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ATLANTIS
Missione: 04
Titolo: Missione in corso
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Brano: 04-00
Titolo: ImbarcoComandante Keyl
Autore: Comandante Jonathan Keyl
(aka Giovanni Pipicella)
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Uss Atlantis plancia 11 Luglio 2173 ore 09.01


Era già sera quando Jonathan, ingegnere capo della UES Atlantins in licenza
speciale, si sedeva ad un tavolo di un pub nella periferia di Dublino.
Era stata una settimana dura ma finalmente, poteva rilassarsi un poco e
stare per conto suo.
Esattamente una settimana prima, mentre supervisionava un controllo di
routine ai motori della Atlantis, aveva ricevuto una telefonata da alcuni
amici di vecchia data i quali gli comunicavano che Thomas, vecchio amico e
compagno di scorribande, era morto in un incidente.
Niente miseri, niente complotti o liti furibonde: Durante un volo in
deltaplano, un fulmine aveva squarciato parte delle ali e una una corrente
d'aria troppo forte e inaspettata, lo aveva fatto ribaltare e cadere
rovinosamente a terra.

Adesso era passato tutto: La corsa alla ricerca del capitano Cortes per
richiedere una licenza, l'organizzazione del viaggio, l'incontro con i
genitori si Thomas (Sarah e William che consideravano Jonathan come un
figlio) l'organizzazione del funerale insieme a loro e tutto quello che era
seguito.
Adesso Thomas giaceva sotto due metri di terra in quello che avrebbe dovuto
essere il suo eterno riposo.

Jonathan, con la sua birra in mano, aveva preso posto nell'angolo più buio
del pub, sperando di passare inosservato per il resto della serata.
Voleva stare solo con i suoi pensieri a ricordare il vecchio amico.


Qualche anno prima, durante quella che sarebbe stata la prima di molte una
vacanza in Irlanda, si trovava dentro un pub. Si gustava qualche birra
chiacchierando con alcune persone che aveva appena conosciuto. Ridevano e
scherzavano quando lui vide passare, dall'altro lato del pub, una ragazza
che, allora, penso fosse la più bella che avesse mai visto. Buffo pensare
come ora non ricordasse neanche il suo nome.
Lasciò il gruppo e si diresse, birra in mano e sorriso a trentaquattro
denti (forse aiutato dall'alcool), verso quella ragazza quando, a pochi
passi da lei, si sentì bussare sulla spalla :"Mi spiace amico ma quella è
la mia ragazza... e tu stai barcollando pericolosamente nella sua
direzione".
Effettivamente Jonathan aveva forse bevuto più di quanto volesse ammettere
e la sua camminata, probabilmente, era dritta e sicura solo nella sua testa.
Il ragazzo che lo aveva fermato era alto poco più di lui, muscoloso,
capelli ricci corti e occhi marroni. Il tono di voce che aveva usato era
calmo ma sicuro. Jonathan fece per girarsi e rispondere quando sentì i le
gambe cedere e barcollò. Thomas allungò un braccio e gli diede una mano a
recuperare l'equilibrio. I due si guardarono in faccia per qualche secondo,
poi scoppiarono a ridere.

Thomas lo presentò ai suoi amici e passarono il resto della serata insieme
a bere. Thomas si dimostrò essere una persona molto simpatica e gentile (a
differenza della sua ragazza che, comunque, avrebbe frequentato ancora per
poco). Figlio unico, lavorava presso un vecchio hangar di aerei da
collezione e si occupava della manutenzione dei motori. Aveva un brevetto
di volo e adorava il suo lavoro ma, la sua vera passione erano gli ultra
leggeri. Ne possedeva già un paio ma il suo preferito era un vecchio Viper
SD4 che aveva ristrutturato e rimontato praticamente pezzo per pezzo da
quando aveva sedici anni. Condivideva con Jonathan la passione per i motori
su cui lavorava e gli piaceva, quando poteva, fare arrampicate e rischiare
di rompersi il collo in situazioni estreme come l'arrampicata senza
assicurazione.

Per il resto della sua vacanza, Jonathan e Thomas si videro praticamente
tutti i giorni. Thomas gli mostrò dove lavorava e gli fece visitare i posti
e i pub più belli di Dublino, alla sua vacanza successiva, il resto
dell'Irlanda.

Durante uno dei week end a Galway, decisero, in piena notte e dopo qualche
birra di troppo, di scendere le famose scogliere di Moher.
Thomas aveva con sé l'attrezzatura per l'arrampicata e, quando Jonathan era
con lui, ne portava una di scorta. Insieme ad altri 2 amici, si misero in
macchina e si avviarono verso le scogliere.
Non era una discesa molto lunga: 217 metri nella parte più alta, ma, la
difficoltà consisteva nei forti venti e nel fatto che,sotto di loro,
avrebbero avuto l'oceano Atlantico e, in caso di caduta, le forti correnti
avrebbero sbattuto lo sfortunato, quasi subito sulle scogliere senza
lasciargli scampo. La scommessa consisteva nel vedere chi sarebbe riuscito
ad arrivare più vicino alle onde prima di ritirarsi.

Arrivarono alle scogliere che era buio. Se di giorno la folla riempiva il
luogo, di notte non c'era anima viva. Il cielo limpido e la luna piena
davano una buona illuminazione, ma si erano portati comunque dietro anche
un piccolo gruppo elettrogeno per fare un po' di luce in più.

Jonathan e Thomas si prepararono per la discesa mentre, i loro amici,
montavano ed avviavano il gruppo elettrogeno e le luci.

"Jonathan, mollerai prima della metà della discesa" disse Thomas.
"No amico, sarai ancora alla partenza quando io starò già bevendomi la
birra della vittoria... e comunque molerai molto prima di me." Rispose
Jonathan.

Finita l'imbracatura e fissate le cime, si avvicinarono al bordo della
scogliera: "Pronto?" disse Jonathan, "Certo: partiamo".
Iniziarono la discesa. Il primo pezzo era semplice. Non potevano saltare ma
iniziarono a scendere poggiandoci agli appigli naturali. Il primo quarto di
discesa era relativamente semplice e ben illuminato. Le prime difficoltà
iniziarono a metà percorso. I fari agganciati al gruppo elettrogeno
iniziavano a non illuminare cosi tanto. Jonathan scivolò su un appiglio
umido e perse la presa ad una mano ma, grazie agli allenamenti
all'accademia, riuscì a tenersi attaccato alla scogliera.
"Sei già in difficoltà?" Disse Thomas che era già un paio di metri più in
basso.
"Non montarti la testa Thomas, sono solo scivolato" rispose Jonathan.
Thomas scendeva veloce anche grazie alla molta pratica che faceva e
sembrava non perdere un colpo.

A tre quarti della discesa nessuno dei due aveva mollato ma entrambi
iniziavano ad avere il fiatone e a non trovare sempre dei buoni appigli.
Poco dopo, Thomas aveva aumentato il vantaggio quando si sentì un urlo.
"Che succede Thomas?" Disse Jonathan preoccupato. Non sentendo risposta,
cercò di voltarsi a controllare l'amico. Strinse gli occhi nel buio e lo
vide penzolare dalla sua corda poco sopra le onde. Se fosse arrivata
un'onda più forte delle altre, lo avrebbe sbattuto contro la scogliera con
violenza.

"Presto! serve aiuto!" Urlo Jonathan. I loro amici si affacciarono alla
scogliera.
"Proviamo a tirarlo su!" Dissero.
"No! aspettate!" Jonathan aveva notato che la corda dell'amico era
impigliata. "Scendo a sbloccare la corda."
Jonathan scese ancora arrivando di fianco all'amico. Fece in tempo a
liberare la corda quando, un onda più alta delle altre, li travolse in
pieno facendoli sbattere contro la parete rocciosa e perdere conoscenza.

Non sapeva quanto tempo era passato quando, aprì la prima volta gli occhi,
intravide le luci delle ambulanze e alcuni ufficiali della GARDA che
prendevano appunti interrogando i suoi amici. Poi perse di nuovo conoscenza.

"Ehi! Ti vuoi svegliare?!" Jonathan senti la voce dell'amico. Aprì gli
occhi e si rese conto di trovarsi in ospedale.
"Thomas, che diavolo è successo?" disse Jonathan. Aveva dolori ovunque e
gli girava la testa.
"Sembra che ci siamo rotti un po' di ossa e che siamo nei guai..." disse
Thomas ridendo.
Un ufficiale della GARDA e un medico lo osservavano dai piedi del letto.
"Si. La prognosi è quella. Insieme a una bella commozione celebrare per
entrambi... ma visto quello che avete fatto forse potete solo migliorare.
Oltre ad un grave rischio di finire in ipotermia... fortuna che i vostri
amici hanno chiamato subito e hanno pensato loro a tirarvi su. " disse il
medico.
"L'avete combinata grossa ragazzi!" disse l'ufficiale della GARDA.
"Rischiavate di rimanerci la sotto."
"Comunque per i prossimi due mesi non potrete combinarne un altra, visto
che non uscirete da quei letti." disse il medico.
"Cercate di riprendervi e mettete la testa a posto" disse l'ufficiale del
GARDA uscendo.
"Noi ci vediamo piu tardi per un controllo." disse il medico uscendo pure
lui.

"Certo che abbiamo rischiato grosso" disse Thomas "comunque lo sai che ho
vinto io, vero? sono arrivato molto più in basso di tè."
"Si ma poi sono dovuto scendere a salvarti il culo" disse Jonathan.

Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere. Non sarebbe certo stata
l'ultima volta che si sarebbero messi nei guai insieme quella. Ma
sicuramente fu una delle volte peggiori.

Jonathan era ancora seduto al pub sorseggiando la birra quando sentì
qualcuno bussargli sulla spalla.
Si scosse dai suoi pensieri e si voltò a vedere chi lo stesse disturbando.
Era la cameriera del pub: "Mi scusi... qualcosa stà suonando nella sua
giacca già da qualche minuto... non vorrei fosse importante."

"Si, grazie...." disse Jonathan. Prese il comunicatore dalla sua giacca e
lo aprì :"Qui Keyl."
"Comandante, sono Reis, il capitano mi ha chiesto di richiamarla a bordo."
"Va bene Reis, mi preparo subito a partire. Chiudo." Jonathan chiuse il
comunicatore, posò la birra, prese le sue cose e uscì dal pub.
Il tempo di piangere il suo amico era finito.




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Brano: 04-01
Titolo: Bel Casino
Autore: Capitano Fabio Yager Cortes
(aka Marco Calandri)
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Uss Atlantis Sala mensa 4 ottobre 2173 Ore 13:03




"Contento?" Il comandante Keyl si protese in avanti verso il timoniere
mentre addentava un pezzo di pane.

"Era ora... non ne potevo più." Random guardo la pasta nel piatto e, facendo
vorticare gli spaghetti nel piatto, aggiunse:"finalmente avete rimesso in
linea la propulsione."

"Ho fatto più veloce che potevo." Fu la risposta dell'ingegnere capo mentre
passava al secondo piatto: una succulenta bistecca con patatine.

"Due settimane?" Randon scosse la testa:"Non è un concetto di più veloce
possibile, la prossima volta che il capitano mi chiederà di schivare un
siluro più veloce possibile gli risponderò due settimane."

La metallica voce del timoniere non aiutò ad esprimere al meglio la battuta
ma Keyl scoppiò ugualmente a ridere.

"Bè forse agiamo a due velocità differenti." Rispose Keyl.

"Già vero." Random sorrise:"Non vedo l'ora di salpare."

"Anche io." Jonathan sorrise e, stiracchiandosi, aggiunse:" Perché quando
la nave naviga ho meno lavoro da fare."

Il timoniere fece per rispondere ma una voce femminile dietro di loro fu
più veloce:"Possiamo sederci."

Random si voltò dicendo:" Certo Dorothea... ci eravamo messi d'accordo di
pranzare tutti assieme."

"Ah devo averlo scordato." Rispose l'ufficiale alle comunicazioni.

"Nessun problema, sedetevi." Rispose l'ingegnere capo facendo un cenno al
guardiamarina Squiretaker in piedi accanto a Reis.

I due arrivati posarono il vassoio del pranzo e si sedettero accanto ai due
ufficiali.

"Allora? Siete pronti a ripartire?" Chiese Random entusiasta.

"Non vedo l'ora di arrivare sui quei strani nuovi mondi." Rispose Alejandro.

"O comunicare con nuove forme di vita." Aggiunse Reis.

"O riposarmi." Concluse Keyl.

Il gruppo si mise a ridere poi Jonathan aggiunse:"Avete visto il capitano?"

"No, è da stamattina che non lo vedo." Commentò Random.

"Oggi sono arrivate una serie di comunicazioni dall'ammiragliato." Aggiunse
Reis.

Il gruppo lasciò perdere il pranzo e, con l'aria da complottisti o da
comari di paese, si avvicinarono creando un cerchio con le teste.

"Che comunicazioni?" Chiese Keyl.

"Non lo so ma mi pare di ricordare che il capitano era abbastanza teso e di
cattivo umore." Spiegò Dorothea.





Uss Atlantis Ufficio del capitano Cortes ottobre 2173 Ore 13:11



=^=Vi incontrerete con la Detrer e farete le relative indagini.=^=
L'ammiraglio Guller, un tellarita di mezza età leggermente sovrappeso,
aveva appena finito di parlare. Aveva spiegato la situazione con tono fermo
e deciso senza introdurre i classici insulti o battibecchi della sua razza.
Era chiaro che anche a lui la situazione non piaceva affatto.

Cortes scosse la testa. Il suo ufficio era immerso nella penombra totale,
il monitor della scrivania era l'unica fonte luminosa e illuminava il
capitano rendendolo ancora più teso e preoccupato.

"Un bel casino." Commentò.

=^=Lo so Fabio e sono sicuro che farete del vostro lavoro al meglio
malgrado la situazione.=^=

Cortes scosse la testa:"Due sole navi, una terrestre e l'altra tellarita... e
se la situazione precipita?"

La risposta fu secca e decisa e bloccò il capitano paralizzato da quelle
parole:=^=Se la situazione precipita è la Fine della Federazione.=^=

Cortes accusò il colpo ispirò fortemente e l'ammiraglio Guller
aggiunse:=^=Sarete nel raggio delle comunicazioni con il comando del
settore, chiamatemi per ogni cosa. Ho ordinato alla Detrer di essere a
vostra completa disposizione. Sono bravi come lo siete voi e vi aiuteranno
moltissimo.=^=

"Non è la nave Tellarita che mi preoccupa." Commentò amaro Cortes.

=^=Lo so, buona fortuna con la vostra missione.=^=

L'ammiraglio chiuse la comunicazione e Cortes, rimasto solo, commentò:"Un
bel casino."



Uss Atlantis Sala riunioni 4 ottobre 2173 Ore 15:00



"Tu ci hai capito qualcosa?" chiese Blake.

"No, non ci ho capito proprio nulla." Rispose l'ingegnere capo.

Il tenente Random fu sul punto di dire qualcosa ma venne fermato da brusco
aprirsi della porta e dall'entrata del capitano Cortes. Fabio arrivò
rapidamente al suo posto ma non si sedette preferendo rimanere in piedi
vicino al monitor.

L'equipaggio fece per salutare il capitano ma Cortes parlò per primo:"Buon
pomeriggio a tutti."

Fabio attivò il monitor che riprodusse il vecchio confine tra il territorio
degli andoriani e dei vulcaniani.

"Questo è il confine in disuso tra Andoria e Vulcano, con l'avvento della
Federazione è scomparso essendo tutto spazio comune." Il capitano attese
qualche secondo per permettere agli ufficiali superiori di assimilare le
informazione prima di ricominciare: "Ieri alle 18:56 un incrociatore
Andoriano in una normale missione di pattugliamento nello spazio federale
ha scoperto una stazione di rilevamento vulcaniana nella fascia degli
asteroidi nel sistema di Kentall."

Lo schermo fece un rapido zoom sul sistema di Kentall posto esattamente sul
confine.

"Il sistema è disabitato in quanto è composto da solo giganti gassosi ma
l'incrociatore Andoriano ha rilevato dei segni di vita. Indagando ha
scoperto la stazione di rilevamento vulcaniana." Il capitano terminò
l'esposizione dei fatti e andò a sedersi al tavolo con gli altri ufficiali
superiori.

"Se non ricordo male esistevano delle stazioni di rilevamento sia Andoriani
sia Vulcaniani prima della Federazione ora dovrebbero essere tutte
dismesse." Commentò Reis.

"E' proprio questo il problema, l'incrociatore ha scoperto che la stazione
spia è in funzione con una rete di sensori passivi in grado di scrutare le
attività su Andoria." Commentò secco Cortes.

Ci fu una serie di commenti degli ufficiali e uno strano senso di
inquietudine avvolse la sala.

"Hanno dei rilevamenti sugli occupanti della stazione di spionaggio?"
chiese Blake.

"Secondo gli Andoriani i segni vitali sulla stazione sono vulcaniani."
Commentò il capitano ma si affrettò a dire:"ma questa informazione non è
confermata."

Il capitano inspirò fortemente e arrivò alla nota dolente:"Gli andoriani
hanno fatto fuoco contro le antenne dei sensori e si sono ritirati. I
delegati di Andoria del consiglio della Federazione hanno protestato
ufficialmente e minacciano di ritirarsi. Questa crisi rischia di spaccare
in due la Federazione dei Pianeti Uniti. Il comando di flotta ci ha chiesto
di indagare e, per evitare il conflitto di interessi, saremo noi più una
nave Tellarite, la Detrer. Siamo nel cuore della tempesta e dobbiamo
capire perché è successo."

La voce metallica di Random commentò secco:"Un bel casino."





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Brano: 04-02
Titolo: Dove ci sono voci diverse
Autore: Tenente Joshua Enric Random
(aka Roberto Battistini)
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Uss Atlantis 5 ottobre 2173 Ore 9:00 (in viaggio verso il sistema Kentall)



La USS Atlantis procedeva in velocità curvatura verso il punto di randez
vous con la Deter, un'unità navale di classe Cruiser, destinata a condurre
le indagini insieme alla nave del capitano Cortes sull'incidente della
presunta stazione vulcaniana nel sistema Kentall.

Il capitano fissava i dati sul proprio padd che riportavano i diari di
bordo che gli Andoriani avevano passato al consiglio federale della nave
che aveva scoperto la stazione e aveva ingaggiato per eliminare il
pericolo. Le bio-tracce rilevate corrispondevano al profilo genetico dei
vulcaniani. La cosa in sé non era nuova alla Federazione, già in passato
era stato scoperto un tempio spirituale vulcaniano che fungeva da stazione
spia verso Andoria, ma proprio per l'improbabile logica che i
vulcaniani abbiano potuto ripetere l'errore, Fabio provava forti dubbi
sulla questione. E non era il solo a bordo dell'Atlantis a pensarla in
questo modo.
"Siamo in prossimità del punto di incontro. Stiamo uscendo da curvatura",
disse Random con il suo tono di voce replicato da un dispositivo nella gola
che ne dava un'assonanza metallica e ruvida. Ormai Cortes si era abituato e
il suono della voce del suo timoniere non sembrava meno famigliare di
quello ben più dolce e giovanile della Reis, il brillante ufficiale alle
Comunicazioni.

"Ci sono già i nostri compagni di investigazione?", chiese il capo
ingegnere Keyl alle prese con la sua limpida consapevolezza di dover
condurre buona parte delle indagini sull'incidente. Nella sua voce c'era
attesa e una porzione di curiosità non celata.

Random lanciò una rapida scansione e si voltò verso i colleghi: "Sì,
proprio davanti a noi". E diede la connessione video sul display principale
su cui si affacciò senza gloria od onore, una nave Tellarite,
immobile nelle coordinate del punto di incontro.

"Reis, apra un canale. Iniziamo le danze". La giovane ufficiale rispose
immediatamente e stabilii il contatto. Sullo schermo al posto della nave
apparve il sempre poco esteticamente volto di un Tellarite, completo di una
peluria che scendeva incerta dal naso suino.

<< Ben arrivati. Vi attendevo 10 minuti standard fa. Direi che la
puntualità non sia un punto di forza di voi federali. Vediamo se lo sarà la
vostra capacità investigativa. Sono il capitano Derak, mettiamoci al lavoro
subito.>>

Cortes chiuse gli occhi, per far crescere in una frazione di secondi quel
briciolo di pazienza in più necessaria per non creare un secondo incidente
diplomatico. Poi si presentò: "La puntualità purtroppo ha poco a fare con
tutte le procedure federali autorizzative ad un'operazione del genere.
Chiamiamola con il termine tanto umano: "vincoli amministrativi".
Sono Cortes, capitano della USS Atlantis. Concordo sul procedere da subito. Io mi
recherei alle coordinate della stazione e manderei sul posto un away team.
Per noi terrestri ci saranno il Guardiamarina Reis, linguista ed addetta
alle Comunicazioni e l'ingegnere capo Keyl. Credo che sia opportuna una
presenza scientifica e di Sicurezza o tattico. Siete in grado di fornire
questo ausilio?", il capitano si era dimostrato diplomaticamente audace e
in grado di mettere all'angolo il Tellarite, il quale sbuffò, disse
qualcosa nella sua lingua poi riprese:
<< E' naturale. Invierò Zesar, ufficiale scientifico capo, Millrod, addetto
alla sicurezza e, giusto per essere certi che l'indagine sia condotta nel
modo più inequivocabile e serio possibile, anche un nostro ingegnere Kylan.
Tra 4 minuti saremo sul posto. Vi passerò le coordinate del luogo in cui
teletrasportare la vostra gente. Derak, chiudo.>>

"La simpatia non è un suo punto di forza", ironizzò Random scuotendo il
capo, mentre stava già impostando la breve rotta a velocità subluce verso
ciò che restava della stazione.

Cortes sembrava pensieroso, mentre Dorothea strinse le mani a pugno. Sulle
sua spalle gravava una nuova responsabilità e il timore di un imprevisto
fallimento. Cosa che Thea non voleva vivere. Consapevole inoltre dei suoi
limiti oggettivi di memoria. Cominciava ad avere il sentore che questa
indagine sarebbe stata tutt'altro che facile. Nel frattempo l'ingegnere
capo originario di Agrigento, stava già facendosi una check list mentale
degli aspetti da approfondire quando sarebbe stato a bordo della stazione.
Se da un lato la Reis viveva di emozioni, l'ingegnere viveva di quella
praticità tangibile che lasciava meno tempo a ciò che provava.

Ma ciò che restava della stazione era ben poco consolante. La nave
Andoriana non aveva solo messo fuori uso l'antenna, aveva colpito in
diversi punti dello scafo, obbligando il campo di contenimento a lavorare
di più di quanto era stato previsto: si presentavano a macchie di leopardo
alcuni varchi nello scafo. La cosa colpì immediatamente Cortes: "Gli
andoriani devono avere un concetto poco famigliare con quello terrestre sul
far fuoco sulle antenne. Direi che il fuoco, per quanto assomigli
maggiormente ad un meno legale disruptor antimateria, non si sia limitato
alle antenne".

Random fece un cenno d'assenso e aggiunse: "Mi pare quindi naturale
ammettere che a bordo della stazione ora non ci siano segnali di vita".

"Bene, andiamo a vedere", chiuse il capitano, mentre Dorothea e Jonthana si
stavano alzando dalle rispettive postazioni.

Stazione non identificata 5 ottobre 2173 Ore 9:10 (Sala controllo)


Il teletrasporto fece scintillare le sagome dei cinque ufficiali con un
dorato bagliore nel cuore della Control Room della stazione. La prima cosa
che i presenti inevitabilmente notarono furono le luci soffuse. Le
poltroncine presenti erano configurate per umanoidi e questo escludeva da
subito alcuni improbabili razze. Negli arredi non vi erano particolari
indicatori di razza. Erano tutti adeguatamente anonimi e privi di carattere
culturale.
Keyl si fece avanti per presentarsi ai tre Tellariti, i quali non
intenzionati a stringere amicizia ma tantomeno ad essere educati, si
voltarono con i tricorder spianati lampeggianti.
"Bene, lasciamo perdere i convenevoli", disse sorridendo alla Reis.
Lei alzò le spalle, ormai abituata a rapporti con alieni al meglio
altalenanti. "io controllo i diari di comunicazione, partirei dagli idiomi
utilizzati", e Keyl fece un cenno d'assenso. "io mi soffermo invece sui
sistemi software. Se di vulcaniani si parla, di certo i loro sistemi sono
identificabili facilmente, o almeno credo".
Si trovò subito accanto al Tellarite ingegnere, Kylan. "Vorrei accedere al
sistema operativo", disse Keyl per potersi far concedere lo spazio
necessario per allungare le dita sulla consolle.
"L'ho sto già facendo io, non vede. Si occupi di altro", aggiunse Kylan.
Ma Jonathan non era persona da lasciar perdere: "Non è quello che intendo
fare. Se mi lascia operare anche a me, potremmo analizzare i dati insieme.
Io sono interessato ad analizzare i sistemi gestionali di bordo, lei?"
"Non credo che la cosa la riguardi, quanto al più posso riferirle il
risultato finale", un po' dal tono spocchioso concluse il Tellarite.
Keyl provò l'istinto, questa volta perfetta mixitè tra emozioni e
praticità, di dare una spallata al collega Tellarite e prendere il
controllo della consolle. Ma la cosa poteva apparire poco nobile, così
provò ad accedere da un'altra consolle, dove la routine di accesso sarebbe
stata più lunga, ma almeno era libero di operare.

La Reis si voltò turbata verso Keyl: "quando ha un attimo, venga a
vedere". Sussurrò, per non destare l'attenzione dei tre tellariti così
presi dal loro lavoro, da non pronunciare neppure una parola. Keyl era
appena entrato nel sistema e stava scuotendo il capo: "Un attimo Reis, e
sono da lei..vorrei solo." poi ci fu un attimo di silenzio.
Durò un paio di secondi, come se tutto fosse talmente potente da
necessitare di una sorta di raccoglimento, prima di esplodere in un big
bang che poteva assomigliare a questo:

"Klingon!"

La parola fu pronunciata all'unisono da due tellariti e dal Tenente Keyl.

La Reis li guardò perplessa. "scusate?", chiese con sguardo incerto.

"Dietro alle routine di base gestionali vi è una programmazione in lingua
klingon", disse Keylan, seguito da un "esattamente" di Jonathan.

Lei alzò un sopracciglio. "Interessante. Ed io ho trovato tracce di
comunicazioni verso l'esterno che richiamano....la lingua romulana!"

"Non poteva dirlo subito?!" chiese sbalordito Jonathan. Lei sospirò: "Ci ho
provato, ma lei era troppo preso da.."e simulò con le dita lo scrivere
sulla tastiera incessante.

"D'accordo signori. Forse è il caso di iniziare a ragionare...insieme",
disse Keyl. "Ci troviamo davanti ad un paradosso: una stazione con
tecnologia presumibilmente klingon, che comunica con l'esterno in romulano
e, detto dagli andoriani, con presenze vulcaniane? Ma con che cosa abbiamo
a che fare?", chiese il capo ingegnere della Atlantis.

L'addetto scientifico tellarite, Zesar, aggiunse: "non sono gli unici
elementi alieni trovati. Abbiamo trovato diversi sistemi presenti: anche
denobulani, vulcaniani e..sorprendentemente umani e pure tellariti. Ha
tutto l'impianto di una sorta di Consorzio".

"Una piccola federazione autonoma", disse la Reis per sdrammatizzare, ma i
presenti si voltarono seri. "Esattamente", disse Millord, il tellarite
addetto alla sicurezza. Poi aggiunse: "La prima domanda è: se chiunque
questo gruppo rappresentasse, operando sostanzialmente in incognito, perché
non hanno cancellato qualsiasi elemento che potesse ricondurre alla loro
presenza?"

Jonathan assentì: "L'attacco andoriano è stato più violento del previsto.
Forse i presenti, per pochi che fossero, sono stati risucchiati fuori dai
varchi creati nelle paratie?"

"Improbabile. Abbiamo già analizzato i dati e non credo che il sistema di
contenimento sia scattato così tardi da far fuoriuscire delle persone",
rispose Millord, che restava per ora il più collaborativo dei presenti
tellariti. "Mi viene da pensare che queste prove siano state lasciate a
posta. Quindi volutamente per orientarci".

"E verso chi, Millord?" chiese al Reis curiosa, "una gruppo sparuto
inter-razziale parallelo alla Federazione che era interessato a spiare per
qualche ragione i bellicosi andoriani per farli arrabbiare al punto di
attaccarli?

"E'proprio questo il punto. tutto sembra costruito per creare
disorientamento da un lato e dall'altro...", riflettè a voce alta Jonathan.

"Indurci tutti in reciproco sospetto", chiuse l'ufficiale scientifico
Tellarite.

Fu in quell'attimo che i cinque membri diventarono in qualche modo la cosa
più vicina ad un team.
"Bene, cerchiamo altre prove. E' impossibile che non ce ne siano
di...originali", disse Keyl.

Uss DETER, 5 ottobre 2173 Ore 9:35 (plancia)



Derak, seduto nella sua poltrona di comando aveva analizzato i dati
trasmessi e l'evidente incoerenza delle prime prove rilevava a suo giudizio
una volontà ben strutturata di depistare ogni indagine. Per un attimo il
dubbio di una sorta di entità paragovernativa panrazziale gli era sorta,
leggendo le informazioni della sua away team, ma per ora l'ipotesi era
stata accantonata.
Stava sorseggiando una bevanda scura, qualcosa di simile ad un the nero,
quando di colpo sobbalzò dalla poltrona, tirandosi il liquido con le sue
molecole bollenti addosso. Probabilmente imprecò in lingua tellarita. Ma
non per essersi sporcato o bruciato, ma perché era appena uscita dalla
curvatura, davanti alle due navi un vascello vulcaniano di classe
Surak. Ora una nave di classe Surak è talmente imponente ed elegante che la
nave Tellarite sembrava a confronto un insetto.

Derak aprì subito un canale: "Qui Derak della nave Deter. Cosa ci fate in
questo settore? Voi vulcaniani non potete essere presenti, siete
interedetti, è in violazione..".

Fu un attimo e la Deter esplose sotto i pochi ma precisi colpi di phaser
della nave vulcaniana.





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Brano: 04-03
Titolo: Stallo o strategia?
Autore: Guardiamarina Dorothea "Thea" Reis
(aka Vanessa nd)
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Atlantis NX-28, 5 ottobre 2172 Ore 9:37 (plancia)


"Allarme rosso!" ordinò Cortes "Tutti gli uomini ai posti di combattimento.. pronti a.."
"Troppo tardi Capitano.. la Deter non esiste più.. attivo sistema sperimentale di scudi Andoriani.. spettro d'azione anteriore, consiglio ritirata strategica.. non siamo in grado di tenere testa ad una Suurok vulcaniana" affermò con voce metallica Random
Se l'intento del timoniere della Atlantis era solo quello di aggiornare sullo status quo il proprio ufficiale di comando, il timbro inespressivo e meccanico dovuto al proprio apparecchio vocale, ebbe l'effetto simile al crollo di un macigno sull'unica flebile speranza che poteva albergare nei cuori di tutto il personale in plancia in quel momento.
"Signor Kimura?"
"Concordo con l'analisi del Tenente Random, Capitano.. scudi alzati e"
"Non vorrete lasciarli là vero? C'è Thea con loro.. ehm sì scusate il Guardiamarina Reis.. dobbiamo andare a salvarla"
"Signor Squiretaker, capisco l'esigenza di salvare la sua compagna, ma c'è anche il Comandante Keyl ed i tre Tellariti da soccorrere.." puntualizzò seccato Kimura "inoltre la diffido dall'interrompermi nuovamente.. prepari le squadre della sicurezza per resistere ad un eventuale abbordaggio e lasci immediatamente la plancia. E' un ordine.. esegua senza se e senza ma"
Alejandro lanciò un'occhiata gelida ed in tralice verso il proprio superiore e poi un'altra eloquente verso il Capitano.
Fabio annuì seccamente, ma negli occhi aveva una scintilla di speranza che riuscì a trasmettere all'avvilito Squiretaker che abbandonò la plancia.
"Non pensa di essere stato troppo duro, Kimura?" esclamò Fabio all'indirizzo del tattico
"E' un ottimo elemento, ma deve rimanere lucido in certi frangenti.. specie se a rischio vi è l'incolumità dell'intera unità non solamente della Reis"
"Uhm.." fece poco convinto Cortes prima di chiedere ulteriori aggiornamenti a Random
"Non abbiamo nessun riscontro dal database, Capitano.. quella nave non ha un codice identificativo.. oppure.. lo ha, ma è del tutto sconosciuto"
"Signor Blake?"
"I sensori hanno difficoltà a penetrare l'unità nemica, signore.. ma dalle tracce che sembrano riuscire ad estrapolare, confermo la presenza di forme di vita vulcaniane a bordo.. non so quantificarne quante, né se rappresentino la maggioranza dell'equipaggio"
"Attività ostili?"
"Nessuna Capitano.. è come se ci stessero studiando.. o dando tempo di prendere una decisione.. come rapporto di forza potrebbero stare semplicemente giocando come il gatto col topolino.. e noi siamo nella spiacevole situazione di essere il roditore in questo gioco"
"Abbiamo modo di teletrasportare il nostro away team a bordo?"
"Dovremmo abbassare gli scudi, ma vista la rapidità della distruzione della Deter direi che non sia saggio.. dovremmo spostarci a velocità impulso circumnavigando l'unità nemica fino a frapporci fra la stessa e la stazione spaziale, ma potrebbe essere intesa come mossa d'attacco e quindi subire la loro offensiva."
"Dovremo tentare.. signor Blake? Possibilità di teletrasportare i nostri mentre affrontiamo un attacco?"
"Se ci permettono di compiere la manovra indicata da Random tecnicamente si.. i nostri dovremmo riuscire a prenderli a bordo al primo giro.. i Tellariti ad un secondo giro... ma l'elevato numero di incognite non lo renderebbe una mossa saggia.. sa quanto me che un'improvvisa perdita di potenza alle sale teletrasporto potrebbe causare il fallimento dello stesso con perdite che non sono accettabili"

Tellar, Base Aeronavale - 5 ottobre 2172 (contemporaneamente)


"Derak!!"
Nessuna risposta
"Riaprite il collegamento con la Deter immediatamente!!"
"Non è possibile, signore.. non rispondono alle nostre chiamate.. le trasmissioni si sono interrotte.. è possibile che quello schianto sia stata effettivamente una deflagrazione"
Una serie inintelligibile ed interminabile di insulti ed improperi in Tellarite dominò la sala per un paio di minuti.
"Contattate il Comando di Flotta della Federazione.. voglio parlare con l'Ammiraglio Guller! Massima priorità! Se Vulcano ha deciso di dichiarare guerra, Tellar è pronto ad affrontarla!"
"Signore forse è il caso di trovare una soluzione pacifica, diamo tempo alla Atlantis di capire la situazione ed aggiornarci"
"Non c'è nulla da capire! Una stazione a guida Vulcaniana con un mix eterogeneo di razze spiava gli Andoriani che hanno giustamente reagito alla minaccia. Veniamo chiamati assieme ai Terrestri per indagare pacificamente e veniamo polverizzati dalla reazione Vulcaniana. L'ultima cosa che hanno registrato i sensori della Deter era o non era un vascello di classe Suurok Vulcaniano?"
"Signor sì.. ma.."
"Nessun ma! O Guller trova una soluzione o contatterò gli emissari Andoriani e proporrò loro un'alleanza contro questo atto di guerra da parte di Vulcano"

Stazione non identificata 5 ottobre 2172 Ore 9:45 (Sala controllo)


L'esplosione della Deter aveva illuminato a giorno le paratie in fibra di vetro di quella che poteva essere considerata come la plancia della stazione.
Nessuno dei due away team aveva la strumentazione necessaria o la possibilità di utilizzare i sensori della stazione per comprendere la gravità di quello che stavano vivendo.
Eppure nessuno dei cinque pareva averne bisogno.
La subitaneità dell'azione della nave vulcaniana, l'immediata deflagrazione della Deter e quello strano gioco di posizionamento fra la Atlantis e l'unità sconosciuta attaccante erano per tutti chiarissimi.
Keyl imprecava mentalmente, mentre, da parte loro, i tre Tellariti stavano adoperando un ricchissimo ed interessantissimo dizionario di improperi, insulti e parolacce.
Dorothea, invece, pareva vivere in uno dei suoi momenti di beata incoscienza.. come di noncuranza di ciò che la circondava.. scherzosamente Alejandro l'aveva rinominata la sindrome di Thea o i cinque minuti di ordinaria follia della bionda.. non era il primo a prenderla in giro e non sarebbe stato l'ultimo.
Ma lui l'amava.
E lei amava lui.
Forse proprio il pensiero recondito ed inconsapevole di dover far qualcosa per tentare di aiutare il compagno, l'avevano portata ad un'intensa attività di videoscrittura ad un terminale.
A vederla, sembrava una giovane impegnata in una chat per vari istanti.. mentre in altri, si fermava quasi a ragionare fra sé e sé a voce alta, ma non abbastanza per farsi sentire, capire o comprendere.
Dopo una quindicina di minuti le scappò un "Eureka" proprio mentre la Atlantis abbandonava il teatro d'operazioni.
Nessuno le prestò attenzione.
Fu solo dopo che un fascio di luce, tipico di un teletrasporto, li stava avvolgendo, che il Comandante Keyl le formulò la domanda relativa a cosa aveva scoperto.
Lei lo guardò come se non si ricordasse minimamente di cosa lui parlasse.
Jonathan sollevò lo sguardo al cielo, ma, proprio mentre i tre Tellariti si davano di gomito con fare preoccupato, ma ilare, che Dorothea rispose:
"Ve l'ho detto come mai gli Andoriani pare abbiano attaccato, ma non abbiano analizzato nulla a bordo?"