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ATLANTIS
Missione: 04
Titolo: Missione in corso
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Brano: 04-01
Titolo: Alberi Base stellare 24
Autore: Capitano Fabio Yager Cortes
(aka Marco Calandri)
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Uss Atlantis plancia 07 novembre 2171 ore 09.01


Il tenente Random tolse potenza ai motori a curvatura con un sospiro di sollievo: quel lungo viaggio era finito. Avevano navigato ininterrottamente per diverse settimane senza deviazioni o tappe intermedie soltanto per raggiungere quel punto così lontano.
Prontamente arrivo l'ordine di Cortes: "Orbita standard."
Nello stesso istante in cui il navigatore iniziò ad impostare la rotta, il guardiamarina Reis disse: "Capitano ci chiamano dalla superficie."
"Sullo schermo." Ordino Cortes e pochi istanti dopo l'immagine del pianeta proiettata dal monitor scomparve lasciando il posto ad un ufficiale della flotta. L'umano aveva circa quarant'anni, dai capelli corti e leggermente brizzolati. Gli occhi erano di un azzurro vivissimi e aveva una piccola cicatrice sulla guancia destra. Era inquadrato su un primissimo piano e difficilmente si potevano vedere i gradi di capitano.
=^=Finalmente!=^= Esclamò l'umano scherzosamente, per poi aggiungere:=^=Credevo che vi foste persi.=^=
"Non ci siamo persi." Replicò il capitano Cortes.
=^=Allora avete fatto il giro panoramico.=^=
Fabio sbuffò leggermente irritato dicendo: "Ramirez la colpa è tua."
=^=Davvero?=^= L'uomo che rispondeva al nome di Ramirez face finta di nulla.
"Se non ti fossi imboscato in questa remota parte della galassia non avremmo dovuto viaggiare così a lungo per portati questi componenti." Ora era Cortes a passare all'attacco.
L'interno equipaggio di plancia stava seguendo questo battibecco cercando di rimanere seri. Random, dalla sua posizione centrale, aveva chinato la testa cercando di non ridere così apertamente. Reis, più defilata sghizzazzava quasi apertamente. Kimura manteneva la rigida marzialità degli ufficiali superiori e Blake si teneva occupato con le analisi di routine del pianeta.
=^=Ma per che cosa ti offendi... ti ho fatto fare esercizio per quando sarai ammiraglio.=^= Obbiettò con un largo sorriso Ramirez.
"Che cosa intendi?" Chiese Fabio.
=^=Ma se hai potuto comandare fin qui una flotta.=^=
"Si tratta di tre mercantili e della mia nave." Precisò il capitano della Atlantis.
=^=Bene grande ammiraglio Cortes scarichi pure la sua merce... le confermo autorizzazione a scaricare.=^= Replicò Ramirez abbozzando un saluto militare e chiudendo la comunicazione.
Cortes sospirò pensando all'irriverente compagno di accademia poi guardò Reis e disse: "Guardiamarina mi chiami i capitani dei tre mercantili e gli trasferisca gli ordini della base stellare 24."
Reis era confusa e temeva che i suoi vuoti di memoria le avessero giocato qualche brutto scherzo: "Ma signore durante il suo dialogo il capitano... ehm... ." Non trovava il nome ma Cortes l'aiutò: "Ramirez."
"... si il capitano Ramirez non ha comunicato nulla sulle modalità di scarico delle attrezzature."
Cortes sorrise e indicò la consolle di comunicazioni: "Ramirez è un gallinaccio ma è molto preciso e puntuale mentre io e lui battibeccavamo i suoi ufficiali ci avranno certamente mandato le disposizioni di scarico del materiale."
La ragazza guardò in basso e esclamò: "Sì signore eccole... abbiamo tutto e anche le altre navi che ci seguono hanno ricevuto i nostri stessi ordini."
Cortes sorrise dicendo: "Bene iniziamo le operazioni di scarico."

Base stellare 24 corridoio centrale 07 novembre 2171 ore 11.09


La base stellare 24 era in febbrile fermento. Il materiale trasportato dalla Atlantis e dai tre mercantili era accatastato un po' ovunque accanto a paratie e sistemi in fase di assemblaggio e altri pezzi sparsi. C'era uno strano ordine caotico in cui i tecnici della base trasportavano e sistemavano pezzi. Ad aiutare c'erano i marinai della Atlantis intenti a fornire supporto ai colleghi. Le sale teletrasporto lavoravano di continuo allo scarico delle merci supportate dalla navetta 2 della Atlantis. Cortes in quel caos camminava tranquillamente come se si muovesse a suo agio. Trasportava una ingombrante valigia e, dopo aver schivato e scavalcato alcune tubature, giunse di fronte all'ufficio del capitano. Fabio cercò il campanello ma trovo solo due cavi penzolanti. Meditò per un secondo su cosa fare ma arrivò una voce dall'interno della stanza: "Entra pure."
Rapidamente Cortes entrò nell'ufficio del capitano della stazione. E si accorse di come quel locale era diverso dal resto della base. Regnava una tranquillità assoluta tutto era in ordine e al suo posto.
Il capitano della Atlantis si avvicinò alla controparte dicendo: "E' qui che ti sei imboscato?"
Ramirez sorrise e, indicando una sedia, aggiunse: "E' un buon posto... vieni siediti."
Cortes si sedette posizionando alla sua destra la valigetta che trasportava.
"Come hai fatto ad accettare un incarico su questo pianeta disabitato?" Chiese Cortes all'amico il quale rispose prontamente: "Che ci crederai o no... ho chiesto io quest'incarico. " Ramirez fece una breve pausa: "Ero stanco di vagabondare per le stelle... ."
"Non avremo mai immaginato che potessi dire ciò." Fabio percepì una strana tristezza negli occhi dell'amico.
Ramirez andò ad un mobiletto sulla sinistra, lo aprì, prese una bottiglia e due bicchieri e, portandolo verso la scrivania, aggiunse:" E' successo circa 7 mesi fa. Ero al comando della Cassiopea quando una notte mi sono svegliato... ." Breve pausa come per cercare le parole: "Stanco, sfinito come se avessi camminato per tutti quegli anni luce e non viaggiato su una nave della Federazione."
"E se finito qui." Concluse Cortes.
"Già." Ramirez iniziò a versare uno strano liquido marrone nei due bicchieri e ne perse uno a Cortes.
"Non è alcol, vero?"
"No." Ramirez scosse la testa sorridendo: "E' il succo di una bacca che cresce su questo pianeta. Ha un sapore che ricorda il tè e la fragola." Detto ciò bevve un bel sorso di bevanda.
Fabio rimase leggermente interdetto come se non sapesse bene come fare, annusò il liquido per poi berne un sorso: "Mah di tè sa poco."
"Ah sa di me?" Chiese Ramirez ritrovò il suo consueto buon umore e la voglia di scherzare.
Cortes scosse la testa per la stupida battuta e sospirò rassegnato: "Non sei cambiato dai tempi dell'accademia."
Ramirez rise di buon gusto scuotendo la testa: "Direi proprio di no." Poi l'umano notò la valigetta che aveva portato Cortes e disse: "E' quello che ti ho chiesto?"
Cortes annuì gravemente: "Sì e rischiamo la corte marziale se la flotta viene a sapere cosa c'è in questa valigetta."
Il capitano della base alzò gli occhi al cielo mentre guardava Cortes mettere la valigetta sulla scrivania e aprila.
Uno strano odore di sangue misto freddo inondò l'era.

Navetta 1 in volo sul continente orientale 07 novembre 2171 ore 11.20


Blake avrebbe voluto approfittare del volo per condurre alcune analisi a bassa quota del pianeta. Purtroppo quando aveva chiesto a Random di volare a bassa quota lui l'aveva preso in parola: appena si era trovato in un lunghissimo canyon si era lanciato a massima velocità in un folle volo a bassissima quota.
La navetta 1 sfrecciò ad una trentina di metri da una roccia di 7 metri di diametro e iniziò rullata verso destra per poi lanciarsi in un stretto canale. Blake osservò le rocce dal finestrino alla sua destra sfrecciare ad altissima velocità e sospirò: "Potresti rallentare."
Random rise esultando come un bambino che si butta già da una discesa con la bici: "Fantastica questa navetta... molto agile."
"Non mi hai sentito?" Chiese seccato l'ufficiale scientifico.
"Sì... certo." Joshua rise con la sua voce metallica.
"Sei a mach 2." John era al quanto stizzito ma Random non lo vide: era troppo concentrato nel pilotare la navetta.
"Direi che siamo a mach 1.85." Lesse la velocità il timoniere.
Blake fece per rispondere ma uno scossone da una rapida virata di Random lo zittì rimettendolo a sedere. Si aggrappò al sedile e, rimettendosi in piedi, riuscì a dire: "Vorrei fare delle analisi... con calma."
Ma la semplice e metallica risposta di Random fu la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso per il povero ufficiale scientifico: "Il capitano mi ha chiesto di testare la navetta in un volo a bassa quota per vedere il funzionamento dei sistemi di auto pilotaggio che seguono il terreno."
John si arrese e, facendo buon viso a cattivo gioco, si mise ad analizzare l'ambiente circostante malgrado il folle volo.
Entrambi gli ufficiali erano così impegnati discutere che non si accorsero degli altri due passeggeri. Seduti sui sedili posteriori c'erano i guardiamarina Reis e Squiretaker.
"Bè non dire che non ti porto mai in giro." Scherzò Alejandro ma Dorothea non era della stessa opinione: "E questa sarebbe la tua idea di una gita romantica?"
"Bè dai... ." Provo a dire il giovane ma Thea fu più rapida:" Una missione di ricognizione... è questa la tua idea della gita romantica?"
"Pensavo che ti facesse piacere dopo tutte queste settimane di viaggio... ." Provò a difendersi l'ufficiale alla sicurezza.
Thea capì il gesto, anche se goffo e le avrebbe dato un sacco di lavoro, sorrise di rimando al giovane guardiamarina della sicurezza.

Base stellare 24 ufficio del capitano Ramirez 07 novembre 2171 ore 12.05


Ramirez masticò lentamente gustandosi quel sapore sopraffino ottimamente conservato durante il lungo viaggio. Ingoiò il boccone soddisfatto ed espresse la domanda che aveva in testa da minuti: "Perché la Flotta Stellare ci manderebbe davanti alla corte marziale?"
"Per quello che ti ho portato." Rispose Fabio tagliandosi un altro pezzo dal piatto.
Ramirez guardò il piatto che conteneva la bistecca che gli aveva portato Cortes e che era stata appena cucinata dal cuoco della base. Mentalmente ripercorse tutti i protocolli della flotta ma dato che il cibo era stato sigillato, sterilizzato e trasportato secondo i regolamenti non vedeva il problema.
"Ma non vedo il motivo." Il capitano della base stellare 24 era confuso.
"Perché gli Ammiragli sono gelosi di queste due prelibatezze." Rispose Cortes ridendo e indicando le due bistecche nel piatto.
Ramirez rise per non piangere alla stupida battuta e per un lunghissimo secondo pensò se non fosse stato il caso di picchiare l'amico.
Nel mentre Cortes bevve un sorso delle sostanza marroncina fatta con le bacche del pianeta: "Sai alla fine ci si abitua a questa brodaglia."
"Non ho parole." Fu il commento di Ramirez.
"Sulla bevanda?" Chiese Cortes.
"No su di tè."
I due scoppiarono a ridere e ripresero a mangiare.
Dopo un po' di minuti Cortes chiese: "E' sicuro il continente orientale."
Ramirez alzò gli occhi dal piatto: "Sei preoccupato per i tuoi uomini?"
"Sì."
Il capitano della base scosse la testa. "E' un deserto inospitale e arido ma è relativamente sicuro. In caso di problemi una navetta della base può raggiungerli in meno di 30 minuti."
"E quelle creature?" Cortes pensò per un secondo al nome: "I cammina qualcosa... ."
"I CamminatoriVegetali. " Ramirez scosse la testa: "Sono solo degli alberi... sono del tutto innocui."

Zona di atterraggio della navetta 1 07 novembre 2171 ore 12.20


Random guardò le creature meravigliato: non aveva mi visto nulla di così. Soltanto a quando aveva fatto atterrare la navetta si era accorto di loro.
"Sono bellissime." Disse indicando davanti a lui.
"Già... era loro che volevo analizzare dalla navetta." Rispose John poi girandosi verso il timoniere aggiunse: "Se qualcuno non avesse pilotato come se avesse la flotta Klingon alle calcagna."
Random sorrise cercando di smorzar la situazione.
Il guardiamarina Squiretaker al contrario strinse istintivamente a sé il phaser.
"Si chiamano le CamminatoriVegetali." Rispose Blake puntando il tricoder verso di loro. Le creature si trovavano a diverse centinaia di metri davanti a loro ma anche da quella distanza apparivano enormi: si muovevano nella sabbia del canyon come vermi. Antenne filiformi con un una strana protuberanza giallognola alle estremità erano poste lungo tutto il perimetro mentre sul dorso una serie di protuberanze circolari erano rivolte verso l'alto.
"Che nome strano." Commentò Reis.
"Sono vegetali ma hanno tratti animali." Spiegò Blake.
"Sono carnivori?" Chiese Squiretaker analizzando i rischi.
"No si nutrono raccogliendo l'umidità ambientale e con la fotosintesi clorofilliana, i continui terremoti gli portano in superficie le sostanze nutritive che assorbe con le antenne sui lati." Spiegò l'ufficiale scientifico mentre attivava i sensori della navetta.
Squiretaker abbassò il phaser non del tutto convito.
Poi Blake si voltò verso Random e lo vide guardare davanti a sé esterrefatto. Accanto a lui Reis usava la mano destra come parasole ed era ugualmente esterrefatta.
"Ma sta uscendo qualcosa?" Disse la ragazza.
"Non è possibile... dev'essere un allucinazione." Sdrammatizzò John.
"No... sta uscendo qualcosa." Confermò Random, Blake si voltò per vedere il monitor del D-padd collegato ai sensori della navetta. Malgrado il caldo gli vennero i sudori freddi leggendo i dati: "Non è possibile rilevo del DNA animale?!"
Squiretaker non perse tempo: si mise a terra e usò l'ottica del fucile per vedere meglio. Dal CamminatoreVegetale più vicino, a circa duecento metri, vide una strana figura squarciare il verme e cercare di uscire. L'essere era di colore blu e, malgrado la luce giornaliera, brillava di una intensa colorazione blu-violacea con tonalità sul bianco. L'essere si dimenò afferrò il terreno nel tentativo di uscire e in poco tempo fu libera.
"E'DNA umanoide quello che rilevo." Disse John con gli occhi fissi sul monitor del d-padd e, accanto a lui Alejandro, che aveva assistito a tutto, aggiunse: "Confermo... è emerso un umanoide e sta venendo verso di noi."




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Brano: 04-02
Titolo: Dall'altro punto di vista
Autore: Guardiamarina Dorothea "Thea" Reis
(aka Vanessa nd)
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Zona di atterraggio della navetta 1 07 novembre 2171 ore 12.20


L'atmosfera in tutta la regione era pesante.
Da parecchie lune, dal regno delle stelle erano piombati innumerevoli predatori enormi, con ali luccicanti che emettevano suoni gutturali di una potenza mai vista.
Nessuno aveva mai visto nulla di simile, nemmeno i grandi vecchi erano stati in grado di ricordare qualcosa di vagamente famigliare con quegli esseri.
Prima ancora che avessero potuto cercare un dialogo, questi predatori avevano iniziato a razziare l'acqua, quella poca acqua che ancora disponevano per progredire e svilupparsi.
Il timore iniziale si era tramutato in terrore.
Le femmine avevano iniziato a spostare la radici altrove, in attesa di gemmare e generare i nuovi e quanto mai rari nuovi fusti.
I più anziani avevano deciso di rimanere dove stavano: un po' per lo sforzo enorme di sradicarsi e ridistribuirsi altrove ed un po' per fare da esca per quei predatori così da permettere ai più giovani della specie di mettersi in salvo.
Eppure..
Eppure nessuna azione ostile era stata intrapresa da quegli enormi esseri volanti, a parte rubare l'acqua ovviamente.
Nessuno era stato colpito, attaccato, bruciato.. si sentivano osservati quello sì, come se il predatore stesse studiando le abitudini delle sue prede prima di attaccare.
Ma quell'azione ostile non era mai iniziata.
Si erano rifugiati in molti ad Oriente dove i grandi predatori sembravano recarsi di meno e dove ogni tanto inviavano soltanto i loro cuccioli più piccoli.
Dopo lune e soli di ansia, la situazione si era tranquillizzata: nessun essere era più giunto, almeno fino a quella mattina.
Uno dei cuccioli dei predatori, uno particolarmente esuberante e capriccioso, aveva terrorizzato per ore l'intera regione, lanciandosi in voli radenti ed emettendo il suo assurdo urlo di guerra che rimbombava in ogni angolo.
Stufo probabilmente di quel gioco ignobile, il cucciolo aveva deciso di scendere e di posarsi sul suolo, rimanendo immobile.
Forse era stanco, forse era sfinito e forse era l'unica possibilità per loro di capire chi diavolo fossero quegli esseri.
Pertanto avevano scelto un piccolo gruppo di giovani esploratori ed avevano deciso di affidare a loro il compito di indagare.
Non avevano fatto che pochissimi metri che l'essere così esuberante sembrò figliare.
Forse era quella la motivazione alla base del suo comportamento così anomalo?
Della sua agitazione prima e del suo immobilismo poi?
Quattro esseri, bianchi come il ghiaccio, erano scesi dal suo grembo e compivano i primi incerti passi sul terreno.
Si osservavano fra loro, scrutando strani congegni luccicanti, ed esaminavano ove si trovavano.
Timidi, impacciati, sicuramente malati visto il loro colorito facciale, tre parevano essere di sesso maschile, uno femminile, almeno a giudicare dalle dimensioni delle creature.
Niente di pericoloso, se non fosse per l'enorme madre.. a sua volta piccola rispetto alle creature che solcavano i cieli.
L'immobilismo della essere madre, portò Zendut e Nalira a decidere di lasciare le loro case uscendo dal guscio protettivo ed avvicinarsi ai nuovi arrivati.
Zona di atterraggio della navetta 1 07 novembre 2171 Contemporaneamente
Dorothea aveva preso in mano in padd col traduttore universale. Dai tempi della sua inventrice, Hoshi Sato, avevano fatto diversi progressi, ma non abbastanza da affrontare un Primo Contatto senza un minimo di taratura pregressa.
Alejandro stava cercando di assumere un atteggiamento fisico non aggressivo, sforzandosi di tenere il phaser lungo il fianco in posizione rilassata.
Joshua stava mentalmente valutando le tempistiche per una partenza immediata in caso d'emergenza, maledicendosi per non aver pensato di comunicare la loro precisa posizione d'atterraggio. Non era certo di quanto i sensori della neonata base fossero attivi e funzionanti e la Atlantis era praticamente stata sguarnita di personale per supportare i colleghi nella costruzione della base.
John, da buon ufficiale scientifico, era l'unico realmente attratto ed interessato da quanto stava avvenendo, dal punto di vista non emozionale o di curiosità. Aveva puntato verso i due umanoidi in avvicinamento il suo tricorder, analizzandone per quanto possibile struttura, dna, attitudini, postura e via discorrendo.
Dai dati che stavano rapidamente comparendo sullo schermo, era abbastanza evidente che si trattasse di un maschio ed una femmina.
Il maschio aveva una struttura fisica più alta della controparte femminile, il corpo ricoperto di una membrana antracite ricoperta di striature azzurrognole accese, mentre il volto aveva una tonalità di un marrone corteccia, con un cranio con zigomi incassati e zigrinati come una palla da rugby. Gli occhi erano di un blu violaceo molto profondo.
La femmina invece aveva il corpo scoperto di un azzurro chiarissimo eccezion fatta per una sorta di abito color corteccia, il volto era dello stesso colore del corpo, con le labbra celesti così come le sopracciglia ed una serie di striature orizzontali come tatuaggi che si estendevano dal viso verso il retro della testa che si allungava assumendo coloriti violacei ed una struttura decisamente più solida e simile al cranio del maschio.
L'atteggiamento della femmina pareva neutro, più curioso che preoccupato, mentre il maschio era più aggressivo o protettivo. O quello è quanto risultava a Blake in base alle analisi sulle reazioni corporee che elaborava il tricorder.
Quando i due gruppi furono abbastanza vicini, nessuno fece la prima mossa, limitandosi a scrutarsi da lontano gli uni agli altri.