti di un po' di azione," continuò il dottore seguendo le indicazioni, "ma deve essere per forza in un posto antigienico come questo?"



Artemis IX - Hovercraft di Kerlack, 31 ottobre 2398, ore 24:05


Il cardassiano non smetteva di guardarsi attorno, Sarlein aveva smesso da diversi minuti di rispondere alle sue domande preoccupate e si occupava soltanto di tenere sotto controllo la situazione. La sua sopportazione dei fanatici spaventati era già molto poca, un altro po' delle farneticazioni di Kerlack e sarebbe esploso. E nessuno avrebbe voluto vedere cosa succedeva quando si arrabbiava. I suoi uomini erano divisi in due hovercraft, uno davanti a loro ed uno a seguire, due erano con lui. La loro destinazione era a due ore di distanza, due lunghissime ore.
Senza farsi vedere, Sarlein disattivò la ricezione del ricevitore del cardassiano.



Artemis IX - Mercato Sotterraneo, 31 ottobre 2398, ore 24:15


Shinead camminava fra le bancarelle che esponevano ogni genere di materiale. Non che avesse particolare interesse in quello che veniva esposto, ma stare ferma nello stesso posto sarebbe stato sospetto. Poco distante, dall'altro lato della strada e con l'aria di uno che non ha un pensiero, camminava Alexander Sinclair. Entrambi erano membri dell'equipaggio del mercantile 'Ful-dDes' che passava su Artemis una volta al mese e, in quanto nuove reclute, a loro spettava la spesa per la cambusa. O per lo meno questa era la loro scusa se qualcuno li avesse fermati. In realtà Shinead non conosceva nessuno della 'Ful-dDes', ma non importava. Se fosse stato necessario il capitano avrebbe garantito per loro, il comandante Toran era stato molto convincente quando aveva parlato delle leggi federali sul contrabbando quando avevano fermato il mercantile.
A Shinead non dispiaceva un po' di azione sul campo, anche se non era proprio quello che si sarebbe immaginata di fare nel corso di uno sbarco, ma nell'ultimo mese erano avvenute così tante cose che se fosse rimasta un altro giorno chiusa nel laboratorio sarebbe esplosa. Prima di tutto avevano dovuto inviare a Deep Space 5 le specifiche dei droni per evitarne l'esplosione, poi avevano dovuto portare la Erinle ai bacini di riparazione per rimetterla in sesto e consegnare i prigionieri. C'era stato il risveglio di Ailia e lo schiaffo al dottore quando aveva saputo quello che lui aveva fatto la lunga riunione fra il capitano Drax, il comandante Toran e l'andoriana e la decisione di dare il via alla missione "Calunnia". Il primo ufficiale della Erinle sorrideva quando aveva annunciato che finalmente si tornava ad un po' di vera azione, il capitano non sembra altrettanto contento, anche se secondo il consigliere Soraya, anche lei aveva bisogno di rimettersi in gioco.
Se Shinead avesse saputo che l'azione di cui parlava il comandante avrebbe comportato tutti quei giorni di preparazione, la costruzione di false notizie sullo spostamento della Erinle e sulla ricerca del "fanatico" Gul Kerlack, la taglia per la sua cattura e la dichiarazione dell'esistenza di prove della sua colpevolezza che in realtà non erano poi così solide, forse non sarebbe stata così entusiasta alla dichiarazione di Toran. In realtà, però, le era piaciuto lavorare con Chorate e Naholo e finora tutto era andato come avevano previsto: la paranoia di Kerlack era aumentata al punto da spingerlo ad assoldare ulteriori uomini e questo aveva permesso loro di seguire la pista fino ad Artemis. Il capitano Barbosa era stata più che collaborativa, ma non sapeva che il cardassiano, una volta saputa della cattura della Nightwing aveva spostato la base delle sue operazioni su un pianeta sperduto come Artemis. Li aveva una specie di roccaforte, che non abbandonava mai ed uno spazioporto operativo più distante che il tenente Naholo aveva trovato solo dopo scansioni molto attente con i sensori.
Poco distante Sinclair si fermò ad una bancarella che vendeva cibo ed iniziò a contrattare per l'acquisto di una meglio non identificata frutta dal colore giallastro. Shinead lo superò fermandosi invece vicino ad un baracchino che vendeva da bere. Stava andando tutto per il meglio, si disse la scienziata cercando di allontanare le preoccupazioni, avevano pensato a tutto.
"Per tutte le galassie! Shinead! Che ci fai qui?"
Shinead O'Lauglin sussultò e si girò a guardare il tellarita che la guardava sorridente dal bancone.
"Mor. Che ci fai tu in questo buco?"



Artemis IX - Condotti di Ventilazione, 31 ottobre 2398, ore 24:30


"Quanto dobbiamo ancora strisciare comandante?"
"Alla prossima svolta a sinistra dovrebbe esserci un portello, la superi e si fermi. Dobbiamo entrare da lì."
Sbuffando Koll continuò a muoversi, le indicazioni di Toran non comprendevano mai i metri da percorrere, solo parole come 'fra poco', 'poco distante' e 'ci dovrebbe essere non troppo in là', per cui non prese seriamente il suo 'alla prossima svolta'. Nonostante fosse passato parecchio tempo ormai, non riusciva a togliersi dalla testa Ailia. La sua rabbia per la violazione della sua intimità era stata comprensibile, così come lo schiaffo che gli aveva dato davanti a tutti. Eppure lui sapeva di aver fatto la cosa giusta e non si era scusato per averle salvato la vita. Non si sarebbe mai scusato quando salvava delle vite, nonostante il costo.
Poco distante vide la svolta di cui aveva parlato Toran, con un sospiro di sollievo la superò e si fermò poco dopo il portello. Il comandante lo raggiunse e controllò ancora una volta il tricorder.
"E adesso aspettiamo," disse.


Artemis IX - Mercato Sotterraneo, 31 ottobre 2398, ore 24:45


Perché Shinead stava parlando con quel tellarita quando il capitano si era raccomandata di interagire il meno possibile? Sinclair addentò uno dei frutti di bja che aveva appena comprato con una certa preoccupazione osservando la coppia. La scienziata teneva la testa bassa, coperta dal foulard di lana che era tipica della zona e veniva usata per proteggersi dal caldo evitando di guardare nella sua direzione, mentre il tellarita le parlava animatamente. Dall'atteggiamento e dalla familiarità con cui le si rivolgeva sembrava conoscerla, dove mai il tenente poteva aver conosciuto un tizio del genere?
Avevano ancora tempo, si disse Sinclair, non c'era fretta, dovevano finire gli acquisti e fingere di tornare verso la loro nave. Non c'era nessuna ragione per allarmarsi. Si sarebbe limitato a tenere sotto controllo la situazione al momento e sarebbe intervenuto solo se strettamente necessario.


Artemis IX - Mercato Esterno, 31 ottobre 2398, ore 01:20


Adlina abbandonò il suo posto quando il sole rosso divenne così forte da rendere impossibile sopportarne la luce. L'unica ombra era vicino alla casa di Kerlack ed era così sottile che la pazza era costretta ad addossarsi alla parete per evitare il sole. All'inizio le guardie avevano provato ad allontanarla, ma Adlina aveva iniziato ad urlare, attirando l'attenzione, e Sarlein alla fine aveva dato ordine di lasciarla stare. Lei gli era stata così grata da regalargli una sfera che l'ardaniano aveva accettato un po' sorpreso per poi consegnarla ad una delle guardie della porta con una smorfia di disgusto. La sfera era finita in un cassetto nel casotto delle guardie.
Al riparo, per quanto tenue, Adlina riprese a giocare con la sua sfera. Era una biglia di vetro, non troppo grande che cambiava colore a seconda di come la luce la toccava e la pazza la faceva rotolare dall'ombra al sole, poi la recuperava e ricominciava. Ripeteva questa sequenza per ore, sempre la stessa, sempre uguale. Senza mai fermarsi.
Fino a quando, all'improvviso non si fermò.


Artemis IX - Condotti di Ventilazione, 31 ottobre 2398, ore 01:30


"È pronto?"
"Lei?" Ribatté Koll.
"Sempre," rispose Toran con un sorriso iniziando a lavorare sull'apertura del portello mentre il dottore controllava il proprio tricorder.
"Il corridoio sotto di noi è libero," disse alla fine dandogli il via. Toran non se lo fece dire due volte e lo aprì.
"Si ricordi dottore, non dobbiamo agire fino a quando non è il momento, niente pazzie," gli disse Toran. Koll lo guardò stupito calarsi. "Perché lo dice a me?" chiese seguendolo.


Artemis IX - Mercato Sotterraneo, 31 ottobre 2398, ore 01:32


Shinead si era finalmente liberata del tellarita e lei e Sinclair avevano finito gli acquisti e stavano tornando verso lo spazioporto. "Quanto?" Fu l'unico commento che il tenente fece mentre camminavano.
"Tre minuti," rispose il pilota trattenendosi dal fare domande perché erano in ritardo rispetto ai tempi previsti e perderne altro a chiedere spiegazioni non era una buona idea.
Davanti a loro si iniziarono a vedere i gate di accesso agli edifici superiori, spostando il pacco dal braccio destro a quello sinistro Sinclair portò la mano sul phaser. "Pronto?" Gli chiese Shinead accelerando il passo.
"Sempre." Rispose il pilota con un sorriso.,


Artemis IX - Hovercraft di Kerlack, 31 ottobre 2398, ore 1:35


Sarlein si chinò ad ascoltare l'autista ed annuì un paio di volte prima di girarsi verso Kerlack che continuava a fissare preoccupato il dipadd che aveva fra le mani.
"Mezz'ora e saremo a destinazione," gli disse. Quando il cardassiano non reagì lo guardò perplesso prima di ricordarsi di riattivare il comunicatore. "Fra mezz'ora saremo arrivati," ripeté ottenendo per tutta risposta due brevissimi cenni di assenso.
"Non capisco cosa ci sia che non vada," commentò dopo qualche istante dando un paio di botte al dipadd, "ho perso la connessione con la base."
Roteando gli occhi esasperato Sarlein gli indicò le montagne attorno a loro, "siamo in piena zona buia, qui i collegamenti non funzionano, troppe radiazioni, è per questo che abbiamo scelto questo posto per lo spazioporto no?"
"Io l'ho scelto veramente, tu non eri ancora qui quando è accaduto," ribatté seccato il cardassiano.
"Si esatto," concesse Sarlein.
"Quanto?"
"Cinque minuti e saremo fuori."
Kerlack iniziò a battere impazientemente con le dita sul dipadd.


Artemis IX - Mercato Esterno, 31 ottobre 2398, ore 01:35


L'esplosione aveva spaventato Adlina che ora urlava terrorizzata mentre la porta che una volta era l'ingresso della casa di Kerlack esplodeva verso l'esterno. Disperata cercò di togliersi dalla traiettoria delle pietre che cadevano a terra e che una volta erano state la sua ombra e trovò rifugio vicino dietro una bancarella. Quando fu tutto finito, sollevò atterrita lo sguardo verso la devastazione e vide il fumo nero e denso che usciva dalla porta divelta. Tremando Adlina si avvicinò fino a sbirciare all'interno. Buio, puzza e lamenti la investirono spingendola a coprirsi la bocca con la mano. Alle sue spalle altri incuriositi la imitarono, ma non erano abbastanza coraggiosi da entrare. Fu così che la pazza fece quello che solo una che non ci sta con la testa avrebbe fatto, si coprì lòa bocca con la pezza rossa ed entrò nella fortezza di Gul Kerlack.


Artemis IX - Base di Gul Kerlack, corridoio secondario, 31 ottobre 2398, ore 01:40


La potenza dell'esplosione si era sentita fino a quella profondità facendo tremare di metallo. Un allarme suonava insistentemente in distanza e diversi passi avevano superato il loro corridoio in direzione degli ascensori.
Koll e Toran entrarono nel corridoio illuminato non appena il dottore confermò che la via era libera e si diressero rapidamente nella direzione opposta alle guardie.
"Secondo corridoio a destra, poi a sinistra e ancora dritto," disse Koll studiando il suo tricorder. "Le letture corrispondono, sono loro."
Toran annuì senza rispondere, il phaser in mano mentre seguiva le indicazioni del dottore.
"Sa cosa fare?" Gli chiese non appena si fermarono davanti alla porta che era la loro destinazione.
"Per chi mi ha preso?" Ribatté offeso Koll estraendo il proprio phaser.


Artemis IX - Casa di Gul Kerack, livello superiore, 31 ottobre 2398, contemporaneamente


Gli occhi di Adlina ci misero un po' ad adattarsi al buio e, quando lo fecero, la scena che le sic presentò davanti era impressionante. Il casotto dal quale le guardie avevano controllato l'accesso era completamente devastato. Uno degli uomini di Gul Kerack era a terra, sotto un cumulo di pietre, mentre un altro si teneva la testa gemendo poco distante, un rivolo di sangue gli scendeva lungo il viso a macchiare la tuta. Gli occhi folli di Adlina passarono dall'uno all'altro, incerti sul da farsi, poi alla fine la donna decise di andare verso il soldato privo di sensi e si chinò su di lui portando la mano tremante a toccargli il collo.
"Sei vivo? Si, sei vivo, l'ho detto io che saresti stato vivo, nessuno muore, no no, nessuno muore."
Sempre parlando fra sé la pazza si spostò a guardare verso quello che restava del gabbiotto e dell'ascensore che portava in profondità. Portandosi le mani alle orecchie per proteggersi dal fastidioso suono dell'allarme, Adlina raggiunse quello che restava del pannello di controllo e passò le mani sulla consolle. Un "Ah!" soddisfatto le sfuggì dalle labbra quando l'insistente all'allarme si spense.


Artemis IX - Hovercraft di Kerlack, 31 ottobre 2398, ore 1:41


"Fermi fermi! Torniamo indietro, dobbiamo tornare indietro!"
Al grido di Kerlack, Sarlein ordinò immediatamente al convoglio di fermarsi.
"Che succede?" Chiese controllando a sua volta il proprio comunicatore. Una luce rossa lampeggiante gli fece indurire la mascella. "Rezx?" Chiese al suo secondo sull'altro hovercraft, "che cosa leggi?"
"Sembra che ci fosse un problema alla base signore che però sembra è rientrato..." gli rispose incerto Rezx.
"Ma quale rientrato! Sono loro, sono loro!" Gridò isterico il cardassiano, "mi hanno trovato!" La sua espressione terrorizzata disgustò Sarlein.
"Prova a contattarli." Ordinò seccamente a Rezx.
"Non risponde nessuno," gli comunicò dopo alcuni secondi l'altro. L'espressione di Sarlein si fece ancora più gelida. Si girò verso il suo datore di lavoro che si grattava nervosamente le mani.
"Non rispondono, consiglierei di...."
"Torniamo indietro!" Lo interruppe Kerlack. "No!" Aggiunse subito dopo, "ho un'altra idea, proseguiamo. A tutta velocità. Raggiungiamo lo spazioporto."
"Non sarebbe meglio lasciare il pianeta?" Suggerì seccamente Sarlein che odiava essere interrotto.
Il cardassiano lo ricompensò con un sorriso folle. "Basta scappare. Si pentiranno di avermi sfidato. Andiamo."
Senza dire una parola, Sarlein diede l'ordine al convoglio di ripartire.


Artemis IX - Spazioporto, 31 ottobre 2398, ore 01:41


Shinead e Sinclair si fermarono subito dopo i gate posarono i loro acquisti in un angolo nascosto dopo essersi assicurati che nessuno li stesse guardando e si incamminarono con tranquillità verso gli uffici dello spazioporto. C'era parecchia agitazione e diversi impiegati erano usciti per andare a parlare con le guardie. Qualcuno parlava di un'esplosione in superficie, qualcun altro di problemi nelle miniere.
Approfittando della confusione i due entrarono e raggiunsero un corridoio secondario.
"Qui?" Chiese il pilota aprendo la porta di un ufficio.
"Sto verificando." Riposte la donna che stava controllando il tricorder, "no, più avanti."
Sinclair fece richiudere la porta e si diresse verso la successiva, "qui?" chiese sempre più impaziente.
"No," fu la risposta secca di Shinead O'Lauglin mentre lo superava.
"Questa?" Chiese ancora Alexander indicandone un'altra.
L'ufficiale scientifico non rispose continuando a controllare il tricorder.
"Shinead..."
"No," esclamò dopo alcuni interminabili secondi lei, "prosegui."
"Se non troviamo quel dannato tunnel in tempo, il capitano vorrà la nostra pelle." Gemette Sinclair.


Artemis IX - Base di Gul Kerlack, celle detentive, 31 ottobre 2398, ore 01:41


Il trucco di un attacco di sorpresa è, appunto, la sorpresa. Il problema viene quando la sorpresa in parte è stata rovinata da un allarme che però si spegne. Chi è stato allertato dall'allarme sarà sollevato dal suo spegnimento ma, allo stesso tempo, manterrà comunque una punta di sospetto che non sia stato un falso allarme.
Fu per questo che, non appena varcata la soglia delle celle, Toran non perse tempo e, identificata la guardia, sparò. E, sempre per lo stesso motivo, prima che il tenente Koll potesse farlo a sua volta, si occupò della seconda.
"Vuole fare tutto lei?" Fu il commento sarcastico del dottore mentre abbassava il phaser.
"Sto aprendo le celle, si assicuri che siano in grado di camminare." Fu la secca risposta di Toran. Sollevando gli occhi al cielo, Koll prese in mano il tricorder. "Lei si assicuri che non arrivi nessuno invece".


Artemis IX - Uffici dello Spazioporto, 31 ottobre 2398, ore 01:44


Shinead era arrabbiata, in altre circostanze sarebbe stata contenta di incontrare Mor, non vedeva il tellarita da anni, ma non sarebbe potuto accadere in un momento peggiore. Aveva perso minuti preziosi che avrebbero dovuto essere impiegati per cercare quel dannatissimo tunnel segreto di Kerlack, minuti che potevano significare il fallimento della missione.
"Qui?" Chiese ancora Sinclair con il tono di chi è sull'orlo della disperazione.
"No," e, all'esclamazione frustrata del pilota esclamò, "vorrei vedere te a studiare una mappa stratificata di centinaia di tunnel!"
Sollevando una mano in segno di scusa, Sinclair proseguì lungo il corridoio, mentre Shinead ruotava l'immagine per cercare di orientarsi.
"Ci dovrebbe essere una specie di sgabuzzino più avanti..."
"Il corridoio è finito," ribatté Sinclair.
"Come finito?!" Chiese lei sollevando di scatto la testa.

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Artemis IX - Base di Gul Kerlack, celle detentive, 31 ottobre 2398, ore 01:47


I prigionieri erano una decina, provati ma in buona salute per la maggior parte. Un paio presentavano ferite più o meno gravi che Koll aveva trattato come poteva ed ora lui ed un altro prigioniero aiutavano il più malconcio a camminare.
In testa al gruppo Toran guidava il gruppo senza fretta, controllando la mappa e facendoli fermare fino a quando non era sicuro che la strada fosse libera. La base del cardassiano non era enorme, ma capire quale fosse il percorso giusto verso un vecchio tunnel abbandonato non era una passeggiata.
"Ci siamo," sussurrò Toran indicando un portello, "da qui arriveremo dritti allo spazioporto."
"Sperando che ci sia qualcuno ad attenderci dall'altra parte," mormorò in tono appena udibile Koll.


Artemis IX - Spazioporto segreto di Gul Kerlack, 31 ottobre 2398, ore 01:55


Gli hovercraft si fermarono non appena raggiunto lo spazioporto. Sarlein fece appena in tempo a smontare che Kerlack lo superò in direzione di un piccolo edificio poco distante.
Una navetta solitaria sembrava attendere solo loro, peccato che non ci sarebbero mai entrati tutti.
Dopo aver ordinato seccamente ai suoi uomini di controllare il perimetro l'ardaniano si affrettò a seguire Kerlack all'interno dell'edificio.
Lo trovò intento a digitare freneticamente su una consolle.
"Signore?" Chiese avvicinandosi.
"Non mi avranno mai, no no, pensavano di essere furbi, ma io lo sono più di loro, si si!" Lo sguardo di Kerlack era se possibile ancora più esaltato di prima e Sarlein che fino a quel momento aveva creduto che il cardassiano fosse un fanatico per convenienza, all'improvviso capì che lo era per convinzione.
"Dhalan penserà a sistemarli," ora Gul Kerlack lo fissava, "ci penserà Dhalan..:"
"Chi...?" Chiese perplesso l'ardaniano.
"Non chi, cosa!" Lo corresse il cardassiano tornando a digitare, "un'arma così potente che insegnerà loro chi comanda!"
"Non capisco," chiese ancora Sarlein avvicinandosi a lui.
"Loro, loro non sanno," Kerlack lo guardò con un'espressione totalmente folle, "io l'ho ricostruita, l'arma che terrorizzò la federazione! L'arma che mi permetterò di vendicarmi, io li distruggerò, tutti!"
Fu in quel momento che Sarlein lo colpì.


Artemis IX - Uffici dello Spazioporto, 31 ottobre 2398, ore 02:05


Sinclair e Shinead O'Lauglin erano tornati sui loro passi, ricominciando a cercare.
"Il piano è quello giusto." commentò Sinclair mentre Shinead ricontrollava la mappa. "Le indicazioni precise. L'edificio è questo. È questo?" Le chiese colto da un improvviso dubbio.
"Si certo!" Rispose lei, "solo che questa mappa è vecchia e non tutto corrisponde... Aspetta..." Si fermò. "Li."
"Qui?" Chiese Sinclair indicando perplesso la porta di uno sgabuzzino.
"Si, si," confermò la scienziata sempre più eccitata, "come ho fatto a non capirlo prima! Questo edificio è stato ridotto quando hanno ampliato lo spazioporto e quello che prima era un ufficio è diventato uno sgabuzzino! È qui." Ripeté con sicurezza.
Sinclair la fissò per una frazione di secondo, poi cominciò a spostare i mobili.


Artemis IX - Tunnel Segreto, 31 ottobre 2398, ore 02:10


Toran si staccò dal portello con uno sbuffo seccato. "Niente da fare, è bloccato."
"Era così anche due minuti fa," commentò sarcastico Koll.
"Non dovrebbe esserlo," ribatté Toran guardando il dottore.
"Lo so," rispose Koll abbassando la voce, "ha un piano di riserva?"
"L'unico piano di riserva che ho prevede farci largo con le armi e non siamo abbastanza," rispose Toran digrignando i denti. Koll sollevò un sopracciglio.
"Non dimentica qualcosa?"
"Cosa?" Gli chiese perplesso Toran. Per tutta risposta Koll lo indicò. L'ornariano si guardò senza capire poi esclamò: "Oh."
"Quante persone pensa di riuscire a stendere con le sue 'scariche elettriche'?"
"Lo scopriremo presto non pensa?" Fu la risposta di Toran.
In quel momento un suono sordo provenne dalle loro spalle e lo sportello si aprì.
"Scusi il ritardo signore, abbiamo avuto problemi con la planimetria," disse Sinclair.


Artemis IX - Mercato superiore, 31 ottobre 2398, contemporaneamente


Adlina portò una mano a proteggersi gli occhi guardando la Ful-dDes decollare. Si era spostata dalla confusione attorno alla casa di Gul Kerack, non le piaceva tutto quel rumore e le persone continuavano a inciampare sulla sua biglia. Per fortuna era riuscita a recuperare i frammenti dell'altra prima che arrivassero i soldati sennò avrebbero sicuramente dato la colpa a lei. Tenendo la testa bassa e la benda a coprire il viso e grattandosi vicino all'orecchio dove piccole macchioline scure comparivano sotto lo sporco, Adlina la pazza si fece largo fra le bancarelle allontanandosi per sempre dal mercato e da Artemis.


U.S.S. Erinle - Ufficio del capitano, 02 novembre 2398, ore 15:20


"Gul Kerlack è stato preso in consegna dalla U.S.S. Ferlalf alcune ore fa, i suoi seguaci catturati mentre cercavano di fuggire da Artemis. Tutte le vittime sono state dimesse dal dottor Koll, anche quelle più gravi e saranno sbarcate non appena raggiungeremo Deep Space 5. Gli Xindi hanno 'ringraziato' per la restituzione di Dhalan e assicurano che non avrebbe mai funzionato, i piani erano fallaci, tuttavia l'intervento tempestivo del signor Naholo ha impedito che esplodesse uccidendo lui e tutti quelli che si trovavano nello spazioporto."
Il capitano Sidzi Drax Ajen ascoltava il suo primo ufficiale tenendo il dipadd con il rapporto che Toran gli stava riassumendo fra l'indice ed il pollice della mano sinistra.
"A proposito del tenente Naholo..."
"Se l'è cavata molto bene dire," rispose subito Toran con un sorriso soddisfatto.
"Sono d'accordo," annuì la trill, "crede che sia pronto?"
"Ha sostenuto la parte del terribile Sarlein senza perdere credibilità nemmeno quando ha fatto credere ai suoi uomini di aver ucciso Gul Kerlack," disse Toran, "direi che è più che pronto."
"Allora sarà il caso di parlargli," decise Drax alzandosi, "ma prima dobbiamo conoscere il nuovo ammiraglio."
Toran la imitò, "adesso?"
"Vuol forse fare attendere il contrammiraglio T'li?" Gli chiese Drax con un sorriso.
"Non mi sognerei mai, capitano," rispose Toran seguendola, "quando salirà a bordo?" le chiese mentre uscivano.
"Troppo presto, comandante, troppo presto," rispose Drax prima che le porte si chiudessero alle loro spalle.